n°6 - Settembre 2011
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lo spazio di mister B
Carissimi!
Sono felice felice felicissimo di ritrovarvi dopo la pausa estiva: ho sentito tanto la vostra mancanza!
Comunque, sì, anch’io sono stato in vacanza: mi sono abbronzato sulla fronte e sulla punta del naso e ho visto tanti bei luoghi e tante belle
facce. Ed eccomi qui di ritorno: anch’io ho ripreso il mio lavoro, be’, con un po’ di fatica, è ovvio. Si sta così bene quando ci si riposa e ci si
diverte!
In ogni caso, anche nel quotidiano, anche giorno dopo giorno ci sono un sacco di cose belle e divertenti, luoghi speciali da vedere, visi
simpatici da incontrare e da guardare.
E allora, visto che si parla di guardare, ecco che oggi vi racconto un po’ dei miei occhi: giganteschi e azzurri come due laghetti di montagna.
Sapete che, quando sbatto le ciglia, si alza un bel venticello? Ideale per asciugare la biancheria stesa fuori all’aperto. E poi, lo confesso, sono
un vero curioso: inforco gli occhiali, osservo e osservo, capisco, conosco, invento. Ehm, ehm, oltre che curioso, sono anche goloso, e certe
volte i gelati me li mangio proprio con gli occhi! Capita anche a voi, vero? Sarei pronto a scommetterci!
Intanto, augurandovi una buona ripresa di tutte le vostre attività e ricordandovi che aspetto sempre poesie, disegni, lettere e tutte le vostre
fantastiche creazioni che vorrete inviarmi, … vi saluto con una filastrocca e una storia che, ciascuna a modo suo, parlano degli occhi.
A presto, miei cari!
Il vostro Mister B.
Spedite i vostri lavori a: [email protected]
IL PROGETTO DI EMMA
QUESTIONE DI OCCHI
Emma vuole a tutti i costi imparare a leggere.
Le serve per il suo progetto: un progetto segreto segretissimo.
Così fa il viaggio della prima classe con grande impegno. Ascolta la
maestra; incontra le lettere dell’alfabeto che, quando si incontrano tra
di loro, si fanno quattro chiacchiere e formano le parole; si allena su
libri e quaderni, sui cartelloni della pubblicità, sulle insegne dei negozi,
sulle scatole dei detersivi nella lavanderia.
Alla fine dell’anno scolastico è diventata abbastanza veloce, a leggere.
Abbastanza per il suo progetto.
Su uno scaffale della libreria c’è un grande librone, con duecento
piccole storie. Comincia subito, dal primo giorno di vacanza. Alle nove
in punto, la sera, il suo papà è l’invitato d’onore nel posto d’onore, ai
piedi del suo letto.
Emma regala al suo papà una storia ogni giorno. Il suo papà ha gli
occhi che non vedono, ed è molto felice di sentire le storie di Emma.
Ogni tanto Emma si fa matte risate, guardando i disegni del libro che
sono proprio buffi. Così legge anche quelli, al suo papà: gli legge le
nuvole, le facce, i vestiti, le stelle, le montagne e le case.
E siccome il suo papà ha un cuore che ci vede benissimo, si fa matte
risate pure lui.
Se guardo nei miei mondi
con gli occhi un po’ azzurrini
vedo cieli rotondi
vedo mari bambini
La vita certe volte
è come tu la guardi
se fai le giravolte
cambiano gli sguardi
Se guardo ogni cosa
e vedo solo dolcezze
allora ho gli occhi rosa
e le mani di carezze
Se poi in certi momenti
gli occhi me li presti tu
saprò quello che senti
vedrò molto di più
Se guardo le giornate
con gli occhi scuri scuri
vedo facce rabbuiate
vedo sempre musi duri
In ultimo ti dico, magari non
lo sai
usa gli occhi del cuore
li ho io anche tu li hai
non importan le diottrie non
importa il colore
con quelli si guarda con amore.
da 40 Storie di viaggio, Cristina Bellemo, Edizioni Messaggero Padova
Filastrocca di Cristina Bellemo
Se guardo le stagioni
e ho gli occhi con le strisce
vedrò strette prigioni
e strade poco lisce
Illustrazioni di Erika Barletta
L’ABbeCedario n. 6 – Settembre 2011
Direttore responsabile: Cristina Bellemo
Redazione e coordinamento: Giusy Battain e Chiara Dal Fiume
Editore: A.B.C. Associazione Bambini Chirurgici del Burlo onlus,
Via dell’Istria 65/1 - 34137 Trieste
Iscrizione nel registro della Stampa tenuto presso il Tribunale
di Trieste, autorizzazione n. 1208 del 17/11/2009
Art direction e impaginazione: Kora Comunicazione
Stampa: Scarpis di G. Scarpis & C. (S.A.S.) Tipografia
pag. 1
L’Editoriale - Un mondo migliore
Parte di una grande famiglia
Luca Alberti
Tiziana Basaldella
Giusy Battain
Cristina Bellemo
Catia e Mauro Benassi
Gabriella Clarich
Chiara Dal Fiume
Rosella Giuliani
Periodico di informazione
su attività, progetti e iniziative proposti da A.B.C. Associazione Bambini Chirurgici del Burlo onlus
pag. 2
Un lavoro da amare
Dietro il sorriso di un bambino
pag. 3
A casa dall’ospedale
Il nuovo sito di ABC e Natale con ABC
Un mondo migliore...
pag. 4
Come aiutare A.B.C.
Dedicato ai bambini: lo spazio di Mr B
Il punto
di Luca Alberti
L’impegno di ciascuno di noi fa la differenza
C
L’Editoriale
arissimi lettori,
settembre è il mese del rientro al solito
tran tran: i più piccini tornano a scuola, e
i grandi riprendono il lavoro e la loro vita
frenetica! A.B.C., invece, ha il piacere di
entrare ancora una volta nelle vostre case,
per raccontarvi un altro pezzo di quello
che avviene
all’interno
dell’ospedale
e non solo.
In questo
numero potrete
conoscere il duro
e insostituibile
lavoro del
personale
infermieristico
Luca Alberti e il figlio Riccardo del reparto di
chirurgia del Burlo, e sapere qualcosa in
più della dottoressa Clarich, direttore della
struttura complessa di chirurgia maxillofacciale, impegnata anche come volontaria
a curare i bambini che hanno dovuto
subire le conseguenze terribili della guerra
in Bosnia ed Erzegovina, finita nel 1995. La
nostra psicologa, invece, cercherà di
aiutare i genitori alle prese con i disturbi
del sonno del loro bambino, una volta
tornati a casa dall’ospedale.
Come leggerete, vi faremo conoscere
anche la possibilità di sostenere i progetti
di A.B.C. attraverso i biglietti natalizi,
realizzati con le splendide immagini di
alcuni illustratori per l’infanzia, che hanno
reso disponibili le loro opere. L’anno scorso
qualche genitore si è fatto, a sua volta,
promotore dell’iniziativa verso parenti,
amici e colleghi… La partecipazione di
tutti può davvero fare la differenza!
Non mi rimane che ringraziare, ancora
una volta, quanti ci stanno vicini, e ci
permettono di raggiungere traguardi
importanti per la guarigione dei piccoli di
cui ci prendiamo cura.
Un caro saluto e buona lettura,
Per questo numero hanno collaborato:
A.B.C. protegge i tuoi dati ai sensi della normativa in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 196/2003), ti informiamo che i tuoi dati saranno trattati da A.B.C in modo lecito, secondo correttezza e adottando tutte le misure necessarie a garantirne la massima riservatezza, esclusivamente con la finalità di fornire notizie sulle attività svolte
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4
C/O IRCCS “Burlo Garofolo”
Via dell’Istria, 65/1
34137 Trieste
Luca Alberti
Presidente di A.B.C. Associazione
per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus
T
utto è iniziato un po’ per gioco, in quel
febbraio del 2005 e, naturalmente, per
gratitudine. In quel momento non avremmo
mai immaginato quanto l’avventura A.B.C. ci
avrebbe coinvolti negli anni, e quali aiuti reali
avremmo potuto offrire.
A dirla tutta, però, gran parte del merito non
è nostro.
Certo, siamo partiti in pochi, con grande
entusiasmo e, senza dubbio, anche con un
po’ di incoscienza. Forse, se avessimo saputo
fin dall’inizio delle lungaggini burocratiche,
dei risvolti politici che si celano dietro le
strategie sanitarie e della necessità di essere
fortemente caparbi nell’ottenere risultati,
probabilmente non ci saremmo imbarcati
in un “viaggio” come questo. Noi pochi
credevamo, attraverso le nostre azioni,
i nostri contatti, le nostre idee e i nostri
progetti, di poter fare davvero la differenza
per i bambini chirurgici.
Ecco, questo è lo spirito che ancor oggi
ritrovo, immutato, in A.B.C.
Abbiamo sempre creduto che ognuno
potesse portare un suo contributo, piccolo o
grande, allo scopo di “fare qualcosa in più”.
Così è stato. Infatti, sulla nostra strada,
abbiamo incontrato persone con cui
condividere valori e, assieme, poter pensare
a un mondo migliore. Solo grazie a questi
incontri A.B.C. è riuscita a raggiungere i
risultati di cui vi parliamo nelle pagine del
nostro giornale.
Ma crediamo sia solo l’inizio. Tra noi spesso
diciamo di aver ancora tanto cammino da
percorrere, e molto da dare.
In un momento storico come questo, in cui
tutto appare difficile e stantio, in cui niente
sembra dipendere da noi, non prendetemi
per utopista se invece credo fortemente
nell’esatto contrario. Il nostro/vostro
impegno fa la differenza.
Parte di una
grande famiglia
FESTA DI PRIMAVERA
DI A.B.C.
Lo scorso 29 maggio si è tenuto il
grande ritrovo con i bambini e le
famiglie di A.B.C. presso il Castello
Formentini di San Floriano del
Collio. Una splendida giornata trascorsa all’insegna del gioco e del
divertimento. Un grazie di cuore a
tutti coloro che hanno partecipato
e alle volontarie di A.B.C. che hanno reso speciale quella giornata.
All’anno prossimo con un nuovo
ritrovo!
Genitori coi
piedi verdi
di Catia e Mauro Benassi
La solidarietà per affrontare il dolore
S
iamo i genitori di Greta e tre anni fa ci
siamo ritrovati ad affrontare una situazione
che nessun genitore vorrebbe mai dover
vivere: la malattia di un figlio. Dopo diverse
ricerche, abbiamo deciso di rivolgerci al
Burlo e lì abbiamo conosciuto la grande
professionalità della dottoressa Clarich, del
dottor Maranzano e di tutta la loro equipe.
Ogni istante della malattia è stato davvero
difficile ma, per nostra fortuna, abbiamo
ricevuto tanto conforto da parte della
dottoressa Antonella Tripani, psicologa
di A.B.C. Le sue parole, i suoi gesti e i
suoi sorrisi ci hanno davvero aiutato in
ogni momento di sconforto. Ora Greta sta
meglio anche se qualche controllo sarà
ancora necessario.
Conoscendo l’associazione abbiamo
capito che anche noi, nel nostro piccolo,
potevamo contribuire ad aiutare
concretamente qualche genitore che
si sarebbe ritrovato nella nostra stessa
situazione.
Abbiamo così
deciso di
“contraccambiare”,
per quanto
possibile, e insieme
a zie e zii abbiamo
partecipato a “Sexto
Vintage” a Sesto
al Reghena (PN),
con una bancarella
il cui ricavato è
stato interamente
devoluto ad A.B.C.
Tutti si sono messi
in gioco con energia, soprattutto Sara,
la sorella di Greta, e gli ospiti della casa
di riposo di Sequals, che hanno messo a
disposizione dei piccoli lavoretti fatti a
mano. È stata un’esperienza molto positiva
che ci piacerebbe ripetere e magari, visto
che le occasioni non mancano (sagre
paesane, feste), altri genitori potrebbero
“portare” in piazza la propria bancarella
e contribuire così
a diffondere il
messaggio di A.B.C.
Condividere le
esperienze negative
aiuta sicuramente a
non sentirsi soli e a
superare momenti
apparentemente
inaffrontabili, ma
siamo dell’avviso
che condividere
con gli altri anche
gli eventi positivi,
come la partecipazione ad una buona
causa, possa farci sentire parte di una
grande famiglia, capace di portare un
po’ di conforto alle famiglie dei bambini
chirurgici. Non è semplice trasformare
i nostri sentimenti in parole, ma ci
auguriamo che con la nostra esperienza
siamo riusciti ad aiutare qualcuno di
speciale, come la nostra Greta.
1
1
li infermieri pediatrici non sono angeli e la nostra
non è una missione, ma ancora meno ci piace essere
definiti come quelli che fanno le punture ai bambini
cattivi (come purtroppo ci tocca ancora talvolta sentire).
Siamo persone che hanno scelto di fare una professione
che comporta un percorso, talvolta duro: non può essere
un ripiego, tanto per trovare un lavoro, ma richiede tanta
passione, formazione e aggiornamento.
Lavorare in un reparto di chirurgia pediatrica non è
semplice, perché dobbiamo saper entrare in sintonia con
pazienti di tutte le età, dal bambino all’adolescente: saper
conquistare la loro fiducia anche quando siamo costretti
a fare delle manovre invasive e poco piacevoli; saperli
ascoltare ma anche farci ascoltare; saperli divertire e
interessarci alle loro passioni (musica, film, cartoni, giochi
o sport). Tutto questo, però, non è ancora sufficiente, se
non riusciamo prima a conquistarci la fiducia dei genitori,
dimostrando la nostra professionalità, perché nulla
arriva al bambino se prima non passa dai genitori, che
sono il suo punto di riferimento e il nostro valido aiuto
nell’assistenza.
Il Dipartimento di chirurgia pediatrica del Burlo è un
insieme di cinque specialità chirurgiche, ognuna con le
sue competenze ed esigenze, sia per interventi semplici
(ma sempre importanti per il bambino e la sua famiglia),
sia impegnativi, dove il paziente ha una patologia
complessa che richiede, talvolta, l’intervento di più
discipline chirurgiche nella stessa seduta operatoria.
La nostra competenza assistenziale, quindi, spazia da:
- la chirurgia generale, che comprende interventi piccoli
come l’ernia inguinale, e più complessi di chirurgia gastrointestinale, urologica, toracica e oncologica, eseguiti il più
delle volte con tecnica mini-invasiva o laparoscopica;
- l’ortopedia, con la traumatologia, le correzioni di
difetti semplici come i piedi piatti, ma anche di quelli
più importanti e invalidanti, fino al trattamento delle
deformità della colonna sia in pazienti “sani” (scoliosi
idiopatica) che in pazienti con gravi malattie congenite,
neurologiche e malformative;
- l’otorino che, dalle numerose e immancabili tonsille e
adenoidi (patologia molto frequente in età pediatrica),
arriva fino agli impianti cocleari;
- la stomatologia e la maxillofacciale che, oltre a fornire
cure dentarie in anestesia generale a bambini non
collaboranti o con handicap, intervengono anche con la
chirurgia plastica e ricostruttiva di labio-palatoschisi e
malformazioni facciali;
- l’oculistica, infine, ma certo non ultima, tratta sia
patologie che necessitano solo di terapia medica che
quelle chirurgiche, dalla correzione degli strabismi fino ad
arrivare recentemente ai trapianti di cornea.
Ognuna di queste specialità ha la sua equipe medica
dedicata, mentre a noi infermieri è richiesto di saperle
gestire tutte contemporaneamente, e la nostra
conoscenza deve essere tale da consentirci di assistere
tutti i pazienti in modo appropriato e diversificato, di
saper valutare l’andamento del decorso pre e postoperatorio, di saper segnalare o suggerire cambiamenti,
ma anche e soprattutto di saper rispondere alle tante
domande e paure dei genitori.
Se nella favola di Biancaneve la casa dei nani aveva sette
di tutto, sette posate e sette piattini, sette seggioline e
sette lettini, nel nostro reparto si trova invece “cinque di
tutto”: cinque primari, cinque registri, cinque cartelle,
cinque ambulatori e, ogni giorno, cinque liste operatorie,
cinque giri visite, cinque medici reperibili, ecc.
Dietro il sorriso di un bambino
Ma se cinque non è ancora abbastanza, come esiste il
sesto senso, esiste anche per noi la sesta specialità: quella
anestesiologica. Gli anestesisti non fanno parte del nostro
reparto ma è comunque di nostra competenza seguirli
nella gestione pre e post-operatoria, e anche loro hanno
cartelle e ambulatorio dedicato.
Negli anni molto è cambiato nel lavoro dell’infermiere:
se da una parte la chirurgia è avanzata, permettendo ai
medici di affrontare interventi sempre più complessi,
e quindi anche per noi più difficili e impegnativi da
seguire, dall’altra i presidi sempre più sofisticati e le
apparecchiature sempre più tecnologiche ci danno
un valido aiuto nella gestione delle terapie e dei
monitoraggi, mentre la chirurgia sempre meno invasiva
e più conservativa permette ai piccoli pazienti un
recupero veloce dello stato di benessere, accorciando
notevolmente i tempi di degenza. Un altro aiuto
importante ci arriva anche dalla terapia antalgica, che
si va sempre più perfezionando e sensibilizzando verso
il paziente. Il nostro ospedale, che fa parte del progetto
Ospedale senza dolore, è molto attento ai bisogni di
analgesia dei pazienti, e questo consente a noi di lavorare
più serenamente, ai bambini di essere più ben disposti e
più collaborativi.
Essere infermiere pediatrico in un reparto di chirurgia
come il nostro costa molta fatica, e non sempre il lavoro
che facciamo viene capito e apprezzato, ma a fine turno
si riesce sempre a portare a casa qualche soddisfazione:
per un bambino dimesso, per un sorriso conquistato, per
una parola di riconoscimento dei genitori, e questo ci fa
amare ancora di più la nostra professione.
di Chiara Dal Fiume
S
tabilita la data dell’intervento chirurgico, in famiglia si
manifestazione di un disagio transitorio dovuto allo stress
comincia il conto alla rovescia, fino al momento dell’ingresso
vissuto. Se gli adulti riescono a “digerire” l’ansia e la paura
in sala operatoria. Per quanto i genitori possano impegnarsi
vissuta in ospedale appena il problema medico viene risolto
a controllare razionalmente le proprie emozioni di fronte al
e cercano di rassicurarsi razionalmente, il bambino a volte
piccolo, tutta la famiglia è invasa da uno stato di ansia più o
manifesta sintomi di disagio in un tempo anche molto lontano
meno forte. Solitamente ogni bambino è in grado, con l’aiuto
dall’evento stesso. Quando ciò si verifica, i genitori fanno fatica
dei genitori, di affrontare tutte le
a comprendere le cause dei risvegli
procedure, più o meno dolorose, di
notturni, o delle scenate serali.
preparazione all’intervento, l’intervento
Il rientro a casa dall’ospedale è il
stesso, la degenza in ospedale e la
momento in cui si può aiutare il
convalescenza a casa.
bambino ad elaborare quello che è
Durante tutto questo percorso, il
stato vissuto durante il ricovero.
bambino vive emozioni e sentimenti
Per il bimbo in grado di giocare e
che elabora, in un tempo successivo, al
rappresentare, i genitori possono
rientro a casa e alla normalità.
raccontare la vicenda vissuta
Credo che sia importante considerare
costruendo con lui una storia con
che il bambino chirurgico, a qualsiasi
altri personaggi, oppure riandare
età, prova sentimenti di impotenza,
alle esperienze trascorse trovando
rabbia, frustrazione e paura rispetto
semplici riferimenti concreti, come ad
all’esperienza che sta vivendo. Queste
esempio: «Ti ricordi l’infermiera che ti
emozioni, a volte, provocano sintomi
ha dato la nutella a colazione? Quella
diversi appena si rientra a casa.
nella scatolina piccola piccola? E la
Frequentemente, parlando con i
cremina magica che non fa sentire il
genitori quando ormai la vita familiare
pic dell’ago?».
Rosella Giuliani,
è tornata alla normalità dopo un
Sono sicura che ogni genitore è in
psicologa-psicoterapeuta di A.B.C.C.
periodo trascorso in ospedale, mi
grado di trovare le parole e i contenuti
raccontano della difficoltà che il loro
adatti al proprio bambino proprio
bambino ha ad addormentarsi, oppure
perché è lui che lo conosce meglio di
dei frequenti risvegli notturni che si verificano da quando è
ogni altro, ed è con lui che ha vissuto l’esperienza ospedaliera.
stato sottoposto all’intervento. In questo periodo possono
É possibile che il bambino chieda di raccontargli “la storia di lui
tornare i disturbi del sonno di cui il bambino ha sofferto in
all’ospedale” tante e tante volte, fino a sfinire i genitori: non c’è
precedenza, oppure possono comparire per la prima volta.
da spaventarsi, potrebbe avere ancora bisogno di essere aiutato
In realtà non sono veri e propri disturbi del sonno, ma la
a rappresentare mentalmente le emozioni vissute e forse
Senza il camice
Intervista alla dottoressa Gabriella Clarich
N
on capita tutti i giorni di conoscere una
professionista anche dai racconti delle sue passioni e della
sua quotidianità. In questo numero abbiamo il piacere
di incontrare la dottoressa Gabriella Clarich, direttore
della Struttura Complessa di Chirurgia Maxillo-facciale
e Odontostomatologia dell’ I.R.C.C.S Burlo Garofolo di
Trieste, nonché membro del Consiglio dell’Ordine dei
Medici di Trieste, di cui è l’unica componente donna,
e coordinatrice della Commissione Pari Opportunità.
Un medico che, con abnegazione, regala, giorno dopo
giorno, il sorriso (e anche il broncio, perché no?!) a
pazienti vicini e lontani.
Cominciamo, per i profani, a spiegare cosa significa
“Chirurgia Maxillo-facciale”.
«La Chirurgia Maxillo-facciale infantile, di cui io mi
occupo, fornisce prestazioni specialistiche di prevenzione,
diagnosi, terapia e riabilitazione di malformazioni
alla testa e al collo; in tale ambito vengono trattate le
patologie del cavo orale (denti), dell’articolazione della
mandibola, delle strutture scheletriche e dei tessuti
molli. In questa disciplina utilizziamo competenze sia
dell’odontostomatologia che della chirurgia plastica e
dell’otorinolaringoiatria: quindi accorpa competenze di
varie specialità».
So che è coinvolta anche in attività di solidarietà
internazionale. Di cosa si tratta?
«Oltre che un’attività volontaria di cura in ambito
ambulatoriale, offro un aiuto in termini di prevenzione. In
particolare, mi occupo di bambini disabili (anche psichici)
che hanno più difficoltà a lavarsi i denti o a nutrirsi in
modo corretto. Ciò può favorire la formazione della
4
2
carie, causa di dolore, a volte anche molto intenso. Nel
servizio di questo genere.
2005 sono stata contattata dalla Caritas di Trieste, che ha
Restituire il sorriso ai bambini, dal punto di vista
ricevuto una richiesta di aiuto per cure odontoiatriche
professionale, ma ancor più umano, dà molta
dal Centro di riabilitazione per disabili Sacra Famiglia di
soddisfazione e questo risvolto umanitario del mio lavoro
Mostar. Facendo tesoro delle
è ormai parte integrante della mia
competenze acquisite nella
vita».
cura dei disabili all’ospedale
Quali sono gli aspetti positivi e
Burlo Garofolo, abbiamo
quelli più faticosi nella vita di
avviato una serie di missioni
un medico?
periodiche di 3 o 4 giorni
«Fare il medico è una professione
con un’equipe operativa
molto bella, si ha la possibilità di
composta da una ventina di
utilizzare le proprie conoscenze
professionisti volontari. La
per alleviare e spesso risolvere i
prossima settimana partirò per
problemi di salute. Chiaramente
la mia diciottesima missione.
le difficoltà sono molte, ma credo
Grazie alla generosità di molti
che la passione per il mio lavoro
colleghi odontoiatri e donatori
mi dia la giusta carica per cercare
privati, siamo riusciti ad
di superarle. Non è semplice la
acquistare tutta l’attrezzatura
vita di un medico, a maggior
necessaria per allestire un
ragione donna, dato che lavora
ambulatorio funzionale, in
sia a casa che fuori, ma una buona
cui poter fare interventi in
dose di forza di volontà, amore e
anestesia generale con la
dedizione aiuta».
collaborazione del primario
Nel corso degli anni, che
Dott.ssa Gabriella Clarich, direttore S.C. Chirurgia Maxilloanestesista dell’ospedale
mutamenti ha notato in ambito
facciale e Odontostomatologia, IRCCS Burlo Garofolo
sanitario?
locale. Ogni volta riusciamo a
«Certamente ci sono stati degli enormi miglioramenti,
curare in modo completo il cavo orale di almeno dieci
basti pensare alle nuove tecniche chirurgiche, ai supporti
piccoli pazienti. Il nostro obiettivo è riabilitare la bocca,
tecnologici per la diagnostica e l’assistenza. La storia
quindi non pratichiamo interventi meramente estrattivi,
ma soprattutto conservativi e riabilitanti (otturazioni, cure della medicina è certamente andata avanti dal punto di
vista tecnologico e anche umano, i mutamenti hanno
canalari, ricostruzioni e applicazione di protesi). I risultati
influenzato il modo di lavorare e il contesto. Non da
sono stati evidenti già dalle prime missioni. La richiesta
ultimo credo che un miglioramento importante l’abbia
è molto alta, dato che in tutta la Bosnia non esiste un
apportato anche il personale infermieristico, con
l’acquisizione di nuove competenze e conoscenze, che
agevolano l’operato del medico. Si può parlare male
o bene della sanità, ma francamente posso dire che i
cambiamenti ci sono stati e hanno condotto certamente
a un progresso: ho iniziato a lavorare 32 anni fa e posso
testimoniare che sotto tutti i punti di vista si è assistito
ad un’evoluzione positiva, dalle capacità di cura, agli
approcci psicologici, al controllo del dolore».
È mai successo, nella sua carriera professionale, che
il suo “credo” di persona e di donna abbia dovuto
scontrarsi con la sua deontologia?
«Penso di no, ho sempre fatto quello che ho ritenuto
giusto fare. Sono una persona credente e sono convinta
che la mia Fede mi abbia aiutato molto nelle decisioni
quotidiane».
Come ama passare il suo tempo libero?
«Ne ho davvero poco a disposizione, e lo voglio
trascorrere con la mia famiglia, essendo io mamma di tre
figli!».
Dal punto di vista lavorativo, quali sono i suoi prossimi
obiettivi?
«Il mio obiettivo principale è quello di riuscire a sostenere
i giovani medici, dando loro l’esempio, contribuendo
ad affinare le loro qualità e capacità, perché sono
fermamente convinta che i miei collaboratori dovranno
essere migliori di me. Solo così si potrà davvero parlare di
progresso professionale e umano».
È on-line
il nuovo sito
di A.B.C.
ancora intense. E per il bambino piccolo che ancora non utilizza
il gioco simbolico e non è in grado di seguire il racconto di una
storia? È possibile, a volte, che questi bambini, al rientro a casa,
diventino dei veri e propri tiranni e che non lascino neanche
per un momento la mamma e a volte il papà. Tutto questo si
aggiunge ai problemi del sonno.
In questi momenti è facile che i genitori pensino a una
“regressione”, ma credo che invece sia la manifestazione
transitoria del disagio provato dal bambino, e soprattutto della
sua paura di essere separato dalle figure di riferimento; questa
paura appartiene anche ad alcuni processi dello sviluppo
evolutivo. Cosa fare allora?
Comprendere che il bambino è in difficoltà e va rassicurato
può aiutare i genitori a trovare il modo migliore per consolarlo
e sostenerlo. I disturbi e le manifestazioni di disagio, però,
dovranno attenuarsi fino a scomparire nel giro di qualche
settimana altrimenti … possiamo parlarne ancora!
Cari genitori, vorrei concludere dicendo che i problemi legati
al sonno del vostro bambino dopo l’intervento chirurgico
si possono risolvere, anche se in certi momenti sembrano
irrisolvibili: si possono considerare come sintomi di uno stress
vissuto insieme a voi e con voi, assolutamente “digeribile”!
Natale
con A.B.C.
Scegli anche tu i biglietti natalizi di A.B.C.!
Anche quest’anno gli artisti della Mostra
internazionale d’illustrazione per l’infanzia di
Sarmede mettono a disposizione i loro capolavori, per
dare un valore diverso ai vostri auguri, contribuendo
ai progetti rivolti ai bambini
chirurgici. I
biglietti
che potrete
ordinare sono
diversi.
Per visionarli
e
scegliere
quelli che più
vi
piacciono
basterà spedirci
un’e-mail con la
richiesta.
L’invito è rivolto
anche alle
aziende: infatti i cartoncini e le buste potranno essere
personalizzati con la ragione sociale della vostra
ditta, con il logo e con il messaggio che vorrete
comunicare.
L’offerta minima per 10 pezzi con busta (ordine
minimo, spese di spedizione escluse) è di 11 euro.
La personalizzazione prevede un costo aggiuntivo
da quantificarsi a richiesta.
Per riceverli direttamente a casa vostra tramite posta
vi basterà mandare un’e-mail, entro fine ottobre,
all’indirizzo di posta elettronica
[email protected]
o chiamare il numero 328 2833146.
I fondi raccolti ci permetteranno di continuare a
garantire un supporto psicologico ai genitori di
bambini nati con malformazioni durante tutto il
ricovero ospedaliero.
Aiutateci a diffondere questa iniziativa: potrete
richiederci anche qualche biglietto in più per
promuoverli tra parenti e amici!
Il prossimo Natale ognuno di noi può fare qualcosa
di speciale: diventare “ambasciatore” delle iniziative
di A.B.C.
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www.abcb
Entro pochi giorni sarà in linea il nuovo sito
di A.B.C., con tante sezioni e una nuova veste
grafica che permetterà una navigazione più
semplice ed efficace.
Collegandovi al sito www.abcburlo.it, avrete
la possibilità di scaricare il nostro periodico in
formato pdf, di guardare le foto degli eventi, di
fare donazioni on-line con carta di credito, di
leggere le news, di iscrivervi alla newsletter e
tanto altro ancora.
Potete inoltre seguirci tramite il profilo facebook
di A.B.C. Vi aspettiamo numerosi!
. ringrazia:
zioni A.B.C
de
delle illustra
di Sàrme
concessione
ovic´
l’Infanzia
Per la gentile
trazione per tto da Svjetlan Junak
azionale d’Illus
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Mostra Intern e sul tema del Natale stra.it
demo
trazion
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Corso d’illus
Cristi
G
A 4 braccia
di Rosella Giuliani
ne.com
Più di tutte le fatiche, conta un sorriso conquistato
A casa dall’ospedale...
che fatica la nanna!
koracomunicazio
In reparto
Acrilico
Natale -
di Tiziana Basaldella
- Regali di
na Biasetto
Un lavoro da amare
Grazie!
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NR 06 - SET 2011