N U M E R O N O V E M B R E 1 La forza della Sported Maris sono le persone che la compongono. Ciascuno non è un singolo componente, ma fa parte di un gruppo. Che sia un allenatore od un volontario che si occupa della gestione della società, ogni persona ha la capacità di lavorare in squadra e di confrontarsi con gli altri comp onent i dello staff. Proprio attraverso la sinergia creata negli anni, tra le persone, divenute un g r u p p o compatto, la società ha raggiunto sempre nuovi risultati a vantaggio dei suoi giovani atleti. Nel corso del tempo, tutti coloro che si sono avvicendati nella gestione della Sported e sul campo, sono riusciti a mantenere fermi i valori originari quali l’educazione ed il rispetto della persona nella sua essenza. Essere fermi su valori che sembrano ‘vecchi’ non significa non avere uno sguardo sul presente, ma semplicemente vuole essere un punto cardine in un contesto sociale che sta mutando, facendo sempre l a d i f f e r e n z a . Questo permette ogni giorno ai nostri giovani atleti di distinguersi sia durante una partita, che negli allenamenti. Alla “Sported” l’attenzione non viene mai meno su punti quali: il rispetto degli avversari , 2 0 1 4 delle regole e delle autorità in campo (arbitri), senza dimenticare di aiutare i genitori nel tenere comportamenti educativi ‘positivi’ verso i p rop ri figli. Tra gli obiettivi di oggi della Sported, quella di sviluppare esperienze in altri sport per rendere consapevoli i giovani atleti delle proprie abilità e attitudini. Le difficoltà non mancano, ma il sorriso di un bambino, di un ragazzo o di un genitore, sono un bellissimo grazie, per chi non smette di lavorare alla Sported. Il Presidente Diego Frosi e Il Consiglio Direttivo Alcuni momenti dell’inaugurazione della stagione sportiva 2014/2015 L’Associazione Giorgio Conti nasce a fine 1988 per volontà di Adriana e Carlo Conti, genitori del piccolo Giorgio; un giovane atleta della Sported con un cuore ed una sensibilità immensi nei confronti dei meno fortunati. Nonostante Giorgio fosse al termine della sua giovane esistenza, chiese ai suoi genitori di continuare ad aiutare i bimbi malati in difficoltà. Così oggi la Giorgio Conti collabora con i maggiori centri pediatrici lombardi e con la Sported Maris. Sono tante le persone che le sono riconoscenti. PAGINA 2 Passione e forza di aggregazione, hanno contraddistinto in questi anni l’ASD Sported Maris. Nel 1985 la società calcistica entra in punta di piedi nello scenario sportivo cremonese, ma da subito, grazie all’impegno dei suoi fondatori e dei tecnici che fanno parte dello staff, si differenzia per le sue caratteristiche. ‘Sport’ ed ‘educazione’, sono il binomio che hanno segnato il percorso intrapreso dalla Sported Maris. “Sport ed Accanto ad un lavoro attento della dirigenza, dei tecnici, dei volontari che ruotano attorno alle dinamiche della società, la collaborazione delle famiglie che hanno scelto Sported Maris come società in cui far crescere, atleticamente i l o r o f i g l i . Ma spesso non sono stati solo i genitori a scegliere la Sported, ma gli stessi giovani atleti, che sul campo da calcio hanno trovato chi li ha accolti, ha insegnato loro i ‘primi calci’, ma anche ad essere sportivo e rispettoso delle regole sul campo da gioco e nella vita. Alcuni piccoli calciatori, che prima hanno tessuto le fila della scuola calcio, dei pulcini e degli esordienti,sono diventati loro stessi dei tecnici della società ed hanno trasmesso ai bimbi di oggi i valori appresi dai loro istruttori, quando sono arrivati alla Sported. visto imple- mentarsi anche la struttura in cui far crescere i suoi ragazzi. Il centro sportivo con il passare del tempo si è arricchito di nuovi spazi dove svolgere gli allenamenti e trascorrere dei momenti post partita che aiutano grandi e piccini ad essere squadra, gruppo, società. In questi 30 anni la società non è maturata solo calcisticamente, ma ha educazione , il binomio Presidente: che fa la storia Diego Frosi della Sported” VICE PRESIDENTE: Giulio Bruneri Giuseppe Donelli CONSIGLIERI: Alberto Romani Erminio Generali Gianpiero Corbari Alessandro Baldani Fausto Bernardelli Monica Gazzola Cristiano Dusi Gianluca Ghignatti Ottavio Grossi In occasione del 30esimo anno di fondazione, in accordo con Giuseppe Pacifico, dell’Azienda fornitrice del materiale tecnico GARMAN, la nostra società ha deciso di dar vita ad un concorso che coinvolgesse tutti i suoi atleti di tutte le età. Utilizzando il logo del 30esimo e quello della GARMAN, usa la tua fantasia e dai vita alla tua maglietta, disegnando sul foglio che i tuoi allenatori ti daranno. Tra tutti i disegni che saranno consegnati ai Mister della Scuola Calcio, sceglieremo la migliore, che diventerà la maglietta dell’anno e sarà realizzata dalla GARMAN . NUMERO 1 Una domenica di f e b b r a i o , un gruppo di ragazzini si presentò al campo per una partita di calcio amichevole ma…non riuscì a trovare nemmeno un Pallone per giocare. I giovani calciatori iniziarono a cercare un po’ ovunque, aiutati dagli allenatori e da qualche genitore ma niente, nemmeno un Pallone e così pensarono ad un furto. Ad un certo punto sentirono dei singhiozzi provenire da un secco cespuglio al bordo del campo, si avvicinarono e trovarono un vecchio Pallone sgonfio, sporco che stava piangendo dentro un canale di scolo delle acque prosciugato. “Stai tranquillo”, gli dissero i giovani calciatori, “ora ti laviamo, ti gonfiamo e ti useremo per la nostra partita.” “No, amici” singhiozzò con tanta tristezza il Pallone “non gonfiatemi, non giocherò più con voi, così come han fatto tutti i miei fratelli palloni qua e nel resto del mondo”. “Ma come” dissero preoccupati i ragazzini “e la nostra partita?” “Non la giocherete” proseguì amaramente “perché noi Palloni non vogliamo più giocare a calcio, per questo tutti gli altri se ne sono PAGINA anda- ti; io non ce l’ho fatta a scappare solo perché sono sgonfio” “Ma a noi…a noi piace giocare a calcio e senza di voi è impossibile!”. “Lo so, lo so…ma c’è troppa violenza nel calcio e noi non possiamo andare avanti così. Eravamo stati inventati per far divertire la gente. La gente che giocava con noi prendendoci a calci e quella che veniva a vedere le partite”. “Eravamo stati inventati” proseguì il vecchio Pallone “per unire le persone, per far loro amare il movimento, il gioco di squadra, per saper accettare la sconfitta e saper gioire della vittoria senza umiliare il perdente e invece…” “E invece?” volevano sapere curiosi i bambini. “Ma avete sentito cosa è successo anche in questi giorni? Troppo spesso per il calcio ci si insulta, ci si picchia, ci si ammazza, si distruggono le cose, si portano avanti ideali politici estremi e che in passato hanno fatto solo del male, si corrompono arbitri e società, si pensa più al denaro che al giocare, al divertirsi” “Ma noi non facciamo così, i nostri genitori ed i nostri allenatori ci stanno insegnando il rispetto e l’onestà nel gioco” si difesero i piccoli campioni. “E’ vero, questo è vero”, disse il P = punta, tiro di punta In molti anni di storia e migliaia di partite, proprio per colpa dei TIRI DI PUNTA, sono esplosi tantissimi palloni che hanno causato infiniti fischi da parte dei tifosi. In occasioni di emergenza, quando non si riuscirebbe a colpire la palla in nessun altro modo, il pericolosissimo tiro di punta viene u t i l i z z a t o , p e r e s e m p i o : quando le condizioni del campo sono pessime (campo bagnato), per imprimere più forza alla palla e permettere che avanzi; dai Br asi li ani , c h e so pr a tt ut to i n a r e a Pallone fra le lacrime e proseguì: “Forse solo voi potete ancora aiutarci a trovare l’entusiasmo per tornare sui campi. Forse solo voi, giovani, potete insegnare ai più grandi e ai tifosi che nel gioco del calcio l’unica cosa da prendere a calci e su cui sfogarsi siamo noi Palloni, inventati per questo. Forse solo da voi bambini e ragazzi possiamo cercare di riprendere il vero spirito del calcio e dello sport: lontano dagli affari e dalla violenza. Forse solo dai vostri genitori ed allenatori, che vi educano non ad essere campioni e vincenti ad ogni costi ma sportivi corretti ed umili, possiamo cercare di ridare un po’ di dignità al calcio. Forse solo partendo dai nostri piccoli campi di periferia potremo portare avanti uno sport che avrà dato un calcio alla violenza abbracciando la fratellanza e il rispetto che sono la base della pace. Datevi da fare, bambini e ragazzi, datevi da fare dirigenti, allenatori, educatori, genitori, insegnanti…datevi davvero da fare e allora potrete rigonfiarmi e riprendere a giocare a calcio: quello “vero”. calciano di punta per anticipare il sorprendere il portiere. difensore e Quindi, se non sei brasiliano e non c'è il diluvio universale ricorda di tirare la palla con il piatto e non di punta: i calciatori passano con il piatto perché colpiscono la palla con una superficie più larga aumentando la loro precisione. Stefania Ghidoli 3 PAGINA 4 Andrea Caracciolo del Brescia Calcio ‘Ogni volta Andrea faceva il centravanti in una squadra di serie B e lo chiamavano ‘Airone’ perché, dopo un gol, spiegava le sue braccia come due grandi ali e ne imitava il volo. Ma quel giorno, c o n t r o un’avversaria dalla m a g l i a bianca come il riso, il pallone non ne voleva sapere di entrare. Tira di destro, calcia di sinistro, colpisci di testa: niente, non era possibile s e g n a r e . Nel secondo tempo, però a c c a d e q u a l c o s a : l’Airone ha l’occasione buona, calcia verso la porta, il portiere devia contro il palo e il pallone t e r m i n a f u o r i . Sarebbe stato ‘angolo’, ma l’arbitro fa cenno di no e annulla la rete. Andrea chiede al portiere avversario di dire la verità: «Non l’ho deviata», rispose il p o r tier e r acco n tan do u n a b u g i a . Così l’Airone, ancora più rabbioso, ci riprova. Colpisce di testa su un calcio d’angolo; il portiere avversario, prende la palla sulla linea e l’arbitro c o n c e d e i l g o l . Ma per Andrea non è rete e lo dice all’arbitro, che torna sui suoi passi. Così la partita prosegue sempre 0-0 per la bugia del portiere e l’onestà dell’Airone. Il centravanti pensò: «Prima o poi sarò premiato» Il premio arriva all’ultimo minuto , quando la palla va prima sul destro e conclude forte a fil di palo nella porta avversaria. Vince la squadra di Andrea che alla fine riceve i complimenti dei suoi compagni, degli avversari e dell’ arbitro. «Sì - pensò l’Airone -, l’onestà alla fine viene sempre p r e m i a t a » . Nemmeno da bambino era mai stato così felice. Vincenzo Corbetta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio’ Jorge Luis Borges I coscritti del 1976– 1977 con Bozzetti e Veneziani Una carrellata di ricordi, emozioni, immagini di quelli che erano piccoli calciatori, divenuti oggi adulti, hanno ancora nel cuore la Sported. Sarebbe troppo banale se il titolo di questa rubrica fosse un semplice richiamo alla ragione sociale dei colori bianco verdi. Questo spazio vuole invece ironizzare, prendere in prestito, una costruzione tipica della lingua inglese, ecco quindi che il suffisso "-ed", tipicamente utilizzato Oltremanica per trasformare un tempo verbale alla forma passata, viene sfruttato per dare vita a "We sported" che potremmo tradurre con "noi che una volta, tanto tempo fa, abbiamo giocato a calcio" , ovviamente nella ‘Sported’. Partiamo quindi dalla prima di queste simpatiche rimpatriate, che ha visto protagonisti i veterani coscritti anni 1976-77. Lodevole per impegno ma un po' "affaticata" dal punto di vista tecnico, la partita organizzata sul campo del nostro Centro Sportivo, più deciso e meglio organizzato lo spirito competitivo-culinario della cena post-partita. E' stato come tornare ragazzini!! Cristiano Dusi NUMERO 1 PAGINA Perché l’ex-giocatore dell’Inter, il brasiliano Adriano (“l’Imperatore!”), non è mai diventato un campione? E perché Mario Balotelli (“Supermario”) sembra incamminato sulla stessa strada? Eppure si tratta di due atleti cui il Signore ha regalato doti fisiche e t e c n i c h e e c c e z i o n a l i . Il problema è che il calcio è una cosa più complessa della somma tra tecnica e condizione fisica. C’è pure la tattica, certo. Ma soprattutto ci sono le virtù . Che parolona! Lo sanno tutti gli allenatori che per diventare un buon calciatore occorre esercitare tanto il corpo ma pure l’anima. U n ’ a l t r a p a r o l o n a ! In altre parole, se si vuole eccellere nel football occorre essere umili, pazienti, coraggiosi ( quel giusto mix tra audacia e codardia), saggi (non parlare fuori luogo), ironici (non identificare mai la propria riuscita umana con quella sportiva), leali nei rapporti con compagni e allenatori. Insomma, se si vuole giocare bene a pallone occorre essere buoni anche dal punto di vista u m a n o . In fondo lo dice anche il grande Arrigo Sacchi che a calcio si gioca non coi piedi ma con la tes t a e c o l c u o r e . Meditate, gente, meditate… Sante Maletta Il podista più giovane Un caldo sole autunnale, tanta allegria e voglia di stare insieme, sono stati perfetti complici per il s u c c e s s o de l la p r im a edizione della maratonina ‘Mille passi nel Maris’. Senza limite d’età, con partecipazione gratuita, armati di voglia di camminare, correre, ridere e scherzare insieme, oltre 120 partecipanti hanno aderito all’iniziativa domenicale del pomeriggio La partenza di corsa dei giovani atleti della Sported del 28 settembre 2014, promossa dalla Sported. Parola d’ordine: stare insieme correndo sui campi dello Sporterello e nelle immediate vicinanze, per poi fare una bella merenda e giocare per il resto del pomeriggio a pallone, genitori e bambini. Virginia la più esperta 5 PAGINA 6 Parola di Dottore ... “ Il cioccolato fondente : ideale per affrontare uno sforzo fisico sportivo “ I risultati di uno studio condotto dai ricercatori della Wayne State University di Detroit, dicono che mangiare cioccolata fondente prima di fare sport aiuta a rafforzare le cellule muscolari. Tale scoperta, resa nota sulla rivista “Journal of Physiology”, è stata dimostrata somministrando epicatechina, sostanza responsabile del particolare gusto amaro della cioccolata fondente, ai topi da laboratorio. Dopo 15 giorni gli scienziati hanno misurato le loro prestazioni atletiche, rilevando un aumento della resistenza muscolare alla fatica del 30–50%. Perché il cioccolato fondente sarebbe così ideale per affrontare uno sforzo fisico sportivo? Mangiare circa 25-30 grammi di cioccolato fondente 30-45 minuti prima dell'allenamento o della gara permette al metabolismo di avere a disposizione i substrati energetici necessari allo sforzo che ci serviranno come combustibile iniziale per avviare i nostri motori. Il cioccolato fondente puro al 99% è il migliore sia ai fini nutrizionali che per supportare lo sforzo fisico: è un alimento molto utile anche per la salute in quanto fornisce un importante carico di flavonoidi, preziosi antiossidanti che limitano gli effetti negativi associati ad elevati livelli plasmatici di colesterolo, proteggendo dai danni dell'aterosclerosi ed aiutando così nella prevenzione delle malattie cardiovascolari come l'infarto e l'ictus. In media, 100 grammi di fondente ne contengono 50-60 mg, mentre in un'analoga quantità di cioccolato al latte ne ritroviamo soltanto una decina di mg. Addirittura nulla è invece la percentuale di flavonoidi nel cioccolato bianco. Cioccolati che invece contengono anche olio vegetale, soprattutto se di palma o di cocco, sono assolutamente da evitare, perché presentano un’alta concentrazione di grassi nocivi e sono ricchi di colesterolo. Oltre al potere energetico ed antiossidante contiene teobromina e caffeina, due sostanze in grado di aumentare la concentrazione e la prontezza di riflessi ed è ricco di potassio che aiuta a riequilibrare la pressione, previene i crampi muscolari. Infine può aiutare l’attività del fegato, come documenta uno studio spagnolo presentato al Congresso della Società Europea di Epatologia che dimostra come il cioccolato fondente migliori il compenso nei Pazienti affetti da cirrosi. Ricordiamo però che l’organismo può beneficiare degli effetti positivi del cioccolato fondente solo se assunto nelle dosi consigliate. Come qualsiasi altro alimento, assunto in quantità eccessive e con un’alta frequenza diventerebbe dannoso. Dott. Luigi Mancini NUMERO 1 Mangiare cioccolato, uno degli alimenti che riscuote più successo al mondo, fa aumentare i livelli di serotonina, molecola che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dello stato d’animo e che, a sua volta, è conosciuta come “ormone del buonumore”. All’interno di questo dolcetto sono infatti presenti sia serotonina in quanto tale, sia la molecola utilizzata dall’organismo per sintetizzarla, il triptofano. Le quantità di serotonina più elevate si trovano nel cioccolato all’85% di cacao, dove la concentrazione di questa molecola è pari a 2,9 microgrammi per grammo. Le varianti contenenti dal 70 all’85% PAGINA di cacao sono, invece, ricche di triptofano. In ogni grammo di uno di questi tipi di cioccolato si trovano ben 1 3 ,3 microgrammi di q uesto precursore dell’ormone del buonumore. Perciò chi mangia cioccolato non solo per deliziare il palato, ma anche per aumentare i livelli di serotonina, dovrebbe scegliere del fondente contenente almeno il 70% di cacao. Gli studi condotti fino ad oggi indicano che l’assunzione quotidiana di 50 grammi di cioccolato fondente per 3 giorni riduce i sintomi dello stress, dell’ansia e della depressione. In generale, il consiglio più diffuso sembra essere quello di non farsene mancare circa 28 grammi al giorno “Per attirare l'attenzione del lettore, inserire qui un richiamo o una frase tratta dal testo.” I Responsabili della Scuola Calcio: Cristiano Dusi (Sportd Maris) e Giorgio Fabris (Forza e Coraggio - Milano) Didascalia dell'immagine o della fotografia 7 A. S.D. Sported Maris Via Sergio Corazzini , 6 Quartiere Maristella26100 Cremona — Telefax 0372 452166 Bimestrale a cura dell’ A.S.D. Sported Maris Numero 1 - Novembre 2014 Direzione e Redazione : Ilenia Cirrone, Cristiano Dusi, Diego Frosi, Consiglio Dir. Email: [email protected] Collaboratori: Federico Benna, Giovanni Cavallieri, Vincenzo Corbetta, Stefania Ghidoli, Luigi Mancini, Sante Maletta, Antonio Mazzolari. Visita il nostro sito www.sported.it Lo scorso 14 settembre è stato un bel giorno di festa per la parrocchia del Maristella e per tutto il quartiere: il Vescovo Dante Lafranconi ha dedicato la nuova chiesa all’Immacolata Concezione, con una celebrazione emozionante e indimenticabile. La comunità ha voluto ringraziare pubblicamente il suo parroco, don Pier per l'impegno e l'entusiasmo in questi anni. Al termine della celebrazione si è svolto un suggestivo concerto di campane. In breve tempo si è rea lizza ta u n' ope ra molto significativa per i credenti e tanti interventi a beneficio di tutti i cittadini. La nuova chiesa è stata infatti lungamente attesa dalla comunità del Maristella, che negli ultimi anni si è arricchita della presenza di molte giovani famiglie, grazie alle quali si può guardare fiduciosamente al futuro. Giovanni Cavallieri