Dipartimento di Ingegneria Industriale Lucidi del corso di Fluidodinamica Capitolo 5.1: Flussi 2D/3D Pagina 1 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Flussi 2D/3D • Flussi monodimensionali – – – – – conoscenza a priori della traiettoria media del flusso semplificazioni nella trattazione con volume di controllo applicazione immediata dei principi di conservazione utili per valutazioni di massima molte applicazioni pratiche consentono l’uso di questo modello semplificato • Flussi multidimensionali – necessità di descrivere il campo di moto in un volume nel quale non si conosce a priori la traiettoria del flusso – trattazione differenziale su volumi di controllo multidimensionali – introduzione dei principi di conservazione in termini di equazioni differenziali • Introduzione dei principi di conservazione 3D – necessità di formulare un sistema di equazioni in grado di descrivere il moto generale con un approccio di tipo Euleriano, ovvero su un volume di controllo fissato ed osservatore solidale al volume di controllo Pagina 2 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Definizione di un volume di controllo • Per semplicità si definisce il volume di controllo con le facce allineate con gli assi di un sistema di riferimento cartesiano. – Questo consente una più semplice rappresentazione dei flussi e delle forze agenti • Individuazione di tutte le forze e dei flussi che intervengono sul volume di controllo • Integrazione di tutti gli effetti sul volume di controllo. A questo scopo si applicano i tre principi di conservazione elementari per poi procedere ad una integrazione: – una equazione di conservazione della massa – tre equazioni della quantità di moto lungo x, y, z – una equazione della conservazione della energia in termini di energia totale (per unità di massa) Pagina 3 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Modelli di calcolo • Modelli Completi = Soluzione equazioni complete , con termini viscosi, scambio termico etc. (Navier Stokes) • Modelli Viscoso-Non Viscoso = trattano zone diverse in modo differente: • Equazioni semplificate per alti Reynolds oppure viscosità e scambio termico trascurati (Eulero) – consentono calcolo di azioni scambiate normali alle pareti solide (pressione) non l’attrito (sforzi di taglio, drag ) • Equazioni dello Strato Limite – zone di viscosità non trascurabili prossime alla parete, calcolo sforzi di taglio, viscous drag Pagina 4 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Modelli non viscosi • Il parametro che definisce il rapporto tra le grandezze spazio-temporali dei fenomeni viscosi e quelle delle forze d’inerzia è il numero di Reynolds: Re = ρ UL µ • Per certi fluidi in certe condizioni di flusso la viscosità è molto piccola per cui il suo effetto può essere trascurato in prima approssimazione. Questo coincide con Re >> 1. In tal caso si parla di fluidi ed efflussi non viscosi. • Anche lo scambio termico si sviluppa a causa della presenza di viscosità • Le equazioni che governano il moto dei fluidi non viscosi si chiamano “di Eulero” e sono ottenibili da quelle scritte nel caso generale trascurando: – sforzi di taglio di natura viscosa (fluidi per i quali vale l’ipotesi di Newton) – scambio termico (fluidi per i quali vale l’ipotesi di Fourier) Pagina 5 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Quando adottare le equazioni di Eulero? • Si può prescindere dalla viscosità per: – numeri di Re molto grandi ( > 105, tipici per turbomacchine) – lunghezze e/o superfici bagnate piccole (l’attrito con la parete è ridotto) • Cosa si può calcolare con le equazioni di Eulero: – – – – flussi bidimensionali e tridimensionali traiettorie del flusso con buona approssimazione andamenti delle distribuzioni di pressione sulle pareti di confinamento lavori e scambi di energia con pareti o palette in movimento • Cosa non si può calcolare con le equazioni di Eulero: – – – – irreversibilità, e quindi dissipazione di energia meccanica in calore scambio termico perdite di carico di ogni genere ogni tipo di miscelamento Pagina 6 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Equazioni di Eulero Continuità Quantità di Moto ∂u dρ +ρ i =0 dt ∂xi dui ∂p =− + Fi = 0 ; ρ dt ∂xi Fi = ρf i ; i = 1,2,3 Calore Aggiunto + Lavoro fatto sul fluido = Incremento di energia Eg. Energia ∂ ( p ⋅ ui ) ∂ρE ∂ ( ρE ⋅ ui ) + =− + Fi ui ∂t ∂xi ∂xi Eg. Energia ρ ∂u de = −p i dt ∂xi ⇒ T dS =0 dt Pagina 7 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Le equazioni di Eulero: conservazione di quantità di moto • Tutti i termini di sforzo di taglio sono trascurati • Gli sforzi rimanenti sono quelli di natura non viscosa, ovvero quelli che non dipendono da deformazioni di taglio del flusso, ovvero gli sforzi normali s per i quali si può porre sxx=syy=szz=-p • L’assenza di viscosità implica che due porzioni di fluido che si muovono a velocità diverse continuino a muoversi con velocità diverse in assenza di altri fenomeni • Eventuali distorsioni di flusso rimangono quantitativamente inalterate y y X=0 X=dx ∂p ∂u ∂u ρ ⋅ ∂ti + u j ∂x i = ρ ⋅ g i − j ∂x j X=0 u X=dx u X=dx u y Pagina 8 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Le equazioni di Eulero: conservazione dell’energia • Tutti i termini di scambio termico sono trascurati • Tutti i termini di dissipazione di energia meccanica in calore sono trascurati • L’assenza di viscosità implica che due porzioni di fluido con temperature statiche diverse mantengano questa differenza in assenza di altri fenomeni • L’equazione dell’energia può essere sostituita con una equazione di costanza dell’entropia ρ⋅ dS dt =0 y y TA TB X=0 T X=dx X=dx X=0 T y TA TB X=dx T Pagina 9 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Bernoulli da Eulero (1) • Si può verificare che l’equazione di Bernoulli è ottenibile dalla equazione di Eulero, dato che anche Bernoulli è stato ricavato nell’ipotesi di assenza di sforzi viscosi. • Il trinomio di Bernoulli viene ricavato integrando l’equazione di Eulero lungo una traiettoria s. y s ∫ s U2 + ∫ d ( ) + ∫ gdz = cos t 2 ρ s s x z dp Fluido comprimibile U2 + + gz = cos t ρ 2 p Fluido incomprimibile Pagina 10 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Bernoulli da Eulero (2) • Valide per: – flusso non viscoso – flusso stazionario – flusso lungo una linea di corrente (evidente in monodimensionale) y Fluido comprimibile s x z u2 ∫s dh + ∫s d ( 2 ) + ∫s gdz =cost => u2 d (e + + + gz ) = dH = 0 ρ 2 p Pagina 11 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Equazioni di Eulero 2D in coordinate naturali Continuità ρu∆n = costante ∂u ∂p =− ∂s ∂s u2 ∂θ ∂p ρ = ρu 2 =− R ∂s ∂n ρu QdM in s ed n Energia u2 h+ = ht = costante lungo s 2 Nell’equazione di continuità la sezione di passaggio per unità del tubo di flusso di larghezza è ∆n L’equazione di Q. di M. lungo s stabilisce il bilancio fra l’accelerazione e il gradiente di pressione lungo la linea di corrente. L’equazione di Q. di M. lungo n stabilisce il bilancio fra l’accelerazione e il gradiente di pressione normale alla linea di corrente. L’accelerazione dipende dalla curvatura 1/R della “streamline” L’equazione dell’energia stabilisce che ht=cost lungo una linea di corrente ma può cambiare dall’una all’altra Pagina 12 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Linee di corrente e linee equipotenziali in flussi bidimensionali • Le linee di corrente sono curve tangenti alla velocità del fluido in ogni punto. • Corrispondono a traiettorie di particelle fluide • Può essere definita la funzione corrente se il fluido è piano (esempio incomprimibile) • Le linee equipotenziali sono ortogonali alle linee di corrente. – Può essere definita la funzione potenziale se il flusso è irrotazionale ψ ( x, y ) = cos t ∂ψ = −v ∂x ∂ψ =u ∂y ϕ = cos t ∂ϕ =u ∂x ∂ϕ =v ∂y Pagina 13 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica esterna bidimensionale (1) • Immaginiamo di immergere un corpo in un fluido che si muove con velocità uniforme U. Sul corpo agirà una forza risultante dovuta all’interazione tra il flusso e le superfici del corpo stesso. • Se il fluido in questione è viscoso, in ogni punto della superficie del corpo agiranno due componenti di sforzo: – sforzi di taglio dovuti alla viscosità del fluido che genera attrito tra la superficie del corpo e le linee di flusso adiacenti. Tali sforzi sono tangenti, punto per punto, alla superficie dell’oggetto solido ed agiscono sul corpo con verso pari a quello del flusso. – sforzi normali dovuti alla pressione p esercitata dal fluido. Pagina 14 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica esterna bidimensionale (2) • La forza risultante agente sul corpo sarà data dall’integrale di tutti gli sforzi, normali e tangenziali, agenti su ogni elemento infinitesimo di superficie dA • La componente della forza risultante lungo la direzione di propagazione del fluido è denominata Drag (D, resistenza). • La componente perpendicolare alla direzione del flusso è denominata Lift (L, portanza). Pagina 15 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica esterna bidimensionale (3) dFx = ( pdA) cos θ + (τ w dA) sin θ dFy = −( pdA) sin θ + (τ w dA) cos θ D = ∫ dFx = ∫ p cos θ dA + ∫ τ w sin θ dA Drag L = ∫ dFy = − ∫ p sin θ dA + ∫ τ w cos θ dA Lift Pagina 16 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Coefficienti aerodinamici Solitamente vengono utilizzati dei coefficienti adimensionali che rapportano Lift e Drag all’energia cinetica posseduta dal fluido a monte del corpo. Essi si chiamano coefficiente di lift e coefficiente di drag e sono definiti rispettivamente come: CL = M L D ; ; = = C C D M 2 2 2 1 1 1 U S U S U Sc ρ ρ ρ 2 2 2 S rappresenta, nei casi più usuali di corpi aerodinamici, la proiezione della sua superficie su un piano parallelo alla direzione del flusso. Solitamente sono diverse le aree utlizzate per profili o cilindir (bluff bodies) 17 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Forze scambiate con un profilo (1) • Definiamo un volume di controllo in cui le seioni ingresso e uscita sono sufficientemente lontane da avere una pressione costante (p=p∞) • u1 uniforme • u2 non uniforme a causa della scia • Sforzi di taglio lungo ab e hi sono trascurati • cd e gf adiacenti quindi pressione e taglio si annullano • Le forze di superficie sono date da − � 𝑝𝑝𝒅𝒅𝒅𝒅 1) distribuzione di pressione sulla superficie abhi 𝑎𝑎𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏 2) Le forze di superficie su def create dalla presenza del corpo –R’ Per un flusso stazionario la conservazione di QdM diventa: 𝑅𝑅′ = − ∯ 𝜌𝜌𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 𝑽𝑽 − ∬𝑎𝑎𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏 𝑝𝑝𝒅𝒅𝒅𝒅 (1) 18 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Forze scambiate con un profilo (2) • Prendendo la componente x dell’equazione (1), notando che le velocita’ u1 e u2 sono tutte in direzione x e che R’ e’ il Drag 𝐷𝐷 = − ∯ 𝜌𝜌𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 𝑢𝑢 − ∬𝑎𝑎𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏(𝑝𝑝𝒅𝒅𝒅𝒅)𝑥𝑥 • Per una pressione costante �(𝑝𝑝𝒅𝒅𝒅𝒅)𝑥𝑥 = 0 𝑎𝑎𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏 → 𝐷𝐷 = − � 𝜌𝜌𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 𝑢𝑢 • Lungo ab, hi, def la velocita’ e’ parallela quindi ρV·dn = 0 • Gli unici contributi vengono dalle linee ai e bh (orientate in direzione y). 𝑎𝑎 𝑏𝑏 𝐷𝐷 = − � 𝜌𝜌𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 𝑢𝑢 = − � 𝜌𝜌1 𝑢𝑢1 𝑑𝑑𝑑𝑑 + � 𝜌𝜌2 𝑢𝑢2 𝑑𝑑𝑑𝑑 (2) 𝑖𝑖 2 ℎ 19 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 2 Dipartimento di Ingegneria Industriale Forze scambiate con un profilo (3) • Ricordando l’equazione di continuita’ per il volume di controllo 𝑎𝑎 𝑏𝑏 − � 𝜌𝜌1 𝑢𝑢1 𝑑𝑑𝑑𝑑 + � 𝜌𝜌2 𝑢𝑢2 𝑑𝑑𝑑𝑑 = 0 𝑖𝑖 ℎ (3) • Moltiplicando questa per u1 e sostituendo nella (2) si ottiene 𝑏𝑏 𝐷𝐷 = � 𝜌𝜌2 𝑢𝑢2 (𝑢𝑢2 − 𝑢𝑢1 )𝑑𝑑𝑑𝑑 ℎ (4) • La quantita’ u2 –u1 e’ la diminuzione di velocita’ ad una data posizione y. Cioe’ nella scia dovuta alla resistenza del corpo, si instaura un deficit di velocita’. La quantita’ ρ2u2 e’ il flusso di massa, quindi moltiplicata per (u2-u1) da’ il decremento di quantita’ di moto. • QUINDI IL DECREMENTO DI QUANTITA’ DI MOTO E’ UGUALE ALLA RESISTENZA (DRAG) DEL CORPO. 20 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (0) • Sono possibili due approcci allo studio della Aerodinamica di un profilo, sia esso in flusso esterno o interno: Approccio TEORICO – Uno studio finalizzato alla conoscenza della portanza , (Lift) che può essere svolta con modelli teorici semplificati: Eulero – Uno studio anche degli effetti d i Drag , che richiede l’uso di altre strumenti teorici SL, che vedremo oltre. Approccio Sperimentale – Uno studio che, grazie all’uso della teoria della similitudine ed strumenti sperimentali consenta di misurare, ed generalizzare i risultati ottenuti in adeguate infrastrutture sperimentali (gallerie del vento…..) – Uno studio che può produrre risulatati validi in limitati contesti Pagina 21 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (1-Approccio TEORICO) • La velocità del suono in un fluido incomprimibile deve essere infinita e dunque qualunque perturbazione di pressione nel fluido causato dal moto di un corpo in esso viene avvertita istantaneamente ovunque. • Quando la velocità del corpo è molto inferiore alla velocità del suono del fluido in cui si muove, il regime di flusso sarà assimilabile a quello di un fluido incomprimibile. • Poiché il profilo alare corrisponde ad una linea di corrente, su di esso il campo di pressione e di velocità sono legati dalla equazione di Bernoulli. • Si definisce circolazione per un Profilo isolato: Γ = ∫ U ⋅ dl Pagina 22 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (2) • Nel caso di flussi interni la circolazione viene calcolata – lungo un percorso fatto da un passo a monte ed a valle – lungo due percorsi distanti tra loro un passo e percorsi in senso inverso Γ = ∫ U ⋅ dl Γ = t ⋅ ∆u t Pagina 23 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Flussi elementari (1) 1. FLUSSO UNIFORME - Stazionario, irrotazionale 𝜕𝜕𝜕𝜕 = 𝑢𝑢 𝜕𝜕𝑥𝑥 𝜕𝜕𝜕𝜕 = 𝑢𝑢 𝜕𝜕𝑦𝑦 𝜙𝜙 = 𝑉𝑉∞ 𝑥𝑥 𝜓𝜓 = 𝑉𝑉∞ 𝑦𝑦 Γ = − � 𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 = −𝑉𝑉∞ 𝑙𝑙 − 0 ℎ + −𝑉𝑉∞ 𝑙𝑙 − 0 ℎ = 0 Γ = − � 𝛻𝛻 × 𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 = 0 24 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Flussi elementari (2) 2. FLUSSO SORGENTE (o POZZO) - La velocita’ varia in maniera inversamente proporzionale alla distanza da O. - E’ irrotazionale, incomprimibile 𝑐𝑐 𝑉𝑉𝑟𝑟 = 𝑉𝑉𝜃𝜃 = 0 𝑟𝑟 L’intensita’ della sorgente e’ definita come Λ = 2𝜋𝜋𝜋𝜋𝑉𝑉𝑟𝑟 (𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐) Λ ln𝑟𝑟 𝜙𝜙 = Γ = − � 𝛻𝛻 × 𝑽𝑽 � 𝒅𝒅𝒅𝒅 = 0 2𝜋𝜋 Λ 𝜓𝜓 = θ 2𝜋𝜋 25 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Flussi elementari (3) 3. DOPPIETTA - Dato da una coppia sorgente-pozzo di uguale instensita’ a distanza l. - L’intensita’ κ della doppietta e’ data da − κ= lΛ - Ogni doppietta e’ caratterizzata da una direzione delle linee di flusso. - Una doppietta e’ una singolartia’ che induce intorno ad essa un pattern del flusso a due lobi. Le combinazioni di flussi elementari finora visti (da 1 a 3) porta a flussi che NON generano lift. 26 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Flussi elementari (4) 4. VORTICE - Le linee di flusso sono linee concentriche intorno a un dato punto - La velocita’ e’ costante lungo una streamline e varia in modo inverso alla distanza dal centro. 𝑉𝑉𝑟𝑟 = 0 - 𝑐𝑐 𝑉𝑉𝜃𝜃 = 𝑟𝑟 E’ irrotazionale (𝛻𝛻 × 𝐕𝐕 = 0) tranne che al centro dove la vorticita’ e’ infinita. Calcolando la circolazione secondo la sua formula si ottiene 𝑉𝑉𝜃𝜃 = − Γ 2𝜋𝜋𝜋𝜋 cioe’ la circolazione intorno af ogni linea di flusso e’ costante. 27 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Combinazioni di Flussi elementari - Flusso uniforme + doppietta = flusso senza portanza intorno a un cilindro circolare (non viscoso). - Aggiungendo alle precedenti il vortice = Flusso a portanza intorno a un cilindro. Combinando le relazioni relative ai singoli flussi elementari si ottiene che per questo tipo di flusso 𝐿𝐿 = 𝜌𝜌∞ 𝑉𝑉∞ Γ 28 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (4) • Questo tipo di flusso vale anche per un profilo alare. • Teorema di Kutta-Joukowski – La forza per unità di lunghezza agente su una sezione trasversale di un profilo cilindrico con velocità U∞ relativa al fluido in cui è immerso è pari a: L = ρU ∞ ⋅ Γ D = 0 • La curva deve includere l’origine del vortice (unico punto in cui la vorticita’ non e’ nulla) per avere una circolazione non nulla Pagina 29 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (3) • Problema della circolazione: la circolazione di fluido intorno al profilo nasce per effetto della presenza della viscosità, nella fase di moto iniziale, ma può essere calcolata e simulata anche con il calcolo Euleriano purché si scelga fra le possibili soluzioni quella più “realistica” • Esiste un numero infinito di soluzione teorica alla teoria potenziale, ma in realta’ una sola viene attuata. • Un corpo con trailing edge appuntito che si muove in un fluido crea attorno a sé una circolazione se scegliamo un punto di ristagno sul trailing edge (imm. 2) Γ>0 L=0 L = ρV∞ Γ Γ=0 1 2 Pagina 30 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Aerodinamica incomprimibile (4) • Condizione di Kutta: – corrisponde ad imporre , dall’esterno, la posizione del punto di ristagno a valle (sul trailing edge) – più realistica è questa condizione e più corretto sarà il valore della circolazione e quindi della portanza calcolato • Senza attrito si potrebbe avere Lift? - Il lift e’ principalmente dovuto alla pressione sul profilo, per cui una teoria non viscosa (Euleriana) puo’ ben predire il Lift. Ma se non ci fossero effetti viscosi NON si genererebbe Lift. La presenza dell’attrito e’ il motivo per cui si genera Lift. La ragione per cui la natura «applica» la condizione di Kutta lasciando il T.E. in modo continuo e’ che lo strato limite viscoso rimane attaccato alla superficie fino al T.E. Quindi se non ci fosse attrito non ci sarebbero le condizioni per generare Lift. Pagina 31 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Profilo investito da un flusso U (1)-Approccio Sperimentale • Solitamente vengono utilizzati dei coefficienti adimensionali che rapportano Lift e Drag all’energia cinetica posseduta dal fluido a monte del corpo. • Sperimentalmente in gallerie del vento si puo’ misurare la distribuzione sulla superficie e calcolare il Cp. 𝑝𝑝 − 𝑝𝑝∞ 𝐶𝐶 = 𝑝𝑝 • Dalla distribuzione di pressione si calcola il CL. 1 2 𝑐𝑐 1 𝑐𝑐 𝑐𝑐𝑛𝑛 = � 𝐶𝐶𝑝𝑝,𝑠𝑠𝑠𝑠 − 𝐶𝐶𝑝𝑝,𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑑𝑑𝑑𝑑 + � 𝑐𝑐 0 0 2 𝜌𝜌𝑈𝑈∞ 𝑑𝑑𝑦𝑦𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑑𝑑𝑦𝑦𝑠𝑠𝑠𝑠 − 𝑐𝑐𝑓𝑓,𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑐𝑐𝑓𝑓,𝑠𝑠𝑠𝑠 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑐𝑐 𝑑𝑑𝑦𝑦𝑝𝑝𝑝𝑝 1 𝑐𝑐 𝑑𝑑𝑦𝑦𝑠𝑠𝑠𝑠 − 𝐶𝐶𝑝𝑝,𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑐𝑐𝑎𝑎 = � 𝑐𝑐𝑓𝑓,𝑠𝑠𝑠𝑠 − 𝑐𝑐𝑓𝑓,𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑑𝑑𝑑𝑑 + � 𝐶𝐶𝑝𝑝,𝑠𝑠𝑠𝑠 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑐𝑐 0 0 Suction side 𝐶𝐶𝑙𝑙 = 𝑐𝑐𝑛𝑛 cos 𝛼𝛼 − 𝑐𝑐𝑎𝑎 sin 𝛼𝛼 Pressure side Pagina 32 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Profilo investito da un flusso U (2) • La portanza è la forza che sostiene il corpo mentre la forza D rappresenta invece la resistenza offerta dal corpo al flusso. • Nel caso di corpi non aerodinamici (i.e. autoveicoli) la D è espressa in funzione della sezione frontale A: D = ρU A ⋅ C D 1 2 2 Pagina 33 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Profilo investito da un flusso U (3) • Simulazione numerica della portanza , che è la forza che sostiene il corpo, attraverso la valutazione delle pressioni. Pagina 34 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Profilo investito da un flusso U (4) • La resistenza,che non può essere valutata con strumenti teorici – non viscosi, si articola in due forme: – Friction drag: la forza resistente dovuta all’attrito sulla superficie del corpo che generano le azioni di taglio alla parete. Si valutano attraverso lo studio dello strato limite – Pressure (form) drag: la forza resistente dovuta alla pressione che si esercita in direzione parallela al flusso ed è dovuta alla presenza di zone di flusso separate Laminare Turbolento Questa fenomenologia è comunque associata allo SL che vedremo poi. Pagina 35 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Lift e drag per profili alari (1) • Spesso i profili alari vengono caratterizzati da grafici, come quelli sottostanti, riportanti i valori di CL e CD in funzione dell’angolo d’attacco. • Nella figura a è facilmente individuabile l’angolo di stallo, ovvero l’angolo d’attacco oltre il quale la portanza decresce drasticamente pregiudicando il funzionamento dell’ala. CL Pagina 36 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale NOMENCLATURA PROFILI ALARI Max. spessore in centesimi di corda Serie NACA four-digits NACA 2412 Max camber in centesimi di corda Posizione max. camber in decimi di corda • NACA 00xx : serie simmetriche per cui il lift per α = 0 e’ nullo. • Per profili con camber positivo l’angolo per cui il L = 0 e’ negativo 37 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale NACA 4412 Re = 2.1·105 38 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale • Un risultato importante e’ che sia per profili simmetrici che cambered la pendenza teorica del CL e’ costante • Thin airfoil theory: linea di camber in buona approssimazione uguale alla corda: 𝑑𝑑𝐶𝐶𝐿𝐿 𝐶𝐶𝐿𝐿 = 2𝜋𝜋𝜋𝜋 = 2𝜋𝜋 𝑑𝑑𝛼𝛼 • Per profili cambered si ottiene invece. 𝐶𝐶𝐿𝐿 = 2𝜋𝜋𝜋𝜋 + 𝑓𝑓(𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔𝑔) ugualmente pero’ 39 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 𝑑𝑑𝐶𝐶𝐿𝐿 = 2𝜋𝜋 𝑑𝑑𝛼𝛼 Dipartimento di Ingegneria Industriale Lift e l’influenza dello Strato limite Turbolento Laminare Pagina 40 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Lift e drag per profili alari (4) • I coefficienti di Lift e di Drag di un profilo alare possono essere alterati, a seconda delle condizioni di volo, tramite l’utilizzo di flaps. • Essi vengono utilizzati in fase di decollo e di atterraggio, quando è necessaria un’alta portanza anche a basse velocità. • Quando l’aereo si trova a velocità e quota di crociera i flaps vengono ritirati per ridurre il Drag. Pagina 41 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Trailing edge flap (aumenta camber) 42 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Leading edge flap Dipartimento di Ingegneria Industriale Leading edge slat 43 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Profilo investito da un flusso U –Mach >1 • Disturbo non trascurabile – ostacolo cuneiforme o tale da non generare un urto ortogonale alla corrente principale • L’urto si dice obliquo perché generato in un punto del campo di moto che poi si propaga con un angolo rispetto alla corrente principale • urti obliqui generati da: – ostacoli non allineati con il flusso – corpi non aerodinamici – curvature del flusso indotte da pareti di confinamento non rettilinee Pagina 44 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Presenza di un ostacolo o perturbazione per M>1 Urto retto Urto obliquo Pagina 45 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Tipi di urti: generalità • Urti retti: teoria monodimensionale – relazioni di Rankine-Hugouniot • Urti obliqui: teoria bidimensionale di Prandtl-Meyer isentropica – tabelle per la determinazione delle caratteristiche semplificate di urti obliqui • (Mach waves o onde di Mach) • Urti obliqui: teoria non isentropica – tabelle per la determinazione delle caratteristiche esatte di urti obliqui • (onde diverse da quelle di Mach) • Urti curvi: non è possibile una trattazione semplice Pagina 46 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Urti obliqui e ventagli di espansione su corpi aerodinamici M=1.84 M=2.1 Pagina 47 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014 Dipartimento di Ingegneria Industriale Urti obliqui e ventagli di espansione su corpi non-aerodinamici M=1.53 M=3.6 Flusso separato Urto staccato Pagina 48 Scuola di Ingegneria – Corso di Fluidodinamica e Macchine – A.A. 2013-2014