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prossimamente al Teatro della
Villa Comunale
e, inoltre, al Napoli Teatro
Festival Italia, dal 13 al 20
giugno
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
regia Geppy Gleijeses
18, 19 giugno
ore 21.30
(e Teatro Grande di Pompei, 22 giugno)
Le Troiane
da Le Troiane di Euripide
regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti
dal 6 all'8, dal 10 al 15 giugno
ore 21.30
Real Albergo dei Poveri
L'opera di periferia
di Peppe Lanzetta
regia Pasquale De Cristofaro
21 e 22 giugno
ore 21.30
England
di Tim Crouch
regia Carlo Cerciello
6, 7, dal 10 al 14, dal 17 al 21, 24, 25, 27,
28 giugno
ore 19.00
MADRE e Gallerie d'Arte contemporanea della città di Napoli
Quanno ce vo ce vo
di Gino Rivieccio e Gustavo Verde
24, 25 giugno
ore 21.30
Assedio delle ceneri
un progetto a cura di Gabriele Frasca
regia Roberto Paci Dalò - Giardini
Pensili
13 giugno
Fluidi feretri
di Alessandro Dal Lago, con Massimo
Popolizio
14 giugno
Fluidi feretri
di Alessandro Dal Lago, con Massimo
Popolizio
15 giugno
Per l'assedio alle ceneri
di e con Jolanda Insana
16 giugno
Per l'assedio alle ceneri
di e con Jolanda Insana
17 giugno
Siamo uomini o clericali?
Predica sulla laicità
di Piergiorgio Odifreddi,
con Saverio La Ruina
19 giugno
Siamo uomini o clericali?
Predica sulla laicità di Piergiorgio
Odifreddi, con Saverio La Ruina
20 giugno
La faccia di mia madre
di Luca Doninelli, con Franco Branciaroli
21 giugno
La faccia di mia madre
di Luca Doninelli, con Franco Branciaroli
ore 19.00
Chiesa della Certosa di San Martino
The New Burlesque
direzione artistica Kitty Hartl
con la partecipazione straordinaria di
Marisa Laurito
7, 8, dal 10 al 15, dal 17 al 20 giugno
ore 24.00
Teatro Sannazaro
Explosion#17 Happy New Year
video-installazione di Loredana Longo
dall’ 8 al 12, 21, 22, dal 24 al 29 giugno
ore 20.20
Real Albergo dei Poveri
Ogni giorno dalle 11 alle 13,
conversazioni e incontri con i
protagonisti del Napoli Teatro Festival
Italia, alla sede del Premio Napoli a
Palazzo Reale e al Gran Caffè
Gambrinus
Cosa deve fare Napoli per
rimanere in equilibrio sopra un
uovo
di Enrique Vargas
regia Enrique Vargas
dall'11 al 15, dal 17 al 21 giugno
ore 20.00 / 21.00 / 22.00
Sala del Lazzaretto
Chie-chan e io
adattamento di Giorgio Amitrano
da un romanzo di Banana Yoshimoto
regia Carmelo Rifici
13, 14 giugno
ore 20.00
Teatro Stabile di Napoli San Ferdinando
tassinari/vetta
qui rido io
Qui rido io
Nuove sensibilità
un progetto del Nuovo Teatro Nuovo e
del Teatro Pubblico Campano
dal 13 al 18 giugno
ore 20.00
Teatro Nuovo
Lei.
Cinque storie per Casanova
di Paola Capriolo, Benedetta Cibrario,
Carla Menaldo, Maria Luisa Spaziani,
Mariolina Venezia
progetto e regia Luca De Fusco
dal 13 al 15 giugno
ore 20.00 / 22.00
Museo della Certosa di San Martino
Z.A.C. Zona (di) Attacco Creativo
regia Gabriella Stazio
13, 14, 20, 21, dal 27 al 29 giugno
ore 18.00 (28 giugno, ore 19.00)
diversi spazi della città di Napoli
Indigo
di Paco Dècina
14, 15 giugno
ore 21.00
Auditorium Domenico Scarlatti della RAI
A causa mia
di Antonio Vladimir Marino, Antonio
Marfella, Luciano Saltarelli, Francesco
Saponaro
regia Francesco Saponaro
dal 18 al 21 giugno
ore 21.30
Castel Capuano
P.O.M.P.E.I.
1° scavo: Poco Ortodossi
Maldestri Piccoli E Inutili
coreografia Caterina Sagna
drammaturgia Roberto Fratini Serafide
dal 19 al 23 giugno
ore 20.00
Teatro Instabile Napoli
Sotto l’Alto Patronato
del Presidente
della Repubblica
Progetto
cofinanziato
dall’Unione
Europea
Unione Europea
Napoli Teatro
Festival Italia
P.O.R. Campania
2007 / 2013
6 – 29 giugno 2008
napoli. teatro
festival italia
www.napoliteatrofestival.it
qui rido io
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Qui rido io
drammaturgia di
Giuseppe Sollazzo
con
Giovanni Mauriello (Eduardo Scarpetta,
Madro, Felice Sciosciammocca)
Gea Martire (La Divina, Gilda, mamma di
Scarpetta, Francesca, Rosa de Filippo,
Dorotea Papocchia, un diavolo)
Patrizio Trampetti (Donna Alberta,
un guappo, Paolo, un diavolo)
e
Andrea Di Maria (un giovane attore,
Eduardo Scarpetta junior, un Paggio, Felice
Sciosciammocca)
Salvatore Esposito (Antonio Petito,
Donna Rafilina, un devoto, maestro di legge,
un attore, un extracomunitario,
avv. Di Pietrone)
Franco Antonio (Salvatore Petito,
Primavalle, Raffaele Marino, un attore, un
diavolo)
Salvatore Misticone (Donna Giggina,
un devoto, Marchese Bebe', un attore,
Presidente del Tribunale, un cantante)
Maria Angela Robustelli (una giovane
attrice, una cantante di strada, Giulietta,
Berenice, Rita, Luisa de Filippo, Emma
Carcioff)
Marianna Robustelli (una giovane attrice,
una devota, Dea Fortuna, Extracomunitaria)
Gabriele Saurio (un attore, Andrea Natale,
un devoto, un passante, un usciere, un
diavolo)
regia
Giuseppe Sollazzo
scene
Michele Della Cioppa
costumi
Luisa Viglietti
musiche
Patrizio Trampetti
trucchi e maschere
Maurizio Crocco
disegno luci
Mario Esposito
direttore di scena
Felice Filippetti
sarta
Annabella Donnarumma
realizzazione scene
Rosario Imparato
realizzazione costumi
Sartoria Canzanella c.t.n. 75
realizzazione trucchi e maschere
Laboratorio Forme
Laboratorio Acca
luci e audio
Esposito Service
parrucche
Annamaria Sorrentino
trasporti
Liberato
fotografo di scena
Andrea Falasconi
amministrazione
Enrico Russo
produttore esecutivo
Sasà Sperindeo
produzione
Piacere Teatro
e Augusteo Produzioni
spettacolo in lingua italiana
durata
120 minuti
Prima Assoluta
dal 13 al 15 giugno
ore 21.30
Teatro della Villa Comunale
(13 e 14) e Teatro Grande
di Pompei (15)
movimenti mimici
Pasquale Napolitano
aiuto regista
Patrizio Pipola
aiuto scenografo
Porziana Catalano
aiuto costumista
Rossella Nunzia Ogliarulo
direttore tecnico
Nunzio Signoriello
Il volume comprendente il testo di Qui rido io
è pubblicato da Guida Editore ed è
disponibile nelle migliori librerie e presso i
bookshop Guida nelle sedi di spettacolo del
Napoli Teatro Festival Italia
Ispirato alla storia di Eduardo Scarpetta,
Qui rido io porta sulla scena il teatro stesso,
che fu la vita e il mondo di uno dei padri
fondatori della scena napoletana. Dopo il
memorabile successo di Santarella, che attira
al piccolo teatro Sannazaro tutta la città,
Scarpetta si fa costruire una villa sulla
collina del Vomero, chiamata appunto “Villa
Santarella”, dove «andava e stava in grazia
'e Dio», come suggerisce la scritta “Qui rido
io” sulla facciata della villa. Lo spettacolo
messo in scena da Giuseppe Sollazzo
raccoglie dalle autobiografie di Scarpetta
suggestioni e illuminazioni da inscrivere in
una garbata denuncia dei tic del nostro
tempo, nel segno della tradizione satirica
napoletana che allinea, tra gli altri, Petito e
lo stesso Scarpetta. Protagonista della
pièce è un attore conteso da vari
personaggi, dall'impresario che pretende ad
ogni costo di partecipare al Festival
Internazionale del Teatro con la
realizzazione di uno spettacolo dal forte
impegno sociale, al critico autorevole che
gli chiede una commedia interpretata da
soli carcerati sulla vita dell'inventore di
Felice Sciosciammocca.
«Non volevo fare una fiction sulla vita di Eduardo
Scarpetta, tantomeno un'antologia di scene celebri
tratte dalle sue commedie più famose. E non mi
interessava neanche raccontare l'evoluzione di Felice
Sciosciammocca, dalle prime farse dove appare per
la prima volta, fino alle ultime dove è ormai un
personaggio affrancato dai tic che lo resero famoso.
O forse mi interessava troppo tutto, per riuscire a
fare una scelta soddisfacente. Qualcuno ha detto
che il regista scrive nello spazio, allora il materiale
raccolto da varie fonti (commedie, autobiografie,
lettere, appunti) servirà alla scrittura dello spettacolo,
con l'unica consapevolezza che il fine del teatro è il
teatro».
Giuseppe Sollazzo
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