PRESENTAZIONE Il vero apostolato è un donarsi, in opposizione all’egoismo, all’interesse, alla vanagloria, alla sciocca voglia di prodursi. Suppone lo spirito di sacrificio; sacrificio di denaro, di tempo, di salute, di stima. Include delusioni, critiche, opposizioni, spesso anche da parte di chi meno si attenderebbero; forse anche dalle persone di cui si cerca la salute eterna, o che ricevettero benefici. SAN PAOLO BOLLETTINO UFFICIALE INTERNO DELLA SOCIETÀ SAN PAOLO Vi sia la persuasione che in questi apostolati (stampa, cinema, radio, televisione, ecc.) si richiede maggior spirito di sacrificio e pietà più profonda. Tentativi a vuoto, sacrifici di sonno e di orari, denaro che mai basta, incomprensioni di tanti, pericoli spirituali di ogni genere, perspicacia nella scelta dei mezzi... Salvare, ma prima salvarci! Occorrono dei santi che ci precedano in queste vie non ancora battute, ed in parte neppure indicate. Non è affare da dilettanti, ma di veri apostoli. Cercare perciò i lumi necessari presso il Tabernacolo; e le grazie di perseveranza per la universale mediazione di Maria Assunta in cielo. L’apostolato vero si riconosce dai frutti: se il frutto è buono, buona è la pianta. Quando esso riforma i costumi, eleva le anime a maggior perfezione e migliora anche la vita dell’apostolo, è buono. Lo spirito soprannaturale parte da Dio, si appoggia su Dio e mira a Dio. L’anima nostra sia pervasa d’intima gioia e di santo gaudio… Vita veramente paolina: «Se siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, ove Cristo è alla destra del Padre». Alleluja! Anno 76 – n° 406 – Marzo 2001 1 LETTERA DEL SUPERIORE GENERALE PER ACQUISTARE IL PENSIERO DI DIO Cari Fratelli, anzitutto vi saluto e vi auguro ogni bene in Gesù Maestro. Quindi, come si suole in ogni lettera tra amici, non posso non ricordare alcuni eventi della nostra recente cronaca familiare, che ci hanno positivamente coinvolti. Il centenario del nostro carisma fondazionale ha raccolto in preghiera tutte le comunità della Famiglia Paolina sparse nel mondo, e ci ha consentito di aprire il nuovo secolo nel clima di fede che ispirò il giovane Giacomo Alberione. Ne ha tratto ispirazione anche l’incontro unitario dei Governi generali della Famiglia Paolina, riunitisi ad Ariccia dal 16 al 19 gennaio. Il 6 gennaio, al termine del Grande Giubileo, Giovanni Paolo II ha invitato la Chiesa a «prendere il largo» firmando la Lettera apostolica Novo millennio ineunte (NMI): vero piano pastorale per tutti i cristiani del Duemila, di cui faremo tesoro per i nostri programmi di rilancio spirituale ed apostolico. Il 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo, ho partec ipato nella basilica ostiense alla celebrazione ecumenica con il Papa e i rappresentanti delle comunità ecclesiali, a conclusione dell’ottavario per l’unità dei cristiani. Ancora una volta la figura dell’Apostolo delle Genti ha riunito i credenti in Cristo e ha suggerito alla Chiesa nuove prospettive sul cammino dell’universalismo, all’insegna delle parole di Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Parole, ha detto Giovanni Paolo II, che «rifulgono come una sorta di programma per il nuovo millennio nel quale ci siamo avviati» (Omelia, 1). Infine il 26 febbraio, alla soglia della Quaresima, si aprirà a New Delhi (India) l’Assemblea intercapitolare, che riunirà tutti i Superiori maggiori della Congregazione, per un bilancio del primo triennio di Governo dopo l’ultimo Capitolo generale. Queste premesse spiegano la scelta dell’argomento che desidero proporre alla vostra considerazione per il tempo della Quaresima e della Pasqua. 2 La porta chiusa e la “porta spalancata” Il messaggio lanciato dal Papa nella solennità dell’Epifania ci interpella direttamente. «È ora che ciascuna Chiesa [ciascuna comunità apostolica], riflettendo su ciò che lo Spirito ha detto al Popolo di Dio in questo speciale anno di grazia..., compia una verifica del suo fervore e recuperi nuovo slancio per il suo impegno spirituale e pastorale. È a tal fine che desidero offrire... il contributo del mio ministero petrino, perché la Chiesa risplenda sempre di più nella varietà dei suoi doni e nell’unità del suo cammino» (NMI 3). «Il simbolo della Porta Santa si chiude alle nostre spalle, ma per lasciare più spalancata che mai la porta viva che è Cristo. [...] Dobbiamo imitare lo slancio dell’apostolo Paolo: “Proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù” (Fil 3,13-14)» (NMI 59). «È a Cristo risorto che ormai la Chiesa guarda. Lo fa ponendosi sulle orme di Pietro, che versò lacrime per il suo rinnegamento... Lo fa accompagnandosi a Paolo, che lo incontrò sulla via di Damasco e ne restò folgorato: “Per me il vivere è Cristo, e il morire un guadagno” (Fil 1,21)» (NMI 28). Dunque è il “ministero petrino” del Papa che ci pone sulle orme di San Paolo, e ciò per una “verifica” e per un “nuovo slancio”. Al tempo stesso, ci viene indicata anche la via: la conversione, determinata in Saulo da un personalissimo incontro con Cristo e da una folgorazione circa il suo mistero. Di qui, successivamente, lo slancio missionario, che dimostrava e concretizzava l’amore totale a Gesù nei suoi fratelli da evangelizzare. È in questa luce paolina che noi desideriamo vivere la stagione sacra della Quaresima e comunitariamente affrontare la “verifica”, a livello di ministero dell’autorità, nell’incontro intercapitolare. Come in tutti i momenti forti, in presenza di eventi significativi per la nostra vita congregazionale, daremo uno sguardo al passato, per coglierne le luci e farne grata memoria, anamnesi di lode e ringraziamento a Dio; ma anche per “purificare la memoria” dalle ombre e carenze che registreremo, e dalle quali vogliamo trarre lezione. Daremo inoltre uno sguardo al futuro, per propiziare quel “nuovo slancio missionario” al quale il nostro Fondatore ci esortava, prima ancora che ce lo ricordasse Giovanni Paolo II col documento citato. 3 «Trasformatevi, rinnovando la vostra mente» (Rm 12,2) Ai cristiani di Roma, provati dalle persecuzioni imperiali e messi in crisi dalla cultura pagana, San Paolo raccomandava: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,1-2). Al ritualismo dei culti ufficiali del momento l’Apostolo sostituiva il culto spirituale del vero Dio, consistente nella vita regolata conforme a una mentalità nuova, che rende capaci di discernimento, cioè di scelte giuste secondo la divina volontà. È in questo “cambio di mentalità” (gr. “metánoia”) che consiste la conversione secondo Paolo, ed è questa che realizzò la trasformazione di Saulo da orgoglioso avversario in umile discepolo di Cristo e poi suo più generoso missionario. Tale conversione, che rappresenta il modello esemplare di ogni conversione cristiana, è un totale cambio di prospettiva mentale, derivante da una luce interiore nuova, che pone il soggetto su un punto visuale opposto a quello dell’esperienza precedente, per cui le realtà cambiano segno e orientamento. Non muta la realtà esteriore, ma l’atteggiamento spirituale del convertito. Tale mutamento, d’altra parte, non è che l’inizio di un processo teso a trasformare progressivamente tutti i parametri di giudizio, i comportamenti morali, insomma tutta la vita. Non ci si converte in un istante. La luce nuova, che Dio ha certamente accesa in un istante, illumina un cammino che è tutto da percorrere, faticosamente, spesso dolorosamente, in tensione costante e generosa: poiché comporta distacchi, ravvedimenti, umiliazioni e talora esperienze di annichilamento; ma che infine è gratificato da esperienze nuove ed esaltanti: una nuova esperienza di Dio, nuova visione delle persone e delle comunità, nuova visione della realtà. È ciò che avvenne per Paolo, come confessa egli stesso ai Filippesi (cf Fil 3,3-14), e che confidò ai Galati, nel celebre passo che conosciamo: «Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di 4 mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, [...] mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco... Ma ero sconosciuto personalmente alle Chiese della Giudea che sono in Cristo; soltanto avevano sentito dire: “Colui che una volta ci perseguitava, va ora annunziando la fede che un tempo voleva distruggere”. E glorificavano Dio a causa mia» (Gal 1,13-24). Ecco esplicitati l’antefatto, l’evento e il séguito della conversione: lo zelo fanatico del fariseo, la rivelazione e la comprensione della grazia di vocazione, infine la decisione e la dedizione senza pentimenti al Vangelo. È questa la grande lezione che Don Alberione ha recepita dall’Apostolo e che ha sperimentata in proprio (cf AD 151-158), prima di trasmetterla a noi come carisma fondazionale. «Amerai il Signore con tutta la tua mente» (Mc 12,30) In una serie di articoli pubblicati sul bollettino San Paolo fra il settembre 1954 e il maggio 1955 (cf Carissimi in San Paolo, pp. 11231194) e successivamente raccolti in opuscolo dal titolo Santificazione della mente (SdM, 1956), Don Alberione si proponeva di esortare tutte le “famiglie paoline” (come allora diceva) a vivere la devozione a Gesù Maestro “a partire dalla testa”, iniziando cioè dalla “conversione della mente”. L’opuscolo è un autentico gioiello di psicologia religiosa, dal quale attingo alcune indicazioni appropriate al momento presente. La stessa Agenda Paolina 2001 ne utilizza il contenuto per molti giorni dell’anno. L’obiettivo principale che Dio ci pone innanzi è diventare pienamente discepoli del Divino Maestro, acquistando la sua “mentalità”. È infatti dalla mente che deriva la dignità dell’essere umano come immagine e somiglianza di Dio. È dalla mente che il Tentatore iniziò la sua opera distruttiva. È dalla mente che inizia la redenzione, «innestando la nostra vita in Cristo Verità». La santificazione viene operata in noi dallo Spirito di Gesù, che eleva con i suoi doni le nostre facoltà intellettive, ma si serve dei nostri mezzi umani, quali lo studio, la meditazione e soprattutto il contatto quotidiano con la Parola di Dio, oltreché con l’Eucaristia. Grazie ai Libri sacri e alla Visita si acquista la spiritualità paolina, 5 proposta e invocata per noi dal Maestro quando pregò: «Consacrali nella verità» (Gv 17,17). Tutto il lavorìo spirituale da parte nostra mira ad assecondare l’opera di Dio; comporta disciplina e impegno, affinché il talento della intelligenza sia valorizzato al massimo, e non si verifichi il doloroso spettacolo di «belle intelligenze sciupate in cose futili». «Il lavoro intellettuale è il più nobile, il più faticoso, il più meritorio..., il più utile». Ciò vale soprattutto per lo studio delle scienze religiose e del Catechismo. «Nell’interno della vita paolina questo studio abbia tempo abbondante..., metodo efficace, controllo... Si ha da tenerne conto, insieme alla pietà e virtù, come della prima esigenza per la vocazione. Come si diverrebbe maestri ed apostoli, se prima non si è stati buoni discepoli...? L’apostolo deve tanto possedere ed amare la scienza sacra, da sentire il bisogno di comunicarla». Di fronte a tale missione appare la gravità dell’abuso dell’intelligenza: «Sciupìo della mente in letture inutili; sciupìo della mente in visite inutili; sciupìo della mente nelle indecisioni; sciupìo della mente in giochi e vacanze prolungate oltre misura, in spettacoli cinematografici e televisivi...; sciupìo della mente nel giudicare altri senza averne la responsabilità; sciupìo della mente in fantasticherie, nell’operare disordinatamente, precipitosamente, malamente...». Ciò che si esige da noi è la formazione di una “mentalità”, cioè di «una forma mentis, un modo particolare di pensare e conseguentemente di operare... secondo determinati principi di fede evangelica, secondo il concetto di San Paolo». Questa formazione è un progressivo passaggio di conversione da una mentalità “sensuale” a una mentalità “cristiana” ispirata al Vangelo, poi a una mentalità “religiosa”, da consacrati, e infine a una mentalità specificamente “paolina” e, per i chiamati al ministero ordinato, a una mentalità “sacerdotale”. Gli estremi, se vogliamo esemplificarli, sono così esposti da Don Alberione: «La mentalità sensuale è quella del ricco epulone..., dell’uomo animale che ha per suo dio il ventre...». In termini attuali diremmo: mentalità materialista, edonista, consumista, carrierista e simili. La mentalità paolina è invece quella che «si propone di rappresentare e vivere San Paolo, oggi; pensando, zelando, pregando e santificandosi come farebbe San Paolo, se oggi vivesse. [...] Egli 6 continuerebbe ad ardere di quella duplice fiamma, di un medesimo incendio: lo zelo per Dio ed il suo Cristo, e per gli uomini d’ogni paese. [...] Egli dice ai Paolini: “Conoscete, amate, seguite il Divino Maestro Gesù, diventando miei imitatori, come io di Cristo”... La Famiglia Paolina, composta di molti membri, sia Paolo vivente in un corpo sociale». Ma «il sacerdote paolino, alla retta mentalità umana, cristiana, religiosa, paolina, aggiunge una mentalità sacerdotale», che «è costituita da tre elementi: profonda convinzione della verità..., ardente amore alle anime, robustezza e forza di volontà». E l’anima di questa mentalità sacerdotale è il farsi per i fratelli “alter Christus, alter Magister”, “via, verità e vita” per le anime: cioè guida spirituale, maestro e mediatore di grazia tramite i sacramenti. In conclusione: «Pensare secondo Dio, secondo Gesù Cristo: ecco l’anima di ogni mentalità». È a questa che ci dobbiamo convertire, mediante una “profilassi dell’anima” che si chiama fede. Ovviamente il cambio di mentalità è la premessa, che suppone il séguito delle opere: «Chi è sapiente e scienziato tra voi? Lo dimostri con la bontà della vita (Gc 3,13)». E se vivesse oggi? Ritengo che possiamo girare a Don Alberione la domanda che egli poneva a proposito di San Paolo: «Se vivesse oggi...?» Nell’opuscolo citato (SdM), vi è una pagina profetica circa un fenomeno attualissimo: l’egemonia della cultura atea, con la quale il Paolino è chiamato a confrontarsi. «L’umanità è progredita in tante cose, ma vi è una classe che domina nel mondo intellettuale, scientifico, economico, politico, sociale, scolastico, educativo, giornalistico, televisivo, redazionale; classe che ha perso l’ormeggio della mente; sembra una nave in balìa delle onde... La civiltà cristiana ha per madre la Scienza, per padre il Dio della Rivelazione. Avvenuto il divorzio tra scienza e fede, a soffrirne sono gli uomini; come i figli sopportano le conseguenze dei genitori divorziati». Giovanni Paolo II, nell’omelia del 25 gennaio, ha segnalato il medesimo problema e ha offerto la risposta che fu di Don Alberione: «Il cuore dell’uomo, come quello dei discepoli di Gesù, resta spesso turbato di fronte agli eventi imprevedibili dell’esistenza (cf 7 Gv 14,1). Molti, specialmente giovani, si interrogano sulla strada da percorrere. Nella tempesta di parole da cui sono ogni giorno assaliti, si domandano quale sia la verità, quale sia l’orientamento giusto, come si possa sconfiggere con la vita la potenza della morte. Sono interrogativi di fondo, che esprimono il risveglio in molti di una nostalgia della dimensione spirituale dell’esistenza. A questi interrogativi Gesù ha già risposto quando ha affermato: “Io sono la via, la verità e la vita”. Compito dei cristiani è di riproporre oggi, con la forza della loro testimonianza, questo annuncio decisivo. Solo così l’umanità contemporanea potrà scoprire che Cristo è la potenza e la sapienza di Dio (cf 1Cor 1,24), che in Lui soltanto sta la pienezza di ogni umana aspirazione (cf Gaudium et spes, 45)» (Omelia, 2). La prospettiva sul nuovo secolo, aperta così autorevolmente davanti a noi, ci pone molti interrogativi concreti: innanzitutto, se coltiviamo a sufficienza la nostra preparazione intellettuale; se sentiamo il dovere dello studio individuale; se in comunità viene inculcata e resa effettiva la formazione continua; se il tempo libero è utilmente speso, senza cedere alla tentazione di un uso invasivo della televisione o di altre forme sterili di evasione. Soprattutto ci dobbiamo interrogare se coltiviamo doverosamente la meditazione, la lettura quotidiana della Parola di Dio, l’aggiornamento mirato ai compiti da svolgere, o ai quali prepararsi ex novo avendo cambiato attività, ecc. Cari fratelli, il compito è difficile ma stimolante. Ci aiuta l’Apostolo Paolo con la sua intercessione. E ci assiste con il suo esempio la Vergine Maria, nostra Madre e Regina, come suggerisce lo stesso Giovanni Paolo II a conclusione della sua Lettera apostolica: «Dobbiamo imitare lo slancio dell’apostolo Paolo, proteso verso il futuro (cf Fil 3,13-14). Dobbiamo imitare insieme la contemplazione di Maria , che, dopo il pellegrinaggio alla città santa di Gerusalemme, ritornava nella casa di Nazareth meditando nel suo cuore il mistero del Figlio (cf Lc 2,51)» (NMI 59). Questo auguro anch’io a tutti voi. Con fraterno affetto. Roma, 2 febbraio 2001 8 DON PIETRO C AMPUS Superiore generale ATTIVITÀ DEL GOVERNO GENERALE Nel periodo compreso tra dicembre 2000 e marzo 2001, il Governo generale si è riunito nelle seguenti date: 15-18 dicembre, 8-10 febbraio, 19-20 marzo. 1. VISITE CANONICHE A norma degli artt. 208-209.4 delle Costituzioni e Direttorio, membri del Governo Generale hanno effettuato la visita canonica alla seguente circoscrizione per procedere alla consultazione in ordine al rinnovo del rispettivo Superiore: − Regione Gran Bretagna-Irlanda: Superiore regionale: don Andrew Pudussery, 16 dicembre 2000. Oltre al prospetto e alle linee programmatiche della Provincia Stati Uniti (cf San Paolo , novembre 2000, p. 10), più avanti viene riportato il prospetto essenziale della Circoscrizione e le linee programmatiche affidate dal Superiore generale al nuovo Governo. 2. CAPITOLI PROVINCIALI , ASSEMBLEE REGIONALI E VISITE DI VERIFICA È stata data una informazione essenziale sulle seguenti Circoscrizioni: − Capitolo della Provincia Spagna: 21-25 novembre 2000. Vi ha presenziato il Vicario generale don Abramo Parmeggiani. − Consiglieri eletti: don José María De la Hera, fr. Esteban Arnáiz, don Lazaro García, don Ángel Rey. − Capitolo della Provincia Brasile: 27-29 novembre 2000. Vi ha presenziato il Superiore generale don Pietro Campus. − Consiglieri eletti: don Valdir Castro, don Valdêz Dall’Agnese, don Darci Marin, don Valdecir Conte. − Assemblea della Regione Australia: 2-3 dicembre 2000. Vi ha presenziato il Vicario generale. − Consiglieri eletti: don Bruno Colombari e don Norman Peña. − Capitolo della Provincia Stati Uniti: 29 gennaio-1 febbraio 2001. Vi ha presenziato il Superiore generale. − Consiglieri eletti: fr. Richard Brunner, fr. Edward Donaher, don Jeffrey Mickler, don Ignatius Staniszewski. 9 − Assemblea della Regione Gran Bretagna-Irlanda: 3-5 febbraio 2001. Vi ha presenziato il Consigliere generale don Jose Pottayil. − Consiglieri eletti: don Pius Nechikkatt e don Sergio Magbanua. − Regione Polonia: visita di verifica del Consigliere generale fr. Francesco Chessa dal 5 al 13 febbraio 2001. 3. AMMISSIONI A norma dei rispettivi articoli 109, 119, 133 e 154 delle Costituzioni, sono stati ammessi: − al Noviziato, i postulanti della Regione Corea: Hyun-ki Lee Paolo, Geun-il Pak Andrea, Tae-ho Kim Paolo e Jun-mo Kim Mattia; − alla prima Professione religiosa, i novizi della Regione Corea: An Byeung Geun Paolo e Kim Seon Myeong Stefano; − al Rinnovo dei voti religiosi, gli juniores della Regione Corea: ch. Kim Tae Hun Rifugio, ch. Han Chang Hyeon Mose, ch. Cho Won Hee Giaccardo, ch. Cho Young Choon Nicholao, ch. Kweon Yong Hun Antonio, ch. Lee Chang Hang Sebastiano, fr. Lim Song Kyun Francisco, ch. Yeom Sam Seop Joseph, fr. Lee Cheol Seon Pio Filippo, ch. Hwang In Soo Ignazio, ch. Han Ki Cheol Silvano e ch. Seo Hae Young Raphael M. Gerardo; − al Diaconato, il chierico Pedro Paz Paz della Provincia Spagna; − al Presbiterato, i diaconi: Víctor Ortega Covarrubias della Provincia Messico e Paulo Henrique Rorato della Provincia Brasile. • A norma dell’art. 142 delle Costituzioni, sono stati riammessi in Congregazione i giovani Lee Sang Cheol F. Saverio e Yun Il Gyun Samuel, già discepoli temporanei della Regione Corea. 4. INDULTI, DISPENSE, ASSENZE A norma degli artt. 135 e 206.2/2 delle Costituzioni e Direttorio, sono state accolte le richieste dei seguenti confratelli: − dispensa dai voti religiosi temporanei a favore del ch. Abel Ricardo Aguiar Toste della Regione Portogallo; − assenza dalla casa dell’istituto a favore di don José João Crisóstomo Pereira della Provincia Brasile (tempo non definito); di don George Thanickal della Regione Gran Bretagna-Irlanda (1 anno); don Antonio Nunes Duarte della Regione Portogallo (1 anno); fr. Giovanni Piscopo della Provincia Italia (1 anno); 10 − indulto di esclaustrazione a favore di don Domenico Marcucci della Provincia Italia (3 anni) e di don Jesús Hernández Vidal della Provincia Messico (1 anno); − proroga dell’indulto di esclaustrazione a favore di don Juan Guouman Duce della Provincia Argentina-Cile-Perù (2 anni). • Nulla osta a procedere presso la Santa Sede per − indulto di secolarizzazione a favore di don Antônio Carlos D’Elboux della Provincia Brasile al fine di incardinarsi nella diocesi di Piracicaba; di don Camillo Hironobu Sughihara della Provincia Giappone al fine di incardinarsi nella diocesi di Fukuoka; di don Bernabé Lomelí Serrano della Provincia Messico al fine di incardinarsi nella diocesi di Aguascalientes; − dispensa dai voti religiosi perpetui a favore di fr. Carolus Jate della Provincia India-Nigeria. 5. EREZIONE DI CASA Su domanda del rispettivo Superiore circoscrizionale e preso atto delle chiarificazioni del Vicario dei Religiosi, a norma dell’art. 174 delle Costituzioni il Superiore generale ha eretto la Casa degli Juniores Teologi in Bogotà (Colombia) con Decreto in data 8 febbraio 2001. 6. ALTRI ARGOMENTI − Assemblea intercapitolare: preparazione immediata dell’Assemblea intercapitolare (New Delhi, 26 febbraio-10 marzo 2001): analisi delle attività programmate giorno per giorno, focalizzazione degli obiettivi, organizzazione del lavoro in modo mirato; valutazione finale. Sull’Assemblea intercapitolare uscirà un numero speciale del San Paolo . − Resoconto generale annuale 1999: presentato e illustrato in sede di Consiglio dall’Economo generale, don Antonio Cesaro, è stato approvato in conformità all’art. 207.4 delle Costituzioni e Direttorio. − Incontro dei Governi Generali della Famiglia Paolina (Ariccia, 16-19 gennaio 2001): preparazione dell’incontro ed esame delle proposte finali. 11 • Informazione su − Incontri settoriali dei Coordinatori generali della Formazione: pensati in vista dell’Assemblea intercapitolare, gli incontri di America Latina, di Europa-Congo e di Asia-Pacifico-Usa si sono svolti rispettivamente a Bogotà (Colombia, 21-25 novembre), a Roma (Italia, 27-30 novembre), a Cebu (Filippine, 7-11 dicembre). Gli elementi raccolti dagli “addetti ai lavori” rendono possibile una visione obiettiva del settore formativo e suggeriscono linee d’azione mirate per il futuro. − Incontri con i Delegati degli Istituti aggregati: si sono svolti in concomitanza con gli incontri settoriali sulla Formazione, rispettivamente a Bogotá (Colombia) e a Cebu (Filippine). I convenuti hanno condiviso programmi, esperienze, difficoltà. − Incontro dei Direttori generali dell’Apostolato di Europa-CanadaCongo: organizzato dal CTIA e tenutosi a Roma (Italia) dal 3 al 6 gennaio 2001, si è trattato di un incontro informativo e formativo in funzione dell’organizzazione apostolica. Argomenti specifici sono stati: la figura e i compiti del Direttore generale, la necessità di elaborare il Progetto apostolico circoscrizionale, la collaborazione apostolica a livello intercircoscrizionale e internazionale. − Coordinamento editoriale tra Regione Francia e Regione Canada in attuazione della linea operativa M 2.1/b del VII Capitolo Generale sulla “geografia” paolina. − Situazione della Regione Congo. 7. AUTORIZZAZIONI VARIE Il Governo generale ha autorizzato: − acquisto di appezzamento di terreno, rispettivamente in Tokyo, Nishikata (Giappone) e in Ranchi (India); − acquisto di immobile, rispettivamente nella città di Panama (Panama) e in São Paulo, Vila Mariana (Brasile); − acquisto e permuta di immobile in Aracaju (Brasile); − ristrutturazione della libreria di Paris (Francia); − alienazione dell’immobile di Campi Bisenzio (Italia); − cessione di terreno in Lubumbashi (Congo); − l’accordo tra la Periodici San Paolo e il Gruppo Bagel (cf San Paolo , novembre 2000, p. 12/6). 12 8. ATTI PROPRI DEL SUPERIORE GENERALE Trasferimento di circoscrizione (Cost. 206.4): don Tommaso Bruno dalla Casa Divin Maestro di Ariccia (Governo generale) alla Provincia Colombia-Ecuador-Panamà. DON GIULIANO SAREDI Segretario generale Società San Paolo al 31 dicembre 2000 Sacerdoti Discepoli Perpetui Discepoli Temporanei Chierici Perpetui Chierici Temporanei Totale 582 362 21 10 122 1097 Età media: 53.83 Nel 2000: 27 8 16 9 22 prime professioni religiose (24 chierici e 3 discepoli); professioni perpetue (5 chierici e 3 discepoli); ordinazioni presbiterali; defunti (6 sacerdoti e 3 discepoli perpetui); usciti (4 sacerdoti, 2 discepoli perpetui, 1 diacono, 13 chierici temporanei e 2 discepoli temporanei); 2 membri sacerdoti hanno chiesto un periodo di assenza dalla congregazione; 2 membri sacerdoti sono rientrati in Congregazione concluso il periodo di esclaustrazione; 4 membri già professi temporanei (2 chierici e 2 discepoli) sono stati riammessi ai voti religiosi a norma dell’art. 142 delle Costituzioni. 13 VISITE CANONICHE PROVINCIA STATI UNITI Don Jose Pottayil e Fr. Lorenzo Vezzani 30 ottobre-15 novembre 2000 SUPERIORE PROVINCIALE: Don Matthew Roehrig, 16 novembre 2000 (riconfermato). MEMBRI: 12 sacerdoti, 22 discepoli perpetui, 2 discepoli temporanei. Età media: 63 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: º Canfield, Ohio: Sede provinciale, comunità locale, casa di formazione e di apostolato. I confratelli, che in totale sono 13 (5 sacerdoti, 6 discepoli perpetui e 2 discepoli temporanei), operano in diversi ambiti: servizio dell’autorità e amministrazione, gestione delle tre librerie, il mensile Pastoral Life, il settore audiovisivi, sito internet e la trasmissione televisiva della messa domenicale via cavo per conto della Diocesi. º Dearborn, Michigan: I 5 confratelli (2 sacerdoti e 3 discepoli perpetui) che compongono la comunità sono impegnati nella pastorale vocazionale, nella libreria e nelle mostre del libro presso le parrocchie. º Staten Island, New York: Sede dell’editrice Alba House, del marketing e di una libreria; altre due librerie sono in città. Le attività sono assicurate dai 18 confratelli (5 sacerdoti e 13 discepoli perpetui) che formano la comunità. È considerevole l’aumento degli Istituti aggregati, in particolare dell’Istituto Santa Famiglia. L’apostolato paolino tiene presente la gamma del libro, del periodico e dell’audiovisivo, orientati prevalentemente a tematiche religiose. È avvertita la necessità di allargare il servizio apostolico e quella di una riorganizzazione del settore della diffusione. Nonostante gli sforzi, i risultati vocazionali sono scarsi. L’età media avanzata è fonte di preoccupazione per il futuro. 14 AI FRATELLI DELLA PROVINCIA STATI UNITI Linee programmatiche Cari fratelli, dopo la visita canonica alla Provincia da parte di fr. Lorenzo Vezzani e di don Jose Pottayil e a seguito della nomina di DON MATTHEW ROEHRIG come Superiore provinciale per un secondo mandato, vi scrivo qualche pensiero che, insieme alle priorità ed ai documenti del VII Capitolo generale, dovrebbero aiutarvi nella preparazione e celebrazione del vostro prossimo Capitolo provinciale. In questi ultimi quattro anni, la Provincia ha fatto considerevoli progressi nell’iniziare e continuare un certo processo di rinnovamento e rivitalizzazione della vita e dell’apostolato nella Provincia. È compito del prossimo Capitolo studiare con attenzione ogni aspetto della vita e missione paolina nel veloce cambiamento della società americana e stabilire con chiarezza le priorità della Provincia per i prossimi quattro anni. Questo vi stimoli a una preparazione intensa al Capitolo con i mezzi più adatti che permettano la partecipazione di tutti. VITA DI PREGHIERA E VITA COMUNE 1. In generale le comunità sono fedeli alla vita di preghiera. La preghiera deve approfondire la comunione con Dio attraverso la carità fraterna ed il vostro impegno nell’apostolato (cf Cost. e Dir. 50). Ogni comunità deve organizzarsi in modo da promuovere e permettere una certa regolarità e fedeltà nelle pratiche di pietà per tutti i membri della comunità. Anche se nessuna seria tensione è stata notata, la comunione fraterna deve essere incrementata e rinforzata con le previste riunioni comunitarie, di consiglio locale e con la compartecipazione delle informazioni a tutti i livelli. I visitatori hanno notato che una rotazione attenta del personale all’interno della Provincia, la distribuzione migliore e la compartecipazione delle responsabilità fra i membri possono aiutare la condivisione ed evitare il ristagno di determinati settori del nostro apostolato (cf Atti del VII Cap. gen., A 4.7). PASTORALE VOCAZIONALE E FORMAZIONE 2. Un buon numero di voi è convinto che la pastorale vocazionale deve essere una priorità per la Provincia. Anche se i vostri sforzi in 15 quest’area non hanno dato i risultati sperati negli anni scorsi, non possiamo pensare di rinunciare o rallentare la nostra attenzione per le vocazioni. Confidando nel Signore della messe, dovete esplorare ogni possibilità, valutate le strategie, i mezzi ed i metodi che usate nel vostro lavoro per le vocazioni. Non possiamo dimenticare mai il fatto che le nostre comunità, i centri di apostolato, i nostri prodotti e la testimonianza della nostra vita sono il mezzo più efficace per attrarre vocazioni. 3. Benché i membri in formazione siano numericamente pochi, il Governo provinciale deve assicurare che vivano in un’atmosfera formativa adatta, designare una guida e un accompagnamento di profonda esperienza nell’apostolato paolino, nei suoi vari aspetti, durante l’intero periodo della loro formazione. Forse la costituzione di un Consiglio di formazione con un direttore di formazione, come stabilito nell’Iter di formazione della Provincia, può conferire più efficacia a questo compito. 4. La formazione continua è un’altra area dove è necessario fare molto di più. Mentre gli sforzi del precedente Governo a questo proposito sono lodevoli, è necessario trovare nuove strategie e programmi attraverso i quali ognuno abbia l’opportunità di arricchirsi e di migliorare nell’apostolato. APOSTOLATO E AMMINISTRAZIONE 5. Negli ultimi anni, la Provincia ha testimoniato uno sviluppo costante nell’apostolato, specialmente nell’area delle edizioni e delle produzioni audiovisive. Tuttavia, va posta la massima attenzione al marketing e alle librerie. È indispensabile migliorare l’organizzazione e la coordinazione nel settore librerie e marketing, adattando appropriate strategie di marketing in base a criteri economici corretti. I nostri sforzi non forniranno quei risultati che possiamo ottenere se le nostre energie non sono coordinate. 6. È con grande gioia che i visitatori hanno notato la fedeltà e la dedizione con cui è portato avanti l’apostolato nella Provincia. Tutti, senza eccezione, desiderano fare di più, migliorare la qualità e la quantità dei prodotti. Sono convinto che ora più che mai è arrivato il tempo in cui la Provincia adotti la struttura organizzativa per l’Apostolato, proposta dal Manuale dell’Autorità e dare quindi nuova vita alla nostra missione (cf Manuale dell’Autorità 417-429). 16 Tenendo conto dell’età media dei membri e della mancanza di vocazioni nella Provincia, è evidente che entro pochi anni dovremo coinvolgere maggiormente i laici nelle nostre strutture apostoliche e questo esigerà da parte nostra una più chiara messa a punto organizzativa interna. L’accettare tale struttura organizzativa per l’Apostolato comporterà egualmente di ridefinire la natura della organizzazione e la dimensione delle comunità. Come sapete, consistenti risorse della Provincia sono devolute alla manutenzione di alcune delle strutture esistenti ormai vecchie. Di conseguenza la Provincia, ed il Capitolo in particolare, dovrebbero intraprendere una seria riflessione su tale questione. 7. Nella nostra tradizione e in conformità con il principio della povertà paolina, ogni attività apostolica si sostiene ed assicura risorse per il proprio sviluppo, e noi viviamo del frutto del nostro lavoro. È bene quindi coordinare le attività apostoliche, riorganizzare l’amministrazione attraverso un sistema contabile unificato, riunire insieme le risorse e renderle disponibili per l’intera Provincia (cf Cost. e Dir. 193.3). FAMIGLIA PAOLINA 8. Negli ultimi anni, le relazioni con le altre congregazioni della Famiglia Paolina negli Stati Uniti sono migliorate molto. Un grazie a coloro che hanno lavorato per questo. I visitatori hanno notato ugualmente una rinascita degli Istituti aggregati e uno sviluppo costante dei membri. Certamente questo è un segno molto forte di speranza per la Famiglia paolina. Uniti da un vero spirito di famiglia, potrete fare molto nel nostro apostolato della comunicazione sociale e nella pastorale vocazionale. Cari fratelli, vi sono vicino con l’aiuto fraterno e la preghiera. Possa il Divino Maestro aiutarvi a progredire nel viaggio paolino, nonostante le difficoltà che sembrano occasionalmente essere insormontabili. Possa la sua assicurazione: «Non temete, io sono con voi sempre!» essere una sorgente perenne di speranza e di coraggio per tutti. Roma, 26 novembre 2000 DON PIETRO C AMPUS Superiore generale 17 REGIONE GRAN BRETAGNA-IRLANDA Don Jose Pottayil e Fr. Francesco Chessa 20-29 novembre 2000 AI FRATELLI DELLA REGIONE GRAN BRETAGNA-IRLANDA Linee programmatiche Cari Fratelli, SUPERIORE 2000. REGIONALE: Don Andrew Pudussery, 16 dicembre MEMBRI: 7 sacerdoti e 5 discepoli perpetui. Età media: 58 anni. COMUNITÀ E ATTIVITÀ: º Ballykeeran (Irlanda): È la prima casa della Congregazione in Irlanda (1947). La comunità è composta da 4 confratelli (1 sacerdote e 3 discepoli perpetui), di cui tre impegnati nella tipografia e uno nella libreria di Athlone. º Maynooth (Irlanda): La casa è sorta negli anni ’80 con intento vocazionale e formativo. Attualmente conta tre confratelli (2 sacerdoti e 1 discepolo perpetuo), impegnati nella libreria di Dublin e nella promozione e distribuzione di quanto viene editato nella Regione e, in modo mirato, dai paolini/e delle altre circoscrizioni di lingua inglese. º London (Inghilterra): La comunità è composta da 5 confratelli (4 sacerdoti e 1 discepolo perpetuo), di cui due impegnati nella libreria e tre nell’editrice St Pauls. I 12 membri che costituiscono la Regione sono di cinque diverse nazionalità: Filippine (1), India (6), Irlanda (1), Italia (3), Venezuela (1). L’apostolato si esprime prevalentemente attraverso la stampa: a Ballykeeeran per quanto riguarda il Messale festivo annuale (22.500 copie) e il Foglietto liturgico domenicale (265.000 copie settimanali); in London per quanto riguarda l’editoria del libro. Le librerie operanti nella Regione sono quattro: Athlone, Dublin London e Leeds. Sono motivo di preoccupazione in vista del futuro la persistente carenza di vocazioni e l’avanzare dell’età dei membri. Il Superiore regionale risiede in London. 18 Dopo la visita canonica effettuata dai consiglieri Fr. Francesco Chessa e Don Joseph Pottayil, e la nomina di DON ANDREW PUDUSSERY come Superiore regionale per i prossimi tre anni, desidero anzitutto esprimere i ringraziamenti più sentiti a Don Pius Nechikkatt e al suo Consiglio per la generosità e l’impegno con cui hanno guidato la Regione durante il recente mandato. Inoltre, per aiutarvi nella preparazione della vostra prossima Assemblea, vi indico le seguenti Linee di riferimento. I. VITA DI PREGHIERA E DI COMUNITÀ 1. Le tre comunità della Regione hanno un carattere eminentemente apostolico e i vostri programmi comunitari sono funzionali alle necessità dell’apostolato. Tuttavia, non si deve dimenticare che la fedeltà alla preghiera e alla vita di fraternità sono due elementi fondamentali della nostra consacrazione. I visitatori hanno notato che tali valori meritano particolare attenzione da parte vostra, per un adeguato miglioramento. La fedeltà alla celebrazione eucaristica, alla meditazione, alla visita, ai ritiri ed esercizi spirituali sono sorgenti indispensabili di vita (cf Cost. e Dir. 51-59). Gli incontri comunitari e regionali, una sufficiente informazione, la compartecipazione delle responsabilità e la disponibilità ad accettarle, possono migliorare il legame fraterno che vi unisce. 2. L’esperienza recente di alcuni confratelli, che si sono trovati ad affrontare una crisi personale sfociata nell’abbandono della Congregazione, ci induce a riflettere. Forse tale sorte poteva essere evitata con una più adeguata attenzione e un più fraterno sostegno. È necessario tenere presente che la nostra consacrazione e missione può essere positivamente vissuta solo nel seno e con l’aiuto della comunità (cf Cost. e Dir. 17-18). 19 3. Le sorelle delle altre Congregazioni della Famiglia Paolina, presenti nei vostri due paesi, hanno espresso il desiderio di migliorare i rapporti reciproci a tutti i livelli. Si aspettano da noi che viviamo ed esercitiamo la nostra funzione di “altrice”, così come il Fondatore desiderava (cf Cost. e Dir. 3). II. PROMOZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE 4. So che siete consapevoli che questa realtà costituisce per voi una emergenza. Senza vocazioni locali, infatti, non vi è futuro per la nostra presenza nella Regione. Ma vi esorto alla fiducia. Anche se il vostro impegno nel settore non ha dato i risultati sperati, non possiamo rinunciare al lavoro per le vocazioni. Con fiducia nel “Signore della messe”, vi invito a continuare il lavoro intrapreso. Le nostre comunità, le librerie, i nostri prodotti e soprattutto la testimonianza della nostra vita sono i mezzi più adatti per attrarre vocazioni e formarle secondo lo spirito del nostro Fondatore. 5. La formazione continua è un’altra area da non trascurare. Tenendo conto del ridotto numero dei membri, può sembrare impresa ardua. Ma è indispensabile dedicare tempo a rinnovare ed aggiornare le proprie doti spirituali ed apostoliche con un programma fattibile, sia a livello personale che di comunità e di Regione. III. APOSTOLATO 6. Il vostro apostolato è efficiente e stabile, anche se una migliore coordinazione e una maggiore partecipazione dei confratelli allo studio e alla programmazione gioverebbero non poco sia all’apostolato in sé che all’armonia interna delle comunità e alla gioia di vivere insieme. La rinascita delle edizioni, l’apertura di nuovi centri a Birmingham e a Leeds, e la collaborazione con altre circoscrizioni nella diffusione dei prodotti paolini di lingua inglese, sono segni molto positivi. Ma un relativo isolamento delle comunità si riflette anche nella coordinazione dell’apostolato. Sarà dunque necessario redigere un progetto apostolico regionale, e perseguire una sua 20 metodica esecuzione, per evitare dispersione di risorse. La distribuzione può essere migliorata, così che le nostre librerie siano i canali privilegiati per la distribuzione dei nostri prodotti. IV. AMMINISTRAZIONE 7. La situazione economico-finanziaria della Regione non desta particolari preoccupazioni. Tuttavia la gestione dovrà essere coordinata dal Governo regionale e le risorse messe al servizio dell’intera Regione. È comprensibile la difficoltà d’intesa, trovandovi a vivere in due diversi paesi, con valute e sistemi contabili diversi. Ma confido che un generoso sforzo vi consenta di superare la persistente mentalità di autonomia locale, e di trovare un metodo efficace per conseguire una armoniosa gestione di tutte le realtà della Regione. 8. Circa l’assetto comunitario dell’intera Regione Gran BretagnaIrlanda, data la elevata età media e lo scarso numero dei membri, senza prospettive immediate di nuovi inserimenti, alcuni confratelli hanno posto un interrogativo sul numero stesso delle Comunità. Su questo e su altri problemi non meno importanti – quali l’assenza di vocazioni, – la vostra Assemblea dovrà riflettere attentamente, con fede e serenità, con realismo e speranza. E il nuovo Governo regionale prenderà le decisioni più opportune, in un tempo definito. Cari fratelli, vi sono vicino nel vostro cammino spirituale e apostolico, e condivido con voi gioie e speranze, preoccupazioni ed ansie. Disponiamoci insieme, ai piedi del divino Maestro, la cui assicurazione: «Non temete, io sono con voi!» è una sorgente perenne di speranza e di coraggio. Vi affido alle cure di Maria, Regina degli Apostoli e di san Paolo, nostro ispiratore e padre. Con fraterno affetto. Roma, 6 gennaio 2001 DON PIETRO C AMPUS Superiore generale 21 INFORMAZIONI E COMUNICAZIONI 1. RICORRENZE GIUBILARI 2001 Riportiamo l’elenco dei Fratelli che quest’anno festeggiano tappe significative di vita paolina. Ci sentiamo uniti a loro, condividendone la gioia e il rendimento di grazie a Dio. A ciascuno, la nostra gratitudine e l’augurio di un sempre fecondo apostolato paolino. 60° di Ordinazione Sacerdotale CENDRON don Attilio Stanislao (Bogotà, Colombia) DAMINO don Andrea Ezechiele (Roma, Italia) FORNASARI, don Eugenio Giovanni (Alba, Italia) TEMPRA don Attilio Aldo Emanuele (Albano Laziale, Italia) 60° di Professione Religiosa COLLETTI fr. Mario Michele (Roma, Italia) 50° di Ordinazione Sacerdotale BONI don Primo Luigi (Roma, Italia) CORRÀ don Giacomo Ilario (Albano Laziale, Italia) DORIO don Mario Renato (Arpajon, Francia) ROSSI don Antonio Eugenio (Roma, Italia) 50° di Professione Religiosa CIOCCOLETTA fr. Ugo Bruno (Roma, Italia) DANIELE fr. Salvatore Giovanni Eugenio (Bari, Italia) FUTSUKI fr. Isao Domenico Stanislao (Osaka, Giappone) LÓPEZ LUCIO fr. Lucinio Fernando (Las Rozas, Spagna) PEZZATO fr. Mario Miradio Gregorio (Roma, Italia) SANTORO fr. Frank Marion (Staten Island, Usa) SANTORO fr. Robert Benedict (Staten Island, Usa) SCAPIN fr. Fortunato Ferdinando (Alba, Italia) TORTI fr. Giuseppe Francesco (Roma, Italia) 22 25° di Ordinazione Sacerdotale BRUSTOLIN don Arno José (São Paulo, Brasile) CAON don Zulmiro (Rio de Janeiro, Brasile) CONTI don Mario Giuseppe (Roma, Italia) DUARTE don Luiz Miguel (São Paulo, Brasile) DUDEK don Zbigniew Stanislaw (Maslonskie, Polonia) MANIAMKERIL don Francis Felix (New Delhi, India) MONDINI don Luciano Luigi (Pescara, Italia) PONCE MERLOS don Gonzalo Cirilo (Miami, Usa) PROIETTI don Giuseppe (Milano, Italia) ROSCANI don Amedeo (Catania, Italia) 25° di Professione Religiosa DÍAZ ROJAS fr. Fidel Jorge (Aguascalientes, Messico) ELAVUNKAL fr. Mathew (New Delhi, India) MARINO GRANFAZZA fr. Umberto (Catania, Italia) THADATHIL fr. Joseph Blaise (Mumbai, India) VALLIKATTUPARAMBIL fr. Francis Richard (Mumbai, India) 2. PARTIMMO VERSO ROMA Guida storico-geografica ai luoghi “paolini” di Roma e dintorni È il nuovo volume preparato dall’apposita Commissione costituita dai Superiori generali della Famiglia Paolina. Esso completa la guida ai luoghi paolini del Piemonte, uscita un paio di anni fa con il titolo “Tutti là siamo nati”. Come il precedente, Partimmo verso Roma si compone di tre parti: nella prima (La preistoria delle fondazioni) vengono documentati il proposito di Don Alberione di stabilire la Famiglia Paolina nella “città del Papa”, i preparativi, l’arrivo e le prime realizzazioni nell’anno 1926-1927; seguono nella seconda parte (I luoghi fondazionali) notizie storiche sui luoghi relativi alla nascita e allo sviluppo dei singoli Istituti in Roma e nella diocesi di Albano, sulle chiese paoline nell’Urbe (Regina Apostolorum, Divin Maestro, Buon Pastore), sulle tombe dei nostri padri; la terza parte (Preghiere, letture e 23 canti) contiene piste di riflessione e preghiera per fare memoria del patrimonio carismatico ricevuto. Insieme a “Tutti là siamo nati”, il libro ha il merito di mettere a disposizione di tanti parte di quel “patrimonio di memoria” noto ai pochi protagonisti ancora viventi. Editato dall’Archivio storico generale della Famiglia Paolina, conta 188 pagine ed è corredato di 32 pagine fuori testo di documentazione fotografica a colori e in bianco e nero. È disponibile in lingua italiana. 3. XIX INCONTRO DEI G OVERNI GENERALI DELLA FAMIGLIA PAOLINA Si è svolto dal 16 al 19 gennaio nella Casa Divin Maestro di Ariccia sul tema “Nel nuovo secolo con il cuore di Alberione”. Lo svolgimento dell’incontro è stato illuminato dai contenuti del dossier, preparato dalla commissione intercongregazionale sul Progetto unitario di Famiglia Paolina, che ha fornito opportune piste di riflessione per una lettura del nostro essere “famiglia” secondo il progetto consegnato dallo Spirito a don Alberione. Appena sarà tradotto, tale studio verrà trasmesso a tutti. Il Messaggio finale è riportato a pag. 26 di questo numero del San Paolo . Raccolta a favore della “Bibbia per la Cina Continentale” Le offerte a sostegno dell’iniziativa vanno inviate all’Economo generale, specificando nella motivazione: “Bibbia per la Cina”. Per il versamento si può utilizzare anche il Conto Corrente Postale n° 36790004, intestato a: Società San Paolo, Via della Fanella 39, 00148 Roma, apponendo la causale: Offerta Bibbia per la Cina. 24 SS. MESSE PERPETUE ALL’ATTENZIONE DEI SUPERIORI DI CIRCOSCRIZIONE E DI COMUNITÀ E DEI SINGOLI SACERDOTI L’opera della celebrazione annuale delle “2400 Sante Messe” per i Cooperatori è stata voluta dal Fondatore, venerabile Don Giacomo Alberione, quale segno di riconoscenza e gratitudine verso tutti coloro che aiutano gli apostolati della Famiglia Paolina. Si tratta di un impegno al quale ogni sacerdote della Società San Paolo è seriamente tenuto. Mentre ringrazio i Superiori di circoscrizione o di comunità che hanno già dato espressa conferma di aver adempiuto a tale obbligo nell’anno 2000, sollecito la risposta di chi non ha ancora dato conferma dell’avvenuta celebrazione. Colgo l’occasione per ricordare che anche per l’anno 2001 sono 6 (sei) le Messe da celebrarsi da ogni sacerdote paolino. I Responsabili di circoscrizione e comunità siano solerti nel ricordare ai fratelli sacerdoti questo dovere. Per quanto riguarda l’iscrizione all’Opera Ss. Messe Perpetue, ricordo: 1. L’iscrizione all’Opera delle Ss. Messe Perpetue deve essere individuale e perpetua. 2. L’offerta di iscrizione deve essere valutata doppia rispetto all’offerta corrente per ogni Messa nella Chiesa locale. 3. Il 50% dell’offerta rimarrà alla Casa, l’altro 50% dovrà essere inviato alla Direzione generale dell’Associazione Cooperatori Paolini in Casa Generalizia. 4. La lista degli iscritti con la relativa offerta dovranno essere inviate entro, e non oltre, tre mesi dall’iscrizione, affinché essi possano godere al più presto dei benefici spirituali delle 2400 Messe. DON GIULIANO SAREDI Segretario generale 25 DOCUMENTI XIX INCONTRO DEI GOVERNI GENERALI DELLA FAMIGLIA PAOLINA Ariccia, Casa Divin Maestro, 16-19 gennaio 2001 MESSAGGIO FINALE Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo vissuto il nostro annuale appuntamento dei Governi generali della Famiglia Paolina ancora avvolti dalla luce di quella “notte” che ci ha visti ovunque convocati per rivivere l’esperienza carismatica del nostro Fondatore. Come il giovane Alberione, abbiamo avvertito quanto sia urgente anche per noi “prepararsi a fare qualcosa per il Signore e per gli uomini del nuovo secolo”. E portando in noi queste grandi idealità, ci siamo riuniti ad Ariccia animati dal desiderio di entrare “nel nuovo secolo con il cuore di Alberione”. Vorremmo essere capaci di trasmettervi quanto lo Spirito Santo ha fatto circolare tra noi nelle tre giornate d’incontro e quanto è risuonato negli scambi verbali ma soprattutto nei nostri cuori: un profondo desiderio di essere e di sentirci “famiglia” e di rispondere al disegno di Dio superando difficoltà e faticosità del passato. Le condivisioni di queste giornate, alle quali ogni Congregazione si era precedentemente preparata, avevano il sapore e il gusto della profezia, la forza e la grazia dell’ispirazione del Fondatore che ci desiderava – religiosi e laici – “un unico corpo”, proteso verso quella nostra grande parrocchia, costituita dal mondo intero. Una più convinta coscienza di “famiglia” Insieme abbiamo reso grazie per il cammino compiuto in questi anni; abbiamo riconosciuto che la nostra coscienza di famiglia è andata gradualmente crescendo, anche attraverso varie iniziative che 26 hanno assunto quasi un ruolo istituzionale: l’incontro annuale dei Governi generali e quello periodico dei Superiori generali; la collaborazione tra i vari Istituti nell’ambito dell’animazione spirituale, formativa e apostolica; il corso di formazione al carisma di Famiglia Paolina; le più svariate occasioni di convegni, in ogni parte del mondo, in vista di particolari circostanze; la vicinanza concreta e solidale di tutta la Famiglia in momenti di necessità dell’uno o dell’altro Istituto. Ma soprattutto la nostra riflessione è stata illuminata dai contenuti del dossier, preparato da una commissione intercongregazionale, sul Progetto unitario di Famiglia Paolina. Tale commissione, interrogando la storia e il pensiero del Fondatore, ha tentato una lettura corale, come Famiglia, del nostro essere “molti in un corpo solo”, secondo un progetto che riconosciamo consegnato dallo Spirito a don Alberione e partecipato a noi tutti – religiosi e laici – per essere vissuto con fedeltà creativa. Abbiamo contemplato questo “dono” specialmente nella veglia di adorazione posta al centro dei nostri lavori: alla luce di Gesù Eucaristia è risuonato in modo nuovo l’invito del Fondatore a pensare, programmare e operare con prospettiva di Famiglia, come membra di un unico corpo. Pensare, programmare e operare con prospettiva di Famiglia Ci siamo lasciati fortemente interpellare dalle parole di don Alberione che nel 1963 lamentava: “Non si è ancora capita tutta la Famiglia Paolina, le singole parti e la missione che ha nel mondo. È Dio che l’ha voluto...”. E abbiamo, pertanto, guardato al futuro cercando di cogliere la conversione alla quale siamo chiamati, in vista di quel salto di qualità che tutti noi desideriamo, che la Chiesa e i popoli attendono. Alla luce dell’ecclesiologia di comunione, abbiamo compreso la necessità di convertirci ad una mentalità nuova, di chiarire sempre meglio il significato dell’unità della Famiglia nella diversità e spec ificità propria di ogni Istituzione, per renderci sempre più consape27 voli che ogni nuovo Istituto, chiamato alla vita attraverso don Alberione, è nato a “completamento della Famiglia Paolina”. Per rispondere anche concretamente a questi appelli dello Spirito, ci siamo insieme impegnati: § a valorizzare i contenuti del dossier “Progetto unitario di Famiglia Paolina”, preparato dalla commissione incaricata. Appena possibile, tale studio verrà trasmesso, tradotto nelle lingue più utilizzate nella Famiglia Paolina, a tutte le sorelle e i fratelli. Nello stesso tempo, i Superiori generali provvederanno a ricostituire la commissione intercongregazionale di studio; § ad assumere una pratica permanente di dialogo all’interno della Famiglia Paolina proseguendo le iniziative già esistenti e consolidando gli incontri tra i governi di circoscrizione; a favorire anche occasioni di scambio specialmente tra i consiglieri generali incaricati dell’area della formazione; § a migliorare ulteriormente e sostenere il Corso di formazione al carisma di Famiglia Paolina. Siamo consapevoli che la sfida della comunione è la grande sfida del terzo millennio! Ci auguriamo che la rinnovata speranza che è sbocciata nei nostri cuori si estenda nelle circoscrizioni e nelle comunità, coinvolgendo gli Istituti aggregati e i Cooperatori, perché insieme possiamo realizzare il grande dono concesso dallo Spirito a don Alberione, preziosa eredità per tutti noi e sfida verso sempre nuove frontiere di evangelizzazione. Con affetto, in Cristo Maestro e Pastore. Ariccia, 19 gennaio 2001 i partecipanti e le partecipanti al XIX Incontro dei Governi Generali della Famiglia Paolina 28 Il loro ricordo è in benedizione DON MOISES PASCUAL LEVISTE nato il 25 novembre 1924 a San Isidro (Filippine) entrato nella Società San Paolo il 30 giugno 1937 defunto il 19 dicembre 2000 a Pasay City (Filippine) Nato a San Isidro (Batangas) il 25 novembre 1924, Moises era entrato nella Società San Paolo a Lipa City nel giugno del 1937, all’età di tredici anni. In questa casa compì il curriculum formativo fino al noviziato, che trascorse a Pasay City e che concluse emettendo la professione religiosa il 25 gennaio 1944. Pasay City segnò anche le tappe successive della sua formazione paolina: qui emise la professione perpetua il 25 gennaio 1949 e fu ordinato sacerdote il 15 dicembre 1951. In occasione della professione perpetua così veniva presentato dal Maestro di gruppo: «È il primo fiore che si raccolse in queste Isole l’anno 1937». Ne seguiva un giudizio lusinghiero: carattere sensibile e docile, energico e risoluto; fedele e costante nel cammino di perfezione; dedizione, spirito di sacrificio e di abnegazione nell’apostolato. Dopo l’ordinazione sacerdotale, suo campo di apostolato fu l’impegno pastorale nella parrocchia paolina “Our Lady of Sorrows” in Pasay City. Aveva già mostrato particolare attitudine a questo compito negli anni della formazione, quando aveva associato all’apostolato della stampa quello parrocchiale, dando “bella prova di povertà e disciplina”. Dal 1977 al 1984 la cura pastorale si accompagnò al servizio di Superiore della comunità locale; dal 1984 al 1997 funse da Parroco. In parrocchia Don Pascual fu molto apprezzato. Era nota la sua disponibilità e la sua facilità a tessere rapporti franchi e sereni; la sua sensibilità pastorale comprensiva e ferma all’occorrenza; il suo saper farsi amico di tutti. 29 Nel 1997 dovette subire un’operazione al cuore e non poté più riprendere la cura d’anime. Rimase tuttavia in parrocchia, aiutando secondo le possibilità; in verità, più con l’offerta della sua sofferenza. La morte lo ha colto il 19 dicembre scorso nell’ospedale “San Juan de Dios” di Pasay City, dov’era ricoverato per problemi cardiaci. Riposa nel cimitero di Lipa City. DON FRANCO SALESIO PIERINI nato il 21 settembre 1931 a Roma (Italia) entrato nella Società San Paolo il 2 aprile 1951 defunto l’11 gennaio 2001 a Roma (Italia) Un suo profilo biografico essenziale lo tracciò lui stesso per i lettori di Famiglia Cristiana, assumendone la direzione nel maggio 1998. Scriveva: «Religioso della Società San Paolo dal 1954, sono stato ordinato sacerdote nel 1957. Da allora ho insegnato per molti anni alcune discipline teologiche e storiche e insieme ho avuto occasione di svolgere una svariata attività redazionale (direttore di Orizzonti, collaboratore di una serie di riviste culturali e di attualità, autore di libri, ecc.). La cosa più curiosa, però, è che io e Famiglia Cristiana siamo nati nello stesso anno, nel 1931… Io venni al mondo a Roma, la rivista ad Alba». Don Franco, nato a Roma il 21 settembre 1931, aveva fatto il suo ingresso nella Società San Paolo ad Alba nell’aprile 1951, già studente universitario. Di intelligenza spiccata e vivace, manifestò ben presto la sua grande passione per lo studio e la sua perspicacia che, unita a chiarezza di esposizione, in seguito avrebbe giovato assai alla sua opera di docente e di scrittore. Nel settembre del 1953 fu accolto ad Albano Laziale (Roma) per l’anno di noviziato, che concluse con la prima professione religiosa a Roma l’8 settembre 1954. Seguirono gli studi teologici e l’ordinazione sacerdotale a Roma, il 7 luglio 1957. 30 Conseguì il dottorato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma con la tesi “Gramsci e la storiologia della rivoluzione (1914-1920). Studio storico-semantico”. Insegnò nel Collegio teologico internazionale paolino dal 1959 al 1970; nella Pontificia Facoltà di San Bonaventura dal 1972 e presso l’USMI (Unione Superiore Maggiori Italiane) dal 1966. Le istituzioni della Famiglia Paolina e altre istituzioni religiose beneficiarono delle sue lezioni, conferenze o dell’opera di consulenza; ne apprezzarono la competenza. Storia della Chiesa e Patristica furono l’oggetto prevalente del suo insegnamento. In questa direzione si esplicò anche la sua attività redazionale che, iniziata con la rivista Orizzonti, divenne collaborazione assidua a riviste paoline (Famiglia Cristiana, Vita Pastorale, Jesus, ecc.) e non paoline, e prese forma di libri a tema patristico o storico. La direzione di Famiglia Cristiana fu l’ultimo incarico di Don Franco: vi giunse nel maggio 1998 e vi rimase fino all’agosto 1999. «L’importante è arrivare al momento giusto, ma anche andarsene quando appare necessario e opportuno », scrisse congedandosi dai lettori. Probabilmente avvertiva in sé le avvisaglie della malattia che affliggeva il suo organismo. Dovette ricoverarsi. Si scoprì un tumore intestinale in stato avanzato. Accolse questa prova con la serenità che proviene dalla fede, continuando la sua attività nei limiti del possibile. Il Signore lo ha chiamato a sé l’11 gennaio scorso. È tumulato nel cimitero di Albano Laziale. FR. FLORINDO CELESTE D’ASCENZO nato il 27 marzo 1924 a Fontavignone (Italia) entrato nella Società San Paolo il 23 dicembre 1939 defunto il 19 gennaio 2001 ad Alba (Italia) «Per noi è una grazia grande saperlo consacrato a Dio», scrivevano i genitori nell’agosto 1941, a pochi giorni dalla professione religiosa di quel loro figlio che desiderava tanto “farsi religioso in qualità di 31 confratello laico” nella Società San Paolo. Florindo si trovava nella casa di Roma dal dicembre 1939, proveniente da Fontavignone (L’Aquila) dove era nato il 27 marzo 1924. Nell’aprile 1940 aveva fatto il suo ingresso in noviziato, distinguendosi per il suo carattere semplice e gioviale; capace di lavoro interiore e di generosa dedizione all’apostolato. Qualità ben conosciute e apprezzate da chi ebbe modo di conoscerlo e vivere con lui negli anni successivi. Emessa la prima professione religiosa il 27 agosto 1941, fino al 1950 Fr. Florindo visse a Roma, impegnato presso il magazzino locale; nel frattempo si preparava alla consacrazione in perpetuo al Signore che avvenne il 4 maggio 1947. Con il medesimo incarico, magazzino e spedizione, nel 1950 fu trasferito a Torino, dove rimase fino al 1953, anno in cui iniziò la sua permanenza nella Casa Madre di Alba che si sarebbe protratta per tutto il resto della sua vita. In Alba le sue occupazioni furono varie: il servizio della posta e commissioni varie furono una costante; fece per qualche tempo il calzolaio; lavorò alla rotocalco, nel magazzino e infine in brossura. Aveva sempre un sorriso per tutti; sulla sua bocca era sempre pronta la battuta che rasserenava; pareva che la tenesse in serbo per la circostanza, tanto era semplice e azzeccata. Aveva influito su di lui la sana educazione familiare ricevuta, che accomunava in sé la semplicità del contadino e la saggezza di chi, nella propria povertà, sa godere di ogni cosa come dono di Dio. Presentandolo al Superiore della casa di Roma per l’accettazione in Congregazione, dopo aver parlato della condizione della famiglia “estremamente povera”, il parroco proseguiva: «la famiglia confida nella Sua bontà di accettarlo come quel bisognoso che realmente è, mentre io Le do assicurazione che non ne rimarrà scontento, essendo un giovinetto pieno di buona volontà, d’indole mite, amante del lavoro, ubbidiente e rispettoso». Non v’è forse ritratto migliore. Egli ha vissuto così fino all’ultimo. Anche quando si è incontrato con la sofferenza: un tumore allo stomaco ormai in stato avanzato e non più operabile, che lo ha condotto il 19 gennaio scorso all’incontro col Padre. Ha accolto e offerto tutto con quello spirito di riparazione che, secondo il Fondatore, “è carattere particolare dello spirito del Discepolo”. È sepolto nel cimitero di Alba. 32 FR. CIRILO JOSÉ PEÑAS NÚÑEZ nato il 29 marzo 1927 a Quintanas Rubias Abajo (Spagna) entrato nella Società San Paolo il 24 ottobre 1946 defunto il 20 gennaio 2001 a Madrid (Spagna) Nato a Quintanas Rubias Abajo (Soria) il 29 marzo 1927, era entrato diciannovenne nella Società San Paolo a Deusto-Bilbao il 24 ottobre 1946. Qui compì la prima formazione; fece il noviziato; e, il 4 settembre 1948, emise la prima professione religiosa. Si consacrò definitivamente al Signore sei anni più tardi, l’8 settembre 1954, nella casa di Zalla (Vizcaya). L’apostolato attraverso la propaganda e la libreria caratterizzarono la tappa della vita paolina di Fr. Cirilo dopo la professione perpetua. Dopo il biennio trascorso nell’Ufficio Cooperatori di Bilbao (1954-1956), seguì il ventennio di permanenza in America Latina, impegnato soprattutto nell’apostolato della propaganda e della libreria: dal 1956 al 1960 fu a Caracas (Venezuela) e dal 1960 al 1974 a Bogotà (Colombia). Rientrando in Spagna, fu destinato alla libreria di Oviedo (19741981); quindi a Sevilla (1981-1987). In questo lungo periodo l’entusiasmo e la dedizione senza riserve all’apostolato furono una costante. Il 1987 diede inizio alla terza tappa della sua vita paolina: quella della sofferenza. Una grave trombosi lo segnò per il resto della sua vita: il difficile e laborioso processo di ricupero, al quale egli si sottomise con lodevole impegno, non diede grandi risultati. Privo della parola e limitato nelle sue capacità fisiche, dal volto di Fr. Cirilo trasparivano grande fede e serenità. Sia nella comunità di Sevilla che in quella di Las Rozas, dove si trovava dal 1995, fu balsamo di pace e di fraternità. Sapeva suscitare amicizie spontanee; si faceva ben volere e il suo sorriso amorevole era un regalo sempre pronto per tutti, senza distinzioni. La sua semplicità, la sua amabilità, la sua serenità, il suo largo sorriso rimarranno nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto e hanno vissuto con lui. Sapeva dire sempre “sì”… Quello definitivo lo ha detto nell’ospedale “Virgen del Valle” di Madrid il 20 gennaio scorso. È tumulato nel cimitero di Las Rozas. 33 DON HUMBERTO MARIO AGUILAR ZAMORA nato il 12 giugno 1942 a Fresnillo Zacatecas (Messico) entrato nella Società San Paolo l’8 gennaio 1962 defunto il 20 gennaio 2001 a Guadalajara (Messico) Nato a Fresnillo Zacatecas (Messico) il 12 giugno 1942, era entrato nella Società San Paolo a Ciudad de México l’8 gennaio 1962, all’età di vent’anni. Fin da subito si qualificò come giovane parco di parole, appassionato per l’apostolato paolino, presenza discreta e attiva. A México si preparò alla vita paolina, compì il noviziato, che concluse il 25 dicembre 1966, emettendo la professione religiosa. Seguirono i corsi di teologia a Roma, dove si consacrò definitivamente al Signore l’8 settembre 1972 e ricevette l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1973. La direzione dell’apostolato, la formazione e il servizio dell’autorità furono le mansioni che caratterizzarono la vita paolina di Don Humberto dopo il suo rientro in patria. Fu responsabile dell’apostolato nella comunità di México, Taxqueña (1973-1974); seguì un decennio in cui operò nel settore formativo a Guadalajara e a México (1974-1985); quindi fu trasferito a Los Angeles (Usa) per espletarvi il servizio di superiore ed economo (1985-1991). Fu in questo periodo (1990) che nell’ospedale “Sagrado Corazón” gli fu diagnosticato un cancro alle ossa. Iniziando il suo Calvario, sulle sue labbra poche parole: “Offro la mia vita per la comunità di Los Angeles e per le vocazioni delle Pie Discepole”, e tanta serenità sul volto. Nonostante il precario stato di salute, Don Humberto non si diede per vinto. Nel 1991 rientrò a Guadalajara con il compito di responsabile dello stabilimento tipografico e della produzione a livello provinciale; nel 1995 fu nominato delegato per gli Istituti aggregati. Don Humberto ha trascorso gli ultimi giorni soffrendo in silenzio, sorretto dalla speranza di poter continuare a donarsi all’apostolato paolino. Fu, questo, per lui un amore grande e intenso che trasmetteva con l’esempio, attraverso la predicazione, nelle riunioni comunitarie o semplicemente a livello confidenziale. Le sue ultime 34 parole furono per l’apostolato e per i fratelli: “La mia macchina... lavorare per il bene. Perdono tutti e chiedo perdono a quanti ho offeso”. Ci ha lasciati il 20 gennaio ed è sepolto nel Panteón Civil de San Nicolás de Tolentino di Città del Messico. FR. REMIS CHRISTOPHER TOPPO nato il 2 novembre 1929 a Kurdeg (India) entrato nella Società San Paolo il 1° gennaio 1953 defunto il 30 gennaio 2001 a Kurdeg (India) Nato a Kurdeg (Jharkhand) il 2 novembre 1929, Remis era entrato nella Società San Paolo ad Allahabad nel gennaio 1953. Aveva ventitré anni ed aveva già frequentato le scuole superiori. In Allahabad trascorse gli anni della sua formazione paolina; emise la prima professione religiosa il 9 settembre 1957, assumendo il nome di Christopher; si consacrò definitivamente al Signore cinque anni più tardi, l’8 settembre 1962. L’attività tipografica, nella quale privilegiò il settore della stampa, e il servizio alle comunità caratterizzarono la vita paolina di Fr. Christopher dopo la professione perpetua. Carattere pratico e dotato di iniziativa, non si sottrasse a sacrifici e responsabilità. Allahabad (1962-1968), New Delhi (1968-1980 e 1986-1990), Mumbai (19801985), Eluru (1985-1986) beneficiarono della sua attiva presenza apostolica e del suo servizio. Dal 1990 si trovava nella comunità di Bangalore come responsabile della legatoria. Persona semplice ed umile, calma e disponibile, socievole nel tratto e sempre pronta al sorriso, sapeva farsi ben volere. Con il passare degli anni la sua salute, sebbene non soggetta a gravi infermità, si era fatta precaria. Recentemente si era recato in famiglia, a Kurdeg, suo paese natio, per trascorrervi un periodo di riposo. Qui la morte lo ha colto improvvisamente il 30 gennaio. «Egli è stato un modello di vita religiosa e di zelo apostolico; un instancabile operaio nella vigna del Signore», testimoniano di lui i Confratelli. Riposa al Sacred Heart Church di Kurdeg. 35 FR. SPIRITO MAGGIORINO CALDELLARA nato il 7 settembre 1912 a Benevello (Italia) entrato nella Società San Paolo il 2 maggio 1927 defunto il 5 febbraio 2001 ad Alba (Italia) La sua avventura paolina era cominciata nella comunità di Alba il 2 maggio 1927, all’età di quindici anni. Proveniva da Benevello (Cuneo), dov’era nato il 7 settembre 1912. Al paese natio aveva conosciuto il Teologo Alberione, che vi si recava a svolgere il ministero pastorale, e altri sacerdoti paolini tra cui il Maestro Giaccardo. Egli stesso era primo cugino di Maggiorino Vigolungo e ne assumerà il nome nell’atto di emettere la prima professione religiosa ad Alba il 19 marzo 1934. La fase “italiana” della sua vita paolina, cioè il periodo compreso tra l’ingresso in Congregazione e la sua partenza per la Francia (1927-1949), Fr. Maggiorino la trascorse impegnato in mansioni d’apostolato diverse: dalla compositoria a caratteri mobili, alla stereotipia e linotipia; dalla cartiera alla fonditrice, alla produzione d’inchiostri. Contemporaneamente esercitò, a più riprese, anche l’assistenza agli aspiranti discepoli e ai discepoli temporanei e perpetui. Così si usava in quei primi tempi nella Congregazione sotto la guida del Signor Teologo, quando si doveva essere pronti ad ogni cosa per far fronte a molte necessità. «Quanti ricordi di quei bei tempi, benché duri!… », lasciò scritto. Intanto, il 19 marzo 1940, si era consacrato definitivamente al Signore. Il 13 aprile 1949 ebbe inizio la fase “francese” della sua vita, che si protrasse per cinquant’anni (1949-1999). Paris, Nogent-sur-Marne, Arpajon soprattutto, furono le comunità paoline che beneficiarono della vitalità di Fr. Maggiorino. Fu promotore vocazionale e libraio, linotipista e diffusore librario, responsabile della rivista dei cooperatori paolini “Sur les pas de Saint Paul” dal 1965 al 1990. Il declino delle forze ridusse l’attività materiale, ma lasciò campo libero ai ricordi. Fr. Maggiorino affidò in parte ai suoi diari “quei bei tempi della nostra fervorosa gioventù paolina in cui lo zelo profetico del nostro amato Primo Maestro seppe inculcare in ognuno di noi e spronarci nel 36 nostro apostolato”, come scrisse ad un confratello. E mentre trascorreva gli ultimi anni in terra di Francia, coltivando l’orto e curando il giardino adiacente alla casa di Arpajon, egli fissò alcune sue memorie sul Fondatore e sui primi Discepoli del Divin Maestro. Nell’ottobre 1999 Fr. Maggiorino, rientrando in Italia, fu accolto in Casa Madre. Qui la morte lo ha colto il 5 febbraio scorso. Riposa nel cimitero albese. FR. ANTÔNIO DOMINGOS SÁVIO LAZZARI nato il 19 ottobre 1919 a Itaguassu (Brasile) entrato nella Società San Paolo il 23 febbraio 1949 defunto il 9 febbraio 2001 a São Paulo (Brasile) Quando entrava nella Società San Paolo a São Paulo, Fr. Domingos aveva trent’anni. Proveniva da Itaguassu (Itarana) dove era nato il 19 ottobre 1919. Di famiglia contadina, egli stesso aveva fatto il medesimo lavoro fino al suo ingresso in Congregazione il 23 febbraio 1949. Nella comunità di São Paulo si preparò e compì il noviziato, emettendo la professione religiosa il 19 marzo 1951. Seguirono un paio d’anni a Fortaleza (1951-1953), poi di nuovo a São Paulo, dove il 17 agosto 1956 si consacrò in perpetuo al Signore. Nel frattempo aveva svolto l’attività apostolica nella tipografia e nella libreria. Dopo la professione perpetua, il settore della diffusione fu il suo campo di apostolato. Operò nelle librerie di Caxias do Sul (19561962), São Paulo (1962-1966) e Rio de Janeiro dal 1974 in poi; fu addetto al reparto spedizioni di São Paulo dal 1966 al 1974. Uomo di poche parole e assiduo lavoratore, Fr. Domingos preferiva che parlassero le opere. Amava la solitudine e la natura. A Rio de Janeiro si dedicava nei tempi liberi alla cura degli alberi fruttiferi tropicali in un piccolo terreno contiguo alla casa. Dal dicembre scorso Fr. Domingos si trovava nella comunità Cidade Paulina di São Paulo. Già sofferente, andò sempre più decli37 nando. La morte lo ha colto il 9 febbraio nell’ospedale cittadino Iguatemy, dov’era ricoverato da circa un mese. È sepolto nel cimitero SS. Sacramento di São Paulo. DON GIOVANNI BATTISTA TOMMASO MABRITTO nato il 12 gennaio 1912 a Pecco (Italia) entrato nella Società San Paolo il 1° agosto 1924 defunto il 12 marzo 2001 ad Albano Laziale (Italia) Nato a Pecco di Torino il 12 gennaio 1912, era entrato nella Società San Paolo in Alba, all’età di 12 anni, il 1° agosto 1924. Quattro anni più tardi, il 29 ottobre 1928, vestì l’abito religioso. Compiuto il suo noviziato dal 27 dicembre 1931 alla stessa data del 1932, emise i primi voti religiosi il 28 dicembre 1932 e i voti perpetui il 30 dicembre 1935. Trasferito a Roma, vi ricevette l’ordinazione sacerdotale il 19 dicembre 1936. Il suo ministero fu subito l’insegnamento di materie letterarie e di religione: un anno al ginnasio di Roma, poi al liceo di Alba, fino al termine della guerra, estate 1945. In questi anni ebbe parte attiva nella redazione di “Famiglia Cristiana”. Nel novembre dello stesso anno fu inviato a Mittenwald (Baviera) come direttore della Missione Pontificia in Germania per il rimpatrio dei prigionieri di guerra; vi rimase fino all’agosto 1947. Dall’ottobre 1947 al luglio 1949 fu a Roma, alla direzione del settimanale “Il Focolare”. Fu poi superiore dal 1949 al 1954 della comunità di Lugano (Svizzera). Il 15 giugno 1954 fu inviato nell’archidiocesi di Colonia come iniziatore della Congregazione in Germania. Vi rimase fino all’agosto 1982, come Rettore della parrocchia St. Engelbert di Remscheid (Renania-Vestfalia). Dotato di squisita sensibilità letteraria e musicale, durante il superiorato del Maestro Giaccardo in Alba (1936-1946), fu uno degli animatori della vita comunitaria di Casa Madre come maestro di 38 musica (compose anche pregevoli mottetti a quattro voci) e responsabile degli intrattenimenti accademici e ricreativi. La sua “vocazione” di artista e il carattere riservato lo rendevano meno pratico nelle attività apostoliche dirette: ciononostante non si tirò indietro quando venne incaricato di iniziative nuove, come l’avvio del periodico di attualità “Il Focolare” (poi sostituito con “Orizzonti”) e la missione in Germania. Là, oberato dalle attività pastorali della parrocchia, non poté fare molto per l’apostolato paolino; ma con l’aiuto dei confratelli avviò qualche tentativo di editoria in lingua tedesca. Dal 1° novembre 1982, provato nella salute, fu associato alla comunità “Don Alberione” di Albano, dove si è prestato sino agli ultimi mesi per l’accompagnamento del canto liturgico all’harmonium. In questa comunità si è spento, per metastasi tumorale, il 12 marzo 2001 ed è sepolto nel cimitero cittadino. 39 INDICE Presentazione 1 Lettera del Superiore generale Per acquistare il pensiero di Dio La porta chiusa e la “porta spalancata” «Trasformatevi, rinnovando la vostra mente» «Amerai il Signore con tutta la tua mente» E se vivesse oggi? 2 3 4 5 7 Attività del Governo generale 9 Visite canoniche Provincia Stati Uniti Regione Gran Bretagna-Irlanda 14 18 Informazioni e comunicazioni 22 Documenti XIX Incontro dei Governi Generali della Famiglia Paolina Messaggio finale 26 Il loro ricordo è in benedizione I nostri defunti 29 Composizione: Società San Paolo - Casa generalizia Via della Fanella, 39 - 00148 Roma Tel. 06.657.488.11 – Fax 06.657.488.00 E-mail: [email protected] Marzo 2001 – Pro manuscripto