"NENTI FARI CA NENTI SI SAPI"
Commedia in 3 atti
Di
FRANCESCO D'ARRIGO
PERSONAGGI
INTERPRETI
Alfonso Marinetti
( Marito)
Elena
"
( Moglie)
Virginia
"
( Figlia)
Carlotta
"
( Figlia )
Vittorio
( ex fidanzato di Carlotta)
Carlo
( Nipote di Marinetti)
Concetta
( Cameriera)
Mimì
( Cameriere)
Silvestro
( Factotum )
Carlini
( Dottore)
Orazio Torri ( Notaio)
Sergio
( Figlio della signora sportilli)
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Si potrebbe titolare la piecè" Cosi ca succedono" in ogni famiglia, perchè si racconta
una temperie famigliare di avvenimenti che s'intersecano per concludere ognuno
a suo favore.In ogni famiglia, specie se gravata di congiunti , sono le diversità
caratteriali dei componenti che a lungo andare creano situazioni non sempre
piacevoli o gradevoli, per cui viene meno la fiducia che dovrebbe invece affiatare
la famiglia. Sarebbe dunque meglio comportarsi bene e sempre, come ammonisce
il titolo della commedia; in ogni caso si conferma che, una volta compromessa la
fiducia, non sarà più, qual che sia la soluzione della tempesta venuta a screditare
il rapporto famigliare.
L'autore.
Francesco D'arrigo
Via Venere n7 San Giovanni galermo ct
Telefono o95 39 70 2o
Cellulare 338 680 12 6o
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L'azione si svolge in una villa di proprietà del cavaliere Marinetti noto industriale
e proprietario terriero.
La scena rappresenta una stanza con due porte laterali: una a destra e una a sinistra
Al centro una vetrata da cui si vede un giardino .Fa da comune a sinistra: un camino
con oggetti vari, vicino si trova una poltrona e delle sedie sparse. A destra vi è una
scrivania con telefono e citofono interno.sopra elenco telefonico. Quadri alle pareti.
Nella stanza si nota un lusso dovuto alla posizione sociale e finanziaria del marinetti.
Epoca presente e scena unica per i tre atti
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ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Alfonzo - Mimì -Silvestro
Alfonso - ( Seduto, ha finito di scrivere una lettera suona il campanello che c'è sul
tavolo)
Mimì
- ( Entra da sinistra) Comandi Cavaliere!
Alfonso - Deve venire il notaio torri con la sua consorte.
Mimì
- ( Ride) A muggheri do nutaru si chiama consorte?Haia saputu sempri ca si
chiama Irene.
Alfonso - ( Seccato) Perchè ridi non lo sai che tutte le mogli si chiamano consorte?
anche tua moglie si chiama consorte.
Mimì
- Ma scusari cavalieri. non è pi cuntrariallu, ma me muggheri si chiama
Carolina.
Alfonso - Lo so, ma è una consorte la tua consorte!
Mimì
- Mai l'haia saputu! Voddiri ca lei u sapi e iù no.Ma comu vaiu a casa
m'informu.
Alfonso - Di che cosa?To muggheri ti pigghia pi scemu...Consorte è un modo di dire.
Invece di dire mia moglie, si dice consorte.
Mimì
- Sarà comu dici lei... se veni u notaio e la consorte, c'haia fari?
Alfonso - Li fai accomodare e mi chiami subito, hai capito?
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Mimì
- Sissignora, ho capito!
Alfonso - Mi raccomando, non fare come la volta scorsa, che non mi hai avvisato.
Mimì
- Non dubiti, na vota si sbagghia.Chi sugnu n'trunatu?
Alfonso - Non ho detto questo, ma ogni tanto ti comporti come se lo fossi...fai
venire Silvestro.
Mimì
- Subito ( Esce a sinistra)
Alfonso - ( Suona il telefono lo prende) Pronto...si sono io chi parla? Caro Castelli,
come stai?...no, non disturbi...non è ancora arrivato...mi avevi promesso
che entro una settimana me lo facevi avere...io mi sono rivolto a tè,
appunto,per averlo il più presto possibile...lo so che non dipende da tè,
parla con il tuo direttore e vedete cosa potete fare in modo di farlo arrivare entro sabato...ti ringrazio, salutami tua moglie...non mancherò,
grazie ( Chiude).
Silvestro - ( Entra da sinistra) Cavaliere ai comandi.
Alfonso - Vieni avanti Silvestro ( Prende la lettera che era sul tavolo e gliela dà)
Tieni questa è la solita lettera che devi portare alla signora Elvira Sportilli.
Mi raccomando, nelle sue mani.Ti ricordo che mia moglie e le mie figlie
non devono sapere niente, hai capito?
Silvestro - Sissignora Cavaleri! Come al solito sarò muto come un pesce (Esce)
Alfonso - Bravo! E anche questa è fatta.
SCENA SECONDA
Alfonso - Elena - Mimì - Carlini
Elena
- ( Entra da destra) Alfonso, come mai ti sei alzato così presto?
Alfonso - Avevo da lavorare.
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Elena
- Da un pò di tempo lavori troppo,ogni tanto devi riposare.
Alfonso - Lo so, mia cara Elena. Ti prometto che mi prenderò due giorni di riposo
appena posso.purtroppo in questo momento c'è molto da fare.
Elena
- Gli affari possono aspettare. Il dottore Carlini te l'ha detto tante volte che
ti affatichi troppo!
Alfonso -Quello esagera sempre. Io mi sento bene.
Mimì
-( Entra dalla comune) Cavaleri mi scusi, c'è il dottore Carlini .
Alfonso -( Ad Elena) Elena, u chiamasti u dutturi co pinseri.
Mimì
-( Al dottore) Dottore, si accomodi ( Esce a sinistra)
Carlini
-( Entra) E' permesso?( Bacia la mano a Elena)signora i miei omaggi...
Cavaliere...( Si danno la mano)
Elena
-Poco fà con mio marito stavamo parlando di lei.
Carlini
-Spero bene.
Elena
-Di lei non si può parlare che di bene.Si segga, gradisce un thè?
Carlini
-Volentieri!
Elena
-Alfonso, chiama il tuo factotum, Silvestro!
Alfonso -Non c'è lo mandato a fare una commissione.
Elena
-Che commissione?
Alfonso -A portare dei documenti in fabbrica.
Elena
-Quando ho bisogno di Silvestro, non lo trovo mai.E sempre fuori! Chiama
Mimì!
Alfonso -( Suona il campanello)
Mimì
-(Entra) Comandi Cavaleri!
Elena
- Mimì, fai portare subito una tazza di thè per il dottore.
Mimì
-Subito! ( Sta per andare via, ritorna) mi scusi signora,ma la cameriera l'ha
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-licenziata lei proprio ieri!
Elena
- ( Confusa) Già , mi state facendo perdere i sensi! ( Guarda minacciosa il
marito.
Carlini
-Signora lasci perdere, sarà per un'altra volta.
Elena
- ( Cerca di mantenere la calma) Mi scusi, capisce che servitù abbiamo!
mi dica come sta sua moglie?
Carlini
-Bene grazie!
Elena
-Mi fà tanto piacere! Se permette vado di là, vi lascio alla vostra
conversazione ( Esce a destra)
Carlini
-Prego!
Alfonso -Caro dottore, vede come mi controlla?Ogni momento: dove vai, cosa fai,
perchè non riposi,perchè entri,perchè esci ... non c'è la faccio più mi creda
Carlini
-Ogni moglie ha il suo carattere, amico mio!
Alfonso -Questo lo capisco, ma certe volte non la sopporto!Con le pillole che mi ha
prescritto mi sento molto meglio! piuttosto a che debbo la sua visita?
Carlini
-Non so se posso osare?
Alfonso -Di che si tratta.
Carlini
-Lei sa, che sono anche il dottore di sua sorella Giulia.
Alfonso -Ho capito! La prego di farmi la cortesia di non parlarmi di mia sorella per
me è come se fosse morta.
Carlini
-Mi faccia parlare, sua sorella non sa che sono venuto da lei. E che suo figlio
suo nipote Carlo, si trova in difficoltà economiche.Si figuri che gli hanno
sequestrato tutto.
Alfonso -E io cosa posso farci?Sono cose che non mi riguardano.Dopo la morte di
mio padre, io ho rotto con mia sorella per quello che mi ha fatto.anche
suo figlio!
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Carlini
-Sono qui per dirle che sua sorella è grave,per il dispiacere che gli ha procurato il figlio. Faccia qualcosa, metta da parte ogni rancore.
Alfonso -Cosa dovrei fare, ricevere mia sorella in casa mia dopo quello che mi ha
fatto? Mai e poi mai? Non posso perdonarla, mi dispiace.
Carlini
-Io non le sto chiedendo di perdonarla,ne di riceverla.Faccia qualcosa per
aiutare questa famiglia. Lo faccia in nome della nostra vecchia amicizia.
Alfonso -( Ci pensa,pausa) E va bene, lo faccio solo per lei, però dica questo a mio
nipote: se lo metto a lavorare nella mia fabbrica,deve farlo con serietà e
professionalità.Si può presentare nel mio ufficio in fabbrica.
Carlini
-Non so come ringraziarla. Vado a portare la bella notizia.
Alfonso -( Lo accompagna alla comune)
SCENA TERZA
Alfonso - Carlotta - Elena
Carlotta -( Entra dalla comune) Ciao papà ( Lo bacia)
Alfonso -Da dove vieni ? Dove sei stata tutto questo tempo ?
Carlotta -A casa di...Sergio.
Alfonso -L'amico del cuore.
Carlotta -Appunto, che c'è di male.
Alfonso -Niente! però sai benissimo che non voglio che frequenti quella casa.
Carlotta -Ma papà,io e Sergio siamo cresciuti insieme . Eravamo compagni di scuola
è un bravo ragazzo e non mi va di perdere la sua amicizia.
Elena
-( Viene da destra) Giusto dice Carlotta.Non c'è niente di male. ma poi non
capisco perchè ce l'hai con la famiglia Sportilli? Sono delle brave persone.
Alfonso -Lo so,ma io non voglio che nostra figlia frequenti quella casa.
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Elena
-Ho capito! Ci deve essere un motivo serio, perchè tu non vuoi che Carlotta
frequenti quella casa.
Alfonso -( Seccato) Non voglio e basta!!!
Carlotta -Lascia stare, mamma, te lo dico io il motivo:papà è convinto che io sono
innamorata di Sergio.
Alfonso -Forse non è vero?
Carlotta -No! e anche se fosse?
Alfonso -Te lo proibisco!
Elena
-Alfonso, cerca di capire che nostra figlia è grande. Sa quello che fà.
Alfonso -E io ti dico che tu quella casa non la devi frequentare più, capito?
Carlotta -Mamma convincilo. Ho detto la verità, te lo giuro, non c'è niente tra me e
Sergio. Io sono innamorata di Vittorio.
Elena
- Non pensiamoci più. dimmi cosa ti sei comprata?
C
arlotta -Vieni mamma,ho comprato un vestito nuovo ultima moda.E' una vera
sciccheria( Escono insieme a destra)
SCENA QUARTA
Alfonso - Mimì - Concetta
Alfonso -( Grida, chiama Mimì questi accorre con il fiatone)
Mimì
-Comandi.
Alfonso -( Lo sta rimproverando) Quando pulisci lo studio non devi toccare niente!
La carpetta che era qua, dov'è?! Se continui così ti licenzio, hai capito?
Mimì
-Sissignora, ho capito però mi lassa spiegari...
Alfonso - non c'è niente da spiegare!
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Mimì
-Mi facissi parrari.
Alfonso -E va beni, sentiamo.
Mimì
-Iù naia tuccatu nenti.A carpetta ca dici lei,su scurdau ca a desi a Silvestro
pi puttaraccilla o nutaru Torri?
Alfonso -Veru e scusami! E che sono nervoso questa mattina.Comunque,resta il
fatto che quando fai le pulizie devi stare attento ( Esce a destra)
Mimì
-( Tra se) Chi pazienza però ca ci voli. Ma comu voli Dio!
Concetta-(Entra dalla comune ha un giornale) E' permesso?
Mimì
-Prego desidera?
Concetta-Psss!!! Sintissi!
Mimì
-( Seccato) Non sentu nenti.
Concetta-Chi è suddu?
Mimì
-Non sugnu suddu. Chi voli?
Concetta-Annunca picchì dissi ca non ci senti?
Mimì
-Sintissi iù sugnu siddiatu chi voli. Si spicciassi chiuttostu ca haiu chiffari.
Concetta-Si calmassI! E mi facissi parrari.
Mimì
-Parrassi!
Concetta-Vinni po postu di cammarera. U liggii no giurnali.
Mimì
-( La squadra tutta) Nun si facissi illusioni, ca a lei non sa pigghiunu.
Concetta-Picchì?
Mimì
-Picchì cca, hanno bisognu di na cammarera giovane e bella.
Concetta-Senza affenniri! picchì non si talia lei di quantu è beddu. Mu chiama u
patruni?
Mimì
Mizzica chi lingua! Aspittassi docu! ( Accenna ad andare a destra)
Alfonso ( Nell'istante entra da destra) Che c'è Mimì?
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Mimì
-C'è che la signora vuole parlare con lei.
Alfonso -Desidera?
Concetta-U postu di cammarera.
Alfonso -( A mimì) Fai venire mia moglie.( A concetta) Se la sbrighi con mia moglie.
Mimì
-Subito ( Esce da destra)
Alfonso -( Poichè suona il telefono, risponde) Pronto si sono io dica!( Pausa) E lei mi
disturba a casa per una sciocchezza simile? Sono cose che non mi riguardano, ve la dovete sbrigare tra di voi...Le sto dicendo che per ora non posso
quando vengo in ufficio se ne parla. E non mi secchi più ha capito?( Chiude
il telefono e si mette a lavorare.
Elena
-( Entra) Che c'è Alfonso?
Alfonso -Questa signora vorrebbe il posto di cameriera,pensaci tu perchè io ho
molto da fare.
Elena
-( Scruta Concetta dalla testa ai piedi)
Concetta-( Tra se) Mi sta taliannu,n'trignu n'trignu, comu su fussi m'pezzu raru.
Elena
-Dove ha prestato servizio,signora?
Concetta-Na na coppia di persone anziane. Sono anche stata a servizio del commendatore pierini e dall'avvocato Antonetti.
Elena
-( A Alfonso) Tu che ne dici?
Alfonso -A me sembra la persona adatta. E' anche sveglia, quello che ci vuole.
Elena
-Senta Concetta, può prendere servizio domani?
Concetta-Macari ora stissu!!!
Elena
-Bene! vada a prendere le sue cose.Da questo momento è assunta. E
contenta?
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Concetta-Non se ne pentirà.
Elena
-Guardi che qui il lavoro è molto faticoso. Deve fare i letti, cucinare, lavare,
stirare ecc. ecc.
Concetta- Haiu bisognu di lavorare e u travagghiu non mi spaventa.
Elena
-Allora siamo intesi.Lo stipendio è di 8oo euro al mese,adesso vai a
prendere la tua roba e torna.
Concetta-Sissignora! ( Esce dal centro)
SCENA QUINTA
Alfonso - Elena - Vittorio
Vittorio -( Entra dal centro e saluta) Cavaliere... Signora.
Elena
- Vittorio, che piacere vederti! Come stai?
Vittorio -Bene grazie ( Bacia la mano a Elena)
Alfonso -Siediti.
Vittorio -Grazie ( Siede)
Elena
-Da molto tempo non ti si vede, dove sei stato?
Vittorio -Sono stato fuori, in inghilterra per studiare, dato che nella mia fabbrica
devo prendere il posto di mio padre.
Alfonso -( Si è intanto alzato e gli è andato vicino) Tuo padre me l'ha detto.
Vittorio -Le signorine Virginia e Carlotta come stanno?
Elena
-Bene grazie.
Vittorio -Se sono in casa le volevo salutare.
Elena
-Sono fuori. Scusami Vittorio devo andare,salutami tanto i tuoi genitori
( Esce a destra)
Vittorio -Riferirò, grazie ( Bacia la mano)
Alfonso -Gradisci un whisky?
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Vittorio -Volentieri!
Alfonso -( Lo serve) Allora, cosa mi racconti di bello, l'azienda come va?
Vittorio -A gonfie vele. Ho introdotto delle novità che ho portato dall'inghilterra.
Bisogna aggiornarsi se no si rimane indietro nella concorenza.
Alfonso -Sono d'accordo.
Vittorio -Senta Cavaliere, posso chiederle un favore?
Alfonso -Parla, se posso!
Vittorio -Vorrei frequentare un'altra volta la sua casa, l'ultima volta con sua figlia
Carlotta ci siamo lasciati in un modo brusco a causa di un malinteso.Non
le nascondo che io sono ancora innamorato di sua figlia e questo viaggio
all'estero mi ha fatto aprire gli occhi. ho capito che non posso fare a meno
di amare sua figlia.
Alfonso -Cosa vuoi che ti dica, tu lo sai che non ero contrario a questo fidanzamento
Purtroppo sei stato tu a romperlo.
Vittorio -E mi pento per questo. Voglio conquistare un'altra volta l'amore di sua
figlia, se ancora mi vuole.
Alfonso -Cose vostre! Il mio consenso te lo do subito! E Carlotta che deve decidere.
Vittorio -Tornerò cavaliere! Grazie intanto, del consenso ( Esce dal centro)
SCENA SESTA
Concetta - Silvestro - Mimì
Concetta- ( Entra con la valigia, dal centro vede Silvestro che entra anche lui e dice)
Lei cu è ca trasi ne casi de cristiani senza chiedere permesso?Chi ducazione è, che cosa desidera?
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Silvestro -Lei m'a diri inveci cu è, e chi voli.
Concetta -Iù sugnu a nova cammarera, e lei?
Silvestro -E Iù sugnu u vecchiu cammareri.
Concetta -Vadda che lisciù, accussì sa rispunni?
Silvestro -Secunnu lei comu avissi arispunniri.
Concetta -Chi sacciu cu tanticchia di rucazioni.
Silvestro -Signora!!! ( Fa un inchino)
Concetta -Prego signorina!
Silvestro -Ora u capii, picchì è accussì acida e non sa maritatu,non l'ha vulutu
nuddu, è veru?
Concetta -Chi cosa voli insinuari?
Silvestro -Sintissi, ancora n'ama canusciri e già n'acchiappamu?Bonu stamu
accuminciannu.
Concetta -E' lei ca si sta acchiappannu.
Silvestro -Vadda che bella.
Concetta -U capii? Mi ni vaiu dda banna, annunca sdilliriu.
Silvestro -E si ni issi na cucina, sivvizzara e lavannara ca non è autru.
Concetta -Sivvizzara e lavannara ci là diri a so soru.Iù sugnu na cammarera qualificata, e non sa risicari chiù a diri chiddu ca dissi,annunca na scarpa na testa
non cià leva nuddu ( Fa la mossa ed esce a sinistra)
Silvestro -Mizzica chi lingua ca havi.
Mimì
-( Entra da sinistra e vede Silvestro che si lamenta) Silvestro chi parri sulu?
Silvestro -Ca quali, è c'aia parratu ca cammarera nova e mi fici innervosiri oh! la
bestia, pari muzzicata de lapuni.
Mimì
-Ti n'accurgisti macari tu?
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Silvestro -Cu chissa ama stari attenti. Chissa non n'avi pila na lingua non è comu a
Carmela, a cammarera ca c'era prima.
Mimì
-Chi voi fari? O cavaleri e a signura ci piaciu.
Sivestro -Su hai bisognu di mia, sugnu da banna.
SCENA SETTIMA
Mimì - Notaio - Alfonso - Virginia
Notaio
-( Entra dal centro) Permesso?
Mimì
-Avanti, signor notaio, la sua consorte dov'è?
Notaio
-Non è potuta venire, si è sentita poco bene.Ma a lei, scusi, cosa gliene
importa?
Mimì
-Nenti.
Notaio
-( Seccato) Allora vada a chiamare il cavaliere.
Mimì
-Subito ( Esce a destra)
Notaio
-Che insolente.
Alfonso -( Viene da destra) Caro notaio Torri, come sta? ( Da la mano)
Notaio
-Cavalieri, comu i vicchiareddi.
Alfonso -Ma che dice , lei è ancora giovane.
Notaio
-Però gli anni ci sono.
Alfonso -Un bicchierino?
Notaio
-No grazie! Piuttosto, cosa posso fare per lei?
Alfonso -Dunque, signor notaio, scusi se l'ho fatta venire a casa mia, ma avevo
bisogno di parlarle subito.In questo momento non mi posso muovere dal
lavoro.
Notaio -Non si preoccupi, di che si tratta.
Alfonso -Ecco, vengo al dunque: voglio fare un testamento a favore di un giovane
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che mi sta tanto a cuore, però mia moglie non deve sapere niente.
Notaio -Ho capito ! Lei ha una relazione sentimentale e adesso vuole riparare. E
per questo che sua moglie non deve sapere?
Alfonso -No no, notaio!Si sbaglia.Io non ha avuto nessuna relazione.Non è figlio mio
Notaio -Mi scusi, ma non capisco.
Alfonso -Vede notaio, la storia è un pò lunga...lei deve solo preparare i documenti.
per far si che questo giovane abbia la sua parte di erdità.
Notaio -Va bene, se è questo che vuole, provvedo subito.Ma mi tolga una curiosità:
questo giovane lo conosco?
Alfonso -Non credo si chiama Sergio Sportilli.
Notaio -( Ride) Adesso ho capito tutto. E' figlio dell'ingegnere Sportilli, morto di
crepacuore per lo scandalo che c'è stato quando ha saputo dell'amante
della moglie.
Alfonso -L'amante che è stato attribuito alla signora Sportilli...sono tutte chiacchere
e maldicenze. Le posso assicurare che la signora Sportilli è una donna di
sani principi e non le permetto di offenderla.
Notaio -Mi scusi , credevo...
Alfonso -Cosa crede, le ripeto che non è come si pensa. Piuttosto mia moglie e i
miei figli non devono sapere niente.
Notaio -Non si preoccupi, farò le cose con discrezione.Appena i documenti sono
pronti la avviserò per la firma ( Si alza) Se non c'è altro, io vado.
Alfonso -Mi raccomando il segreto.
Notaio
-Segreto professionale! La saluto ( Sta per uscire)
Virginia -( Entra all'istante dal centro) Signor notaio, che fa da queste parti?
Notaio
-Signorina Virginia, sono stato chiamato da suo padre per...
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Virginia -Per...
Notaio
-Per alcune cose da sistemare.
Virginia -Lei sembra più giovane, che cosa fà per mantenersi così.
Notaio
-Ma che dice signorina, alla mia età...comunque grazie del complimento,
la saluto ( Esce dal centro)
Alfonso -( Alla figlia) Com'è finita con la riunione?
Virginia -Non bene! La prossima volta la riunione la fai tu, perchè io non sono
adatta. Gli operai chiedono troppo, io non sono disposta ad accontentarli.
Alfonso -Si ma ogni tanto qualcosa bisogna concederla.Anche loro hanno diritto di
avere le ferie, sono esseri umani, che diamine!!!
Virginia -Papà, non sono d'accordo con te. Non ti scordare che altre ditte, per avere
il cuore tenero con gli operai hanno chiuso per fallimento.Non credo che
vorresti arrivare a tanto! E poi, te lo ripeto, io non voglio più avere a che
fare con la fabbrica.
Alfonso -Non parlare così. Invece è questo il momento che tu prenda le redini della
fabbrica. Io sono molto stanco . Anche il dottore Carlini mi ha consigliato
di riposarmi. Mi dispiace che non ho un figlio maschio, devi essere perciò
tu l'erede, tu e tua sorella Carlotta.
Virginia -Papà, ti prego dallo a lei questo incarico.Lei si che è tagliata per questo
lavoro.
FINE PRIMO ATTO
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SECONDO ATTO
Stessa - scena - del - primo - atto
SCENA OTTAVA
Concetta Mimì
Concetta - ( Sta pulendo i mobili) Cettu ca u cavaleri è troppu bonu.Comu si pò
supputtari tutta a jurnata a muggheri di quant'è pizzuta, e a figghia
virginia.
Mimì
- ( Viene da sinistra) Chi parri sula?
Concetta - Matri, l'amma mi sautau! Avvisa quannu arrivi.
Mimì
- Cu ccu l'avevi?
Concetta - Ca signurina Virginia, di quantè caccarazza.
Mimì
- Hai raggiuni. Havi u carattiri prepotenti,tuttu u cuntrariu di so soru
Carlotta ca è bona e sensibile.Macari tu , Cuncetta, hai un carattiri?! Pi
chistu arresti schetta!
Concetta - Iù non mi maritai pi non cummattiri che masculi!
Mimì
- Iù non mi vuleva maritari pi non cummattiri che fimmini.Appoi
mi maritai e mi misi n'to n'fernu.
Concetta - N'to n'fernu? E picchì?
Mimì
- Capitai na muggheri sbagghiata. E menu mali ca mi maritai granni(Siede)
Concetta - Comu vi canuscisturu?
Mimì
- A me muggheri a canuscii a playa, na duminica d'estate.Non mu pozzu
scurdari: era assittatu na seggia a sdraio pe fatti me, n'tuttuna na fimmicu tantu largu ca c'era,sassittau vicinu a mia.Mentri ca mi stava liggennu
u romanzu mi sono innamorato di te'...
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Concetta - ( Non ha capito) Di mia? Chi sì spustatu?
Mimì
- Ma chi capisti? U titolo do romanzo è" Mi sono innamorato di tè.Non mi
interompiri chiù! Dunca savvicina a mia, e mi dissi: anch'io sono innamorata di tè, mio principe azzurro! Iù , ca era niuru niuru do suli c'ava
pigghiatu, ci arrispunnii ca sbagghiau principi.
Concetta - E chi t'arispunniu?
Mimì
- Pabbreviari, sarà statu u suli c'ava pigghiatu, fattu sta, ca dopu na simana si ficiunui ficu.
Concetta - Unni a playa na rina?
Mimì
- Chi centra ni ni fuiemu.So patri a scacciau
Concetta - E chi era na nuci?
Mimì
- A scacciau da casa...non ci desunu mancu na cammisa di notti...
ma pigghiai nuda e cruda.
Concetta - Poco male?! Tantu era estate e pò cauru chi si ni faceva da cammisa? Iù
nuda mi cuccu na l'estate.
Mimì
- E taia cuntatu u fattu ciaia cummattiri voddiri ca chissu era u me distinu.
SCENA NONA
Mimì - Concetta - Silvestro
Silvestro - ( Viene da destra) Concetta, viri ca a signorina Virginia sta circannu a tia.
Concetta - E chi voli?
Silvestro - Chi ni sacciu
Concetta - Ci staiu jennu ( Esce a destra)
Silvestro - A sapisti l'ultima novità, Mimì?
Mimì
- Chi successi?
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Silvestro - U cavaleri sta facennu veniri a so niputi pi fallu travagghiari na fabbrica.
ci desi un postu di responsabilità.
Mimì
- Appiddaveru?
Silvestro - Annunca comu pi scherzu?
Mimì
- E tu comu u sai.
Silvestro - Senza vulillu, n'tisi tuttu quannu u cavaleri ciù dissi a signura.Ci fonu vuci
ma vuci!
Mimì
- Silvestro,ascutasti arreri a porta? O solitu to?!Com'è ca sai sempri tuttu?
Silvestro - Però ti piaci ca tu cuntu!
Mimì
- Non ti scurdari, ca si tu ca mu cunti,iù ti staiu avvisannu,ti ponu licenziari
Silvestro - U sai chi ti dicu, ca di ora in poi no ti cuntu cchiù nenti, ti salutu
( Esce da sinistra)
SCENA DECIMA
Mimì - Carlini - Carlo - Alfonso - Virginia
Carlini
-( Entra insieme a Carlo dal centro)
Mimì
-Dottore Carlini buongiorno. Prego, si accomodi.
Carlini
-Mimì, dite al cavaliere che sono qui assieme a suo nipote.
Mimì
-Vado ( Si inchina ed esce a destra)
Carlini
-Carlo, non essere timido. tuo zio non ti mangia mica.
Carlo
-Ho paura che mi faccia delle domande a cui non saprei rispondere.
Carlini
-Non ti preoccupare.Sei qui perchè ti vuole nella sua fabbrica.
Carlo
-Speriamo che è come dice lei.
Alfonso
-( Viene da destra) Dottore Carlini come va? ( Da la mano)
Carlini
-Bene grazie!
Alfonso
-Vogliamo sederci?
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Carlini
-( Siede e fa cenno a Carlo di sedersi)
Alfonso
-Come va Carlo?
Carlo
-Bene, posso chiamarla zio?
Alfonso
-Certo che puoi, lo devi! piuttosto come sta mia sorella, tua madre
Carlo
-Non tanto bene, il dottore Carlini che l'ha in cura può confermarlo.
Alfonso
-Veniamo al nostro discorso il dottore mi ha parlato di questa vostra
situazione, voglio perciò aiutarvi . Il posto nella fabbrica c'è, come capo
del personale. Però esigo serietà nel lavoro e soprattutto un buon
rapporto con gli operai.
Carlo
-Cercherò di essere all'altezza del compito che mi spetta.
Alfonso
-Bravo, così mi piace.
Carlo
-Zio, posso chiederle una cosa?
Alfonso
-Anzitutto leva questo voi...parla!
Carlo
-La zia come l'ha presa, cosa ne pensa che io debba lavorare in fabbrica?
Alfonso
-Per la verità non tanto bene,però,cosa vuoi, bisogna capirla.Come tu sai
i nostri rapporti non sono stati tanto idilliaci in questi ultimi tempi.
Carlo
-Lo so, per questo vorrei che mia madre venisse qua e fare in modo che
si chiariscano tante cose.
Alfonso
-No questo no! Ancora è troppo prematuro per fare venire tua madre.
Carlini
-Ha ragione tuo zio. Anche perchè tua madre non può subire certe
emozioni.
Virginia
-( Entra da destra) Papà, devo parlarti, oh! Scusa vedo che sei occupato.
Carlini
-Buongiorno Virgina.
Virginia
-Buongiorno dottore.
Carlini
-Come stai?
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Virginia
-Bene grazie.
Carlini
-Sei sempre più bella.
Virginia
-( Indifferente) Se lo dice lei?
Carlini
-E la verità.
Alfonso
-( A Virginia) Virginia? C'è tuo cugino Carlo.
Virginia
-L'ho visto!
Carlo
-Come stai? ( Sta per abbracciarla)
Virginia
-( Lo respinge seccata) Ci sei riuscito a farti assumere da mio padre,dopo
-tutto quello che avete combinato tu e tua madre.
Alfonso
-( A Virginia) Che sarebbe tua zia, non lo scordare.
Virginia
-Mia zia?! Io neanche la conosco.
Alfonso
-La conoscerai,perchè è mia sorella ed esigo che da questo momento in
poi, porti rispetto anche a tuo cugino Carlo.
Virginia
-Papà mi dispiace, ma io non porto rispetto a persone che non hanno
rispettato la mia famiglia. Questo tu non me lo puoi impedire.
Alfonso
-Come ti permetti di parlare così? Tu fai quello che dico io , altrimenti...
Virginia
-Altrimenti cosa?
Carlo
-Lascia stare zio ,non vedi che non sono bene accolto in questa casa.
Alfonso
-Ma che dici? Fino a quando mia figlia è in casa mia, sono io che comando.Lei deve comportarsi con educazione! ( A Virginia) Intanto vattene
che dopo faremo i conti
Virginia
-( Seccata) La saluto dottore ( Esce a destra)
Alfonso
-( A Carlini) Ha visto dottore come mi parla.
Carlini
-Cosa vuole fare? Purtroppo Virginia ha questo carattere, bisogna capirla
Io però sono più che convinto che a poco a poco le cose si aggiusteran22
no, bisogna avere pazienza.
Alfonso
-Ha ragione, bisogna avere pazienza.Carlo rimaniamo così:da domani
puoi venire in ufficio ti presenterò agli operai. Sei contento?
Carlo
-Contentissimo! Grazie zio ( Lo abbraccia)
Carlini
-Noi andiamo cavaliere. La ringrazio di tutto ( Escono dal centro)
SCENA UNDICESIMA
Alfonso - Virginia - Elena
Alfonso
-( Rimasto solo preme il citofono interno e aspetta) Senti Mimì! cerca il
factotum...ma si, Silvestro...digli di andare in fabbrica e di ritirare la
posta...che me la porti presto.( Chiude) è sorpreso perchè vede entrare
la figlia Virginia.
Virginia
-( Entra da destra)
Alfonso
-Cosa c'è hai bisogno di qualcosa?
Virginia
-No, grazie volevo semplicemente riposare, ho lavorato troppo ( Siede)
Alfonso
-A più tardi! ( Esce a destra)
Virginia
-( Non sa che fare, guarda tutt'intorno, va al telefono fa dei numeri,
nessuno risponde, si secca, si alza e passeggia.
Elena
-( Entra da destra, vede Virginia) Virginia come mai sei qui da sola?
Virginia
-Ho lavorato fino a poco fà e mi stavo riposando un pò.
Elena
-Hai saputo la novità? Tuo padre ha dato un posto di responsabilità in
fabbrica a tuo cugino Carlo.
Virginia
-Purtroppo l'ho saputo?
Elena
-L'hai saputo? E quando?
Virginia
-Poco fà, c'era il dottore Carlini e Carlo, che con papà parlavano di
questo fatto. papà ha dimenticato quello che hanno combinato Carlo e
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sua madre due anni fà, quando eravamo noi ad avere difficoltà
economiche ci hanno negato un prestito.
Elena
-Quello che ho detto io a tuo padre.Non doveva riceverlo in casa nostra!
Virginia
-Ma lo convincerò mamma! Ero venuta appunto per parlargli...ma sta
uscendo...zitta! sento che papà sta tornando, io vado,parlargli anche tu
-( Sta per uscire)
Alfonso
-( Entra dal centro, a Virginia) Ti puoi fermare un momento?...vedo che
c'è anche la mamma...
Virginia
-Non posso! ho un impegno! (Esce a destra)
Alfonso
-Elena, stavo pensando di invitare mia sorella e Carlo a pranzo da noi.
Elena
-( Seccata) Questo mai! Tua sorella a pranzo a casa mia? Mai e poi mai!!!
Alfonso
-Ricordati che questa è anche casa mia.
Elena
-Va bene è anche casa tua! Senti vuol dire che me ne vado io.
Alfonso
-Ma possibile che non sai perdonare? Si può anche sbagliare..mia sorella
mio nipote, hanno sbagliato a comportarsi come si sono comportati.
ma ora hanno bisogno.
Elena
-Se tu sei disposto a perdonare, io no! Mio caro ! Ricordati che neanche
i tuoi figli sono disposti a perdonare,
Alfonso
-E tu come lo sai?
Elena
-Me lo ha detto poco fà Virginia. Anzi vuole dirti di non dare il posto di
lavoro a tuo nipote.
Alfonso
-( Seccato) Nè tu nè mia figlia me lo impedirete!
Elena
-E va bene, acconsentirò a far lavorare tuo nipote in fabbrica, ma mai a
farli venire in casa mia.
Alfonso
-Non ho più voglia di parlare con te ( Esce a destra)
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SCENA DODICESIMA
Elena - Carlotta - Concetta
Carlotta
-( Entra) Mamma, è mai possibile che non riesco mai a parlare con te.Ti
ho cercata nella tua stanza, volevo sapere cosa sta succedendo con
papà e Virginia.
Elena
-Abbiamo una discussione perchè papà ha dato un posto importante in
fabbrica a suo nipote Carlo e pretende anche di invitare la zia qua in
casa nostra, questo io non lo posso accettare!
Carlotta
-Capisco mamma, tu hai dei risentimenti, ma è acqua passata.Se ti posso
dare un consiglio, se puoi, cerca di perdonare. In fin dei conti Carlo è un
bravo ragazzo, è anche tuo nipote,
Elena
-Un bravo ragazzo...mio nipote? E con questo? Bada che tua sorella la
pensa diversamente da te.
Carlotta
-Mamma, ti prego,lascia stare mia sorella. Sai benissimo che con Virginia
non si può essere mai d'accordo! quella ha un carattere particolare.
Elena
-Lo so che è un pò spartana, però ha ragione.In fin dei conti lo stiamo
aiutando,perchè lo dobbiamo ricevere anche a pranzo e in casa nostra.
Io francamente non me la sento e farò di tutto per impedirlo.
Carlotta
-Mamma, capisco, che non puoi dimenticare quello che è successo, ma ti
prego fallo per papà.Tu lo sai quello che ha sofferto...se ha la tua
approvazione, lo faresti felice.
Elena
-Non posso, non posso! Ti sembrerà assurdo, ma non posso perdonare,
non ci riesco!
Carlotta
-A questo punto, non so cosa dirti. Fai quello che ti dice il cuore.
Concetta
-( Entra dal centro) Signorina Carlotta, mi scusi, c'è il signor Vittorio che
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chiede di essere ricevuto.
Carlotta
-Dite al signor Vittorio che non intendo riceverlo.
Concetta
-Sissignora ( Sta per andare)
Elena
-( La ferma) No, aspetta ( A Carlotta) perchè non lo vuoi ricevere?Eppure
si è scusato, ha cercato di spiegare quello che è accaduto. Ora viene per
parlarti, devi riceverlo. In fondo è stato il tuo fidanzato.Dagli una
seconda occasione.
Carlotta
-Non c'è niente da spiegare ( A Concetta) Dite che non voglio riceverlo!
Concetta
-Subito ( Sta per andare)
Carlotta
-Aspettate, fatelo passare.
Concetta
-Subito ( Esce)
Elena
-Ti lascio da sola con lui ( Esce a destra)
Concetta
-( Entra) Il signor Vittorio ( Esce a sinistra)
SCENA TREDICESIMA
Carlotta - Vittorio -Virginia
Vittorio - ( Entra dal centro) Carlotta, come stai? Sei sorpresa di vedermi?
Carlotta - Veramente, non ti aspettao.
Vittorio - Capisco quello che vuoi dire. Hai ragione, quando sono partito non ti ho
salutato e di questo sono mortificato. Ti chiedo scusa.
Carlotta - Non importa, tanto tra noi era tutto finito.
Vittorio - Senti Carlotta, se sono qua è perchè desideravo tanto vederti.Ho parlato
con tuo padre. gli ho detto di avere sbagliato e che me ne pento...mi ha
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perdonato.Puoi anche non credermi, ma se io sono partito è perchè
dovevo fare uno studio particolare, ora l'azienda di mio padre la devo
dirigere io.
Carlotta - ( Seccata) Stai zitto, sai benissimo che non è vero quello che dici. E anche
se fosse, me lo potevi dire. E invece no hai preferito lasciarmi.Sei bugiardo
oggi come lo eri allora,quando dicesti di amarmi.
Vittorio -Ho chiesto a tuo padre se potevo frequentare un'altra volta questa casa...
Carlotta - E scommetto che ti ha detto di si. Vedi mio padre è un brav'uomo e cerca
di farci felici, ma sono io che non posso dimenticare tutto il male che mi
hai fatto. perciò ti prego di lasciarmi in pace.
Vittorio -Lo so, ti ho fatto tanto male, ma ora sono pentito. Vedi in tutti questi anni
che sono stato all'estero, non ho pensato ad altro che a te .Ti prego
Carlotta, perdonami, dammi un'altra possibilità.
Carlotta -( Seccata) Non posso, non posso! Ti prego, vattene e non tornare mai più
( Si gira per non guardarlo)
Vittorio -Va bene, calmati,me ne vado, addio Carlotta, amore mio.
Carlotta -( Chiama) Vittorio!!!
Vittorio -Carlotta!!! ( Si abbracciano) Cara, cara la mia Carlotta, non ti lascerò mai
più...
Carlotta -Anch'io, però adesso vattene!
Vittorio -Si, me ne vado. A presto ! ( Si abbracciano esce dal centro)
Virginia -( Era frattanto entrata da destra e si era fermata alla porta a guardare,
batte perciò le mani) Brava la mia sorellina, sei stata magnifica.
Carlotta -Cosa fai li, ci spiavi?
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Virginia -Mi sono trovata qui per caso e ho sentito tutto stai attenta sorellina,
Vittorio non è quello che tu credi.
Carlotta -Poi dire quello che vuoi, tanto non mi importa. Amo Vittorio e anche lui
mi ama.
Virginia -Fa credere di amarti,ma non è così.
Carlotta -Cosa vuoi dire?
Virginia -Niente non so niente...
Carlotta -( Su tutte le furie) Parla! ( Mette le mani addosso)
Virginia -( La all'ontana) Non ti permettere più di mettermi le mani addosso.
Carlotta -Ma parla ti supplico.
Virginia -Vittorio è sposato in inghilterra e ha un bambino.Ora aspetta il divorzio.
Carlotta -( Allibita) E tu come lo sai?
Virginia -Lo so.
Carlotta -No, non è vero ! Tu stai mentendo...Perchè mi parli così,perchè mi fai
soffrire.Tu mi odi lo so!
Virginia -Lo sanno tutti,e tu hai creduto che ti ama ancora.Povera Carlotta,quanto
sei ingenua.Tu sei convinta che ti odio, no! Sei mia sorella e ti voglio bene
perchè tu sei la brava ragazza, che tutti vogliono avere. Quella che
perdona sempre! Io sono la pecora nera della famiglia. Ecco perchè
nessuno mi ama.
Carlotta -( Commossa) Non parlare, mi fai soffrire.Troverai qualcuno che ti vorrà
bene, non devi disperare.
Virginia -( Piange) Ma perchè tu devi avere tutti i fidanzati che vuoi e io non posso
averne nemmeno uno.
Carlotta -Ora ho capito, tu ami vittorio!
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Virginia -Dal primo momento che l'ho visto, ma lui ama te.
Carlotta -Cara, cara la mia sorellina,ma allora quello che hai detto di Vittorio l'hai
inventato perchè sei gelosa?
Virginia -No! purtroppo è vero e da questo momento lo odio per averlo visto nelle
tue braccia pur sapendo ca è un bugiardo e ti prende in giro.
Carlotta -Vigliacco, me la pagherà . per me e per te!
FINE SECONDO ATTO
TERZO ATTO
STESSA SCENA
Elena - Virginia - Carlotta
Elena
-( Elena e Virginia stanno discutendo, Elena ha una lettera in mano)No,
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questa lettera non può essere di tuo padre.Non farebbe mai una cosa
simile.
Virginia
-Mamma, questa lettera parla chiaro. E stata scritta da papà, è la sua
calligrafia
Elena
-Non insistere, non posso crederci.
Virginia
-Devi crederci anche se la verità a volte fa male.
Elena
-Non capisco che rapporti può avere con la famiglia Sportilli.
Virginia
-Non lo so, ma la lettera è indirizzata proprio alla famiglia Sportilli.
secondo me, bisogna parlare subito con papà, così sapremo la verità.
Elena
-No, aspettiamo, non voglio che papà sappia della lettera.prima dobbiamo
indacare a fondo.
Carlotta -( Entra dal centro) Ciao mamma, ciao Virginia.
Elena
-Ciao.
Virginia
-Ciao.
Carlotta -Mamma,cos'è successo come va?
Elena
-Siediti, dobbiamo parlare.
Carlotta -Mamma ti prego sono molto stanca. un'altra volta.
Elena
-( Seccata) Siediti ti ho detto! Non fare storie!
Carlotta -( Siede) Va bene, cosa c'è?
Elena
-C'è, che tuo padre manda di nascosto lettere alla vedova Sportilli.
Carlotta
-Lettere? Ma siete sicure?
Virginia
-Non c'è nessun dubbio( Fà vedere la lettera)questa è calligrafia di papà.
Carlotta
-( Guarda la lettera) è vero, non c'è nessun dubbio. Ma il motivo?
Elena
-Mi piacerebbe saperlo. Sicuramente ha una relazione con la vedova.Ecco
perchè in questo periodo è così strano.
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Carlotta
-Mamma, cosa dici non scherzare!
Elena
-Io non scherzo!
Virginia
-Mamma, non può essere. Si conoscono da bambini.
Elena
-Lo so, ma non ti scordare che erano fidanzati, lui mi ha detto che era
tutto finito, ma non ci credo . sicuramente si è svegliata in lui la passione
Carlotta
-Mamma scusa, in questo momento è la gelosia che ti fà parlare.
Elena
-Non è vero mi piacerebbe sapere cosa c'è scritto.
Virginia
-Anche a me!
Elena
-Purtroppo non possiamo aprirla.
Carlotta
-Chi lo dice? La dobbiamo aprire scoprire la verità, anche se può essere
dolorosa.
Virginia
-Giusto, dobbiamo aprirla.
Elena
-E va bene apriamola.
Virginia
-( Apre la lettera e trova un assegno,sbalordita) Un assegno da 2ooo
euro?Intestato a Sergio , il figlio della signora Sportilli?
Elena
-( Sbalordita) Un assegno a Sergio? E perchè?
Carlotta
-Il perchè lo sa papà e se noi vogliamo sapere la verità,dobbiamo parlare
con lui e farlo confessare.
Elena
-No!
Virginia
-No? Allora cosa conti di fare?
Elena
-Per ora niente, dobbiamo aspettare che papà rientri da Milano.Ragazze
vado perchè ho da sbrigare alcune cose. ( Esce a destra)
Carlotta
-Ma cosa può spingere papà a mandare questi soldi.
Virginia
-Non vorrei...( Guarda la sorella) Tu pensi quello che sto pensando io?
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Carlotta
-Ma no, non può essere, l'avremmo saputo in un modo o in un altro
( Escono insieme a destra.)
SCENA QUATTORDICESIMA
Concetta - Mimì - Silvestro
Concetta e Mimì ( Entrano da sinistra)
Concetta -E ci torni, tu dicu pi l'ultima vota: ma fari u fauri ca a mia non ma cuntari
nenti. Su hai qualche cosa di diri ciù dici o Cavaleri.
Mimì
-Non mi può paci, non è pi qualche cosa, ma vulissi sapiri picchì u cavaleri
a tia, ca javi pocu ca si cca, ta umintau, e a mia e Silvestro no!
Concetta
-Voddiri ca mu merutu, ci piacii na facci.
Mimì
-A diri , ca si ruffiana? E chiuremula docu?!
Silvestro
-( Entra da sinistra) Sugnu cunsumatu, sugnu cunsumatu! ( Si dispera)
Concetta -Ca ci n'è n'autru?! Chi ti succiriu? Chi fu? Si può sapiri?
Silvestro
-( Siede) A littra...a littra...
Mimì
-A littra? Quali littra?
Silvestro
-U cavaleri.
Concetta
-A littra, u cavaleri ? ( A Mimì) chi è sta sdilliriannu?
Mimì
-Muta statti ( A Silvestro) Parra chi voi diri?
Silvestro
-Pessi a littra ca m'ava datu u cavaleri pi puttaracilla a na banna...
Mimì
-Chi era importanti?
Silvestro
-Importantissima.
Concetta
-E ora comu ti finisci?
Silvestro
-Ca mi licenzia.
Concetta
-Ma chi stai dicennu? Pi na litra ti licenzia? Picchi non fai a stissa strada
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cà fattu...può essiri c'atrovi.
Silvestro
-Ma ancora n'aia nisciutu.
Mimì
-Allura a piddisti ca intra?
Silvestro
-Chi ni sacciu? Mi ricordo ca prima di iri no giardinu a lassai supra a
scrivania e ora non c'è chiù
Mimì
-Può essiri ca sa pigghiau u cavaleri e non ti dissi nenti.
Silvestro
-Ma u cavaleri non c'è, è fora Catania
Mimì
-Veru è?!
Concetta
-Allura sa potti pigghiari a signura, oppure le signorine.Comu stai facennu pi na litra ca si pessì? Dicci o cavaleri ca ni scrivi n'autra.
Mimì
-Concetta, non criru ca facennu pulizii a ittasti na munnizza.
Concetta -Chi si scimunitu?
Silvestro
-( Grida) Cià finiti tutti dui , inveci di aiutarimi va cchiappati?
Concetta
-Spatti ca u vulemu aiutari, si siddia. Ca fatti sparari ( Esce a sinistra)
Silvestro
-( Vorrebbe aggredirla)
Mimì
-( Lo trattiene) Lassila iri, no vidi ca è scunghiuruta?
Silvestro
-Ora comu fazzu, chi ci dicu o cavaleri.
Mimì
-Ci dici ca si pessi e comu dici Concetta ni scrivi n'autra.
Silvestro - Bravo! Cunghiuristuru tu e Concetta ( Esce dal centro)
SCENA QUINDICESIMA
Mimì - Alfonso - Elena - Virginia - Carlotta
Mimì
- ( Vede Alfonso, che entra dal centro) U diavulu arreri attaru. Ben arrivato
cavaleri. ( Sta per andarsene)
Alfonso - Unni sta scappannu Silvestro...( A Mimì) Mimì di alla signora che sono
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arrivato.
Mimì
- Sissignora cavaleri ( Esce a destra)
Alfonso - ( Prende il telefono che sta suonando) Pronto, che c'è Carlo?... si sono
arrivato adesso .No, in questo momento non posso venire. Ho capito,va
bene, quando vengo in fabbrica ne parliamo.A presto, ciao ( Chiude )
Elena
- ( Viene da destra nervosa) Finalmente sei arrivato?! Una settimana è che
manchi di casa
Alfonso - Perchè dici finalmente?
Elena
- Dovevi arrivare l'artro ieri.
Alfonso - Lo so, ma non abbiamo potuto concludere prima con Baldini e poi ti ho
telefonato che ritardavo, perciò non hai motivo di lamentarti.
Elena
- Ti vedo nervoso.
Alfonso - Io nervoso? nervosa sei tu ...mi aspettavo che so un abbraccio, un bacio,
invece ti trovo nervosa e cupa, ho ritardato e basta! ( Lo dice forte)
Virginia - ( Entra da destra) Perchè gridi, papà?
Carlotta - Che è entrata insieme alla sorella) Papà non è da te gridare ti ho sentito
dall'altra stanza.
Alfonso - E vostra madre che mi innervosisce. E forse successo qualche cosa durante la mia assenza?
Virginia - Papà noi vogliamo sapere della lettera.
Alfonso - ( Scuro in faccia) Lettera? Quale lettera?
Elena
- Non fare finta di non capire.Sappiamo tutto.
Alfonso - Tutto cosa? Vi volete spiegare?
Virginia - Papà, io mi sono permessa di entrare nel tuo studio e per caso ho visto
questa lettera sopra la scrivania ( La fa vedere)
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Elena
- Vogliamo sapere, pechè dovevi mandare questa lettera alla vedova
Sportilli, e per giunta un assegno di 2ooo euro al figlio.
Carlotta - Papà dicci la verità.
Alfonso - Con quale diritto avete aperto la busta? Se non si è autorizzati, anchè in
famiglia è un reato manomettere la posta degli altri.
Elena
-sono tua moglie e ho il diritto di sapere...non fare il finto tonto,tanto
ormai ti abbiamo scoperto. Confessa!!!
Alfonso -Cosa devo confessare?
Elena
-( Grida) Per noi Sergio è tuo figlio. Tu sei l'amante della cosi detta signora
sportilli, quella sgualdrina.
Alfonso -Non ti permetto di pensare questo della signora Sportilli e di me.
Elena
-Tu non mi permetti? Noi abbiamo le prove e hai la sfacciataggine di
difenderla.
Alfonso -La difendo perchè è la verità.
Carlotta -Mamma, fallo parlare, può essere che papà ha ragione.
Elena
-Cosa vuoi che ti dica, che è suo figlio? Non te lo dirà mai.
Alfonso - E invece lo dico non è mio figlio.
Elena
- Hai visto che nega?
Virginia - Papà se hai qualcosa da dire, parla ti prego.
Alfonso - Ebbene lo volete sapere? Peggio per voi! Elena, Sergio è tuo figlio.
Elena
- ( Rimane allibita) Mio figlio?
Virginia e Carlotta ( Sbalordite insieme) Nostro fratello?
Elena
- No, non può essere vero. Mio figlio è morto quel giorno che l'ho partorito.
Lo dici per difenderti.
Alfonso - Trentanni fa, tu eri all'ospedale perchè dovevi partorire, ti hanno inganna35
ta,dicendoti che il bambino era nato morto.quando invece era nato vivo.
Elena
- Una bugia? chi è stato, perchè?
Alfonso - II tuo ex marito non voleva questo bambino. Tu hai insistito per averlo,
così per punirti ha escogitato questo stratagemma, d'accordo con l'infermiera. Ti hanno fatto credere che il bambino era nato morto. Tuo marito
pagò il silenzio dell'infermiera e del dottore che poi consegnò a una balia.
Elena
- Ed io dovrei crederti?
Virginia - Papà, in quale cinema hai visto questo dramma?
Carlotta -Somiglia ad una soap strappalagrime.
Alfonso -Scherzateci?! Purtroppo... e dico purtroppo per te, hai questo figlio che io
accetto ! E per le nostre figlie è un fratello.
Carlotta -Se è per questo, abbiamo sempre desiderato un fratello.
Virginia -Ma guarda che storia?! Ma davvero, papà dobbiamo crederci?
Alfonso -Volete i particolari?... e sia! Dopo che è nato lo diedero in affidamento
alla famiglia Sportilli , che l'ha cresciuto amorevolmente. In punto di morte
il tuo ex marito mi chiamò al suo capezzale, presente il notaio, mi diede
del denaro che lo amministrato in tutti questi anni. Con la garanzia del
notaio.Ecco perchè ogni mese mando un assegno. Sono soldi suoi
amministrati d'accordo con la signora Sportilli, che gli ha fatto da madre
Elena
-Una bella storia non c'è che dire.Non credo ad una parola di quello che mi
ai detto
Alfonso -E la verita, te lo giuro.
Elena
-Non giurare, vattene da questa casa. Non ti voglio più vedere( Ha una crisi
isterica, piange)
Alfonso -( Alle figlie) Portatela nella sua stanza e non lasciatela sola,per nessun
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motivo.
Virginia e Carlotta ( Prendono la madre e l'accompagnano nella sua stanza a destra.
SCENA SEDICESIMA
Alfonso - Concetta - Silvestro - Carlotta - Virginia
Alfonso -( Suona il campanello)
Concetta -( Entra comandi cavaleri.
Alfonso -Mandatemi Silvestro ( Mette ordine nella scrivania)
Concetta -( E' confusa, balbetta) Veramente... è fuori ( Poichè lo vede rientrare dal
centro, si rianima) Ah! ecco...( Lo chiama ) Silvestro, ti voli u cavaleri!
Silvestro -( Entra preoccupato) Cumanni cavaleri?!
Alfonso
-Prepara la macchina.
Silvestro -Cavaleri , iù ci vuleva diri...
Alfonso
-( Seccato) Ti ho detto di preparare la macchina, vai! con te faremo i conti
dopo, al mio ritorno.
Silvestro -( Esce dal centro mortificato.
Alfonso
-( Rimasto solo, siede e pensa)
Carlotta
-(Entra dalla destra) Papà.
Alfonso
-Carlotta , ti prego aiutami. Da trentanni porto questo segreto. Non ne
posso più.
Carlotta
-Perchè non l'hai mai detto alla mamma.Ora ho capito perchè non volevi
che frequentassi quella casa. Avevi paura che mi innamorarsi di Sergio.
Alfonso
-Non ho mai tradito tua madre, dopo il nostro matrimonio, parlaci tu,
cerca di farle capire che non ho parlato prima perchè non potevo. Se non
era per quella lettera non avrebbe mai saputo niente , forse è stato
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meglio che Virginia abbia trovato la lettera, anche se,conoscendola,so
che mi ha condannato. Quella non mi perdona.
Carlotta
-( Accarezzando il padre) Ti sbagli papà, Virginia ti ha già perdonato.
Virginia
-( Viene da destra)
Alfonso
-Come sta la mamma?
Virginia
-Male, molto male.Chiama il dottore Carlini. Chiede di suo figlio, vuole
vederlo.
Alfonso
-Come faccio, Sergio non sa niente di questa storia.
Carlotta
-Papà, dobbiamo dirglielo.Ormai è grande, deve sapere.
Alfonso
-Hai ragione ( Prende il telefono, compone il numero) Pronto! Sono
Marinetti. Dottore mia moglie sta molto male, la prego di venire subito,
poi le spiegherò. Faccia presto, per favore, grazie ( Posa la cornetta)
Intanto, mi raccomando, non lasciate sola la mamma. Esco un momento
( Esce dal centro)
Carlotta
-Si Papà ( Carlotta e Virginia escono da destra
SCENA DICIASSETTESIMA
Mimì - Concetta - Silvestro - Virginia
Mimì
-( Entra dalla vetrata, vede Concetta che sta entrando da destra)
Concetta, chi successi?Ancuntrai o cavaleri ca stava niscennu ca
machina do canceddu, tuttu agitatu.
Concetta -Forsi ivu a pigghiari o dutturi Carlini.
Mimì
-Picchì qualcunu si n'tisi mali?
Concetta -A signura.
Mimì
-E tu, scusa comu hai capito tuttu chissu?
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Concetta -Chi c'è di capiri, scunghiurutu erunu tutti agitati e poi iù sugnu a contatto
ca signura e capii ca si n'tisi mali.
Mimì
-Accussì? Di bonu a bonu?
Concetta -No, prima iappunu discussioni co cavaleri.
Silvestro -( Entra dal centro)
Mimì
-Silvestro, di unni veni?
Silvestro -Ci preparai a machina o cavaleri, pari ca la signura si senti mali. E ivu a
chiamari u dutturi. Sicuramenti è pi causa mia!!!
Mimì
-Non diri fissarii!?...u dutturi u chiamò pi telefono.
Silvestro -Allura è pa litra ca fossi a truvau e sugnu cunsumatu.
Mimì
-Ora u cavaleri sa pigghia appiddaveru cu tia.
Silvestro -Sugnu sicuru ca comu veni mi licenzia.
Concetta -( Dispiaciuta cerca di confortarlo) Silvestro, chi voi fari ? Sunu cosi ca
succerunu.
Virginia
-( Entra da destra a Silvestro) Silvestro, porta questi documenti alla
fabbrica, dalli al ragioniere.
Silvestro
-Sissignora ( Li prende e via dal centro)
Virginia
-E tu Mimì, se viene il dottore fallo entrare subito, hai capito?
Mimì
-Ho capito ( Esce dal centro)
SCENA DICIOTTESIMA
Virginia - Carlotta - Carlini - Alfonso -Sergio - Concetta
Carlotta
-( Entra da destra ansante)Virginia,ti vuole la mamma, sono preoccupata.
Virginia
-Carlotta, dobbiamo mantenere la calma. Papà non so dove è andato, ma
viene subito.
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Carlini
-( Arriva dal centro premuroso)
Carlotta e Virginia ( Insieme) Dottore, venga si accomodi ( Escono a destra)
Alfonso
-( Nello stesso istante arriva con Sergio) Siediti Sergio. Mi raccomando, lo
so sei emozionato. Ti lascio un momento solo, con permesso
( Esce a destra)
Concetta
-( Viene dalla destra) Povera signora,chi cinni vinni( Vede Sergio) Lei
chi è, desidera?
Sergio
-Sto aspettando il cavaliere.
Concetta
-U cavaleri u sapi?
Sergio
-Certamente.
Concetta
-Da banna c'è a signura ca si senti mali,c'è u dutturi ca sta visitannu.
povera donna, da quando l'ha saputo non ragiona chiù...
Sergio
-Che cosa?
Concetta
-Ca so figghiu è vivu! non fa autru di diri " lo voglio vedere" ( Va a destra
ma subito esce perchè spinta dal gruppo di persone che stanno
entrando in scena,parla con Alfonso, Concetta è andata via a sinistra)
SCENA DICIANNOVESIMA
Sergio - Alfonso - Elena - Carlotta - Virginia - Carlini
Sergio
-(Si, alza, alla vista del gruppo, ma Alfonso ,lo previene, lo blocca)
Alfonso
-Elena, questo è tuo figlio.
Elena
-Figlio,figlio mio ( Lo abbraccia)
Sergio
-( Abbraccia la madre)
Elena
-Non ti ho abbandonato.Mi hanno fatto credere che eri morto, per
questo non ti ho cercato.Ma ora, che sei qui, non ti lascerò mai più.
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Sergio
-Ma ho già una mamma che mi vuole tanto bene e non ho intenzione di
abbandonarla.Mi ha cresciuto, fatto studiare e ha sacrificato la sua vita
per me.
Elena
-Sono io tua madre!!!
Alfonso
-Elena, per carità...non uscire dal seminato. O solitu to!
Sergio
-Lo ripeto, non posso abbandonare la donna che mi ha fatto da madre
in tutti questi anni.
Alfonso
-Sergio, te l'ho detto davanti a quella donna, che tu giustamente chiami
madre, che non l'abbandoni. Anche lei è d'accordo che tu riconosca
adesso chi ti a messo al mondo.
Sergio
-Devo sentirmi fortunato di avere due madri?
Alfonso
-Non è da tutti, sei fortunato.
Tutti
-( Lo abbracciano)
Alfonso
-Dio ti ringrazio, sono l'uomo più felice del mondo.
Virginia
-Papà nella vita, si dice "NENTI FARI CA NENTI SI SAPI"(Ride e l'abbraccia.
FINE DELLA COMMEDIA
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"NENTI FARI CA NENTI SI SAPI"