Le piante carnivore dell’orto
botanico
Caratteri generali
Le piante carnivore dell’Orto Botanico sono situate
alla destra della palma di Goethe, in una
piccola serra.
La sistemazione in una serra permette di ricreare
l’habitat naturale, che è tropicale/equatoriale
quindi:
• Elevata temperatura
• Elevate umidità
• Suoli carenti di azoto
Perché sono dette carnivore
Queste piante hanno sviluppato un particolare
dispositivo per catturare e digerire piccole prede
animali (specialmente insetti), con le quali esse
migliorano o completano la loro nutrizione.
Questo sistema serve per ricavare l’azoto
(contenuto nelle loro prede) necessario a far fronte
alla carenza di questo elemento nei terreni che le
ospitano.
Le piante carnivore sono comunque in grado di
fotosintetizzare.
Come si nutrono
Le trappole variano sia nella forma che nella
grandezza, e sono suddivise in due gruppi:
• Passive (più primitive) usano metodi ingegnosi
per sedurre le loro vittime come una colorazione
molto intensa e dalla strana forma del pistillo.
Non sono dotate di movimenti propri. (ad
esempio Sarracenia L. e Nepenthes L.).
• Attive (più evolute) dotate di movimenti che
assicurano la cattura della preda (ad esempio
Pinguicula L., Drosera L., Dionaceae Ellis).
Dionaea ellis
Serracenia
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Sarracenia L.
Tipica del nord America, con fiori profumati e piegati verso il
basso.
Le sue trappole passive sono una profonda modificazione
delle foglie che formano un tubo con una forma molto
slanciata (ascidio).
In natura la pianta raggiunge 70-80 cm d'altezza. Il fiore perde
rapidamente I petali gialli.
È una pianta estremamente resistente e cresce bene a
temperatura ambiente e alla luce diretta del sole.
Bisogna annaffiarla molto in estate e pochissimo in inverno.
Il fiore è molto particolare perchè è fatto in modo da non poter
essere autofecondato, soltanto gli insetti provenienti da un
altro fiore possono fecondarlo effettuando un'impollinazione
Drosera
Nepenthes
Nepenthes L.
Questa pianta proviene dalle Isole Filippine, dalla
Malesia e dal Borneo.
È una pianta presente negli altopiani boschivi asiatici
caratterizzati da temperature calde e molto umide.
Questa pianta ha foglie color verde brillante e lucide, alle
cui estremità si formano i caratteristici ascidi (le sacche
carnivore) dalla colorazione verde-rossastra.
Drosera L.
È originaria della città del capo (Sudafrica). Grazie alle sue
dimensioni, la facilità di coltivazione e la copiosa produzione di
semi, è divenuta una delle specie più comuni di drosera.
Produce foglie a forma lineare, lunghe fino a 15 cm e larghe 1 cm;
è ricoperta di tentacoli vivacemente colorati che presentano
gocce di colla alle loro estremità.
Quando l'insetto viene catturato, la foglia si arrotola per aiutare le
ghiandole digestive perchè sono situate nella parte centrale della
foglia.
Al termine del processo digestivo la foglia si srotola, ma se
l'insetto è di grandi dimensioni (e non una preda abituale come
una zanzara o una mosca) la foglia si secca e muore e viene
subito sostituita da una nuova.
Dionaea Ellis
È l'unica specie del genere ed è originaria degli Stati Uniti
d‘America (Carolina del Nord e del Sud).
Darwin la soprannominò “la pianta più spettacolare del mondo”,
ed in effetti è forse la pianta che cattura più facilmente
l'immaginario collettivo.
Grazie alle sue capacità di compiere rapidi movimenti e la forma
delle foglie, che ricordano una bocca piena di denti acuminati, è
facilmente associabile ad un mostro leggendario.
E’ una piccola pianta erbacea con foglie disposte a rosetta attorno
ad un punto centrale.
Misura sui 10-14 cm di altezza quando è adulta (ci vuole
tantissimo tempo per farla diventare adulta) .
Fiorisce tra maggio e giugno con un fiore lungo 20-30 cm con fiori
bianchi a grappolo.
La pianta si sviluppa tra marzo e ottobre, da novembre a febbraio
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