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PATRONO (1) s.m.
0.1 padrone, padroni, patrom, patron, patrone, patroni, patrono, patruni,
patrunu; a: paruni.
0.2 Lat. patronus (DEI s.v. patrono).
0.3 Stat. fior., 1294: 2.
0.4 In testi tosc. e corsi: Stat. fior., 1294; Stat. sen., 1309­10 (Gangalandi); Doc.
volt., 1329; Lett. sang., 1331; Stat. collig., 1345; Stat. prat., 1347; Arte Am.
Ovid. (A), XIV pm. (pis.); Stat. lucch., 1362; Doc. cors., 1364.
In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Jacopo della Lana, Inf.,
1324­28 (bologn.); Stat. bergam., XIV pm. (lomb.); a Doc. ravenn., 1352;
Epigr. S. Giov. Evang. venez., 1349­54.
In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Stat. perug.,
1342; Preci assis., XIV pm.
In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).
0.5 Locuz. e fras. sacro patrono 2.
0.6 N Cfr. anche padrone 1. A quest'altezza cronologica i due allotropi non sono
associabili con nettezza a signif. distinti: alla luce di alcune tendenze alla
distinzione, riconoscibili secondo gradi differenti nelle diverse aree
linguistiche, e soprattutto della tradizione lessicografica dell'ital. mod., si
separa la doc. secondo i signif. degli allotropi mod., pur con l'inevitabile
presenza di aree semantiche di stretta contiguità tra le due voci.
0.7 1 [Nell'antica Roma:] colui che assicura assistenza economica e protezione
giuridica a un cliente (o in età imperiale a un liberto). 1.1 Estens. Colui che
protegge un intero gruppo sociale o un'intera comunità. [In partic.:] titolo
onorifico riservato a chi si distingue per particolari meriti o per le cariche
pubbliche ricoperte. 1.2 [In partic.:] colui che fornisce assistenza legale nei
tribunali a un cliente (anche fig.). 2 [Relig.] [Rif. gen. a un santo:] colui che
protegge una città; colui che intercede presso Dio a favore di qno. 2.1 [Rif. a
Dio o a Cristo]. 3 [Dir.] Titolare dei diritti e dei benefici che spettano al
fondatore o protettore laico di un ente ecclesiastico.
0.8 Diego Dotto 12.10.2012.
1 [Nell'antica Roma:] colui che assicura assistenza economica e protezione
giuridica a un cliente (o in età imperiale a un liberto).
[1] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 1, vol. 1, pag. 70.1: Li quali
Marsilisi concedenu que tri manumissiuni in unu medemmi servu se retrattinu per
viciu di ingratitudini. E si issi videnu que lu patruni sia statu inganatu tri volti, non
pensanu issi que rasun sia di succurriri a lu quartu erruri ca per sua culpa ricippi iniuria
homu qui tanti volti se nci misi.
[2] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 12, vol. 1, pag. 41.13: ma quandu
lu iustu pecca, merito issu esti privatu di omni gracia, comu lu servu infrancutu ki fa
contra so patruni...
1.1 Estens. Colui che protegge un intero gruppo sociale o un'intera comunità.
[In partic.:] titolo onorifico riservato a chi si distingue per particolari meriti o
per le cariche pubbliche ricoperte.
[1] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 5, cap. 2, vol. 2, pag. 18.17: 5. et issu
Minuciu lu appellau patri et volsi que li soy legiuni lu salutassiru commu patruni et,
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renunciatu c'appi a la dittatura, issu, commu mastru di li cavaleri, se sutamisi a lu
dittaturi Fabiu segundu era rasuni. || Cfr. Val. Max., V, 2, 4: «et ipse eum patrem
appellavit et ab legionibus suis patronum salutari voluit».
[2] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 6, cap. 9, vol. 2, pag. 98.27: 14. Ca quistu
Cepio avend'avutu lu splenduri di la pretura et la claritudini di lu triunfu et la beliza di
lu consulatu et essendu statu summu pontifici, de guisa que issu era clamatu et dictu
patrunu di lu Senatu...
[3] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 9, pag. 463.3: Costui
avvenne a tanto per lo splendore della pretorìa, e per la chiaritade del trionfo, e per l'
ornamento del consolato, e per lo sacerdotato di grandissimo pontefice, ch' egli era
chiamato patrone del senato.
[4] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 2, cap. 31, vol. 1, pag. 170.30: non
passerà lungo tempo, che voi desidererete che il minuto popolo abbia padrone e
difensori che mi rissomiglino. || Cfr. Liv. II, 31, 9: «ut mei similes Romana plebes
patronos habeat».
[5] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 9, cap. 20, vol. 2, pag. 322.34: agli
Anziati ancora furo dati per stanziare le leggi [i] patroni di quella medesima colonia.
1.2 [In partic.:] colui che fornisce assistenza legale nei tribunali a un cliente
(anche fig.).
[1] Gl Comm. Arte Am. (B, Laur. XLI 36), XIV td. (fior.), ch. 33, pag. 820.15: e dice
che Venus si fa beffe ora di lui, la quale è adorata in quel tempio dove questo
accidente adiviene, ed elli ch' era padrone, cioè difenditore del piato della donna, [è]
fatto clientulo, cioè c' hae bisogno d' alcuno che guidi questa sua quistione e perché
alleghi e dica le ragioni per lui. || Cfr. Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), L. I, pag.
227.7: «il quale, ora avogado, ora clientulo disidera d'essere».
[2] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. I, pag. 54.18: E la dea de l'amore, che è in dei
templi che son presso a la ditta via, fa beffe di cului ch'era patrono e ora desidera
d'esser clientulo...
[3] Arte Am. Ovid. (D), XIV pm. (ven.), L. I, pag. 481.26: Venus del tempio che è
confin delo luogo se beffa d'esso: quello che poco nançi era patron, mo' desira essere
cliente.
1.2.1 [Dir.] Colui che difende una parte (nell'ambito di un'azione giuridica);
avvocato.
[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 9, cap. 19, vol. 4, pag. 342.4: chè noi
non crediamo niente, disse l'imperadore, che solamente coloro fossero cavalieri, che
usano lo scudo, e lo 'sbergo, ma sono cavalieri gli avvocati e patroni delle cause... ||
Cfr. B. Latini, Tresor, III, 90, 2: «li parron des causes».
[2] Stat. perug., 1342, L. 2, cap. 68, par. 3, vol. 1, pag. 467.15: E se l'avocato agl
comandamenta de la podestade overo del capetanio non vorrà obedire, en .X. livere de
denare per ciascuna volta e ciascuno comandamento a esso per la podestà e capetanio
fatto enfra uno dì po' l'aprovatione fatta per offitio de la podestà overo del capetanio
degga essere condannato e nientemeno sia costretto prestare el patrocinio,
empercioché sapere deggono egl patrone de le questione che la necessetà de l'ofitio
loro scusa.
1.2.2 Estens. Colui che prende le parti di qsa.
[1] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 1, par. 5, pag. 13.19: E per
questa via e non per altra puote la contrarietà e potenza de' prenzi entrare e purghare e
distruggiere i padroni e ' dissleali fattori di questa malizia e iniquità, e mettere a ffine i
suoi ostinati difensori e ffattori. || Cfr. Defensor pacis, I, 1, 5: «huius malicie patronos
improbos et defensores pertinaces».
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[2] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 19, par. 13, pag. 123.13:
Primieramente e ccierto dell'oppinione di su detti i fatti passati e avenire lo
'nviluppamento de' mali adaprire e disciernere; e dd'apresso i lloro patroni o
controvatori ingnoranti o non diritti e difenditori pertinaci per opera di fuori in fatto si
conviene constringnendo. || Cfr. Defensor pacis, I, 19, 13: «ipsius patronos seu
inventores ignaros aut iniustos ac defensores pertinaces».
2 [Relig.] [Rif. gen. a un santo:] colui che protegge una città; colui che
intercede presso Dio a favore di qno.
[1] Stat. fior., 1294, pag. 651.1: meser Sancto Giovanni Baptista padrone e difensore
de la città di Firençe e del suo distrecto...
[2] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 45.83, pag. 266: e san Donao fei me'
patron, / per asodar questa raxom.
[3] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 13.144, vol. 1, pag. 223: I' fui de la città che nel
Batista / mutò 'l primo padrone... || Nella trad. ms. anche patron, patrone (Petrocchi).
[4] Jacopo della Lana, Inf., 1324­28 (bologn.), c. 13, 139­151, pag. 374, col. 1.4: e
pezò dixe l'istoria che 'l patrone di Fiorenza era, in lo primo tempo, Mars...
[5] Doc. volt., 1329, 13, pag. 30.2: questo è honore e stato del nostro Comune e
riverença del decto nostro padrone e difenditore beato sancto Iusto...
[6] Stat. collig., 1345, pag. 4.13: ed a honore e reverençia de' beati confessori messer
sancto Alberto e messer sancto Petro padroni e defensori dela terra di Colle...
[7] Stat. prat., 1347, Esordio, pag. 9.5: messer santo Stefano, primo martire, padrone e
protectore del Comune e popolo della terra di Prato...
[8] Stat. bergam., XIV pm. (lomb.), cap. 12, pag. 262.12: Ancora hano statuito e
ordinato che li figuri e li depenturi del nostro Signiore Yhesù Cristo e de la gloriosa
Virzine Maria e de la beata Magdalena, over de patrone de li gesie de la
congregatione se inclini e granda reverentia fazi denanze a lore.
[9] Preci assis., XIV pm., 17, pag. 142.42: Anchi per questa nostra fraternetate
preghiamo esso nostro sengnor Iesu Cristo che, per le merita del glorioso martere
messer Sancto Stephano nostro, patrone e protectore, la conserve e mantegha en
buono stato et en bona pace...
[10] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 8.18, pag. 20: Loldata e benedecta sia /
l'alta verçene ragina. / Benedecto sia lo confessore / sam Çumignan nostro patrone.
[11] Poes. an. perug., XIV (2), 2.91, pag. 15: Io so' Lorenzo el loro patrone, / chapo e
guida en mezzo luoco.
[12] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 152, Ognissanti, vol. 3, pag. 1367.15:
Secondariamente son dati a noi in padroni ad aiutare, però che ci aiutano con loro
meriti e con loro orazioni...
­ Sacro patrono: il papa.
[13] Torini, Rime, 1342/98 (fior.), [1367] 26.9, pag. 392: in tal letizia il cor sormonta, /
veggendo il ciel che disposto s' afronta / a satisfare all' onta / che sì grave li fe' 'l sacro
patrone, / non degno successor del mio Simone, / lasciando in dirisione / me, sua
sposa, e 'n dolor ch' ognor più monta.
2.1 [Rif. a Dio o a Cristo].
[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 10.37, pag. 35: «Ed eo me renno or pentuto
de la mia offensione, / ché non so stato avveduto de la mia salvazione: / pregote, Deo,
mio patrone, ­ che de me agi piatanza».
[2] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 16.418, pag. 196: Pietosa era la tenzom /
inter mi [[scil. la Vergine]] e li mei frai, / chi de tanto e tar patrom / se vegamo
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3 [Dir.] Titolare dei diritti e dei benefici che spettano al fondatore o protettore
laico di un ente ecclesiastico.
[1] Stat. sen., 1309­10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 26, vol. 1, pag. 60.15: et le
convenzioni et li patti fatti intra l'abbadia del detto monistero et li sui padroni farò
tenere et osservare...
[2] Libro segreto di Giotto, 1308­30 (fior.), [1318], pag. 472.22: le ragioni che le
donne del monistero di Sangiorgio da Capraia aveano nel Pogio del Castelare di
Baroncieli e ne la chiesa di Santomè da Baroncieli posta nel detto pogio che nn'erano
padroni, le quali ragioni mi diede prete Collo piovano de la pieve a Brozi...
[3] ? Lett. sang., 1331, pag. 150.15: L'antica e grande amistade la quale è issuta e hora
è intra lo vostro monasterio e il nostro Comune è proceduta per cagione del vostro
luogo da San Victore del nostro distrecto del quale il nostro Comune è padrone come
troviamo per lo nostro registro per p(ri)vilegi e carte piuviche.
[4] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 16, pag. 379.16: 112. Questi sono padroni del
Vescovado di Firenze, o piutosto tutori o protettori, Tosinghi e Vicedomini...
[5] a Doc. ravenn., 1352, pag. 446.2: Infrascritti enno i patti dai patruni delo spedale
dela Mis(er)icordia da Raven(n)a a Çuani de s(er) Ondedeo da Restino.
[6] Lett. volt., 1348­53, pag. 202.20: noi credavamo avere tanto chiarito messer lo
priore Francesco e Martino Petroni che non mostrandosi alcuna institutione facta nela
pieve a Monti per presentatione di padroni...
[7] Epigr. S. Giov. Evang. venez., 1349­54, 1, pag. 193.7: miser [Maf]io [Badoer de
Sento Stina e] [mise]r Felipo [Bado]er [e] m[i]ser A[lbe](r)tin so [f]rar tuti cavi e
patro(n)i del [d]ito logo...
[8] Stat. lucch., 1362, cap. 39, pag. 104.33: E le predicte cose non s' intendino alli
patroni o a quelle persone che, per ragione di patronato o per altra sua ragione,
devesseno essere ad alcuno desnare o cena o mangiare...
[9] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 14, par. 8, pag. 273.8: i
quali cierto e altressì stabolito alla difesa de' tenporali delle chiese e vendichazioni,
soleano essere chiamati padroni delle chiese.
[10] Doc. cors., 1364, II, pag. 328.33: Et q(ue)sti pat(r)oni degiano av(er)e vita (e)
vestim(en)to i(n) la d(i)c(t)a abadia v(e)l i(n) l'alt(re) gexie de Mo(n)t(e) (Crist)o.
[11] a Doc. ravenn., 1385, pag. 447.27: de volu[n]tade de s(er) Benedetto da
Castrucaro (et) d(e) s(er) Andrea d'i Bechari orefexe (et) de s(er) Maxino d'i G(r)aççi
paruni del ditto hospedale.
[12] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 16, 112­123, pag. 481.20: de'
Visdomini che abitorno nel sesto di porta Sanpiero, che sono padroni e defenditori
del vescovo di Fiorenza et ànno per usanza, quando vaca lo vescovo, di stare nel
vescovile a guardare, mangiare e bere e dormire infine che entra lo vescovo...
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