CAPITOLO 2
Opere d’arte della Parrocchia
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Opere d_arte della Parrocchia
1. La statua dell'Immacolata
Per la storia della statua si legge ancora nell'Albo d'oro di Maria
SS. Immacolata:
La statua dell'Immacolata che in essa (nella Chiesa) si venera è pregevole
lavoro in legno pioppo siciliano unico tronco eseguito dal rinomato
scultore Antonio Saccà29 da Messina e fu donata per un singolare evento
verificatosi verso l'anno 1880 […].
Da allora la statua è stata oggetto di particolare devozione anche da parte
delle popolazioni vicine, specialmente l'otto dicembre.
Verso il 1910 la preziosa statua fu soggetta a dei ritocchi che ne alterarono
la primitiva bellezza, mediante sovrapposizioni di colore e rifacimenti di
mani inesperte. In conseguenza di ciò, la statua perdette le sue attrattive,
affievolendosi così il trasporto dei fedeli verso la sacra immagine, non
rispondente più all'intimo sentimento religioso, per cui successivamente si
venne nella determinazione di acquistare una nuova statua, in sostituzione
dell'antica.
Nel 1937 il nuovo Arciprete Parroco Don Antonino Catalano ebbe modo di
constatare come un gruppo di fedeli tra i più anziani nutriva ancora un
particolare attaccamento all'antico simulacro, anche perché il nuovo non
soddisfaceva il gusto e la pietà dei devoti. Decise, quindi, di ripristinare
l'antica statua per ridonarle la originaria bellezza, e con lettera ai parrocchiani
nella Pasqua 1942 - imperversando la seconda guerra mondiale - lanciò
l'iniziativa di decorare la nuova Cappella, costruita precedentemente su
progetto dell'ing. Salvatore Vicari da Acireale, per collocarvi la statua
dell'Immacolata riportata all'antico splendore dallo scultore Giovanni
Micalizzi di Acireale. Il restauro fu opera paziente e impegnativa dell'artista
Prof. Francesco Patanè da Acireale per il volto, e, per la parte restante, del
decoratore Filippo Marsiglione da Catania, il quale riuscì a scoprire motivi
decorativi rinascimentali di alto valore artistico30
Lo stellario in argento è stato donato dalla Gioventù Femminile di Azione
Cattolica, nell'Anno santo 1950.
29
30
L'arciprete Catalano ha aggiunto a matita anche il nome di Francesco Lo Turco.
Cfr APIF, Albo d'oro di Maria SS. Immacolata, I (1940-2000) pp. 4-9.
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Il 3 giugno 1950, mons. Salvatore Russo, vescovo di Acireale,
incoronò il simulacro con una preziosa corona in argento dorato.
Leggiamo ancora nell'Albo d'oro di Maria SS. Immacolata:
L‘artistica e preziosa Corona in argento dorato è opera geniale di artisti
siciliani, frutto dell'amore materiato di donazioni, di spoliazioni, di rinunzie
di anime generose, ma in massima parte dono del popolo tutto che offrì con
entusiasmo e con amore, dal più ricco al più povero, ciascuno secondo le
proprie possibilità.
La Corona è un ricco e armonioso lavoro di bulino e di cesello, con 315
perle spagnole, 4 diamantini incastonati in oro bianco, due fini madreperle
circondate di rosette e un purissimo Brillante di un carato e settantacinque
grani31
31
Ibidem, p. 26. Si conservano in archivio le foto dell'opera trafugata sacrilegamente nel 1991.
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S
2. Il fercolo di S. Antonio
crive l'arciprete Antonino Catalano nell'Albo d'oro della Parrocchia
Maria SS. Immacolata:
Il fercolo è una delle tante ardue imprese che Fiumefreddo ha affrontato superandola a
sorpresa.
Per inquadrarla nelle sue dimensioni, è necessaria la seguente premessa: Lo scrivente,
Arciprete Catalano, trovavasi a Fiumefreddo, quale parroco in questa Parrocchia, da pochi
mesi, quando un gruppo di uomini con a capo i signori: Cristaldi Isidoro, Maimone
Carmelo, Nicotra Conti Salvatore, Nicotra Angelo, volendo fare cosa gradita al nuovo
Arciprete, espressero il desiderio, in nome della Cittadinanza, di volere celebrare con
solennità la festa esterna di S. Antonio di Padova.
L'Arciprete di già sapeva che, prima del suo arrivo, si era celebrata la festa di S. Sebastiano,
portandolo in processione su un camion ornato alla meglio di palme e drappi, disse
chiaramente che ben volentieri ne approvava e ne incoraggiava l'iniziativa, ma ad una sola
condizione: portare i santi in processione su di un fercolo e un fercolo tra i più belli della
Diocesi.
La proposta fu accolta, ci si riunì a più riprese, si andò a vederne alcuni: quello di S. Venera e di S.
Sebastiano ad Acireale, Giarre, Aci Sant'Antonio, Aci Bonaccorsi, Viagrande, Riposto,
Acicastello, Graniti di Messina.
Si stabilì senz'altro di mettersi in moto incondizionatamente per avere un fercolo che fosse
artisticamente bello come un altare.
Se ne diede incarico di progettarlo al Prof. Francesco Patanè d'intesa con bravi scultori in
legno: Pistorio Alfio e Consoli Rosario di Acireale, interpellando anche artisti rinomati come
il celebre Giacomo Della Giustina di Firenze che aveva scolpito la stanza da pranzo
nel palazzo di Calanna ad Acireale , dichiarato dalle Belle Arti monumento nazionale 32
Nel giugno 1938 il fercolo venne accolto solennemente a Fiumefreddo. Si
legge nella Cronaca Parrocchiale:
Giugno: Tredicina di S. Antonio. Ultima domenica di giugno arrivo del Fercolo costruito in
cambio di una festa a suon di banda e rumor di bombe.
Il fercolo è un vero gioiello di armonia, di arte33
In archivio sono conservate le foto dell'ingresso del fercolo a Fiumefreddo,
con la data 12.06.1938, la lettera autografa di Giacomo Della Giustina
e la lettera e il resoconto che l'arciprete Catalano pubblicò il 16 ottobre 1938 34
32
33
34
Cfr APIF, Albo d'oro della Parrocchia Maria SS. Immacolata pp. 22-23.
Cfr APIF, Cronaca Parrocchiale I (1930-1978) p. 49.
Documento VII, pp. 125-126.
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I pannelli dello scultore Giacomo Della Giustina raffigurano sei noti episodi della
vita di S. Antonio:
-La tentazione di S. Antonio.
-S. Antonio riceve l'abito religioso.
-S. Antonio predica a vescovi, preti e laici.
-S. Antonio partecipa in visione alla S. Messa.
-S. Antonio comanda ad un mulo di prostrarsi davanti al Santissimo.
-S. Antonio morente viene trasportato su di un carro di buoi.
L'opera venne restaurata della ditta Leonardo Torrisi nel 1987.
Ingresso del fercolo di S. Antonio a Ponteforche (1938)
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3. La corona del rosario e la stella dei “misteri della luce”
La devozione all'Immacolata, incrementata dalle celebrazioni centenarie
del dogma (1954) e delle apparizioni a Lourdes (1958), portò alla celebrazione
della Peregrinatio Mariae in diocesi.
L'esaltante esperienza del 1958 suscitò l'idea di realizzare una preziosa
corona del rosario, in ricordo dell'impegno assunto dai fedeli di recitare ogni
giorno la tradizionale preghiera mariana.
Una coroncina in plastica35 , che in modo originale riproduceva i quindici
misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, con tre misteri in ogni grano del Padre nostro,
suggerì l'idea di realizzarne una simile, ma preziosa e artistica, che venne eseguita
nel 1962.
Si legge nell'Albo d'oro Maria SS. Immacolata:
L'opera realizzata risultò veramente stupenda e di notevole pregio, sia per la bellezza
armoniosa nel suo complesso e sia per l'accurata e pregevole esecuzione in ogni dettaglio.
35
La coroncina in plastica, che ha suggerito la realizzazione dell'artistica corona, è stata donata da Carmelina
Impalà alla parrocchia e viene conservata come testimonianza storica.
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La preziosa Corona del Rosario risultò una vera opera d'arte, che nei dettagli può così
descriversi:
-Peso complessivo della Corona = grammi 350.
-Lunghezza della Corona (circonferenza + appendice) = metri 2,05.
-Le maglie della catena del Rosario (filo reggitore con coppiglie contenenti i grani delle
“Ave Maria”) sono in filo di oro, con inseriti n. 26 coralli puri (lavoro della Ditta Ponte
Vecchio di Firenze).
-I grani delle “Ave Maria” sono in vetro di Murano sfaccettato (lavoro eseguito
direttamente a Murano).
-I 15 Misteri ed i 3 Gloria sono riprodotti in artistici cammei su fondo rosa, raggruppati a
tre a tre su sei grani grossi, e portano incisi sulle fascettine laterali in oro i nomi dei
Quartieri donatori:
1. Via Umberto - Rossi Cardillo - Torrerossa
2.Via S. Vincenzo - Via Stazione - Via Princ. Piemonte
3. Ponteboria - Scuole -Vico Carrettieri
4. Feudogrande sotto - Vico Nicotra - Fossanoce
5. Feudogrande sopra -Via Roma - Diana
6. Ponte Forche - Gina Amantia - Gona
(lavoro eseguito dalla Ditta Ascione di Torre del Greco).
-La filigrana in oro (parimente eseguita dalla Ditta di Firenze - Ponte Vecchio).
-Il medaglione centrale (“crociera”) è in oro massiccio con stemma del Comune, portante
la dicitura: Fiumefreddo alla sua Celeste Regina - Data 3/5/1960 e sul retro un grande
cammeo su fondo rosa riproducente esattamente la nostra Immacolata e circondato da
scardine di brillanti (lavoro eseguito dall'incisore La Piana di Catania).
Croce e Crocifisso sono anch'essi realizzati in oro massiccio con fondo filigranato
(incisore La Piana di Catania).
Realizzata l'opera, veramente d'arte e preziosa, sorse il desiderio di far benedire la Corona
dal Papa Giovanni XXIII e le non poche difficoltà furono superate anche con l'intercessione
del Card. Cento (ex Vescovo di Acireale), dopo un primo diniego del Sostituto Segretario di
Stato Mons. Dell'Acqua, che però non aveva visto la Corona bella! e con visibile
compiacimento la benedisse in data 18 agosto 1962 e contemporaneamente appose il Suo
prezioso autografo sulla lettera di accompagnamento con l'istanza della benedizione,
raccomandata dal
Card. Cento 36
La Corona del S. Rosario venne posta nelle mani dell'Immacolata nello stesso anno 1962,
durante i solenni festeggiamenti dell'8 dicembre, fra l'entusiasmo e giubilo dei fedeli37
Dopo quarant'anni, Giovanni Paolo II pubblica la lettera apostolica Rosarium
Virginis Mariae e promulga l'Anno del Rosario (2002 ottobre 2003), invitando i
fedeli a comprendere il significato teologico e spirituale di questa popolare pratica
di devozione.
36
37
Il prezioso autografo del beato Giovanni XXIII, apposto nella lettera dell'arciprete Catalano con la
raccomandazione del card. Cento, è messa in mostra nel pilastro destro all'ingresso della cappella
dell'Immacolata.
Cfr APIF, Cronaca Parrocchiale I (1930-1978) pp. 163-166.
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Nella novena dell'Immacolata del 2002 la lettera del papa è stata presentata
ai fedeli e la Cronaca Parrocchiale annota:
Oggi 29 novembre 2002 venerdì s'inizia la novena dell'Immacolata dedicata alla riscoperta del
S. Rosario secondo le indicazioni della Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae” del papa
Giovanni Paolo II.
La predicazione sarà tenuta dallo stesso parroco P. Giambattista che per l'occasione fornisce
i fedeli di una copia della Lettera Apostolica del papa e un foglietto con i nuovi
misteri del Rosario (i misteri della luce) che il papa ha aggiunto ai quindici tradizionali . 38
Durante la novena è stata data ai fedeli la possibilità di ammirare l'artistica
corona nei suoi particolari; nasce così l'idea d'integrare il rosario del 1962 con una
stella d'oro che rappresenti i “misteri della luce”.
Il nostro concittadino fr. Rosario Patanè delle Scuole Cristiane, impegnato
nell'apostolato a S. Maria Capua Vetere, dà la possibilità di contattare la rinomata
ditta Ascione di Torre del Greco che realizzò la corona nel 1962, la quale accoglie
volentieri la richiesta di completare l'opera con lo stesso stile e gli stessi elementi
artistici della precedente, creando una stella d’oro con cinque cammei raffiguranti i
misteri della luce decorati con coralli.
Il 27 aprile 2003, al termine della celebrazione eucaristica domenicale, viene
distribuita la seguente lettera in preparazione del mese di maggio:
Carissimi Fedeli, quarant'anni fa nel 1962 la nostra Comunità, con la partecipazione dei quartieri e
delle vie della Parrocchia e con la guida sapiente dell'arciprete mons. Antonino Catalano,
ha donato all'Immacolata un'artistica e originale Corona del Rosario con crocifisso e
maglia d'oro, con 50 grani dell'Ave Maria in vetro di Murano e con 5 grani del
Padre nostro in oro filigranata, in cui sono incastonati 15 cammei raffiguranti i 15 misteri
tradizionali del Rosario realizzati dalla Ditta Ascione di Torre del Greco.
In questo anno 2003, proclamato da Giovanni Paolo II Anno del Rosario, è opportuno
e significativo completare quella Corona con i nuovi cinque misteri della Luce
voluti dal S. Padre.
Già da gennaio ho contattato la stessa Ditta Ascione. Essa così ha elaborato un progetto e
presentato un preventivo che sottopongo a Voi in questo mese di Maggio e che potete
vedere esposto in Chiesa.
Si tratta di una croce in oro laminato decorato a cordelle e granulazione in stile _etrusco_
con raggiera alternata di elementi larghi a sezione triangolare e più sottili a sezione circolare,
su cui saranno applicati: al centro un cammeo con il volto del Cristo Redentore e attorno i
cinque cammei raffiguranti i cinque misteri della luce:
1. Il Battesimo di Gesù al Giordano.
2. Il miracolo delle nozze di Cana.
3. L'annuncio del Regno di Dio.
4. La trasfigurazione del Signore.
5. L'istituzione dell'Eucaristia.
38
Cfr APIF, Cronaca Parrocchiale V (2000-2003) p. 98.
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Il tutto sarà uniformato alla Corona già in possesso dell'Immacolata. Il
costo previsto è di circa 7.500 Euro.
È mio desiderio porre questo dono nelle mani dell'Immacolata in occasione della Festa
estiva dell'ultima domenica di Luglio p. v.
È aperta una libera sottoscrizione, ma soprattutto s'invitano i quartieri e i settori della
parrocchia a prendere parte alla spesa perché sia espressione della nostra fede comunitaria e
della nostra devozione sincera alla Vergine Maria.
Invito i fedeli e in particolare le famiglie, soprattutto in questo mese di maggio, a onorare la
Vergine santissima con la preghiera del S. Rosario invocando, com'è desiderio del Papa, il
dono della pace e dell'unità della famiglia.
Il Signore Risorto doni a tutti noi grazia e gioia. Il
vostro Parroco P. Giambattista Rapisarda
Mercoledì 23 luglio 2003, il parroco sac. Giambattista Rapisarda e il vicario
parrocchiale sac. Alberto Nicita partecipano a Castelgandolfo all'udienza generale
del santo Padre Giovanni Paolo II, accompagnati dal nunzio apostolico in Italia,
l'arcivescovo mons. Paolo Romeo, originario della nostra diocesi.
Al termine dell'udienza la stella d'oro con i “misteri della luce” viene
presentata a Giovanni Paolo II, il quale la guarda, accenna un bacio e la benedice.
Domenica 27 luglio, ventiseiesimo della dedicazione della chiesa, il nunzio
apostolico mons. Romeo celebra il solenne pontificale e mette nelle mani
dell'Immacolata la preziosa stella benedetta dal santo Padre, come dono filiale
della comunità parrocchiale.
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Opere d’arte della Parrocchia
4. La tela della Madonna delle Grazie
La chiesa Maria SS. delle Grazie, nel quartiere Ponteboria,
necessitava di un quadro o di una statua per la venerazione dei fedeli.
L'arciprete Catalano ebbe l’occasione di acquistare dall'antiquario
Basile di Palermo, in un'originale cornice d'epoca, una tela della Madonna
delle Grazie, attribuita al pittore Carlo Maratta 39.
Si legge nel biglietto manoscritto dell'antiquario della Maison d'Antiquités et
beaux Arts, via Vittorio Emanuele 376 di Palermo:
Carlo Maratta - Fu a Roma 1636 (sic!) si affermò nella scuola di Andrea Sacchi. Copiò
molte opere di Raffaello e del Caracci. Fu ai servigi del Cardinale Albrisi (?). Egli dipinse
con successo le immagini della Vergine. Fu anche pittore favorito di molti papi. Morì nel
1661 (sic!).
L'artistico quadro, il 2 luglio 1955, venne portato in processione a
Ponteboria e collocato nella chiesa Maria SS. delle Grazie per la venerazione
dei fedeli40
39
40
Per le vicende dell'acquisto dell'opera cfr APIF, Cronaca Parrocchiale, I (1930-1978) pp. 137-138.
Ibidem, pp. 140-141.
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5. La statua della Madonna del Carmine
N ella chiesa dell'Immacolata è custodita una statua lignea della
Madonna del Carmine.
Nel retro della base si trova scritto:
- il nome e il cognome dello scultore - Francesco Lo Turco -;
- l'anno di realizzazione - fecit 1892 -;
- il nome e il cognome del donatore - Per devozione Isidoro Leotta .
È stata restaurata e decorata, nel 1980, da Alfio Pappalardo.
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capitolo 2 - Parrocchia Maria Santissima Immacolata Fiumefreddo di