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SETTEMBRE 2014
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LE PAGINE
UNICEDIL
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EDITORIALE
prevenire è meglio che curare
Sapete come funziona la medicina in cina?
Quattro volte all’anno tutta la famiglia va dal
medico. e lui la cura.vale a dire: cerca nelle
persone in buona salute i punti deboli che
potrebbero diventare poi delle malattie.
pratica l’agopuntura, somministra delle erbe,
corregge la dieta alimentare, riequilibra
l’organismo. poi i pazienti lo pagano e se ne
vanno. per loro, questa è medicina: impedire
che uno si ammali. invece, se qualcuno si
ammala, allora è il medico che va da lui per
curarlo e per quella visita non viene pagato.
perché non è medicina, per loro. curare la
malattia quando c’è già è come mettersi a
fabbricare armi subito dopo aver dichiarato
guerra oppure scavare un pozzo quando si ha
sete: bisognava pensarci prima. perciò al
medico cinese conviene che la gente stia
bene, perché sono quelli che stanno bene che
pagano.
gli ammalati portano via tempo al medico
senza farlo guadagnare e, se ha troppi
ammalati, il medico va in rovina. la gente
direbbe: «ha troppi ammalati, non è bravo,
non ci andiamo».
Qui da noi, invece, è esattamente il contrario:
più ammalati un medico ha e più guadagna e
maggiormente viene rispettato.
per contro, in cina, mancano i fondamenti
della democrazia e sempre più spesso i valori
civili vengono calpestati, ma questo è un altro
discorso.
io sono nato a montreal e ho vissuto per
molti anni in canada prima di tornare in
italia con la mia famiglia, nostalgica del Bel
paese. il canada è, per molto versi, il paese
perfetto. ogni anno accoglie 250 mila
immigrati senza grossi problemi. è il paese
dove lo Stato ti aiuta a trovare lavoro e
spesso entra in società con l’imprenditore che
ha un’idea di business innovativa. la gente
rispetta le leggi e tutti pagano le tasse, mentre
chi fa il “furbo”, paga pesantemente. è il paese
dove le fatture vengono emesse da tutti e
dove non esiste il “pagherò”. Si votano
direttamente i propri rappresentanti in
parlamento e, se vengono inquisiti per
qualcosa (e questo accade molto raramente),
si dimettono all’istante. la gente rispetta le
file, il “furbo”, se esiste, è lui a fare la brutta
figura; le persone sono gentili, anche al limite
della falsità e, nei luoghi pubblici, non si alza la
voce per nessun motivo; se in auto si
superano i limiti di velocità, o si parcheggia in
area vietata, si prende una multa e, di certo
non te la toglie nessuno. perché in canada il
sistema funziona.
e in italia? la nostra italia che tanto abbiamo
nel cuore ma che non ci tiene uniti?
Sappiamo benissimo come vanno le cose e la
nostra situazione politica ed
economica diviene una sorta di cartina di
tornasole del sentire diffuso degli italiani. un
sentire che stenta a ritrovare energie e
positività. una crisi, soprattutto quella della
politica, che investe anche il mondo dei valori,
nella sfera privata quanto in quella pubblica,
sociale ed economica. perché è proprio dalla
crisi dei valori che nasce, anche, la crisi del
mercato.valori perduti che rendono molto
difficile riuscire a vedere un futuro possibile,
anche se fossimo fuori dalla crisi. l’indifferenza
o la rinuncia sono strade che non hanno
uscita e che amplificano il disagio. per questo,
bisogna ripartire dal singolo individuo, affinché
ritrovi la fiducia nella possibilità di cambiare in
Francesco Siervo - Presidente Unicedil
meglio le cose, altrimenti rimane sempre il
senso di qualcosa che si cerca ma non c’è.
Speranza e fiducia sono indispensabili per ogni
scelta, nella vita personale, sociale, familiare,
economica. non c’è Stato senza società e non
c’è società senza individuo. anche se a volte
sembra impossibile crederlo, la decisione di
una singola persona può cambiare il mondo.
per questo è importante prendere le decisioni
giuste. per noi e per gli altri. occorre
decidere, e in fretta, da quale parte vogliamo
stare: se dal lato della “correttezza e legalità”
oppure se continuare a fare gli “indiani” e non
permettere un’evoluzione del sistema. le
regole ci sono e, anche se spesso i controlli
non sono sufficienti a regolamentare ogni
cosa, dobbiamo decidere di rispettarle per il
bene proprio e per quello degli altri.
libertà e regole: un’apparente contraddizione
che ci deve impegnare tutti a una sintesi
positiva.
perché “… una foglia in balìa del vento non è
libera: è in balìa del vento!”
ANCHE SE A VOLTE SEMBRA IMPOSSIBILE CREDERLO,
LA DECISIONE DI UNA SINGOLA PERSONA PUÒ CAMBIARE IL MONDO.
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N OT I Z I E U N I C E D I L
Sostituzione dei serramenti in condominio
una delle questioni che, spesse volte, genera
incertezze agli operatori del settore e ai loro
clienti è quella inerente la sostituzione
degli infissi di un’unità immobiliare ubicata in un
edificio in condominio.
ecco quali sono le regole principali da seguire,
nella sostituzione delle finestre o degli
oscuranti con i nuovi modelli conformi alle
norme dettate in materia di sicurezza o
risparmio energetico, per evitare le
contestazioni delle compagini condominiali.
la questione che, rispetto a ogni altra, ha senza
ombra di dubbio il maggior rilievo, è quella
relativa all’alterazione del decoro
architettonico. con questo termine deve
intendersi l’estetica data dall’insieme delle linee e
delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli
imprimono una determinata, armonica fisionomia, e
che quindi contribuiscono a conferirgli una specifica
identità (cass. n. 851/07).
esso è un bene comune e non necessita della
ricorrenza di particolari connotazioni estetiche
essendo sufficiente la presenza di una linea
armonica sia pur molto semplice (cfr. cass. n.
8830/08).
a scanso d’equivoci la Suprema corte ha avuto
modo di puntualizzare che nessuna influenza in
proposito può essere riconosciuta alla maggiore o
minore visibilità di esse o alla loro non visibilità in
relazione ai diversi possibili punti di osservazione
rispetto all’edificio condominiale, trattandosi di una
tutela accordata in sé e per sé a prescindere da
situazioni contingenti in quanto correlata soltanto
alla esigenza di salvaguardare determinate
caratteristiche architettoniche unitariamente
considerate dello stabile condominiale (cass. n.
851/07).
in questo contesto non v’è dubbio che i
serramenti delle unità immobiliari ubicate in
condominio possano essere suscettibili
d’incidere sul decoro dell’edificio. alla loro
sostituzione, quindi, può seguire
una contestazione inerente l’alterazione del
decoro dell’edificio.
immaginiamo il condomino che sostituisca la
propria tapparella verde, uguale a quella delle
altre unità immobiliari, con una rossa o con una
persiana.
lo stesso discorso vale per le finestre e per
le porte d’ingresso agli appartamenti. è evidente
che in questi casi, fatta salva la presenza di
specifiche norme dettate nel regolamento
condominiale (art. 1138, primo comma, c.c.), le
soluzioni, per evitare contestazioni d’ogni
genere, sono due:
a) sostituzione degli infissi con altri identici o
del tutto simili;
b) ottenimento dell’assenso di tutti i restanti
comproprietari a installare dei serramenti
differenti per tipologia, forma e colore.
in quest’ultimo caso l’intervento modificativo
del decoro non potrà essere oggetto di alcuna
contestazione.
A cura dell’Area Legale Unicedil
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Perchè associarsi a Unicedil
In un contesto economico e sociale in continua evoluzione l’imprenditore, per esserne soggetto attivo, non può e non deve rimanere isolato
unicedil rappresenta il riferimento principale per tutte le imprese della filiera del serramento e, in senso più in generale, per quelle del comparto edile tutelando
gli interessi dell’azienda associata;
• assistenza attraverso servizi a supporto della gestione dell’azienda, ;
• realizzare sinergie con le imprese “partner” e con le altre imprese associate.
inoltre partecipare attivamente alla vita associativa significa contribuire alla creazione di progetti di grande rilevanza per la propria attività e più in generale
per l’economia del settore.
Rappresentanza
unicedil è un punto di riferimento per il mondo imprenditoriale di cui rappresenta gli interessi nei rapporti con le istituzioni, le amministrazioni pubbliche
locali, nazionali e internazionali, le organizzazioni economiche e sindacali.
l’associazione è quindi un luogo in cui, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, è possibile trovare tutela e confronto con interlocutori, pubblici e
privati, per promuovere lo sviluppo economico del settore, tutelando il ruolo dell’impresa e gli interessi degli imprenditori.
Assistenza
attraverso un’importante struttura professionale e qualificata, unicedil mette a disposizione degli associati un’ampia gamma di servizi gratuiti e agevolazioni.
il vantaggio è avere l’associazione come unico interlocutore per ogni problema aziendale che si traduce per l’associato in risparmio di tempo e in
contenimento dei costi.
organizziamo inoltre convegni, seminari, incontri, gruppi di lavoro che rappresentano momenti di verifica e di aggiornamento; elaboriamo proposte nel
campo della formazione, dell’innovazione, dell’aggiornamento professionale e promuoviamo iniziative e progetti a favore delle imprese associate.
l’impresa associata è costantemente informata attraverso
• il sito web www.unicedil.eu
• la rivista mensile ShowRoom Porte&Finestre
• il sito web www.serramentistiitaliani.it
• i principali social network e mailing mirate
la partecipazione attiva alla vita associativa rappresenta un’importante occasione di conoscenza e di dialogo con altri imprenditori che può portare alla
creazione di progetti, di sinergie e di collaborazioni.
per capire meglio cosa possiamo fare per la vostra azienda e per ulteriori informazioni,
vi invitiamo a contattare la nostra segreteria al numero tel. 06/60503062
unicedil mette a disposizione delle aziende associate, molteplici servizi gratuiti che vi aiuteranno a divenire i veri protagonisti del mercato:
• Sviluppo documentale della “marcatura ce dei • Serramenti metallici e in pvc”
• call center di assistenza Tecnica e normativa (da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00)
• corsi di Formazione e di aggiornamento professionale
• consulenza e assistenza legale, Fiscale e Tributaria
• Sviluppo dei piani di Sicurezza in cantiere (p.o.S.)
• Sviluppo e Trasmissione all’enea delle pratiche di “Sgravio Fiscale”
• promozione e indagini di mercato
• organizzazione di convegni, Fiere ed eventi di settore
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• interessanti convenzioni stipulate con le aziende “partner unicedil”
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Le piccole imprese e il sistema bancario
Un rapporto difficile che rappresenta il vero nodo della ripresa
economica del nostro Paese
l’italia è il paese delle pmi, delle ditte artigiane che rappresentano l’ossatura
del suo sistema economico. Fino a quando potrà durare l’atteggiamento di chiusura degli istituti di credito nei confronti delle imprese che hanno bisogno dei
finanziamenti che le rimettano in grado di competere per tornare a crescere? Questo sarà l’argomento che affronterà giuseppe alessandrini di Banca
mediolanum in un incontro organizzato da unicedil per il prossimo autunno,
al quale parteciperanno tutti gli imprenditori associati.
nel frattempo abbiamo fatto qualche domanda sull’argomento al dottor alessandrini.
Le imprese italiane lamentano una scarsa propensione degli istituti bancari ad aprire linee di credito alle pmi. Dall’alto della sua
esperienza, ritiene che sia proprio così o le imprese nascondono dietro questa scusante le loro incapacità di innovare e competere sui
propri mercati?
le imprese italiane sono entrate da tempo in una situazione di difficoltà crescente. Dopo il “boom” del dopoguerra e sino agli anni ’80 il ciclo dei profitti era “virtuoso”. Dalla fine degli anni ’80 è fortemente diminuita la capacità
di produrre reddito e autofinanziarsi. il rapporto tra autofinanziamento e investimenti è progressivamente calato da 1,1 a 0,8. la tendenza inoltre è
preoccupante e non si vede all’orizzonte un pur minimo spiraglio di miglioramento. ad aggravare la situazione è esplosa la crisi del sistema bancario in
generale. un sistema che paga pesantemente grandi errori gestionali. il proliferare dell’apertura degli “sportelli” verificatasi negli anni ’90 e la successiva
fase di fusione di quasi tutti i grandi gruppi avvenuta successivamente, ha causato una serie di costi enormi e la presenza di filiali “doppie o triple” sullo stesso territorio (da parte di un gruppo ormai unificato) da far gridare allo scandalo.
molte aziende sono ¡n crisi! moltissime banche lo sono altrettanto! la differenza sta nel fatto che le aziende possono fallire, le banche finora (ma non è
detto che continui) vengono salvate. esiste una capacità imprenditoriale italiana unica al mondo. la mancanza di autofinanziamento emerge in un periodo di grande crisi economica e sociale che coinvolge i due attori principali.
ultimamente però le banche hanno perso la capacità di erogare per la malagestione che le ha caratterizzate negli ultimi decenni e le ricapitalizzazioni a
pioggia, i commissariamenti e gli scandali ne sono la riprova.
Cosa avviene all’estero da questo punto di vista? Quello del difficile accesso al credito da parte delle imprese è un problema sentito
anche in Europa o è una prerogativa del nostro sistema bancario?
esiste un diffuso malessere del sistema bancario in tutto il mondo. la crisi scatenante del “sistema” è stato lo “scandalo” dei mutui “subprime” profilatosi
sin dal 2006 e a seguire il fallimento della banca d’affari lehman Brothers nel
2008. Questi due fenomeni hanno scatenato una crisi mondiale dei sistema
bancario. pochi sanno che la svalutazione delle attività delle banche dovuta a
queste due componenti è stata stimata in 4.100 miliardi di dollari (per fare
un semplice esempio corrispondono allo stipendi di oltre 20.000 dollari l’anno per duecento milioni di lavoratori!! in europa la crisi più profonda che ha
colpito i paesi dell’area mediterranea (portogallo, Spagna, italia, grecia e cipro) è emersa nel 2011 e il nostro sistema è quello che ancora deve uscire
dalla crisi. paradossalmente le altre nazioni sono già fuori dal “tunnel”. l’italia
no. Quindi la crisi del sistema bancario italiano è più grave di quello di altre
nazioni, ma non si creda ad esempio che le banche tedesche stiano meglio!
Forse sono “supportate” meglio. Sta di fatto che ottenere oggi il credito dal
sistema bancario italiano è molto difficile a meno di garanzie reali offerte a
supporto della richiesta; e con la crisi dell’edilizia ... contano di meno anche
gli immobili!
Prendiamo ad esempio una piccola impresa artigiana, un serramentista magari, quali strategie gli consiglierebbe per aumentare
le probabilità di ottenere un finanziamento? Quali tipi di investimenti sono più facilmente finanziabili?
Domanda difficilissima. ogni richiesta di credito ha una storia unica. le aziende consolidate possono avere un anticipo fattura e/o un fido temporaneo per
i tempi necessari all’ultimazione dei lavori più 30/60/90/120 gg (concessi generalmente al committente). le banche dovrebbero uscire dagli uffici, affiancare i propri clienti e magari verificare la correttezza sia del cliente sia del committente. lo fanno? lo sanno fare?
Quale ruolo dovrebbero giocare, rispetto a questo problema, le
istituzioni nazionali e locali?
Sbaglio o lo Stato è uno degli enti più indebitati della nostra italia?! conoscete
i tempi di pagamento dei lavori che centinaia di ditte hanno eseguito per lo
Stato? i ritardi dei pagamenti dello Stato sono costati alle nostre aziende artigiane 2,1 miliardi di euro. il debito dello Stato verso le aziende della penisola corrisponde al 4 % del pil! lo Stato italiano è maglia nera nei pagamento dei propri debiti nei confronti delle aziende. in europa la media è di circa
60 giorni. in italia di circa 170 giorni. Quasi il triplo. ciò nonostante le ricorrenti, solite promesse dei politici. incentivi edilizi. Diminuzione delle tasse affinché siano più eque per tutti. incentivi alla rottamazione. grandi opere pubbliche. politica più snella. eliminazione della burocrazia. i politici facciano questo. gli artigiani ripartiranno con la loro voglia di lavorare e le proprie capacità imprenditoriali.
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Revisione della normativa UNI 7697:2014
pubblicata il 22 maggio 2014
“Criteri di Sicurezza nelle Applicazione Vetrarie”
Periodo transitorio di 6 mesi rispetto alla data
di pubblicazione
La nuova norma UNI 7697:2014 , entrata in vigore dal 22 Maggio 2014, è stata revisionata in
data 14 luglio 2014 prevedendo un periodo di
6 mesi dalla data del 22 maggio 2014 entro cui
possono essere immessi sul mercato prodotti
conformi alla precedente edizione UNI
7697:2007 se riferiti a contratti stipulati in epoca antecedente il 22 Maggio 2014.
La revisione prevede un periodo di 6 mesi dalla
data del 22 maggio 2014 entro cui possono essere immessi sul mercato prodotti conformi alla precedente edizione UNI 7697:2007 se riferiti a contratti stipulati in epoca antecedente il
22 Maggio 2014.
SERRAMENTISTA /COMMITTENTE
Per contratti stipulati a partire dal 22/05/2014
il serramentista deve fornire serramenti conformi alla norma UNI 7697:2014. Per contratti
stipulati prima del 22/05/2014 la fornitura dei
serramenti può essere ancora conforme alla
precedente versione della UNI 7697:2007 se i
prodotti sono immessi sul mercato entro il 22
novembre 2014.
SERRAMENTISTA /IMPRESA EDILE
/COMMITTENTE:
Qualora si tratti di fornitura dal serramentista
all’impresa edile, per il serramentista fa fede la
data del contratto stipulato con l’ impresa edile, mentre, per l’impresa edile fa fede la data del
contratto stipulato con il committente delle
opere. Se l’impresa edile ha stipulato il contratto con il committente delle opere prima del 22
maggio 2014 e con il serramentista successivamente all’entrata in vigore della UNI
7697:2014 deve essere considerato di riferimento il secondo contratto. Quindi l’impresa
edile dovrà sostenere gli eventuali costi extra
per l’adeguamento alla nuova norma.
to stipulato con il rivenditore mentre per il rivenditore fa fede la data del contratto stipulato
con il committente delle opere. Se il rivenditore ha stipulato il contratto con il
committente delle opere prima del 22 maggio
2014 e con il serramentista dopo l’entrata in
vigore della UNI 7697:2014 deve essere considerato di riferimento il secondo contratto. In
tal caso sarà il Rivenditore a dover sostenere
gli eventuali costi extra per l’adeguamento alla
UNI 7697:2014.
SERRAMENTISTA /RIVENDITORE
/COMMITTENTE:
Per il serramentista fa fede la data del contrat-
Unicedil - Pos
Che cos’è un P.O.S.?
Il POS (Piano Operativo di Sicurezza), è il
documento che l’impresa deve presentare alla
committenza prima dell’inizio di un qualsiasi
lavoro.
Esso regola le attività di cantiere e attesta che
la ditta che lo rilascia userà tutte le precauzioni
per eliminare i rischi alle persone e alle cose
durante le lavorazioni.
Perché UNICEDIL-POS?
Perché è stato progettato e sviluppato, proprio
per supplire a tutti i problemi di costi e di
tempistica che affligge l’impresa moderna.
Inoltre perché la sua stesura è sviluppata
dall’Area Tecnica di Unicedil.
Che cosa ha in più UNICEDIL-POS?
(rispetto ai sistemi tradizionali di compilazione
e stampa)
• È Gratuito per tutte le imprese Associate
Unicedil;
• È la Sicurezza di una documentazione sempre
perfetta e aggiornata alle norme vigenti da
presentare in cantiere;
• È Semplice nella compilazione del “form di
richiesta”, inserito nell’area riservata del sito
Unicedil.eu
• È completamente WEB-Based, cioè non ha
bisogno di alcun software nel computer della
vostra azienda;
• È di Portabilità totale, perché è possibile
richiedere a Unicedil tutti i vostri POS
mediante il PC dell’ufficio, il vostro PC di casa,
il vostro telefonino o tablet, eliminando, in
questo modo, perdite di tempo per la
compilazione e per la verifica delle schede.
Che cosa ha in meno UNICEDIL-POS?
Vi libera da costosi software o impegnativi
moduli da riempire, evitando:
• Costi per acquisto di software e licenze d’uso;
• Costi per gli aggiornamenti del software;
• Costi per l’acquisto di manuali operativi;
• Costi per anteprime di stampa;
• Tempi di redazione e verifica.
Saremo lieti di soddisfare
ogni vostra richiesta.
Per maggiori informazioni
sul servizio UNICEDIL-POS
Contattateci:
www.unicedil.eu
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La voce delle imprese
unicedil dedica questa pagina alle imprese associate e non, al loro lavoro, alle
loro esigenze e alle loro specificità. uno spazio a esse interamente riservato per
dar loro voce, per far sì che possano esprimere il parere personale sullo stato
del settore, per presentare i punti di forza che le caratterizzano e le peculiarità che le rendono uniche. perché per noi le aziende, anche quelle più piccole,
sono sempre speciali e pertanto meritano di farsi conoscere ed emergere sul
mercato. ma, soprattutto, meritano la nostra stima e la nostra più grande attenzione.
i.S.a.r. Srl
via caSilina, Km 21.500
00040 monTecompaTri (rm)
Tel 06/9476024
www.isagroup.it
®
Signor Fusco, ci racconti come è iniziata la storia della ISAR e dei
fratelli Fusco?
la iSar nasce nel 1991 come fabbrica di serrande e di porte basculanti, poco dopo viene introdotto un reparto di carpenteria in ferro e nel 1999 viene
aperto il reparto infissi e facciate continue in alluminio. nel frattempo, al fine
di migliorare sempre di più la qualità dei propri prodotti, la iSar ha certificato il suo Sistema Qualità secondo gli standard uni-eni-iSo 9002. nel 2005
si completa la gamma delle chiusure per garage e industriali con il nuovo reparto di produzione di portoni sezionali.
nel 2011 la iSar acquista un impianto di produzione per la realizzazione del
pannello sandwich, per portoni sezionali, lanciando l’azienda anche sui mercati esteri.
oggi l’azienda è strutturata su più di 2.000 m2 di stabilimento, 200 m2 di uffici e conta circa 20 persone tra tecnici, dipendenti e avvalendosi di un validissimo team di installatori esterni. al momento, stiamo operando in mercati nazionali ed esteri e dallo scorso mese di aprile abbiamo aperto, in collaborazione con altre aziende, un ufficio in Qatar mentre, a breve, saremo impegnati nello sviluppo di nuovi mercati in algeria e a malta.
A quale mercato si rivolge ISAR?
producendo serrande, porte basculanti, portoni sezionali, portoni a libro,
porte ad avvolgimento e impacchettamento in pvc, i nostri clienti sono per
lo più serramentisti, installatori, imprese di manutenzioni, per quanto riguarda il reparto carpenterie e facciate continue i nostri clienti sono soprattutto
enti pubblici e grandi opere, infine per il neonato reparto pannelli i nostri clienti sono assemblatori di portoni sezionali italiani ed esteri.
Cosa rende unica o diversa l’azienda dai concorrenti?
Dal nostro punto di vista la iSar nella sua dinamicità e continua ricerca di innovazione coprendo con la sua produzione tutto il mondo delle chiusure sia
civili sia industriali, offre ai propri clienti un unico interlocutore, producendo
direttamente garantendo tutti i propri prodotti.
Cosa serve oggi per competere sul vostro specifico mercato?
Sicuramente continuare a portare la iSar a continue evoluzioni migliorative,
ricerca, sviluppo di nuove tecnologiche e garantire sempre maggiore professionalità e alta qualità dei propri prodotti.
La sua azienda ha in previsione nuovi investimenti?
assolutamente si, come ho già detto gli investimenti sono quelli che fanno la
differenza per continuare a migliorare un’azienda. partiremo a breve con la produzione di un nuovo pannello sandwich ampliando così la gamma dei prodotti,
nuovi centri di lavoro automatizzati per la lavorazione delle facciate continue
e infine impianto di taglio plasma nel reparto carpenterie.
Come vede il futuro della ISAR nel mondo delle chiusure nel prossimo futuro?
Sicuramente non è facile in questo periodo fare delle previsioni ottimistiche
di quello che sarà il futuro, certo è che le aziende devono continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà, dato che oggi il maggior problema, almeno per quello che ci riguarda sono gli incassi, bisogna prestare sempre più attenzione alle esposizioni, l’ideale sarebbe trovare strumenti che ci garantiscano
una diminuzione dei rischi di insoluti. purtroppo queste dovrebbero essere
iniziative dello Stato non nostre. una cosa sulla quale siamo convinti è quella
di collaborare sempre di più tra associazioni di categoria, come uniceDil.
Cosa potrebbe fare un’associazione di categoria per aiutare le imprese?
un’associazione dovrebbe sostenere le imprese aiutandole nella giungla della burocrazia, con aggiornamenti continui , proporre corsi di formazione e offrire un valido supporto tecnico e in questo uniceDil è decisamente completissima e per la nostra esperienza ha sempre fatto e continua a fare un ottimo lavoro.
Cosa dovrebbe invece fare lo Stato per le aziende?
come detto prima, per ciò che ci riguarda, basterebbe che utilizzasse gli strumenti già esistenti per garantire le aziende sotto l’aspetto degli incassi. poi potrebbe incentivare gli investimenti con supporto economico, ma per nostra
esperienza un’azienda se non ha problemi di incassi non smette mai di investire, anche senza aiuti esterni.
Alessandro Fusco
Responsabile Commerciale ISAR Srl
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