SAN GIUSEPPE OPERAIO
Anno XLII - N° 3 n. 413
Aprile 2012
sulle orme di Gesù
E’ Pasqua!
Facciamo festa.
Morte e peccato non hanno l’ultima parola.
Carissimi amici e fratelli,veramente la Speranza è il dono di
Dio, lungo le strade della vita. Eccoci di nuovo a Pasqua a rinnovarci alle fonti della nostra fede: Gesù morto e risorto per la nostra salvezza.
Come ci sono spontanee le parole dell’Apostolo Pietro: “Benedetto sia Dio, il Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Ha avuto
tanta misericordia per noi, che ci ha fatti rinascere: risuscitando
Gesù Cristo dai morti, ci ha donato una vita nuova. Ora abbiamo
una speranza viva, perché siamo in attesa di ottenere quell’eredità
che Cristo ha preparato nei cieli” (1 Pt. 1,3-5).
Le parole esprimono bene l’atmosfera pasquale e ci danno una
sensazione di freschezza e di novità. Restano le ansie e le preoccupazioni di ogni giorno, le contraddizioni e le tensioni sociali;
ma una nuova freschezza canta nel cuore. Cristo è risorto! E’ vivo
in mezzo a noi! E noi proclamiamo con gioia la vittoria della vita.
L’egoismo, l’oppressione, la realtà oscura che noi chiamiamo peccato, non hanno l’ultima parola. Il successo della storia spetta alla
vita e a tutto ciò che genera vita: il servizio, l’amore vicendevole,
la pazienza, la fedeltà anche nella prova, la benevolenza, la disponibilità al perdono e all’ospitalità.
La nostra esistenza non si trova più, allora, lungo strade sconosciute, le nostre mani non brancolano nel buio alla ricerca disperata di un senso. Con Gesù di Nazareth risorto è risorta la
nostra speranza. Facciamo festa allora, assieme! Perché è finito il
tempo oscuro dell’attesa, e già nel nostro mondo sta per compiersi
un avvenire di gioia insperata. Non può far festa chi non ha speranza. La festa per il cristiano consiste infatti nel gridare l’insperato, cantare la vita più forte di ogni
morte, celebrare il senso di ogni cosa.
(segue a pag. 2)
don Giancarlo
a Pasqua
“Che la Buon del risorto
gni
sia vedere i se ostre anime,
n
le
presenti nel
nel mondo,
i,
o
attorno a n
a travagliata
in questa stori entata,
e spesso torm cresca
perché la gioia ilaghi”.
d
e l’amore puro
i vostri preti
Veglia pasquale
sabato santo
7 aprile
ore 22
C
redere attraverso parole, luce,
gesti, azioni, fiori, preghiere,
canti. Mettiamo in atto la nostra
Fede e se in questa Notte Santa c’è bisogno di venire in chiesa e usare incenso, fuoco e candele, vuol proprio
dire che ne vale la pena.
Solo la decisione di vivere la Veglia di
Pasqua potrà dirci la sua importanza.
Decidiamo allora con gioia di partecipare.
“La bellezza non ha causa: esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e appare.
Sai afferrare le crespe
del prato quando il vento
vi avvolge le sue dita?
Iddio provederà
perchè non ti riesca!
Emily Dickinson
Settimana Santa e Pasqua
5 aprile: GIOVEDI’ santo
- ore 21: MESSA a ricordo dell’ULTIMA CENA del SIGNORE.
La chiesa rimane poi aperta per l’adorazione fino alle 23.
6 aprile: VENERDI’ santo
Digiuno (per gli adulti) e astinenza dalle carni (oltre i 14 anni).
- Turni di adorazione, singola o a gruppi dalle 8 alle 17,30.
Confessioni per tutto il giorno (9-12; 15-19)
- Ore 18: LITURGIA in MEMORIA della MORTE di GESU’
- Ore 21: VIA CRUCIS nel giardinetto pubblico di via Feliziani.
7 aprile: SABATO santo
- CONFESSIONI
per tutto il giorno
(9-12; 15-19; 21-23).
VEGLIA PASQUALE:
inizio ore 22
8 aprile: DOMENICA di PASQUA: Messe: 8 - 10 - 11,30 - 18
9 aprile: LUNEDI’ dell’ANGELO: Messe: 8 - 10,30 - 18
PAGINE 6 ela7 PASQUA
Dedicate al
2
CAMMINIAMO INSIEME
DA
PAG.
1 Facciamo festa:
Ha scritto Fr. Roger Schutez, il compianto priore di
Taizè: “Se la festa scomparisse dal mondo degli uomini... Se, un bel mattino, ci svegliassimo in una società ben organizzata, funzionale, soddisfatta ma
svuotata di ogni spontaneità.... Se la preghiera dei cristiani diventasse un discorso tutto cerebrale, secolarizzato al punto da annullare il senso del mistero, della
poesia, senza più nessuno spazio possibile per la preghiera del corpo, per l’intuizione, per l’affettività... Se
la coscienza oppressa dei cristiani rifiutasse una felicità offerta da Colui che, sul monte delle beatitudini,
sette volte dichiara: “Beati...”. Se gli uomini dell’emisfero nord sfiatati nell’attivismo, non trovassero più
quella sorgente a cui attingere lo spirito di festa: una
festa ancora viva nel più profondo dell’uomo dei continenti del sud... Se la festa si cancellasse dal Corpo di
Cristo, la Chiesa, vi sarebbe ancora sulla terra un
luogo di comunione per tutta l’eternità?”.
*
*
*
Penso che rileggere queste parole di faccia bene per
entrare nello spirito pasquale. E’ veramente la Festa
delle Feste per i cristiani questa Pasqua!
Ecco, amici e fratelli, l’augurio pasquale che di cuore
vi rivolgo: vivete la festa pasquale cone un autentico ritorno alle sorgenti della vostra fede! Il Signore ci ama,
ci perdona, ci capisce, ci aspetta sempre.
Lasciamoci amare e salvare da Lui!
dgc
Aprile 2012
Calendario parrocchiale di
MAGGIO
MARTEDI’
17,15: catechismo bimbi calciatori
21,00: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica aperta a tutti (ogni 15 gg.)
MERCOLEDI’
15: catechismo ragazzi di 1ª e 2ª media
15,30: catechesi per gli adulti (gruppo del mercoledì)
17,15: catechismo bimbi calciatori (8-9-10 anni)
21,00: celebrazione della Parola per le comunità neocatecumenali
GIOVEDI’
17,30: catechesi per gli adulti (gruppo del giovedì)
18,30: gruppi giovanili
21,15 (dopo il mese di maggio): incontri di preparazione per gli Sposi
degli anniversari di matrimonio
VENERDI’
18,30 o 21: gruppi giovanili
SABATO
14,30: catechismo per i bimbi delle elementari (o ritiro)
18,00: Messa pre-festiva
21,00: Messa per le comunità neocatecumenali
1
2
3
4
5
6
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
8 Martedì
10 Giovedì
12
14
19
22
Sabato
Lunedì
Sabato
Martedì
26 Sabato
27 Domenica
30 Mercoledì
ore 10: Messa di Prima Comunione.
• ore 20,45: inaugurazione del mese di maggio in chiesa
inizia il mese di maggio anche nei quartieri (ore 20,45)
ore 21,15 (dopo il rosario): “Lectio divina”
ore 20,45 in chiesa: rassegna cori parrocchiali
solennità di S.Giuseppe Operaio: Sagra della parrocchia
ore 10,30 Messa solenne
ore 21,15: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica
ore 21,15: 1° incontro di preparazione per gli Sposi degli
anniversari
ritiro spirituale per i bambini di 4ª e 5ª elementare
Gita-pellegrinaggio al Santuario di Montallegro
ritiro spirituale per i ragazzi di 2ª media
• ore 21,15: catechesi per gli adulti di Azione Cattolica
• Ritiro di 1ª Confessione per i bambini di 2ª elementare
confessioni prima dell’estate per i bambini di 3ª-4ª-5ª elem.
ore 11.30: Messa per gli Sposi degli Anniversari di Matrimonio
• ore 15: confessioni per i ragazzi di 1ª e 2ª media
• ore 21: conclusione Mese di Maggio con processione
Il “Corso Fidanzati”: una bella sorpresa!
Vogliamo sposarci
non “in” Chiesa” ma “nella” Chiesa
D
al 27 Gennaio al 23 Marzo si è tenuto in parrocchia il corso fidanzati, un’esperienza di
confronto e riflessione sul senso del Matrimonio cristiano.
Ci presentiamo!
Siamo Alessandra e Marco, una giovane coppia
di fidanzati. Abbiamo deciso di frequentare il corso
perchè desideriamo sposarci, come dice don Giancarlo, non tanto “in Chiesa”, ma “nella Chiesa”.
Perciò, abbiamo deciso di provare questa esperienza su suggerimento di un amico sacerdote.
E’ stata davvero una bella sorpresa!
Ci sentiamo di consigliarlo alle coppie prossime
al Matrimomio, anche a chi non frequenta abitualmente la
parrocchia, perchè nel corso si è diffuso un clima di accoglienza e familiarità nei confronti di tutte le esperienze, solitamente non facile da trovare.
Dal punto di vista della futura vita di coppia, il corso ci
ha permesso di riflettere su temi ai quali rischiavamo di
dare scarsa importanza e che, invece, sono fondamentali.
Il perdono, la fedeltà, l’apertura alla vita sono stati gli argomenti affrontati all’interno di piccoli gruppi. Abbiamo
colto questi momenti nei gruppi come un’occasione di arricchimento, poichè abbiamo potuto confrontare esperienze e opinioni diverse.
Anche dal punto di vista cristiano, però – grazie all’aiuto
di don Giancarlo e delle coppie dell’equipe che hanno condiviso con noi la loro esperienza – è stato un tempo di crescita. Abbiamo riscoperto il valore del Matrimonio come
Sacramento. Crediamo di parlare a nome di tutti se diciamo che è stata un’occasione per comprendere l’importanza della fede come base del matrimonio e
un’opportunità per riscoprire i valori indispensabili per
camminare insieme. Bellissima, poi, la “Giornata “ di
Pieve.
Un grazie a tutti gli organizzatori e al don per il tempo
prezioso che ci hanno dedicato, il corso sarà per noi un
memoriale importante da rivivere giorno per giorno nella
futura vita insieme.
Alessandra e Marco
Mensile della Parrocchia «S. Giuseppe Operaio» • Via Martiri della Resistenza, 19 - Piacenza • Tel. 0523/753109 • C.C.P. n. 14037295 • Direttore responsabile: Don Giancarlo Conte, parroco • Autorizz. Tribunale di Piacenza n. 473 • Stampato in proprio • Tiratura: 3.500 copie • Spedizione in a.p. - 70% - Filiale di Piacenza
Domenica
festeggeremo
6 maggio
S. Giuseppe
Operaio
sagra parrocchiale
Messa solenne
ore 10,30
dopo la Messa
Bancarella
con torte e ciambelline
Altri giochi e divertimenti
San Giuseppe: quell’uomo
generoso accanto a Maria
Giuseppe ama profondamente la sua sposa e per questo non cede all’amarezza e alla paura, non ripudia, non scappa. Accetta il mistero,
diventando il padre di Gesù, senza mai chiedere nulla per sé.
E
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ra ancora piccolino Gesù
quando, per la prima volta,
balbettò abbà: lo fece guardando Giuseppe, il suo papà. Il papà
che, insieme con Maria, lo accudiva
e proteggeva, lo faceva sentire al sicuro, amato. La Chiesa onora da
sempre Giuseppe, quest’uomo che
resta un po’ in ombra, nei Vangeli.
Se ci accostiamo all’ombra, però, lo
possiamo vedere e conoscere meglio: somiglia a noi, e ha molto da
insegnarci.
Giuseppe, che nei Vangeli non pronuncia neppure una parola, si presenta come l’uomo che ascolta.
Ascolta, in silenzio, la sua amata
Maria che gli racconta cosa le è ac-
caduto. Ascolta e riflette. Non sa
come comportarsi: rispettoso della
Legge, potrebbe ripudiarla, ma –
poiché l’ama – pensa di farlo in segreto per non esporla a un rifiuto
pubblico come fosse adultera; però
non è soddisfatto della soluzione. In
sogno, l’angelo lo incoraggia: «Non
temere di prendere con te Maria, tua
sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito
Santo» (Mt 1,20). Con queste parole
è come se l’angelo dicesse: «Non temere, continua a volerle bene, pieno
compimento della Legge è
l’amore». E Giuseppe scopre una
dimensione grande: il sogno di Dio
che vuole intrecciarsi con i suoi
sogni di uomo innamorato.
Giuseppe dice «sì» a questa avventura, e ci insegna a tenere il
cuore aperto all’amore e al mistero,
ad ascoltare la Parola di Dio, scacciando i timori che frenano la vita
buona e ostacolano i legami più veri
per i quali siamo fatti.
Giuseppe è l’uomo di fede che
obbedisce. Ogni essere umano deve
scegliere di chi fidarsi e a chi obbedire: «Si può decidere di dare fiducia e obbedire al denaro, al tiranno
di turno, ai potenti, al proprio desiderio di primeggiare, come spesso
accade oggi, oppure a Dio», spiega
il biblista Maggioni. «Giuseppe sceglie Dio: capisce il senso delle Sue
parole. Spieghiamolo ai giovani:
Dio non è un padrone che dà ordini
nel proprio interesse, ma un Padre
che vuole il bene di ogni singolo figlio. I Suoi comandi servono a noi,
non a lui: sono istruzioni per la vita,
necessarie per capirne il senso e le
possibilità buone che la abitano».
Per tre volte Giuseppe si mette in
ascolto, e poi agisce: ogni volta
l’annuncio è parziale, una piccola rivelazione, eppure egli per muoversi
non chiede di avere tutto chiaro, di
vedere l’orizzonte, ma solo tanta
luce quanto basta al primo passo. A
chi vorrebbe sapere tutto con chiarezza prima di seguire Gesù, Giuseppe mostra che Dio non fa mai
mancare la luce, quella che serve a
compiere il primo passo nella direzione che è giusta e buona. Giuseppe agisce mettendo in gioco tutto
se stesso.
Martedì 1° maggio ore 10
53 bimbi di 3ª elementare parteciperanno alla Messa di 1ª Comunione
Angiolini Tommaso, Aria Jennifer, Astorri Martina, Barbieri Giacomo, Bergonzi Carlo
Alberto, Biolchi Marcello, Bisotti Alessandro, Brizi Matteo, Bruschi Giulia, Cabrini
Lodovico, Calandri Riccardo, Carini Laura, Cassinelli Anna, Centi Tommaso, Ciervo
Benedetta, Cimelli Sara, Concari Sofia, Coppola Mattia, Deltrovi Camilla, Esposito
Flavio, Fasoli Ginevra, Favari Gabriele, Ferrarini Elia, Ghilardelli Alessandro e Martina, Giulivi Alessandro, Guarnieri Luca, Hayhihseni Kleida, Lavacca Leonardo, Lecce
Margherita, Lecce Tommaso, Lucchini Gabriele, Maggi Filippo, Magnaschi Elisa,
Mondani Edoardo, Nisi Dalila Luciana, Palpi Anna, Pasieka Faustina, Pettineo Simone, Poggi Anna, Pradelli Bianca, Rossetti Michael, Sigolo Tommaso, Soprani Camilla, Squeri Bianca, Stabile Simona, Strini Sara, Tappani Sofia, Tessera Francesco,
Tiberino Sofia, Tortora Mattia, Vitiello Filippo, Ziliani Francesco.
Cristina Uguccioni
Per prepararci alla festa
di S.Giuseppe
(sagra parrocchiale)
Venerdì 4 maggio
ore 21,15 in chiesa
“Lectio divina”
(dopo la recita del rosario)
Sabato 5 maggio
ore 21 in chiesa
Rassegna di canti
dei cori parrocchiali
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CAMMINIAMO INSIEME
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RADIO MARIA a San Giuseppe Operaio
Se giovedì 8 marzo – Festa della
Donna – l’équipe Piacenza-Bobbio
di “Radio Maria” ha fatto tappa
nella nostra parrocchia, non credo
sia stato un evento casuale, ma
sono certo che sia stato un regalo
della Vergine alla nostra comunità
e, in particolare, al mondo femminile: sì, un vero regalo di Maria, la
benedetta fra tutte le donne.
Un’attenta e numerosa assemblea di fedeli si è raccolta in preghiera con i suoi sacerdoti: il
parroco don Giancarlo, don Stefano, attivissimo promotore dell’iniziativa, e don Giona.
Abbiamo vissuto con emozionante e partecipata intensità la celebrazione liturgica, preceduta
dalla recita del rosario e delle lodi
mattutine, radiotrasmesse attraverso le onde dell’etere in tutta Italia e non solo. Tanti parrocchiani,
impossibilitati per motivi di salute,
si sono uniti a noi spiritualmente
dalle loro case, sintonizzati sulle
frequenze di “Radio Maria”
(107.90) che quotidianamente – 24
ore su 24 – è accanto e attenta con
i suoi programmi ai bisogni spirituali dei fratelli.
Prima della recita del rosario,
don Stefano ha rivolto un saluto ai
presenti e, in particolare, agli
ascoltatori: ammalati, anziani e coloro che stavano viaggiando. Inoltre, un grazie al Signore lo ha
rivolto – attraverso Maria – perché
in quello stesso giorno sua nonna
Virginia compiva novant’anni, e al
parroco don Giancarlo per avergli
dato l’occasione di presiedere all’eucarestia.
Il rosario ha segnato l’inizio
della celebrazione, quale grande
beneficio alla nostra spiritualità:
una mini catechesi vissuta attraverso i misteri della nostra fede.
La recita del rosario ci avvicina
infatti a Maria, la quale, come ci ri-
corda l’evangelista Luca, “conservava tutte queste cose meditandole
nel suo cuore” (Lc 2,12 e 2,51).
Così pure noi, come Maria, abbiamo meditato i misteri del giorno
(quelli della Luce) ponendo sempre
la preghiera al primo posto, perché
la nostra vita cristiana prenda ogni
volta forza dall’incontro con il Signore.
Al termine della Messa, i presenti hanno posato per la foto-ri-
cordo di questo primo evento radiofonico mariano, per tornare poi
alle proprie faccende quotidiane
nella grazia del Signore.
La gioia nel cuore che l’evento
ci ha lasciato, la numerosa partecipazione e l’eco suscitata nei giorni
successivi nella comunità, fanno
ben sperare che questa esperienza
si possa in futuro ripetere.
Alfredo Ferranti
Nonno Giorgio vi scrive
C
NOI NONNI...
ari nonni e nonne, miei colleghi, ho scritto poche righe per
ringraziare i ragazzi della seconda media di catechismo che, con i
loro catechisti, hanno fatto visita a me
vecchio nonno Giorgio, incapace di
muoversi (opera di misericordia “visitare gli infermi”). Nelle poche parole
di gratitudine, ho omesso di ricordare
i nonni, gli altri nonni e nonne, quelli
di quei simpatici dodicenni.
Lo faccio con quest’altro scritto,
esprimendo la mia gratitudine anche a
loro, perché se i ragazzi hanno i nonni,
come sono certo che li hanno, me li figuro come il sottoscritto, magari più
efficienti fisicamente e come tali di
buon esempio ai nipoti, nonni che
vanno ricordati.
Io cerco di esserlo, efficiente, non
sempre riuscendovi, perché gli acciacchi, la poca pazienza, quella rimasta
ma logorata dal tempo e dall’età, mi
impedisce di far fronte all’impegno di
serenità che vorrei avere, serenità che
in qualche occasione viene a mancare.
È serenità sinonimo di solitudine. Incapace di deambulare se non a fatica
con l’aiuto di deambulatore (girello),
mi ritrovo impacciato negli spostamenti, anche i più elementari, e la lentezza la riscontro anche nella
formulazione di pensieri o nell’utilizzo della memoria.
Mi ritrovo lento,
dopo esser stato
svelto un tempo e
pronto alle conclusioni. Mi confondo
facilmente; ricordo cose lontane nel
tempo e mi sono già dimenticato o non
riesco a ricordare ciò che è successo
ieri; confondo i nomi e ho difficoltà a
collegarli alle persone che penso.
Non so se ciò, cari colleghi nonni e
nonne, succede anche a voi. Io mi rifugio, in certe occasioni, nella preghiera. Una “Ave Maria”, magari un
po’ in italiano e un po’ in latino, mi
aiuta a ritrovarmi, a riemergere dalla
confusione.
Sarei lieto di sapere che succede
qualcosa di analogo anche a voi. Se
anche per voi i nipoti sono una presenza preziosa e consolatoria. Penso di
sì. Come noi, ritengo, possiamo essere
presenza preziosa per loro. Certo che
ci vuole un bel filtro per convivere
(“vivere con”), ma il risultato è importante e prezioso se il vivere-con è ben
esercitato.
A noi nonni può sviluppare la pazienza, ai ragazzi può essere d’aiuto
alla loro attenzione e crescita.
Non voglio dire di più; spero di
continuare in altra occasione. Per ora,
saluto tutti calorosamente… e grazie.
Buona Pasqua!
Nonno Giorgio (0523-755785)
Aprile 2012
D
omenica 11 marzo si è
svolta nei locali della parrocchia la giornata diocesana dei catechisti. Fuori c’è il sole,
un sole che potrebbe tentare di farci
cambiare idea e portarci altrove ma il
tema ci interessa.
A livello nazionale, regione per
regione, tutti i catechisti sono chiamati a portare il personale contributo
per dare corpo al rinnovamento della
catechesi di iniziazione cristiana.
Poiché tutti, anche se a livelli diversi,
viviamo la fatica di raggiungere i nostri bambini con la proposta cristiana,
di coinvolgerli ed affascinarli con il
Vangelo, di portarli a camminare con
Gesù.
Siamo in tanti. Attraversiamo
stoici il corridoio in cui si accumulano le cibarie per l’intervallo e partiamo subito dividendoci in gruppo
per lasciarci coinvolgere, provocare,
toccare dalle diverse sfaccettature di
questo presente al quale vorremmo
dare un volto nuovo nel futuro. Dal
lavoro scaturiscono le domande che
vengono ribaltate al direttore dell’ufficio Catechistico regionale, don Valentino Bulgarelli.
E lui cosa fa? Trasmettendoci una
pacata serenità, trasforma le domande, i dubbi, le richieste, in un
percorso di formazione breve, stringato ma chiaro e preciso. Parte in
modo sciolto e sincero condividendo
i rischi che vede, personalmente, davanti alle riflessioni sul futuro dell’Iniziazione cristiana.
• Non semplificare troppo
Attenzione a non semplificare
troppo: la grande tentazione è quella
di portare avanti una proposta che
non ha più nulla da dire, non serve
nella vita quotidiana. Non possiamo,
d’altro canto, idealizzare alcune pagine “forti” del Vangelo che, all’occorrenza, possiamo usare ad hoc
nelle situazioni che vogliamo presentare o nei valori-obiettivi che vogliamo proporre perché, invece, il
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CAMMINIAMO INSIEME
Vangelo deve avere
un contatto vero,
sentito, profondo
con la quotidianità.
• Non perdere lo
stupore
Non dobbiamo
permetterci di perdere lo stupore,
poiché due sono le
categorie necessarie per leggere e vivere la Parola:
stupore e bellezza.
Intervallando riflessioni sulla sua fede personale ( marginale!),
l’Inter ( don fattene una
ragione!) e sulla Fede
che ci accomuna allarga
il nostro orizzonte: la
Fede non è un’offerta di senso ma
un itinerario di
senso che parte
da un legame di
fiducia che il catechista crea con
i suoi bambini e
ragazzi. Per questo, i percorsi di
formazione per i
catechisti non
possono più essere di sola conoscenza (sempre
necessari, soprattutto per i più giovani ma non così prioritari) ma di relazione per comprendere vivere e
testimoniare che Dio cammina, passo
dopo passo, sempre con noi.
• Il catechista deve conoscere la
vita dei ragazzi
Da qui dovrebbe nascere il desiderio dei catechisti di conoscere la
vita dei ragazzi per diventare davvero
capaci di camminare con loro. Nel
documento della Cei “Educare alla
vita buona della fede” al n°25 i Vescovi hanno riletto la figura di Gesù
maestro ( e catechista…) partendo
dalle parole che usa e da come le usa
con i primi discepoli. In Giovanni (1,
38) Gesù chiede: “Che cosa cercate?”
cioè, con una domanda, suscita il desiderio. Lui ascolta. Il catechista deve
fare suoi i verbi della fede: ascoltare,
cercare, raccontare, incontrare, accogliere e non ridurre la relazione con i
ragazzi ad un’imposizione: ascolta.
Nel brano di Vangelo, subito dopo
Gesù prosegue: “Venite e vedrete”.
• La proposta si fa vita
Qui la proposta si fa vita. Entra in
contatto. Ma noi, quale proposta facciamo, davvero, ai nostri ragazzi? È
una proposta riconoscibile, speciale
o è omologabile ad altre? Alla fine il
brano si conclude con “E rimasero
con Lui”. Ed eccolo qui il catechista
che, con pazienza e perseveranza
aiuta ad accettare la proposta, la sfida
che Gesù mette in gioco e a perseguirla con perseveranza, nello spazio
e nel tempo. Questo percorso porta i
bambini, i ragazzi e le famiglie, ad
avere fiducia in un catechista e a lasciarsi coinvolgere, a lasciarsi amare
da un Dio che ci aspetta, ci cerca
sempre e comunque. È quindi ora di
uscire dalla logica che ci fa credere
che se facciamo le cose buone,
amiamo Dio: no, è imparare a lasciarci amare da Lui.
• C’è bisogno di far sorgere il
desiderio di Dio
C’è bisogno di far
sorgere il desiderio di Dio, non
di legarlo al bisogno, poiché
il desiderio ci
tiene vicini e
ci proietta nel
futuro, non
scade nell’attimo del bisogno. E il
desiderio cresce
nelle
esperienze religiose che possiamo proporre coltivando la bellezza, la cura, il
coinvolgimento con la consapevolezza che la maturazione religiosa avverrà in un tempo sconosciuto.
Per farci capire questo passaggio
fondamentale, don Valentino ci fa
partecipe per la sua passione per l’Inter e ci spiega che sta cercando di
“convertire” i figli dei suoi amici alla
“fede” interista. Per questo cura la visione delle partite insieme, distribuisce cappellini, trombette e cibo ad
ogni visione coltivando il desiderio
di far arrivare questi piccoli ( un po’
bistrattati…) alla maturazione di una
fede personale all’Inter.
Se questo esempio ci fa sorridere,
ci fa anche capire come sia piuttosto
incauto poter pensare di portare i nostri bambini a maturare, a livello religioso, la consapevolezza del
mistero racchiuso nell’Ostia consacrata.
A noi la cura dell’esperienza, dell’incontro, della preparazione, delle
testimonianze con la sensazione,
vera, di essere “servi inutili” in una
comunità che ha cura delle persone
(segue a pag. 9)
Mary Bisagni
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CAMMINIAMO INSIEME
Settimana Santa: ricordiamo gli ultimi giorni
della vita terrena di Gesù. I tormenti interiori,
le sofferenze fisiche, i processi ingiusti,
la salita al Calvario, la crocifissione,
la morte e sepoltura e infine la sua
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Giovedì
Santo
RISURREZIONE.
Questa sera capisco
Pietro e la sua riluttanza
senza mezzi termini: “Tu
non mi laverai mai i
piedi!”. Nella sua frase intravedo il rispetto e
l’amore per Te, Gesù: non
voglio che ti inginocchi qui davanti a me,
non posso tollerare che Tu, il Maestro, ti comporti in questo modo.
Nelle parole di Pietro io riconosco la mia vergogna nell’apparire
come sono, nella mia nudità, con le mie ferite, nella mia sporcizia,
con i miei sbagli, nella mia piccineria, con le mie ambiguità.
Non mi piace, Gesù, che Tu mi veda così come sono veramente...
Ma Tu mi ripeti le stesse parole che hai detto a Pietro,
Tu mi inviti ad abbandonarmi, a lasciarmi andare, a lasciarmi
accogliere da Te così come sono: non c’è nessun bisogno di fingere...
Non è facile lavare i piedi a qualcuno, ma è ancor più difficile
lasciarseli lavare. Non è sempre facile amare, ma è ancor più difficile
lasciarsi amare. Questa sera intendo quello che Tu vuoi da me:
non cerchi il discepolo perfetto, ma solo
un essere che si lasci amare da Te,
che si lasci purificare dalla Tua bontà,
guarire e salvare dalla Tua Misericordia.
Sabato
Santo
Madre,
io vorrei
Venerdì
Signore Gesù crocifisso,
permettimi di stare qui, davanti a Te.
Mi capita raramente
Santo
di guardarti come faccio in
questo momento.
Tu mi attendi
qui da sempre, per dirmi quanto mi vuoi bene e
quanto ti
sono prezioso.
Con le Tue braccia aperte
sembra che Tu voglia raggiungere tutti gli uomini,
come in un abbraccio universale. Sento
che in questo abbraccio ci sono anch’io. Esso mi dà sicurezza, perché è pieno di amore.
È un abbraccio gratuito, purissimo, totale,
che mi fa superare il timore per le mie cattiverie,
per le mie impurità, per tutti
i miei peccati. Contemplandoti, inchiodato sulla Croce,
sento che si allargano gli spazi stretti del mio cuore,
che mi fanno sentire prigioniero di me stesso. Per il mistero della Tua Croce,
donami
un supplemento di libertà interiore. Portaci per mano fuori da
noi stessi, oltre la soglia della nostra paura,
verso di Te e
verso i fratelli;
e fa’ che ciò di cui non siamo capaci
possa essere il dono della ricchezza del Tuo Amore infinito. Amen.
Io vorrei tanto parlare con Te
di quel Figlio che amavi:
io vorrei tanto ascoltare da Te
quello che pensavi quando hai udito che Tu
non saresti più stata tua e questo Figlio che non
aspettavi non era per Te.
Io vorrei tanto sapere da Te se quand’era bambino
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso,
per noi.
Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi,
io benedico il coraggio di vivere sola, con Lui;
ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi;
per ogni figlio dell’uomo che muore ti prego così:
Ave Maria!
P. Sequeri
Aprile 2012
CAMMINIAMO INSIEME
... “e i discepoli gioirono
al vedere il Signore”...
7
E’ Pasqua, Pasqua del Signore !
C
he personaggio, questa Maria si Magdala. E’ buio, il sole deve ancor
sorgere, eppure lei è già sulla via. Si trova in cammino verso quel sepolcro dove è stato deposto colui che diceva di essere la Via.
Possiamo immaginarla scivolare sulla strada in silenzio, forse triste,
con quella calma propria di chi sa che la morte non restituisce la vita.
Poi, appena vista quella pietra rotolata, inizia un’altra storia, una storia
fatta di corse. Tutti corrono: lo stesso brano del Vangelo sembra prendere
vita, in un crescendo armonioso di
passi veloci e affrettati che devono
vedere e raccontare che lui, il Signore, è davvero risorto.
Quale gudio, quale felicità, quale
gioia traboccante e incontenibile.
“Una donna che deve partorire, quando viene il suo momento, soffre
Certo, gli uomini restano tali anche
molto.
Ma quando il bambino è nato, dimentica le sue sofferenze per la gioia
di fronte a un evento straordinario
che
è
venuta
al mondo una creatura. Anche voi ora siete tristi...” Così dice
come la risurrezione di Cristo. Ci
Gesù nel Vangelo.
vuole l’acume del discepolo prediAncora una volta l'esperienza di una nuova vita che viene, mi ha portato
letto, Giovanni, per ridestare in Pie- vicino all'esperienza della passione e resurrezione che ricordiamo con la notro quelle parole pronunciate da stra Pasqua.
Gesù e farne parole di vita nuova.
Trovarsi di fronte la persona amata che soffre con urla strazianti, fa veDevono comunque vedere, Pietro ramente male, ma speri che quel dolore passi in fretta, che tutto si trasformi
e Giovanni, per poter credere: ma presto in gioia. Inevitabile per me in quei momenti un po' mistici, dove si
alla fine credono, e allora la Scrit- sperimenta qualcosa che potrebbe essere scontato, ma che è allo stesso tempo
tura si fa chiara, comprensibile, un'esperienza quasi surreale, ricordare quella parola di Gesù che annuncia
come ci insegna l’esperienza dei di- ai suoi discepoli che dovrà soffrire molto per poi risorgere dopo tre giorni.
scepoli di Emmaus. E cosa vedono E come i discepoli si sono trovati impotenti di fronte alla croce, così io ero
di fronte a mia moglie nei momenti
Pietro e Giovanni? la pietra rotopeggiori
del parto. Sei lì e l'unica cosa
lata, il sepolcro vuoto; ma anche
che puoi fare è pregare che tutto passi
due particolari che continuano a
in fretta, che si allontani presto l'espeparlarci, oggi.
rienza di dolore che si sta vivendo.
Appena chinati sul sepolcro enPoi finalmente la gioia da un
trambi scorgono “i teli posati là”.
pianto, la risoluzione di tutta la soffePietro però entrato dentro il sepolrenza nella nuova vita che hai di
cro, nota anche il sudario “che era
fronte, come fosse una nuova resurresteato sul suo capo non posato là
zione. Pianto di gioia per la bellezza
di trovarsi lì, nel vedere la persona che
con i teli, ma avvolto in un luogo a
ami, finalmente libera dalle catene del
parte”.
dolore che non la lasciavano libera di
Così mentre possiamo immagisprigionare
quella
nuova
creatura,
anche
lei nel pianto dirompente. Protanare i teli, le lenzuola come simbolo
gonista
indiscussa
dell'evento
questa
neonata,
che alle parole della madre sudella vita, dell’esistenza vissuta in
bito
si
calma,
perchè
ne
sente
il
calore,
torna
a
sentire il battito del cuore che
pienezza, il sudario si fa per noi
l'hanno accompagnata per tanti mesi. Ed io, sempre lì, sempre più spettasimbolo di morte, ormai lontano, tore di uno spettacolo meraviglioso, felice per questa tristezza che è divenavvolto e piegato coem se tutto tata gioia.
fosse compiuto.E tutto lo è davvero;
“...Ma io vi rivedrò, e voi vi rallegrerete, e nessuno vi toglierà la vostra
ecco, le cose di prima sono passate, gioia” dice ancora Gesù. (Gv 16, 21-22).
Ivano Belforti
ne sono nate di nuove.
Passione- sofferenza
Risurrezione-gioia
8
Con cuore di madre
CAMMINIAMO INSIEME
Aprile 2012
In occasione della festa della mamma abbiamo chiesto ad alcune mamme
di condividere i lori sentimenti e la loro esperienza di maternità.
Pubblichiamo alcuni stralci col desiderio che siano di consolazione
e di augurio per tutte le mamme.
“Sai che tra un’ora, forse
piangerai, poi la tua mano
nasconderà un sorriso. Gioia e dolore hanno il confine incerto, nella
stagione che illumina il viso… femmine un giorno e poi madri per sempre, nella stagione che stagioni non
sente” (Ave Maria di Fabrizio de
Andrè)
• Se sei mamma...
Se sei mamma sai che saranno tuoi
quintali di panni da lavare e da stirare. Se sei mamma sai che dovrai
compiere gesti necessari che ripeterai ogni giorno nell’indifferenza
degli altri componenti della famiglia. Curerai tutti ma, forse, nessuno
si accorgerà dei tuoi malesseri e dei
tuoi dolori.
Se sei mamma passerai insonne alcuni anni della tua vita a cullare i tuoi
figli e poi ne passerai il doppio, insonne, ad aspettare che tornino a casa
e si infilino a letto, finalmente. Ogni
giorno ti aspetteranno sorrisi e piccole e grandi vittorie, la gioia di far
sbocciare le parole e la pazienza di
rispettare il silenzio.
• Guarderai i tuoi figli diventare
grandi
Guarderai i capelli diventare grigi e
i tuoi figli diventare grandi e affrontare la vita. E nel tuo cuore ci sarà
sempre un canto di gioia commosso
per il dono ricevuto, cercato, inatteso, sofferto, custodito e diventato
carne, storia, vita.
Così come ci sarà lo spazio per le
lacrime della delusione, dell’incomprensione, della fatica nella consapevolezza che la vita donata non è tua
proprietà ma futuro.
• E mamma si è per sempre
E mamma si è per sempre, con leggerezza e serietà, con coraggio e dolcezza, con determinazione e
sacrificio di figli portati nella pancia
e di figli accolti ma nati altrove.
Mai verrà stagione in cui smettere
di essere mamma né tempo in cui
smettere di unirci nella preghiera a
Maria, mamma e donna dolce e forte,
tenace e discreta.
Mamma capace di gioire e di soffrire per ciò che è piccolo e per ciò
che è grande, proprio come noi.
Mary Bisagni
“ASCOLTARE”
LA MATERNITÀ
PER RITROVARE
L’AMORE DI DIO
La maternità mi ricorda
ogni volta una cosa fondamentale: che la vita ha i
suoi piani, e non tiene conto (forse
a volte anche per fortuna) dei nostri calcoli e dei nostri presunti desideri.
E' il totale senso di impotenza davanti ad un esserino di 50 cm che,
invece, è talmente potente da stravolgere ogni regola, ogni piano,
ogni certezza.
E' il senso costante di inadeguatezza che mi accompagna, vista
l'immensa responsabilità di una
nuova vita che dipende in gran
parte da me.
E' la certezza che – se mai fosse
stato così prima – da quando diventi mamma passi immediatamente in coda, perchè il primo
posto viene occupato dal figlio che
hai messo al mondo. E questo è un
gran bene!
E' la paura quando pensi che i
tuoi figli possano soffrire, che non
riuscirai a proteggerli da tutto. E'
la certezza che – come dice mia
madre – ogni momento ha la sua
grazia e Chi ce li ha donati ci darà
le risorse per aiutarli a trovare la
strada pensata da sempre per loro.
Barbara Tondini
È ormai passato un anno da quando
ho scoperto di essere mamma: il 10
marzo scorso tenevo in mano il test
che mi ha catapultato in una realtà a
me nuova, ma che mi aspettava da
sempre, da quando ero nata, nonostante tutte le mie paure ad affrontare
un’avventura simile, che mi portavano
a rimandare e a pensarci troppo.
• Gabriele è nato tre volte
Gabriele è nato, per così dire, tre
volte: ha visto la luce questo 13 novembre, ma è nato “per me” nel marzo
2011, anche se era già “nato” un mese
prima senza che lo sapessi (era già lui
in tutta la sua persona!).
Anche io, quel 10 marzo – due
giorni dopo la “festa della donna” –,
sono “nata” come mamma e come
nuova donna. Ho vissuto l’attesa rendendomi conto di essere nel cuore
della mia stessa vita, nel centro vitale
che le dà senso, comprendendo sempre più che il progetto di Dio su di
essa era voluto sin “dalle viscere di
mia madre”, come recita il Salmo. Ho
meditato sulla fiducia che il mio bambino aveva in me, accolto nel mio
pancione, protetto e nutrito solo da
me: anche noi dovremmo abbandonarci a Dio con questa fiducia, nel suo
grande pancione amorevole.
• Il bambino è come una goccia purissima che si stacca da un ghiacciaio
Il bambino è come una goccia purissima che si scioglie e si stacca da
un ghiacciaio inarrivabile all’uomo:
ha in sé la purezza e la forza di chi ha
vissuto fino a quel momento in Dio:
la mamma che lo nutre materialmente,
se “ascolta” la maternità che sta avvenendo in lei, può nutrirsi a sua volta
di quella grazia e dire “Eccomi” come
Maria, pronta ad accogliere chi il Signore le manderà.
È arrivato Gabriele, ed era un piccolo sconosciuto tutto da scoprire. Dio
ci ha donato un bimbo sano, e questo
non è scontato. Un bambino non appartiene ai soli genitori, ma trasforma
Aprile 2012
la vita di tutta la famiglia, donando
nuova vita anche ai nonni, preziosissimi antidoti per prevenire la depressione post-partum, con i loro aiuti
amorevoli e la dolce allegria che portano nella casa dei neogenitori.
• Ma il bimbo non appartiene solo
alla famiglia
Ma il bimbo non appartiene nemmeno solo alla famiglia: un bambino è
figlio di Dio in primo luogo, come ci
è stato ricordato durante il Battesimo,
giorno in cui “è nato” per una quarta
volta! Ed è meraviglioso pensare che
questo figlio ci è stato “solo” affidato,
come Gesù alla Sacra Famiglia, e ci è
concesso di vederlo diventare “a immagine e somiglianza” di Dio, ogni
giorno di più. “Grandi cose ha fatto in
me l’Onnipotente”: questo ogni
mamma può dirlo.
Quando mi fanno i complimenti
“Ma come sei stata brava, che capolavoro hai fatto!”.
• Mi rendo conto che non l’ho fatto
io
Mi rendo conto che non l’ho “fatto”
io (se mi chiedessero di rifare una manina o un piedino, come potrei ripetere tutto questo senza l’aiuto di
Dio?), ma ho solo ospitato un altro
miracolo di vita che proviene da Dio,
che ha usato me e mio marito per generare altro amore e per renderci migliori. Sì, perché, pur con tutti i nostri
difetti, il nostro bambino sta tirando
fuori da noi il nostro meglio, la nostra
tenerezza, ovvero la debolezza più
bella, più potente, e ci sta guidando
verso una forma più forte di amore,
quella genitoriale, che è figura di
quella di Dio, che è padre e madre insieme.
• Già sogno il bimbo che verrà dopo
Gabriele
Ammetto di sognare già il bimbo
che verrà dopo Gabriele, con la gioia
di scoprire quale altro dono ci sta preparando il Signore in lui che già è presente nei Suoi pensieri prima che nei
miei pensieri… È più leggero essere
genitori dividendo questa responsabilità con Dio, è “duettare” con una
Voce che assicura un canto senza stonature...
Una mamma deve ringraziare sempre il Signore di averla visitata, e del
dono che le ha lasciato per sempre,
perché per sempre sarà mamma! Mia
suocera, durante la gravidanza, mi ha
fatto dono di questi versi della Merini:
“Niente per una donna / è più simile
al paradiso/ di un figlio,/ che le farà
sognare l’amore/ per sempre.”
Leili Maria Kalamian Polledri
9
CAMMINIAMO INSIEME
Tu mi hai reso donna,
Signore,
e la donna è soltanto
un pugno di dolore.
Ma questo pugno
io non lo batterò
verso il mio petto,
lo allargherò verso di Te
come una mano
che chiede miseicordia.
Tu sei la mia mano, Signore,
Tu sei la vita,
e quando una donna
partorisce un figlio
la disgrazia e l’amore
abitano in lei
cone il dubbio della sua esistenza.
Tu mi hai redenta
nelal mia carne
e sarò eternamente giovane
e sarò eternamente madre.
E poichè mi hai redenta
posi vicino a Te
la pietra della Tua Risurrezione.
Alda Merini
“Magnificat”
DA PAG. 5
Calendariitoà Estive
Attiv
Si parte!
dall’ 11 al 29 giugno
soggiorno diurno
dal lunedì al venerdì
dalle 7,30 alle 17
dal 2 al 27 luglio
soggiorno
con pernottamento
dal lunedì al venerdì
COME PIETRE VIVE
in tutte le fasi della vita.
• Assomigliare alla prima comunità cristiana
Alle comunità viene dato il compito di assomigliare alla prima comunità cristiana che era una
comunità ferita: aveva vissuto il tradimento di Giuda, la paura e la rinnegazione di Gesù… È una comunità
fragile che, però parla, vive, abbraccia, si avvicina e, soprattutto si lascia
amare da Gesù. Questa dimensione
passiva, di chi, cioè si lascia amare
per quello che è, è la forza di quella
comunità e dovrebbe diventare anche
la nostra, così come è stata quella di
Gesù che si è affidato al Padre e si è
lasciato amare, amando. Nasce da qui
la volontà di smettere di piangersi addosso, di vivere e proporre la bellezza di una vita piena, passo dopo
passo con quel Gesù che, solo, ti
rende pienamente uomo, pienamente
donna.
Non a caso la giornata conclusiva
della Missione Popolare dei Ragazzi
ha come slogan “Lungo la via”.
Camminiamo insieme, con speranza
e coraggio imparando a lasciarci
amare da Dio.
• elementari e medie:
dal 2 al 14 luglio
• giovanissimi:
dal 14 al 27 luglio
TURNI FAMIGLIE
1° turno famiglie:
dal 28 luglio al 5 agosto
2° turno famiglie:
dal 6 al 13 luglio
3° turno famiglie:
dal 14 al 25 agosto
4° turno famiglie:
dal 26 agosto al 2 sett.
iscrizioni già aperte
in segreteria parrocchiale
10
CAMMINIAMO INSIEME
Aprile 2012
Festa per gli Anniversari di Matrimonio
Il coraggio di rinnovare
il
“
sì
”
re
Ti amo per semp
Domenica 27 maggio • messa delle 11,30
L
a Messa degli anniversari di
matrimonio è un appuntamento importante per tante
coppie di sposi che scelgono di rinnovare il loro “SI”! promesso nel
giorno del matrimonio.
Anche quest’anno, attendiamo
tanti sposi – chi con pochi chi con
molti anni di vita assieme – che
chiederanno al Signore il dono della
concordia, dell’ascolto reciproco,
della fiducia nella Provvidenza, di
un amore rinnovato, della capacità
di perdonarsi e accogliersi.
Con commozione ripeteranno la
formula del rito nuziale:
“Io, accolgo te, come mio sposo/a.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita"
Ecco il nostro
augurio a
tutte le famiglie:
saper testimoniare
la bellezza e
la missione profetica del Sacramento del Matrimo-
nio. Con l’aiuto di Dio, possa continuare ad essere segno di speranza
e di amore per un mondo incapace
di cercare l’amore là dove può trovarlo.
Tre incontri di preparazione:
Giovedì 10-17-24 maggio
ore 21,15
in chiesa (dopo il “Mese di Maggio”).
tecipare o
r
a
p
a
r
e
d
Chi desinichi al più prest
ci comu ropria adesione
la p
Mese di Maggio
Inaugurazione: in chiesa
mercoledì 2 maggio ore 20,45
IN CHIESA ogni sera (esclusi sabato e domenica)
sempre alle 20,45.
NEI 15 QUARTIERI ogni sera (esclusi sabato
e domenica) ore 20,45 nei vari quartieri
LUNEDI’: Zanetti - Buozzi popolare - Trespioli
MARTEDI’: Foresti - Manfredi 64 - Pacchiotti 27 - Manfredi 106
MERCOLEDI’: Evangelista - Case Minime
GIOVEDI’: S.Giuseppe - ex Boselli 21(nuovi palazzi) - Buozzi 85
VENERDI’: Labò - Canzi 7 - Pacchiotti 65
I
l mese di maggio è dedicato dalla
devozione popolare a Maria,
consacrato a lei, la creatura più
bella e più santa, Madre di Gesù e
nostra.
Nella vita non si può fare a meno
della mamma. Di tante cose sì, ma
non della presenza di una madre.
Della Madre!
Siamo invitati ad approfondire in
questo mese ciò che ci lega alla
Madre di Dio, la prima Discepola,
la Vergine orante, la Sposa fedelis-
sima.
Ecco cosa diceva papa Giovanni
XXIII: «Per chi crede in nostro Signore Gesù Cristo, per chi appartiene alla Santa Chiesa, ecco la
Mamma: Maria!
In questo mese vogliamo celebrarla. Mentre il quotidiano ci travolge con il suo ritmo frenetico, ed
il tempo sembra scorrere senza che
ne abbiamo coscienza, si sente il bisogno di fermarci per riflettere e
pensare.
Proprio mentre si constata una lacerazione tra i bisogni del cuore e
dello spirito, e non si sa come vincere il senso di inadeguatezza tra le
cose di ogni giorno e le attese più
vere, s’inserisce questa proposta:
meditare l’Ave Maria per approfondire e comprendere questa preghiera che scandisce tanta parte
della vita di ogni cristiano.
Quante volte abbiamo recitato e
reciteremo la «sua» preghiera.
Quante volte, con le parole stesse
dell’Angelo, abbiamo invocato
Maria chiamandola in nostro soccorso.
E lei, la nostra Mamma, ascolterà
ogni volta la preghiera che nasce
dal nostro cuore.
o
Aspettiam
anche te!
CAMMINIAMO INSIEME
Aprile 2012
L’editoriale di don Stefano
E’ Pasqua!
Carissimi giovani,
è ancora Pasqua, anzi è finalmente Pasqua.
Ogni anno liturgico ci fa rivivere
l’attesa alla Pasqua con un tempo
particolare – quaresima – perché
possiamo gustare maggiormente la
grandezza della veglia pasquale.
Non c’è celebrazione più ricca e
più bella della veglia pasquale, che
con segni, Parola, canti ci faccia
gioire e ci dia pace quanto il celebrarla.
Certo, se non ci prepariamo, sarà
difficile gustare una tale abbondanza, anzi potremmo quasi uscirne
appesantiti, vista la sua durata. Ma
se vi entriamo con il cuore aperto,
possiamo uscirne con la pace del
Risorto.
Nel buio della notte – la morte, le
morti, i fallimenti e le angosce – si
accende un fuoco – calore, sicurezza – ed ecco che il grande cero
pasquale segno di Cristo risorto inizia a far luce. Sì, dietro al cero ci
incamminiamo nel silenzio della
nostra esistenza umana, ferita dal
peccato, per partecipare alla Sua Risurrezione.
Nel canto dell’ Exultet ecco che
ognuno di noi si sente presente: la
creazione tutta geme in attesa di risorgere e cosi anche noi, tanto da
poter chiamare il peccato di Adamo
una “felice colpa”, perché si potesse
manifestare la potenza e la bontà di
Dio.
L’abbondanza di letture intervallate da salmi cantati ci fanno ripercorrere la storia di Dio che si è
sempre reso presente accanto all’umanità con braccio potente, liberando il suo popolo dalle schiavitù
in cui era caduto, e facendogli intravvedere una vita più luminosa.
La benedizione dell’acqua del
fonte battesimale - grembo della
Chiesa che genera i suoi figli alla
fede - fecondata dall’immersione
del cero pasquale che è Cristo risorto, ci fa rinnovare le promesse
battesimali e quindi il nostro impegno a seguirlo pur nell’umana debolezza.
La comunione eucaristica che
facciamo intorno all’unica mensa –
preparata per l’occasione con cura e
11
SpazioG I O V A N I
Messa col Vescovo
alla Casa della Carità
L
a Carità, insieme alla Preghiera e
il Digiuno, è una dei tre argomenti
che ho trattato nel mio gruppo di
1ª superiore. Infatti venerdì 2 marzo
noi, insieme ai ragazzi di 3ª superiore, ci siamo recati alla casa della
Carità dove vivono persone che non
hanno famiglia e sono diversamente
abili. Ci hanno accolto in una sala
dove il Vescovo Gianni ha celebrato
la Messa per dare un po’ di gioia a
queste persone che vivono una vitafatta di gioie limitate e in difficoltà.
Finita la celebrazione, abbiamo
apparecchiato i tavoli con quel che
avevamo a disposizione per cenare
tutti insieme. E’ stato un momento
molto allegro perchè caratterizzato
principalmente da risate, ingenui
scherzi e simpatiche battute tanto da
rendere più allegro il luogo dove stavamo, ma anche con riflessioni e attenzioni, perchè ci hanno raccontato
con tanti fiori – dà ai nostri occhi il
segno della gioia e della festa.
“Ora è tempo di gioia”, dice un canto
ed è vero, le tenebre sono spezzate
dalla Luce vera, la paura della morte è
vinta dalla risurrezione di Gesù, anche
i discepoli ora con lo Spirito Santo possono partire per evangelizzare il
mondo.
Vi auguro di poter vivere questa veglia per poter gustare e vedere quanto
è buono il Signore.
Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre
famiglie.
don Stefano
un po’ di quanto accade lì e tanto di
loro.
Finita la cena, siamo passati a salutare Susanna, una ragazza di 19
anni che non ha potuto cenare con
noi perchè non può più camminare.
Poi ci siamo preparati per tornare a
casa anche se la cosa non mi andava
molto, visto che mi trovavo benissimo
e felice in quei momenti e in quegli
ambienti ricchi di esperienze e sofferenza che fino ad allora non conoscevo.
Dal mio punto di vista, momenti
così vanno consigliati a tutti. Credetemi, è stata una bella esperienza
passare del tempo con quelle adorabili e simpaticissime persone. Non mi
dispiacerebbe rifarla e infatti ho preso
in considerazione l’idea di andare ancora a far loro visita.
Emmanuela Strazzulli
Sabato 5 maggio
ore 21 in chiesa
in occasione
della sagra parrocchiale
rassegna dei cori
parrocchiali.
Anche il nostro
coro giovani ci sarà!
12
CAMMINIAMO INSIEME
Aprile 2012
La pagina di Sambonico
(105)
Grazie a tutti!
G
li abitanti di Sambonico
ringraziano la presidente
dell’Associazione “Il cuore
di Piacenza”, la cardiologa dottoressa Daniela Aschieri che con i suoi
collaboratori ha partecipato all’inaugurazione ufficiale del nostro defibrillatore. Come già sapete
(dall’ultimo bollettino) dopo la benedizione impartita da don Giancarlo e il tradizionale taglio del
nastro è seguita la cronistoria del
progetto illustrata da Mr. Grassi e
quindi una prova pratica del funzionamento dell’inusuale sistema dall’allarme con la relativa risposta,
tramite un ingegnoso sistema elettronico.
Ma ho voluto riprendere l’argomento per formulare un grosso “grazie” non solo ai considerevole
impegno del circolo Anspi, degli
abitanti e di alcuni ditte locali e non,
che hanno contribuito (qualcuna con
grande generosità)permettendo di
portare a termine questa importante
iniziativa. Infatti i sambonichini
sono molto orgogliosi di essere riusciti nell’impresa anche senza l’aiuto
di enti o amministrazioni varie.
A questo punto mi sembra giusto
riconoscere i dovuti meriti e ringraziare di tutto cuore, in particolare a
coloro che nel silenzio hanno colla-
borato con perseveranza e grande
volontà a partire dall’attivissimo
presidente Ivano Benedetti – che in-
SETTIMANA
SANTA
GIOVEDI’ santo ore 21: Messa dell’Ultima Cena
del Signore
VENERDI’ santo
ore 8/12; 14/18
turni di adorazione al SS.mo
ore 20,45: VIA CRUCIS
per le vie del paese
SABATO santo
ore 17-19
Confessioni per tutti
sieme al buon Domenico si sono interessati alle procedure burocratiche –
all’onnipresente Albino che ha provveduto all’effettiva istallazione dello
strumento, creando un’adatta sistemazione e di un altro personaggio:
Paolo Bosoni che si è occupato insieme a Dante Pecorini della parte
elettro-tecnologica, per l’inserimento dei nominativi nel sistema di
ricerca e di identificazione per assicurare un corretto funzionamento.
Non me ne voglia chi non è stato
citato personalmente
(sarebbe mancato lo
spazio), ma è ovvio
che tutti meritano un
grande grazie per la
collaborazione e la
disponibilità dimostrata.
Evviva Sambonico,
sempre insieme.
Dino Lombardi
Un bel gruppo di bambini a catechismo con
le loro catechiste
DOMENICA
di PASQUA:
MESSA
ore 11
In cammino verso
un tempo migliore
Se nel silenzio ascoltassimo
la voce di Dio
che in ogni cuore ci viene a parlare
in questo tempo quaresimale,
colmeremmo questo
vuoto d’amore.
Se la superbia in noi
non potesse abitare,
l’umiltà un volto più umano
a questa tribolata umanità
saprebbe dare.
Attraverso la bontà di Dio,
l’uomo in quella limpida parola
chiamata Amore, sulle strade del
mondo,
Pace, Giustizia e Carità
saprà portare.
Giulia e Marcellina Mazza
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