*02_Volume.book Page i Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Vivere
in connessione
Living on line
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Fase 2 – Vivere in connessione (Living online)
Progetto editoriale a cura di Pasquale Sorrentino
Copyright © 2006 – APOGEO s.r.l.
Socio Unico Giangiacomo Feltrinelli Editore s.r.l.
Via Natale Battaglia 12 – 20127 Milano (Italy)
Telefono: 02-289981 – Fax: 02-26116334
Email: [email protected]
Sito Web: www.apogeonline.com
ISBN 88-503-2500-2
Realizzazione editoriale: Fabio Gialain
Responsabile di produzione: Vitiano Zaini
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge e a norma
delle convenzioni internazionali. Nessuna parte di questo libro
può essere riprodotta con sistemi elettronici, meccanici
o altri, senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.
Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati
o registrati dalle rispettive case produttrici.
Edizione Speciale fuori commercio per
ALFABYTE s.r.l.
Strada privata S.Fara 9/10 – 70124 Bari (Italy)
Telefono 080-5056858 – Fax 080-5054172
Finito di stampare nel mese di marzo 2006
da Legoprint – Lavis (TN)
*02_Volume.book Page iii Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Introduzione
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Cos’è il PEKIT Project?
Nel panorama delle certificazioni di informatica di base, quelle cioè che qualificano una persona come esperto operatore informatico, si è inserita una
nuova stella, il progetto PEKIT appunto.
Prima di rispondere alla domanda che abbiamo posto in testa a questa breve
introduzione, forse è opportuno affrontare una questione che è logicamente
necessaria alla nascita del nostro quesito iniziale e cioè, c’era bisogno di un nuovo standard di certificazione per l’informatica di base?
La risposta dal nostro punto di vista, ovviamente, non può essere che positiva,
ma dobbiamo al nostro lettore alcune delucidazioni in merito.
Il progetto PEKIT, fortemente voluto e sostenuto dalla Fondazione Sviluppo Europa, nasce dall’esperienza maturata nel campo della formazione ed in
particolare della formazione informatica di base, di alcune decine di persone,
poi confluite nel Comitato Scientifico della summenzionata Fondazione, che
hanno in seguito lavorato alla costituzione del progetto stesso.
L’esperienza di questi operatori provava due cose in particolare. La prima che
dopo diversi lustri in cui tanti formatori, pubblici e privati, si erano cimentati
nella sfida dell’alfabetizzazione informatica di massa del nostro Paese, anche
se molta strada era stata fatta, tanta strada ancora restava da compiere, in termini sia quantitativi e soprattutto qualitativi.
*02_Volume.book Page iv Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ iv Introduzione
Le ultime ricerche del C.E.N.S.I.S.1 confermano la necessità percepita dagli italiani di una più approfondita e chiara conoscenza degli strumenti informatici e delle loro strabilianti possibilità, tanto nella vita lavorativa che
nei momenti privati.
La seconda era la percezione dell’inadeguatezza di buona parte dei prodotti
formativi sin ora proposti. Questo dato è un elemento deduttivo, che ha
molti punti a proprio supporto.
Ne citeremo, per brevità, solo uno, ma, credo, decisamente illuminante:
molte persone, che hanno frequentato corsi informatici e conseguito importanti certificazioni, lamentano di non riuscire ad utilizzare il computer
come desidererebbero ed altri, dopo pochi mesi dal conseguimento delle
certificazioni informatiche attualmente esistenti, iniziano ad avvertire una
certa obsolescenza delle nozioni e/o capacità acquisite. Il dato è tanto più
significativo in quanto è trasversale all’età, allo stato sociale ed al grado
d’istruzione generale del campione proposto.
Perché accade tutto questo?
I curatori del progetto PEKIT hanno individuato due principali problemi.
Il primo è legato alla vecchiaia dei percorsi formativi, che la maggioranza
degli operatori, pubblici e privati, hanno adoperato nel recente passato e
che usano ancora oggi.
Questi percorsi sono concettualmente nati in anni in cui la connessione in
rete dei personal computers era, per fare solo un esempio, una possibilità
per pochissimi utenti, le cui esigenze erano evidentemente molto differenti
da quelle del potenziale utente odierno. Il personal computer stesso ha sempre migliorato negli anni le proprie potenzialità, ad esempio con l’arricchimento di periferiche sempre più sofisticate, che hanno aperto possibilità
impensabili solo pochi anni or sono.
Dal punto di vista strettamente didattico l’approccio modulare, che ha contraddistinto (e contraddistingue) le principali certificazioni oggi presenti
sul mercato, è decisamente inadeguato per un utente medio che non ha interesse a sviluppare una conoscenza sistematica e complessiva del mondo
computer, ma vuole impadronirsi, con un’azione il più possibile attiva, della
capacità di utilizzare praticamente il computer.
1. Rapporto CENSIS del 07/2003 relativo alla diffusione dei sistemi e delle risorse di
informazione e di comunicazione nelle famiglie italiane.
*02_Volume.book Page v Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Introduzione v ✧ Fase Due
Diviene, quindi, necessario individuare delle fasi di sviluppo delle conoscenze informatiche del nostro ipotetico utente, che diano risposte concrete
a concrete esigenze. Questo è l’obiettivo principale del percorso formativo
PEKIT: camminare per fasi.
Ne abbiamo individuate cinque, che accompagneranno l’utente nella scoperta delle soluzioni dei più comuni bisogni, che generalmente deleghiamo
alla macchina informatica.
Le fasi saranno analiticamente illustrate nel paragrafo successivo. Occorre
in questa sede, invece, sottolineare il secondo grande vantaggio del percorso
PEKIT, che consiste nell’aggettivo permanente, che compone la prima parola dell’acronimo prescelto come titolo del nostro percorso formativo.
La certificazione PEKIT è permanente perché, venendo incontro alle esigenze di educazione continua, bisogno prioritario di tutte le società evolute
tecnologicamente e non solo, si impegna a colmare l’altra grande lacuna
delle vecchie certificazioni: la rapida obsolescenza delle capacità/competenze acquisite e la conseguente necessità dell’utente di provvedere autonomamente, nei casi più fortunati, ad una procedura di auto – aggiornamento
delle proprie conoscenze informatiche. Operazione complessa, rischiosa,
spesso costosa in termini sia di tempo che di denaro.
Molto spesso questi utenti, già formati dal punto di vista informatico, si lasciano cadere in un quasi inevitabile analfabetismo di ritorno.
La Fondazione Sviluppo Europa, per superare questo gravissimo rischio
si impegna a monitorare il mondo delle competenze informatiche, i suoi
più importanti cambiamenti ed a proporre ad intervalli regolari una fase di
aggiornamento specificatamente preparata per coloro che hanno già sostenuto il percorso PEKIT, le cui competenze/capacità possono già essere date
per scontate da coloro che cureranno questo aggiornamento.
In tal modo l’utente PEKIT potrà contare su una riqualificazione professionale continua sulle più importanti modifiche nel mondo del computer, relativamente alla qualifica di operatore informatico multimediale di base.
Il progetto PEKIT, quindi, rappresenta un nuovo standard, per i contenuti
(che sono e saranno sempre i più innovativi), per il percorso didattico (che
si sviluppa per fasi evolutive dei bisogni dell’utente e non per aridi e generalmente incomprensibili moduli di conoscenza, chiusi nei compartimenti
stagni di singoli applicativi software) e per la possibilità di certificare nel
tempo, grazie a comodi aggiornamenti periodici predisposti da esperti,
l’adeguamento delle proprie capacità informatiche nel mutare dei tempi.
*02_Volume.book Page vi Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ vi Introduzione
Il progetto didattico
Il nuovo e fortemente innovativo percorso didattico per operatore informatico multimediale di base:
P.E.K.I.T. Project® (Permanent Education Knowledge Information Technology Project)
Progetto per l’educazione permanente sulle conoscenze della Tecnologia
dell’Informazione
Le cinque fasi
Fase 1 - Cominciare le operazioni (Starting operation)
Un nuovo percorso chiaro e graduale rivolto ad utenti principianti che hanno un
computer ma non sanno bene da dove cominciare. Trasforma gli strumenti informatici
in alleeti per il lavoro di tutti i giorni. Chiunque sarà in grado di usare con dimestichezza
Microsoft Office System 2003 in poche ore.
Fase 2 – Vivere in connessione (Living on line)
Il modo più rapido ed economico per scoprire le astuzie, i trucchi e le scorciatoie per
utilizzare Internet al meglio. Denso di informazioni, istruzioni dettagliate, trucchi,
suggerimenti e con un approccio visivo, questo percorso facilita l'immediata
comprensione degli argomenti e la veloce risoluzione dei problemi. Una fase facile,
immediata e ricca di consigli pratici che permetterà di sfruttare al massimo il tempo
passato sul Web!
Fase 3 – Esperienza multimediale (Multimedia experience)
Si esplora il mondo dell’informatica nel contesto più ampio della comunicazione
multimediale. L'obiettivo è lo studio degli elementi tecnici di base per il trattamento
digitale dell'audio del video e delle immagini in funzione del loro inserimento in
un'opera multimediale, come un Cd-Rom, un sito Web, un filmato. Si imparera a
masterizzare Cd e DVD e a gestire la produzione di complesse applicazioni multimediali
per il fotoritocco, la manipolazione dei brani audio e la gestione dei filmati video.
Fase 4 – Diventare esperti (To bicame expert)
Questo fase insegna un passo alla volta come utilizzare le potenti caratteristiche di
Microsoft Office 2003! Un sola fase per imparare le tecniche essenziali per lavorare con
Microsoft Access, Excel, Outlook, PowerPoint. Facili lezioni ed efficaci esercizi pratici
per apprendere le nuove caratteristiche di collaborazione di Office. Studiata per
principianti e utenti intermedi, questa fase permette di sviluppare le capacità
necessarie, esattamente quando servono.
*02_Volume.book Page vii Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Introduzione vii ✧ Fase Due
Fase 5 – Creare il Web (Web creation)
Una guida sintetica per imparare a creare siti Internet. Il corso tratta gli aspetti principali
che sono alla base del web editing, senza trascurare alcune nozioni di progettazione e
analisi. Le prime lezioni sono dedicate alla programmazione, dalla progettazione ai
criteri di formattazione del testo, dall'inserimento delle immagini all'uso dell'ipertesto.
Il corso illustra le tecniche per la costruzione di layout grafici tramite le classiche tabelle
e attraverso il ricorso ai fogli stile e al box model.
Gli esami di certificazione
Il percorso è finalizzato al conseguimento di due certificazioni di differente
livello:
Pekit expert, che necessita il superamento di quattro esami relativi alle prime quattro fasi e Pekit advanced, che si ottiene superando, in aggiunta agli
esami precedenti, quello relativo alla quinta ed ultima fase.
Gli esami verrano svolti presso i Pekit Center autorizzati, mediante una
modalità automatizzata da personale qualificato, al fine di garantire rapidità
e regolarità nella correzione e nell’indicazione dell’esito della prova.
L’ubicazione più conveniente agli utenti sarà possibile individuarla mediante una semplice ricerca presso il sito della Fondazione Sviluppo Europa (www.fondazionesviluppoeuropa.it) presso l’apposita pagina dedicata
ai Pekit Center.
La certificazione Pekit expert documenta la competenza del candidato relativamente al valido utilizzo del personal computer in qualità di operatore
informatico multimediale di base.
La certificazione Pekit advanced documenta la competenza del candidato
relativamente alla creazione, progettazione, sviluppo e pubblicazione di siti
Web.
La Fondazione Sviluppo Europa consiglia ai Pekit Center autorizzati il
prezzo di € 35,00 per ogni esame sviluppato.
Una precisazione importante
Nella stesura di questi volumi si è posto inevitabilmente il “problema Microsoft”. Gli applicativi prodotti da questa azienda (Word, Excel, ecc.) hanno una quota di mercato assai elevata nelle rispettive aree di utilizzo, e sono
quasi divenuti, per antonomasia, il programma, rispettivamente di elaborazione testi, foglio elettronico ecc.; lo stesso dicasi per il sistema operativo
Windows. D’altra parte i software Microsoft non sono gli unici presenti sul
mercato e pertanto si è optato per una soluzione di compromesso: la pre-
*02_Volume.book Page viii Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ viii Introduzione
sentazione di tecniche, funzioni e modalità di utilizzo è stata mantenuta il
più possibile “neutrale” rispetto allo specifico software, mentre per l’illustrazione più dettagliata di specifiche tecniche operative si è fatto riferimento alla versione più aggiornata dei software Microsoft.
Ringraziamenti
A Giuseppe Valle, fonte di continua ispirazione.
A Corrado Di Troia e Pasquale Sorrentino, per aver ispirato i testi e curato
il Syllabus.
Al Comitato Scientifico, per l’attento sviluppo del progetto editoriale.
Ai PEKIT Centers, per aver creduto nell’iniziativa.
Alla Scuola Alfabyte, per aver sin dall’inizio sostenuto e sponsorizzato il
progetto.
A tutti gli amici che con il loro incoraggiamento e la loro solidarietà hanno
consentito il varo del PEKIT Project.
A tutti Voi un sentito e caloroso GRAZIE.
Il Presidente della Fondazione SVILUPPO EUROPA
Paolo Tittozzi
*02_Volume.book Page ix Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Sommario
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Capitolo 2.0
2.0.0
2.0.1
2.0.2
2.0.3
2.0.4
2.0.5
2.0.6
Capitolo 2.1
2.1.0
2.1.1
2.1.2
2.1.3
2.1.4
Conoscenze di base sui file multimediali
Introduzione ai formati audio più diffusi
Utilizzo del formato MP3
Il software di lettura
Riprodurre un CD audio
Radio via Internet
Introduzione ai file video più diffusi
Video player
Apple Quick Time
Capitolo 2.3
2.3.0
Conoscenze di base sul mondo Internet
Configurare la connessione a Internet
Concetto di accesso remoto
Chi sono i provider di servizi Internet
Il TCP/IP
Concetto di user name e password
Capitolo 2.2
2.2.0
2.2.1
2.2.2
2.2.3
2.2.4
2.2.5
2.2.6
2.2.7
Conoscenze di base sul mondo Internet
Browser, URL, Links e Bookmarks
Home Page
Ricerca sul Web
Motori di ricerca
Salvare pagine web
Salvare e copiare elementi di pagine web
Stampare pagine web
Conoscenze di base sulla posta elettronica
Panoramica sui vari client di posta
1
4
13
14
15
18
19
21
23
24
27
30
30
31
33
35
38
39
46
47
50
51
52
55
58
*02_Volume.book Page x Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ x Sommario
2.3.1
2.3.2
2.3.3
2.3.4
2.3.5
2.3.6
2.3.7
2.3.8
2.3.9
2.3.10
2.3.11
2.3.12
2.3.13
2.3.14
2.3.15
2.3.16
2.3.17
2.3.18
2.3.19
Inviare e ricevere posta elettronica
Leggere i messaggi e aprire gli allegati
Creare nuovi messaggi
Rispondere ai messaggi
Allegare file ai messaggi
Aggiungere la firma ai messaggi
Ricerca e ordinamento dei messaggi
Organizzare i messaggi in cartelle
Trovare i messaggi
Memorizzare e archiviare i messaggi
Rubrica
Stampare i messaggi
Etica e norme di buon uso delle e-mail professionali
Spam
Problemi comuni nelle e-mail
Mailing list e newsgroup
Chat on line
Gestire messaggi di posta elettronica
Personalizzare la struttura dei messaggi
Capitolo 2.4
2.4.0
2.4.1
2.4.2
2.4.3
2.4.4
2.4.5
2.4.6
La gestione e l’archiviazione dei file nelle memorie di massa
fisse e removibili
Informazioni di base sulla masterizzazione di CD e DVD
La scelta e le differenze fra i vari supporti
Archiviazione permanente dei dati
Copie di sicurezza (Backup e ripristino)
Utilizzare i supporti riscrivibili come unità di memorizzazione
Gestire drive immagine
Capitolo 2.5
2.5.0
2.5.1
2.5.2
2.5.3
2.5.4
2.5.5
2.5.6
2.5.7
2.5.8
2.5.9
2.5.10
Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file:
la masterizzazione
Il desktop Publishing
Cenni preliminari
Creazione e progettazione di una pubblicazione
Uso della creazione guidata
Utilizzo degli schemi
La combinazione di colori
Impostazione di layout
Gestione del testo
Aggiunta e sostituzione del testo
WordArt
Formattazione del testo
Allineamento
59
62
64
68
69
69
70
71
73
74
74
78
79
80
81
82
82
83
85
87
88
89
92
96
96
98
98
101
102
104
107
112
115
116
118
119
122
124
125
*02_Volume.book Page xi Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Sommario xi ✧ Fase Due
2.5.11
2.5.12
2.5.13
2.5.14
2.5.15
2.5.16
Gestione delle immagini
Inserimento di un’immagine nella pubblicazione
Formattazione e modifica dell’immagine
Gestione del testo e delle immagini
Inserimento di tabelle
Stampa di una pubblicazione
Capitolo 2.6
2.6.0
2.6.1
2.6.2
2.6.3
2.6.4
2.6.5
Capitolo 2.7
2.7.0
2.7.1
2.7.2
2.7.3
2.7.4
2.7.5
2.7.6
2.7.7
2.7.8
2.7.9
2.7.10
2.7.11
2.7.12
2.7.13
Appunti di tecnologie di stampa
Posizionare e configurare la stampante
Installazione del driver e dei programmi di utilità
Importanza del reperire i più aggiornati driver
Acquisire aggiornamenti e driver per ogni periferica
Tipologie di inchiostri e di carta
Comprendere e capire le differenze
tra le varie tecnologie di stampa
Conoscenze intermedie sul mondo Internet
Elementi di un sito Web
Tipi di siti Web
Database online
Acquisti online
Prenotazioni online
Homebanking
Servizi finanziari e postali
Peer to peer
Web e FTP
FTP Explorer
Siti adatti per il download
Differenza tra shareware e freeware
Scaricare file zippati
Acquistare elementi audio e video sul Web
127
127
131
132
133
135
139
142
142
146
148
151
153
157
159
160
163
164
169
171
172
175
177
180
184
187
188
190
*02_Volume.book Page xii Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
*02_Volume.book Page 1 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
2.0
Conoscenze di base
sul mondo Internet
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
Questo capitolo ha lo scopo di introdurci al mondo Internet.
In particolare analizzeremo la struttura di un sito e gli strumenti
per navigare tra le varie pagine tramite l'uso dei collegamenti contenuti
nelle pagine stesse.
Vedremo come trovare i siti in base a parole chiave che caratterizzano la
nostra ricerca, impostando opportunamente le opzioni all'interno di
particolari siti, detti appunto motori di ricerca.
Una volta trovate le informazioni cercate vedremo come salvarle e come
salvare e copiare anche singoli elementi contenuti nelle pagine.
Infine analizzeremo gli strumenti offerti per la stampa.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Usare gli strumenti del browser Internet Explorer;
✔ Riconoscere la struttura di una URL;
✔ Saper navigare tra i siti tramite i collegamenti all'interno delle
finestre;
✔ Inserire Segnalibri alle pagine di interesse, in modo da poterle
visualizzare anche in un secondo momento, senza necessariamente
memorizzare l'indirizzo della pagina;
✔ Conoscere il significato del termine Home Page;
*02_Volume.book Page 2 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 2 Vivere in connessione
✔ Ricercare informazioni sul web impostando i criteri in uno dei
motori di ricerca;
✔ Salvare le pagine web interessanti;
✔ Salvare e copiare elementi di pagine web;
✔ Stampare Pagine web e parti di esse.
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Internet;
✔ LAN (Local Area Network);
✔ WAN (Wide Area Network);
✔ Sito;
✔ Ipertesto e Ipermedia;
✔ Link;
✔ Server;
✔ Http (Hyper Text Trasfer Protocol)
✔ Html (Hyper Text Markup Language)
✔ Protocollo;
✔ TAG;
✔ Home page.
Prima di entrare nel dettaglio della descrizione degli strumenti offerti per la
navigazione su Internet e i servizi da esso offerti è opportuno introdurre
l'argomento. Che cos'è Internet? Che cos'è un sito? Che struttura hanno le
pagine componenti un sito? E un ipertesto? Che cos'è un protocollo? La risposta a queste domande ci aiuterà a capire meglio gli argomenti che tratteremo nelle varie sezioni di questo capitolo.
Procediamo con ordine.
Internet è una rete di comunicazione mondiale informatica. Quindi, è innanzitutto una rete di computer connessi tra di loro, attraverso la quale milioni di utenti possono interagire a vari livelli e con diverse modalità. Non è
sbagliato, però, definire Internet (“la Rete”) un enorme contenitore di informazioni di ogni tipo, fruibili attraverso modalità adattabili alle esigenze individuali. Per esempio, è un valido strumento di aiuto per trovare informazioni
*02_Volume.book Page 3 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 3 ✧ Fase Due
più o meno dettagliate per l'approfondimento di argomenti trattati durante
le lezioni. Se stiamo cercando informazioni su uno specifico argomento di
scienze, di storia, di geografia o altro, possiamo reperirne molte facendo capo
agli strumenti offerti per la ricerca tra i siti che trattano l'argomento cercato.
Le pagine Web, essendo sempre disponibili, salvo guasti temporanei, ci permettono di reperire informazioni 24 ore su 24, senza dover ricorrere a giri
di telefonate, spesso lunghe e costose e, soprattutto non è necessario recarsi
direttamente nel luogo di provenienza delle informazioni stesse, spesso situato a molti chilometri o addirittura in un altro continente; in particolare,
i cataloghi di moltissime biblioteche, italiane ed estere, sono consultabili direttamente online e sono ormai numerosi gli enti istituzionali che forniscono informazioni e servizi al cittadino tramite le rete, evitandogli spostamenti e lunghe code.
La gamma di servizi offerti da Internet è molto varia ed in continua evoluzione: servizi che spaziano, solo per citare i più importanti, dalla posta elettronica alla navigazione nel Web, dal trasferimento di dati FTP, a Usenet,
ai newsgroup ecc.
La struttura "topologica" di Internet è basata su insiemi di reti locali
(LAN), collegate a reti più ampie (WAN), che a loro volta sono collegate
alle dorsali, linee di collegamento ad alta velocità, che rendono possibile la
comunicazione su scala mondiale.
Gran parte delle informazioni presenti in Rete sono contenute all'interno
di strutture definite siti. Un sito Internet o sito Web è costituito da un insieme di file, o pagine, strutturati in modo particolare, definito ipertesto o
ipermedia (di cui daremo tra poco qualche dettaglio). In pratica, tutti i file
di un sito sono collegati l'uno all'altro e possono essere visitati effettuando
dei “salti”, spostamenti tra le varie pagine. Questo metodo per la fruizione
delle informazioni, diverso da quello sequenziale, tipico dei libri, è definito
ipertesto, a indicare quella struttura in cui alcuni oggetti come testi, immagini, musiche e programmi possono essere collegati tra di loro. Il termine
"ipertesto", quindi, in generale indica la struttura di un particolare documento che può essere letto, non in modo sequenziale (e quindi necessariamente dalla prima all’ultima pagina), ma tramite la scelta del collegamento
all'argomento di interesse.
Per esempio, nella pagina principale del sito di una scuola, ci può essere il
collegamento alla pagina riguardante le informazioni sulla storia della scuola, quello alla pagina contenente tutte le informazioni sui docenti, sugli
eventi organizzati nella scuola, sulla programmazione didattica e altro.
*02_Volume.book Page 4 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 4 Vivere in connessione
Il collegamento, in genere definito link, può essere costituito da un testo o
da un'immagine. L’ipertesto contenente anche oggetti multimediali, come
filmati o suoni, viene definito ipermedia. Tutte le pagine di un sito Internet vengono memorizzate come file raccolti all'interno di una cartella su un
server, un computer con notevoli capacità di elaborazione.
Abbiamo detto che Internet offre molti servizi, uno dei quali è il World
Wide Web (WWW), tanto utilizzato e conosciuto che spesso viene confuso
con Internet stesso. Il Web è molto importante in quanto ha dato la possibilità a tutti, anche ai meno esperti, di accedere a Internet, permettendo alla
rete di espandersi notevolmente. Offre la possibilità di "navigare" tra le pagine e di fruire della notevole quantità dei servizi di Internet.
Il termine navigazione si riferisce alla possibilità di "saltare", di passare liberamente da un documento all'altro con l'uso dei collegamenti, tipici degli
ipertesti, come abbiamo visto precedentemente. La visualizzazione delle pagine di un sito avviene all'interno di un programma, il browser, che interpreta il codice da cui è costituita la pagina stessa e ne restituisce la visualizzazione; approfondiremo la descrizione di tale programma nelle prossime
sezioni di questo capitolo. Il trasferimento dei dati dal server contenente il
sito al nostro computer, in cui ne stiamo richiedendo la visualizzazione, avviene tramite il protocollo denominato Http (Hyper Text Transfer Protocol), che letteralmente, significa, appunto, Protocollo per il trasferimento
degli ipertesti. In generale, col termine protocollo viene indicato l'insieme
di regole che devono essere seguite per svolgere un compito specifico.
Le pagine che costituiscono un sito sono in formato html, dal linguaggio
con cui viene scritto il codice da cui sono costituite. HTML è l'acronimo
di Hyper Text MarkUp Language, il linguaggio per marcare gli ipertesti.
Dato che l'HTML non è un linguaggio di programmazione, ma di strutturazione, una pagina web può essere creata anche scrivendo il codice che costituisce la pagina stessa all'interno di un generico programma di videoscrittura.
2.0.0 Browser, URL, Links e Bookmarks
Come accennato nell'introduzione al capitolo, il browser (dall'inglese to
browse: scorrere, sfogliare) è quel software che interpreta il codice che costituisce la pagina Web da visualizzare. Senza entrare nel dettaglio del codice HTML (che vedremo nella fase 5, capitolo 4), ne diamo una breve introduzione. Le caratteristiche di ciascuna parte del documento, per esempio
il colore di sfondo della pagina, il colore del carattere del testo, le dimensioni di un'immagine vengono specificate dando opportuni valori agli attribu-
*02_Volume.book Page 5 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 5 ✧ Fase Due
ti dei relativi TAG, che sono termini che si distinguono dal resto del testo
perché racchiusi tra parentesi angolate ("<" e ">"). Quando il browser, leggendo tutto il documento, incontra un TAG lo interpreta e lo trasforma in
ciò che il TAG stesso rappresenta. In particolare quando al browser arriva
il documento HTML, ne interpreta il codice a partire dal TAG di apertura
(<HTML>), fino a quando non incontra il TAG di chiusura (</HTML>).
I browser attualmente utilizzati sono di tipo grafico; noi approfondiremo,
in questo manuale, gli strumenti presenti nel programma Internet Explorer.
Il programma viene avviato selezionando la voce Internet Explorer dal menu
di Avvio > Programmi oppure, se presente, facendo doppio clic sull'icona
sul Desktop.
La barra dei pulsanti standard
Tra le barre che possono essere attivate nella finestra dell'applicazione, due
sono fondamentali: la Barra dei pulsanti standard e la Barra dell'indirizzo.
La Barra dei pulsanti standard (Figura 2.0.1) contiene i pulsanti corrispondenti alle funzioni più usate per la navigazione tra le pagine.
Figura 2.0.1 Barra dei pulsanti standard della finestra di Internet Explorer.
Nella seguente tabella viene fornita una descrizione delle funzionalità associate a ciascun pulsante. Più avanti nel testo torneremo su ognuno di essi e
ne spiegheremo l’uso e le caratteristiche in maggiore dettaglio.
Pulsante
Comando
Descrizione
Indietro
durante la navigazione, permette di visualizzare la pagina
visitata precedentemente, senza specificarne l'indirizzo;
Avanti
il complementare di Indietro, si utilizza per passare alla
pagina successiva dopo avere sfogliato indietro le pagine
caricate;
Termina
serve a bloccare il trasferimento della pagina dal sito
remoto al computer;
Aggiorna
per ripetere il trasferimento della pagina bloccata o per
aggiornarla con una nuova;
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Fase Due ✧ 6 Vivere in connessione
Pulsante
Comando
Descrizione
Pagina
iniziale
apre l’URL che è stata definita come pagina iniziale di
navigazione al momento della configurazione del
browser;
Cerca
apre un riquadro in cui è possibile effettuare una ricerca
nel WWW;
Preferiti
apre un riquadro in cui sono riportati i siti definiti come
Preferiti;
Cronologia
apre un riquadro in cui vengono riportati i siti che sono
stati aperti nell'ultimo periodo. La lunghezza del periodo
può essere configurata nelle impostazioni del
programma;
Posta
permette di scrivere ed inviare un messaggio di posta
elettronica utilizzando il programma Outlook Express;
Stampa
stampa la pagina attualmente visualizzata;
Modifica
permette di modificare la pagina visualizzata, aprendola
in un programma per la gestione e la modifica delle
pagine Web.
La Barra degli indirizzi
La Barra degli Indirizzi (Figura 2.0.2) è costituita da una casella di testo in
cui deve essere digitato l'indirizzo della pagina da visualizzare e dal pulsante
Vai che avvia la visualizzazione della pagina cercata.
Figura 2.0.2 Barra degli indirizzi
L'avvio della visualizzazione può anche essere effettuata premendo il tasto
Invio.
Nel menu a discesa associato alla casella di testo viene riportata la lista degli
indirizzi relativi ai siti richiamati recentemente. Se l'indirizzo che si sta cercando è presente in tale lista, durante la digitazione, viene suggerito nella
casella stessa.
Altre barre Oltre a quelle viste, possiamo attivare o disattivare la visualizzazione delle altre barre selezionando la relativa voce dal menu Visualizza >
Barre degli strumenti.
*02_Volume.book Page 7 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 7 ✧ Fase Due
Visualizzazione della pagina
Il browser inizia l'interpretazione del codice sorgente del file premendo il
tasto Invio dopo aver digitato l'indirizzo nella barra ad esso dedicata. Supponiamo che il sito che vogliamo visitare abbia indirizzo http://www.scuola.com. Dopo aver inserito l'indirizzo nella barra e aver premuto il tasto Invio viene visualizzata la pagina all'interno dell'area del programma dedicata
a contenerla (Figura 2.0.3).
Figura 2.0.3 Esempio di pagina di Internet.
Alla pressione del tasto Invio inizia la ricerca del computer che ospita le pagine relative all'indirizzo digitato. L'attesa può essere più o meno lunga o
può addirittura non andare a buon fine per varie ragioni:
➣ l'indirizzo digitato è inesistente;
➣ non si è digitato l'indirizzo in modo corretto;
➣ il computer che ospita le pagine da visitare è spento o mal funzionante.
Se l'attesa per connettersi a un sito si protrae troppo a lungo, Explorer può
essersi bloccato. Lo stato di Explorer è continuamente visualizzato sulla
Barra di Stato, posizionata nella parte inferiore della finestra di Explorer.
*02_Volume.book Page 8 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 8 Vivere in connessione
Quando su di essa compare la scritta Operazione completata la pagina è stata
caricata completamente.
URL
Ciascuna pagina Web, interpretabile da un browser, è caratterizzata da un
indirizzo, che la identifica univocamente nella rete.
Un indirizzo viene definito URL (Uniform Resource Locator) a indicare che
tale indirizzo si riferisce a un unico elemento su Internet (si veda anche la
sezione 2.7.0).
Una URL ha la seguente struttura:
protocollo://nome server/posizione documento/nome.ext
dove:
➣ protocollo indica il tipo di protocollo che viene usato per trasferire le in-
formazioni (http, FTP, mailto, etc.);
➣ nome server è il nome del server in cui si trova il documento da visualiz-
zare;
➣ posizione documento è la directory (non sempre da specificare) che con-
tiene il documento da visualizzare;
➣ nome.ext è il nome del file da visualizzare. Le estensioni più comuni so-
no: .html e .htm per un file HTML e .gif, .jpg, .jpeg, per file grafici.
Nella maggior parte dei casi, il nome e l'estensione della pagina sono impliciti nell'indirizzo. Per esempio, digitando la URL http://www.scuola.com
all'interno della Barra degli Indirizzi (come nell'esempio riportato in Figura
2.0.3) viene aperta “di default” la pagina impostata nel sito come pagina
iniziale, anche se non esplicitamente richiesta.
Ma qual è la struttura di una URL come quella riportata nell'esempio?
Una prima semplificazione può essere illustrata considerando che, un generico indirizzo ha la forma:
protocollo://dominio_secondo_livello.dominio_primo_livello
dove:
➣ protocollo ha il significato visto sopra;
➣ dominio_secondo_livello indica, in genere, l'ente o l'argomento del quale
vengono date le informazioni nel sito;
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Conoscenze di base sul mondo Internet 9 ✧ Fase Due
➣ dominio_primo_livello, detto anche dominio radice, indica il tipo di do-
minio a cui appartiene il sito.
I principali domini di primo livello sono:
➣ com: organizzazioni commerciali;
➣ net: organizzazioni di supporto alla rete;
➣ gov: enti governativi;
➣ mil: enti militari;
➣ org: organizzazioni private non nelle precedenti categorie;
➣ edu: università ed enti di ricerca.
Molti domini di primo livello sono costituiti da due lettere corrispondenti
alle iniziali del nome del paese a cui appartiene il server (espresso in inglese).
Per esempio, i siti italiani sono rappresentati dal dominio ".it", quelli del
Regno Unito da ".uk" e così via.
I collegamenti
All'interno della pagina web visualizzata sono presenti i collegamenti (link)
ad altre pagine. Essi possono essere costituiti da testo o da immagini. In
ogni caso, quando il cursore viene posizionato su un collegamento, esso assume la forma di una mano ( ) a indicare che da quel punto può essere
effettuato il salto alla pagina collegata.
Facendo clic col tasto sinistro del mouse sul collegamento viene visualizzata
la finestra richiesta all'interno della finestra attiva. Se vogliamo mantenere
aperta la finestra in cui stiamo lavorando e visualizzare la pagina collegata
in una nuova finestra, dobbiamo selezionare la voce Apri in un'altra finestra
dal menu di scelta rapida associato al collegamento (attivato tramite un clic
con il tasto destro del mouse).
La navigazione
Per tornare alla pagina precedentemente visualizzata possiamo premere il
pulsante Indietro ( ) nella Barra dei pulsanti standard. Se tra la pagina attiva e quella a cui vogliamo tornare sono state visualizzate altre pagine, anziché premere ripetutamente il tasto Indietro fino a visualizzare la pagina
desiderata, possiamo selezionare la voce ad essa relativa nel menu a discesa
associato al pulsante Indietro (attivabile premendo il pulsante a forma di
piccolo triangolo posto sulla destra del pulsante stesso).
Per visualizzare nuovamente la pagina che era attiva prima di premere il
pulsante Indietro dobbiamo premere il pulsante Avanti ( ).
*02_Volume.book Page 10 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 10 Vivere in connessione
Come anticipato precedentemente la "navigazione" tra le pagine consiste
nel saltare dalla pagina attiva a quella di interesse tramite i collegamenti e
con l'uso dei pulsanti Indietro e Avanti si può procedere richiamando le pagine già visitate.
I Bookmark
Se durante la navigazione incontriamo delle pagine interessanti su cui vogliamo tornare in seguito, possiamo memorizzarle tra i Preferiti o Bookmarks (Segnalibri).
Per aggiungere ai Preferiti il collegamento alla pagina visualizzata, dobbiamo selezionare la voce di menu Preferiti > Aggiungi a Preferiti….
Alla richiesta di tale funzione viene aperta una finestra di dialogo (Figura
2.0.4) in cui devono essere personalizzate le varie opzioni per modificare il
nome e per raccogliere il segnalibro in una cartella.
Figura 2.0.4 Aggiunta di un segnalibro.
All'attivazione della funzione viene inserito, come impostazione predefinita, il nome della pagina attiva. A volta tale nome non caratterizza il contenuto della pagina, per cui può essere necessario rinominarla in modo da poterla reperire più facilmente. A questo scopo abbiamo anche la possibilità
di raccogliere i segnalibri in cartelle, secondo l'argomento trattato nelle pagine salvate. Se la cartella non esiste, possiamo crearla in questo passaggio,
premendo il pulsante Nuova cartella… e digitandone il nome all'interno
della casella di testo contenuto nella finestra di dialogo che viene aperta automaticamente (Figura 2.0.5).
Alla fine dell'operazione viene inserito nei Preferiti il collegamento alla finestra attiva. La pagina ad esso associata viene aperta facendo clic sulla voce
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Conoscenze di base sul mondo Internet 11 ✧ Fase Due
Figura 2.0.5 Creazione di una nuova cartella nei Preferiti.
visualizzata nella lista relativa alla voce di menu Preferiti. Se il segnalibro è
stato inserito in una cartella (come nell'esempio), arriviamo al collegamento solo dopo aver visualizzato il contenuto della cartella (Figura 2.0.6). Possiamo inserire un segnalibro al sito attivo anche da tastiera, premendo la
combinazione di tasti Ctrl + D. L'apertura della pagina per cui è stato creato
un segnalibro, avviene facendo clic sul segnalibro stesso.
Figura 2.0.6 Selezione di un segnalibro.
Organizzare i segnalibri
Come per ogni oggetto memorizzato nel computer, ove possibile, è meglio
raccogliere i segnalibri all'interno di cartelle, secondo una precisa logica di
archiviazione. Per esempio, per il caso che abbiamo visto precedentemente,
mano a mano che aggiungiamo segnalibri relativi a siti che trattano l'argomento della scuola, è preferibile che questi vengano inseriti all'interno della
cartella che abbiamo creato. Se prevediamo una ricerca approfondita su un
determinato argomento, creiamo la cartella, prima di iniziare con la memorizzazione dei segnalibri. La creazione delle cartelle e lo spostamento dei vari
segnalibri al loro interno, possono essere realizzati anche in un secondo momento. La gestione dei segnalibri avviene nella finestra Organizza preferiti
(Figura 2.0.7) che viene aperta selezionando la voce omonima dal menu
Preferiti.
Nella casella sulla destra della finestra è presente le lista dei segnalibri memorizzati e delle cartelle create. La creazione di una nuova cartella avviene
facendo clic sul pulsante Crea cartella. Viene così creata una cartella con il
*02_Volume.book Page 12 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 12 Vivere in connessione
Figura 2.0.7 Organizzazione dei segnalibri.
nome predefinito, ed è attiva la possibilità di rinominarla. Per spostare
all'interno di una cartella il collegamento selezionato dobbiamo fare clic sul
pulsante Sposta cartella… La finestra di dialogo che viene immediatamente
aperta elenca tutte le cartelle presenti nei Preferiti. Premendo il pulsante OK
dopo aver selezionato la cartella di destinazione, avviene lo spostamento del
segnalibro evidenziato all'interno della cartella scelta. Una cartella o un segnalibro, dopo essere stati selezionati, vengono eliminati premendo il tasto
Canc oppure facendo clic sul pulsante Elimina.
Possiamo ottenere lo spostamento, la copia, la rinomina o l'eliminazione di
segnalibri o di cartelle, lavorando con le voci presenti nel menu di scelta rapida associato all'elemento da gestire. La lista dei collegamenti memorizzati
come Preferiti può essere visualizzata anche nel menu di Avvio (Figura
2.0.8).
Figura 2.0.8 La lista dei Preferiti nel menu di Avvio.
*02_Volume.book Page 13 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 13 ✧ Fase Due
Questo avviene solo se nella finestra per la personalizzazione del menu di
Avvio è stata richiesta la visualizzazione dei Preferiti. Per impostare tale opzione dobbiamo seguire i seguenti passaggi:
➣ Scegliere la voce Proprietà dal menu di scelta rapida associato a un punto
libero da icone della barra delle Applicazioni;
➣ Attivare la scheda Menu di Avvio;
➣ Premere il pulsante Personalizza;
➣ Attivare l'opzione Visualizza Preferiti nella casella Opzioni avanzate nel
menu di avvio (Figura 2.0.9).
➣ Confermare le modifiche facendo clic sul pulsante OK.
Figura 2.0.9 Personalizzazione del menu di Avvio.
Questa costituisce una valida scorciatoia al richiamo della visualizzazione di
una pagina memorizzata tra i segnalibri.
2.0.1 Home Page
Come illustrato nella sezione precedente, un sito Web è costituito da varie
pagine che possono essere richiamate da punti diversi con l'uso dei collegamenti. Tra tutte le pagine, quella che viene aperta di default, viene definita
Home page. Tale nome esplicativo, indica che la pagina costituisce il punto
di accesso alle informazioni contenute nel sito, tant'è vero che in genere
contiene la presentazione del sito e l'indice dei link alle pagine. Dobbiamo
precisare che nonostante la home page sia il punto di accesso logico del sito,
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Fase Due ✧ 14 Vivere in connessione
in realtà, conoscendone l'indirizzo si può accedere direttamente a qualsiasi
sotto-sezione (si veda anche la sezione 2.7.0.
2.0.2 Ricerca sul Web
L'enorme quantità di informazioni reperibile su Internet ha portato alla necessità di fornire strumenti che sostengano l'utente durante la navigazione.
È importante saper usare bene i motori di ricerca, per essere in grado di recuperare tutte le informazioni desiderate nel minor tempo possibile. Come
nella vita di tutti i giorni possiamo usare elenchi o guide, in genere di carta,
come le pagine gialle o gli elenchi telefonici, in Internet per trovare la locazione di un sito (l'indirizzo o URL) deve essere usato uno strumento analogo, ma molto più versatile. I motori di ricerca hanno lo scopo di facilitare
l'individuazione degli indirizzi dei siti (o di pagine) Web che contengono
le informazioni cercate. Accanto ai motori, che eseguono una scansione su
una vasta parte della Rete, troviamo i cataloghi o directory, che ci permettono di reperire informazioni secondo un’altra modalità: gli indirizzi sono
raggruppati per aree d’interesse, discipline o materie secondo una gerarchia
che va dal generale al particolare. In Figura 2.0.10 ne troviamo un esempio.
Figura 2.0.10 Esempio di cataloghi (o directory).
Motori e cataloghi trovano le informazioni avvalendosi di software molto
complessi, detti spider (ragni) che “passano al setaccio” il Web e con i dati
contenuti nelle singole pagine realizzano enormi archivi digitali in continuo aggiornamento. Essi seguono propri e specifici criteri di reperimento e
catalogazione dei dati, poiché è impossibile controllare tutta la Rete. Perciò,
per effettuare una ricerca soddisfacente è spesso utile consultare differenti
motori.
*02_Volume.book Page 15 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 15 ✧ Fase Due
Vediamo meglio gli strumenti per la ricerca con un esempio: supponiamo
che l'insegnante di geografia ci abbia assegnato come compito la creazione
di una relazione sulle cascate Iguazu. Questo è solo un esempio di argomento da ricercare su Internet. Ma non possiamo trovare le informazioni se non
facendo ricorso agli strumenti offerti dai motori di ricerca.
2.0.3 Motori di ricerca
Sono molti i motori di ricerca che possiamo usare, ciascuno dei quali con
le proprie caratteristiche e, di conseguenza, con i propri punti di forza e le
proprie debolezze.
Non c'è un metodo sicuro per decidere quali siano i migliori. I più efficienti
e completi rimangono quelli americani, primi ad essere fondati e primi per
investimenti tecnologici nello studio delle tecniche di ricerca e classificazione, anche se in genere ognuno preferisce utilizzarne uno del proprio paese
e nella propria lingua o comunque uno che risponda meglio alle sue caratteristiche o per il modo in cui vengono forniti i risultati. Data la natura globale di Internet, molti dei più diffusi e utilizzati motori di ricerca hanno
previsto pagine dedicate per permettere agli utenti di effettuare le ricerche
utilizzando termini e frasi nella propria lingua.
Nella seguente tabella viene dato un elenco di alcuni dei motori più noti.
Motore
URL
URL italiano
Arianna
www.arianna.it
www.arianna.it
Virgilio
www.virgilio.it
www.virgilio.it
Altavista
www.altavista.com
www.altavista.it
Yahoo
www.yahoo.com
www.yahoo.it
Lycos
www.lycos.com
www.lycos.it
Excite
www.excite.com
www.excite.it
Hot Bot
www.hotbot.com
N.D.
Google
www.google.com
www.google.it
Uno dei più potenti e versatili è Google, accessibile attraverso l’indirizzo
www.google.it per la versione italiana e www.google.com per quella internazionale, che sarà il motore che useremo nelle nostre ricerche.
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Fase Due ✧ 16 Vivere in connessione
La parola chiave
Tutti i motori basano le loro ricerche sull'impostazione di una parola chiave
(o più parole combinate tra loro) che identifica l'argomento che stiamo cercando. In Figura 2.0.11 è riportata l'impostazione della ricerca del nostro
esempio nell'home page del sito di Google.
Figura 2.0.11 Ricerca di Cascate Iguazu nel motore di ricerca Google.
Dopo aver inserito la parola chiave, la ricerca viene avviata premendo il tasto Invio oppure facendo clic sul pulsante Cerca con Google.
Come esito della ricerca otteniamo un elenco di collegamenti a pagine che
contengono il termine o i termini che abbiamo immesso. Oltre ai collegamenti possiamo vedere anche altri dati: l’indirizzo preciso della risorsa, un
breve estratto della pagina, la data di creazione, la lingua in cui è stata scritta.
Il numero dei risultati ottenuti dipende da diversi fattori tra i quali è di notevole importanza il modo in cui è stata impostata la parola chiave. Per ottenere
fra i risultati solamente le pagine Web provenienti dall’Italia o in italiano, non
dobbiamo fare altro che attivare con un clic la corrispondente casella d’opzione posta sotto i pulsanti che avviano la ricerca. Ricordiamo che la home page
di Google contiene il collegamento Tutto su Google, che porta a una sintetica,
ma esaustiva, guida sulle opzioni di ricerca del motore.
*02_Volume.book Page 17 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 17 ✧ Fase Due
Come mostrato nell'esempio di Figura 2.0.11 può essere digitata anche una
combinazione di parole, che possono essere legate da operatori logici. Se
per effettuare la nostra ricerca avessimo inserito solo "Cascate" come parola
chiave, avremmo ottenuto una notevole quantità di risultati, ovvero molti
dei siti che contengono tale parola, molti dei quali non sarebbero stati attinenti alla nostra ricerca. Aggiungendo anche la parola "Iguazu" la ricerca
viene notevolmente affinata, escludendo tutti quei siti che trattano tutte le
altre cascate nel mondo. Vediamo nel dettaglio gli operatori logici che possono essere usati per legare le parole chiave.
➣ L'operatore logico AND (sostituito in alcuni motori dal segno + oppure
dallo spazio, come Google) collega TUTTE le parole che devono essere
presenti nelle pagine cercate. Nel nostro esempio: la combinazione Cascate Iguazu sottintende l'operatore AND tra le due parole che possono
trovarsi in qualsiasi punto del sito. Quasi tutti i motori attualmente usati sottintendono l'operatore logico AND in tutti quei casi in cui le parole sono separate da uno spazio.
➣ L'operatore logico OR: specifica le parole che possono comparire nelle
pagine anche non contemporaneamente. Inserendo "Cascate" OR
"Iguazu" vengono restituite tutte le pagine che contengono la parola
"Cascate" e tutte quelle che contengono la parola "Iguazu", oltre a quelle che contengono entrambe. Quindi l'operatore OR è più generico, restituisce un numero più elevato di risultati rispetto ad AND, dato che i
risultati restituiti dall'OR comprendono anche quelli restituiti
dall'AND.
➣ L'operatore logico AND NOT: esclude una parola dai risultati. Digi-
tando “Cascate Iguazu” AND NOT “Brasile” vengono restituite tutte le
pagine in cui compaiono le due parole "Cascate" e "Iguazu" ma vengono esclusi tutti quei siti che contengono anche la parola "Brasile". In alcuni motori l'operatore AND NOT è sostituito dal simbolo "–", preceduto dallo spazio e seguito direttamente dalla parola da escludere dalla
ricerca.
➣ Corrispondenza alla frase: racchiudendo una frase fra virgolette si ot-
tengono i documenti contenenti la stessa sequenza di lettere digitate.
Nella nostra ricerca, la combinazione "cascate Iguazu" non restituisce
come risultato tutti i siti che contengono combinazioni diverse, per
esempio se un sito fa riferimento a “cascata Iguazu” non viene restituito
dalla ricerca.
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Fase Due ✧ 18 Vivere in connessione
Come molti altri motori di ricerca Google prevede la possibilità di effettuare ricerche con criteri più complessi impostandoli in una pagina specifica,
raggiungibile attivando il collegamento Ricerca avanzata, presente nella
home page. Nella Figura 2.0.12 sono mostrati i criteri necessari per cercare
le pagine in italiano, che contengano l’espressione “cascate Iguazu”, una
qualunque delle parole “parco” e “animali” e che non contengano la parola
“Brasile”.
Figura 2.0.12 Ricerca avanzata
2.0.4 Salvare pagine web
Possiamo salvare una pagina web sul nostro computer, in modo che la sua
consultazione possa continuare anche senza essere collegati alla rete.
Il salvataggio avviene lavorando nella finestra (Figura 2.0.13) che viene
aperta selezionando la voce Salva con nome dal menu File. Nella casella di
testo Tipo file deve essere impostato il tipo di salvataggio che vogliamo effettuare.
A seconda delle informazioni che dobbiamo memorizzare, possiamo salvare
la pagina in diversi formati. Per mantenere la formattazione e gli oggetti
presenti nella pagina dobbiamo impostare il tipo di file Pagina Web, completa. Vengono così creati un file con formato html e una cartella contenente tutti gli oggetti multimediali che sono legati alla pagina salvata (immagini, video, suoni). All'apertura della pagina, quando il computer non è connesso in rete, viene riprodotta fedelmente la pagina con tutti gli oggetti.
Ovviamente, nella finestra salvata i collegamenti non saranno attivi, se cerchiamo di visualizzare le pagina collegate viene restituito un messaggio di
errore. Per salvare il testo formattato, ma senza le immagini dobbiamo impostare Pagina Web, solo HTML come tipo di file. Viene così creato un file
.html che mantiene la struttura originaria e i contenuti testuali, ma non
contiene nessuno degli oggetti presenti nella pagina. Se non interessano la
formattazione, le immagini e gli eventuali oggetti presenti nella pagina,
possiamo salvare il file in formato .txt, selezionando la voce File di testo nella
*02_Volume.book Page 19 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sul mondo Internet 19 ✧ Fase Due
Figura 2.0.13 Salvataggio di una pagina Web.
lista dei possibili formati. In tal modo viene creato un documento contenente solo il testo presente nella pagina, che potremo visualizzare con un
editor di testi. Per salvare tutte le informazioni necessarie per visualizzare la
pagina corrente in un unico file con codifica MIME, dobbiamo impostare
Archivio Web, file unico come tipo di file. Questa opzione consente di salvare un'istantanea della pagina Web corrente ed è visualizzabile solo se è
stato installato Outlook Express 5 o versione successiva.
2.0.5 Salvare e copiare
elementi di pagine web
In generale, ciascun oggetto presente in una pagina Web può essere gestito
dal menu di scelta rapida associato all'oggetto in questione. Una volta salvato sul nostro computer possiamo usare un oggetto come desideriamo, per
esempio se si tratta di un’immagine possiamo inserirla in un documento di
testo.
Salvataggio di oggetti e immagini
Vediamo quale procedimento ci permette di salvare un'immagine o un oggetto di qualsiasi altro tipo. Un oggetto presente in una pagina Web (un
programma, un file audio o video ecc.) può essere salvato nella memoria del
nostro computer, selezionando la voce Salva oggetto con nome dal menu di
scelta rapida associato all'oggetto in questione: viene aperta la finestra di
dialogo per la scelta dell'allocazione del file nella memoria del nostro com-
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Fase Due ✧ 20 Vivere in connessione
puter e del nome, nel caso in cui desideriamo modificare quello proposto
di default.
Nel caso particolare di un'immagine, nel menu di scelta rapida è presente
anche la voce Salva immagine con nome (Figura 2.0.14). Selezionando tale
voce viene avviato il processo di salvataggio del file. Come abbiamo visto,
prelevare immagini dal Web è molto semplice. Ma non sempre è del tutto
lecito utilizzarle nei propri documenti; quasi sempre nelle pagine contenti
immagini è presente un messaggio che ci avverte che tali immagini sono
sottoposte a copyright, alla tutela, cioè del diritto d’autore.
Figura 2.0.14 Salvataggio di un'immagine.
Copia di oggetti da una pagina a un documento
Se l'oggetto non deve necessariamente essere salvato in locale, ma desideriamo inserirlo in un documento World, per esempio, possiamo copiarlo e incollarlo nella posizione desiderata. Procediamo con un’immagine: una volta selezionata, dal menu contestuale scegliamo la voce Copia, poi posizioniamo il cursore nel punto del documento in cui vogliamo inserirla e, sempre dal menu contestuale, scegliamo Incolla.
Copia di testi in un documento
Possiamo inserire in un documento anche le informazioni testuali reperite nel
Web. Per esempio, copiamo la storia del termine “software” trovata su Wikipedia (enciclopedia disponibile online) in un nostro documento di Word. Innanzitutto, avviamo Word, in modo da avere un documento disposizione, e
quindi visitiamo l’URL http://it.wikipedia.org/wiki/Software, dove si trovano
le informazioni che ci interessano. Nella pagina troviamo la sezione Origine,
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Conoscenze di base sul mondo Internet 21 ✧ Fase Due
in cui viene descritta l’origine del termine “software” e una sua breve storia.
Dobbiamo innanzitutto selezionare il testo posizionando il cursore sulla sua
parte iniziale e, tenendo premuto il tasto sinistro, ci spostiamo sino al termine
del brano. Rilasciamo il tasto e dal menu contestuale di questa selezione scegliamo la voce Copia, procediamo poi come visto per l’immagine.
Figura 2.0.15 Figura 2.0.15 Copiare testo da una pagina Web
Alla fine del testo incollato, Word attiva uno smart tag (Figura 2.0.16), contenente le funzioni più importanti da applicare, tra le quali vi è la richiesta
di mantenere la formattazione del testo originale e quella di incollare il solo
testo. La scelta dipende dall’utilizzo che intendiamo fare del testo.
Figura 2.0.16 Lo smart tag per la formattazione del testo incollato
2.0.6 Stampare pagine web
Una pagina web può essere stampata, selezionando la voce Stampa dal menu
File. Nella finestra che viene aperta (Figura 2.0.17) devono essere impostate
le opzioni necessarie per la personalizzazione della stampa della pagina.
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Fase Due ✧ 22 Vivere in connessione
Figura 2.0.17 Impostazione della stampa della pagina visualizzata.
Nella sezione Pagine da stampare dobbiamo impostare la "parte" del documento da stampare. In particolare, possiamo stampare tutte le pagine, alcune di esse, una selezione o la pagina corrente, ovvero la pagina visualizzata
in quel momento. Nella sezione Numero di copie impostiamo la quantità di
copie che dobbiamo stampare.
Stampare selezioni di pagine web
Come anticipato nella sezione precedente, possiamo stampare anche una
parte di testo, preventivamente selezionata. La stampa avviene dopo aver
impostato l'opzione Selezione nella sezione Pagine da stampare.
*02_Volume.book Page 23 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
2.1
Conoscenze di base
sul mondo Internet
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
In questo capitolo daremo una prima introduzione alle reti.
In particolare vedremo come dobbiamo configurare la connessione
a Internet dal nostro computer e le personalizzazioni da impostare
duranti i vari passaggi proposti. Analizzeremo anche il concetto
di Accesso remoto a un computer e ne studieremo le varie possibilità
di utilizzo. Vedremo che cos'è un Internet Provider. Daremo una breve
introduzione ai protocolli TCP e IP. Infine vedremo i concetti di
Username e password e l'uso che ne facciamo all'interno di Internet,
di una rete locale e del nostro computer di casa.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Configurare la connessione a Internet sul tuo computer di casa;
✔ Conoscerai il concetto di accesso remoto da un computer a un
altro;
✔ Conoscerai le funzionalità offerte da un Internet Provider;
✔ Saprai che cosa sono il TCP e l'IP;
✔ Saprai cosa si intende per Username e Password e a cosa servono,
su Internet, all'interno di una rete locale a sul tuo computer di casa.
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Provider;
*02_Volume.book Page 24 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 24 Vivere in connessione
✔ TCP/IP;
✔ Accesso remoto;
✔ Login o Username;
✔ Password.
2.1.0 Configurare la connessione a Internet
Per poterci connettere alla Rete sono necessari un computer, una linea telefonica e un modem. Il modem è un dispositivo hardware che converte i segnali digitali provenienti dal computer in segnali analogici (suoni) diretti alla
linea telefonica e, viceversa, converte i segnali analogici in digitali in modo
che il computer possa riconoscerli. (Vedremo il modem in maniera approfondita nella fase 3.0.2). È necessario, inoltre, registrarsi presso un Internet Service Provider, un fornitore di servizi che offre l’accesso alla Rete tramite la linea telefonica fornendo un numero di telefono che permette di connettersi ai
suoi server (si veda il paragrafo 2.1.2). La connessione a Internet viene configurata durante la procedura guidata che viene avviata selezionando la voce
Creazione guidata nuova connessione sotto il menu Avvio > Accessori > Comunicazioni. La stessa procedura viene avviata dal Pannello di controllo; entrando
nella sezione Connessioni di rete e facendo clic sul collegamento Creazione guidata nuova connessione in alto a sinistra nella finestra.La prima finestra che
viene visualizzata è di introduzione alla procedura. Facendo clic sul pulsane
Avanti viene aperta una seconda finestra (Figura 2.1.1) contenente le opzioni
per la scelta del tipo di connessione da creare.
Figura 2.1.1 Scelta del tipo di connessione di rete.
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Conoscenze di base sul mondo Internet 25 ✧ Fase Due
Dovendo creare la connessione a Internet, proseguiamo facendo clic sul
pulsante Avanti dopo aver selezionato l'opzione Connessione a Internet. Nella finestra successiva (Figura 2.1.2) deve essere specificata la modalità di
connessione.
Figura 2.1.2 Impostazione del modo in cui viene richiesta la connessione a Internet.
L'opzione deve essere scelta tra le tre proposte:
➣ se non siamo già in possesso di un account Internet, dobbiamo selezio-
nare l'opzione Scegli da un elenco di provider di servizi Internet (ISP);
➣ se siamo già registrati presso un provider di servizi Internet, dobbiamo
selezionare l'opzione Imposta connessione manualmente;
➣ se abbiamo a disposizione un CD fornito dal Provider, dobbiamo atti-
vare la terza opzione.
Dopo aver selezionato l'opzione che fa al caso nostro, dobbiamo attivare il
passaggio successivo facendo clic sul pulsante Avanti. Il passaggio successivo
dipende dalla scelta fatta nel passaggio appena analizzato. La finestra (Figura 2.1.3) che viene visualizzata nel caso in cui è stata scelta la prima opzione,
offre la possibilità di scegliere se accedere a Internet tramite la connessione
MSN oppure scegliere il provider da un elenco proposto.
In entrambi i casi la creazione procede fino a completamento, passando tramite alcune finestre in cui devono essere impostate le opportune informazioni.
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Fase Due ✧ 26 Vivere in connessione
Figura 2.1.3 Scelta del provider con cui effettuare la connessione.
Se è stata selezionata l'opzione Imposta connessione manualmente viene visualizzata una finestra (Figura 2.1.4) in cui deve essere impostata la modalità di connessione a Internet.
Figura 2.1.4 Impostazione della modalità di connessione a Internet.
Selezionando l'opzione Connessione tramite modem remoto viene attivata
una serie di finestre di dialogo in cui devono essere inserite le informazioni
relative alla connessione. Tra le informazioni richieste vi sono: il numero a
cui deve essere effettuata la telefonata per connettersi a Internet e il nome
utente e la password che ci danno la possibilità di autenticarci nella rete. Inseriti tali dati viene termina la configurazione della connessione a Internet.
Alla fine dell'operazione, se tutto è andato a buon fine, viene inserita
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Conoscenze di base sul mondo Internet 27 ✧ Fase Due
un'icona relativa alla connessione appena aggiunta nella finestra Connessioni di rete. Nell'esempio riportato in Figura 2.1.5 è stata creata la connessione di nome Nuova, nella sezione Remota. Nella finestra Proprietà che viene
aperta selezionando la voce omonima dal menu di scelta rapida associato
all'icona stessa sono definite tutte le opzioni di connessione, alcune delle
quali sono modificabili.
Figura 2.1.5 L'icona relativa alla connessione appena aggiunta
nella finestra Connessioni di rete.
2.1.1 Concetto di accesso remoto
Con "Accesso remoto" si intende la possibilità di accedere alle risorse di un
computer lavorando su un altro. Questa funzionalità è usata in molte situazioni; si pensi come esempio al telelavoro, con questa possibilità abbiamo modo
di accedere alle risorse del computer che utilizziamo abitualmente al posto di
lavoro, connettendoci da casa oppure, altro esempio, mentre siamo in viaggio.
In generale, Windows XP ci dà la possibilità di lavorare sulle risorse e i programmi di un computer attivo (Computer A) lavorando da un'altra postazione (Computer B), che può essere nello stesso edificio oppure altrove.
Questa funzionalità viene definita Desktop remoto in Windows XP e dà la
possibilità di connettersi al computer A dal computer B ed accedere a tutte
le applicazioni, i file e le risorse di rete come se fossimo seduti alla nostra
scrivania al lavoro: dalla postazione B accediamo a tutti i programmi che
sono stati lasciati attivi nel computer A. Windows XP garantisce l'integrità
del lavoro; le modifiche fatte da entrambe le postazioni vengono gestite in
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Fase Due ✧ 28 Vivere in connessione
modo tale da non essere inconsistenti. Una funzionalità avanzata del desktop remoto consiste nella possibilità di mantenere più sessioni attive sullo
stesso computer, cioè più utenti possono lasciare le proprie applicazioni in
esecuzione sul computer e mantenere lo stato delle rispettive sessioni di
Windows anche quando sono connessi altri utenti.
Un altro esempio di applicazione del Desktop remoto consiste nella possibilità di condividere uno stesso computer da parte di più postazioni. Si pensi
per esempio alla necessità di proiettare su tutti i monitor di una sala riunioni una presentazione di PowerPoint (si veda la sezione 3.4)o un sito Web o
documenti come resoconti, grafici ecc. Per ottenere questo è necessario attivare su uno dei PC ciò che deve essere visualizzato e connettersi a esso da
tutti gli altri computer tramite la funzionalità di Desktop remoto. Si potrebbe ottenere lo stesso risultato fornendo a ogni PC i file che intendiamo condividere, ma se per esempio su tutti non è installato il programma adatto
per la loro visualizzazione, il Desktop remoto risolve tale problema. Altro
caso ancora: si pensi a una lezione in un'aula. Per seguire più facilmente
quanto sta spiegando l'insegnante, possiamo attivare il Desktop remoto su
tutte le postazioni degli allievi in modo che ognuno tramite il proprio
schermo possa seguire con attenzione ciò che l’insegnante visualizza sul suo
computer. Questa funzionalità per esempio può sostituire l'uso di un proiettore che, a seconda della conformazione dell'aula può non essere facilmente seguito da tutti i partecipanti alla lezione.
Che cosa è necessario
Il Desktop remoto può essere utilizzato solo se siamo in possesso di:
➣ un computer con Windows XP Professional (computer remoto) connesso
a una rete (LAN o Internet) e impostato in modo che possa essere fatto
l'accesso remoto a esso;
➣ un secondo computer (computer collegato) con accesso alla LAN o a Inter-
net, su cui deve essere installato il programma Connessione Desktop remoto;
➣ account utenti e autorizzazioni appropriati.
Per impostare il computer remoto dobbiamo accedere alla scheda Connessione remota (Figura 2.1.6) della finestra Proprietà del sistema che viene aperta facendo doppio clic sull'icona Sistema del Pannello di controllo oppure selezionando la voce Proprietà dal menu di scelta rapida associato all'icona Risorse del computer sul Desktop.
Nella sezione Desktop remoto deve essere selezionata l'opzione Consenti agli
utenti di connettersi in remoto al computer . Facendo clic sul pulsante Sele-
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Conoscenze di base sul mondo Internet 29 ✧ Fase Due
Figura 2.1.6 Impostazione della connessione sul computer remoto.
ziona utenti remoti… viene aperta una finestra di dialogo (Figura 2.1.7) in
cui devono essere inserite le informazioni relative agli utenti che possono
connettersi in remoto al computer. Facendo clic sul pulsante Aggiungi viene
data la possibilità di inserire le informazioni relative agli utenti che possono
accedere a esso.
Figura 2.1.7 Impostazione degli utenti che possono accedere in remoto.
Per quanto riguarda l'impostazione del computer connesso, l'installazione
del programma, se necessario, può essere effettuata su un computer con Sistemi operativi anche precedenti al Windows XP. Dobbiamo però disporre
del CD di Windows XP, inserirlo nel lettore, lanciare l'esecuzione di altre
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Fase Due ✧ 30 Vivere in connessione
operazioni e quindi attivare Installa Connessione desktop remoto. L'installazione avviene in seguito alla personalizzazione di alcuni parametri presentati durante i passaggi della procedura stessa.
2.1.2 Chi sono i provider di servizi Internet
L'Internet Provider (o ISP Internet Service Provider) è una società specializzata che vende il contratto di accesso a Internet. Il costo di detti contratti
è relativamente basso, si tratta di poche decine di euro l’anno. Negli ultimi
anni si sono moltiplicati i fornitori di connessioni gratuite, interessati ad attirare il traffico dei "navigatori" o anche semplicemente ad aumentare il
traffico stesso (nel caso di compagnie telefoniche). I provider formano i
nodi della struttura a ragnatela di Internet e non hanno tutti le stesse caratteristiche: ci sono i provider di primo livello e quelli di secondo livello. I
provider di primo livello hanno una rete di interconnessione velocissima,
sono internazionali e sono direttamente connessi ad altri Provider di primo
livello. Ai provider di primo livello sono connessi quelli di secondo livello.
Tutti i provider di primo livello formano la dorsale di Internet. Il punto in
cui avviene la connessione con un provider viene definito POP (Point Of
Presence). Il collegamento di un computer di casa a Internet avviene tramite la connessione del modem, tramite la linea telefonica, al POP del provider più vicino alla nostra abitazione. La connessione a Internet quindi si risolve con una telefonata della durata pari a quella della navigazione.
2.1.3 Il TCP/IP
TCP/IP è l'architettura adottata dalla rete Internet. Nei primi anni Settanta, la Defence Advanced Research Project Agency (DARPA) finanziò l'Università di Stanford e la BBN (Bolt, Beranek and Newman) per lo sviluppo
di un insieme di protocolli di comunicazione da utilizzare per lo sviluppo
di reti per l'interconnessione di calcolatori eterogenei. Fu così che nacque
l'Internet Protocol Suite i cui due protocolli più noti sono il TCP (Trasmission Control Protocol) e l'IP (Internet Protocol). In genere il TCP viene
utilizzato per quelle applicazioni che richiedono un servizio orientato alla
connessione, come per esempio la posta elettronica e la condivisione dei file, mentre l'IP prende sempre più piede per le applicazioni in tempo reale
come l'on-line gaming (i giochi online) o lo streaming audio e video (la possibilità di ascoltare musica o visualizzare filmati direttamente dalla Rete). La
differenza fra i due protocolli risiede nella maggiore affidabilità nel trasporto dei dati di TCP, che offre una serie di servizi appositamente pensati (gestione del flusso, della congestione...), mentre IP punta molto sulla velocità
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Conoscenze di base sul mondo Internet 31 ✧ Fase Due
di trasmissione a scapito della sicurezza. Vedremo questi argomenti approfonditamente nella fase 4.6.9.
2.1.4 Concetto di user name e password
Il processo di autenticazione dell'accesso a Internet prevede un unico passaggio, nel quale il computer in uso presenta le proprie credenziali, in genere un nome utente (user name) e una password accettabili da un server di
accesso remoto, al provider di servizi Internet (ISP) e ottiene la connessione
a Internet.
Per accedere a un computer connesso a una rete locale che utilizza un dominio Windows, dobbiamo autenticarci tramite una procedura detta login
inserendo in appositi campi un nome utente e una password. Questo perché per ogni utente che può accedere alla rete locale, sono stati impostati
dei privilegi particolari che differiscono a seconda del ruolo investito nella
rete stessa. Per esempio, un insegnante non avrà gli stessi diritti di accesso
di uno studente, che a sua volta non avrà gli stessi diritti dell'addetto all'amministrazione della scuola.
In base alla login e alla password, si hanno diritti di accesso a informazioni
diverse. Se nella rete è presente un computer che contiene tutte le informazioni che possono servire a gran parte degli utenti della rete locale, comprese
le prove scritte e le valutazioni, l'accesso a tali cartelle deve essere garantito agli
insegnanti e negato sia agli studenti che al personale amministrativo.
Se stiamo lavorando su un computer non connesso a una rete locale, per
esempio il computer di casa, nonostante vi sia installato Windows XP, non
viene richiesta la digitazione della login e della password, a meno che non
siano stati definiti altri utenti all'interno del computer stesso. Questa è una
possibilità offerta da Windows XP per proteggere alcune cartelle che non
intendiamo condividere con altri utilizzatori e per creare il proprio ambiente di lavoro, in tutti quei casi in cui allo stesso PC lavora più di una persona.
L'impostazione degli utenti avviene lavorando nella finestra che viene aperta facendo doppio clic sull'icona Account utente nel Pannello di controllo. A
ogni utente possono esser concessi o negati certi diritti, durante la creazione
del profilo dell'utente stesso.
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2.2
Conoscenze di base
sui file multimediali
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
Questo capitolo ci introduce alla multimedialità, in particolare vedremo
gli strumenti base per usare e caratterizzare i file audio e video più diffusi.
Verranno presentati anche i software per la riproduzione di tali file.
In particolare verranno approfonditi gli strumenti per l'ascolto della
musica, sia da una propria raccolta di brani, sia da un CD audio,
sia dalla radio su Internet.
Verranno anche descritte le funzionalità di un generico video player
e verranno approfondite quelle offerte da Apple QuickTime,
uno dei più diffusi.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Conoscere le caratteristiche dei più importanti file audio e video più
diffusi;
✔ Utilizzare i file MP3, in particolare saprai con quali mezzi possono
essere ascoltati;
✔ Utilizzare gli strumenti offerti dal software di lettura Windows
Media Player, sia per ascoltare brani memorizzati in una raccolta,
sia per ascoltare le emittenti radio su Internet;
✔ Utilizzare gli strumenti offerti da Apple QuickTime, uno dei video
player più usati.
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Fase Due ✧ 34 Vivere in connessione
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Algoritmo;
✔ Streaming;
✔ Ripper;
✔ Encoder;
✔ Media player;
✔ Video Player;
✔ Audio Player;
✔ Timelime.
Prima di iniziare la descrizione dei vari formati audio e video è opportuno
fare una breve introduzione alla multimedialità, oggetto di studio di questo
capitolo, e all'uso che ne viene fatto enfatizzando l'ambito scolastico nel
quale assume notevole importanza.
Con il termine multimedialità ci riferiamo a tutte quelle forme di comunicazione che impiegano contemporaneamente più mezzi: testo, immagini,
video, audio, animazioni e interazioni. Si pensi alle pagine di un sito Internet, composte da testo e da immagini, che possono contenere collegamenti
a file audio o video e che in certi casi possono anche offrire la possibilità di
interagire con il contenuto della pagina tramite pulsanti o specifiche digitazioni. Altro esempio: i CD spesso allegati a riviste o a libri contenenti corsi su determinati argomenti o anche complete enciclopedie. Essi in genere
sono composti da elementi di vario tipo che contribuiscono a migliorare
l'apprendimento e la trattazione dell'argomento. Come vedremo nel prosieguo di questo capitolo, la multimedialità si è così diffusa che possiamo
trovarla in diverse fonti: Internet, nella memoria locale del PC, in un CDRom, in un DVD e altro. Essendo così ricca di elementi riesce a comunicare in modo molto ricco e efficace, per cui non è difficile immaginare l'uso
che ne viene fatto in vari ambiti, in particolare nella didattica. A tale proposito è opportuno riportare ciò che ha asserito Roberto Maragliano, docente di Tecnologia dell'Istruzione al Dipartimento di Scienza dell'Educazione all'Università di Roma: un prodotto multimediale dovrebbe essere:
"ricco, profondo e mobile, avvincente come un film….sistematico come un
libro…interattivo come un videogioco". Stabilito che un prodotto multimediale (e l’insegnamento a sua immagine) dovrebbero avere le doti di un
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Conoscenze di base sui file multimediali 35 ✧ Fase Due
libro, di un film e di un videogioco insieme, il termine è arrivato a riassumere in sé le caratteristiche delle più diverse moderne tecnologie di comunicazione.
Quanto segue è ciò che il professor Maragliano ha affermato nell'intervista
"La nuova didattica multimediale":
Quando si parla di multimedialità, bisogna pensarla come uno spazio entro
il quale confluiscono gli incroci tra i diversi linguaggi, tra i diversi temi, tra
i diversi media. Il rischio che si corre è costituito dal trasferire la logica analitica, lineare, sistematica del libro, dentro il contesto multimediale. Questo
è un grave errore perché la multimedialità partecipa necessariamente di categorie e strutture diverse da quelle tradizionali. Nel pensare al salto dal libro al multimediale va tenuto in considerazione il punto intermedio rappresentato dall'audiovisivo, ossia da uno strumento la cui articolazione è
completamente diversa da quella esclusivamente visiva del libro.
2.2.0 Introduzione ai formati audio
più diffusi
Non tutti i suoni che arrivano al timpano umano vengono uditi; il che vuol
dire che l'uomo riesce a percepire molti meno dei 44.100 campioni al secondo contenuti in un file WAV di massima qualità. Nasce così l'idea dei
formati lossy (i più diffusi tra gli utenti comuni) che prevedono una perdita
dei dati, al contrario dei no lossy che non la prevedono. Nei lossy vengono
tagliate le alte frequenze, quelle che sembra che non vengano percepite
dall'orecchio umano. All'aumentare del "taglio" delle frequenze, diminuisce lo spazio occupato dalla nostra traccia (per esempio 3 MB al posto di 6
MB per un brano di alcuni minuti), diminuendo ovviamente anche la qualità del suono. Sono esempi di formati lossy gli MP3, gli OGG e i WMA.
I formati senza perdita (no lossy) invece cercano di diminuire lo spazio occupato dalla traccia senza andare a toccare il suono; la compressione sarà decisamente inferiore rispetto ai lossy, ma non ci sarà perdita di qualità. Se riconvertito in WAV (magari per essere elaborato), il suono sarà identico a
prima.
Vediamo una breve panoramica delle caratteristiche dei vari formati audio.
AAC. È il formato più recente e attualmente è il miglior formato lossy. La
qualità è estremamente elevata, anche se i tempi di conversione sono un po'
più lenti rispetto agli altri formati. È nato come l'evoluzione dell'MP3 ed
utilizza procedure molto più evolute per la conversione. Può essere ascolta-
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Fase Due ✧ 36 Vivere in connessione
to solo su quei computer in cui è installato iTunes, WinAmp o iPod. Non
tutti i lettori MP3 riescono a leggere questo formato.
MP3. La sigla MP3 è l'abbreviazione di MPEG 1 layer III e identifica i file
audio che utilizzano l'algoritmo con questo nome. Prima di procedere facciamo una breve parentesi sul significato del termine algoritmo che incontreremo spesso nel corso dei prossimi capitoli. Col temine algoritmo, si indica la procedura che viene usata per svolgere una certa operazione. Come
sappiamo per ottenere lo stesso risultato possiamo "seguire diverse strade"
a seconda dell'approccio con cui ci avviciniamo all'argomento; una specifica sequenza di operazioni viene definita algoritmo.
Tornando all'MP3, è uno standard che elimina i suoni non udibili
dall'orecchio umano. Un brano MP3 a 128 kbps occupa uno spazio pari a
1/11 rispetto allo stesso in formato .wav o cd audio. Fino a qualche anno fa
la qualità dell'MP3 era considerata elevata, ma attualmente, nonostante si
stiano affermando schede audio più avanzate, si continua a preferire l'MP3
rispetto ad altri formati migliori più per la sua diffusione e compatibilità
che non per la qualità del risultato.
OGG. Ottimo codec open source. Riesce a dare risultati migliori dell'MP3
offrendo maggior qualità in minor spazio. Il codec è un componente software che comprime i file audio o video e li decomprime per ottimizzarli.
WAV. Il formato Wave non è altro che la registrazione in digitale di suoni
reali, suoni che hanno avuto origine da una fonte esterna al computer. In
un brano musicale WAV, la batteria, il pianoforte, la chitarra, il basso o la
voce si sentono allo stesso modo indipendentemente dal computer su cui il
file viene ascoltato (a parità di qualità acustica dei componenti hardware,
naturalmente). Possiamo sentir parlare anche di file AIFF, che hanno le
stesse caratteristiche di WAV, con la differenza che gli AIFF sono stati creati per i computer Mac della Apple, mentre i WAV per i PC.
WMA. Formato Windows Media Audio, compresso e molto simile a un
MP3. Formato di compressione audio della Microsoft. I file compressi in
questo formato sono più piccoli degli MP3 di circa il 20%.
MIDI. Il MIDI (Musical Instrument Digital Interface) è lo standard creato
per lo scambio di dati digitali fra strumenti musicali elettronici. Esso permette una stretta comunicazione tra gli strumenti musicali elettronici e i
computer. È solo grazie ai Midi che possiamo registrare gli eventi musicali,
programmare i mixer e usare i computer in sala di registrazione. In un file
MIDI vengono memorizzati solo piccoli segnali che specificano le caratteristiche del suono. Per questo motivo il file Midi occupa poco spazio. Può
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Conoscenze di base sui file multimediali 37 ✧ Fase Due
essere modificato nota per nota, ma non si può riprodurre una canzone
come l'originale in quanto non si può includere la voce umana nel file.
RA (RealAudio). È uno dei formati di compressione di file audio e video
più utilizzati per trasmettere contenuti multimediali sul Web. Il file ha dimensioni ridotte ma ha una qualità audio nettamente inferiore ai file MP3.
I file RealAudio generalmente si ascoltano in streaming, cioè senza necessità
di doverli scaricare sul disco fisso del proprio computer; la riproduzione
della musica o del video inizia e continua mano a mano che il computer la
riceve dalla rete come si trattasse di una trasmissione radio o tv, ma con in
più la possibilità di scegliere quale musica ascoltare o quale filmato vedere.
Per ascoltare un brano musicale o vedere un file RealAudio, è necessario disporre del lettore RealPlayer. Tale lettore ha un'interfaccia molto semplice
(Figura 2.2.1) e offre molte possibilità nella riproduzione e nella creazione
di file multimediali.
Figura 2.2.1 Interfaccia del programma RealPlayer.
Approfondiremo il trattamento dei file audio nella fase 3.5, vedremo come
assemblare immagini suoni e filmati nella fase 3.6, impareremo ad archiviarli nella fase 3.7 e a inserirli in un sito Web nella fase 5.3.
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Fase Due ✧ 38 Vivere in connessione
2.2.1 Utilizzo del formato MP3
Come abbiamo introdotto nella sezione precedente, gli MP3 sono file audio digitali di dimensioni relativamente ridotte grazie a una compressione
dei dati che prevede l’eliminazione di tutte quelle frequenze che l’orecchio
umano non riesce a percepire. L'eliminazione delle frequenze impercettibili
abbassa la qualità dell’audio, ma riduce notevolmente la quantità di memoria richiesta per la memorizzazione di un brano. Per questo è possibile memorizzare molti più brani nello stesso supporto di memoria e si riducono le
difficoltà, causate da file troppo grandi, nel salvataggio di un brano da Internet. I file MP3 sono attualmente i più usati per diversi motivi. Vediamoli
brevemente:
➣ essendo di piccole dimensioni sono facili da distribuire su Internet,
quindi sono facilmente accessibili a tutti;
➣ nonostante le dimensioni l'audio che riescono a restituire è di alta qua-
lità;
➣ possono essere registrati con programmi di facile uso;
➣ oltre che sul PC possono essere ascoltati su molti tipi di lettori, anche
quelli più comuni; possiamo ascoltarli con la maggior parte degli attuali
lettori portatili e degli stereo di casa;
➣ gli attuali lettori portatili sono di piccole dimensioni, anche della di-
mensione di un pendrive, quindi possiamo ascoltarli ovunque ed eventualmente "scambiarli" facilmente con altre persone;
➣ essendo uno standard non controllato da una particolare società, è stato
personalizzato da più sviluppatori, per cui la creazione dei dispositivi per
la creazione e la riproduzione è in continua evoluzione;
➣ il salvataggio degli MP3 da Internet è legale;
➣ si possono convertire i nostri CD audio in file MP3 in modo che nella
stessa quantità di memoria possano essere contenuti molti più brani; la
conversione avviene utilizzando i programmi di estrazione (ripper) e di
codifica (encoder). Per completezza di informazioni possiamo brevemente dire che il ripper o estrattore, è un programma in grado di salvare
una traccia da un CD audio su hard disk, in uno dei formati digitali
come MP3 o wav, senza passare per la scheda audio del computer e l'encoder è il codificatore che converte un qualsiasi file audio in MP3;
➣ si possono modificare i brani, abbassando o alzando il volume della re-
gistrazione o creando effetti particolari.
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Conoscenze di base sui file multimediali 39 ✧ Fase Due
Il player gratuito più famoso è WinAmp, la cui interfaccia è costituita da
una semplice finestra (Figura 2.2.2) in cui può essere definita la propria
compilation di MP3, selezionandoli nella finestra che viene aperta facendo
clic sul pulsante ADD nella parte inferiore sinistra della finestra oppure eliminando i selezionati premendo il pulsante DEL.
Figura 2.2.2 Interfaccia di WinAmp.
Nel display presente nella parte superiore della finestra viene visualizzato lo
stato di avanzamento dell'esecuzione della canzone.
2.2.2 Il software di lettura
Esistono molti software per la lettura dei file multimediali, detti appunto
Media Player.
In generale un software Media Player supporta vari formati, sia audio che
video; se un software riesce a leggere solo i video, viene detto Video Player,
analogamente se il software riesce a leggere solo l'audio, viene detto Audio
Player.
Prendiamo in esame Windows Media Player che è il software integrato nel
sistema operativo Windows; per questo tutti i lettori potranno seguire meglio
quanto descritto seguendo tutte le operazioni sul proprio computer. I formati
tipicamente supportati da Windows Media Player sono il WMV (Windows
Media Video & Audio), WMA (Windows Media Audio) e ASF (Advanced
Streaming Format); il primo tipo di formato è stato introdotto nella sezione
2.2.0, mentre gli altri due formati verranno illustrati nella sezione 2.2.5. La
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Fase Due ✧ 40 Vivere in connessione
versione 10 del software offre, oltre agli strumenti per la riproduzione dei media, anche quelli per copiare brani musicali su CD, sincronizzare il contenuto
del PC con un lettore MP3 e acquistare musica da uno dei tanti siti di vendita
on-line. Come accennato precedentemente, sono molti i programmi per la riproduzione di Media, i più usati dei quali sono:
➣ RealPlayer, cui abbiamo fatto cenno nella sezione 2.2.0;
➣ WinAmp, di cui abbiamo parlato nella sezione 2.2.1;
➣ QuickTime della Apple che illustreremo nella sezione 2.2.7.
Il programma Windows Media Player viene avviato facendo clic sull'icona
che può essere presente nel menu di Avvio veloce, può avere il collegamento
sul desktop oppure nel menu di Avvio. La schermata principale del programma (Figura 2.2.3) è il punto iniziale per la scelta dell'operazione da svolgere.
Figura 2.2.3 Schermata iniziale del programma.
Nella parte superiore della finestra (Figura 2.2.4) sono contenuti i pulsanti
relativi alle operazioni che possono essere svolte.
Figura 2.2.4 Pulsanti per la gestione delle operazioni.
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Conoscenze di base sui file multimediali 41 ✧ Fase Due
In particolare dal piccolo triangolo associato al pulsante Informazioni esecuzione viene visualizzato un menu a discesa dal quale può essere selezionata l'unità
da cui vogliamo che venga letta la musica, la selezione della musica in base a
criteri come il nome dell'album, dell'artista o altro e la visualizzazione di tutti
i file musicali e video che abbiamo eventualmente catalogato (Figura 2.2.5).
Figura 2.2.5 Selezione dell'origine della musica.
Il "nostro catalogo", sia musicale che video, lo impostiamo agendo nella finestra associata al pulsante Catalogo multimediale (Figura 2.2.6).
Figura 2.2.6 Creazione del proprio catalogo musicale e video.
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Fase Due ✧ 42 Vivere in connessione
Un elemento viene aggiunto selezionando il pulsante Aggiungi al catalogo
multimediale, presente nella parte inferiore sinistra della finestra e operando
nel menu a esso associato. Ogni operazione su un singolo brano può essere
richiamata attivando la voce opportuna dal menu di scelta rapida, attivato
con il tasto destro del mouse, associato al brano stesso (Figura 2.2.7).
Figura 2.2.7 Menu di scelta rapida associato a un brano del catalogo multimediale.
Nella sezione Copia da CD sono riportati tutti i brani presenti sul CD precedentemente inserito nel lettore del PC (Figura 2.2.8).
Figura 2.2.8 Copia delle tracce di un CD all'interno della cartella locale predefinita del
programma, per la definizione del proprio catalogo.
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Conoscenze di base sui file multimediali 43 ✧ Fase Due
I brani selezionati in tale finestra vengono copiati nella cartella personale,
da cui possiamo prelevarli per il nostro catalogo multimediale. Facendo clic
sul pulsante Copia musica da CD viene aperta una finestra di dialogo (Figura 2.2.9) in cui viene richiesta la nostra conferma per convertire i file del
CD in un formato proprio del programma.
Figura 2.2.9 Richiesta di conversione in nuovi formati.
Nella sezione relativa al pulsante Masterizza viene aperta la finestra per l'impostazione della masterizzazione, ovvero del trasferimento e salvataggio su
di un CD dei brani selezionati dal proprio catalogo multimediale. Nella sezione Sincronizza viene impostata la sincronizzazione dei contenuti del catalogo multimediale con un eventuale dispositivo esterno (come i lettori
musicali digitali portatili); è infatti possibile trasferire i brani musicali preferiti o altri tipi di file multimediali digitali in una vasta gamma di dispositivi. Nella sezione Guida multimediale viene avviata una guida per la ricerca
di qualsiasi informazione reperibile in locale e su Internet.
Vedremo come esempio di applicazioni presenti nella Guida sia la riproduzione di un CD (nella sezione 2.2.3) sia l'ascolto di un'emittente radiofonica (nella sezione 2.2.4). L'attivazione di tutti gli strumenti per la gestione
della finestra di Media Player e di particolari opzioni per le varie funzionalità, viene effettuata selezionando l'opportuna voce nel menu di scelta rapida associato a un punto qualsiasi della barra del titolo della finestra del programma (Figura 2.2.10).
Vediamo come esempio, tra le tante funzioni che possono essere richiamate
da tale menu, quella che ci permette di modificare l'interfaccia, l’aspetto
grafico del programma. Selezionando Visualizza Selezione interfaccia da tale
menu, viene aperta una finestra da cui deve essere scelta una delle interfacce
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Fase Due ✧ 44 Vivere in connessione
Figura 2.2.10 Menu di scelta rapida associato alla barra del titolo del programma.
proposte. Come possiamo vedere in Figura 2.2.11, per ciascuna selezione
viene visualizzata un'anteprima nella parte destra della finestra.
L'interfaccia impostata in questo passaggio sarà quella che verrà applicata
selezionando la voce Visualizza > Modalità interfaccia dal menu di scelta rapida associato alla barra del titolo della finestra stessa.
Figura 2.2.11 Modifica dell'interfaccia del programma.
Per tornare alla visualizzazione standard della finestra del programma dobbiamo selezionare la voce Passa alla modalità estesa nel menu di scelta rapida
associato a qualsiasi punto dell'interfaccia stessa. Durante la riproduzione
dei brani possiamo selezionare uno dei tanti effetti grafici che vengono visualizzati all'interno della finestra; gli effetti grafici seguono l'andamento
della musica riprodotta.
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Conoscenze di base sui file multimediali 45 ✧ Fase Due
Figura 2.2.12 Impostazione delle opzioni per la personalizzazione del programma.
In generale, tutte le impostazioni del programma possono essere effettuate
nella finestra Opzioni (Figura 2.2.12) che viene aperta selezionando la voce
Strumenti > Opzioni nel menu di scelta rapida associato alla barra del titolo.
All'avvio del programma viene aperta una finestra di dialogo (Figura
2.2.13) in cui viene richiesto se desideriamo di visualizzare la finestra nella
modalità minima, che riduce a icona la finestra fornendo una accesso rapido
e veloce al lettore.
Figura 2.2.13 Richiesta della visualizzazione del programma in modalità minima.
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Fase Due ✧ 46 Vivere in connessione
Quando il programma è in modalità minima, è possibile visualizzare nella
barra delle applicazioni la barra con i pulsanti per la gestione dell'ascolto
(play, pausa, stop, volume, avanzamento rapido ecc.).
Per attivare questa funzionalità attiviamo, dal menu di scelta rapida associato a un punto libero della barra delle applicazioni, la visualizzazione della
barra degli strumenti Windows Media Player.
2.2.3 Riprodurre un CD audio
Una volta inserito il CD audio nel lettore del nostro PC, dobbiamo selezionare l'unità di lettura nella lista che viene visualizzata facendo clic sul pulsante a forma di piccolo triangolo sulla destra del pulsante Informazioni esecuzione (Figura 2.2.15).
Figura 2.2.14 Selezione dell'unità da cui deve essere letto il CD.
Una volta avviata la lettura del CD, nella parte destra della finestra vengono
riportate tutte le tracce contenute nel disco. L'avvio della riproduzione del
brano avviene selezionando la traccia da ascoltare. Nella parte centrale della
finestra viene riportata l'animazione secondo gli effetti grafici impostati,
che segue l'andamento della musica riprodotta (Figura 2.2.15).
Nella parte inferiore della finestra sono presenti i pulsanti per la gestione
della riproduzione; nell'ordine servono per mettere in pausa e per arrestare,
per leggere la traccia precedente e la successiva e per disattivare e controllare
il livello del volume.
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Conoscenze di base sui file multimediali 47 ✧ Fase Due
Figura 2.2.15 Riproduzione del CD inserito nel lettore.
Per spostarsi all'interno della traccia possiamo usare la barra di avanzamento, immediatamente al di sopra dei pulsanti per la gestione della riproduzione. Vedremo come archiviare su CD nella fase 3.7.
2.2.4 Radio via Internet
Molte emittenti radiofoniche trasmettono in forma digitale il proprio palinsesto, risultando accessibili da qualsiasi apparecchiatura connessa a internet. Il flusso dei dati viene compresso in modo che arrivi sotto forma di
Streaming al lettore multimediale, che provvede a decodificarlo. Se vogliamo ascoltare la radio possiamo accedere al sito Internet della nostra emittente preferita e attivare il collegamento al servizio che ci permette di ascoltare la radio online. A puro titolo di esempio, ricordando che sono molte le
emittenti radio che offrono questo servizio, proviamo ad accedere al sito di
Radio Capital. Nella home page del sito troviamo il collegamento a Accendi
la radio, se facciamo clic su di esso si apre un'altra finestra (Figura 2.2.16)
in cui ci viene chiesto di selezionare il programma che vogliamo utilizzare
per effettuare l'ascolto.
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Fase Due ✧ 48 Vivere in connessione
Figura 2.2.16 Finestra per la scelta del formato per l'ascolto.
Al clic sul pulsante relativo al software di cui disponiamo, viene avviato
l'ascolto della radio e nel riquadro nella parte inferiore sinistra della finestra
(Figura 2.2.17) vengono visualizzati i pulsanti per la gestione dell'avanzamento dell'ascolto e del volume.
Figura 2.2.17 Attivazione del riquadro per la gestione dell'ascolto.
Oltre che dal sito dell'emittente radiofonica, possiamo ascoltare i programmi anche dalla finestra di Windows Media Player. Un comodo strumento di
aiuto è presente nella sezione Guida multimediale che viene attivata facendo
clic sul pulsante omonimo nella parte superiore della finestra. Nella parte
superiore destra della scheda che viene attivata dobbiamo selezionare la categoria Radio (Figura 2.2.18).
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Conoscenze di base sui file multimediali 49 ✧ Fase Due
Figura 2.2.18 Attivazione della ricerca delle emittenti radio.
In seguito a tale selezione nella parte principale della finestra vengono riportati i collegamenti ai principali eventi da seguire e ascoltare e a sezioni
interessanti su un determinato argomento e altro, che ovviamente varia di
momento in momento.
Sono presenti anche i collegamenti a tutte le stazioni radio che possono essere ascoltate via Internet. Facciamo un esempio: se attiviamo il collegamento al sito Live 365.com stations viene aperta una finestra (Figura 2.2.19)
che ci dà la possibilità di ascoltare moltissime emittenti radio. Questo è uno
strumento molto interessante anche per conoscere nuove emittenti in base
ai nostri interessi.
Come durante la riproduzione di un CD, anche durante l'ascolto della radio viene visualizzata l'animazione da noi scelta. Nella parte superiore della
parte centrale della finestra vengono attivati anche i pulsanti per la navigazione tra i siti visitati, che sono gli stessi analizzati per la navigazione in Internet Explorer.
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Fase Due ✧ 50 Vivere in connessione
Figura 2.2.19 Finestra contenente i collegamenti a emittenti radio.
Nell'ordine, servono per tornare indietro e andare avanti nella navigazione
tra le pagine, interrompere o chiedere di nuovo il caricamento della pagina
e per visualizzare la pagina iniziale.
2.2.5 Introduzione ai file video più diffusi
Come nella sezione 2.2.0 per i file audio, in questa sezione diamo una panoramica sui file video più diffusi, senza pretendere di entrare nel dettaglio
delle caratteristiche di ciascuno di essi.
ASF - Advanced Streaming Format. Formato di streaming avanzato proprio della Microsoft. Ricordiamo che lo streaming è una tecnologia che permette la fruizione in tempo reale degli audiovisivi, eliminando la necessità
di salvare i file sul proprio computer.
AVI Audio Video Interleaved. Estensione dei file Video introdotto dalla
Microsoft per la gestione di contenuti audio e video su sistemi Windows
'9x, divenuto poi standard per le applicazioni di desktop video. L'AVI è un
"formato contenitore", cioè può contenere video/audio compressi usando
moltissime combinazioni di codifiche. Essendo diffusi già con la versione
3.1 di Windows costituiscono probabilmente il formato video più comune.
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Conoscenze di base sui file multimediali 51 ✧ Fase Due
DVX. Il DVX è un formato video ottenuto con un efficace algoritmo di
compressione, che permette di ridurre di molto le dimensioni di un video,
un po' come avviene con l'MP3 per l'audio. Possiamo ridurre la grandezza
di un video anche del 90%, quindi un intero film in DVD (5-6 GB di spazio, come minimo) può essere memorizzato su un solo CD da 700MB, con
una minima perdita di qualità, soprattutto nelle ultime versioni di codec divx. Grazie a internet, in pochi anni, il DVX si è imposto come lo standard
video per eccellenza.
SWF. È il formato proprio del programma Macromedia Flash che costituisce ormai uno standard per la creazione di contenuti animati ed interattivi.
Gli oggetti animati creati con Flash sono così diffusi che quasi tutti i browser supportano questo formato.
WMV - Windows Media Video. È un formato proprietario sviluppato
dalla Microsoft per lo streaming e la compressione video.
MPEG - Motion Picture Expert Group. È la risorsa per antonomasia dei
formati video in generale. Questo gruppo definisce gli standard per il video
digitale; tra di essi c'è lo standard MPEG-1 (usato nei Video CD), lo standard MPEG-2 (usato sui DVD e SVCDs), lo standard MPEG-4 (usato nella tecnologia video DivX) e altri standard per l'audio tra i quali l'MP3 e
l'AAC.
Nella fase 3.6 vedremo come lavorare con i file video, nella 3.7 come archiviarli e nella 5.3 come inserirli in un sito Web.
2.2.6 Video player
Nella sezione 2.2.2 abbiamo analizzato il software Windows Media Player
che è appunto un programma per la riproduzione di file multimediali. La
maggior parte dei media player supporta vari formati, includendo sia file
audio che file video.
Ci sono anche media player che possono eseguire solo audio o solo video,
questi sono conosciuti rispettivamente come audio player e video player.
Questi, in ogni modo, possono dare il meglio per l'esperienza dell'utente,
in quanto vengono specificamente adattati al tipo di multimedia, che esso
sia solo audio o solo video. Un video player molto conosciuto e diffuso è
QuickTime della Apple, che analizziamo nella seguente sezione. Vedremo
nella sezione 2.7.16 come acquistare file audio e video via Web.
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Fase Due ✧ 52 Vivere in connessione
2.2.7 Apple Quick Time
QuickTime è il programma creato dalla Apple (una delle principali società
per lo sviluppo di materiale informatico), molto diffuso su sistemi Macintosh. Con il termine QuickTime si indica anche il file proprietario, creato
con tale tipo di software. Viene quotidianamente utilizzato dagli sviluppatori di pagine web per creare video clip, brevi filmati, che possono essere
scaricati da Internet o visualizzati in streaming. QuickTime è un formato
che può racchiudere video, audio, immagini virtuali e altri tipi di informazioni multimediali come per esempio un filmato Flash. Un file QuickTime
è suddiviso in tracce composte da audio, video, effetti o testo.
Il programma Quicktime ha associata l'icona , ha un'interfaccia non molto complessa (Figura 2.2.20) ed è molto semplice da usare.
Figura 2.2.20 Finestra generica di Apple QuickTime.
Prima di guardare alcune funzioni nel dettaglio diamo una panoramica sulle generalità del programma. Le possibilità offerte sono molte, le più importanti delle quali sono riportate nel seguente elenco:
➣ la riproduzione di filmati, anche a tutto schermo;
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Conoscenze di base sui file multimediali 53 ✧ Fase Due
➣ il salvataggio di filmati da Internet;
➣ la possibilità di modificare i filmati, sia nell'audio che nel video, aggiun-
gendo anche effetti speciali;
➣ se abbiamo la possibilità di lavorare su un sistema Macintosh possiamo
anche registrare sia audio che video;
➣ se necessario possiamo anche convertire il filmato, oppure l'audio e le
immagini in diversi formati standard;
➣ riproduzione di media archiviati sul nostro disco fisso o in una memoria
esterna, oltre che su Internet.
Visualizzazione di un filmato
Per aprire un filmato memorizzato in locale, possiamo trascinare l'icona relativa al filmato sopra l'icona del programma, oppure, usando il metodo comune a tutte le applicazioni, lavorando nella finestra di dialogo che viene
aperta selezionando la voce di menu File > Apri. Se il filmato è su Internet
dobbiamo attivare la voce di menu File > Apri URL e digitare l'indirizzo
della pagina che contiene il filmato. L'avanzamento della riproduzione può
essere gestito con gli strumenti presenti nella parte inferiore della finestra
(Figura 2.2.21).
Figura 2.2.21 Strumenti per l'avanzamento della riproduzione.
Sulla barra (timeline) viene riprodotto lo stato di avanzamento della riproduzione. Con i cinque pulsanti possiamo passare all'inizio o alla fine del filmato (con i due più esterni), possiamo andare indietro o avanti velocemente (con i due interni) e attivare o interrompere l'avanzamento della riproduzione. In pratica sono gli stessi pulsanti presenti su tutti i lettori CD e
DVD. Per posizionarsi in un punto specifico del filmato possiamo fare clic
sulla freccia indicatrice dello scorrimento (sulla timeline) e trascinare fino
al punto desiderato. Possiamo spostarci all'interno di un filmato, facendo
ricorso all'elenco dei capitoli visualizzato in un menu. Con QuickTime possiamo salvare (scaricare) un filmato visualizzato nel browser web sul disco
rigido. Se è un filmato streaming, QuickTime registrerà un piccolo "filmato
di riferimento" che ha un collegamento allo stream. Una volta caricato il
filmato sul browser, esso viene visualizzato all'interno di una finestra nella
pagina del sito (Figura 2.2.22).
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Fase Due ✧ 54 Vivere in connessione
Figura 2.2.22 Esempio di un filmato visualizzato all'interno del browser.
Per salvarlo in locale dobbiamo selezionare la voce Salva come filmato QuickTime dal menu a discesa associato al pulsante a forma di triangolo presente
nell'angolo in basso a destra della finestra contenente il filmato (Figura 2.2.23).
Figura 2.2.23 Salvataggio di un filmato da Internet.
Se il filmato è protetto da diritti di autore non ci viene data la possibilità di
richiamare tale funzione.
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2.3
Conoscenze di base
sulla posta elettronica
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
In questo capitolo vengono introdotti gli strumenti per la gestione della
posta elettronica e, più in generale, gli strumenti per la comunicazione
in Internet. Vedremo le funzioni per la ricezione, l'invio, l'archiviazione e
la gestione dei messaggi di posta elettronica, offerte dal programma
oggetto di studio (Outlook Express).
Vedremo alcuni suggerimenti per scrivere correttamente le e-mail e in
particolare impareremo alcune "regole comportamentali" da rispettare
durante la comunicazione, sia via e-mail sia nelle mailing list e nei
newsgroup.
Oltre a tutti gli strumenti per gestirle e i vantaggi offerti dalle e-mail
vengono anche introdotti i problemi che possono essere provocati dallo
scambio dei messaggi tramite la posta elettronica.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Inviare e ricevere i messaggi di posta elettronica;
✔ Aprire e salvare gli allegati ricevuti;
✔ Creare ed inviare nuovi messaggi;
✔ Rispondere ai messaggi ricevuti ed inoltrarli a terzi;
✔ Allegare file ai messaggi;
✔ Aggiungere la firma in calce ai messaggi;
✔ Ricercare ed ordinare i messaggi in una cartella;
✔ Organizzare i messaggi nelle cartelle;
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Fase Due ✧ 56 Vivere in connessione
✔ Cercare i messaggi in base a specifiche informazioni;
✔ Memorizzare e archiviare i messaggi;
✔ Memorizzare gli indirizzi in Rubrica;
✔ Stampare i messaggi;
✔ Gestire messaggi di posta elettronica;
✔ Personalizzare la struttura dei messaggi.
✔ Riconoscere le "regole" per scrivere correttamente e-mail
professionali;
✔ Individuare ed evitare lo Spamming;
✔ Conoscere ed evitare i problemi comuni nelle e-mail;
✔ Conoscere le caratteristiche di una Mailing list, una newsgroup e
della Chat on line.
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ E-mail;
✔ Web-mail;
✔ Mailbox;
✔ Server di posta;
✔ SMTP;
✔ POP;
✔ Username;
✔ Client di posta elettronica;
✔ CC e CCN;
✔ Netiquette;
✔ Emoticons;
✔ Newsgroup;
✔ Mailing List;
✔ Spamming;
✔ Chat on line.
*02_Volume.book Page 57 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze di base sulla posta elettronica 57 ✧ Fase Due
La posta elettronica, detta anche electronic-mail, abbreviata in e-mail, è
uno dei servizi più usati offerti da Internet; come tale è necessario che il
computer su cui viene usata abbia a disposizione tutti gli strumenti informatici e telematici necessari per connettersi alla rete. La posta elettronica
consente le trasmissione di messaggi in formato elettronico a uno o più destinatari. Il messaggio può essere costituito da testo, da immagini e da file.
È un sistema trasmissivo molto potente perché permette di inviare e ricevere messaggi in brevissimo tempo tra persone residenti in qualsiasi parte del
mondo. Possiamo inviare lo stesso messaggio a più utenti contemporaneamente anche se fisicamente residenti in luoghi molto lontani tra loro.
Attualmente la posta elettronica viene molto usata in ambito sia lavorativo
che personale per lo scambio di informazioni più o meno formali.
Le caratteristiche principali della posta elettronica sono i seguenti:
➣ è economica: una mail non ha alcun costo aggiuntivo, oltre quello del
collegamento a internet;
➣ può essere letta da qualsiasi computer collegato a internet. Uno fra i ser-
vizi più diffusi offerti insieme alla posta elettronica è quello, cosiddetto,
della Web-mail che consiste nella facoltà di utilizzare la propria casella
di posta anche dal sito Web del fornitore, il provider;
➣ può essere usato per inviare anche file, oltre che testo. L’uso degli alle-
gati è frequente soprattutto in ambito lavorativo, per lo scambio e la collaborazione su uno stesso documento;
➣ è garantita la riservatezza delle informazioni, in quanto l'accesso ai mes-
saggi contenuti nella casella di posta avviene solo in seguito all'inserimento di una password;
➣ i messaggi ricevuti possono essere letti anche in momenti successivi alla
ricezione. Mano a mano che vengono ricevuti, vengono archiviati in
una apposita casella presente sul server del fornitore del servizio e possono essere scaricati sul proprio computer e letti nel momento in cui avviene la connessione. Non è quindi necessario che mittente e destinatario siano contemporaneamente collegati quando avviene lo scambio delle informazioni.
Ciascun utente può possedere anche più caselle di posta elettronica, senza
limite di numero: per esempio, può avere la casella da utilizzare al lavoro e
una o più di una per la posta personale. Per spedire la mail a un utente è
necessario conoscerne l'indirizzo, cioè l’identificativo e la posizione della
specifica casella. Nel momento in cui l'utente stipula il contratto col provi-
*02_Volume.book Page 58 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 58 Vivere in connessione
der, viene riservata un'area sul server del provider stesso, atta al contenimento dei messaggi ricevuti. Questa area viene definita casella postale o mailbox e viene contraddistinta da una parola chiave, lo username scelto
dall'utente. Lo username è univoco nel senso che appartiene a un solo utente e, quindi, esiste una sola casella con quel nome sul server in cui è avvenuta la registrazione. Il controllo dell'univocità viene fatto nel momento
della stipula del contratto e, se lo username che abbiamo indicato è già esistente dovremo modificarlo.
2.3.0 Panoramica sui vari client di posta
Il client di posta elettronica è quel programma che ci permette di lavorare
con la posta elettronica consentendo di effettuare varie operazioni sui messaggi e sugli indirizzi. In particolare il client di posta ci permette di:
➣ consultare e gestire più facilmente tutti i messaggi della nostra casella;
➣ agire opportunamente su ciascuno di essi sfruttando tutte le possibili
funzioni, come la risposta e l'inoltro di un messaggio ricevuto;
➣ memorizzare in una rubrica gli indirizzi dei mittenti dei messaggi;
➣ organizzare i messaggi in cartelle secondo una propria logica;
➣ creare dei filtri per indirizzare opportunamente i messaggi ricevuti.
Attualmente i client di posta elettronica sono molti e offrono tutti i servizi
sopra elencati, differiscono per la grafica e per eventuali sevizi aggiuntivi
sulla sicurezza; tra i più usati e conosciuti possiamo ricordare:
➣ Eudora;
➣ Netscape;
➣ Mozilla;
➣ Outlook;
➣ Outlook Express.
Noi studiamo Microsoft Outlook Express nella versione 6, che viene avviato
selezionando l'omonima voce dal menu di Avvio oppure facendo clic
sull'icona ad esso relativa ( ), se presente, nella barra di Avvio veloce, in
genere situata nella parte sinistra della barra delle Applicazioni. La finestra
visualizzata all'avvio del programma (Figura 2.3.1) è composta principalmente da due parti: la sinistra contenente tutte le cartelle per la gestione dei
messaggi e la parte destra che mostra il contenuto della cartella che avremo
selezionato nel riquadro sinistro della finestra stessa.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 59 ✧ Fase Due
Figura 2.3.1 Finestra all'avvio di Outlook Express.
2.3.1 Inviare e ricevere posta elettronica
Vediamo cosa accade quando spediamo e riceviamo un messaggio.
Quando noi inviamo un messaggio, in realtà lo inviamo al server del provider, che pensa a consegnarlo al server del destinatario. Per meglio comprendere cosa avviene è necessario dare una brevissima descrizione della struttura di un indirizzo e-mail:
[email protected].
➣ Username è la parte dell'indirizzo che contraddistingue la casella di un
utente da un'altra;
➣ @ detto "at" (in italiano, presso), o in termini meno formali "chioccio-
la", è il carattere che divide la username dal nome del server di residenza
della casella di posta;
➣ organizzazione indica il nome del provider con cui è stato stipulato il
contratto;
➣ xxx è il dominio, (per esempio ".it", ".com", ".net") di primo livello a
cui appartiene il provider.
Quindi quando inviamo un messaggio e-mail a un utente in realtà consegniamo il messaggio al nostro server SMTP (Simple Mail Transfer Protocol
- semplice protocollo per il trasferimento della posta) che si occupa dell'in-
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Fase Due ✧ 60 Vivere in connessione
terpretazione dell'indirizzo del destinatario, in modo che venga individuato
il server a cui appartiene la sua casella.
Quando al server del destinatario arriva il messaggio osserva la prima parte
dell' indirizzo e-mail (il nome dell' utente) e spedisce il messaggio in un'
area riservata a quell' utente, dove viene accodato ai messaggi precedenti. Il
server che si occupa della ricezione è denominato server POP (Post Office
Protocol). Lo scambio dei messaggi avviene dunque tramite due tipi di server: il server SMTP per l'invio e il server POP per la ricezione. Le informazioni relative ai due tipi di server vengono sempre date nel momento in cui
viene stipulato il contratto con il provider che ci fornisce la casella di posta.
L'uso delle funzionalità del client di posta può essere effettuato solo dopo
aver "configurato" il programma, in modo che possano essere usati i due
server sopra descritti: dobbiamo fornire al programma le informazioni relative all’SMTP per l'invio dei nostri messaggi e quelle del POP per ricevere
tutto ciò che ci è stato inviato (i loro nomi ci vengono forniti dal provider).
La prima volta che si avvia Outlook Express viene visualizzata una finestra
di avvertimento di mancata configurazione del programma. Alla conferma
di tale messaggio viene aperta la finestra di dialogo per l'inserimento delle
proprie informazioni in modo che il programma vada automaticamente a
reperire i messaggi nella nostra casella di posta sul server del provider su cui
siamo registrati. Nella prima finestra (Figura 2.3.2) devono essere inseriti il
nome e il cognome, che saranno quelli che verranno visualizzati anche dai
destinatari dei nostri messaggi.
Figura 2.3.2 Inserimento del nome visualizzato.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 61 ✧ Fase Due
Queste informazioni sono significative, in quanto ci identificano nei messaggi che inviamo. Essendo un testo libero, possiamo digitare anche parte
del nostro nome e cognome, per esempio solo il nome. Sono molti gli utenti che digitano solo una parte, ma se tutti inserissimo solo il nome, vi immaginate che confusione nella Posta in arrivo, soprattutto se abbiamo un
nome comune? Per esempio, se tutti gli utenti di nome Marco, un nome abbastanza comune, configurassero il programma solamente con il nome, nella casella della posta in arrivo di un ipotetico destinatario si creerebbe una
lunga lista di messaggi inviati da Marco, che non è necessariamente la stessa
persona. Quindi si dovrebbe fare una lunga ricerca per reperire il messaggio
di uno dei Marco di cui interessa rileggere un messaggio ricevuto. Nel passaggio successivo (Figura 2.3.3) deve essere digitato l'indirizzo completo
della casella di posta elettronica.
Figura 2.3.3 Inserimento dell'indirizzo della casella di posta elettronica.
Al terzo passaggio (Figura 2.3.4) devono essere digitati i server: quello in ingresso (SMTP) e quello in uscita (POP3).
Nel quarto e ultimo passaggio (Figura 2.3.5) deve essere digitata la password per accedere alla casella. La password viene creata direttamente
dall’utente al momento dell’attivazione del servizio di posta presso il sito del
provider. Se viene impostata l'opzione Memorizza password, ai successivi accessi alla casella non verrà richiesta la digitazione di tale informazione.
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Fase Due ✧ 62 Vivere in connessione
Figura 2.3.4 Configurazione dei server di posta.
Figura 2.3.5 Inserimento della password di accesso alla casella.
2.3.2 Leggere i messaggi
e aprire gli allegati
I messaggi ricevuti vengono inseriti automaticamente all'interno della cartella Posta in arrivo. Il numero dei messaggi ricevuti che devono essere ancora letti, appare tra parentesi, vicino alla cartella Posta in arrivo sulla sinistra della finestra. All'interno della cartella contenente i messaggi ricevuti,
le e-mail non ancora lette si distinguono dalle altre perché sono evidenziate
in grassetto.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 63 ✧ Fase Due
Quando ci sono messaggi da leggere, viene inserita l'icona
nell'Area di
notifica, che viene eliminata non appena si leggono i nuovi messaggi. Per
leggere un messaggio presente nella lista dei messaggi in arrivo, nella parte
superiore destra della finestra, è necessario selezionarlo: il contenuto viene
visualizzato nella parte principale della finestra (Figura 2.3.6).
Figura 2.3.6 Lettura del messaggio selezionato nella posta in arrivo.
Automaticamente, viene tolta la formattazione in grassetto alla riga corrispondente al messaggio che stiamo leggendo e viene decrementato il numero dei messaggi ancora da leggere.
Aprire e salvare un allegato
Quando il messaggio ricevuto contiene uno o più file
allegati, viene contrassegnato con il simbolo di una
graffetta, sia nella lista dei messaggi ricevuti, sia nella
parte superiore destra dell'area che contiene il messaggio aperto. Se prendiamo visione della situazione riportata in Figura
2.3.6, vediamo che la graffetta è stata inserita in entrambe le parti sopraindicate. Nel caso particolare della figura, l'allegato è costituito dall'immagine che è stata visualizzata nella parte inferiore della finestra. In generale, l'al-
*02_Volume.book Page 64 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 64 Vivere in connessione
legato può essere aperto oppure salvato selezionando l'opportuna voce nel
menu a discesa che viene attivato facendo clic sul simbolo della graffetta
nella barra dell'anteprima del messaggio aperto.
Questo messaggio contiene un solo allegato; se sono presenti più file, vengono elencati tutti. L'apertura di uno di essi avviene facendo clic sulla voce
ad esso relativa. Se, invece, gli allegati devono essere salvati in locale, dobbiamo selezionare la cartella di destinazione nella finestra di dialogo di salvataggio che viene aperta facendo clic sulla voce Salva allegati…Se ci sono
più allegati, per salvarli tutti contemporaneamente dobbiamo fare clic sul
pulsante Seleziona tutto nella finestra Salva allegati. L'impostazione della
cartella di destinazione deve essere effettuata nella casella Salva in: magari
ricercandola nella finestra associata al pulsante Sfoglia.
2.3.3 Creare nuovi messaggi
Per creare un nuovo messaggio di posta elettronica possiamo fare clic sul pulsante Crea messaggio nella barra degli Strumenti oppure possiamo selezionare
la voce di menu File > Nuovo > Messaggio di posta, può essere utilizzata anche
la combinazione di tasti CTRL + N. Viene così creata una nuova finestra contenente un messaggio da comporre in ogni sua parte (Figura 2.3.7).
Figura 2.3.7 Un nuovo messaggio
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 65 ✧ Fase Due
Se vogliamo personalizzare il corpo del messaggio con uno sfondo particolare, non bianco, come avviene effettuando l'operazione appena descritta,
dobbiamo selezionare quello desiderato nel menu a discesa (Figura 2.3.8)
associato al pulsante Crea messaggio nella barra degli strumenti.
Figura 2.3.8 Scelta di uno sfondo per il messaggio.
La stessa scelta può essere fatta anche in un secondo momento; dopo aver
creato il messaggio senza decorazione, possiamo selezionare il tipo di elemento decorativo nel menu Formato > Applica elementi decorativi nella finestra contenente il nuovo messaggio. In Figura 2.3.9 è riportato un esempio di nuovo messaggio, con già impostati gli indirizzi dei destinatari.
Figura 2.3.9 Creazione di un nuovo messaggio.
Vediamo nel dettaglio ciascuna casella che compone la finestra.
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Fase Due ✧ 66 Vivere in connessione
L'indirizzo del destinatario
L'indirizzo del destinatario deve essere inserito nella casella A: della finestra
contenente il nuovo messaggio. Se il messaggio è destinato a più persone,
possiamo scriverne gli indirizzi separati da virgole. Gli indirizzi non digitati
correttamente non vengono riconosciuti e le mail ad essi indirizzati vengono rimandate al mittente.
Cc Se il messaggio deve essere letto anche da una persona che non è il destinatario principale, il suo indirizzo deve essere inserito nella casella Cc (copia carbone). Il messaggio arriva in questo modo per conoscenza. Al destinatario arriva lo stesso messaggio destinato a chi è stato inserito in A:, ma
chi riceve il messaggio in Cc sa che il messaggio non è stato indirizzato direttamente a lui, ma che il contenuto in qualche modo lo riguarda.
Nell'esempio, Roberto leggerà la stessa mail che è arrivata a Mario, Giuseppe
e Paolo, ma sa che sta leggendo una mail non inviata direttamente a lui, ma
agli altri tre. I destinatari del messaggio vedono che questo viene ricevuto
anche da chi è in Cc. Quindi, in questa modalità rimane tutto "in chiaro".
Questa prassi è molto usata in diversi ambiti. Se per esempio il dirigente
della scuola sta inviando a tutti i genitori degli alunni di una classe la comunicazione della gita che faranno i loro figli, può inserire in A: l'indirizzo
di tutti i genitori e in Cc: l'indirizzo di tutti gli insegnanti che accompagneranno i ragazzi in gita, per renderli participi di quanto viene comunicato riguardo a una cosa di cui anche loro devono essere a conoscenza.
Ccn Se il messaggio deve essere letto anche da altri, ma non vogliamo che
i destinatari del messaggio ne abbiano notizia, l'indirizzo di chi deve "rimanere nascosto" deve essere inserito nella casella Ccn: (copia carbone nascosta). L’indirizzo inserito nel campo Ccn: non viene visto dal resto dei destinatari, per questo si dice che è in copia nascosta; spetta al destinatario della
mail in Ccn non "farsi scoprire" andando a parlare del contenuto della mail
al resto dei destinatari. Questa opzione non è sempre visualizzata; se necessario, deve essere selezionata la voce di menu Visualizza > Tutte le intestazioni nella finestra contenente il nuovo messaggio.
Questa modalità è molto usata. Nell'esempio della gita, non è detto che un
genitore voglia far conoscere a tutti gli altri genitori il suo indirizzo, che potrebbe essere usato anche per usi non corretti (per esempio, invio di comunicazioni a cui non è assolutamente interessato, oppure un avvio di corrispondenza non desiderata). In generale, in tutti quei casi in cui dobbiamo
inviare la stessa e-mail a un gruppo di persone, che non sappiamo in che
relazione siano tra loro, è sempre preferibile inserire i vari indirizzi nella ca-
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 67 ✧ Fase Due
sella Ccn: in modo che ognuno riceva il suo messaggio, ma in modo tale che
il suo indirizzo non venga visto dal resto dei destinatari.
Come vedremo nella successiva sezione, abbiamo la possibilità di rispondere direttamente a un messaggio ricevuto, coinvolgendo anche tutto il resto
dei destinatari (nel caso ce ne sia più di uno). Questo spesso genera una serie
di messaggi di domande e risposte a catena, da cui spesso risulta difficile
uscire. Se i destinatari vengono tutti inseriti in Ccn:, non diamo la possibilità di innescare quelle lunghe e spesso inutili catene di messaggi.
Nell'esempio di Figura 2.3.9 Valeria leggerà il contenuto della mail, ma
tutti gli altri non se ne accorgeranno.
Oggetto Il campo Oggetto: costituisce una breve descrizione del contenuto
dell’e-mail, della quale in pratica deve essere il titolo. Non è obbligatorio
compilare tale campo ai fini dell'invio ma è consigliato, perché il destinatario può agevolmente capire di cosa si tratterà nel messaggio prima di aprirlo
e riuscirà a individuarlo più facilmente tra una lista di messaggi ricevuti. È
dunque buona norma che l'oggetto sia indicativo del contenuto della mail.
Nell’esempio della gita, se impostiamo "Saluti" come oggetto della comunicazione, non aiutiamo i destinatari a individuare la mail contenente il
programma tra una lista di messaggi eventualmente ricevuti che trattano lo
stesso argomento. In tal caso è opportuno inserire come oggetto "Programma gita", che è esplicativo del contenuto della mail stessa.
Corpo della e-mail Il corpo della e-mail deve essere inserito nella parte
principale della finestra. Non ci sono limiti di lunghezza per il testo che,
se necessario, può anche essere formattato secondo le esigenze, usando
gli strumenti messi a disposizione dal programma, che sono del tutto simili a quelli presenti in Word.
Vedremo nella sezione 2.3.5 come inserire allegati ai messaggi.
Invio del messaggio
Il messaggio viene inviato facendo clic sul pulsante Invia presente all'estrema sinistra della barra degli strumenti della finestra del messaggio. Se il
computer non è connesso a internet, il messaggio viene salvato nella cartella
Posta in uscita, dove rimane in attesa della connessione alla rete per essere
inviato; se invece la connessione è attiva il messaggio viene immediatamente consegnato al server di posta in uscita ed inserito nella cartella Posta inviata.
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Fase Due ✧ 68 Vivere in connessione
2.3.4 Rispondere ai messaggi
In entrambi i casi, a parte il diverso numero di destinatari, viene creato un
nuovo messaggio con alcune parti già impostate:Per rispondere immediatamente a un messaggio ricevuto possiamo usare la funzione Rispondi (
)
o Rispondi a tutti ( ).Se il messaggio cui si risponde contiene un solo indirizzo, le due funzioni coincidono. Si differenziano nel caso in cui la mail
a cui stiamo rispondendo non è stata indirizzata solamente a noi, ma anche
ad altri. In tal caso attivando la funzione Rispondi, si imposta la risposta solo
per il mittente del messaggio; con il Rispondi a tutti si definisce una risposta
a tutti i destinatari del messaggio originale, mantenendo l'"importanza" dei
vari destinatari, cioè se un indirizzo era inserito nel campo Cc, nella risposta
rimane in Cc.
➣ gli indirizzi dei destinatari come descritto precedentemente;
➣ l'oggetto è lo stesso del messaggio a cui stiamo rispondendo preceduto
dalla dicitura Re: (replay) a indicare che il messaggio che stiamo componendo è la risposta a uno che abbiamo ricevuto;
➣ il testo del messaggio a cui stiamo rispondendo è presente nel corpo del-
la e-mail.
Tutte le informazioni appena indicate possono anche essere modificate.
Nella casella della Posta in arrivo il messaggio a cui abbiamo inviato una risposta viene contrassegnato con il simbolo .
Inoltrare un messaggio
Se un messaggio ricevuto deve essere mandato a una terza persona, usiamo la
funzione Inoltra (
). Viene così creato un nuovo messaggio che ha come
oggetto lo stesso della mail che stiamo inoltrando, preceduto da Fwd:
(forward) a indicare che quello che stiamo inviando è un messaggio inoltrato.
Le caselle dei destinatari sono vuote perché, ovviamente, digiteremo nuovi
indirizzi.
Nel corpo della e-mail viene riportato per intero il messaggio che stiamo
inoltrando.
Come per la risposta, tutto quello che viene precompilato può essere modificato.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 69 ✧ Fase Due
2.3.5 Allegare file ai messaggi
L'inserimento di un allegato al messaggio da inviare viene fatto selezionando il file da allegare nella finestra che si apre attivando la voce di menu Inserisci Allegato, oppure facendo clic sul pulsante con il simbolo della graffetta presente sulla barra degli strumenti. I file vengono elencati nella casella
Allegati che viene automaticamente aggiunta immediatamente al di sotto
della casella contenente l'oggetto (Figura 2.3.10).
Figura 2.3.10 Aggiunta della casella contenente il riferimento al file da allegare.
Se l'allegato deve essere rimosso prima dell'invio della e-mail dobbiamo
premere il tasto CANC dopo averlo selezionato nella casella contenente gli
allegati.
2.3.6 Aggiungere la firma ai messaggi
La firma è una piccola porzione di testo che può essere inserita in calce al
messaggio per dare al destinatario tutte le coordinate tramite cui può essere
reperito il mittente.
Funge da biglietto da visita, quindi contiene tutte quelle informazioni che
desideriamo fornire ai destinatari. Questi dati differiscono a seconda del tenore della e-mail. Se una mail è formale o di lavoro, in genere la firma contiene il titolo di studio, i recapiti telefonici, l'indirizzo della sede di lavoro,
il ruolo ricoperto e tutto ciò che può essere usato per identificare il mittente. Se la mail è informale vi vengono inserite tutte le informazioni che abitualmente si danno agli amici: i recapiti telefonici, l'indirizzo di casa e altro,
ma in genere si evita tutto quello che riguarda la sfera professionale, come
il titolo di studio o il ruolo ricoperto nell'azienda in cui si lavora. Tutte queste informazioni vengono raccolte nella scheda Firma (Figura 2.3.11) nella
finestra associata alla voce di menu Strumenti Opzioni.
Facendo clic sul pulsante Nuova viene attivato il cursore nella casella per la
definizione della firma. Nella sezione Modifica firma digitiamo tutte le informazioni che desideriamo. Selezionando l'opzione Aggiungi la firma a
tutti i messaggi in uscita, le informazioni verranno inserite nella parte inferiore di ciascun messaggio creato.
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Fase Due ✧ 70 Vivere in connessione
Figura 2.3.11 Finestra per la composizione della firma.
Se non vogliamo aggiungere la firma a tutti i messaggi selezioniamo il menu
Inserisci Firma nella finestra contenente il messaggio che stiamo componendo.
2.3.7 Ricerca e ordinamento dei messaggi
Se desideriamo cercare un messaggio in base ad alcune informazioni di cui
siamo a conoscenza, per esempio, il mittente, la data di arrivo o l'oggetto,
possiamo reperire facilmente il messaggio cercato, ordinando i messaggi
prima di iniziare la ricerca.
L'ordinamento in base a un criterio scelto si ottiene agendo sulle intestazioni delle informazioni presenti nella parte superiore della lista dei messaggi.
Nell'esempio di Figura 2.3.12 ordiniamo i messaggi in base al mittente selezionando Da con un clic del mouse. La ricerca del messaggio nella lista
dei messaggi così ordinati risulta così notevolmente semplificata.
Figura 2.3.12 Ordinamento dei messaggi ricevuti in base al mittente.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 71 ✧ Fase Due
2.3.8 Organizzare i messaggi in cartelle
Un altro accorgimento da osservare per facilitare la ricerca dei messaggi e
per meglio organizzarli tra le cartelle preimpostate di Outlook Express consiste nell'organizzare i messaggi in ulteriori sottocartelle. Se riusciamo a "incanalare" i messaggi all'interno di opportune cartelle otterremo un archivio
ordinato all’interno del quale sarà facile gestire la nostra posta. Per esempio, se riceviamo molti messaggi da una medesima persona oppure se ne abbiamo ricevuti differenti riguardanti uno stesso argomento, possiamo creare nuove cartelle e spostare al loro interno tutti i messaggi finora ricevuti,
secondo la logica con cui abbiamo creato le sottocartelle stesse. Facciamo
un esempio: supponiamo di ricevere molti messaggi da una persona di
nome Carlo che ha indirizzo [email protected]. All'interno della cartella Posta
in arrivo creiamo una cartella denominata Carlo seguendo la seguente procedura:
➣ dal menu di scelta rapida associato a una cartella selezioniamo la voce
Nuova cartella; alternativamente, selezioniamo la voce di menu File
Nuovo Cartella oppure File Cartella Nuova. Nei tre casi non è necessario che sia selezionata la cartella "madre" (in questo caso Posta in arrivo);
➣ nella finestra di dialogo che viene aperta (Figura 2.3.13) deve essere im-
postato il nome della sottocartella (Carlo) e la cartella "madre" in cui
deve essere contenuta la sottocartella (Posta in arrivo);
Figura 2.3.13 Creazione di una sottocartella della Posta in arrivo.
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Fase Due ✧ 72 Vivere in connessione
➣ Il risultato dell'operazione appena svolta è riportato in Figura 2.3.14.
Figura 2.3.14 Sottocartella Carlo della Posta in arrivo.
Tutti i messaggi ricevuti finora da Carlo possono essere spostati nella cartella appena creata, mediante trascinamento: selezioniamo i messaggi che
desideriamo spostare con un clic del mouse e tenendo premuto il tasto
Shift, facciamo clic sulla selezione e, tenendo premuto il pulsante sinistro
trasciniamola verso sinistra nell’albero delle cartelle, posizioniamo poi il
cursore sulla cartella Carlo, infine rilasciamo il pulsante.
La stessa operazione può essere effettuata selezionando la voce Sposta nella
cartella dal menu di scelta rapida associato al messaggio da spostare, oppure
dal menu Modifica. All'attivazione di quest'ultima funzione viene visualizzata una finestra (Figura 2.3.15) da cui deve essere selezionata la cartella di
destinazione (Carlo nell'esempio). La finestra di dialogo Sposta è presente il
pulsante Nuova cartella che permette di creare una sottocartella della cartella attualmente selezionata.
Figura 2.3.15 Spostamento dei messaggi nella sottocartella creata.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 73 ✧ Fase Due
2.3.9 Trovare i messaggi
Talvolta gli accorgimenti illustrati nelle due sezioni precedenti non sono
sufficienti per trovare agilmente i messaggi cercati. In tali casi ci viene in
soccorso la funzione Trova che può essere attivata agendo sull'opportuno
pulsante della barra degli strumenti oppure dal menu Modifica. Possiamo
poi selezionare dal sottomenu l'oggetto da ricercare (Figura 2.3.16).
Figura 2.3.16 Impostazione dell'oggetto da ricercare.
La ricerca approfondita avviene selezionando la voce Messaggio dal sottomenu del pulsante Trova. Le opzioni di ricerca devono essere impostate nella
finestra di dialogo che viene aperta (Figura 2.3.17).
Figura 2.3.17 Impostazione dei criteri per la ricerca di messaggi.
In tale finestra devono essere impostate tutte le opzioni per la ricerca; in
particolare nella casella Cerca in deve essere definita la cartella in cui deve
essere ricercato il messaggio. Se viene selezionata anche l'opzione Includi
sottocartelle la ricerca viene estesa anche a tutte le cartelle contenute in quella selezionata. Se non è semplice ricordarsi la struttura delle cartelle possiamo ricorrere alla finestra che ci mostra l'albero completo (la struttura) delle
cartelle facendo clic sul pulsante Sfoglia…
Nelle caselle Da, A, Oggetto e Messaggio devono essere rispettivamente impostate le opzioni eventualmente conosciute. Ovviamente Da e A sono al-
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Fase Due ✧ 74 Vivere in connessione
ternative. Tornando al nostro esempio, supponiamo di voler cercare tutti i
messaggi ricevuti da Carlo. Conoscendo l'indirizzo per esteso possiamo inserire direttamente nella casella Da l'indirizzo completo, altrimenti possiamo inserirne solo una parte. Se ne siamo a conoscenza, la ricerca è più mirata e quindi più veloce, se digitiamo l'indirizzo completo. Nella casella Oggetto dobbiamo digitare l'argomento, o parte di esso, del messaggio ricercato. In Messaggio possiamo digitare una parte del corpo del messaggio cercato, per esempio una parola che ricordiamo vi fosse contenuta.
Nelle due caselle contenute nella parte inferiore della finestra possiamo impostare due date che delimitano l'intervallo di tempo in cui è stato ricevuto
o inviato il messaggio cercato. Le due caselle di opzione Messaggio con allegati e Messaggio contrassegnato affinano ulteriormente la ricerca. La ricerca,
con le opzioni impostate, viene avviata con il clic sul pulsante Cerca. I messaggi risultanti dalla ricerca vengono visualizzati nella parte inferiore della
finestra. Al clic sul pulsante Nuova ricerca le opzioni vengono azzerate in
modo da poter iniziare una nuova ricerca.
2.3.10 Memorizzare e archiviare i messaggi
Un messaggio può essere salvato come file, selezionando la voce di menu File
Salva con nome. Viene così avviato il processo di salvataggio tipico di qualsiasi
file di Windows. Selezionata la cartella locale di destinazione e il nome del file
da salvare, viene creato un file con formato eml. Essendo un file, può essere
esportato e visualizzato in qualsiasi altro computer, senza ricorrere necessariamente alla configurazione del client di posta installato su tale PC.
2.3.11 Rubrica
Outlook Express è dotato di una propria Rubrica in cui possono essere memorizzati tutti i contatti interessanti. La Rubrica è vantaggiosa per il fatto
che dà la possibilità di memorizzare le informazioni riguardanti le persone
con cui corrispondiamo e di poterle reperire in base a una sola di esse. Non
sempre è semplice ricordarsi un indirizzo di posta elettronica, anche sapendo che, durante la sua digitazione nell’apposito campo il programma, riconoscendolo, provvederà automaticamente a completarlo. Nella Rubrica
possiamo memorizzate informazioni su una singola persona (indirizzo di
posta elettronica, numero di telefono, indirizzo ecc.) oppure possiamo raggruppare informazioni su più persone in base a particolari criteri. Per esempio, gli indirizzi degli alunni di una determinata classe potranno essere tutti
raccolti all'interno di un gruppo. Un messaggio indirizzato al nome che
identifica una lista viene inviato a tutti gli elementi della lista stessa. Si ac-
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 75 ✧ Fase Due
cede alla Rubrica facendo clic sul pulsante Indirizzi ( ) nella barra degli
strumenti oppure selezionando la voce Rubrica… dal menu Strumenti.
Creazione di un contatto
Un contatto viene creato selezionando la voce Nuovo contatto dal menu a discesa associato al pulsante Nuovo nella barra degli strumenti (Figura 2.3.18).
Figura 2.3.18 Attivazione della creazione di un nuovo contatto.
Tutte le informazioni da memorizzare per quel contatto devono essere digitate nella finestra di dialogo che viene aperta (Figura 2.3.19).
Figura 2.3.19 Definizione di un nuovo contatto in Rubrica.
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Fase Due ✧ 76 Vivere in connessione
L'aggiunta del contatto avviene premendo il pulsante Ok e il nuovo contatto
viene così visualizzato nella lista della Rubrica. Tra le informazioni da memorizzare, c'è Alias che permette di dare un "soprannome" alla persona aggiunta.
Per esempio, se ricordiamo meglio una persona in base al ruolo ricoperto in
una scuola (come l'assistente del laboratorio informatico o il professore di
matematica), memorizziamo l'informazione in tale campo, che ci potrà servire in caso di impostazione del destinatario. I dati inseriti ci vengono in aiuto
ogni volta che componiamo un messaggio. Senza digitare l'indirizzo possiamo inserire nei campi che devono contenerlo, il nome, il cognome o l'Alias.
Outlook Express reperisce immediatamente i dati in Rubrica in base alle informazioni digitate. Mano a mano che si procede con la digitazione, viene
suggerito il nominativo della persona, tra quelle in rubrica, che più si avvicina
alle lettere digitate. Nell'esempio, proviamo a digitare la lettera "C", iniziale
dell'unico nominativo inserito in Rubrica. Outlook reperisce le informazioni
relative a Carlo proponendone il nome e il cognome all'interno della casella
che dovrà contenere l'indirizzo (Figura 2.3.20).
Figura 2.3.20 Suggerimento del nominativo reperito dalla Rubrica.
Nella casella rimane visualizzato il nome e il cognome e viene nascosto l'indirizzo. Outlook Express provvede a fare l'associazione e a inviarlo all'indirizzo memorizzato in Rubrica.
Creazione di una lista di distribuzione
In una lista di distribuzione vengono memorizzati vari indirizzi. Per inviare
un messaggio a tutti gli indirizzi appartenenti alla lista, dobbiamo inserire
il nome della lista nel campo dedicato al destinatario. Outlook Express,
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 77 ✧ Fase Due
quando trova il nome della lista, pensa a inviare il messaggio a tutti gli indirizzi appartenenti ad essa.
La creazione della lista avviene selezionando la voce Nuovo gruppo dal menu
a discesa associato a Nuovo nella finestra per la gestione della Rubrica (Figura 2.3.18).
All'attivazione di tale funzione viene aperta la finestra (Figura 2.3.21) in cui
deve essere definito il nome della lista (Classe Ib nell'esempio) e gli indirizzi
che ne fanno parte.
Figura 2.3.21 Creazione di una lista di distribuzione.
Facendo clic sul pulsante Seleziona viene aperta una finestra contenente tutti i contatti memorizzati in Rubrica, tra i quali devono essere selezionati
quelli da raggruppare nella lista. Sulla sinistra della finestra sono elencati
tutti gli indirizzi, e solo quelli che faranno parte del gruppo verranno trasferiti sulla destra della finestra. Dalla finestra delle proprietà del gruppo,
possiamo anche richiamare la finestra per la definizione di un nuovo contatto, facendo clic sul pulsante Nuovo contatto.
Cancellare un indirizzo dal gruppo
Un indirizzo viene eliminato da un gruppo, e più in generale dalla rubrica,
premendo il tasto CANC dopo averlo selezionato, oppure facendo clic sul
pulsante Elimina dalla barra degli strumenti della finestra della Rubrica.
L'eliminazione si ottiene anche selezionando la voce Elimina dal menu di
scelta rapida associato al contatto da cancellare.
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Fase Due ✧ 78 Vivere in connessione
Aggiungere un indirizzo in rubrica dalla posta in arrivo
Per aggiungere velocemente in Rubrica il contatto relativo a un indirizzo da
cui abbiamo ricevuto una e-mail, possiamo selezionare la voce Aggiungi il
mittente in Rubrica dal menu di scelta rapida associato al messaggio ricevuto
(Figura 2.3.22).
Figura 2.3.22 Aggiunta in Rubrica dell'indirizzo di un mesaggio ricevuto.
2.3.12 Stampare i messaggi
La stampa di un messaggio viene attivata selezionando la voce di menu File
Stampa oppure facendo clic sul pulsante Stampa nella barra degli strumenti
della finestra del programma. La finestra per la stampa (Figura 2.3.23) è simile a quella analizzata per ogni altro applicativo.
Figura 2.3.23 Finestra per la richiesta della stampa.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 79 ✧ Fase Due
In particolare possiamo stampare una certa quantità di copie, una sola parte
del messaggio (preventivamente selezionata), e, se più lunga di una pagina,
possono essere stampate solo determinate pagine. Se sono installate più
stampanti, nella finestra può anche essere scelta la stampante su cui deve essere inviata la stampa.
2.3.13 Etica e norme di buon uso
delle e-mail professionali
Come abbiamo visto, il programma per la gestione delle e-mail è abbastanza semplice. Non ci sono molte funzioni da conoscere, ma è opportuno rispettare alcune "regole di comportamento" per comunicare correttamente.
Questo viene in genere definito Netiquette a indicare la contrazione di Internet Etiquette.
Vediamo alcune regole appartenenti alla Netiquette.
➣ Se abbiamo inserito una persona in CC, non dobbiamo riferirci nella
mail direttamente ad essa. Cioè se abbiamo inserito l'indirizzo di Sara
in CC, nel corpo della mail non dobbiamo scrivere, Ciao Sara….. in
quanto Sara deve solo leggere la mail che è stata inviata a qualcun altro.
Al massimo possiamo fare riferimento a Sara esplicitando "che ci sta
leggendo in CC".
➣ Usare bene il campo Oggetto. Evitare il più possibile di lasciarlo vuoto.
È buona norma descrivere sinteticamente ma chiaramente il contenuto.
Così, inoltre la ricerca del messaggio risulterà notevolmente semplificata.
➣ Evitare di inviare allegati inutili per non appesantire lo scaricamento del
messaggio da parte del destinatario.
➣ Se si inviano allegati, accertarsi che la dimensione del file non sia ecces-
sivamente grande. Se è proprio necessario, è sempre opportuno chiedere
al destinatario se in è in condizione di riceverlo.
➣ Se di un messaggio non siamo l'unico destinatario, usiamo il Rispondi a
tutti solo se necessario. Cerchiamo di evitare le lunghe conversazioni tra
gruppi di persone quando non è richiesto.
➣ Se dobbiamo inviare un messaggio a più persone che non si conoscono
a vicenda o che non siamo sicuri che vogliano far conoscere il loro indirizzo, è preferibile inserire gli indirizzi in Ccn. Siamo così sicuri che ogni
persona non vede altro che il messaggio. Inoltre, quando riceviamo il
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Fase Due ✧ 80 Vivere in connessione
messaggio in Ccn non abbiamo la possibilità di rispondere a tutti gli indirizzi, risolvendo così il problema sopra enunciato delle lunghe catene
di risposte.
➣ Questa è una curiosità, più che un consiglio di comportamento: il testo
scritto con lettere maiuscole, lo interpretiamo come testo "urlato".
Quindi cerchiamo di usare questo formato opportunamente.
➣ Un'ultima cosa: dato che i testi delle mail perlopiù contengono solo te-
sto, spesso si ricorre a emoticon per dare dei cenni di espressione al contenuto del messaggio. Riportiamo nella seguente tabella, alcune delle
molte emoticon che possiamo inserire nei nostri messaggi. In e-mail
professionali devono essere evitate ovviamente, riservandone l'uso solo
in mail informali.
Faccina
Significato
:-)
Sono felice
:-D
Sto ridendo a crepapelle
:-(
Sono triste, agitato o depresso
:-o
Sono stupito
:-O
Molto sorpreso
:-I
Indifferente
:-/
Scettico, indeciso
:'-(
Piango
:'-)
Sono così contento che sto piangendo di gioia
(:-(
Sono indispettito
:-[
Sono particolarmente arrabbiato
:-|
No comment, basito
:-<
Tristemente solo
:-c
Sono scocciato
2.3.14 Spam
Uno dei problemi più diffusi e più fastidiosi legati all’uso della posta elettronica è il cosiddetto spamming. Esso consiste nella ricezione incondizionata di e-mail non desiderate inviate, perlopiù, da parte di società che pubblicizzano prodotti e servizi. Tali società reperiscono gli indirizzi di posta
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 81 ✧ Fase Due
dalle tante banche dati elettroniche diffuse in rete o inviano e-mail attraverso speciali programmi che generano indirizzi casuali. Per evitare il fenomeno possiamo osservare una serie di suggerimenti:
➣ Durante la navigazione, spesso accediamo ad alcune aree in cui viene ri-
chiesta la registrazione a un servizio, attraverso l’inserimento di informazioni varie fra le quali il proprio indirizzo e-mail. È consigliato non
distribuire il proprio indirizzo usato per le comunicazioni personali; in
genere è meglio crearsi un indirizzo apposito per ricevere messaggi di
tale tipo.
➣ È meglio non usare mai i collegamenti contenuti nelle pagine web inserite
in alcune mail inviate da ignoti; in certi casi è addirittura consigliato eliminare definitivamente tali mail anche prima di leggerle. Questo perché
accedendo a tali collegamenti spesso inviamo, senza accorgercene, una
conferma implicita all'invio di mail pubblicitarie sul nostro indirizzo.
➣ Se si riceve un’e-mail non desiderata contenente un link per cancellarsi
dal servizio, non usare assolutamente quel link che, molto probabilmente, rappresenta solo una "trappola" per controllare se la nostra casella è
attiva e viene usata con regolarità.
2.3.15 Problemi comuni nelle e-mail
Il servizio e-mail, se da un lato migliora indescrivibilmente la vita di ogni
utente informatico permettendo una comunicazione istantanea e gratuita,
dall’altro crea una serie di problematiche legate soprattutto all’inesperienza.
Il problema principale risiede nella possibilità, purtroppo remota non a sufficienza, di infettare il proprio sistema con un virus informatico. I virus
sono dei programmi scritti, normalmente, per danneggiare un sistema informatico all’insaputa dell’utente e per propagarsi su altri computer. Ne
consegue che il mezzo della posta elettronica sia uno dei metodi preferiti dai
programmatori di virus per diffondere i loro programmi. Poiché, come abbiamo già detto, un virus è un programma, è sufficiente mandarlo in esecuzione per infettare il computer. È buona abitudine, pertanto, non aprire
mai gli allegati ricevuti via e-mail da mittenti sconosciuti, a maggior ragione se tali allegati sono file con l’estensione caratteristica degli eseguibili:
.exe, .bat, .com. A volte può succedere che il computer risulti infettato da
un virus anche in seguito alla semplice visualizzazione del contenuto dell’email; questo avviene a causa di gravi errori di programmazione nella sicurezza dei client di posta elettronica. Per aggirare questo rischio, l’unico consiglio sempre valido è quello di mantenere aggiornato il nostro client di po-
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Fase Due ✧ 82 Vivere in connessione
sta con le ultime correzioni ufficiali al programma senza dimenticare di installare e tenere aggiornato un buon programma antivirus. Vedremo come
gestire e configurare antivirus nella fase 3.1.2.
2.3.16 Mailing list e newsgroup
Un newsgroup è tecnicamente un gruppo di discussione, il punto d'incontro di persone che condividono uno stesso interesse, strutturato in forma di
bacheca elettronica; i gruppi di discussione sono tantissimi e sono, pertanto, organizzati per categorie (geografiche o tematiche) in modo da permettere un accesso più semplice. I messaggi vengono "affissi in questa bacheca
virtuale" e costituiscono, normalmente, risposte a precedenti messaggi,
nuove discussioni sul tema del newsgroup o richieste di informazioni specifiche.
La mailing list consiste in una lista di indirizzi di posta elettronica identificata da un nome. Nel momento in cui un messaggio e-mail viene inviato
alla mailing list, una sua copia viene automaticamente inviata a tutti gli indirizzi presenti nella lista. Come i gruppi di discussione, le mailing list sono
tematiche. Partecipa alla mailing list solo l'utente interessato all'argomento
trattato. A differenza del newsgroup, l'utente iscritto alla mailing list riceverà il messaggio direttamente nella propria casella postale.
Come abbiamo visto per la posta elettronica, anche per i newsgroup e per
le mailinglist esistono alcune regole che è meglio rispettare:
➣ nei newsgroup non dobbiamo criticare abitudini di altri, anche se ci
possono sembrare strane;
➣ non inviare lo stesso messaggio a più newgroup per evitare lo spam-
ming, tanto odiato dai frequentatori dei newsgroup;
➣ prima di scrivere un messaggio a un newsgroup, è conveniente essere
ben inseriti nell'argomento per evitare di far interventi inutili e fuori
luogo.
2.3.17 Chat on line
L'IRC, Internet Relay Chat, è un sistema per comunicare tramite il computer
sviluppato alla fine degli anni ottanta in Finlandia da Jarkko Oikarinen. È
diventato molto popolare tra i navigatori di Internet perché permette di entrare in tempo reale in conversazioni su svariati argomenti. Non c'è un limite massimo al numero dei partecipanti alla conversazione. Ci sono diversi programmi che permettono di "chattare" facilmente; questi sono dei
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 83 ✧ Fase Due
client IRC che inviano e ricevono messaggi a e da un server IRC, il computer responsabile dell'invio dei messaggi a tutti gli utenti partecipanti in
ciascun momento alla discussione. Una volta connessi al server IRC è necessario scegliere il canale, una sorta di "stanza" in cui sono presenti gli
utenti con cui comunicare. L'utente entra con un soprannome o nickname
con cui verrà riconosciuto dal resto dei partecipanti.
2.3.18 Gestire messaggi di posta elettronica
Nelle sezioni precedenti abbiamo già affrontato alcuni degli strumenti per
ottimizzare la consultazione e l'archiviazione dei messaggi nella nostra casella. Nella sezione 2.3.7 abbiamo visto come ordinare i messaggi contenuti
in una cartella, nella 2.3.8 come creare una cartella e come spostare i messaggi all'interno di essa, in base alla logica con cui l'abbiamo creata. Abbiamo inoltre esaminato come ricercare i messaggi, come salvarli e come stamparli. Impariamo ora come eliminare i messaggi, come ripristinarli e come
creare dei filtri in modo che i messaggi inviati o ricevuti vengano gestiti automaticamente, in base a informazioni che memorizziamo nel filtro stesso.
Cancellare un messaggio o una cartella di messaggi
Un messaggio selezionato viene eliminato attivando la voce Elimina dal
menu di scelta rapida associato al messaggio, facendo clic sul pulsante Elimina sulla barra degli strumenti oppure premendo il tasto CANC dalla tastiera. I messaggi cancellati vengono inseriti nella cartella Posta eliminata
(corrispondente alla funzione del Cestino di Windows) da dove possono essere definitivamente eliminati oppure ripristinati. Un messaggio eliminato
dalla Posta eliminata non potrà più essere recuperato.
Creazione di un filtro
Spesso riceviamo molti messaggi e perdiamo molto tempo per organizzarli
ed eventualmente eliminare quelli che giudichiamo inutili: in Outlook Express possiamo creare determinate regole in modo che il programma filtri i
messaggi, ovvero compia automaticamente una serie di azioni ogni volta
che riceviamo un certo tipo di messaggi. Per esempio, può essere impostata
una regola che cancelli automaticamente quelli provenienti da un determinato indirizzo o che sposti automaticamente in un’apposita cartella tutti i
messaggi definiti da uno stesso oggetto.
Un filtro viene creato selezionando le voci di menu Strumenti Regole messaggi Posta elettronica nella finestra principale di Outlook Express. Apparirà
la finestra Nuova regola posta elettronica (Figura 2.3.24), suddivisa in tre sezioni. Nella prima deve essere definita la condizione, che identifica a quali
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Fase Due ✧ 84 Vivere in connessione
messaggi deve essere applicata la regola. Possiamo specificare più di una
condizione per ogni regola di messaggio, per esempio possiamo impostare
una regola che esegua una determinata azione sui messaggi con la parola
“Fotografie” nell’oggetto e che siano più grandi di 70 KB. Nella seconda
sezione selezioniamo l'azione (anche più di una) da svolgere sui messaggi
che rispondono alle condizioni impostate. Nella terza compare un riepilogo
che descrive la regola che abbiamo creato, tramite la quale possiamo affinare le proprietà determinate nelle due sezioni precedenti.
Figura 2.3.24 Impostazione delle condizioni di una regola.
Nell'esempio di Figura 2.3.24 stiamo creando il filtro perché tutti i messaggi ricevuti da Carlo vengano spostati nella cartella omonima. Nella prima
sezione deve essere impostata la condizione sulla posta ricevuta. Nella seconda richiediamo lo spostamento del messaggio. Avremmo potuto scegliere la
copia, l'eliminazione o altro. Nella terza sezione dobbiamo specificare una
parte dell'indirizzo che identifica i messaggi da gestire con il filtro e la cartella in cui deve essere spostato il messaggio che risponde alle condizioni.
Questo avviene attivando rispettivamente i due collegamenti Contiene contatti e specificata.
Precisiamo che le voci presenti nella terza sezione, variano a seconda di ciò
che abbiamo scelto nelle due sezioni precedenti. Tutti i messaggi che risponderanno alle condizioni impostate eseguiranno l'azione specificata a
partire dal momento in cui è stato definito il filtro. Nel nostro esempio, tutti i messaggi ricevuti da Carlo verranno spostati nell'omonima cartella.
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Conoscenze di base sulla posta elettronica 85 ✧ Fase Due
2.3.19 Personalizzare la struttura
dei messaggi
Nella sezione 2.3.3 abbiamo visto come personalizzare un messaggio definendone lo sfondo e scegliendo gli elementi decorativi, nella 2.3.6 abbiamo
visto come possiamo inserire una firma in calce a tutti o ad alcuni messaggi
inviati. Vediamo ora come colorare lo sfondo, inserire un'immagine e aggiungere un suono al messaggio.
Selezioniamo l'opportuna voce nel menu Formato Sfondo (Figura 2.3.25)
nella finestra contenente il messaggio che stiamo componendo. Il messaggio attivo, rispetterà la formattazione che abbiamo così impostato.
Figura 2.3.25 Impostazione dello sfondo del messaggio.
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2.4
Conoscenze intermedie
sull’archiviazione dei
file: la masterizzazione
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
In questo capitolo analizzeremo le diverse tipologie di supporti di
memorizzazione di tipo ottico, in particolare approfondiremo la
descrizione dei CD e dei DVD.
Vedremo anche dei dettagli sulla masterizzazione, rimanendo a un
livello teorico della descrizione, rimandando ad altri contesti la
descrizione degli strumenti di un particolare software per la
masterizzazione sia di CD che di DVD.
Conosceremo le varie tecniche di masterizzazione, in particolare
vedremo come definire un drive immagine creato con una utilità del
software Nero.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Conoscere le caratteristiche delle memorie di massa fisse e
removibili;
✔ Conoscere gli strumenti di base offerti da un masterizzazione CD e
da un masterizzatore DVD;
✔ Scegliere fra i vari supporti di memorizzazione CD e DVD in base
alle tue esigenze;
✔ Riconoscere l'importanza di effettuare copie di sicurezza (Backup e
ripristino) di un qualsiasi supporto e in particolare di un DVD;
✔ Conoscere le caratteristiche di un Drive Immagine.
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Fase Due ✧ 88 Vivere in connessione
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Memorie di massa;
✔ Masterizzatori;
✔ Interfaccia EIDE;
✔ Interfaccia SCSI;
✔ Buffer;
✔ Traccia;
✔ Sessione;
✔ Decriptare;
✔ Rippare;
✔ Drive Immagine.
Nella sezione 2.2 abbiamo introdotto i file multimediali che, essendo complessi, occupano una notevole quantità di memoria, per questo devono essere memorizzati su supporti abbastanza capaci da contenerli. In questo capitolo studieremo i supporti ottici, i CD e i DVD e daremo un'introduzione alla masterizzazione, la tecnica necessaria per la memorizzazione dei dati
su tali supporti.
2.4.0 La gestione e l’archiviazione dei file nelle
memorie di massa fisse e removibili
Sono diversi i supporti di memoria in cui possiamo memorizzare i dati.
Quelli in cui andiamo a memorizzare i dati in modo definitivo, fino a una
eventuale cancellazione, sono le memorie di massa che si differenziano in interne ed esterne al computer. La memoria interna è l'hard disk o disco fisso
(lo vedremo anche nella fase 3.0.1); quando parliamo di salvataggio di un
file, di un documento o di una cartella "nella memoria del nostro computer", intendiamo il salvataggio dell'oggetto all'interno del disco fisso. La
memorizzazione è "diretta", nel senso che non abbiamo bisogno di alcun
dispositivo aggiuntivo per effettuare il salvataggio. I tipi di memoria di massa esterna sono molti: il floppy disk, il pendrive, il CD-ROM, il DVD, gli
zip e altri (visti nella fase 1.0.5). Ci occupiamo ora dei dischi ottici (CD e
DVD) e all'operazione di scrittura dei dati all'interno di essi.
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Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 89 ✧ Fase Due
Il contenuto dei supporti di memoria attivi nel nostro computer è visualizzabile nella finestra Esplora risorse, che viene aperta selezionando la voce
Programmi > Accessori > Esplora risorse dal menu Avvio, oppure premendo
la combinazione di tasti +
E.
Il contenuto dell'unità selezionata nella parte sinistra della finestra viene visualizzato nella parte destra della finestra stessa. In Figura 2.4.1 è riportata
la lettura del contenuto del CD inserito nel lettore.
Figura 2.4.1 Lettura del CD dalla finestra Esplora risorse.
2.4.1 Informazioni di base sulla
masterizzazione di CD e DVD
La scrittura dei dati su un CD (o un DVD) può essere effettuata solo utilizzando un masterizzatore CD o DVD. Possiamo memorizzare tutti i tipi di dati, dai documenti alla musica, ai filmati, alla copia di riserva di giochi, software
originali, DVD video originali o DVD ROM contenenti file o tracce audio.
Un CD ha capacità variabile tra i 650 MB ed i 900 MB; un DVD tra 4,7
GB e 17 GB. Nella sezione 2.4.2 verranno illustrate le varie tipologie di
supporto CD e DVD.
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Fase Due ✧ 90 Vivere in connessione
Sono due tipi di masterizzatori diversi quelli che scrivono su CD e quelli
che scrivono su DVD. Vediamo di seguito i punti chiave della masterizzazione di CD e DVD e dei due tipi di masterizzatori.
Un masterizzatore (CD o DVD) può essere installato all’interno del computer oppure può essere collegato esternamente. I dispositivi interni dialogano
con il computer tramite un’interfaccia EIDE o SCSI. In passato i masterizzatori SCSI erano preferiti agli EIDE per la loro maggiore velocità. Attualmente
quasi tutti i masterizzatori in commercio sfruttano l'interfaccia EIDE in
quanto sono stati risolti molti problemi grazie all'introduzione di uno standard definito Ultra-Dma33. È preferibile l'interfaccia EIDE in quanto tutti i
computer dispongono di un bus (collegamento) di tale tipo, quindi non è necessario aggiungere niente, al contrario del caso in cui si acquista un masterizzatore SCSI, per il quale deve essere acquistata una scheda apposita, chiamata controller SCSI. Anche per i drive esterni esistono vari sistemi di collegamento: i più attuali garantiscono un collegamento sufficientemente veloce
per trasferire "grandi" quantità di dati nell'unità di tempo. Un parametro di
fondamentale importanza per un masterizzatore è la velocità: per i masterizzatori CD questa è espressa da 3 numeri (esempio 52x24x52) che indicano la
velocità rispettivamente di scrittura sul CD, di riscrittura sul CD e di lettura.
Durante la masterizzazione a 52x, tipica velocità dei masterizzatori CD attuali, vengono masterizzati 6,3 Mbyte al secondo. La velocità di 1x corrisponde
infatti a un trasferimento di 150Kbyte al secondo, pari alla velocità di riproduzione di un CD Audio. Per un masterizzatore DVD vengono di solito indicate le velocità attraverso diciture tipo DVD+R/-R 8x4x, il che significa che
il masterizzatore è in grado di scrivere DVD+R alla velocità di 8x, e DVD-R
a 4x. Si consideri che per un masterizzatore DVD, la velocità di 1x corrisponde a un flusso di 3.380 MByte al secondo, pari alla velocità di riproduzione
di un DVD Video. Vedremo nella sezione 2.4.2 nel dettaglio le caratteristiche dei DVD+R e dei DVD-R.
Buffer: è una sorta di memoria "tampone" del masterizzatore, che è stata introdotta per risolvere problemi spesso riscontrati durante la registrazione
dei dati che talvolta "rovinavano" il supporto di memorizzazione. I masterizzatori meno attuali registravano un flusso continuo di dati in arrivo dal
computer. Se tale flusso veniva interrotto, per esempio dall'attivazione di
un programma, la masterizzazione non andava a buon fine e il supporto
non era più in condizione di poter essere scritto. L'introduzione di un buffer, con buona capacità di memoria, ha aiutato ad evitare l'interruzione del
flusso di dati dal computer al masterizzatore.
Oltre allo sfruttamento del buffer, i masterizzatori di nuova generazione
implementano una tecnologia chiamata burn proof (o tecnologie simili an-
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Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 91 ✧ Fase Due
che con nomi diversi) che consente di interrompere la scrittura per "aspettare" i dati dal computer. In pratica, durante la memorizzazione viene costantemente monitorato lo stato del buffer dalla logica di controllo del drive
e, nel caso in cui vengono rilevate circostanze critiche, che potrebbero causare lo svuotamento del buffer stesso (con l'inevitabile fallimento della masterizzazione), arresta momentaneamente l'operazione, memorizza l'indirizzo degli ultimi dati scritti e mette il drive in stato di attesa. Non appena
il drive riprende il suo corretto funzionamento, con la regolare alimentazione del buffer, può riprendere il processo di scrittura. Prima di procedere
con la scrittura, il driver deve effettuare una sincronizzazione per riprendere
la registrazione dal punto esatto in cui era stata interrotta. In tali tipi di masterizzatore possiamo risparmiare sulla dimensione del buffer, ma in ogni
caso è sempre opportuno averne uno dotato di un generoso buffer. In generale la dimensione minima è di 2MB.
Quando si parla di masterizzazione è importante sapere che esistono 3 modalità fondamentali usate per la scrittura del supporto:
Copie al volo: si mette l'originale in un lettore CD o DVD, e mentre lo si
legge si copia il suo contenuto su di un altro supporto;
Masterizzazione in modalità DAO (Disk At Once): è una modalità di masterizzazione con la quale dopo la masterizzazione il supporto viene "finalizzato", non sarà possibile aggiungere dati in seguito;
Masterizzazione in modalità TAO (Track At Once): è una modalità di masterizzazione con la quale dopo la masterizzazione il supporto non viene "finalizzato", cioè in esso sarà possibile aggiungere dati anche dopo la scrittura, a patto che non abbiamo raggiunto la sua capacità massima. Un supporto masterizzato in questa modalità si dice anche "multisessione".
Prima di procedere con le prossime sezioni è opportuno introdurre i due
termini Tracce e Sessioni per meglio comprendere quanto appena detto e
quanto verrà illustrato nel prosieguo del capitolo.
Ciascun brano di un CD musicale occupa una Traccia. Per i CD che contengono i dati invece viene creata una singola registrazione, denominata
Sessione. La sessione quindi può essere vista come un'unica traccia. Attualmente esistono alcuni tipi di CD, anche audio (i CD Digital Audio), che
devono essere scritti in un'unica sessione e altri in cui possono coesistere diverse sessioni, detti appunto multisessione.
Esistono molti software che aiutano nella masterizzazione dei CD e dei
DVD. Nella fase 3.7 studieremo Nero Burning Rom nella versione 6, perché
pur essendo a pagamento, è uno dei software più diffusi in quanto è spesso
compreso nel kit del masterizzatore acquistato.
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Fase Due ✧ 92 Vivere in connessione
2.4.2 La scelta e le differenze
fra i vari supporti
CD
Un CD (acronimo di Compact-Disc) è un supporto di memorizzazione digitale
composto da un disco di resina termoplastica trasparente, generalmente di 12
centimetri di diametro, ricoperto da un sottile foglio di materiale metallico. Su
tale foglio sono memorizzate le informazioni come successioni di "pits" e "lands" ("buchi" e "terre") che rispettivamente identificano i valori digitali 1 e 0.
I valori vengono letti per mezzo di un laser, motivo per cui i CD vengono
anche detti dischi ottici. I dati sono memorizzati lungo un'unica traccia a
forma di spirale, che parte dal centro e procede verso l'esterno (al contrario
di quanto avviene nei dischi in vinile), permettendo così di avere CD più
piccoli dello standard, come i mini-CD o i CD a forma di carta di credito.
Una caratteristica dei CD è data dalla velocità di lettura costante (CLV). Il
principio stabilisce che la testina deve leggere i dati a velocità uniforme, sia
che si tratti della parte esterna sia di quella interna del disco. Questo si ottiene variando la velocità di rotazione del disco, che passa 500 giri al minuto
al centro e 200 giri al minuto all'esterno. In CD musicali questo non è un
problema, ma nei CD-ROM è necessario cambiare costantemente la velocità di rotazione, causando pause di lettura e rumori.
CD-ROM (Compact Disk - Read only Memory) È il tipo più diffuso e
viene usato per la memorizzazione di dati di vario tipo. Questo supporto di
memoria può essere soltanto letto, è possibile scrivere un CD ROM solo
con metodi professionali, infatti vengono stampati con appositi macchinari
industriali. I CD-ROM di più larga distribuzione hanno capienza di 74 minuti/650 MB e di 80 minuti/700 MB, mentre più rari sono i formati da 90
minuti e da 100 minuti/870 MB.
CD-R (CD recordable - registrabile) È un CD vuoto, cioè non presenta
avvallamenti sulla superficie. Al posto dello strato di alluminio, il CD-R ha
una pellicola colorata speciale su cui si possono incidere gli avvallamenti
con il calore; questo avviene dando al laser una potenza maggiore, tale da
bruciarne la superficie. La scrittura dei CD-R si basa dunque su una tecnologia ottica. È un'azione che si può fare solo una volta su ogni CD-R, cioè
una volta inciso su tale strato non sarà possibile cancellare i dati né riscriverli: chiusa la sessione ed esaurito lo spazio su disco il CD-R non potrà più
essere modificato. Si possono però lasciare delle aree vuote e scriverle in seguito, creando un cosiddetto CD multisessione.
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Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 93 ✧ Fase Due
CD-R RW (CD rewritable - riscrivibile) Su tale tipo di supporto possiamo non solo memorizzare, ma anche cancellare e riscrivere i dati (in teoria
per un migliaio di volte circa).
Differenze tra i vari tipi di supporto CD
La principale differenza tra un CD-ROM e un disco CD registrabile o riscrivibile consiste nel fatto che mentre nei primi i dati sono memorizzati in
maniera permanente su un supporto d’alluminio, tramite un processo industriale di stampaggio, nei secondi la registrazione avviene riscaldando un
substrato depositato all’interno del disco stesso.
Una seconda differenza è rappresentata dallo spazio disponibile sul disco. I
dischi CD-R e CD-RW hanno una porzione addizionale di area dati, non
presente nei CD ROM, all’interno della quale sono memorizzati i dati di
PMA (Program Memory Area) e PCA (Program Calibration Area). La Program Memory Area contiene tutte le informazioni necessarie a identificare
le tracce registrate: il numero delle tracce e i rispettivi punti di inizio e fine.
La Program Calibration Area è utilizzata per determinare la corretta potenza
da utilizzare in fase di registrazione (OPC, Optimun Power Calibration).
Ogni volta che il disco viene inserito nel masterizzatore, questo esegue una
brevissima prova di registrazione nell’area PCA, per modulare la potenza
del fascio laser. Questa fase è molto importante perché non tutti i supporti
CD-R/CD-RW hanno le stesse caratteristiche; inoltre la potenza del laser
va modificata in base alla temperatura di esercizio e alle condizioni della superficie del disco (polvere, graffi ecc.). Sia i dischi CD-R sia quelli CD-RW
hanno all’incirca la stessa struttura. Entrambi sono costituiti esternamente
da un substrato trasparente di policarbonato, all’interno del quale è depositato un film di polimero organico (CD-R) o inorganico (CD-RW). I CDR hanno inoltre uno strato di materiale riflettente costituito da una sottilissima lamina d’oro 24K o d’argento. I fenomeni fisici sfruttati per la memorizzazione dei dati sono però differenti a seconda che si utilizzi un disco scrivibile oppure uno riscrivibile. Entrambi i processi utilizzano un raggio laser
per "incidere" la pellicola polimerica racchiusa al centro del supporto plastico. Per la registrazione di un CD-R viene sfruttato il fenomeno della dilatazione termica dei metalli, mentre per registrare un CD-RW viene sfruttato il mutamento della struttura molecolare in un solido policristallino. Il
secondo metodo di registrazione, a differenza del primo, è reversibile. Il
contenuto di un disco CD-RW avviene mediante il riscaldamento del polimero a una temperatura di 200˚C per un periodo di tempo abbastanza
lungo, riportando la lega al suo stato policristallino originario.
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Fase Due ✧ 94 Vivere in connessione
Altri tipi di supporto CD
CD-I (Compact Disk Interactive) Può essere definito il progenitore del
DVD, in quanto è un supporto in grado di contenere audio, video ed altra
multimedialità integrata seppur di qualità comparabile alle cassette VHS
(quindi ridotta). Non ha avuto molta diffusione in Italia ma soprattutto
nell'oriente e negli Stati Uniti.
Video-CD Si tratta di un formato in grado di memorizzare audio e video
in formato MPEG1, con qualità più o meno equivalente a quella di una videocassetta VHS. Può contenere sino a 74 minuti di video a schermo pieno, quindi un generico film non può essere contenuto in un supporto di
tale tipo, ma ne sono necessari almeno due. È stato sostituito quasi completamente dal DVD.
CD-XA (CD Extended Architecture) Permette di registrare sia tracce audio che dati secondo standard diversi, ottenendo CD multimediali. Una
delle caratteristiche di questo formato, fondamentale per il multimedia, è
la tecnica dell'interleaving: le informazioni vengono memorizzate fisicamente in modo diverso dall'ordine logico, minimizzando il movimento
della testina.
DVD (Digital Versatile Disk) Il DVD rappresenta l'evoluzione naturale
della tecnologia del Compact Disk. Utilizzando una tecnologia di memorizzazione digitale su dischi ottici, il DVD è in grado di sostituire gli attuali
CD audio, CD-ROM, PHOTO CD e VHS. È capace di memorizzare diversi GB di dati, garantendo una piena compatibilità in lettura con i maggiori dispositivi di archiviazione ottica. Possiamo cancellare e riscrivere i
dati grazie a una particolare tecnologia chiamata "Phase Change".
Il DVD è il prodotto della cooperazione di alcune fra le maggiori aziende
nel campo della ricerca e dell'elettronica: il cosiddetto DVD forum, ovvero
l'istituzione, formata da Philips, Sony, Matsushita, Hitachi, Warner, Toshiba, JVC, Thomson e Pioneer, che si è incaricata di redigere le specifiche
del nuovo supporto. L'intento era quello di creare un formato di memorizzazione di grandi quantità di video digitali che fosse accettato da tutti i
maggiori produttori, evitando quindi tutti i problemi dovuti alla concorrenza fra formati che si erano presentati al tempo dell'introduzione delle
videocassette per uso domestico. Il DVD forum individua 3 principali
campi d'applicazione per il DVD: DVD-Video, per i film, DVD-Audio,
DVD-Rom.
Sia nel DVD-Video che nel DVD-Audio sono previsti sistemi di protezione in grado di disincentivare la duplicazione illegale dei contenuti. Proprio
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Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 95 ✧ Fase Due
a causa di problemi nello sviluppo dei codici di sistemi di protezione adeguati, lo standard DVD-Audio sembra essere l'applicazione meno fortunata del formato DVD. Al contrario, lo standard DVD-Video e DVD-ROM
sono apparsi sul mercato sin dal 1997, ottenendo un enorme successo commerciale.
I dati risiedono su un supporto trasparente nel quale è inserita una superficie riflettente costituita da una lega che varia il proprio stato quando è riscaldata dal raggio laser del DVD. Durante la scrittura, il raggio laser ad alta
temperatura incide la lega del supporto creando una struttura amorfa con
un punto poco riflettente che equivale a un bit pari a 1. La cancellazione
dei dati si effettua utilizzando il raggio laser con una temperatura leggermente inferiore, che riporta il punto a un aspetto cristallino che viene interpretato come un bit pari a 0. Per la lettura dei dati, il raggio laser colpisce
la superficie del disco a una debole potenza, interpretando le aree più o
meno riflettenti come 1 e 0. Le dimensioni dei DVD di produzione industriale sono di quattro tipi: DVD-5: 4.7 GB Lato unico e singolo strato;
DVD-9: 8.5 GB Lato unico e doppio strato; DVD-10: 9.4 GB Due lati e
singolo strato; DVD-18: 17 GB Due lati e doppio strato.
DVD-R Formalizzato nel 1999 dallo stesso DVD Forum, il formato
DVD-R è lo standard ufficiale per i DVD Registrabili. Esso si suddivide nei
formati "DVD-R for authoring" e "DVD-R for general use". I primi sono destinati alla creazione di copie di video protette da diritto d'autore, necessitano di uno speciale masterizzatore e sono in grado di implementare i sistemi di protezione dalla duplicazione. I secondi sono in grado di contenere
qualunque tipo di materiale, ma non sono compatibili con i sistemi di protezione utilizzati nei DVD-Video.
DVD-RW Formalizzato nel 2000, ricalca le caratteristiche dei DVD-R "for
general use", ma con la possibilità di essere riutilizzato fino a mille volte (teoricamente).
DVD+R DVD +RW e DVD-RAM Il DVD+R e DVD+RW sono stati formalizzati dal consorzio Sony-Philips, ed il formato DVD-RAM, supportato
da Matsushita e JVC. Questi formati differiscono notevolmente dal formato DVD-R in termini tecnici, anche se i più moderni lettori e masterizzatori
sono in grado di supportare DVD registrabili in qualunque formato (con
qualche riserva per il DVD-RAM). Possiamo dire che i DVD+R sono, a livello tecnico, l'evoluzione dei secondi. Sono nati per garantire una maggior
compatibilità sui lettori DVD di casa e su altre apparecchiature commerciali.
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Fase Due ✧ 96 Vivere in connessione
DVD-Video I DVD-Video sono supporti digitali in grado di contenere
fino a 240 minuti di materiale video in formato MPEG2. I DVD-Video in
commercio possiedono un codice detto codice regionale per poter essere riprodotto, usando un lettore DVD da casa, solo in una determinata zona del
mondo.
I codici regionali dei DVD-Video sono i seguenti: 0 - Tutto il mondo (nessuna restrizione) 1 - Canada, USA e suoi territori 2 - Europa, Giappone 3
- Sudest asiatico
DVD Audio Come accennato precedentemente il formato DVD-Audio ha
subito numerosi slittamenti per problemi tecnici. Come sappiamo il DVD
Audio (DVDA) è stato progettato per fornire una ottima qualità sonora. I
sistemi di protezione dalla copia illegale implementati nei DVDA si sono
rivelati molto efficaci dal punto di vista della sicurezza, ma hanno provocato una notevole perdita della qualità del suono ottenendo risultati nettamente inferiori a quelli dei CDDA. Mentre si cercavano altri sistemi di protezione che avessero un effetto meno marcato sulla qualità del suono, è stato
introdotto il formato concorrente Super Audio CD (SACD), del consorzio
Sony-Philips, in grado di fornire prestazioni ancora migliori. Purtroppo
questo formato non è compatibile con gli attuali lettori DVD-Video.4 Australia, Nuova Zelanda, America centrale e meridionale 5 - Asia nordovest e Africa del nord 6 - Cina 7 - Riservato 8 - Speciali sedi di riunioni (aeroplani, navi, hotel, ecc.)
2.4.3 Archiviazione permanente dei dati
Nei supporti di memoria descritti in questo capitolo, essendo memorie di
massa, la memorizzazione avviene in modo permanente. Abbiamo visto che
nei supporti ROM non possono essere eliminati i dati registrati. Quindi i
dati memorizzati in tale tipo di supporto vengono archiviati permanentemente. In generale comunque possiamo affermare che anche nei tipi di supporto in cui è prevista la possibilità di cancellare e riscrivere, la memorizzazione è permanente, fino all'eventuale cancellazione.
2.4.4 Copie di sicurezza (Backup e ripristino)
Può essere effettuata, anzi in certi casi è vivamente consigliata, la copia di
sicurezza (detta back-up) di alcuni oggetti e, quando necessario, anche di interi supporti di memoria.
La copia di backup è importante perché, nonostante le memorie siano solide, i dati in esse contenuti possono essere persi per svariati motivi. A se-
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Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 97 ✧ Fase Due
conda della dimensione dell'oggetto da copiare, dobbiamo usare il supporto di memorizzazione con le capacità adeguate a contenerlo. Se dobbiamo
fare la copia di backup di un documento di ridotte dimensioni, possiamo
usare un floppy disk, la cui capacità massima è di 1,44 MB. Se la dimensione dell'oggetto aumenta tanto da non rientrare nelle capacità di un floppy,
dobbiamo ricorrere all'uso di un CD. Eseguita la copia di backup dei nostri
dati su supporti diversi, siamo più sicuri che i dati non vengano persi, anche
se malauguratamente venisse danneggiato il supporto in cui l'oggetto era
originariamente memorizzato. Se questo avviene, possiamo ripristinare il
nostro oggetto, effettuando una copia nel supporto in cui l'oggetto risiedeva in origine, dal supporto che abbiamo usato come backup.
Copia di un DVD
Una nota particolare deve essere fatta nel caso in cui è un DVD a dover essere copiato. Quando compriamo un DVD è conveniente farne una copia
di sicurezza per evitare l'inevitabile perdita dei dati in caso di rottura o avaria del supporto.
Precisiamo che la copia di sicurezza di un generico prodotto tutelato da
copyright è legale ai sensi della Legge n. 57-298 dell'11 Marzo 1957, Articolo 40, purché la copia sia esclusivamente a uso personale. Per la precisione l'articolo è il seguente:
"Qualunque rappresentazione o riproduzione integrale o parziale eseguita
senza il consenso esplicito dell'autore o degli aventi diritto è da ritenersi atto
illecito. È fatto divieto inoltre di eseguire traduzioni, adattamenti o trasformazioni, arrangiamenti e riproduzioni con qualunque mezzo e metodo."
(Legge n˚57-298, 11 marzo 1957, articolo 40). Ciononostante la legge autorizza i possessori di un DVD a effettuare una copia di riserva:
"Dopo la divulgazione di un'opera, l'autore non può impedire:
1. Le rappresentazioni private e gratuite effettuate in ambito familiare;
2. Le copie o le riproduzioni a uso privato di chi esegue la copia e non destinate a un utilizzo collettivo, ad eccezione delle copie delle opere d'arte
destinate ad essere utilizzate con finalità identiche a quelle per le quali è
stata creata l'opera originale e delle copie di un software diverse dalla copia di riserva..(...)"
In pratica, quindi, siamo autorizzati ad effettuare una sola copia di sicurezza, per ciascuna opera originale acquistata, purché questa non venga né rivenduta né utilizzata per la riproduzione pubblica. Ciò, in definitiva, sancisce la tutela di un concetto fondamentale, ovvero il diritto d'acquisto.
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Fase Due ✧ 98 Vivere in connessione
In pratica
Per effettuare la copia di un DVD dobbiamo procedere con la realizzazione
delle seguenti quattro operazioni:
➣ decriptare il DVD, cioè decodificarlo escludendo ogni eventuale prote-
zione applicata al DVD; in genere i film su DVD vengono protetti da
una codifica chiamata CSS (Content Scrambling System) che ostacola
la copia.
➣ rippare il DVD, cioè copiare contestualmente le informazioni decriptate
sul disco fisso;
➣ comprimere il contenuto se la dimensione del file risultante dalle due fasi
precedenti è superiore alla capacità di memorizzazione del DVD, altrimenti dobbiamo passare alla masterizzazione.
➣ masterizzare il DVD.
Un esempio di software atto all'esecuzione delle prime due operazioni è
DVD Decripter. La compressione può essere fatta con un programma freeware (per il concetto di freeware si veda la sezione 2.7.12) denominato
DVD Shrink, oppure, se abbiamo la versione Ultra di Nero possiamo utilizzare anche il programma Nero recode.
2.4.5 Utilizzare i supporti riscrivibili
come unità di memorizzazione
Quando è possibile, è preferibile usare supporti riscrivibili piuttosto che
scrivibili, in quanto i primi possono essere formattati e riscritti come se fossero nuovi, mentre i secondi, una volta masterizzati, non possono più essere
modificati. L'unico neo è che non tutti i lettori DVD sono compatibili con
i dischi riscrivibili, soprattutto per quelli non di ultima generazione.
2.4.6 Gestire drive immagine
Il drive immagine è un comodo e utile aiuto che ci viene dato per la masterizzazione di un CD o DVD. Consiste nella creazione di un unità virtuale
aggiuntiva in cui può essere effettuata una copia di quanto dovrà essere masterizzato. Prima di procedere con la masterizzazione del supporto, inseriamo in tale unità virtuale tutto ciò che vogliamo memorizzare, che abbiamo
preventivamente salvato come file immagine nel programma di masterizzazione. Tale file ha estensione .nrg se abbiamo usato il programma Nero.
Questo ci aiuta molto nella gestione di quanto verrà memorizzato. Lavoriamo come se l'unità esistesse realmente, inserendo, eliminando, spostando
*02_Volume.book Page 99 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Conoscenze intermedie sull’archiviazione dei file 99 ✧ Fase Due
in cartelle tutti i file da inserire nel nuovo supporto, con il vantaggio che,
essendo una fase "preliminare" della masterizzazione, possiamo verificare la
correttezza dei dati che desideriamo copiare su supporto prima di effettuare
la masterizzazione vera e propria.
Vediamo come procedere. Nel pacchetto di Nero è compresa una piccola
utility, "Nero Image Drive", che viene avviata selezionando la voce omonima dal sottomenu Programmi del menu di Avvio. All'avvio dell'applicazione viene visualizzata una finestra di dialogo (Figura 2.4.2) per avvertire della possibilità di mancato riconoscimento della funzione da parte di Windows, ma possiamo procedere con l'esecuzione.
Figura 2.4.2 Finestra di avvertimento da parte di Windows.
Dopo una seconda finestra di avvertimento, viene terminata l'attivazione e
aperta una finestra (Figura 2.4.3) in cui viene richiesta l'attivazione
dell'unità virtuale.
Figura 2.4.3 Attivazione di un'unità immagine.
Attivata l'opzione per l'abilitazione dell'unità, Nero provvede ad aggiungere un lettore in più nel nostro sistema. Il programma identifica la nuova
unità immagine con una lettera. Tale unità verrà visualizzata anche nella fi-
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Fase Due ✧ 100 Vivere in connessione
nestra dell'Esplora risorse, come se tale risorse esistesse fisicamente nel nostro sistema. Nel nostro caso è stata assegnata la lettera K all'unità virtuale.
L'aggiunta del file immagine preventivamente salvato con il programma di
masterizzazione, avviene selezionando tale file dalla finestra che viene aperta
facendo clic sul pulsante con i puntini (Figura 2.4.4) sulla destra della casella Immagine presente nella scheda Prima unità.
Figura 2.4.4 Aggiunta del file immagine nell'unità virtuale.
Una volta inserito nell'unità virtuale il file immagine, possiamo gestirlo
come vogliamo prima di procedere con la masterizzazione.
Per disabilitare l'unità virtuale è sufficiente fare clic sul pulsate Disabilita
nella parte inferiore sinistra della finestra e confermare l'operazione nella finestra di dialogo che viene automaticamente aperta (Figura 2.4.5). Dopo
tale richiesta, l'unità virtuale non è più presente tra le risorse del nostro
computer.
Figura 2.4.5 Conferma di disabilitazione dell'unità virtuale.
*02_Volume.book Page 101 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
2.5
Il desktop publishing
Obiettivo del capitolo
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Microsoft Publisher ci aiuta nella creazione di pubblicazioni per la
presentazione di eventi di vario genere, dall'invito alla festa di
compleanno all'inaugurazione di un centro, dalla creazione di un
calendario alla presentazione di un particolare evento culturale.
Analizzeremo il programma nei suoi vari aspetti e in tutti gli strumenti di
base che ci serviranno per creare e modificare una pubblicazione.
Vedremo come sfruttare gli strumenti di autocomposizione e di guida
per creare le pubblicazioni che rispondono alle nostre esigenze.
Studieremo anche tutti gli strumenti per modificare una pubblicazione,
in tutti gi aspetti: dalla combinazione dei colori, alla disposizione degli
elementi e del testo, all'inserimento delle immagini.
Analizzeremo anche la creazione e la gestione delle tabelle e
l'inserimento di oggetti e testi all'interno delle celle che le compongono.
Una pubblicazione può essere stampata, inviata via e-mail o presentata
via Internet. Vedremo nel dettaglio anche come procedere con la
stampa della pubblicazione.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Creare e progettare una pubblicazione;
✔ Applicare gli strumenti della creazione guidata e degli schemi
sfruttando gli aiuti offerti dal programma;
✔ Modificare la pubblicazione in vari aspetti: la combinazione dei
colori, la disposizione degli oggetti, l'inserimento del testo;
*02_Volume.book Page 102 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 102 Vivere in connessione
✔ Inserire, gestire e modificare le immagini; in particolare verrà
analizzata anche la WordArt, un testo in formato grafico;
✔ Disporre il testo rispetto alle immagini secondo le esigenze;
✔ Inserire e gestire le tabelle;
✔ Stampare una pubblicazione.
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Pubblicazione;
✔ Riquadro delle attività;
✔ Schema;
✔ Layout;
✔ Segnaposto.
2.5.0 Cenni preliminari
Publisher è il programma appartenente al pacchetto Office 2003, che offre
strumenti per la creazione di pubblicazioni strutturate e complesse. Le pubblicazioni sono rivolte alla presentazione di un evento, di un prodotto o di
un qualsiasi argomento a un certo numero di persone, che ovviamente varia
sia nella natura sia nella quantità a seconda dell'oggetto della pubblicazione
stessa. Ciò che accomuna tutte le pubblicazioni, è la capacità di far arrivare
le informazioni in modo diretto, usando il linguaggio più consono all'argomento trattato, tenendo conto del tipo di pubblico a cui la pubblicazione è
rivolta.Per esempio la pubblicazione per la nascita di un bambino o per l'invito a una festa, è rivolta, in genere, a una cerchia di amici e parenti, per cui
deve essere scritta con un linguaggio semplice, informale e scherzoso, deve
essere il più possibile corredata di immagini e con molte variazioni nelle
combinazioni dei colori.
La pubblicazione di una scuola è rivolta per esempio ai futuri studenti, alla
loro famiglia e ai docenti. Le informazioni contenute dovranno essere impostate, sia come forma e come disposizione del testo, sia come quantità
delle immagini, in modo da catturare l'attenzione dei lettori. Il tenore di
tale pubblicazione quindi deve avere un linguaggio semplice e tutti gli elementi che la compongono devono essere disposti in modo che tutti abbiano
le informazioni di base della scuola: il piano di studi, la struttura, la collocazione e altro. La quantità di immagini e di colori, varia a seconda del grado scolastico. Se stiamo presentando una scuola materna ovviamente il nu-
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Il desktop publishing 103 ✧ Fase Due
mero di colori e delle immagini sarà decisamente superiore a quelli usati per
un istituto secondario superiore.
Se invece la pubblicazione è rivolta a un pubblico più formale, come per
esempio, la presentazione di una convention, oppure l'inaugurazione di
una struttura pubblica, il tono da usare è sicuramente formale, tecnico e
proprio dell'ambiente a cui è rivolto.
Una pubblicazione può essere divulgata in formato cartaceo, tramite posta
elettronica, tramite Web e altro.
Publisher ci aiuta nella stesura e nella creazione delle pubblicazioni tramite
schemi e creazioni guidate. A seconda del lavoro da eseguire dobbiamo scegliere lo schema, che costituisce la struttura su cui verrà basata la pubblicazione, che potrà essere modificata nei contenuti, nella disposizione degli
elementi, nella combinazione dei colori e del tipo dei caratteri, personalizzandola secondo le nostre esigenze.
Descrizione della finestra di Publisher
Prima di iniziare la descrizione degli strumenti del programma è opportuno
dare una descrizione della finestra e degli elementi in essa contenuti per avere la terminologia corretta nella descrizione dei vari comandi. I pulsanti per
richiamare le funzioni più frequentemente usate sono contenuti nelle barre
che vengono visualizzate (o meno) selezionando (o deselezionando) la voce
ad esse relativa nel menu Visualizza Barre degli strumenti.
Figura 2.5.1 Sezione della finestra contenente le barre degli strumenti.
Nell'immagine in Figura 2.5.1 è riportata la parte superiore della finestra di
Publisher. In particolare la barra più in alto (quella con le voci File, Modifica ecc) è la Barra dei menu dei comandi, la seconda dall'alto è la Barra degli
strumenti standard, la terza è la Barra della formattazione e quella la quarta
(quella più in basso) è la Barra degli oggetti. Mentre le prime tre sono presenti in tutti gli applicativi di Office, anche se con pulsanti diversi a seconda
del programma, l'ultima è propria di Publisher e spesso è posizionata nella
parte laterale sinistra della finestra.
Un utile e comodo strumento della finestra è il Riquadro delle attività che
può essere visualizzato (o meno) selezionando (o deselezionando) la voce
omonima nel menu Visualizza. Il Riquadro delle attività in genere viene
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Fase Due ✧ 104 Vivere in connessione
posizionato nella parte sinistra della finestra e contiene le voci relative alle
funzioni che possono essere applicate alla pubblicazione e variano a seconda
della funzione che stiamo svolgendo. Facendo clic col tasto sinistro del
mouse sull'intestazione del Riquadro delle attività, viene attivato un menu
a discesa (Figura 2.5.2) contenente le voci relative alle funzioni disponibili.
Figura 2.5.2 Selezione delle attività da visualizzare nel.
A seconda della voce selezionata, vengono visualizzate nel Riquadro le opzioni per l'impostazione della funzione scelta.
2.5.1 Creazione e progettazione
di una pubblicazione
Come abbiamo già illustrato nell'introduzione al capitolo, Publisher è un
programma che permette di creare delle pubblicazioni di vario tipo, da
quella più professionale, a quella più informale. Data la molteplicità di tipologie possibili, Publisher ci aiuta nella creazione del nostro lavoro, offrendoci una vasta gamma di schemi di base da personalizzare secondo le nostre
esigenze oltre agli strumenti per la creazione guidata delle nostre pubblicazioni. La pubblicazione creata può essere modificata in ogni suo aspetto, aggiungendo o eliminando immagini, testi o oggetti, spostando elementi, formattando in maniera diversa i testi e molto altro.
Per quanto possiamo essere creativi, l'aiuto offerto dal programma è sempre
ben gradito; ma, se vogliamo, possiamo creare la nostra presentazione iniziando dalla pagina bianca.
*02_Volume.book Page 105 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Il desktop publishing 105 ✧ Fase Due
In questa sezione vediamo come creare la pubblicazione senza ricorrere agli
aiuti offerti dal programma. Nella sezione 2.5.2 vedremo come sfruttare lo
strumento della creazione guidata e nella sezione 2.5.3 tutte le potenzialità
degli schemi.
È opportuno precisare che prima di iniziare il lavoro dobbiamo avere ben
chiaro a chi è rivolta la nostra pubblicazione, tenendo ben presente soprattutto il tipo di utente a cui essa è rivolta. Se stiamo creando la pubblicazione
per l'inaugurazione di un centro medico non possiamo usare gli stessi elementi grafici e la stessa combinazione di colori della pubblicazione relativa
all'invito a una festa. Deve quindi essere ben chiaro il nostro intento prima
di iniziare la progettazione, con le relative scelte da fare, per evitare di creare
una pubblicazione fuori luogo. Chiariti i nostri obiettivi possiamo iniziare
a lavorare.
Pubblicazione vuota
La pubblicazione viene creata selezionando la voce Nuovo dal menu File. Se
non è già attivo, viene visualizzato il Riquadro delle attività contenente le
voci relative alla creazione della pubblicazione (Figura 2.5.3).
Figura 2.5.3 Creazione di una nuova pubblicazione vuota.
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Fase Due ✧ 106 Vivere in connessione
La creazione di una pubblicazione vuota avviene selezionando la voce Pubblicazione stampata vuota o Pagina Web vuota nella parte inferiore del Riquadro delle attività. La scelta tra le due voci dipende dal tipo di pubblicazione che dobbiamo creare. In realtà in entrambi i casi viene creata una presentazione basata sul particolare schema Vuoto nella categoria di appartenenza. Nel Riquadro delle attività infatti vengono attivati tutti i possibili
schemi applicabili, tra i quali è attivo il Vuoto (Figura 2.5.4).
Figura 2.5.4 Impostazione automatica dello schema automatico.
Capiremo meglio la precisazione appena fatta riguardo allo schema dopo
aver letto la sezione 2.5.3, in cui verrà approfondita appunto la descrizione
dell'uso degli schemi.
Osserviamo che nella parte inferiore della finestra vengono attivati dei pulsanti, ognuno dei quali corrisponde alla relativa pagina della pubblicazione.
Nell’esempio della Figura 2.5.4 la pubblicazione è costituita da una sola pagina, ma se fosse costituita da più pagine avremmo più pulsanti; nel seguente esempio la pubblicazione è composta da quattro pagine.
La posizione del piccolo triangolo presente nella parte superiore di ciascun
pulsante indica il verso della pagina corrispondente; il triangolino sulla destra indica il fronte, quello sulla sinistra il retro. Nell’esempio abbiamo creato un biglietto, che una volta stampato, dovrà essere ripiegato lungo le tre
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Il desktop publishing 107 ✧ Fase Due
linee centrali, in modo che la prima pagina sia la facciata, la seconda e la
terza le due pagine interne (che si vedono quando si apre il biglietto) e la
quarta il retro del biglietto. Quando creiamo la pubblicazione quindi dobbiamo immaginarla per come risulterà una volta stampata, nel caso in cui il
risultato finale deve essere in formato cartaceo.
2.5.2 Uso della creazione guidata
In Publisher, come nella maggior parte degli applicativi di Office, viene
data la possibilità di farsi guidare nella composizione. La finestra visualizzata all'avvio di Publisher (Figura 2.5.5) suggerisce la scelta dello schema su
cui deve essere basato il nuovo lavoro.
Figura 2.5.5 Avvio della creazione guidata della pubblicazione.
Nel Riquadro delle attività vengono elencate le quattro categorie (Pubblicazioni per la stampa, Siti Web e posta elettronica, Schemi e Pubblicazioni
vuote) a cui appartengono tutti gli schemi predefiniti nel programma.
Nell'esempio riportato in Figura 2.5.6 è stato selezionato lo schema Brochure informativa fumetti nella categoria Pubblicazione per la stampa > Brochure
Informativo.
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Fase Due ✧ 108 Vivere in connessione
Figura 2.5.6 Impostazione dello schema della pubblicazione.
Al clic sullo schema desiderato viene creata la nuova pubblicazione con la
struttura definita da tale schema.
Come possiamo vedere in Figura 2.5.7, la pubblicazione non solo rispetta
la struttura imposta dallo schema, ma vengono anche inseriti gli oggetti nelle varie parti delle pagine componenti. Tutto il contenuto degli oggetti, la
loro posizione, la combinazione dei colori usati, la disposizione delle immagini rispetto al testo e in generale tutto ciò che compare nella pubblicazione
può essere modificato anche in un secondo momento. Le modifiche possono essere apportate tramite la finestra di dialogo Informazioni personali (Figura 2.5.8) che viene aperta nel momento in cui si seleziona lo schema su
cui vogliamo basare il nostro lavoro (Figura 2.5.6).
Le varie caselle contengono dati predefiniti. Se non vogliamo modificare
tutti i dati in questo passaggio, possiamo anche lasciare tutto invariato e rimandare la modifica a un secondo momento. Se vogliamo che tale finestra
non venga più visualizzata in futuro, dobbiamo selezionare l'opzione Non
visualizzare mai questa finestra di dialogo all'avvio di una nuova pubblicazione, presente nella parte inferiore della finestra stessa.
Se vogliamo modificare lo schema su cui stiamo basando la nostra pubblicazione possiamo tornare alla fase precedente per la scelta dello schema, facendo clic sul pulsante Indietro nella parte superiore sinistra del Riqua-
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Il desktop publishing 109 ✧ Fase Due
Figura 2.5.7 Pubblicazione basata sullo schema selezionato.
Figura 2.5.8 Impostazione delle informazioni personali da inserire nella presentazione.
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Fase Due ✧ 110 Vivere in connessione
dro delle attività. Viene così attivata di nuovo la sezione Nuova basata su
uno schema nel Riquadro delle attività (Figura 2.5.6). Vediamo nel dettaglio il contenuto del Riquadro delle attività, che è di fondamentale importanza anche in questa fase del lavoro: vengono inseriti i collegamenti alle
opzioni del tipo di stile che abbiamo attivato, alla totalità degli schemi che
possiamo impostare, alla combinazione dei colori e dei tipi di carattere con
cui vogliamo scrivere il testo. Vediamoli nel dettaglio.
Opzioni Selezionando il collegamento Opzioni seguito dal nome della categoria a cui appartiene lo schema che abbiamo scelto, vengono attivate tutte le voci corrispondenti alle caratteristiche determinanti per la personalizzazione della pubblicazione stessa. Le opzioni personalizzabili, variano a seconda del tipo di schema che abbiamo scelto; quello visualizzato in Figura
2.5.9 è l'insieme delle opzioni modificabili nel caso in cui lo schema scelto
appartenga alla categoria Brochure.
Figura 2.5.9 Impostazione delle opzioni della brochure.
Schemi pubblicazione Selezionando il collegamento Schemi pubblicazione
vengono inseriti nel Riquadro delle attività tanti pulsanti quanti sono gli
schemi che appartengono alla categoria attivata all'inizio (Brochure nel caso
di Figura 2.5.10).
Alla pubblicazione attiva viene applicato lo schema corrispondente al pulsante su cui abbiamo fatto clic. Come detto precedentemente, se vogliamo
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Il desktop publishing 111 ✧ Fase Due
Figura 2.5.10 Scelta dello schema della pubblicazione.
applicare uno schema appartenente a un'altra categoria (se per esempio vogliamo creare un biglietto, anziché una Brochure), dobbiamo tornare al precedente passaggio facendo clic sul pulsante Indietro nella parte superiore
del Riquadro delle attività.
Combinazioni colori Vengono visualizzate tutte le possibili combinazioni
dei colori all’interno delle pagine della pubblicazione; colore del testo, dello
sfondo, delle caselle di testo e di tutto ciò che farà parte della pubblicazione.
Approfondiremo i vari dettagli nella sezione 2.5.4.
Combinazioni tipi di carattere Nel riquadro (Figura 2.5.11) vengono
elencate le possibili combinazioni di carattere che possiamo impostare per
tutte le caselle che contengono il testo nella nostra pubblicazione.
Il tipo dei caratteri di tutto il testo presente nelle varie parti della pubblicazione viene impostato facendo clic sul pulsante relativo alla combinazione
desiderata, oppure selezionando la voce Applica combinazione dal menu a
discesa associato al pulsante a forma di freccia relativo alla combinazione
scelta. Per aggiungere una nuova combinazione dobbiamo selezionare la
voce Duplica combinazione ed inserire il nome della nuova combinazione
all'interno della casella di testo contenuta nella finestra di dialogo che viene
automaticamente aperta. Nel pulsante associato alla nuova combinazione
aggiunta è presente anche il comando per eliminarla.
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Fase Due ✧ 112 Vivere in connessione
Figura 2.5.11 Combinazioni di tipi di carattere
dei vari testi contenuti nella pubblicazione.
2.5.3 Utilizzo degli schemi
Abbiamo finora parlato diverse volte dello schema della pubblicazione. Vediamo in questa sezione in modo più approfondito di cosa si tratta e come
può essere modificato quello di una pubblicazione esistente. Nella sezione
2.5.1 abbiamo specificato che anche una pubblicazione creata come vuota,
in realtà è basata su un particolare schema. Quindi l'insieme degli oggetti
presenti su una pubblicazione, qualsiasi sia la disposizione, è basato sempre
su uno schema, definito alla creazione e modificabile in qualsiasi fase
dell'elaborazione della presentazione stessa.
Sono molti gli schemi disponibili nel programma che ci aiutano nella creazione e strutturazione del nostro lavoro. Nella sezione 2.5.2 abbiamo visto
che tutti gli schemi sono raggruppati all'interno di quattro categorie principali, che a loro volta contengono sottocategorie eventualmente nidificate,
alle quali appartengono i vari schemi. Alla pubblicazione attiva viene applicato lo schema corrispondente alla miniatura su cui facciamo clic, raccolta
nel Riquadro delle attività.
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Il desktop publishing 113 ✧ Fase Due
Figura 2.5.12 Modifica dello schema della pubblicazione corrente.
Supponiamo di voler applicare lo schema Brochure informativa ondulato
alla pubblicazione che abbiamo creato nella sezione 2.5.2 (Figura 2.5.6).
Facendo clic sul pulsante relativo allo schema che vogliamo applicare (Figura 2.5.12) la pubblicazione corrente assume la formattazione propria dello schema selezionato, ottenendo il risultato riportato in Figura 2.5.13.
Confrontando le due pubblicazioni (Figura 2.5.12 e Figura 2.5.13) vediamo che è stato modificato ogni aspetto della pubblicazione, la disposizione
degli oggetti, la formattazione dei testi e dello sfondo e tutto ciò che è contenuto nella pubblicazione.
Ogni oggetto che compone una pubblicazione quindi ha caratteristiche
proprie dello schema su cui è basata. Per aggiungere nuovi elementi con le
caratteristiche proprie dello schema, dobbiamo selezionarli nella finestra
Raccolta schemi (Figura 2.5.14) che viene aperta selezionando la voce di
menu Inserisci > Oggetto raccolta schemi oppure premendo il pulsante
nella barra degli strumenti Oggetti.
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Fase Due ✧ 114 Vivere in connessione
Figura 2.5.13 Risultato dell'applicazione di un nuovo schema.
Figura 2.5.14 Raccolta degli oggetti che possono essere inseriti in una pubblicazione,
raggruppati in base allo schema a cui appartengono.
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Il desktop publishing 115 ✧ Fase Due
2.5.4 La combinazione di colori
Quando nella sezione 2.5.2. abbiamo descritto tutti gli elementi che possono essere visualizzati nel Riquadro delle attività abbiamo rimandato a questa sezione la descrizione dell'impostazione della combinazione dei colori.
Selezionando il collegamento Combinazione colori nel Riquadro delle attività viene visualizzato l'elenco delle possibili combinazioni di colori degli
elementi che costituiscono la presentazione corrente (Figura 2.5.15).
Figura 2.5.15 Impostazione della combinazione dei colori.
Se nessuna delle combinazioni proposte soddisfa le nostre esigenze, possiamo
attivare la voce Combinazione di colori personalizzata… nella parte inferiore
del riquadro. La finestra che viene aperta è composta da due schede: la prima
(Standard) ripropone tutte le combinazioni visualizzate nel Riquadro delle attività, la seconda (Personalizzata) (Figura 2.5.16) dà la possibilità di impostare un colore per ogni elemento contenuto nella pubblicazione.
Per ogni oggetto modificabile, viene visualizzato quello corrente e nella casella ad esso vicina deve essere impostato il nuovo dalla gamma visualizzata
nel menu a discesa associato al nuovo colore. Di ogni modifica apportata
viene visualizzata un'anteprima nelle caselle Anteprima ed Esempio. Le modifiche apportate possono anche essere salvate facendo clic sul pulsante Salva combinazione nella parte inferiore sinistra della finestra.
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Fase Due ✧ 116 Vivere in connessione
Figura 2.5.16 Impostazione personalizzata della combinazione dei colori.
2.5.5 Impostazione di layout
Il termine layout in genere indica la disposizione degli elementi all'interno
della pubblicazione. Ogni schema, oltre alla combinazione dei colori, dei tipi
di carattere ecc, ha una propria disposizione degli elementi, detta appunto
layout. La disposizione degli oggetti viene modificata nel Riquadro delle attività quando sono attivate le Opzioni seguite dal nome dello schema.
Vediamo come esempio il Riquadro delle attività di una pubblicazione basata sullo schema Pubblicazione veloce (Figura 2.5.17).
Quello bordato è il layout attivo (vuoto nell'esempio). Se per esempio vogliamo che nella nostra pagina sia presente un'immagine oltre al testo, dobbiamo selezionare il layout che rispetta la disposizione del testo rispetto
all'immagine desiderata. Nei riquadri relativi all'anteprima di ciascun
layout, la posizione dell'immagine corrisponde al rettangolo più scuro,
mentre tutti gli altri rettangoli rappresentano il testo.
Se per esempio vogliamo che la nostra pubblicazione abbia un'immagine
grande quanto il testo ad essa sottostante e che tra l'immagine e il brano sia
inserito un titolo, dobbiamo selezionare il layout Immagine grande in alto
(il secondo tra le anteprime) come riportato in Figura 2.5.19.
Le modifiche apportate al layout vengono immediatamente applicate alla
pubblicazione corrente. Il layout applicato può essere ulteriormente modi-
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Il desktop publishing 117 ✧ Fase Due
Figura 2.5.17 Selezione del layout da applicare alla pubblicazione.
Figura 2.5.18 Modifica del layout alla pubblicazione corrente.
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Fase Due ✧ 118 Vivere in connessione
ficato spostando, ridimensionando ed eliminando gli elementi nella presentazione ed aggiungendo tutto quello che non fa parte del layout attuale. Se
per esempio nella pubblicazione alla quale abbiamo impostato il layout nella Figura 2.5.19 vogliamo aggiungere un'immagine o una casella di testo,
spostare una casella, lo possiamo fare in qualsiasi momento.
2.5.6 Gestione del testo
Nella sezione precedente abbiamo visto che gli elementi vengono posizionati nella pubblicazione secondo il layout impostato. Ogni elemento, sia
un'immagine o un testo, presente nella pubblicazione viene inserito in una
casella indipendente dal resto degli oggetti in essa presenti, detti Segnaposto.
Le modifiche apportate a un solo elemento non si ripercuotono sul resto la
pubblicazione. In questa sezione prendiamo in esame tutti gli strumenti per
la gestione delle caselle contenenti il testo, rimandando alla sezione 2.5.11
la descrizione della gestione del segnaposto contenente un'immagine.
Il testo può essere digitato solo all'interno delle caselle di testo, appartenenti
o meno al layout della pubblicazione. Nella sezione 2.5.7 vedremo come
fare per aggiungere una casella di testo in una pubblicazione, vediamo ora
come devono essere gestite le caselle di testo già presenti nel nostro lavoro.
Il testo digitato viene inserito nella casella in cui è stato attivato il cursore,
facendo un clic con il tasto sinistro al suo interno. Al segnaposto attivo,
quello in cui stiamo inserendo il testo, vengono aggiunti otto cerchietti
bianchi sul bordo e uno verde immediatamente sopra il segnaposto stesso.
Vedremo che tali cerchietti servono per ridimensionare e ruotare la casella.
Selezione di una casella di testo
La selezione della casella è molto importante in quanto determina il punto
in cui vengono applicate le operazioni svolte. Cioè, se per esempio effettuiamo modifiche alla formattazione del carattere, queste vengono apportate al
testo contenuto nella casella selezionata. In generale, le modifiche richieste
vengono apportate a quella casella che è stata preventivamente selezionata.
La selezione della casella di testo, e in generale di un segnaposto, avviene
semplicemente facendo un clic sul bordo che delimita la casella stessa (Figura 2.5.19).
*02_Volume.book Page 119 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Il desktop publishing 119 ✧ Fase Due
Figura 2.5.19 Selezione di una casella di testo.
Ridimensionamento e rotazione di una casella di testo
Se posizioniamo il cursore su uno degli otto cerchietti bianchi sul bordo
della casella, possiamo ridimensionare la casella spostando il mouse tenendone premuto il tasto sinistro (parte sinistra della Figura 2.5.20). Se invece
che su uno dei cerchietti bianchi, il cursore viene posizionato sul cerchietto
verde, avviene la rotazione della casella intorno al suo punto centrale (parte
destra della Figura 2.5.20).
Figura 2.5.20 Ridimensionamento e rotazione della casella di testo selezionata.
Mentre per la rotazione non ci sono accorgimenti particolari, per il ridimensionamento l'uso di uno dei cerchietti posizionati su uno dei quattro
spigoli, modifica contemporaneamente l'altezza e la larghezza, mentre i due
cerchietti posizionati sui due lati verticali (orizzontali) ridimensionano solo
la larghezza (altezza) della casella.
Eliminazione del testo
Se premiamo il tasto CANC dopo averla selezionata, viene eliminata la casella dalla pubblicazione. Se invece tale tasto viene premuto dopo aver selezionato una parte del testo contenuto nella casella, viene eliminata solo
quella parte di testo, ma la casella rimane.
2.5.7 Aggiunta e sostituzione del testo
Per aggiungere il testo in una pubblicazione è sufficiente digitarlo all'interno di uno dei segnaposti che ne costituiscono il layout. Non può essere inserito un testo libero nella pubblicazione, ma deve necessariamente essere
digitato all'interno di una casella di testo. Se non sono sufficienti quelle
*02_Volume.book Page 120 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 120 Vivere in connessione
proprie del layout o se abbiamo scelto un layout che non prevede la presenza di testo, possiamo inserire una nuova casella nel punto della pubblicazione in cui vogliamo che compaia la scritta.
Selezionando la voce di menu Inserisci > Casella di testo il cursore assume la
forma di un "+" a indicare che è attiva la funzione di inserimento della casella di testo.
Se facciamo un clic con il tasto sinistro del mouse nel punto in cui vogliamo
che venga inserito il testo, viene creata una casella di testo con le dimensioni
predefinite nel programma; se, invece, spostiamo il mouse tenendone premuto il tasto sinistro, si forma una casella delle dimensioni date durante lo
spostamento del mouse. In pratica la casella viene formata solo nel momento in cui rilasciamo il mouse, e la casella ha come forma un rettangolo la cui
diagonale è data dalla distanza tra i due punti in cui abbiamo attivato e rilasciato il tasto sinistro del mouse. Una volta formata la casella è sufficiente
posizionare il cursore all'interno di essa e digitare il testo, come mostrato in
Figura 2.5.21.
Figura 2.5.21 Digitazione del testo in una casella.
Il testo all'interno della casella può essere formattato secondo le proprie esigenze, come vedremo nella sezione 2.5.9.
Ricerca del testo
Per cercare una parola, o una combinazione di parole, all'interno di una
pubblicazione possiamo evitare di scorrere tutto il testo attivando la voce
Trova dal menu Modifica. La ricerca viene impostata all'interno delle caselle
che vengono visualizzate nel Riquadro delle attività con attiva la sezione
Trova e sostituisci (Figura 2.5.22).
Facendo clic sul tasto Trova successivo viene avviata la ricerca del testo digitato nella casella di testo Trova ("Scuola" nell'esempio). Le caselle presenti
nella sezione Opzioni di ricerca servono per affinare la ricerca impostando
la ricerca solo dell'intera parola digitata e per osservare il modo in cui è stata
scritta la parola (se maiuscola o minuscola). Nel caso della Figura 2.5.22, se
impostassimo la prima opzione non verrebbe restituita un'occorrenza di
una parola che contiene "Scuola", per esempio "Scuolabus" o "Doposcuola", cosa che avviene se lasciamo l'opzione deselezionata, come in figura. Se
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Il desktop publishing 121 ✧ Fase Due
Figura 2.5.22 Ricerca di una parola all'interno della pubblicazione.
la seconda opzione fosse selezionata, per come abbiamo digitato la parola
nella casella Trova non verrebbero restituite tutte le occorrenze della parola
scritte con tutte lettere maiuscole o tutte minuscole, in quanto verrebbero
cercate solo con quella combinazione di maiuscole / minuscole digitata nella casella (con la sola iniziale maiuscola).
Una volta digitato il testo da cercare e impostate le opzioni come necessità,
avviamo la ricerca facendo clic sul tasto Trova successivo. Viene così selezionata la prima occorrenza della parola che risponde alle impostazioni fatte.
Facendo clic di nuovo sul pulsante, viene selezionata l'occorrenza successiva
e così via fino al raggiungimento della fine di tutto il testo contenuto nella
pubblicazione.
Sostituzione del testo
Se oltre a cercare una parola vogliamo che questa venga sostituita con un'altra, dobbiamo usare la funzione Sostituisci che è abbinata alla funzione Trova appena descritta. Selezionando l'opzione Sostituisci nel Riquadro delle
attività in cui è attiva la sezione per la ricerca, viene attivata la funzione per
la sostituzione, che in pratica consiste nella ricerca di una parola che deve
essere sostituita con un'altra.
La funzione deve essere impostata nel Riquadro delle attività nelle due caselle che vengono attivate: la prima (Cerca) deve contenere la parola da sostituire e la seconda (Sostituisci con) il testo con cui deve essere sostituito il
testo cercato.
Nell'esempio riportato in Figura 2.5.23 è stata impostata la sostituzione
della parola Scuola con la parola Istituto.
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Fase Due ✧ 122 Vivere in connessione
Figura 2.5.23 Impostazione della funzione di Sostituzione.
I due pulsanti Sostituisci e Sostituisci tutto differiscono per il fatto che il primo serve per sostituire con quella "nuova" solo l'occorrenza della parola
trovata in seguito all'attivazione della funzione Trova, il secondo invece, in
una sola volta, sostituisce tutte le occorrenze della parola cercata con la
"nuova". Nel primo caso dobbiamo di volta in volta cercare l'occorrenza
successiva con la funzione Trova e applicare la sostituzione con il pulsante
Sostituisci.
Nel nostro esempio, se facciamo clic sul pulsante Sostituisci tutto vengono
sostituite tutte le occorrenze della parola "Scuola" con "Istituto" una volta
per tutte, se invece vogliamo controllare ciascuna sostituzione, dobbiamo
prima effettuare la ricerca della parola con il pulsante Trova e poi sostituire
la parola trovata con il pulsante Sostituisci e procedere così fino a raggiungere la fine del testo della pubblicazione.
2.5.8 WordArt
La WordArt è un oggetto che permette di inserire un testo in formato grafico. Viene inserita selezionando la voce di menu Inserisci > Immagine WordArt oppure facendo clic sul pulsante
nella barra degli strumenti Oggetti. Viene aperta una finestra di dialogo (Figura 2.5.24) in cui sono raccolte
le anteprime di tutti gli stili di WordArt, tra i quali deve essere selezionato
quello che più ci piace.
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Il desktop publishing 123 ✧ Fase Due
Figura 2.5.24 Selezione dello stile della WordArt.
Al clic sull'anteprima relativo allo stile viene aperta una finestra (Figura
2.5.25) in cui deve essere digitato il testo costituente la WordArt.
Figura 2.5.25 Digitazione del testo costituente la WordArt.
Nella finestra per la modifica del testo possiamo anche modificare il tipo e
la dimensione del carattere. La WordArt (Figura 2.5.26), inserita nella pubblicazione facendo clic sul pulsante OK, viene gestita con gli strumenti analizzati per la casella di testo.
Figura 2.5.26 WordArt inserita nella pubblicazione.
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Fase Due ✧ 124 Vivere in connessione
Gli otto cerchietti sul bordo della WordArt permettono di ridimensionare,
quello verde di ruotare; il piccolo rombo di colore giallo serve per modificare l'inclinazione del testo. Questo avviene spostando il mouse tenendone
premuto il tasto sinistro. L'eliminazione della WordArt, come le caselle di
testo, avviene premendo il tasto CANC dopo averla selezionata.
Ogni altra modifica alla WordArt viene fatta usando i pulsanti presenti nella barra degli strumenti WordArt (Figura 2.5.27) che viene automaticamente visualizzata quando la WordArt è selezionata.
Figura 2.5.27 Barra degli strumenti WordArt.
Nella seguente tabella viene descritta brevemente la funzione associata a
ciascun pulsante.
Inserisce una nuova WordArt
Modifica il testo della WordArt selezionata
Modifica lo stile
Modifica il formato in ogni suo aspetto
Modifica la disposizione del testo.
Disposizione del layout rispetto all'eventuale testo vicino alla
WordArt
Imposta la stessa altezza per le lettere maiuscole e per le
minuscole
Modifica la disposizione del testo della WordArt da
orizzontale a verticale
Modifica l'allineamento del testo della WordArt
Modifica la spaziatura tra le lettere della WordArt
2.5.9
Formattazione del testo
Nella sezione 2.5.7 abbiamo visto che il testo deve necessariamente essere
inserito in una casella. Per modificare l'aspetto dell'intero testo contenuto
in una casella è necessario applicare le funzioni che verranno descritte in
questa sezione dopo aver selezionato la casella di testo. Se è una porzione di
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Il desktop publishing 125 ✧ Fase Due
testo a dover essere modificata, è necessario selezionare solo tale parte prima
di applicare le funzioni per la modifica.
Nella barra della formattazione sono presenti alcuni pulsanti per effettuare le
modifiche del tipo di carattere, della dimensione, l'applicazione di alcuni effetti
(grassetto, corsivo e sottolineato), il ridimensionamento secondo un numero di
punti definito nel programma e alla modifica del colore. Tutti gli strumenti per
la modifica del carattere sono raccolti nella finestra Tipo di carattere (Figura
2.5.28) che viene aperta selezionando la voce di menu Formato Carattere.
Figura 2.5.28 Finestra che raccoglie tutti gli strumenti per la modifica del carattere.
Nella casella Esempio nella parte inferiore della finestra, viene visualizzata
un'anteprima delle modifiche apportate al carattere e, scorrendo con i due
piccoli triangoli presenti sulla sinistra della casella stessa, viene visualizzato
il testo anche in altre lingue. Selezionando Applica viene applicata la modifica che può essere confermata con OK oppure annullata con Annulla.
2.5.10 Allineamento
Tutte le opzioni per modificare le impostazioni del paragrafo sono raccolte
nella finestra che viene aperta selezionando la voce Formato Paragrafo, alcune
delle quali corrispondono a certi pulsanti nella barra della formattazione.
Nella scheda Rientri e spaziatura (Figura 2.5.29) sono presenti tutti i comandi
per modificare l'allineamento, i rientri e l'interlinea del paragrafo.
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Fase Due ✧ 126 Vivere in connessione
Figura 2.5.29 Scheda Rientri e spaziatura della finestra Paragrafo.
Nella scheda Interruzione di riga e di paragrafo (Figura 2.5.30) sono presenti le quattro opzioni per gestire il testo rispetto alla pagina.
Figura 2.5.30 Scheda Interruzioni di riga e di paragrafo della finestra Paragrafo.
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Il desktop publishing 127 ✧ Fase Due
2.5.11 Gestione delle immagini
Un'immagine in una pubblicazione può essere spostata, ridimensionata,
ruotata ed eliminata, facendo uso degli stessi strumenti visti per la gestione
di una casella di testo. Come possiamo vedere in Figura 2.5.31 all'immagine selezionata vengono aggiunti i cerchietti per il ridimensionamento e
quello per la rotazione che abbiamo analizzato nella sezione 2.5.6.
Figura 2.5.31 Immagine selezionata.
Anche l'immagine viene eliminata premendo sul tasto CANC, dopo averla
selezionata.
2.5.12 Inserimento di un’immagine
nella pubblicazione
Se il layout della pubblicazione la prevede, in genere viene inserita una ClipArt impostata come predefinita all'interno dello schema scelto, nella casella dedicata all'immagine. L'immagine presente nella casella ad essa dedicata
può essere modificata selezionando la voce Modifica Immagine dal menu di
scelta rapida associato all'immagine stessa (Figura 2.5.32).
Figura 2.5.32 Richiesta della modifica dell'immagine nella pubblicazione.
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Fase Due ✧ 128 Vivere in connessione
Possiamo scegliere il tipo di immagine tra una ClipArt, un'immagine prelevata da una nostra collezione memorizzata nel computer oppure un'immagine che abbiamo sottoposto a scansione o scattata con una macchina digitale. Questo avviene selezionando l'opportuna voce dal sottomenu relativo alla voce Modifica immagine appena menzionata.
Inserimento di ClipArt
Se viene selezionata la voce ClipArt nel sottomenu oppure se facciamo doppio clic
sulla ClipArt presente nella pubblicazione, vengono attivate nel Riquadro delle
attività le caselle e le opzioni per l'inserimento di una ClipArt (Figura 2.5.33).
Figura 2.5.33 Riquadro delle attività
per l'inserimento di una nuova ClipArt nella pubblicazione.
Nella casella Cerca deve essere digitata la parola chiave con la quale viene identificata la ClipArt da inserire. In pratica le ClipArt sono state catalogate e suddivise
in categorie a seconda del soggetto che rappresentano. Nella casella Cerca quindi
deve essere digitato il nome della categoria a cui l'immagine appartiene. Per affinare la ricerca possiamo selezionare opportunamente le opzioni all'interno delle
caselle Cerca in e Tipi risultati (Figura 2.5.34).
In entrambe le caselle viene data la possibilità di selezionare alcune delle opzioni proposte. Nella casella Cerca dobbiamo specificare dove deve avvenire
la ricerca della ClipArt, nella casella Tipi di risultati deve essere selezionato
il tipo di oggetto che vogliamo inserire. In entrambi i casi, quante più opzioni si selezionano, più risultati vengono restituiti. Ovviamente aumentando il raggio di azione della ricerca, aumenta anche il tempo per la restituzione dei risultati.
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Il desktop publishing 129 ✧ Fase Due
Figura 2.5.34 Opzioni per affinare la ricerca delle ClipArt.
Supponiamo di voler cercare immagini relative alla Scuola. Se vogliamo il
massimo numero di risultati, digitiamo la parola chiave "Scuola" nella casella Cerca e nelle caselle Cerca in e Tipo di risultati si imposta la ricerca in
tutti gli insiemi di tutti i tipi di file multimediali. Prima di procedere osserviamo che tale ricerca è ridondante in quanto sono stati cercati tutti i tipi
di file multimediali, comprendendo anche i filmati e i suoni, che non rientrano nel nostro caso specifico. Abbiamo fatto solo per vedere come effettuare la ricerca che restituisce il massimo numero di risultati. Impostati i
vari elementi, la ricerca viene avviata facendo clic sul pulsante Vai. Tutti gli
oggetti che rispondono ai criteri impostati vengono inseriti nella parte inferiore del Riquadro delle attività.
Figura 2.5.35 Inserimento di una ClipArt restituita nella ricerca.
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Fase Due ✧ 130 Vivere in connessione
Per inserire l'immagine che ci interessa, dobbiamo fare clic col tasto sinistro
del mouse sulla miniatura ad essa associata (Figura 2.5.35). Viene così inserita l'immagine scelta nel segnaposto selezionato nella pubblicazione.
Inserimento di un'immagine prelevata
da una nostra collezione
Se nel menu di scelta rapida associato all'immagine viene selezionata la voce
Modifica Immagine Da file viene aperta la finestra di dialogo (Figura 2.5.36)
da cui deve essere selezionata l'immagine prelevandola dalla posizione in
cui è memorizzata. Tramite gli strumenti per l'esplorazione delle risorse
all'interno della finestra Inserisci immagine ci posizioniamo nella cartella in
cui è memorizzata l'immagine da inserire, e dopo averla selezionata, facciamo clic sul pulsante Inserisci oppure facciamo doppio clic al di sopra di essa.
L'immagine viene così inserita nel segnaposto ad essa dedicato. Possiamo
seguire la stessa procedura per inserire all'interno della casella un'immagine
scannerizzata o scattata con una macchina digitale.
Figura 2.5.36 Inserimento di un'immagine prelevata dalla memoria del nostro PC.
Inserimento di un'immagine in un layout
che non la prevede
Se il layout non prevede il segnaposto per l'immagine o, più in generale, se
la pubblicazione è basata su un layout vuoto, l'immagine può essere inserita
in qualsiasi punto, seguendo gli stessi passaggi descritti precedentemente,
con la differenza che la richiesta di inserimento avviene attivando la voce di
menu Inserisci Immagine. L'immagine così inserita può essere modificata e
gestita usando gli strumenti che verranno descritti nella prossima sezione.
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Il desktop publishing 131 ✧ Fase Due
2.5.13 Formattazione e modifica
dell’immagine
La gestione di un'immagine avviene usando i pulsanti presenti nella barra
degli strumenti Immagine che viene automaticamente attivata quando si seleziona un'immagine oppure nella finestra di dialogo Formato immagine.
Barra degli strumenti Immagine
La barra degli strumenti Immagine (Figura 2.5.37) se non già visualizzata,
viene attivata selezionando la voce omonima dal menu Visualizza Barre degli strumenti. I pulsanti in essa contenuti servono per l'inserimento di
un'immagine prelevata da una raccolta memorizzata oppure dallo scanner,
per la modifica del contrasto e della luminosità dell'immagine, per ritagliarne una parte, per aggiungerne un bordo, per comprimerla, per disporre
l'eventuale testo rispetto ad essa, per richiamare la finestra per impostarne
il formato, per impostare un colore selezionato come trasparente ed infine
per reimpostare l'immagine com'era prima di effettuare modifiche, nel caso
in cui siano state fatte.
Figura 2.5.37 Barra degli strumenti Immagine.
Finestra Formato immagine
Gli strumenti per la formattazione dell'immagine sono raccolti nella finestra Formato immagine (Figura 2.5.38) che viene aperta selezionando la
voce omonima dal menu di scelta rapida associata all'immagine stessa oppure dal menu Formato.
Nelle schede che compongono la finestra (Colori e linee, Dimensioni,
Layout, Immagine, Web) sono raccolti rispettivamente gli strumenti per:
➣ aggiungere bordi e, se possibile, per modificare il colore di riempimento
dell'immagine;
➣ modificare le dimensioni dell'immagine;
➣ impostare la disposizione dell'immagine rispetto al testo eventualmente
presente nella pubblicazione; queste opzioni verranno studiate dettagliatamente nella sezione 2.5.14.
➣ ritagliare l'immagine e controllarne i colori, i contrasti e la luminosità;
➣ impostare le opzioni per un'eventuale pubblicazione su Web.
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Fase Due ✧ 132 Vivere in connessione
Figura 2.5.38 Finestra Formato immagine.
In pratica nella barra degli strumenti Immagine sono contenuti alcuni degli
strumenti presenti nella finestra Formato immagine.
2.5.14 Gestione del testo e delle immagini
Nella sezione precedente abbiamo dato una panoramica sulle varie opzioni
che possono essere gestite con la finestra Formato immagine. Abbiamo visto
anche che nella scheda Layout (Figura 2.5.39) sono contenute le opzioni
per impostare la disposizione dell'immagine rispetto a un eventuale testo
contenuto nella pubblicazione.
Nella sezione Posizione nella pagina è presente l'indicazione precisa della
posizione dell'immagine rispetto all'angolo superiore sinistro, destro o dal
centro della pagina.
Nella sezione Stile invece viene impostata la modalità con cui l'immagine viene
disposta rispetto al testo. Sono cinque possibilità diverse e il risultato lo possiamo intuire dall'anteprima visualizzata sul pulsante associato a ciascuna di esse.
Per ogni modalità selezionata, viene data la possibilità di allineare il testo
nella sezione Disposizione testo. Infine, a seconda dello stile selezionato, viene data la possibilità anche di impostare la distanza dell'immagine dal testo
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Il desktop publishing 133 ✧ Fase Due
Figura 2.5.39 Impostazione della disposizione dell'immagine rispetto al testo.
automatica o manuale. Solo se viene scelta la seconda opzione può essere
impostata manualmente la dimensione di tale distanza.
Le opzioni relative allo Stile possono essere selezionate anche nel menu a
discesa associato al pulsante Disposizione testo nella barra degli strumenti
Immagine (Figura 2.5.40).
Figura 2.5.40 Impostazione del layout dalla barra degli strumenti Immagine.
2.5.15 Inserimento di tabelle
Le tabelle sono un valido strumento in tutti quei casi in cui deve essere inserito testo o immagini in modo strutturato.
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Fase Due ✧ 134 Vivere in connessione
Figura 2.5.41 Impostazione delle opzioni per l'inserimento di una tabella.
L'inserimento della tabella avviene selezionando la voce di menu Inserisci
Tabella e lavorando nella finestra di dialogo che viene automaticamente
aperta (Figura 2.5.41).
Facendo clic sul pulsante OK viene inserita una tabella con un numero di
righe e di colonne date dai numeri inseriti nelle apposite caselle di testo e
con il formato selezionato tra quelli proposti nella casella Formato. Le modifiche apportate a tali valori vengono visualizzate nell'anteprima riportata
nella casella Esempio.
La gestione della tabella inserita nella pubblicazione avviene sfruttando gli
strumenti presenti nel menu Tabella (Figura 2.5.42).
Figura 2.5.42 Strumenti per la gestione della tabella.
Più celle selezionate possono essere unite in modo da visualizzarne una sola
o, al contrario, una cella può essere suddivisa in più celle. Per dare alla tabella un aspetto che ne enfatizzi il contenuto, possiamo applicare una formattazione automatica che colora lo sfondo delle celle e imposta il formato
del carattere del testo; la formattazione va scelta tra una serie di proposte.
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Il desktop publishing 135 ✧ Fase Due
Se dobbiamo copiare il contenuto di una cella nelle celle ad essa adiacenti,
in basso o a destra, possiamo applicare le voci Ricopia in basso o Ricopia a
destra. Infine. l'opzione Adatta al testo fa in modo che la larghezza della colonna si adatti alla dimensione del testo in essa contenuto.
Tutto ciò che viene inserito nelle celle della tabella può essere gestito con
gli strumenti propri del tipo dello specifico elemento; per esempio, un immagine inserita in una cella viene gestita con tutti gli strumenti analizzati
nella sezione 2.5.13, così pure il testo viene formattato usando gli idonei
strumenti, gli stessi analizzati nella sezione 2.5.9. L'aggiunta di diagonali
alle celle selezionate avviene impostandone l'inclinazione all'interno della
finestra di dialogo Diagonali cella (Figura 2.5.43) che viene aperta selezionando l'omonima voce nel menu Tabella.
Figura 2.5.43 Impostazione delle diagonali delle celle selezionate.
2.5.16 Stampa di una pubblicazione
Dato che una delle finalità più frequenti di una pubblicazione è la divulgazione di informazioni in formato stampato, vedi brochure, biglietti da visita, biglietti augurali, calendari ed altro, la fase della stampa è molto importante. Prima di effettuare la stampa della pubblicazione è opportuno visualizzarne un'anteprima selezionando la voce Anteprima di stampa dal menu
File oppure facendo clic sul pulsante
nella barra degli strumenti standard. Se il risultato è quello desiderato, possiamo procedere con la stampa
impostando opportunamente le opzioni all'interno della finestra di dialogo
Stampa (Figura 2.5.44) che viene aperta selezionando l'omonima voce dal
menu File.
In particolare in tale finestra può essere impostato il numero delle copie che
dobbiamo fare, la scelta delle pagine da stampare e la stampante su cui deve
essere inviata la stampa, nel caso ne sia installata più di una. Le opzioni della
finestra variano a seconda del tipo di pubblicazione che abbiamo scelto.
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Fase Due ✧ 136 Vivere in connessione
Figura 2.5.44 Finestra per l'impostazione della stampa della pubblicazione.
Nella finestra è presente il pulsante Impostazioni avanzate di stampa che
apre la finestra (Figura 2.5.45) in cui possono essere impostate tutte le opzioni per gestire la stampa in modo più approfondito.
Figura 2.5.45 Impostazioni avanzate della stampa.
A seconda del tipo di pubblicazione che abbiamo creato, una volta stampata, dobbiamo ripiegare, ritagliare o incollare i fogli stampati in modo da ottenere il risultato finale come desiderato. I vari formati raccolti in Figura
2.5.46 di una pubblicazione ci fanno capire quanto appena detto.
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Il desktop publishing 137 ✧ Fase Due
Figura 2.5.46 Vari formati delle pubblicazioni stampate.
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2.6
Appunti di tecnologie
di stampa
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
Questo capitolo è essenzialmente volto alla sfera delle periferiche e in
particolare alle stampanti, in ogni loro aspetto. Vedremo gli aspetti
tecnici sull'installazione di una nuova stampante di rete o locale e
l'installazione dei driver per il loro funzionamento. Analizzeremo, più in
generale, come fare ad aggiornare i driver di tutte le periferiche
installate, di qualsiasi tipo esse siano.
Dopo tali approfondimenti generali, torneremo alla trattazione delle
stampanti, descrivendo i vari tipi di inchiostro e di carta usati a seconda
della tipologia della stampante. Infine analizzeremo i diversi principi su
cui si basa il funzionamento dei vari tipi di stampante.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Posizionare e connettere la stampante al tuo computer;
✔ Installare i driver necessari per il suo funzionamento;
✔ Acquisire gli aggiornamenti per i driver di ciascuna periferica
installata sul tuo computer;
✔ Riconoscere i vari tipi di inchiostro usato nelle stampanti e il tipo di
carta su cui avviene la stampa;
✔ Comprendere e capire le differenze tra le varie tecniche di stampa.
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
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Fase Due ✧ 140 Vivere in connessione
✔ Coda di stampa;
✔ Risoluzione;
✔ Plug & Play;
✔ Stampante predefinita;
✔ Periferica;
✔ Toner;
✔ Matrice di punti;
✔ Plotter.
Nei vari capitoli affrontati finora abbiamo parlato a più riprese delle stampanti: la stampa delle pagine Web nella sezione 2.0.6, dei messaggi di posta
elettronica nella sezione 2.3.10, di una pubblicazione nella 2.5.16 sono solo
tre esempi dei moltissimi casi in cui viene creata la stampa del lavoro fatto.
Come visto in questi casi, la richiesta della stampa avviene semplicemente
impostando opportunamente le opzioni all'interno della finestra di dialogo
associata all'operazione di stampa. Abbiamo anche visto che su uno stesso
computer possono essere installate più stampanti, tra le quali può essere
scelta quella su cui deve essere inviata la stampa, a seconda delle esigenze del
momento. Le opzioni da personalizzare nella finestra di stampa, dipendono
dal tipo di stampante da usare.
Coda di stampa
Prima di iniziare con la trattazione dei vari argomenti del capitolo, diciamo
che un documento inviato alla stampante, viene inserito nella memoria interna alla stampante stessa, detta Coda di stampa. La stampante gestisce sequenzialmente i documenti in modo che il primo arrivato sarà il primo ad
essere stampato. Se alla richiesta di una stampa, la stampante è occupata per
un altro documento, il "nuovo arrivato" viene messo in coda ad aspettare il
suo turno. Quando dal nostro computer inviamo un documento alla stampante viene inserita nell'area di notifica una piccola icona rappresentante
una stampante ( ), a indicarne l'attuale attività. Facendo doppio clic su
tale icona, viene aperta la finestra di dialogo contenente la coda di stampa.
Di ognuno dei documenti in elenco vengono visualizzati i seguenti attributi: il nome del documento, lo stato (se in corso di stampa o in errore), il proprietario (il nome dell’utente), l’avanzamento (quante pagine sono state
stampate, e quante sono in totale), l’occupazione di spazio di memoria,
l’ora in cui è stato mandato in stampa e la porta. I documenti presenti possono essere gestiti tramite il menu Documento, dopo aver selezionato il documento su cui operare o selezionando l'opportuna voce dal menu di scelta
*02_Volume.book Page 141 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Appunti di tecnologie di stampa 141 ✧ Fase Due
rapida associato al documento stesso. Possiamo sospendere, riprendere o
annullare la stampa. Facendo clic su Proprietà, accediamo alla finestra di
dialogo delle proprietà della stampante, che include numerose pagine: dalle
dimensioni del foglio alle impostazioni grafiche a quelle sulla qualità di
stampa.
Parametri che caratterizzano la stampante
I parametri che caratterizzano una stampante sono:
➣ tipo di collegamento al computer che può essere una porta parallela, una
USB, a infrarossi e altro. Alcuni modelli si basano sulla connessione senza fili, come la Blutooth o il Wifi, che permettono la condivisione di una
stessa stampante con più computer, senza il problema dei cavi. Se si dispone di un cellulare con Bluetooth possiamo anche stampare immagini
provenienti da esso;
➣ risoluzione massima, viene indicata con un valore che esprime il numero
di punti per pollice (DPI, Dot Per Inch). La risoluzione si riferisce alla
nitidezza dei dettagli raggiunta da un monitor o da una stampante nel
produrre un’immagine; la stampante forma i caratteri da piccoli punti
ravvicinati.
➣ velocità viene misurata in ppm (pagine per minuto) che indica, appunto,
il numero di pagine che possono essere stampate in un minuto;
➣ numero di colori primari: il numero di inchiostri utilizzati, da cui dipen-
de il numero dei colori che possono essere riprodotti. Le monocromatiche usano un solo colore, in genere il nero; le tricromatiche usano il giallo il ciano e il magenta; le quadricromatiche usano i tre colori delle tricromatiche con l'aggiunta del nero; infine le esacromatiche aggiungono
alle tricromatiche due tonalità chiare di ciano e magenta per restituire le
mezzetinte più nitide;
➣ formato della carta stampabile: il tipo e la dimensione di carta che può
essere stampata.
I più attuali tipi di stampante permettono di stampare senza il computer,
connettendo direttamente la stampante alla fotocamera digitale o utilizzando un lettore che permette di leggerne la memory card (che abbiamo visto
nella fase 1.5). Spesso alcuni modelli di questo tipo dispongono di un display LCD, un piccolo schermo in cui viene visualizzata un'anteprima della
stampa.
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Fase Due ✧ 142 Vivere in connessione
Stampante di rete e locale La stampante può essere locale o di rete. La
stampante locale viene connessa direttamente al nostro computer e le stampe vengono inviate solo dalla nostra postazione; la stampante di rete può
essere usata da tutti i computer connessi alla rete che possono accedere al
computer su cui è installata la stampante condivisa.
2.6.0 Posizionare e configurare
la stampante
Vediamo come posizionare la stampante locale e come connetterla alla nostra postazione. Al momento dell'acquisto dobbiamo accertarci che insieme
con essa sia incluso anche il cavo per connetterla al computer: nel caso in
cui non vi sia, esso deve essere acquistato a parte. Ovviamente, perché sia
funzionante, la stampante deve essere connessa anche alla rete di corrente
elettrica. Vedremo la configurazione della stampante nella seconda parte
della prossima sezione (2.6.1), dopo aver illustrato il modo in cui il computer può dialogare con essa.
2.6.1 Installazione del driver
e dei programmi di utilità
Affinché il computer possa comunicare con la stampante connessa, è necessario che sul computer sia installato il driver, il software atto allo scopo. Solitamente i driver vengono forniti su CD o floppy disk al momento dell’acquisto. In molti casi, nel momento in cui la stampante viene connessa fisicamente al computer, Windows XP riconosce il tipo di stampante e ne installa il driver senza richiedere alcun intervento da parte dell'utente. Questa
tecnologia è detta Plug & Play, e permette di inserire nuovi componenti
hardware senza dover procedere all’installazione, che avviene automaticamente.
Seguiamo la procedura completa per installare la stampante, per conoscere
tutti i passaggi necessari. Dobbiamo aprire la finestra Stampanti e fax selezionando la voce omonima dal menu Avvio > Impostazioni. Selezionando il
collegamento Aggiungi stampante viene avviata la procedura guidata per
l'installazione del driver. Dopo una prima finestra di presentazione, facendo clic sul pulsante Avanti, ne viene visualizzata una seconda (Figura 2.6.1),
in cui deve essere indicata la modalità di connessione della stampante, cioè
se la stampante è di rete o locale.
Se la stampante è stata connessa al nostro computer, dobbiamo selezionare la
prima opzione. Se viene lasciata attiva la casella relativa alla voce Rileva e installa
stampante Plug & Play, Windows attiva la ricerca del driver tra quelli che ha a
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Appunti di tecnologie di stampa 143 ✧ Fase Due
Figura 2.6.1 Selezione del tipo di stampante da installare.
disposizione, restituendo quello relativo alla stampante collegata. Se non viene
attivata tale opzione, viene richiesto l'inserimento del supporto (CD o floppy)
in cui è memorizzato il driver da installare, che è sempre compreso nella confezione della stampante acquistata. Selezionata l'origine del driver, viene richiesta la selezione del file che costituisce il driver e si procede con l'installazione.
Se la stampante non è collegata direttamente al computer, ma è una stampante di rete dobbiamo selezionare la seconda opzione e procedere con il
passaggio successivo, in cui deve essere impostato il nome e il percorso del
computer su cui risiede il driver della stampante da installare. Analizziamo
i differenti casi.
Stampante locale Plug & Play È il caso più semplice: Windows attiva la
ricerca tra i suoi driver e installa quello relativo alla stampante aggiunta al
computer.
Stampante locale non Plug & Play Viene aperta una finestra (Figura
2.6.2) in cui deve essere selezionato il tipo di porta che abbiamo usato per
connettere la stampante.
Indicata la porta a cui è stata connessa la stampante, nel passaggio successivo (Figura 2.6.3) dobbiamo selezionare il produttore (nella casella a sinistra) e il modello (nella casella di destra) della stampante da installare.
Se la nostra stampante non figura tra quelle proposte nella finestra e abbiamo il driver su un supporto di memoria, esempio un CD o un floppy disk,
possiamo fare clic sul pulsante Disco driver, selezionare l'unità in cui è memorizzato il driver e il file ad esso corrispondente e procedere con il passaggio successivo.
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Fase Due ✧ 144 Vivere in connessione
Figura 2.6.2 Scelta della porta a cui è connessa la stampante.
Figura 2.6.3 Selezione del produttore e del modello della nostra stampante.
Stampante di rete Se la stampante da installare è di rete dobbiamo inserire
nella finestra riportata in Figura 2.6.4 il percorso del computer a cui essa è
collegata.
Indipendentemente dalle scelte fatte, sia che si tratti di una stampante locale che di rete, nel passaggio successivo viene richiesta la digitazione del
nome della stampante, nel caso in cui vogliamo assegnarne uno diverso da
quello predefinito, e l'opzione per impostarla come predefinita o meno. Vedremo oltre, in questa sezione, il significato di stampante predefinita.
Nell'ultimo passaggio viene data la possibilità di stampare la pagina di pro-
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Appunti di tecnologie di stampa 145 ✧ Fase Due
Figura 2.6.4 Selezione della stampante di rete.
va. In caso di risposta affermativa, viene inviata alla stampante la pagina di
prova per verificare se l'installazione è andata a buon fine. A questo punto
è terminata l'installazione della stampante e viene aggiunta nella finestra
Stampanti e fax un'icona ad essa relativa (Colors in Figura 2.6.5).
Figura 2.6.5 Stampanti installate nel nostro computer.
Configurazione della stampante
La configurazione della stampante consiste nell'impostazione delle sue proprietà in modo da personalizzarne il funzionamento. Tutte le opzioni sono
raccolte nella finestra Proprietà che viene aperta selezionando la voce
omonima dal menu di scelta rapida associato all'icona relativa alla stampante. La finestra differisce a seconda della stampante da gestire. In generale
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Fase Due ✧ 146 Vivere in connessione
possono essere impostate le opzioni riguardo al tipo e alla dimensione della
carta, se la stampante lo prevede, alla quantità di colori, alla modalità in cui
vengono prelevati i fogli dalla stampante e altro. Se sono installate più stampanti sul computer, dobbiamo configurarne una come predefinita. La stampante predefinita è quella su cui viene inviata la stampa in maniera diretta,
quando non viene attivata dalla finestra per la gestione della stampa. In
pratica quella su cui viene inviato il documento quando la stampa viene avviata dalla barra degli strumenti della maggior parte delle applicazioni con
un clic sull’icona “Stampante”, o quando viene richiesta selezionando la
voce Stampa dal menu di scelta rapida associato all'icona relativa al documento; in questi casi verranno mantenute le impostazioni selezionate in
precedenza. L'icona relativa alla stampante predefinita si distingue dalle altre per la presenza di un simbolo di spunta bianca in un cerchietto nero nella parte superiore destra dell'icona stessa. Nell'esempio di Figura 2.6.5 la
stampante Colors è predefinita, anche se in tal caso particolare, essendo
l'unica, è ovviamente quella predefinita. Per impostarla come tale dobbiamo selezionare la voce Imposta come predefinita dal menu di scelta rapida
associato all'icona.
2.6.2 Importanza del reperire
i più aggiornati driver
I driver delle periferiche installate sul nostro computer vengono caricati in
memoria all'avvio di Windows. Perché funzionino tutti gli applicativi sul
nostro computer è necessario che i driver siano aggiornati, in modo che riescano a interpretare tutte le richieste fatte dalle periferiche da essi gestite. A
volte l'aggiornamento del driver risolve problemi di malfunzionamenti della periferica. Il driver aggiornato può essere scaricato dal sito Web del produttore del driver. All'aggiornamento della versione del sistema operativo
spesso segue anche quello dei driver delle periferiche; driver compatibili per
Windows XP non è detto che lo siano anche per le versioni precedenti di
Windows o addirittura per altri sistemi operativi. Nella sezione 2.6.3 vedremo come sfruttare le funzionalità di Windows XP per aggiornare i driver
delle periferiche installate nel sistema.
Per controllare se tra i driver installati nel nostro sistema ce ne sono alcuni
prodotti per versioni precedenti di Windows o se ce ne sono alcuni difettosi
possiamo usare l'utility Driver Verifier Manager. (Una utility è un programma progettato per eseguire una particolare funzione, per risolvere problemi
specifici.) Nel caso in cui vengano identificati tali casi, riceviamo un segnale
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Appunti di tecnologie di stampa 147 ✧ Fase Due
di errore che indica il tipo di problema e il driver "incriminato". La funzionalità viene avviata nel seguente modo:
➣ dal menu di Avvio selezioniamo la voce Esegui;
➣ digitiamo il comando Verifier nella casella di testo Apri presente nella fi-
nestra di dialogo Esegui e confermiamo l'avvio dell'esecuzione dell'utility premendo il tasto Invio.
Viene visualizzata una sequenza di quattro passaggi da personalizzare per
impostare le opzioni per effettuare i controlli opportuni. Nel primo passaggio (Figura 2.6.6) deve essere selezionata l'operazione da eseguire (è consigliato lasciare selezionata la prima opzione).
Figura 2.6.6 Selezione dell'operazione che Driver Verifier Manager deve eseguire.
Nel secondo passaggio (Figura 2.6.7) dobbiamo selezionare quale tipo di
controllo deve essere effettuato sui driver, tra i quali il controllo della presenza di driver non propri di Windows, e quello per l'individuazione di driver creati per versioni precedenti del sistema operativo.
Il terzo e il quarto passaggio dipendono dalle scelte fatte nei passaggi precedenti. Facendo clic sul pulsante Fine nella quarta finestra, viene richiesta la
verifica al sistema operativo, che effettuerà il controllo al riavvio del sistema.
Impostando opportunamente le opzioni, al riavvio vengono identificate
quelle periferiche che creano conflitti, o che, per vari motivi, non funzionano correttamente. Una volta individuate, possiamo procedere con l'aggiornamento del driver in modo da ripristinarne il corretto funzionamento.
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Fase Due ✧ 148 Vivere in connessione
Figura 2.6.7 Scelta del tipo di controllo da fare sui driver.
2.6.3 Acquisire aggiornamenti
e driver per ogni periferica
Prima di descrivere gli strumenti offerti da Windows XP per aggiornare le
periferiche è opportuno dare una breve introduzione alle periferiche, spiegando brevemente che cosa si intende con tale termine. Una periferica è un
dispositivo hardware collegato al computer che viene controllato dal sistema operativo tramite i driver. Alcune periferiche sono i dispositivi di input
(tastiera e mouse) e i dispositivi di output (il monitor e la stampante). Vedremo in maniera approfondita i principali tipi di periferiche nella fase
3.0.1. Le periferiche sono raccolte nella finestra di dialogo Gestione periferiche che viene aperta con i seguenti passaggi:
➣ dalla finestra Pannello di controllo facciamo doppio clic sull'icona Siste-
ma
o alternativamente selezioniamo la voce Proprietà dal menu di
scelta rapida associato all'icona Risorse del computer;
➣ nella finestra di dialogo che viene aperta dobbiamo posizionarci nella
scheda Hardware e fare clic sul pulsante Gestione periferiche.
Nella finestra di dialogo Gestione periferiche (Figura 2.6.8) sono contenute
le icone relative a tutte le periferiche installate nel computer.
Selezionata l'icona relativa alla periferica in questione, la procedura per l'aggiornamento del driver, avviene selezionando la voce di menu Azione > Aggiorna driver. Nel primo passaggio (Figura 2.6.9) viene richiesto il consenso
della connessione al sito di Windows Update per ricercare il software di ag-
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Appunti di tecnologie di stampa 149 ✧ Fase Due
Figura 2.6.8 Finestra per la gestione delle periferiche.
giornamento. Selezionata la modalità di aggiornamento, facciamo clic sul
pulsante Avanti per visualizzare il passaggio successivo per l'aggiornamento
(Figura 2.6.10).
Figura 2.6.9 Primo passaggio per l'aggiornamento del driver di una periferica.
Se selezioniamo la voce Installa il software automaticamente Windows avvia
la ricerca dell'aggiornamento. Se invece selezioniamo l'opzione Installa da
un elenco o percorso specifico viene aperta un'ulteriore finestra (Figura
2.6.11) da cui deve essere selezionato il percorso in cui è presente il software
di aggiornamento, solitamente memorizzato su CD o floppy disk. Viene
così effettuato l'aggiornamento del software.
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Fase Due ✧ 150 Vivere in connessione
Figura 2.6.10 Secondo passaggio per l'aggiornamento del driver di una periferica.
Figura 2.6.11 Impostazioni per la ricerca del driver.
Aggiornamento del driver della stampante
Windows Xp ci aiuta nel reperimento del driver aggiornato di una stampante installata nel nostro computer. Nella finestra Stampanti e fax (Avvio
> Pannello di controllo > Stampanti e fax) visualizziamo le proprietà della
stampante selezionando la voce Proprietà dal menu di scelta rapida associato all'icona relativa alla stampante da aggiornare. Nella scheda Avanzate
dobbiamo fare clic sul pulsante Nuovo driver e procedere con la successione
delle finestre che costituiscono la gestione dell'installazione. Nella sezione
Driver della scheda Hardware della finestra Proprietà del sistema è presente
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Appunti di tecnologie di stampa 151 ✧ Fase Due
il pulsante Windows Update. Facendo clic su tale pulsante viene aperta una
finestra di dialogo (Figura 2.6.12) in cui viene richiesta la modalità con cui
deve essere richiamato l'aggiornamento da parte di Windows.
Figura 2.6.12 Modalità di connessione al sito per l'aggiornamento dei driver.
2.6.4 Tipologie di inchiostri e di carta
Ogni stampante ha il suo modo di imprimere l'inchiostro sulla carta. Il funzionamento dei vari tipi di stampante verrà descritto nella sezione 2.6.5; qui
analizziamo il tipo di inchiostro usato nei diversi tipi di stampanti e il tipo
di carta consigliato per ottenere stampe di qualità ottimale. Per stampanti
di tipo inkjet, o a getto d’inchiostro, l'inchiostro è inserito all'interno di cartucce removibili. Per le stampanti a colori c'è più di una cartuccia, una per
il nero e le altre per i colori. Il numero di cartucce dipende dal modello, la
maggior parte delle stampanti di questo tipo attualmente in commercio ha
una cartuccia per l'inchiostro nero e più di una per i colori, ognuna delle
quali ne contiene uno. Nelle stampanti di generazioni precedenti i colori
erano tutti in una sola cartuccia, che doveva essere sostituita anche se era
terminato l'inchiostro di un solo colore. L’uso di cartucce distinte evita di
dover buttare la cartuccia parzialmente inutilizzata, consentendo anche un
risparmio economico.
Nelle stampanti laser l'inchiostro è "in polvere" ed è detto toner. Il funzionamento delle stampanti di questo tipo è basato su un sistema di cariche
elettriche che "catturano" il toner per imprimerlo sul foglio. Semplificando,
alla base del funzionamento vi è un tamburo fotosensibile sul quale un raggio laser "disegna" ciò che è stato inviato alla stampante in forma di cariche
elettrostatiche. Queste ultime attraggono il toner che verrà impresso sul foglio bianco; infine, alcuni rulli caldi completano l’opera sciogliendo l’inchiostro sul foglio. Nelle stampanti a colori il toner è nei colori fondamen-
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Fase Due ✧ 152 Vivere in connessione
Figura 2.6.13 Le cartucce con l’inchiostro in una stampante inkjet
tali di giallo, magenta e ciano (azzurro). Il toner è una polvere fine e non
deve essere disperso nell'ambiente, in quanto può portare rischi per la salute, causando effetti irritanti sulle vie respiratorie in particolare per le persone con problemi di asma e bronchite cronica. Ultimamente il composto è
stato modificato in modo da contenere un livello di carbone considerato
non pericoloso. Nonostante questo, la cartuccia vuota del toner, non deve
essere dispersa, né manomessa ma riciclata in appositi contenitori.
Tipologie di carta
In genere poniamo maggior attenzione alla qualità della stampante, dando
per scontato che se essa è buona, possiamo usare qualsiasi tipo di carta per
ottenere buoni risultati. Il tipo della carta sembra una particolarità trascurabile; in realtà, al variare della carta usata si ottengono risultati completamente diversi. Si pensi per esempio al seguente caso: scrivendo con una
penna stilografica o un pennarello su una carta porosa non otteniamo lo
stesso risultato di quando lo facciamo su una carta lucida. Lo stesso effetto
lo otteniamo se con una stampante a getto d'inchiostro usiamo una carta
porosa: l'inchiostro che viene gettato sul foglio tende a espandersi, creando
macchie e restituendo risultati decisamente scadenti. Per questo motivo
ogni tipo di stampante ha un tipo di carta consigliata. Una parentesi da fare
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Appunti di tecnologie di stampa 153 ✧ Fase Due
riguarda la "marca" della carta; le case costruttrici di stampanti consigliano
di utilizzare la carta che esse stesse producono, appositamente studiata per
ottenere i migliori risultati. Ci sono carte per le getto d'inchiostro e carte
per le laser. Una carta raccomandata per le inkjet non deve assolutamente
essere usata per le laser, perché potrebbe sciogliersi al contatto con i 400˚C
del tamburo di fusione presente nelle laser.
Le tecnologie utilizzate per la produzione della carta sono in continua evoluzione. Per esempio, per ridurre al minimo l'effetto dell'assorbimento
dell'inchiostro di una inkjet su un foglio poroso, è stata studiata una tecnologia detta VOP (Versatile Optimize Press) che utilizza un liquido trasparente, spruzzato durante la fase finale di produzione della carta per formare una
pellicola semiporosa che riduca l'assorbimento. Si ottengono così stampe
con colori più nitidi e luminosi, senza svabature.
Come possiamo immaginare, deve esser posta particolare attenzione nella
scelta della carta per la stampa di immagini a colori e di fotografie. Vi sono
tipi di carta, con caratteristiche diverse tra loro. Possiamo sentire parlare di
carta spalmata, fotografica glossy, superglossy, matte, microporosa, canvas,
transfer. Vediamone in breve le caratteristiche. La carta spalmata (coating)
ha subito un trattamento idrorepellente per cui assorbe l'inchiostro senza
sbavature. La spalmatura viene fatta solo su una facciata sulla quale deve essere effettuata la stampa. La carta glossy (cast coasting) è idrorepellente e ha
una facciata opaca e l'altra lucida, entrambe stampabili. Se vogliamo un
grado di assorbenza maggiore dobbiamo usare la carta glossy microporosa. La
matte ha le stesse caratteristiche della glossy, ma ha entrambe le superfici
opache stampabili. La canvas ha un effetto "tela", le immagini stampate
sembrano dipinte su una tela di cotone. Infine, la transfer è quella carta con
uno strato siliconico che una volta stampato, se stirato sul retro, viene riportato su cotone, per effetto del calore. Questo tipo di carta in genere viene usato per creare indumenti personalizzati.
2.6.5 Comprendere e capire le differenze
tra le varie tecnologie di stampa
Diamo ora un quadro complessivo dei vari tipi di stampante attualmente
in commercio. Le varie tipologie si differenziano a seconda della metodologia usata per effettuare la stampa. Le stampanti possono essere suddivise in
due grandi categorie:
➣ stampanti a contatto o a pressione (impact printers);
➣ stampanti senza contatto o senza pressione (non-impact printers).
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Fase Due ✧ 154 Vivere in connessione
Nelle stampanti a contatto i caratteri stampati sono ottenuti premendo sulla carta un nastro imbevuto di inchiostro. Esemplari tipici della categoria
sono le stampanti a matrice di punti (dot matrix printers), in cui i caratteri
sono formati facendo pressione con una matrice di aghi (12 o 24) su un nastro imbevuto di inchiostro posto sopra la carta. In genere stampano solo
in nero, solo alcuni modelli possono riprodurre il colore impiegando anche
tre bande colorate secondo lo standard RGB (Red, Green, Blue) oppure
CMY (Ciano, Magenta, Yellow). Queste stampanti, fino a poco tempo fa
molto diffuse, continuano ad essere apprezzate sia per il prezzo contenuto
sia per la possibilità di poter stampare su moduli a ricalco, particolarità utile
per uffici e istituzioni pubbliche.
Stampanti senza contatto
Nelle stampanti senza contatto l’immagine viene riprodotta su carta senza
alcun contatto di parti meccaniche. Le tecniche utilizzate sono principalmente basate sull’elettrostatica e la fotostatica. Questo tipo di stampanti garantisce, rispetto a quelle a contatto, una qualità di stampa più elevata. In
generale possiamo dire che il costo per il mantenimento delle stampanti è
direttamente proporzionale alla qualità di stampa e dipende dal numero di
stampe che possono essere effettuate con una cartuccia di inchiostro o toner. A questa categoria appartengono le stampanti a getto d'inchiostro,
quelle a trasferimento termico e le laser.
Le stampanti a getto d’inchiostro (o ink jet) stanno ormai rimpiazzando
le stampanti a contatto negli uffici di media grandezza e nell'uso domestico.
I caratteri sulla carta vengono formati spruzzando inchiostro con estrema
precisione quando e dove necessario. Sono veloci e silenziose e permettono
di raggiungere un buon rapporto qualità-prezzo. Alcuni modelli offrono la
possibilità di ottenere stampe a colori di qualità fotografica su una carta speciale, come visto nella sezione 2.6.4; altri consentono un risultato eccezionale dovuto all'uso di diverse cartucce per il colore (fino a otto) capaci di
rendere anche le sfumature più sofisticate. Uno dei problemi maggiormente riscontrati nelle stampanti a getto d'inchiostro, in generale, è l'essiccamento dell'inchiostro nelle testine che spesso provoca l'inevitabile mancato
funzionamento del dispositivo.
Le stampanti a getto di cera sfruttano lo stesso principio di funzionamento delle inkjet con la differenza che ad essere "gettata" è un particolare tipo
di cera. I risultati sono ottimi, le stampe hanno colori molto nitidi e lucidi,
tant'è che il loro impiego è strettamente legato agli ambienti grafici. In altri
ambiti non sono molto usate perché sono complesse e lente.
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Appunti di tecnologie di stampa 155 ✧ Fase Due
Tra tutti i tipi di stampanti, le stampanti laser (laser printer) sono le più veloci, silenziose e producono stampe di qualità elevata. Vengono utilizzate in
ambienti dove c’è la necessità di produrre velocemente materiale cartaceo
di elevata qualità per soddisfare richieste di lavoro provenienti da più utenti. Le stampanti laser monocromatiche, sono attualmente molto usate per
stampare essenzialmente documenti di testo. Quelle a colori sono molto
più costose delle monocromatiche, offrono una qualità di stampa molto
buona, anche per le foto, ma hanno un rapporto qualità/prezzo nettamente
inferiore a quello dato dalle getto d'inchiostro a colori.
Figura 2.6.14 Una stampante laser
Stampanti LED, il loro funzionamento è basato sullo stesso principio della
laser, solo che al posto del raggio laser viene usata una barra di diodi led disposti per tutta la larghezza della pagina.
Plotter o disegnatore di punti Vengono usate essenzialmente per i disegni tecnici, in particolare nella progettazione di case e nell'arredamento. Il loro funzionamento è basato sull'uso di penne colorate che si muovono in tutte le direzioni, in modo da ottenere disegni e linee perfetti. I plotter possono essere di vario
tipo: quelli che stampano su fogli singoli, i cosiddetti plotter orizzontali in cui
la penna si muove in tutte le direzioni sulla carta ferma, e quelli che stampano
su rulli di carta, i plotter verticali in cui la penna si muove solo in orizzontale
lasciando il foglio libero di muoversi per ottenere il tratto in tutte le direzioni.
Stampanti a carta termica La stampa avviene su un rotolo di carta particolare, trattata chimicamente in modo che si annerisca quando viene scaldata.
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Fase Due ✧ 156 Vivere in connessione
La testina della stampante è costituita da una barra larga quanto il foglio,
costituita da una serie di resistenze elettriche che scaldandosi, impressionano la stampa sul foglio mentre scorre al di sotto della barra stessa. Questo
tipo di stampa è stato usato nel passato per i fax e attualmente in diverse
apparecchiature come i registratori di cassa e le bilance elettroniche.
Stampanti a trasferimento termico Hanno lo stesso funzionamento di
quelle a carta termica, ma utilizza carta normale; la stampa avviene per riscaldamento di una pellicola di plastica rivestita da un pigmento.
Stampanti multifunzione Oltre a stampare, hanno appunto altre funzioni,
come scanner, fax o altro. Permettono di effettuare fotocopie, eventualmente a colori, anche se il computer a cui sono collegate è spento. Sono
consigliate in tutti quei casi in cui c'è la necessità di usare lo scanner, oltre
alla stampante, perché il costo è molto inferiore all'acquisto dei due elementi separati.
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2.7
Conoscenze intermedie
sul mondo Internet
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Obiettivo del capitolo
Questo capitolo introduce all’utilizzo dei più comuni servizi disponibili
in Internet. In particolare viene affrontato lo studio delle tipologie
di siti di maggiore utilità per la vita in rete che possono facilitare
la vita di tutti i giorni, come gli acquisti e le prenotazioni online.
Trovano il loro spazio anche altri tipi di servizi, più strettamente legati
al mondo dell’informatica, come lo scaricamento di file da siti
di download e da reti peer to peer.
Nuove abilità
Alla fine del capitolo sarai capace di:
✔ Utilizzare un motore di ricerca;
✔ Individuare prodotti su Internet e procedere all’acquisto;
✔ Effettuare prenotazioni online;
✔ Utilizzare un sistema di homebanking;
✔ Inviare una raccomandata online;
✔ Scaricare e caricare file e cartelle via FTP;
✔ Scaricare file via HTTP;
✔ Navigare il filesystem di un server remoto via FTP o HTTP;
✔ Utilizzare l’applicazione FTP Explorer;
✔ Prelevare testo e immagini da un sito Web.
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Fase Due ✧ 158 Vivere in connessione
Nuove parole
Alla fine di questo capitolo conoscerai i seguenti termini:
✔ Sito Web;
✔ Pagina Web;
✔ Applet java;
✔ Nome di dominio;
✔ Home page;
✔ Siti aziendali;
✔ Siti di e-Commerce;
✔ Siti istituzionale;
✔ Siti di download;
✔ Siti di database;
✔ Siti comunitari;
✔ Chat;
✔ Forum;
✔ comunità virtuale;
✔ Siti wiki;
✔ Siti ludici;
✔ Siti personali;
✔ Blog;
✔ Directory Web;
✔ Portale;
✔ Motore di ricerca;
✔ Carrello virtuale;
✔ Homebanking;
✔ Peer to peer
✔ Server mirror;
✔ Shareware;
✔ Freeware.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 159 ✧ Fase Due
In questo capitolo approfondiremo molti dei concetti e delle informazioni
che sono stati affrontati nel capitolo 2.0.
2.7.0 Elementi di un sito Web
L’elemento base di un sito Web è la pagina Web, un documento in formato HTML/XHML, con collegamenti ad altre pagine o a sezioni di se
stessa. Al suo interno possiamo incontrare elementi grafici, filmati, elementi sonori e in generale elementi multimediali. Sempre più frequentemente
in una pagina Web sono presenti elementi attivi come applet java (frammenti di codice che permettono di introdurre elementi animati ed eventualmente aggiornabili all'interno della pagina), oggetti sviluppati con tecnologia Flash (vedi sezione 5.7) o con altre tecnologie, che consentono l’interazione dell’utente con la pagina stessa, la quale reagisce attivamente alle
sue azioni. Spesso poi le pagine Web sono dinamiche, nel senso che vengono generate “al volo” dal server Web (il computer che ospita fisicamente
tutte le componenti di un sito) sulla base di diversi fattori quando vengono
richieste dai client (i computer di chi si connette); per esempio una pagina
Web dinamica può evidenziare all’utente le informazioni aggiunte rispetto
ad una sua visita precedente. È chiaro che una simile pagina deve essere generata di volta in volta, in quanto appare diversa ad ogni utente a seconda
delle sue visite precedenti.
Un sito Web è costituito da una o più pagine Web legate fra loro da collegamenti ipertestuali e destinate, nel loro insieme, a fornire un certo servizio
specifico o un insieme di informazioni in qualche modo omogenee.
URL di una pagina
Le pagine di un sito hanno nella loro URL (Uniform Resource Locator, cioè
l'indirizzo che le identifica all'interno della rete) una radice comune, che viene chiamata nome di dominio. Per esempio le pagine http://www.w3.org/
Consortium/activities.html e http://www.w3.org/2005/MWI/Activity.html
appartengono al medesimo sito, www.w3.org, poiché questa è la radice comune, che segue immediatamente il protocollo (http) nelle due URL. Dopo
il nome di dominio segue la successione delle cartelle e, infine, il nome del
documento HTML (vedremo il codice HTML nella fase 5.4). Bisogna osservare che non di rado il nome del documento viene omesso, come nel caso
dell’URL http://www.w3.org/Mobile/. Si tratta di una forma abbreviata, in
cui si sottintende un nome di file come index.html, default.html o simili.
Solitamente le pagine che costituiscono un sito risiedono su un solo server
Web, anche se questa non è una regola fissa: può accadere che l’organizza-
*02_Volume.book Page 160 Tuesday, February 28, 2006 2:31 PM
Fase Due ✧ 160 Vivere in connessione
zione logica delle URL non abbia una corrispondenza perfetta con l’organizzazione fisica dei dati. Inoltre una pagina Web può contenere elementi,
quali immagini, applet o altro, tratti anche da siti diversi.
La gestione di un sito può essere a carattere personale, aziendale o istituzionale e ciò determina i contenuti del sito stesso.
La pagina principale di un sito, la cui URL è solitamente composta dalla
sola radice dei percorsi del sito, viene solitamente chiamata home page o,
in forma abbreviata, home. Se la home page è ben progettata, dovrebbe fornire informazioni generali sul sito e su chi lo gestisce e prevedere collegamenti alle altre pagine o sezioni. In molti casi è una pagina introduttiva
molto semplice, che permette all’utente di raggiungere con rapidità le informazioni vere e proprie di cui necessita.
2.7.1 Tipi di siti Web
I siti Web possono essere classificati con un certo grado di approssimazione
in molte tipologie sulla base del contenuto e dei servizi offerti. Il crescente
interesse del grande pubblico per la rete ha favorito la nascita dei siti aziendali: non solo i grandi gruppi, ma anche piccole e medie aziende, ormai,
confidano nel loro sito per farsi conoscere presso potenziali clienti. Un sito
di questo tipo generalmente illustra i prodotti dell’azienda, i suoi valori e la
sua mission, fornisce informazioni utili ai clienti comprese le novità sul settore in cui opera, e può diventare un punto di riferimento per utenti interessati ad argomenti o discipline specifiche.
I siti di e-Commerce consentono l’acquisto on-line di beni e servizi. È una
categoria in crescente espansione, data la facilità con cui l’utente può confrontare i prezzi fra siti differenti e la facilità con cui le transazioni possono
essere perfezionate. Non di rado i siti aziendali prevedono alcune sezioni
dedicate all’acquisto online di propri prodotti o servizi.
Non molto dissimili dai quelli aziendali sono i siti istituzionali, gestiti da
organizzazioni o enti che intendono far conoscere la loro attività per mezzo
del Web o fornire in rete i loro servizi. Sempre più frequentemente la pubblica amministrazione ricorre alla Rete per fornire servizi online al cittadino
oltre a semplici informazioni. Per esempio, molte amministrazioni comunali hanno un loro sito che consente alla cittadinanza di venire a conoscenza delle attività della giunta comunale, delle novità di interesse collettivo,
delle scadenze burocratiche, offrendo inoltre la possibilità di richiedere informazioni e certificati.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 161 ✧ Fase Due
In Rete troviamo un gran numero di siti di download, il cui scopo principale è quello di permettere lo scaricamento di file di vario tipo. Ricordiamo
che, come definito nella sezione 2.0.5, con l'espressione "scaricamento dalla
rete" (in inglese download), si intende il salvataggio sul nostro computer di
un file residente in un sito Internet. Solitamente questi siti consentono di
effettuare una ricerca al loro interno per reperire i file di cui si ha bisogno,
e quindi di prelevarli.
Il Web non è solo una vetrina per aziende, istituzioni o enti di varia natura,
ma può essere un luogo di incontro tra individui che hanno interessi simili.
Siti comunitari consentono a più persone di scambiarsi idee e pareri su argomenti comuni attraverso chat e forum e realizzano in questo modo delle
comunità virtuali. Siti di questo tipo spesso accolgono anche vere e proprie guide o manuali relativi agli interessi comuni, talvolta redatti da chi
cura il sito, talvolta frutto del lavoro dei membri della comunità. Gli strumenti di interazione offerti da siti di questo tipo sono i più disparati. Quasi
sempre è disponibile un forum, sistema di messaggistica comunitario, in cui
ogni membro può lasciare un messaggio attendendo risposte o commenti
da parte degli atri membri. Non di rado è disponibile un servizio di chat,
per mezzo del quale gli utenti interagiscono scambiandosi messaggi in tempo reale.
Molte aziende contemplano all’interno del loro sito una sezione dedicata
alla comunità dei loro clienti. Molto diffusi sono i siti comunitari il cui
principale interesse è legato al software libero e che consentono agli utenti
di scambiarsi consigli e conoscenze. I siti comunitari, comunque, non sono
necessariamente dedicati all’approfondimento di tematiche specifiche, ma
possono anche avere come scopo quello di essere semplicemente un punto
di incontro tra persone con finalità puramente ludiche o relazionali. Più
specificatamente mirati allo scambio di competenze sono i siti wiki, in cui
gli utenti contribuiscono attivamente e liberamente alla realizzazione dei
contenuti: un famoso esempio è la Wikipedia, enciclopedia alla cui realizzazione tutti possono partecipare, seguendo precise regole, apportando i
propri contributi.
Simili ai siti comunitari sono i siti ludici, in cui gli utenti si incontrano per
partecipare a giochi online. Questi siti mettono a disposizione, talvolta
dopo il pagamento di una sorta di abbonamento, la possibilità di utilizzare
giochi di varia natura: da giochi in cui l’utente si confronta contro un computer a giochi in cui appassionati di tutto il mondo si sfidano l’un l’altro
interagendo in tempo reale. Le tecnologie utilizzate da questi siti sono abbastanza eterogenee: alcuni consentono di utilizzare i loro servizi semplice-
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Fase Due ✧ 162 Vivere in connessione
mente accedendo alle loro pagine Web, altri richiedono l’installazione di
software apposito (il gioco) sulla macchina dell’utente. In tal caso l’interazione con gli altri giocatori avviene grazie al fatto che il software stesso si
connette con un server della software house (la casa produttrice) il quale si
cura di coordinare e gestire le azioni dei vari utenti connessi. In questo caso
il sito diviene, di fatto, uno strumento di supporto alla comunità degli appassionati.
Spostando l’attenzione verso l’ambito più strettamente individuale, bisogna
citare i siti personali, che sono gestiti da un singolo o da un gruppo, familiare
o di amici. In questo caso gli argomenti e l’organizzazione sono piuttosto informali, dal momento che il contenuto può essere eterogeneo e legato alla
sensibilità di chi gestisce il sito. Spesso i siti personali ospitano album fotografici o veri e propri diari personali pubblici, chiamati blog. I blog sono un fenomeno di crescente importanza negli ultimi anni ed esistono siti comunitari
che offrono gratuitamente agli utenti la possibilità di pubblicare il loro diario.
I siti personali possono non avere uno scopo di pura e semplice visibilità individuale, ma in alcuni casi possono essere fonte di informazione e approfondimento delle proprie conoscenze. Non è raro che esperti delle più varie discipline creino siti personali, per mezzo dei quali condividono le loro competenze con gli internauti. In altri casi siti personali o blog di personaggi politici,
amministratori o giornalisti trattano di argomenti di rilevanza politica e sociale in maniera meno formale di quanto non sia possibile in siti istituzionali.
Sono occasioni di divulgazione delle opinioni e di confronto, perché solitamente in questi casi i visitatori sono esplicitamente invitati ad esprimere le
loro idee e ad avanzare le loro critiche.
Vi sono ancora alcuni tipi di siti Web che meritano attenzione poiché consentono di individuare nella rete i siti di proprio interesse. Molto diffuso è
il ricorso alle directory Web: siti che organizzano in categorie e sottocategorie i vari siti che hanno catalogato nel loro database. Tra le directory Web
la più famosa è forse Yahoo!, accessibile all’URL http://www.yahoo.it. Possiamo trovare nella home page del sito un insieme di categorie, quali “Salute”, “Divertimento” e simili, rappresentate da collegamenti ipertestuali. Facendo clic su uno di essi si accede ad un elenco di sottocategorie e procedendo in questo modo possiamo giungere a elenchi di siti relativi all’argomento desiderato.
Simili alle directory sono i portali: siti che offrono collegamenti ad altri siti,
raggruppandoli in categorie e sottocategorie. La principale differenza rispetto alle directory Web consiste nel fatto che i portali non aspirano a classificare il maggior numero possibile di siti, ma si limitano a proporne una
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 163 ✧ Fase Due
selezione, sulla base di considerazioni di importanza, marketing o in base
ad accordi commerciali. Possono essere portali anche alcuni siti commerciali: può, infatti, accadere che un’azienda abbia convenienza a guidare la
navigazione dell’utente su siti di aziende partner.
Consentono, invece, la ricerca di specifiche pagine Web in base ad opportuni criteri i motori di ricerca, analizzati nella sezione 2.0.3. Sono siti che
mantengono un database delle pagine Web indicizzandole sulla base delle
parole che contengono o di altri criteri. L’utente, specificando alcune parole
chiave, ottiene un elenco dei documenti noti al motore di ricerca. Si tratta
a tutti gli effetti di siti di database (sezione 2.7.2), ma dato il loro particolare
utilizzo meritano una menzione separata. Un esempio di motore di ricerca
puro è Google, http://www.google.it, ma è più frequente il caso di siti che
offrono sia il servizio di motore di ricerca sia il servizio di directory Web.
Un esempio è il già citato Yahoo!.
Questa suddivisione dei siti Web è puramente indicativa, la situazione più
frequente è rappresentata da siti che possono appartenere a più di una categoria o le cui singole sezioni sono catalogabili sotto categorie differenti.
2.7.2 Database online
I siti di database consentono di consultare e, eventualmente, di aggiornare
un database. Rimandiamo alla fase 4.5 per approfondimenti sulle conoscenze del database, e ne facciamo qui un accenno. Un database è uno strumento che permette di archiviare e gestire i dati in modo strutturato. Oltre
alla memorizzazione di grandi quantità di dati, un database offre la possibilità di interrogare le informazioni che contiene, ovvero di effettuare ricerche
al suo interno per consultare, modificare ed eventualmente modificare i dati. Questi siti mettono a disposizione online i contenuti di differenti database tematici – per esempio i dati sulla produzione cinematografica di un
determinato Paese o periodo, o sulla cucina regionale – fruibili tramite
un’interfaccia Web per mezzo della quale si accede alle informazioni. In alcuni casi i dati sono pubblici, mentre in altri è necessaria una registrazione,
gratuita o a pagamento.
Molti siti si avvalgono di questa tecnologia per la fornitura dei loro servizi;
per esempio i siti di download (sezione 2.7.10) spesso consentono all’utente
di scegliere i file da scaricare tra quelli individuati effettuando delle ricerche
sulla base di appositi criteri di ricerca, come un certo numero di parole chiave. Questa è a tutti gli effetti un’interrogazione di un database, che restituisce un insieme di schede esplicative relative ai file soddisfacenti i criteri di
ricerca. Un esempio di database online è dato dai sistemi di prenotazione
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Fase Due ✧ 164 Vivere in connessione
online (treni, aerei, alberghi, teatri, ecc.), in cui individuiamo per mezzo di
appositi criteri il servizio che si adatta meglio alle nostre necessità. La prenotazione implica, normalmente, la modifica dei dati del database: quando
si prenota un biglietto ferroviario è necessario che il sistema memorizzi che
il posto è già stato assegnato e a chi, in modo da non assegnarlo ad ulteriori
utenti che ne facciano richiesta. Esistono database online sugli argomenti
più disparati. Molto conosciuto è l’Internet Movie Database, http://
www.imdb.com, che rende accessibile un database di film interrogabile secondo diversi criteri. La versione italiana, che contempla anche i titoli italiani, ha indirizzo http://italian.imdb.com.
I più diffusi e utilizzati database disponibili in Rete sono i motori di ricerca,
che abbiamo visto nella sezione 2.0.3. Google è notoriamente uno dei motori
di ricerca che cataloga il maggior numero di pagine, altri possono fornire risultati diversi da quelli di Google, fra questi ricordiamo Altavista (http://
www.altavista.it) e All The Web (http://www.alltheweb.com). Quest’ultimo,
in particolare, cataloga un numero maggiore di pagine di quanto non faccia
Google ed ha un’interfaccia di ricerca altrettanto facile, l’assenza di una versione italiana ha fatto sì che sia poco noto nel nostro Paese. Per avere preziose
informazioni sui motori di ricerca è opportuno visitare il sito MotoriDiRicerca.it all’URL http://www.motodiricerca.it. Oltre a fornire precise indicazioni
sui metodi per effettuare ricerche nel modo migliore, presenta le caratteristiche dei vari motori esistenti e permette di scegliere di volta in volta quello che
si avvicina maggiormente alle nostre necessità. Particolarmente utile può essere la tabella comparativa fra i vari motori, disponibile all’indirizzo http://
www.motoridiricerca.it/tabella.htm.
2.7.3 Acquisti online
La rete offre molte opportunità per effettuare acquisti online, consentendo
di comparare i prezzi e le varie offerte e di portare a termine l’acquisto, rimanendo comodamente seduti a casa propria. La merce verrà recapitata direttamente all’indirizzo indicato. Gli acquisti online hanno alcuni svantaggi, fra cui ha un particolare rilievo l’impossibilità di ispezionare la merce
prima dell’acquisto. Bisogna quindi essere informati circa i propri diritti,
tra i quali è importante ricordare il diritto di recesso, ma anche avere l’accortezza di rivolgersi a negozi online noti e di specchiata onestà. Inoltre,
non è da trascurare la sicurezza della transazione: i siti di maggiore popolarità hanno adottato standard che rendono sicuro il pagamento con carta di
credito, ma spesso è possibile viene ammesso anche il pagamento in contrassegno o il pagamento anticipato mediante bollettino postale o bonifico
bancario.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 165 ✧ Fase Due
Individuare i prodotti
Prima di procedere ad un acquisto è necessario individuare il prodotto e chi
lo vende. In questa fase sono possibili più approcci: visitare direttamente il
sito di uno o più negozi online o affidarsi ad un sito specializzato, che si cura
di individuare il prodotto desiderato in molti negozi virtuali e di restituire
le varie offerte trovate, agevolando il confronto. Spesso, uno stesso prodotto
viene offerto in diversi pacchetti promozionali con prezzi anche considerevolmente diversi e, il fatto di ottenere con pochi clic del mouse una vasta
gamma di proposte, facilita la scelta di quella che si ritiene più vantaggiosa
o adatta alle nostre esigenze.
Se amiamo il brivido, vi è anche un’altra possibilità: la partecipazione ad
un’asta online. Il sito più famoso per questo genere di vendite è eBay.it,
http://www.ebay.it. Gli utenti possono mettere all’asta oggetti di loro proprietà, che altri utenti si contendono in una gara al rialzo, esattamente
come in un’asta vera e propria. Vi si trovano anche articoli nuovi o oggetti
che è possibile aggiudicarsi senza il meccanismo dell’asta, ma ad un prezzo
noto a priori. Il principale vantaggio di questo genere di acquisto risiede
nell’opportunità di grandi risparmi, mentre lo svantaggio è la provenienza
non sempre certa della merce.
Un sito particolarmente noto per la ricerca di prodotti in vendita è Kelkoo,
la cui versione italiana è raggiungibile all’URL http://it.kelkoo.com. Dalla
sua home page è possibile effettuare ricerche per mezzo di parole chiave o
navigando attraverso le varie categorie merceologiche, come risulta chiaramente dalla Figura 2.7.1.
Figura 2.7.1 La casella di ricerca e le categorie merceologiche di Kelkoo.
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Fase Due ✧ 166 Vivere in connessione
Se desideriamo acquistare una console per videogiochi, non ci resta da fare
altro che fare clic sul collegamento Videogiochi. Nella pagina seguente vengono proposte ulteriori categorie, come mostrato nella Figura 2.7.2.
Figura 2.7.2 Le sottocategorie dei Videogiochi.
Per ottenere un elenco delle console acquistabili presso vari negozi online
bisogna fare clic sul collegamento corrispondente. Vengono presentate tutte le console individuate, con la possibilità di limitare i risultati visualizzati
a prodotti di marche specifiche, il cui prezzo sia compreso entro un certo
intervallo o in base ad altri criteri. Individuati i prodotti disponibili, bisogna ora scegliere dove acquistare: per avere un elenco dei negozi che vendono un certo articolo, basta fare clic sul pulsante Confronta le offerte. Nella finestra ottenuta sono riportate le schede sui vari negozi, i giudizi degli
altri utenti ed informazioni più dettagliate sull’offerta proposta. Una volta
individuata la soluzione e il prezzo che riteniamo più convenienti, facciamo
clic sul pulsante Vai!.
Effettuare l’acquisto
Quando visitiamo il sito di un negozio online disponiamo di un carrello
virtuale, un’area personalizzata in cui vengono inseriti i beni che intendiamo acquistare. Alla fine dobbiamo solo "presentarci alla cassa", ovvero visitare un’apposita pagina Web, dove bisogna scegliere la modalità di pagamento e compilare un apposito modulo. Chiaramente ogni negozio online
ha le proprie procedure che, sebbene molto simili, non è detto che siano
uguali. Molti siti richiedono una registrazione preventiva e sempre gratuita,
che permette, la memorizzazione dei dati dell’utente. Per esempio, imma-
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 167 ✧ Fase Due
giniamo di voler acquistare presso un noto negozio online, CHL, un hard
disk esterno. Dopo aver individuato il prodotto, tramite Kelkoo o tramite
visita diretta del sito, otteniamo una pagina analoga a quella mostrata nella
Figura 2.7.3.
Figura 2.7.3 La scheda di un prodotto presso CHL.
L’aggiunta al carrello avviene per mezzo del pulsante Aggiungi al Carrello.
(Il sito permette anche di effettuare ordini telefonici.) Dobbiamo poi specificare la quantità che intendiamo acquistare, la modalità di consegna e di
pagamento. L’inserimento di queste informazioni può avvenire mediante
una procedura che guida l’utente nella compilazione di un modulo. I siti
che prevedono una registrazione preventiva all’acquisto generalmente propongono all’utente moduli precompilati con le informazioni ottenute in
fase di registrazione.
La Figura 2.7.4 mostra il contenuto del carrello. Al suo interno sono elencati tutti i prodotti che abbiamo deciso di acquistare: siamo ancora in tempo per ripensarci, cancellandoli dal carrello o aggiungendone altri. Dopo
aver deciso (e dopo aver verificato l’importo totale della spesa!), passiamo
all’ultima fase facendo clic sul pulsante Procedi. CHL richiede i dati anagrafici e recapiti degli utenti non registrati, in modo da inserirli nel proprio database. Se siamo utenti già registrati al momento dell’accesso al sito digitia-
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Fase Due ✧ 168 Vivere in connessione
Figura 2.7.4 IL carrello di CHL.
mo i nostri username e password (per approfondimenti sui concetti di username e password vedi la sezione 2.1.4). Durante la procedura è necessario
specificare la modalità di pagamento.
Il pagamento
La fase di pagamento è forse quella che genera maggiore apprensione negli
utenti: le cronache quotidiane sono funestate da notizie di truffe avvenute
online. Esercenti disonesti, utenti fraudolenti che perfidamente si appropriano
dei numeri di carta di credito altrui e altri sconsolanti fatti di questo genere
possono essere un forte deterrente. In realtà bastano poche semplici precauzioni per poter dormire sonni tranquilli. Il primo consiglio è quello di acquistare
sempre presso siti che abbiano una certa notorietà e che, quindi, affidano proprio alla serietà dei loro servizi la possibilità di continuare a vendere. Questa
prima precauzione è valida sempre e in ogni caso, dal momento che anche pagando in contrassegno non si ha certezza della bontà del prodotto. Se il contenuto non corrisponde alle aspettative è necessario esercitare il diritto di recesso.
Per quanto riguarda la modalità di pagamento, la più sicura, nel senso che
non consente l’addebito di ulteriori somme, è sicuramente il contrassegno
o il bonifico bancario anticipato. Purtroppo molti esercenti applicano al pagamento in contrassegno costi aggiuntivi, mentre il bonifico bancario anticipato presenta l’inconveniente di doversi recare in banca, a meno che non
si disponga del servizio di homebanking (di cui parleremo nella sezione
2.7.5). Il pagamento con carta di credito deve essere effettuato con cautela:
facendo la debita attenzione è sicuro e affidabile. Innanzitutto è opportuno
che oltre al numero di carta di credito venga richiesto anche il codice di sicurezza o di controllo, come mostrato nella Figura 2.7.5.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 169 ✧ Fase Due
Figura 2.7.5 Il modulo di inserimento dei dati per pagamento con carta di credito.
Inoltre bisogna prestare attenzione al fatto che l’invio dei dati avvenga mediante connessione sicura. Solitamente l’invio dei dati avviene quando, dopo
aver compilato un modulo con i dati della carta di credito, si fa clic su un pulsante di Invio. Se si porta il mouse sul pulsante in questione, nella barra di
stato del browser compare l’URL di destinazione: essa deve iniziare con l’indicazione del protocollo http sicuro, cioè https. In questo caso i dati vengono
trasmessi in maniera cifrata e non è ragionevolmente possibile che malintenzionati riescano a carpire le informazioni relative alla carta di credito.
Negli ultimi tempi si stanno sempre più diffondendo carte di credito prepagate, che devono essere ricaricate per poter essere utilizzate: non potrà essere sottratta una somma superiore al credito disponibile. Sono inoltre sorti
altri metodi di pagamento destinati espressamente agli acquisti online,
come PayPal, i quali a vario titolo possono essere paragonati alle carte di
credito ricaricabili. Si tenga sempre presente che, se si è operato correttamente, anche in caso di frode si può ottenere un risarcimento pari all’importo sottratto. Non si ottiene, invece, alcun risarcimento se la propria condotta è stata palesemente avventata e contraria ad ogni principio elementare
di sicurezza.
2.7.4 Prenotazioni online
La prenotazione di servizi via Internet è sempre più diffusa. Tecnicamente
non vi è molta differenza rispetto all’acquisto di beni. Attualmente è facile
prenotare voli o posti in treno: sia le compagnie aeree sia Trenitalia sui loro
siti consentono la prenotazione con assegnazione del posto. Vi sono, inoltre, siti specializzati in questo genere di prenotazioni, che facilitano il processo e che talvolta propongono pacchetti scontati ai clienti. Anche molte
sale cinematografiche e teatri consentono agli spettatori di prenotare il bi-
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Fase Due ✧ 170 Vivere in connessione
glietto in anticipo: l’utente può prenotare il biglietto direttamente da casa,
scegliendo anche la posizione della poltrona, e presentarsi al botteghino
quasi all’ultimo momento. Il pagamento può essere effettuato online oppure presso il botteghino, presentandosi con pochi minuti di anticipo rispetto
all’orario di inizio dello spettacolo.
Come esempio, immaginiamo di voler soggiornare a Napoli per tre giorni
partendo da Pisa. Possiamo visitare il sito di Expedia.it, http://www.expedia.it, per effettuare la prenotazione del volo. Dalla home page scopriamo
che esistono pacchetti combinati volo e albergo, come mostrato nella Figura 2.7.6.
Figura 2.7.6 Impostazione dei criteri di ricerca su Expedia.it.
Facendo clic sul pulsante Cerca, otteniamo un elenco di svariate combinazioni tra voli di andata e ritorno e hotel disponibili. Queste combinazioni
possono anche essere personalizzate, modificando i voli di andata e ritorno
o associando una combinazione di volo con hotel diversi da quelli proposti.
Per ogni soluzione viene riportato il costo e lo sconto che si ottiene effettuando la prenotazione combinata. Dopo aver scelto una combinazione,
viene proposta una pagina per personalizzare la prenotazione alberghiera,
come mostrato nella Figura 2.7.7.
La procedura di prenotazione si sviluppa attraverso più finestre, in cui viene
proposto di prenotare servizi aggiuntivi, come macchine a noleggio, visite
guidate di località turistiche del napoletano e simili, sino a giungere alla registrazione dell’utente e al pagamento. Tutte le avvertenze riportate nella
sezione 2.7.3 riguardo gli acquisti online sono ovviamente valide anche per
le prenotazioni, quando queste richiedano il pagamento anticipato.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 171 ✧ Fase Due
Figura 2.7.7 Le opzioni di personalizzazione della prenotazione alberghiera.
2.7.5 Homebanking
I sistemi di homebanking consentono di gestire via Internet il proprio conto corrente bancario. Si può trattare di applicazioni specializzate che, installate sulla macchina dell’utente, interagiscono con il server della banca, consentendo al correntista di visualizzare i suoi movimenti, di effettuare bonifici, pagamenti e, più in generale, di dare disposizioni. Altrettanto spesso
questi servizi sono accessibili per mezzo di un semplice browser, visitando
un apposito sito per mezzo di connessioni sicure. La quasi totalità degli
sportelli bancari offre ormai questo genere di servizi, o gratuitamente o sotto il pagamento di un canone annuale piuttosto modico. Vi sono anche
banche nate sul Web e accessibili solamente via Internet, per esempio Fineco. Oltre alle operazioni tipiche di sportello, il correntista online di molte
banche dispone anche di un portafoglio titoli e può giocare in borsa per
mezzo del sistema, sempre da casa e con il vantaggio di poter operare in
qualsiasi momento della giornata.
L’homebanking via Web non presenta particolarità rispetto alla navigazione su comuni siti, non deve, però, essere trascurata l’importanza della riservatezza dei propri nome utente e password. Se la sua segretezza deve essere
sempre mantenuta per qualunque servizio si utilizzi, nel caso dell’home-
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Fase Due ✧ 172 Vivere in connessione
banking diventa a dir poco essenziale. Inoltre si deve prestare attenzione a
non lasciare scritti questi dati in luoghi accessibili ad altre persone.
2.7.6 Servizi finanziari e postali
Anche i servizi postali si sono spostati dal cartaceo al digitale e hanno conquistato il Web grazie a Poste Italiane, che dal suo sito fornisce anche un
certo insieme di servizi finanziari. Per avere un’idea dei servizi disponibili
per il cittadino, basta accedere alla home page di Poste Italiane, http://
www.poste.it.
Figura 2.7.8 La home page di Poste Italiane
I servizi di natura postale vanno dalla posta elettronica alle raccomandate
online, includendo anche il monitoraggio in tempo reale del recapito di alcune tipologie di spedizioni (come la posta raccomandata, la posta assicurata, i pacchi celeri e altro).
Per quanto riguarda il servizio di posta elettronica, gratuito, Poste Italiane
applica una politica che la distingue rispetto ad altri fornitori di questo servizio: per ottenere una casella la procedura di registrazione richiede che
l’utente, dopo aver fornito il proprio codice fiscale, dichiari il proprio indirizzo “fisico”, al quale viene inviato un codice che consente di attivare il servizio stesso. In questo modo viene garantita l’associazione tra indirizzo di
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 173 ✧ Fase Due
posta elettronica e persona fisica. Inoltre, quale ente certificatore, Poste Italiane rilascia certificati digitali, che consentono di firmare e-mail e documenti, in modo da garantirne la validità legale.
Invio online di raccomandate
Un servizio che trasferisce nel mondo digitale la posta cartacea è la raccomandata online. Chi invia la raccomandata può godere di tutti i vantaggi
dell'invio tramite la Rete. Poste Italiane si cura della stampa e dell’invio: il
mittente deve collegarsi al sito dell’azienda e seguire una semplice procedura guidata; successivamente potrà anche monitorare lo stato della consegna.
Per poter inviare raccomandate online dobbiamo essere registrati presso Poste Italiane, cose che avviene, per esempio, se si è attivata una casella di posta elettronica. L’invio della raccomandata è semplificato da una procedura
guidata che guida l’utente alla compilazione dei vari moduli necessari.
Dopo esser stati riconosciuti come utenti, dobbiamo inserire il destinatario
o, anche più destinatari, compilando un apposito modulo, mostrato nella
Figura 2.7.15.
Figura 2.7.9 Modulo di inserimento dell’indirizzo di un destinatario.
Al passaggio successivo, ci è richiesto di inserire da tastiera il testo della missiva o di caricare un file, che costituirà la raccomandata stessa. È ammesso
solo un numero abbastanza ristretto di tipi di file. Per caricare un file, è sufficiente fare clic sul pulsante Sfoglia e individuare il file desiderato all’interno del nostro computer.
Una volta stabilito il contenuto della raccomandata, possiamo scegliere se
ricevere all’indirizzo di registrazione presso Poste Italiane una ricevuta di ri-
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Fase Due ✧ 174 Vivere in connessione
Figura 2.7.10 Modulo per la definizione del documento da inviare.
torno e, confermati i dati mostrati in una finestra di riepilogo, otteniamo la
pagina mostrata nella Figura 2.7.11.
Figura 2.7.11 Pagina con il numero identificativo del documento.
Prima di procedere all’invio e al pagamento, sono necessarie ancora alcune
operazioni. Innanzitutto bisogna verificare se la raccomandata verrà stampata secondo le aspettative: basta fare clic sul collegamento Richiesta in corso
mostrato dalla Figura 2.7.11. Otteniamo la pagina mostrata in parte nella
Figura 2.7.12: per verificare se la stampa avverrà in modo corretto, è necessario fare clic sul collegamento rappresentato dall’icona presente nella colonna Visualizza documento.
Questa operazione avvia il programma atto alla lettura dei file con formato
pdf (che deve essere installato sulla macchina dell’utente) per mezzo del
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 175 ✧ Fase Due
Figura 2.7.12 Verifica e conferma della raccomandata.
quale si ottiene un’anteprima della stampa del documento. Se siamo soddisfatti del risultato, procediamo facendo clic sul pulsante Conferma. Dopo
aver confermato non rimane altro che accettare le condizioni di erogazione
del servizio e procedere al pagamento con carta di credito.
I servizi finanziari
Fra i servizi finanziari offerti vi è BancoPostaonline, un sistema di homebanking dedicato a chi abbia un conto corrente presso Poste Italiane. Le operazioni che possono essere effettuate sono analoghe a quanto previsto da altri
fornitori di questo servizio: dalla gestione del proprio conto corrente alla ricarica delle proprie utenze telefoniche, al pagamento del canone RAI,
dell’ICI, del bollo auto, delle multe Polstrada e di altre tasse locali. Anche chi
non ha un conto corrente presso Poste Italiane, può comunque effettuare il
pagamento di bollettini postali, basta avere o una carta PostePay (una carta del
circuito VISA Electron, ricaricabile che non richiede di essere titolari di un
conto corrente; il sito di Poste Italiane, azienda che emette la carta, consente
di visualizzare il saldo e i movimenti) o una carta di credito in generale. Più
precisamente possono essere pagati anche con carte di credito VISA e MasterCard i bollettini postali relativi alle utenze domestiche e a molti pagamenti
rateali, mentre per gli altri bollettini è necessario disporre della carta PostePay
o essere correntisti. La procedura è molto simile a quella dello shopping online: si compilano i bollettini, i cui importi vengono messi in un carrello virtuale, e alla fine si procede al pagamento. È evidente il vantaggio di poter pagare le proprie utenze rimanendo comodamente seduti a casa e senza il fastidio di lunghe code all’interno degli uffici postali.
2.7.7 Peer to peer
Le reti peer to peer (P2P) sono costituite da un numero variabile di computer fra i quali vi è una relazione "alla pari"; sono realizzate generalmente
per mezzo di apposite applicazioni che gli utenti installano sulle rispettive
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Fase Due ✧ 176 Vivere in connessione
macchine e che sono in grado di comunicare le une con le altre. Il loro scopo principale è la condivisione libera e gratuita di file, detta anche file sharing. Attualmente sono in continua espansione grazie al crescente interesse
per la possibilità di scambio di file musicali, film e applicazioni. Nel caso
dei brani musicali la condivisione può portare a violazioni del copyright, e,
infatti, queste reti sono continuamente bersaglio di azioni legali da parte di
case discografiche e non solo, che intendono impedire la diffusione illegale
di materiale coperto da diritti d’autore. Un caso illustre è stato lo smantellamento della rete Napster a seguito di una causa legale. Nel tempo i vari
modelli di rete peer to peer, che hanno avuto successo, si sono modificati
in modo da renderne sempre più difficile lo smantellamento, con l’effetto
che l’attenzione di chi è preposto alla difesa dei diritti sui file è volta al perseguimento degli utenti. Nonostante sia criticabile l’uso che spesso viene
fatto di queste reti, uso che, vale la pena di ripeterlo, viola le leggi in vigore,
esse rappresentano un valido strumento per la condivisione dei file.
Architettura delle reti peer to peer
In generale il meccanismo con cui avviene questa condivisione è abbastanza
semplice. Un utente, connesso ad una specifica rete peer to peer, ricerca un
file fra quelli che gli altri utenti condividono, in base al nome o ad altri criteri. Una volta individuato il file, che potrebbe essere condiviso da più utenti, sceglie di scaricarlo e ne effettua direttamente richiesta a chi lo condivide.
La richiesta potrebbe essere inoltrata anche a più utenti remoti: il download
può avvenire contemporaneamente anche da più fonti. Generalmente vi è
un meccanismo di accodamento, per cui se una fonte è già occupata in un
numero eccessivo di scaricamenti, l’utente viene messo in una sorta di lista
di attesa. Dopo un certo lasso di tempo il file viene scaricato e, se l’utente
lo desidera, potrà condividerlo a sua volta. Una delle caratteristiche di queste reti è la variabilità nel tempo: molto spesso gli utenti rimangono connessi
per brevi periodi e quindi anche i file che hanno messo in condivisione sui
loro computer non sono sempre disponibili. Tuttavia, il gran numero di
utenti in rete e il fatto che i download interrotti possono essere ripresi anche
a distanza di molto tempo, rendono questo metodo di condivisione dei file
molto efficiente.
In breve, un sistema P2P non possiede client o server fissi, quando un pari
richiede un file ad un altro pari, agisce come un client che effettua una richiesta ad un server. I ruoli sono interscambiabili e ogni nodo (peer, cioè
ogni macchina connessa alla rete) ha potenzialmente entrambi i ruoli; semplificandoli concetto possiamo dire che lo stesso computer può richiedere
dati e fungere da client o fornire dati e fungere da server.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 177 ✧ Fase Due
Reti e applicazioni
Bisogna fare una distinzione tra le reti e le applicazioni che consentono di
accedere ad esse. Infatti, applicazioni differenti tra di loro possono far parte
di una stessa rete e quindi condividere e scambiarsi file. Si può quindi dire
che, data una rete, utenti differenti possono scegliere applicazioni diverse
per accedervi, basando la loro scelta sui gusti personali o sulla base dei software disponibili per il sistema operativo che utilizzano. Il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che alcune popolari applicazioni per l’accesso a reti peer to peer non si limitano ad accedere ad una sola rete, ma possono accedere anche simultaneamente a più di una. In realtà la maggior
parte degli utenti non è conscia di questa situazione, dal momento che tutto
ciò avviene in maniera automatica.
Una delle reti maggiormente utilizzata è eDonkey, cui si può accedere utilizzando applicazioni come eMule2000 e eDonkey per Windows o MLDonkey per Windows e Linux. D’altra parte MLDonkey può accedere anche alla rete BitTorrent e alla rete Gnutella2. Un’altra rete molto conosciuta
è FastTrack, di cui è popolare l’applicazione Kazaa e che contende la popolarità alla rete Gnutella/Gnutella2, dalle diffusissime applicazioni Shareaza
e Morpheus. Recentemente sta guadagnando sempre più consensi anche la
rete Overnet.
2.7.8 Web e FTP
Il Web è una rete di risorse e informazioni, che condividono uno schema
uniforme per la localizzazione, protocolli e il concetto di ipertesto.
L’FTP (File Transfer Protocol) è il protocollo per il trasferimento dei file ed
è molto antecedente al World Wide Web, ma tra i due esiste spesso un legame solitamente ignorato da molti utenti: molti siti Web, quando devono
consentire lo scaricamento dei file, si affidano all’FTP. Questa non è una
soluzione universale, dal momento che il trasferimento di un file può avvenire anche tramite http, il protocollo di trasferimento degli ipertesti, e in
alcuni casi viene anche data possibilità di scegliere quale dei due utilizzare.
FTP consente anche l’operazione inversa al download, salvare un file su un
server remoto (upload) e di spostarsi fra le cartelle del server FTP. Analogamente a quanto accade con le pagine Web, che vengono restituite da server
Web, affinché sia possibile caricare o scaricare file da un macchina remota
via FTP, su questa deve essere in esecuzione un server FTP, che risponde
alle richieste di un client FTP. I browser Web più diffusi sono anche client
FTP e quindi l’utente spesso non si accorge neanche che, facendo clic su un
collegamento, può avviare un download FTP: si limita a confermare la vo-
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Fase Due ✧ 178 Vivere in connessione
lontà di effettuarlo dalla finestra di dialogo che il browser apre. Dal punto
di vista dell’utente non vi è differenza rispetto ad un download effettuato
via http.
Utilizzo di un browser Web come client FTP
Abbiamo detto che i browser Web più diffusi possono essere utilizzati come
client FTP. Infatti, non appena inseriamo nella barra dell’indirizzo un indirizzo corrispondente ad un server FTP, riescono a capire, sulla base della
risposta del server stesso, di doversi comportare come client FTP e non
come client http, anche se non si è specificato il protocollo. Se desideriamo
connetterci a un server FTP, è necessario inserire nella barra dell’indirizzo
l’URL completa di protocollo, vale a dire “ftp://mioserver.miodominio.it”.
Utilizzando Internet Explorer come client FTP, si ha l’impressione di muoversi all’interno di una cartella del proprio computer e non di visualizzare
una gerarchia di cartelle di un server remoto. Come esempio possiamo inserire nella barra dell’indirizzo l’URL ftp://ftp.unina.it/pub/linux/distributions/gentoo/releases/, da cui si può scaricare una particolare distribuzione del
sistema operativo Linux, Gentoo. La pagina che si ottiene è mostrata nella
Figura 2.7.13.
Figura 2.7.13 Una cartella su un server FTP visualizzata tramite Internet Explorer.
Come possiamo vedere, le operazioni eseguibili su file e cartelle sono del
tutto analoghe a quelle che possono essere effettuate sul contenuto di una
cartella locale del nostro computer. Volendo copiare un file o una cartella
del server remoto, non dobbiamo fare altro che trascinarli con il mouse
dove desideriamo. Per poter modificare a file e cartelle presenti in un server
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 179 ✧ Fase Due
FTP, bisogna avere le credenziali necessarie. Conseguentemente, se cerchiamo di rinominare o cancellare una delle cartelle presenti all’URL indicata,
otteniamo un messaggio di errore. Spesso i server FTP consentono l’accesso
in sola lettura (ovvero con la possibilità di visualizzare, ma non modificare
i contenuti) agli utenti generici (anonimi), mentre permettono solo agli
utenti autorizzati di apportare modifiche ai file presenti e anche di caricare
file e cartelle: è sufficiente trascinarli all’interno della finestra.
Scaricare file via http
Lo scaricamento di un file via http avviene semplicemente facendo clic su
un collegamento presente in una pagina Web: una finestra di dialogo chiede se intendiamo salvare il file sul nostro computer, quindi, bisogna specificare l'allocazione di memoria in cui deve essere memorizzato il file. Talvolta, ci possiamo imbattere in server Web che propongono pagine molto
simili alle cartelle di un server FTP e che, tramite collegamenti ipertestuali,
consentono di muoversi attraverso la loro struttura (filesystem). Si veda per
esempio http://gentoo.ngi.it/releases/ (Figura 2.7.14); se confrontiamo attentamente questa figura con la precedente, notiamo che in effetti elencano le
medesime cartelle, ma in quest’ultimo caso la navigazione avviene facendo
clic sui vari collegamenti ipertestuali. In effetti, i due sono server mirror di
uno stesso sito, cioè hanno il medesimo contenuto.
Se per visualizzare il contenuto di una qualsiasi delle cartelle basta fare clic
sul collegamento ipertestuale corrispondente, per salire di un livello, cioè
per visualizzare la cartella che a sua volta contiene la cartella corrente, dobbiamo fare clic sul collegamento Parent Directory. Non è possibile copiare
sul proprio hard disk intere cartelle: se proviamo a trascinare sul nostro Desktop uno dei collegamenti visualizzati, otteniamo la creazione di un collegamento alla cartella in questione, ma non la sua copia. Un server Web consente solamente il download di singoli file e per verificarlo possiamo provare a fare sul collegamento x86, quindi su current e poi su installcd, giungendo all’URL http://gentoo.ngi.it/releases/x86/current/installcd/ (Figura 2.7.15).
A seconda delle impostazioni, facendo clic su un file, ne possiamo avviare
il download o visualizzarne il contenuto nella finestra. Se nella pagina visualizzata per esempio proviamo a fare clic sul primo file, ne iniziamo lo
scaricamento, mentre, facendo clic sul secondo, ne visualizziamo il contenuto nella finestra. Volendo scaricare quest’ultimo, l’unico modo è fare clic
sul collegamento corrispondente con il pulsante destro del mouse e selezionare dal menu di scelta rapida il comando Salva oggetto con nome. Si apre
allora la consueta finestra di Windows XP per la scelta della cartella in cui
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Fase Due ✧ 180 Vivere in connessione
Figura 2.7.14 Visualizzazione di una cartella su un server Web.
memorizzare il file e, scelta la cartella desiderata, una apposita finestra mostra lo stato di avanzamento dello scaricamento sino alla sua conclusione.
2.7.9 FTP Explorer
FTP Explorer è un diffuso client FTP che consente di muoversi fra le cartelle di un server FTP in maniera semplice ed intuitiva, in maniera analoga
a Esplora risorse di Windows per le cartelle locali. La possibilità di riprendere
download interrotti è una funzionalità molto importante nel caso in cui
dobbiamo scaricare file di grandi dimensioni e il download debba essere interrotto o venga interrotto per i più disparati motivi, come la perdita della
connessione ad Internet. Se il server FTP supporta il recupero dei
download interrotti, è possibile riprendere l’operazione dal punto in cui si
era bloccata, senza dover nuovamente scaricare il file dall’inizio.
FTP Explorer un software shareware utilizzabile, prima di acquistarne una
regolare licenza, solo per 30 giorni (riprenderemo il concetto di shareware
nella sezione 2.7.11). Per il suo scaricamento si faccia riferimento al para-
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 181 ✧ Fase Due
Figura 2.7.15 Visualizzazione di una cartella su un server Web con file scaricabili.
grafo 2.7.14, dove viene descritta anche la procedura per installare la versione italiana dell’interfaccia.
Avviato FTP Explorer, per collegarci ad un server dobbiamo creare un nuovo collegamento tramite il comando Collegamento Rapido, disponibile nel
menu Strumenti, e possiamo poi indicare l’indirizzo del server. Il comando
Collegati, disponibile nel medesimo menu, permette di configurare alcune
impostazioni di connessione. Invocato il comando, otteniamo la finestra di
configurazione del collegamento mostrata nella Figura 2.7.16, che consente
di accedere ad una specifica cartella su un server FTP, specificando tutte le
opzioni necessarie.
Osserviamo come l’indirizzo del server e il percorso della cartella desiderata
siano inseriti in caselle di testo distinte. Per accedere ad alcune risorse può
essere necessario specificare un nome utente e una password, mentre per
specificare un accesso anonimo bisogna fare clic sull’apposita casella d’opzione Anonimo: l’applicazione stessa inserisce allora automaticamente il
nome utente anonymous. Nella casella di testo Direct. Download si specifica
la cartella del nostro computer in cui devono essere scaricati i file segnati
per il download. Infine la connessione avviene semplicemente facendo clic
sul pulsante Collegati: dopo un breve lasso di tempo la connessione viene
stabilita e il contenuto della cartella del server compare nella parte destra
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Fase Due ✧ 182 Vivere in connessione
Figura 2.7.16 Opzioni di connessione ad un server FTP.
della finestra dell’applicazione, mentre nella parte sinistra viene riportata la
gerarchia delle cartelle del server, come mostrato dalla Figura 2.7.17.
Figura 2.7.17 La finestra dell’applicazione dopo lo stabilimento della connessione.
Osserviamo che nella parte inferiore della finestra viene riportato lo scambio tra client e server: le richieste del primo e le risposte del secondo; ciò è
particolarmente utile per leggere le eventuali comunicazioni di errore inviate dal server.
La parte sinistra della finestra può essere utilizzata per spostarsi fra le cartelle
del server in maniera del tutto analoga a come si opera con l’Esplora risorse
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 183 ✧ Fase Due
di Windows XP. Se vogliamo scaricare un file o un’intera cartella, dobbiamo solamente selezionarlo e scegliere il comando Download dal menu file o
scegliere il medesimo comando dal menu di scelta rapida (Figura 2.7.18)
associato all’oggetto da scaricare.
Figura 2.7.18 Menu di contesto associato ad un file o ad una cartella del server FTP.
Durante lo scaricamento di un file o di una cartella viene indicato lo stato
di avanzamento dell'operazione nella finestra di dialogo riportata in Figura
2.7.19. Il file viene scaricato nella cartella specificata nelle opzioni del collegamento al server.
Figura 2.7.19 Avanzamento del download di un file.
Se vogliamo interrompere lo scaricamento, facciamo clic sul pulsante Annulla. Se è già stata scaricata una parte del file, questa non viene automaticamente cancellata, ma viene mantenuta nella cartella dove sono stati salvati i file scaricati. Se si tenta di aprire il file scaricato parzialmente, si ottiene inesorabilmente un errore. Se in seguito decidiamo di scaricare tale file,
non dobbiamo fare altro che procedere come se fosse la prima volta che lo
scarichiamo rispondendo affermativamente alla finestra di dialogo che viene aperta (Figura 2.7.20).
Figura 2.7.20 Richiesta di ripresa di un download.
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Fase Due ✧ 184 Vivere in connessione
Facendo clic sul pulsante Sì, FTP Explorer tenta di continuare scaricando
solamente le parti mancanti del file, mentre facendo clic sul pulsante No il
file viene scaricato interamente a partire dall’inizio. Non è sempre possibile
riprendere uno scaricamento interrotto, poiché questa funzionalità deve essere supportata anche dal server FTP e non solo dal client. Le operazioni di
modifica delle cartelle e dei file del server remoto sono disponibili sempre
dal menu di scelta rapida associato ad un’area vuota della finestra o associato al file o cartella da modificare. Per esempio è possibile rinominare o cancellare un file o una cartella, come si può rilevare dalla Figura 2.7.26. I medesimi comandi sono disponibili anche nel menu File. Per caricare file e
cartelle o, con termine inglese, per farne l’upload, si procede in maniera analoga, ricorrendo al comando Upload del menu File o del menu di scelta rapida associato ad un’area vuota della parte destra della finestra (Figura
2.7.21).
Figura 2.7.21 Menu di scelta rapida associato ad un’area vuota della finestra.
Non è inutile ribadire che, per poter modificare il contenuto delle cartelle
del server FTP, bisogna essere autorizzati, altrimenti si ottiene un messaggio di errore.
2.7.10 Siti adatti per il download
Esiste una molteplicità di siti da cui si può scaricare software di vario tipo;
molte software house consentono lo scaricamento dei loro prodotti o di versioni di prova dei loro prodotti direttamente dal loro sito. Vi sono, però,
alcuni siti che sono appositamente dedicati a consentire lo scaricamento di
applicazioni. Ovviamente non è detto che tutto ciò che viene scaricato possa essere utilizzato gratuitamente, come avremo modo di approfondire nella
sezione 2.7.11.
In generale tali siti suddividono in categorie i programmi di cui consentono
lo scaricamento, per cui per trovare il software che si desidera ci si comporta
un po’ come con un directory Web: ogni file disponibile è quasi sempre accompagnato da una scheda descrittiva, che non di rado contiene anche i
commenti di altri utenti e collegamenti verso il sito dell’autore. Oltre alla
navigazione per categorie si può ricorrere ad una ricerca per parole chiave,
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 185 ✧ Fase Due
la quale consente quasi sempre di effettuare la ricerca in base al nome del
programma, al nome del suo file di installazione o alle parole presenti nella
sua scheda. Come esempio consideriamo Tucows, uno dei più famosi siti
di download, in lingua inglese, http://www.tucows.com. Nella sua home
page vengono mostrate le categorie relative al software per le piattaforme
Windows, mostrate nella Figura 2.7.22, ma se siamo interessati al software
per Macintosh o Linux, dobbiamo solamente fare clic sugli appositi collegamenti.
Figura 2.7.22 Le categorie di Tucows per il software delle piattaforme Windows.
Se vogliamo scaricare, per esempio, un programma anti-spam, dobbiamo
solamente fare clic sul collegamento E-mail, presente nella sezione Business:
veniamo immediatamente portati all’elenco delle applicazioni relative alle
e-mail, mostrato in parte nella Figura 2.7.23. Per approfondimenti sullo
Spam rimandiamo alla sezione 2.3.12
Per ogni programma individuato viene fornita una sintetica descrizione,
una valutazione “in mucche”, la popolarità, il tipo di licenze e le versioni di
Windows per cui l’applicazione è stata scritta. Facendo clic sul nome della
prima applicazione dell’elenco, si ottiene la scheda mostrata nella Figura
2.7.24. Per avviare il download dobbiamo fare clic sul pulsante corrispondente al nostro sistema operativo accanto al testo Downolad Now.
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Fase Due ✧ 186 Vivere in connessione
Figura 2.7.23 Elenco di applicazioni per relative alle e-mail.
Figura 2.7.24 La scheda di un’applicazione scaricabile.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 187 ✧ Fase Due
2.7.11 Differenza tra shareware e freeware
Non sempre il software che si scarica da Internet è liberamente utilizzabile. Infatti, bisogna sempre essere certi del tipo di licenza cui sono sottoposte le applicazioni che si vogliono utilizzare. Per esempio, non sempre è lecito ridistribuire
un programma anche a titolo gratuito, per cui non lo potremmo neanche fornire ad amici e parenti su un CD. Questa attività, in particolare, è espressamente vietata quando si tratta della maggior parte del software commerciale.
Molte applicazioni che possono essere scaricate da Internet hanno una licenza shareware o freeware. Le applicazioni shareware sono spesso piccoli
programmi che possono essere scaricati e utilizzati, anche senza limitazioni
nelle funzionalità, per un certo lasso di tempo, da intendersi come prova.
Se, finito il periodo di prova, si intende continuare ad utilizzare il programma, è necessario pagare all’autore una somma di denaro che comunemente
non è molto elevata. Alcune applicazioni cessano completamente di funzionare allo scadere del periodo di prova, mentre altre continuano a funzionare
regolarmente. In quest’ultimo caso, però, si deve sempre ricordare che proseguire nel loro utilizzo costituisce una violazione del contratto di licenza
sanzionabile a termini di legge. Non è raro che anche nel periodo di prova
le applicazioni shareware possano presentare finestre “di disturbo”: avvertimenti sulla necessità di acquistare il software e finestre, che ritardano per
un numero di secondi crescente nel tempo l’avvio delle applicazioni, sono
solo due semplici esempi. Acquistando l’applicazione, si ottiene dall’autore
un codice di sblocco, da inserirsi in apposita finestra, o un file eseguibile che
procede alle modifiche necessarie per rendere pienamente funzionante il
programma o per rimuovere le finestre di disturbo.
Le applicazioni freeware sono invece liberamente utilizzabili senza alcuna limitazione e senza che l’autore pretenda alcuna somma di denaro. Ovviamente nulla vieta all’autore di invitare ad una donazione facoltativa per
contribuire al mantenimento e al miglioramento del programma; esistono
casi in cui gli autori di programmi freeware impongono clausole di non utilizzo da parte di enti pubblici o di strutture militari e altri in cui viene richiesto a questi soggetti il pagamento di una somma di denaro. Solitamente
un programma freeware può essere liberamente distribuito a titolo gratuito,
ma possono esservi in proposito delle limitazioni.
Il software freeware non deve essere confuso con il software libero (che in
inglese viene chiamato free software), che viene distribuito sotto condizioni
ancora più permissive per l’utente. Per esempio si può ricevere del software
libero e decidere di distribuirlo imponendo un prezzo, ammesso che si trovi
qualcuno disposto a pagare per qualcosa che può avere gratis.
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Fase Due ✧ 188 Vivere in connessione
2.7.12 Scaricare file zippati
Prima di procedere ricordiamo che i file compressi sono stati trattati nella
sezione 1.4.6. Lo scaricamento di file compressi è molto frequente, dal momento che consente di risparmiare tempo rispetto al download dei corrispondenti file in formato non compresso. In rete si trovano dati compressi
con differenti metodi di compressione, ma sicuramente più diffusi, almeno
per il mondo Windows, sono i file di tipo zip e i file di tipo rar.
Per scaricare un file compresso non vi è alcuna tecnica particolare: solitamente si deve fare clic su un collegamento, esattamente come si deve procedere per scaricare qualsiasi tipo di file. Come esempio procediamo al
download di FTP Explorer dal sito della software house che lo produce; per
poter disporre dei menu in italiano dobbiamo anche scaricare un file compresso. Innanzitutto visitiamo l’URL http://www.ftpx.com/download.html e
facciamo clic sul collegamento del primo download proposto, mostrato
nella Figura 2.7.25: è necessario scegliere la posizione in cui deve essere scaricato il file, per esempio il Desktop.
Figura 2.7.25 Il collegamento per il download di FTP Explorer.
Se abbiamo installato il Service Pack 2 di Windows XP, il download non
dovrebbe partire automaticamente e dunque, nella finestra che si apre, bisogna fare clic sul collegamento here della frase “Your download should
start momentarily. If it doesn't, click here”. Si apre quindi una finestra (Figura 2.7.39), in cui viene richiesto di scegliere se aprire o salvare il file. Se
decidiamo di salvarlo dobbiamo scegliere la cartella di destinazione nella finestra che viene automaticamente aperta.
Terminato il download, non resta altro da fare che avviare la procedura di
installazione, facendo doppio clic sul file appena scaricato. Il programma
viene installato per impostazione predefinita nella cartella C:\programmi\FTP Explorer e, a meno che non si abbiano ragioni particolari per procedere diversamente, è opportuno non modificare questa scelta.
Per scaricare la localizzazione italiana del programma, bisogna fare clic sul
pulsante Indietro di Internet Explorer, per ritornare alla pagina aperta
all’inizio. Nella parte inferiore della finestra vi è una serie di collegamenti
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 189 ✧ Fase Due
Figura 2.7.26 Il collegamento per il download del file di localizzazione italiana di FTP
Explorer.
che consentono di scaricare diversi file relativi a lingue differenti: bisogna
fare clic su quello corrispondente alla lingua italiana (Figura 2.7.26).
Il file da scaricare ha nome ita-res.zip ed è un file compresso. Prima che inizi
il download viene proposta la finestra seguente, in cui dobbiamo fare clic
sul pulsante Salva, in modo da salvare il file sul disco. Una finestra successiva consente di scegliere l'allocazione di salvataggio.
Figura 2.7.27 La finestra di conferma del download del file.
Terminato il download, nella cartella di destinazione, nel nostro esempio il
Desktop, è presente il file ita-res.zip e, a questo punto, è necessario estrarne
il contenuto. Dal sito di download scopriamo che il file deve essere decompresso nel percorso di installazione dell’applicazione. Per avviare la procedura guidata di estrazione, selezioniamo quindi la voce Estrai tutto dal
menu di scelta rapida associato al file. Nella finestra dove viene richiesto il
percorso in cui estrarre i file indichiamo il percorso di installazione del programma (Figura 2.7.28).
Con il termine della procedura di estrazione dei file, durante la quale bisogna
anche confermare la sovrascrittura dei file già presenti nella cartella scelta, si
conclude anche l’esempio di download ed utilizzo di un file compresso.
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Fase Due ✧ 190 Vivere in connessione
Figura 2.7.28 Il percorso di estrazione del file.
2.7.13 Acquistare elementi
audio e video sul Web
Molti siti consentono l’acquisto di elementi audio e video: i maggiori portali propongono di scaricare suonerie per cellulari, video clip, singoli brani
o interi album. Windows XP stesso e Windows Media Player, però, possono facilitare la nostra necessità di multimedialità, dal momento che consentono di accedere con pochi clic a veri e propri negozi online specializzati in
questo genere di prodotti.
Avviato Windows Media Player (per maggiori dettagli consultare la sezione
2.2.2), basta fare clic sul pulsante MSN Music perché si presenti ai nostri
occhi un intero negozio, che ci consente di ascoltare i brani o di acquistarli.
Se decidiamo di ascoltare un album, il costo è molto basso, ma purtroppo
dovremo pagare ogni volta che decidiamo di risentirlo. L’acquisto, invece,
consente di scaricare sul proprio hard disk i file necessari a riascoltare l’album ogni volta che lo desideriamo. Ovviamente, questa possibilità ha un
costo decisamente superiore, ma competitivo rispetto all’acquisto del CD.
I file che vengono scaricati hanno solitamente un formato particolare, che
garantisce il rispetto del copyright. Se, poi, non si è certi di voler ascoltare
per intero tutti i brani di un album, si può gratuitamente ascoltarne un’anteprima di 30 secondi.
Oltre a MSN Music sono disponibili altri negozi online in cui andare a curiosare: basta scegliere quello che desideriamo dal menu Visualizza Negozi
online.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 191 ✧ Fase Due
Figura 2.7.29 La home page del negozio MSN Music.
Se desideriamo ascoltare gratuitamente l’anteprima dei brani di un album,
dobbiamo fare clic sul pulsante di riproduzione accanto al pulsante Ascolta:
Windows Media Player riproduce in sequenza 30 secondi di ogni canzone
dell’album. Se preferiamo, possiamo passare al "negozio" Tiscali.Music Italia.
Figura 2.7.30 La home page del negozio Tiscali.Music Italia.
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Fase Due ✧ 192 Vivere in connessione
Per effettuare degli acquisti dobbiamo essere registrati: a questo scopo bisogna far clic sul collegamento Entra, presente nella parte superiore della finestra. Se siamo già registrati non ci rimane altro che inserire il nostro nome
utente e la password, altrimenti bisogna effettuare la procedura di registrazione.
Per mezzo del pulsante Compra, possiamo acquistare interi album o singoli
brani. Dopo aver fatto clic, se non abbiamo già fornito nome utente e password, bisogna inserire queste informazioni. Per poter scaricare musica da
Tiscali.Music Italia è necessario installare la Mediabar: viene proposta automaticamente una finestra (Figura 2.7.31) che ne consente l’installazione:
bisogna accettare i termini e le condizioni d’uso e, quindi, fare clic sul pulsante Installa.
Figura 2.7.31 La finestra di installazione della Mediabar.
Durante la procedura di installazione bisogna rispondere affermativamente
ad eventuali richieste di conferma.
Per poter procedere all’acquisto, bisogna ricaricare il nostro conto: i tagli di
ricarica sono tali da coprire i costi dei vari elementi acquistabili. Per esempio, se si vuole comprare un album e il nostro conto non dispone di alcuna
liquidità, viene proposta la finestra mostrata nella Figura 2.7.32.
Facendo clic sul pulsante Scegli corrispondente al Pacchetto 9,99, viene
visualizzato il contenuto del carrello virtuale, consistente, appunto, nel solo
pacchetto appena scelto (Figura 2.7.33). La procedura si svolge, quindi,
come già visto per gli acquisti online (si veda sezione 2.7.3). Una volta che
la transazione è avvenuta con successo, possiamo finalmente iniziare a scaricare la musica e il suo costo viene detratto dal nostro credito prepagato.
Lo scaricamento viene indicato nel riquadro Stai scaricando nella parte inferiore destra della finestra.
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Conoscenze intermedie sul mondo Internet 193 ✧ Fase Due
Figura 2.7.32 I pacchetti di ricarica di Tiscali.Music Italia.
Figura 2.7.33 L’indicazione di scaricamento in corso.
Man mano che i file vengono scaricati, accanto al brano corrispondente
compare il pulsante Ascolta, che consente l’inizio della riproduzione. Facendo clic su questo pulsante, è possibile che venga richiesto di scaricare un aggiornamento della protezione di Windows Media Player: accettato l’aggiornamento, possiamo iniziare a sentire i brani.
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Fase Due ✧ 194 Vivere in connessione
Quando accediamo ai negozi online da Windows Media Player, la navigazione tra i contenuti avviene attraverso l’interfaccia grafica del riproduttore.
Se, però, desideriamo navigare utilizzando Internet Explorer, possiamo direttamente scegliere di inserire l’URL corretta nella barra dell’indirizzo della finestra del browser. L’accesso all’ultimo negozio online visitato dall’interfaccia di Windows Media Player è possibile anche dal collegamento Acquista musica online presente nel Riquadro attività comuni della cartella Musica (Figura 2.7.34).
Figura 2.7.34 L’indicazione di scaricamento in corso.
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