Sommario 3 Introduzione 4 Gli auguri 12 Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza 15 Vita in seminario e ordinazione 17 Prima Messa 18 I Ministeri svolti 19 L’incarico di assistente di AC 20 L’incarico di assistente di zona dell’AGESCI 21 Parroco a Casciana Terme 22 Parroco a Castelfranco di Sotto 28 Foto ricordo … 31 Programma dei Festeggiamenti Redazione a cura di : Don Gian Luca Palermo, Vlascovia Papini, Marco Foggi e Gabriele Manfredini 2 Introduzione Sono passati ormai 25 anni da quando quel 14 maggio 1989, insieme a don Roberto Pacini e don Carlo Ciattini (ora Vescovo di Massa Marittima-Piombino), ho ricevuto l’ Ordinazione sacerdotale per le mani di sua Ecc.za mons. Edoardo Ricci. Un giorno segnato dalla gioia per il dono grande del sacerdozio, e anche dal dolore per la perdita di mio padre avvenuta appena 7 giorni prima. Nel giugno di quello stesso anno fui destinato come aiuto all’ arciprete don Aurelio Veracini, per le parrocchie di Casciana Terme e Parlascio-Ceppato a cui si sono aggiunte via via quelle di Sant’ Ermo (1995) e Collemontanino (1996), e per un breve periodo, anche la mia di origine, Santo Pietro Belvedere (luglio1999 -luglio 2001). Ricordo con nostalgia la Prima Messa solenne nella “mia” Chiesa parrocchiale e i primi passi nel sacerdozio… Non posso dimenticare l’ esperienza di assistente diocesano dell’ Azione Cattolica dei Ragazzi, esperienza dalla quale ho ricevuto molto, e l’ incontro con lo scoutismo cattolico dell’ AGESCI, vera passione che ha segnato per sempre la mia vita. L’ ultima tappa in ordine temporale è stata la mia venuta a Castelfranco, parrocchia nella quale mi trovo ormai da tre anni e mezzo. Sono stati, quelli trascorsi, anni ricchi di esperienze, di incontri, di amicizie e anche di sofferenze e di preoccupazioni. Ho sperimentato quanto sia vera la Parola di Gesù: scegliendo Lui e rinunciando ad una vita “propria”, in realtà si riceve molto molto di più quello che si lascia. Il Signore ti fa toccare con mano quanto sia grande la sua opera, quanto si serva di strumenti “poveri” per agire in mezzo al suo popolo e al mondo. Senza merito, il Signore ti ama davvero e te lo dimostra ogni giorno. Il Signore ha guidato la mia vita, anche quando essa poteva procedere per sentieri tortuosi. Mi ha voluto davvero bene! Oggi nel mio cuore c’è tanta gratitudine: a Dio per avermi chiamato; alla mia famiglia per avermi lasciato libero di cercare e trovare la mia strada; ai superiori del Seminario di Firenze e di San Miniato, che hanno accompagnato con tanta pazienza la mia formazione; al Vescovo mons. Ricci che mi ha ordinato sacerdote; ai confratelli sacerdoti della nostra Diocesi; alle persone che ho incontrato (tutte è impossibile elencarle) . Insieme alla gratitudine e la lode, c’è anche tanta consapevolezza delle mie povertà, delle inadempienze, dei cattivi esempi, del male che ho fatto a causa dell’ inesperienza o del carattere. Chiedo scusa e comprensione a tutti. Pregate per me il Signore misericordioso. No, non mi sono pentito di aver detto quel primo SI, che ha avuto bisogno di tanti SI quotidiani successivi, e rifarei senz’ altro la scelta che ho fatto: essere Sacerdote per sempre nelle mani di Dio per la Chiesa e per il mondo. Sono convinto che Dio ancora oggi chiama tanti giovani al sacerdozio e prego perché possano sentire e ascoltare la sua voce, senza paura. Desidero rivolgere ancora un pensiero grato a tanti amici sacerdoti che non sono più fra noi e che hanno svolto un ruolo determinante per la mia vocazione e la mia formazione: don Gino Lemmi, proposto di Santo Pietro; don Ajmo Petracchi e padre Maurizio ofm; don Aurelio Veracini; e tanti altri che mi hanno voluto bene, consigliato, guidato, e che ricorderò nella S. Messa. Vogliate tutti con me ringraziare il Signore e pregarlo perché io sia sempre più un sacerdote secondo il suo cuore. Grazie ! Castelfranco di Sotto, 7 aprile 2014 3 don Ernesto Testi Gli auguri del Vescovo Il 25° di sacerdozio per un prete è il momento di un bilancio provvisorio. Non è il rendiconto finale. E’ la sosta in cui si riprende fiato per ripartire con più slancio di prima. Ci si volta indietro per un momento e si valuta il tratto di strada percorso, da quando si è sentita, forte ed esigente, la chiamata del Signore. Appena una sosta, per accorgersi di quanto il Signore abbia dato e abbia sostenuto nel cammino, per capire che per un prete il bilancio sarà sempre in rosso, perché la Misericordia di Dio sopravanza la debolezza della sua risposta; perché è sempre infinitamente di più l’amore donato dal Signore, di quanto il prete abbia potuto restituire in fede, adorazione, disponibilità e servizio al gregge affidatogli. E così il 25° di sacerdozio diventa occasione per rinnovare la volontà di seguire il Signore e di servirlo ancor più generosamente nel ministero sacerdotale, a vantaggio di tutti gli uomini, a favore di quelle persone che il Signore ancora mettere sul suo cammino. Si, perché nel bilancio di un prete c’entrano subito anche gli altri, quelle pecorelle del gregge che vicine o lontane, tutte debbono essere caricate sulle spalle. Il prete infatti è debitore dell’annuncio del vangelo nei confronti di tutti, in particolare delle persone più fragili e deboli, alle quali si è chiamati a dare la vita come il Buon Pastore che è Gesù. Per un prete è il modo tipico di amare il Signore: pascere le sue pecorelle, dedicarsi all’umanità sofferente e piagata da ogni male, in special modo dal peccato. Glielo fece capire bene Gesù all’apostolo Pietro, quando, sulle rive del lago di Galilea, dopo la risurrezione, ripetutamente gli chiese se lo amasse. E alla triplice risposta, il Risorto aggiunse ogni volta: Se mi ami, Simon Pietro, ecco, allora, pasci il mio gregge. In questa felice occasione che vede festeggiato l’Arciprete di Castelfranco, don Ernesto per il suo venticinquesimo di sacerdozio, mi unisco alla gioia della sua comunità attuale, di quelle che lo hanno conosciuto in precedenza, di tutti i suoi amici e conoscenti. Don Ernesto è un prete che, come direbbe Papa Francesco, conosce “l’odore delle pecore”. Schietto e sincero, col suo carattere forte e deciso, si offre con generosità al servizio del popolo di Dio, portando nel sangue la passione per il Vangelo, non come uno che è senza difetti e peccati, ma come uno che, afferrato dalla grazia di Dio, non può fare a meno di zelare con ardimento la causa di Cristo. Auguri vivissimi, don Ernesto! E che il Signore ti ricolmi di ogni benedizione per essere ogni giorno di più segno vivo della sua Misericordia per ogni uomo. San Miniato 8 aprile 2014 + Fausto Tardelli Vescovo di San Miniato 4 Gli auguri del Vice – Parroco Caro don Ernesto, ben volentieri ti faccio i miei auguri per il tuo venticinquesimo anniversario, il primo giubileo di ordinazione sacerdotale! Non so se capita anche a te ma io ho una data, un giorno durante l'anno, che non finisce senza aver avuto per qualche momento i lucciconi agli occhi se non anche versando qualche lacrima. È un giorno in cui da quando mi alzo a quando vado a letto mi tiene commosso e in quel giorno ogni persona che mi fa gli auguri e si ricorda di me mi fa un piacere immenso. È il giorno dell'anniversario dell'ordinazione sacerdotale. Immagino che tutto questo sia ancor più vero nel venticinquesimo anniversario che, come si dice per quello di matrimonio, è un giubileo d'argento. Penso sia difficile raccontare cosa si muove dentro perchè è qualcosa di profondamente intimo, riemergono al cuore e alla mente i momenti in cui ci accorgemmo che Qualcuno ci cercava, ci amava dandoci dei segni che parlavano di un di più, di totalità, di donazione.... insomma quando il Signore ci ha progettato Lui la vita a modo suo e a noi ha detto: “Seguimi!”. Chi si scorderà più i luoghi e i momenti e le persone attraverso le quali abbiam sentito chiara quella parola!! Che fatica e che avventura “lasciare quelle reti”, che fatica fidarsi, che fatica stargli dietro, ragionare come Lui e che responsabilità che ci ha messo sulle spalle. Quando ci penso mi tremano le gambe. E poi la domanda: “perchè proprio io?” ….. “Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi perchè andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16). È la storia stupenda e imprevedibile che Dio ha fatto con noi! Mi viene in mente il ritornello di una canzone degli “883” dal titolo: “Lo strano percorso”. E anche il finale di un famoso testo di don Tonino Bello sulla vocazione: “Potrai sempre dire a tutti: Dio non si è vergognato di me”. E poi gli anni del seminario fra studio, preghiera, servizio pastorale, vita comunitaria: il tempo del “fidanzamento”, la culla di ogni sacerdote. Il giorno indimenticabile dell'ordinazione dove abbiamo detto “Si lo voglio” facendo incontrare la nostra volontà con quella di Dio per un progetto stupendo. Dio ci ha segnati e ci ha fatti segni di Lui nella sua Chiesa, per il mondo intero fino ai suoi estremi confini e per l'eternità. Si è compromesso con noi fino a questo punto! Al che io, quando ne combino qualcuna, gli dico: “lo sapevi che ero così, mi sei venuto a cercà te!” Invece è Lui che ci ha fatto un dono la cui dignità è impareggiabile: “Incontrassi per la via un sacerdote e un angelo, saluterei prima il sacerdote e poi l'angelo” (San Francesco d'Assisi). Condivido con te una frase che a me ha dato sempre tanta forza: “Chi mette mano all'aratro e poi si volge indietro non è degno del Regno dei cieli” (Lc 9,62). 5 Ti verrà la voglia di guardarti anche indietro in questa ricorrenza, magari pensando ai momenti meno belli, ma Lui ci chiede di guardare avanti, di ridirgli “Si”, consapevoli di essere “vasi di creta perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2Cor 4,7), contenitori insufficienti per portare in se tesori preziosi di così grande valore. “Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti” (Papa Benedetto XVI, il giorno della sua elezione). Don Ernesto anch'io ho giovato del tuo sacerdozio in questo tempo in cui la Provvidenza ci ha messi a fianco, così diversi ma uniti da questo stesso incontro che ci ha cambiato la vita, ci ha affascinato, ci ha conquistato. Siamo a Castelfranco a parlare di Dio, a renderlo presente perchè non sia dimenticato, perchè sia amato e seguito e portiamo su di noi i segni di questo amore che ci ha ferito e inviato, di questa fedeltà che non delude. Chiedo al Signore per te quello che ho chiesto per me: lo stupore e la gratitudine. Che Dio te li stampi nel cuore!! Un abbraccio fraterno!! don Gian Luca Palermo Vice - parroco di Castelfranco di Sotto Gli auguri del Parroco Emerito Carissimo don Ernesto, quando si dà uno sguardo fuggevole al calendario, è facile avvertire solo la sensazione dello scorrere veloce del tempo nello sfondo di giorni che si susseguono. Questo non si verifica se si tratta di date che fanno rivivere il passato nel presente e proiettano la vita nel futuro che solo Dio conosce. Fra queste va collocata quella del 25° di sacerdozio che festeggerai fra pochi giorni. Si tratta di un traguardo raggiunto per ripartire e, con il bagaglio delle esperienze acquisite, continuare l'impegnativa missione sacerdotale. Nel fare sintesi del tempo passato, la mente si arricchisce di ricordi che fanno parte della nostra risposta alla chiamata di Dio. In questa ottica colloco con piacere la tua presenza, in qualità di parroco, nella parrocchia dove ti ho preceduto per un tempo considerevole: anche per questo motivo mi affretto a farti gli auguri più veri e a ringraziare con te il Signore. Nella prospettiva del tuo cammino verso le “nozze d’oro” ed oltre, ti auguro anche per le sofferenze e le gioie, le delusioni e le speranze che fanno parte della nostra missione, contribuiscano a rendere più efficace il tuo apostolato. Mi unisco a tutti coloro che ti vogliono bene e ti fanno festa. Con stima e affetto, ti saluto. don Vasco Migliarini Parroco Emerito di Castelfranco di Sotto 6 Gli auguri del Vice – Sindaco 25 anni di sacerdozio rappresentano un traguardo importante nella missione pastorale di un uomo che ha deciso di dedicare la sua vita al servizio di Dio. E’ con molto piacere che scrivo queste righe per testimoniare il saluto, l’affetto, la vicinanza, in occasione del raggiungimento di questa significativa ricorrenza. Il parroco è la figura di guida della comunità religiosa, ma anche un riferimento per la comunità nel suo complesso; il parroco è in realtà una persona al servizio di tutto un paese, credenti e non credenti. Proprio in un periodo particolarmente denso di cambiamenti, come quello attuale, sono straordinariamente importanti figure di riferimento per le comunità, persone in grado di operare e muoversi nelle realtà sociali tenendo ben presente i mutamenti della nostra società ed i valori di riferimento. La crisi attuale, prima che economica è crisi valoriale; per combatterla abbiamo bisogno di figure di riferimento, che difendono e testimoniano valori condivisi: l’aiuto al prossimo, l’attenzione ai più deboli, la solidarietà, la dignità della persona…. Ho ancora in mente il giorno dell’arrivo di don Ernesto nella nostra comunità: si respirava un misto di attenzione, rispetto, sorpresa, curiosità per l’avvento del ‘nuovo’ Sacerdote che veniva a sostituire un parroco storico, che aveva ‘tenuto’ la sede di Castelfranco per alcuni decenni. Da allora, in questo periodo don Ernesto ha saputo farsi apprezzare, per la sua attenzione, per la sua lealtà, per il modo così semplice e diretto con cui riesce a entrare in contatto con le persone. Il rapporto tra la nostra amministrazione e la parrocchia è improntato, nell’ambito del rispetto dei ruoli istituzionali, al dialogo, al confronto che sfocia, in molte occasioni, nella collaborazione. In una comunità non dobbiamo avere paura di confrontarci e, laddove possibile, di individuare anche dei percorsi comuni, che rispondono all’obiettivo di una comunità più coesa, dialogante, e rispettosa di tutti. In una realtà come Castelfranco, città fortemente ancorata ai valori della fede, al proprio patrono San Severo, la funzione svolta dal parroco e dalla testimonianza dei valori religiosi è fondamentale. È importante avere momenti ed obiettivi comuni tra Amministrazione e Parrocchia, è importante lavorare insieme per il bene comune: ciò non genera confusioni di ruolo, quanto, al contrario, porta alla buona pratica di lavorare di comune accordo, con obiettivi condivisi di crescita della nostra comunità. In questo senso sono molti i percorsi condivisi, che insieme abbiamo intrapreso. Prendo ad esempio l’asilo Giovanni XXIII, i cui soci fondatori, nella struttura giuridica attuale, sono proprio il Comune e la Parrocchia. Ovviamente nella struttura c’è un fortissimo legame alla comunità di Castelfranco, nell’intento di difendere e mantenere la missione di una scuola di ispirazione religiosa. Ecco, adoperarsi congiuntamente significa rispondere a queste esigenze e mettere realmente al centro il tema dei servizi alla persona, a partire dai più piccoli, con l’idea di guardare al futuro. Nell’agire di Don Ernesto ho notato sempre una impronta di forte attenzione a tutte le varie realtà di Castelfranco; ciò testimonia una dimensione di apertura della Chiesa locale, riconoscendo appieno quel ruolo di riferimento per tutta la comunità, con una particolare attenzione al mondo giovanile. Don Ernesto, mi fa particolarmente piacere che proprio a Castelfranco Lei festeggi i 25 anni di sacerdozio: è il riconoscimento al suo ruolo, alla sua missione, al suo impegno giornaliero e costante in questa nostra realtà, partendo dai giovani fino alle varie associazioni, attuando a pieno quel ruolo di riferimento che il parroco riveste, per il proprio territorio. Auguri don Ernesto Gabriele Toti Vice - Sindaco Comune Castelfranco di Sotto 7 Gli auguri delle suore di Castelfranco Carissimo Don Ernesto, siamo liete di farle i nostri migliori auguri in occasione della ricorrenza della sua ordinazione sacerdotale avvenuta 25 anni fa, noi suore indiane abbiamo conosciuto lei da poco tempo, però abbiamo apprezzato il suo impegno nella conduzione della nostra parrocchia e la sua buona volontà per essere il nostro buon pastore. Siamo sempre a sua disposizione per ogni necessità e la ringraziamo per la sua presenza presso di noi. Le auguriamo di proseguire il suo cammino accanto a noi. TANTI AUGURI Con affetto Le Suore del Sacro Cuore di Gesù Di Castelfranco di Sotto (Pisa) Gli auguri delle suore di Casciana Venticinque anni! Venticinque anni di sacerdozio di cui 21 passati a Casciana Terme, nella parrocchia di Santa Maria Assunta, poi una domenica mattina ci desti la notizia che dovevi andare a coltivare un’altra vigna. Mi sembra ieri quando arrivasti da noi come seminarista e poi come sacerdote novello, ricorda che hai avuto un grande dono passare i tuoi primi anni con “Arciprete Veracini. Gli anni a Casciana non sono sempre stati facili, specialmente quando l’Arciprete si ammalo, tu l’hai curato ed amato fino alla fine come un figlio. Ti sei prodigato a costruire una comunità nella quale la parola di Dio fosse il messaggio autentico. Per tutti hai avuto una attenzione, in particolare per gli scout, nei quali hai sempre creduto e l’hai sentiti sempre come una parte essenziale della nostra parrocchia. Non hai mai trascurato i catechisti e la sua formazione. Non ti sei mai dimenticato del nostro asilo e di noi suore. Sei stato sempre presente e attivo a tutte le manifestazione paesane. Hai sempre curato con grande attenzione la liturgia, niente era mai fuori posto. Hai lavorato tanto dandoci il tuo tempo, il tuo consiglio e qualche volta anche il tuo rimprovero. Il nostro augurio sincero è che il Signore sia con te in questo giorno di grazia particolare, lo sia per il resto della tua missione, concepita al servizio degli altri, nel nome di quel Cristo che ci accomuna e ci rende Fratelli. A nome di tutte le Suore Piccole Missionarie del Sacro Cuore Suor Ferdinanda 8 Gli auguri del presidente del Palio La nostra Festa da quasi quattro anni ha trovato un nuovo sostenitore in don Ernesto Testi, che fin da subito ha mostrato interesse nei confronti del Palio e delle contrade. Anche il Comitato organizzatore del Palio dei barchini con le ruote, quindi, non può che rallegrarsi del fatto che in nostro don Ernesto festeggi proprio a Castelfranco il suo 25° anniversario dell’ordinazione sacerdotale. La nostra speranza è quella che possa continuare l’opera che fino ad ora lo ha contraddistinto e cioè quella di creare una comunità sempre più inclusiva senza dimenticare quelle che sono le tradizioni di Castelfranco. Il Palio, fin dalla sua prima edizione, si è contraddistinto per una significa parte di carattere religioso che anche grazie alla collaborazione e alla disponibilità di don Ernesto si è affermata ulteriormente, completandosi con quella più laica e popolare. Paolo Nuti Presidente Associazione Palio dei Barchini Gli auguri della sua maestra Ernesto Testi, don Ernesto, è stato uno dei miei primi alunni, dei tanti conosciuti nella mia lunga carriera di insegnante elementare. Da bambino – scolaro don Ernesto era vivace, estroverso, esuberante, sempre pronto a impegnarsi nel gioco ma anche nell’attività didattica; sempre pronto a organizzare qualche scherzo o combinare qualche marachella. Ricordo di don Ernesto alunno l’intelligenza brillante, capace di fornire risposte e soluzioni personali nelle attività di apprendimento: uno scolaro di cui un’insegante può andare fiera. Oggi che è un Sacerdote stimato gli auguro di avere sempre con sé la benedizione e la protezione del Signore. Santo Pietro Belvedere, 7 Aprile 2014 Adriana Cremonini 9 Gli auguri degli Scout Caro Don Ernesto, nel momento in cui ci siamo messi a scrivere queste parole di augurio, non abbiamo potuto fare a meno di incontrare difficoltà cercando il punto di partenza. Da dove partire... Troppi ricordi affollano la mente, la nostra come certamente la tua. Immagini nitide, che risalgono a ritroso gli anni fino al 1989, il tuo arrivo a Casciana e l'inizio della grande avventura che ti ha visto per più di vent'anni camminare al nostro fianco, percorrendo la stessa strada. Si la strada, che certamente ti riporterà alla memoria infinite esperienze, sorrisi, giochi, intensi momenti di spiritualità. Oggi il nostro augurio è anche un ringraziamento: per averci creduto, per aver contribuito. Quella fiamma che tu per molti anni hai aiutato a tenere accesa, oggi continuiamo a portarla noi, con umiltà e con fatica, perchè le forze si logorano e i tempi non sorridono, ma fiduciosi e con lo sguardo che punta sempre in alto: d'altra parte come ben sai, gli scout non possono farne a meno. Nel fermarsi a ricordare subentra sempre un po' di nostalgia: ma è essenziale. Camminare, voltarsi indietro, guardare la strada percorsa che serpeggia a perdita d'occhio fin verso l'orizzonte, ti da la misura del lavoro fatto, e la forza per ripartire, con ottimismo e speranza. E se oggi siamo arrivati come gruppo scout fino a questo punto, certamente un po' lo dobbiamo anche a te. In fin dei conti scordare queste esperienze non è possibile: una volta che si è diventati scout, lo si resta per sempre. Caro Don Ernesto ti auguriamo di poter continuare a tracciare una strada, anche laddove questa non c'è: è il coraggio di mettersi in gioco e partire. Non possiamo permetterci di restare fermi, pena lo svilimento, l'apatia, la dissoluzione di ciò che è stato fatto. Con un po' di sana fiducia in noi stessi e in Colui che ci guida, possiamo continuare a impegnarci per cercare di rendere questo mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato. Questo è quanto ci hai insegnato: che tu, per altre strade, possa continuare a seminare ancora per molto tempo. Buona Caccia e Buona Strada Un grande saluto La Comunità Capi di Casciana Terme Giacomo,, Massimo, Laura,, Sheila,, Edoardo, Elena,, Chiara, Francesco, Camilla,, Luca,, Giorgio,, Tommaso,, Antonella,, Matteo e tutto il gruppo.) ( Don Ernesto oltre ad un caro amico sei una persona molto importante per noi e per il nostro Gruppo. Sempre disponibile ad aiutarci nei momenti di difficoltà (vedi Apocalisse). Siamo sicuri che il Signore ti aiuterà a realizzare i tuoi desideri. Con tutto il nostro affetto, un forte abbraccio Clara, ,Giovanni e l'Orentano 1 10 Gli auguri dell’Azione Cattolica 14 maggio 1989 … avevo 16 anni da poco compiuti e con molti giovani della mia parrocchia mi ritrovai in un’affollata assemblea eucaristica in Cattedrale per l’ordinazione sacerdotale di tre diaconi: don Roberto Pacini, don Carlo Ciattini (adesso vescovo della diocesi di Massa Marittima – Piombino), don Ernesto Testi. L’immagine che riaffiora alla memoria di quella giornata, mi porta con lo sguardo alla finestra della loggetta che collega la Cattedrale al Seminario e fa da arco per chi transita dalla strada che costeggia la piazza. Eccoli tutti e tre i novelli sacerdoti salutanti dalla finestra la folla astante, sciamata dalla celebrazione eucaristica. Un’immagine – in me allora giovanissimo – che ha sempre evocato un senso profondo, al di là delle singole individualità, di comunione e cammino condiviso. Nonché di gioia semplice per una Chiesa (che stavo iniziando a conoscere) che allargava il numero dei suoi pastori. Un’immagine che talora il sacerdozio ministeriale per come si è attestato nelle nostre parrocchie può aver smorzato, se non addirittura dimenticato, per un eccesso di personalismo e protagonismo. Una bella testimonianza, insomma, quella dei tre, giunti insieme al sacerdozio. Mi è stato chiesto come presidente dell’Azione Cattolica diocesana un pensiero per il 25° di sacerdozio di don Ernesto Testi, ora parroco a Castelfranco di Sotto, precedentemente a Casciana Terme, da sempre impegnato negli Scout e anche nell’Azione Cattolica. Sicuramente i Campi Scuola a Gavinana sono stati uno degli scenari in cui don Ernesto ha garantito un continuativo impegno, negli anni passati, a favore di molti ragazzi e giovani che hanno vissuto sulla montagna pistoiese quel particolare percorso formativo sempre gravido di benedizioni del Signore. Non molti anni fa le nostre strade si sono anche per un po’ incrociate laddove fu chiamato a fare l’assistente spirituale dei giovani di Azione Cattolica, mentre - insieme ad altri guidavo il settore giovanile. Non ho la conoscenza diretta e la confidenza necessarie per recuperare quegli aspetti caratterizzanti don Ernesto. Sfrutto questa occasione che mi viene data – nel ricordo del suo 25° di sacerdozio – per sottolineare quanto sia importante recuperare appieno e nell’essenziale il senso del sacerdozio, non tanto da vedere come «ufficio», ma come sacramento: Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore. Questa audacia di Dio, che ad esseri umani affida se stesso; che, pur conoscendo le nostre debolezze, ritiene degli uomini capaci di agire e di essere presenti in vece sua – questa audacia di Dio è la cosa veramente grande che si nasconde nella parola «sacerdozio» (cfr. Benedetto XVI, Omelia nella S. Messa a conclusione dell’Anno Sacerdotale, Roma 11 giugno 2010). Di questa “trasparenza” dell’audacia di Dio chiediamo al Signore che ricolmi ancora don Ernesto per il suo cammino che gli sta di fronte, e della stessa docilità al Signore chiediamo che si facciano umili interpreti quanti, da laici, nell’ordinaria condivisione della fede, della testimonianza evangelica e della carità, cammineranno insieme al proprio pastore. Andrea Barani Presidente diocesano dell’Azione Cattolica della diocesi di San Miniato 11 Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza Ernesto Testi nacque a Pontedera il 14 Marzo 1963, primogenito di Lando Testi, nato il 31 marzo 1928, e di Nella Burlacchini nata il 6 febbraio 1934. La secondogenita sarà Cristiana, nata il 9 aprile 1965, oggi sposata con Franco Morini e madre di Lorenzo. Ernesto venne battezzato pochi giorni dopo, il 19 Marzo, presso la Cappella dell'Ospedale Lotti da Don Angelo Baroni. La famiglia Testi è originaria di Santo Pietro Belvedere, terra fertile di numerose vocazioni religiose e patria di molti Sacerdoti fra i quali vogliamo ricordare Don Salvatore Volpi e Mons. Vasco Migliarini, predecessore di Don Ernesto nella cura delle anime del nostro paese. II padre di Ernesto, Lando Testi, muratore di professione era uno di quegli uomini semplici che con onestà e competenza conoscono bene l'arte del tirar su non solo i 12 Il piccolo Ernesto con babbo e mamma Babbo, Cristiana e Ernesto Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza muri ma anche i propri figli con una seria educazione. La mamma Nella, che ha svolto con perizia il mestiere di camiciaia e ricamatrice, continua ad essere la custode vigile e silenziosa della vita sacerdotale del figlio. Circondato dagli affetti il giovane Ernesto crebbe tranquillo frequentando la Chiesa Propositura di Santo Pietro Belvedere dove, il 16 Luglio 1972, giorno della festa della Madonna del Carmelo, ricevette la Prima Comunione e quindi, 1'8 maggio 1975, la Cresima. In entrambi i casi i sacramenti gli furono amministrati dalle mani di S. Ecc. Mons. Paolo Ghizzoni. Frequentò le Scuole Elementari e quindi le Medie e fu proprio al termine del ciclo di studi della scuola dell'obbligo che il giovanetto prese a manifestare il desiderio di entrare in Seminario. Naturalmente, essendo egli il primogenito della 13 Primi passi alla scuola elementare Prima Comunione 16 Giugno 1972 Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza famiglia, questo suo desiderio non incontrò subito il favore del padre che ebbe a dirgli: "ci sono tanti 'mestieri' per fare del bene". Fu la madre la depositaria delle sue confidenze e la mediatrice presso il padre. La vocazione maturò negli anni nei quali Ernesto frequentò il ginnasio (Liceo Classico "Andrea da Pontedera") terminato il quale si iscrisse alla facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Pisa. Cresima Dopa il primo anno accademico, nel settembre del 1983, il richiamo del Signore si fece per lui insopprimibile e ineludibile. Liceo Classico Ginnasio “Andrea da Pontedera” La Vocazione procede accompagnata dalla preghiera del parroco di S. Pietro Belvedere, don Gino Lemmi 14 Vita in seminario e ordinazione Ernesto entrò in Seminario il 3 ottobre 1983, assieme ad altri giovani della nostra diocesi tra i quali Sergio Occhipinti che verrà ordinato Sacerdote l'anno dopo di lui. La formazione culturale e spirituale necessaria per diventare Sacerdote richiese anni di studio presso il Seminario Arcivescovile Maggiore di Firenze e la frequenza del Corso Accademico presso lo Studio Teologico Fiorentino, affiliato alla Pontificia Università Gregoriana, che proprio in quegli anni andava trasformandosi nella Facoltà Teologica dell'Italia Centrale. Ernesto percorse con serenità e convinzione la via verso il sacerdozio: il 28 giugno 1987 ricevette il ministero dell'Accolitato presso la Cattedrale Santa Maria Assunta a San Miniato. La domenica 13 Marzo 1988, "Anno Mariano”, viene ordinato Diacono (si conosce l'ora precisa dato che, mentre avveniva la 15 In gita con i giovani Vita in seminario e ordinazione celebrazione, un amico di famiglia lo fotografò con sullo sfondo la torre campanaria che rintoccava le cinque pomeridiane). II ricordo di quel giorno rimane nella memoria di Don Ernesto con un contrasto di sensazioni liete e tristi poiché fu una delle ultime occasioni in cui la famiglia Testi si riunì al completo: Lando, il padre di Ernesto, morirà pochi giorni prima dell' ordinazione del figlio. Don Ernesto venne ordinato Sacerdote il 14 maggio 1989, Solennità di Pentecoste, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Miniato, per l'imposizione delle mani del Vescovo S.Ecc. Mons. Edoardo Ricci. Assieme a lui ricevettero l'Ordine Sacro Don Roberto Pacini di Fucecchio e Don Carlo Ciattini di Cerreto Guidi, attuale Vescovo di Massa Marittima-Piombino. 16 Prima Messa Fu nella Chiesa parrocchiale di Santo Pietro Belvedere che il ventiseienne Ernesto, il 21 maggio 1989, celebrò la sua prima Messa. Fu questo un giorno di festa per i parrocchiani di Santo Pietro Belvedere che partirono dall'abitazione della famiglia Testi ed in processione si recarono presso la Chiesa della Propositura per la celebrazione dell'investitura e della Santa Messa seguita da una semplice cerimonia culminata con un pranzo. Celebrazione della Prima Messa 21 Maggio 1989 Erano gli anni di pontificato di Giovanni Paolo II, il quale incitava a "Non avere paura nell'aprire le porte a Cristo", pronunciava l'anatema contro i mafiosi e sosteneva Solidarnosc. Il mondo si avviava a profondi cambiamenti che culmineranno nel crollo del muro di Berlino nel novembre 1989. Santo Pietro Belvedere 17 I primi ministeri Dal 6 agosto 1989 Don Testi iniziò il suo cammino pastorale affiancando, in qualità di vice Parroco, Don Aurelio Veracini, Arciprete di Casciana Terme e Parlascio, nella Parrocchia di Santa Maria Assunta e, nella stessa estate, svolse il servizio festivo nella parrocchia di Perignano. Il nuovo sacerdote restò per dieci anni sotto l'esperta guida di Don Veracini, un periodo di formazione che lo portò ad assumere cariche via via sempre più qualificate e importanti: dal 1 febbraio 1995 fu l'amministratore parrocchiale della Chiesa dedicata a Sant'Ermete a Sant'Ermo e in seguito di quella di Collemontanino, dal 19 dicembre 1996 assunse l'incarico di amministratore "sede plena" di Casciana Terme e Parlascio e dal 21 luglio 1999 fu nominato amministratore della Chiesa del suo paese di origine, Santo Pietro Belvedere. 18 Mons Aurelio Veracini, per tanti anni parroco di Casciana Terme, tra don Freschi e il Vice-parroco don Testi L’infiorata per il giorno di Pentecoste che univa Parlascio e Ceppato, ricordata ancora con nostalgia dai parrocchiani. L’incarico di assistente nell’AC Dal giugno del 1985 al settembre del 1998 fu assistente diocesano dell’articolazione ACR e dal settembre del 1998 al gennaio 1999 assistente del settore giovani dell'Azione Cattolica Italiana. II° Campo Scuola ACR 25 Luglio - 5 Agosto 1985 “Castagnata” Gavinana 9 Novembre 1986 Foto di gruppo Incontro Nazionale 24/25-09-88 All’Incontro Nazionale 24/25-09-88 Foto di gruppo Incontro Nazionale San Giovanni in Laterano 24/25-09-88 19 L’incarico di assistente di zona dell’AGESCI É stato per diversi anni assistente di zona AGESCI. Gli scout sono stati e sono tuttora una vera passione e una esperienza che ha segnato per sempre la sua vita. 20 Parroco a Casciana Terme A seguito della morte dell'Arciprete Don Aurelio Veracini, avvenuta il 16 ottobre 1999, venne chiamato a ricoprire la carica di Parroco di Casciana Terme, incarico assunto l' 11 dicembre 1999. Ingresso a Casciana Terme 11 Dicembre 1999 21 Parroco a Castelfranco di Sotto II 23 ottobre 2010 ha ricevuto dalle mani del nostro Vescovo, Sua Ecc. Rev.ma Mons. Fausto Tardelli, le chiavi della Chiesa Arcipretura Collegiata di San Pietro Apostolo di Castelfranco di Sotto. Da allora guida la nostra Comunità che oggi condivide la sua gioia e gli conferma la sua gratitudine. Non poche le questioni che Don Ernesto si è trovato a dover gestire nell'organizzare e, in qualche modo, riammodernare, la nostra Parrocchia nei momenti successivi al suo insediamento. Problemi che hanno richiesto a volte soluzioni drastiche: dal nuovo indirizzo formativo da dare all'Oratorio San Severo alla ricatalogazione e messa in sicurezza della nuova sede dell'Archivio parrocchiale e deposito degli 22 Ingresso a Castelfranco di Sotto L’Oratorio ”San Severo” Parroco a Castelfranco di Sotto oggetti sacri. I suoi fedeli ne apprezzano l' affabilità e disponibilità, unite a un modo di fare franco, "diretto'' e a volte non convenzionale, non sempre da tutti accettato e che non gli ha risparmiato fin qui qualche critica. Per carattere è poco portato a inutili formalismi e rivolto piuttosto alla soluzione pratica dei problemi evitando perdite di tempo. Carnevale ACR 2010 Non incline al buonismo di maniera, che porta a volte a giustificare anche la maleducazione, è invece sempre attento ai bisogni, anche materiali, dei suoi parrocchiani. Non disdegna il lavoro, anche quello manuale, per ben impiegare il tempo libero e dare esempio di vita attiva e laboriosa. Continuando l'opera del predecessore ha intensificato l'opera pastorale facendosi un punto d'onore il riportare la Benedizione delle famiglie in tutte le case, come non 23 La Candelora Parroco a Castelfranco di Sotto veniva fatto da qualche anno e nonostante la scarsità di sacerdoti. Fin dai primi mesi del suo ministero ha voluto valorizzare il culto in onore della Madonna. A tal proposito è ancora viva l'esperienza della "Peregrinatio Mariae" avvenuta nel mese di Maggio 2012, con la permanenza in Parrocchia della statua della Madonna di Fatima. La Peregrinatio Mariae Più recentemente ha istituito un gruppo di ministri straordinari dell'Eucarestia per portare la Comunione ai molti malati e infermi della nostra Parrocchia. Grazie all'interesse del Comitato del Palio dei Barchini ha abbellito ulteriormente la nostra Collegiata ricollocando gli antichi parati settecenteschi sulle colonne della Chiesa. Attualmente sta avviando in Parrocchia un Gruppo Scout per il quale investe molte energie che speriamo portino frutto sempre più. 24 I primi passi degli Scout di Castelfranco Parroco a Castelfranco di Sotto Immaginiamo che in questi anni si sia trovato di fronte, magari non raramente, a delle situazioni tali che gli hanno fatto sentire, in maniera anche drammatica, una sorta di impotenza, di impossibilità a risolvere i problemi di chi gli si rivolgeva. Ma Don Ernesto non è persona che si rassegni facilmente e la Provvidenza, quasi sempre assumendo le sembianze di generosi e volonterosi parrocchiani opportunamente sollecitati, gli è spesso venuta incontro. È la sua fiducia nella Provvidenza infatti che gli fa affrontare i problemi con apparente incoscienza, (ma è San Paolo che dice: "oh, se poteste sopportare un po' di follia da parte mia!" -2 Cor. 11,1-) mentre, in realtà, il progetto si sta rivelando chiaro e lucido! Come nel caso della riscoperta e rivalorizzazione delle nostre tradizioni mediante le iniziative, 25 La grande passione per i parchi divertimento con i ragazzi Con la parrocchia in Terra Santa - Agosto 2012 Parroco a Castelfranco di Sotto anche culturali, realizzate in occasione del 350° anniversario della venuta a Castelfranco della Reliquia di San Severo Martire. In questa occasione illustrò il progetto della nuova collocazione dell'urna del Santo. Progetto! Non sogno! Anche se in quel momento non c'erano i fondi per realizzarlo: "la Provvidenza provvederà" ebbe a dire Don Ernesto in quella occasione. Il 18 novembre 2013, alla presenza di S. Ecc. Mons. Giovanni Benotto, Arcivescovo di Pisa, è avvenuta la traslazione dell'urna contenente le spoglie del nostro Santo Patrono presso l’"Altare della Confessione"! A questo è seguita la migliore collocazione della sede del Santissimo Sacramento presso l'altare del Crocifisso, anch'esso degnamente rivalorizzato. 26 San Severo La nuova collocazione di San Severo Parroco a Castelfranco di Sotto Tempo, dunque, di memorie e di bilanci? Forse in parte si, e non solo per chi della ricorrenza è il protagonista ma anche per chi gli è vicino ed è chiamato ad aiutarlo nella sua opera al servizio della Comunità, in particolare dei giovani. Venticinque anni di servizio a Dio e alla Chiesa non sono solo un bellissimo traguardo ma rappresentano una vita spesa per gli altri e fra gli altri In questa occasione la nostra Comunità si stringe attorno a Don Ernesto con numerose e partecipate dimostrazioni di affetto. In questo anniversario di Ordinazione Sacerdotale auguriamo al nostro Parroco di sentirsi realizzato, felice per quello che fa, capace di superare le inevitabili difficoltà della vita con la caparbietà e la serenità che accompagnano la sua azione pastorale. …prendono il volo i palloncini colorati. Auguri don Ernesto !!! 27 Foto ricordo ... Agli inizi del suo ministero sacerdotale In gita…. Ordinazione Sacerdotale di Marco Fabbri (Casciana Terme) 2 Aprile 1989 28 Foto ricordo ... Ingresso a Castelfranco di Sotto 23 Ottobre 2010 Domenica 24 Ottobre 2010 saluto dei bambini a Don Ernesto 29 Foto ricordo ... 30 Programma festeggiamenti 31