ANNO LXIII • N. 5 - Dicembre 2011/Febbraio 2012
Prepositurale Collegiata Insigne di Santa Maria Assunta - Rovato
Auguri per un santo Natale
che porti serenità e pace nei cuori,
comunione nelle famiglie e
condivisione nella comunità.
In copertina:
Sommario
ANNO LXIII • N. 5 - Dicembre 2011/Febbraio 2012
LA VOCE DEL PREVOSTO
3 Dove c’è Dio, là c’è futuro
Prepositurale Collegiata Insigne di Santa Maria Assunta - Rovato
Alcuni scatti fotografici
del nostro Marino Marini
durante l’ inaugurazione
della Sala della Comunità
intitolata a Mons. Luigi Zenucchini
4
5
5
5
6
7
9
10
12
13
14
PARROCCHIA
Tempo Liturgico dell’Avvento
L’uomo si riconosce da quello che attende
Avvento di spiritualità
Avvento di carità
Natale è Speranza
San Carlo
La nascita di Gesù è rivelazione di Dio
Sala della Comunità Mons. Luigi Zenucchini
Il Vescovo Luciano a Rovato
Valore del triduo di preghiera per i morti
Giovani aperti alla vita
15
16
16
17
ORATORIO
Cari genitori
Hai lasciato aperto ...
ACR: punta in alto
Riscoprire la capacità di meravigliarsi
In Te, o Cristo,
19
19
20
21
22
23
23
24
24
25
ATTUALITA’
Verso l’Unità Pastorale
L’Italia sono anch’io
Perchè avvalerisi dell’ora di religione nella scuola
Proviamo a cambiare canale televisivo?
La Purezza
45ª Giornata mondiale della pace
Concorso presepi
Educazione, parola magica
Solidarietà sotto l’albero
Raccolta viveri
Se abbiamo fame
26
26
26
27
28
30
30
30
31
CRONACA
W gli alunni meritevoli
Memoria del Beato Don Gnocchi
Gruppo Pensionati San Carlo
Gli Alpini ringraziano
Festa Anniversari di matrimonio
Leone d’oro
Mostra Sanzeni-Busi
Madre Kate Manessi
Concerti di dicembre
Tu, o Cristo, sei la luce del mondo.
Auguri per un santo Natale
che porti serenità e pace nei cuori,
comunione nelle famiglie e
condivisione nella comunità.
CRISTO, NOSTRA SPERANZA
si sciolgono e si compongono
le vicende e le controversie umane.
Tu, o Cristo, sei il pane della vita.
Se abbiamo sete
Tu, o Cristo, sei la sorgente dell'acqua viva.
Se abbiamo bisogno di vedere e di capire
Se abbiamo desiderio di giustizia e di libertà
Tu, o Cristo, sei il grande povero,
sei il liberatore dai ceppi
che fanno l'uomo schiavo dell'idolatria,
PARROCCHIA S. GIOVANNI BOSCO
32 Anniversari di matrimonio
32 Catechesi per giovani e adulti
32 Padre Sandro Cadei
della ricchezza e dell'orgoglio.
34 ANAGRAFE
Tu, o Cristo, sei il supremo donatore e suscitatore
35 OFFERTE
della carità per gli uomini e fra gli uomini.
36 CALENDARIO LITURGICO PASTORALE
Se abbiamo bisogno di vita
BOLLETTINO PARROCCHIALE
BIMESTRALE DI VITA PARROCCHIALE
Se abbiamo bisogno di amore
Tu, o Cristo, sei il principio della vita che non muore.
(Paolo VI)
Direttore responsabile: Franco Manenti
Editore: Parrocchia S.Maria Assunta
In redazione: Gian Mario Chiari,
Gianluigi Moretti, Roberto Morè, Giorgio Baioni,
Nazzareno Lopez, Franco Manenti,
Madre Alessandra, Emanuela Caretta,
Marta Rugolotto, Giusi Plodari
Registrato presso il Tribunale di Brescia
in data 14.05.1955 al n. 115 del registro Stampa.
Fotografie: Foto Marini - Baioni - Orizio
Progettazione e Stampa: Eurocolor - Rovato
CONFESSIONI
In Avvento è disponibile uno o più confessori in orario di apertura
della chiesa nei giorni di lunedì, venerdì e sabato. La disponibilità è
anche nei giorni 20-21-22 di dicembre.
Benedetto XVI nel settembre scorso nell’omelia
della Messa celebrata a Erfurt pronunciò queste
parole: “Nazismo e comunismo per la fede
cristiana avevano l’effetto della pioggia acida.
Due realtà che sembravano invincibili e che
pure sono andate anche se tante conseguenze
tardive di quel tempo sono ancora da smaltire.
Oggi in questa città abbiamo veramente motivo
per ringraziare Dio con tutto il cuore perché
le esperienze positive degli ultimi due decenni
fanno dire che dove c’è Dio là c’è futuro”.
Nell’omelia di respiro ecumenico ha un altro
passaggio significativo per tutti noi, quando
afferma che “il maggior danno per la
Chiesa viene dai cristiani tiepidi”. Ha
ragione il Papa perché sono troppi i cristiani
tiepidi: noi sacerdoti impegnati in parrocchia lo
constatiamo quotidianamente. La fede tiepida
la si capisce da certi ragionamenti: si può
essere cristiani senza partecipare alla Messa (e
questa è pura eresia); faccio del bene quando
mi capita (invece la carità più convincente è uno
stile di servizio programmato e metodico); vorrei
confessarmi, ma non so cosa dire (ciò dimostra
che non si conoscono né i comandamenti, né il
Vangelo né le regole della vita della Chiesa); le
liturgie sono troppo lunghe (…oppure è troppo
corta la fede!); il prete è antipatico, stufa… (ma
in chiesa si va per incontrare Dio e ascoltare la
sua Parola!).
Potremmo aggiungere tanti di questi motivi, o
meglio tante di queste scuse.
Se vogliamo avvicinarci al mistero del Natale e
comprenderne il messaggio dobbiamo aprire la
nostra mente ad altre provocazioni ed avere il
cuore e la volontà di accoglierle e di viverle.
Gesù Cristo nasce nel silenzio e pone dei
segni per essere riconosciuto, per sollecitare
la nostra libertà a ricercare Dio. Nasce
bambino (come tutti noi) per ricordare agli
adulti l’importanza di coltivare e vivere le virtù e i
sentimenti puri che i bambini richiamano. Nasce
in una stalla per mostrare a tutti che la felicità
non è data dalle cose, ma dalla comunione e
dall’amore che la famiglia può esprimere.
E chiediamoci come mai tutti coloro che
incontrano questo Bambino e i suoi genitori
ripartono felici e contenti?
Oggi abbiamo complicato il nostro vivere
quotidiano! Il Natale di Cristo diventa perciò
l’invito a riprendere le virtù della semplicità,
della sobrietà, dell’essenzialità.
La tiepidezza va sconfitta con
l’entusiasmo per la nostra dignità di figli di
Dio, per tutte le opportunità di fare il bene, per
i tanti strumenti che abbiamo per unirci a tutte
le persone di buona volontà e creare pace,
per le macchine e gli strumenti che faticano
per noi lasciando a noi di far ciò che nessuna
macchina potrà mai fare cioè amare, gioire,
soffrire, condividere…
Vivere il Natale è rafforzare in noi la
consapevolezza che siamo protagonisti
nella storia dell’umanità nella misura in cui
mostriamo la fedeltà al Battesimo e, nel’attuale
confusione ideologica, “non ci vergogniamo
di annunciare il Vangelo, poiché è potenza di
Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rom
1,16).
Guardiamo alla felicità dei pastori e dei magi:
incontrando la sorgente dell’amore e della pace
hanno distrutto la tiepidezza facendo scoppiare
l’entusiasmo assopito nel loro cuore.
Guardiamo Maria e Giuseppe: docili allo Spirito
e fedeli alla loro vocazione ora contemplano
Dio fatto uomo, sono disponibili e contenti di
assumere il faticoso compito di genitori e sono
altrettanto convinti che la salvezza per l’umanità
è arrivata.
Ascoltiamo il canto degli Angeli: “Gloria a Dio
nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama” e impariamo a “guardare di più
il cielo” per costruire la vita sociale in terra;
impariamo il “linguaggio dell’eternità” per
vivere con saggezza i nostri giorni.
Il clima natalizio favorisce la bella tradizione di
ritrovarsi in famiglia o tra famiglie: sia questo un
motivo per superare la tiepidezza e moltiplicare
la letizia.
Viviamo il sacramento della Riconciliazione
e l’incontro personale nell’Eucaristia per
gustare ulteriormente il dono della fede e per
sperimentare ancora che “dove c’è Dio là c’è
futuro”.
Infine invochiamo lo Spirito Santo perché in
ogni famiglia della nostra comunità si sperimenti
l’amore di Dio, la solidarietà dei fratelli e la
gioia della pace.
Buon Natale!
La voce del prevosto
Dove c’è Dio, là c’è futuro
3
Parrocchia
Tempo Liturgico dell’Avvento
4
Marana tha. Vieni, Signore! (1Corinti 16, 22)
Maran athà. Il Signore viene. (Apocalisse 22,
20)
AVVENTO come VENUTA
AVVENTO come AVVENIMENTO
AVVENTO come PRESENZA
Questo triplice significato, che è stato poi
ripreso dai Padri della Chiesa (autori antichi
e autorevoli di scritti cristiani), può essere così
riassunto: il Signore Gesù che viene oggi in
mezzo a noi nella liturgia, perché è venuto
già nella nostra natura umana, è lo stesso che
verrà un giorno nella gloria (ma l’ordine delle
espressioni può essere capovolto a piacere…).
Anzi, la sua è una continua e ininterrotta
venuta in mezzo a noi nella
storia umana, dopo che egli,
glorificato nella risurrezione,
mediante
il
suo
Spirito
continua a guidare il cammino
dell’umanità e della creazione
intera verso la pienezza.
E’ la vita cristiana stessa
che non conosce ripetizioni,
ma sempre eventi inattesi e
sorprendenti: essa è sempre
venuta del Signore crocifisso
– risorto e quindi sempre e
solo un evento pasquale.
L’atteggiamento del cristiano e
della Chiesa è una riposta ad
aprirsi all’appello di vigilare, a
mettersi in cammino, nella gioia, nella fiducia,
nella carità, alla presenza del Misericordioso
nel mondo, alla luce del Vangelo di Gesù di
Nazaret.
Il tempo di Avvento mette in luce l’aspetto centrale e
dinamico della vita cristiana, della storia: andare
incontro a Colui che si fa vicino a noi. L’Avvento
è il tempo liturgico della grande educazione alla
speranza: una speranza forte e paziente, una
speranza che accetta l’ora della prova, della
persecuzione e della lentezza nello sviluppo del
Regno; una speranza che si affida al Signore e
libera dalle impazienze soggettivistiche e dalle
frenesie del futuro programmato dall’uomo.
Questa Chiesa è chiamata dal mistero dell’Avvento
a rendersi segno e luogo di speranza per il
mondo in un impegno concreto di liberazione
integrale dell’uomo.
Ogni Domenica ha un tema specifico: 1.
la vigilanza nell’attesa del Cristo; 2. un
pressante invito alla conversione contenuto
nella predicazione di Giovanni Battista; 3. la
testimonianza data da Gesù a Giovanni; 4.
l’annuncio della nascita di Gesù fatta a Giuseppe
e a Maria.
Le letture feriali nella prima parte dell’Avvento
presentano i segni e le caratteristiche del Regno
messianico e le condizioni per entrarvi; nella
seconda parte preparano direttamente al Natale
narrando le diverse annunciazioni e l’attuazione
in Cristo delle promesse davidiche. Le due letture,
quella profetica e quella evangelica, sono scelte
in modo da evidenziare il rapporto di unità e di
compimento fra Antico e Nuovo Testamento.
Un atteggiamento infine che caratterizza la
spiritualità dell’Avvento, è quello del povero.
Non è tanto il povero in senso economico, ma il
povero inteso nel senso biblico: colui che si
affida a Dio e si appoggia con fiducia in lui.
LE FIGURE CHIAVE
Nella liturgia dell’Avvento
emergono alcune figure
bibliche particolari che ci
accompagnano e aiutano
ad entrare in questo tempo
particolare:
Isaia - In lui, più che negli
altri profeti, si trova un’eco
della grande speranza che
ha confortato il popolo
eletto durante i secoli
duri e decisivi della sua
storia, soprattutto durante
l’esilio. La seconda parte
del suo libro contiene
essenzialmente un lieto annuncio di liberazione,
parla di un nuovo e più glorioso esodo e della
creazione di una nuova Gerusalemme.
Giovanni Battista - E’ l’ultimo dei profeti e
riassume nella sua persona e nella sua parola
tutta la storia precedente nel momento in cui
sfocia nel suo compimento.
Giovanni è il segno dell’intervento di Dio per il
suo popolo; quale precursore del Messia, ha la
missione di preparare le vie al Signore, di offrire
ad Israele la “conoscenza della salvezza” che
consiste nella remissione dei peccati, opera della
misericordia di Dio e, soprattutto, di indicare
Cristo già presente in mezzo al suo popolo.
La Madonna - durante l’Avvento si pone in
rilievo la relazione e la cooperazione di Maria
al mistero della redenzione. Maria “primeggia
tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con
fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza”.
Maria è colei che, nel mistero dell’Avvento
e dell’Incarnazione, congiunge il Salvatore al
genere umano.
Infine la figura di Giuseppe appare come
l’uomo giusto per la sua fede, modello per
ogni uomo che vuole entrare in dialogo e in
comunione con Dio.
don Roberto
L’uomo si riconosce da quello che attende
L’attesa, l'attendere è una dimensione che
attraversa tutta la nostra esistenza personale,
familiare e sociale. L'attesa è presente in mille
situazioni, da quelle più piccole e banali fino alle
più importanti, che ci coinvolgono totalmente e nel
profondo. Pensiamo, tra queste, all'attesa di un
figlio da parte di due sposi; a quella di un parente
o di un amico che viene a visitarci da lontano;
pensiamo, per un giovane, all'attesa dell'esito di
un esame decisivo, o di un colloquio di lavoro;
nelle relazioni affettive, all'attesa dell'incontro
con la persona amata, della risposta ad una
lettera, o dell'accoglimento di un perdono... Si
potrebbe dire che l'uomo è vivo finché attende,
finché nel suo cuore è viva la speranza. E
dalle sue attese l'uomo si riconosce: la nostra
«statura» morale e spirituale si può misurare
da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo.
Ognuno di noi, dunque, specialmente in
questo Tempo che ci prepara al Natale, può
domandarsi: io, che cosa attendo? A che cosa,
in questo momento della mia vita, è proteso il
mio cuore? E questa stessa domanda si può porre
a livello di famiglia, di comunità, di nazione.
Che cosa attendiamo, insieme? Che cosa unisce
le nostre aspirazioni, che cosa le accomuna?
Nel tempo precedente la nascita di Gesù, era
fortissima in Israele l'attesa del Messia, cioè di
un Consacrato, discendente del re Davide, che
avrebbe finalmente liberato il popolo da ogni
schiavitù morale e politica e instaurato il Regno
di Dio. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che
il Messia potesse nascere da un'umile ragazza
quale era Maria, promessa sposa del giusto
Avvento di spiritualità
Avvento di carità
Oggi, prima domenica di Avvento, la Chiesa
inizia un nuovo Anno liturgico, un nuovo
cammino di fede che, da una parte, fa memoria
dell'evento di Gesù Cristo e, dall'altra, si apre
al suo compimento finale. E proprio di questa
duplice prospettiva vive il Tempo di Avvento,
guardando sia alla prima venuta del Figlio di
Dio, quando nacque dalla Vergine Maria, sia al
suo ritorno glorioso, quando verrà «a giudicare
i vivi e i morti», come diciamo nel Credo. Su
questo suggestivo tema dell'«attesa» vorrei ora
brevemente soffermarmi, perché si tratta di un
aspetto profondamente umano, in cui la f ede
diventa, per così dire, un tutt'uno con la nostra
carne e il nostro cuore.
Intensificare
la
preghiera
quotidiana
(meditazione della Parola, recita del rosario e
la vita sacramentale (Eucaristia e Confessione)
Pregare insieme in famiglia
Digiuno dal cibo, ma anche dalla TV,
internet, cellulare…
Mercoledì (23-30 nov. e 14-21 dic.)
incontri biblici con Lidia Maggi presso il
Convento dei frati. Tema le donne nella
genealogia di Gesù: Tamar, Raab, Rut e
Betsabea
Per i giovani: un momento di preghiera
con la Parola di Dio ogni domenica alle ore
20.30 nella cappella dell’oratorio
Parrocchia
San Giuseppe - è l’anello di congiunzione che
attraverso Davide da cui discende, unisce Cristo
alla grande “promessa”, cioè ad Abramo.
Proprio perchè legalmente “figlio di Giuseppe”
Gesù ha potuto rivendicare a sé il titolo
messianico di “figlio di Davide”.
L’Avvento è uno dei “tempi forti” dell’anno
liturgico perché esprime un invito pressante
alla conversione nella vita di fede e di carità.
Continuando ancora la crisi economica del
paese proponiamo una raccolta di sostegno
alle famiglie in difficoltà.
* Domenica 27 novembre (prima di
Avvento) celebreremo con tutta la diocesi
la giornata del pane
* Verrà messa sui tavolini in chiesa una
busta con la scritta AVVENTO DI CARITA’
2011. Ognuno la consegnerà quando
vuole in chiesa nell’apposita cassetta.
* Chi volesse invece portare alimentari o
altro fa riferimento alla caritas
parrocchiale (via S.Orsola 7 – giorni:
lunedì – mercoledì – venerdì
ore 14-16.30 tel. 0307701141)
5
Parrocchia
Giuseppe. Neppure lei lo avrebbe mai pensato,
eppure nel suo cuore l'attesa del Salvatore era
così grande, la sua fede e la sua speranza
erano così ardenti, che Egli poté trovare in lei
una madre degna. Del resto, Dio stesso l'aveva
preparata, prima dei secoli. C'è una misteriosa
corrispondenza tra l'attesa di Dio e quella di
Maria, la creatura «piena di grazia», totalmente
trasparente al disegno d'amore dell’Altissimo.
Impariamo da lei, donna dell'Avvento, a vivere
i gesti quotidiani con uno spirito nuovo, con il
sentimento di un'attesa profonda, che solo la
venuta di Dio può colmare.
(Benedetto XVI – Avvento2010)
Natale è Speranza
Sono un uomo di speranza
Sono un uomo di speranza
perché credo che Dio è nuovo
ogni mattina.
Sono un uomo di speranza
perché credo che lo Spirito Santo
è all'opera nella chiesa e nel mondo.
Sono un uomo di speranza
Perché credo che lo Spirito Creatore
dà a chi lo accoglie una libertà nuova
e una provvista di gioia e fiducia.
Sono un uomo di speranza
Perché so che la storia dilla Chiesa
è piena di meraviglie.
Sperare è un dovere, non un lusso.
Sperare non è sognare,
ma la capacità di trasformare
un sogno in realtà.
Felici coloro che osano sognare
e che sono disposti a pagare il prezzo
più alto perché il loro sogno prenda
corpo nella vita degli uomini.
(Card. L.J. Suenens)
Poni sempre, uomo, la tua speranza in Dio
La primavera comincia con il primo fiore,
il giorno con il primo barlume,
la notte con la prima stella,
il torrente con la prima goccia,
il fuoco con la prima scintilla,
l'amore con il primo sogno.
La speranza è la faccia di Dio, quale si scopre di
momento in momento secondo il volto delle nostre
disperazioni. Poiché tutte le speranze,
anche le
più tenui, le più fragili, perfino i sogni e le illusioni,
appartengono alla speranza.
Un niente basta a far battere un cuore, come un niente
lo può fermare.
E se un niente può fermarci sull'abisso, la speranza fa
suo questo niente; vi si incarna, ne prende il volto e la
voce.
La speranza vede la spiga quando i miei occhi di carne
non ve¬dono che il seme che marcisce.
Quando la sventura non risparmia niente, non la casa,
né il campo, non la casa né il paese,
e i poveri,
diventano profughi, prima che il tempo svuoti il nostro
patire e lo cancelli dal ricordo di coloro che nei giorni
della prova ebbero pietà degli "alluvionati", più che la
memoria vorrei aiutare il mio animo a non dimenticare.
Non è vero che uno si abitui a star male; è vero invece
che, quando la miseria è al colmo, c'è sempre qualcosa
che aiuta a non andare in fondo.
(P. Mazzolari - Slogans dell'anima)
6
L’ansia del tempo
Gli uomini andavano.
Andavano, venivano,
camminavano correvano.
Le biciclette correvano,
le auto correvano,
i camion correvano,
la città correrà.
tutti correvano.
Correvano
per non perdere il tempo.
correvano dietro al tempo
per recuperare il tempo.
per guadagnare il tempo.
Il bambino gioca
e ora non ha tempo.
Forse dopo...
Il giovanotto fa dello sport
e non ha tempo.
Forse dopo...
I nonni hanno i nipotini
e non hanno tempo.
Forse dopo...
Sono malati,
hanno le cure da fare:
non hanno tempo...
Arrivederci, scusatemi
se non ho tempo
Ripasserò,
non posso aspettare,
non ho tempo.
Mi sarebbe caro aiutarvi
ma non ho tempo
Non posso accettare,
mi manca il tempo.
Ho tutto il tempo che mi dai...
Gli anni della mia vita,
le giornate dei miei anni,
le ore dei miei giorni
sono tutte mie.
A me colmarle tranquillamente
senza ansia.
Non ti chiedo questa sera,
Signore, il tempo di fare questo,
quello e quell’altro.
Ti chiedo la grazia di sapere,
nel tempo che mi dai,
ciò che vuoi che io faccia.
(Michel Quoist)
San Carlo fu un uomo “predestinato” dalla
Provvidenza per governare la Chiesa in tempi
turbolenti attuando le sapienti disposizioni
emanate dal Concilio di Trento. Di qui si avverte
come il suo vero carisma, universalmente
riconosciuto, si manifesta nella tipica figura del
pastore di anime, instancabile guida alla santità
del clero e del popolo.
Una carriera fulminante
Una breve scheda biografica rivela il disegno
divino su di lui e umanamente, una “carriera
fulminante”, che non cessa di stupire.
Carlo Borromeo nasce ad Arona il 2 ottobre
1538, nipote di Pio IV (1559-1565) per via
materna; a 12 anni riceve la tonsura; a 20
anni si laurea a Pavia in giurisprudenza; a 22
anni lo zio lo nomina cardinale, con l’incarico
di Segretario di Stato, di Amministratore sede
vacante di Milano, di Nunzio apostolico in
diverse città e stati.
Nel 1562 lavora per la riuscita del Concilio
di Trento senza mai prendervi parte. Viene
ordinato diacono e nel 1563, a 25 anni, è
ordinato sacerdote e Vescovo. Nel 1565 muore
lo zio Papa che viene sostituito da Pio V (15661572).
Nel 1566 il Borromeo finalmente fa il suo
ingresso a Milano. Così può dare inizio alle
grandi riforme tridentine: fonda seminari e collegi,
congregazioni della Dottrina Cristiana, istituti
religiosi, emana decreti per la vita del Clero e
convoca innumerevoli Sinodi per il riordino delle
strutture ecclesiastiche e la disciplina del clero.
Sembra dominato da una “furia” incontenibile.
Nel 1567 e nel 1569 entra in conflitto con
i governatori spagnoli;
contemporaneamente
sopprime l’Ordine degli
Umiliati e subisce da loro un
attentato. Nel 1576 scoppia
una devastante epidemia di
peste e carestia. Nel 1584
muore a Milano (46 anni).
Paolo V (1605-1621)
nel 1610 ufficializza la sua
canonizzazzione.
vissuta secondo i canoni di una spiritualità
severa e rigorosa, quasi intransigente, non
priva di profili di scrupolosità. Di fatto il
Borromeo vive una condizione di santità
a dismisura. Cresce e si concretizza in
un’immersione nella “passione di Cristo”,
contemplata e vissuta con desiderio di totale
identificazione. Tanto è assorbito e travolto dal
Cristo crocifisso da inumidire di lacrime il suo
volto, da procurarsi uno svuotamento di sé,
attraverso un esercizio di durissime penitenze,
fino alla consumazione.
Così Carlo si identifica con il modello
del Cristo “passus et patiens”, assumendone
le sembianze. Il corpo del santo è lacerato
e consumato da continue mortificazioni a
tal punto da essere denominato “un martire
della militanza episcopale” (D. Zardin, Carlo
Borromeo. Cultura, santità, governo, Milano
2010, p. 4). Di qui si evince come la sua santità
tende a sconfinare nell’eroismo, caratterizzata
com’è da una lotta instancabile contro le storture
che allignano in lui e fuori di lui, assunte da lui
stesso, come protesi viva del suo corpo.
Si tratta dunque di una figura di pastore
che non solo vigila su se stesso e corregge la
sua natura da esuberanze caratteriali, ma
riguarda anche la crescita in santità del suo
popolo. In tal senso Carlo Borromeo coltivava
un’immagine di sé e del suo ministero episcopale
come “speculum” per le anime, come modello
esemplare da proporre al cammino di santità
dei fedeli.
Questa congiunzione o identificazione,
tra santità personale e santità del popolo, ha
sviluppato sia nel santo che nel popolo una
Parrocchia
San Carlo (1538-1584)
Santità del vescovo, santità
dei fedeli
La vicenda umana di
San Carlo si intreccia in
modo sorprendente con il
cammino della sua santità,
7
Parrocchia
simmetria di grazia e una circolarità di tensione
spirituale da produrre un solco indelebile nella
chiesa milanese, totalmente imbevuta di questo
stile forte e austero, impregnato di un tipo di
cristianesimo che rifugge dal secolarismo e
dal compromesso con le realtà del mondo e
del peccato.
Il vescovo santo trascina alla santità i suoi
fedeli, come in una cascata di grazia e di
conversione. San Carlo, con inesauribile
energia, trasfuse nel clero e nel popolo
la sua caparbia indole ascetica, la sua
speciale santità di vita, purificando la sua
Chiesa e coinvolgendo nella penitenza e nel
rinnovamento innumerevoli fedeli.
Personalità rocciosa e determinata
San Carlo è tutto nella sua alta vocazione
di vescovo. Come un vero condottiero, dirige
il suo popolo sui sentieri di Dio e non gli fa
ombra nessuna difficoltà. La sua tempra forte e
mite ad un tempo gli consente di agire contro le
perversioni del popolo e del clero in nome di un
mandato divino e per onorare i canoni tridentini
in vista di un radicale rinnovamento della Chiesa
e della società.
Afferrato dalla causa di Dio, non teme di
farsi dei nemici dentro e fuori la Chiesa. Oggi
si direbbe che era dotato di una “vocazione
antagonista” (ivi, p. 5) che lo sosteneva nel
difendere il diritto e il primato della Chiesa
in una società in disfacimento, e lo rendeva
assertore di una disciplina ferrea capace di
stabilire un ordine generale e di strutturare una
società secondo il disegno di Dio.
Non v’è dubbio che non si trattava
propriamente di ingaggiare una guerra santa,
ma di risvegliare le coscienze assopite e lassiste,
incrementando la riforma dei costumi personali
e delle stesse istituzioni civili, di impiantare uno
stile e un modulo di chiesa da essere, a sua
somiglianza, imbattibile di fronte al male e, in
un certo senso, autoreferenziale.
Egli non si stancava di esortare a “lasciare
la conversazione vecchia del primo nome, il
quale si corrompe secondo li diversi desideri
d’errori” e rivestirsi “del nuovo nome in giustizia
e santità” (ivi, p. 7) in vista di una conversione
senza reticenze e compromessi, combattendo
contro l’empietà, le dissolutezze, le impudicizie,
le crapule.
Assecondando uno stile coriaceo, San Carlo
caratterizza la predicazione secondo una forma
di “sferzante radicalità” (ivi, p. 8). Qui si nota
come il Borromeo attui il trasferimento del suo
personale ascetismo e rigore disciplinare nel
contesto dei costumi vigenti nella società del suo
tempo. In tal modo poté incidere profondamente
8
nella cultura e nella mentalità costituendo un
vero regime di “cristianità”.
Maestro di spirito e di carità
L’essenziale del vescovo Borromeo è la vita
immersa nel Crocifisso, il solo che perdona
i peccati e accende la fiamma di carità. Di
fronte al Crocifisso si apre la desolazione delle
miserie umane e insieme si leva il grido della
misericordia. Di fatto San Carlo non inveisce
contro le persone, ma contro le dissolutezze e i
disordini dell’anima, invocando il ritorno a Dio.
Sotto questo profilo, lui stesso divenne “maestro
spirituale” e coerente esempio di virtù.
San Carlo mostrò di possedere viscere di
compassione alla stregua di Gesù per le masse
di poveri e di diseredati che frequentavano le
campagne e la città. Curò, secondo il mandato
di Gesù Cristo, i malati, gli appestati, gli
affamati. Tutte le “povertà” del tempo furono
da lui condivise, sofferte e soccorse come di
uno che si fa “tutto a tutti”, senza limite e senza
risparmiare energie spirituali e beni materiali.
Divorato dallo “zelo di Dio”, scelse l’umiltà
come divisa del suo episcopato, e si prodigò in
ogni modo nell’assistere, alleviare e sostenere
infermità, miserie e bisogni. Portò a tutti il segno
mirabile della sua carità, spogliandosi dei tesori
della sua famiglia e delle sue prebende, volendo
essere primo nel condurre una vita povera e
senza privilegi. Ascesi e carità si fondono in
San Carlo producendo un’originale miscela di
grande spiritualità, assai fruttuosa di opere.
Conclusione
Da questi brevi cenni emerge una figura
di santo pluriforme, tutta pervasa da una
visione di Chiesa consapevole del suo primato
nella società, ma altresì bisognosa di radicale
riforma. Soprattutto si manifesta in lui la chiara
consapevolezza di una “missione” da compiere
con ogni mezzo e senza risparmiarsi in nulla.
In lui appare una Chiesa che si converte “in
capite et in membris”, intesa come baluardo
contro le eresie protestanti e la strapotenza di
re e governatori. La su a strategia vincente è
confermata da un’azione capillare mediante la
valorizzazione delle parrocchie.
Tutto ciò favorì la sua capacità di governo, e lo
sviluppo di una “milizia” e di un “protagonismo”
del corpo sacerdotale in favore di una Chiesa
militante e compatta. In questo immane compito
San Carlo consumò la vita, in perfetta unione
con Gesù Crocifisso, in una assidua comunione
con Gesù nell’Eucaristia, in una donazione
senza limiti per la salvezza del suo popolo.
+ Carlo Mazza (Vescovo di Fidenza)
LA NASCITA DI GESÙ È RIVELAZIONE DI DIO
“... non conoscete né me né il Padre mio; se mi
conosceste, conoscereste anche il Padre mio (Gv
8,19”); “… nessuno conosce chi è il Figlio se non il
Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale
il Figlio lo voglia rivelare (Lc 10,22)”.
L’uomo da sempre si interroga su Dio, questo essere
misterioso che intuisce presente nel cosmo, nella
natura, nelle leggi che pure esistono a regolazione
fin nei minimi particolari di una realtà fisica, leggi che
non possono essere negate. Poi c’è il mistero della
vita, e quel soffio vitale che svanisce con la morte,
quando quella che era una persona si riduce ad un
oggetto, inanimato appunto.
C’è un disegno, un piano in questo creato? Ebbene
si, dobbiamo ammettere che il creato non deriva da
un caso, perché se tutto fosse casuale ci troveremmo
immersi nel caos, e dove finirebbe la ripetitività dei
fenomeni tanto cara agli uomini di scienza?
Dunque dobbiamo ammettere che il creato è frutto
di un’intelligenza superiore che chiamiamo Dio e
che definiamo “l’Assoluto”, e con questo termine
riconosciamo la nostra incapacità a darne una
definizione esaustiva, riconosciamo cioè la nostra
incapacità a conoscerlo e comprenderlo: con la
propria intelligenza l’uomo non è riuscito ad altro che
immaginare la divinità sul proprio metro fisico o su
parametri legati al ciclo naturale.
L’unico che lo conosce e ne ha rivelato e ne rivela
continuamente la parte che un essere umano può
comprendere è Gesù, Dio fatto uomo, incarnato per
stabilire con l’uomo un rapporto a misura d’uomo,
un rapporto cioè che l’uomo possa comprendere, e
consentire un rapporto tra uomo e Dio, un rapporto
cioè che elevi l’uomo.
Anche quest’anno celebriamo il Natale, spartiacque
dei destini dell’uomo, rivelazione
del piano cosmico di Dio, perché
un piano esiste e Gesù ce lo ha
rivelato, e ci ha chiamati ad essere
compartecipi e corresponsabili di
questo piano.
La nascita di Gesù segna l’inizio
di quel percorso, intravisto nel
Vecchio Testamento dai profeti,
sul destino dell’umanità e del
creato; essa imprime un impulso
decisivo verso quegli obiettivi che
il Cristo svelerà e perseguirà nel
corso del suo ministero umano.
Gesù ci rivela che Dio, l’essere
libero per eccellenza, ha usato
della propria libertà per effettuare una scelta che,
come tutte le scelte, implica delle esclusioni.
La scelta fondamentale, per quanto ci riguarda, è
la scelta della creazione con le sue leggi, col suo
divenire, col suo tendere a Lui.
È una rivelazione consolante per l’umanità perché
sgombera il campo del nostro orizzonte da tutto
quello che potremmo pensare di un Dio assoluto
anche in termini negativi.
Parrocchia
La nascita di Gesù è rivelazione di Dio
Dio ha creato, ha scelto la strada delle leggi, le
Sue leggi, che portano a Lui. In quanto creatore
Dio è padre, padre come gli uomini lo possono
comprendere, un padre che ama i propri figli.
Un padre buono, giusto e misericordioso verso il
creato e verso gli uomini.
E come padre non vuole certo per i suoi figli la
sofferenza, il dolore, le tragedie, le malformazioni,
le malattie, le calamità, non vuole il male.
Eppure il male esiste, come trasgressione alle Sue
leggi, da parte dell’uomo, ma non solo, da parte
anche di chi dell’uomo è superiore: il maligno, spirito
intelligente creato, che ha usato della sua libertà per
scelte che trasgrediscono le leggi stesse del creato e
la cui conseguenza è la presenza della caducità (tutto
decade e ha una fine) nel creato stesso e nella vita
dell’uomo.
Evidenzio alcuni effetti dell’azione redentrice del
Cristo, parafrasando l’apostolo:
la sofferenza infatti non ci schiaccia, il dolore ci assale
ma non ci uccide, le tragedie ci sconvolgono ma non
ci disperano, le malformazioni ci colpiscono ma non ci
umiliano, le malattie e le calamità le subiamo ma non
siamo abbandonati, perché consapevoli di portare
“sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di
Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel
nostro corpo”.
La paternità di Dio ha quindi
trovato il modo di andare
incontro all’umanità sofferente
prospettandole una realtà nuova
priva di ogni male, nell’immediato
con la rinascita spirituale e nel
futuro con una rinascita anche
fisica.
La sofferenza, specie quella
innocente, entra in questo piano
rigenerativo generale, è il mistero
della corredenzione per porre
riparo al disordine di molti,
che altrimenti non avrebbero
prospettive di vita eterna.
Nazzareno L.
9
Parrocchia
Sala della Comunità Mons. Luigi Zenucchini
Nella solennità del patrono è stata inaugurata
ufficialmente la Sala della Comunità (ex teatro
San Carlo) che viene intitolata a Mons. Luigi
Zenucchini, indimenticato e indimenticabile
prevosto di Rovato dal 1938 al 1972 (morto
il 27.04.1980), insigne maestro ed educatore,
saggio pastore. I lavori sono stati eseguiti in
dieci mesi (a tempo di record) per un costo
complessivo di circa € 700.000,00.
La cerimonia è stata semplice ma significativa
e la sala era gremita. Il prevosto mons. Gian
Mario Chiari ha salutato i presenti e ha detto la
cronistoria del progetto. Ha preso poi la parola
lo storico parrocchiano don Gianni Donni che
ha fatto una breve interessante cronistoria del
Teatro S.Carlo nella vita della parrocchia.
Quindi è toccato all’Arch. Franco Fogazzi,
progettista della ricostruzione, presentare i
dettagli dell’opera e la complessità di tutti
gli impianti eseguiti secondo la tecnologia
moderna. A seguire il saluto del Sindaco dott.
Andrea Cottinelli che, stupito della bellezza e
funzionalità della sala, si è congratulato con
il progettista e ha augurato un funzionamento
efficace a servizio di tutta la comunità. Ha poi
concluso la cerimonia il Vescovo di Fidenza
S.E.Mons. Carlo Mazza con la benedizione e
un’incoraggiante esortazione a tutti i presenti.
Cronistoria
Gli artisti della ristrutturazione
Martedì 22 maggio 2007: primo approccio
all’idea con un gruppo di famiglie
Martedì 13 giugno 2007: decisione di
continuare e affidare il progetto all’arch.
Franco Fogazzi
Venerdì 16 maggio 2008: in seguito ad
alcune difficoltà avanzate dall’ufficio tecnico
del nostro Comune, presentiamo il progetto
direttamente in Soprintendenza
Lunedì 08 settembre 2008: arriva la risposta
positiva della soprintendenza
Mercoledì 11 febbraio 2009: dopo alcune
integrazioni richieste dall’ufficio tecnico del
Comune viene presentata la denuncia di inizio
attività
Trascorsi i giorni, secondo la legge, del
silenzio/assenso… possiamo partire per
definire il complesso progetto esecutivo e il
relativo computo metrico
Venerdì 15 ottobre 2010: nell’assemblea dei
soci “ideatori” si esamina il computo metrico,
si decide la via del finanziamento, modalità di
appalto e i tempi di realizzazione
Giovedì 16 dicembre 2010: si aprono le buste
pervenute e si scelgono le varie ditte. Per il
finanziamento si sceglie un vantaggioso mutuo
decennale di € 700.000,00 (settecentomila)
con la Banca Credito Bergamasco.
Lunedì 10 gennaio 2011: Si montano i ponteggi, viene innalzata la gru vicino al torrione
di via Montebello dando inizio ai lavori
Martedì 19 luglio 2011: il CPAE e i “soci”
si incontrano con l’Arch. Fogazzi per
l’aggiornamento sui lavori e per un confronto
su varie proposte di allestimento della sala
Venerdì 4 novembre 2011: ore 16.00 Inaugurazione della Sala
10
Gruppo di progettazione:
Progettista e Capo gruppo:
Arch. Franco Fogazzi - Studio5A - Rovato.
Collaboratori:
Arch. Laura Magri - Geom. Livio Palini
Geom. Giulia Carrara
Impianti tecnologici:
Termoidraulico: Ing. Beniamino Veneziani
Elettrico e audio-video: Ing. Marino Tessadori
Antincendio: Ing. Angelo Maggiori
Clima acustico: Geom. Armando Belometti
(NB. Tutti costoro hanno lavorato gratis: a loro
il grazie della comunità!)
Imprese esecutrici:
Opere edili e assistenza:
TECNOEDIL srl di Rossini Antonio
Capocantiere: sig. Mauro Bara
Opere termoidrauliche:
IDROCLIMATIC srl - Rovato
Opere elettriche, sicurezza e audio-video:
IECI srl – impianti elettrici - Passirano
Opere da serramentista:
TECNOALL srl - Rovato
Pareti acustiche e soffitti in cartongessi:
MAST srl - Flero
Allestimento sala e palcoscenico:
MAZZOLI srl - Torbole Casaglia
Prima
Parrocchia
Sala della Comunità
Mons. Luigi Zenucchini
Durante i lavori
Venerdì 4
Novembre 2011
Inaugurazione
11
Parrocchia
Il Vescovo Luciano a Rovato
12
Non c’è bene individuale se non c’è bene sociale
intervento del Vescovo all’apertura della scuola
di formazione sociale a Rovato.
Il Vescovo Luciano Monari il 5 novembre scorso
nella nuova Sala della Comunità ha presentato
la Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e
Politico, un’iniziativa del’Ufficio della Pastorale
Sociale della Diocesi di Brescia e rivolta ai
giovani. Avviata da qualche anno a Brescia la
scuola viene ora diffusa in alcun zone pastorali
della provincia. È il segno della preoccupazione
ecclesiale per una assenza dei cristiani dalla
politica e per una carenza di credibilità, ed
individua questo passo come contributo per
una soluzione.
L’intervento del Vescovo prende avvio da una
citazione di Paolo VI (Octagesima Adveniens):
“I cattolici e politica. Una maniera esigente di
vivere l’impegno cristiano”. Per una volta non una
riflessione biblica come è solito per Monari, bensì
lo sforzo di fondare antropologicamente lo stile
“umanistico” della politica da cristiani, a partire
dalla tradizione sociale della Chiesa.
Il Vescovo prende il via con alcune affermazioni
ovvie ma che oggi possono fare discutere. “Non
c’è bene individuale se non c’è bene sociale”.
D’altro canto “Una costruzione di “città ideale”
può non produrre bene. Il bene sociale invece
viene dal bene concreto delle persone”, sempre
indissolubilmente sia personale che sociale.
Si tratta pertanto di maturare abilità, attraverso
un costante apprendistato, per rispondere ai
bisogni sempre più complessi degli individui e
della società. Una crescita in abilità che rende
chiara la necessità di una formazione “alta” come
quella della “Scuola”che si sta avviando. Si tratta
di maturare capacità complesse e di sintesi, che
mettano insieme tradizioni centenarie, quotidiana
umanità, attenzione al futuro.
Continua il Vescovo evidenziando la necessità
delle istituzioni: le persone
che cooperano in una
organizzazione finalizzata
realizzano
un
“bene
d’ordine”, realtà dove il bene
collettivo è garantito. Sono
beni d’ordine la famiglia, il
mercato…,
l’ordinamento
della
giustizia,
della
sanità… Assicurano beni che
l’individuo da solo non può
raggiungere. La loro vita, o
la loro trasformazione, va
“pensata bene”. Richiede
una serie di qualità: operosità, impegno, fierezza
del fare, ambizione positiva di essere all’altezza
di quel che si fa, capacità di simpatia. E poi
capacità di scelta tra beni diversi. Si deve essere
in grado di individuare il bene vero e non quello
apparente, il bene di tutti rispetto a quello privato,
perché il bene di tutti deve venire prima. Per fare
questo sono necessarie persone anzitutto attente
e interessate alla realtà, intelligenti, capaci cioè
di individuare percorsi di soluzione dentro i
problemi, poi riflessive, perché non basta (ci
fosse!) la genialità ma serve controllare idee e
desideri per essere in grado di scegliere, divenire
in tal modo responsabili. Persone capaci quindi
di valutare il prezzo delle scelte, che non è mai
“ zero”, e motivarle “per amore”, a favore cioè
delle concretezza delle tante esistenze.
C’è anche il peso delle infedeltà, oltre alle
conseguenze delle diverse scelte individuali, che
gravano sulla società. Da cui la necessità che la
maturità umana sia nel “bagaglio” che uomo che
vuol agire per la città (il politico) si porta dietro:
una maturità non scevra di sentimenti, della
capacità di valutare l’umanità, di sopportare
anche privazioni e sofferenze, portatrice di una
sensibilità ai valori, anche quelli nuovi, capace di
riconoscere i propri errori e falsi alibi.
Il Vescovo in tal modo ha illustrato, senza
riferimenti strettamente religiosi ma dentro una
cultura segnata dal “personalismo cristiano”, gli
obbiettivi di coloro che si propongono di lavorare
per il bene comune.
Tocca alla vita quotidiana delle comunità poi
creare un terreno perché i partecipanti non
siano marziani dotati del “pallino” della politica.
Siano invece persone che crescono dentro un
clima diffuso di attenzione alla realtà da parte
della comunità cristiana, in una consuetudine
di interazione della parola di Dio dentro la vita
e dentro le forme della storia che ci circonda.
Così che pur in uno stile semplice ognuno maturi
l’abitudine a porsi domande,
senza le quali non ci sono
risposte, in uno stile di dialogo
e riflessione, per attrezzarsi a
resistere nella complessità.
Non si tratta infatti di portare
dentro la Chiesa logiche di
scontro, mutuate da forme
di comunicazione povere,
di tipo televisivo, alla ricerca
di facile “audience”, ma di
crescere in stile educativo.
Giorgio B.
Celebreremo nei giorni 12-14 febbraio
La Chiesa, nel triduo dei morti, prega e offre il
Sacrificio Eucaristico per tutti i fedeli defunti: è
il ricordo di tutti coloro che ci hanno preceduto
nel Regno dei Cieli. Il Catechismo scrive che «il
sacrificio eucaristico è offerto anche per i fedeli
defunti che sono morti in Cristo e non sono
ancora pienamente purificati, affinché possano
entrare nella luce e nella pace di Cristo» (CCC
1371); e continua citando santa Monica, la
madre di sant’Agostino, che prima di morire
pregò i suoi figli: «Seppellite questo corpo dove
che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi
prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi
all'altare del Signore» (idem).
La Chiesa, che crede ciò che prega, soprattutto
nella Liturgia ci ricorda che la nostra vita non è
in balìa del vuoto e del nulla, del tragico destino
del niente dopo la morte ma è custodita da Dio
che ce la ridonerà in pienezza il giorno della
Resurrezione dai morti: “e aspetto la risurrezione
dei morti e la vita del mondo che verrà” (dal
Credo Niceno-Costantinopolitano:).
Allora, pregare per i nostri morti, ricordarli vivi
non solo nel nostro cuore ma vivi realmente in
Cristo, che è fedele alle sue promesse e alla
Volontà del Padre («questa è la volontà di colui
che mi ha mandato: che io non perda nulla
di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti
nell'ultimo giorno» Gv 6,39), non è un nonsenso ma un atto di fede e anche di ragione:
il nulla non può avere l’ultima parola in un
mondo pieno di senso, se abbiamo la mente
ed il cuore per saper leggere i segni di Dio.
Egli se ci dona la vita è per sempre.
Certo, oggi la morte è un tabù. Fa paura.
Tutti la scansano e la esorcizzano. Si cambia
anche il linguaggio pur di non affrontarla
(dal: è morto, al: è scomparso, mancato,
venuto meno…). Forse abbiamo perduto i
contenuti della nostra fede cristiana, abbiamo
dimenticato la Resurrezione dai morti e la vita
eterna, concetti che appaiono come parole
vuote. Ma non abbiamo perduto quel senso
profondo che viene dal nostro essere più intimo
che cioè la vita non può finire con la morte, che
rivedremo i nostri cari e che li riabbracceremo,
che l’amore ricevuto e donato non può perdersi
nel nulla. Che i legami affettivi non possono
andare distrutti per sempre.
La Chiesa, la sapienza cristiana, ci viene allora in
aiuto anche con il celebrare un triduo di preghiera
per i defunti e ci ricorda l’essenziale: Dio si è fatto
uomo e si può incontrare oggi, è vivo, è risorto,
ha vinto la morte e ci ridonerà anche a noi la vita,
quella vera, autentica, senza
fine nella gioia.
Egli è Persona, con un Volto
preciso, che si è rivelato
in Gesù di Nazaret: con
Lui dobbiamo avere un
rapporto personale e intimo.
Risorgeremo con il nostro
corpo che unito all’anima
vivrà per sempre in Dio, o per
una risurrezione di vita o per
una risurrezione di condanna.
I cristiani hanno sempre
creduto che soprattutto la
Santa Messa, il vero e unico
Sacrificio, e anche le preghiere
di suffragio, le penitenze e le
opere indulgenziate, fossero
di aiuto ai propri cari per
espiare le colpe e giungere
alla beatitudine in Cielo.
Parrocchia
Valore del triduo di preghiera per i morti
13
Giovani aperti alla vita
Parrocchia
Messaggio per la 34ª Giornata Nazionale per
la vita - 5 febbraio 2012
14
La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non
si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi
non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e
delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri.
Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la
profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi
padrone della vita, invecchia il mondo.
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e
dunque al rispetto e alla valorizzazione della
vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti,
si espone alla deriva la convivenza sociale e
si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica.
L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la
vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile,
perché qualsiasi compromesso apre la strada
alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni non solo gli indici demografici ma
anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di
vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni e i problemi sociali a
causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito,
caricato di fardelli spesso duri da sopportare.
Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno
al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti
disposti a condividerlo.
Per educare i giovani alla vita
occorrono adulti contenti del
dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il
calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso
in balia di strumenti – creati e
manovrati da adulti e fonte di
lauti guadagni – che tendono
a soffocare l’impegno nella
realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi
strumenti possono essere usati proficuamente per testimo-
niare una cultura della vita.
Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga
loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una
strada per sperimentare l’affascinante avventura
della vita.
È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e
da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita
avverta la propria responsabilità verso il futuro.
Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa
della vita, promosse da singoli, associazioni e
movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi.
È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.
Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica,
hanno evidenziato come sia illusoria e fragile
l’idea di un progresso illimitato e a basso costo,
specialmente nei campi in cui entra più in gioco
il valore della persona. Ci sono curve della storia
che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento.
Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire
che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo
senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano,
magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento
di servizio e di dedizione alla vita degli altri che
non può non commuovere e stimolare anche gli
adulti.
La vera giovinezza si misura nella accoglienza
al dono della vita, in qualunque modo essa si
presenti con il sigillo misterioso di Dio.
Cari genitori
mi permetto di condividere con voi alcune
riflessioni che da qualche tempo medito in
relazione al cammino di iniziazione cristiana che
abbiamo intrapreso insieme: ragazzi, genitori,
catechisti e sacerdoti.
Un cammino che porta i nostri ragazzi al
dono unico di mangiare il Corpo di Cristo e di
partecipare con pienezza alla vita di grazia.
L’avvicinamento ai sacramenti deve significare
coerenza e perseveranza negli impegni assunti,
mentre ora sembra mancare questa fedeltà.
Ne sono tristi testimoni i banchi vuoti alla messa
festiva, le sedie del catechismo libere, le assenze
ai momenti di ritiro domenicali, una scarsa
partecipazione alla vita della nostra comunità.
Dobbiamo essere consapevoli che la superficialità
e la “pigrizia” di oggi sono per i nostri ragazzi
pesanti vuoti educativi che si rifletteranno sul loro
futuro. Ci dobbiamo chiedere:
Che eredità lasceremo ai nostri ragazzi ?
Quale esempio di fede e di vita lasceremo loro?
Certo anche al tempo di Gesù all’invito del
banchetto del re c’era chi cercava giustificazioni
… un tale gli disse: «Beato chi mangerà il pane
nel regno di Dio!». Gesù rispose: «Un uomo
diede una grande cena e fece molti inviti.
All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli
invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all'unanimità,
cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho
comprato un campo e devo andare a vederlo; ti
prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho
comprato cinque paia di buoi e vado a provarli;
ti prego, considerami giustificato. Un altro disse:
Ho preso moglie e perciò non posso venire.»(dal
Vangelo di Luca 14, 15 – 20).
Siamo andati via… Mia mamma deve dormire
almeno la Domenica mattina. C’era la partita …..
Ho fatto i compiti….
E così oggi noi adulti riempiamo i nostri ragazzi
di giustificazioni e non di scelte coerenti e
quotidiane.
Vorrei lasciarvi alcune righe per la riflessione in
famiglia, spero che siano l’inizio per un dialogo
costruttivo, ma soprattutto per un’esperienza
insieme di fede e carità a servizio della Chiesa e
delle nuove generazioni.
i genitori hanno contribuito a illustre ai piccoli
dovrà anche essere coltivato con saggezza e
dolcezza, facendo crescere in essi la capacità
di discernimento. In questo modo, con la
testimonianza costante dell'amore coniugale
dei genitori, vissuto ed impregnato di fede,
e con il sostegno affettuoso della comunità
cristiana, si favorirà nei figli un approccio
personale al dono stesso della fede, affinché
scoprano attraverso di essa il senso profondo
della propria esistenza e si sentano perciò
riconoscenti.
Oratorio
Caro
Cari diario
genitori
...
Funzione della famiglia
La famiglia cristiana - padre, madre e figli
- è chiamata, dunque, a perseguire gli
obiettivi indicati non come qualcosa imposta
dall’esterno, bensì come un dono della grazia
del sacramento del matrimonio infusa negli
sposi... La presenza dello Spirito aiuterà i coniugi
a non perdere di vista la fonte e la dimensione
del loro amore e della loro reciproca donazione,
come anche a collaborare con lui per riverberarlo
e incarnarlo in tutte le dimensioni della loro vita.
La famiglia cristiana trasmette la fede quando i
genitori insegnano ai loro figli a pregare e pregano
con essi; quando li avvicinano ai sacramenti e li
introducono nella vita della Chiesa;
quando tutti si riuniscono per leggere la Bibbia,
illuminando la vita familiare con la luce della fede
e lodando Dio come Padre.
Partecipazione alla Messa
La Messa domenicale non è una questione
di comandamento, ma di identità e di
appartenenza...
La Domenica è il primo giorno della settimana
che da orientamento a tutta la settimana.
Nell’Eucarestia la comunità si ritrova, celebra,
cresce... attraverso concreti gesti eucaristici:
accoglienza,
perdono,
ascolto,
offerta,
gratitudine, sacrificio, fedeltà, disponibilità,
condivisione, comunione, solidarietà.
Don Gigi
Cos’è la fede e come si trasmette
La fede è un'azione continua della grazia di Dio
e noi siamo liberi di aderire o meno a questa
chiamata… Benché nessuno risponda per un
altro, tuttavia i genitori cristiani sono chiamati a
dare un'attestazione credibile della loro fede e
speranza cristiana.
Col passare degli anni, questo dono di Dio che
15
Oratorio
Una
specialissima
estate
Hai
lasciato aperto
...
Spero di non essermi dimenticato nulla: ho
chiuso il cancello, le porte , spento le luci, il
riscaldamento ….
Ma poi alla fine c’è una porta aperta in
tutto l’Oratorio. Una porta che volutamente
è aperta. Una porta socchiusa che ti aspetta
per farti incontrare Qualcuno capace di dare
senso alla vita. E’ la porta della nostra chiesina
dell’Oratorio. Volutamente non la chiudo per
dare sempre l’opportunità a te di poter entrare,
sederti e nel silenzio stare un po’ con Gesù.
La nostra chiesina rimane al centro fisico
dell’Oratorio, se tracci un grande cerchio che
racchiude tutto l’Oratorio il suo centro è la
chiesina e la grotta della Madonna. Una volta
sotto il tabernacolo c’era il pozzo di casa
Ricca. Venite a me voi che
siete stanche e oppressi e io
vi ristorerò. «Chiunque beve
di quest'acqua avrà di nuovo
sete; ma chi beve dell'acqua
che io gli darò, non avrà
mai più sete, anzi, l'acqua
che io gli darò diventerà in
lui sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna».
Dice Gesù.
Un giorno durante una
chiacchierata mi viene detto :
“ devo cercare il senso della
mia vita. Non preoccuparti
verrò in chiesa a trovarti.”
All’inizio non avevo colto e
poi se grattiamo bene sotto
le frasi c’è un invito di fede
grande. Solo Gesù è capace
di dare un senso al nostro
vivere, solo Lui è capace di mostrare la meta e
la via verso la felicità. E l’incontro con Cristo è
possibile in primo luogo in chiesa. E’ qui che lo
incontri, lo ascolti, lo contempli, gli parli, lo mangi
e lo abbracci nella misericordia del perdono.
Perché non approfittare delle occasioni, delle
opportunità, dei tempi favorevoli, giusti.
Una porta aperta che attende di essere varcata,
una soglia che aspetta di essere calpestata per
un incontro.
Come curati della zona abbiamo pensato di
esserci ogni terzo venerdì del mese dalle ore
18,30 alle 20,00 nelle rispettive chiesine dei nostri
oratori. ( Mi presento …. Ti incontro )Vorremmo
garantire la nostra presenza con la preghiera,
la disponibilità dell’ascolto, la misericordia del
sacramento della confessione e
pure il semplice silenzio passato
insieme. L’opportunità è per tutti,
l’invito è aperto ad ogni uomo di
buona volontà.
In Avvento poi la Domenica
pomeriggio alle ore 17,15
suonerà la campana dell’Oratorio
per chiamarci a una preghiera
che ci prepari al Natale. Quante
porte troviamo chiuse per paura,
per falso rispetto umano, per
pregiudizio, per cattiveria, per
opportunità, per superficialità, per
comodità. Cristo spalanca la sua
porta , spalanca le sue braccia
ora tocca a te lasciarti accogliere,
amare. Non temere la porta in
Oratorio è sempre aperta .
Don Gigi
ACR: punta in alto
A ritmo di questo slogan è iniziato il cammino
dei ragazzi di ACR nel nuovo anno associativo.
Come ci si può ben immaginare, l’ambiente in cui
tale cammino è inserito è quello della montagna
… la fatica, il camminare insieme e lo stupore
delle meraviglie scoperte sono le componenti
per questo viaggio.
Con i bambini e i ragazzi cercheremo quindi
di capire cosa può significare seguire il Signore
sulla strada che porta a raggiungere nuove
vette. Nel nostro tempo la sfida maggiore è
16
non perdere la fiducia e la speranza. Entrambe
devono essere alimentate e sostenute con la luce
e il calore che vengono da Gesù. Puntare in alto
è puntare a Gesù luce e amore. Non esclude
tutto questo anche la dimensione del mistero
della croce : Volgeranno lo sguardo a colui che
hanno trafitto. Dalla croce Gesù ci salva e sulla
croce ci mostra la forza dell’amore capace di
perdono e apertura universale.
Come ogni anno, abbiamo ritrovato i “vecchi”
amici e dato il benvenuto ai nuovi arrivati con
Oratorio
la FESTA del CIAO, che si è svolta in oratorio
sabato 22 ottobre.
Dopo un momento di animazione iniziale,
divisi in squadre, attraverso vari giochi
abbiamo recuperato il materiale necessario per
costruire una mongolfiera. Durante la preghiera
conclusiva, abbiamo unito tutte le mongolfiere
realizzate dalle varie squadre a dei palloncini
per poi farle volare nel cielo con lo scopo di
portare la gioia della nostra festa anche ai
bambini più lontani.
Il prossimo appuntamento che ci vedrà
protagonisti, sarà giovedì 8 Dicembre, festa
dell’Immacolata Concezione e giornata del
tesseramento dell’Azione Cattolica.
Aderendo all’Ac e scegliendo di fare gruppo,
i bambini e i ragazzi decidono di mettersi
in cammino, insieme: ognuno è chiamato a
partecipare per quello che è, con il proprio
“equipaggiamento”, ma soprattutto con la
consapevolezza che solo restando uniti si
possono raggiungere le vette più alte.
“… Fai un passo dopo l’altro prendiamoci per
mano, la vetta è più vicina perché tu sei con
me!...”
Una la
specialissima
estate
Riscoprire
capacità di meravigliarsi
La strada per tornare al paradiso perduto
«Tu credi ai miracoli?»
«Sì».
«Sì? Ma ne hai mai visto uno?»
«Un miracolo? Sì».
«Quale?»
«Tu».
«Io? Un miracolo?»
«Certo».
«Come?»
«Tu respiri. Hai una pelle morbida e calda. Il
tuo cuore pulsa. Puoi vedere. Puoi udire. Corri.
Mangi. Salti. Canti. Pensi. Ridi. Ami. Piangi...»
«Aaah... Tutto qui?»
Tutto qui.
È tragico non essere capaci di meravigliarsi. Il
bambino si apre alla vita attraverso una catena
di "stupori" e di meraviglie. Il compito più
importante di un educatore è conservare questa
capacità nei ragazzi che crescono: sarà la
qualità più preziosa della loro esistenza.
Chi sa stupirsi non è indifferente: è aperto al
mondo, all'umanità, all'esistenza. Si viene
al mondo con questa sola dote: lo stupore di
esistere. L'esistenza è un miracolo. Gli altri,
gli animali, le piante, l'universo, ci parlano di
questo miracolo. E noi siamo miracolosi come
loro. Per questo dobbiamo essere attenti e
rispettosi. Chi considera meravigliosa la vita,
sente di amare l'umanità, la rispetta in sé e
negli altri. Donando agli altri l'importanza che
meritano, noi scopriamo la nostra importanza.
La vita ha un valore, una dignità. Nessuno ha il
diritto di deturparla. Gli esseri umani non sono
cattivi, sono tristi. E i tristi diventano cattivi.
Sono tristi perché non percepiscono la bellezza
dell'esistenza.
La capacità di stupore accende la volontà di
lottare per il valore della vita: la vita non è
per la morte e l'umanità non è solo violenza e
mediocrità. Si vive pensando che val la pena
vivere e val la pena l'umanità.
Il pericolo, oggi, è perdere di vista il bambino che
siamo stati, assorbiti da un ritmo tambureggiante
e insensato, e diventare impermeabili alla
bellezza della vita.
Man mano che si diventa adulti si cambia
la capacità di meravigliarsi con quella di
comprendere, riducendo la realtà a un
concetto astratto, facile da manovrare e da
sfruttare, perdendo di vista il mistero della vita.
17
Oratorio
Troviamo sempre più difficile sintonizzarci con
l'interiorità profonda dalla quale sgorga il
mondo sconfinato delle emozioni. Anna, 46
anni, insegnante, scrive: «La mia vita si divide
in due periodi: prima e dopo il coma. A 26 anni
sono stata in coma per due settimane: incidente
stradale, colpo di sonno al volante. Quando
ho riaperto gli occhi, nel silenzio del reparto,
ho visto minuscole luci danzarmi davanti. Ero
viva. Illusioni, lucciole, farfalle, non so che
cosa fossero, ma è così che ho riscoperto la
meraviglia. E stato come rinascere: il primo
sorso di caffè, la prima passeggiata, il piacere
di sfogliare una rivista, di chiedere che cosa
era successo durante il mio breve letargo. Da
allora ho imparato a guardare le cose con altri
occhi. Dal mio risveglio, ogni cosa ha per me
il valore di un dono: la meraviglia, scoperta
attraverso la paura, ha reso migliore la mia
vita.
Non sono più una ragazza intransigente e
piena di rancore. Sono cambiata, e il resto
è arrivato da solo. Ogni mattina mi sveglio
pensando che è stupefacente veder crescere i miei
ragazzi e miei alunni, contare i tramonti, provare
una ricetta, potare le mie rose. Modugno aveva
ragione: "Meraviglioso / la luce di un mattino /
l'abbraccio di un amico / il viso di un bambino
/ meraviglioso". Peccato averlo scoperto solo
vent'anni fa». Tutto comincia con il senso. La vita
ha un senso, nelle due accezioni di significato e
direzione. Ce forse qualcuno che cresce i suoi
figli dicendo loro che la vita è assurda e che non
val la pena di essere vissuta? Sarebbe crudele e
insensato. «Perché mi hai fatto nascere?» chiede
ogni figlio ai genitori. Siamo stati tutti chiamati
a vivere: la vita è una vocazione entusiasmante.
Saper meravigliarsi significa percepire il mondo
come spazio di rivelazioni.
Come quando davanti ad una montagna
innevata o un bosco, ci sentiamo semplicemente
immersi nella "bellezza" e non davanti ad un
mucchio di pietre con un po' di ghiaccio sopra
o una serie di alberi. Anche la vita è bella, un
magnifico dono, per questo tutto desidera vivere,
lotta per vivere. Anche uno stelo d'erba, anche
un microscopico batterio. E gli esseri umani
scoprono la meravigliosa capacità di pensare, di
accorgersi, di comprendere. Fantastici crocevia
tra il materiale e lo spirituale.
La bellezza di tutto ci coinvolge: perché esistono
le rose? Perché esistono persone che si fermano
estatiche davanti ad un fiore?
Si è sorpresi dalla bontà. La vita è buona. Ad
ascoltare i ragionamenti di certi ecologisti,
l'uomo sembra di troppo: un essere dannoso.
Il cristianesimo insegna che ogni vita partecipa
all'opera della creazione. Sgorgano di qui la
18
contemplazione, la calma, la semplice serenità,
l'entusiasmo, l'ottimismo.
La sofferenza ci spiazza e ci sconvolge proprio
perché ci fa capire in modo brutale quanto
sia grande la privazione. Si piange sempre
per qualcosa di bello che abbiamo perso,
qualcosa di essenziale. La notte precedente la
sua esecuzione, Jacques Decour, un partigiano
comunista, scrive un'ultima lettera alla famiglia:
«Ora che ci prepariamo a morire, pensiamo a ciò
che verrà. E il momento di ricordarci dell'amore.
Abbiamo amato abbastanza? Abbiamo passato
molte ore del giorno a meravigliarci degli altri
uomini, a essere felici insieme, a sentire il peso
del contatto, il peso e il valore delle mani, degli
occhi, del corpo?».
Solo dalla meraviglia sboccia la gratitudine: dire
grazie significa entrare nella logica del dono e
della reciprocità. L'uomo moderno si indigna,
protesta, si vendica, raramente ringrazia.
Eppure tutto quello che abbiamo, lo dobbiamo
a qualcuno.
Dallo stupore si ritorna al Cielo: è questa la
sorgente della spiritualità.
C'è un filo che va dalla concretezza della vita
alla concretezza della sua origine. Dio non è
un'idea, ma una realtà che si è fatta vedere e
toccare in Gesù di Nazaret, ed è il "Dio dei
viventi" perché logicamente il Creatore della vita
non può morire. Così dalla capacità di saperci
meravigliare passiamo all'adorazione. Basta
tenere gli occhi aperti.
Bruno Ferrero
Dopo l’incontro tra i parroci del nostro comune, gli
stessi hanno proposto due iniziative per le nostre
parrocchie per uno studio sulla nostra realtà in vista
di una programmazione pastorale più mirata. La
prima iniziativa si è conclusa lunedì 10 ottobre
presso l’oratorio di Rovato centro affrontando
l’aspetto di: “una lettura socio-economica del
territorio (attuale e in prospettiva di sviluppo)”.
E’ intervenuto il dott. Francesco Bettoni, presidente
della Camera di Commercio di Brescia che ha
articolato l’intervento in quattro punti presentandoci:
• aspetto economico-sociale e giuridico del territorio
in cui siamo collocati.
• Periodo storico di riferimento
• Prospettive di Rovato come paese nella Franciacorta
• Esempio di prospettive in via di realizzazione
come la BRE.BE.MI
Le aziende iscritte alla camera di commercio di
Brescia sono 1947 a Rovato e sono superiori del
2,3% in riferimento alla provincia stessa.
Il 51% è formato dall’impresa individuale, il 23%
dal commercio, il 28% da artigiani, il 21% da
costruzioni, l’1% al manufatturiero e il 10 %
dall’agricoltura. Sono presenti a Rovato 20 banche,
risultando in 5° posizione per i depositi e al 2°
posto per gli impieghi. Negli ultimi dieci anni
l’immigrazione a Rovato risulta essere del 13,4%.
Considerando che l’Italia da almeno 15 anni cresce
troppo poco rispetto alla media europea; Brescia è
la 5° provincia più produttiva d’Italia anche se la
domanda interna risulta ingessata.
Vi sono 550 aziende bresciane che producono
sui mercati mondiali. La nostra provincia esporta
il 40% e le esportazioni sono aumentate del 18%
negli ultimi 6 mesi. Il tasso di disoccupazione è
del 5,8% analizzando Brescia e provincia. Le
famiglie hanno un grande senso del risparmio
e il 70% circa sono proprietarie della casa in
cui vivono. Da questa analisi si vuole iniziare
a riflettere per capire quale posto occupa la
persona e la famiglia che si stanno conformando
ad uno stile di vita che non sempre favorisce una
crescita armonica e solidale. Viene citata anche
la frase di un famoso premio nobel: “Da questa
crisi ne usciranno per primi quelli che sapranno
valorizzare il proprio territorio”. Infatti l’empatia
con il proprio territorio, fa crescere la società
oltre che l’economia.
Come esempio reale di intervento dal punto di
vista strutturale è stata citata la BRE.BE.MI che si sta
realizzando senza contributi ed interessi pubblici
ma solo con l’intervento di privati e istituti bancari
con l'accortezza che i cantieri non rechino danni
all'ambiente e il coinvolgimento dal punto di vista
lavorativo di un'elevata forza lavoro.
Ora con una miglior visione del territorio a noi
circostante e la situazione socio-economica della
popolazione individuando i loro bisogni primari,
possiamo continuare il nostro cammino sulle Unità
Pastorali.
Attualità
Verso l’Unità Pastorale
L’Italia sono anch’io
Garantire la cittadinanza ai ragazzi d’origine
straniera nati in Italia e concedere agli immigrati,
regolarmente soggiornanti da almeno 5 anni, il
diritto di voto alle amministrative.
Lo chiede la campagna per i diritti e la cittadinanza
“L’Italia sono anch’io”.
“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o
purtroppo lo sono” cantava Giorgio Gaber.
Oggi invece c’è chi, pur sentendosi italiano e
amando l’Italia, per la legge è uno straniero.
Succede a oltre 900.000 giovani – più della metà
nati e cresciuti nel nostro paese - figli di immigrati,
costretti a vivere con il permesso di soggiorno anche
se pensano e sognano in italiano, parlano i dialetti
locali (anche quello bresciano), e condividono
speranze e problemi dei coetanei italiani.
Ragazzi come i “nostri”, ma trattati come fossero
di serie B, costretti a subire grandi o piccole
umiliazioni pur essendo una risorsa culturale,
artistica, scientifica e di capitale umano per il
nostro paese.
Sono a tutti gli effetti parte integrante della nostra
società ma non hanno acquisito la cittadinanza
italiana alla nascita in quanto non previsto dalla
legislazione vigente.
Questo è uno dei paradossi cui intende porre
rimedio la campagna “L’Italia sono anch’io”,
promossa per sostenere il diritto alla cittadinanza e
al voto dei cittadini d’origine straniera, attraverso
la presentazione in Parlamento di due proposte di
legge di iniziativa popolare.
Una proposta di legge che riformi la normativa sulla
cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e
nazionalità sulla base del senso di appartenenza
ad una comunità determinato da percorsi condivisi
di studio, di lavoro, di vita.
In pratica chi nasce in Italia da (almeno) un
genitore presente legalmente da un anno ottiene
la cittadinanza per legge. Da un punto di vista
19
Attualità
giuridico, si tratta di
introdurre oltre allo ‘ius
sanguinis’, il diritto di
sangue - sei italiano se
nato da cittadini italianilo ‘ius solis’, il diritto di
suolo - per cui è cittadino
chi nasce sul territorio dello
Stato, qualunque sia la
cittadinanza dei genitori.
La
campagna
inoltre
propone di estendere la
cittadinanza anche ai
minori stranieri entrati in
Italia prima dei 10 anni
che frequentano un percorso formativo, e agli
immigrati adulti che soggiornano legalmente da
almeno 5 anni (al posto dei 10 previsti dalla
normativa attuale) e che possiedono il requisito
reddituale.
La seconda proposta di legge riguarda il diritto
di voto, attivo e passivo (cioè la possibilità di
votare ed essere votati) alle elezioni amministrative
(comunali, provinciali, regionali) per chi è in
possesso del titolo di soggiorno da almeno 5
anni. Secondo molti giuristi è la necessaria ratifica
del capitolo C della Convenzione di Strasburgo
del 5 febbraio 1992 sulla partecipazione degli
stranieri alla vita pubblica a livello locale. Quindi
l’applicazione di un principio che sta alla base
della democrazia in Europa: non si può negare la
partecipazione alle decisioni
pubbliche di chi contribuisce
in modo continuativo al loro
finanziamento mediante il
prelievo fiscale. Di fatto, in
Italia i lavoratori immigrati
rappresentano il 10%, e il loro
apporto al Pil nazionale è pari
all’11%.
Su questo tema oltre ad
allinearsi a molti paesi
dell’UE, “L’Italia sono anch’io”
intende rilanciare l’art.3 della
Costituzione, che sancisce
l’uguaglianza fra le persone e
l’impegno a rimuovere tutto ciò che ne ostacola il
pieno raggiungimento.
A livello nazionale la campagna è promossa da
una ventina di associazioni - tra cui Acli, Caritas,
Fondazione Migrantes, Arci, Cgil, Libera…
che hanno dato vita insieme ad altri sindacati,
associazioni, cooperative, gruppi al comitato
bresciano. Anche il circolo Acli di Rovato nei
prossimi mesi si impegnerà nella raccolta delle
50 mila firme necessarie e, per chiunque intenda
aderire, non mancheranno occasioni di riflessione,
perché oltre che politico il discorso è culturale.
Ciascuno deve sentirsi chiamato a costruire un
futuro di convivenza, giustizia, uguaglianza per
chiunque nasca e viva nel nostro Paese.
Licia L.
Perchè avvalersi dell’ora di religione nella scuola
La scuola si trova oggi ad affrontare una sfida
molto complessa, che riguarda la sua stessa
identità e i suoi obiettivi. Essa, infatti, ha il compito
di trasmettere il patrimonio culturale elaborato nel
passato, aiutare a leggere il presente, far acquisire
le competenze per costruire il futuro, concorrere,
mediante lo studio e la formazione di una coscienza
critica, alla formazione del cittadino e alla crescita
del senso del bene comune. La forte domanda di
conoscenze e di capacità professionali e i rapidi
cambiamenti economici e produttivi inducono
spesso a promuovere un sistema efficiente più nel
dare istruzioni sul “come fare” che sul senso delle
scelte di vita e sul “chi essere”.
Di conseguenza, anche il docente tende ad essere
considerato non tanto un maestro di cultura e vita,
quanto un trasmettitore di nozioni e di competenze,
e un facilitatore di apprendimento; tutt’al più,
un divulgatore di comportamenti accettabili.
L’insegnamento della religione cattolica permette
agli alunni di affrontare le questioni inerenti il
20
senso della vita e il valore della persona, alla luce
della Bibbia e della tradizione cristiana. Lo studio
delle fonti e delle forme storiche del cattolicesimo è
parte integrante della conoscenza del patrimonio
storico, culturale e sociale del popolo italiano e
delle radici cristiane della cultura europea. Infatti,
« la dimensione religiosa... è intrinseca al fatto
culturale, concorre alla formazione globale della
persona e permette di trasformare la conoscenza
in sapienza di vita» . Per questo motivo «la scuola
e la società si arricchiscono di veri laboratori
di cultura e di umanità, nei quali, decifrando
l'apporto significativo del cristianesimo, si abilita
la persona a scoprire il bene e a crescere nella
responsabilità, a ricercare il confronto e a raffinare
il senso critico, ad attingere dai doni del passato
per meglio comprendere il presente e proiettarsi
consapevolmente verso il futuro» Benedetto XVI
(CEI Educare alla vita buona del Vangelo –
orientamenti pastorali 2010-2020 n. 46-47)
I mezzi di comunicazione, i famosi media,
(radiotelevisione, giornali, riviste) condizionano
sempre più la nostra vita, nel bene e nel male:
A me pare che complessivamente (con le dovute
preziose eccezioni) prevalga il male sul bene.
La qualità complessiva delle trasmissioni
televisive, ad esempio, è sugli occhi di tutti:
notizie faziose, litigi violenti in cui tutti parlano
contemporaneamente, con il piacere
quasi sadico di mettere in difficoltà il
contraddittore, con urla e insulti. Il
risultato finale è che l’ascoltatore
non capisce nulla, assorbe la
violenza verbale e (speriamo)
cambia canale.
Le esigenze commerciali prevalgono su tutto. La stessa
pubblicità ha risvolti che spesso
sono orrendi e decisamente
imbarazzanti.
Film e sceneggiati devono avere
almeno un morto per violenza: se non
gronda sangue, non va bene.
I giornali ed i settimanali soprattutto, non sono
da meno; sempre con le dovute eccezioni milioni
di copie pullulano di amori, tradimenti veri o
falsi, tante chiacchiere e spiate dal buco della
serratura per poco commendevoli comportamenti
privati.
Si dice che i mezzi di informazione siano lo
specchio della nostra società, ma è necessario
sottolineare come spesso siano i media stessi
a contribuire a formare certe aspettative nella
società stessa. Per quale ragione molte ragazzine
sognano di diventare “veline”? Semplicemente,
perché si diffonde il mito del successo a tutti i
costi; la moda diventa a livello sociale quasi
un necessità, un modo di essere,
uno status symbol; il turpiloquio
impera; le denigrazioni e le
offese si spandono dai mezzi di
comunicazione come palate di
fango in cui tutto viene sommerso.
Viviamo in pieno la nostra epoca,
ma non è troppo pretendere buona
educazione e buon gusto anche
da parte della pubblicità, uno
strumento potentissimo che, unito ai
moderni mezzi di comunicazione,
contribuisce a determinare il
costume di un popolo.
Anche la televisione di stato,
che avrebbe la funzione di informare
compiutamente i cittadini al fine di formarli
alla vita democratica, deve cedere alle
esigenze commerciali e di concorrenza con le
reti commerciali.
Il magistero della Chiesa è intervenuto
innumerevoli volte sulla necessità che i mezzi
di informazione diano una informazione
corretta, rispettosa della singola persona,
e tendente a costruire una società
veramente a misura d’uomo.
Il Catechismo della chiesa
cattolica
ha
addirittura
trattato il problema dei
mezzi di comunicazioni nel
capitolo riservato all’ottavo
comandamento che come
è noto recita “non dire falsa
testimonianza”, anche se è uno
dei comandamenti che (lo osservo
da laico) è fra i più dimenticati?
Dice il catechismo cattolico (2494)
“ L'informazione attraverso i mass-media è al
servizio del bene comune.
La società ha diritto ad un'informazione fondata
sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà:
Il retto esercizio di questo diritto richiede che la
comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera
e, salve la giustizia e la carità, integra; inoltre,
nel modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti
scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti
e la dignità dell'uomo, sia nella ricerca delle
notizie, sia nella loro divulgazione.”
Viene sottolineato anche il rischio della
dipendenza dai mezzi di comunicazione: (2496)
“ I mezzi di comunicazione sociale (in particolare
i mass-media) possono generare una certa
Attualità
Proviamo a cambiare canale televisivo?
21
Attualità
passività nei recettori, rendendoli consumatori
poco vigili di messaggi o di spettacoli. Di
fronte ai mass-media i fruitori si imporranno
moderazione e disciplina. Si sentiranno in
dovere di formarsi una coscienza illuminata
e retta, al fine di resistere più facilmente alle
influenze meno oneste.”
Il mondo cattolico non è comunque restato con
le mani in mano: sono molte le televisioni locali
che non hanno paura di diffondere (ad esempio)
la celebrazione della Messa quotidiana e la
recita del Rosario.
La CEI, la conferenza episcopale italiana che
pubblica il quotidiano Avvenire (splendido
esempio di corretto giornalismo, cosa
riconosciuta da tutti gli operatori del settore)
ha promosso un canale televisivo a diffusione
nazionale (TV 2000, canale 28 sul digitale
terrestre).
E’ una televisione cattolica, che fa informazione
senza temere di essere fuori dal coro: una TV per
l’uomo moderno, per chi crede, per chi cerca,
attenta al magistero del Papa. Si definisce “una
TV con l’anima”. Proviamo a cambiare canale
aprendoci alla vera arte e cultura, lontano dalle
melensaggini e dalle risse.
Franco M.
La Purezza
“Non regni dunque il peccato nel vostro corpo
mortale, portandovi ad obbedire ai suoi impulsi
sfrenati… così ora offrite le vostre membra in
servizio della giustizia per la santificazione.”
(Rm. 6.12; 6.25)
Ne ho già scritto in passato, ma la risposta di un
settimanale cattolico alla lettera di una madre,
sul tema della sessualità adolescenziale, mi
provoca ad una riflessione anche se le attinenze
col Natale, che pure vi sono, possono sembrare
minime.
Chiede, la madre per i suoi figli adolescenti,
consiglio sul come contrastare una cultura
dominante che presenta il sesso come una delle
tante esperienze da consumere presto e senza
remore.
La risposta del settimanale è articolata come
segue:
1.- La sessualità va presentata in modo positivo e
costruttivo: ne tabù, ne mito.
2.- Non trascurare l’educazione sentimentale
con l’esempio della famiglia, dei grandi amori
storici, con l’ausilio della letteratura e di buoni
film in modo da sottolineare le profonde unioni
spirituali e di intenti piuttosto che gli aspetti
passionali.
3.- La lettura di qualche libro agevola la
consapevolezza che il sesso prematuro e
senza coinvolgimento in situazioni di aridità
sentimentale, solitudine e vuoto esistenziale,
porta al baratro di un “libidogramma piatto”
che distrugge quell’eros che si vorrebbe invece
esaltare.
4.- Non manca la citazione del pedagogista
famoso a fotografare la realtà in cui sono immersi
i giovani oggi.
22
La risposta è molto colta, cioè denota
preparazione culturale sul tema, ma quanto può
essere d’aiuto alla madre preoccupata?
Che vuol dire: ne tabù, ne mito? Che forse si può
accettare il sesso adolescenziale a determinate
condizioni?
Ancora:
non
sanno
gli
esperti
che
nell’adolescenza proprio quanto proviene dalla
famigli è rigettato? Che gli adolescenti di oggi
non leggono, soprattutto quanto proposto dai
genitori?
La realtà è che gli adolescenti si abbandonano ai
rituali del branco proprio quando non vedono la
presenza, extra familiare, di personalità positive
a loro vicino, capaci di far loro vedere qualcosa
che infiammi i loro cuori.
È la forza dell’ideale sublime, che spinge
perché lo si ha dentro e lo si coglie nella figura
trascinante che ti è accanto (e il consiglio per
la madre potrebbe essere quello di indirizzare i
suoi figli verso ambienti ove queste figure siano
presenti). Allora la purezza acquisisce il valore
di un bene che non può essere sperperato nel
gioco d’azzardo delle esperienze di ogni tipo da
provare ad ogni costo. Se ne intuisce il valore di
dono gratuito e grande da preservare per chi se
ne mostrerà degno al momento giusto. Si intuisce
che questo bene richiede allenamento, sacrificio,
impegno, ma nessuno più di un adolescente
è capace di vedere quanto tutto questo meriti
di essere affrontato con l’entusiasmo di cui è
capace.
E tutto questo che c’entra col Natale? Bè,
non fu anche la purezza dell’adolescente
Maria, la causa del più grande avvenimento
dell’umanità?
Nazzareno L.
45ª Giornata mondiale della pace
1° gennaio 2012
Benedetto XVI ha scelto il tema per la celebrazione
della 45a Giornata mondiale della pace
"Educare i giovani alla giustizia e alla pace".
Il tema entra nel vivo di una questione urgente
nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare
le nuove generazioni nella realizzazione del
bene comune e nell'affermazione di un ordine
sociale giusto e pacifico dove possano essere
pienamente espressi e realizzati i diritti e le
libertà fondamentali dell'uomo. Risulta quindi
un dovere delle presenti generazioni quello di
porre le future nelle condizioni di esprimere in
maniera libera e responsabile l'urgenza per un
"mondo nuovo". La Chiesa accoglie i giovani
e le loro istanze come il segno di una sempre
promettente primavera e indica loro Gesù come
modello di amore che rende "nuove tutte le cose"
(Apocalisse 21,5).
I responsabili della cosa pubblica sono chiamati
a operare affinché istituzioni, leggi e ambienti di
vita siano pervasi da umanesimo trascendente
che offra alle nuove generazioni opportunità
di piena realizzazione e lavoro per costruire
la civiltà dell'amore fraterno coerente alle più
profonde esigenze di verità, di libertà, di amore
e di giustizia dell'uomo.
Di qui, allora, la dimensione profetica del tema
scelto dal Santo Padre, che si inserisce nel solco
della "pedagogia della pace" tracciato da
Giovanni Paolo II nel 1985 ("La pace ed i
giovani camminano insieme"), nel 1979 ("Per
giungere alla pace, educare alla pace") e nel
2004 ("Un impegno sempre attuale: educare
alla pace").
I giovani dovranno essere operatori di
giustizia e di pace in un mondo complesso e
globalizzato. Ciò rende necessaria una nuova
"alleanza pedagogica" di tutti i soggetti
responsabili. Il tema prcannuncia una preziosa
tappa del magistero proposto da Benedetto
XVI nei messaggi per la celebrazione della
Giornata mondiale della pace, iniziato nel
segno della verità (2006: "Nella verità la
pace"), proseguito con le riflessioni sulla
dignità dell'uomo (2007: "Persona umana,
cuore della pace"), sulla famiglia umana
(2008: "Famiglia umana, comunità di pace"),
sulla povertà (2009: "Combattere la povertà,
costruire la pace"), sulla custodia del creato
(2010: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci
il creato") e sulla libertà religiosa (2011 :
"Libertà religiosa, via per la pace"), e che ora si
rivolge alle menti e ai cuori pulsanti dei giovani:
"Educare i giovani alla giustizia e alla pace".
(dall’Osservatore romano)
Attualità
Educare i giovani alla giustizia e alla pace
Sabato 31 dicembre avrà luogo a Brescia
la marcia della Pace, manifestazione
nazionale organizzata da Pax Christi
Il presepio è il segno più bello e significativo del Natale Cristiano. Ricordiamo che anche quest’anno
viene promosso dall’oratorio il CONCORSO PRESEPI per i ragazzi e le famiglie.
PRESEPIO
Ogni anno il Sig. Venturini Giancarlo nel giardino della sua casa in via Plodio 27, costruisce un artistico presepio artigianale con statue di sua costruzione:
la foto è dell’edizione Natale 2010. È un’opera da ammirare e vorremmo fosse di stimolo a tanti ragazzi per inventare “opere simili” nella propria casa.
23
Attualità
Educazione, parola magica
Accade proprio così, per questa parola come
per altre usate abbondantemente da tutti e a
vari livelli. La possibilità di diventare… parola
magica.
Evocata in ogni situazione col rischio di
diventare contenitore universale dove tutto ci
sta dentro a volte senza capire bene che cosa
o invocata per risolvere situazioni critiche
nelle quali non resta che dire: “ Non c’è più
educazione!…ai miei tempi sì che… bisogna
che torniamo ad educare”, la parolina magica
appare o scompare a seconda delle situazioni.
Come ogni magia che si rispetti, lascia
tracce in noi di qualcosa che è avvenuto…
pronunciandola.
Appare in un insegnante che con passione
ripete le stesse cose per anni nella fiducia che
il bene seminato presto o tardi si vedrà.
Appare in un genitore che si propone di vivere
prima lui quello che vorrebbe vedere in suo figlio
e glielo comunica senza troppe parole, ma con
la vita, convinto che questo sia il miglior modo di
educare. Scompare volutamente dal linguaggio
di qualcuno che esasperato tende a dire: “So io
come si fa, ti insegno io a stare al mondo!” e
assume atteggiamenti che sanno di “sfogo” ma
che di educativo hanno ben poco.
Eppure oggi si è più consapevoli che la ricetta
educativa nessuno l’ha ancora inventata ma va
cercata, ricercata e con fiducia invocata ... con
amore.
Perché non rimanga parola generica, e quindi
vuota, è necessario che quando la pronunciamo
abbiamo a far accadere, almeno nell’intenzione,
il senso di quanto contiene.
Certo, ci sono molte cose a cui è necessario
educare ma forse, come scrive B. Bettelheim,
una fra tutte più importante lo è:
”Oggi, come in passato, il compito più
importante e più difficile che si pone a chi
educa un bambino è quello di aiutarlo a trovare
un significato alla vita”. (cfr “Il mondo incantato”
B. Bettelheim ).
E’ questa, secondo me, la vera magia che rende
appassionato l’agire educativo, che gli dona il
senso e la direzione, che gli regala luce là dove
le vie sono oscure.
Questo dovrebbe restituire a chi è chiamato ad
educare la gioia di “e-ducere”, tirar fuori cioè
ciò che di più bello c’è in ogni persona, perché
nel trovare significato alla vita ne sperimenti
anche la felicità.
E’ stato così anche per noi quando abbiamo
fatto esperienza che qualcuno, con amore,
educandoci ci ha aiutato ad andare ai significati
più profondi anche se apparentemente piccoli
delle cose, per aprirci il cuore a scoprirne di più
grandi.
Da un’educazione rispettosa abbiamo imparato
il rispetto, da gesti di attenzione abbiamo
imparato il valore di essere accolti e la gioia di
esistere, da atteggiamenti di fiducia il gusto di
continuare la ricerca di ciò che nella vita è bello,
buono, giusto.
Educare: “aiutare a trovare un significato
alla vita”… questa la magia a cui tutti siamo
chiamati.
Madre Alessandra
Solidarietà sotto l’albero
Un progetto di solidarietà
Per Natale è possibile
acquistare un “regalo solidale”
ale”
to
il cui ricavato sarà devoluto
per un progetto nelle
Missioni Canossiane.
“Note di solidarietà”
o Blocco “Post-it con penna”
o Formato mm 65x112
o 50 fogli adesivi all’interno
OFFERTA: Euro 3,00
“È solo riso, ma è
una cosa seria”
Progetto sostenuto:
“Criança Feliz” – BRASILE
1 Kg. Riso Melotti
Vialone nano
OFFERTA: Euro 5,00
Nel desiderio che ciascuno di noi, attraverso piccoli gesti, possa riscoprire dentro di sé un
“cuore solidale” vi auguriamo Buon Natale! Le madri Canossiane
24
A CHI E’ DATO MOLTO, MOLTO SARA’ CHIESTO…
E’ una piacevole tradizione nel mese di ottobre,
mese missionario, l’appuntamento con il Mato
Grosso per la raccolta viveri. Quest’anno abbiamo
coinvolto alcuni gruppi di catechismo per cercare di
far nascere il bisogno, la necessità di guardare con
il cuore verso gli altri, sentire che esistono persone,
paesi che hanno più bisogno e nello stesso tempo,
loro, donano a noi l’opportunità di sentirci utili per
gli altri. Sabato 22 ottobre ore 14 ... PRONTI, VIA
!!!! 40 RAGAZZI pieni di entusiamo e tanta voglia
di fare… il paese è stato suddiviso in zone, ogni
gruppo aveva un “genitore autista”, un mezzo di
trasporto e una mappa della zona assegnata. Il
punto di raccolta era nel nostro oratorio, alcune
persone responsabile del Mato Grosso imballavano
la merce, alcune mamme accoglievano i ragazzi
con thè caldo e brioches. Vorremmo condividere
con voi alcune impressioni che i ragazzi stessi
hanno vissuto:
“a me è piaciuta la generosità di alcune persone, e
come ci hanno accolto. E’ stata una bella esperienza
e mi sono divertita.”
“ E’ bello pensare alla felicità che un povero può
provare grazie al lavoro di ragazzi semplici”.
“ Mi è piaciuto partecipare , per me è la prima volta
e è stato molto emozionante”.
“ Sono stata molto contenta di aiutare chi ne ha più
bisogno, dedicando il mio tempo e facendo piccoli
gesti”.
“ E’ stato bellissimo, passare di casa in casa, vedere
persone e sentire le loro voci …donandoci qualcosa
, hanno reso felice qualcuno dall’altra parte del
mondo”.
“ A me è piaciuto, perché alcune persone si sono
fidate di noi. Abbiamo passato una bella giornata
tutti insieme”.
“ E’ stata una giornata bellissima. Alcune persone
ci hanno dato la fiducia e abbiamo potuto entrare
nella loro casa…”
“E’ stato spettacolare, mi sono stupito di quanta
buona gente ci sia a Rovato. Che bello!!!”
“ Questa esperienza mi è piaciuta molto, aiutare le
persone divertendosi e stando insieme. Spero di
farlo anche l’anno prossimo”
“ E’ la prima volta che faccio la racc.olta viveri
ed è stata una esperienza bellissima, ho scoperto
che nel nostro paese ci sono persone molto gentili
che vogliono aiutare gli altri”
“ Io mi sono divertita moltissimo a suonare per le
case , aiutare i poveri del Perù, anche se non tutti
ci hanno dato qualcosa noi abbiamo raccolto…
più di due macchine piene!!!”
“ Alcune nonne ci dicevano: “ma io non lo
sapevo, non ho preparato niente! Ma aspettate
un attimo che guardo se ho qualcosa!” e poi
tornavano con 1 Kg di pasta. Loro erano contente
e noi ringraziavamo felici”.
“ A me è piaciuto molto, mi è dispiaciuto per chi
non ha dato niente. Mi è piaciuto che qualcuno
ci abbia offerto la merenda. Spero di rifarlo
l’anno prossimo”.
“ A me è piaciuto moltissimo, anche se mi ha
dato fastidio che molte persone rispondessero di
non avere niente e riattacavano il citofono. Però è
stato stupendo”.
“ Oltre alle persone che non davano niente, ci sono
state persone molto generose che apprezzo molto”.
“ E’ stata una giornata magnifica, ringrazio tutte
le persone che hanno dato qualcosa anche se non
avevano preparato nulla”.
“ Abbiamo raccolto molti viveri, credo che le
persone del Perù saranno molto felici. Mi sono
divertita e ringrazio tutte le persone che hanno dato
nella gratuità qualcosa per la gente povera”.
Attualità
Raccolta viveri ...
Ringraziamo tutte quelle persone che hanno
contribuito a rendere speciale questo pomeriggio,
da chi ha dato un sorriso a chi forse intimorito ha
negato anche solo un saluto, a chi ha dato molto e a
chi ha dato ciò che poteva. Un GRAZIE speciale ai
nostri ragazzi , è stato importante sapere che la loro
comunità gli è vicina e li accompagna sempre…
Come il padre ha mandato me così io mando voi
... (Gv 20,2)
Gruppo Missionario Parrocchiale
Coscritti classe 1936 Rovato
25
Cronaca
W gli alunni meritevoli!
Domenica 6 novembre, dopo la cerimonia
di commemorazione dei caduti in guerra,
l’Amministrazione Comunale, come è tradizione,
ha consegnato agli alunni meritevoli della
Scuola Primaria e Secondaria le borse di studio
riconoscendo l’impegno, la costanza e la fatica
con cui i giovani studenti
hanno seguito il loro percorso
scolastico
raggiungendo
ottimi risultati. Quest’anno
erano davvero tanti i ragazzi
e le ragazze che hanno avuto
un riconoscimento pubblico
per il loro “lavoro” di studenti
e nei loro sorrisi si leggeva
tutta la soddisfazione per
il conferimento di questo
premio.
Tra i premiati c’era anche
Stefania, un’alunna disabile che frequenta l’ultimo
anno del Liceo delle Scienze Sociali presso l’Istituto
Superiore L. Gigli . Ha ricevuto un premio speciale,
voluto dalla famiglia di Elisa, la giovane rovatese
che una grave malattia ha sottratto troppo presto
all’amore dei genitori e all’affetto di quanti l’hanno
conosciuta e apprezzata. Oltre che perpetuare
il ricordo della figlia, con questo gesto i genitori
di Elisa sottolineano quanto sia importante che i
giovani imparino a superare gli ostacoli, anche
apparentemente insormontabili, per realizzare i
loro progetti, per dare corpo ai loro sogni.
La scuola aiuta i ragazzi nel processo di
maturazione: l’impegno quotidiano che essa
r
richiede,
la ricerca di un
m
metodo
di studio efficace, lo
s
stimolo
ad ampliare giorno
d
dopo
giorno le proprie
c
conoscenze
formano non
s
solo
le menti dei giovani, ma
n plasmano il carattere. Chi
ne
s
studia
con serietà impara che
t
tutto
nella vita deve essere una
c
conquista
personale, che non
s
sono
le facili scorciatoie che ci
p
portano
in vetta, che bisogna
a
avere
chiari gli obiettivi e
la strada giusta per raggiungerli. E’ bello per i
giovani vedere gli uomini delle Istituzioni, i genitori
e gli insegnanti che condividono con loro questo
cammino di crescita, che gioiscono con loro per
i successi che ottengono e che sono vicini a loro
anche con gli applausi quando i loro successi
vengono riconosciuti.
Emanuela C.
Memoria del Beato Don Gnocchi
Il giorno Martedì 25 ottobre 2011, data della
memoria di don Carlo Gnocchi fissata nel
calendario liturgico della Chiesa Cattolica, alle
ore 15,30 presso la Cappella del Centro di
Riabilitazione “Ettore Spalenza” della Fondazione
Don Carlo Gnocchi – Onlus, è stata celebrata la
Santa Messa in occasione del 2° anniversario
della beatificazione e del 109° anniversario della
nascita di don Carlo Gnocchi.
La celebrazione è stata presieduta da don Roberto
Morè il quale ha ricordato, durante l’omelia, come
il beato don Carlo Gnocchi sia stato esempio di vita
sacerdotale e di impegno civile al tempo stesso.
Impegno che ora
viene portato avanti
da tutti gli operatori
del Centro che
lavorano
con
fiducia, speranza
ed entusiasmo in
quest’opera
di
grande valore.
Citando il Vangelo
del giorno, don Roberto Morè ha
paragonato la Fondazione al granello di senape
che, crescendo, divenne un grande albero, capace
di essere punto di riferimento e soddisfare i bisogni
di chi lo incontra.
Ricordiamo che Don Carlo Gnocchi è nato a
San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902
e venne ordinato sacerdote nel 1925. È stato
assistente d’oratorio, direttore spirituale dell’Istituto
Gonzaga, cappellano volontario con gli alpini
della Tridentina, e fondò, a guerra finita, la
Fondazione Pro Juventute. Morì il 28 febbraio
1956, donando le cornee a due ragazzi non
vedenti. La sua beatificazione si è tenuta in piazza
Duomo a Milano il 25 ottobre 2009 davanti a 50
mila fedeli.
26
6
Il Gruppo Pensionati San Carlo era presente con
il consueto banchetto alla Festa dell'Oratorio
per esporre i suoi prodotti di
maglieria, cucito e ricamo. Chiede
siano ringraziati gli acquirenti dei
suoi prodotti che gli consentono di
"vivere". In realtà siamo noi tutti
che gli dobbiamo ringraziamenti.
Questo gruppo di donne che si
ritrova 4 pomeriggi alla settimana
accanto alla canonica riesce a
coinvolgere ed a fare sentire utili
una quarantina di altre signore
che forse fanno fatica a uscire ma
riescono ancora a cucire a casa.
Il ricavo dei loro lavori di qualità
consente di mantenere vive un bel
numero di adozioni a distanza, e
di sostenere l'opera di missionari
rovatesi in paesi sfortunati.
Tra questi padre Sandro Cadei,
Federica Maifredi, padre Guerini, madre
Teresa Costa, Barbarina Armani, che in tal
modo sentono Rovato anche un po' più vicina.
Cronaca
Gruppo Pensionati San Carlo
Un grazie per il gruppo di lavoro S. Carlo
Pur essendo da tempo residente fuori Rovato, ho
sempre mantenuto vivo il contatto col mio paese.
Desidero ringraziare a nome mio e dei tanti
beneficiari le lavoratrici del Gruppo San Carlo per
la loro grande ed incessante disponibilità. Sono
testimone che hanno confezionato pigiamini, cuffie,
sciarpe e coperte di lana per i bambini colpiti da
tumore per le radiazioni di Cernobyl, ospiti in un
orfanotrofio in Bielorussia, gestito dalle suore di
Madre Teresa di Calcutta.
Egualmente centinaia di vestine e completini per
maschietti sono stati spediti al villaggio lebbrosario
di Kolowary, in Togo, seguita da Suor Etta.
Il lebbrosario dispone di diversi servizi (famacia,
ginecologia e maternità, oculistica e un piccolo
ospedale per assistenza a malati terminali di Aids,
bambini nati sotto peso). Nello scorso mese gi
giugno sono state spedite delle tende, confezionate
su misura, per il dispensario, molto apprezzate da
suor Etta.
Tutto questo grazie al lavoro (forse anche
poco riconosciuto) di queste donne che sanno
meravigliosamente usare il loro tempo libero per
riuscire a donare un sorriso a tante persone meno
fortunate di noi.
Marisa Parani Parzani
Gli Alpini ringraziano ...
In occasione delle festività
d
di S.Carlo Borromeo,
il gruppo Alpini, in
collaborazione con il
Sig. Casali Luciano,
hanno offerto uva,
ccastagne e vin brulè
ra
raccogliendo
offerte
per la ristrutturazione del
vecchio teatro S.Carlo ora
denominata Sala della Comunità
mons. Luigi Zenucchini. Il risultato della raccolta
è stato di € 455,00 a cui gli Alpini di Rovato
hanno aggiunto di loro iniziativa € 545,00 per
arrotondare l’offerta a € 1.000,00.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i
rovatesi per la loro disponibilità verso il Gruppo
Alpini di Rovato in occasione di varie attività
svolte dal gruppo. Confidenti di continuare la
fattiva collaborazione porgiamo cordiali saluti.
Valerio Cornali (Capogruppo)
…. E la comunità ringrazia gli Alpini per
la loro generosità e il loro inesauribile
spirito di collaborazione e di servizio.
(il prevosto)
27
Cronaca
Anniversari di matrimonio
28
8
Domenica 9 ottobre, durante la messa vespertina,
si sono ricordati gli anniversari di matrimonio:
abbiamo partecipato numerosi festeggiando
tappe diverse della vita matrimoniale e
guardando con grande simpatia e un po’
d’invidia chi festeggiava i cinquanta o anche
sessanta anni di matrimonio.
La messa, preparata con grande cura, sia
nell’allestimento a festa della chiesa sia nei
momenti liturgici, è stata un’occasione intensa
di preghiera comunitaria e personale in cui
abbiamo sperimentato il senso dell’accoglienza
e della condivisione.
Ci sono stati momenti molto significativi: l’offertorio
con la presentazione, oltre che del pane e del vino,
di una sedia e di un libro di canti, che ci hanno
ricordato la dimensione dell’apertura agli altri e
della gioia che non devono mancare nella famiglia;
coinvolgente anche la chiamata personale di ogni
coppia di sposi e la preghiera conclusiva alla
messa.
Siamo stati contenti di aver accolto l’invito e di
aver vissuto nella comunità parrocchiale un bel
momento, che ci porta anche a condividere alcune
riflessioni.
Innanzi tutto il pensiero che il matrimonio non è una
questione solo privata ed esclusiva di una coppia,
ma ha anche una forte dimensione comunitaria;
sicuramente ognuno di noi ha festeggiato la
ricorrenza nell’intimità della propria famiglia ma
è stato altrettanto bello ritrovarsi con altri sposi
che stanno percorrendo la stessa strada, nella
consapevolezza che insieme si cerca di svolgere
quel progetto di famiglia che Gesù stesso ha scelto
per diventare uomo.
In secondo luogo questo incontro è stato anche
l’occasione per un bilancio personale: poter
guardare il proprio percorso di vita matrimoniale,
lungo o breve che sia, ci aiuta a rafforzare l’idea
che insieme si può costruire e che è proprio nella
quotidianità che si realizza un progetto di vita
grande.
Infine il ringraziamento e la riconoscenza per chi
ha preparato la messa e il momento di festa in
oratorio: è bello sapere che molte persone hanno
lavorato gratuitamente e con dedizione per rendere
gioioso e lieto questo momento. Marta R.
Oltre ogni cosa
Dietro le nuvole
C’è sempre il sole che brilla,
dietro il fiume che scorre
c’è sempre una foce,
dietro il primo bacio
c’è sempre una vita
Compagno mio,
amico dei miei sogni,
desiderio del mio cuore,
ti ho sentito più volte
chiedere la vento:
“Chi sa cosa nasconde Dio per noi
dietro il suo sguardo”
Dietro il silenzio del padre
C’è la pazienza,
dietro la grande vittoria
c’è l’ostinazione,
dietro il bacio di una madre
c’è l’affetto, dietro la nostra nascosta speranza,
mio Dio, sei tu.
Festa Anniversari
5° ANNO
Bonfadini Francesco e Donghi Monica
Caceffo Matteo e Gualdi Enrica
Conforti Massimo e Calabria Marta
Crippa Alessandro e Righetti Loredana
Filisetti Renato e Facchetti Silvia
Garzetti Fabio e Colombo Valentina
Gianelli Massimo e Bombardieri Monica
Mazza Giovanni e Cadei Claudia
Pappalardo Leonardo e Rossi Raffaella
Taglietti Maurizio e Lancini Sonia Maria
15° ANNO
Ardolfi Luca e Lecchi Monica
Brugnatelli Giuseppe e Galli Marzia
Botrugno Mino e Fossati Elena
Guarneri Eugenio e Farimbella Stefania
Inverardi Marco e Mutti Monica
Loda Alessandro e Belleri Elena
Manenti Giacomo e Buizza Stefania
Minari Enrico e Rugolotto Marta
Mosa Simone e Pedretti Monica
Portolese Vincenzo e Righetti Lidia
Rubagotti Alessandro e Bellini Federica
Zanotti Gabriele e Gatti Nadia
25° ANNO
Bariselli Gianluigi e Strabla Monica
Barucco Giuseppe e Biloni Claudia
Codenotti Alessandro e Tassoni Tiziana
Faglia Sergio e Callegari Cristina
Guerrini Luciano e Buffoli Daniela
Mazzotti Piermauro e Chiappa Pierina
Saretti Gianpaolo e Recenti Cinzia
Serina Roberto e Randazzo Giuseppina
Stamilla Emanuele e Licata Rosa
Zanotti Silvio e Toscani Maria Teresa
Pontoglio Sergio e Mometti Valentina
49° ANNO
Uberti Angelo e Bonfadini Pierina
50° ANNO
Bertoli Vittorio e Gritti Silvana
Bertocchi Gino e Mantegari Tina
Buizza Franco e Bongioni Teodora
Borghetti Angelo e Pagani Erminia
Capitanio Andrea e Uberti Carla
Gatti Giorgio e Colosio Maria Laura
Lanzini Valentino e Gatti Maria
Lazzaroni Giovanni e Gritti Domenica
Mangano Felice e Pelucchi Maria
Neri Francesco e Pelizzari Argentina
Palestra Giuseppe e Fornari Giovanna
Pagani Bruno e Genocchio Augusta
Piva Giuseppe e Bosio Savina
Ricca Luigi e Serina Bruna
Rossoni Giuseppe e Bona Annamaria
Cronaca
Domenica 9 ottobre 2011
50°
51° ANNO
Piceni Attilio e Bonfadini Catterina
30° ANNO
Cittadini Gianluigi e Farimbella Biancamaria
56° ANNO
Furli Giuseppe e Nembrini Angiolina
Rapizza Ernesto e Naboni Teresa
38° ANNO
Piazza Albino e Vecchi Liliana
57° ANNO
Damioli Giacomo e Rambaldini Domenica
40° ANNO
Brugnatelli Francesco e Barcella Santina
Buizza Giacomo e Begni Agostina
Consoli Mario e Mangerini Rosangela
Cornali Claudio e Cadei Luisa
Gozzini Luigi e Begni Martina
Pavone Sebastiano e Mandelli Virginia
Venturini Giancarlo e Farimbella Severina
60° ANNO
Fremondi Giuseppe e Inverardi Bernardina
61° ANNO
Radici Lionello e Zampati Elisa
Vecchi Antonio e Marca Maria
62° ANNO
Econimo Ugo e Zafferri Giuseppa
45° ANNO
Meisso Silvio e Agazzi Gina
Righetti Giacomo e Farimbella Angela
64° ANNO
Prencipe Matteo e Beretta Giuseppina
46° ANNO
Uberti Giovanni e Bonfadini Agnese
65° ANNO
Molari Giovanni e Gozzini Maddalena
29
Cronaca
Leone d’oro
Venerdì 4 novembre nella ricorrenza del patrono
l’Amministrazione comunale ha conferito il Leone
d’oro a alle Caritas di Rovato S.Maria Assunta e
Lodetto, al Sig. Terzo Emanuele e al Sig. Romano
Ernesto (Tino). Inoltre ha conferito la benemerenza
a: don Giovanni Donni, Martinelli Davide, Lancini
Franco (presidente della bocciofila rovatese)
Mostra Sanzeni-Busi
Venerdì 4 novembre: S.E Mons. Carlo Mazza
con il sindaco dott. Andrea Cottinelli taglia il
nastro della mostra dello scultore Lino Sanzeni
(nella foto a destra del Vescovo) e del pittore
Eugenio Busi (a sinistra del Vescovo). La mostra
organizzata dall’AIDO è nell’Oratorio della
Disciplina.
Madre Kate Manessi
suora canossiana, rovatese
ha recentemente celebrato
il 50° di vita religiosa
confermando i voti a suo tempo fatti.
La cerimonia ha avuto luogo nella casa
canossiana di Iseo ove Madre Kate si trova
attualmente; ha operato nelle comunità di
Rovato, Orzinuovi, Montichiari e Bedizzole.
30
0
Concerti di dicembre
Il comitato di San Rocco rinnova l’invito per il tradizionale
Cronaca
Concerto di Santa Lucia
SABATO 10 DICEMBRE ORE 20.30
CHIESA DI SAN ROCCO
Il più bel dono di Santa Lucia
Santa Lucia fra poco arriverà,
ai bimbi buoni un dono porterà!
Ma i bimbi buoni un dono hanno già:
dentro, nei cuori, la loro bontà!
O bimbo buono, contento tu sei già:
porti il tuo amore a chi non ce l'ha!
Santa Lucia di notte ti vedrà:
splende il tuo cuore di tanta bontà!
Al tuo risveglio i doni sono qua:
cuori ripieni d'amore e di bontà!
Dolci e balocchi non servono lassù:
il Paradiso lo devi fare tu!
Santa Lucia tu prega per noi:
manda nei cuori i doni che vuoi tu!
Vi aspettiamo perché …….Solo così i grandi possono ricordarsi
dell’infanzia lontana, dell’odore della neve, del rumore delle
caramelle troppo dure per i loro denti da latte, del sapore
del buio della notte. Ricordano dell’attesa, della gioia, della
sorpresa. E grazie a questo ricordo possono permettere che
nuovi bambini vivano le grandi magie dei desideri e credano
che i sogni si possano avverare, e che ogni 13 Dicembre
appendano fiduciosi fuori dalla finestra un mazzetto di fieno per
l’asinello di Santa Lucia.
il Comitato di S.Rocco
Giovedì 8
SPONSUS
dramma sacro delle vergini savie e vergini
folli (XII sec.). Direzione artistica di Patrizia
Maranesi ore 20.45 nella chiesa parrocchiale
Sabato 10
Concerto di S. Lucia
ore 20.30 nella chiesa di S.Rocco
Domenica 11 Concerto Gospel
ore 20.45 nella Sala della Comunità
mons. Luigi Zenucchini
Giovedì 15
Concerto di Natale
Coro di Castrezzato ore 20.30 nella chiesa
parrocchiale
Domenica18 Sala della Comunità
ore 15-17 lettura di favole per bambini
ore 17,30-18 lettura di Dante
a cura della prof.ssa Arighi
ore 20.45 Concerto natalizio della Banda
nel palazzetto dello sport
Coscritti classe 1938 Rovato
31
Parrocchia S.Giovanni Bosco
Anniversari di Matrimonio
Domenica 23 ottobre si sono celebrati gli
anniversari di matrimonio: il 1° anno, 10°,
20°, 25°, 30°, 40°, 50°, 55°. Per la prima
volta è stata scelta la Messa del pomeriggio
alle ore 17,00 per favorire maggiormente la
disponibilità delle coppie di sposi e per dare
più tempo al rinfresco, tenuto nell’oratorio,
dopo la Messa. L’esperimento è risultato positivo
perché gli scopi sono stati raggiunti. Il Vangelo
della Messa ci presentava i comandamenti
dell’amore verso Dio e verso il prossimo: è la
legge che regola la nostra vita e che è la base
di ogni matrimonio. Per evidenziare questo
messaggio della Parola di Dio, le persone che
hanno preparato la Messa, hanno costruito un
grande cuore rosso, colore dell’amore, ornato
da fiori, a forma di coppie, per indicare l’amore
che unisce le coppie di sposi.
Ringrazio quanti hanno preparato la festa e
ringrazio pure gli sposi che hanno partecipato.
Catechesi per giovani e adulti
L’Anno Pastorale 2011-2012 della Diocesi di
Brescia è caratterizzato dal Sinodo sulle Unità
Pastorali programmato dal nostro Vescovo.
Tutte le parrocchie sono invitate a prepararsi,
a questo evento, con una serie di catechesi
proposte dalla Commissione Diocesana.
Anche noi, accogliamo questo invito, con quattro
catechesi, che si terranno in Oratorio alle ore
20,30 nelle seguenti date:
Martedi 22 novembre
Un Sinodo sulle Unità Pastorali.
Martedi 29 novembre
Discernere i segni dei tempi.
Martedi 6 dicembre
La Missione della Chiesa.
Martedi 13 dicembre
La Missione della Chiesa sul territorio.
Queste catechesi sono inserite nel tempo di avvento, sono quindi utili per prepararci al Santo Natale.
32
nella pace di Cristo
Aldighieri Giuseppe Orlando
di Roberto e Cittadini Francesca
Cavalleri Giulia
di Marco Paolo e Vezzoli Paola
BARBARINA PEZZOTTI
ved. Bono
n. 14.07.1925
m. 18.09.2011
Pedrocca Martina
di Gian Carlo e Micalizzi Francesca
Matrimoni
Pensa Fabiano
con
Barbieri Chiara
MARIA GANDOSSI
n. 12.07.1920
m. 13.10.2011
ALBINA MAGONI
n. 29.08.1927
m. 27.10.2011
Offerte
Giornata Missionaria
Per Maifredi Federica
Anniversari matrimonio
Tombolata festa oratorio
Cena festa oratorio
€ 1.900,00
€ 1.145,00
€
290,00
€
790,00
€ 1.072,00
O R A R I D E L L E F E S T E D E L N ATA L E
Giovedi 22 dicembre
Ore 20,30 - celebrazione penitenziale
ee
confessioni: sarà presente un Padre carmelitano
elitano
di Adro
Parrocchia S.Giovanni Bosco
Battesimi
Lunedi 26 dicembre
S. Stefano
Ore 11,00 - ore 17,00 S. Messa
Sabato 24 dicembre
Vigilia del Natale
dalle ore 9 alle 11
il Parroco è disponibile per le confessioni
Ore 15 - 19 Confessioni con la presenza di un
Sacerdote Salesiano
Ore 21,30 Recita dell’ufficio di lettura.
Ore 22,00 Messa solenne della Notte di Natale
Sabato 31 dicembre
ore 17,00 S. Messa di ringraziamento
Adorazion - Te Deum e Benedizione.
Questa Messa è celebrata a suffragio
dei defunti del 2011
Domenica 25 dicembre
Festa del S. Natale
S. Messe orari festivi.
Venerdi 6 gennaio 2012
epifania
S. Messe orari festivi
Domenica 1 gennaio 2012
S. Messe orari festivi
Il Papa Benedetto XVI nel
suo viaggio in Benin (18-20
novembre) è passato dalla
missione di Padre Sandro
Cadei. Padre Sandro ha inviato
queste foto mentre è intervistato
dalla TV nazionale e con la sua
gente a vedere il Papa.
33
Anagrafe
al fonte battesimale
UBERTI GIADA
di Sandokan e Premoli Silvia
n. 11.2.2011
b. 11.9.2011
•
BREMBILLA DIEGO
di Igor e Zanetti Elisa
n. 28.2.2011
b. 11.9.2011
•
CONTER LUCA
di Simone e Maresca Nadia
n. 31.3.2011
b. 11.9.2011
•
BERGOMI MATTIA
di Angelo e Pinelli Michela
Francesca
n. 29.4.2011
b 11.9.2011
TOSINI JENNIFER
di Omar e Fapani Francesca
n.21.5.2011
b. 11.9.2011
•
FOGAZZI MATTIA
di Loris e Pochetti Anna
n. 24.5.2011
b. 11.9.2011
•
BERGAMASCHI GIACOMO
di Luca e Bonetti Barbara
n. 16.5.2011
b 25.9.2011
•
PERANI SVEVA
di Alberto e Podda Alessandra
n. 7.3.2011
b. 9.10.2011
CAVALLINI LORENZO
di Nicola e Caldara Sonia
n. 14.3.2011
b. 9.10.2011
•
BONASSI EMMA
di Angelo e Grazioli Rossana
n. 24.5.2011
b. 9.10.2011
•
ZANETTI MARGHERITA
di Alessandro e Marchetti Arianna
n. 13.7.2011
b. 23.10.2011
•
MACCABELLI SAMUELE
di Roberto e Raschella Isabella
n. 2.8.2011
b. 23.10.2011
ABENI ANDREA
di Gabriele e Arpaia Carmela
Loredana
n. 14.4.2011
b. 13/11/2011
•
COTTINELLI ANNA
di Andrea e Danesi Elena
n. 18.6.2011
b. 13.11.2011
TERZI SOFIA
di Enrico e Marchesi Ramona
n. 15.7.2011
b. 13.11.2011
•
LAZZARONI SAMUELE
di Mauro e Urgnani Vittoria
n. 18.8.2011 b. 13.11.2011
La nascita di un bambino è una bella notizia da dare,
doverosamente, a tutta la comunità. Perciò invitiamo
tutte le neo-mamme a telefonare ai sacerdoti
l’avvenuta nascita del figlio per suonare le campane
il mattino seguente alle ore 9.00
matrimoni
Auguri a Fremondi Giuseppe e
Inverardi Bernardina per il loro
60° Anniversario di Matrimonio
BERETTA CLAUDIO
con MARANESI SABRINA
MARIANUNZIA
il 3. 9. 2011
•
FERRARI DAVIDE
con LOMBARDO LICIA
il 10.9.2011
ROSSI VALERIO
con LISCIDINI LETIZIA
il 17.9.2011
•
FERLINGHETTI CRISTIAN
con PIACENTINI ROBERTA
MARA
il 17.9.2011
nella
ll pace di
di Cristo
C
34
PIERINA GILBERTI
di anni 82
m. 28.8.2011
EMILIA MARINI
ved. Bracchi
di anni 84
m. 31.8.2011
MARIA FERRARI VITTORI
ved. Giuseppe Pesci
di anni 77
m. 8.9.2011
GIOVANNI PIETRO
RECCAGNI
di anni 62
m. 26.9.2011
FRANCESCO GHIDINI
di anni 49
m. 27.9.2011
MARIO GENOCCHIO
di anni 80
m. 7.10.2011
ADELE PINA
ved.Luigi Streparava
di anni 95
m. 18.10.2011
STEFANO MARINI
di anni 14
m.25.10.2011
ENRICHETTA RUSCONI
in Giuseppe Facchi
di anni 77
m. 26.10.2011
GIUSEPPE PARZANI
di anni 81
m. 28.10.2011
ANTONIO PELUCCHI
di anni 86
m. 2.11.2011
ANGELO CAFFI
di anni 80
m. 6.11.2011
In occasione del matrimonio
In memoria di Ferrari Vittori Maria
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
In occasione del matrimonio
In occasione del matrimonio
In memoria di Gilberti Pierina
In occasione del Battesimo
In memoria di Reccagni Giovanni
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
Festa anniversari
La moglie per Ghidini Francesco
Figlie e nipoti in memoria di Genocchio Mario
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
In memoria di Rusconi Enrica
In memoria di Caffi Angelo
In occasione del Battesimo
In occasione del Battesimo
In memoria di Stefano Marini
Per il 60° di matrimonio
N.N. in memoria dei defunti
Oratorio
Gruppo pensionati S.Carlo
Ricordando Stefano Marini
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
200,00
100,00
200,00
50,00
100,00
50,00
200,00
250,00
100,00
30,00
300,00
100,00
150,00
1.235,00
30,00
200,00
50,00
70,00
100,00
200,00
50,00
150,00
800,00
150,00
50,00
€
€
500,00
1.000,00
Sala della Comunità
Gruppo pensionati S.Carlo
Nel 50° di matrimonio
AVIS
Nordival
Classe 1949 in ricordo di Giovanni Raccagni
N.N.
N.N.
N.N.
Gruppo Alpini
Per festa di Battesimo
S. Stefano
Tre amiche per il compleanno dell’amico del cuore
BO.MA.
In occasione dell’89° compleanno
N.N.
Per anniversario di matrimonio
S. Rocco
Famiglia Cornali in memoria di Mario
Caporovato
In memoria di Resi
Casa di riposo
Associazione Amici Casa di riposo
I familiari in memoria di Tomasoni Giosuè
Banca Credito Cooperativo
I familiari in memoria di Gilberti Pierina
I familiari in memoria di Pezzetti Barbarina
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
500,00
100,00
120,00
1.000,00
290,00
100,00
150,00
1.000,00
1.000,00
1.000,00
€
€
€
€
€
60,00
100,00
50,00
50,00
40,00
€
100,00
€
130,00
€
€
€
€
€
35.000,00
836,00
4.500,00
50,00
300,00
Offerte
Parrocchia
Nell’ Oratorio in questi ultimi mesi sono stati affrontati due interventi abbastanza costosi:
1. Sistemazione della zona palestra e aule attinenti. I lavori sono ancora da finire e anche i conti definitivi da fare.
Alla fine l’intervento (comunque previsto) costerà € 90-100.000
2. La ricostruzione del muro di cinta del campo sportivo, caduto per la pioggia, (e perciò spesa non prevista) è costato € 30.140,00
Il dono
I doni
Il dono è il grande fabbricante
di felicità:
perché senza dono non c’è amore
né dato né ricevuto.
E se l’essere umano non ama
gli altri, i suoi compagni
di avventura nel mondo,
nella vita, non può essere felice.
Sarà magari ricco, potente,
di successo,
ma gli mancherà sempre quella
lucentezza nello sguardo,
quell’allegra amicizia
tra corpo e anima
che accompagna la felicità.
(C. Risé)
Vi sono quelli che danno poco di molto, e per essere ricambiati,
e la prudenza nascosta avvelena il loro dono.
E vi sono quelli che hanno poco e lo danno tutto.
Essi credono alla vita e alla sua munificenza
e il loro forziere non è mai vuoto.
Vi sono quelli che danno con gioia e la gioia è la loro ricompensa.
E quelli che danno con rimpianto e il rimpianto li battezza.
Vi sono quelli che danno senza pena e senza gioia,
e senza premura di virtù;
essi sono come il mirto che sparge nell'aria,
laggiù nella valle, il suo incenso.
Nelle loro mani Dio parla e dietro i loro occhi egli sorride alla terra.
E bene dare se ci chiedono, ma, quand'è possibile,
è meglio dare senza che chiedano.
E per chi è generoso, cercare il povero è una gioia più grande che donare.
Che cosa vorresti mai trattenere?
Tutto quanto possiedi sarà dato un giorno;
Per questo da' oggi, affinché la stagione dei doni sia tua e non dei tuoi eredi.
(K. Gibran )
35
Calendario Liturgico Pastorale
27
2
4
8
11
13
18
22
24
25
26
31
1
6
8
13
15
17
18
21
22
25
27
29
31
2
3
5
10
11
12
13
14
15
19
22
23
24
26
36
NOVEMBRE 2011
DOMENICA 1ª di Avvento ore 20.30, in oratorio, Lectio Divina e dialogo
per giovani ritiro per ragazzi gruppo EMMAUS
DICEMBRE 2011
VENERDÌ: primo venerdì del mese
adorazione eucaristica e comunioni anziani e ammalati
ore 20.30, all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
DOMENICA 2ª di Avvento
ritiro per ragazzi gruppo CAFARNAO - ritiro conclusivo per fidanzati
ore 15.00, all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
ore 20.30, in oratorio, Lectio Divina e dialogo per giovani
GIOVEDÌ: solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Giornata Adesione Azione Cattolica
DOMENICA: 3 ª di Avvento
Ritiro ragazzi gruppo ANTIOCHIA
ore 20.30, in oratorio, Lectio Divina e dialogo per giovani
MARTEDÍ: Festa di santa Lucia ore 7 e 17.00 santa messa a san Rocco
DOMENICA 4 ª di Avvento
Ritiro PRE ADOLESCENTI
ore 9.30 per bambini operazione “Dono in dono”
e benedizione delle statuette di Gesù bambino
ore 20.30, in oratorio, Lectio Divina e dialogo per giovani
GIOVEDÍ: nel pomeriggio confessioni per bambini e ragazzi
SABATO: Vigilia del santo Natale
Possibilità di confessioni durante la giornata
ore 23.30: ufficio delle Letture e santa Messa di mezzanotte
DOMENICA: Solennità del Natale di nostro Signore orario festivo (solo in parrocchia)
LUNEDÌ: Festa di SANTO STEFANO
S.Messe: in parrocchia ore 7.00 – 8.15 – 9.30 - S.Rocco ore 10.30
S.Stefano ore 11.00 – 17.00 (ore 15.00 Vespro)
SABATO: ore 19.00 santa Messa di fine d’anno e Te Deum di ringraziamento
GENNAIO 2012
DOMENICA: Solennità Maria SS. Madre di Dio
45ª Giornata mondiale della Pace - ore 15.30 santa Messa per la Pace
VENERDÌ: Solennità dell’Epifania del Signore
DOMENICA: Festa del Battesimo di Gesù
VENERDÌ: ore 20.30, all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
DOMENICA: II del Tempo Ordinario
ore 15.00, all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
MARTEDÌ: S. Antonio Abate - 10° anniversario della morte di Mons. Gianni Albertelli
MERCOLEDÌ: inizio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
SABATO: Memoria di Santa Agnese
DOMENICA: III del Tempo Ordinario - ritiro per gruppo CAFARNAO e genitori
MERCOLEDÌ: Festa della Conversione di S. Paolo
conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
VENERDÌ: Memoria di Santa Angela Merici compatrona di Brescia
DOMENICA: IV del T.O. festa S. GIOVANNI BOSCO - patrono dell’ oratorio
MARTEDÌ: San Giovanni Bosco
FEBBRAIO 2012
GIOVEDÌ: Festa della Presentazione del Signore
ore 8.30 santa Messa con Benedizione delle candele e rito della luce
VENERDÌ: Memoria di San Biagio - benedizione della gola nelle messe di orario
primo venerdì del mese - adorazione eucaristica e comunioni anziani e ammalati
ore 20.30 adorazione presso chiesa madri canossiane
DOMENICA: V del T.O: 33ª giornata nazionale per LA VITA
VENERDÌ: ore 20.30, all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
SABATO: memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes
XX Giornata Mondiale del Malato
DOMENICA: VI del T.O ritiro per gruppo ROMA e genitori
ore 15 00 all’oratorio, incontro genitori gruppo Betlemme
ore 18.30 S.Messa di apertura dei Sacri Tridui dei morti
LUNEDI’: ore 20.00 Ufficio per i defunti
MARTEDÌ: Festa dei Santi Cirillo e Metodio Patroni d’Europa
Ore 20.00 ufficio per i defunti
MERCOLEDÌ: Festa dei Santi Faustino e Giovita patroni di Brescia
e della Diocesi
DOMENICA: VII del T.O Festa di Carnevale
MERCOLEDÌ DELLE CENERI: inizio della Quaresima, giorno di digiuno
e astinenza alla sera ore 20.00 liturgia di imposizione ceneri e
inizio esercizi spirituali per adulti
GIOVEDÌ: ore 20.00 esercizi spirituali per adulti:liturgia della Parola
VENERDÌ: astinenza dalle carni
ore 20.00 esercizi spirituali per adulti:liturgia della Parola
DOMENICA: I domenica di Quaresima - ritiro gruppo NAZARET e genitori
ore 15.30: via Crucis in parrocchia
ore 20.30, in oratorio, Lectio Divina e dialogo per giovani
Orario S.Messe
Dal 4 settembre 2011 al 24 giugno 2012 la santa
Messa feriale delle ore 7.00 viene celebrata nella
cappella delle Madri Canossiane
Giorni Feriali
in Parrocchia:
dalle Canossiane
al Convento
ore 8.30
ore 7.00
ore 18.45
lunedì a S. Stefano
martedì al D. Gnocchi
mercoledì a S. Rocco
giovedì a Caporovato
venerdì Casa di riposo
ore 17.00
ore 17.30
ore 17.00
ore 17.00
ore 16.00
Giorni Festivi
sabato prefestiva
san Rocco
ore 17.00
santa Maria Assunta
ore 19.00
domenica:
ore 7.00 - 8.15 - 9.30 - 11.00 - 18.30
Vespro: ore 15.30
al Convento
ore 9.00 - 11.00 - 18.00
Orari sante Messe
Parrocchie Comune di Rovato:
Sabato o prefestivi:
ore 17.00:
S. Anna, S.G. Bosco,
S. Rocco
ore 18.00:
Bargnana, Duomo,
Lodetto, S. Giuseppe
ore 18.45:
Convento
ore 19.00:
Rovato Centro
Domenica o fetivi:
ore 7.00:
Rovato Centro
ore 7.30:
S. Andrea
ore 8.00:
Duomo, Lodetto
ore 8.15:
Rovato Centro
ore 8.30:
S. Anna
ore 9.00:
Convento, S.G. Bosco
S. Giuseppe
ore 9.30:
Bargnana, Rovato Centro
ore 10.00:
Lodetto
ore 10.30:
S. Andrea, Duomo
ore 11.00:
Convento, Rovato Centro
S.Anna, S.G. Bosco
ore 17.00:
Convento, S.G. Bosco
ore 18.00:
Duomo, Lodetto
ore 18.30:
Rovato Centro
Numeri di Telefono
Mons. Gian Mario Chiari:
0307721130 - 3333798958
Don G. Luigi Moretti:
0307721217 - 3288517755
Don Roberto Morè:
3385314850
Don Serafino Festa:
0307722822
Diacono Luigi Gozzini:
3496445169
Madri Canossiane:
0307721431
Convento Frati:
0307721377
Caritas Parrocchiale:
0307701141
(lunedì - mercoledì - venerdì: ore 14.00/16.00)
Ufficio Parrocchiale:
3462285040
(da lunedì a venerdì: ore 9.00/11.00)
Scarica

*Bollettino Rovato N°5-2011.indd