ERRE AL QUADRATO
MAGGIO-GIUGNO 2013 - BIMESTRALE anno VII - n° 23
Prodotti ‘puliti’ e novità
RINNOVABILI
A ogni latitudine: città,
mare, lago e campagna
da sapere …scoprire
RISTRUTTURO
€ 3,50
CLIMATIZZAZIONE
estiva e invernale per
il comfort domestico
Poste Italiane SpA - Spedizione in A.P. - D.L.353/2003 (conv. LO/CONV/113/2013) art.1, comma 1, DCB Milano
DI Sonia Maritan
C’È UN LEGAME
FRA LE COSE
Premessa esplicativa
Questa rivista ha già una sua storia,
per questo è il numero 23. Mi occupai del progetto editoriale anche nel
2007, quando nacque, quindi mi
emoziona vederla rinascere e per
questo ringrazio Vanni Bellini. Il
valore aggiunto di questa riedizione
sarà dato dalle persone che gravitano intorno a questo progetto, l’ingrediente più prezioso di questa ‘amalgama’ di idee.
R2 Ristrutturo Rinnovo Casa si pone
come un utile strumento per rinnovare, ristrutturare, inventare e vivere lo
spazio casa, con un’attenzione particolare al recupero di tutto il patrimonio edilizio esistente, ricchezza
inestimabile del bel Paese, trattando
di vecchi cascinali e antichi borghi,
castelli e dimore d’altri tempi, spazi
piccoli e grandi ritagliati nel tessuto
urbano cui ridonare il sapore primigenio identitario, attraverso progetti
mirati e descritti in ogni dettaglio
esecutivo.
Ispirazione naturale
In questo numero ci siamo dedicati
alla climatizzazione estiva e invernale. Esistono infatti moltissimi
prodotti - che spaziano dai condizionatori, ai radiatori, alle stufe, ai
camini - che contribuiscono al comfort domestico oggi, particolarmente i sistemi radianti che rappresentano un vero e proprio sistema di
riscaldamento/raffrescamento; e le
energie rinnovabili di cui trattiamo
estesamente si legano al tema ed
esprimono il contributo che possono
dare all’equilibrio climatico in
ambito indoor e outdoor.
Il sole è la forma di energia naturale più potente che ci sia, e può essere una fonte illimitata per i luoghi
antropici, ambienti da vestire di tessuti solari che permettano di catturare la luce da tutte le direzioni, e
che possano essere inglobati nei
materiali di struttura degli edifici
trasformandoli in captatori di energia e un ‘domani’ – non troppo lontano – in elementi autonomi come
un girasole!
Quando la comunicazione di un progetto ci insegna qualcosa significa
che contiene valore, da divulgare
perché abitare l’architettura deve
significare vivere meglio, conoscendo le proposte e scegliendo le soluzioni idonee anche in termini etici.
Così, R2 Ristrutturo Rinnovo Casa è
la raccolta di ri-progetti di episodi
metropolitani e rurali da rivitalizzare, rinnovare, ristrutturare, recuperare, per riempire i luoghi di luce,
recuperare la loro memoria, vestire
le facciate di colore, restituire agli
involucri vitalità, raccogliere il senso
di quella storia, ri-valorizzando la
percezione visiva di scorci urbani o
suburbani. Il costruito deve sorprendere e abbellire la vita, ogni piccolo
progetto deve concorrervi.
L’ispirazione arriva dalla natura, dal
suo equilibrio e dalla sua bellezza,
rintracciabile nel rapporto aureo in
ogni dettaglio: dal carapace di una
tartaruga, al disegno di un fiore, alle
ali di un uccello, si legge la perfezione di quello che abbiamo intorno.
Segno stilistico
Il Salone del Mobile è la vetrina dalla quale abbiamo scelto di ripartire: anche se la
testata si dedica principalmente all’ossatura della casa è importante poi vestirla di bellezza. Case belle dentro e fuori. Ma cos’è la bellezza? Quando la comunicazione di un
progetto sa durare nel tempo, possiamo attribuirgli la personalità e la forza di un simbolo. Vale per un mobile o per un oggetto e certo per un immobile, per il quale è imprescindibile conoscere le caratteristiche del contesto, le qualità e irregolarità del profilo, il
genius loci per creare uno specifico disegno, ancor più considerato che i nostri riflettori
puntano sul parco edilizio esistente. Se osserviamo accessori, oggetti, mobili in occasione di questo evento dedicato per antonomasia al design possiamo rintracciare specifici
linguaggi progettuali. Segni e stili che ritornano a cicli proprio come nella moda, ma
che solo raramente ci fanno scorgere l’infinito. Accade quando quella creazione ci affascina o inconsciamente entra a far parte del nostro mondo. Allora diventa un emblema
che trasforma lo spazio in un luogo come un segno che cambia quel paesaggio.
Percorsi urbani
I percorsi urbani in occasione della costellazione di eventi satellitari del
Fuorisalone inducono a una visione diversa della città e a un itinerario inconsueto, che racconta a tratti anche la storia dei luoghi che accolgono le installazioni.
Per ognuno l'architettura connota interno/esterno, messaggi temporanei dentro
forme costruite, scintille forti e intense che accendono la rievocazione remota del
nostro panorama culturale: così lo spirito si nutre di design e l’intelletto di cultura del progetto.
L’architettura è ovunque, è tutto quello che abitiamo mentre camminiamo per
Milano e respiriamo l’atmosfera meneghina di cui spesso ignoriamo i dettagli, percepiti di corsa dentro la quotidianità frenetica che questa città sempre in danza
impone, con una moltitudine di viandanti che, muovendosi nello spazio, produce
continuamente idee, sogni, speranze, segni e messaggi nuovi. I Fuorisalone sono
un’occasione per vivere Milano e assaporare la città vestita di design.
[email protected]
editoriale
Pensiero solare
maggio-giugno 2013
NON SOLO CASA
10
DI SONIA MARITAN
R2 ACE
16
DI ANTONIO CARDELLINI
IN VETRINA: STYLNOVE
16
DI AMELIO BONFANTE
IN VETRINA: LA MURRINA
17
DI AMELIO BONFANTE
ANTEPRIMA ON-OFF
18
DI DONATELLA RAVIZZA
DALL’ESPERTO
24
DI ANTONIO CARDELLINI
R2 …ARGILLA
26
DI EMMA FINETTI
AD HOC
32
DI ELENA SIVORI
IO ARCHITETTO CITTÀ
DI SONIA MARITAN - FOTO JULE HERING
R2 …STICKERS
36
42
R2 RECUPERO mare
DI IVANA VIO - FOTO FABIO FIDONE
PROGETTANDO
DI EMMA FINETTI
46
58
R2 RISTRUTTURO lago
DI MARIO KOSMA - FOTO PIER MAULINI
GUIDA CLIMA
DI ELENA SIVORI
66
80
DI BRUNO MAFFEIS
GUIDA CONDIZIONATORI
84
DI CINZIA RUSSO
ZOOM CONDIZIONATORI
88
DI GILDA CIARUFFOLI
GUIDA RINNOVABILI
92
DI ANGELO FORGIONE
GUIDA FOTOVOLTAICO
98
DI DONATELLA RAVIZZA
DOSSIER RINNOVABILI
104
DI GILDA CIARUFFOLI
SPOT RADIANTI
110
DI GILDA CIARUFFOLI
GUIDA AUTUNNO
114
DI CINZIA RUSSO
FOCUS CAMINI
120
R2 RECUPERO rustico
DI SONIA MARITAN – FOTO GIORGIO PATRUNO
INDIRIZZI
COLOPHON
DI GILDA CIARUFFOLI
IN COPERTINA: IL RECUPERO DI UNA VILLA RAZIONALISTA (L’ARTICOLO A PAGINA
COVER A LAIGUEGLIA SULLA RIVIERA LIGURE DI PONENTE – PHOTO FABIO FIDONE
8
|
126
143
144
46)
DI Sonia Maritan
NON_SOLO_CASA
Intrecci di respiro moderno
La carezza di due cuori avvoltolati
Una spazialità senza confini
PUMPKIN di Piero Lissoni
per PIERANTONIO BONACINA
LOVE PAPILIO di Naoto Fukasawa
per B&B ITALIA
MIAMI di Francesco Lucchese
per SWAN ITALIA
Corde e colori per l ’outdoor
Candida sensuale morbidezza
Una leggera iniezione di tecnologia
AFRA di Francesco Rota
per PAOLA LENTI
CIPRIA di Fernando e Humberto Campana
per EDRA
INVISIBLE LIGHT di Tokujin Yoshioka
per KARTELL
Il comfort di un telaio a spirale
Un nido morbido e versatile
Patchwork per costruire un’isola
UP-CHAIR di Martin Ballendat
per TONON
NUVOLA di Paola Navone
per GERVASONI
PILLOWCASE di Italo Rota
e Alessandro Pedretti per MERITALIA
NON_SOLO_CASA
Fiori di tessuto da camminare
La natura dona nodi di noce
HERBARIUM di Gunilla Legerhem Ullberg
per KASTHALL
Sky Natura di CR&S Riva 1920
per Riva 1920
Ossequio di profilo orientale
Pura eleganza formale
Sempre a portata di mano
SPILLO di Damian Williamson
per ZANOTTA
MASON di Wolfgang C.R. Mezger
per WALTER KNOLL
Anello di luminoso cristallo
Calore per dar vita alla materia
Segni e forme da creare
LOOP di Ricardo Bello Dias
per GALLOTTI&RADICE
YLI di Chi Wing Lo
per GIORGETTI
COMBO di Francesco Rota
per LEMA
SHANGHAI di Pietro Arosio
per EMMEBI
Marshmallow di metallo
L’essenza dell ’equilibrio
Un decoro a filo di vetro
BIDUM di Letitia Florin
per LIGNE ROSET
BALANCING BOXES delle Front
per PORRO
MACRAMÉ di Paolo Lucidi e Luca Pevere
per FIAMITALIA
ace
DI Antonio Cardellini
in vetrina
DI Amelio Bonfante
Il certificato energetico è un documento obbligatorio per chiunque
voglia vendere o affittare la
propria casa e si chiama Attestato
di Certificazione Energetica
I
l certificato energetico è una procedura di valutazione prevista dalla legge e precisamente dal
Decreto legislativo n.192 del 19 agosto 2005 e
successive modificazioni e integrazioni, in attuazione
della Direttiva Europea 2009/91/CE.
L'ACE è obbligatorio nei seguenti casi:
 affitto o vendita;
 attività edilizia prevista nel Piano Casa;
 nuova costruzione;
 ristrutturazione totale per più di 1.000 m2 o
ampliamenti di volume per più del 20%;
 ottenere incentivi o sgravi fiscali (uno per tutti, il
55% di detrazione per il risparmio energetico).
È da rilevare che l'indice di prestazione energetica
deve essere inserito negli annunci di carattere commerciale. E questo significa che esso si sta affermando anche come uno strumento di orientamento del mercato
immobiliare, poiché offre un elemento in più per la
valutazione dell'immobile. A marzo è stato emanato un
decreto che fissa i titoli di studio e i requisiti necessari
per accedere alla nuova professione di Certificatore
Energetico, che sono, per le persone fisiche:
 laurea in ingegneria, architettura oppure laurea
specialistica in scienze ambientali, chimica, scienze agrarie, scienze forestali;
 diploma di geometra, perito industriale, perito
agrario;
 abilitazione e iscrizione all'ordine professionale;
 frequenza di un corso di formazione di almeno 64
ore con esame finale, riconosciuto da un organismo regionale;
 iscrizione nell'elenco dei soggetti certificatori.
Alle Regioni è stata lasciata ampia facoltà di stabilire eventuali, ulteriori requisiti; pertanto, chi volesse
avvalersi dell'opera di un Certificatore Energetico
deve controllare se la Regione di appartenenza non
ne abbia stabiliti di altri.
16
|
Stylnove Ceramiche
L’azienda dal 1967 è sinonimo di design all'avanguardia per il complemento e l'illuminazione della
casa, oggi è presente nei più prestigiosi punti vendita con lo slogan: Made in Italy. Hand made. Fatto
in Italia a Nove, perché a tutti i livelli, i prodotti
Stylnove Ceramiche sono pensati, modellati e prodotti interamente a Nove in Italia.
La ceramica, nobile materiale creato con quattro
elementi primari - Acqua, Aria, Terra e Fuoco legati insieme da una segreta e antica alchimia,
altissima artigianalità e professionalità, è una materia insostituibile, parte della vita di ogni giorno nonché un mestiere tramandato da padre in figlio… per
creare e distribuire dei prodotti dalla personalità e
dal carattere forti, riconoscibili e sempre attuali nel
mercato nazionale e internazionale. Passione e
determinazione per raggiungere nuovi obiettivi
hanno contribuito a creare un'azienda in continua
evoluzione, così come i marchi Munari 104, Cavalca
design e Secondobinario che Stylnove produce e
distribuisce direttamente.
Old Industry (qui) e Feel Industry (sopra) di Lorenzo Zanovello
Ardenti
ceramiche di design
in vetrina
DI amelio bonfante
la murrina
Scenografie in luce
A Euroluce Pallene
LA STORIA
Regolo
IL FUTURO
È la luce a fare la differenza, dentro e fuori casa, nelle
strade, nelle piazze e in tutti quei luoghi dove contano
benessere e atmosfera. Una ‘materia senza materia’,
una sorta di quarta dimensione dell’architettura tanto
importante quanto le tre dimensioni canoniche.
Un buon progetto illuminotecnico, che tenga conto
delle differenti necessità di luce nei diversi ambienti,
non solo arricchisce il risultato generale ma è in realtà la chiave progettuale di qualsiasi intervento.
A tal proposito, nuove fonti di illuminazione vengono
in aiuto di progettisti e utenti finali, in particolare i
LED con cui creare un’illuminazione che sottolinei
spazi e oggetti dando vita a scenografie sempre differenti. A progettisti, architetti e designer, i LED – sorgenti di luce molto piccole ma allo stesso tempo
molto luminose, regolabili a piacere in intensità e
colore – offrono una libertà espressiva senza pari, sia
nella definizione di volumi e contorni, sia nella creazione di prodotti dalle forme più svariate.
Per gli utenti finali, i LED rappresentano una soluzione soddisfacente in termini di risparmio energetico e di
tutela ambientale, una risposta sostenibile per il futuro
non solo dell’illuminazione ma anche del pianeta.
Sin dagli anni ’60 vi sono notizie di una piccola fornace gestita da un gruppo di maestri vetrai denominata Murrina Fornace da cui nasce poi il simbolo del
marchio di quella che diverrà La Murrina spa.
L’attività iniziale, che prosegue fino al 1974, è quella
della realizzazione di pochi e prestigiosi oggetti in vetro soffiato ideati dagli stessi artisti che sono i proprietari della fornace.
Proprio nel 1974 la proprietà della piccola fornace
viene trasferita a una famiglia milanese, già produttrice di articoli per l’illuminazione in vetro e metallo.
Da qui inizia la trasformazione dell’azienda che viene
organizzata e gestita in modo più imprenditoriale: il
marchio La Murrina viene depositato in tutto il mondo e le collezioni si ampliano e si arricchiscono.
A Euroluce Deimos
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ON-OFF
di Donatella Ravizza
Anteprima Euroluce
CON LE MIGLIORI LUCI
Un’anteprima delle novità che saranno presenti alla settimana del design milanese
(Saloni, Fuorisalone ed Euroluce). Prodotti dalla personalità significativa, che
si distinguono per originalità e innovazione funzionale e tipologica, per i processi
di produzione adottati, per i materiali impiegati e per la sintesi formale raggiunta
L'appuntamento con
Euroluce, rinomata
rassegna dedicata
all'illuminazione su una
superficie complessiva di
oltre 40.000 m2, all’interno
del Salone internazionale
del Mobile di Milano,
è dal 9 al 14 aprile 2013
Axo Light Muse – Design Sandro Santantonio
18
|
OLA, design: Enrico Frantolini, KARBOXX
Movimenti fluenti
La lampada da muro sembra sfidare le leggi della
fisica: è caratterizzata da un lunghissimo braccio in
acciaio (190 cm) il cui peso, connesso a una struttura portante sempre in acciaio, viene controbilanciato grazie all’utilizzo di ruote dentate in tecnopolimero che rendono possibili e fluidi i movimenti.
La sorgente luminosa ruota anch’essa, accorgimento che consente il posizionamento della lampada in infinite configurazioni (e di conseguenza la
creazione di svariati scenari domestici). L’utilizzo di
sorgente LED, collegabile direttamente alla rete
domestica, ha evitato l’uso di un trasformatore a
bassa tensione. Materiali: struttura in acciaio
verniciato, testa in alluminio.
Counterbalance,
design: Daniel Rybakken, Luceplan
Tessuti fashion
Ispirata ai lampadari con paralume in tessuto di
una volta, la lampada utilizza tecnologie all'avanguardia. Il tessuto strappato e rovinato, dall'aria vintage, è il risultato di un processo semi industriale che viene usato generalmente nel settore
moda. La stoffa viene prima tinta e lavorata al laser
per ottenere il disegno, quindi trattata manualmente per operare le rotture e i rammendi. Infine
viene lavata con processo stone wash e spruzzata
con uno speciale pigmento ambrato che dà l'effetto usato.
Life, design: Matteo Ugolini, Kaman
I
n questi tempi di recessione globale, resistono
meglio le imprese di design capaci di produrre dei
balzi in avanti, con intelligenza e ricerca. La
sopravvivenza è invece incerta per quelle senza una
vera strategia imprenditoriale, appiattite sulla ricerca
del veloce successo commerciale. Oggi più che mai
bisogna puntare sulla qualità di quanto si produce,
capire e interpretare le esigenze del pubblico, badare
ai bisogni e alle aspettative. Il design punta, deve puntare, sull’etico, su un progetto più sobrio e meno effimero, sulla cultura tecnologica dell’innovazione, nel
rispetto della natura e del risparmio energetico.
Nel mondo della luce, in particolare, i prodotti validi
sono ispirati non dal formalismo fine a se stesso ma
dal desiderio di creare miglioramenti per la vita quotidiana in termini di comfort, ergonomia, sicurezza,
senza sottovalutare l’aspetto emozionale e l’attenzione per le modalità percettive.
|
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Le possibilità sono sempre più potenziate dalle
moderne tecnologie e dall’elettronica, le luci sono
sempre più pensate come interfacce che bucano le
pareti, sbocciano dai soffitti, li attraversano. Le luminosità si fondono con le superfici e, accanto ad apparecchi tradizionalmente intesi, compaiono oggettiluminosi, piani di pura luce, elementi componibili che,
emanando bagliori, prendono vita e aggiungono una
nuova dimensione all’architettura.
Il minimalismo è un tratto rappresentativo delle proposte ma non è privo di poesia, è piuttosto un’esigenza di essenzialità e funzionalità che non toglie spazio
alla bellezza. Gli oggetti di ricerca, talvolta prodotti
in piccola serie o autoprodotti, concentrano l’attenzione sulla gestualità per interpretare in modo nuovo
il rapporto con la luce. Alcuni provano a rimettere in
discussione l’archetipo dell’oggetto e portano l’osservatore a valutare la realtà da un altro punto di vista;
filo conduttore è la sorpresa, lo stupore di fronte al
fascino di un’estetica determinata dall'affermarsi di
nuovi materiali, colori e tecnologie.
Come note di calle
Proposta singolarmente o a gruppi di tre è illuminata da
tecnologia a LED. La forma fluida e dinamica ricorda un
coro di trombe, e anche il nome, Nafir, è un omaggio alla
musica: indica una tromba di origine nord africana di
piccole dimensioni, senza pistoni, usata per ottenere
suoni squillanti. In materiale plastico bianco a iniezione,
si presenta con tre tipi di colorazioni: esterno cromo/interno bianco, esterno bianco/interno oro ed esterno
bianco/interno bianco.
Nafir, design: Karim Rashid, Axo
Intagli
È una lampada a sospensione disponibile in due
diametri (50 e 80 cm). Il diffusore è in metallo
verniciato bianco opaco con intagli creati con
tecnologia laser 3D che caratterizzano la lampada
stessa. L'aspetto è organico e naturale ma,
quando si accende, crea anche un fantastico
gioco di luce e ombre dando alla stessa, nonostante le dimensioni, un senso di leggerezza e attualità. Le lampadine energy saving sono nascoste
da un vetro bianco latte.
Kelly, design: Andrea Tosetto, 2013,
StudioItalia Design
EMOTIONAL DESIGN
Nel mercato competitivo attuale, un approccio fondato sulle modalità di utilizzo, le associazioni e le percezioni che un oggetto crea, è essenziale per il successo
del prodotto, al pari delle caratteristiche funzionali.
Emozione è oggi una delle parole chiave per il mondo
del design: non si può non tenere conto del piacere che
ci procurano, o meno, gli oggetti.
Li scegliamo, li compriamo, li amiamo e ci soddisfano non solo per la funzione che svolgono, ma anche
per le sensazioni che ci danno, per ciò che rappresentano. L'aspetto emotivo nel rapporto persona-oggetto
è fondamentale. I prodotti dalla personalità significativa sono gli unici capaci di emergere dal sovraffollamento di proposte spesso troppo simili, inutili e sempre più numerose. Siamo attratti dal valore simbolico, dalle buone vibrazioni e dalle sensazioni gratificanti emanate dalle cose.
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Sculture digitali
Le lampade digitali di Exnovo, azienda trentina specializzata
nelle tecnologie di produzione da stampa 3D che consentono di trasformare un file cad in un oggetto solido, sono vere e proprie sculture digitali realizzate in poliammide sinterizzata. Le lampade sono disponibili sia in versione singola
che a moduli componibili (cluster).
Saturno Hanging e Notte Hanging,
design: Selvaggia Armani, Exnovo
Le lampade in particolare sono ben più di semplici elementi di arredo che svolgono la funzione d'illuminazione artificiale. Sono veri numi tutelari dell’anima: si
varca la soglia della propria abitazione e si accende la
luce anche per rimarcare la propria presenza o per
sentirsi finalmente a casa. Con le loro forme, le loro
trasparenze e le loro proiezioni molteplici creano l’atmosfera di cui abbiamo bisogno, modificano la lettura
dello spazio, ci permettono di stare e muoverci con
sicurezza, danno luce al nostro angolo preferito, creano un ambiente intimo, rilassante, formale o conviviale, secondo le esigenze del momento.
Il diodo a emissione luminosa o led
è un piccolo dispositivo che produce fotoni,
e potremmo dire anche il vero protagonista
di questa edizione di Euroluce, che ha portato
alla rivisitazione di modelli esistenti
e a prodotti progettati ad hoc
Soffi e bolle
La lampada nasce dal connubio tra la grande
tradizione del vetro soffiato veneziano e la tecnologia
LED. La luce viene controllata con il massimo rendimento e guidata al diffusore in vetro attraverso un
light pipe trasparente dal bassissimo coefficiente di
assorbimento. Materiali: diffusore in cristallo sfumato
seta; guida di luce in metacrilato a basso coefficiente di assorbimento; piastra di fissaggio in alluminio verniciato.
Empathy, design:
Carlotta de Bevilacqua, Artemide
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LUCE TESTURIZZATA
Guardando al prodotto decorativo, che più interessa
l’ambito domestico, c’è ampio spazio per forme plastiche e per oggetti colorati e vivaci che rispondono ai
nostri bisogni di positività; sono luci che ci riportano
forse all’infanzia o ci rassicurano con la loro disinvoltura. Trionfano le forme arrotondate, sinuose, ruotate, organiche, in qualche modo fluide e quasi liquide
in contrasto con altre poligonali, fatte come origami
per geometrie sovrapposte. Superfici sfaccettate,
squamate, involucri traforati, dove l’illuminazione si
espande creando testurizzazioni e proiezioni inedite.
Lo sguardo si sposta sempre più sul gioco di luce e
ombra che la conformazione dell’apparecchio crea,
sulla densità diversa del flusso diffuso attraverso
materiali traslucidi.
Il taglio laser e la stampa digitale permettono di imprimere con assoluta precisione ghirigori, di tagliare
sagome o solo inciderle, per modulare la trasparenza
e il colore. Si utilizzano materiali nuovi e comunque
non canonici a fianco di vetro e alluminio; molti i diffusori in resina, in materiali termoplastici e in tessuto, all'insegna della massima libertà creativa e funzionale, e soprattutto per sperimentare il passaggio della
luce attraverso i differenti gradi di traslucenza.
Il sole in casa
Il diffusore è in fibra di vetro, un materiale che,
risultato di un lungo processo di ricerca tecnologica e materica, crea atmosfere uniche filtrando
la luce attraverso le sue forme. Ola utilizza lampadine LED e a risparmio energetico.
Ola, design: Enrico Franzolini, Karboxx
LED REVOLUTION
Silhouette di bozzolo
La sospensione a luce diffusa e diretta ripropone in
chiave contemporanea le lanterne cinesi; la silhouette prende la forma di un bozzolo di cristallo soffiato. Tante le varianti cromatiche: dal total white all’estremo ed elegante total black, fino al più originale
nero-aubergine, passando per l’abbinata avorio-avorio oppure avorio-bianco. Materiali: struttura in metallo, diffusore in cristallo soffiato con vetro verniciato
all’interno per la parte opaca.
Gong, design: Prandina R&D
22
|
Ricerca e innovazione tecnologica sono guidati dal
dictat imprescindibile di consumi consapevoli e sostenibili: tutte le nuove lampade hanno sorgenti a basso
impatto energetico.
Percepibile è la tensione verso linee progettate appositamente per i LED, adatte a esaltare sia in termini
tecnici sia formali le piccole sorgenti, l’uso delle quali
non si limita più agli apparecchi tecnici ma coinvolge
tutte le tipologie. Durata elevata, efficienze luminose
in continuo progresso, versatilità nel design sono le
caratteristiche principali dei LED (acronimo di Light
Emitting Diode: diodo a emissione di luce).
Le dimensioni contenute dell’elettronica consentono
degli approcci completamente diversi; i diodi rappresentano un cambiamento tecnologico epocale, una
radicale trasformazione nell’intero settore, in termini
di efficienza, qualità, flessibilità e gestione della luce.
La tecnologia è ormai matura e, dopo tentativi poco
convincenti di integrazione nelle forme già affermate,
arrivano i primi coerenti esempi di lampade progettate appositamente per i LED.
D
AGEVOLAZIONI IN
DALL’ESPERTO
di Antonio Cardellini
EDILIZIA
R
I
n un recente sondaggio
condotto da un importante
quotidiano economico-finanziario, gli intervistati hanno dichiarato, per oltre il 40%, che
vorrebbero sostituire gli infissi e i
pavimenti; più del 37% desidererebbe intervenire su sanitari e
tubature; gli altri sono orientati a
cambiare la cucina, i tramezzi e
gli spazi del soggiorno e la zona
notte. Come vedremo alcuni di
questi interventi non godono delle
agevolazioni fiscali previste, ma
significa che, oggettivamente, c'è
un grande interesse alla manutenzione ordinaria, straordinaria
e al risparmio energetico, da effettuarsi nelle proprie abitazioni.
E allora cerchiamo di capire
quali siano le agevolazioni fiscali
possibili, in quale misura e fino a
quando. Per quanto riguarda le
ristrutturazioni, il riferimento
regolamentare è il cosiddetto
‘Decreto Sviluppo’ (DL 83/2012,
24
|
Quali sono le agevolazioni fiscali possibili?
In quale misura? Che durata è prevista?
Gli sgravi fiscali riguardano le ristrutturazioni e il risparmio energetico. Per le prime la detrazione è stata
portata dal 36 al 50% e il riferimento regolamentare è
il cosiddetto ‘Decreto Sviluppo’ mentre per le agevolazioni del 55% sul risparmio energetico è il cosiddetto
‘Salva Italia’; si applicheranno fino al 30 giugno 2013
convertito nella Legge 7 agosto
2012, n. 134), mentre per il
risparmio energetico si veda il DL
201/2011, convertito nella Legge
22 dicembre 2011, n. 214,
cosiddetto ‘Salva Italia’.
DETRAZIONI 50%
Nelle ristrutturazioni, per cui
opera la detrazione del 50% (con
il limite di 96.000 €), rientrano
gli interventi di manutenzione
straordinaria, di restauro e risanamento conservativo. Vediamo
di cosa si tratta.
Per manutenzione straordinaria
si intendono le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e
sostituire parti anche strutturali
degli edifici e realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari
e tecnologici, senza modificare i
volumi e le superfici e mutare la
destinazione d'uso. A mò di
esempio, in esse rientrano: modifiche della facciata, costruzione
di scale interne, rifacimento di
rampe e scale (anche ai fini della
sicurezza),
istallazione
di
ascensori, realizzazione di mansarde e balconi, trasformazione
di soffitta in mansarda o di
balcone in veranda, apertura di
nuove porte e finestre, sostituzione degli infissi esterni o persiane con serrande con eventuale
modifica di materiale e tipologia.
Nella ristrutturazione rientra
anche la trasformazione di un
fabbricato mediante opere che
possono portare ad avere un fabbricato, del tutto o in parte,
diverso da quello originario.
Invece, per restauro e risanamento conservativo si intendono gli
interventi finalizzati a conservare
l'immobile e assicurarne la funzionalità tramite opere che ne rispettino gli elementi tipologici,
formali e strutturali, consentendo
destinazioni d'uso compatibili; ad
esempio, eliminazione di situazioni di degrado, adeguamento delle
altezze dei solai, apertura di finestre per esigenze di areazione.
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione solo se riguardano le parti
comuni dell'edificio (e, quindi, in
condominio).
Il diritto alle detrazioni compete
ai soggetti IRPEF, che abbiano in
uso o in proprietà un edificio residenziale.
AGEVOLAZIONI
55%
riqualificazione degli edifici
esistenti si intendono tutti quegli
interventi che permettono il raggiungimento di un indice di prestazione energetica che realizzi la
maggiore efficienza energetica
richiesta, in funzione della categoria dell'edificio e della zona
climatica su cui insiste. Per involucro degli edifici, invece, devono
essere considerate le strutture
opache orizzontali (coperture e
solai), quelle verticali (pareti
esterne e portoni di ingresso),
finestre (con infissi, scuri, persiane e cassonetti), che rispettino i
requisiti richiesti di dispersione
del calore (detta anche trasmittanza termica).
Le due agevolazioni non sono cumulabili; si deve cioè scegliere,
caso per caso, quale si può applicare. Il 55% si applicherà fino
al 30 giugno 2013, termine in cui
scadrà anche il 50%, tornando
ambedue dall'1 luglio al 36%, che
resta l'aliquota ordinaria che dal
2012 non ha più scadenza,
essendo stata resa strutturale e
definitiva. Come noto, il 50% ha
avuto inizio il 26 giugno scorso.
Altre due notazioni: per il pagamento vale il principio di cassa,
cioè il momento in cui si effettua il
versamento tramite bonifico bancario o postale, e la detrazione
complessiva riconosciuta dovrà
essere portata in detrazione in 10
quote annuali di pari importo.
Efficienza complessiva
CO2: il fabbisogno di calore
per riscaldamento specifico
riferito alla superficie netta
è di 13KW h/m2a
Residenza Isabella
Progetto di Omero
Marchetti
Per quanto riguarda, invece, le
agevolazioni del 55% per il risparmio energetico, esse sono
ammesse sia per le persone fisiche
sia per le società, sia per gli esercenti arti e professioni, per le associazioni tra professionisti, per
gli enti pubblici e privati che non
svolgano attività commerciale (la
platea di applicazione è, quindi,
molto più estesa). Gli interventi
devono riguardare edifici residenziali esistenti, anche rurali e strumentali (in relazione all'attività
di impresa o professionale).
Però, la detrazione massima è in
funzione del tipo di intervento;
così abbiamo 100.000 € per la
riqualificazione degli edifici
esistenti, 60.000 € sia per
l'istallazione di pannelli solari sia
per interventi sull'involucro degli
edifici e 30.000 € per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Dobbiamo specificare che per
|
25
...l’argilla
DI Emma Finetti
Ecologica, economica, traspirante, malleabile, versatile, igienica,
ipoallergenica… l’argilla può rappresentare una risposta davvero innovativa
per l’edilizia del futuro
Sopra, Qasba del XVII secolo
nell’oasi di Skoura, Marocco;
nella pagina a fianco, in alto,
costruzione in ciottoli di pietra
e pisé, comune d’Hauterives,
Dipartimento della Drôme,
Francia; Moschea di Djenné,
Mali. In basso una parte
della Grande Muraglia cinese
26
|
L
’argilla è un materiale naturale, utilizzato fin dall’antichità per diversi scopi, in
particolare nel campo delle costruzioni. L’argilla è malleabile quando idratata e può quindi essere
facilmente lavorata. Quando è
asciutta diventa rigida, e quando è
sottoposta a un intenso riscaldamento subisce una trasformazione
irreversibile diventando permanentemente solida e compatta.
Nel dettaglio, la terra cruda (pre-
feribilmente ad alto tenore di argilla) lavorata a impasto con acqua,
paglia o fibre naturali, leganti
naturali quali il letame o artificiali
come ad esempio la calce, serve
per realizzare murature di getto
(pisé) o murature a blocchi
(adobe). Il sistema costruttivo del
pisé prende anche il nome di terra
battuta.
Le costruzioni in terra cruda sono
tipiche dell’edilizia rurale e dell’architettura vernacolare e tale siste-
Nel 1786, François Cointeraux
(1740-1830), professore di architettura rurale a Parigi, costruì la prima
casa rurale incombustibile in pisé,
che gli valse il primo premio dell’Académie d’Amiens, il cui soggetto
riguardava lo studio del modo più
semplice e meno dispendioso di prevenire ed evitare gli incendi nelle
costruzioni in campagna. Tuttavia,
una congiura di muratori, carpentieri e mercanti di legno portò alla
distruzione del prototipo.
Muraglia cinese sono costruite con
questa tecnica.
Ma non per questo l’argilla è un
materiale arcaico e superato.
Le necessità ecologiche moderne ci
spingono verso il ritorno di materiali naturali che, come in questo
caso, non subiscono processi chimici di trasformazione e, senza un
particolare sfruttamento energetico, diventano pregiata materia prima da costruzione.
ma costruttivo si può far risalire
all’origine dell’abitare.
Le ritroviamo nella Valle dell’Indo
in Pakistan, nei trattati storici sui
Fenici, o ancora negli scavi archeologici di Cartagine, sulle colline di
Byrsa. In Inghilterra i primi muri
realizzati in pisé risalgono al I
secolo a.C. Sembra, inoltre, che
anche i cinesi abbiamo utilizzato la
costruzione in terra battuta dopo
l’epoca dei Tre Regni (221-581
d.C.), e molte parti della Grande
|
27
Sopra, gli intonaci
colorati in argilla
Clayfix dell’azienda
HOLZER; sotto il
rivestimento murale
Yosima colorato
a base di argilla
dell’azienda HOLZER
Yosima: rivestimento murale colorato a base di argilla
28
|
L’argilla oggi viene utilizzata ancora in moltissimi Paesi e sul mercato nazionale troviamo diverse
aziende nel campo dell’edilizia che
la sfruttano per produrre intonaci,
finiture, pavimentazioni, massetti,
mattoni e strutture in genere.
È un materiale ecologico e facilmente lavorabile, estremamente
versatile, non genera allergie ed è
riciclabile. È in grado di regolare
l’umidità degli ambienti interni – la
assorbe e la rilascia gradualmente
– garantendo locali sani e freschi, e
nel contempo mantiene asciutti
eventuali materiali organici (legno)
che si trovano nello stesso ambiente. È in grado di assorbire sostanze nocive ed eliminare alte percentuali di radiazioni dovute all’elettrosmog; trattiene polvere,
gas e odori. Ha una buona inerzia
termica e mantiene stabile la temperatura degli ambienti. Gode, inoltre, di eccellenti proprietà fonoassorbenti: attutisce i suoni a bassa
frequenza e, se utilizzata come
riempimento per i solai, elimina i
rumori dovuti al calpestio. Gli esempi di strutture antiche costruite con
l’argilla sono moltissimi, alcuni possiamo trovarli in queste pagine, ma
oggi ci sono anche applicazioni
degne di nota per le nostre case.
Dalle aziende, alcuni esempi di
applicazioni dell’argilla:
❑ L’azienda Holzer (www.holzer.eu),
con il marchio Claytec, propone
materiali da costruzione moderni,
continuamente migliorati e perfezionati. Prodotti disponibili per
molti campi di applicazione, come
il pannello da costruzione in terra
cruda, i mattoni in terra cruda
alleggerita, gli intonaci premiscelati o gli intonaci colorati Clayfix.
L’obiettivo dell’azienda è trasformare il modo di costruire con terra
cruda attraverso un’operazione
pulita. Gli intonaci di terra cruda
Claytec sono adatti per tutte le intonacatrici moderne, la lavorazione è
facile e non crea alcun problema.
|
29
Tra le proposte dell’azienda, dopo
oltre cinque anni di ricerca, troviamo Yosima, il rivestimento murale
colorato a base di argilla dotato di
brillantezza e intensità di colore
uniche nel loro genere, e un’ampia
gamma di terre molto belle.
❑ Altro esempio è l’azienda Terragena (www.terragena.eu), impegnata anch’essa nella produzione
di materiali amici della natura,
dedicati all’edilizia sostenibile. Tra
questi troviamo pavimenti e intonaci in argilla. Un esempio è l’intonaco di fondo SB2 composto unicamente da sabbia calcarea e argilla pura, apprezzato per la notevole
inerzia termica. Di color camoscio,
facile da posare e lavorabile come
un normale intonaco, diventa un
ottimo fondo per le finiture d’argilla SB4 oppure per la pittura Terrapaint. Utile per le case passive
per la capacità di trattenere il calore nell’ambiente, nelle strutture
leggere e nelle case in legno. Si
presta in modo particolare anche
come intonaco provvisorio nelle
iniezioni consolidanti su pareti a
facciavista in quanto è facilmente
rimovibile con acqua.
Fin qui vi abbiamo proposto solo
un piccolo assaggio di quello che il
mercato offre e delle infinite possibilità e applicazioni dell’argilla. La
cosa importante è calare questa
nuova ‘idea’ nella nostra casa e
capire cosa può essere maggiormente congeniale alle nostre abitudini abitative. E non dimenticate
che è un prodotto così accessibile da
poterci anche permettere un sano ed
educativo fai da te (chiaramente
solo per le applicazioni più semplici
e per chi ha un po’ di dimestichezza
con i ‘lavoretti’ di casa).
L’intonaco composto da sabbia
calcarea e argilla dell’azienda
Terragena, qui applicata sulle pareti
e sulla scala degli ambienti ritratti
nelle immagini, è quindi utilizzata
indistintamente come rivestimento
orizzontale o verticale
30
|
D
AD HOC
di Elena Sivori
Cosa fare per la nascita del secondo figlio se serve
una camera da letto in più? Quali sono i vincoli
normativi da rispettare?
Come sono stati risolti nel caso specifico di
questo appartamento?
LE FUNZIONI
CAPOVOLTE
R
In apertura, una vista del bagno
nuovo in cui si evidenziano i due setti
murari sfalsati, collegati dalla lastra
di vetro opaco, che ha una valenza
sia estetica che funzionale
A destra alcune viste del bagno con
il lavabo da appoggio e i sanitari
Pozzi Ginori serie 500; i rivestimenti,
di colore marrone alternati al bianco,
evidenziano i giochi di volume
dell’ambiente
32
|
L’esigenza di avere una camera da letto in più è stata
lo spunto per questo progetto che ha visto, con pochi
interventi, trasformare un appartamento di tre locali in
uno di quattro, in cui ciascun membro della famiglia ha
potuto trovare un suo spazio, adeguato ai propri bisogni
bile a creare due nuovi ambienti,
una delle due stanze singole e il
bagno appunto, un po’ più piccolo
rispetto al precedente ma dotato
di tutte le comodità.
L
’inusuale sovradimensionamento degli ambienti di
questo alloggio ha reso
possibile la traslazione delle funzioni dei diversi vani, per ciascuno dei quali la normativa richiede
superfici minime (vedere box
della pagina successiva).
Quello che era il bagno principale
di 9 m2 di superficie circa e con
un’ampia portafinestra, aveva
tutte le caratteristiche per diventare una camera da letto singola
ed è stato così possibile trasformarlo nella seconda stanza, de-
stinata a uno dei due figli.
La necessità quindi di trovare
una nuova collocazione per il servizio igienico è stata il punto di
partenza per lo sviluppo dell’idea
progettuale che ha portato alla
sua nuova ubicazione, in uno spazio ‘ritagliato’ all’interno di un
locale esistente: la camera matrimoniale.
Questa, proprio perché di dimensioni molto al di sopra di quelle
minime necessarie, si è prestata a
tale scopo, consentendo di operare quel frazionamento indispensa-
Il progetto ha potuto trovare la
sua concretizzazione in quanto lo
spazio trasformato era provvisto
di due ampie finestre le quali sono
state rispettivamente destinate
una alla camera da letto e l’altra
al servizio igienico.
La normativa vigente obbliga
infatti quest’ultimo a essere fornito di un’apertura di almeno mezzo metro quadro che gli consenta
un’areazione e un’illuminazione
naturali (articolo Progettando,
pagina 59).
Per consentirne l’ingresso diretto
del bagno dal corridoio della zona notte e un facile accesso,
essendo destinato a tutta la famiglia, si è reso necessario disimpegnarlo rispetto alla camera di nuova realizzazione.
La parete che separa le due stanze, leggermente inclinata, forni-
|
33
LE MISURE MINIME
DI OGNI AMBIENTE
(indicazioni estrapolate dal Regolamento Edilizo di Milano)
Soggiorno
(anche con angolo cottura) m2 14
Cucina
m2 5
Camera matrominiale
m2 14
Camera singola
m2 9
Studio
m2 7
Bagno principale
m2 3.5
Bagno secondario
m2 2
Per i bagni, ci sono dei vincoli anche in
relazione alle misure del lato più
corto:
bagno principale
m 1.70
bagno secondario
m 1.20
In questa pagina le planimetrie
del locale interessato dal
progetto: in alto lo spazio che
fungeva da camera
matrimoniale prima
dell’intervento, in scala 1:100,
in basso la realizzazione
del progetto in scala 1:50
34
|
sce a questo locale una particolare forma a imbuto.
Tale conformazione è stata imposta innanzitutto dai vincoli spaziali esistenti, le due finestre
appunto, e dalla necessità di
dimensionare il locale in modo
tale da permettere l’inserimento
di tutti i sanitari necessari e da
avere gli spazi minimi sufficienti
a un loro pratico utilizzo, rispettando le superfici richieste dalla
normativa.
Il profilo del tavolato obliquo,
spezzato in due, consente innan-
zitutto la realizzazione di una
nicchia di dimensioni adeguate
alla posizione del lavandino, oltre
che la possibilità di inserire tra i
due setti murari una lastra di
vetro opaco a tutta altezza per
consentire alla luce proveniente
dalla finestra della stanza confinante di illuminare maggiormente il locale.
Viste le dimensioni e la forma del
nuovo bagno, la scelta dei sanitari è stata rivolta verso modelli
con ingombri più ridotti.
Il wc e il bidet selezionati, per
esempio, hanno una profondità di
soli 50 cm.
La vasca è di 160 cm, più piccola ma sufficientemente comoda.
Di questa, una parte risulta inserita all’interno di una rientranza
per guadagnare più spazio possibile nell’ambiente.
La realizzazione del muretto su
cui si appoggiano i due sanitari
infine ha la semplice funzione di
ripiano di appoggio per bottigliette e ninnoli vari.
Alcune viste della camera da letto
singola realizzata per il secondo
figlio, con un parquet prefinito in
Rovere.
A sinistra in primo piano il setto
murario obliquo che separa questo
ambiente dal bagno di nuova
realizzazione: sia l’inclinazione della
parete che la sua colorazione
mettono ulteriormente in risalto
questo elemento progettuale
|
35
IO ARCHITETTO
di Mario Kosma
architetto Alberto Gorlini
photo Jule Hering
disegni Elena Sivori
città
Nel contesto urbano di Legnano, in provincia di Milano, linearità
e pulizia connotano ogni dettaglio architettonico nell’intento
di disegnare uno spazio quasi asettico ed elegante, dove tutte
le funzioni sono a ‘scomparsa’ e ogni attività leggibile
nella sua essenzialità
TOTAL
36
|
white
In questi interni il colore bianco
diviene elemento progettuale
e fil rouge che lega il disegno
complessivo del candido volume
duplex: un unico spazio molto
ampio che raccoglie soggiorno,
cucina e sala da pranzo
per la zona giorno e al livello
inferiore quello più intimo
della zona notte
I
l condominio a Legnano in provincia di Milano
dove è inserito lappartamento si chiama Lo
Zodiaco perché a ogni piano un bassorilievo
rappresenta un segno zodiacale. In questabitazione la figura del committente si è identificata
nella figura dell'architetto, che ha trovato spazio
per dilatare le proprie sensazioni e trasformare
questo luogo nel riflesso della sua personalità.
Nella sua interpretazione di abitare lessenzialità
rappresenta la linea guida, sottolineata dal colore bianco che rende elementi e finiture diafani,
uno spazio neutro dove lunico protagonista è
lattore che si muove su una tribuna allestita con
una scenografia a filo parete o a scomparsa.
|
37
SCALA 1:50
PIANO QUARTO
zona giorno
dettagli
38
|
Lappartamento si sviluppa su due piani in circa
140 m2, cui corrispondono rispettivamente la
zona giorno e la zona notte. Il colore bianco
diviene elemento progettuale e fil rouge che lega
il disegno complessivo del candido volume
duplex, in cui luci e ombre giocano il ruolo principale, nellunico spazio molto ampio che raccoglie soggiorno, cucina e sala da pranzo, come al
livello superiore più intimo della zona notte, che
si suddivide in guardaroba, locale di servizio,
due camere da letto e due bagni. Ogni arredo e
qualunque oggetto vive di luce propria, e le
ombre ne manifestano la corporeità. Il linguaggio del colore si configura così come un linguaggio simbolico particolare, fatto anche di suggestioni che non provengono dalla sola osserva-
zione razionale, ma dalle facoltà dellanima.
La dualità intrinseca delluomo si esprime infatti con il bianco e il nero. Luci e ombre.
I colori manifestano anche altre funzioni, che
non sono connesse soltanto allambito prettamente visivo e sensoriale ma possono svolgere
un ruolo identitario, sensibile, estetico.
Limpatto che si vuole dare è quello di un ambiente minimale, volutamente asettico, dove
tutto ruota attorno al colore bianco, che assorbe
e raccoglie la luce filtrata dalle finestre che si
affacciano sulla città, dando allambiente una
forte luminosità. Lunico colore che si oppone a
questo dominio del bianco è il nero, utilizzato
solo allinterno dei due bagni. Un contrasto ricercato. Essenza anche nella materia.
SCALA 1:100
PIANO TERZO
zona notte
|
39
L’impatto che si vuole dare a questo
progetto è quello di un ambiente
minimale, volutamente ‘asettico’,
dove tutto ruota attorno al colore
bianco, dando all’ambiente una forte
luminosità: l’unico colore che si oppone
a questo dominio del bianco è il nero,
utilizzato solo all’interno dei due bagni.
Un contrasto ricercato.
Essenza anche nella materia: la resina
costituisce l’unico materiale di finitura
per i pavimenti di tutta la casa
e le pareti dei bagni
40
|
IDENTIKIT PROGETTO
• Riscaldamento a pavimento con caldaia autonoma Tata
• Serramenti in legno/alluminio Gorlini collezione Double One
in abete lamellare verniciato con un colore bianco RAL 9016
• Cassonetti a scomparsa Roverplastik con avvolgibili Nava in acciaio
motorizzati Somfy (con centralizzazione) + zanzariera Pronema
• Porte interne rasomuro Piano Zero Tiziano Rubini
• Maniglie in biocromo Olivari
• Sanitari Villeroy & Boch
• Rubinetti Zazzeri
• Cucina su disegno con elettrodomestici Teka
• Letto Flou
• Divano Mussi
• Sedie Tonon
I prodotti delle aziende scelti per questo progetto
Arredi e rivestimenti rispettano infatti questo diktat: la resina costituisce lunico materiale di finitura per i pavimenti di tutta la casa e per le pareti
dei bagni; nessunaltro materiale, come pietra o
gres, è presente.
Come non cè alcun raccordo o rilievo fra gli elementi o lungo le superfici verticali e orizzontali.
Per mantenere il più possibile unimmagine stilizzata e lineare degli spazi, si è optato per dei
corpi illuminanti, faretti a controsoffitto o lampade
a parete, completamente a filo muro, così come
per le porte interne e per le ante a parete si è utilizzata la tipologia di serramento rasomuro.
Anche i cassonetti per gli avvolgibili sono stati
realizzati a scomparsa, per non creare sporgenze troppo invasive rispetto alla linearità dellintero ambiente. Altro dettaglio di questa casa, figlio
del minimalismo, è lassenza dello zoccolino tradizionale.
Daltra parte, gli autori minimalisti evitano gli
avverbi e preferiscono lasciare al contesto il
ruolo di definire il significato…
|
41
DI Emma Finetti
...gli stickers
Colorati, pratici, vivaci e divertenti, gli stickers sono un’ottima soluzione
per ravvivare una stanza con un tocco di ironia senza incidere sullo spazio
A
Silvia Stickers
42
|
volte per rinnovare una
stanza o per renderla maggiormente adatta a un particolare utilizzo non occorrono
cambiamenti sostanziali. Un quadro, una parete colorata, delle
mensole, una tenda… moltissime
cose possono aiutare a modificare
l’aspetto di uno spazio e può accadere che non sia necessario nemmeno ricorrere a martello e pennelli ma semplicemente a un po’ di
estro e tanta fantasia.
Si chiamano stickers e sono essenzialmente degli adesivi pre-tagliati
da incollare su diverse superfici
lisce: muri, vetri, porte, mobili; in
tutte le stanze della casa. Sono in
genere semplicissimi da utilizzare
e da reperire. Nelle librerie, nei
piccoli negozi di arredamento e di
elettrodomestici si possono trovare
differenti marche e proposte di
stickers. Possono essere colorati o
in versione monocromatica, di
dimensioni molto piccole o tanto
grandi da riempire una parete, e di
infinite forme: disegni geometrici,
piante, animali, parole, pupazzi e
riproduzioni di edifici.
Una volta acquistato il modello
adeguato all’utilizzo, basterà pulire la superficie sulla quale dovrà
essere posato, staccare l’adesivo
dal supporto e incollarlo un poco
alla volta, facendo attenzione a
Home Stickers
My collection
Silvia Stickers
Home Stickers
non creare bolle. Non servono né
strumenti speciali né colle, gli adesivi vengono venduti già dotati di
un lato pre-incollato e se le dimensioni sono notevoli è consigliabile
aiutarsi con una spatola per essere
sicuri che tutta la superficie aderisca nel migliore dei modi.
Un’attenzione particolare deve
essere dedicata agli stickers composti da più parti, come scritte e
composizioni di figure, per i quali
è necessario avere un’idea di massima del risultato che si vorrà ottenere prima di cominciare la fase di
incollaggio. In ogni caso nelle confezioni si possono trovare tutte le
informazioni necessarie adatte
alla tipologia del prodotto acquistato.
Una nota particolare va dedicata
agli stickers per supporti vetrati
quali specchi o finestre, visibili sia
dall’interno sia dall’esterno, in pvc
elettrostatico, riposizionabili e riutilizzabili.
Gli stickers si possono utilizzare in
decine di modi differenti e con
diverse motivazioni.
Un ingresso troppo angusto nel
quale è difficile inserire perfino un
|
43
My collection
appendiabiti può addirittura diventare una rigogliosa foresta. Come?
Con dei colorati stickers a forma
di albero. Non si occupa spazio,
non si blocca il passaggio, ma si
ravviva e rallegra un ambiente. E
una finestra tristemente orientata
su un cavedio o un cortile interno
può addirittura diventare un affaccio sulla Tour Eiffel. E cosa fare
con un piccolo bagno dai colori
monotoni? Riaccenderlo con dei
divertenti pesciolini colorati o
delle allegre bolle.
Ci sono molte proposte anche per
il mondo dei più piccoli, spesso
obbligati a dividere la stanza con
Home Stickers
44
|
Silvia Stickers
Home Stickers
Home Stickers
Silvia Stickers
fratelli più grandi o comunque
senza la possibilità di uno spazio a
loro completa disposizione.
Possono scegliere tra personaggi
dei fumetti, aeroplani, macchinine
e simpatici animaletti per decorare almeno una parte di muro o una
finestra e dare immediatamente
l’impressione di essersi creati un
luogo tutto loro.
In certe circostanze i problemi da
risolvere sono altri. Spesso nelle
case in affitto si può modificare
molto poco e i proprietari sono
molto ligi, ma gli stickers non
rovinano né l’intonaco né le finestre, né nessun’altra superficie e
quindi lasciano piena libertà
d’azione per ricreare la testata di
un letto o ‘mettere’ una lampada
dove nemmeno c’è una presa elettrica.
Altra problematica che gli stickers
possono risolvere senza creare
danni o problemi è il cambio di
destinazione d’uso di una stanza.
Se un sottotetto sempre sfruttato
come cabina armadio all’improvviso dovesse essere utilizzato –
magari non in maniera definitiva –
come studio, degli adesivi colorati
possono venire in nostro aiuto e
ricreare un ambiente accogliente
laddove prima non c’era nulla.
Gli stickers però non sono solo
pratici ed economici. Se si sfruttano nel modo giusto non sono adatti solo per spazi piccoli, case in
affitto o stanze a destinazione
d’uso precaria. Si possono anche
creare degli ambienti estremamente chic ed eleganti. Una scritta
significativa o un evocativo skyline
possono rendere ancora più raffinato un appartamento già accuratamente arredato.
Le idee possono essere infinite.
Noi ci limitiamo a darvi degli
spunti, ma con un po’ di gusto e
una dose indispensabile di estro –
che dobbiamo sempre ‘interpellare’ quando arrediamo o rinnoviamo una casa –, potrete veramente
creare qualcosa di unico, esclusivo
e personalizzato.
Armatevi dunque di estro e tanta
fantasia ...e buon divertimento!
My collection
|
45
RECUPERO
di IVANA VIO
mare
architetti FABIO FIDONE E IVANA VIO
photo ARCHIVIO FIDONE E VIO ARCHITETTI
disegni ELENA SIVORI
IL RAZIONALISMO
degli spazi
46
|
Una villa in collina con
annesso giardino, costruita
come casa per le vacanze,
è stata ristrutturata
per adattarla alle esigenze
abitative dei nuovi
proprietari e rendere più
fruibili gli ambienti esterni,
conservando le forme
e gli spazi geometrici
tipicamente razionalisti
|
47
Sulle alture che circondano il golfo della cittadina di Laigueglia – nota stazione balneare della
Riviera Ligure di Ponente – spicca un gruppo di
ville in stile razionalista, che riporta alla memoria il celebre quartiere Weißenhof di Stoccarda.
Fu proprio un architetto tedesco di scuola
razionalista che progettò, nei primi anni
Sessanta, queste case per le vacanze, tra cui
la propria.
Sicuramente il luogo fu per il progettista il catalizzatore delle proprie idee e un profondo
rispetto per il genius loci caratterizza lintera
costruzione e il giardino che circonda la villa.
Nelle pagine precedenti e in alto,
la ristrutturazione della villa ha
rispettato la filosofia progettuale
razionalista e il genius loci.
In basso, la zona pranzo
del giardino è stata delimitata
idealmente da un decoro
che sottolinea la proiezione
del terrazzo sovrastante,
il cui aggetto funge da riparo
48
|
In alto, nell’ampia apertura
del soggiorno è stato inserito
un nuovo serramento fisso
che sostiene un vetro di notevoli
dimensioni, di sicurezza e a lastra
unica, che pesa circa 500 kg.
In basso, le ringhiere e le inferriate
sono state ridisegnate in stile
contemporaneo, riprendendo
il design originale risalente
agli anni Sessanta
Quando un architetto costruisce per sé, però,
amplifica le proprie percezioni e il luogo dove
dimora diventa quasi lalter ego della propria
personalità. Non sempre, perciò, è facile intervenire in un equilibrio così delicato quando si
deve recuperare unarchitettura per rapportarla
alle esigenze abitative dei nuovi proprietari che
sono, ovviamente, diverse.
La ristrutturazione della villa con lannesso giardino è stata impostata su due linee principali:
adattarla e ampliarla per ospitare una famiglia
più numerosa che la vive come prima casa, e
ripristinare il rapporto tra interno ed esterno, il
tutto rispettando il più possibile la filosofia progettuale razionalista e il genius loci.
Il progetto originario prevedeva, infatti, una
costruzione perfettamente integrata nellambiente e nellorografia naturale del suolo: la casa
è strutturata su due livelli e il giardino, che rispetta i naturali terrazzamenti del terreno, presenta
muri in pietra a secco, tipicamente liguri.
|
49
La pietra è stata usata anche come rivestimento per i muri del piano terreno, mentre la superficie esterna dei muri che delimitano il piano
superiore è stata trattata a intonaco.
In ambito razionalista, gli spazi rappresentano i
luoghi, dove la vita si svolge, ognuno con le
proprie peculiarità e funzioni e i due livelli della
costruzione sono stati divisi in zona giorno, al
piano terreno, e zona notte, a quello superiore.
Anche nel progetto di ristrutturazione si è deciso di rispettare queste funzioni, con un linguaggio di conservazione dove possibile, e un
attento rinnovo per altri aspetti per far fronte
alle richieste dei committenti.
Nella zona giorno sono stati conservati i pavimenti originali in ardesia a spacco, tipica pietra
ligure, che, dopo unaccurata pulizia e trattamento della superficie, è stata riportata al suo
naturale colore grigio scuro, che aveva perso
nel corso degli anni.
com’era
SCALA 1:100
50
|
La scala dei rivestimenti
(dimensione dei singoli
elementi dei pavimenti)
rispetto alla planimetria
in scala 1:50 (a sinistra)
è volutamente più grande
rispetto alla proporzione
del disegno per poter
visualizzare meglio
la texture del materiale
com’è
SCALA 1:50
|
51
I disegni della
pavimentazione della zona
notte , a sinistra, che
evidenziano elaborate forme
geometriche impreziosendo
le potenzialità del parquet.
Qui i listelli del pavimento
sono proporzionati alla scala
della planimetria
A destra, la scala dei rivestimenti
(dimensione dei singoli elementi
dei pavimenti) rispetto alla
planimetria in scala 1:50
è volutamente più grande rispetto
alla proporzione del disegno
per poter visualizzare meglio
la texture del materiale
com’era
SCALA 1:100
Un grande caminetto rivestito di pietra è lelemento più importante della zona giorno e divide idealmente il living dalla zona pranzo. Per
renderlo più funzionale e moderno, sono stati
progettati una nuova imboccatura e vari ripiani,
sempre in ardesia sia perché è la tipica pietra
del luogo, sia per rispettare le scelte originali.
Per marcare ulteriormente le funzioni e lelemento soglia, che conduce da una stanza
allaltra, sono stati progettati due portali in
ardesia e marmo. Un nuovo scalone sempre in
ardesia e marmo collega i due piani. Il piano
superiore è stato ampliato e completamente
ridisegnato per inserirvi quattro camere da letto
con due bagni, e allesterno è stata mantenuta
e rinnovata la finitura a intonaco.
Per la nuova pavimentazione della zona notte
sono state scelte superfici in parquet. Nel corridoio e nelle camere da letto sono state disegnate elaborate forme geometriche, caratterizzate da inserti e incroci, sottolineate anche dal
contrasto delle tonalità cromatiche delle varie
specie legnose utilizzate.
52
|
com’è
SCALA 1:50
|
53
Il parquet è stato posato con campiture a spina
pesce nelle camere da letto, mentre nel corridoio i listoni sono stati posati a tolda di nave.
Allesterno si è deciso di sostituire la pavimentazione in pietra, che presentava ormai varie
parti sconnesse e ampia vegetazione di graminacee, con una pavimentazione in gres porcellanato più moderna, funzionale e di facile
manutenzione.
Anche in questo caso si è tenuto conto del criterio razionalista che assegna a ogni funzione
uno spazio ben preciso e per ogni determinata
zona è stato elaborato un decoro sul selciato
sempre diverso, sia mediante variazioni cromatiche superficiali sia con limpiego di mattonelle
di diverse dimensioni. La zona pranzo nel giardino è stata delimitata idealmente da un decoro che sottolinea anche la proiezione del terrazzo sovrastante, che funge da riparo.
54
|
In alto, nel bagno della zona notte
i rivestimenti delle pareti sono stati
realizzati con piastrelle in grès
porcellanato in due tonalità
di colore, mentre il top dei lavabi
è di marmo di Carrara.
In basso e nella pagina a sinistra,
il nuovo scalone interno, che collega
la zona giorno alla zona notte,
ha le pedate rivestite in ardesia
a spacco, mentre le alzate sono
di marmo di Carrara. La ringhiera
è in ferro battuto con pomoli
di ardesia torniti a disegno
|
55
Tutte le ringhiere, i cancelli di accesso e le
recinzioni sono stati ridisegnati con dettagli più
contemporanei ma di impronta post-moderna,
per rispettare il design degli anni Sessanta.
Sia allinterno sia allesterno si è prestata particolare attenzione alla qualità e quantità dei
corpi illuminanti, la cui luce sottolinea i vari
ambienti, i dettagli e la finitura superficiale dei
materiali, la vegetazione esterna e le varie
zone del giardino, reso più fruibile.
Nellinsieme lintervento di recupero è stato il
meno invasivo possibile, ma ha reso attuale
una villa che era chiusa da anni, restituendole
il carattere di luogo da abitare tanto caro al
filosofo tedesco Heiddeger.
In alto, per la nuova pavimentazione
della zona notte sono state scelte
superfici in parquet che, nelle camere,
è stato posato con campiture ‘a spina
di pesce’, delimitate da cornici
con motivi a rombi realizzati
con specie legnose più scure.
In basso, nel corridoio i listoni
di parquet sono stati posati ‘a tolda
di nave’ in diagonale, impreziositi
da inserti quadrati dalle differenti
tonalità cromatiche
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|
PROGETTANDO
DI ELENA SIVORI
D I
A R I A
E
DI LUCE
IL COMFORT ABITATIVO LEGATO A QUESTI FATTORI
A sinistra: Residenza Isabella - progetto di Omero Marchetti
Quantità e qualità di ventilazione e illuminazione devono
essere tali da consentire agli occupanti degli ambienti di
svolgere le loro attività in condizioni di efficienza e
comfort. Vediamo quali sono le indicazioni fornite dalle
normative che a riguardo devono essere rispettate
58
|
I
rapporti aeroilluminanti (R.A.I.) sono un
aspetto fondamentale della progettazione, un
elemento che deve sempre essere tenuto in
considerazione nel momento in cui si sviluppa un’idea, che ne vincola fortemente la sua elaborazione e ne orienta le distribuzioni funzionali interne.
In ogni unità immobiliare, per ciascun locale
cosiddetto abitabile (il soggiorno, il tinello, le
camere da letto e la cucina quando occupa uno
spazio separato dalla zona giorno) devono essere
assicurati un’adeguata illuminazione e un altrettanto idoneo riscontro d’aria, in modo tale da
garantire quei requisiti igienico sanitari che lo
rendono agibile.
Questa garanzia si ottiene rapportando nella giusta proporzione due elementi: la dimensione del
serramento, misurata al lordo dei telai portanti la
lastra di vetro, e quella della stanza, intesa come
l’area del pavimento (superficie calpestabile) calcolata al lordo degli arredi presenti nel locale, ma
al netto di quelli cosiddetti fissi.
LA NORMATIVA
Il Rapporto Aeroilluminante (R.A.I.) comprende
il Rapporto Aerante (R.A.), e il Rapporto
Illuminante (R.I.), che prendono in considerazione rispettivamente la superficie apribile e quella
illuminante del serramento rispetto all’area del
locale che servono.
Il valore che deve essere rispettato viene indicato
nei Regolamenti Edilizi e nei Regolamenti Locali
di Igiene di ciascun comune e generalmente non
può risultare inferiore a 1/8 (1 m2 di superficie
finestrata ogni 8 m2 di superficie del locale).
A questo proposito è importante sottolineare che
ciascun comune è dotato di un proprio Regolamento Edilizio e ciascun Regolamento Edilizio, a sua volta, fa riferimento a una ASL di competenza con un proprio Regolamento d’Igiene
(vedi box a fianco).
In alcuni casi, per esempio, può succedere che ci
siano delle differenze per quel che riguarda il rapporto minimo da rispettare.
RAI DELLE REGIONI ITALIANE
Qui di seguito vengono riportati i valori dei Rapporti Aeroilluminanti (R.A.I.) relativi ai capoluoghi
di tutte le regioni italiane.
Lombardia
Trentino
Alto Adige
piano terra
piani superiori
Milano
1/10
Trento
1/8
1/10
1/8 per le seguenti regioni:
Valle dAosta (Aosta), Piemonte (Torino), Friuli
V. Giulia (Trieste), Veneto (Venezia), Emilia
Romagna (Bologna), Liguria (Genova),
Toscana (Firenze), Umbria (Perugia), Marche
(Ancona), Lazio (Roma), Abruzzo (LAquila),
Molise
(Campobasso),
Puglia
(Bari),
Campania (Napoli), Basilicata (Potenza),
Calabria (Catanzaro), Sicilia (Palermo),
Sardegna (Cagliari)
Figure 1a - 1b
Il rapporto aerante
considera l ’area apribile
|
59
Il rapporto illuminante
tiene conto degli aggetti
e della veletta
Il Comune di Milano, per esempio, consente la
riduzione del Rapporto Aeroilluminante da 1/8 a
1/10 (1 m2 di superficie finestrata per ogni 10 m2
di superficie del locale), sicuramente meno restrittivo e che può agevolare la distribuzione interna
dei diversi ambienti.
È quindi consigliabile verificare sempre le indicazioni fornite dalla normativa di riferimento del
luogo in cui si trova l’appartamento oggetto di
intervento.
Figura 2
riferimento all’area apribile, cioè alla effettiva
dimensione del serramento nella sua totalità, e di
conseguenza alle effettive dimensioni del varco nel
quale è posizionato (larghezza per altezza)
(Figure 1a e 1b).
Per quel che riguarda invece il Rapporto
Illuminante (R.I.), il calcolo risulta un po’ più
articolato, in quanto diversa risulta essere la
superficie illuminante utile a una corretta illuminazione del locale.
COME
SI CALCOLANO
Il Rapporto Aerante (R.A.) come il Rapporto
Illuminante (R.I.), nella maggior parte dei casi,
devono soddisfare il medesimo valore minimo, ma
vengono calcolati in modo differente e, di conseguenza, risulteranno dissimili anche nel caso di un
medesimo infisso.
Prendendo in esame, per esempio, una normale
finestra a battente, il Rapporto Aerante (R.A.) fa
60
|
Figura 3
Figura 4
Il rapporto illuminante tiene
conto anche della fascia
inferiore della portafinestra
61
|
Figura 5
|
61
Il rapporto illuminante
si relaziona alla profondità
dell ’ambiente
Figura 6
Fondamentale per questa verifica è, infatti, il
modo in cui l’inclinazione dei raggi consente loro
di colpire l’infisso.
La differente tipologia di serramento (finestra o
portafinestra), oltre che la sua posizione in facciata, giocano un ruolo fondamentale su come le
sue diverse parti vengono irradiate dalle radiazioni solari e, per tale motivo, contribuiranno ai fini
del calcolo dell’area utile da considerare.
Importante è innanzitutto la presenza o meno di
aggetti o sporgenze (balconi, tettoie o simili) che
si trovano in corrispondenza della finestra.
In particolare, se l’aggetto c’è e ha una lunghezza
che, a seconda dei diversi Regolamenti d’Igiene,
varia tra i 120 e i 150 cm, la superficie della
fascia superiore del serramento (a), messa così in
ombra, verrà considerata solo per una sua quota
percentuale, corrispondente a 1/3 (Figura 2).
Per quantificare l’area (a) che in tal modo riceve
meno luce, si dovrà ricorrere a un calcolo che
prende in considerazione diversi fattori, tra cui la
misura dell’aggetto, appunto, oltre che la dimensione della veletta, cioè lo spazio di muratura che
resta sopra l’estradosso della finestra e il cui valore si ottiene sottraendo all’altezza dell’interpiano
quella del serramento (Figura 3).
Figura 7
Nel caso di una portafinestra, viene inoltre sempre
dedotta la sua fascia inferiore, corrispondente ai
primi 60 cm di altezza (c) (Figura 4).
Come precedentemente detto, è comunque sempre
necessario verificare la normativa di riferimento
perché, come per esempio nel caso della Regione
Veneto, la Circolare dell’1 luglio 1997, n. 13,
indica nella misura di 70 cm l’altezza di riferimento per quel che concerne la superficie sopra
citata.
Il rapporto
aerante in questo
caso è ridotto
Figura 8
L’unica parte che contribuisce nella sua totalità
all’ottenimento dell’area utile necessaria per il
calcolo illuminante è quella centrale (b) (Figura
5).
Ciascuna delle diverse parti contribuisce in
maniera differente all’ottenimento di quella utile
per conseguire una corretta luminosità della
stanza (Figura 6).
La profondità dell’ambiente è un altro elemento
importante agli effetti di una sua corretta illuminazione; profondità che non deve superare di
due volte e mezzo l’altezza del serramento
(Figura 7). Per profondità dei locali superiori, il
rapporto di 1/8 diventa più restrittivo.
Per esempio, nel caso del Regolamento d’Igiene
di Milano, per una profondità del locale superiore a 2,5 volte l’altezza della finestra ma non
superiore a 3,5 volte, il rapporto da prendere in
considerazione non deve essere inferiore a 1/8.
Infine poi, per il calcolo del Rapporto Aerante
(R.A.) dei serramenti a vasistas, si deve ridurre
la porzione apribile, in quanto evidentemente
ridotta, e la superficie utile verrà calcolata in
percentuale diversa in funzione dell’angolo di
apertura dell’anta (Figura 8).
Per quel che riguarda infine i servizi igienici, il
discorso è diverso in quanto per essi non viene mai
fatto il calcolo del rapporto aeroilluminante
(R.A.I.), ma la richiesta, nel caso di bagno finestrato, è di un infisso di dimensione minima pari a
mezzo metro quadro.
Sono inoltre ammessi anche bagni sprovvisti di
un’apertura, ma in tal caso devono essere dotati
di areazione forzata, come da box sotto (6 vol/h
continui o 12 vol/h discontinui).
AREAZIONE FORZATA
Nei bagni generalmente è richiesta un’apertura di almeno mezzo metro quadro di superficie in quanto
ambienti all’interno dei quali, per la loro particolare funzione, è facile che si crei umidità originata dall’utilizzo di lavandini, docce o vasche e che, per tale motivo, necessitano di un ricambio d’aria più frequente.
La normativa però permette, nel caso per esempio di secondi bagni o lavanderie, che vengano dotati di
quella che viene comunemente chiamata aspirazione forzata, o controllata, la quale garantisce il corretto ricambio d’aria con l’esterno in assenza di finestre che lo consentirebbero naturalmente.
La ventilazione forzata prevede il ricambio d’aria attraverso un semplice aspiratore collegato a una
tubatura che convoglia verso l’esterno l’aria viziata formatasi all’interno del locale.
Si tratta di apparecchiature comandabili che devono assicurare un ricambio d’aria minimo di 6 volumi/ora se in espulsione continua, o di 12 volumi/ora se in aspirazione forzata intermittente a comando
automatico adeguatamente temporizzato.
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63
I SOTTOTETTI
Naturalmente il Rapporto Aerante (R.A.) come
quello Illuminante (R.I.) per le aperture create sui
tetti, nel caso della trasformazione di un sottotetto senza permanenza di persone in uno spazio abitabile, devono sottostare ai medesimi rapporti
aeroilluminanti validi per un qualsiasi piano di
abitazione a garanzia delle adeguate caratteristiche di agibilità.
Il valore necessario corrisponde a quello richiesto
per gli altri ambienti sopra esposti.
Nel calcolo dei rapporti aeroilluminanti l’area del
locale presa in considerazione sarà quella effettivamente abitabile, al di sopra dell’altezza minima
ammessa (150 cm). Infatti, nel caso dei sottotetti
caratterizzati da un volume dello spazio stesso
molto irregolare, in corrispondenza della parte più
bassa della falda (al di sotto dei 150 cm) s’inseriscono arredi su misura in quanto non è considerata un volume accessibile (Figura 9).
Figura 9
I lucernari contribuiscono al rapporto
aeroilluminante complessivo
In relazione alla morfologia del sottotetto va sottolineato che possono essere installati diversi tipi
di apertura; oltre alle tradizionali finestre e portefinestre (finestre perimetrali), si fa un ampio utilizzo anche di serramenti paralleli alla falda,
denominati lucernari. Per quel che riguarda il calcolo del rapporto aeroilluminante, il vincolo imposto è quello di avere sempre una finestra verticale,
oltre che eventualmente dei lucernari, a integrazione di questa (Figura 9).
Nel caso di pioggia, la presenza del solo lucernario impedirebbe, infatti, una corretta areazione in
quanto, se aperta, causerebbe l’infiltrazione dell’acqua all’interno dell’ambiente (Figura 10).
I lucernari possono in ogni caso intervenire nell’ottenimento della superficie necessaria al raggiungimento del corretto rapporto per una quota
parte, corrispondente a 1/3 della superficie totale
necessaria richiesta.
Figura 10
64
|
RISTRUTTURO
di Mario Kosma
architetto Tommaso Marchi
photo Pier Maulini
disegni: Elena Sivori
lago
CHARME
contemporaneo
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Riorganizzare lo spazio e attualizzare un precedente scontato
tentativo di ristrutturazione sono stati gli obiettivi principali
del progetto di una casa rurale disposta su due livelli risalente
al secolo scorso e ubicata in un piccolo nucleo storico sulle
pendici del Mottarone, fra il lago Maggiore e il lago d’Orta
|
67
In apertura, la vista esterna
della casa. A destra,
la planimetria dello stato
di fatto del piano terra e,
nella doppia pagina
successiva, il disegno
della sua trasformazione
in studio: in queste pagine
diversi scatti degli ambienti
interni dopo l’intervento
68
|
com’era
SCALA 1:100
PIANO TERRA
L
a vecchia struttura, il cui involucro esterno è
stato vincolato dalla precedente ristrutturazione, è stata quasi interamente demolita e
ricostruita mantenendone la forma originaria:
unico elemento superstite è la lunga parete longitudinale che corre parallela alla strada e ha
mantenuto le stesse forature delle finestre con il
caratteristico spessore delle murature in pietra.
In questo caso, la figura del committente si è
identificata nella figura dellarchitetto, per cui è
nata lesigenza di creare uno spazio lavorativo
adibito a studio di architettura e uno spazio più
privato, nel quale organizzare labitazione vera e
propria del progettista.
|
69
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|
L’intero piano dedicato
allo studio dell’architetto
com’è
SCALA 1:50 PIANO TERRA
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71
Si è così deciso di dislocare al piano terra lo
studio e al primo piano labitazione, con la prerogativa di non creare una netta divisione fra le
due parti, una di fatto complementare allaltra,
ma renderle interagibili: lingresso e la scala
sono stati così utilizzati come principali elementi di unione, messi in evidenza attraverso una
grande vetrata trasparente che, seguendo il profilo degli scalini, rendono visibile la gradinata
nella sua interezza da ogni angolo dello studio.
72
|
com’era
SCALA 1:100
PIANO TERRA
La scala simbolicamente collega
il piano terra dello studio al primo
piano dell’abitazione con l’intento
anche progettuale di non creare
una netta divisione fra le due parti
ma renderle interagibili, infatti,
è realizzata in cemento a vista
come il pavimento dello studio.
Il suo proseguo fino al primo piano
lascia poi il passo a un pavimento
‘più addomesticato’, che diventa
parquet
|
73
com’è
74
|
SCALA 1:50 PIANO PRIMO
L’ambiente principale della zona giorno,
in basso a sinistra, e, a destra, alcuni
dettagli del primo piano interamente
dedicato all’abitazione il cui bagno
suddivide razionalmente la parte giorno
dalla parte notte. La parete in pietra
originaria lasciata a vista diventa
un quadro della memoria, superstite
prezioso di un’altra epoca. Il pavimento
in legno posato uniformemente su tutta
la superficie del primo piano ridisegna
l’identità contemporanea della casa
Anche la scelta dei materiali non è stata casuale: la scala infatti è in cemento a vista, come il
pavimento dello studio, così che possa essere
percepita come il suo proseguo fino al primo
piano, dove il pavimento cambia, come la sua
funzione, a favore del legno.
I materiali sono strettamente legati al loro utilizzo
e alle caratteristiche storiche e tipologiche del
luogo: cemento, potente, forte e ricco di fascino,
per la parte lavorativa e dei servizi, legno, più intimo ed elegante, per la parte abitativa.
Attraversato un cancello pedonale dogato, si
accede poi allo studio tramite una bassa gradonata realizzata in blocchi di luserna che immette su una comoda pedana in legno: soglia fra
interno ed esterno.
Lo studio è suddiviso in diversi ambienti e strutturato in modo da garantire le varie operazioni
che comunemente in esso vengono svolte,
come il ricevimento dei clienti o il lavoro di progettazione vero e proprio; un disimpegno ha
infine il compito di distribuire i diversi spazi,
come il laboratorio modelli e il piccolo bagno di
servizio, semplice e austero come il periodo
storico cui allude.
Elemento vigoroso è il camino preesistente, che
attualizzato nelle forme polarizza lo sguardo
verso la spessa parete risalente alla struttura originaria. Questa, con il suo movimento contraddistinto da sfondati, aperture e rientranze, attraversa tutti i locali del piano terreno diventando
motivo di unione e segno del passato.
|
75
Il bilocale al piano primo è invece composto da
una stanza da letto e da unampia zona giorno
che, avvalendosi della posizione di altura della
casa, si affacciata tramite una balconata sulla
vallata sottostante.
Anche in questo caso la parete in pietra originaria fa da elemento dominante: qui è stato lasciato a vista un bel riquadro di muro, sul quale è
addossato un divano che ne lascia percepire la
texture tipica delle case di quellepoca.
Langolo cottura è separato dalla zona soggiorno mediante il tavolo da pranzo e a rimarcare
la cucina sono stati lasciati due piccoli setti
derivati dalla demolizione della vecchia stanza
da letto; il colore di tonalità più scura e un controsoffitto contenente i corpi illuminanti e alcuni
elementi tecnici, contribuiscono ad aumentare
leffetto sfondato dellangolo cottura.
Linserimento di alcuni elementi riflettenti, come il
vetro temperato dellalzata della cucina, i mobili
bianchi lucidi, le trasparenze delle sedute, rendono lambiente brillante e dinamico nonostante i
colori di fondo siano tutti molto neutri.
76
|
I materiali sono strettamente legati
alla funzione e alle caratteristiche
storiche e tipologiche del luogo:
cemento per la parte lavorativa
e legno per quella abitativa. Alcuni
elementi però legano questi ambiti:
la scala aperta, le finiture dei bagni,
il disegno dei mobili e delle porte
interne, i corpi illuminanti,
in definitiva lo stile progettuale
Un piccolo ballatoio aperto sulla scala fa da tramite fra la zona giorno e la camera da letto,
disimpegnandone il bagno.
Questultimo spazio di servizio, per coerenza progettuale, è stato pavimentato in cemento; solo il
piano lavabo e il piano della doccia in rovere
hanno subito la stessa lavorazione del pavimento
in legno, così da riequilibrare luso dei materiali e
seguire il fil rouge che lega tutto lintervento.
Infine si è scelto di mettere molto in risalto le
ceramiche dellarredobagno optando per forme
esasperatamente geometrizzate e giocando sul
netto contrasto di colore.
Nella camera, la testata del letto, con luce radente e mensola che nasconde comodini estraibili,
diventa elemento architettonico specifico che
bilancia la parete laterale del letto occupata per
intero dallarmadio bianco lucido semiriflettente,
una sorta di fondale sempre in movimento.
|
77
A predominare sono luce e contrasti materici e
di colore, legno lucido e spazzolato, toni moderati del beige dei tessuti e del pavimento con il
fucsia dirompente delle sedie in legno di inizio
900 e della lampada.
Lo studio del dettaglio architettonico rappresenta così la linea giuda di questo intervento, e
lo troviamo in ogni elemento, dal disegno dei
tavoli alle porte interne, dal parapetto della
scala alla cornice del camino, dai bagni alla
disposizione dei corpi illuminanti, dal gioco
innescato dalle trasparenze contrapposte alle
opacità, alla scelta dei materiali, dei colori e
delle finiture miscelati in modo da creare un
continuo richiamo alla tradizionale architettura
locale, senza però trascurare o disattendere lo
charme dellabitare contemporaneo.
78
|
D
ARIA
GUIDA CLIMA
di Bruno Maffeis
DI STAGIONE
R
È
una favola letta da bambino sui libri. “Nel buio
dei tempi, quando l’uomo
aveva fatto solo la scoperta del
fuoco, un pellegrino stanco di
camminare nel freddo e nella
neve bussò alla porta di una
capanna fatta di rami, di foglie
e di paglia. Un uomo gli aprì, lo
fece entrare e accese il fuoco
perché si riscaldasse e per preparargli un po’ d’acqua calda
per una bevanda di erbe. Mentre
il fuoco si accendeva il pellegrino aveva appoggiato le mani
gelate davanti alla bocca e vi
soffiava per riscaldarle. Quando
fu pronta l’uomo porse al pellegrino la tazza con la bevanda
bollente. Il pellegrino la accostò
alle labbra, ma sentendo che la
bevanda scottava vi soffiò sopra
per raffreddarla. L’uomo che
seguiva attento i movimenti
dello straniero si inginocchiò
davanti a lui e gli disse: Tu non
sei un mortale; tu sei un Dio!
Con il fiato della tua bocca
riscaldi le tue mani gelate; con
lo stesso fiato raffreddi l’acqua
bollente”.
80
|
Le curiosità e la storia del condizionatore d’aria
portano con sé diverse riflessioni, ma quale sarà
il suo futuro?
L’inventore del deumidificatore, oltre un secolo fa, ha
in realtà formulato il condizionatore d’aria attuale.
Oggi questi prodotti costituiscono un business in continua crescita, che porterà a un’evoluzione senza fine
in termini tecnologici e di design
Anche l’uomo di oggi potremmo
considerarlo un ‘Dio’: è capace
di inventare macchine che se
schiacci un tasto diffondono il
caldo, se ne schiacci un altro
diffondono il freddo (macchine
che ha chiamato inverter). Già
negli scorsi decenni ha saputo
elaborare marchingegni che
sfruttando il caldo, magari il
semplice calore della fiammella
di una candela, producono il
freddo, e intorno vi ha costruito
un frigorifero che arriva a produrre ghiaccio (se ne vedono
ancora di questi antenati dei
nostri frigoriferi, in villaggi
africani sperduti nella savana,
senza energia elettrica).
Il caldo e il freddo sono situazioni ambientali che l’uomo ha
sempre saputo sopportare o
dominare con rassegnazione,
adattandosi (al caldo…) o utilizzando (contro il freddo) i
mezzi messi a disposizione dalla
Natura: pelli, vesti di cotone, e
soprattutto il fuoco.
Oggi però non è più possibile
(non ce la faremmo, fisicamente) un adattamento ‘passivo’ al
caldo o al freddo. Il nostro fisico si sta disabituando a vivere a
temperatura ‘ambiente’; l’orologio biotermico si sta tarando
su altri valori, che abbiamo
creato noi artificialmente e che
non sono più quelli legati alle
stagioni, alle latitudini, al giorno, alla notte. Abbiamo bisogno, quindi, di un adattamento
‘attivo’ nei confronti della temperatura esterna; così la tecnologia ha inventato macchine che
danno aria calda se fuori fa
freddo, e aria fresca se fuori fa
caldo.
Sarà anche una questione di
‘mode’, di lusso, di ‘status
sociale’, magari di generale
‘rammollimento’ del fisico dell’uomo e della donna, del bambino e dell’adulto, che non sopportano più temperature al di
sotto dei 15 gradi o al di sopra
dei 25; preferiscono vivere in
una perenne ‘ibernazione’, estate e inverno, giorno e notte. In
È in questa direzione che corre
la società di oggi, seguita (o
preceduta…) dalla tecnologia e
dal ‘consumismo’ che fa in
modo che anche tu cada nell’inganno di credere che se in casa,
in ufficio, c’è un grado in più o
in meno rispetto a quella forbice che intercorre tra i 15 e i 25
gradi, ecco che il tuo equilibrio
fisiologico si rompe, ti viene la
bronchite! E così ti mette in
mano il cellulare con il quale
finito il lavoro puoi telefonare a
casa e dire alla centralina del
nuovo impianto ‘domotico’ della
tua villa o del tuo appartamento: accendi la caldaia, sto partendo; la cucina e il soggiorno
devono essere a 22 gradi per
quando arrivo alle 19.30; la
so quel cellulare al venerdì
pomeriggio: potrà effettuare la
stessa operazione comandando
alla centralina dell’appartamento in montagna: fa in modo
che per le 20.00 in tutti i locali
ci siano 23 gradi. Così la famiglia, quando arriverà, alle
20.00 appunto, troverà ad
accoglierla un gradevole tepore
materno; non si accorgerà nemmeno di essere in alta montagna; che fuori faccia meno 8
gradi lo sapranno solo leggendo
le previsioni meteo.
Ma se l’uomo si sente (o semplicemente: si crede) costretto a
condizionare la temperatura
dell’ambiente esterno, non possiamo giustificarlo dicendo tout
court che è la moda che lo
qualsiasi Paese della terra si
trovino devono essere costantemente in ambienti compresi tra
i 15 e i 25 gradi. Lì trovano il
loro benessere, il loro comfort.
Questa è diventata la necessità
odierna.
camera da letto dei bambini
deve essere a 20 gradi per le
21.30; la mia deve essere alla
stessa temperatura di 20 gradi,
ma per le 23.30. E la centralina
elettronica esegue; e il ‘padrone’, varcando la soglia, non
dovrà subire alcuno sbalzo di
temperatura. Ancor più prezio-
impone; o dicendo che è l’uomo
che si è rammollito. Ci sono seri
motivi che rendono il condizionatore uno strumento indispensabile in un ufficio, in un’azienda, in una scuola, in una casa.
Certe attività esigono la massima concentrazione; in ambienti
troppo caldi è difficile, o
|
81
comunque poco redditizio, il
lavoro sia manuale sia intellettuale; e poi la salute: rammolliti o no, oggi siamo tutti più delicati dei nostri antenati, molto
più soggetti a malattie respiratorie dovute al freddo, o malattie cardiovascolari dovute al
caldo. Ma anche certi materiali
impiegati per il lavoro hanno
bisogno di un determinato
clima, che si raggiunge e stabilizza forzando la ‘temperatura
ambiente’. Non ci si dimentichi
che i primi ‘condizionatori
d’aria’ (in realtà erano ‘deumidificatori’) sono nati in America
nei primissimi anni del 1900
inventati dall’ingegner Willis
Carrier che aveva l’incarico di
risolvere il grosso problema che
affliggeva una tipografia: a
causa dell’umidità la carta da
stampa si raggrinziva. Dopo
ricerche e tentativi, Carrier ha
creato una macchinetta che
rispondeva perfettamente alle
aspettative: toglieva l’umidità;
in più – vantaggio non previsto
– rinfrescava tutto l’ambiente,
con grande sollievo degli operai
che vi lavoravano d’estate. E
così, senza saperlo, l’ingegnere
si è trovato a essere l’inventore
non del deumidificatore, come
pensava, ma del condizionatore
d’aria! Invenzione poi ripresa,
riformulata, riadattata, da altri
ricercatori in tutti questi decenni. Fino ad arrivare alla perfezione dei condizionatori d’aria
attuali. Belli esteticamente,
perfetti nel funzionamento, a
sempre più basso consumo energetico.
I prodotti per il raffrescamento/riscaldamento sono uno dei
business destinati ad avere maggior incremento a livello di vendite, ma anche a livello di ricerca tecnologica. La crescita della
domanda di generatori di caldo
o di freddo è esponenziale,
82
|
soprattutto nei Paesi a forte e
accelerata industrializzazione.
Un dato. Un recente rapporto
del McKinsey Global Initiative
prevede che un miliardo di abitanti delle grandi Metropoli del
mondo entro il 2025 (fra solo
12 anni, quindi!) sarà entrato
nel novero dei grandi consumatori globali. E per la maggior
parte di loro sarà con tutta probabilità un condizionatore
d’aria il primo acquisto, dato
che queste megalopoli sorgono
nella maggior parte in zone dal
clima caldo. Ecco alcuni nomi:
Chennai (India), Bangkok
(Thailandia), Giacarta (Indonesia), Karachi (Pakistan), Lagos (Nigeria), Rio de Janeiro
(Brasile).
In molte economie emergenti le
vendite di condizionatori d’aria
registrano già oggi una crescita
di due cifre in percentuale sull’anno precedente.
Un altro dato che può aiutare a
riflettere, da un altro punto di
vista, su quale futuro c’è lì, dietro l’angolo, per produttori,
venditori e installatori di condizionatori. Cinque anni fa,
l’87% delle famiglie statunitensi possedeva in casa uno o più
condizionatori; oggi arriviamo
a superare il 90%. In Brasile le
famiglie con un condizionatore
sono l’11%; in India sono il
2%. Se si parte dal presupposto, sia pur contestabile, che gli
Stati Uniti sono il ‘modello’ di
sviluppo al quale consapevolmente o inconsapevolmente si
stanno ispirando molti dei Paesi
in via di forte e accelerata industrializzazione, chi riuscirà a
far fronte all’ondata di richieste
di condizionatori provenienti
dal Brasile, dall’India, dagli
altri Paesi emergenti, desiderosi di raggiungere lo standard
americano?
Dove trovare tutti quei milioni
di pezzi richiesti dal mercato?
I produttori italiani di condizionatori dovrebbero forse smettere le loro geremiadi sulla crisi
economica in Italia e in Europa,
sul calo di vendite. Si preparino
piuttosto a varcare la barriera
dei confini europei, mercato
ormai saturo e senza prospettive; si attrezzino per affacciarsi
con coraggio verso la Cina,
l’India, la Russia, il Brasile.
Ovviamente non da soli, ma in
cordate e con l’appoggio delle
Camere di Commercio e delle
Associazioni di categoria.
Tra l’altro, oltre a esserci
richiesta di condizionatori in
genere, non va dimenticato che
l’Italian Style è idolatrato,
soprattutto in Oriente. E meritatamente, perché solo noi sappiamo fare certi condizionatori,
certi caloriferi, che sono dei
capolavori di estetica e di tecnologia, e che, inutile sottolinearlo, per i nostri lettori sono ‘a
portata di mano’!
D
LA NUOVA ESTETICA DEI
GUIDA CONDIZIONATORI
di Cinzia Russo
CONDIZIONATORI
R
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Quali sono le evoluzioni tecnologiche nel settore
dei condizionatori?
Il mercato dei condizionatori ha subito un incremento
esponenziale in questi ultimi anni nonostante la crisi
economica che attanaglia l’Europa
In apertura e a fianco Nexura,
il nuovo climatizzatore di design
di Daikin. Modello a pavimento
in pompa di calore a inverter
dotato di filtro per
la purificazione dell’aria
che funziona in raffrescamento
e riscaldamento. Unisce
l’eccellenza tecnologica
all’estetica di design, essenziale
ed elegante
I
l mercato dei condizionatori e
climatizzatori d’aria a parete
domestici ha consolidato
sempre di più i propri risultati,
riuscendo a soddisfare una domanda sempre crescente che negli
ultimi vent’anni si è evoluta in termini di comfort, qualità dell’aria
e dell’ambiente interno, efficienza
energetica e sostenibilità.
I climatizzatori residenziali hanno subito numerose evoluzioni
tecnologiche, soprattutto nel settore dei fluidi frigorigeni utilizzati, del benessere, dell’estetica,
della qualità dell’aria interna e
del livello sonoro, ottenendo dei
prodotti rispettosi dell’ambiente,
economici dal punto di vista energetico, silenziosi e utilizzabili in
ogni stagione (sul mercato francese oltre il 60% dei climatizzatori residenziali sono reversibili).
Nell’ottica della protezione dello
strato d’ozono, la regolamentazione ha generato un utilizzo
sempre più ingente dei fluidi del
tipo HFC. I fabbricanti di climatizzatori domestici hanno saputo
approfittare di questa situazione.
Sotto, Alasplit di Mitsubishi
Electric, il dispositivo
automatizzato per l’incasso
delle unità interne (split).
Nella foto il prodotto installato
presso la casa campione a
Hi Home dell’architettodesigner Andrea Castrignano
|
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La situazione, in un primo momento, potrebbe apparire idilliaca ma i bei sogni sono spesso
destinati a durare poco quando si
affronta il discorso dal punto di
visto estetico: i clienti si aspettano dalle aziende che i loro designers riescano a coniugare
design innovativo e prestazioni
tecnologiche hi-tech in modo da
far diventare il condizionatore un
vero e proprio oggetto d’arredo.
Oggi molti produttori offrono
soluzioni innovative e creative
capaci di rendere lo split interno
un vero oggetto di design attraverso la ridefinizione del rapporto tra forma e funzione.
L’estetica, i materiali e le forme
assumono così sempre più importanza, come complemento della
tecnologia: non si tratta più di
semplici elettrodomestici puramente funzionali da mimetizzare,
nascondere o schermare, ma
diventano accessori da mettere in
primo piano.
In questa pagina DC
Inverter Plus, il nuovo
climatizzatore della gamma
design di Daikin.
È un modello a parete
in pompa di calore dotato
di tecnologia inverter.
Funziona in raffrescamento
e riscaldamento
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Di volta in volta sono diventati:
 quadri capaci di integrarsi con
ogni arredamento grazie al
pannello frontale in cui è possibile esporre le proprie fotografie o stampe preferite;
 a parete dove si unisce l’efficienza tecnologica all’estetica
offrendo un design ultrapiatto
dalle linee morbide;
 di design essenziale, senza
tempo, semplice e discreto,
fatto di colori e superfici in
equilibrio tra forma e funzione;
 veri e propri complementi
d’arredo, sobri e compatti,
caratterizzati da un design
molto ricercato e innovativo: il
pannello frontale completamente scuro e con finitura lucida è dotato di una serie di elementi che brillano a seconda
dalla luce;
 a controllo wi-fi dove le unità
sono capaci di connettersi al
router domestico e offrire la
possibilità di controllarne il
funzionamento a distanza,
direttamente dal proprio smartphone.
Questi modelli hanno una classe
energetica top e integrano le tecnologie più avanzate per il benessere domestico, tra cui lo ionizzatore certificato, il filtro HD contro batteri e polvere e la funzione
auto-clean per eliminare accumuli di umidità interna.
Tutti questi prodotti sono dotati
poi di tecnologia inverter in grado di adeguare in ogni momento
la potenza erogata dal condizionatore in base alla temperatura
desiderata nell’ambiente, riducendo al minimo rumori e vibrazioni.
Infine, per chi non ama mimetizzare la tecnologia ma nasconderla alla vista, una nota azienda ha
messo a punto un innovativo
dispositivo automatizzato per
l’incasso di unità interne di climatizzazione della tipologia
split, versione a parete. Questo
sistema è ideale per risolvere esigenze estetiche legate alla climatizzazione di abitazioni, uffici ed
esercizi commerciali dicendo
addio alle antiestetiche griglie di
copertura o ad apparecchi di climatizzazione sempre visibili.
Con Daikin Emura l’estetica
di puro design si unisce
alla tecnologia più avanzata.
Il climatizzatore è infatti
dotato delle funzioni
di raffrescamento
e riscaldamento,
deumidificazione,
ventilazione e purificazione
dell’aria
Con Art Cool LG
il condizionatore diventa
oggetto artistico
che permette di inserire
nella cornice apribile foto
o immagini amate
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ZOOM CONDIZIONATORI
A CURA DI Gilda Ciaruffoli
Aria nuova in ogni ambiente
Clivet presenta ElfoRoom2, il ventilconvettore per impianti idronici che rappresenta
un’alternativa a pannelli radianti, radiatori e
ventilconvettori tradizionali. ElfoRoom2
infatti filtra l’aria, la riscalda in inverno, la raffredda e deumidifica in estate, con un’unica unità; movimenta inoltre l’aria evitando i
fenomeni di stratificazione.
Con i suoi 13 cm di profondità, le 4 grandezze e le 3 versioni disponibili – verticale
a vista con tastiera autonoma, verticale/orizzontale a vista con termostato a parete, verticale/orizzontale da incasso con termostato a parete – permette un’ampia flessibilità applicativa.
ElfoRoom2 di Clivet
Climatizzatore o calorifero?
Nexura è il climatizzatore a pavimento Daikin che unisce l’innovazione tecnologica del riscaldamento in pompa di calore
con pannello radiante all’estetica di design. L’unità interna è
disponibile nelle taglie di potenza da 2,5 kW, 3,5 kW e 5
kW, nelle versioni mono e multisplit in combinazione anche
con unità interne di diverse tipologie. Può essere installata
anche a semi-incasso riducendo la sporgenza a soli 13 cm.
Nexura raffresca, riscalda e purifica l’aria mediante il filtro
fotocatalitico all’apatite di titanio.
Il climatizzatore si caratterizza per l’innovativa tecnologia del
riscaldamento radiante: attivando il pannello frontale in alluminio, irradia calore come un calorifero tradizionale.
Nexura di Daikin
Split per ogni stagione
La serie di climatizzatori Inverter a parete mono e multisplit Kirigamine
Zen di Mitsubishi Electric è disponibile in 3 colori (bianco, nero, argento), impreziositi da un profilo in argento. Kirigamine Zen offre grandi
performance di efficienza energetica, ottenute principalmente grazie al
sistema di regolazione DC Inverter. Il filtro al nanoplatino integrato consente di neutralizzare batteri, virus, allergeni e cattivi odori mentre il filtro agli enzimi antiallergie garantisce aria pulita e sana. Con le funzioni
di raffrescamento, riscaldamento, deumidificazione e purificazione dell'aria è ideale in ogni stagione. Classe A e super silenzioso (solo 21db).
Kirigamine Zen di Mitsubishi Electric
Questi impianti moderni contribuiscono a un
miglior comfort domestico in tutte le stagioni
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Aria pulita e clima ideale
Il climatizzatore Prestige Inverter V di LG Electronics garantisce un elevato
coefficiente di prestazione (C.O.P. ed EER paria a 5.60) e migliora così
notevolmente l’efficienza energetica. La riduzione dei consumi è possibile
grazie all’adozione di uno scambiatore di calore, cui è stato aggiunto un ulteriore rango, e di un innovativo compressore.
Un’ulteriore caratteristica distintiva del nuovo nato in casa LG è il sistema di
filtrazione Plasmaster che assicura una barriera contro allergie e agenti dannosi, purificando al massimo l’aria. Due le innovative tipologie di filtro: filtri
d’aria Virus & Allergy Safe Filter che migliorano la pulizia dell’aria eliminando
i principali virus e batteri; filtro ad alveare che rimuove al meglio i cattivi odori.
Prestige Inverter V di LG Electronics
Tanto sottile quanto efficiente
Olimpia Splendid presenta la gamma Bi2+, ventilradiatori Inverter
con pannello radiante che d’inverno riscaldano per ventilazione e per
irraggiamento, mentre d’estate climatizzano e deumidificano. Tra i
plus incorporati, l’OS Inverter System: la ventola tangenziale a bordo
macchina è governata da un motore Inverter DC; la modulazione
resa possibile da questa tecnologia fa sì che i consumi vengano
ridotti fino al 60% rispetto ai motori a corrente alternata. Il controllo
elettronico modula la velocità di ventilazione in funzione del carico
ambiente e permette quindi di minimizzare costantemente il consumo elettrico arrivando a un minimo di 3W. Il ventilradiatore ha uno
spessore di soli 12,9 cm. La gamma Bi2+ è disponibile nelle versioni: SLR+, ventilradiatore inverter con pannello radiante; SL+, ventilconvettore inverter. Ogni versione è inoltre disponibile in 5 modelli di
potenza (da 0,87 kW a 3,91 kW).
Bi2+ di Olimpia Splendid
Un soffio di purezza
Compatta ed elegante, la linea Akita Evo – disponibile in 5 taglie per i
modelli monosplit e 6 per le unità multisplit – viene proposta nelle
potenze da 2,5 a 6,0 kW (raffrescamento, classe A ++) e da 3,2 a 7,0
kW (riscaldamento, classe A+), con temperature da -15°C a 46°C.
Akita Evo è dotata del sistema di filtrazione IAQ con azione deodorante, anti-batterica e antivirus, e con funzione di “pulizia automatica” per
prevenire la formazione di muffe. Il particolare sistema di distribuzione
dell’aria garantisce massimo confort, grazie anche alla modalità “auto”
che gestisce in autonomia la migliore direzione del flusso a seconda
delle esigenze. Il pulsante quiet del telecomando assicura massima
silenziosità consentendo di selezionare, ad esempio nelle ore notturne,
una velocità del ventilatore così bassa che il rumore percepito è paragonabile a un soffio.
Akita Evo di Toshiba
I condizionatori sono diventati prodotti multifunzione, climatizzatori
per tutte le stagioni che integrano sistemi di filtrazione per virus e cattivi odori
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ZOOM RADIATORI
Novità multifunzione
La continua ricerca formale e funzionale di una nuova generazione di radiatori ha, per Caleido, un punto fermo sul concetto di superficie radiante.
Nasce così l’ipotesi di una cover che, svincolata dal sistema portante dell’acqua, diventa come un vestito del radiatore e aggiunge una nuova funzionalità: una mensola scaldante. In questa direzione, l’azienda porta avanti una
consolidata collaborazione con designer di fama internazionale ampliando la
collezione di radiatori di design con due novità firmate da Francesco
Lucchese: Rebel e Rude. Rude, in foto, misura 46 cm di larghezza e 186,5
di altezza; ha una resa termica fino a 1127 W, è realizzato in acciaio al carbonio e disponibile nelle versioni idraulica, elettrica e mista.
Rude di Caleido
Sculture a infrarossi
Il sistema radiante I-Radium utilizza la tecnologia a infrarossi,
proponendo una vera e propria rivoluzione del riscaldamento.
Il sistema a infrarossi infatti riscalda dapprima gli oggetti e le
persone che abitano l’ambiente, per poi riscaldare l’aria: questo fa sì che, appena acceso l’apparecchio, si abbia una sensazione di calore immediata. E non solo. Sono veri e propri
quadri in legno, i radiatori a parete I-Radium. Come Morphosis, design Michael Schmidt, radiatore modulare che trova
collocazione anche al di fuori dei confini del bagno.
Posizionabile sia orizzontalmente che verticalmente, consente
la massima flessibilità di adattamento e la possibilità di essere munito di accessori. Misure: 180x65x11 cm. Disponibile
nelle finiture Wengè, Rovere sbiancato, Rovere grigio, Rovere
nero, Ebano.
Morphosis di I-Radium
Riflessi di luce e calore
Con la sua cornice curvilinea ed elegante che cela un moderno sistema di illuminazione integrato, Spekkio è un termosifone. Ma anche uno specchio. Per questo motivo è ideale per
l’ambiente bagno, nelle camere da letto ma anche in un
ingresso di rappresentanza, conferendo allo stesso tempo
funzione ed eleganza all’architettura circostante. Spekkio è
disponibile in un’ampia gamma di finiture verniciate e anodizzate, e in un’ampia gamma di dimensioni, nonché in esecuzioni su misura. L’elevata resa termica e il basso contenuto di
acqua ne fanno una scelta consigliabile anche dal punto di
vista dell’efficienza dell’impianto di riscaldamento.
Spekkio di K8
Alcuni produttori pongono sempre più attenzione
all’aspetto estetico rendendoli modulari,
inserendovi una cover o integrandoli a oggetti
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Stretching’ a gradi
Verteo di Kermi è proposto con parte frontale superliscia con rivestimento brillante o con un caratteristico look sagomato. È equipaggiato con
l'innovativa tecnologia X2 che assicura un consumo di energia ridotto e
un maggiore comfort. Con potenze calorifiche da 650 a 3100 W, è
disponibile in quattro diverse altezze e in quattro larghezze. Per tutte le
fonti di calore: riscaldamento a metano, a gas o per il teleriscaldamento; per impianti a energia solare o impianti di riscaldamento tradizionali.
Innumerevoli le possibilità di collegamento dall'alto e dal basso.
Verteo di Kermi
Eleganza in sospensione
Si chiama Folio ed è letteralmente sospeso sulla parete il nuovo radiatore in alluminio e grafite espansa di Runtal firmato per l'azienda svizzera dai designer
Perry King e Santiago Miranda. La struttura di base consiste in un'innovativa
combinazione di materiali naturali, quali l'alluminio e la grafite naturale espansa,
che, con una profondità di 16 mm, permette di ottenere un peso che è la metà
di quello di un normale radiatore in acciaio. Folio è disponibile in tre varianti:
Runtal Folio, Runtal Folio Belt (con una o due barre porta-salviette) e Runtal
Folio Corner. Le misure disponibili variano da 115,6x43 a 195,6x74,4 cm. Oltre
all'intera gamma colori RAL (anche su ordinazione) sono disponibili due finiture
in alluminio anodizzato (naturale e nera) e tre versioni con una sottilissima ed
elegante impiallacciatura in legno: Quercia, Wengé (in foto) o Ebano Macassar.
Folio di Runtal
Ovunque…con leggerezza
Riuscire a creare un prodotto che possa essere utilizzato in tutti gli
ambienti della casa e che si trasformi in scaldasalviette o in radiatore a
seconda delle esigenze, che sia di design ma che garantisca alte rese termiche: questi sono gli elementi sui quali i designer e i tecnici di Scirocco
hanno lavorato. Il risultato è Light. Disponibile in due misure 80x60 e
180x50 cm, è composto da un corpo scaldante realizzato con tubi in
acciaio alettati (che assicurano un’alta resa termica), e una cover in acciaio che può essere verniciata in tutti i colori della gamma Scirocco. Light è
disponibile nella versione idraulica, elettrica e mista.
Light di Scirocco
Versatile e discreto
Zehnder Fina rappresenta una soluzione perfetta per operazioni di ristrutturazione
rapide e semplici, grazie alla flessibilità di allacciamento garantita dal nuovo sistema ZehnderEasyTube. Il radiatore si distingue anche per i rapidi tempi di reazione
resi possibili dal ridotto contenuto d’acqua e dalla parte frontale a diretto contatto
con la grafite, un indubbio vantaggio in fatto di distribuzione del calore. Il design sottile di Zehnder Fina, profondo solo 20 mm, offre anche reali vantaggi tecnici: viene
fornito con deflettori laterali con uno speciale sistema a molla che permette d’installare il radiatore a parete adattandolo alla profondità, creando un effetto senza
interruzioni visibili; i sottili pannelli creano poi un effetto d’ombra, facendo apparire
l’elemento sospeso davanti alla parete, come un oggetto d’arte. Disponibile in nove
dimensioni, con altezze di 130, 150 e 180 cm e larghezze di 50, 60 e 70 cm.
Zehnder Fina di Zehnder
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D
Quale evoluzione hanno avuto le tecnologie legate
alle energie rinnovabili? Quali i pro e i contro?
ENERGIA
GUIDA RINNOVABILI
AL NATURALE
di Angelo Forgione
R
Sole, vento, biomassa, terra, mare, oggi ci appaiono sotto
una nuova ‘luce’. Elementi portatori di benessere climatico, ma certamente la strada da percorrere è lunga…
S
iamo in piena ‘grande transizione’; la chiamano così la
sostituzione – ora in faticosa attuazione – dei combustibili
fossili inquinanti e in quantità ‘a
termine’ (petrolio, carbone, gas
naturale) con fonti energetiche
rinnovabili e pulite (eolico, fotovoltaico, biomassa, geotermico…). Transizione salutata come
Era nuova che possa finalmente
risanare il nostro pianeta dall’inquinamento che lo sta soffocando, e dalla paura di rimanere un
giorno senza più fonti di energia;
ma guardata anche con scetticismo e forsanche con qualche preoccupazione.
Del resto, è destino di tutte le
grandi rivoluzioni quello di destare entusiasmi, ma anche di far
ergere un muro di ostilità. Com’è
destino che alla fine vinca chi è
portatore di novità che segnano
un progresso verso il miglioramento sociale, ambientale. Così è
stato per la rivoluzione industriale, e così dovrà essere per la transizione alle rinnovabili.
Effettivamente, è urgente un
risanamento dell’ambiente natu-
92
|
matura e affidabile, e offre
maggiori potenzialità di sviluppo rispetto ad altre.
rale; la strada sulla quale ci
siamo ora incamminati sta provocando gravi dissesti a livello
planetario. Il mondo ha fame di
energia; ogni giorno cresce il fabbisogno. E la quasi totalità di
questa energia è ricavata dallo
sfruttamento di risorse fossili,
quali appunto il petrolio, il carbone, il gas, le cui fasi di trasformazione immettono nell’atmosfera sostanze nocive. E poi sono
sostanze esauribili: non ne potremo disporre all’infinito.
tricità o energia termica.
❑ I cosiddetti impianti solari termici permettono di trasformare l’energia irradiata dal sole
in energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria, per il riscaldamento e il
raffrescamento degli ambienti,
per scaldare le piscine, per i
processi industriali. La tecnologia solare termica è ormai
❑ Il solare fotovoltaico è invece
la tecnologia che converte
direttamente l’irradiazione
solare in energia elettrica
attraverso pannelli composti
da celle fotovoltaiche costituenti l’unità di base. Il materiale usato per queste celle
fotovoltaiche, il silicio, è un
minerale dal costo ancora
elevato, come ancora complicato è il meccanismo per un
utilizzo diretto dell’energia
elettrica prodotta (va mediata attraverso il gestore nazionale); da qui un relativo rallentamento nella diffusione
del solare fotovoltaico.
Comunque è destinato ad avere
una sempre maggiore diffusione su tutto il suolo nazionale: il
nostro Paese ha la fortuna di
avere abbondante irraggiamento solare nell’arco di tutto
l’anno.
‘Ben venga’ lo sfruttamento anche
di tante altre energie, tutte rinnovabili, che la natura mette generosamente a nostra disposizione. La
tecnologia per il loro utilizzo sta
facendo grandi progressi.
SOLE
Da qui il ‘ben vengano’ che si alza
da più parti indirizzato alle energie
rinnovabili. Un ‘ben venga’ indirizzato in primo luogo allo sfruttamento dell’energia emanata dal
sole, la principale fonte naturale
disponibile sulla terra, che l’uomo
ora sa sfruttare per ricavare elet-
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93
utenze diffuse (aziende agricole, imprese artigianali, utenze
domestiche di interi quartieri...). In Italia questo modello
eolico ha importanti potenzialità proprio per le caratteristiche altimetriche e di ventosità
di vaste aree del territorio.
Parchi eolici possono essere
posti anche in mare.
BIOENERGIA
VENTO
Il vento, per esempio, può fornirci
tanta energia elettrica.
❑ Gli impianti eolici sono costituiti da aerogeneratori (le
cosiddette ‘pale’) che trasformano l’energia cinetica del
vento in energia meccanica, e
infine quest’ultima in energia
elettrica. Possono essere realizzati impianti eolici di varie
dimensioni organizzati in ‘parchi’ posizionati normalmente
su colline, in grado di servire
94
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Anche le biomasse sono un’ottima
fonte rinnovabile di energia: sono
sostanze organiche utilizzate
come combustibili (legna da ardere, sottobosco, sterpaglie, scarti e
derivati dall’agricoltura, determinate tipologie di rifiuti urbani,
piante e vegetali appositamente
coltivati…). Attraverso la combustione, grazie a moderne tecnologie queste biomasse possono essere convertite in calore, in energia
elettrica o in entrambi (cogenerazione); il calore viene trasferito
attraverso una modalità che sta
sempre più diffondendosi: il ‘teleriscaldamento’.
MARE
TERRA
Va aggiunta un’altra fonte di
energia che potrebbe avere grande
potenzialità, ma che fino a oggi
non è adeguatamente sfruttata: la
geotermia. L’energia geotermica
è una forma di energia che utilizza le sorgenti di calore del sottosuolo. È naturalmente legata a
quei territori con particolari fenomeni geotermici (in Italia si
distinguono per la loro ricchezza
di calore nel sottosuolo regioni
quali la Toscana, il Lazio, la
Sardegna, la Sicilia e alcune specifiche zone del Veneto,
dell’Emilia Romagna e della
Lombardia). Questo calore, che
dal profondo sottosuolo si propaga fino alle rocce prossime alla
superficie, può essere sfruttato
sia per il riscaldamento, sia per il
raffrescamento. Finora le tecnologie di sfruttamento del calore
terrestre erano indirizzate principalmente alla produzione di calore per stabili residenziali o per
uffici, per serre, per centri sportivi, per specifici processi industriali. Ma oggi ci si è resi conto
che il sottosuolo può egualmente
servire come serbatoio del freddo
durante l’estate, sfruttando lo
sbalzo termico tra superficie e
sottosuolo; e così si possono
anche raffrescare gli edifici, una
necessità sempre più sentita.
Tutti noi conosciamo i blak out
elettrici d’estate, quando tutti
contemporaneamente ricorrono
ai ventilatori o mettono al massimo gli impianti di condizionamento dell’aria. Sonde geotermiche, geostrutture e scambiatori
geotermici permettono di raffreddare gli edifici senza dover ricorrere a impianti che consumano
molta energia elettrica. Se si abbina il riscaldamento con il raffreddamento, la soluzione geotermica
diventa ancora più efficiente e
interessante in termini di profitti
economici, e offre un enorme
potenziale di applicazione.
Anche il mare, con le sue maree e
il suo moto ondoso, è fonte inesauribile di energia; una fonte ancora
poco esplorata e di conseguenza
poco sfruttata. L’energia delle
onde può essere ‘imprigionata’
sfruttando il movimento di galleggianti ancorati al fondo del mare
con dei cavi che si avvolgono e
svolgono sull’asse di un alternatore, oppure sfruttando il movimento dell’aria al di sopra delle onde;
si è però ancora in fase sperimentale. Anche lo sfruttamento delle
maree può essere un altro modo
per produrre energia dal mare.
Così pure può essere sfruttata la
differenza di temperatura tra il
fondo e la superficie. Una macchina termica può utilizzare la differenza di temperatura per ottenere
energia meccanica e da questa
ricavare energia elettrica.
L’efficienza di tali sistemi non è
elevata: è intorno al 5% ma, dato
che la quantità di energia termica
accumulata negli oceani e nei
mari è altissima, sfruttandola adeguatamente è possibile ottenere
enormi quantità di elettricità.
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Approfondimento
Ma è davvero tutto così facile, pulito, di corta durata il cammino che ci porta alla ‘grande transizione’? La tecnologia attuale (e delle prossime generazioni) è, o sarà, in grado di ricavare dalle risorse
rinnovabili offerteci dalla natura, energia tale da metterci in grado di far a meno del petrolio, del carbone, del gas?
È a questo punto che sorgono gli scetticismi. La possibilità di far fronte al fabbisogno energetico mondiale utilizzando soltanto le fonti rinnovabili è considerata da alcuni esperti un traguardo lontano.
L'IEA, l'Agenzia Internazionale dell'Energia, ha calcolato che le fonti rinnovabili forniscono attualmente soltanto l'1% dell'energia usata dal pianeta. Ma non solo: secondo lo stesso studio, nel 2030,
nonostante una loro crescita invocata da più parti, e sollecitata dai Governi, l'incremento del ricorso
a fonti rinnovabili salirebbe soltanto al 2%. Il Giappone, per esempio, ritenuta la ‘patria’ delle rinnovabili, prevede di attuare per il 2015 una produzione di energia rinnovabile che passerebbe
dall'1,3% attuale a soltanto l'1,9%. Anche nel nostro Paese tali fonti, attualmente e nel breve termine, forniscono un apporto ancora irrilevante.
Per non pochi esperti, inoltre, il traguardo dell’abbandono totale delle energie fossili con un ricorso
alle energie rinnovabili non solo è lontanissimo: in una società strutturata e attrezzata come la nostra
è irraggiungibile. E strizzano l’occhio al nucleare.
Scetticismo, quindi. Ma anche parecchie perplessità. Non è poi così ‘pulito’ come lo si decanta l’accesso alle rinnovabili. Ci avevano messo in guardia vari economisti e anche – addirittura – qualche
ambientalista. E ora, alla luce di questi primi anni di ‘transizione’, bisogna prendere atto che avevano ragione. Ci sono ombre sia nell’aspetto ecologico, sia nell’aspetto economico. La tecnologia per lo
sfruttamento delle singole energie rinnovabili presenta ancora delle falle; falle che ci si augura vengano presto tamponate. Sarebbe lungo entrare nei dettagli. Citiamo solo qualche caso. Partiamo dal
fotovoltaico, il più ‘allettante’ dei sistemi di sfruttamento dell’irraggiamento solare. Ormai il nostro
pianeta è coperto da milioni di metri quadri di pannelli. Fino a oggi non ci si è posti il problema di
come potranno essere smaltiti a fine vita (la durata di un pannello fotovoltaico è di 25/30 anni).
Ma fra 20 anni cosa succederà?
Si consideri anche il fatto che non tutti i pannelli fotovoltaici sono a base di silicio (materiale non
pericoloso e in parte recuperabile e riciclabile): il 10 % dei pannelli oggi in commercio è a base di
telloruro di cadmio, materiale molto inquinante.
Così la biomassa. Molti ambientalisti sono contrari al suo sfruttamento come energia rinnovabile: la
produzione intensiva crea squilibri, a danno della produzione agricola alimentare per gli uomini e per
gli animali; necessita di concimi chimici; inoltre lo stoccaggio, l’eventuale fermentazione, e la combustione finale provocano emissioni dannose.
Ma anche sul piano economico sono molte le perplessità. Su tutte, le speculazioni finanziarie da parte
di società e di privati che si possono nascondere dietro la ‘conversione’ massiccia alle energie rinnovabili. Allo scopo di sfruttare gli incentivi che il Governo concede, inoltre, vaste estensioni di terreno
fertile vengono sottratte all’agricoltura e ricoperte di pannelli fotovoltaici. Parchi eolici sorgono un
po’ ovunque nell’Italia meridionale, con devastanti colate di cemento alla base di ogni alto aerogeneratore. Quelle pale per buona parte della giornata restano ferme, ma intanto sono stati spesi molti
soldi pubblici, e quelle colline sono deturpate per sempre.
Perplessità anche sul corretto uso. Non basta dotare la propria abitazione di un ottimo impianto di
riscaldamento/raffrescamento funzionante con energia geotermica, se poi i muri, i serramenti esterni e
il tetto non sono adeguatamente isolati contro il freddo e il caldo. Prima ancora di pensare al fotovoltaico, al geotermico, ad altre forme di energia rinnovabile è opportuna pensare all’isolamento termico
a partire dal ‘cappotto’, dalle porte, dalle finestre. È da lì che incomincia il risparmio energetico.
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D
FOTOVOLTAICO
di Donatella Ravizza
Quando posso fare un impianto fotovoltaico?
Che differenza c’è tra pannelli solari e fotovoltaici?
Qual è la funzione della tecnologia fotovoltaica?
Quali vantaggi produce il V Conto Energia?
Cosa cambia con il nuovo sistema?
ENERGIA
DAL SOLE
R
Il V CONTO ENERGIA permette
di produrre elettricità dai pannelli
fotovoltaici. La differenza principale
è che non è più incentivata tutta
la quota di energia prodotta, ma solo
quella immessa effettivamente nella
rete; è poi prevista una tariffa premio
sull’autoconsumo, limitata all’energia
prelevata dalle utenze mentre
l’impianto fotovoltaico
sta producendo energia.
Nella foto, impianto FV integrato
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La premessa indispensabile è avere la superficie necessaria per l’impianto, senza ombreggiamenti e con la corretta
inclinazione ed esposizione (meglio verso sud).
Con i pannelli solari si raccoglie l’energia del sole e la si
usa per riscaldare l’acqua contenuta in un serbatoio, che
poi serve per bagno, cucina e riscaldamento. I fotovoltaici,
invece, permettono di avere anche l’energia elettrica.
CHE COS’È
UN IMPIANTO
FOTOVOLTAICO
Un impianto fotovoltaico è un
insieme di apparecchiature in
grado di trasformare direttamente
l’energia solare incidente in energia elettrica, sfruttando le proprietà del silicio, elemento semiconduttore.
I principali componenti del sistema
sono: i pannelli fotovoltaici, l’inverter e i contatori.
L’inverter è il dispositivo che converte la corrente continua, in uscita dal generatore FV, in corrente
alternata, per poterla utilizzare
all’interno delle abitazioni. I contatori misurano l’energia prodotta,
quella consumata e quella in uscita. Nei sistemi connessi alla rete
elettrica l’energia solare viene, in
caso di esubero, rimessa nella rete
di distribuzione, con la quale l’impianto lavora in regime d’interscambio.
I MODULI
FOTOVOLTAICI
I pannelli o moduli fotovoltaici
sono l’elemento principale dell’impianto in quanto la loro esposizione alla radiazione solare determina
la produzione di energia elettrica.
All’interno del modulo ci sono le
celle fotovoltaiche, costituite da
sottilissime fette, dette anche wafer
di silicio.
Sulla base delle caratteristiche
delle celle che li compongono, si
distinguono i moduli a silicio
monocristallino (gli atomi di silicio
sono disposti a costituire un unico
cristallo), policristallino (gli atomi
di silicio costituiscono molti cristalli uniti fra loro) e a film sottile
o ‘thin film’ (strati sottilissimi di
silicio amorfo vengono depositati
su materiali di supporto come il
vetro o il metallo). Queste tre tipologie si differenziano per svariate
ragioni, fra le quali l’aspetto esteriore e l’efficienza, che decresce
passando dal monocristallino al
film sottile. Quest’ultima è la soluzione più economica ma, per via
dell’efficienza minore, necessita, a
parità di dimensionamento dell’impianto, di superfici maggiori. La
tecnologia del film sottile è realizzabile in qualsiasi forma, perfino
convessa, e può risultare la scelta
migliore per superfici estese e nel
caso di irraggiamento prevalentemente diffuso (cielo coperto). Ha
un largo utilizzo anche per il suo
facile inserimento nelle superfici
edilizie; in particolare, i moduli
semitrasparenti danno risposta
alla domanda di integrazione nelle
superfici vetrate: sono infatti somiglianti al vetro colorato utilizzato
per i tradizionali sistemi di facciata e copertura.
I moduli fotovoltaici più diffusi
sono rettangolari, delle dimensioni
di 1-1,5 m2; le celle sono superiormente protette da un vetro con particolari caratteristiche di resistenza e trasparenza; il peso si aggira
intorno ai 15/20 kg.
Sopra, i pannelli fotovoltaici
ricevono l’energia prodotta dal
sole e convertono l’energia
solare in corrente continua
(CC). Gli inverter permettono
poi di convertire la corrente
continua in corrente alternata
(CA). Questo è un passaggio
fondamentale in quanto le
utenze domestiche utilizzano
la corrente alternata (a 220
volt o 380 volt). Fonte: Enel
Green Power.
Sotto, CIS Solar Tower,
Manchester (UK)
 QUANTI WATT PRODUCE?
La potenza di picco di un
impianto fotovoltaico si esprime in kWp (chilowatt di picco),
ed è la potenza teorica massima
che l’impianto può produrre
nelle condizioni standard di
insolazione (1.000 W/m2) e di
temperatura dei moduli (25
°C). In caso di maggiore o
minore temperatura la resa
diminuisce.
Per essere conveniente, un impianto fotovoltaico per utenza domestica deve produrre almeno l’energia
per l’autosostentamento, sufficiente al fabbisogno della famiglia.
Dove installarli
100
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Per farsi un’idea: in Italia centrale
un impianto da 3 kWp può essere
sufficiente per coprire i consumi
elettrici medi annui di una famiglia
(3.000 kWh/anno).
CONNESSI ALLA RETE
L’energia prodotta dall’impianto
fotovoltaico, oltre ad essere direttamente utilizzata può anche essere
immessa nella rete di distribuzione.
È fondamentale che l’impianto
installato sia di tipo connesso alla
rete per poter usufruire degli incentivi per il fotovoltaico e per potere,
quando ci si trova in un periodo
dell’anno in cui l’impianto produce
un quantitativo di energia elettrica
inferiore al fabbisogno necessario
(come in inverno), utilizzare l’energia della rete di distribuzione.
 IL V CONTO ENERGIA
Il V Conto Energia per il fotovoltaico è entrato in vigore, per
i privati, dal 27 agosto (per gli
impianti della pubblica amministrazione dal 1° gennaio
2013) e durerà fino a 30 giorni dopo il superamento del
tetto di spesa cumulativo per
gli incentivi, pari a 6,7 miliardi l’anno.
Il governo ha dato una sforbiciata agli incentivi fiscali e le
tariffe incentivanti sono più
basse rispetto al passato, ma
parallelamente si è assistito a
una certa riduzione dei prezzi
(chiavi in mano) degli impianti.
 LA QUALITA’ È PREMIATA
Se da una parte il nuovo provvedimento appare un tantino
avaro per quanto riguarda la
quantità di incentivi previsti,
dall’altra è senz’altro ‘riqualificante’.
Nel caso in cui l’impianto non
sia installato sopra il tetto esistente ma sia di tipo innovativo,
con pannelli integrati nell’architettura dell’edificio stesso, ha
accesso alle tariffe più alte dell’attuale conto energia.
L’impianto integrato garantisce
infatti una migliore resa di produzione, oltre alla totale tenuta
In queste pagine: installazione
di moduli fotovoltaici sul tetto
di un’abitazione privata.
Il modulo rigido viene inserito
e fissato in maniera semplice
alla copertura
all’acqua, diventando di fatto
parte integrante della copertura.
Inoltre, gli impianti costruiti
con componenti principali (pannelli e gruppi di conversione)
realizzati unicamente all’interno di un Paese membro Ue o
See (Spazio economico europeo) hanno diritto a un premio
sulla tariffa.
 ENERGIA IMMESSA IN
RETE E AUTOCONSUMATA
Il nuovo conto energia prevede
due tariffe incentivanti: una
applicata solo all’energia
immessa in rete (la tariffa
omnicomprensiva), l’altra solo
all’energia autoconsumata (il
premio autoconsumo).
L’autoconsumo è la quantità di
energia che viene ‘autoconsumata’ dall’utente, ovvero l’ener-
gia che viene prelevata dalle
utenze mentre l’impianto fotovoltaico sta producendo energia.
Per trarne vantaggio, è quindi
auspicabile rimodulare le abitudini in modo da utilizzare
l’energia nei momenti in cui
l’impianto fotovoltaico la produce, per esempio evitando consumi elevati nelle ore serali e
notturne. Maggiore sarà la
quota di autoconsumo maggiori
saranno i benefici: oltre a percepire la tariffa premio ‘autoconsumo’, si avrà un ulteriore
risparmio per il mancato acquisto dell’energia dalla rete pubblica.
ATTENZIONE: il consumo notturno non è calcolato come ‘autoconsumo’
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101
COSTI E METRI QUADRI
Come riferimento del tutto generico
si può indicare che un impianto
fotovoltaico di buona qualità da 3kWp
può costare intorno ai 9.000 €.
Indicativamente: per ogni 1.000 Wp di
potenza installata occorrono circa 7/8/12
m2 di moduli rispettivamente
con celle monocristalline/policristalline/thin film.
In questa foto un impianto FV integrato,
in basso i moduli amorfi Sharp si
presentano come una lastra di vetro
di colore uniforme di pochi millimetri
UN
INVESTIMENTO
Installare un impianto fotovoltaico
sulla propria casa è certo una spesa
ma, se le condizioni sono favorevoli, può dimostrarsi un ottimo investimento, che si ripaga nel giro di
qualche anno.
Il costo può variare a seconda che
l’installazione avvenga a terra, su
fabbricati nuovi o già esistenti, che
la posa sia in sovrapposizione o
integrazione della copertura, che si
debbano sostenere spese per l’allacciamento alla rete o per l’utilizzo di
attrezzature durante il montaggio
(gru, impalcature). Può essere preferibile scegliere soluzioni del tipo
chiavi in mano per essere seguiti
anche in tutte le fasi burocratiche di
accesso agli incentivi e successivamente nella manutenzione.
Prima di procedere all’installazione conviene farsi fare più preventivi da ditte e personale tecnico specializzati nel settore. Una corretta
preventivazione può esser fatta
solamente dopo un accurato
sopralluogo che valuti le caratteristiche del sito d’installazione, dia
un’indicazione riguardo alla poten102
|
za necessaria all’impianto e
un’idea concreta di quanti anni ci
vorranno per rientrare dai costi iniziali, a fronte di una durata e di
una buona efficienza dell’impianto
ventennale.
I ricavi generati da un impianto
fotovoltaico sono:
❑ l’incentivo statale regolato dal
V Conto Energia;
❑ la riduzione dei costi in bolletta
a seguito del consumo di una
parte di energia elettrica prodotta.
DOVE
INSTALLARLO?
Se l’immobile non è in una zona
sottoposta a vincoli (di tipo ambientale, storico, artistico, paesaggistico...), l’impianto fotovoltaico
(fino a 20 kWp) può essere installato senza alcuna autorizzazione; è
sufficiente la comunicazione di inizio lavori semplice, come richiesto
per qualsiasi tipo di lavoro di manutenzione straordinaria.
La decisione in merito alla fattibilità tecnica si basa sull’esistenza
nel sito d’installazione dei seguenti
requisiti, che devono essere verificati dal progettista/installatore in
sede di sopralluogo:
❑ disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli;
❑ corretta esposizione e inclinazione della superficie;
❑ assenza di ostacoli in grado di
creare ombreggiamento.
Le condizioni ottimali sono:
❑ esposizione a sud (anche sudest, sud-ovest, con limitata perdita di produzione);
❑ inclinazione 30°-35° (anche
15°-45° con limitata perdita di
produzione).
DOSSIER RINNOVABILI
A CURA DI Gilda Ciaruffoli
Sistema ibrido 3 per 1
Baxi presenta i sistemi ibridi integrati CSI grazie ai quali
è possibile riscaldare e condizionare la casa, e produrre acqua calda per usi sanitari utilizzando tre tecnologie
a basso impatto ambientale che lavorano in sinergia:
pannelli solari, pompa di calore e caldaia a gas a condensazione. I sistemi Baxi CSI sono composti da
un'unità da installare all'interno (ingombro inferiore a 1
m2) che contiene la caldaia a condensazione Luna
Platinum CSI, il puffer da 300 l, la centralina di controllo e i dispositivi idraulici necessari al funzionamento dell'impianto. L'unità interna è collegata a una pompa di
calore esterna, ai pannelli solari termici e ai terminali di
riscaldamento o condizionamento.
CSI di Baxi
Soluzioni per piani inclinati
Collettore solare a tubi sottovuoto per sistemi a circolazione forzata, Auron DF è ideale su tetti inclinati
o piani, con disposizione tubi verticale od orizzontale.
È inoltre possibile l’installazione su facciata. La
gamma consiste in assiemi da 15 o 20 tubi sotto
vuoto a flusso diretto e alta efficienza energetica.
Auron DF può essere utilizzato per la produzione di
acqua calda sanitaria e come integrazione al riscaldamento, grazie alle elevate prestazioni energetiche in
un ampio spettro di temperature operative. La proposta di gamma Auron DF è esaustiva grazie agli accessori e ai componenti di sistema, tra cui il regolatore
Logon B Sol, predisposto alla gestione di molteplici
schemi d’impianto.
Auron DF di Elco Italia
Tradizione che guarda al futuro
Il Coppo Fotovoltaico proposto da Cotto Possagno
unisce le funzionalità classiche dell’argilla alla
moderna tecnologia fotovoltaica, mantenendo pressoché immutato l’aspetto estetico del manufatto e
permettendo di ottenere, con circa 17 metri quadrati di copertura, 1,00 kWp di potenza. Il sistema può
essere integrato in una copertura esistente, sostituendo solo i metri quadrati interessati. Quattro i
colori della gamma: Antica Possagno, Rosso,
Coppo Vecchio Scuro e Ardesia.
Coppo Fotovoltaico di Cotto Possagno
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Tutta la forza del vento
Interwind presenta il generatore eolico domestico
Maia, un sistema integrato e autonomo per la produzione di energia elettrica, disponibile in kit di montaggio a isola multi-fonte o kit omologato per la connessione alla rete con tariffa incentivata. Progettato per
durare 20 anni, dispone di sistemi brevettati a totale
garanzia della sicurezza: sistema di sicurezza basculante a doppio azionamento, sistema di frenatura elettrico, sistema di protezione da impatto, sistema passivo vibro-assorbente, sistema a pitch-variabile.
Maia di Interwind
Energia integrata
Red è una linea di prodotti che integra i tradizionali
sistemi energetici producendo energia dalle
biomasse e dal sole. La caldaia a pellet Red è
semplice nel funzionamento, robusta, affidabile e
democratica nel prezzo. Ideale per ambienti ridotti,
avendo il gruppo sanitario (circolatore e vaso di
espansione) già integrato nella struttura, può essere
collegata direttamente all’impianto. Gli alti rendimenti
(90%) e l’ampia modulazione di funzionamento
rendono questa caldaia particolarmente adatta alle
nuove installazioni. Da quest’anno è disponibile in tre
potenze: 18 kW, 24 kW e 35 kW.
Red di MCZ Group
Celle altamente performanti
LG Electronics propone celle solari che hanno raggiunto un rendimento medio del 20,6% e un rendimento massimo del 20,7%. Il risultato di recenti test
mostra uno dei più alti valori di efficienza per le celle
solari a livello mondiale (test interni, effettuati in condizioni di prova standard, in conformità con i parametri definiti dall'Istituto Fraunhofer. Il laboratorio di
prova di LG Electronics è accreditato alla certificazione TUV e UL). LG Electronics produce le sue celle
solari secondo gli standard 156x156 mm monocristallino P-typewafer e ha in programma di includere le
celle ad alta efficienza nella produzione dei propri
moduli a partire dal 2013. In foto il modulo Mono X.
Moduli solari di LG Electronics Italia
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L’acqua prima di tutto
Il sistema SplitHydrotank della linea Ecodan (pompe di calore
idroniche) di Mitsubishi Electric è formato da un'unità esterna e una
interna da installare a terra che incorpora oltre allo scambiatore di
calore e alle componenti che consentono la produzione dell'acqua
per il riscaldamento/raffrescamento a pavimento, un bollitore da 200
litri per l'acqua calda sanitaria.
Questa tipologia offre lo stesso comfort dei sistemi tradizionali con
un maggior risparmio energetico poiché sfrutta l'energia rinnovabile e
garantisce una minore emissione di CO2.
SplitHydrotank di Mitsubishi Electric
Un’idea che è tutto un ‘programma’
My Clima presenta Idea, un sistema integrato ad alta
efficienza costituito da caldaia a pompa di calore e
pannello solare, per la produzione di acqua calda
sanitaria e per la climatizzazione delle abitazioni; una
soluzione che assicura il riscaldamento invernale e il
raffrescamento estivo (in foto, l’unità interna). Il
sistema è affiancato da Galileus, software che in
inverno gestisce la pompa di calore e il sistema di
termoregolazione dell’impianto e permette di gestire
l’integrazione di altre sorgenti di calore/fonti
energetiche, quali solare termico, caldaia, termo
camino, dando la priorità a quella a minor costo e
impatto.
Idea di My Clima
Un sistema completo
Pellematic Smart combina un bollitore a stratificazione di 600 litri con il solare e un modulo a condensazione a pellet, mantenendo gli ingombri al
minimo. Con potenze da 4 a 14 kW è adatto a
nuove costruzioni a basso consumo e case passive; in più le emissioni di polvere vengono ridotte a
4mg/MJ tramite la tecnica a condensazione (circa
il 95% in meno rispetto alle caldaie a legna). Con
la combinazione bollitore a stratificazione, modulo
a condensazione a pellet e unità idraulica, la Pellematic Smart offre un sistema di riscaldamento
completo.
Pellematic Smart di ÖkoFEN Italia
Dalla terra, la forza
Olimpia Splendid presenta Geolo, la pompa di calore geotermica che
utilizza l’energia presente nell’acqua e nel sottosuolo grazie agli scambiatori geotermici presenti nel terreno. Per ogni kW consumato, Geolo
produce fino a 5 kW di energia termica. Ciò significa che fino all’80%
l’energia è gratuita, rinnovabile, pulita.Tra le caratteristiche di Geolo si
evidenziano: curve climatiche basate sulla temperatura dell’aria esterna;
tre set point configurabili per riscaldamento, raffrescamento e acqua
calda sanitaria; gas ecologico R410A. Geolo è disponibile in 5 modelli di
potenza: Geolo 10M, Geolo 13M, Geolo 14T, Geolo 16T e Geolo 19T.
Geolo di Olimpia Splendid
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Pannelli di design
Il modulo solare Panasonic HIT con sfondo nero
costituisce una valida alternativa estetica e di potenza ai moduli convenzionali.
Con un rendimento del modulo del 18.6% e con
resa di conversione della cella del 21.1%, i moduli
N235B e N230B si posizionano sul livello più alto
dell’efficienza tra i moduli con sfondo nero presenti
sul mercato. Il vetro antiriflesso aiuta ad aumentare
l’assorbimento dell’energia e anche i tab design sono stati modificati nel colore nero aumentandone
l’area effettiva di captazione: catturando molta più
luce solare contemporaneamente si riducono le perdite elettriche tra le celle.
HIT di Panasonic
Un riscaldamento divino
Loki, la nuova caldaia a legna di Paradigma Italia, è
disponibile con e senza sonda lambda nelle potenze
25/35/60 kW (60 kW solo con sonda lambda). La caldaia a legna Paradigma risulta di semplice utilizzo grazie al sistema di combustione a gassificazione che permette di ottenere una riduzione del materiale incombusto a favore di rendimenti molto elevati, fino al 90%.
La caldaia, divisa internamente in due camere, funziona a fiamma inversa, ossia una fiamma che si sviluppa
verso il basso per mezzo dell’azione di un ventilatore
che poi espelle i fumi. Loki è marchiata Nordic
Ecolabel, sistema di etichettatura ecologica volontaria
che valuta l’impatto del prodotto sull’ambiente durante
l’intero ciclo di vita.
Loki di Paradigma Italia
Una vera e propria centrale termica
HR EVO24 di Ravelli è una caldaia a basamento
adatta a integrarsi all'impianto di riscaldamento
esistente, alimentata a pellet.
Una soluzione modulabile che prolunga l’autonomia di funzionamento attraverso un serbatoio di
caricamento supplementare (opzionale) che può
essere affiancato al corpo caldaia. Lo scambio
termico garantisce inoltre un’elevata resa nel
tempo e consumi ridotti grazie allo scambiatore a
fascio tubiero con turbolatori integrati e al sistema
di pulizia del braciere automatico coperto da
brevetto. HR EVO24 svolge dunque la funzione di
una vera e propria centrale termica.
HR EVO24 di Ravelli
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Ogni possibile combinazione
Toshiba presenta il sistema a pompa di calore aria-acqua Estìa 3 e ne
propone sei modelli, tre in monofase e tre trifase, da 8 a 16 kW a pompa di calore aria-acqua. Si tratta di un sistema multifunzione progettato per consentire una regolazione del riscaldamento per ambienti domestici, produzione di acqua calda sanitaria e climatizzazione degli ambienti in estate. Per le nuove abitazioni o le ristrutturazioni di immobili,
le pompe di calore Estìa consentono varie combinazioni e, per i fabbricati già dotati di caldaia tradizionale a gas o a combustibile, possono
essere installate in combinazione con l’impianto in loco.
Estìa 3 di Toshiba
Per rileggere l ’esistente
Daikin propone a marchio Rotex una soluzione
ad alta efficienza per impianti già esistenti:
HPU compact hitemp. Si tratta di una pompa
di calore in grado di produrre, senza resistenze elettriche, acqua calda fino a 80° C anche
con temperature esterne che raggiungono i
-20° C. È composta da un’unità esterna e da
un modulo interno collegati solo da linee di
refrigerante; il circuito dell’acqua è posto all’interno dell’abitazione evitando problemi di
ghiacciatura. Grazie a queste sue caratteristiche, il sistema è ideale per la sostituzione di
caldaie installate in impianti dove sono presenti terminali ad alta temperatura, come i
radiatori. Il sistema si integra perfettamente ai
pannelli fotovoltaici.
HPU compact hitemp di Rotex
Confort alla quarta potenza
La stazione idraulica Ratio Compact è l’efficiente
abbinamento di 4 funzioni in un unico dispositivo:
raccoglie l’energia del sole e la accumula nel serbatoio tampone Ratio tramite un circolatore modulante
ad alta efficienza. Produce acqua calda in istantaneo
tramite un potente scambiatore a piastre ed elimina
il problema delle legionelle.
Il calore accumulato è disponibile anche per il riscaldamento degli ambienti.
Il sistema consente di integrare fino a due generatori esterni e può quindi essere abbinato, ad esempio,
a una caldaia a gas o gasolio più termocamino o caldaia a legna o a pellet.
Ratio Compact di Wagner & Co Solar Italia
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Naturale, come l’aria
ComfoBox aria/acqua di Zehnder è un
aggregato termico compatto che combina la
tecnologia della pompa di calore con la ventilazione meccanica controllata con recupero
di calore. È pertanto in grado di soddisfare
tutte le esigenze di un edificio: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione comfort e
produzione acqua calda sanitaria. Inoltre, utilizzando l'energia dell'aria esterna naturale e
rinnovabile, rappresenta la soluzione ideale
per gli edifici eco-compatibili a basso consumo energetico.
La struttura occupa solo 0,5 m2.
ComfoBox di Zehnder
Dalla pompa di calore al campo sonde
Il programma PdC di Weishaupt comprende una serie
completa di PdC aria/acqua, acqua/acqua e geotermiche. Per la geotermia gli apparecchi disponibili, 230 V
e 400 V, anche reversibili, hanno potenze da 5 fino a
130 kW, sia in esecuzione Base, cioè da abbinare al
programma di accessori a catalogo, sia in esecuzione
Compatta, cioè già completa di accessori per circuito
glicolico, circolatore primario riscaldamento e serbatoio inerziale. La realizzazione di un campo sonde perfettamente abbinato alla PdC è fondamentale per il buon
funzionamento del sistema geotermico. Per questo
Weishaupt realizza direttamente, per i propri clienti in
Italia, anche i pozzi geotermici.
Programma PdC di Weishaupt
RENDI LA TUA CASA RINNOVABILE
Un esempio sostenibile
Solarelit è una realtà specializzata nella realizzazione di
impianti fotovoltaici chiavi in mano su tetto, che opera anche
come Solution Integrator in rapporto con le imprese costruttrici. Come nel caso del complesso residenziale Geosol di
Senago (Mi), per il cui progetto ha supportato l’industria edile
Elmarnon per gli impianti elettrico-fotovoltaico e termoidraulico-geotermico, ma anche per la loro completa integrazione.
L’edificio è stato realizzato con l’impiego di materiali bio-compatibili a basso impatto ambientale. Il sistema ha adottato un
impianto a pompa di calore geotermica a ‘bassa entalpia’, con
lo scopo di produrre caldo, freddo e acqua calda sanitaria,
mentre per la produzione di energia elettrica si è ricorso a un
impianto solare fotovoltaico, che andrà ad alimentare la
pompa di calore dell’impianto geotermico.
In foto: il sito dove verranno posizionati i pannelli fotovoltaici.
Solarelit
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SPOT RADIANTI
A CURA DI Gilda Ciaruffoli
Naturalmente all ’avanguardia
Si chiama Ocra Clima il modulo per il riscaldamento
a parete di Bioterra Italia che permette di sfruttare
tutti i vantaggi dei moderni impianti a bassa temperatura utilizzando le proprietà dell’argilla. Il pannello
Ocra Clima è infatti realizzato interamente in terra
cruda ma integra all’interno un sistema idraulico pensato per essere utilizzato con le caldaie a condensazione di ultima generazione, ma anche con pompe di
calore o collettori solari.
Le naturali proprietà igroscopiche dell’argilla evitano
inoltre la formazione di muffe e condense, assorbendo l’umidità in eccesso presente nell’ambiente e
azzerando gli interventi di manutenzione.
Ocra Clima di Bioterra Italia
A ognuno il suo impianto
Il sistema a soffitto CD-4 è la soluzione di riscaldamento e raffrescamento radiante presentata da Chemidro,
divisione del Gruppo Wavin Italia. Fiore all’occhiello del
sistema Chemidro è la progettazione basata su ogni
singolo impianto. Il particolare sistema di aggancio dei
moduli permette inoltre un’installazione semplice e veloce da parte dei posatori; la stessa installazione delle
superfici radianti, la loro connessione e il collaudo dell’impianto, avvengono prima della posa delle lastre di
finitura in cartongesso. Questa esclusiva caratteristica
del sistema favorisce la netta separazione delle due fasi
di lavorazione, evitando dispendio di tempo e risorse.
CD-4 di Chemidro
GESTISCI LA TUA CASA
L'anima hi-tech dei sistemi radianti
L’anima di un impianto radiante è il sistema che ne
regola il funzionamento, nel miglior controllo di tutti i
parametri. Per questo Eurotherm ha ideato
Smartcomfort, sistema di regolazione intelligente ottimizzato per l’impianto radiante. Il suo punto di forza:
gestire con un’unica interfaccia-utente tutti gli aspetti
del comfort indoor, dal riscaldamento alla climatizzazione, passando dal ricambio aria e controllo dell’umidità. Tra i suoi vantaggi, la possibilità di misurare e
regolare i valori di temperatura e umidità per ogni singola stanza, di utilizzare
diverse funzioni in una stessa zona, oltre a riconoscere l’ambiente di volta in volta
sfavorito (ossia con maggiore richiesta di energia), impostando automaticamente nuovi parametri per soddisfarne le esigenze.
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Smartcomfort
di Eurotherm
Una risposta a ogni esigenza
Oventrop propone i nuovi sistemi Cofloor per il riscaldamento e raffrescamento radiante a pavimento e a
parete; per gli impianti a pavimento sono disponibili tutti
i sistemi di posa: bugnato, liscio (Tacker o con barra di fissaggio) e a secco, mentre per gli impianti a parete si possono utilizzare il sistema liscio con binari e il sistema a
secco. Il sistema Cofloor comprende pannelli preformati,
fogli isolanti, tubazioni e tutti i componenti necessari. I
quattro sistemi principali proposti da Oventrop sono
disponibili con diversi formati e caratteristiche, studiati
per adattarsi alle più diverse condizioni di installazione.
Cofloor di Oventrop
Temperature omogenee
Il sistema completo di riscaldamento e raffrescamento
Radiant Design Zone integra il sistema radiante – a
pavimento o a soffitto e parete –, il sistema di trattamento dell’aria e il sistema di termoregolazione, con l’obiettivo di ottimizzare i consumi energetici e di garantire un
elevato livello di comfort ambientale.
Tra i vantaggi: l’utilizzo di un sistema radiante anche per
il raffrescamento evita fastidiosi getti d’aria fredda; il
sistema di trattamento dell’aria comprende una serie di
macchine per la deumidificazione estiva e il controllo
dell’aria primaria negli impianti radianti; il sistema di termoregolazione si avvale di centraline espandibili e
sonde di temperatura e umidità per il controllo elettronico di tutti i valori dell’impianto, al fine di garantire la
gestione ottimale di ogni elemento.
Sistema Radiant Design Zone di RDZ
Calore dall’alto
Il controsoffitto radiante GKM 500 è composto da
pannelli preassemblati in alluminio indipendenti dal soffitto in cartongesso. I pannelli si installano in appoggio
sulla struttura standard per cartongesso e sono liberi di
dilatare senza creare tensioni sulle lastre. Inoltre è sempre possibile smontare le lastre di cartongesso per
accedere al vano controsoffitto senza demolire l'impianto. I pannelli radianti GKM 500 sono leggeri, si movimentano facilmente e sono accoppiati in modo permanente con scambiatore in tubo di rame e coibentazione
a scelta in polistirene, fibra poliestere riciclata ecosostenibile o fibra di vetro in EC A1.
GKM 500 di Proter Imex
Soffitto performante
Rehau propone un’ampia gamma di sistemi di riscaldamento/raffrescamento radiante per la ristrutturazione
delle più diverse costruzioni. Nella foto, un esempio di
sistema a soffitto con costruzione a secco, che consente di realizzare controsoffitti all’interno dell’edificio e
annulla la dispersione termica verso l’alto grazie all’isolamento applicato in cantiere sulla parte superiore.
Disponibile in quattro misure per realizzare un rivestimento ottimale con superfici di raffrescamento attive anche
all'interno di ambienti che presentano rientranze, richiede
un’altezza di montaggio di 30 mm in aggiunta alla sottostruttura e risulta particolarmente resistente agli urti e alla
flessione, grazie a un rinforzo in fibra dei pannelli in gesso
con cui è realizzato.
Sistema a soffitto di Rehau
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Chi fa da sé…
Rotex Systema 70 è un impianto per il riscaldamento
radiante al quale è possibile abbinare direttamente i
radiatori utilizzando la stessa temperatura di mandata
dell’acqua, fino a un massimo di 70°C, senza installare
ulteriori pompe e sistemi di regolazione, con conseguente risparmio sui costi. Systema 70 utilizza il tubo riscaldante Duo, costituito da due tubi concentrici: in quello
interno scorre l’acqua, mentre quello esterno crea un’intercapedine di aria che ha la funzione di isolamento
termico e garantisce il mantenimento di una temperatura
ottimale per la superficie del pavimento. Questa soluzione versatile permette di scegliere in libertà gli elementi
scaldanti ideali per ogni ambiente: a pavimento, radiatori
o una combinazione di entrambi.
Systema 70 di Rotex
Quattro millimetri di flessibilità
Il sistema di riscaldamento radiante a pavimento Genius
Carbon in fibra di carbonio è stato sviluppato per soddisfare le più svariate esigenze di applicazione.
Installabile in tutti gli ambienti, il riscaldamento Genius
Carbon in Fibra di Carbonio presenta uno spessore di
appena 4 mm e una elevata flessibilità d’uso. Il sistema
garantisce una differenza di temperatura dell’aria tra
pavimento e soffitto inferiore ai 2°C; pertanto la curva di
distribuzione della temperatura risulta ideale per il benessere termico. In foto: esempio di stratigrafia per un
sistema di riscaldamento a pavimento con rete
riscaldante per interni tra il massetto di cemento e il
pavimento.
Genius Carbon di Thermal Technology
Posa di un ‘clima’ a secco
Il sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento Velta Siccus HD nasce come soluzione per
le ristrutturazioni di edifici con problemi di spessore
permettendo di adottare un riscaldamento radiante
anche dove lo spazio non lo consentirebbe. La
caratteristica principale del sistema è data dal massetto a secco realizzato con lastre in calciosilicato:
materiale stabile nel tempo indipendentemente dalle
temperature e dall’umidità, dalla grande resistenza
meccanica nonostante il peso ridotto. La posa in
opera è semplice e rapida, i pannelli possono essere
tagliati e sagomati per adattarsi anche alle geometrie
meno regolari e non ultimo lo spessore complessivo
del sistema si riduce a soli 34 mm. Il peso di soli 16
kg/m2 non pone problemi all’installazione nemmeno
su solai in legno di vecchi edifici.
Siccus HD di Velta
I sistemi radianti sono ormai concepiti per tutte le superfici domestiche:
pavimenti, pareti e soffitti, e garantiscono secondo la stagione
il riscaldamento o il raffrescamento degli ambienti
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D
Fra camini e stufe, cosa scegliere? Quali sono le
differenze e i modelli che propone il mercato?
L’ETERNO DILEMMA
GUIDA AUTUNNO
CAMINO O STUFA
di Cinzia Russo
R
Camini e stufe possono migliorare notevolmente la
qualità dell’aria delle nostre città, sostituendo la caldaia oppure integrandola, assicurandoci un tepore
confortante, un’intimità invidiabile e una marcia in
più nell’accogliere gli ospiti
Per chi preferisce il camino è bene sottolineare che
l’utilizzo di un’energia rinnovabile, come il legno,
non aumenta l’effetto serra, poiché contrariamente
a quanto accade con il petrolio o il carbone,
114
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Modello San Diego di Palazzetti:
l’aspetto morbido e satinato
di San Diego, il nuovo rivestimento
Palazzetti, è esaltato
dalla lucentezza e dalla purezza
del marmo di Carrara bianco
anticato: un tripudio alla modernità.
Il piano e il porta legna, invece, sono
realizzati in pietra Medea fiammata.
Due componenti che si intersecano
perfettamente, dando origine
a un gioco ordinato di proporzioni,
di colori e forme
A destra, modello Lady Fire Palazzetti:
una stufa dalle elevate prestazioni, grazie
al focolare in Magnofix® – speciale
materiale refrattario ad altissimo accumulo
– e alla base in ghisa che ottimizzano
l'irraggiamento e la combustione. Il corpo
è in ceramica Monolite Ipergrès®, dai colori
e trame originali, che donano alle stufe
un sapore unico, che riporta a culture
lontane. Questo esclusivo materiale
è composto da argille e minerali
che garantiscono una notevole resistenza
nel tempo ed elevata duttilità.
Sotto, un modello di caminetto con sistema
Woodbox di Nestor Martin
I
valori di inquinamento che
vengono raggiunti in inverno
nelle nostre città, ci inducono
ad adottare, oltre alla caldaia e
ai sistemi tradizionali di riscaldamento, altre soluzioni, diverse a
seconda delle esigenze e dei gusti,
esteticamente apprezzabili e
anche molto utili in termini di
risparmio energetico, come ci
obbliga a fare il cosiddetto
‘Pacchetto 20-20-20’.
L’Ue ha infatti approvato la
Strategia ‘20-20-20’, stabilita
nel 2007, che fissa i traguardi in
merito all’efficienza energetica,
da raggiungere entro il 2020,
nella riduzione delle emissioni
di gas serra del 20%, nel raggiungimento della quota del
20% di energia fornita da fonti
rinnovabili e nella riduzione del
consumo di energia del 20%,
sul totale europeo.
In ragione delle linee stabilite
la quantità di anidride carbonica rilasciata
nell ’ambiente durante la sua combustione
è pressoché identica a quella che viene prodotta
nella normale decomposizione del legno nei boschi
dall’Unione, i Paesi membri
dovranno dunque attuare una
serie di misure vincolanti e fissare l’obiettivo nazionale di efficienza energetica da raggiungere
nei prossimi 7 anni.
Il miglior impianto di riscaldamento si deve comportare, nella
trasmissione del calore, nel modo
più prossimo alla radiazione
solare: non deve emanare sostanze nocive, provocare elettricità
statica, consumare troppo ossigeno, generare eccessiva aridità
nell’aria dei locali e consumare
troppa energia.
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115
elettrica:
 tradizionale, dotata di una
resistenza e di una ventola tramite la quale viene emesso il
calore. Generalmente queste
stufe arrivano a consumare
fino a 2000 watt;
 alogena, la quale contiene
due lampade alogene che, con
il passaggio della corrente
elettrica, si riscaldano emanando calore;
 al quarzo, simile a quella
alogena ma dotata di due o più
lampade al quarzo che generalmente arrivano a consumare 800 watt;
 a infrarossi, in questo caso
il calore non viene utilizzato
per riscaldare l’aria, ma viene
emesso sotto forma di raggi
infrarossi, come avviene con i
raggi del sole. In questo modo
viene riscaldato direttamente
l’oggetto che si trova davanti
alla stufa mentre l’aria rimane
fredda, ottenendo di conseguenza un buon risparmio
energetico.
A destra un modello
di caminetto con
sistema Woodbox
di Nestor Martin
STUFA
Quando si parla di stufe
dobbiamo tener conto delle tante
novità che si sono affacciate sul
mercato, come stufe a gas, stufe
elettriche, stufe a pellet.
❑ Le stufe a gas sono apparecchi per il riscaldamento indipendenti che impiegano un
bruciatore atmosferico con
camera stagna rispetto
all’ambiente in cui sono
installati. Questo rappresenta
una massima garanzia di sicurezza perché non permette
rigurgiti di fumi di scarico o
di combustibile all’interno del
locale abitato. L’aspirazione
116
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dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono all’esterno
dell’ambiente grazie al ventilatore centrifugo installato
sugli apparecchi, che possono
essere predisposti, in fabbrica, per il funzionamento a
GAS metano o GPL.
❑ La stufa elettrica è un elettrodomestico utilizzato per
riscaldare velocemente piccoli
ambienti. Si collega a una
presa elettrica: azionandola si
riscaldano elettricamente le
resistenze dalle quali il calore
viene poi trasferito, tramite
una ventola, all‘ambiente
esterno. Il design delle stufe
elettriche privilegia in genere
materiali quali plastica e alluminio ed è volto a garantire
leggerezza e trasportabilità.
Vi sono varie tipologie di stufa
❑ Le stufe a pellet, infine, utilizzano un combustibile legnoso
formato da segatura compressa e scarti della lavorazione del
legno. Il vantaggio delle stufe a
pellet, rispetto alle tradizionali
stufe a legna, è dato dalla possibilità di dosare il combustibile a piacimento e di conseguenza consentire un preciso controllo della temperatura.
La maggioranza di queste stufe è
di tipo automatico (in termini di
accensione, regolazione dell’alimentazione, quantità di aria o
acqua calda), se manca la corrente elettrica la stufa si ferma e
riprende a funzionare autonomamente quando torna l’elettricità.
Sono disponibili con capacità di
riscaldamento da 70 a 200 m2
con un’autonomia che va da 15 a
45 ore secondo le tipologie.
La stufa Ecofire idroermetica
di Palazzetti è progettata
per trasferire all’acqua
la quasi totalità del calore
prodotto, ed è proprio questo
il principale parametro
da osservare per una stufa
idro che deve cedere
la maggior parte del calore
all’acqua
Esistono modelli sia ad aria calda
sia ad acqua, collegabili in serie o
in parallelo all’impianto di riscaldamento a termosifoni. Possono
essere alimentate con diversi
materiali a biomasse legnose purché tritate e sminuzzate, o anche
con granoturco o con mais, essendo, quest’ultimo, uno dei combustibili più potenti in natura, non
inquinante e di facile reperibilità.
❑ Per concludere, non si può dimenticare la stufa tradizionale
piena che può essere realizzata
essenzialmente in muratura,
con pietre, mattoni o materiale refrattario, ghisa, into-
nacata a calce, oppure rivestita in pietra ollare o in maiolica, per renderla così ancora
più efficiente, in quanto questi
due materiali riescono ad
accumulare a lungo il calore. Il
calore prodotto da questo tipo
di stufa, addossata a una parete, viene trasmesso soprattutto
per convezione, ma quando
viene posizionata in modo da
avere tutti i lati liberi, e quindi
la possibilità di irradiare calore liberamente, esegue un’irradiazione ottimale che procura
benessere e riduce al minimo i
movimenti d’aria e la circolazione della polvere.
STRATOS S
I prodotti di design
Elios di Stratos che
hanno rendimenti
superiori al 75%,
e garantiscono cessione
di calore fino a 8 ore
a prodotto spento
18
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CAMINO
Quella del camino è una scelta
estetica e di stile importante ma,
se non lo si trova già nella
struttura di una casa, non
sempre è possibile installarlo in
quanto in una abitazione già
esistente non sempre è presente
una canna fumaria adattabile
all’uso.
Per questo sono usciti sul mercato camini alternativi che permettono agli amanti del fuoco
vivo di poter godere in qualunque luogo e ambiente di questo
spettacolo: camini a gas, camini elettrici, camini al bio-etanolo e camini elettrici al vapore
acqueo ionizzato.
❑ I camini a gas all’apparenza
sono molto simili ai camini a
legna. Nel focolare vengono
posti inserti dotati di bruciatori a gas; nella camera di combustione vengono collocati dei
ciocchi di legna o carbone
mineralizzato che modifica,
grazie a un catalizzatore, la
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117
colorazione blu tipica della
fiamma generata dal metano
in un colore rosso più naturale.
Funzionano a metano o GPL e
necessitano di una canna
fumaria del tutto simile a
quella prevista per gli usi
legati al riscaldamento domestico. I camini a gas offrono
le medesime caratteristiche di
sicurezza e funzionalità dei
modelli tradizionali a legna,
garantendo però una soluzione più versatile e facilmente
adattabile anche in contesti
domestici cittadini o di
dimensioni contenute.
❑ I camini al bio-etanolo non
hanno bisogno di una canna
fumaria come invece i caminetti tradizionali a legna o a
pellet. L’installazione, quindi,
non prevede complessi lavori di
muratura, mentre la manutenzione è molto più veloce, dato
che il combustibile non produce cenere.
Il bio-etanolo è un combustibile totalmente naturale, ricavato dalla fermentazione di biomasse vegetali, quali patate e
barbabietole, che contengono
un’elevata quantità di zucchero e carboidrati. Il bio-etanolo
è un combustibile ecologico (le
emissioni di anidride carbonica
sono pari a quelle di tre candele) e biodegradabile al 100%:
non contiene zolfo, genera bassissime emissioni di carbonio –
dannoso per la nostra salute –,
e i costi variano in base al suo
grado di purezza. L‘assenza
della canna fumaria fa sì che il
camino al bio-etanolo riscaldi
l’ambiente velocemente.
I più recenti e costosi modelli
di camini al bio-etanolo sono
provvisti di dispositivi per l’accensione automatica e per il
controllo delle emissioni di
carbonio nell’ambiente.
❑ Gli ultimi nati sono i caminetti
con fiamma elettrica tridimensionale che rievoca l’atmosfera confortevole del salotto di casa grazie a un sofisticato sistema a vapore acqueo e
proiezioni di luce. Da un serbatoio di acqua integrato al camino elettrico viene rilasciato
vapore acqueo ultra-fine, che
si irradia su cinque lampade
alogene a bassa tensione. La
proiezione luminosa brevettata
produce l’effetto 3D, in quanto
si crea una fiamma regolabile
tridimensionale, e un effetto
fumo che appare veramente
realistico se osservato da tutti i
lati. Per ottenere un funzionamento di otto-dieci ore con una
fiamma ‘realistica’ in 3D e
l’effetto fumo, occorrono
almeno 1,3 litri di acqua ed
energia elettrica.
Il camino può essere a fuoco aperto oppure a fuoco chiuso. Il camino a fuoco aperto è quello classico,
senza protezioni per il fuoco. Il
camino chiuso ha invece il braciere coperto da un vetro che lo rende
più efficiente, aumentandone la
resa: il vetro infatti riscalda per
irraggiamento e questo fa risparmiare il combustibile, la legna.
A ogni buon conto, che si scelga un
camino piuttosto che una stufa,
quello che si evince è che la tecnologia mette a disposizione soluzioni che non giustificano più un uso
poco consapevole dei sistemi di
riscaldamento!
I prodotti di design Elios
di Stratos hanno una
combustione altamente
efficiente e a una miscelazione
ottimale dell’aria che viene
diffusa nell’ambiente per
convezione naturale.
Non è necessario quindi usare
motorini o ventole che sono
comunque rumorosi e alzano
polvere
118
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A CURA DI Gilda Ciaruffoli
FOCUS CAMINI E STUFE
camini e stufe a bioetanolo, gas, elettriche
Un gioiello luminoso
Open, firmato da Alex Sacchetti, è un caminetto a
bioetanolo caratterizzato da un design semplice ed
estremamente versatile, adatto a soddisfare le esigenze
di calore di ambienti giovani e moderni. Il biocamino
Open ha un’installazione a parete e come tutti i
caminetti a bioetanolo Brandoni non necessita di alcuna
canna fumaria. Disponibile in differenti colorazioni della
scala RAL, è personalizzabile su richiesta. Le dimensioni
in mm sono 700x510x275.
Open di Brandoni
Un segno inossidabile
Aires è il camino a bioetanolo proposto dall’azienda
australiana Cocoon Fires, e distribuito in Italia da
Oekotherm, disegnato dal giovane designer Federico
Otero. Aeris è un camino sospeso al soffitto. Lo stelo
telescopico permette di regolare l'altezza tra il soffitto e
la struttura in qualsiasi momento.
Il camino, realizzato interamente in acciaio inox, è inoltre
girevole a 360°. Il Cocoon Aeris non necessita di canna
fumaria, non fa fumo né odore e non necessita di
manutenzione. Il serbatoio ha una capienza di 6 litri e
un’autonomia di 6 ore.
Aires di Cocoon Fires
Come un quadro
Il camino elettrico Ardes+Medicura con comando a
distanza è caratterizzato da un look elegante, con vetro
bombato ed effetto fiamma a ceppo ardente. Studiato
per essere posizionato sulla parate, il camino raggiunge
una potenza di 1.500 W e dispone di un timer
programmabile fino a 7 ore e mezza. Con un apposito
dispositivo di protezione dal surriscaldamento, può
essere utilizzato anche con il solo effetto estetico del
fuoco (a basso consumo) e con luminosità regolabile. Il
suo peso è di circa 12 kg, mentre le dimensioni in mm
sono 900x140x455.
Camino elettrico di Ardes
120
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Un classico camino a… gas!
Vampata scultorea
Olympia è il camino scultura di Bronpi, distribuito da
Noesi, che poggia semplicemente sul pavimento, a
centro stanza o in un angolo della casa, e non necessita
di alcuna canna fumaria né opera muraria. Olympia, le
cui misure sono 1200x400 mm, con un peso di 27 kg,
riscalda fino a 64 m2 ed è garantito 5 anni. Il bioetanolo
è un combustibile che non produce fumo, cattivi odori,
residui incombusti, ma possiede tutte le caratteristiche
estetiche e caloriche di una bella fiamma viva.
Olympia di Bronpi
Le linee del caminetto a gas Riva2 800 di Gazco,
distribuita in Italia da Oekotherm, riprendono le forme
squadrate dei camini classici a legna, ai quali si avvicina
nell’aspetto anche grazie al rivestimento in vermiculite e
ai pezzi di legna in ceramica. Con una portata termica di
9 kW e un rendimento dell’82% consente di riscaldare
anche ambienti di grandi dimensioni. Ampia la gamma di
cornici classiche in pietra, con la possibilità di incassare
completamente il camino nella parete senza profilo e
cornice a vista. Il Riva2 800 è un prodotto a camera
stagna a tiraggio naturale che non necessita di canna
fumaria tradizionale. Per lo scarico utilizza un tubo coassiale che può uscire a tetto (percorso verticale) o in parete (percorso orizzontale).
Riva2 800 di Gazco
Il focolare a tavolino
Il biocamino Focus di Ozzio design è incorporato in un
elegante tavolino da salotto. È dotato di bruciatore e kit
comprensivo di accendino lungo, imbuto, coperchio per
spegnimento fiamma. I bio camini permettono a ogni
casa, fino al più piccolo appartamento, di avere un
“punto fuoco” di alto design. Come tutti i biocamini,
Focus si presenta come un elemento d’arredo che non
sostituisce l’impianto di riscaldamento ma ha una
funzione calorifera che viene totalmente sfruttata non
venendo aspirata dalla canna fumaria. Designer Giuliano
Cappelletti Architetto/Studio Ozeta.
Focus di Ozzio design
Calore a 360 gradi
Globe, il biocamino free-standing con focolare aperto a
bioetanolo della svedese Vauni, è dotato di un piede
che può essere ruotato di 360° per una vista sulla
fiamma ottimale e una massima flessibilità d’utilizzo.
Globe è dotato di bruciatore di etanolo che brucia
senza generare fumo, fuliggine o cenere; la dimensione
della fiamma può essere regolata in modo continuo.
L’esterno può essere in ghisa con finitura opaca e
granito nero lucido.
Globe di Vauni
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camini e stufe a legna
Cocktail di calore aria umidità
Linee di ruvida eleganza
La serie Aerjolly di Jolly Mec si compone di termocamini
ad aria umidificata. L’alimentazione a legna ad alto
rendimento consente una combustione controllata e
prolungata, in grado di riscaldare abitazioni fino a 285
m2 tramite la canalizzazione dell’aria nei vari locali.
Questi termocamini sono composti da uno scambiatore
di calore in acciaio speciale a doppia parete sagomata,
coibentato con un materassino di lana di roccia e un
mantello in lamiera zincata per contenere al minimo la
dispersione termica. Il tubo dell’aria comburente inoltre
può essere collegato direttamente con l’esterno: l’ideale
per le case a basso consumo energetico perché non
altera i ricambi di ossigeno all’interno dell’ambiente.
Aerjolly di Jolly Mec
Interessante evoluzione per Metafocus 1, camino con
porte in acciaio grezzo dall'aspetto rugginoso e cerato.
Rispetto alla versione precedente con mattoni refrattari,
Metafocus 1 presenta un focolare a tenuta stagna; la
versione aggiornata coniuga dunque estetica ed
efficienza ponendosi come un’ottima alternativa per gli
appassionati di design. Tra le caratteristiche:
rendimento molto alto (83%), potenza nominale pari a
15 kW unitamente a un valore basso di emissioni
(0,1%) e di polveri sottili (11 mg/Nm3).
Metafocus 1 di Focus
Sinuosità d’impatto
Prestige Magic di Lotus, distribuita in Italia da FC srl, è
una stufa rivestita in vetro nero caratterizzata dal sistema
Comfort Automatik di immissione d’aria temporizzato
che facilita il processo di accensione e di ricarica. Sotto
la camera di combustione è inoltre disponibile un vano
apribile utile per nascondere la legna, che in questo
modo oltre a non essere “in vista” non darà nemmeno
problemi di pulizia. Su richiesta è invece possibile inserire un kit di pietre da accumulo nel vano superiore allo
sportello per aumentare il potere di riscaldamento della
stufa, oppure richiedere il piedistallo girevole a 360°.
Prestige Magic di Lotus
Le tre facce dello stile
Forma è una linea di termocamini a legna caratterizzata
da importanti contenuti tecnologici, come Comfort Air,
il sistema brevettato che può scaldare più ambienti
anche non comunicanti, fino a una distanza massima di
8 metri con 60°C in uscita. Nella scorsa stagione la
gamma dei termocamini estetici Forma è stata
completata con un nuovo prodotto trifacciale a penisola
che va ad aggiungersi ai modelli già disponibili nelle
forme frontali, bifacciali, angolari e trifacciali. Anche
questo nuovo modello può essere fornito di una cornice
di compensazione Passe Partout spessa 5 mm,
prestandosi così a installazioni senza rivestimento.
Forma di MCZ Group
122
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Fiamme a colori
Pietra ollare modulare
Columna è la stufa a legna della casa Oranier,
distribuita da Oekotherm, rifinita con intonaco minerale
che può essere colorato a piacere. All’interno della
stufa si trovano 100 kg di pietra Oranier CalorPIÙ che
catturano il calore e lo rilasciano in maniera graduale
per molte ore. Il piano superiore regolabile, in acciaio,
permette di scegliere in qualsiasi momento quanto
calore radiante e convettivo deve essere rilasciato in un
certo istante. I valori di emissione sono nettamente
inferiori non solo agli attuali valori limite in Italia e
all'estero, ma anche ai futuri limiti di emissione già
pianificati in Germania (BimSchV), che diventeranno
quelli più severi a livello europeo.
Columna di Oranier
Ollarfire 11 è realizzata in pietra ollare scandinava. Oltre
al rivestimento esterno, anche all'interno della stufa,
direttamente sopra la camera di combustione, sono
posizionati dei blocchi di pietra ollare per massimizzare
l'accumulo di calore. In alto, la stufa ha una comoda
griglia per aprire e chiudere il flusso dell'aria convettiva
naturale. Il focolare stesso, grazie a un avanzato sistema
di combustione e al rivestimento della camera di
combustione in vermiculite, assicura un elevatissimo
rendimento. La stufa è disponibile in più altezze e con
peso variabile dai 425 ai 575 kg. Ollarfire è distribuita
in Italia da Oekotherm.
Ollarfire 11 di Ollarfire
Volumi destrutturati
La stufa/camino Turn può ruotare a 360° permettendo di
indirizzare il fuoco sempre nella direzione desiderata.
Sul fianco della stufa/camino si trova un pratico vano
legna con contrappeso integrato che provvede al
bilanciamento della struttura e le garantisce stabilità
nonostante piedistallo e scarico fumi siano decentrati
per conferire al prodotto una raffinata eleganza. Turn è
disponibile a scelta con vano legna sul lato destro o
sinistro, in acciaio verniciato nero, grigio o marrone. Turn
di Skantherm è stata disegnata da Schweiger & Viererbl
ed è distribuita in Italia da Oekotherm.
Turn di Skantherm
Massima resa in minimi spazi
Il caminetto Studio Design 2 di Stovax, distribuita da
Oekotherm, arreda come un camino, ma ha l’alto
rendimento e i bassi consumi di una moderna stufa a
legna. Con una profondità ridotta a 35 cm e un’uscita
fumi di soli 150 mm rappresenta un prodotto unico nel
suo genere.
Il rendimento termico del camino Studio Design 2 è
elevato quanto quello di una stufa/camino grazie
all’innovativo sistema di costruzione di questo focolare,
ideato da un gruppo di ingegneri e designer inglesi.
Studio Design 2 di Stovax
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123
PER ESSERE PROTAGONISTA DELLA TUA CASA
Se il caminetto a legna lo disegni tu
Sistema Facile Palazzetti è la prima struttura “fai da te” completa per realizzare il rivestimento del proprio
caminetto. Facile, economico, creativo: costituito da un’ampia serie di elementi modulari combinabili in
fibrogesso leggeri, resistenti e tinteggiabili, questo sistema permette la massima personalizzazione sia nelle
forme, sia nella scelta dei colori. Mensole, panche, porta legna, cornici e punti luce sono facilissimi da
montare e già predisposti con tutti gli accorgimenti tecnici necessari per il funzionamento del caminetto
(prese d’aria, fori per la canalizzazione, etc).
Sistema Facile di Palazzetti
camini e stufe a pellet
Stufa salva spazio
Denise è la stufa a pellet “salva spazio” caratterizzata da
una profondità ridotta e dalla possibilità di essere
posizionata ad angolo, per sfruttare le zone meno utilizzate della casa. Eccellente la resa termica, grazie all’unione di due principi di riscaldamento: l’irraggiamento
e la convezione. In meno di 30 centimetri di larghezza
Denise racchiude il cuore della tecnologia a pellet
Palazzetti, con un’estetica elegante e raffinata: legno
teak e vetro specchiato che, da spenta, cela il braciere,
ma da accesa apre la visione della fiamma.
Denise di Palazzetti
124
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Basta un… touch
Il modello Video a pellet è caratterizzato da un look che
si ispira al design di smartphone e tablet, abbinato a
diversi corpi stufa e relative potenze e prestazioni: LP ad
aria calda ventilata e con due livelli di potenza, 6 e 9 kW;
LX ad aria canalizzata con livelli di potenza 9 e 12 kW;
LW per il riscaldamento dell’acqua, con livelli di potenza
12,15 e 20 kW. Gli apparecchi da riscaldamento
proposti da Caminetti Montegrappa hanno rendimenti
certificati tra i più alti della categoria, grazie anche ad
applicazioni tecnologiche come Automatic Power
System (per un calore costante) e KCC – Kit controllo
combustione.
Video di Caminetti Montegrappa
Calde atmosfere
La buona stella
Serbis è un camino a pellet brevettato prodotto da
L’Artistico. La sua alta potenza lo rende adatto a locali di
grandi dimensioni. Il modello Serbis CN, grazie al
sistema di tubi Airchauf, può inoltre distribuire in modo
ottimale il calore in tutta l’abitazione. Con i modelli a
doppia ventilazione, l’aria fuoriesce attraverso due
bocchette superiori da 150 mm e una seconda uscita
laterale con un ulteriore ventilatore dedicato
canalizzabile; questo altro condotto, del diametro di 80
mm, consente di spingere l’aria fino a 5 metri di
distanza. L’innovativo sistema di riscaldamento è reso
possibile da un doppio bruciatore nel quale viene
caricato il pellet, in grado di sviluppare una potenza
elevata di 14 kW.
Serbis di L'Artistico
Olimpia Splendid presenta Olympia Pellet Sfera Plus,
la stufa a pellet disegnata da King & Miranda e rivestita in raffinata ceramica smaltata, con un particolarissimo motivo a sfera e decoro in rilievo, disponibile in
due colori (beige e bordeaux). La stufa ha un peculiare sistema di alimentazione che, tramite l’utilizzo di un
trinciatore volumetrico a stella al posto della coclea,
evita i problemi riconducibili ai residui di pellet e
garantisce costanza nel caricamento. I risultati sono
stabilità della fiamma ed elevata semplicità nell’accesso e nella manutenzione. Il braciere e lo schienale in
ghisa garantiscono prestazioni eccellenti e la doppia
combustione permette un maggior rendimento calorico e la fuoriuscita di fumi più puliti.
Olympia Pellet Sfera Plus
di Olimpia Splendid
Giochi di materie e colori
Il design della stufa P937 di Piazzetta nasce dall’idea di
due volumi, ciascuno con una sua funzionalità: uno in
primo piano che accoglie il fuoco, l’altro la tecnologia
del focolare a pellet. Il rivestimento in maiolica è studiato
e realizzato in due colori (ardesia in primo piano e
bianco in secondo piano) per esaltare i volumi e dare
ancora maggiore centralità visiva alla fiamma. Gli
accostamenti cromatici a contrasto, nella visione
d’insieme, sottolineano oltre ai volumi anche il disegno
morbido delle sue linee. Dimensioni: 88x45x120 cm.
Volume riscaldabile da 185 a 315 m3; potenza massima
11 kW.
P937 di Piazzetta
Le stufe a pellet permettono di risparmiare e di seguire i dettami dell’ecologia.
La combustione per gassificazione della legna, la cosiddetta “postcombustione”,
oltre a garantire un rendimento termico tra i più elevati, regala emozioni visive uniche
al mondo, come le fiamme che danzano lentamente sopra i ceppi apparentemente spenti
|
125
RECUPERO
di SONIA MARITAN
rustico
architetto Cesare Miglioli
photo Giorgio Patruno
disegni Elena Sivori
PROGETTO
126
|
nel progetto
com’è
Il genius loci
in una corte
di fabbricati rurali
della tipica
campagna lombarda
riacquista la sua
memoria e la sua
identità attraverso
un recupero eseguito
riscattando tratti,
stili e materiali legati
al luogo e alla
tradizione locale,
facendo tornare
quell’aggregato
alla sua originaria
funzione abitativa
atta a sviluppare
nell’intorno
una nascente
attività agricola
|
127
com’è
com’era
Il recupero dei fabbricati viene
realizzato per la parte
residenziale definendo come
unica abitazione la planimetria
a L di circa 350 m2 per piano
collegati da una scalinata
elicoidale. In questa pagina
alcuni scorci interni di questa
prima versione di progetto
U
n attento recupero, partito dallesterno
dei fabbricati rurali, di murature ammalorate e in alcuni punti in stato di degrado,
ha consentito di salvare una piccola perla del
patrimonio architettonico italiano, altrimenti
destinata a erodersi sempre più.
I lavori coinvolgono grandi volumi geometrici,
unità elementari primarie, parallelepipedi e simili elementi organizzati in strutture aperte. I materiali utilizzati sono di tipo tradizionale: mattoni e
legno allesterno, cotto e travi lignee allinterno,
strettamente connessi alla forma e ai colori che
128
|
coincidono con quelli del materiale stesso.
Il contesto è quello della tipica campagna lombarda, nella provincia di Lodi, vicino a Milano,
dove un imprenditore vuole sviluppare la sua
nascente attività agricola rivitalizzando un luogo
preposto a questo anche in passato, secondo
un progetto mirato al recupero e alla rivalorizzazione di fabbricati rurali da far tornare alla loro
funzione originaria di abitazione: ed è proprio su
una porzione di tale fabbricato, che si sviluppa
lungo una planimetria a forma di L per circa 350
m2 per piano, che accendiamo i nostri riflettori.
gli ambienti interni nella prima versione del progetto
|
129
130
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com’era
SCALA 1:500
PIANO TERRA
prima versione del progetto
com’è
SCALA 1:100 PIANO TERRA
|
131
com’era
SCALA 1:500
PIANO PRIMO
La progettazione inizia con un accurato studio di
fattibilità, supportato da una ricerca di stili e
materiali legati al luogo e alla tradizione locale,
tratti del genius loci da recuperare insieme a
mattoni, travi e ogni dettaglio architettonico che
rappresenti il lessico dellidentità primigenia di
questa costruzione: lesterno viene tinteggiato
con il color giallo lombardo e arricchito da pilastri
in mattoni a vista, che delineano il grande portico e il cortile dingresso; i prospetti ripropongono
numerose aperture sviluppate in modo simmetrico e intervallate da ampie vetrate per far fluire
allinterno la luce attraverso gli scorci prospettici
della campagna circostante che sembra rimasta
in attesa di quella rinascita.
La ristrutturazione così ha ridato vita allintorno
nel suo complesso, e il recupero dei vecchi fabbricati rurali ha donato allambiente interno comfort, calore e luminosità, sfruttando tutta la luce
dai due diversi affacci e creando relazioni intime
fra lambito domestico e lesperienza agricola.
132
|
com’era
SCALA 1:100
In apertura e nelle pagine successive l’esterno del fabbricato rurale,
raffigurato nel suo aspetto finale e negli stadi precedenti.
Dalla quarta pagina gli ambienti interni della prima versione
del progetto e in quelle successive la planimetria dei due livelli.
Il piano terra in questa prima versione del progetto concepito
come abitazione unica viene interamente dedicato alla zona giorno,
tranne un locale a se stante sulla destra. Il piano superiore invece
(sopra) è dedicato alla zona notte e l’area a se collegata
da una scala secondaria
com’è
SCALA 1:500 - PIANO PRIMO
prima versione del progetto
Un contesto suggestivo e per larchitetto
unesperienza duplice e differita in due tempi.
Lintervento ha subito infatti, a distanza di poco
tempo, una variante di progetto significativa
che ha comportato una nuova distribuzione
interna per una porzione del blocco edilizio
destinato alluso residenziale.
134
|
variante del progetto
com’è
SCALA 1:100 - PIANO TERRA
A partire da queste pagine
le planimetrie e gli ambienti interni
della variante di progetto, che suddivide
in tre nuclei famigliari la superficie
prima destinata a un unico grande
appartamento di 350 m2 per piano.
La porzione rinnovata riguarda i 170 m2
per livello. Questa variante di progetto
ha comportato la ristrutturazione
interna del lato sinistro (come
da disegno a fianco) e ha un’impronta
più moderna
|
135
136
|
uno schizzo prospettico
della cucina ancora
in fase di progetto
Nella prima versione del progetto è stata realizzata unabitazione unica per tutta la famiglia nellampia superficie a L che si estende su due
piani, di 350 m2, ovvero larea a uso residenziale
dellintero complesso. Un recupero edilizio che i
proprietari hanno arricchito con un arredo tradizionale ma curato, riproponendo nella loro dimora elementi pieni di ricordi e personalismi.
La progettazione degli interni si era quindi concentrata sulla loro suddivisione con la partizione razionale degli ambienti, riservando la zona
giorno al piano terra e destinando la zona notte
al primo piano tranne un piccolo alloggio
duplex posto allestremità destra della L; i due
livelli sono collegati dalla rampa elicoidale della
scala dingresso, realizzata con linee morbide
a rappresentare un segno distintivo e moderno.
Infine la progettazione si è soffermata sul disegno dei bagni, caratterizzando ognuno di essi
con accostamenti di mosaici a rivestimenti più
semplici, e con la realizzazione di arredi su
misura.
|
137
Successivamente le esigenze del committente
cambiano e viene richiesta una nuova suddivisione, in tre nuclei famigliari, rispettivamente di
60, 120 e 170 m2. Le dimensioni lo permettono
e così si cerca di dare a ognuno il proprio spazio; mentre per un figlio le linee progettuali e le
scelte stilistiche vengono mantenute come per
la porzione centrale dellabitazione padronale,
sulla quale la rampa elicoidale continua a rappresentare lo snodo principale, per laltro cambiano i gusti, i colori e le esigenze: una distribuzione più funzionale e dinamica, uno stile più
moderno e un design più attuale caratterizzano
larea che si estende generosamente su 170
m2 al piano terra, adibita a zona giorno, e sulla
corrispondente area al livello superiore assegnata alla zona notte.
Dalla pagina 134 in poi le immagini dedicate
agli interni della variante di progetto.
Il primo piano della porzione rinnovata di
170 m2 (corrispondenti alla metà della
planimetria totale a forma di L) assegnato
alla zona notte a destra, con lo studio e la
zona fitness che si affacciano sul primo
livello. Questo invece è dedicato alla zona
giorno con cucina, pranzo, living e bagno
a cui è affiancanto il blocco scala (a pagina
135 la planimetria della zona giorno)
138
|
com’è
SCALA 1:100
PIANO PRIMO
In questo ambito il progettista può esprimersi
totalmente e coordinare allintervento edilizio
generale – che ha riqualificato tutto il complesso rurale – il disegno dellinterno, la nuova partizione degli ambienti, la scelta delle finiture e
dellarredamento nonché il progetto illuminotecnico, per ottenere una composizione degli scorci
domestici più leggera e fluida, connotando la
dimora con unimpronta contemporanea. Uno
spazio ampio al piano terra propone gli ambienti
a enfilade: living, pranzo e, attraverso due grandi varchi e il camino passante, la cucina; un
respiro che si amplia anche in altezza attraverso
il soppalco del secondo livello che accoglie lo
studio e la zona fitness nella lingua centrale di
una planimetria complessiva oblunga e riserva ai
due lati estremi le stanze da letto complete di
cabine armadio e degli ambienti di servizio.
|
139
Le due trasformazioni, in definitiva – questa la
condizione più interessante dellintervento –
mettono in luce, oltre al grande lavoro di recupero, due stili diversi nellabitare lo stesso
involucro secondo il gusto personale e il proprio modo di modellare lo spazio più intimo e
rappresentativo di ognuno: la casa.
Un intervento importante, per il quale i committenti hanno dovuto affrontare cospicui costi di
ristrutturazione, ammortizzati però in parte grazie agli accorgimenti tecnici in materia di risparmio energetico.
140
|
In questa pagina il bagno
padronale del secondo livello,
in sintonia con il tratto
stilistico che caratterizza
finiture e arredamento
dell’intera abitazione
totalmente rinnovata
con un’impronta
più contemporanea
|
141
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Anno VII – Numero 23
maggio-giugno 2013
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