IMMIGRAZIONE: DIVERSE SFUMATURE DI NERO...
1 febbraio 2014
Per noi di Progetto Nazionale ogni forma d’immigrazione di massa non è sostenibile, né per l’Italia né per l’Europa in generale; porta spaesamento, distrugge il tessuto sociale, disgrega le identità, genera insicurezza e ripercussioni economiche negative sui bilanci dello Stato, depaupera le risorse
umane nei Paesi di esodo, innesca guerre tra poveri che portano ad un rovesciamento di “privilegi” di cui fanno le spese le fasce più deboli locali (già
pesantemente colpite dalla crisi economica e private d’un futuro lavorativo
certo, impossibilitate a reggere una concorrenza massiccia e soprattutto
protetta), e molto altro ancora che per brevità non è possibile qui affrontare.
Ma c’è l’immigrazione come fenomeno, e ci sono, poi, immigrati ed immigrati. C’è il Ministro Cécile Kyenge, di origini congolesi, e poi c’è Tony Iwobi, di origini nigeriane, assessore leghista di lungo corso a Spirano, provincia bergamasca. Entrambi neri, entrambi con la cittadinanza italiana, profonde le differenze, a testimoniare che l’immigrazione
è anche una questione di modelli, di stile, di uomini, di singole tempre, di percorsi, e anche (perché no) di casualità, piuttosto che di ricette astratte, ideologiche e utopiche.
C’è chi considera comunque, specialmente nelle file della Lega più intransigente (o giù
di lì), quella dell’assessore leghista una figura negativa per la battaglia antiimmigratoria: il “negretto in camicia verde” come una presenza da esibire con compiacimento vanesio, che genera confusione nelle posizioni da tenere di fronte al problema
immigratorio. Forse…C’è però una buona dose di differenza tra l’immigrato
“nazionalizzato” Iwobe e le schiere di immigrati “arruolati” e ostentati - a suon di promesse, di diritti e di altre sirene ammaliatrici - nelle manifestazioni della sinistra barricadera, dei sindacati o della sinistra istituzionale, quella “democratica”, progressista...e
comunque cosmopolita.
L’eccezionalità del caso Iwobi - così come quella di storie di integrazione felicemente
riuscita simili alla sua - tale resta, e sarebbe sbagliato usarla propagandisticamente per
ingannarsi da soli: la gestione dell’intero fenomeno immigratorio è negativa in tutti i
campi. Tuttavia le cose che afferma Iwobi hanno il sapore del buonsenso, contengono
consistenti dosi di verità e sono ampiamente condivisibili: meritano quindi d’essere lette. Vi proponiamo per questo un recente articolo polemico del leghista Iwobe nei confronti del ministro immigrazionista Kyenge.
La Redazione
*********************************************************************************
L’ASSESSORE NERO CHE DEMOLISCE LA KYENGE
Il nigeriano, leghista dal '93, contesta il ministro all'Integrazione: "Il suo ministero è inutile e lo ius
soli è una follia"
Paolo Bracalini - Mar, 28/01/2014
Leghista e «négher». «Macché offesa, è la parola bergamasca per definire uno di colore, è un dia-
letto sacrosanto di un popolo, di cosa mi dovrei scandalizzare, non è vero che sono nero?» chiede
ridendo Toni Iwobi, nigeriano di 58 anni, cittadino italiano da una trentina, leghista della prima ora
dal '93.
Il segretario Salvini ha proposto che il ministro Kyenge («la Lega è razzista, democrazia in pericolo») si confronti in un faccia a faccia con Iwabi, assessore a Spirano (Bergamo), non eletto per un
soffio alle ultime regionali in Lombardia con 2mila preferenze. In effetti il «leghista-neghèr» («mi
sono anche autodefinito “la pecora nera” della Lega» scherza) è lontano anni luce dalla retorica terzomondista.
Con una semplicità disarmante Iwobi ti spiega che «il ministero dell'Integrazione è una sciocchezza,
non serve a niente se non a spendere soldi che si potrebbero usare per cose più serie, come il lavoro. Dovevano diminuirli i ministeri, non crearne di inutili come quello della Kyenge. Non ho nulla
contro la persona, ma sono contro la sua idea politica. L'integrazione è un percorso individuale. Se
io vengo a casa tua sono io che mi devo integrare, mica sei tu che lo devi fare, lo capisce anche un
bambino. La cittadinanza è un diritto che si conquista con il lavoro, non è un regalo da fare a chiunque». Il percorso individuale di integrazione Iwobi lo conosce bene, senza un ministero che l'abbia
promosso al posto suo. «Quando sono arrivato nel '77 di neri, specie da queste parti, ce n'erano pochissimi. È stata dura trovare spazio, rispettando il mondo che mi stava ospitando. Ho fatto fatica».
Il primo lavoro da stalliere in un maneggio, poi manovale in un cantiere. «Ho fatto carriera, guadagnavo un po' di più e lavoravo molto di più. Il manovale l'ho fatto per 11 anni». Quindi una nuova
opportunità: spazzino all'Amsa di Milano. Nel frattempo sposa una bergamasca, diventa cittadino
italiano e viene promosso tecnico informatico, settore in cui ha una laurea. Ora di tecnici informatici
ne ha 13 sotto di sé, come dipendenti della sua azienda. Da modesto manovale immigrato a imprenditore italiano. Oltre che politico, da vent'anni consigliere comunale della Lega a Spirano, attualmente assessore ai Servizi sociali. «Mi sono fatto da solo, col sudore della fronte. L'integrazione è fatta
di doveri, non solo di diritti. Il ministro Kyenge parla di ius soli? Una follia. Intanto un bambino italiano con due genitori stranieri sarebbe già un problema secondo me. Ma soprattutto ci sarebbe l'invasione di immigrate che verrebbero a partorire qui, solo per avere la cittadinanza automatica. Sarebbe un caos incontrollabile. E poi chi pagherebbe i servizi sociali per tutti questi nuovi concittadini,
visto che non ci sono più soldi neppure per le famiglie italiane? Chi li manterrebbe, chi garantirebbe
un futuro qui a tutti questi nuovi italiani? Qualcuno se l'è chiesto?».
Peggio ancora l'abolizione del reato di clandestinità: «Penso sia una delle più grandi idiozie che abbia mai fatto il governo italiano. Mi viene una profonda delusione. Sfido qualunque italiano a recarsi
nel mio Paese d'origine senza il passaporto: viene rispedito indietro subito, ma subito! In un Paese
del cosiddetto Terzo mondo!». Ma poco democratica gli sembra anche l'Italia, «dove non si può
nemmeno criticare un ministro della Repubblica italiana (la Kyenge, ndr) che subito si viene demonizzati. Nessuno ce l'ha con la signora Kyenge, ma molti non sono d'accordo con le sue idee. Non si
può dire? Allora questo non è un paese democratico». Iwobi da anni ha un'associazione che aiuta gli
immigrati. «Prima cercavo di dare una mano agli immigrati qui a Bergamo. Ora la mia associazione
“Pax Mondo” si occupa di formazione, collaboriamo con i governi africani. Abbiamo formato nove
medici, 36 infermieri e due clinici in loco, tutti dal Ghana e dalla Sierra Leone, per poi permettergli di
lavorare nei loro Paesi. E sono contenti. È stato possibile grazie all'aiuto della Regione Lombardia e
dell'assessorato di Daniele Belotti (assessore della Lega al territorio, ndr), secondo il modello
“aiutiamoli a casa loro”. Questo per chi dice “la Lega è razzista” senza informarsi». Parola di leghista
-nègher.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/lassessore-nero-che-demolisce-kyengela-storia-spirana-nella-986560.html
LEGGI...FOTOCOPIA...DIFFONDI
Fotocopiato In Proprio - Viale del Commercio n.53
37135 Verona - Non disperdere nell’ambiente, usa gli appositi contenitori
Scarica

immigrazione: diverse sfumature di nero