GRUPPO CAFFÈ RI VENETO TORREFATTO TRI APRILE 2014 2014 MARZO Nuova primavera 2 aprile 2014 3 aprile 2014 Editoriale 3 Nuova primavera Attualità 4 Un pianeta su cui vivere serenamente assieme 10 Il sounding Italy mette a rischio i prodotti di qualità italiani Mercato Internazionale 6 Export virtuoso 8 Internorga: 88 anni (e non li dimostra) Pillole dexport 7 Esportare in Ungheria Le aziende informano 7 Newsletter Vollers Sviluppo sostenibile e caffè Paesi Produttori 9 Messico al centro di mire espansionistiche Tra Innovazione e Tradizione 12 Bioplastica una soluzione italiana per il piacere tutto italiano del caffè Costume e cultura 14 Il barista italiano oggi 15 The Milk bar e il Bar dei bambini Speciale 16 Influenza del colore di tostatura sulla qualità finale del caffè espresso Rassegna Stampa 18 Caffè e salute: Evoluzione e gusto 19 Goppion: il caffè diventa bicicletta Prossimi Eventi 20 Aspettando HOST 2015 20 VIIª Edizione TriestEspresso Expo 21 World of Coffee - Rimini 2014 ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE 22 Migliorare gli standard del caffè tramite la conoscenza e leducazione Social Media 23 Amministrare una pagina aziendale: 5 cose da non fare LAngolo del Consulente 24 La nuova IRI 25 Tassi di mora Scadenzario Fiscale 26 Mese di aprile 2014 Vita Associativa 26 Quota associativa 2014 26 Nuovi soci Nuova primavera Sarà laria di primavera, una nuova ventata di voglia di fare, ma sono veramente tante le novità di cui dobbiamo rendervi conto su questo numero. Una bella iniziativa da poco sbocciata, di cui non mancheranno gli sviluppi, è Trieste Coffee Experts, lappuntamento che si sono dati molti operatori di settore a fine marzo in casa dei fratelli Bazzara. Tra le novità di cui si è discusso e su cui cè aspettativa, i mondiali SCAE del 10 e 12 giugno a Rimini, TriestEspresso Expo, il 23-25 ottobre per la prima volta nella nuova sede di Porto Vecchio a Trieste, i sessantanni del nostro Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè, con le relative celebrazioni e il progetto di ottenere il sigillo dellUnesco per lespresso di cui ha riferito il presidente, conte Giorgio Caballini di Sassoferrato. Non ci fermiamo qui: sempre a proposito di fiere, vi raccontiamo come è andata Internorga, uno dei principali eventi di settore del mercato tedesco. Facciamo il punto sul virtuoso trend che ha caratterizzato le Editore: GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ Aut. Trib. Trieste n. 772 del 24/01/1990 Amministrazione: CONSORZIO TORREFATTORI TRE VENEZIE 34141 TRIESTE - Via G. Ananian, 2 Tel. 040 390 044 - Fax 040 938 4589 www.gttc.it - [email protected] Direttore responsabile: Susanna de Mottoni e.mail: s.demottoni @ me.com Grafica e fotocomposizione: Giuliana Naso Baiez - Trieste Stampa: ART GROUP S.r.l. - Via Malaspina, 1 - Trieste Tel. 040 828 382 - 040 828 384 esportazioni di caffè italiano in questi ultimi anni e parallelamente affrontiamo la questione del sounding Italy, la spiacevole consuetudine di sfruttare il nostro nome per prodotti tarocchi, un tema che si tralascerebbe volentieri se non fosse per lincredibile giro daffari che ha attivato. Vi proponiamo un approfondimento sullinfluenza del colore di tostatura sulla qualità dellespresso, frutto di un rigoroso studio universitario e scritto dal suo autore, e sempre in tema di ricerca, un progetto italiano per capsule di bioplastica presentato a Bruxelles. Troverete però anche curiosità e questioni più leggere: indicazioni su nuovi bar milanesi a misura di bambino, alcune riflessioni sul ruolo del barista assieme al campione Francesco Sanapo, la bicicletta design targata Goppion. E naturalmente le questioni fiscali, con nuovi tassi di mora, lo scadenziario di aprile e il punto del consulente sulla nuova Iri. Il Direttore responsabile Hanno collaborato a questo numero: Mattia Assandri, Antonio e Diego Franciosa, Giovanna Gelmi, Bernardino de Hassek, Maria Cristina Latini, Giacomo Mallano, Giovanni Mastronardi, Óscar René García Murga, Massimo Petronio, Lorenzo Polojac, Antonio Schiavon Fotografie: Archivio GT TC Pubblicità: In proprio CHIUSO in tipografia il 25 marzo 2014 Il Notiziario Torrefattori non è responsabile dei contenuti degli annunci e degli spazi pubblicitari, della loro mancata pubblicazione o di loro inesattezze. Inoltre, la dirigenza, non si assume la responsabilità per gli articoli firmati. È vietata la riproduzione e lutilizzazione di quanto qui pubblicato, salvo espressa autorizzazione scritta rilasciata dallEditore. Informativa sulla legge che tutela la Privacy In conformità alla legge 675/96 provvederemo ad inserire nellarchivio informatico della Redazione i dati personali forniti, garantendone la massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per linvio del periodico. Ai sensi dellart. 13 della legge 675/96, i dati potranno essere cancellati dietro semplice richiesta da inviare alla Redazione. 4 aprile 2014 Intervista a Franco e Mauro Bazzara Un pianeta su cui vivere serenamente assieme Franco e Mauro Bazzara con il libro di Maltoni e Carli in occasione dellevento Trieste Coffee Experts La collaborazione con le eccellenze del caffè come uno degli obiettivi aziendali Lo scorso 22 marzo si è tenuta presso la nuova sede della Planet Coffee di Trieste levento Trieste Coffee Experts, dove il nostro Presidente, conte Caballini di Sassoferrato, ha parlato delle varie iniziative promosse dal Gruppo Triveneto per i 60 anni di attività, tra cui quella molto importante che punta a far riconoscere dallUnesco il caffè espresso come patrimonio culturale immateriale. Più che un summit, questa è l'ultima nuova iniziativa promossa dai fratelli Mauro e Franco Bazzara. E proprio con loro ci siamo presi il tempo per una lunga e amichevole chiacchierata, durante la quale hanno dedicato sicuramente maggior spazio alle opportunità del collettivo caffè che non alle attività della loro azienda. Per i pochi che ancora non lo sapessero, i Bazzara Bros, come ironicamente si auto-definiscono, si occupano da sempre di caffè tostato, attività avviata già dal padre, e in azienda la creatività e la voglia di cambiamento non mancano. Ne sono la prova il rinnovo totale dellimmagine aziendale e una nuova sede che resta nella memoria per la sua luce, gli spazi aperti e le linee pulite, ma soprattutto per la filosofia che sta alla base di tutto: uffici al piano basso mentre il piano superiore è interamente adibito alla formazione e divulgazione della cultura del caffè, con spazi attrezzati per le degustazioni e varie sale riunioni modulari, che quindi possono essere adattate a diversi tipi di evento. E proprio da questi spazi che Franco inizia a raccontarci della proficua collaborazione avviata con alcune tra le aziende di più alto profilo del caffè espresso italiano (Demus e Imperator, tanto per citarne due). Perchè è qui che si svolgono vari corsi organizzati dalla SCAE, tenuti da esperti riconosciuti ormai a livello internazionale. Qui ha avuto inizio il Trieste Coffee Institute continua Mauro che è uno dei tanti percorsi da noi ospitati che abbiamo ritenuto utili alla diffusione della cultura del caffè. Qui si studierà lintera filiera del chicco, dalle piantagioni alle qualità del verde, ai vari processi di roasting e brewing. Tematiche trattate allinterno dei numerosi libri pubblicati dai fratelli Bazzara, altro incredibile capitolo iniziato ormai 15 anni fa con quello che definiscono il loro libro zero ovvero Caffè espresso un viaggio nel suo mondo. La seconda pubblicazione, La filiera del caffè espresso, ha allattivo 6 ristampe ed è in fase di riedizione, ma il bestseller assoluto è il libro pubblicato nel 2010, La degustazione del caffè, che ora sta per sbarcare sul mercato più promettente al mondo, la Cina, grazie alledizione tradotta in ideogrammi. Anche questo è il frutto della collaborazione ribadisce Franco perchè per redigere questi libri scegliamo i migliori professionisti, le aziende più innovative e gli specialisti più competenti. E il risultato sta nel numero di ristampe e nelle riedizioni che, ad esempio, stiamo preparando per il World of Coffee SCAE di Rimini. Lultimo nato sul pianeta caffè della Galassia Bazzara è il libro del 2012 Capuccino Italiano Latte Art, motivo di orgoglio perchè premiato da SCAE nella sezione new product. Al meeting del 22 marzo si è parlato anche della nuova edizione di Triestespresso Expo ed entrambi i fratelli concordano nel ritenere questo un appuntamento importante, a casa dellAssociazione Caffè Trieste e sul terreno del primo Distretto del caffè, il Trieste Coffee Cluster; questanno anche grazie alla nuova location del Porto Vecchio la fiera triestina dà un segnale di novità e cambiamento e porterà nuovi visitatori. Questa di Trieste non solo è lunica fiera dedicata interamente al caffè sottolinea Franco ma a detta di 5 aprile 2014 tante aziende non è solo una vetrina o un appuntamento dove incontrarsi, ma una piazza dove si compra e si vende: si torna a casa con contratti firmati. Come sempre, la voglia di fare non manca qui a Planet Coffee, perchè ha poco senso star fermi a lamentarsi, bisogna fare, muoversi. Possibilmente assieme, percorrendo il tracciato con altri. Le porte sono aperte a tutti coloro che vogliono condividere la nostra passione per questo mondo così speciale: è da tempi non sospetti, cioè da prima che la crisi facesse cadere quelle ritrosie alla collaborazione tra i piccoli torrefattori, che noi ci proponiamo come i facilitatori della condivisione, o come direbbero oltre oceano, quel knowledge sharing fondamentale per capitalizzare le esperienze ed eccellenze delle micro e piccole imprese italiane che rendono molti dei nostri prodotti unici e irripetibili. Intervento del conte Giorgio Caballini di Sassoferrato con alla sua sinistra Mauro Bazzara È un punto di orgoglio che al nostro incontro abbiano aderito aziende da tutta Italia; eccellenti grazie alla tradizione, alla creatività e alla continua innovazione che - anche con i brevetti - si proteggono dagli attacchi dei mercati emergenti: sono questi gli ingredienti necessari al nostro settore per poter mantenere una leadership concludono in totale sintonia fm Franco e Mauro Bazzara. Il caffè in febbraio-marzo Export virtuoso di Alberto Gattegno Nel vasto mondo del caffè incomincia a serpeggiare una certa inquietudine, da quando si è notato che in soli quattro mesi, da inizio novembre scorso, i prezzi dei caffè arabica sono lievitati sulla Borsa di New York del 100%, vale a dire da un dollaro del 6 novembre (100 cents/lb) ai due dollari e oltre di questi giorni. Nello stesso periodo i caffè robusta sulla Borsa a termine di Londra si sono apprezzati del 50%, o poco più. Ma ci sono anche buone notizie dal mondo del caffè e vengono dalle statistiche sulle importazioni ed esportazioni italiane. Abbiamo letto in questi giorni che le importazioni di caffè in Italia sono ammontate nello scorso anno 2013 a 8.849.727 sacchi standard da 60 kg, con un modesto incremento dell1,67% sullanno precedente, mentre le esportazioni (in gran parte caffè torrefatto) son salite a ben 3.194.651 sacchi (sempre trasformati in sacchi standard di 60 kg di caffè crudo), con un aumento del 7,18% sul 2012. Ci piace a questo punto sottolineare che dal 2003 le importazioni sono aumentate del 27%, mentre nello stesso periodo le esportazioni salivano del 123%. Il successo del caffè italiano nel mondo ha preso consistenza negli anni 80, accelerando considerevolmente nel decennio successivo. Basti considerare che da 260 mila sacchi nel 1989, le esportazioni erano già raddoppiate nel 1993 con 520 mila sacchi. In quellanno lItalia importò 5.432 mila sacchi. Ecco allora che notiamo che un affare marginale come le esportazioni di caffè, che 25 anni fa costituivano circa il 5% del nostro import, nel 1993 erano già circa il 10%, poi nel 2003 raggiungevano il 21% e lo scorso anno sono arrivate al 36%. Più di un terzo del caffè importato in Italia inonda dunque letteralmente il mondo con il nostro espresso, con un giro daffari che si dovrebbe aggirare intorno ai due miliardi di euro. aprile 2014 spazio publiredazionale Newsletter VOLLERS ITALIA Esporttare in Espor UNGHERIA LUngheria dal 2004 è stato membro dellUnione Europea. Ha una popolazione di 10 milioni di abitanti. Capitale Budapest. Lingua ungherese. La moneta è il Fiorino ungherese. 1 Euro = 312,43 HUF (cambio inizio marzo 2014) In Ungheria letichettatura sulla confezione deve essere facilmente comprensibile e in lingua ungherese. Le informazioni da stampare sulletichetta sono le seguenti: Nome del prodotto. Luso del nome caffè tostato in grani è permesso. Nel nome è possibile indicare unindicazione geografica soltanto se il 100% del prodotto deriva dallo stesso luogo. Nel caso di caffè decaffeinato e/o aromatizzato queste caratteristiche devono comparire sulletichetta sotto il nome del prodotto. Ingredienti in ordine decrescente di quantità. Le Az iende : infor m ano Sviluppo Sviluppo sostenibile sos tenibile e caffè caf fè Sarà la parola sostenibilità il comune denominatore del nuovo millennio? Nel mondo del caffè e del cacao i grossi player internazionali stanno dedicando molta attenzione - anche investendo rilevanti importi - per permettere ai produttori di beneficiare dello sviluppo dei consumi e di gettare solide basi per il futuro. Uno degli impegni più importanti che noi consumatori possiamo affrontare è proprio aiutare chi lavora nelle piantagioni a migliorare il proprio futuro ambientale, economico, sociale ed istituzionale. Laccorciamento della catena logistica e di filiera avvicina ogni giorno di più la produzione locale al mondo globale ed ognuno di noi può e deve fare la sua piccola parte. Peso netto. Data di scadenza, in ordine giorno/mese/anno. Condizioni necessarie per la conservazione della qualità. Nome e indirizzo del produttore o distributore. Origine del prodotto e luogo della produzione, in quanto la mancanza di questa informazione potrebbe disorientare il consumatore. Letichetta non può suggerire che il prodotto abbia una funzione di medicina o altre caratteristiche speciali ove non fossero dimostrate con criteri scientifici. Questo vale anche per la pubblicizzazione dei prodotti agroalimentari. Vi ricordiamo che in Ungheria possono importare dei prodotti dallestero esclusivamente i soggetti aventi partita IVA, cioè società economiche registrate in Ungheria. Per le importazioni di prodotti alimentari derivanti dallItalia, in quanto membro dellUnione Europea, non sono richiesti documenti speciali. Le normative sono state armonizzate con quelle intracomunitarie. Fonte: ICE Budapest www.vollers.com I nostri servizi - Scarico - Importazione e trattamento dei documenti - Controllo di qualità, di peso, di campionamento - Conservazione - Elaborazione reclami - Trasporto e movimentazione - Trasporto a breve e lungo raggio - Trasporto convezionale - Sdoganamento [email protected] VOLLERS ITALIA S.R.L. UNIP. - TRIESTE Viale Miramare, 5 - 34135 Trieste (ITALIA) - Tel.: +39 040 4193123 - Fax: +39 040 4193204 8 aprile 2014 Mercato tedesco Internorga: 88 anni (e non li dimostra) di Antonio Schiavon Dal sito: www.hamburg-messe.de Ph.: Michael Zapf Dal sito: www.hamburg-messe.de Ph.: Nico Maack Si è conclusa da poco la fiera Internorga, che ha raggiunto ormai la 88esima edizione. Un evento fieristico che si trova a competere con Intergastra tenutasi poche settimane prima a Stoccarda eppure capace di delineare i tratti caratteristici del mercato tedesco: se manca una fiera di riferimento per il mercato complessivo del caffè in Germania, Intergastra sembra catalizzare le intersezioni tra il caffè e il mercato del gelato (ledizione di questanno ha visto un afflusso talmente imprevisto allevento Gelatissimo che potrebbe forse assumere una vita propria andando a sganciarsi dalla fiera stessa). I nomi scelti non aiutano e non aiuta neppure lassente strategia per conglobare tutto il mercato del caffè e della sua attrezzatura sotto un unico tetto. Nessuna realtà tedesca sembra essere il luogo adatto (vista la vastità della Germania) ma ancor più la frammentazione del mercato che cerca la sinergia con altri segmenti come, ad esempio, lambito della panificazione e sempre meno quello delle attrezzature per la ristorazione. Ma si diceva Internorga, quindi Amburgo che è comunque la terza città tedesca per popolazione e la zona dove il mercato del caffè è più maturo. Ricorda un poco la dinamica di Trieste per presenza di un porto di riferimento per il caffè, eppure i crudisti tedeschi sono poco presenti allinterno degli eventi fieristici, anche a quelli che si svolgono sotto casa. Questa fiera è anche a livello di superficie espositiva decisamente frammentata: due mega strutture unite da un gradevole percorso coperto (lungo il quale era allestita la tavola imbandita più lunga del mondo, cosa che lasciava quasi indifferenti gli operatori, costretti comunque alla salutare passeggiata per passare da un padiglione allaltro) e la parte più interessante per le macchine da caffè anche quella su due livelli (come la fiera Expo di Milano degli anni doro). Come sempre affollato lo spazio espositivo dei principali produttori come Cimbali/Faema, Rancilio, Astoria e Wega. Per poi passare alla San Remo attigua allo spazio La Marzocco, sempre capace di attrarre la presenza di giovani baristi molto stilosi. Poco distante erano molto visibili gli stand dei nizzardi dellUnic e dellIberital, orgogliosamente Made in Barcelona e infine lo stand Reneka (si parla di una seconda giovinezza di questo marchio nato in Alsazia). Carimali con lo storico partner Coffema ha preferito, come dabitudine, stare accanto ad alcuni importanti gruppi del caffè della Germania, non distante dalle insegne illy e Lavazza. A parte La Varesina i torrefattori italiani non erano molto visibili e pure i torrefattori tedeschi di medie dimensioni avevano spazi estremamente ridotti. Tutte le realtà caffeicole locali rincorrono il fair trade, quasi possa migliorare laroma in tazza. Certamente con il prezzo che si paga per una tazzina (che si avvicina a quello per il boccale di birra) è facile essere animati da buoni sentimenti. È da sottolineare che i microtorrefattori con linsistente argomento di vendita del caffè tostato fresco hanno sempre più attenzione e quasi si riesce a berne lespresso acido, molto acido... dopotutto la birra (qui i microbirrifici non sono invece un fenomeno che entusiasma poco) non tarda mai troppo a portare conforto, anche al più improbabile caffè espresso come al tempo sin troppo uggioso. aprile 2014 Cento anni dalla Prima guerra mondiale Messico al centro di mire espansionistiche La ferita aperta nella storia del paese centroamericano di Óscar René García Murga Questanno ricorre il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, conflitto al quale molti dei paesi produttori di caffè hanno partecipato mettendo a disposizione posizioni geografiche strategiche, fornendo materie prime per lindustria bellica e anche uomini. Il Messico, tra i primi 10 produttori di caffè al mondo e primo per il biologico, venne coinvolto in un fatto che avrebbe potuto cambiare la storia e che determinò lentrata in guerra degli USA nel 1917. Il presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson acquistò nel 1803 la Louisiana (2.140.000 km² ) dai francesi che dovevano finanziare una probabile guerra contro la Gran Bretagna. Nel 1844 James Polk fu eletto presidente degli Stati Uniti con un programma espansionistico che, con una tattica moralmente spregiudicata, dichiarò guerra al Messico nel 1846. Il Messico fu sconfitto e il suo enorme territorio mutilato di oltre 2.000.000 km². Il generale Ulysses Grant descriveva il conflitto come una guerra di conquista per lespansione della schiavitù, legale negli Stati Uniti e vietata in Messico e perciò preludio della sanguinosa guerra di secessione durante lamministrazione di Abraham Lincoln. Questo conflitto rimane ancora oggi una ferita aperta e nel 1917 la Germania cercò di sfruttare la questione. Riproduco un brano tratto dal romanzo Quellinno chiamato Serbidiola, recentemente pubblicato dalla Luglio Editore di Trieste, che spiega chiaramente il caso: Tre furono le cause che decisero lentrata in guerra della Nazione Rubrica a cura di: nordamericana: [ ] La terza causa, quella che impensieriva maggiormente il governo degli Stati Uniti dAmerica, nasceva da un telegramma in codice intercettato dai servizi segreti britannici. Si trattava di una proposta di alleanza, che il Ministro degli Esteri tedesco Zimmerman inviava, tramite la neutrale Svezia, al Governo del Messico. Nonostante fossero trascorsi settantanni da quando gli Stati Uniti avevano sottratto al Messico la California, lArizona, lo Utah, il Colorado, il New Mexico e il Texas, mutilando quella nazione di più della metà del suo territorio, la contesa per lappartenenza di quelle terre non si era ancora appianata e talvolta si verificavano scontri che gli Stati Uniti mettevano a tacere continuando a considerarli una guerriglia di confine; anche se in taluni casi il governo statunitense aveva dovuto inviare lesercito per placare dei pericolosi focolai di rivolta. Ritenendo che qualora gli Stati Uniti fossero stati impegnati a difesa delle proprie frontiere si sarebbero disinteressati definitivamente dellEuropa, la Germania propose al Messico unalleanza, offrendo a quella Nazione armi e denaro quale aiuto per la riconquista dei propri territori. Il governo statunitense diede alla stampa il testo del telegramma e la stampa informò la Nazione che i tedeschi cercavano di scatenare un conflitto in America. Lindignazione popolare, sorta nellapprendere la notizia, rappresentò lavallo alla decisione del Parlamento. Ing. Óscar René García Murga Consulente allesportazione Settore Meccanico-Industriale e Agro Alimentare. Ricerca e analisi di mercato. Ricerca e analisi di prodotto. Organizzazione vendita e acquisto. Controllo idoneità CE. Studio: Via Gasser 4 - 34142 Trieste (TS) - Italy Tel/Fax: 0039 040 943632 - Mobile: 0039 340 7085 337 - E.mail: [email protected] 10 aprile 2014 Tutela del Made in Italy Il sounding Italy mette a rischio i prodotti di qualità italiani Continua a crescere il danno dimmagine arrecato alle aziende nazionali di Mattia Assandri Tutelare i prodotti italiani diventa sempre di più una priorità per le aziende del nostro Paese. Sui mercati di tutto il mondo infatti ogni giorno arrivano nuovi prodotti che attraverso il sounding Italy danneggiano limmagine delle eccellenze italiane, tra le quali anche lespresso. Accanto alle vere e proprie frodi alimentari negli ultimi anni ha preso piede un fenomeno sicuramente meno pericoloso per i consumatori, ma estremamente dannoso per le aziende, ovvero lutilizzo improprio sulle confezioni degli alimenti di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano lItalia (paesaggi o monumenti noti in tutto il mondo come il Colosseo ad esempio, ma anche la bandiera tricolore) per favorire la promozione e commercializzazione di prodotti che con la nostra nazione hanno ben poco a che fare. Facendo riferimento al solo comparto agroalimentare e restringendo lanalisi allUnione Europea le analisi stimano che il valore del sounding Italy si aggiri intorno a 21 miliardi di euro contro i 13 miliardi di euro di valore dei prodotti effettivamente italiani nella Ue. Un fenomeno quindi dalle proporzioni enormi che recentemente è stato aggravato, sempre in termini di danno dimmagine per il nostro Paese, dalla frequente associazione di contesti ed elementi mafiosi da parte dei produttori alimentari stranieri che intendono far apparire i propri prodotti maggiormente italiani. Lallarme arriva da Coldiretti che ha presentato alla stampa una serie di marchi esteri che sfruttano nomi associabili alla criminalità organizzata come elemento per promuovere il proprio business. Una pratica che permette di trovare sugli scaffali dei supermercati di tutto il mondo la pasta Mafia, gli snack Chilli Mafia, lamaro Il Padrino, il limoncello Don Corleone, le spezie Palermo Mafia shooting, ma anche il caffè Mafiozzo. Una tendenza che Coldiretti intende contrastare con forza, anche grazie al recentemente costituito Osservatorio sulla criminalità nellagricoltura e sul sistema agroalimentare. La nuova fondazione, fortemente voluta dalla principale associazione agricola italiana mira a tutelare il patrimonio agroalimentare italiano, attraverso un sistema coordinato e capillare di controlli, volti a individuare ed eliminare i comportamenti illegali nel comparto alimentare, denunciando i casi che denigrano lItalia e bloccando i comportamenti commerciali inaccettabili. Una battaglia che si preannuncia molto difficile perché sia nel nostro Paese, sia in Europa esistono già numerosi regolamenti in materia, che però non sono riusciti ad arginare il fenomeno. La Coldiretti non sarà però con tutta probabilità sola in questa guerra perché la Società italiana di medicina veterinaria preventiva ha sostenuto la presentazione di una mozione alla Camera dei Deputati che impegna il governo ad adottare i decreti attuativi previsti dallart. 4 della legge 3 febbraio 2011 n. 4 (sulletichettatura e qualità dei prodotti alimentari, ndr), con particolare riferimento allorigine, al fine di sollecitare la Commissione Europea affinché lEuropa si doti di norme efficaci in materia di origine dei prodotti alimentari; rafforzare la tutela del made in Italy; 11 aprile 2014 rafforzare le norme in tema di contraffazione; intervenire presso la Commissione Europea affinché avvii una verifica sulla compatibilità del sistema di etichettatura inglese (la cosiddetta etichetta semaforica, ndr) con la normativa europea; difendere e tutelare il valore della dieta mediterranea ed infine favorire iniziative volte allinserimento delletichettatura volontaria per gli alimenti senza Ogm. Un contesto nel quale è quindi importante definire un sistema di tutela anche per il nostro caffè, magari attraverso le certificazione che garantiscono leccellenza come Espresso italiano di qualità, dato che pur non essendo realizzato partendo da un prodotto originario dellItalia lespresso non può che essere visto come unespressione diretta del Made in Italy. Il 25 maggio 2014 il Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè festeggerà il suo 60° anniversario. Programma Gita in barca con navigazione sul Brenta da Mira a Stra Ore 9.45 Arrivo dei partecipanti a V Villa Foscarini Rossi di Stra. Allinterno della Villa possibilità di parcheggio. Ore 10.00 Trasferimento di tutti i partecipanti con bus privati da Stra a Mira. Ore 10.30 Imbarco sul battello a Mira Villa Widmann. dal pontile di V Navigazione sul Brenta fra paesi e ponti girevoli con illustrazione delle varie Ville venete viste dal fiume. Attraversamento della Chiusa di Mira e della Chiusa di Dolo con risalita di dislivello acqueo. Ore 12.30 Ritorno a Stra al pontile di Villa Foscarini Rossi. V Saluto di benvenuto del Presidente del Gruppo Triveneto e delle Autorità. Seguirà un pranzo durante il quale sono previsti vari interventi. SPONSOR della manifestazione con un contributo di Euro 1.000,00 Ha diritto (senza ulteriore esborso) alla partecipazione per due persone, alla pubblicazione del logo della Sua Azienda su: invito, programma, menù e locandina posta allingresso della Villa Foscarini Rossi. La gradita collaborazione verrà messa in risalto sul mensile Notiziario Torrefattori e sul sito del GTTC SOCI ed INVITATI Inoltre tutti coloro che volessero partecipare alla manifestazione i costi a persona sono: 50,00 Euro per la gita in barca e 100,00 euro per il successivo convegno e pranzo. I versamenti vanno effettuati al Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè sul c/c postale 44519700 IBAN IT10L 07601 02200 000044519700 Causale: 25 maggio 2014 convegno GTTC A fronte del pagamento verrà rilasciata regolare ricevuta. I posti aperti a tutti i Soci, familiari ed amici sono limitati e verranno accettati fino a 200 prenotazioni in ordine temporale. Si consiglia pertanto di dare ladesione quanto prima. Innovazione green Bioplastica una soluzione italiana per il piacere tutto italiano del caffè Presentato a Bruxelles il progetto made in Italy per la produzione di capsule da bioplastica di Giovanna Gelmi Il mondo degli amanti del caffè ormai si divide in mokisti e capsulisti. Luso, i ritmi, i tempi e le modalità di produzione delle due tecnologie, quella della moka e quella della capsula, sono così diversi e lontani da poter quasi tracciare un profilo psicologico delle due categorie di utilizzatori. Cè chi giura che da quando conosce le capsule non berrà mai più un caffè fatto con la moka e chi dice che il caffè è solo ed esclusivamente quello della moka. Gastrofanatici del caffè a parte, lItalia dimostra di gradire molto la capsula e di utilizzarla con grande disinvoltura con ricadute ambientali preoccupanti. In Italia consumiamo il 10% di tutte le capsule da caffè usa e getta prodotte al mondo: un miliardo! E i consumi continuano a crescere: nel 2010 le vendite delle macchine da caffè in capsule sono aumentate del 21,9%, a fronte di un calo significativo nelle vendite di quelle tradizionali (-14,9%). Il mondo va verso la capsula. Lincremento del consumo di capsule ha però un impatto molto negativo sullambiente, visto che nella maggior parte dei casi, bevuto il caffè, si getta tutto nel bidone dellindifferenziata. È evidente, perciò, che servono delle alternative. Se infatti si riuscisse a recuperarle il risparmio per lambiente sarebbe notevole, considerando che per realizzare un chilo di capsule di caffè usa e getta occorrono 4 chili di acqua, 2 chili di petrolio e 22 kilowatt di energia elettrica. A risolvere il problema ci prova la Novamont con il marchio registrato Mater-Bi® , divenuto oggetto del libro il volume Bioplastiche: un caso studio di Bioeconomia in Italia (collana Kyoto books, Edizioni Ambiente), presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles. La Novamont nasce nel 1989 dalla scuola di Scienza dei Materiali Montedison per 13 aprile 2014 realizzare il progetto di alcuni ricercatori provenienti dal gruppo chimico: lintegrazione tra chimica, ambiente e agricoltura. Con il marchio Mater-Bi® Novamont produce e commercializza unampia famiglia di bioplastiche innovative, ottenute grazie a tecnologie proprietarie nel campo degli amidi, delle cellulose, degli oli vegetali e delle loro combinazioni. Le bioplastiche sono materiali con caratteristiche e proprietà duso del tutto simili alle plastiche tradizionali ma, al tempo stesso, biodegradabili e compostabili ai sensi della norma europea UNI EN 13432. I biopolimeri di Mater-Bi® si dividono in differenti tipologie o gradi. Le componenti vegetali sono di varia natura (cellulosa, glicerina, fillers naturali e amidi non geneticamente modificati ottenuti da varie colture) e tutte estratte da piantagioni per cui non vengono sfruttati terreni vergini o deforestati. Grazie alle caratteristiche della biodegradabilità e compostabilità, i prodotti in Mater-Bi® consentono di ottimizzare la raccolta e la gestione dei rifiuti. Mater-Bi® di IV generazione offre diverse soluzioni che non minacciano di inquinare lambiente e grazie ai nuovi materiali a base vegetale è possibile smaltire i residui della preparazione del caffè gettandoli direttamente nella frazione organica della raccolta differenziata senza bisogno di separare i fondi del caffè dal contenitore. Il nuovo packaging permette quindi di consumare caffè porzionato senza il problema dello smaltimento dei rifiuti, garantendo che involucri e film di copertura siano compatibili con lambiente. 1 a 0 per i capsulisti! ...il caffè della moka però... In foto capsule generiche (non si tratta del modello in bioplastiche) 14 aprile 2014 No alla standardizzazione Il barista italiano oggi Una chiacchierata sul barista italiano con Francesco Sanapo di Maria Cristina Latini «Un caffè per favore» oppure «un cappuccino con poca schiuma per cortesia» o ancora «potrei avere un bicchiere dacqua fresca?» e così via: quante volte nella nostra vita ci è capitato e ci capiterà di parlare con un barista? Nello scorso numero del Notiziario abbiamo parlato dellItalia e i suoi bar e abbiamo pure visto come la parola italiana barista si sia fatta conoscere allestero al pari di tante altre che si identificano immediatamente con il Belpaese. Il modo in cui il barista lavora è determinante per il buon successo dellesercizio pubblico, così a proposito di questo tema abbiamo pensato di fare una chiacchierata con Francesco Sanapo barista da quindici anni e tre volte campione italiano baristi-caffetteria oltre che sesto classificato alle competizioni del Wbc, World Barista Championship, svoltesi a Melbourne nel 2013. Come vedi il barista italiano oggi? Credo che abbia il dovere di professionalizzarsi smettendo di approcciarsi a questo mestiere in modo improvvisato e considerarlo un ripiego. Come vedi il bar italiano oggi? Non sta andando bene: un po per la crisi e un po in certi casi anche per mancanza di professionalità. Cosa potresti consigliare a chi vorrebbe aprire un bar? Valutare bene linvestimento e fare bene i conti con le risorse a disposizione. Aprire un bar non è una passeggiata perché corrisponde a lunghe ore di lavoro: arrivare alla sera dopo aver aperto la mattina molto presto non è facile. Il proprietario del bar deve stare sempre a disposizione, a meno che non si abbiano le risorse per assumere uno o più dipendenti. Quanto conta lesperienza per un barista? Conta, ma lesperienza senza formazione può anche portare a degli errori che poi si ripetono negli anni. Per esempio mio padre mi diceva di montare il latte a settanta gradi, poi ho imparato che non è così. I corsi aiutano a comprendere quello che il barista fa e perché, inoltre aiutano a rendere più facile la comunicazione con il cliente. Cosa consiglieresti a un giovane barista che non ha la possibilità di fare un viaggio lontano per sapere di più sul prodotto caffè? In Italia ci sono corsi validi, consiglierei di rivolgersi a un formatore serio e che abbia più esperienza possibile. Qualcosa che il buon barista non deve mai dimenticare? Tenere pulita la postazione di lavoro e la macchina del caffè sono fra le cose fondamentali. Un po di realismo: al di là del caffè cosa deve fare concretamente il barista che lavora tutti i giorni in un bar? Anche se a me piacerebbe pensare al barista come a chi si occupa principalmente della preparazione del caffè conoscendone tutti i segreti (dallestrazione, al gusto, alla tipologia di servizio), il barista deve tenere in ordine e ben pulito tutto il bar e - oltre al caffè - deve servire al cliente in modo impeccabile tutto ciò che il bar offre. Il bar: col passare degli anni come lo vedi cambiato? Credo si sia un po standardizzato: per esempio qualche anno fa ricordo che in qualche bar si poteva trovare ancora il formaggio del contadino della zona circostante e di cui si conosceva bene la qualità. Oggi si trova lo stesso croissant surgelato in cento bar diversi. Poi, per quanto riguarda il caffè in particolare sarebbe davvero importante che il barista riuscisse a raccontarlo in maniera diversa. 15 aprile 2014 Foto tratte dal sito: www.mamusca.it A Milano aperti due locali destinati a mamme e bambini The Milk Bar e il Bar dei bambini Le iniziative offrono servizi finora inediti di Bernardino de Hassek Milano sorprende sempre per le iniziative che continua a intraprendere, mirate a soddisfare alcune esigenze sociali spesso disattese se non addirittura ignorate. Fra quelle recenti due meritano attenzione perché realizzate a beneficio di due dei settori più deboli della popolazione, quelli rappresentati dalle donne e dai bambini. La prima iniziativa si chiama The Milk Bar e si configura come un locale polifunzionale in cui, oltre a offrire prodotti per le mamme e i bambini in tenera età, permette di fare una sosta nel cosiddetto Baby Pit Stop, un luogo che offre spazio alla mamma che deve allattare o cambiare il pannolino al bambino, senza dover consumare o comprare qualcosa. Sono disponibili infatti fasciatoio, sapone, salviette e anche qualche pannolino mentre al piano superiore si può usufruire di una sala, allestita con divano, poltrona e cuscini da allattamento. The Milk Bar è stato fondato da pochi mesi da unamericana che ha esteso la presenza di questo servizio in Italia con altri due ambienti simili a Roma e a Torino. La seconda è più coinvolgente in quanto si tratta di un vero e proprio bar destinato ai bambini, ovviamente accompagnati dai genitori. In questo caso si tratta di unidea di tre mamme che hanno pensato di aprire, quattro mesi fa in zona Bovisa, una caffetteria-libreria completamente dedicata ai più piccoli, Il Bar dei bambini, chiamato anche affettuosamente Mamusca. In questo locale arredato con elementi di recupero ma con molta fantasia, i giovanissimi avventori, mentre i genitori gustano un caffè o unaltra bevanda calda, possono usufruire di una zona tutta dedicata a loro. Lesperienza maturata dalle tre fondatrici nellarea della libreria per linfanzia, di quella dellarchivio digitale e della cucina biologica, ha permesso di creare un vero e proprio paradiso per i bambini. Nella cucinetta dedicata a loro possono fare merenda assaggiando dolci non confezionati industrialmente ma prodotti invece con delizie di stagione o utilizzando ingredienti anche inusuali come la zucca o le lenticchie unite al cioccolato, oppure bere più semplicemente un bicchiere di latte accompagnato da una tradizionale fetta di pane imburrato o con la marmellata. Unintera zona del locale è dedicata ai libri. Lungo una parete si possono trovare pubblicazioni con grandi e magiche illustrazioni, storie e avventure di animali, viaggi immaginari e, per i genitori, una selezione di argomenti sulleducazione e le ultime novità della saggistica. Mamusca organizza anche ogni sabato laboratori creativi e artistici dedicati ai bambini, letture ad alta voce, stimolanti e mirati alla partecipazione, e piccole feste. In una metropoli caotica e dispersiva qual è Milano, iniziative come quelle descritte sono indispensabili per consentire ai genitori, soprattutto alle mamme, di poter contare sulla disponibilità di strutture private, ma con costi accettabili, in grado di essere un punto di riferimento, un ausilio rilassante finalizzato alla sfera sociale o ludica. 16 aprile 2014 Analisi sensoriale Influenza del colore di tostatura sulla qualità finale del caffè espresso I risultati di uno studio descrittivo quantitativo di Giovanni Mastronardi Lanalisi sensoriale del caffè espresso può essere assunta come un riferimento produttivo per garantire la riconoscibilità, distinguibilità, specificità, identità sensoriale e accettabilità di un caffè monorigine di diversa provenienza. Differenti varietà di caffè, clima, condizioni di crescita, metodi postraccolta e processo di tostatura giocano sicuramente un ruolo fondamentale sullo sviluppo delle caratteristiche sensoriali del caffè. Tuttavia, le informazioni a oggi disponibili sui descrittori che caratterizzano la specificità aromatica di diversi caffè, in base alla tostatura e provenienza, sono carenti. Il presente lavoro ha avuto come obiettivo lindividuazione delle Analisi delle Componenti Principali (PCA) sulle medie delle intensità degli attributi sensoriali per i caffè di diversa provenienza secondo la tostatura chiara, media e scura: Score e Loading Plot proprietà gustative e aromatiche mediante una analisi descrittiva quantitativa, di caffè tostati in base al grado di tostatura chiara, media e scura. Sei tipi di caffè verde, Arabica di diversa provenienza, sono stati tostati sotto uniformi condizioni di tostatura, rispettando il parametro tempo, raffreddati ad aria, lasciati degasare in opportuni contenitori e successivamente valutati sensorialmente da 15 giudici esperti. Lanalisi sensoriale dei diversi caffè è stata eseguita con tre repliche per ogni campione, secondo un ordine randomizzato e bilanciato tra i giudici, rispettando tutte le condizioni del Metodo ISO standard 45011 (CSQA Certificate nr 214 of 24 September 1999). La valutazione della loro ripetibilità e abilità dellanalisi sensoriale è stata accertata attraverso il calcolo di un coefficiente di correlazione medio e un confronto della loro evoluzione durante lassaggio di campioni durante la prima e lultima sessione. Sono stati attribuiti 27 attributi sensoriali selezionati e per la valutazione dellintensità degli stimoli, ogni odore è stato valutato utilizzando una scala di categoria a 9 punti (estremamente debole; molto debole, debole, debolemoderata, moderata, moderataforte; forte; molto forte; estremamente forte). Ulteriori test statistici erano stati eseguiti per valutare gli standard della risposta del panel. I risultati di questo studio indicano che 17 aprile 2014 limpronta aromatica e il gusto, erano affetti dalla loro origine e in particolare dal colore di tostatura. Si è pertanto ritenuto opportuno computare un modello PCA, prendendo in considerazione solo le 27 variabili sensoriali selezionate dai giudici. Nella prima figura è stato riportato il biplot relativo a questo nuovo modello. I campioni del caffè Etiopia, per esempio, collocati e distribuiti lungo la prima componente sulla parte sinistra del grafico, sono caratterizzati da una maggiore intensità di attributi e con differenze minime percepite tra i diversi campioni tostati. Gli altri caffè, invece, hanno dimostrato differenti comportamenti, secondo quanto è riportato nel grafico, con particolare attenzione evidenziata per il caffè Honduras tostato scuro, il quale ha presentato grandi differenze sia nei confronti di altre monorigini che per lo stesso caffè tostato con una tostatura chiara e media. Il secondo grafico, invece, rappresenta lanalisi delle corrispondenze («mappa» delle relazioni esistenti tra variabili e tra modalità di diverse variabili), nella quale spiega gli attributi specifici che hanno contribuito, con diversa intensità percepita, a connotare limpronta sensoriale di ogni caffè, divisi per continente e colore di tostatura. Lo studio ha dimostrato una evoluzione e un cambiamento delle caratteristiche aromatiche per ogni singolo caffè. Le caratteristiche sono riconducibili al differente contenuto dei singoli precursori aromatici presenti nel caffè verde e alle classi di composti aromatici responsabili di odori che sono: aldeidi, esteri, fenoli, furani e pirazine. Inoltre, anche la macinatura correlata alleffetto riscaldamento insieme alla struttura della densità dei granuli, può incidere fortemente sulla possibile perdita di aromi formati durante la tostatura. Dal raffronto è possibile evincere che i caffè provenienti dallAfrica hanno mostrato di essere più floreali in combinazione a note fruttate dovuta allelevata presenza di terpeni, tiazoli e aldeidi. Analisi delle Corrispondenze sulle medie delle intensità degli attributi sensoriali per i caffè di diversa provenienza (H= Honduras, G= Guatemala, N= Nicaragua, B= Brasile, E= Etiopia, K= Kenya) secondo la tostatura chiara, media e scura. Le note di agrumi e di caramello provengono dalla presenza di chetoni e lattoni. I caffè del Centro America sono risultati ad avere più sentori di cioccolato e noce tostata, responsabili sono le pirazine, pirroli e piridine. I caffè brasiliani non hanno mostrato significanti descrittori, anche se, comuni con i caffè centro americani, sono stati giudicati con caratteristiche aromatiche piacevoli e ben bilanciati in termini di gusto. Lindice edonico (piacevolezza complessiva) ha mostrato per tutti i caffè un punteggio più alto per la tostatura media, probabilmente perché il panel ha attribuito un equilibrio per molti descrittori percepiti, tranne per il caffè Etiopia. Gli effetti del colore di tostatura chiara, media e scura per ogni caffè, non possono essere ignorate come è tanto meno il fattore provenienza. La tostatura può sicuramente esaltare o sopprimere certi descrittori che hanno differenti relazioni con il tipo di caffè. I risultati ottenuti in questo lavoro offrono quindi lopportunità di seguire nel tempo variazioni delle proprietà sensoriali e di studiare nello specifico leffetto di esaltare particolari descrittori che si sviluppano nel processo di tostatura sullimpronta della provenienza, specie, e trattamento post raccolta, verificando ladeguatezza della materia prima in base anche a specifici requisiti richiesti dal consumatore. 18 aprile 2014 Evoluzione e gusto Perché un cibo ci seduce e un altro ci disgusta Il cibo è il nostro carburante. Ma non solo. È anche espressione di identità e fonte di piacere. Ed il piacere del cibo è stato essenziale per la sopravvivenza della specie, favorendo unadeguata nutrizione ai nostri progenitori. E oggi è il fattore principale che determina la nostra dieta. Ma cosa si nasconde dietro il rapporto con il cibo? Ognuno di noi arriva ad amare proprio i cibi che mangia ogni giorno. Le preferenze alimentari sono il risultato di influenze diverse: patrimonio genetico, dieta materna (prima) e scelte dei genitori (poi), ma anche i canoni culinari della società. Non è difficile, infatti, imbattersi in cibi davanti ai quali ci si chiede come sia possibile che qualcuno li apprezzi, perché insoliti. Eppure, anche se alcune scelte sono sconcertanti, affermare che si tratti solo di una questione culturale sarebbe riduttivo. E allora perché non a tutti piacciono le stesse cose? Linfluenza del contesto è innegabile: se la base di una cucina tradizionale è il riso o il mais, rifiutarli non è unopzione sostenibile allinterno di quella società. A ogni modo i motivi per cui rifiutiamo alcuni alimenti sono i più svariati: per la consistenza, perché non ci sono familiari, perché sono troppo o non abbastanza dolci o salati. Se però restiamo nel campo dei gusti fondamentali (dolce, salato, acido, amaro e umami, che in giapponese significa saporito), lamaro è il principale motivo di repulsione. È per questo che i cavolini di Bruxelles o gli spinaci non sono i piatti più richiesti dai bambini. In ogni caso la differenza nelle preferenze risiede nei modi in cui le proprietà sensoriali del cibo, e per lesattezza il gusto, lodore, la consistenza, laspetto, diventano un piacere. E gli umani hanno sviluppato vari meccanismi per lasciarsi guidare dal piacere verso inclinazioni alimentari capaci di ottimizzarne la sopravvivenza. Non a caso nella selezione del cibo abbiamo sempre cercato di minimizzare il rischio di mangiare qualcosa di tossico. Per questo motivo preferenze innate ci portano a scartare molti cibi amari perché potenzialmente nocivi (molte piante del resto producono tossine come difesa dai predatori e la maggior parte di queste sono amare) così come il disgusto ci protegge dal rischio di cibi che veicolano malattie. Insomma, le preferenze alimentari sono meccanismi evolutivi che favoriscono la sopravvivenza. Ereditiamo persino una generica predisposizione a diffidare delle novità, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo. Tale consapevolezza può essere utile ai genitori, che spesso a tavola devono confrontarsi con i no dei figli. La neofobia alimentare è tanto comune da essere stata oggetto di innumerevoli studi ed è così diffusa dalletà di due anni fino ai sei o sette da essere considerata una fase dello sviluppo. Che fare, dunque, per incoraggiare i bambini a mangiare le verdure? Lesposizione è la strategia più efficace. Proporre, gradualmente, un piatto di spinaci dovrebbe invogliare il bambino a superare i suoi timori. E infatti sappiamo che alcuni cibi o bevande sgradevoli al primo assaggio, come è il caso pure del caffè, diventano piacevoli dopo una certa esposizione. Senza sottovalutare lesempio: i bambini piccoli sono sensibili agli adulti che mangiano un certo cibo e, per indurli allassaggio, questa è una strategia più efficace rispetto alla semplice offerta, soprattutto se è della madre. Del resto la dieta materna veicola i sapori al figlio, fin dalla gravidanza, e poi con lallattamento. I bimbi, le cui madri hanno una dieta varia, sono esposti ad una maggiore differenziazione di sapori e maggiore è la probabilità che li apprezzino. E lo stesso vale per lo svezzamento. Fonte: TuttoScienze (La Stampa), 20 febbraio 2014 Rubrica a cura di: Dottor Lorenzo Polojac Psicologo e Commercial Director IMPERATOR S.r.l. Tel.: +39 (0)40 - 3720115 - Fax: +39 (0)40 - 3402046 TRIESTE - Italy - www.imperator.cc 19 aprile 2014 Goppion: il caffè diventa bicicletta Una bicicletta con il nome di un caffè e la sella in juta. Si tratta della bici realizzata in un unico esemplare che Dario Pegoretti, artista della bicicletta in pezzo unico e su misura, ha realizzato e messo in vendita a Londra a B1866, il nuovo negozio che Brooks storico produttore anglosassone di selle per biciclette ha inaugurato al 36 Earlham St, Seven Dials, Londra. Brooks ha visto i sacchi del caffè brasiliano con i tipici disegni colorati spiega Paola Goppion, responsabile comunicazione e marketing dellazienda - e se ne è subito innamorata perché è un brand pieno di fantasia che sa unire alla tradizione dei suoi pezzi la tecnologia pura oltre che la viva creatività. Ci ha quindi chiesto qualche sacco vuoto attraverso un comune amico e creativo. Lidea è quella di realizzare una sella in juta ricoperta da una resina trasparente, un oggetto in grado di mettere in contatto il mondo degli amanti del caffè con quello degli appassionati di bici. La sella, dopo alcune prove, entra in produzione: è comoda e funzionale, e nel contempo lascia vedere la trama dei sacchi di caffè Goppion con le tipiche stampe colorate fatte nei luoghi di raccolta. Il caso vuole che Dario Pegoretti, artigiano tra i più affermati a livello mondiale nel settore, veda la sella, si innamori del progetto e decida di costruirci attorno un telaio. Un modello tirato in un solo esemplare, di colore rosso passione a cui attribuisce il nome della storica torrefazione di Preganziol. Ora quel telaio è diventato bicicletta, dotata ovviamente della sella fatta con i sacchi di caffè e presto girerà per le strade di Londra guidata dallappassionato che sarà disposto a sborsare la cifra di XX sterline. Da oltre sessantanni lazienda Goppion fa del caffè unarte, un sunto di lavoro e creatività. Il percorso inizia nel 1948 a Treviso; da allora ricerca, sperimentazione ed esperienza permettono allazienda di far nascere miscele pregiate, sapori intensi e inconfondibili, aromi dalle molteplici sfumature: profumi fruttati, fioriti, speziati o cioccolatati, fino ai sentori più delicati dei caffè certificati. Fonte: Ufficio stampa Goppion 20 aprile 2014 Aspettando HOST 2015: Il business e i trend dellospitalità nellanno di EXPO Creatività. Innovazione. Design. Gusto. Flair internazionale. Sono gli ingredienti principali per chi ha raggiunto il successo creando una ricetta unica, servendo un caffè speciale, inventando una pizza originale o dando quel tocco in più al suo hotel. E sono anche gli ingredienti vincenti di Host, il Salone internazionale dellospitalità professionale, leader mondiale nel settore Ho.Re.Ca. e Retail. Non stupisce dunque che cresca di giorno in giorno tra i protagonisti del settore lattesa per ledizione 2015, che si terrà da venerdì 23 a martedì 27 ottobre, durante il semestre dellEXPO di Milano: un gemellaggio ideale che esalterà le proposte di business della manifestazione in linea con il tema dellEsposizione Universale, Nutrire il pianeta, energia per la vita. Il percorso di avvicinamento che accompagnerà le aziende con numerose iniziative mirate: Osservatori, presenza ai più importanti appuntamenti internazionali quali Identità Golose, percorsi ad hoc per i macro-settori (Ristorazione Professionale con Pane-Pasta-Pizza, PasticceriaGelateria con Caffè-Thè, Arredo e Tavola) e, in particolare, unapprofondita attività di scouting sui buyer. Proprio questa accurata selezione consente di moltiplicare le opportunità di matching mirato, come testimoniano gli stessi buyer internazionali, che a Host 2013 hanno colto netta limpressione di un ambiente caratterizzato da vivaci scambi di business. Abbiamo incontrato aziende non solo italiane, ma anche da altri paesi come Germania, Francia o Polonia aggiunge un buyer del Kazakistan, che faceva parte della folta delegazione di buyer dalla Russia e dagli altri paesi russofoni Inoltre abbiamo notato tra le imprese italiane un buon coordinamento di filiera, che ci facilita molto il lavoro: ad esempio, tra torrefattori e produttori di macchine per caffè. http://www.host.fieramilano.it/ Fonte: Ufficio Stampa Fiera Milano La settima edizione di TriestEspresso Expo Una fiera consolidata in una nuova location Torna dal 23 al 25 ottobre 2014 la settima edizione del TriestEspresso Expo. La fiera biennale punto di riferimento a livello mondiale per la filiera dellindustria del caffè espresso fa il suo ritorno in grande stile trasferendosi nella nuova location dei magazzini del Porto Vecchio di Trieste. A due passi dal mare, i magazzini saranno a disposizione degli oltre 230 espositori del settore dellespresso che nel 2012 hanno confermato il successo di una manifestazione che negli ultimi dodici anni è diventata lappuntamento da non perdere per gli operatori del caffè. Il percorso di visita passerà per la rinnovata Stazione Idrodinamica che ospiterà eventi, competizioni e workshop, sviluppandosi poi nei padiglioni situati vicino al mare accanto ai suggestivi magazzini del caffè utilizzati ai tempi dellImpero austro-ungarico. Quei magazzini che, anche grazie allistituzione del Porto Franco, fecero diventare Trieste il principale porto dellimpero Asburgico dando un impulso decisivo al mercato del caffè. A fare da contorno i caffè storici del centro, Piazza Unità, la città vecchia e i locali affacciati sul golfo di Trieste. I numeri della scorsa edizione hanno confermato il trend positivo della manifestazione organizzata da Aries - Camera di Commercio di Trieste. Nel 2012 i 230 espositori rappresentanti di un numero ben più ampio di importanti marchi commerciali hanno incontrato nei tre giorni di fiera oltre 10.000 operatori professionali provenienti da 85 Paesi. Quale il profilo dei visitatori? Quasi quattro su dieci sono stranieri, di questi, due provengono dai nuovi mercati dellEuropa Centro Orientale, seguiti a ruota da Europa Occidentale, Australasia e Americhe. Il profilo del visitatore è quello di un operatore del settore caffè, nel 65% dei casi in cerca di nuovi prodotti o fornitori e per l83% dei 21 aprile 2014 casi con un ruolo attivo nelle decisioni di acquisto. Gli espositori provenienti nel 2012 da 22 Paesi, sono ben distribuiti tra produttori di caffè verde in arrivo dalle più importanti aree di produzione (la Giamaica è stata la novità della scorsa edizione), produttori di caffè tostato, di macchine da caffè, macchinari, accessori e servizi. Nella nuova sede saranno proprio i produttori di macchinari e grandi impianti a trovare una nuova sezione espositiva a loro dedicata. Fonte: Ufficio stampa Aries - Camera di Commercio di Trieste Luniverso del caffè si dà appuntamento a Rimini Fiera Grande attesa e conto alla rovescia per ledizione 2014 di World of Coffee, in programma questanno a Rimini Fiera dal 10 al 12 giugno prossimi. World of Coffee è levento premium in Europa per il caffè di qualità dal chicco alla tazzina - e presenta i più innovativi prodotti e servizi attualmente disponibili sul mercato. Levento è organizzato dalla Speciality Coffee Association of Europe (SCAE), questanno in collaborazione con Rimini Fiera, e, con oltre 30.000 visitatori professionali attesi, oltre 200 brand esposti, 20.000 metri quadrati di superficie espositiva e 50 nazioni partecipanti, sta già suscitando grande attesa tra gli operatori del settore. La kermesse riminese di giugno sarà articolata su tre momenti principali per venire incontro alle esigenze di target differenti: una sezione espositiva, una dedicata allalta formazione, unaltra ancora incentrata sulle competizioni mondiali. La parte espositiva metterà in mostra ogni aspetto della produzione del caffè. In un unico grande evento saranno presenti le nazioni produttrici di caffè, le nuove tecnologie, le ultime tendenze, i modelli più attuali di consumo e i prodotti da tutto il mondo, con aree dimostrative nelle quali il meglio del caffè speciality, il dolciario, lalta cucina, il gelato e la panetteria saranno uniti per la prima volta a Rimini. La sezione formativa, invece, sarà costituita da incontri, seminari e momenti di aggiornamento rivolti ai principali player del settore. Didattica, formazione, sviluppo di capacità e certificazione sono, infatti, gli obiettivi primari di SCAE. Lo SCAE Coffee Diploma System raggruppa tutti i corsi didattici SCAE in un sistema modulare in cui gli appassionati di caffè possono scegliere i corsi in base alle esigenze professionali e personali. Ogni anno SCAE porta il suo prestigioso Coffee Diploma System al World of Coffee, in modo che gli operatori possano migliorare le loro abilità e conoscenze del mondo coffee o anche ottenere la certificazione di quello che già sanno, tramite il Coffee Diploma System. La terza sezione sarà dedicata, invece, alle competizioni mondiali. Nei tre giorni dellappuntamento riminese, infatti, concorrenti da tutto il mondo si confronteranno sul palcoscenico internazionale per i titoli di tre campionati mondiale del caffè, che comprendono il più prestigioso World Barista Championship, oltre al World Brewers Cup ed al World Coffee Roasting Championship (per info: www.worldcoffeeevents.org). La particolarità ed eccezionalità della prossima edizione dellappuntamento sta proprio nella concomitanza tra World of Coffee e World Barista Championship, meta annuale per baristi che sono già campioni nazionali e che provengono da oltre 50 Paesi. In ogni competizione, con numerose selezioni preliminari locali e regionali, i baristi preparano espressi, cappuccini ed originali bevande espresso personalizzate che devono soddisfare gli esigenti standard di una giuria internazionale. http://www.it.worldofcoffeerimini.com Fonte: Ufficio stampa Rimini Fiera 22 aprile 2014 Formazione Migliorare gli standard del caffè tramite la conoscenza e leducazione A Trieste un nuovo ciclo di corsi SCAE Un nuovo ciclo di corsi di alta formazione sul caffè è stato organizzato questo primo trimestre 2014 a Trieste presso la Bazzara Coffee Academy. Si è trattato delle certificazioni del Coffee Diploma System della SCAE, la principale organizzazione professionale a livello mondiale di promozione delleccellenza nel caffè di qualità che raccoglie professionisti di ogni ambito dellindustria del caffè. Obiettivo delle lezioni lottenimento del Coffee Diploma System, la certificazione con cui la SCAE aspira a migliorare gli standard del caffè approfondendone la conoscenza e leducazione. SCAE da sempre promuove la cultura del caffè di qualità avvalendosi in particolare di due strumenti, le gare baristi del circuito World Coffee Event e le certificazioni del Coffee Diploma System, spiega Andrej Godina, responsabile della formazione sul caffè di SCAE Italia. La formazione sul caffè di SCAE è un programma educativo completo su tutta la filiera del caffè prosegue - dal verde alla preparazione effettuata con qualsiasi metodo di preparazione. Introduzione al caffè, tostatura, caffè verde, abilità sensoriali, filtraggio, abilità del barista sono le diverse discipline su cui è infatti possibile specializzarsi. Il percorso formativo di SCAE permette al candidato di poter scegliere tra 6 moduli e 3 livelli di approfondimento - chiarisce -. Come responsabile della formazione sul caffè di SCAE Italia credo fermamente che in Italia i moduli del CDS quali il caffè verde - green, la tostatura - roasting e lassaggio - sensory possano essere strategici dal punto di vista di aggiornamento professionale a cui gli operatori possono accedere al fine di qualificare o riqualificare il loro personale interno su argomenti che, a livello internazionale, fanno la differenza tra un caffè mediocre e un caffè di qualità. Da questo punto di vista Trieste offre un esempio di filiera anche nella formazione con lofferta di tutti i moduli formativi della SCAE attraverso la formazione dei tre Authorized Trainers presenti: Max Fabian, Alberto Polojac e Martina Godina. 23 aprile 2014 Facebook Amministrare una pagina aziendale: 5 cose da non fare Essere admin di una pagina facebook è tuttaltro che un ruolo facile. Non è permesso improvvisare e se si sbaglia, spesso si paga. Un danno in termini di visibilità e di reputazione del marchio o dellazienda che si gestisce sul social network. E sappiamo ormai quanto il valore percepito dalla vasta comunità del web nei confronti di un prodotto o servizio sia fondamentale per il successo della vostra attività. Se in questi mesi attraverso questa rubrica vi abbiamo fornito tanti suggerimenti per gestire al meglio la vostra pagina facebook aziendale, ora è giunto il momento di correggere alcuni errori in cui si può incappare come amministratore. Soprattutto nel caso in cui vi siete fatti prendere la mano. Infatti se da una parte linsuccesso di una pagina facebook (pochi like, pochi commenti) è imputabile a una scarsa o nulla gestione della stessa, dallaltra può essere causato da uneccessiva, per non dire ossessiva, cura amministrativa. Come in tutto, va trovata una buona via di mezzo nella gestione di una pagina: costruire, mantenere e migliorare la presenza del proprio marchio su facebook, senza mai infastidire la community di utenti, che non ci penserà due volte a negarvi il suo like. Ecco dunque in questo numero le 5 azioni da evitare come admin. 1 - Pubblicare troppo. Una regola che sembra contrastare con una delle buone pratiche del social network, in cui dimostrare la propria presenza con aggiornamenti e foto è solitamente molto apprezzata. Pubblicare con buona frequenza aumenta il coinvolgimento degli utenti, accresce lesperienza sociale che la vostra attività commerciale offre al pubblico. Però attenzione a non invadere la home degli utenti con post ogni 5 minuti. Dapprima vi ignoreranno e poi vi toglieranno il like. 2 - Condividere tutto col proprio profilo. Se tutto ciò che pubblicate sulla pagina della vostra azienda, poi lo condividete subito col vostro profilo personale, perché i vostri amici dovrebbero cliccare mi piace sulla vostra pagina? Non raddoppiate i contenuti che immettete in rete, piuttosto personalizzate il vostro status con originalità, invitando gli amici a seguirvi direttamente sulla pagina che gestite. E soprattutto non condividete nellarco di pochi minuti lo stesso aggiornamento su gruppi e altre pagine e bacheche. Differenziate il messaggio, sia nel tempo che nel contenuto. di Massimo Petronio 3 - Implorare i mi piace. Invitare a cliccare mi piace è il modo per far sapere ai tuoi amici dellesistenza della pagina, ricevono la notifica e scelgono se cliccare mi piace. Una volta inviato linvito, evitate altri metodi di convincimento come messaggi privati, messaggi in bacheca, creazione di eventi ecc. La vostra verrà vista come unazione disperata alla ricerca di like. Il vostro obiettivo devessere creare una community che spontaneamente si affeziona ai contenuti che pubblicate e al vostro marchio. 4 - Discussioni negative. Non cè niente di peggio che mostrare un linguaggio non adatto, aggressivo o offensivo nei confronti di altri utenti. Evitatele, ricordando che voi sulla vostra pagina rappresentate unazienda, unattività. I post e i commenti sulle pagine sono pubblici, dunque tutti possono leggere ciò che scrivete. Le critiche o i reclami possono capitare, gestiteli con consapevolezza ed eleganza. 5 - Cliccare mi piace sui propri post. Può sembrare una banalità, ed è certamente il meno importante tra i punti analizzati e non a caso lo confiniamo allultimo posto della nostra classifica. È una pratica tristemente diffusa che vi sconsigliamo caldamente, perché tuttaltro che professionale e coerente. Se lhai pubblicato, ovvio che ti piace, no? numero verde 800 905 525 24 aprile 2014 La nuova IRI Riforma fiscale Allinterno della Delega fiscale appena approvata dal Parlamento cè una disposizione che potrebbe stravolgere la fisionomia della tassazione dei redditi dimpresa. Stiamo parlando dellIri, la nuova Imposta sul reddito imprenditoriale (non IRES), che dovrebbe vedere la luce entro i prossimi 12 mesi. A differenza di altre volte, la novità lessicale vale anche novità sostanziale. I decreti legislativi che il Governo dovrà emanare dovranno infatti prevedere lassimilazione della nuova forma di tassazione dei redditi dimpresa allIres. Tale assimilazione sarà altresì estesa alle aliquote da applicarsi, che dovranno essere anchesse proporzionali. Laspetto forse più delicato della nuova imposta riguarderà la disciplina dei prelevamenti dei titolari, che dovrebbero risultare deducibili. Ebbene sì, potrebbe indurre a porci qualche interrogativo, ma tra qualche tempo potremmo, con ogni probabilità, dedurre dai redditi dimpresa le somme prelevate dallimprenditore e dai soci. Ovviamente tali importi non diventeranno completamente esentasse, in quanto sarà altresì prevista la tassazione degli stessi in capo ai soci e agli imprenditori. Il sistema che si andrebbe a delineare prevedrebbe, dunque, una separazione netta tra tassazione dei redditi dimpresa (qualunque sia la forma giuridica dellattività svolta) e i redditi della persona fisica/socio. I redditi dellimpresa sarebbero inoltre tassati con unaliquota proporzionale, e non progressiva, favorendo quindi una tassazione complessivamente più bassa. Come interpretare la ratio di questo intervento? In primo luogo è necessario dire che, con tali riforme, potrebbe essere garantita una maggiore equità, in quanto sarebbe possibile individuare ununica forma di tassazione, unica per tutte le tipologie di attività. In secondo luogo, tutti gli importi non prelevati dai soci o dallimprenditore non verrebbero tassati in capo a questi ultimi: è ovvio come, in tal caso, sia favorita una maggiore capitalizzazione delle imprese. Tale intervento sarebbe quindi da considerare come una sorta di evoluzione della disciplina ACE (Aiuto alla Crescita Economica), introdotta in questi ultimi anni. Ma il motivo forse più rilevante riguarda la convergenza delle forme di tassazione relative ai redditi di lavoro autonomo e quelle di lavoro dipendente: in tal modo, infatti, le somme prelevate dallimprenditore per i propri bisogni familiari verrebbero tassate anche in capo allo stesso, garantendo così una tassazione sostanzialmente simile a quella prevista per il lavoro dipendente, introducendo così elementi di equità orizzontale IRPEF sui diversi tipi di lavoro svolto dalle persone fisiche (dipendente, autonomo, imprenditoriale). È tuttavia previsto che siano altresì istituiti, per i contribuenti di minori dimensioni, regimi semplificati, che prevedano ununica forma di imposizione sul reddito (in luogo delle due previste, una in capo alla persona fisica, laltra in capo allimpresa). Pertanto, per i contribuenti di dimensioni minime potrebbero essere istituiti dei regimi che prevedano il pagamento forfetario di ununica imposta in sostituzione di quelle dovute, purché con invarianza dellimporto complessivo dovuto, prevedendo eventuali differenziazioni in funzione del settore economico e del tipo di attività svolta. Potrebbero inoltre essere introdotti, sulla scia di quanto già attualmente previsto, alcuni meccanismi di premialità per le nuove attività produttive. È inoltre da ricordare come la legge delega abbia espressamente previsto delle agevolazioni in favore dei soggetti che sostengono costi od oneri per il ricorso a mezzi di pagamento tracciabili. In tal senso non possiamo che ricordare il nuovo obbligo Pos, che a breve verrà introdotto, e che porterebbe con sé un sicuro aggravio di costi in capo a professionisti e imprese. I contenuti del presente articolo vanno assunti come meramente informativi, non utilizzabili in alcun modo quale consulenza/opera professionale; ogni interpretazione ivi contenuta è meramente indicativa e non assume valore di parere professionale. Rubrica a cura di: Dottor Giacomo Mallano Commercialista Studio Tributario Cattelan-Verni-Mallano & Associati 25 aprile 2014 Tassi di mora È del 10,25% il tasso degli interessi di mora per il primo semestre 2014 Si riduce di un quarto di punto il tasso di riferimento per lapplicazione degli interessi legali moratori da applicare ai ritardati pagamenti. In Gazzetta Ufficiale del 3 marzo 2014 viene comunicato che il tasso per il semestre 1/1/201430/6/2014 è dello 0,25% rispetto allo 0,50% del semestre precedente. Allo 0,25 % va aggiunta la maggiorazione dell8% come indicato nella G.U. 267 del 15/11/2012 più ancora 2 punti percentuali per i prodotti agro alimentare come da D.L. 1/2012. Pertanto per il primo semestre del 2014 il tasso per gli interessi di mora per i prodotti alimentari (compreso il caffè) è del 10,25% Come prevede il D. lgs 231 del 2002 il tasso sui ritardati pagamenti varia ogni semestre. Per i prodotti agro alimentari come da D.L. 1/2012 art. 62 vanno aggiunti ulteriori 2 punti. Nella sotto indicata scheda sono riportati tutti i saggi fino ad oggi applicati. TASSI DI MORA ex D.Lgs. 231/2002 Dal 01/07/2002 01/01/2003 01/07/2003 01/01/2004 01/07/2004 01/01/2005 01/07/2005 01/01/2006 01/07/2006 01/01/2007 01/07/2007 01/01/2008 01/07/2008 01/01/2009 01/07/2009 01/01/2010 01/07/2010 01/01/2011 01/07/2011 01/01/2012 01/07/2012 01/01/2013 01/07/2013 01/01/2014 Al 31/12/2002 30/06/2003 31/12/2003 30/06/2004 31/12/2004 30/06/2005 31/12/2005 30/06/2006 31/12/2006 30/06/2007 31/12/2007 30/06/2008 31/12/2008 30/06/2009 31/12/2009 30/06/2010 31/12/2010 30/06/2011 31/12/2011 30/06/2012 31/12/2012 30/06/2013 31/12/2013 30/06/2014 Tasso B.C.E. 3,35% 2,85% 2,10% 2,02% 2,01% 2,09% 2,05% 2,25% 2,83% 3,58% 4,07% 4,20% 4,10% 2,50% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,25% 1,00% 1,00% 0,75% 0,50% 0,25% Maggiorazione (dal 1/1/2013 più 2 punti come da D.L. 1/2012 art.62) 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 7,00% 8,00% + 2% art.62 8,00% + 2% art.62 8,00% + 2% art.62 Totale 10,35% 9,85% 9,10% 9,02% 9,01% 9,09% 9,05% 9,25% 9,83% 10,58% 11,07% 11,20% 11,10% 9,50% 8,00% 8,00% 8,00% 8,00% 8,25% 8,00% 8,00% 10,75% 10,50% 10,25% 26 aprile 2014 ELENCHI CLIENTI E FORNITORI Invio telematico delle operazioni effettuate nel 2013 da parte dei soggetti mensili. Versamento dei contributi previdenziali per i collaboratori a progetto, occasionali e associati in partecipazione corrisposti nel mese precedente. IVA DICHIARAZIONE DINTENTO (mensile) Invio delle comunicazioni dintento in relazione alle quali sono state emesse fatture senza applicazione dellIVA registrate per il mese precedente. Entro mercoledì mercoledì 16 aprile 2014 Entro martedì martedì 22 aprile 2014 RITENUTE Versamento ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati, lavoro autonomo, provvigioni nonché su corrispettivi per contratti dappalto nei confronti dei condomini (mese precedente). ADDIZIONALI Versamento addizionali regionali/comunali su redditi da lavoro dipendente del mese precedente. IVA Liquidazione e versamento (mese precedente). CONTRIBUTI INPS MENSILI Versamento allINPS da parte dei datori di lavoro dei contributi previdenziali a favore della generalità dei lavoratori dipendenti, relativi alle retribuzioni maturate nel mese precedente. CONTRIBUTI INPS - GESTIONE EX ENPALS MENSILI Termine per il versamento contributi previdenziali a favore dei lavoratori dello spettacolo GESTIONE SEPARATA INPS COLLABORATORI PREVINDAI E PREVINDAPI Versamento dei contributi previdenziali integrativi a favore dei dirigenti di aziende industriali relativi alle retribuzioni maturate nel trimestre precedente. ELENCHI CLIENTI E FORNITORI (sogg. trimestrali) Invio telematico delle operazioni effettuate nel 2013 da parte dei soggetti trimestrali. aprile 2014 a cura di Diego Franciosa Entro giovedì giovedì 10 aprile 2014 10 aprile 2014 16 aprile 2014 22 aprile 2014 Entro lunedì lunedì 28 aprile 2014 28 aprile 2014 ELENCHI INTRASTAT (contr. mensili e trimestrali) Presentazione contribuenti mensili e trimestrali. Entro mercoledì mercoledì 30 aprile 2014 30 aprile 2014 DENUNCIA UNIEMENS Denuncia telematica delle retribuzione e dei contributi (INPS - INPDAP - Ex ENPALS) del mese precedente. MODELLO 730-ASSISTENZA FISCALE PRESTATA DAL SOSTITUTO Lavoratori/pensionati consegnano al datore di lavoro/ente pensionistico i Modd. 730 e 730-1. IVA - RIMBORSO/COMPENSAZIONE TRIMESTRALE Termine per la richiesta di rimborso/compensazione dellIVA a credito del trimestre precedente. OPERAZIONI CON PAESI BLACK LIST Invio della comunicazione relativa alle operazioni effettuate con paesi Black List nel mese precedente (soggetti mensili) e nel trimestre precedente (soggetti trimestrali). LIBRO UNICO Scadenza delle registrazioni relative al mese precedente BENI DIMPRESA CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI/FAMILIARI Comunicazione allAnagrafe tributaria dei dati relativi ai beni concessi in godimento a soci o familiari nellanno 2013. FINANZIAMENTI CONCESSI DA SOCI/FAMILIARI Comunicazione allAnagrafe tributaria dei dati relativi ai soci o familiari che hanno concesso allimpresa finanziamenti per un importo complessivo pari o superiore ad euro 3.600 nellanno 2013. ACQUISTI DA SAN MARINO Invio telematico della comunicazione degli acquisti presso operatori di San Marino, annotati nel mese precedente. Le informazioni contenute nello scadenzario sono soggette a clausola di esclusione di responsabilità per quanto riguarda le informazioni in esso contenute e per i danni o i problemi legali derivanti dall uso delle stesse. Esse vanno assunte come meramente informative e non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Le indicazioni riportate potrebbero risultare non aggiornate e/o incomplete. VITA ASSOCIATIVA Nuovi Soci Redazione, Segreteria del Gruppo e del Consorzio Ai 258 Soci del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè si è aggiunta la Ditta: tel.: 040 390 044 - fax: 040 938 45 89 www.gttc.it - mail: [email protected] PEC: [email protected] dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 cell. 331 658 5552 ORO CAFFÈ s.r.l. Via Perugia, 6 33010 TAVAGNACCO (Udine) alla quale porgiamo un caloroso benvenuto. QUOTA ASSOCIATIVA 2014 La quota sociale del GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ per lanno 2014 è: SOCI ORDINARI 280,00 (soci del triveneto) SOCI SOSTENITORI 140,00 (soci altre Regioni) che potrà essere versata a favore del: GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ tramite bollettino di C/C postale n. 44519700 oppure con bonifico sul medesimo C/C postale: Cin L - Abi 07601 - Cab 02200 IBAN: IT 10 L 07601 02200 000044519700