Descrizione di un caso di melanomatosi meningea primitiva diffusa V.Arena (1), I. Pennacchia (1), E. Stigliano (1), F. De Giorgio (2),N.Bonadia (1), A.Capelli (1) (1) Istituto di Anatomia Patologica (2) Istituto di Medicina Legale Università Cattolica del Sacro Cuore - Roma • La variante meningea del melanoma maligno primitivo,anche nota come melanomatosi meningea primitiva diffusa (MMPD) e’una neoplasia di raro riscontro,che costituisce circa l’1% di tutti i casi di melanoma maligno. Essa origina dalla degenerazione neoplastica dei melanociti che si trovano normalmente a livello delle leptomeningi. • Si tratta di una patologia piu’comune negli adulti che nei bambini, che per il suo comportamento biologico, estremamente aggressivo, condiziona una prognosi decisamente infausta. • I pazienti con melanomatosi meningea primitiva diffusa hanno una presentazione clinica estremamente variabile che può mimare numerose altre patologie : linfomi, leucemie, carcinomi metastatici, meningiti subacute ed encefaliti virali. • Essa e’ infatti caratterizzata da crisi epilettiche, deterioramento dello stato cognitivo, disturbi psichici,paralisi dei nervi cranici e segni di ipertensione endocranica che comprendono cefalea, vomito ed edema della papilla ottica. • Anche le tecniche di imaging non riescono ad essere dirimenti ponendo le stesse diagnosi differenziali suggerite dalla sintomatologia. Descriviamo il caso di una paziente di 67 anni che per un deterioramento progressivo dello stato di coscienza, associato a sintomatologia febbrile, veniva ricoverata presso il nostro policlinico; • Una RMN effettuata all’ingresso poneva come sospetto diagnostico quello di una meningoencefalite lasciando comunque un ampio margine di dubbio, non essendo il reperto radiologico specifico per tale entità. • La paziente nella notte seguente all’ingresso entrò in coma e morì; venne pertanto richiesto il riscontro diagnostico per confermare il sospetto radiologico. All’esame autoptico l’encefalo mostrava un diffuso ispessimento ed opacamento meningeo che in sede di esame macroscopico lasciava il dubbio su una possibile origine infiammatoria. • All’esame istologico, invece si è potuta documentare una massiva infiltrazione delle leptomeningi da parte di elementi neoplastici epitelioidi, caratterizzati da elevato pleomorfismo nucleare ed atipie citocariologiche. • Laddove non prevalevano gli aspetti epitelioidi la proliferazione neoplastica mostrava un aspetto “nevoide” con evidenza di melanina citoplasmatica. L’immunoistochimica ha mostrato positività alla colorazione per l’S-100, Melan-A e vimentina. S-100 Melan-A • La popolazione neoplastica dalle leptomeningi si spingeva poi ad infiltrare la corteccia adiacente con un pattern prevalentemente perivascolare. Il quadro morfologico ed immunofenotipico è apparso pertanto compatibile con una MMPD. Melan-A • Precisiamo che all’esame esterno non si sono osservate lesioni cutanee pigmentate di natura melanomatosa né in anamnesi vi era storia di asportazione di lesioni neviche. • Ad oggi la letteratura internazionale descrive solo 60 casi di MMPD [1] . Riteniamo che la segnalazione di questo caso come di altri similari sia di estremo interesse clinico e morfologico a causa della rara e insolita localizzazione e delle difficoltà diagnostiche che tale neoplasia pone in vita. [1] Vasin VA et al. Arkh Patol. 2007;69 :42-3.