I RAPPORTI DI GREENPEACE
GREENPEACE ITALIA
V.le M. Gelsomini, 28 - 00153 Roma
PESTICIDI
Il comparto dei fitofarmaci in Italia
a cura di Sergio Baffoni e Liliana Cori
Greenpeace, 1992
Indice
Introduzione
Veleni a merenda
Un caso emblematico
Quote di mercato e assetto proprietario
i meccanismi interni al mercato
Consumo e commercializzazione
Quadro analitico dei mercati
Bibliografia
Appendice: gli impianti formulatori
Introduzione
Il comparto dei fitofarmaci è uno dei piu misteriosi campi dell'economia taliana: non si sa -o si sa pochissimo- da
chi vengono prodotti, dove vengono formulati, come e quento sono impiegati, né sono sufficientemente metodici per
poter essere credibili i controlli sui residui che si trovano sulla frutta e sulla verdura.
In questo dossier cerchiamo di ricostruire i contorni di questo settore analizzando i seguenti aspetti:
*le caratteristiche eonomiche e gli intrecci di intreressi che lo rendono così impenetrabile, e chiuso ai tentativi di
regolamentazioni per un utilizzo meno nocivo;
*le dimensioni dell'export, che spesso coinvolge quei prodotti di cui è stata provata la pericolosità e che per questo
sono stati vietati sul suolo nazionale -ma vengono tuttora prodotti per il Terzo Mondo-;
*cosa e dove viene prodotto in Italia, una mappatura degli impianti produttivi dove i fitofarmaci vengono formulati
Naturalmente si tratta di un lavoro che non può considerarsi definitivo in quanto si tratta di un settore in continuo
movimento. Inoltre dato il segreto geolso con cui sono costuditi anche i dati più banali, molte informazioni si
possono estrapolare solo intrecciando dati diversi, costruendo uno sguardo globale tramite la paziente
interconnessione di molte informazioni frammentarie.
Si tratta quindi di una materia in cui è difficile stendere conclusioni definitive che non debbano essere sempre
riverificate. Ma proprio per questo assume il valore un "work in progress" che è necessario portare avanti con
pazienza, malgrado le difficoltà, proprio per affermare il principio che informazioni che riguardano così da vicino la
salute di tutti devono essere di dominio pubblico.
Obbligo di fitofarmaci
I pesticidi sono veleni. Su questo non ci sono dubbi, è la loro funzione specifica. Si tratta di composti chimici studiati
per debellare la "peste" dei campi: gli insetti infestanti, le muffe, i parassiti, le malerbe.
Sono di composti molto diversi, che vanno a estratti di piante come il piretro, a sali e olii minerali, fino ai più
sofisticati composti organici, quelli le cui interazioni con l'ambiente e col corpo umano sono ancora poco conosciute.
Essi possono essere assorbiti per inalazione, per contatto cutaneo, o attraverso l'apparato digerente Sulla base della
tossicità acuta, i pesticidi vengono catalogati in quattro classi tossicologiche, dalla prima, che comprende le sostanze
il cui uso può causare un'intossicazione mortale, e via via scendendo, intossicazione grave, intossicazione lieve, fino
ai "rischo trascurabili" della quarta classe.
La tossicità acuta è calcolata sul parametro detto "dose letale 50", o più comunemente DL50, che corrisponde alla
quantità di sostanza sufficiente a provocare la morte del 50% degli animali da laboratorio che l'hanno assorbita.
Questo sistema tiene naturalmente conto solo della tossicità acuta -e solo nei casi di una completa somiglianza delle
reazioni fra l'uomo e gli animali da laboratorio- ma non comprende gli effetti a lunga scadenza, le proprietà
cancerogene, mutagene e tetragene. Ciò vuol dire che l'esposizione per lunghi periodi a quantità anche limitate di
sostanza tossica, pur non provocando intossicazioni visibili, comporta però il rischio di contrarre un tumore, di
subire modificazioni del patrimonio genetico, o comportare malformazioni su embrioni e feti. Le malattie
professionali contratte con l'uso dei pesticidi sono prevalentemente di disturbi al fegato, tumori e altre malattie
polmonari, malattie della pelle e del sangue.
Eppure questo non comprende ancora tutta l'entità del rischio. L'esposizione subita dai lavoratori del settore, e la
preoccupante presenza di residui nei prodotti agricoli sono solo un aspetto del problema, il più diretto e visibile. Pe
rquanto grave esso non comprende l'elemento della dispersione nell'ambiente di sostanze artificiali, che avviene in
modo impercettibile ma costante, portando poco a poco a fenomeni di accumulazione e reazione non prevedibili, ma
in gra do si modificare tutto il sistema, provocando fratture e salti non più ricomponibili.
Quel che è peggio, l'uso sempre più massiccio di queste sostanze sembra esere diventato una necessità, una
condizione a cui sembra non si possa rinunciare. E' questo principio che vogliamo affrontare più da vicino, percheé
le sue conseguenze si stanno rivelando catastrofiche, e perché è l'elemento che rende poco credibili le politiche
"ecologiche" dei vari governi, che anche quando sono ispirate da un'autentico slancio, finiscono col tentare invano di
tappare alcune falle senza poter fermare il processo in corso.
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Fitofarmaci a merenda
Le modificazioni che l'uomo sta introducendo nel'ambiente hanno ormai da tempo superato la soglia
dell'irreversibilità Si calcola che ogni anno vengano immesse nella biosfera 250.000.000 di tonnellate di prodotti
organici di sintesi, tra cui 2.000.000 di tonnellate di pesticidi, categoria in cui si concentrano le sostanze più tossiche
e persistenti. Tra il 1980 e il 1985 i consumi di di pesticidi sono incrementati del 19,5% e sono in continuo aumento.
Eppure giornali e televisione si occupano occasionalmente dei gravi rischi che l'ambiente sta correndo, e spesso solo
in seguito ad azioni esemplari dei gruppi ecologisti, ma anche quando si accorgono del problema, lo trattano in
modo frammentario, come singoli "casi" di inquinamento particolarmente accentuato, o di palesi violazioni delle
leggi e delle misure di sicurezza e di salvaguardia del territorio. Certo, non ci vuole molta fantasia per immaginare
che chi opera economicamente nel settore delle sostanze velenose, sia fortemente tentato a ridurre le spese e a fare
più facili affari. Si tratta di casi su cui è necessario insistere per portare alla luce il problema più generale in tutte le
sue dimensioni, ma proprio per questo non è sufficente ridurre tutto alla mancanza di scrupoli di pochi individui a
determinare da soli l'attuale situazione catastrofica. Si tratta piuttosto di un problema che riguarda l'intero modello di
sviluppo, e forse tutti i cardini basilari del pensiero occidentale. Possono sembrare parole troppo grosse, ma l'utilizzo
massiccio e indiscriminato di pesticidi non è solo frutto di speculazioni. In quello che sostengono tutti gli operatori
del settore, ossia che l'immissione nell'ambiente di tutta questa quantità di molecole di sintesi sia una semplice
necessità: produrre senza usare i pesticidi è impossibile se non si produce in maniera diversa.
I pesticidi si sono imposti come parte insostituibile dell'agricoltura in seguito alla sua standardizzazione. La
meccanizzazione delle tecniche di semina e di raccolta, la monocoltura adottata in vaste aree, la omologazione del
patrimonio genetico delle piante destinate alla coltivazione, sono tutti elementi che hanno impoverito e ridotto
drasticamente l'ecosistema delle zone coltivate, rndendolo estremamente semplificato, caratterizzato da una
instabilità similare a quella degli ecosistemi immaturi, che ancora non hanno trovato un assetto stabile.
Mano a mano che l'ecosistema si sviluppa, acquista di complessità, aumenta il numero delle specie, con catene
alimentari più lunghe e intersecate fra loro. C'è sempre, anche in un ecosistema maturo, la predominanza di un
piccolo numero di specie più diffuse che danno il catattere al sistema, ma a queste si affianca una alto numero di
specie più rare, la cui popolazione in condizioni normali è tenuta sotto controllo da condizioni ambientali o da
parassiti e predatori, ma che può però espandersi in caso di squilibri per poi tornare al loro numero limitato di
partenza. Per esempio se si verifica il caso di un calo demografico accidentale di una specie predatrice, la specie
predata, non più falcidiata, avrà un'espansione eccezionale, fornendo così cibo in quantità ai pochi esemplari di
predatori rimasti, che potranno scsì espandersi nuovamente, riducendo a loro volta il numero dei predati, e
riportando il sistema al suo stadio standard. In un sistema complesso se la scomparsa di un predatore sarà equilibrata
dalle altre specie similari o concorrenti, limitandi l' espansione aberrante della specie predata .
Maggiore è il numero delle specie che possono concorrere a equilibrare il sistema, più esso è complesso, e più in
grado si mostrerà di assorbire fattori imprevisti, tendendo alla stabilità. Certo, sempre all'interno di un processo di
evoluzione, che però segue cicli assai rallentati e praticamente impercettibili.
Tutto questo non succede nelle aree coltivate industrialmente. questi non sono che degli ecosistemi estremamente
semplificati. Nei fatti l'uomo moderno occidentale, ha sviluppato un approccio scientifico e culturale incentrato su
una forma di razionalità spesso tendente al meccanicismo: estrapolare dall'apparente disordine dei fenomeni delle
regole semplificate e precise, attraverso le quali dare tracciare un'interpretazione generale, considerando poi tutto ciò
che esce dalla regola, come un'eccezione, anche quando le eccezioni tendono a costituire la norma. Se separare le
branche del sapere e i metodi di indagine del reale è stato necessario a sviluppare più sofisticati strumenti d'indagine,
spesso non si è riusciti a ritornare alla complessa e inreicata rete di interazioni di cui la realtà è costituita, tentando
invece di costringerla nei propri schemi.
E così tutto il mito della "rivoluzione verde" negli anni '60 si è basato su questa illusione. Si è ritenuto che
semplificando un sistema a poche veriabili conosciute, sarebbe stato più facile controllarlo, e, riducendo a poche
operazioni riassumibili matematicamente e traducibili in tecniche standardizzate, affermare una volta per tutte il
comando sui capricci della natura. In realtà la natura, è un ambiente complesso, che non può essere così
drasticamente semplificato senza acquistare una terribile instabilità.
Nelle aree coltivate meccanicamente cresce una sola specie vegetale, e per giunta con un corredo genetico
omogeneo; pochi esemplari di un insetto che si nutre di questa pianta, magari dotato di un rapido ciclo di vita e di
riproduzione, si possono espanderea incontrastati distruggendo in poco tempo aree intere di coltivazione: se una
pianta è vulnerabile a un'insetto o a una malattia lo sono tutte allo stesso modo, e l'ingegneria genetica si preocupa di
selezionare qualità più produttive o più interessanti dal puntodi vista commerciale, così poco a poco molte
caratteristiche della specie vengono perdute, e con esse molte capacità di difesa da particolari insetti che la specie
aveva acquisito nel corso della sua evoluzione naturale.
A questo punto la risposta più immediata è l'utilizzo di un insetticida. E per le prime annate funziona anche bene,
magari causa l'avvelenamento del cibo, delle falde acquifere ecc., ma il parassita è sterminato. Eppure già negli anni
successivi la tendenza si inverte, l'insetticida si mostra sempre meno efficace, fino all'esplodere di stupefacenti e
catastrofiche invasioni dell'nsetto che si dava per debellato. Cosa è successo? Che gli insetticidi disseminati per i
campi hanno sterminato molte altre specie animali, tra cui i predatori e i parassiti che regolavano la crescita
dell'insetto infestante. Questo invece, dopo essere sceso ad una popolazione quasi insignificante, ha però sviluppato
capacità di resistenza, o quantomeno, sono sopravvissuti quegli individui in grado di sopportare certe dosi di
insetticida, e questo grazie proprio a un patrimonio genetico molto diversificato. O addirittura la scomparsa dei
predatori ha permesso una moltiplicazione smisurata di specie prima tenute sorro "controllo biologico" e quindi
praticamente "non dannose" dal punto di vista dell'agricoltura, facendole diventare "dannose".
Così, sotto lo stimolo dell'uomo, è cominciata da parte degli insetti la corsa all'adattamento ai veleni, una corsa che
assume dei ritmi terribilmrnte veloci, de si considera la lentezza che normalmente assumono questi fenomeni. Nel
1970 si era già formato un numero di 224 speci resistenti ai diversi veleni. In solo dieci anni, nel 1980 erano già
diventate 428.
Mentre alcuni insetti hanno un tempo di adattamento alle sostanze tossiche molto breve, non sempre anche il
predatore sviluppa lo stesso tipo di resistenza, anzi spesso le specie più complesse, in genere collocate più in alto
nella catena alimentare, sono più vulnerabili, hanno tempi più lunghi di riproduzione -e quindi minore elasticità-, e
comunque non è detto che l'adattamento coincida nelle forme e nei tempi fra le diverse specie. Inoltre i predatori,
divorando grandi quantità di insetti contaminati, accumulano il veleno nel loro corpo, in particolare negli organi
filtranti come il fegato, in quantità sempre maggiori mano a mano che si sale nella catena alimentare, tanto che come si vedrà per l'inquinamento dell'acqua- anche dosi bassissime di sostanze tossiche diventano letali nei gradi più
elevati della catena alimentare.
Un esempio di questo processo di concentrazione è fornito dalla ricerca effettuata nel lago Michigan, dove è stata
diffusa la dose minima di 0,012 parti per milione di cloroderivati, un insetticida usato contro le zanzare. Nel
plancton è stata riscontrata una concentrazione già pari a 0,5 parti per milione. Nei piccoli pesci la dose passa poi a
4 parti, e a 10 parti per milione nei pesci posti nello stadio superiore della catena alimentare. Negli uccelli che si
nutrono di questi pesci la percentuale di cloroderivati riscontrata è di 2.000 parti per milione. Un bel salto.
Insomma, l'immissione massiccia di molecole chimiche di sintesi, mentre danneggia l'ambiente compromettendo
intere specie animali e creando scompensi difficili da prevedere, mentre contamina le varie specie in misura sempre
crescente (e, a proposito, l'uomo è al vertice di molte catene alimentari!) rende sempre più necessario l'uso sempre
più massiccio degli stessi insetticidi per difendersi dagli insetti considerati nocivi, spesso diventati tali molto più di
quanto non lo fossero prima, avviando un circuito vizioso senza vie d'uscita.
C'è da dire che tutto questo processo si rivela catastrofico dal punto di vista ambientale così come dal punto di vista
delle popolazioni colpite da avvelenamento e da carestie cicliche, ma non per le grandi multinazionali del seme,
quelle stesse che hanno introdotto sul mercato le nuove specie di piante che hanno soppiantato le vecchie specie
autoctone. Appare così evidente come l'ingegneria genetica di cui si parlava prima non è un'entità metafisica, ma ha
un nome e un cognome, i sui guasti origini più concrete di quello che sembrerebbe. I nuovi prototipi di piante
alimentari sono più produttivi, ma hanno semi sterili, tanto che spesso non è più possibile tornare alla specie
originaria: tramite questa speculazione tecnologica le multinazionali dell'ingegneria genetica possono così decidere a
loro piacimento cosa e a quale prezzo si potrà coltivare nelle varie aree del mondo, e non sono così spaventate dal
vortice dei pesticidi da loro stesse innescato, per il semplice fatto che questo porta loro guadagni aggiuntivi, essendo
loro stesse imprese a controllare il mercato mondiale dei fitofarmaci.
Il risultato di tutto questo sviluppo è ciò che ci troviamo oggi di fronte: la quantità e la concentrazione di sostanze
tossiche immesse nell'ambiente è necessariamente sempre crescente. Ma non basta. Mano a mano che una sostanza
tossica si rivela inefficace, se ne immette sul mercato una nuova. Nella messa a punto di nuovi principi attivi, fin'ora
si è proceduto con metodi di ricerca empirica, che è quella più economica, che consiste nel mettere a punto un
numero ampio di molecole di sontesi e poi sperimentarne gli effatti. Questo dignifica che sono state scaricate
nell'ambiente migliaia di sostanze diverse di cui si conosce solo una parte di tutte le proprietà chimioco fisiche, e
poco o niente delle possibilità di reazione in ecosistemi complessi. Quali possano essere i risultati combinati che si
hanno quando più sostanze contemporeneamente sono immesse nell'ambiente, questo non lo sa nessuno, neppure le
ditte peroduttrici. Quando nel 1986 si incendiò la Sandoz di Basilea e una grossa quantità di aque contaminate si
riversò nel Reno causando morie di pesci fino a 200 km di distanza, si ebbero non poche difficoltà a reperire la lista
di tutti i composti che navigavano nel fiume:90 prodotti chimici di sintesi, di cui 20 pesticidi. E al di fuori di una
rclatante emergenza, è praticamente impossibile per le UU.SS.LL. espletare un controllo credibile del territorio, in
mancanza di strutture e mezzi adeguati, e soprattutto con una conoscienza delle sostanza immesse, delle loro dosi, e
soprattutto delle loro proprietà chimico fisiche, tanto che spesso, date le attuali conoscienze e tecniche di analisi.,
non è neppure possibile rilevare la presenza di tali sostanze nei campioni d'acqua o di terreno. Quello che si può
calcolare è che nell'uso dei pesticidi almeno un 25% di sostanza utilizzata si disperde nell'ambiente per goccilamento
o volatilizzazione, percentuale che sale al 30% nel caso di trattamenti aerei. E molto spesso anche i tentativi di porre
riparo a posteriori, danno risultari poco soddisfacenti, limitandosi a spostare le sostanze dannose da un ambiente
all'altro. La stessa depurazione dell'acqua a volte trasferisce i residui nell'armosfera o in ammassi di sedimenti che
senza le dovute misure, possono rientrare presto in circolazione.
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Un caso emblematico
I residui autorizzati dalla legge sono comunque ricavati da esperienze eseguite su animali da laboratorio,
evidenziando due punti deboli per quanto riguarda la sicurezza: non sempre gli organismi di speci diverse, per
quanto similari, reagiscono allo stesso modo; una gran parte degli effetti nocivi si evidenzia solo nel lungo preriodo,
addirittura nel corso di decenni di esposizione, e questo non è misurabile in laboratorio; quando sue sostanze
chimiche entrano in contatto sviluppano reazioni e nuovi composti deiversi qualitativamente: gli effetti dannosi
possono annullarsi ma anche moltiplicarsi, ben oltre la semplice addizione matematica a cui fa riferimento la legge,
per necessità di semplificazione e per scarse conoscenze scientifiche.
Si tengono spesso poco da conto le proprietà chimiche proprie del corpo umano, paragonabile a una sorta di
gigantesco laboratorio dove si svolgono continuamente reazioni chimiche a catena, mai identiche, e molte sostanze
di per sè innocue, una volta entrate in contatto con l'organismo, possono dare per reazione altri composti ben più
dannosi. I ditiocarbammati per esempio sono sempre stati considerati poco percolosi per l'uomo. Ma poi si è scoperto
che un loro metabolita, l'etilentiourea, provoca il cancro alla tiroide se assobita in alte dosi. E così il vinclozolin è in
grado di dar luogo a un sottoprodotto con proprietà mutagene. Diversi insetticidi (Carbaryl e Alicarb) o
anticriptogamici (Thiram, Ziram) tuttora in commercio danno luogo a metaboliti cancerogeni e mutageni per razione
a uno ione nitroso. Altri ancora possono annullare l'zione di alcuni farmaci, o moltiplicarla all'eccesso.
La velocità con cui sempre nuovi principi attivi e formulati vengono immessi sul mercato - e nel nostro organismorende più difficile disporre di conoscienze sufficenti a garantire una vera sicurezza. Il problema è che la ricerca
scientifica volta alla sicurezza e alla salute, non riesce a tenere il passo della ricerca scientifica finalizzata alla
produzione e al commercio, aprendo una forbice sempre più divaricata.
Certo, molte sostanze dannose si trovano anche allo stato naturale, ma in decine di millenni l'uomo si è adattato a
un determinato ambiente, o meglio, si è sviluppato al suo interno, dentro di esso, adattando il proprio organismo
(resistenza), il proprio comportamento (gusti e abitudini) riuscendo a trovare uno stato di equilibrio che gli
garantisse la "convivenza" con tali sostanze, cosa che non può fare in pochi anni.
Questo non vuol dire necessariamente che ciò che si trova in natura è buono, nè che i prodotti dell'uomo sono di per
sè nocivi. Il fervore scientifico che ha portato alla sconfitta di terribili epidemie e di altr catastrofi mantiene i
connotati di una grande epopea. Ma ha aperto nuovi problemi che oggi rischiano di diventare ancor più gravi di
quelli che hanno risolto. Insomma sfida della conscienza è sempre aperta, e forse ancor più ardua di un tempo,
riguardando gli stessi metodi e gli stessi obiettivi della ricerca.
Indagini eseguite nella provincia di Forlì nel decennio 1960-1980 hanno evidenziato in numero di tumori maligni
allo stomaco altissimo nelle campagne, dove si lavora a contatto diretto dei fitofarmaci: 126,34 casi per 100.000
abitanti in campagna, contro i 51,49 in città. E c'è da dire che la differenza così alta è da attribuire al contatto
diretto, mentre per quel che riguarda il cibo e l'acqua, non ci sono differenze.
Da uno studio compiuto in Florida su un campione di 3.000 lavoratori del comparto agrochimico, risulta un aumento
omogeneo dei tassi di mortalità per leucemia e tumore al polmone e al cervello.
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Quote di mercato e assetto proprietario
Il primo elemento che salta agli occhi è l'estrema difficolta a reperire dati informazioni precise su questo genere di
produzione. Si tratta infatti di un settore che vede una competitività molto alta nell'innovazione e nella ricerca di
sbocchi di mercato. Dati ed informazioni che potrebbero lasciar intuire le strategie aziendali sono custoditi
gelosamente. Ma la diffidenza ha anche un altro motivo: si tratta nella maggior parte dei casi di sostanze nocive,
pericolose in primo luogo per i lavoratori addetti alla trasformazione e allo stoccaggio, spesso esposti ad alti tassi di
nocività e soggetti ad intossicazioni, pericolose per gli agricoltori che ne fanno uso, non sempre con le dovute cautele
- e conoscenze, pericolose per la collettività e per l'ambiente, che sono in grado di danneggiare in modo irreparabile.
Anche quando tutte le misure di sicurezza previste a norma di legge sono state assolte -e non è la norma!- vi è
sempre il timore che eccessive indagini portino al divieto di una nuova sostanza, o che si affermino nuovi standard
di sicurezza, con equivalenti costi in termini di capitali impiegati e di rallentamento nel ciclo produttivo.
Altro dato che appare da subito evidente, e che diviene preoccupante in relazione al clima di mistero che circonda il
settore, è l'estrema concentrazione della proprietà: i primi 4 gruppi controllano il 42% di un mercato che si aggira
intorno ai 1.100 miliardi, i primi 8 il 67%; meno del 35% dell'intero mercato è coperto da imprese di proprietà
italiana, e in molti casi, in questo 35% è compresa la commercializzazione di prodotti importati dall'estero, come
quelli di Monsanto e Roussel Hoechst che non compaiono sul mercato italiano, o vi compaiono con quote inferiori al
4%. Di molto inferiore è poi la percentuale dei brevetti da esse possedute. Gli analisti di mercato prevedono ad
esempio per i prossimi anni una forte espansione delle quote di mercato di gruppi quali ICI Solplant e DuPont;
quest'ultima detiene da sola il 74 % dei brevetti nel settore delle solfoniluree.
Siamo in presenza di un mercato i cui sviluppi sono determinati da centrali lontane assai potenti che detengono il
monopolio della ricerca e dell'innovazione tecnologica. Questo può anche apparire un elemento positivo in quanto i
grossi gruppi danno più affidamento delle micro-imprese diffuse nel territorio dal punto di vista delle norme di
sicurezza e della capacità di controllo dei fattori a rischio, se non altro perché ogni incidente ambientale o
finanziario rischia di danneggiare gravemente il marchio e l'immagine, ma si tratta di una suddivisione che ha un
valore più intuitivo che reale, in quanto i due settori sono strettamente interconnessi, i le piccole imprese lavorano
spesso per i grossi gruppi con scarsa possibilità di contrattazione, e quindi a condizioni che impongono quasi di non
rispettare gli standard di sicurezza imposti per legge. Si tratta quindi di una centralizzazione delle conoscenze e
delle scelte di sviluppo, combinata ad un decentramento pianificato dei lavori più sporchi.
Principali quote di mercato dei fitofarmaci formulati in Italia - su un totale di 939 Md.Lit. -
Quota di mercato e Proprietà
Siapa (148 Mld.) 15,1% Federconsorzi/Eni - Italia
Bayer Italia (100 Mld.) 10,0% Bayer - Germania
Rhône-Poulenc Agro 8,3% Rhône-Poulenc - Francia
Ciba Geigy 8,3% Ciba Geigy - Svizzera
SIPCAM 7,3% Sostra - Italia
ICI Solplant 6,8% ICI - Gran Bretagna
Du Pont Conid 5,4% Du Pont de Nemours - USA
Dow 5,2% Eli Lilly/Dow Chemical - USA
Shell Italia 4,8% Shell - Gran Bretagna/Olanda
BASF Italia 4,8% BASF - Germania
Schering 4,7% Schering - Germania
Roussel Hoechst 3,8% Germ. / Franc. (Hoechst + Roussel)
Enichem Agricoltura 3,5% Enimont Agricoltura - Italia
Agrimont 3,5% Enimont Agricoltura - Italia
Caffaro 2,1 % Snia BPD - Italia
Sandoz 2,0% Sandoz - Svizzera
Cynamid Italia 1,6% American Cynamid
Scam 1,5% AICA/Cooperative - Italia
Uniroyal Italia 0,9% Uniroyal - USA
altri 0,4% ___
Fonte. Agrow 1988 / ECN '90 Databank
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i meccanismi interni al mercato
E' lo stesso elevato contenuto tecnologico che caratterizza il comparto dei fitofarmaci ad irrigidirne la struttura,
spingendo naturalmente verso la concentrazione nei grossi centri multinazionali. Infatti dopo la grande espansione
degli anni '60, basata sull'apertura di nuovi mercati (la cosiddetta "rivoluzione verde") e su metodologie di ricerca
molto più economiche (lo screening di serie casuali di sostanze ottenute per I fitofarmaci
sintesi) il settore si trova di fronte da un lato alla saturazione del mercato, d'altro canto ad una modificazione dei
metodi di ricerca, sia per la richiesta di qualità (su cui si gioca la concorrenza) sia per l'elevato numero dei prodotti
di sintesi (15.000); oggi ci si orienta prevalentemente verso prodotti ottenuti per coltura enzimatica (dotati di
maggiore purezza e minore nocività) o verso prodotti chimici non tradizionali (produzione di ormoni o di altri
composti chimici in grado di destrutturare i comportamenti degli insetti infestanti, impiegabili nell'ambito della lotta
integrata).
A ciò si aggiungono i costi oggi più elevati di verifica del prodotto e della nocività e l'importanza delle campagne di
promozione, elemento centrale data
I Principali Gruppi dell'Agrochimica (in Mil $) nel mondo
gruppo
fatt. 1990
Ciba-Geigy 3.029
ICI 2.337
Bayer 2.030
Rhône-Poulenc 1.917
Dupont Conid 1.772
Monsanto 1.508
Dow Elenco 1.500
Hoechst 1.243
BASF 1.219
Schering 897
Sandoz 870
Shell 870
American Cynamid 825
FMC 435
Kumiai 389
Rohm & Haas 362
Nihon Nohyaku 312
Takeda 267
Hokko 263
Uniroyal Chimica 240
Fonte Agrow - 26 luglio 1991.
la saturazione del mercato (per esempio gli emolumenti e i viaggi premio previsti per i rivenditori più capaci sono
una caratteristica del settore). Il lancio di un nuovo principio attivo viene oggi a costare da 30 a 50 miliardi di dollari
e sei-otto anni di ricerche e sperimentazioni.E sempre più decisiva diventerà in futuro la capacità di coprire l'intero
processo, dalla produzione e la distribuzione del fitofarmaco, alla consulenza ed alla fornitura di macchinari e knowhow adeguati ad un più razionale utilizzo.
In questa situazione è facile immaginare come tutto il settore veda una grossa concentrazione e sia profondamente
penetrato dalle grandi imprese multinazionali, facilitate anche da una sostanziale omogeneità della domanda. Esse
detengono il brevetto di tutti i principali principi attivi, e generalmente ne concentrano la produzione nei propri
impianti dislocati nei paesi d'origine o in aree su cui essi estendono la propria egemonia. Più raramente ne
commissionano la produzione ad imprese terze. Più diffusa in Italia è invece la produzione di formulati. Essa si
svolge su commissione dell'impresa detentrice del brevetto (specialities), che aggira così le restrizioni
protezionistiche all'importazione e si dota inoltre di una rete di commercializzazione autoctona. In alternativa -o in
aggiunta- vi è la messa a punto e la produzione da parte dell'impresa italiana di nuovi formulati e nuove
combinazioni più efficaci di quelli già in circolazione a base di principi attivi scaduti (commodies), attività assai più
economica nel breve periodo, e accessibile anche a medie imprese, purchè dotate di canali privilegiati di
commercializzazione.
Situazione Generale
Fatturato globale in Mil. $ e fatturato in Italia in Md. Lit dei principali gruppi operanti in Italia, percentuale di
fatturato investita nella ricerca e incidenza percentuale del fatturato impiegata nel comparto dei formulati rispetto
all'attività totale del gruppo:
gruppo
fattur.
% invest.
Italia
formulati
BASF 25067 4,0% 202 13.5%
Bayer 23042 6,0% 800 11,5%
Caffaro --- --- 174 19,4%
Ciba-Geigy 1260 10,2% 750 10,8%
Cynamid Italia 825 19,6% --- --Dow (Dow + Eli Lilly) --- --- 144 --DuPont Conid 1.772 --- 85 58,7%
Monsanto 1.508
Montedison 10800 3,7% --- --Agrimont 790 7,7%
fatt.
%
Enichem Agricolt. 839 5,1% 20824 5,9%
ICI 20824 4,8% 68 98,7%
Rhône-Poulenc 10980 5,9% 110 --Scam --- --- 44 30,9%
Sandoz 3002 9,0% 198 14,3%
Schering 3002 11.9% 201 22,0%
Shell 11966 2,2% 634 9,2%
Siapa --- --- 198 77,9%
Sipcam 100 92,2%
Uniroyal Chimica --- --- 71 10,0%
Fonte ECN '90 Databank.
Fino ad oggi i gruppi chimici di origine europea tendevano a penetrare direttamente il mercato italiano, mentre
quelli di origine nordamericana ricorrevano prevalentemente all'esportazione diretta e alla concessione di licenze a
reti commerciali e operatori locali. Questo quadro è però in movimento, perché da una parte alcuni gruppi
nordamericani (Eli Lilly, Du Pont) puntano ad una presenza diretta, mentre d'altro canto i progressi nell'unificazione
del mercato europeo rendono superflua una serie di strutture-doppione (Bayer Italia, Monsanto Italia ecc.) che i
gruppi europei potranno scegliere se smantellare senza venir penalizzate da leggi sull'importazione, da differenze
statutarie e legali ecc., mantenendo in loco solo la rete distributrice, o appaltare anche questa a terzi, strategia per
esempio già adottata dalla tedesca BASF nel suo accordo con l'inglese ICI Solplant, o da deleghe di
commercializzazione più diffuse, prodotto per prodotto, quali quelle delle americane Rhom & Haas e Uniroyal con
distributori affermati come la Siapa.
Per il momento rimangono al margine i gruppi giapponesi, che si limitano a vendere i propri prodotti tramite gli
operatori locali, ed in quantità modeste (58.000 Kg, per un importo di 1.815.000 dollari nel 1990). Ma à da
prevedersi una crescita del loro ruolo nei prossimi dieci anni.
Allo stato attuale si ha una struttura fortemente penetrata dai gruppi multinazionali, che coprono oltre il 65% del
mercato italiano. Si tratta prevalentemente dei tedeschi Bayer, Roussel Hoechst, Basf e Schering , dei nordamericani
Dow ed Eli Lilly, Du Pont, Monsanto, American Cynamid e Uniroyal Chimica, degli svizzeri Sandoz e Ciba-Geigy,
del francese Rhône-Poulenc Agro e dell'anglolandese Shell, mentre le imprese italiane segnano il passo (il marchio
del colosso della chimica italiana ENI non detiene che la sesta posizione nel mercato italiano) con l'eccezione della
Siapa (grande importatrice di principi attivi, avvantaggiata della rete distributiva clientelare della Federconsorzi) e
Sipcam, che invece esporta anche in Francia e Spagna.
Altri elementi concorrono ad una modifica strutturale del comparto. La razionalizzazione e il contenimento dei
prodotti presso rivenditori e distributori, l'utilizzo di fitofarmaci più potenti, e quindi di minor consumo, la
tendenziale riduzione del numero dei trattamenti in relazione all'uso di sementi più resistenti, di macchinari più
evoluti e al ricorso a tecniche miste di difesa delle colture -la lotta integrata-, sono tutti fattori legati alla saturazione
del mercato interno che concorrono ad una tendenziale stasi del volume d'affari, mantenutosi in Italia fino alla
seconda metà degli anni '80 su una continua espansione ad un tasso del 5% (il mercato ha registrato un decremento quantitativo, non finanziario, incrementato del +10,7%- del 3,3% per l'89), anche se il valore medio aggiunto è
tutt'altro che basso, aggirandosi intorno al 25-30%.
E' quindi da prevedersi una maggiore attenzione verso l'esportazione, soprattutto verso i paesi dell'est europeo (per i
paesi del "sud del mondo" è immaginabile un incremento dei consumi più lento, in quanto la carenza di occupazione
industriale mantiene nell'agricoltura un'alta concentrazione di lavoro ed una bassa concentrazione di capitale,
frenando l'innovazione massiccia delle tecniche.
Il mercato registra una grossa diversificazione, con un proliferare di prodotti analoghi messi in vendita dai diversi
gruppi. Spesso si tratta per altro di gruppi chimici con azione a vasta gamma, per i quali lo stesso comparto dei
fitofarmaci rappresenta solo ina frazione di tutto l'arco di attività.
Del resto l'obiettivi della maggior parte dei grossi gruppi è di fornire un servizio completo, comprensivo talvolta
anche di consulenza, per cui una gamma più vasta di prodotti si rende necessaria a mantenere il cliente nella propria
sfera. Malgrado una certa specializzazione e la preferenza di alcuni gruppi per determinate famiglie di fitofarmaci, si
raggiunge comunque una vasta gamma di prodotti atteverso un fitto intreccio di accordi e commissioni di
produzione.
Il settore produttivo è caratterizzato da una complessa rete di rapporti e scambi, tanto che le principali marche,
anche quelle che dispongono di propri impianti, formulano presso diversi impianti-ospite (anche sei-dieci impianti
diversi), salvo poi curare a loro volta la formulazione di prodotti per altrettante imprese.
Abbiamo così pesticidi che vengono prodotti da una prima impresa, su licenza di una seconda, formulati da una terza
presso gli stabilimenti di una quarta, ed eventualmente poi confezionati e commercializzati a altri ancora. In tutto
questo giro fatto di una miriade di scambi incrociati, controlli, garanzie e sicurezza sono piuttosto difficili da
assicurare.
Se tentiamo di semplificare il quadro, spiccano fra tutti alcuni impianti-jolly che vengono utilizzati per la
formilazione da un gran numero di imprese dalle dimensioni più disparate, e in cui si concentra una grossa quantità
del giro dei formulati.
GLI "IMPIANTI-JOLLY"
Impianto Imprese commissionarie
DIACHEM (35) Agrichimica, Agrimix, Agrimont, Agrinova, Aifar, Apa, Bayer Italia, Bimex, Ciniberg, Ciba
Geigy, Cifo, Cosmofit, Decco, Dow-Elanco, Emme Italia, Formenti, Ici Solplant, I.Pi.Ci,Ital-agro, Laboratorio
Biofarmacotecnico Italiano, Mormino, M.I.R.E., Pac, Rea, Ind. Chim. Sandoz, Sariaf, Sepram, Shell, Sipcam, Sipsa,
Sivam, Terranalisi, Uniroyal Chimica, Chimica, Vilcar, Zapi
SILIA (22) Adica, Agrimix, Agrimont, Bayer Italia, Ciba Geigy, Cynamid, Dow-Elanco, Emme Italia, Enichen, Ici
Solplant, I.Pi.Ci, Pac, Rohm and Haas, Roussel Hoechst, Sariaf, Shell, Siapa, Silia, Sipcam, Terranalisi, Uniroyal,
Chimica
SCAM (17) Agrimix, Basf Italia, Boracchini, Chemiagroexport, Chimiberg, Ciba Geigy, Dow-Elanco, Eurozolfi,
Field Farm, Gea, Ici Solplant, I.Pi.Ci., Pac, Pavoni & C. Rackit & Collmann, Sipcam, Terranalisi, Vilcar
SARIAF (16) Agrichimica, Agrimix, Agrimont, Ciba Geigy, Emme Italia, Enichem-Agricoltura, Eurozolfi, Field
Farm, Ital Agro, Sanopz, Sepram, Shell, Tecniterra, Terranalisi, Uniroyal Chimica
BASLINI (16) Agrichimica, Agrimix, Agrimont, Ciba Geigy, Cynamid, Dow-Elanco, Emme Italia, EnichemAgricoltura, M.I.R.E., Pavoni & , Rea, Rohm and Haas, Roussel Hoechst, Sandoz, Sariaf, Sipsa
STI (16) Agrico, Agrimix, Agrimont, Bario, Bayer Italia, Boracchini, Cynamid, Dow-Elanco, Enichem-Agricoltura,
Field Farm, Manica, Sepram, Shell, Siapa, Terranalisi, Vilcar
BASLINI (15) Agrichimica, Agrimix, Agrimont, Ciba Geigy, Cynamid, Dow-Elanco, Emme Italia, EnichemAgricoltura, M.I.R.E., Pavoni & C, Rea, Rohm and Haas, Roussel Hoechst, Sandoz, Sariaf, Sipsa
SIPCAM (14) Agrico, Agrimix, Agrimont, Ciba Geigy, Dow-Elanco, Kocide, Chemical, Monsanto, Rackitt &
Collmann, Rhône-Poulenc Agro, Rohm and Haas, Sandoz, Shell, Uniroyal Chimica
IRCA (14) Agrizoofarma, Bayer Italia, Bimex, Ciba Geigy, Cifo, Eurobios, Laboratorio Biofarmacotecnico Italiano,
Monsanto Italia, Rackit & Collmann, Rohm and Haas, Shell, Uniroyal Chimica, Vilcar, Zapi
CHEMIA (13) Agrimix, Agrimont, Caffaro, Chimiberg, Du Pont Conid, Emme Italia, Enichem-Agricoltura,
Kollant, Pavoni & C, Sariaf, Shell, Sipcam, Vilcar
CAFFARO (12) Agrico, Agrimont, Basf Italia, DBM, Dow-Elanco, Sariaf, Siapa, Sipcam, Terranalisi, Agrinova,
Chimiberg, Sepram
DOW ELANCO (11) Ciba Geigy, Agrichimica, Agrimont, Cynamid, Decco, Ici Solplant, Sabdoz, Schering, Shell,
Sipcam, Uniroyal Chimica
ALTHALLER (11) Agrimont, Basf, Bayer Italia, Cynamid, Dow-Elanco, Emme Italia, Enichem-Agricoltura, Ici,
Solplant, Shell, Vilcar
RHôNE-POULENC Agro (10) Apa, Cynamid, Dow-Elanco, Ici Solplant, Kollant, Rohm and Haas, Sandoz, Shell,
Stauffer, Uniroyal Chimica
BAYER Italia (6) Agrimont, Agrinova, Chimiberg, Ici Solplant, Sariaf, Shell
Fonte: Rielaborazione Greenpeace su dati Gazzetta Ufficiale 10.12.1991
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Consumo e commercializzazione
Il mercato dei fitofarmaci fattura annualmente un media 1.100 miliardi. il più grosso rivenditore italiano è stato
finora la Siapa, che coi suoi 2.500 punti vendita deteneva da sola il 17% del mercato. Oggi la crisi di questo colosso ,
determinata dal crollo della Federconsorzi e da una crisi profonda di tutto l'assetto agricolo italano, apre nuove
incognite sui futuri sviluppi del mercato dei fitofarmaci: malgrado i fattori di crisi e i problemi di saturazione del
mercato, si tratta pur sempre di un settore in espansione. Tra l'87 e l'88 il consumo totale di fitofarmaci passa da
1.998.679 quintali a 2.091.652 con un incremento del 4,7%, l'anno precedente era stato del 10,6%. (per il '90
purtroppo non sono possibili confronti, poiché l'ISTAT si è adattato allo standard CEE delle categorie, e i dati hanno
quindi subito delle modifiche di assemblaggio)
Quasi la metà delle vendite di fitofarmaci è localizzata nell'area della Pianura Padana: Emilia Romagna, Veneto,
Lombardia e Piemonte. Qui si concentra la maggiore attività agricola, o quanto meno la più tecnicizzata, con colture
di vite, frutteto, orticola, riso, barbabietola e cereali.
Il 47% di tutto il mercato è assorbito dalle colture di vite, alberi da frutta e orticola, con una intensità di utilizzo dei
fitofarmaci che si avvicina al 100% dei casi.
Al sud le regioni a più alto consumo sono la Puglia (cereali, olivocoltura), la Sicilia (agrumi) e la Campania
(orticoltura, frutticoltura, agrumicoltura).
L'uso dei fitofarmaci sul territorio italiano è massiccio, e raggiunge molto spesso il 100% di tutta ala superficie
coltivata. Si calcola (fonte Agrofarma) che il 100% delle superfici coltivate a vite (1.050 ettari su tutto il territorio
nazionale) sia regolarmente trattato con funghicidi. Stessa cosa le superfici coltivate a riso e a mais (804 ha.) e quelle
a bietola (250 ha.) per i diseerbanti e i terreni coltivati a pomodori per quanto riguarda funghicidi, insetticidi,
acaricidi (125 ha). Particolare è poi il caso della bietola che consuma da sola l'8% delle vendite di fitofarmaci pur
rappresentando appena il 3,5% delle superfici coltivate. Tale differenza è data anche dal fatto che si tratta un settore
agricolo molto redditizio e fra i più tecnologizzati, in cui l'utilizzo di specialità prevale su quello di le commodites,
ma indica anche un utilizzo di prodotti chimici notevolmente concentrato. Lo stesso si dica per il riso, coltura assai
ristretta (2,7% delle superfici coltivate) che però assorbe il 5% del fatturato dei fitofarmaci, prevalentemente
diserbanti a largo consumo (cioè non particolarmente costosi, e quindi in quantità più massicce), con una intensità
che raggiunge quasi il 200%.
Si tratta naturalmente di dati più che approssimativi, data l'enorme differenza tra prodotto e prodotto, ma fra gli
erbicidi a più largo uso in quel 100% delle aree coltivate a bietola, mais e riso (un 20% abbondante di tutti i terreni
coltivati), si trovano formulati a base alachlor, molinate terbutilazine e metolachlor, principi attivi di una tossicità
acuta bassa (un valore DL 50 di rispettivamente 930, 369 2.160 e 2.780 mg/Kg per ingestione orale, ), e quindi
utilizzati con una certa leggerezza, ma già da tempo segnalati come cancerogeni dalla Commissione Consultiva
Tossicologica Nazionale
Del resto il principale metodo di catalogazione della tossicità resta il LD50, metodo che si rivela assolutamente
insufficiente a valutare tutti i rischi che un prodotto comporta. Per fare un esempio un principio attivo erbicida come
l'atrazina (DL 50 3.080) sarebbe molto meno dannoso dell'aspirina (DL 50 1.200), e appena più nocivo ...del sale da
cucina! (=DL 50 3.750).
Anche senza soffermarci sulla validità, nella sua determinazione, dell'utilizzo degli animali per questi esperimenti,
la cui capacità probatoria è per altro relativa, data la diversità fra l'organismo umano e quello di una cavia,
l'impostazione stessa è molto riduttiva e meccanicistica. Si immettono massicciamente in commercio sostanze di cui
non si conosce nulla del loro impatto su un sistema complesso quale il corpo umano -figuriamoci poi sull'ambiente!
Tale metodo molto semplificato non considera gli effetti di un uso prolungato, nè le interazioni con altri elementi o
con particolari condizioni: un elemento considerato molto tossico può ad esempio risultare per nulla nocivo se
assunto al di sotto di una certa dose, mentre uno considerato poco tossico può rivelarsi pericolosissimo assunto
insieme ad altre sostanze, magari innoque. O risvegliarsi in presenza di condizioni particolari, o anche mostrare
tutta la sua potenzialità nociva nell'assunzione di lungo periodo, seppure in dosi apparentemente irrisoria.
Struttura del mercato interno
La distribuzuine dei fitofarmaci
Grossisti 44%
Consorzi agrari 34%
Cooperative 19%
Vendite dirette 3%
totale 100%
Il commercio con l'estero
Dopo lunghe battaglie condotte dai movimenti ambientalisti, o talvolta anche solo dopo il computo economico dei
costi e dei danni causati dall'uso prolungato di determinate sostanze, sono stati posti dei limiti di legge all'uso di
alcuni prodotti. Il caso più vistosi è quello del DDT, insetticida ad ampio spettro usato massicciamente nel secondo
dopoguerra, che si è poi rivelato cancerogeno, ed è stato la causa della scomparsa o della messa in pericolo di diverse
specie animali, sia direttamente tramite l'avvelenamento, sia con effetti secondari (come quello rilevato nei pellicani
in Messico, a cui l'accumulo di DDT bloccava l'enzima preposto alla formazione delle uova, che non erano quindi in
grado di arrivare indenni al termine della cova), mentre per altro ben 180 specie di insetti vi si sono adattate
allegramente già dal 1960, fino al caso spettacolare registrato in Svezia, di mosche capaci di resistere a dosi 100 e
anche 200 volte superiori a quelle prescritte. Nel '75 le specie resistenti erano 364, nell'80 428. Parallelamente il
DDT, fissandosi ai grassi, si accumulava nell'organismo degli animali superiori della catena alimentare. Nel lago
Clear, negli Stati Uniti, è stata fatta una rilevazione delle percentuali di DDT accumulato, che risulta moltiplicare la
propra concentrazione di 265 volte nel plancton, di 500 volte nei piccoli pesci, di 75.000 volte nei pesci predatori e
di 80.000 volte negli uccelli lacustri. Risultato: all'inizio degli anni '70 nel grasso degli italiani, dei cecoslovacchi e
degli ungheresi si trovavano ben 10 mg. per chilo, misura triplicata nel caso degli israeliani e degli indiani.
Quando il suo utilizzo ha mostrato danni eccessivamente vistosi e talvolta ormai irreperabili, si è deciso di vietarne
l'impiego. Ma attenzione, l'impiego e non la produzione.
Così la produzione di DDT è continuata tranquillamente fino a pochi anni fa, e ancora oggi imprese italiane come
l'Enichem (ma anche inprese di tutti i paesi sviluppati) continuano a esportare nei paesi del Terzo Mondo impianti e
tecnologie per la produzione del pericoloso insetticida.
Nei fatti molte delle sostanza il cui utilizzo è tassativamente vietato dalla legge, sono poi tranquillamente prodotte,
confezionate e spedite verso i mercati dei paesi del Terzo Mondo. Il risultato più diretto è che le popolazioni di questi
paesi continuano ad essere esposte alla contaminazione, con buona pace del legislatore che certo non avrà noie se per
esempio -come der resto realmente avviene- in America Centrale l'uso dei pesticidi provoca 300 casi di
intossicazione acuta di cui il 10% con esiti mortali, e un numero ancora maggiore di vittime nel lungo periodo. Ma
forse quello che il legislatore non ha ben compreso, è che il mondo è un sistema intercomunicante, e che i paesi
sviluppati non possono illudersi di rovesciare i propri veleni nel sud del mondo nella convinzione di non venirne
toccati.
Chi si ricorda del caso tutto itaiano della nave Zenobia? O il tragicoa caso di Bhopal, quando l'esplosione della
fabbrica di pesticidi tutt'ora in uso (Temik e Carbaryl) in India ha liberato nell'aria 30 tinnellate di isocianato di
metile, provocando 2.000 morti, 40.000 feriti, oltre alle conseguenze di lungo periodo, come la morte del 25% dei
bambini nati d madri intossicate e lo stillicidio di un morto ogni tre giorni ancora due anni dopo l'esplosione.
L'impresa americana che aveva trasferito la roduzione in India, era a conoscenza delle gravi lacune nel sistema di
sicurezza, lacune che si traducevano però in risparmio nei costi di esercizio... Dietro Bhopal, altre migliaia di casi
minori, in cui le morti, diluite nel tempo, scompaiono nel nulla. E non ultima l'ipocrisia degli "aiuti ai paesi in via di
sviluppo" usati talvolta dalle imprese per piazzare scorte invendute di prodotti vietati in Italia perchè nocivi, come è
stato verificato nel Guatemala, dove spediva pagato ovviamente dal governo italiano. Ma come in una sorta di
nemesi storica, i veleni spediti a contaminare i paesi più poveri, finiscono col ritornare al mittente, seguendo i flussi
naturali (il vento, e soprattutto le correnti oceaniche) e quelli economici, molto più veloci.
Un'indagine do Greempace - Belgium ha preso ad esempio una impresa locale, la Chimac-Agrophar e ne ha
ripercorso ripercorso i traffici di sostanza vietate in Belgio, esportate verso i paesi del Terzo Mondo, tentando di
seguire le tracce del DDT, aldrina e dieldrina esportati fino al loro rientro in Belgio tramite la frutta tropicale e i
mangimi del bestiame (che significa nella carne, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati), fino alla loro presenza nel
latte materno in concentrazioni sempre più elevate: 124 ug/kg grasso per il DDT e 25 ug/kg per la dieldrna.
Ma non c'è bisogno di andare molto lontano per verificare casi come questo di auto-contaminazione: valga per tutti i
casi il rinvenimento casuale di una dose esorbitante di pesticidi clorirati nelle acque di un afluente del Ticino. Si
tratta di pesticidi il cui utilizzo in Italia è vietato da tempo, mentrela contaminazione aveva un carattere troppo
sistematico per essere determinata da casi di utilizzi "in nero" in agricoltura. Si è così scoperto all'origine di tutto
erano le concerie di pelle della zona, che lavoravano pelli d'importazione trattate coi pesticidi incriminati. Quello
che non si è saputo è se quei pesticidi ritrovati nel Ticino, dopo essere sfuggiti persino all'azione di un depuratore,
fossero di fabbricazione italiana. Di certo erano stati prodotti nel "Nord" del mondo.
Le esportazioni italiane di fitofarmaci non rientrano di norma in un mercato di qualità. Si tratta prevalentemente di
esportazione di prodotti a brevetto scaduto, soggetti a forte concorrenza in quanto privi di esclusive, in cui la vendita
è un evento occasionale, non legato ad un rapporto continuativo, a fornitura di consulenze e know-how ecc. Si tratta
quindi di transazioni in quantitativi e flussi assai scostanti di anno in anno, con vendite di stock spesso occsionali, in
cui di tenta di fare il co0lpo piazzando una partita qui e una la; è proprio il tipo di mercato che si presta a operazioni
poco pulite: i prodotti a brevetto scaduto sono spesso proprio quelli eliminati dal mercato perchè eccessivamente
nocivi.
I principali esportatori sono ovviamente i pricipali produttori italiani. La SIPCAM esporta prevalentemente in
Francia, Spagna e Brasile; la Siapa verso i paesi dell'Europa Orientale, il medio Oriente, la Spagna e la Francia;
Caffaro esporta derivati del rame verso Africa e America Latina.
Se si esclude la Francia, dove il rapporto commerciale è abbastanza saldo, le esportazioni italiane si dirigono
prevalentemente verso quelle aree meno sviluppate, con un'ampia domanda di prodotti a basso contenuto
tecnologico, sia verso l'Europa meridionale, attraverso i canali aperti dal mercato comune, sia verso paesi in cui già
vi sono rapporti economici più continuativi in altri settori (Medio Oriente, Magreb, ex colonie come la Somalia,
paesi a forte immigrazione italiana come l'Argentina...), ma in un rapporto dettato spesso dal caso e dall'occasione.
Le imprese esportatrici di formulati sono prevalentemente a capitale italiano: quelle a capitale estero formulano in
Italia quasi esclusivamente per il fabbisogno del mercato locale.
Principali gruppi esportatori italiani e percentuale di fatturato dall'export
Agrimont 40,0%
Caffaro 21,4%
Siapa 5,6%
Sipcam 3,7%
fonte DataBank 1990
E' diverso per quanto riguarda i principi attivi. Mentre gruppi italiani esportano anche quantitativi di principi attivi a
brevetto scaduto, in modalità similari a quelle già menzionate per i formulati, per quanto riguarda le "Proprietary" i
gruppi a capitale estero situati in Italia svolgono un ruolo centrale. La I.PI.CI esporta per il 90% del fatturato, la
Oxon per il 75%. Seguono con quote minori la Vischim e la Dow. Si tratta per lo più di esportazioni verso l'area
mediterranea, ma le numerose intermediazioni rendono in realtà poco controllabili i flussi del mercato, e i composti
prendono le strade più diverse.
Produttori di principi attivi:
Gruppo Località Impianti Principio Attivo
Caffaro Adria (Ro) Cuproderivati
Adria Chlorothalonil
Dow Italia Livorno (un acaricida)
Enichem Systems Pieve Vergonte DDT
Carbofuran
I.PI.CI. Novate Mi Atrazina
Trifluralin
Dimetoato
Oxon Pero Mi Atrazina
Mezzana Bagli Pv Molinate
Rhom & Haas Mozzanica B Ditiocarbammati
Sariaf Faenza Fo Malathion
ICI Solplant S.Colombano Ordram
Ro-neet
Uniroyal Chimica Latina Omite
Fonte ECN '90 Databank
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Quadro analitico dei mercati
L'Italia ha esportato 33.703 tonnellate di fitofarmaci, per un valore di 197.002.000 dollari nel 1990; 19.964
tonnellate, pari a 114.921.000 dollari nel primo semestre 1991. Come già menzionato in precedenza, analizzando i
dati sull'export si deve tener conto della presenza in Italia di diverse imprese formulatrici a capitale estero, o anche
semplicemente la scarsa presenza nella ricerca avanzata, per cui la maggior parte dei prodotti esportati sono
formulati di principi attivi a brevetto scaduto o importati da Europa e Stati Uniti, prodotti su licenza. Nel primo caso
si tratta di prodotti di scarso valore e soggetti a forte concorrenza, nel secondo com una operazione che si colloca a
metà strada tra l'export vero e proprio e l'intermediazione.
L'Italia si muove prevalentemente sul mercato europeo, che assorbe i due terzi delle sue esportazioni, con 22.064
tonnellate, per un valore di 5.168428.000 dollari nel 1990, e in particolar modo la Francia, che ne assorbe da sola
un 20% circa.
Altro importante partner sono gli Stati Uniti, dove l'Italia ha esportato 377 tonnellate di fitofarmaci per un valore di
2.637.000 dollari nel 1990 e 203 tonnellate, pari a $.1.203.000 nel primo semestre 1991. Per contro ne ha importati
da questo paese 1.948 tonnellate, per un valore di $.9.879.000 nel 1990, e 1.223 tonnellate, pari a $.7.250.000 nel
primo semestre 1991.
Principale obiettivo dell'export italiano di fitofarmaci sembrano essere i Paesi arabi (se si comprende l'Iran): 2.975
tonnellate, per un valore di 13.152.000 dollari nel 1990; 3.958 tonnellate, pari a 10.370.000 dollari nel primo
semestre '91.
Ma è in rapida ascesa il mercato dell'Est Europeo, con 2.116 tonnellate di fitofarmaci, per un valore di 17.000.000
di dollari esportati nel 1990 e 2.545 tonnellate, pari a $.17.352.000 nel primo semestre '91.
Secondaria è l'America Latina , con 1.141 tonnellate, per un valore di 5.038.000 dollari nel 1990 e 339 tonnellate,
pari a $.1.960.000 nel primo semestre '91 Si tratta infatti per quest'area di vendite occasionali, col massimo di
discontinuità fra un anno e l'altro e al di fuori da strategie commerciali di prospettiva.
Si distinguono per lo più l'Argentina, con 489 tonnellate (pari a $.1.248.000) importate dall'Italia nel '90, il
Brasile, con 128 tonnellate ($.1.215.000), e il Venezuela, con 60 tonnellate ($.197.000) nel primo semestre '91.
Similarmente per l'Africa subsahariana, dove le esportazioni totali ammontano a 1.342 tonnellate, per un valore di
$.6.627.000 nel 1990 e a 426 tonnellate, pari a $.2.649.000 nel primo semestre 1991, con punte massime (ma
occasionali) di 377 tonnellate in Sudafrica (per $.2.630.000 a dispetto del boicottaggio decretato dall'Onu! ), 358 in
Senegal, 153 in Cameroon e 106 in Ghana nel 1990 e di 103 tonnellate nel Burundi per il primo semestre 1991.
Marginale è l'Estremo Oriente -Giappone escluso-, con 1.602 tonnellate, pari al valore di 8.481.000 dollari nel '90
(in cui spicca la Cina 235 con tonnellate importate per $.286.000) e 871 tonnellate, pari a $.3.329.000 nel primo
semestre '91 (in testa la Thailandia con 371 tonnellate pari a $.1.310.000). Il Giappone da solo assorbe 342
tonnellate pari a $.27.14.000 (1990) e 79 tonnellate pari a $.544.000 (1991), e malgrado la quantità inferiore delle
esportazioni dirette del Giappone verso l'Italia ( 58 tonnellate pari a $.1.818.000 per il '90, e 78 tonnellate, pari a
$.2.714.000 nel primo semestre 1991), la realtà dei rapporti è occultata da triangolazioni e vendite indirette tramite
imprese europee, mentre il ruolo di questo paese nella penetrazione del mercato italiani, fin'ora piuttosto chiuso, è
destinato ad aumentare nei prossimi anni.
Fungicidi
Le imprese italiane -o con sede legale in Italia- hanno esportato nel corso del 1990 7.900 tonnellate di fungicidi, per
un valore di 50.490 .000 dollari e 4.824 tonnellate, pari a $.51.649.000 nel primo semestre '91.
I paesi di destinazione sono prevalentemente quelli fele tre aree: europea - centrale, mediterranea e orientale - e del
Terzo Mondo, quasi esclusivamente Africa.
Come in tutti gli altri settori gli scambi con la Francia sono i più consistenti: t.1.191 (pari a 6.357.000 $) nel '90 e
t.481 (pari a 2.113.000 $) nel '91; seguono poi la Gran Bretagna, con t.803 (pari a 4.356.000 $) nel '90 e t.535 (pari
a 3.918.000 $) nel '91, l'Rft t.420 (pari a 3084.000 $) nel '90 e t.88 (pari a 1.200.000 $) nel '91 e il Belgio Lussemburgo t.661 (pari a 4.595.000 $) nel '90 e t.312 (pari a 1.565.000 $) nel '91.
Nell'area mediterranea prevalgono Grecia: t.589 (pari a 3.206.000 $) nel '90 e t.924 (pari a 4.994.000 $) nel '91,
Spagna: t.371 (pari a 3.325.000 $) nel '90 e t.268 (pari a 2.479.000 $) nel '91 e Turchia: t.484 (pari a 1.302000 $)
nel '90 e t.125 (pari a 1.772.000 $) nel '91.
Più interessanti, anche se non notevoli, sono gli scambi con paesi dell'Europa orientale (Polonia t.199 pari a
1.595.000 $ nel '90 e t.63 pari a 1.169.000 $ nel '91, Romania t.160 pari a 2.766.000 $ nel '90 e Yugoslavia t.178
pari a 1.265.000 $ nel '91). Si tratta infatti di un fenomeno che è appena agli inizi.
Relativamente scarsi sono invece gli scambi con paesi africani quali il Cameroon (t.150 pari a 820.000 $ nel '90),
l'Egitto (t.143 pari a 502.000 $ nel '90 e t.50 pari a 164.000 $ nel '91), il Marocco (t.108 pari a 4.959.000 $ nel '90)
e il Ghana (t.106 pari a 911.000 $ nel '90).
Insetticidi
Gli insetticidi registrano sportazioni per 9.626 tonnellate, per un valore di 45.998 .000 dollari nel 1990; 5.637
tonnellate, pari a $.29.878.000 nel primo semestre 1991
Il primo partner è sempre la Francia con 5.231 tonnellate nel '90 (pari a 20.240.000 $) ed altre 2.910 nel '91 pari a
11.526000 $; poi l'Rft t.150 (pari a 2.924.000 $) nel '90 e t.186 (pari a 2.117.000 $) nel '91, la Gran Bretagna, con
t.259 (pari a 972.000 $) nel '90 e t.127 (pari a 704.000 $) nel '91, e il Belgio - Lussemburgo t.194 (pari a 887.000 $)
nel '90.
Nell'area mediterranea i principali destinatari sono sempre gli stessi. Grecia: t.497 (pari a 2.509.000 $) nel '90 e
t.177 (pari a 719.000 $) nel '91, Spagna: t.319 (pari a 2.076.000 $) nel '90 e t.268 (pari a 1.058.000 $) nel '91.
In Europa orientale spicca l'acquisto di 669 tonnellate di insetticidi, per un valore di 6.196.000 $ da parte
dell'Unione Sovietica.
Tra i paesi exraeuropei spiccano il Marocco (t.124 pari a 856.000 $ nel '90),il Senegal (t.143 pari a 791.000 $ nel
'90 e t.174 pari a 377.000 $ nel '91) e il Sudafrica (t.150 pari a 1.216.000 $ nel '90) mentre 236 tonnellate pari a
911.000 $ sono state esportate im Iran nel '90, 115 (per 886.000 $) in Libano e 73 tonnellate (per 792.000 $) in
Brasile.
Preparazioni Cupriche
Complessivamente la portata delle esportazioni in questo settore si aggira sulle 1.085 tonnellate, per un valore di
5680.000 dollari nel 1990 e 332 tonnellate, pari a 1.546 .000 dollari per il primo semestre 1991;
Le esportazioni sono dirette prevalentemente verso paesi europei come la Francia, con t.320 (pari a 774.000 $) nel
'90 e t.131 (pari a 305.000 E$ nel '91 e con l' Rft t.183 (pari a 2.156.000 $) nel '90 e t.44 (pari a 500.000 $) nel '91;
o paesi africani come il Cameroon t.150 (pari a 820.000 $) nel '90; e il Ghana t.103 (pari a 899.000 $) nel '90
Erbicidi
Gli erbicidi sono tra i fitofarmaci più esportati dall'Italia: 10.065 tonnellate, per un valore di $.57.685 .000 nel 1990;
5.442 tonnellate, pari a $.28.439 .000 nel primo semestre 1991. Si tratta della categoria di prodotti per la quale è
prevedibile la maggiore espansione nei prossimi anni. Infatti mentre nei paesi più sviluppati si cerca di ridurre i
danni ambientali e i pericoli di avvelenamento delle falde acquifere col ritorno a mezzi meccanici, alla copertura con
teli e all'uso di tecniche agricole di rotazione del terreno, altrove si esporta il modello basato sull'uso massiccio di
prodotti chimici. E' il caso dei paesi dell'Est europeo, dove tale processo subirà nei prossimi anni un'impennata, a
tutto vantaggio degli esportatori di prodotti vietati sul nostro mercato. In tali paesi si è fatto fin'ora uso prevalente
della lotta biologica, anche per il suo minor costo in termini di capitali e tecnologie, associata ad un uso più
intensivo di manodopera. E' sintomatico il caso della Polonia, dove la piccola proprietà contadina che era stata
protetta dallo stato, si trova ora improvvisamente esposta alla concorrenza internazionale e alla pressione fiscale del
governo, tanto che è prevedibile in tempi brevi una concentrazione della proprietà fondiaria -tramite il fallimento e
l'inurbamento dei piccoli contadini- con una minore intensità di lavoro ed un corrispondente più ampio ed
indiscriminato uso di fitofarmaci. Costi sociali e costi ecologici camminano insieme, in un percorso in cui l'intera
struttura economica del paese tende a perdere la sua stabilità e a vincolarsi sempre più tramite l'indebitamento alle
condizioni del mercato internazionale.
Lo stesso processo è gia da tempo avviato nei paesi del sud del mondo, in forme assai diverse e con tempi molto più
lunghi a causa della diversa struttura economica e sociale, e non ultimo della esplosione demografica, che rende
molto pericolosa -ed economicamente in perdita- una politica di veloce meccanizzazione delle campagne. Ma anche
qui è solo questione di tempo. Del resto la tendenza di spostare in questi paesi le produzioni ad alto rischio per via
dei minori costi in impianti di sicurezza -inutile tornare sulla vicenda dell'Union Carbide in India- porterà
inevitabilmente anche ad una più profonda penetrazione dei mercati locali.
I dati disaggregati per paese non riservano grosse sorprese, e il mercato si comporta come gli altri settori: alprimp
posto sempre la Francia con 2.905 tonnellate (pari a 15.656.000 $) nel '90 e t.1.020 (pari a 3.936.000 $) nel '91;
segue la Rft con t.281 (pari a 3.1902.000 $) nel '90 e t.163 (pari a 1.885000 $) nel '91; poi la Gran Bretagna con
290 tonnellate (pari a 3.291.000 $) nel '90 e t.182 (pari a 2.414.000 $) nel '91; il Belgio - Lussemburgo t.1.422 (pari
a 8.046.000 $) nel '90 e 940 (pari a 4.780.000 $) nel '91, la Danimarca t.186 (pari a 2.011.000 $) nel '90 e la
Svizzera con 277 tonnellate (pari a 1.405.000 $) nel '90 e t.128 (pari a 692.000 $) nel '91.
Tra i paesi dell'est europeo la Polonia è il primo acquirente: Polonia 304 tonnellate (pari a 1.695.000 $) nel '90;
seguono l'Urss (t.253 pari a 1 1.287.000 $. nel '90 e t.256 per $.1.421.000 ), la Bulgaria (t.240 pari a per 478.000 $.
nel '90) e la Romania (t.111 pari a 491.000 $ nel '90).
Tra i paesi extracomunitari troviamo l'Iran (t.996 nel '90 pari a 4.703.000 $. t.330 pari a 1.225.000 $. nel '91), il
Sudan (225 tonnellate per 1.194.000 $. nel '90 e 67 tonnellate per 667.000 $. nel '91). la Thailandia (290 tonnellate
pari a 1212.000 $. nel '90 e 240 tonnellate per 1.066.000$. nel '91), il Pakistan (148 tonnellate per 371.000 $. e 142
tonnellate per 470.000$. ), la Tanzania (t.178 pari a 1.236.000 $) nel '90 e l'Iraq con 100 tonnellate per 512.000 $.
Export italiano di erbicidi in paesi extracomunitari
1990
Iran 996 tonnellate per 4.703.000 $.
Thailandia 347 tonnellate per 1212.000 $.
Polonia 304 tonnellate per 1.651.000 $.
Unione Sovietica 253 tonnellate per 1.287.000 $.
Sudan 225 tonnellate per 1.194.000 $.
Pakistan 148 tonnellate per 371.000 $.
Bulgaria 111 tonnellate per 478.000 $.
Iraq 100 tonnellate per 512.000 $.
Mondo 10.065 tonnellate per 57.685.000 $.
Primo semestre 1991
Iran 330 tonnellate per 1.225.000 $.
Unione Sovietica 256 tonnellate per 1.421.000 $.
Thailandia 240 tonnellate per 1.066.000 $.
Pakistan 142 tonnellate per 470.000 $.
Sudan 67 tonnellate per 667.000 $.
Mondo 5.442 tonnellate per 28.439.000 $.
Fonte: Eurostat - settembre 19991
* Si pensa che il quantitativo sia più basso di quello naturalmente previsto, a causa dell'embargo economico
decretato dall'Onu. Si è poi molto insistito sul riutilizzo da parte dell'Iraq di tali prodotti per ricavarne veleni chimici
a scopo bellico. E' sempre il caso di diffidare delle accuse utilizzate come movente per azioni belliche, specie se mai
adeguatamente provate. Le probabilità che questo avvenga realmente sono alte,in quanto si tratta di armi micidiali e
a prezzi contenuti, alla portata dei paesi più poveri. Ma quello che si è con tanta facilità denunciato per giustificare
una guerra, lo si tace poi per tutti gli altri casi. Resta così il dubbio di quanti d questi prodotti esportati in grandi
quantità verso i paesi del sud del mondo, vengono poi riciclati a scopo bellico, magari con la consulenza diretta dei
tecnici inviati dagli stessi gruppi occidentali.
Atrazina
Caso emblematico per tutti gli erbicidi è quello dell'atrazina, un principio attivo diserbante del gruppo degli
azotorganici (tossicità DL50 = 3,080 mg/Kg, classe III/t). L'atrazina si è rivelata molto pericoloso quando nell'estate
1989 ha penetrato le falde dell'acqua potabile portandola ad alti livelli di tossicità.
Vietato l'utilizzo di tale prodotto, non ne è stata vietata la produzione. Mentre alcuni impianti hanno cessato la
produzione di atrazina, indirizzandosi verso prodotti analoghi, altri hanno continuato a produrne per l'esportazione.
Così, anche ammesso che tale erbicida non venga più assolutamente utilizzato nelle colture italiane, esso va ad
avvelenare altri paesi, come se la pericolosità del prodotto variasse oltre le frontiere. E difatti le imprese italiane nel
corso del 1990 hanno esportato 8.248.000 Kg di atrazina per un valore di $.28.361.000. Nel corso del primo
semestre 1991 ne hanno poi esportati 3.368.000 Kg, pari al valore di $.11.231.000.
Le principali zone di esportazione sono le seguenti:
Paesi dell'Est
Nel corso del 1990 l'Italia ha esportato 51.000 Kg di atrazina in Polonia, per un valore corrispondente di $.154.000
e 16.000 in Cecoslovacchia, corrispondenti a $.44.000.
Nel primo semestre '91 sono state interessate dall'export italiani l'Ungheria, con 227.000 Kg ($.696.000) e l'Unione
Sovietica, con 177.000 Kg ($.523.000).
Sud del Mondo
20.000 Kg di Atrazina ($.58.000) nel corso del '90 e altri 15.000 Kg ($.50.000) nel primo semestre '91 sono stati
esportati in Columbia. Nel Salvador 4.000 Kg ($.12.000) nel 1990, in Venezuela 60.000 Kg ($.185.000).
Europa e Stati Uniti
Notevoli quantità sono poi vendute nei paesi sviluppati: negli Stati Uniti 6.090.000 Kg ($.0.545.000 ) nel 1990 e
1.120.000 ($.4.064.000) nel '91, in Francia 1.105.000 Kg ($.4.233.000) nel 1990 e 782.000 Kg nel '91
($.1.4684.000); in Germania 459.000 Kg ($.1.582.000) nel 1990 e 388.000 Kg nel primo semestre '91
($.1.424.000 ), nonché quantità inferiori a Belgio, Olanda, Svizzera, Austria e Danimarca.
Da questi paesi, in cui le leggi che regolano l'uso dei fitofarmaci tossici sono più severe, tali prodotti probabilmente
vengono successivamente esportate verso paesi terzi.
Europa meridionale
Diverso è il caso dell'Europa meridionale, dove l'atrazina trova probabilmente uno sbocco diretto sul mercato: in
Spagna 194.000 Kg ($.671.000 ); in Portogallo 99.000 Kg ($.325.000) nel 1990 ; in Grecia 50.000 Kg ($.232.000 )
nel 1990 e 8.000 ($.36.000).
Inibitori di germinazione, fitoregolatori, disinfettanti
Molto più contenute sono invece le esportazioni di fitofarmaci a più elevato contenuto tecnologico. gli inibitori di
germinazione per esempio rappresentano una quota molto scarsa, con 210 tonnellate esportate nel '90 per un valore
di 806.000 $) e t.260 (per 1.940.000 $) nel '91.
Stessa situazione per i fitoregolatori, con t.246tonnellate esportate nel '90 per un valore di 2.865.000 $) e t.312 (per
3.665.000 $) nel '91.
Rimangono i disinfettanti con 147 tonnellate nel '90 (pari a 561.000 $) e t.155 (pari a 531.000 $) nel '91.
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BIBLIOGRAFIA
Adresses of Farm Chemical Manifactures/Suppliers- 1990
Amadori, Zoli - Biotossicità da fitofarmaci - Regione Emilia Romagna / Istituto Oncologo Romagnolo 1986
Amadori, Zoli, Ravaioli - Rischi da pesticidi; effetti tossici, mutageni, tetrageni, cancerogeni - USL 38 Servizio
di Oncologia - Forlì 1982
Associazione Ambiente Lavoro - Dossier Ambiente- giugno 1988
Caffarelli - Fitobank Indagine svolta per conto dell'ENEA Roma - 1987
Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale - Bozza per l'hearing - Istituto Superiore di Sanità - luglio 1989
Data Bank - Fitofarmaci - ottobre 1990
Eurostat - Ufficio Statistico delle Comunità Europee - ottobre 1991
Farm Medical International - Pesticide Marketers Directory - 1990
G. Celli - S. Maini - Lotta bologica integrata in agricoltura - Cestat (S.E.P.E.) Roma 1988
ERVET Ente Regionale per la Valorizzazione del Territorio 1987 - L'industria chimica in Romagna - 1987
S. Galassi - Microinquinanti organici - Hoepli Milano 1991
Gazzetta Ufficiale ndeg.13 10 dicembre 1991
Greenpeace Northwest - Greenpeace Dirty Dozen Producer Database USA - 1990
International Pest Control - Supplemento settembre 1988 International Pesticide Directory Eight Edition - 1988 /
Londra 1989
Ministero della Sanità, Direzione Generale per l'Igiene degli Alimenti e la Nutrizione - Divisione V - Elenco delle
officine dei presidi sanitari - Roma 1990
M. Muccinelli- Prontuario dei Fitofarmaci- Edagricole - 1990
Piscitelli, Tacconi, Tarantini - i pesticidi ad uso agricolo - Pitagora Editrice - Bologna
SGT Sistemi - Banca Dati Fitofarmaci febaraio - 1991
M.A.Sisto - Repertorio Sistematico dei Fitofarmaci - Società Italiana di Fitoiatria Milano
SRI International - 1989 Directory of chemical producers vol 1
United Nations Secretariat - Consolidated List of products whose consumotion and/or sale have been banned,
withdrawn, severely restricted or not approved by goverments - luglio 1984
United Nations Secretariat - Consolidated List of products whose consumption and/or sale have been banned
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Appendice
IMPIANTI FORMULATORI
prodotto impresa impianto di formulazione
ALACHLOR
(prodotto da: Ameco - Marman*)
L'Alachlor, composto della IIIdeg. classe tossicologica, è un diserbante selettivo pre-emergenza che viene
comunemente usato nelle aree coltivate a mais. Viene assorbito dalla radiece del seme appena iniziata la
germinazione, determinandone la morte.
La tossicità acuta DL5o è pari a 390 mg/kg per i ratti. Ma la buona solubilità (242 mg/l) ne fa un prodotto ben
veicolabile nel percorso delle acque, portandolo a minacciare diverse falde nelle zone di utilizzo intensivo.
Adeoclor Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Agaril Visplant chemiren (da: presidi sanitari 1990)
Ager Alachlor Ager Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Alacaf Caffaro (da: presidi sanitari 1990)
Alanex Makhtreshom Agan (non nel mercato italiano*)
Alasip Caffaro (presente nel catalogo '87
Alasip Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Alasip Combi + atrazina Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Alazim Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Alatrax Caffaro (da: presidi sanitari 1990)
Chimichlor Chimiberg (da: presidi sanitari 1990)
Chloral Decco Italia (da: presidi sanitari 1990)
Colossal Scam (da: presidi sanitari 1990)
Corral Du Pont Conid (da: presidi sanitari 1990)
Dimetral Farmoplant (da: presidi sanitari 1990)
Diserbas Baslini (da: presidi sanitari 1990)
Disermais Solplant (da: presidi sanitari 1990)
Glimore Alachlor (da: presidi sanitari 1990)
Gramicid Eli Lilly (da: presidi sanitari 1990)
Herbidal Mais Ravit (da: presidi sanitari 1990)
Kaychlor Krishi Rasayan (non nel mercato italiano*)
Lasso Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Lasso Monsanto (da: presidi sanitari 1990)
Lasso Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Lisamon Du Pont Conid (da: presidi sanitari 1990)
Maidene Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Malertox Mais L Sivam (da: presidi sanitari 1990)
Naworol Bayer (da: presidi sanitari 1990)
Rambo Monsanto (da: presidi sanitari 1990)
Satochlor Chemolipex (non nel mercato italiano*)
Eszakmagyaroszagi (non nel mercato italiano*)
Selenor Schering (da: presidi sanitari 1990)
Shadow Silia (da: presidi sanitari 1990)
Siazina Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Tristar Pan Britannica (non nel mercato italiano*)
Zeachlor Enichem (da: presidi sanitari 1990)
Zelas Cosmofit (da: presidi sanitari 1990)
METOLACHLOR
Il Metolachlor, composto della IIIdeg. classe tossicologica, è un diserbante selettivo pre-emergenza che viene
comunemente usato nelle aree coltivate a mais, la soia e la barbabietola da zucchero. Svolge un'azione
antigerminativa, ma viene anche assorbito dalla radiece del seme appena iniziata la germinazione, determinandone
la morte.
La tossicità acuta DL5o è pari a 2.780 mg/kg per i ratti..
Ametol Visplant Chemiren (da: presidi sanitari 1990)
Antigram Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Barmeclor Adica (da: presidi sanitari 1990)
Betoran Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Bicep Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Clorazina Scam (da: presidi sanitari 1990)
Codal Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Cotoran Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Dopax Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Dual Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Dualin Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Galex Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Gardomil Ciba Geigy Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ligtermoet Chemie Roosendaal Olanda
Ciba-Geigy AG Basilea Svizzera
Gardoprim Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Gesagram Ciba Geigy Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ciba-Geigy AG Basilea Svizzera
Giavonet Scam (da: presidi sanitari 1990)
Loven Visplant (da: presidi sanitari 1990)
Mainex Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Maisar Sariaf (da: presidi sanitari 1990)
Metax W Emme Italia -Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro
Pendiclor Cynamid (da: presidi sanitari 1990)
Primafit Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primagram Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primextra Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Primil Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primoran Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Pyracur Basf Agritalia -Basf Ludwigshafen Germania
Pyradur Basf (non nel mercato italiano*)
Siaclor 72 EC Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Stomp M Cynamid (da: presidi sanitari 1990)
Zintan Agrolinz (non nel mercato italiano*)
MOLINATE
(prodotto da Marman*)
Il Molinate, composto della IIIdeg. classe tossicologica, è un diserbante selettivo comunemente usato contro il
giavone che infesta le risaie. Viene assorbito dal seme in germinazione, determinandone la morte.
La tossicità acuta DL5o è pari a 369 mg/kg sui ratti maschi.
Antigiavone L . Ici Solplant ICI Solplant Crespellano BO
Arrosolo Ici Agrochemicals (non nel mercato italiano*)
Bentior Eli Lilly (da: presidi sanitari 1990)
Diazinate Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Diserbo Riso Caffaro (da: presidi sanitari 1990)
Erbitox Giavone L Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Erbitox Giavone M Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Giavonez Du Pont Conid spa V. Siemens 12 Bolzano
Giavotox Cosmofit (da: presidi sanitari 1990)
Giavotox L Terranalisi snc V. Donizetti 2/a Renazzo di Cento FE
Idronet GR Visplant (da: presidi sanitari 1990)
Malerbene GL Chimiberg-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S.Alessandro BG
Malertox riso Sivam-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Molibas P. E. Baslini (da: presidi sanitari 1990)
Molinam 72 EC Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Molinam Combi Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Molinam DP Sipcam Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Molinam E Sipcam Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Molinam M Sipcam Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Molinam MDP Sipcam Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Molinam SL Sipcam Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Molinate Basf E Althaller Itala srl S. Colombano al Lambro MI
Molinate Basf 91E Althaller Itala srl S. Colombano al Lambro MI
Molinate G Eli Lilly (da: presidi sanitari 1990)
Molinate Gr B. Bayer (da: presidi sanitari 1990)
Molinate Sariaf (da: presidi sanitari 1990)
Molinur Eli Lilly (da: presidi sanitari 1990)
Molistar Rhône-Poulenc Agro (da: presidi sanitari 1990)
Moris Farmoplant (da: presidi sanitari 1990)
Ordram Ravit (da: presidi sanitari 1990)
Ordram EC Enichem Agricoltura Althaller Itala srl S. Colombano al Lambro
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Ordram Stauffer 72E Chemical Belgium Senaffe B
Ordram Stauffer 91E Chemical Belgium Senaffe B
Ordram E Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
Orizol Visplant (da: presidi sanitari 1990)
Osiba Visplant (da: presidi sanitari 1990)
Permonet Du Pont Conid (da: presidi sanitari 1990)
Riben 20 40 Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Sakkimol Chemiolipex (non nel mercato italiano*)
Eszakmagyaroszagi (non nel mercato italiano*)
Siacarb M Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Sildram Giavone Silia (da: presidi sanitari 1990)
Silocid L Silia Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Siltiocarb M Silia (da: presidi sanitari 1990)
Sofit SP Ciba Geigy Baslini spa Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano s.Alessandro BG
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ligtermoet Chemie Roosendaal Olanda
Ciba-Geigy AG Basilea Svizzera
Tiolerbene Combi Chimiberg (da: presidi sanitari 1990)
Ximol Scam (da: presidi sanitari 1990)
Yucamate Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
TERBUTILAZINA
L'Alachlor, composto della IIIdeg. classe tossicologica, usato per il diserbo selettivo selle aree coltivate a vigneto, a
melo, agrumi, ribes, rose e asparagi, ma viene impiegato anche per il diserbo degli argini delle risaie.
Colpisce prevalentemente le piante annuali tramite assorbimento dalla radiece del seme appena iniziata la
germinazione, determinandone la morte. Come erbicida pre-emergenza è efficace anche contro le piante pluriennali.
La tossicità acuta DL5o è pari a 2.160 mg/kg per i ratti.
Adeosan Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Caragard 3587 Ciba Geigy -Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Caragard 3775 Ciba Geigy -Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia
Caragard Combi L Ciba Geigy-Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ciba-Geigy AG Basilea Svizzera
Fenotrix Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Folar Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Gardomil Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Gardoprim Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Lido Agrolinz (non nel mercato italiano*)
Nebutrin Du Pont Conid (da: presidi sanitari 1990)
Primafit Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primagram Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primatol Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Primextra Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Primextra TZ Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Primoran Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Sorgoprim Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Terbo Rhone Poulenc (non nel mercato italiano*)
Topogard Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Tylanex Makhteskim Agan (non nel mercato italiano*)
Zintan Agrolinz (non nel mercato italiano*)
ATRAZINA
(prodotto da: Ameco - Marman e Du Pont*)
Ager Atra L Ager Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Ager Atra 50 Ager Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Ager Atra S Ager Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Alasip Caffaro (presente nel catalogo '87
Alasip Combi Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Alatrin Schering (da: presidi sanitari 1990)
Alazin Siapa (da: presidi sanitari 1990)
Alltex Super Flow Protex (non nel mercato italiano*)
Ametol Visplant Chemiren (da: presidi sanitari 1990)
Aminotrizole Bayer (non nel mercato italiano*)
Antifito Bimex (da: presidi sanitari 1990)
Antral Visplant (da: presidi sanitari 1990)
Arginet Caffaro (da: presidi sanitari 1990)
Arnet Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Arsenal XL American Cynamid (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Atlacida EDP Chipman (non nel mercato italiano*)
Atlas Atlas (non nel mercato italiano*)
Atrab Bayer (da: presidi sanitari 1990)
Atraflo Du Pont Conid (da: presidi sanitari 1990)
Atrakor Dow Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Bayer 323 Bayer Italia spa Filago BG
Bicep C iba Geigy (non nel mercato italiano*)
Boots Long Boots (non nel mercato italiano*)
Bullseye BCO Ici Professional Products (non nel mercato italiano*)
Butanet Combi L Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diserban Bayer Italia spa Filago BG (da: presidi sanitari 1990)
Diserbane E Chimiberg-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S.Alessandro BG
Conquest Du Pont (non nel mercato italiano*)
Dualenox SC Schering (non nel mercato italiano*)
Agrochemicals (non nel mercato italiano*)
Erunit 500 FW Chemolimpex (non nel mercato italiano*)
Extrazine Du Pont (non nel mercato italiano*)
Foxinyl Pasta Siapa Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia
LT
Gesapax Combi
Gesaprim Combi 80 Ciba Geigy-Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Societé Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Gesagram Ciba Geigy (da: presidi sanitari 1990)
Maidene A Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Gesaprim Combi Liquido Ciba Geigy-Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Gilmore Atrazine Gilmore (non nel mercato italiano*)
Mais gram Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Terranalisi snc V. IV Novembre 19/1Renazzo di Cento FE
Maispen Cymanid Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
Maizor PB Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
Maizor SC Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Marksman Farmes Crop Chemicals (non nel mercato italiano*)
Mascot ç Rigby Taylor (non nel mercato italiano*)
Moderator Chipman (non nel mercato italiano*)
M.S.S. Atrazine Mirfield (non nel mercato italiano*)
Murphy Path Weedkiller Fisons (non nel mercato italiano*)
New Atroflow Plus RhonrePoulenc Environmental (non nel mercato italiano*)
New Chlorea Chipman (non nel mercato italiano*)
Prado Agrolinz (non nel mercato italiano*)
Primagram Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Primextra Ciba Geigy (non nel mercato italiano*)
Rassapron BP (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Powarspry (non nel mercato italiano*)
Sarapron BP (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Powarspry (non nel mercato italiano*)
Satecid Chemolipex (non nel mercato italiano*)
Eszakmagyrorszagi (non nel mercato italiano*)
Simazat Drexel (non nel mercato italiano*)
Snapper CDA Ici Professional Producrs (non nel mercato italiano*)
Stomp Corn Cynamid (da: presidi sanitari 1990)
Stomp Corn Cynamid-Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Rhône-Poulenc Italia spa Paganica L'Aquila
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
Torapon BP (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Powarspry (non nel mercato italiano*)
Tristar Pan Britannica (non nel mercato italiano*)
Unicrop Zeapos Unicersal Crop (non nel mercato italiano*)
SIMAZINA
(prodotto da: Ameco - Marman*)
Ager Sim Ager Chemical (da: presidi sanitari 1990)
Ametrine
Amizina Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Amizina 50 L Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Chemia spa ss 255 Km 46 S. Agostino FE
Antifito Bimex (da: presidi sanitari 1990)
Arnet Sipcam (da: presidi sanitari 1990)
Atlas Atlas (non nel mercato italiano*)
Aventox SC Dow Elanco (non nel mercato italiano*)
Atrachlor I PiCi (da: presidi sanitari 1990)
Beton Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Sipcam Salerano sil Lambro MI
Camparol Ciba Geigy AG Basilea Svizzera
Dardo Sipcam spa Salerano sul Lambro MI
Monsanto Europe NV Antewerp Belgio
Diserbane E Chimiberg-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S.Alessandro BG
Diserbene DS Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diserbene S Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diserbene ST Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Diserbos Shell Italia spa Lana d'Adige BZ
Dramed Agrimont (da: presidi sanitari 1990)
Effe Esse 1 Enichem Agricoltura-Baslini Industrie Chimiche spa Treviglio
Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Gesal Diserbante Tot. Reckit & Colman Irca spa Albano S. Alessandro
Gesatop Ciba Geigy -Dow Elamc Italia srl Ozzano Emilia BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Societe Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ligtermoet Chemie Roosendaal Olanda
Gesatop P Ciba Geigy-Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro
Ici Solplant Crespellano BO
Societé Anonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives F
Ligtermoet Chemie Roosendaal Olanda
Ciba Geigy Ag Balilea Svizzera
Gesatop Z80WP Ciba Geigy Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Gher Rohm and Haas-Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio
Gramazin Ici Solplant spa Crespellano Bo
Groundhog Ici Professional Products (non nel mercato italiano*)
Herbital Ital Agro sas Grugliasco TO
Herbital Sepran srl-Diachem Albano S. Alessandro BG
Hitrol Rhone Poulenc Environmental
Luserb Siapa Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Malertox Control FV Sivam-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro
Malertox Control MS Sivam-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro
Malertox Totale Sivam-Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro
Mascot Rigby Taylor (non nel mercato italiano*)
Mazaline 50 L Roussel Hoechst-Agrovet spa Procida SA
Saint Marcel Marsiglia Francia
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Mazimam Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
M.S.S. Atrazine Mirfield (non nel mercato italiano*)
Nurphi spoer Weedex Fisons (non nel mercato italiano*)
Netard Mix Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Netard S Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
STI Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile Cotignola RA
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S.Alessandro BG
Retmal SC
Richochet Monsanto (non nel mercato italiano*)
Rival Monsanto (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Siden Rohm and Haas Mozzanica BG
Siapa S. Vincenzo di Galliera
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Simaflow 40 Caffaro Adria Cavanella Po RO
Simanex Makhteskim Agen (non nel mercato italiano*)
Somapron BP (non nel mercato italiano*)
Chipman (non nel mercato italiano*)
Powarspry (non nel mercato italiano*)
Simaquat pasta Caffaro Adria Cavanella Po RO
Simaz Chemia Chemia spa 44040 S. Agostino FE
Simazat 4L Drexel (non nel mercato italiano*)
Simazene50 Emme Italia -Sti Solfotecnica Italiana spa Cotignola RA
Simazene 50 Enichem Agricoltura-Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Simazina Caffaro Adria Cavanella Po RO
Simazol Vilcar-Irca spa Albano S. Alessandro BG
Simazon 40 Schering spa Nova Milanese MI
Simfix Rhoune Poulenc Environmental (non nel mercato italiano*)
Simflow Rhoune Poulenc Environmental (non nel mercato italiano*)
Soltayr Ici Professional Products (non nel mercato italiano*)
Syngran Vitax (non nel mercato italiano*)
Stomp Corn Cynamid -Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Rhône-Poulenc Italia spa Paganica L'Aquila
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
Terraklene Ici Agrochemicals (non nel mercato italiano*)
Tison Chemia spa 44040 S. Agostino FE
Total Weedkiller Vitax (non nel mercato italiano*)
Totazina Chimiberg -Diachem spa V. Tonale 15 Albano S.Alessandro BG
Unicrop Flowable Simaz. Unicersal Crop (non nel mercato italiano*)
Velpat S Du Pont Conid-Hickson & Welch Ldt Castelford Gran Bretagna
Videsol Lab. Biofarmacotecn. Diachem spa Albano S. Alessandro BG
Weedex S2 FG Hortichem (non nel mercato italiano*)
LINDANO
(prodotto da: T & D Mideast, Ameco, Marman*)
Alicarb Lindano Rhône-Poulenc- Agrochemie Brezies F
Castway Plus Rhome Poulenc Environmental (non nel mercato italiano*)
Diazilin Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Germate Plus Gustafson (non nel mercato italiano*)
Lidafor Rhone Poulenc (non nel mercato italiano*)
Lindane Drexel
Lindex-Plus Dow Elanco (non nel mercato italiano*)
Murfume Dow Elanco (non nel mercato italiano*)
Paraban Domeel (non nel mercato italiano*)
Perfects Anti-Woodworm Denka (non nel mercato italiano*)
Trimisem Total Dow Elanco (non nel mercato italiano*)
Wireworm FS Dow Elanco (non nel mercato italiano*)
fonte indirizzi impianti: Gazzatta Ufficiale ndeg. 13 - 10 dicenbre 1991
* fonte dei dati riportati con l'asterisco: International Pesticide Directory 1991 - International Pest Control London ELENCO DEGLI IMPIANTI DI FORMULAZIONE
* L'asterisco segnala gli impianti il cui utilizzo concerne il maggior numero di formulati
Adica
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Agrichimica
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG*
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
ESTERI:
Peruviana Industrias Quimicas Omicron sa Lima Perù
Agrico
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Manica spa Rovereto TN
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA*
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Agrifarmax
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG*
Agrimix
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Agrimont
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE*
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Rohm and Haas Mozzanica BG
Ici Solplant spa Crespellano Bo
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA*
Shell Italia spa Lana d'Adige BZ
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Sicopa snc Pianello Val Tidone PC
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI*
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Agriplant
Terranalisi snc V. Donizetti 2/a Renazzo di Cento FE
Agrolinz Italia
(ESTERI)
Agrolinz Agrarchemichalien GmbH Linz Austria
Montanwerk GmbH Brixlegg Austria
Agrinova
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Diachem spa U.O. Sifa Caravaggio BG
Agrozoofarma
Agrizoofarma srl Mortegliano UD
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Aifar
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Amon Fitochimica Division
V Siemens 12 Bolzano -Vedi Du Pont Conid spa
Apa
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Ici Solplant spa Crespellano Bo
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
Shell Italia spa Lana d'Adige BZ
ESTERI:
Berol Nobel Stockviksverken ab Sundsval Svezia
Atochem Italia
Atochem sa Rue Paul Lombard Port de Bouc Francia
Bario
Società Bario e derivati spa V. delle Saracine 123 Vada LI
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Basf Italia
Basf Aktiengesellschaft Ludwigshafen Germania
altri stabilimenti:
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Eurozolfi spa 14deg. Strada industriale Catania
Mormorino Lungomare Colombo Termini Imrese PA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
ESTERI:
Pennwalt France sa-Division R.s.R. Marsiglia Francia
Raffineries de Soufre Reunies Marsiglia Francia
Baslini
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Bayer Italia
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
altri stabilimenti:
Akzo Chimica V. del Porto Marano Ticino NO
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Sabed Società Bario e derivati Massa
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA*
ESTERI:
Bayer ag Lewerkusen Germania*
Bayer scb Marle sur Serre Francia
Akzo Bedristein Botlek Rotterdam Olanda
A. H. Mark & Co. ltd Wjke Bradford Gran Bretagna
Norddeutsche Raffinerie Amburgo Germania
Sandoz,Schweizerhanne Svizzera
Bimex
Bimex V. Cogolla 5 Isola Vicentina VI
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Terranalisi snc V. Donizetti 2/a Renazzo di Cento FE*
Biochem
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Boracchini
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Bromet
Bromet srl V. Monte d'Oro 14 Pomezia RM
Bromisicula
Bromisicula sas C. da Sughero Torto SP n 16 Ragusa
Bromotirrena
Bromotirrena srl Loc. Quarto Iannotta Fondi LT
Caffaro
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Caffaro spa V. Nullo 8 Brescia
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Ici Solplant spa Crespellano BO
Chemagroexport
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Chemia
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Chemil
Bromotirrena srl V. della Stazione 106 Fondi LT
Saibi spa Margherita di Savoia FG
ESTERI:
Ethil Corporation Magnolia Arkansas USA
Chimiberg
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Diachem spa U.O. Sifa Caravaggio BG
altri impianti:
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Ciba Geigy
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1 Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano s.Alessandro BG
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Schering spa Nova Milanese
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Ciba-Geigy AG Basilea Svizzera
Soc. Anoonyme Ciba-Geigy Ulsine d'Algues Vives Francia
La Gauloise Lione Francia
Ligtermoet Chemie Roosendaal Olanda
Cifo
Cifo spa S. Giorgio di Piano BO
Bimex V. Cogolla 5 Isola Vicentina VI
Diachem spa V. Tonale 15 Albano s.Alessandro BG
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Colkim
Degesch America Inc. Veyers Cave Virginia USA
Degesch GmbH Francoforte sul Meno Germania
Cosmofit
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
ESTERI:
Brabant Chemie Oosterhout Olanda
Cynamid
Cynamid industriale Zona industriale Catania
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Shell Italia spa Lana d'Adige BZ
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
Rhône-Poulenc Italia spa Paganica L'Aquila
ESTERI:
Farm Protection Ldt Barton on Humber Gran Bretagna
Indalva sa Ohruela Spagna
Pan Britanica Industries Watham Crosc Gran Bretagna
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Decco
Decco Italia srl 18deg. Strada, 38 Zona Industriale Catania
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
ESTERI:
Atochem Agri sa -Division RSR Marsiglia Francia
Atochem Agri sa Zone Industrielle Vaas Francia
Atochem Agri bv Rotterdam Olanda
Desarrollo Quimico sa Calle Serrano 16-4 Madrid Spagna
D.B.M.
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Dow Elanco
Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Ici Solplant spa Crespellano Bo
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Schering spa Nova Milanese
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
ESTERI:
Dow Elanco Midland USA
Dow Elanco bv Rotterdam Botlek Olanda
Dow Kings Lynn Gran Bretagna
Indalva spa Caretera La Mataza Orihuela-Alcante Spagna
Prochim Agro Courchellettes Francia
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Lilly Franciarance sa Fegersheim Francia
Du Pont Conid
Du Pont Conid Spa V. Siemens 12 Bolzano
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE*
ESTERI:
E.I. Du Pont de Nemours Inc Wilmington Delaware USA*
E.I. Du Pont de Nemours Inc La Porte Touchson Texas USA
Du Pont de Nemours France sa Cernay Francia
Hickson & Welch Ldt Castelford Yorkshire Gran Bretagna
Duphar
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
ESTERI:
Duphar bv Apollolaan 151 Amsterdam Olanda
Emme Italia
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Enichem Agricoltura
Althaller Itala srl S. Colombano al Lambro MI
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG*
Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE*
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA*
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
ESTERI:
Foret sa Vinaron Castellon Spagna
Eurobios
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Terranalisi
Eurozolfi
Eurozolfi spa 14deg. Strada industriale Catania
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Field Farm
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Formenti
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Gea
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Ici Solplant
Ici Solplant spa Crespellano BO
altri stabilimenti:
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
Cifo spa S. Giorgio di Piano BO
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
ESTERI:
Ici Agrochemicals Yalding Kent Gran Bretagna
Ici Sopra Francia
Ici Zeltia Spagna
Rhône-Poulenc Spagna
Serpiol Spagna
Stauffer Chemical Belgium Seneffe Belgio
I.Pi.Ci.
Ici Solplant Crespellano BO
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Scam
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Isk Biotech
Hoechst Gran Bretagna ltd Sandall Road Wisbech Gran Bretagna
Ligtemoet bv Roosendaal Olanda
Ital-Agro
Ital-Agro sas Grugliasco Torino
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Kocide Chemical
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Kocide Chemical Corp. Houstom Texas USA
Grigffin Corporation Rocki Corp. Valdosta Georgia USA
Kollant
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
confezionato da :
Kollant spa V. C. Colombo 7-7/a Vigonovo VE
Laboratorio Biofarmacotecnico Italiano
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Libco
Libco V. Galvani 4 Corsico MI
Manica
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
ESTERI:
Ind. Quimicas Omicron Calle Aan Martin 864 Lima Perù
Mark
Agroquimica Santa Teresa Inquiport sa Venezuela
Foret sa Vinaros Castellòn Spagna
Milagro United Phpsforus ltd-Excel Ind. ltd Bombay India
Monsanto
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Monsanto Europe nv Anterwerp Belgio
Mormino
Mormino srl Termini Imerese
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
M.I.R.E.
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Pac srl
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
ESTERI:
Agan Chemical Manifacturers Ashdod Israele
Makhteshim Chemical Works Beer Sheva Israele
Paracca
Chimisila Str Traforo Pino 204 Torino
Pavoni & C
Agrindustria srl S. Cipriano Po PV
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
P.M. Chemicals
Bromine compounds Beersheva Israele
Polisenio
Polisenio srl V. S. Andrea 10 Lugo RA
Rea Ind. chim.
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Rackitt & Colman Italia (Gesal)
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Monsanto
Monsanto Europe NV Antewerp B
Rhône-Poulenc Agro
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
altri stabilimenti:
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Agrochimie Brezies Francia
Diamond Sharock ltd Belvedere Gran Bretagna
Rhône-Poulenc Agrochemie Elbeuf Francia
Rhône-Poulenc Agrochemie Villefranche Francia
Rohm and Haas
Rohm and Haas Mozzanica BG
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
ESTERI:
Romn and Haas France sa Lauterbourg Francia
Confezionato da:
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Sikim slr Mozzanica BG
Roussel Hoechst
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
ESTERI:
Höchst ag Francforte sul Meno Germania*
Procida sa Saint Marcel Marsiglia Francia*
Saibi
Stabolimento di Margherita di Savoia
Sandoz
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA*
altri centri di produzione:
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Rhône-Poulenc Agro spa Paganica L'Aquila
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Produts Sandoz sa Gaillon Francia
Sandoz Ag Schweizerhalle Svizzera
Sandoz sae L'Hospitalet Barcellona Spagna
Atlas Agrochemicals Erith/Kent Gran Bretagna
Inagra Sueca Invest. Agricolas Mareny Blau Spagna
Sariaf
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Baslini Industrie Chimiche P. Baslini 1Treviglio BG
Bayer Italia V. Manzoni 3 Filago BG
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Chemia spa 44040 SS 255 Km 46 S. Agostino FE
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Terranalisi snc V. IV Novembre 19 Renazzo di Cento FE
Scam
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Schering
Schering spa Nova Milanese MI
altre officine autorizzate:
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
ESTERI:
Schering Ag Wolfenbüttel Germania
Schering Agrochem. Hauxton Cambridge Gran Bretagna
Abbott Lab. North Chicago Illinois USA
Ciba Geify Ag Basilea Svizzera
Dow Elanco King's Lynn Gran Bretagna
Sepram
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Sifa Caravaggio BG
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Terranalisi snc V. Donizetti 2/a Renazzo di Cento FE
Shell
Shell Italia spa Lana d'Adige BZ
(almeno il 60% dei prodotti)
Shell spa Milano/Musocco
Althaller Italia spa S. Colombano al Lambro MI
Bayer Italia spa Filago BG
Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE*
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Dow Elanco Italia Ozzano Emilia BO
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Ici Solplant Crespellano BO
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Rhône-Poulenc Italia spa Paganica L'Aquila
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA *
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
Sti Solfotecnica Italiana V. X Aprile Cotignola RA
ESTERI:
Chevron Chemical Co Port de Bouc Francia
Chemie Linz Ag Austria
Dow Chemical Co Midland Michigan USA
Du Pont de Nemours sa Cernay Francia
I. Q. Serpiol Valencia Spagna
Maskor Compania sa Barcellona Spagna
Rohm and Haas Italia spa Laterbourg Francia
Shell Agrar GmbH & Co Kg Ingelheim/Rhein Germania
Shell Nederland Chemie Bv Rotterdam Olanda*
Soc Agrishell Zone Ind. Lyon Nord Genay Francia*
Siapa
Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO*
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Caffaro spa v: Nullo 8 Brescia
Dow Elanco Ozzano Emilia
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA*
Saibi Margherita di Savoia Foggia
Shell Italia Musocco MI
ESTERI:
Cir Couchelettes Francia
Atochem Agri bv Rotterdam Olanda
Atochem Pourt de Bouc Francia
Pennwalt Holland bv Rotterdam Olanda
Pennwalt France Vaas Francia
Desarrollo Quimico Industrial sa Dequisa Madrid E
La Littorale sa Beziers Francia
Veb Delicia Delitzch Germania
Ucb spa Grand Belgio
Silia
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT*
Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO*
ESTERI:
Casa Bernardo Ltda Santos Brasile
Sipcam
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI *
Caffaro spa Adria Cavanella PO BO
Chemia SS 255 Km 46 S. Agostino FE*
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Monsanto Europe NV Antewerp B
Rohm and Haas Italia Treviglio BG
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Siapa V. Vittorio Veneto 3 S. Vincenzo di Galliera BO
Silia V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile Cotignola RA
ESTERI:
Sipcam-Phytuerop Montreuille Bellay Francia
Inagra Suecra Spagna
Sipsa
(stesso indirizzo della STI - V X Aprile 3 Cotignola)
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA*
Baslini Industrie Chim. P.Baslini 1Treviglio BG
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG*
Sis
Sis stabilimento di Vittoria Ragusa
Sivam
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
(produce solo in questo stabilinento)
Stauffer
Chemical Belgium Senaffe B
Rhône-Poulenc Nevèrs Francia
Sti Solfotecnica Italiana
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
vedi anche: Sipsa
Tecniterra
Tecniterra spa V. Tiepolo 9 Segrate MI
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Terranalisi
Terranalisi snc V. IV Novembre 19 Renazzo di Cento FE
Caffaro Adria Cavanella Po RO
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Uniroyal Chimica
Uniroyal Chimica srl V. delle Industrie 40 Latina Scalo LT
Diachem spa V. Tonale 15 Albano s.Alessandro BG
Dow Elanco V. della Chimica 3 Ozzano Emilia
Du Pont Conid V. Siemens 12 Bolzano
Irca spa V. Tonale 87 Albano S Alessandro BG
Rhône-Poulenc Agro Paganica L'Aquila
Sariaf spa V. S. Silvestro 1 Faenza RA
Schering spa Nova Milanese
Siapa V. Vittorio Veneto 3 San Vincenzo di Galliera BO
Sifa Caravaggio
Silia spa V. Nettunense Km 23 Aprilia LT
Sipcam Strada Provinciale 115 Salerano sul Lambro MI
ESTERI:
Uniroyal Chemical Co Naugatuck USA
Gustafson Dallas USA
Olin Corporation Leland Mississipi USA
Vilcar spa
Althaller Itala srl S. Colombano al Lambro MI
Chemia Ss 255 Km 46 S. Agostino FE
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Irca spa Albano S. Alessandro BG
Scam srl V. Bellaria 164 S. Maria di Mugnano MO
Sti Solfotecnica Italiana spa V. X Aprile 3 Cotignola RA
Zapi
Diachem spa V. Tonale 15 Albano S. Alessandro BG
Irca spa Albano S. Alessandro BG
Fonte: Greenpeace su dati Gazzetta Ufficiale 10.12.1991
Il Comparto dei Fitofarmaci
Greenpeace
a cura di Sergio Baffoni e Liliana Cori
febbraio 1992
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Il comparto dei fitofarmaci in Italia