anno 2013 bilancio di missione Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara 1 2 Presentazione del Direttore Generale 1 Contesto di riferimento 1.1 Quadro normativo e istituzionale 1.1.1 Quadro normativo nazionale di base 1.1.2 Quadro normativo regionale di base 1.1.3 Quadro istituzionale locale di base 1.1.4 Integrazioni normative cronologiche 1.2 Il sistema delle relazioni con l’Università 1.2.1 Corsi di laurea attivati e disattivati nell’anno 2013 1.2.2 Ricercatori e Professori universitari assunti e cessati 1.2.3 Ricercatori e professori da reclutare sulla base delle procedure già deliberate 1.3 La rete integrata dell’offerta regionale 1.4 Osservazioni demografiche ed epidemiologiche 1.5 Accordo di fornitura 2 Profilo aziendale 2.1 Sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale 2.1.1 Sostenibilità economica 2.1.2 Sostenibilità finanziaria 2.1.3 Sostenibilità patrimoniale 2.2 Impatto sul contesto territoriale 2.2.1 Impatto economico 2.2.2 Impatto sociale 2.2.3 Impatto culturale 2.2.4 Impatto ambientale 2.3 Contributo alla copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza 2.3.1 Assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro 2.3.2 Assistenza distrettuale 2.3.3 Assistenza ospedaliera 2.3.4 Qualità dell’assistenza 2.4 Assetto organizzativo 2.4.1 L’organizzazione aziendale 3. Obiettivi istituzionali e strategie aziendali 3.1 Dignità della persona 3.1.1 Qualità della comunicazione nella relazione di cura 3.1.2 Le reti per le cure palliative e la terapia del dolore: l’ospedale territorio senza dolore 3.2 Accessibilità, qualità, sicurezza, continuità delle cure 3.2.1 Sicurezza delle cure e gestione del rischio 3.2.2 Appropriatezza d’uso dei farmaci specialistici da parte dei Centri autorizzati e monitoraggio 3.2.3 Rete delle farmacie oncologiche 3.2.4 Assistenza farmaceutica convenzionata 3.2.5 Attività di programmazione e controllo dell’assistenza ospedaliera 3.2.6 Sviluppo delle attività di eccellenza, funzioni HUB, e a bassa diffusione 3.3 Valorizzazione ed empowerment degli operatori 3.3.1 Referenti di attività, Facilitatori di Processo, Consulenti, Case Manager 3.3.2 Completamento del Trasferimento verso il nuovo Ospedale di Cona 3.4 Sostenibilità, monitoraggio e regolazione del sistema dei servizi sanitari e socio-sanitari 3.4.1 Governo degli investimenti e del patrimonio immobiliare 3.4.2 Mantenimento del patrimonio informativo sanitario, socio-sanitario e sociale 3.4.3 Il governo dei processi di acquisto di beni e servizi 3.4.4 Azioni di razionalizzazione in ambito I.C.T. 3 3.4.5 Processi di integrazione 3.4.6 Sviluppo delle funzioni ed attività di ricerca ed innovazione nelle Aziende Sanitarie 3.4.7 Azioni di qualifi cazione e promozione dell’appropriatezza 3.4.8 Appropriatezza della domanda 3.4.9 Centralizzazione dei magazzini farmaceutici ed economali 3.4.10 Gestione della piastra operatoria 3.4.11 L’accreditamento istituzionale 4. Condizioni di lavoro, competenze del personale ed efficienza dell’organizzazione 4.1 La “carta di identità” del personale 4.2 Partecipazione dei professionisti all’individuazione delle strategie aziendali e alla gestione operativa 4.2.1 Il Collegio di Direzione 4.2.2 Il processo di Budget 4.2.3 Il processo di Accreditamento 4.2.4 I programmi interaziendali 4.3 Gestione del rischio e sicurezza dei lavoratori 4.4 Ridefinizione dei ruoli professionali in relazione allo sviluppo delle strategie aziendali 4.4.1 La ridefinizione dei nuovi quadri di responsabilità 4.5 Sistema di valutazione delle competenze e sistemi premianti 4.5.1. Procedure di valutazione 4.6 Sistema informativo del personale 4.7 Formazione 4.7.1 Obiettivi del Piano formativo 2013 4.7.2 Formazione aziendale e crediti ECM 4.7.3 Budget della formazione aziendale 4.7.4 Attività di docenza e tutorato 4.7.5 Biblioteca digitale di scienze della salute 4.8 Struttura delle relazioni con il personale dipendente e le sue rappresentanze 4.8.1 Iniziative volte a creare un ambiente aperto alla negoziazione come condizione necessaria per la riflessione sulla qualità dei processi aziendali 4.8.2 Azioni promosse per i dipendenti 5. Il Ruolo dell’organizzazione nella comunicazione e nell’accoglienza 5.1 La comunicazione per l’orientamento e l’accesso ai servizi 5.1.1 Accoglienza informativa e supporto all’utenza 5.1.2 Sperimentazione di Gruppi di lavoro misti per progettare il miglioramento della accessibilità e dell’ospitalità 5.1.3 La realizzazione della Stanza multi culto 5.2 La comunicazione per le scelte d’interesse per la comunità 5.2.1 Analisi dei reclami e azioni di miglioramento 5.2.2 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’esterno 5.3 Gli strumenti per la comunicazione interna aziendale 5.3.1 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’interno 6. Governo della ricerca ed innovazione 6.1 Azioni dell’infrastruttura locale ed integrazione dei sottosistemi aziendali 6.2 Capacità di attrazione di risorse finanziarie 6.3 Politiche per la ricerca e l’innovazione 6.4 Incentivazione dello sviluppo di collaborazioni con altre istituzioni 6.5 Il Comitato Etico 6.6 Attività universitarie in rapporto all’Azienda 4 6.6.1 Ricerca 6.6.2 Didattica 6.6.3 Processi di integrazione con l’Università 7. Il bilancio di genere 7.1 Premessa 7.2 Genere e salute, il contesto demografico della provincia: la storia sanitaria dei dimessi nel 2013 7.3 Il cliente interno: i dipendenti dell’Azienda Conclusioni del Direttore Generale Parere del Comitato di indirizzo 5 6 Presentazione del Direttore Generale Queste pagine di rendicontazione descriveranno, attraverso indicatori specifici ed evidenze documentali, come nel 2013, in uno scenario territoriale, come si dirà, particolarmente complesso, il nuovo ospedale abbia saputo crescere nell’efficienza organizzativa, nel volume di attività e nei rapporti con l’Università, producendo performance talvolta superiori ai livelli medi dati nel complesso dalle altre Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione. Questa edizione descrive attività e risultati ottenuti da una struttura ospedaliera nata e sviluppata in un momento di cambiamento della sanità della provincia di Ferrara. Si tratta di una realtà caratterizzata dalla sostanziale revisione dell’offerta in tutto il territorio: dalla riduzione della dotazione dei posti letto, alla riduzione del tasso di ospedalizzazione, finalizzate all’allineamento ai dati medi regionali, all’ottimizzazione dei volumi di prestazioni ambulatoriali. La precedente edizione del Bilancio di Missione, invece, si era concentrata sull’evento del trasloco verso il nuovo ospedale di Cona. La struttura del documento è articolata, come nelle edizioni precedenti, nei classici capitoli in cui vengono descritti i risultati ottenuti dall’Azienda nei vari settori nel corso dell’anno. Nel primo capitolo, dedicato al contesto di riferimento in cui opera l’Azienda, viene descritta la rete integrata dell’offerta regionale, intesa come il ruolo complessivo che l’Azienda svolge nel contesto della rete regionale e provinciale. La seconda sezione del Bilancio di Missione continua ad essere una componente fondamentale ed articolata in ampie tematiche come la sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale, l’impatto sul contesto territoriale, la copertura dei livelli essenziali di assistenza, la qualità dell’assistenza ospedaliera. Nel capitolo terzo vengono descritti i risultati ottenuti in relazione ad obiettivi aziendali specifici. Nel capitolo quarto, vengono aggiornati annualmente gli aspetti qualitativi e quantitativi sul personale dipendente. Nel quinto capitolo vengono illustrati i sistemi aziendali relazionali e gli strumenti della comunicazione. Il capitolo sesto è dedicato alla ricerca e innovazione, in cui vengono descritte le azioni della struttura locale specifica, l’Ufficio Ricerca e Innovazione, verso lo sviluppo e consolidamento di tale settore, e la ricerca e didattica in collaborazione con l’Università. Il capitolo settimo è dedicato alle informazioni relative al bilancio di Genere. Nelle edizioni precedenti del Bilancio di Missione veniva dedicato un capitolo specifico alla descrizione delle strategie e dei piani programmati di trasferimento verso la nuova sede. Con l’edizione del 2012, anno in cui è avvenuto il trasloco verso il nuovo Ospedale, è stata elaborata quella che potremmo definire “l’ultima puntata” di questo capitolo. A partire dal 2013, infatti, il Bilancio di Missione, non terrà più distinte in alcune pagine a parte le attività relative a Cona, poiché oggi Cona è a tutti gli effetti il nuovo ambiente in cui si svolge la quotidianità produttiva, organizzativa, qualitativa, economica e gestionale del S. Anna. Al termine del 2013 sono rimaste nella sede di C.so Giovecca alcune funzioni come la Radioterapia, la Medicina Nucleare e alcune Attività ambulatoriali. Col 2014 si completerà ulteriormente il percorso del trasferimento. Grazie alle azioni poste in essere nel 2013 è stata possibile la “concentrazione” entro un’area ristretta dell’anello del vecchio S. Anna delle attività ambulatoriali erogate dagli specialisti convenzionati con l’AUSL. In relazione alle osservazioni e agli spunti di miglioramento proposti dal Comitato di Indirizzo nell’esprimere il giudizio delle edizioni precedenti, sono state introdotte alcune novità sia come contenuto che come “editing”. In particolare è stato affrontato un importante risvolto sul tema dell’appropriatezza della domanda. Infatti, in relazione alla propria struttura e mission, le Aziende Ospedaliere analizzano e misurano continuamente, con molteplici indicatori specifici, l’appropriatezza dei setting delle prestazioni che erogano all’utenza. Ma nell’ambito della gestione dei rapporti tra un’Azienda erogatrice e un’Azienda territoriale (AUSL) può assumere importanza strategica la conoscenza e la misurazione dei livelli di appropriatezza delle prestazioni viste dalla parte del richiedente: in altre parole l’appropriatezza della cosiddetta “domanda”. La novità più importante introdotta quest’anno, è la realizzazione del Bilancio di Missione in pillole: si tratta di un’edizione più breve, più semplice e scritta con un linguaggio accessibile anche ai “non esperti”. Tale prodotto è stato elaborato attraverso una linea metodologica ben definita, essenzialmente caratterizzata dalla funzione cardine e basilare del Comitato Consultivo Misto e dalla reimpostazione del linguaggio, adottando i criteri della Health Literacy. Essendo un’esperienza nuova e sperimentale, che richiede molto tempo per la fase di decisione 7 contenutistica, il primo Bilancio di Missione in pillole fa riferimento all’edizione del 2012. E’ però in preparazione la stesura della versione aggiornata al 2013, nell’ottica programmatoria di pubblicare, sul sito internet aziendale, nell’apposita pagina dedicata, la versione in pillole a breve distanza temporale da quella integrale. Dott. Gabriele Rinaldi 8 Ingresso visitatori alle degenze 9 1. Contesto di riferimento lavoro; assicurare il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico; • ottenere adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico e favorire il riconoscimento di meriti e demeriti dei dirigenti pubblici e del personale; • misurazione, valutazione e trasparenza della performance. Legge 15 marzo 2010, n.38 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. Intesa Stato Regioni del 29 aprile 2010 sul Piano Nazionale della prevenzione 2010-2012. Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento degli interventi assistenziali nel percorso di nascita e per la riduzione del taglio cesareo”. Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 “Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi nell’ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore”. Accordo Stato-Regioni del 22 novembre 2011 in materia di Livelli Essenziali di Assistenza. D.Lgs 6 maggio 2011 n. 68 “Disposizioni in materia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonchè di determinazione dei costi e dei fabbisogno standard nel settore sanitario”. D. Lgs 23 giugno 2011 n.118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42”. Intesa 25 luglio 2012 ai sensi dell’’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 sulla proposta del Ministro della salute, di cui all’’articolo 5 della legge 15 marzo 2010, n. 38, di definizione dei requisiti minimi e delle modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unita’’ di cure palliative e della terapia del dolore. D. L. 23 settembre 2012 n.158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”. Intesa 22 novembre 2012 n.228, ai sensi dell’’art. 1, comma 34 bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sulla proposta del Ministro della salute di deliberazione del CIPE relativa all’’assegnazione alle Regioni delle risorse vincolate, ai sensi dell’’art. 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, alla realizzazione degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale per l’’anno 2012. • 1.1 Quadro normativo e istituzionale L’Azienda deve adeguare la sua attività ad un ampio e articolato panorama di norme e disposizioni provenienti da fonti che possono essere Nazionali, Regionali oppure a livello di Enti Locali, riportate nei paragrafi seguenti, con separata indicazione delle integrazioni normative introdotte nell’anno 2013. Nel corso della trattazione è comunque riportato il riferimento alle norme specifiche che regolano i singoli temi trattati. Maggiori informazioni sono disponibili sul portale internet della Regione Emilia Romagna all’indirizzo: http://www.saluter.it/documentazione/leggi. • • • 1.1.1 Quadro normativo nazionale di base • Vengono riportate di seguito le basi normative nazionali di riferimento. • D. Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, e successive modifiche e integrazioni”. • D. Lgs. 19 giugno 1999 n. 229 “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’art. 1 della legge 30.11.1998 n. 419 e successive modifiche e integrazioni”. • D. Lgs. 21 dicembre 1999 n. 517 “Disciplina dei rapporti tra S.S.N. e Università, a norma dell’articolo 6 della legge 30.11.1998, n. 419”. • Legge 8 novembre 2000 n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. • D.P.C.M. 29 novembre 2001 “Definizione dei livelli essenziali di assistenza” II D.P.C.M. definisce i livelli essenziali di assistenza sanitaria includendo l’area dell’integrazione socio-sanitaria nella quale sono evidenziate anche le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale. • Piano Nazionale della Prevenzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze del diabete, dei tumori, del rischio infettivo tramite vaccinazioni e degli incidenti. • Legge 5 maggio 2009 n.42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”. • D. Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” diretto a: • conseguire una migliore organizzazione del • • • • • • 10 • 1.1.2 Quadro normativo regionale di base • • • • • • • L. R. 25 febbraio 2000 n. 11 “Modifiche della L. R. 12 maggio 1994 n. 19 “Norme per il riordino del Servizio Sanitario Regionale si avvale dei seguenti principi: • la centralità del cittadino; • il perseguimento della efficienza allocativa delle risorse; • la distinzione funzionale tra la responsabilità di committenza e la responsabilità di produzione; • lo sviluppo della partecipazione degli Enti locali al processo di individuazione, di selezione e di attuazione degli obiettivi; • la partecipazione delle organizzazioni sociali e degli operatori sanitari al processo di programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale; • la valorizzazione delle risorse umane. L.R. 23 dicembre 2004 n. 29 “Norme generali sull’organizzazione e il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale”: Viene ridefinita la sanità dell’Emilia-Romagna in un’ottica federalista. Sono rafforzate: le competenze degli Enti locali in materia di programmazione sanitaria, verifica e controllo, il rapporto della Regione con l’Università nel campo dell’assistenza, della ricerca e della didattica. La legge ridefinisce il Collegio di direzione come organo dell’Azienda, al pari del Direttore Generale e del Collegio sindacale, il riconoscimento della funzione di ricerca come parte integrante della mission del S.S.R. D.G.R. 23 febbraio 2004 n. 327 “Applicazione della L.R. n. 34/98 in materia di autorizzazione e di accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e dei professionisti alla luce dell’evoluzione del quadro normativo nazionale. Revoca di precedenti provvedimenti”. D.G.R. 30 dicembre 2004 n. 2708 “Programma per la Ricerca e l’Innovazione nel Servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna in cui vengono definiti Ambiti e obiettivi generali del PRI-ER. D.G.R. 14 febbraio 2005 n. 213 “Introduzione del bilancio di missione nel servizio sanitario regionale”. D.G.R. 14 febbraio 2005 n. 318 “Disciplina delle Aziende ospedaliero-universitarie ai sensi dell’articolo 9, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2004 n. 29 recante Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio sanitario regionale”. D.G.R. 6 novembre 2006 n. 1532 “Piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa”. • • • • • • • • • • • • • • 11 D.G.R. n. 73 del 29 gennaio 2007 “Piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa, integrazione alla d.g.r. n. 1532 del 06.11.06”. D.G.R. Assemblea Legislativa del 14 novembre 2007 n. 141 “Approvazione del piano energetico regionale (Proposta della G.R. in data 10 gennaio 2007, n. 6)”. D.G.R. 16 novembre 2007 n. 1720 “Approvazione linee di indirizzo per l’ organizzazione dell’ assistenza integrata al paziente con ictus - programma stroke care”. D.G.R. 10 dicembre 2007 n. 1921 “Linee guida alle aziende sanitarie della regione Emilia-Romagna per il controllo del dolore in travaglio di parto”. D.G.R. 20 dicembre 2007 n. 2011 “Direttiva alle aziende sanitarie per l’adozione dell’atto aziendale, di cui all’art. 3, comma 4, della L.R. 29/2004” L.R. 21 dicembre 2007 n. 28 “Disposizioni per l’acquisizione di beni e servizi”. D.G.R. 27 dicembre 2007 n. 2175 “Provvedimenti attuativi del comma 796, lettera o), dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006 n° 296 - rete laboratoristica regionale”. D.G.R. 27 dicembre 2007 n. 2313 “Piano dei conti delle aziende sanitarie. Adeguamento al d.m. 13.11.2007, e all’art. 51 della l.r. 23-12-2004, n. 27”. D.G.R. 3 marzo 2008 n. 249 “Assegnazione di finanziamenti alle aziende sanitarie per il sostegno delle attività’ di interesse regionale sugli screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, mammella, del colon-retto e dei registri tumori di popolazione”. D.G.R. 27 marzo 2008 n. 374 “Revisione del programma ‘Assistenza odontoiatrica nella Regione Emilia-Romagna: programma regionale per l’attuazione dei LEA e la definizione dei livelli aggiuntivi di cui alla DGR 2678 del 2004”. D.G.R. 21 aprile 2008 n. 533 “Direttiva alle Aziende sanitarie in merito al programma percorso nascita”. D.G.R. 11 giugno n. 883 “Approvazione dei piani aziendali in materia di attività libero professionale intramuraria redatti dalle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna ai sensi della L. 120/07 e della D.G.R. di Giunta n. 200 del 2008”. D.G.R. 29 settembre 2008 n. 1523 “Disposizione del sistema regionale dei dispositivi medici”. D.G.R. 1155/2009 “Gestione dei rifiuti e degli scarichi idrici nelle Aziende sanitarie dell’EmiliaRomagna”. D.G.R. 28 marzo 2011 n. 389 “Prestazioni di Pronto soccorso assoggettate a compartecipazione della spesa da parte degli utenti-modifiche ed in- • • • tegrazioni alla deliberazione n. 1035/2009”. D.G.R. 06 giugno 2012 n.653 “Erogazione straordinaria di cassa a favore delle Aziende sanitarie” D.G.R. 30 luglio 2012 n.1154 “Compartecipazione alla spesa per l’accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, farmaceutica e assistenza termale nelle zone colpite dal sisma” • 1.1.3 Quadro istituzionale locale di base • • • • • • • Accordo Attuativo Locale: La Regione Emilia Romagna, le Università degli Studi di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Parma sottoscrivono un Protocollo di Intesa individuando nella integrazione le modalità idonea per realizzare il concorso delle rispettive autonomie. Nelle more della approvazione del nuovo Protocollo di Intesa Regione-Università, l’Azienda OspedalieroUniversitaria e l’Università degli Studi di Ferrara hanno condiviso la revisione del vigente Accordo Attuativo Locale. Piani per la salute: Le tematiche di fondo individuate a livello provinciale sono la sicurezza alimentare, la sicurezza sul lavoro e quella stradale. In queste attività è prevista la collaborazione interaziendale tra AUSL e Azienda Ospedaliera Universitaria. Piani di zona: individuano le problematiche sociali che caratterizzano un territorio e come queste possano essere affrontate. Accordo di fornitura con l’Azienda USL: definisce la committenza della AUSL verso la Azienda Ospedaliera Universitaria in relazione alle esigenze della popolazione. Piano delle azioni - Obiettivi dati dalla Regione alle Aziende: definisce gli obiettivi che la Regione assegna alle aziende, in relazione a vincoli economici, appropriatezza delle prestazioni, esigenze di sviluppo e innovazione e ricerca, e le azioni da compiere per raggiungere i target predefiniti. Piano programmatico triennale: definisce le linee programmatorie triennali assegnate all’Azienda. • • • • • 1.1.4 Integrazioni normative cronologiche Vengono di seguito riportati i principali aggiornamenti normativi introdotti nella sanità nazionale e regionale nel corso dell’anno 2013: • Legge 24 dicembre 2012 n. 228 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)”. • D.G.R. 25 febbraio 2013 n.199 “Linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2013” 12 D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. D. Lgs. 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilita’ e incompatibilita’ di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”. Legge 23 maggio 2013 n. 57 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria”. Legge 6 giugno 2013 n.64 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”. D. L. 21 giugno 2013, n. 69 Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 D. L. 24 giugno 2013 n.72 “Misure urgenti per i pagamenti dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale”. D.G.R. 02 agosto 2013 n.1131, pubblicata sul BUR num. 236 del 09 agosto 2013 “Linee guida regionali attuative dell’art. 1, comma 4, della l. 120/2007 “Disposizioni in materia di attività libero professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria”, come modificato dal d.l. n. 158 del 13/9/2012”. Legge 30 ottobre 2013, n. 125 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.” 1.2 Il sistema delle relazioni con l’Università L’Azienda Ospedaliero Universitaria svolge un’importante funzione di didattica e ricerca clinica portando avanti, in maniera condivisa con l’Università, l’organizzazione basata sui Dipartimenti ad Attività Integrata. 1.2.1 Corsi di laurea attivati e disattivati nell’anno 2013 CORSI ATTIVATI IN BASE ALLA NUOVA RIFORMA UNIVERSITARIA (D.M. 270/04) Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE TRIENNALI Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea in SCIENZE MOTORIE Classe L-22 – scienze delle attività motorie e sportive 1°, 2° e 3° anno Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE TRIENNALI SANITARIE Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea in DIETISTICA (abilitante alla professione sanitaria di Dietista) Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche 1° e 2° anno - Laurea in FISIOTERAPIA (abilitante alla professione sanitaria di Fisioterapista) Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione 1° e 2° anno - Laurea in INFERMIERISTICA (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere) Classe L/SNT1 – professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o 1° e 2° anno - Laurea in LOGOPEDIA (abilitante alla professione sanitaria di Logopedista) Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione 1° e 2° anno - Laurea in ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (abilitante alla professione sanitaria di Ortottista ed assistente di oftalmologia) Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione 1° e 2° anno - Laurea in OSTETRICIA (abilitante alla professione sanitaria di ostetrica/o) Classe L/SNT1 – professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o 1° e 2° anno - Laurea in TECNICA DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico della riabilitazione psichiatrica) Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione 1° e 2° anno - Laurea in TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO (abilitante alla professione sanitaria di tecnico di laboratorio biomedico) Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche 1° e 2° anno - Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA (abilitante alla professione sanitaria di tecnico di radiologia medica) Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche 1° e 2° anno - Laurea in IGIENE DENTALE (abilitante alla professione sanitaria di Igienista dentale) Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche 1° e 2° anno - Laurea in EDUCAZIONE PROFESSIONALE (abilitante alla professione sanitaria di Educatore professionale) Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione 1° e 2° anno Denominazione dei corsi di studio delle lauree MAGISTRALI A CICLO UNICO Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea magistrale in MEDICINA E CHIRURGIA Classe LM-41 – medicina e chirurgia 1°, 2°, 3° e 4° anno - Laurea magistrale in ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA Classe LM-46 – odontoiatria e protesi dentaria 1°, 2°, 3° e 4° anno Denominazione dei corsi di studio delle lauree MAGISTRALI (biennali) Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea magistrale in SCIENZE E TECNICHE DELL’ATTIVITÀ MOTORIA PREVENTIVA E ADATTATA Classe LM-67 – scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate 1° e 2° anno Denominazione dei corsi di studio delle lauree MAGISTRALI SANITARIE (biennali) Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea magistrale in SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE Classe LM/SNT 1 – scienze infermieristiche e ostetriche 1° e 2° anno - Laurea magistrale in SCIENZE RIABILITATIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE Classe LM/SNT 2 – scienze riabilitative delle professioni sanitarie 1° e 2° anno 13 - Laurea magistrale in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE TECNICHE DIAGNOSTICHE Classe LM/SNT 3 – scienze delle professioni sanitarie tecniche 1° e 2° anno CORSI ORGANIZZATI IN BASE ALLA PRECEDENTE RIFORMA UNIVERSITARIA - D.M. 509/99 CORSI IN FASE DI DISATTIVAZIONE Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE DI PRIMO LIVELLO Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea in INFERMIERISTICA (abilitante alla professione sanitaria di Infermiere) Classe 1/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in OSTETRICIA (abilitante alla professione sanitaria di Ostetrica/o) Classe 1/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in FISIOTERAPIA (abilitante alla professione sanitaria di Fisioterapista) Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie della riabilitazione 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in LOGOPEDIA (abilitante alla professione sanitaria di Logopedista) Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie della riabilitazione 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (abilitante alla professione sanitaria di Ortottista ed assistente di oftalmologia) Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie della riabilitazione 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in TECNICA DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico della riabilitazione psichiatrica) Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie della riabilitazione 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO (abilitante alla professione sanitaria di Educatore professionale sanitario) Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie della riabilitazione 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in DIETISTICA (abilitante alla professione sanitaria di Dietista) Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico di laboratorio biomedico) Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie tecniche - area tecnico-diagnostica 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico di radiologia medica) Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie tecniche - area tecnico-diagnostica 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in TECNICHE AUDIOPROTESICHE (abilitante alla professione sanitaria di Audioprotesista) Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale 3° anno 1° e 2° anno disattivato - Laurea in IGIENE DENTALE (abilitante alla professione sanitaria di Igienista dentale) Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale 3° anno 1° e 2° anno disattivato Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE SPECIALISTICHE A CICLO UNICO Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea specialistica in MEDICINA E CHIRURGIA Classe 46/S delle lauree specialistiche in medicina e chirurgia 5° - 6° anno 1° 2° 3° e 4° anno disattivati - Laurea specialistica in ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA Classe 52/S delle lauree specialistiche in odontoiatria e protesi dentaria 5° anno 1° 2° 3° e 4° anno disattivati Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE SPECIALISTICHE (biennali) Classe di corso di studio a.a. 2012/13 - Laurea specialistica in SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE Classe SNT-SPEC/01 delle lauree specialistiche in scienze infermieristiche e ostetriche 2° anno 1° disattivato - Laurea specialistica in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE Classe SNT-SPEC/02 delle lauree specialistiche in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione 2° anno 1° disattivato 14 1.2.2 Ricercatori e Professori universitari assunti e cessati Nell’anno 2013 è stato convenzionato 1 Ricercatore a tempo determinato. Nell’anno 2013 sono cessati: 3 Professori ordinari, 1 Professore associato e 1 Ricercatore Sono da reclutare nel 2014, in base a procedure gia deliberate 1 Professore Associato e 4 ricercatori. Tabella 1.1 - Ricercatori e Professori assunti e convenzionati dal 2010 Tipologia 2010 2011 2012 2013 Professori Ordinari 2 1 0 0 Professori Associati 3 1 0 0 Ricercatori 1 2 4 1 Fonte: Università degli studi di Ferrara Tabella 1.2 - Ricercatori e Professori cessati dal 2010 Tipologia 2010 2011 2012 2013 Professori Ordinari 5 3 0 3 Professori Associati 2 1 0 1 Ricercatori 2 1 0 1 Fonte: Università degli studi di Ferrara 1.2.3 Ricercatori e professori da reclutare sulla base delle procedure già deliberate Tabella 1.3 - Ricercatori e Professori da reclutare nel 2014 in base a procedure già deliberate Professori Ordinari 0 Professori Associati 1 Ricercatori 4 Fonte: Università degli studi di Ferrara 1.3 La rete integrata dell’offerta regionale L’Azienda è dotata di tutte le alte specialità mediche ad eccezione di: cardiochirurgia, trapianti d’organo, grandi ustionati, unità spinale, neuropsichiatria infantile2. L’indice di dipendenza della struttura dalla popolazione, che esprime la capacità di attrazione dell’ospedale e, al tempo stesso, il grado di utilizzazione delle sue risorse da parte di sottogruppi di popolazione residente nel territorio sul quale opera, evidenzia che per i ricoveri circa l’80% (sostanzialmente stabile negli anni) dell’attività è rivolta a persone che risiedono nella Provincia di Ferrara, con una netta prevalenza di soggetti residenti nel distretto centro–nord, dove ha sede l’Azienda. Nel 2013 si registra una flessione in percentuale dell’attività rivolta verso l’utenza extra provinciale e extra regionale, ad evidenza di un relativo calo della capacità di attrazione. La riduzione dei flussi di mobilità è comunque un fenomeno diffuso nella regione già nel 2012 e presente anche nel 2013. 2 Anche il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura non afferisce all’Azienda, ma è comunque presente a livello provinciale ed è gestito dall’Azienda USL 15 Tabella 1.4 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (dimessi)% Residenti TOTALE Stesso Distretto Altro Distretto stessa Azienda Altre Aziende R.E.R. Fuori R.E.R. ed estero 2013 57,4 26,1 5,5 11,0 100 2012 57,4 24,3 5,8 12,5 100 2011 58,0 23,2 5,5 13,3 100 2010 58,4 21,9 6,0 13,7 100 Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna. La lettura del fenomeno in termini economici (tabella 1.5) non riproduce il medesimo quadro: il calo in percentuale dei ricoveri da fuori provincia è seguito da un incremento in percentuale dei ricavi, lasciando spazio all’interpretazione che la attività sia stata erogata per situazioni di elevata complessità. Tabella 1.5 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (importi)% Residenti TOTALE Stesso Distretto Altro Distretto stessa Azienda Altre Aziende R.E.R. Fuori R.E.R. ed estero 2013 54,4 27,4 6,1 12,1 100 2012 55,4 24,9 5,7 14,0 100 2011 55,5 24,4 6,1 14,0 100 2010 55,4 22,5 6,8 15,4 100 Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna. Dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (im porti) Anno 2013 Fuori R.E.R. ed estero Altre Aziende R.E.R. Stesso Distretto Altro Distretto stessa Azienda L’ indicatore medesimo per l’attività ambulatoriale, descrive una fenomenologia simile, ma con un incremento della quota di attrazione extra provinciale. Tabella 1.6 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale (tutte le specialità, importi)% Popolazione residente TOTALE Stesso Distretto Altro Distretto stessa Azienda Altre Aziende R.E.R. Fuori R.E.R. ed estero 2013 55,4 30,1 6,4 8,1 100 2012 54,0 32,0 6,0 8,1 100 2011 57,3 27,5 5,6 9,6 100 2010 60,0 24,5 5,7 9,8 100 Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna. 16 Dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale (tutte le specialità, importi) Anno 2013 Fuori R.E.R. ed estero Altre Aziende R.E.R. Altro Distretto stessa Azienda Stesso Distretto Se si escludono le prestazioni di laboratorio, aumenta la percentuale di prestazioni rese a pazienti di altri distretti della stessa azienda USL, mentre diminuisce per i pazienti fuori regione Tabella 1.7 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale (escluse le prestazioni di laboratorio, importi)% Popolazione residente TOTALE Stesso Distretto Altro Distretto stessa Azienda Altre Aziende R.E.R. Fuori R.E.R. ed estero 2013 60,9 30,8 3,8 4,5 100 2012 60,8 29,9 4,0 5,4 100 2011 61,3 27,6 4,3 6,8 100 2010 62,0 27,7 4,0 6,3 100 Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna. Spostando l’attenzione sull’indice di dipendenza della popolazione dalla struttura, ossia sull’orientamento della popolazione residente nella Provincia di Ferrara rispetto alla scelta delle strutture in cui ricoverarsi o ricevere prestazioni ambulatoriali, si osserva che l’Azienda copre il 43% della domanda di ricovero di tutta la provincia e poco più del 40% della specialistica ambulatoriale. Nel 2013 la popolazione ferrarese si è rivolta in maggiorpercentuale all’Azienda ospedaliero universitaria e in minor percentuale verso il privato della stessa provincia e verso il servizio pubblico di altre province della Regione. Su tale fenomeno influisce la ripresa dell’attività dopo il momento transitorio critico legato al trasloco, nel 2012. Tabella 1.8 - Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime ordinario e day hospital, dimessi)% Azienda USL Pubblico Azienda Ospedaliera di Ferrara Totale Privato Altre Aziende R.E.R. Pubblico Privato Aziende fuori R.E.R. Totale 2013 27,3 6,9 43,1 77,3 8,8 3,6 10,3 100 2012 29,2 8,0 41,9 79,1 8,4 3,2 9,3 100 2011 29,3 6,6 44,2 80,1 7,5 3 9,3 100 2010 29,7 6,6 44,2 80,5 7,6 2,9 9,1 100 Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna. 17 Tabella 1.9 - Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime ordinario e day hospital, importi)% Azienda USL Pubblico Azienda Ospedaliera di Ferrara Totale Privato Altre Aziende R.E.R. Pubblico 9,5 Privato 4,4 Aziende fuori R.E.R. 10,4 Totale 2013 25,3 5,5 44,9 75,7 100 2012 27,3 6,7 44,0 78 9,6 4 8,5 100 2011 26,9 5,6 47,3 79,8 8,3 3,8 8,2 100 2010 28,4 5,5 45,7 79,7 8,3 3,7 8,3 100 Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna. Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime ordinario e day hospital, importi) Anno 2013 Aziende fuori R.E.R. Altre Aziende R.E.R. Privato Azienda USL Pubblico Altre Aziende R.E.R. Pubblico Azienda USL Privato Azienda Ospedaliera di Ferrara Tabella 1.10 – Indice di dipendenza della popolazione dalla struttura ospedaliera (attività ambulatoriale, importi)% Popolazione residente TOTALE Azienda USL Azienda Ospedaliera di Ferrara Altre Aziende R.E.R. Fuori R.E.R. ed estero 2013 39,6 40,3 7,1 13,0 100 2012 37,8 44,3 6,3 11,6 100 2011 38,5 44,9 6,2 10,5 100 2010 40,7 42,5 6,6 10,2 100 Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna. Dipendenza della popolazione dalla struttura ospedaliera (attività ambulatoriale, importi) Anno 2013 Fuori R.E.R. ed estero Altre Aziende R.E.R. Azienda USL Azienda Ospedaliera di Ferrara 18 In sintesi, il ruolo complessivo che l’Azienda svolge nel contesto della rete regionale e provinciale può essere colto dall’analisi congiunta della mobilità attiva e passiva della popolazione, distinta in base al livello specialistico delle funzioni assistenziali. Dall’analisi dei flussi di mobilità della popolazione emerge che: • 419 residenti della Provincia di Ferrara sono stati trattati in altre province/regioni per patologie riferibili a discipline di alta specializzazione non presenti nelle strutture provinciali (tra cui cardiochirurgia, trapianti, grandi ustionati, unità spinale). L’80% dei casi è stato gestito nell’ambito della rete regionale. Il valore complessivo di tale “mobilità passiva”, si avvicina a i 6.000.000 di euro; Tabella 1.11 - Saldo mobilità discipline mancanti Disciplina di dimiss. • N. dim. passiva Importo passiva N. dim. Attiva S.Anna Importo Attiva S.Anna N. dim. Attiva AUSL 109-FE importo Attiva AUSL 109-FE Saldo n. dim. Saldo importo GRANDI USTIONATI 3 89.556 0 0 0 0 -3 -89.556 NEUROPSICHIATRIA INFANT. 54 106.574 0 0 0 0 -54 -106.574 NEOUROCHIRURGIA PEDIATR. 13 117.879 0 0 0 0 -13 -117.879 UNITA' SPINALE 13 279.801 0 0 0 0 -13 -279.801 CARDIOCHIRURGIA PEDIATR. 20 313.036 0 0 0 0 -20 -313.036 NEFROLOGIA TRAPIANTI 51 387.205 0 0 0 0 -51 -387.205 CARDIOCHIRURGIA 265 4.617.253 0 0 0 0 -265 -4.617.253 TOTALE 419 5.911.304 0 0 0 0 -419 -5.911.304 per il complesso delle specialità medio - alte, rispetto alle quali l’Azienda costituisce hub regionale o centro di riferimento per l’intera provincia, il bilancio della mobilità è positivo anche per il 2013, sia dal punto di vista numerico (saldo di 266 ricoveri), sia dal punto di vista economico (saldo di 5.600.000 di euro). Il dato è ancora in riduzione rispetto all’anno precedente ma nel calo dei flussi di mobilità attiva va evidenziato che l’importo medio per ricovero è passato da circa 4.600 euro a circa 5.000. Questo dato evidenzia che il livello medio della complessità della casistica dei flussi in entrata, anche se ridotto in volume, è aumentato in complessità. Inoltre nel calo dei ricoveri incide sensibilmente il dato dell’Oculistica, non legato ad un calo di attività, ma ad un “riflesso” numerico del passaggio della gestione di una consistente casistica dal regime di DH al regime ambulatoriale, perseguendo obiettivi aziendali (pienamente raggiunti) di ottimizzazione dei setting assistenziali appropriati. 19 Tabella 1.12 - saldo mobilità discipline di riferimento regionale o provinciale Disciplina di dimiss. N. dim. passiva Importo passiva N. dim. Attiva S.Anna Importo Attiva S.Anna N. dim. Attiva AUSL 109-FE importo Attiva AUSL 109-FE Saldo n. dim. Saldo importo NEURO-RIABILITAZIONE 6 66.888 363 4.832.594 0 0 357 4.765.706 EMATOLOGIA 60 655.716 166 1.764.668 0 0 106 1.108.952 REUMATOLOGIA 20 36.383 324 766.483 0 0 304 730.099 MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG. 26 30.190 240 567.130 0 0 214 536.941 NEUROLOGIA 131 318.560 192 758.210 0 0 61 439.650 CHIRURGIA PEDIATRICA 100 249.551 352 484.364 0 0 252 234.813 CHIRURGIA MAXILLO 79 FACCIALE + ODONTOIATRIA E STOMATOL. 251.545 166 484.832 0 0 87 233.286 CHIRURGIA VASCOLARE 112 674.567 232 744.880 0 0 120 70.313 OTORINOLARINGOIATRIA 460 939.167 193 977.742 0 0 -267 38.575 MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI 50 185.468 68 206.640 0 0 18 21.172 ASTANTERIA 51 120.611 54 132.476 0 0 3 11.865 NEFROLOGIA + NEFROLOGIA PEDIATRICA 52 181.607 36 153.346 0 0 -16 -28.261 CHIRURGIA PLASTICA 74 263.412 84 224.158 0 0 10 -39.253 TERAPIA INTENSIVA NEONAT. + NEONATOLOGIA 66 619.343 65 570.649 0 0 -1 -48.694 PNEUMOLOGIA 98 292.234 46 222.852 0 0 -52 -69.382 DERMATOLOGIA 56 109.570 26 35.916 0 0 -30 -73.654 GASTROENTEROLOGIA 105 245.092 35 81.855 0 0 -70 -163.237 NEUROCHIRURGIA 196 1.223.855 136 998.135 0 0 -60 -225.719 OCULISTICA 338 526.488 85 130.245 0 0 -253 -396.243 ONCOLOGIA + RADIOTERAPIA ONCOLOGICA + RADIOTERAPIA + MEDICINA NUCLEARE + CURE PALLIATIVE/ HOSPICE 624 2.067.882 107 561.109 0 0 -517 -1.506.773 TOTALE 2.704 9.058.129 2.970 14.698.284 0 0 266 5.640.156 20 • per le discipline a larga diffusione, presenti nelle strutture sia dell’ AUSL che dell’ Azienda, si registra un saldo negativo di oltre 5.500 casi, ai quali corrispondono oltre 23 milioni di euro. Il saldo è più negativo rispetto al 2012 e la differenza è legata soprattutto all’incremento della quota di mobilità passiva (“fuga” verso altre provincie e regioni). Su questa incidono maggiormente le discipline di Chirurgia generale, Ortopedia e Recupero-Riabilitazione; migliora sensibilmente, invece l’attrazione provinciale della Cardiologia. Tabella 1.13 - saldo mobilità discipline a larga diffusione Disciplina di dimiss. N. dim. passiva Importo passiva N. dim. Attiva S.Anna Importo Attiva S.Anna N. dim. Attiva AUSL 109-FE importo Attiva AUSL 109-FE Saldo n. dim. Saldo importo LUNGODEGENTI 88 608.927 3 35.264 104 871.928 19 298.265 NIDO 306 148.139 132 137.593 237 88.422 63 77.876 GERIATRIA 64 198.906 23 84.879 52 113.890 11 -137 UNITA' CORONARICA 33 145.592 18 81.427 12 37.259 -3 -26.905 MEDICINA GENERALE + DAY HOSPITAL + ALLERGOLOGIA 912 2.664.403 156 583.354 716 2.030.794 -40 -50.255 Altre specialità (radiologia, detenuti, medicina del lavoro, farmacologia clinica, angiologia) 41 79.001 0 0 0 0 -41 -79.001 PEDIATRIA + ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA 458 789.328 561 540.273 4 5.133 107 -243.922 TERAPIA INTENSIVA 60 838.455 14 390.855 10 128.201 -36 -319.398 UROLOGIA + UROLOGIA PEDIATRICA 493 1.355.917 110 341.365 148 386.338 -235 -628.213 OSTETRICIA E GINECOLOGIA + FISIOPATOL. RIPROD. UMANA 1.401 2.777.948 406 673.675 516 862.752 -479 -1.241.521 CARDIOLOGIA 626 2.956.312 111 738.556 184 653.512 -331 -1.564.244 RECUPERO E RIABILITAZIONE 769 5.748.111 133 886.573 1 1.529 -635 -4.860.009 ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 2.322 8.901.048 196 820.142 337 1.600.358 -1.789 -6.480.548 CHIRURGIA GENERALE + CHIRURGIA TORACICA 2.780 10.630.876 244 1.017.901 365 1.202.927 -2.171 -8.410.047 TOTALE 10.353 37.842.963 2.107 6.331.857 2.686 7.983.043 -5.560 -23.528.059 Nell’ultimo trimestre del 2013, il trend di crescita della Mobilità Passiva infraRER e verso il Veneto si è arrestato per il Distretto Centro Nord, ad evidenza che, nonostante l’evento del trasloco, il nuovo ospedale sta riprendendo a tutti gli effetti le proprietà di polo attrattivo provinciale a vantaggio del sistema sanitario ferrarese. Il trend si è arrestato anche per il distretto sud-est. Nel corso del 2012 e anche dei primi 9 mesi del 2013, si era assistito ad un trend incrementale della “fuga” dell’utenza verso altre provincie-regioni (Veneto in primis); la mobilità riguardava non solo il distretto Centro nord (ove 21 incide l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara) ma anche gli altri Distretti della Provincia. Tabella 1.14 - Trend della Mobilità passiva della provincia di Ferrara (infra RER e Veneto) per distretto di residenza: differenza importi tra 2013 e 2012 a confronto nei primi 9 mesi e nell’intero anno DISTRETTO DIFF. IMPORTO RICOVERI ORDINARI GEN. SET. 2013-2012 CENTRO-NORD OVEST ANNO 2013-2012 OTT. DIC. 2013-2012 1.112.263 1.182.481 70.218 986.050 1.414.021 427.971 SUD-EST 1.200.736 1.297.708 96.972 TOTALE 3.299.049 3.894.210 595.161 1.4 Osservazioni demografiche ed epidemiologiche In sintesi vengono riportati alcuni dati demografici ed epidemiologici generali che descrivono alcune caratteristiche specifiche del bacino d’utenza dell’ Azienda. Il confronto fra le piramidi delle età mostra che nella regione Emilia Romagna l’incidenza della popolazione di età compresa fra i 30 e i 50 anni è maggiore rispetto al grafico nazionale. Risulta invece minore in proporzione il numero delle persone fra i 10 e i 30 anni. Lo stesso grafico elaborato per la provincia di Ferrara mostra l’accentuarsi di tale differenza, documentando un netto sbilanciamento verso le fasce più anziane della popolazione. Figura 1.1 - Piramide dell’età della popolazione nazionale (in alto a sinistra), dell’Emilia Romagna (in alto a destra) e della Provincia di Ferrara (in basso al centro) 22 Come si può notare dalla tavola successiva, la provincia di Ferrara risulta essere di gran lunga quella con la percentuale più elevata di popolazione anziana (25,8%); Tabella 1.15 - Popolazione ultrassessantacinquenne nelle Province delle Regione Azienda USL di residenza % popolazione anziana (≥65 anni) 2011 PIACENZA 24,0% PARMA 22,4% REGGIO EMILIA 19,8% MODENA 21,0% BOLOGNA 23,8% IMOLA 22,5% FERRARA 25,8% RAVENNA 23,8% FORLÌ 23,6% CESENA 21,2% RIMINI 20,9% EMILIA ROMAGNA 22,5% Il rapporto standardizzato di mortalità (SMR) è il rapporto tra il numero di casi di morte osservati e il numero di casi attesi; esprime l’eccesso (SMR maggiore di 1) o il difetto (SMR minore di 1) di mortalità esistente tra la popolazione osservata e la popolazione presa come riferimento. Ferrara presenta l’SMR più alto il regione. Inoltre la provincia di Ferrara presenta i più alti tassi standardizzati di mortalità specifici, rispetto alle medie regionali per: • neoplasie; • malattie del Sistema circolatorio; • malattie del sangue e degli organi ematopoietici; • malattie del sistema osteomuscolare e tessuto connettivo. Tabella 1.16 - Rapporto standardizzato di mortalità a confronto tra le province della Regione Azienda Rapporto Standardizzato di Mortalità 2011 PIACENZA 1,05 PARMA 1,06 REGGIO EMILIA 0,90 MODENA 0,95 BOLOGNA 1,03 IMOLA 1,06 FERRARA 1,10 RAVENNA 1,02 FORLÌ 0,96 CESENA 0,96 RIMINI 0,92 EMILIA ROMAGNA 1,00 Ci si sofferma nel seguito sulle risposte che l’Azienda Ospedaliera fornisce per far fronte ai bisogni di salute della popolazione provinciale e/o regionale, che si caratterizzano per la scarsa frequenza e la complessità organizzativa richiesta. Ci si riferisce, cioè, alle funzioni svolte dai centri di riferimento della rete regionale hub e spoke che la programmazione regionale ha attribuito all’Azienda in considerazione dell’esperienza e della competenza maturata nel corso degli anni, in risposta ad un bisogno che supera i confini provinciali e, in alcuni casi, regionali. 23 Neuroriabilitazione delle cerebrolesioni acquisite (GRACER) L’Azienda Ospedaliera è l’unico centro regionale HUB per la riabilitazione delle gravi cerebro lesioni acquisite (GCA). L’ Unità Gravi Cerebrolesioni dell’Azienda coordina la rete assistenziale regionale, composta da strutture riabilitative ospedaliere che hanno il compito di realizzare progetti riabilitativi intensivi, di diverso grado di complessità, e da strutture riabilitative territoriali che hanno il compito di rispondere alle necessità del paziente con GCA e della sua famiglia dopo il reinserimento in ambiente extra-ospedaliero e a conclusione del periodo di riabilitazione intensiva. Lo sviluppo e la gestione clinica della rete GRACER è affidata ad un gruppo di coordinamento regionale presieduto dal Centro Hub dell’Azienda La rete GRACER è raccordata con il sistema regionale di assistenza ai traumi, con la rete dell’assistenza distrettuale territoriale e con la rete dei servizi sociali. Con la disciplina di neuroriabilitazione nel 2013 sono stati ricoverati 363 pazienti provenienti da altre Province/ Regioni. Ha inoltre soddisfatto la quasi totalità della domanda della Provincia di Ferrara. Il saldo economico a livello provinciale è stato pari a 4,8 milioni di euro. Neuroscienze Afferiscono alle neuroscienze la neurochirurgia, la neuroradiologia, la neurologia. L’Arcispedale S. Anna è uno dei 5 centri HUB regionali di neurochirurgia (assieme a: AOU di Parma e di Modena, Azienda Usl di Bologna, Azienda Usl di Cesena). Nel 2012 l’attività di ricovero delle UO di neurologia e neurochirurgia ha comportato, sul bilancio provinciale, un saldo positivo di mobilità di circa 214.000 euro. Genetica Il Centro di Ferrara è unico HUB della Regione Emilia Romagna per la genetica medica. E’ inoltre, assieme alle Aziende Ospedaliero Universitarie di Bologna, Modena e Parma, hub regionale per la genetica molecolare ed è centro spoke per la citogenetica. L’attività diagnostica, si mantiene a livelli significativamente elevati anche nel 2013 (circa 3,2 milioni di euro). Il registro IMER L’Unità Operativa svolge la funzione di coordinamento del Registro delle Malformazioni congenite dell’EmiliaRomagna (Registro IMER). Dall’analisi IMER emerge che la patologia cromosomica rappresenta il 17,1% (131/765) della casistica totale. E’ rilevante l’impatto della diagnostica prenatale collegata ad un’età materna avanzata in continuo aumento (fonte CedAP: 29,7% delle madri pari o superiori a 35 anni). In questo contesto i Registri delle Malformazioni Congenite (RMC) rappresentano un utile strumento per la valutazione, la sorveglianza e la prevenzione del fenomeno e la programmazione degli interventi. Essi permettono di integrare i dati rilevati sul territorio di competenza con altri sistemi di registrazione delle malattie congenite, dando vita a network nazionali ed internazionali che, attraverso la condivisione delle banche dati, permettono di effettuare studi epidemiologici su larga scala. Terapia intensiva neonatale e del primo anno di vita La TIN dell’Ospedale S. Anna è uno dei 7 centri hub della Regione (AOU di Parma, di Modena e di Bologna, AO di Reggio Emilia, Ospedale degli Infermi dell’AUSL di Rimini e Ospedale Bufalini dell’Azienda Usl di Cesena). L’Unità Operativa serve il bacino d’utenza provinciale e collabora alla copertura della domanda delle Province e delle Regioni limitrofe. 24 Malattie rare L’Arcispedale S. Anna è unico riferimento regionale per la glicogenosi in età adulta e per le anemie ereditarie (talassemia in particolare). E’ inoltre centro di secondo livello (spoke) per la sindrome di Marfan e per le malattie muscolo-scheletriche. 1.5 Accordo di fornitura Nel corso del 2013 è stato perseguito l’obiettivo del riallineamento del tasso standardizzato di ospedalizzazione provinciale a quello regionale e si è realizzato l’obiettivo di riduzione dei posti letto per entrambe le Aziende, per potersi allineare agli sfidanti obiettivi definiti dalla Spending Review sulla dotazione provinciale dei posti letto. Ed è proprio su quest’ultimo parametro che hanno raggiunto il punto di convergenza le strategie sia dell’Azienda Territoriale che dell’Azienda Ospedaliero Universitaria. In questo ambito le due Aziende hanno lavorato congiuntamente durante tutto il corso del 2013. Sulla dotazione disponibile dei posti letto, infatti, ruotano sia l’entità dell’offerta alla popolazione, sia le scelte organizzative sulla gestione delle risorse, ma soprattutto si sono consolidati i principi dell’integrazione sanitaria, tecnico-amministrativa e, in particolare per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliero Universitaria, con l’Università. Sulla tipologia dei ricoveri l’Azienda Ospedaliera si è impegnata ad erogare una produzione differenziata verso prestazioni di alta specialità, così come richiesto dal proprio ruolo di Hub, nell’ambito di un progetto di revisione e riorganizzazione dei ricoveri nelle diverse discipline specialistiche all’interno della rete ospedaliera provinciale secondo il modello regionale degli Hub e Spoke. L’importo concordato per l’anno 2013 è stato di 111.000.000 euro. Per l’anno 2013 il budget della attività specialistica ha assunto un valore economico complessivo, condiviso nei bilanci delle due Aziende, di 24.300.000 euro, al netto dei tickets. L’Azienda Ospedaliero Universitaria si è impegnata a produrre prestazioni prenotabili a CUP, superando la gestione delle stesse attraverso il proprio “Centro Servizi ambulatoriali”. Per i farmaci in mobilità è stato previsto un importo di spesa registrato alla fase consuntiva, con la garanzia di controllo periodico sull’appropriatezza prescrittiva. L’impegno di entrambe le aziende è stato quello di mettere in atto tutti i possibili interventi volti al rispetto delle suddette previsioni. In particolare, al fine del contenimento dei costi dei farmaci in fascia H, si è convenuto di monitorare congiuntamente, con cadenza mensile, sia l’andamento dei consumi, sia l’appropriatezza prescrittiva e di procedere congiuntamente alla tempestiva adozione di interventi correttivi, qualora si registrassero andamenti difformi dalle previsioni. 25 Stanza di degenza 26 2. Profilo aziendale 2.1 Sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale 2.1.1 Sostenibilità economica La sostenibilità economica è rappresentata per mezzo di indici di bilancio che consentono: • di valutare l’incidenza sul risultato economico dell’esercizio delle diverse cause gestionali; • di valutare l’incidenza dei costi dei vari fattori produttivi sui ricavi aziendali; • di analizzare il mix dei costi dei fattori produttivi aziendali. Tabella 2.1 - Risultato Netto di Esercizio ANNO 2011 -2.413.275 ANNO 2012 2.827 ANNO 2013 3.486 Fonte aziendale La Delibera di Giunta 199 del 25.02.2013 “Linee di programmazione e Finanziamento delle aziende del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2013” recita che, anche per il 2013, è confermato l’ obiettivo inderogabile del pareggio di bilancio, che costituisce vincolo e obiettivo sia per il Servizio Sanitario Regionale nel suo complesso, che per le singole Aziende Sanitarie . La modalità di verifica del risultato di esercizio delle aziende sanitarie e del consolidato regionale definita dal Tavolo di verifica degli adempimenti (ex art.12 dell’intesa 23 marzo 2005, istituito presso il MEF) comporta la necessità di garantire nell’esercizio 2013 una situazione di pareggio. Il sistema sanitario regionale deve, quindi, assicurare il finanziamento degli ammortamenti non sterilizzati, di competenza dell’esercizio 2013, riferiti a tutti i beni ad utilità pluriennale utilizzati per l’attività produttiva. Quindi, nel 2013, gli ammortamenti non sterilizzati rientrano nel vincolo di bilancio, unitamente agli oneri conseguenti all’applicazione del D.Lgs. 118/2011. Pertanto la Regione ha provveduto nel 2012: • ad accantonare le risorse necessarie ad assicurare il finanziamento degli ammortamenti non sterilizzati relativi alle immobilizzazioni entrate in produzione entro il 31.12.2009. Dette risorse sono state assegnate alle aziende con la Delibera di Giunta n. 2137/2013 e ammontano a complessivi 78,085 milioni di €, di cui 0,722 milioni di € a questa Azienda; • a finanziare gli ammortamenti netti delle immobilizzazioni entrate in produzione dal 01.01.2010 nell’ambito del valore della produzione per le Aziende Ospedaliere. Il risultato d’esercizio dell’anno 2013 si assesta su un utile di Euro 3.486 che è sostanzialmente allineato al pareggio civilistico previsto dalla Delibera 199/2013 citata. Anche negli anni 2011 e 2012 l’obiettivo regionale assegnato era stato rispettato. Tabella 2.2 - Incidenza dei risultati della gestione caratteristica e non caratteristica sul risultato netto ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 Risultato Operativo Caratteristico -2.108 -1.294 3.424 -872 Risultato Netto -2.991 -2.413 3 3 141,9% 186,5% 0,1% -0,3% Risultato Netto/ROC * 100 Fonte regionale 27 Risultato Netto/ROC 2011 200% 2010 150% ANNO 2010 100% ANNO 2011 50% ANNO 2012 2012 0% 2013 ANNO 2013 -50% La gestione caratteristica rappresenta l’area dei ricavi e dei costi attinenti l’attività tipica aziendale. La gestione non caratteristica riguarda la gestione finanziaria, la gestione straordinaria, la gestione atipica e gli oneri fiscali. L’indicatore analizza il contributo della gestione caratteristica al risultato d’esercizio nonché in quale misura il risultato sia influenzato da operazioni atipiche od occasionali. Nel 2012 migliora il risultato della gestione caratteristica, contro una sostanziale invarianza di quello della gestione non caratteristica. Nel 2013 il risultato della gestione caratteristica è negativo, il risultato d’esercizio, quindi è positivamente influenzato dai proventi straordinari. Tabella 2.3 - Risultati della gestione caratteristica (ROC) / ricavi disponibili (fonte: riclassificato regionale) ANNO 2010 Risultato Operativo Caratteristico Ricavi Disponibili ROC/RICAVI DISP ANNO 2011 ANNO 2012 -1.294 3.424 -872 265.703 265.952 284.976 282.176 -0,8% -0,5% 1,2% -0,3% Fonte regionale ROC/Ricavi Disponibili 1,5% ANNO 2012 1,2% 1,0% 0,5% ANNO 2011 -0,5% 0,0% -0,5% -1,0% ANNO 2013 -2.108 ANNO 2010 -0,8% 28 ANNO 2013 -0,3% L’indice aziendale peggiora rispetto all’anno 2012. Infatti, nel 2013 il peggioramento del risultato operativo caratteristico e’ influenzato sia dalla diminuzione dei ricavi, in particolare di quelli da finanziamento regionale, sia dall’aumento dei costi connessi allo sviluppo delle attività del nuovo Ospedale di Cona. Tabella 2.4 - Principali aggregati di fattori produttivi/ ricavi disponibili (fonte: riclassificato regionale) ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 23,8% 23,2% 19,8% 20,6% Beni consumo/Ricavi disponibili Beni strumentali/Ricavi disponibili Servizi/Ricavi disponibili 4,6% 4,4% 4,4% 4,2% 16,6% 17,3% 23,1% 24,5% 2,1% 1,9% 2,6% 2,3% 53,8% 53,6% 48,9% 48,6% Costi amm.vi e gen. e accant./Ricavi disponibili Costo del lavoro/Ricavi disponibili Fonte regionale Aggregati di FP/Ricavi disponibili 60,0% Beni consumo/Ricavi disponibili 50,0% Beni strumentali/Ricavi disponibili 40,0% 30,0% Servizi/Ricavi disponibili 20,0% Costi amm.vi e gen. e accant./Ricavi disponibili 10,0% Costo del lavoro/Ricavi disponibili 0,0% ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 L’indicatore misura il grado di assorbimento delle risorse dei vari fattori produttivi impiegati per l’espletamento dell’attività aziendale. Come evidenziato dal grafico la voce che incide maggiormente sui ricavi è il costo del lavoro (48,6%), che risulta comunque in calo costante nell’ultimo triennio. Varia l’incidenza dei servizi sui ricavi disponibili per effetto della compiuta definizione nel corso del 2013 degli accordi contrattuali che regolano i servizi in concessione nel nuovo nosocomio. Sono in lieve incremento i beni di consumo a seguito della spinta alla crescita dell’ attivita’ sanitaria dovuta all’assestamento delle funzioni nella nuova struttura di Cona. Tabella 2.5 - Composizione percentuale dei costi di esercizio annuali (fonte:riclassificato regionale) ANNO 2010 TOTALE COSTI ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 267.811 267.246 281.552 283.047 23,6% 23,1% 20,1% 20,6% Servizi sanitari/Totale costi 3,9% 3,8% 4,1% 4,8% Servizi non sanitari/Totale costi 9,6% 10,1% 14,3% 15,4% Beni strumentali/Totale costi 4,6% 4,4% 4,4% 4,2% Manutenzioni/Totale costi 3,0% 3,3% 5,0% 4,3% Consumo beni acquistati/Totale costi Costi amm.vi e generali/Totale costi 1,8% 1,6% 1,8% 1,9% Accantonamenti/Totale costi 0,2% 0,3% 0,8% 0,4% Costo del lavoro/Totale costi 53,3% 53,4% 49,5% 48,5% Fonte regionale 29 ANNO 2010 Consumo beni acquistati/Totale costi 23,6% Servizi sanitari/Totale costi Servizi non sanitari/Totale costi Beni strumentali/Totale costi 3,9% 53,3% Manutenzioni/Totale costi Costi amm.vi e generali/Totale costi 9,6% Accantonamenti/Totale costi Costo del lavoro/Totale costi 4,6% 3,0% 1,8% 0,2% ANNO 2011 23,1% Consumo beni acquistati/Totale costi Servizi sanitari/Totale costi Servizi non sanitari/Totale costi Beni strumentali/Totale costi 3,8% 53,4% Manutenzioni/Totale costi 10,1% Costi amm.vi e generali/Totale costi Accantonamenti/Totale costi Costo del lavoro/Totale costi 4,4% 0,3% 3,3% 1,6% ANNO 2012 20,1% Consumo beni acquistati/Totale costi Servizi sanitari/Totale costi 4,1% 49,5% Servizi non sanitari/Totale costi Beni strumentali/Totale costi Manutenzioni/Totale costi 14,3% Costi amm.vi e generali/Totale costi Accantonamenti/Totale costi 0,8% 5,0% Costo del lavoro/Totale costi 4,4% 1,8% 30 ANNO 2013 20,6% Consumo beni acquistati/Totale costi Servizi sanitari/Totale costi Servizi non sanitari/Totale costi 4,8% 48,5% Beni strumentali/Totale costi Manutenzioni/Totale costi Costi amm.vi e generali/Totale costi 15,4% Accantonamenti/Totale costi Costo del lavoro/Totale costi 0,4% 4,3%4,2% 1,9% Nel 2011 si rileva l’aumento di incidenza sia dei servizi non sanitari che delle manutenzioni per gli effetti della fase propedeutica all’avvio del Nuovo Polo Ospedaliero di Cona. Il 2012 ha registrato ulteriori maggiori costi per servizi non sanitari e manutenzioni a seguito dell’avvio effettivo del citato Nuovo Polo Ospedaliero, con contestuale utilizzo di parte del vecchio ospedale, nonchè degli eventi sismici del maggio 2012. Detti accadimenti avevavo determinato anche una diminuzione dei costi per beni di consumo connessa alla minore produzione. Nel 2013 aumenta l’incidenza dei servizi, a seguito della compiuta definizione degli accordi contrattuali con il Concessionario, e dei beni di consumo, per la ripresa dell’attività sanitaria. Da rilevare, inoltre, la diminuzione dei costi del personale nel rispetto della politica regionale di gestione delle risorse umane. Se si confronta il dato ottenuto a consuntivo 2013 col dato ottenuto nel 2012 si osserva che il consumo di beni è aumentato rispetto al consuntivo del 2012, così come la produzione effettiva che presenta un incremento maggiore rispetto ai costi. A tal proposito, nella valutazione dell’economicità e dell’efficienza, in relazione alla complessità e volume della casistica, occorre puntualizzare che: • la performance raggiunta nel 2012 era (insieme a quella di Reggio Emilia) la migliore a confronto con le altre AOSPU della RER in termini di percentuale di spesa per beni in rapporto alla produzione. Il risultato era dato dagli effetti delle manovre di risparmio che tenevano conto dei livelli di complessità, dell’appropriatezza prescrittiva e clinica e delle prestazioni per le quali l’Azienda doveva assicurare l’erogazione per la popolazione provinciale (urgenza, chirurgia oncologica, attrazione verso le funzioni HUB); • la componente “volumetrica” dell’incremento di produzione avvenuto nel 2013, ha determinato un incremento “relativo” dei beni di consumo (farmaci, presidi, materiali protesici ecc), mentre l’incremento della complessità, associatosi pure ad un aumento della spesa, è stato contrastato dal controllo sull’appropriatezza clinica e prescrittiva; • questi risultati evidenziano che l’Azienda, pur gestendo una casistica complessa con tendenza all’incremento, è riuscita a contenere la spesa, in termini relativi, rispetto ad un 2012 che già presentava una buona performance complessiva a confronto con le altre realtà Ospedaliere Universitarie della RER. 31 2.1.2 Sostenibilità finanziaria Tabella 2.6 - Rendiconto finanziario di liquidità SCHEMA DI RENDICONTO DI LIQUIDITA’ DEL BILANCIO D’ESERCIZIO 2011-2013-2013 (FONTI - IMPIEGHI) DISPONIBILITA’ LIQUIDE INIZIALI ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 a) Cassa 39.176 26.864 27.046 b) + Istituto Tesoriere 12.460 4.984 2.493 c) + c/c postale d) - debiti vs Istituto Tesoriere 49.155 25.363 37.712 -9.134.148 -11.538.295 -11.504.474 TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE INIZIALI (A) -9.033.357 -11.481.084 -11.437.223 TOTALE OPERAZIONI DI GESTIONE REDDITUALE (B) -2.218.564 17.967.006 -30.851.321 -26.955.443 -20.898.046 -53.602.416 26.726.280 2.974.899 85.331.160 -11.481.084 -11.437.224 -10.559.800 0 0 0 TOTALE ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO (C) TOTALE ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO (D) TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE FINALI (E) QUADRATURA:A+B+C+D-E Fonte aziendale Le disponibilità liquide sono negative sia in apertura che in chiusura di esercizio e sono da attribuire all’anticipazione di Tesoreria alla quale l’Azienda ricorre sistematicamente per far fronte ai pagamenti. Le operazioni di gestione reddituale risentono degli effetti del DL 35/2013, convertito in L.64/2103 ( pagamento dei debiti della PA), che ha consentito una forte riduzione dei debiti verso fornitori, i cui tempi di pagamento sono nettamente migliorati rispetto al 2012 assestandosi, a fine anno, sui 135 gg. dalla data di ricevimento delle fatture per tutte le tipologie di forniture ad eccezione dei servizi in appalto che sono a 210 gg, contro i 345 gg. al 31-12-2012. L’attivita’ di investimento rappresenta gli impieghi di finanziamenti in conto capitale, sia dell’esercizio che degli esercizi precedenti, per il completamento del Nuovo Polo Ospedaliero di Cona. Quindi l’esercizio 2013 e’ stato fortemente influenzato dalle maggiori erogazioni di cassa conseguenti all’applicazione del D.L. 35/2013, convertito in Legge 64/2013 e relativo al pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni, grazie al quale la Regione Emilia Romagna ha erogato all’Azienda euro 42.636.647. Tali fondi sono stati erogati a copertura delle perdite degli esercizi pregressi, sono infatti ricompresi nelle modifiche in aumento del Patrimonio netto. Diminuiscono i crediti, soprattutto verso Regione e verso Aziende sanitarie, in particolare nei confronti dell’Azienda USL di Ferrara con la quale e’ in corso un piano di rientro. Nel 2013 l’iscrizione dell’importo di 45.093.760 relativo all’iscrizione tra i fabbricati del valore della porzione dell’Ospedale di Cona costruito con investimento del Concessionario del contratto di Costruzione/Concessione/ Gestione, stipulato proprio per la costruzione del predetto Ospedale e a fronte del quale e’ stato iscritto contributo in conto capitale di pari importo, ha inciso sui dati delle attività di investimento e finanziamento. 32 Rendiconto Finanziario di liquidità TOTALE DISPONIBILITA' LIQUIDE INIZIALI TOTALE OPERAZIONI DI GESTIONE REDDITUALE TOTALE ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO 100.000.000 80.000.000 60.000.000 40.000.000 20.000.000 0 -20.000.000 TOTALE ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO -40.000.000 -60.000.000 -80.000.000 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE FINALI Tabella 2.7 - Debiti medi per forniture in conto esercizio. ANNO 2011 Giorni di pagamento ANNO 2012 295 ANNO 2013 291,25 261,25 Fonte aziendale Debiti medi per forniture in conto esercizio 300 295 291,25 290 280 270 Giorni di pagamento 261,25 260 250 240 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 Nel 2013 è proseguito l’impegno dell’Azienda per assicurare una gestione efficiente e appropriata delle risorse finanziarie disponibili. In particolare: • dal giorno 8 Gennaio 2013 l’Azienda è abilitata sulla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti, così come previsto dall’art.7 del D.L. 35 dell’8.04.13, e ha processato, nei termini, tutte le istanze di certificazione pervenute; • in applicazione del D.L. 35/2013, convertito con modificazioni nella Legge 64 del 6/6/2013, l’Azienda ha inoltrato alla Regione l’elenco dei debiti al 31.12.2012 certi, liquidi ed esigibili non ancora pagati alla data dell’ 8 aprile 2013. La Regione Emilia Romagna ha predisposto il Piano di pagamento regionale sulla base del quale ha sottoscritto apposito contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’accesso 33 all’anticipazione di liquidità (art.3 DL 35/2013). Da detta anticipazione questa Azienda ha ottenuto l’importo di € 29.462.602,69 ( Delibera RER 995/2013) con il quale ha provveduto ad effettuare pagamenti ai fornitori entro 30 giorni dall’erogazione, termine fissato dal MEF. Successivamente, come previsto dal DL 102/2013 la Regione ha potuto accedere ad un ulteriore anticipazione di liquidità rispetto alla quale l’Azienda ha ricevuto ulteriori €13.174.044,05 (Delibera RER 1532/2013) utilizzati per proseguire nella riduzione dei tempi di pagamento ai fornitori. Sia per la prima che per la seconda anticipazione di liquidità sono stati rispettati i tempi di comunicazione ai fornitori e i tempi di pubblicazione sul sito aziendale. • entro il 15.09.2013 sono stati inseriti nella piattaforma i debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31.12.2012 che non risultavano ancora estinti a quella data. L’Azienda quindi ha ridotto notevolmente il ritardo nei pagamenti ai fornitori grazie alle rimesse regionali derivanti dall’anticipazione di liquidità erogata in favore delle Regioni in applicazione del Decreto Legge 35 dell’8.04.13 e del Decreto Legge 102/2013. I tempi di pagamento ai fornitori al 31.12.2013 sono risultati di 135 giorni dalla data di ricevimento delle fatture per tutte le tipologie di fornitura, ad eccezione dei servizi in appalto, disciplinati dal contratto di concessione e gestione del nuovo ospedale di Cona, che avevano tempi di pagamento di 210 giorni dalla data di ricevimento. Al 31.12.2012, invece i tempi di pagamento erano di 345 gg data ricevimento fattura, quindi si rileva un miglioramento di 210 gg.. L’importo di debiti scaduti e non pagati al 31.12.2013 ammonta complessivamente a 34,123 milioni di Euro contro i 77,043 milioni di Euro al 31.12.2012. 2.1.3 Sostenibilità patrimoniale Si procede con l’analisi dello Stato Patrimoniale dell’Azienda, con particolare attenzione alla struttura degli investimenti e dei finanziamenti utilizzati, evidenziando il tasso di rinnovamento nonché il grado di obsolescenza delle immobilizzazioni. Tabella 2.8 - Stato Patrimoniale riclassificato in chiave finanziaria. Anno 2012 ATTIVITA’ Liquid. immediate e differite PASSIVITA’ 28% Scorte 60% Finanziamenti a breve 2% Immobilizzazioni 12% Finanziamenti a m/l termine 71% TOTALE ATTIVITA’ 28% Patrimonio Netto 100% 100% TOTALE PASSIVITA’ Fonte regionale 100% 90% 28% 80% 70% 12% 71% 60% 50% 40% 30% 60% 2% 20% 28% 10% 0% ATTIVITA PASSIVITA 34 Tabella 2.9 - Stato Patrimoniale riclassificato in chiave finanziaria. Anno 2013 ATTIVITA’ Liquid. immediate e differite PASSIVITA’ 23% Scorte 45% Finanziamenti a breve 1% Immobilizzazioni 11% Finanziamenti a m/l termine 76% TOTALE ATTIVITA’ 44% Patrimonio Netto 100% 100% TOTALE PASSIVITA’ Fonte regionale 100% 90% 80% 44% 70% 60% 76% 11% 50% 40% 30% 1% 45% 20% 10% 23% 0% ATTIVITA PASSIVITA La riclassificazione dello stato patrimoniale consente la valutazione della solidità patrimoniale aziendale. Nell’anno 2013 diminuisce l’incidenza delle liquidita’ immediate e differite per una dei crediti verso Regione e verso aziende sanitarie. Si evidenzia anche una significativa diminuzione dell’ indebitamento a breve termine rispetto all’anno 2012 (dal 60% al 45%) per la già citata riduzione dei debiti verso i fornitori. Comunque, l’ indebitamento a breve risente dell’anticipazione corrisposta dalla Regione per far fronte ai pagamenti dei SAL del Nuovo Polo in attesa dei ricavi per le dismissioni patrimoniali (72 mil di Euro). Considerando detta anticipazione come un debito a M/L termine, i finanziamenti a breve scenderebbero al 29% e quelli a M/L passerebbero al 27%. Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici Tabella 2.10 - Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici. Situazione al 31.12 di ogni anno. ANNO 2011 CONTRIBUTI C/CAPITALE/ INV. IMM. MAT. NETTE 0,51 Fonte aziendale 35 ANNO 2012 0,53 ANNO 2013 0,58 Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici (situazione al 31/12/anno) 0,60 0,58 ANNO 2013 0,58 0,56 0,54 0,52 0,50 ANNO 2012 0,53 ANNO 2011 0,51 L’incremento nel triennio del grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici deriva dalle maggiori assegnazioni regionali di contributi in conto capitale finalizzate alla dotazione tecnologica del nuovo nosocomio. L’indicatore, pur migliorando, evidenzia che i contributi pubblici sono stati insufficienti a finanziare gli investimenti aziendali, tanto che si e’ provveduto, negli anni, a contrarre mutui dei quali, ancora oggi, quattro sono in corso di ammortamento. Nel 2013, inoltre, sulla base della relativa autorizzazione regionale, l’Azienda ha finanziato gli investimenti con contributi in conto esercizio per l’importo di 889.854. Tabella 2.11 - Valore assoluto nuovi investimenti: 2011 2012 2013 409.617 241.395 662.389 1.044 9.891 45.241.592 Attrezzature sanitarie 1.965.185 2.943.319 2.642.564 Mobili e arredi 4.582.369 921.465 842.412 Immobilizzazioni immateriali Fabbricati indisponibili Impianti e macchinari Mobili e arredi di valore artistico 238.200 Beni strumentali diversi 701.072 689.483 112.145 Immobilizzazioni in corso e acconti 18.458.330 5.175.097 3.182.294 Totale nuovi investimenti imm. 26.117.617 9.980.650 52.921.596 Totale investimenti lordi imm. 424.445.705 424.888.918 471.794.286 0,06 0,02 0,11 NUOVI INVESTIMENTI IMM./ TOT. INV. LORDI Fonte aziendale 36 Trend valore assoluto nuovi investimenti 60.000.000 50.000.000 ANNO 2013 40.000.000 30.000.000 20.000.000 ANNO 2011 10.000.000 ANNO 2012 0 L’indicatore segnala il grado di rinnovo del patrimonio aziendale in termini di immobilizzazioni materiali e immateriali. Maggiore e’ l’indicatore e maggiore e’ il grado di rinnovo del patrimonio. L’indicatore 2013 evidenzia che gli investimenti sono fortemente incrementati rispetto al biennio precedente, soprattutto sul versante immobili non disponibili. Ciò è dovuto all’iscrizione tra le immobilizzazioni della quota del nuovo S.Anna costruito nell’ambito del contratto di Concessione e Gestione, con oneri a carico del concessionario. Anno 2011 3.500.000 Immobilizzazioni immateriali Fabbricati indisponibili 3.000.000 Impianti e macchinari 2.500.000 Attrezzature sanitarie 2.000.000 Mobili e arredi 1.500.000 Mobili e arredi di valore artistico Beni strumentali diversi 1.000.000 500.000 Immobilizzazioni in corso e acconti 0 37 Anno 2012 Immobilizzazioni immateriali 6.000.000 Fabbricati indisponibili 5.000.000 Impianti e macchinari 4.000.000 Attrezzature sanitarie 3.000.000 Mobili e arredi Mobili e arredi di valore artistico Beni strumentali diversi 2.000.000 1.000.000 Immobilizzazioni in corso e acconti 0 Anno 2013 50.000.000 Immobilizzazioni immateriali 45.000.000 Fabbricati indisponibili 40.000.000 Impianti e macchinari 35.000.000 30.000.000 Attrezzature sanitarie 25.000.000 Mobili e arredi 20.000.000 Mobili e arredi di valore artistico 15.000.000 Beni strumentali diversi 10.000.000 5.000.000 Immobilizzazioni in corso e acconti 0 Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale L’indicatore segnala il grado di “invecchiamento” delle immobilizzazioni materiali ed immateriali facenti parte del patrimonio aziendale determinato dal rapporto tra il valore residuo dei beni durevoli ed il totale degli investimenti lordi. Più alto è il livello di rinnovo del patrimonio dell’Azienda, minore sarà la tendenza all’obsolescenza. Indica la propensione aziendale a nuovi investimenti. Il valore di questo indicatore è sostanzialmente stabile nel triennio; va letto in correlazione con l’indicatore precedente ed è fortemente influenzato dall’investimento effettuato nella costruzione del nuovo ospedale, nonché dagli acquisti di attrezzature e arredi per il suo completamento. 38 Tabella 2.12 - Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale 2011 2012 2013 788.077 731.168 1.003.274 11.282.928 11.282.928 Fabbricati 50.446.451 255.843.892 292.621.419 Impianti e macchinari 13.680.542 25.159.584 24.602.769 Attrezzature sanitarie 9.810.999 10.529.124 9.039.132 Mobili e arredi 6.323.636 6.529.233 6.390.172 Immobilizzazioni immateriali Terreni Beni strumentali diversi 2.729.602 3.165.268 3.150.038 Immobilizzazioni in corso e acconti 234.648.074 1.434.689 3.392.177 Totale Immobilizzazioni immateriali e materiali al netto fondi amm.to 318.427.380 314.675.887 351.481.909 Totale investimenti lordi imm. 424.445.705 424.888.918 471.794.286 0,75 0,74 0,74 VALORE LORDI RESIDUO/TOTALE INVESTIMENTI Fonte regionale Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale 0,80 ANNO 2012 0,75 ANNO 2011 ANNO 2013 0,70 2.2 Impatto sul contesto territoriale 2.2.1 Impatto economico. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara contribuisce allo stato occupazionale della provincia con un numero di lavoratori che, al 31.12.2013, risulta pari a 2.704, di cui 2.475 dipendenti ospedalieri (a tempo determinato o indeterminato), 90 incarichi libero-professionali e borse di studio e 139 dipendenti universitari convenzionati. Nella figura sottostante viene riportato il dato occupazionale dell’Azienda a confronto con l’occupazione della Provincia di Ferrara. Come si osserva, il contributo dell’Ospedale all’occupazione, dopo un periodo di netta controtendenza rispetto all’andamento provinciale nel 2010, si è sostanzialmente stabilizzato negli ultimi tre anni, confermando il trend in diminuzione degli occupati a livello provinciale. A fronte del calo dell’occupazione provinciale aumenta, in percentuale, il contributo aziendale al livello di occupazione. (dati 2004-2013 desunti dai dati ISTAT elaborati dalla RER). 39 Figura 2.1 - Stato occupazionale della provincia di Ferrara Stato occupazionale Provincia di Ferrara 170.000 2.900 165.000 2.850 160.000 2.800 155.000 2.750 150.000 2.700 145.000 2.650 140.000 2.600 135.000 2.550 130.000 2.500 2006 2007 2008 2009 2010 Occupati provincia di Ferrara 2011 2012 2013 Occupati Azienda Ospedaliera Fonte: elaborazione interna su dati Istat e dati aziendali Tabella 2.13 - N. di dipendenti dell’Azienda / totale occupati nell’ambito territoriale % 2011 2012 2013 1,7737% 1,7838% 1,9328% Fonte: elaborazione interna su dati Istat e dati aziendali Dall’analisi delle tavole seguenti si osservano: - un significativo incremento dei dipendenti occupati in categorie protette; - una diminuzione di dipendenti e altro personale; - un aumento, in percentuale, nel triennio, dei dipendenti residenti nel comune di Ferrara; - una diminuzione dei lavoratori stranieri extra unione europea Tabella 2.14 - Unità di personale totale e suddiviso per rapporto di dipendenza 2011 2012 2013 N. dipendenti SSR 2570 2488 2475 Universitari 142 142 139 Altro personale (incarichi libero professionali, Co.Co.Co., assegnisti, borsisti) 114 97 90 Tabella 2.15 - N. di dipendenti dell’Azienda residenti nell’ambito territoriale N. dipendenti azienda N. dipendenti residenti nel Comune di FE % 2011 2712 2421 89,27% 2012 2630 2359 89,69% 2013 2614 2346 89,75% 2011 2012 2013 Tabella 2.16 - N. totale di lavoratori stranieri* Lavoratori stranieri 39 36 33 intra Unione Europea 18 15 18 extra Unione Europea 21 21 15 *per stranieri di intende nati all’estero Tabella 2.17 - Numero dipendenti occupati nell’ambito di categorie protette 2011 n. totale Fonte aziendale 65 40 2012 2013 72 82 Tabella 2.18 - Costo del personale dipendente (Con oneri sociali - escluso IRAP). ANNO 2011 € 129.014.012 ANNO 2012 € 129.192.809 ANNO 2013 € 127.004.391 Fonte aziendale Tabella 2.19 - Spesa personale universitario convenzionato ANNO 2011 € 5.447.653 ANNO 2012 € 5.581.100 ANNO 2013 € 5.581.100 Fonte aziendale Il contributo dell’azienda all’economia del territorio viene ulteriormente apprezzato in base all’indotto in termini di volume dei beni e servizi acquistati da aziende presenti sul territorio della provincia e della regione, nonché in base al volume degli emolumenti corrisposti dall’Università ai ricercatori e ai docenti. Tabella 2.20 - Emolumenti corrisposti dall’Università a ricercatori/docenti universitari in convenzione nell’anno 2013 (importi lordi comprensivi di oneri a carico ente) Tipologia Importi Docenti € 4.616.515 Ricercatori € 2.699.800 Ricercatori a tempo determinato € 229.055 Totale € 7.545.371 Fonte aziendale necessità del cittadino/utente/familiare, evidenziate durante l’accesso in Ospedale e consiste in: • supporto informativo e psicologico a pazienti e familiari, • attività ricreativa (clownterapia, gioco, lettura, disegno, conversazione, compagnia), • accompagnamento nello svolgimento delle pratiche quotidiane, • accoglienza di parenti e famigliari (supporto logistico- abitativo), • trasporto/accompagnamento pazienti casa-ospedale-casa per l’esecuzione delle terapie. Ad oggi sono coinvolte 18 Associazioni di Volontariato (convenzionate) che operano in tutte le Unità Operative del S. Anna, ad eccezione delle U.O. di Anestesia e Rianimazione e Malattie Infettive, per la particolarità dei pazienti ricoverati. Il convenzionamento è possibile solo per le Associazioni attive sul territorio di Ferrara e provincia, che sono iscritte al Registro del Volontariato, forniscono la copertura assicurativa di tutti i volontari e garantiscono loro una formazione continua finalizzata all’attività da svolgere nelle Unità Operative. Ciò che caratterizza la gestione dell’attività di volontariato è il sistema di valutazione previsto dalla procedura, che consiste nella redazione di una relazione annuale sull’attività svolta sia da parte sia del Rappresentante Legale dell’Associazione sia del Referente Acquisti di Beni e Servizi I costi sostenuti dall Azienda per acquisto di beni e servizi da imprese produttive con sede nella provincia di Ferrara, ammontano per il 2013 ad Euro 9.473.145,50, mentre quelli per acquisto di beni e servizi da imprese produttive con sede legale nella regione (escluso Ferrara) ad Euro 48.937.413,47. 2.2.2 Impatto sociale I rapporti con le associazioni di volontariato Tra le principali interfacce dell’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara ci sono le Associazioni di Volontariato. L’Azienda sostiene e favorisce un rapporto di collaborazione, con l’obiettivo di supportare pazienti e utenti nelle attività/bisogni non sanitari, disporre di soggetti qualificati a supporto dell’utenza e assicurare a tutte le Associazioni equità di condizioni nei rapporti con l’Azienda stessa. Allo stesso tempo cerca di soddisfare l’esigenza delle Associazioni di farsi conoscere sul territorio e promuovere la cultura del volontariato e della solidarietà, mettendo a disposizione spazi per banchetti informativi e di raccolta fondi. L’attività dei Volontari è la risposta ai bisogni espressi dalle Unità Operative, che si fanno portavoce delle 41 del “Mandini Day”, riportando alla memoria la figura umana e professionale del Professor Antonio Toti, al quale è stata dedicata la giornata del 23 febbraio dal titolo: “Vedere l’invisibile, dalla medicina esoterica alle nanomedicine” La partecipazione e il coinvolgimento di relatori e uditori a questi incontri ha portato il gruppo fondatore dell’associazione alla consapevolezza che saper riappropriarsi del proprio passato, ripercorrendo le tappe più significative del lungo cammino della storia, rappresenti un elemento di enorme valore, soprattutto se riportato nel delicato ambito della salute e della sanità. Seguendo questo pensiero è stato affrontato un tema antico e allo stesso tempo attuale: dimostrare come le istituzioni sanitarie della Ferrara medievale e rinascimentale si identificavano in modo sostanziale con il suo territorio, dal quale ereditavano in pieno cultura e tradizione. Abbiamo “raccontato” come i luoghi di ricovero di quei tempi potessero essere intesi non solo come luoghi di ospitalità e di cura per i malati e i bisognosi, ma anche rappresentare un utile modello di organizzazione sanitaria, carità istituzionale e sociale nei secoli con chiara evidenza della necessità di attenzione ai bisogni della persona. Su questo sentiero sono stati costruiti due importanti incontri: il primo venerdì 20 settembre con il racconto “Templari a Ferrara, tra storia e leggenda” e quindi sabato 23 novembre con i “Luoghi di ricovero e cura. Istituzioni e servizi di sanità nella storia di Ferrara” racconto dedicato alla memoria del Professor Cesare Menini, fondatore e direttore dell’allora Centro Trasfusionale ed Emodiagnostico del nostro Arcispedale, che nel lontano 1955 pubblicò una approfondita ricerca in merito, dalla quale si è preso lo spunto per questa interessante revisione della situazione sanitaria ferrarese di quei tempi. aziendale, nominato all’interno dell’U.O. interessata, in base alle quali si decide il proseguimento del rapporto. A ciò si aggiunge il costante monitoraggio del rapporto per il superamento di eventuali criticità in itinere. Tra le attività in linea con la convenzione c’è l’organizzazione di campagne informative e di raccolta fondi, che consentono alle Associazioni di farsi conoscere sul territorio. Lasciti e donazioni Il riconoscimento della funzione sociale dell’Azienda è un aspetto che presenta oggettive difficoltà di misurazione. Si ritiene però che esso possa essere ragionevolmente stimato attraverso i segnali di ritorno trasmessi dalla comunità e costituiti da lasciti e donazioni ricevuti sia dai cittadini, che da fondazioni di origine bancaria o da altri soggetti. I lasciti e donazioni ricevuti dai cittadini nel corso dell’anno 2013 sono stati 14 per un valore di Euro 2.412, mentre le donazioni e contributi ricevuti da Fondazioni di origine bancaria e da altri sono pari a Euro 176.230,72. 2.2.3 Impatto culturale L’Azienda sanitaria in quanto ente pubblico deve rispondere ai bisogni di salute della popolazione attraverso l’offerta di prestazioni sanitarie finalizzate a garantire prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. La sua azione si ispira ai criteri di efficacia ed appropriatezza, di efficienza, di equità e di professionalità, in una logica di miglioramento continuo ed in un quadro di compatibilità con le risorse disponibili. La nascita, nel contesto di una azienda sanitaria, di una associazione culturale è un evento particolare, forse eccezionale, che all’interno della nostra azienda si è realizzato in modo assolutamente spontaneo, a seguito di un (temporaneo) impegno preso da parte di un gruppo di esperti di storia, riuniti dalla direzione aziendale, per raccontare un momento assolutamente determinante nella storia del nostro prestigioso Arcispedale Sant’Anna: il suo trasferimento nella sua attuale sede di Cona. In questo stimolante seppur difficile momento emerse l’esigenza di non perdere la memoria del passato, attraverso un’attenta analisi del tempo. L’associazione De Humanitate Sanctae Annae costituitasi da quel gruppo di esperti nel maggio 2012, decise di approfondire la ricerca, lo studio e la promozione della conoscenza della Storia della Medicina Ferrarese, attraverso la ricostruzione di luoghi, fatti e personaggi, iniziata con le giornate in ricordo di Alberto Mandini. Nell’anno 2013 si è celebrato il terzo appuntamento 2.2.4 Impatto ambientale Monitoraggio quali-quantitativo dei consumi di energia elettrica e termica È continuato il monitoraggio quali-quantitativo dei consumi di energia elettrica e termica, pubblicato ed aggiornato mensilmente in un’apposita pagina nel sito intranet aziendale, e continua l’attività dell’Azienda all’interno del Gruppo Regionale Energia. Di seguito si riporta l’istogramma con i consumi elettrici, espressi in MWh (megawattora) ed in TEP (Tonellate Equivalenti di Petrolio) registrati nel corso del 2013, nel polo ospedaliero di Cona 42 Figura 2.2 - Consumi elettrici sede di Cona - Anno 2013 Fonte aziendale l’adozione di sistemi di regolazione del flusso luminoso dei lampioni dei parcheggi durante gli orari di minor afflusso di personale e visitatori (dalle 22,30 al mattino seguente). Occorre inoltre tener presente che l’impianto termoidraulico, essendo di recente costruzione, adotta già alcuni accorgimenti di risparmio che impianti più vecchi devono invece implementare (ad esempio: recuperi condense). In definitiva, tutti i punti del Piano Energetico della Sanità Regionale (P.E.N.SA.RE.) sono stati presi in esame e già attuati. Nel corso del 2013 si sono concretizzate le iniziative di promozione di dialogo e partenariato con altri Enti ed Istituzioni (Comune, Provincia, Università, etc.) tramite: 1. adesione al PAES (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) per cui è ora in fase di sottoscrizione un Accordo Quadro tra Associazione Terre Estensi e Azienda Ospedaliero-Universitaria per la realizzazione delle azioni in esso contenute; 2. promozione di una serie di Convegni con i partner istituzionali per lo studio della situazione energetica dell’Azienda ed in particolar modo del Nuovo Ospedale di Cona e l’individuazione dei possibili campi di intervento in tema di risparmio energetico e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (azioni di contenimento dei consumi, geotermia, solare, ecc.); 3. incontri con i partner istituzionali (soprattutto Università) per la definizione puntuale delle azioni e dei progetti da destinare alla candidatura EU o Politiche per l’uso razionale dell’energia Per quanto riguarda l’uso razionale dell’energia l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara si è attivata, fin dalle fasi della costruzione del Nuovo Ospedale S. Anna a Cona, per fare in modo che la nuova struttura fosse dotata di: • un cogeneratore della potenza di 1.000 kW elettrici (e altrettanti termici) • un impianto fotovoltaico “pilota” • un impianto solare termico “pilota”. I tre impianti sopra elencati sono stati sviluppati a livello di progetto definitivo; purtroppo la loro realizzazione si è bloccata a fronte di difficoltà economico-finanziarie del Concessionario, che doveva realizzare tali impianti, sostenendone i costi iniziali di finanziamento, recuperandoli poi in termini di calore prodotto ed energia elettrica venduta all’Azienda Ospedaliero Universitaria, nonché di altri introiti quali, ad esempio, i Certificati Bianchi derivanti da tali realizzazioni. L’Azienda si è comunque mossa su almeno due fronti: 1. dialogo con il Concessionario per valutare possibili margini di recupero e realizzazione dei progetti sopra esposti; 2. dialogo e partenariato con altri Enti ed Istituzioni (Comune, Provincia, Università, etc.) per la promozione di iniziative comuni sul fronte della produzione ed utilizzo razionale di energia da fonti rinnovabili tramite l’accesso, ove possibile, a finanziamenti europei. Nel contempo sono state promosse, fin dalla fase della costruzione, altre iniziative “minori” come, ad esempio, 43 regionale per l’ottenimento di fondi aventi come oggetto l’energia rinnovabile ed il risparmio energetico. 4. L’obiettivo finale è quello di produrre progetti da candidare al finanziamento della Comunità Europea o della Regione, massimizzando in tal modo l’operatività dell’Azienda nel campo del risparmio energetico e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Nel contempo: • si è rinnovata l’adesione alla Convenzione INTERCENT-ER per l’acquisto dell’energia elettrica sul mercato libero; • si continua nell’azione dell’adeguamento degli impianti, in occasione di ristrutturazioni, a standard di maggior efficienza energetica e al monitoraggio dei consumi; • si promuove in ogni occasione possibile il dialogo con il Concessionario teso a promuovere tutte le iniziative e gli interventi volti al monitoraggio dei consumi e al risparmio energetico. Progetto di miglioramento continuo della gestione dei rifiuti sanitari Il tema della gestione appropriata dei rifiuti e dell’impegno nella raccolta differenziata è stato gestito durante la preparazione dell’apertura e il consolidamento successivo all’attivazione della nuova struttura di Cona attraverso: • informazione -formazione-addestramento puntuale, “porta a porta”; • organizzazione dei nuovi percorsi e definizione dei rapporti con i nuovi gestori di servizi; • mappatura puntuale dei bisogni; • revisione conseguente delle Procedure-Istruzioni operative e degli strumenti aziendali, quale elemento fondamentale per garantire l’adesione degli operatori e dei gestori dei servizi no-core e delle attività commerciali (Consorzio Prog.este) e la sicurezza di processo e di esito. Il lavoro è stato di particolare complessità, poiché a Cona convivono due soggetti, l’Azienda OspedalieroUniversitaria e il Consorzio Prog.Este (Ditte esecutrici servizi no-core e attività commerciali) che si è deciso di sintonizzare e organizzare sul tema della gestione dei rifiuti, condividendo i valori aziendali e uniformando le conoscenze e i percorsi di gestione per quanto riguarda i rifiuti assimilati agli urbani indifferenziati e a raccolta differenziata finalizzata al recupero. Nel 2013, terminato l’impegno aziendale rivolto alla preparazione e all’apertura del nuovo Stabilimento Ospedaliero di Cona, è stato organizzato uno specifico corso di formazione dal titolo “Gestione dei Rifiuti Sanitari e Gestione Ambientale nell’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara”, svoltosi in due edizioni, cui hanno contribuito l’Azienda, il Consorzio Prog.ESTE, HERA, l’ATI Intercenter, con la partecipazione di Assessorato alla salute e ATERSIR Emilia-Romagna. Al termine del corso è stato assegnato il premio al vincitore del Concorso aziendale “VIA i Kg di troppo!”: Il migliore del 2009-2012, cui è stata assegnata una pergamena ed una apparecchiatura da ufficio trita cartatrita CD-trita floppy disk. Il vincitore è risultato il Blocco Operatorio 24 – Team Chirurgie Generali, con una riduzione della produzione dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo del 30%, rispetto ad una riduzione media di produzione aziendale del 23%. La gestione dei rifiuti nel 2013 si è sviluppata su 3 Unità Locali di Produzione: • Struttura Poliambulatoriale di corso Giovecca 203: mantenimento delle attività di specialistica ambulatoriale non collegate a quanto trasferito a Cona; attività di didattica e ricerca (Poliambulatorio); servizi non ancora trasferiti a Cona. • Struttura ospedaliera Nuovo Arcispedale S.Anna Gestione ambientale Progetto a minore impatto Per l’Azienda “sviluppo sostenibile” significa gestione di processi e strutture orientata al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, applicazione di criteri ambientali nella progettazione di nuove strutture/attività e nell’acquisizione di beni e servizi, comunicazione sociale e promozione di comportamenti virtuosi. “A minore impatto” è il Progetto di gestione ambientale e sviluppo sostenibile che l’Azienda ha avviato in maniera strutturata a partire dal 2007. Le linee di azione sono rivolte alla gestione di rifiuti e scarichi, energia, acqua, mobilità e acquisti (GPP, Green Public Procurement), per ridurre l’impatto in termini di Kg di CO2 eq prodotti. Sono state individuate specifiche linee di azione: • conformità normativa • riduzione dell’utilizzo di sostanze pericolose e diminuzione della produzione di rifiuti sanitari pericolosi • sicurezza (per operatori aziendali, operatori Ditte appaltatrici del servizio, pazienti, visitatori, comunità tutta, ambiente) • incremento della raccolta differenziata e dei rifiuti inviati a recupero • marketing e comunicazione sociale (operatori, visitatori, pazienti, comunità) 44 di Cona: attività di emergenza, tutte le funzioni di degenza, alte tecnologie e le funzioni ambulatoriali e di didattica e ricerca collegate. • Struttura ospedaliera Nuovo S.Giorgio: mantenimento della Riabilitazione (degenza, DH, ambulatori e attività didattiche e di ricerca collegate. Le problematiche sono diversificate per ciascuna struttura, poiché mentre a Cona vi sono un nuovo contratto e nuovi percorsi, nella struttura di Corso Giovecca, in progressiva dismissione, si è lavorato per valutare e dismettere arredi, attrezzature obsolete e altre tipologie di prodotti e materiali non trasferibili. Sul sito intranet aziendale è disponibile per ogni operatore la “Procedura per la gestione dei rifiuti sanitari”, in cui si individuano le 5 tipologie di rifiuti descritte dal DPR 254/2003, così rappresentate: Rifiuti Sanitari Rifiuti Sanitari Rifiuti Sanitari Rifiuti Sanitari Rifiuti Sanitari “Assimilati ai Rifiuti Urbani” “Non Pericolosi” “Pericolosi non a Rischio Infettivo (Rischio Chimico)” “Pericolosi a Rischio Infettivo” “Che Richiedono Particolari Modalità di Smaltimento” E’ strategica la scelta di utilizzare il codice-colore per l’identificazione delle diverse tipologie di rifiuto, colore che identifica anche le specifiche Istruzioni Operative redatte per ciascuna tipologia di rifiuto, a sostegno della corretta modalità di selezione e raccolta da parte dei produttori iniziali. In particolare, l’Istruzione Operativa per la gestione dei rifiuti provenienti da pazienti sottoposti a procedure di Medicina Nucleare è stata il riferimento per la stesura di uno specifico capitolo all’interno delle Linee Guida per la gestione dei rifiuti e degli scarichi idrici nelle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, deliberate con DGR 1155/2009. Sono stati prodotti, ad integrazione e rinforzo di Procedura e Istruzioni, una guida corredata da immagini fotografiche (POSTER) di tutte le tipologie dei contenitori disponibili in Azienda per la raccolta dei rifiuti e specifiche indicazioni e un Poster mirato alla raccolta dei rifiuti assimilati agli urbani a raccolta indifferenziata. Particolare attenzione è stata prestata anche alla presentazione della Campagna aziendale di sostegno e approfondimento sulla raccolta differenziata e il recupero (“Se separi vivi! LO SAPEVATE CHE…”). La verifica sulla corretta gestione dei rifiuti sanitari all’interno dell’Azienda, è affidata al personale della Struttura Dipartimentale di Igiene Ospedaliera e Qualità dei Servizi Ambientali. Tale verifica è rivolta sia ai produttori iniziali (UU.OO./Servizi aziendali) che alle Ditte appaltatrici del servizio. E’ basata sui criteri per la corretta gestione dei rifiuti sanitari definiti nella Procedura e nelle Istruzioni operative e Moduli correlati e si è svolta attraverso le seguenti modalità operative: Fase 1 • ispezione mediante osservazione diretta; • compilazione delle Schede di controllo; Fase 2 Se si rilevano situazioni critiche/non conformità, a seconda delle caratteristiche di queste, si effettuano le seguenti operazioni: • analisi delle situazioni critiche/non conformità rilevate; • nei casi in cui, attraverso la verifica, si presentino problemi inerenti la classificazione e relativa raccolta dei rifiuti da parte dei produttori iniziali, gli operatori della Struttura intervengono direttamente informando il Coordinatore di U.O./Servizio aziendale sulle corrette pratiche da seguire; • nei casi in cui si presentino criticità legate alle Ditte, gli operatori della Struttura informano direttamente il Referente della Ditta per avviare l’intervento correttivo; • in caso di criticità ripetute da parte della stessa Ditta, si procede alla segnalazione formale al Settore competente della Direzione Attività Economali per i provvedimenti del caso. Per quanto rigurda l’isola ecologica, questa è stata suddivisa in 3 aree: • area comune dedicata ai rifiuti assimilati agli urbani (indifferenziati e a raccolta differenziata finalizzata al recupero); • area rifiuti a codice c.e.r. di aoufe; • area rifiuti a codice c.e.r. del consorzio prog.este. Per il controllo dell’isola ecologica “unica”, è stata predisposta una specifica Scheda di controllo. Sono stati inoltre realizzati due strumenti per la registrazione dei dati di produzione e costo relativi alla 45 gestione delle diverse tipologie di rifiuti sanitari (Osservatorio Aziendale Rifiuti Sanitari, dati storici e dati anno corrente). I risultati sono misurati attraverso il monitoraggio del trend annuale di produzione (kg) di rifiuti pericolosi a rischio infettivo: • Si calcola rapportando i Kg di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti nell’anno in corso a quelli dell’anno 2009. • Standard di riferimento: 3% rispetto alla produzione (Kg) dell’anno 2009 (completamento Fase 1 Progetto di miglioramento della gestione dei rifiuti a rischio infettivo) • Frequenza di rilevazione: annuale • Strumento di rilevazione dati: Formulari e reportistica Ditta movimentazione esterna rifiuti. E il monitoraggio della produzione di rifiuti assimilati agli urbani a raccolta differenziata: • Si calcola rapportando i Kg di rifiuti assimilati agli urbani a raccolta differenziata prodotti nell’anno in corso ai Kg totali prodotti di rifiuti assimilati agli urbani • Standard di riferimento: 50% (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo art. 11, comma 2, lettera a) • Frequenza di rilevazione: annuale • Strumento di rilevazione dati: reportistica ditta Hera. PRODUZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO (RPRI) I rifiuti pericolosi a rischio infettivo rappresentano circa 1/4 dei rifiuti prodotti, ma incidono per circa il 60% sulla spesa. L’utilizzo dell’indicatore “Kg/GD” risponde alla necessità di paragonare le diverse realtà aziendali e monitorare l’andamento della produzione negli anni per singola azienda, consente di formare una base di confronto con le altre Regioni ed è di facile costruzione e comprensione. In Azienda, la produzione di tale tipologia di rifiuti ha mostrato, a partire dall’anno 2002, una evidente tendenza in crescita con un picco di produzione nell’anno 2006 pari a 2,4 Kg/GD, tendenza riscontrata in tutte le Aziende della Regione (dove si è registrata un produzione media pari a 2,1 Kg/GD). A partire dal 2007, la Struttura Dip. le di Igiene Ospedaliera, ha individuato e sostenuto l’implementazione degli interventi di miglioramento di questo processo, che possono essere sintetizzati in 5 azioni fondamentali: Fase 1 (Completata nel 2009) 1. verifica delle modalità operative di gestione del rifiuto dalla produzione alla raccolta nel contenitore di reparto e correzione delle non conformità osservate; 2. sostituzione dei contenitori di raccolta monouso con contenitori pluriuso; 3. introduzione della rilevazione informatizzata della produzione di rifiuto per centro di costo tramite bar-code; 4. 4. introduzione della modalità di selezione “ragionata” del rifiuto pericoloso a rischio infettivo, supportata da strumenti informativi (poster), formazione e addestramento sul campo, presentata in occasione di incontri presso ogni punto di produzione (con la cosiddetta strategia di “presentazione del prodotto porta a porta”). I punti di forza di tale nuova modalità sono rappresentati dalla indicazione al conferimento di pannolini e pannoloni nel rifiuto sanitario assimilato al rifiuto urbano, l’indicazione allo svuotamento delle sacche di urine, il potenziamento dell’offerta di raccolta differenziata dei rifiuti non a rischio infettivo. Fase 2 (Non ancora avviata) 1. svuotamento sacche delle urine. I dati di produzione di RPRI nel periodo 2007-2013 confermano l’efficacia delle azioni di miglioramento messe in atto in Azienda, ferma tuttavia in fase di plateau per la non implementazione della fase 2. 46 Figura 2.3 – Produzione di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (CER 180103) Fonte aziendale Il grafico mostra la produzione in chilogrammi dei RPRI (CER 180103*) nel periodo 2006-2013, in cui si è registrata una riduzione, rispetto al 2006, fino al 2009 (- 167.303 Kg), anno di completamento della FASE 1. Successivamente la produzione è rimasta sostanzialmente in una condizione stabile, anche se si deve registrare dal 2010 un incremento della produzione che, dall’analisi di processo e di contesto, può essere attribuita a: • sono più che quadruplicati i pazienti con alert organism (gestione in isolamento spaziale); • diminuzione negli anni delle giornate di degenza. • incremento attività per outpatient (es. chirurgia ambulatoriale, day service). Per questo motivo, al fine di mirare gli interventi di miglioramento in base ai fattori produttivi in gioco, è stata avviata a partire dal 2010 una analisi della produzione dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo per macroarea e per U.O: • Ambulatoriale • Dialisi • Pronto Soccorso • Degenza • Servizi diagnostici • I.C.U. • Blocco Operatorio. Questo nuovo approccio all’analisi della produzione dei RPRI per macro-area dovrebbe sostituire l’analisi per giornata di degenza, al giorno d’oggi non più rappresentativa della realtà operativa delle aziende ospedaliere. E’ possibile calcolare il risparmio ottenuto dalla riduzione della produzione rispetto al costo sostenuto nell’anno indice 2006: - 49.352 euro nel 2007 - 174.695 euro nel 2008 - 210.802 euro nel 2009 - 230.461 euro nel 2010 - 265.062 euro nel 2011 - 308.528 euro nel 2012 - 231.017 euro nel 2013. 47 Figura 2.4 - Risparmio ottenuto dalla riduzione della produzione di rifiuti pericolosi a rischio infettivo Fonte aziendale PRODUZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI NON A RISCHIO INFETTIVO (RPNRI) La maggior parte dei rifiuti appartenenti a questa categoria sono prodotti nelle attività di laboratorio, anatomia patologica, manutenzione delle cappe chimiche e dallo smaltimento di apparecchiature. La modalità di raccolta dei liquidi esausti di processo attualmente è rappresentata dal conferimento in taniche e smaltimento come rifiuto. L’Azienda rappresenta il riferimento provinciale per le attività di Laboratorio analisi chimico-cliniche, Microbiologia, Anatomia Patologica, Genetica, Endocrinologia, Immunoematologia e Trasfusionale, Fisiopatologia della Coagulazione. Cogliendo l’occasione della progettazione e costruzione dell’edificio “laboratori” presso la nuova struttura ospedaliera che ha sostituito l’attuale stabilimento cittadino, nel 2008-2009 è stata effettuata la mappatura, revisione, riclassificazione e declassificazione delle sostanze impiegate e dei liquidi di processo per ciascuna linea di produzione, intervenendo sui versanti della sicurezza impiantistica, di processo e di esito. Tale intervento ha permesso di avviare il superamento, nel corso del trasferimento dei Laboratori nella nuova struttura, della raccolta in tanica della maggior parte dei rifiuti liquidi esausti realizzando il conferimento dei reflui in cisterne dedicate secondo tipologia e miscibilità del rifiuto e consentendo lo scarico in fogna della produzione autorizzata. Figura 2.5 - Produzione di liquidi di laboratorio Fonte aziendale 48 Il completamento del progetto di accorpamento sull’Azienda di tutta l’attività di laboratorio della Provincia di Ferrara sta determinando l’incremento complessivo della produzione di questa tipologia di rifiuti: : la produzione totale dal trasferimento in Cona (anno 2012) e nel 2013 ha continuato ad incrementare complessivamente, come impatto atteso per l’accorpamento sull’Azienda delle attività di Laboratorio provinciali, cui è seguito l’aumento del codice 180106 (sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 180205: sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose). PRODUZIONE DEL CODICE CER 180109 - MEDICINALI DIVERSI DA QUELLI DI CUI ALLA VOCE 180108 (FARMACI E PRODOTTI DI FARMACIA) La campagna aziendale di miglioramento nella gestione delle scadenze e dell’utilizzo appropriato su tali prodotti, iniziata negli anni precedenti, nel 2013 ha registrato un ulteriore decremento della produzione di questa tipologia di rifiuti. Figura 2.6 - Trend di produzione del codice CER 180109 Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 180108 (farmaci e prodotti di farmacia) Fonte aziendale Raccolta differenziata dei rifiuti inviati a recupero Per quanto riguarda la raccolta differenziata finalizzata al recupero, già da anni l’Azienda è impegnata su questo ambito di attività. Tra i risultati ottenuti: Tabella 2.21 – Raccolta differenziata dei rifiuti inviati a recupero TIPOLOGIA RIFIUTO Tonnellate raccolte (periodo 2006-2013) Carta e cartone 897 Vetro bianco 543 Plastica 93 In base alla conoscenza sulla produzione di rifiuti dell’Azienda, con la consapevolezza che è possibile contribuire in maniera ancora più rilevante se viene effettuata una accurata selezione e classificazione dei rifiuti “porta a porta”, il 26 aprile 2010 AOUFE ha stilato un Accordo Ambientale Volontario per la raccolta differenziata dei rifiuti assimilati agli urbani con HERA s.p.a. e Provincia di Ferrara – ATERSIR. Questa nuova collaborazione ha consentito di introdurre la raccolta “porta a porta” di carta e cartone, l’avvio della nuova raccolta differenziata della plastica e di potenziare la raccolta di pile alcaline, toner e umido. HERA s.p.a. supporta l’Azienda con la fornitura gratuita di ecobox e sacchi che sono stati distribuiti in maniera capillare in ogni Unità Operativa e Servizio. Inoltre, riconoscendo l’impegno e l’attenzione dell’Azienda per una gestione virtuosa dei rifiuti, nello sviluppo del progetto, sono previste ulteriori facilitazioni economiche e operative, tra le quali lo sconto sulla Tariffa di Igiene Ambientale. Il progetto, iniziato in fase sperimentale nel 2009, è diventato elemento stabile nella gestione dei rifiuti dell’Azienda dal 2010 e continua presso il nuovo ospedale di Cona con i naturali aggiustamenti e potenziamenti che si 49 sono resi necessari nel percorso di miglioramento continuo della gestione dei rifiuti. Questo accordo rappresenta una delle prime esperienze di definizione di Accordi locali fra Aziende Sanitarie e Aziende di Servizio per la raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati, mirato ad incrementare la raccolta differenziata e il recupero degli stessi, in una logica di evidente attenzione alle politiche ambientali del territorio e di sinergico approccio sistemico alla gestione ambientale per uno sviluppo sostenibile. Un approccio orientato alla gestione ambientale promuove la motivazione fra i dipendenti, valorizza l’immagine e rafforza il consenso e le relazioni con la comunità, infonde consapevolezza e coscienza ambientale. Pulizie verdi Per ridurre l’impatto ambientale dell’azienda è stato implementato dal mese di dicembre 2012, dopo sperimentazione in vitro e in vivo di efficacia, il sistema di pulizie a base di probiotici (PCHS), con sostituzione dell’utilizzo di prodotti chimici tradizionali, ad eccezione delle aree “a bassa carica microbica (es. blocchi operatori, sale interventive, laboratori, camere “bianche”) e in caso di contaminazione accidentale di superfici con liquidi biologici. Tabella 2.22 - Risultati dell’utilizzo dei PCHS rispetto ai prodotti chimici tradizionali 2.3 Contributo alla copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza 2.3.1 Assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro Attività di screening Il contributo aziendale all’attività di screening è ben consolidato. In particolare l’Azienda anche per il 2013 ha assicurato: • La gestione dei flussi informativi; • La continuità e l’integrazione multidisciplinare dei percorsi diagnostico terapeutici conseguenti alla positività del test; • La gestione dei registri tumori di popolazione. Il registro della provincia di Ferrara è attivo dal 1989 e produce dati epidemiologici sulla diffusione dei tumori nel territorio provinciale dal 1991. Lo screening del cancro della mammella Per quanto riguarda l’attività relativa a tale screening, i contratti di fornitura stipulati con l’azienda committente hanno previsto, fino al 2009, che l’Azienda Ospedaliera effettuasse esami mammografici, approfondimenti diagnostici di primo e secondo livello e risonanze magnetiche per la popolazione compresa tra i 45 e i 74 anni. Dal 50 2010 il contratto prevede che mammografie e approfondimenti diagnostici di primo livello siano svolti dall’Azienda USL di Ferrara, riservando all’Azienda unicamente gli esami di secondo livello e le risonanze magnetiche richieste dal caso. A partire dall’autunno 2013 l’equipe radiologica dedicata alla Senologia è stata inglobata in un unico pool interaziendale che si occupa dell’attività diagnostica rivolta sia ai pazienti ambulatoriali che in screening erogando tutte le prestazioni necessarie e concentrando le procedure interventistiche nella sede di Cona (vedasi PDTA della mammella recentemente definito). Per quanto sopra esposto si ritiene opportuno considerare i dati a partire dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, mantenendo tale cadenza anche per i periodi successivi fino alla scadenza del triennio. Tabella 2.23 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro della mammella 2013 AGOBIOPSIA MAMMARIA ECOGUIDATA 85 ASPIRAZIONE ECOGUIDATA CISTI MAMMELLA 5 ECOGRAFIA MONOLATERALE 2 ECOGRAFIA BILATERALE 3 RM MAMMELLA SENZA/CON CONTR. 3 BIOPSIE PERCUTANEE VACUUM-ASSISTED RX AGGIUNTIVI DI SCREENING 1 RX VACUUM ASSITED BIOPSY IN STEREOTASSI 21 VACUUM ASSITED BIOPSY ECOGUIDATA MONOLATERALE 7 TOTALE PRESTAZIONI PER SCREENING 127 TOTALE PRESTAZIONI PER SCREENING 272 Fonte aziendale Lo screening del cancro del collo dell’utero L’ attività citologica di primo livello risulta tendenzialmente stabile nel corso degli anni, con piccole variazioni legate principalmente alle classi d’età che vengono invitate. La diagnostica molecolare, con il test HPV alto rischio (che ha contribuito a migliorare la specificità del Pap test) è, sostanzialmente stabile. Il test HPV alto rischio viene eseguito, come da protocollo Regionale: • sui Pap Test di 1° livello con citologia ASCUS • nei follow-up di lesioni precancerose CIN2 +. • Nelle lesioni di basso grado (LSIL) persistenti principalmente su richiesta del colposcopista di 2° livello. Lo sviluppo delle tecniche di diagnostica molecolare, integrata al Pap-test in strato sottile, ha determinato una forte riduzione delle citologie dubbie, con casi sempre più selezionati che vengono inviati al 2° livello screening, e con VPP per lesioni precancerose di alto grado, sempre molto superiori ai valori di riferimento Regionali e Nazionali. L’utilizzo delle tecniche di diagnostica molecolare, in mani esperte, che individua una popolazione di donne (HPV positive) più a rischio per lo sviluppo dei precursori del carcinoma della cervice uterina, indissolubilmente legata alla diagnostica citologica di alto livello, per individuare una reale lesione precancerosa ha portato, a una più accurato ricorso alla colposcopia. Tabella 2.24 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro del collo dell’utero 2011 2012 2013 ESAME CITOLOGICO CERVICO VAGINALE PAP TEST SU STRATO SOTTILE PER SCREENING 28.442 27.939 27.019 TEST HPV-DNA ALTO RISCHIO 1.099 1.307 1.156 Fonte aziendale 51 Lo screening del cancro del colon-retto Nell’anno 2013 le prestazioni effettuate per l’attività di screening hanno subito un aumento rispetto al 2012 del 75,1%. In particolare rispetto al 2012 sono aumentate le visite gastroenterologiche di controllo e le colonscopie con polipectomia, mentre sono diminuite le colonscopie con endoscopio flessibile. Da recenti osservazioni epidemiologiche effettuate a livello provinciale è emerso che sono aumentati del 6% i test RSO positivi che, per definizione, determinano l’esecuzione dell’indagine di approfondimento. Tabella 2.25 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro del colon-retto 2011 COLONSCOPIA PARZIALE ESPLORATIVA 2012 2013 1 1 340 COLONSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE 293 380 PANCOLONSCOPIA CON BIOPSIA/COLONSCOPIA 27 9 COLONSCOPIA CON BIOPSIA (ESCLUSO ESAME ISTOLOGICO) 48 75 81 COLONSCOPIA CON POLIPECTOMIA 168 156 199 COLONSCOPIA PARZIALE CON POLIPECTOMIA 10 13 11 TRATTAMENTO LASER X LESIONE INTESTINO CRASSO 7 7 3 PROCTOSIGMOIDOSCOPIA CON BIOPSIA 1 RETTOSIGMOIDOSCOPIA CON BIOPSIA 1 ECOENDOSCOPIA DEL RETTO-SIGMA 1 3 2 VISITA GASTROENTEROLOGICA BREVE (CONTROLLO) 368 35 565 EMOSTASI COMPRESSIVA 16 16 25 EMOSTASI CON CLIPS 16 13 21 TATUAGGIO COLON 30 25 33 COLONSCOPIA/ILEOSCOPIA RETROGR. 1 5 PROCTOSIGMOIDOSCOPIA CON ENDOSCOPIO RIGIDO 1 BIOPSIA TENUE (ESCLUSO ESAME ISTOLOGICO) 1 TOTALE 986 735 1.287 Fonte aziendale 2.3.2 Assistenza distrettuale Assistenza farmaceutica Erogazione diretta Nel 2013 l’importo totale (costo ospedaliero) di distribuzione diretta da parte della Farmacia dell’Azienda ai pazienti residenti nella provincia di Ferrara è aumentato di oltre 1.000.000 euro, pari a circa il 7% del costo 2012. Tale incremento è in particolare da attribuire ai farmaci classificati in classse H per il trattamento dell’infezione da HIV (dovuti ad un aumento d nuovi pazienti ), farmaci oncologici orali e un nuovo farmaco per la fibrosi polmonare (pirfenidone). L’incremento per i farmaci di classe A, di cui i più rilevanti dal punto di vista economico sono i medicinali ad alto costo e del PHT, nell’anno 2013 rispetto al 2012 è stato di circa 33.000€ (costo ospedaliero). Da segnalare un incremento del numero di accessi di circa il 6,5 % ,che passano da 80.435 (2012) ad oltre 85.000 nel 2013. Entrando nel merito delle tipologie di erogazione, le variazioni più significative che hanno determinato gli effetti sui costi (calcolati sul prezzo al pubblico) riguardano: (1): calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali Alto Costo /PHT. eritropoietina alfa + 425.000 €, eritropoietina beta - 58.000 €, epoetina zeta + 308.000 €, filgrastim biosimilare+78.000 €, interferone alfa 2A peghilato -190.000 €, interferone alfa 2B peghilato +78.000 € , antipsicotici atipici (olanzapina, aripiprazolo, 52 quetiapina, risperidone, paliperidone, ziprasidone calo dovuto principalmente alla genericazione ) - 133.000 €, fingolimod + 392.000 €, farmaci Nota 65 (IFN beta e glatilamer per sclerosi multipla) + 70.000 €, fattore VIII coagulazione ricombinante - 395.000 € ( n.1 paziente non ritira piu’ presso AOUFE), octreotide rilascio prolungato + 156.000 €, farmaci Nota 74 + 24.000 €, farmaci ipertensione polmonare -69.000 €, ranolazina +41.000 €, ticagrelor +39.000 €, teriparatide + 30.000 €, liraglutide +26.000 €, lanreotide +25.000 €, insulina glargine + 23.000 €, cinacalcet +20.000 €, ivabradina + 12.000 €. (2): Calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali Alto Costo Classe A /PHT ex H/Osp2. deferasirox +151.000 €, entecavir + 75.000 €, imatinib -50.000 €, telbivudina - 24.000 €, ribavirina -24.000 €, telaprevir +158.000 € ( nuovi farmaci epatite c). (3): Calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali dispensati dopo visita specialistica ambulatoriale: farmaci nota 85 -16.000 €, enoxaparina -64.000 € ( attivazione DPC per dosaggio 4000 UI), parnaparina 80.000 € (attivazione dpc), fondaparinux - 13.000 €, nadroparina -9.000 €. (4): calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali classe H: sunitnib -115.000 €, sorafenib +21.000 €, pazopanib +117.000 €, nilotinib -96.000 €, dasatinib +113.000 €, erlotinib - 31.000 €, gefitinib +148.000 €, fulvestrant -48.000 €, lapatinib -46.000 €, lenalidomide -37.000 €, talidomide -38.000 €, etanercept -177.000 €, adalimumab +320.000 €, golimumab + 21.000 €, abiraterone +46.000 €, pirfenidone +31.000 €, farmaci antiretrovirali:atripla + 396.000 €, truvada +200.000 €, prezista +245.000 € viread -22,000 €, telzir -16.000 €, lamivudina -11.000 €, aptivus -10.000 €. Tabella 2.26 – Erogazione diretta: confronto 2012-2013 EROGATO 2012 Risparmio Costo Osped. EROGATO 2013 Costo al pubblico Costo Osped. Risparmio Costo al pubblico ∆ andamento 2013-2012 costo osped ∆% 20132012 costo osped ∆ andamento 2013-2012 costo al pubblico ∆% 20132012 costo al pubblico Farmaci dopo dimissioni Ricovero 446.115 146.343 592.458 439.087 164.180 603.267 17.837 12,19% 10.809 1,82% Farmaci Alto Costo/ PHT(1) 5.670.625 5.654.152 11.324.777 6.361.529 5.738.243 12.099.772 84.091 1,49% 774.995 6,84% Farmaci Alto Costo classe A (PHT) ex H/ Osp2(Ferrara (2) 2.055.496 2.604.158 4.659.654 2.047.298 2.553.371 4.600.669 -50.787 -1,95% -58.985 -1,27% Farmaci dopo visita spec. ambulatoriale (3) 1.855.089 1.373.300 3.228.388 1.589.424 1.333.114 2.922.538 -40.186 -2,93% -305.850 -9,47% 33.615 48.754 82.369 55.552 61.834 117.386 13.080 26,83% 35.017 42,51% 10.060.916 9.826.730 19.887.645 10.492.890 9.850.742 20.343.632 24.035 0,24% 455.987 2,29% 3.517.615 5.749.533 9.267.148 4.250.194 6.781.660 11.031.854 1.032.127 17,95% 1.764.706 19,04% 13.578.531 15.576.263 29.154.794 14.743.084 16.632.402 31.375.486 1.056.162 6,78% 2.220.692 7,62% Farmaci cittadini stranieri Totale Classe H/ osp2 paz. Ferrara (4) Totale con farmaci classe H Fonte aziendale Assistenza specialistica ambulatoriale La produzione ambulatoriale è apparentemente diminuita. Incide, a tal riguardo, in modo significativo la riallocazione di una quota di attività di Laboratorio verso l’Azienda USL, inquadrabile come uno dei perfezionamenti apportati anche al sistema informativo, a seguito dei processi di rimodulazione organizzativa del Laboratorio Unico Provinciale. Inoltre una parte delle prestazioni ambulatoriali, erogate a regime di Pronto soccorso sono state riallocate, sempre dal punto di vista informativo, in un nuovo flusso regionale specifico per il Pronto Soccorso. Per questa serie di motivazioni di carattere informativo, i dati del 2013 sono solo parzialmente confrontabili con quelli del 2012. 53 Tabella 2.27 - Produzione ambulatoriale – trend triennio 2011-2013 2011 2012 prestazioni n. % su tot az.le importi n. 2013 prestazioni % su tot az.le n. importi % su tot az.le n. prestazioni % su tot az.le n. importi % su tot az.le n. % su tot az.le Diagnostica 212.899 6,63 8.349.187 18,16 150.708 3,72 6.627.029 15,07 162.175 5,47 7.177.388 18,54 Laboratorio 3.249.370 81,86 17.815.544 38,75 3.491.002 86,13 20.974.141 47,69 2.408.763 81,29 16.292.492 42,08 Riabilitazione 42.210 1,06 358.490 0,78 40.663 1 346.635 0,79 39.616 1,34 327.465 0,85 Prestazioni terapeutiche 117.400 2,96 10.137.065 22,05 98.471 2,43 9.723.719 22,11 95.558 3,22 9.221.555 23,82 347.716 8,76 9.313.169 20,26 272.261 6,72 6.311.296 14,35 256.961 8,67 5.696.114 14,71 3.969.595 100 45.973.455 100 4.053.105 100 43.982.819 100 2.963.073 100 38.715.014 100 Visite TOTALE Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna Tabella 2.28 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2013 Prestazioni N. Diagnostica 1,42 2.599.378 6,71 D2-D.Strument. no radiaz. 97.931 3,31 3.925.804 10,14 4.411 0,15 294.172 0,76 17.854 0,60 358.034 0,92 Totale 162.175 5,47 7.177.388 18,54 L1-Prelievi 221.858 7,49 666.310 1,72 1.692.045 57,10 7.358.377 19,01 319.519 10,78 1.187.974 3,07 L2-Chimica clinica L3-Ematologia/coagulaz. L4-Immunoemat.e trasfusion. 3.591 0,12 29.073 0,08 L5-Microbiologia/virologia 120.790 4,08 1.351.590 3,49 L6-Anatomia ed ist.patol. 26.114 0,88 875.955 2,26 L7-Genetica/citogen. Totale R1-Riab.diagnostica 0,84 4.823.214 12,46 81,29 16.292.492 42,08 6.158 0,21 63.490 0,16 0,88 201.673 0,52 R3-Terapia Fisica 3.497 0,12 20.159 0,05 R9-Altra riabilitazione 3.826 0,13 42.144 0,11 39.616 1,34 327.465 0,85 Totale T1-Radioterapia 30.618 1,03 2.623.026 6,78 T2-Dialisi 29.963 1,01 3.996.428 10,32 T3-Odontoiatria 1.914 0,06 99.716 0,26 T4-Trasfusioni 2.337 0,08 315.075 0,81 T5-Chirurgia ambulatoriale T9-Altre prestaz. terapeutiche Totale Visite 24.846 2.408.763 26.135 R2-RRF Prestazioni Terapeutiche % su tot. aziendale 41.979 D9-Altra diagnostica Riabilitazione Val. D1-D.Strument.con radiaz. D3-Biopsia Laboratorio Importi (€) % su tot. aziendale 8.882 0,30 1.932.736 4,99 21.844 0,74 254.573 0,66 95.558 3,22 9.221.555 23,82 V1-Prima visita 110.800 3,74 3.049.028 7,88 V2-Visita di controllo 146.161 4,93 2.647.086 6,84 Totale 256.961 8,67 5.696.114 14,71 2.963.073 100 38.715.014 100 TOTALE AZIENDALE Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna 54 Tabella 2.29 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2012 Prestazioni N. Diagnostica 38.902 0,96 2.460.783 5,59 91.526 2,26 3.509.457 7,98 4.389 0,11 337.154 0,77 15.891 0,39 319.635 0,73 Totale 150.708 3,72 6.627.029 15,07 L1-Prelievi 319.211 7,88 950.386 2,16 2.492.656 61,5 10.739.793 24,42 444.373 10,96 1.627.174 3,7 4.769 0,12 38.065 0,09 L5-Microbiologia/virologia 147.279 3,63 1.603.814 3,65 L6-Anatomia ed ist.patol. 32.385 0,8 991.823 2,26 L2-Chimica clinica L3-Ematologia/coagulaz. L4-Immunoemat.e trasfusion. L7-Genetica/citogen. Totale R1-Riab.diagnostica R2-RRF R3-Terapia Fisica R9-Altra riabilitazione 1,24 5.023.086 11,42 86,13 20.974.141 47,69 6.057 0,15 67.784 0,15 27.340 0,67 217.397 0,49 3.726 0,09 24.394 0,06 3.540 0,09 37.060 0,08 1 346.635 0,79 T1-Radioterapia 31.155 0,77 2.586.863 5,88 T2-Dialisi 32.440 0,8 4.618.122 10,5 T3-Odontoiatria 2.284 0,06 115.085 0,26 T4-Trasfusioni 2.375 0,06 312.028 0,71 T5-Chirurgia ambulatoriale Visite 50.329 3.491.002 40.663 Totale Prestazioni Terapeutiche % su tot. aziendale D2-D.Strument. no radiaz. D9-Altra diagnostica Riabilitazione Val. D1-D.Strument.con radiaz. D3-Biopsia Laboratorio Importi (€) % su tot. aziendale 8.546 0,21 1.841.054 4,19 T9-Altre prestaz. terapeutiche 21.671 0,53 250.567 0,57 Totale 98.471 2,43 9.723.719 22,11 V1-Prima visita 124.153 3,06 3.621.661 8,23 V2-Visita di controllo 148.108 3,65 2.689.635 6,12 272.261 6,72 6.311.296 14,35 4.053.105 100 43.982.819 100 Totale TOTALE AZIENDALE Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna 55 Tabella 2.30 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2011 Prestazioni N. Diagnostica 70.140 1,77 3.213.733 6,99 3,03 4.414.664 9,6 0,76 L1-Prelievi L2-Chimica clinica L3-Ematologia/coagulaz. L4-Immunoemat.e trasfusion. 4.663 0,12 349.567 17.804 0,45 371.223 0,81 212.899 5,36 8.349.187 18,16 308.547 7,77 803.863 1,75 2.267.382 57,12 8.181.572 17,8 442.861 11,16 1.417.939 3,08 5.140 0,13 39.820 0,09 L5-Microbiologia/virologia 138.022 3,48 1.388.347 3,02 L6-Anatomia ed ist.patol. 38.546 0,97 1.142.370 2,48 L7-Genetica/citogen. Totale R1-Riab.diagnostica R2-RRF R3-Terapia Fisica R9-Altra riabilitazione Totale 48.872 1,23 4.841.633 10,53 3.249.370 81,86 17.815.544 38,75 6.252 0,16 66.699 0,15 26.218 0,66 211.128 0,46 5.319 0,13 34.781 0,08 4.421 0,11 45.882 0,1 42.210 1,06 358.490 0,78 T1-Radioterapia 33.923 0,85 2.773.241 6,03 T2-Dialisi 33.748 0,85 4.541.212 9,88 2.484 0,06 166.904 0,36 2.602 0,07 321.426 0,7 10.985 0,28 1.996.985 4,34 T3-Odontoiatria T4-Trasfusioni T5-Chirurgia ambulatoriale T9-Altre prestaz. terapeutiche Visite % su tot. aziendale 120.292 Totale Prestazioni Terapeutiche Val. D2-D.Strument. no radiaz. D9-Altra diagnostica Riabilitazione % su tot. aziendale D1-D.Strument.con radiaz. D3-Biopsia Laboratorio Importi (€) 33.658 0,85 337.297 0,73 Totale 117.400 2,96 10.137.065 22,05 V1-Prima visita 197.459 4,97 5.872.502 12,77 V2-Visita di controllo 147.712 3,72 2.880.767 6,27 2.545 0,06 559.900 1,22 347.716 8,76 9.313.169 20,26 3.969.595 100 45.973.455 100 V3-Osservaz.breve intensiva Totale TOTALE AZIENDALE Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna 56 Le prestazioni critiche oggetto di monitoraggio regionale, hanno mostrato un sensibile cambiamento della percentuale e del relativo valore economico sulla produzione totale erogata in provincia. Inoltre a fronte di un calo del loro numero assoluto rispetto al 2012 sono aumentati gli importi: su tale fenomeno potrebbe aver influito la complessità della casistica. Tabella 2.31 - Valore e volumi prestazionali per prestazioni critiche Prestazioni erogate Totale aziendale Valore della produzione % sul totale della produzione provinciale Totale aziendale % sul totale della produzione provinciale 2013 101.244 26,9% 3.666.774 23,9% 2012 106.205 26,5% 3.579.752 21,9% 2011 93.499 28,2% 3.104.881 24,7% 2010 101.815 29,5% 3.387.079 28,6% 2009 93.795 35,8% 3.124.166 30,0% Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna Nel 2013 l’attività libero professionale ha avuto una variazione in complessità della casistica, evidenziata dalla riduzione delle prestazioni a fronte di lieve incremento degli importi. Tabella 2.32 - Attività Libero Professionale suddivisa per dipartimenti ad attività Integrata 2011 N 2012 IMPORTO N 2013 IMPORTO N IMPORTO Dipartimento Chirurgico 6.885 917.773 6.271 831.185 6.491 896.301 Dipartimento Chirurgico Specialistico 8.949 1.323.952 8.396 1.203.834 7.948 1.183.019 Dipartimento Emergenza 4.616 409.954 3.972 353.979 4.070 370.661 Dipartimento Diagnostica per Immagini e Medicina di Laboratorio 5.445 556.572 4.195 441.801 4.622 510.061 Dipartimento Medico 2.863 335.818 2.367 277.070 2.238 282.716 Dipartimento Medico Specialistico 7.092 786.585 5.996 673.786 5.927 697.773 Dipartimento di Neuroscienze/Riabilitazione 5.281 642.549 5.182 637.102 4.263 530.529 Dipartimento Riproduzione e Accrescimento 4.012 507.851 3.071 396.805 3.165 399.040 45.184 5.481.054 39.450 4.815.562 38.724 4.870.100 Totale Fonte aziendale Il day service ambulatoriale Nel 2013 la produzione DSA (Day Service Ambulatoriale), ha registrato un aumento del volume complessivo di attività, ma anche della complessità della casistica trattata: cresce infatti anche il valore dell’importo medio per DSA. Quindi l’utilizzo del ricovero diurno avviene in relazione alla gestione di situazioni relativamente complesse caratterizzate spesso da una componente terapeutica e diagnostica complessa. Nel 2013 l’importo della produzione di DSA è stato il 9,3% dell’attività ambulatoriale (compresi: produzione in provincia, extraprovincia, stranieri, pronto soccorso. Esclusi: paganti, convenzioni, attività llibero professionale), a confronto col 8,51% dello scorso anno. 57 Tabella 2.33 - Day Service Ambulatoriale: confronto tra 2012 e 2013 2012 N. PAC CHIUSI N. MEDIO ACCESSI N. PRESTAZ. CHIR.PEDIATRICA 814 1,2 2.469 EMATOLOGIA 487 3,4 4.324 DIABETOLOGIA 8 4,4 ENDOCRINOLOGIA 557 DEMENZE GERIATRIA 58 MAL.INFETTIVE 2013 IMPORTO TOTALE IMPORTO MEDIO N. PAC CHIUSI N. MEDIO ACCESSI N. PRESTAZ. IMPORTO TOTALE IMPORTO MEDIO 60.110,45 85,14 811 1,2 3.001 66.778,55 85,39 173.316,30 457,3 472 3,7 5.883 223.921,80 504,33 110 1.492,00 213,14 5 4,2 59 981,05 196,21 5,6 10.817 206.729,25 476,33 533 5,6 13.095 242.850,45 465,23 3,8 2.038 21.616,25 379,23 59 3,6 1.989 21.329,55 374,2 82 3,4 868 7.090,05 107,43 55 3,1 703 4.580,65 86,43 MALATTIE INFETTIVE UNIVERSITARIA 31 2,5 445 3.118,85 148,52 39 2,8 415 2.955,85 101,93 INTERNISTICO 340 5,9 7.184 101.356,10 345,93 243 6,2 5.832 81.625,40 381,43 MEDICINA INTERNA UNIVERSITARIA - DAY SERVICE DEMENZE 52 4,2 1.195 17.361,30 482,26 54 4 1.879 27.329,10 535,86 NEFROLOGIA 1 3 - - - 1 5 64 518,7 518,7 NEUROLOGIA 104 5,6 1.043 10.149,80 215,95 163 6,1 2.765 33.131,40 251 CLINICA NEUROLOGICA 28 9,8 328 4.222,90 301,64 6 4,5 85 1.505,30 501,77 OCULISTICA. 1.650 3,8 12.963 1.474.759,45 972,8 1.805 3,8 15.307 1.650.735,80 976,19 ORTOPEDIA 164 1,4 862 39.169,15 296,74 29 1 6 1.363,30 681,65 OSTETRICIA GINECOLOGIA 878 3 10.684 317.613,90 414,1 1022 3 11.418 320.752,3 324,98 O.R.L. 20 2 131 5.349,95 267,5 78 2,9 455 27.192,80 353,15 PEDIATRIA 586 2,2 4.867 55.214,80 136,33 551 1,9 6.984 75.495,75 142,71 ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA 266 1,9 5.169 38.963,25 197,78 233 1,9 5.741 54.722,90 237,93 UROLOGIA 145 2,2 1.001 19.114,25 145,91 2 2 - - - DERMATOLOGIA 55 8,3 1.553 12.916,00 339,89 47 8,1 2.166 20.798,30 452,14 GASTROENTEROL. 139 5,7 2.527 26.457,30 238,35 160 6 2.560 28.769,60 312,71 ONCOLOGIA 1.130 5,9 90.119 618.249,20 782,59 1.002 10,1 120.619 795.555,15 852,69 FISIOPAT.RESPIR. 41 4,1 352 12.749,85 364,28 PNEUMOLOGIA 149 4,2 3.113 70.202,05 605,19 146 4 4.162 98.563,95 679,75 REUMATOLOGIA 1 26 - - - DAY HOSPITAL TALASSEMIA E EMOGLOBINOPATIE 1 3 - - - 7.518 4,4 205.188 3.781.457,65 538,36 TOTALE 7.785 3,8 164.162 3.297.322,40 521,89 Fonte aziendale Indice di performance delle prestazioni programmabili I dati rappresentati in tabella sono estratti dal portale regionale MAPS, attraverso il quale vengono monitorati i dati relativi al tempo di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali “critiche”, oggetto di monitoraggio ai sensi della DGR 925/2011. Sul sistema MAPS vengono esaminati i tempi di attesa prospettici (EX ANTE) ed evidenziati gli indici di performance per ogni struttura erogante. Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara, la valutazione della performance misurata sulle prestazioni critiche non può prescindere dai vincoli contrattuali definiti nell’ambito dell’Accordo di Fornitura con la committenza, risultato di analisi di appropriatezza e di valutazione dei bisogni effettivi della popolazione del territorio, ed oggetto di periodica analisi e discussione al Tavolo Interaziendale per la Specialistica Ambulatoriale. I dati, pur attestando criticità da affrontare, non si discostano di molto da quelli dell’anno precedente. L’offerta di specialistica ambulatoriale provinciale è comunque in corso di revisione in accordo con la AUSL, con l’obiettivo di incidere in maniera significativa sui tempi di attesa: le azioni saranno rivolte ad una migliore appropriatezza prescrittiva e ad un aumento per alcune branche del numero delle prestazioni a CUP provinciale. 58 Tabella 2.34 - Indice di performance delle prestazioni programmabili (dati forniti dal sito MAPS della RER alimentato dalla AUSL). Anno 2013 Off. Sett. Program. Giorni di attesa Urg. Diff. totale Media I Perf. Mediana Prosp 01 Visita Oculistica 317 20 337 94,7 68,0 9% 02 Visita Urologica 39 4 43 124,2 137,0 13% 03 Visita Fisiatrica 28 13 41 112,7 121,0 8% 04 Visita Endocrinologica 73 8 81 40,8 26,0 82% 05 Visita Neurologica 42 2 44 58,6 56,0 12% 06 Visita Ortopedica 78 20 98 107,1 105,0 9% 07 Visita Oncologica 10 0 10 10,4 4,0 80% 08 Visita Cardiologica 95 14 109 186,5 209,0 18% 09 Colonscopia 20 0 20 153,8 161,0 7% 10 EMG 19 0 19 104,7 138,0 24% 11 Ecocolordoppler 66 9 75 278,1 356,0 20% 12 Ecografia Addome 36 0 36 109,9 129,0 27% 13 Gastroscopia 35 0 35 56,1 40,0 78% 14 TAC del Capo 20 2 22 89,0 95,0 9% 15 TAC Addome 30 0 30 77,6 95,0 29% 16 RMN Cerebrale 9 1 10 287,7 352,0 9% 17 RMN Addome 2 0 2 224,0 224,0 0% 18 RMN della Colonna 19 1 20 184,4 102,0 28% 19 Protesica - Conservativa 25 0 25 27,0 26,0 82% 8 0 8 124,5 179,0 33% 22 Visita Ginecologica 23 Visita Dermatologica 73 2 75 174,9 219,0 16% 24 Visita Otorinolaringoiatrica 65 0 65 35,5 39,0 21% 25 Visita Chirurgia Vascolare 30 0 30 78,0 64,0 4% 26 TAC Rachide e Speco Vertebrale 33 2 35 97,5 97,5 13% 27 TAC Bacino 13 0 13 28 TAC Torace 25 0 25 112,7 103,0 7% 6 6 12 117,3 115,0 0% 29 Ecografia Mammella 34 Ecocolordoppler Cardiaca 53 1 54 120,6 104,0 17% 36 Elettrocardiogramma Holter 9 1 10 182,9 158,0 43% 38 Spirometria 6 0 6 64,7 14,0 67% 40 Visita Gastroenterologica 19 5 24 173,5 180,0 0% 41 Visita Pneumologica 62 6 68 42,3 36,0 20% 24 Mammografia 124 6 130 85,2 47,0 74% 43 Ecografia Capo e Collo 169 0 169 242,0 229,0 10% 8 0 8 68,0 54,0 67% 44 Ecografia Ostetrica e Ginecologica 45 ECG da sforzo 9 1 10 230,8 255,0 6% 46 RMN Muscoloscheletrica 33 0 33 35,1 38,0 100% 47 Visita Diabetologica 31 4 35 41,1 48,0 35% Fonte regionale 59 Attività di governo clinico in collaborazione con l’Ausl per qualificazione consumi prestazioni specialistiche Tempi di attesa specialistica ambulatoriale Già nel corso dell’anno 2012 si era assistito a un decremento dei consumi di prestazioni specialistiche ambulatoriali per tutte le tipologie di attività. Nel 2013 si mantiene questo trend di decrescita, anche se meno accentuato. In particolare, a fronte di un decremento nel 2012 rispetto al 2011 pari a circa il 14 % delle prestazioni erogate ai cittadini, nel 2013 si ha un ulteriore calo dell’8% rispetto al 2012. Il fenomeno è in linea con quanto osservato a livello regionale e nazionale, dove la contrazione di attività riguarda principalmente le strutture pubbliche, mentre per quelle private accreditate la riduzione risulta essere molto più limitata. A livello provinciale, l’obiettivo congiunto tra le due Aziende Sanitarie nella stesura del Piano di Produzione relativo alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, consiste nel modulare l’offerta sulla base del fabbisogno della popolazione di riferimento e della valutazione dell’appropriatezza di prescrizione e di erogazione, tenendo conto della necessità di rispettare i tempi di attesa, focalizzando l’attenzione sulle prestazioni critiche. Tabella 2.35 - Tempi di attesa prestazioni ambulatoriali: confronto 2012-2013 (regime di erogazione SSN, modalità di accesso ordinario programmabile, escluso PS e OBI) Tipo di prestazione Visite Prestazioni Terapeutiche Riabilitazione Laboratorio Diagnostica Totale erogato Anno Prestazioni con attesa > 0 gg 1-30 gg (v.%) 1-45 gg (v.%) 1-60 gg (v.%) 1-75 gg (v.%) 1-90 gg (v.%) oltre 90 gg (v.%) 2012 153.368 97.785 29,79 40,39 46,24 55,07 61,51 38,49 2013 148.553 95.198 28,3 37,25 42,61 49,83 56,56 43,44 2012 88.148 9.649 71,53 78,04 81,37 83,42 85 15 2013 86.283 11.542 76,95 82,43 84,62 86,01 87,38 12,62 2012 37.820 9.328 20,78 35,92 41,23 43,52 45,13 54,87 2013 36.941 11.167 21,89 32,15 37,44 41,89 48,82 51,18 2012 1.429.661 455.471 91,46 94,22 95,12 95,62 95,92 4,08 2013 1.292.573 902.225 94,43 96,4 97,46 97,75 98,02 1,98 2012 112.733 80.792 39,35 48,74 54,74 59,91 64,77 35,23 2013 119.648 91.443 39,68 50,08 56,55 62,75 67,26 32,74 Fonte regionale 2.3.3 Assistenza ospedaliera Struttura dell’Offerta L’Arcispedale S. Anna assicura il 47,33% della dotazione di posti letto provinciali, percentuale che si è sensibilmente incrementata rispetto all’anno precedente a causa della diminuzione dei posti letto dell’Azienda USL. Tabella 2.36 - Dotazione posti letto totali (ordinari + DH) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Totale posti letto Acuti Riabilitazione LD posti letto/1000 abitanti Totale Acuti LD + Riab. Recupero e Riab. LD Totale 2013 621 80 10 711 1,73 0,25 0,22 0,03 1,99 2012 624 70 10 704 1,73 0,22 0,19 0,03 1,96 2011 763 90 7 860 2,12 0,27 0,25 0,02 2,39 Fonte - Elaborazione da Flussi Informativi Ministero della Salute (HSP 12/13), www.regione.emilia-romagna.it/SIS 60 Tabella 2.37 - Dotazione posti letto della provincia di Ferrara – Contributo degli erogatori pubblici e privati e confronto con l’offerta regionale 2010 Posti letto AOU di Ferrara 2011 860 860 di cui in Lungodegenza-Riabilitazione Posti letto Azienda USL di Ferrara 759 Posti letto accreditati delle Case di Cura 752 145 Posti letto provincia di Ferrara 1.764 Dotazione media ogni 1000 abitanti provincia FE 346 4,91 di cui in Lungodegenza Riabilitazione Totale posti letto RER 0,96 19.606 di cui in Lungodegenza Riabilitazione Dotazione media ogni 1000 abitanti RER 174 3.862 4,46 di cui in Lungodegenza Riabilitazione 0,88 164 346 5,02 0,96 20.493 3.911 4,62 0,88 141 191 75 1.807 90 600 195 75 di cui in Lungodegenza Riabilitazione 80 721 195 di cui in Lungodegenza Riabilitazione 711 97 174 2013 704 97 di cui in Lungodegenza Riabilitazione 2012 75 1.620 319 4,50 0,89 19.945 3.807 4,47 0,85 75 1502 306 4,19 0,85 19.016 3.631 4,25 0,81 Fonte - Elaborazione da Flussi Informativi Ministero della Salute (HSP 12/13), www.regione.emilia-romagna.it/SIS L’analisi della dotazione posti letto per ogni azienda mostra la distribuzione dei posti letto ordinari e DH sul territorio della regione. il quadro mostra come la dotazione di Ferrara sia in linea con il dato regionale. Tabella 2.38 - Dotazione posti letto nella provincia di Ferrara a confronto con le altre provincie della Regione Provincia di riferimento territoriale Posti letto per 1000 abitanti PIACENZA 3,9 PARMA 5,0 REGGIO NELL'EMILIA 3,6 MODENA 3,7 BOLOGNA 4,9 FERRARA 4,2 RAVENNA 4,4 FORLÌ-CESENA 4,0 RIMINI 4,1 TOTALE 4,3 Fonte regionale Nella provincia di Ferrara il numero di posti letto si è ridotto notevolmente nel triennio 2011-2013. La provincia di Ferrara è in una situazione in cui i posti letto per 1000 abitanti per acuti e lungodegenti più riabilitazione sono in calo. Per quanto riguarda le Neuro-Riabilitazione, la dotazione di posti letto ordinari è superiore alla media e del tutto in capo all’Azienda Ospedaliera per la presenza del Centro di Riabilitazione San Giorgio, il cui bacino d’utenza di riferimento è a livello nazionale. Al contrario, risultano inferiori alla media regionale i posti letto dedicati a Recupero e Riabilitazione. La riduzione dei posti letto è da attribuirsi principalmente alle strategie organizzative finalizzate all’allineamento della dotazione ferrarese al target nazionale e regionale della Spending Review (3,7 per mille). I processi riorganizzativi sono stati introdotti attraverso linee strategiche di intesa e condivisione con l’Azienda USL attraverso lo sviluppo delle reti cliniche. 61 Tabella 2.39 - Posti letto per presidio e disciplina nell’azienda territoriale e nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Anno 2013 DAY-HOSPITAL- DAY SURGERY ORDINARIO TOTALE 008 - CARDIOLOGIA 1 11 12 009 - CHIRURGIA GENERALE 1 14 15 Ospedale OSPEDALE CENTO Disciplina 026 - MEDICINA GENERALE 5 55 60 036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 1 14 15 037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA 2 19 21 7 8 039 - PEDIATRIA 2 043 - UROLOGIA 1 049 - TERAPIA INTENSIVA 4 4 050 - UNITA' CORONARICA 4 4 28 28 17 156 173 11 11 2 40 42 036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 13 13 040 - PSICHIATRIA 15 15 27 27 056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE 4 060 - LUNGODEGENTI TOTALE 009 - CHIRURGIA GENERALE 026 - MEDICINA GENERALE OSPEDALE ARGENTA 056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE OSPEDALE COPPARO 6 098 - DAY SURGERY 6 TOTALE 14 106 120 026 - MEDICINA GENERALE 8 13 21 13 13 TOTALE 8 26 34 026 - MEDICINA GENERALE 4 16 20 056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE 8 060 - LUNGODEGENTI 060 - LUNGODEGENTI 6 8 16 16 TOTALE 12 32 44 008 - CARDIOLOGIA 2 10 12 23 23 2 59 61 036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 21 21 037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA 18 18 8 10 009 - CHIRURGIA GENERALE 026 - MEDICINA GENERALE 039 - PEDIATRIA OSPEDALE DEL DELTA 4 6 060 - LUNGODEGENTI OSPEDALE COMACCHIO 2 2 040 - PSICHIATRIA 15 15 043 - UROLOGIA 12 12 049 - TERAPIA INTENSIVA 4 4 050 - UNITA' CORONARICA 4 4 33 33 207 229 056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE 6 060 - LUNGODEGENTI 098 - DAY SURGERY 10 TOTALE 22 62 6 10 Ospedale DAY-HOSPITAL- DAY SURGERY Disciplina 021 - GERIATRIA OSP PRIVATO QUISISA- 026 - MEDICINA GENERALE NA - FE 060 - LUNGODEGENTI TOTALE TOTALE 25 25 4 4 45 45 74 74 009 - CHIRURGIA GENERALE 14 14 026 - MEDICINA GENERALE 56 56 OSP PRIVATO SALUS - 049 - TERAPIA INTENSIVA FE 060 - LUNGODEGENTI 3 3 30 30 098 - DAY SURGERY 14 TOTALE 14 103 117 08 - CARDIOLOGIA 1 19 20 009 - CHIRURGIA GENERALE 4 42 46 010 - CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE 1 4 5 14 011 - CHIRURGIA PEDIATRICA 4 8 12 012 - CHIRURGIA PLASTICA 1 4 5 014 - CHIRURGIA VASCOLARE 2 10 12 018 - EMATOLOGIA 4 16 20 019 - MALENDOCRINE/DIABETOLOG 4 8 12 30 30 16 19 021 - GERIATRIA 024 - MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI 3 026 - MEDICINA GENERALE 3 98 101 029 - NEFROLOGIA 1 16 17 030 - NEUROCHIRURGIA 1 16 17 032 - NEUROLOGIA 2 24 26 6 6 034 - OCULISTICA ARCISPEDALE SANNA (CONA) ORDINARIO 036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 3 27 30 037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA 9 30 39 038 - OTORINOLARINGOIATRIA 5 21 26 039 - PEDIATRIA 6 20 26 043 - UROLOGIA 4 16 20 049 - TERAPIA INTENSIVA 16 16 050 - UNITA' CORONARICA 6 6 051 - ASTANTERIA 14 14 052 - DERMATOLOGIA 1 1 056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE 5 30 35 058 - GASTROENTEROLOGIA 2 10 12 10 10 064 - ONCOLOGIA 10 20 30 068 - PNEUMOLOGIA 3 23 26 071 - REUMATOLOGIA 1 10 11 16 16 060 - LUNGODEGENTI 073 - TERAPIA INTENSIVA NEONAT 075 - NEURO-RIABILITAZIONE 5 40 45 TOTALE 85 626 711 Fonte regionale 63 Tabella 2.40 - Posti letto Ordinari per Dipartimento nella Azienda SAnna. Anno 2013 Dipartimenti DH ORDINARIO CHIRURGIA GENERALE 2 14 CLINICA CHIRURGICA 2 14 CHIRURGIA URGENZA 0 14 CHIRURGIA PLASTICA 1 4 CHIRURGIA VASCOLARE 2 10 UROLOGIA 4 16 CHIR MAXILLO-FACCIALE 1 4 OCULISTICA 0 6 OTORINOLARINGOIATRIA 5 21 CARDIOLOGIA 1 19 ORTOPEDIA E TRAUMATOLO-GIA 3 27 ANESTESIA E RIANIM OSP 0 10 ANESTESIA E RIANIM UNIV 0 6 UNITA' CORONARICA 0 6 MED D'URGENZA 0 14 Chirurgico Chirurgico Specialistico Emergenza FISIOPAT RESPIRAT 0 12 PNEUMOLOGIA 3 11 NEUROCHIRURGIA 1 16 NEUROLOGIA 1 18 CLINICA NEUROLOGICA 1 6 MEDICINA RIABILITATIVA 5 30 UGC 5 40 Neuroscienze/Riabilitazione Accrescimento e Riproduzione CHIRURGIA PEDIATRICA 4 8 OSTETRICIA 2 22 GINECOLOGIA 7 8 PEDIATRIA 6 20 NEONATOLOGIA E TIN 0 16 GERIATRIA 0 30 MALINFETTIVE 2 12 MALINFETTIVE UNIVERSITARIA 1 4 MEDINTOSPEDALIERA I - II 0 56 IST MEDINT+ CLINMEDICA 0 42 DH INTERNISTICO DIPMED 3 0 Medico GASTROENTEROLOGIA 2 10 ORTOGERIATRIA 0 10 4 16 Medico Specialistico EMATOLOGIA DIABETOLOGIA E MALMETABOL 1 4 ENDOCRINOLOGIA 3 4 64 Dipartimenti DH ORDINARIO 1 16 NEFROLOGIA DERMATOLOGIA ONCOLOGIA CLINICA REUMATOLOGIA 1 0 10 20 1 10 Fonte regionale La Provincia di Ferrara ha il più basso PIL pro capite della regione e si caratterizza per un’elevata presenza di strutture pubbliche ed un scarsa presenza del privato accreditato, che evidenzia anche una bassa partecipazione dell’imprenditoria locale alla creazione di posti letto, a differenza di quanto avviene nelle altre città, dove la componente privata è molto rilevante. La popolazione ferrarese presenta, inoltre, caratteristiche particolari rispetto alle altre province: • la percentuale di anziani risulta essere la più alta a livello regionale (gli ultrasessantacinquenni sono il 25,8% del totale, gli ultrasettantacinquenni il 13,36%) e ciò è allineabile al relativamente elevato numero di posti letto di Medicina Generale e Geriatria; • la provincia mostra il più alto Rapporto Standardizzato di Mortalità, che è il rapporto tra il numero di casi di morte osservati e il numero di casi attesi; esprime l’eccesso (SMR>1) o il difetto (SMR<1) di mortalità esistente tra la popolazione osservata e la popolazione presa come riferimento. Nel corso del 2013 è progressivamente migliorata l’ottimizzazione dell’utilizzo dei posti letto. L’evidenza del miglioramento di questo livello di efficienza organizzativa è data dalla progressiva riduzione dell’indice di Turnover: il tempo che intercorre tra una dimissione e l’occupazione successiva dello stesso letto è notevolmente diminuito Tabella 2.41 - Indicatori di efficienza sui posti letto TASSO DI OCCUPAZIONE INDICE DI ROTAZIONE TURN OVER 2013 86,4 37,3 1,3 2012 78,3 34,5 2,3 2011 78,7 35,1 2,2 Attività Hub - attuazione del modello Hub & Spoke Le strategie aziendali e le azioni 2013 hanno mantenuto il modello organizzativo hub & spoke riferito alle funzioni che ricadono sotto la responsabilità dell’Azienda, e cioè: • malattie rare e centro di riferimento regionale per la patologia talassemica; • neuroscienze (neurologia e neurochirurgia); • riabilitazione dei pazienti con gravi cerebro lesioni (associata alla gestione di un registro regionale sul fenomeno); • terapia intensiva neonatale; • genetica medica, con particolare riguardo alla genetica molecolare e alla citogenetica; • emodinamica (in collaborazione con la AUSL). Per quanto concerne i posti letto dal 2007 i dati sono pressoché costanti. La percentuale dei letti con funzione HUB dell’Azienda è relativamente aumentata in relazione al calo dei posti letto complessivi rispetto agli anni precedenti. Nel 2013 si è registrata una riduzione dei ricoveri per i pazienti provenienti da altre regioni ad evidenza di una flessione sul potere di attrazione, sul quale ha influito la riduzione della dotazione dei posti letto in Neuro-riabilitazione. Tabella 2.42 - Posti letto e ricoveri nelle funzioni Hub (valori in %). 2009 2010 2011 2012 2013 Letti hub ASA 12,80 12,80 12,80 14,77 14,63 Ricoveri RER 14,67 14,32 13,40 13,45 13,02 Ricoveri extra RER 19,87 19,80 19,82 20,14 17,75 Totale mobilità 34,54 34,12 33,22 33,59 30,77 Fonte aziendale 65 Attività Ospedaliera Nel 2013 il contributo dell’Azienda al tasso di ospedalizzazione standardizzato per età, per i ricoveri ordinari, si è attestato sul 47,1% aumentando sensibilmente rispetto al 2011, è invece lievemente diminuito per quanto riguarda i DH medici ed è sostanzialmente stabile per i DH Chirurgici. Tabella 2.43- Contributo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria al tasso di ospedalizzazione standardizzato provinciale – valori percentuali. 2011 2012 2013 - Ricoveri ordinari 46,9 44,0 47,1 - Day Hospital Medici 66,4 66,0 65,1 - Day Hospital Chirurgici 48,0 45,2 44,8 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna Il numero di dimissioni tende alla diminuzione complessiva. Il calo è essenzialmente legato alla progressiva riduzione dei DH, all’insegna del miglioramento continuo delle misure di controllo sull’appropriatezza dei setting assistenziali. Il numero delle dimissioni ordinarie invece è sensibilmente aumentato, a fronte di una lieve variazione del numero dei posti letto. Questo fenomeno è da interpretarsi come un esito di miglioramento sensibile dei livelli di efficienza organizzativa all’interno delle Unità Operative. Tale risultato assume ancora più valore se si associa all’aumento dell’efficienza il tendenziale incremento della complessità della casistica trattata a regime di ricovero ordinario. Tabella 2.44 - Numero di dimessi in regime ordinario e day-hospital. Regime Ordinario Day-Hospital di cui in libera professione Totale dimessi Totale dimessi Totale di cui in libera professione Totale dimessi di cui in libera professione 2013 23.839 86 9.048 31 32.887 117 2012 23.728 91 9.273 1 33.001 92 2011 26.840 88 10.845 30 37.685 118 2010 27.615 67 11.064 35 38.679 102 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna Nella diminuzione complessiva dei ricoveri, si registra un lieve incremento della componente chirurgica nel 2013 rispetto al 2012. I ricoveri in Libera professione sono totalmente di tipo chirurgico. Tabella 2.45 - Numero di casi chirurgici sul totale ricoveri. Tutti i DRG Totale ricoveri Ricoveri in libera professione DRG chirurgici Totale ricoveri Ricoveri in libera professione % casi chirurgici sul totale Totale ricoveri Ricoveri in libera professione 2013 32.887 117 13.445 117 40,9% 100% 2012 33.001 92 13.362 91 40,5% 98,9% 2011 37.685 118 16.328 115 43,3% 97,5% 2010 38.679 102 15.984 102 41,3% 100% Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna La complessità dei ricoveri (il cui indice scelto è il peso medio DRG) è sensibilmente aumentata a fronte del calo di dimissioni: tale comportamento è interpretabile come una tendenza alla gestione prioritaria delle situazioni di maggior complessità clinica, organizzativa, assistenziale. Tabella 2.46 - Peso medio DRG del ricovero. Ordinario Day Hospital 2011 1,27 0,89 2012 1,26 0,90 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna 66 2013 1,29 0,92 Analizzando l’indice di case-mix di ciascuna disciplina si osserva che in ematologia è presente un indice di case mix relativamente basso: va tenuto presente che l’ematologia gestisce una quota di attività non trascurabile a regime di pronto soccorso. La complessità della casistica ricoverata viene misurata attraverso indicatori specifici come il Peso medio DRG (PM) e l’Indice di case mix (ICM). Quest’ultimo mette a confronto la complessità della casistica dell’Azienda, per disciplina esaminata, con la complessità delle altre aziende della Regione sempre per la stessa disciplina. Si genera un rapporto che risulterà tanto maggiore di 1 quanto la complessità della casistica (per una determinata disciplina) risulterà maggiore rispetto ad una media regionale. Nel 40% delle discipline tale rapporto è => 1, ma nel 31% si mantiene molto vicino all’unità (0,9) Tabella 2.47 – Dettaglio sul Peso Medio e Indice di Case mix per disciplina nel 2013 PM ICM 008 - CARDIOLOGIA 1,7 1,19 009 - CHIRURGIA GENERALE 1,6 1,23 010 - CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE 1,21 0,89 011 - CHIRURGIA PEDIATRICA 0,69 0,82 012 - CHIRURGIA PLASTICA 1,16 0,92 014 - CHIRURGIA VASCOLARE 1,89 1,08 018 - EMATOLOGIA 3,82 0,84 019 - MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG. 1,02 0,96 021 - GERIATRIA 1,12 1,03 024 - MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI 1,37 0,94 026 - MEDICINA GENERALE 1,17 1,12 029 - NEFROLOGIA 1,42 1,08 030 - NEUROCHIRURGIA 2,18 0,99 032 - NEUROLOGIA 1,45 1,26 034 - OCULISTICA 0,7 0,89 036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 1,59 1,19 037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA 0,59 0,92 038 - OTORINOLARINGOIATRIA 1,03 1,09 039 - PEDIATRIA 0,54 0,93 043 - UROLOGIA 1,1 1,05 049 - TERAPIA INTENSIVA 4,5 1,09 050 - UNITA' CORONARICA 1,78 1,08 051 - ASTANTERIA 0,88 0,9 058 - GASTROENTEROLOGIA 1,19 1,05 064 - ONCOLOGIA 1,51 1,1 068 - PNEUMOLOGIA 1,4 0,97 071 - REUMATOLOGIA 1,01 0,88 073 - TERAPIA INTENSIVA NEONAT. 2,09 1,08 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna La percentuale di ricoveri ordinari di peso superiore a 2,5 mantiene un trend incrementale: anche questo indicatore mette in evidenza la spiccata tendenza alla gestione di casistica di alta complessità, fenomeno che si evidenzia maggiormente col calo di ricoveri avvenuto nel 2012. Tabella 2.48 - Percentuale di casi ordinari di peso superiore a 2,5 Totale ricoveri ordinari 2013 2012 2011 23.839 23.728 26.840 Ricoveri ordinari di peso > 2.5 1.590 1.513 1.655 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna 67 % ricoveri di peso > 2.5 sul totale 6,7% 6,4% 6,2% La percentuale di DRG potenzialmente inappropriati di durata maggiore di un giorno oltre la soglia dell’ammissibilità è sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Il dato dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara è comunque inferiore rispetto a quello medio delle altre Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione (16%). Tabella 2.49 - DRG ad alto rischio di inappropriatezza 2013 2012 2011 Dimessi in regime ordinario con durata della degenza > 1 giorno e con DRG potenzialmente inappropriato (*) 4.614 4.609 5.294 Totale dimessi 31.695 31.777 36.415 % casi attribuiti a DRG potenzialmente inappropriati su totale dimessi 14,6 14,5 14,5 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna * Sono stati selezionati i casi di degenza ordinaria di più di un giorno attribuiti a DRG potenzialmente inappropriati (Patto per la Salute 2010-2012 – All. B) Tempi di attesa pre-ricovero Dall’analisi dei tempi di attesa pre-ricovero, relativi alle prestazioni (in regime ordinario e diurno), a carico del SSN, oggetto di monitoraggio ai sensi della DGR 925/2011, si evince che i ricoveri per intervento chirurgico con tempo di attesa mediano superiore a 30 giorni sono, in area oncologica, quelli inerenti tumore della prostata e tumore della mammella. Rispetto all’anno 2012, emerge un miglioramento della performance nel corso del 2013 per il tumore del polmone, mentre è peggiorata quella relativa al tumore della mammella (mastectomia, in regime ordinario). Secondo la norma regionale, per le prestazioni relative al trattamento di patologie oncologiche il tempo massimo di attesa non deve superare i 30 giorni, mentre per tutte le atre prestazioni il tempo massimo di attesa, espresso attraverso la classe di priorità, deve essere garantito per il 90% dei pazienti. Da un’analisi approfondita sono emersi gli elementi utili per una lettura complessiva dei dati di attività e in particolare del tempo di attesa per ricovero programmato per pazienti affetti da tumore della mammella. In numerosi casi l’intervento è stato posticipato per la decisione clinica di sottoporre la paziente a trattamento chemioterapico, che ha indotto un “apparente” aumento del tempo di attesa. E’ presente, inoltre, per questa patologia una quota di pazienti con tempo di attesa pari a zero giorni: questo fenomeno è legato alla non corretta gestione dell’accettazione del paziente chirurgico in reparto; nella seconda metà del 2013 è stato infatti completamente informatizzato il percorso del paziente chirurgico, ma il processo di informatizzazione richiede ancora un periodo supplementare di formazione degli operatori sanitari. E’ inoltre stato recentemente definito il PDTA per il tumore della mammella: questo si rifletterà sul tempo di attesa per questa patologia nel corso del 2014. L’attesa dell’intervento per tumore del polmone mostra invece un trend positivo: l’implementazione a pieno regime del PDTA per questa patologia, ha comportato una corretta presa in carico dei pazienti e una migliore gestione del tempo di attesa. 68 Tabella 2.50 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia/ intervento oggetto di monitoraggio secondo l’accordo Stato-Regioni – Anno 2013 Ricoveri programati 0 gg 1-30 gg 1-60 gg 1-90 gg 1-120 gg 1-180 gg >180 gg Az.USL 396 301 1 24 99 99,3 99,7 100 100 0 Az.OSP 887 319 1 64 99,4 99,7 100 100 100 0 Totale 1.283 620 1 51,7 99,2 99,5 99,8 100 100 0 INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime ordinario) Az.OSP 50 36 19 28 77,8 97,2 100 100 100 0 AREA ONCOLOGICA INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON RETTO (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA - MASTECTOMIA (regime ordinario) ENDOARTERIECTOMIA CAROTIDEA (regime ordinario) ANGIOPLASTICA (PTCA) (regime ordinario) Totale 50 36 19 28 77,8 97,2 100 100 100 0 Az.USL 27 25 10 7,4 88 100 100 100 100 0 Az.OSP 20 18 27 10 55,6 94,4 100 100 100 0 Totale 47 43 15 8,5 74,4 97,7 100 100 100 0 Az.USL 56 50 11 10,7 90 100 100 100 100 0 Privato 159 122 23 23,3 61,5 88,5 93,4 95,1 100 0 Az.OSP 215 172 20 20 69,8 91,9 95,3 96,5 100 0 Totale 182 151 17 17 72,8 90,7 94,7 98 100 0 Az.USL 24 23 41 4,2 30,4 65,2 82,6 95,7 100 0 Az.OSP 29 28 36 3,4 28,6 89,3 96,4 100 100 0 Totale 53 51 38 3,8 29,4 78,4 90,2 98 100 0 Az.USL 8 7 21 12,5 71,4 100 100 100 100 0 Az.OSP 83 77 48 7,2 26 62,3 88,3 94,8 97,4 2,6 Totale 91 84 44,5 7,7 29,8 65,5 89,3 95,2 97,6 2,4 Az.USL 25 24 34,5 4 37,5 75 95,8 100 100 0 Privato 48 48 25,5 0 58,3 85,4 93,8 97,9 100 0 Az.OSP 122 112 20 8,2 60,7 88,4 95,5 97,3 98,2 1,8 1,1 Totale 195 184 25,5 5,6 57,1 85,9 95,1 97,8 98,9 Az.USL 18 10 11 44,4 80 90 90 100 100 0 Az.OSP 171 156 7 8,8 92,9 98,1 98,7 100 100 0 Totale 189 166 7 12,2 92,2 97,6 98,2 100 100 0 Privato 13 13 32 0 46,2 100 100 100 100 0 Az.OSP 245 243 133 0,8 16,9 30 39,5 45,7 73,7 26,3 TONSILLECTOMIA (regime NON ordinario) Totale ONCOLOGICHE IN Az.USL ORDINARIO Az.OSP INTERVENTO PROTESI D'ANCA (regime ordinario) NON ONCOLOGICHE IN DH Tempi di attesa (valori percentuali)* Attesa mediana (gg) CHEMIOTERAPIA (DH) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO (regime ordinario) AREA CARDIOVASCOLARE Ricoveri programmati con attesa>0gg 258 256 127,5 0,8 18,4 33,6 42,6 48,4 75 25 254 249 181 2 4 20,9 32,9 40,6 49,8 50,2 33 30 54 9,1 40 53,3 70 73,3 83,3 16,7 Totale 287 279 163 2,8 7,9 24,4 36,9 44,1 53,4 46,6 Az.USL 394 394 52 0 30,2 57,9 71,6 81,2 92,6 7,4 Privato 77 77 48 0 24,7 62,3 85,7 93,5 98,7 1,3 Az.OSP 148 144 91 2,7 19,4 39,6 50 56,3 75,7 24,3 Totale 619 615 55 0,6 27 54,1 68,3 76,9 89,4 10,6 Az.USL 25 25 65 0 24 44 68 84 92 8 Privato 6 6 47 0 16,7 83,3 100 100 100 0 EMORROIDECTOMIA (DH) Az.OSP 9 9 28 0 55,6 66,7 66,7 66,7 77,8 22,2 Totale 40 40 57,5 0 30 55 72,5 82,5 90 10 BIOPSIA PERCUTENEA DEL FEGATO (DH) Az.OSP 77 61 7 20,8 91,8 93,4 96,7 98,4 100 0 Totale 77 61 7 20,8 91,8 93,4 96,7 98,4 100 0 RIPARAZIONE ERNIA INGUINALE (DH) Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna 69 Tabella 2.51 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia/ intervento oggetto di monitoraggio secondo l’accordo Stato-Regioni – Anno 2012 Totale ricoveri Totale ricoveri con attesa>0gg Az.USL 373 248 1 33,5 Az.OSP 885 358 2 59,5 CHEMIOTERAPIA (DH) Totale 1.258 606 2 INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime ordinario) Az.OSP 55 33 Totale 55 Az.USL Az.OSP INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO (regime ordinario) AREA ONCOLOGICA INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON RETTO (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA - MASTECTOMIA (regime ordinario) CORONAROGRAFIA (DH) AREA CARDIOVASCOLARE ENDOARTERIECTOMIA CAROTIDEA (regime ordinario) ANGIOPLASTICA (PTCA) (regime ordinario) RIPARAZIONE ERNIA INGUINALE (DH) NON ONCOLOGICHE IN DH EMORROIDECTOMIA (DH) BIOPSIA PERCUTENEA DEL FEGATO (DH) 1-60 gg 1-90 gg 1-120 gg 1-180 gg >180 gg 98,8 99,2 99,2 99,2 99,2 0,8 99,4 99,7 100 100 100 0 51,8 99,2 99,5 99,7 99,7 99,7 0,3 33 40 48,5 84,8 97 100 100 0 33 33 40 48,5 84,8 97 100 100 0 24 24 15 0 83,3 91,7 95,8 95,8 95,8 4,2 18 18 27,5 0 55,6 83,3 94,4 100 100 0 0 gg 1-30 gg Totale 42 42 21 0 71,4 88,1 95,2 97,6 97,6 2,4 Az.USL 64 56 14,5 12,5 80,4 98,2 100 100 100 0 Privato 1 1 13 0 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 117 94 17 19,7 68,1 86,2 91,5 96,8 100 0 Totale 182 151 17 17 72,8 90,7 94,7 98 100 0 Az.USL 47 47 46 0 6,4 66 91,5 100 100 0 Az.OSP 31 30 32,5 3,2 43,3 76,7 90 100 100 0 Totale 78 77 40 1,3 20,8 70,1 90,9 100 100 0 Az.USL 8 8 14 0 100 100 100 100 100 0 Privato 2 2 9 0 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 72 67 27 6,9 55,2 79,1 85,1 97 98,5 1,5 23 6,1 61 81,8 87 97,4 98,7 1,3 3,1 Totale 82 77 Az.USL 2 0 100 Totale 2 0 100 Az.USL 32 32 34,5 0 34,4 75 90,6 93,8 96,9 Privato 52 52 30 0 50 69,2 76,9 84,6 90,4 9,6 Az.OSP 124 117 16 5,6 66,7 83,8 92,3 95,7 98,3 1,7 Totale 208 201 24 3,4 57,2 78,6 88,1 92,5 96 4 Az.USL 40 34 14 15 70,6 85,3 91,2 94,1 97,1 2,9 Az.OSP 139 125 7 10,1 93,6 96,8 98,4 100 100 0 Totale 179 159 7 11,2 88,7 94,3 96,9 98,7 99,4 0,6 Privato 25 25 39 0 28 72 84 96 100 0 Az.OSP 197 197 95 0 12,7 29,4 47,7 65 85,8 14,2 222 222 87,5 0 14,4 34,2 51,8 68,5 87,4 12,6 51,7 TONSILLECTOMIA (regime NON ordinario) Totale ONCOLOGICHE IN Az.USL ORDINARIO INTERVENTO PROTESI D'ANCA (regime ordinario) Tempi di attesa (valori percentuali)* Attesa mediana (gg) 288 286 191 0,7 6,6 14,7 24,8 32,5 48,3 Az.OSP 41 41 43 0 31,7 68,3 80,5 92,7 97,6 2,4 Totale 329 327 161 0,6 9,8 21,4 31,8 40,1 54,4 45,6 Az.USL 345 344 41 0,3 35,2 70,9 88,1 94,5 97,4 2,6 Privato 61 61 55 0 31,1 55,7 73,8 88,5 95,1 4,9 Az.OSP 127 127 109 0 8,7 19,7 39,4 52,8 72,4 27,6 Totale 533 532 52,5 0,2 28,4 57 74,8 83,8 91,2 8,8 Az.USL 37 37 43 0 24,3 64,9 81,1 91,9 94,6 5,4 Privato 8 8 19,5 0 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 9 9 54 0 22,2 77,8 100 100 100 0 Totale 54 54 39 0 35,2 72,2 87 94,4 96,3 3,7 Az.USL 3 2 1 33,3 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 70 51 7 27,1 78,4 94,1 98 100 100 0 Totale 73 53 7 27,4 79,2 94,3 98,1 100 100 0 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna 70 Tabella 2.52 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia – Anno 2011 Totale ricoveri Totale ricoveri con attesa>0gg Az.USL 359 260 1 27,6 99,6 Az.OSP 909 306 1 66,3 99,3 CHEMIOTERAPIA (DH) Totale 1.268 566 1 55,4 INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime ordinario) Az.OSP 60 28 18,5 Totale 60 28 18,5 Az.USL 38 38 Az.OSP 28 Totale 66 Az.USL INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO (regime ordinario) AREA ONCOLOGICA INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON RETTO (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA (regime ordinario) INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA - MASTECTOMIA (regime ordinario) CORONAROGRAFIA (DH) AREA CARDIOVASCOLARE ENDOARTERIECTOMIA CAROTIDEA (regime ordinario) ANGIOPLASTICA (PTCA) (regime ordinario) 1-90 gg 1-120 gg 1-180 gg 99,6 99,6 100 100 0 100 100 100 100 0 99,5 99,8 99,8 100 100 0 53,3 60,7 85,7 89,3 96,4 96,4 3,6 53,3 60,7 85,7 89,3 96,4 96,4 3,6 14 0 78,9 94,7 94,7 94,7 94,7 5,3 28 28,5 0 53,6 89,3 96,4 96,4 100 0 66 21 0 68,2 92,4 95,5 95,5 97 3 69 65 8 5,8 87,7 96,9 96,9 100 100 0 Az.OSP 148 120 16,5 18,9 80,8 96,7 98,3 99,2 100 0 Totale 217 185 14 14,7 83,2 96,8 97,8 99,5 100 0 Az.USL 45 45 50 0 20 68,9 95,6 100 100 0 Privato 5 5 14 0 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 54 52 31,5 3,7 46,2 76,9 94,2 98,1 100 0 RIPARAZIONE ERNIA INGUINALE (DH) NON ONCOLOGICHE IN DH EMORROIDECTOMIA (DH) BIOPSIA PERCUTENEA DEL FEGATO (DH) 0 gg 1-30 gg 1-60 gg >180 gg Totale 104 102 37 1,9 37,3 74,5 95,1 99 100 0 Az.USL 10 10 7,5 0 90 100 100 100 100 0 Az.OSP 104 98 35 5,8 37,8 83,7 95,9 99 100 0 Totale 114 108 33 5,3 42,6 85,2 96,3 99,1 100 0 Az.USL 18 10 13,5 44,4 90 90 100 100 100 0 Az.OSP 1 1 131 0 0 0 0 0 100 0 Totale 19 11 14 42,1 81,8 81,8 90,9 90,9 100 0 Az.USL 35 35 33 0 42,9 85,7 97,1 97,1 97,1 2,9 Privato 68 68 42 0 36,8 64,7 75 86,8 92,6 7,4 Az.OSP 154 143 28 7,1 53,1 69,2 87,4 91,6 98,6 1,4 Totale 257 246 34,5 4,3 47,2 70,3 85,4 91,1 96,7 3,3 Az.USL 50 28 15 44 53,6 78,6 82,1 85,7 92,9 7,1 Az.OSP 169 160 7 5,3 88,8 93,8 96,3 98,1 98,1 1,9 Totale 219 188 7 14,2 83,5 91,5 94,1 96,3 97,3 2,7 Az.USL 16 15 24 6,3 66,7 93,3 100 100 100 0 Privato 28 28 25,5 0 53,6 92,9 100 100 100 0 294 292 73 0,7 26 40,8 62,3 81,5 95,9 4,1 338 335 63 0,9 30,1 47,5 67,2 83,9 96,4 3,6 344 343 150 0,3 7 15,2 24,5 35 65 35 Az.OSP 54 50 57,5 7,4 26 56 88 98 100 0 Totale 398 393 139 1,3 9,4 20,4 32,6 43 69,5 30,5 Az.USL 399 396 32 0,8 46,7 81,1 91,2 96 97,7 2,3 Privato 73 72 31 1,4 48,6 79,2 90,3 98,6 100 0 Az.OSP 149 148 92 0,7 6,8 23,6 48 72,3 81,1 18,9 Az.USL 35 35 37 0 42,9 68,6 82,9 91,4 94,3 5,7 Privato 5 5 28 0 80 100 100 100 100 0 Az.OSP 33 30 55 9,1 36,7 53,3 76,7 96,7 100 0 Az.OSP NON TONSILLECTOMIA (regime ONCOLOordinario) Totale GICHE IN ORDINARIO Az.USL INTERVENTO PROTESI D'ANCA (regime ordinario) Tempi di attesa (valori percentuali)* Attesa mediana (gg) Totale 73 70 37,5 4,1 42,9 64,3 81,4 94,3 97,1 2,9 Az.USL 7 1 3 85,7 100 100 100 100 100 0 Az.OSP 57 51 14 10,5 68,6 88,2 92,2 94,1 100 0 Totale 64 52 13,5 18,8 69,2 88,5 92,3 94,2 100 0 Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna 71 Pronto Soccorso A fronte di un incremento degli accessi, l’attività di Pronto soccorso ha tendenzialmente migliorato in percentuale la performance dell’appropriatezza nella decisione del ricovero del paziente. Infatti la percentuale dei ricoverati sul totale degli accessi è ulteriormente diminuita rispetto agli anni precedenti. Tabella 2.53 - Andamento dei ricoveri e degli accessi Ricoverati Non ricoverati Deceduti Totale accessi % ricoveri sul totale accessi 2011 2012 2013 13.831 65.433 65 79.329 17,4% 12.661 62.324 93 75.078 16,9% 12.991 64.968 66 78.025 16,7% Fonte regionale Figura 2.7 – Accessi in PS Gennaio-Dicembre 2012-2013 90.000 80.000 70.000 60.000 50.000 2012 2013 40.000 30.000 20.000 10.000 0 Totale accessi Ricoverati Non ricoverati Rispetto al complesso del sistema provinciale, la quota di assistenza erogata a regime di Pronto Soccorso si sposta significativamente verso l’Azienda Ospedaliero Universitaria, rispetto all’Azienda USL. Questo fenomeno è da ritenersi collegato alla rimodulazione dei posti letto e delle funzioni di Pronto Soccorso dell’intero sistema provinciale, verificatosi nel corso del 2013. Tabella 2.54 – Accessi al PS a livello provinciale – contributo dell’Azienda 2011 2012 2013 Accessi AUSL 90.104 84.543 74.037 Accessi AOSP 79.329 75.078 78.025 Totale 169.433 159.621 152.062 % Accessi AOSP/Totale 46,82% 47,03% 51,31% Fonte regionale Nel 2013 si è leggermente ridotta in percentuale l’attività relativa alla Osservazione Breve Intensiva (OBI), anche se il numero assoluto è aumentato. Tale tendenza è avvenuta a fronte dell’incremento assoluto del numero degli accessi, ad evidenza di performance positiva sulle scelte del setting assistenziale più appropriato anche nelle condizioni di urgenza. Tabella 2.55 – Attività in OBI Anno 2012 Anno 2013 N. di pazienti inseriti in OBI nell’anno 3.913 3.979 Pazienti in Obi sul totale accessi in PS 5,2% 5,1% 3-8% 60,54% >60% Pazienti dimessi dopo l’OBI sul totale dei pazienti in OBI 65,90% Fonte aziendale 72 Standard Piano Sangue Regionale Nel 2013 è proseguita l’attività di monitoraggio del corretto impiego di sangue ed emocomponenti presso l’Azienda ed in tutti i restanti ospedali del territorio provinciale. L’attività di raccolta sangue nel 2013 si è rivelata in calo in tutta la regione. Anche il consumo di beni presenta un trend in riduzione. La tavola 2.58, mostra una descrizione sulle attività svolte, risultati raggiunti e stato dell’arte sulla tematica del piano sangue regionale. Tabella 2.56 - Confronto attività di raccolta sangue 2013-2012 Programma speciale sangue Raccolta 2013 Raccolta 2012 Differenze % 2013-2012 Piacenza 13.924 15.372 -9,4 Parma 28.208 29.762 -5,2 Reggio Emilia 20.198 22.744 -11,2 Modena 35.368 35.574 -0,6 0 0 Bologna S.Orsola 10.993 12.214 -10,0 Bologna AUSL (*) 46.043 49.570 -7,1 Ferrara 21.794 22.368 -2,6 Forli 8.764 9.165 -4,4 Cesena 9.873 10.492 -5,9 Rimini 15.094 16.020 -5,8 Ravenna Pievesestina 24.198 0 26.544 0 -8,8 TOTALE 234.457 249.825 -6,2 Bologna IOR Fonte: CRS (Centro Regionale Sangue) (*) Comprende: Osp. Maggiore/Bellaria, Imola Tabella 2.57 – Confronto consumi di unità di globuli rossi 2013-2012 Programma speciale sangue Consumi 2013 Consumi 2012 Differenze % 2013-2012 Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna IOR Bologna S.Orsola Bologna AUSL (*) 12.528 26.704 19.756 34.035 5.741 28.557 29.837 13.583 27.400 21.425 32.568 5.911 29.119 33.017 -7,8 -2,5 -7,8 4,5 -2,9 -1,9 -9,6 Emoteca CRS (**) 410 1.086 -62,2 Ferrara 23.088 23.035 0,2 Forli 7.147 7.787 -8,2 Cesena 7.035 7.713 -8,8 Rimini 14.975 14.614 2,5 Ravenna Pievesestina 22.895 1.821 26.806 2.010 -14,6 -9,4 TOTALE 234.529 246.074 -4,7 (*)Comprende: Osp. Maggiore/Bellaria, Imola (**) Unità presenti presso CRS destinate alla compensazione 73 Tabella 2.58 - Obiettivi piano sangue e plasma regionale 2013-15: relazione Anno 2013 OBIETTIVO STATO IL VOLONTARIATO La Convenzione è presente e periodicamente rinnovata ogni 3 anni. La prossima Le attività di volontariato sono regolate da apposita convenzione tra le Aziende scadenza sarà alla fine del 2014. sanitarie, sedi di Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, e le Associazioni e Federazioni di donatori sulla base dello schema tipo di convenzione regionale che è stato prorogato con delibera di Giunta Regionale n. 978 del 16 luglio 2012. LA STRUTTURA DELLA RETE TRASFUSIONALE REGIONALE • Consulta Tecnica Permanente per il sistema trasfusionale regionale • Comitato di Programma Sangue e Plasma di Area Vasta (CPSP di AV) • Comitati Ospedalieri per il Buon Uso del Sangue Rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara partecipano regolarmente ai lavori della Consulta Tecnica e del CPSP di Area Vasta. Il Comitato Ospedaliero per il Buon Uso del Sangue è costituito e funzionante da diversi decenni ma la sua composizione deve essere aggiornata alle disposizioni del nuovo Piano Sangue. ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA TRASFUSIONALE REGIONALE IN AREE VASTE I Poli Trasfusionali di Lavorazione e Qualificazione Biologica di Area Vasta sono individuati presso le seguenti strutture: • per l’AVEC il SIMT dell’AUSL di Bologna, cui afferiscono gli emocomponenti raccolti dai SIMT delle Aziende USL di Bologna, di Imola, di Ferrara e di Modena e delle Aziende Ospedaliere che insistono nel territorio; La concentrazione dell’attività di qualificazione biologica è già pienamente attuata dal 1/1/2009. Rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara partecipano regolarmente ai lavori della Commissione e delle sue ramificazioni che stanno pianificando l’avvio del Polo Trasfusionale di Lavorazione e Qualificazione Biologica di Area Vasta. CENTRI PER LA CURA DELLE TALASSEMIE E DELLE EMOGLOBINOPATIE Il primo piano triennale relativo agli anni 2012-2014 è stato approvato con delibera di Giunta n. 1127 del 2012. È obiettivo del presente Piano creare le necessarie sintonie, dal punto di vista tecnico e professionale, con la programmazione specifica di settore. Nell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara esiste il centro hub regionale per le emoglobinopatie (DH talassemici), che assolve il ruolo di guida e coordinamento per questi aspetti, ed un centro spoke per l’emofilia e le malattie emorragiche (Fisiopatologia della Coagulazione). CENTRI EMOFILIA E CURA MALATTIE EMORRAGICHE Nell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara esiste un centro spoke per l’emofilia e le malattie emorragiche (Fisiopatologia della Coagulazione). ACCREDITAMENTO E SISTEMA QUALITÀ Il sistema trasfusionale regionale è impegnato nel perseguimento degli importanti obiettivi di qualità e sicurezza, con scadenze indicate dalla normativa nazionale ed europea e successive modifiche (31 dicembre 2014). Nel 2013 è stato preparato il percorso di accreditamento del Servizio trasfusionale, anche con visite ispettive interne, che è sfociato nella visita ispettiva regionale del febbraio 2014. Il completamento del percorso (per quanto concerne gli aspetti innovativi della convalida dei processi) è previsto entro i tempi dettati dalla normativa (31/12/2014). Fonte aziendale Attività trapiantologica Procurement Nel 2013, come rilevato dai dati regionali, anche a livello locale si è avuta una riduzione dei ricoveri e dei decessi per patologia cerebrale. Nel corso dell’anno, infatti, nella Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Azienda vi sono stati 16 decessi con patologia cranica, di cui 14 presentavano i segni clinici di morte encefalica. Un paziente è deceduto prima dell’avvio della CAM; per 13 dei rimanenti si è avviata la procedura di accertamento ed è stata effettuata la richiesta di donazione. Si è avuta una sola opposizione e i donatori effettivi sono stati 11, quelli utilizzati 10. Il numero complessivo di organi prelevati è stato di 25. Rimane insoddisfacente in Azienda il prelievo multi tessuto e di cornee a cuore fermo, è invece lievemente incrementato quello dei tessuti da donazioni multi organo. Nel 2013 è stato effettuato l’accreditamento istituzionale del Dipartimento di Emergenza della nuova struttura ospedaliera di Cona in cui sono state unificate le procedure riguardanti il percorso di individuazione, accertamento e donazione dei 2 reparti intensivi dell’Azienda, sono stati organizzati dei corsi di aggiornamento interno rivolti al personale medico e infermieristico della Terapia Intensiva. È stata elaborata una proposta di collaborazione interaziendale con l’Azienda territoriale, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà nell’istituzione del Collegio Medico per l’accertamento di morte cerebrale. L’Ufficio di Coordinamento non è stato ancora attivato, per cui non è stato possibile l’avvio della segnalazione e dell’attività di prelievo dei potenziali donatori a cuore fermo al di fuori delle terapie intensive. E’ stata però attivata una borsa di studio per uno psicologo di supporto ai familiari nella comunicazione del lutto e nella scelta di donazione e dedicato anche agli operatori dei reparti coinvolti nel processo per aiutarli ad esprimere gli stati emotivi esperiti. Per il dettaglio di quanto sopra descritto si rimanda alle tabelle successive, desunte dalla relazione elaborata dal Centro di Riferimento Trapianti della Regione Emilia Romagna, al quale partecipa, in qualità di coordinatore locale, referente per l’Arcispedale Sant’Anna, la Dott.ssa Maurizia Marchi. 74 Tabella 2.59 - Organi procurati nelle Rianimazioni dell’Emilia-Romagna nel 2013 Fonte: CRT Emilia Romanga Tabella 2.60 - Situazione al S. Anna di donazioni di organi nel biennio 2012-2013 CUORE FEGATO RENE POLMONE TOTALE ORGANI AZIENDA TOTALE ORGANI REGIONE ANNO 2012 ANNO 2013 Prelevati 1 2 Trapiantati 1 2 Prelevati 9 11 Trapiantati 9 10 Prelevati 12 10 Trapiantati 12 9 Prelevati 2 2 Trapiantati 2 2 Prelevati 24 25 Trapiantati 24 23 Prelevati 315 304 Trapiantati 283 277 Fonte: Elaborazione aziendale su dati CRT Emilia Romagna 75 Tabella 2.61 - Situazione al S. Anna di donazioni di tessuti nel biennio 2012-2013 CORNEE AZIENDA TOTALE CORNEE REGIONE VASI AZIENDA TOTALE VASI REGIONE CUTE AZIENDA TOTALE CUTE REGIONE ADIPE AZIENDA TOTALE ADIPE REGIONE OSSO-TENDINI AZIENDA TOTALE OSSO-TENDINI REGIONE Donatori ANNO 2012 ANNO 2013 5 7 Tessuti 10 14 Donatori 587 518 1.169 1.031 Donatori Tessuti 1 2 Tessuti 9 14 Donatori 22 26 Tessuti 138 137 3 4 9.662 12.367 63 72 213.058 192.145 Donatori Tessuti (cm²) Donatori Tessuti (cm²) Donatori 2 Tessuto adiposo 2 Donatori 14 Tessuto adiposo 14 Donatori 15 14 Tessuti 45 64 Donatori 942 839 1.766 1.614 Tessuti Fonte: Elaborazione aziendale su dati CRT Emilia Romagna Monitoraggio dell’accordo di fornitura La produzione dell’Azienda sul versante dei ricoveri per il 2013 si è caratterizzata da un aumento dei ricoveri ordinari (e dei relativi importi) e da una diminuzione dei ricoveri in DH. L’Azienda ha aumentato i ricoveri nelle fasce di importo medio alto (indice di alta complessità), tra i quali si concentrano discipline come la Riabilitazione, la Cardiologia, l’Onco-Ematologia, la Neurochirurgia e la Terapia Intensiva Neonatale. Inoltre è stato dato un ulteriore contributo al miglioramento dell’appropriatezza erogativa: la percentuale di DRG inappropriati con durata maggiore di un giorno hanno una percentuale sensibilmente inferiore a quella regionale (14,6% vs 16.7 % rispett.), sono diminuiti i ricoveri ripetuti e, a fronte dell’incremento di dimissioni, si sono mantenuti costanti i medici di un giorno. Si è ulteriormente sviluppata l’attività di Osservazione Breve Intensiva. Il confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie regionali per le diverse tipologie di ricoveri potenzialmente inappropriati ha evidenziato anche per il 2013 un adeguato posizionamento dell’Azienda rispetto alla media complessiva. La spesa per farmaci in Fascia H è stata riconosciuta dall’Azienda committente come adeguata e appropriata. Il monitoraggio della produzione provinciale e della spesa per farmaci rimborsabili dal committente sono stati effettuati mediante l’utilizzo di report di sintesi e di dettaglio pubblicati rispettivamente a cadenza mensile e trimestrale sulle pagine intranet aziendali, o attraverso comunicazioni dirette ai Direttori di Dipartimento. L’azienda ha fortemente contribuito alla riduzione del tasso di ospedalizzazione provinciale che alla fine del 2013 ha presentato un valore praticamente in linea con la media regionale. Contribuiscono ad elevare il dato i ricoveri chirurgici, mentre i ricoveri medici hanno un tasso inferiore a quello regionale. Questa differenza enfatizza lo sforzo organizzativo aziendale di privilegiare la complessità della casistica, seguita da un setting appropriato, sostenendo la spinta verso la conversione a setting alternativi (DSA e OBI) per ricoveri (in particolare medici) di minore complessità. 76 Tabella 2.62 - Tasso di Ospedalizzazione standardizzato per età *1000 abitanti, confronto con la Regione. Anno 2012 Pubblico RER Az. USL di residenza DRG CHIRURGICO Mobilità passiva extraregionale Privato RER TOTALE DRG MEDICO TOTALE DRG CHIRURGICO DRG MEDICO TOTALE DRG CHIRURGICO DRG MEDICO TOTALE DRG CHIRURGICO DRG MEDICO TOTALE PIACENZA 47,7 77,7 125,3 5,3 10,4 15,7 13,9 11,9 25,8 66,9 100,0 166,9 PARMA REGGIO EMILIA 49,8 71,6 121,3 17,5 12,5 30,0 5,9 5,2 11,0 73,1 89,3 162,4 52,9 75,4 128,3 10,8 3,0 13,9 5,1 4,0 9,1 68,9 82,4 151,3 MODENA 56,1 73,0 129,2 5,7 5,6 11,3 4,9 3,9 8,8 66,8 82,5 149,3 BOLOGNA 50,4 76,2 126,6 11,7 11,5 23,2 3,0 3,1 6,0 65,1 90,8 155,8 IMOLA 55,6 78,0 133,5 9,4 2,8 12,2 2,8 2,4 5,2 67,8 83,1 150,9 FERRARA 54,8 69,5 124,4 5,8 9,5 15,2 10,6 6,1 16,7 71,2 85,1 156,3 RAVENNA 52,8 73,7 126,5 15,8 7,6 23,4 2,6 2,6 5,2 71,1 83,9 155,1 FORLÌ 45,5 59,4 104,9 18,5 16,4 34,9 2,4 2,5 4,9 66,4 78,3 144,7 CESENA 47,6 58,4 106,0 17,0 23,2 40,2 3,3 2,8 6,1 67,9 84,4 152,3 RIMINI 48,0 73,8 121,8 10,3 6,7 17,1 5,1 4,0 9,1 63,5 84,5 148,0 TOTALE 51,5 72,7 124,3 11,0 9,4 20,4 5,3 4,3 9,6 67,9 86,4 154,2 Fonte regionale Tabella 2.63 - Percentuali di inappropriatezza a confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione per il Ricovero ordinario (escluso Nido e Riabilitazione). Anno 2013 Azienda di ricovero A) Ric. ord. 1 g. medici programmati C) altri ric. ord. medici B) Ric. ord. 1 g. medici urgenti D) altri ric. ord DRG chir. Totale N. dim. % dim. N. dim. % dim. N. dim. % dim. N. dim. % dim. N. dim. % dim. AOSPU PARMA 617 1,7 992 2,7 18.083 49,9 16.542 45,7 36.234 100,0 AOSP REGGIO EMILIA 384 1,4 359 1,3 15.963 57,9 10.878 39,4 27.584 100,0 AOSPU MODENA 403 1,5 431 1,6 13.568 50,1 12.697 46,9 27.099 100,0 AOSPU BOLOGNA 1.309 2,6 1.086 2,1 27.626 54,1 21.001 41,2 51.022 100,0 AOSPU FERRARA 199 0,9 302 1,4 11.987 54,4 9.547 22.035 100,0 TOTALE AZ. OSP. RER 2.912 1,8 3.170 1,9 87.227 53,2 70.665 43,1 163.974 100,0 Fonte regionale 77 43,3 Tabella 2.64 - Percentuali di Inappropriatezza a confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione per il Ricovero diurno (DH) (esclusa Riabilitazione). Anno 2013 Azienda di ricovero A) DH medici < 4 accessi B) altri DH medici C) DH tipo DRG chir. Totale N. dim. % dim. N. dim. % dim. N. dim. % dim. N. dim. % dim. AOSPU PARMA 1.477 14,6 4.691 46,4 3.948 39,0 10.116 100,0 AOSP REGGIO EMILIA 1.221 9,2 5.715 42,9 6.378 47,9 13.314 100,0 AOSPU MODENA 1.234 12,7 3.916 40,5 4.531 46,8 9.681 100,0 AOSPU BOLOGNA 1.129 8,0 8.262 58,5 4.729 33,5 14.120 100,0 AOSPU FERRARA 673 8,4 3.742 46,5 3.632 45,1 8.047 100,0 TOTALE AZ. OSP. RER 5.734 10,4 26.326 47,6 23.218 42,0 55.278 100,0 Fonte regionale Tabella 2.65 - Andamento dei ricoveri classificati per regime e per residenza. Anni 2012-2013 – Tariffe 2013 ZONA - REGIME DI RICOVERO AUSL 109-FE R.E.R. EXTRA USL 109-FE EXTRA REG. ESTERO TOTALE N. DIM. ANNO 2012 N. DIM. ANNO 2013 DIFF. N. IMPORTI ANNO IMPORTI ANNO DIM. 2012 2013 DIFF. IMPORTI Ordinario 20.048 20.466 418 82.544.114 86.459.025 Day Hospital 7.004 7.029 25 12.212.269 12.341.155 128.886 TOTALE 27.052 27.495 443 94.756.383 98.800.180 4.043.797 562.491 3.914.911 Ordinario 1.176 1.166 -10 5.793.580 6.356.071 Day Hospital 692 633 -59 1.019.885 971.184 -48.701 TOTALE 1.868 1.799 -69 6.813.465 7.327.254 513.790 Ordinario 2.255 1.990 -265 13.018.449 11.536.880 -1.481.569 Day Hospital 1.501 1.331 -170 2.418.715 2.205.819 -212.896 TOTALE 3.756 3.321 -435 15.437.164 13.742.699 -1.694.466 Ordinario 249 217 -32 1.032.001 902.007 -129.994 Day Hospital 76 55 -21 106.692 89.577 -17.115 TOTALE 325 272 -53 1.138.693 991.584 -147.108 2.865.839 Ordinario 23.728 23.839 111 102.388.144 105.253.983 Day Hospital 9.273 9.048 -225 15.757.561 15.607.735 -149.826 TOTALE 33.001 32.887 -114 118.145.705 120.861.718 2.716.013 Fonte aziendale Per analizzare non solo il volume della casistica dei ricoverati ma anche la complessità, si può utilizzare il valore dell’importo mediano per ricovero. Tale parametro permette di confrontare in modo più omogeneo realtà differenti presenti nelle varie Aziende Ospedaliero Universitarie della RER. L’andamento durante gli anni 2012 e 2013 mostra come il valore della nostra Azienda sia sempre sensibilmente superiore a quello della mediana delle altre aziende ospedaliere della regione. Il dato si è mantenuto superiore anche nel 2013 indipendentemente dalle variazioni degli importi legate all’aggiornamento delle tariffe dei ricoveri. 78 Figura 2.8 - Andamento dell’importo mediano per ricovero. Anni 2012-2013 Fonte aziendale Se poi ci si concentra sui soli ricoveri ordinari (esclusi ricoveri a tariffa forfettaria, gli outliers, la riabilitazione e le protesi a rimborso) e si distinguono i ricoveri in base alla complessità ed alla potenziale inappropriatezza dei DRG prodotti, effettuando il confronto tra gli ultimi due anni a parità di tariffa (tabella seguente), si osserva un tendenziale incremento di attività sul quale pesa in misura determinante il contributo della quota di alta complessità che si distingue dalle altre tipologie poiché col minor incremento di casi ha determinato il maggior incremento dei relativi importi. L’aumento dei livelli della complessità della casistica indica l’utilizzo appropriato delle risorse ospedaliere nella gestione dei ricoveri in fase acuta. Tabella 2.66 - Andamento delle dimissioni da ricovero ordinario e dei relativi importi N. DIM. ANNO 2012 N. DIM. ANNO 2013 DIFF. N. IMPORTI IMPORTI DIM. ANNO 2012 ANNO 2013 AUSL 109-FE alta complessità intermedi potenzialmente inappropriato TOTALE 3.106 8.919 1.918 13.943 3.184 9.347 2.053 14.584 78 428 135 641 26.965.146 27.936.109 3.878.494 58.779.748 29.228.124 29.463.383 4.231.908 62.923.415 2.262.978 1.527.274 353.415 4.143.667 R.E.R. EXTRA USL 109-FE alta complessità intermedi potenzialmente inappropriato TOTALE 198 524 72 794 182 498 81 761 -16 -26 9 -33 1.704.851 1.341.996 121.886 3.168.733 1.792.819 1.337.677 142.608 3.273.104 87.969 -4.320 20.722 104.371 ESTERO alta complessità intermedi potenzialmente inappropriato TOTALE 22 125 13 160 31 94 14 139 9 -31 1 -21 239.546 390.268 18.603 648.417 305.253 273.478 21.309 600.040 65.707 -116.790 2.705 -48.378 TOTALE alta complessità intermedi potenzialmente inappropriato TOTALE 3.326 9.568 2.003 14.897 3.397 9.939 2.148 15.484 71 371 145 587 28.909.543 29.668.373 4.018.983 62.596.899 31.326.197 31.074.538 4.395.825 66.796.560 2.416.654 1.406.165 376.842 4.199.661 ZONA - CLASSIFICAZIONE DRG Fonte aziendale 79 DIFF. IMPORTI Infine, sul versante della Specialistica Ambulatoriale provinciale sia i valori che i volumi di attività descrivono un sostanziale buon andamento dell’attività erogata rispetto al 2012, anche se si è registrata una lieve flessione (6% sui volumi e 1,4% sugli importi). Tabella 2.67 - Volumi e Valori della Specialistica Ambulatoriale provinciale Disciplina erogante N. di prestazioni erogate 2012 N. di prestazioni erogate 2013 Importo 2012 € Importo 2013 € ANATOMIA ED ISTO. PATOL. 8.125 9.501 290.990 339.648 ANGIOLOGIA 2.023 1.908 88.810 83.761 CARDIOLOGIA 21.243 21.789 572.928 584.687 106.262 CHIRURGIA GENERALE 6.891 7.689 96.451 CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE 941 1.114 19.104 22.003 CHIRURGIA PEDIATRICA 2.880 2.880 56.012 52.631 CHIRURGIA PLASTICA 3.342 2.657 54.666 42.216 CHIRURGIA TORACICA 76 1 1.221 23 CHIRURGIA VASCOLARE 4.219 4.501 155.336 146.851 EMATOLOGIA 200.541 178.197 1.847.603 1.557.017 MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG. 23.353 24.718 1.213.939 1.171.148 GERIATRIA 3.313 3.776 47.901 57.747 MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI 4.017 4.285 62.699 65.328 MEDICINA GENERALE 13.034 12.126 308.695 287.091 NEFROLOGIA 54.440 50.751 4.904.303 4.371.632 NEUROCHIRURGIA 1.957 2.321 98.149 151.864 NEUROLOGIA 20.412 23.301 335.122 369.481 OCULISTICA 43.747 45.452 2.426.829 2.505.669 ODONTOIATRIA E STOMATOL. 3.718 3.165 143.854 124.907 ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 9.077 8.528 202.371 180.227 OSTETRICIA E GINECOLOGIA 12.426 12.986 304.009 313.290 OTORINOLARINGOIATRIA 21.389 22.652 371.190 408.669 PEDIATRIA 4.968 5.093 97.750 106.586 UROLOGIA 5.814 6.206 113.333 117.703 DERMATOLOGIA 12.883 9.514 257.274 195.634 RECUPERO E RIABILITAZIONE 37.016 33.286 384.223 321.426 GASTROENTEROLOGIA 5.596 7.389 312.785 429.229 MEDICINA NUCLEARE 4.590 4.547 981.644 987.174 NEONATOLOGIA 1.341 860 40.686 27.298 ONCOLOGIA 15.210 13.405 214.657 208.280 PNEUMOLOGIA 11.651 12.281 308.259 331.338 RADIOLOGIA 73.752 78.421 4.253.326 4.663.202 RADIOTERAPIA 940 999 291.600 320.644 REUMATOLOGIA 8.653 10.101 221.949 262.588 NEFROLOGIA PEDIATRICA 128 316 2.079 4.553 ANESTESIA 263 223 6.143 5.206 LAB.ANALISI CHIMICO CLINICHE CENTRO TRASFUSIONALE E IMMUNOE.* 1.433.034 1.344.537 6.619.725 6.391.968 559 4.692 NEURORADIOLOGIA * 38 76 1.271 2.542 GENETICA MEDICA 7.769 5.389 642.368 693.048 DIETETICA/DIETOLOGIA 46.726 41.447 446.210 400.058 TOTALE COMPLESSIVO 2.131.536 2.018.947 28.797.464 28.415.322 Fonte aziendale * Si tratta di discipline quasi interamente registrate all’interno rispettivamente di Laboratorio Analisi e Radiologia 80 La tavola seguente mette in evidenza, oltre all’incremento dell’attività ambulatoriale complessiva (e dei relativi importi) rispetto al 2012, il contributo della quota relativa alla mobilità cioè all’ attività erogata per utenza fuori provincia e fuori regione. Nonostante il periodo di transizione organizzativa del cambiamento della sede e dei periodi immediatamente successivi, il potere di attrazione ambulatoriale sta mantenendo buoni livelli. Tabella 2.68 - Produzione ambulatoriale aziendale SSN distinta per residenza dell’utenza. 2013 Tipologia utente IMPORTO N 2012 Importo medio IMPORTO N 2011 Importo medio IMPORTO N Importo medio Provincia 34.642.031 2.610.155 13,27 32.912.240 2.579.141 12,76 33.121.204 2.637.994 12,6 Mobilità 5.770.949 169.820 105,75 5.628.839 182.791 30,79 5.951.930 202.325 29,5 Stranieri 231.586 15.664 14,78 187.786 14.394 13,05 189.201 13.131 13,4 Totale 40.644.565 2.795.639 14,54 38.728.866 2.776.326 13,95 39.262.334 2.853.450 13,8 Fonte aziendale 2.3.4 Qualità dell’assistenza In tema di public accountability, vale a dire di una rendicontazione aperta o almeno accessibile ai cittadini, il Decreto Legislativo n.150 del 27 Ottobre 2009 dispone che tutte le pubbliche amministrazioni debbano annualmente valutare la performance organizzativa e professionale e rendicontarne gli esiti rendendoli accessibili sul proprio sito istituzionale. Tra gli ambiti oggetto di misurazione, valutazione e rendicontazione viene indicata anche la qualità dei servizi erogati. La Direzione Aziendale ha proposto di introdurre nel Bilancio di Missione una sezione dedicata agli indicatori di performance clinica monitorati in Azienda. Parallelamente, a livello regionale e nazionale è cresciuta l’attenzione per la misurazione delle performance e della qualità dei Servizi sociali e sanitari pubblici, seppur con finalità diverse: benchmarking, valutazione, rendicontazione. L’Azienda ha quindi deciso di rendere pubblici, a partire dall’anno 2011, 6 indicatori aziendali (già condivisi con un gruppo regionale ed applicabili a tutte le aziende) e 24 indicatori dipartimentali (3 per ognuno degli 8 DAI), tra gli indicatori già esistenti e monitorati nel Database Aziendale degli Indicatori di performance clinica, uno relativo all’efficacia clinica, uno sull’appropriatezza delle prestazioni ed uno in materia di sicurezza dei pazienti. La metodologia di costruzione e calcolo degli indicatori aziendali non è quella degli anni precedenti in quanto i dati sono stati acquisiti dal Programma Nazionale Esiti (PNE) affidato all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Age. Na.S.) dal Ministero della Salute. Il PNE costruisce gli indicatori di qualità dell’assistenza sulla base di protocolli scientifici basati su dati di letteratura, con una chiara definizione dell’esito di salute (per esempio la mortalità) e delle fonti informative utilizzate (Sistema Informativo Ospedaliero – SIO – che raccoglie le informazioni di tutti i ricoveri ospedalieri registrati in Italia e Sistema Informativo Anagrafe Tributaria), con una periodicità annuale di rilevamento dei dati. Indicatori Aziendali Proporzione di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore in pazienti ultrasessantacinquenni Proporzione di parti con taglio cesareo primario Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica Proporzione di STEMI (Infarto Miocardico con sopraslivellamento del tratto st) trattati con angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) entro 48 ore Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per Infarto Miocardico Acuto (STEMI e Non STEMI) Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per ictus ischemico 81 Indicatori Dipartimentali DIPARTIMENTO EFFICACIA SICUREZZA APPROPRIATEZZA Medico Completezza diagnostica Prevenzione delle lesioni da pressioni N° accessi in DH Medico Specialistico Tasso di Pazienti in Dialisi Tasso di infezioni nei Agobiopsie tiroidee eco gui- stabilizzati con Hb >11 pazienti che hanno date non adeguate gr% posizionato CVC a lunga permanenza Chirurgico Mortalità peri-operatoria in Stroke maggiore dopo Chirurgia intervento di TEA carotidea Chirurgico Specialistico Prevalenza dei pazienti con Emorragie postadenotonsil- Ricoveri per endooftalmite parodontite o a elevato ri- lectomia che richiedono un acuta dopo intervento di caschio di parodontite con per- intervento di revisione taratta centuale di sanguinamento al sondaggio < 30% entro 6 mesi dal trattamento parodontale non chirurgico Riproduzione e Accrescimento % di gravidanze esitate in aborto spontaneo collegabili a diagnosi strumentale invasiva (amnio, villo, funicolo) Mortalità del neonato con peso alla nascita molto basso (VLBWI Very Low Birth Weight Infant) Percentuale di gravide e neonati ad alto rischio rispetto al totale dei nati vivi assistiti al 3° livello Emergenza Mortalità dei pazienti ricoverati in Unità Coronarica con diagnosi principale o secondaria di infarto miocardico acuto Sepsi in pazienti con catetere venoso centrale ricoverati in Terapia Intensiva Accuratezza della fibrobroncoscopia Neuroscienze / Riabilitazione Tasso di mortalità a 3 mesi in Infezioni chirurgiche pazienti con stroke ischemico trattati con trombolisi sistemica (rTPA) entro 3 h dall’esordio Dimissioni dalla UGC verso strutture protette Diagnostica per Immagine e Medicina di Laboratorio Qualità diagnostica intraoperatoria diagnosi istologiche estemporanee Valutazione di appropriatezza e completezza della richiesta di prestazione diagnostica medico nucleare (scintigrafie) Reazioni avverse a trasfusione Proporzione di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore in pazienti ultrasessantacinquenni Perché misurare questo fenomeno? La frattura del collo del femore è un evento frequente tra la popolazione anziana ed è spesso causa di peggioramento della qualità di vita e/o di mortalità. Diversi studi hanno dimostrato che a lunghe attese per l’intervento corrispondono un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, un aumento delle complicanze legate all’intervento ed una minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24 ore dall’ingresso in ospedale [1-2]. Uno studio condotto in Italia pubblicato nel 2010, mette in evidenza come la mortalità a 30 giorni per i pazienti con età superiore a 65 anni operati per frattura di femore sia due volte superiore nei pazienti operati dopo la seconda giornata di degenza rispetto ai pazienti operati entro 2 giorni [3]. Il tempo 82 di attesa per intervento per frattura di femore può essere considerato come uno dei principali indicatori della qualità della gestione clinica e della presa in carico del paziente stesso. Unità Operative o strutture ospedaliere che presentano tempi di attesa ridotti per interventi per frattura del collo del femore hanno, probabilmente, messo in campo dei modelli di gestione efficaci, non solo nella fase di accesso e preoperatoria, ma anche nelle fasi successive all’intervento (ad esempio riabilitativa), con possibili ricadute positive complessive sugli esiti clinici. La percentuale di interventi per frattura del collo del femore eseguiti entro le 48 ore dal ricovero per pazienti con età superiore a 65 anni viene monitorata, a livello internazionale, dall’Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD). Tale monitoraggio mostra che in Paesi come la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, tra il 2004 ed il 2005, il valore dell’indicatore è superiore o prossimo al 90%, mentre in Paesi come l’Italia e la Spagna è inferiore al 40% [4]. A livello nazionale l’indicatore, senza la variabile relativa all’età, è tra quelli inseriti nel set di indicatori di appropriatezza di cui all’allegato 2 del nuovo Patto per la Salute 2010-2012 del dicembre 2009 [5]. PrincipaIi riferimenti scientifici: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Acute management and immediate rehabilitation after hip fracture amongst people aged 65 years and over. Welligton, NZ: New Zeland Guidelines Group, June 2003. Management of hip fracture in older people. A national clinical guideline.Scottish Intercollegiate Guideline Network. June 2009. Management of hip fracture in older people. A national clinical guideline. Scottish Intercollegiate Guideline Network. June 2009. Carretta E, Bochicchio V, Rucci P, Fabbri G, Laus M, Fantini MP. Hip fracture: effectiveness of early surgery to prevent 30-day mortality. Int Orthop. 2011. 35(3): 419-24. Health Care Quality Indicator Project 2006 .OECD Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le PA di Trento e Bolzano. Allegato B del Patto per la Salute 2010-2012. Provvedimento del 3 Dicembre 2009. Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2010. National Services Scotland (NHS). Clinical decision making. Is the patient fit for theatre? A report from the Scottish Hip Fracture Audit.NHS National Services Scotland/Crown Copyright 2008. Disponibile sul sito: http://www.shfa.scot.nhs.uk Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Rapporto Osservasalute 2011. Disponibile sul sito www.osservasalute.it Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore dall’ammissione in pazienti ultrasessantacinquenni - Denominatore Numero di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico in pazienti ultrasessantacinquenni - Standard La letteratura non fornisce valori di riferimento univoci anche se la quasi totalità dei pazienti dovrebbe ricevere l’intervento il prima possibile. La Scottish Hip Fracture Audit suggerisce come ragionevole obiettivo di operare entro 1 giorno dall’ammissione il 93,0% dei pazienti ricoverati per frattura del collo del femore (5). Il Patto per la Salute 2010-2012 prevede come benchmark il valore medio registrato nelle regioni che garantiscano l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza con adeguati standard di appropriatezza, di efficacia e di efficienza. Vista la situazione italiana decisamente lontana dagli obiettivi indicati dalla letteratura scientifica, viene suggerito di utilizzare come valore di riferimento la media dei valori delle tre regioni che presentano le migliori performance. La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 40,2% Il valore della nostra Azienda per l’anno 2012 è stato: 48,0% 83 Figura 2.9 - Interventi per frattura di femore eseguiti entro quarantotto ore dal ricovero in pazienti ultrasessantacinquenni nell’AOU Ferrara 48,0 50 38,8 40 30 20,9 % 20 12,1 13,2 11,2 10 0 Fonte aziendale 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Proporzione di parti con taglio cesareo primario Perché misurare questo fenomeno? Negli ultimi 20-30 anni, in molti paesi europei ed extra-europei si è osservato un aumento della proporzione di parti mediante taglio cesareo con frequenze variabili che si collocano mediamente intorno al 20%. In Italia, in particolare, si è passati da circa il 10% all’inizio degli anni ottanta al 37,5% nel 2004. Allo stato attuale la percentuale di parti cesarei registrata in Italia è la più alta d’Europa, poiché la maggior parte della nazioni ha valori inferiori al 25% (1). La prima raccomandazione ufficiale sulla percentuale appropriata di cesarei risale al 1985 a seguito di una consensus conference organizzata appositamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2) che concluse che il 10-15% di parti mediante taglio cesareo non doveva essere superato perché questo non avrebbe prodotto alcun beneficio aggiuntivo di salute per la madre e per il neonato. In Italia nel 1999 la proporzione di parti cesarei ha superato il 30% e continua a crescere nel tempo con notevoli variazioni regionali: 23% nel Friuli Venezia Giulia e 62% in Campania (dati del 2008). L’utilizzo inappropriato di una pratica assistenziale di provata efficacia quale il cesareo non ha prodotto miglioramenti sostanziali negli esiti perinatali per le donne e per i bambini. Al contrario le regioni con un tasso medio di cesarei più basso della media nazionale hanno bassa mortalità perinatale e morbilità neonatale rispetto alle regioni con alto tasso di cesarei. L’eccessivo ricorso al taglio cesareo è una delle criticità indicate nella bozza del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, approvata dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni, che prevede la riorganizzazione strutturale dei punti nascita anche nell’ottica di facilitare la riduzione dei parti mediante TC che non dovrebbero superare il 20% (2). Il 16 dicembre 2010 è stato, inoltre, approvato l’Accordo Stato-Regioni relativo alle “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del Taglio Cesareo”. L’accordo definisce un programma articolato in dieci linee di azione che vanno da misure di politica sanitaria all’introduzione di strumenti per il miglioramento e la valutazione della qualità assistenziale che dovrebbero essere recepite a livello regionale ed avviate congiuntamente su tutto il territorio nazionale. L’International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO) nel 2002 ha prodotto delle Raccomandazioni sul parto cesareo senza indicazioni mediche concludendo che, alla luce delle evidenze disponibili, un cesareo senza indicazione medica non è eticamente giustificabile. Fra le condizioni cliniche che possano indicare un parto cesareo sono: parto cesareo in precedenti gravidanze, presentazione podalica, complicanze relative alla placenta o al cordone ombelicale, malattie a trasmissione sessuale, infezioni, peso del nascituro, gestosi, diabete, nefropatie. Molti sistemi di indicatori anglosassoni (USA, Canada, Australia) rilevano i parti con taglio cesareo primario (quindi in partorienti che non abbiano avuto un precedente parto cesareo), per eliminare dall’analisi almeno quella quota attribuibile ai casi con precedenti parti cesarei. PrincipaIi riferimenti scientifici: 1. 2. 3. Programma Nazionale Valutazione Esiti. Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (http://www.agenas.it/, ultimo accesso 31/07/14). WHO – World Health Organization Appropriate technology for birth. Lancet 1985; 2:436-7. Ministero della Salute. Schema di Piano Sanitario Nazionale 2011-2013. Disponibile sul sito: http://www. salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1358&tipo=new. 84 4. 5. 6. Minister of Public Works and Government Services. Canadian Perinatal Health Report 2003. Ottawa: Canada; 2003. Canadian Institute for Health Information. Health system performance. Health Indicators. Catalogue no. 82221-XIE, Volume 2005, No. 3, Ottawa: Canada; 2005. RM Hager, AK Daltveit, D Hofoss, ST Nilsen, T Kolaas, P Øian, et al. Complications of cesarean deliveries: rates and risk factors. Am J Obstet Gynecol 2004; 190: 428-34. Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di parti con taglio cesareo primario - Denominatore Numero di parti con nessun pregresso cesareo - Standard La media regionale è stabile, negli anni 2007–2010, fra il 22% ed il 21%. Gli ospedali statunitensi che utilizzano gli indicatori AHRQ, hanno riscontrato nel 2008 un tasso del 18,03% su un totale di 645.745 parti. La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 26,3% Il valore della nostra Azienda per l’anno 2012 è stato: 22,6% Figura 2.10 - Parti con taglio cesareo primario nell’AOU Ferrara 50 40 30 26,5 25,5 21,5 % 23,9 22,6 22,5 20 10 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica Perché misurare questo fenomeno ? La colelitiasi è una condizione molto diffusa caratterizzata dalla presenza di calcoli nella colecisti e/o nelle vie biliari; interessa maggiormente le donne, con un rapporto femmine/maschi di 2 a 1. La colecistite acuta è un’infiammazione acuta della parete della colecisti, accompagnata da una colelitiasi nel 95% dei casi; la forma cronica è spesso caratterizzata da coliche ricorrenti e da una colecisti contratta, fibrotica, a pareti ispessite. La colelitiasi con o senza colecisti costituisce una importante causa di ricorso alla chirurgia addominale. L’intervento può essere effettuato in laparoscopia o a cielo aperto (laparotomia). La rimozione della colecisti per via laparoscopica rappresenta il “gold standard” nel trattamento della calcolosi della colecisti nei casi non complicati. Una recente revisione sistematica di trial randomizzati controllati non ha evidenziato alcuna significativa differenza in mortalità o complicanze tra tecnica laparoscopica e laparotomia. La prima è tuttavia associata ad una degenza ospedaliera e ad una convalescenza significativamente più brevi rispetto al classico intervento a cielo aperto [1]. Si ritiene pertanto che alte proporzioni rappresentino una migliore qualità delle cure [2]. L’indicatore è anche tra quelli scelti nell’ambito del Progetto SiVeAS Sistema di Valutazione della Performance della Sanità Italiana, del Ministero della Salute. PrincipaIi riferimenti scientifici: 1. Keus F, de Jong JAF, Gooszen HG, van Laarhoven CJHM. Laparoscopic versus open cholecystectomy for 85 patients with symptomatic cholecystolithiasis. The Cochrane Library 2008, Issue 4. Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ). Cholecystitis/cholelithiasis: laparoscopic cholecystectomyrate. Disponibile all’indirizzo: http://www.qualitymeasures.ahrq.gov/content.aspx?id=15362 &search=cholecystectomy. Society of American Gastrointestinal and Endoscopic Surgeons (SAGES). SAGES guidelines for the clinical application of laparoscopic biliary tract surgery. Los Angeles (CA), 2010 Jan. 2. 3. Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di ricoveri con intervento di colecistectomia laparoscopica - Denominatore Numero di ricoveri con intervento di colecistectomia - Standard Non rilevato un valore di riferimento standard o di benchmarking. Il sito dell’AHRQ riporta che attualmente nel 75% dei casi non complicati l’intervento di colecistectomia viene eseguito in laparoscopia. L’AHRQ raccomanda inoltre di aggiustare le proporzioni per sesso ed età. La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 92,2% Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 85,3% Figura 2.11 - Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica nell’AOU Ferrara 100 88,6 87,1 80,9 85,3 81,6 77,5 80 60 % 40 20 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Proporzione di STEMI (Infarto Miocardico con sopraslivellamento del tratto st) trattati con angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) entro 48 ore Perché misurare questo fenomeno? L’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) è ormai considerata il trattamento più appropriato per l’infarto miocardico acuto. E’ stato dimostrato che negli ospedali in cui viene eseguito un numero maggiore di PTCA, gli esiti per i pazienti sono superiori a quelli con minore esperienza. I vantaggi comprendono minore mortalità e necessità di ricorso a operazioni chirurgiche di bypass coronarico [1]. Anche la tempistica di esecuzione, elemento essenziale per il successo della PTCA in urgenza, risulta migliore nelle strutture con un volume maggiore di procedure [2]. Il numero di PTCA eseguito da un ospedale può, pertanto, riflettere la qualità dell’assistenza fornita. PrincipaIi riferimenti scientifici: 1. 2. Canto JG, Every NR, Magid DJ, et al. The volume of primary angioplasty procedures and survival after acute myocardial infarction. National Registry of Myocardial Infarction 2 Investigators.N Engl J Med. 2000 May 25;342(21):1573-80. Kumbhani DJ, Cannon CP, Fonarow GC, et al. Association of hospital primary angioplasty volume in ST86 segment elevation myocardial infarction with quality and outcomes. JAMA. 2009 Nov 25; 302(20):2207-13. Caratteristiche dell’indicatore - Definizione Proporzione di episodi di STEMI trattati con PTCA entro 48 ore - Numeratore Numero di episodi di STEMI, in cui il paziente abbia eseguito una PTCA entro 48 ore. - Denominatore Numero di episodi di STEMI - Standard Il valore degli indicatori può variare tra aree territoriali e strutture; questo fenomeno, oltre che dalla diversa qualità delle cure, può essere causato dall’eterogenea distribuzione, dovuta a diversi fattori di rischio come ad esempio età, genere, condizioni di salute del paziente. La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 57,8 % Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 81,2% Figura 2.12 - Proporzione di STEMI trattati con PTCA entro 48 ore nell’AOU Ferrara 100 82,9 80 69,4 73,1 80,8 81,2 72,8 60 % 40 20 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per infarto miocardico acuto (STEMI e NON STEMI) Perché misurare questo fenomeno? Per infarto del miocardio (IMA) si intende la sindrome coronarica acuta dovuta all’ostruzione di una arteria coronaria con formazione di un trombo occludente e conseguente necrosi del tessuto miocardico, incapace di sopportare condizioni di mancanza di ossigeno anche per brevi tempi. L’IMA si differenzia a seconda della presentazione all’elettrocardiogramma in infarto del miocardio con sopralivellamento del tratto ST (o STEMI: ST Elevation Myocardial Infarction) e infarto miocardico senza sopralivellamento del tratto ST (o NO STEMI: No ST Elevation Myocardial Infarction). L’IMA è una delle principali cause di morte e disabilità in tutto il mondo. Le linee guida cliniche internazionali forniscono delle indicazioni molto precise sulle azioni cliniche ed assistenziali da svolgere appena un paziente con un infarto miocardico acuto viene preso in carico dalle strutture sanitarie (ambulanze o pronto soccorso). Queste azioni vengono monitorate in molte realtà sanitarie del mondo (ad esempio percentuale dei pazienti cui è stata somministrata l’aspirina all’ingresso). I pazienti e cittadini hanno maggiore interesse per una valutazione dei risultati. Una delle principali misure di risultato (per l’infarto come per altre patologie) è il tasso di mortalità, rilevato a 30 giorni dopo l’inizio delle cure. Il tasso di mortalità rispecchia, da una parte, la gravità clinica dei pazienti, dall’altra l’efficacia reale e la qualità dell’assistenza. Dato che una parte dei decessi per infarto non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo la dimissione, è opportuno rilevare la mortalità ad una distanza di tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla struttura ospedaliera. 87 PrincipaIi riferimenti scientifici: 1. 2. 3. Grosso LM, Schreiner GC, Wang Y et al. 2009 Measures maintenance technical report: acute myocardial infarction, heart failure, and pneumonia 30-day risk-standardized mortality measures. Baltimore (MD): Centers for Medicare & Medicaid Services; 2009 Apr 7. 47 p. Masoudi FA, Bonow RO, Brindis RG et al. 2008 “ACC/AHA 2008 statement on performance measurement and reperfusion therapy: a report of the ACC/AHA Task Force on Performance Measures (Work Group to Address the Challenges of Performance Measurement and Reperfusion Therapy)”. Circulation. 2008;118:2649 –2661. Krumholz HM, Merrill AR, Schone EM et al . Patterns of hospital performance in acute myocardial infarction and heart failure 30-day mortality and readmission. Circ Cardiovasc Qual Outcomes. 2009 Sep;2(5):407-13. Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di episodi di IMA, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione del ricovero - Denominatore Numero di episodi di IMA - Standard Uno studio recente del “Center for Medicare e Medicaid Services” negli Stati Uniti ha valutato questo parametro per 3 anni, limitandosi però ai pazienti con età superiore ai 65 anni. Il valore emerso è 16,6%, con differenze importanti fra stati e ospedali [3]. La media nazionale nell’anno 2012 è stata: 10,0% Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 10,8% Figura 2.13 - Proporzione di decessi a trenta giorni da un ricovero per un episodio di IMA nell’AOU Ferrara 20 14,4 12,6 12,6 15 13,6 14,3 10,8 % 10 5 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per un episodio di STEMI Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di episodi di STEMI, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione del ricovero - Denominatore Numero di episodi di STEMI La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 11,3% Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 11,4% 88 Figura 2.14 - Proporzione di decessi entro 30 giorni dal ricovero per un episodio di STEMI nell’AOU Ferrara 20 15 11,4 % 10 6,7 8,1 7,9 5,1 3,2 5 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per un episodio di Non STEMI Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di episodi di NO STEMI, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione del ricovero - Denominatore Numero di episodi di NO STEMI La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 6,4% Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 7,0% Figura 2.15 - Proporzione di decessi entro 30 giorni dal ricovero per un episodio di NO STEMI nell’AOU Ferrara 20 15 % 10 7,1 5,1 7,0 5,0 3,8 5 2,1 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale Mortalità a 30 giorni dal primo ricovero per ictus ischemico Perché misurare questo fenomeno ? L’ictus (“stroke”) e altre condizioni cerebrovascolari sono fra le prime cause di morte in molti paesi, dopo il cancro e le patologie cardiache. Molti pazienti che sopravvivono ad un ictus rimangono disabili, l’impatto dell’ictus dipende da quale parte del cervello sia colpita e quanto sia grave il danno al tessuto cerebrale. Circa l’80-85% degli stroke è di natura ischemica, circa il 15-20% è di origine emorragica. Gli effetti possono andare da una lieve menomazione fino ad una drammatica perdita di funzioni, come il linguaggio parlato, la mobilità, la vista e la memoria. Un trattamento dell’ictus che sia di buona qualità deve essere tempestivo ed efficace a prevenire la morte del tessuto cerebrale. Negli ultimi anni sono state redatte dagli esperti molte linee guida e raccomandazioni cliniche, basate sulle evidenze scientifiche, su come migliorare il trattamento dei pazienti affetti da ictus. Il tasso di mortalità rispecchia da una parte la gravità clinica dei pazienti, dall’altra l’efficacia reale e la qualità dell’assistenza. Le forme ischemiche sono in genere a prognosi migliore rispetto alle forme emorragiche ed hanno una letalità a 30 giorni oscillante nei vari studi tra il 10% e il 15%. Dato che una parte non trascurabile dei 89 decessi per ictus non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo, è opportuno rilevare la mortalità ad una distanza di tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla struttura ospedaliera. La “mortalità a 30 giorni dopo ricovero per ictus” è considerata un indicatore valido e riproducibile dell’appropriatezza ed efficacia del processo diagnostico-terapeutico che inizia con il ricovero ospedaliero. ictus non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo, è opportuno rilevare la mortalità ad una distanza di tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla struttura ospedaliera. La “mortalità a 30 giorni dopo ricovero per ictus” è considerata un indicatore valido e riproducibile dell’appropriatezza ed efficacia del processo diagnostico-terapeutico che inizia con il ricovero ospedaliero. PrincipaIi riferimenti scientifici: Linee guida SPREAD. “Ictus cerebrale – linee guida italiane di prevenzione e trattamento” Milano Gennaio 2010 Caratteristiche dell’indicatore - Numeratore Numero di ricoveri con diagnosi principale di ictus ischemico in cui il paziente risulti deceduto entro trenta giorni dalla data di ricovero - Denominatore Numero di ricoveri con diagnosi principale di ictus ischemico - Standard Il sistema di indicatori clinici della Danimarca indica uno standard del 15%; per il confronto fra strutture va tenuto conto della gravità dei casi al momento del ricovero. La media nazionale dell’anno 2012 era: 12,1% Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 9,0% Figura 2.16 - Proporzione di decessi a trenta giorni dalla data di ricovero per ictus ischemico nell’AOU Ferrara 20 13,6 15 12,8 12,7 10,6 11,4 9,0 % 10 5 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte aziendale 90 2.4 Assetto organizzativo 2.4.1 L’Organizzazione Aziendale La figura sotto riportata mostra la struttura dell’organizzazione aziendale. La configurazione dell’attività sanitaria per Dipartimenti ad Attività Integrata (DAI) assicura l’esercizio integrato delle funzioni di assistenza ricerca e didattica. Figura 2.17 - L’organigramma aziendale Fonte aziendale A partire dal 2012 l’organizzazione aziendale è stata in gran parte rivista per adeguarla al nuovo nosocomio concepito come ospedale ad intensità di cura; questo ha portato alla creazione di blocchi comuni a varie unità operative, anche appartenenti a diversi dipartimenti, suddivisi per degenza, day hospital, ambulatori, sale operatorie e pronto soccorsi. Sono stati inoltre istituiti: • il Dipartimento interaziendale gestionale Attività tecniche e patrimoniali • il Dipartimento interaziendale gestionale ingegneria clinica • il Dipartimento interaziendale strutturale medicina legale 91 Sala giochi della Pediatria 92 che li sottendono, e dall’integrazione tra questi fattori. Competenze di HL sono richieste per il dialogo e la discussione, per leggere le informazioni sanitarie, per interpretare i disegni in esse contenuti, per prendere decisioni sulla partecipazione a ricerche cliniche, per utilizzare apparecchiature medicali per uso personale o per un famigliare, per calcolare i tempi di assunzione e il dosaggio dei farmaci, o per votare su argomenti legati alla salute e all’ambiente. Ne consegue l’importanza che tutte le persone e i materiali con i quali la persona entra in contatto per le prestazioni sanitarie forniscano informazioni sanitarie di base con modalità adeguate. Un basso livello di Health Literacy è associato a scarse capacità di comprendere ed eseguire consigli medici, a esiti poveri in termini di salute e all’uso differenziato di alcuni servizi sanitari. È compito di chi promuove la salute fare in modo che il cittadino capisca e traduca in azioni le informazioni. Questo significa sia trasferire conoscenze e competenze, ma anche fare in modo che queste siano facilmente comprensibili all’utente. Sulla base di queste premesse l’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara ha attivato un gruppo di lavoro per la realizzazione di un progetto triennale che vede capofila l’Area Comunicazione e Accoglienza e l’Unità Organizzativa Formazione e Aggiornamento che si prefigge di costruire una Community Health Literacy per favorire la comprensibilità e la chiarezza del linguaggio scritto e parlato nella relazione operatore/ assistito e nella stesura/revisone del materiale informativo. Gli obiettivi intermedi raggiunti nel 2013 sono rispettivamente: 1. lo svolgimento di 9 corsi di formazione per il personale sanitario per un totale di circa 160 dipendenti che hanno potuto recepire le caratteristiche e i metodi di un’organizzazione sanitaria che segue i principi della Health Literacy per creare le condizioni propedeutiche alla sperimentazione operativa sul campo all’interno del contesto lavorativo. La metodologia adottata è quella di integrazione tra momenti di condivisione dei principi teorici e esercitazioni pratiche individuali e di gruppo e visione di filmati per il consolidamento dell’esperienza di apprendimento. 2. La revisione dei materiali scritti aziendali che vengono consegnati ai pazienti, familiari e a chi si prende cura della persona in ospedale, è stata effettuata secondo le linee guida della Prof.ssa Rima Rudd, docente di Società, Sviluppo umano e Salute alla Scuola di Salute Pubblica alla Università di Harvard; Dal totale dei documenti raccolti sono stati tolti quelli che risultavano doppi, o quelli già presenti sul sito aziendale. Il risultato di questa analisi ha prodotto un 3. Obiettivi istituzionali e strategie aziendali 3.1 Dignità della persona 3.1.1 Qualità della comunicazione nella relazione di cura Health Literacy: un modello aziendale per migliorare la comunicazione scritta, nella relazione tra le persone e attraverso il web Oggi per destreggiarsi nella società moderna è necessario possedere un insieme di abilità in modo da riuscire ad accedere alle informazioni, saperle comprendere e poter agire in modo appropriato. Questo insieme di capacità si riassume con il termine inglese di literacy che tradotto letteralmente in italiano corrisponde alla traduzione di “alfabetizzazione” o “essere alfabetizzati”. All’interno del settore sanitario l’espressione “health literacy” sta ad indicare “la capacità che hanno le persone di ottenere, elaborare e comprendere informazioni sanitarie di base necessarie per prendere decisioni appropriate”. Va considerato che i sistemi sanitari sono sempre più complessi e richiedono una maggiore responsabilità delle persone che si confrontano con essi (Adult Literacy and Lifeskills Surveys, 2003). Nell’ultima classifica stilata dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), e diffusa in ottobre 2013 dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), sulle competenze principali degli adulti l’Italia figura all’ultimo posto tra i 24 paesi per competenze in lettura e al penultimo posto sia per competenze in matematica sia per capacità di risolvere problemi in ambienti ricchi di tecnologia. I temi della Health Literacy, della comunicazione e dell’informazione sulla salute, dell’analisi e del miglioramento dei materiali informativi sono stati inseriti tra gli obiettivi della Direzione Generale dalla Regione Emilia-Romagna in specifiche delibere e determine da parte, rispettivamente della Giunta Regionale e della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, nonché nel progetto per lo sviluppo delle competenze di Health Literacy in ambito oncologico nelle Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna. Numerosi studi hanno dimostrato che il materiale informativo distribuito ai pazienti è adatto ad un livello di istruzione più elevato rispetto alle capacità di lettura del cittadino medio. L’Health Literacy (HL) è una funzione condivisa tra fattori culturali, sociali e individuali in cui sia le cause della scarsa HL sia i rimedi dipendono dai nostri paradigmi culturali e sociali, dai sistemi sanitario ed educativo 93 Riabilitazione, all’Emergenza –Urgenza e al personale sanitario dei Dipartimenti medici e chirurgici delle due Aziende. Nel corso dell’anno è stato realizzato un corso di formazione AVEC dal titolo “Il dolore pediatrico” in accordo con il progetto per il controllo del dolore del bambino di qualsiasi età ed etnia dedicato al personale sanitario del Dipartimento Riproduzione Accrescimento e ai medici pediatrici dell’Area Vasta Emilia Centro. In attuazione della Legge n.38 la valutazione ed il monitoraggio del dolore dell’adulto e del bambino ricoverato nei diversi regimi, viene realizzata in maniera omogenea in tutta l’Azienda grazie alle schede “Il dolore si cura insieme” nelle diverse età. La compilazione delle schede è oggetto di analisi periodiche, a campione, di coerenza e congruenza per le conseguenti azioni di miglioramento. La collaborazione attiva e continua con il Comitato Consultivo Misyo (CCM), di cui un rappresentante fa parte del COTSD, ha avviato un percorso dedicato all’approccio antalgico nelle procedure invasive, per valutare la realtà nel contesto e avviare eventuali azioni positive con sensibilizzazione e formazione degli operatori interessati e condivisione di nuovi protocolli terapeutici. I dati relativi al monitoraggio continuo del consumo dei farmaci antalgici in ospedale, sul territorio e in erogazione diretta alla dimissione, che mostrano un trend in aumento, confortano e dimostrano uno sviluppo della cultura del dolore e del suo trattamento. Contribuisce sicuramente a ciò la verifica periodica del COTSD con la collaborazione del Dipartimento Farmaceutico Interaziendale, del consumo e delle devianze degli antalgici, personalizzata nei vari Dipartimenti, che porta ad Azioni continue di miglioramento. In data 27 maggio 2013 è stata realizzata in Azienda la XII Giornata Nazionale del Sollievo, accompagnata da un’intensa campagna informativa attraverso la pagina internet aziendale, brochure dedicate, poster regionali e aziendali e servizi sul canale televisivo locale Telestense. La giornata è stata dedicata ai ricoverati e ai cittadini per migliorare le conoscenze sull’importanza della valutazione e del monitoraggio del dolore e sulla politica aziendale per il controllo e il monitoraggio del dolore e dell’umanizzazione delle cure in equità. Particolare attenzione è stata dedicata al dolore post operatorio: ai pazienti operandi sono state fornite informazioni attraverso dépliant redatti appositamente, sull’importanza della valutazione del dolore, della scala utilizzata e della terapia antalgica per una collaborazione attiva degli operandi per il sollievo. Tutte le unità operative dell’azienda utilizzano la scala NRS (Numeric Pain Intensity Scale) per i pazienti totale di 464 documenti tutti in formato cartaceo che sono stati successivamente suddivisi e raccolti nelle in tipologie. Tutti i foglietti informativi contenenti le informazioni relative alle Unità Operative di degenza sono stati aggiornati in relazione alle nuove modalità organizzative della nuova sede e secondo i principi della Health Literacy. 3. La realizzazione della biblioteca online del paziente sul sito internet aziendale dove consultare una rassegna di siti web con sezioni dedicate al paziente comprensive di glossari, approfondimenti sulle varie patologie ecc... La popolazione viene inondata da informazioni sulla salute provenienti da una serie di mezzi di comunicazione: stampa, internet, televisione, radio, ma anche dall’ambiente familiare e amicale, da campagne popolari, organizzazioni sanitarie pubbliche, fornitori di cure, associazioni della salute, libri, riviste scientifiche e compagnie di assicurazione sanitaria. (Kichbush, 2001) Si sente quindi la necessità di poter disporre di affidabili canali di informazione sulla salute e di ambienti di supporto idonei a passare al vaglio tutte le informazioni, al fine di assumere decisioni basate su conoscenze precise. L’attivazione sul sito internet della sezione dedicata alla “Biblioteca del Paziente” raccoglie una selezione di siti internet di interesse per famigliari e cittadini suddivisi per specialità selezionati in base a criteri di qualità previsti dagli standard internazionali, condivisi con i professionisti dell’Azienda. Si procederà anche all’inserimento graduale del materiale “originale” prodotto dai clinici dell’azienda ospedaliera valutato e riscritto, suddiviso per aree tematiche. 3.1.2 Le reti per le cure palliative e la terapia del dolore: l’ospedale territorio senza dolore Il dolore rappresenta un problema sanitario rilevante a livello mondiale, sia per l’invecchiamento della popolazione, sia per l’aumento delle patologie cronico degenerative e dei tumori. Le politiche sanitarie nazionali e regionali italiane affermano l’importanza di migliorare la conoscenza del fenomeno “dolore” per valutare i percorsi intrapresi per l’applicazione del progetto “Ospedale-Territorio senza dolore”. Consolidati gli obiettivi regionali del 2012, in attuazione alla Legge n.38 del 2010, sono stati perseguiti e raggiunti gli obiettivi regionali del 2013. L’integrazione dei due Comitati Ospedale-Territorio senza dolore (COTSD) dell’AOU e dell’AUSL di Ferrara si è consolidata: sono state fatte diverse riunioni integrate, corsi di formazione sul dolore, dedicati alla 94 collaboranti, la PAINAD (Pain Assessment in Advanced. Dementia) per i non collaboranti e la BPS (Behavioral Pain Scale) per i pazienti ricoverati in Terapia Intensiva/Rianimazione non collaboranti e ventilati artificialmente. Nel DAI Riproduzione e Accrescimento viene utilizzata la scala FPS (Face Pain Scale) per i pazienti pediatrici. Oltre alle scale specifiche viene utilizzata dal 90% delle unità operative la scheda unica aziendale “Il dolore si cura insieme” che fa parte integrante della cartella clinica. Inoltre si utilizzano: • strumenti infermieristici integrati, dedicati alle procedure in endoscopia digestiva e bronchiale, che riportano la valutazione del dolore; • strumenti informatizzati di valutazione del dolore in PS pediatrico, generale, ostetrico e ortopedico. Nel percorso di attuazione del progetto “Ospedale-Territorio senza dolore” è previsto come obiettivo principale per un corretto trattamento, conoscere il dolore percepito nella malattia e il bisogno di sollievo delle persone ricoverate nei vari Dipartimenti dell’AOU. In data 10 dicembre 2013 si è svolta in Azienda l’inchiesta di prevalenza del dolore dal titolo “Il dolore si cura insieme”, realizzata secondo il modello one day prevalence, quale istantanea di situazione tipo, mediamente rappresentativa di quanto avviene tutti i giorni, somministrando a tutte le persone ricoverate, il questionario aziendale denominato “Questionario del sollievo” e le schede differenziate per età e caratteristiche del paziente , denominate “Allegato 3a: pazienti collaboranti”, “Allegato 3 b: pazienti non collaboranti” e “Allegato 3c: pazienti pediatrici”. I risultati ottenuti dall’indagine sono stati statisticamente elaborati e saranno oggetto di un rèport dedicato. Figura 3.1 - Scheda infermieristica pediatrica di monitoraggio del dolore: Le scale del dolore utilizzate in azienda Nel corso dell’anno 2013, oltre alle scale del dolore già utilizzate in azienda (NRS, PAINAD e BPS), continuano ad essere utilizzate anche le scale di valutazione del dolore del neonato e del bambino introdotte nel 2012, che misurano: • parametri fisiologici come la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la Sat pulsatile in Ossigeno, la pressione arteriosa, il tono vagale, il cortisolo del plasma e le catecolamine; 95 parametri del comportamento come l’espressione facciale, i movimenti del corpo, il pianto. La scala utilizzata per i bambini prematuri è la PIPP (Premature Infant Pain Profile) che è una scala comportamentale che include 7 parametri a cui è dato un punteggio da zero a tre. Va da un punteggio minimo di zero ad un punteggio massimo di 22. Il punteggio totale superiore a dodici rivela dolore moderato severo e richiede un trattamento antalgico e/o la revisione della terapia. Nei neonati e bambini sotto i 3 anni si utilizza la scala etero valutativa FLACC (Faccia, Gambe, Attività, Pianto, Consolabilità) attraverso la quale se il dolore è d’intensità superiore a 5 deve essere trattato. Si utilizza inoltre la NRS (Numeric Pain Intensity Scale) che è una scala numerica utilizzata anche per gli adulti che misura il dolore da 0 a 10, se si supera il punteggio di tre si tratta il dolore. Nel bambino in trattamento antalgico, soprattutto con oppioidi, si utilizzano poi due scale di sedazione: la scala GOHS (great ormon hospital cale) nei bambini dai 6 mesi ai 17 anni, con un punteggio da 1 a 5 e un soglia di cut-off uguale/superiore a 4, e la scala BRISTOL nei più grandi. • Il dolore da parto In Azienda il servizio di parto in analgesia è attivo da diversi anni, nel 2012 su 1017 parti spontanei 168 sono stati in analgesia. Gli anestesisti con competenza clinica per l’analgesia del parto sono disponibili 24 ore su 24, in turno attivo diurno e in guardia notturna e/o in reperibilità non dedicata, per rispondere alle richieste del personale medico e ostetrico secondo un percorso definito e condiviso. Dopo un’ampia campagna informativa (svoltasi tra febbraio e luglio del 2012) è stata promossa dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara all’interno del progetto “Ospedale-Territorio senza dolore”, in rete con l’Assessorato alla salute e servizio alla persona del Comune di Ferrara, un’indagine sulle conoscenze delle donne ferraresi in età fertile, del significato della partoanalgesia/parto indolore. Questa ricerca è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione e coinvolgimento di 1573 donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni (età media 29 anni) che hanno contribuito alla compilazione di un questionario anonimo di carattere esplorativo dal titolo: “Cosa sai della partoanalgesia/parto indolore?” L’obiettivo principale di questa indagine è stato quello di indagare, nei confronti delle donne del Comune di Ferrara, il loro livello di conoscenze e aspettative rispetto al dolore da parto mediante l’uso di farmaci anestetici e oppiacei somministrati per via epidurale (anestesia epidurale-parto indolore) o con tecniche alternative di contenimento del dolore, per poi mettere in atto un intervento volto a rilevare un sostegno all’umanizzazione della nascita, dando la possibilità ad ogni donna di vivere l’esperienza della nascita del suo bambino secondo quelli che sono i suoi valori, la cultura in cui è cresciuta, i suoi desideri e le sue aspettative. Il consumo dei farmaci antalgici e dei presidi in Azienda La collaborazione continua con le Farmacie Ospedaliere, del Dipartimento Farmaceutico Interaziendale e in particolare con i farmacisti referenti del Comitato ospedale territorio senza dolore (COTSD) ha reso possibile: • un monitoraggio continuo, totale e distinto per principio attivo, dei farmaci analgesici e un confronto dei trend annuali; • l’analisi della spesa totale aziendale, per Dipartimento e per Unità Operativa dei farmaci antalgici e dei presidi utilizzati in azienda. 96 Figura 3.2 - Consumi DDD*/Anno di farmaci antalgici in Azienda. Anni 2006-2013 *DDD: Dose definita giornaliera Fonte Aziendale Figura 3.3 - Consumi DDD/Anno di FANS impiegati per la terapia del dolore. Anni 2006-2013 Fonte Aziendale 97 Figura 3.4 - Consumi DDD/Anno di analgesci oppioidi impiegati per la terapia del dolore. Anni 2006-2013 Fonte Aziendale Figura 3.5 - Consumi DDD/Anno di paracetamolo e associazioni impiegati per la terapia del dolore. Anni 20062013 Fonte Aziendale 98 Figura 3.6 - Consumi DDD/Anno di farmaci antalgici in erogazione diretta. Anni 2006-2013 Fonte Aziendale La rete dei referenti In seguito alla riorganizzazione della Direzione delle Professioni Infermieristiche, Ostetriche, Tecnico Sanitarie e della Riabilitazione, che ha visto nel 2008 il costituirsi di una rete di Referenti di Attività “Ospedale senza dolore”, anche nel 2012 in ogni U.O. è presente un professional Infermiere, Ostetrica, Fisioterapista o un Coordinatore che partecipa attivamente a tutte le iniziative aziendali sul tema del “dolore”. Figura 3.7 - La rete ospedale-territorio senza dolore in Azienda 99 anagrafico. Dei 604 questionari distribuiti, ne sono stati restituiti 483. Il campione finale, oggetto dell’analisi, è stato di 472. Il 63% dei rispondenti (298/472) ha compilato la scheda autonomamente, il 22% (104/472) è stato aiutato da operatori sanitari, il 10% (46/472) da familiari, il 3% (15/472) da volontari o altre persone e il 2% (9/472) non ha risposto alla domanda. La composizione per genere risulta così distribuita: il 44% (207/472) sono donne e il 49% (234/472) uomini. Il 7% (31/472) non ha indicato il genere. Riguardo ai diversi Regimi di ricovero il campione di distribuisce nel seguente modo: il 79% (375/472) in Regime di ricovero ordinario e il 21% (97/472) in Regime di ricovero DH/DS. I risultati dell’indagine epidemiologica di prevalenza sono rappresentati nei grafici successivi. La prima domanda del questionario chiedeva: “Cosa desidera adesso per provare sollievo?”. Le categorie maggiormente selezionate (ordinando in modo decrescente secondo il genere femminile) sono nell’ordine: Sentire meno dolore (D 11,9%; U 10,4%), Presenza di persone care (D 10,9%; U 10,4%), Maggiore autosufficienza nel muovermi o nel camminare (D 10,7%; U 11,3%) L’indagine di prevalenza del dolore in Ospedale Anche nel 2013 è stata realizzata un’indagine epidemiologica raccogliendo la voce dei cittadini, persone assistite nei diversi regimi di ricovero, sul dolore percepito in ospedale e sul bisogno di sollievo, per acquisire elementi di valutazione e spunti di riflessione utili a migliorare il percorso definito dalle linee guida del progetto regionale “Ospedale - territorio senza dolore”. Come strumento di rilevazione delle informazioni è stato utilizzato un questionario semplificato denominato “Questionario del sollievo”, utilizzato anche nel 2012, per avere risultati confrontabili. Il “Questionario del sollievo”, distribuito in tutte le UU.OO. dell’Azienda, con la collaborazione dei referenti di attività professional e dei medici referenti del Progetto Ospedale Territorio senza dolore, è stato compilato in modo volontario e anonimo. Se necessario si è avuto il supporto dei care giver. Il “Questionario del sollievo” su cui si articolano le domande è uno strumento per stimolare la riflessione sul dolore, sulla sofferenza percepita e sul bisogno di sollievo. Si compone di due principali sezioni: la prima raccoglie stati e sensazioni del paziente mediante domande chiuse o scale analogiche per la valutazione del dolore percepito. La seconda rileva informazioni di tipo socio- Figura 3.8 - Risposte alla domanda ‘Cosa desidera adesso per provare sollievo? Fonte Aziendale La seconda domanda indagava il livello di sofferenza percepito dalle persone ricoverate al momento dell’indagine. La misura del dolore è stata rilevata attraverso una scala numerica NRS da 0 (nessuna sofferenza) a 10 (massima sofferenza). I punteggi sono stati raggruppati in quattro livelli: assente (0), lieve (1-3), moderato (4-7) 100 e intenso (8-10). Il 28% (133/472) del campione ha dichiarato di non avere sofferenza, il 29% (136/472) di aver provato sofferenza lieve, il 29% (137/472) sofferenza moderata ed, infine, il 9% (44/472) dichiarava una sofferenza intensa. Il 5% (22/472) del campione non ha risposto alla domanda. Figura 3.9 - Distribuzione dolore percepito Fonte Aziendale La terza domanda poneva il quesito“All’inizio del ricovero il personale sanitario le ha chiesto quanto dolore aveva?”. La figura seguente illustra come la domanda sia stata posta al 79% (372/472) dei ricoverati, ma non all’11% (51/472), la percentuale di chi non ricorda è del 9% (43/472). L’1% (6/472) non ha risposto alla domanda. Alla domanda 4 “Durante il ricovero ha sentito dolore?”, ha risposto di sì il 52% (248/472) delle persone ricoverate, mentre il 44% (206/472) ha dichiarato di non aver sentito dolore. Il 4% (18/472) non ha risposto. La quinta domanda chiedeva “Durante il ricovero, il personale sanitario le ha chiesto se ci sono state variazioni del dolore?”. L’82% (389/472) delle persone risponde positivamente, il 14% (68/472) negativamente, il 4% (18/472) non risponde . Figura 3.10 - Domanda del personale su presenza del dolore al ricovero Fonte Aziendale 101 Figura 3.11 - Dolore provato nel corso del ricovero Fonte Aziendale Figura 3.12 - Domanda dei sanitari sulla variazione del dolore durante il ricovero Fonte Aziendale La sesta domanda indagava quale fosse il principale motivo di dolore delle persone ricoverate in Regime di ricovero ordinario o di ricovero DH/DS. Nel Regime di ricovero ordinario l’intervento chirurgico viene indicato come principale motivo di dolore nei Dipartimenti: Chirurgico (58,3%), Chirurgico Specialistico (50%) e Riproduzione Accrescimento (50%); Patologia nei Dipartimenti: Medico (62,3%), Medico Specialistico (54,4%) e Neuroscienze/Riabilitazione (65,3%). Nel Dipartimento Emergenza vengono indicati come principali motivi di dolore Patologia (27,3%) e Procedure per Diagnosi e accertamenti (25,8%). Nel Regime di ricovero Day Hospital/Day Surgery i motivi sono così distribuiti: Intervento chirurgico in Day Surgery (35,3%), mentre in Day Hospital è stato indicato Terapia (33,3%). Figura 3.13 - Motivo del dolore provato durante il ricovero. Ricovero ordinario Fonte Aziendale 102 Figura 3.14 - Motivo del dolore provato durante il ricovero. Day Hospital/day surgery Fonte Aziendale Alla domanda 7 “Ha ricevuto una terapia antidolorifica?”, ha risposto di sì il 55% (261/472) delle persone ricoverate, mentre il 29% (138/472) no. Il 10% (45/472) delle persone ha risposto di non saperlo e il 6% (28/472) non ha risposto alla domanda. Le persone ricoverate che hanno aderito all’indagine, risultano essere soddisfatte del trattamento antalgico ricevuto. Figura 3.15 - Efficacia della terapia antidolorifica. Ricovero ordinario Figura 3.16 - Efficacia della terapia antidolorifica. Day Hospital/day surgery Fonte Aziendale 103 Concludendo, dall’andamento del grafico sottostante è possibile osservare come nel corso degli anni, nell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, si sono verificati dei cambiamenti di prevalenza dell’intensità del dolore. Figura 3.17 - Trend livello di dolore assente Fonte Aziendale Figura 3.18 - Trend livello di dolore moderato Fonte Aziendale Figura 3.19 - Trend livello di dolore intenso Fonte Aziendale Il trend negli anni mostra un significativo aumento ad andamento lineare per il ‘dolore assente’ (alfa-error P< 0,04) ed una alta significatività in lineare diminuzione per il ‘dolore intenso’ (alfa-error P<< 0,01). Il ‘dolore moderato’ presenta invece una situazione ad andamento lineare in riduzione, ma solo ‘border line’ (alfa-error P< 0,06). L’attenzione deve comunque essere rivolta alle criticità rilevate e alla percentuale di pazienti, anche se ridotta negli anni, che ancora lamentano un dolore moderato severo e a quelli che affermano di non essere stati trattati e di non aver avuto l’adeguata attenzione sul tema dolore da parte del personale sanitario. 104 riti al suo interno, alcuni dei quali hanno visto il loro completamento solo nel corso dell’anno 2013. Alcuni dei Progetti sono stati completati negli anni di validità del P-p (es. Ospedale glutaraldeide-free, Ospedale protossido-free); altri nuovi progetti sono stati inseriti nei tre anni di prolungamento, come ad es. il progetto SOS-net. Dal 2011 il referente aziendale per la gestione del rischio viene identificato con il Responsabile della Struttura Dipartimentale di Igiene Ospedaliera. Dal secondo semestre 2013, in Azienda si sta modificando la composizione, i ruoli e le responsabilità dell’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico. Dal secondo semestre 2013, l’Azienda ha inoltre avviato la predisposizione del nuovo Piano-programma per la Gestione del Rischio 2014-2016. Il nuovo P-p 2014-2016 ha l’obiettivo di: a) riorganizzare il sistema di gestione del rischio secondo quanto indicato nella DGR 2079/2013, definendo chiari ruoli e responsabilità e integrazione sinergica tra i diversi attori coinvolti nella fase di prevenzione degli eventi avversi e nella fase di gestione diretta dei sinistri (eventi avversi associati all’assistenza sanitaria con danno); in questo contesto, si inserisce: - il prosieguo nel percorso di costruzione dell’organizzazione aziendale per la gestione diretta dei sinistri, così come definito nella DGR 2079/2013, - l’utilizzo esaustivo, tempestivo ed accurato della Banca Dati Contenzioso Regionale e della banca dati Contenzioso Aziendale, quale fonti di identificazione delle aree prioritarie di intervento per il miglioramento della sicurezza, - l’integrazione di questi dati con le altri fonti informative aziendali, regionali e nazionali (es., segnalazione malattie infettive – ICA, antibiotico-restistenza, alert organism, cadute, ulcere da pressione, medications errors, ecc.). b) Rendicontare l’esito dei progetti (Schede-progetto) completati nel precedente ciclo di pianificazione 20082013. c) Utilizzare queste evidenze insieme ai dati ottenuti dalle diverse fonti informative relative agli eventi avversi e ai dati forniti dall’Osservatorio Regionale per la sicurezza delle cure come punto di partenza per la definizione del nuovo ciclo di pianificazione. In Azienda l’integrazione del governo del rischio infettivo con le attività aziendali di gestione del rischio clinico è stata realizzata dal 2008, inserendone le attività quali Schede-progetto del P-P 2008-2013. Nel corso del 2013, grazie al modello presentato nella DGR 318/2013, è stata ridefinita la composizione del Nucleo Strategico per la Gestione del Rischio Infettivo (NS-GRI) che è stata presentata in Collegio di Direzione nel mese di luglio e validata dal Collegio di Dire- 3.2 Accessibilità, qualità, sicurezza, continuità delle cure 3.2.1 Sicurezza delle cure e gestione del rischio Assetto organizzativo per rischio e sicurezza In Azienda è presente dal 2007 l’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico i cui compiti sono i seguenti: • coordinare i Responsabili di U.O. o Servizi Aziendali coinvolti negli interventi di governo clinico e di gestione del rischio clinico al fine di monitorare tutte le iniziative esistenti in Azienda e di programmare annualmente le iniziative future; • produrre una relazione annuale dell’attività svolta; • provvedere alla promozione del governo clinico attraverso lo sviluppo di tutti gli strumenti ad esso collegati: • curare l’implementazione, l’adattamento locale e la verifica dell’applicazione delle linee guida e promuovere l’attività di audit clinico tra i professionisti in collaborazione con le strutture aziendali preposte; • individuare metodiche di feed-back per il ritorno delle informazioni ai professionals; • sviluppare l’analisi dei reclami dei pazienti al fine di trarre insegnamento per la pratica clinica; • provvedere alla promozione di programmi di gestione del rischio, in termini di sicurezza ambientale e rischio clinico, per i pazienti e per gli operatori. • essere riferimento per l’attività relativa al Progetto “Ospedale senza Dolore”. • essere riferimento per l’attività collegata al percorso di segnalazione degli Eventi Sentinella. Il Referente Medico dell’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico veniva individuato nella figura del Direttore Medico di Presidio. I Componenti dell’Area Progetto venivano individuati nell’ambito delle Strutture/Direzioni e Funzioni aziendali che già si occupavano di sicurezza del paziente, degli ambienti, dei lavoratori, degli aspetti assicurativi e di gestione del contenzioso, per fornire un supporto concreto ai DAI. L’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico, predisponeva il Piano-programma (P-p) aziendale per la Gestione del Rischio, triennio 2008-2010. Tale P-p, in considerazione dei cambiamenti logistici e organizzativi intercorsi nella storia dell’Azienda, nel corso del Riesame della Direzione Strategica del 2011, 2012 e 2013, veniva prolungato nella sua validità per gli anni successivi (P-p 2008-2010-211-2012-2013) in considerazione del mantenimento dei progetti inse105 zione nel mese di dicembre 2013. Nel corso del primo trimestre 2014 il nuovo assetto verrà deliberato. Le novità sono rappresentate da: 1. l’inserimento all’interno del NS-GRI del Gruppo Operativo per l’Uso Responsabile degli Antibiotici, in precedenza nominato esternamente al Comitato Infezioni Ospedaliere, consentendo la gestione integrata e sinergica del rischio infettivo; 2. l’inserimento all’interno dei componenti del NSGRI dei Direttori e collaboratori dei Dipartimenti ad Attività Integrata, quale componente strategica nella definizione delle attività e priorità di intervento; 3. l’inserimento tra le funzioni aziendali a valenza trasversale e di supporto delle due Unità Operative di Anestesia e Rianimazione aziendali. 4. Il modello realizzato progressivamente, a partire dal 2008, è quindi orientato all’integrazione della gestione del rischio infettivo nell’ambito della più complessiva tematica della sicurezza e del governo clinico, anche se dotato di speciale attenzione, vista l’importanza in termini di numerosità degli eventi avversi, della complessità e multidimensionalità del problema, l’evoluzione delle criticità e delle emergenze in questi ultimi anni, cui è necessario far fronte con uno specifico pool di professionisti altamente preparati e competenti. Nel corso del 2013, con il progressivo riassetto organizzativo del livello strategico aziendale per la sicurezza e il governo clinico, è stato progettato uno specifico ciclo formativo dedicato, in prima istanza, ai componenti dell’area progetto governo clinico e rischio clinico e del nucleo strategico per la gestione del rischio infettivo. Dal 2006 le attività di gestione del rischio infettivo sono sostenute da una Rete di Referenti per la Gestione del Rischio Infettivo (medici, laureati non medici, operatori delle professioni sanitarie), presenti in tutte le UU.OO. /articolazioni organizzative rilevanti (ad es. Piastra Operatoria, Aree Ambulatoriali Plurispecialistiche) e dal coinvolgimento delle scuole di specializzazione universitarie. Grazie a questa organizzazione, è stato possibile in questi anni progettare e implementare in maniera sistematica interventi di gestione del rischio su tutta l’Azienda, come ad es. la gestione dei pazienti colonizzati/infetti con alert organism. curezza dei Pazienti dell’Agenas. Per quanto riguarda lo stato di implementazione delle raccomandazioni ministeriali e/o regionali: • Indicazioni relative ad allontanamento di paziente da strutture sanitarie: nel corso del 2013 è stata emessa la procedura aziendale “Modalità di gestione in caso di allontanamento di un paziente dal reparto di degenza”. • Linee di indirizzo sulla gestione clinica del farmaco, ricognizione e riconciliazione farmacologica: è del 2012 l’ultima revisione della procedura aziendale “Gestione Clinica dei farmaci”, nella quale sono trattate le modalità di effettuazione dei processi di ricognizione e riconciliazione. La procedura è stata presentata durante il 2012 e 2013 in specifici corsi di formazione aziendali. • Prevenzione e gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie: nel 2013 è stata emessa la procedura “Prevenzione gestione e segnalazione delle cadute di pazienti ricoverati in ospedale”. • Prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità AB0: la procedura aziendale è stata stilata nel 2009 (“Procedura per la Trasfusione del Sangue e degli Emocomponenti)” e la revisione è prevista per il 2014. L’Azienda è stata sede e organizzatrice nel 2013 del 2° Seminario itinerante “L’errore trasfusionale AB0. Cosa fare e cosa evitare di fare”. Nel corso del Riesame della Direzione Strategica 2013 è stata validata l’importanza di riprendere in Azienda l’attività di Incident Reporting. Nel secondo semestre 2013 sono stati avviati i lavori per la stesura della procedura aziendale. L’obiettivo è quello di integrare l’attività di Incident Reporting (Schede regionali di segnalazione) con quella di analisi e trattamento dell’evento avverso utilizzando lo strumento del Significant Event Audit (SEA). Nel secondo semestre 2013 è stato sperimentato nel Dipartimento Medico il SEA. La stesura della procedura in versione definitiva è prevista per 2014. Nel corso del 2013 sono stati gestiti e segnalati nel flusso regionale SIMES 3 eventi sentinella, con la stesura del relativo Piano di azione. Gestione eventi critici L’ infezione correlata all’assistenza (I.C.A.) é l’ infezione che insorge dopo le 48 ore dal ricovero in ospedale e che non era clinicamente manifesta né in incubazione al momento dell’ingresso in ospedale. Sono comprese le infezioni comparse successivamente alla dimissione e riferibili, per tempo di incubazione, ad un eventuale Sorveglianza e monitoraggio Infezioni correlate all’assistenza Anche nel 2013 è stato effettuato l’annuale Monitoraggio della implementazione delle raccomandazioni per la prevenzione degli eventi sentinella – anno 2012 promosso dall’Osservatorio Buone Pratiche per la Si106 precedente ricovero (ad es., infezioni del sito chirurgico). La sicurezza del paziente è una questione centrale per i servizi sanitari e le I.C.A. rappresentano uno dei fenomeni più rilevanti in questo ambito. In Italia non è attivo un sistema di sorveglianza delle I.C.A., anche se numerosi sono gli studi di prevalenza e incidenza. Nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara negli ultimi anni sono stati effettuati studi ripetuti di prevalenza, a partire dal 1983. Lo studio di prevalenza, di semplice e rapida esecuzione, dal basso costo e facile ripetibilità, rappresenta uno strumento in grado di fornire dati utili per orientare gli interventi e definire le priorità, in particolare per sottogruppi di pazienti omogenei per condizioni cliniche di base, reparto di ricovero, esposizione alle principali procedure invasive e uso di antibiotici. Nonostante i noti limiti delle indagini di prevalenza, esse rappresentano l’unico strumento per ottenere informazioni di “struttura” relative alle I.C.A.. Inoltre, la ripetizione periodica dell’indagine le rende un prezioso strumento per mantenere vivo l’interesse degli operatori sanitari e per conoscere le sedi di infezione più colpite e le aree di degenza maggiormente gravate dal fenomeno. Infine, i dati ricavati dall’indagine possono guidare la scelta dei temi da approfondire con momenti di informazione/formazione/addestramento e/o con indagini ad hoc di sorveglianza, prospettica e/o retrospettiva. I dati di prevalenza (e di incidenza) I.C.A.: • sono un requisito necessario per l’Accreditamento; • sono obiettivi di valutazione regionale dei sistemi aziendali per la gestione del rischio; • consentono di effettuare attività di benchmarking in ambito regionale, nazionale e internazionale; • consentono di orientare gli interventi di miglioramento in specifici ambiti critici. L’indagine si svolge attraverso una visita (investigazione) dei pazienti ricoverati in un unico giorno per ogni area degenza. I dati sono rilevati da Osservatori formati (INVESTIGATORI indipendenti), attraverso l’esame della documentazione sanitaria e il colloquio con il personale di degenza (medico e infermiere Referente GRI di U.O./ Area di degenza). L’indagine è stata applicata a tutti i pazienti ricoverati il giorno dell’indagine entro le ore 8 nelle aree di degenza per acuti e di riabilitazione, (sono escluse le funzioni di day hospital e day surgery), sono esclusi i pazienti in dimissione nella giornata dell’indagine. Ogni UO deve essere completata in un’unica giornata. Prevalenza in acuto I dati seguenti mostrano i risultato dell’indagine svolta sui pazienti ricoverati in aree di degenza per acuti Figura 3.20 - Serie storica dei dati di prevalenza I.C.A. (acuto) per area omogenea di analisi Fonte aziendale *AOUFE: Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara Nel 2011 uno studio europeo ha arruolato Ospedali di Grandi, Medie e piccole dimensioni e i dati elaborati ne rapprendano l’insieme. AOUFE ha aderito come ospedale universitario di grandi dimensioni. La maggiore complessità e gravità della casistica trattata ne spiega il dato superiore alla media europea 2011 e 107 regionale 2012. Nel 2013 AOUFE ha effettuato autonomamente lo studio di prevalenza. Figura 3.21 - Distribuzione % delle I.C.A. per le 4 localizzazioni prevalenti di infezione; confronto AOUFE - EmiliaRomagna – Europa Italia – WHO (pazienti acuti) Fonte aziendale Prevalenza superiore ai dati di confronto europei e regionali sono stati osservati per quanto riguarda le infezioni del tratto urinario e le batteriemie, dato questo che guiderà la definizione delle priorità di intervento per l’anno 2014. Figura 3.22 - Prevalenza (/100) di esposti alle principali procedure invasive e uso antibiotici (pazienti acuti) Fonte aziendale Alta prevalenza in AOUFE per quanto riguarda l’utilizzo (esposizione a rischio) di catetere vescicale, catetere venoso centrale e dei pazienti in trattamento antibiotico. Questi rappresentano ambiti di intervento prioritario per l’anno 2014. 108 Prevalenza in riabilitazione I dati seguenti mostrano i risultato dell’indagine svolta sui pazienti ricoverati in riablitazione Figura 3.23 - Serie storica dei dati di prevalenza I.C.A. in riabilitazione Fonte aziendale I dati evidenziano negli anni una riduzione dei pazienti con almeno una complicanza infettiva, mentre risulta sostanzialmente invariata la prevalenza di pazienti con la presenza contemporanea di più di 1 localizzazione di infezione. Questo in considerazione delle caratteristiche dei pazienti, che si presentano fragili, con una storia clinica complessa e portatori di molteplici fattori di rischio intrinseci. Figura 3.24 - Distribuzione % delle I.C.A. per sede (riabilitazione) Fonte aziendale 109 Le localizzazioni prevalenti sono risultate nel 2013 le basse vie respiratorie, a causa delle alterazioni neurologiche presenti con ristagno cronico di secrezioni nell’apparato respiratorio e la presenza di diarrea da clostridium difficile. Figura 3.25 - Prevalenza % di esposti alle principali procedure invasive ed antibiotici (riabilitazione) Fonte aziendale A differenza della gestione dei dispositivi medici e degli antibiotici in acuto, in area di riabilitazione vi è un uso contenuto, al fine di ridurre al minimo l’introduzione di fattori di rischio esterni nel delicato equilibrio del paziente grave cerebro e mielo leso. I dati di prevalenza ci offrono una prima lettura di alcuni aspetti relativi al problema, che necessita di approfondimenti successivi: “leggere” in dettaglio le variabili previste dalla scheda di rilevazione/ effettuare le dovute correlazioni, negli specifici contesti con i professionisti delle UU.OO.. Fondamentale è la diffusione dei risultati nelle singole UUOO per stimolare la discussione e il coinvolgimento di tutti gli operatori. Questi dati consentono di programmare e attuare di momenti formativi per gli operatori (es. presso le UUOO di riabilitazione già svolti eventi di formazione sul campo per tutti gli operatori). Stimolano la collaborazione attiva e fattiva tra UUOO e Gestione Rischio Infettivo e l’effettuazione di audit interni alle UUOO che dimostrano maggiori criticità. Igiene delle mani e utilizzo appropriato e consapevole dei guanti Nel 2013 è stato completato il piano di azione quinquennale 2009-2013 della campagna aziendale “Non lavartene le mani!” di implementazione in scale-up delle linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutte le UU.OO. - aree di degenza ordinaria. Figura 3.26 - Adesione all’igiene delle mani in azienda: risultati delle osservazioni 2009-2013 Fonte aziendale * pp.ll. : posti letti 110 Figura 3.27 - Adesione % igiene delle mani per disciplina: confronto italia (campagna OMS 2007-2008) – AOUFE 2009-2013 Nel 2013 si è registrata una riduzione della compliance all’igiene delle mani nei 5 momenti fondamentali raccomandati dall’OMS, rispetto agli anni precedenti il trasferimento. La quasi sospensione dell’attività di osservazione & feed-back nel corso dell’anno 2012 (anno di trasloco e di attivazione della nuova struttura ospedaliera che ha comportato la rimodulazione degli assetti organizzativi, con accorpamenti di molteplici UU.OO. in aree di degenza comuni e riconfigurazione degli organici infermieristici che hanno di conseguenza determinato un calo di attenzione verso l’importanza dell’igiene delle mani nella sicurezza del paziente). Una delle motivazioni osservate in maniera diffusa è dovuta all’utilizzo alternativo (non appropriato) dei guanti senza effettuare l’igiene delle mani nei 5 momenti fondamentali OMS. Questa ci indica la necessità di lavorare sull’appropriatezza di utilizzo dei guanti non sterili che, peraltro, rappresentano una delle voci di spesa principale per quanto riguarda il consumo di dispositivi medici in Azienda. Figura 3.28 - Trend del consumo di soluzione idro-alcolica per l’igiene delle mani: AOUFE totale e Aree di degenza Fonte aziendale Per quanto riguarda il trend del consumo di soluzione idro-alcolica, nel 2013 è stato superato il valore standard di 10 L/1.000 giornate di degenza definito dalla ASSR-Area Rischio Infettivo. Da notare inoltre la crescita importante del consumo totale di Azienda, pari a 36 L/1.000 giornate di degenza. Questo dato, risulta da attribuire alla forte adesione in azienda all’obiettivo OMS-2013 di promozione dell’igiene delle mani tra i pazienti e visitatori. A questo proposito, AOUFE ha aderito alla sfida OMS-2013 preparando Poster e pieghevoli finalizzati a tale scopo. Tali strumenti informativi, affiancati dall’utilizzo di piantane con dispenser elettronico di gel, sono stati utilizzati durante l’osservazione nelle aree di degenza e posizionati nella hall della struttura di Cona. Questo dato di crescita del consumo, paragonato alla bassa compliance media di azienda, se da una parte risul111 ta spiegato con l’offerta del gel a pazienti e visitatori, dall’altra si illustra con i dati raccolti durante le osservazioni: non è sufficiente avere il gel, ma per una corretta igiene delle mani è necessario effettuarla al momento giusto = sicuro (5 momenti fondamentali dell’igiene delle mani al punto di assistenza). Sulla base degli indicatori regionali il consumo globale di prodotti idroalcolici è stato di 2.666 litri, mentre il consumo nelle sole aree di degenza ordinaria di 1.449 litri. Il punteggio riportato nella griglia di autovalutazione dell’OMS per l’adesione a una corretta igiene delle mani è stato di 465. Infezioni del sito chirurgico Uno degli obiettivi regionali fino ad ora non implementati in Azienda era rappresentato dall’avvio della sorveglianza delle Infezioni del sito chirurgico (ISC) Grazie al trasferimento in Cona, all’informatizzazione del Registro Operatorio e alla sua integrazione col sistema di gestione dei ricoveri SAP, nel corso del 2012 è stata avviata la implementazione del Protocollo SICh-ER in Azienda, lavorando con tutte le UU.OO. chirurgiche: 1) identificando per ciascuna UO le categorie NNIS da sorvegliare e i relativi codici ICD-IX-CM procedura, per un totale atteso, a pieno regime del sistema, di circa 3.500 interventi chirurgici sorvegliati. 2) definendo un percorso di segnalazione aziendale, presentato in uno specifico Corso di formazione, in 2 edizioni ripetute, preliminare all’avvio della sorveglianza grazie all’acquisizione di uno specifico modulo integrativo del software di gestione delle sale operatorie ORMAWEB. La sorveglianza è stata attivata dal 22/10/2012 a tutto il 2013 sugli interventi (definiti come un ingresso in sala operatoria [SO] in cui un chirurgo esegue almeno una incisione attraverso cute o mucose, inclusi approcci endoscopici e laparoscopici, e chiude l’incisione prima che il paziente lasci la SO) eseguiti in regime di degenza ordinaria inclusi in una delle Categorie di intervento NNIS da sorvegliare (operative procedure categories) che raggruppano procedure chirurgiche clinicamente simili. Queste categorie rendono possibili i confronti in gruppi di pazienti sottoposti a procedure simili. La durata della sorveglianza è previta fino a 30gg dopo l’esecuzione della procedura e 365gg in caso vi sia impianto di protesi, ma per questioni di sostenibilità, attualmente, la sorveglianza continua fino all’ultimo follow-up ambulatoriale post intervento. I dati di sorveglianza sono stati poi elaborati dalla struttura di igiene, in attesa del report regionale 2013. Per quanto riguarda la qualità dei dati si sono riscontrati come dati mancanti la classe di contaminazione dell’intervento nel 27,5% dei case e l’ASA Score nel 5,5%. In assenza di questi dati non è stato possibile calcolare l’IRI Score necessario per la stratificazione delle procedure. Hanno inciso sulla qualità dei dati anche la mancata chiusura del registro operatorio (il modulo sorveglianza di Ormaweb non “vede” i registri operatori aperti in quanto ancora modificabili), la mancata sorveglianza della procedura e il mancato invio della Scheda ISC. Figura 3.29 Analisi dati di incidenza ISC – 2013 per UO chirurgica Fonte aziendale 112 • scheda 4 – ricondizionamento della sala operatoria tra un intervento chirurgico e il successivo, ricondizionamento terminale di fine seduta, disinfezione periodica ambientale con apparecchiatura • scheda 5 – antisepsi pre-incisione del sito chirurgico • scheda 6 – medicazione intra-operatoria del sito chirurgico • scheda 7 – sorveglianza delle isc: percorso operativo e informazione - partecipazione del paziente-caregiver alla sorveglianza • scheda 8 – medicazione post-operatoria del sito chirurgico (in degenza e in ambulatorio) • scheda 9 – informazione e addestramento di paziente–caregiver per la gestione del drenaggio. • Batteriemie: gestione del Catetere Venoso Centrale Sono inoltre state revisionate e preparate ad hoc procedure e istruzioni operative per la gestione del reprocessing degli endoscopi, la gestione del processo di sterilizzazione esternalizzato, le modalità operative di gestione degli antisettici e dei disinfettanti. Precauzioni Standard e Precauzioni aggiuntive per «modalità di trasmissione» Nel corso del 2013 sono state sottoposte a revisione le seguenti procedure / istruzioni operative / documenti di riferimento per la gestione in sicurezza del paziente portatore (colonizzato/infetto) di malattia infettiva e diffusiva: • segnalazione delle malattie infettive e diffusive nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara; • la gestione e l’isolamento del paziente con processo infettivo in atto: nella nuova stesura è stata inserita una specifica scheda relativa alla gestione del paziente in isolamento protettivo; • sorveglianza, gestione e controllo alert organism, clostridium difficile ed eventi epidemici ad essi correlati: nella nuova stesura sono state inserite le modalità di gestione dei pazienti colonizzati / infetti con alert organism nell’ambito di particolari setting assistenziali e in caso di trasporto del paziente e una specifica scheda + pieghevole per pazienti-caregiver relativa alla gestione del paziente con diarrea da costridium difficile; • indicazioni pratiche e protocollo operativo per la diagnosi, la sorveglianza e il controllo degli enterobatteri resistenti e/o intermedi ai carbapenemi (CRE/CIE) e/o produttori di carbapenemasi (CPE); • percorso diagnostico-terapeutico della meningite acuta. focus sulla meningite meningococcica; • malattie da parassiti umani: pediculosi e scabbia. gestione del paziente. prevenzione delle infestazioni occupazionali negli operatori sanitari; • water safety plan: piano di valutazione e gestione dei rischi sanitari associati all’utilizzo dell’acqua potabile fornita dal sistema di distribuzione interno nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara; Sicurezza in sala operatoria Nel 2008 l’OMS ha pubblicato e diffuso le linee guida “Guidelines for Safe Surgery” per la sicurezza in sala operatoria. Sulla base di queste raccomandazioni, è stata costruita una checklist per la sicurezza in sala operatoria, a supporto delle équipe operatorie, con la finalità di favorire in modo sistematico l’adesione a standard di sicurezza per la prevenzione degli eventi avversi evitabili. I risultati emersi dalla sperimentazione condotta in ospedali di diversi Paesi suggeriscono che l’utilizzo della checklist può migliorare la sicurezza dei pazienti e ridurre il numero di morti e di complicanze post-operatorie. Nel 2009 il Ministero della Salute ha pubblicato un Manuale per la sicurezza in sala operatoria, adattando le raccomandazioni dell’OMS al contesto nazionale. Nel 2010 l’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna ha curato l’adattamento delle raccomandazioni del Ministero e la loro diffusione tra le Aziende Sanitarie, avviando, con la partecipazione del Policlinico di Modena, il progetto collaborativo SOS.net (Sale Operatorie Sicure). Il progetto SOS.net si propone di promuovere l’uso della checklist nella pratica chirurgica, documentandone la compilazione attraverso un database dedicato. L’adesione delle Aziende al progetto SOS.net – e, in particolare, l’ adesione al database dedicato - può essere descritta, sia pure in modo indiretto e approssi- Sono anche state realizzate misure specifiche su obiettivi specifici, identificati in base all’analisi dei dati aziendali di sorveglianza e alle priorità regionali quali: • Infezioni del sito chirurgico: “chirurgia amica” surgical patient friendly hospital. Buone pratiche assistenziali di prevenzione delle Infezioni del Sito Chirurgico (ISC): è stato elaborato un documento aziendale contente 9 schede specifiche: • scheda 1 – informazioni al paziente – caregiver per l’igiene personale e altri consigli prima dell’intervento; • scheda 2 – preparazione del paziente in degenza: la tricotomia pre-chirurgica • scheda 3 – preparazione del paziente in degenza: la doccia pre-chirurgica e antisepsi cutanea dell’area interessata dall’intervento 113 mato, attraverso un semplice indicatore di “copertura”: % di interventi chirurgici nei quali è stato documentato l’utilizzo della checklist SOS.net L’indicatore evidenzia un netto miglioramento della performance nel 2013 rispetto all’anno precedente (+51,3%). Nel corso del 2013, la compilazione della checklist è stata completamente informatizzata: questo ha permesso di renderne obbligatoria la compilazione per tutti gli interventi chirurgici programmati. Il progetto è stato inoltre esteso a tutte le UU.OO. Chirurgiche. Tabella 3.1 - Percentuale di interventi chirurgici nei quali è stato documentato l’utilizzo della checklist SOS.net. Anni 2012-2013. INDICATORE AOU Ferrara Den. * Num.** Valore % 2013 10.813 8506 78,7 2012 10.896 2.986 27,4 Fonte regionale *Num.: numero di interventi chirurgici per i quali è documentata la compilazione della checklist SOS.net nell’anno 2012 e 2013. **Den.: numero totale di ricoveri con DRG chirurgico registrati nell’anno 2012 e 2013. Questo numero è stato ottenuto dall’archivio regionale delle SDO, operando una selezione dei ricoveri dimessi da reparti con disciplina “chirurgica” (Cardiochirurgia pediatrica, Cardiochirurgia; Chirurgia generale, Chirurgia maxillo facciale, Chirurgia pediatrica, Chirurgia plastica, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Neurochirurgia, Oculistica; Odontoiatria e stomatologia; Ortopedia e traumatologia; Ostetrica e ginecologia; Otorinolaringoiatria, Urologia, Grandi ustionati pediatrici, Grandi ustionati; Nefrologia; Dermatologia, Neurochirurgia pediatria, Urologia pediatrica, Day surgery); sono quindi esclusi dal calcolo del denominatore eventuali ricoveri con DRG chirurgico riconducibili ad altre discipline. Il criterio adottato consente di escludere i ricoveri in cui il DRG chirurgico è associato a una procedura interventistica (come ad es.: angioplastica, …). Questa scelta comporta tuttavia anche un rischio di sottostima (ad esempio nei casi in cui un paziente sottoposto a intervento chirurgico venga trasferito e dimesso da discipline mediche). Inoltre, esiste un rischio di sottostima dovuto alla non inclusione delle procedure chirurgiche ambulatoriali (incluse invece, anche se in proporzione non nota, nel numeratore). Nel 2013, la percentuale di interventi che hanno presentato non conformità è stata del 3% (- 4% rispetto al 2012). La non conformità più frequentemente rilevata, analogamente all’anno 2012, è stata la mancata marcatura del sito chirurgico (dato in linea con la media regionale). Uso razionale e sicuro dei farmaci Registri AIFA: nell’anno 2013 si è presentata una consistente criticità a livello nazionale in conseguenza della migrazione dei registri di monitoraggio, stabilita da AIFA, su una nuova piattaforma web. Questo ha impedito l’utilizzo della maggior parte dei Registri per molti mesi e un conseguente lavoro particolarmente oneroso di recupero delle informazioni. Man mano che i registri diventavano attivi, si è quindi proceduto all’inserimento puntuale dei dati, in sequenza a una fase di adempimento informativo a carico dei medici. Farmacovigilanza: nel 2013, oltre alle consuete attività in tale ambito con diverse iniziative quali risposte commentate alle segnalazioni, un bollettino periodico e report sulle interazioni tra farmaci, sono proseguite le attività relative ai tre specifici progetti di Farmacovigilanza assegnati dalla Regione in ambito oncologico, ambito pediatrico e Pronto Soccorso di cui la Farmacia dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, è anche centro coordinatore regionale. L’impegno costante nel campo della Farmacovigilanza ha consentito, anche nel 2013, di raggiungere un ottimo livello di segnalazione di ADR, superiore alla media regionale. Procedura Gestione Clinica dei farmaci: nel 2013 tale procedura è stata revisionata con approvazione prevista nei primi mesi 2014. Per quanto riguarda l’applicazione della raccomandazione per la ricognizione farmacologica, da una verifica effettuata in Azienda negli scorsi anni, la stessa risultava applicata. E’ stata comunque nuovamente verificata nel 2013, tramite la rete degli infermieri referenti per il rischio, attraverso un questionario. Nel 2013 è stato inoltre eseguito un audit relativamente al rispetto della procedura nell’ambito della prescrizione di “terapia al bisogno” in un Dipartimento, con l’obiettivo di verificare l’aderenza alla procedura Aziendale in questo ambito così complesso. I risultati hanno evidenziato la presenza di criticità e la necessità di azioni di migliora114 Operative interessate. mento che verranno messe in campo nell’anno 2014. Uso appropriato antibiotici Governo dei dispositivi medici In considerazione dell’elevato impiego in termini di DDD (dose definita giornaliera) (anche se la spesa/100gg degenza è anche inferiore ad altre Aziende Ospedaliere) di antimicrobici in Azienda, risultante dai dati regionali, è stato formalizzato uno specifico programma di controllo attraverso l’istituzione, in ottemperanza alle indicazioni regionali, di un gruppo sull’Uso Responsabile degli Antibiotici derivato dal “gruppo aziendale antimicrobici” presente negli anni precedenti e costituito da farmacista, farmacologo clinico, infettivologo e microbiologo facenti parte del CIOS che valuta ogni trimestre i consumi e la spesa delle varie Unità Operative in rapporto ai dati microbiologici e, qualora evidenzi delle criticità, propone audit o incontri specifici con il referente medico SIOS della UO interessata. Particolare criticità è stata riscontrata nell’impiego di antibiotici nella profilassi chirurgica per cui, lo specifico Gruppo, dopo aver effettuato un audit nel 2010, nel 2012 e nel 2013 ha implementato l’adozione di protocolli di antibiotico profilassi in maniera efficace tramite condivisione e diffusione degli stessi nelle diverse specialità chirurgiche, andando a condividerli, unità operativa per unità operativa. Nel 2013 è inoltre stato impostato il re-audit che si effettuerà nel 2014. Nonostante queste azioni, il confronto della spesa e del consumo in termini di DDD (degli antibiotici dell’azienda verso le altre Aziende Ospedaliere della RER evidenzia che i consumi espressi in DDD/100gg degenza sono ancora tra i più alti e, a fronte di una riduzione del 2012, nel 2013 sono di nuovo aumentati. Per l’anno 2013 si evidenzia una spesa/100 gg di degenza che ancora rimane tra le più basse rispetto alle altre Aziende ospedaliere e un consumo/100 gg di degenza tra i più alti. Si evidenzia comunque un costo/ DDD tra i più bassi in RER. A parte alcune aree di criticità, l’elevato numero DDD/100gg degenza può essere attribuito al maggiore utilizzo di antibiotici di basso costo la cui DDD è inferiore alla dose effettivamente utilizzata. Per quanto riguarda gli antimicotici, l’Azienda ha continuato a mantenere sia una spesa/100gg degenza che un consumo DDD/100gg degenza tra i più bassi delle Aziende Ospedaliere. Altre azioni compiute su tale tematica sono state: • realizzazione del prontuario di area vasta per l’uso degli antimicotici sistemici; • corsi di formazione per il personale medico per l’uso responsabile degli antibiotici; • rendicontazione periodica dei profili di resistenza dei principali patogeni di acquisizione ospedaliera, da parte della Microbiologia verso le Unità La Commissione Provinciale dei Dispositivi Medici (CPDM) é stata istituita con Del. n.41 del 15/03/2013 della AUSLFE. Il 2013 ha visto il Dipartimento Interaziendale Gestionale Ingegneria Clinica, operativo dall’agosto 2013 con la nomina del suo direttore, impegnato nelle attività inerenti l’accreditamento delle strutture che è ancora in corso e nel completamento degli importanti piani investimenti attuati fin dal 2012. La CPDM ha effettuato nel 2013 tre riunioni nelle quali sono state evidenziate alcune criticità operative, che hanno avuto esito nella richiesta inviata dal coordinatore agli organi competenti delle due aziende sanitarie di riformulazione della composizione della CPDM con le seguenti motivazioni: • garantire la continuità informativa e di azione tra ciò che emerge sui diversi tavoli regionali (GRDM - Gruppo Regionale Dispositivi Medici e CRDM Commissione Regionale Dispositivi Medici) e le attività specifiche della CPDM; • apportare un più diretto e approfondito livello di conoscenza in merito alle tematiche specifiche dei DM oggi utilizzati, anche nella considerazione che sono diversi gli attori preposti alla gestione nelle due aziende (Dipartimento Interaziendale Acquisti Logistica ed Economale/Dipartimento Farmaceutico Interaziendale); • garantire una indispensabile funzione di segreteria organizzativa che consenta di rendere operativa la CPDM in relazione alle sue attività basilari quali diffusione informazione, convocazione riunioni, redazione dei verbali, monitoraggio delle istruttorie, contatto con gli utenti clinici; • d) garantire un’ indispensabile funzione operativa in riferimento alla preparazione delle istruttorie inerenti alle richieste di nuovi DM e/o a supporto dei progetti di ricerca; • e) garantire il coordinamento diretto delle attività legate alla vigilanza dei DM. La finalità delle richieste è quella di poter garantire una maggiore operatività e un maggiore livello di conoscenza reale delle problematiche relative ai DM da parte dei suoi membri, con la conseguenza di potere più agevolmente esprimere giudizi o valutazioni di merito sulle problematiche poste. Completezza e qualità dei flussi dei dispositivi medici (DIME) Al fine di garantire la completezza e la qualità dei dati del flusso DIME, ogni trimestre, durante le simulazioni 115 Per le medicazioni avanzate è stata programmata con la Direzione delle Professioni la revisione degli attuali protocolli di trattamento delle lesioni acute e croniche secondo le nuove linee di indirizzo regionali, con la possibile omogeneizzazione a livello provinciale. Il gruppo di lavoro procederà anche all’analisi delle specifiche schede di monitoraggio predisposte che vengono compilate nelle varie U.O. al fine di verificare l’appropriatezza di utilizzo del tipo di medicazione e del numero dei cambi effettuati. Per la classe delle suturatrici meccaniche si è ottenuta, in linea con quanto previsto nelle Linee di programmazione regionali, una riduzione della spesa del -9,05% rispetto ad un dato regionale del -3,68 %, in seguito ad un attento controllo dei consumi. Sono state inoltre condotte altre attività inerenti gli obiettivi 2013: • Il monitoraggio della completezza e della qualità dei dati oggetto di rilevazione è stato svolto con verifiche prima dell’invio da parte del Dipartimento Farmaceutico Interaziendale e per quanto riguarda l’aderenza tra i dati inviati e i dati del conto economico nelle poste di competenza con azioni specifiche, volte a ridurre eventuali scostamenti; • E’ stata adottata la procedura per la visione di dispositivi di classe III ed è attivo un registro di tali dispositivi presso CPDM; • La collaborazione con i componenti delle altre Commissione Aziendali è attiva anche per la presenza comune sui tavoli regionali; • E’ stata garantita la collaborazione attiva della CPDM, e segnatamente del suo coordinatore, all’attività che riguarda i dispositivi medici a livello regionale e in particolare: lavori della Commissione Regionale Dispositivi Medici e della Segreteria Tecnica, attività del Gruppo Indicatori di utilizzo dei Dispositivi Medici, Gruppo Elettrofisiologia e Impiantabili attivi cardiologici, Gruppo Ultrasuoni e Radiofrequenza. di invio, vengono verificate le cause che determinano eventuali scarti, attuando le opportune azioni correttive. Si verificano inoltre, su di un campione di prodotti di specifiche classi CND, individuate di volta in volta dai componenti del Gruppo Regionale Dispositivi Medici (GRDM) a cui appartengono due Farmacisti del Dipartimento Farmaceutico, i dispositivi medici i cui prezzi di acquisto si discostano di oltre il 50% tra il prezzo minimo e quello massimo inviato dalle Aziende Sanitarie, così da correggere, se del caso, eventuali dati errati. Queste attività hanno migliorato i dati del flusso DIME relativamente ai consumi. Infatti, in rapporto al valore del flusso informativo dei Conti Economici (CE) per il Ministero della Salute, i controlli e le azioni correttive hanno portato ad una copertura del valore del flusso DIME rispetto a quello del flusso CE del 96% in Azienda Ospedaliera rispetto ad un dato Regionale 2013 del 95,8%. Infatti già ai 9 mesi 2013 la nostra Azienda era ad una copertura di oltre il 70%. Monitoraggio dei consumi dei dispositivi medici critici Nel corso del 2013 sono stati monitorati il consumo e la spesa, con particolare riguardo ai dispositivi medici di alto costo, ottenendo una riduzione di spesa dei dispositivi medici con un risparmio Aziendale del 3,98%, a fronte di un aumento dell’attività rispetto al 2012. La Farmacia, in attesa della riorganizzazione e stabilizzazione della Commissione Provinciale Dispositivi Medici, perseguendo un miglioramento dell’appropriatezza di utilizzo dei dispositivi medici, ha monitorato il rispetto delle linee di indirizzo elaborate per alcune tipologie di dispositivi, in particolare la Terapia a Pressione Negativa (TPN) per durata di trattamento e per setting assistenziale, oltre ad aderire all’acquisizione tramite gara di Area Vasta. Per le categorie di dispositivi medici appartenenti alle classi di bassa complessità tecnologica e di largo consumo la Farmacia ha individuato le classi critiche in maggiore incremento e possibile utilizzo inappropriato identificando i guanti monouso non chirurgici e le medicazioni avanzate per ferite, piaghe e ulcere acute e croniche. Per queste è stato effettuato uno specifico monitoraggio con analisi ed evidenziazione delle aree critiche di consumo dove orientare gli interventi in collaborazione con la Direzione delle Professioni. Per i guanti, pur considerando un aumento di consumo legato all’aumento della attività rispetto al 2012 (anno in cui le attività ed i consumi erano calati per effetto del trasferimento dell’ospedale), si è comunque contenuto il trend di incremento di spesa che si stava verificando nei primi mesi. 3.2.2 Appropriatezza d’uso dei farmaci specialistici da parte dei Centri autorizzati e monitoraggio Nell’ambito dell’impiego appropriato dei farmaci, con riferimento particolare ai farmaci potenzialmente innovativi e di elevato costo, oltre al monitoraggio periodico dell’andamento di consumo e spesa, nell’anno 2013, si è posta particolare attenzione, secondo le indicazioni regionali, ai farmaci antineoplastici, ai farmaci biologici per le malattie reumatologiche, al Ticagrelor e ai nuovi farmaci per l’epatite C. A questi si sono aggiunti i farmaci antiretrovirali che nel 2013, sin dai primi mesi, hanno presentato un importante incremento della spesa. 116 cardiologica e cardiochirurgica regionale. Tale audit ha evidenziato l’adesione alle raccomandazioni nella prescrizione di ticagrelor specificatamente nei pazienti ad alto rischio. Da notare, inoltre, che una verifica relativa alla prescrizione dello stesso farmaco tra le varie Aziende a livello regionale evidenzia come Ferrara sia tra le realtà sanitarie regionali con bassa percentuale di prescrizione di ticagrelor all’interno degli antiaggreganti utilizzati per la SCA. 4. Farmaci per Artrite Reumatoide. Nel corso del 2013 è stato effettuato un nuovo audit sul trattamento sistemico dell’ artrite reumatoide nell’adulto con particolare riferimento ai farmaci biologici, relativo al periodo da Aprile 2010 a Marzo 2013 che ha visto un’ ottima adesione alle Linee guida RER. 5. Nuovi Farmaci epatite C: in questo ambito si è provveduto, come indicato dalla RER, all’individuazione di centri di riferimento in ottica provinciale. Non si è ritenuto di effettuare un audit in quanto il numero di pazienti trattati era esiguo, ma ad ogni erogazione di farmaco si effettua il controllo del rispetto delle Raccomandazioni RER e la verifica dell’aderenza alla terapia, inoltre, per ogni nuovo paziente (ed ad ogni erogazione successiva) viene effettuata dal farmacista presente presso l’ambulatorio specifico per l’erogazione diretta antiinfettivi, una anamnesi farmacologica volta a valutare le potenziali interazioni clinicamente rilevanti misurate anche verso la terapia farmacologia cronica assunta dal paziente al domicilio. Nel corso del 2013 è stata effettuata la gara dei farmaci esclusivi i cui esiti, pervenuti negli ultimi giorni del 2013, non hanno fatto emergere significative riduzioni di prezzo, bensì aumenti su alcuni farmaci rispetto ai quali i clinici dovranno pertanto effettuare attente valutazioni di costo/beneficio. A tale riguardo è stato inviato alle Unità Operative l’elenco dei farmaci con i relativi nuovi prezzi incrementati e ridotti rispetto ai precedenti. Inoltre, relativamente alla spesa per farmaci di alto costo e innovativi, sono stati posti obiettivi specifici ad ogni Unità Operativa nell’ambito dei Dipartimenti. Tali obiettivi sono stati monitorati dal Dipartimento Farmaceutico mensilmente con produzione di specifici report che, per ogni farmaco ad alto costo, evidenziavano i pazienti trattati e la spesa sostenuta ai fini della verifica da parte dei Direttori di UO dell’andamento rispetto al 2012. Si è provveduto anche alla verifica dell’applicazione di alcune raccomandazioni regionali attraverso specifici monitoraggi e audit. Sono stati eseguiti tutti gli audit e i monitoraggi programmati nel piano azioni, anche se, per le criticità legate alla riduzione di personale in ambito dipartimentale, si sono concentrati nell’ultimo periodo dell’anno. Di seguito è riportata una sintesi delle attività. 1.Farmaci antineoplastici: anche nel 2013 è proseguito il monitoraggio con schede audit del format regionale, dell’adesione alle raccomandazioni regionali per: • Pemetrexed in NSCLC: sui pazienti trattati nel 2013, evidenziando una pratica clinica sostanzialmente allineata alle Linee guida regionali. • Bevacizumab in NSCLC: su tutti i pazienti trattati, da cui si evince una buona adesione alle Linee guida regionali, • Bevacizumab e Cetuximab nel tumore del colonretto sui pazienti trattati 2013 con una buona adesione alle Linee guida GREFO. • Farmaci biologici per il trattamento del tumore renale metastatico o non operabile in tutte le linee di terapia: effettuato su tutti i pazienti trattati che ha evidenziato un’ adesione non completamente allineata alle Linee guida GREFO. Nel 2014 sarà quindi necessario approfondire con i clinici tale ambito. 2.Farmaci per il trattamento di seconda linea dei pazienti HIV: nel 2013 si è verificato un elevato incremento della spesa per i farmaci HIV. In precedenza era stato eseguito un audit sul trattamento di pazienti in prima linea che aveva mostrato un’ottima aderenza alle Linee guida e indicazioni regionali. Nel 2013 è stato quindi eseguito un audit sui pazienti in seconda linea che ha mostrato una buona adesione a quanto previsto dalle Linee guida della società europea AIDS e un sostanziale allineamento nelle scelte terapeutiche di seconda linea, secondo quanto deriva dai dati del registro della coorte ICONA. 3.Ticagrelor: In accordo con le indicazioni regionali è stato effettuato un audit relativo all’impiego e alla prescrizione di ticagrelor secondo le indicazioni del documento di indirizzo sulla terapia antitrombotica nella sindrome coronaria acuta (SCA), redatto dalla commissione regionale del farmaco e dalla commissione 3.2.3 Rete delle farmacie oncologiche A partire dal dicembre 2012 è stato implementato un progetto interaziendale per realizzare il trasferimento delle attività di allestimento di farmaci oncologici dalle Unità Operative di oncologia dei tre ospedali di AUSL (Argenta, Cento e Delta) al Laboratorio produzione farmaci antiblastici dell’AOSPU. Il 29 maggio il progetto condiviso è stato sottoposto ai Direttori sanitari che l’hanno approvato in data 13 settembre con apposita convenzione. E’ stata attivata la centralizzazione delle terapie dell’oncologia di Argenta nei tempi stabiliti (30 settembre). A seguire, dopo la specifica formazione del personale, verranno attivate le altre centralizzazioni nel 2014. 117 3.2.4 Assistenza farmaceutica convenzionata Punti nascita Anche nel 2013 sono stati definiti obiettivi specifici sulla base delle indicazioni regionali di aumento dell’utilizzo di farmaci con brevetto scaduto e miglioramento dell’appropriatezza di categorie terapeutiche critiche (ace inibitori-sartani, statine, antidepressivi SSRI, inibitori di pompa protonica). Tali obiettivi sono stati monitorati con cadenza trimestrale. Questo approccio complessivo in area provinciale ha favorito la realizzazione nel 2013 nella provincia di Ferrara di una delle migliori performance regionali. L’Unità Operativa Ostetricia-Ginecologia mantiene il proprio ruolo di HUB provinciale, a supporto dei punti nascita territoriali, garantendone la sicurezza in una logica di integrazione Azienda-Territorio, attraverso la realizzazione di un’offerta differenziata e orientata a una sempre maggiore qualificazione (casistica complessa, parto in acqua e partoanalgesia). 3.2.5 Attività di programmazione e controllo dell’assistenza ospedaliera Seguendo una linea strategica di collaborazione per una gestione congiunta l’Azienda Ospedaliero Universitaria ha condotto nel corso del 2013 una serie di attività analitiche in condivisione con l’Azienda USL in merito alla dotazione di posti letto di post acuzie. Questi sono distribuiti nelle Strutture accreditate cittadine e della Provincia, attraverso un percorso di gestione comune della presa in carico delle situazioni difficili, sin dal primo momento del ricovero ospedaliero, alla conclusione della fase di acuzie e successivo trasferimento verso le strutture organizzative di accoglienza e gestione individuate (LPA, RSA, ADI). Riconfigurazione del processo assistenziale ospedaliero Centrali Operative – 118 L’Azienda ha già fatto proprio il documento regionale attraverso il quale è stata definita la centralizzazione su Bologna della Centrale Operativa dell’Emergenza 118 con i suoi operatori. Centralizzazione emergenze Per la Provincia di Ferrara è già attiva la centralizzazione presso l’Ortopedia del nuovo ospedale a Cona di tutta la traumatologia ortopedica. Sul versante dell’emergenza chirurgica è attiva la rete di integrazione tra il punto HUB di Cona ed i due satelliti di Cento e Delta che attualmente permangono attivi. 3.2.6 Sviluppo delle attività di eccellenza, funzioni HUB, e a bassa diffusione Nel corso del 2013 l’Azienda ha promosso il consolidamento e sviluppo delle innovazioni nelle attività cliniche organizzative delle discipline in cui viene gestita la funzione di HUB o di eccellenza e a bassa diffusione. Officina trasfusionale unica di AVEC Talassemia ed Emoglobinopatie L’Azienda ha partecipato e partecipa attivamente ai percorsi di analisi dei diversi aspetti organizzativi implicati, che risultano in fase avanzata di definizione. In particolare sono stati oggetto di serrato confronto, peraltro ancora in fase di ultimazione, i sistemi informatici/informativi delle diverse realtà esistenti e la conseguente necessità della loro integrazione. Altra azione di grande importanza ha visto quale oggetto di attenta analisi i trasporti sia tra le officine esistenti nelle due Province, che per quanto riguarda la connessione tra i punti di raccolta-sangue dell’intera AVEC e la prevista “officina” centralizzata. Sono stati analizzati e ottimizzati i Setting assistenziali per i pazienti affetti da tali patologie. Sono ancora oggetto di studio la possibilità e la fattibilità in merito alla conversione dell’attività erogata in DH, verso un regime ambulatoriale, senza che si riducano i livelli qualitativi dell’assistenza erogata. Riabilitazione dei gravi cerebrolesi In relazione alla necessità di erogare prestazioni in linea con esigenze di equilibrio con le risorse umane necessarie e disponibili, L’obiettivo prefissato di ripristino dei posti letto del periodo antecedente al 2012 è stato solo parziale. È stato effettuato comunque un recupero della dotazione del 50% (10 letti) rispetto al calo avvenuto nel 2012. Nel corso dell’anno sono state condotte analisi interdipartimentali finalizzate al miglioramento dell’appro- Accordo di Alta Specialità L’Unità Operativa di Cardiologia è parte attiva nell’accordo di Alta Specialità, indirizzando quota parte dei pazienti cardiopatici candidati a procedure cardiochirurgiche alle Strutture private aderenti all’accordo regionale. 118 priatezza dei percorsi riabilitativi dalla dimissione dei pazienti, con effetti positivi sui tempi di attesa per il trasferimento dopo la fase acuta del ricovero. • Chirugia Maxillo facciale L’Azienda ha sempre accolto le richieste di spesa extrabudget in tale disciplina per garantire approcci chirurgici a problematiche cliniche (soprattutto in ambito pediatrico) di alta complessità, consolidando il livello qualitativo e il grado di eccellenza di tale ambito. L’Unità Operativa è stata in grado di gestire, nel corso dell’anno, patologie complesse, diverse delle quali rare: • Freeman Sheldon, (rarissima) • Sequenza di Pierre Robin • Ipertelorbitismo (schisi 0-14 di Tessier) • Scafocefalia • Trigonocefalia • Sindrome di Treacher Collins • Plagioocefalia • Microsomia cranio emifacciale • Sindrome Perri Romberg • Schisi labiale • Sindrome di Pfeiffer • Emi-gigantismo facciale in linfangioma • Neurofibromatosi (elepahant man) • Displasia Fibrosa (malattia ossea) • Sindrome di Binder • Sindrome di Apert • Malattia-Sindrome di Crouzon • • • trombolitica ben definita attraverso criteri specifici, in integrazione col territorio; le funzioni programmate ed urgenti della Neuroradiologia Interventistica (Trombectomie, Embolizzazioni di aneurismi cerbrali e di malformazioni artero-venose) grazie alla quale è stato favorito il consolidamento della posizione di riferimento / eccellenza / clinical competence provinciale; il trattamento delle sindromi neurologiche degenerative con particolare riferimento alla gestione della fase avanzata del morbo di Parkinson, anche attraverso l’impianto dei Neurostimolatori; il trattamento e diagnosi delle demenze; la funzione Neurochirurgica, svolta per le patologie di pertinenza (craniotomie in primis) ma anche come componente integrata nei percorsi e nelle attività suddette. Terapia intensiva neonatale Per favorire il mantenimento di funzioni di alta complessità erogate all’utenza, compatibili con la conformazione organizzativa del centro di riferimento, anche per la Terapia Intensiva Neonatale sono state assicurate entità di spesa per materiali e farmaci adeguate all’esigenza specifica. Genetica Medica Durante il corso dell’anno è stato istituito un gruppo di lavoro Aziendale che ha ridefinito la struttura e le caratteristiche della Disciplina, in rapporto ai costi sostenuti e alle risorse impiegate. Il gruppo di lavoro aziendale si è integrato in un gruppo regionale composto da professionisti della stessa Disciplina delle altre Aziende. Sono stati avviati percorsi analitici sui ruoli, sulle funzioni specifiche, sulle eccellenze nell’ambito della rete territoriale regionale. Sono state anche proposti basi e criteri per eventuali aggiornamenti delle tariffe delle prestazioni. L’ Azienda ha anche consolidato la funzione di riferimento regionale (in particolare per lo sviluppo dei flussi informativi) per le Malformazioni congenite. Chirurgia Audiologica È stata sviluppata l’attività di trattamento chirurgico della sordità neurosensoriale attraverso l’impianto di protesi cocleare bilaterale. L’argomento è anche stato oggetto di un aggiornamento dei criteri di rimborso della spesa della protesi nell’ambito della delibera tariffaria. Su questo settore sono ancora in corso valutazioni tecniche e organizzative sul miglioramento del percorso, in particolare sull’integrazione tra il settore chirurgico pediatrico e ORL. Cardiologia Neuroscienze (Neurologia, Neurochirurgia, Neuroradiologia interventistica) È stato effettuato il processo di accentramento della funzione di emodinamica presso l’Ospedale di Cona, a favore dello sviluppo delle rete clinica cardiologica. Nel corso del 2013 la casistica gestita al S.Anna ha registrato un sensibile incremento rispetto agli anni precedenti (circa 150 casi complessivi), e si prevede un ultieriore incremento per il 2014. Il consolidamento e l’ulteriore sviluppo delle funzioni HUB sostenute dall’Azienda per tale disciplina si sono evidenziati attraverso: • l’articolazione del percorso dell’Ictus (PDTA); • il percorso che ha condotto alla realizzazione del progetto Stroke Unit; • la gestione dell’ictus ischemico con la terapia 119 Chirurgia Vascolare Referenti di attività Ospedale senza dolore È stata sviluppata l’integrazione tra Chirurgia vascolare e Radiologia interventiva sui grossi vasi. È stato consolidato il percorso di integrazione per la gestione della chirurgia neonatale e dei prematuri, della chirurgia malformativa in collaborazione con la Chirurgia Maxillo facciale Operano in funzione e nel rispetto della legge 38/2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” con l’obiettivo aziendale dell’informazione, della comunicazione, della valutazione e del monitoraggio continuo del dolore in ospedale attraverso scale dedicate (NRS, FPS, BPS, PAINAD, PIPP, FLAC, EDIN) e strumenti vari quali ad esempio la Scheda unica aziendale “Il dolore si cura insieme”. 3.3 Valorizzazione delle competenze ed empowerment degli operatori Rete referenti di attività Sistema Informativo Informatico 3.3.1 Referenti di attività, Facilitatori di Processo, Consulenti, Case Manager Promuovono le funzionalità dei sistemi informativi (documentazione sanitaria) e informatici aziendali (SAP, RIS, PACS…) che supportano l’assistenza sanitaria, migliorando la comunicazione inter ed intra professionale, l’utilizzo e la sicurezza delle informazioni. Per quanto riguarda la diagnostica per immagini, i Referenti svolgono anche la funzione di “Amministratore di sistema” a garanzia della qualità e della sicurezza del dato. Nell’ultimo anno i Referenti hanno curato la pubblicazione nella rete aziendale dei documenti del Sistema Qualità. Chirurgia Pediatrica Per l’anno 2013, gli obiettivi sono stati finalizzati alla Visita Ispettiva Regionale e all’obiettivo dell’Accreditamento Istituzionale. Ogni Referente di Attività, Facilitatore di Processo, Consulente e Case Manager è stato coinvolto, ognuno per la propria area di competenza e per il proprio ambito di referenza, sulla revisione, modifica e/o nuova redazione di Procedure, Istruzioni Operative, Documenti sia di UO che Dipartimentali, che Aziendali. Case Manager per la pianificazione e predisposizione di attività riabilitative a domicilio Rete referenti di attività prevenzione e trattamento lesioni da pressione La presa in carico dei pazienti avviene nel DH del settore di medicina riabilitativa dal momento della dimissione dalle degenze UGC e UMR, dalla richiesta degli ambulatori e dall’esterno fino alla dimissione e anche per un periodo di follow up. E’ continua l’attenzione al fenomeno lesioni da pressione; in azienda si svolgono tre indagini epidemiologiche di prevalenza/anno, partecipiamo al Progetto IQIP (Progetto Internazionale Indicatori Qualità) indicatore 15 - Pressur ulcer (Total pressure ulcer point prevalence in acute impatient care). Per il monitoraggio delle lesioni da pressione e per l’appropriatezza nell’utilizzo delle superfici antidecubito e medicazioni è in uso la Scheda per il monitoraggio lesioni, compilata dall’infermiere. Facilitatori per la prevenzione di cadute e dei danni da contenzione fisica dei pazienti Dal 2 maggio 2013 è operativa la procedura aziendale “Prevenzione, gestione e segnalazione delle cadute di pazienti ricoverati in ospedale”. Per il monitoraggio delle cadute è in uso la “Scheda di segnalazione cadute”. Rete referenti di attività Sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni Facilitatori per la sicurezza del malato nei gruppi operatori Operano in funzione dello sviluppo della campagna aziendale sulla promozione dell’igiene delle mani “Non lavartene le mani”, del progetto pilota Chirvasc – Surgical Patient Friendly Hospital e del progetto SIChERSNICh in capo alla Struttura Dipartimentale Igiene ospedaliera - Qualità Servizi Ambientali - Risk Management. Attiva partecipazione e collaborazione al progetto SOS.net (Sicurezza in Sala Operatoria) nella compilazione della check list, che rappresenta l’azione professionale chiave per migliorare la sicurezza in Sala Operatoria e nella registrazione della stessa, che va ad alimentare il database e consente di monitorare l’andamento del progetto. 120 Nell’anno 2012 è stato implementato un modulo per la gestione e compilazione informatica delle checklist per ciascun intervento chirurgico, garantendo completezza, leggibilità, tempistica di compilazione, tracciabilità di chi ha compilato la checklist e condivisione di responsabilità fra chirurgo, infermiere e anestesista. (Programma informatico Ormaweb). E’ stata recepita la raccomandazione n. 2, del Ministero della Salute “Raccomandazione per prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico”: redatta, pubblicata ed applicata la “Procedura per prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico” in tutta la piastra operatoria. in precedenza distribuiti in maniera disomogenea all’interno dell’intero ospedale, con un conseguente efficiente riordino ed una sensibile razionalizzazione di tali attività. Inoltre, al posto di funzioni ambulatoriali trasferite a Cona, si è potuto realizzare l’insediamento di 3 Gruppi di Medici di Medicina Generale precedentemente allocati in diverse sedi cittadine. Case Manager per la continuità assistenziale in OncoEmatologia Il Piano Investimenti 2013-2015 è stato redatto, come richiesto dalla Regione, secondo le indicazioni e gli schemi previsti dalla normativa vigente e le indicazioni regionali. A seguito del trasferimento dell’attività ospedaliera a Cona, è stato avviato un percorso di razionalizzazione degli spazi presso la sede di C.so Giovecca, realizzando l’accorpamento presso l’ex Pediatria delle principali attività Tecnico-Amministrative dell’Azienda Ospedaliera rimaste nella sede cittadina nonché dell’Azienda Usl in seguito all’accorpamento di tali attività in Dipartimenti Interaziendali; nel corso del 2013 sono state trasferite attività sanitarie dell’Azienda Usl nella sede di Corso Giovecca, in particolare relative alle Medicine di Gruppo. Relativamente ai nuovi interventi avviati nel 2013, la progettazione preliminare e, ove possibile, la progettazione definitiva, è stata svolta da personale interno all’Azienda, lo stesso per quanta riguarda le attività di Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, per gli incarichi di Direzione lavori, collaudo e certificazione di regolare esecuzione; esclusi casi in cui la tipologia di intervento richieda un profilo professionale specialistico non presente in organico, in particolare per quanto riguarda gli interventi relativi al ripristino dei danni in seguito agli eventi sismici di maggio 2012. Nel corso del 2013 sono state completate le verifiche di vulnerabilità sismica sui fabbricati in uso all’Azienda, sono stati realizzati i lavori finanziati tramite l’European Union Solidarity Fund (EUSF) consistenti in: opere di ripristino del fabbricato denominato Centro di Riabilitazione S. Giorgio di via della Fiera; ripristini localizzati in elementi strutturali e finiture interne nel fabbricato denominato “Varano” (scuola di specializzazione) di via C. Mayr, ripristini di elementi strutturali danneggiati e finiture interne nel fabbricato di Dermatologia di Corso Giovecca. Sono state avviate le progettazioni per ulteriori inter- 3.4 Sostenibilità, monitoraggio e regolazione del sistema dei servizi sanitari e socio-sanitari 3.4.1 Governo degli investimenti e della gestione del patrimonio immobiliare Partecipazione attiva alla costruzione dei PDTA del cancro del polmone e di quello della mammella. La presa in carico dei pazienti inseriti nel PDTA del cancro del polmone avviene nel DH Onco-Ematologico e viene portata a termine fino all’uscita del paziente dal DH. 3.3.2 Completamento del Trasferimento verso il nuovo Ospedale di Cona Nel corso del 2013 è proseguita l’azione finalizzata al trasferimento e alla riallocazione di funzioni dal vecchio ospedale alla nuova sede di Cona. Tra queste, in particolare, si evidenziano i trasferimenti degli ambulatori di Audiologia e dell’attività di Senologia per quanto riguarda le prestazioni di secondo e di terzo livello. L’attività di screening mammografico, transitata in capo all’AUSL, è stata mantenuta presso la Struttura di Corso Giovecca in città, consentendo peraltro, grazie ai nuovi spazi ed alle nuove tecnologie, la possibilità di uno sviluppo sotto il profilo della crescita professionale e della qualità delle prestazioni erogate. Si è provveduto all’effettuazione di una serie di interventi di messa a regime sia dal punto di vista tecnicostrutturale ed impiantistico sia sotto il profilo organizzativo, che hanno coinvolto altre realtà funzionali, in particolare ambulatoriali, già “stabilizzate” a Cona. Tali interventi consentiranno l’effettivo trasferimento degli ambulatori di Dermatologia entro il Marzo 2014, nonché dell’intera funzione di Medicina Nucleare entro il successivo mese di Aprile. Nel secondo semestre dello stesso 2014 si prevede il trasferimento della Radioterapia. Grazie alle azioni poste in essere nel 2013 è stata possibile la “concentrazione” entro un’area ristretta dell’anello del vecchio S.Anna delle attività ambulatoriali erogate dagli Specialisti convenzionati con l’Ausl, 121 anche giurisprudenziali della norma che escludono la riduzione degli importi contrattuali basata esclusivamente sulla riduzione dei prezzi. Si è dato corso ad una riduzione della spesa per i beni economali in scorta al magazzino mettendo in atto le seguenti azioni: • taglio lineare del 10% delle quantità di beni in scorta richieste dalle Unità Operative, con conseguente riduzione delle quantità di beni ordinate ai fornitori; • rivisitazione e sostituzione di alcuni prodotti gestiti a scorta con prodotti funzionalmente equivalenti di minor costo unitario (in particolare prodotti tipografici); Infine, per alcuni contratti, in collaborazione con gli utilizzatori e le Ditte fornitrici, si è dato corso ad una revisione delle prestazioni e dei prezzi in sede di rinnovo. Per quanto riguarda gli esiti del progetto gare in unione AVEC per il laboratorio analisi, i risparmi derivanti dalla riduzione dei prezzi messi in evidenza dalle prime gare produrranno stabilmente i loro effetti a partire dal 2014. venti conseguenti agli eventi sismici del 2012 inseriti nel Piano regionale delle Opere Pubbliche. 3.4.2 Mantenimento del patrimonio informativo sanitario, socio-sanitario e sociale L’azienda ha continuato anche nel 2013 ad alimentare i flussi informativi regionali/ministeriali, rispettando le scadenze definite dalle normative. Sono sempre stati alimentati con regolare periodicità i flussi informativi relativi alla banca dati SDO, alla Specialistica ambulatoriale, al Pronto Soccorso, alla farmaceutica. Vengono mantenute le adempienze per la raccolta dati del CEDAP. L’Azienda è fortemente impegnata al miglioramento continuo del percorso della tariffazione del dato ambulatoriale, in particolare la corretta compilazione della ricetta, l’appropriatezza nella attribuzione dei codici di esenzione, le prestazioni aggiuntive. 3.4.3 Il governo dei processi di acquisto di beni e servizi 3.4.4 Azioni di razionalizzazione in ambito I.C.T. Nell’ anno 2013 si è data esecuzione al piano gare AVEC in collaborazione con il Servizio Acquisti Metropolitano AUSL Bologna per ogni nuova gara da svolgere come capofila. Si è utilizzata sistematicamente la piattaforma MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione CONSIP) sia per l’attivazione di RDO (Richiesta di Offerta) che di acquisti diretti in base al Regolamento aziendale degli acquisti in economia. Non sono stati aggiudicati contratti di global service. In relazione all’ applicazione delle disposizioni previste dalla legge n. 135/2012 come modificata dalla legge n. 228 del 24.12.2012 “legge di stabilità 2013” sono state prese le iniziative nel corso dell’ anno 2013 e sono stati ottenuti risultati in relazione alle forniture di beni di consumo. Per quanto attiene alla lettera a) dell’art.15 c.13- riduzione del 10% degli importi e connesse prestazioni dei contratti, è stato sospeso, per l’anno 2013, il riconoscimento dell’adeguamento ISTAT dei prezzi per i contratti pluriennali, ai sensi dell’ art.115 d.lgs.163/06, considerandolo come sconto che concorre alla riduzione nella percentuale prevista del 10%. Solo in rarissime eccezioni e con effetti economici molto limitati, così come convenuto in AVEC, in caso di mancato accordo con le Ditte, si è riconosciuto un aumento non superiore all’ 1,5 % in base all’ indice TIP e come indicato dalla RER con delibera 199-2013, onde evitare contenziosi con i fornitori. Si è proseguito, come già nel 2012, a richiedere sconti sui prezzi convenuti alle Ditte fornitrici con esito negativo, soprattutto alla luce delle più recenti interpretazioni Unificazione cartella clinica MMG Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT ha collaborato regolarmente ai tavoli di lavoro regionali per l’individuazione di un fornitore per la realizzazione della cartella clinica MMG unificata. E’ in corso di svolgimento presso IntercentER la procedura di aggiudicazione della relativa gara di appalto. Promozione Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) Nel corso dell’anno è stato realizzato un progetto di promozione del FSE in collaborazione con l’Azienda Usl. In particolare sono state modificate e migliorate le maschere di consultazione dei referti on line trasmessi tramite FSE ed è stata attivata la prenotazione via web delle prestazioni di laboratorio analisi. Inoltre sono state applicate le linee guida presenti nella circolare regionale n.5/2013. Infine, in via sperimentale, è stata realizzata un’ integrazione con il Sistema Informatico Ospedaliero per la consultazione dei dati del FSE da parte degli specialisti ospedalieri. Dematerializzazione ricetta Nel corso del 2013 sono stati progettati e realizzati una serie di interventi di modifica e integrazione dei moduli del Sistema Informatico Ospedaliero, per consentire la gestione delle fasi di emissione, prenotazione, accettazione ed erogazione della Nuova Ricetta Elettronica 122 Dematerializzata da parte degli specialisti ospedalieri. il Dipartimento interaziendale di Medicina Legale il Dipartimento interaziendale di Ingegneria Clinica Sul versante sanitario invece sono stati implementati i processi di integrazione funzionale e organizzativa delle aree di Pediatria, di Radiologia e di Ortopedia. In entrambi i versanti il processo si è articolato sulla collaborazione e sulla condivisione delle attività e delle strategie tra l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Sanitaria territoriale e l’Università. I processi di integrazione con l’Università nel corso del 2013 hanno trovato sviluppo o consolidamento nei seguenti ambiti: • la pianificazione strategica è stata sempre condivisa con la componente universitaria attraverso l’approvazione nel Collegio di Direzione delle attività connesse ai trasferimenti programmati per il 2013, alle manovre di contenimento della spesa, all’ottimizzazione organizzativa e funzionale dell’attività operatoria, ai progetti di ricerca; • lo svolgimento dell’attività didattica e la frequenza degli studenti dei corsi universitari (professioni sanitarie), oltre che delle Scuole di Specializzazione, si è svolta negli spazi del nuovo Ospedale. Nel corso del 2013, sono state sviluppate esperienze di integrazione tra funzioni tecnico-amministrative e Università. In particolare sono stati avviati corsi di formazione per il settore chirurgico sulla qualità della codifica della SDO, estesi anche ai medici Specializzandi. Inoltre è stato portato avanti un progetto di collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva sui Controlli Sanitari. Tali iniziative sono gestite dal Nucleo Aziendale dei Controlli e dalla Programmazione e Controllo di Gestione. • è proseguita la collaborazione e l’integrazione nell’ambito dei progetti di ricerca sempre col coinvolgimento del Collegio di Direzione. • è stata implementata, in seno al Comitato d’Indirizzo una progettualità sulla descrizione e quantificazione dell’integrazione con l’università; tale progetto si è basato sullo sviluppo di tre ambiti fondamentali del capitale intellettuale: • il capitale umano • il capitale relazionale • il capitale interno La metodologia di raccolta informativa era così articolata: • Raccolta dati da uffici AOU • Raccolta dati da uffici UNIFE • Colloqui/interviste • Raccolta informazioni in forma semi-strutturata dai DAI La governance strategica era costituita da: • • Centralizzazione gestione informatizzata delle risorse umane Nel corso del 2013 il Dipartimento ICT ha collaborato regolarmente ai tavoli di lavoro regionali allo scopo di individuare le caratteristiche tecniche ed operative di un software gestionale per la gestione informatizzata a livello sovra aziendale delle risorse umane. Studio preliminare per la omogeneizzazione e centralizzazione della gestione informatizzata della contabilità generale (D. Lgs. n. 118/2011) Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT si è reso disponibile a fornire tutti gli elementi richiesti dai referenti di progetto regionali, per condurre congiuntamente lo studio preliminare per l’ omogeneizzazione e la centralizzazione della gestione informatizzata della contabilità generale. Adozione di un sistema di monitoraggio e governo dell’appropriatezza in ambito di Analisi di Laboratorio Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT in collaborazione con la Direzione Medica, il Dipartimento Medico e il Laboratorio Unico Provinciale ha individuato, installato e configurato un sistema di supporto informatizzato alla prescrizioni degli esami di laboratorio analisi (Decision Support Sysytem), che è in fase di test e collaudo. In ambito radiologico è proseguita l’attività di estensione ai reparti della consultazione dei referti e delle immagini diagnostiche sul sistema di RIS-PACS provinciale da parte dei clinici ospedalieri. Infine è stata attivata la nuova piattaforma di gestione integrata degli esami di laboratorio per i pazienti in Terapia Anticoagulante Orale sul territorio provinciale che ha permesso la messa in rete l’Unità Operativa della Fisiopatologia della Coagulazione dell’ospedale di Cona con le strutture sanitarie della provincia per la richiesta degli esami e la consultazione on line dei risultati. 3.4.5 Processi di integrazione Nel corso del 2013 è proseguito il processo di integrazione funzionale organizzativa con l’azienda committente, già iniziato negli anni scorsi. Nel settore tecnico-amministrativo e di staff sono stati attivati i nuovi dipartimenti interaziendali: 123 state discusse col professionista coinvolto oppure con la Direzione Sanitaria per la valutazione su percorsi per migliorare l’appropriatezza. Le verifiche di appropriatezza organizzativa sono svolte da un componente del NAC attraverso una scheda di rilevazione concordata e condivisa che utilizza in parte i criteri del PRUO (protocollo di revisione dell’uso dell’ospedale) e, in parte, criteri ricavati dalla normativa vigente. Le tipologie di controlli effettuati sui vari ambiti dell’inappropriatezza sono state le seguenti: Direttore Generale Collegio di direzione Comitato di indirizzo Collegio sindacale Comitato etico Board aziendale per la ricerca e l’innovazione Gruppo dei referenti per la qualità nello sviluppo dell’attività di integrazione con l’Azienda Sanitaria territoriale, per i Dipartimenti Interaziendali, e per l’implementazione delle integrazioni funzionali sul versante sanitario, sono stati rivalutati diversi percorsi organizzativi finalizzati allo sviluppo della rete clinica in rapporto anche alle funzioni di eccellenza. sono state implementate progettualità, con processi di partenariato, sull’utilizzo razionale dell’energia, attraverso l’adesione ai Piani di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) in un percorso programmato con l’Università. • • • • • • • • • Ricoveri attribuiti a DRG complicati DRG chirurgico con complicanze (cc) in regime di ricovero diurno Sono stati sottoposti a verifica 201 episodi di ricovero diurno attribuiti a DRG con CC, per i quali è stata cercata una corrispondenza tra risorse diagnosi secondarie elencate e risorse impegnate, registrate in cartella clinica e/o certificate da referti informatizzati presenti su SAP. In 111 le schede di dimissione esaminate sono risultate corrette, mentre invece nelle restanti 90 schede esaminate sono state apportate correzioni. In particolare per il day hospital pneumologico è il controllo, in accordo con il reparto, riguarda tutti i pazienti che hanno avviato il percorso diagnostico in regime ambulatoriale/DSA e sono stati successivamente trasferiti al regime di ricovero diurno. 3.4.6 Sviluppo delle funzioni ed attività di ricerca ed innovazione nelle Aziende Sanitarie Task force di supporto metodologico e statistico Nel corso dell’anno 2013 è iniziato il percorso formativo di alcuni professionisti interni all’Azienda, individuati dall’Ufficio Ricerca Innovazione, che con il Master Universitario di II livello biennale “Scuola di Ricerca Clinica ed Epidemiologica” dello IUSS acquisiranno la qualifica di “Ricercatore Clinico” e saranno a disposizione dell’Azienda come “Esperti Aziendali” della Ricerca. Per il raggiungimento dell’obiettivo aziendale è previsto un diretto coinvolgimento di questi professionisti nell’attività di coordinamento di un corso per “referenti della ricerca” partito nel dicembre del 2013, al quale partecipano due professionisti per DAI, indicati da ciascun Dipartimento ad Attività Integrata. DRG chirurgici con CC in regime di ricovero ordinario di durata 0-1 giorno Sono stati sottoposti a verifica 88 episodi di ricovero ordinario di breve durata, per i quali è stata cercata una corrispondenza tra risorse diagnosi secondarie elencate e risorse impegnate, registrate in cartella clinica e/o certificate da referti informatizzati presenti su SAP. In 24 casi non è stata apportata nessuna variazione, mentre invece in 62 casi sono state corrette le schede di dimissione. 3.4.7 Azioni di qualificazione e promozione dell’appropriatezza DRG medici con CC in regime di ricovero diurno >3 accessi Nel corso del 2013 ha avuto ampio sviluppo l’attività del Nucleo Aziendale dei Controlli (NAC). Tra le funzioni e gli obiettivi attribuiti a tale struttura (in linea con le direttive regionali) il NAC ha trovato una collocazione sia come strumento di controllo sia come componente integrante per lo sviluppo di linee strategiche di miglioramento della qualità organizzativa, oltre che della documentazione sanitaria in sé. In relazione a tali condizioni, è divenuto anche il fulcro di attività analitiche sull’entità delle prestazioni e dei setting potenzialmente inappropriati erogati all’utenza. Dipendentemente dal livello di complessità le criticità documentate sono La casistica esaminata è esigua, limitata a soli 21 casi (su 314 complessivamente presenti in banca dati) dei quali 19 non presentavano errori mentre 2 sono stati corretti. DRG con CC in regime di ricovero ordinario di durata >1 giorno Sono stati sottoposti a verifica 131 episodi di ricovero, 124 selezionati secondo vari criteri: • in virtù di un presunto errore di codifica rilevato in fase di registrazione dati a terminale (a cura dell’Ufficio Dimissioni); • segnalati dal medico dimettente per la ricerca della codifica in grado di descrivere al meglio il caso trattato; • pazienti deceduti per i quali la SDO risulta compilata in maniera non corretta (generalmente in caso di decesso constatato da medico di altra unita operativa, in guardia dipartimentale); • selezione casuale di casistica per esercitazioni e/o per corsi di aggiornamento; • cartelle presenti presso l’Ufficio Dimissioni nelle giornate dedicate alle attività di controllo. In 66 casi la scheda di dimissione è risultata corretta, mentre invece nei restati 62 sono state apportate delle modifiche. selezione campionaria secondo le indicazioni della DGR 1890/2010; • selezione dei DRG potenzialmente inappropriati relativi a dimissioni del 1° semestre da UUOO del Dipartimento Medico (studio finalizzato); • appropriatezza di setting motivata direttamente dalla Unità Operativa. Sono risultati appropriati 789 episodi, 131 hanno ricevuto un giudizio di non appropriatezza e 163 di parziale aprropriatezza. Per alcune schede non è stato espresso alcun giudizio (“vuoto”); ferma restando la possibilità di aver erroneamente omesso il dato in fase di aggiornamento del database, si tratta, in linea di massima, di cartelle che alla data odierna non sono ancora state esaminate o per le quali non è ancora stata effettuata la registrazione informatizzata. In merito alle condizioni di inappropriatezza organizzativa, anche parziale, è opportuno specificare che: • i criteri di analisi adottati non si prestano alla lettura di alcune tipologie di pazienti, in particolare quelli ricoverati presso le UUOO del Dipartimento Medico Specialistico; per ovviare al problema è stato avviato un percorso che mira a definire, per alcune discipline, uno strumento di analisi più raffinato, in grado di leggere al meglio le caratteristiche che stanno alla base delle scelte organizzative previste nei protocolli in uso presso tali UUOO ; • le UUOO che accolgono pazienti in regime di urgenza, generalmente provenienti dai diversi servizi di Pronto Soccorso, hanno un limitato controllo del fenomeno, in relazione al fatto che il ricovero stesso è frequentemente disposto da professionista esterno alla UUOO; • il giudizio di non appropriatezza (anche parziale) identifica frequentemente pazienti gestibili in altro regime assistenziale, in particolare OBI (osservazione breve intensiva o LPA (lungodegenza postacuzie); in questi pazienti, le condizioni cliniche all’ingresso (frequentemente disposto dal Pronto Soccorso) permettono di giustificare le prima 3648 ore di degenza nella maggioranza dei casi; i giorni successivi alla risoluzione del quadro acuto invece, risultano caratterizzati da prestazioni assistenziale infermieristiche o di base che giustificherebbero il trasferimento del paziente ad una struttura a bassa intensità assistenziale, liberando così il posto letto nel reparto per acuti. • Ricoveri a rischio di non appropriatezza Si intendono quei casi trattati in regime ordinario o in day-hospital per i quali sarebbe appropriato il trattamento in altro regime (day-hospital per i ricoveri ordinari o ambulatoriale per ricoveri ordinari e day-hospital) o il trattamento a domicilio. Le SDO di ricoveri in day-hospital in cui non siano riportati interventi o procedure devono essere sottoposti a controllo. Per ciò che concerne i DRG ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in degenza ordinaria di più di 1 giorno, il controllo va esercitato secondo ciò che è disposto dalla DGR 1890/2010, potendo escludere dalla verifica, a selezione avvenuta, i ricoveri urgenti e i ricoveri di pazienti deceduti. DRG medici in regime di ricovero diurno, senza procedure Sono state esaminate 8 schede che non presentavano alcuna procedura registrata; in 4 schede è stata inserita una nuova procedura diagnostica; in 2 casi, riscontrata l’inappropriatezza organizzativa del ricovero, si è proceduto a rivalorizzazione del caso sulla base delle prestazioni erogate, secondo quanto previsto dal tariffario ambulatoriale. Nei rimanenti 2 casi non è stata eseguita alcuna variazione dal momento che è il paziente non è stato sottoposto ad alcuna procedura Ricoveri ripetuti DRG potenzialmente inappropriati (ex DGR 1890/2010) Ricoveri ripetuti 0-1 giorno Sono stati sottoposti a verifica 1.244 episodi di ricovero selezionati secondo vari criteri: 14 coppie di ricoveri rientrano nella tipologia “Rico125 veri ripetuti 0-1 giorno”; nella definizione Regionale, si tratta di “re-ricoveri avvenuti nello stesso Presidio, comprese le riammissioni nella giornata di lunedì dei pazienti dimessi il venerdì o il sabato precedente e le riammissioni nella giornata di domenica dei pazienti dimessi il venerdì precedente”. • 1 coppia di ricoveri è stata omessa dalla banca dati in quanto entrambi i ricoveri rientrano nell’accordo interaziendale per le prestazioni di emodinamica; • per 5 singoli episodi di ricovero è stato accettato l’annullamento della valorizzazione, avendo riconosciuto che uno dei due episodi poteva ragionevolmente essere evitato adottando modalità organizzative/gestionali diverse (in particolare, sfruttando l’istituto del permesso temporaneo a domicilio anziché la dimissione e la successiva re-ammissione a distanza di 1 giorno); • per le rimanenti coppie di ricoveri e stata confermata la richiesta di valorizzazione di entrambi gli episodi di ricovero motivando la richiesta come riacutizzazione di malattia o insorgenza di complicanza non preventivabile al momento della dimissione o manifestatasi dopo il rientro del paziente al domicilio. si principale); diagnosi principale di chemioterapia o radioterapia; • DRG 488, 489 e 490 (MDC 25, pazienti HIV+) Nella banca dati aziendale la Regione ha rilevato l’esistenza di 143 coppie di ricoveri con intervallo temporale 2-7 giorni e 338 coppie di ricoveri con intervallo temporale 8-30 giorni. • Ricoveri sovrapposti Per 496 coppie di ricoveri è stata segnalata una sovrapposizione temporale. Si tratta, generalmente, di percorsi diagnostico/terapeutici avviati in regime di ricovero diurno sui quali viene attivato un secondo ricovero diurno o un episodio di ricovero ordinario. Alcune condizioni che ricorrono con una certa frequenza sono rappresentate da: • day surgery attivato per l’esecuzione di procedura invasiva (biopsia dell’arteria temporale, biopsia del grasso periombelicale, confezionamento di FAV, biopsia linfonodale, medicazioni avanzate, …) per un paziente già in carico ad altro day hospital; • day hospital oncologico sovrapposto a day hospital per radioterapia; • day hospital riabilitativo sovrapposto ad altro ricovero per la gestione di una problematica acuta o, nel caso della Neurologia, per la gestione delle pompe al baclofen; • day hospital per la gestione a lungo termine di pazienti trapiantati d’organo (rene) con sovrapposte problematiche di interesse specialistico (altra disciplina); • trasferimento del paziente da un regime di ricovero all’altro, all’interno della stessa disciplina (anomalia corretta in fase di verifica, riferibile a inadeguata comunicazione tra le UUOO o alla pratica della cosiddetta pre-accettazione con SAP). Ricoveri ripetuti 2-30 giorni Per i ricoveri ripetuti con intervallo temporale compreso tra 2 e 30 giorni la Delibera Tariffaria vigente prevede un abbattimento tariffario automatico: • intervallo temporale 2-7 giorni: re-ricoveri con stessa MDC (categoria diagnostica maggiore) avvenuti nello stesso Presidio con finestra temporale 2-7 giorni, escluse le riammissioni nella giornata di lunedì dei pazienti dimessi il venerdì o il sabato della settimana precedente e le riammissioni nella giornata di domenica dei pazienti dimessi il venerdì della settimana precedente, abbattimento del 50% della corrispondente tariffa • intervallo temporale 8-30 giorni: abbattimento tariffario del 20% della corrispondente tariffa; tali abbattimenti tengono conto dei ridotti costi per procedure diagnostiche in pazienti già noti clinicamente ed hanno l’obiettivo di disincentivare comportamenti opportunistici di artificioso frazionamento degli episodi di ricovero, ad eccezione dei casi attribuiti nel primo ricovero ai DRG 257, 258, 259 e 260 che nel secondo ricovero presentino i codici di intervento 85.53 o 85.54; Sono esclusi dall’abbattimento i seguenti casi: • secondo ricovero attribuito a DRG chirurgico con peso relativo > 1; • pazienti neoplastici (codice di neoplasia in diagno- Verifiche di appropriatezza organizzativa Le risultanze delle attività di controllo degli anni precedenti hanno permesso una modifica nella selezione del campione dei DRG potenzialmente inappropriati. Fermo restando i “Valori percentuali percentuale/soglia di ammissibilità dei DRG ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in regime di degenza ordinaria” previsti dalla DRG 1890/2010, la Determina Regionale 10499/2012, prevede la possibilità di esclusione facoltativa dei casi di pazienti deceduti o urgenti, per i quali i controlli degli anni precedenti dimostravano una sostanziale appropriatezza dei ricoveri (circa 95% a 126 livello Regionale). Utilizzando la scheda presentata ai componenti del NAC e validata dal gruppo dei medici referenti di UO, un’infermiera del NAC ha svolto i controlli sul campione di schede selezionato secondo le indicazioni della DGR 1890/2010. Una seconda modalità di analisi ha visto, invece, il coinvolgimento di un laureando in Scienze Infermieristiche e Ostetriche. Il punto di partenza di questa analisi è rappresentato da un precedente elaborato che aveva analizzato una quarantina di cartelle relative a DRG potenzialmente inappropriati prodotti dal Dipartimento Medico nel corso dell’anno 2012. Partendo da questa analisi - e con l’intenzione di verificare la correttezza dei dati emersi su un campione più ampio - per l’anno 2013 è stata avviata l’analisi di tutte le cartelle attribuite a DRG definiti potenzialmente inappropriati, relative a pazienti dimessi nel corso del 1° semestre 2013 da alcune UO del Dipartimento Medico. Il campione selezionato comprende 532 cartelle. La lettura delle cartelle mediche e infermieristiche ha dato evidenza di una concentrazione di prestazioni mediche e infermieristiche nei primi due o tre giorni della degenza, caratterizzati dalla gestione dell’evento acuto; nelle giornate successive si osserva una progressiva riduzione della concentrazione di prestazioni. Figura 3.30 - Andamento delle tipologie di prestazioni durante il ricovero Sviluppi ed effetti delle azioni di controllo condotte sull’appropriatezza Impatto economico dei controlli Le valutazioni di impatto economico complessivo, utilizzate per la compilazione dei format regionali, sono rappresentate nella tabella seguente. 127 Tabella 3.2 - Impatto economico dei controlli Anno 2013 Il computo complessivo della produzione aziendale tiene conto anche dei controlli che vengono effettuati e del loro impatto sul versante dei ricavi. Risalta il dato negativo derivante dalla correzione dei DRG maldefiniti (circa 250.000 euro); va precisato che la revisione di tale fattispecie e, se necessario, la correzione della codifica della SDO, rappresenta uno dei primi controlli previsti dalla normativa specifica; la ratio va ricercata nella significato di tali DRG, dei contenitori all’interno dei quali confluiscono condizioni di particolare complessità che non trovano collocazione all’interno di altri raggruppamenti o una casistica caratterizzata da errata compilazione della SDO. Progetti specifici e audit L’innovazione introdotta dalla metodica dell’analisi della documentazione sanitaria e dei controlli ha favorito lo sviluppo di progetti di collaborazione con L’Università (Scuole di Specializzazione Chirurgia a Igiene-Medicina Preventiva) e lo svolgimento di audit sull’appropriatezza con alcune Unità Operative dei DAI Medico, Medico Specialistico e Chirurgico. 3.4.8 Appropriatezza della domanda L’approccio analitico al livello di appropriatezza organizzativa dell’Azienda Ospedaliero Universitaria consiste principalmente nel valutare, attraverso parametri specifici, l’adeguatezza del setting assistenziale nel quale viene erogata la prestazione all’utenza (ad esempio la gestione dell’ipertensione arteriosa in regime di Day Service piuttosto che in regime di Ricovero diurno). Per un’azienda erogatrice di prestazioni i sistemi di controllo quantitativo e qualitativo dell’offerta garantiscono il miglioramento continuo della qualità e dell’efficienza. L’Azienda opera, però, in un contesto territoriale nel quale il complesso dei bisogni della popolazione di riferimento (bacino d’utenza) alimenta volumi e tipologie di richieste di prestazioni (domanda). Se da un lato l’Azienda Ospedaliera Universitaria si impegna ad erogare l’offerta nel setting più appropriato, dall’altro l’Azienda USL è impegnata (talvolta in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria stessa) a gestire in modo appropriato l’entità e l’appropriatezza della domanda. Analizzando la tematica dal punto di vista dell’Azienda Ospedaliero Universitaria, è possibile individuare alcuni 128 indicatori che (anche se non sempre specifici) possono contribuire a quantificare il livello dell’appropriatezza della domanda oltre che del setting di erogazione dell’offerta. Alcuni indicatori individuati sono: • la percentuale di accessi con codice bianco al Pronto Soccorso • gli accessi inappropriati al Pronto Soccorso • i ricoveri ripetuti • l’indice di consumo standardizzato di prestazioni ambulatoriali per esterni • i ricoveri prevenibili-evitabili Percentuale di codici bianchi al Pronto Soccorso L’accesso con codice colore bianco è indice di ricorso inappropriato al Pronto Soccorso. Gli accessi con codice colore bianco sono sensibilmente diminuiti nel 2013 rispetto al 2012, sia come numero assoluto sia come percentuale. Tabella 3.3 - Accessi al PS classificati per codice colore. Anni 2012-2013 Accessi inappropriati al Pronto Soccorso Questo indicatore costitusce un’estensione del precedente. Sono considerati accessi inappropriati quelli per cui ci si potrebbe rivolgere ai Servizi di assistenza territoriale. Gli accessi a rischio di inappropriatezza sono da ricercarsi all’interno degli accessi codificati come codici bianchi o verdi, più precisamente: • i codici bianchi esitati a domicilio o che hanno abbandonato il PS prima della visita o prima del referto; • i codici verdi esitati a domicilio o che hanno fatto solo la visita generale o che sono stati inviati da un medico diverso dal medico di medicina generale o di continuità assistenziale o 118 o specialista. Il Pronto Soccorso del S.Anna presenta una percentuale di accessi potenzialmente inappropriati (secondo i criteri di cui sopra) più elevata dell’Azienda di Parma e di Reggio Emilia, ma inferiore a Modena e a Bologna. 129 Figura 3.31 - Accessi al PS a rischio di in appropriatezza Anno 2013 Ricoveri ripetuti I ricoveri ripetuti costituiscono un indicatore di qualità dell’assistenza ospedaliera, quindi rientrante nella sfera dell’appropriatezza dell’offerta. Il fenomeno che descrive tale indicatore, però, potrebbe risentire dei livelli di efficienza/efficacia nella gestione del paziente fragile o affetto da patologia cronica, nella fase successiva al ricovero. Le progettualità e le organizzazioni del sistema delle cure primarie sono volte a impedire l’ospedalizzazione talvolta indotta da condizioni sociali di difficile risoluzione. Il dato relativo alla performance dell’Azienda S.Anna, per il 2013, è inferiore al dato medio regionale. Tabella 3.4 - Percentuale di ricoveri ripetuti Anno 2013 AOSPU Ferrara % ricoveri ripetuti 2013 11 Bologna 15,8 Reggio Emilia 14,6 Parma 12,8 Modena 14,6 Totale RER 12,8 Indice di consumo standardizzato di prestazioni ambulatoriali per esterni Rientra nella dimensione dell’Appropriatezza della domanda anche questo indicatore. L’indice di consumo standardizzato (ICS) è una media ponderata degli indici specifici di consumo delle prestazioni ambulatoriali per età in cui i coefficienti di ponderazione sono ottenuti da una popolazione tipo, scelta come riferimento. Nel caso specifico, è stato deciso di utilizzare come popolazione tipo la popolazione regionale. L’indice di consumo standardizzato serve ad eliminare l’effetto della diversa composizione per età delle popolazioni su cui è calcolato, rendendo così possibile il confronto tra indici riferiti a popolazioni differenti. Le due figure seguenti sono estratte da un Report sui consumi pro-capite 2013 della popolazione regionale, elaborato dalla Regione stessa. Mostrano come il consumo di TC osteoarticolari della provincia di Ferrara sia inferiore al dato regionale, mentre il consumo di RM osteoarticolari sia sensibilmente superire al dato regionale e a quello delle altre aziende. Il miglioramento dell’appropriatezza in tale ambito è stato un importante strumento metodologico col quale nel corso del 2013 è iniziato un lavoro di intesa tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria, l’Azienda USL e l’Università per due obiettivi: • la gestione delle prestazioni relative ai primi livelli di complessità, finalizzata all’ottimizzazione delle liste di attesa; 130 • la conservazione nell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle attività di maggior livello di complessità, finalizzata al rispetto della mission aziendale, particolarmente legata alla componente Universitaria. Figura 3.32 - Indice di consumo per le TC osteoarticolari Anno 2013 Figura 3.33 - Indice di consumo per le RM osteoarticolari Anno 2013 Ricoveri prevenibili (evitabili) Questa linea analitica ha un significato tendenzialmente più di tipo sperimentale che operativo. Nel 2011 sono 131 stati pubblicati i risultati di uno studio condotto in seno all’Istituto Superiore di Sanità, denominato ERA, in cui venivano descritti i possibili criteri per definire l’ospedalizzazione evitabile o prevenibile, poiché legata al livello di efficienza e di efficacia della prevenzione primaria nella popolazione. ERA è l’acronimo di Epidemiologia e Ricerca Applicata, sintesi di un metodo di indagine fondato su evidenze ordinatamente esposte e documentate, avente l’obiettivo di realizzare uno strumento facilmente fruibile e concretamente utile alla programmazione e al controllo degli interventi di politica sanitaria nazionale, regionale e locale. È frutto di una collaborazione interistituzionale e interdisciplinare che coinvolge studiosi ed esperti di Università di Roma Tor Vergata, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e Nebo Ricerche PA. Le linee di principio basilari enunciate da tale progetto enfatizzano il concetto che “si potrebbe evitare l’ospedalizzazione in tutti quei casi in cui la patologia che provoca il ricovero può essere efficacemente contrastata con assistenza extraospedaliera come il controllo extraospedaliero degli episodi acuti o la corretta gestione delle cronicità (diabete, ipertensione ecc)”. In analogia alla mortalità evitabile con interventi preventivi, anche l’ospedalizzazione può essere evitata per patologie che si possono efficacemente contrastare con azioni di prevenzione primaria. Tra le patologie identificate ed esaminate in tale studio figurano: • Malattie ischemiche del cuore (codice diagnosi ICD9-CM: 410.0-414.9) • Cardiomiopatia alcolica (codice diagnosi ICD9-CM 425.5) • Gastrite alcolica (codice diagnosi ICD9-CM:535.3) • Malattia epatica cronica e cirrosi su base alcolica (codice diagnosi ICD9-CM: 571.0-571.3) L’ analisi della casistica delle dimissioni caratterizzate da tali diagnosi principali nel 2013 al S.Anna ha evidenziato i dati riportati nella tabella seguente. Tabella 3.5 - Descrizione della casistica relativa ad alcune delle diagnosi identificate dallo studio ERA sui ricoveri potenzialmente prevenibili, Anno 2013, classificati per fasce di età. Patologia principale Numero dimissioni per fasce di età (classi standard) TOTALE 5 -- 14 15 -- 44 45 -- 64 65 -- 74 75 -- 84 > 84 MALATTIE ISCHEMICHE DEL CUORE 0 22 264 339 340 168 1.133 CARDIOMIPATIA ALCOLICA 0 0 0 0 0 0 0 GASTRITE ALCOLICA 0 0 0 0 0 0 0 EPATITE ACUTA ALCOLICA 0 1 0 0 0 0 1 CIRROSI EPATICA ALCOLICA 0 5 29 5 8 0 47 DANNO EPATICO DA ALCOL, NON SPECIFICATO 0 1 0 0 0 0 1 TOTALE 0 29 293 344 348 168 1.182 Verosimilmente le classi di età sui cui potrebbe essere diretta l’attenzione dello studio sono quelle intermedie, poiché sulle altre incide sensibilmente il fattore età del paziente. Le strategie e gli strumenti con i quali l’Azienda Ospedaliero Universitaria collabora con l’Azienda USL e l’Univeristà per il controllo dell’appropriatezza della domanda, nel 2013, sono stati: • La gestione razionale del paziente in Pronto Soccorso attraverso il miglioramento continuo delle attribuzioni del codice colore al momento del triage e attraverso l’affinamento delle misure di controllo sulle cause dell’accesso. • Il consolidamento dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI) come setting alternativo a ricovero inappropriato • Gli accordi budgetari con le case di Cura per la gestione di trasferimenti verso tali strutture • Il patto di fornitura per la gestione delle prestazioni ambulatoriali per esterni previa valutazione dei bisogni della popolazione e volto al rispetto dei tempi di attesa standard regionali. • La rivalutazione continua delle dotazioni dei posti letto in relazione all’entità della domanda e allo sviluppo delle funzioni di eccellenza. • Lo sviluppo delle reti cliniche interaziendali per favorire non solo l’ottimizzazione delle risorse ma anche la condivisione di criteri di clinical competence e di riferimento provinciale per la gestione di determinate 132 • patologie. La partecipazione a progetti di miglioramento sulla gestione della “fragilità” (per esempio nel Progetto “Uffa che afa”). 3.4.9 Centralizzazione dei magazzini farmaceutici ed economali Nel 2013 il Dipartimento Interaziendale Farmaceutico ha svolto un ruolo centrale nella progettazione di un magazzino unico per l’Area Vasta Emilia Centro (AVEC), partecipando con il proprio contributo al gruppo di lavoro appositamente nominato dai Direttori Generali di Ferrara, Bologna e Imola, fornendo anche numerosi dati necessari alle valutazioni. Il Direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico ha inoltre coordinato un sottogruppo di farmacisti di AVEC per la definizione di tutti gli aspetti legati alle anagrafiche, argomento di particolare complessità. Il risultato di questa attività si è concretizzato nella produzione di due documenti, indispensabili per l’avvio dell’unificazione: 1. documento con le regole di codifica per omogeneizzarne le modalità esecutive tra le aziende allo scopo di favorire il successivo link tra le anagrafiche; 2. specifiche tecniche necessarie per la piattaforma web di codifica unificata a livello centrale. 3.4.10 Gestione della piastra operatoria Nel corso del 2013 sono stati definiti i criteri di accorpamento e modulazione dell’attività chirurgica ed è stato formalizzato e adottato il nuovo regolamento della sala operatoria. Parallelamente sono stati consolidati l’estensione e l’utilizzo del programma gestionale della sale operatorie ormaweb. In stretta correlazione è stato avviato un processo di elaborazione di nuovi indicatori di utilizzo ed efficienza delle sale stesse È stato completato e realizzato il progetto relativo allo sviluppo del sistema CUNICO, consistente nella centralizzazione delle attività relative agli accertamenti propedeutici all’intervento chirurgico. Gli aspetti relativi al controllo sui livelli di efficienza organizzativa delle sale operatorie sono stati seguiti da uno specifico Nucleo di valutazione aziendale sulla attività chirurgia e agevolati dall’utilizzazione analitica (ormai a regime) di Ormaweb. I principali indicatori scelti e analizzati attraverso i dati forniti dall’analisi con Ormaweb sono: • indicatori generali di attività di sala operatoria; • per ogni singolo DRG: • tempo completo di sala operatoria, • tempo dell’intervento • tempo di sala operatoria escluso l’intervento; • tempo di sala vuota; • arrivo primo paziente (in ogni Blocco) entro le 7.45; • arrivo di tutti i primi pazienti di ogni seduta entro le 8.15; • inizio primo intervento (incisione) entro le 9.15; 3.4.11 L’accreditamento istituzionale Il 2013 può essere definito l’anno dell’accreditamento del nuovo ospedale di Cona. Il trasferimento del Sant’Anna da Ferrara, Corso Giovecca, alla nuova sede di Cona ha determinato la necessità di procedere con un nuovo accreditamento dell’intera struttura, che ha comportato l’accreditamento provvisorio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e la programmazione delle visite di verifica sul campo a tutte le strutture dell’azienda da effettuarsi nell’arco di un anno. L’accreditamento è un processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un’agenzia esterna o da un altro organismo. L’obiettivo è quello di verificare il possesso, da parte dei servizi sanitari, di requisiti predeterminati relativi alle condizioni strutturali, organizzative e di funzionamento che si ritiene influiscano sulla qualità dell’assistenza. La vecchia struttura di Corso Giovecca aveva concluso il proprio percorso di accreditamento nell’Ottobre del 2009; con il trasloco a Cona, dopo aver ottenuto l’autorizzazione, si è reso necessario ripetere il percorso, dati i cambiamenti non solo strutturali ma anche organizzativi dell’ospedale. L’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ha quindi condiviso con l’Azienda un piano di visite di verifica che ha preso l’avvio formale a distanza di un anno dall’entrata del primo paziente nell’ospedale di Cona. 133 interfacce interne ed esterne è risultata un elemento di criticità. Il confronto con i valutatori ha dato luogo a una riflessione rispetto all’individuazione e alla formalizzazione delle interfacce organizzative; in particolare ha orientato l’attenzione alla definizione dei punti di coordinamento e controllo delle attività e al superamento dell’impostazione che di fatto prevedeva interfacce a valenza generale, non sempre declinata sui percorsi specifici del Dipartimento. In seguito a ciò l’Azienda ha avviato tempestivamente un’azione di miglioramento organizzando eventi formativi per la ridefinizione del concetto di interfaccia con revisione del capitolo 2 del Manuale Qualità Aziendale. Dall’8 Maggio 2013 a fine anno si sono svolte 9 visite di verifica, che hanno impegnato circa una sessantina di valutatori. Al momento della pianificazione delle visite di verifica per l’accreditamento è stato convenuto con l’Agenzia Regionale di coinvolgere nella valutazione, fin dall’inizio, anche i livelli aziendali, e non solo i singoli dipartimenti. Per la prima volta un’azienda intera ha voluto sottoporsi alla valutazione tramite le visite di verifica, in linea con i nuovi principi nazionali per l’accreditamento previsti dall’accordo Stato-Regioni del dicembre 2012. In data 8 Maggio 2013, prima di affrontare le visite di accreditamento dei dipartimenti ospedalieri si è tenuto un incontro preliminare con la direzione generale, gli uffici di Staff, le Direzioni Dipartimentali, i servizi trasversali dell’Azienda ed i team leader. Questa è stata l’occasione per presentare il nuovo contesto e quanto l’azienda ha messo in atto per affrontare il trasferimento nella nuova sede e le nuove modalità organizzative. Quanto emerso è stato messo a disposizione di tutti i valutatori impegnati nel percorso. L’intervista ha consentito di descrivere le importanti dinamiche intercorse ed il ruolo della direzione nella evoluzione del processo nel biennio 2012-2013, e ha posto le premesse per le visite di verifica ad una realtà completamente modificata rispetto al precedente contesto. Per evitare di sottoporre a verifica la stessa sala operatoria o lo stesso ambulatorio nel corso delle molteplici visite, l’Agenzia ha concesso di effettuare la valutazione delle “piattaforme” trasversali con visite apposite; sono state quindi sperimentate nuove logiche e nuovi modelli gestionali, nella valutazione delle “piastre” trasversali (operatoria, ambulatoriale), nella applicazione di nuovi requisiti (Unità Organizzativa Formazione e Aggiornamento) o di requisiti in via sperimentale (Unità Operativa Anatomia Patologica e Unità Operativa Farmacia Ospedaliera) e nella valutazione di Dipartimenti Interaziendali (Laboratorio unico Provinciale -LUP- e Dipartimento Farmaceutico Interaziendale). A fronte di una consolidata esperienza di attività cliniche organizzate per “isole produttive”, tutti i Dipartimenti sono stati riorganizzati secondo una logica di aree omogenee al cui interno le varie UUOO mantengono una precisa identità ma condividono le risorse infermieristiche, in forza di una formazione comune. Sono stati verificati anche due Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali, applicando la nuova checklist regionale per i PDTA, vale a dire: Carcinoma del Polmone, insieme al Dipartimento Medico Specialistico ed Ictus, insieme al Dipartimento Neuroscienze. L’Azienda ha messo in atto azioni correttive delle criticità emerse in occasione delle verifiche sul campo già nelle visite immediatamente successive, sottolineando così la dinamicità del sistema aziendale di rispondere rapidamente al fine di superare i gap evidenziati da una parte e l’unitarietà del processo di valutazione complessivo dall’altra. Ad esempio, la gestione delle Gestione delle Verifiche Ispettive Interne e supporto al nuovo accreditamento istituzionale dei DAI presso la struttura di Cona Durante l’anno 2013 sono state eseguite le verifiche ispettive interne ai Dipartimenti, alle Unità Operative afferenti agli otto DAI e ad alcune funzioni trasversali aziendali in cui è stato valutato il possesso dei requisiti organizzativi; sono state realizzate le modifiche strutturali e le acquisizioni tecnologiche come emerso durante le visite interne del 2012. Il team di verifica Ispettiva che ha effettuato le visite sui requisiti organizzativi era composto da valutatori presenti all’interno dell’elenco Valutatori aziendali e da valutatori dell’Azienda USL, secondo quanto definito nella procedura aziendale relativa alla gestione delle verifiche ispettive interne. L’Ufficio Accreditamento Qualità è stato fortemente impegnato nel supporto sia alla Direzione Aziendale, sia ai Dipartimenti ad Attività Integrata, predisponendo il manuale qualità aziendale, la relazione ex-post, la presentazione per l’intervista dell’8 maggio, effettuando la redazione di 121 nuovi documenti e revisionando/integrando altri 95, alcuni a valenza aziendale, altri a valenza interaziendale e provvedendo alla pubblicazione sulla intranet; contemporaneamente ha supportato i DAI nella revisione dei Manuali Qualità dipartimentali e della documentazione sia di Dipartimento che di U.O. in preparazione delle visite di accreditamento interne e regionali. Database aziendale degli indicatori: monitoraggio della performance clinica Durante l’anno 2013 è stato presidiato il monitoraggio degli indicatori di performance clinica dei Dipartimenti e delle Unità Operative presenti all’interno del 134 Database Aziendale (requisito 9.2 RGAC) e sono stati implementati gli standard di prodotto dei Moduli dipartimentali di Chirurgia d’Urgenza, Day Hospital della Talassemia e delle Emoglobinopatie, Oncoematologia Pediatrica e Radiologia Interventistica. • Gestione della qualità dal lato dell’utente • • Nel 2013 si è conclusa la somministrazione dei questionari relativi alla rilevazione post trasloco, secondo step dell’indagine sulla qualità dal lato degli utenti, progetto aziendale avente come scopo principale di misurare l’eventuale variazione dell’esperienza di ricovero dei pazienti/utenti pre e post trasferimento nella nuova sede di Cona. Sono stati analizzati i risultati e prodotti i report finali: uno sul post trasloco e uno contenente i confronti tra i risultati del pre e post trasloco. I risultati totali e stratificati per Dipartimento sono stati presentati in occasione delle Visite Ispettive Regionali. Nel corso dell’anno l’Azienda ha partecipato al progetto regionale “La valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino” promosso dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari Regionali (Age.na.s) in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e altri servizi sanitari regionali. Il progetto era finalizzato alla verifica e validazione di un set minimo di indicatori di qualità dal punto di vista del cittadino la cui rilevazione fosse sostenibile sia dal punto di vista metodologico sia dal punto di vista organizzativo. L’Azienda ha aderito al progetto a livello regionale, partecipando agli incontri del gruppo “Cabina di regia regionale” che aveva il compito di presidiare la progettazione e l’implementazione dell’indagine a livello locale, e a livello aziendale, coordinando un gruppo di lavoro misto (cittadini e operatori) per la “Sperimentazione di priority setting” su 200 items della Check List proposta da Age.na.s. La profilassi del tromboembolismo venoso nella chirurgia di elezione presso l’azienda ospedaliero universitaria di Ferrara; Congruenza di attribuzione codice colore nell’attività di triage per il sintomo principale dolore toracico; Adesione al PDTA Ca Polmone dei professionisti coinvolti nel percorso. IQIP L’Ufficio Accreditamento Qualità nel corso dell’anno ha raccolto, in collaborazione con i Professionisti individuati nelle Unità Operative coinvolte, i dati relativi agli indicatori monitorati, ha estratto dalla banca dati delle Schede di Dimissione Ospedaliera i dati relativi ad alcuni indicatori monitorati da IQIP che non vengono forniti direttamente dai Professionisti, ha immesso i dati raccolti nel Database IQIP e ne ha eseguito il controllo della completezza e della qualità, inviando trimestralmente ai Professionisti interessati e alla Direzione Generale copie del report. Inoltre, l’Azienda come coordinatore nazionale del Progetto ha effettuato trimestralmente il controllo della completezza e della qualità dei dati immessi dai centri partecipanti, comunicando tempestivamente agli interessati eventuali anomalie I dati monitorati nel database IQIP, sia in forma numerica (es. tabelle) sia in forma grafica (es. carte di controllo), vengono utilizzati in diversi contesti aziendali, primo fra tutti in sede di Riesame della Direzione, come strumento di valutazione delle performance cliniche dell’Azienda nel confronto con altre realtà nazionali e internazionali. Supporto metodologico al controllo e al miglioramento dei processi clinici Audit Clinico L’Ufficio Accreditamento Qualità ha supportato i Gruppi Audit durante lo svolgimento dei seguenti audit clinici in corso o conclusi nell’anno 2013: • Aderenza alle linee guida di profilassi antibiotica perioperatoria nella chirurgia di elezione del Colon Retto e del Ca Polmone; • Prescrizione della terapia antalgica e sedativa al bisogno; • Trattamento sistemico dell’artrite reumatoide nell’adulto con particolare riferimento ai farmaci biologici; 135 Eliporto 136 4. Condizioni di lavoro, competenze del personale ed efficienza dell’organizzazione La quarta sezione del documento è volta a illustrare le scelte aziendali per la valorizzazione delle competenze del personale. Un’elevata qualità professionale degli operatori e la possibilità che alti livelli possano essere mantenuti sono infatti condizioni essenziali per assicurare il buon funzionamento del servizio sanitario, l’efficacia degli interventi e la soddisfazione dei cittadini. 4.1 La “carta di identità” del personale L’attività dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara viene svolta attraverso proprio personale dipendente, personale dipendente dall’Università degli Studi di Ferrara e personale con altre tipologie di rapporto di lavoro (incarichi libero professionali, co.co.co, assegnisti e borsisti). Il personale dipendente dell’Azienda si compone di una percentuale del 78,54% di laureati. Una percentuale che negli anni è destinata ad incrementarsi, in quanto l’Azienda ha come mission fondamentale l’attività assistenziale nei confronti del cittadino-utente e stante le attuali limitazioni delle assunzioni stabilite dalla Regione EmiliaRomagna comporta prioritariamente il reclutamento di figure sanitarie dedicate in modo diretto all’assistenza. Il ruolo sanitario da solo rappresenta il 75,58% del personale, a cui si devono aggiungere le unità del ruolo tecnico che collaborano più strettamente con l’attività assistenziale (Operatori Socio Sanitari e Autisti 118) che costituiscono il 10,45%, per un totale dell’ 86,03%. L’evoluzione professionale in atto del personale delle professioni sanitarie (infermieri, ostetriche, tecnico-sanitarie e della riabilitazione) comporterà nei prossimi anni il delinearsi di nuovi modelli organizzativi che dovranno tenere conto della presenza sempre maggiore di dipendenti in possesso della laurea specialistica. L’Azienda ha rispettato nel corso dell’anno 2013 sia l’obiettivo di contenimento della spesa del personale stabilito dalla Regione Emilia-Romagna che le conseguenti limitazioni della copertura del turn-over, nella percentuale del 25% dei posti resisi vacanti nel medesimo anno. Il personale dipendente dell’Università degli Studi di Ferrara che svolge attività assistenziale presso l’Azienda Ospedaliera viene identificato sulla base dell’Accordo Attuativo Locale. Pur mantenendo l’Università degli Studi la titolarità del rapporto di lavoro, funzionalmente tale personale per gli adempimenti dei doveri assistenziali risponde al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera. Infine il personale dipendente dell’Azienda è parte integrante nello svolgimento dell’attività didattica nei corsi di laurea del personale sanitario e nelle scuole di specializzazione per le diverse discipline mediche. Tabelle 4.1 - La situazione al 2013 Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale Tipologia contrattuale Totale Maschi Femmine Personale del SSR 2475 604 1871 Personale universitario 139 79 60 Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti) 90 25 65 Fonte aziendale 137 Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età. Categorie n. totale Maschi Personale del SSR* 2475 604 1871 197 692 1012 566 8 1 116 Dirigenti medici 389 193 196 12 124 105 143 5 0 3 Altri dirigenti (sanitariA.T.P) 68 16 52 1 11 21 33 2 0 0 Personale infermieristico 1174 188 986 147 381 483 163 1 69 Personale tecnico sanitario 164 38 126 14 45 58 46 1 0 19 Personale della prevenzione 11 5 6 1 7 3 0 0 1 Personale della riabilitazione 64 6 58 11 12 25 16 0 0 8 Personale OTA, OSS, ausiliari 266 39 227 6 54 146 60 0 0 3 Personale amministrativo 166 23 143 35 89 42 0 0 7 Altro personale 173 96 77 29 78 60 0 0 6 Femmine <=34 >34-<44 >44-<54 >54-<64 6 >=65 P-time P-time uomini donne Fonte aziendale * I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato Personale in mobilità Mobilità n. totale Tot. Dipendenti dimessi 105 Tot. Dipendenti assunti 92 di cui: 12 pensionamenti - 29 dimissioni - 49 termine incarico - 5 decessi - 10 mobilità c/o altre Aziende di cui: 6 mobilità da altre aziende Fonte aziendale Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2013 n. totale percentuale con gg. assenza a rischio biologico 11,47% 195 89 Fonte aziendale Tabelle 4.2 - La situazione al 2012 Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale Tipologia contrattuale Totale Maschi Femmine Personale del SSR 2488 611 1877 Personale universitario 142 82 60 Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti) 97 23 74 Fonte aziendale 138 Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età. Categorie n. totale Maschi Femmine <=34 34-44 4454 Personale del SSR* 2488 611 1877 220 748 1034 483 Dirigenti medici 384 195 189 18 120 115 129 2 0 3 Altri dirigenti (sanitari-A.T.P) 69 17 52 1 12 23 32 1 0 0 Personale infermieristico 1180 194 986 160 421 468 131 0 2 70 Personale tecnico sanitario 168 37 131 18 44 63 43 0 0 19 Personale della prevenzione 11 5 6 0 1 7 3 0 0 1 54-64 >=65 P-time uomini P-time donne 2 118 3 Personale della riabilitazione 66 9 57 13 12 28 13 0 0 9 Personale OTA, OSS, ausiliari 268 35 233 4 64 155 45 0 0 3 Personale amministrativo 167 23 144 0 41 87 39 0 0 8 Altro personale 175 96 79 6 33 88 48 0 0 5 Fonte aziendale * I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato Personale in mobilità Mobilità n. totale Tot. Dipendenti dimessi 170 Tot. Dipendenti assunti 86 di cui: 51 pensionamenti - 33 dimissioni - 72 termine incarico - 1 licenziamento - 3 dispense per inval. perm. - 3 decessi - 7 mobilità c/o altre Aziende di cui: 7 mobilità da altre aziende Fonte aziendale Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2012 n. totale percentuale con gg. assenza a rischio biologico 10,81% 189 80 Fonte aziendale Tabelle 4.3 - La situazione al 2011 Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale Tipologia contrattuale Totale Maschi Femmine Personale del SSR 2570 639 1931 Personale universitario 142 79 63 Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti) 114 37 77 Fonte aziendale 139 Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età. Categorie n. totale Maschi Femmine <=34 34-44 4454 Personale del SSR* 2570 639 1931 263 803 1063 436 5 Dirigenti medici 398 202 196 24 117 126 127 4 3 Altri dirigenti (sanitari-A.T.P) 69 17 52 15 25 28 1 1 Personale infermieristico 1215 204 1011 183 457 462 113 Personale tecnico sanitario 172 39 133 25 46 62 39 19 Personale della prevenzione 11 5 6 2 8 1 1 54-64 >=65 P-time uomini P-time donne 2 126 2 76 Personale della riabilitazione 67 9 58 11 11 31 14 10 Personale OTA, OSS, ausiliari 281 38 243 13 68 164 36 3 Personale amministrativo 175 27 148 45 97 33 8 Altro personale 182 98 84 7 42 88 45 5 Fonte aziendale * I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato Personale in mobilità Mobilità n. totale Tot. Dipendenti dimessi 188 Tot. Dipendenti assunti 214 di cui: 37 pensionamenti - 62 dimissioni - 65 termine incarico - 2 licenziamenti - 4 dispense per inval. perm. - 7 decessi - 11 mobilità c/o altre Aziende di cui: 9 mobilità da altre aziende Fonte aziendale Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio n. totale percentuale con gg. assenza a rischio biologico n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2011 14,32% 267 100 Fonte aziendale 4.2 Partecipazione dei professionisti all’individuazione delle strategie aziendali e alla gestione operativa • • delle Unità Operative verso il nuovo ospedale; la condivisione dei progetti di ricerca; la pianificazione strategica in integrazione con l’Università. 4.2.1 Il Collegio di Direzione 4.2.2 Il processo di Budget Come citato nell’atto aziendale, le linee organizzative aziendali si realizzano, nell’ambito di un sistema di governo clinico che sappia coniugare la funzione manageriale e professionale, coordinando i diversi ambiti di responsabilità e autonomia delle figure professionali coinvolte. Il Collegio di Direzione e i Dipartimenti ad Attività Integrata costituiscono l’ambito organizzativo dove queste linee di governo si sviluppano e dove i principi, le metodiche e gli obiettivi ad esse correlati vengono valutati e condivisi al fine di essere tradotti in progetti operativi all’interno dei Dipartimenti e delle Unità Operative. Nella particolarità dell’anno 2013 il Collegio di Direzione è stata la sede ove sono avvenute: • la condivisione delle strategie e della pianificazione delle fasi del proseguimento del trasferimento Il processo di Budget rappresenta un momento di priorità strategica aziendale in cui figure professionali deputate a funzioni diverse interagiscono e compartecipano alla programmazione delle attività e alla previsione dei costi e dei limiti di spesa per un intero anno. Il 2013 dal punto di vista della programmazione, ha mantenuto le caratteristiche di “anno di transizione” come nel 2012. Questo perché continuavano a coesistere due obiettivi prioritari per le Aziende: l’allineamento agli obiettivi della Spending Review per quanto riguarda la definizione dell’offerta sanitaria e il completamento del trasferimento delle strutture ancora site nella vecchia sede. Si è aggiunta, inoltre, una nuova evoluzione organizzativa caratterizzata dallo sviluppo delle reti cliniche. Quest’ultima ha fortemente 140 se come obiettivi di budget da tutti in Dipartimenti nel versante sanitario e nel versante tecnico amministrativo e degli uffici di staff. Le varie fasi sequenziali erano sempre condivise col Collegio di Direzione. Dello svolgimento del processo stesso era informato anche il Nucleo di Valutazione, principale attore coinvolto nella fase del giudizio sul grado di raggiungimento degli obiettivi aziendali. vincolato nel corso dell’anno, la programmazione sanitaria ed economica delle due Aziende nel sistema Provinciale. Conseguentemente anche nel 2013 il processo budgetario si è svolto in modo particolare, non ricalcando i percorsi consuetudinari ma mantenendo i principi della condivisione ed approvazione tra Direzione e Dipartimenti sui macro-obiettivi e sulle relative azioni da compiere ai fini del loro raggiungimento. La scheda di sintesi sotto riportata, descrive le fasi programmatorie e decisionali concretizzate e condiviTabella 4.4 - Programmazione DAI 2013 Pianificazione / ProgrammaAzioni Ambito Monitoraggio Risultati zione Strategico descrizione Completamento del Trasferimento verso il nuovo Ospedale di Cona Efficienza organizzativa evidenze descrizione Processo di trasferimento: Elaborazione del cronoprogramma per il trasferimento programmato verso il nuovo ospedale. Documento Cronoprogramma approvato Rimodulazione organizzativa del personale in relazione alle riduzioni di attività nel periodo del trasloco e nel periodo estivo; Piano Ferie estive; Piano rimodulazione dei Posti letto e degli accorpamenti tra UUOO. Presentazione ed approvazione del Piano Ferie e rimodulazioni posti letto al Collegio di Direzione. Effetto “Trasloco e Rimodulazioni attività” sul bilancio di Previsione Elaborazione del nuovo Piano dei Centri di costo Aziendale. ridefinizione dei criteri di accorpamento delle funzioni in relazione alle funzionalità del nuovo Ospedale, con particolare riguardo all’attività chirurgica; Previsione dell’impatto economico Presentazione ed approvazione del piano dei trasferimenti al Collegio di Direzione. evidenze Verbali del collegio di Direzione. Lettera del Direttore di avvio del trasloco descrizione evidenze Analisi puntuale degli aggiornamenti in relazione a criticità emergenti Verbali del collegio di Direzione Analisi puntuale degli aggiornamenti in relazione a criticità emergenti. Verbali del collegio di Direzione. descrizione Svolgimento delle fasi di trasloco Descrizione del nuovo ospedale e aggiornamenti specifici sul sito internet aziendale. Attività di ricovero registrata in banca dati regionale di tutte le UUOO. Procedura di avvio Regolamentazione della piastra operatoria per il nuovo ospedale. Verbali del collegio di Direzione. Documento approvato del Nuovo Piano dei Centri di costo. Documento aziendale sulla piastra operatoria. Utilizzazione del sistema Ormaweb. Implementazione del nuovo software per la gestione diretta dell’attività di sala operatoria (Ormaweb) 141 Utilizzazione analitica di Ormaweb dagli uffici di staff evidenze Ospedale completo in attività. Aggiornamenti del Piano dei Centri di Costo. Aggiornamenti del file regionale sulla dotazione dei posti letto. Report periodici di attività generale e chirurgica. Attività del nuovo Ospedale con mantenimento in percentuale dei livelli di complessità della casistica. Ripresa delle attività chirurgiche Implementazione di nuovi sistemi di misura della performance chirurgica. Garanzia delle prestazioni ambulatoriali. Report di presentazione delle attività. Report analitici di Ormaweb. Contenimento della spesa e applicazione della Spendig Review attraverso interventi sui beni di consumo, sulle politiche del personale e di acquisizione dei beni e servizi. Governo dell’appropriatezza organizzativa e prescrittiva Equilibrio di Bilancio Documenti strategici aziendali e Documenti di Budget Documento della Direzione descrivente i criteri della manovra di rientro, in stretta relazione ai principi descritti nelle Linee guida RER per il 2013. Raccomandazione della direzione sulla gestione delle scorte. Documento elaborato dal Direttore Sanitario sulle strategie a breve termine Fornitura documenti descrittivi sulle manovre di rientro della spesa per i Direttori dei DAI. Informazioni per i Dipartimenti sulla disponibilità di budget in tempo reale. Incontri ad hoc per ogni UO con la Direzione strategica e/o col Controllo di Gestione per la condivisione delle strategie di risparmio da applicare entro il 2013. Tavole specifiche riportanti i dati di consumo prima e dopo gli interventi. Lettere per i Direttori dei DAI e di UO indicanti i criteri di analisi della spesa e il budget residuo. Convocazioni da parte del Direttore Sanitario per i Direttori di UO. Verbali del collegio di Direzione. Segnalazioni di non congruenze nel percorso degli ordini di reparto Controllo percorso e appropriatezza del percorso degli ordini nei reparti Aggiornamenti sulle problematiche e criticità al Collegio di Direzione; Incontri specifici Tra Direzione Strategica e Uffici di Staff sul controllo delle strategie. Incontri specifici tra Controllo di Gestione e UO per la valutazione sulle possibili soluzioni tecniche per richieste di beni fuori budget. Verbali del collegio di Direzione. Report periodici (mensili) sull’attività e produzione. Report sull’andamento dei consumi (per i DAI) e sul budget residuo (per la Direzione). Le UUOO devono rispettare il budget autorizzato, anche in base ad aggiustamenti avvenuti in corso d’opera e riconosciuti necessari. La manovra di budget, deve ricalcare le linee strategiche: il nuovo ospedale deve garantire l’attività in urgenza e di alta complessità, in particolare la chirurgia oncologica. Report di presentazione delle attività, dei volumi, della complessità e delle percentuali di inappropriatezza. Report sull’andamento dei consumi. Report analitici di Ormaweb. Sono state significativamente rimodulate le attività programmate (ritenute riprogrammabili) Devono essere significativamente rimodulate le attività programmate (ritenute riprogrammabili). Sviluppo delle analisi dei dati forniti da Ormaweb sull’utilizzo reale della sala operatoria; i dati sono collegabili alla banca dati SDO; Fonte aziendale 4.3 Gestione del rischio e sicurezza dei lavoratori 4.2.3 Il processo di Accreditamento Il Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione ha adottato, fin dalla sua costituzione, un modello di gestione qualità per processi che si è concretizzato nel 2008 con la certificazione ISO 9001-2008. Il Dipartimento, in coerenza con il mandato ricevuto dall’Azienda Ospedaliera, ha creato un contesto facilitante per il miglioramento delle attività relative al percorso di promozione e monitoraggio della salute e sicurezza dei lavoratori attraverso: • l’elaborazione di procedure, istruzioni operative e altri documenti: le attività del Dipartimento e quelle delle strutture organizzative considerate critiche sono state documentate attraverso procedure, istruzioni e documenti scritti che insieme al Manuale Qualità, compongono il Sistema Qualità del Dipartimento, pubblicato sul sito intranet dell’A- Il processo di Accreditamento istituzionale che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliero Universitaria S.Anna di Ferrara durante l’anno 2013 è approfonditamente descritto al paragrafo 3.4.11 “Accreditamento istituzionale”. 4.2.4 I programmi interaziendali Anche questo argomento è stato descritto nelle sezioni specifiche. Elemento costitutivo comune ai piani interaziendali è la necessità di coinvolgimento e coordinamento di molte articolazioni organizzative in ambito aziendale e interaziendale. 142 • • • zienda Usl e sul sito intranet dell’Azienda Ospedaliera. l’attività di formazione: tale attività è governata da una specifica procedura a valenza interaziendale, denominata “Pianificazione ed Integrazione nel Sistema di Gestione delle Attività di Informazione, Addestramento e Formazione dei Lavoratori in Azienda” è rivolta ai lavoratori dell’Azienda ed è orientata allo sviluppo di una cultura della sicurezza fra gli operatori sanitari e all’adozione di competenze cognitive, operative e comportamentali relative alla salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro. I corsi effettuati nell’anno 2013 sono stati 9, gli operatori iscritti al corso sono stati 1024, gli operatori che hanno partecipato ai corsi sono stati 852 (83,2%). Nel 2013 è stato inoltre attivato un corso di formazione dal titolo “Corso di Formazione per la Sicurezza sul Lavoro e la Tutela della Salute dei Lavoratori Aziendali” avente come oggetto le procedure/ istruzioni operative emesse dal Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione. Sono stati inoltre implementati i pacchetti formativi, relativi alle diverse tipologie di rischio (VDT, Chimico, Elettrico, Incendio, ecc.), del corso FAD attivato in via sperimentale negli anni precedenti. Nel corso del 2013 è inoltre proseguita l’attività di formazione inerente il “Progetto INAIL” dal titolo: “Applicazione di un Modello Organizzativo per la Gestione del Rischio Infortunistico da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) e dei Pazienti (MMP) nella AUSL ed AZOSP di Ferrara, in vista del consolidamento come buona pratica”; al 31 dicembre 2013 sono stati formati 118 operatori (82 infermieri e 36 OSS) delle UU.OO del Dipartimento Medico. la gestione del processo di Valutazione dei Rischi: il Dipartimento, elabora il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) attraverso una valutazione globale e documentata di tutti i rischi presenti nell’ambiente lavorativo. Il Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione ha predisposto la documentazione di sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. contestualmente allo stato di avanzamento ed esecutività dei trasferimenti presso i locali ex Sant’Anna. L’attività ha riguardato: l’elaborazione dei Documenti di Valutazione dei Rischi per le attività trasferite da altre sedi e l’elaborazione dei Manuali Operativi di Gestione Emergenza, Informazioni per il Personale, Valutazione Rischio Incendio, Procedure di chiamata in emergenza, Informazioni per i Vigili del Fuoco. la gestione della Sorveglianza Sanitaria: tale processo è gestito dalla U.O. di Medicina del Lavoro dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Anna ed è descritto da una specifica procedura interaziendale, denominata “Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori esposti a rischi presenti nell’ambito lavorativo” e prevede il controllo dei lavoratori esposti a rischi lavorativi mediante visite preventive, periodiche. Nel 2012 sono state effettuate le seguenti attività di sorveglianza sanitaria: Tabella 4.5 - Attività di sorveglianza sanitaria Anno 2012-2013 Tipologia 2012 2013 Visite periodiche 756 980 Visite preventive 274 180 Visite a richiesta del lavoratore 54 41 Altra tipologia 84 Vaccinazioni Antiepatite B 25 31 Vaccinazioni Antitetaniche 161 161 Vaccinazioni Antinfluenzale 232 238 Fonte aziendale • la gestione dell’infortunio: l’intero processo è gestito da una specifica procedura aziendale che prevede dal 2010 un’attività di verifica puntuale delle modalità di accadimento per gli infortuni biologici, da movimentazione manuale dei carichi/pazienti ed accidentali allo scopo di migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro ed attivare le necessarie azioni preventive e/o correttive. Nel corso del 2013 è proseguito il monitoraggio degli infortuni attraverso le specifiche indagini di valutazione delle modalità di accadimento. 143 Tabella 4.6 - Report Infortuni Anno 2012-2013 Tipologia 2012 2013 Infortuni Biologici 125 126 Infortuni Movimentazione Manuale dei Carichi/Pazienti 24 41 Infortuni Accidentali 69 87 Infortuni Itinere 23 26 Giornate perse per Infortuni 4.667 5.295 Fonte aziendale Tabella 4.7 - Rilevazione degli indici di incidenza Anno 2012-2013 2012 2012 N° % su totale dipendenti N° % su totale dipendenti Infortuni totali 241 9,69% 280 11,31% Infortuni a rischio biologico 125 5,02% 126 5,05% 1 0,04% 3 0,12% Domande di riconoscimento di malattie professionali per patologia apparato muscolo scheletrico Malattie professionali riconosciute anno 0 0% 0 0% Dipendenti con limitazione parziale e-o inidoneità 35 1,41% 35 1,41% Fonte aziendale • • • la gestione dei dispositivi di protezione individuale: tale processo è gestito attraverso una specifica procedura, a valenza interaziendale, denominata “Gestione dei dispositivi di protezione individuale”. Dal 2010 è possibile segnalare al Dipartimento, attraverso uno specifico modulo, eventuali anomalie o reclami relativi ai DPI. Nel 2012 è stato elaborato il “Catalogo dei DPI” con le schede tecniche di tutti i DPI presenti in Azienda. Attualmente il Catalogo è in fase di aggiornamento la nuova versione verrà pubblicata sul sito intranet aziendale nel 2014. la gestione del processo relativo al rischio incendio ed esecuzione delle prove di evacuazione: nel 2012 è stato predisposto il Piano Generale per la gestione delle Emergenze ed Evacuazione di Cona e i Manuali operativi per ogni unità operativa relativi alla gestione emergenza. Nel 2013 sono stati effettuati 65 sopralluoghi per prove di evacuazione nelle diverse UU.OO dell’Ospedale di Cona. la gestione della sicurezza negli appalti di lavori, forniture e servizi: tale processo è governato attraverso due procedure a valenza interaziendale “Informazione sui rischi da trasmettere alle ditte appaltatrici di lavori/ servizi, compreso l’eventuale DUVRI, art. 26 D.Lgs. 81/08”. L’attività effettuata, che consiste nell’individuare i rischi interferenti derivanti da attività svolte da lavoratori dipendenti di aziende o imprese esterne che svolgono il loro lavoro all’interno dell’Azienda, è di elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI). Nell’anno 2013 sono stati prodotti 15 DUVRI e informazioni sui rischi. La figura del Coordinamento della Sicurezza nei Cantieri in fase di Esecuzione è stata attivata all’interno del Dipartimento, a partire dal 2011. Tale processo è governato da una specifica procedura interaziendale, denominata “Coordinamento della Sicurezza nei Cantieri in fase di Esecuzione” ed è finalizzato a garantire la presenza di una figura istituzionale all’interno dell’organizzazione aziendale che riesca ad assicurare la sicurezza nei cantieri di lavoro all’interno dell’Azienda. Nell’anno 2013 sono stati attivati 2 Coordinamenti. 144 guenti principi generali: Trasparenza dei criteri e delle metodologie adottate ed obbligo di motivazione della valutazione espressa; • Informazione adeguata e partecipazione del valutato, anche attraverso la comunicazione e il contraddittorio. La Direzione Generale ha individuato per ciascun titolare di incarico professionale e di Struttura Semplice e Complessa obiettivi generali, validi per tutti i Dirigenti ovviamente collegati alle diverse tipologie di incarico, e obiettivi specifici. Gli obiettivi specifici sono stati attribuiti su proposta del Responsabile della Struttura Complessa di riferimento, tenuto conto dell’articolazione organizzativa di appartenenza del dirigente, della natura dell’incarico e delle necessità assistenziali aziendali collegate anche a parametri regionali per migliorare la performance di efficacia ed efficienza dell’attività sanitaria. Il raggiungimento di tali obiettivi specifici sarà il fattore di valutazione per l’eventuale rinnovo dell’incarico. In particolare gli obiettivi specifici sono definiti per migliorare la qualità delle prestazioni erogate e la casistica di attività che permettono una valutazione anche oggettiva del raggiungimento degli obiettivi e che consente anche al dirigente di monitorare la situazione nel corso del periodo di incarico. La Direzione Generale nell’anno 2013 ha ritenuto di valorizzare la stipula dei contratti collegati agli incarichi Dirigenziali con rapporto diretto con il singolo dirigente pertanto la sottoscrizione diviene non un mero adempimento burocratico ma un momento di confronto diretto tra la Direzione e il Professionista in cui vengono precisati i contenuti degli obiettivi indicati nel contratto e con il contributo del dipendente prese in considerazione eventuali proposte di adeguamento a ulteriori necessità aziendali e dell’utenza o di evoluzione di modalità assistenziale. La valutazione e verifica degli incarichi di natura professionale e di quelli di direzione di struttura semplice o complessa, attribuiti ai dirigenti delle professioni sanitarie, infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, della professione ostetrica e dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo, dipendenti del S.S.R. ed universitari integrati, è operata dagli organismi preposti: valutatori di prima istanza e Collegio Tecnico. Il valutatore di prima istanza è il responsabile dell’articolazione di appartenenza (il direttore dell’Unità Operativa per i dirigenti ad essa assegnati, il direttore del Dipartimento per i Direttori delle Strutture complesse che compongono il Dipartimento). Il Collegio Tecnico formato da tre componenti e presieduto dal Direttore Amministrativo o Sanitario a seconda dell’appartenenza del dirigente al Settore Amministrativo o Sani- 4.4 Ridefinizione dei ruoli professionali in relazione allo sviluppo delle strategie aziendali • 4.4.1 La ridefinizione dei nuovi quadri di responsabilità Nell’anno 2013 si è continuato ad avvalersi dei Referenti di attività individuati mediante specifiche procedure di selezione per le singole articolazioni organizzative. La presenza di tale figura ha comportato una maggiore partecipazione del Personale nella gestione dell’attività dell’Azienda con assunzione di responsabilità diretta, anche collegata al trasferimento dell’Ospedale. L’attività dei titolari delle richiamate funzioni continua a essere soggetta a valutazione annuale e si inserisce in un quadro di crescita professionale delle figure interessate con lo scopo di un miglioramento continuo della qualità delle prestazioni sanitarie erogate nel complesso delle diverse Unità Operative. Analoghe considerazioni valgono per altre figure del Comparto come Facilitatori, Case Manager e Consulenti per i quali annualmente vengono attribuiti specifici obiettivi. L’Azienda basa la gestione dei professionisti sui principi dell’informazione, del coinvolgimento e della partecipazione, nel rispetto delle responsabilità/autonomie di ciascun ruolo organizzativo, della sistematica verifica, valutazione e definizione dei processi operativi, attraverso il confronto chiaro ed esplicito fra i diversi livelli di responsabilità. L’Azienda intende orientare in misura crescente tutta la struttura verso tali stili gestionali, consapevole anche della loro forte valenza formativa. 4.5 Sistema di valutazione delle competenze e sistemi premianti 4.5.1. Procedure di valutazione L’Azienda sta sviluppando modelli organizzativi che prevedono una maggiore partecipazione del personale con assunzione di responsabilità diretta nella gestione dell’attività aziendale. Nell’anno 2013 si è continuato a subordinare l’attribuzione delle quote economiche collegate alle incentivazioni della produttività, per il Personale del Comparto, e alla retribuzione di risultato, per i Dirigenti, al raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Direzione Generale. Il Nucleo di Valutazione ha proceduto ad accertare il raggiungimento degli obiettivi anche tenuto conto del giudizio espresso dal Direttore Generale. Le procedure di valutazione sono improntate ai se145 tario; gli altri due componenti sono titolari di incarico di Struttura Complessa. Per i Direttori di Dipartimento il valutatore di prima istanza è il Direttore Sanitario o Amministrativo; conseguentemente il Collegio Tecnico è presieduto dal Direttore Generale in quanto la partecipazione alla valutazione iniziale esclude la possibilità di far parte del Collegio Tecnico. Per i Dirigenti Sanitari che prestano la loro attività all’interno del Dipartimento ad attività Integrata con l’Università i Collegi Tecnici prevedono al loro interno la presenza di un Responsabile di Struttura Complessa Universitaria sia per la valutazione dei Dirigenti Ospedalieri che dei Professori e Ricercatori Universitari. Il Dirigente alla scadenza dell’incarico viene invitato a presentare una relazione dell’attività svolta nel periodo considerato, collegato agli obiettivi precedentemente attribuiti in sede di conferimento o di rinnovo dell’incarico stesso. Per il personale Dirigente Sanitario e per i Professori e Ricercatori Universitari equiparati gli organismi di valutazione sono costituiti con le stesse modalità di cui al precedente paragrafo. Il Nucleo di Valutazione supporta la Direzione Generale nella valutazione e verifica dei risultati di gestione collegati al sistema di incentivazione (produttività e risultato). L’Azienda si prefigge di implementare sistemi di valutazione, che tenendo debitamente conto dell’esperienza maturata, siano sempre più funzionali e rispondenti anche alla necessità di far crescere le competenze collegate alla profonda riorganizzazione già iniziata e che dovrà essere sviluppata e completata nel medio periodo, anche con riferimento alla nuova normativa in materia (D.Lgs. 150/2009). E’ stata predisposta una scheda individuale per la valutazione annuale dei Dirigenti appartenenti ai diversi ruoli (sanitario, professionale, tecnico e amministrativo) in collaborazione con l’Azienda USL di Ferrara. La scheda tiene conto della specificità conseguente alla natura di Azienda Ospedaliera Universitaria e si intende sperimentarne l’utilizzazione nell’anno 2014 successivamente al necessario confronto con le Organizzazioni Sindacali. La contrattazione nazionale e locale, su istanza sindacale, ha nel tempo favorito l’incremento della parte fissa della retribuzione rispetto a quella variabile. Le risorse collegate alla retribuzione variabile sono le seguenti: • Area Dirigenza Medica € 1.944.007; • Area Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica ed Amministrativa € 270.596; • Area Comparto € 3.659.784; La percentuale della retribuzione in rapporto alla retribuzione fissa per le medesime aree è pari a circa il 6%. 4.6 Sistema informativo del personale Nell’ambito della gestione del personale sono attivi specifici indirizzi intranet dedicati in particolare a taluni aspetti collegati al trattamento economico, alla gestione delle presenze e alla regolamentazione dell’attività libero professionale del personale avente diritto. All’interno di questi indirizzi sono presenti sia indicazioni normative che stampati per richieste da presentare all’Amministrazione, negli uffici di riferimento, per singole tematiche, con i riferimenti di contatto. Il consolidamento nell’anno 2012 di una piattaforma integrata per la gestione delle risorse umane, lo sportello self-service per il dipendente, ha permesso nell’anno 2013 di riscontrare un elevato gradimento da parte di tutti gli operatori dell’Azienda nell’utilizzo di tale strumento che ha consentito tramite l’applicazione web una grande interazione di informazioni tra gli uffici della Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane ed i singoli dipendenti. Il lavoratore, infatti, oltre ad effettuare consultazioni sul proprio cartellino delle presenze sulla situazione dei crediti e debiti orari, visualizzazioni e stampa del cedolino dello stipendio, comunicazione del cambio di residenza, ha iniziato ad utilizzare l’applicativo informatizzato per la richiesta di una serie di assenze. L’utilizzo crescente degli applicativi informatizzati è sostenuto dalla normativa (digitalizzazione/dematerializzazione) e dall’economicità e qualità del lavoro, consentendo la tracciabilità delle comunicazioni e la loro archiviazione. Con l’utilizzo del citato applicativo informatizzato delle assenze, cambia il modo di trasmissione delle informazioni: si passa da richieste ed autorizzazioni su cartaceo a richieste ed autorizzazioni sul modello elettronico. E’ continuato il consolidamento della citata piattaforma con visualizzazione e relativa stampa del C.U.D. da parte del singolo dipendente e prosegue in maniera soddisfacente la funzione integrata con il Settore della Formazione Aziendale, allo scopo di migliorare il canale di dialogo e comunicazione con tutte le articolazioni dell’Azienda sia in tema di messaggistica individuale che di gruppo. La Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane in collaborazione con le altre articolazioni amministrative, tecniche e sanitarie aziendali ha aggiornato il manuale denominato “Kit del neoassunto”, che è stato pubblicato sul sito intranet aziendale al fine di ampliare la platea dei fruitori (personale neo-assunto e personale già strutturato). In detto manuale sono contenute informazioni giuridiche, organizzative, economiche, sanitarie, tecniche, al fine di dare al lavoratore uno strumento di conoscenza sintetico, ma esaustivo, 146 della realtà organizzativa e strutturale dell’Azienda e facilitare l’inserimento di nuovo personale. La Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane ha proseguito per il personale medico dei Dipartimenti ad Attività Integrata l’attivazione della firma digitale che sta permettendo la visualizzazione telematica di esami e referti con eliminazione della movimentazione cartacea. Nell’anno 2013 in base alle normative emanate in tema di trasparenza e conflitti di interesse, la Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane è stata impegnata a collaborare fattivamente con il Responsabile della Corruzione e della Trasparenza aziendale per la redazione del Codice di Comportamento Aziendale e del Piano Triennale della Corruzione con formulazione di modulistica informativa a tutti i dipendenti in tema di incompatibilità e inconferibilità di incarichi. Figura 4.1 - Homepage dello sportello self service per il dipendente Fonte aziendale 4.7 Formazione La valutazione e lo sviluppo delle competenze dei professionisti sanitari si sviluppa attraverso un processo che prevede le seguenti fasi: • analisi bisogno formativo • programmazione formativa • effettuazione dei percorsi formativi • valutazione della formazione Analisi del bisogno formativo L’analisi del bisogno è la risultante delle priorità espresse dalla Direzione Generale e dai Dipartimenti ad Attività integrata/Servizi coerenti con obiettivi nazionali, regionali e aziendali e in integrazione con le richieste manifestate dai professionisti. Tra queste due tensioni si snoda il lavoro di rilevazione del bisogno formativo in ambito professionale: da un lato rilevare e rispondere a esigenze e bisogni legati alla soluzione di problemi imminenti, personali e organizzativi, frutto di mutazioni della routine; dall’altro mantenere una prospettiva ampia e una progettualità di lungo respiro, che possa offrire al professionista occasioni concrete di costruzione del sé professionale. Analisi dell’organizzazione I referenti di formazione raccolgono dati organizzativi (indicatori aziendali qualità, reclami, SDO, etc) e li interpre147 tano in chiave formativa; ossia verificano se i dati sono correlati ad un gap di competenze e non ad un problema organizzativo. Autovalutazione delle competenze da parte del professionista Dall’anno 2011 l’area Formazione e Aggiornamento dell’Azienda ha predisposto nuovi modelli di questionari on line (piattaforma web 2.0) di analisi dei bisogni formativi, che ogni singolo professionista deve compilare al fine di autovalutare le proprie competenze e analizzare percorsi di formazione ritenuti necessari. La scelta di trasferire in formato on line tale analisi ha permesso di ridurre i tempi di elaborazione dei dati e di poter facilmente rappresentare a livello aziendale la prospettiva dei professionisti. Inoltre, i referenti dipartimentali della formazione possono integrare tali metodologie attraverso: - indagine a campione, interviste in profondità ad opinion leader, focus group in merito al gap di conoscenze percepiti dai professionisti. - l’analisi delle schede di clinical competence compilate dai responsabili delle Unità Operative. Dossier formativo di dipartimento L’ area Formazione ha implementato il dossier formativo di gruppo in ambito aziendale su tutti i dipartimenti ad Attività Integrata; gli uffici di staff e tecnico amministrativi saranno coinvolti nell’anno 2014. L’obiettivo principale del dossier di gruppo è stato quello di stimolare la visione sistemica dello sviluppo delle competenze in ambito dipartimentale e la costruzione di modelli mentali condivisi, poiché in passato il Piano formativo di dipartimento aveva il limite di essere una “classificazione di corsi” senza correlazioni e livelli di priorità definiti. Con questa definizione si mira alla condivisione da parte di più persone di strutture di conoscenza che permettono di armonizzare il comportamento collettivo, elemento necessario per l’esito delle cure sull’utente. L’implementazione di tale strumento ha consentito di definire in maniera sistemica lo sviluppo delle competenze in correlazione agli obiettivi strategici dei dipartimenti stessi. Un altro elemento chiave del dossier, che risulta essere migliorativo rispetto al piano formativo tradizionale, è il modello di valutazione dipartimentale della formazione, non previsto dal Piano formativo e ora definito in integrazione con l’area Accreditamento, qualità, ricerca e innovazione ed in fase di sperimentazione. Piano Aziendale di formazione Il Piano Aziendale di formazione rappresenta la sintesi dei diversi dossier e, nell’anno 2013, ha previsto tre linee strategiche distinte: 1. Percorsi formativi a valenza “di sistema”; 2. Eventi formativi di carattere Tecnico-Professionale; 3. Percorsi FAD e sostegno all’autoapprendimento. Il primo livello ha riguardato la formazione come risposta a criticità emergenti espresse dalle Direzioni, tenuto conto dei processi di cambiamento, i cui principali livelli di impatto sono così sintetizzabili: • supporto alla nuova riorganizzazione dei processi correlata al trasloco nel nuovo ospedale (integrazione tra unità di degenza e servizi); • politiche sanitarie locali (Regione Emilia Romagna) particolarmente dinamiche con un elevato tasso di innovazione e sperimentazione, soprattutto a livello organizzativo e procedurale. Nel secondo livello ogni Dipartimento ha identificato le proprie proposte formative dall’analisi del fabbisogno delle singole articolazioni organizzative (U.O., Servizi, ecc.) e, in base alle esigenze delle diverse qualifiche professionali presenti nell’organico, specifiche e collegate alle criticità emergenti nelle fasi immediatamente precedenti e successive al trasloco, hanno costituito le aree tematiche di formazione. Il terzo livello è rappresentato dall’autoformazione, caratterizzata in innumerevoli attività intellettuali non riconducibili alla formazione tradizionale. La modalità prevalente di autoformazione per le professioni sanitarie è caratterizzata dalla lettura e valutazione critica di letteratura scientifica disponibile sulla biblioteca digitale aziendale e sulle fonti open access. A tal fine sono state attuate numerose azioni finalizzate sia a facilitare il reperimento di letteratura scientifica attraverso il sito della biblioteca Aziendale e Universitaria in integrazione con percorsi di formazione FAD (Formazione a Distanza) (http://formazione.azospfe.it/) elaborati in azienda e pertanto con alto livello di contestua148 lizzazione. 4.7.1 Obiettivi del Piano formativo 2013 Qualità e accreditamento Attraverso percorsi formativi ad hoc è stato dato supporto all’attività di accreditamento aziendale con particolare riferimento alla costruzione delle seguenti procedure: • piastra operatoria • percorso ambulatoriale • percorso Day Hospital • accreditamento farmacia • Pronto soccorso • Servizio trasfusionale Tutti i percorsi sono stati conclusi positivamente, vi sono state valutazioni positive da parte del team di valutazione dell’Agenzia sanitaria regionale. Gestione emergenze (sperimentazione nuove modalità formative) In merito alla formazione con simulazione sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati: • formazione formatori in collaborazione con l’Università con relatore straniero. • attivazione di percorsi a catalogo rivolti alla componente medica • attivazione di percorsi sperimentali (Radioterapia) che partendo dalla competenza BLS accompagnino tutto il personale dell’U.O. al raggiungimento di competenze condivise nella gestione delle emergenze intraospedaliere. Competenze relazionali ed educative La programmazione dei percorsi formativi health literacy è proseguita come da programmazione. I dati di gradimento confermano l’interesse da parte dei professionisti. Competenze Manageriali In relazione alle criticità emerse nell’ambito delle visite di accreditamento è stato attivato il percorso di formazione manageriale rivolto ai direttori di struttura semplice o complessa, che si concluderà ad Aprile 2014. Tale percorso, oltre a creare competenza diffusa sui temi più attuali del management sanitario ha rappresentato anche una occasione di confronto e di costruzione di rete da parte dei direttori di Struttura semplice o complessa. E’ iniziata la formazione relativa alla corretta compilazione delle SDO e all’interpretazione dei dati di controllo di gestione coinvolgendo gli specializzandi. Autoapprendimento Molte azioni sono state compiute nell’implementazione di percorsi di autoapprendimento, attraverso le risorse presenti: • la piattaforma Moodle (corsi FAD, corsi blended, reti/comunità, consultazione materiali didattici) è stata suddivisa in diversi ambiti e sono stati attivati nuovi percorsi di autoapprendimento. • Si sono create nuove connessioni tra la biblioteca di Scienze della salute (abbonamenti e servizi) e la piattaforma affinchè il personale possa passare da un ambiente all’altro in base alle proprie necessità. Il limite del percorso è l’impostazione ancora troppo “tradizionale” e scolastica. Devono essere pensati percorsi formativi in cui, partendo dall’esperienza del clinico, venga data la possibilità a questi di sviluppare maggiore consapevolezza. 149 4.7.2 Formazione aziendale e crediti ECM La manutenzione delle competenze può essere svolta attraverso diverse modalità formative: • formazione residenziale • formazione a distanza (FAD) • formazione sul campo • formazione fuori sede (incluse iniziative di particolare interesse) Come si può osservare dalla tabella sottostante la maggioranza dei crediti formativi vengono maturati attraverso formazione residenziale; ciononostante vi è un trend in aumento sia per la formazione FAD che per percorsi di formazione sul campo. La formazione FAD viene offerta gratuitamente dall’Azienda, ma anche da associazioni, Ordini e collegi; a tal fine l’area Formazione svolge una azione di informazione capillare per facilitare il reperimento di tali opportunità formative. Tabella 4.8 – Tipologia attività e numero di crediti conseguiti Tipologia attività formativa 2011 2012 2013 Formazione residenziale 34.483,3 30.129,5 50.761,65 FAD 10.103,3 14.458 19.751,1 Formazione sul campo 5.729,5 6.678,3 8.640,5 Formazione fuori sede 9.107,4 6.611,5 6.500 TOTALE 59.423,5 57.877,3 85.653,25 Fonte aziendale L’area di formazione prevalente è quella relativa alle tematiche cliniche, rispetto agli anni precedenti vi è stato un aumento della formazione rivolta a tematiche comunicativo relazionali, in particolare health literacy. Tabella 4.9 Crediti ECM erogati per area tematica Area Tematica 2011 2012 2013 Area comunicativo/relazionale 2.286 2.092,8 4.735,4 Area informatica 656 499 764 Area linguistica 708 255 0 5.205 3.107 4.445,5 Area manageriale/organizzativa Area sicurezza Area tecnico/specialistica 2.987 3.107,7 3.817,6 47.581,5 48.530,3 54.064,65 Area ricerca 792,9* Area risk management/governo clinico TOTALE 3.943,3* 59.423,5 57.877,3 72.563,35 * Gli anni precedenti erano compresi nell’area tecnico/specialistica Fonte aziendale Più della maggioranza degli eventi formativi sono rivolti o coinvolgono infermieri che maturano più di 40.000 crediti ECM, in linea con i dati di prevalenza della professione che rappresenta il gruppo professionale più numeroso in Azienda. 150 Tabella 4.10 - Crediti conseguiti per figura professionale Figura professionale 2011 2012 2013 BIOLOGO 1.074,6 1.431,7 1.233,3 DIETISTA 174 143,5 95,8 FARMACISTA 340 454,2 310,25 ASSISTENTE SANITARIO 80,8 FISICO 67 297 46,8 FISIOTERAPISTA 2.459,2 2.007,2 2.321,8 INFERMIERE 32.925,3 33.721,1 41.886,15 14.085,4 13.223,8 16.334,25 LOGOPEDISTA 282 MEDICO ODONTOIATRA ORTOTTISTA/ASSISTENTE MOLOGIA 35 DI OFTAL- OSTETRICO 406,2 1.887 1.347 2.215,8 PSICOLOGO 78 TECNICO AUDIOMETRISTA 100 TECNICO DELLA FISIOPATOLOGIA CARDIOCIRCOLATORIA 3,6 TECNICO DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOG 272,55 TECNICO DI NEUROFISIOPATOLOGIA 354,65 TECNICO SANITARIO DI LABORATORIO BIOMEDICO 1.774 1.894,4 3.225,75 TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA MEDICA 2.089 2.036,5 2.621,55 (vuoto) 359,1 Fonte aziendale 4.7.3 Budget della formazione aziendale La Direzione Generale determina annualmente, nel rispetto della normativa CCNL, degli accordi di categoria, della compatibilità e delle priorità aziendali, il budget della formazione; tale proposta, viene poi presentata alle delegazioni sindacali e diventa oggetto di trattativa sindacale. Per quanto riguarda la Dirigenza Medica, al budget assegnato è stata sommata una quota derivante dall’attività libero professionale (A.L.P.). Di seguito sono riportate tabelle riepilogative di assegnazione e utilizzo del budget per l’anno 2013. Tabella 4.11 - Budget della formazione per tipologia di attività Tipologia attività formativa Budget assegnato Budget utilizzato % Aggiornamento in sede 184.715 185.000 100,16 Aggiornamento fuori sede 110.058 68.800 63,43 Comandi finalizzati 208.341 150.000 72,00 TOTALE 503.114 403.800 80,27 Fonte aziendale 151 Tabella 4.12 - Budget della formazione per area contrattuale Tipologia attività formativa Budget assegnato Budget utilizzato % Dirigenza medica 236.392 195.000 82,50 Dirigenza sanitaria, amministrativa tecnica e professionale 15.827 11.800 83,78 Comparto sanitario/amm./tecnico 250.895 197.000 78,52 TOTALE 503.114 403.800 80,27 Fonte aziendale 4.7.4 Attività di docenza e tutorato La formazione tecnico specialistica è una componente essenziale nello sviluppo delle professioni sanitarie; affinchè sia efficace è oltremodo importante che i contenuti siano contestualizzati e allineati con l’organizzazione che li deve applicare. A tal fine il personale dipendente e convenzionato, di tutte le qualifiche professionali è ampiamente coinvolto nelle attività di docenza di tali corsi. Inoltre, il contributo fornito dalle strutture aziendali nell’ambito della formazione Universitaria riguarda diversi aspetti: 1. Lezioni teoriche: il personale dipendente svolge lezioni relative alle discipline professionalizzanti nell’ambito dei propri settori scientifico disciplinari. 2. Gestione dei tirocini: Il programma di tirocinio è definito dal Coordinatore dell’attività formativa professionalizzante unitamente ai docenti delle discipline professionalizzanti. Le attività di tirocinio vengono organizzate per obiettivi, per anno di corso, e per aree organizzative. Le attività svolte dagli studenti sono illustrate nei programmi di tirocinio e registrate nel libretto personale dello studente. Il tirocinio prevede che lo studente, assegnato ad una determinata sede abbia come riferimento una Guida di Tirocinio, ruolo che viene esercitato da un infermiere che ha frequentato un corso specifico di 40 ore e un aggiornamento annuale. . Il ruolo di Tutor didattico è svolto dai docenti delle discipline professionalizzanti. All’interno delle Aziende sanitarie, l’attività di tirocinio viene organizzata da un apposito Ufficio Tirocini, che si occupa della programmazione annuale delle attività. 4.7.5 Biblioteca digitale di scienze della salute La Biblioteca di Scienze della Salute è specializzata in biomedicina ed è rivolta al personale dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara interessato a frequentarla per motivi di studio e di ricerca. Attraverso la consultazione dei cataloghi online ATOZ (opac delle risorse elettroniche in abbonamento) e SEBINA OPAC (opac delle risorse cartacee possedute) è possibile sapere quali libri, riviste, banche dati ed e-books sono presenti in Biblioteca e richiederne perciò la fruizione secondo le modalità stabilite dal Regolamento. Consultazione in sede: La consultazione dei documenti avviene all’interno della sala di lettura, nella quale i documenti collocati a scaffale aperto sono liberamente consultabili. Informazioni sulla collocazione dei materiali posseduti vengono fornite a richiesta dal personale bibliotecario. I documenti non ammessi al prestito sono consultabili nella sala di lettura fino ad un massimo di tre documenti per volta. Qualora si sia raggiunto il numero massimo di volumi concessi in consultazione è necessario restituire i volumi in consultazione prima di poter effettuare nuove richieste. Per quanto riguarda i periodici a stampa, vanno richiesti al bibliotecario che, previa richiesta scritta, provvederà a ritirarli dal deposito nei giorni prestabiliti. Consultazione delle risorse digitali in abbonamento: La Biblioteca sottoscrive abbonamenti a periodici elettronici, banche dati e altre pubblicazioni digitali che sono disponibili per la sola utenza interna, sia con accesso dalle sedi dell’Azienda, sia da remoto attraverso il servizio CLAS. Per ottenere l’autorizzazione alla consultazione da remoto è necessario registrarsi, attraverso il modulo interattivo reperibile alla pagina della sezione web della Biblioteca, l’utenza esterna può accedere alle risorse digitali 152 recandosi in Biblioteca. Prestito libri: La Biblioteca effettua servizio di prestito gratuito agli utenti interni ed esterni che abbiano compiuto 18 anni. Sono esclusi dal prestito tutti i documenti che nel Catalogo del Polo Unificato Ferrarese riportano la dicitura “Documento per sola consultazione interna” o facciano parte di raccolte organiche. Reference service: La Biblioteca fornisce un servizio di informazione al pubblico che consiste in consulenze bibliografiche, assistenza alla consultazione dei cataloghi online della Biblioteca, ricerca nei cataloghi di altre biblioteche e nelle banche dati che la Biblioteca mette a disposizione. Il servizio si propone di aiutare l’utente a utilizzare efficacemente gli strumenti informativi e comunicativi della Biblioteca, il personale della quale offre il proprio aiuto nel rispetto dei differenti bisogni informativi e culturali degli utenti. È necessaria la prenotazione telefonica o per mail. Il personale bibliotecario fornisce assistenza agli utenti interni nella ricerca bibliografica all’interno delle banche dati in abbonamento. Qualora l’informazione richiesta non possa essere reperita in Biblioteca, il bibliotecario fornisce le necessarie istruzioni affinché l’utente stesso possa rivolgersi ad altra istituzione in grado di soddisfare la richiesta. Per quanto riguarda tesi di laurea e di specializzazione, il personale bibliotecario indica all’utente gli strumenti informativi e bibliografici per procedere nella ricerca in modo autonomo. Fornitura articoli: La Biblioteca fornisce articoli tratti da riviste in abbonamento ed anche non a catalogo; si avvale di una rete di canali di acquisizione preferenziali (Nilde, MAI, PubMed, Google Scholar) che consentono, nella maggior parte dei casi, la fornitura all’utente del materiale richiesto anche non posseduto. Il servizio di richiesta articoli reperiti presso altre biblioteche (Document delivery service) fornisce gratuitamente agli utenti riproduzioni di documenti conservati presso altre biblioteche. Tabella 4.13 - Statistiche d’uso del servizio di biblioteca di scienze della salute Servizio Anno 2013 Visualizzazioni pagine della sezione web Biblioteca 17.154 Download articoli full text dai periodici elettronici in abbonamento 62.314 Accessi agli e-books 3.933 Document delivery: articoli forniti 1.209 Document delivery: articoli richiesti 1.311 4.8 Struttura delle relazioni con il personale dipendente e le sue rappresentanze 4.8.1 Iniziative volte a creare un ambiente aperto alla negoziazione come condizione necessaria per la riflessione sulla qualità dei processi aziendali L’Azienda rivolge la massima attenzione al rispetto dei modelli relazionali previsti dai CC.NN.LL (contrattazione, informazione, concertazione) e dalla vigente normativa delle tre aree che nella Sanità sono: Dirigenza Medica, Dirigenza Sanitaria, Tecnica, Professionale e Amministrativa e Comparto, ponendo in essere le previste forme di rapporto con le Rappresentanze sindacali legittimate alla partecipazione. La contrattazione aziendale è, insieme a quella nazionale, la principale fonte di regolazione dei rapporti di lavoro e, al contempo, un essenziale meccanismo di adattamento di norme generali alle situazioni del lavoro locale. Preliminarmente alle attivazioni di nuovi modelli organizzativi aziendali o alla revisione di quelli in essere, in tutti i casi in cui sono coinvolte le diverse professionalità presenti in Azienda, viene data formale informazione all’area sindacale interessata o a tutte le aree sindacali qualora la revisione del modelli organizzativi coinvolgano tutte le professionalità A seguito della informazione e se necessario o richiesto vengono attivati i tre tavoli sindacali di confronto, uno per ogni area contrattuale. 153 Contestualmente o successivamente, per aspetti organizzativi o regolamentari di particolare complessità, vengono attivate Commissioni Tecniche che approfondendo tecnicamente quanto in discussione e fermo restando il potere organizzativo in capo alla Direzione Aziendale, consentono di definire, con il contributo delle Rappresentanze Sindacali, proposte condivise. Nell’anno 2013 sono stati effettuati, a vario titolo, incontri per le seguenti aree contrattuali: • Dirigenza Medica n. 14, di cui 2 interaziendali • Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa n. 6, di cui 3 interaziendali • Comparto n. 29, di cui 8 interaziendali In relazione ad argomenti di interesse generale per tutta l’Azienda o per singole articolazioni sono organizzati incontri con il personale per illustrare azioni che si ritiene necessario perseguire. Per consentire la massima informazione al personale sul portale del sito Aziendale sono inserite tutte le procedure, regolamenti e modulistica ed in particolare tutti gli accordi e linee di intesa definiti con le Rappresentanze Sindacali. Il livello di informazione/confronto con le Rappresentanze Sindacali delle diverse Aree è avviato ed è tutt’ora in corso in relazione ai costituiti modelli organizzativi aziendali/interaziendali che consentono forme di coordinamento e/o di integrazione fra funzioni dell’Azienda Ospedaliero Universitaria con quelle della Azienda USL di Ferrara e che sono rappresentate dai Dipartimenti Interaziendali, dai Programmi Interaziendali e dai Coordinamenti Interaziendali. La costituzione di tali forme di aggregazione è stata preceduta dai predetti percorsi informativi, che hanno contribuito al raggiungimento del prioritario obiettivo interaziendale di ricercare e sviluppare tutte le soluzioni possibili orientate ad un uso integrato delle risorse e alla loro ottimizzazione, valorizzando, nel contempo e sulla base delle caratteristiche che lo contraddistinguono, il patrimonio professionale, tecnologico e strutturale reso disponibile dalle singole realtà organizzative dell’Azienda USL e Ospedaliero-Universitaria. 4.8.2 Azioni promosse per i dipendenti Le attività del Club Aziendale Il Club S. Anna si è riorganizzato per garantire supporto sia sulla sede di Ferrara sia sulla nuova sede. A Ferrara i contatti diretti con i Soci e dipendenti sono garantiti da un componente del Consiglio Direttivo, che fa da punto di riferimento e tramite per tutte le necessità: dalla raccolta delle richieste di iscrizione alla distribuzione del materiale informativo, nonché l’affissione delle comunicazioni e delle novità nella bacheca ubicata presso la mensa aziendale. Tale decisione, assunta con il parere favorevole dell’Assemblea dei Soci, è motivata dall’istituzione del Dipartimento Interaziendale per la Gestione delle Risorse Umane. A ciò si aggiunge che molti servizi comuni alle due Aziende sanitarie territoriali sono ubicate nella stessa sede di Ferrara. Nella sede a Cona è stato individuato un locale in condivisione con le Associazioni di Volontariato, ubicato in Area Accoglienza – Ingresso n. 1 piano terra. Ciò contribuisce ad identificare il Club come un’entità reale, un punto di riferimento e di incontro per i dipendenti e per gli interlocutori esterni al S. Anna che vogliono intrattenere rapporti convenzionali con il Club. Agevola inoltre lo svolgimento delle attività e la diffusione delle informazioni. Il Club S. Anna comunica con tutti i dipendenti e Soci attraverso i seguenti strumenti: 1. mailing list di tutti i dipendenti che hanno un indirizzo @ospfe.it 2. mailing list dei Soci e dipendenti che hanno un indirizzo e-mail personale 3. invio al domicilio delle comunicazioni Club per chi ne fa richiesta 4. bacheca adiacente l’ingresso degli spogliatoi del personale 5. newsletter mensile, con spazio riservato alle comunicazioni del Club S. Anna. 6. mailing list dei dipendenti dell’Azienda USL di Ferrara 7. Newsletter mensile dei dipendenti dell’Azienda USL di Ferrara Le attività del Club Aziendale sono finalizzate a migliorare i rapporti tra dipendenti, condividendo interessi personali e sono dettagliate sulle pagine dedicate al Club del sito intranet aziendale. L’accesso è possibile anche da casa attraverso il sito internet aziendale www.ospfe.it con accesso riservato. 154 Strumenti di dialogo tra dipendenti (sito intranet aziendale): • Aggiornamento del Mercatino on line (scambio – vendo – compro). Servizi ai dipendenti e alle loro famiglie: • Convenzioni con esercizi commerciali di ogni tipo • Convenzione con UISP Ferrara, che controlla sul territorio tutte le piscine, per consentire ai dipendenti di accedere ai corsi di nuoto attraverso una ‘corsia preferenziale’. • Convenzione con AICS Ferrara, per l’accesso ai corsi che si svolgono nelle stesse piscine in orari alternativi a quelli della UISP. • Fiere: distribuzione di biglietti a prezzo ridotto per le principali manifestazioni fieristiche organizzate a Ferrara • Corso di Nordic Walking, disciplina finalizzata al benessere psico-fisico con benefici all’apparato cardiocircolatorio Momenti di aggregazione fra dipendenti: • Partecipazione a mostre e organizzazione di viaggi Rapporti con associazioni locali: • Scambi culturali con il Gruppo Archeologi Ferraresi (visita guidata al Museo di Spina, partecipazione ad iniziative organizzate dal Club per i Soci GAF e viceversa) • Diffusione delle iniziative dell’Associazione culturale ‘Pico Cavalieri’. • Rapporti con Touring Club Italiano con proposte a favore di tutti i dipendenti del S. Anna, Soci e non Soci. Partecipazione al Board Equità aziendale per il Progetto di Equità & Diversity Management regionale: • come componente del Board Equità, contribuisce alla realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto regionale. A fine dicembre 2013 è stato realizzato il progetto intitolato ‘Il Club S. Anna incontra i colleghi dell’Azienda USL di Ferrara’, con l’obiettivo di rafforzare la politica dell’interaziendalità, sia dal punto di vista professionale che umano. 155 Area Commerciale e Accoglienza 156 5. Il Ruolo dell’organizzazione nella comunicazione e nell’accoglienza 5.1 La comunicazione per l’orientamento e l’accesso ai servizi 5.1.1 Accoglienza informativa e supporto all’utenza Il personale MediaGroup garantisce il servizio di informazione al cittadino presso le Reception 1 e 2 dell’Area Accoglienza con almeno un operatore per turno. Il Call Center –Centralino garantisce informazioni e contatti con orario h 24 da lunedì a domenica. Il personale aziendale garantisce il servizio di informazioni all’utenza presso il Punto Informativo ubicato all’Ingresso n. 2 – Ambulatori (1F0 con orario dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 14.12 e dalle 11.00 alle 18.12; il sabato dalle 7.00 alle 13.00. Da aprile a luglio il servizio è stato garantito con un solo operatore nella fascia oraria del mattino dalle 7.00 alle 13.12 da lunedì a sabato, a causa dell’assenza per malattia di due operatori su tre. Dal mese di agosto è stato possibile integrare il personale con Operatori del ‘Servizio giri’, che hanno garantito il supporto informativo dalle 7,30 alle 18,12 da lunedì a sabato, adeguando i turni al profilo orario richiesto. Il personale è gestito interamente dalla Direzione delle Professioni, con la quale sono stati presi accordi per coordinare i turni e le assenze del personale, in modo da garantire comunque il servizio nella fascia 7.00 – 18.12. Questo personale non ha necessitato di un piano di inserimento strutturato, poiché per il lavoro svolto nel servizio di appartenenza, conosceva bene l’Ospedale ed era in grado di orientare l’utenza. Nel periodo agosto-settembre è stato comunque effettuato un affiancamento con l’operatore già esperto ed è stato fornito tutto il materiale informativo necessario a svolgere efficacemente il servizio. Presso le Reception 1 e 2 e il Punto informativo 1F0, il personale fornisce agli utenti con difficoltà di deambulazione una seggetta per raggiungere gli Ambulatori, ritirando un documento d’identità che viene riconsegnato al momento della restituzione della seggetta. Nel periodo luglio-dicembre 2013 il Punto Informativo 1F0 ha gestito e soddisfatto 1.520 richieste di seggette, che nel corso del 2013 risultano in totale 2.490. Dall’analisi dei dati emerge un incremento di richieste nel periodo settembre-dicembre, poiché il servizio era garantito per l’intera giornata ed era possibile utilizzare per necessità seggette provenienti dall’Ingresso n. 3, se insufficienti quelle disponibili. Presso le Reception 1 e 2 nel periodo luglio-dicembre 2013 si registrano nr. 2382 richieste, che per l’intero 2013 ammontano a nr. 4732. Da segnalare un incremento delle richieste da parte dell’utenza che non possono essere soddisfatte per carenza di seggette. 5.1.2 Sperimentazione di Gruppi di lavoro misti per progettare il miglioramento della accessibilità e dell’ospitalità In luglio 2013 il Comitato Consultivo Misto (CCM ha istituito 3 gruppi di lavoro per migliorare l’accessibilità dell’ospedale di Cona; i gruppi sono suddivisi per i seguenti TEMI: 1. Orientamento e segnaletica interna – Percorsi di accesso alla struttura dedicati agli ipo-vedenti e non vedenti; 2. Viabilità esterna; 3. Servizi igienici e ambulatori. In particolare il gruppo 3 costituito da referenti delle associazioni di volontariato, architetti del servizio tecnico, referenti dell’area comunicazione ed un consulente tecnico del Criba (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale) ha sperimentato un metodo di lavoro detto “partecipato” cioè misto tra dipendenti aziendali e utenti esterni. L’obiettivo raggiunto dal gruppo è stato quello di condividere le problematiche, svolgere sopralluoghi di verifica dei locali e delle situazioni emerse come critiche, valutare la fattibilità degli interventi in funzione delle tipologia di costruzione dei bagni, elaborare le proposte di miglioramento e concordare sulle soluzioni individuate. Il percorso ha portato all’elaborazione del documento contenente le azioni correttive, già testate in alcuni reparti e ambulatori, che costituisce la sintesi degli interventi tecnici imprescindibili per rendere gli ambienti dell’ospedale, che presentano barriere architettoniche, sicuri e rispettosi per le persone che presentano disabilità. Il progetto che pone le basi nel riconoscimento dell’importanza del confronto e dello scambio tra le varie figure coinvolte ha sottolineato come per apportare i cambiamenti necessari è necessario facilitare da parte degli 157 operatori una nuova cultura basata sulla informazione, condivisione della conoscenza e soprattutto sulla consapevolezza. Progetto informatizzato di orientamento “Locator” A supporto, prima, e a superamento, poi, dello strumento tecnologico “Dove deve andare?” presente sul sito internet aziendale www.ospfe.it, l’Ufficio Internet-Intranet in collaborazione con “RedTurtle Technology”, ha realizzato un ulteriore sistema per facilitare la navigazione interna all’Ospedale S. Anna di Ferrara denominato “Locator”. Questo sistema si basa sull’utilizzo strategico dei dispositivi palmari (smart-phone e tablet) attraverso lo sviluppo di un’applicazione web e quindi fruibile attraverso un qualsiasi dispositivo telefono palmare senza necessità di sviluppare ulteriori sistemi e dispositivi. Sono state sviluppate tutte le funzionalità necessarie per la gestione di nuovi nodi (punti di partenza, passaggio o destinazione) e nuovi percorsi, appoggiati al sistema di mappe consultabili. All’interno del sistema di orientamento complesso e caratterizzato da corridoi e settori che si intersecano ogni nodo di ciascun percorso presente all’interno della struttura è dotato di pannelli recanti un codice a barre bidimensionale (QR Code) specifico dell’ambiente in cui viene inserito. L’utente, inquadrando il codice a barre tramite l’utilizzo della fotocamera integrata nel dispositivo palmare, oltre ad identificare l’ambiente in cui si trova, può visualizzare sul suo palmare percorsi da quel nodo ad altri nodi (Unità Operative, Ambulatori, Servizi, ecc). 5.1.3 La realizzazione della Stanza multi culto Negli ultimi anni vi è stato un aumento rilevante delle persone non credenti e di confessioni religiose diverse dalla cattolica nella società italiana e questo fenomeno si è riflesso inevitabilmente nella tipologia dei pazienti ricoverati e delle loro famiglie; ne consegue la necessità di garantire indistintamente a tutti il diritto alla libertà di esprimere la propria religiosità e le proprie convinzioni e a ricevere assistenza spirituale e morale. Tali presupposti hanno creato le condizioni per la realizzazione di un luogo da destinare alla meditazione e alla preghiera in ogni suo aspetto e forma. La Stanza dei Culti e del Silenzio realizzata nel 2013 all’interno dell’ospedale di Cona è uno spazio destinato a credenti e non credenti: per pregare, consumare un dolore, pensare, raccogliersi, rigenerarsi o per partecipare a incontri e seminari. E’ uno luogo aperto a tutti, dove le persone, con diverse credenze religiose e filosofie di vita, possono stabilire un contatto con la propria interiorità, affrontando i dolori e le gioie della vita che si possono incontrare all’interno di un ospedale: vivendo in modo intimo il concetto di vita, nascita, morte, salute e malattia. I principali fruitori di questo luogo, sono tutte le persone che desiderano trovare un momento di pace, pensare o affidarsi alla propria religione per una preghiera che in altri luoghi ospedalieri non potrebbero fare. Il progetto non si rivolge solo a cittadini stranieri, ma anche italiani, cercando di ampliare il bacino di utenza e di venire incontro alle esigenze di molte persone. La stanza è stata creata appositamente per raccogliere un bacino d’utenza vasto nel rispetto delle diversità religiose, sessuali e di pensiero. Si è inoltre provveduto a stipulare un accordo con le diverse comunità religiose per dare ascolto ai pazienti, ma anche allo stesso personale di usufruire di “mediatori religiosi” che diano sostegno nella propria religione d’appartenenza. Si è cercato di rendere la stanza il più accogliente arredandola in maniera uniforme e ricordando tutte le religioni. Essa è aperta dalle ore 6 alle ore 22 ed è gestita dall’Ufficio Accoglienza e Mediazione. Inoltre si è inserito un quaderno dove ogni fruitore, se lo desidera, può inserire un proprio pensiero o una frase di ringraziamento. Attraverso il quaderno si sono riscontrate alcune criticità, poiché, alcune persone hanno assunto toni violenti nei messaggi e quindi si è cercato di smorzare le polemiche appendendo un cartello che richiamasse all’educazione. Si è poi stabilito un regolamento da rispettare. Si crede che la proposta abbia cercato di implementare l’equità dal punto di vista religioso e dei diversi gruppi fruitori dell’ospedale. Essa avrà un impatto positivo sulla popolazione, poiché permette ai fruitori di religione non cristiana (essi, infatti, hanno a disposizione la Cappella ospedaliera di trovare un punto di preghiera o di raccoglimento. Permette, inoltre, a coloro che non credono, di trovare un punto di raccolta o di quiete. In questo modo, anche i cittadini non cristiani (soprattutto stranieri potranno sentirsi più integrati nella comunità e avere anche, grazie al patto di 158 intesa, un riferimento religioso istituzionale all’interno dell’ospedale. 5.2 La comunicazione per le scelte d’interesse per la comunità 5.2.1 Analisi dei reclami e azioni di miglioramento Durante il 2012 il Comitato Consultivo Misto (CCM ha collaborato con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP per l’analisi dei reclami presentati dalle persone. L’esperienza ha condotto alla proposta di interventi che sottolineano il valore di portare all’attenzione di chi fa le scelte per la comunità i veri bisogni di chi usufruisce dell’ospedale all’interno della logica del miglioramento continuo dei servizi e nella consapevolezza dell’importanza dell’ascolto dei cittadini. Nella tabella 5.1 sono riportati i numeri specifici dei reclami suddivisi secondo la classificazione regionale, mentre in tabella 5.2 è possibile prendere visione della casistica nel dettaglio per ogni singola tipologia oltre al numero dei reclami, anche i suggerimenti, gli elogi ecc… Figura 5.1 - Reclami presentati dai cittadini nel 2012 Fonte aziendale Tabella 5.1 - Reclami presentati dai cittadini nel 2012 Tipologia Elogi Impro- Reclapri mi Rilievi Suggerimenti Totale 2 5 9 ASPETTI STRUTTURALI Aspetti strutturali - Altro 0 0 2 Accessibilità esterna 0 0 48 7 2 57 Accessibilità interna 0 0 5 1 0 6 Sicurezza e adeguatezza degli spazi all'utilizzo 0 0 3 1 0 4 Totale 2 0 56 14 4 76 0 0 3 6 0 9 INFORMAZIONE Informazione - Altro 159 Tipologia Elogi Impro- Reclapri mi Rilievi Suggerimenti Totale Adeguatezza del materiale di informazione 0 0 0 1 0 1 Adeguatezza della segnaletica esterna e interna 0 0 0 0 2 2 Correttezza e chiarezza delle informazioni fornite per l'accesso ai servizi/prestazioni 0 0 2 2 0 4 Informazioni agli utenti e ai famigliari, percorso di cura, disponibilità a incontrarli 0 0 2 5 0 7 Totale 0 0 7 14 2 23 ASPETTI ORGANIZZATIVI BUROCRATICI AMMINISTRATIVI Aspetti organizzativi e burocratici / amministrativi Altro 1 0 26 26 3 56 Percorsi di accesso e di cura (trasparenza, complessità e burocrazia 0 0 31 12 3 46 Funzionalità organizzativa 0 0 17 2 0 19 Disponibilità di servizi / prestazioni 0 0 14 1 5 20 Raccordo tra le unità operative e tra aziende e servizi esterni 0 0 2 0 0 2 Totale 1 0 90 41 11 143 1 0 2 2 0 5 ASPETTI TECNICI PROFESSIONALI Aspetti tecnico-professionali - Altro Opportunità/adeguatezza della prestazione 103 0 39 3 0 145 Correttezza, precisione, accuratezza nella erogazione delle prestazioni 1 0 2 2 0 5 Attenzione ai bisogni di assistenza e supporto alla persona da parte del personale 79 0 14 1 0 94 0 57 8 0 249 Totale 184 UMANIZZAZIONE E ASPETTI RELAZIONALI Umanizzazione e aspetti relazionali - Altro 0 0 0 2 0 2 Cortesia e gentilezza 70 0 22 1 0 93 Rispetto della dignità della persona 0 0 1 0 0 1 Rispetto della riservatezza 0 Totale 70 0 1 0 0 1 0 24 3 0 97 ASPETTI ALBERGHIERI E COMFORT Aspetti alberghieri e comfort - Altro 0 0 2 2 1 5 Caratteristiche strutturali 0 0 4 0 1 5 Vitto 0 0 2 2 0 4 Condizioni ambientali 0 0 2 1 0 3 Totale 0 0 10 5 2 17 Tempi - Altro 0 0 4 1 0 5 Coda per la prenotazione 0 0 3 0 0 3 Tempi di attesa tra prenotazione e prestazione 0 0 13 3 0 16 Coda per la prestazione 0 0 18 4 0 22 TEMPI 160 Tipologia Elogi Impro- Reclapri mi Rilievi Suggerimenti Totale Tempi di attesa per ricevere documentazioni, presidi, ausili 0 0 0 6 0 6 Totale 0 0 38 14 0 52 ASPETTI ECONOMICI Aspetti economici - Altro 0 0 14 7 0 21 Contestazioni al ticket delle prestazioni sanitarie 0 0 26 7 0 33 Richiesta di rimborsi 0 0 30 7 0 37 Richiesta di risarcimenti collegati al contenzioso 0 0 5 0 0 5 Totale 0 0 75 21 0 96 ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA Ticket 0 0 35 2 0 37 Totale 0 0 35 2 0 37 ALTRO Altro 0 0 3 14 2 19 Totale 0 0 3 14 2 19 74 0 0 0 74 PRIVO DI CCRQ* Privo di CCRQ 0 Totale 0 Totale anno 2012 257 74 0 0 0 74 74 395 136 21 883 Alla luce del confronto e della proficua collaborazione il Comitato Consultivo Misto ha proposto le soluzioni di miglioramento - sintetizzate nella tabella che segue – e che sono state realizzate tra il 2013 e il 2014. Tabella 5.2 - Proposte di miglioramento 1 Tutela della riservatezza (privacy) nelle sale di attesa/adozione di un sistema di chiamata che assicuri l’anonimato 2 Problemi comunicativo/relazionali: attivare percorsi formativi finalizzati a migliorare la qualità della comunicazione 3 Redazione dei referti con personal computer 4 Identificazione della correttezza dei dati sanitari ed anagrafici al momento della consegna/invio della documentazione sanitaria 5 Accertare la completezza e la correttezza della cartella clinica al momento della chiusura e/o al momento del rilascio della copia di cartella clinica 6 Dare indicazione attraverso il foglio di prenotazione o al telefono sulla necessità di recarsi al Centro Servizi prima di accedere agli ambulatori e, nel caso di prestazioni che richiedano la permanenza dell’utente presso la struttura per tempi lunghi (2-3) ore, informare preventivamente l’utente indicando la durata della prestazione 7 Per le prenotazioni a lungo temine, contattare telefonicamente gli utenti 8 Progetto Polmonite: informazione ai Medici di Medicina Generale (MMG e Pediatri di Libera Scelta (PdLS) 9 Monitorare il corretto utilizzo dei parcheggi per disabili 10 Tutelare la sicurezza e il benessere termico dei pazienti e del personale attraverso una puntuale gestione della manutenzione della struttura 11 Installare gli ausili mancanti nei servizi igienici (maniglie, specchi, appendi abiti) 161 12 Definire una procedura aziendale per la comunicazione ai familiari in merito all’esecuzione dell’autopsia 13 In caso di prestazione specialistica prenotata telefonicamente, a seguito di una rinuncia e quindi non presente sul foglio di lavoro, il personale verifichi presso il Centro Servizi la regolarità della prenotazione. 14 Limitare i disagi relativi al prolungamento dei tempi di attesa per il ritorno in reparto dopo esami diagnostici/trasporti interni 15 Informare preventivamente il paziente e chiedere il consenso per la presenza di personale in formazione durante la prestazione sanitaria 16 Recupero crediti dopo 10 anni, come dimostrare l’avvenuto pagamento/Centro Servizi 17 Informare preventivamente gli utenti che in regime di Pacchetto Ambulatoriale Complesso (PAC) le prestazioni sono soggette a ticket, facendo sottoscrivere un’apposita informativa. Nel caso di accertamenti pre-operatori non seguiti da intervento, informare l’utente che le prestazioni erogate saranno soggette a pagamento del ticket. 18 Evitare che pazienti ambulatoriali esenti dal pagamento del ticket rechino presso il Centro Servizi per effettuare una tariffazione ad euro zero 19 In caso di interventi con inserimento di materiale protesico, fornire all’utente un’attestazione riguardante la compatibilità o meno del materiale inserito con diagnostica RMN, con contestuale inserimento nel fascicolo elettronico personale (SOLE) 20 Necessità di dare risposta di seconda istanza agli utenti (Commissione Mista Conciliativa) 21 Necessità di attivare l’ambulatorio per la terapia del dolore cronico in collaborazione con il Comitato Ospedale Territorio Senza Dolore (COTSD) 22 In caso di ricovero, conservare la documentazione personale del paziente in buste di diverso colore, da conservare in cartella clinica e da restituire al momento della dimissione 23 Invitare il personale in servizio a mettere in evidenza il cartellino di riconoscimento durante l’effettuazione del servizio ed indossare correttamente la divisa 24 Valutare la possibilità, per pazienti in follow up, di prenotare direttamente i controlli presso l’Unità Operativa erogante, attivando agende dedicate e facilitando in tal modo l’utente. 25 Assicurare un costante monitoraggio da parte del tutor di tirocinio, sul comportamento del personale infermieristico in formazione 26 Nella comunicazione di situazioni cliniche particolarmente complesse, avvalersi di un approccio interdisciplinare che offra un percorso diagnostico terapeutico coerente e condiviso. Gli interventi indicati in giallo sono in corso e quelli evidenziati in rosso attendono soluzione, in particolare la n. 12, per la quale è stato coinvolto il Responsabile Qualità Aziendale per l’elaborazione di una procedura Aziendale riguardante le modalità di comunicazione ai familiari del riscontro autoptico e la n. 21 riguardante l’attivazione di un ambulatorio distrettuale di primo livello da parte dell’Azienda USL di Ferrara (analogamente a quanto già attivato, nei distretti Sud-Est e Ovest). 5.2.2 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’esterno Il Decreto Legislativo n. 33/2013 riordina i fondamentali obblighi di pubblicazione derivanti dalle innumerevoli normative stratificate nel corso degli ultimi anni, prevedendo anche nuove forme di pubblicità, con l’obiettivo di uniformare gli obblighi e le modalità di pubblicazione per tutte le pubbliche amministrazioni. Molta attività è stata dedicata alla individuazione e scelta dei contenuti e informazioni che sono stati pubblicati sul sito internet www.ospfe.it all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”. La trasparenza dell’attività amministrativa costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili della Costituzione. 162 Figura 5.2 - Statistiche di accesso a www.ospfe.it Anno 2012-2013 Fonte aziendale L’Ufficio Stampa collabora regolarmente con la televisione locale per la messa a punto di trasmissioni settimanali di cinque minuti per la divulgazione ai cittadini di Ferrara e provincia di eventi ed eccellenze cliniche. All’interno del programma televisivo che va in onda ogni settimana su Telestense “Sant’Anna, l’Ospedale in video” sono state svolte 32 puntate. 5.3 Gli strumenti per la comunicazione interna aziendale 5.3.1 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’interno Oltre al sito intranet aziendale che contiene informazioni, documenti e aree riservate a target specifici, la newsletter mensile raccoglie le principali notizie che l’Area Comunicazione diffonde ai dipendenti interni e la rassegna stampa informa quotidianamente sulle principali notizie apparse sui quotidiani che riguardano l’ospedale. Figura 5.3 - Statistiche di accesso al sito intranet Anno 2012-2013 163 Sala Operatoria 164 gione); gestione della ricerca istituzionale, che comprende la raccolta dei bandi istituzionali, la trasmissione ai professionisti coinvolti, la ricezione dei progetti inoltrati dai professionisti e l’invio agli Enti istituzionali pertinenti, la raccolta e verifica dei relativi contratti, le attività amministrative di supporto, le relazioni con i servizi coinvolti, la predisposizione dei documenti autorizzativi; • gestione di progetti europei, tramite l’attività di “front office” tra il responsabile scientifico e le strutture amministrative aziendali, per far fronte alle necessità del responsabile scientifico e delle unità partecipanti al progetto (es. definizione di forme di collaborazione per personale dedicato, acquisizione di attrezzature e materiali, spese per servizi vari) e tra il responsabile scientifico e l’Ente finanziatore per tutte le comunicazioni inerenti il progetto approvato e finanziato. Le attività sono gestite in base ad una “procedura aziendale di gestione degli studi clinici e dei progetti di ricerca istituzionale”, relativa al percorso processuale delle sperimentazioni, condivisa con tutti gli attori coinvolti che a qualsiasi titolo entrano nel processo. Questo ha prodotto una maggior integrazione tra gli operatori dell’Ufficio e con le interfacce interne ed esterne all’azienda, ma anche con i “clienti interni”, nonché una maggiore chiarezza sulle competenze e responsabilità. Infatti, l’implementazione della procedura aziendale ha permesso il coinvolgimento dei settori, con i quali l’ufficio collabora maggiormente, quali la Farmacia (per la parte che gli compete di accoglimento, distribuzione, preparazione e restituzione dei farmaci), la Farmacologia Clinica (per il monitoraggio clinico interno degli studi), la Direzione Risorse Economico Finanziarie e Contabilità (predisposizione delle procedure condivise di fatturazione, invio dei dati fiscali ed anagrafici, rendicontazioni, ecc.), la Direzione Approvvigionamento Beni e Servizi e Attività Economali ed infine con l’Ufficio Legale e la Direzione Amministrativa di Presidio (per i percorsi inerenti le assicurazioni e la predisposizione dei contratti conseguenti all’attivazione di studi clinici). Il percorso sopra descritto è certificato ai sensi della norma ISO 90012008. 6. Governo della Ricerca ed Innovazione • Il Servizio sanitario regionale (SSR) ha assunto come principio la rilevanza delle attività di ricerca come elemento essenziale al proprio sviluppo strategico. Tale importanza si esprime attraverso la definizione della ricerca come funzione istituzionale fondamentale propria di tutte le Aziende sanitarie in cui il SSR si articola, al pari di quella assistenziale, con la quale deve essere funzionalmente integrata. La valorizzazione delle attività di ricerca e di didattica svolte dal SSR ha proceduto contestualmente, da un lato alla ridefinizione del ruolo e delle funzioni delle Aziende OspedalieroUniversitarie, rafforzando le forme di collaborazione con il sistema delle Università della regione, secondo quanto previsto dalla L.R. 29/2004, e dall’altro, attraverso il Programma di ricerca Regione Università con l’avvio di progetti finalizzati in alcune specifiche aree cliniche e metodologiche, teso a rafforzare e sviluppare la rete collaborativa fra le Aziende Sanitarie, l’Università e gli IRCSS. 6.1 Azioni dell’infrastruttura locale ed integrazione dei sottosistemi aziendali Per sviluppare la capacità di produrre ricerca e per gestire tale attività come funzione istituzionale, l’Azienda si avvale di alcune strutture/organismi diversi: 1. l’Ufficio Ricerca ed Innovazione, parte della struttura “AcQuaRI”, in staff alla Direzione Generale; 2. il Board della Ricerca, afferente al Collegio di Direzione; 3. il Comitato Etico Unico Provinciale (comune a Azienda Usl e Università); 4. E’ in corso di costituzione una rete di professionisti a supporto metodologico dei Dipartimenti, per le attività di ricerca. L’Ufficio Ricerca ed Innovazione svolge le seguenti funzioni: • coordinamento aziendale per le tematiche relative al Comitato Etico, compresa l’attività di segreteria amministrativa ed economica del Comitato Etico; • gestione di studi clinici, compreso l’iter autorizzativo, la valutazione di impatto economico ed organizzativo, la gestione di contratti e convenzioni connessi, la gestione e controllo dei fondi istituzionali per la ricerca in ambito sanitario, il monitoraggio della ricerca scientifica svolta all’interno dell’azienda, la cura ed aggiornamento dei database e dei flussi informativi relativi alle attività di sperimentazione e ricerca (interni, AIFA, Re- I compiti e i criteri per la composizione del board aziendale sono stati definiti dal Collegio di Direzione: • valutare ed approvare gli studi spontanei per un eventuale contributo dal Fondo per la Ricerca Spontanea (di prossima istituzione); • valutazione dei progetti Programma Regione Università, da trasmettere alla Regione; • individuazione e promozione di progetti della Co165 munità Europea per sviluppare aree di eccellenza; • indirizzi per la formazione alla ricerca; • linee guida per il supporto alla ricerca spontanea. Il Comitato Etico e la costituenda rete di supporto verrano trattati negli specifici paragrafi. 6.2 Capacità di attrazione di risorse finanziarie L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è stata catalizzatore di alcuni progetti di ricerca relativi al bando regionale “Giovani Ricercatori Alessandro Liberati” che nell’anno di pertinenza hanno ricevuto un finanziamento complessivo pari a € 504.700, e di un progetto clinico relativo alle patologie oncologiche finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per un importo di € 458.000. L’Azienda ha partecipato al bando per la ricerca finalizzata ex art. 12 D.Lgs. 502/92 con molteplici progetti, fra i quali sono stati finanziati 2 progetti di ricerca finalizzata per un importo complessivo pari a € 502.900. Complessivamente, nel solo anno 2013 i progetti afferenti ai bandi regionali Programma Regione Università hanno prodotto un finanziamento complessivo pari a € 3.400.000, superando ogni altra fonte di finanziamento per la ricerca di questa azienda. Per quanto attiene al bando ministeriale “Ricerca Finalizzata 2011-12” l’Azienda Ospedaliero Universitaria è coinvolta per un totale di 20 progetti, specificamente in 3 come centro coordinatore ed in 17 come centro collaboratore, per un budget complessivo disponibile di € 2.100.000. Per quanto concerne lo specifico campo delle sperimentazioni sponsorizzate da privati, emerge dal sistema informativo aziendale che i fondi incassati per sperimentazioni sono pari a € 727.804. Figura 6.1 – I fondi incassati per sperimentazioni 1200000 1000000 800000 600000 400000 200000 0 Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Anno 2013 Fonte aziendale Per quanto concerne l’utilizzo di fondi comunitari, l’Azienda sta partecipando ad un progetto interregionale ed ha posto le basi per una partecipazione meno sporadica ai numerosi bandi che usciranno nei prossimi mesi. Nell’anno 2013 era attivo il Progetto europeo di ricerca “Sign” Network Genetico transfrontaliero (progetto transfrontaliero Italia-Slovenia). Nei primi mesi dell’anno sono stati definiti gli aspetti certificativi relativi al rimborso delle risorse rendicontate nel corso dell’anno 2012 e attivate le procedure per l’acquisto delle attrezzature informatiche e l’attivazione di borse di studio. Nel corso dell’anno sono stati predisposti la terza e quarta relazione del beneficiario comprendente il workflow europeo della ricerca, i supporti documentali e le ulteriori certificazioni richieste (qualifica del personale, estremi dei pagamenti, documentazione inerenti alle borse di studio, richieste di variazione del budget). A seguito di gara d’appalto, nel mese di Luglio, è stato siglato un contratto per il servizio di assistenza tecnica per l’accesso, la partecipazione a progetti sostenuti da finanza pubblica (fondi europei) e la relativa gestione con un apporto consulenziale esterno. Fra Luglio 2013 e Dicembre 2013 sono state realizzate le seguenti attività: a) realizzazione e attivazione di una piattaforma informativa e collaborativa per la gestione e realizzazione del 166 esterna, al fine di poter creare un gruppo di professionisti in grado di monitorare il corretto andamento di tutte le sperimentazioni cliniche svolte all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. Fra i diversi progetti attivati nel corso dell’anno 2013 almeno tre hanno un notevole impatto sulle attività clinico assistenziali: • II progetto denominato “Definizione di un Decision Support System (DSS) per migliorare l’appropriatezza nella ripetizione della richiesta di esami di laboratorio”, ha l’obiettivo di migliorare la performance organizzativa e di individuare delle aree di economia attraverso il miglioramento nell’appropriatezza della richiesta degli esami di laboratorio. Il lavoro, in corso di realizzazione, si basa su regole formalizzate e condivise tra i medici specialisti, che recepite nel DSS, permettono di ricevere un flag all’atto della richiesta di un esame di laboratorio per il quale il paziente ne ha già uno che presenta validità nel periodo considerato. • “BRAin VEnous DRainage Eploited Against Multiple Sclerosis” è uno studio randomizzato multicentrico per la valutazione dell’efficacia e sicurezza dell’intervento di disostruzione delle vene extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla è finalizzato a valutare l’efficacia e la sicurezza dell’angioplastica dilatativa alle vene nel controllo dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI). Prevede l’arruolamento di circa 380 pazienti in 10 diversi centri italiani ed è in doppio cieco, in quanto confronta gli esiti di un gruppo di essi che durante l’intervento sono sottoposti a flebografia diagnostica e angioplastica venosa con un gruppo di controllo cui è praticata la sola flebografia diagnostica. • Invece gli scopi dello studio “Implementazione di un programma per migliorare la riabilitazione (Enhanced Recovery After Surgery – ERAS) dopo resezione colo-rettale” sono i seguenti: 1. determinare la possibilità di realizzare un programma ERAS di chirurgia colo-rettale nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara; 2. analizzare gli ostacoli all’implementazione di un programma ERAS di chirurgia colo-rettale in un ospedale universitario italiano; 3. valutare il grado di soddisfazione dei pazienti italiani seguiti con cure peri-operatorie ERAS; 4. valutare costo-efficacia e costo-beneficio del programma in Italia; 5. determinare quali elementi del protocollo siano predittivi indipendenti di una più rapida ripresa postoperatoria. servizio (workflow) e creazione e proceduralizzazione di un sistema interno di informazione (strutturata e non strutturata) dedicato ai progetti; b) attività di formazione: sei giornate per un totale di n.33 ore dedicate alle basi giuridiche europee della ricerca (regolamenti e atti programmatori) e al project cycle management. c) Analisi dei punti di forza aziendali: incontri fra l’Ufficio Ricerca, la ditta consulente ed i dirigenti responsabili dei servizi aziendali di Formazione e Aggiornamento, Area Comunicazione e Accoglienza, Dipartimento Interaziendale ICT, Direzione Medica di Presidio, Staff AcQuaRI, Programmazione e Controllo di gestione, Dipartimento Farmaceutico Interaziendale; incontri di presentazione in Collegio di Direzione e nel Board aziendale; d) Diffusione prime call UE: diffusione tramite il portale della ricerca OSPFE-ditta consulente dei bandi europei pubblicati il 13.12.2013. Nel corso dell’anno 2013 l’Ufficio Ricerca Innovazione ha partecipato ai gruppi di lavoro organizzati dall’Agenzia Sanitaria Sociale Regionale dedicati all’European Innovation Partnership (supporto alla realizzazione di parternariati europei) in merito all’ Active Healthy Ageing (invecchiamento sano e attivo), una delle priorità individuate in Europa 2020, in particolare ai lavori del gruppo B3 “Integrated Care”. 6.3 Politiche per la ricerca e l’innovazione Durante l’anno 2013 si è avviata la creazione di una task force di supporto metodologico e statistico che ha previsto due corsi formativi: • il primo inerente alla partecipazione ad un Master Universitario di II livello biennale “Scuola di Ricerca Clinica ed Epidemiologica” dello IUSS di sei professionisti interni all’Azienda, individuati dall’Ufficio Ricerca Innovazione, che con il master acquisiranno la qualifica di “Ricercatore Clinico” e saranno a disposizione dell’Azienda come “Esperti Aziendali” della Ricerca; • il secondo “Formazione alla ricerca e creazione dei research network” (Progetto PRU Area 3 finanziato dalla RER) ha visto il coinvolgimento oltre ai 6 professionisti in qualità di coordinatori durante le esercitazioni, anche di due professionisti per Dipartimento, indicati dallo stesso. Entrambi i percorsi vedranno la loro conclusione alla fine dell’anno 2014. I sei professionisti partecipanti al Master “Scuola di Ricerca Clinica ed Epidemiologica” ai quali verranno aggiunte altre figure simili parteciperanno ad un corso formativo di monitor per la ricerca clinica che verrà svolto da una CRO (Clinical Research Organization) 167 nuovo organo hanno fatto riferimento sino alla data del 31 dicembre 2013 i seguenti enti/aziende: AUSL Bologna, AUSL Imola, AUSL Ferrara, AOU Ferrara, Università di Ferrara, IRCCS Scienze Neurologiche di Bologna. Il Comitato Etico ha continuato la propria attività di valutazione dei protocolli scientifici presentati dai Professionisti e nel corso dell’anno è stato diverse volte coinvolto da varie Unità Operative aziendali, in merito al rilascio di pareri in relazione a procedure cliniche, all’uso compassionevole dei farmaci ed anche i merito a pareri medico legali su particolari esecuzioni di prestazioni cliniche. Il Comitato Etico ha continuato la propria attività di valutazione dei protocolli scientifici presentati dai Professionisti e nel corso dell’anno è stato diverse volte coinvolto da varie Unità Operative aziendali, in merito al rilascio di pareri in relazione a procedure cliniche, all’uso compassionevole dei farmaci ed anche i merito a pareri medico legali su particolari esecuzioni di prestazioni cliniche. Il Personale dell’Ufficio Ricerca e Innovazione riveste il ruolo di Segreteria Amministrativa del Comitato Etico svolgendo le mansioni tipiche dedicate, quali: 1. Fase informazione, accoglienza e istruttoria pre Comitato Etico; 2. Fase post Comitato Etico (gestione verbale, ecc.) 3. Aspetti assicurativi 4. Monitoraggio Database AIFA 5. Predisposizione report periodici per monitoraggio attività e riesame gestione studi clinici 6. Archiviazione della documentazione relativa agli studi clinici 6.4 Incentivazione dello sviluppo di collaborazioni con altre istituzioni Nell’anno 2013 è proseguita l’attività di ricerca del Programma Ricerca Regione Università avviato nel 2008. Nel 2013 erano in corso 3 Progetti approvati dalla Regione che vedevano la nostra azienda come capofila, e in altri 17 era centro collaboratore. Entrambe le tipologie vedono la collaborazione attiva di altre Aziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna e di Dipartimenti dell’Università di Ferrara (convenzionati o meno con l’Azienda), favorendo così l’integrazione della componente aziendale con la componente universitaria in materia di ricerca. L’Azienda ha siglato con le altre aziende sanitarie coinvolte nel Programma di ricerca, dei Protocolli d’Intesa per regolamentare i rapporti con le stesse e stabilire le quote di finanziamento da erogare o da introitare. L’Ufficio Ricerca ed innovazione ha svolto un ruolo fondamentale per la gestione amministrativo-contabile dei progetti e relativi finanziamenti. Ha intrattenuto costanti e regolari rapporti con tutte le aziende e dipartimenti coinvolti nei predetti progetti di ricerca. In particolare ha svolto un ruolo di intermediazione fra le unità partecipanti ai progetti e le Direzioni Aziendali preposte all’attivazione di figure professionali coinvolte nei progetti (borse di studio, assegni di ricerca ecc.), o preposte alle acquisizioni di materiali, attrezzature e quant’altro necessario alla riuscita dell’attività di ricerca. Ha provveduto a trasmettere alla Segreteria Scientifico-Organizzativa del Programma di Ricerca Regione Università, istituita presso l’Agenzia Sanitaria, le relazioni scientifiche, stilate dai Responsabili Scientifici dei progetti e le relative relazioni economiche, stilate dall’Ufficio Ricerca stesso. L’attività di Segreteria Amministrativa a supporto del Comitato Etico ha comportato l’organizzazione e la partecipazione a 11 sedute del C.E., la redazione e la trasmissione dei relativi verbali, la predisposizione del Bilancio “Gestione proventi” e la liquidazione compensi dei componenti. L’attività del 2013 ha visto la valutazione di 151 studi presentati, dei quali 141 sono stati approvati, così distinti: 6.5 Il Comitato Etico Visto il decreto-legge 13 settembre 2012 n. 158 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012 n. 189, recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, il Ministero della Salute ha emanato il decreto 8 febbraio 2013 dal titolo: “Criteri per la composizione e il funzionamento dei Comitati Etici”. A seguito dei contenuti di questa normativa la Regione Emilia Romagna aveva disposto la riduzione e l’accorpamento dei pre-esistenti Comitati Etici regionali. Il Comitato Etico della Provincia di Ferrara – che ha terminato il suo mandato in data 30 giugno 2013 – si è pertanto ricostituito nel mese di settembre 2013 dando luogo ad un Comitato Etico Interaziendale di Area Vasta Bologna-Imola-Ferrara (CE-BIF). A questo In sospeso Sospesi e approvati al secondo esame Studi commerciali sponsorizzati Studi no profit (ISS-AIFA-Ministero-Regione) Studi no profit promossi da altri enti Studi spontanei Uso compassionevole Totale 168 4 7 39 15 45 49 3 151 Pareri unici rilasciati Emendamenti sostanziali valutati 8 108 Contratti per studi clinici stipulati (*) 44 Autorizzazioni rilasciate dalla Direzione (*) 61 Totale studi autorizzati 105 (*) Il dato risulta diverso dal totale riportato poco sopra poiché spesso gli studi valutati nelle sedute del Comitato Etico dei mesi conclusi di ciascun anno vengono autorizzati o contrattualizzati l’anno successivo. Nel corso dell’anno 2013 è proseguito il monitoraggio della Farmacologia Clinica con il supporto dell’Ufficio Ricerca Innovazione degli studi approvati dal Comitato Etico ed autorizzati dalla Direzione Aziendale. L’U.O. di Farmacologia Clinica si occupa della valutazione, in particolare degli eventi avversi verificatisi nel corso della sperimentazione, accertandone la tempestiva segnalazione alla Segreteria Tecnico-Scientifica per gli adempimenti di competenza. 6.6 Attività universitarie in rapporto all’Azienda 6.6.1 Ricerca Nel corso del 2013 hanno operato in azienda in totale 122 Assegnisti di ricerca, 64 con docente di riferimento convenzionato dei quali 25 svolgono anche attività assistenziale presso l’azienda e 33 Assegnisti con docente di riferimento non convenzionato. Tabella 6.1 - Dottorati di Ricerca della Macroarea Medico-Biologica nell’anno 2013 Denominazione Dottorato Coordinatore Iscritti I anno Iscritti II anno Iscritti III anno BIOCHIMICA, BIOLOGIA MOLECOLARE E BIOTECNOLOGIE Prof. Francesco Bernardi 15 9 10 BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA E AMBIENTALE Prof. Guido Barbujani 7 3 4 FARMACOLOGIA E ONCOLOGIA MOLECOLARE Prof. Antonio Cuneo 16 16 14 SCIENZE BIOMEDICHE Prof.Silvano Capitani 8 9 3 Fonte: Università degli studi di Ferrara Finanziamenti Le tavole seguenti evidenziano i finanziamenti del 2012 classificati per tipologia e allocazione Tabella 6.2 - Finanziamenti e fondi in riferimento all’attività di ricerca Finanziatori Importo Enti pubblici nazionali € 3.234.039,78 Enti pubblici internazionali € 1.058.754,51 Privati non profit (es. fondazioni, associazioni) € 1.025.263,41 Privati profit (aziende farmaceutiche e biomedicali) € 740.151,35 Fonte: Università degli studi di Ferrara 169 La tabella mostra le Risorse finanziarie ottenute per attività di ricerca dai dipartimenti medici: di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale, Scienze biomediche e chirurgico specialistiche, Scienze mediche. Non è stato possibile determinare i progetti riferibili a ciascun docente in convenzione. Il dato si riferisce quindi agli importi complessivi (dato di cassa) ricevuti dai dipartimenti di afferenza dei docenti nel corso dell’anno 2013. Le tavole successive mostrano i dati relativi al Fondo Ateneo per la Ricerca locale negli anni 2013 e 2012 Tabella 6.3 - Fondo di Ateneo per la Ricerca Locale (FAR) - Anno 2013 Area statutaria Subarea Comm.scientif. Dipartim. (dal 1/10/2012) Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 1.715 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.822 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 1.760 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 2.196 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 5.808 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 1.309 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche €0 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 5.496 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 8.870 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 1.586 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.660 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche €13.137 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 1.919 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 12.146 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.626 e chirurgiche medicina sperimentale Area 3 Scienze biomediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.278 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche 170 FAR 2013 € 5.579 € 2.335 € 7.600 Area statutaria Subarea Comm.scientif. Dipartim. (dal 1/10/2012) Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 2.853 e chirurgiche medicina sperimentale Area 3 Scienze biomediche 05/07 scienze bio- Morfologia, chirurgia e € 13.276 logiche e scienze medicina sperimentale agrarie Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 0 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 5.629 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 15.085 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 2.004 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 8.062 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 3.983 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 4.773 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.564 TOTALE FAR 2013 € 7.595 € 162.666 Fonte: Università degli studi di Ferrara Tabella 6.4 - Fondo di Ateneo per la Ricerca Locale (FAR) - Anno 2012 Area statutaria Subarea Comm.scientif. Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 9.086 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.290 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 1.582 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 3.503 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 5.396 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 2.763 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche 171 Dipartim. (dal 1/10/2012) FAR 2012 € 6.407 € 4.305 Area statutaria Subarea Comm.scientif. Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 3.539 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 1.514 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 7.128 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.155 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 1.291 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 9.061 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 3 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 4.569 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.176 e chirurgiche medicina sperimentale Area 3 Scienze biomediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.008 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 3.111 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.426 e chirurgiche medicina sperimentale Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 5.504 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 14.662 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.440 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 5.897 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 2.842 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 7.689 e chirurgiche chirurgico specialistiche Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 8.113 Area 4 Scienze mediche 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.263 Area 4 Scienze chirurgiche 06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 13.297 e chirurgiche medicina sperimentale 172 Dipartim. (dal 1/10/2012) FAR 2012 € 4.790 € 8.810 Area statutaria Subarea Scienze mediche Comm.scientif. Dipartim. (dal 1/10/2012) FAR 2012 06 scienze mediche Scienze mediche e chirurgiche € 6.137 TOTALE € 174.754 Fonte: Università degli studi di Ferrara Progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione Tabella 6.5 - Progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione con azienda ospedaliera universitaria Anno 2013 TITOLO DEL PROGETTO AREA DISCIPLINARE INIZIO SCADENZA PROGR. UE U.O. AZIENDA COINVOLTE NUMERO PARTECIPANTI ALLA RICERCA UNIVERSITARI CONVENZIONATI UNIVERSITARI NON CONVENZIONATI DEL SSR AirPROM - Airway Disease PRedicting Outcomes through Patient Specific Computational Modelling Medicina Clinica e Sperimentale 01/03/2011 28/02/2016 7° PQ - ICT dato non disponibile 1 (docente) 0 dato non disponibile NEUROMICS - Integrated European -omics research project for diagnosis and therapy in rare neuromuscular and neurodegenerative diseases Scienze Mediche 01/10/2012 30/09/2017 7° PQ HEALTH dato non disponibile 2 (docente e ricercatore) 5 (4 assegnisti, 1 dottorando 2° anno) dato non disponibile EPIXCHANGE - Innova- Scienze tive gene therapies for Mediche epilepsy treatment 01/12/2011 30/11/2015 7° PQ - People IAPP dato non disponibile 1 (docente) 0 dato non disponibile PANGeA - Telesna aktivnost in prehrana za kakovostno staranje / Attività fisica e nutrizione per un invecchiamento di qualità Medicina Clinica e Sperimentale 01/10/2011 30/09/2014 Interreg ItaliaSlovenia dato non disponibile 1 (ricercatrice) 1 (tecnico) dato non disponibile TRANS-2-CARE Medicina Clinica e Sperimentale 01/04/2011 30/09/2014 Interreg ItaliaSlovenia dato non disponibile 1 (docente) 2 (1 amministrativo, 1 co.co. co) dato non disponibile Fonte: Università degli studi di Ferrara NR. PROGETTI 5 NR. PROGETTI NEI QUALI UN DIPENDENTE DELL’AZIENDA E’ CAPOFILA O RESPONSABILE SCIENTIFICO 1 NR. COORDINATORI/RESPONSABILI DI PROGETTO: - UNIVERSITARI 5 - DEL SSR 0 Fonte: Università degli studi di Ferrara Su 5 progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione, tutti hanno Coordinatori o Responsabili universitari. 173 Pubblicazioni Nel corso del 2013 sono state prodotte le seguenti pubblicazioni, classificabili per tipologia e quantità. Va tenuto presente che i dati di seguito riportati sono suddivisi per Dipartimenti Universitari, individuati in base al criterio di afferenza di personale medico strutturato e non, docente/ricercatore e non. Tabella 6.6 – Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Scienze biomediche e chirurgico specialistiche Tipologia Catalogo Ateneo Totale Percentuale considerati Contributo in volume (Capitolo, articolo) 3 2,8% Articolo su rivista 96 88,9% Contributi in atti di convegno (in Rivista) 1 1,0% Contributi in atti di convegno (in Volume) 1 1,0% Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume 4 3,8% Poster 3 2,8% NON SPECIFICATO 0 0,0% Fonte: Università degli studi di Ferrara Tabella 6.7 - Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale Tipologia Catalogo Ateneo Totale Percentuale considerati 2 1,2% 155 86,2% 8 4,5% Contributo in volume (Capitolo, articolo) Articolo su rivista Abstract (Riassunto) su rivista Contributi in atti di convegno (in Rivista) 1 0,6% Contributi in atti di convegno (in Volume) 1 0,6% Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume 7 3,9% Poster 2 1,2% Coordinamento Prog.Ricerca Naz. ed Internaz. 3 1,7% Direzione o Responsabilità Riviste 1 0,6% NON SPECIFICATO 0 0,0% Totale Percentuale considerati Monografia o Trattato Scientifico 1 0,4% Contributo in volume (Capitolo, articolo) 22 6,8% Traduzione in volume 2 0,7% 256 78,3% Fonte: Università degli studi di Ferrara Tabella 6.8 - Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Scienze mediche Tipologia Catalogo Ateneo Articolo su rivista Abstract (Riassunto) su rivista 5 1,6% Contributi in atti di convegno (in Rivista) 3 1,0% Contributi in atti di convegno (in Volume) 5 1,6% Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume 30 9,2% Poster 1 0,4% Cura di Atti, Volumi, Cataloghi e numeri speciali di riviste 1 0,4% Direzione o Responsabilità Riviste 1 0,4% NON SPECIFICATO 0 0,0% Fonte: Università degli studi di Ferrara 174 Impact Factor L'impact Factor (IF), è un indicatore che viene largamente utilizzato nel mondo scientifico per valutare in modo oggettivo il valore delle pubblicazioni, delle istituzioni di ricerca e degli stessi ricercatori. La base su cui è calcolato l’Impact Factor è costituita dalle pubblicazioni scientifiche. Queste hanno un grande valore non solo per il loro intrinseco contenuto informativo ma anche perchè costituiscono un elemento di valutazione che, attraverso le citazioni viene utilizzato in vari campi: • Risultati della ricerca (valutazione degli obiettivi raggiunti); • Personale (valutazione dell'importanza dell’autore); • Istituzionale (valutazione dell'importanza dell’Ente di ricerca); • Bibliografico/Editoriale (valutazione dell'importanza della rivista). L’entità dell’indicatore è direttamente proporzionale al valore attribuito alla pubblicazione. Occorre comunque considerare che l’impact factor può presentare valori sensibilmente diversi in relazione alla tipologia o categoria della rivista. La tavola successiva mostra quali sono le fasce di impact factor delle pubblicazioni indicizzate sulla Banca Dati Pub Med, nelle quali tra gli autori vi sia personale ospedaliero e/o universitario convenzionato. Tabella 6.9 - Fasce di Impact factor. Anni 2012-2013 Intervallo valori di Impact factor % di pubblicazioni 2012 2013 Impact factor da 0 a 1 4,90% 4,90% Impact factor da 1,01 a 5 79,72% 81,12% Impact factor da 5,01 a 10 9,79% 9,09% Impact factor da 10,01 a 15 4,20% 2,80% Impact factor superiore a 15,01 1,40% 2,10% Stringa di ricerca internet (Pub Med): 2012[pdac]AND ferrara[ad] La valutazione della Qualità della Ricerca Con il Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) n. 17 del 15 luglio 2011 ha preso avvio la Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 (VQR 2004-2010). Tale decreto ha disciplinato i criteri e le modalità per la realizzazione del processo di valutazione dei risultati della ricerca nel periodo 2004-2010 da parte dell’Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Tali dati sono i più recenti resi disponibili dall’ANVUR. Per la valutazione relativa all’Area 06 delle Scienze Mediche è stata utilizzata la metodologia dell’informed peer review, ovvero un mix di criteri bibliometrici e di revisione peer. L’Università di Ferrara, sulla base di una graduatoria di prodotti “attesi” si trova nel gruppo degli Atenei medi. In totale le strutture valutate nell’Area 06 sono: 63 Università, 3 enti di ricerca e 7 consorzi. In sintesi: • la Facoltà medica di Ferrara è al 9° posto tra gli atenei medi; • le Scienze cliniche di Ferrara sono al 16° posto a livello nazionale; • le Scienze chirurgiche di Ferrara sono al 19° posto a livello nazionale; • l’Ateneo ha raggiunto diverse posizioni nei settori scientifico-disciplinari, come evidenziato nella tabella sottostante. 175 Tabella 6.10 - Posizione raggiunta dall’Ateneo di Ferrara in alcuni settori scientifico-disciplinari (SSD) SSD Denominazione Posizione dell'Università di Ferrara MED/04 Patologia Generale 14 MED/07 Microbiologia e Microbiologia Clinica 22 MED/08 Anatomia Patologica 24 MED/09 Medicina Interna 4 MED/13 Endocrinologia 4 MED/15 Malattie del Sangue 10 MED/18 Chirurgia Generale 13 MED/28 Malattie Odontostomatologiche 15 MED/30 Malattie Apparato Visivo 10 MED/31 Otorinolaringoiatria 8 MED/36 Diagnostica per Immagini e Radioterapia 15 MED/38 Pediatria Generale e Specialistica 11 MED/40 Ginecologia e Ostetricia 12 MED/42 Igiene Generale e Applicata 8 Fonte: ANVUR 6.6.2 Didattica Nell’anno 2013 il personale dell’Università di Ferrara che ha svolto attività assistenziale o con ricaduta assistenziale presso l’azienda ospedaliera è composto di 21 Professori Ordinari, 27 Professori Associati, 49 Ricercatori e 43 tra Tecnici e Amministrativi. Nelle tavole seguenti sono evidenziati i master di interesse medico attivi nell A.A 2012/13 e la situazione dei corsi di laurea attivati per la professione medica e le altre professioni sanitarie. Tabella 6.11 – Master A.A. 2012/13 Denominazione corso Tipologia Iscritti A.A. 2012/13 maschi femmine SCIENZA E TECNOLOGIA DEI RADIOFARMACI Master di Secondo Livello 1 3 SCUOLA DI RICERCA CLINICA ED EPIDEMIOLOGICA: FOCUS SU MONITORAGGIO, QUALITÀ E STATISTICA Master di Secondo Livello 5 10 PREVENZIONE E SALUTE: FOCUS SUL RISCHIO CARDIOVASCOLARE Master di Primo Livello 1 6 MANAGEMENT PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE (AREA INFERMIERISTICA, OSTETRICA, TECNICO SANITARIE, RIABILITATIVA) Master di Primo Livello 6 14 Fonte: Università degli studi di Ferrara 176 Tabella 6.12 - Iscritti totali (compresi i cessati per rinuncia, decadenza o trasferimento in uscita) ex Facoltà di Medicina e Chirurgia a.a. 2012/13 2012/2013 Iscritti IC Corsi di Studio 1 2 Corso di Laurea (DM 270) 10 Corso di Laurea (DM 509) - Iscritti IC Iscritti FC Totale iscritti (IC+FC) 3 4 5 6 Totale Totale 8 - - - - 18 0 18 - 8 - - - 8 3 11 - - 26 - - - 26 6 32 30 27 - - - - 57 2 59 Corso di Laurea (DM 270) 31 29 - - - - 60 3 63 Corso di Laurea (DM 509) - - 24 - - - 24 0 24 Corso di Laurea (DM 270) 20 20 - - - - 40 0 40 Corso di Laurea (DM 509) - - 19 - - - 19 0 19 - - - 21 - - 21 2 23 Corso di Laurea (DM 270) 10 9 - - - - 19 0 19 Corso di Laurea (DM 509) - - 10 - - - 10 1 11 Corso di Laurea (DM 270) 145 132 - - - - 277 24 301 Corso di Laurea (DM 509) - - 143 - - - 143 96 239 Corso di Laurea (DM 270) 34 31 - - - - 65 8 73 Corso di Laurea (DM 509) - - 26 - - - 26 16 42 Corso di Laurea (DM 270) 64 46 - - - - 110 14 124 Corso di Laurea (DM 509) - - 33 - - - 33 29 62 Corso di Laurea (DM 270) 13 10 - - - - 23 0 23 Corso di Laurea (DM 509) - - 9 - - - 9 2 11 DIETISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI DIETISTA) EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA IN EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO) Corso di Laurea (DM 509) EDUCAZIONE PROFESSIONALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI EDUCATORE PROFESSIONALE) Corso di Laurea (DM 270) FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI FISIOTERAPISTA) FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI FISIOTERAPISTA) - SEDE DI BOLZANO FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI FISIOTERAPISTA) - SEDE DI FAENZA Corso di Laurea (DM 509) IGIENE DENTALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI IGIENISTA DENTALE) INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI INFERMIERE) INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI INFERMIERE) - SEDE DI CODIGORO INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI INFERMIERE) (PIEVE DI CENTO) LOGOPEDIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI LOGOPEDISTA) MEDICINA E CHIRURGIA Corso di Laurea a Ciclo Unico 6 anni Corso di Laurea Magistrale Ciclo Unico 6 anni - - - - 146 215 361 201 562 221 212 173 147 - - 753 5 758 - - - - - - 0 69 69 - - - - - - 0 20 20 - - - - - - 0 9 9 MEDICINA E CHIRURGIA (Nuovissimo Ordinamento) Corso di Laurea MEDICINA E CHIRURGIA (Nuovo Ordinamento) Corso di Laurea MEDICINA E CHIRURGIA (Vecchio Ordinamento) Corso di Laurea ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA Corso di Laurea a Ciclo Unico 5 anni Corso di Laurea Magistrale Ciclo Unico 6 anni - - - - 16 - 16 6 22 15 12 11 15 - - 53 0 53 - - 8 - - - 8 1 9 ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI ORTOTTISTA ED ASSISTENTE DI OFTALMOLOGIA ) Corso di Laurea (DM 509) 177 2012/2013 Iscritti IC Corsi di Studio Iscritti IC Iscritti FC Totale iscritti (IC+FC) 1 2 3 4 5 6 Totale Totale 10 9 - - - - 19 0 19 Corso di Laurea (DM 270) 20 17 - - - - 37 2 39 Corso di Laurea (DM 509) - - 19 - - - 19 9 28 - - - - - - 0 4 4 25 12 - - - - 37 0 37 - - - - - - 0 1 1 ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI ORTOTTISTA ED ASSISTENTE DI OFTALMOLOGIA) Corso di Laurea (DM 270) OSTETRICIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI OSTETRICA/O) SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE Corso di Laurea Specialistica SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE TECNICHE DIAGNOSTICHE Corso di Laurea Magistrale Corso di Laurea Specialistica SCIENZE E TECNICHE DELL'ATTIVITA' MOTORIA PREVENTIVA E ADATTATA Corso di Laurea Specialistica Corso di Laurea Magistrale - - - - - - 0 2 2 33 35 - - - - 68 6 74 31 17 - - - - 48 1 49 - - - - 0 11 11 SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE Corso di Laurea Magistrale Corso di Laurea Specialistica SCIENZE MOTORIE - - - - - - 0 1 1 Corso di Laurea (DM 270) 133 106 97 - - - 336 51 387 Corso di Laurea (DM 599) - - - - - - 0 70 70 25 11 - - - - 36 0 36 Corso di Laurea (DM 270) 10 9 - - - - 19 0 19 Corso di Laurea (DM 509) - - 11 - - - 11 0 11 - - 18 - - - 18 1 19 Corso di Laurea (DM 270) 16 14 - - - - 30 1 31 Corso di Laurea (DM 509) - - 14 - - - 14 2 16 Corso di Laurea (DM 270) 42 38 - - - - 80 0 80 Corso di Laurea (DM 509) - - 36 - - - 36 7 43 938 804 706 162 162 215 2987 686 3673 Corso di Laurea SCIENZE RIABILITATIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE Corso di Laurea Magistrale TECNICA DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA) TECNICHE AUDIOPROTESICHE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI AUDIOPROTESISTA) Corso di Laurea (DM 509) TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DI LABORATORIO BIOMEDICO) TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DI RADIOLOGIA MEDICA) Fonte: Università degli studi di Ferrara 178 Scuole di Specializzazione Le tavole successive descrivono il quadro per Scuole di Specializzazione, le tipologie, gli iscritti negli anni di corso previsti. Per quanto riguarda la formazione medico-specialistica, il numero di scuole con struttura di sede nell’azienda sono 33 e vedono 531 medici iscritti; di questi nell’anno Accademico 2012-2013 se ne sono diplomati 66. A seguito della contrattualizzazione dei medici in formazione specialistica a partire dal 2006/07, l’anno accademico viene a coincidere con l’anno di contratto con conseguente ricaduta in termini di scadenza per la conclusione del percorso formativo. Tabella 6.13 - Elenco delle Scuole di Specializzazione con struttura di sede nell’azienda (aggiornato al 2013) N. DENOMINAZIONE DELLA SCUOLA 1 ANATOMIA PATOLOGICA 2 ANESTESIA E RIANIMAZIONE 3 AUDIOLOGIA E FONIATRIA 4 CARDIOLOGIA 5 CHIRURGIA GENERALE (ind.Chirurgia d’urgenza) 6 CHIRURGIA GENERALE (Ind.Chirurgia generale) 7 CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE 8 CHIRURGIA PEDIATRICA 9 CHIRURGIA TORACICA 10 CHIRURGIA VASCOLARE 11 DERMATOLOGIA E VENEROLOGIA 12 EMATOLOGIA 13 ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO 14 GASTROENTEROLOGIA 15 GENETICA MEDICA 16 GINECOLOGIA ED OSTETRICIA 17 MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO 18 MALATTIE INFETTIVE 19 MEDICINA DEL LAVORO 20 MEDICINA INTERNA 21 MEDICINA LEGALE 22 MEDICINA NUCLEARE 23 NEUROCHIRURGIA 24 NEUROLOGIA 25 OFTALMOLOGIA 26 ONCOLOGIA 27 ORTOGNATODONZIA 28 ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 29 OTORINOLARINGOIATRIA 30 PATOLOGIA CLINICA 31 PEDIATRIA 32 RADIODIAGNOSTICA 33 REUMATOLOGIA Fonte: Università degli studi di Ferrara 179 Le tabelle seguenti mostrano gli iscritti alle Scuole di Specializzazione con specifica dell’anno; in colore rosso sono evidenziati gli iscritti soprannumerari (riservatari gia dipendenti del SSN), compresi nei totali e in colore blu gli iscritti in qualità di medici militari. Si precisa che i dati sono comprensivi di 66 medici in formazione contrattualizzati che hanno conseguito il titolo nel 2013. Tabella 6.14 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A. 2012/2013 Nuovo ordinamento Medici in Formazione Scuola di Specializzazione Iscritti I anno Iscritti II anno Iscritti III anno Iscritti IV anno Iscritti V anno dal 08/08/2013 dal 05/07/2012 dal 30/06/2011 dal 17/05/2010 dal 30/06/2009 Assegnazioni all’Ateneo Sede di di Ferrara Sede di Ferrara come Sede Ferrara aggregata (non capofila) ANATOMIA PATOLOGICA ANESTESIA RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA 1 11 Assegnazioni all’Ateneo di Sede di Ferrara come Ferrara Sede federata (non capofila) 1 9 AUDIOLOGIA E FONIATRIA 1 Assegnazioni Totale Assegnazioni Assegnazioni all’Ateneo frequentanti all’Ateneo di Sede all’Ateneo di Sede di di Ferrara Ferrara come di Ferrara come Ferrara come Sede Sede federata Ferrara Sede federata federata (non (non capofila) (non capofila) capofila) 1 11 1 1 12 9 5 52 1 2 MALATTIE DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE 5 5 7 4 4 25 CHIRUGIA GENERALE 4 5 6 5 5 25 CHIRURGIA MAXILLOFACCIALE 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1 3 CHIRURGIA PEDIATRICA CHIRURGIA TORACICA 1 (*) 1 6 (*) CHIRURGIA VASCOLARE 1 1 1 1 1 5 DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA 1 1 1 1 1 5 EMATOLOGIA ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO 1 3 1 3 1 3 1 1 3 (1) 3 GASTROENTEROLOGIA 1 1 1 GENETICA MEDICA 1 1 1 2 1 1 5 15 (1) 1 6 5 GINECOLOGIA ED OSTETRICIA 4 4 4 3 3 18 IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA 3 4 (1) 3 1 1 12 (1) 2 12 MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO 2 2 MALATTIE INFETTIVE 1 1 MEDICINA DEL LAVORO MEDICINA DELLO SPORT 1 2 2 2 1 1 4 1 1 1 1 4 1 1 1 1 MEDICINA INTERNA 5 4 4 3 MEDICINA LEGALE 4 (1) 3 5 (1) 5 (1) MEDICINA NUCLEARE 3 3 (1) 1 NEUROCHIRURGIA 2 2 (1) 2 9 7 8 7 5 3 30 ONCOLOGIA MEDICA 4 4 4 4 2 18 ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA 5 4 5 3 3 20 OTORINOLARINGOIATRIA 7 6 (1) 4 7 2 26 PEDIATRIA 2 2 1 2 3 (*) 3 OFTALMOLOGIA PATOLOGIA CLINICA 1 20 (4) 1 (*) 1 1 NEUROLOGIA 5 19 2 1 1 7 7 7 6 5 7 32 PSICHIATRIA 3 2 4 3 2 14 RADIODIAGNOSTICA 4 5 6 6 6 REUMATOLOGIA TOTALI 1 76 (1) 16 1 75(1) (1) 16 1 79 (1) Fonte: Università degli studi di Ferrara 180 18 3 71 (1) 22 27 7 1(*) 63 (2) (*3) 16 451 (6)(*2) (*) Gli iscritti al quinto anno in Reumatologia, Medicina nucleare e Chirurgia maxillo-facciale inseriti nella colonna “sede di Ferrara” sono effettivamente iscritti a Ferrara in quanto derivanti da finanziamenti esterni formalizzati dall’Università di Ferrara, anche se la Scuola è Federata ove Ferrara non è capofila. Tabella 6.15 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A 2012/2013 Vecchio ordinamento Medici in Formazione Specialistica Scuola di Specializzazione IV anno V anno VI anno Totale Iscritti 1 1 2 3 3 6 4 4 8 ANATOMIA PATOLOGICA ANESTESIA E RIANIMAZIONE AUDIOLOGIA E FONIATRIA CARDIOLOGIA CHIRURGIA GENERALE INDIRIZZO CHIRURGIA GENERALE CHIRURGIA GENERALE INDIRIZZO CHIRURGIA D’URGENZA CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE CHIRURGIA PEDIATRICA CHIRURGIA TORACICA CHIRURGIA VASCOLARE DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA EMATOLOGIA ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO GASTROENTEROLOGIA GENETICA MEDICA GINECOLOGIA ED OSTETRICIA IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO MALATTIE INFETTIVE MEDICINA DEL LAVORO MEDICINA DELLO SPORT MEDICINA INTERNA MEDICINA LEGALE MEDICINA NUCLEARE NEFROLOGIA NEUROCHIRURGIA NEUROLOGIA OFTALMOLOGIA ONCOLOGIA ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA OTORINOLARINGOIATRIA PATOLOGIA CLINICA PEDIATRIA PSICHIATRIA RADIODIAGNOSTICA REUMATOLOGIA TOTALI Fonte: Università degli studi di Ferrara 181 Tabella 6.16 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A 2012/2013 Scuole sanitarie N. Iscritti per anno Scuola di Specializzazione IV anno V anno Totale I anno II anno III anno 24 24 24 72 24 24 24 72 Iscritti GENETICA MEDICA IND. TECNICO ORTOGNATODONZIA PATOLOGIA CLINICA IND. TECNICO TOTALI Fonte: Università degli studi di Ferrara Tabella 6.17 - Medici in formazione specialistica che hanno conseguito il titolo nell’anno 2013. Area MedicoChirurgica Scuola di Specializzazione N. specializzati nell’anno 2013 Anatomia Patologica 1 Anestesia e Rianimazione 3 Audiologia e Foniatria 0 Cardiologia 4 Chir. Gen - Ind Chirurgia d’urgenza 1 Chir. Gen - Ind Chirurgia Generale 4 Chirurgia Maxillo-Facciale 2 Chirurgia Pediatrica 1 Chirurgia Toracica 1 Chirurgia Vascolare 1 Dermatologia e Venerologia 0 Ematologia 0 Endocrinologia e Mal. del Ricambio 2 Gastroenterologia 0 Genetica Medica (Ind. Medico) 0 Ginecologia ed Ostetricia 6 Igiene e Medicina Preventiva 0 Malattie dell’Apparato Respiratorio 0 Malattie Infettive 0 Medicina del lavoro 0 Medicina dello Sport 0 Medicina Interna 3 Medicina Legale 0 Medicina Nucleare 0 Nefrologia 2 Neurochirurgia 1 Neurologia 2 Oftalmologia 0 Oncologia 0 Ortopedia e Traumatologia 2 Otorinolaringoiatria 0 Pediatria 6 Psichiatria 0 Radiodiagnostica 0 Reumatologia 0 TOTALE Fonte: Università degli studi di Ferrara 182 42 Tabella 6.18 - Medici in formazione specialistica che hanno conseguito il titolo nell’anno 2013. Area Sanitaria Scuola di Specializzazione N. specializzati nell’anno 2013 Genetica Medica 0 Ortognatodonzia 23 Patologia Clinica 1 TOTALE 24 Fonte: Università degli studi di Ferrara • 6.6.3 Processi di integrazione con l’Università Nel rispetto della mission aziendale e secondo le linee di principio descritte nell’Accordo Attuativo Locale, l’intesa con l’Università è stata un elemento costitutivo per la prosecuzione di percorsi, dalla pianificazione strategica alla definizione degli obiettivi, alla gestione condivisa delle situazioni di emergenza. Nei paragrafi seguenti vengono riportate, in parte, le evidenze descritte nel Bilancio di Missione del 2012, essendo sostanzialmente a regime nel nuovo ospedale. Alcune specificità relative all’anno 2013, sui processi di integrazione, sono state descritte nel capitolo 3. • Pianificazione e Programmazione La pianificazione strategica è stata condivisa con la componente universitaria attraverso la partecipazione continua avvenuta nella sede istituzionale del Collegio di Direzione, in particolare per: • Attività connesse all’evento del trasloco. La costruzione del cronoprogramma delle fasi e delle Unità Operative coinvolte nel trasloco verso il nuovo ospedale è sempre stata condotta in una logica di condivisione tra la gestione tecnica (a cura della Direzione Medica di presidio, della Direzione delle Professioni e delle Direzioni Tecniche) la visione strategica (a cura della Direzione Strategica) e l’analisi delle problematiche e delle priorità, valutate di concerto nel Collegio d Direzione. In sintesi il cronoprogramma è stato elaborato sotto il controllo del Collegio di Direzione e presentato formalmente a quest’ultimo per l’approvazione definitiva. • Definizione degli obiettivi collegati alla retribuzione di risultato. Sono stati condivisi e approvati tre macro-ambiti: • il trasloco verso il nuovo ospedale • l’ottimizzazione dell’efficienza organizzativa • l’equilibrio di bilancio elaborazione del piano ferie estivo, come per il 2012 rimanendo in linea con le indicazioni regionali sul risparmio programmato della spesa per il personale, l’intesa operativa tra aree a direzione ospedaliera e aree a direzione universitaria è stata un componente fondamentale per la riuscita del piano. Anche in questa circostanza, il Collegio di Direzione è stato lo strumento di condivisione e formalizzazione dei percorsi. ottimizzazione organizzativa e funzionale dell’attività operatoria. E’ stato elaborato il regolamento aziendale sull’organizzazione e l’attività di sala operatoria, reso indispensabile con l’avvio dei nuovi blocchi operatori articolati in modo diverso rispetto alla vecchia sede dell’ospedale. Tale attività è opportunamente monitorata dall’introduzione di un nuovo sistema informatico aziendale (Ormaweb). Manovra di risparmio sui beni di consumo Le basi delle strategie di razionalizzazione della spesa provenivano dalle linee guida programmatorie regionali e dalle strategie aziendali, sempre condivise in Collegio di Direzione. Anche nel 2013 le strategie hanno enfatizzato la priorità nella preservazione del ruolo e della mission aziendale, in cui la componente universitaria è essenziale: • sviluppo dell’eccellenza, • accentramento delle funzioni complesse, • garanzia di erogazione di prestazioni in urgenza. Progetti di ricerca L’attività di ricerca, in particolare verso i progetti di valenza regionale, ha rappresentato un’area di collaborazione con l’Università, ed è gestita in azienda da un ufficio specifico (Accreditamento-Qualità-RicercaInnovazione) che ne costituisce l’interfaccia con la Regione. Le attività svolte in tale ambito sono descritte nel capitolo specificamente dedicato nel Bilancio di Missione. Ottimizzazione delle risorse umane L’applicazione di strategie di ottimizzazione delle risorse umane ha trovato, nel 2013, una evidenza di processo nei seguenti ambiti: 183 lare la Formazione, nello sviluppo dell’Information Comunication Tecnology per i sistemi informativi della componente relativa agli Studenti e Specializzandi. • Integrazione e condivisione nel percorso organizzativo relativo a: • elezioni dei Comitati dei Dipartimenti ad Attività Integrata, • elezioni dei Direttori dei Dipartimenti ad Attività Integrata. Tali processi sono descritti nell’Accordo Attuativo Locale e attribuiscono all’integrazione tra Ospedale e Università un’espressione di tipo giuridico. Tecnologie L’integrazione tra assistenza e ricerca ha trovato espressione anche nello sviluppo delle tecnologie diagnostiche. In particolare nell’Azienda sono state implementate le tecnologie laboratoristiche di diagnostica molecolare: tale ambito ha trovato sviluppo in diverse discipline come l’Ematologia, l’Endocrinologia, la Reumatologia e la Genetica. Caratteristiche della struttura L’organizzazione logistica e funzionale specifica permette lo svolgimento dell’attività didattica e la frequenza degli studenti dei Corsi universitari (compresi quelli relativi alle Professioni sanitarie) e delle Scuole di Specializzazione, negli spazi dedicati dell’Ospedale di Cona. Bilancio d’esercizio Come espressione documentale, anche il Bilancio Aziendale contiene evidenze di integrazioni con l’Università, in particolare è ben definita l’allocazione delle voci di costo e di ricavo relativamente ai progetti di ricerca Regione Università. Didattica La didattica e la ricerca costituiscono uno degli ambiti in cui i processi di integrazione possono raggiungere massima enfasi, poiché direttamente ispirati alla mission dell’Ospedale, allo sviluppo dell’eccellenza, al potere di attrazione verso l’utenza extra-provinciale. In particolare è caratterizzato da: • sviluppo dell’attività didattica per le Professioni Sanitarie; • svolgimento dell’attività didattica per gli iscritti alle Scuole di Specializzazione; • attività didattica svolta dai professionisti ospedalieri nell’ambito delle Scuole di Specializzazione, delle Professioni Sanitarie e dei Corsi di Laurea; • attività di affiancamento, tutoraggio, guida di tirocinio svolta nel nuovo ospedale per le Scuole di Specializzazione, Corsi di Laurea, Laboratorio; • attività di guida di tirocinio per servizi non solo di tipo sanitario ma anche tecnico-amministrativo (ad esempio le funzioni di staff come la Programmazione e Controllo di Gestione e le funzioni tecnico-amministrative come l’Economato). Organizzazione Nell’Azienda sono state sviluppate, sia per ragioni di efficienza organizzativa aziendale, sia istituzionali-giuridiche (rispetto dell’accordo attuativo locale), attività i cui l’integrazione con l’Università costituisce componente essenziale: • Sviluppo della sinergia organizzativa nel settore amministrativo (funzioni di staff). La collaborazione organizzativa trova sviluppo tra le Direzioni delle Risorse Umane e le Funzioni di Staff, in partico184 Sala per parto in acqua 185 tunità, dei Comitati Unici di garanzia e della Violenza sulle donne e sui minori, e i risultati sono stati oggetto di ricerche e di comunicazioni presentate in Convegni regionali e nazionali. Il rispetto della Legge 125/91, della Legge 903/77 e i report nazionali e internazionali in termini di sicurezza sul lavoro sono stati oggetto di azioni di sensibilizzazione del personale sanitario. Lo sviluppo aziendale, in linea con i programmi di Area Vasta, degli strumenti di equality assessment, di analisi della coerenza e dell’ottimizzazione delle risorse per un equo accesso alle cure, di monitoraggio di specifici indicatori, la realizzazione e delibera del Board aziendale di Equality assessment, l’Equity e il Diversity management e l’integrazione con i sistemi di qualità, ha permesso lo sviluppo di una nuova cultura fra tutti gli operatori dell’Azienda e nuove modalità di formazione (laboratori, residenziali, formazione sul campo, lezioni frontali). La distribuzione equilibrata tra donne e uomini di diritti, responsabilità, equità nella spesa e nel controllo delle risorse è un processo lento e difficile, necessita comunque di un cambiamento culturale e di sempre nuovi investimenti finanziari. Gestire e valorizzare le differenze individuali delle risorse umane eterogenee è una meta ancora lontana e necessita di un approccio strategico che porti a migliorare il clima aziendale, la motivazione e la produttività, con l’utilizzo di sistemi di flessibilità. 7. Il bilancio di genere 7.1 Premessa Il Bilancio di genere è un nuovo modo di rendicontare le politiche attuate dalle pubbliche amministrazioni: rende visibile il valore delle politiche di genere e della loro necessaria applicazione in tutti i settori. Tale Bilancio ha l’obiettivo principale di fornire una chiave di lettura di come l’operato di un’organizzazione, che agisce apparentemente in maniera “neutra” nei confronti dei propri stakeholders, in realtà produca effetti diversi sugli uomini e sulle donne. Le differenze tra uomini e donne, in termini di condizioni di vita, accesso al lavoro, opportunità di carriera e partecipazione alla vita produttiva, causano la non neutralità rispetto al genere. L’adozione del Bilancio di genere implica l’integrazione di una prospettiva di genere nella definizione delle priorità e delle strategie di un ente, in questo caso dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara. Si tratta di uno strumento essenziale che l’Azienda adotta per programmare le attività nel rispetto del: • principio di equità senza differenze: l’Azienda deve occuparsi delle questioni legate al genere e ridurre le disuguaglianze tra uomini e donne; • principio di efficienza (durata della degenza, razionalizzazione dei percorsi, soddisfazione e umanizzazione); • principio di trasparenza delle politiche adottate verso i dipendenti e verso gli utenti. Grazie all’analisi di genere del cliente interno ed esterno, in Azienda è possibile superare gli ambiti di discriminazione, conoscere la relazione fra i bisogni sanitari e l’uso dei servizi sanitari, la situazione socio-economica e il ruolo delle donne e degli uomini, di qualsiasi etnia, cultura e religione e pianificare le risposte sanitarie, sviluppando le relazioni empatiche e il linguaggio della comunicazione scritta e parlata, nel rispetto della dignità della persona, dell’accessibilità, della qualità, della sicurezza e della continuità delle cure. Sul tema delle pari opportunità e dell’attenzione alle tematiche di genere nel 2013 l’Azienda ha partecipato attivamente a percorsi e progetti provinciali, di Area Vasta, regionali e nazionali, su temi riguardanti il diversity management e la conciliazione tempi di vita-tempi di lavoro, per avviare la promozione di politiche attive nelle relazioni familiari e il Percorso Equità senza differenze. Percorsi di comunicazione e sensibilizzazione interistituzionali sul tema dell’equità di genere, sono stati sviluppati al Tavolo Salute donna del Comune di Ferrara, ai Tavoli provinciali sul tema delle Pari Oppor- 3 bollini rosa: il S. Anna a misura di donna Anche per il 2013 l’Azienda Ospedaliero - Universitaria S. Anna di Ferrara, nell’ambito del Programma Bollini Rosa organizzato dall’ Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), ha visto riconfermato il riconoscimento dei tre bollini rosa (il punteggio massimo). Ogni bollino corrisponde ad un livello crescente di attenzione alla salute della donna. Tra i servizi premiati, i fiori all’occhiello dell’AOU sono stati: il progetto Darwin sulla nascita prematura, il Percorso patologie reumatiche autoimmuni in gravidanza, il centro malattie del sistema endocrino e del metabolismo, il centro di riferimento regionale patologie rare, il percorso di formazione del care-giver di pazienti con Alzheimer, per badanti straniere e care-giver informali (familiari), la chirurgia radioguidata senologica, la chirurgia onco-ricostruttiva, il progetto “118 sordi”: comunicazione con il 118 per persone colpite da patologie che compromettono le capacità uditive in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi di Ferrara, il progetto di mediazione interculturale interaziendale ‘Siamo Quello che Mangiamo’: cura, assistenza sanitaria ospedaliera/territoriale e sostegno sociale per stranieri e il percorso di attenzione multidisciplinare, 186 interprofessionale e territoriale sulla “Violenza sulle donne”. Particolare attenzione è stata riservata alla Sclerosi Multipla, con un riconoscimento ufficiale Nazionale di ONDA ottenuto nel dicembre 2013 grazie al costante impegno nel promuovere, all’interno dell’Azienda, un approccio ‘di genere’ nella definizione e nella programmazione strategica dei servizi socio-sanitari, imprescindibile per poter garantire, secondo i principi fondamentali di parità ed equità delle cure, il diritto alla salute non solo delle donne, sofferenti della patologia, ma anche degli uomini. 7.2 Genere e salute, il contesto demografico della provincia: la storia sanitaria dei dimessi nel 2012 La popolazione residente della provincia di Ferrara al 31 dicembre 2012 risultava essere di 358.116 persone di cui 186.908 donne e 171.208 uomini (dati forniti dal sito della Provincia di Ferrara). La composizione per età della popolazione in base al genere evidenzia un invecchiamento della popolazione, legato all’aumento della longevità e alla bassa natalità con maggiore presenza delle donne nelle classi di età avanzata. Figura 7.1 - Numero di dimissioni per regime di ricovero 2013 Fonte aziendale Nel 2013 i pazienti ricoverati in Azienda, in regime di ricovero ordinario sono stati 22.741 (dati registrati al momento dell’indagine), di cui 10.902 uomini e 11.839 donne. In day hospital sono stati invece ricoverati 9.048 pazienti di cui 4.137 uomini e 4.911 donne. Figura 7.2 - Totale dei dimessi per genere ricovero ordinario e day hospital Fonte aziendale 187 Si riporta di seguito la distribuzione dei dimessi e dei deceduti per classe di età e regime di ricovero. La distribuzione per classi di età dei pazienti in regime di ricovero ordinario mostra una prevalenza di età nella classe superiore a 45 anni, con una prevalenza delle donne nell’età avanzata, riflettendo le caratteristiche della popolazione residente in provincia di Ferrara Tabella 7.1 – Totale ricoverati per classe di età, genere ed esito. Ricovero ordinario N. N. % DIMISS. DECED. DECED. N. DIMISS. N. DECED. % N. DECED. DIMISS. N. DECED. % DECED. 0 337 5 1,48 292 1 0,34 629 6 0,95 1 -- 4 382 0 0,00 219 0 0,00 601 0 0,00 5 -- 14 476 1 0,21 312 0 0,00 788 1 0,13 15 -- 44 1.476 14 0,95 3.164 8 0,25 4.640 22 0,47 45 -- 64 2.554 81 3,17 2.152 57 2,65 4.706 138 2,93 65 -- 74 2.300 114 4,96 1.740 79 4,54 4.040 193 4,78 75 -- 84 2.399 188 7,84 2.286 151 6,61 4.685 339 7,24 > 84 978 142 14,52 1.674 192 11,47 2.652 334 12,59 TOTALE 10.902 545 5,00 11.839 488 4,12 22.741 1.033 4,54 ETÀ DEL PAZIENTE Fonte aziendale La distribuzione per classi di età delle persone ricoverate in regime di ricovero Day Hospital, tutte dimesse, mostra una prevalenza nella classe compresa fra 15 e 44 anni e fra 45 e 64 anni soprattutto per il genere femminile. Tabella 7.2 – Totale ricoverati per classe di età e per genere, Day Hospital REGIME DI RICOVERO Day Hospital GENERE UOMINI DONNE TOTALE N. DIMISS. N. DIMISS. N. DIMISS. 0 17 8 25 1 -- 4 152 62 214 5 -- 14 246 155 401 15 -- 44 915 1.590 2.505 45 -- 64 1.300 1.729 3.029 65 -- 74 789 789 1.578 75 -- 84 595 478 1.073 > 84 123 100 223 TOTALE 4.137 4.911 9.048 ETÀ DEL PAZIENTE Fonte aziendale 188 Nella figura sottostante sono rappresentati i pazienti dimessi non deceduti distribuiti per classe di età, in ricovero ordinario. Figura 7.3 - Totale dei dimessi, non deceduti, per genere e classe di età. Ricovero ordinario Fonte aziendale Nella figure sottostanti vengono rappresentati prima i pazienti dimessi deceduti per classe di età e a seguire il rapporto fra la % di deceduti rispetto ai non deceduti, in ricovero ordinario. Figura 7.4 - Totale dei deceduti per genere e classe di età. Ricovero ordinario Fonte aziendale Figura 7.5 - Rapporto deceduti dimessi per genere e classe di età. Ricovero ordinario Fonte aziendale 189 Sono state dimesse più donne sia con DRG chirurgico che medico. Tabella 7.3 - Totale dimessi suddivisi per classe di DRG REGIME DI RICOVERO Ordinario + Day Hospital GENERE UOMINI DONNE TOTALE ETA’ N.DIMISS. MEDIA ETA’ N.DIMISS. MEDIA ETA’ MEN. DIMISS. DIA DRG CHIRURGICO 6.473 55,8 7.026 55,0 13.499 55,4 DRG MEDICO 8.566 56,9 9.724 55,5 18.290 56,1 TOTALE 15.039 56,4 16.750 55,3 31.789 55,8 Fonte aziendale Figura 7.6 - Età dei dimessi per genere e tipo di DRG. Ricovero ordinario + Day Hospital Fonte aziendale Nel 2013 le cause più frequenti di ricovero in ospedale, in regime di ricovero ordinario, per donne sono state: parto vaginale senza complicanze, insufficienza cardiaca e shock, emorragia intracranica o infarto cerebrale. Per gli uomini insufficienza cardiaca e shock , emorragia intracranica o infarto cerebrale,interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore. Molte persone sono state dimesse con diagnosi di insufficienza renale, edema polmonare ed insufficienza respiratoria, parto cesareo senza complicanze. In ambito chirurgico prevalgono i parti cesarei senza complicanze, interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con diagnosi cardiovascolare maggiore, interventi su su orecchio/naso/bocca/gola. Fra le patologie neoplastiche prevalgono quelle dell’apparato respiratorio e della mammella. 190 Tabella 7.4 – DRG per genere. Ricovero ordinario (CC sta per complicanze) REGIME DI RICOVERO Ordinario GENERE DONNE UOMINI TOTALE DRG N. DIMISS. N. DIMISS. N. DIMISS. 373 M-Parto vaginale senza diagnosi complicanti 882 - 882 127 M-Insufficienza cardiaca e shock 386 326 712 014 M-Emorragia intracranica o infarto cerebrale 321 298 619 087 M-Edema polmonare e insufficienza respiratoria 212 198 410 371 C-Parto cesareo senza CC 389 - 389 316 M-Insufficienza renale 178 181 359 557 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore 87 266 353 089 M-Polmonite semplice e pleurite, età > 17 anni con CC 152 147 299 576 M-Setticemia senza ventilazione meccanica = 96 ore, età > 17 anni 142 136 278 055 C-Miscellanea di interventi su orecchio, naso, bocca e gola 80 168 248 053 C-Interventi su seni e mastoide, età > 17 anni 87 143 230 555 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con diagnosi cardiovascolare maggiore 62 161 223 125 M-Malattie cardiovascolari eccetto infarto miocardico acuto, con cateterismo cardiaco e diagnosi non complicata 90 127 217 082 M-Neoplasie dell'apparato respiratorio 67 133 200 558 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato senza diagnosi cardiovascolare maggiore 42 151 193 149 C-Interventi maggiori su intestino crasso e tenue senza CC 92 93 185 290 C-Interventi sulla tiroide 136 45 181 060 C-Tonsillectomia e/o adenoidectomia, età < 18 anni 71 110 181 395 M-Anomalie dei globuli rossi, età > 17 anni 105 72 177 544 C-Sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori 117 57 174 210 C-Interventi su anca e femore, eccetto articolazioni maggiori, età > 17 anni con CC 124 45 169 500 C-Interventi su dorso e collo eccetto per artrodesi vertebrale senza CC 69 100 169 012 M-Malattie degenerative del sistema nervoso 74 87 161 260 C-Mastectomia subtotale per neoplasie maligne senza CC 159 - 159 63 158 183 M-Esofagite, gastroenterite e miscellanea di malattie dell'apparato digerente, età > 17 anni senza CC 95 039 C-Interventi sul cristallino con o senza vitrectomia 84 73 157 078 M-Embolia polmonare 90 61 151 TOTALE 11.839 10.902 22.741 Fonte aziendale Se valutiamo la durata della degenza (rappresentata con la mediana) per il DRG 127 (insufficienza cardiaca e shock) gli uomini hanno una durata di degenza superiore di un giorno alle donne; per il DRG 014 (emorragia intracranica,infarto cerebrale), non ci sono differenze fra i generi, mentre per il DRG 087 (edema polmonare/ insufficienza respiratoria) risulta più lunga per le donne. Per quanto riguarda i DRG 316 (insufficienza renale) e DRG 576 (Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore) non ci sono sostanziali differenze. A seguire le figure relative al numero di dimissioni e alle giornate di degenza delle principali diagnosi dei dimessi in regime di ricovero. 191 Figura 7.7 – Mediana gg. di degenza DRG 127 - Insufficienza cardiaca e shock Fonte aziendale Figura 7.8 – Mediana gg. di degenza DRG 014 -Emorragia intracranica o infarto cerebrale Fonte aziendale Figura 7.9 – Mediana gg. di degenza DRG 087 - Edema polmonare e insufficienza respiratoria Fonte aziendale Figura 7.10 – Mediana gg. di degenza DRG 316 - Insufficiente renale Fonte aziendale 192 Figura 7.11 – Mediana gg. di degenza DRG 576 - Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore Fonte aziendale Se consideriamo i DRG più rappresentati in regime di DH/DS dei 9.273 pazienti, prevalgono le cause di ricovero per trattamenti terapeutici e per patologie neoplastiche ematologiche, con una prevalenza del genere femminile. 7.3 Il cliente interno: i dipendenti dell’Azienda Il personale dell’Azienda al 31 Dicembre del 2013 è di 2.704 persone delle quali 2.614 dipendenti, di cui 1.931 (74%) donne e 683 (26%) uomini. Figura 7.12 – Totale personale Fonte aziendale Figura 7.13 – Totale dipendenti per genere Fonte aziendale La classe di età più rappresentata per le donne e per gli uomini è quella compresa fra i 45 e i 54 anni di età. 193 Figura 7.14 – Totale dipendenti per classe di età Fonte aziendale Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, gran parte del personale (92%) ha un contratto a tempo indeterminato, il 3% risulta invece avere un contratto a tempo determinato e il 5% è universitario in convenzione. Prevale il genere femminile in tutte le tipologie contrattuali, eccetto che per il personale universitario(Uni) in convenzione, in cui prevale il genere maschile. Figura 7.15 – Totale dipendenti per genere e tipologia contrattuale Fonte aziendale Fra i dirigenti medici prevalgono gli uomini (257/477), fra i dirigenti sanitari non medici prevalgono le donne (47/58) come fra il personale amministrativo (154/178). Figura 7.16 - Totale dipendenti per ruolo professionale Fonte aziendale 194 Il personale professional dell’Azienda è prevalentemente di genere femminile (1281 D/ 344 U) Figura 7.17 – Personale”professional”, per genere Fonte aziendale Fra gli altri professional il personale tecnico è prevalentemente di genere maschile. I ruoli professionali appartenenti al personale professional sono: Infermieristico (D 990; U 188), Riabilitazione (D 64; U 6), Tecnico (D 87; U 99), Tecnico Sanitario (D 134; U 46) e Prevenzione (D 6; U 5) Figura 7.18 – Personale “professional”, per genere e tipologia Fonte aziendale La distribuzione degli infermieri per classe di età è rappresentata nella figura sottostante: hanno in prevalenza un’età superiore ai 45 anni, ma è ben rappresentata anche la classe di età compresa fra i 35 e i 44 anni. Figura 7.19 – Personale infermieristico per classe di età e genere Fonte aziendale 195 I dirigenti medici hanno una distribuzione diversa: prevale la fascia d’età tra i 55 anni e i 64 anni, le donne hanno un’età superiore ai 35 anni, invece gli uomini hanno un’età superiore ai 55 anni. Figura 7.20 – Dirigenti medici per classe di età e genere Fonte aziendale I ruoli organizzativi della dirigenza medica più importanti sono attribuiti a personale sempre più in età avanzata e prevalentemente di genere maschile. La classe di età più rappresentata fra il personale della Dirigenza medica con incarichi è superiore ai 55 anni. Nonostante la maggior presenza di donne, fra i dipendenti, infatti ,sono gli uomini che hanno un maggior numero di incarichi e che prevalgono soprattutto nelle responsabilità apicali (struttura complessa). Tabella 7.21 - Composizione ruolo organizzativo dirigenza per età Fonte aziendale Figura 7.22 - Composizione ruolo organizzativo dirigenza per genere Fonte aziendale 196 Tra il personale infermieristico le persone con ruoli organizzativi hanno un’età superiore a 45 anni, e prevalgono le donne nei tre ruoli organizzativi evidenziati Tabella 7.23 - Composizione ruolo organizzativo personale infermieristico per età Fonte aziendale Tabella 7.24 - Composizione ruolo organizzativo personale infermieristico per genere Fonte aziendale Nel personale non compreso nella dirigenza le disabilità sono maggiormente presenti nel genere femminile 859 D e 17U, 5 dipendenti donne e 2 uomini sono in categoria protetta. Tabella 7.5 - Personale con disabilità o in categoria protetta Disabili Categoria Protetta Donne Uomini Donne Uomini Dir.Sanitari non medici 1 0 0 0 Dirigenti PTA 0 0 0 0 O.S.S. 6 1 0 0 O.T.A. 2 0 0 0 Pers.Amministrativo 16 3 2 0 Pers.della Prevenzione 0 0 0 0 Pers.della Riabilitazione 3 0 0 0 Pers.Infermieristico 28 3 1 0 Pers.Tecnico 3 9 1 2 Pers.Tecnico Sanitario 0 1 1 0 Qualif. atipiche ruolo tecnico 0 0 0 0 Qualif. atipiche ruolo amm.vo 0 0 0 0 TOTALE 59 17 5 2 Fonte aziendale 197 I dipendenti nati all’estero sono complessivamente 33, di cui 28 donne e 5 uomini. Tabella 7.6 - Ruolo professionale per luogo di nascita Italia Estero Donne Uomini Donne Uomini O.S.S. 210 38 5 0 O.T.A. 4 0 0 0 Pers.Amministrativo 154 24 0 0 Pers.della Prevenzione 5 5 1 0 Pers.della Riabilitazione 64 6 0 0 Pers.Infermieristico 973 188 17 0 Pers.Tecnico 87 99 0 0 Pers.Tecnico Sanitario 133 46 1 0 Dir.Medici e Veterinari 216 252 4 5 Dir.Sanitari non medici 47 11 0 0 Dirigenti PTA 12 10 0 0 Ausiliari Specializzati 1 0 0 0 TOTALE 1.906 679 28 5 Medici in formazione nell’Università di Ferrara Tabella 7.25 - Distribuzione medici in formazione presso AOUFE, per genere Fonte aziendale 198 Prevale il genere femminile in tutte le Scuole di specializzazione, fatta eccezione per Ortopedia e Traumatologia. Tabella 7.26 - Medici in formazione per genere Fonte aziendale 199 Conclusioni del Direttore Generale Il Bilancio di Missione del 2012 è stata l’edizione che ha descritto oggettivamente il momento di transizione dal punto di vista della programmazione, della gestione e delle prospettive. Questa edizione 2013, invece, ha descritto, sempre in modo oggettivo (vale a dire attraverso indicatori i cui valori sono in larga parte confrontabili con le altre realtà sanitarie della Regione), i primi risultati, le prime novità e anche le prime criticità del nuovo S.Anna. I risultati In questa particolare occasione, data la progressione storica, i risultati sono da interpretarsi come i “primi frutti” della nuova sede. Indubbiamente i primi dati che sanciscono il netto decollo dell’attività sono il numero di ricoveri e degli accessi al Pronto Soccorso: oltre 30.000 ricoveri, tra Ordinari e DH, e oltre 78.000 accessi al Pronto Soccorso, senza contare gli oltre 7.000 Pacchetti Ambulatoriali Complessi e i quasi 4.000 casi di Osservazione Breve Intensiva (di cui più del 60% esitati nella dimissione) erogati come setting più appropriati rispettivamente al Ricovero Diurno e al Ricovero Ordinario medico urgente inappropriato. Questa spinta alla ripresa dell’attività avviene parallelamente ad una riduzione dell’offerta, cioè la riduzione dei Posti letto. Il numero di ricoveri è aumentato rispetto al 2012 (con i livelli di appropriatezza ben controllati e con complessità crescente) anche se non si è riportato ai valori raggiunti nel 2011. Il gap rispetto al 2011 non è dovuto ad una “fuga” di cittadini ferraresi verso altre province o regioni ma è legato ad un processo di ottimizzazione del rapporto tra l’offerta e la domanda. La conseguenza diretta è il contributo al calo del Tasso di Ospedalizzazione provinciale (156,3 per mille) che, insieme al contributo dell’Azienda USL, si è portato a valori in linea con la media regionale(154,2 per mille). I relativi dati evidenziano anche in questo la performance positiva ottenuta: Peso medio DRG (indice di complessità)1,29, in crescita rispetto al 2012, percentuale di riammissioni (indice di appropriatezza) 11 % contro un dato medio delle Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione di 12,8%. Il mantenimento di un numero di ricoveri in questi ordini di grandezza a fronte del tendenziale calo dei posti letto non è un fenomeno casuale: l’evidenza del miglioramento di efficienza nell’utilizzo dei posti letto è data dalla progressiva riduzione dell’Indice di Turnover ossia il tempo che intercorre tra una dimissione e l’accettazione sullo stesso letto del paziente successivo infatti è notevolmente diminuito rispetto sia al 2012 che al 2011, evidenziando un forte cambiamento organizzativo nella gestione dei reparti. Il risultato assume ancora più valore se si considera che l’utenza ricoverata ha presentato livelli di complessità superiori rispetto allo storico. La “battuta d’arresto” del trend di crescita della Mobilità Passiva infraregionale e verso il Veneto, per il Distretto Centro Nord, evidenzia che, nonostante l’evento del trasloco, il nuovo ospedale sta riprendendo a tutti gli effetti la sua caratterstica di polo attrattivo provinciale a vantaggio del sistema sanitario ferrarese. Certamente il volume di attività è un dato verso cui convergono molti effetti organizzativi e programmatori, ma nel corso del 2013 si è assistito a diversi risultati su altri versanti. In primis è proseguito il processo di integrazione funzionale organizzativa con l’Azienda committente e sono state completate le operazioni di unificazione nella stessa sede dei diversi Dipartimenti Interaziendali. Sul versante sanitario sono stati implementati i processi di integrazione di diverse aree (Pediatria, Radiologia Ortopedia, Cardiologia). In entrambi i versanti il processo si è articolato sulla collaborazione e sulla condivisione delle attività e delle strategie tra l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Sanitaria territoriale e l’Università. E con lo sviluppo dell’integrazione con l’Università si sono mantenute aperte le porte verso la crescita della ricerca e verso l’innovazione. Attraverso un percorso ben definito ed articolato sono stati individuati nei vari Dipartimenti ad Attività Integrata gli “Esperti Aziendali” della Ricerca. Sono stati compiuti grandi passi nell’efficienza dell’attività chirurgica, infatti è stato formalizzato e adottato il nuovo regolamento della sala operatoria. Parallelamente sono stati consolidati l’estensione e l’utilizzo del programma gestionale della sale operatorie Ormaweb. È stato completato e realizzato il progetto relativo allo sviluppo del sistema CUNICO, consistente nella centralizzazione delle attività relative agli accertamenti propedeutici all’intervento chirurgico. Anche per il 2013 l’Azienda Ospedaliero Universitaria, nell’ambito del Programma Bollini Rosa organizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), ha visto riconfermato il riconoscimento dei tre bollini rosa (il punteggio massimo). Ogni bollino corrisponde ad un livello crescente di attenzione alla salute della donna. 200 Per quanto riguarda gli aspetti più economici e tecnici, numerosi sono i risultati ottenuti nel 2013. Sul fronte “spesa per beni” il forte presidio sul trend della spesa ha consentito un incremento dei costi dei beni di consumo proporzionalmente inferiore a quello atteso in relazione all’incremento di produzione registrata. Il Piano Investimenti 2013-2015 è stato redatto, come richiesto dalla Regione, secondo le indicazioni e gli schemi previsti dalla normativa vigente e le indicazioni regionali. L’Azienda si è impegnata nel condurre e controllare le azioni relative alla gestione dei rifiuti ed è stata realizzata l’adesione al Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Per gli aspetti relativi al Bilancio d’esercizio sono stati garantiti l’applicazione uniforme dei principi e delle regole concernenti la modalità di rilevazione degli ammortamenti, il corretto utilizzo del Piano dei conti regionale e l’esatta contabilizzazione e quadratura dei fatti gestionali riferiti ai rapporti di scambio di beni e di prestazioni di servizi infra-aziendali e nei confronti della Gestione Sanitaria Accentrata regionale (GSA). L’elenco dei risultati oggettivi e documentabili ottenuti è ancora esteso: è stato mantenuto il forte impegno aziendale verso il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza ospedaliera (indicatori aziendali e dipartimentali, ulteriore sviluppo dei PDTA), sull’Ospedale e territorio senza dolore, sugli aspetti inerenti la sicurezza delle cure e gestione del rischio, sull’evoluzione della componente tecnologica dell’informazione, sul governo delle risorse umane, sulla gestione dei servizi, delle attrezzature, sul complesso sistema degli acquisti, sulla politica di razionalizzazione e appropriatezza della prescrizione dei farmaci, sul governo delle attività tecniche, sul miglioramento continuo del sito internet aziendale, sull’analisi dei reclami, sui bisogni formativi e su tutte le trasversalità portate avanti dalle funzioni di Staff. Le “Novità” Nel 2013 il dialogo tra le Aziende e l’Università si è arricchito di un nuovo termine: le Reti cliniche. A questa tematica verrà dedicato molto più spazio nell’edizione 2014 del Bilancio di Missione. Nel 2013 si può classificare come “novità” poiché il processo di intesa organizzativa tra L’Azienda Ospedaliero Universitaria, l’Azienda Territoriale e l’Università ha posto alcuni fondamenti di concretezza ma conserva ancora le caratteristiche dell’impegno “in progress” sancito in un Patto di fornitura tra le Aziende che troverà la propria estrinsecazione formale l’anno prossimo. L’inizio della Rete clinica, anche se viene solo accennata in questo Bilancio di Missione, è comunque legato al 2013. Sempre quest’anno è stato avviato l’Accreditamento del nuovo ospedale di Cona; in relazione al raggiungimento di tale traguardo, la preparazione dei Dipartimenti ad Attività Integrata e delle Unità Operative alla visita ispettiva regionale di accreditamento ha tenuto conto di alcuni elementi fondamentali come la trasversalità e l’integrazione tra i servizi e la linearità sequenziale tra i processi di pianificazione (piano annuale delle attività) e di verifica dei risultati. Un’importante esperienza qualitativa ha trovato un traguardo nel 2013: si è conclusa la somministrazione dei questionari relativi alla rilevazione post trasloco, secondo step dell’indagine sulla qualità dal lato degli utenti, progetto aziendale avente come scopo principale di misurare l’eventuale variazione dell’esperienza di ricovero dei pazienti/utenti pre e post trasferimento nella nuova sede di Cona. Altro elemento qualitativo decollato col 2013 è la Stanza multi culto, uno spazio destinato a credenti e non credenti per pregare, raccogliersi o per partecipare a incontri e seminari. Qui persone con diverse credenze religiose e filosofie di vita, possono stabilire un contatto con la propria interiorità. E’ stato inoltre istituito un gruppo di lavoro per migliorare i percorsi e l’accessibilità a servizi igienici e ambulatori, costituito da referenti delle associazioni di volontariato, architetti del servizio tecnico, referenti dell’area comunicazione ed un consulente tecnico del Criba (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale) che ha sperimentato un metodo di lavoro detto “partecipato” cioè misto tra dipendenti aziendali e utenti esterni. Oltre agli aspetti qualitativi e comunicativi, il vento del rinnovamento ha portato in Azienda due nuovi sistemi di controllo e vigilanza come la Commissione Provinciale dei Dispositivi Medici e il Nucleo Aziendale dei Controlli. Quest’ultimo è divenuto il fulcro di attività analitiche sull’entità delle prestazioni e dei setting potenzialmente inappropriati erogati all’utenza. Le criticità documentate sono state discusse col professionista coinvolto oppure con la Direzione Sanitaria per la valutazione su percorsi per migliorare l’appropriatezza. Le criticità L’avvio del nuovo Ospedale non è avvenuto senza un grande impegno sul fronte dei costi. Questi hanno deter201 minato un pesante impatto economico sul 2013. Incidono fortemente sul quadro complessivo la contemporanea apertura sia della nuova sede sia della vecchia struttura di Corso Giovecca, ancora in parte funzionante. Fronteggiare una criticità di dimensioni rilevanti come questa comporta l’acquisizione di una visione estesa di sistema e non solo circoscritta. Per questo la strategia risolutiva si avvale di un Piano pluriennale di rientro del disavanzo, costruito insieme all’AUSL, per sviluppare ed estendere le azioni di razionalizzazione e recuperare la situazione di disequilibrio economico-finanziario provinciale che si è generata. Un’altra tematica che non ha pienamente fornito a tutt’oggi i risultati soddisfacenti raggiunti nel passato è data dal livello di attrazione verso utenza extra-provinciale o extra-regionale (Mobilità Attiva). I dati mostrano, però, come generalmente i flussi di Mobilità tendano a ridursi in quasi tutto l’ambito regionale, ad evidenza di un fenomeno non circoscritto alla sola realtà della nostra Azienda. L’attenzione all’argomento è comunque prioritaria poiché costituisce un importante elemento di analisi e centralità delle funzioni cosiddette HUB o di eccellenza che un’Azienda Ospedaliera Universitaria (in quanto tale) deve riuscire a sviluppare. Nel complesso, ed in conclusione, una folta raccolta di evidenze e fatti dimostra come Cona non sia solo la sede di una nuova struttura ospedaliera ma di un sistema sanitario rinnovato e a tutti gli effetti in crescita sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La crescita e lo sviluppo difficilmente si possono realizzare senza dover affrontare criticità, presenti in un complesso dalle dimensioni come quelle di un’organizzazione sanitaria. Naturalmente queste criticità non possono che essere le motivazioni principali su cui formulare le “scommesse” per le prospettive di miglioramento. Ed è con questa consapevolezza che esprimo il mio ringraziamento per tutto il lavoro svolto. Come sempre un doveroso ringraziamento va espresso a tutti gli attori che hanno contribuito all’elaborazione del Bilancio di Missione per il 2013 e, da quest’anno, anche all’elaborazione della versione in pillole. Dott. Gabriele Rinaldi 202 Parere del Comitato di indirizzo Il Comitato d’Indirizzo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara è chiamato ai sensi dell’art. 5 della delibera della Giunta Regionale 318 del 2005 ad esprimere parere obbligatorio sui risultati dell’attività istituzionale espressi nel Bilancio di Missione, introdotto dalla Legge Regionale 2/2004. Il Bilancio di Missione viene formulato a consuntivo dell’attività istituzionale aziendale dell’anno 2013 e rappresenta uno strumento di informazione per i soggetti istituzionali: Regione, Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, Aziende Sanitarie, Associazioni dei malati e del volontariato, Ordini e Collegi professionali e Organizzazioni Sindacali. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha predisposto questo importante atto nel rispetto delle indicazioni regionali, delle normative di riferimento nazionali e regionali. Rispetto allo strumento “Bilancio di Missione” il Comitato non può non esprimere soddisfazione per il fatto che alcuni rilievi critici espressi - seppure nell’ambito di una relazione ampiamente positiva - nel parere relativo al documento dell’anno precedente, siano stati accolti. In particolare il tema dell’appropriatezza è meglio sviluppato, soprattutto in ordine alla conoscenza e alla misurazione dei livelli della stessa appropriatezza delle prestazioni vista dalla parte del richiedente (Azienda USL) cioè dalla parte della “domanda”. Va dato atto che anche sotto il profilo editoriale sono evidenti alcuni miglioramenti di grafica e di comprensibilità dei testi. E’ apprezzabile ed importante la scelta di realizzare anche un “Bilancio di Missione 2013 in pillole” vale a dire la pubblicazione di una edizione più breve con un linguaggio più semplice e accessibile anche ai non “esperti”; documento in predisposizione con l’intervento del Comitato Misto Consultivo che ha contribuito alla reimpostazione del linguaggio adottando i criteri della Health Literacy. Il Bilancio reca una esaustiva descrizione del ‘contesto di riferimento’, che viene articolato con attenzione alle relazioni con l’Università, con l’Azienda territoriale locale (‘accordo di fornitura’), e con le altre strutture della Regione Emilia Romagna (‘rete integrata regionale’). Nell’ambito di cui sopra, il contesto universitario è considerato solo con riferimento alla dimensione della didattica, che vede l’interazione con l’Azienda, e agli accademici in convenzione con il SSR. Tuttavia nella successiva sezione 6 le relazioni con l’Università vengono considerate anche nella prospettiva della ricerca scientifica. Dal punto di vista dell’equilibrio economico l’Azienda ne descrive il profilo sia nei risultati, che sono andati progressivamente nella direzione di conseguire una situazione di pareggio, sia nella dimensione dei costi. L’Azienda ha progressivamente ridotto i consumi, il costo del lavoro, ma alcuni aggregati presentano una situazione di crescita, come le manutenzioni e l’andamento dei servizi, in particolare quelli non sanitari. I ricavi mostrano un trend crescente che però sperimenta una tensione nell’assorbire l’entità dei costi connesse ad alcune aree sopra richiamate. Nell’obiettivo del Bilancio di Missione gli andamenti economici sono chiaramente illustrati, così come alcune delle dinamiche sottostanti (es. andamento della mobilità attiva). Il documento, oltre ad affrontare il tema della sostenibilità finanziaria, considera anche la dimensione sociale della sostenibilità. L’apposita sezione denominata “Impatto sul contesto territoriale” pone in evidenza la misura 203 in cui l’Azienda contribuisce all’occupazione di varie categorie di dipendenti, residenti nel Comune di Ferrara o in provincia. A seguire il tema della sostenibilità sociale apre ai rapporti con il Terzo Settore e con il contesto cittadino attraverso riferimenti alle collaborazioni con il mondo del volontariato e alle iniziative culturali. Infine, la sezione sulla sostenibilità presenta i dati riguardanti la dimensione ambientale: consumi elettrici, gestione rifiuti, etc. L’Azienda, in ragione della sua natura di struttura ospedaliero-universitaria, ha ampliato la sfera riferita ai rapporti con l’Università, dedicando una specifica sezione n.6 nella quale vengono presi in considerazione numerosi indicatori che esprimono le relazioni tra Azienda e Università: progetti di ricerca in generale, dottorati, fondi attratti, progetti di ricerca comunitari, pubblicazioni (non solo nella numerosità, ma anche nella rilevanza della rivista - IF). Vengono richiamate anche alcune posizioni raggiunte dai vari ambiti disciplinari UniFe nel ranking nazionale - risultate dalla valutazione dell’Agenzia Nazionale (ANVUR) - a testimoniare l’importanza della dimensione assunta dalla ricerca scientifica nella AOU. Oltre ad aspetti quantitativi, la sezione considerata descrive anche ambiti di collaborazione tra Azienda e Università in materia di organizzazione, progetti strategici, etc. Infine, si sottolinea la sezione 7 riguardante la disclosure in materia di ‘parità di genere’. Si tratta di un tema rilevante, richiamato dalle policy EU e da Horizon 2020, poiché il conseguimento di obiettivi di parità di genere è assodato che migliori la sostenibilità aziendale. Il Bilancio di Missione, a questo proposito, presenta alcuni dati interessanti che permettono di fotografare lo stato della parità di genere in diversi ambiti della struttura (presenza tra il personale infermieristico, tra i dirigenti medici, etc.), oltre all’attenzione dell’Azienda al tema della medicina di genere. Un aspetto critico è rappresentato dalla limitatezza della rappresentazione delle attività di ricerca e di didattica svolte dalla componente ospedaliera. A fronte di una giusta evidenziazione delle attività esperite dalla componente universitaria, sarebbe più utile dare risalto anche a quanto prodotto dai professionisti di area ospedaliera e, in particolare, a quanto di ciò sia riconducibile ad attività integrata tra le due componenti. Un ulteriore suggerimento va nella direzione di consigliare una maggiore enfasi sulle peculiarità, se non addirittura sulle “esclusive” dell’AOU (ogni azienda ospedaliero universitaria regionale ne possiede): è un modo per rafforzare il ruolo e la mission di AOU Ferrara e di valorizzare le proprie eccellenze. Un rammarico finale è rappresentato dal fatto che l’Azienda non ha utilizzato a pieno il materiale che il Comitato di Indirizzo ha prodotto attraverso il “Report sullo stato di integrazione ospedale-università a Ferrara per l’anno 2013”: si ricorda che è stato, forse ancora lo è, l’unica esperienza di questo tipo che tende a misurare e a monitorare il livello di integrazione, basandosi su dati oggettivi raccolti con metodo scientifico. Alla luce di tutte le considerazioni espresse, nel raccomandare di porre attenzione alle sollecitazioni prodotte nel presente verbale, il Comitato esprime parere favorevole al Bilancio di Missione 2014 dell’AOU di Ferrara. Approvato nella seduta del Comitato d’Indirizzo del 26 settembre 2014 204 205