«Strumenti e misure di politica attiva del lavoro attraverso azioni di orientamento professionale,
sostegno alla transizione e all’occupazione,
professional networking, rivolte a disoccupati e inoccupati, con particolare attenzione ai giovani
neet»
NUOVE PROFESSIONI E COMPETENZE
DEL MERCATO DEL LAVORO LOCALE
SEMINARIO A CURA DI WORKOPP S.P.A
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Chi è Workopp
•
Workopp SpA è una Agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero del lavoro e della Previdenza
Sociale per l’erogazione di servizi di Intermediazione, Ricerca e Selezione del personale, supporto
alla Ricollocazione.
•
Workopp opera su scala nazionale per offrire alle imprese soluzioni tempestive e personalizzate
per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, tramite un affiancamento continuo all’azienda
e al lavoratore.
•
Workopp S.p.A. fa parte di una rete di società attive dal 1990 nell’ambito dei servizi formativi, di
crescita delle risorse umane, di consulenza gestionale ed organizzativa per le imprese.
•
Workopp offre servizi di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e non tratta la
somministrazione di lavoro interinale.
•
Si occupa, in particolare, di processi di ricollocazione a supporto delle aziende in crisi e in
integrazione con gli enti locali.
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Obiettivo del laboratorio
Fornire uno spaccato del mercato del lavoro:
Analizzando a diversi livelli, internazionale, nazionale
e locale le professioni più richieste da
oggi al 2020
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Orientarsi in questo momento è più che mai fondamentale.
Il mercato del lavoro è in continua trasformazione.
In un momento difficile come questo rimanere sempre aggiornati è
fondamentale se si vuole trovare un impiego.
Ogni settore, infatti, ha le sue figure più ricercate, quelle in cui conviene
specializzarsi per ridurre al minimo le possibilità di ritrovarsi alle prese con
l'infinita ricerca di un lavoro.
Essere a conoscenza delle professioni più richieste nei settori trainanti
l’economia attuale è utile per orientarsi se ancora non si hanno le idee chiare
per il proprio futuro o se, magari, si ha bisogno di affinare le proprie
competenze in maniera funzionale a una ricollocazione.
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Per un orientamento funzionale a una ricerca attiva del lavoro coerente con le
nuove tendenze occupazionali e i nuovi sistemi di ricerca lavoro online
segnaliamo l’opportunità di partecipare ai seguenti laboratori:
- NUOVE TECNOLOGIE PER LA RICERCA DEL LAVORO: PROFESSIONAL
NETWORKING E JOB HUNTING
- STRUMENTI E STRATEGIE DI SVILUPPO PER UNA NUOVA OCCUPAZIONE ED
IMPIEGABILITA’: IL PROGETTO PROFESSIONALE
I PROSSIMI LABORATORI SARANNO ATTIVATI DAL 29 AGOST0
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Professioni più richieste in Europa
Analisi della commissione Europea sul mercato occupazionale dell’Europa
ISTRUZIONE E SANITÀ IN TESTA
•
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•
Addetti alla cura della persona e operatori sociosanitari
Insegnanti di scuola materna e primaria
Informatici e sviluppatori di app
Ingegneri: meccanici, metallurgico-minerari, elettrotecnici, elettronici, chimici e
civili
Specialisti dell’educazione e della formazione: i consiglieri dell’orientamento,
formatori ed esperti nella progettazione formativa e curriculare
Specialisti in contabilità e in problemi finanziari
Agronomi e i biochimici
Manager commerciale e finanziario
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Professioni più richieste in Italia
Sistema informativo excelsior Union Camere
..Nei prossimi 5 anni
• Esercizi commerciali (settore alberghiero e ristorazione)
• Servizi sociali e Sanitari (OSS, Educatore Professionale)
• Culturali
• Agricoltura -> figure tecniche (sommelier, affinatore di formaggi, stagionatore di
miele, personal trainer dell’orto, etc..)
• Green Economy -> figure nuove (energy manager, progettista di energie
rinnovabili, geometra ambientale, certificatore energetico, eco-industrial designer,
ingegnere ambientale, architetto paesaggista, agronomo, botanico, ecologo,
agricoltore bio, climatologo, idrogeologo, chimico ambientale, eco-auditor, ecochef
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Professioni richieste nelle Marche:
previsione
Settori che hanno un peso economico sempre
maggiore nella filiera produttiva pesarese:
• TURISMO
• MACROTRONICA
• DOMOTICA
• ECONOMIA DIGITALE
• GREEN-ECONOMY
• SERVIZI PER L'AMBIENTE
• SETTORI INNOVATIVI WEB 2.0 • SALVAGUARDIA PAESAGGIO
• METALMECCANICA
• BACINI CULTURALI
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Le richieste delle imprese
(rapporto McKinsey)
47% dei casi faticano a trovare dipendenti per ricoprire il ruolo
offerto;
a mancare sono le giuste competenze.
Esempio:
Secondo i datori di lavoro solo il
23% dei candidati conosce sufficientemente la lingua inglese e il
18% ha conoscenze informatiche idonee
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CHE COSA CERCANO LE AZIENDE:
•
Cresce progressivamente l’apprezzamento del mercato per le soft skills
•
la conoscenza di più lingue straniere e l’attitudine a muoversi in contesti
multiculturali e internazionali sono elementi fondamentali
•
la conoscenza e soprattutto la dimestichezza a muoversi nella rete
•
predisposizione al cambiamento, all’adattabilità, dimensioni che sempre più
connotano i contesti lavorativi al giorno d’oggi.
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Dalla parte delle Aziende
(Rapporto fondazione Censis febbraio 2014)
Indagine 600 aziende con più di 20 dipendenti
Innovazioni e strategie apportate per superare la crisi
Alcune tendenze di fondo:
• Tendenziale proiezione all’acquisizione di competenze del tutto
nuove
• Attenzione crescente alla dinamica organizzativa interna
• Un grande “sforzo” nell’aggiornamento e revisione dei profili
professionali già esistenti
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Settori professionali in esame:
Metalmeccanica
Domotica
Web Economy 2.0
Turismo
Green Economy
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IL SETTORE METALMECCANICO
Per metalmeccanica si intende la produzione
metallurgica e meccanica
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IL SETTORE METALMECCANICO
È UNO DEI COMPARTI PRODUTTIVI TRAINANTI
NEL CONTESTO DELL’ECONOMIA ITALIANA:
• L'occupazione metalmeccanica rappresenta
circa il 10% dell'intera economia ed il 47,4%
dell'industria manifatturiera.
• Il settore metalmeccanico a Pesaro da impiego
al 38% degli occupati.
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IL SETTORE METALMECCANICO
• Il settore industriale metalmeccanico, con l'esclusione
quindi delle imprese artigiane, si compone di circa
60.000 imprese che occupano oltre 1.600.000 addetti.
• La dimensione media: 27 dipendenti  forte presenza
di imprese medio piccole che costituiscono la struttura
portante della nostra economia.
• Le imprese con meno di 200 dipendenti
rappresentano il 98,3% del totale ed occupano il 59%
degli addetti complessivi.
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IL SETTORE METALMECCANICO
I seguenti dati sono i riferimenti nazionali che ci fornisce attualmente Federmeccanica
(Federazione sindacale dell’Industria Metalmeccanica Italiana):
IMPRESE ED ADDETTI PER CLASSE DIMENSIONALE
Addetti Imprese
Imprese
Classe Addetti
112.496
34.411
< 10
151.763
10.977
10 - 19
276.465
8.942
20 - 49
216.616
3.143
50 - 99
198.893
1.456
100 - 199
49.981
225
200 - 249
152.995
450
250 - 499
114.502
168
500 - 1.000
350.950
122
> 1.000
1.624.661
59.894
TOTALE
Si evidenzia come, in questo settore in particolare, l’alta concentrazione dei
lavoratori lavori alle dipendenze di imprese di medie e grandi dimensioni.
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L'industria metalmeccanica riveste in tutti i paesi industriali un ruolo particolarmente
rilevante sia dal punto di vista quantitativo, in termini di occupazione, valore aggiunto e
scambi internazionali, sia per il ruolo strategico che assolve.
Produce infatti la totalità dei beni di investimento in macchine e attrezzature attraverso
i quali trasmette l'innovazione tecnologica a tutti i rami dell'industria e agli altri settori
dell'economia.
Lo sviluppo industriale e il mantenimento dei livelli di competitività dell'intero comparto
industriale dipendono dunque in larga misura dalla capacità del settore metalmeccanico
di crescere e rinnovarsi perseguendo costantemente la politica dell'innovazione.
Ciò vale ancor di più per quei paesi, tra cui l'Italia, essenzialmente trasformatori che
giocano il loro sviluppo sulla capacità di competere ed esportare.
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I SETTORI
 La Siderurgia
 I Mezzi di Trasporto
 Le Fonderie
 La Navalmeccanica
 L'Aeronautica
 Le Macchine Utensili – I Centri di Lavoro
 L'Elettronica, L'Informatica, Le Telecomunicazioni
 L'Elettromeccanica
 L'Impiantistica
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L’ELETTRONICA
L'elettronica è l'insieme delle conoscenze e delle metodologie teoriche e pratiche utilizzate per
la progettazione e realizzazione di sistemi e apparati hardware in grado di elaborare grandezze
fisiche sotto forma di segnali, spesso contenenti informazione, per svariati tipi di applicazioni.
L'elettronica, assieme all'informatica e alle telecomunicazioni, riassunte sotto la denominazione
di Information and Communication Technology (ICT), rappresenta a tutt'oggi uno dei settori
economici trainanti della cosiddetta terza rivoluzione industriale.
LE MACCHINE UTENSILI
Una macchina utensile è una macchina atta a trasformare forma e dimensione di oggetti di qualsiasi
materiale, mediante asportazione selettiva di sovramateriale in varie forme, tramite utensili.
L’ELETTROMECCANICA
L'elettromeccanica è il settore delle costruzioni meccaniche concernente una macchina elettrica, sia
statica (trasformatore-raddrizzatore-inverter) che rotante (motore elettrico -generatore).
L’IMPIANTISTICA
L’attività di impiantistica consiste in qualsiasi intervento agli impianti posti al servizio degli edifici,
indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative
pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna
della fornitura.
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ANALISI DEL SETTORE METALMECCANICO:
MECCANICA
MACRO
COMPARTI
MECCANICA
DI BASE
MICRO
COMPARTI
ELETTRONICA
MICRO
COMPARTI
MEZZI DI
TRASPORTO
MICRO
COMPARTI
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Profili professionali maggiormente richiesti dal
settore metalmeccanico:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Operaio addetto al montaggio meccanico
Addetto al controllo qualità
Saldatore
Tornitore
Fresatore
Addetto stampaggio
Piegatore lamiera
Verniciatore
Addetto macchine CNC
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Competenze professionali maggiormente
richieste dal settore metalmeccanico:
•
•
•
•
•
Lettura e comprensione del disegno meccanico
Conoscenza dei materiali e delle lavorazioni
Utilizzo e programmazione macchinari CNC (computer numerical control )
Utilizzo macchinari utensili tradizionali (tornio, fresa, alesatrice, etc)
Utilizzo strumenti di misura specifici (micrometro, calibro, macchina
tridimensionale, etc) e le tolleranze possibili
• Viene richiesto di frequente un titolo di studio tecnico
Dall’indagine annuale Excelsior promossa da Unioncamere sul tipo di
professioni più richieste dalle imprese metalmeccaniche, emerge la domanda
di una preparazione professionale piuttosto elevata, arricchita da
conoscenze informatiche e da un continuo aggiornamento.
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IL SETTORE DOMOTICA
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IL SETTORE DOMOTICA
LA DOMOTICA: COS’E’? CHI CI LAVORA?
• Si tratta di una scienza che si occupa dell'applicazione di elettronica e
informatica all'organizzazione delle vita domestica (elettrodomestici e
sistemi di controllo), e dell'utilizzo delle relative apparecchiature
• Il termine deriva dalla fusione di domus (dal latino "casa") + robotica: è
la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte
a migliorare la qualità della vita nella casa
• Questa area fortemente interdisciplinare richiede l'apporto di molte
tecnologie e professionalità, tra le quali ingegneria edile, ingegneria
energetica, automazione, elettrotecnica, elettronica, telecomunicazioni ed
informatica
• LA DOMOTICA NASCE ATTORNO AGLI ANNI ‘70 E STA PROGRESSIVAMENTE
DIVENTANDO UN BACINO OCCUPAZIONALE DI NICCHIA DEL NOSTRO
PAESE, anche se per molti non è ancora un mercato maturo.
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IL SETTORE DOMOTICA
L'intelligenza è l'elemento fondamentale di un
sistema di domotica
Ha il compito di realizzare le azioni e di monitorare
costantemente lo stato dei vari dispositivi.
Normalmente è realizzata mediante apparecchiature
elettroniche e può essere di tipo centralizzato o distribuito
nell'edificio.
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IL SETTORE DOMOTICA
ABBIAMO DETTO CHE LA DOMOTICA E’ UNA SCIENZA
INTERDISCIPLINARE, MA COME E CON COSA SI INTEGRA?
-
INFORMATICA
TELECOMUNICAZIONI
ELETTRONICA DI CONSUMO E SVAGO
ELETTRODOMESTICI
IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA
ROBOTICA DOMESTICA
IMPIANTI DI SICUREZZA
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IL SETTORE DOMOTICA: LE APPLICAZIONI
La domotica ha molteplici applicazioni ed attualmente sono
presenti sul mercato dispositivi in grado di offrire soluzioni a
esigenze molto varie e diverse tra loro.
In generale i settori di applicazione della domotica possono
essere così suddivisi:
SICUREZZA:
•
Anti-intrusione
•
Videosorveglianza
•
Videocitofonia
•
Rilevatori perdite d'acqua, presenza fumo o gas
•
Controllo accessi
•
Telesoccorso
•
Controllo ambientale audio e video
AUTOMAZIONE:
•
Cancelli e porte
•
Tapparelle e persiane
•
Serrande
•
Tende da sole
•
Infissi e lucernai
•
Controllo e gestione carichi elettrici
COMFORT
•
Controllo e gestione delle temperature
•
Controllo e gestione dell'illuminazione
•
Controllo e gestione degli elettrodomestici
•
Trasmissione integrata
•
Sistema video
INTRATTENIMENTO:
•
Home Theater
•
TV terrestre, digitale terrestre, digitale
satellitare, via cavo
•
Telefonia e nuovi sistemi di comunicazione
•
Diffusione sonora etc
VARIE:
•
Irrigazione aree verdi
•
Controllo delle pompe sommerse
•
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IL SETTORE DOMOTICA
Anche nel nostro territorio operano diverse aziende nel settore
domotica, diverse di queste lavorano parallelamente anche in
ambito elettrico.
Competenze in ambito elettrico e
domotico possono e dovrebbero essere
implementate insieme.
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IL SETTORE DOMOTICA
Profili professionali maggiormente richiesti dal
settore domotica:
•
•
•
•
Consulente energetico/Agente
Progettista
Tecnico programmatore
Installatore
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IL SETTORE DOMOTICA: LE COMPETENZE RICHIESTE
•
•
•
•
•
•
•
•
Lettura e comprensione del disegno elettrico
Viene richiesto di frequente un titolo di studio tecnico elettrico, elettronico, o
lauree inerenti
Ottima conoscenza dei software standard per automazione ufficio/casa
Ottima conoscenza della struttura hardware e software di un personal computer
Ottima conoscenza di almeno un linguaggio di programmazione
Buona conoscenza dei software per disegno meccanico ed elettrico
Buona conoscenza della lingua inglese
Conoscenza dei processi, sistemi di building automation e domotica, sistemi di
sicurezza, sistemi di telecontrollo e sistemi di controllo produzione metodi di
misura e interfacciamento sensori, architetture di rete WAN e LAN e protocolli di
comunicazione, linguaggi di programmazione Visual Basic, C, C++, Visual C++, C ,
Java, HW e SW PLC.
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Il settore della Web Economy 2.0
Da un rapporto della
Boston Consulting, commissionato da Google:
• La web economy pesa 56 miliardi di PIL nel
2012
• 1 posto scomparso nell’attività tradizionale
corrisponde a 1,8 posti generato dalla web
economy
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Il settore della Web Economy 2.0
I nuovi mestieri nell’era del web 2.0:
La parola d’ordine è interattività;
le aziende stanno iniziando a sfruttare
uno dei vantaggi più grandi di internet,
cioè rilevare cosa l’utente veramente
desidera e le proprie particolari
esigenze:
il consumatore decide il prezzo che è
disposto a pagare, stabilisce le
modalità di erogazione di un servizio,
decide se accordare all’impresa il
permesso di inviargli informazioni e
materiale pubblicitario, invia commenti
e richieste.
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Il settore della Web Economy 2.0 - Le professioni:
COMMUNITY MANAGER (facilitatore di comunità)
Il suo ruolo è quello di animare, proporre, coinvolgere, orientare la communità di
riferimento allo scambio quotidiano degli internauti e l’azienda che rappresenta.
L’obiettivo è quello di provocare un coinvolgimento reciproco tra gli inernauti e
l’azienda di cui è portavoce, far produrre contenuti agli internauti (ottenere un
feedback), apportare informazioni utili e utilizzabili dall’azienda che rappresenta.
Caratteristiche professionali:
Conoscenza approfondita del prodotto e il mondo che ne deriva internamente e
esternamente all’azienda.
La formazione è necessaria su più fronti: giornalismo, public relation,
comunicazione e gestione degli strumenti web 2.0.
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Il settore della Web Economy 2.0 - Le professioni:
CONTENT MANAGER (Responsabile dei contenuti)
Il suo ruolo è quello di creare, sviluppare, scoprire contunuti sul web, da
mettere a disposizione della comunità di riferimento e degli internauti in
generale per favorire l’interscambio.
L’obiettivo è alimentare il flusso d’informazioni messo a disposizione sul web,
studiare il giusto canale per produrre contenuti corretti nel momento giusto,
offrire visibilità ad un progetto, una marca, un’idea.
Caratteristiche professionali:
Ampia conoscenza di internet dal punto di vista tecnico, esperienza di
immagine e della tecnica di scrittura dei testi per il web, buona dose di
creatività. Attuale figura presente nelle web agency.
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Il settore della Web Economy 2.0 - Le professioni:
SOCIAL BUSINESS DEVELOPER (resp. commerciale 2.0)
Il suo ruolo è quello di sviluppare, organizzare, gestire e arricchire il business
tradizionale per offrire un canale di distribuzione diverso e complementare.
L’obiettivo è quello di sviluppare le vendite all’interno dei social networks da
parte dei Pure Players, e dei commercianti (Tailers), assicurare una forte
visibilità ai prodotti/servizi dei clienti.
Caratteristiche professionali:
E’ esperto di marketing e comunicazione visiva, con un’ottima capacità di
analisi, per interpretare l’andamento del mercato e anticipare le possibili
mosse dei competitors sia a breve che ha lungo termine.
Il suo team: marketing manager e sales manager.
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IL SETTORE TURISMO
Col termine turismo si può intendere il comparto
industriale e commerciale, del settore terziario, che si
occupa di fornire servizi tangibili come: trasporti, servizi di
ospitalità, strutture ricettive e altri servizi correlati (guide
turistiche; ingresso in musei, fiere, parchi naturali e altre
attrazioni turistiche; servizi di assicurazione per il
viaggiatore) servizi di ristorazione e intrattenimento.
A questo settore appartengono i fornitori ultimi di servizi
e gli intermediatori come operatori turistici e agenzie
turistiche.
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IL SETTORE TURISMO
Per l'Italia il settore turistico è un comparto
economico di prima grandezza con una
incidenza nel PIL ufficiale del 7% e un milione di
occupati.
Ogni anno le strutture ricettive accolgono oltre 80
milioni di persone con circa 350 milioni di
pernottamenti.
(Fonte: Legambiente)
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IL SETTORE TURISMO
I dati a livello Europeo:
• il turismo rappresenta più del 5% del PIL dell’Ue-27 (stima della direzione generale per le
imprese e l’industria della Commissione Europea).
• Il settore della recettività turistica da lavoro a 24 milioni di persone (Eurosat)
• L’occupazione totale nell’insieme dell’industria del turismo è stimata tra 12 e 14 milioni di
persone
• L’Italia, nell’ambito dei paesi Ue27, è l’ottavo paese per quota di occupati nel settore turistico.
Prima dell’Italia si collocano Malta (8,4%), Spagna (7,2%), Grecia (6,9%), Cipro (6,7%),
Portogallo, Austria e Irlanda (tutte con il 6,1%). In coda alla graduatoria Polonia e Romania
(Dati Istat).
A livello mondiale, i dati sono positivi.
Secondo le stime diffuse a inizio 2014 dall’Organizzazione mondiale del turismo, gli arrivi
da turismo internazionale nel 2013 hanno raggiunto la cifra record di 1 miliardo e 87
milioni, il 5% in più rispetto al 2012.
Nonostante il ristagno dell’economia globale, l’industria dei viaggi internazionali continua
a registrare una crescita superiore alle aspettative.
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professional networking, rivolte a disoccupati e inoccupati, con particolare attenzione ai giovani neet “ Materiale a cura di Workopp S.p. A.
IL SETTORE TURISMO: tendenze occupazionali
Il settore turistico conta quasi 1 milioni di posti di lavoro in Italia, una cifra che
rappresenta il 5% dell’occupazione nazionale (dati Istat); il numero degli occupati
continuerà ad incrementarsi nei prossimi 10 anni.
Se si considera anche l'apporto indiretto e indotto determinato dal turismo anche in
altri settori, come gli acquisiti dell'offerta e il food&beverage, il totale delle
occupazioni generate nel 2012 salgono a quasi il 12%, con 2.681.000 occupati, con una
prospettiva al 2023 a superare i 3 milioni.
Il turismo è settore trainante anche dell’occupazione giovanile. Dall’industria dei
viaggi, con agenti e tour operator, al settore alberghiero e della ristorazione, il settore
offre sempre più opportunità ai giovani.
Il settore garantisce anche stabilità economica visto che i lavoratori assunti con
contratto a tempo indeterminato rappresentano il 67% del totale.
(Fonte: Quarto osservatorio sul mercato del lavoro del turismo in Italia)
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IL SETTORE TURISMO: Dati occupazionali
L’industria turistica italiana ha visto una forte ripresa a metà anno 2013, con l’inizio dell’estate. E’
solo dal secondo semestre dell’anno che, grazie alle vendite estive, i dati sul comparto turistico
volgono al positivo. Con il dato finale di +1,9% rispetto al 2012 del tasso di occupazione nelle
strutture ricettive, pari al 42,5% delle disponibilità.
- le strutture del ricettivo complementare (villaggi turistici, rifugi, ostelli e agriturismi) registrano dati
negativi a fine anno, con una contrazione dell’occupazione media che va dal 6,9% per i villaggi al 2,4%
per gli agriturismi.
- il comparto alberghiero registra rispetto al 2012 un recupero del +3,5% con un saldo annuale pari al
47,5%. Le categorie superiori degli alberghi registrano tassi medi annui di vendita anche più alti: nei 5
stelle il 58,3% (+2,5%), nei 4 stelle 54,9% (+4,6%).
A livello regionale:
- segnali di ripresa si registrano nel nord est, dove, con un tasso medio del 45,6%, si registra
un +3,4% rispetto al 2012
- nel nord ovest il saldo si attesta al 40,4%
- nel centro Italia si registra una crescita dell’1,6%, sud e isole +1,8%.
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IL SETTORE TURISMO: Dati occupazionali
L’occupazione nelle strutture ricettive interessa maggiormente le città d’arte, in
crescita del 4,3%, e le destinazioni lacuali, sebbene in calo sull’anno precedente di
2 punti percentuali.
Le regioni con una maggiore quota di occupati nel settore turistico sono:
- Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano (rispettivamente 8,7 e 10,8%)
- Liguria e Toscana (entrambe con 6,8%)
- Sardegna (6,4%).
La più bassa quota di occupati nel settore si osserva in Basilicata e in Lombardia
(entrambe al 3,9%).
L’incremento invece della quota di occupati del settore è stato più accentuato nel
Centro, grazie soprattutto all’apporto della Toscana
(+1,9); tra le regioni in cui il peso occupazionale del turismo è aumentato di più vi
sono anche l’Abruzzo (+1,8) e la Calabria (+1,3).
(Unioncamere ha diffuso i dati relativi al 2013 sul turismo)
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IL SETTORE TURISMO: LE PROFESSIONI
Sulle professioni tradizionali (gestore o direttore di struttura d’accoglienza, operatore
turistico, etc. ), che rimangono ovviamente le più richieste, sarà indispensabile una
riqualificazione orientata alla qualità (conoscenza delle lingue, informatica).
Le professionalità nuove sono quelle legate sia alle nuove forme di turismo sia alle
nuove modalità di gestione del business (in rete nel territorio e sulla rete):
organizzatori dell’offerta e dei network delle risorse turistiche, organizzatori di servizi
culturali ed ambientali, programmatori e organizzatori d'eventi, procacciatori di risorse
finanziarie, promotori di marketing e comunicazione di area e di network, gestori di
nuove forme ricettive.
Il loro sviluppo è in gran parte legato a quello dei turismi del futuro: quello culturale e
quello ambientale.
In questo caso le competenze richieste sono prevalentemente manageriali e
richiedono una formazione di livello superiore generalmente universitaria e postuniversitaria.
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IL SETTORE TURISMO: LE PROFESSIONI
Infine le professionalità innovative e di frontiera che, anche se
quantitativamente ancora limitate, si muovono in direzione di un turismo
poliedrico e intersettoriale, per servire sempre meglio bisogni di nicchia.
Si tratta di consulenti, analisti di mercato sul web, costruttori di network
territoriali di risorse turistiche (tutti volti a gestire la complessità del
sistema), di imprenditori innovativi e di nicchia.
Queste figure trovano le loro competenze in lauree non specialistiche,
soprattutto umanistiche, da master e corsi di specializzazione e hanno
maturato esperienze anche in altri settori rispetto a quello turistico.
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IL SETTORE TURISMO: LE COMPETENZE
TRASVERSALI
Il settore turismo comprende un insieme di attività molto ampio e
diversificato che va dalle mansioni che richiedono livelli bassi di competenza
per arrivare a professioni altamente specializzate.
E’ indispensabile per tutti i profili professionali impiegati in quest’area
possedere:
• ottime capacità relazionali, comunicative e di orientamento al cliente
• saper lavorare in gruppo e interfacciarsi con le altre figure professionali
coinvolte
• per i profili che hanno rapporti diretti con il turista/cliente è richiesta una
buona dose di autocontrollo, resistenza allo stress e flessibilità
• le professioni che occupano ruoli gestionali e di coordinamento devono
essere in grado di organizzare la propria attività e quelle altrui e
possedere doti di leadership.
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IL SETTORE TURISMO: LE COMPETENZE
DI BASE
• conoscere le lingue, le tradizioni e le culture dei mercati emergenti
• avere confidenza con le nuove tecnologie, sia con la progettazione tecnica,
strutturale e grafica di un sito web, ma soprattutto con i motori di ricerca,
con la gestione dei Social Network, con il monitoraggio delle web
reputation aziendali
• conoscere il revenue management, cioè con le strategie per ottimizzare i
guadagni di un'azienda, riducendo i costi e massimizzando il fatturato.
Oltre a queste competenze di base comuni, ciascuna figura
professionale dell’area deve possedere proprie specifiche competenze
tecniche e saper utilizzare adeguati strumenti di lavoro.
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IL SETTORE TURISMO: IL PROFILI
RICERCATI
•
Tra i nuovi profili ricercati del settore spiccano le nuove competenze legate al web
e ai social network, con una sempre più ampia diversificazione delle professioni
dovuta all’evoluzione tecnologica
•
Crescono anche i profili legati alle destinazioni ed alle esperienze da far vivere al
turista
•
Tra i profili più richiesti, vi è anche il revenue/pricing, colui che si occupa di
ottimizzare le entrate modificando le tariffe attraverso la gestione delle leve di
prezzo e di inventario, ad es. per un hotel scegliere il canale distributivo più
vantaggioso tra i servizi di booking
•
Sono sempre ricercate le figure tradizionali, perno dell’accoglienza e
dell’hotellerie, quali il concergie, il capo ricevimento, la governante, che trovano la
loro evoluzione nelle figure nuove del maggiordomo e del guest relations
soprattutto nell’offerta alberghiera di lusso.
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professional networking, rivolte a disoccupati e inoccupati, con particolare attenzione ai giovani neet “ Materiale a cura di Workopp S.p. A.
IL SETTORE TURISMO
Oltre al lavoro dipendente, l’interesse si sta orientando anche verso nuove
iniziative imprenditoriali: come i vari servizi di booking, che lavorano sempre
più sulla disintermediazione dell’offerta, dando strumenti al consumatore o
all’operatore per andare direttamente sul mercato.
Uno dei campi più promettenti sono le app, che sfruttando la
georeferenziazione, danno contenuti o servizi a valore aggiunto. O ancora le
startup che fanno leva sul social marketing e sullo storytelling dei luoghi.
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IL SETTORE TURISMO: PROFILI RICERCATI
Esistono anche profili professionali del tutto nuovi e molto particolari, dove le
competenze
tecnico-informatiche, si uniscono a quelle specifiche del settore
Channel Manager: si occupa della gestione dei canali commerciali e di comunicazione
dell'azienda, oltre che della reportistica prevista per il sito Internet aziendale al fine di
estrarre ed analizzare i dati di performance delle campagne di marketing
All-line advertiser: corrisponde alla mente che costruisce le campagne dell'e-marketing. Ha la
capacità di ideare la promozione dell'azienda all'interno della rete e nasce dalla nuova
esigenza di avere un collegamento diretto e costante con il potenziale cliente. Ha infatti il
compito di tracciare la strategia di promozione dei prodotti dentro e fuori la rete, rendendo
efficace qualsiasi campagna pubblicitaria, in particolare di medio e lungo termine
Web analyst: interpreta le modalità di navigazione degli utenti per poterle trasformare in
strategia. È una figura chiamata a raccogliere, analizzare ed interpretare tutti i risultati con
l'obiettivo di migliorare le performance di un sito web o di un'azione online
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IL SETTORE TURISMO: PROFILI RICERCATI
E-reputation manager: è colui che è in grado di vigilare sul passaparola in rete,
interpretandone gli elementi linguistici e semantici. È quindi il responsabile dell'analisi
e della gestione strategica delle conversazioni, con il principale compito di monitorare
la politica pubblicitaria per conto dell'azienda o dell'ente per il quale lavora
SEO - Search engine optimizer: studia e analizza l'indicizzazione di differenti siti web
sui motori di ricerca per far risultare una pagina web accattivante agli occhi di tutti i
search engines, facendola quindi apparire come rilevante per i motori di ricerca e le
altre piattaforme sociali sulle quali è possibile sviluppare delle tecniche di
ottimizzazione
Transmedia web editor: si occupa della gestione e dello sviluppo dei contenuti delle
pagine web. Deve organizzare gli articoli testuali, gli aggiornamenti multimediali e
qualsiasi altra fonte di informazione che possa essere fruibile da un numero
potenzialmente illimitato di utenti del web. Fondamentale risulta essere la sua
capacità di interagire con gli utenti, al fine di riuscire a creare un dibattito su quanto
pubblicato.
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IL SETTORE TURISMO: PROFILI RICERCATI
Community manager: è la figura professionale che si occupa della gestione delle comunità
virtuali e delle reti sociali nelle quali sono presenti destinazioni turistiche ed operatori della
ricettività. Le finalità sono per lo più commerciali e di marketing, le quali permettano di porre
un'attenzione concreta al corretto sviluppo della reputazione online
Content curator: è il professionista che seleziona le fonti dei differenti media per poi aggregarle,
con lo scopo preciso di dare un senso ai contenuti creati da altri. Tale figura professionale è quindi
impegnata a esaminare approfonditamente il web in cerca di fonti e notizie che possano essere
poi filtrate e selezionate a seconda degli scopi aziendali
Consulente di viaggio: è una delle professioni emergenti nel mondo del turismo, evoluzione
della figura classica dell'agente di viaggio, con un taglio più consulenziale e meno legato
all'agenzia fisica. È un agente di viaggio professionista che vende viaggi e vacanze supportato
dalle nuove tecnologie. È quindi un consulente professionista e specializzato, esperto nella
proposta di vacanze su misura, sempre più richiesta nel settore turistico. L'elemento vincente sta
nell'offerta di una consulenza qualificata, in grado di offrire viaggi innovativi e su misura,
differenti da quelli proposti nei cataloghi dei tour operator.
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IL SETTORE TURISMO: PROFILI RICERCATI
Considerazioni
•
Il settore turistico dimostra una prospettiva occupazionale in decisa crescita
•
E’ un ambito dove le risorse umane sono insostituibili, anche con l'avanzare delle
nuove tecnologie, che sono potenti alleati dei professionisti, ma non possono
funzionare senza di loro
•
Un settore aperto anche a chi ha poca o nulla esperienza lavorativa, purché con
una buona formazione e specializzazione, e a chi non teme la flessibilità, vista la
diffusa richiesta di lavoratori stagionali, capaci di accettare, con una buona pace
dei più tradizionalisti, contratti atipici o part time
•
Offre grandi opportunità di avviare un'attività autonoma, anche grazie alla
diffusione di nuovi lavori come liberi professionisti.
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IL SETTORE TURISMO
L’Italia è il Paese in cui il turismo
rappresenta un settore fondamentale
per la crescita e lo sviluppo economico
con enormi potenzialità in campo
occupazionale.
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IL SETTORE TURISMO
Sito consultabile per la ricerca di lavoro nel settore
turistico:
• www.jobintourisme.it
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Green economy è un modello basato su un uso
sostenibile delle risorse e una riduzione drastica degli
impatti ambientali e sociali, una nuova idea di
sviluppo aziendale legato ai valori tradizionali e ai
sistemi produttivi dei territori.
(Fonte Programma delle Nazione Unite per la Tutela Ambientale)
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Il rapporto “Green Economy per uscire dalle due crisi”, realizzato dalla
Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Enea e presentato a Roma il 14
dicembre 2012, ha individuato i settori strategici per lo sviluppo di un’economia
“verde” in Italia:
1. efficienza e risparmio energetico
2. fonti energetiche rinnovabili
3. uso efficiente delle risorse, prevenzione e riciclo dei rifiuti
4. filiere agricole di qualità ecologia
5. mobilità sostenibile
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
• In Europa si possono contare circa 3,4 milioni di posti di lavoro nell’ecoindustria, circa l’1,5% dell’intera forza lavoro europea: un contributo che
supera quello dell’industria automobilistica, della chimica o del sistema
moda
• I posti di lavoro connessi all’economia verde – includendo tutti settori
legati allo sviluppo ambientale come l’agricoltura biologica, la silvicoltura
sostenibile e il turismo ecologico – sarebbero 5,6 milioni
(Fonte Commissione Europea)
• L’Italia sta recuperando il ritardo in quanto a sviluppo di energia da fonti
rinnovabili e ricerca dell’eco innovazione.
(Rapporto Greenitaly 2012 elaborato da Unioncamere e dalla Fondazione Symbola)
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Per spingere le aziende ad investire in assunzioni e tecnologie
“green” le istituzioni predispongono periodicamente incentivi e
finanziamenti a livello nazionale e locale.
La strada “verde” rappresenta una scelta anche per molte
start-up.
Tra le 117 mila nuove imprese nate nei primi sei mesi del 2013, il 28%
ha già realizzato o realizzerà entro il 2013 investimenti in prodotti o
tecnologie green.
(Unioncamere)
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
In Italia la green economy non interessa solo i settori “tradizionali”
delle politiche ambientali - dal ciclo dei rifiuti, alle fonti rinnovabili, dai
parchi al risparmio energetico - ma attraversa tutti i settori produttivi
e coinvolge migliaia di piccole e medie imprese.
Settori che investono più in green:
• agricolo (49,1%)
• legno-mobile (30,6%)
• fabbricazione delle macchine ed attrezzature e mezzi di trasporto (30,2%)
• comparto alimentare (27,7% contro una media del complesso
dell’industria e dei servizi del 22%)
• tessile, abbigliamento, calzature e pelli (23%)
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Il fenomeno della green economy sta apportando delle
modifiche nelle tecniche produttive di beni e servizi e nel
mercato del lavoro.
Grazie all'affermazione della green economy stanno
nascendo delle nuove figure professionali, alle quali sono
richieste competenze specifiche nell'ambito dell'economia
sostenibile.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Il green job è composto da:
• tutte le occupazioni nei settori del manifatturiero,
dell’agricoltura, dell’amministrazione, della ricerca e sviluppo
e dei servizi che aiutano a salvaguardare l’ambiente
• tutte quelle attività che trattano temi di tutela ambientale
anche se sono svolte in settori non precisamente verdi. (Ad
esempio i settori della produzione di energie rinnovabili,
come quella eolica, fotovoltaica, idroelettrica, geotermica,
termica e delle biomasse).
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Anche le professioni tradizionali possono essere verdi
Dallo chef all’elettricista, la svolta ecologica può catturare chiunque.
Accanto ai profili propriamente tecnici, è possibile infatti trovare lo chef
biologico a km 0, che cucina utilizzando soltanto ingredienti locali,
oppure l’agente che vende pacchetti di pannelli solari ai condomini.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Le professioni “green” più richieste sono ad elevata specializzazione
Elettricisti, montatori, posatori: figure professionali tecniche che devono
necessariamente possedere un diploma di perito meccanico o elettrico
Energy manager impiegati soprattutto nelle aziende che producono energia.
Questi manager devono avere una laurea in ingegneria, elettrica, elettronica,
meccatronica o energetica, conoscere bene l'inglese e possibilmente aver
conseguito un master incentrato sui temi dell'energia
Commerciali, venditori di prodotti green: queste figure devono avere
competenze tecniche, perché devono conoscere le tecnologie verdi, ma allo
stesso tempo devono saperle spiegare e vendere
Impiegati nel settore marketing specializzati nei prodotti green
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Questi profili troveranno sempre più opportunità lavorative nei seguenti
settori:
•
•
•
•
aziende che producono energie rinnovabili
edilizia
aziende che hanno grandi impianti di energia da rendere più efficienti
settore dei prodotti tecnologici per la casa, come la domotica o gli
elettrodomestici intelligenti
• imprese che realizzano hardware e software per gli ambienti urbani
• mondo dei sevizi e della consulenza energetica.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
•
Profili professionali innovativi:
Biotecnologo: produce (o ne studia le modalità di produzione) biocarburanti e
sistemi di disinquinamento. C’è un indirizzo di laurea specifico in biotecnologia
•
Amministratore del territorio: un profilo di alto livello, per il quale è necessaria la
laurea in ingegneria ambientale. Il suo compito è quello di gestire e analizzare la
formazione (flora, fauna, struttura geologica) di un territorio, anche alla luce delle
direttive europee a riguardo
•
Paesaggista: ovvero la tutela del verde anche in città, con la creazione di zone ad
hoc. Numerose facoltà di architettura hanno istituito un corso di laurea dedicato
•
Valutatore di impatto ambientale: una figura a metà fra l’ingegnere e il giurista
(entrambi i profili, sempre coadiuvati da corsi di specializzazione, sono validi) che
conosce le norme europee ed internazionali per redigere valutazioni di natura
tecnica su progetti urbani e aziendali.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
•
Disaster manager: responsabile della gestione di eventi catastrofici quali alluvioni
e terremoti
•
Avvocato ambientale: specializzato nella lotta ai reati contro l'ambiente ed il
certificatore energetico
•
Ecoturismo: la versione green del tour operator, che promuove itinerari (anche
agro-alimentari) lontani dalle mete convenzionali
•
Esperti in green law: ovvero sulla normativa che regola il settore verde
•
Green manager sono invece i manager che si occupano delle attività finanziarie,
tecniche, di business, legali, associative e organizzative in linea generale. Sono
esempi di green manager i Country Manager di grandi società multinazionali che
operano in Italia, i project manager, che si interessano della realizzazione dei
progetti e i business developer, che invece potenziano il business.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
•
Hse manager delle aziende delle Fer, si occupa di predisporre i documenti di
valutazione dei rischi, dei piani di sicurezza ecc.
•
Project finance planner è il responsabile della parte finanziaria di un progetto
green
•
Trader, si occupa delle varie operazioni di trading riguardanti i pacchetti energetici.
La rivoluzione verde richiede quindi professionalità nuove ma anche
tradizionali, rinnovate nell’ottica della “sostenibilità”, che implica aggiornamento
e competenze anche avanzate nel campo della tecnologia.
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Lavorare nella Green Economy
• Le competenze richieste nei settori strategici per la realizzazione di società
sostenibili riguardano soprattutto conoscenze tecniche, economiche e
manageriali
• Alcune tipologie di formazione professionale sono più efficaci di altre per
trovare lavoro: si tratta dei corsi attinenti alle fonti di energia rinnovabile
ed all'innalzamento dell'efficienza energetica. In questi settori le
opportunità di lavorare, aumentano grazie alla formazione, del 22,6% ad
un anno dal termine
(Isfol, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori)
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IL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY
Siti consultabili per la ricerca di lavoro nel settore
green economy:
• www.infojobs.it/lavoro/green-job
• www.tuttogreen.it
• www.greeneconomy.it
• www.greentalent.it
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Conclusioni
Emerge l’esigenza di adeguare le logiche e l’organizzazione aziendale a
parametri di produttività sempre più concorrenziali, di allargare
l’orizzonte di mercato con prodotti e servizi rinnovati ed in nuovi
territori, di innovare le strutture nei processi di lavoro così come
nelle dinamiche relazionali interne, di ripensare radicalmente
l’organizzazione, rappresenta ormai un fattore comune a tante
aziende che operano sul territorio nazionale.
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Conclusioni
Alcune tendenze di fondo:

una tendenziale proiezione all’acquisizione di competenze del tutto nuove:
l’esigenza di potenziare il proprio capitale di conoscenze è un fattore che si rileva decisivo
per la sopravvivenza delle aziende. Le realtà che stanno oggi vivendo una fase di ripresa sono
quelle che hanno investito nell’ultimo triennio con più determinazione nell’acquisizione di nuove
competenze.

un’attenzione crescente alla dinamica organizzativa interna, indotta
dall’esigenza di attrezzare in modo più competitivo i processi e le modalità di lavoro,
ma anche dal tentativo di creare un processo condiviso, in grado di intervenire positivamente
sul clima interno e sulle dinamiche motivazionali.

uno sforzo nell’aggiornamento e revisione dei profili professionali già esistenti,
tramite interventi veri e propri di riconversione delle professionalità, ma anche attraverso
un’attività diffusa di formazione/aggiornamento interno che, con modalità più o meno
formalizzata.
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Per un orientamento funzionale a una ricerca attiva del lavoro coerente con le
nuove tendenze occupazionali e i nuovi sistemi di ricerca lavoro online
segnaliamo l’opportunità di partecipare ai seguenti laboratori:
- NUOVE TECNOLOGIE PER LA RICERCA DEL LAVORO: PROFESSIONAL
NETWORKING E JOB HUNTING
- STRUMENTI E STRATEGIE DI SVILUPPO PER UNA NUOVA OCCUPAZIONE ED
IMPIEGABILITA’: IL PROGETTO PROFESSIONALE
I PROSSIMI LABORATORI SARANNO ATTIVATI DAL 29 AGOST0
Grazie per l’attenzione,
Dott.ssa Ketty Taddei
“Strumenti e misure di politica attiva del lavoro attraverso azioni di orientamento professionale, sostegno alla transizione e all’occupazione,
professional networking, rivolte a disoccupati e inoccupati, con particolare attenzione ai giovani neet “ Materiale a cura di Workopp S.p. A.
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FORMAZIONE 25-11Azione 2 - seminario Ketty