Informazioni utili
Superficie: 8,44 kmq
Altezza slm: da 460 mt a 877 mt
Abitanti: 1708
Provincia: Lecco
CAP: 23886
Denominazione abitanti: Collesi
Patrono: S. Michele (festeggiato il 29 settembre)
NUMERI E LINK UTILI:
Parrocchia S. Michele Arcangelo: 039-9260291 Ufficio Turismo provinciale: 0341-295506
Municipio: 039-9260014
Guardia Forestale: 1515
Carabinieri di Merate: 039-9514000
www.comune.collebrianza.lc.it
Biblioteca: dispone di preziosi volumi
sulla storia della Brianza
CLIMA-TEMPERATURE MEDIE STAGIONALI:
Autunno: min + 2°, max + 10°
Inverno: min – 10°, max + 5°
Primavera: min + 4°, max + 17°
Estate: min + 10°, max + 32°
Questa guida è stata realizzata nel 2011 dalla
Amministrazione Comunale di Colle Brianza,
con l’intento di far apprezzare agli appassionati
di arte, cultura, sport, natura e gastronomia uno
fra i paesi più pittoreschi della Brianza lecchese.
L’accoglienza dei suoi abitanti e la bellezza del suo
territorio conquisteranno il cuore di chi la visita.
2
COME ARRIVARE A COLLE BRIANZA
Da Lecco: SS583 in direzione Milano, a Pescate girare a destra lungo
la SP60, a Galbiate girare a sinistra e continuare per la SP58
Da Como: Imboccare la SS342 in direzione Bergamo, a Rovagnate
girare a sinistra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP58 Da Bergamo: Imboccare la SS342 in direzione Como, a Rovagnate
girare a destra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP58
Da Milano: Tangenziale Est in direzione Usmate-Velate, proseguire
sulla SS342dir, all’altezza di Calco svoltare a sinistra lungo la SS342, a
Rovagnate girare a destra in direzione Santa Maria Hoé lungo la SP58
Con i mezzi pubblici: dalla stazione di Lecco bus D55 per Oggiono/
Annone; dalla stazione di Olgiate bus D84 per Ravellino.
3
Sommario
Storia
Gastronomia
6
Casa degli dei
e meta turistica
26
I sapori della
Brianza
8
Il paese
frazione
per frazione
29
Sulla tua
tavola...
Il Paese
12
Cartina, strade
e confini
14
Luoghi
d'interesse
Manifestazioni
30
Curiosità
Itinerari
4
Dodici mesi
di eventi
18
Sul tetto
della Brianza
32
Il Personaggio
20
Fra storia e fede
33
22
Sulla via della seta
34
Natura: gioco
e ricchezza
24
Fauna e flora
35
C'era una volta...
L'inno dei bambini
5
Colle Brianza: un nome che sembra già racchiudere l’importanza
stessa di questo antico borgo a metà fra il lago di Lecco e Milano.
Secondo la tradizione, infatti, sembra che lo stesso nome “brianza”
sia nato proprio qui, nel territorio di Colle, e si sia successivamente
allargato all’intera zona che oggi viene identificata come tale.
Per quanto concerne l’etimologia, infatti, il nome Brianza deriva
probabilmente dal termine celtico brig (colle, altura), che ancora si
mantiene col medesimo significato ancora oggi – per lo più nella
forma bricch – in molti dialetti settentrionali, tra cui il brianzolo.
Un paese suggestivo e affascinante, che conserva la bellezza
immutata dei secoli passati e che, forse per il fascino incontaminato
della natura che lo circonda, è stato fin dalla sua fondazione un luogo
di meditazione e di forte spiritualità.
Fin dall’epoca romana sembra infatti che sul territorio di Colle Brianza
fosse localizzato un tempio dedicato a Giove (da cui sembrerebbe
derivare il nome “Giovenzana”, una delle frazioni del paese) e uno
a Giano (sull’attuale Monte Genesio, che proprio dal dio bifronte
farebbe derivare il suo toponimo) e alcuni documenti medievali
attestano l’importanza della Chiesa di S. Vittore e delle altre tre chiese
allora presenti in paese. Oggi la forte spiritualità di Colle Brianza è
testimoniata dalle 11 chiese (moltissime, se si pensa alle dimensioni
del comune) e dalle numerose cappelle ed edicole che costellano
campi, case e vie.
Ma Colle non era solo un paese dedicato alla religione e alla
spiritualità: molti sono gli elementi che suggeriscono che qui passava
6
un’antica via di comunicazione, una strategica arteria che sembra
dovesse collegare le fortezze del Monte Barro con quella di Hoè e
che permetteva di evitare le pericolose zone paludose sottostanti.
Divenuto il crocevia tra importanti fortezze, il territorio di Colle
Brianza vide sorgere nel corso dei secoli diverse frazioni, luoghi di
commercio (Università del Monte) e di sosta, come Tegnone, Nava e
Cagliano. Proprio queste saranno i nuclei abitativi che daranno vita a
Colle Brianza, fondendosi nel 1927 in un unico comune.
Collocato in posizione elevata, adatta a controllare le zone sottostanti,
nel Medioevo lo stesso Colle divenne luogo di fortificazioni e, già dal
1200, sembra che la cima del Monte di Brianza venisse denominata
“Castellaccio”, a testimonianza della presenza di rocche e bastioni
nella zona. Probabili residui di sistemi di difesa, del resto, sono visibili
anche oggi, come la Tor di Bestetto e il complesso del Campanone.
Oggi Colle appare come un borgo tranquillo e accogliente, ideale per
passeggiate culturali e naturalistiche, un luogo perfetto per chi cerca
una pausa dalla routine quotidiana.
Moltissimi sono i percorsi naturalistici, tra antichi nuclei rurali, chiese
agresti, boschi e sentieri campestri, scorci magnifici come il monte
Crocione, vetta del territorio e meta preferenziale per i ciclisti.
Elementi di cultura romana e medievale, dalla toponomastica
all’architettura del paese, fanno di Colle un luogo unico, fra i più
suggestivi dell’intero territorio lecchese, incorniciato da boschi e
prati i cui colori sono imperdibili in ogni stagione dell’anno.
Fonti capitoli Storia e Paese: sito internet del Comune di Colle Brianza.
Storia
Casa degli dei e meta turistica
7
Composto da antichi e suggestivi nuclei rurali, le frazioni
possono essere considerate il vero cuore di Colle Brianza, a
cominciare da Bestetto, uno dei più antichi rioni del paese.
Già dal XII secolo si trovano testimonianze scritte della sua
esistenza e dal 1200 al 1300 vi è attestata la presenza di
una comunità di Umiliati.
Altrettanto interessante è la frazione Nava,
oggi sede del municipio, la cui origine discussa
e incerta si perde nel fascino dei secoli passati.
Nel Medioevo viene spesso confusa con il Monte
di Brianza e probabilmente deve la sua origine
alla strategica via di
comunicazione fra il
Monte Barro e Santa
Maria Hoè.
8
Ravellino, precedentemente nota
con il nome di Tegnone, è posta su
una strada di notevole interesse fin
dall’antichità e divenne, nel tempo,
un importantissimo centro di scambi,
commerci e sosta. La sua storia appare
certa a partire dal XIII secolo, epoca in
cui, come attestano svariati documenti
notarili, vi sorgeva un mercato, un
ospedale con una piccola chiesa dedicata
a Santa Maria e un’altra comunità di
Umiliati. A Ravellino si hanno notizie
anche di una chiesa dedicata a S. Giacinto,
oggi perduta. Proprio a Ravellino, che
mutò nome dal precedente Tegnone
nel 1860 adottando il nome della
sorgente che alimenta la fontana del
paese, nacque nel 1577 l’illustre storico
Giuseppe Ripamonti e una lapide
apposta sulla sua casa natale ne
costituisce oggi il principale ricordo.
Di origine latina sembra invece essere il borgo di
Cagliano, il cui toponimo sembrerebbe derivare da
Callis Ianus, ossia “strada pedonale per il tempio di
Giano”, situato a San Genesio. Il nucleo abitato
fu forse pensato come centro per ospitare
guarnigioni atte a controllare la vallata
sottostante.
Storia
Il paese frazione per frazione
9
Campsirago, la più rurale delle frazioni di
Colle, il suo nome trae origine dalla frase
latina Campi Sirati, ovvero “terreni coltivati
muniti di silos”: un nome che sembra
confermare l’antica tradizione agricola di
questo centro. Molto probabilmente la piccola
comunità conservava cibi e raccolti in depositi
(forse anche sotterranei) e poteva così essere
autosufficiente in tutte le sue necessità. Da
parecchi anni, durante il periodo estivo vi si
svolge un’importante manifestazione teatrale
ad alto livello artistico.
10
Altrettanto affascinanti sono le restanti frazioni
del paese: Piecastello, Scerizza, Scerizzetta
e Panizzera e la località San Genesio. Come
già ricordato, proprio qui sembra sorgesse
un tempio dedicato a Giano, ma già dal 950
è documentata la presenza di una cappella
dedicata a S. Genesio, costruita probabilmente
per cancellare il ricordo delle antiche credenze
pagane. Nel 1592 il tempietto medioevale e le
sue adiacenze passarono sotto la giurisdizione
degli Agostiniani fino al 1770. In seguito fu
abbandonato. Dal 1863 al 1938 ci fu una
comunità di frati Camaldolesi che ricostruirono
la Chiesa e l’attiguo convento. Qui i frati
conducevano una vita eremitica, secondo la
loro regola. In questo ambiente, immersi nei
verdi boschi, la sensazione di quiete e di pace
d’altri tempi, pare quasi materializzarsi. Natura
e arte sembrano volerci raccontare in questo
suggestivo paesaggio storie e vicende passate.
Storia
Intorno alla parola latina Dominus sembra
ruotare la nascita di Giovenzana e del suo
patrono, S. Donnino, di cui tutt’oggi non si
hanno notizie certe. La chiesa della frazione è
databile intorno al 1600 (la parrocchia venne
istituita nel 1609), ma già nel 1400 viene
citata come comune autonomo.
11
Il Paese
Cartina, strade e confini
I numeri riportati sulla cartina
corrispondono ai punti d’interesse
descritti nelle pagine seguenti.
12
13
1
2
4
14
Un antico borgo immerso nel verde. Colle Brianza offre
angoli e luoghi di interesse tanto agli appassionati di
cultura, quanto agli amanti di rilassanti passeggiate.
Ogni frazione e ogni località del paese è caratterizzata
da suggestivi edifici rurali, legati ad un passato ancora
perfettamente conservato, da attraenti chiese, edicole e
scorci naturalistici unici.
1. Il Crocione: eretto nel 1937 e benedetto lo stesso
anno dall’allora parroco di Nava don Antonio Prandoni.
La precedente croce è stata sostituita, visto l’avanzato
stato di deterioramento, all’inizio degli anni novanta e,
quella attuale, ha ricevuto la benedizione da parte di
Monsignor Giuseppe Molinari. Il monte Crocione è alto
879 m slm.
2. La località Terminon segna il confine tra i comuni
di Colle Brianza, Valgreghentino e Galbiate. La cappella
“Madonnina dell’Alpe” è stata costruita nel 1994 a
ricordo delle fatiche e del duro lavoro nei boschi degli
abitanti del paese.
3. Con i suoi 889 m slm, il punto più alto del Monte di
Brianza è anche quello più elevato della Brianza, una
terra che si estende da Monza a Lecco e trova in questo
punto il suo “tetto” massimo.
4. Chiesa di S. Donnino a Giovenzana: Non si hanno
notizie certe relative a questo Santo Patrono. L’attuale
chiesa risale al XVII secolo e nel 1609 è attestata la
presenza di una sede parrocchiale.
A decorazione di moltissime cascine del paese, le icone
dipinte rendono Colle uno dei pochi borghi ad averne
conservate in così grande quantità. Le icone venivano
dipinte per proteggere le famiglie e aiutarle nella vita di
campagna. Possono essere viste ad esempio a Scerizza
e presso le cascine L’Alpe e Fumagallo.
5. La Tor: La Torre, a Bestetto, di cui oggi
rimangono solo i resti, risale al Medioevo.
Le tracce e la collocazione (la strada che da
Castello porta a Colle) sembrano indicarla 5
come parte di una fortificazione anticamente
eretta a difesa del Monte di Brianza.
6. La chiesa di S. Martino in Bestetto: Piccola
chiesa di pregevole fattura, nei manoscritti
medievali viene spesso confusa con la chiesa
di S. Maria in Tegnone. L’iscrizione trovata
su una trave laterale, che riporta l’anno
1213, ne colloca la costruzione in piena età
medievale. Il primo documento scritto che la
cita correttamente risale però al 1567, dove tra 6
l’altro si attesta la presenza di un Battistero.
7. Chiesa di Nava dedicata a S. Michele e alla Sacra Famiglia: Una
vera e propria commistione di influssi differenti. La chiesa risale al
XVI secolo, ma la decorazione interna è dei primi anni del Novecento.
Il Campanile, eretto nel secolo scorso, sorge su un basamento
quadrangolare di una più antica torre, risalente al XII-XIII secolo. La
vera attrazione è però all’interno della sacrestia: un prezioso dipinto
cinquecentesco su legno dal soggetto inconsueto: “L’allegoria del
vino eucaristico”. La tavola raffigura al centro il patriarca Noè che
pianta una vite, gli Apostoli che raccolgono i tralci, poi pigiati da S.
Pietro. In una vasca giace il Cristo sopra il quale è avvitata
la croce; dalle piaghe del Salvatore sprizza il sangue. La
scena della chiusura delle botti da parte di un re
e di alcuni alti prelati si svolge in un atrio buio,
forse per sottolineare l’ambiente di corruzione
della Chiesa di quel periodo. In alto è raffigurata
la storia di un giovane che bussa alla porta di
un convento, si prostra davanti a un frate, e
infine, vestito l’abito sacerdotale, distribuisce
l’Eucarestia sotto la specie del vino.
7
Il Paese
Luoghi d'interesse
15
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13
8
9
13. Cagliano: la Chiesa di San Materno, con
struttura ben conservata, probabilmente del
XVI secolo. Da notare inoltre alcune cascine di
varie epoche abbastanza ben conservate. Su
una di queste si può osservare una bellissima
edicola delle Madonna.
14. Campsirago: Le attuali costruzioni
risalgono al XIV-XV secolo con alcuni edifici
forse di epoca medioevale. Non può sfuggire
all’attenzione il bellissimo portale con arco a
tutto sesto. All’incirca dello stesso periodo è la
Chiesa dedicata a S. Gaetano, attualmente in
stato di avanzato degrado.
14
Il Paese
8. Il lavatoio di Ravellino: La sua importanza
storico-culturale è data dalla base di granito
della vasca più piccola, che costituirebbe il
coperchio di un sarcofago ed è da far risalire
al periodo Alto Medioevale.
9. Chiesa dedicata alla “Madonna della
Cèriola” a Ravellino: risale presumibilmente
al XVI secolo. Al suo interno è conservata una
preziosa pala d’altare dei primi anni del ‘600,
raffigurante la presentazione al Tempio di
Gesù e la Purificazione di Maria.
10. Madonna del Sasso: Il Santuario della
Madonna del Sasso venne eretto nel secolo
scorso per ricordare l’apparizione della
S. Vergine il 23 Luglio 1657 alla signora
Giovanna Fumagalli. Le testimonianze dicono
che la Madonna apparve per ben tre volte
nella cosiddetta “Valle dei Sapelli” e operò
prodigiose guarigioni registrate nell’archivio
parrocchiale di Giovenzana.
11. San Nicola: La piccola chiesa è da far risalire
al XIV - XV secolo. Le prime testimonianze
scritte, tuttavia, si trovano solamente a partire
dal XVIII secolo, quando l’edificio sacro venne
ampliato e ristrutturato. All’interno si trova
una statua di S. Nicola precedentemente
venerata nell’oratorio di S. Genesio. L’attuale
statua della Madonna del Carmine è del 1841.
12. Chiesa di S. Giuseppe a San Genesio:
Completamente
ricostruita
dai
frati
Camaldolesi nel XIX secolo su una chiesa
antecedente. Particolarmente suggestivo è il
giardino alle sue adiacenze.
10
11
12
15. Il Campanone: Oggi di proprietà privata, visitabile
in poche ricorrenze nel corso dell’anno. Molti sono i
manoscritti antichi che gli attribuiscono una Università
(dal punto di vista artigianale), ma rari sono i riscontri
concreti. L’intero complesso è antecedente al 900 ed è
15 di grande rilevanza archeologica. La Chiesa di S. Vittore
risale al XIII e sotto il suo altare nel 1500 fu ritrovata
un’importante epigrafe risalente al V secolo. La Chiesa di Brianza era
un centro di potere e con una forte tradizione. Il Campanone è un
rifacimento sicuramente posteriore al XVI secolo di una precedente
torre della cui funzione ci sono tutt’oggi pareri discordi.
17
Itinerario 1
Da Scerizza prendete il sentiero che
porta all’Alpe. Raggiungerete la Cascina:
un piacevole luogo di sosta e dal quale
è possibile godere di un panorama
mozzafiato. Imboccate il sentiero che, sulla
destra, porta direttamente al Crocione.
Percorsa la suggestiva scalinata immersa
nel bosco, arriverete al culmine della
collina e, oltre ad ammirare l’enorme
croce in legno che dà il nome alla
località, potrete scorgere tutta la Brianza.
Nonostante le antenne recentemente
collocate al Crocione, il luogo non ha perso
il suo fascino ed è una tappa imperdibile
per gli appassionati di camminate.
Dando le spalle alla croce, proseguite
sul sentiero che porta alla Madonnina
dell’Alpe. Dopo poche decine di metri
arriverete alla piccola cappella, eretta
a protezione dei lavoratori dei boschi,
e al “Terminon”, confine fra i comuni
di Galbiate, Colle e Valgreghentino.
Il sentiero vi condurrà quindi al Punto
più alto della Brianza, con i suoi 887
metri, e, successivamente, alla chiesa
di San Nicola. Tenendo il sentiero e
svoltando poi a destra, una strada
vi condurrà alla Cascina Fumagallo,
dove è possibile ammirare alcune fra
le più belle icone murali del paese.
Visitata Fumagallo, tornate indietro
tenendo la strada principale e,
proseguendo, tornerete a Scerizzetta.
18
Sul tetto della Brianza
Legenda
Sentieri principali e di raccordo
Strada asfaltata
1
Sentiero numero 1
Fontanile
11
Sentiero numero 11
Punto panoramico
R
Sentieri di raccordo
P
Parcheggio
19
Itinerario 2
L’itinerario comincia dalla frazione di
Giovenzana. Dopo esservi rinfrescati
al fontanile del borgo e aver ammirato
la bellissima chiesa di S. Donnino,
proseguite sulla strada che, sulla
sinistra della chiesa, sale fino ad
arrivare al Casello dei Partigiani. Si
tratta di un’importante testimonianza
del periodo bellico, un cascinale in cui
alcuni dissidenti nascosti alle forze
nazifasciste furono brutalmente trucidati.
Proseguendo il sentiero, mantenendo
la sinistra, arriverete fino a San Genesio:
un bellissimo eremo camaldolese
purtoppo visitabile solo nelle ultime
due settimane di luglio. A San Genesio
potrete riposarvi presso il rifugio
situato proprio di fronte all’eremo.
La strada vi condurrà quindi a
Campsirago: un antico borgo rimasto
praticamente intatto, con costruzioni
rurali di grande interesse culturale e
storico. Da Campsirago prendete la strada
principale che scende verso valle e, sulla
destra, dopo un breve cammino, troverete
la scalinata che conduce al Santuario
della Madonna del Sasso. Secondo la
tradizione, la Madonna apparve in questo
luogo e lasciò un’impronta visibile su
un sasso sul retro del piccolo edificio
sacro. Proseguendo sulla via principale,
passerete dalla frazione di Cagliano
e, infine, tornerete a Giovenzana.
20
Fra storia e fede
Legenda
Sentieri principali e di raccordo
Strada asfaltata
1
Sentiero numero 1
Fontanile
11
Sentiero numero 11
Punto panoramico
R
Sentieri di raccordo
P
Parcheggio
21
Itinerario 3
Il più naturalistico dei percorsi consigliati
ripercorre i passi delle filandere che, agli
inizi del secolo scorso, lo utilizzavano
per raggiungere le numerose filande del
territorio circostante. Proprio per questo
motivo, il camminamento è ancora
conosciuto come “il sentiero della seta”.
Imboccato il viottolo che dalla strada
principale porta alla Cascina Panizzera,
bisogna mantenersi sulla destra e
proseguire per qualche centinaia di metri.
Sulla via è possibile scorgere un antico
lavatoio, utilizzato anticamente dalle
donne del paese e ancora perfettamente
funzionante. Svoltate quindi a sinistra, in
direzione “Bosina”. Il sentiero vi porterà
in una dimensione magica, tra la fitta
vegetazione e il rumore dell’acqua del
Gandaloglio che contribuisce a creare
una gradevole sensazione di pace.
Proseguendo il sentiero arriverete
proprio al Gandaloglio che, in località
“Bosina”, antica filanda, segna il confine
con il comune di Ello. Un piccolo ponte,
recentemente ristrutturato dopo decenni
di abbandono, segna il confine tra i due
paesi. Risalendo, prendete il sentiero che
porta verso Ravellino e raggiungerete
quindi la frazione, dove potrete visitare
il bellissimo fontanile e l’antica chiesa
della Madonna della Ceriola, al cui
interno è conservata un’interessante
pala d’altare degli inizi del XVII secolo.
22
Sulla via della seta
Legenda
Sentieri principali e di raccordo
Strada asfaltata
Fiume Gandaloglio
e torrente
11
Sentiero numero 11
Ponte
R
Sentieri di raccordo
Fontanile
P
Parcheggio
23
Il territorio comunale di Colle Brianza è
caratterizzato da un ambiente naturale che
concentra, in una superficie relativamente
modesta, molteplici motivi di interesse
naturalistico e paesaggistico.
Le aree verdi sono caratterizzate prevalentemente da boschi che
ospitano un’importante ricchezza floristica e faunistica. Elementi che
caratterizzano la straordinaria biodiversità di questo piccolo scrigno
della Brianza.
Serve un pizzico di fortuna e tanta pazienza ma avvistarla fra i sentieri
e i boschi di Colle Brianza non è impossibile. Parliamo della volpe,
animale che da sempre vive e si riproduce nelle aree verdi che
circondano il paese brianzolo. Caccia al calare della notte o all’alba
ed è questo il periodo della giornata in cui è più facile osservarla.
Altro animale molto comune nelle verdi colline brianzole è il tasso.
Non è facile osservarlo in natura, mentre è molto più semplice
rintracciare le tane in cui vive considerato che l’animale usa come
riparo o tana buche che esso stesso scava nel terreno.
L’area collinosa di Colle Brianza è anche la casa di lepri e fagiani e
scoiattoli. Centinaia sono le specie di invertebrati,
soprattutto ragni ed insetti, fra cui bellissime farfalle.
Le sorgenti presenti nei boschi offrono molte
possibilità di riproduzione per la Salamandra
pezzata
(Salamandra
salamandra),
24
mentre le zone paludose facilitano la
vita di altri anfibi come rane, rospi
e tritoni. Non mancano i serpenti
come la Vipera comune ed il
Saettone.
Sono molteplici anche le
presenze floristiche, le cui
riproduzioni sono favorite
dalla morfologia del territorio.
Le aree verdi del territorio
brianzolo, a partire da Colle
Brianza, contano centinaia di
specie di piante: una biodiversità
eccezionale a livello nazionale.
A poca distanza da Colle Brianza
si trova il Parco Monte Barro,
un
autentico
polmone verde
che vale la
pena visitare.
Itinerari
Fauna e flora
25
Colle Brianza non è solo da vedere e respirare, ma anche da gustare.
Sono diversi i locali e i punti di ristoro, dislocati tra le frazioni del paese,
che offrono i migliori piatti della tradizione brianzola, da assaporare
immersi nel fascino del paesaggio circostante.
“Stala del re” - Trattoria - Campsirago
via San Bernardo 7 - tel. 0399260198
Orario di apertura: mar-ven 10.30 - 21.00
sab-dom 9.00 - 22.00 - chiuso lunedi
Di recente apertura. Possibilità di mangiare
all’aperto. Cucina casereccia, piatti forti: la
bistecca della nonna, coniglio con le noci,
coniglio arrotolato e selvaggina. Ottima
selezione di vini e birre.
“Pizzagalli” - Trattoria - Cagliano
via Giulio Cesare 2 - tel. 0399260564
Aperto pranzo e cena tranne lunedi,
luglio-agosto: aperto tutti i giorni
www.trattoriapizzagalli.com
Può accogliere 110 coperti. Possibilità
di prenotare per banchetti e cerimonie.
Piatti tipici: in inverno cassöela, polenta,
brasati, in estate grigliate e tagliate di
carne. Di recente apertura un laboratorio di pasticceria artigianale.
“Bellavista” - Trattoria - Giovenzana
via Manzoni 11 - tel. 0399260563
Orario di apertura dalle 8.00 alla 1.00
chiuso martedi - www.trattoriabellavista.it
Ricavata da un antico convento del seicento,
la trattoria propone cucina tipica, brasati
d’asino, grigliata di carne e tagliata. Terrazza
panoramica con vista sulla valle, salone
ricevimento e area giochi per bambini.
26
“Peppo Bar” - Birreria - Nava
via C. Cantù 1 - tel. 0399260321
Orari: da lunedi a sabato 20.00 2.00, domenica 17.00 - 2.00 - chiuso
martedi www.birreriapeppo.it
Una tappa fondamentale per gli
appassionati di birre: la cantina del
locale offre 120 birre in bottiglia
e 10 alla spina, prevalentemente
provenienti dal Belgio, da sorseggiare
in abbinamento a taglieri di salumi e formaggi. L’ambiente è caldo ed
accogliente, riscaldato dalla stufa d’inverno e con la possibilità di sedersi
all’aperto durante l’estate.
“Vecchia Brianza” - Trattoria pizzeria
Nava - via Cantù 4 - tel. 0399260442
Orario: 11.30-14.30, 18.00-24.00, chiuso lun
www.pizzeriavecchiabrianza.it
Un ambiente intimo e accogliente, con
pareti di roccia, archi e luci soffuse. Il
particolare giardino esterno con bersot è
l’ideale per serate tra amici e romantiche
cene. Propone cucina tipica brianzola
e pizza. Serate a tema il venerdì nel periodo autunno e inverno.
Gastronomia
I sapori della Brianza
“Caffé del Colle” - Caffetteria
Nava via Dante Alighieri 5
Orari di apertura: chiuso lunedi
da mar a giov 7.00-21.00, ven e sab
7.00-23.00, domenica 8.00-21.00
L’ideale per una pausa caffé o per
gustare un gelato. Il locale è situato
nel cuore della frazione di Nava, a
due passi dal supermarket.
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“Antica Osteria del Colle” - Trattoria
Ravellino - P.za IV Novembre - tel. 0399260087
Orario di apertura 8,00 - 24,00
Chiuso il mercoledi
La specialità della casa è la carne argentina
oltre a piatti come il maialino iberico. Si
preparano inoltre gustosi risotti, pasta fresca
e salumi nostrani. Il tutto accompagnato
anche da ottime birre artigianali.
“La Traccia” - Agriturismo - Ravellino
tel. 3336186239
Orario: ven. sera, sab. sera e dom.
mezzogiorno servizio agriturismo.
Sempre aperto come azienda agricola.
www.latracciaonline.com
Coltivazione di verdure biologiche, piccoli
frutti, miele di vari tipi. Allevamento di
galline, conigli e maiali.
“Dei Castagni” - Trattoria pizzeria
Piecastello - via Europa 2 - tel. 0399260568
Orario: 9,00 - 14,00; 17,00 - 23,00
chiusura mercoledi
Ricette particolari, curiosità: cucina tipica
italiana, specialità primi piatti, selvaggina.
Cassola, cucina brianzola, funghi e porcini.
Dispone di giardino esterno. Il locale ospita
anche cerimonie, compleanni e matrimoni.
“Ristoro Alpino” - San Genesio
Aperto solo la domenica
Questo punto di ristoro è una tappa
fondamentale per chi vuole riposare dopo
un’escursione per il monte San Genesio.
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I sapori della Brianza sulla tua tavola. Di seguito proponiamo la ricetta
di uno dei piatti più rappresentativi del territorio: parliamo della
cassöela, un piatto che si tramanda di generazione in generazione,
da secoli.
Ingredienti e dosi per 10 persone
- 300 g di cotiche di maiale
- 3 piedini di maiale
- Orecchio di maiale o codino
- 800 g di varzini
- 2 kg di costine di maiale
- 500 g di carote
- 500 g di sedano e cipolle
- 50 g di burro
- 200 g di vino rosso
- 3 kg di verze
- 50 g di salsa concentrata di pomodoro
- 1 litro di brodo
- Una punta di sale fine
Far sbianchire per almeno un’ora, in acqua senza sale, le cotenne, gli
orecchi, il codino e i piedini. Partire con l’acqua fredda. A parte sbianchire
per 10’ i varzini.
Far rosolare le costine in padella antiaderente e sgocciolarle.
Preparare un fondo con il sedano, le carote e le cipolle affettate. Farlo
imbiondire in una marmitta con poco burro.
Scolare gli elementi sbianchiti e tagliarli a piccoli pezzetti.
Unire gli elementi gelatinosi al fondo, bagnare con il vino e far evaporare.
Affettare le verze, lavarle, sgocciolarle e unirle in cottura. Salare.
Mettere il pomodoro e il brodo e cuocere per un’ora circa.
Completare con le costine e i varzini. Portare a cottura lasciando
sobbollire.
Controllare la cottura in modo che le costine, i varzini e le verdure
rimangano intere mentre le cotiche e le altre parti
gelatinose siano cotte al punto di sciogliersi in bocca.
Servire la cazzuola con la polenta e abbondante intingolo.
Gastronomia
Sulla tua tavola...
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Cultura, religione, arte, sport e gastronomia. È ricco e ben variegato
l’elenco degli appuntamenti proposti nel corso dell’anno a Colle
Brianza. Rassegne uniche nel loro genere, alle quali partecipano
centinaia di persone fra residenti e visitatori, quest’ultimi provenienti
da svariati comuni della Lombardia.
San Antonio: la frazione rinasce grazie alla festa del 17 gennaio. In tal
giorno infatti, come vuole la tradizione, i residenti di oggi e di ieri si
riuniscono per trascorrere una giornata in compagnia. Una ricorrenza
che i cittadini di Cagliano sfruttano per riabbracciare vecchi amici.
Alla celebrazione della messa segue il pranzo a base di prodotti tipici.
Candelora: ogni anno la prima domenica di
febbraio a Ravellino si celebra la tradizionale festa
della Candelora. I cittadini sfilano con candele e
vengono raccolte offerte per la cera e la lampada
del Santissimo. Un’ottima occasione anche per
gustare i tipici “ravioli dolci” cucinati in occasione
della ricorrenza.
Corsa dell’Angelo: è organizzata nel giorno di
Pasquetta, la rassegna sportiva richiama ogni anno
in paese centinaia di podisti provenienti da tutto
il territorio lecchese e non solo. Un appuntamento
da non perdere per gli appassionati della corsa. La
partenza e l’arrivo sono nel borgo di Ravellino, ma
la competizione attraversa tutto il paese.
Festa Liberazione: il 25 aprile a Pessina ogni anno
vengono organizzate iniziative per ricordare la
lotta contro la dittatura e i partigiani caduti a Colle
Brianza.
Percorso di Sant Agostino: il Santuario della
Madonna del Sasso è uno dei luoghi sacri che
fanno parte dell’antico percorso che attraversa
diversi paesi della Brianza. Per questo motivo ogni anno centinaia di
fedeli e semplici curiosi fanno tappa anche a Colle Brianza.
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Festa degli Alpini: è in programma la quarta
domenica di luglio. Le penne nere da alcuni anni
si ritrovano a San Genesio. Qui viene celebrata
la messa in onore dei defunti e la giornata
prosegue con la festa dedicata agli alpini. Canti
storici e buona cucina deliziano i presenti.
San Rocco: il borgo di Ravellino celebra il suo patrono nella giornata
di Ferragosto. I visitatori assistono così alle pittoresche celebrazioni
liturgiche in onore del santo. Musica e buona cucina completano la
bella giornata di festa.
San Nicola: circondati dal verde, ogni anno il 10 di settembre i
fedeli si riuniscono presso la splendida basilica di San Nicola dove
partecipano alla celebrazione della messa. Per l’occasione sono
benedetti i “nicolini”, un tipo di pane preparato dai fornai del posto.
La pasta del pane ha un sapore dolce e zuccherato.
San Donnino: è in calendario ogni anno a Giovenzana il 10 ottobre.
Il borgo si veste a festa per le celebrazioni che prevedono liturgie
eucaristiche e intrattenimenti vari. I presenti possono infine gustare
delle ottime caldarroste.
Presepe Vivente: il 24 dicembre la magia del
Natale si accende a Ravellino. Decine di figuranti
mettono in scena la Natività lungo le strade e le
corti della frazione.
Il teatro di Scarlattine: Campsirago, luogo di
arte, cultura e teatro. Il caratteristico borgo di
Colle Brianza ospita ogni anno, prevalentemente
nei mesi primaverili ed estivi, la stagione teatrale
della compagnia che promuove interessanti
manifestazioni culturali sul territorio. Residenza
teatrale del gruppo è proprio il borgo di
Campsirago e in particolare lo storico Palazzo
Gambassi, recentemente riqualificato. Per
informazioni e contatti: www.scarlattineteatro.it.
Foto per gentile concessione Ottica Bonfanti - Villa Raverio di Besana in Brianza
Manifestazioni
Dodici mesi di eventi
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Ennio Morlotti: il pittore di Colle Brianza
È nato a Lecco il 21 settembre 1910. Brianzolo, ha
dato vita a molte delle sue opere presso la sua
tenuta di Colle Brianza.
Nel 1917 entra nel collegio Ballerini di Seregno
dove rimarrà fino al 1922. Dal 1923, per
mantenersi, concilia lavoro e apprendistato
artistico. Nel 1936, dopo aver conseguito
la maturità artistica da privatista presso
l’Accademia di Brera, lascia il lavoro e si iscrive
all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la Lecco, 1940, olio su tela.
guida di Felice Carena. Studia Masaccio, Giotto Collezione privata.
e Piero Della Francesca, tuttavia abbandona
presto Firenze.
Nel 1937 soggiorna per un breve periodo
a Parigi dove entra in contatto con i grandi
protagonisti dell’arte Europea come Cézanne,
Soutine e Rouault. Alle Expositions universelles
de Paris è impressionato da Guernica di Picasso.
Al suo ritorno in Italia si trasferisce a Milano e
s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera. Di
quegli anni sono le prime opere. Nel 1939 entra Lago di Oggiono I,
a far parte del gruppo dei pittori di Corrente con 1989, olio su tela.
Treccani, Guttuso, Birolli e Cassinari, rivelandosi
ben presto il più estremista del gruppo.
Dopo un secondo soggiorno a Parigi nel 1947,
partecipa al Fronte nuovo delle arti e, dopo
la scissione, aderisce con Birolli e Cassinari al
Gruppo degli Otto di Lionello Venturi.
Muore a Milano il 15 dicembre 1992, a 82 anni.
Riposa presso il cimitero di Ravellino.
In futuro, per volontà dell’Amministrazione, una Paesaggio a Malgrate,
via di Cagliano sarà dedicata al grande pittore. 1937, olio su tela.
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Natura: gioco e ricchezza
L’ambiente patrimonio di tutti: il lavoro di Legambiente
A Campsirago si trova un Centro
permanente
di
Legambiente
Lecco. Quest’ultimo ospita campi
internazionali
di
volontariato
ambientale, volontari a lunga
permanenza (Servizio Volontariato
Europeo), giornate dedicate alla pulizia
e manutenzione di boschi, torrenti e
sentieri. Oltre ad accogliere seminari di
educazione al volontariato e corsi di formazione in campo ambientale
per operatori, amministratori pubblici e aziende, si svolgono anche
attività di educazione ambientale per le scuole, stage per studenti
universitari e attività di servizio al turismo sostenibile sulla dorsale
del San Genesio. Nell’ambito del recupero delle tradizioni rurali di
Campsirago vi è l’allestimento di un vivaio di antichi alberi da frutto e
varietà orticole. Per informazioni: www.legambientelecco.it.
Curiosità
Il personaggio
Il Softair: quando la guerra diventa un divertimento
Fucili di precisione, mimetiche e spari. Sembra di essere in guerra ma
in realtà ci si diverte un mondo grazie al softair. Il tiro tattico sportivo
è un’attività ludico-ricreativa di squadra basata sulla simulazione di
tattiche militari. Da qualche tempo è praticata anche nei boschi di
Colle Brianza, riscuotendo sempre più successo.
Per informazioni contattare il gruppo Platoon Softair Brianza sul sito
www.platoonsoftair.com.
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C'era una volta...
Immagini in bianco e nero, testimonianze di un passato ormai
lontano nel tempo. Da una collezione tanto unica quanto preziosa,
proponiamo di seguito alcuni scatti fotografici che immortalano la
vita a Colle Brianza nel secolo scorso. Le diapositive testimoniano
il quotidiano degli adolescenti sotto il regime fascista nel campo
solare estivo, che si svolgeva nello storico edificio che oggi come
allora ospita la scuola elementare. La colonia prevedeva esercizi fisici,
giochi e attività culturali. Le immagini, ne siamo certi, incuriosiranno
tanto i cittadini di Colle Brianza quanto i turisti che visiteranno il
paese. L’intento di questa sezione fotografica è quello di offrire a
tutti loro un’ulteriore prospettiva con la quale scoprire e conoscere
la storia del paese.
L'inno dei bambini
Colle Brianza si trova in collina
ogni frazione è molto carina
Ricca di verde e di boschetti
tante casine e chiesette
Rit. Siamo i bambini di Colle Brianza
il paese più bello della Brianza
A Ravellino si passa pianino
mentre a scuola ci va ogni bambino
Si arriva a Nava, c'è il municipio
Rit.
Ora a Scerizza noi siamo saliti
e poi all'Alpe siamo finiti
Scendiamo poi a Piecastello
della regina il castello
Curiosità
la posta e la farmacia
Rit.
C'è una frazione di nome Bestetto
dove ogni sogno è nel suo cassetto
A Giovenzana c'è un bel panorama
si vede perfino Milano
Rit.
Un poco più avanti si trova Cagliano
e tutti insieme ci diamo la mano
E' Campsirago l'ultimo borgo
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del nostro bel paesino
ideato dagli alunni della scuola dell’infanzia “Cardinale Schuster”
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Guida Turistica - Comune di Colle Brianza