SAN GIUSEPPE OPERAIO Anno XLII - N° 3 n. 413 Aprile 2012 sulle orme di Gesù E’ Pasqua! Facciamo festa. Morte e peccato non hanno l’ultima parola. Carissimi amici e fratelli,veramente la Speranza è il dono di Dio, lungo le strade della vita. Eccoci di nuovo a Pasqua a rinnovarci alle fonti della nostra fede: Gesù morto e risorto per la nostra salvezza. Come ci sono spontanee le parole dell’Apostolo Pietro: “Benedetto sia Dio, il Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Ha avuto tanta misericordia per noi, che ci ha fatti rinascere: risuscitando Gesù Cristo dai morti, ci ha donato una vita nuova. Ora abbiamo una speranza viva, perché siamo in attesa di ottenere quell’eredità che Cristo ha preparato nei cieli” (1 Pt. 1,3-5). Le parole esprimono bene l’atmosfera pasquale e ci danno una sensazione di freschezza e di novità. Restano le ansie e le preoccupazioni di ogni giorno, le contraddizioni e le tensioni sociali; ma una nuova freschezza canta nel cuore. Cristo è risorto! E’ vivo in mezzo a noi! E noi proclamiamo con gioia la vittoria della vita. L’egoismo, l’oppressione, la realtà oscura che noi chiamiamo peccato, non hanno l’ultima parola. Il successo della storia spetta alla vita e a tutto ciò che genera vita: il servizio, l’amore vicendevole, la pazienza, la fedeltà anche nella prova, la benevolenza, la disponibilità al perdono e all’ospitalità. La nostra esistenza non si trova più, allora, lungo strade sconosciute, le nostre mani non brancolano nel buio alla ricerca disperata di un senso. Con Gesù di Nazareth risorto è risorta la nostra speranza. Facciamo festa allora, assieme! Perché è finito il tempo oscuro dell’attesa, e già nel nostro mondo sta per compiersi un avvenire di gioia insperata. Non può far festa chi non ha speranza. La festa per il cristiano consiste infatti nel gridare l’insperato, cantare la vita più forte di ogni morte, celebrare il senso di ogni cosa. (segue a pag. 2) don Giancarlo a Pasqua “Che la Buon del risorto gni sia vedere i se ostre anime, n le presenti nel nel mondo, i, o attorno a n a travagliata in questa stori entata, e spesso torm cresca perché la gioia ilaghi”. d e l’amore puro i vostri preti Veglia pasquale sabato santo 7 aprile ore 22 C redere attraverso parole, luce, gesti, azioni, fiori, preghiere, canti. Mettiamo in atto la nostra Fede e se in questa Notte Santa c’è bisogno di venire in chiesa e usare incenso, fuoco e candele, vuol proprio dire che ne vale la pena. Solo la decisione di vivere la Veglia di Pasqua potrà dirci la sua importanza. Decidiamo allora con gioia di partecipare. “La bellezza non ha causa: esiste. Inseguila e sparisce. Non inseguirla e appare. Sai afferrare le crespe del prato quando il vento vi avvolge le sue dita? Iddio provederà perchè non ti riesca! Emily Dickinson Settimana Santa e Pasqua 5 aprile: GIOVEDI’ santo - ore 21: MESSA a ricordo dell’ULTIMA CENA del SIGNORE. La chiesa rimane poi aperta per l’adorazione fino alle 23. 6 aprile: VENERDI’ santo Digiuno (per gli adulti) e astinenza dalle carni (oltre i 14 anni). - Turni di adorazione, singola o a gruppi dalle 8 alle 17,30. Confessioni per tutto il giorno (9-12; 15-19) - Ore 18: LITURGIA in MEMORIA della MORTE di GESU’ - Ore 21: VIA CRUCIS nel giardinetto pubblico di via Feliziani. 7 aprile: SABATO santo - CONFESSIONI per tutto il giorno (9-12; 15-19; 21-23). VEGLIA PASQUALE: inizio ore 22 8 aprile: DOMENICA di PASQUA: Messe: 8 - 10 - 11,30 - 18 9 aprile: LUNEDI’ dell’ANGELO: Messe: 8 - 10,30 - 18 PAGINE 6 ela7 PASQUA Dedicate al 2 CAMMINIAMO INSIEME DA PAG. 1 Facciamo festa: Ha scritto Fr. Roger Schutez, il compianto priore di Taizè: “Se la festa scomparisse dal mondo degli uomini... Se, un bel mattino, ci svegliassimo in una società ben organizzata, funzionale, soddisfatta ma svuotata di ogni spontaneità.... Se la preghiera dei cristiani diventasse un discorso tutto cerebrale, secolarizzato al punto da annullare il senso del mistero, della poesia, senza più nessuno spazio possibile per la preghiera del corpo, per l’intuizione, per l’affettività... Se la coscienza oppressa dei cristiani rifiutasse una felicità offerta da Colui che, sul monte delle beatitudini, sette volte dichiara: “Beati...”. Se gli uomini dell’emisfero nord sfiatati nell’attivismo, non trovassero più quella sorgente a cui attingere lo spirito di festa: una festa ancora viva nel più profondo dell’uomo dei continenti del sud... Se la festa si cancellasse dal Corpo di Cristo, la Chiesa, vi sarebbe ancora sulla terra un luogo di comunione per tutta l’eternità?”. * * * Penso che rileggere queste parole di faccia bene per entrare nello spirito pasquale. E’ veramente la Festa delle Feste per i cristiani questa Pasqua! Ecco, amici e fratelli, l’augurio pasquale che di cuore vi rivolgo: vivete la festa pasquale cone un autentico ritorno alle sorgenti della vostra fede! Il Signore ci ama, ci perdona, ci capisce, ci aspetta sempre. Lasciamoci amare e salvare da Lui! dgc Aprile 2012 Calendario parrocchiale di MAGGIO MARTEDI’ 17,15: catechismo bimbi calciatori 21,00: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica aperta a tutti (ogni 15 gg.) MERCOLEDI’ 15: catechismo ragazzi di 1ª e 2ª media 15,30: catechesi per gli adulti (gruppo del mercoledì) 17,15: catechismo bimbi calciatori (8-9-10 anni) 21,00: celebrazione della Parola per le comunità neocatecumenali GIOVEDI’ 17,30: catechesi per gli adulti (gruppo del giovedì) 18,30: gruppi giovanili 21,15 (dopo il mese di maggio): incontri di preparazione per gli Sposi degli anniversari di matrimonio VENERDI’ 18,30 o 21: gruppi giovanili SABATO 14,30: catechismo per i bimbi delle elementari (o ritiro) 18,00: Messa pre-festiva 21,00: Messa per le comunità neocatecumenali 1 2 3 4 5 6 Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica 8 Martedì 10 Giovedì 12 14 19 22 Sabato Lunedì Sabato Martedì 26 Sabato 27 Domenica 30 Mercoledì ore 10: Messa di Prima Comunione. • ore 20,45: inaugurazione del mese di maggio in chiesa inizia il mese di maggio anche nei quartieri (ore 20,45) ore 21,15 (dopo il rosario): “Lectio divina” ore 20,45 in chiesa: rassegna cori parrocchiali solennità di S.Giuseppe Operaio: Sagra della parrocchia ore 10,30 Messa solenne ore 21,15: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica ore 21,15: 1° incontro di preparazione per gli Sposi degli anniversari ritiro spirituale per i bambini di 4ª e 5ª elementare Gita-pellegrinaggio al Santuario di Montallegro ritiro spirituale per i ragazzi di 2ª media • ore 21,15: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica • Ritiro di 1ª Confessione per i bambini di 2ª elementare confessioni prima dell’estate per i bambini di 3ª-4ª-5ª elem. ore 11.30: Messa per gli Sposi degli Anniversari di Matrimonio • ore 15: confessioni per i ragazzi di 1ª e 2ª media • ore 21: conclusione Mese di Maggio con processione Il “Corso Fidanzati”: una bella sorpresa! Vogliamo sposarci non “in” Chiesa” ma “nella” Chiesa D al 27 Gennaio al 23 Marzo si è tenuto in parrocchia il corso fidanzati, un’esperienza di confronto e riflessione sul senso del Matrimonio cristiano. Ci presentiamo! Siamo Alessandra e Marco, una giovane coppia di fidanzati. Abbiamo deciso di frequentare il corso perchè desideriamo sposarci, come dice don Giancarlo, non tanto “in Chiesa”, ma “nella Chiesa”. Perciò, abbiamo deciso di provare questa esperienza su suggerimento di un amico sacerdote. E’ stata davvero una bella sorpresa! Ci sentiamo di consigliarlo alle coppie prossime al Matrimomio, anche a chi non frequenta abitualmente la parrocchia, perchè nel corso si è diffuso un clima di accoglienza e familiarità nei confronti di tutte le esperienze, solitamente non facile da trovare. Dal punto di vista della futura vita di coppia, il corso ci ha permesso di riflettere su temi ai quali rischiavamo di dare scarsa importanza e che, invece, sono fondamentali. Il perdono, la fedeltà, l’apertura alla vita sono stati gli argomenti affrontati all’interno di piccoli gruppi. Abbiamo colto questi momenti nei gruppi come un’occasione di arricchimento, poichè abbiamo potuto confrontare esperienze e opinioni diverse. Anche dal punto di vista cristiano, però – grazie all’aiuto di don Giancarlo e delle coppie dell’equipe che hanno condiviso con noi la loro esperienza – è stato un tempo di crescita. Abbiamo riscoperto il valore del Matrimonio come Sacramento. Crediamo di parlare a nome di tutti se diciamo che è stata un’occasione per comprendere l’importanza della fede come base del matrimonio e un’opportunità per riscoprire i valori indispensabili per camminare insieme. Bellissima, poi, la “Giornata “ di Pieve. Un grazie a tutti gli organizzatori e al don per il tempo prezioso che ci hanno dedicato, il corso sarà per noi un memoriale importante da rivivere giorno per giorno nella futura vita insieme. Alessandra e Marco Mensile della Parrocchia «S. Giuseppe Operaio» • Via Martiri della Resistenza, 19 - Piacenza • Tel. 0523/753109 • C.C.P. n. 14037295 • Direttore responsabile: Don Giancarlo Conte, parroco • Autorizz. Tribunale di Piacenza n. 473 • Stampato in proprio • Tiratura: 3.500 copie • Spedizione in a.p. - 70% - Filiale di Piacenza Domenica festeggeremo 6 maggio S. Giuseppe Operaio sagra parrocchiale Messa solenne ore 10,30 dopo la Messa Bancarella con torte e ciambelline Altri giochi e divertimenti San Giuseppe: quell’uomo generoso accanto a Maria Giuseppe ama profondamente la sua sposa e per questo non cede all’amarezza e alla paura, non ripudia, non scappa. Accetta il mistero, diventando il padre di Gesù, senza mai chiedere nulla per sé. E 3 CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 ra ancora piccolino Gesù quando, per la prima volta, balbettò abbà: lo fece guardando Giuseppe, il suo papà. Il papà che, insieme con Maria, lo accudiva e proteggeva, lo faceva sentire al sicuro, amato. La Chiesa onora da sempre Giuseppe, quest’uomo che resta un po’ in ombra, nei Vangeli. Se ci accostiamo all’ombra, però, lo possiamo vedere e conoscere meglio: somiglia a noi, e ha molto da insegnarci. Giuseppe, che nei Vangeli non pronuncia neppure una parola, si presenta come l’uomo che ascolta. Ascolta, in silenzio, la sua amata Maria che gli racconta cosa le è ac- caduto. Ascolta e riflette. Non sa come comportarsi: rispettoso della Legge, potrebbe ripudiarla, ma – poiché l’ama – pensa di farlo in segreto per non esporla a un rifiuto pubblico come fosse adultera; però non è soddisfatto della soluzione. In sogno, l’angelo lo incoraggia: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20). Con queste parole è come se l’angelo dicesse: «Non temere, continua a volerle bene, pieno compimento della Legge è l’amore». E Giuseppe scopre una dimensione grande: il sogno di Dio che vuole intrecciarsi con i suoi sogni di uomo innamorato. Giuseppe dice «sì» a questa avventura, e ci insegna a tenere il cuore aperto all’amore e al mistero, ad ascoltare la Parola di Dio, scacciando i timori che frenano la vita buona e ostacolano i legami più veri per i quali siamo fatti. Giuseppe è l’uomo di fede che obbedisce. Ogni essere umano deve scegliere di chi fidarsi e a chi obbedire: «Si può decidere di dare fiducia e obbedire al denaro, al tiranno di turno, ai potenti, al proprio desiderio di primeggiare, come spesso accade oggi, oppure a Dio», spiega il biblista Maggioni. «Giuseppe sceglie Dio: capisce il senso delle Sue parole. Spieghiamolo ai giovani: Dio non è un padrone che dà ordini nel proprio interesse, ma un Padre che vuole il bene di ogni singolo figlio. I Suoi comandi servono a noi, non a lui: sono istruzioni per la vita, necessarie per capirne il senso e le possibilità buone che la abitano». Per tre volte Giuseppe si mette in ascolto, e poi agisce: ogni volta l’annuncio è parziale, una piccola rivelazione, eppure egli per muoversi non chiede di avere tutto chiaro, di vedere l’orizzonte, ma solo tanta luce quanto basta al primo passo. A chi vorrebbe sapere tutto con chiarezza prima di seguire Gesù, Giuseppe mostra che Dio non fa mai mancare la luce, quella che serve a compiere il primo passo nella direzione che è giusta e buona. Giuseppe agisce mettendo in gioco tutto se stesso. Martedì 1° maggio ore 10 53 bimbi di 3ª elementare parteciperanno alla Messa di 1ª Comunione Angiolini Tommaso, Aria Jennifer, Astorri Martina, Barbieri Giacomo, Bergonzi Carlo Alberto, Biolchi Marcello, Bisotti Alessandro, Brizi Matteo, Bruschi Giulia, Cabrini Lodovico, Calandri Riccardo, Carini Laura, Cassinelli Anna, Centi Tommaso, Ciervo Benedetta, Cimelli Sara, Concari Sofia, Coppola Mattia, Deltrovi Camilla, Esposito Flavio, Fasoli Ginevra, Favari Gabriele, Ferrarini Elia, Ghilardelli Alessandro e Martina, Giulivi Alessandro, Guarnieri Luca, Hayhihseni Kleida, Lavacca Leonardo, Lecce Margherita, Lecce Tommaso, Lucchini Gabriele, Maggi Filippo, Magnaschi Elisa, Mondani Edoardo, Nisi Dalila Luciana, Palpi Anna, Pasieka Faustina, Pettineo Simone, Poggi Anna, Pradelli Bianca, Rossetti Michael, Sigolo Tommaso, Soprani Camilla, Squeri Bianca, Stabile Simona, Strini Sara, Tappani Sofia, Tessera Francesco, Tiberino Sofia, Tortora Mattia, Vitiello Filippo, Ziliani Francesco. Cristina Uguccioni Per prepararci alla festa di S.Giuseppe (sagra parrocchiale) Venerdì 4 maggio ore 21,15 in chiesa “Lectio divina” (dopo la recita del rosario) Sabato 5 maggio ore 21 in chiesa Rassegna di canti dei cori parrocchiali 4 CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 RADIO MARIA a San Giuseppe Operaio Se giovedì 8 marzo – Festa della Donna – l’équipe Piacenza-Bobbio di “Radio Maria” ha fatto tappa nella nostra parrocchia, non credo sia stato un evento casuale, ma sono certo che sia stato un regalo della Vergine alla nostra comunità e, in particolare, al mondo femminile: sì, un vero regalo di Maria, la benedetta fra tutte le donne. Un’attenta e numerosa assemblea di fedeli si è raccolta in preghiera con i suoi sacerdoti: il parroco don Giancarlo, don Stefano, attivissimo promotore dell’iniziativa, e don Giona. Abbiamo vissuto con emozionante e partecipata intensità la celebrazione liturgica, preceduta dalla recita del rosario e delle lodi mattutine, radiotrasmesse attraverso le onde dell’etere in tutta Italia e non solo. Tanti parrocchiani, impossibilitati per motivi di salute, si sono uniti a noi spiritualmente dalle loro case, sintonizzati sulle frequenze di “Radio Maria” (107.90) che quotidianamente – 24 ore su 24 – è accanto e attenta con i suoi programmi ai bisogni spirituali dei fratelli. Prima della recita del rosario, don Stefano ha rivolto un saluto ai presenti e, in particolare, agli ascoltatori: ammalati, anziani e coloro che stavano viaggiando. Inoltre, un grazie al Signore lo ha rivolto – attraverso Maria – perché in quello stesso giorno sua nonna Virginia compiva novant’anni, e al parroco don Giancarlo per avergli dato l’occasione di presiedere all’eucarestia. Il rosario ha segnato l’inizio della celebrazione, quale grande beneficio alla nostra spiritualità: una mini catechesi vissuta attraverso i misteri della nostra fede. La recita del rosario ci avvicina infatti a Maria, la quale, come ci ri- corda l’evangelista Luca, “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,12 e 2,51). Così pure noi, come Maria, abbiamo meditato i misteri del giorno (quelli della Luce) ponendo sempre la preghiera al primo posto, perché la nostra vita cristiana prenda ogni volta forza dall’incontro con il Signore. Al termine della Messa, i presenti hanno posato per la foto-ri- cordo di questo primo evento radiofonico mariano, per tornare poi alle proprie faccende quotidiane nella grazia del Signore. La gioia nel cuore che l’evento ci ha lasciato, la numerosa partecipazione e l’eco suscitata nei giorni successivi nella comunità, fanno ben sperare che questa esperienza si possa in futuro ripetere. Alfredo Ferranti Nonno Giorgio vi scrive C NOI NONNI... ari nonni e nonne, miei colleghi, ho scritto poche righe per ringraziare i ragazzi della seconda media di catechismo che, con i loro catechisti, hanno fatto visita a me vecchio nonno Giorgio, incapace di muoversi (opera di misericordia “visitare gli infermi”). Nelle poche parole di gratitudine, ho omesso di ricordare i nonni, gli altri nonni e nonne, quelli di quei simpatici dodicenni. Lo faccio con quest’altro scritto, esprimendo la mia gratitudine anche a loro, perché se i ragazzi hanno i nonni, come sono certo che li hanno, me li figuro come il sottoscritto, magari più efficienti fisicamente e come tali di buon esempio ai nipoti, nonni che vanno ricordati. Io cerco di esserlo, efficiente, non sempre riuscendovi, perché gli acciacchi, la poca pazienza, quella rimasta ma logorata dal tempo e dall’età, mi impedisce di far fronte all’impegno di serenità che vorrei avere, serenità che in qualche occasione viene a mancare. È serenità sinonimo di solitudine. Incapace di deambulare se non a fatica con l’aiuto di deambulatore (girello), mi ritrovo impacciato negli spostamenti, anche i più elementari, e la lentezza la riscontro anche nella formulazione di pensieri o nell’utilizzo della memoria. Mi ritrovo lento, dopo esser stato svelto un tempo e pronto alle conclusioni. Mi confondo facilmente; ricordo cose lontane nel tempo e mi sono già dimenticato o non riesco a ricordare ciò che è successo ieri; confondo i nomi e ho difficoltà a collegarli alle persone che penso. Non so se ciò, cari colleghi nonni e nonne, succede anche a voi. Io mi rifugio, in certe occasioni, nella preghiera. Una “Ave Maria”, magari un po’ in italiano e un po’ in latino, mi aiuta a ritrovarmi, a riemergere dalla confusione. Sarei lieto di sapere che succede qualcosa di analogo anche a voi. Se anche per voi i nipoti sono una presenza preziosa e consolatoria. Penso di sì. Come noi, ritengo, possiamo essere presenza preziosa per loro. Certo che ci vuole un bel filtro per convivere (“vivere con”), ma il risultato è importante e prezioso se il vivere-con è ben esercitato. A noi nonni può sviluppare la pazienza, ai ragazzi può essere d’aiuto alla loro attenzione e crescita. Non voglio dire di più; spero di continuare in altra occasione. Per ora, saluto tutti calorosamente… e grazie. Buona Pasqua! Nonno Giorgio (0523-755785) Aprile 2012 D omenica 11 marzo si è svolta nei locali della parrocchia la giornata diocesana dei catechisti. Fuori c’è il sole, un sole che potrebbe tentare di farci cambiare idea e portarci altrove ma il tema ci interessa. A livello nazionale, regione per regione, tutti i catechisti sono chiamati a portare il personale contributo per dare corpo al rinnovamento della catechesi di iniziazione cristiana. Poiché tutti, anche se a livelli diversi, viviamo la fatica di raggiungere i nostri bambini con la proposta cristiana, di coinvolgerli ed affascinarli con il Vangelo, di portarli a camminare con Gesù. Siamo in tanti. Attraversiamo stoici il corridoio in cui si accumulano le cibarie per l’intervallo e partiamo subito dividendoci in gruppo per lasciarci coinvolgere, provocare, toccare dalle diverse sfaccettature di questo presente al quale vorremmo dare un volto nuovo nel futuro. Dal lavoro scaturiscono le domande che vengono ribaltate al direttore dell’ufficio Catechistico regionale, don Valentino Bulgarelli. E lui cosa fa? Trasmettendoci una pacata serenità, trasforma le domande, i dubbi, le richieste, in un percorso di formazione breve, stringato ma chiaro e preciso. Parte in modo sciolto e sincero condividendo i rischi che vede, personalmente, davanti alle riflessioni sul futuro dell’Iniziazione cristiana. • Non semplificare troppo Attenzione a non semplificare troppo: la grande tentazione è quella di portare avanti una proposta che non ha più nulla da dire, non serve nella vita quotidiana. Non possiamo, d’altro canto, idealizzare alcune pagine “forti” del Vangelo che, all’occorrenza, possiamo usare ad hoc nelle situazioni che vogliamo presentare o nei valori-obiettivi che vogliamo proporre perché, invece, il 5 CAMMINIAMO INSIEME Vangelo deve avere un contatto vero, sentito, profondo con la quotidianità. • Non perdere lo stupore Non dobbiamo permetterci di perdere lo stupore, poiché due sono le categorie necessarie per leggere e vivere la Parola: stupore e bellezza. Intervallando riflessioni sulla sua fede personale ( marginale!), l’Inter ( don fattene una ragione!) e sulla Fede che ci accomuna allarga il nostro orizzonte: la Fede non è un’offerta di senso ma un itinerario di senso che parte da un legame di fiducia che il catechista crea con i suoi bambini e ragazzi. Per questo, i percorsi di formazione per i catechisti non possono più essere di sola conoscenza (sempre necessari, soprattutto per i più giovani ma non così prioritari) ma di relazione per comprendere vivere e testimoniare che Dio cammina, passo dopo passo, sempre con noi. • Il catechista deve conoscere la vita dei ragazzi Da qui dovrebbe nascere il desiderio dei catechisti di conoscere la vita dei ragazzi per diventare davvero capaci di camminare con loro. Nel documento della Cei “Educare alla vita buona della fede” al n°25 i Vescovi hanno riletto la figura di Gesù maestro ( e catechista…) partendo dalle parole che usa e da come le usa con i primi discepoli. In Giovanni (1, 38) Gesù chiede: “Che cosa cercate?” cioè, con una domanda, suscita il desiderio. Lui ascolta. Il catechista deve fare suoi i verbi della fede: ascoltare, cercare, raccontare, incontrare, accogliere e non ridurre la relazione con i ragazzi ad un’imposizione: ascolta. Nel brano di Vangelo, subito dopo Gesù prosegue: “Venite e vedrete”. • La proposta si fa vita Qui la proposta si fa vita. Entra in contatto. Ma noi, quale proposta facciamo, davvero, ai nostri ragazzi? È una proposta riconoscibile, speciale o è omologabile ad altre? Alla fine il brano si conclude con “E rimasero con Lui”. Ed eccolo qui il catechista che, con pazienza e perseveranza aiuta ad accettare la proposta, la sfida che Gesù mette in gioco e a perseguirla con perseveranza, nello spazio e nel tempo. Questo percorso porta i bambini, i ragazzi e le famiglie, ad avere fiducia in un catechista e a lasciarsi coinvolgere, a lasciarsi amare da un Dio che ci aspetta, ci cerca sempre e comunque. È quindi ora di uscire dalla logica che ci fa credere che se facciamo le cose buone, amiamo Dio: no, è imparare a lasciarci amare da Lui. • C’è bisogno di far sorgere il desiderio di Dio C’è bisogno di far sorgere il desiderio di Dio, non di legarlo al bisogno, poiché il desiderio ci tiene vicini e ci proietta nel futuro, non scade nell’attimo del bisogno. E il desiderio cresce nelle esperienze religiose che possiamo proporre coltivando la bellezza, la cura, il coinvolgimento con la consapevolezza che la maturazione religiosa avverrà in un tempo sconosciuto. Per farci capire questo passaggio fondamentale, don Valentino ci fa partecipe per la sua passione per l’Inter e ci spiega che sta cercando di “convertire” i figli dei suoi amici alla “fede” interista. Per questo cura la visione delle partite insieme, distribuisce cappellini, trombette e cibo ad ogni visione coltivando il desiderio di far arrivare questi piccoli ( un po’ bistrattati…) alla maturazione di una fede personale all’Inter. Se questo esempio ci fa sorridere, ci fa anche capire come sia piuttosto incauto poter pensare di portare i nostri bambini a maturare, a livello religioso, la consapevolezza del mistero racchiuso nell’Ostia consacrata. A noi la cura dell’esperienza, dell’incontro, della preparazione, delle testimonianze con la sensazione, vera, di essere “servi inutili” in una comunità che ha cura delle persone (segue a pag. 9) Mary Bisagni 6 CAMMINIAMO INSIEME Settimana Santa: ricordiamo gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù. I tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, la morte e sepoltura e infine la sua Aprile 2012 Giovedì Santo RISURREZIONE. Questa sera capisco Pietro e la sua riluttanza senza mezzi termini: “Tu non mi laverai mai i piedi!”. Nella sua frase intravedo il rispetto e l’amore per Te, Gesù: non voglio che ti inginocchi qui davanti a me, non posso tollerare che Tu, il Maestro, ti comporti in questo modo. Nelle parole di Pietro io riconosco la mia vergogna nell’apparire come sono, nella mia nudità, con le mie ferite, nella mia sporcizia, con i miei sbagli, nella mia piccineria, con le mie ambiguità. Non mi piace, Gesù, che Tu mi veda così come sono veramente... Ma Tu mi ripeti le stesse parole che hai detto a Pietro, Tu mi inviti ad abbandonarmi, a lasciarmi andare, a lasciarmi accogliere da Te così come sono: non c’è nessun bisogno di fingere... Non è facile lavare i piedi a qualcuno, ma è ancor più difficile lasciarseli lavare. Non è sempre facile amare, ma è ancor più difficile lasciarsi amare. Questa sera intendo quello che Tu vuoi da me: non cerchi il discepolo perfetto, ma solo un essere che si lasci amare da Te, che si lasci purificare dalla Tua bontà, guarire e salvare dalla Tua Misericordia. Sabato Santo Madre, io vorrei Venerdì Signore Gesù crocifisso, permettimi di stare qui, davanti a Te. Mi capita raramente Santo di guardarti come faccio in questo momento. Tu mi attendi qui da sempre, per dirmi quanto mi vuoi bene e quanto ti sono prezioso. Con le Tue braccia aperte sembra che Tu voglia raggiungere tutti gli uomini, come in un abbraccio universale. Sento che in questo abbraccio ci sono anch’io. Esso mi dà sicurezza, perché è pieno di amore. È un abbraccio gratuito, purissimo, totale, che mi fa superare il timore per le mie cattiverie, per le mie impurità, per tutti i miei peccati. Contemplandoti, inchiodato sulla Croce, sento che si allargano gli spazi stretti del mio cuore, che mi fanno sentire prigioniero di me stesso. Per il mistero della Tua Croce, donami un supplemento di libertà interiore. Portaci per mano fuori da noi stessi, oltre la soglia della nostra paura, verso di Te e verso i fratelli; e fa’ che ciò di cui non siamo capaci possa essere il dono della ricchezza del Tuo Amore infinito. Amen. Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi: io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi quando hai udito che Tu non saresti più stata tua e questo Figlio che non aspettavi non era per Te. Io vorrei tanto sapere da Te se quand’era bambino Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre, quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi. Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi, io benedico il coraggio di vivere sola, con Lui; ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi; per ogni figlio dell’uomo che muore ti prego così: Ave Maria! P. Sequeri Aprile 2012 CAMMINIAMO INSIEME ... “e i discepoli gioirono al vedere il Signore”... 7 E’ Pasqua, Pasqua del Signore ! C he personaggio, questa Maria si Magdala. E’ buio, il sole deve ancor sorgere, eppure lei è già sulla via. Si trova in cammino verso quel sepolcro dove è stato deposto colui che diceva di essere la Via. Possiamo immaginarla scivolare sulla strada in silenzio, forse triste, con quella calma propria di chi sa che la morte non restituisce la vita. Poi, appena vista quella pietra rotolata, inizia un’altra storia, una storia fatta di corse. Tutti corrono: lo stesso brano del Vangelo sembra prendere vita, in un crescendo armonioso di passi veloci e affrettati che devono vedere e raccontare che lui, il Signore, è davvero risorto. Quale gudio, quale felicità, quale gioia traboccante e incontenibile. “Una donna che deve partorire, quando viene il suo momento, soffre Certo, gli uomini restano tali anche molto. Ma quando il bambino è nato, dimentica le sue sofferenze per la gioia di fronte a un evento straordinario che è venuta al mondo una creatura. Anche voi ora siete tristi...” Così dice come la risurrezione di Cristo. Ci Gesù nel Vangelo. vuole l’acume del discepolo prediAncora una volta l'esperienza di una nuova vita che viene, mi ha portato letto, Giovanni, per ridestare in Pie- vicino all'esperienza della passione e resurrezione che ricordiamo con la notro quelle parole pronunciate da stra Pasqua. Gesù e farne parole di vita nuova. Trovarsi di fronte la persona amata che soffre con urla strazianti, fa veDevono comunque vedere, Pietro ramente male, ma speri che quel dolore passi in fretta, che tutto si trasformi e Giovanni, per poter credere: ma presto in gioia. Inevitabile per me in quei momenti un po' mistici, dove si alla fine credono, e allora la Scrit- sperimenta qualcosa che potrebbe essere scontato, ma che è allo stesso tempo tura si fa chiara, comprensibile, un'esperienza quasi surreale, ricordare quella parola di Gesù che annuncia come ci insegna l’esperienza dei di- ai suoi discepoli che dovrà soffrire molto per poi risorgere dopo tre giorni. scepoli di Emmaus. E cosa vedono E come i discepoli si sono trovati impotenti di fronte alla croce, così io ero di fronte a mia moglie nei momenti Pietro e Giovanni? la pietra rotopeggiori del parto. Sei lì e l'unica cosa lata, il sepolcro vuoto; ma anche che puoi fare è pregare che tutto passi due particolari che continuano a in fretta, che si allontani presto l'espeparlarci, oggi. rienza di dolore che si sta vivendo. Appena chinati sul sepolcro enPoi finalmente la gioia da un trambi scorgono “i teli posati là”. pianto, la risoluzione di tutta la soffePietro però entrato dentro il sepolrenza nella nuova vita che hai di cro, nota anche il sudario “che era fronte, come fosse una nuova resurresteato sul suo capo non posato là zione. Pianto di gioia per la bellezza di trovarsi lì, nel vedere la persona che con i teli, ma avvolto in un luogo a ami, finalmente libera dalle catene del parte”. dolore che non la lasciavano libera di Così mentre possiamo immagisprigionare quella nuova creatura, anche lei nel pianto dirompente. Protanare i teli, le lenzuola come simbolo gonista indiscussa dell'evento questa neonata, che alle parole della madre sudella vita, dell’esistenza vissuta in bito si calma, perchè ne sente il calore, torna a sentire il battito del cuore che pienezza, il sudario si fa per noi l'hanno accompagnata per tanti mesi. Ed io, sempre lì, sempre più spettasimbolo di morte, ormai lontano, tore di uno spettacolo meraviglioso, felice per questa tristezza che è divenavvolto e piegato coem se tutto tata gioia. fosse compiuto.E tutto lo è davvero; “...Ma io vi rivedrò, e voi vi rallegrerete, e nessuno vi toglierà la vostra ecco, le cose di prima sono passate, gioia” dice ancora Gesù. (Gv 16, 21-22). Ivano Belforti ne sono nate di nuove. Passione- sofferenza Risurrezione-gioia 8 Con cuore di madre CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 In occasione della festa della mamma abbiamo chiesto ad alcune mamme di condividere i lori sentimenti e la loro esperienza di maternità. Pubblichiamo alcuni stralci col desiderio che siano di consolazione e di augurio per tutte le mamme. “Sai che tra un’ora, forse piangerai, poi la tua mano nasconderà un sorriso. Gioia e dolore hanno il confine incerto, nella stagione che illumina il viso… femmine un giorno e poi madri per sempre, nella stagione che stagioni non sente” (Ave Maria di Fabrizio de Andrè) • Se sei mamma... Se sei mamma sai che saranno tuoi quintali di panni da lavare e da stirare. Se sei mamma sai che dovrai compiere gesti necessari che ripeterai ogni giorno nell’indifferenza degli altri componenti della famiglia. Curerai tutti ma, forse, nessuno si accorgerà dei tuoi malesseri e dei tuoi dolori. Se sei mamma passerai insonne alcuni anni della tua vita a cullare i tuoi figli e poi ne passerai il doppio, insonne, ad aspettare che tornino a casa e si infilino a letto, finalmente. Ogni giorno ti aspetteranno sorrisi e piccole e grandi vittorie, la gioia di far sbocciare le parole e la pazienza di rispettare il silenzio. • Guarderai i tuoi figli diventare grandi Guarderai i capelli diventare grigi e i tuoi figli diventare grandi e affrontare la vita. E nel tuo cuore ci sarà sempre un canto di gioia commosso per il dono ricevuto, cercato, inatteso, sofferto, custodito e diventato carne, storia, vita. Così come ci sarà lo spazio per le lacrime della delusione, dell’incomprensione, della fatica nella consapevolezza che la vita donata non è tua proprietà ma futuro. • E mamma si è per sempre E mamma si è per sempre, con leggerezza e serietà, con coraggio e dolcezza, con determinazione e sacrificio di figli portati nella pancia e di figli accolti ma nati altrove. Mai verrà stagione in cui smettere di essere mamma né tempo in cui smettere di unirci nella preghiera a Maria, mamma e donna dolce e forte, tenace e discreta. Mamma capace di gioire e di soffrire per ciò che è piccolo e per ciò che è grande, proprio come noi. Mary Bisagni “ASCOLTARE” LA MATERNITÀ PER RITROVARE L’AMORE DI DIO La maternità mi ricorda ogni volta una cosa fondamentale: che la vita ha i suoi piani, e non tiene conto (forse a volte anche per fortuna) dei nostri calcoli e dei nostri presunti desideri. E' il totale senso di impotenza davanti ad un esserino di 50 cm che, invece, è talmente potente da stravolgere ogni regola, ogni piano, ogni certezza. E' il senso costante di inadeguatezza che mi accompagna, vista l'immensa responsabilità di una nuova vita che dipende in gran parte da me. E' la certezza che – se mai fosse stato così prima – da quando diventi mamma passi immediatamente in coda, perchè il primo posto viene occupato dal figlio che hai messo al mondo. E questo è un gran bene! E' la paura quando pensi che i tuoi figli possano soffrire, che non riuscirai a proteggerli da tutto. E' la certezza che – come dice mia madre – ogni momento ha la sua grazia e Chi ce li ha donati ci darà le risorse per aiutarli a trovare la strada pensata da sempre per loro. Barbara Tondini È ormai passato un anno da quando ho scoperto di essere mamma: il 10 marzo scorso tenevo in mano il test che mi ha catapultato in una realtà a me nuova, ma che mi aspettava da sempre, da quando ero nata, nonostante tutte le mie paure ad affrontare un’avventura simile, che mi portavano a rimandare e a pensarci troppo. • Gabriele è nato tre volte Gabriele è nato, per così dire, tre volte: ha visto la luce questo 13 novembre, ma è nato “per me” nel marzo 2011, anche se era già “nato” un mese prima senza che lo sapessi (era già lui in tutta la sua persona!). Anche io, quel 10 marzo – due giorni dopo la “festa della donna” –, sono “nata” come mamma e come nuova donna. Ho vissuto l’attesa rendendomi conto di essere nel cuore della mia stessa vita, nel centro vitale che le dà senso, comprendendo sempre più che il progetto di Dio su di essa era voluto sin “dalle viscere di mia madre”, come recita il Salmo. Ho meditato sulla fiducia che il mio bambino aveva in me, accolto nel mio pancione, protetto e nutrito solo da me: anche noi dovremmo abbandonarci a Dio con questa fiducia, nel suo grande pancione amorevole. • Il bambino è come una goccia purissima che si stacca da un ghiacciaio Il bambino è come una goccia purissima che si scioglie e si stacca da un ghiacciaio inarrivabile all’uomo: ha in sé la purezza e la forza di chi ha vissuto fino a quel momento in Dio: la mamma che lo nutre materialmente, se “ascolta” la maternità che sta avvenendo in lei, può nutrirsi a sua volta di quella grazia e dire “Eccomi” come Maria, pronta ad accogliere chi il Signore le manderà. È arrivato Gabriele, ed era un piccolo sconosciuto tutto da scoprire. Dio ci ha donato un bimbo sano, e questo non è scontato. Un bambino non appartiene ai soli genitori, ma trasforma Aprile 2012 la vita di tutta la famiglia, donando nuova vita anche ai nonni, preziosissimi antidoti per prevenire la depressione post-partum, con i loro aiuti amorevoli e la dolce allegria che portano nella casa dei neogenitori. • Ma il bimbo non appartiene solo alla famiglia Ma il bimbo non appartiene nemmeno solo alla famiglia: un bambino è figlio di Dio in primo luogo, come ci è stato ricordato durante il Battesimo, giorno in cui “è nato” per una quarta volta! Ed è meraviglioso pensare che questo figlio ci è stato “solo” affidato, come Gesù alla Sacra Famiglia, e ci è concesso di vederlo diventare “a immagine e somiglianza” di Dio, ogni giorno di più. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”: questo ogni mamma può dirlo. Quando mi fanno i complimenti “Ma come sei stata brava, che capolavoro hai fatto!”. • Mi rendo conto che non l’ho fatto io Mi rendo conto che non l’ho “fatto” io (se mi chiedessero di rifare una manina o un piedino, come potrei ripetere tutto questo senza l’aiuto di Dio?), ma ho solo ospitato un altro miracolo di vita che proviene da Dio, che ha usato me e mio marito per generare altro amore e per renderci migliori. Sì, perché, pur con tutti i nostri difetti, il nostro bambino sta tirando fuori da noi il nostro meglio, la nostra tenerezza, ovvero la debolezza più bella, più potente, e ci sta guidando verso una forma più forte di amore, quella genitoriale, che è figura di quella di Dio, che è padre e madre insieme. • Già sogno il bimbo che verrà dopo Gabriele Ammetto di sognare già il bimbo che verrà dopo Gabriele, con la gioia di scoprire quale altro dono ci sta preparando il Signore in lui che già è presente nei Suoi pensieri prima che nei miei pensieri… È più leggero essere genitori dividendo questa responsabilità con Dio, è “duettare” con una Voce che assicura un canto senza stonature... Una mamma deve ringraziare sempre il Signore di averla visitata, e del dono che le ha lasciato per sempre, perché per sempre sarà mamma! Mia suocera, durante la gravidanza, mi ha fatto dono di questi versi della Merini: “Niente per una donna / è più simile al paradiso/ di un figlio,/ che le farà sognare l’amore/ per sempre.” Leili Maria Kalamian Polledri 9 CAMMINIAMO INSIEME Tu mi hai reso donna, Signore, e la donna è soltanto un pugno di dolore. Ma questo pugno io non lo batterò verso il mio petto, lo allargherò verso di Te come una mano che chiede miseicordia. Tu sei la mia mano, Signore, Tu sei la vita, e quando una donna partorisce un figlio la disgrazia e l’amore abitano in lei cone il dubbio della sua esistenza. Tu mi hai redenta nelal mia carne e sarò eternamente giovane e sarò eternamente madre. E poichè mi hai redenta posi vicino a Te la pietra della Tua Risurrezione. Alda Merini “Magnificat” DA PAG. 5 Calendariitoà Estive Attiv Si parte! dall’ 11 al 29 giugno soggiorno diurno dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 17 dal 2 al 27 luglio soggiorno con pernottamento dal lunedì al venerdì COME PIETRE VIVE in tutte le fasi della vita. • Assomigliare alla prima comunità cristiana Alle comunità viene dato il compito di assomigliare alla prima comunità cristiana che era una comunità ferita: aveva vissuto il tradimento di Giuda, la paura e la rinnegazione di Gesù… È una comunità fragile che, però parla, vive, abbraccia, si avvicina e, soprattutto si lascia amare da Gesù. Questa dimensione passiva, di chi, cioè si lascia amare per quello che è, è la forza di quella comunità e dovrebbe diventare anche la nostra, così come è stata quella di Gesù che si è affidato al Padre e si è lasciato amare, amando. Nasce da qui la volontà di smettere di piangersi addosso, di vivere e proporre la bellezza di una vita piena, passo dopo passo con quel Gesù che, solo, ti rende pienamente uomo, pienamente donna. Non a caso la giornata conclusiva della Missione Popolare dei Ragazzi ha come slogan “Lungo la via”. Camminiamo insieme, con speranza e coraggio imparando a lasciarci amare da Dio. • elementari e medie: dal 2 al 14 luglio • giovanissimi: dal 14 al 27 luglio TURNI FAMIGLIE 1° turno famiglie: dal 28 luglio al 5 agosto 2° turno famiglie: dal 6 al 13 luglio 3° turno famiglie: dal 14 al 25 agosto 4° turno famiglie: dal 26 agosto al 2 sett. iscrizioni già aperte in segreteria parrocchiale 10 CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 Festa per gli Anniversari di Matrimonio Il coraggio di rinnovare il “ sì ” re Ti amo per semp Domenica 27 maggio • messa delle 11,30 L a Messa degli anniversari di matrimonio è un appuntamento importante per tante coppie di sposi che scelgono di rinnovare il loro “SI”! promesso nel giorno del matrimonio. Anche quest’anno, attendiamo tanti sposi – chi con pochi chi con molti anni di vita assieme – che chiederanno al Signore il dono della concordia, dell’ascolto reciproco, della fiducia nella Provvidenza, di un amore rinnovato, della capacità di perdonarsi e accogliersi. Con commozione ripeteranno la formula del rito nuziale: “Io, accolgo te, come mio sposo/a. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita" Ecco il nostro augurio a tutte le famiglie: saper testimoniare la bellezza e la missione profetica del Sacramento del Matrimo- nio. Con l’aiuto di Dio, possa continuare ad essere segno di speranza e di amore per un mondo incapace di cercare l’amore là dove può trovarlo. Tre incontri di preparazione: Giovedì 10-17-24 maggio ore 21,15 in chiesa (dopo il “Mese di Maggio”). tecipare o r a p a r e d Chi desinichi al più prest ci comu ropria adesione la p Mese di Maggio Inaugurazione: in chiesa mercoledì 2 maggio ore 20,45 IN CHIESA ogni sera (esclusi sabato e domenica) sempre alle 20,45. NEI 15 QUARTIERI ogni sera (esclusi sabato e domenica) ore 20,45 nei vari quartieri LUNEDI’: Zanetti - Buozzi popolare - Trespioli MARTEDI’: Foresti - Manfredi 64 - Pacchiotti 27 - Manfredi 106 MERCOLEDI’: Evangelista - Case Minime GIOVEDI’: S.Giuseppe - ex Boselli 21(nuovi palazzi) - Buozzi 85 VENERDI’: Labò - Canzi 7 - Pacchiotti 65 I l mese di maggio è dedicato dalla devozione popolare a Maria, consacrato a lei, la creatura più bella e più santa, Madre di Gesù e nostra. Nella vita non si può fare a meno della mamma. Di tante cose sì, ma non della presenza di una madre. Della Madre! Siamo invitati ad approfondire in questo mese ciò che ci lega alla Madre di Dio, la prima Discepola, la Vergine orante, la Sposa fedelis- sima. Ecco cosa diceva papa Giovanni XXIII: «Per chi crede in nostro Signore Gesù Cristo, per chi appartiene alla Santa Chiesa, ecco la Mamma: Maria! In questo mese vogliamo celebrarla. Mentre il quotidiano ci travolge con il suo ritmo frenetico, ed il tempo sembra scorrere senza che ne abbiamo coscienza, si sente il bisogno di fermarci per riflettere e pensare. Proprio mentre si constata una lacerazione tra i bisogni del cuore e dello spirito, e non si sa come vincere il senso di inadeguatezza tra le cose di ogni giorno e le attese più vere, s’inserisce questa proposta: meditare l’Ave Maria per approfondire e comprendere questa preghiera che scandisce tanta parte della vita di ogni cristiano. Quante volte abbiamo recitato e reciteremo la «sua» preghiera. Quante volte, con le parole stesse dell’Angelo, abbiamo invocato Maria chiamandola in nostro soccorso. E lei, la nostra Mamma, ascolterà ogni volta la preghiera che nasce dal nostro cuore. o Aspettiam anche te! CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 L’editoriale di don Stefano E’ Pasqua! Carissimi giovani, è ancora Pasqua, anzi è finalmente Pasqua. Ogni anno liturgico ci fa rivivere l’attesa alla Pasqua con un tempo particolare – quaresima – perché possiamo gustare maggiormente la grandezza della veglia pasquale. Non c’è celebrazione più ricca e più bella della veglia pasquale, che con segni, Parola, canti ci faccia gioire e ci dia pace quanto il celebrarla. Certo, se non ci prepariamo, sarà difficile gustare una tale abbondanza, anzi potremmo quasi uscirne appesantiti, vista la sua durata. Ma se vi entriamo con il cuore aperto, possiamo uscirne con la pace del Risorto. Nel buio della notte – la morte, le morti, i fallimenti e le angosce – si accende un fuoco – calore, sicurezza – ed ecco che il grande cero pasquale segno di Cristo risorto inizia a far luce. Sì, dietro al cero ci incamminiamo nel silenzio della nostra esistenza umana, ferita dal peccato, per partecipare alla Sua Risurrezione. Nel canto dell’ Exultet ecco che ognuno di noi si sente presente: la creazione tutta geme in attesa di risorgere e cosi anche noi, tanto da poter chiamare il peccato di Adamo una “felice colpa”, perché si potesse manifestare la potenza e la bontà di Dio. L’abbondanza di letture intervallate da salmi cantati ci fanno ripercorrere la storia di Dio che si è sempre reso presente accanto all’umanità con braccio potente, liberando il suo popolo dalle schiavitù in cui era caduto, e facendogli intravvedere una vita più luminosa. La benedizione dell’acqua del fonte battesimale - grembo della Chiesa che genera i suoi figli alla fede - fecondata dall’immersione del cero pasquale che è Cristo risorto, ci fa rinnovare le promesse battesimali e quindi il nostro impegno a seguirlo pur nell’umana debolezza. La comunione eucaristica che facciamo intorno all’unica mensa – preparata per l’occasione con cura e 11 SpazioG I O V A N I Messa col Vescovo alla Casa della Carità L a Carità, insieme alla Preghiera e il Digiuno, è una dei tre argomenti che ho trattato nel mio gruppo di 1ª superiore. Infatti venerdì 2 marzo noi, insieme ai ragazzi di 3ª superiore, ci siamo recati alla casa della Carità dove vivono persone che non hanno famiglia e sono diversamente abili. Ci hanno accolto in una sala dove il Vescovo Gianni ha celebrato la Messa per dare un po’ di gioia a queste persone che vivono una vitafatta di gioie limitate e in difficoltà. Finita la celebrazione, abbiamo apparecchiato i tavoli con quel che avevamo a disposizione per cenare tutti insieme. E’ stato un momento molto allegro perchè caratterizzato principalmente da risate, ingenui scherzi e simpatiche battute tanto da rendere più allegro il luogo dove stavamo, ma anche con riflessioni e attenzioni, perchè ci hanno raccontato con tanti fiori – dà ai nostri occhi il segno della gioia e della festa. “Ora è tempo di gioia”, dice un canto ed è vero, le tenebre sono spezzate dalla Luce vera, la paura della morte è vinta dalla risurrezione di Gesù, anche i discepoli ora con lo Spirito Santo possono partire per evangelizzare il mondo. Vi auguro di poter vivere questa veglia per poter gustare e vedere quanto è buono il Signore. Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie. don Stefano un po’ di quanto accade lì e tanto di loro. Finita la cena, siamo passati a salutare Susanna, una ragazza di 19 anni che non ha potuto cenare con noi perchè non può più camminare. Poi ci siamo preparati per tornare a casa anche se la cosa non mi andava molto, visto che mi trovavo benissimo e felice in quei momenti e in quegli ambienti ricchi di esperienze e sofferenza che fino ad allora non conoscevo. Dal mio punto di vista, momenti così vanno consigliati a tutti. Credetemi, è stata una bella esperienza passare del tempo con quelle adorabili e simpaticissime persone. Non mi dispiacerebbe rifarla e infatti ho preso in considerazione l’idea di andare ancora a far loro visita. Emmanuela Strazzulli Sabato 5 maggio ore 21 in chiesa in occasione della sagra parrocchiale rassegna dei cori parrocchiali. Anche il nostro coro giovani ci sarà! 12 CAMMINIAMO INSIEME Aprile 2012 La pagina di Sambonico (105) Grazie a tutti! G li abitanti di Sambonico ringraziano la presidente dell’Associazione “Il cuore di Piacenza”, la cardiologa dottoressa Daniela Aschieri che con i suoi collaboratori ha partecipato all’inaugurazione ufficiale del nostro defibrillatore. Come già sapete (dall’ultimo bollettino) dopo la benedizione impartita da don Giancarlo e il tradizionale taglio del nastro è seguita la cronistoria del progetto illustrata da Mr. Grassi e quindi una prova pratica del funzionamento dell’inusuale sistema dall’allarme con la relativa risposta, tramite un ingegnoso sistema elettronico. Ma ho voluto riprendere l’argomento per formulare un grosso “grazie” non solo ai considerevole impegno del circolo Anspi, degli abitanti e di alcuni ditte locali e non, che hanno contribuito (qualcuna con grande generosità)permettendo di portare a termine questa importante iniziativa. Infatti i sambonichini sono molto orgogliosi di essere riusciti nell’impresa anche senza l’aiuto di enti o amministrazioni varie. A questo punto mi sembra giusto riconoscere i dovuti meriti e ringraziare di tutto cuore, in particolare a coloro che nel silenzio hanno colla- borato con perseveranza e grande volontà a partire dall’attivissimo presidente Ivano Benedetti – che in- SETTIMANA SANTA GIOVEDI’ santo ore 21: Messa dell’Ultima Cena del Signore VENERDI’ santo ore 8/12; 14/18 turni di adorazione al SS.mo ore 20,45: VIA CRUCIS per le vie del paese SABATO santo ore 17-19 Confessioni per tutti sieme al buon Domenico si sono interessati alle procedure burocratiche – all’onnipresente Albino che ha provveduto all’effettiva istallazione dello strumento, creando un’adatta sistemazione e di un altro personaggio: Paolo Bosoni che si è occupato insieme a Dante Pecorini della parte elettro-tecnologica, per l’inserimento dei nominativi nel sistema di ricerca e di identificazione per assicurare un corretto funzionamento. Non me ne voglia chi non è stato citato personalmente (sarebbe mancato lo spazio), ma è ovvio che tutti meritano un grande grazie per la collaborazione e la disponibilità dimostrata. Evviva Sambonico, sempre insieme. Dino Lombardi Un bel gruppo di bambini a catechismo con le loro catechiste DOMENICA di PASQUA: MESSA ore 11 In cammino verso un tempo migliore Se nel silenzio ascoltassimo la voce di Dio che in ogni cuore ci viene a parlare in questo tempo quaresimale, colmeremmo questo vuoto d’amore. Se la superbia in noi non potesse abitare, l’umiltà un volto più umano a questa tribolata umanità saprebbe dare. Attraverso la bontà di Dio, l’uomo in quella limpida parola chiamata Amore, sulle strade del mondo, Pace, Giustizia e Carità saprà portare. Giulia e Marcellina Mazza