LA FORZA DEL CORPO NELLA
STORIA
Il corpo è tempio dello spirito

“Non sapete che il vostro corpo è tempio dello
Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e
che non appartenete a voi stessi?” 1Cor.6,19
<< Il corpo dell’uomo esprime l’unità di tutte le
forze in comunione con Dio e tra loro, nella
pace, nella dignità, nella relazione con il suo
Creatore, nella relazione con la sua compagna e
con tutta la creazione>>.
La forza del corpo nella storia
La storia ci mostra come l’uomo dopo aver
perduto la forza di Dio, dell’anima, del sesso e
dei nervi, non è più in grado di cogliere la
profonda comunione della forza del corpo con
tutte le altre forze e ne resta soggiogato e vinto,
facendo del corpo , di volta in volta, un idolo, un
nemico da punire e castigare, solo carne da
mostrare o seviziare, massa informe senza volto,
né storia, né identità.

Il corpo oggi
“Oggi nell’età della secolarizzazione e della scienza l’uomo
è fondamentalmente corporeità e la passione è
l’espressione della corporeità”.
(S. Vegetti Finzi docente di Psicologia Dinamica
Università di Pisa)
Questo è il punto di arrivo di un lungo processo che
attraverso i secoli ha visto sempre più perdersi il
collegamento tra le forze della persona e la loro
relazione con Dio.
L’uomo non sa più chi è e, fuori dall’Amore, pensa di
essere ciò che percepisce e vede: il proprio corpo.
Il corpo nell’antichità
Il corpo per i Greci di Omero era
inscindibile dall’anima, che durante la
vita dava forza ai nervi ed ai muscoli e
si rendeva evidente nel vigore del
fisico.

La virtù, il valore, per gli eroi
dell’Iliade, era nella forza fisica che
consentiva la vittoria nei
combattimenti, ma questa non era mai
separata dalla forza dell’anima, dal
coraggio, dallo spirito che fortificava le
membra e che era sostenuto dalla
costante presenza della divinità,
raffigurata sul campo di battaglia
insieme ai suoi prediletti.

Corpi oltraggiati
L’oltraggio del corpo durante il
combattimento era considerato molto
temibile, la decapitazione per esempio
riduceva il morto ad un tronco senza
volto e identità, da evitare anche per chi
la infliggeva perché poco nobile; non era
nobile neppure abbandonare il cadavere
agli animali, che lo avrebbero distrutto,
sminuzzato e digerito, dissolto nella
confusione, diventando nulla.


La morte perfetta si aveva solo quando il
cadavere bruciato veniva inumato, perché
solo così la sua anima poteva trovare
pace e scendere nell’Ade.
I Greci però, pur intuendo che il corpo possiede
energia e vita oltre la sua stessa corporeità, non
riescono a cogliere la grandezza della creazione
di Dio nell’uomo e, pur onorandolo per la sua
bellezza e forza, non avendo Cristo, non
possono assaporare la gioia del corpo reso
glorioso sulla terra dalla croce personale con la
Croce di Cristo ed immaginano un’anima che
scende tristemente nell’Ade dove vivrà come
pallida ombra, avendo perduta l’unica
dimensione possibile anche per lei: la corporeità.
Il corpo dell’eroe


Il corpo dell’eroe è sempre bellissimo,
perché l’eroe è nobile d’animo, è
coraggioso e possiede la virtù.
La bellezza interiore è per i Greci bellezza
esteriore ( kalokagatia, kalòs = bello e
agatòs = buono), molti ricorderanno
l’episodio dei Odisseo e Tersite, dove
quest’ultimo volendo vilmente tornare in
patria ed abbandonare l’assedio di Troia,
viene descritto come brutto e deforme
anche fisicamente…autorizzando Odisseo
a picchiarlo !
Il dio Asclepio

Finita l’epoca degli eroi che avevano al
loro fianco gli dei, per gli uomini resta
un corpo da curare affidandosi al dio
della medicina, Asclepio. Questi
compariva in sogno al malato che
veniva a dormire nel suo tempio e
prescriveva la cura per il male. In
ricordo della guarigione venivano
lasciati oggetti votivi rappresentanti la
parte guarita.
La guarigione non viene dalle
medicine, ma dalla divinità che parla
all’inconscio e guarisce,
fondamentalmente, il male dell’anima.

Separazione dell’anima dal corpo
Anche in Grecia, però, si attua ben presto la
separazione tra anima e corpo. Platone ritiene l’anima
l’unica ad essere pura, mentre il corpo diviene sede e
linguaggio delle passioni.
 La malattia è per i Greci un cedimento del corpo ad
elementi esterni patogeni e un cedimento dell’anima alle
pulsioni corporee o alle sollecitazioni esterne quali il
desiderio di gloria o di ricchezza.
 La passione è ritenuta dunque da Platone la vera
malattia dell’anima da sottomettere e governare con la
ragione, per evitare le conseguenze.

La termodinamica delle passioni

Sono i fluidi corporei, cioè il sangue, lo pneuma
vapore, il fluido spermatico, che portano le
malattie dell’anima attraverso il corpo ma
Galeno, nel V secolo, non cogliendo
l’importanza dell’ intuizione di questo
collegamento, riduceva la cura della malattia del
corpo al prevalere nell’organismo di uno di
questi fluidi e tutto si risolveva, sia nel corpo che
nell’anima, nel loro controllo attraverso salassi o
bagni freddi.
Il corpo diviene un idolo
Nell’ultimo secolo della loro storia
i greci, come già abbiamo detto
in precedenza, perduto ogni
collegamento tra le forze
naturali nell’uomo, indeboliti
dal lungo esercizio della
ragione, non più in grado di
sentire la forza della sessualità
quale grande forza di identità
maschile e femminile,
raffigurano il corpo asessuato
ed efebico dei loro amori
omosessuali e lo rendono
oggetto di grande attenzione.
La potenza fisica eroica, la
bellezza del corpo, la ricerca
della sua armonia, diviene
sempre più
impercettibilmente
l’esaltazione della mancanza
della forza di identità della
persona ridotta, lontana da
Dio, imprigionata nella
passione per un corpo che
diviene punto di partenza
per l’amore ideale.
La malattia delle passioni
Così come nella malattia anche nell’amore il corpo torna
sano e capace di vivere l’amore solo se ha
sperimentato l’Amore di Dio e quindi l’armonia della
forza dell’anima con Lui, per una sessualità forte,
espressione di carattere e di una identità che fornisce
vigore ai nervi ed al corpo. Le passioni sono certo
malate se non si sono guariti i condizionamenti
inconsci dell’anima e ingovernabili, tanto meno dalla
ragione. Esse gridano il dolore dell’anima lontana dal
suo Creatore e del corpo disordinatamente in balia di
se stesso.
La dignità del corpo in Cristo
Cristo con la sua nascita, con la sua morte e con la sua
resurrezione conferisce al corpo una nuova dignità, la
dignità della vittoria continua sui condizionamenti del
passato che lo dividono da Dio e riducono le forze della
vita.
 Attraverso l’esperienza di Cristo, fatta concretamente
dagli apostoli e dai primi cristiani come Paolo e Stefano,
i nostri corpi di carne possono trasfigurarsi in corpi
capaci di collegare tutte le forze della vita nello Spirito.
 La difficoltà però di partecipare a questo continuo e
profondo cammino di conversione per arrivare a vivere
in Cristo è testimoniata dalla storia dei secoli a loro
successivi.

Il corpo nel Medioevo
Durante il Medioevo scompaiono le terme, lo
sport, il teatro, eredità tutte dei Romani e dei
Greci; dai giochi dello stadio si passerà agli agoni
teologici all’interno delle università, il riso, la
comicità, la gestualità riprovati, condannati
trucco e travestimenti, lussuria e gola.
 Il corpo è considerato il carcere dell’anima,
svilito, tormentato e flagellato.
 L’ideale ascetico sarà considerato libertà
spirituale e ritorno a Dio.

Corpi flagellati

Digiuni e imposizioni di sofferenze
volontarie, cilici, flagellazioni,
veglie divengono necessarie per
imitare le sofferenze della passione
di Cristo, molto spesso tra i laici,
che si riuniscono in Confraternite
di penitenti, con processioni
espiatorie durante le quali si
flagellano pubblicamente.
 E’ nel Duecento che vengono
imposti il digiuno quaresimale,
dell’avvento, delle vigilie delle feste
e dei venerdì.
Il sangue
Il Sangue di Cristo sparso per la salvezza di tutti non è
sufficiente ad evitare la ripugnanza verso tutti i liquidi
corporei, non solo verso il sangue, ma anche verso il
liquido seminale.
 I sacerdoti non debbono versare né sangue, a differenza
dei guerrieri, né sperma, con l’imposizione della castità;
l’inferiorità della donna si fonda sul sangue mestruale, la
trasgressione al divieto di avere rapporti sessuali
durante le mestruazioni avrebbe comportato la nascita
di figli affetti da lebbra.
 La sessualità associata al sangue diviene il vertice della
svalutazione del corpo.

Il Santo Graal

Nasce però il mito del Santo Graal, il Sangue Purissimo di Cristo,
raccolto dalla Maddalena ai piedi della Croce, che,separato,
distinto dal sangue degli uomini, riproduce la dicotomia tra
anima e corpo, umanità e Dio, colmabile solo attraverso la
sofferenza fisica, vissuta da San Francesco d’Assisi e San Luigi, re
di Francia (XIII secolo), mentre la maggior parte degli uomini, di
chiesa e non, praticava poligamia, prostituzione e concubinaggio.
Nel Medioevo l’uomo cerca Dio, ma senza una cultura che lo
riporti alla profonda armonia delle forze in Dio, la maggior parte
degli uomini non Lo trova e, rimanendo lontana dall’ideale
ascetico dei loro tempi, si perde in una vita poco rispettosa della
loro dignità oppure, pochi, tentano di colmare questa lontananza
attraverso il dolore del corpo e l’emissione di sangue nei quali
cercano un’azione purificatrice e salvifica.

I vestiti coprono abbondantemente i
corpi, sono larghi, lunghi, soprattutto per
le donne, e con mantelli. La ricchezza
della stoffa è l’unico distintivo sociale.

Corpi vestiti

La nudità è ammessa solo quando si fa il
bagno o quando si va a dormire. Fino
all’VIII secolo si veniva battezzati nudi, la
notte del sabato santo in una piscina
ottagonale. Poi, scomparsa la pratica del
battesimo per immersione, ebbe il
sopravvento il simbolismo pagano e
sessuale della nudità ed anche i crocefissi
furono vestiti…! Per evitare che le donne
li adorassero nudi e così idolatrati come
simboli pagani di fecondità!

I corpi degli eletti in Paradiso poi,
saranno nudi o vestiti ? Questo
interrogativo angustierà non pochi
teologi.
Corpi malati
La peste bubbonica e la lebbra, le malattie più diffuse
del Medioevo, erano però messe sullo stesso piano delle
eresie. La malattia del corpo era associata al peccato ed
alla possessione diabolica, i medici più di successo
erano monaci e le guarigioni erano chiamate miracoli.
 Paralitici per carenze alimentari, acqua infetta, malaria e
tifo, fanciulli handicappati per traumi post o peri-natali,
malattie psicosomatiche e mentali, nevrosi anche
isteriche, sdoppiamenti di personalità, stati maniacali
acuti o depressivi, epilessia.
 Nel male era chiara l’azione del peccato e del demonio,
la sofferenza sintomo di una colpa più profonda che
arrivava fino al corpo.

Amore e
morte


La tensione spirituale medievale, il
desiderio di Dio e i forti
condizionamenti culturali, a volte
residui del paganesimo, portano a
separare e non ad unire in un’unica
armonica e completa visione la forza
del corpo con quella dei nervi, del
sesso, dell’anima con Dio.
L’Amore per Dio è perfetto, spirituale e
quindi ideale, per essere vissuto anche
tra gli uomini non deve essere corrotto
dalla carne, non deve essere consumato
e quindi deve prevedere la morte
dell’amata/o, nutrirsi di un ideale di
purezza assoluta (Tristano e Isotta),
dove c’è “sazietà senza disgusto,
desiderio senza inquietudine” secondo
il pensiero di S.Bernardo di Chiaravalle.
Il Medioevo, pur separando l’anima dalla sessualità, dai nervi e
dal corpo, percepisce che esiste un collegamento perlomeno tra
malattia e anima colpita dal male e dal peccato.
Gli unici veri medici in questo periodo sono dunque i monaci che
compiono attraverso la preghiera miracoli, scacciano i demoni e
guariscono le malattie.

Ma ciò non è sufficiente. La mancanza di completezza nel
collegamento delle forze non genera solo male per questi secoli,
consente piuttosto al diavolo di fissarsi in condizionamenti
culturali che si trasmetteranno di generazione in generazione,
aggravando sempre più lo stato di sofferenza dell’uomo e del suo
corpo.


Non far fronte al male, ogni volta che esso si presenta, consente
al demonio di dilagare, di espandersi e di fissare collegamenti
malati tra le cellule nervose, facendo ammalare i corpi e le menti.
Senza Vita c’è la morte


“Fuori dall’ordine sacro e naturale che mette Dio e la
creatura ciascuno al proprio posto, c’è la non-vita, il
non-amore e quindi la morte.”
Non è un caso dunque che la vita media nel Medioevo
si aggirava tra i 35 e 40 anni. Più bassa per le donne, che
morivano di parto e di complicazioni post-partum, e
per i bambini che venivano decimati nei primi anni di
vita da ogni sorta di malattie.
Un corpo libero
Nell’Umanesimo e nel Rinascimento l’uomo viene
riscoperto e rivalutato anche nella sua dimensione
corporea.
Il corpo è studiato, sezionato, vivo o morto è comunque
oggetto di grande interesse.

La ragione che voleva allontanare le costrizioni e le
sofferenze in cui era stato stretto il corpo, non
cogliendo il legame profondo tra le forze della persona,
crede di poter essere sufficiente a liberare l’uomo dai
pesanti condizionamenti culturali che soffocavano la
corporeità medievale.

La bellezza del corpo
La riscoperta del mondo
classico porta ad un
nuovo culto del corpo, in
questa opera di Tiziano,
“La Venere di Urbino”,
egli presenta, secondo i
critici, un’allegoria del
matrimonio dove la
bellezza fisica della donna
appare messa in primo
piano, indispensabile per
la felicità dell’unione.
Lo studio del corpo
L'anatomia poi rivolgeva la sua attenzione allo studio dei muscoli, ai
nervi, alle vene e alle arterie degli arti, quindi ai muscoli della testa,
poi agli organi interni e, da ultimo, al cervello.
 Anche gli artisti conducevano dissezioni di corpi per comprenderne
la struttura e cogliere i meccanismi che ne regolavano i movimenti,
ma lo studio del corpo in sé non risolve il dolore, la ricerca di
significato della vita, non allontana la malattia.
 Il corpo senza il collegamento con le altre forze della vita resta in
balia di sé stesso e conduce l’uomo alla morte.

Il corpo privo del collegamento
con le altre forze della vita, sia
quando viene esaltato e studiato,
sia quando viene flagellato e
mortificato, porta al medesimo
risultato: la morte.
Analogamente “La nascita di Venere” di Botticelli,
ci mostra un ideale d’amore classico, dove, come
sappiamo, il corpo possiede un ruolo
preponderante.
Il Giudizio Universale di
Michelangelo è il trionfo
del corpo, studiato,
analizzato, sezionato.
Corpi nudi, corpi
ammassati gli uni sugli
altri, corpi che nel
contempo richiamano,
tutti, a quella realtà
ultima alla quale esso
stesso è chiamato,
dannazione o gloria
eterne. Per gli uomini
rinascimentali queste
divengono impossibili da
gestire con la ragione e
spesso si trasformano in
angoscioso timore di
giudizio e di condanna e
la morte stessa un incubo
che rende la vita
un’esperienza da vivere il
più intensamente
possibile per
allontanarne e
procrastinarne,
illusoriamente, la fine.
Il corpo diviene scheletro, icona di
morte
.
 Un inteso senso della morte
lo ritroviamo anche nelle
raffigurazioni pittoriche
delle danze macabre, dove
vengono rappresentate tutte
le classi sociali in ordine
gerarchico e ciascuno dei
ballerini dà la mano a uno
scheletro e tutti insieme
intrecciano una danza.
 La vita e la morte si danno
la mano e insieme ballano in
una giravolta vertiginosa che
finisce quando la musica
tace e le luci si spengono.
La malattia e non più la persona
Nonostante rimanessero malattie diffuse peste, lebbra e
sifilide, la medicina nel Cinquecento resta un miscuglio
di osservazioni anche precise, di sconcertanti
superstizioni, e di inverosimili credulità. La
farmacologia era mescolata all’alchimia, alla cabala e
all’astrologia.
Secondo queste teorie vi erano medicamenti che
traevano dagli astri le loro virtù e la somministrazione
dei farmaci doveva essere fatta sotto determinati segni
zodiacali ed influenze astrali, in quanto ogni parte del
corpo era sotto
l’influsso di un segno dello Zodiaco.
Fu Paracelso (1493-1541) a portare avanti il
parallelismo fra uomo e universo e la corrispondenza
fra macrocosmo e microcosmo e a sviluppare i
processi vitali normali e patologici in termini chimici,
dando origine alla iatrochimica e alla chimica
fisiologica.
Paracelso si scaglia contro la teoria galenica degli
umori, che per lui sono inconsistenti e ritiene che la
malattia debba venire riconosciuta come tale, contro
l’idea fino a quel momento presente, che, invece,
vedeva l’individuo malato.
La macchina-corpo
Ad Amsterdam, ove ha scelto di
risiedere dal 1628, Cartesio
frequenta macellerie, ospedali e
teatri anatomici per osservare da
vicino i meccanismi del corpo
umano. Questo clima culturale non è
estraneo a Rembrandt, a van der
Meer e ai numerosi autori delle
seicentesche Lezioni anatomiche. Il
corpo, abbandonato dall'anima,
rende lecita qualunque esplorazione
e qualunque sperimentazione
rivelandosi nient'altro che la
cartesiana res extensa, un aggregato di
materia sul quale si impone, con
piena discrezionalità l'intelligenza
dello scienziato (la res cogitans).
Il corpo “illuminato” dalla ragione


Denis Diderot (1713 - 1784) è stato un filosofo e scrittore francese;
fu uno dei massimi rappresentanti dell’Illuminismo. Fu insieme a
D'Alembert , il principale redattore della Enciclopedia e noto
massone.
Diderot con le sue opere e la sua vita conia un nuovo protagonista
dell’illuminismo, il libertino. In perfetto stile illuminista e massonico
il libertino nega la divinità del Cristo, del Peccato originale e della
Provvidenza; critica il sacro e afferma una religione naturale
comune a tutti gli uomini in cui Dio non è più il garante della
moralità dei costumi. La vera saggezza deve insegnare la via della
felicità, del piacere, del godimento terreno.
La passione del molteplice e nel contempo l’orrore per la
monotonia e l’uniformità, in contrasto con la rigida educazione e
l’osservanza alle regole sociali, è ciò che rende cinico appassionato,
contraddittorio il libertino, amante dei corpi e del piacere, del
cambiamento e dell’erotismo, che sempre più si allontana
dall’incontro personale, per divenire rapporto carnale.

Tra tutti i libertini ricordiamo Casanova( 17251798), divenuto sinonimo di questo
comportamento. Costui era tenuto d'occhio dagli
inquisitori che ne descrivevano minutamente i
comportamenti, soprattutto quelli considerati
socialmente sconvenienti. Era accusato di
“libertinaggio" compiuto con donne sposate, in
spregio della religione, di circonvenzione di alcuni
patrizi e in generale di un comportamento
pericoloso per il buon nome e la stabilità del regime
aristocratico.



Casanova conduceva una vita disordinata, giocava,
barava e aveva delle idee abbastanza personali in
materia di religione e, quel che è peggio, non ne
faceva mistero.
Anche la sua adesione alla Massoneria, che era nota
agli Inquisitori, non gli giovava, così come la
scandalosa relazione intrattenuta con "suor M.M.",
certamente appartenente al patriziato, monaca nel
convento di S. Maria degli Angeli in Murano e
amante , oltre che di Casanova, anche
dell’ambasciatore di Francia abate De Bernis. .
Casanova
Il corpo diviene solo carne:
pornografia…

Restif de la Bretonne (1734-1804) nel 1798 dà origine ad un
nuovo modo di accostarsi al corpo.
“I sensi parleranno alla carne, egli dice, e l’amore viene
ricondotto alla natura, libero da scrupoli e pregiudizi,
porgendo solo immagini sorridenti e voluttuose.”
I suoi libri erotici sono spesso illustrati da immagini di
donne dai piedi minuscoli e dalla bocca arrotondata. Tra gli
altri scrive un libro sulle prostitute del Palais-Royal,
presentato come una guida per i bassifondi, attraverso una
serie di conversazioni quasi delle interviste, alla maniera del
moderno giornalismo.

La passione amorosa diviene
trasgressione, erotismo, secondo
alcuni tenerezza ludica e
creativa, nella quale desideri e
passioni si intrecciano e si
moltiplicano… fino al feticismo
di cui tale personaggio è
l’inventore, tema che avvinse gli
psicopatologi del secondo 800
e….sadismo

Il Marchese De Sade (1790-1814)appartiene ad
una antica famiglia aristocratica, viene educato
in un prestigioso collegio di Gesuiti e
appartiene alla cavalleria reale. Si sposa con “
l’approvazione della famiglia reale”, ma dopo
pochi mesi viene arrestato "per deboscia
reiterata".
Il destino di De Sade, è segnato. Pur
partecipando alla Rivoluzione Francese, la sua
singolare personalità si manifesta rapidamente
e, rapidamente, diviene oggetto di una
reputazione inquietante. Le sue relazioni
multiple e il suo libertinaggio dichiarato, gli
valgono numerose incarcerazioni, perché
numerose sono le denuncie e le condanne per
sequestro di persona, violenze, sodomia,
omosessualità, flagellazione.



Napoleone Bonaparte lo fa arrestare a causa delle sue
opere e incarcerare senza processo. La sua famiglia lo
riuscirà a far dichiarare pazzo e a farlo internare in un
manicomio, dove morirà.
Egli va oltre la pornografia, si spinge oltre il confine del
Male, che egli ama e che desidera mostrare, fino al
furore ossessivo e distruttivo rivolto contro il corpo,
divenuto carne, quasi realtà separata dal resto del corpo,
macchina che desidera e produce morte.
L’abisso della ragione

L’Illuminismo e la Massoneria propagandano il relativismo in
ogni campo attraverso l’esaltazione della razionalità, che però,
come possiamo constatare, svincolata da ogni altra forza
dell’uomo appare come una fissazione diabolica che precipita il
corpo nella carne e nella morte.
“Poiché se vivete secondo la carne, voi morirete” (Rom.8,13)

Questo è ciò che attende l’uomo scisso, separato, diviso da Dio e
dalla sua vera natura: un futuro di fissazione nei
condizionamenti, un futuro, anzi un eterno presente di morte
senza Amore, senza anima, senza Dio.
“Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato
alla morte? ”(Rom.7.24)
…e alla follia

Le passioni spinte all’eccesso generano follia e
J.E.D.Esquirol, psichiatra francese e medico al
Salpetrière di Parigi, fornisce anche la giusta
terapia: il trattamento morale. In sostanza è
necessario produrre delle scosse morali nel
paziente che rendano possibile la guarigione.
Contenerlo, isolarlo, recluderlo, sottraendolo al
tumulto del mondo che lo ha lacerato e colpito,
perché incapace di filtrare con la coscienza
riflessiva l’impatto devastante delle passioni.
Anche l’amore è distruttivo, fino alla
morte…
Nell’800 poi l’amore è anche malattia
dell’anima ma anche del corpo,
produce malinconia e desiderio di
morte perché deve essere vissuto solo
come sentimento puro e, valga per
tutti il romanzo “I Dolori del giovane
Werther” di Goethe, produce gli
effetti dell’ebbrezza e della febbre, se
tradito o deluso lascia dietro di sé
l’abisso del nulla e apre la strada al
suicidio.
L’isteria tra corpo e anima
La sofferenza dell’anima senza Dio si manifesta in una
serie di disturbi, deviazioni e riduzioni della
sessualità, la forza della sessualità disancorata
dall’Albero della Vita è, come sappiamo, preda del
Diavolo che attraverso di essa si fissa nei
condizionamenti e sulle cellule nervose, generando
disturbi mentali e malattie del corpo. L’isteria,
malattia diffusissima tra le donne del XIX secolo,
gridava la sessualità repressa, senza anima e senza
Dio, fino a colpire i nervi e poi il corpo.
Una nuova realtà: la massa
La società capitalistica tra la fine dell’800 e l’inizio del 900
registra una svolta significativa grazie ai processi di
concentrazione dei capitali e delle imprese, alla applicazione della
scienza e della tecnica alla produzione ed al taylorismo (per ogni
lavoro un lavoratore adatto, per l’ottimizzazione dei processi
produttivi), questa nuova struttura della società industriale viene
chiamata “società di massa”.

La massa è il nuovo ceto costituito da impiegati e tecnici,
concentrati nelle aree urbane, dominati dal mercato, che
partecipano alla vita politica e culturale attraverso l’istruzione e i
nuovi mezzi di comunicazione, anch’essi “di massa”.

La perdita della persona
Manipolabilità, anonimato, conformismo ed
omogeneità dei comportamenti quali: stili di vita,
aspettative, consumi, valori, fruizione della cultura e
dell’informazione. Queste le caratteristiche della massa.
Da qui la necessità di una scienza che la studi: la
psicologia delle folle (G.Le Bon 1895). La folla è
suggestionabile, impulsiva, è volubile, facile da
soggiogare per oratori che la conoscano. La folla
secondo Freud sta insieme perchè cerca la
soddisfazione immediata di tutti i desideri, origine della
facile manipolabilità.

Tutto diviene “di massa”, il turismo, l’informazione, la
moda, i trasporti, anche la politica, perché
l’allargamento del suffragio lo rende indispensabile, ma
soprattutto l’istruzione, sottratta alla Chiesa e divenuta
di stato, e l’informazione, necessari per il processo di
integrazione della masse, che deve rendere gli individui
“cittadini” , “ produttori” e “consumatori”, per creare
un nuovo immaginario collettivo in cui entrino nuove
emozioni, nuovi divi e nuove storie ed anche il cinema
(1895 fratelli Lumiere).
Corpi di celluloide

Il fatto che un attore cinematografico dovesse
soprattutto piacere al pubblico, che la nascente
industria cinematografica cercasse costantemente
nuovi attori e pagasse loro delle vere fortune
quando sfondavano, che la fama enorme di cui
godevano poteva arrivare all'idolatria, tutto questo
rese il mestiere di attore del cinema un sogno, un
miraggio che catturò la fantasia delle masse: tutti
volevano diventare attori.


I corpi, dopo essere divenuti carne, diventano
celluloide privi anche della consistenza loro
materiale.
Gli attori, in ogni tempo, svuotati della loro vita,
delle loro forze sono in balia dei produttori,
dell’audience, del gradimento, delle aspettative di un
pubblico che non ammette per loro né dolore, né
sofferenza, ma eterna giovinezza e bellezza
proiettando sui loro volti le insoddisfazioni, le ferite,
le mancanze, l’anonimato di una società massificata
e senza identità.
Corpi alla moda
Il vero salto di qualità nella riflessione sulla moda avviene alla
fine del secolo e nei primi anni di quello successivo con gli studi
di G. Simmel. Simmel pubblica nel 1895 un breve saggio
sull'argomento, indagato come manifestazione collettiva di
imitazione, nella quale si esprime il bisogno di approvazione
sociale, e come spinta incessante alla differenziazione individuale
e al cambiamento. In modo chiarissimo il grande pensatore
tedesco coglie il rapporto biunivoco tra i comportamenti dei
consumatori e le trasformazioni della produzione di moda.


Si crea un vero e proprio circolo: quanto più rapidamente cambia
la moda, tanto più gli oggetti devono diventare economici e,
quanto più gli oggetti diventano economici, tanto più invitano i
consumatori e costringono i produttori a un rapido
cambiamento della moda.
I nuovi dei: immagini di carta
Di una bellezza considerata straordinaria,
Rodolfo Valentino (1895-1926) era dotato di
un fascino magnetico ed ambiguo che ne
faceva un latin lover moderno e differente dai
modelli datati di un Casanova, ma in sostanza
non molto diverso; complice anche la voce di
una sua più o meno latente omosessualità, egli
è uno dei primi sex symbol della storia
moderna, vero e proprio oggetto del
desiderio, destinato al culto di massa.


Dopo un brevissima esistenza contraddistinta
da molte relazioni poco fortunate, muore a 31
anni per un’ulcera gastrica e una peritonite. Il
giorno del suo funerale a New York vi furono
scene di isteria e fanatismo, oltre che una
trentina di suicidi ( non si sa quanto legati alla
sua morte ).
Fino a che punto…?
L'anoressia è la prima causa di morte tra le
cosiddette malattie psichiatriche e colpisce
soprattutto la popolazione femminile, evidentemente la
più influenzata dalla moda; il 60,4% delle ragazzine tra i
12 e i 14 anni sostiene la magrezza come unico canone di
valutazione, il 24% si è già sottoposta a dieta, il 34% ha
deciso di mettersi a dieta senza consultare un medico.


Ana Carolina Reston era bella, bellissima. Lavorava per
alcune delle più importanti agenzie di moda di New
York. E’ morta a soli 21 anni per anoressia. Al momento
del decesso pesava 40 chili, era alta 1,73 metri.
Ricoverata in un ospedale di San Paolo del Brasile per
insufficienza renale, il giorno dopo sarebbe dovuta
partire per Parigi, per quel lavoro che era anche
ossessione del peso, paura di ingrassare, rifiuto del cibo.
La morte di massa
La Prima guerra mondiale secondo gli storici ha una funzione
particolare, quella di educare le masse alla modernità. Questa
guerra infatti ha incorporato e accelerato la maggior parte delle
trasformazioni prodotte dallo sviluppo della società industriale.
 “Ciò di cui milioni di uomini fecero esperienza tra il 1914 e il
1918 non era solo la guerra, ma il mondo moderno: un mondo in
cui c’erano l’industria e la scrittura, il grammofono ed il cinema e
in cui la vita e la morte, il lavoro ed il tempo libero assumevano
nuovi contorni(…) Nello stesso tempo utilizza e potenzia le
nuove tecnologie industriali, estende la sperimentazione di nuove
forme di organizzazione del lavoro, di mobilitazione intensiva e
di mobilizzazione coatta di grandi masse.” (A.Gibelli)


L’esperienza della società di massa entra nella coscienza collettiva
europea come esperienza di morte di massa.
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Questa consuetudine acquisita dagli
europei nel primo conflitto mondiale
facilita in un certo senso i genocidi del
XX secolo.
I numeri dei morti, la frequenza della
morte altrui, l’accettazione della
possibilità della propria, l’anonimato
che inghiottiva le sue vittime
cancellandone l’identità, saranno gli
stessi, elevati al massimo grado, che
caratterizzeranno l’Olocausto.
Durante la I Guerra Mondiale furono
mobilitati 65 milioni di uomini, ne
morirono 10 milioni. La guerra di
trincea rendeva le trincee stesse
inespugnabili e gli attacchi in massa
comportavano il sacrificio di interi
reparti ancor prima di arrivare ai
reticolati nemici.
Ai morti bisogna aggiungere le vedove,
gli orfani, gli invalidi stimati intorno ai
6,5 milioni.
Le nevrosi da guerra: la sindrome da
shock pos-traumatico
Di massa furono anche la quantità di
patologie psichiche causate dalla guerra,
gli uomini ridotti a materiale di consumo,
i corpi penetrati da pezzi di materia,
pallottole, schegge; gli arti amputati
sostituiti da protesi artificiali, il paesaggio
sconvolto da milioni di proiettili.

Tutti gli eserciti organizzarono servizi
neuropsichiatrici collegati con le strutture
manicomiali in patria, in realtà non per la
cura, bensì per il mantenimento in
servizio del più alto numero possibile di
uomini.

“Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;” (Gen. 1,27)
<<Il corpo non è massa informe senza volto né identità,
non è un insieme di pezzi di carne e di ossa.
Il corpo ha una dignità ben superiore, esprime il modo
d’essere della Persona nel suo stato naturale di
creazione.
Esprime l’unicità ed irripetibilità di ogni essere umano,
chiamato alla più alta espressione di sé attraverso
l’armonia delle le proprie forze con il suo Creatore.>>
Corpi selezionati

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Il nazionalismo e gli stati totalitari utilizzano gli stessi strumenti.
Mussolini conosceva la psicologia della folla, Hitler arringa
continuamente i tedeschi, con slogan e frasi fatte che martellano
e condizionano, attutiscono la consapevolezza, sottolineando la
perdita sempre più evidente della unicità della persona umana, la
grandezza della forza e delle forze in essa presenti, sigillo di Dio.
Il razzismo, base ideologica del nazionalsocialismo, si fonda su
differenze fisiche, antropologiche, canoni estetici, che
giustificavano una inferiorità qualitativa della persona.
In un primo momento essa non riguarda solo il popolo ebraico,
ma tutte le persone diverse nel corpo, zingari, handicappati,
malati di mente, malati in generale, omosessuali.
La soluzione finale: la distruzione dei
corpi in massa

L’escalation di violenza nei confronti
degli ebrei nasconde un programma
preciso e definito: l’annullamento
della persona, resa sempre più corpo
senza volto, senza dignità, senza
nome.
 Prima vengono privati del lavoro
(leggi razziali), poi della casa
(ghetti), poi dei loro effetti personali
quando, deportati nei campi di
lavoro, venivano costretti a lasciare le
loro ultime cose.
Deportati su treni merci, in vagoni
quasi senza finestre, in piedi e
ammucchiati gli uni sugli altri come
animali e non più uomini, giunti nei
campi vengono privati dei vestiti, dei
capelli, tatuati con un numero al posto
del nome.

Alla fine della guerra americani e russi
troveranno nei campi mucchi di denti,
di capelli, di scarpe, di occhiali.


Poi scavando troveranno mucchi di
corpi ridotti a mucchi di ossa.
Padre Massimiliano
Kolbe: un corpo con un
anima

Appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali (1894-1941)
durante tutta la sua vita di religioso, Massimiliano si spese
principalmente per promuovere la venerazione di Maria. Cosciente
dell'impegno soprattutto teologico e intellettuale che il suo ordine
aveva speso nei secoli per promuovere il riconoscimento dell‘
Immacolata Concezione di Maria, nel 1917, con altri suoi confratelli
fondò la "Milizia dell‘Immacolata", per dare continuità anche sul
fronte esistenziale e pastorale al legame con Maria Immacolata.
L'obiettivo dell’associazione era la diffusione nel mondo della
devozione a Maria, utilizzando anche i mezzi permessi dalla
tecnologia, quali la stampa e successivamente anche la radio.
La pubblicazione della rivista "Il Cavaliere dell’Immacolata", stampato
dagli stessi frati francescani, arrivò ad una tiratura di più di 120.000
copie alla vigilia della seconda guerra mondiale.

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
Quando uno dei dieci condannati, Francesco Gajowniczek, scoppiò in lacrime dicendo
di avere una famiglia a casa che lo aspettava, Kolbe uscì dalle fila dei prigionieri e si
offrì di morire al suo posto. In modo del tutto inaspettato, lo scambio venne concesso.
I campi di concentramento erano infatti concepiti per spezzare ogni legame affettivo e
le azioni "generose" non erano accolte volentieri.
La disperazione che s’impadronì di quei poveri disgraziati, venne trasformata in
preghiera comune, guidata da padre Kolbe e un po’ alla volta essi si rassegnarono alla
loro sorte; morirono man mano fino a che le loro voci in preghiera si ridussero ad un
sussurro; dopo 14 giorni non tutti erano morti, rimanevano solo quattro ancora in vita,
fra cui padre Massimiliano, allora le SS decisero che la cosa andava troppo per le lunghe
e abbreviarono la loro fine con una iniezione di acido fenico; il francescano martire
volontario, tese il braccio dicendo “Ave Maria”, furono le sue ultime parole, era il 14
agosto 1941.


Dopo la sua morte la madre riportò un episodio che Massimiliano le raccontò quando
aveva circa 10 anni: disse che gli era apparsa la Vergine Maria con due mazzi di fiori,
uno rosso ed uno bianco, chiedendogli quale volesse; il bambino disse che li voleva tutti
e due. Alla mattina, svegliandosi, li trovò entrambi sul suo cuscino. Il mazzo bianco
rappresentava una vita pura al servizio di Dio, quello rosso il sangue che avrebbe sparso
con il martirio.
Francesco Gajowniczek riuscì a sopravvivere ad Auschwitz ed è morto nel 1995.
Negli anni 20 fondò in Polonia, non lontano da Varsavia, un
convento chiamato Niepokalanow, cioè Città di Maria
(letteralmente: "Proprietà dell'Immacolata").
Pur con un fisico indebolito dalla tubercolosi, nel 1930 partì come
missionario alla volta del Giappone dove rimase fino al 1935,
dove fondò un’altra Città di Maria, a Nagasaki.


Padre Massimilano Kolbe fu decisamente critico verso l’ebraismo
che occupava posizioni di potere all'interno della società
moderna, denunciandone fra l'altro il legame con la massoneria.
Nel mese di maggio 1941 fu arrestato dalle SS e portato nel
campo di prigionia di Auschwitz.
Alla fine del mese di luglio dello stesso anno un uomo del block di
Kolbe era riuscito a fuggire dal campo: per rappresaglia i tedeschi
selezionarono dieci persone della stessa baracca per farle morire
nel bunker della fame.

Ci sono però i “Diritti” a difendere i
corpi degli uomini…
Dopo tanto orrore, nel 1948 viene approvata dall’ONU la
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:

Art.1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in
dignità e diritti.

Art.4 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed
alla sicurezza della propria persona.
Ma dal 1948 ad oggi la libertà, la dignità, la vita di quante
persone è stata ancora offesa?
…del bambino

La Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo è stata adottata dall'
Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1959.
Principio quarto:
il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter
crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere
assicurate, a lui e alla madre, le cure mediche e le protezioni
sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente
alla nascita. Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un
alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.


Ma ancora oggi 30.000 bambini ogni giorno muoiono di fame.
…della donna
La Conferenza di Pechino del 1995 afferma di volere
promuovere attivamente la partecipazione non
discriminatoria di tutti gli individui alla vita della società,
specie contribuendo alla ratifica e all'applicazione della
Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di
discriminazione nei confronti delle donne;
E di potenziare la legislazione sulla violenza, sulle
molestie sessuali e sullo sfruttamento delle donne a
scopi sessuali.

Ma quante donne vengono violentate, uccise,
discriminate in ogni paese del mondo?
L’uomo apice della creazione, meraviglia del creato,
immagine e somiglianza di Dio, non esaurisce la propria
e più profonda natura nell’essere oggetto o soggetto di
diritti, ma nel vivere in intima relazione con il suo
Creatore, nella pienezza delle forze che lo fanno
permanere nell’Albero della Vita e nell’Amore per
amare gli altri senza carte, dichiarazioni e diritti, ma
vivendo in Cristo e nella sua Croce per vincere il male
del non-amore con la propria croce e fare esperienza
del rispetto e dello scambio del rispetto e vivere, qui ed
ora, l’esperienza di un corpo trasfigurato e glorioso e,
con il volto come quello di angelo, poter contemplare i
cieli aperti, la gloria di Dio e Gesù alla sua destra. Per
essere veramente pane vivo e discepoli di Cristo.
Madre Teresa di Calcutta
Il volto di Madre Teresa ci parla di
un’anima che ha saputo cogliere
l’anima nei corpi degli intoccabili,
abbandonati in India a morire sul ciglio
delle strade; lei li ha accolti, accuditi
fino all’ultimo istante perché non ha
visto solo corpi ma persone, uniche ed
irripetibili con una loro dignità.
Lei ha visto nei bambini non nati l’opera
meravigliosa del creatore e ha accolto
quelli nati ed abbandonati, dando loro
un futuro, ma soprattutto amandoli.
Lei ha gridato al mondo che l’uomo non è
solo corpo, ma creatura meravigliosa di
Dio.
Il corpo glorioso

La prima riesumazione, per l’inizio del processo di beatificazione, avvenne nel
1909, trent’anni dopo la morte. All’apertura della cassa, alcune anziane suore,
che avevano visto Bernadette sul letto di morte, svennero e dovettero essere
soccorse: ai loro occhi la consorella apparve non soltanto intatta, ma come
trasfigurata dalla morte, senza più i segni della sofferenza sul volto.

Il rapporto dei due medici è categorico: l’umidità era tale da avere distrutto gli
abiti e persino il rosario, ma il corpo della religiosa non era stato intaccato,
tanto che anche denti, unghie, capelli erano tutti al loro posto e pelle e muscoli
si rivelavano elastici al tatto.

La terza e ultima ricognizione fu nel 1925, alla vigilia della beatificazione. A
quarantasei anni dalla morte sul cadavere, ancora intatto, si poté procedere
senza difficoltà all’autopsia. I due luminari che la praticarono pubblicarono
poi una relazione su una rivista scientifica, dove segnalarono all’attenzione dei
colleghi il fatto (che giudicavano «più che mai inspiegabile») della
conservazione perfetta anche degli organi interni, compreso il fegato,
destinato più di ogni altra parte corporea a una rapida decomposizione. Vista
la situazione, si decise di mantenere accessibile alla vista quel corpo che
appariva non di una morta, ma di una dormiente in attesa del risveglio.
Il corpo dei santi


Santa Bernadette. Il piccolo corpo (un
metro e quarantadue centimetri) della
religiosa sembra dormire con le mani
giunte attorno a un rosario e il capo
reclinato sulla sinistra. Sono le spoglie,
intatte, a 124 anni dalla morte. Non aveva
che 35 anni, ma il suo organismo era
consumato da una serie impressionante di
patologie, alle quali si erano aggiunte le
sofferenze morali.
Quando la sua bara fu calata nel caveau ,
scavato nella terra, di una cappella nel
giardino del convento, tutto lasciava
supporre che quel minuscolo corpo
mangiato anche da cancrene si sarebbe
presto dissolto. In realtà, proprio quel
corpo è giunto intatto sino a noi, anche
negli organi interni, sfidando ogni legge
fisica.
“Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno
parte all’albero della vita” (Ap.22,13)
Preghiamo ed invochiamo
l’intercessione di Maria, nostra
Madre, perché Lei, che non è
morta ed è stata assunta in cielo
nella pienezza delle sue forze
nell’Albero della Vita con il Suo
corpo intatto, possa guidarci sulla
Via della Verità e della Vita, per
conoscere e sperimentare la gioia
dell’Amore, la meraviglia della
Creazione e la pienezza della
gloria, come Dio l’ha pensata per
noi.
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20070514_storia_III_7