ILILPUBBLICO
IMPIEGO
PUBBLICO
IMPIEGO
RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO
►
►
Rapporto di lavoro in cui una persona fisica pone
volontariamente la propria attività in via continuativa e dietro
retribuzione, al servizio dello Stato o di un ente pubblico non
economico, assumendo particolari diritti e doveri.
Rapporto giuridico intersoggettivo che legittima l’inserimento di una
persona fisica al servizio di un ente pubblico (rapporto di servizio,
che normalmente è volontario, con riferimento all’art. 23 Cost.).
Cassazione n. 618 del 1975 chiarisce le condizioni del rapporto di
pubblico impiego:
- l’ente datore di lavoro è pubblico;
- i compiti affidati attengono ai fini istituzionali dell’ente;
- l’assunzione avviene per prestazioni continuative e durevoli;
- c’è predeterminazione della retribuzione;
- sussiste un atto di nomina.
Norme costituzionali in materia di pubblico impiego:
►
art. 51: “Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere
agli uffici pubblici o alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza,
secondo i requisiti stabiliti dalla legge. La repubblica promuove con
appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”;
►
art. 54: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere
di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi
stabiliti dalla legge”;
►
art. 97 riserva alla legge l’ordinamento degli uffici, compresa la
determinazione delle sfere di competenza, delle attribuzioni e delle
responsabilità degli impiegati. Accesso per concorso.
►
art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione”
(e vieta agli impiegati che siano membri del Parlamento, di conseguire
promozioni diverse da quelle legate all’anzianità).
Privatizzazione
►
La privatizzazione del pubblico impiego è avvenuta con
l’emanazione del D.lgs. n. 29 del 1993 recante “Norme in materia
di razionalizzazione dell’organizzazione dell’ amministrazione
e revisione della disciplina del pubblico impiego”.
►
Il pubblico impiego, che aveva un regime autonomo e differenziato
rispetto al lavoro privato, è stato quasi integralmente assoggettato alle
disposizioni dettate per quest’ultimo dal codice civile, dallo statuto dei
lavoratori e dalla legislazione speciale, nonché alla contrattazione
collettiva, e quindi alla giurisdizione del giudice ordinario
►
Negli anni 1994 e 1995, sono stati siglati i primi contratti collettivi, che
segnano il definitivo passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina del
lavoro nella P.A.
►
Testo unico relativo ai rapporti di lavoro privatizzati è il D.lgs.
n. 165 del 2001 contenente norme generali sull’ordinamento
del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
Riforma del pubblico impiego
►
L’art. 1, comma 2 e 3, del D.lgs. 165/2001, determinano l’ambito di
applicazione: per amministrazioni pubbliche s’intendono tutte le
amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità
montane e loro associazioni, le istituzioni universitarie, le Camere di
Commercio e loro associazioni, le amministrazioni, le aziende e gli enti del
servizio sanitario nazionale, l’ARAN, le città metropolitane.
►
L’art. 2, comma 2, del D. lgs. 165/2001 prevede espressamente che i
rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano
disciplinati dal Capo 1, Titolo II del Libro V del codice civile e dalle
leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa.
►
Il terzo comma dell’art. 2 dispone che i rapporti di lavoro e di impiego
pubblico sono regolati contrattualmente: la definizione del rapporto
(che prima era riservata alle determinazioni unilaterali della P.A. o alla
legge), viene riservata alla contrattazione individuale e collettiva che
si articola a due livelli: c.c. nazionali di comparto e contrattazione
integrativa a livello di singola amministrazione. Nasce l’A.R.A.N.
(Agenzia per la rappresentanza negoziale nella P.A.)
ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO
►
L’art. 97 Cost. agli impieghi pubblici si accede mediante concorso,
salvi i casi stabiliti dalla legge. Tale norma costituzionale è diretta a
garantire l’imparzialità e l’efficienza dell’azione amministrativa.
►
(deroga): legge n. 68/1999 disciplina collocamento obbligatorio
delle persone disabili (per chiamata numerica degli iscritti nelle liste
di collocamento, previa verifica della compatibilità dell’invalidità con le
mansioni da svolgere).
►
Requisiti per l’ammissione all’impiego: cittadinanza italiana; età non
inferiore a 18 anni; idoneità fisica all’impiego; godimento dei diritti
politici; titolo di studio (varia a seconda del tipo di prestazione); +
conoscenza di: lingua straniera e abilità informatiche.
►
Nel rapporto di lavoro privato si fa riferimento al codice civile: “La
prestazione di lavoro subordinato consiste nella messa a disposizione del
proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la
direzione dell’imprenditore (art. 2094 c.c.); l’art. 2095 individua 4
categorie del lavoro subordinato: dirigenti, quadri, impiegati e operai
DOVERI dell’ impiegato
►
Il DM 1.12.2000 contiene il CODICE DI COMPORTAMENTO uniforme
dell’impiegato. I doveri possono essere raggruppati in due ampie tipologie: una
di stampo pubblicistico, riconducibile al dovere di fedeltà alla Repubblica
(art. 54 Cost.), ai principi di imparzialità e buon andamento (art. 97), al
carattere democratico della Repubblica (art. 1); l’altra di stampo
privatistico si richiama ai doveri di diligenza e obbedienza, sanciti dagli
artt. 2104 e 2105 c.c.
In particolare, i principi dalla parte precettiva (artt. 2-13) del suddetto
DM, in sintesi sono:
► obblighi di imparzialità, correttezza, collaborazione, e
trasparenza ;
► obblighi di efficienza nello svolgimento delle funzioni;
► obbligo di attenersi scrupolosamente agli standard di qualità del
servizio;
► responsabilizzazione correlata ai compiti svolti, e informazione
dettagliata agli uffici di controllo interno;
► semplificazione di ogni attività amministrativa a favore degli utenti.
►
Passaggio dalla gerarchia alla direzione (si lavora per “obiettivi”)
DIRITTI dell’impiegato
►
I diritti PATRIMONIALI sono veri e propri diritti soggettivi
perfetti che non possono essere modificati se non con atto legislativo.
Il trattamento economico dell’impiegato pubblico deve essere
proporzionale alla quantità e qualità del suo lavoro e tale da assicurare
all’impiegato e alla sua famiglia un’ esistenza libera e dignitosa (art. 36
►
Cost.).
I diritti patrimoniali sono di due tipi: contemporanei al rapporto e
limitati alla sua durata (stipendio), e successivi (pensione e TFR)
►
Principale diritto patrimoniale è lo stipendio: prestazione periodica in
denaro, corrisposta mensilmente come corrispettivo del servizio
prestato; ha carattere retributivo e va quindi commisurata alla
quantità e qualità del lavoro svolto.
►
Il trattamento economico, ex art. 45 D.lgs. 165/2001 remunera
tutte le prestazioni lavorative inerenti ai doveri derivanti dal
pubblico impiego (c.d. principio di onnicomprensività della
retribuzione). I contratti collettivi definiscono trattamenti economici
accessori collegati alla produttività individuale e collettiva, allo
svolgimento di attività disagiate, pericolose o dannose per la salute.
Diritti non patrimoniali:
►
Diritto all’ufficio – è il diritto a non essere rimosso dal proprio
ufficio se non nei casi previsti dalla legge o dai contratti
collettivi. (affievolito alla luce della privatizzazione).
►
Diritto alla funzione – consiste nel diritto all’esercizio delle
funzioni inerenti alla propria qualifica. Ai sensi dell’art. 52 D.lgs.
165/01 il prestatore di lavoro può essere adibito: alle mansioni per le
quali è stato assunto, alle mansioni considerate equivalenti, alle
mansioni corrispondenti alla qualifica superiore.
Diritto al trasferimento (semplice interesse)
►
►
Diritti sindacali: art. 28 legge 300/70 (Statuto dei lavoratori)
contempla una forma di tutela avente carattere cautelare e sommario a
salvaguardia del libero esercizio dell’attività sindacale e del diritto di
sciopero. Tale previsione consente ai sindacati di categoria di far
valere, in sede giurisdizionale, l’eventuale lesione, ad opera del datore
di lavoro, degli interessi collettivi dei quali esse sono portatrici. Tale
tutela sindacale è stata estesa al pubblico impiego.
Igiene e sicurezza sul lavoro
LEA in ambiente di vita e di lavoro
Secondo il D.P.C.M. 23.04.2008 sui LEA nella macroarea assistenza sanitaria
collettiva in ambiente di vita e di lavoro rientrano le seguenti prestazioni
di competenza dell’Azienda sanitaria:
► la profilassi delle malattie infettive e diffusive;
► la tutela della collettività dai rischi connessi all’inquinamento ambientale;
► la tutela della collettività e dei singoli dai rischi sanitari degli ambienti di vita;
► l’igiene degli alimenti e della nutrizione;
► la prevenzione e la sicurezza degli ambienti di lavoro;
► la sanità pubblica veterinaria.
►
L’igiene del lavoro rappresenta quel ramo dell’igiene generale che si
propone di difendere la persona contro le cause di malattia, di invalidità e in
genere contro ogni menomazione della sua integrità fisica che dipenda da
causa non violenta ricollegabile alla prestazione di una attività lavorativa.
►
Il sistema protettivo del rapporto di lavoro comprende norme di igiene
(a tutela dell’aspetto della salubrità) e norme di sicurezza
(concernenti la prevenzione degli infortuni).
Dovere di sicurezza
►
La legislazione prevede un dovere di sicurezza a carico del datore di
lavoro. Il lavoratore è il creditore fondamentale dell’obbligo della sicurezza.
►
L’articolo 2087 c.c. fa obbligo al datore di lavoro di “adottare
nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del
lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità
fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro” (> norma di
chiusura del sistema di sicurezza: tutte le misure realmente necessarie).
►
Sul datore di lavoro incombe l’obbligo di assicurare i propri dipendenti
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (da ultimo D.lgs.
38/2000)> I.NA.I.L.
►
Per tutelare l’integrità psico-fisica dei dipendenti, l’imprenditore adotta e
mantiene in efficienza i presidi antinfortunistici, atti a preservare i
lavoratori dai rischi connessi alle varie fasi dell’attività lavorative.
►
art. 9 Statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970): conferisce al
lavoratore il diritto di controllare l’applicazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
D.lgs. 81/08 (ex 626/94)
►
Il vasto corpo normativo trova sistemazione organica
nel D.lgs. n. 81 del 2008, che ha dato attuazione alle
direttive CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e
della salute dei lavoratori durante il lavoro. (legge generale
di riferimento in materia di sicurezza del lavoro, ha dato
effettività all’art. 2087 c.c.)
Introduce una disciplina specifica relativa a:
► servizio di prevenzione e protezione, organizzato da ogni datore di lavoro
all’interno delle singole unità produttive;
► sevizio di prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso, per
prevenire disastri e garantire cure immediate;
► sorveglianza sanitaria, per controllare periodicamente la salubrità degli
ambienti di lavoro;
► consultazione e partecipazione dei lavoratori alle decisioni attinenti la
sicurezza;
► informazione dei lavoratori da parte del datore circa i rischi;
► salubrità dei luoghi di lavoro; (e altro)
PREVENZIONE e PROGRAMMAZIONE
►
La PREVENZIONE nel campo della sicurezza del lavoro consiste in
una serie di azioni che mirano a cautelare dagli infortuni e ad evitarli:
“complesso delle disposizioni o misure prese o previste in tutte le fasi
dell’attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel
rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente
esterno”.
►
Altro principio importante è quello della programmazione: la
prevenzione deve svolgersi secondo modalità predefinite che
consistono nella valutazione dei rischi, nella redazione del
documento di sicurezza, nell’organizzazione del servizio di prevenzione
e protezione, nella designazione di addetti alle procedure di sicurezza,
nella elaborazione di programmi di informazione e formazione dei
lavoratori.
Fasi ed adempimenti che richiedono il coinvolgimento di ulteriori
soggetti: il medico competente, il responsabile del servizio di
prevenzione e protezione, il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza. L’obbligo di sicurezza risulta procedimentalizzato e
sottoposto a gestione condivisa.
►
Scarica

IL PUBBLICO IMPIEGO