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LE RAZZE ITALIANE
Cane da Pastore Bergamasco
Cane da Pastore Maremmano
Mastino Napoletano
Cane Corso
Cirneco dell’Etna
Volpino Italiano
Segugio Italiano a pelo raso
Segugio Italiano a pelo forte
Segugio dell’Appennino
Segugio Maremmano
Bracco Italiano
Spinone
Lagotto Romagnolo
Bolognese
Maltese
Piccolo Levriero Italiano
ITALIAN BREEDS
Bergamasco Shepherd Dog
Maremma and Abruzzes Sheepdog
Neapolitan Mastiff
Italian Corso Dog
Cirneco dell’Etna
Volpino Italiano
Italian Hound Short-haired
Italian Hound Coarse-haired
Segugio dell’Appennino
Segugio Maremmano
Italian Pointing Dog
Italian Wire-haired Pointing Dog
Romagna Water Dog
Bolognese
Maltese
Italian Greyhound
CANE DA PASTORE BERGAMASCO
Bergamasco Shepherd Dog
ALTEZZA AL GARRESE:
PESO: GRUPPO 1: CON DUE CENTIMETRI DI TOLLERANZA IN PIÙ
O IN MENO: MASCHI CM. 60; FEMMINE CM. 56
MASCHI KG. 32-38; FEMMINE KG. 26-32
CANI DA PASTORE E BOVARI
HEIGHT AT THE WITHERS:WITH A TOLERANCE OF ± TWO CENTIMETRES:
MALE 60 CM.; FEMALE 56 CM.
WEIGHT: MALE 32-38 KG. FEMALE 26-32 KG.
GROUP 1: SHEEPDOGS AND CATTLE DOGS
IL FASCINO INDISCRETO
DELL’ORIGINALITÀ
Sereno come le valli che lo ebbero protagonista nella difesa delle greggi, il pastore bergamasco ha una storia antica ed il
manto che gli dona una bellezza statuaria.
Rustico, con gli occhi che esprimono sentimento e dolcezza, ha rischiato l’estinzione.
Salvato dall’intelligente impegno di alcuni
appassionati e dall’ENCI consapevole della sua importanza nel mosaico vivo delle
razze italiane, calamita l’attenzione per
l’inusualità dell’aspetto ed il carattere che
lo fa guardiano affettuoso ed attento.
Il mantello, completo in meno di tre anni,
lo distingue da tutte le altre razze: è composto da pelo e da lana abbondante nella
parte posteriore e non soggetta a muta stagionale ma in continua crescita con lunghi
filamenti che formano con il pelo autentici
feltri, detti taccole, impenetrabili all’acqua
ed alle intemperie.
Barba e baffi abbondanti ed il caratteristico ciuffo sugli occhi tenuto sollevato dalle
ciglia a formare un’autentica visiera protettiva dal sole. Colore grigio a macchie
di tutte le gradazioni o grigio uniforme e
quando accade i cuccioli nascono neri, colore ammesso purché opaco.
Gli occhi esprimono dolcezza ed attenzione, due caratteristiche per cui il pastore
bergamasco fu selezionato come guardiano di greggi da briganti e lupi e compagno
del pastore.
Il notevole equilibrio psichico si esplica nelle caratteristiche di razza fra cui quella di
custode attento capace di dosare le proprie forze, di essere presto consapevole di
quelle dell’avversario ed intervenire solo se
necessario ed in maniera efficace.
Selezionati per stare all’aria aperta vivono
serenamente anche nelle abitazioni, sono
ricettivi ai comandi e diventano per i bambini preziosi compagni di giochi e per gli
anziani una presenza rassicurante ed affettuosa.
INDISCREET FASCINATION
OF THE ORIGINALITY
Calm as the valleys which it had as a
leading role in protecting the flocks, the
pastore bergamasco boasts of an ancient
history and a coat which lends it a majestic
beauty. Of rustic appearance, with eyes
expressing feeling and affection, this breed
risked extinction. Saved by the intelligent
commitment of certain enthusiasts and by
ENCI aware of its importance in the live
mosaic of Italian breeds, it attracts attention
for its unusual appearance and character
which makes it an affectionate and diligent
guard dog.
The coat, complete in less than three years,
distinguishes it from all the other breeds:
it consists of hair and woolly flocks which
are abundant in the rear part and do
not undergo seasonal moulting rather it
continues to grow with long strands which
form authentic felts, known as “taccole”,
impervious to water and bad weather.
Generous beard and whiskers and the
characteristic tuft on the eyes kept raised
from the eyelashes form an authentic
visor against the sun. The colour is of grey
patches in all shades or else uniform grey;
when the puppies are born black, the colour
is allowed provided it is opaque.
Their eyes express gentleness and attention;
for these two characteristics the pastore
bergamasco was selected to guard flocks
from brigands and wolves, and also as
companion to the shepherd.
The remarkable mental equilibrium is
expressed in the characteristics of the breed,
including that of being an attentive guard
dog capable of controlling its own forces,
promptly aware of those of the enemy and
ready to act only if necessary and efficiently.
Bred to stay in outdoors, they also live
happily indoors and are receptive to
commands. They are precious playmates
for children as well as a reassuring and
loving presence for older persons.
ASSOCIAZIONE AMATORI DEL CANE DA PASTORE BERGAMASCO
VIA GARIBALDI 51 - 20013 MAGENTA
CANE DA PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE
Maremma and Abruzzes Sheepdog
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 1: MASCHI CM. 65-73; FEMMINE CM. 60-68
MASCHI KG. 35-45; FEMMINE KG. 30-40
CANI DA PASTORE E BOVARI
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE CM. 65-73; FEMALE CM. 60-68
WEIGHT: MALE 35-45 KG. FEMALE 30-40 KG.
GROUP 1: SHEEPDOGS AND CATTLE DOGS
INSIEME AI PASTORI,
FRA I LUPI
TOGETHER WITH THE
SHEPHERDS, AMONG WOLVES
Suggestivo nella statura imponente avvolta nel manto candido che sembra fatto di
neve, ha attraversato i secoli rimanendo
immagine dei “cani bianchi da pastore”
descritti da Marco Terenzio Varrone (11627 a.C.) e magnificati da Lucio Giunio Columella (4-70 d.C.) come guardiani integerrimi delle greggi ed efficaci antagonisti
del lupo e dell’orso. Vincitori in una lotta
contro il tempo che non ne ha snaturato
caratteristiche ed indole, continuano a stupire per la loro efficacia come guardiani e
l’affetto verso il padrone, l’abitazione ed i
beni da difendere.
La razza ha trovato autentici estimatori lungo i secoli nei pastori dell’Italia centrale
mai libera da fiere e briganti e nel Novecento in alcune famiglie toscane fra cui i
Corsini di Firenze ed i Ghigi Saracini di Siena che resero nota la razza.
In particolare contribuirono alla diffusione
donna Anna Corsini che insieme a Francesco Giuntini diede vita all’allevamento
“delle Vergherie” e Franca Simondetti con
l’affisso “delle Grandes Murailles”. La prima mostra speciale, a Brescia nel 1952, fu
caratterizzata dalla presenza di 12 esemplari: da allora cominciò un cammino lungo, difficile ma in continuo progresso e la
razza con esemplari superlativi, contribuisce ancor oggi ad essere vanto della cinofilia italiana. Bianco unicolore ha pelo abbondante, lungo, ruvido, aderente, a volte
lievemente ondulato con un folto “collare”,
corto su muso, cranio ed orecchi.
L’indole di guardiano fiero ed il carattere
indomabile lo rendono collaboratore sicuro e fedele alla casa ed alla proprietà. Fiero, indipendente, incorruttibile, portato naturalmente alla vigilanza diventa prezioso
in evenienze che la malavita rende sempre
più probabili: ecco perché il cane bianco
da pastore continua ad essere una certezza
nei parchi, giardini od abitazioni ora che
tanti greggi si avviano verso la loro malinconica, ultima transumanza.
Impressive for its massif proportions,
wrapped in a snow-like white coat, this
breed has passed through the centuries
retaining the image of the “white
sheepdogs” described by Marco Terenzio
Varrone (116-27 a.C.) and glorified by
Lucio Giunio Columella (4-70 d.C.) as
trustworthy guardians of flocks, effective
adversary of bears and wolves. Winners
in a fight against time which has not
altered characteristics and temperament,
these dogs continue to surprise for their
effectiveness as guards and affection to
their master as well as to the home and
property to defend.
The breed has found genuine admirers
through the centuries with shepherds in
Central Italy never free from wild beasts
and bandits, and also during the twentieth
century in certain Tuscany families including
the Corsini of Florence and Ghigi Saracini
of Siena who have popularized the breed.
Especially active in spreading the breed
was Donna Anna Corsini who, together
with Francesco Giuntini, gave life to the
“delle Vergherie” breeding kennels and
Franca Simondetti with the “delle Grandes
Murailles” breeding kennels. The first
dog show dedicated to this breed, 1952
in Brescia, featured the presence of 12
specimens: then onwards a long journey
ensued that was difficult but continually
progressing and the breed with superlative
examples still continues today to be source
of pride for Italian dog fanciers. Of an allwhite colour, it has abundant long, coarse
and clinging coat, sometimes slightly wavy
with a thick short “collar” about the muzzle,
head and ears.
The temperament of a proud guard dog and
invincible character make it a trustworthy
and faithful partner for house and property.
Proud, independent, incorruptible, naturally
inclined to watchfulness it proves precious
in episodes increasingly more likely to
occur by perpetrators of crime: this is why
the white sheepdog continues to watch over
parks, gardens or homes now that many
flocks are on their way to their melancholy
last transhumance.
CIRCOLO DEL PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE
VIA SAN BARBARA 86/A - 83031 ARIANO IRPINO (AV)
MASTINO NAPOLETANO
Neapolitan Mastiff
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 2: MASCHI CM. 65-75; FEMMINE CM. 60-68
TOLLERANZA CM. 2
MASCHI KG. 60-70; FEMMINE KG. 50-60
CANI DI TIPO PINSCHER E SCHNAUZER,
MOLOSSOIDI E CANI BOVARI SVIZZERI
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 65-75 CM; FEMALE 60-68 CM.
TOLERANCE 2 CM.
WEIGHT: MALE 60-70 KG.; FEMALE 50-60 KG.
GROUP 2: PINSCHER AND SCHNAUZER - MOLOSSOID BREEDS
SWISS MOUNTAIN AND CATTLE DOGS
LA SUA NAPOLI
CAPITALE DEL MONDO
ITS NAPLES
CAPITAL OF THE WORLD
Ha la suggestione della bellezza inusuale
ed arcaica: giunge da lontano e rischiò di
scomparire per sempre, come gli eroi del
mito, nella metà del Novecento. Non accadde per merito di Piero Scanziani, giornalista grande, scrittore di razza, cinofilo
autentico. Rimase affascinato da alcuni
esemplari: riuscì a salvarli e ricostituire una
razza che continua ad essere vanto dell’Italia e patrimonio della cinofilia universale.
Il nome, dall’antico massatinus, guardiano,
ne indica le prerogative, l’aspetto ne svela
le origini dagli antichi cani da combattimento, guardia e difesa come li descrisse
Columella: “di manto scuro e di taglia forte
con grosse mandibole e pelle spessa”.
Furono al seguito dei legionari di Roma
alla conquista del mondo e contribuirono
alla formazione di molte razze di mastini.
Lottatore senza paura si rivela micidiale
contro l’orso, il lupo, il toro ma generoso
con i bambini, mai aggressivo se non provocato, comprensivo coi piccoli cani, capace di dare il sangue per il padrone, la
casa, i beni che gli sono stati affidati.
La testa è imponente con masseteri che
fanno della mascella una micidiale tenaglia, la bocca che sembra costruita per
mordere e lottare. Sono i mastini che incontra Piero Scanziani ed è un amore che
non avrà più fine. Con lui e pochi altri
appassionati il mastino rallenta la corsa
verso l’ignoto terribile dell’estinzione poi
comincia a conquistar nuovi ammiratori e
lentamente allarga il suo dominio fino a
raggiungere terre lontane non per nostalgia di migranti e sempre dimentico, nelle
forme e nel carattere, del tempo che trascorre. I colori del mantello sono grigio,
piombo, nero, mogano, fulvo e fulvo cervo
a volte con minuscole macchie bianche sul
petto e sulla punta delle dita, la testa ha
un aspetto reso inconfondibile dalla pelle
abbondante che disegna rughe e pliche, le
labbra spesse ed abbondanti, viste di fronte hanno un congiunzione a V rovesciata.
Ed a ben guardarlo in quella sua frequente
posa da gladiatore oramai sereno scopri
che ha un fascino inespresso. Capace di
suscitare amori autentici in chi come Piero
Scanziani e tanti altri dopo di lui, ne sanno
cogliere la semisegreta meraviglia.
The Mastino Napoletano evokes unusual
and prehistoric beauty: it has distant origins
and risked total extinction half way through
the 20th century, like heroes of a myth. This
did not occur thanks to the great journalist
Piero Scanziani, a highly gifted writer and
genuine dog fancier. He remained fasci­
nated by certain specimens and succeeded
in saving them and reconstituting a breed
which continues to be the pride of Italy and
heritage of the universal dog fanciers’ world.
The name, from the ancient massatinus
(guard), indicates its great merits while
its appearance reveals its origins as an
ancient fighter, guard and defence dog as
described by Columella: “with dark coat
and heavy build, large jaws and thick skin”.
These Mastiffs followed the Roman legions
in conquering the world and had a share
in forming many mastiff breeds. A fearless
fighter, it is deadly towards bears, wolves
and bulls but tender with children, never
aggressive unless provoked, tolerant with
small dogs, capable of shedding its own
blood for its master as well as the home and
property entrusted to its care. They have an
impressive muscular head making the jaws a
lethal gripper while the mouth seems formed
intentionally to fight and bite. These are the
mastiffs favoured by Piero Scanziani and
proved to be an endless passion. Thanks
to Scanziani and some other enthusiasts
the mastiffs slowed down their race towards
the terrible unknown of extinction, then
started to conquer new admirers and slowly
broadened their dominion to reach far-off
lands in the forms and character with the
passing of time, not that they were yearning
like migrants as they did so unconsciously.
Colours of the coat are grey, lead grey,
black, mahogany, fawn and deep fawn (red
deer), at times with small white patches on
the chest and tips of the toe. The head has a
unique appearance well endowed with skin
forming wrinkles and folds. The lips are thick
and generous, and viewed from the front they
form an inverted V at their meeting point.
When looking at the dog (by now serene)
in its frequent gladiator pose you notice it
has an unexpressed fascination, capable of
arousing real passions in persons like Piero
Scanziani and many others after him, who
know how to capture this half-secret wonder.
SOCIETÀ AMATORI MASTINO NAPOLETANO
VIA VINELLA 24 - 80030 SCISCIANO (NA)
CANE CORSO
Italian Corso Dog
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 2: MASCHI CM. 64-68; FEMMINE CM. 60-64
TOLLERANZA CM. 2
MASCHI KG. 45-50; FEMMINE KG. 40-45
CANI DI TIPO PINSCHER E SCHNAUZER,
MOLOSSOIDI E CANI BOVARI SVIZZERI
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 64-68 CM.; FEMALE 60-64 CM.
TOLERANCE 2 CM.
WEIGHT: MALE 45-50 KG.; FEMALE 40-45 KG.
GROUP 2: PINSCHER AND SCHNAUZER - MOLOSSOID BREEDS
SWISS MOUNTAIN AND CATTLE DOGS
DIFENSORE SERENO E SICURO
A CALM AND SURE DEFENDER
Il nome non ha alcun riferimento geografico come potrebbe suggerire ma è un attestato di affidabilità: lo indica guardiano attento perché deriva dal greco kortos, cortile
e trova conferma nel latino cohor che significa guardia, difensore. L’albero delle generazioni ha radici - aspetto e prerogative ne
fanno fede - nel canis pugnax dei Romani
tanto apprezzato per le sue doti e continua
a distinguersi ora per il coraggio, la potenza e l’equilibrio. Molosso di taglia medio
grande ha una muscolatura sviluppata che
gli conferisce un aspetto solido e dinamico. Testa in proporzione al corpo, sguardo espressivo, non raramente enigmatico,
mandibola potente e torace aperto e disceso. Il pelo del manto è corto, robusto,
fittissimo e che garantisce quindi una perfetta impermeabilità. I colori tradizionali un
tempo erano quattro: nero, tigrato scuro,
cinerino o grigio e frumentino e ciascuno
indicava, oltre ad un’eventuale preferenza
del proprietario anche una funzione affidata. Il nero ad esempio era preferito dai
guardiani di porci e dai butteri di maremma che sorvegliavano mandrie di vacche
o branchi di cavalli, il tigrato, colore che
ben si confonde con il sottobosco, veniva
ritenuto ottimo per gli esemplari da addestrare alla caccia al cinghiale inseguendolo
e duellando con lui, il cinerino dai guardiani di buoi, il frumentino invece- era così
denominato per il colore simile al frumento
maturo - per la caccia al tasso, che doveva
essere preso dal cane con un potente morso alla nuca prima che potesse reagire con
i micidiali unghioni, ed al cinghiale. Nelle
tenute del meridione veniva anche addestrato come “guardia campestre”: doveva
sorvegliare i terreni coltivati per tener lontani i ladri. La moderna selezione non ha privilegiato colori particolari e quindi si sono
create molteplici, piacevolissime tonalità
sia di grigio che di fulvo ma ha mitigato
l’indole antica facendone un cane affidabile ed equilibrato, perfettamente adatto
anche negli ambiti urbani. Nel 1994 la
razza, a cui hanno dato un contributo fondamentali gli allevatori italiani, è stata riconosciuta ufficialmente dall’ENCI al termine
di un lavoro lungo ed appassionante a cui
parteciparono fra gli altri Antonio Morsiani
(suo lo standard), Mario Perricone e Guido
Vandoni che eseguirono rilievi cinometrici.
The name has no geographical reference
as could be supposed, rather it testifies
reliability: in fact it suggests attentive
guardian because it is derived from the
Greek kortos, wall and is confirmed by
the Latin cohor which means protector,
guardian of the courtyard. The generational
tree has roots (as shown by the appearance
and special qualities) in the canis pugnax of
the Romans, much appreciated for its skills.
It still continues to stand out for its courage,
strength and equilibrium. Molosseus of
medium to large size, it is very muscular
thus giving it a rugged and dynamic
appearance. The head is in proportion to
the body, with an expressive, not infrequently
puzzled look, and a powerful jaw. The chest
is wide and deep. The short-haired coat
is stout and very dense thus guaranteeing
perfect waterproofness. The traditional
colours were once four, namely: black,
dark brindle, ash grey or grey and fawn.
Besides an owner’s preference each colour
indicates an assigned function. Black, for
example, was preferred by pig farmers
and herdsmen of the Maremma tending
herds of cows or horses. The brindling, well
camouflaged with the undergrowth, was
considered optimum for specimens to be
trained for hunting wild boars by tracking
and fighting in two with them. Grey was
suitable for cattle guarding while fawn (socalled as the colour is similar to wheat) for
hunting badgers which had to be gripped
by the dog with a powerful bite in the neck,
fawn was also suitable hunting boars. In
farms of South Italy the Cane Corso was
also trained as “country guards” where it
had to watch over cultivated lands to keep
robbers at bay. Modern breeding has not
privileged any special colours, hence
many, very attractive shades of grey and
fawn have been created but the ancient
temperament has been tamed thus making
the dog reliable and well balanced, perfectly
suitable also for urban environments.
In 1994 the breed, to which Italian breeders
have given a substantial contribution, was
officially recognized by ENCI after a long
and passionate research work that included
the participation of Antonio Morsiani
(for the standard), Mario Perricone and
Guido Vandoni who made the kinometric
measurements.
SOCIETÀ AMATORI CANE CORSO
VIA CA’ MOROLAZZARO 27/I - 36020 POVE DEL GRAPPA (VI)
CIRNECO DELL’ETNA
CIRNECO DELL’ETNA
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 5: MASCHI CM. 46-50 (TOLLERATI 52 CM.)
FEMMINE CM. 42-46 (TOLLERATI 50 CM.)
MASCHI KG. 10-12; FEMMINE KG. 8-10
CANI DI TIPO SPITZ E DI TIPO PRIMITIVO
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 46-50 CM. (52 CM. TOLERATED);
FEMALE 42-46 CM. (50 CM. TOLERATED).
WEIGHT: MALE: 10-12 KG; FEMALE: 8-10 KG.
GROUP 5: SPITZ AND PRIMITIVE TYPES
DALLA SICILIA NEL MONDO
Antiche immagini non furono veritiere nel
dargli patria perché, chiamato cane dei faraoni per alcuni suggestivi dipinti in Egitto,
in realtà ebbe sviluppo e valorizzazione in
Sicilia. Nell’isola già alcuni secoli prima di
Cristo cominciò ad esser compagno degli
abitanti nel catturar conigli ed altra minuta
selvaggina e fu tanto efficace da meritare
che con sue sembianze fossero coniate monete di importanti città. La razza che dopo
un iniziale splendore decadde e rischiò di
scomparire venne salvata dopo un appello
lanciato dal dottor Maurizio Migneco su “Il
cacciatore italiano” nel 1931 raccolto prima dalla baronessa Agata Paternò Castello e successivamente dal conte Giovanni
Bonatti Nizzoli di Carentino. In una lucida
analisi la nobildonna scrisse: “Il cirneco
ha una formidabile potenza ereditaria, ciò
spiega perché questa razza pur abbandonata si sia conservata pura sin dall’epoca
dei Faraoni”.
Il professor Giuseppe Solaro nel 1939 ne
delineò lo standard e l’ENCI riconobbe ufficialmente la razza. Il Club con sede a Catania nel 1951, riconosciuto cinque anni
dopo, ebbe come primo presidente il dottor Maurizio Migneco e segretaria la baronessa Donna Agata. Autentico specialista,
manifesta le sue doti migliori sulle pietre laviche nella ricerca di conigli. Esplora il terreno con grande attenzione e mentre interroga il vento con il naso proteso in avanti
e le orecchie rigide nell’intento di carpire il
benché minimo rumore, scruta il paesaggio
e ne seleziona gli angoli più idonei. La sua
azione di caccia è davvero coinvolgente e
caratterizzata da rapidi scatti verso la provenienza dell’usta lasciata dal roditore per
cercare di localizzarlo nel più breve tempo.
In questo usa il cervello e lo si nota quando individua la presenza del selvatico in un
cespuglio o sotto un cumulo di rami. La sua
espressività diventa più concreta e l’azione
aumenta d’impeto mentre la distanza dal
coniglio diminuisce. Monocromatico, deve
avere colore della pelle, delle mucose del
tartufo, delle rime palpebrali, delle labbra,
delle unghie e dei cuscinetti plantari carnicino ed in sintonia con quello del mantello
che è fulvo unicolore, più o meno intenso o
diluito oppure fulvo e bianco.
FROM SICILY IN THE WORLD
Ancient images were not entirely truthful
in giving this dog a country because,
although called the Pharaoh’s dog for
certain suggestive depictions in Egypt, in
actual fact it was developed and exploited
in Sicily. Already in the island some
centuries B.C. it started to accompany the
inhabitants in hunting rabbits and other
small game. It was so efficient that coins
with its features were minted in important
cities. After an initial splendour the breed
declined and risked extinction; it was saved
after an appeal launched by Dr. Maurizio
Migneco published 1931 in “Il cacciatore
italiano”, answered first by Baroness
Agata Paternò Castello and then by Count
Giovanni Bonatti Nizzoli di Carentino. In a
lucid analysis the noblewoman wrote: “The
Cirneco has a strong hereditary power,
this explains why this breed, although
abandoned, was kept pure right from the
epoch of the Pharaohs”.
In 1939 Professor Giuseppe Solaro
drew up its standard and ENCI gave its
official recognition of the breed. The Club
with headquarters in Catania in 1951,
recognized five years later, had as its first
president, Dr. Maurizio Migneco with
Baroness Agata as secretary. An authentic
specialist, it showed its best skills on lava
stones in the search for rabbits. It explores
the terrain with the utmost attention and
while it sniffs at the wind with its nose
stretched forward and the ears rigid with
the intention to capture even the minimum
of noise, it scrutinizes the landscape and
selects the most suitable corners of it. Its
hunting action is absolutely gripping and
is characterized by rapid sprints towards
the source of the scent left by the rodent so
as to track it down in the shortest possible
time. In this its uses its brain and this can be
seen when it identifies the presence of the
wild animal in a bush or under a heap of
branches. Its range of expression becomes
more concrete and the action increases in
impulse while the distance from the rabbit
decreases. Of single colour, it should
have for colouring of the skin, mucus
membranes, eyelid rims, lips, nails and foot
pads according to that of the coat which
is of a just one fawn colour, more or less
intense or diluted or else fawn and white.
SOCIETÀ AMATORI DEL CIRNECO DELL’ETNA
C/O GRUPPO CINOFILO RAGUSANO - VIA GIARDINA 9 - 97015 MODICA (RG)
VOLPINO ITALIANO
VOLPINO ITALIANO
ALTEZZA AL GARRESE: GRUPPO 5: MASCHIO CM. 27-30; FEMMINE CM. 25-28
CANI DI TIPO SPITZ E DI TIPO PRIMITIVO
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 27-30 CM; FEMALE 25-28 CM.
GROUP 5: SPITZ AND PRIMITIVE TYPES
UN CARATTERE DA MONARCA
A ROYAL CHARACTER
La sua storia è antica e piena di colpi di
scena come accade ai veri protagonisti.
Accanto all’uomo nelle palafitte conquistò,
secoli dopo, regge e palazzi per riprecipitare nella vita comune ed essere il preferito
dai carrettieri di Maremma. Sempre comunque con quel suo carattere indomito di
guardiano attento e fedele, custode della
casa e dei beni. Incorruttibile, diffidente con
tutti ed amico solo di chi dimostra amicizia.
La sua prima immagine in terracotta risale
alla civiltà micenea, circa 1200 anni prima di Cristo, raffigurazioni si trovano sulle
tombe dei faraoni e via via in altre dimore
riportate alla luce da archeologi. Superati i
secoli in alterne vicende conquistò la maremma toscana allora terra di malaria e
del bandito Domenico Tiburzi dove i miti
resistono poco e, inzaccherati dall’arguzia,
cadono nella polvere e fu chiamato già sul
finire dell’Ottocento cane dei carrettieri
perché sulle carrozze e sui barrocci se ne
vedevano tanti e sempre in bilico. Pronti a
far la guardia al carico o ad avvertire il proprietario dell’arrivo dei masnadieri.
Nel dopoguerra divenne raro e nel 1945
ad un primo censimento fatto da alcuni
appassionati ne furono segnalati pochi. Il
grido di allarme per una razza così antica e che rischiava di sottrarsi al mondo fu
raccolto nei primi anni Settanta da alcuni
appassionati che cominciarono un compito difficile e stimolante: il salvataggio del
volpino che, selezionato per difendere,
aveva lui necessità di sopravvivere. Si salvò
non solo per la passione di pochi ma anche perché esiste un’armonia che governa
il mondo e senza di lui l’universo sarebbe
forse non più povero ne più triste ma certamente meno silenzioso.
Its history goes way back in time and is rich
in sensations as with true leading characters.
Alongside man in lake dwellings, centuries
later it conquered royal palaces and lordly
manors, then to re-emerge in the life of
ordinary people and find favour with carters
in the Maremma. However it still retains its
indomitable faithful and attentive guarding
character, watching over the home and
property; incorruptible and mistrustful of
everybody and friend only of those who
prove friendship. Its first image in terracotta
dates back to the Mycenaean civilization,
some 1200 years BC, and portrayals are to
be found on Pharaonic tombs and so on in
other places discovered by archaeologists.
It passed the centuries in alternating events
and conquered the Tuscan Maremma then
land of malaria and the bandit Domenico
Tiburzi where myths do not last for long
and, spattered by wit, fall in the dust;
already towards the end of the 19th century
it was known as the carters’ dog because
many were to be see on carriages and
carts, always in precarious position, ready
to guard the load or warn the owner of the
arrival of gangs. After the war it became
rare and in 1945 just a few were reported
by a preliminary census carried out by a few
enthusiasts. The cry of alarm for such an
ancient breed, risking extinction, was heard
in the early 1970s by some enthusiasts who
embarked on a difficult and stimulating
task: rescuing the Volpino which, bred to
defend, also had the need to survive. It
was saved not only thanks to the passion
of just a few but also because there was a
harmony governing the world and without
it the universe perhaps would no longer be
poor or sadder but certainly quieter.
Il pelo è lungo, dritto con tessitura vitrea
e sempre sollevato anche qualora sia folto – e lo è particolarmente sul collo dove
forma un ampio collare - dando l’impressione di avvolgere il tronco come fosse un
manicotto.
Il colore è bianco, rosso unicolore e sono
tollerate sulle orecchie sfumature arancio
pallido considerate comunque un difetto.
The coat is of straight long hair with dense
texture and always standing off even when
thick – particularly on the neck where the
hair forms an ample collar – giving the
impression of wrapping round the trunk as
though it were a muff.
The colour is all-white or all-red, pale
orange shades are tolerated on the ears
but in all cases they are to be considered
an imperfection.
ASSOCIAZIONE TECNICA AMATORI VOLPINO ITALIANO
VIA GERBIASCO 58/2 - 21020 MERCALLO DEI SASSI (VA)
SEGUGIO ITALIANO A PELO RASO
Italian Hound Short-haired
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 6: MASCHI CM. 52-58; FEMMINE CM. 48-56
TOLLERANZA CM. 2 (PER SOGGETTI ECCELLENTI)
18-28 KG.
SEGUGI E CANI PER PISTE DI SANGUE
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 52-58 CM.; FEMALE 48-56 CM. TOLERANCE 2 CM.
(FOR OUTSTANDING SUBJECTS)
WEIGHT: 18-28 KG.
GROUP 6: SCENT HOUNDS AND RELATED BREEDS
LA LEPRE COME CONDANNA
Nessuno più di lui ha corso nei secoli e mai
alcuno riuscirà ad eguagliarlo perché il segugio in genere e l’italiano in particolare,
ha la lepre, elevata a simbolo della selvaggina da pelo, come condanna. Od esaltazione, perché nell’individuare la traccia,
nel seguirlo fino a quando il selvatico non
s’accorge che l’unica porta spalancata è la
fuga, resta superlativo. Ha una bellezza essenziale e sono stati i secoli e la sapienza dei
Padri ad inventarlo guardando alla funzionalità che è sempre una componente della
bellezza. Protagonista nei trattati dei primi
scrittori, magnificato dai Romani e via via
da quanti popoli giunsero nella Penisola,
fu plasmato secondo i terreni e le esigenze
nelle diverse regioni. Così sin dal Cinquecento vi furono i segugi “di Lomellina o di
pianura” ritenuti impareggiabili nella lunga
litania di prati verdi e coltivati, i Cravin re di
boschi e dei pendii e vigne del Piemonte, il
Montagnino insuperabile sui contrafforti di
Alpi e Prealpi. Una originalissima geografia
del segugio creato a misura dell’ambiente.
Il riconoscimento del coinvolgente segugio
italiano con uno standard in cui sono ammesse le due varietà, identiche nella struttura ma diverse per mantello. E’ un cane
saggio, calmo, ponderato nel lavoro che
proprio nella fase determinante manifesta tutta la sagacia e l’esplosiva sagacità
necessarie. Scrisse a tal proposito Luigi
Zacchetti fondatore della Pro Segugio: ”Il
nostro segugio è tra i migliori per cacciare
la lepre con il fucile, per la finezza del suo
olfatto, per la sua tenacia, per l’ardore sulla
pista, per la resistenza alle fatiche; la sua
voce è squillante e piacevolissima. Il suo
metodo di lavoro non si differenzia di molto
da quello delle più classiche e antiche razze
estere; è più sagace di queste”. L’aspetto è
caratteristico, la lunghezza del muso è pari
alla metà della lunghezza totale della testa,
le labbra sono fini e sottili, gli occhi grandi,
luminosi di colore ocra scuro. Il pelo, raso
su tutto il corpo ha tessitura vitrea ed è denso, liscio. I colori sono fulvo con tutte le sue
gradazioni e nero focato. Il fulvo può avere
bianco su muso e cranio, stella bianca sul
petto, collo, metacarpi.
HARE AS THE CULPRIT
No other dog has chased more than it over
the centuries and no other will even be able
to equal it for the Segugio in general, and
more especially the Italian one, has the hare,
elevated to the symbol of hairy wild game,
as culprit, or stimulation because, when
scenting its tracks and following it until the
hare realizes that the only way out is to flee,
the Segugio remains supreme. It has essential
beauty; the centuries combined with the
wisdom of our Fathers were instrumental in
inventing it from the functional point-of-view,
always a component of the beauty. A leading
character in the works of the first writers,
glorified by the Romans and gradually by the
many peoples landing in Italy, it developed
according to the terrains and requirements
of the various regions. Thus since the 16th
century there were Segugi “di Lomellina
o di pianura” considered as unbeatable
in the long series of green and cultivated
fields, then we have the Cravin Segugio,
king of the woods, slopes and vineyards
of Piedmont as well as the Montagnino
unsurpassable in the buttresses of the Alps
and Prealps: a highly original geography of
the Segugio, tailor-made to the enviroment.
The splendid Segugio Italiano has received
recognition with a standard allowing two
varieties, identical in structure but differing
for their coat. It is a wise, calm dog diligent
in its work where right in the decisive phase
it shows all the shrewdness and astonishing
sharpness necessary. In this connection,
Luigi Zacchetti, founder of the Pro Segugio
wrote: ”Our Segugio is one of the best in
hare hunting with guns thanks to its keen
sense of smell, its tenacity, passion on the
track and resistance to fatigue; its voice is
shrill and pleasant. Its method of work is not
very different from that of the more classical
or ancient foreign breeds; it is wiser than
these”. The appearance is characteristic,
the length of the muzzle is equal to half the
total length of the head, the lips are fine and
thin, the eyes are large and luminous of dark
ochre colour. The hair is short over the entire
body, of dense texture, thick and smooth.
Colours are fawn in all shades and black
and tan. The fawn dogs can have some
white on the muzzle and skull, a white star
on the chest, neck and metacarpus.
SOCIETÀ ITALIANA PRO SEGUGIO
SEGRETERIA NAZIONALE - VIA DOSSO 7 - 26856 MIRABELLO SENNA LODIGIANA (LO)
SEGUGIO ITALIANO A PELO FORTE
Italian Hound Coarse-haired
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 6: MASCHI CM. 52-60; FEMMINE CM. 50-58
TOLLERANZA CM. 2 (PER SOGGETTI ECCELLENTI)
MASCHI KG. 20-28; FEMMINE KG. 18-26
SEGUGI E CANI PER PISTE DI SANGUE
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 52-60 CM.; FEMALE 50-58 CM.
TOLERANCE 2 CM. (FOR OUTSTANDING SUBJECTS)
WEIGHT: MALE 20-28 KG.; FEMALE 18-26 KG.
GROUP 6: SCENT HOUNDS AND RELATED BREEDS
L’EMOZIONANTE CRONACA
DELLA CACCIA
Ê il rovescio della medaglia - rispetto
all’abito, il pelo forte - del congenere a
pelo raso. Lo standard infatti li fa gemelli
attribuendo a ciascuna delle due razze le
medesime caratteristiche e diversificandole soltanto per l’aspetto che comunque li
rende suggestivi e dona a ciascuno qualità
uniche.
Le caratteristiche di lavoro lo confermano
proprio facendo riferimento alle doti di
cacciatori eccelsi. I suoi occhi brillanti, spalancati, fissi davanti a sé, attento a cogliere
ogni più lieve rumore (un ramo che si spezza, un sasso che rotola) pronto a scattare
all’inseguimento della lepre. La caccia con
lui acquista un fascino primitivo di confronto e la muta in cui ciascun esemplare ha
una prerogativa irrinunciabile, racconta la
caccia facendone una cronaca fedele ed
entusiasmante, ogni volta nuova, differente
da tutte le altre già raccontate e diversa da
quante verranno perché cambiano situazioni, terreni, tempo e persino le doti dei
selvatici.
La voce del segugio italiano - è lo standard
a sottolinearlo - ha un timbro musicale,
armonico, ed è il tono in genere medio o
alto, pur non mancando alcuni toni bassi.
Su passata in pastura la voce con ritmo uniforme e le ovvie pause che la rendono più
significativa è distesa e calma; nel defilare
un’andata al covo si accentua l’aritmia per
la durata di emissioni e successione di tempi in relazione alla consistenza e continuità
dell’usta.
Diventa breve, rabbiosa in prossimità del
covo e, preceduta da una pausa di silenzio più o meno breve, esplode allo scovo
con tutta la potenza della sua passione in
un grido che è una delle caratteristiche peculiari. Nella seguita è inizialmente a ritmo
elevato, martellante, per poi diminuire con
l’aumentare della distanza dal selvatico”.
THE EXCITING HUNTING
CHRONICLE
This breed is the other side of the similar
short-haired variety – in terms of the coat,
namely the rough-haired. In fact the
standard twins them attributing to each of
the two breeds the same characteristics and
distinguishing them solely on appearance
which, in all cases, makes them fascinating
and attributes each one with unique
qualities.
The working characteristics actually confirm
this regarding the excellent hunting skills.
The brilliant wide-open eyes, fixed ahead,
alert to perceive the slightest noise (a
breaking branch, a rolling stone) and
ready to sprint when pursuing the hare.
Hunting with this dog acquires a primitive
fascination of confrontation and the pack
in which each specimen shows an essential
great skill, narrates the hunt making it
into a faithful and thrilling chronicle, new
each time, differing from all others told in
the past and different from those to come
because situations, terrains, time and even
the qualities of the wild game change.
As emphasized by the standard – the Italian
Segugio has a musical and harmonious
voice with tone normally medium or high,
although certain low tones are not missing.
When working in the pasture, its voice is
relaxed and calm, with uniform rhythm and
clear pauses marking it; on approaching
the lair, the arrhythmia is accentuated
as the voice emissions last and with time
sequences depending on the consistency
and continuity of the scent.
It becomes short and angry on approaching
the lair and, preceded by a silent pause of
variable length, it bursts on the lair with all
the power of its passion in a cry which is one
of its particular characteristics. In the pursuit
it is initially with strong, beating rhythm,
which then decreases as the distance from
the wild game increases”.
SOCIETÀ ITALIANA PRO SEGUGIO
SEGRETERIA NAZIONALE - VIA DOSSO 7 - 26856 MIRABELLO SENNA LODIGIANA (LO)
SEGUGIO DELL’APPENNINO
SEGUGIO DELL’APPENNINO
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 6: MASCHI CM. 44-50; FEMMINE CM. 42-44
SONO TOLLERATI 2 CM. IN PIÙ E 1 CM.
IN MENO IN SOGGETTI ECCELLENTI
MASCHI E FEMMINE KG. 10-18
SEGUGI E CANI PER PISTE DI SANGUE
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 44-50 CM.; FEMALE 42-44 CM.
TOLERANCE OF + 2 CM. AND - 1 CM.
FOR OUTSTANDING SUBJECTS
WEIGHT: MALE AND FEMALE 10-18 KG.
GROUP 6: SCENT HOUNDS AND RELATED BREEDS
CON L’UOMO
SUI SENTIERI DELLE LEPRI
Da secoli continua a raccontare la sua storia sui sentieri delle lepri nella vicenda primitiva e coinvolgente della seguita che altro
non è se non l’arte più antica con il cane
più ingenuo. L’Appennino ne ha plasmato
le forme ed affinato le capacità, la natura
gli ha miracolosamente conservato prerogative e doti che hanno avuto dall’ENCI il
blasone di razza e la certezza del nome a
conferma dell’origine.
A vederlo, in quel suo aspetto gradevolmente rustico con muscoli ben evidenti
non si fatica a credere sia stato inventato
dal selvatico avuto in sorte perché, secolo
dopo secolo, mantenessero nell’attualità
una caccia autentica in cui entrambi sono
protagonisti. Così il segugio dell’Appennino continua a conquistar ammiratori e simpatia per la bravura certamente grande e
l’aspetto indubbiamente piacevole come lo
sono tutti quegli esemplari che paiono aver
avuto forma nella galleria del vento, hanno
carattere mite ed aspetto gradevole.
Gli abitanti di quelle terre amate ed avare
impararono presto a tutelare il “loro” segugio tantoché già nel 1882 in un lungo
scritto su “La Caccia”, giornale illustrato
che ha fatto la storia dell’arte cinegetica,
viene annoverato fra le razze da seguita.
L’avvocato Filippo Zacchini, allevatore e
segugista, nel 1932 ne delineava alcune
caratteristiche che trovarono poi riscontro
nello standard aggiungendo che si tratta di
un “cane di piccola taglia, di eccezionali
agilità e vivacità, tutto muscoli e nervi, senza alcuna pesantezza, di antica origine e di
tipo ben fissato”. Aggiungeva poi che “ha
resistito ai più veri incroci ed anche soggetti un po’ lontani dalla razza , accoppiati
con soggetti tipici, riproducono assai bene
il tipo con sorprendete fissità”. Molte le doti
di un ausiliare che caccia bene sia singolarmente che in coppia ed inoltre è un “sicuro accostatore, ottimo scovatore, grande
inseguitore. Si trova particolarmente a suo
agio nei terreni di montagna in quanto pur
collegato al canettiere non necessita di essere accompagnato”. Infine vive in simbiosi
perfetta con il suo conduttore pur essendo
di forte temperamento ed esagerata passione per la caccia.
WITH MAN TRACKING
DOWN HARES
For many centuries its history in tracking
down hares continues to be related in the
primitive and exciting chase which is no
more than the most ancient art with the most
ingenuous dog. Its forms were moulded
in the Apennines where it also honed
its skills, while nature has miraculously
preserved its merits and good qualities
which have received from ENCI the nobility
of breed and certainty of the name as well
as confirmation of the origin. To see it, in
that pleasantly rustic appearance with well
developed muscles, it is not hard to believe
that it has been invented by the wild game
which happened to be hunted by it so
that, century after century, they uphold an
authentic hunting tradition in current times
where both have a leading role. Thus the
Segugio dell’Appennino continues to win
over admirers and sympathy for its very
great cleverness and attractive appearance
and like all those breeds which seem to have
taken form in a wind tunnel, they have a
docile character and pleasant appearance.
The inhabitants of those beloved and
miserly lands soon learnt to protect “their”
segugio so much so that already in 1882 in
a long article appearing in the “La Caccia”
(illustrated magazine on the art of hunting)
it was included among the scent tracking
breeds. In 1932 Filippo Zacchini, lawyer,
breeder and Segugio fan, defined some of
its characteristics subsequently confirmed
in the standard, adding that it is “a small
dog, exceptionally agile and lively, all
muscles and nerves, without traces of fat,
of ancient origin and well established type”.
He then added that “it resisted various
attempts to crossbreeding and also when
subjects slightly different from the breed
were coupled with typical subjects, they
reproduced the type quite successfully with
surprising fixity”. It shows many skills of
an assistant which hunts well either on its
own or in pairs; furthermore it is “a sure
approacher, optimum flushing dog, great
tracker. It is particularly at home in mountain
terrains as despite being linked to the
huntsman it does not need accompanying”.
Lastly it lives in perfect symbiosis with its
leader although being very temperamental
with an exaggerated passion for hunting.
SOCIETÀ ITALIANA PRO SEGUGIO
SEGRETERIA NAZIONALE - VIA DOSSO 7 - 26856 MIRABELLO SENNA LODIGIANA (LO)
SEGUGIO MAREMMANO
SEGUGIO MAREMMANO
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 6: MASCHI CM. 48-54; FEMMINE CM. 46-50
SONO TOLLERATI 2 CM.
IN PIÙ O MENO PER SOGGETTI ECCELLENTI
MASCHI KG. 16-23; FEMMINE KG. 13-20
SEGUGI E CANI PER PISTE DI SANGUE
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 48-54 CM.; FEMALE 46-50 CM.
TOLERANCE OF ± 2 CM.
FOR OUTSTANDING SUBJECTS
WEIGHT: MALE 16-23 KG. AND FEMALE 13-20 KG.
GROUP 6: SCENT HOUNDS AND RELATED BREEDS
IL CINGHIALE LO FA GRANDE
Nella sua voce odi l’eco d’una maremma
che non c’è più anche se è la suggestione
dei luoghi a suggerirtene un fascino che sa
di ingiusta nostalgia. Perché era la terra dei
briganti e della malaria, della povertà e dei
bracconieri per fame, ma anche la patria
di uomini grandi capaci di un eroismo individuale e silenzioso come lo era il vivere
di ogni giorno e che oggi pare di fantasia.
Altri tempi fotografati con parole d’amore
da Fucini e Cassola, Civinini ed Ugolini,
Eugenio Niccolini e Ferdinando Paolieri.
Non par strana allora l’affermazione che
ogni terra ha le sue genti che l’amano ed
i suoi cani che non possono far a meno
degli uomini. Ecco perché un segugio così
non poteva non nascere in un lembo di
terra selvaggia fra la Toscana e la capitale, immersa nella macchia mediterranea,
bagnata dal Tirreno e con colline ripide
tanto da sembrar contrafforti di montagna.
La sua storia la raccontarono in tanti e fra
questi Ido Cipriani in alcune pagine suggestive che pare conservino il calore del sole,
i colori della ginestra e quell’odore impossibile di cose celesti che ha la macchia
mediterranea nelle sere di maggio. Qui un
cane non poteva che essere inventato dai
luoghi e dai selvatici e vi contribuì anche il
suo grande nemico, il cinghiale, protagonista con lui di duelli epici dove il sangue dei
contendenti si mescolava alla terra e non
sempre la fucilata del cacciatore giungeva
in tempo a designare la vittima.
Questo era il cane degli uomini di maremma e nell’attualità conserva ancor oggi
tutte le sue doti di ausiliare fedele e coraggioso fino alla temerarietà, accostatore
intrepido e sbrigativo, abbaiatore sicuro a
fermo, inseguitore tenace fin dove i rovi paiono innalzare un’intricata barriera a difesa
dell’inseguito.
Gli occhi, in posizione semi laterale contribuiscono ad un’espressione vivace e sicura, il corpo tutto lo indica atleta essenziale
che mira al risultato. Il mantello è fulvo, dal
carico allo slavato, oppure nero - focato e
tigrato. Negli esemplari a pelo raso la tessitura è vitrea ed a volte si riscontra sottopelo
o anche peli rividi su muso e arti lunghi da
1 a 1,5 centimetri. Nella varietà a pelo forte la lunghezza è di 3-4 centimetri.
GREAT FOR WILD BOAR
In its voice you hear the echo of a no
longer existing Maremma even if it is the
impression of the places which bring to mind
a fascination hinting of unjust nostalgia.
Because it was land of bandits and malaria,
poverty and starving poachers, but also the
land of great men capable of individual
and silent heroism just as the everyday life
was then, now seeming a flight of fancy.
Old times reflected with loving words by
Fucini and Cassola, Civinini and Ugolini,
Eugenio Niccolini and Ferdinando Paolieri.
Hence it is not odd to state that each land
has its own people who love it and their
dogs which cannot live without the people.
This is why such a Segugio could not be
born other that in a stretch of wild land
between Tuscany and the capital, immersed
in the Mediterranean bush, lapped by the
Tyrrhenian sea, with hills so steep as to
resemble mountain buttresses. Its history has
been told by many, including Ido Cipriani,
in a few suggestive pages that seem to
preserve the sun’s warmth, the colours of
the broom and that imaginative odour of
heavenly things which the Mediterranean
bush has during May evenings. Here a
dog could not failed to be invented by such
places and the wild game; a contribution
was also made by its arch enemy, the wild
boar, protagonist with the dog in epic duels
where the contestants’ blood mingled with
the earth and not always did the hunter’s
gun arrive in time to designate the victim.
This was the dog of the Maremma men
and still today it preserves all the merits of
a faithful and courageous assistant up to
the point of recklessness, intrepid and hasty
approacher, a sure and steady barker,
tenacious tracker up to where the brambles
appear to erect an intricate barrier to
defend the pursued animal.
The eyes, in semi lateral position, give the
dog a lively and sure expression while the
whole body suggests of the essential athlete
bent on the result. The coat is fawn, ranging
from solid to pale, or else black - tan and
brindled. In the short-haired specimens
the texture is harsh and sometimes there is
undercoat or even rough skin on the muzzle
and limbs from 1 to 1.5 cm. In the coarsehaired variety length is 3 to 4 cm.
SOCIETÀ ITALIANA PRO SEGUGIO
SEGRETERIA NAZIONALE - VIA DOSSO 7 - 26856 MIRABELLO SENNA LODIGIANA (LO)
BRACCO ITALIANO
Italian Pointing Dog
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 7: MASCHI CM. 55-67 (DI PREFERENZA 58-67)
FEMMINE CM. 55-62
KG. 25-40
CANI DA FERMA
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 55-67 CM. (PREFERABLY 58-67)
FEMALE 55-62 CM.
WEIGHT: 25-40 KG.
GROUP 7: POINTING DOGS
IL CACCIATORE DELLA RAGIONE
THE HUNTER OF REASON
Ha una storia antica da alba del mondo
e continua a raccontarla nelle vicende di
caccia, di prove o nelle abitazioni con occhi che irraggiano affetto e l’espressione
bonaria. Riferimenti a suoi antenati si leggono in Senofonte di Atene, Claudio Eliano (170-235) ed altri scrittori dell’impero di
Roma. La figura, alta ed imponente, nobilita ancor più l’affresco del buon governo di
Ambrogio Lorenzetti nella Sala della Pace
in Palazzo pubblico a Siena o la si può ammirare nel bassorilievo di Benvenuto Cellini
datato 1542 ed esposto al Louvre. Allevato alle corti dei Medici, dei Gonzaga, dei
Savoia e degli Estensi era il cane a cui si
affidava la buona sorte di giorni di caccia
che, con lui, avrebbero comunque avuto
successo. Cacciatore superlativo in grado
di interpretare l’arte del reperimento del
selvatico come stile e terreni comandano,
è l’ausiliare capace di far nobile il carniere
ed esaltare tutte le emozioni che l’arte venatoria suscita e pretende. La razza, in crisi
per alcuni decenni dal finire dell’Ottocento
causa l’irrompere dei grandi Inglesi, ritrovò
la via di una resurrezione imposta dalla verità delle sue doti ed oggi continua a tenere
con successo – per carattere - un’attualità
divenuta per altri difficile. Numerosi i cinotecnici che spesero e continuano ad impegnare passione ed intelligenza per l’affermazione della razza e fra questi il grande
Paolo Ciceri ed Edmondo Amaldi. L’aspetto
è di un cane forte, armonico e vigoroso.
Serio, intelligente, docile con grandi capacità di apprendimento ha un carattere
mite e si adatta, pur con qualche sacrificio
anche alla vita in appartamento. Ne sono
complici gli occhi da cui sgorga uno sguardo sereno da antico saggio. E non fu un
caso infatti se gli antichi lo denominarono
“cane della ragione” come se la sua indole, in caccia o in prova nelle abitazioni od
al guinzaglio fosse sempre conseguenza di
riflessione. L’andatura stessa - trotto ampio
e veloce, testa alta - ne è conferma.
La pelle è consistente ed elastica, il pelo
corto, fitto e lucente, il bianco – ma sono
solo alcuni esempi - può essere interrotto
da macchie più o meno grandi di color
arancio o ambra, marroni, punteggiature
di marrone (pregiato se di tonalità calda
detta “tonaca di frate”).
This dog has a history going back to the
beginning of time and continues to relate it
in hunting events, trials or in the home with
eyes radiating affection and a good-nature
expression. References to its ancestors can be
read in Senofonte of Athens, Claudio Eliano
(170-235) and other writers of the Roman
empire. The tall and impressive figure further
enhances the fresco of the Buon Governo by
Ambrogio Lorenzetti in the Sala della Pace,
Palazzo Pubblico, in Siena or else it can
be admired in the bas-relief by Benvenuto
Cellini dated 1542 and exhibited at the
Louvre. Bred in the Medici, Gonzaga, Savoia
and Estensi courts, it was the dog entrusted
to ensure good fortune on hunting days
which, with it, would have enjoyed success
anyhow. Outstanding hunter able to interpret
the art of tracking down the wild game as
style and terrains so command, it was the
helper capable of ennobling the game bag
and exalting all the emotions the hunting art
arouses and expects. The breed, in crisis for
some years at the end of the 19th century due
to the spreading of the stupendous English
breeds, rediscovered the path to resurrection
thanks to the proving of its merits; now – by
its very character –it continues to successfully
hold on to a reality proving difficult for
others. There are many dog experts who
have given generously of themselves and
continue to commit passion and intelligence
to affirm the breed, including the great Paolo
Ciceri and Edmondo Amaldi. The Bracco
is of strong and harmonious build with
powerful appearance. Serious, intelligent,
docile with excellent ability to learn, the dog
is gentle in character and also adapts to life
in apartments although with some sacrifice.
This is proved by the eyes giving the calm
look of an ancient sage. In fact, it was not
by chance that the ancient people called it
the “dog of reason” just as if its nature, in
hunting or trials or in the home or on lead
was always the consequence of reflection.
This is confirmed by its gait – an extended
and fast trot.
The skin is tough but elastic, the coat is
short, thick and shiny, white in colour – but
in just a few examples – can be broken with
marking of variable size of orange or amber
or mottled with chestnut (prized if of warm
shade, the so-called “monk’s frock”).
SOCIETÀ AMATORI BRACCO ITALIANO
VIA DOSSO 7 - 26856 MIRABELLO SENNA LODIGIANA (LO)
SPINONE ITALIANO
Italian Wire-haired Pointing Dog
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 7: MASCHIO CM. 60-70; FEMMINA CM. 58-65
MASCHIO KG. 32-37; FEMMINA KG. 28-30
CANI DA FERMA
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 60-70 CM.; FEMALE 58-65 CM.
WEIGHT: MALE 32-37 KG; FEMALE 28-30 KG.
GROUP 7: POINTING DOGS
IN TANTI SECOLI
SOLTANTO LODI
Gli occhi fanno la spia ad indole e prerogative di ausiliare così prezioso da incrociare la sua ombra con quella dell’uomo
addirittura da cinquecento anni prima di
Cristo. Di lui scrissero in molti e mai alcuno ebbe un giudizio men che entusiasta.
Cominciò Senofonte, assentì con lui Grazio Falisco quattro secoli dopo e Marziale
li lodò chiamandoli Vertragi ed affermando che erano tanto dediti al padrone da
cacciare solo per lui. Primo a lasciarne un
ritratto fu Mantegna poi Tiziano, Tiepolo ed
altri grandi maestri affascinati dall’aspetto
rude e dagli occhi così buoni e lucenti da
diventar magnetici. Chiamato dapprima
Griffone, poi bracco a pelo forte e bracco
spinone divenne addirittura due secoli fa
l’emblema della caccia italica ed autentica, fatta di passione e fatica. Il fascino viene dalla storia perché l’attualità non lo ha
mutato confermando quell’aspetto un po’
burbero, certamente rustico al confronto
di ausiliari di altre razze non italiche che
paion leziosi. Nel regno dei cani da caccia
– e furono in molti autori fra cui il grande
Ferdinando Delor, Augusto Noghera e l’eccelso Piero Pieroni ad affermarlo - era ed
è un superlativo capace di specializzarsi su
ogni selvatico. E non fu per caso che alcuni
cinofili egregi autorevoli membri del Club
del Beccaccino, quando fecero ritrarre dal
pittore Cerruti La Madonna del Beccaccino
per donarla ad una chiesa sacra al sodalizio, vollero vi fosse ai piedi di Maria una
cesta con alcuni cuccioli fra cui uno spinone bianco. Nel 1939 Solaro ne delineò lo
standard completato poi cinque anni dopo.
Le sue azioni di caccia sono improntate alla
calma, alla prudenza completata dalla decisione. “E’- scrive Luca Massimino - un
cane da caccia che si esalta in particolari
condizioni di rusticità e difficoltà al servizio
del cacciatore”. Il mantello è caratterizzato da pelo lungo da 4 a 6 cm sul tronco,
più corto nelle altre parti e di colore bianco
puro punteggiato o con macchie arancio o
marrone, roano o roano marrone. La pelle
ben aderente, dev’essere grossa e secca.
Gli occhi che calamitano gli sguardi sono
grandi, espressivi, ben distanziati con colore dell’iride ocra e tonalità in armonia con
le tinte del mantello.
IN MANY CENTURIES
JUST PRAISE
The eyes give away its nature and helper
merits so precious as to exchange its shadow
with that of man even some 500 years BC.
Many have written about the Spinone and
judgement was always enthusiastic without
exception. Senofonte started and Grazio
Falisco agreed with him four centuries after,
then Marziale praised the dogs called them
Vertragi, saying they were so devoted to their
master they hunted only for him. The first artist
to paint him was Mantenga, then Tiziano,
Tiepolo and other great masters fascinated
by the rustic appearance and eyes so friendly
and shiny so as to become magnetic. First it
was called Griffone, then Bracco a pelo forte
(coarse-haired) and Bracco Spinone, two
centuries later is even became the emblem
of authentic Italian hunting, consisting of
passion and hard effort. The fascination
came from history as current events have not
altered it, thus confirming that slightly rough
aspect, certainly unpolished when compared
to helper dogs of other non Italian breeds
which appear affected. In the kingdom
of hunting dogs - and they were many
authors including the great Ferdinando
Delor, Augusto Noghera and outstanding
Piero Pieroni to confirm it - it was and is
outstanding, capable of specializing itself
in each type of wild game. It was not by
chance that some authoritative dog fanciers,
members of the Club del Beccaccino, when
they asked the artist Cerruti to portray the
Madonna of Beccaccino to donate the
picture to a church special to club members,
they wanted a basket of puppies (which
included a white Spinone), to be painted in a
basket at Mary’s feet. It 1939 Solaro defined
the standard completed some 5 years later.
Its hunting actions have the look of calm
and caution completed by determination.
“It is- so writes Luca Massimino - a hunting
dog which excels in certain conditions of
roughness and difficulties at the hunter’s
service”. The coat is with hair from 4 to 6
cm on the trunk, shorter in the other parts,
of pure white or else speckled or with orange
or brown or roan or roan brown. The close
fitting skin should be thick and lean. The eyes
which attract the looks are large, expressive
and set apart, with iris of ochre colour whose
shade tones in with the colour of the coat.
CLUB ITALIANO SPINONI
VIA CAVOUR 15 - 21100 VARESE (VA)
LAGOTTO ROMAGNOLO
ROMAGNA WATER DOG
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 8: MASCHI CM. 43-48 (IDEALE CM. 46); FEMMINE CM. 41-46
(IDEALE CM. 43). TOLLERANZA DI PIÙ O MENO CM.1
MASCHI KG. 13-16; FEMMINE KG. 11-14
CANI DA RIPORTO - CANI DA CERCA - CANI D’ACQUA
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 43-48 CM. (IDEAL 46 CM.); FEMALE 41-46 CM.
(IDEAL 43 CM). TOLERANCE ± 1 CM.
WEIGHT: MALE 13-16 KG; FEMALE 11-14 KG.
GROUP 8: RETRIEVERS - FLUSHING DOGS - WATER DOGS
IL “CACCIATORE” DI TARTUFI
L’unico, fra gli esemplari delle tante razze
riconosciute, a saper trovare l’oro della terra, il tartufo, cogliendone la magica emanazione.
E dire che ebbe origine e ottenne lodi come
cane da acqua, capace di raggiungere la
selvaggina colpita e riportarla alla barca,
nuotando persino in stagni parzialmente
ghiacciati, in cui si era lanciato per il recupero.
Ha il carattere sobrio dei campagnoli autentici e le forme tipiche di un cane che
giunge dal passato ma che continua a far
della conquista dell’attualità - con sempre
nuovi ammiratori - un successo.
Complice il carattere allegro, coinvolgente,
l’aspetto davvero gradevole con tutti quei
riccioli che paiono appiccicati l’uno accanto all’altro, l’occhio vigile e la disponibilità
totale verso le persone che ama. Il colore del mantello, bianco sporco, bianco a
macchie marroni o arancio, roano marrone, marrone unicolore o arancio unicolore
lo rendono comunque unico.
Le sue origini risalgono agli Etruschi e nella necropoli di Spina, nei pressi di Ferrara, furono ritrovate alcune immagini che
ricordano proprio il lagotto, simile a quello
accanto a cui si fece ritrarre un Gonzaga
di Mantova. Il nome, lagotto appunto, un
tempo indicava gli abitanti o comunque i
“coltivatori” delle valli da pesca o degli impianti per caccia agli acquatici nell’Emilia
Romagna.
Le bonifiche ridussero la caccia e cancellarono il lavoro a molti accompagnatori nelle valli e così il lagotto trovò una seconda
coinvolgente “occupazione” come cane da
tartufi anche in questo meritando la lode.
Verso la metà degli anni Settanta rischiava di scomparire nella sua tipicità ed un
gruppo di appassionati si dedicarono al
recupero della razza, alla salvaguardia ed
allo sviluppo: obiettivi in breve tempo pienamente raggiunti. Lo standard elaborato
dal dottor Antonio Morsiani fu approvato
dall’ENCI nel 1992.
THE TRUFFLE “HUNTER”
The only one among the many recognized
breeds which knows how to find gold in
the earth, i.e. truffles, reaping its magical
emergence.
And to think that it originated and won
praise as a water dog, able to reach the
shot game and bring it back to the boat,
swimming even in partly frozen pools into
which it dived to retrieve the prey.
As with genuine companions it has a sober
character and the typical forms of a dog
stemming from the past but one which still
continues to win over more and more new
admirers.
This is thanks to its cheerful and excitable
character, also the highly attractive
appearance with all those curls which seem
to nestle one into the other, the keen ears
and total attachment to persons loving the
Lagotto.
Coat colours are off-white, white with
brown or orange patches, brown roan,
all-brown or all-orange, which have made
the dog unique. Its origins go back to the
Etruscans and in the necropolis of Spina,
near Ferrara, certain images have been
found recollecting the Lagotto, similar to the
one depicting a member of the Gonzaga
family of Mantua.
The very name, Lagotto, once indicated the
inhabitants or at least the “farmers” of the
fishing valleys or aquatic hunting facilities in
Emilia Romagna.
The drainage reduced the hunting and
wiped out the work for many accompanier
dogs in the valleys and so the Lagotto found
a second thrilling “job” as a truffle dog
deserving praise also in this case.
During the mid 1970s the dog risked
extinction as type and a group of enthusiasts
devoted themselves to retrieving, rescuing
and developing the breed: these objectives
were fully reached in just a short time.
The standard, drawn up by Dr. Antonio
Morsiani, was approved by ENCI in 1992.
CLUB ITALIANO LAGOTTO
VIA PIGNO 16/18 - 48010 BAGNARA DI ROMAGNA (RA)
BOLOGNESE
bolognese
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 9: MASCHIO CM. 27-30; FEMMINA CM. 25-28
KG. 2,5-4
CANI DA COMPAGNIA
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 27-30 CM.; FEMALE 25-28 CM.
WEIGHT: 2.5-4 KG.
GROUP 9: COMPANION AND TOY DOGS
LUNGO LA STORIA.
CON LEGGIADRIA
Bianco come la neve bianca, sembra un
piumino sospinto dal vento tant’è aggraziata e lieve l’andatura che ne fa un aristocratico delle razze da compagnia. Un tempo
prediletto da sovrani, imperatrici ed artisti,
era il preferito dalla Marchesa di Pampadour (1721-1764) che ne pretendeva sempre alcuni con sé, da Caterina di Russia
(1729-1796) e da altre dame coronate, ultima in ordine di tempo la principessa Josè
del Belgio che ne ricevette un esemplare
quale dono di fidanzamento dall’allora
principe ereditario Umberto II di Savoia.
Il duca d’Este ne fece recapitare due esemplari a re Filippo II che gli scrisse definendoli “quanto più di regale si potesse offrire
in dono ad un imperatore” e Cosimo de’
Medici (1389-1464) regalò otto cuccioli
ad altrettanti maggiorenti di Bruxelles ricevendo da ciascuno attestati di gratitudine.
Nel lungo elenco di chi lo preferì ci sono
anche numerosi artisti fra cui Pietro Breughel il Vecchio che volle immortalarlo in
“La parabola dei ciechi” (Museo nazionale
di Napoli).
Lentamente però la razza decadde rischiando l’estinzione da cui la sottrassero alcuni
appassionati e l’impegno dell’ENCI. Il carattere è di un autentico protagonista nella
vita di casa: pretende un suo spazio ma
anche attenzioni continue da chi, nella famiglia sceglie suo preferito, dimostrando in
questo l’egoismo dei “piccoli” che riescono a far della leggiadria dell’aspetto una
micidiale arma per conquistare simpatie e
privilegi. Comunque è gaio, affettuoso, allegro e sa conquistarsi subito la simpatia di
chi lo avvicina.
Lo standard fu approvato nel 1929 e da
allora non ha subito modifiche. Il pelo verso cui gli allevatori continuano ad avere
particolare attenzione – dev’essere denso,
lungo, molto fitto, distaccato dal corpo. Al
tatto è morbido e forte.
Un mantello come standard impone
dev’essere lungo, increspato con minuscole e strette ondulazioni serrate fra loro,
compatto, fitto. Gli occhi sono grandi con
margini palpebrali neri e l’iride ocra.
THROUGH HISTORY.
WITH GRACEFULNESS
White as snow, the Bolognese is like down
feather driven by the wind as it is so graceful
and light in movement thus making it an
aristocratic in the companion breeds. In
the past favoured by kings, emperors and
artists, it was a specially loved pet of the
Marquess of Pampadour (1721-1764)
who always wanted some with her, as well
as Catherine of Russia (1729-1796) and
certain other royal ladies, with the last in
order of time Princess Josè of Belgium who
was given one as an engagement gift by the
then hereditary prince Umberto II of Savoy.
The Duke of Este sent two specimens to
King Phillip II who wrote to him describing
them “the best possible present that could
be offered as gift to an emperor” and
Cosimo de’ Medici (1389-1464) presented
8 puppies to the same number of notables
of Brussels receiving from each of them
letters of gratitude. The long list of persons
admiring the dog also includes artists such
as Pietro Breughel il Vecchio who wished to
immortalize it in “La parabola dei ciechi”
(National Museum of Naples).
However the breed started to decline
gradually risking extinction from which it
was rescued by a few enthusiasts and the
commitment by ENCI. Its character is that
of an authentic protagonist in domestic life:
it wants its own space but also continuous
attention from the family member making
it their pet, thus showing the selfishness of
“the little ones” who know how to turn their
graceful aspect into a deadly weapon to
gain sympathy and privileges. In all cases it
is lively, affectionate and cheerful; it knows
how to immediately win the sympathy of
persons approaching it.
The standard received approval in 1929
and since then has not undergone
amendments. The hair – to which breeders
continue to pay special attention – should
be well tufted, long, very thick, not lying flat
on the body, soft and strong to touch.
The coat, as prescribed by the standard,
should be long, wavy with small and tight
close clinging curls, compact and thick. The
eyes are large with black eyelid rims and
ochre coloured iris.
ENCI
VIALE CORSICA 20 - 20137 MILANO (MI)
MALTESE
MALTESE
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 9: MASCHI CM. 21-25; FEMMINE CM. 20-23
MASCHI E FEMMINE KG. 3-4
CANI DA COMPAGNIA
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE 21-25 CM; FEMALE 20-23 CM.
WEIGHT: MALE AND FEMALE 3-4 KG.
GROUP 9: COMPANION AND TOY DOGS
TANTO BELLO
DA SEMBRAR MAGICO
E’ il cane dei grandi amori e di subitanei
entusiasmi ed in tanti secoli non è mai
precipitato in quell’aurea mediocrità di
un apprezzamento generico. L’attualità lo
conferma, la sua storia ne fa fede con una
costanza che somiglia al blasone meritato
per sempre dal grande Aristotele che lo citò
nelle sue opere e la definizione di Marziale
di essere “più puro del bacio di una colomba” non desta stupore ma semmai condivisione.
Ai riconoscimenti di scrittori e scienziati non
poteva non aggiungersi anche quello, non
meno autorevole, degli artisti, complici le
sembianze davvero suggestive. Famosi i
pittori che vollero ritrarlo assieme ai grandi suoi ammiratori, da Pollaiolo a Tiziano,
Veronese e tanti altri fra cui molti non della
Penisola.
Nonostante i lusinghieri giudizi unanimi però rischiava di rimaner senza patria
come un apolide di lusso e finire nel limbo
di quei cani che pur avendo raggiunto una
diffusa notorietà per forme, carattere od altre prerogative non furono mai incoronati
da uno standard.
Il 20 e 21 settembre 1954 ad Interlaken
in Svizzera, durante i lavori dell’assemblea
generale della FCI, il Maltese conquistò
- per meriti e riferimenti – la cittadinanza
italiana ed il professor Giuseppe Solaro
ne elaborò un anno dopo lo standard che
venne riconosciuto ufficialmente dalla FCI
nel 1963. Fra chi lo alleva o lo giudica o
ne è proprietario trovi autentici entusiasti
pronti a condividere il giudizio di Bianca
Tamagnone: “Considerato suggestivo, è
apprezzato anche per la sua indole vivace,
dolce e spensierata perché ha bellezza e
grazia, eleganza e fascino, ha sostanza e
temperamento, carattere, allegria, magia,
fedeltà ed amore”.
Il pelo, dal muso alla coda, dev’essere
molto lungo, di consistenza setacea, disteso, aderente al corpo, mai lanoso od opaco. Non leggerezza né sofficità quindi ma
una fascinosa massa di pelo lucente che
cade ed avvolge il corpo senza nasconderne le forme. Occhi grandi più di quanto
si potrebbe supporre rispetto alla taglia,
espressivi, color ocra carico.
SO BEAUTIFUL
AS TO SEEM MAGIC
This is the dog of great loves and sudden
enthusiasm that has never fallen into that
happy mean of a general appreciation.
Current times confirm this while its history
proves it with a constancy similar to well
deserved perpetual emblem by the great
Aristotle who cites it in his works while the
definition given by Marziale of being “whiter
than the kiss of a dove” does not astonish,
rather it is shared.
In addition to the appreciations by writers
and scientists, surely no less authoritative
are those of artists thanks to the stunning
features of the Maltese. Several famous
painters wished to depict it together with its
great admirers, from Pollaiolo to Tiziano,
Veronese besides many others including
several outside Italy.
However despite the unanimous gratifying
appraisals the Maltese risked remaining
without a native country just like a luxury
displaced “subject” and finishing up in
the limbo of those dogs that although
achieving widespread popularity for forms,
character or other merits, they have never
been crowned by a standard.
During the proceedings of the Annual
General Meeting of the FCI on 20th
and 21st September 1954 in Interlaken
(Switzerland), the Maltese gained - by merits
and references – Italian citizenship and one
year later Prof. Giuseppe Solaro worked out
its standard which was recognized officially
by FCI in 1963. Among its breeders
or owners or judges there are genuine
enthusiasts ready to share the opinion of
Bianca Tamagnone: “Considered sug­
gestive, it is also appreciated for its lively,
gentle and carefree nature because it has
beauty and grace, elegance and charm, as
well as effect and temperament, character,
cheerfulness, magic, faithfulness and love”.
The coat, from muzzle to tail, should be very
long of silky texture, straight and clinging to
the body, never woolly or opaque; hence
not lightness or softness but an enchanting
mass of shiny hair falling and wrapping
round the body without concealing its
forms. Expressive eyes larger than expected,
of dark ochre colour.
ENCI
VIALE CORSICA 20 - 20137 MILANO (MI)
PICCOLO LEVRIERO ITALIANO
Italian Greyhound
ALTEZZA AL GARRESE: PESO: GRUPPO 10: MASCHI E FEMMINE CM. 32-38
MASCHI E FEMMINE MASSIMO 5 KG.
LEVRIERI
HEIGHT AT THE WITHERS: MALE AND FEMALE 32-38 CM.
WEIGHT: MALE AND FEMALE MAX. 5 KG.
GROUP 10: SIGHTHOUNDS
COME UNA SCULTURA
DI CRISTALLO
LIKE A GLASS SCULPTURE
La patria gli fu - ed un po’ ancora lo è - ingrata perché è più popolare all’estero che
nella Penisola. Colpa di quel luogo comune
che lo vorrebbe cane da grembo, grazioso
ma tremante e delicatissimo capace solo di
passare dal divano alla poltrona. O viceversa. Silenzioso e da ammirare come una statua d’autore, più fragile di un’esile scultura
di cristallo. Fu nei secoli il prediletto da nobili e dominatori fra cui l’imperatore Federico
III e Federico il Grande che ne faceva custodire nei suoi canili oltre cinquanta, utilizzandoli per compagnia od inseguir le lepri.
Poi un lento declino, sia perché la razza era
confinata fra una nobiltà sempre meno numerosa e più propensa alla mondanità che
alla zoofilia, sia per la consanguineità che
ne fece temere l’estinzione. Sarebbe accaduto se alcuni lungimiranti cinofili divenuti
personaggi storici nel lungo e non facile
cammino della cinofilia, non si fossero impegnati per salvarlo ridandogli la dignità di
un’esistenza che non fosse solo ripiegata su
un estetismo fine a se stesso e quindi inesorabilmente condannato a far estinguere
chi ne era il portatore. Maria Luisa Incontri
della Stufa, fondatrice del Club che tutela la
razza, la marchesa Montecuccoli degli Erri,
Aldo Cerletti, Agnese Spaziani, Alberto Lamperti, Angelo Anselmi ed il marchese Piero
Renai della Rena gentiluomo autentico ed
esperto giudice di sicuro affidamento, si accollarono un compito difficile. E riuscirono a
condurre a termine con successo un’opera
di salvezza più che di salvaguardia che molti
ritenevano impossibile. Il “piccolo“ levriero
cominciò a risalire lentamente dalla china in
cui lo stava precipitando anno dopo anno
la parabola delle sue iscrizioni al Libro genealogico ENCI e tanti luoghi comuni che
lo stavano perseguitando. E ritrovò anche il
suo carattere splendido, capace di manifestare al padrone e solo a lui tutto il suo affetto di sodale discreto e silenzioso, persino
nelle manifestazioni di gioia. Proprio come
si conviene ad un aristocratico autentico.
L’abito lo qualifica subito nobile: è essenziale, ha colori pastello inusuali. Pelo fine,
raso, privo di qualsiasi frangiatura. Unicolore grigio nero, ardesia, isabella in tutte le
gradazioni. Il bianco è tollerato solo su petto
e piedi.
Its native country was – and still is to a certain
extent – ungrateful to it as it is more popular
abroad than in Italy. Perhaps fault of that
common-placed opinion which would have it
as a dog to sit on the lap: lovely but quivering
and very delicate capable of passing from the
divan to the armchair or vice versa; silent and
to be admired just like a classical statue, more
fragile than a slender crystal glass sculpture.
Throughout the centuries it was favourite of
nobles and rulers including Emperor Frederick
III and Frederick the Great who kept over fifty
in his kennels using it as companion or for
hunting hares. Then followed a slow decline
because the breed was confined to an ever
shrinking nobility more concerned with society
life than love of animals; also because of the
consanguinity which threatened its extinction.
This would have happened unless a few farsighted dog lovers who became memorable
personalities in the long and far from easy
route of cynophilia, had not dedicated
themselves to saving the Piccolo Levreira thus
giving it back the dignity of an existence not
only concerned with the aesthetic aspect,
otherwise it would have inevitably condemned
to extinction as it would no longer be kept
by anyone. Maria Luisa Incontri della Stufa,
founder of the Club protecting the breed,
Marquess Montecuccoli degli Erri, Aldo
Cerletti, Agnese Spaziani, Alberto Lamperti,
Angelo Anselmi and Marquis Piero Renai
della Rena, a real gentleman and highly
reliable export judge, took on a difficult task.
They were able to successfully conclude
a rescue work something more than that
of safeguarding, considered by many as
impossible. The “small“ Levriero gradually
began to rise from the decline into which it
was falling year after year: the rise and fall
of its applications to the ENCI Genealogical
Register and many other communal places
persecuting it. It also rediscovered its splendid
character, capable of showing to its master
and him alone, all its discreet and silent
affection of a companion, even in the displays
of joy, as befits an authentic aristocratic.
The coat immediately ennobles the dog: it
is essential, having unusual pastel colours.
Fine short hair, with no fringes. All-grey or
black, slate, isabella in all the shades, white is
tolerated only on the chests and feet.
CIRCOLO DEL PICCOLO LEVRIERO ITALIANO
VIA COSTANTINO MORIN 45 - 00195 ROMA
Milano Expo 2015
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italian breeds - World Dog Show 2015