Viaggi e diari di viaggio al
tempo di Ibrahim Pascià
Corso di Laurea Magistrale
Storia contemporanea, a.a. 2014-2015
Carta mondo arabo
Carta MO
L’Egitto di Muhammed Ali
La situazione politica nell’impero ottomano e il
rapporto con le potenze europee
 La debolezza dell’impero ottomano
 La colonizzazione si fa minacciosa (1830: la Francia
conquista di Algeri)
 Le aspirazioni autonomiste (Grecia, Egitto)
Il caso egiziano e il regno di Muhammad ‘Ali
(1769- 1849)
 Di origine albanese - fu il primo viceré dell'Egitto.
 Governò dopo Napoleone dal 1805 al 1848, in
modo autonomo rispetto a Istanbul.
 Avviò il paese verso la modernizzazione,
riformando l’esercito (Nizām jadīd) e l’economia
L’invasione della Palestina
Le mire espansionistiche di Muahammed Ali
 Pretesto per invasione egiziana: disputa di Muhammad
Ali con Abdallah Pasha, il governatore ottomano di
Akka.
 Ottobre 1831: Il figlio adottivo di Muhammed Ali,
Ibrahim Pascià, invade la Palestina.
 Giaffa, Akka, Damasco e Aleppo vengono sottomesse
 20 dicembre 1832, vicino a Konya, Ibrahim consegue
una vittoria che fa quasi crollare l’impero ottomano.
 L’intervento di Russia e Inghilterra ne impedisce il
collasso e costringe Ibrahim a retrocedere.
 Ibrahim Pascià rimane governatore di un’area che
include Siria e Palestina e le governa da Damasco. La
Palestina diventa un unico distretto con
Gerusalemme come centro amministrativo.
 Il successo è dovuto all’efficienza e alla modernità
dell’esercito
Gli anni Trenta e i suoi testimoni
I diari di viaggio, insieme ad altre fonti hanno il potere
di restituire un po’ di atmosfera e far luce su alcuni
aspetti delle mentalità dell’epoca
Testimonianze di
1. Maria-Joseph De Geramb (1772-1848) di nobile antica
famiglia ungherese
 Prende parte attiva nelle lotte delle monarchie europee
contro la rivoluzione francese. Nel 1808 cade nelle mani di
Napoleone che lo imprigiona alla fortezza di Vincennes
fino al 1814, quando gli alleati entrano a Parigi
 Si fa monaco trappista
 Durante la rivoluzione del 1830, pensa ad un paradiso
vicino ai luoghi santi dove professare il suo credo
 Arriva in Palestina nel 1832 e descrive il suo viaggio nel
libro Pellegrinaggio a Gerusalemme.
 Fu uno dei primi a visitare la Palestina sotto Ibrahim
Pasha
De Geramb
continua…
2. Edward Hogg, in Palestina tra il 1831-1832. Pubblica nel
1835 Visit to Alexandria, Damascus, and Jerusalem during
the successful campaign of Ibrahim Pascia.
3. Robert Curzon (1810-1873), membro del parlamento
inglese e diplomatico
 Visita la Palestina nel 1834, in connessione con le sue
ricerche di antichi manoscritti nelle biblioteche e nelle
chiese dei monasteri del Medio oriente.
 Descrive il suo viaggio nel volume Visit to the Monasteries
of the Levant
4. Neophitos, prete greco. Arrivò da Cipro a Gerusalemme
nel 1801. Il suo diario è degli anni 1821-1841
 Il manoscritto del suo diario è stato trovato da S.N.
Spyridon al patriarcato latino di Gerusalemme in lingua
greca. Spyridon lo traduce e lo pubblica nel 1938.
 Poco si conosce della vita di Neophitos. Si sa che è
rimasto a Gerusalemme fino al 1846.
Robert
Curzon
continua…
Alphonse de Lamartine (1790-1869), poeta, scrittore,
storico e politico e membro dell’Accademia francese:
 addetto all’ambasciata francese di Napoli. E poi eletto
deputato a Bergues (nord)
 consigliere generale del ministro degli affari stranieri
 capo del governo provvisorio nel 1848
 sconfitto alle elezioni presidenziali
 muore in rovina
Cerca un rafforzamento della fede vacillante con un
viaggio in Palestina: il 14 luglio 1832 parte con la
famiglia
 A Beirut la figlia Julia muore.
 Scriverà del suo lutto e del viaggio nelle poesie
Gethsémani, ou la mort de Julia, pubblicate nel 1835, e
nel volume Voyage en Orient.
Alphonse de
Lamartine
Lamartine e la Terrasanta


Lamartine dimostra una apertura incondizionata
alla comprensione di una cultura diversa dalla
propria, in nome di valori universalmente
condivisi. Cerca punti di contatto tra religioni
diverse, in nome di una politica evangelica secondo
la quale tutti gli uomini sono fratelli.
L’utopia di Lamartine è anche un’utopia
coloniale che fa del Mediterraneo l’approdo di una
Europa “progressiva e laboriosa”. L’idea è quella di
riformare il vacillante e corrotto impero ottomano
nel rispetto del popolo turco la cui religione
costituisce una garanzia di stabilità per l’Oriente e
un modello evangelico per l’Occidente.
Muhammed Ali secondo Curzon
“ Il Pascià al tempo era un gagliardo con e spalle
larghe e dal volto grande: la sua corta barba grigia
era su entrambe le guance. Le sue narici erano
molto aperte; e con i suoi occhi veloci e taglienti,
assomigliava
ad
un
gran
leone
grigio.
L ’ espressione del suo viso era fortemente
intelligente, ma ad eccezione di questo non vi era
nulla di particolare nel suo aspetto. Era vestito con
un abito Nizam in tessuto blu. Questo costume
consiste in un berretto rosso, una giacchetta con
maniche fluttuanti, un panciotto con maniche
strette sotto di esso, uno scialle rosso intorno alla
vita, un paio di pantaloni molto grandi…. Tutto il
costume è sempre fatto dello stesso tessuto, blu o
nero. Aveva calze bianche e scarpe di pelle gialle.”
(tratto da R.Curzon, Visit to the Monasteries of the
Levant)
Ibrahim Pascià secondo Curzon
“… nell’aspetto era non alto, dalle ampie spalle, con
un viso rosso, occhi piccoli e una espressione
grave. Era coraggioso come un leone; le sue
abitudini e le sue idee erano rudi e rozze,
grossolane; ma aveva un che di raffinato
nell’insieme; ma anche se avevo letto dei suoi
eccessi di crudeltà sui giornali europei, non ho
mai sentito nessun aneddoto autentico sulla sua
crudeltà, e non credo che avesse nessuna
predisposizione selvaggia, né che le sue truppe
rivaleggiassero in ogni modo con gli orrori
commessi in Algeria dalle civili e fraterne truppe
francesi. Era un soldato audace e determinato.
Aveva riverenza e rispetto per suo padre, che era
davvero da ammirare nei suoi costumi
patriarcali…” (tratto da R.Curzon, Visit to the
Monasteries of the Levant)
Ibrahim
Pascià
i Turchi secondo Lamartine

I turchi: “figure venerabili dalle lunghe barbe
bianche….” …… “Questa pretesa intolleranza brutale,
di cui gli ignoranti li accusano, non si manifesta che
con la tolleranza e il rispetto per quello che altri
uomini venerano e adorano. Ovunque il musulmano
vede l’idea di Dio nel pensiero dei loro fratelli, si
inchina e lo rispetta. Lui pensa che l’idea santifichi la
forma. È il solo popolo tollerante. Che i cristiani si
interroghino, e si domandino onestamente che cosa
avrebbero fatto se il destino della guerra avesse dato
loro la Mecca e la Kaaba. I turchi potrebbero venire
da tutte le parti dell’Europa e dell’Asia a venerare in
pace i monumenti conservati dell’islam?”
Il governatore di Gerusalemme
Il governatore di Gerusalemme e il rito dell’accoglienza
“… entrammo nel divan, una grande sala senza
alcun ornamento se non qualche tappeto, dei
narghilè e delle tazze di caffè sul suolo. Il
governatore, circondato da un certo numero di
schiavi, di arabi armati e di qualche segretario
inginocchiato che scriveva sulle mani, era occupato
ad amministrare la giustizia e a dare ordini. Al
nostro arrivo si alzò e venne verso di noi. Fece
togliere i tappeti dal divano, suscettibili di contagiare
la peste, e li fece sostituire con tessuti d’Egitto, che
non la trasmettono. Noi ci sedemmo e ci offrì il
narghilè e il caffè…” (A.Lamartine)
Il palazzo del governatore
(indicato dalla freccia blu)
Vista dell’Haram dal
palazzo del governatore
Cortile del palazzo del governatore
Gli umori locali: i sostenitori di
Ibrahim


I cristiani protetti contro l’eccessiva tassazione:
“…apparso un ordine di Ibrahim nel quale intima ai
cristiani di rifiutare immediatamente ogni tipo di
tributo. Questa condotta di Ibrahim è ispirata da un
lodevole sentimento di generosità? O non si
tratterebbe piuttosto di un artificio per conquistare i
cristiani, artificio che potrebbe facilmente
mascherare l’intenzione di spogliarli più tardi?... io
lo temo… (De Geramb)
Gli ebrei guardano a Muhammed ‘Alī “come
destinato a sottrarli alla schiavitù, e ad assicurare
loro un avvenire migliore” (De Geramb)
Gli umori locali: gli oppositori di
Ibrahim
Si oppongono a Ibrahim:
 i beduini costretti alla sedentarizzazione e al
pagamento delle tasse
 i notabili e i leader locali, perdono la loro
influenza nella gestione della cosa pubblica
 i leader e i religiosi musulmani che temono i
cristiani
 i dipendenti pubblici che temono i
licenziamenti dai pubblici uffici
 i contadini obbligati al servizio militare
La rivolta contadina del 1834
Le motivazioni della rivolta:
 aumentata la tassazione da parte di Ibrahim per
coprire le spese fatte
 introdotto l’obbligo della leva militare
 peggioramento delle situazioni igieniche
Gerusalemme, Akka e Jaffa sotto assedio dei ribelli
Coi rinforzi dall’Egitto, la rivolta viene sedata ma
con difficoltà.
La cronaca degli eventi secondo De Geramb e
Neophitos (vedi file con citazioni)
Il ‘Damascus affaire’
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Il 5 febbraio 1840, il padre francescano Thomas e il suo
servitore greco scompaiono.
Gli ebrei di Damasco vengono accusati di omicidio rituale
(accusa rivolta nei confronti degli ebrei di usare il sangue
dei gentili per il pane della Pasqua)
Molti di loro vengono imprigionati e torturati
Si accende l’attenzione a livello internazionale e arrivano
delegazioni dall’Occidente
Viene riconosciuta l’inconsistenza delle accuse e
l’innocenza degli ebrei sopravvissuti
Emanato un firmano in cui si dichiara che non si sarebbe
più permesso che gli ebrei “siano perseguitati e torturati a
conseguenza di accuse che non hanno alcun fondamento”
Il ritorno degli Ottomani
1840 l’Inghilterra si accorda con Prussia e Austria a
fianco degli Ottomani: ultimatum a Muhammed Ali,
che rifiuta
 Inghilterra e Austria bombardano Beirut
 Ibrahim Pascià si ritira dalla Siria e cerca di
arroccarsi ad Akka. Si prepara per un lungo assedio,
ma un’esplosione dell’arsenale lo costringe a
lasciare la città. Si ritira saccheggiando.
Si crea una situazione di anarchia.
 Muhammed Ali vede la sua autorità restringersi
all’Egitto, ma il trono diventa ereditario
 Gli Ottomani tornano in Palestina
La Palestina raccontata dagli
esploratori
A
partire dagli anni Trenta, quando le strade
diventano più sicure, inizia una esplorazione
sistematica della Palestina.
Edward Robinson (1794-1963) è il primo esponente
di questo gruppo. Americano, teologo e linguista,
professore di letteratura biblica: le sue ricerche
aprono la strada per nuove scoperte topografiche e
storiche e cambiano totalmente le conoscenze
geografiche del XIX sec.
Sottolinea le somiglianze tra i nomi delle moderne
città arabe e i nomi delle città bibliche, dando avvio
così alla cosiddetta Archeologia biblica
Archeologia biblica: ramo dell’archeologia che si
propone di dimostrare la veridicità dei testi biblici.
Precursore Edward Robinson. Si formalizza nel
corso del secolo.
Edward
Robinson
Arco di Robinson (disegno di Charles Warren)
Il Palestine Exploration Fund (PEF)
I viaggi degli esploratori si intensificano. Tra loro:
Felicien De Saulcy, esploratore francese, membro dell’Institut
Français. Si reca in Palestina nel 1850, sperando di esplorare siti
meno conosciuti (mar Morto e aree limitrofe). Sarà invece
conosciuto di più per i suoi scavi alle Tombe dei re a
Gerusalemme.
Charles Wilson, ufficiale inglese, pubblica il Survey of Jerusalem in
3 volumi.

Il primo volume è un’introduzione alla geologia, topografia e
risorse idriche, mappe di città e dei dintorni, piante di edifici etc.

Il secondo è una collezione di 43 dipinti su Gerusalemme

Il terzo volume contiene annotazioni e planimetrie.
Con Charles Warren scrive The Recovery of Jerusalem
1865. Nasce il Palestine Exploration Fund, un istituto che si
prefigge la mappatura di Gerusalemme e della Palestina
Le attività del PEF culminerà nel The Great Survey of Western
Palestine, un compendio di ricerche su archeologia, geografia,
storia naturale e geologia della Palestina
1877. La mappatura della Palestina occidentale è completata
Disegni
di
Charles
Wilson
Wilson
son
La Palestina raccontata dagli
illustratori
A partire dagli anni Trenta, quando le strade si
fanno più sicure, i pittori possono fermarsi sulle
strade a dipingere
Il pittore più importante del periodo è certamente il lo
scozzese David Roberts (1796-1864), che visita
l’Egitto e la Palestina tra il 1838 e 1839
Gli si chiese di visitare gli stessi posti dei Savants al
seguito di Napoleone
 I suoi disegni vengono pubblicati in 3 volumi tra il
1842 e il 1846: la più completa opera pittorica su
edifici e scenari della regione all’epoca
 Il primo volume mostra luoghi e paesaggi di
Gerusalemme, Galilea, Giordania e Betlemme
 Il secondo è su Petra Idumea, Egitto e Nubia
 Nel terzo ancora l’Egitto la Nubia.
David
Roberts
Nasce
la
fotografia
(1839)
La Palestina raccontata dai
fotografi
1839, gennaio. Nasce la fotografia
 In Palestina le immagini produrranno nuovi pellegrini
 La gente guarda i fotografi come stregoni.
 1860: il patriarca armeno di Gerusalemme, Issay
Garabedian, crea un workshop fotografico a Gerusalemme
 Solo dopo il 1880 nasceranno studi fotografici locali
 Anche le spedizioni del PEF sono accompagnate da fotografie
 1890: inizia la tradizione delle foto archeologiche
 Si afferma il fotografo armeno Khalil Ra’ad
La nascita della fotografia comporta molti cambiamenti
sulla conoscenza della Palestina: la Palestina non era
terra incognita, ma immaginata
La presenza occidentale a Gerusalemme.
La comunità inglese e protestante




Latini, armeni, greci erano presenti a Gerusalemme da sempre, non così i protestanti
Al tempo di Ibrahim Pascià non c’è comunità
inglese
Ai turchi era familiare l’idea della Cristianità
nel suo insieme, ma la parola protestante era
di nuova importazione
Al tempio di Ibrahim pascià vi erano alcuni
missionari presbiteriani americani e un agente
della missione episcopale inglese
Il sionismo cristiano, il millenarismo e
le associazioni missionarie
Millenarismo: attesa di un regno millenario di Cristo sulla terra
che dovrebbe precedere il giudizio finale. Non si tratta di uno
stato eterno, in quanto si realizza ancora nel tempo, ma è
caratterizzato dal regno esterno e visibile di Gesù Cristo.
Durante questa particolare forma di cristocrazia, satana rimarrà
legato prima di essere affrontato e vinto per lo stabilimento
definitivo del regno di Dio
Si diffonde nel XIX secolo in Inghilterra e Stati Uniti
 Il 22 ottobre 1844, fu la data che il predicatore battista William
Miller indicò come data per l’avvento di Cristo. Ovviamente
non successe nulla, ma la data venne ricordata come “La
grande delusione”, ovviamente dei milleristi.
Tra i temi centrali del Millenarismo c’era
 la ricostruzione di Gerusalemme per essere la sede del
regno.
 il mito del “ritorno degli ebrei”, la loro conversione al
cristianesimo in prossimità degli ultimi tempi
Le donne ebbero un ruolo attivo e protagonista nel movimento
William
Miller
La pratica missionaria
Numerose le associazioni missionarie sorte in
Inghilterra
Alcuni esempi:
1792. Fondata la Baptist Missionary Society
1795. Fondata la London Missionary Society
1799. Fondata la Anglican Church Missionary Society
1809. Fondata la London Society for Promoting
Christianity among the Jews (LJS)
Nel 1819 si effettua la prima Missione Protestante a
Gerusalemme , guidata da Pliny Fisk: mira a fare proseliti
anche fra i cristiani.
1821: seconda Missione con Joseph Wolff, figlio di un
rabbino convertito
1826: arriva a Gerusalemme il medico John Nicolayson
1831: Con la protezione di Muhammad Ali, Nicolayson
stabilisce la LJS a Gerusalemme
1841: nasce il vescovado protestante a Gerusalemme
Pliny Fisk
John
Nicolayson
Il vescovado protestante, la
chiesa, e i consoli
L’idea di erigere di erigere una chiesa nasceva
contemporaneamente all’istituzione del
consolato inglese a Gerusalemme (1838)
1841. Stabilimento di un vescovo angloprussiano con un’ampia giurisdizione
L’obbiettivo prioritario era quello di estendere
l’episcopato agli ebrei.
1845. Un firmano autorizza la costruzione della
chiesa, che viene eretta adiacente al consolato
inglese come cappella consolare
1849. Consacrazione della chiesa, la Christ Church,
una Hebrew Christian Church, gestita dalla LJS
I consolati europei a Gerusalemme
1838. Consolato inglese
1843. Consolato francese
1843. Consolato russo
1844. Consolato americano
1846. Consolato sardo
1849. Consolato austriaco
1854. Consolato spagnolo
Il ritorno del Governo Ottomano
Inizia l’era dei Tanzimat (riforme) compiute dai
sultani ottomani a partire dal 1826
Il sultano Mahmud II
 eliminò il corpo dei giannizzeri nel 1826
 regolamentò la esazione delle imposte su base
semestrale nel 1834
 avviò le prime riforme fondiarie.
Il 3 novembre 1839, il sultano Abdul Mejid I emanò
una legge organica per il governo dell'Impero, nota
come Hatt-i Serif di Gulhane (il "giardino delle
rose" imperiale di Istanbul dove fu firmata) o come
Tanzimat Fermanı.
Hatt-i Serif di Gulhane
L’editto Hatt-i Serif di Gulhane prevede:
 garanzie ai sudditi ottomani di sicurezza per le loro vite,
onore, proprietà
 l’introduzione delle prime banconote ottomane (1840)
 la riorganizzazione dell'esercito e istituzione di un metodo
regolare di reclutamento (1843–44)
 l’adozione di un inno nazionale ottomano e di una bandiera
nazionale ottomana (1844)
 la riorganizzazione del sistema finanziario su modello
francese
 la riorganizzazione del codice civile e del codice penale sul
modello napoleonico (1856), a partire dalla pubblicità dei
processi (1839)
 la facoltà di comminare la pena di morte riservata al sultano
 la costituzione del primo Parlamento Ottomano (1876)
……. continua


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
l’istituzione di un consiglio dell' istruzione pubblica (1846)
la fondazione delle prime università (1848)
l’abolizione della imposta sui non−musulmani
l’autorizzazione ai non−musulmani a divenire soldati e
funzionari pubblici (1856)
il mantenimento degli statuti speciali per consoli e chiese
il ripristino dell’autorità su tribù beduine e clan
innovazioni nelle pratiche dell'amministrazione pubblica e
dei commerci
la responsabilità dello stato per le vie di comunicazione,
mediante un codice delle opere pubbliche (1856)
la sostituzione delle corporazioni artigiane con un moderno
sistema imprenditoriale
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Ripensare la cittadinanza. - Dipartimento di Lingue e Letterature