Ass. Naz. Alpini - Sez. di Alessandria
4° Raduno
del 1° Raggruppamento
Francia - Liguria - Piemonte - Valle d’Aosta
Alessandria - 22/23 settembre 2001
Azienda Turistica Alessandria
A tutti i nostri alpini
che sono andati avanti
ed a tutti coloro che credono nei sacri ideali
di amor patrio, onestà e solidarietà
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1° Raggruppamento
4° Raduno
Alessandria
22/23 settembre 2001
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PROGRAMMA
Venerdì 21 settembre 2001:
Ore 18,00
Inaugurazione ufficiale Mostra fotografica sulle Truppe alpine nell’ex Ospedale Militare
Ore 20,30
Fiaccolata celebrativa “dell’anno del volontariato” con partenza dai 4 punti di ingresso della città
(porta Marengo, Ponte Cittadella, Ponte Tiziano, Rione Cristo) con meta Viale della Repubblica
davanti al teatro Comunale.
Ore 21,30
Rassegna cori alpini al Teatro Comunale di Alessandria:
Sabato 22 settembre 2001:
Mattina
Ore 10,00
Deposizione corone d’alloro alle 3 medaglie d’Oro ed alle 3 figure simbolo della sezione.
Ore 10,30
Apertura di stands promozionali.
Ore 11,30
Visita alla scuola Bovio
Pomeriggio
Ore 16,00
Alzabandiera e deposizione corona monumento ai caduti.
Ore 17,00
Ricevimento delle Autorità in Municipio
Ore 18,00
S. Messa in Duomo.
Ore 19,30
Cena ufficiale
Ore 21,30
Concerto fanfara.
Domenica 23 settembre 2001:
Ore 09,00
Ammassamento per inizio sfilata in zona Orti - V. Bellini
Ore 10,00
Deposizione corona al cippo dedicato alle vittime dell’alluvione in V.le Milite Ignoto
Ore 10,30
Inizio sfilata
Ore 13,00
Pranzo all’interno del parco della sezione A.N.A. di Alessandria.
Ore 17,00
Ammainabandiera e fine della manifestazione
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SPECIALE RADUNO
STEMMA DI ALESSANDRIA
Nota araldica: d’argento, alla croce di rosso. Corona da città. Sostegni: due grifoni al naturale controrampanti, con le teste rivolte e le ali spiegate.
Motto: “Deprimit elatos levat Alexandria stratos”.
Gonfalone: Drappo di bianco, alla croce di rosso con la bordura del campo delimitata da un filetto di rosso, caricata della scritta dello stemma civico.
Decreto di riconoscimento in data 6 marzo 1941, iscritto nel Libro araldico degli
enti morali al vol. II, p. n. 709/2228.
MANIFESTO DEL RADUNO
Rappresenta il logo della manifestazione ed è stato realizzato dalla ditta Seripec
di Sale
MEDAGLIA
Sul verso porta raffigurato il logo della manifestazione e sul recto è impressa la scritta “4° raduno
del 1° raggruppamento” - “Alessandria” - “ 22-23
Settembre 2001”
ANNULLO FILATELICO
E’ raffigurata stilizzata la cittadella di Alessandria sormontata da una penna alpina
LE CARTOLINE
Sono quattro cartoline che mostrano il logo della manifestazione abbinato a immagini importanti per la Sezione
e il territorio alessandrino
1. una antica stampa pubblicitaria della ditta Borsalino, simbolo storico-economico della nostra città
2. litografia della chiesetta degli alpini situata in P.zza Turati eseguita dall’architetto Visconti
3. antica stampa raffigurante la pianta del complesso fortificato della cittadella
4. il logo ufficiale del raduno
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SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Sono lieto di rivolgere il caloroso benvenuto della Provincia di Alessandria a tutti i
partecipanti al 4° Raduno del 1° Raggruppamento delle Sezioni A.N.A. del
Piemonte, della Liguria, della Valle d’Aosta e della Francia.
I sentimenti che animano il nostro benvenuto nascono dal profondo del cuore per
l’affetto e la stima che ognuno di noi nutre per migliaia di uomini che hanno sempre
operato con generosità; è costantemente presente nella memoria l’impegno degli
Alpini nelle opere di primo intervento e di ricostruzione a favore delle comunità
colpite da calamità. E come non ricordare le continue iniziative di solidarietà verso
chi ha bisogno o si trova in gravi difficoltà.
La nostra Provincia è terra di Alpini, ne sono orgoglioso come presidente e come
cittadino e, nel contempo, felice per la scelta della Sezione A.N.A. di Alessandria di
voler ospitare questo grande e significativo Raduno nel nostro capoluogo. Agli
organizzatori vada il grazie riconoscente della Provincia di Alessandria e a quanti ci
verranno a trovare l’abbraccio di una comunità che può vantare stretti legami di
amicizia con tutti gli Alpini.
Fabrizio Palenzona
Presidente della Provincia
di Alessandria
SALUTO DEL SINDACO
La figura dell’Alpino nelle nostre terre, da sempre serbatoio di leva per questo amatissimo corpo, si associa all’allegria, alla simpatia e alle affettuose invasioni periodiche delle adunate Nazionali, ma soprattutto alla presenza continua e fattiva nelle
emergenze.
Ed è proprio in occasione del 4° Raduno del 1° Raggruppamento che mi preme
ricordare il ruolo svolto dagli Alpini nei giorni immediatamente successivi all’alluvione.
La vostra presenza in quei concitati momenti ha permesso ad una città in ginocchio
di rialzare la testa. E’ anche grazie alla vostra generosità accompagnata da una grande esperienza e competenza sul campo, che l’alluvione è ormai solo un triste ricordo.
È perciò con grande gioia che do il benvenuto della Città di Alessandria a tutti gli
Alpini delle Sezioni di Francia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria nella speranza di
rivivere anche qui il clima di festa che ha contraddistinto l’ultima Adunata
Nazionale svoltasi a Genova.
Francesca Calvo
Sindaco della Città di Alessandria
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SALUTO DEL COMADANTE DELLA
BRIGATA ALPINA “TAURINENSE”
In occasione del 4° raduno, mi è particolarmente gradito porgere a tutti gli Alpini delle
Sezioni e dei Gruppi del 1° Raggruppamento il caloroso e cordiale saluto degli Alpini in
armi della Brigata “Taurinense”, nei cui ranghi molti di voi hanno prestato servizio in
periodi diversi della nostra storia.
Nel rivolgere un doveroso, riconoscente e riverente pensiero ai nostri caduti e a tutti coloro
che sono andati avanti, desidero formularvi il mio sincero augurio per la riuscita della
manifestazione, nell’ auspicio - che è una certezza - di vedere sempre più rafforzato quel
magnifico spirito di corpo che unisce tutti coloro che hanno il privilegio di indossare il cappello alpino.
Brigadiere Generale
Giorgio Cornacchione
SALUTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE
Cari Alpini del 1°Raggruppamento,
è con infinito piacere che rivolgo il mio più cordiale saluto, quello del C.D.N. e di tutti gli
Alpini in congedo ed in armi a Voi tutti che partecipate a questo 4° appuntamento che vede
riuniti gli Alpini della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Liguria e della Francia.
La gente si chiede il perché di queste adunate, di queste manifestazioni e la risposta la trovano nell’allegria che noi portiamo nelle città ove ci ritroviamo, per l’affetto che i partecipanti alle popolazioni che applaudono ma soprattutto per il rispetto e la riconoscenza che
volontari dell’Associazione Nazionale Alpini.
Già sin d’ora ve ne sono grato, ma più grande sarà la mia gratitudine perché la nostra preziosa presenza sarà segno di amore, di pace, di fratellanza che la gente desidera e vede in
voi validi sostenitori.
Un sentito ringraziamento vada altresì a tutte le Istituzioni, al Sindaco Francesca Calvo,
all’amministrazione Comunale e Provinciale, alle Associazioni e privati cittadini che hanno
caldeggiato e sostenuto la manifestazione.
A tutti voi cari Alpini il migliore augurio di un presto arrivederci con l’orgoglio e la fierezza di sempre.Viva Alessandria, viva gli Alpini
Pres.te sez. di Alessandria
Paolo Gobello
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BENVENUTI AD ALESSANDRIA
Il territorio della Sezione ospita sei importanti città: Alessandria, Valenza, Ovada, Acqui Terme, Tortona, Novi Ligure. Il
capoluogo, Alessandria, sorge nel tratto di pianura delineato dai fiumi Bormida e Tanaro: importante nodo ferroviario e
stradale, conosciuta come “città dell’argento”, nei primi anni del novecento, è famosa nel mondo per il cappellificio
Borsalino.
Valenza, una delle capitali mondiali delle produzioni orafe e dei gioielli, sorge sulla sponda destra del Po tra le colline del
Monferrato.
Importante centro del mobile e famosa per i castelli che sorgono sul suo territorio, Ovada è situata nella zona di confluenza tra lo Stura e l’Orba. Città di origine romana, le antiche Aquae Statiellae e Derthona, rappresentano oggi due fiorenti
centri della provincia: Acqui Terme rimane uno dei luoghi termali più importanti d’Italia mentre Tortona è uno dei siti
prescelti dalle industrie genovesi in espansione. Novi Ligure, posta all’ingresso della Valle Scrivia, naturale sbocco di
Genova, è famosa per le industrie dolciarie.
ALESSANDRIA
Città capoluogo, al centro del triangolo industriale
Torino - Genova - Milano, oggi conta 93.850 abitanti. E’ sede politico-amministrativa di un’estesa
provincia, che comprende 190 comuni e quattro
comunità montane. Ospita facoltà universitarie e
corsi del Politecnico; è grande centro per il terziario pubblico, del credito e assicurativo, del commercio; è sede di alcune aziende leader.
Il primo nucleo urbano di Alessandria si sviluppò
nella seconda metà del 1100, attorno al borgo di
Rovereto. La storia passa dalla Lega Lombarda
alle alleanze e belligeranze con Genova, al dominio dei Visconti, degli Sforza, fino ai
Savoia. Con questi ultimi, e poi con Napoleone, si affermarono il carattere strategicomilitare e il ruolo di Alessandria come crocevia commerciale dell’Italia del Nord.
Dal punto di vista artistico-architettonico, il turista può ammirare una serie di edifici
pubblici: palazzo Ghilini (sopra), insigne testimonianza del Settecento piemontese, opera
dell’architetto Alfieri, oggi sede della Prefettura e della Provincia; Palazzo del Municipio
con il caratteristico orologio a tre quadranti e il galletto rubato ai casalesi nel 1225;
Palazzo Cuttica (del 1700) con sale arredate e affreschi. Da visitare: la Biblioteca Civica,
Palazzo Guasco, la Cattedrale, la parrocchiale di Sant’Alessandro, la chiesa di Santa
Maria del Carmine; di grande rilievo la chiesa di Santa Maria di Castello, con campanile
e chiostro.
Da segnalare per i cultori dell’arte moderna, il mosaico policromo murale di Gino
Severini sulla facciata del Palazzo delle Poste, in piazza Libertà, e le opere architettoniche di Ignazio Gardella (uno dei massimi esponenti del razionalismo italiano).
MARENGO
Piccolo agglomerato a 4,7 km. da Alessandria, sulla statale 10. Nel 1928, a testimonianza
del suo importante ruolo in epoca romana, vi fu ritrovato un tesoro di argenti del III secolo (tra cui il busto argenteo del console Lucio Vero), oggi al museo archeologico di
Torino. Altro segno della sua importanza è la torre a pianta quadrata degli Stortiglioni
(sec. XV), popolarmente detta di Teodolinda. Ma la fama di Marengo è legata soprattutto
alla memorabile battaglia vinta il 14 giugno del 1800 da Napoleone contro gli Austriaci
del generale Melas, che portò alla pace di Lunéville e alla conseguente annessione del
Piemonte alla Francia. A Marengo, che gli aprì la trionfale campagna d’Italia, l’empereur,
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rimase sempre legato e in suo onore fece coniare la moneta d’oro da venti franchi destinata a lunghissima vita, il “Marengo”, appunto.
Al bivio per Spinetta si trovano una colonna in granito sormontata da una piccola aquila bronzea e la villa, che fu costruita dal farmacista Giovanni Antonio
Delavo dal 1845 al 1846, attuale sede del Museo della battaglia. All’interno
sono ospitate una collezione di armi di proprietà della Società Napoleonica di
Marengo, alcuni reperti dell’epoca, una rassegna di stampe e il plastico che
ricostruisce le fasi della battaglia.
Davanti alla villa si erge la statua di marmo di Napoleone opera di Benedetto
Cacciatori (1847),
unico monumento italiano dedicato al Bonaparte; nel parco che la circonda si
trovano l’Ossario e il busto del generale francese Desaix, che con il suo coraggioso intervento ribaltò le sorti della battaglia, rimanendo però ferito a morte. Ogni due anni, durante la seconda domenica di giugno, si svolge nel parco la ricostruzione della battaglia, organizzata dalla Società napoleonica, che registra la presenza di gruppi storici provenienti da
tutta Europa. Appena fuori da Alessandria, prima del ponte sulla Bormida, si staglia enorme e maestoso il cosiddetto
“platano di Napoleone”. Secondo un’accreditata tesi sarebbe la più antica testimonianza di un viale di platani che portava
da Alessandria a Marengo, realizzato per celebrare il luogo della battaglia. Non accettabile quindi è l’altra ipotesi, che
considera l’albero come quello sotto le cui fronde si riposò il Bonaparte.
LA CITTADELLA
La fortezza. vero capolavoro dell’arte militare, fu costruita su progetto di Ignazio Bertola, architetto militare di corte dei
Savoia. Si trova sulla riva sinistra del Tanaro, all’ingresso della città per chi arriva Torino. Per far posto al maestoso edificio a pianta stellare fu sacrificato l’antico quartiere di Bergoglio e migliaia di persone (circa 4000) furono costrette a trasferirsi nella parte di città oltre il ponte. I lavori, avviati nel 1728, partirono definitivamente nel 1733 e durarono sino al
1745, quando vennero interrotti a causa di eventi bellici. Di poco affiorante dal terreno, la costruzione rivela soprattutto
vista dall’interno e dall’alto tutta la possente bellezza dei sei grandi bastioni (Sant’Antonio, Beato Amedeo, San Carlo,
San Tommaso, San Michele, Santa Cristina) attorniati da profondi fossati che potevano essere inondati per motivi di difesa. All’interno, cui si accede da porta Reale, si trova un piazzale di grandi dimensioni, circondato da casamenti, quartieri,
un ospedale, veri e propri palazzi conte quello del Governatore, adibito a prigione di stato dopo il 1815. Esattamente dalla
parte opposta rispetto alla porta Reale si trova la porta Soccorso (un tempo chiamata “di Asti”). La Cittadella poteva ospitare fino a 5000 soldati, tra fanti, artiglieri e cavalleggeri). Fu sede di storici eventi risorgimentali: nel 1821, durante i
Moti costituzionalisti che ebbero a capo Santorre di
Santarosa, la fortezza fu conquistata dai Dragoni del Re e vi
avvenne, per la prima volta in Italia, l’innalzamento del tricolore. Vi fu recluso nel 1833 Andrea Vochieri, patriota
mazziniano. Il 22 settembre del 1867 vi fu rinchiuso
Giuseppe Garibaldi, per iniziativa del governo Rattazzi; il
generale fu liberato dopo pochi giorni e spedito a Caprera,
sotto scorta di ben nove navi da guerra. La prova più impegnativa che la struttura militare dovette affrontare fu durante
la guerra di successione austriaca: la Cittadella si dimostrò
inespugnabile, resistendo per cinque mesi agli assalti.
Dismessa recentemente dai militari la Cittadella la è attualmente oggetto di una intensa discussione in merito al suo
riutilizzo.
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LE ALTRE CITTA’ DELLA PROVINCIA
ACQUI TERME
Acqui vive nel baricentro del triangolo industriale italiano, avendo uno spettacolo agreste di
rara bellezza paesaggistica: “nell’esultante di
castella e vigne suol d’Aleramo”, come volle il
Carducci nei suoi versi, ora bacino turistico di
Acqui Terme. La fama dei poteri terapeutici
delle acque termali di Acqui Terme è nota fin dal
tempo dei Romani, ma le Terme di Acqui si
avvalgono oggi di moderni impianti di cura e di
un’organizzazione sanitaria specialistica.
Negli ultimi anni si è sviluppato notevolmente il
settore dei trattamenti estetici, per la bellezza del
viso e del corpo. L’enogastronomia è l’altra
grande realtà che qui gioca un ruolo di rilevante
importanza sotto il profilo economico e turistico. Il comprensorio Acquese conta ben 9 DOC e
9 DOCG. Acqui Terme ospita anche l’Enoteca
Regionale che ha sede nel prestigioso Palazzo
Robellini e raccoglie l’intera produzione piemontese: una buona occasione
per degustare e acquistare i nostri vini che hanno modo di completarsi nel
sodalizio con la gastronomia locale, ricca di tradizione. Numerose sono le
occasioni di soggiorno per il turista che desideri visitare musei, monumenti,
opere d’arte, per le quali ogni anno si aprono le porte del Palazzo Saracco di Acqui che ospita antologiche dei grandi
nomi dell’arte contemporanea italiana. La Città fu fondata dai Romani e da sempre rimase tappa di scambi, commercio e
naturalmente stazione termale rinomata. Molte le tracce archeologiche oggi rinvenute: il teatro, alcune fondamenta e
necropoli, piscine e terme, l’acquedotto ad ampi archi, oggi simbolo della città, con la Bollente, sorgente di acqua calda
nel pieno centro di Acqui.
NOVI LIGURE
La città di Novi Ligure sorge al limite della pianura padana dove
l’Appennino fa da confine tra Piemonte e Liguria e proprio da
quest’ultima, per il suo legame storico, politico ed economico,
prende l’appellativo di “Ligure”.
L’influsso genovese è ancor oggi ben visibile nell’architettura dei
palazzi nobiliari che riprende i canoni dell’edilizia urbana di
palazzo, sviluppatasi tra la fine del Cinquecento e la prima metà
del Seicento a Genova.
Le facciate dei palazzi novesi acquistano ricchezza e movimento grazie al lavoro di alcuni artisti che hanno dipinto finte architetture (lesene, capitelli, colonne, fregi e mascheroni) oppure
sontuose scenografie tipiche del gusto tardo barocco.
Nel centro storico numerosi sono i palazzi recentemente restaurati e riportati al loro splendore.
Gli edifici religiosi conservano opere pittoriche di notevole pregio (Fiasella, Pozzo, Muratori,
Morgari, M. da Boxilio, Piaggio) e pregevoli gruppi lignei (Chiesa Collegiata e Oratorio S.M.
Maddalena).
A ridosso del centro storico sorge il parco Castello con l’antica torre, alta trenta metri, e i resti
delle mura che lo circondavano. Oltre all’aspetto storico-artistico, Novi è conosciuta per:
* essere denominata la Città dei Campionissimi (Coppi e Girardengo)
* l’industria dolciaria (Pernigotti e Novi- Elah Dufur sono i nomi più noti), caratterizzata dalla
produzione di torrone, cioccolato e caramelle, oltre ai laboratori artigianali, alle pasticcerie e gelaterie
* la produzione vinicola (Cortese di Gavi DOCG)
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OVADA
Storia e identità territoriale, comunicazioni e commerci, incastellamento medievale, artigianato e
industria specializzata, viticultura e turismo: sono
questi i caratteri di un’area relativamente vasta, ma
oggi più aggregata e sinergica del passato. Situata
alla confluenza dei torrenti Orba e Stura, Ovada,
capitale storica della Valle dell’Orba, conta oggi più di 12.000 abitanti.
La città che risale al X secolo, passò ai Marchesi del Monferrato, alla Repubblica di Genova
e quindi ai Savoia.
Nel centro storico si possono apprezzare la Loggia di San Sebastiano, la chiesa di San
Domenico, gli oratori di San Giovanni Battista e della SS. Annunziata, la casa natale di San
Paolo della Croce.
In Ovada operano laboratori artigianali e medie aziende nel settore del mobile e nell’industria metalmeccanica fine. Si
possono acquistare dolciumi locali, vini tipici (come Dolcetto e Barbera), salumi.
TORTONA
Una città attiva e dinamica, circondata da colli votati alla produzione vitivinicola, passaggio per accedere alle Valli Curone, Grue, Ossona, Borbera, Tortona (26.724 abitanti), di
origine preromana (nota con il nome di Derthona),
offre al turista significative testimonianze della propria
storia.
Nel Museo Civico sono raccolti documenti e opere di
epoca romana, medievale e moderna. Da visitare la
chiesa di Santa Maria Canale dell’XI secolo, la
Cattedrale del Cinquecento, la Torre del Castello, la
via Emilia e il centro storico, il gotico Palazzo
Guidobono.
Oggi Tortona è una città d’industria, di commercio, di
comunicazioni. Può contare sul Parco Scientifico Tecnologico e sull’interporto di
Rivalta Scrivia.
VALENZA
Adagiata sulle rive del Po e prossima alla confluenza del Tanaro, Valenza (20.756 abitanti)
è da sempre località di frontiera verso la Lomellina e verso il resto del Piemonte. Per molti
secoli fu nodo di traffici da Genova verso Milano, sotto il dominio dei Visconti e poi dei
Savoia. Oggi è considerata la capitale europea
per la lavorazione artigianale dell’oro e delle
pietre preziose.
A Valenza sono progettati e realizzati gioielli
che raggiungono i mercati di mezzo mondo.
Conta 10.000 addetti e moltissimi laboratori
artigiani.
Qui si realizzano due edizioni annuali della
mostra del gioiello.
Il turista può acquistare i tradizionali gioielli
valenzani nei laboratori o nei negozi specializzati. Da visitare: il Duomo, del XVII secolo, la
chiesetta ottagonale di San Bartolomeo, la Casa della Cultura, dove si realizzano numerose
rassegne d’arte e convegni, alcuni palazzi nobiliari (Palazzo Pellizzari).
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NOTIZIE E NUMERI UTILI
NUMERI UTILI
- Comune: Centralino: 0131/202111
URP Ufficio Relazioni con il Pubblico: 800/111114
- Carabinieri - Pronto Intervento: 112
- Polizia - Pronto Intervento: 0131/253131
- Polizia Stradale: 0131/208611
- Polizia Municipale - Pronto Intervento: 0131/316611
- Vigili del Fuoco - Pronto Intervento:115
- Servizio Emergenza Sanitaria: 118
- Guardia Medica - Pronto Soccorso: 0131/265000
- Croce Rossa Italiana: 0131/251128
- Soccorso Stradale ACI: 116
- Soccorso Stradale Euro Assistance: 803803
- Farmacie aperte:
- Sabato 22/09/01 (dalle ore 20.00 alle ore 8.00 del 23/09/01)
Farmacia Comunale Viale Medaglie d’Oro n. 40;
- Domenica 23/09/1 (dalle ore 8.00)
Farmacia Ferraris Corso Roma n. 76.
NOTIZIE UTILI
- Acquisto gadgets e medaglie:
- Servizio informazioni:
- Acquisto cartoline e
annullo filatelico:
- Attestato di partecipazione gruppi:
- Mostra fotografica “Noi Alpini”:
Piazzetta della Lega e Zona Ammassamento
Piazzetta della Lega - Sabato
Piazzetta della Lega e Zona Ammassamento
Domenica
Sede A.N.A. Via Lanza n. 2
La mostra sarà aperta a partire dal giorno
16/09/2001 presso le sale dell’ex Ospedale
Militare (ingresso Via Cavour)
RISTORAZIONE
- Nella serata di Sabato 22 Settembre funzionerà un servizio ristorazione
presso la Sede Sezionale A.N.A. di Via Lanza n. 2 (dalle ore 19.30 in poi);
- Domenica 23 Settembre funzionerà un punto di ristorazione presso la Zona
Ammassamento dalle ore 8.00 in poi.
- Domenica 23 Settembre funzionerà il servizio di ristorazione presso la Sede
Sezionale A.N.A. di Via Lanza n. 2 (dalle ore 13.00)
Le prenotazioni per il servizio ristorazione dovranno essere fatte presso la Sede Sezionale
A.N.A. di Via Lanza n. 2 (Tel. 0131/442202)
Menù Alpino di Domenica 23
Salumi misti di cascina - Carne cruda all’albese - Cotechino con fonduta - Peperoni in bagna cauda
Risotto tartufato - Ravioli al sugo
Brasato al barolo - Faraona con verdura
Dolce (Torta di nocciole- Bonet- Torta di frutta ) - Caffe’ - Digestivo
Vino- -Arneis —Barbera
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PIANTINA DELLA CITTA’ DI ALESSANDRIA
LEGENDA
9. SCIOGLIMENTO
10. TRIBUNA AUTORITA’
11. MUNICIPIO
12. SEDE ANA
13. DUOMO
14. MONUMENTO AI CADUTI
15. TEATRO COMUNALE
16. OSPEDALE CIVILE
17. PUNTO DI RISTORO ALPINO
18. STAZIONE FERROVIARIA
1. PUNTO TAPPA E INFORMAZIONI
2. PIAZZALE PARCHEGGIO AUTO
3. PIAZZALE PARCHEGGIO PULLMAN
4. POSTEGGI AUTO
5. CASETTA ALPINA
6. ANNULLO FILATELICO
7. AMMASSAMENTO
8. SFILAMENTO
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LE NOSTRE MEDAGLIE D’ORO
La Sezione onora fra i suoi Caduti tre Medaglie d’Oro al Valor Militare.
LUIGI PETTINATI Tenente Colonnello - Comandante Gruppo Alpini “B”
Fu un piemontese, un “monferrino” il primo alpino a guadagnarsi la medaglia d’oro
nella guerra del 1915-18.
Il leggendario eroe era il tenente colonnello Luigi Pettinati, nato il 7 giugno 1864
alle ore dieci pomeridiane a Cavatore in provincia di Alessandria, figlio di
Domenico, proprietario e di Teresa Calcagno, benestante.
Divenne ufficiale in servizio attivo, prestando servizio da sottotenente e tenente in
fanteria, poi passando negli alpini.
Alla dichiarazione di guerra all’Austria comandava il battaglione Pinerolo, del 3°
reggimento Alpini: varcò il confine e si attestò con il suo reparto sulla destra
dell’Isonzo.
Pochi giorni dopo gli fu assegnato il comando del gruppo alpini “B” che, con il gruppo alpini “A” (affidato al
comando del colonnello Tedeschi), ebbe il compito di espugnare il massiccio del Monte Nero. Entrambi i gruppi, facenti parte del IV corpo d’armata, erano al comando del generale Donato Etna.
Luigi Pettinati, nella notte del 31 maggio, con i battaglioni Susa e Val Pellice, attaccò il costone Vrata-Vrsic
con tale slancio da riuscire rapidamente ad occuparlo e ad attestarvisi, respingendo i violenti attacchi del nemico.
Nei giorni successivi, con arditissime azioni sempre felicemente riuscite, occupò la quota 2012, sulla cresta del
tra il Vrata e Monte Nero, e la quota 2076, sul versante orientale del Vrata, aprendo così le vie verso lo stesso
Monte Nero.
Nell’imminenza della battaglia conclusiva, il mattino del 9 giugno, l’eroico ufficiale volle ancora una volta
recarsi tra i suoi alpini per salutare il battaglione Pinerolo che ritornava dal Monte Mrzli dove era stato impegnato in duri combattimenti. Durante l’ispezione, mentre scendeva il sentiero che dalla cresta si snoda verso la
valle, fu improvvisamente colpito dalla pallottola di un cecchino nemico appostato oltre le linee.
Gravemente ferito all’addome, morì il 19 giugno all’ospedale militare di Caporetto.
La medaglia gli fu concessa alla “memoria” con uno speciale decreto che porta la data del 14 settembre 1915,
circa tre mesi dopo la morte, con questa motivazione:
“Con molta energia, singolare perizia e coraggio mirabile, superando difficoltà ritenute insormontabili, seppe
condurre le forze a lui obbedienti alla conquista dell’importantissimo, aspro, impervio contrafforte PotoceVrata-Vrsic, rendendo così possibile l’ardua successiva operazione alla conquista del Monte Nero. Gravemente
ferito da palla nemica, pochi giorni dopo decedeva”
(Potoce-Vrata-Za Krain, 31 maggio - 9 giugno 1915)
ALDO ZANOTTA - tenente di complemento II° battaglione complementi 9° reggimento alpini.
Aldo Oreste Giuseppe Zanotta nacque a Novi Ligure, Alessandria, il 2 febbraio
1903 da Fulvio Zanotta e da Mocafighe Giuseppa e fu battezzato il 21 successivo
nella prevostura di San Nicolò. A Novi compì i primi studi e successivamente trasferitasi a Genova la famiglia conseguì la laurea in discipline giuridiche. Andò sposo a
Lina Ciarlo ed ebbe una figlia, Maria Rosa, entrambe viventi.
Assolti gli obblighi militari, fu richiamato sotto le armi nell’agosto 1939. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, chiese ripetutamente d’essere inviato al fronte,
in prima linea, in Albania. Il 5 dicembre 1940 fu accolta finalmente la domanda, gli
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fu assegnata una compagnia del II° battaglione complementi e concentratesi le truppe a Bari, la partenza avvenne - su aerei militari - il 14 dicembre 1940.
Da questo momento, la sua brevissima eroica vicenda si può seguire attraverso il diario personale che il tenente
Zanotta tenne giorno dietro giorno, con annotazioni essenziali, spesso colorite di particolari apparentemente
insignificanti. Così, sotto la data dei 6 dicembre, si legge: “Partenza ore 8. Prima pioggia. Chilometri 16.
Marcia faticosa per i soldati. Vento e freddo intenso. Un po’ di neve. Accampamento presso la Milizia. Un po’
di brodo. Lettere per posta aerea. Si attendono le autocarrette”.
L’ultimo foglietto del diario è datato 27 dicembre. Ecco i suoi ultimi appunti: “Risveglio. Cannonate. Si sviluppa l’azione dei 17° Fanteria. Elogio del colonnello De Renzi. Compilazione elenco Caduti. Mezza scatoletta e
un poco di pane. Finalmente arriva il sole. Arrivano i viveri. Questa sera caffelatte. È festa! “.
In questo giorno, dopo soli tredici giorni dal suo arrivo al fronte, le azioni di guerra sul Chiarista e Fratarit vengono riprese dopo un intensa preparazione di artiglieria, gli alpini attaccano ma il loro slancio si infrange contro le difese nemiche, che a est e a sud del Chiarista risultano tenute da quattro reggimenti greci.
Il tenente Aldo Zanotta di Novi Ligure cade al comando della sua compagnia. Due volte ferito non desiste dalla
lotta, riesce a respingere il nemico superiore in forze con prodigi di valore, fino a quando non viene colpito a
morte, meritandosi la Medaglia d’Oro alla memoria con la seguente motivazione:
“Comandante di compagnia alpina, era primo al contrassalto in una forte posizione nemica. Due volte ferito,
tornava a riprendere il comando e contrattaccava ancora l’avversario superiore in forze, riuscendo, con l’esempio e con prodigi di valore, a respingerlo ed a mantenere la contesa posizione fino a che, colpito a morte, donava la sua giovinezza alla Patria sulle posizioni conquistate.”
Q. 1067 di Chiarista e Fratarit (Fronte greco), 27 dicembre 1940
FRANCESCO CAZZULINI - alpino I° reggimento alpini, battaglione Ceva.
Nasce a Ricaldone (AL) il 15 agosto 1920, figlio di Costantino Cazzulini di Acqui e
di Maria Gaviglio di Alice Belcolle, contadini.
Viene chiamato alle armi nel 1940, nel battaglione “Ceva”, e da allora ne seguirà le
sorti, partecipando prima alla campagna di Grecia, e quindi a quella di Russia.
Nelle fasi della ritirata di Russia, cade il 20 gennaio 1943 nell’attacco, portato dal
battaglione “Ceva”, contro l’abitato di Nowo Postoialowka (Russia), lottando eroicamente, mentre guida i compagni contro una munita postazione nemica, meritando
così la Medaglia d’Oro alla memoria con la seguente motivazione:
“Alpino portafucile mitragliatore, durante un attacco notturno contro munite posizioni tenute da forze preponderanti che ostacolavano l’avanzata di una nostra colonna di rottura, si lanciava risolutamente in avanti trascinando i suoi alpini col suo valoroso esempio. Ferito, persisteva, imperterrito, nell’impari cruenta lotta rifiutando recisamente di recarsi al posto di medicazione. Nuovamente colpito in più parti del corpo, continuava ad
avanzare con stoica fermezza alimentando, col suo eroico contegno, l’ardore bellico dei valorosi superstiti.
Prossimo all’obiettivo tenacemente conteso, si abbatteva sull’arma coronando la sua giovane esistenza con l’estremo sacrificio affrontato con fredda determinazione. Saldo combattente, degno delle gloriose tradizioni degli
alpini.”
Nowo Postoialowka (Russia), 20 gennaio 1943
15
FIGURE DI SPICCO DELLA SEZIONE
Gen. Umberto Ricagno
Il Generale Umberto Ricagno, nato a Sezzadio (AL), comandante della divisione
“Julia” in Grecia, e poi in Russia dove pagò con sette anni di dura prigionia la sua
fedeltà alla Patria.
È stato insignito dell’Ordine Militare d’Italia.
“Degno comandante in terra di Russia, della eroica Divisione Alpina “JULIA” che
da Lui mirabilmente preparata e guidata in una serie di violenti combattimenti, ha
saputo imporsi all’ammirazione di tutti e guadagnare ai suoi magnifici Reggimenti
la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
In dura e lunga prigionia è stato esempio di dignità, di fierezza e di serietà; sopportando con forza d’animo pericoli e disagi di ogni genere. Assertore dei doveri di soldato e di italiano”.
(Fronte del Don - Campi di prigionia in Russia 1942-1950)
Gen. Camillo Rosso
CAMILLO ROSSO nacque in Asti il 4 luglio 1882 dal Ten. Colonnello Giacomo e
da Eva Matilde.
Generale di Brigata dell’arma di Fanteria. Ha frequentato la Scuola di Guerra ed è
appartenuto al Corpo di Stato Maggiore.
Ha partecipato alla guerra 1915-1918 senza interruzione e sempre in zona d’operazione,
Capitano al 3° Reggimento Alpini nel 1915, quale comandante di compagnia e di
battaglione prese parte alle azioni di Monte Nero, Monterosso e Santa Maria di
Tolmino e In tali azioni fu decorato di tre medaglie d’argento al valore militare
Chiamato nel 1916 in servizio di Stato Maggiore presso il Comando 4° Corpo
d’Armata, dal maggio 1917 col grado di Maggiore e poi di Tenente Colonnello coprì
la carica di sottocapo di Stato Maggiore al Comando del 2° Corpo d’armata: azioni Kuk, Vodice, Monte Santo,
Bainsizza. Successivamente passò In Francia partecipando a tutte le gloriose azioni del 2° Corpo suddetto.
Dopo l’Armistizio venne assunto quale insegnante alla Scuola di Guerra di Torino dove rimase fino alla fine
del 1920 lasciando il servizio attivo a sua domanda.
Decorato di tre medaglie d’argento al valore militare.
Altre decorazioni:
Due croci di Guerra italiane
Croce di Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro per benemerenze di Guerra
Croce di Cavaliere della Legione d’Onore per benemerenze di Guerra
Croce di Guerra francese con due citazioni d’armata e una di Corpo d’armata
Croce di Guerra Belga
Military Cross
Croce di Cavaliere dell’Ordine Russo di S. Wladimiro
Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
Cavaliere dell’Ordine Coloniale
16
ALPINI DELLA SEZIONE
DECORATI DI MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE
I GUERRA MONDIALE
† Alp. BREUVE’ GIOVANNI di San Cristoforo
† Alp. GIAMINARDI PIETRO di Cartosio.
Alp. GHIONE LUCA di Spigno Monferrato.
† Alp. POZZI DOMENICO di Ricaldone.
† Alp. RIZZI RAFFAELE di Castel Ratti.
† Alp. SCAGLIA MICHELE di Pareto.
Alp. SILVESTRI PIETRO di Pareto
† Alp. SONAGLIO MATTEO di Morbello.
Art. BASSETTI MARIO di Acqui.
Art. OLLEARO ALFONSO di S. Salvatore Monferrato
Cpl. SARDI FRANCESCO di Sezzadio
Serg. CANEPARI FELICE di Pecetto di Valenza.
Aiut. Batt. COMETTO LUIGI di Spinetta Marengo
Asp. Uff. BUZIO MARIO di San Salvatore Monferrato.
Asp. Uff. COSSO CESARE di Pinerolo
† Asp. Uff. GUASTAVIGNA GIUSEPPE di Bergamasco
S. Ten. CAROSIO CLETO di Ovada.
† S. Ten. CAVALLI PAOLO di Alessandria
† S. Ten. CIAURI GAETANO di Alessandria.
S. Ten. COSTA FRANCESCO di Novi Ligure.
S. Ten. GOBBI PASQUALE di San Salvatore Monferrato
† S. Ten. MARTINO DOMENICO di Bistagno
S. Ten. OTTOLENGHI GIUSEPPE di Acqui Terme
S. Ten. VACCARI ALBERTO di Valenza
Ten. ADAGLIO CARLO di Tortona.
Ten. BOZZONI UMBERTO di Alessandria.
Ten. CAVALLI ANGELO di S. Salvatore Monferrato
† Ten. FRACCHIA CARLO di Sale.
Ten. GUIDO GIOVANNI di Voltaggio.
Ten. MILANOLI CARLO di Borgomanero.
† Ten. PATRONE ARTURO di Alessandria.
Ten. PERRONE GIUSEPPE di Valenza.
Cappellano BOCCIO don AMILCARE di Tortona.
Cappellano DOGLIOLI don FRANCESCO di Castellania.
† Cappellano ROBBIANO don LORENZO di Silvano d’Orba.
† Cap. BOTTO MICHELE di Alessandria.
† Cap. FIGONE VITTORIO di Alessandria.
Cap. GABRIOLO SILVIO di Alessandria.
Cap. LANFRANCO LUIGI di Alessandria.
† Cap. MOTTINO GIUSEPPE di S. Salvatore Monferrato
† Cap. RE GIOVANNI di Tortona.
Cap. ROSSO CAMILLO di Asti.
Magg. FERRARI ANTONIO di Castelnuovo Scrivia.
† Magg. REGGIANI ALDO di Acqui Terme.
Col. BAUDINO GIOVANNI di Acqui Terme
Magg. Gen. BARCO LORENZO di Casalcermelli
17
ALPINI DELLA SEZIONE
DECORATI DI MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE
II GUERRA MONDIALE
† Alp. CHIAPPINO CESARE di Alessandria.
Alp. GARBARINO ATTILIO di Terzo d’Acqui.
† Alp. PACE GUSTAVO di Malvicino
† Alp. PATRONE ADOLFO di Pareto
† Geniere Alp. BONOMO ALDO di Alessandria
† Cpl. PERAZZI CLAUDIO di Strevi
Cpl. Magg. BOTTARO PAOLO di Fraconalto.
Cpl. Magg. CATTANEO RINO di Tortona.
Serg. ODINO PIETRO di Fraconalto.
Serg. ZOIA DANTE di Fubine.
Serg. Magg. BISAGNI IGINO di Frugarolo.
S. Ten. SEBERICH GIOVANNI di Fiume
S. Ten. VACCARI ALBERTO di Valenza
S. Ten. ZANOTTI VITTORIO di Alessandria.
Ten. AMELOTTI UGO di Alessandria
Ten. GRAZIA UGO di Quattordio
Ten. LUNATI RICCARDO di Valenza
† Ten. Geniere ODDINI GIANCARLO di Ovada
Ten. REGGIARDI ENEA di Alessandria
Ten. SARDO VITTORIO di Alessandria.
† Ten. VOGLINO DOMENICO di Acqui Terme
Cappellano BONADEO don AGOSTINO di Montegioco
† Cappellano SOFFIENTINI don PIETRO di Alessandria
Cap. ASINARI di S. MARZANO CLAUDIO di Alessandria.
† Cap. PUGLIESE don ENRICO di Alessandria
Magg. TRAVERSO CARLO di Novi Ligure
18
STORIA DELLA SEZIONE
Raccontare la Storia della Sezione ANA di Alessandria significa dare testimonianza del lavoro, dei sacrifici e
dei magnifici risultati che tanti Alpini hanno compiuto dalla Fondazione ad oggi e forse ci vorrebbe un intero
libro.
Queste brevi righe servono solo presentarci a quanti ci conoscono superficialmente.
Alcune precise testimonianze fanno risalire un tentativo di fondazione della sezione A.N.A. di Alessandria
all’anno 1935 ad opera della Medaglia d’Argento Capitano Milanoli. Poi, causa le vicissitudini belliche, gli
alpini alessandrini si dispersero e purtroppo la mancanza di documenti ufficiali, probabilmente andati persi
nelle note vicende, impediscono di avere notizie più precise
e conferme. Si parla anche di un Raduno ad Ovada, di alcuni incontri serali in città, ma nulla di più.
Nell’immediato dopoguerra il primo raduno fu quello dei
superstiti del “VALTANARO”, alla vigilia di S. Giuseppe
nel 1946. Una ventina di alpini che si ritrovarono dopo
tante peripezie all’albergo “Alli due buoi rossi”. Gli incontri con quelli del “VALTANARO” furono motivo frequente
per ritrovarsi, e appunto in queste occasioni nacque il desiderio di riorganizzare l’A.N.A. nella nostra città.
Nel 1949 il primo a tentare l’impresa fu il rag. Giacinto
BeItrami con il cognato Bonetti che inviarono una prima
circolare a tutti coloro che avevano fatto il soldato nelle
Truppe Alpine. Ma il primo risultato fu proprio da “mandrogno”; (ma cosa vuole quello lì? Cos’ha nella testa?). I pionieri non si persero di coraggio, organizzarono una
cena invitando, per dare una sicura spinta, alcuni amici con le idee chiare della Sezione di Asti. e fu una storica
“bagna cauda” che scosse finalmente qualcosa.
La ricostruzione del gruppo si rese concreta, sul finire del 1952, di fronte ad un piatto di agnolotti alla trattoria
“Cappel Verde” e che vide la partecipazione del Gen. Rosso, Domenico Arnoldi, l’avv. Ciriaco Benzi, il Cap.
Mignone, il Magg. Migliori, il dott. Lugano oltre ad Emo De Santa e Mario De Mori.
Da questi irriducibili si formò, nell’ottobre 1953, il gruppo con trentadue di iscritti, che si inquadrò nella
Sezione di Asti con la quale vi rimase per qualche anno. Capogruppo, all’unanimità, fu eletto il Generale
Camillo Rosso, tre Medaglie d’Argento e che poi sarà per tanti anni Presidente della Sezione.
Incominciò così una vita regolare di Gruppo con partecipazione alle Adunate Nazionali, raduni presso la prima
Sede, che passerà veramente alla storia: il Bar “De Mori”, Piazza Matteotti, 1. Tornando dall’Adunata di
Trieste (1955), l’avv. Ciriaco Benzi, amico con tutti i Casalesi, propose di entrare nell’ambiente della Sezione
di Casale. Si decise di comune accordo con gli amici di Asti e così si passò ufficialmente alla Sezione A.N.A.
di Casale Monferrato.
E già si pensò di allargare l’organizzazione in provincia e il 16 settembre 1956 fu indetta una “Sagra
dell’Alpino” con invito a tutte le Sezioni viciniori. Una S. Messa, sfilata per la città e “rancio” per 786 commensali (gratis per tutti) in Cittadella. Dal lato organizzativo fu un atto di “vera incoscienza”, ma il successo fu
tale scosse veramente i “mandrogni”!
Gli iscritti al Gruppo di Alessandria andavano sempre più aumentando; si raggiunsero i 200 iscritti, ma si sentiva il desiderio e la necessità di organizzare di nuovi, risorsero così i gruppi di Acqui Terme, Spigno
Monferrato, Ponti, Cartosio, già nati negli anni ‘30 e se ne formarono di nuovi: Pareto e Roccagrimalda, con un
totale di un centinaio di Soci. E questi Gruppi, tutti regolarmente aderenti alla Sezione di Casale Monferrato,
furono motivo di indimenticabili raduni, incontri, riunioni e assemblee locali.
Ma il gran raduno che diede la svolta storica agli Alpini “mandrogni”, fu quello di BASSANO e CIMA GRAPPA del 1966, dove si gettarono le basi per la fondazione della nuova Sezione.
La fondazione della Sezione avviene nel 1967 e la sua anima è un’indimenticabile figura d’Uomo e d’Alpino:
Domenico Arnoldi, maggiore del battaglione “Val Tanaro”.
Casale Monferrato, Sezione “madre” presentò ufficialmente alla Presidenza Nazionale la richiesta del Gruppo
di Alessandria (1156 soci di cui 256 di Alessandria città) di erigersi Sezione, e fu espresso PARERE FAVORE19
VOLE.
Ed ecco le tappe storiche tratte dal n. 2 del “Portaordini” del 1968:
* 4-12-1966 Riunione di alcuni esponenti di Gruppi già organizzati. Si gettano le basi.
* 18-4-1967 Grande Raduno di Acqui Terme con la partecipazione di un migliaio di penne nere. Si afferma
l’impegno per la ricostituenda sezione e si colgono i primi frutti della propaganda svolta, che tende a riunire gli
alpini sparsi e non organizzati.
* 23-7-1967 Il Consiglio Direttivo Nazionale emette la seguente deliberazione: “Riscontrata la corrispondenza
delle prescrizioni dello Statuto con la effettiva situazione del Gruppo, ha deliberato che il Gruppo stesso si
eriga in Sezione”.
* 31-7-1967 Prima Assemblea sezionale nella sala adunanze dell’Associazione Commercianti. Assemblea satura di entusiasmo, euforia, dinamismo, volontà di fare, organizzare, far vivere una Sezione. Durante la serata
sorge e si afferma l’idea di una manifestazione per la benedizione del vessillo e per la prima Adunata sezionale,
per domenica 8 ottobre.
* 8-10-1967 La giornata splendida e piena di sole è dettagliatamente descritta nell’ALPINO di novembre ‘67.
Alla manifestazione parteciparono il Coro Montegrappa, che diede due concerti uno ad Acqui Terme ed uno ad
Alessandria; la fanfara e il picchetto d’onore del 4° Regg. Alpini. Il vessillo fu benedetto da Mons. Almici,
vescovo di Alessandria, la Madrina fu Auxilia Pettinati, figlia dell’eroico Col. Pettinati, prima medaglia d’oro
alpina della guerra 15-18.
La nuova sezione comprendeva i Gruppi di Acqui Terme, Alessandria, Alice Belcolle, Cartosio, Cavatore,
Cremolino, Ovada, Pareto, Ponti, Ponzone, Roccagrimalda,
Sezzadio, Spigno Monferrato, dalla Sezione di Genova arrivarono Novi Ligure ed Arquata e Serravalle Scrivia mentre
da Pavia Tortona e San Sebastiano Curone.
Il primo Raduno cui partecipò la giovane sezione fu quello
di Roma del 1968 e si iniziarono a costituire nuovi gruppi
fino ad arrivare ai cinquanta che attualmente la compongono.
Nel 1973 la Sede si trasferì presso la Chiesetta della
Misericordia in Piazza Carducci.
Poi, nel 1978, si spostò, in Piazza Turati alla Direzione di
Artiglieria, transitò in casa Arnoldi, successivamente presso
l’AVIS di Lungotanaro. Approdò in Corso Roma e dal 1998
definitivamente in Via Lanza.
Di qui non si muoverà più, e tra qualche secolo si dirà: qui c’è, o c’era, la Sezione degli Alpini di Alessandria.
I PRESIDENTI
Primo presidente fu il generale Camillo Rosso, decorato di 3 medaglie d’argento al valore militare meritate
durante la prima guerra mondiale. Dalla scomparsa, la sezione di Alessandria é dedicata alla Sua memoria.
Gli succede Domenico Arnoldi che, proseguendo l’opera svolta come Fondatore e segretario, seppe dare particolare impulso. Sotto la Sua guida si costituirono nuovi Gruppi e presero vita due grandi iniziative sociali.
Il cantiere della Cirimilla, per la ricostruzione di una strada montana interrotta da una alluvione, ed il cantiere
in Friuli dopo il terremoto.
Nel 1982 è eletto presidente l’alpino Ettore Cabalisti di Valenza, durante i sei anni della Sua presidenza prendono particolare impulso le iniziative sociali in favore dei portatori di handicap, dei Centri Tumori, dei tossicodipendenti. Giancarlo Bosetti, di Acqui Terme, assume la presidenza nel gennaio 1988 ed in quell’anno si svolge
a Novi Ligure, organizzato in occasione del 50° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini, il primo
Giuramento Solenne del battaglione Mondovì nella nostra provincia.
Dal 1991 guida la Sezione di Alessandria Paolo Gobello, di Sezzadio, che finora ha condotto con polso fermo
ed una incessante attività per seguire numerose iniziative nate in questi anni, ricordiamo la Fanfara Sezionale, il
nucleo di Protezione Civile, la costruzione della nuova sede sezionale con l’attiguo circolo “gen Ricagno” e il
rifugio Domus alpina.
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ORGANICO DELLA SEZIONE DI ALESSANDRIA
PRESIDENTE:
Paolo Gobello
CONSIGLIERI:
Bruno Cassino vice presidente
Raffaele Traversa
vice presidente
Carlo Borromeo
segretario
Renato Barberis
tesoriere
Giorgio Barletta
Martino Borra
Franco Canepari
Bruno Dalchecco
Bruno Pavese
Ettore Persoglio
Gelmino Remersaro
Eugenio Rescia
Fabrizio Torre
Sergio Zendale
INCARICATI SPECIALI INTERNI AL CONSIGLIO:
Giampiero Bacchiarello
Angelo Capozzi
Mauro Fiorini
Carlo Giraudi
Federico Piana
Roberto Vela
I PRESIDENTI SEZIONALI
Camillo Rosso1967 - 1968
Domenico Arnoldi
1969 - 1981
Ettore Cabalisti
1982 - 1987
Giancarlo Bosetti
1988 - 1990
Paolo Gobello 1991 -
21
Notizie dei Gruppi
I GRUPPI
Sono 46 i gruppi della sezione con diverse dimensioni e caratteristiche. L’attività di tutti é volta a realizzare con opere
concrete il motto “onorare i Morti aiutando i vivi”.
Dall’organizzazione di concerti con il Coro Monte Nero o la Fanfara, per realizzare qualche opera concreta in un paese,
alla raccolta di fondi per il “Centro Tumori e Leucemie del Bambino” dell’Istituto Gaslini di Genova, di cui é promotore
il Gruppo di Valenza. Oppure i cantieri di lavoro aperti dal Gruppo di Novi per completare una Casa di Riposo o sostenere l’ANFFAS.
Partecipare attivamente alla lotta all’AIDS come nei Gruppi di Alessandria e Tortona.
Ed ancora donare attrezzature mediche agli Ospedali come il Gruppo di Tortona.
E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo.
GRUPPO
ANNO DI FOND.
ALESSANDRIA
1953
ACQUI TERME
1928
ALICE BELCOLLE
1969
ALTA VAL LEMME
1982
ARQUATA SCRIVIA *
1966
BASALUZZO
1991
BELFORTE MONF.TO 1986
BISTAGNO
1931
BORGHETTO BORBERA 1969
BOSIO
1971
CARTOSIO
1929
CARREGA LIGURE
1972
CAVATORE
1932
FELIZZANO
1984
FUBINE
1971
GARBAGNA VAL GRUE 1969
GAVI LIGURE
1970
GROGNARDO
1982
ISOLA S. ANTONIO
1972
MERANA
1971
MADONNA D. VILLA 1968
MOMBALDONE (AT)
1982
MONTALDEO
1989
NOVI LIGURE
1938
OVADA
1968
PARETO
1957
PONTECURONE
1965
PONTI
1931
PONZONE
1928
PREDOSA
1995
QUATTORDIO
1969
RICALDONE
1968
RIVALTA BORMIDA
1970
ROCCHETTA LIGURE 1973
SALE
1971
SAN CRISTOFORO
1982
SERRAVALLE S.*
1968
SEZZADIO
1968
SOLERO
1968
SPIGNO MONFERRATO1930
STAZZANO
1987
TERZO D’ACQUl
1984
TORTONA
1951
VALENZA
1969
VAL CURONE
1969
VIGNOLE BORBERA 1955
TOTALE
* Anno di passaggio dalla Sezione di Genova.
CAPOGRUPPO FONDAT.
CAMILLO ROSSO
ENRICO VILLA
OSVALDO TRAVERSA
MARIO BRENGIO
GIUSEPPE DE GAUDENZI
SANTE GREGGIO
RENATO GENOCCHIO
UGO BISIO
REMIGIO BARBIERI
ALBERTO MERLO
GIUSEPPE LEONIDA
ORESTE CANESI
ROMUALDO PETTINATI
UGO BADELLA
LUIGI SALLIO
PIERO ITALO
GIUSEPPE MOLINARI
NICOLA PARODI
NANI BUTTERI
PETRO DIVERIO
BOBBIO SILVIO
GIUSEPPE GALLESE
ANTONIO LERMA
PIETRO ISOLA
GIUSEPPE PICCIONE
ALESSANDRO SCAGLIA
PIERO BETASSA
URBANO VIAZZI
CESARE GRATTAROLA
FRANCESCO RE
IVO TORTI
TERESIO GILARDO
GIUSEPPE MAGGIO
ETTORE FIORI
PIERINO GATTI
BRUNO BELLOMO
ONTANO LUIGI
DON GIOVANNI SCARRONE
GIOVANNI COLLO
FILIPPO CARATTI
MARCO CARREGA
LUIGI GHIAZZA
EUGENIO FRANCISETTI
RICCARDO LUNATI
DON ADAMO ACCOSSA
FEDERICO FOSSATI
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CAPOGRUPPO ATT.
BRUNO PAVESE
GIANCARLO BOSETTI
PIETROCAVALLERO
MARIO BRENGIO
LORENZO GIACOBONI
SANTE GREGGIO
GIUSEPPE GENOCCHIO
SERGIO RESEGA
LUIGI ROVEDA
LORENZO MERLO
GIUSEPPE VIAZZI
ORESTE CANESI
FRANCESCO GAGGERO
GIAN PIETRO CERESA
CARLO OLDANO
ALESSANDRO BAIARDI
EZIO PESTARINO
GIANCARLO ZACCONE
ENRICO BALDUZZI
CARLO CAPRA
LUIGI PASTORINO
GIORGIO RUBBA
ANTONIO LERMA
ARTURO PEDROLLI
GIOVANNI BOVONE
MASSIMO GARNERO
MARCO MONTINI
GIOVANNI ALOSSA
SERGIO ZENDALE
FRANCESCO RE
RENATO PONCINO
AGOSTINO GILARDO
ANTONIO PESCE
ANDREINO COGO
CLAUDIO BASSO
ELIO FERRARI
LUIGI ONTANO
MATTEO MALVICINO
GIOVANNI T. COLLO
GIUSEPPE TRAVERSA
GIOVANNI PUNTA
LUIGI GHIAZZA
BERNARDINO FANZIO
PIERO ABDERICO
GIOVANNI FONTANA
PASQUALE CABELLA
SOCI
183
134
37
12
45
30
31
53
87
33
33
20
20
37
72
73
23
33
13
18
17
8
20
246
43
26
13
26
56
21
85
28
38
39
72
32
6
42
31
72
45
68
188
195
105
31
2554
COMMISSIONI SEZIONALI
CORO MONTENERO A.N.A. ALESSANDRIA
Novembre 1974, una nuova formazione corale presentava in pubblico il suo virtuale biglietto da visita con su scritto:
Coro Monte Nero A.N.A. Alessandria.
Quella serata rappresentò l’inizio di una straordinaria avventura, quale sicuramente nessuno di noi avrebbe neppure
osato immaginare.
Dopo le prime timide apparizioni presso Gruppi Alpini, complessi parrocchiali od in occasione di sagre paesane, quello sparuto gruppo di pochi (e forse un tantino incoscienti) entusiasti, iniziò a farsi conoscere ed apprezzare in tutta la
provincia, man mano crescendo di numero e soprattutto di qualità. Nei primi tempi il Coro rimase fedele al repertorio
segnatamente alpino, in seguito, proseguendo nel suo sempre più sicuro cammino, pur rimanendo nel solco originario,
ha cercato anche strade diverse tese al raggiungimento di una più matura coralità, usando forme espressive variamente
strutturate su pezzi di autori contemporanei che trattano argomenti di attualità, quali lo spopolamento della montagna
od il ricordo dell’amico caduto in parete; una evoluzione volta a comunicare con il mondo di oggi, usando un linguaggio musicale più attuale..
Arrivarono anche le prime affermazioni di una certa importanza, ottenute lontano dalle mura di casa, a tal proposito
rimarranno memorabili il concerto al Teatro Nazionale di Milano ed il I° posto conquistato al Concorso A.C.P. di
Alba.
Poi, dopo tanti anni di mai abbastanza apprezzata opera da parte di Pino Traverso, ecco approdare alla direzione del
Coro il M.o Marco Santi e con lui il Monte Nero prende certamente l’abbrivio verso la definitiva consacrazione, ottenendo lusinghieri successi in molte parti d’Italia e persino all’estero.
Tutto questo senza mai perdere di vista la solidarietà e l’attenzione verso chi soffre e possa aver bisogno di un tangibile aiuto. Innumerevoli sono infatti le serate finalizzate al sostegno di popolazioni, enti o singole persone, cui il Coro
ha da sempre entusiasticamente aderito o ne è stato ancor più sovente il promotore.
Oggi, a tanti anni di distanza da quel lontano 1974, possiamo affermare di aver creato ad un qualcosa di importante,
ad una tangibile realtà frutto di comuni ideali e di profonda amicizia.
23
CORO ALPINI “VALTANARO”
Il Coro A.N.A. “ALPINI VALTANARO” è sorto nel febbraio del 1997, attorno ad un primo nucleo di Alpini ed
Amici degli Alpini amanti del canto alpino e di montagna.
Il nome riecheggia quello di uno dei più vecchi btg. Alp., il btg. Alp. VALTANARO, costituito nell’ambito del
1° Rgt. Alp. “MONDOVì” nell’ormai lontano 1882. Dopo un necessario periodo iniziale di rodaggio, il Coro
ben presto ha incominciato ad affrontare i primi impegni riscuotendo subito un lusinghiero successo. Il suo
repertorio spazia dai classici canti degli Alpini ai canti di montagna e popolari, nonché ad una serie di canti
liturgici che consentono di accompagnare anche le cerimonie religiose.
Il Coro partecipa principalmente a concerti, rassegne e cerimonie alpine e non. Forte è l’impegno nel sociale
per il quale il Coro non lesina partecipazione entusiastica ogniqualvolta venga sollecitato dalle numerose
Associazioni presenti nell’ambito del Comune e della Provincia.
Tra gli impegni più importanti si possono ricordare Praga (1998), Lourdes (2000) i concerti eseguiti nell’ambito delle Adunate Nazionali A.N.A. (UDINE, REGGIO EMILIA, CREMONA, GENOVA).
Il Coro, forte di 36 elementi, è diretto con entusiasmo, passione e competenza dall’Alpino Ludovico BARATTO ed è presieduto dal Gen. Giorgio BARLETTA.
24
LA FANFARA SEZIONALE “GENERALE UMBERTO RICAGNO”
Una Sezione senza Fanfara è come un fiore senza profumo
perché dà la giusta solennità alle nostre manifestazioni, cerimonie e sfilate. Ultima nata nel 1992, per volontà del presidente GobeIlo, grazie all’entusiasmo degli orchestrali ed
all’appassionato impegno del maestro Pelizza, ha funzionato
egregiamente, ha suonato alle nostre manifestazioni.
La Fanfara Sezionale “Gen. U. Ricagno”, anche se le difficoltà per tenere insieme la compagine sono state moltissime,
ha comunque ha raggiunto ottimi livelli, e ha avuto un crescente successo nei concerti, sempre tenuti per sostenere
opere sociali e di beneficenza promosse da Gruppi Alpini
della Sezione. Nel 2001, dopo un breve, ma difficile periodo, le difficoltà sono state superate e la Fanfara ha preso
parte all’ultimo Raduno Nazionale a Genova.
GRUPPO SPORTIVO ALPINI VALENZA
Parlare del Gruppo Sportivo Alpini vuol dire raccontare il futuro degli Alpini.
Il G.S.A. nasce 20 anni or sono per merito di un manipolo di Alpini appassionati di sport. Presidente Franco Canepari che
a parte alcune brevi parentesi, mantiene tale carica fino ad oggi.
Si inizia con lo Sci e con la Pallavolo - i risultati sono buoni, in tre anni con lo sci si conquista il 2° posto nel Campionato
provinciale, con la pallavolo, il Campionato Provinciale e si portano parecchi atleti alle selezioni Regionali. L’impegno
diventa veramente grande, si abbandona la pallavolo e si punta tutto sullo sci, disciplina tradizionalmente alpina. La
volontà di creare un ambiente di classico stampo Alpino, porta alla scelta di un nuovo Maestro di Sci, elemento di grande
valore Lele Pinto. L’ambiente è sereno, unito: i risultati arrivano. In tre anni si conquista il 3° posto assoluto nel
Campionato provinciale, il primo traguardo importante. Negli ultimi undici anni abbiamo sempre ottenuto ottimi risultati
in campo Provinciale, restando sempre nei primi tre sci club; recentemente, con l’aggiunta di un secondo Maestro di sci,
Alessandro Callegaro, ci stiamo affacciando alla ribalta Regionale e nazionale.
L’anno passato, al nostro terzo Campionato Nazionale Alpini, si conquista il 2° posto assoluto, bissato questo anno.
Si è anche dato vita ad una scuola di “snowboard” con la collaborazione del Maestro Marco Moretti.
La nostra è una politica a favore dei giovani, e con i giovani stiamo ottenendo i risultati migliori.
La compattezza di un gruppo che si sente Alpino, grazie alla spinta del Presidente Franco Canepari, è confermata dal
fatto che la nostra attività non termina con la stagione sciistica, ma va oltre. “Oltre” è un impegno sociale, che coinvolge i
nostri soci e soprattutto i ragazzi, “Oltre” è la attività estiva che porta i nostri giovani a settimane bianche di preparazione
allo sci agonistico, la settimana di campeggio all’Isola d’Elba, alle attività di salvaguardia ambientale in collegiale con
altri gruppi sportivi valenzani e dei Comuni limitrofi; come gruppo di supporto per manifestazioni a scopo benefico organizzate da altri Enti (AVIS, centro handicap ecc.) ed ovviamente della Sezione di Alessandria.
Oggi abbiamo circa 30 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 7 e i 15 anni ed oltre un numero di circa 200 sostenitori tra
soci e genitori.
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SEDE SEZIONALE
Dopo mille peripezie finalmente la Sezione di Alessandria, con una convenzione trentennale con il Comune di
Alessandria, ha la propria Sede Sezionale che è stata inaugurata nel 1997. E’ stato il frutto di una lunga e costosa opera di ristrutturazione di una vecchia costruzione - da tempo lasciata a se stessa - dei primi ‘900 su due
piani che si trova nel cuore della città. E’ costituita da un salone per le nostre assemblee, dalla Segreteria e dalla
Presidenza Sezionale, dalla sala del Consiglio Direttivo, da uno spazio adibito a museo alpino, a un piccolo
magazzino e dalla doverosa cantina. All’esterno trova posto un’ampia veranda e, oltre al cortile d’ingresso, sul
retro un bellissimo parco con piante e prato.
Nello stesso fabbricato trova sede anche il Gruppo di Alessandria ed il circolo “gen. U. Ricagno”.
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NUCLEO PROTEZIONE CIVILE ALPINA “A. CALISSANO”
La Protezione Civile Alpina “Agostino Calissano” è nata ufficialmente il 22 gennaio 1996. Ma la vera data di
fondazione del gruppo, risale al 14 maggio 1992. In quel giorno, con regolare cerimonia, è stato benedetto il
gagliardetto A.N.A. del I° Nucleo di Protezione Civile “Agostino Calissano” come se fosse un regolare gruppo
dipendente dalla sezione di Alessandria. Infatti, l’idea della Protezione Civile, come strumento di aiuto in occasioni di calamità, deriva dallo spirito Altruistico ampiamente diffuso dalla cultura di Alpinità diffusa
dall’Associazione Nazionale Alpini.
Ed è in seno ad un gruppo alpini A.N.A. che nacque l’idea di fondare il primo nucleo di P.C..
Agostino, che darà il suo nome al gruppo, Marco, Roberto, e altri ragazzi giovani poco più che ventenni scalpitavano per fare qualcosa in aiuto alla comunità. Avevano tutti fatto il militare nelle truppe alpine e avevano
tutta una passione innata per la montagna, per la natura, per la propria terra.
Fu così che, parlando e fantasticando nelle serate invernali passate nella sede del gruppo alpini di Stazzano,
nacque quell’idea che si rese concreto poi con la benedizione del gagliardetto e la donazione delle prime attrezzature da parte della sezione A.N.A. di Alessandria e del comune di Borghetto Borbera.
Paolo Gobello, allora neo presidente della sezione A.N.A. di Alessandria, credette subito nell’entusiasmo di
quei giovani.
Con il passare degli anni il piccolo gruppo si è sviluppato e la Protezione Civile Alpina “Agostino Calissano”
oggi è un solido gruppo in grado di affrontare e gestire diversi tipi di calamità, portando alla comunità un contributo di conoscenze e professionalità acquisite sul più disparati campi come: le alluvioni disastrose del 1993 e
1994 che colpirono la nostra provincia; i terremoti in Umbria, le tragedie umane dei profughi in Albania, i
danni degli uragani che hanno colpito la Francia. Le piccole emergenze locali, che fanno parte della quotidianità, di cui nessuno parla come: gli incendi boschivi in valle Borbera e nel parco delle Capanne di Marcarolo;
le frane dovute ad uno sconsiderato uso del territorio.
Il gruppo è anche in grado di fornire un buon servizio di consulenza tecnica, di cui alcuni enti locali usufruiscono, come consulenze per la redazione dei piani di Protezione Civile, la redazione di piani di intervento in caso
di blocco delle autostrade, ecc.
Non manca il lavoro di routine che comprende: il monitoraggio attraverso lo svolgimento di numerosi servizi di
pattugliamento e censimento sul territorio; la prevenzione svolgendo attività mirate di ripristini ambientali in
territorio montano, la formazione e divulgazione della cultura di Protezione Civile organizzando e tenendo dei
corsi i formazione presso le scuole e presso la nuova sede del gruppo.
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RIFUGIO ALPINO MONTE GIAROLO
Una guida turistica reciterebbe: la Domus Alpinorum (leggi la Casa degli Alpini) è posta alle pendici del Monte
Giarolo ad un’altitudine di 1000 mt. circa.
Chi viene da Novi-Serravalle deve puntare su Cantalupo Ligure e, lasciandosi alle spalle i canyons della Valle
Borbera..., guadagnare le verdi colline di Pallavicino (frazione di Cantalupo). All’uscita del paese, all’altezza del
vivaio della “forestale” (dismesso, ma ancora visibile) deve imboccare, sulla destra, una strada in brusca salita (metà
asfaltata, metà sterrata, ma agibilissima) che lo porterà, dopo 2km. circa, alla “Domus”.
Chi viene da Alessandria-Tortona deve percorrere i dolci declivi della Valle Curone (attraverso S. SebastianoMontegioco-Borgo Adorno) per giungere allo stesso bivio (ex vivaio forestale-Pallavicino) e quindi imboccare, questa volta sulla sinistra, la strada finale.
La Domus è stata “ricavata” da una stalla in legno e lamiera di mq 200 circa, dismessa e donata agli alpini (dai sigg
Banchero Livio - Bozzini Ottavio - Ferrarotti Giacomo - Massone Pietro - Quaglia Arnaldo - Stevano Carlo Stevano Raimondo) come ricorda una targa apposta sulla facciata di cui riportiamo l’epigrafe:
“...che donarono l’originaria struttura e gli Alpini che su tale traccia realizzarono, con il loro lavoro l’opera quale
essa appare.
Rassegna ai giovani Alpini e non tali, esempio - l’esempio di quanto possa produrre la generosità di alcuni congiunta alla laboriosità di altri”.
Nel corso di 6-7 anni, il lavoro e la dedizione di uno “zoccolo forte”, oltre che l’apporto, in varia misura, di tutti i
gruppi della Sezione ha portato alla creazione, sulla originaria traccia, di un fabbricato in muratura, con portichetto e
cordolo di riposo antistanti, composto da:
- due ampi saloni, con pareti e soffitti in “perlinato”. Il salone alla sinistra entrando è fornito di capace forno a legna,
di efficiente grossa stufa (per i mesi invernali);
- fra i due saloni sono ubicati: l’ingresso, la cucina (attrezzata a dovere, compreso il frigorifero), due bagni (uno fornito anche di doccia) e, infine, due stanzette dotate ciascuna di due letti.
L’inaugurazione avvenne nell’anno 2000, nella prima domenica di agosto. Ricorre, infatti, in tale giorno la festa del
Giarolo, quando, da decine di anni, ogni abitante della zona sale al Giarolo per assistere alla SS. Messa celebrata in
onore del Cristo Redentore, raffigurato su di un alto piedestallo.
Noi della Domus ci siamo associati a tale celebrazione e pellegrinaggio e quindi abbiamo fatto anche nostra tale
festa annuale (terminante con un ricco banchetto).
Per finire, va precisato che tutti gli Alpini potranno soggiornare (anche con la loro famiglia) nella Domus, se e quando lo vorranno, facendo capo, per le intese del caso, ai “castellani”:
Carlo Giraudi (tel. 0131/225500-299150)
Martino Borra (tel. 0143/71923 estivo: 681231)
Accorrete, quindi, numerosi, con questa sola raccomandazione: l’ultimo che esce chiuda la porta!
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IL GIORNALE SEZIONALE
PERMETTETE: MI PRESENTO
Non sono uno dei tanti giornalini che ricevete da
ogni parte. Non sono neanche un doppione del
nostro bel giornale “L’ALPINO”. Io sono un
semplice foglio di informazioni ed ogni mese
vengo a portarvi direttamente - in casa vostra - le novità della Sezione e del vostro Gruppo. Sono quindi un
semplice foglio che si legge così, in un sorso, come bere un grappino, e che ha il compito di tenere informati,
uniti, affratellati tutti gli Alpini della Sezione di Alessandria. Con me vi sentirete più vicini; i dirigenti sapranno
finalmente come comunicare con i loro Alpini, e la vita della nostra Sezione e dei nostri Gruppi acquisterà in
ritmo e dinamismo.
Capi Gruppo, Alpini della nostra Sezione:
Per qualunque vostra necessità, notizie, proposte, rivolgetevi alla nostra Direzione.
Vi saluto all’alpina: ciao paìs.
Esordiva così il primo numero del “Portaordini”, foglio mensile d’informazione gratis ai soci ed agli amici,
fondato da Domenico Arnoldi nel 1968, trentatré anni or sono, come lo volle e cioè un piccolo foglio, senza
pretese, per essere di contatto con i soci.
Dopo Arnoldi diviene direttore ed autentica anima del giornale Vitaliano Corsi, un’altra splendida figura di
Alpino che dalle pagine del giornale seppe raccontare non solo i fatti ma anche additare valori e indicare la giusta via dell’autentica Alpinità.
Dal 1992 diventa direttore responsabile Alfredo Canobbio, cui succede nel 1994 Giorgio Barletta.
Ora raggiunge con puntualità e cadenza trimestrale gli oltre 3.000 soci della Sezione. E’ diventato di otto pagine di storia, di opinioni, di contatti con i Soci e in esso mancano anche le frivolezze.
Il Portaordini viene edito in quattro numeri trimestrali, ognuno di 3000 copie, per un totale di 12000 copie
annue.
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La Cittadella di Alessandria in un’antica stampa.
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Depositi:
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Tel. 0144594268
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4° Raduno del 1° Raggruppamento