SENTIRE CON SAN PAOLO PER LE ANIME SAN PAOLO BOLLETTINO UFFICIALE INTERNO DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO San Paolo è l’Apostolo tipo. Amalgamò e fece propri elementi più disparati, a servizio di una Idea, di una Vita, d’un Essere. Fu l’Apostolo instancabile che, «omnia omnibus factus», era sempre, dappertutto, con tutti, con tutti i mezzi. L’Apostolo ardimentoso che, ad onta della salute precaria, delle distanze, dei monti, del mare, dell’indifferenza degli intellettuali, della forza dei potenti, dell’ironia dei gaudenti, delle catene, del martirio, percorse il mondo per rinnovarlo in una luce nuova: Gesù Cristo. Così e non altrimenti dev’essere l’apostolo dell’edizione. Sulle orme del suo modello e protettore, l’Apostolo delle genti, egli deve avere un cuore grande che abbracci tutto il mondo, una attività instancabile, eroica per guidare le anime a Dio e dare Dio alle anime. E poiché le anime non si avvicinano a Dio tutte nello stesso modo, e hanno per lo più necessità individuali, l’apostolo deve imparare dal suo modello l’arte di «farsi tutto a tutti» e quell’elasticità di adattamento quale appare nell’Apostolo, nel suo vario modo di trattare gli uomini secondo le condizioni fisiche, intellettuali, morali, religiose e civili. Or infatti gli sarà necessario rivestirsi delle viscere di carità e di misericordia quali l’Apostolo delle genti dimostra nell’accogliere Onesimo, o nelle dolcissime elevazioni con la vergine Tecla, ora invece le robustissime esortazioni fatte ai Corinti, ora l’elevatezza di sermone usato innanzi all’Areopago ed ora la semplicità con la quale parlò a Filemone. E l’apostolo dell’edizione non troverà grande difficoltà in questo se sa trovare il segreto dell’adattamento di San Paolo: la carità: «in omnibus caritas!» (da L’Apostolato dell’Edizione, pp. 59-60 [36-37]). Anno 78 – n° 415 – Novembre 2003 1 LETTERA DEL SUPERIORE GENERALE CON IL BEATO GIACOMO ALBERIONE VERSO L’VIII CAPITOLO GENERALE Cari fratelli, il prossimo 26 novembre celebreremo per la prima volta la liturgia festiva del nostro Fondatore dopo la sua beatificazione. Ciò significa che possiamo già invocare un intercessore presso Dio, e guardare a un modello “autenticato” di vita paolina per il nostro cammino quaggiù. La celebrazione liturgica è sempre “fonte e culmine” della nostra vita consacrata, e ne traduce le singole espressioni concrete in ognuno dei punti nodali: pietà, apostolato, formazione, amministrazione dei mezzi materiali. Ci sforzeremo di trarne i frutti e le indicazioni pratiche più desiderabili in questo speciale tempo di grazia. 1. Stiamo vivendo il periodo più intenso dell’Anno Alberioniano. Coloro che hanno seguito il percorso indicato dalla “Proposta di animazione spirituale per la Famiglia Paolina”, sanno quanto sia produttivo questo camminare secondo tappe scandite con chiarezza di passi e di obiettivi. Il traguardo immediato dell’attuale percorso (tappe settimanona) è l’ingresso vitale nel mistero dell’Incarnazione con l’animo del beato Giacomo Alberione, che ci invita a entrare nella “scuola di Nazaret” fino alla piena configurazione con il Divino Maestro: “Donec formetur Christus in vobis” (Gal 4,19). Concretamente ciò comporta sforzo di conoscenza, di sequela, di intimità con il Maestro per farne dono ai fratelli con il nostro apostolato specifico. Di qui l’importanza capitale di una formazione coerente e finalizzata ad assumere il “Cristo totale, Via, Verità e Vita”, per saperlo comunicare agli uomini del nostro tempo. Sia l’inizio dell’anno scolastico e accademico nell’emisfero nord, sia l’inizio dell’Avvento liturgico in tutta la Chiesa, sono stimoli a 2 uno slancio generoso per vivere con pienezza questo tempo privilegiato. 2. In data 7 ottobre 2003 ho firmato la lettera di convocazione dell’VIII Capitolo generale, il cui tema è noto: «Essere San Paolo oggi vivente». Una “profonda persuasione”, forte e sempre ribadita del nostro Fondatore, è la nostra parentela con San Paolo Apostolo, che «tutti devono considerare solo come padre, maestro, esemplare, fondatore... Lo è, infatti. Per lui è nata [la Famiglia Paolina], da lui fu alimentata e cresciuta, da lui ha preso lo spirito» (AD 2). Questa affermazione, di carattere testamentario benché scritta nel 1953, venne esplicitata un anno dopo con la seguente spiegazione: «Nella colletta di San Paolo preghiamo: “O Dio, che hai istruito la moltitudine dei popoli con la predicazione dell’apostolo Paolo...”. Ciò corrisponde al fine della Famiglia Paolina... Essa si propone di rappresentare e vivere S. Paolo, oggi; pensando, zelando, pregando e santificandosi come farebbe San Paolo, se oggi vivesse... Egli si è fatta la Società San Paolo, di cui è il fondatore. Non la Società San Paolo elesse lui, ma egli elesse noi; anzi ci generò: “In Cristo Gesù mediante l’Evangelo vi ho generati”. Se San Paolo vivesse [oggi] continuerebbe ad ardere di quella duplice fiamma, di un medesimo incendio, lo zelo per Dio ed il suo Cristo, e per gli uomini d’ogni paese. E, per farsi sentire, salirebbe sui pulpiti più elevati e moltiplicherebbe la sua parola con i mezzi del progresso attuale: stampa, cine, radio, televisione... Egli dice ai paolini: Conoscete, amate, seguite il Divino Maestro Gesù. “Siate miei imitatori come io lo sono di Cristo”. Questo invito è generale, per tutti i fedeli e devoti suoi. Per noi vi è di più, giacché siamo figli. I figli hanno la vita dal padre; vivere perciò in lui, da lui, per lui, per vivere Gesù Cristo. Sono per noi appropriate le parole ai suoi figli di Tessalonica, ai quali ricorda di essersi fatto per loro “forma”... Gesù Cristo è il perfetto originale; Paolo fu fatto e si fece per noi forma; onde in lui veniamo forgiati, per riprodurre Gesù Cristo... per comunicarci al 3 massimo la sua personalità: mentalità, virtù, zelo, pietà... tutto. La Famiglia Paolina, composta di molti membri, sia Paolo-vivente in un corpo sociale». Si impegni dunque a «conoscere e meditare San Paolo nella vita, opere, lettere; onde pensare, ragionare, parlare, operare secondo lui; e invocare la sua paterna assistenza» (San Paolo, ottobre 1954). Questa lunga citazione esprime compiutamente ciò che intendo suggerirvi in vista del Capitolo: venerare davvero San Paolo come padre, e attingere alle sorgenti stesse della sua vita; ispirarci a lui come maestro, e approfondire le sue lettere; imitarlo come esemplare e forma per noi, lasciandoci forgiare a immagine di Cristo, di cui fu imitatore; confidare nella sua assistenza come fondatore, contando sulla solidità dei suoi fondamenti e sulla energia della sua “duplice fiamma” di innamorato di Cristo e apostolo universale. In questo modo sarà lo stesso Apostolo a guidarci vantaggiosamente verso il prossimo Capitolo. 3. Tutti siamo coinvolti nella preparazione come nella celebrazione del nuovo Capitolo generale. Esso non interessa soltanto i superiori e i delegati partecipanti all’assemblea; riguarda ogni membro della congregazione e domanda il suo personale contributo. Non mira soltanto a eleggere il nuovo Governo, ma a segnare un cammino programmato per l’intero Istituto. Più che una assemblea elettiva, è una “convocazione sacra” nel senso biblico-liturgico del termine. È un fatto ecclesiale, come quel raduno descritto da Neemia (c. 8), che risale all’origine della esperienza religiosa e comunitaria del Popolo di Dio: l’assemblea del Signore, convocata per un momento straordinario di ascolto, di preghiera, di impegno religioso, di assunzione di responsabilità (cf Lv 8,3; Dt 4,10; 23; 31,30; Gs 8,35; Gdc 20,2; 1Re 8). Così l’intese Don Alberione, quando convocò i primi tre Capitoli generali della Famiglia Paolina nel 1957. Intendeva verificare, nella preghiera e nel discernimento condiviso, la risposta propria e dei suoi al progetto di Dio: «La domanda fondamentale che facevamo a noi stessi, esaminando il passato e scrutando l’avvenire, era questa: Queste Famiglie nelle loro costituzioni, spirito, apostolato, organizzazio4 ni hanno una spiritualità ed apostolato per cui possono dare dei santi al cielo e degli apostoli alla Chiesa? Nessuno ha sollevato un dubbio» (San Paolo, luglio 1957). Ciò significa, come prima conclusione per noi, che il Capitolo generale della congregazione consegue i suoi frutti nella misura in cui viene inteso e preparato con uguali intenti e analoghe disposizioni. Inoltre, possediamo degli utili sussidi per una preparazione illuminata e costruttiva: oltre alla suddetta Proposta di Animazione per l’Anno Alberioniano, abbiamo fra le mani anche le Schede circa l’Identità del Paolino nella sua duplice espressione Sacerdote-Discepolo. Tali schede aiutano e sollecitano la nostra riflessione sui capisaldi della nostra vita di consacrati e apostoli; sussidi finalizzati a una nuova e aggiornata presa di coscienza su chi siamo, come viviamo, che cosa ci proponiamo di fare oggi e nel prossimo futuro. Con tutto ciò, cari fratelli, vi ho solo proposto alcune piste di riflessione e di preghiera, per un cammino comunitario verso un importante appuntamento congregazionale; cammino che vogliamo percorrere con la guida del nostro beato Fondatore, e con la speciale assistenza di Maria, materna luce dell’Avvento. Con il mio fraterno saluto in Cristo Maestro. Roma, 1° novembre 2003 DON PIETRO CAMPUS Superiore generale Innanzi al Presepio: L’avvenimento storico che segna il principio dell’era cristiana; La nascita spirituale di Gesù Cristo in noi; Dalla Grotta di Betlemme parte la salvezza dell’umanità. Auguri, Preghiere, Benedizioni! 5 ATTIVITÀ DEL GOVERNO GENERALE Nel periodo compreso tra giugno e ottobre 2003, il Governo generale si è riunito nelle seguenti date: 19-20 giugno, 24-25 luglio, 23-24 settembre e 27-28 ottobre. 1. VIII CAPITOLO GENERALE DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO Il Governo generale, in sedute successive, ha proceduto agli adempimenti previsti dalle Costituzioni e Direttorio: a) Convocazione dell’VIII Capitolo Generale, a norma degli artt. 213 e 213.1. Si terrà nella Casa Divin Maestro di Ariccia (Roma) ed avrà inizio il 20 aprile 2004 per concludersi, prevedibilmente, il 20 maggio successivo. I nomi dei delegati eletti dal Capitolo/Assemblea circoscrizionale dovranno giungere al Governo generale entro, e non oltre, il 29 febbraio 2004. La lingua ufficiale del Capitolo è l’italiano. b) Costituzione della Commissione preparatoria dell’VIII Capitolo Generale, a norma dell’art. 213.2. Essa è cosi costituita: don Antonio Maroño (Provincia Spagna), coordinatore; don José Bortolini (Provincia Brasile), don Carlo Cibien (Provincia Italia), don Rafael González Beltrán (Provincia Messico), don George Kaitholil (Provincia India-Nigeria) e fr. Lorenzo Vezzani (Consigliere generale). La Commissione ha avuto la sua prima riunione dal 4 al 10 novembre in Casa generalizia. c) Nomina del rappresentante degli Istituti aggregati alla Società San Paolo al Capitolo Generale, a norma dell’art. 215.2 delle Costituzioni e Direttorio, nella persona di don Antonio Castelli, delegato dell’Istituto Maria SS. Annunziata della Provincia Italia. La Lettera di convocazione e relativi allegati sono riprodotti nella sezione “Documenti” del presente San Paolo (pp. 30-36). 2. VISITE CANONICHE A norma degli artt. 208-209.4 delle Costituzioni e Direttorio, membri del Governo Generale hanno effettuato la visita canonica alle se6 guenti circoscrizioni per procedere alla consultazione in ordine al rinnovo dei rispettivi Superiori: − Regione Congo: Superiore regionale: don Roger Wawa, 19 giugno 2003; − Regione Corea: Superiore regionale: don Ambrogio Baek, 25 luglio 2003. La visita è stata anticipata per le dimissioni date dal Superiore regionale in carica, don Giacomo Yu, per motivi di salute. Il Superiore generale ne ha accettato le dimissioni nella seduta del Consiglio generale del 19 giugno 2003. − Provincia Giappone: Superiore provinciale: don John Noboru Futsuki, 24 settembre 2003 (confermato); − Regione Australia: Superiore regionale: don Michael Goonan, 28 ottobre 2003 (confermato). Più avanti viene riportato il prospetto essenziale di ogni Circoscrizione e le linee programmatiche affidate dal Superiore generale al nuovo Governo. 3. VISITA FRATERNA, VISITA DI VERIFICA, ASSEMBLEE REGIONALI, CAPITOLO PROVINCIALE È stata data un’informazione essenziale sulle seguenti circoscrizioni e comunità: – Visita fraterna alla Casa Don Alberione di Albano Laziale (Roma), effettuata dai Consiglieri generali don Juan Manuel Galaviz e fr. Luigi Furcas il 6 giugno 2003. Più avanti viene riportato il prospetto essenziale della comunità. – Assemblea della Regione Congo: 2-4 agosto 2003. Vi ha presenziato il Vicario generale, don Abramo Parmeggiani. − Consiglieri eletti: fr. Emmanuel Kintoki Pembele e fr. Gaetano Trolese. Lo Statuto Regionale, integrato con le modifiche apportate dall’Assemblea, è stato approvato dal Governo generale nella riunione del 28 ottobre 2003. – Visita di verifica alla Provincia Filippine-Macau, effettuata dal Consigliere generale, fr. Lorenzo Vezzani, dall’8 al 13 settembre 2003. – Assemblea della Regione Corea: 10-13 settembre 2003. Vi ha presenziato il Superiore generale. − Consiglieri eletti: don Andrea Yang e fr. Tito Seo. 7 – Capitolo della Provincia Giappone: 10-15 novembre 2003. Vi ha presenziato il Superiore generale. – Consiglieri eletti: don Akabae Kenichi, don Kuwajima Keikichi, fr. Uchino Susumu, don Yamauchi Kenji. 4. NOVIZIATO INTERCIRCOSCRIZIONALE 2003-2004 Filippine-Macau); Richard Amaldas, Thomas Mangamthanath e David Pushparaj (Provincia India-Nigeria); Edgar Arcesio Guerrero Ibañez (Provincia Colombia-Ecuador-Panamà); − al Presbiterato, i diaconi: Salvador Ruiz Armas e Antonio José Valadez Ramírez (Provincia Messico); Antonino M. Catanzaro (Provincia Italia); Ludovico E. Tacdoro (Provincia FilippineMacau). • A norma dell’art. 142 delle Costituzioni, è stato riammesso in Congregazione il giovane Jesus P. Gozun, già chierico temporaneo della Provincia Filippine-Macau. Presso la Casa Provinciale della Società San Paolo in Italia, sita in Roma (Via Portuense 746), è stato costituito il Noviziato per il corso 2003-2004. Si tratta di un Noviziato intercircoscrizionale, del quale fanno parte quattro novizi polacchi e due novizi portoghesi, che sono stati ammessi al Noviziato dai rispettivi Superiori regionali. Poiché in queste due Circoscrizioni – Polonia e Portogallo – non era possibile organizzare convenientemente tale anno, il Superiore generale (su petizione dei suddetti Superiori regionali) si è assunto in prima persona la responsabilità di farlo, chiedendo alla Provincia Italia di mettere a disposizione sia la struttura sia il Maestro dei novizi (don Carlo Ambrogio Recalcati). Il Noviziato quindi farà capo, per tutti gli effetti giuridici, al Superiore generale e al suo Consiglio. Loro il Maestro informerà tempestivamente circa l’andamento del gruppo e a loro presenterà direttamente le relazioni su ognuno dei novizi alla fine dell’anno in vista dell’ammissione alla Professione religiosa. A norma dell’art. 206.2/2 delle Costituzioni e Direttorio, sono state accolte le richieste dei seguenti confratelli: – dispensa dai voti religiosi temporanei a favore degli juniores: ch. Ángel Luis Sánchez Rodríguez e fr. Francisco Andalón López della Provincia Messico; – assenza dalla comunità per 1 anno a favore di don Salvador Miranda Gómez e don Justino Martín Hernández Rueda della Provincia Messico; – proroga dell’assenza dalla comunità a favore di don Germán Hinojosa López della Provincia Messico (1 anno) e di don Domingo B. Bejer della Provincia Filippine-Macau (1 anno). 5. AMMISSIONI 7. EREZIONE E SOPPRESSIONE DI CASE A norma dei rispettivi articoli 146 e 154 delle Costituzioni, sono stati ammessi: − alla Professione perpetua, i discepoli del Divin Maestro: Joshua Seidl (Provincia Stati Uniti), Lee Sang Cheol Francesco Saverio e Lim Song Kyun Francesco (Regione Corea), José Salvador Ramírez Martínez (Provincia Messico); i chierici: Kwon Yong Hoon Antonio e Lee Chang Hang Sebastiano (Regione Corea), José Guillermo Vences Gómez (Provincia Messico); − al Diaconato, i chierici: Mario Impellizzeri (Provincia Italia); Albert L. Bernal, Cris Robert C. Cellan e Restie P. de la Peña (Provincia Su domanda dei rispettivi Superiori circoscrizionali e, all’occorrenza, informato l’Ordinario del luogo, a norma rispettivamente degli artt. 106 e 174 delle Costituzioni: – con decreto del 29 ottobre 2003 il Superiore generale ha eretto la casa di Limete in Kinshasa, quale Sede del Noviziato della Regione Congo; – con lettere distinte in data 21 giugno 2003, è stata comunicata la soppressione delle Case di Barcelona (Provincia Spagna) e di Santiago Centro (Provincia Argentina-Cile-Perù), deliberata nella seduta di Consiglio del 19 giugno; 8 6. DISPENSA, ASSENZE 9 – con lettera del 29 ottobre 2003 è stata comunicata la soppressione della Case di Seoul-Nonhyondong e Pusan (Regione Corea), deliberata nella seduta di Consiglio del 28 ottobre. 8. APOSTOLATO Dai membri del Governo generale, che vi hanno partecipato, è stata data un’informazione essenziale sulle seguenti attività: – Religious Booksellers Trade Exhibit (RBTE): ha avuto luogo a Chicago (USA) dal 27 al 31 maggio scorso e per il Governo generale vi hanno partecipato don Abramo Parmeggiani e don Jose Pottayil. Tredici i paolini presenti, provenienti da nove paesi. C’è da dire che, a livello paolino, la RBTE è scarsamente avvertita come opportunità di incontro e d’immagine apostolica unitaria. – Fiera del libro di Frankfurt (Germania): si è svolta dal 7 al 13 ottobre 2003. Vi hanno partecipato il Vicario generale, don Abramo Parmeggiani, e il Consigliere generale, don Jose Pottayil. Confronto agli anni passati, la presenza dei paolini è stata più ridotta, nonostante si tratti di un avvenimento che si rivela pur sempre positivo per chi vi partecipa. Valida l’organizzazione da parte della St Pauls International che, pur facendo il possibile per contenere i costi, ha conservato adeguata visibilità alla “San Paolo”. – Comitato Tecnico Internazionale per l’Apostolato (CTIA): la riunione ha avuto luogo in Casa generalizia nei giorni 13-14 ottobre 2003. Trattandosi dell’ultimo incontro prima della loro scadenza in concomitanza con il Capitolo Generale, i cinque membri del CTIA (don Abramo Parmeggiani, don Gilles Collicelli, don Jose Pottayil, don Juan Antonio Carrera Páramo e don Silvio Sassi) hanno fatto una panoramica generale sull’apostolato nella Congregazione, soffermandosi in modo particolare sulla situazione del CIDEP e sull’andamento della Regione Canada-Francia. Hanno pure rilevato le difficoltà incontrate dal CTIA per intervenire con efficacia e autorevolezza nelle situazioni apostoliche e come si veda sempre più necessaria una piccola struttura che assicuri continuità al lavoro del Comitato. Altri argomenti trattati sono stati: il prossimo incontro del Gruppo Europa (17-19 novembre 2003); le linee editoriali congregazionali (in dirittura 10 d’arrivo) come base propositiva per il Progetto apostolico congregazionale, caldeggiato dal VII Capitolo Generale (cf Atti, M 2.1); gli adempimenti in vista del prossimo Capitolo Generale (relazione di fine mandato, suggerimenti per il Manuale dell’Autorità, proposte e contributi per un funzionamento adeguato del CTIA). 9. AUTORIZZAZIONI Il Governo generale ha autorizzato: – vendita e acquisto di immobile in Puerto La Cruz (Venezuela); – acquisto di immobile in Rosario (Argentina) e relativa domanda di prestito alla Provincia Giappone (si tratta dello stesso immobile, di cui per errore si è comunicato l’acquisto nel San Paolo di marzo 2003, p. 13); – acquisto di immobile (terreno con edificio) in Tokyo-Yotsuya (Giappone); – partecipazione della Provincia Italia, in qualità di socio fondatore, alla costituzione del capitale della Fondazione “Nuova Enciclopedia Cattolica”; – vendita di immobile in Barcelona e affitto di immobili in Barcelona, Oviedo e Palma di Mallorca (Provincia Spagna). 10. ATTI PROPRI DEL SUPERIORE GENERALE Trasferimento di circoscrizione (Cost. 206.4): don Angelo Castellotto dalla Casa Don Alberione di Albano Laziale (dipendente dal Governo generale) alla Provincia Italia; don Petry Yanko Olivares Gatica (rientrato in Congregazione dopo il periodo di esclaustrazione) e don Hernando Jaramillo dalla Regione Congo, rispettivamente alla Provincia Argentina-Cile-Perù e alla Regione Canada-Francia. Inoltre, il Superiore generale ha reso definitivo il trasferimento temporaneo (avvenuto nel 2001) di don José Ricardo Aguirre Sáinz dalla Provincia Messico alla Regione Venezuela. DON GIULIANO SAREDI Segretario generale 11 VISITE CANONICHE AI FRATELLI DELLA REGIONE CONGO Linee programmatiche REGIONE CONGO Don Abramo Parmeggiani e Fr. Lorenzo Vezzani 5-15 giugno 2003 SUPERIORE REGIONALE: Don Roger Wawa, 19 giugno 2003. MEMBRI: 10 sacerdoti (ai quali vanno aggiunti i 2 in esclaustrazione), 4 discepoli perpetui; 2 novizi (in Brasile), 4 postulanti, 15 aspiranti. Età media dei professi: 52 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: ° Kinshasa: Sede regionale, sede dell’aspirantato e della maggior parte delle attività apostoliche della Regione: ufficio edizioni, tipografia, diffusione e librerie, audiovisivi. A tali attività si dedicano gli 11 confratelli (8 sacerdoti, 3 discepoli perpetui) che compongono la comunità. Il catalogo editoriale presenta un ventaglio di contenuti che vanno dalla catechesi ed evangelizzazione all’educazione e promozione umana. Medesima finalità hanno la rivista trimestrale L’Avenir, indirizzata alla gioventù congolese, e il foglietto liturgico settimanale Nkasa ya Lomingo, con testi in francese e lingala. Debole è la presenza nel settore dell’audiovisivo. Il settore vocazionale presenta buone prospettive di sviluppo, nella misura in cui è curata la formazione. ° Lubumbashi: La comunità è composta da 3 confratelli (2 sacerdoti, 1 discepolo perpetuo) e si dedica alla promozione vocazionale e alla gestione della tipografia e della libreria. La presenza paolina in Congo è valutata positivamente dalla Chiesa locale sia per le edizioni proprie che per il lavoro di supplenza a motivo della carenza dei mezzi di stampa (si stampa molto per conto terzi). La riqualificazione in atto, soprattutto sotto l’aspetto editoriale, è una porta aperta sul futuro. Buone le relazioni con le altre istituzioni della Famiglia Paolina presenti sul territorio. 12 Cari Fratelli, Dopo la visita compiuta alla vostra Regione dai Consiglieri generali P. Abramo Parmeggiani e Fr. Lorenzo Vezzani, e dopo aver attentamente considerato le indicazioni emerse dalla vostra consultazione, ho affidato l’incarico di Superiore Regionale per il prossimo triennio al P. ROGER WAWA. Ringrazio il P. Roger per la sua generosa accettazione. Al tempo stesso esprimo il più vivo apprezzamento mio e del Governo generale per il servizio svolto dal P. Hernando Jaramillo Osorio e dai suoi Consiglieri P. Francesco Campus e P. Dominic Vellaiparambil negli anni del loro mandato. Ora, in vista dell’Assemblea Regionale vi propongo alcune linee d’azione, che vi saranno di guida e di orientamento per il prossimo mandato triennale. I. VITA FRATERNA E COMUNITÀ 1. Il patrimonio più prezioso della Circoscrizione consiste nelle persone. Alcuni fratelli sono provati nella salute, ma ancora generosamente fedeli ai loro compiti. Altri sono giovani, e in numero ridotto rispetto alle esigenze della formazione e dell’apostolato. Ma con la grazia di Dio potete assicurare un nuovo slancio alla Congregazione nel vostro grande Paese. 2. È necessario tuttavia che le vostre forze siano unite, i talenti utilizzati al meglio e gli ideali pienamente condivisi da tutti. Le vedute personali devono cedere il posto ad una conduzione unitaria di tutta la vita apostolica nella Regione. 3. Occorre inoltre migliorare il proprio tenore di vita spirituale: pregare e celebrare insieme, per quanto possibile; ascoltare la Parola di Dio per voi e mentalizzarvi in spirito di fede ai compiti che vi at13 tendono. Una più convinta fedeltà alla consacrazione religiosa vi consentirà di fare un più deciso passo in avanti e potrà risparmiarvi dolorose perdite. II. PROMOZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE 4. Le vocazioni locali, grazie a Dio, non vi mancano. La preoccupazione capitale dev’essere la loro accurata selezione e la formazione religiosa paolina secondo il criterio fondamentale stabilito dal beato Alberione: «Si accettino soltanto i veri aspiranti, cioè coloro che aspirano alla vita religiosa nella Società San Paolo. E quando si venga a scoprire che altra è la loro intenzione, nei giovani o nei parenti, si dimettano... Si parli con estrema chiarezza» (cf UPS I, 80-88). 5. Errori nell’ammissione e nella selezione dei candidati hanno avuto un costo molto elevato in termini di testimonianza religiosa e missionaria nella Chiesa congolese. Siamo certi che le esperienze passate saranno lezioni utili per il futuro, da cui trarre insegnamento. 6. La formazione non consiste solo nel curriculum degli studi o nell’abilitazione professionale per l’apostolato. È anzitutto formazione spirituale e morale allo spirito del Vangelo, alle virtù umane e cristiane fondamentali, e all’esercizio comprovato dei voti. A questa si aggiunge la formazione specifica al carisma paolino, nella sua duplice dimensione: lo spirito missionario di Paolo propostoci da Don Alberione; e la fedeltà al lavoro negli incarichi assegnati dai responsabili. 7. Formazione morale e intellettuale, apostolica e professionale devono camminare insieme. Mano a mano che crescono, i giovani possono assumere maggiori responsabilità, onde manifestare la crescita verso la maturità e l’amore alla vocazione paolina. III. ATTIVITÀ APOSTOLICHE mediante investimenti di mezzi e di persone, si qualifichi ancora meglio in senso paolino, rispondendo a ciò che la Chiesa locale si aspetta da noi. Ciò comporta una migliore selezione delle opere da pubblicare, e una più organica conduzione delle Librerie. 9. Un’attenzione speciale meritano i contenuti dei nostri prodotti editoriali e la gestione delle Librerie. La nostra presenza apostolica in Congo si qualifica per una redazione più attenta alle esigenze attuali della Chiesa, non soltanto nel settore della carta stampata, ma in quelle forme dei media che potete adottare. IV. AMMINISTRAZIONE 10. Lo sforzo compiuto finora per avviare un’amministrazione più scientifica e professionale, è degno di ammirazione. È necessario tuttavia proseguire in tale impegno, fino alla completa unificazione della contabilità e di tutte le forme di amministrazione a raggio regionale. 11. Le finanze della Circoscrizione, grazie a Dio, risultano sane, ma richiedono una saggia e lungimirante amministrazione degli investimenti, soprattutto a favore dei settori basilari: formazione e apostolato specifico. Cari fratelli, esprimo a tutti voi il sincero apprezzamento mio e del Governo generale per la buona volontà che avete riconfermata ai Visitatori. Vi auguro che la vostra Regione continui a progredire e si proietti con fede al prossimo futuro, nella certezza che il beato Giacomo Alberione vi assisterà con paterna premura. Vi saluto con affetto e vi affido alla Vergine Maria e all’Apostolo Paolo, nostro padre e ispiratore. Roma, 8 luglio 2003 DON PIETRO CAMPUS Superiore generale 8. Nella vostra Regione l’apostolato manifesta una buona fase di ripresa. Occorre però che il nuovo impulso dato alla produzione, 14 15 REGIONE COREA Don Pietro Campus, Superiore generale 25 giugno-6 luglio 2003 SUPERIORE REGIONALE: Don Ambrogio Baek, 25 luglio 2003. MEMBRI: 7 sacerdoti, 10 discepoli perpetui e 2 chierici perpetui; 10 chierici e 5 discepoli temporanei (tra i membri professi, 7 sono all’estero per motivi di studio e 2 vivono in stato di esclaustrazione); 1 junior, già discepolo temporaneo, riammesso in Congregazione; 1 novizio. Età media dei professi: 40 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: ° Seoul-Miari: 21 confratelli (3 sacerdoti, 10 discepoli e 2 chierici perpetui, 2 chierici e 4 discepoli temporanei). È sede regionale, casa di formazione e centro delle attività apostoliche. L’editoria libri, a cui si affianca il mensile a fumetti per ragazzi Necingudul (Miei amici), costituisce il settore principale ed è prevalentemente rivolta ai cattolici coreani; il settore dell’audiovisivo edita soprattutto titoli musicali. La diffusione avviene tramite le numerose librerie paoline, gestite quasi interamente da collaboratori laici; ad esse si affianca la vendita per corrispondenzainternet (Book Club) con risultati soddisfacenti. Nel sito St. Paul Missionary Net, a carattere religioso, la promozione dei prodotti paolini si intreccia con la corrispondenza e promozione vocazionale. Gli juniores frequentano gli studi presso i Seminari o gli Istituti di teologia per laici; collaborano quotidianamente nei vari settori dell’apostolato. ° Suwon: 4 confratelli (1 sacerdote, 2 chierici e 1 discepolo temporanei). Casa di formazione e libreria. Gli juniores frequentano gli studi in Seminario e collaborano nella gestione della libreria e nella propaganda presso le parrocchie. ° Non risiedono più confratelli nelle case di Seoul-Nonhyondong e di Pusan e ne è stata chiesta la soppressione. Le due librerie sono gestite da collaboratori laici. La Regione Corea è tra le più giovani della Congregazione. Vivace ed intraprendente, essa dovrà curare l’integralità for16 mativa (umana, cristiana, paolina), intensificare la promozione vocazionale, porre in atto il coordinamento della variegata attività apostolica per non disperdere le sue potenzialità, ma orientarle saggiamente al servizio della Chiesa e della società coreana, in concerto con le altre istituzioni della fiorente Famiglia Paolina. AI FRATELLI DELLA REGIONE COREA Linee programmatiche Cari Fratelli, Vi saluto e vi rinnovo gli auguri di ogni bene che vi ho lasciati al termine della mia recente visita. Nel frattempo, come voi sapete, è stato nominato il nuovo Superiore Regionale nella persona di Don AMBROGIO BAEK. A lui auguro il generoso sostegno e la collaborazione di tutti i membri della Regione. E mentre lo ringrazio per avere accettato l’incarico con piena disponibilità, esprimo ancora una volta il più vivo ringraziamento a Don GIACOMO YU per il servizio reso alla Congregazione nonostante le sue condizioni di salute, e per l’esempio di distacco nell’avere voluto anticipare il termine del suo mandato. Ora vi attende l’Assemblea regionale, per la elezione dei Consiglieri e la programmazione del prossimo triennio di vita paolina. A tale scopo vi raccomando tre priorità come linee direttive per il programma del nuovo Governo. 1. PROMOZIONE DELLE VOCAZIONI Nel vostro giovane paese ricco di grandi prospettive, «la messe è molta, ma gli operai sono pochi». So che voi avete pregato “il Padrone della messe” perché mandi operai evangelici alla Famiglia Paolina. Ma oltre a pregare bisogna lavorare, con maggiore impegno e fantasia, per avvicinare i giovani bene intenzionati e convincerli a entrare nelle vostre file. 17 Vi prego di leggere e meditare in proposito gli articoli 87-88 delle Costituzioni SSP, e quel breve pensiero del nostro Fondatore che li precede: «Il problema fondamentale è il vocazionario... Le vocazioni mandate dal Signore sono la prova esteriore del compiacimento divino. Il segno del fervore di una casa è sempre il fiorire di vocazioni». Sono parole forti, che devono ispirare e stimolare ogni membro della Congregazione, dai più anziani ai più giovani. Esse coinvolgono tutti, non solo il promotore incaricato. 2. FORMAZIONE “INTEGRALE” Gli esempi del Divino Maestro, formatore degli apostoli, e di San Paolo, educatore di missionari, e la scuola del beato Giacomo Alberione, ci insegnano che la formazione dei nuovi apostoli paolini è frutto non solo di studi o di gradi accademici, ma di una educazione globale alla vita cristiana e consacrata: educazione alla fede, alle virtù umane e cristiane, alla sequela di Cristo nei voti religiosi, e all’amore universale che spinge alla evangelizzazione dei popoli. «Dobbiamo arrivare al frutto dello studio – dice Don Alberione – cioè all’apostolato». Questa formazione “integrale” abbraccia tutte le dimensioni della persona a livello di vita umana, spirituale, intellettuale ed apostolica. Essa inoltre ha per noi uno spirito e un “colore” speciali, che si attingono dal Maestro divino interpretato dall’apostolo Paolo. Le fonti di tale spirito sono soprattutto i Vangeli, le Lettere di San Paolo e gli articoli 89-97 delle Costituzioni, che vi esorto a leggere integralmente, a meditare e a consultare spesso, come norme di vita e di apostolato. 3. APOSTOLATO diventa sempre più attuale ed urgente; e lo è soprattutto nel vostro paese, assetato di verità e di vie nuove. Lo Spirito del Signore sarà il vostro buon Consigliere nel discernimento pastorale, per la scelta degli obiettivi più urgenti e dei mezzi più adatti. Ma, vi prego, una cosa dovete sempre ricordare: che il religioso paolino non è un apostolo solitario, bensì un fratello che lavora in collaborazione con altri fratelli, alle dipendenze di un responsabile, il quale a sua volta deve seguire un piano concordato per il conseguimento di un progetto apostolico di circoscrizione. Detto in altre parole: il nostro apostolato è un lavoro organizzato e dipendente. E solo in questo lavoro, umile e spesso impersonale, ogni religioso paolino può conseguire la sua piena realizzazione, la perfezione cristiana e la santità. Consiste in questo la nostra garanzia di sicurezza, il nostro merito e la nostra speranza di una messe ricca di frutti. Se rinunciamo alla nostra libera iniziativa per donarci totalmente a Dio e alla Chiesa – fino a scomparire come individui – realizzeremo il nostro più grande ideale e daremo vita al sogno del Fondatore: una Congregazione che tutta insieme personifica San Paolo, l’Apostolo che oggi vive e predica nella Chiesa e nel mondo. È questo il senso delle Costituzioni sull’apostolato, articoli 77-84, che vi saranno di ispirazione e di conforto. Sono certo, cari Fratelli, che farete del vostro meglio per conseguire questi risultati e assegnerete alla vostra prossima Assemblea regionale le suddette priorità. Per questo prego con voi e vi trasmetto anche gli auguri di tutti i membri del Consiglio generale, salutandovi fraternamente in Cristo. Roma, 29 luglio 2003 DON PIETRO CAMPUS Superiore generale So che voi amate l’apostolato nello spirito del nostro beato Fondatore, che ci esorta a «essere San Paolo vivo oggi». Voi siete convinti che in tutte le parti del mondo il nostro apostolato specifico 18 19 PROVINCIA GIAPPONE Don Abramo Parmeggiani e Don Juan Manuel Galaviz 3-16 settembre 2003 SUPERIORE PROVINCIALE: Don John Noboru Futsuki, 24 settembre 2003 (confermato). MEMBRI: 14 sacerdoti, 26 discepoli perpetui, 1 chierico e 3 discepoli temporanei (tra i membri professi, 2 sono all’estero per motivi di studio); 2 aspiranti. Età media dei professi: 55 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: ° Tokyo, Wakaba: Sede provinciale con annessa casa di apostolato; a poca distanza è situata la sede editoriale, cuore dell’attività apostolica provinciale, e la libreria. A tali attività, che comprendono la redazione dei libri e del mensile “Katei no Tomo”, audiovisivi, promozione, diffusione e amministrazione, attendono i 26 confratelli (9 sacerdoti, 15 discepoli perpetui, 1 chierico e 1 discepolo temporanei) che compongono la comunità. ° Fukuoka: Da circa due anni è funzionante il nuovo edificio, con annessi libreria e centro di diffusione. La diffusione è l’attività che occupa principalmente i 4 confratelli (1 sacerdote e 3 discepoli perpetui) della comunità. ° Hachioji: Nella casa immensa e utilizzata in minima parte, risiedono 7 confratelli (3 sacerdoti, 3 discepoli perpetui e 1 discepolo temporaneo). La maggior parte di essi opera nel settore redazionale, svolgendo alcuni l’apostolato in sede, altri a Tokyo, Wakaba. Nella comunità risiede il coordinatore provinciale della promozione vocazionale e formazione. La casa è in vendita, ma scarse le possibilità di raggiungere lo scopo. ° Osaka, Minoo: La comunità è composta da 5 confratelli (1 sacerdote e 4 discepoli perpetui), dediti perlopiù alla diffusione tramite la propaganda e la gestione della piccola libreria di Kyoto. Attualmente la Provincia Giappone è impegnata nella propria riorganizzazione logistica, finalizzata a dare adeguata sistema20 zione alle comunità e alle attività apostoliche. Se condotta con riflessione e lungimiranza, e ordinata alla vita paolina nella sua integralità, essa imprimerà un rinnovato slancio apostolico e il carisma paolino si rivelerà maggiormente benefico per la Chiesa e la società giapponese. AI FRATELLI DELLA PROVINCIA GIAPPONE Linee programmatiche Cari fratelli, La prima immagine che mi viene in mente, mentre vi scrivo questa lettera di saluto e di orientamento, è la figura del nostro beato Fondatore, che vi guarda con occhi paterni e fiduciosi, e osserva le opere da voi intraprese o da intraprendere. Lui contempla, nella sapienza di Dio, quello che dovete essere e fare per raggiungere la piena fedeltà al volere di Dio, e intercede perché non vi manchino le luci e le forze indispensabili. Dopo aver sentito la relazione presentata dal Vicario e dal Consigliere generale che vi hanno visitato dal 3 al 16 settembre 2003, ho riletto la lettera che vi mandai quattro anni fa. Mi accorgo che le principali raccomandazioni che vi facevo in quella mia lettera conservano la loro validità e risultano ancora più urgenti ora che state mettendo in atto una ristrutturazione logistica di tutta la Provincia. Ciò avviene mentre siamo già addentrati in questo XXI secolo, tanto pieno di sfide, e ci avviciniamo alla celebrazione di un Capitolo Generale all’insegna di “Paolo vivo oggi”. Vi invito quindi a rileggere la mia precedente lettera, e a considerare le seguenti sottolineature: 1. L’applicazione del progetto di ristrutturazione, nella parte già approvata sostanzialmente, dovrà continuare senza indugi e senza precipitazioni, con oculatezza e lungimiranza, assumendo in tempo le modifiche davvero necessarie, dialogando molto a questo riguardo e rispettando sempre il ruolo dei diretti responsa21 bili. Per quella parte del progetto che è ancora da definire – è il caso di Tokyo, Wakaba – si studi con somma attenzione, tenendo in conto sia l’insieme degli immobili della Provincia che tutte le aree della vita paolina. 2. Siccome il progresso di una Circoscrizione dipende più dalle persone che dalle strutture materiali, darete ancora più importanza all’elaborazione e applicazione di un piano di rinnovamento integrale della Provincia, in tutti i suoi membri e in tutte le aree: a) assimilazione ed esperienza profonda del carisma, che abbraccia e armonizza spiritualità e apostolato, studio e partecipazione nella vita comunitaria; b) impegno vocazionale, affrontato con fede, creatività e costanza, senza adagiarvi nel conformismo o nella rassegnazione; c) impegno formativo, che dovrà raggiungere tutte le tappe e garantire il suo colore paolino e la indispensabile integralità; d) impegno nelle opere apostoliche, con chiaro orientamento alla nostra missione e avendo come destinatari tutta la popolazione del Giappone. 3. Mi permetto di suggerirvi alcune strategie perché le accogliate nel vostro Capitolo Provinciale: a) L’inculturazione del carisma paolino nel contesto del Giappone vi chiede uno sforzo per acquisire una seria conoscenza delle fonti carismatiche e delle esposizioni genuine del carisma. Il Governo generale non dispone di confratelli esperti nella lingua e nella cultura giapponese. Voi stessi dovete essere ponti e destinatari. Grazie a Dio e alla previdenza dei Padri fondatori, un certo numero di voi è in grado di tradurre con fedeltà, e diffondere presso tutti i confratelli, i testi del Fondatore e altri documenti e studi che interessano la Congregazione o l’intera Famiglia Paolina. Vi chiedo di dare a questo compito una priorità tra i molti impegni di redazione. A modo di esempio, rilevo l’urgenza di una adeguata traduzione al giapponese delle schede circa la “Identità del Paolino nella sua duplice espressione: Sacerdote/Discepolo”; vi sono state proposte 22 perché servano a tutti i confratelli per la propria riflessione e per discuterle assieme, offrendo ognuno i propri suggerimenti per le applicazioni pratiche e per il miglioramento della formulazione stessa. b) Al calo delle vocazioni dovete rispondere con rinnovato entusiasmo e nuove strategie; vi è necessario perciò un programma di pastorale vocazionale elaborato con cura e affidato a un gruppo di confratelli, di cui almeno uno sia impegnato a tempo pieno. Prendete come norma le indicazioni date dall’Assemblea intercapitolare di New Delhi nel 2001 (cf San Paolo n. 407, aprile 2001, p. 20). c) Considerate le attuali circostanze, si prevedono per il futuro poche vocazioni: non più i gruppi del passato, ma candidati in numero esiguo, magari un unico candidato ogni anno. Questo non dovrà indurvi a relativizzare le tappe formative o a tralasciare le esigenze di una formazione integrale, col dovuto accompagnamento personalizzato e frequenti verifiche. Quanto più esiguo è il numero dei candidati, maggiore dev’essere l’attenzione ai soggetti. Preparate quindi, con molta diligenza, un nuovo Iter formativo che tenga conto di queste osservazioni. Pensate pure ad un programma di formazione permanente che sia anch’esso integrale e non si riduca alla iniziativa di inviare alcuni confratelli a studiare l’inglese in altri paesi. d) Nel vostro Progetto apostolico considererete, con realismo e coraggio, il proposito di progredire nell’intento di raggiungere il maggior numero di persone (oltre i fedeli), coi mezzi di cui già disponete e con gli altri mezzi che il progresso ci offre. Vi rinnovo l’augurio con cui ho incominciato questa lettera: che il beato Giacomo Alberione continui a guardarvi dal cielo con paterno amore e fiducia. Lui, che ci ha preceduto nell’impegno di essere “Paolo vivo oggi”, vi otterrà ampie benedizioni. Roma, 26 settembre 2003 DON PIETRO CAMPUS Superiore generale 23 REGIONE AUSTRALIA Don Pietro Campus e Fr. Lorenzo Vezzani 15-22 ottobre 2003 SUPERIORE REGIONALE: Don Michael Goonan, 28 ottobre 2003 (confermato). MEMBRI: 6 sacerdoti, 3 discepoli perpetui (di cui 1 in assenza dalla comunità) e 1 chierico temporaneo. Ad essi va aggiunta la presenza, per motivi di studio, di un junior coreano, al quale si unirà prossimamente un filippino. Età media: 54 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: ° Sydney, Strathfield: Sede regionale e sede direttiva delle attività apostoliche, sviluppate prevalentemente nel settore editoriale: libri (St Pauls Publications) e pubblicazione del foglietto liturgico “The saving Word and Our Sunday celebration”. A tale attività si dedicano 6 confratelli (4 sacerdoti, 1 discepolo perpetuo e 1 chierico temporaneo). ° Brisbane: I 2 confratelli sacerdoti, che formano la piccola comunità, si dedicano a tempo pieno alla diffusione nel St Paul Book Centre, sito nei pressi della Cattedrale. ° Melbourne: La casa è stata venduta nell’ottobre 2002. La presenza paolina continua, per ora, in una casa in affitto, dove risiede 1 discepolo perpetuo che giuridicamente è membro della comunità di Sydney, Strathfield e collabora con le Congregazioni della Famiglia Paolina della zona. Il 20 agosto scorso la Regione ha celebrato il 50° anniversario di fondazione. Una tappa significativa, i cui frutti sono visibili in un apostolato vivace ed organizzato, apprezzato e sostenuto dalla Chiesa locale e con buone prospettive di espansione. Di fronte a tanta “messe” la persistente carenza di vocazioni e l’avanzare dell’età dei membri condiziona inevitabilmente la risposta apostolica. 24 AI FRATELLI DELLA REGIONE AUSTRALIA Linee programmatiche Cari Fratelli, mentre vi saluto anche a nome di Fr. Lorenzo, sono lieto di riconfermarvi l’apprezzamento e la fiducia espressi durante la recente visita. Il rinnovato incarico affidato al P. MICHAEL GOONAN, che ringrazio di cuore per avere accettato tale compito, significa per la vostra Regione una garanzia di continuità nei progressi compiuti finora, e una prova di fiducia da parte del Governo generale. Sappiamo di poter contare sulla vostra maturità. In questi ultimi tre anni vi siete impegnati in una seria analisi delle vostre comunità, delle strutture e delle attività apostoliche della Regione. In un lavoro del genere, sono stati inevitabili i momenti di incomprensione e di sofferenza, evangelicamente superati. Non posso che lodarvi per quanto avete fatto e incoraggiarvi al cambiamento dove lo vedrete necessario. Altrettanto lodevole è lo sforzo di cercare nuove vie di sviluppo per meglio utilizzare i talenti dei singoli a servizio della missione paolina; un desiderio, questo, che mi è stato manifestato da alcuni fratelli. Un evento di particolare significato fu per voi la celebrazione del 50° anniversario della fondazione paolina in Australia. Una opportunità per riflettere e ringraziare il Divino Maestro per i tanti modi con i quali ha benedetto la vostra presenza nel Continente. Ricordate tuttavia quanto vi scrissi in quella circostanza: «La constatazione dello sviluppo e delle realizzazioni conseguite nei passati cinquant’anni non può essere solo un motivo di celebrazione. Deve costituire uno stimolo per proseguire con rinnovato e, se possibile, più accentuato slancio verso il futuro». A tal fine vi suggerisco alcune priorità da tenere presenti nel programma del prossimo triennio. 25 VOCAZIONI: FORMAZIONE 1. Il futuro della Regione Australia dipende dalle vocazioni. Vi esorto ad usare i mezzi disponibili e a vostra portata per rendere la Congregazione e la sua missione sempre più conosciute e apprezzate. L’apostolato delle Librerie è una via importante per incontrare giovani ai quali proporre la sequela di Cristo, ma non è l’unica. Ogni occasione propizia sarà utilizzata dalla vostra personale e generosa preoccupazione. 2. La comunità di Sydney, Strathfield, con la presenza di tre professi temporanei, esige che sia stabilito un programma di formazione specifica per loro: programma che comprenda non solo gli studi teologici, ma la formazione paolina specifica, mirata alla missione; contemporaneamente si proceda al loro inserimento nell’attività apostolica attuale e possibile in loco. 3. La formazione permanente, per la quale in passato avete operato bene, rimanga una priorità. I confratelli continuino a frequentare corsi e seminari su argomenti religiosi, apostolici e altri, che li aiutino a tenersi informati. Se possibile, è bene mantenere la prassi di liberare un confratello dai suoi abituali impegni per un più lungo periodo di studio e di rinnovamento (anno sabbatico, corso sul carisma...). PROPRIETÀ IN SYDNEY, STRATHFIELD Negli scorsi tre anni avete speso tanto tempo studiando le necessità della comunità locale. Sono state proposte varie soluzioni per la divisione del terreno, la vendita di parte di esso e la costruzione di una nuova residenza per la comunità. I vostri piani a seguito delle varie ipotesi dovrebbero, al più presto, essere portati a conclusione con una proposta da presentare al Governo generale per l’approvazione. MISSIONE 1. Anche se siete in pochi, non ho dubbi che continuerete i vostri sforzi per sviluppare il programma apostolico della Regione in modo tale che, entro i limiti a voi consentiti, possiate rispondere alle necessità della Chiesa in Australia. 2. Apprezzo il buon lavoro che fate attraverso le attività apostoliche già esistenti: St Pauls Publications, Sydney; St Paul Book Centre, 26 Brisbane. Nei prossimi dodici mesi spero e prego che possiate trasferire la libreria di Brisbane nei locali adiacenti la cattedrale. Credo che questo trasloco sia da considerare un regalo del Signore. Nonostante il personale ridotto, vi consiglio di accettare l’offerta che viene dalla diocesi di Toowoomba. Sarebbe la libreria che nasce nell’anno dedicato a Don Alberione, nella speranza che sia un prototipo di altre librerie in città significative del continente australiano. 3. Negli ultimi anni avete assunto del personale laico: è un’ottima decisione, ma essa impone un cambio di mentalità nei singoli e nella comunità. Bisogna imparare ad agire in conformità con le leggi statali vigenti. Inoltre, occorre adottare verso i collaboratori un atteggiamento di coerenza religiosa, che li aiuti a entrare nello spirito dell’apostolato paolino, sempre nel rispetto delle norme vigenti. Non si tratta di laicizzarci con loro, ma di edificarli con l’esempio di persone consacrate. Cari fratelli, non aggiungo altro se non l’assicurazione che vi sono vicino con l’affetto e la preghiera. Invoco su di voi la speciale benedizione del nostro beato Fondatore e vi affido alla intercessione di Maria, Madre e Regina degli Apostoli. Fraternamente in Cristo. Roma, 31 ottobre 2003 DON PIETRO CAMPUS Superiore generale VISITA FRATERNA ALBANO LAZIALE , CASA DON ALBERIONE Don Juan Manuel Galaviz e Fr. Luigi Furcas, 6 giugno 2003 DELEGATO DEL SUPERIORE GENERALE: Don Vito Ventricelli, dal 1° maggio 2000. La casa, dipendente dal Governo generale, accoglie i fratelli bisognosi di cure e di assistenza. Attualmente conta 15 membri (10 sacerdoti e 5 discepoli perpetui). 27 INFORMAZIONI E COMUNICAZIONI 1. “LEGGETE LE SACRE SCRITTURE” DI DON GIACOMO ALBERIONE Si tratta di un nuovo volume, che si aggiunge all’Opera Omnia Alberioniana. Pubblicato per la prima volta nel 1933, esso contiene 10 Istruzioni sulla Bibbia dettate dal Fondatore ai membri e agli aspiranti paolini in altrettante Ore di Adorazione nel Tempio San Paolo di Alba. Ciascun capitolo è così strutturato: una breve introduzione sull’agiografo e sul libro della Scrittura preso in esame; l’Istruzione condotta secondo il metodo Via, Verità e Vita; esempi di santi o di personaggi illustri, che nella lettura e nella meditazione della Sacra Scrittura trovarono particolare alimento e ispirazione per la loro vita spirituale e l’apostolato; brani e preghiere tratti dalla Bibbia per la continuazione della riflessione personale. Prescindendo da alcune affermazioni di carattere storico ed esegetico, oggi superate dagli studi biblici, “Leggete le Sacre Scritture” per i membri della Famiglia Paolina conserva una indiscussa validità: a) Innanzi tutto, perché esso costituisce una ulteriore testimonianza del grande amore che Don Alberione ha sempre nutrito per la Sacra Scrittura e dell’impegno per trasmettere tale amore ai suoi figli e figlie. In un tempo in cui si faceva grande difficoltà a mettere nelle mani dei fedeli il testo sacro, egli lo illustra pubblicamente nella preghiera per stimolarne la conoscenza. b) Inoltre, perché “Leggete le Sacre Scritture” mette in chiara evidenza il metodo o le disposizioni che il Fondatore richiede in chi si avvicina alla Bibbia. Essa non va considerata semplicemente come un manuale di studio, ma come la fonte che, insieme all’Eucaristia, deve alimentare la vita del paolino e della paolina e, quindi, deve coinvolgere tutte le sue facoltà: mente, volontà e cuo28 re. Da qui la ripartizione di ogni Esortazione in tre punti: Via, Verità e Vita. “Leggete le Sacre Scritture” conobbe una seconda edizione nel 1937. L’edizione, che sta per andare in stampa, riproduce il testo del 1933, in quanto più fedele al pensiero e allo stile di Don Alberione. Il volume, pp. 352, esce in lingua italiana. 2. GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2004 Il tema scelto dal Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2004, che cadrà il 23 maggio, è: “I media in famiglia: un rischio e una ricchezza”. Il tema rispecchia la preoccupazione che i mezzi di comunicazione dovrebbero arricchire la vita familiare e non danneggiarla. Preoccupazione che fu già di Don Alberione, il quale, intervenendo al Congresso internazionale dei Religiosi nel 1950, disse: «Stampa, cinema, radio, televisione abbracciano tutta la vita: individuale, familiare, sociale, intellettuale, morale, artistica, economica, politica, internazionale… Operano potentemente sulle masse; possono gravemente scuotere o grandemente rafforzare i quattro cardini della umana convivenza: la famiglia, l’ordine sociale, l’ordine religioso, l’ordine umano-morale». Il messaggio del Papa verrà pubblicato, com’è tradizione, nella ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio). 29 DOCUMENTI CONVOCAZIONE DELL’VIII CAPITOLO GENERALE LETTERA DEL SUPERIORE GENERALE Prot. n. 48/03/SG Roma, 7 ottobre 2003 AI SUPERIORI PROVINCIALI AI SUPERIORI REGIONALI AI DELEGATI DELLE CASE direttamente dipendenti dal Governo Generale Loro Sedi Cari fratelli, Con la presente Lettera di Convocazione, a norma degli articoli 213 e 213.1 delle Costituzioni e Direttorio, rendo noto quanto segue: 1. L’VIII Capitolo generale della Società San Paolo avrà inizio martedì 20 aprile 2004, e si celebrerà nella Casa Divin Maestro ad Ariccia (Roma). Si prevede che lo stesso Capitolo abbia termine il 20 maggio successivo. 2. Vi interverranno quanti sono indicati negli articoli 215, 215.1, 215.2, 215.3 e 215.4 (Allegato n° 1). 3. Per l’elezione dei Delegati provinciali e dei rispettivi Sostituti, si procederà secondo le norme degli articoli 195.3 e 196.5, nel nuovo testo modificato dal V Capitolo generale (Allegato n° 2). – Per le Regioni ci si atterrà all’art. 182.3. 4. Sarà cura del Superiore competente riunire in tempo utile il Capitolo provinciale (o corrispondente) per l’elezione dei suddetti Delegati, i cui nomi dovranno giungere al Governo generale entro, e non oltre, il 29 febbraio 2004. 30 5. Per quanto riguarda le elezioni nelle Case direttamente dipendenti dal Governo generale, vale la norma stabilita dall’art. 215.3. – Perciò le Comunità di Casa Generalizia (Roma), Casa Divin Maestro (Ariccia), Casa Don Alberione (Albano Laziale) e la Comunità del Vaticano, a cui si aggiungeranno le persone dipendenti direttamente dal Governo generale e non facenti parte di altra comunità, formeranno un solo gruppo, che invierà al Capitolo 2 (due) Delegati. 6. La lingua ufficiale del Capitolo sarà l’Italiano, ma i Capitolari nei loro interventi potranno usare la propria lingua madre. Verrà effettuata la traduzione simultanea nelle lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo. Mentre invito tutti i fratelli alla preghiera personale e comunitaria per il buon esito del Capitolo, propongo a tal fine il testo dell’orazione (Allegato n° 3). Invocheremo assieme Cristo Maestro e Comunicatore, per la mediazione di Maria Regina degli Apostoli, affinché possiamo crescere nel processo comunicativo in ciascuno di noi, nel nostro rapporto con Dio e con la comunità, a fondamento della Missione. Vi saluto tutti con vivo affetto. (D. Pietro Campus, Sup. Gen.) NB. I vari Superiori competenti provvedano che il testo della presente Lettera venga esposto in ogni comunità della propria circoscrizione. 31 Allegato 1 ELENCO DEI PARTECIPANTI ALL’VIII CAPITOLO GENERALE DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO GOVERNO GENERALE E OFFICIALI GENERALI Don Pietro Campus Superiore generale Don Abramo Parmeggiani Vicario generale Fr. Francesco Chessa Consigliere generale Fr. Luigi Furcas Consigliere generale Don Juan Manuel Galaviz Consigliere generale Don Jose Pottayil Consigliere generale Fr. Lorenzo Vezzani Consigliere generale Don Guido Gandolfo Procuratore generale Don Giuliano Saredi Segretario generale Don Antonio Cesaro Economo generale Don Silvio Pignotti Superiore generale emerito PROVINCE Argentina-Cile-Perù Brasile Colombia-Ec.-Panamà Filippine-Macau Giappone India-Nigeria Italia Messico Spagna Stati Uniti Don Martín Dolzani, Superiore provinciale Don Manoel Quinta, Superiore provinciale Don Martín Sepúlveda, Superiore provinciale Don Celso Godilano, Superiore provinciale Don Noboru Futsuki, Superiore provinciale Don Devassy Athalathil, Superiore provinciale Don Giovanni B. Perego, Superiore provinciale Don José Luis Quintana, Superiore provinciale Don José Antonio Pérez, Superiore provinciale Don Matthew Roehrig, Superiore provinciale REGIONI Australia Canada-Francia Congo Corea 32 Gran Bretagna-Irlanda Polonia Portogallo Venezuela Il Superiore regionale di prossima nomina Don Witold Wisniowski, Superiore regionale Don Guillermo Gándara, Superiore regionale Fr. Gabriele Celadin, Delegato personale del Superiore generale: partecipa per indulto della Santa Sede. ISTITUTI AGGREGATI Don Antonio Castelli: partecipa per nomina del Superiore generale DELEGATI ELETTI Provincia Argentina-Cile-Perù Provincia Brasile Provincia Colombia-Ecuador-Panamà Provincia Filippine-Macau Provincia Giappone Provincia India-Nigeria Provincia Italia Provincia Messico Provincia Spagna Provincia Stati Uniti due due due due due quattro cinque due due due Regione Australia Regione Canada-Francia Regione Congo Regione Corea Regione Gran Bretagna-Irlanda Regione Polonia Regione Portogallo Regione Venezuela uno uno uno uno uno uno uno uno Case e membri singoli, dipendenti direttamente dal Governo generale due Il Superiore regionale di prossima nomina Don Ignazio Cau, Superiore regionale Don Roger Wawa, Superiore regionale Don Ambrogio Baek, Superiore regionale 33 Allegato 3 Allegato 2 ARTICOLI DEL DIRETTORIO DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO MODIFICATI DAL V CAPITOLO GENERALE 195.3 Nelle elezioni dei delegati al capitolo provinciale, hanno voce attiva tutti i professi, e voce attiva e passiva tutti i professi di voti perpetui. Le case, con un numero di membri da cinque a undici, mandano un delegato; quelle con almeno dodici membri, due delegati; le case con oltre cinquanta membri, quattro delegati. Le case con un numero di membri inferiore a cinque saranno raggruppate insieme, su indicazione del superiore provinciale, in modo che i gruppi non superino i venti professi, ed eleggeranno due delegati. Terminata l’elezione dei delegati, si procede alla elezione dei loro sostituti, con una votazione a maggioranza relativa per ogni sostituto. Questa norma si applica ogni qualvolta si debba procedere all’elezione di delegati. 196.5 Per inviare al capitolo generale i delegati della provincia, il capitolo provinciale eleggerà, a maggioranza assoluta di voti, due membri professi perpetui. Quando il numero di professi della provincia è di almeno cento membri saranno eletti quattro delegati. E dopo i duecento membri, un delegato in più ogni centinaio completo di membri o frazione superiore a cinquanta. In tutti i casi, a norma dell’art. 195.3 (ultimo paragrafo), non si tralasci la notifica dei delegati sostituti. Nella elezione dei suddetti delegati, hanno voce attiva e passiva tutti i membri del capitolo provinciale, mentre godono di voce passiva tutti i professi perpetui della provincia. Se fossero eletti delegati membri assenti dal capitolo, li si convochi senza indugio. Essi godranno degli stessi diritti degli altri capitolari; ma, nel frattempo, il capitolo provinciale proseguirà i suoi lavori. Finita l’elezione e fatta la promulgazione dal superiore provinciale, si redigano i documenti autentici che, sottoscritti da lui stesso e dal segretario del capitolo, dovranno essere consegnati agli eletti, affinché risulti la loro legittima delegazione al capitolo generale. 34 PREGHIERA PER IL CAPITOLO GENERALE O divino Spirito, che, inviato dal Padre nel nome di Gesù, assisti e guidi infallibilmente la Chiesa, effondi sul nostro Capitolo la pienezza dei tuoi doni. O soave Maestro e Consolatore, illumina la nostra mente, fa’ che da questo Capitolo maturino frutti abbondanti; nuovo vigore acquisti il nostro impegno di santificazione e di apostolato; maggiormente si diffonda la luce e la forza del Vangelo tra gli uomini. O dolce Ospite delle anime, conferma le nostre menti nella verità, disponi all’obbedienza i cuori di tutti, affinché le deliberazioni del Capitolo trovino generoso assenso e pieno adempimento. Rinnova nella nostra Famiglia i prodigi di una novella Pentecoste. Concedi che, riunita in unanime e più intensa preghiera, attorno a Maria, Madre di Gesù, e guidata da Pietro, diffonda il regno del Maestro divino, nello spirito dell’Apostolo Paolo. Amen. 35 COMMISSIONE PREPARATORIA DELL’VIII CAPITOLO GENERALE MESSAGGIO AUGURALE del Superiore generale al Santo Padre in occasione del XXV di Pontificato LETTERA DEL SEGRETARIO GENERALE Prot. n. 47/03 Roma, 2 ottobre 2003 Rev.di Superiori Provinciali e Regionali Delegati delle Case dipendenti dalla Casa Generalizia SOCIETÀ SAN PAOLO LORO SEDE _______________________________ OGGETTO: Commissione preparatoria dell’VIII Capitolo Generale Carissimo, Mi è gradito comunicare a te e ai fratelli che nella riunione di Consiglio del 24 settembre scorso, in conformità all’art. 213.2 delle Costituzioni e Direttorio, il Superiore Generale ha nominato la Commissione preparatoria dell’VIII Capitolo Generale, che risulta così composta: Coordinatore Don Antonio Maroño (Spagna) Membri Don José Bortolini (Brasile) Don Carlo Cibien (Italia) Don Rafael González Beltrán (Messico) Don George Kaitholil (India-Nigeria) Fr. Lorenzo Vezzani (Consigliere generale) A norma degli articoli 213 e 213.1 delle Costituzioni e Direttorio, il Superiore generale convocherà nei prossimi giorni l’VIII Capitolo Generale, che si celebrerà a partire dalla seconda metà di aprile 2004. Con l’augurio di ogni bene a tutti, in Cristo Maestro. Don Giuliano Saredi, segr. gen. 36 IL SUPERIORE GENERALE DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO A SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II CITTÀ DEL VATICANO Santo Padre, A nome di tutti i miei confratelli sparsi nel mondo, e con sentimenti di devota ammirazione, porgo a Vostra Santità le più sentite felicitazioni per il compiersi del 25° anniversario della Sua elezione al Ministero Pontificio. Le felicitazioni, associate agli auguri di un confortevole stato di salute e di molte pastorali consolazioni, si accompagnano anche a un rinnovato ringraziamento per il dono della recente Beatificazione del nostro Fondatore, Don Giacomo Alberione. Come singoli e come intera Congregazione, da anni noi preghiamo ogni giorno per Vostra Santità: per la Sua Persona e per le Sue intenzioni. In questi ultimi tempi la nostra preghiera, particolarmente con la recita del Rosario, si è fatta più intensa e più fervente. Voglia accogliere, Santità, questa umile testimonianza di devozione, e benedire l’impegno che in questo momento speciale stiamo compiendo per prepararci degnamente al nostro prossimo Capitolo generale. Con sincera gratitudine e filiale affetto in Cristo Maestro. Roma, 15 ottobre 2003 (D. Pietro Campus, SSP) 37 RISPOSTA AL MESSAGGIO AUGURALE da parte dell’Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Il loro ricordo è in benedizione FR. GIUSEPPE CRISTOFORO EPAMINONDA Dal Vaticano, 23 ottobre 2003 Reverendo Padre, in occasione del XXV anniversario dell’elezione del Sommo Pontefice, Ella, anche a nome di codesto Istituto religioso, Gli ha fatto pervenire fervide espressioni augurali, assicurando speciali preghiere per la Sua persona e le Sue intenzioni. Il Santo Padre ringrazia di cuore per questo segno di devoto affetto e, mentre esorta a contemplare con Maria Santissima il volto di Cristo, per rimanere in lui e portare copiosi frutti di comunione fraterna e di lieta speranza, invoca celesti favori e ben volentieri invia a Lei e ai Confratelli l’implorata benedizione apostolica. Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinta stima dev.mo nel Signore Mons. Gabriele Caccia Assessore Reverendo Padre Don PIETRO CAMPUS, SSP Superiore Generale della Società San Paolo Via della Fanella, 39 00148 R O M A 38 entrato nella Società San Paolo il 20 marzo 1947 defunto il 18 giugno 2003 a Roma (Italia) N. 547.000 ______________________________________ nato il 16 giugno 1926 a Catania (Italia) Nato a Catania il 16 giugno 1926, entrò nella casa paolina della stessa città il 20 marzo 1947. Nel marzo del 1949 fece il suo ingresso in noviziato a Roma ed emise la prima professione religiosa il 19 marzo dell’anno seguente. Trascorse gli anni di professione temporanea ad Alba, dove espletò mansioni varie: brossura, spedizione, bibliotecario, propagandista; successivamente fu a Roma, addetto al magazzino libri. Emessa la professione perpetua l’8 settembre 1955, ritornò ad Alba come bibliotecario e addetto al ritocco fotografico. Dal settembre del 1956 al settembre 1957 Fr. Cristoforo visse nella casa di Vicenza, svolgendovi l’apostolato nella libreria cittadina. Giunse poi a Roma, che da quel momento fu sua stabile dimora dapprima come addetto alla biblioteca (1957-1971), in seguito come curatore dell’archivio del settore apostolico. Per queste due incombenze, che attraversarono quasi per intero la sua vita, Fr. Cristoforo ebbe una propensione particolare; lo contraddistinsero la cura amorosa delle cose, lo spirito fantasioso, la curiosità mirata, il gusto della completezza, l’interesse per le cose meritevoli di attenzione e di conservazione. Furono, si può dire, il suo “hobby” apostolico, tanta fu la passione ch’egli vi mise! Ad esso diede il suo tempo e in esso impiegò le sue energie e capacità di uomo “riflessivo, ordinato, meticoloso, preciso”. A quanti l’hanno conosciuto Fr. Cristoforo, “di animo buono”, lascia l’esempio del suo carattere “sensibile, coscienzioso, attaccato alla Congregazione”. 39 Ha concluso la sua vita terrena il 18 giugno 2003, per sopraggiunto edema polmonare, presso il Centro Traumatologico Ortopedico di Roma, dov’era ricoverato da alcuni giorni per problemi addominali. È sepolto nel cimitero di Albano Laziale. FR. MATTEO GIOVANNI TOFFANI nato il 26 febbraio 1912 a Frabosa Soprana (Italia) entrato nella Società San Paolo il 17 agosto 1925 defunto il 28 giugno 2003 a Córdoba (Argentina) Con Fr. Giovanni − Hno. Juan − è scomparso il secondo dei due Paolini [l’altro fu don Gabriele Costa, defunto a Santiago nel 1949] che Don Giacomo Alberione aveva inviato per dare inizio alla Società San Paolo in Cile. Come avvenne, lo racconta egli stesso: «Arriva ad Alba il Primo Maestro (giugno 1946) e mi chiama: “Allora sei disposto ad andare in America?”. “Non ho poi tante difficoltà; ma lei sa bene il mio stato di salute”, rispondo. Egli si concentrò, pensò per parecchi minuti silenzioso, tutto raccolto, poi mi disse: “Sì, vattene tranquillo: il Signore ti benedirà”». Fr. Giovanni entrò nella Società San Paolo il 17 agosto 1925 ad Alba Casa Madre, lasciando il suo paese natio, Frabosa Soprana (Cuneo), dov’era nato il 26 febbraio 1912. La sua prima idea fu quella di orientarsi al sacerdozio e in questa direzione assunse il curriculum formativo che compì dapprima in Casa Madre e poi a Roma. Era chierico temporaneo − aveva emesso la professione religiosa ad Alba il 28 dicembre 1932 − quando si ammalò seriamente; dovette lasciare gli studi, ritornare in famiglia e ricoverarsi. Fu la circostanza che cambiò la direzione della sua vita: il cagionevole stato di salute lo portò ad interrogarsi sul futuro; si confidò con il Primo Maestro, il quale lo consigliò a passare tra i Discepoli del Divin Maestro. Si consacrò definitivamente al Signore a Roma il 28 novembre 1938. Dal 1938 al 1946 il campo di apostolato di Fr. Giovan40 ni, dopo un periodo nello stabilimento di “Famiglia Cristiana” ad Alba, furono le librerie di Milano, Sanremo e Alba. Questa esperienza segnò l’inizio di quella dedizione generosa all’apostolato librario, ricca di entusiasmo e di vivace intraprendenza, che avrebbe scandito i suoi cinquantasei anni di vita missionaria nella provincia argentino-cileno-peruviana. L’avventura cilena cominciò il 29 marzo 1947. Si rilevarono dai Gesuiti le librerie di Santiago e Valparaíso; si pensò poi all’abitazione, alla tipografia e alle vocazioni. Beneficiarono della sua perspicace presenza le librerie di Santiago (1947-1979), di Córdoba e Florida in Argentina (1979-1988), di Lima in Perù (1988-1991); poi di nuovo Santiago dal 1991 fino a quando gli fu possibile. Per incarico del Primo Maestro, che riteneva necessaria la coordinazione nelle edizioni e nella diffusione “tenendo presente i bisogni odierni”, dal 1953 e per alcuni anni allargò la propaganda ai paesi di lingua spagnola. Ha vissuto gli ultimi due anni a Córdoba. Testimoniò negli anni ’70: «Mi sento realizzato veramente nella mia vocazione di Discepolo. Se uno la sa comprendere, impegna molto bene la sua vita a servizio della Chiesa... La vita del Discepolo è così: se uno si dà completamente, vive un ideale bellissimo e si realizza in profondità. La semplicità del Vangelo è la base unica della nostra vita». È spirato serenamente il 28 giugno 2003 presso l’Ospedale Mayo di Córdoba, dov’era ricoverato da una settimana per complicazioni cardiocircolatorie. Riposa nel cimitero di Villa Allende (Córdoba). DON GIACOMO DIONIGI GASTONE nato il 26 maggio 1918 a Frabosa Soprana (Italia) entrato nella Società San Paolo il 15 agosto 1929 defunto il 4 agosto 2003 a Mondovì (Italia) Nato a Frabosa Soprana (Cuneo) il 26 maggio 1918, entrò in Congregazione nella casa di Alba il 15 agosto 1929. Casa Madre fu 41 la culla della sua formazione paolina: qui egli compì gli studi ginnasiali, liceali, filosofici e teologici; qui visse le tappe significative della sua vita: la professione religiosa, il 22 ottobre 1935; la professione perpetua, il 12 settembre 1939; l’ordinazione sacerdotale, il 29 giugno 1943. Trascorse a Roma i primi anni successivi all’ordinazione sacerdotale, dedicandosi agli studi per la licenza in Teologia, che conseguì nel 1946 presso la Pontificia Università Gregoriana. Nell’agosto del 1946, il Primo Maestro lo inviò a Mondovì, dove si stava dando inizio ad una nuova casa. Il compito assegnatogli fu quello della promozione vocazionale e della formazione “secondo il primo modo usato a San Paolo: spirito, scuola, apostolato, povertà, disciplina, ecc.”. Il vocazionario non ebbe vita lunga, ma in quel periodo Don Gastone impiegò le sue energie giovanili non solo nel campo vocazionale e formativo, ma anche nell’arredamento della nascente casa e nello sviluppo delle attività apostoliche collegate (tipografia e libreria). Dal 1947 al 1956, fu direttore del settimanale “Orizzonti” a Roma; dal 1956 al 1959 fu superiore della comunità di Catania. Una nuova fase della sua vita, imperniata sull’attività redazionale, iniziò nel 1959 con la collaborazione nell’Ufficio Edizioni. Da quell’anno in poi egli mise a servizio del settore editoriale, con dedizione appassionata, la sua vivacità e curiosità intellettuale, la sua vasta cultura, le sue molteplici conoscenze soprattutto di carattere storico, dovunque si trovò: a Langley (Inghilterra, 1960-1964) come a Canfield (Usa, 1964-1967); a Roma, dove insegnò anche Teologia (1967-1969) come a Torino (1970-1987) o Cinisello Balsamo dal 1987 in poi. Nel 1969-1970 fu incaricato di sondare l’eventualità per la Congregazione di assumere “Radio Veritas”. A questo scopo si trattenne nelle Filippine per alcuni mesi e si preparò frequentando a Londra corsi specifici di comunicazione. Meticoloso e preparato nel suo lavoro, fu un punto di riferimento; la perspicacia nella valutazione dei libri e l’acutezza delle osservazioni davano sicurezza di orientamento e la sua consulenza era sempre apprezzata. Di suo non scrisse nulla, pur non man42 candogli le capacità e le attitudini; preferì dedicarsi al “piccolo cabotaggio editoriale”, com’egli scrisse bonariamente ad un confratello, perché “persuaso che una delle afflizioni più tremende che affliggono l’umanità sia la colluvie di libri, pressappoco inutili”. In questo senso riteneva più appropriato, e necessario, il suo servizio editoriale di valutazione e orientamento. Carattere socievole e gioviale, di Don Gastone si avvertiva subito la presenza; la battuta, scanzonata o erudita che fosse, era sempre pronta per mettere l’interlocutore a proprio agio e per fargli assaporare la fraternità. Si è spento il 4 agosto 2003 nell’Ospedale di Mondovì, dov’era stato ricoverato con urgenza a seguito di una emorragia intestinale, sopraggiunta mentre si trovava presso i suoi familiari per una breve vacanza. È tumulato nel cimitero di Frabosa Soprana, suo paese natio. FR. GIUSEPPE CORRADO SICCARDI nato il 23 maggio 1915 a Frabosa Soprana (Italia) entrato nella Società San Paolo il 16 agosto 1926 defunto il 18 agosto 2003 ad Alba (Italia) Socievole e generoso, sempre in movimento, autentico Discepolo del Maestro divino, ha vissuto la vita e la missione paolina con perseveranza, coraggio e dedizione. Entrò nella Società San Paolo ad Alba il 16 agosto 1926, proveniente da Frabosa Soprana (Cuneo), dov’era nato il 23 maggio 1915. Aveva undici anni e la sua vita era già stata segnata dalla perdita dei genitori: la mamma all’età di sei anni, il papà due anni più tardi. In vista dell’ingresso nella Congregazione, il parroco lo raccomandava come “meritevole di essere accettato… Serve Messa tutti i giorni e frequenta la Comunione”. 43 Il periodo della formazione paolina si svolse interamente ad Alba: nel marzo del 1934 fece il suo ingresso in noviziato, distinguendosi per il suo carattere vivace e schietto, gioviale ed intraprendente; emise la prima professione religiosa il 19 marzo 1935. Brossura, macchine da stampa, composizione a mano, cartiera e falegnameria furono le attività apostoliche che lo accompagnarono in quegli anni. Quando emise la professione perpetua ad Alba il 19 marzo 1941, Fr. Corrado era già da qualche anno impegnato apostolicamente a Milano. Infatti il Primo Maestro lo aveva associato all’opera di consolidamento della nuova casa nata in città e sita in via S. Agnese, dove era già stata aperta la libreria. Iniziò così la sua lunga permanenza a Milano, che si sarebbe prolungata sessant’anni, caratterizzata dalla propaganda dell’apostolato paolino: dapprima facendo conoscere e diffondendo i libri, poi i periodici paolini; allargandosi via via da Milano all’intera Lombardia, alle porte delle chiese e di parrocchia in parrocchia; utilizzando una vecchia bicicletta… prima di giungere all’automobile. La seconda guerra mondiale interruppe il laborioso sviluppo dell’attività paolina. La propaganda continuò tra difficoltà e pericoli e in sedi di fortuna, anche dopo che, nel bombardamento di Milano dell’agosto 1943, la casa e la libreria furono rase al suolo. Seguì la ricostruzione e l’apostolato paolino si arricchì con l’apertura dell’agenzia San Paolo Film. Con l’inserimento nella comunità Periodici San Paolo di Milano (1966) Fr. Corrado si dedicò ad attività inerenti ai periodici paolini: propaganda, pubblicità, commissioni varie. Nel giugno del 1999, bisognoso di cure e di assistenza a motivo del graduale indebolimento dovuto all’anzianità, fu trasferito nell’infermeria di Alba. Si è spento nella Casa Madre di Alba il 18 agosto 2003. La sua salute, minata da tempo da un deperimento generale, non ha retto ad una broncopolmonite sopraggiunta negli ultimi giorni. Riposa nel cimitero di Alba. 44 FR. JOSÉ LUCAS DA SILVA ARAÚJO nato il 4 agosto 1938 a Cervães, Vila Verde (Portogallo) entrato nella Società San Paolo il 31 luglio 1953 defunto il 2 settembre 2003 a São Paulo (Brasile) Nato a Cervães (Vila Verde) il 4 agosto 1938, entrò nella Società San Paolo a Lisboa nel luglio 1953. In questa comunità egli compì l’intero curriculum formativo-apostolico e visse le tappe significative della sua vita paolina, emettendo la professione religiosa l’8 settembre 1959 e la professione perpetua l’8 settembre 1964. Nel frattempo fu impegnato nell’apostolato librario e discografico e nella rivista Família Cristã. A quest’ultima, che in quel tempo veniva stampata nello stabilmento di Alba, si dedicò anche durante il periodo di permanenza nella comunità di Apelação dopo la professione perpetua (19641983), tenendo i contatti per la stampa e l’allestimento di Família Cristã con frequenti viaggi tra il Portogallo e l’Italia. Nel 1983 iniziò la fase brasiliana della vita di Fr. Lucas. Fu dapprima a Rio de Janeiro (1983-1986); quindi nella Cidade Paulina di São Paulo (1986-1995); infine nella Casa provinciale della medesima città dal 1995 in poi. Si occupò di diffusione, di dischi e di minimedia, dando grande impulso al settore musicale; rivestì le cariche di consigliere ed economo provinciale. Plasmò ogni incarico ricevuto con la sua intraprendenza e creatività; sempre proteso a trovare forme nuove e migliori di apostolato. Coltivò anche se stesso, frequentando corsi di amministrazione d’impresa e corsi serali di filosofia e teologia; nell’animazione liturgica parrocchiale mise a frutto la sua preparazione con sensibilità pastorale. Negli ultimi anni non lo sostenne una salute forte, ma l’accompagnò una grande forza di volontà. Dal 1996 soffriva per un tumore intestinale; fu operato più volte e soggetto a regolare chemioterapia. Dopo l’inevitabile indebolimento dovuto alle cure, reagiva con vigore, moltiplicando la voglia di attendere ai suoi compiti 45 nonostante tutto, affidandosi sempre più a Dio con l’avanzare del male. È deceduto il 2 settembre 2003, nell’ospedale tedesco “Oswaldo Cruz” di São Paulo ed è tumulato nel cimitero del Santísimo Sacramento della medesima città. Il Signore lo ha chiamato al suo Regno, in modo inatteso, all’alba del 4 settembre 2003 nella comunità di Madrid-Resina. È tumulato nel cimitero di Lantadilla, suo paese natio. DON FRANCESCO ALFONSO CAPPA FR. JULIÁN MARCOS VILLAIZÁN RODRÍGUEZ nato il 30 novembre 1926 a Lantadilla (Spagna) nato il 15 febraio 1915 a Farigliano (Italia) entrato nella Società San Paolo il 16 agosto 1925 defunto il 14 settembre 2003 a Roma (Italia) entrato nella Società San Paolo il 15 settembre 1954 defunto il 4 settembre 2003 a Madrid (Spagna) Nato a Lantadilla (Palencia) il 30 novembre 1926, in una famiglia di contadini, entrò in Congregazione nella casa di Zalla (Vizcaya) il 15 settembre 1954. Compiuti i due anni di noviziato nella casa di San Fernando de Henares-Coslada (Madrid), emise la prima professione religiosa l’8 settembre 1959. Ritornò a Zalla, dove ebbe incarichi nella tipografia e nella San Paolo Film di Bilbao. L’8 settembre 1964, a Zalla, si consacrò definitivamente al Signore. Da quel momento la sua vita si dipanò principalmente nel campo della diffusione diretta – da “propagandista”, com’egli diceva – nel settore delle pellicole e dei libri. Dal 1964 in poi le comunità di Zalla, Sevilla, Madrid, Valencia, Las Rozas e Madrid-Resina beneficiarono della sua presenza vivace e della sua operosità. Fu una forma di apostolato che egli visse con entusiasmo e soddisfazione e che lo portò a percorrere in lungo e in largo la Spagna e le isole a servizio dell’apostolato paolino. Negli ultimi anni, col calare delle forze, limitò la sua attività al magazzino. Persona affabile e disponibile, Fr. Julián non ebbe l’opportunità di dedicarsi a studi specifici; possedette però la saggezza dei semplici e l’arte di allietare il clima comunitario con le sue trovate spiritose, rendendo in tal modo sereno il vivere insieme. 46 Aveva poco più di dieci anni, quando il 16 agosto 1925 varcava la soglia della Società San Paolo di Alba, proveniente da Farigliano (Cuneo), dov’era nato il 15 febbraio 1915. Casa Madre era allora l’unico “nido” della Congregazione. Alba segnò gli anni della sua formazione iniziale: vi compì gli studi ginnasiali e liceali e visse la tappa significativa della professione religiosa il 28 dicembre 1932. Completò la sua formazione a Roma con gli studi teologici, dove si consacrò definitivamente al Signore il 27 dicembre 1936 e fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1939. Alla formazione intellettuale s’accompagnò la pratica dell’apostolato tecnico, tipica dello stile della vita paolina. Di suo ci mise una vivace operosità, il desiderio assiduo di ampliare le proprie conoscenze e una buona dose di creatività e d’intraprendenza: qualità che plasmeranno le sue future attività apostoliche. Ordinato sacerdote, il Primo Maestro lo inviò negli Stati Uniti (1940-1951), dove attese all’apostolato tipografico e redazionale, alla formazione, all’insegnamento ai chierici di teologia e al ministero parrocchiale – “per apostolato ed economia”, com’egli chiosa simpaticamente. Ne beneficiarono le comunità di Staten Island, Canfield, Buffalo e Derby. Richiamato in Italia nell’autunno del 1951, visse alcuni mesi ad Albano Laziale (Roma). Definì questo breve periodo il “Requie47 scite”, ma in effetti fu maestro dei giovani ed insegnante. Fu poi destinato al vocazionario di Pescara, che si trasferì più tardi nella vicina località di Francavilla a Mare (1952-1979), dove si dedicò all’insegnamento delle materie scientifiche agli aspiranti e proseguì la sua attività apostolica nella locale tipografia, rendendosi sempre disponibile per il ministero pastorale nelle parrocchie limitrofe. Dal 1980 al 1994 fu nella casa di Modena, impegnato in attività varie, soprattutto al centralino telefonico e nel servizio dell’accoglienza. Ed è noto il suo stile inconfondibile nel relazionarsi alle persone, convenzionale all’apparenza ma di fatto alimentato da un grande cuore. Trascorse l’ultimo decennio della sua vita nella casa di Roma dove, pur non avendo incarichi specifici in considerazione dell’età già avanzata, non si rassegnò all’inattività: era un fatto abituale incontrarlo passeggiare nel vasto cortile romano con un libro in mano, assorto nella lettura e nella riflessione. L’incontro con il Maestro divino è giunto improvviso, a seguito di infarto acuto miocardico, nella comunità di Roma il 14 settembre 2003, festa della Esaltazione della Santa Croce. Riposa nel cimitero di Albano Laziale. FR. JEAN-MARIE CLÉMENT LACHANCE nato l’8 giugno 1922 a Québec (Canada) entrato nella Società San Paolo il 4 ottobre 1950 defunto il 26 ottobre 2003 a Montréal (Canada) Una vita in punta di piedi. Così può essere definito l’itinerario terreno di Fr. Jean-Marie Clément, il primo paolino canadese, deceduto nelle prime ore del 26 ottobre 2003 a Montréal nell’infermeria dei Padri di Santa Croce dove dimorava da alcuni mesi. Nato nella città di Québec (Canada) l’8 giugno 1922, Jean-Marie 48 entrò nella casa paolina di Sherbrooke il 4 ottobre 1950. Aveva 28 anni e proveniva dal seminario diocesano dove aveva frequentato gli studi fino al baccalaureato in teologia, scegliendo poi di far parte del primo gruppo di paolini in terra canadese stabilitisi costì da soli tre anni. L’esperienza apostolica nella libreria di Sherbrooke contrassegnò i suoi primi anni di formazione, l’anno di noviziato e l’anno successivo alla professione religiosa, che emise il 19 marzo 1953 assumendo il nome nuovo dl Clément. Fu poi inviato a Montréal con la stessa mansione, che si prolungò fino al 1973, ben oltre la sua consacrazione definitiva al Maestro divino, che avvenne a Sherbrooke il 19 marzo 1958. Fr. Clément svolse l’attività libraria per più di vent’anni, sorretto dal motto paolino del “farsi tutto a tutti” mediante l’accoglienza cordiale e il consiglio appropriato. Aveva assimilato e ben presenti le parole del Fondatore: «La libreria è un tempio; il libraio un predicatore; il banco è il pulpito della verità». Trascorse il ventennio successivo (1973-1993) addetto alla contabilità, dapprima nella casa di Montréal e poi a Sherbrooke, dove, dal 1981 al 1982, esercitò anche il ruolo di superiore locale. I tratti salienti di Fr. Clément nell’esercizio dell’apostolato furono certamente la precisione, la fedeltà agli impegni quotidiani e la discrezione, qualità particolarmente indispensabili nel settore amministrativo dove operò a lungo. Di natura gioviale, poco incline alle discussioni, grande appassionato dello sport nazionale canadese – l’hockey – egli ha offerto il suo contributo di vita e di azione apostolica senza grande rumore, ma con la perseveranza e la perspicacia del servo buono e fedele del Maestro Divino. Fu davvero entusiasta dell’apostolato paolino, come testimoniò dopo un breve soggiorno in Italia nei mesi estivi del 1962, scrivendo all’allora Vicario generale Don Luigi Zanoni: «Sono molto contento del mio viaggio in Italia, dove ho constatato “de visu” le opere magnifiche della Società San Paolo» e manifestando, al tempo stesso, il suo apprezzamento per i paolini che operavano nella sua nazione senza nascondere “con tutta sincerità per il bene della Congregazione in Canada” le difficoltà comunitarie e apostoliche. 49 L’ultimo decennio della vita (1993-2003) ha segnato per Fr. Clément l’incontro con la sofferenza. Egli non ebbe mai una salute di ferro, ma si curò sempre anche con un tenace e costante esercizio fisico. Il declino cominciò tuttavia a farsi sentire nei primi anni Novanta e da allora, per ottenere le cure non disponibili in Casa di cui necessitava, fu ospite di alcune case di riposo, prima a Sherbrooke e poi a Montréal nella Résidence Basile-Moreau, proprio all’ombra dell’Oratoire Saint-Joseph, monumento-simbolo del cattolicesimo canadese. Qui il discepolo è stato raggiunto dal “vieni, servo buono e fedele” del Maestro nella domenica in cui la Famiglia Paolina onora solennemente Gesù come Maestro unico ed universale. È sepolto nel cimitero “Le repos Saint-François d’Assise” di Montréal. DON MARCELLINO PAOLO GILLI nato il 25 aprile 1906 a Rosta (Italia) entrato nella Società San Paolo il 2 ottobre 1919 defunto il 31 ottobre 2003 ad Alba (Italia) Ha concluso la sua lunga parabola terrena, “vecchio e sazio di giorni” (Gb 42,17), alla vigilia di Ognissanti nella Casa Madre di Alba. La sua vita paolina ha avuto una durata pressoché coetanea a quella della Società San Paolo. Infatti quando egli, poco più che tredicenne, entrava ad Alba il 2 ottobre 1919, la Congregazione era nata da soli cinque anni. Don Paolino – come familiarmente era chiamato – fu testimone e visse da protagonista gli inizi della Congregazione in Italia e all’estero, fondato sulla parola suadente e profetica del “Signor Teologo”. Disse in un’intervista con una punta di orgoglio: «In quei 6-7 anni [tra il 1914 e il 1920-21] entrarono dei ragazzi che vissero un momento difficilissimo e portarono un certo peso… ci 50 fui anch’io. Sì, avevamo il difetto di essere dei mocciosi, tra i dodici e i quindici anni e di non conoscere nulla degli impegni che ci attendevano nel futuro; ma eravamo di buona volontà, allegri, e ciecamente fedeli a Don Alberione, e con lui abbiamo portato entusiasticamente il peso dei primissimi anni della Congregazione, durante la guerra [1915-18] e nell’immediato dopo-guerra». Proveniva da Rosta (Torino), dov’era nato il 25 aprile 1906. In Casa Madre trascorse l’intero curriculum formativo e ne visse le tappe significative: la prima professione religiosa il 15 aprile 1927, la professione perpetua il 25 giugno 1929, l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1929. In questo periodo l’attività apostolica spaziò dalle macchine da stampa alla formazione, non senza cambiamenti improvvisi di programma, com’era d’uso, dovendo essere pronti ad ogni cosa per far fronte a molte necessità. Alla formazione, come maestro degli aspiranti, e alla tipografia dedicò i primi tre anni che seguirono l’ordinazione sacerdotale. Nell’ottobre del 1932 – Don Paolino aveva ventisei anni – il Primo Maestro lo inviò in Francia con la prospettiva di verificare la possibilità di iniziarvi l’apostolato paolino. Cosa che puntualmente avvenne… Si cominciò con la propaganda a domicilio dei libri stampati in Alba; di lì a pochi mesi seguì il benestare dell’autorità ecclesiastica francese; più tardi si ebbe in Parigi una sede propria e una piccola tipografia. Lasciò la Francia nel 1948, quando venne nominato superiore del vocazionario italiano di Sacile. Successivamente fu maestro dei discepoli temporanei ad Alba (1951-1952) e proto della tipografia di Catania (1953-1954); ritornò a Parigi come superiore dal 1954 al 1962. Partì di qui con destinazione Sherbrooke (Canada) dove rimase fino al 1988, impegnato soprattutto nella produzione tipografica. Rientrato in Italia, più che ottantenne, Don Paolino ha vissuto l’ultima tappa della sua vita in Casa Madre, puntuale in confessionale, nelle ore stabilite, per amministrare il sacramento della Riconciliazione. Inoltre la sua appartenenza alla schiera eroica dei paolini della prima generazione lo condusse a rendere il fecondo “servizio della memoria”, lucido e brioso testimone di quei tempi e della sua consuetudine di vita con Don Alberione. 51 Con Don Paolino è scomparso un altro dei padri della Congregazione. La sua cordialità discreta, la sua fedeltà alla vita paolina, l’apostolato tipografico, compiuto con saggezza e competenza; il suo amore al Primo Maestro e alla Congregazione illuminano la figura di questo caro fratello, venerando per età e per meriti. Riposa nel cimitero di Rosta, suo paese natale. DON ALDO TITO GALLIANO nato il 4 ottobre 1930 a Mombarcaro (Italia) entrato nella Società San Paolo il 26 settembre 1947 defunto il 12 novembre 2003 ad Albano Laziale (Italia) Nato a Mombarcaro (Cuneo) il 4 ottobre 1930, entrò in Congregazione dopo gli studi ginnasiali, all’età di 17 anni, nella casa madre di Alba, il 26 settembre 1947. Proveniva da una famiglia numerosa (cinque fratelli e tre sorelle. Una di esse, Sr. Anna Maria, è religiosa tra le Figlie di San Paolo). In Casa Madre ebbe la prima formazione alla vita paolina nell’anno 1947-1948, e, da giovane professo, frequentò gli studi liceali e filosofici. Fece l’anno di noviziato nella casa di Albano Laziale e professò i voti religiosi l’8 settembre 1949, con il nome nuovo di Tito. Compì gli studi teologici a Roma, dove l’8 settembre 1954 si consacrò definitivamente al Signore e il 7 luglio 1957 fu ordinato presbitero. L’apostolato tipografico (compositoria e incisione offset) e formativo (assistente degli aspiranti) l’accompagnarono lungo questi anni. Trascorse i primi anni del suo ministero sacerdotale come maestro degli aspiranti discepolini nella comunità di Roma (1957-1963). Furono anni dedicati intensamente alla formazione paolina, per la quale ebbe qualità adatte “alla vita con i giovani”, equilibrate da un carattere socievole e gioviale, schietto e rispettoso. Nel 1964 iniziò la tappa della sua missione in Corea, a Seoul. La Congregazione paolina in quella nazione era nata da un paio d’anni 52 e muoveva faticosamente i primi passi. Don Aldo vi rimase per otto anni (1964-1972) e il lavoro apostolico fu quello della “implantatio” o, se vogliamo, quel “partire dal Presepio” tanto caro al Primo Maestro. Le mansioni furono tante e diverse: fare conoscere la Congregazione, cominciare l’apostolato con una piccola tipografia, la ricerca delle vocazioni; inoltre, dal 1969 al 1972, fu superiore della piccola comunità. Fatiche non vane, quelle di Don Aldo e degli altri confratelli, guardando oggi la messe promettente nata da quei semi! Rientrato in Italia, conseguì la licenza in Teologia pastorale presso la Pontificia Università Lateranense (1972-1974), cui seguirono due anni dedicati alla formazione degli juniores in Roma. Incarichi diversi scandirono gli anni successivi: collaboratore e redattore del “Dizionario di letteratura moderna” (1976-1978); servizio dell’autorità come Vicario provinciale (1978-1982), superiore della comunità di Casa provinciale (1978-1981) e delegato della medesima (19851986); e, dal 1982, amministratore e responsabile della mediateca dello “Studio Paolino Internazionale della Comunicazione Sociale” (SPICS). Ricoverato d’urgenza a seguito di una grave forma tumorale all’intestino, ha trascorso gli ultimi venti giorni nell’ospedale “Regina Apostolorum” di Albano Laziale, accettando serenamente la volontà del Signore e mettendosi fiduciosamente nelle sue mani. Si è spento il 12 novembre 2003. È tumulato nel cimitero di Alba. 53 INDICE Presentazione Sac. G. Alberione, Sentire con San Paolo per le anime 1 Lettera del Superiore generale Con il beato Giacomo Alberione verso l’VIII Capitolo Generale 2 Attività del Governo generale 6 Visite canoniche e visita fraterna Regione Congo Regione Corea Provincia Giappone Regione Australia Casa Don Alberione di Albano Laziale 12 16 20 24 27 Informazioni e comunicazioni 28 Documenti Convocazione dell’VIII Capitolo Generale Lettera del Superiore generale Allegati Commissione preparatoria dell’VIII Capitolo Generale Lettera del Segretario generale 30 32 Messaggio augurale al Santo Padre in occasione del XXV di Pontificato Risposta al messaggio augurale da parte della Segreteria di Stato Il loro ricordo è in benedizione I nostri defunti 36 37 38 39 Società San Paolo - Casa generalizia Via della Fanella, 39 - 00148 Roma Tel. 06.657.488.11 – Fax 06.657.488.00 E-mail: [email protected] Novembre 2003 – Pro manuscripto