Anno 116
3 Maggio-Giugno 2008
Periodico del Consorzio Agrario di Parma
SPECIALE CIBUS 2008
Arrivederci al 10 maggio 2010
Cibus: un bilancio positivo
Segnali di pace tra agricoltura e
grande distribuzione
Carlo Cannella al CAP
Il CAP incontra la stampa nazionale
ed internazionale
Cibus: un successo da difendere
I giornalisti dell’Agroalimentare allo
stand del CAP
Folte delegazioni e molte
personalità del mondo economico
e della scienza ospiti del CAP
Il Misen a lezione d’olio
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB Parma ISSN 0005-2361
Sommario
L’AvvenireAgricolo 3/2008 1
Il punto
3
Il Consorzio Agrario, un’istituzione per la provincia di Parma
Terza pagina
4
Cibus 2008: arrivederci al 10 maggio 2010
6
Cibus: un bilancio positivo
7
Segnali di pace tra agricoltura e grande distribuzione
7
Carlo Cannella al Consorzio Agrario di Parma
10
Il CAP incontra la stampa nazionale ed internazionale
10
Cibus: un successo da difendere
11
I giornalisti dell’Agroalimentare allo stand del CAP
12
Folte delegazioni e molte personalità del mondo
economico e della scienza ospiti del CAP
13
Il Misen a lezione d’olio
L’A
vvenire
gricolo
Periodico per l’Operatore agricolo
fondato da Antonio Bizzozzero
Direttore Responsabile
Domenico Fini
Tecnica
15
La qualità del foraggio ed il suo valore come fattore della
produzione
18
La difesa della Cercospora
19
Concimazione delle colture
20
L’eccellenza dell’agroalimentare italiano si difende con
la ricerca
Direttore Editoriale
Lamberto Colla
Redazione
Adriano Facchini, Lamberto Colla,
Roberto Guareschi, Fabrizio Bernuzzi,
Stefano Longhi, Valerio Faelli,
Carlo Fornari, Luca Enillo, Andrea Rossi,
Barbara Troise Rioda, Marco Moretti,
Gabriele Amoretti, Mattia Paietta,
Manlio Annoni, Thomas Contini,
Marco Barigazzi, Mirco Casagrandi,
Carlotta Violi
Segreteria di Redazione
Carlotta Violi
22
La difesa fitosanitaria del prato di erba medica
26
Grave situazione per il pomodoro a causa dell’andamento
Direzione, Redazione, Amministrazione
Strada dei Mercati, 17 - 43100 Parma
Telefono 0521.9281
climatico
Impaginazione
gb&a comunicazione
Il controllo della piralide per ottimizzare le produzioni di
Stampa
La Stamperia scrl, Parma
mais italiano
Pubblicità
Per tariffe e condizioni di pagamento
rivolgersi all’Ufficio pubblicità de
“L’Avvenire Agricolo”
27
28
All’azienda Ciato si sperimentano i cereali italiani
30
New Holland rinnova la gamma nella fascia da 50 a 100 cv
32
Per ogni situazione la giusta falciatrice Khun
33
Emilia-Romagna capitale del grano duro
Pubblicazione registrata presso il
Tribunale di Parma n° 351 del 12 dicembre
1962 - ROC n° 9260
Giorno per giorno
In copertina:
Concorso Fotografico “Obiettivo
Agricoltura”. Gentile concessione di Fata
Gruppo Generali.
35
Costo abbonamento: Euro 5 (6 copie)
Costo 1 copia: Euro 1
Il punto
L’AvvenireAgricolo 3/2008 3
Il Consorzio Agrario,
un’istituzione per la provincia di Parma
Fattori congiunturali e strutturali hanno
contribuito ad inasprire il fenomeno
della rapida impennata dei prezzi
agricoli che ha accompagnato buona
parte del 2007 e i primi mesi del 2008.
Le cause vanno ricercate nella rapida
crescita della domanda mondiale,
dall’aumento dei costi energetici e
dall’inasprimento di alcuni importanti
fattori di produzione (si pensi, ad
esempio, che alcuni concimi azotati
sono aumentati nell’ordine del 350%)
ma anche da cause climatiche avverse che hanno coinvolto molte regioni
produttive del pianeta.
Dopo anni di contenimento della produzione l’Unione Europea riscopre
l’agricoltura come un decisivo fattore
produttivo.
Ad un anno dall’inizio dell’evolversi
dei prezzi viene da chiedersi come il
mondo scientifico non abbia nelle
sue analisi immaginato e previsto
una situazione di questo genere e
come la politica sia stata così poco
lungimirante da farsi cogliere sprovvista in materie così determinanti per
l’alimentazione delle popolazioni.
A fronte di ciò e nonostante il notevole
aumento degli oneri finanziari, conseguenza indiretta delle difficoltà in cui
versano diverse aziende agricole, il
2007 si è rivelato, rispetto al precedente, un anno migliore per il Consorzio Agrario di Parma. Il valore della
produzione è infatti ammontato a
139,9 milioni di euro, con un incremento di 22,5 milioni di euro e con
un utile, dopo le imposte, di euro
11.753.
Un risultato apprezzabile soprattutto
alla luce dei nuovi scenari mondiali
che hanno determinato un elevato
aumento del costo delle materie prime e di molte merci. Pur in presenza
di tale difficile e senza precedenti
situazione, il Consorzio Agrario ha
deciso di avviare un intenso monitoraggio di tutti i mercati sensibili riu-
scendo in tal modo a non tradurre
tali rincari in un conseguente ed automatico aumento dei prezzi dei propri prodotti, evitando in tal modo di
riversarne l’onere sulle aziende agricole, o quanto meno attenuandone
l’impatto negativo.
Una scelta realizzata in coerenza con
la mission originale del Consorzio
Agrario e in armonia con le finalità
mutualistiche e non lucrative che il
suo specifico ordinamento e i richiami
alla legislazione bancaria gli conferiscono. Ciò in ossequio alla legge, alla
sua natura, al suo statuto; ma anche
alla sua cultura aziendale, alla sua
filosofia, alla sua stessa ultracentenaria storia che lo vedono, fin dalla sua
fondazione avvenuta nel 1893, a servizio e a sostegno dell’agricoltura. Il
miglioramento dell’agricoltura e il
benessere e il progresso delle classi
agricole sono stati alla base della
nascita del nostro come degli altri
Consorzi Agrari, tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, e questa missione è tuttora il substrato che
ne permea ed uniforma la stessa
attività.
Il Consorzio si è dunque posto quale
ammortizzatore territoriale, cercando
di assorbire su di sé oneri che, diversamente, avrebbero posto le aziende
agricole in difficoltà ancora maggiori.
E così ha attuato tutta una serie di
azioni che hanno indubbiamente –
se viste in un’ottica di conduzione
aziendale comune – portato a rinunzie
e sacrifici, sia sul piano del risultato
economico e finanziario. sia su quello
patrimoniale, quali, ad esempio, il
contenimento dei prezzi dei beni e
dei servizi forniti ai propri utenti e la
dilazione dei crediti nei confronti di
questi, da un lato, e, dall’altro,
l’alienazione di alcuni cespiti immobiliari, pur, con questo, non intaccando sostanzialmente il valore complessivo del proprio patrimonio.
In un’ottica quindi di impresa tutta
orientata al profitto il risultato poteva
dunque essere migliore, ma le azioni
– comunque ragionevoli e sostenibili
e coerentemente rappresentate nel
bilancio – sono state attuate
nell’interesse del proprio corpo sociale
e, con esso, del comparto agricolo
parmense, nella convinzione che ne
deriveranno in prospettiva, una volta
superato questo momento, ritorni in
grado di compensare ampiamente i
sacrifici sostenuti nell’immediato. Una
logica, questa, che è coerente con la
natura del Consorzio Agrario, soggetto peculiare nell’ordinamento societario e originale a livello europeo.
Fabio Massimo Cantarelli
Terza pagina
4 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Cibus 2008:
arrivederci al 10 maggio 2010
Un palcoscenico internazionale, quello di cibus, che il mondo agricolo
dovrebbe calcare da attore protagonista e non da comparsa ed al quale
il Consorzio Agrario non poteva mancare.
Nuovo è lo stand, nuovi sono i linguaggi di comunicazione visiva ma
nuovo è anche l’approccio alla gestione dell’evento “CIBUS 2008” che
abbiamo inteso vivere compiutamente e intensamente in tutte e quattro
le giornate, ognuna delle quali sarà
caratterizzata da iniziative specifiche
e qualificanti. Una serie di “Eventi
nell’Evento” tutti riconducibili allo
slogan: “Consorzio Agrario: Una
filiera lunga 116 anni”, con il quale
il Consorzio intende sintetizzare i
concetti di collaborazione in filiera
“Qualità, Tradizione e Innovazione”
declinabili attraverso i propri PRODOTTI, frutto di PROGETTI innovativi
e delle consolidate relazioni con i
propri PARTNER.
116 sono gli anni del CAP, ma anche
del suo periodico editoriale “L’Avvenire Agricolo” recentemente revisionato nella struttura grafica e contenutistica. Cibus è stata anche
l’occasione per presentare la versione
elettronica “L’Avvenire Agricolo on
line” al quale è affidato il compito di
una comunicazione più sintetica e
tempestiva destinata ad un target di
operatori molto più ampio e ridotto
impatto economico.
116 sono gli anni di radicamento del
Consorzio nel territorio. Un processo
di consolidamento strutturale e operativo che ha condotto la nostra cooperativa ad elevarsi ai vertici tra le
imprese di Parma ma prima per capacità di governo delle Filiere. Oggi
con “Consorzio Agrario” si sottintende
il concetto di “Filiera” stessa. Per noi
non rappresenta un concetto o un
obiettivo da perseguire per moda o
per imposizione, ma un modo di operare “tradizionale”. Un modus operandi che vede nel consumatore finale
il primo partner al quale affidarsi.
Una tradizione, quella del CAP, di
ricerca e divulgazione, di relazioni
impostate nel segno della continuità
e del rispetto che proviene da lontano
e che, ancora per molto tempo, guiderà le scelte aziendali.
“Qualità, Tradizione, Innovazione e
Relazioni” sono, come abbiamo visto,
i concetti guida del Consorzio Agrario
di Parma che ha cercato di promuovere ma soprattutto rendere visibili e
tangibili durante l’intero corso della
manifestazione.
Gli eventi
Lunedì 5 maggio 2008
“Inaugurazione della Manifestazione”
Era presente, come ospite d’onore,
Vincenzo Tassinari Presidente di COOPITALIA, in rappresentanza della
più grande organizzazione di distribuzione italiana il quale, simbolicamente,
ha incontrato il mondo agricolo, rappresentato dal Consorzio Agrario di
Parma.
Martedì 6 maggio 2008
“Le filiere da mangiare”
Degustazioni organizzate in collaborazione con i nostri partner.
Menu: Pasta del Consorzio di Pesaro
al burro “Valparma” mantecato e Grattugiato del Consorzio Agrario di Parma; Culatello di Zibello e Melone
Lorenzini; “Margherite” e Composte
L’AvvenireAgricolo 3/2008 5
di frutta e aceto Balsamico Bisini
Gambetti; Pane Vassalli con Farina
Agugiaro e Figna; Risotto con oli dei
Consorzi Agrari di Firenze, di Perugia
e di Spoleto con spolverata del
“grattugiato” di parmigiano del Consorzio di Parma.
“Press lounge: una filiera lunga 116
anni”
Conferenza stampa del Consorzio
Agrario di Parma con giornalisti internazionali.
Mercoledì 7 maggio 2008
“I giornalisti ARGA incontrano le
filiere da mangiare”
Anche quest’anno i Giornalisti spe-
Terza pagina
6 L’AvvenireAgricolo 3/2008
premiare.
Giovedi 8 maggio 2008
“Misen incontra il Consorzio: una
filiera lunga 116 anni”
La sagra delle sagre “MISEN” hanno
incontrato le filiere del Consorzio
Agrario. Sono state illustrate, nel corso dell’incontro, le caratteristiche degli
oli e del famoso burro del Consorzio
Agrario di Parma.
Lamberto Colla
Cibus: un bilancio positivo
cializzati dell’Associazione interregionale dei Giornalisti Agricoltura, Alimentare e Ambiente (ARGA) hanno
deciso di fare tappa al Consorzio
Agrario di Parma in quanto espressione più vera del sistema agroalimentare tipico e tradizionale.
“Il Gruppo editoriale FOOD organizza un incontro con i BUYER”
Nell’ambito delle consuete iniziative
dedicate agli operatori qualificati, il
Gruppo editoriale FOOD, ha organizzato un particolare evento dedicato
esclusivamente ai Buyer della Grande
Distribuzione Organizzata.
Il Presidente e editore, Paolo Dalcò,
iha portato all’attenzione degli operatori il “Caso Consorzio Agrario di
Parma” come esempio da imitare e
Un bilancio “facile” per la quattordicesima edizione di Cibus: con una
presenza di operatori dell’informazione
più che raddoppiata (poco meno di 900
presenze contro le 430 della passata
edizione) e con un numero di presenze
che alla chiusura di giovedì 8 si allineerà,
in termini numerici, con i risultati delle
migliori edizioni ma di molto superiore
dal punto di vista della qualità delle
presenze. Lo spostamento della manifestazione nelle giornate da lunedì a
giovedì ha infatti determinato una
profonda selezione dei visitatori, risultando molto apprezzata dalla
componente professionale. Presenti, in questa edizione, tutte le più
importanti catene della GDO internazionale che con oltre 500 buyer
esteri provenienti da 55 Paesi hanno animato i quattro giorni di
intensi incontri b2b, in particolare modo nel settore lattiero- caseario
e carni. Un successo che conferma Parma capitale del food in Italia
e invita al Cibus 2010 dal 10 al 13 maggio.
Pieno successo quindi per l’edizione 2008 del salone internazionale
dell’alimentazione. Un successo per una rassegna che ha dal 1985
è la più completa rassegna dell’Italian Food a livello internazionale.
Con 2.400 marchi del Made in Italy presenti , Cibus in questi anni
ha saputo farsi interprete delle esigenze di business dalle aziende
espositrici e dalle associazioni di categoria (Federalimentare ne
condivide il marchio con Fiere di Parma).
Cibus 2008 ha dimostrato di essere uno strumento affidabile di
promozione del Made in Italy alimentare in tutto il mondo (Mincomes
ed ICE, Mipaf e Buonitalia, Regione Emilia Romagna ne sostengono
l’attività internazionale) e ha saputo mantenersi in linea con le
esigenze del mercato globale rinnovandosi profondamente.
Successo anche per Dolce Italia, il salone del dolciario, ospitata nel
padiglione 7. La manifestazione si è confermata principale punto
di riferimento per tutte le aziende del settore e i maggiori operatori
professionali del mondo, diretti qui a confermare il prestigio della
tradizione dolciaria italiana. Successo fondato sulla qualità degli
ingredienti, l’infinita gamma di gusti e sapori e una tradizione
antichissima. Dolce Italia si riconferma la più grande e completa
vetrina del settore dolciario, dove il made in italy gioca un ruolo
fondamentale ma dove importanti sono le presenze e i contributi
internazionali, la cui partecipazione arricchisce il panorama delle
offerte e degli scambi. (L.C.)
L’AvvenireAgricolo 3/2008 7
Segnali di pace tra agricoltura
e grande distribuzione
Carlo Cannella con Adriano Facchini
Carlo Cannella
al Consorzio
Agrario di Parma
Vincenzo Tassinari, Adriano Facchini, Maria Giulia Bettati e Lorenzo Bonazzi
Parma, 5 maggio 2008
Il mondo agricolo, rappresentato
dal Consorzio Agrario di Parma e
da esponenti di altri Consorzi italiani
e la GDO, rappresentata da COOP
Italia nella figura del suo presidente,
Dr. Vincenzo Tassinari, si sono stretti simbolicamente la mano con la
promessa di future e proficue collaborazioni. L’importante incontro
ha avuto come testimoni d’eccezione il Prof. Carlo Cannella, presidente dell’INRAN, Isituto Nazionale
per la Ricerca Alimenti e Nutrizione,
l’Avvocato Maria Giulia Bettati, Videpresidente del Movimento Consumatori di Parma, Giovanni Rana
dell’omonima pasta, Luigi Cremonini e Marco Rosi come rappresentanti della filiera bovina e suina,
Agugiaro e Figna per il frumento
tenero, Alessandro Curti per Parmovo e Olivio Vassalli, titolare
dell’omonimo Vassalli Bakering,
panificatore. Con lo slogan “Una
filiera lunga 116 anni ” il direttore
generale del Consorzio Agrario –
Adriano Facchini – ha reinterpretato
il concetto di filiera inteso sia come
obiettivo da perseguire che come
“modus operandi” nel pieno rispetto della tradizione. Centosedici
anni, infatti, sono gli anni di radicamento del Consorzio Agrario nel
territorio, anni che lo hanno portato
ai vertici tra le imprese di Parma e
prima per capacità di governo delle
filiere. “La filiera più efficace è quella
che tiene conto delle esigenze della
gente” ha affermato il dr. Tassinari
nel corso del suo intervento, aggiungendo che “la Grande Distribuzione Organizzata è la portaerei
dell’economia. Sono circa 12.000,
infatti, le aziende agricole che vantano un contratto di collaborazione
con COOP Italia”. Il taglio della
torta, confezionata dallo chef pasticcere Silvia Bergamaschi, ha
suggellato l’incontro, un’occasione
per confermare la condivisione di
ideali e strategie, un ponte verso il
consumatore, nel segno della continuità e del rispetto nella tradizione.
Carlotta Violi
Parma 5 maggio 2008
Il prof. Carlo Cannella, presidente
dell’INRAN e volto televisivo noto
per le sue partecipazioni a numerose trasmissioni, era ospite
presso lo stand del Consorzio
Agrario di Parma, come esponente del mondo scientifico,
all’evento “UNA FILIERA LUNGA
116 ANNI”, nell’ambito della kermesse alimentare CIBUS 2008.
Il Prof. Cannella ha ribadito in
questa occasione l’importanza
dell’attività di ricerca, informazione e promozione nel campo degli
alimenti e della nutrizione ai fini
della tutela del cittadino e del
miglioramento qualitativo delle
produzioni agroalimentari.
Ha poi posto l’attenzione su come le nuove tecnologie possono
avere un impatto estremamente
positivo sul consumatore, dotandolo di uno strumento tecnicamente evoluto ma con un utilizzo
estremamente semplificato.
Si è poi espresso a favore di alcune applicazioni dell’ ingegneria
genetica in agricoltura facendo
notare come questa scienza abbia la possibilità di salvaguardare
alcuni prodotti tipici, come per
esempio il pomodoro S. Marzano.
(C.V.)
Terza pagina
10 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Il Consorzio Agrario di Parma incontra la stampa
nazionale ed internazionale
Parma, 6 maggio 2008
Un folto numero di giornalisti delle
testate nazionali ed internazionali ha
affollato la sala stampa di CIBUS
2008 per un “press lounge” firmato
Consorzio Agrario di Parma.
Nel suo breve discorso introduttivo il
direttore generale Dr. Adriano Facchini
ha sottolineato l’importanza che il
Consorzio Agrario di Parma sta assumendo a livello nazionale ed il rafforzamento della mission aziendale
a livello di filiera e sviluppo sostenibile.
Sono stati di gran lunga i prodotti
alimentari del Consorzio Agrario di
Parma i veri protagonisti della conferenza stampa: a cominciare dal parmigiano-reggiano che è stato presentato e degustato in tutte le fasi della
sua stagionatura sino ad arrivare ad
un rarissimo “esemplare” di quasi 5
anni. Il burro Valparma, prodotto
esclusivamente da panne utilizzate
per la produzione di Parmigiano, ha
mantecato il risotto che è stato completato dal “grattugiato” in vaschetta
del Consorzio di Parma, seguito da
una degustazione di pasta di grano
duro, specialità del Consorzio Agrario
di Pesaro. A seguire i salumi DOP,
prosciutto, culatello, salame che sono
stati accompagnati dal melone di
produzione Lorenzini. La filiera del
grano tenero, governata dal Consorzio di Parma, è stata rappresentata
dal pane del “Vassalli Bakering”, ottenuto con la farina del mulino
“Agugiaro e Figna”.
A coronamento della degustazione
sono state servite le “margherite” del
Consorzio addolcite con le innovative
composte di aceto balsamico abbinato con fichi, pere, mele e radicchio.
I numerosi giornalisti presenti alla
degustazione hanno apprezzato
l’organizzazione, ma soprattutto sono
rimasti sorpresi dagli abbinamenti
raffinati e innovativi.
Carlotta Violi
Press lounge
CIBUS:
un successo
da difendere
Parma 08 maggio 2008
La quattordicesima edizione di
CIBUS, la più importante manifestazione nazionale dell’agroalimentare, ha segnato anche per
l’edizione 2008 un successo ben
oltre le aspettative degli operatori
e degli stessi organizzatori. Basti
considerare che si sono accreditati
ben 600 giornalisti contro i 350
attesi e ben 180 sono stati i Buyer
che si sono sommati ai 500 già
accreditati. “Gli stabilimenti fieristici
e le strade della nostra città, commenta Fabio Massimo Cantarelli
presidente del Consorzio Agrario
di Parma, i ristoranti, i locali hanno
visto una autentica invasione di
persone dalle lingue più disparate
e dagli accenti più variegati.
E non poteva che essere così in
quanto l’agroalimentare non solo
è un’occasione di marketing proprio dei prodotti, ma anche marketing territoriale.” Venendo ai numeri
del fatturato dell’agroalimentare
italiano si registra, nel 2007 ,un
fatturato di 113 miliardi di euro,
pari al 2,7% in più rispetto all’anno
L’AvvenireAgricolo 3/2008 11
Con i Giornalisti dell’Agroalimentare allo stand
del Consorzio Agrario di Parma
Adriano Facchini, Roberto Zalambani e Fabio Massimo Cantarelli
precedente. In questo l’export incide per 18 miliardi di euro pari al
6,1% in più rispetto all’anno precedente. Ma dove vengono consumati i prodotti MADE IN ITALY?
Innanzi a tutto nei paesi industrializzati europei e c’è da registrare
il fatto che si affacciano ai mercati
di riferimento delle nostre esportazioni alimentari paesi dell’est
Europa, quali la Russia con il
18,6% in più rispetto al 2006, ovvero la Polonia con un 38% in più
rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente. “Una delusione, prosegue Cantarelli, sono
invece i paesi dell’area asiatica e
orientale. In particolare l’India e la
Cina che ancor oggi rappresentano una prospettiva più che una
realtà. Questi due grandi Paesi si apprende - infatti importano
prodotti agroalimentari italiani in
una quantità inferiore a quella che
importa l’isola di Malta. Un esempio per renderci conto che siamo
ancora a livello di promesse commerciali e non di realtà.” Di fronte
a questa manifestazione che consacra la centralità di Parma nel
settore agroalimentare, si registra
un’assenza dalla manifestazione
del 5-8 maggio scorso. Si tratta
della diserzione degli importanti
salumieri milanesi che puntano
all’analoga manifestazione delle
fiere di Milano, “TUTTOFOOD”.
“E’ una concorrenza insidiosa,
conclude il presidente del consorzio agrario, per noi tutti su cui
avremo modo di tornare, sulla quale il potere politico dovrà essere
molto accorto per evitare che questa importantissima iniziativa quale
è CIBUS venga in parte scippata
alla nostra comunità. E’ una diserzione questa che ci deve fare riflettere e soprattutto deve mettere
in allerta le strutture politiche ed
economiche della città affinché
Parma resti sempre al centro del
marketing agroalimentare”. (C.V.)
Parma, 7 maggio 2008
L’incontro con i giornalisti dell’ARGA,
nello stand del Consorzio Agrario di
Parma a CIBUS 2008, è stata
l’occasione per presentare il nuovo
progetto di comunicazione che coinvolge l’azienda parmense, leader di
filiera.
In primis il nuovo sito internet, rinnovato nella struttura e nella grafica
che, oltre a guidare il navigatore
all’interno delle varie divisioni aziendali, funziona anche come portale
d’informazione, completato in tempo reale con notizie ed aggiornamenti.
Il bimestrale, l’”Avvenire Agricolo”,
rinnovato anch’esso nella grafica e
nei contenuti, rivolto ad un pubblico
sempre più vasto, arricchito nella
sezione tecnica da firme importanti,
affronta a tutto tondo le tematiche
legate all’agricoltura, alla zootecnia
e all’alimentare.
L’Avvenire Agricolo on line, lo strumento tecnologico per i navigatori,
aggiornato quotidianamente con
notizie di cronaca e comunicati
stampa, che possiede al suo interno
diverse sezioni monotematiche che
vanno dall’agroalimentare alla nutrizione, alla zootecnia, al lattiero caseario ed all’agronomia.
Una sezione dedicata ai temi più
attuali e di grande interesse che
riguardano l’agricoltura sostenibile,
il clima e le produzioni no food.
Uno strumento prezioso per tutti
coloro che vogliono approfondire,
attraverso la lettura di articoli tecnici
e monografie, l’intero comparto agricolo nazionale ed internazionale.
Accompagnati dal Consigliere
dell’Ordine nazionale Roberto Zalambani, al consueto incontro con
il Presidente Fabio Massimo Cantarelli, è seguita la degustazione dei
prodotti di Parma.
Carlotta Violi
Terza pagina
12 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Folte delegazioni e molte personalità del mondo
economico e della scienza ospiti del Consorzio
Parma, 8 maggio 2008
Si è concluso con il “botto” il CIBUS 2008 con la visita
a sorpresa dell’onorevole Fabio Rainieri e di lì a poco
è stata anche la volta dell’onorevole Mauro Libè. Inaspettatamente, si è anche presentato al desco del cap
anche il presidente del Consorzio per il Grana Padano,
Cesare Boldrighi. Accolto dai vertici, Boldrighi, ha avuto
modo di confrontarsi con presidenza e dirigenti sugli
scenari che regolano le due produzioni tipiche.
“Nel complesso, afferma Lamberto Colla vice direttore
generale del Consorzio Agrario di Parma, è stato un
successo notevole di pubblico sia in termini quantitativi
sia in termini qualitativi. I sette eventi che abbiamo
realizzato nel corso dei 4 giorni di manifestazione,
hanno contribuito a promuovere il Consorzio Agrario
sotto ogni punto di vista. Centinaia gli ospiti che, ogni
giorno, abbiamo accolto presso lo stand o presso la
sala stampa. Operatori economici nazionali ed esteri,
personalità del sistema economico, parlamentari e
anche molti giornalisti e operatori della comunicazione.
Adesso si tratta di raccoglierne i frutti. E’ stato comunque
Grande distribuzione: Vincenzo Tassinari COOPITALIA
un buon collaudo per la rinnovata macchina consortile
e in particolar modo per la organizzazione dell’ufficio
di comunicazione che con l’occasione ha proposto il
sito internet totalmente riprogettato.”
Carlotta Violi
Politici: Mauro Libè con Fabio Massimo Cantarelli
Politici: Fabio Rainieri con Fabio Massimo Cantarelli
Istituzioni: Col. Paolo Cerruti, Comandante Carabinieri di Parma
Finanza: Alberto Guareschi con Nicoletta Fugolla
L’AvvenireAgricolo 3/2008 13
Istituzioni: Andrea Zanlari con Fabio Massimo Cantarelli
Delegazioni estere: Cesare Boldrighi e Fabio Massimo Cantarelli
Uomini di successo: Giovanni Rana
Uomini di sport: Francesco Moser (a destra)
Il Misen a
lezione d’olio
Parma 8 maggio 2008.
L’ultima delegazione a fare visita
al Consorzio Agrario è stata
quella della Sagra delle Sagre
“Misen”. Reduce dal recente
Loris Cattabriga e Adriano Facchini
successo dello scorso 29 aprile
le sagre della PLANITIA, accompagnate da Loris Cattabriga,
sono state accolta dallo stesso
Direttore Adriano Facchini il quale ha omaggiato Loris Cattabriga del libro “La via dell’olio” di
Massimo Epifani.
L’autore, presente allo stand del
Consorzio Agrario, ha colto
l’occasione per illustrare ai qualificati presenti le caratteristiche
organolettiche degli oli e le modalità più elementari ed efficaci
per apprezzarne le qualità. Una
vera e propria lezione che,
l’esperto d’olio, ha così inteso
concludere “bisogna scegliere
l’olio con il naso e … non a
naso”. (C.V.)
Massimo Epifani
Tecnica
L’AvvenireAgricolo 3/2008 15
La qualità del foraggio ed il suo valore
come fattore della produzione
Il valore nutritivo del foraggio come
componente della dieta per ruminanti
dipende essenzialmente dal suo contenuto di fibra (NDF), proteine (PG),
grassi (EE), carboidrati non strutturali
(NFC) e ceneri. La valutazione dei
foraggi sulla base della loro composizione chimica centesimale e delle
frazioni fibrose presenta tuttavia dei
limiti. Infatti, a parità di composizione,
due foraggi possono avere livelli di
fermentescibilità ruminale molto diversi, a seguito delle interazioni che
si instaurano fra i costituenti dei tessuti
vegetali. Quando la resa di un foraggio
non è quella attesa in funzione della
sua composizione, è possibile che lo
stesso presenti una scarsa digeribilità
ruminale. Negli ultimi anni pertanto,
all’analisi chimica centesimale, si è
aggiunta la determinazione in vitro
della digeribilità dei foraggi (IVNDFD),
che consente la valutazione della
dinamica digestiva della fibra foraggera in ambiente ruminale. Dalla digeribilità dell’NDF dei foraggi dipende
in larga misura la velocità di transito
ruminale degli alimenti e l’assunzione
di alimento da parte delle bovine.
Quest’ultimo elemento influenza in
modo considerevole la produttività.
Le singole analisi citate non consentono tuttavia un confronto diretto fra
diversi foraggi in quanto, un foraggio
può apparire migliore di un altro sulla
base di un contenuto proteico superiore, ma avere ad esempio una minore digeribilità della fibra, quindi in
definitiva risultare meno efficiente ai
fini produttivi. Nasce quindi la necessità di prendere in considerazione un
sistema che, tenendo conto contemporaneamente dei parametri di composizione e digeribilità, fornisca un
“punteggio” indicativo della qualità
dei foraggi e ne consenta, quindi, il
confronto diretto.
RFQ – Relative Forage Quality
L’RFQ è stato sviluppato da ricercatori
nutrizionisti della Università della Florida e del Winsconsin nel 2002. Diversamente da altri indici precedentemente utilizzati (es. RFV, Relative
Forage Value), basati essenzialmente
sulla stima della quantità di fibra nel
foraggio, l’RFQ tiene conto anche
delle differenze relative alla digeribilità
della fibra (Moore and Undersander,
2002). Il calcolo dell’RFQ consente
di valorizzare i foraggi a digeribilità
più elevata, nonché una valutazione
dei medesimi sulla base del loro reale
valore nutritivo all’interno della razione. L’RFQ viene calcolato in modo
diverso per i foraggi di graminacee e
di leguminose o foraggi misti e la sua
interpretazione è piuttosto semplice.
L’equazione che ne determina il valore
è infatti impostata in modo tale da
attribuire il valore 100 ad una erba
medica in piena fioritura e valori sempre più elevati a foraggi aventi valori
nutritivi crescenti. L’erba medica in
piena fioritura risulta quindi essere il
foraggio di riferimento (in negativo)
Tecnica
16 L’AvvenireAgricolo 3/2008
rispetto al quale vengono confrontati
tutti gli altri.
Come calcolare l’RFQ del foraggio
Il calcolo dell’RFQ avviene a partire
dalla stima della quantità di foraggio
ingerita e dal totale dei nutrienti digeribili in esso contenuti. Il calcolo di
entrambi questi valori prevede parametri diversi per le leguminose e per
le graminacee e si basa su equazioni
che necessitano della conoscenza
della composizione dei foraggi (NRC,
2001; Oba and Allen, 1999; Moore
and Undersander, 2002; Moore and
Kunkle, 1999). In particolare, le analisi
richieste per il calcolo dell’RFQ nelle
leguminose e nelle graminacee sono
riportati in tabella 1.
Alcune osservazioni in merito
all’RFQ
A scopo esemplificativo, nei grafici
sottostanti è stato rappresentato
l’andamento dell’RFQ in funzione del
contenuto proteico e della digeribilità.
Nel grafico 1 è riportato l’andamento
dell’RFQ in relazione alla variazione
del contenuto proteico del foraggio.
In particolare, l’RFQ è stato calcolato
facendo variare il contenuto proteico
dal 14,5% al 22% in un fieno di erba
medica contenente il 41,5% di NDF,
il 24,8% di NFC, il 2,5% di Estratti
Eterei e l’11% di Ceneri e avente
NDFD pari al 42%. Nel grafico 2, lo
stesso foraggio è stato valutato fissandone il tenore proteico al 19,1%
e facendo variare la NDFD dal 35 al
50 %. È evidente che tanto l’aumento
proteico quanto l’incrementata digeribilità della fibra determinano un
aumento dell’RFQ dei foraggi:
l’aumento della PG da 14,5 a 22%
determina un incremento dell’RFQ di
circa 16 punti, mentre l’incremento
della NDFD dal 35 al 50 % migliora
l’RFQ di circa 32 punti. È interessante
osservare come gli stessi aumenti di
PG e NDFD realizzati contemporaneamente determinino un incremento
dell’RFQ di 48 punti (grafico 4).
Nel grafico 3, fissando l’NDFD a 42
(%NDF) e la PG al 19,1%, è stato
rappresentato l’andamento dell’RFQ
in seguito ad una variazione del tenore
di NDF dal 30% al 45%. È evidente
come l’aumento dell’NDF comporti
una riduzione del valore del foraggio.
Tale riduzione dell’RFQ risulta attenuato (per poi invertire la propria
tendenza quando la digeribilità diventa molto elevata) nel caso in cui
all’aumento del tenore di fibra corrisponda un incremento della digeribilità della stessa (grafico 5).
La diminuzione del valore relativo del
foraggio diventa marcata e decisa
quando il tenore di fibra aumenta e
la corrispondente digeribilità si riduce.
Nel fieno di erba medica considerato
a scopo esemplificativo, aumentando
il tenore di fibra di 15 punti contestualmente ad una riduzione
dell’NDFD di altrettanti punti, è stata
verificata la perdita di 75 unità di RFQ
(grafico 6).
L’RFQ –Relative Forage Quality- rappresenta un indice la cui applicazione
comporta diversi vantaggi fra i quali
la possibilità di un confronto diretto
fra foraggi aventi diversa composizione. Attraverso un punteggio avente
come minimo di riferimento il valore
100, tale parametro fornisce una misura della efficienza dei foraggi nel
favorire la produzione di latte. L’indice
in parola può essere utilizzato per
ottimizzare l’impiego dei foraggi (i
foraggi migliori alle categorie di bovine
più produttive) nell’ambito dell’allevamento ed essere di ausilio nel controllo della correttezza delle pratiche
di produzione e conservazione delle
componenti foraggere della razione.
Consentendo una classificazione del
foraggio in base a parametri oggettivi,
l’RFQ può essere utile anche ai fini
della valutazione economica dello
stesso in fase di compravendita. Il
calcolo del valore relativo del foraggio
richiede l’attuazione di alcune analisi
chimiche che comportano un costo
aggiuntivo per l’azienda. Lo svolgimento di queste analisi trova tuttavia
giustificazione nella possibilità di razionalizzare l’impiego di questo importantissimo componente della razione con una maggiore resa della
dieta e minori costi di produzione.
Righi F., Quarantelli A., Romanelli S.
18 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Tecnica
La difesa della
Cercospora
Il ciclo
Cercospora bieticola è un fungo
Deuteromicete che sopravvive facilmente come micelio nei residui della
vegetazione. All’inizio dell’estate,
quindi, con temperature di 25-30°
C e umidità relativa superiore al
95%, si ha la produzione dei conidi
che, trasportati dall’acqua e dal vento raggiungono la vegetazione. In
condizioni favorevoli i conidi germi-
L’evoluzione dei sintomi. Confluenza di aree necrotiche
nano penetrando nelle foglie attraverso gli stomi e il micelio si diffonde
poi all’interno della foglia distruggendo le cellule.
In questa fase, sul lembo fogliare si
notano le caratteristiche macchie
necrotiche di 2-3 mm di diametro di
colore grigio-marrone contornate da
un alone rossastro. Le macchie dapprima isolate diventano sempre più
numerose e confluiscono fra loro
formando ampie zone di seccume
fogliare.
Col progredire dell’infezione vengono distrutte la maggior parte delle
foglie della pianta, la quale reagisce
emettendo nuova vegetazione a sua
volta colpita e distrutta dalla malattia.
In conseguenza di questo ciclo distruttivo si ha un anomalo allungamento del colletto (colletto ad Ananas) ma la continua sottrazione di
superficie elaborante e il proliferare
di ricacci comportano gravi perdite
del grado zuccherino e un peggioramento qualitativo delle radici.
Mirco Casagrandi
Danni. Bietola con foglie secche da stress (marrone chiaro) e da cerco spora (scuro)
Tecnica
L’AvvenireAgricolo 3/2008 19
Concimazione delle colture
I mutamenti epocali del mercato dei
fertilizzanti di quest’ultimo anno
indurranno sempre più gli operatori
del settore a ricercare e testare nuove
soluzioni tecniche, diverse formulazioni, specifiche granulometrie, modalità
distributive, al fine garantire una adeguata efficienza della concimazione e
contenerne i costi.
Scenari e proposte
A memoria anche dei più anziani agricoltori, certamente non si ricorda né
mai si sarebbe potuto immaginare di
poter assistere a tanti e tali cambiamenti nello scenario mondiale dei fertilizzanti come quelli che dall’autunno
2007 hanno avuto avvio e che ancora
non possiamo definire giunti al termine.
L’aumento della domanda di risorse
non rinnovabili da parte di alcuni Paesi
a economia emergente come ad
esempio la Cina, l’India e il Brasile, ha
generato alterazioni profonde negli
equilibri di domanda-offerta delle materie prime edell’energia sul piano internazionale. Pur comprendendo le
giuste aspettative di benessere che
oltre un terzo della popolazione mondiale attende oggi di realizzare, dobbiamo altresì constatare che è relativamente rigida, e tale si confermerà
almeno nel medio periodo, la offerta
di risorse naturali che dal nostro pianeta siamo in grado di attingere con
il risultato che grandi saranno i cambiamenti che interverranno negli scambi internazionali e nel valore conseguente delle merci. Se poi valutassimo
la specifica situazione italiana nei fertilizzanti alla luce di questo mutato
quadro mondiale, rileveremmo come
sia modesta e pressoché ininfluente
la nostra domanda nazionale attestandosi al di sotto dell’1% rispetto a quella
mondiale. Comprese le ragioni della
brusca impennata dei prezzi e quindi
anche dei costi che noi accusiamo per
l’acquisto delle materie prime per la
produzione dei fertilizzanti, dovremo
da ora in poi elaborare nuove strategie
che ci consentiranno di affrontare e
superare al meglio le nuove sfide a cui
siamo chiamati. Con gli agricoltori
dobbiamo quindi individuare soluzioni
tese ad ottimizzare la pratica della
concimazione nel rispetto degli irrinunciabili obiettivi produttivi. E’ quindi
necessario principalmente definire,
seppure in grande sintesi, quali peculiarità deve avere un fertilizzante di presemina o pre-trapianto affinché ci offra
le migliori garanzie di rispondenza e
di efficienza nutrizionale consentendoci
inoltre di beneficiare della positiva
ricaduta sui costi e sugli aspetti ambientali. La prossima importante campagna di semina sarà indubbiamente
quella della semina autunnale dei cereali. Vediamo allora di iniziare sin da
ora a fornirvi utili indicazioni per una
consapevole scelta del fertilizzante per
questa coltura:
Tecnica
20 L’AvvenireAgricolo 3/2008
L’eccellenza dell’agroalimentare italiano
si difende con la ricerca
Un bilancio con luci e ombre quello
del 2007 presentato all’assemblea
dei soci dal Centro Ricerche Produzioni Animali - CRPA spa di Reggio
Emilia. Un bilancio che da cui traspaiono in filigrana l’evoluzione che il
ruolo dell’agricoltura ha subito nel
contesto economico e sociale nazionale, ma anche i problemi che la
ricerca, in particolare quella a ricaduta
collettiva e che quindi non genera
guadagni, deve affrontare in un momento come quello attuale di disimpegno sempre più marcato di Stato
e Regioni.
Il risultato di gestione dell’esercizio
2007 del CRPA, pari a 168.832 euro
prima delle imposte su un valore della
produzione di 4,2 milioni di euro,
risulta esiguo, ma in linea con la natura dell’attività di ricerca finanziata
principalmente da pubbliche amministrazioni (Regione, Ministeri, Unione
Europea, ecc.), che prevede solo il
rimborso dei costi sostenuti, escludendo quindi la possibilità di generare
margini, e l’autofinanziamento da
parte dei beneficiari del contributo.
Se confrontato con quello del 2006,
quello ottenuto dal CRPA nel 2007 è
un risultato leggermente peggiore,
ma comunque molto migliore rispetto
al 2005.
Il 71% del valore della produzione
deriva da commesse e progetti a
rimborso; il 48% dei ricavi da commesse proviene da contributi della
legge regionale 28/98. Quest’ultimo
dato rappresenta un problema per il
CRPA, perché sebbene la progettualità non manchi continuano a diminuire i bandi e i finanziamenti a livello
regionale, ma anche statale. Sul fronte
comunitario, invece, l’Italia, e il CRPA
in particolare nonostante il buon apprezzamento internazionale e la capacità di mettersi in rete con i più
importanti enti di ricerca degli altri
Paesi, sconta la mancanza di una
lobby nazionale che renda più agevole
l’accesso ai bandi. I partner comunitari, da parte loro, riescono a fare
un’azione di lobby già in fase di preparazione dei bandi, creando di fatto
barriere ai potenziali concorrenti.
Rimanendo in ambito locale, la Regione Emilia-Romagna sembra orientata a indirizzare la ricerca verso attività di tipo competitivo, con cofinanziamenti privati minimi del 50%.
In più, il suo interesse sembra si stia
spostando dal settore agricolo a quello industriale.
Questo pone due ordini di problemi,
come evidenziato nel corso
dell’assemblea: uno riguardante il
CRPA, legato alla difficoltà di mantenere nel tempo un adeguato livello di
finanziamento delle proprie attività; il
secondo legato alla progressiva
scomparsa della ricerca a favore del
settore agricolo regionale. E questo
nonostante i buoni risultati e le positive ricadute sul sistema produttivo
che la legge 28 ha avuto in questi
dieci anni di operatività.
Il bilancio di dieci anni della legge
28/98 è il tema dell’incontro su
“Passato e futuro della ricerca agricola
regionale”, organizzato dal CRPA per
oggi pomeriggio.
Nel 1999 la legge 28 ha finanziato
attività di ricerca e sperimentazione
per un importo intorno ai 10 milioni
di euro, che sono progressivamente
aumentati nei primi anni per poi iniziare a decrescere a partire dal 2002,
fino a ridursi a poco più di 7,5 nel
2007, con la previsione di non superare i 4 milioni nel 2008.
Dal 1999 al 2008, il CRPA ha realizzato
più di 300 progetti, usufruendo di
finanziamenti per un ammontare di
oltre 10 miliardi di euro. Le tematiche
trattate hanno riguardato la compatibilità ambientale delle produzioni bovine (latte e carne), suine e avicole,
la competitività, l’innovazione tecnica
e organizzativa, gli studi di mercato
e il benessere degli animali.
In questi dieci anni, fondamentale è
stata l’attività del CRPA sul fronte
della diffusione dei risultati della propria ricerca per favorirne la ricaduta
nella pratica agricola. Dal 1999 ad
oggi, il CRPA ha prodotto, solo per
l’ambito della legge 28, oltre 700
articoli tecnico-divulgativi e più di 100
azioni di comunicazione diretta tra
convegni, seminari e giornate dimostrative. Nel suo complesso, si stima
che l’attività di divulgazione nel suo
complesso generi circa 8 milioni di
contatti l’anno.
Fra gli azionisti intervenuti, la Provincia
di Reggio Emilia: “La ricerca – ha
detto Roberta Rivi, assessore provinciale all’agricoltura – è fondamentale
per un settore, come quello agroalimentare, che rappresenta una delle
eccellenze del nostro Paese. In un
contesto internazionale sempre più
competitivo – ha aggiunto – e con
Paesi che investono fortemente nella
ricerca è indispensabile che le istituzioni mantengano l’attività di strumenti
in grado di dare contributi importanti
allo sviluppo del settore, come ha
fatto nel tempo il CRPA”.
Sulla necessità di continuare la ricerca, dando al CRPA gli strumenti per
proseguire efficacemente nel proprio
lavoro, ma anche ottimizzando le
risorse, si sono espressi pure i rappresentanti dei soci Confagricoltura,
Coldiretti e Cia.
Per informazioni: Centro Ricerche
Produzioni Animali – CRPA spa
Tel. 0522.436999
Tecnica
22 L’AvvenireAgricolo 3/2008
La difesa fitosanitaria del prato di erba medica
L’erba medica è la coltura più diffusa
(circa 188.000 ettari), sia in pianura
che in collina, nelle aziende agricole
del comprensorio di produzione del
latte destinato alla trasformazione
in formaggio Parmigiano-Reggiano.
Infatti, essa costituisce il foraggio
base per l’alimentazione delle bovine
perché presenta caratteristiche nutrizionali molto positive (elevato contenuto proteico, minerale e vitaminico) associate ad una fibra
particolarmente adatta per bovine
molto produttive. Il regolamento del
Consorzio del Parmigiano-Reggiano
prevede, infatti, che per l’alimentazione delle vacche da latte almeno
il 50% della sostanza secca assunta
giornalmente dalla bovina provenga
da foraggi di origine locale (presupposto fondamentale per la tipizzazione del prodotto). Nell’ambito delle
rotazioni colturali, inoltre, questa
foraggera svolge un ruolo importante
quale coltura miglioratrice dato che,
oltre ad arricchire il suolo di sostanza organica ed azoto, permette un
rinettamento naturale da molte malerbe annuali che sfuggono in altre
coltivazioni e consente il ricostituirsi
di una complessa agrobiocenosi
comprendente diverse specie di insetti ausiliari utili grazie al basso
numero di interventi di difesa.
Nella filiera del Parmigiano-Reggiano
risulta fondamentale produrre foraggi di alta qualità sia dal punto di
vista nutrizionale che igienicosanitario. Il fieno deve essere appetibile, facilmente ingeribile e digeribile, con elevato contenuto in nutrienti (proteine, vitamine, sali
minerali, ecc.), e privo di contaminati
come muffe, terra, polveri, micotossine, nitrati, ecc.. Tutte queste caratteristiche dipendono da molteplici
fattori genetici, fenologici e agrotecnologici. Mentre i fattori genetici
sono legati alla varietà ed agli ecotipi
selezionati, quelli fenologici sono
legati alla fase di crescita della pian-
Foto 1 - Prato di erba medica ad inizio fioritura
ta. E’ noto infatti, che il momento
migliore per lo sfalcio dell’erba medica si ha quando essa presenta il
germoglio fiorale verde, fase coincidente con un elevato tenore proteico
e di elementi digeribili, nonché di
una corretta quantità di fibre nella
pianta. Dall’inizio della fioritura in
poi si assiste, infatti, ad un aumento
della frazione fibrosa e della sostanza secca e ad una riduzione delle
proteine. Un corretto compromesso
tra qualità, produttività e fisiologia
della pianta (costituzione delle riserve radicali per il successivo ricaccio)
si ha ad inizio fioritura, pertanto
solitamente l’agricoltore attua lo
sfalcio in tale epoca (foto 1).
La tecnica agronomica influisce molto sulla produzione quanti-qualitativa
del medicaio sia nella fase di coltivazione che in quella di fienagione
e conservazione successiva del fieno. La fertilità del suolo (corretta
concimazione), la difesa dalle malerbe e giusti programmi di sfalcio
permettono buone condizioni di crescita delle piante che sono maggior-
mente in grado di difendersi anche
dai parassiti animali e vegetali.
Lotta alle erbe infestanti
Le infestanti esercitano una elevata
competizione nei confronti della foraggera ostacolando l’affrancamento
delle giovani piantine nell’anno
d’impianto e la produzione negli anni
seguenti. Il controllo delle malerbe
è una pratica colturale importante
perché migliora la quantità e la qualità del foraggio: ottimizza il processo
di essicazione e conservazione del
foraggio, riduce possibili fonti di
inoculo di fitofagi e patogeni ed evita
la presenza nel foraggio di specie
tossiche o antinutrizionali o che conferiscono cattivi sapori al latte.
La corretta preparazione del letto di
semina è fondamentale per garantire
ottimali condizioni di germinazione
e di insediamento della leguminosa:
con terreni ben strutturati e pronti,
le infestanti già nate possono essere
eliminate con glyphosate alla dose
di 1,5-3,0 lt/ha in associazione con
4-5 kg/ha di solfato ammonico.
Nei prati al primo anno d’impianto
L’AvvenireAgricolo 3/2008 23
Foto 2 - Stadio ottimale per il diserbo di
post-emergenza di un prato nuovo
le principali malerbe a foglia larga,
poligonacee (Fallopia convolvolus,
Poligonum aviculare), crucifere (Capsella bursa-pastoris, Sinapis arvensis, Raphanus raphanistrum,
Myagrun perfoliatum, ecc.), chenopodiacee, solanacee, amarantacee,
Matricaria camomilla, e alcune graminacee (Alopecuro, Loietto, Giavone, Sorghetta da seme, ecc.) possono essere controllate appena
emerse, e comunque con uno stadio
di sviluppo inferiore alle 2-3 foglie,
con imazamox (Altorex, Tuareg) alla
dose di 0,75 l/ha intervenendo in
post-emergenza della coltura quando le piantine sono alte circa 4 cm
(foto 2).
Negli impianti in produzione, invece,
imazamox ha dato buoni risultati se
distribuito in autunno avanzato, cioè
nelle settimane successive all’ultimo
sfalcio dell’anno. Con le piogge autunnali si migliora l’attività fogliare
e radicale del prodotto con un buon
controllo delle principali specie microterme comprese le dicotiledoni
tappezzanti Veronica e Stellaria. Per
aumentare l’attività verso queste
ultime, molto diffuse e dannose negli
areali emiliani, buoni risultati si sono
ottenuti con la miscela imazamox +
metribuzin alla dose di 0,5 kg/ha
per entrambe le sostanze attive. In
presenza di graminacee dal 2° anno
di impianto è possibile intervenire
con quizalofop-p-etile o quizalofopetile isomero D alla dose di 1-1,5
l/ha.
Il contenimento delle erbe infestanti
perennanti (stoppione, equiseto,
convolvolo) e delle composite meno
sensibili Picris e Sonchus va effettuato, con idonee strategie, soprattutto nelle coltivazioni annuali in
precessione (cereali autunno-vernini
o sarchiate). E’ tuttavia possibile
intervenire anche nel prato, preferibilmente in modo localizzato, con il
diserbante ormonico 2,4-DB. Il romice (Rumex spp.), infestante che
alligna sempre più spesso nei medicai creando competizione alla coltura e peggiorando le caratteristiche
organolettiche del fieno, può essere
controllato in primavera o in autunno
applicando, prima del primo o
dell’ultimo taglio, formulati a base
di asulam su infestanti in piena crescita e prima della emissione dello
scapo fiorale.
Un problema in aumento è costituito
dalle infestazioni di cuscuta: essa
può essere mantenuta sotto controllo impiegando erbicidi a base di
propizamide distribuiti a fine invernoinizio primavera, con terreno umido
per migliorarne l’efficacia, alla comparsa dei primi filamenti (foto 3).
Lotta ai parassiti
Il medicaio rappresenta un complesso agro-ecosistema in cui vivono in
stretto rapporto e in equilibrio precario molti organismi, soprattutto
insetti entomofagi predatori e parassitoidi, pertanto è necessario eseguire interventi di difesa solo nel
caso di gravi infestazioni ricorrendo
all’utilizzo di prodotti fitosanitari selettivi nei confronti degli ausiliari (foto
4). Inoltre, occorre limitare la presenza di residui di agrofarmaci nel fieno
per non contaminare il latte e i suoi
derivati impiegando le molecole meno persistenti e rispettando dose e
intervallo di sicurezza indicati in
etichetta.
Fra i fitofagi da tenere sotto controllo
vi sono gli afidi (Aphis craccivora,
Acyrtosiphon pisum) le cui colonie
si dispongono a manicotto sui giovani steli. I loro attacchi risultano
particolarmente dannosi soprattutto
in annate siccitose, inoltre possono
essere vettori di visus (es: mosaico
dell’erba medica). Le popolazioni
afidiche vengono normalmente tenute a freno da antagonisti naturali
rappresentati da larve ed adulti di
coccinellidi, larve di ditteri sirfidi,
larve di neurotteri crisopidi, imenotteri parassiti e da entomopatogeni;
pertanto normalmente non si giustificano interventi specifici. Solo in
presenza di forti infestazioni afidiche
precoci e di popolazioni di altri fitofagi dannosi si può intervenire anticipando lo sfalcio e trattando subito
dopo in assenza di insetti entomofagi.
Altri insetti infeudati alla coltura,
molto diffusi e dannosi sono i coleotteri Apion pisi, il fitonomo o punteruolo dell’erba medica (Hypera
variabilis) e la crisomela dell’erba
medica Gonioctena (Phytodecta)
fornicata.
Hypera variabilis causa danni elevati
nei medicai già in produzione. Le
larve, di colore verde chiaro con
linea dorsale bianca ed il capo è di
colore nero lucente, si alimentano
per tutto il mese di maggio e oltre,
inizialmente scavando all’interno
degli steli e successivamente ero-
Foto 3 - Infestazione di cuscuta
in fase di colonizzazione
Foto 4 - Larva di coccinella attiva
predatrice di afidi
Tecnica
24 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Foto 5 - Larva di fitonomo e danni ai germogli di medica
dendo le giovani foglioline (foto 5).
Nei casi più gravi, i germogli risultano
completamente scheletrizzati ed il
foraggio di scarsa qualità. Gli adulti,
presenti da giugno, si nutrono sulle
foglie per tutta l’estate ed in autunno
scendono nel terreno per superare
l’inverno.
Gonioctena (Phytodecta) fornicata
invece è un coleottero crisomelide,
originario dell’Europa sud-orientale
che negli ultimi anni ha provocato
forti infestazioni ed ingenti danni in
alcuni appezzamenti di medica delle
province emiliane. L’adulto è simile
ad una coccinella, ma più allungato,
di color rosso bruno con due macchie nere sul protorace e cinque
sulle elitre.
Esso fuoriesce dal terreno ad inizio
primavera in presenza di temperature miti. Dopo un breve periodo di
alimentazione, iniziano gli accoppiamenti e le femmine depongono numerose uova distribuendole sulle
foglie in gruppi di 8-10 elementi. Le
larve, giallo-grigiastre con punti neri
laterali e dorsali, erodono le foglie
per cibarsi. L’insetto è particolarmente dannoso allo stadio larvale
quando l’attacco interessa i giovani
medicai; in tale fase l’insetto può
determinare un’elevata defogliazione
dei giovani germogli, risparmiando
solo gli steli, ed il blocco dello sviluppo del prato a seguito del danneggiando dell’apice vegetativo.
Per limitare i danni dell’insetto è
consigliabile anticipare lo sfalcio dei
medicai e, in caso di elevata gravità
di attacco, effettuare un intervento
insetticida.
Per il contenimento dei principali
fitofagi sopra ricordati si sono impiegati, negli anni passati, soprattutto piretroidi autorizzati quali lambdacialotrina, registrato sulla coltura
per il controllo di afidi, apion e fitonomo, e tau-fluvalinate registrato
sulla coltura per il controllo degli
afidi. Per quest’ultima molecola sono
in corso prove di campo per ottenerne l’estensione d’impiego contro
fitodecta. Negli ultimi due anni sono
state effettuate anche prove specifiche al fine dell’allargamento
dell’autorizzazione d’impiego
dell’insetticida neonicotinoide acetamiprid su erba medica contro gli
adulti di G. fornicata. Per il controllo
degli afidi, recentemente è stata
autorizzata l’estensione di impiego
su erba medica del neonicotinoide
imidacloprid. Questa molecola, do-
tata di elevata sistemia ascendente,
consente di eseguire interventi precoci in presenza delle prime colonie
afidiche proteggendo la coltura principalmente per ingestione e quindi
rispettando maggiormente gli ausiliari.
Un altro fitofago che occasionalmente può arrecare danni alla coltura è
il nematode Ditylenchus dipsaci:
questa anguillula polifaga attacca
steli, foglie, fiori e radici causando
forti deperimenti vegetativi e danni
alla produzione di semente (la presenza del nematode nel seme pregiudica la commerciabilità della partita). I sintomi in campo sono
rappresentati da chiazze di vegetazione clorotica con piante caratterizzate da ridotto sviluppo.
Per quanto riguarda i patogeni fungini, si poosono osservare sporadici
attacchi di ruggine (Uromices striatus
medicaginis), oidio (Erysiphe pisi) e
altri miceti che causano macchie
fogliari necrotiche e marciumi del
colletto e delle radici, soprattutto in
annate particolarmente piovose e
umide e in terreni con ristagno idrico.
Solitamente non è necessario intervenire con l’uso di anticrittogamici.
Il medicaio, oltre all’interesse agricolo, è sempre più apprezzato in
relazione ai favorevoli influssi ambientali che è in grado di apportare
sia in zone collinari che di pianura.
Esso infatti rappresenta solitamente
una considerevole porzione della
superficie aziendale in cui gli interventi con prodotti chimici (concimi
e prodotti fitosanitari) sono assai
contenuti e sono minime le interferenze sugli equilibri naturali esistenti.
Gli organismi utili possono così,
partendo dal prato, insediarsi anche
nelle altre coltivazioni annuali in rotazione ed apportare benefici effetti.
L’agricoltore deve dedicare molta
cura alla foraggera al fine di prolungare la vita del medicaio e di ottenere
ottime produzioni quanti-qualitative
in sintonia con la salvaguardia
dell’ambiente e con il benessere
degli animali.
Valentino Testi, Chiara Delvago
Tecnica
26 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Grave situazione per il pomodoro a causa
dell’andamento climatico
L’inusitato andamento climatico che
dal 15 maggio ha colpito il NordItalia, riversandovi enormi quantità
di acqua a ritmo giornaliero, ha creato una gravissima situazione.
La temuta peronospora contro la
quale solitamente si eseguono interventi preventivi , ha scatenato attacchi, che non è stato possibile controllare immediatamente, in quanto
l’incessante ed inclemente pioggia
lo hanno impedito.
In questo momento quindi numerose
infezioni hanno dilagato nei campi,
compromettendoli gravemente.
Soltanto il ristabilirsi delle condizioni
climatiche permetterà di avere un
quadro chiaro di quanto sia il danno.
Oltre alla peronospora vi sono stati
allagamenti dei campi che hanno
mandato la coltura in stress, e bene
si sa come il pomodoro sia molto
sensibile ai ristagni idrici.
In alcuni casi di campi quasi totalmente compromessi si sta procedendo alla “sfibbratura” per fare
Attacco di peronospora su branche e frutti (foto Magni, AINPO)
emettere dalla base nuova vegetazione e ricostituire una nuova pianta.
Ora non resta che attuare una pressante difesa per riuscire ad uscire
da questa pesante situazione.
Consigliamo quindi a tutti gli agricoltori di seguire attentamente le
indicazioni settimanali fornite dal
Un bellissimo campo di pomodoro in quel di Samboseto (foto Vitali, AINPO)
bollettino agrometeo che è coordinato dal Consorzio Fitosanitario Provinciale, pubblicato tutti i sabati sulla
Gazzetta di Parma e sul sito
www.stuard.it
In questo ambito di coordinamento,
va anche il monitoraggio che si
effettuerà per il parassita Heliotis
Armigera (nottua gialla del pomodoro) in modo da potere mettere in
atto in caso di infestazione una mirata difesa Il Consorzio Fitosanitario
è impegnato con l’aiuto delle nostre
OP, nel lavoro di più ampio respiro,
per potere studiare e contrastare il
fenomeno dello “stolbur”, da alcuni
anni presente con sempre maggior
incidenza in provincia.
Questo fenomeno di cui è stata resa
ampia diffusione su questa testata,
non va sottovalutato, ma tenuto ben
presente e segnalato dagli operatori
qualora se ne ravvisasse la sintomatologia.
Non resta quindi che augurarci che
il tempo sia clemente e permetta al
pomodoro di rosseggiare nelle nostre campagne così fortemente colpite.
Carlo Vitali, Bernardo Robuschi
L’AvvenireAgricolo 3/2008 27
Il controllo della piralide per ottimizzare le
produzioni di mais italiano
Il mais è una delle colture fondamentali per l’agricoltura italiana; è infatti
un prodotto chiave per l’alimentazione animale da cui derivano alcune
eccellenze della nostra industria
agroalimentare quali il parmigiano
ed il crudo di Parma, nonché per
l’alimentazione umana.
Negli ultimi anni la crescente attenzione alle micotossine e la conseguente introduzione di limiti di legge
per ciascuna di esse ha imposta
all’attenzione dei produttori l’esigenza di attuare tutte le strategie
atte a limitare il contenuto di micotossine al fine di una maggior tutela
della salute umana e del bestiame.
Ciò ha comportato l’esigenza di
controllare la piralide.
Due sono i principali danni legati
alla piralide:
- qualitativi, i fori causati dalle larve
costituiscono una via preferenziale
per le infezioni di Fusarium spp.,
responsabile della produzione delle fumosine, le micotossine più
diffuse nelle produzioni maidicole
delle nostre regioni;
- quantitativi, legati al calo di produzione. L’incremento di produzione ottenibile con un adeguato
trattamento, pur variabile da annata ad annata, è mediamente di
oltre 10 q/ha.
Un ottimale controllo si basa sul
connubio tra la scelta di un prodotto
efficace e sicuro ed una modalità e
tempistica d’intervento ottimali.
Quale prodotto utilizzare?
Bayer CropScience propone
Decis® e Decis Jet®, entrambi a
base di deltametrina.
Decis® e Decis Jet® agiscono per
contatto ed ingestione con azione
rapida e adeguata durata della protezione. L’elevata efficacia sulla piralide consente sensibili incrementi
produttivi e qualitativi ed agevola le
operazione di raccolta, grazie alla
riduzione degli stroncamenti. Infine
il breve intervallo di sicurezza costituisce un vantaggio fondamentale
per la protezione del mais da trinciato.
Decis® è una formulazione concentrata emulsionabile contenente 25
g/L di deltametrina e si impiega alla
dose di 0.5 L/ha.
Decis Jet® contiene 15 g/L di deltametrina e, grazie agli innovativi
coformulanti di origine vegetale, ha
una classificazione tossicologica
favorevole (si acquista e si impiega
senza il patentino). La dose di impiego è 0.8 L/ha.
Come trattare?
Per ottenere buoni risultati è necessario utilizzare il “trampolo” distribuendo 300-400 litri di acqua.
Quando effettuare il trattamento?
Numerose esperienze sperimentali
hanno dimostrato che il miglior risultato si ottiene trattando al picco
delle catture della seconda generazione (generalmente tra metà e fine
luglio). Le trappole a feromoni costituiscono quindi un utile strumento
per decidere il momento di intervento. In presenza di volo, occorre comunque intervenire quando le catture divengono consistenti.
I tecnici di Bayer CropScience sono
a disposizione dei maiscoltori per
ogni consiglio su modalità e momento d’intervento.
Decis® e Decis jet® sono agrofarmaci autorizzati dal Ministero della
Sanità
Tecnica
28 L’AvvenireAgricolo 3/2008
All’azienda Ciato si sperimentano i cereali italiani
Il Consorzio Agrario di Parma sperimenta direttamente sul campo la
produttività del frumento duro italiano. Un meeting organizzato
all’azienda agricola Ciato di Pannocchia, sede dei campi sperimentali
di cereali del CAP, ha illustrato i
percorsi tecnici d’intervento e le
caratteristiche delle varietà dei grani
duri.
All’incontro hanno partecipato i tecnici del Consorzio Agrario, Pierluigi
Ferrari assessore all’agricoltura e
numerosi rappresentanti della filiera
del frumento italiano.
“Il Consorzio Agrario di Parma” ha
sottolineato il direttore generale
Adriano Facchini – alla luce di un
mercato che sta cambiando, ha implementato molti progetti, in particolare sul grano duro. Il Consorzio
sta creando un collaudo di quelli
che sono i disciplinari di filiera”.
Il gruppo si è poi spostato nei campi
sperimentali dove Mirco Casagrandi
e Andrea Rossi hanno illustrato la
semina, i trattamenti effettuati e le
caratteristiche delle varietà di grano
duro e tenero.
La mattinata si è poi conclusa con
la tradizionale degustazione di prodotti tipici delle filiere agro-alimentari
del nostro territorio. (C.V.)
Adriano Facchini, Mirco Casagrandi, Mario Schianchi e Pierluigi Ferrari
Tecnica
30 L’AvvenireAgricolo 3/2008
New Holland rinnova la gamma
nella fascia da 50 a 100 cv
Con l’introduzione sul mercato di tre
nuove serie di trattori, T5000, TD5000
e T4000, tutte prodotte nello stabilimento di Jesi, in provincia di Ancona,
il marchio New Holland ha rinnovato
la propria gamma nella fascia di potenza d 50 a 100 CV (da 65 a 106 CV,
per l’esattezza), che è ora equipaggiata anch’essa con motori Tier III,
compatibili con l’utilizzo di biodiesel
al 100% (B 100). La serie TD5000 è
composta da due modelli, TD5040 e
TD 5050, con potenze di 88 e 95 CV
rispettivamente e motiri Iveco Ftp nel
turbo intercooler da 4,5 litri che integrano nella testata il sistema Egr
(Exaust gas recirculation). Questa
soluzione tecnica, oltre a garantire il
rispetto della normativa europea Tier
III, permette di contenere i consumi
senza penalizzare le prestazioni, con
il raggiungimento della coppia massima a soli 1.300 giri/min ed un abbondante riserva di coppia (50% per
il TD5040 e 44% per il TD5050). Due
le trasmissioni offerte: la Synchro
Shuttle a 12 rapporti sincronizzati
che, grazie all’inversore sincronizzato,
diventano 12 AV + 12 RM e la Synchro
Shuttle 20 AV x 12RM con, a richiesta,
il superriduttore. Tra i punti di forza
di questi nuovi trattori le dimensioni
compatte e l’ottimo rapporto peso/potenza che li rende macchine
molto versatili.
Nuovi motori e grande versatilità
Anche per la serie T4000, eredi dei
TNDA, New Holland propone
un’ampia offerta di allestimenti e opzioni che permettono ad ogni utilizzatore di trovare la soluzione più adeguata alle proprie necessità. La serie
è composta di quattro modelli: T4020,
T4030, T4040 e T4050, ciascuno dei
quali è disponibile in tre diversi allestimenti: con telaio Rops, con telaio
Rops e profilo ribassato LP, con cabina sospesa con impianto di pressurizzazione Blue Cab.
I trattori della serie T4000 montano
propulsori a 4 cilindri, turbocompressi
con intercooler ED Egr interno, in
grado di raggiungere la potenza nominale a 2.300 giri/min e rispondenti
alla normativa Tier III. Si tratta di nuovi
F5C da 3,2 litri, frutto della ricerca
motoristica di Fiat Power-Train , per
i modelli T4020 eT4030, rispettivamente da 65 e 77 CV, e dell’Fpt Nef
da 4,5 listri per i modelli T4040 da86
CV e T4050 da 97 CV. La trasmissione
fornita di serie è la Shuttle Command
con 16 rapporti avanti x 16 retromarce
e mini riduttore da 800 m/ora, ma
sono disponibili in opzione: la trasmissione Shuttle Command 28 AV x 16
RM con superriduttore; la trasmissione Split Command 32 AV x 16 RM
con riduttore meccanico sincronizzato; la trasmissione Dual Command
32 AV x 16 RM con Power Clutch,
ossia la gestione del cambio di 8
rapporti senza mai dover utilizzare il
pedale della frizione; la trasmissione
Dual Command 44 AV x 16 RM con
Power Clutch e superriduttore da 200
m/ora. Il Powershuttle permette
l’inversione di marcia sottocarico. Per
tutti i modelli della serie la portata
delle pompe a tandem standard è di
75 l/min, incrementabile fino a 96
l/min con la pompa MegaFlow opzionale. All’interno della cabina, riprogettata, l’impianto elettronico è semplificato e migliorato con l’adozione del
sistema Can-Bus; totalmente nuovo
il cruscotto, analogico-digitale.
Più produttività e consumi ridotti
La serie T5000 si compone di 4 modelli: T5030 da 76 CV, T5040 da 86
CV, T5050 da 97 CV e T5060 da 106
CV. I T5000 prendono il posto dei TL
e TL-A e adottano motori Iveco Fpt
Nef da 4,5 litri turbo intercooler Tier
III, con Egr interno, coppia accresciuta, rispetto ai precedenti modelli, di
circa il 14-16% e bassi consumi specifici. Di concezione completamente
nuova l’assale anteriore, rinforzato
per doppia trazione con angolo di
sterzo di 60° e raggio di svolta di 4,05
m. Grazie ad un nuovo layout dell’impianto idraulico, i modelli T5000 raggiungono una capacità idraulica massima di 80 l/min che eleva
notevolmente le prestazioni del sollevatore.
Ai vertici della categoria sopra i
300 cv
Ecco il Magnum 335, l’”ammiraglia”
di Case IH
Presentato ufficialmente all’Agritechnica di Francoforte, il Magnum
335 di Case IH costituisce il modello
top della rinomata serie di trattori
prodotta nello stabilimento americano
di Racina, nel Wisconsin (Usa). Ad
azionarlo c’è un motore a sei cilindri
L’AvvenireAgricolo 3/2008 31
e a 24 valvole turbocompresso da
9000 cm3 con aftercooler, capace di
erogare una potenza nominale di 335
CV ed una potenza massima di 368
CV. Emissionato Tier 3 e idoneo
all’impiego di miscele contenenti fino
al 100% di biodiesel (B100), il nuovo
propulsore è provvisto di sistema di
iniezione elettronica del carburante
Common Rail ad alta pressione che
permette di sviluppare valori di coppia
al top del mercato per un trattore
standard: 1.566 Nm a 1.400 giri/min,
con una riserva di coppia del 40%.
La trasmissione si avvale di un cambio
Powershift integrale con Powershuttle
da 19 rapporti in avanti e 4 retromarce
fino a 40 km/h (versione Economy).
Con il superriduttore le marce diventano 23+6. La frizione multidisco principale (master clutch) in bagno d’olio
è stata progettata per proteggere la
trasmissione e assicurare un’erogazione graduale del la potenza. Fino
a 54,5 l/min di olio fluiscono attraverso
la trasmissione raffreddandola continuamente ed eliminando praticamente ogni problema di attrito e di accumulo di calore. A sua volta, l’assale
tipo “bar axle”, completamente registrabile, garantisce una notevole flessibilità nella regolazione della carreggiata.
Impianto idraulico ad alta capacità
L’impianto idraulico consta di una
pompa a cilindrata variabile a compensazione di pressione e portata
che serve i 5 distributori ausiliari a
gestione elettronica con funzioni di
temporizzazione e regolazione di
mandata. La portata massima della
pompa è di 236l/min, la pressione
massima dell’impianto è di 210 bar.
Il sollevatore e la robusta barra di
traino con controllo elettronico dello
sforzo di serie offrono una capacità
di sollevamento massima di 10,200
kg. garantendo la versatilità necessaria per gestire i pesanti attrezzi di Cat.
IV N. Il controllo dello slittamento con
il radar permette di regolare la slittamento massimo in funzione delle
singole applicazioni, mentre il controllo dinamico del sollevatore attenua i
contraccolpi durante i trasferimenti
con gli attrezzi portati. Il sollevatore
anteriore, optional, ha una capacità
di 6000 kg. la Pto è ad inserimento
idraulico e a controllo elettronico per
una modulazione fluida e una protezione dei componenti. Grazie al telaio
Surround monoblocco sagomato in
acciaio fuso, all’assale tecnologicamente avanzato, al posizionamento
del motore e alla linea aerodinamica
del cofano, il Magnum 335 ha un
bilanciamento eccezionale ed un raggio di svolta di appena 4,8 metri.
L’assale anteriore, dotato di un sistema di sospensioni a comando elettroidraulico, per mantenere sempre
una pressione regolare del veicolo su
qualsiasi tipo di terreno, presenta una
corsa di 112 mm ed un’oscillazione
di 6°.
La cabina più ampia del mercato
La cabina Surveyor offre un comfort
ed una serie di automatismi ai vertici
della categoria. Ottima la visibilità,
grazie al parabrezza formato da una
singola lastra di vetro che arriva fino
al pavimento. La maggior parte dei
comandi, compresa al leva integrata
del cambio/acceleratore, sono raggruppati sul bracciolo destro. Da segnalare il monitor a colori AFS Pro
600, che permette di selezionare esattamente i parametri di funzionamento
della macchina e le impostazioni del
sistema AccuGuide per il precision
farming ed il sistema Headland Management Control per la gestione
delle svolte a fine campo che fa risparmiare tempo ed energie, grazie
alla possibilità di memorizzare, registrare e riprodurre con grande semplicità fino a 30 operazioni.
A cura dell’Ufficio Macchine
Tecnica
32 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Per ogni situazione la giusta falciatrice Khun
L’obiettivo di KUHN: aiutarvi ad ottenere un foraggio di qualità per
migliorare la qualità del vostro latte,
diminuire i costi dell'alimentazione
ed ottimizzare la produzione di carne.
KUHN, partner di tutti gli allevatori
offre una vasta gamma di falciatrici
per rispondere alle specificità della
vostra azienda: superficie, dimensioni della mandria, suolo e clima.
Le falciatrici e falciacondizionatrici
portate. La loro larghezza di lavoro
compresa tra 1,60 e 3,52 m consente di ottenere rendimenti orari notevoli, per una maggiore tranquillità
del vostro lavoro.
Di qui le soluzioni KUHN per raccogliere un foraggio pulito:
Alleggerimento oleo-pneumatico
LIFT-CONTROL per un adattamento
perfetto al terreno. Protegge anche
la macchina dagli urti.
- Controllo dell'altezza di taglio per
limitare l'incorporazione di terra
e permettere una ricrescita vigorosa,
- Articolazione centrale e regolazioni
ottimali dell'altezza di taglio centralizzate.
Andanare pulito
Le falciatrici e falciacondizionatrici
trainate. Perfette per le medie e
grandi aziende, nonché per i centri
consortili e di noleggio. Di larghezza
da 2,40 a 4,85 m, con la loro velocità
di lavoro consentono rendimenti
orari eccezionali.
Per un foraggio pulito
Falciare assicurando la qualità del
prodotto.
I rotori KUHN : la concezione con
una larghezza più avanti!
- Braccio a guida iper-tangenziale:
maggiore velocità di lavoro e andane nette,
- Bracci contro-curvati: maggiore
distanza libera sopra l’andana,
- Forche arcuate con un'azione più
rispettosa del foraggio:meno impurità,
- Ruote più vicine alle forche: mi-
gliore adattamento alle irregolarità
del terreno.
Il PLUS degli IDRO rotori
Il trascinamento idraulico consente
un rastrellamento dolce. La sospensione
cardanica assicura l'adattamento al
suolo perfetto anche a velocità
elevata.
E poi, la manutenzione è ridotta.
L’andanaggio a tappeto con MERGE-MAXX
Per andanare sulle grandi larghezze
preservando i foraggi fragili e senza
incorporare terra.
Condizionare è guadagnare:
- Fino al 30% del tempo di essiccazione e delle unità di materia
secca,
- Un passaggio in meno della spandivolta, diminuendo i rischi di rovinare e sporcare il foraggio.
Tecnica
KUHN propone due sistemi di condizionamento:
A rulli, per preservare i foraggi fragili
(luserna, cereali immaturi),
L’AvvenireAgricolo 3/2008 33
Il rivoltamento
Piccoli rotori = grandi risultati.
- I rotori piccoli permettono un elevato angolo d'incidenza, dunque
un rivoltamento ottimale ed
un'essiccazione omogenea.
- Il tasso di materia secca perseguito è raggiunto più rapidamente.
- I rotori di piccolo diametro evitano
l'incorporazione di terra.
Il foraggio è sollevato e poi rivoltato,
non semplicemente proiettato
all'indietro: la parte più umida si
ritrova in superficie, a contatto
dell'aria ed esposta al sole.
Piccoli rotori = 33% di tempo in
meno per l'essiccazione.
A dita, ideale per le graminacee.
Emilia-Romagna capitale del grano duro
Dopo pochi mesi dalla firma
dell’accordo tra Consorzio Agrario e Barilla per la produzione di
grano “made in Emilia” sono arrivati i primi importanti risultati.
Il 23 aprile scorso nella sede del
Consorzio Agrario di Parma in
Strada dei Mercati sono state
consegnate cinque mietitrebbie,
tre Marcate New Holland e due
Case, a cinque diversi imprenditori: Testa Adalberto e Luca
(Sant’Andrea di Busseto), Lunini
Luigi e Fabio (S. Secondo), Micconi Dante (Gramignazzo di Sissa), Azienda Agricola Panarotto
Paolo (Villa Sesso - RE), Azienda
Agricola S. Bernardino (Novellara
- RE). A conferma delle previsioni
la filiera cerealicola emiliana sta
assumendo importanti dimensioni ed in particolare a Parma, dove, alla fitta rete dei centri di stoccaggio dei Consorzi Agrari si è
affincato da aprile, il molino più
grande del mondo firmato Barilla,
ora in via di completamento.
Giorno per giorno
Sicurezza nelle campagne
Parma 27 maggio 2008
Il pacchetto sicurezza, appena licenziato dal Governo nella sua prima
convocazione napoletana, è stato
accolto favorevolmente dalla stragrande maggioranza degli italiani. Il
campione intervistato da ISPO,
l’Istituto di indagine statistica diretto
da Renato Mannheimer , si è dichiarato assolutamente favorevole al
mix di provvedimenti con una quota
superiore al 60% nel bacino del
centro sinistra e del 90% in quello
del centro destra a conferma della
elevatissima sensibilità al tema della
criminalità.
“Un fenomeno quello della microcriminalità, segnala Fabio Massimo
Cantarelli presidente del Consorzio
Concorso Fotografico “Obiettivo Agricoltura”.
Gentile concessione di Fata Gruppo Generali.
a cura di Carlotta Violi
Agrario di Parma, che secondo il
rapporto della direzione nazionale
antimafia, aggredisce anche le
“campagne” comportando un giro
d’affari di circa sette miliardi e mezzo di euro. Una cifra impressionante
che dà conferma e misura delle
nostre individuali percezioni.”
La cosiddetta criminalità rurale si
manifesta in furti di attrezzi agricoli
che vengono, spesso riciclati nei
paesi dell’Est, in furti di gasolio dai
serbatoi posti in cascinali abbandonati ma anche in incendi dolosi. Ciò
determina un clima emozionale di
insicurezza anzi, di paura fra le
persone, soprattutto quelle più anziane. La stessa ISTAT, in una delle
sue rilevazioni, ha constatato per
esempio come il 55% dei residenti
nei piccoli centri, abbia dichiarato
grande difficoltà nel raggiungere i
L’AvvenireAgricolo 3/2008 35
presidi delle forze dell’ordine. Una
percentuale ben più marcata rispetto
agli abitanti dei centri urbani.
“ Da un lato peraltro, conclude Cantarelli, a fronte di questa criminalità
montante si guarda con interesse,
da parte delle imprese agricole, sia
alle iniziative del governo sia a quelle
messe in campo a Parma dal Comune capoluogo. Quest’ultimo ha
posto in essere delle ronde di personale qualificato, in genere ex poliziotti o ex carabinieri che, a tutela
dell’ordine pubblico e a tutela della
sicurezza dei cittadini, vegliano lungo
le strade della città. E’ nostro auspicio, quindi, che questa iniziativa
cittadina possa essere replicata anche dalle amministrazioni dei Comuni foranei della provincia di Parma
affinché gli imprenditori agricoli possano dormire sonni più tranquilli.”
Giorno per giorno
36 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Biocarburanti
Adelante, Pedro, con juicio
Parma 15 maggio 2008
Food, feed e fuel: un dubbio amletico.
Mai come in questi ultimi mesi le
polemiche si sono rincorse sulla destinazione delle produzioni agricole
a biocarburanti. Dapprima sembrava
la risposta positiva alla crisi agricola
ora invece, dopo l’aumento dei prezzi
delle materie prime e i moniti della
FAO, cominciano a farsi sentire i ricercatori.
“Gli analisti economici, sottolinea
Fabio Massimo Cantarelli presidente
del Consorzio Agrario di Parma,
nell’individuare le cause che hanno
caratterizzato l’aumento dei cereali
nel corso del 2007 e agli inizi del 2008
hanno individuato alcune cause fondamentali, che sarebbero:
l’aumento del costo dei trasporti ingenerato a sua volta dalla lievitazione
del petrolio, la riduzione delle scorte
a livello globale, maggiori richieste
da parte dei paesi emergenti come
la Cina e l’India e infine la sottrazione
di superfici alla produzione agricola
tradizionale in favore delle bioenergie.
A livello europeo gli studi della comunità europea sottolineano che rispetto
ad una produzione di 1.900.000 Ton.
del 2007 si dovrebbe più che raddoppiare, portando la produzione a
4.200.000 Ton. nel 2008 per arrivare
ad un cifra record prevista per il 2014
per 18.400.000 Ton. di produzione
bioenergetica.”
La questione però sta preoccupando
anche l’Organizzazione delle Nazioni
Unite che intravede nella diffusione
della produzione di bioenergia un
forte incremento dei gas serra per la
sottrazione delle superfici già destinate a pascoli silvestri, a terre vergini,
a foreste primarie che secondo l’ONU
devono essere tutelate e disponibili.
Sul piano strettamente economico,
gli analisti, si sono interrogati sui costi
energetici di produzione di bioenergia.
“Dalle rilevazioni, commenta Canta-
relli, elaborate da Agrisole su dati
Goldman Sachs, emerge che la coltura più produttiva è quella di canna
da zucchero brasiliana con un consumo di 1 unità di energia per produrre 8 unità di bioenergia. Ma questo
rapporto così virtuoso è di difficile
traduzione nel nostro continente. Il
rapporto più vantaggioso lo realizza
la barbabietola francese che confronta 1 contro 1,5 anche se in verità con
l’olio di colza e di palma si hanno
rapporti di 2,5 a 1 e di 2 a 1 rispettivamente.
Dolenti note invece per il grano e il
mais per i quali a malapena si raggiunge il pareggio energetico. E ’
perciò d’obbligo una riflessione di
prudenza e di attenzione al fenomeno
soprattutto per quegli imprenditori
che hanno in programma di effettuare
consistenti investimenti per abbandonare le colture tradizionali in favore
delle produzioni bioenergetiche.
Per dirla col Manzoni: «Adelante,
Pedro, con juicio».
L’AvvenireAgricolo 3/2008 37
Contaminazioni alimentari:
vigilare in modo serio e penetrante
Parma 22 aprile 2008
“Nelle scorse settimane – sottolinea
Fabio Massimo Cantarelli Presidente
del Consorzio Agrario di Parma – la
stampa d’informazione ha passato
tre inquietanti notizie in materia di
contaminazione agroalimentare.
L’episodio della diossina che ha
messo in crisi l’intero comparto di
produzione di mozzarella della Campania, le adulterazioni del vino che
ricordano lo scandalo del metanolo
del 1986, allorché si registrò un calo
dei consumi del 37%. Infine due
episodi della variante umana della
mucca pazza in Spagna.”
Colpendo uno dei prodotti di eccellenza del made in Italy si corre il
rischio concreto che vengano travolti
anche i prodotti più rappresentativi
dell’eccellenza agroalimentare italiana.
In particolare per una provincia, come appunto quella parmense, per
la quale i prodotti tipici rappresentano uno dei principali motori
dell’economia locale, i danni potrebbero essere incalcolabili. Parmigiano, Prosciutto di Parma, Culatello
di Zibello, Salame di Felino ma anche Vini dei Colli e Funghi di Borgotaro, rappresentano oltre che degli
straordinari cibi e importanti risorse
economiche, anche dei forti richiami
turistici.
“I nostri tanti prodotti a denominazione d’origine, conclude l’avvocato
Cantarelli, rappresentano anche una
sorta di “ambasciatori della parmigianità” e del cibo italiano. La trilogia,
bontà qualità salutistica e tradizione
sono elementi fondamentali da salvaguardare.
Proprio per tali ragioni, una delle
prime iniziative che ho adottato da
quando sono presidente del Consorzio Agrario di Parma è stata quella di rafforzare i laboratori, affinché
i mangimi del CAP assicurassero
una elevata qualità sotto il profilo
della sicurezza alimentare. In questa
circostanza, nella quale si mette in
discussione la qualità, non solo del
vino, non solo del latte di bufala, ma
di tutta la produzione alimentare
italiana, dobbiamo controllare accuratamente i nostri processi produttivi.
Dobbiamo vigilare in modo penetrante e in modo serio affinché tutto
il comparto non possa essere assoggettato a rischi di discredito a
livello internazionale”.
Giorno per giorno
38 L’AvvenireAgricolo 3/2008
Con un messaggino un pasto di
carboidrati…
Parma 17 aprile 2008
Non passa giorno che, dalle istituzioni
internazionali, venga lanciato un grido
di allarme per i rincari dei prodotti
agricoli e dei pesantissimi effetti che
stanno determinando in tutto il pianeta. Una situazione esplosiva che
sta generando fortissime tensioni
sociali in molti Paesi.
“Nelle Filippine, il presidente Arroyo,
afferma il Presidente del Consorzio
Agrario di Parma Fabio Massimo
Cantarelli nel corso di una trasmissione televisiva, ha sanzionato il carcere
a vita per chi si dedica al mercato
nero. In Thailandia i militari presidiano
le piantagioni di riso. In termini generali si ritiene che le scorte mondiali
possano assicurare l’approvvigionamento per 50 giorni rispetto ai 120
giorni che rappresenterebbero un
margine di sicurezza secondo gli osservatori internazionali.
Il tema della fame del mondo ritorna
di attualità. Ma se si prende in esame
la situazione in Europa, ci si rende
conto come in effetti i consumi alimentari rappresentino una quota di
consumi pari al 10% - 20%. Una
quota quindi irrisoria se paragonata
con i paesi sottosviluppati dove
l’incidenza si eleva 60% - 80%.”
Uno squilibrio generale che non potrà
riallinearsi rapidamente al punto che
la stessa Banca mondiale ha esortato
la comunità internazionale a mobilitarsi per apportare immediati supporti
alimentari ma anche per aiutare i
Governi a identificare quelle misure
più idonee “a ridurre l’impatto sui
consumatori più vulnerabili” come li
ha indicati il presidente Robert Zoellick.
“I consumatori europei – conclude
Cantarelli - possono stare tranquilli
in quanto l’incremento dei costi dei
generi alimentari incide ben poco sul
loro bilancio. Se si considera infatti
che, nel 2007, i consumi per beni e
servizi relativi per le comunicazione
sono aumentati dell’8%, mentre i
redditi degli agricoltori italiani sono
diminuiti dell’1%, ci si rende conto
del fatto che l' aumento del costo
della vita non sia sostanzialmente
imputabile ai produttori agricoli che,
al contrario, hanno necessità di trovare nell’attività agricola un giusto
riconoscimento delle proprie fatiche
e del proprio lavoro..... con il costo
di un SMS, uno di quei “messaggini”
che noi e i nostri ragazzi ripetutamente
lanciamo nell’etere – conclude Cantarelli – si può oggi assicurare ad una
famiglia di un paese in via di sviluppo
un pasto a base di carboidrati....”
L’AvvenireAgricolo 3/2008 39
Polli alla varechina
Cantarelli: solo l’etichetta può
tutelare il consumatore e la nostra
industria
Parma 05 giugno 2008
Delicati equilibri di politica economica
internazionale hanno probabilmente
indotto l’Unione Europea ad esprimere parere positivo all’importazione
di polli statunitensi, i cosiddetti “polli
alla Varechina” le cui carni venivano
trattate con il cloro, operazione vietata
dalla Comunità Europea fin dal 1997.
La polemica, che da alcune settimane
corre a riguardo, prende le mosse da
due considerazioni di tipo salutistico,
in primo luogo l’ingestione di prodotti
chimici può generare danni alla salute
del consumatore, in secondo luogo,
l’utilizzo del cloro può agevolare il
formarsi di ceppi di batteri resistenti
alla sostanza chimica. Quando si parla
di polli ci si riferisce ad un comparto
che, per quanto concerne l’Italia, è
autosufficiente rispetto ai consumi
interni e esprime un fatturato di 3,5
milioni di euro pari al 6,5% della PLV
agricola nazionale (fonte Coldiretti) e
che coinvolge oltre 5.000 allevamenti,
quasi 200 macelli, oltre 500 imprese
di lavorazione con l’impiego di circa
180.000 addetti. “A pochi mesi dalla
grottesca montatura mediatica
suscitata dall’infezione aviaria,
sottolinea Fabio Massimo Cantarelli
presidente del Consorzio Agrario di
Parma, non era privo di importanza
che la Commissione Europea
prendesse posizione. E lo ha fatto con
una proposta che presenta luci ed
ombre. Ombre perché consente
comunque l’importazione di queste
carni nonostante l’introduzione di
alcune precauzioni che dovranno
essere osservate dai paesi esportatori
di carni bianche.” Tra le forme di
cautela adottate e che comunque non
risolvono completamente il problema
di natura ambientale e salutistico, vi
è l’obbligo di fare uso di una sola
sostanza a base di Cloro per il lavaggio
di decontaminazione imponendo
quindi il divieto di fare uso di miscugli
di diverse sostanze clorurate, l’obbligo
del lavaggio con acqua potabile dopo
il trattamento al cloro e infine, ma non
ultimo per importanza, l’uso di
etichette in cui si precisa che il
prodotto è stato decontaminato con
il cloro. “E’ su quest’ultima precauzione che va concentrata la nostra
attenzione” conclude l’intervento Fabio
Massimo Cantarelli “ancora una volta
l’etichetta diventa il fulcro di una serie
di interessi che vanno dai produttori
ai consumatori, accomunati in questa
vicenda, come in altre in materia di
etichettatura, da un unico interesse:
leggibilità e completezza. L’obbligatorietà dell’etichetta rappresenta
infatti una sicura garanzia non solo
per i consumatori che devono sapere
di cosa si nutrono, ma anche per i
produttori che grazie all’etichetta
vedono premiata la qualità del loro
processo produttivo e la serietà della
loro produzione”.
Concorso Fotografico “Obiettivo Agricoltura”.
Gentile concessione di Fata Gruppo Generali.
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il consorzio agrario, una istituzione per la provincia di parma