Ciottolino 09 2010 Copertina C Coper ert rti ti tina i Ci Ciottolino-spettacolo.indd Ciott tt tto tolino-spet li ett ttac acolo.indd l ind ndd ddd d 3 1111/11/20 11/11/ 11/11/2 11//1 1111/2 11///200 200 20 009 009 09 10.38 100.3 10 .38.5 388.5 38 .54 54 FONDAZIONE TEATRO REGIO DIREZIONE SVILUPPO E MARKETING LA SCUOLA ALL’OPERA Attività didattica del Teatro Regio Torino in collaborazione con Città di Torino, Regione Piemonte, Agiscuola, Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica – nucleo regionale ex I.R.R.E. Piemonte Direzione Sviluppo e Marketing Direttore Ugo Sandroni Capoufficio Attività Scuola Vincenza Bellina Segreteria Andreina Fanan Ciottolino Testi Nausicaa Bosio, Marco Bricco, Alfonso Cipolla, Lucia Carella, Elisabetta Lipeti, Fabio Naggi, Giovanna Piga, Sabrina Saccomani, Pompeo Vagliani, Luca Valentino Illustrazioni originali Elisabetta Percivati, Lucia Carella (Giochi con la scenografia) La produzione di Ciottolino è realizzata in collaborazione e con il contributo della Fondazione Cosso Edizioni Fondazione Teatro Regio di Torino www.teatroregio.torino.it Copertina Ciottolino-spettacolo.indd 4 11/11/2009 10.39.16 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 1 SOMMARIO Presentazione Ciottolino e la magia della fiaba............................................................................................... 3 Qualche riflessione preliminare .............................................................................................. 4 L’epoca di Luigi Ferrari Trecate e Giovacchino Forzano ................................................... 6 Ciottolino, cento anni ma non si direbbe… ........................................................................... 13 La trama ...................................................................................................................................... 15 Un modello letterario: «Le avventure di Ciuffettino» ..................................................... 17 Proposte di studio interdisciplinare ..................................................................................... 19 Fiabe in musica nel primo Novecento ....................................................................................20 L'Osservatorio dell'Immaginario...........................................................................................23 Lo spettacolo Ai piccoli spettatori… e a quelli grandi................................................................................ 25 Il libretto ................................................................................................................................... 27 Gli spartiti .................................................................................................................................. 37 Il disco ........................................................................................................................................ 69 Proposte operative Laboratorio teatrale «Gli orchi della solitudine».............................................................. 71 Giochiamo con Ciottolino ......................................................................................................... 76 Giochi musicali ........................................................................................................................... 79 Giochi con la drammatizzazione ............................................................................................ 88 Giochi con la scenografia ........................................................................................................ 92 1 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 2 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 3 PRESENTAZIONE CIOTTOLINO E LA MAGIA DELLA FIABA di Giovanna Piga Chi di noi non ha mai ascoltato una fiaba lasciandosi trasportare in un mondo fantastico di avventure, oggetti magici, eroi e cattivi da sconfiggere? Qualcuno si è mai chiesto come fanno le fiabe ad incantarci? La risposta è semplice: con le emozioni… Anche Ciottolino, ascoltando la storia di Ciuffettino fatto re, si immedesima a tal punto da sognare di diventare lui stesso il re del Paese delle Fate! La forza della fiaba, quindi, sta proprio nella sua capacità di risvegliare e comunicare emozioni, pur non esprimendole in maniera esplicita; inoltre, è in grado di raccontare trame a volte molto complesse in maniera semplice, utilizzando il linguaggio simbolico che si lascia interpretare e ci rende protagonisti, perché ognuno è libero di interpretare a modo suo la propria fiaba. Ciottolino sogna di diventare il re del Paese delle Fate per essere finalmente al centro dell’attenzione di tutti e per poter fare tutto ciò che gli aggrada, senza dover rispettare quelle odiose regole che proprio non sopporta; però, se nella realtà questo suo comportamento si risolverà semplicemente con una sonora sgridata, nel Paese delle Fate gli costerà quasi la vita! Inoltre la fiaba non è solo la narrazione di un evento impossibile, bensì la realizzazione di un’esperienza vissuta lontano dalla realtà. Le fiabe iniziano sempre con la formula «C’era un paese lontano, lontano» (il paese di Valontàn, nella nostra opera), una specie di incantesimo in grado di trasportarci fuori dal tempo e dallo spazio quotidiano, e terminano con la formula «…e vissero felici e contenti», conclusione dell’esperienza narrativa e anche ritorno al mondo reale. Ciottolino vive la sua esperienza fiabesca molto lontano dalla quotidianità, addirittura in un “altro mondo”, quello dei sogni! Infine, le fiabe sono presenti nelle tradizioni di ogni paese perché raccontano il senso della vita, la ricerca da parte dell’uomo della propria identità e del suo posto nel mondo; una ricerca, un viaggio, che di solito comporta la lotta, il superamento di prove e sofferenze e la vittoria sul temibile spettro della paura in tutte le sue forme: anche Ciottolino si trova ad affrontare la paura della solitudine e della morte e solo riconoscendo i propri errori e chiedendo perdono alla fine si salva dall’Orco (non prima di essersi preso un bello spavento!). Non dimentichiamo, poi, che la nostra fiaba è accompagnata da un linguaggio altrettanto importante e complesso che riesce a “toccarci” in molti modi: la musica, che, nel caso di un’opera lirica, non è solo un sottofondo che sottolinea situazioni ed emozioni, bensì è la “prima donna” della serata! Allora, buon divertimento con Ciottolino! 3 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 4 QUALCHE RIFLESSIONE PRELIMINARE di Alfonso Cipolla Ciottolino, Cirillino, Ciuffettino, Ghirlino… i protagonisti delle fiabe in musica del primo Novecento sono tutti caratterizzati dal diminutivo. Non è un caso. È la concezione letteraria dell’infanzia che ammicca al piccolo, al minuscolo, al minuzzolo, con dolce, feroce violenza paternalistica. I bambini delle fiabe sono tutti “ini”, perché deve essere chiaro, senza equivoci, che è solo la crescita ciò che deve alla fine interessare: il passare dall’“ino” alla presunta normalità dell’intero, vale a dire a quella conquistata, ipotetica ‘maturità’ atta a entrare in un mondo produttivo che ripudia le futili fantasticherie della fiaba per annullarsi in una ‘adultità’ senza requie. Non c’è scampo. O per meglio dire, uno scampo, seppure ingannevole, ci sarebbe ed è interamente circoscritto a quel ‘meraviglioso’ che indora la pillola. Se compositori e librettisti ce la mettono tutta per annichilire il bambino, dispensando consigli morali e regole di comportamento, il teatro prorompe violento nella sua virtuale fantasmagoria visionaria. È la dilatazione di due eccessi, antitetici, ma speculari. Da un lato la razionalità benpensante che impone modelli a sua immagine, anche se metaforizzati; dall’altro l’irrazionale immaginario, che nella dimensione onirica delle fiabe mette ali ai sogni e artigli agli incubi. Immagine e immaginario. La prima come specchio di una società che non ammette eversioni; il secondo come fuga consolatoria, ma nell’inesistente. Esemplare, da questo punto di vista, la fiaba musicale Ciottolino, composta nel 1922 da Luigi Ferrari Trecate, su libretto di Giovacchino Forzano. Si racconta di un bambino – Ciottolino, appunto – che diventato re nel Regno delle Fate per pura fortuna, è condannato a essere divorato dall’Orco, perché risulta del tutto inadeguato ad assumersi anche la benché minima responsabilità. L’Orco sta per squartarlo, ma improvvisamente, come si legge in didascalia «Ciottolino si trova nel suo lettino, nella sua stanzetta, dove la mamma lo aveva lasciato la sera avanti. Il Paese delle Fate, l’Orco, tutto non era stato che un sogno. Le Fate, non esistono, bimbetti cari, altro che nella vostra immaginazione e nelle novelle dei nonni». Insomma fiabe e novelle sono una malattia da cui guarire al più presto. È questa la morale? No, c’è di meglio. La vera morale la cantano le dolci fatine nel momento in cui Ciottolino sta per essere divorato: «Il bambino costumato sia contento del suo stato e chi brama di arricchirsi prima o poi dovrà pentirsi»1. Ciottolino è figlio di contadini; il suo destino è segnato: non c’è spazio per illusioni di riscatto o di grandezza. Il messaggio è inequivocabile. Ma se la fiaba, per la nostra sensibilità moderna, è ormai pedagogicamente castrante e impositiva, perché allora riesumare Ciottolino dal limbo delle opere dimenticate? La risposta è tutta in quel “meraviglioso” che la fiaba contiene. La musica di Ferrari Trecate è musica che vive della forza della sua onestà: procede leggera e accattivante senza cercare un’originalità ostentata a tutti i costi. Danze e cori di Fate, di Gnomi e di 1 Nella versione di La Scuola all’Opera questa parte è stata eliminata (N.d.R.). 4 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 5 Sapienti sono stati la sua fortuna, dato che accesero l’immaginazione del grande mago della scena italiana di quei tempi: Vittorio Podrecca. Il suo Teatro dei Piccoli era considerato sinonimo di eleganza, intelligenza e modernità, equiparabile per concezione d’arte e raffinatezza visiva ai grandi Balletti russi di Djaghilev. Nonostante i Piccoli fossero solo marionette, avevano già allestito i Balli Plastici di Fortunato Depero, La bella dormente nel bosco di Respighi e le Furie d’Arlecchino di Lualdi e per primi avevano riportato in teatro il glorioso repertorio del Settecento dimenticato. Scene di Prampolini, Pompei, Angoletta, Montedoro, Cambellotti: ossia il meglio che si potesse anche solo immaginare. Trionfi da Roma a Parigi, da mezza Europa alle Americhe. Ferrari Trecate ci si ritrova in mezzo e così il suo Ciottolino potrà vantare un debutto con ben 70 repliche consecutive, oltre agli elogi convinti di Francesco Balilla-Pratella: «senza esagerazioni possiamo affermare che con Ciottolino abbiamo un Hänsel e Gretel italiano». Intorno a Ciottolino, assunto a esemplificazione del gusto di un’epoca e di una problematica, ruota ora una riflessione a tutto campo sulla fiaba musicale per bambini e sulla didattica. Punto centrale, ovviamente, è il riallestimento di Ciottolino: una messa in scena curata dal regista Luca Valentino con le invenzioni visive di Claudio Cinelli, che sposta radicalmente lo spirito coercitivo originario, per riconquistare, su quell’impianto fantastico, la centralità del bambino. Non più l’adulto che si abbassa a livello di bambocciata per i piccoli, ma l’immaginario infantile auscultato per interpretarne paure, desideri e solitudini. Un percorso quindi metodologicamente e ideologicamente opposto a quello di Ferrari Trecate e di Forzano, ma anche di tanta produzione musicale per bambini. L’operazione poggia su solide basi dato che tiene conto dei risultati di anni di ricerche dell’Osservatorio dell’Immaginario che instancabilmente ha posto le condizioni per ascoltare i bambini nelle loro voci più intime. Chissà se alla fine Ciottolino e compagni potranno finalmente smettere di essere considerati “ini”? Con buona pace di tutti i benpensanti d’antan. 5 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 6 L’EPOCA DI LUIGI FERRARI TRECATE E GIOVACCHINO FORZANO di Elisabetta Lipeti Il contesto storico e culturale La vita dei due autori si svolge nell’arco di quasi un novantennio in cui avvengono vere e proprie svolte epocali: Luigi Ferrari Trecate (1884-1964) e Giovacchino Forzano (18831970) nascono infatti nell’era umbertina, ma vivranno fino all’era spaziale e alle prime passeggiate dell’uomo sulla luna. L’epoca a cavallo tra Otto e Novecento è contrassegnata dalla seconda rivoluzione industriale che rafforza economicamente gli stati europei, impegnati anche in una potente espansione coloniale; questa, da un lato, fomenta sentimenti nazionalistici e un atteggiamento fortemente eurocentrico, ma d’altra parte favorisce una certa apertura verso le culture di mondi lontani e la passione per l’esotismo condivisa da tanti intellettuali europei. Le molteplici scoperte scientifiche, le invenzioni tecnologiche, il generale miglioramento delle condizioni di vita, soprattutto del ceto borghese, generano un clima di ottimismo: si vive in piena belle époque. Il rovescio della medaglia è invece rappresentato dal movimento artistico del decadentismo, caratterizzato da un senso di inquietudine, dalla messa in discussione delle antiche regole sociali, dai tentativi di analisi dei lati oscuri dell’inconscio, dal confuso presagio che una stagione felice stia volgendo al termine. 28 dicembre 1895: a Parigi, al Grand Café sul Boulevard des Capucines, i fratelli Lumière sbalordiscono gli spettatori con la proiezione di immagini animate: nasce ufficialmente il cinema. Le capitali della cultura europea tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX sono Vienna e Parigi: da quest’ultima si irradiano le correnti artistiche del naturalismo, del simbolismo, dell’impressionismo, mentre Vienna, vedrà nascere il rivoluzionario espressionismo. Nel 1914 un brusco risveglio conclude per sempre la belle époque: per la prima volta nella storia scoppia un conflitto dalle proporzioni così vaste da essere definito La Grande Guerra (1914-18); la scena internazionale risulterà ulteriormente scossa dalla Rivoluzione d’Ottobre in Russia, nel 1917. Tramontata per sempre la vecchia Europa, con i grandi e antichi imperi sovranazionali definitivamente dissolti a favore dei nuovi governi nazionali, si vive con rinnovato sollievo e senso di rinascita. Presto, però, si delinea un nuovo panorama ben più minaccioso: l’Italia, la Germania e l’Unione Sovietica piombano sotto il giogo di terribili governi totalitari. In particolare, le folli mire di dominio del governo nazista portano infine il mondo intero al più spaventoso e immane scontro di tutta la storia, la Seconda Guerra Mondiale (1939-45). Nel dopoguerra la scena planetaria risulterà divisa in due blocchi, ciascuno sotto l’influenza di una grande potenza, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica: inizia così la guerra fredda, che terminerà solo alla fine degli anni Ottanta. 6 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 7 A trasformazioni storiche di così vasta portata corrispondono anche profondi cambiamenti nella società; in Italia il passaggio dalla società contadina caratterizzata dalla famiglia patriarcale, a quella industriale con famiglie mono-nucleari, avviene molto più lentamente che altrove, e con grandi differenze tra il Nord e il Sud. La musica del primo Novecento in Europa… Alla fine dell’Ottocento anche nell’ambito musicale tramonta un’epoca nel modo di concepire le forme e i contenuti: già da alcuni decenni compositori come Franz Liszt e Richard Wagner avevano gettato le fondamenta della “musica dell’avvenire”, mentre ora in Francia Claude Debussy, ispirandosi anche alle culture musicali orientali, accantona le secolari e restrittive regole accademiche rivendicando il diritto del musicista alla completa libertà di invenzione. Un’altra ondata di novità proviene da quelle nazioni che erano rimaste per secoli ai margini della creazione artistica, e che alla fine dell’era romantica giungono invece alla ribalta internazionale con il loro originalissimo patrimonio di musiche, danze, tradizioni popolari: nascono così le Scuole nazionali russa, boema, ungherese, spagnola… Il grande fermento che anima la fine del secolo diventa una vera e propria rivoluzione artistica all’inizio del Novecento: è l’epoca delle avanguardie, movimenti diversissimi tra loro, ma che hanno in comune la volontà di rompere nettamente i legami col passato recente, rappresentato soprattutto dal Romanticismo. Tra il 1909 e il 1929 Parigi impazzisce per i favolosi Ballets Russes di Sergej Djaghilev le cui stagioni esibiscono capolavori come Petruska e Sacre du Printemps di Igor Stravinskij (1911 e 1913) e mettendo insieme, oltre a grandi compositori come Debussy, Ravel e lo stesso Stravinskij, illustri pittori e scenografi (Leon Bakst, Pablo Picasso, Henri Matisse…) e coreografi eccellenti e innovatori (Fokine, Nijinskij, Massine…). Nel primo dopoguerra, con una svolta imprevista, Igor Stravinskij darà un forte apporto personale ad una corrente in parte già operante in ambito francese, il neoclassicismo, col balletto Pulcinella, basato su musiche del settecentesco Pergolesi. Nel maggio 1913, quando sulle scene del Théâtre du Châtelet appare Le sacre du Printemps (Il rito della primavera, quadri della Russia pagana) si scatena uno degli scandali più formidabili della storia del teatro: non solo la vicenda descrive una situazione sconvolgente, cioè il sacrificio rituale di una fanciulla, ma lo stile aggressivo della musica e della danza, che esprime lo sprigionamento delle forze irrazionali dell’uomo, offende il decoro del contegnoso pubblico parigino. Ben presto, però, quello stile musicale impetuoso diventa “di moda”; sarà quindi enorme la sorpresa dei numerosi fans del “barbaro” Stravinskij quando nel 1919 i Ballets Russes allestiranno il suo successivo balletto, Pulcinella, tutto permeato dalla grazia e dalle sonorità delicate del primo Settecento italiano, rivisitate grazie alla tecnica musicale della parodia. Nello stesso periodo a Vienna, all’interno della cerchia degli espressionisti, si delinea una nuovissima corrente fondata da Arnold Schönberg inventore del controverso sistema dodecafonico, che annulla definitivamente secoli di teoria musicale e di tecnica compositiva. 7 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 8 Il movimento espressionista, nato nell’ambito della cultura austro-tedesca all’inizio del Novecento, interessa tutte le arti: letteratura, pittura, musica, teatro. In aperto contrasto con la società borghese, gli artisti espressionisti ne contestano il materialismo e denunciano in maniera apocalittica il senso di oppressione e angoscia che l’individuo prova in un mondo disumanizzato. Lo stile espressionista è caratterizzato da intensità drammatica e irrazionale, talvolta scioccante. Anche in questo caso le difficoltà “di assimilazione” da parte del pubblico sono state enormi: a chi ascolta un brano dodecafonico sembra di aver perso l’orientamento, non percepisce nessun “centro di gravità” sonoro cui fare riferimento, né il ferreo ordine che in realtà regola la costruzione musicale. Ancora oggi il repertorio dodecafonico risulta ostico alla grande maggioranza di ascoltatori e, benché vanti quasi un secolo di vita, è percepito come “troppo moderno”. I governi dittatoriali hanno sempre avuto interesse a tenere sotto stretto controllo le manifestazioni artistiche e culturali, che sono in grado di influire sensibilmente sul modo di pensare e di agire delle masse; in particolare ciò avvenne nella Germania nazista, dove qualunque espressione artistica non in linea con la trionfalistica esaltazione della presunta “superiorità ariana” fu definita “arte degenerata” e censurata violentemente. …e in Italia In Italia il melodramma regna incontrastato fino al volgere del secolo XIX, grazie alla presenza del grandissimo Verdi, che conclude la sua lunga attività operistica con Falstaff nel 1893, ma anche grazie alla vitalità della generazione nuova di operisti, quella “Giovane Scuola” in cui spicca per genialità il lucchese Giacomo Puccini, talento di dimensione europea. L’ultimo decennio dell’Ottocento è dominato dal melodramma verista, le cui vicende tragiche si svolgono talvolta in un’ambientazione popolare e rurale (come in Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, 1890, il capolavoro del genere), benché quasi sempre il verismo musicale sia questione più di stile vocale e di struttura drammaturgica che di ambiente. Col nuovo secolo la produzione melodrammatica, che per secoli aveva caratterizzato il nostro panorama culturale, è in forte declino; in realtà fino al 1924 (anno della morte) è ancora attivo il genio di Puccini, in grado di dare una dimensione internazionale alla sua produzione novecentesca, che si conclude magnificamente con l’incompiuta Turandot. Contemporaneamente, però, una nuova generazione si affaccia alla ribalta: giovani poco più che ventenni (ben presto saranno definiti “Generazione dell’Ottanta”) Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Gianfrancesco Malipiero e Ildebrando Pizzetti sentono la forte esigenza di svecchiare il dibattito culturale italiano. Condividendo il rifiuto assoluto della tradizione melodrammatica romantica e verista, stabiliscono di concentrare la loro creatività nel genere strumentale, accostandosi ai movimenti d’avanguardia, ma 8 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 9 anche additando un provvidenziale ritorno alla tradizione italiana sei e settecentesca. Uno degli aspetti più interessanti della vita musicale italiana del primo Novecento consiste infatti nella riscoperta del repertorio tardo-rinascimentale e barocco, che viene riesumato da polverosi fondi di biblioteca, ripubblicato ed eseguito davanti a un pubblico sempre più attento. L’operazione editoriale più impegnativa e di maggior portata culturale è la pubblicazione dei Classici della Musica Italiana, patrocinata da Gabriele D’Annunzio a partire dal 1919, all’interno della quale spiccano per importanza gli opera omnia di Claudio Monteverdi nella revisione di G.F. Malipiero. Un’altra conquista editoriale dalle conseguenze eccezionali sarà l’acquisizione da parte della Biblioteca Universitaria di Torino dei due preziosissimi fondi “Foà” e “Giordano” (1927-1930), grazie ai quali tornerà alla luce il più ampio patrimonio esistente di manoscritti vivaldiani, avviando la grande riscoperta di uno degli autori italiani oggi più amati. Il futurismo, l’avanguardia italiana Negli anni che precedono la Grande Guerra si abbatte sul tranquillo mondo culturale italiano una bufera iconoclasta: le “serate futuriste“, organizzate in numerose città, riescono infatti a sorprendere con la loro anticonvenzionalità anche gli spettatori più aggiornati. Il movimento, che darà il suo contributo più rilevante nell’ambito delle arti visive e della letteratura, prende avvio dal «Manifesto futurista» lanciato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 e otterrà presto risonanza internazionale. Futurismo vuol dire modernità, culto della macchina e della velocità, ma anche nazionalismo esasperato e aggressività, glorificazione della guerra e abolizione dei luoghi istituzionali dell’arte. In ambito musicale il personaggio più in vista è Francesco Balilla Pratella, autore della Musica Futurista per orchestra (1913) e dell’opera L’aviatore Dro (1920). Le novità più curiose, invece, provengono dalle teorie di Luigi Russolo e dalle sue invenzioni: l’intonarumori e il rumorharmonium sono strumenti musicali composti da ronzatori, ululatori, rombatori, stropicciatori, scoppiatori, sibiliatori e simili: il rumore deve ormai soppiantare il suono. D’altronde, scrive Russolo nel 1913, «Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi e godiamo molto di più nel combinare idealmente dei rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti…». Nel dopoguerra il futurismo vive una seconda vitale stagione, al centro della quale si pongono le ardite performances teatrali («Teatro della Sorpresa», «Teatro della Pantomima Futurista») e musicali (le «Serate rumoristiche» al Théâtre des Champs Elysées di Parigi); col tempo alcuni artisti confluiranno in altre correnti d’avanguardia come cubismo e surrealismo, mentre il movimento finirà per trovarsi in perfetto allineamento con il regime fascista. Da non trascurare, tuttavia, l’apporto del futurismo alla creazione di altri importanti movimenti, come il dadaismo, il futurismo russo, la più recente musica concreta. 9 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 10 Negli stessi anni si verifica un notevole sviluppo di attività musicali: nascono periodici di critica, si avviano gli studi musicologici grazie all’istituzione di corsi universitari di Storia della Musica (il primo dei quali viene assegnato ad Alberto Gentili a Torino), si formano corali orfeoniche (ovvero di dilettanti) e orchestre sinfoniche. Tra queste si distingue l’Orchestra Sinfonica dell’ente radiofonico nazionale EIAR (la futura RAI), che inaugura ufficialmente le sue stagioni nel 1933. In un panorama così vivace, la didattica occupa un ruolo rilevante: mentre alcuni compositori, tra cui Alfredo Casella, creano pagine di facile ascolto in ambito dichiaratamente infantile (Pupazzetti, 1915, Undici pezzi facili, 1920), altri artisti si votano interamente alla causa dell’educazione musicale dei piccoli. È il caso di Elisabetta Oddone (18781972), compositrice e cantante milanese, che nel 1921 fonda la FAMI (Federazione Audizioni Musicali Infantili) con la quale collaboreranno musicisti importanti come Francesco Balilla Pratella, il giovanissimo Nino Rota, e il nostro Luigi Ferrari Trecate. La vita di Luigi Ferrari Trecate Nato ad Alessandria nel 1884, Luigi Ferrari Trecate inizia gli studi musicali da bambino; in seguito al trasferimento della famiglia, dodicenne comincia a frequentare il Liceo Musicale «G. Rossini» di Pesaro, dove studia con Pietro Mascagni e conosce Giovacchino Forzano, suo compagno di studi. L’esordio come compositore avviene nel 1900 con Regina Ester, scene bibliche di A. Montanari, seguito nel 1903 dal poema sinfonico Il corsaro (da Byron) e dall’atto unico Galvina, da Ossian (1904), acclamato dal pubblico, ma distrutto in seguito dall’autore assieme alle opere precedenti. Di maggior rilevanza è inizialmente l’attività organistica, che gli permetterà di collaudare strumenti importanti, tra cui l’organo del Duomo di Milano, di diventare organista della Santa Casa di Loreto e, successivamente, della Basilica di Valle di Pompei. Dal 1913 insegna organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Parma, portando la sua classe a livelli di notorietà nazionale. Gli impegni didattici lo occuperanno per tutta la vita, dapprima come insegnante a Bologna, infine come direttore del Conservatorio di Parma. Ferrari Trecate raggiunge una discreta notorietà anche grazie alla rappresentazione di numerose opere ispirate al mondo dei bambini: Ciottolino (scritta nel 1904 ma rappresentata solo nel 1922), Pierozzo (sempre nel ‘22), La Bella e il Mostro (‘25), molto apprezzata da Arturo Toscanini, Le astuzie di Bertoldo (‘30), Ghirlino (‘40), Buricchio, avventure di un monello (‘48), L’orso re (‘50) e infine La capanna dello zio Tom, allestita nel 1953, undici anni prima della morte, avvenuta a Roma nel 1964. 10 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 11 La vita di Giovacchino Forzano Personalità sfaccettata e inquieta, figura di primo piano nel panorama artistico di inizio Novecento, Giovacchino Forzano fu librettista, regista e autore di teatro, regista d’opera e cinematografico. Studia medicina, ma si laurea infine in giurisprudenza; pratica il giornalismo e la narrativa e fonda gli studi cinematografici «Tirrenia» a Livorno. Nato in Toscana a Borgo San Lorenzo nel 1883, studia canto presso il Conservatorio «G. Rossini» di Pesaro, dove stringe una forte amicizia con Ferrari Trecate. Dal sodalizio nascono alcune opere in seguito distrutte dal compositore e infine Ciottolino. Ben più rilevanti le collaborazioni con Giacomo Puccini, per il quale realizza Suor Angelica e Gianni Schicchi, Pietro Mascagni (Lodoletta e Il piccolo Marat), Umberto Giordano (Il re), Ruggero Leoncavallo (La reginetta delle rose e La candidata) e Ermanno Wolf-Ferrari (Sly). In qualità di giornalista Forzano collabora con testate di portata nazionale come «La Stampa», «La Nazione», « Il Corriere della Sera» e «Il giornale d’Italia», dirige «Il corriere apuano» e fonda il periodico umoristico «Cirano». I suoi romanzi popolari raggiungono vasta diffusione, ma nella maturità l’artista si dedicherà unicamente alla sua vocazione più autentica: il teatro. Le regie d’opera di Forzano sono caratterizzate dalla ricerca di grandiosità e sfarzo: le grandi scene di massa, con alberi e animali vivi, concordano col gusto pompier dell’epoca fascista e trovano piena realizzazione nei grandi spazi dell’Arena di Verona. Direttore degli allestimenti al Teatro alla Scala e al Regio di Torino, firma inoltre regie al San Carlo di Napoli, alla Fenice di Venezia, al Carlo Felice di Genova, nonché in diverse capitali europee. Cura diverse “prime” importanti, quali Il trittico e Turandot di Puccini, Nerone di Boito, La cena delle beffe di Giordano, Debora e Jaele di Pizzetti e Belfagor di Respighi. Nel 1930 Forzano si fa promotore delle stagioni del «Carro di Tespi», un’operazione di divulgazione culturale grazie alla quale diversi allestimenti facilmente trasportabili vengono rappresentati in numerose “piazze” italiane. Personaggio gradito alle alte sfere del regime, Forzano realizza il film di propaganda Camicia nera (1933) e collabora con Mussolini nella stesura di tre drammi: Campo di maggio, Villafranca e Cesare. Muore a Roma nel 1970. 11 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 12 La musica al tempo di Ciottolino 1900 1902 1904 1905 1908 1910 1912 1913 1915 1916 1917 1918 1919 1920 1921 1923 1924 1925 Giacomo Puccini, Tosca Claude Debussy, Pelléas et Mélisande Giacomo Puccini, Madama Butterfly Claude Debussy, La mer, schizzi sinfonici Maurice Ravel, Ma mère l’Oye, per pianoforte * Claude Debussy, Children’s corner, per pianoforte * Giacomo Puccini, La fanciulla del West Maurice Ravel, Daphnis et Chloé, balletto Arnold Schönberg, Pierrot lunaire Igor Stravinskij, Le sacre du printemps, balletto Claude Debussy, La boîte à joujoux, balletto per bambini * Alfredo Casella, Pupazzetti, per pianoforte a quattro mani * Ottorino Respighi, Le fontane di Roma, poema sinfonico Giacomo Puccini, La rondine Giacomo Puccini, Trittico (Il tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi) Igor Stravinskij, Pulcinella, balletto Alfredo Casella, Undici pezzi infantili, per pianoforte * Sergeij Prokof’ev, L’amore delle tre melarance Arnold Schönberg, Suite per pianoforte op. 25 Giacomo Puccini, Turandot Ottorino Respighi, I pini di Roma, poema sinfonico Maurice Ravel, L’enfant et les sortilèges, fiaba lirica * * Brano ispirato al mondo dei bambini, o composto con finalità didattiche 12 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 13 «CIOTTOLINO», CENTO ANNI MA NON SI DIREBBE… La creazione di Ciottolino risale al 1904: due amici CIOTTOLINO ventenni, durante una vacanza estiva, si incontrano per ideare un soggetto originale adatto a una fiaba Fiaba musicale per musica. Dalla collaborazione tra Luigi Ferrari in due atti e tre quadri Trecate e Giovacchino Forzano nasce quindi Ciotper la gioventù tolino, deliziosa piccola opera “per” e “con” bambini: non solo, quindi, uno spettacolo rivolto Libretto di Giovacchino Forzano principalmente a un pubblico di fanciulli, ma conce- Musica di Luigi Ferrari Trecate pito per assegnare i ruoli principali a giovanissimi Prima rappresentazione: esecutori. 8 febbraio 1922 Gli autori si dichiaravano debitori al modello tedeTeatro dei Piccoli, Roma sco di Hänsel und Gretel, l’opera di E. Humperdinck che un decennio prima aveva ottenuto un successo eclatante; in realtà, il mondo del melodramma italiano costituiva un punto di riferimento sicuro per due studenti di conservatorio; nella loro opera è facile individuare, infatti, l’influsso della lunga tradizione operistica italiana che si rivela nello stile delle linee melodiche e nella struttura a “numeri chiusi”. Il soggetto fiabesco, inoltre, rendeva inevitabile l’omaggio esplicito all’ultimo capolavoro verdiano, Falstaff, che con Ciottolino condivideva il suggestivo scorcio sul magico mondo di fate e folletti (finti, è vero, ma in fondo anche il grande e grosso Falstaff, intimorito e ammaliato come il piccolo Ciottolino, ci crede, eccome!), categorie di personaggi del tutto assenti nel dramma italiano eroico o verista, ma giunti direttamente dalle brume del romanticismo nordico con pieno diritto di cittadinanza nel genere della fiaba. Una volta composta, l’opera dovette attendere diversi anni prima di essere messa in scena: ciò avvenne finalmente l’8 febbraio 1922 a opera del «Teatro dei Piccoli» di Vittorio Podrecca, la notevolissima compagnia di marionette fondata nel 1914 e ormai celebre nel mondo. Il successo fu eccezionale, tanto da meritare ben settanta repliche e giudizi di critica entusiasti. Dalle parole di Francesco Balilla Pratella, ad esempio, comprendiamo che l’obiettivo iniziale era stato pienamente centrato: «Senza esagerazioni possiamo affermare che con Ciottolino abbiamo un Hänsel e Gretel italiano.» L’esigente critico Domenico Alaleona, inoltre, lodava il compositore come «artista di gusto superiore», mentre sulla «Gazzetta di Parma» Carlo Jachino in seguito avrebbe apprezzato la musica di Ferrari Trecate in quanto «scevra da ogni grottesco tentativo di modernismo a oltranza», ma anzi dotata di «chiarezza e signorilità nella linea melodica, varietà e spontaneità dei ritmi, strumentale leggero ma sempre efficace». Insomma, concludeva il critico, «questa piccola opera ci diverte, ci commuove talvolta, sempre ci convince.» Il cammino di Ciottolino proseguì sicuro attraverso successivi allestimenti senza marionette, con bambini e cantanti “veri“, al Politeama «Virginia Marini» e al Teatro Municipale di Alessandria; infine, ancora con i «Piccoli», partì alla volta del mondo intero: Inghilterra, Spagna, Germania, Danimarca, Polonia, Svezia, Norvegia, Belgio, Svizzera, Francia, Messico, Stati Uniti, Cuba, Turchia, Egitto… ovunque l’interminabile tournée facesse 13 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 14 tappa, la simpatia e l’incanto del nostro eroe bambino conquistavano le platee di piccoli e grandi spettatori. La fortuna dell’opera, però, subì un brusco arresto dopo l’ultima ripresa al Teatro Reinach di Parma, nel 1928; per lunghi decenni Ciottolino rimase silenzioso, fino al dovuto recupero, avvenuto grazie a nuovi studi musicologici (confluiti nella tesi di laurea in Didattica della Musica discussa da Giovanna Piga presso il Conservatorio «G. Verdi» di Torino) e alle indagini sul territorio svolte dall’Osservatorio dell’Immaginario Giovanile, coronati dall’allestimento sulle scene del Piccolo Regio di Torino durante la stagione 2003-04. Cos’è un’opera? Abbiamo parlato spesso di opera o melodramma; ma di cosa si tratta esattamente? L’opera lirica o melodramma è un genere teatrale nel quale ci si esprime col recitar cantando, una speciale tecnica artistica che unisce azione (gestualità, movimento) e musica (canto accompagnato). Ma nell’opera c’è molto di più: magnifiche scenografie, splendidi costumi, un testo poetico e talvolta danza. La struttura dell’opera si compone di diverse parti: Il testo poetico si chiama libretto ed è ordinato in atti, a loro volta suddivisi in scene. La struttura musicale, oltre a seguire l’articolazione in atti e scene, utilizza altri elementi che cambiano molto a seconda del periodo storico. In linea generale, però, si possono così descrivere: ● la sinfonia d’opera, un brano orchestrale che precede l’apertura del sipario; talvolta è sostituita da un più breve preludio, che può precedere anche ogni singolo atto (in Ciottolino ci sono brevi preludi all’atto I e all’atto II, scena I; il preludio I si ripete prima della scena finale) ● l’aria, un brano vocale solistico nel quale il personaggio esprime uno stato d’animo, un sentimento, un proposito, (atto II, Risplende il bosco) ● il recitativo, parte determinante per il susseguirsi degli avvenimenti, ma in cui il canto è molto semplificato (atto I, il nonno e il babbo giocano a carte) ● i pezzi d’assieme (duetto, terzetto, ecc.), o concertati, in cui più personaggi cantano insieme, a volte accompagnati dal coro; le parole non si capiscono sempre perfettamente, ma la bellezza dell’intreccio di voci e il carattere generale del pezzo favoriscono la comprensione del senso generale; (atto II, scena I, dopo l’ingresso dei Sapienti) ● i cori, nei quali il personaggio collettivo della folla agisce o commenta lo sviluppo della vicenda (atto II, Gaie e vispe siam fatine, Gnomi siamo) ● i balletti, non sempre presenti, che arricchiscono la rappresentazione (atto II, balletto delle Fate) 14 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 15 LA TRAMA Atto I Ciao, sono Ciottolino, abito in campagna e sono un bambino allegro e vivace… a volte un po’ troppo, dice la mamma. La mia famiglia è composta dal babbo, dalla mamma, dal nonno e da me. Ah, sì, c’è anche quella piagnucolosa di mia sorella Nina. Quando io voglio giocare, lei ha sempre qualche lamentela. Uffa! L’altra sera, per esempio, mentre la mamma preparava la cena, stavamo facendo ripiglino (lo conosci? nooo?), ma la Nina si è stufata subito. Io ho cercato di convincerla a continuare (va beh, le ho anche dato una tiratina alle trecce, ma non le ho fatto male, davvero!), invece lei ha cominciato a frignare e la mamma sai a chi ha dato la colpa? A me, naturalmente! A momenti andavo a letto senza cena! Per fortuna il nonnino ha cominciato a raccontarci una bella fiaba, anzi la mia fiaba preferita: Ciuffettino. Sai, quella del ragazzino che diventa re… Come uno e due fa tre, Ciuffettino è fatto re! Questa sì è una bella morale! Quanto vorrei conoscere ‘sto Ciuffettino… ha anche un nome bellissimo, mi ricorda, non so… Ciottolino! Quando stava per arrivare il momento più bello della fiaba, è arrivato il babbo, super stanco per il duro lavoro e super affamato. Per cena c’era solo polenta, dato che la nostra famiglia non è molto ricca, anzi, per niente; il babbo ha anche chiesto alla mamma come mi ero comportato, e lì un’altra sgridata. L’ho detto, quella sera andava tutto storto. Finalmente è arrivata l’ora di andare a nanna: ho detto la preghierina e… bum! Sono crollato in un sonno profondo. Atto II Quadro I …ed eccomi nel Bosco di Bistorco, nel Paese delle Fate. Qua tutto è bello: l’erba è verde, il castello è d’oro, la porta è azzurra, il coro delle Fate melodioso. Una favola! Ma la cosa più curiosa è che le Fate stavano aspettando proprio me: hanno bisogno di eleggere il loro re. Che bellezza! Come Ciuffettino! Anche gli Gnomi sono felici di avere un sovrano come me; mi viene dato uno scettro, un trono luccicante e, devo proprio dirlo, sono un gran bel re! Ma ecco che si avvicinano dei tizi che non mi fanno immaginare niente di buono: lunghe barbe, aria solenne… vuoi vedere che devo essere interrogato anche qui? Ma in che razza di Paese delle Fate sono capitato? Adesso vogliono che legga il libro delle tasse; e chi è capace? Non so neanche leggere bene, a scuola mi sono dimenticato di imparare. Quasi quasi mi viene voglia di tirare la barba a questo Sapiente, che mi sembra il più brontolone. Uh, che permaloso! Neanche la Nina si offende tanto! Altro che re, adesso mi legano a un albero e mi abbandonano alle grinfie dell’Orco cattivo, brutto e anche sporco! Una paura tremenda! C’è un buio… E nessuno, dico nes-su-no che mi venga a salvare. Qui bisogna che urli più forte che posso: Aiu… 15 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 16 Quadro II …tooo! «Perché gridi?», fa la mamma. Ah, finalmente qualcuno si è accorto di me! Possibile che di fronte a un Orco simile me la debba cavare da solo? «Quale Orco?» chiedono il nonno e Nina. Già, quale Orco? E dove sono finiti il trono, il castello, le Fate…? Vuoi vedere che non sono neanche più re? Infatti mi trovavo di nuovo nel mio lettino, nella mia cameretta, esausto per il brutto sogno, ma felice perché tutto tornava familiare e rassicurante. Come erano cari la mamma, il babbo, il nonno, la mia sorellina! Ormai era l’alba: mentre da fuori arrivava il canto del babbo e degli altri contadini che andavano verso i campi, il nonno ha abbracciato forte me e Nina e ridendo abbiamo ricordato la canzone di Ciuffettino: come uno e due fa tre, Ciuffettino è fatto re! Però anche re Ciottolino non era male… 16 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 17 UN MODELLO LETTERARIO: «LE AVVENTURE DI CIUFFETTINO» La storia di Ciottolino è ricalcata sul modello di una fiaba molto diffusa agli inizi del Novecento: Le avventure di Ciuffettino di Enrico Novelli (1902). L’autore Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro (Pisa, 1876 – Firenze, 1943), in arte Yambo, fu un artista poliedrico e anticonvenzionale. Era figlio del celebre attore Ermete Novelli, a sua volta insofferente rampollo di un’illustre casata nobiliare dalla quale si era tormentosamente staccato per seguire la vocazione artistica teatrale, cosa all’epoca inammissibile presso le famiglie perbene. Ricalcando le orme del padre, figura comunque ingombrante, il giovane Enrico scelse di camminare autonomamente, abbandonando quel cognome scomodo e adottando il divertente pseudonimo, scovato grazie alle assidue letture dei giornali di viaggi in terre lontane. Yambo cominciò la sua prolifica produzione letteraria quasi bambino: i suoi primi romanzi rivelavano già il talento per le avventure fantascientifiche (un genere estremamente innovativo, in quegli anni), filone che l’autore non abbandonò mai e grazie al quale ottenne enorme fortuna presso generazioni di lettori. Leggiamo, ad esempio, in una lettera di Cesare Pavese a un amico: «Ho passato l’inverno a leggere Salgari e il ciclo dei tre moschettieri… e se trovo un Yambo rinverdisco.» L’eclettica personalità dell’autore si espresse anche in ambito giornalistico, fumettistico, cinematografico e teatrale; in tutte le sue creazioni aleggiava una squisita vena di ironia, talvolta spinta alla satira, come testimonia la sua collaborazione con Trilussa al periodico «Il travaso delle idee». Delizioso il suo tratto di illustratore, spesso combinato all’attività di giornalista: accanto agli articoli scritti per i quotidiani «La Sera» di Milano, o per «La Nazione» di Firenze, infatti, Yambo amava inserire i suoi “pupazzetti”, buffe figurine di commento agli argomenti trattati nel testo. Sulle pagine del periodico di fumetti «Pupazzetto», inoltre, Yambo prendeva di mira personaggi pubblici onorati e celebrati come Gabriele D’Annunzio, le cui glorie furono garbatamente derise in Pupazzetto della Francesca da Rimini e Pupazzetto della figlia di Iorio (1906); o, ancora, ne Il pupazzetto navale, o dramma navarcale del Pupazzetto (1908). Nazionalista e interventista convinto, Yambo diede un seguito al suo Ciuffettino con Ciuffettino alla guerra (1916); in seguito lanciò accese campagne anti-austriache nei romanzi La rivincita di Lissa e Gorizia fiammeggiante, che, in tarda epoca fascista e in clima di filonazismo, gli causarono problemi di censura da parte del regime. Morì a Firenze nel 1943 per un attacco di cuore durante un bombardamento aereo. 17 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 18 Il protagonista Pubblicato nel 1902, Le avventure di Ciuffettino ottenne larga e duratura diffusione come libro di lettura per bambini. Il carattere birichino (oggi si direbbe “trasgressivo”) del protagonista, una specie di Pinocchio in carne e ossa, è ben raffigurato dall’impertinente ciocca di capelli che non vuole saperne di stare al suo posto, ma si erge come un punto interrogativo verso le convenzioni del mondo dei grandi (a proposito: chi non ricorda i “ciuffettini” ribelli della simpaticissima ed emancipata Pippi Calzelunghe?). Va da sé che un simile atteggiamento coraggioso e disubbidiente trascini Ciuffettino in una serie di peripezie, alcune delle quali, fortunatamente, a lieto fine. Come ormai ben sappiamo, Ciuffettino riesce addirittura a diventare re del Paese delle Fate! In tempi più recenti, durante gli anni della contestazione giovanile, Ciuffettino ha vissuto il suo ultimo momento di popolarità, divenendo il piccolo eroe, ribelle ma tenero, di uno sceneggiato televisivo in sei puntate trasmesso dalla RAI nel 1969-70. Solo e lontano dai genitori, ma accompagnato dal fido cane Melampo, Ciuffettino affrontava anche sullo schermo avventure di ogni genere e animali terribili come il Lupo Mannaro, riuscendo a conquistarsi le simpatie dei bambini di ieri, così come aveva affascinato i loro genitori e nonni. Chissà se piacerebbe ancora alla generazione iper-tecnologica di oggi? 18 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 19 PROPOSTE DI STUDIO INTERDISCIPLINARE Parte generale: ● Cos’è e come si allestisce un’opera lirica ● Breve storia dell’opera Il contesto storico-culturale: ● Italia ed Europa all’inizio del Novecento: la seconda rivoluzione industriale, la belle époque, la Grande Guerra, il sorgere delle dittature ● La musica e le arti durante il primo Novecento in Europa e in Italia La fonte letteraria: ● Yambo, Le avventure di Ciuffettino, 1902 ● Il genere letterario della fiaba Il modello musicale: ● Engelbert Humperdinck (1854 – 1921), Hänsel und Gretel, 1893 Il compositore: ● Luigi Ferrari Trecate (1884 – 1964) Il librettista: ● Giovacchino Forzano (1883 – 1970) L’opera: ● L’intreccio ● La struttura del libretto ● La struttura musicale ● Il sistema dei personaggi e la loro connotazione musicale ● L’orchestrazione Per approfondire: ● Il teatro di marionette e l’opera lirica ● Musica e didattica ● La presenza del soprannaturale nella tradizione romantica europea e italiana ● Il dualismo sogno-realtà nell’arte e nella psicanalisi ● Il rapporto del bambino con gli adulti ● La struttura sociale e familiare nell’Italia del primo Novecento ● Letteratura per l’infanzia ieri e oggi: stile e contenuti ● Ricerca iconografica 19 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 20 FIABE IN MUSICA NEL PRIMO NOVECENTO TRA LIBRI, DISCHI E RAPPRESENTAZIONI SCENICHE di Pompeo Vagliani – Fondazione Tancredi di Barolo, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia La fiaba in musica per l’infanzia si afferma in Italia nei primi decenni del Novecento a seguito dell’interesse crescente di musicisti, artisti e autori per questo genere, inteso come forma espressiva specifica e con valenza non solo educativa o di intrattenimento. Mentre sono abbastanza rare le produzioni operistiche vere e proprie destinate anche a un pubblico di ragazzi, la musica entra come protagonista nella maggior parte delle rappresentazioni teatrali imperniate sulla riduzione di fiabe classiche o sulla proposta di nuove fiabe che vedono in scena marionette, attori bambini o attori, cantanti e musicisti professionisti. L’editoria per l’infanzia, sensibile al progressivo affermarsi del fenomeno, propone libri di canzoncine provenienti dalla tradizione popolare, ma anche testi di teatro per ragazzi, spartiti illustrati e libri di divulgazione che si prefiggono di avvicinare i lettori alla musica, e ai primi elementi della teoria, attraverso libri illustrati più accattivanti e coinvolgenti di quanto non fossero i “normali” testi di educazione musicale. Non solo, molti dei personaggi che si affacciano in quegli anni sulla scena dei nuovi periodici e libri per l’infanzia, diventano protagonisti di allestimenti teatrali e musicali. Negli anni ‘20 si afferma la fiaba poetica per la cui rappresentazione si dà vita in tutta Italia a numerosi “Teatri della Fiaba”. I più significativi scrittori per l’infanzia come Giuseppe Fanciulli e Arpalice Cuman Pertile scrivono nuovi testi di grande suggestione e la musica contribuisce a esprimere tutte le sfumature, la levità inconsistente e meravigliosa del testo che diviene un “sogno melico” grazie a musicisti come Elisabetta Oddone, Mario Pieraccini, Balilla Pratella, Mario Castelnuovo Tedesco. I nuovi media che si vanno affermando negli anni Trenta e Quaranta, dal fonografo alla radio, spingono inoltre case discografiche e case editrici a produrre dischi e soprattutto libri/dischi, cofanetti in cui testi della fiaba, immagini e musica possono essere integrati. A innovare completamente il panorama del teatro musicale per l’infanzia (ma non solo) contribuisce in particolare il “fenomeno Podrecca” che nel 1914 inizia a creare e a mettere in scena a Roma le sue marionette, i “Piccoli”, al Palazzo Odescalchi, che diventerà il «Teatro dei Piccoli» nel dopoguerra, coinvolgendo come scenografi Angoletta, Cambellotti, Depero, Pompei, Prampolini, Tofano e altri artisti di primo piano. Nel progetto di Podrecca la musica occupa un posto centrale sia nelle accurate riproposte di opere del Sette e Ottocento, sia nella elaborazione di nuove operine dedicate all’infanzia. La bella dormente nel bosco, fiaba musicale in tre atti reinventata con leggerezza e ironia da Gian Bistolfi e musicata da Ottorino Respighi esce in prima nel 1919 e dal 1922 entra stabilmente nel repertorio, raggiungendo in pochi anni le mille repliche. Viene rappresentata anche al Teatro di Torino nel 1934, con nuova strumentazione e danze di bambini. 20 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 21 Nel 1921, altro protagonista del Teatro dei Piccoli è Fortunello, su musica di Vincenzo Carabella, personaggio pervenuto al teatro musicale dalle tavole del «Corriere dei Piccoli» e creato dal disegnatore americano Frederick Burr Opper con il nome di Happy Hooligan, con al posto del cappello un barattolo vuoto di conserva. Fortunello ritornerà poi in uno splendido libro pubblicato da Paravia nel 1924 e illustrato da Carlo Nicco. Ciottolino, come fiaba musicale su testo di Giovacchino Forzano e musica di Luigi Ferrari Trecate, prende vita nel 1922 proprio in questo straordinario ambiente culturale, raggiungendo al debutto ben 70 repliche consecutive e ricevendo gli elogi di Francesco Balilla Pratella, che lo definisce «un Hänsel e Gretel italiano». Come testo fiabesco era comparso anonimo nei primi anni del Novecento in una collana di fiabe dell’editore Nerbini di Firenze, ma il libro non aveva avuto particolare successo, sebbene fosse ricco di tutte le suggestioni che caratterizzeranno poi il libretto di Giovacchino Forzano. Di Luigi Ferrari Trecate sarà rappresentata alla Scala di Milano nel 1940 l’operina Ghirlino, su libretto di Luciano Anceschi. Sempre a Roma, dal 1927, dopo la partenza del Teatro dei Piccoli per gli Stati Uniti, fu fondato il «Teatro delle Fiabe» di Andreina Pagnani: vi furono allestite nuove divertenti rappresentazioni per bambini con le musiche del maestro Mario Labroca, qui all’avvio della sua prestigiosa carriera di musicista, impresario e critico d’arte. Tra i titoli più noti, La principessa Perepepè e Le tre figliole di Pinco Pallino con messinscena, bozzetti e figurini di Mario Pompei. Ciuffettino, protagonista ed eroe eponimo di un fortunatissimo romanzo per ragazzi scritto e illustrato nel 1903 da Yambo (Enrico Novelli, figlio del celebre attore Ermete), rinasce nelle rappresentazioni di fantocci che lo stesso Yambo mette in scena nel 1919 nel suo «Teatrino della fantasia». Il nostro eroe rivivrà poi in un disco cofanetto dal titolo Ciuffettino Re pubblicato da La Voce del Padrone nel 1942, con le musiche del maestro Mario Consiglio, e sopravvivrà ancora nel dopoguerra in uno dei primi romanzi sceneggiati per la TV dei Ragazzi prodotta dalla RAI, un esempio emblematico di passaggi dello stesso personaggio nei vari media. 21 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 22 Il repertorio dei Fantocci di Yambo comprendeva anche versioni parodistiche di opere ed operette allora in voga. La prima operina con protagonista Pinocchio è Le avventure di Pinocchio, dalla Storia di un burattino di C. Collodi, su libretto di Urbano di Saint-Pierre, musicata dal Maestro Paolo Malfetti (1914); ma il più famoso Pinocchio in musica della prima metà del Novecento è quello che pubblica la Durium nel 1932, inciso su 18 dischi con il testo narrato e le musiche di accompagnamento eseguite dagli strumentisti della Scala di Milano. Testo e musiche sono arricchite dagli scenari e dalle figure da ritagliare con la storia del burattino eseguiti da Attilio Mussino, un esempio davvero interessante di libro/disco “multimediale” ante litteram. Nel 1942 esce il film Cenerentola e Bonaventura, che sintetizza in modo divertente e ironico il mondo della tradizione classica e quello delle maschere della Nuova Commedia dell’Arte, qui emblematicamente rappresentate dal personaggio creato da Tofano nel 1913 sulle pagine del «Corriere dei Piccoli». Nel film, che si avvale del pittore Italo Cremona per le scene e di Rosetta Tofano per i costumi, la musica, affidata al maestro Renzo Rossellini, è la vera interprete: «È sulla musica infatti che si appoggia la favola di Bonaventura; e dovrà essere una musica “parlata”, viva e presente in ogni scena, frizzante ed arguta; molla che scatti sotto i movimenti dei personaggi». La maschera di Tofano sarà protagonista anche della riduzione del testo teatrale Bonaventura nell’Isola dei Pappagalli che la Durium realizzerà nel primo dopoguerra (1951) in un cofanetto contenente un albo illustrato e quattro dischi in cartone con le musiche di Nino Rota. 22 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 23 La proposta al pubblico dei ragazzi torinesi dell’opera Ciottolino consente di rinnovare la collaborazione con l’Osservatorio dell’Immaginario di Torino, un’associazione che dal 1992 lavora accanto alla Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro e con il costante sostegno della Regione Piemonte, per mettere a confronto e valorizzare il patrimonio di pensiero, reale e immaginifico, di cui bambini e ragazzi sono portatori. Nel tempo, grazie al coordinamento scientifico di Mafra Gagliardi, e grazie a una rete estesa a tutta Italia di bambini e ragazzi, l’Osservatorio ha promosso ricerche che hanno toccato temi sensibili del mondo contemporaneo infantile, alcuni dei quali mai indagati in precedenza. È così nata la collana «I Quaderni dell’Immaginario» dedicati alle paure (1995), al mondo prima inesplorato dei desideri (1997), ai modi dello stare insieme e dello stare da soli (2000), al primato tra l’essere o l’avere (2004), alla non semplice distinzione tra cosa sia bene e cosa male (2008). L’incontro tra l’Osservatorio e un’opera come Ciottolino ci pare del tutto naturale. Il lavoro di rilettura dell’opera condotta dal regista Luca Valentino punta infatti alla rivalutazione di quel mondo immaginario che nel libretto sembra alla fine sopraffatto dalla ben più solida realtà, cui tutti i Ciottolini sono chiamati appartenere, lasciando alle spalle la fanciullezza, età considerata di mero passaggio e mai in sé compiuta. Ben sappiamo invece come proprio nella dimensione magica dei nostri primi anni ognuno di noi formi grande parte della persona futura. È in quel tratto di tempo e di spazio che il quotidiano comporsi di una cultura infantile si salda per sempre con la cultura dell’adulto che sarà; ed è pertanto lì che occorre affondare sonde, sistemi di ascolto: in quell’indistinto magma di idee e immagini. Il mondo magico di Ciottolino offre tale ambiente e in esso ritroviamo temi potenti: la curiosità come molla del crescere; il deside- rio come impulso del mutamento; la paura e la solitudine, come momento del dubbio, della prova. Argomenti vivi, contemporanei, emozioni universali, riconosciuti dal pubblico di ogni epoca: da quello dei primi del Novecento come da quello di oggi. Vi sono dunque tutti gli ingredienti perché l’Osservatorio dell’Immaginario trovi un terreno fertile per una nuova indagine, che, nell’affiancare l’opera, ci racconti i pensieri dei Ciottolini di oggi. Abbiamo a tal proposito scelto solo uno dei temi possibili, gravido, riteniamo, di un grado di attualità assai elevato: quello delle paure. Sarà infatti interessante osservare se e in quale modo i ragazzi che assisteranno allo spettacolo o frequenteranno i laboratori, messi a contatto con una delle realtà di fondo del mondo contemporaneo – ovvero questo senso di timore che sembra spingere a una chiusura delle comunità proprio quando il mondo è avviluppato da un reticolo di scambi continui e immediati – recepiranno, trasformeranno e restituiranno le loro paure, siano esse individuali o risuonino all’unisono con i loro simili. E chissà che un giorno le paure che scopriremo vivere nelle persone piccole potranno essere riconosciute e forse mitigate da quelle stesse persone, una volta fattesi grandi. per l’Osservatorio dell’Immaginario Fabio Naggi Per ulteriori informazioni www.osservatorioimmaginario.it Per partecipare alla ricerca che l’Osservatorio dell’Immaginario propone in occasione delle repliche 2010 dello spettacolo Ciottolino è sufficiente rispondere alle poche e semplici domande che saranno proposte ai ragazzi negli incontri che anticiperanno la visione dello spettacolo e nel laboratorio Gli Orchi della Solitudine, condotto da Marco Bricco. 23 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 24 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 25 LO SPETTACOLO Luca Valentino AI PICCOLI SPETTATORI… Quante volte vi è successo di avere paura, di sentirvi soli, di desiderare qualcosa più di ogni altra? E quante volte vi è sembrato che un castigo fosse troppo severo, che i genitori o le maestre preferissero altri bambini, o che vi trascurassero? Quante volte vorreste avere vicino tanti amici della vostra età o più grandi, o forse degli animali o delle fate, per giocare, raccontare fiabe o magari volare? L’opera che vi mostreremo parla di tutto questo. Ciottolino è un bambino circa della vostra età, che desidera e sogna più o meno le cose che desiderate e sognate voi, che ama giocare, e qualche volta fare delle marachelle, proprio come voi. La storia è molto semplice: racconta di come i sogni fanno parte della nostra vita, e di come la vita può entrare nei sogni. I sogni qualche volta possono essere bellissimi e qualche volta terribili, proprio come la vita. Se c’è qualcuno con noi per renderci felici o per consolarci tutto è più facile: forse potremo avere meno paura, magari imparare giochi nuovi o scegliere come diventare grandi. E chissà che non si possa giocare anche con l’Orco…. Buon divertimento …E A QUELLI GRANDI «Gli uomini sono incomparabilmente maggiori di come siamo abituati a vederli. Quelli che vanno in giro con la testa fuori della giacca e tubi di stoffa alle gambe, (…) uomini non sono ma uom: uomini dimezzati, deforzati, ridotti alla misura “non pericolosa” richiesta dalla collettività e dalla mediocre civiltà in uso». Alberto Savinio, Tragedia dell’infanzia, 1945 Più di ottant’anni sono trascorsi dalla “prima” di Ciottolino e oltre un secolo dalla sua ideazione. In questi lunghi anni, fra tutti i rivolgimenti di pensiero del secolo appena trascorso, i bambini sono passati dalla figura dell’”uomo dimezzato” a quella di protagonisti, centrali nelle riflessioni culturali, filosofiche, psicoanalitiche, sociologiche. Non più solo esseri in formazione, da educare secondo i parametri della morale corrente, ma soggetti capaci di riflessioni, emozioni e scelte, con un proprio mondo costantemente intrecciato a quello degli adulti, ma per qualche aspetto isolato e talvolta contrapposto a quello. Anche in campo teatrale, dagli anni ‘60, la pratica dell’animazione e il conseguente percorso del “teatro ragazzi” hanno trasformato i bambini da spettatori passivi a co-protagonisti dell’evento teatrale. 25 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 26 Il riallestimento di Ciottolino dà conto di questi cambiamenti ed esperienze, rovesciando l’intento moraleggiante e l’atteggiamento conservatore del libretto. Ciottolino non è più il bambino monello da educare attraverso la violenza appena edulcorata della fiaba, ma protagonista in cui è possibile identificarsi attraverso le sue paure, i suoi desideri, i suoi sogni. Per questo, attraverso specifici laboratori con i ragazzi che hanno assistito allo spettacolo e le ricerche condotte in questi anni dall’Osservatorio dell’Immaginario Giovanile, abbiamo cercato di ascoltare i bambini di oggi e di dare una veste teatrale al loro mondo. Un mondo non sempre sereno o somigliante a quello delle pubblicità, ma al contrario pieno di incertezze e di pulsioni contrastanti, sospeso fra l’amore e il bisogno degli adulti e la paura dei loro castighi o della loro indifferenza. Così, nel suo lungo sogno, Ciottolino rivedrà i componenti della propria famiglia, idealizzati, ironizzati, talvolta trasformati in esseri spaventosi. Per l’aspetto fantastico della fiaba – dove il compositore sparge i suoi colori più vividi – con Claudio Cinelli, scenografo e ideatore degli effetti visivi dello spettacolo, ci siamo ispirati ai desideri dei bambini intervistati dall’Osservatorio: animali, giocattoli, dolci, regali… il tutto a partire dal grande orologio che il nonno utilizza per raccontare la favola di Ciuffettino all’inizio dell’opera. Ed è proprio questa favola, semplice e misteriosa al tempo stesso, che si contrappone al grigiore della morale sottesa al libretto che vuole legare i ragazzi al loro status di “infanti” e a un ruolo sociale prestabilito. Ma, ascoltando la musica – in particolare l’aria dell’Orco (la più simpatica di tutta l’opera) e il coro finale dei lavoratori (tristissimo e opprimente) – ho avuto spesso il sospetto che anche Ferrari Trecate sarebbe d’accordo con questa rilettura “indisciplinata” e vitalistica. «Perché questo rigoroso divieto a una vita come “séguito” e “continuazione” dell’infanzia? La terra è troppo piccola forse? Non c’è spazio per una umanità di ragazzi “grandi”?». 26 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 27 IL LIBRETTO CIOTTOLINO Fiaba musicale in due atti e tre quadri per la gioventù Libretto di Giovacchino Forzano Musica di Luigi Ferrari Trecate Personaggi Ciottolino Soprano o Contralto Nina, sua sorella Soprano o Contralto La mamma di Ciottolino Soprano o Contralto Il babbo di Ciottolino Tenore Il nonno di Ciottolino Baritono La Fata Morgana Soprano o Contralto Il Giudice L’Orco Baritono Baritono o Basso Il Musicista Soprano o Contralto Coro di Fate Soprani e Contralti Coro di Sapienti Tenori e Bassi Coro di Gnomi Bambini Danzatrici, Paggi del re, ecc. Per scelta di regia i personaggi del sogno sono interpretati dalle figure della vita reale di Ciottolino: Nina dà la voce al Musicista, la mamma diventa la Fata Morgana, il babbo è il Giudice e il nonno fa l’Orco. 27 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 28 Atto I Quadro I L’interno di una casa rustica. La scena è divisa in due parti. A destra una stanzuccia, con un lettino. È la cameretta di Ciottolino. A sinistra, più ampia, la cucina. È quasi notte. La scena è illuminata da una lucerna e dal fuoco del caminetto che investe e riscalda un paiuolo. Nel canto del fuoco il nonno pensa… La madre prepara la farina per la polenta e spesso va a scoprire il paiuolo per vedere se l’acqua bolle. Alla parete una piattaia. Sull’uscio un’immagine sacra con alcune foglie d’ulivo. Nel mezzo una tavola. Ciottolino e Nina giocano con uno spago a ripiglino ad uno spigolo del tavolo. Si attende il babbo per cenare.. Ciottolino (giuocando) Metti il pollice di qua, (Nina eseguisce) ora tira… non così, fai pianin per carità. (il filo s’arruffa) Nina Non vien nulla, non vien nulla. Ciottolino Tu mi sembri una citrulla. La mamma (canticchiando) Tra là là, tra là là, la pazienza se ne va! Nina (impazientita a Ciottolino) Sarai buono solo tu, (posa lo spago) tieni qui, non giuoco più. Ciottolino Capricciosa, dispettosa! La mamma Tra là là, tra là là, la pazienza scapperà! (minacciando) Ciottolino! Ciottolino! Ciottolino Ma la vedi? (La mamma con una occhiata severa riprende Ciottolino che mortificato abbassa la testa) (sommesso) Non vuol fare a ripiglino. Nina (lamentandosi) Tu mi sgridi ogni pochino non fo bene quasi mai (facendo la picca) giuoca solo vo’ veder come farai. La mamma (che ha sentito lo rimprovera) Ciottolin quelle parole! Ciottolino (minacciando) Nina giuoca. Ciottolino Se le merita, le vuole… Nina Nossignore. 28 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 29 Nina Nossignore. Il nonno (per interrompere il battibecco) Zitti un po’ scelgo da me: (pensa un istante, poi decisamente) ‹‹Ciuffettino fatto re!›› Ciottolino (prende per i capelli la sorella e le tira le trecce) Cattivaccia! Nina e Ciottolino Oh! Bellino Ciuffettino! (si mettono in orecchi per ascoltare) Ciottolino Nina giuoca. (La mamma fa per agguantare Ciottolino, ma quegli scappa e va a riparare dal nonno. La mamma asciuga le lacrime di Nina). Nina Mamma, mamma, che dolore! (si mette a piangere) La mamma (rimproverando Ciottolino) Che vergogna, guarda Nina come piange, poverina! Ah! Vedrai che alla fin la pagherai! (La mamma dà un bacio a Nina). Ciottolino Sarò buono, via sorella! Vieni qui con me dal nonno a sentire una novella. Il nonno Che novella? Nina Su raccontaci un po’ quella dov’è il “gatto stivalato”! Ciottolino Non è bella! Ci vuol “L’Orco bastonato”! Il nonno (si accomoda meglio vicino al fuoco e comincia a narrare) Nel paese di Valontàn nacque un bimbo un dì di festa suonavan le campane, din, don, dan! Ciottolino, Nina e Coro del pubblico (facendo eco) Suonavan le campane, din, don, dan! Il nonno Con un ciuffo di capelli sulla testa tutti d’oro, fini e belli. Ciottolino, Nina e Coro del pubblico (facendo eco) Con un ciuffo di capelli sulla testa tutti d’oro, fini e belli. Il nonno Ognun chiedeva invan: perché? perché? Nessun lo sapeva in Valontàn… Nina e Ciottolino Nessun lo sapeva… 29 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 30 Ciottolino, Nina e Coro del pubblico … in Valontàn… Il nonno Si sparse la gran nuova ed il bambino da tutti era chiamato Ciuffettino. Ciottolino, Nina e Coro del pubblico Da tutti era chiamato Ciuffettino. (Si ode il passo del babbo che rincasa) La mamma Il babbo! Il nonno Il babbo! Nina Il babbo! Ciottolino Il babbo! Il nonno Domani sera la finirò. Ciottolino e Nina Ora, ora. Il nonno È tardi non si può. Ciottolino e Nina (implorando) Almen come finisce, via, nonnino! Il nonno Alla fine Ciuffettino vien rapito E portato nel Paese delle Fate! C’eran Fate e c’eran Saggi e coi nani anche i giganti. L’aspettavan esultanti gli abitanti! Come uno e due fa tre, Ciuffettino è fatto re. 30 Ciottolino, Nina e Coro del pubblico (facendo eco) Come uno e due fa tre, Ciuffettino è fatto re. (Muovono incontro al babbo sul limite di una quinta, poi ritornano nel mezzo della scena e fanno riverenza). Tutti Buona sera, buona sera! (Entra il babbo, posa gli arnesi del lavoro campestre e dà un bacio ai due bimbi.) Il babbo (rivolto alla mamma) Ciottolino come è stato? Ciottolino (accorgendosi che la mamma vuol riferire al babbo il litigio avvenuto colla Nina, si avvicina ad essa e le fa cenno di tacere) Buono mamma, non è vero? La mamma Ciottolino sii sincero hai picchiato un po’ la Nina. Ciottolino (mormorando come per scusarsi) Una sola tiratina di capelli. Il babbo (attira a sé Ciottolino e lo rimprovera severamente) Per stasera ti perdono, se ripeti questa scena gli altri giorni, io ti tengo senza cena. spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 31 La mamma A tavola! (Tutti si avviano e prendono i loro posti attorno la tavola per la cena) Ciottolino Dunque nonno, di’ perché Ciuffettino è fatto re. Il nonno Non c’è tempo per la favola, c’è la mamma tutta intenta a servire la polenta. (La mamma porta a tavola la polenta). Il babbo Ciottolin, cos’hai imparato oggi a scuola dal curato? Ciottolino Tante cose, caro babbo, sembro quasi un avvocato. Il babbo Dianzi intanto, alla dottrina, t’ha insegnato un po’ la Nina. La mamma Ne volete ancora babbo? Il babbo No. La mamma (agli altri) E voi altri? Nina e Ciottolino Noi neppure Il babbo (alla mamma) Porta pur le nostre carte. (La mamma sparecchia in fretta e dà al nonno un mazzo di carte). Il babbo La scopa? Il nonno Facciamo a scopa! Il babbo Ai nove punti? Il nonno Ai nove punti! (Ciottolino e Nina un po’ stanno a guardare la partita a carte poi si appisolano sulla seggiola). Il babbo Ti vincerò! Il nonno Se perderò! Il babbo Ecco fatto, tocca a te. Il nonno Sei e quattro prendo un re. Sette bello! Il babbo Perdincina che fortuna birichina. Il nonno Calo un quattro. Il babbo Che disdetta questa sera! Prendo un sette ho la primiera! Il nonno Ecco un asso sbarazzino. 31 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 32 La mamma Vieni a letto Ciottolino! Ciottolino (abbracciando prima il babbo poi il nonno) Addio babbo. Il babbo Buona notte. Ciottolino Addio nonnino; che fortuna esser un re proprio come Ciuffettino! (La mamma conduce Ciottolino tutto assonnato nella sua cameretta) La mamma (sale su di una sedia, ed accende la lampadina alla Madonna; quindi prende Ciottolino e lo fa inginocchiare sul suo lettino colle manine in croce) Aspetta ed accendo il lumicino! (prima che Ciottolino con le manine giunte e gli occhi rivolti al cielo incominci la preghiera) Ed ora di’ per bene la preghiera! Ciottolino Gesù mio, Gesù pietoso, dona a tutti un buon riposo, ogni bene tu mi hai dato, già nel giorno che è passato. Se fui cattivo o buon Gesù non lo sarò mai più! (Cala lentamente la tela sulla fine del primo atto). 32 Atto II Quadro II La scena rappresenta il ‹‹Bosco di Bistorco›› nel Paese delle Fate! Il verde del bosco è abbagliante. A destra il palazzo dorato delle Fate. La porta del palazzo è azzurra e, percossa col gran martello che pende dà un suono fragoroso. Dall’interno del palazzo si udrà un soave coro di fatine. All’alzarsi della tela la scena sarà avvolta nella oscurità. Durante il preludio, come visione di sogno, s’intravvedrà in un cespuglio Ciottolino addormentato nel suo lettino. A poco a poco la scena s’illuminerà mentre la visione andrà dileguandosi. Fatine e Coro del pubblico Gaie e vispe siam fatine sorelline affettuose dei bambini e le bambine. Per Natale e la Befana noi scendiamo e le calze riempiamo. Passiamo per la neve dei tetti, leggere di notte voliam… All’albe ridenti torniamo e i bimbi si sveglian contenti. Fatine Gaie e vispe siam fatine siam fatine affettuose! Ah! Ciottolino (entrando cautamente tutto preso da meraviglia) spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 33 Oh! Quanta luce, quanto splendor! Dove sarò mai giunto? Che bel palazzo; come è rilucente sembra tutto dorato. Questo posto deve essere incantato. Una porta – picchiam. (esita indietreggiando) E se poi faccio male? (rimane pensieroso, poi decisamente corre a bussare alla porta del palazzo dorato) Prenderò una sgridata! (bussa forte) Fate dall’interno e Coro del pubblico Fortunato chi ha picchiato! (Si apre la gran porta del palazzo. Una viva luce bianca si proietterà sulla scena. Escono in fretta le fatine tutte avvolte in veli di vari colori. Ciascuna reca in mano il bastone fatato. Tra queste campeggerà la imponente, regale figura della Fata Morgana. Circondano Ciottolino facendogli un mondo di feste). Fate dall’interno e Coro del pubblico Bel bambino, bel bambino di’, chi sei? Come ti chiami? Ciottolino Io mi chiamo Ciottolin, ma il paese che abitate come lo chiamate? Fate dall’interno e Coro del pubblico Non lo sai? È il Paese delle Fate! Ciottolino (meravigliato) Il Paese delle Fate?! Fate dall’interno e Coro del pubblico Tu non sai, tu non sai che trovasti la fortuna! (Prendono Ciottolino in mezzo a loro e poi con aria misteriosa cominciano il racconto). Fate dall’interno Tempo fa morì il re ed eleggersi da sé volean tutti. La Fata Morgana Affinché ogni lite si appianasse fu deciso la persona che picchiasse al palazzo per la prima porterebbe la corona. (Qui si illumina radiosamente tutta la scena) Fate e Coro del pubblico Ciottolino fortunato per il primo hai picchiato. Ciottolino (come fuori di sè) Io dunque sarò un re! La Fata Morgana Ora verranno tanti e tanti del Paese delle Fate gli abitanti. (Le fatine marciando a tempo della musica, dopo alcune coreografiche evoluzioni si troveranno disposte in linea retta, e avanti al proscenio invocheranno gli abitanti della terra). 33 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 34 Le Fate (curve) Abitanti della terra, gnomini piccolini abitanti della terra qui salite! (Alzano i bastoni e poi tutte insieme lo lasceranno ricadere) Maghi, Streghe che abitate nelle selve affrettate, affrettate! (Volgendosi in aria) Maghi, Streghe che abitate su nell’aria or qui il volo indirizzate. (Volgendosi tutte verso sinistra) Magistrati, gran Sapienti, qui vi chiamano le Fate, affrettate, affrettate (Alzando le braccia) accorrete tutti qua. (Sbucano fuori gli Gnomi piccini piccini con arnesi di lavoro; (esagerate tenaglie, martelli, ecc.). Alcuni recheranno delle piccole lanterne illuminate. Avanzeranno graziosamente e comicamente al tempo della musica. La scena si irradierà di una luce verdastra). Coro di Gnomi e Coro del pubblico Gnomi siamo sotto terra noi viviamo. Noi si sta (indicando la terra) sempre là, (alcuni Gnomi lavoratori si butteranno a terra fingendo di lavorare frettolosamente) consumiamo gli occhi lavoriam 34 piccini per i balocchi dei bambini! (Tutti si ritirano a destra e si inchinano profondamente sino a terra. Giungono i grandi Sapienti; avanti il più vecchio con la barba lunga fino ai piedi. Ognuno reca sotto il braccio un librone. Sul palco luce normale). I Sapienti Eravamo in una stanza a tenere una adunanza vostra voce ci ha distolti. Ed al suon del campanello ci siam sciolti! Stampe, leggi e manoscritti ed opuscoli ed editti siam costretti a fabbricare, e voi sempre impunemente ci venite a disturbare! Le Fate Gaie vispe siam fatine sorelline affettuose dei bambini e le bambine. Gli Gnomi Gnomi siamo sotto terra noi viviamo. I Sapienti Ci chiamaste, cosa c’è? Le Fate È arrivato il nuovo re! spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 35 Gli Gnomi Noi da tanto aspettavamo, ben venuto, ben venuto – o fatine, lo vestite mentre il trono prepariamo. I Sapienti Non abbiate troppa fretta pria di tutto assicuriamo il suo grado di sapere. Ciottolino Questi vecchi brontoloni mi somigliano un po’ al babbo! Tutti (rivolti ai Sapienti) Nella legge che facemmo tutto questo non dicemmo, per il primo egli ha picchiato, ch’egli sia incoronato! (alle Fate) Dite il nome suo qual è? Le Fate Ciottolino! Gli Gnomi Ciottolino evviva – è re! Le Fate e Gli Gnomi Sia portato presto il trono e ci siano i musicisti per il canto e per il suono. (chiamando) Musicisti! Musicisti! (Compaiono alcuni musici. Il solista che canterà ‹‹Risplende il bosco›› verrà avanti a tutti. Avrà a tracollo il liuto e con lo sguardo fisso in alto intonerà la canzone. Le fatine intanto condurranno Ciottolino nel palazzo per vestirlo da re. Il musico si fermerà a cantare avanti al palazzo come facesse una serenata. Sul palco luce azzurrognola). Il Musicista Risplende il bosco luminoso in fior, ridon giulivi i prati dai bei fiori incantati. Mentre discende dolcemente il sole, come varia di colori il cielo, e l’aria è profumata di viole. Il sol che muor ci saluta ancora! Il bosco rigoglioso sembra sprizzi lampi d’or. Coro del pubblico La, la, la… Il Musicista Tutto vuole unirsi al coro, che qui canta allegro in sé: evviva, evviva il nuovo re! Tutti Tutto vuole unirsi al coro, che qui canta allegro in sé: evviva, evviva il nuovo re! Tutti e Coro del pubblico Il nuovo re! (Viene portato in scena il trono. Quindi Ciottolino ricomparirà in abito regale e siederà trionfalmente sul trono che si disporrà in fondo della scena. Luce massima. Il popolo sarà disposto a semicerchio. Compariranno due o più minuscole ballerine che danzeranno un Valzer colle movenze languide). 35 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 36 La Fata Morgana (avanza conducendo Ciottolino al proscenio) Ciottolino tocca a te a saper ben governare. Or lasciamolo coi saggi affinché gli sia spiegato ogni affare dello stato. (Viene portato via di scena il trono, mentre alcuni Sapienti portano sul palco l’enorme libro delle tasse sorretto da un mastodontico leggio. Si ritirano tutti di scena e lasciano Ciottolino in mezzo ai soli Sapienti. Ciottolino si pavoneggia sempre più nel suo abito regale. I sapienti intanto consultano il librone. Il sole è sul calare). Ciottolino (pavoneggiandosi) Se non fosse lo spadino la corazza ed il cimiero, io direi che non è vero. (si ammira) Come son tutto bello luccico tutto – L’unica cosa un po’ noiosa son quei vecchioni – sembrano can barboni! (Ciottolino cerca di svignarsela da una quinta ma i Sapienti gli si pongono innanzi trattenendolo). I Sapienti Maestà non di là, qui restate e guardate ciò che vi si mostrerà. (I Sapienti invitano Ciottolino a consultare il gran libro delle tasse) 36 Questo è il libro delle tasse su, leggete, se qualcosa non vi piace lo direte. Ciottolino Non so legger tanto bene e m’imbrogliano quei segni. I Sapienti Oh! Che caso mai trovato il re nostro è illetterato. Oh! Che caso stravagante! Che re pezzo d’ignorante! Ciottolino (si avventa sul più vecchio Sapiente e gli tira la lunga barba) Dico, vecchio impertinente! I Sapienti (scandalizzati e fuori di senno!) Egli offese il più grande saggio, il più grande della terra. Oh sfacciato, sfacciato! Ciottolino Ah! Vecchiaccio malcreato! I Sapienti (indignatissimi) Arrestatelo, arrestatelo! (Chiamando agitatissimi ed infuriati) Abitanti del Paese delle Fate, tutti quanti a noi davanti! (Tutto il popolo ricompare in scena). Tutti meno i Sapienti Cosa c’è? Cosa c’è? spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 37 GLI SPARTITI spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 38 Nel paese di Valontàn Nonno 6 ? ## œ 6 ## Non. tàn Ciott. # & # Œ Nina # & # Œ nacque+un bimbo+un dì di f ‰ œj œ 12 Pubblico Non. & # œ & # 42 œœ œ œœ œœ p ? # # 2 j ‰ # œj œ 4 œ ° œ œ œ J J œJ œ œ J J J œ œ œœ œ œœ œ ? # # ˙˙ & Andantino moderato ? # # 42 œ œ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ j j #œ œ #œ œ j‰ j‰ œ œ ° ° œ œ œ œ œœœ J J J RRJ fe - sta suo - na - va-no le cam - pa - ne, œ œ œ œ œ œ œj j RR R R œ œ œR œ œr œ œ j œj R R œ œ. Œ. œ œ ‰ J œ J J Din din don ° Œ ‰ j j r œr # œj j œ œ œ œ ‰ Œ ‰ j j r r œj j œ œ œ œ œ Suo - na - va - no le cam- Œ ‰ œj j œr œr # œj œj œ œ J œ. Suo - na - va - no le cam- œ œ œ œ œ œ J J R R J J Din! Don! Din don din din din don œœ œœ œœ œœ # œœ œœ & œ. œ. j J j ‰ œ œœ ‰ œ œœ ? ## ˙ ˙˙ ˙ ## ° œœ œœ Suo - na - va - no le cam- dan! 38 ‰ œ. œ œœ œ ˙˙ œ œ œ œœ œœ œœ œ œœ œ œœ œœ œ œ œ ‰ ˙œ ‰ ‰ œ ‰ œ œ œ œ œœ œ œœ œ œœ œœ œœ œœ œœ œœ ˙˙ ˙˙ ˙˙ œ‰ J œ J œJ œJ Rœ œR œJ J œœ œœ œ œœ œœ œ u jU #œ œ ‰ j œ ° œ œ œ J Suo - na - va-no le cam - pa - ne Din! Don! f ‰ œj œ Uœ Nel pa - e - se di Va-lon- Suo - na - va-no le cam - pa - ne Din! Don! ## ? ## œ 12 Œ ° œœ œœ œ œœ œ ‰ œ ˙˙ œ œ œœ œœ œœ # œœ œœ ‰ œj œœ ˙˙ ° ° > j œ œ. #œ œ œœ œœ .. j ‰ # œœ œœ ˙˙ ˙˙ ‰œ œ ° J ° œœ .. spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 39 18 Ciott. & ## Allegro œ œ pa Nina Pubblico - Non. ne din din din din din don # & # œ œ pa ## & œ œ - pa dan! ne din din din din din don dan! & œ œ . œ >œ ## ? ## j œ ‰ Œ œœ œ œ œ œ œ # œ œ œœ j Œ œ 23 Non. j œ ‰ Œ din din don dan! ‰ # œœj j œœ ˙˙ ° œœ .. œ ‰ œ ? ## ˙ ˙ ° j ‰ Œ œ œ œ œ J R R dan din din din don dan din ‰ Uœ Con . . # # œ œ # œ œ œ œ œ. ‰ ‰ & œœ œ. . . U .œ # # œœ. n œœœ # œœ. œœœ ? j ‰ Œ œ ‰ Œ œ œ œ & œ J œ. 23 œ ? ## œ 28 Non. 28 & ## te - œ œ f‰ j ? # # œ œœ ˙ ˙ ° - #œ J un œ # œ œ # œ œJ ‰ œ œ J RR J R R sta tut-ti d'o - ro fi-ni+e œ œ Œ ˙ œ œ ggg # ˙ ˙ gg ˙ . . p ‰ œj œ ˙˙ œ ˙ ˙ ° ° œ dan! j œj j œr œr œj œj œ œ ne din din din din din don j j œj œj œr œr # œ œj œ ? ## œ œ œ œ œ œ œ J R R J J J J 18 j œ ‰ Œ j j œj œj œr œr # œ œj œ & œj œ . œ#œ œ œ #œ œ œ œ œœœœœ œ f . ƒ. n œœ . œœ ‰ ‰ œœ œœ. œ # œœœ œ œœ . Andantino come prima œ œ œ œ œ œ J Jœ ‰ R R J Jœ J J ciuf - fo Œ ˙˙ di ca - pel - li sul - la ˙˙ ° œ #œ J ‰ J bel - li Œ œ œ ggg ˙ ggg# ˙˙ . ˙˙ Œ ˙ ˙ œ œ œ œ - - œ œ œ œ - - ˙˙ ° œ œ R R œ œ . fi-ni+e Poco più mosso œ œ J J Œ bel - li. # œ. F œ œ . . œ. œ. # œ œ œ # œœ œ œ # œœœ ° 39 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 40 Ciott. # & # Œ Nina ## rall. r r Come prima ‰ œ # œ œ œj ‰ œ œ œ œj œj œJ J RR J 33 Pubblico & # & # ? ## # & # 39 Ciott. di ca - pel - li sul - la Con un ciuf -fo rall. di ca - pel - li sul - la Con un ciuf -fo di ca - pel - li sul - la r r j ‰ œ # œ œ j ‰ œ œ œ œj œ œJ œ J RR J Œ r r j ‰ œ # œ œ œj ‰ œ œ œ œj œ œJ J RR J # & # Œ 33 Con un ciuf -fo rall. fi - ni+e Nina # œ œ & # J œJ J œJ Pubblico # œ œ & # J œJ J œJ bel - li fi - ni+e bel - li ? ## fi - ni+e bel rall. œ bel rall. œ œ œ. li. U - œ œ. li. Œ ? ## œ 44 & ## ché œ œ œ per - œ œ bœ œ œ ? # # œœ 40 œ œ te œ œ - - te ché œ œ Jœ œ œ œ RR J J J sta tut-ti d'o- ro fi-ni+e œ. œ œ œJ œ œ œ RR J J J sta tut-ti d'o- ro fi-ni+e œ. œ œ œJ œJ œ œ J J RR sta tut-ti d'o- ro fi-ni+e œ œ Œ œ œ Œ ˙ ˙˙ ° Œ ‰ œj œ p ‰ œJ ‰ ‰ œ ‰ J U # & # # œœ œ œœ n # œœ œœ œœœ œ rall. #œ ? ## # œ œ b œ n œ n œ 44 - œ. li. U - bel - 39 Non. te Œ œ œ Œ œ œ #œ ‹œ œ œ œ œœ œ œ #œ ˙ œ œ œ œ Œ ˙ ˙ ˙ œœ rall. # œ˙˙ œ #œ Œ ˙˙ œ ˙˙ œ ° ° ° U rall. œ œ œ œ œ ‰ œ. J J J J œ bel - li Non. œ œ œ n œ b Jœ J J j œœœ ‰ b n œœ Sœ œ J ‰ œ œJ œ œJ J J œ̇ œ œ œ ‰ œJ j œ ‰ # œœ j œ ‰ œŒ œ ‰ nœ J ˙ œ. œ œ œ œ nes - su - no lo sa - pe ˙ œ O - gnun chie - de - va+in - van per a tempo rall. # œœœ œœœ n œ Uœ œ ‰ J œ J - va œ j œ œ œ rall. œ œ Jœ J œ J J in Val - lon - j œœ œœ ‰ œ ‰ n œœ . œ œœ œ rall. j œ œ œ œ œ. œ œ ‰ #œ ‰ J J #œ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 41 Ciott. # & # Œ Nina ## 49 Non. & Œ ? ## œ j rall. ‰ œ # œj œj Jœ œa. tempo œ J per - ché O - gnun chie - de - va+in - van per - ché œ J ‰ œ J j œ #œ œ f rall. œ #œ œ & ## œ & ## & ## 53 Ciott. Nina Pubblico Non. & ? ## œ œ Nes - su-no lo sa - pe j œ ‰ Œ ché ‰ ° va in ‰ œj in Œ œ J ‰ ché ## œ j œ œ ‰ Œ #œ œ œ #œ ‰ œœ ‰ Œ œ œ ° œœ œœ - œ per - per - œ Œ j œ. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œ #œ œ rall. U j œ œ œœœœ œ œ œj œ J J JJJJ #œ ? ## œ 53 œ per œ œ ché j œ œ. tan! # & # œ .. œœ . a tempo ? ## ‰ œ œ œ O - gnun chie - de - va+in - van a tempo rall. j j ‰ œ # œj œ Jœ 49 œ J ‰ œj a tempo œ ‰ œ ‰ ° a tempo j œ ‰ œj ‰ c œ Val - lon - a tempo - j œ j‰ Ó œ tan! j j œ œ‰œ‰ c a tempo Val - lon j œ ‰ œ ‰ Ó J tan! j œ ‰ œj ‰ c œ j‰ Ó œ in Val - lon tan! œ œ cŒ ‰ œJ J J f Si spar-se Uœ n œ # œœ œ œ œ œœ œ œ ‰ œ‰œ‰ c œ œ œ œ œ œ œ rall. ƒ œ œ p a tempo n œœ U œ œ œ œ ? # œ ‰œ‰ c œ œ & œœ œ ‰ ‰ œ œ œ œ J J la gran œ œ œ œ œ œ 41 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 42 ? ## œ œ œ œ J Jœ 58 Non. nuo - va per il # œœ .. & # œ. ? # # gg œ˙ . g˙ ? ## b œ 61 Non. œ œ œ œ Jj œ 58 œ # n b œœœ & # bœ - œ œ œœ˙ œœ œ œœœ œ œœ œ Œ œ œ œ œ œ œ œ œ ggg œ˙ œœ g˙ J ‰ Œ ° œ œ œ Œ J J œJ œJ se da ed il œœ œ œ œ œœ œ œ œ Allegro spigliato r r r r r œ œ œ œ œ œJ Da tut - ti+e - ra chia - ma - to œ J Da tut - ti+e - ra chia - ma - to 42 j œ r r œ œ œj tin! Ciuf -fet - tin r r œ œ Jœ Ciuf -fet - Ciuf - fet - tin! œ J Ciuf -fet - tin œ œ œ R R J Ciuf -fet - Ciuf - fet - tin! Ciuf -fet - tin Ciuf -fet - r r r r r j j j œ œ œ œ œ œ œ œj œ r r r r r œ œ œ œ œ œJ œ œ œ œ œ R R R R R . œ. œ. œ. œ. œ. œ ‰ ‰ & œœœ . œ J œ J j j œ œ œ J œ J œ J œ œ œ œ. œ œ œ œ œ j œœœ Œ . 42 Ciuf -fet - œ ? ## 2 J 4 Da tut - ti+e - ra chia - ma - to 42 Ciuf -fet - tin Pubblico œ J fet - tin! Ciuf - fet - ? ## - Ciuf - fet - Da tut - ti+e - ra chia - ma - to & U Ciuf r r œ œ # & # 42 ‰ . ## œ œœ œœ J ‰ Œ U œ œ œ J 2 J 4 r r œ œ Jœ Nina œ 24 œœœ f 24 œ œ œ˙ . ˙˙ ° rall. œ œ œ J # & # 42 ‰ . tin! œ œ œ œ œ œ œ Jj œ j j œ œ Ciott. 64 œœ .. œ. tut - ti+e - ra chia - ma - to # & # 42 ‰ . Non. œ œ bam - œ œ ‰ œ œ œ ‰ œ œ œ ‰ œ œ œ ˙˙ U œ œ ˙ œ œ œ ˙ œ œ œ ˙ œ œ œ ˙ ˙ ˙˙ ƒ ˙˙ ˙˙ rall. ˙ œ œ œ œ ‰ œ œ ‰ œ œ œ ‰ œ œ œ ˙ ˙ œ ˙ ˙˙ ˙ ˙ ˙ ˙ Œ ˙ ° ° u ° ° œ œ ? # # n b bb œ˙˙˙ œ œ œœœ J ‰ ° 64 œ œ œ J Œ. Ó - Ó e œ pa œ œœ œ J ‰ Œ bi - no 61 œ œœœ. J œœœ. œ œ œ. œœœ. œœœ r r œ œ r r œ œ œ œ R R œ œ œœœ. spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 43 Ciott. # & # œJ r r œ œ œJ tin Ciuf - fet - tin Nina # j & # œ 67 tin Pubblico # œ & # J tin Non. r r œ œ œj Ciuf - fet - tin r r œ œ œJ r r œ œ œ J Ciuf - fet - tin r r œ œ j œ ‰ Ciuf - fet - tin r r œ œ œ J œ ? ## J Ciuf - fet - tin œ œ œ R R J Ciuf - fet - tin tin Ciuf - fet - tin Ciuf - fet - tin 67 & ## œ. . # # œœœ & œ œ R R œ J œ œ œ. œ œ œ. ƒ œœœ. œœœ. œœœ . œœ. œ ‰ ‰ ‰ œ. J œ R Ciuf fet c ˙ tin! r œ c ˙ j œ. œ ‰ Œ J j œ ‰ Œ Ciuf - fet - tin! c ˙ œ ‰ Œ J Ciuf - fet tin! œ J ‰ Œ œ. J œ R œ. J œ R - Ciuf - fet - ggg œœœ ‰ ggg œ ‰ ggg gg g ‰ ? gggg œœ ‰ c ˙ tin! j c œœœ ‰ Œ Ó c w w 43 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 44 Come uno e due fa tre ? ## C Nonno Meno mosso Moderatamente mosso œœ Ÿ ‰ ‰ ‰ C ‰ & ˙ œœœ œ ƒ # # œ ‰ ‰ ? œ ‰ œ ‰ ˙Ÿ & Cœ œœ ## ? ## œ 4 Non. due # & # œœ ‰ œ. 4 ? ## ˙ ˙ ° 7 Non. ? ## Œ œ ˙ fa tre œœ ‰ ˙˙ œ. œœ 44 œ œ J ‰ œ œJ J œ ‰ #œ œ . S. œ ‰ Œ œ. œ œJ J œ Co-me u - no+e œ œ ‰ œœ ‰ œ œ p œœ œ œ #œ œ . ‰ ‰ œ ‰ œ ‰ ˙˙ œ S œ. ° Ciuf-fet - ti - no+è œ œ fat - to ˙ Re! > œœ ‰ œ œ œœ ‰ œ ‰ gg œœ ‰ œœ. ‰ ˙˙ œ J gg œ œœ g. . œœ œœ œ ‰ ‰ ‰ œ ‰ ˙ ‰ œ ‰ ˙ œ ˙ ˙ œ œ œ ° ° œ œ œ œJ J œ œ ˙ J ‰ œ œ œ. œ œ J œ ˙ Ciuf . - fet. ‰- ti - no+èj fat - to Re! > > œ ˙ œ œ œ . .̇ ‰ œœ ‰ ‰ ˙ ‰ œ œœ œ œ œ œœœ ‰ œœ ‰ ˙œ˙ œ ‰J‰ . œœ œ r #œ œ ˙ œ‰ ‰œ‰ ‰œ‰ ˙ ‰œ‰ ˙ ˙ ˙ œ œ œ ° ° ° ‰ Co-me u - no+e # œ & # œœ œ œœ œ œ œ ? ## ˙ ˙ ° 7 Œ due fa tre œ œ‰ œ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 45 # & # Œ 11 Ciott. 11 Nina Pubblico & ## Œ j j œ œ œ Co - me Co - me u - no+e œœ œœ œœ. œ œ œ. ‰ œœœ ‰ œœ œ ‰ œ œ Ciuf-fet - ti j jœ œ œ - no+è Ciuf-fet - ti - no+è & ## Œ ? ## ˙ ˙ ° 16 # & # œ . œ œ œ. œœ œœ œ œ œ ‰ œœ œœ œœ ‰ œ SU œ œ œ J J ˙ ˙ ° ‰ j œ Œ œj œ œ Co-me u - no+e j Œ œj œ œ œ Re! œ ‰ œ ‰ ˙ J J . Re! fat - to œœ ‰ œœ ‰ œœ œœ œœ œœ .. œ œœ œ ˙ ˙ ° j œ Jœ n œJ Jœ œJ ‰ œ ‰ œ œ œ œ œ œ œ Œ f œ œ Œ œ œ ‰ œ ‰ w œ w ° rit. U œ œ Jœ . R œ Œ Ó J Co-me u - no+e fa tre Ciuf-fet - ti - no+è fat - to Re! E' rit. fat - to Re! due fa tre Ciuf-fet - ti - no+è fat - to Re! E' fat - to Re! # & # œ # # œœœ & œ 16 fat - to œ ‰ œ œ œ œœ œ ‰ Jœ ‰ ˙ J œ œœ œ ‰ j œ ‰ œ ‰ ˙ J due fa tre j œ ‰ ˙ ‰ œ J due. fa. tre > œœ ‰ œœ ‰ œœ œœ œœ œœ .. œ due 16 Nina Pubblico œ # & # Œ 13 Ciott. no+e j jœ œ œ 13 Nina Pubblico - # & # Œ 13 Ciott. œ. œ œ. œ # & # Œ ˙ ˙ ° u j j œ œ œ 11 ? ## œ SU j œ œ œ œ J œ U œ œœœ Œ œ Œ ? ## œ ˙ ˙ ° U œ œ œ Œ j j j j j j Uœ œ œ œ œ œ œ J. j ‰ Œ œ n œœ j œ ‰ Œ œ U r œ œ Œ Ó œœ ‰ œ ‰ # œœ œ œœ Œ Ó œ ‰ œ ‰ œ œ œ œ Œ Ó œ rit. U 45 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 46 Gaie e vispe siam fatine Ó p Œ œj œj Ó p Œ œj œj Ó p Œ œj œj Allegretto molto moderato &b C Fate 1 Ga-ie e &b C Fate 2 Ga-ie e &b C Coro del pubblico &b ?b 5 Fate 1 5 Fate 2 5 Pubblico 5 . . . . . C œœ œœœ œœ œœœ œœ œ œ œ sempre staccato j‰ Œ C ˙ œ ˙ œ . œœœ . œœ œ Ga-ie e . œœœ œœ œœœ œœ œœœ œœ œœœ œœ œœœ œ œ œ œ p j j j jj j j & b .. œ œj œj œ œ œj œj œ œ œj œj œ œ œj Jœ Jœ œ œ œ œ ˙ ˙ vi-spe siam fa - ti - ne so- rel - li - ne af -fet-tuose - dei bam - bi-ni+e le bam - bi - ne j j j jj j j j j jj j jj j j & b .. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙ ˙ j jj j j jj j jj œ œ œ œ ˙ & b .. œ œj œj œ œ œj œj œ œ œ œ œ œ œ Jœ Jœ ˙ vi-spe siam fa - ti - ne so- rel - li - ne af -fet-tuose - dei bam - bi-ni+e le bam - bi - ne vi-spe siam fa - ti - ne so- rel - li - ne af -fet-tuose - dei bam - bi-ni+e le bam - bi - ne &b .. œœ œ ? b .. 46 œœœ œœ œ œœœ œœ œ œœœ œœ œ œœœ œ œ œœ œœœ œœ œœœ œœœ œœ œœœ œœ œ œ S ˙ ˙ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 47 9 Fate 1 9 Fate 2 9 Pubblico 9 &b w &b w Œ œj œj œj œj œj œj œj œj œj œj Ó Œ œj œj œj œj œj œj œj œj œj œ J &b w œ Œ Ó Ó œ œ & b œœœ œœ œœœ œœ w ? b œœœ œœœ œœœ œœœ w œœœ œœœ œœœ œœœ ˙ œ J‰Œ , &b œ œ œ œ dia - mo e le &b œ œ œ œ 13 Pubblico œ Œ Ó Per Na - ta - le e la Be - fa - na noi scen- 13 Fate 2 j j j Œ œj œj œ œj œj œj œ œj œ œ J Ó Per Na - ta - le e la Be - fa - na noi scen- 13 Fate 1 œ Œ Ó , dia - mo e le &b œ œ œ œ 13 dia - mo e le & b œœœ œœœ œœœ œœœ ?b œ œ œ œ Per Na - ta - le e la Be - fa - na noi scen- cal - ze ri - em - pia œ œ œ œ ˙ cal - ze ri - em - pia œ œ œ œ - - œœ œ Œ Ó œœœ w œ Œ Ó w œ Œ Ó w œ Œ Ó œœœ œœœ œœœ œœœ w œœœ œœœ œœœ œœœ w mo ˙ - œœœ mo ˙ ˙ cal - ze ri - em - pia œœ œœœ œœ œœœ œ œ ˙ ˙ œœ œ j‰ œ œ mo œœœ œœœ œœœ œœœ ˙ ˙ 47 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 48 18 Fate 1 &b Ó j j j j œ œ n œJ œJ # œ œ œ Œ œ j œ œj œj œ œj œj œ œj œj œ œ n Jœ Pas - sia-mo per la ne- ve dei 18 Fate 2 &b Ó tet - ti - leg - ge - re di j j j j œ œ œ œ œ œj œj Œ œ j j œ œj œj# œ œj œj œ œj œj œ œ œ Pas - sia-mo per la ne- ve dei 18 Pubblico &b Ó j j j j œ œ nœ œ #œ œ œ J J Œ œ œ & b œœœ œœ œœœ œœœ ˙ œ ? J‰Œ b 22 Fate 1 ˙ &b liam! 22 Fate 2 &b Pubblico &b &b ?b 48 j œ œ‰œ J S œœ # œœœ #œ œ ‰Œ J. œ œ œ œ not-te di not-te vo- tet - ti - leg - ge - re di not-te di not-te vo- S œœ # œœœ #œ S œœœ œœœ j #œ wœ J. ‰Œ j œ œ‰Œ J. œ œ œ œ ˙ ˙ ˙ œ‰œ J ˙ œ œ Al - l'al - be ri œ œ œ œ œ œ - ˙ b˙ ˙ ˙ ˙ - œ ‰œ J e+i j ‰ œ œ mo e+i ˙ œ ‰œ J mo j œ œ J j œ œ J j œœ œœœ œœ ‰ œ œ œ œ œ œ œ ˙ œ # œœ œ œœ ˙˙ ˙ ˙ #˙ ˙ wœ œ œ œ œ œœ œœ œ œ œ ˙ b ˙˙ ˙ ˙˙ œ J‰Œ ˙ mo ˙ - Al - l'al - be ri - den - ti tor - nia j œ ˙ ˙ den - ti tor - nia œ œ œ œ S œœœ n œœœ œœ œœœ œ Al - l'al - be ri - den - ti tor - nia ˙ liam! 22 œœœ p jw #œ œ J ‰ Œ . j‰ œ œ liam! 22 Sœ n œœ tet - ti - leg - ge - re di j œ œj œj œ œj œj œ œj œj œ œ n œ J Pas - sia-mo per la ne- ve dei 18 not-te di not-te vo- e+i ‰ œ ‰Œ ‰Œ ‰Œ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 49 27 Fate 1 bœ & b œœ œ œ œ œ œ ˙ ˙ ˙ bim - bi si sve-glia - no con - ten - Fate 2 & b ˙ œ œ œ œ bœ œ ˙ ˙ ˙ bim - bi 27 Pubblico &b bim - bi bœ &b ˙ ˙ b ˙ si sve-glia - no con - ten f b Œ & œ œ œ œ œ ˙ siam fa - ti - ne 33 Fate 2 &b œ œ Ó vi - spe 33 j œ ‰Œ Ó vi-spe - ti! Ga-ie e j j j œ ‰ Œ Ó Œ œ œ .. ˙ Ga-ie e . . .. . œœœ œœ œœœ œœ œœœ .. œb œœ. œ Œ b œ. . œ œ Ów b ˙ . . j j œ ‰ œ œJ w siam fa - ti ˙ - - j j j œ œ œ œ œ ‰œ œ w siam fa - ti - ne . & b œœ. œœ œœ. Œ b œ œœ ˙ œ ˙ j > > ? b œ˙ œ ‰ ˙œ Œ Óœ ‰ Œ œj ˙Ó œ J Œ œj œj .. Ó ti! . . œ œ œ œ œ œ œœ ˙ ˙ j ‰ œœ œ ˙ ˙ œœ œ œœ ˙ #œ ˙ w œ bœ œ œ ˙˙ œ œœ ˙ ˙ œj ‰ Œ Ó œ ‰Œ J 33 Fate 1 - bœ œ œ œ œ œ œ œ ˙ ˙ ˙ 27 ? si sve-glia - no con - ten Ga-ie e ti! 27 2 1. j j j œ ‰ Œ Ó Œ œ œ .. œ œ ˙ siam fa - ti j‰ Œ œ œ - ˙ - ‰ œ œ ww œœœ œœœ œœœ œ œ Ó ˙ ˙ ˙ ˙ - - ˙ - - ˙˙ ˙ ˙˙˙ Ó Œ j‰ œ 49 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 50 j & b œ œ ‰Ó 38 Fate 1 Ó Œ œj œj w af -fet - tuo ne 38 Fate 2 af -fet - tuo ne & b œœ œœ œœ œœ œœ œœ ?b w ww w 44 Fate 1 &b w - Ó Œ œj œj w & b œ œj ‰ Ó 38 - w œœ œ œ - - Fate 2 (a bocca chiusa) &b w 44 &b ?b 50 Ah! S ww p w bw w ˙ ˙ - ww ˙˙ n ˙˙ Ó j n˙ œœ œœ ‰ n˙ ˙ œ Œ Ó w w Ah! 44 ˙ ˙ - œ Œ Ó - #w ˙ j œ ‰Œ w ˙ j œ ‰Œ se - se # wœ œ œ œ # œw œ œ œ nw nw w j ˙ œ ‰Œ w j ˙ œ ‰Œ Ah! rall. Ah! j ˙˙ œœ ‰ Œ b œ œ b œ œ Œ Ó œw œ œw œ œœ Œ Ó ˙ œ b˙ œ ‰ Œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ Œ Ó J spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 51 Fortunato chi ha picchiato Moderatamente mosso Œ Ó & b C ww nw p ?b C w w œ ‰ œ > ˙ w ww œ œ > œ ‰ ‰ ˙ w ww ww ww rr U r & b c Œ ‰ œ œ œ ‰n œR œ Jœ œJ Œ Ó ma-le? > jE se poi faccio 4 ‰ Œ œ œ Œ œj‰ Œ j‰ & b c œœ œœ œ œœ ‰ Œ œ œ J ? b c œ œj‰ Œ Œ œœ ‰ Œ œ ‰ œ œ œ œ J J 4 Ciott. 8 Fate Allegro moderato For Pubblico 10 più & b œœ for più Pubblico - - &b œ For Fate j œ. &b œ &b œ for - f œœ .. J j œ. - - - œœ œœ .. R J r j œ œ. tu - na r j œ œ. - tu - na - œœ œœ œœ œœ R J J J 3 3 U j j ‰ œj # œj# œj œ œ œ œj Œ Ó J Ó Pren - de-rò+u-na sgri - da -ta. ‰ j‰Œ œœ # n œœj to chi ha pic r j 3j j œ œ œ œ - to chi ha pic - Œ 3 - tu - na - to chi ha pic - chia œ œ œ œ R J J J 3 U Œ j‰ Ó œ ƒ U Œ œ ‰Ó œ J œœ ‰ Œ J chia - ˙ to, œ ‰ Œ J chia - to, Moderatamente mosso U n C ˙˙˙ n www tu - na - to chi ha pic - chia c c œ ‰Œ œ Œ œ œ J œ J 3 r j j j ˙˙ œ œ œ œ fœ. J œ œ. R J œ œ œ ‰ ‰ - - w - n C - 10 - - œœœ ‰ Œ J to! U̇ œ ‰ Œ J to! &b n C Ó ?b n C œ. ‰ œ. Œ & 51 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 52 . . œ ‰ œ ‰ œ >˙ > &˙ 13 > œ œ. J œ. œ. > œ ‰ ‰ œ. œ >˙ R œ ‰ œ. ‰ œ. p & www œœ œ ww w wœ œ œ œ wwœ œ œ œ . . 17 œ. >œ œ ‰ œ. œ. œ. >œ œ ‰ œ. œ. œ. œ. œ œ. œ œ œ. œ. œ œ ‰ J‰ ‰ œ. ‰ œ. ‰ 42 &J‰ & www œœ œ wwwœ œ œ œ œ wwwœ œ œ œ œ wwwœ œ œ œ . œ. œ. œœ. œœ. œ œ œ œœ œœ œ. œ. œœ. 2 œ œ œ œ œœœ &4 œ œ œœ œœ bSœœœ œœœ œœ œœ bSœœœ œœœ œœf # œœœ œœœ ? 42 œ œ œ œ œ . . . Sœ œ 25 œ œ J ‰ œœ œ œ œ & ƒ j >œ œ. œ. œœ # œ ‰ Œ œœ &œ œ. œ. œ œœ œ . & œœ œœ œ. œœ œ. œœ œ. œœ œ. œ bœ œ œ. œ. >œ & œœ œ œ œ œœ œ bœ œ œœ œ œ œ œœ œ bœ œ . &œ œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. œ. 29 33 & & 52 ? . . œœ. œœ. œœ œœ œœ. Lo stesso tempo più mosso 21 f Ó ˙˙˙œ œ œ œœ# # œœ n n œœ œ œ # œ n œ # œœ Ï œ. j œ œ. b n b œœœ # œœœ b n b œœœ œœœ œ. j œ œ bœ # # œœ n n œœ # œœœ b n b œœœ œ. œ. œ œ. œœ œœ œ œ œ œ œœ œœ ? ‰ œœœ œ œ. œ. œ. œ. 42 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 53 œ œ j j œ œ œJ œJ J J 37 Fate &Œ Bel bam - bi - no, Pubblico Ciott. Ciott. & ˙œœœ œœœ b œœœ œœœ ˙œœœ ° 46 ° j œ œ &J J œJ œ >œe œ- seœ che+a œ - biœ 46 #œ œ & œœ œœ œœ œ œ œ f œœ œ œ ?œ œ œ Pubblico & & 50 & & Œ >œ œ œ ti chia - mi. - bi - no di chi sei, co - me ti chia - mi. œœ œœ œ ta œ œœ œœ Non lo sai, lo œ œ più œœ œ œ f œœ œ sai, œ œ œj œj J J œ> œ œœ œœœ œœœ œœœ ˙œ ° j œ œ œ J J mi chia - mo œœ œ œœ œœ œ œ œ œœ œœ n œœœ ˙ œ # œœ te œœ è+il pa œ œ J J è+il pa >œ œ œ œ œ œœ > œœ œœ œ œ - °œ J - œœ œ œœ œ œœœ œœ œ œœ œœ j œ del - le œ J b Jœ e - se - œ œ œ œ lin! j œ chia œ œ œœ œœ œ J b Jœ >œ œ œ b œœ œ œ œœœ œœ œœ œ ˙ œ œ œœ ° j j œ œ œ j œ Ciot - to e - se œ J œ œ œœ œ œ ˙œœ œ œœ œœ œœœ œ J œ œ J J œ œ œ œ œ œ œ œ œ j œj j #œ œ co - me >œ œ œ loœ œœ œœ œœ # œœ œœ œœ œ œ œ - œ œ œ œJ J J J œ œ œ œ œœœ œœœ b œœ œ œ Non œ sei, co - me œ J œ J œ di chi œ J œ J Œ œ œ œ œ J J J J bel bam - bi - no j j j j &Œ œ œ œJ œJ œ œ Bel bam - bi - no, bel bam œ œ 37 () . œ. >œ œ œ œ & œœœ ‰ œ œ œ tutto staccato ƒ j ? œ ‰ Œ & œ œœ œœ œœœ ˙œœ œ œ œ ° 42 j Œ & œ >œ œ œ œœ œœ >œ œ œ Ioœœ 42 œ œ œ œ œ œœ œœ œœ œ &œ œ œ 50 Fate œ œ œJ œJ J J j œ del - le œ œ œœ œ œ œœ Ma+il pa - œœ œ J ‰ Œ j œœœ ‰ Œ ? œ œ œ œ # œœ œœ œœ œ œœ œœ œ œ ma - bœ fa œ - bœ fa te? te! œ - te! œ œ œ œ >œ b œœ > œœ œœ œ œ 53 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 54 œ œ J J 54 Ciott. &Œ œœ &œ ‰ f> &œœœ 54 58 Fate &Œ Il pa - e &Œ 58 &Œ ? œœ œœ J 63 >œ &œ >œ ? œœ Pubblico ƒ ‰ œ & œœœ œœ ‰ > œœ œœ œœ œœ b >œœœ œ œœ œ œ J ‰ ƒ œ & œœ j # œœ ‰ œ 67 & 54 & - bœ J Œ se œ J œ del - le Fa tu non sai >œ œ >œ œœ rall. Œ œœ œœ œœ> œ œœ # œœœ œ œœ œ La for œœ tu La for - tu - - c Œ c Œ œ œ œ - - j‰ Ó œ œœ ‰ Ó œ œ J - - ? œ - na! œ la for - tu œœ œ & œœ œœœ œœœ œœœ œ œ ‰ Œ J ƒ ? œ œ J J œ ‰ - na! œ œ œœœœœœ œœ œ œ œ f j ? œœœ œœ œœ œ ‰ Œ œ œ œœ œœ œœ œœ œœ œœ w c w - # œœ œ œ œ œ œ œ œ Jœ œ J J J œœœ b œœ œœœ n œœœ œ ˙ ƒ j j Œ œ œ c w rall. ‰ te? œ œ ˙œœ >œ œ ƒœ œ J J - che tro - va - sti la for - tu j j œ œ œ œ œœ b œ œœœ ˙œœ œ œœ > œœ œœ œœ œœ œœ> œœ b>œœœ œ œ œ # œœ œ ‰ j j œ œ œJ Jœ Tu non sai, tu che œ non œ sai, œ troœ - vaœ - stiœ œ œ œ œ œ œ œ œ œœœ œ œ œœœ œ œ œ œ œ œ & sai, j j œ œ œ 67 Fate œ œœ œ œ œ œ ‰ œ ‰ œœ ‰ b œœ > > œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœœ œ œ œ j j œ j j J J œ œ œ œ œœ œ ‰ Tu non Pubblico œ - - Ó na! j œ ‰ Œ Ó na! spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 55 Tempo fa morì il re 3 &4 Fate pj r œ. œœ r j j œ . œr œJ . œ œ œ ‰ Tem - po fa > mo - rì il Re > ‰ œœ œœ œœ œœ œœ œ- ‰ œœ œ œ- œ- œœ- œœ œ œ ggg œœ .. ggg œœ .. œ œ gœ. gg œ . p j r Œ Œ œ. œ Andante molto calmo -- & 43 œ œ œ ‰ œœ œœ œœ pœ ? 43 œ ‰ Œ J -œœ œœ œœ j œ‰ œ S œœ œ œ œ - S ‰ œœœ œœœ Œ œ œ 5 & Morgana Af - fin- œ œ œj b Jœ . œ œ œ ‰ œ . œ œ . œ œ œ œ œ R J J R J RJ J J J RJ e-leg - ger - si> da se ed> e - leg - ger-si vo - le - van > ‰ ‰ ‰ œ œœ œœ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ- - œ œœ #œ œ- œ- œœ- œœ œœ œ œ #œ œ gg œœ .. ggg œ . œ œ ggg œ . œ gg œ ‰ Œ J r r r r r r œ œ ‰ œ. œ œ j œ œ œ #œ #œ œ J J R J œ & Jœ . Fate ed 5 & œœ œ? gg œœ .. ggg œ . g 9 & œ. Morgana chè o - gni li - te s'ap-pia - nas - se fu œ Œ œ tut - ti. ‰ œ œ œœœ œ œ œ # œœ . # œ œ œ. œ r ‰ r r # œr # œr œ œ œ œ R œœ œœ. œ .. œ de - ci - so œœ œ- la per - so - na che pic- 9 & œœ p ? œ œ œœœ œ #œ œ #œ œœ - œœœ œ œ J œœœ - œœœ œœœ œœœœ œœœœ œœœœ - - - - œ œ #œ #œ œ œ œ J œ S ‰ S œ œ . œr œ . J J 12 Morgana œœœ - & œ. chias - se al pa - laz œ j. r J œ œ œ - zo per 12 & ? œœ œ œ œœ œœœ - œ #œ œ #œ S œœœ - œœ œœ œ J œœ œ‰ n œœ œœ - - œœ œœ œœ œœ - - - #œ œ œ #œ œ œ ‰ J œ œ S la œ œœœœ œœœ œœœ - - ‰ œœœœ œ #œ #œ œ œ œ S j œ . Rœ œ . > œœ œœ œœ ‰ œ . œœ ˙œœ. .. œ- œ- œ- ravvivando p j œœ ˙ ˙ œ œ ‰ œ œ pri - ma œœœœ - œœ-œœ œ œ J œ j œ ˙ J œ .R œœœœ ‰ œ c por - te - reb - be la co - ro - na. œ œœ .. œœ # ˙˙˙˙ œ œ. œœ œ c cresc. œ œ ˙ ˙ œ œœ c œ 55 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 56 Molto espressivo 17 Morgana Pubblico œ. &c f Ciot - - œ. &c f Ciot œ . 17 # ˙ & c œ. f œ œ #œ œ ? c ˙ œ ˙ ° & œ. per Pubblico œ J œ J to - li - no œ J œ J il œ J per ˙ na Pubblico pri - mo hai pic - chia œ - - na ˙˙ ˙ - - - - œ # œœ ˙ œ - œ &˙ 22 - œ - - ƒ - œ - œ œ - - na œ˙ œ ˙ - - œ - - œ œ - - œ J ‰Œ œœ œœ to! œ œ n ˙ œ œ œ œ œ œ n˙ ° j œ œ œJ œ œJ Jœ J J to, Ciot - to - li - no for-tu- Ciot - to - li - no for-tu- j œ œ œJ œ œJ Jœ J J Œ to, j œ œ œœœ .. œ œ œœœ œ œ œ œ œ œ˙ œ ˙˙ ˙˙ œ œ œœ œ œ œœœ œ œ ˙ œ. œ ˙ œ. œ J CIOTTOLINO Œ œ œ œ œj œ œJ Rœ œ JJ J J 3 I-o dunque sa-rò œ ‰Œ J œœ œœ J ‰‰ . œ œ j œœ œœ ‰Œ ƒ œ to ˙˙˙ ˙ ˙ - to ˙ œœ œ œ œ œœœœ œ œ œ œœ w w to! ˙ - œœ œ ƒ œ˙ œ˙ Œ & Ï œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ Œ œœœ ? œ #œœ œ ˙ ˙ œ ‰Œ œ œ ˙ ˙ œ J 56 - œ œ œœ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œ œœœœ œœœœœ œ œ œ ? w œ œ w & na œ œ for - tu pri - mo hai pic - chia il œ˙. . 19 & œ. Morgana - j œ œ J œœ œ œ œ œ œ œ œj j œ J J J & œ. 22 œ for - tu to - li - no œ œ j œ œ J œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ #˙ ˙ œ #˙ ˙ ° ° œ œ œ œj j œ œ Œ ˙ œ J J J 19 Morgana œ J j‰ œœœ j‰ œ œ un Re! .j œ ‰Ó œœœ j œ ‰Ó œ Œ Ó ‰. U j ‰Œ Ó œ œ # ˙˙˙ .. œœœ . ƒ rall. Œ j‰ Ó œ œ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 57 Gnomi, gnomi siamo Allegretto moderato Presto e precipitando & 42 Gnomi œ. œ. œ. œ. œ. . . œ œ œœœ 2 . . . œ. œ. œ œ &4 . . rall. con forza ƒ 2 œ. œ. œ. œ. œ. œ. . &4 œ œ. œ œ . . œ. œ. œ. œ . j œ. 4 &œ Gnomi 4 œ sia mo - sot > &® œ œ #œ œ œ œœ ?œ ‰ ‰ œ 8 Gnomi > r & œr œ œ sem - pre 8 & Pubblico là ® to ter - ra > œ œ #œ œ là ‰ si œ. œœ œ ? œ œ œ. j œ noi œ œ > œ ‰ > œ F œ œ ‰ Gno - mi gno - mi stà Gno - mi gno - mi œœ œ œ ? œœ œœ b œœ œœ œœ œœ œœ œ œœ œ œœ œ œœ f œ œ œ œ œ ‰ œœ ‰ œ œœ œœ ‰ œ ‰ œ œ œ œ ‰ œœœ ‰ bœ bœ œ œœ œ - mi ‰ ‰ noi si stà œœ œœ œœ . . œœ œœ sia j œr œj œr œ œ 8 & œœ mi gno > r r œ œ œ vi - viam œ bœ nœ œ - j r j r œ œ œ œ œ r r œ œ œ noi Gno j œ ® œ œœ ‰ > r rœ œ œ sem - pre œ œJ œj R - œ œ j œr j œr œ œ ‰ bœ ‰ bœ sia > œœ œ - mo œ - mo ® œ œ #œ œ œ œœ ‰ ‰ œ œ 57 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 58 j & œ. 13 Gnomi sot j & œ. - sot j œ to ter - ra vi - viam sem - pre noi j œ œJ œj œ R 13 Pubblico j j œ œJ œ œ R - to ter - ra noi 13 & ® ® œ œ #œ œ œ œœ ? ‰ ‰ œ œ œ œ 18 Gnomi &œ j œ ‰ Pubblico &œ là 18 &œ œ ?œ œ ° vi - viam sem - pre œ bœ nœ œ ‰ j j œ œ œ j œ ‰ j j j œ œ œ j j & ‰ œ œ # œj œ œ espressivo œ œ ‰ per i œ #œ ba - loc - chi j j & ‰ œ œ # œj 23 Pubblico per i 58 œœ œ #œ ba - loc - chi œ œœ # œ & ‰ œ œ #œ 23 ? Œ˙ ˙ ° œ œ œ‰ œ œ j œ œ œ œ œ œ œ œ ‰ œ ° ‰ œ. dei œ. dei ˙œ ## œœ œ œ. ˙œ . œœ Œ ˙˙ Œ ˙˙ œ j #œ œ sem - pre j œ ‰œ ‰ J j j œ œ œ œ noi si stà sem - pre œ œœ œœ œœ œœ # # œœœ ‰ œœœ ‰ œ œœ œœ œ œ j j j j œ #œ œ œ œ ‰œ ‰ œ œ œ #œ œ œ #œ ‰ œ ‰ œ ° œ œ œ œ # œj œ # œ # œœ Œ ˙˙ œœ œ œ œ œ œœ j œ ni œ #œ œ la - vo - riam pic - ci - bam - bi - ni œœ noi si stà la - vo - riam pic - ci - bam - bi - ni j #œ œ ‰ œj ‰ J j j œ œ œ œ j j j j œ #œ œ œ œ œ Con - su - mia - mo gli oc - chi jU œ ‰ œ œ f jU œœ ‰ œ œ °œ là S œœœ œœœ œœœ Con - su - mia-mo gli oc - chi molto espressivo e dolce 23 Gnomi œ là r r œ œ œ œ molto espressivo e dolce là 18 j œ r r œ œ œ œ ni œ œ #œ œ ‰ œ ‰ œ ° j œ j œ œœ j œ Con - su - mia - mo gli j œ j œ œ p œ œ œ ‰ j œ j œ Con - su - mia - mo gli œ œ œ œ ‰ ‰ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 59 28 Gnomi &œ œ oc - chi 28 Pubblico &œ œ oc - chi j j j j œ #œ œ œ la - vo - riam pic - ci - ni j j j j œ #œ œ œ la - vo - riam pic - 28 &œ ? œ‰ œ œ œœ j & œ œJ 33 Gnomi loc - chi j j œ œ œj œJ ‰ œ #œ œ œ #œ œ œ ‰ œ ‰ œ œœ ‰ per i ba - loc - chi per i j j œ œ œj ci - ni per i ba œ. œ. œ œ. # œ œ ‰ œ #œ œ #œ œ p . œœ # œœœ ‰ œ ‰ ‰ œœ ‰ œ ‰ œ #œ œ dei bam - bi - ni Gno - mi sia - mo sot - to Gnomi mo ƒ j j œr j œr & œ ‰ Œ œ œ j œ mo Gno - mi gno - mi œ j 38 œ œœ ‰ & J ‰ œ œ ‰ œœ œ œ œœ œ f p œœœ ? J Œ j œ œœ ‰ b œ ‰ bœ 38 Pubblico i œœ. œœ œ ‰ œ œ j œ œj ter - ra noi vi - via 33 Pubblico œ R œR loc - chi per œ. .œ . # œ # œ œœ œ J ba - ba - ‰ ‰ r j j j j j j j j j r j j œ # œ œ œ œ œ œ . œ œ œ œj . œ œ œ ˙ r j j j j j j j œ # œj œ œ œ œ œj . œ œ œ œj . loc - chi dei bam - bi - ni Gno - mi sia - mo sot - to ter œ. œ. 33 > > . œ. œ œ ‰ œ ‰ œ. œ œ . œ œ œ. œ . œœ & œ œ . . œ p # œœ œ œ œ. œ œ œ œ. Œ ˙ ˙ ? œ ‰ ‰ œ ‰ Œ œ œ J 38 ƒ j j œr œj œr œ & œ ‰ Œ œ œ j & œ œJ j j œ R œR œ œ Gno - mi gno - mi sia - œ œ sia ® mo - mo œ œ #œ œ œ œœ ‰ ‰ œ œ - r j œ œj œ ˙ ra noi vi - via j œ - œ Œ œ ‰ J ˙˙˙ œ œ. œ. œ œ œ ° œ œ œj R J j œ. sot - to ter - ra sot - to ter - ra œ œ #œ œ œ œœ j œ. ® œ œ œ Jœ œj R ‰ ‰ 59 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 60 j & œ 42 Gnomi noi S r r œ œ œ œ vi - viam j & œ 42 Pubblico j œ j œ noi noi si œ vi - viam œ bœ nœ œ ? œ œ noi 46 Gnomi & noi si si œœœ œœœ œ œ noi stà si ? œœ œ f œœ. œ ‰ ‰ œ œ œ f œ ‰ œ sem - pre là œœ œœœ œœœ œœ œ œ œ œ œ œœ œ œ œ b œœ œ œ U j œr œj j b œ œj œ œ. œ J œ sia - mo sot - to ter - ra noi vi - viam b ˙œ ˙œ œœ b ˙˙ œ ‰ œ bœ œ ‰ œ ‰ œœ ‰ œ ‰ ˙˙ œ œ œ œ rit. U œ œ u œœ. œ ‰ ‰ f œœ œœœ ? #œ œœ œ ‰ j ‰ UŒ œ & là r r œ œ œ stà œœ œœ œ œ œ œ œœ sem - pre là œœœ œ. œœ 51 60 Gno - mi gno - mi là sem - pre 46 & œ r r œ œ œ r r œ œ œ stà S œœ œ r r œ œ œ & sem - pre j r j r œ œ œ œ œ r r œ œ œ 46 Pubblico œ œ œ ‰ ‰ stà S r r œ œ œ 42 & ® r r œ œ œ œœœ œœœ U ‰ # œœ œ œ œ ‰ nœ œœ ‰ ‰ ‰ œ œ œœ œ œœ œœ œ œ Œ Œ spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 61 Risplende il bosco Andantino flebile # & 68 Musicista Œ. r œ œ œ œ œj œ R R R œ œ œJ Œ Ri - splen - de ri - splen-de+il bos - co # & 68 ‰ œœœ œœ ‰ œœœ œœ ‰ œœœ œœ ‰ œœœ œœ œ œ œ œ ? # 68 œ . œœ .. œœ .. œœ .. œ. 4 Mus. 4 & ‰ œœœ ‰ œœœ ‰ œ œ œœ œœ œœœ œ .. œ # r œ œ œ œ œr œ œJ R R R R & 7 & # œ J œœ œ ‰ œœ œ ? # œ. œ. Mus. # & œ. Fate Gnomi & 10 & # # œ. cie œœ œ œœœ œœ .. 10 - œ r œ R œ R œ œ J œ. J lo e l'a - so - œ œœ fio - ri in-can-ta j œ - ti ‰ œœ # œœ œ œ ‰ œ # œœ œœ œ œ .. œ œ .. œ r œ Rœ œ œJ œJ # Jœ R œ œ œ Jœ . R R le co-me va - ria di co - lo - ri il ‰ œœ œœ ‰ œœ œ œ œ œ œœ ‰ œœ œ œ œœ ‰ # œœ œ œ # œœ œœ .. œœ .. œœ .. œœ .. r œ œ Rœ œ Rœ R Jœ R #œ J ria è pro - fu - ma - ta di vi œœ œ œ. œ r œ J R Rœ œ œ .. œ œ J œœ œ œœ .. ‰ œ œœ œ .. œ Men - tre di - scen -de dol - ce - men - te+il ‰ œœ œ ‰ œœ œ ri - don giu - li - vi i pra - ti dai bei ? # œ. œ. 7 Mus. lu - mi- no-so+in fior œœ œ œœ .. œ œ œ œ œ œ. J R R R R J # œ œ œ œ œ œ & J R R Rœ Rœ # ‰ rall. œ. - o Œ. - - œ j œ le. Il Œ j œ (sempre a bocca chiusa) Ah! ‰ n œœ œ ‰ # œœ œ œ # œœ œ œœ ? # œ. œ. œ .. œ ‰ œ. œ. œ œœ œœ œ ‰ œ. œ. œœ # # œœ œ œ ‰ œ œœ n œœ œœ # œœ œ rall. ‰ œ œ œ œ œ ˙. ˙. 61 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 62 13 Mus. & # œ œ J sol Fate Gnomi Sap. che muor # & œ ? # œJ œ J œ œ Plun! plun! j œ œj ci sa - lu - ta & 16 Mus. Fate Gnomi Sap. & & # Œ. # # œ œ œ œ œ œ œ œ J œ œ J œ J Plun! plun! Œ r j œ œr j œ œ œ sprizzi - lam - pi d'or! œ œ œ œ ? # Jœ œ Plun! plun! œ œ J Plun! plun! 62 ‰ œ œœ . . ° œ Plun! plun! œ œ œœ œ œ œ œ œ œ Ah! œ Plun! plun! ‰ œ œ. œ. ° œ œ J œ J La la la la j œ œ œ J œ J Il sol j œ œ œ J bo - sco ri-go - glio-so sem - bra œ J œ Plun! plun! œœ œœ œœ œœ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œœ œœ œœ œœ œœ œœ œ œœ œ œœ œ œ œ œ œ œ œ j œ # œ œ œœœœœ œ œœœœ & œ œ œœœœœ œ œœœœ œ œ J œ Plun! plun! œ 16 ? # œ‰ . œ. ° Il œ œ # œ œ œœœ œ œ œ œœœœ œ & œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ ‰ ‰ œ ? # œ‰ . œ œ . œ. œ. œ .. ° ° ° Pubblico an - co - ra! œ 13 16 r r r œ œ œ œ œ œ Jœ œ J œ R R R R œ œ œj œJ œ œ œ che muor œ œ Plun! plun! œ ‰ œ. œ. ° ‰ œ. œ. ° œ j œ œj r r œ œr œj Jœ œ œ œ R la la la la la j j œ œ ci sa la la la la œ œ œj Jœ œ œ œ - lu - ta an - co - ra! œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ J œ œ J Plun! plun! œ Plun! plun! œ J œ Plun! plun! œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œ œ œ œ œ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œœ . . ° ‰ œ œœ . . ° ‰ œ œœ . . ° ‰ œ œœ . . ° spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 63 19 Pubblico & 19 Mus. Fate Gnomi Sap. & & # # # r r r œ œ œ œ œ œ œJ œ R R R R la la la la la la la la r r r œ œ œ œ œ œ œJ R œ R R R Il Plun! U la la la la U bo - sco ri - go - glio - so sem - bra Ah! ? # œJ r j œ œ œ œJ R œ œ J œ plun! Plun! plun! œ ‰ œœ . . œ # œ œ œ œ œ œ & œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œ œ ° 21 Mus. & & # œ J ‰ bœ œ œ. J ‰ J vi - va, Fate Gnomi & œ. U œ. 42 Plun! rall. œ ‰ œœ . . U œ & 42 ° j j j j œ œ œ bœ œ œ œ bœ. bœ ‰ œ J J che qui can - ta al - le - gro+in sè Ev - vi - va, ev j j bœ bœ bœ nœ J ‰ b b ˙˙ J ‰ Œ Œ f b ˙˙ œ œ j ‰ b œJ ‰ ? j‰ œ ‰ J œ bœ Tut - to vuo - le+u - nir - si+al co - ro j j bœ œ # bœ J ‰ Œ f # 2 j ‰ œœ ‰ & 4 œ J 26 U œ j j j j œ œ œ œ bœ œ œ œ nœ # & 42 Œ Mus. d'or! ° Più mosso # 21 œ. œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ œ œœ Uœ 2 œ œ œ œ œ œ 4 ‰ œœ . . ° la œ Plun! plun! 19 ‰ ? # œ. œ. la sprizzi - lam - pi rall. œ J œ œ. r j œ œ œ œJ R œ J œ œ œ œ œ œ œ œ œ J bœ j‰ œ ‰ bœ J œ œ œ œ J J ˙. ev - vi- va+il nuo-vo Re. Tut - to vuo-le+u - nir -si+al co - ro # b˙ & ˙ œœ ˙ ˙ b˙ ?# b ˙ b b œœ œœ b ˙˙ che qui can - ta al- j j j j j j œ œ œ œ bœ œ œ œ nœ œ œ œ Tut - to vuo-le+u - nir -si+al co - ro œ aœ 26 f j j j j j j œ œ œ œ bœ œ œ œ nœ œ œ œ > ˙˙ ˙˙ f Œ > j œ ‰ œ > b b ˙˙ b ˙˙ Œ > j bœ ‰ bœ che qui can - ta al- > a n ˙˙˙ n˙ Œ > j œ ‰ œ 63 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 64 32 & Pubblico # Œ bœ œ J œ J œ. nœ. œ œ #œ. œ. J Œ bœ œ J œ J œ. #œ. œ. j œœ b œœ Il nuo - vo 32 & Mus. # bœ œ œ J le - gro+in sè & Fate Gnomi # bœ le - gro+in sè > & b b b ˙˙˙ b˙ 32 37 & # Œ Mus. & Œ & # Œ # Œ # b˙ & b b ˙˙˙ ƒ b ˙ ? # ˙˙ 64 nœ. œ œ J - vi - va, ev > n˙ n n n ˙˙˙ > j n Œ œ ‰ nœ Ev nuo nuo j bœ b œœ œ nuo vi - va, bœ J - j œ bœ Il 37 œ J j œ bœ Il Fate Gnomi - > j bœ ‰ bœ Il 37 Ev # ?# Pubblico œ œ J œ J vo bœ J - - vo b œœ J vo ev - vi - va! b˙. Il nuo - vo Œ - vi - va! > # # ˙˙˙ #˙ Œ œ ‰ ‰ J Re! œ ‰ ‰ J Re! j œœ b œœ .. Il nuo - vo b ˙˙˙ ˙ ƒ > j b ˙˙ œ ‰ ˙ œ Re! œœ ‰ ‰ J œœœ œ j œœœ ‰ œ œœ œ œœ œ ‰ J ˙. œ. œ Œ J ˙. œ. œ J Œ ˙ƒ. b b ˙˙ ... b˙ ƒRe! ˙˙ ˙˙ ˙˙ .. ˙ .. ˙ œœ .. œ .. œ œœ œ Œ œ J ˙˙ ˙˙ œœ .. œœ .. ‰ ˙˙ ˙ ˙˙ ˙ œœ .. œ. ‰ Re! ˙ƒ. Re! spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 65 I Sapienti Affé, affé, affé, voi ci date un gran bel re! È superbo! Tutti (ripetono meravigliati) È superbo! I Sapienti È cattivo! Tutti (c.s.) È cattivo! I Sapienti Ed inoltre nientemeno! Non sa leggere nemmeno! Mentre il saggio venerato che da tutti è rispettato lo ammoniva, Maghi, Fate inorridite, Ciottolino lo ha picchiato! Tutti (esterrefatti) Quale orror! Ciottolino traditor! Magistrati vi avanzate Ciottolino giudicate! (Entrerà in scena un Giudice seguito da due minuscoli Magistrati nel costume tradizionale). Il Giudice Si darò, darò la sentenza con rigore e coscienza! Ciottolino (con angoscia) Cosa sarà di me, già tremo tutto. Tutti Silenzio – il Giudice sta per parlare! Il Giudice Ogni notte a mezzanotte qui nel Bosco di Bistorco passa l’Orco. Ad un albero fatato Ciottolin sarà legato – Tutti noi si partirà, così l’Orco a mezzanotte, Ciottolino mangerà! Tutti La condanna è meritata! Ciottolino (quasi piangendo) Mamma, babbo, qui venite! (Ciottolino viene legato ad un albero dagli gnomini che lo assicureranno bene alla pianta, avvolgendolo con una esagerata lunghissima matassa di corda). Ciottolino (implorante) Non lasciatemi qui solo, non andate tutti via, (disperatamente) sorellina, sorellina, vieni a farmi compagnia! (Si fa notte, Ciottolino piange e ha paura). (Tutto il popolo si avvicina a Ciottolino legato all’albero e prima di allontanarsi gli grida minaccioso:) Tutti In bocca all’Orco!!! (Fuggono tutti precipitosamente. Il bosco si è fatto nero, nero. Il popolo allontanandosi manda voci simili a sibili di vento che si perdono paurosamente nella notte. Ciottolino è solo, legato all’albero 65 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 66 e la notte è nera! Allora la luna quasi avesse compassione di lui esce ad illuminare tutto. Ciottolino rimane come avvolto in un’onda di raggi bianchi). Ciottolino Sono qui, solo, solo. Non c’è nessuna persona che m’aiuti, son solo con la luna. (Una minuscola Fata esce cauta dal palazzo e si appressa a Ciottolino per consolarlo. Dopo aver asciugate le lacrime a Ciottolino si ritrae desolata). (La visione improvvisamente sparisce. Si ode battere la mezzanotte. Ciottolino trema tutto. Si ode un rumore di passi e di catene che si avvicina… Ciottolino è atterrito… La luna si è nascosta dietro un cerchio di nuvole oscure. La notte è tremenda. L’Orco si avvicina. Si proietta sulla scena una luce rossastra vivissima. Sibili di vento… gran frastuono di catene. Appare l’Orco brutto tremendo con gli occhi luminosi di fuoco. Egli muggisce e si arrota continuamente i denti con un pezzo di pietra nera; quando li ha arrotati, li fa scricchiolare forte forte. È armato di un lungo coltellaccio. Grande urlo di Ciottolino!). L’Orco Sono l’Orco, brutto, sporco, a bocconcini mangio i bambini! Le braccia, le gambe, con bravo contorno, le mangio ogni giorno e serbo le teste 66 soltanto alle feste. Squarto, ammazzo, spello, uccido e me la rido. Squarta, ammazza, uccide e spella poi l’Orco frigge nella padella! (L’Orco balla e ride e fa scricchiolare i denti). Fo le miglia a notte buia per me i bimbi son Gianduia, son confetti i bimbetti! Se il bambino è grande e grosso prima occorre levar l’osso, e se è biondo color d’oro, è eccellente al pomodoro! Chi ha la carne grassa e bella eccellente è in gratella, ed ancora te lo lodo se vuoi prendere un buon brodo. Questi sono i vari modi come cuocio i bimbi nudi ma del resto son buonissimi anche crudi. Sono l’Orco brutto, sporco, sono l’Orco! Ciottolino (con angoscia) Oh! Poveretto me come mi mangerà? L’Orco (con voce cavernosa) Chi si lamenta là? (si volge e vede Ciottolino) Ciottolino Caro orchino, sii pietoso! spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 67 L’Orco Un bambino? Che boccone delizioso. (comincia a saltellargli intorno dalla gioia, facendo versi strani) Bellino, carino, che buon bocconcino! È troppo per me, è degno d’un re! Ciottolino (smaniando implora pietà) Orco perdono, non mi mangiare! Buona fatina, fammi scappare! L’Orco (sempre muovendosi stranamente si allontana come per prendere la rincorsa, poi:) Or più a lungo non s’indugi, questo bimbo si trangugi! (Grande urlo di terrore di Ciottolino. L’Orco si slancia su di lui brandendo il coltello. Oscurità completa. Cambiamento di scena). Quadro II La scena come al primo quadro. È l’alba. Ciottolino si trova nel suo lettino, nella sua stanzetta, dove la mamma lo aveva lasciato la sera avanti. Il Paese delle Fate, l’Orco, tutto non era stato che un sogno: le Fate non esistono bimbetti cari, altro che nella vostra immaginazione e nelle novelle dei nonni. Ora spunta il giorno, la mamma ha udito gridare Ciottolino che sognava ed è corsa a lui temendo che si sentisse male. Ciottolino (dal lettino, spaventato) Mamma, l’Orco è già venuto, Mamma, nonno, mamma aiuto! La mamma (accorrendo) Cosa gridi?… Che cos’hai? Ciottolino (in preda alla visione dell’Orco) O mamma mamma, per carità se non lo scacci mi mangerà! Arrota i denti tutti i momenti. Eccolo là! Guarda che salti guarda quel gesto! Ora mi prende se non fai presto! La mamma (rassicurandolo) Cosa gridi che ti spaventa! Ciottolino (insistendo) Ma c’è l’Orco che si avventa! Il nonno (accorrendo) Cosa gridi, Ciottolino? Ciottolino Dove son? Nina (accorrendo anch’essa) Nel tuo lettino! Ciottolino Ma le Fate, quando m’hanno incoronato? La mamma ... Hai sognato. 67 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 68 Il nonno Guarda su, dov’è l’Orco... Ciottolino (guarda invece sotto il lettino con mossa rapida e infantile) Non c’è più! La mamma (con affettuosità) Oh! Mio bimbo spaventato! Ciottolino Il babbo? La mamma È andato a lavorare. Senti la voce sua qui risuonare... (Si ode il dolce suono di una campana della Chiesuola del lontano villaggio. In lontananza odesi pure la voce del babbo e di alcuni lavoranti). 68 La voce del babbo e di alcuni contadini Insiem col sole usciamo la mattina quando la luna va dietro la collina, insiem col sole andiamo a riposare, quando la luna torna a illuminare. (Il coro andrà via via dileguandosi. Ora il nonno stringendo a sé i due bambini canta ancora il ritornello: Il nonno (rievocando) Come uno e due fa tre Ciuffettino è fatto re! Ciottolino, Nina e Coro del pubblico (facendogli eco) Come uno e due fa tre Ciuffettino è fatto re! (E la tela cade. La fiaba è finita). spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 69 IL DISCO Selezione da Ciottolino di Luigi Ferrari Trecate ● [1] Preludio all’atto I ● [2] «Nel paese di Valontàn – Come uno e due fa tre» ● [3] «Gaie e vispe siam fatine» ● [4] «Prenderò una sgridata – Fortunato chi ha picchiato – Tempo fa morì il re» ● [5] «Gnomi Gnomi siamo - Eravam in una stanza» ● [6] «Risplende il bosco» ● [7] Valzer delle fatine ● [8] «In bocca all’Orco – Sono qui, solo, solo» ● [9] «Io son l’Orco brutto e sporco» ● [10] «Come uno e due fa tre» (finale) Esercizi per i cori del pubblico Basi musicali cantate ● [11] «Nel paese di Valontàn» ● [12] «Come uno e due fa tre» ● [13] «Gaie e vispe siam fatine» ● [14] «Fortunato chi ha picchiato» ● [15] «Tempo fa morì il re» ● [16] «Gnomi Gnomi siamo» ● [17] «Risplende il bosco» Basi strumentali ● [18] «Nel paese di Valontàn» ● [19] «Come uno e due fa tre» ● [20] «Gaie e vispe siam fatine» ● [21] «Fortunato chi ha picchiato» ● [22] «Tempo fa morì il re» ● [23] «Gnomi Gnomi siamo» ● [24] «Risplende il bosco» 69 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 70 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 71 PROPOSTE OPERATIVE LABORATORIO TEATRALE «GLI ORCHI DELLA SOLITUDINE» di Marco Bricco (Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro, Torino) La pratica del teatro come allenamento alla vita «Il teatro non è archeologia. […]. Perché l’opera d’arte, in teatro, non è più il lavoro di uno scrittore, che si può sempre del resto in altro modo salvaguardare, ma un atto di vita da creare, momento per momento, sulla scena, col concorso del pubblico, che deve bearsene»1. E se questo è vero per i professionisti del teatro, lo è ancora di più per i bambini che compiono ogni giorno atti di vita nei loro giochi di finzione, diventando pubblico di se stessi beandosi di quanto, quei giochi, aprano loro le porte della vita stessa. Riflessioni sull’importanza della pratica del teatro, nello sviluppo formativo del bambino2 L’idea di partenza è semplice: proporre un’esperienza teatrale ai bambini significa, prima di tutto, partire dal bambino stesso e dalla sua spontanea teatralità. Una teatralità di natura istintiva che, guidata dall’adulto competente, potrà essere valorizzata e arricchita attraverso un uso consapevole della grammatica espressiva di cui il teatro è portatore, secondo un principio che consideri la tecnica al servizio dell’invenzione, le regole del linguaggio al servizio del senso del discorso. Un teatro, dunque, che progetti di essere a misura di bambino. Questa prospettiva richiede al teatro una scelta precisa: mettere in discussione se stesso per confrontarsi con la sensibilità infantile. Non si tratta, naturalmente, di tradire la sua natura più profonda, semmai di riscoprirla e poi partire da essa per interrogarsi su cosa significhi parlare di “attore”, “testo”, “personaggio”, “spettacolo”, “spazio scenico”, “costume”, “musica”, “luce” quando si fa riferimento a un teatro fatto dai bambini. Tale scelta, per molti aspetti, ribalta la prospettiva indicata dai modelli culturali di comune riferimento. L’idea tradizionale di teatro fatta di palcoscenici, sipari, attori e testi scritti da un autore non costituisce più il punto di partenza unico e indiscuti- 1 Luigi Pirandello, Introduzione al teatro italiano, in Storia del teatro italiano, a cura di Silvio D’Amico, Bompiani, Milano, 1936 2 Le riflessioni che seguono fanno riferimento a quanto scritto dall’autore, in modo più articolato ed approfondito, nella parte teorica del suo libro Alfabeto Teatro pubblicato nel novembre 2001 dalle Edizioni Erickson, nel quale si potranno trovare anche un gran numero di attività pratiche ispirate ai principi descritti. 71 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 72 bile, ma è soltanto una delle strade possibili, importante perché più frequentata, ma pur sempre una delle tante. Fondamentale è invece l’approccio del bambino al gioco di finzione, le sue strategie, il rapporto che riesce a creare con la realtà attraverso questo tipo di esperienza, il piacere che prova e lo spessore emotivo di ciò che vive, evitando, però, di confondere il “teatro a scuola” con una “scuola di teatro”. Questo approccio al teatro si ispira all’idea che i diversi linguaggi artistici, e in particolare quelli dello spettacolo dal vivo, al di là della loro specifica natura o dei loro tratti caratterizzanti, al di là delle differenti abilità tecniche che si potranno poi sviluppare, appartengono a ogni uomo in quanto individuo dotato, per sua natura, di una capacità percettiva plurisensoriale, di una elaborazione emotiva infinitamente variegata, di una globalità espressiva che è già da sola contenitore e contenuto delle diverse forme d’arte, di un desiderio di comunicazione istintivo in grado di elaborare messaggi non solo legati ai bisogni primari, ma anche alla rappresentazione del proprio immaginario nel mondo reale. I diversi linguaggi artistici, prima di diventare percorsi di studio specifico o scelta professionale, appartengono alla natura umana e si ritrovano, a livello più o meno istintivo, nelle condotte espressive che ognuno mette in atto. E questo significa non solo sostenere l’idea che l’arte sia di tutti, ma anche e soprattutto che tutti possano trovare modalità proprie per esprimere se stessi, o la propria visione del mondo, attraverso la dimensione artistica. Certo questo significa considerare come fondamentale una metodologia operativa che incoraggi i bambini a essere protagonisti dell’esperienza artistica, sia nei suoi aspetti più istintivi che nella progressiva acquisizione di abilità e tecniche specifiche, sia nelle forme che nei contenuti. In questa prospettiva, saranno proprio i linguaggi artistici a incontrare inizialmente le capacità espressive presenti naturalmente in ogni persona e a plasmarsi attorno a esse. Mentre successivamente – e con la gradualità necessaria – si potrà poi operare in modo che quella stessa istintività riesca a trovare, nell’incontro con la tecnica e la grammatica specifica di ognuno di essi, le strade più consone per strutturarsi al meglio, secondo un percorso che partendo dalla presa di coscienza delle proprie capacità, giunga alla conoscenza e alla sperimentazione pratica degli strumenti necessari per esprimere al meglio il proprio pensiero. E il riferimento va evidentemente a una metodologia che proponga un approccio di lavoro in grado di tenere nel massimo conto la natura dei partecipanti, vale a dire dei referenti ultimi dei percorsi proposti e, di conseguenza, le caratteristiche del loro specifico percorso di crescita. Una metodologia fondata su di un approccio ludico e coinvolgente, dove il gioco va inteso come uno strumento di conoscenza primario per tutti, che si parli del bambino o dell’adulto. E dove si considerano “ludicità” e “coinvolgimento” come elementi strettamente legati alla natura di ogni linguaggio artistico o, meglio, come appartenenti alla morfologia stessa dell’espressione artistica. Siamo convinti, dunque, che i diversi linguaggi artistici, in quanto espressione della sensibilità e dell’immaginario dell’uomo, siano parte fondamentale e necessaria dello 72 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 73 sviluppo, della formazione e dell’esperienza di vita di ogni singolo individuo, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla razza, dalla cultura e dal ceto sociale a cui egli appartiene. Allo stesso modo, siamo convinti che coltivare l’idea di un’educazione al bello o, per meglio dire, di un’educazione alla percezione del bello che nasca dall’ascolto, dall’osservazione e dalla conoscenza delle opere della natura e dei grandi artisti contemporanei e del passato, possa contribuire a dare una visione positiva della vita, possa stimolare lo sviluppo e la coscienza delle proprie capacità e della propria autostima, possa aiutare ogni individuo a una più attenta riflessione sui valori civili e morali dell’esistenza, possa sostenere la persona nelle dinamiche relazionali che sottendono la vita di ogni giorno. E se la pratica del teatro, così come quella di ogni altro linguaggio artistico, si muove in questa direzione, va anche detto che ci sono alcuni principi cardine da non dimenticare. Il teatro come occasione di relazione Cominciamo col mettere da parte, almeno per un po’, l’idea che si possa pensare al teatro solo come spettacolo e proviamo a recuperare un elemento altrettanto importante della sua natura originaria: il suo essere una forma di espressione e di comunicazione. Il teatro, infatti, nasce anche come forma di espressione interna al gruppo che lo produce, come frutto di una comunità che si rivolge a se stessa raccontando la propria visione del mondo, fatta di sogni e di paure, di fantasie e di voglia di conoscere la realtà in cui vive. E poi, visto che si fonda sul meccanismo della finzione, sposta la comunicazione in uno spazio diverso del reale, uno spazio fantastico che è strettamente legato a chi partecipa alla finzione stessa. Nello spazio del teatro, dunque, si può raccontare se stessi fingendo di parlare di altri; si può giocare con i propri vissuti, persino con i più drammatici, essendo sostenuti dalla forza e dalla leggerezza del “far finta di”. Se lo pensiamo in questo modo, lo spazio della finzione teatrale diventa, prima di tutto, un luogo protetto di comunicazione e di relazione con gli altri e con la realtà in cui si vive o, meglio, un luogo di conoscenza, dove poter condurre le proprie esperienze per appropriarsi del mondo, per mettersi alla prova, per misurare le gioie e i dolori dello stare insieme ai compagni: un modo, spesso piacevole e divertente, per crescere allenandosi alla vita. Ed è uno spazio molto particolare, composto da almeno quattro tasselli importanti per la formazione del bambino. 1. Uno spazio per il confronto Il teatro è combattimento. Sulla scena avvengono almeno due tipi di scontri. Quello interno alla vicenda, alla trama; e quello fisico tra gli attori che interpretano i personaggi. Il teatro, dunque, ha bisogno del conflitto per crescere, per svilupparsi, per prendere forma: è parte indissolubile della sua natura. Questo elemento, comune alle dinamiche relazionali, ha sviluppi interessanti per ciò 73 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 74 che riguarda il rapporto con i coetanei e con gli adulti o, in generale, per tutto ciò che riguarda la scoperta e l’affermazione di sé. Ogni relazione ha bisogno del conflitto. E anche il bambino non può farne a meno per crescere, per prendere coscienza di sé, per misurarsi con la realtà che lo circonda e capirla meglio. Nel teatro il confronto si proietta nella finzione scenica. Se si guarda agli inevitabili conflitti di tutti i giorni, la loro trasposizione nel gioco teatrale può diventare un utile strumento per rivivere, con il necessario distacco e con un po’ più di serenità e gioia, le complesse dinamiche del reale, aiutando il bambino a prenderne coscienza, a conoscerne meglio la natura e, anche, a superarle. 2. Uno spazio neutrale Le relazioni che si vanno creando con i coetanei e gli adulti si sviluppano nel quotidiano misurandosi con i problemi e le soddisfazioni di ogni giorno. Talvolta generano sofferenza, talvolta gioia, con un andamento imprevedibile che può arricchire o deludere, dove il peso di ruoli e bisogni differenti crea spesso rapporti di forza più o meno sbilanciati. Il teatro, invece, può essere considerato uno spazio neutro, nel quale ognuno può giocare il ruolo che preferisce e persino ribaltare ciò che accade ogni giorno, lasciando tutto lo spazio che desidera alle proprie fantasie. Come ci insegna l’antico ruolo sociale del Carnevale, all’interno della finzione teatrale la relazione può azzerarsi e lasciare spazio a ogni possibile stravolgimento: proprio per questo il teatro diventa un’ideale zona franca, nella quale il bambino può rigiocare se stesso e il suo rapporto con il mondo. 3. Uno spazio per l’incontro. Il teatro di cui stiamo parlando, inteso come spazio neutrale del confronto, diventa allora luogo privilegiato per incontrarsi. E se confrontarsi sul terreno della finzione teatrale vuol dire mitigare il conflitto, se agire in una zona di neutralità significa poter ricreare la relazione, incontrarsi nei confini del teatro costituisce un modo per riscoprirsi. La riscoperta reciproca è una componente indispensabile alla relazione, perché rinnova costantemente il rapporto. Il linguaggio teatrale non solo permette di parlarsi in modo diverso, ma mette le persone sotto una nuova luce, valorizzandone i lati più nascosti e spesso sconosciuti del carattere. Osservare i bambini, e anche gli adulti, in tale contesto significa spesso provare l’emozione e lo stupore che ogni scoperta porta con sé. È la partecipazione alla finzione, la condivisione di un processo creativo in atto, che incoraggia la persona a lasciarsi andare al piacere dell’esperienza, con risultati spesso imprevedibili e straordinari. Il tempo del teatro diventa allora un tempo insieme, dove l’ascolto reciproco è reso più coinvolgente e magico proprio dal gioco di finzione. 74 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 75 4. Uno spazio per il gioco Sappiamo bene quanto il gioco, e il piacere che ne deriva, costituiscano uno strumento di conoscenza primario per bambini e adulti. Non solo. Il fare divertendosi fissa nella memoria ciò che si sperimenta, e crea forti motivazioni per proseguire l’esperienza. E questo è vero tanto sul piano cognitivo, che su quello affettivo. In più, il gioco facilita e sostiene la relazione, la rinnova continuamente facendo crescere il desiderio di proseguirla e svilupparla. È il divertimento stesso che costituisce un potente veicolo di socializzazione, perché condividere il piacere di una esperienza unisce, crea il gruppo. Quando poi il gioco diventa gioco di finzione, si aggiunge un ulteriore elemento di divertimento: il piacere di trasformare la propria realtà, costruendo liberamente il proprio mondo fantastico e partecipando a quello degli altri. Ecco, riflettere a fondo sul significato del fare teatro con i bambini e sui molti aspetti dell’intervento educativo toccati da questa attività, probabilmente ci avrebbe portato ben più lontano di quanto abbiamo fatto fin qui. Ma in un tempo complesso e veloce come quello che stiamo vivendo, credo sia bello pensare che esistano spazi dove potersi incontrare e confrontare, giocando con le proprie fantasie e andando al di là dei ruoli che ci si porta addosso tutti i giorni. Il teatro può diventare uno di questi spazi, certo non per rifuggire o isolarsi dalla vita, ma per allenarsi ad affrontarla con più forza e determinazione, con più creatività e coscienza dei propri mezzi, anche quando si affrontano tematiche complesse, che toccano nel profondo la relazione con noi stessi e con gli altri. 75 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 76 GIOCHIAMO CON CIOTTOLINO di Sabrina Saccomani Sono l’Orco brutto e sporco… La figura dell’ORCO, presente in molte fiabe europee, viene in genere presentata come una specie di mostro gigantesco dalle sembianze umane, peloso e con una grossa pancia, di solito crudele e “mangiatore” di bambini ma piuttosto stupido e, a volte, capace di mutare forma. Così almeno lo conosciamo attraverso le fiabe di Charles Perrault e anche quello proposto dalla storia di Ciottolino non si distacca da questo modello. La figura dell’orco che forse ti è più familiare, perché molto recente, è quella di Shrek, il protagonista dell’omonimo film che ha ironicamente ribaltato il ruolo storico dell’orco per assegnargli addirittura quello di principe azzurro! – Insieme alla maestra e ai tuoi compagni, prova ora a svolgere una piccola ricerca sulle fiabe classiche e moderne che vedono la presenza dell’orco e confronta poi le diverse caratteristiche fisiche e morali di questo strano personaggio. – Prova poi a disegnare il tuo orco “personale” e, se vuoi, descrivilo in poche righe di testo. Per farlo, puoi utilizzare la pagina seguente! Disegna qui il tuo “orco” 76 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 77 Descrizione ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ Sogni e… incubi! In fondo, la fiaba che vede Ciottolino protagonista è la narrazione di un brutto sogno, provocato a sua volta dal racconto della fiaba di Ciuffettino fatto re fatta dal nonno all’inizio dell’opera. Ti sarà certo capitato almeno una volta di aver fatto un brutto sogno e di esserti svegliato gridando come Ciottolino, magari dopo aver letto o visto in televisione storie di streghe, fantasmi, ecc. Prova a scrivere o raccontare a voce in classe un sogno che ti ha fatto particolarmente paura. ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ ________________________________________________________________ 77 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 78 I giochi e i passatempi di Ciottolino All’inizio di Ciottolino, il protagonista e sua sorella Nina litigano mente giocano a ripiglino, un gioco che si esegue con una corda legata agli estremi e con la quale si formano figure, anche simboliche, servendosi delle dita delle mani e dei piedi. Il gioco era ancora assai diffuso nella prima metà del secolo scorso ma oggi è praticamente sconosciuto alla maggior parte dei bimbi. Partendo proprio da una ricerca su questo vecchio gioco, intervista nonni, zii, parenti e amici “di una certa età”, chiedendo loro di raccontarti e di spiegarti le regole di alcuni giochi della loro infanzia. Una volta raccolte tutte le informazioni, confrontale con quelle trovate dai tuoi compagni. Insieme, scegliete alcuni tra i giochi che vi sembrano più interessanti e coinvolgenti e provate a metterli in pratica! Rimarrete sorpresi di quanto ci si possa divertire con poco! 78 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 79 GIOCHI MUSICALI di Giovanna Piga Ti sei mai chiesto come nasce un’opera musicale? Si pensa spesso che un’opera nasca all’improvviso, come frutto di una folgorazione istantanea che porta il compositore a scrivere il lavoro “tutto d’un fiato”. Invece la realtà del lavoro compositivo è molto diversa, pur se con alcune eccezioni: infatti, osservando le pagine manoscritte dei grandi compositori, salteranno all’occhio tantissime cancellature, ripensamenti e modifiche avvenute in momenti diversi della stesura dell’opera. Una composizione musicale è formata da molte parti che il compositore riesce a miscelare sapientemente grazie a conoscenze approfondite e ad anni di studio; ma quali sono queste conoscenze? Beh, partendo proprio dall’inizio, dobbiamo parlare del suono e delle sue caratteristiche primarie: intensità, timbro, altezza e durata. Ne hai mai sentito parlare? Forse no, ma non ti preoccupare perché adesso proveremo ad approfondire l’argomento giocando… Il primo gioco che ti propongo è un gioco sull’intensità. Cos’è l’intensità? Diciamo che essa rappresenta il volume sonoro (un po’ come quando si alza il volume della radio) e si misura in decibel. Trova il tesoro Un bambino esce dalla classe, gli altri nascondono un oggetto (il tesoro) e, quando il bambino rientra, i compagni lo guidano verso l’oggetto aumentando l’intensità dei suoni, che possono essere prodotti battendo le matite sul banco o con altri strumenti (tamburi, maracas o legnetti) e gesti sonori (battendo le mani, ad esempio). Il crescendo indica l’avvicinamento all’oggetto, il diminuendo l’allontanamento. La classe dovrà essere molto attenta e concentrata su quello che fa il compagno “cercatore”: infatti, nel caso questi si allontanasse improvvisamente dal luogo dove è nascosto l’oggetto, i compagni dovranno repentinamente cambiare l’intensità del suono (da forte a piano e/o viceversa). Ora, invece, passiamo a un gioco sul timbro, che è l’insieme di qualità specifiche che caratterizzano la voce o il suono di uno strumento. Ti sei mai chiesto come fai a riconoscere la voce di un compagno al telefono? È perché ogni voce è diversa dalle altre, cioè cambia il timbro… La lancetta dell’orologio Ci si dispone in cerchio e ognuno ha uno strumento in mano. Un bambino sta al centro del cerchio, senza strumento. Si fanno uno o più giri di suoni (quindi, a turno, ognuno suonerà il proprio strumento ripassandone il nome e le caratteristiche), poi il bambino in centro verrà bendato e dovrà indicare un compagno con il suo braccio-lancetta: questi suonerà e il bambino bendato dovrà indovinare lo strumento che ha suonato. Chi indovina si scambia di posto con chi ha proposto il suono. Una variante per i più piccoli può con- 79 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 80 sistere nel pronunciare semplicemente il nome del compagno bendato, che dovrà riconoscere chi lo ha chiamato per nome solo ascoltandone il timbro di voce, senza utilizzare gli strumenti. Adesso giochiamo con l’altezza dei suoni che, scientificamente parlando, dipende dalla frequenza delle vibrazioni e si misura in Hertz. Se hai presente la tastiera di un pianoforte saprai che i tasti a destra hanno un suono “alto” (se lo paragonassimo alla voce degli animali potrebbe essere la voce degli uccellini) e quelli a sinistra hanno un suono “basso” (come la voce di un elefante): nel linguaggio musicale questi suoni si chiamano acuti e gravi. Gli gnomi coraggiosi Si disegnano due alberi ai lati della lavagna e una linea diritta che li collega a rappresentare la corda di un funambolo. Lo gnomo Gneo gioca a camminarci sopra (suono acuto), ma ogni tanto casca giù (suono grave). Disegna lo gnomo sopra e sotto la corda (puoi utilizzare dei colori diversi) e rappresenta la sua camminata con la voce, cambiandone l’altezza a seconda che si trovi sopra o sotto la corda. E infine parliamo della durata dei suoni, ovvero del tempo che essi occupano. Puoi provare a fare un esperimento cronometrandoti mentre emetti un suono vocale sulla consonante A: quella sarà la durata del tuo suono espressa in secondi. La linea del tempo Ognuno scelga un pennarello e immagini che la voce che esce dalla bocca sia il colore che esce da esso. Ora, ciascuno su un foglio e in contemporanea agli altri compagni, tracci un segno colorato lungo quanto il suo suono vocale sulla consonante A (finché dura il fiato): sicuramente tutti disegneranno delle righe di lunghezza diversa. Poi, proveremo a disegnare la linea rispettando dei tempi prestabiliti (potremmo disegnare una riga “lunga” 5 secondi, poi 7, 10 e così via): come sono adesso le linee? 80 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 81 Cruciverba musicale Ora prova a cimentarti con questo cruciverba, ma solo se hai letto attentamente il fascicolo: infatti tutte le definizioni sono inerenti alla nostra opera o alla musica in generale. Attenzione, però: nelle caselle con l’asterisco (*) dovrai inserire la definizione in sillabe, come nell’esempio. Buon divertimento! Orizzontali 1. Il librettista di Ciottolino. 6*. Racconta la fiaba di Ciuffettino. 8. La canta il protagonista di un’opera. 9. La fine... delle Fate. 10. Costruiscono i balocchi. 14. Non comune come il sogno di Ciottolino. 1 2 3 4 5 6* 7* 16*. Lo sono le Fatine. NON NO 17. Vuole mangiare 8 Ciottolino. 19. I «Piccoli di» che rappresentarono per la prima 9 10 11 12 volta Ciottolino. 23. Lo studia chi vuole lavo13* 14 15 rare in un teatro d’opera. 25*. Viene 16* 17 messa sulla testa di Ciottolino. 27. L’inizio e la fine della “novella”. 18 28*. Quello della buonanotte. 29. La set19 20 21 22 tima nota. 30. Vi nacque Luigi Ferrari Trecate (sigla). 23 24* 25* 26* 27 Verticali 1. Abitano nel Palazzo. 2. Le batte l’orologio. 28* 29 30 3. La seconda e l’ultima di “archi”. 4. Fondo di risonanza. 5. La sorella di Ciottolino. 7*. Le legge chi suona. 10. Un suono “basso”. 11. Il colore dei capelli di Ciuffettino. 12. La Fata più importante. 13*. Lo sono le notti nel Bosco di Bistorco. 15. A mezzanotte vi passa l’Orco. 18. Il famoso compositore con cui lavorò Forzano (iniziali). 20. Inizio dello strumento suonato da Luigi Ferrari Trecate. 21. Le prime doppie nella bacchetta del direttore. 22. Secondo Ciottolino i Sapienti vi somigliano. 24*. Ciottolino la tira ad un Sapiente. 26*. La città dove avvenne la prima rappresentazione di Ciottolino. Soluzioni del cruciverba Orizzontali: 1. Forzano 6. Nonno 8. Aria 9. Te 10. Gnomi 14. Raro 16. Gaie 17. Orco 19. Podrecca 23. Canto 25. Corona 27. Na 28. Bacio 29. Si 30. Al Verticali: 1. Fate 2. Ore 3. Ri 4. Za 5. Nina 7. Note 10. Grave 11. Oro 12. Morgana 13. Buie 15. Bosco 18. GP 20. Or 21. Cc 22. Cani 24. Barba 26. Roma 81 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 82 Suoniamo Ciottolino Qui di seguito troverai una partitura tratta da Ciottolino, naturalmente in versione ridotta: sono certa che riconoscerai questo brano perché lo canteremo insieme allo spettacolo! 82 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 83 83 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 84 Gli strumenti dell’orchestra Durante lo spettacolo avrai modo di vedere e sentire suonare dal vivo una vera e propria orchestra, anche se di dimensioni ridotte. Ecco, quindi, qualche notizia riguardante gli strumenti che incontrerai. Il violino, strumento nato nel Cinquecento, è il più brillante fra gli strumenti ad arco e riveste un ruolo molto importante nell’orchestra. Come tutti gli strumenti che appartengono a questa famiglia, il violino è costituito da una cassa armonica, un manico e quattro corde. Gli strumenti ad arco devono il loro nome al fatto che si suonano strofinando le corde con un archetto (un’asta di legno alla quale è legato un fascio di crini di cavallo; questi crini devono essere coperti di pece, una sostanza collosa che aumenta l’attrito e permette all’esecutore di mettere in vibrazione le corde dello strumento). Tutti i grandi compositori, da Bach a Mozart a Beethoven, sapevano suonare il violino, ma il più celebre violinista di tutti i tempi è stato Niccolò Paganini. La viola moderna nasce dal violino e ne costituisce una versione poco più grande. In realtà, con il termine viola si indicano anche altri strumenti usati soprattutto nel Settecento e derivati dalla viella medievale: la viola da braccio (che si suonava come quella moderna) e la viola da gamba (che si suonava appoggiandola alle gambe, un po’ come si fa con il violoncello). La viola ha un timbro più grave e velato rispetto al violino, risultando così più dolce, ma anche meno brillante, all’orecchio dell’ascoltatore. Il più celebre violista di tutti i tempi è stato Alessandro Rolla, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento. 84 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 85 Il violoncello nacque in Italia nella seconda metà del Cinquecento, ma fino al Settecento gli venne preferita la viola da gamba, che aveva un suono più dolce e si suonava senza il puntale (l’asta che si utilizza per appoggiare il violoncello a terra). È uno strumento caratterizzato da un’ampia estensione e dalla dolcezza del suono, che lo rende molto espressivo. La letteratura per questo strumento è veramente vasta: infatti tantissimi compositori, tra cui Bach, Vivaldi, Beethoven, Chopin, Schumann e molti altri, hanno scritto opere importanti per il violoncello (curiosamente Mozart fa eccezione). Un grande virtuoso del passato è stato Luigi Boccherini, autore di molte musiche da camera e sinfoniche in cui il violoncello ha un ruolo da protagonista. Il contrabbasso costituisce una versione più grande della viola da gamba secentesca ed è il più grande e grave fra tutti gli strumenti ad arco. Il numero delle sue corde oggi è fissato a quattro, come per tutti gli strumenti ad arco, ma nel passato poteva arrivare ad avere anche cinque corde. Per molto tempo è stato utilizzato per “rinforzare” la sonorità dei violoncelli in orchestra, ma all’inizio dell’Ottocento il virtuoso Domenico Dragonetti lo rese uno strumento solista influenzando anche Beethoven, il quale gli diede una parte solistica nella Nona sinfonia. Non dimentichiamo che anche la musica jazz ha dato grande importanza a questo strumento, dove viene impiegato con ruolo di base ritmica e armonica. 85 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 86 Il flauto traverso ha soppiantato nel tempo il flauto diritto e come questo fa parte della famiglia dei legni. Come tutti gli strumenti appartenenti a questo gruppo è formato da tre parti: imboccatura, canna e chiavi. Inizialmente il flauto traverso era fatto di legno e solo in seguito fu realizzato in metallo. Ha un suono penetrante nel registro acuto e molto dolce in quello medio ed è uno strumento tecnicamente molto agile. Il clarinetto moderno nacque nel Settecento e venne perfezionato nell’Ottocento, quando venne stabilito il sistema di chiavi usato ancora oggi. Ha una voce molto intensa nel registro inferiore e penetrante in quello superiore. Mozart fu il primo grande musicista a dedicare opere importanti a questo strumento. La tromba è uno strumento antichissimo, ma la tromba moderna si è perfezionata solo all’inizio dell’Ottocento. Ha un suono molto brillante e penetrante. Oltre che nella musica classica, la tromba ha un ruolo molto importante sia nella musica per banda che nella musica jazz, dove spesso ha il ruolo di solista. 86 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 87 Il tamburo, il triangolo, le campane e la celesta fanno tutti parte della famiglia degli strumenti a percussione, che è la più numerosa e la più antica. Nell’orchestra moderna le percussioni vengono classificate in base al suono che producono, distinguendosi in strumenti a suono determinato (quelli che fanno vere e proprie note, come le campane e i campanelli a tastiera) e indeterminato (la cui altezza, cioè, non è chiaramente definita, come nel triangolo) e a come lo producono, dividendosi in idiofoni (in cui vibra tutto il corpo dello strumento, come nel caso della celesta) e membranofoni (in cui vibra una pelle tesa su una struttura rigida, come nel tamburo). 87 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 88 GIOCHI CON LA DRAMMATIZZAZIONE di Nausicaa Bosio Volete ricreare le atmosfere magiche dello spettacolo e cimentarvi con la recitazione? Volete preparare un piccolo spettacolo per far conoscere alle vostre famiglie o ai compagni di altre classi la fiaba musicale di Ciottolino? Ecco qui di seguito un mini–libretto, che lega i quattro canti centrali del pubblico e presenta il sogno fantastico di Ciottolino. Esercitatevi in classe, con l’aiuto degli insegnanti, suddividendo le parti e alternandovi nei ruoli in modo da permettere a tutti di provare. Per drammatizzare le scene potrete seguire il testo teatrale e studiare a memoria le battute o improvvisare liberamente partendo dalle situazioni descritte nei riquadri… Il sogno di Ciottolino: il Paese delle Fate! Personaggi: le Fate, Ciottolino Ciottolino è giunto al Bosco di Bistorco, nel Paese delle Fate. Il verde del bosco è abbagliante, il palazzo delle Fate è dorato, ha una porta azzurra e un gran martello che pende per bussare…Ciottolino, meravigliato, bussa forte…lo accolgono le Fate che gli chiedono il suo nome e gli dicono che è giunto nel Paese delle Fate. Fate e Coro del pubblico Gaie e vispe siam fatine sorelline affettuose dei bambini e le bambine. Per Natale e la Befana noi scendiamo e le calze riempiamo. Passiam per la neve dei tetti, leggere di notte voliamo… All’albe ridenti torniamo e i bimbi si sveglian contenti. Ciottolino Oh! Quanta luce, quanto splendore! Dove sarò mai giunto? Che bel palazzo, com’è rilucente sembra tutto dorato. Questo posto dev’essere incantato. Una porta. Picchiam. E se poi faccio male? Prenderò una sgridata! (Ciottolino bussa forte) 88 Fate e Coro del pubblico Fortunato chi ha picchiato (si apre la gran porta del palazzo. Escono le Fate e circondano Ciottolino) Bel bambino, bel bambino di’ chi sei, come ti chiami? Ciottolino Io mi chiamo Ciottolino, ma il paese che abitate, come lo chiamate? Fate Non lo sai? È il Paese delle Fate! Ciottolino Il Paese delle Fate! Fate Tu non sai che trovasti la fortuna! La fortuna! spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 89 La legge del Paese delle Fate Personaggi: Le Fate, la Fata Morgana, Ciottolino, Gnomi La Fata Morgana spiega a Ciottolino che diventerà re del Paese delle Fate perché è stato il primo a bussare alla porta del palazzo. Chiamati dalle Fate accorrono gli Gnomi. Fata Morgana Tempo fa morì il re e tutti volevano eleggersi da sé. Affinché ogni lite si appianasse fu deciso di eleggere re la persona che avesse bussato per prima al palazzo. Fate e Coro del pubblico Ciottolino fortunato! Per il primo tu hai picchiato! Ciottolino Io dunque sarò re! Fata Morgana Ora verranno tanti e tanti abitanti del Paese delle Fate. Le Fate (alzano le bacchette e le lasciano ricadere) Abitanti della terra Gnomini piccolini Salite qui! Maghi che abitate nelle selve, affrettatevi, affrettatevi! Maghi che abitate su nell’aria, affrettatevi, affrettatevi! Magistrati, gran Sapienti, qui vi chiamano le Fate, affrettatevi, affrettatevi! Accorrete tutti qua. Gnomi e Coro del Pubblico (entrano con arnesi da lavoro) Gnomi siamo sottoterra noi viviam. Noi si sta, sempre là. Consumiamo gli occhi, lavoriam piccini pei balocchi dei bambini! Per chi volesse completare lo spettacolo, ecco lo spunto per un’improvvisazione finale! Disturbati dal rumore di Fate e Gnomi entrano i Sapienti. Le Fate annunciano loro l’arrivo del nuovo re e i Sapienti mostrano a Ciottolino il libro delle tasse, ma si scandalizzano per la sua ignoranza nel leggere; Ciottolino, annoiato e offeso, tira la barba al più vecchio fra i Sapienti, provocando l’ira di tutti. Il Giudice lo condanna ad essere lasciato solo nel Bosco di Bistorco… dove tutte le notti passa l’Orco! L’Orco arriva nel Bosco di Bistorco cantando allegramente una terribile canzone… quando vede Ciottolino gli viene l’acquolina in bocca e si mette a saltellare gioioso intorno al bambino, quindi si allontana come per prendere la rincorsa e… Ciottolino spaventato chiama la mamma, che accorre e lo consola: l’Orco non c’è più, è stato tutto un sogno, è una mattina come le altre e il babbo è andato a lavorare. Confortato Ciottolino canta insieme al nonno e a Nina la canzone di Ciuffettino… Tutti e Coro del Pubblico Come uno e due fa tre Ciuffettino è fatto re! Come uno e due fa tre Ciuffettino è fatto re! Buon divertimento! 89 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 90 Piccolo dialogo intorno a Ciottolino su Coro di voci bianche e Coro di bambini Anna e Marco si incontrano all’uscita della scuola… – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 90 «Come uno e due fa tre»… Ciao Marco! Ciao Anna! Ti devo raccontare una cosa bellissima! Racconta, racconta… Pensa che ieri siamo andati a teatro, precisamente al Teatro Regio, in Piazza Castello. Noi andremo domani, a vedere «Ciottolino». Anche noi siamo andati a vedere «Ciottolino». È stato bellissimo; ma guarda che andrete al Piccolo Regio, un teatro più piccolo… nascosto sotto l’Atrio delle Carrozze. Sì, lo so, la maestra ce l’ha già spiegato, sapientona! Andremo a sentire l’opera; la maestra ci ha spiegato che i cantanti lirici si chiamano: tenore, baritono e basso gli uomini, soprano, mezzosoprano e contralto le donne. Bravo, ma in quest’opera sono più importanti le voci bianche, e scommetto che non sai neanche cosa vuol dire, caro il mio zuccone! Ma figurati! Cara la mia signorina “so–tutto–io”, voci bianche, voci azzurre, nell’opera ci saranno voci di tutti i colori! Anche rosse e gialle. Ma no! Si chiamano proprio così le voci dei bambini. Ma sei sicura? Sì certo! Anche tuo fratello ha la voce bianca? No, perchè lui frequenta già il liceo. Si chiamano voci bianche le voci dei bambini fino alla terza media, più o meno. E poi di che colore diventano? E poi c’è la muta vocale: si diventa grandi e poco alla volta la voce si trasforma e assomiglia a quella della mamma o del papà… Quindi anche la mia sorellina Giulia ha la voce bianca, fa seconda! Sicuro! Tutti i bambini ti ho detto, perchè hanno le corde vocali più corte di quelle degli adulti. Che scoperta! Scusa?! Bella forza ci vuole a dire che i bambini hanno le corde vocali più corte: sono anche più bassi e minuti degli adulti, è ovvio che le corde vocali siano proporzionate! Siamo d’accordo. Le corde vocali più corte producono un suono più acuto e delicato. spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 91 – Bello! – Sì, bello… – Allora il coro della mia classe è un coro di voci bianche! – Non proprio. – Perchè non proprio? – Perchè non basta essere bambini per fare un coro di voci bianche. – E che cosa bisogna fare? – Bisogna allenarsi, avere un maestro del coro, che insegni gli esercizi e la tecnica giusti. Le voci dei bambini sono belle e delicate, non bisogna rovinarle cantando con sforzo, gridando o respirando male. – E tu come lo sai? – Faccio parte di un coro di voci bianche, vado alle prove due volte la settimana, ci esercitiamo e ci divertiamo un mondo! – Proprio come me! – In che senso? – Nel senso che anch’io mi esercito due volte la settimana e mi diverto un sacco, solo che non frequento un coro, ma gli allenamenti di calcio! – Sì, ecco….. è importante allenarsi! – Ma allora il coro della mia classe che cos’è? – È un coro di bambini! Ti stavo appunto dicendo che lo spettacolo di domani sarà bellissimo proprio perchè i protagonisti saranno tutti bambini: Ciottolino e Nina sono voci bianche soliste, canterà il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio, ma soprattutto ci saranno i bambini del pubblico, che formano tutti insieme un grandissimo coro di bambini che si sono esercitati con le loro voci naturali a eseguire i canti dello spettacolo. – Proprio come le nostre due classi. – Esatto. – Non vedo l’ora di andare a teatro! – Sì, è veramente emozionante. – Quale canto ti è piaciuto di più cantare durante lo spettacolo? – Non te lo dico, ne riparleremo dopo che sarai andato anche tu. Buon divertimento allora, zuccone! – Grazie signorina “so-tutto-io”, a domani! 91 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 92 GIOCHI CON LA SCENOGRAFIA di Lucia Carella Eccoci pronti per andare a Teatro a vedere lo spettacolo di Ciottolino! Ma prima dobbiamo realizzare i pupazzi che animeremo durante il coro delle Fate e degli Gnomi... Nelle ultime pagine troverai gli schemi che illustrano le fasi di costruzione dei nostri pupazzi. Il materiale che ci occorre è semplicissimo: – un paio di guanti bianchi in cotone – cartoncino bianco – evidenziatori “fluorescenti” colorati – forbici, colla e nastro adesivo A questo punto oltre a seguire le indicazioni... fatti trasportare dalla fantasia e sbizzarrisciti nella realizzazione delle Fate e degli Gnomi e... non dimenticare di portarli a Teatro! Le fasi di realizzazione di una scenografia 1. Conoscenza dell’opera e delle intenzioni del regista Generalmente ogni rappresentazione teatrale, oltre a raccontare una storia, vuole trasmettere un messaggio. Anche la scenografia con i suoi colori e le sue forme deve aiutare a ottenere diverse sensazioni. Ad esempio: Scena scura e opprimente: situazione drammatica Scena chiara e ordinata: situazione serena 2. Lettura e analisi del libretto con individuazione degli ambienti e degli oggetti citati Le scene principali della nostra storia sono due: ● Interno di una casa rustica La scena è divisa in due parti: ● a destra: piccola cameretta di Ciottolino con un lettino. ● a sinistra: ampia cucina, con un bel caminetto che scalda un paiolo, alla parete una piattaia, sull’uscio un’immagine sacra con alcune foglie di ulivo e nel mezzo una tavola. ● Bosco di Bistorco ● a destra il palazzo dorato delle Fate con un grande portone azzurro ● al centro si introdurrà: – il trono – il grande libro delle tasse – il grande albero 92 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 93 3. Progettazione e realizzazione grafica di un bozzetto scenografico Ogni rappresentazione teatrale può avere più scene intercambiabili o un’unica scena fissa: ciò dipenderà dal numero degli ambienti previsti nel libretto o dalla scelta registica. Per ogni scena occorrerà realizzare un BOZZETTO e la fondamentale “pianta in scala”. Ovviamente per la realizzazione del bozzetto sarà opportuno seguire le regole della PROSPETTIVA; ne esistono di tre tipi: frontale, accidentale, aerea. Il tipo di prospettiva più comunemente usata in teatro è la prospettiva frontale a punto di vista centrale. Esempio. Disegno prospettico con relativa costruzione: LE LINEE DI FUGA SONO LE LINEE CHE DEFINISCONO LA PROFONDITÀ: SONO OBLIQUE E CONVERGONO NEL PUNTO DI FUGA (P.F.) LINEA DI TERRA PUOI DECIDERE TU DOVE COLLOCARE IL PUNTO DI FUGA! AL CENTRO È PIÙ SEMPLICE LE LINEE CHE DEFINISCONO LE PARTI FRONTALI SONO PARALLELE ALLA LINEA DI TERRA Costruiamo gli elementi mobili della nostra scenografia: il trono, il libro delle tasse e l’albero del Bosco di Bistorco. La scenografia, come abbiamo appena detto, non è solo un semplice fondale dipinto… Spesso vi sono “elementi mobili”, cioè delle parti di scenografia che entrano ed escono dalla scena solo in alcuni momenti, come nel nostro caso il trono, il libro delle tasse e il grande albero al quale verrà legato il povero Ciottolino… Naturalmente per realizzare queste parti di scenografia utilizzeremo solo materiali di recupero… come scatole, cartoni, carte varie e colorate, ecc… a) Iniziamo con il trono… Prendiamo una sedia e cominciamo a rivestirla di scatole e scatoloni, in modo tale da trasformarla in un trono. La sedia all’interno garantirà la stabilità e la resistenza al peso di colui che si siederà… è molto importante incollare bene tra loro le varie scatole di cartone con colla e nastro adesivo. Una volta ultimato questo lavoro, quando la forma sarà quella di un ricco e maestoso trono, occorrerà rinforzare il cartone, rivestendo il tutto con pezzi di carta da pacco o da giornale incollati con la colla vinilica. Con tanti strati di carta si otterrà un “effetto cartapesta”; questa operazione è molto utile per uniformare i dislivelli e le imperfezioni della precedente costruzione di cartone. Una volta che la superficie è ben asciutta possiamo dipingere il nostro trono, prima con un colore acrilico uniforme… poi decorandolo a nostro piacimento! 93 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 94 Per renderlo ancora più prezioso si possono applicare bottoni e passamanerie… Ovviamente il risultato sarà determinato dalla vostra fantasia! ...COSTRUIAMO IL TRONO! ...RIVESTILA DI SCATOLE DI CARTONE ONDULATO... ...DIPINTA E DECORATA CON... ...CORONE DI CARTONCINO... ...BOTTONI E PASSEMANERIE ...PRENDI UNA SEDIA... b) … e ora tocca al grande libro delle tasse… La realizzazione del grande libro delle tasse è molto semplice, ma occorre molta pazienza, perché ci dovremo procurare tanti tanti fogli di giornale con i quali realizzeremo le pagine. Dovremo realizzare uno spessore di almeno 15 centimetri! Per quanto riguarda la copertina invece basterà un semplice strato di cartone ondulato, naturalmente dipinto e decorato! ...COPERTINA DI CARTONE ONDULATO ...PAGINE DI TANTI STRATI DI FOGLI DI CARTA DI GIORNALE ...COSTRUIAMO IL LIBRO DELLE TASSE! 3. Costruiamo il grande albero… Per la realizzazione dell’albero occorreranno molte scatole di cartone (ideali le confezioni dei panettoni natalizi) per fare il tronco, e molti rotoli di cartone (ideali i rotoli della carta casa perché lunghi) per fare i rami e tante carte di varie tonalità di marrone e di verde. La prima fase del lavoro consiste nella realizzazione del tronco: alla base sarà importante collocare una grande scatola riempita di un materiale pesante (pietre o bottiglie di plastica piene d’acqua), per garantirne la stabilità. Poi si incolleranno le altre scatole una sopra l’altra, possibilmente di dimensioni simili, fino a ottenere un alto serpentone! 94 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 95 Stabilita l’altezza massima dell’albero, si inizia a inserire i rami, precedentemente preparati unendo tra loro i vari rotoli di cartone, in modo tale da ottenere dei rami incurvati. Per incollarli al tronco occorrerà incidere delle croci in corrispondenza dei punti in cui si vuole inserire il ramo, in modo tale da infilarlo nel taglio e fissarlo con del nastro adesivo…. basterà osservare le illustrazioni! Per finire rivestiremo il tronco con varie carte marroni un po’ stropicciate, ricreando così l’effetto corteccia e su ogni ramo adageremo le carte verdi precedentemente tagliate a mo’ di frangia… ottenendo così una cascata di foglioline verdi! Buon lavoro! ...COSTRUIAMO L’ALBERO! ...I RAMI SONO FATTI CON I CILINDRI DI CARTONE CONTENUTI NEI ROTOLI DI CARTA CASA... TAGLIA... STRINGI... ...FISSALI CON IL NASTRO ADESIVO!... CARTONCINO VERDE... ...TRONCO FATTO CON SCATOLE DI CARTONE DEI PANETTONI RICOPERTE DI CARTA DA PACCO INFILA... ...HAI COSÌ OTTENUTO IL RAMO... ORA INSERISCILO NEL TRONCO... ...BASE RIEMPITA DI BOTTIGLIE DI PLASTICA PIENE DI ACQUA ...TAGLIA UNA CROCE ...ALZA I 4 TRIANGOLI ...INSERISCI IL RAMO NELLA CAVITÀ OTTENUTA E FISSALO CON IL NASTRO ADESIVO! 95 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 96 Giochiamo con il teatrino dei burattini e delle marionette. Gli scenografi, prima di iniziare la costruzione dell’intero impianto scenico, realizzano un modellino del proprio progetto in scala ridotta. Questo può diventare un gioco da proporre ai ragazzi con l’obbiettivo di mostrare la collocazione effettiva del loro elaborato. Se poi vogliamo divertirci ancora di più, possiamo trasformare il modellino in teatrino dei burattini o di marionette a filo. La prima cosa da fare è individuare i personaggi della nostra storia, che in questo caso si dividono in: ● Personaggi appartenenti al mondo reale di Ciottolino: ● Ciottolino ● Nina (la sorellina di Ciottolino) ● La mamma di Ciottolino e di Nina ● Il babbo di Ciottolino e di Nina ● Il nonno di Ciottolino e di Nina ● Personaggi fantastici, appartenenti al mondo dei sogni di Ciottolino: ● La Fata Morgana ● L’Orco ● Il Musicista ● Il Giudice ● Due Magistrati ● I Sapienti (vecchi con la barba lunga e il libro sotto il braccio…) ● Le Fate ● Gli Gnomi I personaggi reali potranno essere interpretati dai ragazzi, mentre per i personaggi fantastici si potranno costruire dei pupazzi… I burattini possono essere realizzati in vari modi, interamente in stoffa con la testa modellata in cartapesta o in das, oppure più semplicemente decorando una pallina da ping-pong. Scegli con la maestra la tecnica che preferisci e caratterizza i personaggi decorandoli con fili di lana o residui di pelliccia per realizzare i capelli, la barba e i baffi e con piccole palline o bottoni per creare nasi e occhi. Ovviamente non potrà mancare il teatrino dei burattini! Proviamo a costruirlo insieme nel modo più semplice! Materiali: cartone ondulato – stoffa per le tendine (sipario) – cartoncini colorati per le decorazioni, nastro adesivo, colla vinilica, forbici. 96 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 97 PIEGA LE PARTI LATERALI, IL TUO TEATRINO RIMARRÀ IN PIEDI DA SOLO! 50 40 TAGLIA VIA IL BOCCASCENA! 75 PIEGARE DECORA SECONDO LA TUA FANTASIA CON I CARTONCINI COLORATI E AGGIUNGI LE TENDINE... IL TEATRINO È PRONTO! QUESTO È UN BURATTINO! PER MUOVERLO DOVRAI INFILARE LA MANO NEL VESTITO, INFILARE IL DITO INDICE NELLA TESTA E IL POLLICE E IL MEDIO NELLE DUE MANI! In alternativa ai burattini si possono realizzare le marionette a filo. La parte più impegnativa è la realizzazione della testa, che può essere fatta di cartapesta o più semplicemente decorando una palla di polistirolo, dipingendo il volto e incollandovi cappelli di cartone e parrucche di lana. Il corpo può essere realizzato in stoffa imbottita con mani e piedi di legno o di un qualsiasi altro materiale più pesante. Il vestito è molto importante; può essere creato con un semplice pezzo di stoffa indossato come una tunica o un poncho… ALTEZZA MARIONETTA FILI SCORREVOLI NELL’ANELLO FILO DELLA TESTA FISSO FILI DELLE BRACCIA FISSI FILI DELLE GAMBE SCORREVOLI FILO DELLA TESTA FISSO FILI DELLE GAMBE FISSI FILI DELLE BRACCIA SCORREVOLI 97 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 98 Oppure si possono realizzare delle marionette di cartoncino: basta disegnare la sagoma della testa, del corpo, delle braccia e delle gambe su un cartoncino, ritagliarle, unirle con dei ferma campioni e legare le singole parti a una cordicella seguendo lo schema del disegno… tirando verso il basso il cordino la nostra marionetta si muoverà aprendo e chiudendo le braccia e le gambe! ...TIRANDO IL CORDINO VERSO IL BASSO SI ALZANO E SI ABBASSANO LE BRACCIA E LE GAMBE ...STREGHETTA NAPOLETANA! TESTA CON PALLINA DI POLISTIROLO DECORATA ATTACCO CORDINO FERMACAMPIONI CONO DI CARTONCINO NERO... ...CANNUCCIA DI PLASTICA DEI PALLONCINI... 98 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 99 COSTRUIAMO IL BECCO DEI PUPAZZI PER LO SPETTACOLO! ...PIEGA ...DISEGNA I BECCHI IN PROPORZIONE ALLA DIMENSIONE DELLA TUA MANO... ...COLORARE IL BECCO CON I PENNARELLI EVIDENZIATORI FLUORESCENTI... COLLA BUCO PER INFILARE LA MANO BECCO DELLE FATE BECCO DEGLI GNOMI BECCO INTERNO BECCO ESTERNO ...SOLO IL BORDO! CHIUDI... PIEGA A METÀ... INDOSSA UN GUANTO DI COTONE BIANCO... INFILA LA MANO ALL’INTERNO E... MUOVENDO LE MANI APRIRÀ E CHIUDERÀ LA BOCCA! ...SOVRAPPONI LE DUE METÀ E INCOLLARE LUNGO IL BORDO... PIEGA APRI... ...RITAGLIA LE SAGOME DI CARTONCINO BIANCO... ...E ORA DECORIAMO INSIEME! ...REALIZZIAMO GLI OCCHI! ...E LE PALPEBRE... RIPIEGALO E CREA UN ARCO... SU UNA PALLINA BIANCA DA PING PONG DISEGNA LA PUPILLA CON UN PENNARELLO INDELEBILE DI COLORE NERO... INSERISCILI ALL’INTERNO LA PALLINA! RITAGLIA SU UN CARTONCINO BIANCO UN RETTANGOLO O UN SEMICERCHIO E... COLORALO DAI DUE LATI CON UN PENNARELLO EVIDENZIATORE FLUORESENTE... INCOLLA LE DUE PALLINE E LE PALPEBRE SUL BECCO... RIPIEGALO E CREA UN CONO... ORECCHIE INCOLLA ...RITAGLIA... INCOLLA ...IL CIUFFO! ...DECORA LA BOCCA! ...ARROTOLA... APRI LE STRISCE! DISEGNA UNA SPIRALE DI CARTONCINO... COLORALA... RITAGLIALA... GIRA LA PAGINA PER VEDERE IL RISULTATO 99 spettacolo ciottolino1:Layout 1 27/10/09 16:18 Pagina 100 Finito di stampare nel mese di ottobre 2009 presso la tipografia Stargrafica srl – San Mauro Torinese (TO) © Copyright, Fondazione Teatro Regio di Torino Copertina Coper ert rti tina Ciottolino-spettac Ciottolino-spettacolo.indd Ciott tto tolino-spet ett ttac acolo.indd dd 5 11/11//2009 10.39.16 9.16 Copertina C Coper ert rti tina i Ci Ciottolino-spettacolo.indd Ciott tto tolin li o-spettacolo.in o-spet pettacolo.in ett ttac acolo.indd l i dddd 2 11/11//2009 10.37.36 11/11/2009 100.333777.3 10.37.3 10 3366