Questionario di conoscenza e rilevazioni dati sul Parco dei Corni di Canzo
Classi 2^ M
N.B. Le classi vengono divise in gruppi e ad ognuno di questi viene assegnato un lavoro di indagine da svolgere tenendo conto delle domande qui di seguito
riportate
Parte d’indagine comune per tutti i gruppi – Vegetali ed animali presenti nel Parco
1. Quali specie animali tipiche delle Prealpi sono presenti ?
Le specie animali tipiche delle Prealpi che popolano il parco sono cinghiali, vipere e piccoli serpenti, che si rifugiano sotto i massi di giorno ed escono solo di
notte, caprioli, ghiri, scoiattoli, faine, topi, volpi, mufloni, corvi imperiali, allocchi, gufi e pipistrelli, picchio verde; in prossimità dei torrenti, in cui nuotano anguille,
trote, salamandre, natrici con collare, gamberi rossi e rane rosse, si trovano le libellule dei torrenti.
2. C’è qualche specie in via d’estinzione ? Quali sono le modalità di protezione e come vengono condotte e gestite ?
Un animale in via d’estinzione è lo scoiattolo rosso, a causa della carenza di cibo che gli viene rubato dallo scoiattolo marrone; in pericolo sono anche il gambero
di fiume e il pipistrello. In tutto il parco è vietata la caccia anche se sono frequenti fenomeni di bracconaggio. Anche i gamberi di fiume erano in via di estinzione
ma un progetto di ricostruzione dell'habitat e di rinfoltimento della popolazione ha permesso la loro salvaguardia.
3. Esistono specie migratorie nel Parco e quali abitudini sono state rilevate ?
Una specie migratoria è quella dei mufloni, che si sono spostati da una parte all’altra della valle in numero massiccio, rovinando l’agricoltura.
4. E’ stata rilevata la presenza di animali atipici e come è stata condotta l’osservazione in questo caso ?
Gamberi e cinghiali sono stati immessi nell’ambiente dall’uomo.
5. Quali specie vegetali tipiche delle Prealpi sono presenti ?
Specie vegetali tipiche sono acero di monte, frassino maggiore, barba di becco, faggi, pini, betulle, noccioli, castani, ontano nero, roverella, maggiociondolo,
ciliegio selvatico, sorbo montano, robinia, carpino nero.
6. Quali specie alloctone sono presenti ?
Specie vegetali alloctone sono il pino silvestre e l’abete rosso che sono state importate negli anni “50/”60 e oggi stanno morendo a causa dell'aumento di
temperatura e della scarsità di spazio a disposizione.
7. E’ presente nel Parco un’attività umana con prodotti alimentari o manufatti ?
Ci sono varie attività produttive e manifatturiere come le coltivazioni o la lavorazione del legno per creare sculture, ad esempio gli gnomi e i folletti del sentiero nel
bosco. Ci sono anche due agriturismi uno dei quali produce formaggio, yogurt e vari latticini, l’altro realizza palizzate e panche di legno.
Primo Gruppo - Il Museo del Parco
1. Quando è stato allestito il Museo ?
Il museo è stato allestito nell’anno 2000.
2. Quali sono gli elementi di pregio del Parco per i visitatori e quali per i ricercatori ?
Nella Foresta regionale ci sono diversi sentieri a tema, come quello geologico foto 1 foto2 (l’alto e il basso), il sentiero dello “spacca sassi2, il sentiero dello
“spirito del bosco” e il sentiero botanico. Ci sono poi vari nuclei rurali, ovvero Prima Alpe, Seconda Alpe e Terza Alpe. È molto interessante per i ricercatori la
parte geologica per i numerosi fossili. foto 1 foto 2
3. Chi cura e gestisce il Parco ?
La Riserva viene curata e gestita dall’Ersaf (Ente Regionale della Salvaguardia di Agricoltura e Foreste) e da Legambiente.
4. C’è un’attività di pubblicizzazione per la fruizione corretta del Parco e del relativo Museo?
La pubblicizzazione è su due livelli: una è teorica, con opuscoli, cartine e informazioni sulla Riserva nei siti dell’Ersaf e dell’Ente regionale; l’altra è la promozione
che fanno le associazioni che lavorano in questo territorio che consistono in visite guidate, campi di volontariato per bambini e ragazzi. In tutta la Lombardia
vengono poi organizzati degli eventi in collaborazione con le associazioni locali, che prendono il nome di “Foresta da vivere”, ad esempio concerti o serate a
tema
5. Descrivete le bacheche e gli allestimenti del Museo
Le bacheche riguardano alberi, animali e i blocchi geologici della Riserva; c’è anche un plastico geologico di Corni di Canzo e una parte relativa ai gamberi di
fiume. Al piano superiore ci sono bacheche su fiori e piante.
6. Quanti sono i visitatori in un anno del Parco e a quali categorie appartengono ?
I visitatori sono circa 10'000 all’anno e vengono registrati tramite l’elenco delle presenze del Museo e attraverso segnalatori di presenza posti in alcuni sentieri.
Secondo Gruppo – Centro di Educazione Ambientale
1. Chi ha progettato il CEA e quando ?
Il CEA è stato progettato dall’ARV (azienda regionale forestale) che oggi è Ersa (ente regionale salvaguardia foresta e agricoltura). I lavori di ristrutturazione sono
finiti nel 1999, l’anno in cui il CEA è anche stato inaugurato.
2. In base a quali normative è stato realizzato il Parco ?
Il parco (riserva del Sasso Malascarpa) è stato istituito grazie alla legge regionalen. 86 del 1983.
3. Quali sono le attività principali del CEA?

Le attività principali del Centro di Educazione Ambientale sono:

vacanze-natura per bambini;

campi di volontariato per adulti e famiglie;

laboratori in giornata per bambini;

visite residenziali.
4. Con quali fondi si mantiene il CEA ?
Il CEA si mantiene con fondi da parte di associazioni o gruppi che restano a dormire nel parco e quindi pagano il pernottamento, ma la maggior parte dei fondi
viene ricavata dalla vincita di bandi pubblici, regionali o europei sull’educazione ambientale come per esempio lo studio sui gamberi di fiume.
5. Chi frequenta il CEA e quando ?
Il CEA viene frequentato spesso da scuole, da centri estivi d’estate, da famiglie, e da turisti come gruppi avventure/ trekking.
6. Quali servizi vengono offerti all’utenza ?

I servizi che vengono offerti all’utenza sono:

un piccolo museo ( centro visite);

servizi pubblici;

punto informativo;

infine ci sono delle serate organizzate, eventi come piccoli concerti o visite guidate serali o serate a tema.
Terzo Gruppo – Notizie sul Parco
1. Quale è l’origine del nome del Parco ?
Il nome “parco dei Corni di Canzo” deriva dal nome e dalla forma dei massicci, simili a grandi corni se visti da lontano, che sovrastano il parco; inoltre il nome
deriva dalla località in cui questi massicci si trovano: Canzo.
2. In quale anno è stato istituito e con quale Legge o Decreto Ministeriale ?
Il parco è stato istituito nel 1956, grazie ad una legge regionale. Una legge importante all’interno di esso è il divieto di caccia.
3. Quali sono le dimensioni e caratteristiche geologiche e morfologiche del Parco ?
Il parco di 450 ettari è diviso in 2 parti, metà appartiene all’ERSAF e metà ai comuni adiacenti. Il terreno è composto da un substrato sedimentario di rosso
ammonitico e da calcare di Zù.
4. Quali sono i comuni interessati alla gestione del Parco ?
I comuni interessati sono quello di Canzo(130 ettari) e quello di Val Madrera(95 ettari).
5. Nel Parco c’è presenza di sentieri e come sono segnalati e mantenuti ? Da chi sono frequentati i sentieri ?
Si, nel parco ci sono tre sentieri principali: quello botanico, quello geologico e un sentiero suggestivo chiamato “spirito del bosco”; questi sono segnalati da
tratteggi rossi e bianchi su sassi e cartelli. I sentieri sono battuti giornalmente da centinaia di turisti e da persone che in questi luoghi hanno un’ abitazione. Sono
mantenuti in buono stato dai comuni a cui appartengono e da volontari dell’ERSAF.
6. Esistono i gemellaggi tra Parchi come per le città ? Questo Parco con chi è gemellato ?
Si, esistono i gemellaggi tra parchi, ma non per il parco dei Corni di Canzo ; tempo fa era stato ipotizzato un gemellaggio con una foresta in Serbia.
Parte d’indagine INDIVIDUALE - Suoni e rumori
Durante tutta la visita , ogni studente prenderà nota dei suoni e dei rumori segnalati dalla guida e durante la fase di attività di ascolto .
Siamo finalmente in silenzio, nella foresta dei Corni di Canzo. Lo scroscio leggero ma rumoroso dell’acqua dei torrenti stretti e tortuosi, curvilinei e semivuoti. Le
foglie si accartocciano per il vento e udiamo un insieme di “fr” e “cr” piacevole. Siamo concentrati sulla natura immensa che ci circonda, ormai poco verde. Ci
pizzica il naso per l’odore forte e pungente della terra su cui siamo seduti. Tranquillità assoluta e serena. Gli animali sono nascosti, non si fanno vedere, ma di
tanto in tanto si sente la loro viva presenza, usciranno, forse, al tramonto. Siamo per un attimo, trattenendo il respiro, sospesi dal mondo reale e vaghiamo in
una dimensione diversa. Tutto questo stando seduti in montagna, in una riserva naturale. Infine ci alziamo e proseguiamo la nostra visita, facendo un rumore
troppo forte per il mondo in cui eravamo prima, siamo tornati. (Alessia Baesso 2^M)
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