anno 2013
bilancio di missione
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
1
2
Presentazione del Direttore Generale
1 Contesto di riferimento
1.1 Quadro normativo e istituzionale
1.1.1 Quadro normativo nazionale di base
1.1.2 Quadro normativo regionale di base
1.1.3 Quadro istituzionale locale di base
1.1.4 Integrazioni normative cronologiche
1.2 Il sistema delle relazioni con l’Università
1.2.1 Corsi di laurea attivati e disattivati nell’anno 2013
1.2.2 Ricercatori e Professori universitari assunti e cessati
1.2.3 Ricercatori e professori da reclutare sulla base delle procedure già deliberate
1.3 La rete integrata dell’offerta regionale
1.4 Osservazioni demografiche ed epidemiologiche
1.5 Accordo di fornitura
2 Profilo aziendale
2.1 Sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale
2.1.1 Sostenibilità economica
2.1.2 Sostenibilità finanziaria
2.1.3 Sostenibilità patrimoniale
2.2 Impatto sul contesto territoriale
2.2.1 Impatto economico
2.2.2 Impatto sociale
2.2.3 Impatto culturale
2.2.4 Impatto ambientale
2.3 Contributo alla copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza
2.3.1 Assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro
2.3.2 Assistenza distrettuale
2.3.3 Assistenza ospedaliera
2.3.4 Qualità dell’assistenza
2.4 Assetto organizzativo
2.4.1 L’organizzazione aziendale
3. Obiettivi istituzionali e strategie aziendali
3.1 Dignità della persona
3.1.1 Qualità della comunicazione nella relazione di cura
3.1.2 Le reti per le cure palliative e la terapia del dolore: l’ospedale territorio senza dolore
3.2 Accessibilità, qualità, sicurezza, continuità delle cure
3.2.1 Sicurezza delle cure e gestione del rischio
3.2.2 Appropriatezza d’uso dei farmaci specialistici da parte dei Centri autorizzati e monitoraggio
3.2.3 Rete delle farmacie oncologiche
3.2.4 Assistenza farmaceutica convenzionata
3.2.5 Attività di programmazione e controllo dell’assistenza ospedaliera
3.2.6 Sviluppo delle attività di eccellenza, funzioni HUB, e a bassa diffusione
3.3 Valorizzazione ed empowerment degli operatori
3.3.1 Referenti di attività, Facilitatori di Processo, Consulenti, Case Manager
3.3.2 Completamento del Trasferimento verso il nuovo Ospedale di Cona
3.4 Sostenibilità, monitoraggio e regolazione del sistema dei servizi sanitari e socio-sanitari
3.4.1 Governo degli investimenti e del patrimonio immobiliare
3.4.2 Mantenimento del patrimonio informativo sanitario, socio-sanitario e sociale
3.4.3 Il governo dei processi di acquisto di beni e servizi
3.4.4 Azioni di razionalizzazione in ambito I.C.T.
3
3.4.5 Processi di integrazione
3.4.6 Sviluppo delle funzioni ed attività di ricerca ed innovazione nelle Aziende Sanitarie
3.4.7 Azioni di qualifi cazione e promozione dell’appropriatezza
3.4.8 Appropriatezza della domanda
3.4.9 Centralizzazione dei magazzini farmaceutici ed economali
3.4.10 Gestione della piastra operatoria
3.4.11 L’accreditamento istituzionale
4. Condizioni di lavoro, competenze del personale
ed efficienza dell’organizzazione
4.1 La “carta di identità” del personale
4.2 Partecipazione dei professionisti all’individuazione delle strategie aziendali e alla gestione
operativa
4.2.1 Il Collegio di Direzione
4.2.2 Il processo di Budget
4.2.3 Il processo di Accreditamento
4.2.4 I programmi interaziendali
4.3 Gestione del rischio e sicurezza dei lavoratori
4.4 Ridefinizione dei ruoli professionali in relazione allo sviluppo delle strategie aziendali
4.4.1 La ridefinizione dei nuovi quadri di responsabilità
4.5 Sistema di valutazione delle competenze e sistemi premianti
4.5.1. Procedure di valutazione
4.6 Sistema informativo del personale
4.7 Formazione
4.7.1 Obiettivi del Piano formativo 2013
4.7.2 Formazione aziendale e crediti ECM
4.7.3 Budget della formazione aziendale
4.7.4 Attività di docenza e tutorato
4.7.5 Biblioteca digitale di scienze della salute
4.8 Struttura delle relazioni con il personale dipendente e le sue rappresentanze
4.8.1 Iniziative volte a creare un ambiente aperto alla negoziazione come condizione necessaria per la riflessione sulla qualità dei processi aziendali
4.8.2 Azioni promosse per i dipendenti
5. Il Ruolo dell’organizzazione nella comunicazione e nell’accoglienza
5.1 La comunicazione per l’orientamento e l’accesso ai servizi
5.1.1 Accoglienza informativa e supporto all’utenza
5.1.2 Sperimentazione di Gruppi di lavoro misti per progettare il miglioramento della accessibilità e
dell’ospitalità
5.1.3 La realizzazione della Stanza multi culto
5.2 La comunicazione per le scelte d’interesse per la comunità
5.2.1 Analisi dei reclami e azioni di miglioramento
5.2.2 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’esterno
5.3 Gli strumenti per la comunicazione interna aziendale
5.3.1 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’interno
6. Governo della ricerca ed innovazione
6.1 Azioni dell’infrastruttura locale ed integrazione dei sottosistemi aziendali
6.2 Capacità di attrazione di risorse finanziarie
6.3 Politiche per la ricerca e l’innovazione
6.4 Incentivazione dello sviluppo di collaborazioni con altre istituzioni
6.5 Il Comitato Etico
6.6 Attività universitarie in rapporto all’Azienda
4
6.6.1 Ricerca
6.6.2 Didattica
6.6.3 Processi di integrazione con l’Università
7. Il bilancio di genere
7.1 Premessa
7.2 Genere e salute, il contesto demografico della provincia: la storia sanitaria dei dimessi nel 2013
7.3 Il cliente interno: i dipendenti dell’Azienda
Conclusioni del Direttore Generale
Parere del Comitato di indirizzo
5
6
Presentazione del Direttore Generale
Queste pagine di rendicontazione descriveranno, attraverso indicatori specifici ed evidenze documentali, come
nel 2013, in uno scenario territoriale, come si dirà, particolarmente complesso, il nuovo ospedale abbia saputo
crescere nell’efficienza organizzativa, nel volume di attività e nei rapporti con l’Università, producendo performance talvolta superiori ai livelli medi dati nel complesso dalle altre Aziende Ospedaliero Universitarie della
Regione.
Questa edizione descrive attività e risultati ottenuti da una struttura ospedaliera nata e sviluppata in un momento di cambiamento della sanità della provincia di Ferrara. Si tratta di una realtà caratterizzata dalla sostanziale
revisione dell’offerta in tutto il territorio: dalla riduzione della dotazione dei posti letto, alla riduzione del tasso di
ospedalizzazione, finalizzate all’allineamento ai dati medi regionali, all’ottimizzazione dei volumi di prestazioni
ambulatoriali. La precedente edizione del Bilancio di Missione, invece, si era concentrata sull’evento del trasloco
verso il nuovo ospedale di Cona.
La struttura del documento è articolata, come nelle edizioni precedenti, nei classici capitoli in cui vengono descritti i risultati ottenuti dall’Azienda nei vari settori nel corso dell’anno.
Nel primo capitolo, dedicato al contesto di riferimento in cui opera l’Azienda, viene descritta la rete integrata
dell’offerta regionale, intesa come il ruolo complessivo che l’Azienda svolge nel contesto della rete regionale e
provinciale.
La seconda sezione del Bilancio di Missione continua ad essere una componente fondamentale ed articolata in
ampie tematiche come la sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale, l’impatto sul contesto territoriale, la
copertura dei livelli essenziali di assistenza, la qualità dell’assistenza ospedaliera.
Nel capitolo terzo vengono descritti i risultati ottenuti in relazione ad obiettivi aziendali specifici.
Nel capitolo quarto, vengono aggiornati annualmente gli aspetti qualitativi e quantitativi sul personale dipendente.
Nel quinto capitolo vengono illustrati i sistemi aziendali relazionali e gli strumenti della comunicazione.
Il capitolo sesto è dedicato alla ricerca e innovazione, in cui vengono descritte le azioni della struttura locale specifica, l’Ufficio Ricerca e Innovazione, verso lo sviluppo e consolidamento di tale settore, e la ricerca e didattica
in collaborazione con l’Università.
Il capitolo settimo è dedicato alle informazioni relative al bilancio di Genere.
Nelle edizioni precedenti del Bilancio di Missione veniva dedicato un capitolo specifico alla descrizione delle
strategie e dei piani programmati di trasferimento verso la nuova sede. Con l’edizione del 2012, anno in cui è
avvenuto il trasloco verso il nuovo Ospedale, è stata elaborata quella che potremmo definire “l’ultima puntata” di
questo capitolo. A partire dal 2013, infatti, il Bilancio di Missione, non terrà più distinte in alcune pagine a parte
le attività relative a Cona, poiché oggi Cona è a tutti gli effetti il nuovo ambiente in cui si svolge la quotidianità
produttiva, organizzativa, qualitativa, economica e gestionale del S. Anna.
Al termine del 2013 sono rimaste nella sede di C.so Giovecca alcune funzioni come la Radioterapia, la Medicina
Nucleare e alcune Attività ambulatoriali. Col 2014 si completerà ulteriormente il percorso del trasferimento. Grazie alle azioni poste in essere nel 2013 è stata possibile la “concentrazione” entro un’area ristretta dell’anello del
vecchio S. Anna delle attività ambulatoriali erogate dagli specialisti convenzionati con l’AUSL.
In relazione alle osservazioni e agli spunti di miglioramento proposti dal Comitato di Indirizzo nell’esprimere il
giudizio delle edizioni precedenti, sono state introdotte alcune novità sia come contenuto che come “editing”.
In particolare è stato affrontato un importante risvolto sul tema dell’appropriatezza della domanda. Infatti, in
relazione alla propria struttura e mission, le Aziende Ospedaliere analizzano e misurano continuamente, con
molteplici indicatori specifici, l’appropriatezza dei setting delle prestazioni che erogano all’utenza. Ma nell’ambito
della gestione dei rapporti tra un’Azienda erogatrice e un’Azienda territoriale (AUSL) può assumere importanza
strategica la conoscenza e la misurazione dei livelli di appropriatezza delle prestazioni viste dalla parte del richiedente: in altre parole l’appropriatezza della cosiddetta “domanda”.
La novità più importante introdotta quest’anno, è la realizzazione del Bilancio di Missione in pillole: si tratta di
un’edizione più breve, più semplice e scritta con un linguaggio accessibile anche ai “non esperti”. Tale prodotto
è stato elaborato attraverso una linea metodologica ben definita, essenzialmente caratterizzata dalla funzione
cardine e basilare del Comitato Consultivo Misto e dalla reimpostazione del linguaggio, adottando i criteri della
Health Literacy. Essendo un’esperienza nuova e sperimentale, che richiede molto tempo per la fase di decisione
7
contenutistica, il primo Bilancio di Missione in pillole fa riferimento all’edizione del 2012. E’ però in preparazione
la stesura della versione aggiornata al 2013, nell’ottica programmatoria di pubblicare, sul sito internet aziendale,
nell’apposita pagina dedicata, la versione in pillole a breve distanza temporale da quella integrale.
Dott. Gabriele Rinaldi
8
Ingresso visitatori alle degenze
9
1. Contesto di riferimento
lavoro;
assicurare il progressivo miglioramento della
qualità delle prestazioni erogate al pubblico;
•
ottenere adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico e favorire il riconoscimento di
meriti e demeriti dei dirigenti pubblici e del
personale;
•
misurazione, valutazione e trasparenza della
performance.
Legge 15 marzo 2010, n.38 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia
del dolore”.
Intesa Stato Regioni del 29 aprile 2010 sul Piano
Nazionale della prevenzione 2010-2012.
Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento degli interventi assistenziali nel percorso di
nascita e per la riduzione del taglio cesareo”.
Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 “Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi nell’ambito della rete
di cure palliative e della rete di terapia del dolore”.
Accordo Stato-Regioni del 22 novembre 2011 in
materia di Livelli Essenziali di Assistenza.
D.Lgs 6 maggio 2011 n. 68 “Disposizioni in materia di entrata delle Regioni a statuto ordinario
e delle Province, nonchè di determinazione dei
costi e dei fabbisogno standard nel settore sanitario”.
D. Lgs 23 giugno 2011 n.118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti
locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1
e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42”.
Intesa 25 luglio 2012 ai sensi dell’’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 sulla proposta del Ministro della salute, di cui all’’articolo 5
della legge 15 marzo 2010, n. 38, di definizione
dei requisiti minimi e delle modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture
di assistenza ai malati in fase terminale e delle
unita’’ di cure palliative e della terapia del dolore.
D. L. 23 settembre 2012 n.158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.
Intesa 22 novembre 2012 n.228, ai sensi dell’’art.
1, comma 34 bis, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, sulla proposta del Ministro della salute di
deliberazione del CIPE relativa all’’assegnazione
alle Regioni delle risorse vincolate, ai sensi dell’’art. 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, alla realizzazione degli obiettivi del Piano
Sanitario Nazionale per l’’anno 2012.
•
1.1 Quadro normativo e istituzionale
L’Azienda deve adeguare la sua attività ad un ampio
e articolato panorama di norme e disposizioni provenienti da fonti che possono essere Nazionali, Regionali oppure a livello di Enti Locali, riportate nei paragrafi
seguenti, con separata indicazione delle integrazioni
normative introdotte nell’anno 2013.
Nel corso della trattazione è comunque riportato il riferimento alle norme specifiche che regolano i singoli
temi trattati.
Maggiori informazioni sono disponibili sul portale internet della Regione Emilia Romagna all’indirizzo:
http://www.saluter.it/documentazione/leggi.
•
•
•
1.1.1 Quadro normativo nazionale di base
•
Vengono riportate di seguito le basi normative nazionali di riferimento.
•
D. Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 “Riordino della
disciplina in materia sanitaria”, e successive modifiche e integrazioni”.
•
D. Lgs. 19 giugno 1999 n. 229 “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a
norma dell’art. 1 della legge 30.11.1998 n. 419 e
successive modifiche e integrazioni”.
•
D. Lgs. 21 dicembre 1999 n. 517 “Disciplina dei
rapporti tra S.S.N. e Università, a norma dell’articolo 6 della legge 30.11.1998, n. 419”.
•
Legge 8 novembre 2000 n. 328 “Legge quadro
per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.
•
D.P.C.M. 29 novembre 2001 “Definizione dei livelli
essenziali di assistenza” II D.P.C.M. definisce i livelli essenziali di assistenza sanitaria includendo
l’area dell’integrazione socio-sanitaria nella quale
sono evidenziate anche le prestazioni sanitarie a
rilevanza sociale.
•
Piano Nazionale della Prevenzione del rischio
cardiovascolare, delle complicanze del diabete,
dei tumori, del rischio infettivo tramite vaccinazioni e degli incidenti.
•
Legge 5 maggio 2009 n.42 “Delega al Governo
in materia di federalismo fiscale in attuazione
dell’articolo 119 della Costituzione”.
•
D. Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 “Attuazione della
legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” diretto a:
•
conseguire una migliore organizzazione del
•
•
•
•
•
•
10
•
1.1.2 Quadro normativo regionale di base
•
•
•
•
•
•
•
L. R. 25 febbraio 2000 n. 11 “Modifiche della L. R.
12 maggio 1994 n. 19 “Norme per il riordino del
Servizio Sanitario Regionale si avvale dei seguenti principi:
•
la centralità del cittadino;
•
il perseguimento della efficienza allocativa
delle risorse;
•
la distinzione funzionale tra la responsabilità
di committenza e la responsabilità di produzione;
•
lo sviluppo della partecipazione degli Enti locali al processo di individuazione, di selezione e di attuazione degli obiettivi;
•
la partecipazione delle organizzazioni sociali e degli operatori sanitari al processo di
programmazione sanitaria e socio-sanitaria
regionale;
•
la valorizzazione delle risorse umane.
L.R. 23 dicembre 2004 n. 29 “Norme generali
sull’organizzazione e il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale”: Viene ridefinita la sanità dell’Emilia-Romagna in un’ottica federalista.
Sono rafforzate: le competenze degli Enti locali
in materia di programmazione sanitaria, verifica
e controllo, il rapporto della Regione con l’Università nel campo dell’assistenza, della ricerca e
della didattica. La legge ridefinisce il Collegio di
direzione come organo dell’Azienda, al pari del
Direttore Generale e del Collegio sindacale, il riconoscimento della funzione di ricerca come parte integrante della mission del S.S.R.
D.G.R. 23 febbraio 2004 n. 327 “Applicazione della L.R. n. 34/98 in materia di autorizzazione e di
accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e dei professionisti alla luce dell’evoluzione del
quadro normativo nazionale. Revoca di precedenti
provvedimenti”.
D.G.R. 30 dicembre 2004 n. 2708 “Programma per
la Ricerca e l’Innovazione nel Servizio sanitario
della Regione Emilia-Romagna in cui vengono definiti Ambiti e obiettivi generali del PRI-ER.
D.G.R. 14 febbraio 2005 n. 213 “Introduzione del
bilancio di missione nel servizio sanitario regionale”.
D.G.R. 14 febbraio 2005 n. 318 “Disciplina delle
Aziende ospedaliero-universitarie ai sensi dell’articolo 9, comma 6, della legge regionale 23 dicembre 2004 n. 29 recante Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio
sanitario regionale”.
D.G.R. 6 novembre 2006 n. 1532 “Piano regionale
sul contenimento dei tempi di attesa”.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
11
D.G.R. n. 73 del 29 gennaio 2007 “Piano regionale
sul contenimento dei tempi di attesa, integrazione
alla d.g.r. n. 1532 del 06.11.06”.
D.G.R. Assemblea Legislativa del 14 novembre
2007 n. 141 “Approvazione del piano energetico
regionale (Proposta della G.R. in data 10 gennaio
2007, n. 6)”.
D.G.R. 16 novembre 2007 n. 1720 “Approvazione
linee di indirizzo per l’ organizzazione dell’ assistenza integrata al paziente con ictus - programma stroke care”.
D.G.R. 10 dicembre 2007 n. 1921 “Linee guida
alle aziende sanitarie della regione Emilia-Romagna per il controllo del dolore in travaglio di parto”.
D.G.R. 20 dicembre 2007 n. 2011 “Direttiva alle
aziende sanitarie per l’adozione dell’atto aziendale, di cui all’art. 3, comma 4, della L.R. 29/2004”
L.R. 21 dicembre 2007 n. 28 “Disposizioni per l’acquisizione di beni e servizi”.
D.G.R. 27 dicembre 2007 n. 2175 “Provvedimenti
attuativi del comma 796, lettera o), dell’art. 1 della
legge 27 dicembre 2006 n° 296 - rete laboratoristica regionale”.
D.G.R. 27 dicembre 2007 n. 2313 “Piano dei conti delle aziende sanitarie. Adeguamento al d.m.
13.11.2007, e all’art. 51 della l.r. 23-12-2004, n.
27”.
D.G.R. 3 marzo 2008 n. 249 “Assegnazione di finanziamenti alle aziende sanitarie per il sostegno
delle attività’ di interesse regionale sugli screening
per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero,
mammella, del colon-retto e dei registri tumori di
popolazione”.
D.G.R. 27 marzo 2008 n. 374 “Revisione del programma ‘Assistenza odontoiatrica nella Regione
Emilia-Romagna: programma regionale per l’attuazione dei LEA e la definizione dei livelli aggiuntivi di cui alla DGR 2678 del 2004”.
D.G.R. 21 aprile 2008 n. 533 “Direttiva alle Aziende sanitarie in merito al programma percorso nascita”.
D.G.R. 11 giugno n. 883 “Approvazione dei piani
aziendali in materia di attività libero professionale
intramuraria redatti dalle Aziende sanitarie della
Regione Emilia-Romagna ai sensi della L. 120/07
e della D.G.R. di Giunta n. 200 del 2008”.
D.G.R. 29 settembre 2008 n. 1523 “Disposizione
del sistema regionale dei dispositivi medici”.
D.G.R. 1155/2009 “Gestione dei rifiuti e degli
scarichi idrici nelle Aziende sanitarie dell’EmiliaRomagna”.
D.G.R. 28 marzo 2011 n. 389 “Prestazioni di Pronto soccorso assoggettate a compartecipazione
della spesa da parte degli utenti-modifiche ed in-
•
•
•
tegrazioni alla deliberazione n. 1035/2009”.
D.G.R. 06 giugno 2012 n.653 “Erogazione straordinaria di cassa a favore delle Aziende sanitarie”
D.G.R. 30 luglio 2012 n.1154 “Compartecipazione
alla spesa per l’accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, farmaceutica e assistenza
termale nelle zone colpite dal sisma”
•
1.1.3 Quadro istituzionale locale di base
•
•
•
•
•
•
•
Accordo Attuativo Locale: La Regione Emilia Romagna, le Università degli Studi di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Parma sottoscrivono un Protocollo di Intesa individuando nella
integrazione le modalità idonea per realizzare il
concorso delle rispettive autonomie. Nelle more
della approvazione del nuovo Protocollo di Intesa Regione-Università, l’Azienda OspedalieroUniversitaria e l’Università degli Studi di Ferrara
hanno condiviso la revisione del vigente Accordo
Attuativo Locale.
Piani per la salute: Le tematiche di fondo individuate a livello provinciale sono la sicurezza alimentare, la sicurezza sul lavoro e quella stradale. In queste attività è prevista la collaborazione
interaziendale tra AUSL e Azienda Ospedaliera
Universitaria.
Piani di zona: individuano le problematiche sociali che caratterizzano un territorio e come queste
possano essere affrontate.
Accordo di fornitura con l’Azienda USL: definisce la committenza della AUSL verso la Azienda
Ospedaliera Universitaria in relazione alle esigenze della popolazione.
Piano delle azioni - Obiettivi dati dalla Regione
alle Aziende: definisce gli obiettivi che la Regione
assegna alle aziende, in relazione a vincoli economici, appropriatezza delle prestazioni, esigenze di sviluppo e innovazione e ricerca, e le azioni
da compiere per raggiungere i target predefiniti.
Piano programmatico triennale: definisce le linee
programmatorie triennali assegnate all’Azienda.
•
•
•
•
•
1.1.4 Integrazioni normative cronologiche
Vengono di seguito riportati i principali aggiornamenti
normativi introdotti nella sanità nazionale e regionale
nel corso dell’anno 2013:
•
Legge 24 dicembre 2012 n. 228 “Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge di stabilità 2013)”.
•
D.G.R. 25 febbraio 2013 n.199 “Linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2013”
12
D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle
pubbliche amministrazioni”.
D. Lgs. 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilita’ e incompatibilita’ di incarichi
presso le pubbliche amministrazioni e presso gli
enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre
2012, n. 190”.
Legge 23 maggio 2013 n. 57 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo
2013, n. 24, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria”.
Legge 6 giugno 2013 n.64 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile
2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il
pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli
enti territoriali, nonché in materia di versamento
di tributi degli enti locali”.
D. L. 21 giugno 2013, n. 69 Disposizioni urgenti
per il rilancio dell’economia, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98
D. L. 24 giugno 2013 n.72 “Misure urgenti per i pagamenti dei debiti degli enti del servizio sanitario
nazionale”.
D.G.R. 02 agosto 2013 n.1131, pubblicata sul
BUR num. 236 del 09 agosto 2013 “Linee guida
regionali attuative dell’art. 1, comma 4, della l.
120/2007 “Disposizioni in materia di attività libero
professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria”, come modificato dal d.l. n. 158 del
13/9/2012”.
Legge 30 ottobre 2013, n. 125 “Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 31
agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti
per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.”
1.2 Il sistema delle relazioni con l’Università
L’Azienda Ospedaliero Universitaria svolge un’importante funzione di didattica e ricerca clinica portando avanti,
in maniera condivisa con l’Università, l’organizzazione basata sui Dipartimenti ad Attività Integrata.
1.2.1 Corsi di laurea attivati e disattivati nell’anno 2013
CORSI ATTIVATI IN BASE ALLA NUOVA RIFORMA UNIVERSITARIA (D.M. 270/04)
Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE TRIENNALI
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea in SCIENZE MOTORIE
Classe L-22 – scienze delle attività motorie e
sportive
1°, 2° e 3° anno
Denominazione dei corsi di studio delle LAUREE TRIENNALI SANITARIE
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea in DIETISTICA (abilitante alla professione
sanitaria di Dietista)
Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche
1° e 2° anno
- Laurea in FISIOTERAPIA (abilitante alla
professione sanitaria di Fisioterapista)
Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della
riabilitazione
1° e 2° anno
- Laurea in INFERMIERISTICA (abilitante alla
professione sanitaria di Infermiere)
Classe L/SNT1 – professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o
1° e 2° anno
- Laurea in LOGOPEDIA (abilitante alla professione
sanitaria di Logopedista)
Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della
riabilitazione
1° e 2° anno
- Laurea in ORTOTTICA ED ASSISTENZA
OFTALMOLOGICA (abilitante alla professione
sanitaria di Ortottista ed assistente di oftalmologia)
Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della
riabilitazione
1° e 2° anno
- Laurea in OSTETRICIA (abilitante alla professione sanitaria di ostetrica/o)
Classe L/SNT1 – professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o
1° e 2° anno
- Laurea in TECNICA DELLA RIABILITAZIONE
PSICHIATRICA (abilitante alla professione sanitaria
di Tecnico della riabilitazione psichiatrica)
Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della
riabilitazione
1° e 2° anno
- Laurea in TECNICHE DI LABORATORIO
BIOMEDICO (abilitante alla professione sanitaria di
tecnico di laboratorio biomedico)
Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche
1° e 2° anno
- Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA,
PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA (abilitante alla
professione sanitaria di tecnico di radiologia medica)
Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche
1° e 2° anno
- Laurea in IGIENE DENTALE (abilitante alla
professione sanitaria di Igienista dentale)
Classe L/SNT3 – professioni sanitarie tecniche
1° e 2° anno
- Laurea in EDUCAZIONE PROFESSIONALE
(abilitante alla professione sanitaria di Educatore
professionale)
Classe L/SNT2 – professioni sanitarie della
riabilitazione
1° e 2° anno
Denominazione dei corsi di studio delle lauree
MAGISTRALI A CICLO UNICO
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea magistrale in MEDICINA E CHIRURGIA
Classe LM-41 – medicina e chirurgia
1°, 2°, 3° e 4°
anno
- Laurea magistrale in ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Classe LM-46 – odontoiatria e protesi dentaria
1°, 2°, 3° e 4°
anno
Denominazione dei corsi di studio
delle lauree MAGISTRALI (biennali)
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea magistrale in SCIENZE E TECNICHE
DELL’ATTIVITÀ MOTORIA PREVENTIVA E ADATTATA
Classe LM-67 – scienze e tecniche delle attività
motorie preventive e adattate
1° e 2° anno
Denominazione dei corsi di studio
delle lauree MAGISTRALI SANITARIE (biennali)
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea magistrale in SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Classe LM/SNT 1 – scienze infermieristiche e
ostetriche
1° e 2° anno
- Laurea magistrale in SCIENZE RIABILITATIVE
DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Classe LM/SNT 2 – scienze riabilitative delle
professioni sanitarie
1° e 2° anno
13
- Laurea magistrale in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE TECNICHE DIAGNOSTICHE
Classe LM/SNT 3 – scienze delle professioni
sanitarie tecniche
1° e 2° anno
CORSI ORGANIZZATI IN BASE ALLA PRECEDENTE RIFORMA UNIVERSITARIA - D.M. 509/99
CORSI IN FASE DI DISATTIVAZIONE
Denominazione dei corsi di studio
delle LAUREE DI PRIMO LIVELLO
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea in INFERMIERISTICA (abilitante alla
professione sanitaria di Infermiere)
Classe 1/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie infermieristiche e professione sanitaria
ostetrica
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in OSTETRICIA (abilitante alla professione sanitaria di Ostetrica/o)
Classe 1/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie infermieristiche e professione sanitaria
ostetrica
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in FISIOTERAPIA (abilitante alla professione sanitaria di Fisioterapista)
Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie della riabilitazione
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in LOGOPEDIA (abilitante alla professione
sanitaria di Logopedista)
Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie della riabilitazione
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (abilitante alla professione sanitaria di
Ortottista ed assistente di oftalmologia)
Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie della riabilitazione
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in TECNICA DELLA RIABILITAZIONE
PSICHIATRICA (abilitante alla professione sanitaria
di Tecnico della riabilitazione psichiatrica)
Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie della riabilitazione
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in EDUCATORE PROFESSIONALE
SANITARIO (abilitante alla professione sanitaria di
Educatore professionale sanitario)
Classe 2/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie della riabilitazione
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in DIETISTICA (abilitante alla professione
sanitaria di Dietista)
Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO (abilitante alla professione sanitaria di
Tecnico di laboratorio biomedico)
Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie tecniche - area tecnico-diagnostica
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA,
PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA (abilitante
alla professione sanitaria di Tecnico di radiologia
medica)
Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie tecniche - area tecnico-diagnostica
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in TECNICHE AUDIOPROTESICHE (abilitante alla professione sanitaria di Audioprotesista)
Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
- Laurea in IGIENE DENTALE (abilitante alla professione sanitaria di Igienista dentale)
Classe 3/SNT delle lauree nelle professioni
sanitarie tecniche - area tecnico-assistenziale
3° anno
1° e 2° anno
disattivato
Denominazione dei corsi di studio
delle LAUREE SPECIALISTICHE A CICLO
UNICO
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea specialistica in MEDICINA E CHIRURGIA
Classe 46/S delle lauree specialistiche in medicina e chirurgia
5° - 6° anno
1° 2° 3° e 4° anno
disattivati
- Laurea specialistica in ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Classe 52/S delle lauree specialistiche in odontoiatria e protesi dentaria
5° anno
1° 2° 3° e 4° anno
disattivati
Denominazione dei corsi di studio
delle LAUREE SPECIALISTICHE (biennali)
Classe di corso di studio
a.a. 2012/13
- Laurea specialistica in SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Classe SNT-SPEC/01 delle lauree specialistiche
in scienze infermieristiche e ostetriche
2° anno
1° disattivato
- Laurea specialistica in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE
Classe SNT-SPEC/02 delle lauree specialistiche in scienze delle professioni sanitarie della
riabilitazione
2° anno
1° disattivato
14
1.2.2 Ricercatori e Professori universitari assunti e cessati
Nell’anno 2013 è stato convenzionato 1 Ricercatore a tempo determinato.
Nell’anno 2013 sono cessati: 3 Professori ordinari, 1 Professore associato e 1 Ricercatore
Sono da reclutare nel 2014, in base a procedure gia deliberate 1 Professore Associato e 4 ricercatori.
Tabella 1.1 - Ricercatori e Professori assunti e convenzionati dal 2010
Tipologia
2010
2011
2012
2013
Professori Ordinari
2
1
0
0
Professori Associati
3
1
0
0
Ricercatori
1
2
4
1
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Tabella 1.2 - Ricercatori e Professori cessati dal 2010
Tipologia
2010
2011
2012
2013
Professori Ordinari
5
3
0
3
Professori Associati
2
1
0
1
Ricercatori
2
1
0
1
Fonte: Università degli studi di Ferrara
1.2.3 Ricercatori e professori da reclutare sulla base delle procedure già deliberate
Tabella 1.3 - Ricercatori e Professori da reclutare nel 2014 in base a procedure già deliberate
Professori Ordinari
0
Professori Associati
1
Ricercatori
4
Fonte: Università degli studi di Ferrara
1.3 La rete integrata dell’offerta regionale
L’Azienda è dotata di tutte le alte specialità mediche ad eccezione di: cardiochirurgia, trapianti d’organo, grandi
ustionati, unità spinale, neuropsichiatria infantile2.
L’indice di dipendenza della struttura dalla popolazione, che esprime la capacità di attrazione dell’ospedale e,
al tempo stesso, il grado di utilizzazione delle sue risorse da parte di sottogruppi di popolazione residente nel
territorio sul quale opera, evidenzia che per i ricoveri circa l’80% (sostanzialmente stabile negli anni) dell’attività
è rivolta a persone che risiedono nella Provincia di Ferrara, con una netta prevalenza di soggetti residenti nel
distretto centro–nord, dove ha sede l’Azienda. Nel 2013 si registra una flessione in percentuale dell’attività rivolta
verso l’utenza extra provinciale e extra regionale, ad evidenza di un relativo calo della capacità di attrazione. La
riduzione dei flussi di mobilità è comunque un fenomeno diffuso nella regione già nel 2012 e presente anche nel
2013.
2
Anche il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura non afferisce all’Azienda, ma è comunque presente a livello provinciale ed è gestito dall’Azienda USL
15
Tabella 1.4 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (dimessi)%
Residenti
TOTALE
Stesso Distretto
Altro Distretto
stessa Azienda
Altre Aziende
R.E.R.
Fuori R.E.R. ed
estero
2013
57,4
26,1
5,5
11,0
100
2012
57,4
24,3
5,8
12,5
100
2011
58,0
23,2
5,5
13,3
100
2010
58,4
21,9
6,0
13,7
100
Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna.
La lettura del fenomeno in termini economici (tabella 1.5) non riproduce il medesimo quadro: il calo in percentuale dei ricoveri da fuori provincia è seguito da un incremento in percentuale dei ricavi, lasciando spazio all’interpretazione che la attività sia stata erogata per situazioni di elevata complessità.
Tabella 1.5 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (importi)%
Residenti
TOTALE
Stesso Distretto
Altro Distretto
stessa Azienda
Altre Aziende
R.E.R.
Fuori R.E.R. ed
estero
2013
54,4
27,4
6,1
12,1
100
2012
55,4
24,9
5,7
14,0
100
2011
55,5
24,4
6,1
14,0
100
2010
55,4
22,5
6,8
15,4
100
Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna.
Dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - ricoveri (im porti)
Anno 2013
Fuori R.E.R. ed
estero
Altre Aziende R.E.R.
Stesso Distretto
Altro Distretto
stessa Azienda
L’ indicatore medesimo per l’attività ambulatoriale, descrive una fenomenologia simile, ma con un incremento
della quota di attrazione extra provinciale.
Tabella 1.6 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale (tutte le
specialità, importi)%
Popolazione residente
TOTALE
Stesso Distretto
Altro Distretto
stessa Azienda
Altre Aziende
R.E.R.
Fuori R.E.R. ed
estero
2013
55,4
30,1
6,4
8,1
100
2012
54,0
32,0
6,0
8,1
100
2011
57,3
27,5
5,6
9,6
100
2010
60,0
24,5
5,7
9,8
100
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna.
16
Dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale
(tutte le specialità, importi) Anno 2013
Fuori R.E.R. ed estero
Altre Aziende R.E.R.
Altro Distretto stessa
Azienda
Stesso Distretto
Se si escludono le prestazioni di laboratorio, aumenta la percentuale di prestazioni rese a pazienti di altri distretti
della stessa azienda USL, mentre diminuisce per i pazienti fuori regione
Tabella 1.7 - Indice di dipendenza della struttura ospedaliera dalla popolazione - attività ambulatoriale (escluse
le prestazioni di laboratorio, importi)%
Popolazione residente
TOTALE
Stesso Distretto
Altro Distretto
stessa Azienda
Altre Aziende
R.E.R.
Fuori R.E.R. ed
estero
2013
60,9
30,8
3,8
4,5
100
2012
60,8
29,9
4,0
5,4
100
2011
61,3
27,6
4,3
6,8
100
2010
62,0
27,7
4,0
6,3
100
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna.
Spostando l’attenzione sull’indice di dipendenza della popolazione dalla struttura, ossia sull’orientamento della
popolazione residente nella Provincia di Ferrara rispetto alla scelta delle strutture in cui ricoverarsi o ricevere
prestazioni ambulatoriali, si osserva che l’Azienda copre il 43% della domanda di ricovero di tutta la provincia
e poco più del 40% della specialistica ambulatoriale. Nel 2013 la popolazione ferrarese si è rivolta in maggiorpercentuale all’Azienda ospedaliero universitaria e in minor percentuale verso il privato della stessa provincia e
verso il servizio pubblico di altre province della Regione. Su tale fenomeno influisce la ripresa dell’attività dopo il
momento transitorio critico legato al trasloco, nel 2012.
Tabella 1.8 - Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime ordinario e day
hospital, dimessi)%
Azienda USL
Pubblico
Azienda Ospedaliera
di Ferrara
Totale
Privato
Altre Aziende
R.E.R.
Pubblico
Privato
Aziende
fuori
R.E.R.
Totale
2013
27,3
6,9
43,1
77,3
8,8
3,6
10,3
100
2012
29,2
8,0
41,9
79,1
8,4
3,2
9,3
100
2011
29,3
6,6
44,2
80,1
7,5
3
9,3
100
2010
29,7
6,6
44,2
80,5
7,6
2,9
9,1
100
Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna.
17
Tabella 1.9 - Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime ordinario e day
hospital, importi)%
Azienda USL
Pubblico
Azienda Ospedaliera di
Ferrara
Totale
Privato
Altre Aziende
R.E.R.
Pubblico
9,5
Privato
4,4
Aziende
fuori
R.E.R.
10,4
Totale
2013
25,3
5,5
44,9
75,7
100
2012
27,3
6,7
44,0
78
9,6
4
8,5
100
2011
26,9
5,6
47,3
79,8
8,3
3,8
8,2
100
2010
28,4
5,5
45,7
79,7
8,3
3,7
8,3
100
Fonte: Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna.
Dipendenza della popolazione ferrarese rispetto alle strutture di ricovero (regime
ordinario e day hospital, importi) Anno 2013
Aziende fuori R.E.R.
Altre Aziende R.E.R.
Privato
Azienda USL Pubblico
Altre Aziende R.E.R.
Pubblico
Azienda USL Privato
Azienda Ospedaliera di
Ferrara
Tabella 1.10 – Indice di dipendenza della popolazione dalla struttura ospedaliera (attività ambulatoriale, importi)%
Popolazione residente
TOTALE
Azienda USL
Azienda Ospedaliera di Ferrara
Altre Aziende
R.E.R.
Fuori R.E.R. ed
estero
2013
39,6
40,3
7,1
13,0
100
2012
37,8
44,3
6,3
11,6
100
2011
38,5
44,9
6,2
10,5
100
2010
40,7
42,5
6,6
10,2
100
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna.
Dipendenza della popolazione dalla struttura ospedaliera (attività ambulatoriale,
importi) Anno 2013
Fuori R.E.R. ed estero
Altre Aziende R.E.R.
Azienda USL
Azienda Ospedaliera di
Ferrara
18
In sintesi, il ruolo complessivo che l’Azienda svolge nel contesto della rete regionale e provinciale può essere
colto dall’analisi congiunta della mobilità attiva e passiva della popolazione, distinta in base al livello specialistico
delle funzioni assistenziali.
Dall’analisi dei flussi di mobilità della popolazione emerge che:
•
419 residenti della Provincia di Ferrara sono stati trattati in altre province/regioni per patologie riferibili a
discipline di alta specializzazione non presenti nelle strutture provinciali (tra cui cardiochirurgia, trapianti,
grandi ustionati, unità spinale). L’80% dei casi è stato gestito nell’ambito della rete regionale. Il valore complessivo di tale “mobilità passiva”, si avvicina a i 6.000.000 di euro;
Tabella 1.11 - Saldo mobilità discipline mancanti
Disciplina di dimiss.
•
N. dim.
passiva
Importo
passiva
N. dim.
Attiva
S.Anna
Importo
Attiva
S.Anna
N. dim.
Attiva
AUSL
109-FE
importo
Attiva
AUSL
109-FE
Saldo
n. dim.
Saldo
importo
GRANDI USTIONATI
3
89.556
0
0
0
0
-3
-89.556
NEUROPSICHIATRIA
INFANT.
54
106.574
0
0
0
0
-54
-106.574
NEOUROCHIRURGIA PEDIATR.
13
117.879
0
0
0
0
-13
-117.879
UNITA' SPINALE
13
279.801
0
0
0
0
-13
-279.801
CARDIOCHIRURGIA
PEDIATR.
20
313.036
0
0
0
0
-20
-313.036
NEFROLOGIA TRAPIANTI
51
387.205
0
0
0
0
-51
-387.205
CARDIOCHIRURGIA
265
4.617.253
0
0
0
0
-265
-4.617.253
TOTALE
419
5.911.304
0
0
0
0
-419
-5.911.304
per il complesso delle specialità medio - alte, rispetto alle quali l’Azienda costituisce hub regionale o centro
di riferimento per l’intera provincia, il bilancio della mobilità è positivo anche per il 2013, sia dal punto di
vista numerico (saldo di 266 ricoveri), sia dal punto di vista economico (saldo di 5.600.000 di euro). Il dato
è ancora in riduzione rispetto all’anno precedente ma nel calo dei flussi di mobilità attiva va evidenziato
che l’importo medio per ricovero è passato da circa 4.600 euro a circa 5.000. Questo dato evidenzia che il
livello medio della complessità della casistica dei flussi in entrata, anche se ridotto in volume, è aumentato
in complessità. Inoltre nel calo dei ricoveri incide sensibilmente il dato dell’Oculistica, non legato ad un calo
di attività, ma ad un “riflesso” numerico del passaggio della gestione di una consistente casistica dal regime
di DH al regime ambulatoriale, perseguendo obiettivi aziendali (pienamente raggiunti) di ottimizzazione dei
setting assistenziali appropriati.
19
Tabella 1.12 - saldo mobilità discipline di riferimento regionale o provinciale
Disciplina di dimiss.
N. dim.
passiva
Importo
passiva
N. dim.
Attiva
S.Anna
Importo Attiva S.Anna
N. dim.
Attiva
AUSL
109-FE
importo
Attiva
AUSL
109-FE
Saldo
n. dim.
Saldo
importo
NEURO-RIABILITAZIONE
6
66.888
363
4.832.594
0
0
357
4.765.706
EMATOLOGIA
60
655.716
166
1.764.668
0
0
106
1.108.952
REUMATOLOGIA
20
36.383
324
766.483
0
0
304
730.099
MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG.
26
30.190
240
567.130
0
0
214
536.941
NEUROLOGIA
131
318.560
192
758.210
0
0
61
439.650
CHIRURGIA PEDIATRICA
100
249.551
352
484.364
0
0
252
234.813
CHIRURGIA MAXILLO
79
FACCIALE + ODONTOIATRIA E STOMATOL.
251.545
166
484.832
0
0
87
233.286
CHIRURGIA VASCOLARE
112
674.567
232
744.880
0
0
120
70.313
OTORINOLARINGOIATRIA
460
939.167
193
977.742
0
0
-267
38.575
MALATTIE INFETTIVE E
TROPICALI
50
185.468
68
206.640
0
0
18
21.172
ASTANTERIA
51
120.611
54
132.476
0
0
3
11.865
NEFROLOGIA + NEFROLOGIA PEDIATRICA
52
181.607
36
153.346
0
0
-16
-28.261
CHIRURGIA PLASTICA
74
263.412
84
224.158
0
0
10
-39.253
TERAPIA INTENSIVA
NEONAT. + NEONATOLOGIA
66
619.343
65
570.649
0
0
-1
-48.694
PNEUMOLOGIA
98
292.234
46
222.852
0
0
-52
-69.382
DERMATOLOGIA
56
109.570
26
35.916
0
0
-30
-73.654
GASTROENTEROLOGIA
105
245.092
35
81.855
0
0
-70
-163.237
NEUROCHIRURGIA
196
1.223.855
136
998.135
0
0
-60
-225.719
OCULISTICA
338
526.488
85
130.245
0
0
-253
-396.243
ONCOLOGIA + RADIOTERAPIA ONCOLOGICA
+ RADIOTERAPIA +
MEDICINA NUCLEARE
+ CURE PALLIATIVE/
HOSPICE
624
2.067.882
107
561.109
0
0
-517
-1.506.773
TOTALE
2.704
9.058.129
2.970
14.698.284
0
0
266
5.640.156
20
•
per le discipline a larga diffusione, presenti nelle strutture sia dell’ AUSL che dell’ Azienda, si registra un
saldo negativo di oltre 5.500 casi, ai quali corrispondono oltre 23 milioni di euro. Il saldo è più negativo rispetto al 2012 e la differenza è legata soprattutto all’incremento della quota di mobilità passiva (“fuga” verso
altre provincie e regioni). Su questa incidono maggiormente le discipline di Chirurgia generale, Ortopedia e
Recupero-Riabilitazione; migliora sensibilmente, invece l’attrazione provinciale della Cardiologia.
Tabella 1.13 - saldo mobilità discipline a larga diffusione
Disciplina di dimiss.
N. dim.
passiva
Importo
passiva
N. dim.
Attiva
S.Anna
Importo
Attiva
S.Anna
N. dim.
Attiva
AUSL
109-FE
importo
Attiva
AUSL
109-FE
Saldo
n. dim.
Saldo
importo
LUNGODEGENTI
88
608.927
3
35.264
104
871.928
19
298.265
NIDO
306
148.139
132
137.593
237
88.422
63
77.876
GERIATRIA
64
198.906
23
84.879
52
113.890
11
-137
UNITA' CORONARICA
33
145.592
18
81.427
12
37.259
-3
-26.905
MEDICINA GENERALE + DAY HOSPITAL
+ ALLERGOLOGIA
912
2.664.403
156
583.354
716
2.030.794
-40
-50.255
Altre specialità
(radiologia, detenuti,
medicina del lavoro,
farmacologia clinica,
angiologia)
41
79.001
0
0
0
0
-41
-79.001
PEDIATRIA + ONCOEMATOLOGIA
PEDIATRICA
458
789.328
561
540.273
4
5.133
107
-243.922
TERAPIA INTENSIVA
60
838.455
14
390.855
10
128.201
-36
-319.398
UROLOGIA + UROLOGIA PEDIATRICA
493
1.355.917
110
341.365
148
386.338
-235
-628.213
OSTETRICIA E
GINECOLOGIA + FISIOPATOL. RIPROD.
UMANA
1.401
2.777.948
406
673.675
516
862.752
-479
-1.241.521
CARDIOLOGIA
626
2.956.312
111
738.556
184
653.512
-331
-1.564.244
RECUPERO E RIABILITAZIONE
769
5.748.111
133
886.573
1
1.529
-635
-4.860.009
ORTOPEDIA E
TRAUMATOLOGIA
2.322
8.901.048
196
820.142
337
1.600.358
-1.789
-6.480.548
CHIRURGIA GENERALE + CHIRURGIA
TORACICA
2.780
10.630.876
244
1.017.901
365
1.202.927
-2.171
-8.410.047
TOTALE
10.353
37.842.963
2.107
6.331.857
2.686
7.983.043
-5.560
-23.528.059
Nell’ultimo trimestre del 2013, il trend di crescita della Mobilità Passiva infraRER e verso il Veneto si è arrestato
per il Distretto Centro Nord, ad evidenza che, nonostante l’evento del trasloco, il nuovo ospedale sta riprendendo
a tutti gli effetti le proprietà di polo attrattivo provinciale a vantaggio del sistema sanitario ferrarese. Il trend si è
arrestato anche per il distretto sud-est.
Nel corso del 2012 e anche dei primi 9 mesi del 2013, si era assistito ad un trend incrementale della “fuga” dell’utenza verso altre provincie-regioni (Veneto in primis); la mobilità riguardava non solo il distretto Centro nord (ove
21
incide l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara) ma anche gli altri Distretti della Provincia.
Tabella 1.14 - Trend della Mobilità passiva della provincia di Ferrara (infra RER e Veneto) per distretto di residenza: differenza importi tra 2013 e 2012 a confronto nei primi 9 mesi e nell’intero anno
DISTRETTO
DIFF. IMPORTO RICOVERI ORDINARI
GEN. SET. 2013-2012
CENTRO-NORD
OVEST
ANNO 2013-2012
OTT. DIC. 2013-2012
1.112.263
1.182.481
70.218
986.050
1.414.021
427.971
SUD-EST
1.200.736
1.297.708
96.972
TOTALE
3.299.049
3.894.210
595.161
1.4 Osservazioni demografiche ed epidemiologiche
In sintesi vengono riportati alcuni dati demografici ed epidemiologici generali che descrivono alcune caratteristiche specifiche del bacino d’utenza dell’ Azienda.
Il confronto fra le piramidi delle età mostra che nella regione Emilia Romagna l’incidenza della popolazione di
età compresa fra i 30 e i 50 anni è maggiore rispetto al grafico nazionale. Risulta invece minore in proporzione
il numero delle persone fra i 10 e i 30 anni. Lo stesso grafico elaborato per la provincia di Ferrara mostra l’accentuarsi di tale differenza, documentando un netto sbilanciamento verso le fasce più anziane della popolazione.
Figura 1.1 - Piramide dell’età della popolazione nazionale (in alto a sinistra), dell’Emilia Romagna (in alto a destra) e della Provincia di Ferrara (in basso al centro)
22
Come si può notare dalla tavola successiva, la provincia di Ferrara risulta essere di gran lunga quella con la
percentuale più elevata di popolazione anziana (25,8%);
Tabella 1.15 - Popolazione ultrassessantacinquenne nelle Province delle Regione
Azienda USL di residenza
% popolazione anziana (≥65 anni) 2011
PIACENZA
24,0%
PARMA
22,4%
REGGIO EMILIA
19,8%
MODENA
21,0%
BOLOGNA
23,8%
IMOLA
22,5%
FERRARA
25,8%
RAVENNA
23,8%
FORLÌ
23,6%
CESENA
21,2%
RIMINI
20,9%
EMILIA ROMAGNA
22,5%
Il rapporto standardizzato di mortalità (SMR) è il rapporto tra il numero di casi di morte osservati e il numero
di casi attesi; esprime l’eccesso (SMR maggiore di 1) o il difetto (SMR minore di 1) di mortalità esistente tra la
popolazione osservata e la popolazione presa come riferimento.
Ferrara presenta l’SMR più alto il regione.
Inoltre la provincia di Ferrara presenta i più alti tassi standardizzati di mortalità specifici, rispetto alle medie regionali per:
•
neoplasie;
•
malattie del Sistema circolatorio;
•
malattie del sangue e degli organi ematopoietici;
•
malattie del sistema osteomuscolare e tessuto connettivo.
Tabella 1.16 - Rapporto standardizzato di mortalità a confronto tra le province della Regione
Azienda
Rapporto Standardizzato di Mortalità 2011
PIACENZA
1,05
PARMA
1,06
REGGIO EMILIA
0,90
MODENA
0,95
BOLOGNA
1,03
IMOLA
1,06
FERRARA
1,10
RAVENNA
1,02
FORLÌ
0,96
CESENA
0,96
RIMINI
0,92
EMILIA ROMAGNA
1,00
Ci si sofferma nel seguito sulle risposte che l’Azienda Ospedaliera fornisce per far fronte ai bisogni di salute della
popolazione provinciale e/o regionale, che si caratterizzano per la scarsa frequenza e la complessità organizzativa richiesta.
Ci si riferisce, cioè, alle funzioni svolte dai centri di riferimento della rete regionale hub e spoke che la programmazione regionale ha attribuito all’Azienda in considerazione dell’esperienza e della competenza maturata nel
corso degli anni, in risposta ad un bisogno che supera i confini provinciali e, in alcuni casi, regionali.
23
Neuroriabilitazione delle cerebrolesioni acquisite (GRACER)
L’Azienda Ospedaliera è l’unico centro regionale HUB per la riabilitazione delle gravi cerebro lesioni acquisite
(GCA).
L’ Unità Gravi Cerebrolesioni dell’Azienda coordina la rete assistenziale regionale, composta da strutture riabilitative ospedaliere che hanno il compito di realizzare progetti riabilitativi intensivi, di diverso grado di complessità, e
da strutture riabilitative territoriali che hanno il compito di rispondere alle necessità del paziente con GCA e della
sua famiglia dopo il reinserimento in ambiente extra-ospedaliero e a conclusione del periodo di riabilitazione
intensiva.
Lo sviluppo e la gestione clinica della rete GRACER è affidata ad un gruppo di coordinamento regionale presieduto dal Centro Hub dell’Azienda
La rete GRACER è raccordata con il sistema regionale di assistenza ai traumi, con la rete dell’assistenza distrettuale territoriale e con la rete dei servizi sociali.
Con la disciplina di neuroriabilitazione nel 2013 sono stati ricoverati 363 pazienti provenienti da altre Province/
Regioni. Ha inoltre soddisfatto la quasi totalità della domanda della Provincia di Ferrara. Il saldo economico a
livello provinciale è stato pari a 4,8 milioni di euro.
Neuroscienze
Afferiscono alle neuroscienze la neurochirurgia, la neuroradiologia, la neurologia.
L’Arcispedale S. Anna è uno dei 5 centri HUB regionali di neurochirurgia (assieme a: AOU di Parma e di Modena,
Azienda Usl di Bologna, Azienda Usl di Cesena).
Nel 2012 l’attività di ricovero delle UO di neurologia e neurochirurgia ha comportato, sul bilancio provinciale, un
saldo positivo di mobilità di circa 214.000 euro.
Genetica
Il Centro di Ferrara è unico HUB della Regione Emilia Romagna per la genetica medica.
E’ inoltre, assieme alle Aziende Ospedaliero Universitarie di Bologna, Modena e Parma, hub regionale per la
genetica molecolare ed è centro spoke per la citogenetica.
L’attività diagnostica, si mantiene a livelli significativamente elevati anche nel 2013 (circa 3,2 milioni di euro).
Il registro IMER
L’Unità Operativa svolge la funzione di coordinamento del Registro delle Malformazioni congenite dell’EmiliaRomagna (Registro IMER).
Dall’analisi IMER emerge che la patologia cromosomica rappresenta il 17,1% (131/765) della casistica totale. E’
rilevante l’impatto della diagnostica prenatale collegata ad un’età materna avanzata in continuo aumento (fonte
CedAP: 29,7% delle madri pari o superiori a 35 anni).
In questo contesto i Registri delle Malformazioni Congenite (RMC) rappresentano un utile strumento per la valutazione, la sorveglianza e la prevenzione del fenomeno e la programmazione degli interventi. Essi permettono
di integrare i dati rilevati sul territorio di competenza con altri sistemi di registrazione delle malattie congenite,
dando vita a network nazionali ed internazionali che, attraverso la condivisione delle banche dati, permettono di
effettuare studi epidemiologici su larga scala.
Terapia intensiva neonatale e del primo anno di vita
La TIN dell’Ospedale S. Anna è uno dei 7 centri hub della Regione (AOU di Parma, di Modena e di Bologna, AO
di Reggio Emilia, Ospedale degli Infermi dell’AUSL di Rimini e Ospedale Bufalini dell’Azienda Usl di Cesena).
L’Unità Operativa serve il bacino d’utenza provinciale e collabora alla copertura della domanda delle Province e
delle Regioni limitrofe.
24
Malattie rare
L’Arcispedale S. Anna è unico riferimento regionale per la glicogenosi in età adulta e per le anemie ereditarie
(talassemia in particolare). E’ inoltre centro di secondo livello (spoke) per la sindrome di Marfan e per le malattie
muscolo-scheletriche.
1.5 Accordo di fornitura
Nel corso del 2013 è stato perseguito l’obiettivo del riallineamento del tasso standardizzato di ospedalizzazione
provinciale a quello regionale e si è realizzato l’obiettivo di riduzione dei posti letto per entrambe le Aziende, per
potersi allineare agli sfidanti obiettivi definiti dalla Spending Review sulla dotazione provinciale dei posti letto. Ed
è proprio su quest’ultimo parametro che hanno raggiunto il punto di convergenza le strategie sia dell’Azienda
Territoriale che dell’Azienda Ospedaliero Universitaria. In questo ambito le due Aziende hanno lavorato congiuntamente durante tutto il corso del 2013.
Sulla dotazione disponibile dei posti letto, infatti, ruotano sia l’entità dell’offerta alla popolazione, sia le scelte
organizzative sulla gestione delle risorse, ma soprattutto si sono consolidati i principi dell’integrazione sanitaria,
tecnico-amministrativa e, in particolare per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliero Universitaria, con l’Università.
Sulla tipologia dei ricoveri l’Azienda Ospedaliera si è impegnata ad erogare una produzione differenziata verso
prestazioni di alta specialità, così come richiesto dal proprio ruolo di Hub, nell’ambito di un progetto di revisione
e riorganizzazione dei ricoveri nelle diverse discipline specialistiche all’interno della rete ospedaliera provinciale
secondo il modello regionale degli Hub e Spoke.
L’importo concordato per l’anno 2013 è stato di 111.000.000 euro.
Per l’anno 2013 il budget della attività specialistica ha assunto un valore economico complessivo, condiviso nei
bilanci delle due Aziende, di 24.300.000 euro, al netto dei tickets. L’Azienda Ospedaliero Universitaria si è impegnata a produrre prestazioni prenotabili a CUP, superando la gestione delle stesse attraverso il proprio “Centro
Servizi ambulatoriali”.
Per i farmaci in mobilità è stato previsto un importo di spesa registrato alla fase consuntiva, con la garanzia di
controllo periodico sull’appropriatezza prescrittiva.
L’impegno di entrambe le aziende è stato quello di mettere in atto tutti i possibili interventi volti al rispetto delle
suddette previsioni.
In particolare, al fine del contenimento dei costi dei farmaci in fascia H, si è convenuto di monitorare congiuntamente, con cadenza mensile, sia l’andamento dei consumi, sia l’appropriatezza prescrittiva e di procedere
congiuntamente alla tempestiva adozione di interventi correttivi, qualora si registrassero andamenti difformi dalle
previsioni.
25
Stanza di degenza
26
2. Profilo aziendale
2.1 Sostenibilità economica, finanziaria e patrimoniale
2.1.1 Sostenibilità economica
La sostenibilità economica è rappresentata per mezzo di indici di bilancio che consentono:
•
di valutare l’incidenza sul risultato economico dell’esercizio delle diverse cause gestionali;
•
di valutare l’incidenza dei costi dei vari fattori produttivi sui ricavi aziendali;
•
di analizzare il mix dei costi dei fattori produttivi aziendali.
Tabella 2.1 - Risultato Netto di Esercizio
ANNO 2011
-2.413.275
ANNO 2012
2.827
ANNO 2013
3.486
Fonte aziendale
La Delibera di Giunta 199 del 25.02.2013 “Linee di programmazione e Finanziamento delle aziende del Servizio
Sanitario Regionale per l’anno 2013” recita che, anche per il 2013, è confermato l’ obiettivo inderogabile del
pareggio di bilancio, che costituisce vincolo e obiettivo sia per il Servizio Sanitario Regionale nel suo complesso,
che per le singole Aziende Sanitarie .
La modalità di verifica del risultato di esercizio delle aziende sanitarie e del consolidato regionale definita dal
Tavolo di verifica degli adempimenti (ex art.12 dell’intesa 23 marzo 2005, istituito presso il MEF) comporta la
necessità di garantire nell’esercizio 2013 una situazione di pareggio. Il sistema sanitario regionale deve, quindi,
assicurare il finanziamento degli ammortamenti non sterilizzati, di competenza dell’esercizio 2013, riferiti a tutti i
beni ad utilità pluriennale utilizzati per l’attività produttiva.
Quindi, nel 2013, gli ammortamenti non sterilizzati rientrano nel vincolo di bilancio, unitamente agli oneri conseguenti all’applicazione del D.Lgs. 118/2011.
Pertanto la Regione ha provveduto nel 2012:
•
ad accantonare le risorse necessarie ad assicurare il finanziamento degli ammortamenti non sterilizzati
relativi alle immobilizzazioni entrate in produzione entro il 31.12.2009. Dette risorse sono state assegnate
alle aziende con la Delibera di Giunta n. 2137/2013 e ammontano a complessivi 78,085 milioni di €, di cui
0,722 milioni di € a questa Azienda;
•
a finanziare gli ammortamenti netti delle immobilizzazioni entrate in produzione dal 01.01.2010 nell’ambito
del valore della produzione per le Aziende Ospedaliere.
Il risultato d’esercizio dell’anno 2013 si assesta su un utile di Euro 3.486 che è sostanzialmente allineato al pareggio civilistico previsto dalla Delibera 199/2013 citata.
Anche negli anni 2011 e 2012 l’obiettivo regionale assegnato era stato rispettato.
Tabella 2.2 - Incidenza dei risultati della gestione caratteristica e non caratteristica sul risultato netto
ANNO 2010
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
Risultato Operativo Caratteristico
-2.108
-1.294
3.424
-872
Risultato Netto
-2.991
-2.413
3
3
141,9%
186,5%
0,1%
-0,3%
Risultato Netto/ROC * 100
Fonte regionale
27
Risultato Netto/ROC
2011
200%
2010
150%
ANNO 2010
100%
ANNO 2011
50%
ANNO 2012
2012
0%
2013
ANNO 2013
-50%
La gestione caratteristica rappresenta l’area dei ricavi e dei costi attinenti l’attività tipica aziendale. La gestione
non caratteristica riguarda la gestione finanziaria, la gestione straordinaria, la gestione atipica e gli oneri fiscali.
L’indicatore analizza il contributo della gestione caratteristica al risultato d’esercizio nonché in quale misura il
risultato sia influenzato da operazioni atipiche od occasionali.
Nel 2012 migliora il risultato della gestione caratteristica, contro una sostanziale invarianza di quello della gestione non caratteristica. Nel 2013 il risultato della gestione caratteristica è negativo, il risultato d’esercizio, quindi è
positivamente influenzato dai proventi straordinari.
Tabella 2.3 - Risultati della gestione caratteristica (ROC) / ricavi disponibili (fonte: riclassificato regionale)
ANNO 2010
Risultato Operativo Caratteristico
Ricavi Disponibili
ROC/RICAVI DISP
ANNO 2011
ANNO 2012
-1.294
3.424
-872
265.703
265.952
284.976
282.176
-0,8%
-0,5%
1,2%
-0,3%
Fonte regionale
ROC/Ricavi Disponibili
1,5%
ANNO 2012
1,2%
1,0%
0,5%
ANNO 2011
-0,5%
0,0%
-0,5%
-1,0%
ANNO 2013
-2.108
ANNO 2010
-0,8%
28
ANNO 2013
-0,3%
L’indice aziendale peggiora rispetto all’anno 2012. Infatti, nel 2013 il peggioramento del risultato operativo caratteristico e’ influenzato sia dalla diminuzione dei ricavi, in particolare di quelli da finanziamento regionale, sia
dall’aumento dei costi connessi allo sviluppo delle attività del nuovo Ospedale di Cona.
Tabella 2.4 - Principali aggregati di fattori produttivi/ ricavi disponibili (fonte: riclassificato regionale)
ANNO 2010
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
23,8%
23,2%
19,8%
20,6%
Beni consumo/Ricavi disponibili
Beni strumentali/Ricavi disponibili
Servizi/Ricavi disponibili
4,6%
4,4%
4,4%
4,2%
16,6%
17,3%
23,1%
24,5%
2,1%
1,9%
2,6%
2,3%
53,8%
53,6%
48,9%
48,6%
Costi amm.vi e gen. e accant./Ricavi disponibili
Costo del lavoro/Ricavi disponibili
Fonte regionale
Aggregati di FP/Ricavi disponibili
60,0%
Beni consumo/Ricavi disponibili
50,0%
Beni strumentali/Ricavi disponibili
40,0%
30,0%
Servizi/Ricavi disponibili
20,0%
Costi amm.vi e gen. e
accant./Ricavi disponibili
10,0%
Costo del lavoro/Ricavi disponibili
0,0%
ANNO 2010
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
L’indicatore misura il grado di assorbimento delle risorse dei vari fattori produttivi impiegati per l’espletamento
dell’attività aziendale. Come evidenziato dal grafico la voce che incide maggiormente sui ricavi è il costo del
lavoro (48,6%), che risulta comunque in calo costante nell’ultimo triennio.
Varia l’incidenza dei servizi sui ricavi disponibili per effetto della compiuta definizione nel corso del 2013 degli
accordi contrattuali che regolano i servizi in concessione nel nuovo nosocomio. Sono in lieve incremento i beni
di consumo a seguito della spinta alla crescita dell’ attivita’ sanitaria dovuta all’assestamento delle funzioni nella
nuova struttura di Cona.
Tabella 2.5 - Composizione percentuale dei costi di esercizio annuali (fonte:riclassificato regionale)
ANNO 2010
TOTALE COSTI
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
267.811
267.246
281.552
283.047
23,6%
23,1%
20,1%
20,6%
Servizi sanitari/Totale costi
3,9%
3,8%
4,1%
4,8%
Servizi non sanitari/Totale costi
9,6%
10,1%
14,3%
15,4%
Beni strumentali/Totale costi
4,6%
4,4%
4,4%
4,2%
Manutenzioni/Totale costi
3,0%
3,3%
5,0%
4,3%
Consumo beni acquistati/Totale costi
Costi amm.vi e generali/Totale costi
1,8%
1,6%
1,8%
1,9%
Accantonamenti/Totale costi
0,2%
0,3%
0,8%
0,4%
Costo del lavoro/Totale costi
53,3%
53,4%
49,5%
48,5%
Fonte regionale
29
ANNO 2010
Consumo beni acquistati/Totale costi
23,6%
Servizi sanitari/Totale costi
Servizi non sanitari/Totale costi
Beni strumentali/Totale costi
3,9%
53,3%
Manutenzioni/Totale costi
Costi amm.vi e generali/Totale costi
9,6%
Accantonamenti/Totale costi
Costo del lavoro/Totale costi
4,6%
3,0%
1,8%
0,2%
ANNO 2011
23,1%
Consumo beni acquistati/Totale costi
Servizi sanitari/Totale costi
Servizi non sanitari/Totale costi
Beni strumentali/Totale costi
3,8%
53,4%
Manutenzioni/Totale costi
10,1%
Costi amm.vi e generali/Totale costi
Accantonamenti/Totale costi
Costo del lavoro/Totale costi
4,4%
0,3%
3,3%
1,6%
ANNO 2012
20,1%
Consumo beni acquistati/Totale costi
Servizi sanitari/Totale costi
4,1%
49,5%
Servizi non sanitari/Totale costi
Beni strumentali/Totale costi
Manutenzioni/Totale costi
14,3%
Costi amm.vi e generali/Totale costi
Accantonamenti/Totale costi
0,8%
5,0%
Costo del lavoro/Totale costi
4,4%
1,8%
30
ANNO 2013
20,6%
Consumo beni acquistati/Totale costi
Servizi sanitari/Totale costi
Servizi non sanitari/Totale costi
4,8%
48,5%
Beni strumentali/Totale costi
Manutenzioni/Totale costi
Costi amm.vi e generali/Totale costi
15,4%
Accantonamenti/Totale costi
Costo del lavoro/Totale costi
0,4%
4,3%4,2%
1,9%
Nel 2011 si rileva l’aumento di incidenza sia dei servizi non sanitari che delle manutenzioni per gli effetti della
fase propedeutica all’avvio del Nuovo Polo Ospedaliero di Cona. Il 2012 ha registrato ulteriori maggiori costi per
servizi non sanitari e manutenzioni a seguito dell’avvio effettivo del citato Nuovo Polo Ospedaliero, con contestuale utilizzo di parte del vecchio ospedale, nonchè degli eventi sismici del maggio 2012. Detti accadimenti
avevavo determinato anche una diminuzione dei costi per beni di consumo connessa alla minore produzione.
Nel 2013 aumenta l’incidenza dei servizi, a seguito della compiuta definizione degli accordi contrattuali con il
Concessionario, e dei beni di consumo, per la ripresa dell’attività sanitaria. Da rilevare, inoltre, la diminuzione dei
costi del personale nel rispetto della politica regionale di gestione delle risorse umane.
Se si confronta il dato ottenuto a consuntivo 2013 col dato ottenuto nel 2012 si osserva che il consumo di beni
è aumentato rispetto al consuntivo del 2012, così come la produzione effettiva che presenta un incremento
maggiore rispetto ai costi. A tal proposito, nella valutazione dell’economicità e dell’efficienza, in relazione alla
complessità e volume della casistica, occorre puntualizzare che:
•
la performance raggiunta nel 2012 era (insieme a quella di Reggio Emilia) la migliore a confronto con le altre
AOSPU della RER in termini di percentuale di spesa per beni in rapporto alla produzione. Il risultato era dato
dagli effetti delle manovre di risparmio che tenevano conto dei livelli di complessità, dell’appropriatezza prescrittiva e clinica e delle prestazioni per le quali l’Azienda doveva assicurare l’erogazione per la popolazione
provinciale (urgenza, chirurgia oncologica, attrazione verso le funzioni HUB);
•
la componente “volumetrica” dell’incremento di produzione avvenuto nel 2013, ha determinato un incremento “relativo” dei beni di consumo (farmaci, presidi, materiali protesici ecc), mentre l’incremento della complessità, associatosi pure ad un aumento della spesa, è stato contrastato dal controllo sull’appropriatezza
clinica e prescrittiva;
•
questi risultati evidenziano che l’Azienda, pur gestendo una casistica complessa con tendenza all’incremento, è riuscita a contenere la spesa, in termini relativi, rispetto ad un 2012 che già presentava una buona
performance complessiva a confronto con le altre realtà Ospedaliere Universitarie della RER.
31
2.1.2 Sostenibilità finanziaria
Tabella 2.6 - Rendiconto finanziario di liquidità
SCHEMA DI RENDICONTO DI LIQUIDITA’ DEL BILANCIO D’ESERCIZIO 2011-2013-2013
(FONTI - IMPIEGHI)
DISPONIBILITA’ LIQUIDE INIZIALI
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
a)
Cassa
39.176
26.864
27.046
b)
+ Istituto Tesoriere
12.460
4.984
2.493
c)
+ c/c postale
d)
- debiti vs Istituto Tesoriere
49.155
25.363
37.712
-9.134.148
-11.538.295
-11.504.474
TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE INIZIALI (A)
-9.033.357
-11.481.084
-11.437.223
TOTALE OPERAZIONI DI GESTIONE REDDITUALE (B)
-2.218.564
17.967.006
-30.851.321
-26.955.443
-20.898.046
-53.602.416
26.726.280
2.974.899
85.331.160
-11.481.084
-11.437.224
-10.559.800
0
0
0
TOTALE ATTIVITA’ DI INVESTIMENTO (C)
TOTALE ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO (D)
TOTALE DISPONIBILITA’ LIQUIDE FINALI (E)
QUADRATURA:A+B+C+D-E
Fonte aziendale
Le disponibilità liquide sono negative sia in apertura che in chiusura di esercizio e sono da attribuire all’anticipazione di Tesoreria alla quale l’Azienda ricorre sistematicamente per far fronte ai pagamenti. Le operazioni di
gestione reddituale risentono degli effetti del DL 35/2013, convertito in L.64/2103 ( pagamento dei debiti della
PA), che ha consentito una forte riduzione dei debiti verso fornitori, i cui tempi di pagamento sono nettamente
migliorati rispetto al 2012 assestandosi, a fine anno, sui 135 gg. dalla data di ricevimento delle fatture per tutte
le tipologie di forniture ad eccezione dei servizi in appalto che sono a 210 gg, contro i 345 gg. al 31-12-2012.
L’attivita’ di investimento rappresenta gli impieghi di finanziamenti in conto capitale, sia dell’esercizio che degli
esercizi precedenti, per il completamento del Nuovo Polo Ospedaliero di Cona.
Quindi l’esercizio 2013 e’ stato fortemente influenzato dalle maggiori erogazioni di cassa conseguenti all’applicazione del D.L. 35/2013, convertito in Legge 64/2013 e relativo al pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni, grazie al quale la Regione Emilia Romagna ha erogato all’Azienda euro 42.636.647. Tali fondi sono
stati erogati a copertura delle perdite degli esercizi pregressi, sono infatti ricompresi nelle modifiche in aumento
del Patrimonio netto. Diminuiscono i crediti, soprattutto verso Regione e verso Aziende sanitarie, in particolare
nei confronti dell’Azienda USL di Ferrara con la quale e’ in corso un piano di rientro.
Nel 2013 l’iscrizione dell’importo di 45.093.760 relativo all’iscrizione tra i fabbricati del valore della porzione
dell’Ospedale di Cona costruito con investimento del Concessionario del contratto di Costruzione/Concessione/
Gestione, stipulato proprio per la costruzione del predetto Ospedale e a fronte del quale e’ stato iscritto contributo in conto capitale di pari importo, ha inciso sui dati delle attività di investimento e finanziamento.
32
Rendiconto Finanziario di liquidità
TOTALE
DISPONIBILITA'
LIQUIDE INIZIALI
TOTALE OPERAZIONI
DI GESTIONE
REDDITUALE
TOTALE ATTIVITA’ DI
INVESTIMENTO
100.000.000
80.000.000
60.000.000
40.000.000
20.000.000
0
-20.000.000
TOTALE ATTIVITA’ DI
FINANZIAMENTO
-40.000.000
-60.000.000
-80.000.000
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
TOTALE
DISPONIBILITA’
LIQUIDE FINALI
Tabella 2.7 - Debiti medi per forniture in conto esercizio.
ANNO 2011
Giorni di pagamento
ANNO 2012
295
ANNO 2013
291,25
261,25
Fonte aziendale
Debiti medi per forniture in conto esercizio
300
295
291,25
290
280
270
Giorni di pagamento
261,25
260
250
240
ANNO 2011
ANNO 2012
ANNO 2013
Nel 2013 è proseguito l’impegno dell’Azienda per assicurare una gestione efficiente e appropriata delle risorse
finanziarie disponibili. In particolare:
•
dal giorno 8 Gennaio 2013 l’Azienda è abilitata sulla piattaforma elettronica per la gestione telematica del
rilascio delle certificazioni delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti, così come previsto
dall’art.7 del D.L. 35 dell’8.04.13, e ha processato, nei termini, tutte le istanze di certificazione pervenute;
•
in applicazione del D.L. 35/2013, convertito con modificazioni nella Legge 64 del 6/6/2013, l’Azienda ha
inoltrato alla Regione l’elenco dei debiti al 31.12.2012 certi, liquidi ed esigibili non ancora pagati alla data
dell’ 8 aprile 2013. La Regione Emilia Romagna ha predisposto il Piano di pagamento regionale sulla base
del quale ha sottoscritto apposito contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’accesso
33
all’anticipazione di liquidità (art.3 DL 35/2013). Da detta anticipazione questa Azienda ha ottenuto l’importo
di € 29.462.602,69 ( Delibera RER 995/2013) con il quale ha provveduto ad effettuare pagamenti ai fornitori
entro 30 giorni dall’erogazione, termine fissato dal MEF. Successivamente, come previsto dal DL 102/2013
la Regione ha potuto accedere ad un ulteriore anticipazione di liquidità rispetto alla quale l’Azienda ha ricevuto ulteriori €13.174.044,05 (Delibera RER 1532/2013) utilizzati per proseguire nella riduzione dei tempi
di pagamento ai fornitori. Sia per la prima che per la seconda anticipazione di liquidità sono stati rispettati i
tempi di comunicazione ai fornitori e i tempi di pubblicazione sul sito aziendale.
•
entro il 15.09.2013 sono stati inseriti nella piattaforma i debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del
31.12.2012 che non risultavano ancora estinti a quella data.
L’Azienda quindi ha ridotto notevolmente il ritardo nei pagamenti ai fornitori grazie alle rimesse regionali derivanti
dall’anticipazione di liquidità erogata in favore delle Regioni in applicazione del Decreto Legge 35 dell’8.04.13 e
del Decreto Legge 102/2013.
I tempi di pagamento ai fornitori al 31.12.2013 sono risultati di 135 giorni dalla data di ricevimento delle fatture
per tutte le tipologie di fornitura, ad eccezione dei servizi in appalto, disciplinati dal contratto di concessione e
gestione del nuovo ospedale di Cona, che avevano tempi di pagamento di 210 giorni dalla data di ricevimento.
Al 31.12.2012, invece i tempi di pagamento erano di 345 gg data ricevimento fattura, quindi si rileva un miglioramento di 210 gg..
L’importo di debiti scaduti e non pagati al 31.12.2013 ammonta complessivamente a 34,123 milioni di Euro contro i 77,043 milioni di Euro al 31.12.2012.
2.1.3 Sostenibilità patrimoniale
Si procede con l’analisi dello Stato Patrimoniale dell’Azienda, con particolare attenzione alla struttura degli investimenti e dei finanziamenti utilizzati, evidenziando il tasso di rinnovamento nonché il grado di obsolescenza
delle immobilizzazioni.
Tabella 2.8 - Stato Patrimoniale riclassificato in chiave finanziaria. Anno 2012
ATTIVITA’
Liquid. immediate e differite
PASSIVITA’
28%
Scorte
60% Finanziamenti a breve
2%
Immobilizzazioni
12% Finanziamenti a m/l termine
71%
TOTALE ATTIVITA’
28% Patrimonio Netto
100%
100% TOTALE PASSIVITA’
Fonte regionale
100%
90%
28%
80%
70%
12%
71%
60%
50%
40%
30%
60%
2%
20%
28%
10%
0%
ATTIVITA’
PASSIVITA’
34
Tabella 2.9 - Stato Patrimoniale riclassificato in chiave finanziaria. Anno 2013
ATTIVITA’
Liquid. immediate e differite
PASSIVITA’
23%
Scorte
45% Finanziamenti a breve
1%
Immobilizzazioni
11% Finanziamenti a m/l termine
76%
TOTALE ATTIVITA’
44% Patrimonio Netto
100%
100% TOTALE PASSIVITA’
Fonte regionale
100%
90%
80%
44%
70%
60%
76%
11%
50%
40%
30%
1%
45%
20%
10%
23%
0%
ATTIVITA’
PASSIVITA’
La riclassificazione dello stato patrimoniale consente la valutazione della solidità patrimoniale aziendale.
Nell’anno 2013 diminuisce l’incidenza delle liquidita’ immediate e differite per una dei crediti verso Regione e
verso aziende sanitarie. Si evidenzia anche una significativa diminuzione dell’ indebitamento a breve termine rispetto all’anno 2012 (dal 60% al 45%) per la già citata riduzione dei debiti verso i fornitori. Comunque, l’ indebitamento a breve risente dell’anticipazione corrisposta dalla Regione per far fronte ai pagamenti dei SAL del Nuovo
Polo in attesa dei ricavi per le dismissioni patrimoniali (72 mil di Euro). Considerando detta anticipazione come
un debito a M/L termine, i finanziamenti a breve scenderebbero al 29% e quelli a M/L passerebbero al 27%.
Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici
Tabella 2.10 - Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici. Situazione al 31.12 di ogni anno.
ANNO 2011
CONTRIBUTI C/CAPITALE/ INV. IMM. MAT. NETTE
0,51
Fonte aziendale
35
ANNO 2012
0,53
ANNO 2013
0,58
Grado di copertura degli investimenti attraverso
contributi pubblici (situazione al 31/12/anno)
0,60
0,58
ANNO 2013
0,58
0,56
0,54
0,52
0,50
ANNO 2012
0,53
ANNO 2011
0,51
L’incremento nel triennio del grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici deriva dalle maggiori assegnazioni regionali di contributi in conto capitale finalizzate alla dotazione tecnologica del nuovo nosocomio. L’indicatore, pur migliorando, evidenzia che i contributi pubblici sono stati insufficienti a finanziare gli
investimenti aziendali, tanto che si e’ provveduto, negli anni, a contrarre mutui dei quali, ancora oggi, quattro
sono in corso di ammortamento. Nel 2013, inoltre, sulla base della relativa autorizzazione regionale, l’Azienda
ha finanziato gli investimenti con contributi in conto esercizio per l’importo di 889.854.
Tabella 2.11 - Valore assoluto nuovi investimenti:
2011
2012
2013
409.617
241.395
662.389
1.044
9.891
45.241.592
Attrezzature sanitarie
1.965.185
2.943.319
2.642.564
Mobili e arredi
4.582.369
921.465
842.412
Immobilizzazioni immateriali
Fabbricati indisponibili
Impianti e macchinari
Mobili e arredi di valore artistico
238.200
Beni strumentali diversi
701.072
689.483
112.145
Immobilizzazioni in corso e acconti
18.458.330
5.175.097
3.182.294
Totale nuovi investimenti imm.
26.117.617
9.980.650
52.921.596
Totale investimenti lordi imm.
424.445.705
424.888.918
471.794.286
0,06
0,02
0,11
NUOVI INVESTIMENTI IMM./ TOT. INV. LORDI
Fonte aziendale
36
Trend valore assoluto nuovi investimenti
60.000.000
50.000.000
ANNO 2013
40.000.000
30.000.000
20.000.000
ANNO 2011
10.000.000
ANNO 2012
0
L’indicatore segnala il grado di rinnovo del patrimonio aziendale in termini di immobilizzazioni materiali e immateriali. Maggiore e’ l’indicatore e maggiore e’ il grado di rinnovo del patrimonio.
L’indicatore 2013 evidenzia che gli investimenti sono fortemente incrementati rispetto al biennio precedente,
soprattutto sul versante immobili non disponibili. Ciò è dovuto all’iscrizione tra le immobilizzazioni della quota
del nuovo S.Anna costruito nell’ambito del contratto di Concessione e Gestione, con oneri a carico del concessionario.
Anno 2011
3.500.000
Immobilizzazioni
immateriali
Fabbricati indisponibili
3.000.000
Impianti e macchinari
2.500.000
Attrezzature sanitarie
2.000.000
Mobili e arredi
1.500.000
Mobili e arredi di valore
artistico
Beni strumentali diversi
1.000.000
500.000
Immobilizzazioni in
corso e acconti
0
37
Anno 2012
Immobilizzazioni immateriali
6.000.000
Fabbricati indisponibili
5.000.000
Impianti e macchinari
4.000.000
Attrezzature sanitarie
3.000.000
Mobili e arredi
Mobili e arredi di valore
artistico
Beni strumentali diversi
2.000.000
1.000.000
Immobilizzazioni in corso e
acconti
0
Anno 2013
50.000.000
Immobilizzazioni immateriali
45.000.000
Fabbricati indisponibili
40.000.000
Impianti e macchinari
35.000.000
30.000.000
Attrezzature sanitarie
25.000.000
Mobili e arredi
20.000.000
Mobili e arredi di valore artistico
15.000.000
Beni strumentali diversi
10.000.000
5.000.000
Immobilizzazioni in corso e
acconti
0
Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale
L’indicatore segnala il grado di “invecchiamento” delle immobilizzazioni materiali ed immateriali facenti parte del
patrimonio aziendale determinato dal rapporto tra il valore residuo dei beni durevoli ed il totale degli investimenti
lordi. Più alto è il livello di rinnovo del patrimonio dell’Azienda, minore sarà la tendenza all’obsolescenza. Indica
la propensione aziendale a nuovi investimenti.
Il valore di questo indicatore è sostanzialmente stabile nel triennio; va letto in correlazione con l’indicatore precedente ed è fortemente influenzato dall’investimento effettuato nella costruzione del nuovo ospedale, nonché
dagli acquisti di attrezzature e arredi per il suo completamento.
38
Tabella 2.12 - Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale
2011
2012
2013
788.077
731.168
1.003.274
11.282.928
11.282.928
Fabbricati
50.446.451
255.843.892
292.621.419
Impianti e macchinari
13.680.542
25.159.584
24.602.769
Attrezzature sanitarie
9.810.999
10.529.124
9.039.132
Mobili e arredi
6.323.636
6.529.233
6.390.172
Immobilizzazioni immateriali
Terreni
Beni strumentali diversi
2.729.602
3.165.268
3.150.038
Immobilizzazioni in corso e acconti
234.648.074
1.434.689
3.392.177
Totale Immobilizzazioni immateriali e materiali al
netto fondi amm.to
318.427.380
314.675.887
351.481.909
Totale investimenti lordi imm.
424.445.705
424.888.918
471.794.286
0,75
0,74
0,74
VALORE
LORDI
RESIDUO/TOTALE
INVESTIMENTI
Fonte regionale
Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale
0,80
ANNO 2012
0,75
ANNO 2011
ANNO 2013
0,70
2.2 Impatto sul contesto territoriale
2.2.1 Impatto economico.
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara contribuisce allo stato occupazionale della provincia con un numero di lavoratori che, al 31.12.2013, risulta pari a 2.704, di cui 2.475 dipendenti ospedalieri (a tempo determinato o indeterminato), 90 incarichi libero-professionali e borse di studio e 139 dipendenti universitari convenzionati.
Nella figura sottostante viene riportato il dato occupazionale dell’Azienda a confronto con l’occupazione della
Provincia di Ferrara. Come si osserva, il contributo dell’Ospedale all’occupazione, dopo un periodo di netta
controtendenza rispetto all’andamento provinciale nel 2010, si è sostanzialmente stabilizzato negli ultimi tre
anni, confermando il trend in diminuzione degli occupati a livello provinciale. A fronte del calo dell’occupazione
provinciale aumenta, in percentuale, il contributo aziendale al livello di occupazione. (dati 2004-2013 desunti dai
dati ISTAT elaborati dalla RER).
39
Figura 2.1 - Stato occupazionale della provincia di Ferrara
Stato occupazionale Provincia di Ferrara
170.000
2.900
165.000
2.850
160.000
2.800
155.000
2.750
150.000
2.700
145.000
2.650
140.000
2.600
135.000
2.550
130.000
2.500
2006
2007
2008
2009
2010
Occupati provincia di Ferrara
2011
2012
2013
Occupati Azienda Ospedaliera
Fonte: elaborazione interna su dati Istat e dati aziendali
Tabella 2.13 - N. di dipendenti dell’Azienda / totale occupati nell’ambito territoriale
%
2011
2012
2013
1,7737%
1,7838%
1,9328%
Fonte: elaborazione interna su dati Istat e dati aziendali
Dall’analisi delle tavole seguenti si osservano:
- un significativo incremento dei dipendenti occupati in categorie protette;
- una diminuzione di dipendenti e altro personale;
- un aumento, in percentuale, nel triennio, dei dipendenti residenti nel comune di Ferrara;
- una diminuzione dei lavoratori stranieri extra unione europea
Tabella 2.14 - Unità di personale totale e suddiviso per rapporto di dipendenza
2011
2012
2013
N. dipendenti SSR
2570
2488
2475
Universitari
142
142
139
Altro personale (incarichi libero professionali, Co.Co.Co.,
assegnisti, borsisti)
114
97
90
Tabella 2.15 - N. di dipendenti dell’Azienda residenti nell’ambito territoriale
N. dipendenti azienda
N. dipendenti residenti
nel Comune di FE
%
2011
2712
2421
89,27%
2012
2630
2359
89,69%
2013
2614
2346
89,75%
2011
2012
2013
Tabella 2.16 - N. totale di lavoratori stranieri*
Lavoratori stranieri
39
36
33
intra Unione Europea
18
15
18
extra Unione Europea
21
21
15
*per stranieri di intende nati all’estero
Tabella 2.17 - Numero dipendenti occupati nell’ambito di categorie protette
2011
n. totale
Fonte aziendale
65
40
2012
2013
72
82
Tabella 2.18 - Costo del personale dipendente (Con oneri sociali - escluso IRAP).
ANNO 2011
€ 129.014.012
ANNO 2012
€ 129.192.809
ANNO 2013
€ 127.004.391
Fonte aziendale
Tabella 2.19 - Spesa personale universitario convenzionato
ANNO 2011
€ 5.447.653
ANNO 2012
€ 5.581.100
ANNO 2013
€ 5.581.100
Fonte aziendale
Il contributo dell’azienda all’economia del territorio viene ulteriormente apprezzato in base all’indotto in termini
di volume dei beni e servizi acquistati da aziende presenti sul territorio della provincia e della regione, nonché in
base al volume degli emolumenti corrisposti dall’Università ai ricercatori e ai docenti.
Tabella 2.20 - Emolumenti corrisposti dall’Università a ricercatori/docenti universitari in convenzione nell’anno
2013 (importi lordi comprensivi di oneri a carico ente)
Tipologia
Importi
Docenti
€ 4.616.515
Ricercatori
€ 2.699.800
Ricercatori a tempo determinato
€ 229.055
Totale
€ 7.545.371
Fonte aziendale
necessità del cittadino/utente/familiare, evidenziate
durante l’accesso in Ospedale e consiste in:
•
supporto informativo e psicologico a pazienti e
familiari,
•
attività ricreativa (clownterapia, gioco, lettura, disegno, conversazione, compagnia),
•
accompagnamento nello svolgimento delle pratiche quotidiane,
•
accoglienza di parenti e famigliari (supporto logistico- abitativo),
•
trasporto/accompagnamento pazienti casa-ospedale-casa per l’esecuzione delle terapie.
Ad oggi sono coinvolte 18 Associazioni di Volontariato
(convenzionate) che operano in tutte le Unità Operative del S. Anna, ad eccezione delle U.O. di Anestesia
e Rianimazione e Malattie Infettive, per la particolarità
dei pazienti ricoverati. Il convenzionamento è possibile
solo per le Associazioni attive sul territorio di Ferrara e
provincia, che sono iscritte al Registro del Volontariato,
forniscono la copertura assicurativa di tutti i volontari e
garantiscono loro una formazione continua finalizzata
all’attività da svolgere nelle Unità Operative.
Ciò che caratterizza la gestione dell’attività di volontariato è il sistema di valutazione previsto dalla procedura, che consiste nella redazione di una relazione
annuale sull’attività svolta sia da parte sia del Rappresentante Legale dell’Associazione sia del Referente
Acquisti di Beni e Servizi
I costi sostenuti dall Azienda per acquisto di beni e
servizi da imprese produttive con sede nella provincia di Ferrara, ammontano per il 2013 ad Euro
9.473.145,50, mentre quelli per acquisto di beni e
servizi da imprese produttive con sede legale nella regione (escluso Ferrara) ad Euro 48.937.413,47.
2.2.2 Impatto sociale
I rapporti con le associazioni di volontariato
Tra le principali interfacce dell’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara ci sono le Associazioni di Volontariato. L’Azienda sostiene e favorisce un rapporto
di collaborazione, con l’obiettivo di supportare pazienti
e utenti nelle attività/bisogni non sanitari, disporre di
soggetti qualificati a supporto dell’utenza e assicurare
a tutte le Associazioni equità di condizioni nei rapporti
con l’Azienda stessa.
Allo stesso tempo cerca di soddisfare l’esigenza delle
Associazioni di farsi conoscere sul territorio e promuovere la cultura del volontariato e della solidarietà, mettendo a disposizione spazi per banchetti informativi e
di raccolta fondi.
L’attività dei Volontari è la risposta ai bisogni espressi dalle Unità Operative, che si fanno portavoce delle
41
del “Mandini Day”, riportando alla memoria la figura
umana e professionale del Professor Antonio Toti, al
quale è stata dedicata la giornata del 23 febbraio dal
titolo: “Vedere l’invisibile, dalla medicina esoterica alle
nanomedicine”
La partecipazione e il coinvolgimento di relatori e uditori a questi incontri ha portato il gruppo fondatore
dell’associazione alla consapevolezza che saper riappropriarsi del proprio passato, ripercorrendo le tappe
più significative del lungo cammino della storia, rappresenti un elemento di enorme valore, soprattutto se
riportato nel delicato ambito della salute e della sanità.
Seguendo questo pensiero è stato affrontato un tema
antico e allo stesso tempo attuale: dimostrare come
le istituzioni sanitarie della Ferrara medievale e rinascimentale si identificavano in modo sostanziale con
il suo territorio, dal quale ereditavano in pieno cultura
e tradizione. Abbiamo “raccontato” come i luoghi di ricovero di quei tempi potessero essere intesi non solo
come luoghi di ospitalità e di cura per i malati e i bisognosi, ma anche rappresentare un utile modello di
organizzazione sanitaria, carità istituzionale e sociale
nei secoli con chiara evidenza della necessità di attenzione ai bisogni della persona.
Su questo sentiero sono stati costruiti due importanti
incontri: il primo venerdì 20 settembre con il racconto “Templari a Ferrara, tra storia e leggenda” e quindi
sabato 23 novembre con i “Luoghi di ricovero e cura.
Istituzioni e servizi di sanità nella storia di Ferrara” racconto dedicato alla memoria del Professor Cesare Menini, fondatore e direttore dell’allora Centro Trasfusionale ed Emodiagnostico del nostro Arcispedale, che
nel lontano 1955 pubblicò una approfondita ricerca in
merito, dalla quale si è preso lo spunto per questa interessante revisione della situazione sanitaria ferrarese
di quei tempi.
aziendale, nominato all’interno dell’U.O. interessata, in
base alle quali si decide il proseguimento del rapporto.
A ciò si aggiunge il costante monitoraggio del rapporto
per il superamento di eventuali criticità in itinere.
Tra le attività in linea con la convenzione c’è l’organizzazione di campagne informative e di raccolta fondi,
che consentono alle Associazioni di farsi conoscere
sul territorio.
Lasciti e donazioni
Il riconoscimento della funzione sociale dell’Azienda è
un aspetto che presenta oggettive difficoltà di misurazione. Si ritiene però che esso possa essere ragionevolmente stimato attraverso i segnali di ritorno trasmessi dalla comunità e costituiti da lasciti e donazioni
ricevuti sia dai cittadini, che da fondazioni di origine
bancaria o da altri soggetti.
I lasciti e donazioni ricevuti dai cittadini nel corso
dell’anno 2013 sono stati 14 per un valore di Euro
2.412, mentre le donazioni e contributi ricevuti da Fondazioni di origine bancaria e da altri sono pari a Euro
176.230,72.
2.2.3 Impatto culturale
L’Azienda sanitaria in quanto ente pubblico deve rispondere ai bisogni di salute della popolazione attraverso l’offerta di prestazioni sanitarie finalizzate a
garantire prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
La sua azione si ispira ai criteri di efficacia ed appropriatezza, di efficienza, di equità e di professionalità, in
una logica di miglioramento continuo ed in un quadro
di compatibilità con le risorse disponibili.
La nascita, nel contesto di una azienda sanitaria, di
una associazione culturale è un evento particolare, forse eccezionale, che all’interno della nostra azienda si
è realizzato in modo assolutamente spontaneo, a seguito di un (temporaneo) impegno preso da parte di un
gruppo di esperti di storia, riuniti dalla direzione aziendale, per raccontare un momento assolutamente determinante nella storia del nostro prestigioso Arcispedale Sant’Anna: il suo trasferimento nella sua attuale
sede di Cona. In questo stimolante seppur difficile momento emerse l’esigenza di non perdere la memoria
del passato, attraverso un’attenta analisi del tempo.
L’associazione De Humanitate Sanctae Annae costituitasi da quel gruppo di esperti nel maggio 2012, decise
di approfondire la ricerca, lo studio e la promozione
della conoscenza della Storia della Medicina Ferrarese, attraverso la ricostruzione di luoghi, fatti e personaggi, iniziata con le giornate in ricordo di Alberto
Mandini.
Nell’anno 2013 si è celebrato il terzo appuntamento
2.2.4 Impatto ambientale
Monitoraggio quali-quantitativo dei consumi di energia
elettrica e termica
È continuato il monitoraggio quali-quantitativo dei
consumi di energia elettrica e termica, pubblicato ed
aggiornato mensilmente in un’apposita pagina nel sito
intranet aziendale, e continua l’attività dell’Azienda
all’interno del Gruppo Regionale Energia.
Di seguito si riporta l’istogramma con i consumi elettrici, espressi in MWh (megawattora) ed in TEP (Tonellate Equivalenti di Petrolio) registrati nel corso del 2013,
nel polo ospedaliero di Cona
42
Figura 2.2 - Consumi elettrici sede di Cona - Anno 2013
Fonte aziendale
l’adozione di sistemi di regolazione del flusso luminoso
dei lampioni dei parcheggi durante gli orari di minor
afflusso di personale e visitatori (dalle 22,30 al mattino
seguente).
Occorre inoltre tener presente che l’impianto termoidraulico, essendo di recente costruzione, adotta già
alcuni accorgimenti di risparmio che impianti più vecchi devono invece implementare (ad esempio: recuperi
condense).
In definitiva, tutti i punti del Piano Energetico della Sanità Regionale (P.E.N.SA.RE.) sono stati presi in esame e già attuati.
Nel corso del 2013 si sono concretizzate le iniziative
di promozione di dialogo e partenariato con altri Enti
ed Istituzioni (Comune, Provincia, Università, etc.) tramite:
1. adesione al PAES (Piano di Azione per l’Energia
Sostenibile) per cui è ora in fase di sottoscrizione
un Accordo Quadro tra Associazione Terre Estensi e Azienda Ospedaliero-Universitaria per la realizzazione delle azioni in esso contenute;
2. promozione di una serie di Convegni con i partner
istituzionali per lo studio della situazione energetica dell’Azienda ed in particolar modo del Nuovo
Ospedale di Cona e l’individuazione dei possibili
campi di intervento in tema di risparmio energetico e utilizzo di energia da fonti rinnovabili (azioni
di contenimento dei consumi, geotermia, solare,
ecc.);
3. incontri con i partner istituzionali (soprattutto Università) per la definizione puntuale delle azioni e
dei progetti da destinare alla candidatura EU o
Politiche per l’uso razionale dell’energia
Per quanto riguarda l’uso razionale dell’energia l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara si è attivata, fin dalle fasi della costruzione del Nuovo Ospedale
S. Anna a Cona, per fare in modo che la nuova struttura fosse dotata di:
•
un cogeneratore della potenza di 1.000 kW elettrici (e altrettanti termici)
•
un impianto fotovoltaico “pilota”
•
un impianto solare termico “pilota”.
I tre impianti sopra elencati sono stati sviluppati a livello di progetto definitivo; purtroppo la loro realizzazione
si è bloccata a fronte di difficoltà economico-finanziarie
del Concessionario, che doveva realizzare tali impianti, sostenendone i costi iniziali di finanziamento, recuperandoli poi in termini di calore prodotto ed energia
elettrica venduta all’Azienda Ospedaliero Universitaria, nonché di altri introiti quali, ad esempio, i Certificati
Bianchi derivanti da tali realizzazioni.
L’Azienda si è comunque mossa su almeno due fronti:
1. dialogo con il Concessionario per valutare possibili margini di recupero e realizzazione dei progetti
sopra esposti;
2. dialogo e partenariato con altri Enti ed Istituzioni
(Comune, Provincia, Università, etc.) per la promozione di iniziative comuni sul fronte della produzione ed utilizzo razionale di energia da fonti
rinnovabili tramite l’accesso, ove possibile, a finanziamenti europei.
Nel contempo sono state promosse, fin dalla fase della
costruzione, altre iniziative “minori” come, ad esempio,
43
regionale per l’ottenimento di fondi aventi come
oggetto l’energia rinnovabile ed il risparmio energetico.
4. L’obiettivo finale è quello di produrre progetti da
candidare al finanziamento della Comunità Europea o della Regione, massimizzando in tal modo
l’operatività dell’Azienda nel campo del risparmio
energetico e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.
Nel contempo:
•
si è rinnovata l’adesione alla Convenzione INTERCENT-ER per l’acquisto dell’energia elettrica sul
mercato libero;
•
si continua nell’azione dell’adeguamento degli impianti, in occasione di ristrutturazioni, a standard
di maggior efficienza energetica e al monitoraggio
dei consumi;
•
si promuove in ogni occasione possibile il dialogo
con il Concessionario teso a promuovere tutte le
iniziative e gli interventi volti al monitoraggio dei
consumi e al risparmio energetico.
Progetto di miglioramento continuo della gestione dei
rifiuti sanitari
Il tema della gestione appropriata dei rifiuti e dell’impegno nella raccolta differenziata è stato gestito durante la preparazione dell’apertura e il consolidamento
successivo all’attivazione della nuova struttura di Cona
attraverso:
•
informazione -formazione-addestramento puntuale, “porta a porta”;
•
organizzazione dei nuovi percorsi e definizione
dei rapporti con i nuovi gestori di servizi;
•
mappatura puntuale dei bisogni;
•
revisione conseguente delle Procedure-Istruzioni
operative e degli strumenti aziendali, quale elemento fondamentale per garantire l’adesione
degli operatori e dei gestori dei servizi no-core e
delle attività commerciali (Consorzio Prog.este) e
la sicurezza di processo e di esito.
Il lavoro è stato di particolare complessità, poiché a
Cona convivono due soggetti, l’Azienda OspedalieroUniversitaria e il Consorzio Prog.Este (Ditte esecutrici
servizi no-core e attività commerciali) che si è deciso
di sintonizzare e organizzare sul tema della gestione
dei rifiuti, condividendo i valori aziendali e uniformando le conoscenze e i percorsi di gestione per quanto
riguarda i rifiuti assimilati agli urbani indifferenziati e a
raccolta differenziata finalizzata al recupero.
Nel 2013, terminato l’impegno aziendale rivolto alla
preparazione e all’apertura del nuovo Stabilimento
Ospedaliero di Cona, è stato organizzato uno specifico
corso di formazione dal titolo “Gestione dei Rifiuti Sanitari e Gestione Ambientale nell’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara”, svoltosi in due edizioni, cui
hanno contribuito l’Azienda, il Consorzio Prog.ESTE,
HERA, l’ATI Intercenter, con la partecipazione di Assessorato alla salute e ATERSIR Emilia-Romagna.
Al termine del corso è stato assegnato il premio al vincitore del Concorso aziendale “VIA i Kg di troppo!”: Il
migliore del 2009-2012, cui è stata assegnata una pergamena ed una apparecchiatura da ufficio trita cartatrita CD-trita floppy disk. Il vincitore è risultato il Blocco
Operatorio 24 – Team Chirurgie Generali, con una riduzione della produzione dei rifiuti pericolosi a rischio
infettivo del 30%, rispetto ad una riduzione media di
produzione aziendale del 23%.
La gestione dei rifiuti nel 2013 si è sviluppata su 3 Unità Locali di Produzione:
•
Struttura Poliambulatoriale di corso Giovecca 203:
mantenimento delle attività di specialistica ambulatoriale non collegate a quanto trasferito a Cona;
attività di didattica e ricerca (Poliambulatorio); servizi non ancora trasferiti a Cona.
•
Struttura ospedaliera Nuovo Arcispedale S.Anna
Gestione ambientale
Progetto a minore impatto
Per l’Azienda “sviluppo sostenibile” significa gestione
di processi e strutture orientata al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, applicazione di criteri
ambientali nella progettazione di nuove strutture/attività e nell’acquisizione di beni e servizi, comunicazione
sociale e promozione di comportamenti virtuosi.
“A minore impatto” è il Progetto di gestione ambientale
e sviluppo sostenibile che l’Azienda ha avviato in maniera strutturata a partire dal 2007. Le linee di azione
sono rivolte alla gestione di rifiuti e scarichi, energia,
acqua, mobilità e acquisti (GPP, Green Public Procurement), per ridurre l’impatto in termini di Kg di CO2
eq prodotti. Sono state individuate specifiche linee di
azione:
•
conformità normativa
•
riduzione dell’utilizzo di sostanze pericolose e diminuzione della produzione di rifiuti sanitari pericolosi
•
sicurezza (per operatori aziendali, operatori Ditte
appaltatrici del servizio, pazienti, visitatori, comunità tutta, ambiente)
•
incremento della raccolta differenziata e dei rifiuti
inviati a recupero
•
marketing e comunicazione sociale (operatori, visitatori, pazienti, comunità)
44
di Cona: attività di emergenza, tutte le funzioni di degenza, alte tecnologie e le funzioni ambulatoriali e di
didattica e ricerca collegate.
•
Struttura ospedaliera Nuovo S.Giorgio: mantenimento della Riabilitazione (degenza, DH, ambulatori e attività didattiche e di ricerca collegate.
Le problematiche sono diversificate per ciascuna struttura, poiché mentre a Cona vi sono un nuovo contratto e
nuovi percorsi, nella struttura di Corso Giovecca, in progressiva dismissione, si è lavorato per valutare e dismettere arredi, attrezzature obsolete e altre tipologie di prodotti e materiali non trasferibili.
Sul sito intranet aziendale è disponibile per ogni operatore la “Procedura per la gestione dei rifiuti sanitari”, in cui
si individuano le 5 tipologie di rifiuti descritte dal DPR 254/2003, così rappresentate:
Rifiuti
Sanitari
Rifiuti
Sanitari
Rifiuti
Sanitari
Rifiuti
Sanitari
Rifiuti
Sanitari
“Assimilati ai
Rifiuti Urbani”
“Non
Pericolosi”
“Pericolosi non a
Rischio Infettivo
(Rischio Chimico)”
“Pericolosi a Rischio
Infettivo”
“Che Richiedono
Particolari Modalità
di Smaltimento”
E’ strategica la scelta di utilizzare il codice-colore per l’identificazione delle diverse tipologie di rifiuto, colore che
identifica anche le specifiche Istruzioni Operative redatte per ciascuna tipologia di rifiuto, a sostegno della corretta modalità di selezione e raccolta da parte dei produttori iniziali.
In particolare, l’Istruzione Operativa per la gestione dei rifiuti provenienti da pazienti sottoposti a procedure di
Medicina Nucleare è stata il riferimento per la stesura di uno specifico capitolo all’interno delle Linee Guida per
la gestione dei rifiuti e degli scarichi idrici nelle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, deliberate con DGR
1155/2009. Sono stati prodotti, ad integrazione e rinforzo di Procedura e Istruzioni, una guida corredata da immagini fotografiche (POSTER) di tutte le tipologie dei contenitori disponibili in Azienda per la raccolta dei rifiuti
e specifiche indicazioni e un Poster mirato alla raccolta dei rifiuti assimilati agli urbani a raccolta indifferenziata.
Particolare attenzione è stata prestata anche alla presentazione della Campagna aziendale di sostegno e approfondimento sulla raccolta differenziata e il recupero (“Se separi vivi! LO SAPEVATE CHE…”).
La verifica sulla corretta gestione dei rifiuti sanitari all’interno dell’Azienda, è affidata al personale della Struttura
Dipartimentale di Igiene Ospedaliera e Qualità dei Servizi Ambientali.
Tale verifica è rivolta sia ai produttori iniziali (UU.OO./Servizi aziendali) che alle Ditte appaltatrici del servizio. E’
basata sui criteri per la corretta gestione dei rifiuti sanitari definiti nella Procedura e nelle Istruzioni operative e
Moduli correlati e si è svolta attraverso le seguenti modalità operative:
Fase 1
•
ispezione mediante osservazione diretta;
•
compilazione delle Schede di controllo;
Fase 2
Se si rilevano situazioni critiche/non conformità, a seconda delle caratteristiche di queste, si effettuano le seguenti operazioni:
•
analisi delle situazioni critiche/non conformità rilevate;
•
nei casi in cui, attraverso la verifica, si presentino problemi inerenti la classificazione e relativa raccolta dei
rifiuti da parte dei produttori iniziali, gli operatori della Struttura intervengono direttamente informando il
Coordinatore di U.O./Servizio aziendale sulle corrette pratiche da seguire;
•
nei casi in cui si presentino criticità legate alle Ditte, gli operatori della Struttura informano direttamente il
Referente della Ditta per avviare l’intervento correttivo;
•
in caso di criticità ripetute da parte della stessa Ditta, si procede alla segnalazione formale al Settore competente della Direzione Attività Economali per i provvedimenti del caso.
Per quanto rigurda l’isola ecologica, questa è stata suddivisa in 3 aree:
•
area comune dedicata ai rifiuti assimilati agli urbani (indifferenziati e a raccolta differenziata finalizzata al
recupero);
•
area rifiuti a codice c.e.r. di aoufe;
•
area rifiuti a codice c.e.r. del consorzio prog.este.
Per il controllo dell’isola ecologica “unica”, è stata predisposta una specifica Scheda di controllo.
Sono stati inoltre realizzati due strumenti per la registrazione dei dati di produzione e costo relativi alla
45
gestione delle diverse tipologie di rifiuti sanitari (Osservatorio Aziendale Rifiuti Sanitari, dati storici e dati
anno corrente).
I risultati sono misurati attraverso il monitoraggio del trend annuale di produzione (kg) di rifiuti pericolosi a rischio
infettivo:
•
Si calcola rapportando i Kg di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo prodotti nell’anno in corso a quelli
dell’anno 2009.
•
Standard di riferimento:  3% rispetto alla produzione (Kg) dell’anno 2009 (completamento Fase 1 Progetto
di miglioramento della gestione dei rifiuti a rischio infettivo)
•
Frequenza di rilevazione: annuale
•
Strumento di rilevazione dati: Formulari e reportistica Ditta movimentazione esterna rifiuti.
E il monitoraggio della produzione di rifiuti assimilati agli urbani a raccolta differenziata:
•
Si calcola rapportando i Kg di rifiuti assimilati agli urbani a raccolta differenziata prodotti nell’anno in corso
ai Kg totali prodotti di rifiuti assimilati agli urbani
•
Standard di riferimento: 50% (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio europeo art. 11, comma
2, lettera a)
•
Frequenza di rilevazione: annuale
•
Strumento di rilevazione dati: reportistica ditta Hera.
PRODUZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO (RPRI)
I rifiuti pericolosi a rischio infettivo rappresentano circa 1/4 dei rifiuti prodotti, ma incidono per circa il 60% sulla
spesa. L’utilizzo dell’indicatore “Kg/GD” risponde alla necessità di paragonare le diverse realtà aziendali e monitorare l’andamento della produzione negli anni per singola azienda, consente di formare una base di confronto
con le altre Regioni ed è di facile costruzione e comprensione.
In Azienda, la produzione di tale tipologia di rifiuti ha mostrato, a partire dall’anno 2002, una evidente tendenza
in crescita con un picco di produzione nell’anno 2006 pari a 2,4 Kg/GD, tendenza riscontrata in tutte le Aziende
della Regione (dove si è registrata un produzione media pari a 2,1 Kg/GD). A partire dal 2007, la Struttura Dip.
le di Igiene Ospedaliera, ha individuato e sostenuto l’implementazione degli interventi di miglioramento di questo
processo, che possono essere sintetizzati in 5 azioni fondamentali:
Fase 1 (Completata nel 2009)
1. verifica delle modalità operative di gestione del rifiuto dalla produzione alla raccolta nel contenitore di reparto e correzione delle non conformità osservate;
2. sostituzione dei contenitori di raccolta monouso con contenitori pluriuso;
3. introduzione della rilevazione informatizzata della produzione di rifiuto per centro di costo tramite bar-code;
4. 4. introduzione della modalità di selezione “ragionata” del rifiuto pericoloso a rischio infettivo, supportata da
strumenti informativi (poster), formazione e addestramento sul campo, presentata in occasione di incontri
presso ogni punto di produzione (con la cosiddetta strategia di “presentazione del prodotto porta a porta”). I
punti di forza di tale nuova modalità sono rappresentati dalla indicazione al conferimento di pannolini e pannoloni nel rifiuto sanitario assimilato al rifiuto urbano, l’indicazione allo svuotamento delle sacche di urine, il
potenziamento dell’offerta di raccolta differenziata dei rifiuti non a rischio infettivo.
Fase 2 (Non ancora avviata)
1. svuotamento sacche delle urine.
I dati di produzione di RPRI nel periodo 2007-2013 confermano l’efficacia delle azioni di miglioramento messe in
atto in Azienda, ferma tuttavia in fase di plateau per la non implementazione della fase 2.
46
Figura 2.3 – Produzione di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (CER 180103)
Fonte aziendale
Il grafico mostra la produzione in chilogrammi dei RPRI (CER 180103*) nel periodo 2006-2013, in cui si è registrata una riduzione, rispetto al 2006, fino al 2009 (- 167.303 Kg), anno di completamento della FASE 1.
Successivamente la produzione è rimasta sostanzialmente in una condizione stabile, anche se si deve registrare
dal 2010 un incremento della produzione che, dall’analisi di processo e di contesto, può essere attribuita a:
•
sono più che quadruplicati i pazienti con alert organism (gestione in isolamento spaziale);
•
diminuzione negli anni delle giornate di degenza.
•
incremento attività per outpatient (es. chirurgia ambulatoriale, day service).
Per questo motivo, al fine di mirare gli interventi di miglioramento in base ai fattori produttivi in gioco, è stata
avviata a partire dal 2010 una analisi della produzione dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo per macroarea e per
U.O:
•
Ambulatoriale
•
Dialisi
•
Pronto Soccorso
•
Degenza
•
Servizi diagnostici
•
I.C.U.
•
Blocco Operatorio.
Questo nuovo approccio all’analisi della produzione dei RPRI per macro-area dovrebbe sostituire l’analisi per
giornata di degenza, al giorno d’oggi non più rappresentativa della realtà operativa delle aziende ospedaliere.
E’ possibile calcolare il risparmio ottenuto dalla riduzione della produzione rispetto al costo sostenuto nell’anno
indice 2006:
- 49.352 euro nel 2007
- 174.695 euro nel 2008
- 210.802 euro nel 2009
- 230.461 euro nel 2010
- 265.062 euro nel 2011
- 308.528 euro nel 2012
- 231.017 euro nel 2013.
47
Figura 2.4 - Risparmio ottenuto dalla riduzione della produzione di rifiuti pericolosi a rischio infettivo
Fonte aziendale
PRODUZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI NON A RISCHIO INFETTIVO (RPNRI)
La maggior parte dei rifiuti appartenenti a questa categoria sono prodotti nelle attività di laboratorio, anatomia
patologica, manutenzione delle cappe chimiche e dallo smaltimento di apparecchiature.
La modalità di raccolta dei liquidi esausti di processo attualmente è rappresentata dal conferimento in taniche
e smaltimento come rifiuto. L’Azienda rappresenta il riferimento provinciale per le attività di Laboratorio analisi
chimico-cliniche, Microbiologia, Anatomia Patologica, Genetica, Endocrinologia, Immunoematologia e Trasfusionale, Fisiopatologia della Coagulazione. Cogliendo l’occasione della progettazione e costruzione dell’edificio
“laboratori” presso la nuova struttura ospedaliera che ha sostituito l’attuale stabilimento cittadino, nel 2008-2009
è stata effettuata la mappatura, revisione, riclassificazione e declassificazione delle sostanze impiegate e dei
liquidi di processo per ciascuna linea di produzione, intervenendo sui versanti della sicurezza impiantistica, di
processo e di esito.
Tale intervento ha permesso di avviare il superamento, nel corso del trasferimento dei Laboratori nella nuova
struttura, della raccolta in tanica della maggior parte dei rifiuti liquidi esausti realizzando il conferimento dei reflui
in cisterne dedicate secondo tipologia e miscibilità del rifiuto e consentendo lo scarico in fogna della produzione
autorizzata.
Figura 2.5 - Produzione di liquidi di laboratorio
Fonte aziendale
48
Il completamento del progetto di accorpamento sull’Azienda di tutta l’attività di laboratorio della Provincia di
Ferrara sta determinando l’incremento complessivo della produzione di questa tipologia di rifiuti: : la produzione
totale dal trasferimento in Cona (anno 2012) e nel 2013 ha continuato ad incrementare complessivamente, come
impatto atteso per l’accorpamento sull’Azienda delle attività di Laboratorio provinciali, cui è seguito l’aumento
del codice 180106 (sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 180205: sostanze chimiche pericolose
o contenenti sostanze pericolose).
PRODUZIONE DEL CODICE CER 180109 - MEDICINALI DIVERSI DA QUELLI DI CUI ALLA VOCE 180108
(FARMACI E PRODOTTI DI FARMACIA)
La campagna aziendale di miglioramento nella gestione delle scadenze e dell’utilizzo appropriato su tali prodotti,
iniziata negli anni precedenti, nel 2013 ha registrato un ulteriore decremento della produzione di questa tipologia
di rifiuti.
Figura 2.6 - Trend di produzione del codice CER 180109 Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 180108 (farmaci e prodotti di farmacia)
Fonte aziendale
Raccolta differenziata dei rifiuti inviati a recupero
Per quanto riguarda la raccolta differenziata finalizzata al recupero, già da anni l’Azienda è impegnata su questo
ambito di attività. Tra i risultati ottenuti:
Tabella 2.21 – Raccolta differenziata dei rifiuti inviati a recupero
TIPOLOGIA RIFIUTO
Tonnellate raccolte (periodo 2006-2013)
Carta e cartone
897
Vetro bianco
543
Plastica
93
In base alla conoscenza sulla produzione di rifiuti dell’Azienda, con la consapevolezza che è possibile contribuire in maniera ancora più rilevante se viene effettuata una accurata selezione e classificazione dei rifiuti “porta
a porta”, il 26 aprile 2010 AOUFE ha stilato un Accordo Ambientale Volontario per la raccolta differenziata dei
rifiuti assimilati agli urbani con HERA s.p.a. e Provincia di Ferrara – ATERSIR. Questa nuova collaborazione
ha consentito di introdurre la raccolta “porta a porta” di carta e cartone, l’avvio della nuova raccolta differenziata
della plastica e di potenziare la raccolta di pile alcaline, toner e umido. HERA s.p.a. supporta l’Azienda con la fornitura gratuita di ecobox e sacchi che sono stati distribuiti in maniera capillare in ogni Unità Operativa e Servizio.
Inoltre, riconoscendo l’impegno e l’attenzione dell’Azienda per una gestione virtuosa dei rifiuti, nello sviluppo del
progetto, sono previste ulteriori facilitazioni economiche e operative, tra le quali lo sconto sulla Tariffa di Igiene
Ambientale.
Il progetto, iniziato in fase sperimentale nel 2009, è diventato elemento stabile nella gestione dei rifiuti dell’Azienda dal 2010 e continua presso il nuovo ospedale di Cona con i naturali aggiustamenti e potenziamenti che si
49
sono resi necessari nel percorso di miglioramento continuo della gestione dei rifiuti.
Questo accordo rappresenta una delle prime esperienze di definizione di Accordi locali fra Aziende Sanitarie e
Aziende di Servizio per la raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati, mirato ad incrementare la raccolta differenziata
e il recupero degli stessi, in una logica di evidente attenzione alle politiche ambientali del territorio e di sinergico
approccio sistemico alla gestione ambientale per uno sviluppo sostenibile.
Un approccio orientato alla gestione ambientale promuove la motivazione fra i dipendenti, valorizza l’immagine e
rafforza il consenso e le relazioni con la comunità, infonde consapevolezza e coscienza ambientale.
Pulizie verdi
Per ridurre l’impatto ambientale dell’azienda è stato implementato dal mese di dicembre 2012, dopo sperimentazione in vitro e in vivo di efficacia, il sistema di pulizie a base di probiotici (PCHS), con sostituzione dell’utilizzo
di prodotti chimici tradizionali, ad eccezione delle aree “a bassa carica microbica (es. blocchi operatori, sale interventive, laboratori, camere “bianche”) e in caso di contaminazione accidentale di superfici con liquidi biologici.
Tabella 2.22 - Risultati dell’utilizzo dei PCHS rispetto ai prodotti chimici tradizionali
2.3 Contributo alla copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza
2.3.1 Assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro
Attività di screening
Il contributo aziendale all’attività di screening è ben consolidato. In particolare l’Azienda anche per il 2013 ha
assicurato:
•
La gestione dei flussi informativi;
•
La continuità e l’integrazione multidisciplinare dei percorsi diagnostico terapeutici conseguenti alla positività
del test;
•
La gestione dei registri tumori di popolazione. Il registro della provincia di Ferrara è attivo dal 1989 e produce
dati epidemiologici sulla diffusione dei tumori nel territorio provinciale dal 1991.
Lo screening del cancro della mammella
Per quanto riguarda l’attività relativa a tale screening, i contratti di fornitura stipulati con l’azienda committente
hanno previsto, fino al 2009, che l’Azienda Ospedaliera effettuasse esami mammografici, approfondimenti diagnostici di primo e secondo livello e risonanze magnetiche per la popolazione compresa tra i 45 e i 74 anni. Dal
50
2010 il contratto prevede che mammografie e approfondimenti diagnostici di primo livello siano svolti dall’Azienda USL di Ferrara, riservando all’Azienda unicamente gli esami di secondo livello e le risonanze magnetiche
richieste dal caso.
A partire dall’autunno 2013 l’equipe radiologica dedicata alla Senologia è stata inglobata in un unico pool interaziendale che si occupa dell’attività diagnostica rivolta sia ai pazienti ambulatoriali che in screening erogando
tutte le prestazioni necessarie e concentrando le procedure interventistiche nella sede di Cona (vedasi PDTA
della mammella recentemente definito).
Per quanto sopra esposto si ritiene opportuno considerare i dati a partire dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre
2013, mantenendo tale cadenza anche per i periodi successivi fino alla scadenza del triennio.
Tabella 2.23 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro della mammella
2013
AGOBIOPSIA MAMMARIA ECOGUIDATA
85
ASPIRAZIONE ECOGUIDATA CISTI MAMMELLA
5
ECOGRAFIA MONOLATERALE
2
ECOGRAFIA BILATERALE
3
RM MAMMELLA SENZA/CON CONTR.
3
BIOPSIE PERCUTANEE VACUUM-ASSISTED
RX AGGIUNTIVI DI SCREENING
1
RX VACUUM ASSITED BIOPSY IN STEREOTASSI
21
VACUUM ASSITED BIOPSY ECOGUIDATA MONOLATERALE
7
TOTALE PRESTAZIONI PER SCREENING
127
TOTALE PRESTAZIONI PER SCREENING
272
Fonte aziendale
Lo screening del cancro del collo dell’utero
L’ attività citologica di primo livello risulta tendenzialmente stabile nel corso degli anni, con piccole variazioni legate principalmente alle classi d’età che vengono invitate. La diagnostica molecolare, con il test HPV alto rischio
(che ha contribuito a migliorare la specificità del Pap test) è, sostanzialmente stabile.
Il test HPV alto rischio viene eseguito, come da protocollo Regionale:
•
sui Pap Test di 1° livello con citologia ASCUS
•
nei follow-up di lesioni precancerose CIN2 +.
•
Nelle lesioni di basso grado (LSIL) persistenti principalmente su richiesta del colposcopista di 2° livello.
Lo sviluppo delle tecniche di diagnostica molecolare, integrata al Pap-test in strato sottile, ha determinato una
forte riduzione delle citologie dubbie, con casi sempre più selezionati che vengono inviati al 2° livello screening,
e con VPP per lesioni precancerose di alto grado, sempre molto superiori ai valori di riferimento Regionali e
Nazionali.
L’utilizzo delle tecniche di diagnostica molecolare, in mani esperte, che individua una popolazione di donne (HPV
positive) più a rischio per lo sviluppo dei precursori del carcinoma della cervice uterina, indissolubilmente legata
alla diagnostica citologica di alto livello, per individuare una reale lesione precancerosa ha portato, a una più
accurato ricorso alla colposcopia.
Tabella 2.24 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro del collo dell’utero
2011
2012
2013
ESAME CITOLOGICO CERVICO VAGINALE PAP TEST SU
STRATO SOTTILE PER SCREENING
28.442
27.939
27.019
TEST HPV-DNA ALTO RISCHIO
1.099
1.307
1.156
Fonte aziendale
51
Lo screening del cancro del colon-retto
Nell’anno 2013 le prestazioni effettuate per l’attività di screening hanno subito un aumento rispetto al 2012 del
75,1%. In particolare rispetto al 2012 sono aumentate le visite gastroenterologiche di controllo e le colonscopie con polipectomia, mentre sono diminuite le colonscopie con endoscopio flessibile. Da recenti osservazioni
epidemiologiche effettuate a livello provinciale è emerso che sono aumentati del 6% i test RSO positivi che, per
definizione, determinano l’esecuzione dell’indagine di approfondimento.
Tabella 2.25 - Contributo aziendale all’attività di screening: Cancro del colon-retto
2011
COLONSCOPIA PARZIALE ESPLORATIVA
2012
2013
1
1
340
COLONSCOPIA CON ENDOSCOPIO FLESSIBILE
293
380
PANCOLONSCOPIA CON BIOPSIA/COLONSCOPIA
27
9
COLONSCOPIA CON BIOPSIA (ESCLUSO ESAME ISTOLOGICO)
48
75
81
COLONSCOPIA CON POLIPECTOMIA
168
156
199
COLONSCOPIA PARZIALE CON POLIPECTOMIA
10
13
11
TRATTAMENTO LASER X LESIONE INTESTINO CRASSO
7
7
3
PROCTOSIGMOIDOSCOPIA CON BIOPSIA
1
RETTOSIGMOIDOSCOPIA CON BIOPSIA
1
ECOENDOSCOPIA DEL RETTO-SIGMA
1
3
2
VISITA GASTROENTEROLOGICA BREVE (CONTROLLO)
368
35
565
EMOSTASI COMPRESSIVA
16
16
25
EMOSTASI CON CLIPS
16
13
21
TATUAGGIO COLON
30
25
33
COLONSCOPIA/ILEOSCOPIA RETROGR.
1
5
PROCTOSIGMOIDOSCOPIA CON ENDOSCOPIO RIGIDO
1
BIOPSIA TENUE (ESCLUSO ESAME ISTOLOGICO)
1
TOTALE
986
735
1.287
Fonte aziendale
2.3.2 Assistenza distrettuale
Assistenza farmaceutica
Erogazione diretta
Nel 2013 l’importo totale (costo ospedaliero) di distribuzione diretta da parte della Farmacia dell’Azienda ai pazienti residenti nella provincia di Ferrara è aumentato di oltre 1.000.000 euro, pari a circa il 7% del costo 2012.
Tale incremento è in particolare da attribuire ai farmaci classificati in classse H per il trattamento dell’infezione
da HIV (dovuti ad un aumento d nuovi pazienti ), farmaci oncologici orali e un nuovo farmaco per la fibrosi polmonare (pirfenidone).
L’incremento per i farmaci di classe A, di cui i più rilevanti dal punto di vista economico sono i medicinali ad alto
costo e del PHT, nell’anno 2013 rispetto al 2012 è stato di circa 33.000€ (costo ospedaliero).
Da segnalare un incremento del numero di accessi di circa il 6,5 % ,che passano da 80.435 (2012) ad oltre
85.000 nel 2013.
Entrando nel merito delle tipologie di erogazione, le variazioni più significative che hanno determinato gli effetti
sui costi (calcolati sul prezzo al pubblico) riguardano:
(1): calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali Alto Costo /PHT. eritropoietina alfa + 425.000 €,
eritropoietina beta - 58.000 €, epoetina zeta + 308.000 €, filgrastim biosimilare+78.000 €, interferone alfa 2A
peghilato -190.000 €, interferone alfa 2B peghilato +78.000 € , antipsicotici atipici (olanzapina, aripiprazolo,
52
quetiapina, risperidone, paliperidone, ziprasidone calo dovuto principalmente alla genericazione ) - 133.000
€, fingolimod + 392.000 €, farmaci Nota 65 (IFN beta e glatilamer per sclerosi multipla) + 70.000 €, fattore VIII
coagulazione ricombinante - 395.000 € ( n.1 paziente non ritira piu’ presso AOUFE), octreotide rilascio prolungato + 156.000 €, farmaci Nota 74 + 24.000 €, farmaci ipertensione polmonare -69.000 €, ranolazina +41.000
€, ticagrelor +39.000 €, teriparatide + 30.000 €, liraglutide +26.000 €, lanreotide +25.000 €, insulina glargine +
23.000 €, cinacalcet +20.000 €, ivabradina + 12.000 €.
(2): Calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali Alto Costo Classe A /PHT ex H/Osp2. deferasirox
+151.000 €, entecavir + 75.000 €, imatinib -50.000 €, telbivudina - 24.000 €, ribavirina -24.000 €, telaprevir
+158.000 € ( nuovi farmaci epatite c).
(3): Calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali dispensati dopo visita specialistica ambulatoriale:
farmaci nota 85 -16.000 €, enoxaparina -64.000 € ( attivazione DPC per dosaggio 4000 UI), parnaparina 80.000 € (attivazione dpc), fondaparinux - 13.000 €, nadroparina -9.000 €.
(4): calo e aumento stimato sul prezzo al pubblico medicinali classe H: sunitnib -115.000 €, sorafenib +21.000
€, pazopanib +117.000 €, nilotinib -96.000 €, dasatinib +113.000 €, erlotinib - 31.000 €, gefitinib +148.000 €,
fulvestrant -48.000 €, lapatinib -46.000 €, lenalidomide -37.000 €, talidomide -38.000 €, etanercept -177.000
€, adalimumab +320.000 €, golimumab + 21.000 €, abiraterone +46.000 €, pirfenidone +31.000 €, farmaci
antiretrovirali:atripla + 396.000 €, truvada +200.000 €, prezista +245.000 € viread -22,000 €, telzir -16.000 €,
lamivudina -11.000 €, aptivus -10.000 €.
Tabella 2.26 – Erogazione diretta: confronto 2012-2013
EROGATO 2012
Risparmio
Costo
Osped.
EROGATO 2013
Costo al
pubblico
Costo
Osped.
Risparmio
Costo al
pubblico
∆ andamento
2013-2012
costo
osped
∆%
20132012
costo
osped
∆ andamento
2013-2012
costo al
pubblico
∆%
20132012
costo al
pubblico
Farmaci dopo dimissioni Ricovero
446.115
146.343
592.458
439.087
164.180
603.267
17.837
12,19%
10.809
1,82%
Farmaci Alto Costo/
PHT(1)
5.670.625
5.654.152
11.324.777
6.361.529
5.738.243
12.099.772
84.091
1,49%
774.995
6,84%
Farmaci Alto Costo
classe A (PHT) ex H/
Osp2(Ferrara (2)
2.055.496
2.604.158
4.659.654
2.047.298
2.553.371
4.600.669
-50.787
-1,95%
-58.985
-1,27%
Farmaci dopo visita
spec. ambulatoriale (3)
1.855.089
1.373.300
3.228.388
1.589.424
1.333.114
2.922.538
-40.186
-2,93%
-305.850
-9,47%
33.615
48.754
82.369
55.552
61.834
117.386
13.080
26,83%
35.017
42,51%
10.060.916
9.826.730
19.887.645
10.492.890
9.850.742
20.343.632
24.035
0,24%
455.987
2,29%
3.517.615
5.749.533
9.267.148
4.250.194
6.781.660
11.031.854
1.032.127
17,95%
1.764.706
19,04%
13.578.531
15.576.263
29.154.794
14.743.084
16.632.402
31.375.486
1.056.162
6,78%
2.220.692
7,62%
Farmaci cittadini
stranieri
Totale
Classe H/ osp2 paz.
Ferrara (4)
Totale con farmaci
classe H
Fonte aziendale
Assistenza specialistica ambulatoriale
La produzione ambulatoriale è apparentemente diminuita. Incide, a tal riguardo, in modo significativo la riallocazione di una quota di attività di Laboratorio verso l’Azienda USL, inquadrabile come uno dei perfezionamenti
apportati anche al sistema informativo, a seguito dei processi di rimodulazione organizzativa del Laboratorio Unico Provinciale. Inoltre una parte delle prestazioni ambulatoriali, erogate a regime di Pronto soccorso sono state
riallocate, sempre dal punto di vista informativo, in un nuovo flusso regionale specifico per il Pronto Soccorso.
Per questa serie di motivazioni di carattere informativo, i dati del 2013 sono solo parzialmente confrontabili con
quelli del 2012.
53
Tabella 2.27 - Produzione ambulatoriale – trend triennio 2011-2013
2011
2012
prestazioni
n.
% su tot
az.le
importi
n.
2013
prestazioni
% su tot
az.le
n.
importi
% su tot
az.le
n.
prestazioni
% su tot
az.le
n.
importi
% su tot
az.le
n.
% su
tot
az.le
Diagnostica
212.899
6,63
8.349.187
18,16
150.708
3,72
6.627.029
15,07
162.175
5,47
7.177.388
18,54
Laboratorio
3.249.370
81,86
17.815.544
38,75
3.491.002
86,13
20.974.141
47,69
2.408.763
81,29
16.292.492
42,08
Riabilitazione
42.210
1,06
358.490
0,78
40.663
1
346.635
0,79
39.616
1,34
327.465
0,85
Prestazioni
terapeutiche
117.400
2,96
10.137.065
22,05
98.471
2,43
9.723.719
22,11
95.558
3,22
9.221.555
23,82
347.716
8,76
9.313.169
20,26
272.261
6,72
6.311.296
14,35
256.961
8,67
5.696.114
14,71
3.969.595
100
45.973.455
100
4.053.105
100
43.982.819
100
2.963.073
100
38.715.014
100
Visite
TOTALE
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna
Tabella 2.28 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2013
Prestazioni
N.
Diagnostica
1,42
2.599.378
6,71
D2-D.Strument. no radiaz.
97.931
3,31
3.925.804
10,14
4.411
0,15
294.172
0,76
17.854
0,60
358.034
0,92
Totale
162.175
5,47
7.177.388
18,54
L1-Prelievi
221.858
7,49
666.310
1,72
1.692.045
57,10
7.358.377
19,01
319.519
10,78
1.187.974
3,07
L2-Chimica clinica
L3-Ematologia/coagulaz.
L4-Immunoemat.e trasfusion.
3.591
0,12
29.073
0,08
L5-Microbiologia/virologia
120.790
4,08
1.351.590
3,49
L6-Anatomia ed ist.patol.
26.114
0,88
875.955
2,26
L7-Genetica/citogen.
Totale
R1-Riab.diagnostica
0,84
4.823.214
12,46
81,29
16.292.492
42,08
6.158
0,21
63.490
0,16
0,88
201.673
0,52
R3-Terapia Fisica
3.497
0,12
20.159
0,05
R9-Altra riabilitazione
3.826
0,13
42.144
0,11
39.616
1,34
327.465
0,85
Totale
T1-Radioterapia
30.618
1,03
2.623.026
6,78
T2-Dialisi
29.963
1,01
3.996.428
10,32
T3-Odontoiatria
1.914
0,06
99.716
0,26
T4-Trasfusioni
2.337
0,08
315.075
0,81
T5-Chirurgia ambulatoriale
T9-Altre prestaz. terapeutiche
Totale
Visite
24.846
2.408.763
26.135
R2-RRF
Prestazioni Terapeutiche
% su tot.
aziendale
41.979
D9-Altra diagnostica
Riabilitazione
Val.
D1-D.Strument.con radiaz.
D3-Biopsia
Laboratorio
Importi (€)
% su tot.
aziendale
8.882
0,30
1.932.736
4,99
21.844
0,74
254.573
0,66
95.558
3,22
9.221.555
23,82
V1-Prima visita
110.800
3,74
3.049.028
7,88
V2-Visita di controllo
146.161
4,93
2.647.086
6,84
Totale
256.961
8,67
5.696.114
14,71
2.963.073
100
38.715.014
100
TOTALE AZIENDALE
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna
54
Tabella 2.29 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2012
Prestazioni
N.
Diagnostica
38.902
0,96
2.460.783
5,59
91.526
2,26
3.509.457
7,98
4.389
0,11
337.154
0,77
15.891
0,39
319.635
0,73
Totale
150.708
3,72
6.627.029
15,07
L1-Prelievi
319.211
7,88
950.386
2,16
2.492.656
61,5
10.739.793
24,42
444.373
10,96
1.627.174
3,7
4.769
0,12
38.065
0,09
L5-Microbiologia/virologia
147.279
3,63
1.603.814
3,65
L6-Anatomia ed ist.patol.
32.385
0,8
991.823
2,26
L2-Chimica clinica
L3-Ematologia/coagulaz.
L4-Immunoemat.e trasfusion.
L7-Genetica/citogen.
Totale
R1-Riab.diagnostica
R2-RRF
R3-Terapia Fisica
R9-Altra riabilitazione
1,24
5.023.086
11,42
86,13
20.974.141
47,69
6.057
0,15
67.784
0,15
27.340
0,67
217.397
0,49
3.726
0,09
24.394
0,06
3.540
0,09
37.060
0,08
1
346.635
0,79
T1-Radioterapia
31.155
0,77
2.586.863
5,88
T2-Dialisi
32.440
0,8
4.618.122
10,5
T3-Odontoiatria
2.284
0,06
115.085
0,26
T4-Trasfusioni
2.375
0,06
312.028
0,71
T5-Chirurgia ambulatoriale
Visite
50.329
3.491.002
40.663
Totale
Prestazioni Terapeutiche
% su tot.
aziendale
D2-D.Strument. no radiaz.
D9-Altra diagnostica
Riabilitazione
Val.
D1-D.Strument.con radiaz.
D3-Biopsia
Laboratorio
Importi (€)
% su tot.
aziendale
8.546
0,21
1.841.054
4,19
T9-Altre prestaz. terapeutiche
21.671
0,53
250.567
0,57
Totale
98.471
2,43
9.723.719
22,11
V1-Prima visita
124.153
3,06
3.621.661
8,23
V2-Visita di controllo
148.108
3,65
2.689.635
6,12
272.261
6,72
6.311.296
14,35
4.053.105
100
43.982.819
100
Totale
TOTALE AZIENDALE
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna
55
Tabella 2.30 - Produzione ambulatoriale dettaglio 2011
Prestazioni
N.
Diagnostica
70.140
1,77
3.213.733
6,99
3,03
4.414.664
9,6
0,76
L1-Prelievi
L2-Chimica clinica
L3-Ematologia/coagulaz.
L4-Immunoemat.e trasfusion.
4.663
0,12
349.567
17.804
0,45
371.223
0,81
212.899
5,36
8.349.187
18,16
308.547
7,77
803.863
1,75
2.267.382
57,12
8.181.572
17,8
442.861
11,16
1.417.939
3,08
5.140
0,13
39.820
0,09
L5-Microbiologia/virologia
138.022
3,48
1.388.347
3,02
L6-Anatomia ed ist.patol.
38.546
0,97
1.142.370
2,48
L7-Genetica/citogen.
Totale
R1-Riab.diagnostica
R2-RRF
R3-Terapia Fisica
R9-Altra riabilitazione
Totale
48.872
1,23
4.841.633
10,53
3.249.370
81,86
17.815.544
38,75
6.252
0,16
66.699
0,15
26.218
0,66
211.128
0,46
5.319
0,13
34.781
0,08
4.421
0,11
45.882
0,1
42.210
1,06
358.490
0,78
T1-Radioterapia
33.923
0,85
2.773.241
6,03
T2-Dialisi
33.748
0,85
4.541.212
9,88
2.484
0,06
166.904
0,36
2.602
0,07
321.426
0,7
10.985
0,28
1.996.985
4,34
T3-Odontoiatria
T4-Trasfusioni
T5-Chirurgia ambulatoriale
T9-Altre prestaz. terapeutiche
Visite
% su tot.
aziendale
120.292
Totale
Prestazioni Terapeutiche
Val.
D2-D.Strument. no radiaz.
D9-Altra diagnostica
Riabilitazione
% su tot.
aziendale
D1-D.Strument.con radiaz.
D3-Biopsia
Laboratorio
Importi (€)
33.658
0,85
337.297
0,73
Totale
117.400
2,96
10.137.065
22,05
V1-Prima visita
197.459
4,97
5.872.502
12,77
V2-Visita di controllo
147.712
3,72
2.880.767
6,27
2.545
0,06
559.900
1,22
347.716
8,76
9.313.169
20,26
3.969.595
100
45.973.455
100
V3-Osservaz.breve intensiva
Totale
TOTALE AZIENDALE
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna
56
Le prestazioni critiche oggetto di monitoraggio regionale, hanno mostrato un sensibile cambiamento della percentuale e del relativo valore economico sulla produzione totale erogata in provincia. Inoltre a fronte di un calo
del loro numero assoluto rispetto al 2012 sono aumentati gli importi: su tale fenomeno potrebbe aver influito la
complessità della casistica.
Tabella 2.31 - Valore e volumi prestazionali per prestazioni critiche
Prestazioni erogate
Totale aziendale
Valore della produzione
% sul totale della
produzione provinciale
Totale aziendale
% sul totale della
produzione provinciale
2013
101.244
26,9%
3.666.774
23,9%
2012
106.205
26,5%
3.579.752
21,9%
2011
93.499
28,2%
3.104.881
24,7%
2010
101.815
29,5%
3.387.079
28,6%
2009
93.795
35,8%
3.124.166
30,0%
Fonte: Banca dati ASA, Regione Emilia-Romagna
Nel 2013 l’attività libero professionale ha avuto una variazione in complessità della casistica, evidenziata dalla
riduzione delle prestazioni a fronte di lieve incremento degli importi.
Tabella 2.32 - Attività Libero Professionale suddivisa per dipartimenti ad attività Integrata
2011
N
2012
IMPORTO
N
2013
IMPORTO
N
IMPORTO
Dipartimento Chirurgico
6.885
917.773
6.271
831.185
6.491
896.301
Dipartimento Chirurgico Specialistico
8.949
1.323.952
8.396
1.203.834
7.948
1.183.019
Dipartimento Emergenza
4.616
409.954
3.972
353.979
4.070
370.661
Dipartimento Diagnostica per Immagini e
Medicina di Laboratorio
5.445
556.572
4.195
441.801
4.622
510.061
Dipartimento Medico
2.863
335.818
2.367
277.070
2.238
282.716
Dipartimento Medico Specialistico
7.092
786.585
5.996
673.786
5.927
697.773
Dipartimento di Neuroscienze/Riabilitazione
5.281
642.549
5.182
637.102
4.263
530.529
Dipartimento Riproduzione e Accrescimento
4.012
507.851
3.071
396.805
3.165
399.040
45.184
5.481.054
39.450
4.815.562
38.724
4.870.100
Totale
Fonte aziendale
Il day service ambulatoriale
Nel 2013 la produzione DSA (Day Service Ambulatoriale), ha registrato un aumento del volume complessivo
di attività, ma anche della complessità della casistica trattata: cresce infatti anche il valore dell’importo medio
per DSA. Quindi l’utilizzo del ricovero diurno avviene in relazione alla gestione di situazioni relativamente complesse caratterizzate spesso da una componente terapeutica e diagnostica complessa. Nel 2013 l’importo della
produzione di DSA è stato il 9,3% dell’attività ambulatoriale (compresi: produzione in provincia, extraprovincia,
stranieri, pronto soccorso. Esclusi: paganti, convenzioni, attività llibero professionale), a confronto col 8,51%
dello scorso anno.
57
Tabella 2.33 - Day Service Ambulatoriale: confronto tra 2012 e 2013
2012
N. PAC
CHIUSI
N. MEDIO
ACCESSI
N.
PRESTAZ.
CHIR.PEDIATRICA
814
1,2
2.469
EMATOLOGIA
487
3,4
4.324
DIABETOLOGIA
8
4,4
ENDOCRINOLOGIA
557
DEMENZE GERIATRIA
58
MAL.INFETTIVE
2013
IMPORTO
TOTALE
IMPORTO
MEDIO
N. PAC
CHIUSI
N. MEDIO
ACCESSI
N.
PRESTAZ.
IMPORTO
TOTALE
IMPORTO
MEDIO
60.110,45
85,14
811
1,2
3.001
66.778,55
85,39
173.316,30
457,3
472
3,7
5.883
223.921,80
504,33
110
1.492,00
213,14
5
4,2
59
981,05
196,21
5,6
10.817
206.729,25
476,33
533
5,6
13.095
242.850,45
465,23
3,8
2.038
21.616,25
379,23
59
3,6
1.989
21.329,55
374,2
82
3,4
868
7.090,05
107,43
55
3,1
703
4.580,65
86,43
MALATTIE INFETTIVE
UNIVERSITARIA
31
2,5
445
3.118,85
148,52
39
2,8
415
2.955,85
101,93
INTERNISTICO
340
5,9
7.184
101.356,10
345,93
243
6,2
5.832
81.625,40
381,43
MEDICINA INTERNA
UNIVERSITARIA - DAY
SERVICE DEMENZE
52
4,2
1.195
17.361,30
482,26
54
4
1.879
27.329,10
535,86
NEFROLOGIA
1
3
-
-
-
1
5
64
518,7
518,7
NEUROLOGIA
104
5,6
1.043
10.149,80
215,95
163
6,1
2.765
33.131,40
251
CLINICA
NEUROLOGICA
28
9,8
328
4.222,90
301,64
6
4,5
85
1.505,30
501,77
OCULISTICA.
1.650
3,8
12.963
1.474.759,45
972,8
1.805
3,8
15.307
1.650.735,80
976,19
ORTOPEDIA
164
1,4
862
39.169,15
296,74
29
1
6
1.363,30
681,65
OSTETRICIA
GINECOLOGIA
878
3
10.684
317.613,90
414,1
1022
3
11.418
320.752,3
324,98
O.R.L.
20
2
131
5.349,95
267,5
78
2,9
455
27.192,80
353,15
PEDIATRIA
586
2,2
4.867
55.214,80
136,33
551
1,9
6.984
75.495,75
142,71
ONCOEMATOLOGIA
PEDIATRICA
266
1,9
5.169
38.963,25
197,78
233
1,9
5.741
54.722,90
237,93
UROLOGIA
145
2,2
1.001
19.114,25
145,91
2
2
-
-
-
DERMATOLOGIA
55
8,3
1.553
12.916,00
339,89
47
8,1
2.166
20.798,30
452,14
GASTROENTEROL.
139
5,7
2.527
26.457,30
238,35
160
6
2.560
28.769,60
312,71
ONCOLOGIA
1.130
5,9
90.119
618.249,20
782,59
1.002
10,1
120.619
795.555,15
852,69
FISIOPAT.RESPIR.
41
4,1
352
12.749,85
364,28
PNEUMOLOGIA
149
4,2
3.113
70.202,05
605,19
146
4
4.162
98.563,95
679,75
REUMATOLOGIA
1
26
-
-
-
DAY HOSPITAL
TALASSEMIA E
EMOGLOBINOPATIE
1
3
-
-
-
7.518
4,4
205.188
3.781.457,65
538,36
TOTALE
7.785
3,8
164.162
3.297.322,40
521,89
Fonte aziendale
Indice di performance delle prestazioni programmabili
I dati rappresentati in tabella sono estratti dal portale regionale MAPS, attraverso il quale vengono monitorati i
dati relativi al tempo di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali “critiche”, oggetto di monitoraggio ai
sensi della DGR 925/2011.
Sul sistema MAPS vengono esaminati i tempi di attesa prospettici (EX ANTE) ed evidenziati gli indici di performance per ogni struttura erogante.
Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara, la valutazione della performance misurata
sulle prestazioni critiche non può prescindere dai vincoli contrattuali definiti nell’ambito dell’Accordo di Fornitura
con la committenza, risultato di analisi di appropriatezza e di valutazione dei bisogni effettivi della popolazione
del territorio, ed oggetto di periodica analisi e discussione al Tavolo Interaziendale per la Specialistica Ambulatoriale.
I dati, pur attestando criticità da affrontare, non si discostano di molto da quelli dell’anno precedente.
L’offerta di specialistica ambulatoriale provinciale è comunque in corso di revisione in accordo con la AUSL,
con l’obiettivo di incidere in maniera significativa sui tempi di attesa: le azioni saranno rivolte ad una migliore
appropriatezza prescrittiva e ad un aumento per alcune branche del numero delle prestazioni a CUP provinciale.
58
Tabella 2.34 - Indice di performance delle prestazioni programmabili (dati forniti dal sito MAPS della RER alimentato dalla AUSL). Anno 2013
Off. Sett.
Program.
Giorni di attesa
Urg. Diff.
totale
Media
I Perf.
Mediana
Prosp
01 Visita Oculistica
317
20
337
94,7
68,0
9%
02 Visita Urologica
39
4
43
124,2
137,0
13%
03 Visita Fisiatrica
28
13
41
112,7
121,0
8%
04 Visita Endocrinologica
73
8
81
40,8
26,0
82%
05 Visita Neurologica
42
2
44
58,6
56,0
12%
06 Visita Ortopedica
78
20
98
107,1
105,0
9%
07 Visita Oncologica
10
0
10
10,4
4,0
80%
08 Visita Cardiologica
95
14
109
186,5
209,0
18%
09 Colonscopia
20
0
20
153,8
161,0
7%
10 EMG
19
0
19
104,7
138,0
24%
11 Ecocolordoppler
66
9
75
278,1
356,0
20%
12 Ecografia Addome
36
0
36
109,9
129,0
27%
13 Gastroscopia
35
0
35
56,1
40,0
78%
14 TAC del Capo
20
2
22
89,0
95,0
9%
15 TAC Addome
30
0
30
77,6
95,0
29%
16 RMN Cerebrale
9
1
10
287,7
352,0
9%
17 RMN Addome
2
0
2
224,0
224,0
0%
18 RMN della Colonna
19
1
20
184,4
102,0
28%
19 Protesica - Conservativa
25
0
25
27,0
26,0
82%
8
0
8
124,5
179,0
33%
22 Visita Ginecologica
23 Visita Dermatologica
73
2
75
174,9
219,0
16%
24 Visita Otorinolaringoiatrica
65
0
65
35,5
39,0
21%
25 Visita Chirurgia Vascolare
30
0
30
78,0
64,0
4%
26 TAC Rachide e Speco Vertebrale
33
2
35
97,5
97,5
13%
27 TAC Bacino
13
0
13
28 TAC Torace
25
0
25
112,7
103,0
7%
6
6
12
117,3
115,0
0%
29 Ecografia Mammella
34 Ecocolordoppler Cardiaca
53
1
54
120,6
104,0
17%
36 Elettrocardiogramma Holter
9
1
10
182,9
158,0
43%
38 Spirometria
6
0
6
64,7
14,0
67%
40 Visita Gastroenterologica
19
5
24
173,5
180,0
0%
41 Visita Pneumologica
62
6
68
42,3
36,0
20%
24 Mammografia
124
6
130
85,2
47,0
74%
43 Ecografia Capo e Collo
169
0
169
242,0
229,0
10%
8
0
8
68,0
54,0
67%
44 Ecografia Ostetrica e Ginecologica
45 ECG da sforzo
9
1
10
230,8
255,0
6%
46 RMN Muscoloscheletrica
33
0
33
35,1
38,0
100%
47 Visita Diabetologica
31
4
35
41,1
48,0
35%
Fonte regionale
59
Attività di governo clinico in collaborazione con l’Ausl per qualificazione consumi prestazioni specialistiche
Tempi di attesa specialistica ambulatoriale
Già nel corso dell’anno 2012 si era assistito a un decremento dei consumi di prestazioni specialistiche ambulatoriali per tutte le tipologie di attività. Nel 2013 si mantiene questo trend di decrescita, anche se meno accentuato.
In particolare, a fronte di un decremento nel 2012 rispetto al 2011 pari a circa il 14 % delle prestazioni erogate
ai cittadini, nel 2013 si ha un ulteriore calo dell’8% rispetto al 2012.
Il fenomeno è in linea con quanto osservato a livello regionale e nazionale, dove la contrazione di attività riguarda
principalmente le strutture pubbliche, mentre per quelle private accreditate la riduzione risulta essere molto più
limitata.
A livello provinciale, l’obiettivo congiunto tra le due Aziende Sanitarie nella stesura del Piano di Produzione relativo alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, consiste nel modulare l’offerta sulla base del fabbisogno della
popolazione di riferimento e della valutazione dell’appropriatezza di prescrizione e di erogazione, tenendo conto
della necessità di rispettare i tempi di attesa, focalizzando l’attenzione sulle prestazioni critiche.
Tabella 2.35 - Tempi di attesa prestazioni ambulatoriali: confronto 2012-2013 (regime di erogazione SSN, modalità di accesso ordinario programmabile, escluso PS e OBI)
Tipo di prestazione
Visite
Prestazioni
Terapeutiche
Riabilitazione
Laboratorio
Diagnostica
Totale
erogato
Anno
Prestazioni
con attesa >
0 gg
1-30 gg
(v.%)
1-45 gg
(v.%)
1-60 gg
(v.%)
1-75 gg
(v.%)
1-90 gg
(v.%)
oltre 90
gg
(v.%)
2012
153.368
97.785
29,79
40,39
46,24
55,07
61,51
38,49
2013
148.553
95.198
28,3
37,25
42,61
49,83
56,56
43,44
2012
88.148
9.649
71,53
78,04
81,37
83,42
85
15
2013
86.283
11.542
76,95
82,43
84,62
86,01
87,38
12,62
2012
37.820
9.328
20,78
35,92
41,23
43,52
45,13
54,87
2013
36.941
11.167
21,89
32,15
37,44
41,89
48,82
51,18
2012
1.429.661
455.471
91,46
94,22
95,12
95,62
95,92
4,08
2013
1.292.573
902.225
94,43
96,4
97,46
97,75
98,02
1,98
2012
112.733
80.792
39,35
48,74
54,74
59,91
64,77
35,23
2013
119.648
91.443
39,68
50,08
56,55
62,75
67,26
32,74
Fonte regionale
2.3.3 Assistenza ospedaliera
Struttura dell’Offerta
L’Arcispedale S. Anna assicura il 47,33% della dotazione di posti letto provinciali, percentuale che si è sensibilmente incrementata rispetto all’anno precedente a causa della diminuzione dei posti letto dell’Azienda USL.
Tabella 2.36 - Dotazione posti letto totali (ordinari + DH) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
Totale posti letto
Acuti
Riabilitazione
LD
posti letto/1000 abitanti
Totale
Acuti
LD +
Riab.
Recupero e
Riab.
LD
Totale
2013
621
80
10
711
1,73
0,25
0,22
0,03
1,99
2012
624
70
10
704
1,73
0,22
0,19
0,03
1,96
2011
763
90
7
860
2,12
0,27
0,25
0,02
2,39
Fonte - Elaborazione da Flussi Informativi Ministero della Salute (HSP 12/13), www.regione.emilia-romagna.it/SIS
60
Tabella 2.37 - Dotazione posti letto della provincia di Ferrara – Contributo degli erogatori pubblici e privati e
confronto con l’offerta regionale
2010
Posti letto AOU di Ferrara
2011
860
860
di cui in Lungodegenza-Riabilitazione
Posti letto Azienda USL di Ferrara
759
Posti letto accreditati delle Case di Cura
752
145
Posti letto provincia di Ferrara
1.764
Dotazione media ogni 1000 abitanti provincia FE
346
4,91
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
Totale posti letto RER
0,96
19.606
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
Dotazione media ogni 1000 abitanti RER
174
3.862
4,46
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
0,88
164
346
5,02
0,96
20.493
3.911
4,62
0,88
141
191
75
1.807
90
600
195
75
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
80
721
195
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
711
97
174
2013
704
97
di cui in Lungodegenza Riabilitazione
2012
75
1.620
319
4,50
0,89
19.945
3.807
4,47
0,85
75
1502
306
4,19
0,85
19.016
3.631
4,25
0,81
Fonte - Elaborazione da Flussi Informativi Ministero della Salute (HSP 12/13), www.regione.emilia-romagna.it/SIS
L’analisi della dotazione posti letto per ogni azienda mostra la distribuzione dei posti letto ordinari e DH sul territorio della regione. il quadro mostra come la dotazione di Ferrara sia in linea con il dato regionale.
Tabella 2.38 - Dotazione posti letto nella provincia di Ferrara a confronto con le altre provincie della Regione
Provincia di riferimento territoriale
Posti letto per 1000 abitanti
PIACENZA
3,9
PARMA
5,0
REGGIO NELL'EMILIA
3,6
MODENA
3,7
BOLOGNA
4,9
FERRARA
4,2
RAVENNA
4,4
FORLÌ-CESENA
4,0
RIMINI
4,1
TOTALE
4,3
Fonte regionale
Nella provincia di Ferrara il numero di posti letto si è ridotto notevolmente nel triennio 2011-2013. La provincia
di Ferrara è in una situazione in cui i posti letto per 1000 abitanti per acuti e lungodegenti più riabilitazione sono
in calo.
Per quanto riguarda le Neuro-Riabilitazione, la dotazione di posti letto ordinari è superiore alla media e del tutto
in capo all’Azienda Ospedaliera per la presenza del Centro di Riabilitazione San Giorgio, il cui bacino d’utenza
di riferimento è a livello nazionale. Al contrario, risultano inferiori alla media regionale i posti letto dedicati a Recupero e Riabilitazione.
La riduzione dei posti letto è da attribuirsi principalmente alle strategie organizzative finalizzate all’allineamento
della dotazione ferrarese al target nazionale e regionale della Spending Review (3,7 per mille). I processi riorganizzativi sono stati introdotti attraverso linee strategiche di intesa e condivisione con l’Azienda USL attraverso lo
sviluppo delle reti cliniche.
61
Tabella 2.39 - Posti letto per presidio e disciplina nell’azienda territoriale e nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria
Anno 2013
DAY-HOSPITAL- DAY
SURGERY
ORDINARIO
TOTALE
008 - CARDIOLOGIA
1
11
12
009 - CHIRURGIA GENERALE
1
14
15
Ospedale
OSPEDALE CENTO
Disciplina
026 - MEDICINA GENERALE
5
55
60
036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
1
14
15
037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA
2
19
21
7
8
039 - PEDIATRIA
2
043 - UROLOGIA
1
049 - TERAPIA INTENSIVA
4
4
050 - UNITA' CORONARICA
4
4
28
28
17
156
173
11
11
2
40
42
036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
13
13
040 - PSICHIATRIA
15
15
27
27
056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE
4
060 - LUNGODEGENTI
TOTALE
009 - CHIRURGIA GENERALE
026 - MEDICINA GENERALE
OSPEDALE ARGENTA
056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE
OSPEDALE COPPARO
6
098 - DAY SURGERY
6
TOTALE
14
106
120
026 - MEDICINA GENERALE
8
13
21
13
13
TOTALE
8
26
34
026 - MEDICINA GENERALE
4
16
20
056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE
8
060 - LUNGODEGENTI
060 - LUNGODEGENTI
6
8
16
16
TOTALE
12
32
44
008 - CARDIOLOGIA
2
10
12
23
23
2
59
61
036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
21
21
037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA
18
18
8
10
009 - CHIRURGIA GENERALE
026 - MEDICINA GENERALE
039 - PEDIATRIA
OSPEDALE DEL DELTA
4
6
060 - LUNGODEGENTI
OSPEDALE
COMACCHIO
2
2
040 - PSICHIATRIA
15
15
043 - UROLOGIA
12
12
049 - TERAPIA INTENSIVA
4
4
050 - UNITA' CORONARICA
4
4
33
33
207
229
056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE
6
060 - LUNGODEGENTI
098 - DAY SURGERY
10
TOTALE
22
62
6
10
Ospedale
DAY-HOSPITAL- DAY
SURGERY
Disciplina
021 - GERIATRIA
OSP PRIVATO QUISISA- 026 - MEDICINA GENERALE
NA - FE
060 - LUNGODEGENTI
TOTALE
TOTALE
25
25
4
4
45
45
74
74
009 - CHIRURGIA GENERALE
14
14
026 - MEDICINA GENERALE
56
56
OSP PRIVATO SALUS - 049 - TERAPIA INTENSIVA
FE
060 - LUNGODEGENTI
3
3
30
30
098 - DAY SURGERY
14
TOTALE
14
103
117
08 - CARDIOLOGIA
1
19
20
009 - CHIRURGIA GENERALE
4
42
46
010 - CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE
1
4
5
14
011 - CHIRURGIA PEDIATRICA
4
8
12
012 - CHIRURGIA PLASTICA
1
4
5
014 - CHIRURGIA VASCOLARE
2
10
12
018 - EMATOLOGIA
4
16
20
019 - MALENDOCRINE/DIABETOLOG
4
8
12
30
30
16
19
021 - GERIATRIA
024 - MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI
3
026 - MEDICINA GENERALE
3
98
101
029 - NEFROLOGIA
1
16
17
030 - NEUROCHIRURGIA
1
16
17
032 - NEUROLOGIA
2
24
26
6
6
034 - OCULISTICA
ARCISPEDALE SANNA
(CONA)
ORDINARIO
036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
3
27
30
037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA
9
30
39
038 - OTORINOLARINGOIATRIA
5
21
26
039 - PEDIATRIA
6
20
26
043 - UROLOGIA
4
16
20
049 - TERAPIA INTENSIVA
16
16
050 - UNITA' CORONARICA
6
6
051 - ASTANTERIA
14
14
052 - DERMATOLOGIA
1
1
056 - RECUPERO E RIABILITAZIONE
5
30
35
058 - GASTROENTEROLOGIA
2
10
12
10
10
064 - ONCOLOGIA
10
20
30
068 - PNEUMOLOGIA
3
23
26
071 - REUMATOLOGIA
1
10
11
16
16
060 - LUNGODEGENTI
073 - TERAPIA INTENSIVA NEONAT
075 - NEURO-RIABILITAZIONE
5
40
45
TOTALE
85
626
711
Fonte regionale
63
Tabella 2.40 - Posti letto Ordinari per Dipartimento nella Azienda SAnna. Anno 2013
Dipartimenti
DH
ORDINARIO
CHIRURGIA GENERALE
2
14
CLINICA CHIRURGICA
2
14
CHIRURGIA URGENZA
0
14
CHIRURGIA PLASTICA
1
4
CHIRURGIA VASCOLARE
2
10
UROLOGIA
4
16
CHIR MAXILLO-FACCIALE
1
4
OCULISTICA
0
6
OTORINOLARINGOIATRIA
5
21
CARDIOLOGIA
1
19
ORTOPEDIA E TRAUMATOLO-GIA
3
27
ANESTESIA E RIANIM OSP
0
10
ANESTESIA E RIANIM UNIV
0
6
UNITA' CORONARICA
0
6
MED D'URGENZA
0
14
Chirurgico
Chirurgico Specialistico
Emergenza
FISIOPAT RESPIRAT
0
12
PNEUMOLOGIA
3
11
NEUROCHIRURGIA
1
16
NEUROLOGIA
1
18
CLINICA NEUROLOGICA
1
6
MEDICINA RIABILITATIVA
5
30
UGC
5
40
Neuroscienze/Riabilitazione
Accrescimento e Riproduzione
CHIRURGIA PEDIATRICA
4
8
OSTETRICIA
2
22
GINECOLOGIA
7
8
PEDIATRIA
6
20
NEONATOLOGIA E TIN
0
16
GERIATRIA
0
30
MALINFETTIVE
2
12
MALINFETTIVE UNIVERSITARIA
1
4
MEDINTOSPEDALIERA I - II
0
56
IST MEDINT+ CLINMEDICA
0
42
DH INTERNISTICO DIPMED
3
0
Medico
GASTROENTEROLOGIA
2
10
ORTOGERIATRIA
0
10
4
16
Medico Specialistico
EMATOLOGIA
DIABETOLOGIA E MALMETABOL
1
4
ENDOCRINOLOGIA
3
4
64
Dipartimenti
DH
ORDINARIO
1
16
NEFROLOGIA
DERMATOLOGIA
ONCOLOGIA CLINICA
REUMATOLOGIA
1
0
10
20
1
10
Fonte regionale
La Provincia di Ferrara ha il più basso PIL pro capite della regione e si caratterizza per un’elevata presenza di
strutture pubbliche ed un scarsa presenza del privato accreditato, che evidenzia anche una bassa partecipazione dell’imprenditoria locale alla creazione di posti letto, a differenza di quanto avviene nelle altre città, dove la
componente privata è molto rilevante.
La popolazione ferrarese presenta, inoltre, caratteristiche particolari rispetto alle altre province:
•
la percentuale di anziani risulta essere la più alta a livello regionale (gli ultrasessantacinquenni sono il 25,8%
del totale, gli ultrasettantacinquenni il 13,36%) e ciò è allineabile al relativamente elevato numero di posti
letto di Medicina Generale e Geriatria;
•
la provincia mostra il più alto Rapporto Standardizzato di Mortalità, che è il rapporto tra il numero di casi
di morte osservati e il numero di casi attesi; esprime l’eccesso (SMR>1) o il difetto (SMR<1) di mortalità
esistente tra la popolazione osservata e la popolazione presa come riferimento.
Nel corso del 2013 è progressivamente migliorata l’ottimizzazione dell’utilizzo dei posti letto. L’evidenza del miglioramento di questo livello di efficienza organizzativa è data dalla progressiva riduzione dell’indice di Turnover:
il tempo che intercorre tra una dimissione e l’occupazione successiva dello stesso letto è notevolmente diminuito
Tabella 2.41 - Indicatori di efficienza sui posti letto
TASSO DI
OCCUPAZIONE
INDICE DI ROTAZIONE
TURN OVER
2013
86,4
37,3
1,3
2012
78,3
34,5
2,3
2011
78,7
35,1
2,2
Attività Hub - attuazione del modello Hub & Spoke
Le strategie aziendali e le azioni 2013 hanno mantenuto il modello organizzativo hub & spoke riferito alle funzioni
che ricadono sotto la responsabilità dell’Azienda, e cioè:
•
malattie rare e centro di riferimento regionale per la patologia talassemica;
•
neuroscienze (neurologia e neurochirurgia);
•
riabilitazione dei pazienti con gravi cerebro lesioni (associata alla gestione di un registro regionale sul fenomeno);
•
terapia intensiva neonatale;
•
genetica medica, con particolare riguardo alla genetica molecolare e alla citogenetica;
•
emodinamica (in collaborazione con la AUSL).
Per quanto concerne i posti letto dal 2007 i dati sono pressoché costanti. La percentuale dei letti con funzione
HUB dell’Azienda è relativamente aumentata in relazione al calo dei posti letto complessivi rispetto agli anni
precedenti. Nel 2013 si è registrata una riduzione dei ricoveri per i pazienti provenienti da altre regioni ad evidenza di una flessione sul potere di attrazione, sul quale ha influito la riduzione della dotazione dei posti letto in
Neuro-riabilitazione.
Tabella 2.42 - Posti letto e ricoveri nelle funzioni Hub (valori in %).
2009
2010
2011
2012
2013
Letti hub ASA
12,80
12,80
12,80
14,77
14,63
Ricoveri RER
14,67
14,32
13,40
13,45
13,02
Ricoveri extra RER
19,87
19,80
19,82
20,14
17,75
Totale mobilità
34,54
34,12
33,22
33,59
30,77
Fonte aziendale
65
Attività Ospedaliera
Nel 2013 il contributo dell’Azienda al tasso di ospedalizzazione standardizzato per età, per i ricoveri ordinari,
si è attestato sul 47,1% aumentando sensibilmente rispetto al 2011, è invece lievemente diminuito per quanto
riguarda i DH medici ed è sostanzialmente stabile per i DH Chirurgici.
Tabella 2.43- Contributo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria al tasso di ospedalizzazione standardizzato provinciale – valori percentuali.
2011
2012
2013
- Ricoveri ordinari
46,9
44,0
47,1
- Day Hospital Medici
66,4
66,0
65,1
- Day Hospital Chirurgici
48,0
45,2
44,8
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
Il numero di dimissioni tende alla diminuzione complessiva. Il calo è essenzialmente legato alla progressiva
riduzione dei DH, all’insegna del miglioramento continuo delle misure di controllo sull’appropriatezza dei setting
assistenziali. Il numero delle dimissioni ordinarie invece è sensibilmente aumentato, a fronte di una lieve variazione del numero dei posti letto. Questo fenomeno è da interpretarsi come un esito di miglioramento sensibile
dei livelli di efficienza organizzativa all’interno delle Unità Operative. Tale risultato assume ancora più valore se
si associa all’aumento dell’efficienza il tendenziale incremento della complessità della casistica trattata a regime
di ricovero ordinario.
Tabella 2.44 - Numero di dimessi in regime ordinario e day-hospital.
Regime Ordinario
Day-Hospital
di cui in libera
professione
Totale dimessi
Totale dimessi
Totale
di cui in libera
professione
Totale dimessi
di cui in libera
professione
2013
23.839
86
9.048
31
32.887
117
2012
23.728
91
9.273
1
33.001
92
2011
26.840
88
10.845
30
37.685
118
2010
27.615
67
11.064
35
38.679
102
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
Nella diminuzione complessiva dei ricoveri, si registra un lieve incremento della componente chirurgica nel 2013
rispetto al 2012. I ricoveri in Libera professione sono totalmente di tipo chirurgico.
Tabella 2.45 - Numero di casi chirurgici sul totale ricoveri.
Tutti i DRG
Totale ricoveri
Ricoveri in libera
professione
DRG chirurgici
Totale ricoveri
Ricoveri in libera
professione
% casi chirurgici sul totale
Totale ricoveri
Ricoveri in libera
professione
2013
32.887
117
13.445
117
40,9%
100%
2012
33.001
92
13.362
91
40,5%
98,9%
2011
37.685
118
16.328
115
43,3%
97,5%
2010
38.679
102
15.984
102
41,3%
100%
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
La complessità dei ricoveri (il cui indice scelto è il peso medio DRG) è sensibilmente aumentata a fronte del calo
di dimissioni: tale comportamento è interpretabile come una tendenza alla gestione prioritaria delle situazioni di
maggior complessità clinica, organizzativa, assistenziale.
Tabella 2.46 - Peso medio DRG del ricovero.
Ordinario
Day Hospital
2011
1,27
0,89
2012
1,26
0,90
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
66
2013
1,29
0,92
Analizzando l’indice di case-mix di ciascuna disciplina si osserva che in ematologia è presente un indice di case
mix relativamente basso: va tenuto presente che l’ematologia gestisce una quota di attività non trascurabile a
regime di pronto soccorso. La complessità della casistica ricoverata viene misurata attraverso indicatori specifici
come il Peso medio DRG (PM) e l’Indice di case mix (ICM). Quest’ultimo mette a confronto la complessità della
casistica dell’Azienda, per disciplina esaminata, con la complessità delle altre aziende della Regione sempre per
la stessa disciplina. Si genera un rapporto che risulterà tanto maggiore di 1 quanto la complessità della casistica
(per una determinata disciplina) risulterà maggiore rispetto ad una media regionale. Nel 40% delle discipline tale
rapporto è => 1, ma nel 31% si mantiene molto vicino all’unità (0,9)
Tabella 2.47 – Dettaglio sul Peso Medio e Indice di Case mix per disciplina nel 2013
PM
ICM
008 - CARDIOLOGIA
1,7
1,19
009 - CHIRURGIA GENERALE
1,6
1,23
010 - CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE
1,21
0,89
011 - CHIRURGIA PEDIATRICA
0,69
0,82
012 - CHIRURGIA PLASTICA
1,16
0,92
014 - CHIRURGIA VASCOLARE
1,89
1,08
018 - EMATOLOGIA
3,82
0,84
019 - MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG.
1,02
0,96
021 - GERIATRIA
1,12
1,03
024 - MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI
1,37
0,94
026 - MEDICINA GENERALE
1,17
1,12
029 - NEFROLOGIA
1,42
1,08
030 - NEUROCHIRURGIA
2,18
0,99
032 - NEUROLOGIA
1,45
1,26
034 - OCULISTICA
0,7
0,89
036 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
1,59
1,19
037 - OSTETRICIA E GINECOLOGIA
0,59
0,92
038 - OTORINOLARINGOIATRIA
1,03
1,09
039 - PEDIATRIA
0,54
0,93
043 - UROLOGIA
1,1
1,05
049 - TERAPIA INTENSIVA
4,5
1,09
050 - UNITA' CORONARICA
1,78
1,08
051 - ASTANTERIA
0,88
0,9
058 - GASTROENTEROLOGIA
1,19
1,05
064 - ONCOLOGIA
1,51
1,1
068 - PNEUMOLOGIA
1,4
0,97
071 - REUMATOLOGIA
1,01
0,88
073 - TERAPIA INTENSIVA NEONAT.
2,09
1,08
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
La percentuale di ricoveri ordinari di peso superiore a 2,5 mantiene un trend incrementale: anche questo indicatore mette in evidenza la spiccata tendenza alla gestione di casistica di alta complessità, fenomeno che si
evidenzia maggiormente col calo di ricoveri avvenuto nel 2012.
Tabella 2.48 - Percentuale di casi ordinari di peso superiore a 2,5
Totale ricoveri ordinari
2013
2012
2011
23.839
23.728
26.840
Ricoveri ordinari di peso
> 2.5
1.590
1.513
1.655
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
67
% ricoveri di peso > 2.5 sul
totale
6,7%
6,4%
6,2%
La percentuale di DRG potenzialmente inappropriati di durata maggiore di un giorno oltre la soglia dell’ammissibilità è sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Il dato dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di
Ferrara è comunque inferiore rispetto a quello medio delle altre Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione
(16%).
Tabella 2.49 - DRG ad alto rischio di inappropriatezza
2013
2012
2011
Dimessi in regime ordinario
con durata della degenza > 1
giorno e con DRG potenzialmente inappropriato (*)
4.614
4.609
5.294
Totale dimessi
31.695
31.777
36.415
% casi attribuiti a DRG potenzialmente inappropriati su
totale dimessi
14,6
14,5
14,5
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
* Sono stati selezionati i casi di degenza ordinaria di più di un giorno attribuiti a DRG potenzialmente inappropriati (Patto per la Salute 2010-2012 – All. B)
Tempi di attesa pre-ricovero
Dall’analisi dei tempi di attesa pre-ricovero, relativi alle prestazioni (in regime ordinario e diurno), a carico del
SSN, oggetto di monitoraggio ai sensi della DGR 925/2011, si evince che i ricoveri per intervento chirurgico con
tempo di attesa mediano superiore a 30 giorni sono, in area oncologica, quelli inerenti tumore della prostata e
tumore della mammella. Rispetto all’anno 2012, emerge un miglioramento della performance nel corso del 2013
per il tumore del polmone, mentre è peggiorata quella relativa al tumore della mammella (mastectomia, in regime
ordinario).
Secondo la norma regionale, per le prestazioni relative al trattamento di patologie oncologiche il tempo massimo
di attesa non deve superare i 30 giorni, mentre per tutte le atre prestazioni il tempo massimo di attesa, espresso
attraverso la classe di priorità, deve essere garantito per il 90% dei pazienti.
Da un’analisi approfondita sono emersi gli elementi utili per una lettura complessiva dei dati di attività e in particolare del tempo di attesa per ricovero programmato per pazienti affetti da tumore della mammella. In numerosi
casi l’intervento è stato posticipato per la decisione clinica di sottoporre la paziente a trattamento chemioterapico,
che ha indotto un “apparente” aumento del tempo di attesa.
E’ presente, inoltre, per questa patologia una quota di pazienti con tempo di attesa pari a zero giorni: questo
fenomeno è legato alla non corretta gestione dell’accettazione del paziente chirurgico in reparto; nella seconda
metà del 2013 è stato infatti completamente informatizzato il percorso del paziente chirurgico, ma il processo di
informatizzazione richiede ancora un periodo supplementare di formazione degli operatori sanitari.
E’ inoltre stato recentemente definito il PDTA per il tumore della mammella: questo si rifletterà sul tempo di attesa
per questa patologia nel corso del 2014.
L’attesa dell’intervento per tumore del polmone mostra invece un trend positivo: l’implementazione a pieno regime del PDTA per questa patologia, ha comportato una corretta presa in carico dei pazienti e una migliore
gestione del tempo di attesa.
68
Tabella 2.50 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia/
intervento oggetto di monitoraggio secondo l’accordo Stato-Regioni – Anno 2013
Ricoveri
programati
0 gg
1-30
gg
1-60
gg
1-90
gg
1-120
gg
1-180
gg
>180
gg
Az.USL
396
301
1
24
99
99,3
99,7
100
100
0
Az.OSP
887
319
1
64
99,4
99,7
100
100
100
0
Totale
1.283
620
1
51,7
99,2
99,5
99,8
100
100
0
INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime
ordinario)
Az.OSP
50
36
19
28
77,8
97,2
100
100
100
0
AREA ONCOLOGICA
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON
RETTO (regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA
(regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA
- MASTECTOMIA (regime
ordinario)
ENDOARTERIECTOMIA
CAROTIDEA (regime
ordinario)
ANGIOPLASTICA (PTCA)
(regime ordinario)
Totale
50
36
19
28
77,8
97,2
100
100
100
0
Az.USL
27
25
10
7,4
88
100
100
100
100
0
Az.OSP
20
18
27
10
55,6
94,4
100
100
100
0
Totale
47
43
15
8,5
74,4
97,7
100
100
100
0
Az.USL
56
50
11
10,7
90
100
100
100
100
0
Privato
159
122
23
23,3
61,5
88,5
93,4
95,1
100
0
Az.OSP
215
172
20
20
69,8
91,9
95,3
96,5
100
0
Totale
182
151
17
17
72,8
90,7
94,7
98
100
0
Az.USL
24
23
41
4,2
30,4
65,2
82,6
95,7
100
0
Az.OSP
29
28
36
3,4
28,6
89,3
96,4
100
100
0
Totale
53
51
38
3,8
29,4
78,4
90,2
98
100
0
Az.USL
8
7
21
12,5
71,4
100
100
100
100
0
Az.OSP
83
77
48
7,2
26
62,3
88,3
94,8
97,4
2,6
Totale
91
84
44,5
7,7
29,8
65,5
89,3
95,2
97,6
2,4
Az.USL
25
24
34,5
4
37,5
75
95,8
100
100
0
Privato
48
48
25,5
0
58,3
85,4
93,8
97,9
100
0
Az.OSP
122
112
20
8,2
60,7
88,4
95,5
97,3
98,2
1,8
1,1
Totale
195
184
25,5
5,6
57,1
85,9
95,1
97,8
98,9
Az.USL
18
10
11
44,4
80
90
90
100
100
0
Az.OSP
171
156
7
8,8
92,9
98,1
98,7
100
100
0
Totale
189
166
7
12,2
92,2
97,6
98,2
100
100
0
Privato
13
13
32
0
46,2
100
100
100
100
0
Az.OSP
245
243
133
0,8
16,9
30
39,5
45,7
73,7
26,3
TONSILLECTOMIA (regime
NON
ordinario)
Totale
ONCOLOGICHE IN
Az.USL
ORDINARIO
Az.OSP
INTERVENTO PROTESI
D'ANCA (regime ordinario)
NON
ONCOLOGICHE IN
DH
Tempi di attesa (valori percentuali)*
Attesa
mediana
(gg)
CHEMIOTERAPIA (DH)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO
(regime ordinario)
AREA
CARDIOVASCOLARE
Ricoveri
programmati con
attesa>0gg
258
256
127,5
0,8
18,4
33,6
42,6
48,4
75
25
254
249
181
2
4
20,9
32,9
40,6
49,8
50,2
33
30
54
9,1
40
53,3
70
73,3
83,3
16,7
Totale
287
279
163
2,8
7,9
24,4
36,9
44,1
53,4
46,6
Az.USL
394
394
52
0
30,2
57,9
71,6
81,2
92,6
7,4
Privato
77
77
48
0
24,7
62,3
85,7
93,5
98,7
1,3
Az.OSP
148
144
91
2,7
19,4
39,6
50
56,3
75,7
24,3
Totale
619
615
55
0,6
27
54,1
68,3
76,9
89,4
10,6
Az.USL
25
25
65
0
24
44
68
84
92
8
Privato
6
6
47
0
16,7
83,3
100
100
100
0
EMORROIDECTOMIA
(DH)
Az.OSP
9
9
28
0
55,6
66,7
66,7
66,7
77,8
22,2
Totale
40
40
57,5
0
30
55
72,5
82,5
90
10
BIOPSIA PERCUTENEA
DEL FEGATO (DH)
Az.OSP
77
61
7
20,8
91,8
93,4
96,7
98,4
100
0
Totale
77
61
7
20,8
91,8
93,4
96,7
98,4
100
0
RIPARAZIONE ERNIA
INGUINALE (DH)
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
69
Tabella 2.51 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia/
intervento oggetto di monitoraggio secondo l’accordo Stato-Regioni – Anno 2012
Totale
ricoveri
Totale
ricoveri con
attesa>0gg
Az.USL
373
248
1
33,5
Az.OSP
885
358
2
59,5
CHEMIOTERAPIA (DH)
Totale
1.258
606
2
INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime
ordinario)
Az.OSP
55
33
Totale
55
Az.USL
Az.OSP
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO
(regime ordinario)
AREA ONCOLOGICA
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON
RETTO (regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA
(regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA
- MASTECTOMIA (regime
ordinario)
CORONAROGRAFIA (DH)
AREA
CARDIOVASCOLARE
ENDOARTERIECTOMIA
CAROTIDEA (regime
ordinario)
ANGIOPLASTICA (PTCA)
(regime ordinario)
RIPARAZIONE ERNIA
INGUINALE (DH)
NON
ONCOLOGICHE IN
DH
EMORROIDECTOMIA
(DH)
BIOPSIA PERCUTENEA
DEL FEGATO (DH)
1-60
gg
1-90
gg
1-120
gg
1-180
gg
>180
gg
98,8
99,2
99,2
99,2
99,2
0,8
99,4
99,7
100
100
100
0
51,8
99,2
99,5
99,7
99,7
99,7
0,3
33
40
48,5
84,8
97
100
100
0
33
33
40
48,5
84,8
97
100
100
0
24
24
15
0
83,3
91,7
95,8
95,8
95,8
4,2
18
18
27,5
0
55,6
83,3
94,4
100
100
0
0 gg
1-30
gg
Totale
42
42
21
0
71,4
88,1
95,2
97,6
97,6
2,4
Az.USL
64
56
14,5
12,5
80,4
98,2
100
100
100
0
Privato
1
1
13
0
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
117
94
17
19,7
68,1
86,2
91,5
96,8
100
0
Totale
182
151
17
17
72,8
90,7
94,7
98
100
0
Az.USL
47
47
46
0
6,4
66
91,5
100
100
0
Az.OSP
31
30
32,5
3,2
43,3
76,7
90
100
100
0
Totale
78
77
40
1,3
20,8
70,1
90,9
100
100
0
Az.USL
8
8
14
0
100
100
100
100
100
0
Privato
2
2
9
0
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
72
67
27
6,9
55,2
79,1
85,1
97
98,5
1,5
23
6,1
61
81,8
87
97,4
98,7
1,3
3,1
Totale
82
77
Az.USL
2
0
100
Totale
2
0
100
Az.USL
32
32
34,5
0
34,4
75
90,6
93,8
96,9
Privato
52
52
30
0
50
69,2
76,9
84,6
90,4
9,6
Az.OSP
124
117
16
5,6
66,7
83,8
92,3
95,7
98,3
1,7
Totale
208
201
24
3,4
57,2
78,6
88,1
92,5
96
4
Az.USL
40
34
14
15
70,6
85,3
91,2
94,1
97,1
2,9
Az.OSP
139
125
7
10,1
93,6
96,8
98,4
100
100
0
Totale
179
159
7
11,2
88,7
94,3
96,9
98,7
99,4
0,6
Privato
25
25
39
0
28
72
84
96
100
0
Az.OSP
197
197
95
0
12,7
29,4
47,7
65
85,8
14,2
222
222
87,5
0
14,4
34,2
51,8
68,5
87,4
12,6
51,7
TONSILLECTOMIA (regime
NON
ordinario)
Totale
ONCOLOGICHE IN
Az.USL
ORDINARIO
INTERVENTO PROTESI
D'ANCA (regime ordinario)
Tempi di attesa (valori percentuali)*
Attesa
mediana
(gg)
288
286
191
0,7
6,6
14,7
24,8
32,5
48,3
Az.OSP
41
41
43
0
31,7
68,3
80,5
92,7
97,6
2,4
Totale
329
327
161
0,6
9,8
21,4
31,8
40,1
54,4
45,6
Az.USL
345
344
41
0,3
35,2
70,9
88,1
94,5
97,4
2,6
Privato
61
61
55
0
31,1
55,7
73,8
88,5
95,1
4,9
Az.OSP
127
127
109
0
8,7
19,7
39,4
52,8
72,4
27,6
Totale
533
532
52,5
0,2
28,4
57
74,8
83,8
91,2
8,8
Az.USL
37
37
43
0
24,3
64,9
81,1
91,9
94,6
5,4
Privato
8
8
19,5
0
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
9
9
54
0
22,2
77,8
100
100
100
0
Totale
54
54
39
0
35,2
72,2
87
94,4
96,3
3,7
Az.USL
3
2
1
33,3
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
70
51
7
27,1
78,4
94,1
98
100
100
0
Totale
73
53
7
27,4
79,2
94,3
98,1
100
100
0
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
70
Tabella 2.52 - Tempi d’attesa pre ricovero: percentuale di casi ricoverati entro i tempi massimi per patologia –
Anno 2011
Totale
ricoveri
Totale
ricoveri con
attesa>0gg
Az.USL
359
260
1
27,6
99,6
Az.OSP
909
306
1
66,3
99,3
CHEMIOTERAPIA (DH)
Totale
1.268
566
1
55,4
INTERVENTO CHIRURGICO POLMONE (regime
ordinario)
Az.OSP
60
28
18,5
Totale
60
28
18,5
Az.USL
38
38
Az.OSP
28
Totale
66
Az.USL
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE UTERO
(regime ordinario)
AREA ONCOLOGICA
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE COLON
RETTO (regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE PROSTATA
(regime ordinario)
INTERVENTO CHIRURGICO TUMORE MAMMELLA
- MASTECTOMIA (regime
ordinario)
CORONAROGRAFIA (DH)
AREA
CARDIOVASCOLARE
ENDOARTERIECTOMIA
CAROTIDEA (regime
ordinario)
ANGIOPLASTICA (PTCA)
(regime ordinario)
1-90
gg
1-120
gg
1-180
gg
99,6
99,6
100
100
0
100
100
100
100
0
99,5
99,8
99,8
100
100
0
53,3
60,7
85,7
89,3
96,4
96,4
3,6
53,3
60,7
85,7
89,3
96,4
96,4
3,6
14
0
78,9
94,7
94,7
94,7
94,7
5,3
28
28,5
0
53,6
89,3
96,4
96,4
100
0
66
21
0
68,2
92,4
95,5
95,5
97
3
69
65
8
5,8
87,7
96,9
96,9
100
100
0
Az.OSP
148
120
16,5
18,9
80,8
96,7
98,3
99,2
100
0
Totale
217
185
14
14,7
83,2
96,8
97,8
99,5
100
0
Az.USL
45
45
50
0
20
68,9
95,6
100
100
0
Privato
5
5
14
0
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
54
52
31,5
3,7
46,2
76,9
94,2
98,1
100
0
RIPARAZIONE ERNIA
INGUINALE (DH)
NON
ONCOLOGICHE IN
DH
EMORROIDECTOMIA
(DH)
BIOPSIA PERCUTENEA
DEL FEGATO (DH)
0 gg
1-30
gg
1-60
gg
>180
gg
Totale
104
102
37
1,9
37,3
74,5
95,1
99
100
0
Az.USL
10
10
7,5
0
90
100
100
100
100
0
Az.OSP
104
98
35
5,8
37,8
83,7
95,9
99
100
0
Totale
114
108
33
5,3
42,6
85,2
96,3
99,1
100
0
Az.USL
18
10
13,5
44,4
90
90
100
100
100
0
Az.OSP
1
1
131
0
0
0
0
0
100
0
Totale
19
11
14
42,1
81,8
81,8
90,9
90,9
100
0
Az.USL
35
35
33
0
42,9
85,7
97,1
97,1
97,1
2,9
Privato
68
68
42
0
36,8
64,7
75
86,8
92,6
7,4
Az.OSP
154
143
28
7,1
53,1
69,2
87,4
91,6
98,6
1,4
Totale
257
246
34,5
4,3
47,2
70,3
85,4
91,1
96,7
3,3
Az.USL
50
28
15
44
53,6
78,6
82,1
85,7
92,9
7,1
Az.OSP
169
160
7
5,3
88,8
93,8
96,3
98,1
98,1
1,9
Totale
219
188
7
14,2
83,5
91,5
94,1
96,3
97,3
2,7
Az.USL
16
15
24
6,3
66,7
93,3
100
100
100
0
Privato
28
28
25,5
0
53,6
92,9
100
100
100
0
294
292
73
0,7
26
40,8
62,3
81,5
95,9
4,1
338
335
63
0,9
30,1
47,5
67,2
83,9
96,4
3,6
344
343
150
0,3
7
15,2
24,5
35
65
35
Az.OSP
54
50
57,5
7,4
26
56
88
98
100
0
Totale
398
393
139
1,3
9,4
20,4
32,6
43
69,5
30,5
Az.USL
399
396
32
0,8
46,7
81,1
91,2
96
97,7
2,3
Privato
73
72
31
1,4
48,6
79,2
90,3
98,6
100
0
Az.OSP
149
148
92
0,7
6,8
23,6
48
72,3
81,1
18,9
Az.USL
35
35
37
0
42,9
68,6
82,9
91,4
94,3
5,7
Privato
5
5
28
0
80
100
100
100
100
0
Az.OSP
33
30
55
9,1
36,7
53,3
76,7
96,7
100
0
Az.OSP
NON
TONSILLECTOMIA (regime
ONCOLOordinario)
Totale
GICHE IN
ORDINARIO
Az.USL
INTERVENTO PROTESI
D'ANCA (regime ordinario)
Tempi di attesa (valori percentuali)*
Attesa
mediana
(gg)
Totale
73
70
37,5
4,1
42,9
64,3
81,4
94,3
97,1
2,9
Az.USL
7
1
3
85,7
100
100
100
100
100
0
Az.OSP
57
51
14
10,5
68,6
88,2
92,2
94,1
100
0
Totale
64
52
13,5
18,8
69,2
88,5
92,3
94,2
100
0
Fonte Banca dati SDO, Regione Emilia-Romagna
71
Pronto Soccorso
A fronte di un incremento degli accessi, l’attività di Pronto soccorso ha tendenzialmente migliorato in percentuale
la performance dell’appropriatezza nella decisione del ricovero del paziente. Infatti la percentuale dei ricoverati
sul totale degli accessi è ulteriormente diminuita rispetto agli anni precedenti.
Tabella 2.53 - Andamento dei ricoveri e degli accessi
Ricoverati
Non ricoverati
Deceduti
Totale accessi
% ricoveri sul totale accessi
2011
2012
2013
13.831
65.433
65
79.329
17,4%
12.661
62.324
93
75.078
16,9%
12.991
64.968
66
78.025
16,7%
Fonte regionale
Figura 2.7 – Accessi in PS Gennaio-Dicembre 2012-2013
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
2012
2013
40.000
30.000
20.000
10.000
0
Totale accessi
Ricoverati
Non ricoverati
Rispetto al complesso del sistema provinciale, la quota di assistenza erogata a regime di Pronto Soccorso si
sposta significativamente verso l’Azienda Ospedaliero Universitaria, rispetto all’Azienda USL. Questo fenomeno
è da ritenersi collegato alla rimodulazione dei posti letto e delle funzioni di Pronto Soccorso dell’intero sistema
provinciale, verificatosi nel corso del 2013.
Tabella 2.54 – Accessi al PS a livello provinciale – contributo dell’Azienda
2011
2012
2013
Accessi AUSL
90.104
84.543
74.037
Accessi AOSP
79.329
75.078
78.025
Totale
169.433
159.621
152.062
% Accessi AOSP/Totale
46,82%
47,03%
51,31%
Fonte regionale
Nel 2013 si è leggermente ridotta in percentuale l’attività relativa alla Osservazione Breve Intensiva (OBI), anche
se il numero assoluto è aumentato. Tale tendenza è avvenuta a fronte dell’incremento assoluto del numero degli
accessi, ad evidenza di performance positiva sulle scelte del setting assistenziale più appropriato anche nelle
condizioni di urgenza.
Tabella 2.55 – Attività in OBI
Anno 2012
Anno 2013
N. di pazienti inseriti in OBI nell’anno
3.913
3.979
Pazienti in Obi sul totale accessi in PS
5,2%
5,1%
3-8%
60,54%
>60%
Pazienti dimessi dopo l’OBI sul totale dei pazienti in OBI 65,90%
Fonte aziendale
72
Standard
Piano Sangue Regionale
Nel 2013 è proseguita l’attività di monitoraggio del corretto impiego di sangue ed emocomponenti presso l’Azienda ed in tutti i restanti ospedali del territorio provinciale.
L’attività di raccolta sangue nel 2013 si è rivelata in calo in tutta la regione. Anche il consumo di beni presenta
un trend in riduzione.
La tavola 2.58, mostra una descrizione sulle attività svolte, risultati raggiunti e stato dell’arte sulla tematica del
piano sangue regionale.
Tabella 2.56 - Confronto attività di raccolta sangue 2013-2012
Programma speciale sangue
Raccolta 2013
Raccolta 2012
Differenze %
2013-2012
Piacenza
13.924
15.372
-9,4
Parma
28.208
29.762
-5,2
Reggio Emilia
20.198
22.744
-11,2
Modena
35.368
35.574
-0,6
0
0
Bologna S.Orsola
10.993
12.214
-10,0
Bologna AUSL (*)
46.043
49.570
-7,1
Ferrara
21.794
22.368
-2,6
Forli
8.764
9.165
-4,4
Cesena
9.873
10.492
-5,9
Rimini
15.094
16.020
-5,8
Ravenna
Pievesestina
24.198
0
26.544
0
-8,8
TOTALE
234.457
249.825
-6,2
Bologna IOR
Fonte: CRS (Centro Regionale Sangue) (*) Comprende: Osp. Maggiore/Bellaria, Imola
Tabella 2.57 – Confronto consumi di unità di globuli rossi 2013-2012
Programma speciale sangue
Consumi 2013
Consumi 2012
Differenze %
2013-2012
Piacenza
Parma
Reggio Emilia
Modena
Bologna IOR
Bologna S.Orsola
Bologna AUSL (*)
12.528
26.704
19.756
34.035
5.741
28.557
29.837
13.583
27.400
21.425
32.568
5.911
29.119
33.017
-7,8
-2,5
-7,8
4,5
-2,9
-1,9
-9,6
Emoteca CRS (**)
410
1.086
-62,2
Ferrara
23.088
23.035
0,2
Forli
7.147
7.787
-8,2
Cesena
7.035
7.713
-8,8
Rimini
14.975
14.614
2,5
Ravenna
Pievesestina
22.895
1.821
26.806
2.010
-14,6
-9,4
TOTALE
234.529
246.074
-4,7
(*)Comprende: Osp. Maggiore/Bellaria, Imola (**) Unità presenti presso CRS destinate alla compensazione
73
Tabella 2.58 - Obiettivi piano sangue e plasma regionale 2013-15: relazione Anno 2013
OBIETTIVO
STATO
IL VOLONTARIATO
La Convenzione è presente e periodicamente rinnovata ogni 3 anni. La prossima
Le attività di volontariato sono regolate da apposita convenzione tra le Aziende scadenza sarà alla fine del 2014.
sanitarie, sedi di Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale,
e le Associazioni e Federazioni di donatori sulla base dello schema tipo
di convenzione regionale che è stato prorogato con delibera di Giunta
Regionale n. 978 del 16 luglio 2012.
LA STRUTTURA DELLA RETE TRASFUSIONALE REGIONALE
•
Consulta Tecnica Permanente per il sistema trasfusionale regionale
•
Comitato di Programma Sangue e Plasma di Area Vasta (CPSP di AV)
•
Comitati Ospedalieri per il Buon Uso del Sangue
Rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara partecipano regolarmente ai lavori della Consulta Tecnica e del CPSP di Area Vasta.
Il Comitato Ospedaliero per il Buon Uso del Sangue è costituito e funzionante da
diversi decenni ma la sua composizione deve essere aggiornata alle disposizioni
del nuovo Piano Sangue.
ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA TRASFUSIONALE REGIONALE IN AREE
VASTE
I Poli Trasfusionali di Lavorazione e Qualificazione Biologica di Area Vasta
sono individuati presso le seguenti strutture:
•
per l’AVEC il SIMT dell’AUSL di Bologna, cui afferiscono gli emocomponenti raccolti dai SIMT delle Aziende USL di Bologna, di Imola,
di Ferrara e di Modena e delle Aziende Ospedaliere che insistono nel
territorio;
La concentrazione dell’attività di qualificazione biologica è già pienamente attuata
dal 1/1/2009.
Rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara partecipano regolarmente ai lavori della Commissione e delle sue ramificazioni che stanno pianificando l’avvio del Polo Trasfusionale di Lavorazione e Qualificazione Biologica
di Area Vasta.
CENTRI PER LA CURA DELLE TALASSEMIE E DELLE EMOGLOBINOPATIE
Il primo piano triennale relativo agli anni 2012-2014 è stato approvato con delibera di Giunta n. 1127 del 2012.
È obiettivo del presente Piano creare le necessarie sintonie, dal punto di vista
tecnico e professionale, con la programmazione specifica di settore.
Nell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara esiste il centro hub regionale per
le emoglobinopatie (DH talassemici), che assolve il ruolo di guida e coordinamento
per questi aspetti, ed un centro spoke per l’emofilia e le malattie emorragiche (Fisiopatologia della Coagulazione).
CENTRI EMOFILIA E CURA MALATTIE EMORRAGICHE
Nell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara esiste un centro spoke per l’emofilia e le malattie emorragiche (Fisiopatologia della Coagulazione).
ACCREDITAMENTO E SISTEMA QUALITÀ
Il sistema trasfusionale regionale è impegnato nel perseguimento degli importanti obiettivi di qualità e sicurezza, con scadenze indicate dalla normativa
nazionale ed europea e successive modifiche (31 dicembre 2014).
Nel 2013 è stato preparato il percorso di accreditamento del Servizio trasfusionale,
anche con visite ispettive interne, che è sfociato nella visita ispettiva regionale del
febbraio 2014. Il completamento del percorso (per quanto concerne gli aspetti innovativi della convalida dei processi) è previsto entro i tempi dettati dalla normativa
(31/12/2014).
Fonte aziendale
Attività trapiantologica
Procurement
Nel 2013, come rilevato dai dati regionali, anche a livello locale si è avuta una riduzione dei ricoveri e dei decessi
per patologia cerebrale. Nel corso dell’anno, infatti, nella Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Azienda vi sono
stati 16 decessi con patologia cranica, di cui 14 presentavano i segni clinici di morte encefalica. Un paziente è
deceduto prima dell’avvio della CAM; per 13 dei rimanenti si è avviata la procedura di accertamento ed è stata
effettuata la richiesta di donazione.
Si è avuta una sola opposizione e i donatori effettivi sono stati 11, quelli utilizzati 10. Il numero complessivo di
organi prelevati è stato di 25. Rimane insoddisfacente in Azienda il prelievo multi tessuto e di cornee a cuore
fermo, è invece lievemente incrementato quello dei tessuti da donazioni multi organo. Nel 2013 è stato effettuato
l’accreditamento istituzionale del Dipartimento di Emergenza della nuova struttura ospedaliera di Cona in cui
sono state unificate le procedure riguardanti il percorso di individuazione, accertamento e donazione dei 2 reparti intensivi dell’Azienda, sono stati organizzati dei corsi di aggiornamento interno rivolti al personale medico
e infermieristico della Terapia Intensiva. È stata elaborata una proposta di collaborazione interaziendale con
l’Azienda territoriale, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà nell’istituzione del Collegio Medico per l’accertamento di morte cerebrale. L’Ufficio di Coordinamento non è stato ancora attivato, per cui non è stato possibile
l’avvio della segnalazione e dell’attività di prelievo dei potenziali donatori a cuore fermo al di fuori delle terapie
intensive. E’ stata però attivata una borsa di studio per uno psicologo di supporto ai familiari nella comunicazione
del lutto e nella scelta di donazione e dedicato anche agli operatori dei reparti coinvolti nel processo per aiutarli
ad esprimere gli stati emotivi esperiti.
Per il dettaglio di quanto sopra descritto si rimanda alle tabelle successive, desunte dalla relazione elaborata
dal Centro di Riferimento Trapianti della Regione Emilia Romagna, al quale partecipa, in qualità di coordinatore
locale, referente per l’Arcispedale Sant’Anna, la Dott.ssa Maurizia Marchi.
74
Tabella 2.59 - Organi procurati nelle Rianimazioni dell’Emilia-Romagna nel 2013
Fonte: CRT Emilia Romanga
Tabella 2.60 - Situazione al S. Anna di donazioni di organi nel biennio 2012-2013
CUORE
FEGATO
RENE
POLMONE
TOTALE ORGANI AZIENDA
TOTALE ORGANI REGIONE
ANNO 2012
ANNO 2013
Prelevati
1
2
Trapiantati
1
2
Prelevati
9
11
Trapiantati
9
10
Prelevati
12
10
Trapiantati
12
9
Prelevati
2
2
Trapiantati
2
2
Prelevati
24
25
Trapiantati
24
23
Prelevati
315
304
Trapiantati
283
277
Fonte: Elaborazione aziendale su dati CRT Emilia Romagna
75
Tabella 2.61 - Situazione al S. Anna di donazioni di tessuti nel biennio 2012-2013
CORNEE AZIENDA
TOTALE CORNEE REGIONE
VASI AZIENDA
TOTALE VASI REGIONE
CUTE AZIENDA
TOTALE CUTE REGIONE
ADIPE AZIENDA
TOTALE ADIPE REGIONE
OSSO-TENDINI AZIENDA
TOTALE OSSO-TENDINI REGIONE
Donatori
ANNO 2012
ANNO 2013
5
7
Tessuti
10
14
Donatori
587
518
1.169
1.031
Donatori
Tessuti
1
2
Tessuti
9
14
Donatori
22
26
Tessuti
138
137
3
4
9.662
12.367
63
72
213.058
192.145
Donatori
Tessuti (cm²)
Donatori
Tessuti (cm²)
Donatori
2
Tessuto adiposo
2
Donatori
14
Tessuto adiposo
14
Donatori
15
14
Tessuti
45
64
Donatori
942
839
1.766
1.614
Tessuti
Fonte: Elaborazione aziendale su dati CRT Emilia Romagna
Monitoraggio dell’accordo di fornitura
La produzione dell’Azienda sul versante dei ricoveri per il 2013 si è caratterizzata da un aumento dei ricoveri
ordinari (e dei relativi importi) e da una diminuzione dei ricoveri in DH. L’Azienda ha aumentato i ricoveri nelle
fasce di importo medio alto (indice di alta complessità), tra i quali si concentrano discipline come la Riabilitazione, la Cardiologia, l’Onco-Ematologia, la Neurochirurgia e la Terapia Intensiva Neonatale. Inoltre è stato dato
un ulteriore contributo al miglioramento dell’appropriatezza erogativa: la percentuale di DRG inappropriati con
durata maggiore di un giorno hanno una percentuale sensibilmente inferiore a quella regionale (14,6% vs 16.7
% rispett.), sono diminuiti i ricoveri ripetuti e, a fronte dell’incremento di dimissioni, si sono mantenuti costanti i
medici di un giorno. Si è ulteriormente sviluppata l’attività di Osservazione Breve Intensiva.
Il confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie regionali per le diverse tipologie di ricoveri potenzialmente inappropriati ha evidenziato anche per il 2013 un adeguato posizionamento dell’Azienda rispetto alla
media complessiva.
La spesa per farmaci in Fascia H è stata riconosciuta dall’Azienda committente come adeguata e appropriata.
Il monitoraggio della produzione provinciale e della spesa per farmaci rimborsabili dal committente sono stati
effettuati mediante l’utilizzo di report di sintesi e di dettaglio pubblicati rispettivamente a cadenza mensile e trimestrale sulle pagine intranet aziendali, o attraverso comunicazioni dirette ai Direttori di Dipartimento.
L’azienda ha fortemente contribuito alla riduzione del tasso di ospedalizzazione provinciale che alla fine del 2013
ha presentato un valore praticamente in linea con la media regionale. Contribuiscono ad elevare il dato i ricoveri
chirurgici, mentre i ricoveri medici hanno un tasso inferiore a quello regionale. Questa differenza enfatizza lo
sforzo organizzativo aziendale di privilegiare la complessità della casistica, seguita da un setting appropriato,
sostenendo la spinta verso la conversione a setting alternativi (DSA e OBI) per ricoveri (in particolare medici) di
minore complessità.
76
Tabella 2.62 - Tasso di Ospedalizzazione standardizzato per età *1000 abitanti, confronto con la Regione. Anno
2012
Pubblico RER
Az. USL di
residenza
DRG
CHIRURGICO
Mobilità passiva extraregionale
Privato RER
TOTALE
DRG
MEDICO
TOTALE
DRG
CHIRURGICO
DRG
MEDICO
TOTALE
DRG
CHIRURGICO
DRG
MEDICO
TOTALE
DRG
CHIRURGICO
DRG
MEDICO
TOTALE
PIACENZA
47,7
77,7
125,3
5,3
10,4
15,7
13,9
11,9
25,8
66,9
100,0
166,9
PARMA
REGGIO
EMILIA
49,8
71,6
121,3
17,5
12,5
30,0
5,9
5,2
11,0
73,1
89,3
162,4
52,9
75,4
128,3
10,8
3,0
13,9
5,1
4,0
9,1
68,9
82,4
151,3
MODENA
56,1
73,0
129,2
5,7
5,6
11,3
4,9
3,9
8,8
66,8
82,5
149,3
BOLOGNA
50,4
76,2
126,6
11,7
11,5
23,2
3,0
3,1
6,0
65,1
90,8
155,8
IMOLA
55,6
78,0
133,5
9,4
2,8
12,2
2,8
2,4
5,2
67,8
83,1
150,9
FERRARA
54,8
69,5
124,4
5,8
9,5
15,2
10,6
6,1
16,7
71,2
85,1
156,3
RAVENNA
52,8
73,7
126,5
15,8
7,6
23,4
2,6
2,6
5,2
71,1
83,9
155,1
FORLÌ
45,5
59,4
104,9
18,5
16,4
34,9
2,4
2,5
4,9
66,4
78,3
144,7
CESENA
47,6
58,4
106,0
17,0
23,2
40,2
3,3
2,8
6,1
67,9
84,4
152,3
RIMINI
48,0
73,8
121,8
10,3
6,7
17,1
5,1
4,0
9,1
63,5
84,5
148,0
TOTALE
51,5
72,7
124,3
11,0
9,4
20,4
5,3
4,3
9,6
67,9
86,4
154,2
Fonte regionale
Tabella 2.63 - Percentuali di inappropriatezza a confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie della
Regione per il Ricovero ordinario (escluso Nido e Riabilitazione). Anno 2013
Azienda di
ricovero
A) Ric. ord.
1 g. medici programmati
C) altri ric.
ord. medici
B) Ric. ord.
1 g. medici urgenti
D) altri ric. ord
DRG chir.
Totale
N.
dim.
%
dim.
N.
dim.
%
dim.
N.
dim.
%
dim.
N.
dim.
%
dim.
N. dim.
%
dim.
AOSPU PARMA
617
1,7
992
2,7
18.083
49,9
16.542 45,7
36.234
100,0
AOSP REGGIO
EMILIA
384
1,4
359
1,3
15.963
57,9
10.878 39,4
27.584
100,0
AOSPU MODENA
403
1,5
431
1,6
13.568
50,1
12.697 46,9
27.099
100,0
AOSPU BOLOGNA
1.309
2,6
1.086
2,1
27.626
54,1
21.001 41,2
51.022
100,0
AOSPU FERRARA
199
0,9
302
1,4
11.987
54,4
9.547
22.035
100,0
TOTALE AZ.
OSP. RER
2.912
1,8
3.170
1,9
87.227
53,2
70.665 43,1
163.974
100,0
Fonte regionale
77
43,3
Tabella 2.64 - Percentuali di Inappropriatezza a confronto con le altre Aziende Ospedaliero Universitarie della
Regione per il Ricovero diurno (DH) (esclusa Riabilitazione). Anno 2013
Azienda di
ricovero
A) DH medici < 4
accessi
B) altri DH medici
C) DH tipo DRG
chir.
Totale
N. dim.
% dim.
N. dim.
% dim.
N. dim.
% dim.
N. dim.
% dim.
AOSPU PARMA
1.477
14,6
4.691
46,4
3.948
39,0
10.116
100,0
AOSP REGGIO
EMILIA
1.221
9,2
5.715
42,9
6.378
47,9
13.314
100,0
AOSPU MODENA
1.234
12,7
3.916
40,5
4.531
46,8
9.681
100,0
AOSPU BOLOGNA
1.129
8,0
8.262
58,5
4.729
33,5
14.120
100,0
AOSPU FERRARA
673
8,4
3.742
46,5
3.632
45,1
8.047
100,0
TOTALE AZ. OSP.
RER
5.734
10,4
26.326
47,6
23.218
42,0
55.278
100,0
Fonte regionale
Tabella 2.65 - Andamento dei ricoveri classificati per regime e per residenza. Anni 2012-2013 – Tariffe 2013
ZONA - REGIME DI RICOVERO
AUSL 109-FE
R.E.R. EXTRA USL 109-FE
EXTRA REG.
ESTERO
TOTALE
N. DIM.
ANNO
2012
N. DIM.
ANNO
2013
DIFF. N. IMPORTI ANNO IMPORTI ANNO
DIM.
2012
2013
DIFF. IMPORTI
Ordinario
20.048
20.466
418
82.544.114
86.459.025
Day Hospital
7.004
7.029
25
12.212.269
12.341.155
128.886
TOTALE
27.052
27.495
443
94.756.383
98.800.180
4.043.797
562.491
3.914.911
Ordinario
1.176
1.166
-10
5.793.580
6.356.071
Day Hospital
692
633
-59
1.019.885
971.184
-48.701
TOTALE
1.868
1.799
-69
6.813.465
7.327.254
513.790
Ordinario
2.255
1.990
-265
13.018.449
11.536.880
-1.481.569
Day Hospital
1.501
1.331
-170
2.418.715
2.205.819
-212.896
TOTALE
3.756
3.321
-435
15.437.164
13.742.699
-1.694.466
Ordinario
249
217
-32
1.032.001
902.007
-129.994
Day Hospital
76
55
-21
106.692
89.577
-17.115
TOTALE
325
272
-53
1.138.693
991.584
-147.108
2.865.839
Ordinario
23.728
23.839
111
102.388.144
105.253.983
Day Hospital
9.273
9.048
-225
15.757.561
15.607.735
-149.826
TOTALE
33.001
32.887
-114
118.145.705
120.861.718
2.716.013
Fonte aziendale
Per analizzare non solo il volume della casistica dei ricoverati ma anche la complessità, si può utilizzare il valore
dell’importo mediano per ricovero. Tale parametro permette di confrontare in modo più omogeneo realtà differenti
presenti nelle varie Aziende Ospedaliero Universitarie della RER. L’andamento durante gli anni 2012 e 2013
mostra come il valore della nostra Azienda sia sempre sensibilmente superiore a quello della mediana delle altre
aziende ospedaliere della regione. Il dato si è mantenuto superiore anche nel 2013 indipendentemente dalle
variazioni degli importi legate all’aggiornamento delle tariffe dei ricoveri.
78
Figura 2.8 - Andamento dell’importo mediano per ricovero. Anni 2012-2013
Fonte aziendale
Se poi ci si concentra sui soli ricoveri ordinari (esclusi ricoveri a tariffa forfettaria, gli outliers, la riabilitazione
e le protesi a rimborso) e si distinguono i ricoveri in base alla complessità ed alla potenziale inappropriatezza
dei DRG prodotti, effettuando il confronto tra gli ultimi due anni a parità di tariffa (tabella seguente), si osserva un tendenziale incremento di attività sul quale pesa in misura determinante il contributo della quota di alta
complessità che si distingue dalle altre tipologie poiché col minor incremento di casi ha determinato il maggior
incremento dei relativi importi. L’aumento dei livelli della complessità della casistica indica l’utilizzo appropriato
delle risorse ospedaliere nella gestione dei ricoveri in fase acuta.
Tabella 2.66 - Andamento delle dimissioni da ricovero ordinario e dei relativi importi
N. DIM.
ANNO
2012
N. DIM.
ANNO
2013
DIFF.
N.
IMPORTI
IMPORTI
DIM. ANNO 2012 ANNO 2013
AUSL 109-FE
alta complessità
intermedi
potenzialmente inappropriato
TOTALE
3.106
8.919
1.918
13.943
3.184
9.347
2.053
14.584
78
428
135
641
26.965.146
27.936.109
3.878.494
58.779.748
29.228.124
29.463.383
4.231.908
62.923.415
2.262.978
1.527.274
353.415
4.143.667
R.E.R. EXTRA
USL 109-FE
alta complessità
intermedi
potenzialmente inappropriato
TOTALE
198
524
72
794
182
498
81
761
-16
-26
9
-33
1.704.851
1.341.996
121.886
3.168.733
1.792.819
1.337.677
142.608
3.273.104
87.969
-4.320
20.722
104.371
ESTERO
alta complessità
intermedi
potenzialmente inappropriato
TOTALE
22
125
13
160
31
94
14
139
9
-31
1
-21
239.546
390.268
18.603
648.417
305.253
273.478
21.309
600.040
65.707
-116.790
2.705
-48.378
TOTALE
alta complessità
intermedi
potenzialmente inappropriato
TOTALE
3.326
9.568
2.003
14.897
3.397
9.939
2.148
15.484
71
371
145
587
28.909.543
29.668.373
4.018.983
62.596.899
31.326.197
31.074.538
4.395.825
66.796.560
2.416.654
1.406.165
376.842
4.199.661
ZONA - CLASSIFICAZIONE DRG
Fonte aziendale
79
DIFF.
IMPORTI
Infine, sul versante della Specialistica Ambulatoriale provinciale sia i valori che i volumi di attività descrivono un
sostanziale buon andamento dell’attività erogata rispetto al 2012, anche se si è registrata una lieve flessione (6%
sui volumi e 1,4% sugli importi).
Tabella 2.67 - Volumi e Valori della Specialistica Ambulatoriale provinciale
Disciplina erogante
N. di prestazioni
erogate 2012
N. di prestazioni
erogate 2013
Importo 2012
€
Importo 2013
€
ANATOMIA ED ISTO. PATOL.
8.125
9.501
290.990
339.648
ANGIOLOGIA
2.023
1.908
88.810
83.761
CARDIOLOGIA
21.243
21.789
572.928
584.687
106.262
CHIRURGIA GENERALE
6.891
7.689
96.451
CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE
941
1.114
19.104
22.003
CHIRURGIA PEDIATRICA
2.880
2.880
56.012
52.631
CHIRURGIA PLASTICA
3.342
2.657
54.666
42.216
CHIRURGIA TORACICA
76
1
1.221
23
CHIRURGIA VASCOLARE
4.219
4.501
155.336
146.851
EMATOLOGIA
200.541
178.197
1.847.603
1.557.017
MAL.ENDOCRINE/DIABETOLOG.
23.353
24.718
1.213.939
1.171.148
GERIATRIA
3.313
3.776
47.901
57.747
MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI
4.017
4.285
62.699
65.328
MEDICINA GENERALE
13.034
12.126
308.695
287.091
NEFROLOGIA
54.440
50.751
4.904.303
4.371.632
NEUROCHIRURGIA
1.957
2.321
98.149
151.864
NEUROLOGIA
20.412
23.301
335.122
369.481
OCULISTICA
43.747
45.452
2.426.829
2.505.669
ODONTOIATRIA E STOMATOL.
3.718
3.165
143.854
124.907
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
9.077
8.528
202.371
180.227
OSTETRICIA E GINECOLOGIA
12.426
12.986
304.009
313.290
OTORINOLARINGOIATRIA
21.389
22.652
371.190
408.669
PEDIATRIA
4.968
5.093
97.750
106.586
UROLOGIA
5.814
6.206
113.333
117.703
DERMATOLOGIA
12.883
9.514
257.274
195.634
RECUPERO E RIABILITAZIONE
37.016
33.286
384.223
321.426
GASTROENTEROLOGIA
5.596
7.389
312.785
429.229
MEDICINA NUCLEARE
4.590
4.547
981.644
987.174
NEONATOLOGIA
1.341
860
40.686
27.298
ONCOLOGIA
15.210
13.405
214.657
208.280
PNEUMOLOGIA
11.651
12.281
308.259
331.338
RADIOLOGIA
73.752
78.421
4.253.326
4.663.202
RADIOTERAPIA
940
999
291.600
320.644
REUMATOLOGIA
8.653
10.101
221.949
262.588
NEFROLOGIA PEDIATRICA
128
316
2.079
4.553
ANESTESIA
263
223
6.143
5.206
LAB.ANALISI CHIMICO CLINICHE
CENTRO TRASFUSIONALE E IMMUNOE.*
1.433.034
1.344.537
6.619.725
6.391.968
559
4.692
NEURORADIOLOGIA *
38
76
1.271
2.542
GENETICA MEDICA
7.769
5.389
642.368
693.048
DIETETICA/DIETOLOGIA
46.726
41.447
446.210
400.058
TOTALE COMPLESSIVO
2.131.536
2.018.947
28.797.464
28.415.322
Fonte aziendale * Si tratta di discipline quasi interamente registrate all’interno rispettivamente di Laboratorio Analisi e Radiologia
80
La tavola seguente mette in evidenza, oltre all’incremento dell’attività ambulatoriale complessiva (e dei relativi
importi) rispetto al 2012, il contributo della quota relativa alla mobilità cioè all’ attività erogata per utenza fuori
provincia e fuori regione. Nonostante il periodo di transizione organizzativa del cambiamento della sede e dei
periodi immediatamente successivi, il potere di attrazione ambulatoriale sta mantenendo buoni livelli.
Tabella 2.68 - Produzione ambulatoriale aziendale SSN distinta per residenza dell’utenza.
2013
Tipologia utente
IMPORTO
N
2012
Importo
medio
IMPORTO
N
2011
Importo
medio
IMPORTO
N
Importo
medio
Provincia
34.642.031
2.610.155
13,27
32.912.240
2.579.141
12,76
33.121.204
2.637.994
12,6
Mobilità
5.770.949
169.820
105,75
5.628.839
182.791
30,79
5.951.930
202.325
29,5
Stranieri
231.586
15.664
14,78
187.786
14.394
13,05
189.201
13.131
13,4
Totale
40.644.565
2.795.639
14,54
38.728.866
2.776.326
13,95
39.262.334
2.853.450
13,8
Fonte aziendale
2.3.4 Qualità dell’assistenza
In tema di public accountability, vale a dire di una rendicontazione aperta o almeno accessibile ai cittadini, il
Decreto Legislativo n.150 del 27 Ottobre 2009 dispone che tutte le pubbliche amministrazioni debbano annualmente valutare la performance organizzativa e professionale e rendicontarne gli esiti rendendoli accessibili
sul proprio sito istituzionale. Tra gli ambiti oggetto di misurazione, valutazione e rendicontazione viene indicata
anche la qualità dei servizi erogati.
La Direzione Aziendale ha proposto di introdurre nel Bilancio di Missione una sezione dedicata agli indicatori di
performance clinica monitorati in Azienda. Parallelamente, a livello regionale e nazionale è cresciuta l’attenzione
per la misurazione delle performance e della qualità dei Servizi sociali e sanitari pubblici, seppur con finalità
diverse: benchmarking, valutazione, rendicontazione.
L’Azienda ha quindi deciso di rendere pubblici, a partire dall’anno 2011, 6 indicatori aziendali (già condivisi con
un gruppo regionale ed applicabili a tutte le aziende) e 24 indicatori dipartimentali (3 per ognuno degli 8 DAI), tra
gli indicatori già esistenti e monitorati nel Database Aziendale degli Indicatori di performance clinica, uno relativo
all’efficacia clinica, uno sull’appropriatezza delle prestazioni ed uno in materia di sicurezza dei pazienti. La metodologia di costruzione e calcolo degli indicatori aziendali non è quella degli anni precedenti in quanto i dati sono
stati acquisiti dal Programma Nazionale Esiti (PNE) affidato all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Age.
Na.S.) dal Ministero della Salute. Il PNE costruisce gli indicatori di qualità dell’assistenza sulla base di protocolli
scientifici basati su dati di letteratura, con una chiara definizione dell’esito di salute (per esempio la mortalità) e
delle fonti informative utilizzate (Sistema Informativo Ospedaliero – SIO – che raccoglie le informazioni di tutti i
ricoveri ospedalieri registrati in Italia e Sistema Informativo Anagrafe Tributaria), con una periodicità annuale di
rilevamento dei dati.
Indicatori Aziendali
Proporzione di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore in pazienti
ultrasessantacinquenni
Proporzione di parti con taglio cesareo primario
Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica
Proporzione di STEMI (Infarto Miocardico con sopraslivellamento del tratto st) trattati con angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) entro 48 ore
Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per Infarto Miocardico Acuto (STEMI e Non STEMI)
Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per ictus ischemico
81
Indicatori Dipartimentali
DIPARTIMENTO
EFFICACIA
SICUREZZA
APPROPRIATEZZA
Medico
Completezza diagnostica
Prevenzione delle lesioni
da pressioni
N° accessi in DH
Medico Specialistico
Tasso di Pazienti in Dialisi
Tasso di infezioni nei
Agobiopsie tiroidee eco gui-
stabilizzati con Hb >11
pazienti che hanno
date non adeguate
gr%
posizionato CVC a lunga
permanenza
Chirurgico
Mortalità peri-operatoria in Stroke maggiore dopo
Chirurgia
intervento di TEA carotidea
Chirurgico Specialistico
Prevalenza dei pazienti con Emorragie postadenotonsil- Ricoveri per endooftalmite
parodontite o a elevato ri- lectomia che richiedono un acuta dopo intervento di caschio di parodontite con per- intervento di revisione
taratta
centuale di
sanguinamento al sondaggio < 30% entro 6 mesi dal
trattamento parodontale non
chirurgico
Riproduzione e
Accrescimento
% di gravidanze esitate in
aborto spontaneo
collegabili a diagnosi
strumentale invasiva
(amnio, villo, funicolo)
Mortalità del neonato con
peso alla nascita molto basso (VLBWI Very Low Birth
Weight Infant)
Percentuale di gravide e
neonati ad alto rischio
rispetto al totale dei nati
vivi assistiti al 3° livello
Emergenza
Mortalità dei pazienti
ricoverati in Unità
Coronarica con diagnosi
principale o secondaria di
infarto miocardico acuto
Sepsi in pazienti con
catetere venoso centrale
ricoverati in Terapia
Intensiva
Accuratezza della
fibrobroncoscopia
Neuroscienze /
Riabilitazione
Tasso di mortalità a 3 mesi in Infezioni chirurgiche
pazienti con stroke ischemico trattati con
trombolisi sistemica (rTPA)
entro 3 h dall’esordio
Dimissioni dalla UGC verso
strutture protette
Diagnostica per
Immagine e Medicina
di Laboratorio
Qualità diagnostica
intraoperatoria diagnosi
istologiche estemporanee
Valutazione di
appropriatezza e
completezza della richiesta
di prestazione diagnostica
medico nucleare
(scintigrafie)
Reazioni avverse a
trasfusione
Proporzione di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore in pazienti
ultrasessantacinquenni
Perché misurare questo fenomeno?
La frattura del collo del femore è un evento frequente tra la popolazione anziana ed è spesso causa di peggioramento della qualità di vita e/o di mortalità. Diversi studi hanno dimostrato che a lunghe attese per l’intervento
corrispondono un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, un aumento delle complicanze
legate all’intervento ed una minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più
recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24
ore dall’ingresso in ospedale [1-2]. Uno studio condotto in Italia pubblicato nel 2010, mette in evidenza come la
mortalità a 30 giorni per i pazienti con età superiore a 65 anni operati per frattura di femore sia due volte superiore nei pazienti operati dopo la seconda giornata di degenza rispetto ai pazienti operati entro 2 giorni [3]. Il tempo
82
di attesa per intervento per frattura di femore può essere considerato come uno dei principali indicatori della
qualità della gestione clinica e della presa in carico del paziente stesso. Unità Operative o strutture ospedaliere
che presentano tempi di attesa ridotti per interventi per frattura del collo del femore hanno, probabilmente, messo
in campo dei modelli di gestione efficaci, non solo nella fase di accesso e preoperatoria, ma anche nelle fasi
successive all’intervento (ad esempio riabilitativa), con possibili ricadute positive complessive sugli esiti clinici. La
percentuale di interventi per frattura del collo del femore eseguiti entro le 48 ore dal ricovero per pazienti con età
superiore a 65 anni viene monitorata, a livello internazionale, dall’Organisation for Economic Cooperation and
Development (OECD). Tale monitoraggio mostra che in Paesi come la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, tra il
2004 ed il 2005, il valore dell’indicatore è superiore o prossimo al 90%, mentre in Paesi come l’Italia e la Spagna
è inferiore al 40% [4]. A livello nazionale l’indicatore, senza la variabile relativa all’età, è tra quelli inseriti nel set
di indicatori di appropriatezza di cui all’allegato 2 del nuovo Patto per la Salute 2010-2012 del dicembre 2009 [5].
PrincipaIi riferimenti scientifici:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Acute management and immediate rehabilitation after hip fracture amongst people aged 65 years and over.
Welligton, NZ: New Zeland Guidelines Group, June 2003.
Management of hip fracture in older people. A national clinical guideline.Scottish Intercollegiate Guideline
Network. June 2009. Management of hip fracture in older people. A national clinical guideline. Scottish Intercollegiate Guideline Network. June 2009.
Carretta E, Bochicchio V, Rucci P, Fabbri G, Laus M, Fantini MP. Hip fracture: effectiveness of early surgery
to prevent 30-day mortality. Int Orthop. 2011. 35(3): 419-24.
Health Care Quality Indicator Project 2006 .OECD
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le PA di Trento e Bolzano. Allegato B del Patto
per la Salute 2010-2012. Provvedimento del 3 Dicembre 2009. Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2010.
National Services Scotland (NHS). Clinical decision making. Is the patient fit for theatre? A report from the
Scottish Hip Fracture Audit.NHS National Services Scotland/Crown Copyright 2008. Disponibile sul sito:
http://www.shfa.scot.nhs.uk
Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Rapporto Osservasalute 2011. Disponibile sul sito
www.osservasalute.it
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico entro 48 ore dall’ammissione in
pazienti ultrasessantacinquenni
- Denominatore
Numero di ricoveri per frattura del collo del femore con intervento chirurgico in pazienti ultrasessantacinquenni
- Standard
La letteratura non fornisce valori di riferimento univoci anche se la quasi totalità dei pazienti dovrebbe ricevere
l’intervento il prima possibile. La Scottish Hip Fracture Audit suggerisce
come ragionevole obiettivo di operare entro 1 giorno dall’ammissione il 93,0% dei pazienti ricoverati per frattura
del collo del femore (5). Il Patto per la Salute 2010-2012 prevede come benchmark il valore medio registrato
nelle regioni che garantiscano l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza con adeguati standard di appropriatezza, di efficacia e di efficienza. Vista la situazione italiana decisamente lontana dagli obiettivi indicati dalla
letteratura scientifica, viene suggerito di utilizzare come valore di riferimento la media dei valori delle tre regioni
che presentano le migliori performance.
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 40,2%
Il valore della nostra Azienda per l’anno 2012 è stato: 48,0%
83
Figura 2.9 - Interventi per frattura di femore eseguiti entro quarantotto ore dal ricovero in pazienti ultrasessantacinquenni nell’AOU Ferrara
48,0
50
38,8
40
30
20,9
%
20
12,1
13,2
11,2
10
0
Fonte aziendale
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Proporzione di parti con taglio cesareo primario
Perché misurare questo fenomeno?
Negli ultimi 20-30 anni, in molti paesi europei ed extra-europei si è osservato un aumento della proporzione di
parti mediante taglio cesareo con frequenze variabili che si collocano mediamente intorno al 20%. In Italia, in
particolare, si è passati da circa il 10% all’inizio degli anni ottanta al 37,5% nel 2004. Allo stato attuale la percentuale di parti cesarei registrata in Italia è la più alta d’Europa, poiché la maggior parte della nazioni ha valori
inferiori al 25% (1). La prima raccomandazione ufficiale sulla percentuale appropriata di cesarei risale al 1985
a seguito di una consensus conference organizzata appositamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(2) che concluse che il 10-15% di parti mediante taglio cesareo non doveva essere superato perché questo non
avrebbe prodotto alcun beneficio aggiuntivo di salute per la madre e per il neonato. In Italia nel 1999 la proporzione di parti cesarei ha superato il 30% e continua a crescere nel tempo con notevoli variazioni regionali: 23%
nel Friuli Venezia Giulia e 62% in Campania (dati del 2008). L’utilizzo inappropriato di una pratica assistenziale
di provata efficacia quale il cesareo non ha prodotto miglioramenti sostanziali negli esiti perinatali per le donne
e per i bambini. Al contrario le regioni con un tasso medio di cesarei più basso della media nazionale hanno
bassa mortalità perinatale e morbilità neonatale rispetto alle regioni con alto tasso di cesarei. L’eccessivo ricorso
al taglio cesareo è una delle criticità indicate nella bozza del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, approvata
dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni, che prevede la riorganizzazione strutturale dei punti nascita anche
nell’ottica di facilitare la riduzione dei parti mediante TC che non dovrebbero superare il 20% (2). Il 16 dicembre
2010 è stato, inoltre, approvato l’Accordo Stato-Regioni relativo alle “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita
e per la riduzione del Taglio Cesareo”. L’accordo definisce un programma articolato in dieci linee di azione che
vanno da misure di politica sanitaria all’introduzione di strumenti per il miglioramento e la valutazione della qualità assistenziale che dovrebbero essere recepite a livello regionale ed avviate congiuntamente su tutto il territorio
nazionale. L’International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO) nel 2002 ha prodotto delle Raccomandazioni sul parto cesareo senza indicazioni mediche concludendo che, alla luce delle evidenze disponibili,
un cesareo senza indicazione medica non è eticamente giustificabile. Fra le condizioni cliniche che possano
indicare un parto cesareo sono: parto cesareo in precedenti gravidanze, presentazione podalica, complicanze
relative alla placenta o al cordone ombelicale, malattie a trasmissione sessuale, infezioni, peso del nascituro,
gestosi, diabete, nefropatie. Molti sistemi di indicatori anglosassoni (USA, Canada, Australia) rilevano i parti con
taglio cesareo primario (quindi in partorienti che non abbiano avuto un precedente parto cesareo), per eliminare
dall’analisi almeno quella quota attribuibile ai casi con precedenti parti cesarei.
PrincipaIi riferimenti scientifici:
1.
2.
3.
Programma Nazionale Valutazione Esiti. Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (http://www.agenas.it/, ultimo accesso 31/07/14).
WHO – World Health Organization Appropriate technology for birth. Lancet 1985; 2:436-7.
Ministero della Salute. Schema di Piano Sanitario Nazionale 2011-2013. Disponibile sul sito: http://www.
salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1358&tipo=new.
84
4.
5.
6.
Minister of Public Works and Government Services. Canadian Perinatal Health Report 2003. Ottawa: Canada; 2003.
Canadian Institute for Health Information. Health system performance. Health Indicators. Catalogue no. 82221-XIE, Volume 2005, No. 3, Ottawa: Canada; 2005.
RM Hager, AK Daltveit, D Hofoss, ST Nilsen, T Kolaas, P Øian, et al. Complications of cesarean deliveries:
rates and risk factors. Am J Obstet Gynecol 2004; 190: 428-34.
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di parti con taglio cesareo primario
- Denominatore
Numero di parti con nessun pregresso cesareo
- Standard
La media regionale è stabile, negli anni 2007–2010, fra il 22% ed il 21%. Gli ospedali statunitensi che utilizzano
gli indicatori AHRQ, hanno riscontrato nel 2008 un tasso del 18,03% su un totale di 645.745 parti.
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 26,3%
Il valore della nostra Azienda per l’anno 2012 è stato: 22,6%
Figura 2.10 - Parti con taglio cesareo primario nell’AOU Ferrara
50
40
30
26,5
25,5
21,5
%
23,9
22,6
22,5
20
10
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica
Perché misurare questo fenomeno ?
La colelitiasi è una condizione molto diffusa caratterizzata dalla presenza di calcoli nella colecisti e/o nelle
vie biliari; interessa maggiormente le donne, con un rapporto femmine/maschi di 2 a 1. La colecistite acuta è
un’infiammazione acuta della parete della colecisti, accompagnata da una colelitiasi nel 95% dei casi; la forma
cronica è spesso caratterizzata da coliche ricorrenti e da una
colecisti contratta, fibrotica, a pareti ispessite. La colelitiasi con o senza colecisti costituisce una importante
causa di ricorso alla chirurgia addominale. L’intervento può essere effettuato in laparoscopia o a cielo aperto (laparotomia). La rimozione della colecisti per via laparoscopica rappresenta il “gold standard” nel trattamento della
calcolosi della colecisti nei casi non complicati. Una recente revisione sistematica di trial randomizzati controllati
non ha evidenziato alcuna significativa differenza in mortalità o complicanze tra tecnica laparoscopica e laparotomia. La prima è tuttavia associata ad una degenza ospedaliera e ad una convalescenza significativamente più
brevi rispetto al classico intervento a cielo aperto [1]. Si ritiene pertanto che alte proporzioni rappresentino una
migliore qualità delle cure [2]. L’indicatore è anche tra quelli scelti nell’ambito del Progetto SiVeAS Sistema di
Valutazione della Performance della Sanità Italiana, del Ministero della Salute.
PrincipaIi riferimenti scientifici:
1.
Keus F, de Jong JAF, Gooszen HG, van Laarhoven CJHM. Laparoscopic versus open cholecystectomy for
85
patients with symptomatic cholecystolithiasis. The Cochrane Library 2008, Issue 4.
Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ). Cholecystitis/cholelithiasis: laparoscopic cholecystectomyrate. Disponibile all’indirizzo: http://www.qualitymeasures.ahrq.gov/content.aspx?id=15362
&search=cholecystectomy.
Society of American Gastrointestinal and Endoscopic Surgeons (SAGES). SAGES guidelines for the clinical
application of laparoscopic biliary tract surgery. Los Angeles (CA), 2010 Jan.
2.
3.
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di ricoveri con intervento di colecistectomia laparoscopica
- Denominatore
Numero di ricoveri con intervento di colecistectomia
- Standard
Non rilevato un valore di riferimento standard o di benchmarking. Il sito dell’AHRQ riporta che attualmente nel
75% dei casi non complicati l’intervento di colecistectomia viene eseguito in laparoscopia. L’AHRQ raccomanda
inoltre di aggiustare le proporzioni per sesso ed età.
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 92,2%
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 85,3%
Figura 2.11 - Proporzione di interventi di colecistectomia laparoscopica nell’AOU Ferrara
100
88,6
87,1
80,9
85,3
81,6
77,5
80
60
%
40
20
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Proporzione di STEMI (Infarto Miocardico con sopraslivellamento del tratto st) trattati con angioplastica
coronarica percutanea transluminale (PTCA) entro 48 ore
Perché misurare questo fenomeno?
L’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) è ormai considerata il trattamento più appropriato
per l’infarto miocardico acuto. E’ stato dimostrato che negli ospedali in cui viene eseguito un numero maggiore
di PTCA, gli esiti per i pazienti sono superiori a quelli con minore esperienza. I vantaggi comprendono minore
mortalità e necessità di ricorso a operazioni chirurgiche di bypass coronarico [1]. Anche la tempistica di esecuzione, elemento essenziale per il successo della PTCA in urgenza, risulta migliore nelle strutture con un volume
maggiore di procedure [2]. Il numero di PTCA eseguito da un ospedale può, pertanto, riflettere la qualità dell’assistenza fornita.
PrincipaIi riferimenti scientifici:
1.
2.
Canto JG, Every NR, Magid DJ, et al. The volume of primary angioplasty procedures and survival after acute
myocardial infarction. National Registry of Myocardial Infarction 2 Investigators.N Engl J Med. 2000 May
25;342(21):1573-80.
Kumbhani DJ, Cannon CP, Fonarow GC, et al. Association of hospital primary angioplasty volume in ST86
segment elevation myocardial infarction with quality and outcomes. JAMA. 2009 Nov 25; 302(20):2207-13.
Caratteristiche dell’indicatore
- Definizione
Proporzione di episodi di STEMI trattati con PTCA entro 48 ore
- Numeratore
Numero di episodi di STEMI, in cui il paziente abbia eseguito una PTCA entro 48 ore.
- Denominatore
Numero di episodi di STEMI
- Standard
Il valore degli indicatori può variare tra aree territoriali e strutture; questo fenomeno, oltre che dalla diversa qualità
delle cure, può essere causato dall’eterogenea distribuzione, dovuta a diversi fattori di rischio come ad esempio
età, genere, condizioni di salute del paziente.
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 57,8 %
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 81,2%
Figura 2.12 - Proporzione di STEMI trattati con PTCA entro 48 ore nell’AOU Ferrara
100
82,9
80
69,4
73,1
80,8
81,2
72,8
60
%
40
20
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per infarto miocardico acuto (STEMI e NON STEMI)
Perché misurare questo fenomeno?
Per infarto del miocardio (IMA) si intende la sindrome coronarica acuta dovuta all’ostruzione di una arteria
coronaria con formazione di un trombo occludente e conseguente necrosi del tessuto miocardico, incapace
di sopportare condizioni di mancanza di ossigeno anche per brevi tempi. L’IMA si differenzia a seconda della
presentazione all’elettrocardiogramma in infarto del miocardio con sopralivellamento del tratto ST (o STEMI: ST
Elevation Myocardial Infarction) e infarto miocardico senza sopralivellamento del tratto ST (o NO STEMI: No ST
Elevation Myocardial Infarction). L’IMA è una delle principali cause di morte e disabilità in tutto il mondo. Le linee
guida cliniche internazionali forniscono delle indicazioni molto precise sulle azioni cliniche ed assistenziali da
svolgere appena un paziente con un infarto miocardico acuto viene preso in carico dalle strutture sanitarie (ambulanze o pronto soccorso). Queste azioni vengono monitorate in molte realtà sanitarie del mondo (ad esempio
percentuale dei pazienti cui è stata somministrata l’aspirina all’ingresso). I pazienti e cittadini hanno maggiore
interesse per una valutazione dei risultati. Una delle principali misure di risultato (per l’infarto come per altre
patologie) è il tasso di mortalità, rilevato a 30 giorni dopo l’inizio delle cure. Il tasso di mortalità rispecchia, da
una parte, la gravità clinica dei pazienti, dall’altra l’efficacia reale e la qualità dell’assistenza. Dato che una parte
dei decessi per infarto non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo la dimissione, è opportuno rilevare
la mortalità ad una distanza di tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla
struttura ospedaliera.
87
PrincipaIi riferimenti scientifici:
1.
2.
3.
Grosso LM, Schreiner GC, Wang Y et al. 2009 Measures maintenance technical report: acute myocardial infarction, heart failure, and pneumonia 30-day risk-standardized mortality measures. Baltimore (MD): Centers
for Medicare & Medicaid Services; 2009 Apr 7. 47 p.
Masoudi FA, Bonow RO, Brindis RG et al. 2008 “ACC/AHA 2008 statement on performance measurement
and reperfusion therapy: a report of the ACC/AHA Task Force on Performance Measures (Work Group to Address the Challenges of Performance Measurement and Reperfusion Therapy)”. Circulation. 2008;118:2649
–2661.
Krumholz HM, Merrill AR, Schone EM et al . Patterns of hospital performance in acute myocardial infarction
and heart failure 30-day mortality and readmission. Circ Cardiovasc Qual Outcomes. 2009 Sep;2(5):407-13.
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di episodi di IMA, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione del
ricovero
- Denominatore
Numero di episodi di IMA
- Standard
Uno studio recente del “Center for Medicare e Medicaid Services” negli Stati Uniti ha valutato questo parametro
per 3 anni, limitandosi però ai pazienti con età superiore ai 65 anni. Il valore emerso è 16,6%, con differenze
importanti fra stati e ospedali [3].
La media nazionale nell’anno 2012 è stata: 10,0%
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 10,8%
Figura 2.13 - Proporzione di decessi a trenta giorni da un ricovero per un episodio di IMA nell’AOU Ferrara
20
14,4
12,6
12,6
15
13,6
14,3
10,8
% 10
5
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per un episodio di STEMI
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di episodi di STEMI, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione del
ricovero
- Denominatore
Numero di episodi di STEMI
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 11,3%
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 11,4%
88
Figura 2.14 - Proporzione di decessi entro 30 giorni dal ricovero per un episodio di STEMI nell’AOU Ferrara
20
15
11,4
% 10
6,7
8,1
7,9
5,1
3,2
5
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Mortalità a 30 giorni dalla data di ricovero per un episodio di Non STEMI
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di episodi di NO STEMI, in cui il paziente risulta deceduto entro trenta giorni dalla data di ammissione
del ricovero
- Denominatore
Numero di episodi di NO STEMI
La media nazionale dell’anno 2012 è stata: 6,4%
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 7,0%
Figura 2.15 - Proporzione di decessi entro 30 giorni dal ricovero per un episodio di NO STEMI nell’AOU Ferrara
20
15
% 10
7,1
5,1
7,0
5,0
3,8
5
2,1
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
Mortalità a 30 giorni dal primo ricovero per ictus ischemico
Perché misurare questo fenomeno ?
L’ictus (“stroke”) e altre condizioni cerebrovascolari sono fra le prime cause di morte in molti paesi, dopo il cancro e le patologie cardiache. Molti pazienti che sopravvivono ad un ictus rimangono disabili, l’impatto dell’ictus
dipende da quale parte del cervello sia colpita e quanto sia grave il danno al tessuto cerebrale. Circa l’80-85%
degli stroke è di natura ischemica, circa il 15-20% è di origine emorragica. Gli effetti possono andare da una
lieve menomazione fino ad una drammatica perdita di funzioni, come il linguaggio parlato, la mobilità, la vista e
la memoria. Un trattamento dell’ictus che sia di buona qualità deve essere tempestivo ed efficace a prevenire
la morte del tessuto cerebrale. Negli ultimi anni sono state redatte dagli esperti molte linee guida e raccomandazioni cliniche, basate sulle evidenze scientifiche, su come migliorare il trattamento dei pazienti affetti da ictus.
Il tasso di mortalità rispecchia da una parte la gravità clinica dei pazienti, dall’altra l’efficacia reale e la qualità
dell’assistenza. Le forme ischemiche sono in genere a prognosi migliore rispetto alle forme emorragiche ed
hanno una letalità a 30 giorni oscillante nei vari studi tra il 10% e il 15%. Dato che una parte non trascurabile dei
89
decessi per ictus non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo, è opportuno rilevare la mortalità ad una
distanza di tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla struttura ospedaliera.
La “mortalità a 30 giorni dopo ricovero per ictus” è considerata un indicatore valido e riproducibile dell’appropriatezza ed efficacia del processo diagnostico-terapeutico che inizia con il ricovero ospedaliero.
ictus non avviene durante il ricovero ospedaliero, ma dopo, è opportuno rilevare la mortalità ad una distanza di
tempo che include anche una parte della fase riabilitativa, dentro o fuori dalla struttura ospedaliera.
La “mortalità a 30 giorni dopo ricovero per ictus” è considerata un indicatore valido e riproducibile dell’appropriatezza ed efficacia del processo diagnostico-terapeutico che inizia con il ricovero ospedaliero.
PrincipaIi riferimenti scientifici:
Linee guida SPREAD. “Ictus cerebrale – linee guida italiane di prevenzione e trattamento” Milano Gennaio 2010
Caratteristiche dell’indicatore
- Numeratore
Numero di ricoveri con diagnosi principale di ictus ischemico in cui il paziente risulti deceduto entro trenta giorni
dalla data di ricovero
- Denominatore
Numero di ricoveri con diagnosi principale di ictus ischemico
- Standard
Il sistema di indicatori clinici della Danimarca indica uno standard del 15%; per il confronto fra strutture va tenuto
conto della gravità dei casi al momento del ricovero.
La media nazionale dell’anno 2012 era: 12,1%
Il valore della nostra Azienda per il 2012 è stato: 9,0%
Figura 2.16 - Proporzione di decessi a trenta giorni dalla data di ricovero per ictus ischemico nell’AOU Ferrara
20
13,6
15
12,8
12,7
10,6
11,4
9,0
% 10
5
0
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Fonte aziendale
90
2.4 Assetto organizzativo
2.4.1 L’Organizzazione Aziendale
La figura sotto riportata mostra la struttura dell’organizzazione aziendale. La configurazione dell’attività sanitaria
per Dipartimenti ad Attività Integrata (DAI) assicura l’esercizio integrato delle funzioni di assistenza ricerca e
didattica.
Figura 2.17 - L’organigramma aziendale
Fonte aziendale
A partire dal 2012 l’organizzazione aziendale è stata in gran parte rivista per adeguarla al nuovo nosocomio
concepito come ospedale ad intensità di cura; questo ha portato alla creazione di blocchi comuni a varie unità
operative, anche appartenenti a diversi dipartimenti, suddivisi per degenza, day hospital, ambulatori, sale operatorie e pronto soccorsi.
Sono stati inoltre istituiti:
•
il Dipartimento interaziendale gestionale Attività tecniche e patrimoniali
•
il Dipartimento interaziendale gestionale ingegneria clinica
•
il Dipartimento interaziendale strutturale medicina legale
91
Sala giochi della Pediatria
92
che li sottendono, e dall’integrazione tra questi fattori.
Competenze di HL sono richieste per il dialogo e la
discussione, per leggere le informazioni sanitarie, per
interpretare i disegni in esse contenuti, per prendere
decisioni sulla partecipazione a ricerche cliniche, per
utilizzare apparecchiature medicali per uso personale
o per un famigliare, per calcolare i tempi di assunzione
e il dosaggio dei farmaci, o per votare su argomenti
legati alla salute e all’ambiente.
Ne consegue l’importanza che tutte le persone e i materiali con i quali la persona entra in contatto per le prestazioni sanitarie forniscano informazioni sanitarie di
base con modalità adeguate. Un basso livello di Health
Literacy è associato a scarse capacità di comprendere
ed eseguire consigli medici, a esiti poveri in termini di
salute e all’uso differenziato di alcuni servizi sanitari.
È compito di chi promuove la salute fare in modo che
il cittadino capisca e traduca in azioni le informazioni.
Questo significa sia trasferire conoscenze e competenze, ma anche fare in modo che queste siano facilmente comprensibili all’utente.
Sulla base di queste premesse l’Azienda OspedalieroUniversitaria di Ferrara ha attivato un gruppo di lavoro
per la realizzazione di un progetto triennale che vede
capofila l’Area Comunicazione e Accoglienza e l’Unità Organizzativa Formazione e Aggiornamento che si
prefigge di costruire una Community Health Literacy
per favorire la comprensibilità e la chiarezza del linguaggio scritto e parlato nella relazione operatore/
assistito e nella stesura/revisone del materiale informativo.
Gli obiettivi intermedi raggiunti nel 2013 sono rispettivamente:
1. lo svolgimento di 9 corsi di formazione per il personale sanitario per un totale di circa 160 dipendenti che
hanno potuto recepire le caratteristiche e i metodi di
un’organizzazione sanitaria che segue i principi della
Health Literacy per creare le condizioni propedeutiche
alla sperimentazione operativa sul campo all’interno
del contesto lavorativo.
La metodologia adottata è quella di integrazione tra
momenti di condivisione dei principi teorici e esercitazioni pratiche individuali e di gruppo e visione di filmati
per il consolidamento dell’esperienza di apprendimento.
2. La revisione dei materiali scritti aziendali che vengono consegnati ai pazienti, familiari e a chi si prende
cura della persona in ospedale, è stata effettuata secondo le linee guida della Prof.ssa Rima Rudd, docente di Società, Sviluppo umano e Salute alla Scuola di
Salute Pubblica alla Università di Harvard;
Dal totale dei documenti raccolti sono stati tolti quelli che risultavano doppi, o quelli già presenti sul sito
aziendale. Il risultato di questa analisi ha prodotto un
3. Obiettivi istituzionali e strategie
aziendali
3.1 Dignità della persona
3.1.1 Qualità della comunicazione nella relazione
di cura
Health Literacy: un modello aziendale per migliorare
la comunicazione scritta, nella relazione tra le persone e attraverso il web
Oggi per destreggiarsi nella società moderna è necessario possedere un insieme di abilità in modo da riuscire ad accedere alle informazioni, saperle comprendere
e poter agire in modo appropriato. Questo insieme di
capacità si riassume con il termine inglese di literacy
che tradotto letteralmente in italiano corrisponde alla
traduzione di “alfabetizzazione” o “essere alfabetizzati”.
All’interno del settore sanitario l’espressione “health
literacy” sta ad indicare “la capacità che hanno le persone di ottenere, elaborare e comprendere informazioni sanitarie di base necessarie per prendere decisioni
appropriate”. Va considerato che i sistemi sanitari sono
sempre più complessi e richiedono una maggiore responsabilità delle persone che si confrontano con essi
(Adult Literacy and Lifeskills Surveys, 2003).
Nell’ultima classifica stilata dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), e
diffusa in ottobre 2013 dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), sulle
competenze principali degli adulti l’Italia figura all’ultimo posto tra i 24 paesi per competenze in lettura e al
penultimo posto sia per competenze in matematica sia
per capacità di risolvere problemi in ambienti ricchi di
tecnologia.
I temi della Health Literacy, della comunicazione e
dell’informazione sulla salute, dell’analisi e del miglioramento dei materiali informativi sono stati inseriti tra
gli obiettivi della Direzione Generale dalla Regione
Emilia-Romagna in specifiche delibere e determine da
parte, rispettivamente della Giunta Regionale e della
Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali, nonché
nel progetto per lo sviluppo delle competenze di Health
Literacy in ambito oncologico nelle Aziende sanitarie
dell’Emilia Romagna.
Numerosi studi hanno dimostrato che il materiale informativo distribuito ai pazienti è adatto ad un livello
di istruzione più elevato rispetto alle capacità di lettura
del cittadino medio.
L’Health Literacy (HL) è una funzione condivisa tra fattori culturali, sociali e individuali in cui sia le cause della scarsa HL sia i rimedi dipendono dai nostri paradigmi culturali e sociali, dai sistemi sanitario ed educativo
93
Riabilitazione, all’Emergenza –Urgenza e al personale
sanitario dei Dipartimenti medici e chirurgici delle due
Aziende.
Nel corso dell’anno è stato realizzato un corso di formazione AVEC dal titolo “Il dolore pediatrico” in accordo con il progetto per il controllo del dolore del bambino
di qualsiasi età ed etnia dedicato al personale sanitario
del Dipartimento Riproduzione Accrescimento e ai medici pediatrici dell’Area Vasta Emilia Centro.
In attuazione della Legge n.38 la valutazione ed il monitoraggio del dolore dell’adulto e del bambino ricoverato nei diversi regimi, viene realizzata in maniera
omogenea in tutta l’Azienda grazie alle schede “Il dolore si cura insieme” nelle diverse età. La compilazione
delle schede è oggetto di analisi periodiche, a campione, di coerenza e congruenza per le conseguenti
azioni di miglioramento.
La collaborazione attiva e continua con il Comitato
Consultivo Misyo (CCM), di cui un rappresentante fa
parte del COTSD, ha avviato un percorso dedicato
all’approccio antalgico nelle procedure invasive, per
valutare la realtà nel contesto e avviare eventuali azioni positive con sensibilizzazione e formazione degli
operatori interessati e condivisione di nuovi protocolli
terapeutici.
I dati relativi al monitoraggio continuo del consumo dei
farmaci antalgici in ospedale, sul territorio e in erogazione diretta alla dimissione, che mostrano un trend in
aumento, confortano e dimostrano uno sviluppo della
cultura del dolore e del suo trattamento.
Contribuisce sicuramente a ciò la verifica periodica del
COTSD con la collaborazione del Dipartimento Farmaceutico Interaziendale, del consumo e delle devianze
degli antalgici, personalizzata nei vari Dipartimenti,
che porta ad Azioni continue di miglioramento.
In data 27 maggio 2013 è stata realizzata in Azienda la
XII Giornata Nazionale del Sollievo, accompagnata da
un’intensa campagna informativa attraverso la pagina
internet aziendale, brochure dedicate, poster regionali
e aziendali e servizi sul canale televisivo locale Telestense.
La giornata è stata dedicata ai ricoverati e ai cittadini
per migliorare le conoscenze sull’importanza della valutazione e del monitoraggio del dolore e sulla politica
aziendale per il controllo e il monitoraggio del dolore e
dell’umanizzazione delle cure in equità.
Particolare attenzione è stata dedicata al dolore post
operatorio: ai pazienti operandi sono state fornite informazioni attraverso dépliant redatti appositamente,
sull’importanza della valutazione del dolore, della scala utilizzata e della terapia antalgica per una collaborazione attiva degli operandi per il sollievo.
Tutte le unità operative dell’azienda utilizzano la scala NRS (Numeric Pain Intensity Scale) per i pazienti
totale di 464 documenti tutti in formato cartaceo che
sono stati successivamente suddivisi e raccolti nelle in
tipologie. Tutti i foglietti informativi contenenti le informazioni relative alle Unità Operative di degenza sono
stati aggiornati in relazione alle nuove modalità organizzative della nuova sede e secondo i principi della
Health Literacy.
3. La realizzazione della biblioteca online del paziente
sul sito internet aziendale dove consultare una rassegna di siti web con sezioni dedicate al paziente comprensive di glossari, approfondimenti sulle varie patologie ecc...
La popolazione viene inondata da informazioni sulla
salute provenienti da una serie di mezzi di comunicazione: stampa, internet, televisione, radio, ma anche
dall’ambiente familiare e amicale, da campagne popolari, organizzazioni sanitarie pubbliche, fornitori di
cure, associazioni della salute, libri, riviste scientifiche
e compagnie di assicurazione sanitaria. (Kichbush,
2001)
Si sente quindi la necessità di poter disporre di affidabili canali di informazione sulla salute e di ambienti di
supporto idonei a passare al vaglio tutte le informazioni, al fine di assumere decisioni basate su conoscenze
precise.
L’attivazione sul sito internet della sezione dedicata
alla “Biblioteca del Paziente” raccoglie una selezione
di siti internet di interesse per famigliari e cittadini suddivisi per specialità selezionati in base a criteri di qualità previsti dagli standard internazionali, condivisi con
i professionisti dell’Azienda. Si procederà anche all’inserimento graduale del materiale “originale” prodotto
dai clinici dell’azienda ospedaliera valutato e riscritto,
suddiviso per aree tematiche.
3.1.2 Le reti per le cure palliative e la terapia del
dolore: l’ospedale territorio senza dolore
Il dolore rappresenta un problema sanitario rilevante a
livello mondiale, sia per l’invecchiamento della popolazione, sia per l’aumento delle patologie cronico degenerative e dei tumori.
Le politiche sanitarie nazionali e regionali italiane affermano l’importanza di migliorare la conoscenza del
fenomeno “dolore” per valutare i percorsi intrapresi per
l’applicazione del progetto “Ospedale-Territorio senza
dolore”.
Consolidati gli obiettivi regionali del 2012, in attuazione
alla Legge n.38 del 2010, sono stati perseguiti e raggiunti gli obiettivi regionali del 2013.
L’integrazione dei due Comitati Ospedale-Territorio
senza dolore (COTSD) dell’AOU e dell’AUSL di Ferrara si è consolidata: sono state fatte diverse riunioni
integrate, corsi di formazione sul dolore, dedicati alla
94
collaboranti, la PAINAD (Pain Assessment in Advanced. Dementia) per i non collaboranti e la BPS (Behavioral
Pain Scale) per i pazienti ricoverati in Terapia Intensiva/Rianimazione non collaboranti e ventilati artificialmente.
Nel DAI Riproduzione e Accrescimento viene utilizzata la scala FPS (Face Pain Scale) per i pazienti pediatrici.
Oltre alle scale specifiche viene utilizzata dal 90% delle unità operative la scheda unica aziendale “Il dolore si
cura insieme” che fa parte integrante della cartella clinica.
Inoltre si utilizzano:
•
strumenti infermieristici integrati, dedicati alle procedure in endoscopia digestiva e bronchiale, che riportano
la valutazione del dolore;
•
strumenti informatizzati di valutazione del dolore in PS pediatrico, generale, ostetrico e ortopedico.
Nel percorso di attuazione del progetto “Ospedale-Territorio senza dolore” è previsto come obiettivo principale
per un corretto trattamento, conoscere il dolore percepito nella malattia e il bisogno di sollievo delle persone
ricoverate nei vari Dipartimenti dell’AOU.
In data 10 dicembre 2013 si è svolta in Azienda l’inchiesta di prevalenza del dolore dal titolo “Il dolore si cura
insieme”, realizzata secondo il modello one day prevalence, quale istantanea di situazione tipo, mediamente
rappresentativa di quanto avviene tutti i giorni, somministrando a tutte le persone ricoverate, il questionario
aziendale denominato “Questionario del sollievo” e le schede differenziate per età e caratteristiche del paziente
, denominate “Allegato 3a: pazienti collaboranti”, “Allegato 3 b: pazienti non collaboranti” e “Allegato 3c: pazienti
pediatrici”.
I risultati ottenuti dall’indagine sono stati statisticamente elaborati e saranno oggetto di un rèport dedicato.
Figura 3.1 - Scheda infermieristica pediatrica di monitoraggio del dolore:
Le scale del dolore utilizzate in azienda
Nel corso dell’anno 2013, oltre alle scale del dolore già utilizzate in azienda (NRS, PAINAD e BPS), continuano
ad essere utilizzate anche le scale di valutazione del dolore del neonato e del bambino introdotte nel 2012, che
misurano:
•
parametri fisiologici come la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la Sat pulsatile in Ossigeno, la
pressione arteriosa, il tono vagale, il cortisolo del plasma e le catecolamine;
95
parametri del comportamento come l’espressione facciale, i movimenti del corpo, il pianto.
La scala utilizzata per i bambini prematuri è la PIPP (Premature Infant Pain Profile) che è una scala comportamentale che include 7 parametri a cui è dato un punteggio da zero a tre. Va da un punteggio minimo di zero ad
un punteggio massimo di 22. Il punteggio totale superiore a dodici rivela dolore moderato severo e richiede un
trattamento antalgico e/o la revisione della terapia.
Nei neonati e bambini sotto i 3 anni si utilizza la scala etero valutativa FLACC (Faccia, Gambe, Attività, Pianto,
Consolabilità) attraverso la quale se il dolore è d’intensità superiore a 5 deve essere trattato.
Si utilizza inoltre la NRS (Numeric Pain Intensity Scale) che è una scala numerica utilizzata anche per gli adulti
che misura il dolore da 0 a 10, se si supera il punteggio di tre si tratta il dolore.
Nel bambino in trattamento antalgico, soprattutto con oppioidi, si utilizzano poi due scale di sedazione: la scala
GOHS (great ormon hospital cale) nei bambini dai 6 mesi ai 17 anni, con un punteggio da 1 a 5 e un soglia di
cut-off uguale/superiore a 4, e la scala BRISTOL nei più grandi.
•
Il dolore da parto
In Azienda il servizio di parto in analgesia è attivo da diversi anni, nel 2012 su 1017 parti spontanei 168 sono
stati in analgesia. Gli anestesisti con competenza clinica per l’analgesia del parto sono disponibili 24 ore su 24,
in turno attivo diurno e in guardia notturna e/o in reperibilità non dedicata, per rispondere alle richieste del personale medico e ostetrico secondo un percorso definito e condiviso.
Dopo un’ampia campagna informativa (svoltasi tra febbraio e luglio del 2012) è stata promossa dall’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Ferrara all’interno del progetto “Ospedale-Territorio senza dolore”, in rete con l’Assessorato alla salute e servizio alla persona del Comune di Ferrara, un’indagine sulle conoscenze delle donne
ferraresi in età fertile, del significato della partoanalgesia/parto indolore.
Questa ricerca è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione e coinvolgimento di 1573 donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni (età media 29 anni) che hanno contribuito alla compilazione di un questionario anonimo
di carattere esplorativo dal titolo: “Cosa sai della partoanalgesia/parto indolore?”
L’obiettivo principale di questa indagine è stato quello di indagare, nei confronti delle donne del Comune di Ferrara, il loro livello di conoscenze e aspettative rispetto al dolore da parto mediante l’uso di farmaci anestetici e
oppiacei somministrati per via epidurale (anestesia epidurale-parto indolore) o con tecniche alternative di contenimento del dolore, per poi mettere in atto un intervento volto a rilevare un sostegno all’umanizzazione della
nascita, dando la possibilità ad ogni donna di vivere l’esperienza della nascita del suo bambino secondo quelli
che sono i suoi valori, la cultura in cui è cresciuta, i suoi desideri e le sue aspettative.
Il consumo dei farmaci antalgici e dei presidi in Azienda
La collaborazione continua con le Farmacie Ospedaliere, del Dipartimento Farmaceutico Interaziendale e in
particolare con i farmacisti referenti del Comitato ospedale territorio senza dolore (COTSD) ha reso possibile:
•
un monitoraggio continuo, totale e distinto per principio attivo, dei farmaci analgesici e un confronto dei
trend annuali;
•
l’analisi della spesa totale aziendale, per Dipartimento e per Unità Operativa dei farmaci antalgici e dei
presidi utilizzati in azienda.
96
Figura 3.2 - Consumi DDD*/Anno di farmaci antalgici in Azienda. Anni 2006-2013
*DDD: Dose definita giornaliera
Fonte Aziendale
Figura 3.3 - Consumi DDD/Anno di FANS impiegati per la terapia del dolore. Anni 2006-2013
Fonte Aziendale
97
Figura 3.4 - Consumi DDD/Anno di analgesci oppioidi impiegati per la terapia del dolore. Anni 2006-2013
Fonte Aziendale
Figura 3.5 - Consumi DDD/Anno di paracetamolo e associazioni impiegati per la terapia del dolore. Anni 20062013
Fonte Aziendale
98
Figura 3.6 - Consumi DDD/Anno di farmaci antalgici in erogazione diretta. Anni 2006-2013
Fonte Aziendale
La rete dei referenti
In seguito alla riorganizzazione della Direzione delle Professioni Infermieristiche, Ostetriche, Tecnico Sanitarie e
della Riabilitazione, che ha visto nel 2008 il costituirsi di una rete di Referenti di Attività “Ospedale senza dolore”,
anche nel 2012 in ogni U.O. è presente un professional Infermiere, Ostetrica, Fisioterapista o un Coordinatore
che partecipa attivamente a tutte le iniziative aziendali sul tema del “dolore”.
Figura 3.7 - La rete ospedale-territorio senza dolore in Azienda
99
anagrafico.
Dei 604 questionari distribuiti, ne sono stati restituiti
483. Il campione finale, oggetto dell’analisi, è stato di
472.
Il 63% dei rispondenti (298/472) ha compilato la scheda autonomamente, il 22% (104/472) è stato aiutato
da operatori sanitari, il 10% (46/472) da familiari, il 3%
(15/472) da volontari o altre persone e il 2% (9/472)
non ha risposto alla domanda.
La composizione per genere risulta così distribuita: il
44% (207/472) sono donne e il 49% (234/472) uomini.
Il 7% (31/472) non ha indicato il genere.
Riguardo ai diversi Regimi di ricovero il campione di distribuisce nel seguente modo: il 79% (375/472) in Regime di ricovero ordinario e il 21% (97/472) in Regime
di ricovero DH/DS.
I risultati dell’indagine epidemiologica di prevalenza
sono rappresentati nei grafici successivi.
La prima domanda del questionario chiedeva: “Cosa
desidera adesso per provare sollievo?”.
Le categorie maggiormente selezionate (ordinando in
modo decrescente secondo il genere femminile) sono
nell’ordine: Sentire meno dolore (D 11,9%; U 10,4%),
Presenza di persone care (D 10,9%; U 10,4%), Maggiore autosufficienza nel muovermi o nel camminare
(D 10,7%; U 11,3%)
L’indagine di prevalenza del dolore in Ospedale
Anche nel 2013 è stata realizzata un’indagine epidemiologica raccogliendo la voce dei cittadini, persone
assistite nei diversi regimi di ricovero, sul dolore percepito in ospedale e sul bisogno di sollievo, per acquisire elementi di valutazione e spunti di riflessione utili
a migliorare il percorso definito dalle linee guida del
progetto regionale “Ospedale - territorio senza dolore”.
Come strumento di rilevazione delle informazioni è
stato utilizzato un questionario semplificato denominato “Questionario del sollievo”, utilizzato anche nel
2012, per avere risultati confrontabili.
Il “Questionario del sollievo”, distribuito in tutte le
UU.OO. dell’Azienda, con la collaborazione dei referenti di attività professional e dei medici referenti del
Progetto Ospedale Territorio senza dolore, è stato
compilato in modo volontario e anonimo. Se necessario si è avuto il supporto dei care giver.
Il “Questionario del sollievo” su cui si articolano le domande è uno strumento per stimolare la riflessione sul
dolore, sulla sofferenza percepita e sul bisogno di sollievo.
Si compone di due principali sezioni: la prima raccoglie stati e sensazioni del paziente mediante domande
chiuse o scale analogiche per la valutazione del dolore
percepito. La seconda rileva informazioni di tipo socio-
Figura 3.8 - Risposte alla domanda ‘Cosa desidera adesso per provare sollievo?
Fonte Aziendale
La seconda domanda indagava il livello di sofferenza percepito dalle persone ricoverate al momento dell’indagine. La misura del dolore è stata rilevata attraverso una scala numerica NRS da 0 (nessuna sofferenza) a 10
(massima sofferenza). I punteggi sono stati raggruppati in quattro livelli: assente (0), lieve (1-3), moderato (4-7)
100
e intenso (8-10).
Il 28% (133/472) del campione ha dichiarato di non avere sofferenza, il 29% (136/472) di aver provato sofferenza
lieve, il 29% (137/472) sofferenza moderata ed, infine, il 9% (44/472) dichiarava una sofferenza intensa. Il 5%
(22/472) del campione non ha risposto alla domanda.
Figura 3.9 - Distribuzione dolore percepito
Fonte Aziendale
La terza domanda poneva il quesito“All’inizio del ricovero il personale sanitario le ha chiesto quanto dolore aveva?”. La figura seguente illustra come la domanda sia stata posta al 79% (372/472) dei ricoverati, ma non all’11%
(51/472), la percentuale di chi non ricorda è del 9% (43/472). L’1% (6/472) non ha risposto alla domanda.
Alla domanda 4 “Durante il ricovero ha sentito dolore?”, ha risposto di sì il 52% (248/472) delle persone ricoverate, mentre il 44% (206/472) ha dichiarato di non aver sentito dolore. Il 4% (18/472) non ha risposto.
La quinta domanda chiedeva “Durante il ricovero, il personale sanitario le ha chiesto se ci sono state variazioni del dolore?”. L’82% (389/472) delle persone risponde positivamente, il 14% (68/472) negativamente, il 4%
(18/472) non risponde .
Figura 3.10 - Domanda del personale su presenza del dolore al ricovero
Fonte Aziendale
101
Figura 3.11 - Dolore provato nel corso del ricovero
Fonte Aziendale
Figura 3.12 - Domanda dei sanitari sulla variazione del dolore durante il ricovero
Fonte Aziendale
La sesta domanda indagava quale fosse il principale motivo di dolore delle persone ricoverate in Regime di
ricovero ordinario o di ricovero DH/DS.
Nel Regime di ricovero ordinario l’intervento chirurgico viene indicato come principale motivo di dolore nei Dipartimenti: Chirurgico (58,3%), Chirurgico Specialistico (50%) e Riproduzione Accrescimento (50%); Patologia nei
Dipartimenti: Medico (62,3%), Medico Specialistico (54,4%) e Neuroscienze/Riabilitazione (65,3%).
Nel Dipartimento Emergenza vengono indicati come principali motivi di dolore Patologia (27,3%) e Procedure
per Diagnosi e accertamenti (25,8%).
Nel Regime di ricovero Day Hospital/Day Surgery i motivi sono così distribuiti: Intervento chirurgico in Day Surgery (35,3%), mentre in Day Hospital è stato indicato Terapia (33,3%).
Figura 3.13 - Motivo del dolore provato durante il ricovero. Ricovero ordinario
Fonte Aziendale
102
Figura 3.14 - Motivo del dolore provato durante il ricovero. Day Hospital/day surgery
Fonte Aziendale
Alla domanda 7 “Ha ricevuto una terapia antidolorifica?”, ha risposto di sì il 55% (261/472) delle persone
ricoverate, mentre il 29% (138/472) no. Il 10% (45/472) delle persone ha risposto di non saperlo e il 6% (28/472)
non ha risposto alla domanda.
Le persone ricoverate che hanno aderito all’indagine, risultano essere soddisfatte del trattamento antalgico
ricevuto.
Figura 3.15 - Efficacia della terapia antidolorifica. Ricovero ordinario
Figura 3.16 - Efficacia della terapia antidolorifica. Day Hospital/day surgery
Fonte Aziendale
103
Concludendo, dall’andamento del grafico sottostante è possibile osservare come nel corso degli anni, nell’Azienda
Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, si sono verificati dei cambiamenti di prevalenza dell’intensità del dolore.
Figura 3.17 - Trend livello di dolore assente
Fonte Aziendale
Figura 3.18 - Trend livello di dolore moderato
Fonte Aziendale
Figura 3.19 - Trend livello di dolore intenso
Fonte Aziendale
Il trend negli anni mostra un significativo aumento ad andamento lineare per il ‘dolore assente’ (alfa-error P< 0,04)
ed una alta significatività in lineare diminuzione per il ‘dolore intenso’ (alfa-error P<< 0,01). Il ‘dolore moderato’
presenta invece una situazione ad andamento lineare in riduzione, ma solo ‘border line’ (alfa-error P< 0,06).
L’attenzione deve comunque essere rivolta alle criticità rilevate e alla percentuale di pazienti, anche se ridotta
negli anni, che ancora lamentano un dolore moderato severo e a quelli che affermano di non essere stati trattati
e di non aver avuto l’adeguata attenzione sul tema dolore da parte del personale sanitario.
104
riti al suo interno, alcuni dei quali hanno visto il loro
completamento solo nel corso dell’anno 2013. Alcuni
dei Progetti sono stati completati negli anni di validità del P-p (es. Ospedale glutaraldeide-free, Ospedale
protossido-free); altri nuovi progetti sono stati inseriti
nei tre anni di prolungamento, come ad es. il progetto
SOS-net.
Dal 2011 il referente aziendale per la gestione del rischio viene identificato con il Responsabile della Struttura Dipartimentale di Igiene Ospedaliera. Dal secondo semestre 2013, in Azienda si sta modificando la
composizione, i ruoli e le responsabilità dell’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico.
Dal secondo semestre 2013, l’Azienda ha inoltre avviato la predisposizione del nuovo Piano-programma
per la Gestione del Rischio 2014-2016.
Il nuovo P-p 2014-2016 ha l’obiettivo di:
a) riorganizzare il sistema di gestione del rischio secondo quanto indicato nella DGR 2079/2013, definendo chiari ruoli e responsabilità e integrazione sinergica
tra i diversi attori coinvolti nella fase di prevenzione
degli eventi avversi e nella fase di gestione diretta dei
sinistri (eventi avversi associati all’assistenza sanitaria
con danno); in questo contesto, si inserisce:
- il prosieguo nel percorso di costruzione dell’organizzazione aziendale per la gestione diretta dei sinistri,
così come definito nella DGR 2079/2013,
- l’utilizzo esaustivo, tempestivo ed accurato della Banca Dati Contenzioso Regionale e della banca dati Contenzioso Aziendale, quale fonti di identificazione delle
aree prioritarie di intervento per il miglioramento della
sicurezza,
- l’integrazione di questi dati con le altri fonti informative aziendali, regionali e nazionali (es., segnalazione
malattie infettive – ICA, antibiotico-restistenza, alert
organism, cadute, ulcere da pressione, medications
errors, ecc.).
b) Rendicontare l’esito dei progetti (Schede-progetto)
completati nel precedente ciclo di pianificazione 20082013.
c) Utilizzare queste evidenze insieme ai dati ottenuti
dalle diverse fonti informative relative agli eventi avversi e ai dati forniti dall’Osservatorio Regionale per
la sicurezza delle cure come punto di partenza per la
definizione del nuovo ciclo di pianificazione.
In Azienda l’integrazione del governo del rischio infettivo con le attività aziendali di gestione del rischio clinico
è stata realizzata dal 2008, inserendone le attività quali Schede-progetto del P-P 2008-2013.
Nel corso del 2013, grazie al modello presentato nella
DGR 318/2013, è stata ridefinita la composizione del
Nucleo Strategico per la Gestione del Rischio Infettivo
(NS-GRI) che è stata presentata in Collegio di Direzione nel mese di luglio e validata dal Collegio di Dire-
3.2 Accessibilità, qualità, sicurezza, continuità
delle cure
3.2.1 Sicurezza delle cure e gestione del rischio
Assetto organizzativo per rischio e sicurezza
In Azienda è presente dal 2007 l’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico i cui compiti sono i seguenti:
•
coordinare i Responsabili di U.O. o Servizi Aziendali coinvolti negli interventi di governo clinico e
di gestione del rischio clinico al fine di monitorare
tutte le iniziative esistenti in Azienda e di programmare annualmente le iniziative future;
•
produrre una relazione annuale dell’attività svolta;
•
provvedere alla promozione del governo clinico
attraverso lo sviluppo di tutti gli strumenti ad esso
collegati:
•
curare l’implementazione, l’adattamento locale
e la verifica dell’applicazione delle linee guida e
promuovere l’attività di audit clinico tra i professionisti in collaborazione con le strutture aziendali
preposte;
•
individuare metodiche di feed-back per il ritorno
delle informazioni ai professionals;
•
sviluppare l’analisi dei reclami dei pazienti al fine
di trarre insegnamento per la pratica clinica;
•
provvedere alla promozione di programmi di gestione del rischio, in termini di sicurezza ambientale e rischio clinico, per i pazienti e per gli operatori.
•
essere riferimento per l’attività relativa al Progetto
“Ospedale senza Dolore”.
•
essere riferimento per l’attività collegata al percorso di segnalazione degli Eventi Sentinella.
Il Referente Medico dell’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico veniva individuato nella figura del
Direttore Medico di Presidio.
I Componenti dell’Area Progetto venivano individuati
nell’ambito delle Strutture/Direzioni e Funzioni aziendali che già si occupavano di sicurezza del paziente,
degli ambienti, dei lavoratori, degli aspetti assicurativi
e di gestione del contenzioso, per fornire un supporto
concreto ai DAI.
L’Area Progetto Governo Clinico e Rischio Clinico,
predisponeva il Piano-programma (P-p) aziendale
per la Gestione del Rischio, triennio 2008-2010. Tale
P-p, in considerazione dei cambiamenti logistici e organizzativi intercorsi nella storia dell’Azienda, nel corso del Riesame della Direzione Strategica del 2011,
2012 e 2013, veniva prolungato nella sua validità per
gli anni successivi (P-p 2008-2010-211-2012-2013) in
considerazione del mantenimento dei progetti inse105
zione nel mese di dicembre 2013. Nel corso del primo
trimestre 2014 il nuovo assetto verrà deliberato.
Le novità sono rappresentate da:
1. l’inserimento all’interno del NS-GRI del Gruppo
Operativo per l’Uso Responsabile degli Antibiotici,
in precedenza nominato esternamente al Comitato Infezioni Ospedaliere, consentendo la gestione
integrata e sinergica del rischio infettivo;
2. l’inserimento all’interno dei componenti del NSGRI dei Direttori e collaboratori dei Dipartimenti
ad Attività Integrata, quale componente strategica
nella definizione delle attività e priorità di intervento;
3. l’inserimento tra le funzioni aziendali a valenza
trasversale e di supporto delle due Unità Operative di Anestesia e Rianimazione aziendali.
4. Il modello realizzato progressivamente, a partire
dal 2008, è quindi orientato all’integrazione della
gestione del rischio infettivo nell’ambito della più
complessiva tematica della sicurezza e del governo clinico, anche se dotato di speciale attenzione,
vista l’importanza in termini di numerosità degli
eventi avversi, della complessità e multidimensionalità del problema, l’evoluzione delle criticità e
delle emergenze in questi ultimi anni, cui è necessario far fronte con uno specifico pool di professionisti altamente preparati e competenti.
Nel corso del 2013, con il progressivo riassetto organizzativo del livello strategico aziendale per la sicurezza e il governo clinico, è stato progettato uno specifico
ciclo formativo dedicato, in prima istanza, ai componenti dell’area progetto governo clinico e rischio clinico e del nucleo strategico per la gestione del rischio
infettivo.
Dal 2006 le attività di gestione del rischio infettivo sono
sostenute da una Rete di Referenti per la Gestione del
Rischio Infettivo (medici, laureati non medici, operatori
delle professioni sanitarie), presenti in tutte le UU.OO.
/articolazioni organizzative rilevanti (ad es. Piastra
Operatoria, Aree Ambulatoriali Plurispecialistiche) e
dal coinvolgimento delle scuole di specializzazione
universitarie.
Grazie a questa organizzazione, è stato possibile in
questi anni progettare e implementare in maniera sistematica interventi di gestione del rischio su tutta l’Azienda, come ad es. la gestione dei pazienti colonizzati/infetti con alert organism.
curezza dei Pazienti dell’Agenas. Per quanto riguarda
lo stato di implementazione delle raccomandazioni ministeriali e/o regionali:
•
Indicazioni relative ad allontanamento di paziente
da strutture sanitarie: nel corso del 2013 è stata
emessa la procedura aziendale “Modalità di gestione in caso di allontanamento di un paziente
dal reparto di degenza”.
•
Linee di indirizzo sulla gestione clinica del farmaco, ricognizione e riconciliazione farmacologica: è
del 2012 l’ultima revisione della procedura aziendale “Gestione Clinica dei farmaci”, nella quale
sono trattate le modalità di effettuazione dei processi di ricognizione e riconciliazione. La procedura è stata presentata durante il 2012 e 2013 in
specifici corsi di formazione aziendali.
•
Prevenzione e gestione della caduta del paziente
nelle strutture sanitarie: nel 2013 è stata emessa
la procedura “Prevenzione gestione e segnalazione delle cadute di pazienti ricoverati in ospedale”.
•
Prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità AB0: la procedura aziendale è stata
stilata nel 2009 (“Procedura per la Trasfusione del
Sangue e degli Emocomponenti)” e la revisione
è prevista per il 2014. L’Azienda è stata sede e
organizzatrice nel 2013 del 2° Seminario itinerante “L’errore trasfusionale AB0. Cosa fare e cosa
evitare di fare”.
Nel corso del Riesame della Direzione Strategica 2013
è stata validata l’importanza di riprendere in Azienda
l’attività di Incident Reporting. Nel secondo semestre
2013 sono stati avviati i lavori per la stesura della procedura aziendale. L’obiettivo è quello di integrare l’attività di Incident Reporting (Schede regionali di segnalazione) con quella di analisi e trattamento dell’evento
avverso utilizzando lo strumento del Significant Event
Audit (SEA). Nel secondo semestre 2013 è stato sperimentato nel Dipartimento Medico il SEA. La stesura
della procedura in versione definitiva è prevista per
2014.
Nel corso del 2013 sono stati gestiti e segnalati nel
flusso regionale SIMES 3 eventi sentinella, con la stesura del relativo Piano di azione.
Gestione eventi critici
L’ infezione correlata all’assistenza (I.C.A.) é l’ infezione
che insorge dopo le 48 ore dal ricovero in ospedale e
che non era clinicamente manifesta né in incubazione
al momento dell’ingresso in ospedale. Sono comprese
le infezioni comparse successivamente alla dimissione
e riferibili, per tempo di incubazione, ad un eventuale
Sorveglianza e monitoraggio
Infezioni correlate all’assistenza
Anche nel 2013 è stato effettuato l’annuale Monitoraggio della implementazione delle raccomandazioni
per la prevenzione degli eventi sentinella – anno 2012
promosso dall’Osservatorio Buone Pratiche per la Si106
precedente ricovero (ad es., infezioni del sito chirurgico).
La sicurezza del paziente è una questione centrale per i servizi sanitari e le I.C.A. rappresentano uno dei fenomeni più rilevanti in questo ambito.
In Italia non è attivo un sistema di sorveglianza delle I.C.A., anche se numerosi sono gli studi di prevalenza e
incidenza.
Nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara negli ultimi anni sono stati effettuati studi ripetuti di prevalenza,
a partire dal 1983.
Lo studio di prevalenza, di semplice e rapida esecuzione, dal basso costo e facile ripetibilità, rappresenta uno
strumento in grado di fornire dati utili per orientare gli interventi e definire le priorità, in particolare per sottogruppi
di pazienti omogenei per condizioni cliniche di base, reparto di ricovero, esposizione alle principali procedure
invasive e uso di antibiotici.
Nonostante i noti limiti delle indagini di prevalenza, esse rappresentano l’unico strumento per ottenere informazioni di “struttura” relative alle I.C.A.. Inoltre, la ripetizione periodica dell’indagine le rende un prezioso strumento
per mantenere vivo l’interesse degli operatori sanitari e per conoscere le sedi di infezione più colpite e le aree di
degenza maggiormente gravate dal fenomeno.
Infine, i dati ricavati dall’indagine possono guidare la scelta dei temi da approfondire con momenti di informazione/formazione/addestramento e/o con indagini ad hoc di sorveglianza, prospettica e/o retrospettiva.
I dati di prevalenza (e di incidenza) I.C.A.:
•
sono un requisito necessario per l’Accreditamento;
•
sono obiettivi di valutazione regionale dei sistemi aziendali per la gestione del rischio;
•
consentono di effettuare attività di benchmarking in ambito regionale, nazionale e internazionale;
•
consentono di orientare gli interventi di miglioramento in specifici ambiti critici.
L’indagine si svolge attraverso una visita (investigazione) dei pazienti ricoverati in un unico giorno per ogni area
degenza. I dati sono rilevati da Osservatori formati (INVESTIGATORI indipendenti), attraverso l’esame della
documentazione sanitaria e il colloquio con il personale di degenza (medico e infermiere Referente GRI di U.O./
Area di degenza). L’indagine è stata applicata a tutti i pazienti ricoverati il giorno dell’indagine entro le ore 8 nelle
aree di degenza per acuti e di riabilitazione, (sono escluse le funzioni di day hospital e day surgery), sono esclusi
i pazienti in dimissione nella giornata dell’indagine. Ogni UO deve essere completata in un’unica giornata.
Prevalenza in acuto
I dati seguenti mostrano i risultato dell’indagine svolta sui pazienti ricoverati in aree di degenza per acuti
Figura 3.20 - Serie storica dei dati di prevalenza I.C.A. (acuto) per area omogenea di analisi
Fonte aziendale
*AOUFE: Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara
Nel 2011 uno studio europeo ha arruolato Ospedali di Grandi, Medie e piccole dimensioni e i dati elaborati ne
rapprendano l’insieme. AOUFE ha aderito come ospedale universitario di grandi dimensioni.
La maggiore complessità e gravità della casistica trattata ne spiega il dato superiore alla media europea 2011 e
107
regionale 2012.
Nel 2013 AOUFE ha effettuato autonomamente lo studio di prevalenza.
Figura 3.21 - Distribuzione % delle I.C.A. per le 4 localizzazioni prevalenti di infezione; confronto AOUFE - EmiliaRomagna – Europa Italia – WHO (pazienti acuti)
Fonte aziendale
Prevalenza superiore ai dati di confronto europei e regionali sono stati osservati per quanto riguarda le infezioni
del tratto urinario e le batteriemie, dato questo che guiderà la definizione delle priorità di intervento per l’anno
2014.
Figura 3.22 - Prevalenza (/100) di esposti alle principali procedure invasive e uso antibiotici (pazienti acuti)
Fonte aziendale
Alta prevalenza in AOUFE per quanto riguarda l’utilizzo (esposizione a rischio) di catetere vescicale, catetere
venoso centrale e dei pazienti in trattamento antibiotico.
Questi rappresentano ambiti di intervento prioritario per l’anno 2014.
108
Prevalenza in riabilitazione
I dati seguenti mostrano i risultato dell’indagine svolta sui pazienti ricoverati in riablitazione
Figura 3.23 - Serie storica dei dati di prevalenza I.C.A. in riabilitazione
Fonte aziendale
I dati evidenziano negli anni una riduzione dei pazienti con almeno una complicanza infettiva, mentre risulta
sostanzialmente invariata la prevalenza di pazienti con la presenza contemporanea di più di 1 localizzazione di
infezione. Questo in considerazione delle caratteristiche dei pazienti, che si presentano fragili, con una storia
clinica complessa e portatori di molteplici fattori di rischio intrinseci.
Figura 3.24 - Distribuzione % delle I.C.A. per sede (riabilitazione)
Fonte aziendale
109
Le localizzazioni prevalenti sono risultate nel 2013 le basse vie respiratorie, a causa delle alterazioni neurologiche presenti con ristagno cronico di secrezioni nell’apparato respiratorio e la presenza di diarrea da clostridium
difficile.
Figura 3.25 - Prevalenza % di esposti alle principali procedure invasive ed antibiotici (riabilitazione)
Fonte aziendale
A differenza della gestione dei dispositivi medici e degli antibiotici in acuto, in area di riabilitazione vi è un uso
contenuto, al fine di ridurre al minimo l’introduzione di fattori di rischio esterni nel delicato equilibrio del paziente
grave cerebro e mielo leso.
I dati di prevalenza ci offrono una prima lettura di alcuni aspetti relativi al problema, che necessita di approfondimenti successivi: “leggere” in dettaglio le variabili previste dalla scheda di rilevazione/ effettuare le dovute
correlazioni, negli specifici contesti con i professionisti delle UU.OO..
Fondamentale è la diffusione dei risultati nelle singole UUOO per stimolare la discussione e il coinvolgimento
di tutti gli operatori. Questi dati consentono di programmare e attuare di momenti formativi per gli operatori (es.
presso le UUOO di riabilitazione già svolti eventi di formazione sul campo per tutti gli operatori). Stimolano la
collaborazione attiva e fattiva tra UUOO e Gestione Rischio Infettivo e l’effettuazione di audit interni alle UUOO
che dimostrano maggiori criticità.
Igiene delle mani e utilizzo appropriato e consapevole dei guanti
Nel 2013 è stato completato il piano di azione quinquennale 2009-2013 della campagna aziendale “Non lavartene le mani!” di implementazione in scale-up delle linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutte
le UU.OO. - aree di degenza ordinaria.
Figura 3.26 - Adesione all’igiene delle mani in azienda: risultati delle osservazioni 2009-2013
Fonte aziendale
* pp.ll. : posti letti
110
Figura 3.27 - Adesione % igiene delle mani per disciplina: confronto italia (campagna OMS 2007-2008) – AOUFE
2009-2013
Nel 2013 si è registrata una riduzione della compliance all’igiene delle mani nei 5 momenti fondamentali raccomandati dall’OMS, rispetto agli anni precedenti il trasferimento.
La quasi sospensione dell’attività di osservazione & feed-back nel corso dell’anno 2012 (anno di trasloco e di
attivazione della nuova struttura ospedaliera che ha comportato la rimodulazione degli assetti organizzativi, con
accorpamenti di molteplici UU.OO. in aree di degenza comuni e riconfigurazione degli organici infermieristici che
hanno di conseguenza determinato un calo di attenzione verso l’importanza dell’igiene delle mani nella sicurezza del paziente).
Una delle motivazioni osservate in maniera diffusa è dovuta all’utilizzo alternativo (non appropriato) dei guanti
senza effettuare l’igiene delle mani nei 5 momenti fondamentali OMS.
Questa ci indica la necessità di lavorare sull’appropriatezza di utilizzo dei guanti non sterili che, peraltro, rappresentano una delle voci di spesa principale per quanto riguarda il consumo di dispositivi medici in Azienda.
Figura 3.28 - Trend del consumo di soluzione idro-alcolica per l’igiene delle mani: AOUFE totale e Aree di degenza
Fonte aziendale
Per quanto riguarda il trend del consumo di soluzione idro-alcolica, nel 2013 è stato superato il valore standard
di 10 L/1.000 giornate di degenza definito dalla ASSR-Area Rischio Infettivo.
Da notare inoltre la crescita importante del consumo totale di Azienda, pari a 36 L/1.000 giornate di degenza.
Questo dato, risulta da attribuire alla forte adesione in azienda all’obiettivo OMS-2013 di promozione dell’igiene
delle mani tra i pazienti e visitatori.
A questo proposito, AOUFE ha aderito alla sfida OMS-2013 preparando Poster e pieghevoli finalizzati a tale scopo. Tali strumenti informativi, affiancati dall’utilizzo di piantane con dispenser elettronico di gel, sono stati utilizzati
durante l’osservazione nelle aree di degenza e posizionati nella hall della struttura di Cona.
Questo dato di crescita del consumo, paragonato alla bassa compliance media di azienda, se da una parte risul111
ta spiegato con l’offerta del gel a pazienti e visitatori, dall’altra si illustra con i dati raccolti durante le osservazioni:
non è sufficiente avere il gel, ma per una corretta igiene delle mani è necessario effettuarla al momento giusto =
sicuro (5 momenti fondamentali dell’igiene delle mani al punto di assistenza).
Sulla base degli indicatori regionali il consumo globale di prodotti idroalcolici è stato di 2.666 litri, mentre il
consumo nelle sole aree di degenza ordinaria di 1.449 litri. Il punteggio riportato nella griglia di autovalutazione
dell’OMS per l’adesione a una corretta igiene delle mani è stato di 465.
Infezioni del sito chirurgico
Uno degli obiettivi regionali fino ad ora non implementati in Azienda era rappresentato dall’avvio della sorveglianza delle Infezioni del sito chirurgico (ISC)
Grazie al trasferimento in Cona, all’informatizzazione del Registro Operatorio e alla sua integrazione col sistema
di gestione dei ricoveri SAP, nel corso del 2012 è stata avviata la implementazione del Protocollo SICh-ER in
Azienda, lavorando con tutte le UU.OO. chirurgiche:
1) identificando per ciascuna UO le categorie NNIS da sorvegliare e i relativi codici ICD-IX-CM procedura, per un
totale atteso, a pieno regime del sistema, di circa 3.500 interventi chirurgici sorvegliati.
2) definendo un percorso di segnalazione aziendale, presentato in uno specifico Corso di formazione, in 2 edizioni ripetute, preliminare all’avvio della sorveglianza grazie all’acquisizione di uno specifico modulo integrativo
del software di gestione delle sale operatorie ORMAWEB.
La sorveglianza è stata attivata dal 22/10/2012 a tutto il 2013 sugli interventi (definiti come un ingresso in sala
operatoria [SO] in cui un chirurgo esegue almeno una incisione attraverso cute o mucose, inclusi approcci endoscopici e laparoscopici, e chiude l’incisione prima che il paziente lasci la SO) eseguiti in regime di degenza
ordinaria inclusi in una delle Categorie di intervento NNIS da sorvegliare (operative procedure categories) che
raggruppano procedure chirurgiche clinicamente simili. Queste categorie rendono possibili i confronti in gruppi di
pazienti sottoposti a procedure simili. La durata della sorveglianza è previta fino a 30gg dopo l’esecuzione della
procedura e 365gg in caso vi sia impianto di protesi, ma per questioni di sostenibilità, attualmente, la sorveglianza continua fino all’ultimo follow-up ambulatoriale post intervento.
I dati di sorveglianza sono stati poi elaborati dalla struttura di igiene, in attesa del report regionale 2013. Per
quanto riguarda la qualità dei dati si sono riscontrati come dati mancanti la classe di contaminazione dell’intervento nel 27,5% dei case e l’ASA Score nel 5,5%. In assenza di questi dati non è stato possibile calcolare l’IRI
Score necessario per la stratificazione delle procedure. Hanno inciso sulla qualità dei dati anche la mancata chiusura del registro operatorio (il modulo sorveglianza di Ormaweb non “vede” i registri operatori aperti in quanto
ancora modificabili), la mancata sorveglianza della procedura e il mancato invio della Scheda ISC.
Figura 3.29 Analisi dati di incidenza ISC – 2013 per UO chirurgica
Fonte aziendale
112
•
scheda 4 – ricondizionamento della sala operatoria tra un intervento chirurgico e il successivo, ricondizionamento terminale di fine
seduta, disinfezione periodica ambientale
con apparecchiatura
•
scheda 5 – antisepsi pre-incisione del sito
chirurgico
•
scheda 6 – medicazione intra-operatoria del
sito chirurgico
•
scheda 7 – sorveglianza delle isc: percorso
operativo e informazione - partecipazione del
paziente-caregiver alla sorveglianza
•
scheda 8 – medicazione post-operatoria del
sito chirurgico (in degenza e in ambulatorio)
•
scheda 9 – informazione e addestramento di
paziente–caregiver per la gestione del drenaggio.
•
Batteriemie: gestione del Catetere Venoso Centrale
Sono inoltre state revisionate e preparate ad hoc procedure e istruzioni operative per la gestione del reprocessing degli endoscopi, la gestione del processo di
sterilizzazione esternalizzato, le modalità operative di
gestione degli antisettici e dei disinfettanti.
Precauzioni Standard e Precauzioni aggiuntive per
«modalità di trasmissione»
Nel corso del 2013 sono state sottoposte a revisione
le seguenti procedure / istruzioni operative / documenti
di riferimento per la gestione in sicurezza del paziente portatore (colonizzato/infetto) di malattia infettiva e
diffusiva:
•
segnalazione delle malattie infettive e diffusive
nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara;
•
la gestione e l’isolamento del paziente con processo infettivo in atto: nella nuova stesura è stata
inserita una specifica scheda relativa alla gestione
del paziente in isolamento protettivo;
•
sorveglianza, gestione e controllo alert organism,
clostridium difficile ed eventi epidemici ad essi
correlati: nella nuova stesura sono state inserite
le modalità di gestione dei pazienti colonizzati /
infetti con alert organism nell’ambito di particolari
setting assistenziali e in caso di trasporto del paziente e una specifica scheda + pieghevole per
pazienti-caregiver relativa alla gestione del paziente con diarrea da costridium difficile;
•
indicazioni pratiche e protocollo operativo per la
diagnosi, la sorveglianza e il controllo degli enterobatteri resistenti e/o intermedi ai carbapenemi (CRE/CIE) e/o produttori di carbapenemasi
(CPE);
•
percorso diagnostico-terapeutico della meningite
acuta. focus sulla meningite meningococcica;
•
malattie da parassiti umani: pediculosi e scabbia.
gestione del paziente. prevenzione delle infestazioni occupazionali negli operatori sanitari;
•
water safety plan: piano di valutazione e gestione
dei rischi sanitari associati all’utilizzo dell’acqua
potabile fornita dal sistema di distribuzione interno
nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara;
Sicurezza in sala operatoria
Nel 2008 l’OMS ha pubblicato e diffuso le linee guida
“Guidelines for Safe Surgery” per la sicurezza in sala
operatoria. Sulla base di queste raccomandazioni, è
stata costruita una checklist per la sicurezza in sala
operatoria, a supporto delle équipe operatorie, con
la finalità di favorire in modo sistematico l’adesione a
standard di sicurezza per la prevenzione degli eventi
avversi evitabili. I risultati emersi dalla sperimentazione condotta in ospedali di diversi Paesi suggeriscono
che l’utilizzo della checklist può migliorare la sicurezza
dei pazienti e ridurre il numero di morti e di complicanze post-operatorie.
Nel 2009 il Ministero della Salute ha pubblicato un Manuale per la sicurezza in sala operatoria, adattando le
raccomandazioni dell’OMS al contesto nazionale.
Nel 2010 l’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna ha curato l’adattamento delle raccomandazioni
del Ministero e la loro diffusione tra le Aziende Sanitarie, avviando, con la partecipazione del Policlinico di
Modena, il progetto collaborativo SOS.net (Sale Operatorie Sicure).
Il progetto SOS.net si propone di promuovere l’uso della checklist nella pratica chirurgica, documentandone
la compilazione attraverso un database dedicato.
L’adesione delle Aziende al progetto SOS.net – e, in
particolare, l’ adesione al database dedicato - può essere descritta, sia pure in modo indiretto e approssi-
Sono anche state realizzate misure specifiche su
obiettivi specifici, identificati in base all’analisi dei dati
aziendali di sorveglianza e alle priorità regionali quali:
•
Infezioni del sito chirurgico: “chirurgia amica” surgical patient friendly hospital. Buone pratiche assistenziali di prevenzione delle Infezioni del Sito
Chirurgico (ISC): è stato elaborato un documento
aziendale contente 9 schede specifiche:
•
scheda 1 – informazioni al paziente – caregiver per l’igiene personale e altri consigli prima dell’intervento;
•
scheda 2 – preparazione del paziente in degenza: la tricotomia pre-chirurgica
•
scheda 3 – preparazione del paziente in degenza: la doccia pre-chirurgica e antisepsi
cutanea dell’area interessata dall’intervento
113
mato, attraverso un semplice indicatore di “copertura”:
% di interventi chirurgici nei quali è stato documentato l’utilizzo della checklist SOS.net
L’indicatore evidenzia un netto miglioramento della performance nel 2013 rispetto all’anno precedente (+51,3%).
Nel corso del 2013, la compilazione della checklist è stata completamente informatizzata: questo ha permesso
di renderne obbligatoria la compilazione per tutti gli interventi chirurgici programmati. Il progetto è stato inoltre
esteso a tutte le UU.OO. Chirurgiche.
Tabella 3.1 - Percentuale di interventi chirurgici nei quali è stato documentato l’utilizzo della checklist SOS.net.
Anni 2012-2013.
INDICATORE
AOU Ferrara
Den. *
Num.**
Valore %
2013
10.813
8506
78,7
2012
10.896
2.986
27,4
Fonte regionale
*Num.: numero di interventi chirurgici per i quali è documentata la compilazione della checklist SOS.net nell’anno
2012 e 2013.
**Den.: numero totale di ricoveri con DRG chirurgico registrati nell’anno 2012 e 2013. Questo numero è stato
ottenuto dall’archivio regionale delle SDO, operando una selezione dei ricoveri dimessi da reparti con disciplina
“chirurgica” (Cardiochirurgia pediatrica, Cardiochirurgia; Chirurgia generale, Chirurgia maxillo facciale, Chirurgia
pediatrica, Chirurgia plastica, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Neurochirurgia, Oculistica; Odontoiatria e
stomatologia; Ortopedia e traumatologia; Ostetrica e ginecologia; Otorinolaringoiatria, Urologia, Grandi ustionati
pediatrici, Grandi ustionati; Nefrologia; Dermatologia, Neurochirurgia pediatria, Urologia pediatrica, Day surgery); sono quindi esclusi dal calcolo del denominatore eventuali ricoveri con DRG chirurgico riconducibili ad altre
discipline. Il criterio adottato consente di escludere i ricoveri in cui il DRG chirurgico è associato a una procedura
interventistica (come ad es.: angioplastica, …). Questa scelta comporta tuttavia anche un rischio di sottostima
(ad esempio nei casi in cui un paziente sottoposto a intervento chirurgico venga trasferito e dimesso da discipline
mediche). Inoltre, esiste un rischio di sottostima dovuto alla non inclusione delle procedure chirurgiche ambulatoriali (incluse invece, anche se in proporzione non nota, nel numeratore).
Nel 2013, la percentuale di interventi che hanno presentato non conformità è stata del 3% (- 4% rispetto al 2012).
La non conformità più frequentemente rilevata, analogamente all’anno 2012, è stata la mancata marcatura del
sito chirurgico (dato in linea con la media regionale).
Uso razionale e sicuro dei farmaci
Registri AIFA: nell’anno 2013 si è presentata una consistente criticità a livello nazionale in conseguenza della
migrazione dei registri di monitoraggio, stabilita da AIFA, su una nuova piattaforma web. Questo ha impedito l’utilizzo della maggior parte dei Registri per molti mesi e un conseguente lavoro particolarmente oneroso di recupero delle informazioni. Man mano che i registri diventavano attivi, si è quindi proceduto all’inserimento puntuale
dei dati, in sequenza a una fase di adempimento informativo a carico dei medici.
Farmacovigilanza: nel 2013, oltre alle consuete attività in tale ambito con diverse iniziative quali risposte commentate alle segnalazioni, un bollettino periodico e report sulle interazioni tra farmaci, sono proseguite le attività
relative ai tre specifici progetti di Farmacovigilanza assegnati dalla Regione in ambito oncologico, ambito pediatrico e Pronto Soccorso di cui la Farmacia dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, è anche centro
coordinatore regionale. L’impegno costante nel campo della Farmacovigilanza ha consentito, anche nel 2013, di
raggiungere un ottimo livello di segnalazione di ADR, superiore alla media regionale.
Procedura Gestione Clinica dei farmaci: nel 2013 tale procedura è stata revisionata con approvazione prevista
nei primi mesi 2014. Per quanto riguarda l’applicazione della raccomandazione per la ricognizione farmacologica, da una verifica effettuata in Azienda negli scorsi anni, la stessa risultava applicata. E’ stata comunque nuovamente verificata nel 2013, tramite la rete degli infermieri referenti per il rischio, attraverso un questionario. Nel
2013 è stato inoltre eseguito un audit relativamente al rispetto della procedura nell’ambito della prescrizione di
“terapia al bisogno” in un Dipartimento, con l’obiettivo di verificare l’aderenza alla procedura Aziendale in questo
ambito così complesso. I risultati hanno evidenziato la presenza di criticità e la necessità di azioni di migliora114
Operative interessate.
mento che verranno messe in campo nell’anno 2014.
Uso appropriato antibiotici
Governo dei dispositivi medici
In considerazione dell’elevato impiego in termini di DDD
(dose definita giornaliera) (anche se la spesa/100gg
degenza è anche inferiore ad altre Aziende Ospedaliere) di antimicrobici in Azienda, risultante dai dati regionali, è stato formalizzato uno specifico programma di
controllo attraverso l’istituzione, in ottemperanza alle
indicazioni regionali, di un gruppo sull’Uso Responsabile degli Antibiotici derivato dal “gruppo aziendale
antimicrobici” presente negli anni precedenti e costituito da farmacista, farmacologo clinico, infettivologo
e microbiologo facenti parte del CIOS che valuta ogni
trimestre i consumi e la spesa delle varie Unità Operative in rapporto ai dati microbiologici e, qualora evidenzi delle criticità, propone audit o incontri specifici
con il referente medico SIOS della UO interessata.
Particolare criticità è stata riscontrata nell’impiego di
antibiotici nella profilassi chirurgica per cui, lo specifico Gruppo, dopo aver effettuato un audit nel 2010, nel
2012 e nel 2013 ha implementato l’adozione di protocolli di antibiotico profilassi in maniera efficace tramite condivisione e diffusione degli stessi nelle diverse
specialità chirurgiche, andando a condividerli, unità
operativa per unità operativa. Nel 2013 è inoltre stato
impostato il re-audit che si effettuerà nel 2014.
Nonostante queste azioni, il confronto della spesa e
del consumo in termini di DDD (degli antibiotici dell’azienda verso le altre Aziende Ospedaliere della RER
evidenzia che i consumi espressi in DDD/100gg degenza sono ancora tra i più alti e, a fronte di una riduzione del 2012, nel 2013 sono di nuovo aumentati. Per
l’anno 2013 si evidenzia una spesa/100 gg di degenza
che ancora rimane tra le più basse rispetto alle altre
Aziende ospedaliere e un consumo/100 gg di degenza
tra i più alti. Si evidenzia comunque un costo/ DDD tra
i più bassi in RER. A parte alcune aree di criticità, l’elevato numero DDD/100gg degenza può essere attribuito al maggiore utilizzo di antibiotici di basso costo la
cui DDD è inferiore alla dose effettivamente utilizzata.
Per quanto riguarda gli antimicotici, l’Azienda ha continuato a mantenere sia una spesa/100gg degenza che
un consumo DDD/100gg degenza tra i più bassi delle
Aziende Ospedaliere.
Altre azioni compiute su tale tematica sono state:
•
realizzazione del prontuario di area vasta per l’uso
degli antimicotici sistemici;
•
corsi di formazione per il personale medico per
l’uso responsabile degli antibiotici;
•
rendicontazione periodica dei profili di resistenza
dei principali patogeni di acquisizione ospedaliera, da parte della Microbiologia verso le Unità
La Commissione Provinciale dei Dispositivi Medici
(CPDM) é stata istituita con Del. n.41 del 15/03/2013
della AUSLFE. Il 2013 ha visto il Dipartimento Interaziendale Gestionale Ingegneria Clinica, operativo
dall’agosto 2013 con la nomina del suo direttore, impegnato nelle attività inerenti l’accreditamento delle
strutture che è ancora in corso e nel completamento
degli importanti piani investimenti attuati fin dal 2012.
La CPDM ha effettuato nel 2013 tre riunioni nelle quali
sono state evidenziate alcune criticità operative, che
hanno avuto esito nella richiesta inviata dal coordinatore agli organi competenti delle due aziende sanitarie
di riformulazione della composizione della CPDM con
le seguenti motivazioni:
•
garantire la continuità informativa e di azione tra
ciò che emerge sui diversi tavoli regionali (GRDM
- Gruppo Regionale Dispositivi Medici e CRDM Commissione Regionale Dispositivi Medici) e le
attività specifiche della CPDM;
•
apportare un più diretto e approfondito livello di
conoscenza in merito alle tematiche specifiche
dei DM oggi utilizzati, anche nella considerazione che sono diversi gli attori preposti alla gestione
nelle due aziende (Dipartimento Interaziendale
Acquisti Logistica ed Economale/Dipartimento
Farmaceutico Interaziendale);
•
garantire una indispensabile funzione di segreteria organizzativa che consenta di rendere operativa la CPDM in relazione alle sue attività basilari
quali diffusione informazione, convocazione riunioni, redazione dei verbali, monitoraggio delle
istruttorie, contatto con gli utenti clinici;
•
d) garantire un’ indispensabile funzione operativa in riferimento alla preparazione delle istruttorie
inerenti alle richieste di nuovi DM e/o a supporto
dei progetti di ricerca;
•
e) garantire il coordinamento diretto delle attività
legate alla vigilanza dei DM.
La finalità delle richieste è quella di poter garantire
una maggiore operatività e un maggiore livello di conoscenza reale delle problematiche relative ai DM da
parte dei suoi membri, con la conseguenza di potere
più agevolmente esprimere giudizi o valutazioni di merito sulle problematiche poste.
Completezza e qualità dei flussi dei dispositivi medici
(DIME)
Al fine di garantire la completezza e la qualità dei dati
del flusso DIME, ogni trimestre, durante le simulazioni
115
Per le medicazioni avanzate è stata programmata con
la Direzione delle Professioni la revisione degli attuali protocolli di trattamento delle lesioni acute e croniche secondo le nuove linee di indirizzo regionali, con
la possibile omogeneizzazione a livello provinciale. Il
gruppo di lavoro procederà anche all’analisi delle specifiche schede di monitoraggio predisposte che vengono compilate nelle varie U.O. al fine di verificare l’appropriatezza di utilizzo del tipo di medicazione e del
numero dei cambi effettuati.
Per la classe delle suturatrici meccaniche si è ottenuta,
in linea con quanto previsto nelle Linee di programmazione regionali, una riduzione della spesa del -9,05%
rispetto ad un dato regionale del -3,68 %, in seguito ad
un attento controllo dei consumi.
Sono state inoltre condotte altre attività inerenti gli
obiettivi 2013:
•
Il monitoraggio della completezza e della qualità
dei dati oggetto di rilevazione è stato svolto con
verifiche prima dell’invio da parte del Dipartimento
Farmaceutico Interaziendale e per quanto riguarda l’aderenza tra i dati inviati e i dati del conto
economico nelle poste di competenza con azioni
specifiche, volte a ridurre eventuali scostamenti;
•
E’ stata adottata la procedura per la visione di dispositivi di classe III ed è attivo un registro di tali
dispositivi presso CPDM;
•
La collaborazione con i componenti delle altre
Commissione Aziendali è attiva anche per la presenza comune sui tavoli regionali;
•
E’ stata garantita la collaborazione attiva della
CPDM, e segnatamente del suo coordinatore,
all’attività che riguarda i dispositivi medici a livello
regionale e in particolare: lavori della Commissione Regionale Dispositivi Medici e della Segreteria
Tecnica, attività del Gruppo Indicatori di utilizzo
dei Dispositivi Medici, Gruppo Elettrofisiologia e
Impiantabili attivi cardiologici, Gruppo Ultrasuoni
e Radiofrequenza.
di invio, vengono verificate le cause che determinano
eventuali scarti, attuando le opportune azioni correttive.
Si verificano inoltre, su di un campione di prodotti di
specifiche classi CND, individuate di volta in volta dai
componenti del Gruppo Regionale Dispositivi Medici
(GRDM) a cui appartengono due Farmacisti del Dipartimento Farmaceutico, i dispositivi medici i cui prezzi
di acquisto si discostano di oltre il 50% tra il prezzo minimo e quello massimo inviato dalle Aziende Sanitarie,
così da correggere, se del caso, eventuali dati errati.
Queste attività hanno migliorato i dati del flusso DIME
relativamente ai consumi. Infatti, in rapporto al valore
del flusso informativo dei Conti Economici (CE) per il
Ministero della Salute, i controlli e le azioni correttive
hanno portato ad una copertura del valore del flusso
DIME rispetto a quello del flusso CE del 96% in Azienda Ospedaliera rispetto ad un dato Regionale 2013
del 95,8%. Infatti già ai 9 mesi 2013 la nostra Azienda
era ad una copertura di oltre il 70%.
Monitoraggio dei consumi dei dispositivi medici critici
Nel corso del 2013 sono stati monitorati il consumo e
la spesa, con particolare riguardo ai dispositivi medici
di alto costo, ottenendo una riduzione di spesa dei dispositivi medici con un risparmio Aziendale del 3,98%,
a fronte di un aumento dell’attività rispetto al 2012. La
Farmacia, in attesa della riorganizzazione e stabilizzazione della Commissione Provinciale Dispositivi Medici, perseguendo un miglioramento dell’appropriatezza
di utilizzo dei dispositivi medici, ha monitorato il rispetto delle linee di indirizzo elaborate per alcune tipologie di dispositivi, in particolare la Terapia a Pressione
Negativa (TPN) per durata di trattamento e per setting
assistenziale, oltre ad aderire all’acquisizione tramite
gara di Area Vasta.
Per le categorie di dispositivi medici appartenenti alle
classi di bassa complessità tecnologica e di largo consumo la Farmacia ha individuato le classi critiche in
maggiore incremento e possibile utilizzo inappropriato
identificando i guanti monouso non chirurgici e le medicazioni avanzate per ferite, piaghe e ulcere acute e
croniche.
Per queste è stato effettuato uno specifico monitoraggio con analisi ed evidenziazione delle aree critiche di
consumo dove orientare gli interventi in collaborazione
con la Direzione delle Professioni.
Per i guanti, pur considerando un aumento di consumo
legato all’aumento della attività rispetto al 2012 (anno
in cui le attività ed i consumi erano calati per effetto del
trasferimento dell’ospedale), si è comunque contenuto
il trend di incremento di spesa che si stava verificando
nei primi mesi.
3.2.2 Appropriatezza d’uso dei farmaci specialistici
da parte dei Centri autorizzati e monitoraggio
Nell’ambito dell’impiego appropriato dei farmaci, con
riferimento particolare ai farmaci potenzialmente innovativi e di elevato costo, oltre al monitoraggio periodico
dell’andamento di consumo e spesa, nell’anno 2013,
si è posta particolare attenzione, secondo le indicazioni regionali, ai farmaci antineoplastici, ai farmaci biologici per le malattie reumatologiche, al Ticagrelor e ai
nuovi farmaci per l’epatite C. A questi si sono aggiunti i
farmaci antiretrovirali che nel 2013, sin dai primi mesi,
hanno presentato un importante incremento della spesa.
116
cardiologica e cardiochirurgica regionale. Tale audit
ha evidenziato l’adesione alle raccomandazioni nella
prescrizione di ticagrelor specificatamente nei pazienti
ad alto rischio. Da notare, inoltre, che una verifica relativa alla prescrizione dello stesso farmaco tra le varie
Aziende a livello regionale evidenzia come Ferrara sia
tra le realtà sanitarie regionali con bassa percentuale
di prescrizione di ticagrelor all’interno degli antiaggreganti utilizzati per la SCA.
4. Farmaci per Artrite Reumatoide. Nel corso del 2013
è stato effettuato un nuovo audit sul trattamento sistemico dell’ artrite reumatoide nell’adulto con particolare
riferimento ai farmaci biologici, relativo al periodo da
Aprile 2010 a Marzo 2013 che ha visto un’ ottima adesione alle Linee guida RER.
5. Nuovi Farmaci epatite C: in questo ambito si è provveduto, come indicato dalla RER, all’individuazione
di centri di riferimento in ottica provinciale. Non si è
ritenuto di effettuare un audit in quanto il numero di
pazienti trattati era esiguo, ma ad ogni erogazione di
farmaco si effettua il controllo del rispetto delle Raccomandazioni RER e la verifica dell’aderenza alla
terapia, inoltre, per ogni nuovo paziente (ed ad ogni
erogazione successiva) viene effettuata dal farmacista
presente presso l’ambulatorio specifico per l’erogazione diretta antiinfettivi, una anamnesi farmacologica
volta a valutare le potenziali interazioni clinicamente
rilevanti misurate anche verso la terapia farmacologia
cronica assunta dal paziente al domicilio.
Nel corso del 2013 è stata effettuata la gara dei farmaci esclusivi i cui esiti, pervenuti negli ultimi giorni del
2013, non hanno fatto emergere significative riduzioni
di prezzo, bensì aumenti su alcuni farmaci rispetto ai
quali i clinici dovranno pertanto effettuare attente valutazioni di costo/beneficio. A tale riguardo è stato inviato
alle Unità Operative l’elenco dei farmaci con i relativi
nuovi prezzi incrementati e ridotti rispetto ai precedenti.
Inoltre, relativamente alla spesa per farmaci di alto costo e innovativi, sono stati posti obiettivi specifici ad
ogni Unità Operativa nell’ambito dei Dipartimenti. Tali
obiettivi sono stati monitorati dal Dipartimento Farmaceutico mensilmente con produzione di specifici report
che, per ogni farmaco ad alto costo, evidenziavano i
pazienti trattati e la spesa sostenuta ai fini della verifica
da parte dei Direttori di UO dell’andamento rispetto al
2012.
Si è provveduto anche alla verifica dell’applicazione di
alcune raccomandazioni regionali attraverso specifici
monitoraggi e audit.
Sono stati eseguiti tutti gli audit e i monitoraggi programmati nel piano azioni, anche se, per le criticità legate alla riduzione di personale in ambito dipartimentale, si sono concentrati nell’ultimo periodo dell’anno.
Di seguito è riportata una sintesi delle attività.
1.Farmaci antineoplastici: anche nel 2013 è proseguito
il monitoraggio con schede audit del format regionale,
dell’adesione alle raccomandazioni regionali per:
•
Pemetrexed in NSCLC: sui pazienti trattati nel
2013, evidenziando una pratica clinica sostanzialmente allineata alle Linee guida regionali.
•
Bevacizumab in NSCLC: su tutti i pazienti trattati,
da cui si evince una buona adesione alle Linee
guida regionali,
•
Bevacizumab e Cetuximab nel tumore del colonretto sui pazienti trattati 2013 con una buona adesione alle Linee guida GREFO.
•
Farmaci biologici per il trattamento del tumore renale metastatico o non operabile in tutte le linee
di terapia: effettuato su tutti i pazienti trattati che
ha evidenziato un’ adesione non completamente
allineata alle Linee guida GREFO. Nel 2014 sarà
quindi necessario approfondire con i clinici tale
ambito.
2.Farmaci per il trattamento di seconda linea dei pazienti HIV: nel 2013 si è verificato un elevato incremento della spesa per i farmaci HIV. In precedenza
era stato eseguito un audit sul trattamento di pazienti
in prima linea che aveva mostrato un’ottima aderenza alle Linee guida e indicazioni regionali. Nel 2013 è
stato quindi eseguito un audit sui pazienti in seconda
linea che ha mostrato una buona adesione a quanto
previsto dalle Linee guida della società europea AIDS
e un sostanziale allineamento nelle scelte terapeutiche
di seconda linea, secondo quanto deriva dai dati del
registro della coorte ICONA.
3.Ticagrelor: In accordo con le indicazioni regionali è
stato effettuato un audit relativo all’impiego e alla prescrizione di ticagrelor secondo le indicazioni del documento di indirizzo sulla terapia antitrombotica nella
sindrome coronaria acuta (SCA), redatto dalla commissione regionale del farmaco e dalla commissione
3.2.3 Rete delle farmacie oncologiche
A partire dal dicembre 2012 è stato implementato un
progetto interaziendale per realizzare il trasferimento
delle attività di allestimento di farmaci oncologici dalle
Unità Operative di oncologia dei tre ospedali di AUSL
(Argenta, Cento e Delta) al Laboratorio produzione farmaci antiblastici dell’AOSPU. Il 29 maggio il progetto
condiviso è stato sottoposto ai Direttori sanitari che
l’hanno approvato in data 13 settembre con apposita
convenzione.
E’ stata attivata la centralizzazione delle terapie dell’oncologia di Argenta nei tempi stabiliti (30 settembre). A
seguire, dopo la specifica formazione del personale,
verranno attivate le altre centralizzazioni nel 2014.
117
3.2.4 Assistenza farmaceutica convenzionata
Punti nascita
Anche nel 2013 sono stati definiti obiettivi specifici sulla base delle indicazioni regionali di aumento dell’utilizzo di farmaci con brevetto scaduto e miglioramento
dell’appropriatezza di categorie terapeutiche critiche
(ace inibitori-sartani, statine, antidepressivi SSRI, inibitori di pompa protonica). Tali obiettivi sono stati monitorati con cadenza trimestrale.
Questo approccio complessivo in area provinciale ha
favorito la realizzazione nel 2013 nella provincia di Ferrara di una delle migliori performance regionali.
L’Unità Operativa Ostetricia-Ginecologia mantiene il
proprio ruolo di HUB provinciale, a supporto dei punti
nascita territoriali, garantendone la sicurezza in una logica di integrazione Azienda-Territorio, attraverso la realizzazione di un’offerta differenziata e orientata a una
sempre maggiore qualificazione (casistica complessa,
parto in acqua e partoanalgesia).
3.2.5 Attività di programmazione e controllo
dell’assistenza ospedaliera
Seguendo una linea strategica di collaborazione per
una gestione congiunta l’Azienda Ospedaliero Universitaria ha condotto nel corso del 2013 una serie di
attività analitiche in condivisione con l’Azienda USL in
merito alla dotazione di posti letto di post acuzie. Questi sono distribuiti nelle Strutture accreditate cittadine
e della Provincia, attraverso un percorso di gestione
comune della presa in carico delle situazioni difficili,
sin dal primo momento del ricovero ospedaliero, alla
conclusione della fase di acuzie e successivo trasferimento verso le strutture organizzative di accoglienza e
gestione individuate (LPA, RSA, ADI).
Riconfigurazione del processo assistenziale ospedaliero
Centrali Operative – 118
L’Azienda ha già fatto proprio il documento regionale
attraverso il quale è stata definita la centralizzazione
su Bologna della Centrale Operativa dell’Emergenza
118 con i suoi operatori.
Centralizzazione emergenze
Per la Provincia di Ferrara è già attiva la centralizzazione presso l’Ortopedia del nuovo ospedale a Cona
di tutta la traumatologia ortopedica.
Sul versante dell’emergenza chirurgica è attiva la rete
di integrazione tra il punto HUB di Cona ed i due satelliti di Cento e Delta che attualmente permangono attivi.
3.2.6 Sviluppo delle attività di eccellenza, funzioni
HUB, e a bassa diffusione
Nel corso del 2013 l’Azienda ha promosso il consolidamento e sviluppo delle innovazioni nelle attività cliniche organizzative delle discipline in cui viene gestita la
funzione di HUB o di eccellenza e a bassa diffusione.
Officina trasfusionale unica di AVEC
Talassemia ed Emoglobinopatie
L’Azienda ha partecipato e partecipa attivamente ai
percorsi di analisi dei diversi aspetti organizzativi implicati, che risultano in fase avanzata di definizione.
In particolare sono stati oggetto di serrato confronto,
peraltro ancora in fase di ultimazione, i sistemi informatici/informativi delle diverse realtà esistenti e la conseguente necessità della loro integrazione.
Altra azione di grande importanza ha visto quale oggetto di attenta analisi i trasporti sia tra le officine esistenti nelle due Province, che per quanto riguarda la
connessione tra i punti di raccolta-sangue dell’intera
AVEC e la prevista “officina” centralizzata.
Sono stati analizzati e ottimizzati i Setting assistenziali per i pazienti affetti da tali patologie. Sono ancora
oggetto di studio la possibilità e la fattibilità in merito
alla conversione dell’attività erogata in DH, verso un
regime ambulatoriale, senza che si riducano i livelli
qualitativi dell’assistenza erogata.
Riabilitazione dei gravi cerebrolesi
In relazione alla necessità di erogare prestazioni in linea con esigenze di equilibrio con le risorse umane
necessarie e disponibili, L’obiettivo prefissato di ripristino dei posti letto del periodo antecedente al 2012
è stato solo parziale. È stato effettuato comunque un
recupero della dotazione del 50% (10 letti) rispetto al
calo avvenuto nel 2012.
Nel corso dell’anno sono state condotte analisi interdipartimentali finalizzate al miglioramento dell’appro-
Accordo di Alta Specialità
L’Unità Operativa di Cardiologia è parte attiva nell’accordo di Alta Specialità, indirizzando quota parte dei
pazienti cardiopatici candidati a procedure cardiochirurgiche alle Strutture private aderenti all’accordo regionale.
118
priatezza dei percorsi riabilitativi dalla dimissione dei
pazienti, con effetti positivi sui tempi di attesa per il
trasferimento dopo la fase acuta del ricovero.
•
Chirugia Maxillo facciale
L’Azienda ha sempre accolto le richieste di spesa extrabudget in tale disciplina per garantire approcci chirurgici a problematiche cliniche (soprattutto in ambito
pediatrico) di alta complessità, consolidando il livello
qualitativo e il grado di eccellenza di tale ambito.
L’Unità Operativa è stata in grado di gestire, nel corso dell’anno, patologie complesse, diverse delle quali
rare:
•
Freeman Sheldon, (rarissima)
•
Sequenza di Pierre Robin
•
Ipertelorbitismo (schisi 0-14 di Tessier)
•
Scafocefalia
•
Trigonocefalia
•
Sindrome di Treacher Collins
•
Plagioocefalia
•
Microsomia cranio emifacciale
•
Sindrome Perri Romberg
•
Schisi labiale
•
Sindrome di Pfeiffer
•
Emi-gigantismo facciale in linfangioma
•
Neurofibromatosi (elepahant man)
•
Displasia Fibrosa (malattia ossea)
•
Sindrome di Binder
•
Sindrome di Apert
•
Malattia-Sindrome di Crouzon
•
•
•
trombolitica ben definita attraverso criteri specifici,
in integrazione col territorio;
le funzioni programmate ed urgenti della Neuroradiologia Interventistica (Trombectomie, Embolizzazioni di aneurismi cerbrali e di malformazioni
artero-venose) grazie alla quale è stato favorito il
consolidamento della posizione di riferimento / eccellenza / clinical competence provinciale;
il trattamento delle sindromi neurologiche degenerative con particolare riferimento alla gestione della fase avanzata del morbo di Parkinson, anche
attraverso l’impianto dei Neurostimolatori;
il trattamento e diagnosi delle demenze;
la funzione Neurochirurgica, svolta per le patologie di pertinenza (craniotomie in primis) ma anche
come componente integrata nei percorsi e nelle
attività suddette.
Terapia intensiva neonatale
Per favorire il mantenimento di funzioni di alta complessità erogate all’utenza, compatibili con la conformazione organizzativa del centro di riferimento, anche
per la Terapia Intensiva Neonatale sono state assicurate entità di spesa per materiali e farmaci adeguate
all’esigenza specifica.
Genetica Medica
Durante il corso dell’anno è stato istituito un gruppo
di lavoro Aziendale che ha ridefinito la struttura e le
caratteristiche della Disciplina, in rapporto ai costi
sostenuti e alle risorse impiegate. Il gruppo di lavoro
aziendale si è integrato in un gruppo regionale composto da professionisti della stessa Disciplina delle altre
Aziende. Sono stati avviati percorsi analitici sui ruoli,
sulle funzioni specifiche, sulle eccellenze nell’ambito
della rete territoriale regionale. Sono state anche proposti basi e criteri per eventuali aggiornamenti delle
tariffe delle prestazioni.
L’ Azienda ha anche consolidato la funzione di riferimento regionale (in particolare per lo sviluppo dei flussi informativi) per le Malformazioni congenite.
Chirurgia Audiologica
È stata sviluppata l’attività di trattamento chirurgico
della sordità neurosensoriale attraverso l’impianto di
protesi cocleare bilaterale. L’argomento è anche stato oggetto di un aggiornamento dei criteri di rimborso
della spesa della protesi nell’ambito della delibera tariffaria. Su questo settore sono ancora in corso valutazioni tecniche e organizzative sul miglioramento del
percorso, in particolare sull’integrazione tra il settore
chirurgico pediatrico e ORL.
Cardiologia
Neuroscienze (Neurologia, Neurochirurgia, Neuroradiologia interventistica)
È stato effettuato il processo di accentramento della
funzione di emodinamica presso l’Ospedale di Cona,
a favore dello sviluppo delle rete clinica cardiologica.
Nel corso del 2013 la casistica gestita al S.Anna ha
registrato un sensibile incremento rispetto agli anni
precedenti (circa 150 casi complessivi), e si prevede
un ultieriore incremento per il 2014.
Il consolidamento e l’ulteriore sviluppo delle funzioni
HUB sostenute dall’Azienda per tale disciplina si sono
evidenziati attraverso:
•
l’articolazione del percorso dell’Ictus (PDTA);
•
il percorso che ha condotto alla realizzazione del
progetto Stroke Unit;
•
la gestione dell’ictus ischemico con la terapia
119
Chirurgia Vascolare
Referenti di attività Ospedale senza dolore
È stata sviluppata l’integrazione tra Chirurgia vascolare e Radiologia interventiva sui grossi vasi.
È stato consolidato il percorso di integrazione per la
gestione della chirurgia neonatale e dei prematuri,
della chirurgia malformativa in collaborazione con la
Chirurgia Maxillo facciale
Operano in funzione e nel rispetto della legge 38/2010
“Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” con l’obiettivo aziendale dell’informazione, della comunicazione, della valutazione e del monitoraggio continuo del dolore in
ospedale attraverso scale dedicate (NRS, FPS, BPS,
PAINAD, PIPP, FLAC, EDIN) e strumenti vari quali ad
esempio la Scheda unica aziendale “Il dolore si cura
insieme”.
3.3 Valorizzazione delle competenze ed empowerment degli operatori
Rete referenti di attività Sistema Informativo Informatico
3.3.1 Referenti di attività, Facilitatori di Processo,
Consulenti, Case Manager
Promuovono le funzionalità dei sistemi informativi (documentazione sanitaria) e informatici aziendali (SAP,
RIS, PACS…) che supportano l’assistenza sanitaria,
migliorando la comunicazione inter ed intra professionale, l’utilizzo e la sicurezza delle informazioni. Per
quanto riguarda la diagnostica per immagini, i Referenti svolgono anche la funzione di “Amministratore
di sistema” a garanzia della qualità e della sicurezza
del dato. Nell’ultimo anno i Referenti hanno curato la
pubblicazione nella rete aziendale dei documenti del
Sistema Qualità.
Chirurgia Pediatrica
Per l’anno 2013, gli obiettivi sono stati finalizzati alla
Visita Ispettiva Regionale e all’obiettivo dell’Accreditamento Istituzionale.
Ogni Referente di Attività, Facilitatore di Processo,
Consulente e Case Manager è stato coinvolto, ognuno
per la propria area di competenza e per il proprio ambito di referenza, sulla revisione, modifica e/o nuova redazione di Procedure, Istruzioni Operative, Documenti
sia di UO che Dipartimentali, che Aziendali.
Case Manager per la pianificazione e predisposizione
di attività riabilitative a domicilio
Rete referenti di attività prevenzione e trattamento lesioni da pressione
La presa in carico dei pazienti avviene nel DH del settore di medicina riabilitativa dal momento della dimissione dalle degenze UGC e UMR, dalla richiesta degli
ambulatori e dall’esterno fino alla dimissione e anche
per un periodo di follow up.
E’ continua l’attenzione al fenomeno lesioni da pressione; in azienda si svolgono tre indagini epidemiologiche di prevalenza/anno, partecipiamo al Progetto IQIP
(Progetto Internazionale Indicatori Qualità) indicatore
15 - Pressur ulcer (Total pressure ulcer point prevalence in acute impatient care). Per il monitoraggio delle
lesioni da pressione e per l’appropriatezza nell’utilizzo
delle superfici antidecubito e medicazioni è in uso la
Scheda per il monitoraggio lesioni, compilata dall’infermiere.
Facilitatori per la prevenzione di cadute e dei danni da
contenzione fisica dei pazienti
Dal 2 maggio 2013 è operativa la procedura aziendale
“Prevenzione, gestione e segnalazione delle cadute di
pazienti ricoverati in ospedale”. Per il monitoraggio delle cadute è in uso la “Scheda di segnalazione cadute”.
Rete referenti di attività Sorveglianza, prevenzione e
controllo delle infezioni
Facilitatori per la sicurezza del malato nei gruppi operatori
Operano in funzione dello sviluppo della campagna
aziendale sulla promozione dell’igiene delle mani “Non
lavartene le mani”, del progetto pilota Chirvasc – Surgical Patient Friendly Hospital e del progetto SIChERSNICh in capo alla Struttura Dipartimentale Igiene
ospedaliera - Qualità Servizi Ambientali - Risk Management.
Attiva partecipazione e collaborazione al progetto
SOS.net (Sicurezza in Sala Operatoria) nella compilazione della check list, che rappresenta l’azione professionale chiave per migliorare la sicurezza in Sala
Operatoria e nella registrazione della stessa, che va
ad alimentare il database e consente di monitorare
l’andamento del progetto.
120
Nell’anno 2012 è stato implementato un modulo per
la gestione e compilazione informatica delle checklist
per ciascun intervento chirurgico, garantendo completezza, leggibilità, tempistica di compilazione, tracciabilità di chi ha compilato la checklist e condivisione di
responsabilità fra chirurgo, infermiere e anestesista.
(Programma informatico Ormaweb).
E’ stata recepita la raccomandazione n. 2, del Ministero della Salute “Raccomandazione per prevenire la
ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico”: redatta, pubblicata ed applicata
la “Procedura per prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico” in
tutta la piastra operatoria.
in precedenza distribuiti in maniera disomogenea
all’interno dell’intero ospedale, con un conseguente
efficiente riordino ed una sensibile razionalizzazione
di tali attività.
Inoltre, al posto di funzioni ambulatoriali trasferite a
Cona, si è potuto realizzare l’insediamento di 3 Gruppi
di Medici di Medicina Generale precedentemente allocati in diverse sedi cittadine.
Case Manager per la continuità assistenziale in OncoEmatologia
Il Piano Investimenti 2013-2015 è stato redatto, come
richiesto dalla Regione, secondo le indicazioni e gli
schemi previsti dalla normativa vigente e le indicazioni
regionali.
A seguito del trasferimento dell’attività ospedaliera a
Cona, è stato avviato un percorso di razionalizzazione
degli spazi presso la sede di C.so Giovecca, realizzando l’accorpamento presso l’ex Pediatria delle principali
attività Tecnico-Amministrative dell’Azienda Ospedaliera rimaste nella sede cittadina nonché dell’Azienda
Usl in seguito all’accorpamento di tali attività in Dipartimenti Interaziendali; nel corso del 2013 sono state
trasferite attività sanitarie dell’Azienda Usl nella sede
di Corso Giovecca, in particolare relative alle Medicine
di Gruppo.
Relativamente ai nuovi interventi avviati nel 2013, la
progettazione preliminare e, ove possibile, la progettazione definitiva, è stata svolta da personale interno
all’Azienda, lo stesso per quanta riguarda le attività di
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, per gli incarichi di Direzione lavori,
collaudo e certificazione di regolare esecuzione; esclusi casi in cui la tipologia di intervento richieda un profilo
professionale specialistico non presente in organico,
in particolare per quanto riguarda gli interventi relativi
al ripristino dei danni in seguito agli eventi sismici di
maggio 2012.
Nel corso del 2013 sono state completate le verifiche
di vulnerabilità sismica sui fabbricati in uso all’Azienda,
sono stati realizzati i lavori finanziati tramite l’European
Union Solidarity Fund (EUSF) consistenti in: opere di
ripristino del fabbricato denominato Centro di Riabilitazione S. Giorgio di via della Fiera; ripristini localizzati in
elementi strutturali e finiture interne nel fabbricato denominato “Varano” (scuola di specializzazione) di via
C. Mayr, ripristini di elementi strutturali danneggiati e
finiture interne nel fabbricato di Dermatologia di Corso
Giovecca.
Sono state avviate le progettazioni per ulteriori inter-
3.4 Sostenibilità, monitoraggio e regolazione del
sistema dei servizi sanitari e socio-sanitari
3.4.1 Governo degli investimenti e della gestione
del patrimonio immobiliare
Partecipazione attiva alla costruzione dei PDTA del
cancro del polmone e di quello della mammella. La
presa in carico dei pazienti inseriti nel PDTA del cancro
del polmone avviene nel DH Onco-Ematologico e viene portata a termine fino all’uscita del paziente dal DH.
3.3.2 Completamento del Trasferimento verso il
nuovo Ospedale di Cona
Nel corso del 2013 è proseguita l’azione finalizzata al
trasferimento e alla riallocazione di funzioni dal vecchio ospedale alla nuova sede di Cona. Tra queste, in
particolare, si evidenziano i trasferimenti degli ambulatori di Audiologia e dell’attività di Senologia per quanto riguarda le prestazioni di secondo e di terzo livello.
L’attività di screening mammografico, transitata in capo
all’AUSL, è stata mantenuta presso la Struttura di Corso Giovecca in città, consentendo peraltro, grazie ai
nuovi spazi ed alle nuove tecnologie, la possibilità di
uno sviluppo sotto il profilo della crescita professionale
e della qualità delle prestazioni erogate.
Si è provveduto all’effettuazione di una serie di interventi di messa a regime sia dal punto di vista tecnicostrutturale ed impiantistico sia sotto il profilo organizzativo, che hanno coinvolto altre realtà funzionali, in
particolare ambulatoriali, già “stabilizzate” a Cona. Tali
interventi consentiranno l’effettivo trasferimento degli
ambulatori di Dermatologia entro il Marzo 2014, nonché dell’intera funzione di Medicina Nucleare entro il
successivo mese di Aprile.
Nel secondo semestre dello stesso 2014 si prevede il
trasferimento della Radioterapia.
Grazie alle azioni poste in essere nel 2013 è stata
possibile la “concentrazione” entro un’area ristretta
dell’anello del vecchio S.Anna delle attività ambulatoriali erogate dagli Specialisti convenzionati con l’Ausl,
121
anche giurisprudenziali della norma che escludono la
riduzione degli importi contrattuali basata esclusivamente sulla riduzione dei prezzi.
Si è dato corso ad una riduzione della spesa per i beni
economali in scorta al magazzino mettendo in atto le
seguenti azioni:
•
taglio lineare del 10% delle quantità di beni in
scorta richieste dalle Unità Operative, con conseguente riduzione delle quantità di beni ordinate ai
fornitori;
•
rivisitazione e sostituzione di alcuni prodotti gestiti
a scorta con prodotti funzionalmente equivalenti
di minor costo unitario (in particolare prodotti tipografici);
Infine, per alcuni contratti, in collaborazione con gli utilizzatori e le Ditte fornitrici, si è dato corso ad una revisione delle prestazioni e dei prezzi in sede di rinnovo.
Per quanto riguarda gli esiti del progetto gare in unione
AVEC per il laboratorio analisi, i risparmi derivanti dalla
riduzione dei prezzi messi in evidenza dalle prime gare
produrranno stabilmente i loro effetti a partire dal 2014.
venti conseguenti agli eventi sismici del 2012 inseriti
nel Piano regionale delle Opere Pubbliche.
3.4.2 Mantenimento del patrimonio informativo sanitario, socio-sanitario e sociale
L’azienda ha continuato anche nel 2013 ad alimentare
i flussi informativi regionali/ministeriali, rispettando le
scadenze definite dalle normative. Sono sempre stati
alimentati con regolare periodicità i flussi informativi
relativi alla banca dati SDO, alla Specialistica ambulatoriale, al Pronto Soccorso, alla farmaceutica. Vengono mantenute le adempienze per la raccolta dati del
CEDAP.
L’Azienda è fortemente impegnata al miglioramento
continuo del percorso della tariffazione del dato ambulatoriale, in particolare la corretta compilazione della
ricetta, l’appropriatezza nella attribuzione dei codici di
esenzione, le prestazioni aggiuntive.
3.4.3 Il governo dei processi di acquisto di beni e
servizi
3.4.4 Azioni di razionalizzazione in ambito I.C.T.
Nell’ anno 2013 si è data esecuzione al piano gare
AVEC in collaborazione con il Servizio Acquisti Metropolitano AUSL Bologna per ogni nuova gara da svolgere come capofila.
Si è utilizzata sistematicamente la piattaforma MEPA
(Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione
CONSIP) sia per l’attivazione di RDO (Richiesta di
Offerta) che di acquisti diretti in base al Regolamento
aziendale degli acquisti in economia.
Non sono stati aggiudicati contratti di global service.
In relazione all’ applicazione delle disposizioni previste dalla legge n. 135/2012 come modificata dalla
legge n. 228 del 24.12.2012 “legge di stabilità 2013”
sono state prese le iniziative nel corso dell’ anno 2013
e sono stati ottenuti risultati in relazione alle forniture di beni di consumo. Per quanto attiene alla lettera
a) dell’art.15 c.13- riduzione del 10% degli importi e
connesse prestazioni dei contratti, è stato sospeso,
per l’anno 2013, il riconoscimento dell’adeguamento
ISTAT dei prezzi per i contratti pluriennali, ai sensi dell’
art.115 d.lgs.163/06, considerandolo come sconto che
concorre alla riduzione nella percentuale prevista del
10%. Solo in rarissime eccezioni e con effetti economici molto limitati, così come convenuto in AVEC, in
caso di mancato accordo con le Ditte, si è riconosciuto
un aumento non superiore all’ 1,5 % in base all’ indice
TIP e come indicato dalla RER con delibera 199-2013,
onde evitare contenziosi con i fornitori.
Si è proseguito, come già nel 2012, a richiedere sconti
sui prezzi convenuti alle Ditte fornitrici con esito negativo, soprattutto alla luce delle più recenti interpretazioni
Unificazione cartella clinica MMG
Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT ha collaborato
regolarmente ai tavoli di lavoro regionali per l’individuazione di un fornitore per la realizzazione della cartella clinica MMG unificata. E’ in corso di svolgimento
presso IntercentER la procedura di aggiudicazione
della relativa gara di appalto.
Promozione Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)
Nel corso dell’anno è stato realizzato un progetto di
promozione del FSE in collaborazione con l’Azienda
Usl. In particolare sono state modificate e migliorate le
maschere di consultazione dei referti on line trasmessi tramite FSE ed è stata attivata la prenotazione via
web delle prestazioni di laboratorio analisi. Inoltre sono
state applicate le linee guida presenti nella circolare
regionale n.5/2013. Infine, in via sperimentale, è stata
realizzata un’ integrazione con il Sistema Informatico
Ospedaliero per la consultazione dei dati del FSE da
parte degli specialisti ospedalieri.
Dematerializzazione ricetta
Nel corso del 2013 sono stati progettati e realizzati una
serie di interventi di modifica e integrazione dei moduli
del Sistema Informatico Ospedaliero, per consentire la
gestione delle fasi di emissione, prenotazione, accettazione ed erogazione della Nuova Ricetta Elettronica
122
Dematerializzata da parte degli specialisti ospedalieri.
il Dipartimento interaziendale di Medicina Legale
il Dipartimento interaziendale di Ingegneria Clinica
Sul versante sanitario invece sono stati implementati
i processi di integrazione funzionale e organizzativa
delle aree di Pediatria, di Radiologia e di Ortopedia.
In entrambi i versanti il processo si è articolato sulla
collaborazione e sulla condivisione delle attività e delle
strategie tra l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Sanitaria
territoriale e l’Università.
I processi di integrazione con l’Università nel corso del
2013 hanno trovato sviluppo o consolidamento nei seguenti ambiti:
•
la pianificazione strategica è stata sempre condivisa con la componente universitaria attraverso
l’approvazione nel Collegio di Direzione delle attività connesse ai trasferimenti programmati per
il 2013, alle manovre di contenimento della spesa, all’ottimizzazione organizzativa e funzionale
dell’attività operatoria, ai progetti di ricerca;
•
lo svolgimento dell’attività didattica e la frequenza
degli studenti dei corsi universitari (professioni sanitarie), oltre che delle Scuole di Specializzazione, si è svolta negli spazi del nuovo Ospedale. Nel
corso del 2013, sono state sviluppate esperienze
di integrazione tra funzioni tecnico-amministrative
e Università. In particolare sono stati avviati corsi
di formazione per il settore chirurgico sulla qualità
della codifica della SDO, estesi anche ai medici
Specializzandi. Inoltre è stato portato avanti un
progetto di collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva sui
Controlli Sanitari. Tali iniziative sono gestite dal
Nucleo Aziendale dei Controlli e dalla Programmazione e Controllo di Gestione.
•
è proseguita la collaborazione e l’integrazione
nell’ambito dei progetti di ricerca sempre col coinvolgimento del Collegio di Direzione.
•
è stata implementata, in seno al Comitato d’Indirizzo una progettualità sulla descrizione e quantificazione dell’integrazione con l’università; tale
progetto si è basato sullo sviluppo di tre ambiti
fondamentali del capitale intellettuale:
•
il capitale umano
•
il capitale relazionale
•
il capitale interno
La metodologia di raccolta informativa era così
articolata:
•
Raccolta dati da uffici AOU
•
Raccolta dati da uffici UNIFE
•
Colloqui/interviste
•
Raccolta informazioni in forma semi-strutturata dai DAI
La governance strategica era costituita da:
•
•
Centralizzazione gestione informatizzata delle risorse
umane
Nel corso del 2013 il Dipartimento ICT ha collaborato
regolarmente ai tavoli di lavoro regionali allo scopo di
individuare le caratteristiche tecniche ed operative di
un software gestionale per la gestione informatizzata
a livello sovra aziendale delle risorse umane.
Studio preliminare per la omogeneizzazione e centralizzazione della gestione informatizzata della contabilità generale (D. Lgs. n. 118/2011)
Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT si è reso disponibile a fornire tutti gli elementi richiesti dai referenti
di progetto regionali, per condurre congiuntamente lo
studio preliminare per l’ omogeneizzazione e la centralizzazione della gestione informatizzata della contabilità generale.
Adozione di un sistema di monitoraggio e governo
dell’appropriatezza in ambito di Analisi di Laboratorio
Nel corso dell’anno il Dipartimento ICT in collaborazione con la Direzione Medica, il Dipartimento Medico e
il Laboratorio Unico Provinciale ha individuato, installato e configurato un sistema di supporto informatizzato alla prescrizioni degli esami di laboratorio analisi
(Decision Support Sysytem), che è in fase di test e
collaudo.
In ambito radiologico è proseguita l’attività di estensione ai reparti della consultazione dei referti e delle
immagini diagnostiche sul sistema di RIS-PACS provinciale da parte dei clinici ospedalieri.
Infine è stata attivata la nuova piattaforma di gestione integrata degli esami di laboratorio per i pazienti in
Terapia Anticoagulante Orale sul territorio provinciale
che ha permesso la messa in rete l’Unità Operativa
della Fisiopatologia della Coagulazione dell’ospedale
di Cona con le strutture sanitarie della provincia per
la richiesta degli esami e la consultazione on line dei
risultati.
3.4.5 Processi di integrazione
Nel corso del 2013 è proseguito il processo di integrazione funzionale organizzativa con l’azienda committente, già iniziato negli anni scorsi.
Nel settore tecnico-amministrativo e di staff sono stati
attivati i nuovi dipartimenti interaziendali:
123
state discusse col professionista coinvolto oppure con
la Direzione Sanitaria per la valutazione su percorsi
per migliorare l’appropriatezza.
Le verifiche di appropriatezza organizzativa sono svolte da un componente del NAC attraverso una scheda
di rilevazione concordata e condivisa che utilizza in
parte i criteri del PRUO (protocollo di revisione dell’uso
dell’ospedale) e, in parte, criteri ricavati dalla normativa vigente. Le tipologie di controlli effettuati sui vari
ambiti dell’inappropriatezza sono state le seguenti:
Direttore Generale
Collegio di direzione
Comitato di indirizzo
Collegio sindacale
Comitato etico
Board aziendale per la ricerca e l’innovazione
Gruppo dei referenti per la qualità
nello sviluppo dell’attività di integrazione con l’Azienda Sanitaria territoriale, per i Dipartimenti
Interaziendali, e per l’implementazione delle integrazioni funzionali sul versante sanitario, sono
stati rivalutati diversi percorsi organizzativi finalizzati allo sviluppo della rete clinica in rapporto
anche alle funzioni di eccellenza.
sono state implementate progettualità, con processi di partenariato, sull’utilizzo razionale dell’energia, attraverso l’adesione ai Piani di Azione per
l’Energia Sostenibile (PAES) in un percorso programmato con l’Università.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Ricoveri attribuiti a DRG complicati
DRG chirurgico con complicanze (cc) in regime di ricovero diurno
Sono stati sottoposti a verifica 201 episodi di ricovero
diurno attribuiti a DRG con CC, per i quali è stata cercata una corrispondenza tra risorse diagnosi secondarie elencate e risorse impegnate, registrate in cartella
clinica e/o certificate da referti informatizzati presenti
su SAP. In 111 le schede di dimissione esaminate sono
risultate corrette, mentre invece nelle restanti 90 schede esaminate sono state apportate correzioni. In particolare per il day hospital pneumologico è il controllo,
in accordo con il reparto, riguarda tutti i pazienti che
hanno avviato il percorso diagnostico in regime ambulatoriale/DSA e sono stati successivamente trasferiti al
regime di ricovero diurno.
3.4.6 Sviluppo delle funzioni ed attività di ricerca
ed innovazione nelle Aziende Sanitarie
Task force di supporto metodologico e statistico
Nel corso dell’anno 2013 è iniziato il percorso formativo di alcuni professionisti interni all’Azienda, individuati
dall’Ufficio Ricerca Innovazione, che con il Master Universitario di II livello biennale “Scuola di Ricerca Clinica ed Epidemiologica” dello IUSS acquisiranno la
qualifica di “Ricercatore Clinico” e saranno a disposizione dell’Azienda come “Esperti Aziendali” della Ricerca. Per il raggiungimento dell’obiettivo aziendale è
previsto un diretto coinvolgimento di questi professionisti nell’attività di coordinamento di un corso per “referenti della ricerca” partito nel dicembre del 2013, al
quale partecipano due professionisti per DAI, indicati
da ciascun Dipartimento ad Attività Integrata.
DRG chirurgici con CC in regime di ricovero ordinario
di durata 0-1 giorno
Sono stati sottoposti a verifica 88 episodi di ricovero
ordinario di breve durata, per i quali è stata cercata
una corrispondenza tra risorse diagnosi secondarie
elencate e risorse impegnate, registrate in cartella clinica e/o certificate da referti informatizzati presenti su
SAP. In 24 casi non è stata apportata nessuna variazione, mentre invece in 62 casi sono state corrette le
schede di dimissione.
3.4.7 Azioni di qualificazione e promozione dell’appropriatezza
DRG medici con CC in regime di ricovero diurno >3
accessi
Nel corso del 2013 ha avuto ampio sviluppo l’attività
del Nucleo Aziendale dei Controlli (NAC). Tra le funzioni e gli obiettivi attribuiti a tale struttura (in linea con le
direttive regionali) il NAC ha trovato una collocazione
sia come strumento di controllo sia come componente integrante per lo sviluppo di linee strategiche di miglioramento della qualità organizzativa, oltre che della
documentazione sanitaria in sé. In relazione a tali condizioni, è divenuto anche il fulcro di attività analitiche
sull’entità delle prestazioni e dei setting potenzialmente inappropriati erogati all’utenza. Dipendentemente
dal livello di complessità le criticità documentate sono
La casistica esaminata è esigua, limitata a soli 21 casi
(su 314 complessivamente presenti in banca dati) dei
quali 19 non presentavano errori mentre 2 sono stati
corretti.
DRG con CC in regime di ricovero ordinario di durata
>1 giorno
Sono stati sottoposti a verifica 131 episodi di ricovero,
124
selezionati secondo vari criteri:
•
in virtù di un presunto errore di codifica rilevato
in fase di registrazione dati a terminale (a cura
dell’Ufficio Dimissioni);
•
segnalati dal medico dimettente per la ricerca della codifica in grado di descrivere al meglio il caso
trattato;
•
pazienti deceduti per i quali la SDO risulta compilata in maniera non corretta (generalmente in
caso di decesso constatato da medico di altra unita operativa, in guardia dipartimentale);
•
selezione casuale di casistica per esercitazioni
e/o per corsi di aggiornamento;
•
cartelle presenti presso l’Ufficio Dimissioni nelle
giornate dedicate alle attività di controllo.
In 66 casi la scheda di dimissione è risultata corretta,
mentre invece nei restati 62 sono state apportate delle
modifiche.
selezione campionaria secondo le indicazioni della DGR 1890/2010;
•
selezione dei DRG potenzialmente inappropriati
relativi a dimissioni del 1° semestre da UUOO del
Dipartimento Medico (studio finalizzato);
•
appropriatezza di setting motivata direttamente
dalla Unità Operativa.
Sono risultati appropriati 789 episodi, 131 hanno ricevuto un giudizio di non appropriatezza e 163 di parziale aprropriatezza.
Per alcune schede non è stato espresso alcun giudizio
(“vuoto”); ferma restando la possibilità di aver erroneamente omesso il dato in fase di aggiornamento del
database, si tratta, in linea di massima, di cartelle che
alla data odierna non sono ancora state esaminate o
per le quali non è ancora stata effettuata la registrazione informatizzata.
In merito alle condizioni di inappropriatezza organizzativa, anche parziale, è opportuno specificare che:
•
i criteri di analisi adottati non si prestano alla lettura di alcune tipologie di pazienti, in particolare
quelli ricoverati presso le UUOO del Dipartimento
Medico Specialistico; per ovviare al problema è
stato avviato un percorso che mira a definire, per
alcune discipline, uno strumento di analisi più raffinato, in grado di leggere al meglio le caratteristiche che stanno alla base delle scelte organizzative previste nei protocolli in uso presso tali UUOO ;
•
le UUOO che accolgono pazienti in regime di urgenza, generalmente provenienti dai diversi servizi di Pronto Soccorso, hanno un limitato controllo
del fenomeno, in relazione al fatto che il ricovero
stesso è frequentemente disposto da professionista esterno alla UUOO;
•
il giudizio di non appropriatezza (anche parziale)
identifica frequentemente pazienti gestibili in altro
regime assistenziale, in particolare OBI (osservazione breve intensiva o LPA (lungodegenza postacuzie); in questi pazienti, le condizioni cliniche
all’ingresso (frequentemente disposto dal Pronto
Soccorso) permettono di giustificare le prima 3648 ore di degenza nella maggioranza dei casi; i
giorni successivi alla risoluzione del quadro acuto
invece, risultano caratterizzati da prestazioni assistenziale infermieristiche o di base che giustificherebbero il trasferimento del paziente ad una
struttura a bassa intensità assistenziale, liberando
così il posto letto nel reparto per acuti.
•
Ricoveri a rischio di non appropriatezza
Si intendono quei casi trattati in regime ordinario o in
day-hospital per i quali sarebbe appropriato il trattamento in altro regime (day-hospital per i ricoveri ordinari o ambulatoriale per ricoveri ordinari e day-hospital) o il trattamento a domicilio.
Le SDO di ricoveri in day-hospital in cui non siano riportati interventi o procedure devono essere sottoposti
a controllo.
Per ciò che concerne i DRG ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in degenza ordinaria di più di
1 giorno, il controllo va esercitato secondo ciò che è
disposto dalla DGR 1890/2010, potendo escludere
dalla verifica, a selezione avvenuta, i ricoveri urgenti e
i ricoveri di pazienti deceduti.
DRG medici in regime di ricovero diurno, senza procedure
Sono state esaminate 8 schede che non presentavano
alcuna procedura registrata; in 4 schede è stata inserita una nuova procedura diagnostica; in 2 casi, riscontrata l’inappropriatezza organizzativa del ricovero, si è
proceduto a rivalorizzazione del caso sulla base delle
prestazioni erogate, secondo quanto previsto dal tariffario ambulatoriale.
Nei rimanenti 2 casi non è stata eseguita alcuna variazione dal momento che è il paziente non è stato sottoposto ad alcuna procedura
Ricoveri ripetuti
DRG potenzialmente inappropriati (ex DGR 1890/2010)
Ricoveri ripetuti 0-1 giorno
Sono stati sottoposti a verifica 1.244 episodi di ricovero selezionati secondo vari criteri:
14 coppie di ricoveri rientrano nella tipologia “Rico125
veri ripetuti 0-1 giorno”; nella definizione Regionale,
si tratta di “re-ricoveri avvenuti nello stesso Presidio,
comprese le riammissioni nella giornata di lunedì dei
pazienti dimessi il venerdì o il sabato precedente e le
riammissioni nella giornata di domenica dei pazienti
dimessi il venerdì precedente”.
•
1 coppia di ricoveri è stata omessa dalla banca
dati in quanto entrambi i ricoveri rientrano nell’accordo interaziendale per le prestazioni di emodinamica;
•
per 5 singoli episodi di ricovero è stato accettato l’annullamento della valorizzazione, avendo
riconosciuto che uno dei due episodi poteva ragionevolmente essere evitato adottando modalità
organizzative/gestionali diverse (in particolare,
sfruttando l’istituto del permesso temporaneo a
domicilio anziché la dimissione e la successiva
re-ammissione a distanza di 1 giorno);
•
per le rimanenti coppie di ricoveri e stata confermata la richiesta di valorizzazione di entrambi gli
episodi di ricovero motivando la richiesta come
riacutizzazione di malattia o insorgenza di complicanza non preventivabile al momento della dimissione o manifestatasi dopo il rientro del paziente
al domicilio.
si principale);
diagnosi principale di chemioterapia o radioterapia;
•
DRG 488, 489 e 490 (MDC 25, pazienti HIV+)
Nella banca dati aziendale la Regione ha rilevato l’esistenza di 143 coppie di ricoveri con intervallo temporale 2-7 giorni e 338 coppie di ricoveri con intervallo
temporale 8-30 giorni.
•
Ricoveri sovrapposti
Per 496 coppie di ricoveri è stata segnalata una sovrapposizione temporale.
Si tratta, generalmente, di percorsi diagnostico/terapeutici avviati in regime di ricovero diurno sui quali viene attivato un secondo ricovero diurno o un episodio di
ricovero ordinario.
Alcune condizioni che ricorrono con una certa frequenza sono rappresentate da:
•
day surgery attivato per l’esecuzione di procedura invasiva (biopsia dell’arteria temporale, biopsia
del grasso periombelicale, confezionamento di
FAV, biopsia linfonodale, medicazioni avanzate,
…) per un paziente già in carico ad altro day hospital;
•
day hospital oncologico sovrapposto a day hospital per radioterapia;
•
day hospital riabilitativo sovrapposto ad altro ricovero per la gestione di una problematica acuta
o, nel caso della Neurologia, per la gestione delle
pompe al baclofen;
•
day hospital per la gestione a lungo termine di pazienti trapiantati d’organo (rene) con sovrapposte
problematiche di interesse specialistico (altra disciplina);
•
trasferimento del paziente da un regime di ricovero all’altro, all’interno della stessa disciplina (anomalia corretta in fase di verifica, riferibile a inadeguata comunicazione tra le UUOO o alla pratica
della cosiddetta pre-accettazione con SAP).
Ricoveri ripetuti 2-30 giorni
Per i ricoveri ripetuti con intervallo temporale compreso tra 2 e 30 giorni la Delibera Tariffaria vigente prevede un abbattimento tariffario automatico:
•
intervallo temporale 2-7 giorni: re-ricoveri con
stessa MDC (categoria diagnostica maggiore) avvenuti nello stesso Presidio con finestra temporale
2-7 giorni, escluse le riammissioni nella giornata
di lunedì dei pazienti dimessi il venerdì o il sabato
della settimana precedente e le riammissioni nella
giornata di domenica dei pazienti dimessi il venerdì della settimana precedente, abbattimento del
50% della corrispondente tariffa
•
intervallo temporale 8-30 giorni: abbattimento tariffario del 20% della corrispondente tariffa; tali
abbattimenti tengono conto dei ridotti costi per
procedure diagnostiche in pazienti già noti clinicamente ed hanno l’obiettivo di disincentivare comportamenti opportunistici di artificioso frazionamento degli episodi di ricovero, ad eccezione dei
casi attribuiti nel primo ricovero ai DRG 257, 258,
259 e 260 che nel secondo ricovero presentino i
codici di intervento 85.53 o 85.54;
Sono esclusi dall’abbattimento i seguenti casi:
•
secondo ricovero attribuito a DRG chirurgico con
peso relativo > 1;
•
pazienti neoplastici (codice di neoplasia in diagno-
Verifiche di appropriatezza organizzativa
Le risultanze delle attività di controllo degli anni precedenti hanno permesso una modifica nella selezione
del campione dei DRG potenzialmente inappropriati.
Fermo restando i “Valori percentuali percentuale/soglia di ammissibilità dei DRG ad alto rischio di inappropriatezza se erogati in regime di degenza ordinaria”
previsti dalla DRG 1890/2010, la Determina Regionale
10499/2012, prevede la possibilità di esclusione facoltativa dei casi di pazienti deceduti o urgenti, per i
quali i controlli degli anni precedenti dimostravano una
sostanziale appropriatezza dei ricoveri (circa 95% a
126
livello Regionale).
Utilizzando la scheda presentata ai componenti del NAC e validata dal gruppo dei medici referenti di UO, un’infermiera del NAC ha svolto i controlli sul campione di schede selezionato secondo le indicazioni della DGR
1890/2010.
Una seconda modalità di analisi ha visto, invece, il coinvolgimento di un laureando in Scienze Infermieristiche e
Ostetriche. Il punto di partenza di questa analisi è rappresentato da un precedente elaborato che aveva analizzato una quarantina di cartelle relative a DRG potenzialmente inappropriati prodotti dal Dipartimento Medico nel
corso dell’anno 2012.
Partendo da questa analisi - e con l’intenzione di verificare la correttezza dei dati emersi su un campione più
ampio - per l’anno 2013 è stata avviata l’analisi di tutte le cartelle attribuite a DRG definiti potenzialmente inappropriati, relative a pazienti dimessi nel corso del 1° semestre 2013 da alcune UO del Dipartimento Medico. Il
campione selezionato comprende 532 cartelle.
La lettura delle cartelle mediche e infermieristiche ha dato evidenza di una concentrazione di prestazioni mediche e infermieristiche nei primi due o tre giorni della degenza, caratterizzati dalla gestione dell’evento acuto;
nelle giornate successive si osserva una progressiva riduzione della concentrazione di prestazioni.
Figura 3.30 - Andamento delle tipologie di prestazioni durante il ricovero
Sviluppi ed effetti delle azioni di controllo condotte sull’appropriatezza
Impatto economico dei controlli
Le valutazioni di impatto economico complessivo, utilizzate per la compilazione dei format regionali, sono rappresentate nella tabella seguente.
127
Tabella 3.2 - Impatto economico dei controlli Anno 2013
Il computo complessivo della produzione aziendale tiene conto anche dei controlli che vengono effettuati e del
loro impatto sul versante dei ricavi.
Risalta il dato negativo derivante dalla correzione dei DRG maldefiniti (circa 250.000 euro); va precisato che la
revisione di tale fattispecie e, se necessario, la correzione della codifica della SDO, rappresenta uno dei primi
controlli previsti dalla normativa specifica; la ratio va ricercata nella significato di tali DRG, dei contenitori all’interno dei quali confluiscono condizioni di particolare complessità che non trovano collocazione all’interno di altri
raggruppamenti o una casistica caratterizzata da errata compilazione della SDO.
Progetti specifici e audit
L’innovazione introdotta dalla metodica dell’analisi della documentazione sanitaria e dei controlli ha favorito lo
sviluppo di progetti di collaborazione con L’Università (Scuole di Specializzazione Chirurgia a Igiene-Medicina
Preventiva) e lo svolgimento di audit sull’appropriatezza con alcune Unità Operative dei DAI Medico, Medico
Specialistico e Chirurgico.
3.4.8 Appropriatezza della domanda
L’approccio analitico al livello di appropriatezza organizzativa dell’Azienda Ospedaliero Universitaria consiste
principalmente nel valutare, attraverso parametri specifici, l’adeguatezza del setting assistenziale nel quale viene
erogata la prestazione all’utenza (ad esempio la gestione dell’ipertensione arteriosa in regime di Day Service
piuttosto che in regime di Ricovero diurno). Per un’azienda erogatrice di prestazioni i sistemi di controllo quantitativo e qualitativo dell’offerta garantiscono il miglioramento continuo della qualità e dell’efficienza.
L’Azienda opera, però, in un contesto territoriale nel quale il complesso dei bisogni della popolazione di riferimento (bacino d’utenza) alimenta volumi e tipologie di richieste di prestazioni (domanda). Se da un lato l’Azienda
Ospedaliera Universitaria si impegna ad erogare l’offerta nel setting più appropriato, dall’altro l’Azienda USL è
impegnata (talvolta in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria stessa) a gestire in modo appropriato l’entità e l’appropriatezza della domanda.
Analizzando la tematica dal punto di vista dell’Azienda Ospedaliero Universitaria, è possibile individuare alcuni
128
indicatori che (anche se non sempre specifici) possono contribuire a quantificare il livello dell’appropriatezza
della domanda oltre che del setting di erogazione dell’offerta.
Alcuni indicatori individuati sono:
•
la percentuale di accessi con codice bianco al Pronto Soccorso
•
gli accessi inappropriati al Pronto Soccorso
•
i ricoveri ripetuti
•
l’indice di consumo standardizzato di prestazioni ambulatoriali per esterni
•
i ricoveri prevenibili-evitabili
Percentuale di codici bianchi al Pronto Soccorso
L’accesso con codice colore bianco è indice di ricorso inappropriato al Pronto Soccorso. Gli accessi con codice
colore bianco sono sensibilmente diminuiti nel 2013 rispetto al 2012, sia come numero assoluto sia come percentuale.
Tabella 3.3 - Accessi al PS classificati per codice colore. Anni 2012-2013
Accessi inappropriati al Pronto Soccorso
Questo indicatore costitusce un’estensione del precedente. Sono considerati accessi inappropriati quelli per
cui ci si potrebbe rivolgere ai Servizi di assistenza territoriale. Gli accessi a rischio di inappropriatezza sono da
ricercarsi all’interno degli accessi codificati come codici bianchi o verdi, più precisamente:
•
i codici bianchi esitati a domicilio o che hanno abbandonato il PS prima della visita o prima del referto;
•
i codici verdi esitati a domicilio o che hanno fatto solo la visita generale o che sono stati inviati da un medico
diverso dal medico di medicina generale o di continuità assistenziale o 118 o specialista.
Il Pronto Soccorso del S.Anna presenta una percentuale di accessi potenzialmente inappropriati (secondo i
criteri di cui sopra) più elevata dell’Azienda di Parma e di Reggio Emilia, ma inferiore a Modena e a Bologna.
129
Figura 3.31 - Accessi al PS a rischio di in appropriatezza Anno 2013
Ricoveri ripetuti
I ricoveri ripetuti costituiscono un indicatore di qualità dell’assistenza ospedaliera, quindi rientrante nella sfera
dell’appropriatezza dell’offerta. Il fenomeno che descrive tale indicatore, però, potrebbe risentire dei livelli di
efficienza/efficacia nella gestione del paziente fragile o affetto da patologia cronica, nella fase successiva al ricovero. Le progettualità e le organizzazioni del sistema delle cure primarie sono volte a impedire l’ospedalizzazione
talvolta indotta da condizioni sociali di difficile risoluzione. Il dato relativo alla performance dell’Azienda S.Anna,
per il 2013, è inferiore al dato medio regionale.
Tabella 3.4 - Percentuale di ricoveri ripetuti Anno 2013
AOSPU
Ferrara
% ricoveri ripetuti 2013
11
Bologna
15,8
Reggio Emilia
14,6
Parma
12,8
Modena
14,6
Totale RER
12,8
Indice di consumo standardizzato di prestazioni ambulatoriali per esterni
Rientra nella dimensione dell’Appropriatezza della domanda anche questo indicatore. L’indice di consumo standardizzato (ICS) è una media ponderata degli indici specifici di consumo delle prestazioni ambulatoriali per età
in cui i coefficienti di ponderazione sono ottenuti da una popolazione tipo, scelta come riferimento. Nel caso
specifico, è stato deciso di utilizzare come popolazione tipo la popolazione regionale. L’indice di consumo standardizzato serve ad eliminare l’effetto della diversa composizione per età delle popolazioni su cui è calcolato,
rendendo così possibile il confronto tra indici riferiti a popolazioni differenti.
Le due figure seguenti sono estratte da un Report sui consumi pro-capite 2013 della popolazione regionale,
elaborato dalla Regione stessa. Mostrano come il consumo di TC osteoarticolari della provincia di Ferrara sia
inferiore al dato regionale, mentre il consumo di RM osteoarticolari sia sensibilmente superire al dato regionale
e a quello delle altre aziende.
Il miglioramento dell’appropriatezza in tale ambito è stato un importante strumento metodologico col quale nel
corso del 2013 è iniziato un lavoro di intesa tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria, l’Azienda USL e l’Università
per due obiettivi:
•
la gestione delle prestazioni relative ai primi livelli di complessità, finalizzata all’ottimizzazione delle liste di
attesa;
130
•
la conservazione nell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle attività di maggior livello di complessità, finalizzata al rispetto della mission aziendale, particolarmente legata alla componente Universitaria.
Figura 3.32 - Indice di consumo per le TC osteoarticolari Anno 2013
Figura 3.33 - Indice di consumo per le RM osteoarticolari Anno 2013
Ricoveri prevenibili (evitabili)
Questa linea analitica ha un significato tendenzialmente più di tipo sperimentale che operativo. Nel 2011 sono
131
stati pubblicati i risultati di uno studio condotto in seno all’Istituto Superiore di Sanità, denominato ERA, in cui
venivano descritti i possibili criteri per definire l’ospedalizzazione evitabile o prevenibile, poiché legata al livello di
efficienza e di efficacia della prevenzione primaria nella popolazione.
ERA è l’acronimo di Epidemiologia e Ricerca Applicata, sintesi di un metodo di indagine fondato su evidenze
ordinatamente esposte e documentate, avente l’obiettivo di realizzare uno strumento facilmente fruibile e concretamente utile alla programmazione e al controllo degli interventi di politica sanitaria nazionale, regionale e locale.
È frutto di una collaborazione interistituzionale e interdisciplinare che coinvolge studiosi ed esperti di Università
di Roma Tor Vergata, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
e Nebo Ricerche PA.
Le linee di principio basilari enunciate da tale progetto enfatizzano il concetto che “si potrebbe evitare l’ospedalizzazione in tutti quei casi in cui la patologia che provoca il ricovero può essere efficacemente contrastata con
assistenza extraospedaliera come il controllo extraospedaliero degli episodi acuti o la corretta gestione delle
cronicità (diabete, ipertensione ecc)”.
In analogia alla mortalità evitabile con interventi preventivi, anche l’ospedalizzazione può essere evitata per patologie che si possono efficacemente contrastare con azioni di prevenzione primaria.
Tra le patologie identificate ed esaminate in tale studio figurano:
•
Malattie ischemiche del cuore (codice diagnosi ICD9-CM: 410.0-414.9)
•
Cardiomiopatia alcolica (codice diagnosi ICD9-CM 425.5)
•
Gastrite alcolica (codice diagnosi ICD9-CM:535.3)
•
Malattia epatica cronica e cirrosi su base alcolica (codice diagnosi ICD9-CM: 571.0-571.3)
L’ analisi della casistica delle dimissioni caratterizzate da tali diagnosi principali nel 2013 al S.Anna ha evidenziato i dati riportati nella tabella seguente.
Tabella 3.5 - Descrizione della casistica relativa ad alcune delle diagnosi identificate dallo studio ERA sui ricoveri
potenzialmente prevenibili, Anno 2013, classificati per fasce di età.
Patologia principale
Numero dimissioni per fasce di età (classi standard)
TOTALE
5 -- 14
15 -- 44
45 -- 64
65 -- 74
75 -- 84
> 84
MALATTIE ISCHEMICHE DEL
CUORE
0
22
264
339
340
168
1.133
CARDIOMIPATIA ALCOLICA
0
0
0
0
0
0
0
GASTRITE ALCOLICA
0
0
0
0
0
0
0
EPATITE ACUTA ALCOLICA
0
1
0
0
0
0
1
CIRROSI EPATICA ALCOLICA
0
5
29
5
8
0
47
DANNO EPATICO DA ALCOL,
NON SPECIFICATO
0
1
0
0
0
0
1
TOTALE
0
29
293
344
348
168
1.182
Verosimilmente le classi di età sui cui potrebbe essere diretta l’attenzione dello studio sono quelle intermedie,
poiché sulle altre incide sensibilmente il fattore età del paziente.
Le strategie e gli strumenti con i quali l’Azienda Ospedaliero Universitaria collabora con l’Azienda USL e l’Univeristà per il controllo dell’appropriatezza della domanda, nel 2013, sono stati:
•
La gestione razionale del paziente in Pronto Soccorso attraverso il miglioramento continuo delle attribuzioni del codice colore al momento del triage e attraverso l’affinamento delle misure di controllo sulle cause
dell’accesso.
•
Il consolidamento dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI) come setting alternativo a ricovero inappropriato
•
Gli accordi budgetari con le case di Cura per la gestione di trasferimenti verso tali strutture
•
Il patto di fornitura per la gestione delle prestazioni ambulatoriali per esterni previa valutazione dei bisogni
della popolazione e volto al rispetto dei tempi di attesa standard regionali.
•
La rivalutazione continua delle dotazioni dei posti letto in relazione all’entità della domanda e allo sviluppo
delle funzioni di eccellenza.
•
Lo sviluppo delle reti cliniche interaziendali per favorire non solo l’ottimizzazione delle risorse ma anche
la condivisione di criteri di clinical competence e di riferimento provinciale per la gestione di determinate
132
•
patologie.
La partecipazione a progetti di miglioramento sulla gestione della “fragilità” (per esempio nel Progetto “Uffa
che afa”).
3.4.9 Centralizzazione dei magazzini farmaceutici ed economali
Nel 2013 il Dipartimento Interaziendale Farmaceutico ha svolto un ruolo centrale nella progettazione di un magazzino unico per l’Area Vasta Emilia Centro (AVEC), partecipando con il proprio contributo al gruppo di lavoro
appositamente nominato dai Direttori Generali di Ferrara, Bologna e Imola, fornendo anche numerosi dati necessari alle valutazioni.
Il Direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico ha inoltre coordinato un sottogruppo di farmacisti di
AVEC per la definizione di tutti gli aspetti legati alle anagrafiche, argomento di particolare complessità. Il risultato
di questa attività si è concretizzato nella produzione di due documenti, indispensabili per l’avvio dell’unificazione:
1. documento con le regole di codifica per omogeneizzarne le modalità esecutive tra le aziende allo scopo di
favorire il successivo link tra le anagrafiche;
2. specifiche tecniche necessarie per la piattaforma web di codifica unificata a livello centrale.
3.4.10 Gestione della piastra operatoria
Nel corso del 2013 sono stati definiti i criteri di accorpamento e modulazione dell’attività chirurgica ed è stato
formalizzato e adottato il nuovo regolamento della sala operatoria. Parallelamente sono stati consolidati l’estensione e l’utilizzo del programma gestionale della sale operatorie ormaweb. In stretta correlazione è stato avviato
un processo di elaborazione di nuovi indicatori di utilizzo ed efficienza delle sale stesse È stato completato e
realizzato il progetto relativo allo sviluppo del sistema CUNICO, consistente nella centralizzazione delle attività
relative agli accertamenti propedeutici all’intervento chirurgico. Gli aspetti relativi al controllo sui livelli di efficienza organizzativa delle sale operatorie sono stati seguiti da uno specifico Nucleo di valutazione aziendale sulla
attività chirurgia e agevolati dall’utilizzazione analitica (ormai a regime) di Ormaweb.
I principali indicatori scelti e analizzati attraverso i dati forniti dall’analisi con Ormaweb sono:
•
indicatori generali di attività di sala operatoria;
•
per ogni singolo DRG:
•
tempo completo di sala operatoria,
•
tempo dell’intervento
•
tempo di sala operatoria escluso l’intervento;
•
tempo di sala vuota;
•
arrivo primo paziente (in ogni Blocco) entro le 7.45;
•
arrivo di tutti i primi pazienti di ogni seduta entro le 8.15;
•
inizio primo intervento (incisione) entro le 9.15;
3.4.11 L’accreditamento istituzionale
Il 2013 può essere definito l’anno dell’accreditamento del nuovo ospedale di Cona.
Il trasferimento del Sant’Anna da Ferrara, Corso Giovecca, alla nuova sede di Cona ha determinato la necessità
di procedere con un nuovo accreditamento dell’intera struttura, che ha comportato l’accreditamento provvisorio
dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e la programmazione delle visite di verifica sul campo a tutte le
strutture dell’azienda da effettuarsi nell’arco di un anno.
L’accreditamento è un processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un’agenzia esterna o da un altro
organismo. L’obiettivo è quello di verificare il possesso, da parte dei servizi sanitari, di requisiti predeterminati
relativi alle condizioni strutturali, organizzative e di funzionamento che si ritiene influiscano sulla qualità dell’assistenza.
La vecchia struttura di Corso Giovecca aveva concluso il proprio percorso di accreditamento nell’Ottobre del
2009; con il trasloco a Cona, dopo aver ottenuto l’autorizzazione, si è reso necessario ripetere il percorso, dati i
cambiamenti non solo strutturali ma anche organizzativi dell’ospedale.
L’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ha quindi condiviso con l’Azienda un piano di visite di verifica che ha
preso l’avvio formale a distanza di un anno dall’entrata del primo paziente nell’ospedale di Cona.
133
interfacce interne ed esterne è risultata un elemento
di criticità. Il confronto con i valutatori ha dato luogo a
una riflessione rispetto all’individuazione e alla formalizzazione delle interfacce organizzative; in particolare
ha orientato l’attenzione alla definizione dei punti di coordinamento e controllo delle attività e al superamento
dell’impostazione che di fatto prevedeva interfacce a
valenza generale, non sempre declinata sui percorsi
specifici del Dipartimento. In seguito a ciò l’Azienda ha
avviato tempestivamente un’azione di miglioramento
organizzando eventi formativi per la ridefinizione del
concetto di interfaccia con revisione del capitolo 2 del
Manuale Qualità Aziendale.
Dall’8 Maggio 2013 a fine anno si sono svolte 9 visite
di verifica, che hanno impegnato circa una sessantina
di valutatori.
Al momento della pianificazione delle visite di verifica
per l’accreditamento è stato convenuto con l’Agenzia
Regionale di coinvolgere nella valutazione, fin dall’inizio, anche i livelli aziendali, e non solo i singoli dipartimenti. Per la prima volta un’azienda intera ha voluto
sottoporsi alla valutazione tramite le visite di verifica, in
linea con i nuovi principi nazionali per l’accreditamento
previsti dall’accordo Stato-Regioni del dicembre 2012.
In data 8 Maggio 2013, prima di affrontare le visite di
accreditamento dei dipartimenti ospedalieri si è tenuto
un incontro preliminare con la direzione generale, gli
uffici di Staff, le Direzioni Dipartimentali, i servizi trasversali dell’Azienda ed i team leader. Questa è stata
l’occasione per presentare il nuovo contesto e quanto
l’azienda ha messo in atto per affrontare il trasferimento nella nuova sede e le nuove modalità organizzative.
Quanto emerso è stato messo a disposizione di tutti i
valutatori impegnati nel percorso. L’intervista ha consentito di descrivere le importanti dinamiche intercorse
ed il ruolo della direzione nella evoluzione del processo nel biennio 2012-2013, e ha posto le premesse per
le visite di verifica ad una realtà completamente modificata rispetto al precedente contesto.
Per evitare di sottoporre a verifica la stessa sala operatoria o lo stesso ambulatorio nel corso delle molteplici
visite, l’Agenzia ha concesso di effettuare la valutazione delle “piattaforme” trasversali con visite apposite;
sono state quindi sperimentate nuove logiche e nuovi
modelli gestionali, nella valutazione delle “piastre” trasversali (operatoria, ambulatoriale), nella applicazione
di nuovi requisiti (Unità Organizzativa Formazione e
Aggiornamento) o di requisiti in via sperimentale (Unità
Operativa Anatomia Patologica e Unità Operativa Farmacia Ospedaliera) e nella valutazione di Dipartimenti
Interaziendali (Laboratorio unico Provinciale -LUP- e
Dipartimento Farmaceutico Interaziendale).
A fronte di una consolidata esperienza di attività cliniche organizzate per “isole produttive”, tutti i Dipartimenti sono stati riorganizzati secondo una logica di
aree omogenee al cui interno le varie UUOO mantengono una precisa identità ma condividono le risorse
infermieristiche, in forza di una formazione comune.
Sono stati verificati anche due Percorsi Diagnostico
Terapeutici Assistenziali, applicando la nuova checklist
regionale per i PDTA, vale a dire: Carcinoma del Polmone, insieme al Dipartimento Medico Specialistico
ed Ictus, insieme al Dipartimento Neuroscienze.
L’Azienda ha messo in atto azioni correttive delle criticità emerse in occasione delle verifiche sul campo già
nelle visite immediatamente successive, sottolineando
così la dinamicità del sistema aziendale di rispondere
rapidamente al fine di superare i gap evidenziati da
una parte e l’unitarietà del processo di valutazione
complessivo dall’altra. Ad esempio, la gestione delle
Gestione delle Verifiche Ispettive Interne e supporto al
nuovo accreditamento istituzionale dei DAI presso la
struttura di Cona
Durante l’anno 2013 sono state eseguite le verifiche
ispettive interne ai Dipartimenti, alle Unità Operative
afferenti agli otto DAI e ad alcune funzioni trasversali
aziendali in cui è stato valutato il possesso dei requisiti
organizzativi; sono state realizzate le modifiche strutturali e le acquisizioni tecnologiche come emerso durante le visite interne del 2012. Il team di verifica Ispettiva
che ha effettuato le visite sui requisiti organizzativi era
composto da valutatori presenti all’interno dell’elenco
Valutatori aziendali e da valutatori dell’Azienda USL,
secondo quanto definito nella procedura aziendale relativa alla gestione delle verifiche ispettive interne.
L’Ufficio Accreditamento Qualità è stato fortemente impegnato nel supporto sia alla Direzione Aziendale, sia
ai Dipartimenti ad Attività Integrata, predisponendo il
manuale qualità aziendale, la relazione ex-post, la presentazione per l’intervista dell’8 maggio, effettuando la
redazione di 121 nuovi documenti e revisionando/integrando altri 95, alcuni a valenza aziendale, altri a valenza interaziendale e provvedendo alla pubblicazione
sulla intranet; contemporaneamente ha supportato i
DAI nella revisione dei Manuali Qualità dipartimentali e
della documentazione sia di Dipartimento che di U.O.
in preparazione delle visite di accreditamento interne
e regionali.
Database aziendale degli indicatori: monitoraggio della performance clinica
Durante l’anno 2013 è stato presidiato il monitoraggio degli indicatori di performance clinica dei Dipartimenti e delle Unità Operative presenti all’interno del
134
Database Aziendale (requisito 9.2 RGAC) e sono stati
implementati gli standard di prodotto dei Moduli dipartimentali di Chirurgia d’Urgenza, Day Hospital della
Talassemia e delle Emoglobinopatie, Oncoematologia
Pediatrica e Radiologia Interventistica.
•
Gestione della qualità dal lato dell’utente
•
•
Nel 2013 si è conclusa la somministrazione dei questionari relativi alla rilevazione post trasloco, secondo
step dell’indagine sulla qualità dal lato degli utenti, progetto aziendale avente come scopo principale di misurare l’eventuale variazione dell’esperienza di ricovero
dei pazienti/utenti pre e post trasferimento nella nuova
sede di Cona. Sono stati analizzati i risultati e prodotti
i report finali: uno sul post trasloco e uno contenente i
confronti tra i risultati del pre e post trasloco. I risultati
totali e stratificati per Dipartimento sono stati presentati in occasione delle Visite Ispettive Regionali.
Nel corso dell’anno l’Azienda ha partecipato al progetto regionale “La valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino”
promosso dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari
Regionali (Age.na.s) in collaborazione con la Regione
Emilia-Romagna e altri servizi sanitari regionali. Il progetto era finalizzato alla verifica e validazione di un set
minimo di indicatori di qualità dal punto di vista del cittadino la cui rilevazione fosse sostenibile sia dal punto
di vista metodologico sia dal punto di vista organizzativo. L’Azienda ha aderito al progetto a livello regionale,
partecipando agli incontri del gruppo “Cabina di regia
regionale” che aveva il compito di presidiare la progettazione e l’implementazione dell’indagine a livello
locale, e a livello aziendale, coordinando un gruppo di
lavoro misto (cittadini e operatori) per la “Sperimentazione di priority setting” su 200 items della Check List
proposta da Age.na.s.
La profilassi del tromboembolismo venoso nella
chirurgia di elezione presso l’azienda ospedaliero
universitaria di Ferrara;
Congruenza di attribuzione codice colore nell’attività di triage per il sintomo principale dolore toracico;
Adesione al PDTA Ca Polmone dei professionisti
coinvolti nel percorso.
IQIP
L’Ufficio Accreditamento Qualità nel corso dell’anno
ha raccolto, in collaborazione con i Professionisti individuati nelle Unità Operative coinvolte, i dati relativi
agli indicatori monitorati, ha estratto dalla banca dati
delle Schede di Dimissione Ospedaliera i dati relativi
ad alcuni indicatori monitorati da IQIP che non vengono forniti direttamente dai Professionisti, ha immesso i
dati raccolti nel Database IQIP e ne ha eseguito il controllo della completezza e della qualità, inviando trimestralmente ai Professionisti interessati e alla Direzione
Generale copie del report.
Inoltre, l’Azienda come coordinatore nazionale del
Progetto ha effettuato trimestralmente il controllo della
completezza e della qualità dei dati immessi dai centri
partecipanti, comunicando tempestivamente agli interessati eventuali anomalie
I dati monitorati nel database IQIP, sia in forma numerica (es. tabelle) sia in forma grafica (es. carte di controllo), vengono utilizzati in diversi contesti aziendali, primo fra tutti in sede di Riesame della Direzione, come
strumento di valutazione delle performance cliniche
dell’Azienda nel confronto con altre realtà nazionali e
internazionali.
Supporto metodologico al controllo e al miglioramento
dei processi clinici
Audit Clinico
L’Ufficio Accreditamento Qualità ha supportato i Gruppi Audit durante lo svolgimento dei seguenti audit clinici in corso o conclusi nell’anno 2013:
•
Aderenza alle linee guida di profilassi antibiotica
perioperatoria nella chirurgia di elezione del Colon Retto e del Ca Polmone;
•
Prescrizione della terapia antalgica e sedativa al
bisogno;
•
Trattamento sistemico dell’artrite reumatoide
nell’adulto con particolare riferimento ai farmaci
biologici;
135
Eliporto
136
4. Condizioni di lavoro, competenze del personale ed efficienza dell’organizzazione
La quarta sezione del documento è volta a illustrare le scelte aziendali per la valorizzazione delle competenze
del personale. Un’elevata qualità professionale degli operatori e la possibilità che alti livelli possano essere
mantenuti sono infatti condizioni essenziali per assicurare il buon funzionamento del servizio sanitario, l’efficacia
degli interventi e la soddisfazione dei cittadini.
4.1 La “carta di identità” del personale
L’attività dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara viene svolta attraverso proprio personale dipendente,
personale dipendente dall’Università degli Studi di Ferrara e personale con altre tipologie di rapporto di lavoro
(incarichi libero professionali, co.co.co, assegnisti e borsisti).
Il personale dipendente dell’Azienda si compone di una percentuale del 78,54% di laureati. Una percentuale che
negli anni è destinata ad incrementarsi, in quanto l’Azienda ha come mission fondamentale l’attività assistenziale nei confronti del cittadino-utente e stante le attuali limitazioni delle assunzioni stabilite dalla Regione EmiliaRomagna comporta prioritariamente il reclutamento di figure sanitarie dedicate in modo diretto all’assistenza. Il
ruolo sanitario da solo rappresenta il 75,58% del personale, a cui si devono aggiungere le unità del ruolo tecnico
che collaborano più strettamente con l’attività assistenziale (Operatori Socio Sanitari e Autisti 118) che costituiscono il 10,45%, per un totale dell’ 86,03%.
L’evoluzione professionale in atto del personale delle professioni sanitarie (infermieri, ostetriche, tecnico-sanitarie e della riabilitazione) comporterà nei prossimi anni il delinearsi di nuovi modelli organizzativi che dovranno
tenere conto della presenza sempre maggiore di dipendenti in possesso della laurea specialistica.
L’Azienda ha rispettato nel corso dell’anno 2013 sia l’obiettivo di contenimento della spesa del personale stabilito
dalla Regione Emilia-Romagna che le conseguenti limitazioni della copertura del turn-over, nella percentuale del
25% dei posti resisi vacanti nel medesimo anno.
Il personale dipendente dell’Università degli Studi di Ferrara che svolge attività assistenziale presso l’Azienda
Ospedaliera viene identificato sulla base dell’Accordo Attuativo Locale. Pur mantenendo l’Università degli Studi
la titolarità del rapporto di lavoro, funzionalmente tale personale per gli adempimenti dei doveri assistenziali
risponde al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera.
Infine il personale dipendente dell’Azienda è parte integrante nello svolgimento dell’attività didattica nei corsi di
laurea del personale sanitario e nelle scuole di specializzazione per le diverse discipline mediche.
Tabelle 4.1 - La situazione al 2013
Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale
Tipologia contrattuale
Totale
Maschi
Femmine
Personale del SSR
2475
604
1871
Personale universitario
139
79
60
Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti)
90
25
65
Fonte aziendale
137
Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età.
Categorie
n.
totale
Maschi
Personale del SSR*
2475
604
1871
197
692
1012
566
8
1
116
Dirigenti medici
389
193
196
12
124
105
143
5
0
3
Altri dirigenti (sanitariA.T.P)
68
16
52
1
11
21
33
2
0
0
Personale infermieristico
1174
188
986
147
381
483
163
1
69
Personale tecnico sanitario
164
38
126
14
45
58
46
1
0
19
Personale della prevenzione
11
5
6
1
7
3
0
0
1
Personale della riabilitazione
64
6
58
11
12
25
16
0
0
8
Personale OTA, OSS,
ausiliari
266
39
227
6
54
146
60
0
0
3
Personale amministrativo
166
23
143
35
89
42
0
0
7
Altro personale
173
96
77
29
78
60
0
0
6
Femmine <=34 >34-<44 >44-<54 >54-<64
6
>=65
P-time P-time
uomini donne
Fonte aziendale
* I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato
Personale in mobilità
Mobilità
n. totale
Tot. Dipendenti dimessi
105
Tot. Dipendenti assunti
92
di cui: 12 pensionamenti - 29 dimissioni - 49 termine
incarico - 5 decessi - 10 mobilità c/o altre Aziende
di cui: 6 mobilità da altre aziende
Fonte aziendale
Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio
n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2013
n. totale percentuale
con gg. assenza
a rischio biologico
11,47%
195
89
Fonte aziendale
Tabelle 4.2 - La situazione al 2012
Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale
Tipologia contrattuale
Totale
Maschi
Femmine
Personale del SSR
2488
611
1877
Personale universitario
142
82
60
Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti)
97
23
74
Fonte aziendale
138
Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età.
Categorie
n.
totale
Maschi
Femmine
<=34
34-44
4454
Personale del SSR*
2488
611
1877
220
748
1034
483
Dirigenti medici
384
195
189
18
120
115
129
2
0
3
Altri dirigenti (sanitari-A.T.P)
69
17
52
1
12
23
32
1
0
0
Personale infermieristico
1180
194
986
160
421
468
131
0
2
70
Personale tecnico sanitario
168
37
131
18
44
63
43
0
0
19
Personale della prevenzione
11
5
6
0
1
7
3
0
0
1
54-64 >=65
P-time
uomini
P-time
donne
2
118
3
Personale della riabilitazione
66
9
57
13
12
28
13
0
0
9
Personale OTA, OSS, ausiliari
268
35
233
4
64
155
45
0
0
3
Personale amministrativo
167
23
144
0
41
87
39
0
0
8
Altro personale
175
96
79
6
33
88
48
0
0
5
Fonte aziendale
* I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato
Personale in mobilità
Mobilità
n. totale
Tot. Dipendenti dimessi
170
Tot. Dipendenti assunti
86
di cui: 51 pensionamenti - 33 dimissioni - 72 termine incarico - 1 licenziamento - 3 dispense per inval.
perm. - 3 decessi - 7 mobilità c/o altre Aziende
di cui: 7 mobilità da altre aziende
Fonte aziendale
Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio
n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2012
n. totale percentuale
con gg. assenza
a rischio biologico
10,81%
189
80
Fonte aziendale
Tabelle 4.3 - La situazione al 2011
Classificazione del personale dipendente per tipologia contrattuale
Tipologia contrattuale
Totale
Maschi
Femmine
Personale del SSR
2570
639
1931
Personale universitario
142
79
63
Altro Personale (inc. libero professionali, CoCoCo, assegnisti, borsisti)
114
37
77
Fonte aziendale
139
Classificazione del personale dipendente per genere e fasce di età.
Categorie
n.
totale
Maschi
Femmine
<=34
34-44
4454
Personale del SSR*
2570
639
1931
263
803
1063
436
5
Dirigenti medici
398
202
196
24
117
126
127
4
3
Altri dirigenti (sanitari-A.T.P)
69
17
52
15
25
28
1
1
Personale infermieristico
1215
204
1011
183
457
462
113
Personale tecnico sanitario
172
39
133
25
46
62
39
19
Personale della prevenzione
11
5
6
2
8
1
1
54-64 >=65
P-time
uomini
P-time
donne
2
126
2
76
Personale della riabilitazione
67
9
58
11
11
31
14
10
Personale OTA, OSS, ausiliari
281
38
243
13
68
164
36
3
Personale amministrativo
175
27
148
45
97
33
8
Altro personale
182
98
84
7
42
88
45
5
Fonte aziendale
* I valori comprendono personale a tempo determinato e indeterminato
Personale in mobilità
Mobilità
n. totale
Tot. Dipendenti dimessi
188
Tot. Dipendenti assunti
214
di cui: 37 pensionamenti - 62 dimissioni - 65 termine incarico - 2 licenziamenti - 4 dispense per inval.
perm. - 7 decessi - 11 mobilità c/o altre Aziende
di cui: 9 mobilità da altre aziende
Fonte aziendale
Gestione del rischio e sicurezza: denunce di infortunio
n. totale percentuale con gg. assenza a rischio biologico
n. infortuni denunciati all’INAIL nel 2011
14,32%
267
100
Fonte aziendale
4.2 Partecipazione dei professionisti all’individuazione delle strategie aziendali e alla gestione
operativa
•
•
delle Unità Operative verso il nuovo ospedale;
la condivisione dei progetti di ricerca;
la pianificazione strategica in integrazione con
l’Università.
4.2.1 Il Collegio di Direzione
4.2.2 Il processo di Budget
Come citato nell’atto aziendale, le linee organizzative
aziendali si realizzano, nell’ambito di un sistema di
governo clinico che sappia coniugare la funzione manageriale e professionale, coordinando i diversi ambiti
di responsabilità e autonomia delle figure professionali
coinvolte.
Il Collegio di Direzione e i Dipartimenti ad Attività Integrata costituiscono l’ambito organizzativo dove queste linee di governo si sviluppano e dove i principi, le
metodiche e gli obiettivi ad esse correlati vengono
valutati e condivisi al fine di essere tradotti in progetti
operativi all’interno dei Dipartimenti e delle Unità Operative. Nella particolarità dell’anno 2013 il Collegio di
Direzione è stata la sede ove sono avvenute:
•
la condivisione delle strategie e della pianificazione delle fasi del proseguimento del trasferimento
Il processo di Budget rappresenta un momento di
priorità strategica aziendale in cui figure professionali
deputate a funzioni diverse interagiscono e compartecipano alla programmazione delle attività e alla previsione dei costi e dei limiti di spesa per un intero anno.
Il 2013 dal punto di vista della programmazione, ha
mantenuto le caratteristiche di “anno di transizione”
come nel 2012. Questo perché continuavano a coesistere due obiettivi prioritari per le Aziende: l’allineamento agli obiettivi della Spending Review per
quanto riguarda la definizione dell’offerta sanitaria e il
completamento del trasferimento delle strutture ancora site nella vecchia sede. Si è aggiunta, inoltre, una
nuova evoluzione organizzativa caratterizzata dallo
sviluppo delle reti cliniche. Quest’ultima ha fortemente
140
se come obiettivi di budget da tutti in Dipartimenti nel
versante sanitario e nel versante tecnico amministrativo e degli uffici di staff. Le varie fasi sequenziali erano sempre condivise col Collegio di Direzione. Dello
svolgimento del processo stesso era informato anche
il Nucleo di Valutazione, principale attore coinvolto nella fase del giudizio sul grado di raggiungimento degli
obiettivi aziendali.
vincolato nel corso dell’anno, la programmazione sanitaria ed economica delle due Aziende nel sistema
Provinciale. Conseguentemente anche nel 2013 il processo budgetario si è svolto in modo particolare, non
ricalcando i percorsi consuetudinari ma mantenendo
i principi della condivisione ed approvazione tra Direzione e Dipartimenti sui macro-obiettivi e sulle relative
azioni da compiere ai fini del loro raggiungimento.
La scheda di sintesi sotto riportata, descrive le fasi
programmatorie e decisionali concretizzate e condiviTabella 4.4 - Programmazione DAI 2013
Pianificazione / ProgrammaAzioni
Ambito
Monitoraggio
Risultati
zione
Strategico
descrizione
Completamento del
Trasferimento verso il nuovo
Ospedale di
Cona
Efficienza
organizzativa
evidenze
descrizione
Processo di
trasferimento:
Elaborazione
del cronoprogramma per il
trasferimento
programmato
verso il nuovo
ospedale.
Documento
Cronoprogramma approvato
Rimodulazione
organizzativa
del personale
in relazione
alle riduzioni
di attività nel
periodo del
trasloco e nel
periodo estivo;
Piano Ferie
estive;
Piano rimodulazione dei Posti letto e degli
accorpamenti
tra UUOO.
Presentazione
ed approvazione del Piano
Ferie e rimodulazioni posti
letto al Collegio
di Direzione.
Effetto “Trasloco e Rimodulazioni attività”
sul bilancio di
Previsione
Elaborazione
del nuovo
Piano dei
Centri di costo
Aziendale.
ridefinizione
dei criteri di
accorpamento
delle funzioni
in relazione
alle funzionalità del nuovo
Ospedale, con
particolare
riguardo all’attività chirurgica;
Previsione
dell’impatto
economico
Presentazione ed
approvazione
del piano dei
trasferimenti
al Collegio di
Direzione.
evidenze
Verbali del
collegio di
Direzione.
Lettera del Direttore di avvio
del trasloco
descrizione
evidenze
Analisi
puntuale degli
aggiornamenti
in relazione
a criticità emergenti
Verbali del
collegio di
Direzione
Analisi
puntuale degli
aggiornamenti
in relazione
a criticità emergenti.
Verbali del
collegio di
Direzione.
descrizione
Svolgimento delle
fasi di trasloco
Descrizione
del nuovo
ospedale e
aggiornamenti
specifici sul
sito internet
aziendale.
Attività di ricovero registrata
in banca dati
regionale di
tutte le UUOO.
Procedura di
avvio
Regolamentazione della piastra operatoria
per il nuovo
ospedale.
Verbali del
collegio di
Direzione.
Documento
approvato del
Nuovo Piano
dei Centri di
costo.
Documento
aziendale
sulla piastra
operatoria.
Utilizzazione
del sistema
Ormaweb.
Implementazione del nuovo
software per la
gestione diretta
dell’attività di
sala operatoria
(Ormaweb)
141
Utilizzazione
analitica di
Ormaweb dagli
uffici di staff
evidenze
Ospedale
completo in
attività.
Aggiornamenti
del Piano dei
Centri di Costo.
Aggiornamenti del file
regionale sulla
dotazione dei
posti letto.
Report
periodici di attività generale e
chirurgica.
Attività del nuovo
Ospedale con
mantenimento
in percentuale
dei livelli di
complessità della
casistica.
Ripresa delle attività chirurgiche
Implementazione
di nuovi sistemi
di misura della
performance chirurgica.
Garanzia delle
prestazioni ambulatoriali.
Report di
presentazione
delle attività.
Report analitici
di Ormaweb.
Contenimento
della spesa e
applicazione
della Spendig
Review attraverso interventi sui beni di
consumo, sulle
politiche del
personale e
di acquisizione
dei beni e
servizi.
Governo
dell’appropriatezza
organizzativa e
prescrittiva
Equilibrio di
Bilancio
Documenti
strategici
aziendali e
Documenti di
Budget
Documento
della Direzione
descrivente
i criteri della
manovra di rientro, in stretta
relazione ai
principi descritti nelle Linee
guida RER per
il 2013.
Raccomandazione della
direzione sulla
gestione delle
scorte.
Documento
elaborato
dal Direttore
Sanitario sulle
strategie a
breve termine
Fornitura
documenti
descrittivi sulle
manovre di
rientro della
spesa per i
Direttori dei
DAI.
Informazioni
per i Dipartimenti sulla
disponibilità
di budget in
tempo reale.
Incontri ad
hoc per ogni
UO con la
Direzione
strategica e/o
col Controllo di
Gestione per
la condivisione
delle strategie
di risparmio da
applicare entro
il 2013.
Tavole
specifiche
riportanti i dati
di consumo
prima e dopo
gli interventi.
Lettere per i
Direttori dei
DAI e di UO
indicanti i
criteri di analisi
della spesa e il
budget residuo.
Convocazioni
da parte del
Direttore
Sanitario per i
Direttori di UO.
Verbali del
collegio di
Direzione.
Segnalazioni di
non congruenze nel percorso
degli ordini di
reparto
Controllo
percorso e
appropriatezza
del percorso
degli ordini nei
reparti
Aggiornamenti
sulle problematiche e criticità
al Collegio di
Direzione;
Incontri specifici Tra Direzione
Strategica e
Uffici di Staff
sul controllo
delle strategie.
Incontri specifici tra Controllo
di Gestione e
UO per la valutazione sulle
possibili soluzioni tecniche
per richieste
di beni fuori
budget.
Verbali del
collegio di
Direzione.
Report periodici (mensili)
sull’attività e
produzione.
Report
sull’andamento
dei consumi
(per i DAI) e
sul budget
residuo (per la
Direzione).
Le UUOO devono
rispettare il budget autorizzato,
anche in base
ad aggiustamenti
avvenuti in corso
d’opera e riconosciuti necessari.
La manovra di
budget, deve
ricalcare le linee
strategiche: il
nuovo ospedale
deve garantire
l’attività in
urgenza e di alta
complessità, in
particolare la chirurgia oncologica.
Report di
presentazione
delle attività,
dei volumi,
della complessità e delle
percentuali di
inappropriatezza.
Report sull’andamento dei
consumi.
Report analitici
di Ormaweb.
Sono state
significativamente
rimodulate le
attività programmate (ritenute
riprogrammabili)
Devono essere
significativamente
rimodulate le
attività programmate (ritenute
riprogrammabili).
Sviluppo delle
analisi dei dati
forniti da
Ormaweb sull’utilizzo reale della
sala operatoria; i
dati sono collegabili alla banca dati
SDO;
Fonte aziendale
4.3 Gestione del rischio e sicurezza dei lavoratori
4.2.3 Il processo di Accreditamento
Il Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione ha adottato, fin dalla sua costituzione, un modello di gestione qualità per processi che si è concretizzato nel 2008 con la certificazione ISO 9001-2008.
Il Dipartimento, in coerenza con il mandato ricevuto
dall’Azienda Ospedaliera, ha creato un contesto facilitante per il miglioramento delle attività relative al
percorso di promozione e monitoraggio della salute e
sicurezza dei lavoratori attraverso:
•
l’elaborazione di procedure, istruzioni operative e
altri documenti: le attività del Dipartimento e quelle delle strutture organizzative considerate critiche
sono state documentate attraverso procedure,
istruzioni e documenti scritti che insieme al Manuale Qualità, compongono il Sistema Qualità del
Dipartimento, pubblicato sul sito intranet dell’A-
Il processo di Accreditamento istituzionale che ha
coinvolto l’Azienda Ospedaliero Universitaria S.Anna
di Ferrara durante l’anno 2013 è approfonditamente
descritto al paragrafo 3.4.11 “Accreditamento istituzionale”.
4.2.4 I programmi interaziendali
Anche questo argomento è stato descritto nelle sezioni specifiche. Elemento costitutivo comune ai piani interaziendali è la necessità di coinvolgimento e coordinamento di molte articolazioni organizzative in ambito
aziendale e interaziendale.
142
•
•
•
zienda Usl e sul sito intranet dell’Azienda Ospedaliera.
l’attività di formazione: tale attività è governata da una specifica procedura a valenza interaziendale, denominata “Pianificazione ed Integrazione nel Sistema di Gestione delle Attività di Informazione, Addestramento
e Formazione dei Lavoratori in Azienda” è rivolta ai lavoratori dell’Azienda ed è orientata allo sviluppo di
una cultura della sicurezza fra gli operatori sanitari e all’adozione di competenze cognitive, operative e
comportamentali relative alla salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro. I corsi effettuati nell’anno 2013 sono
stati 9, gli operatori iscritti al corso sono stati 1024, gli operatori che hanno partecipato ai corsi sono stati
852 (83,2%). Nel 2013 è stato inoltre attivato un corso di formazione dal titolo “Corso di Formazione per la
Sicurezza sul Lavoro e la Tutela della Salute dei Lavoratori Aziendali” avente come oggetto le procedure/
istruzioni operative emesse dal Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione. Sono stati inoltre
implementati i pacchetti formativi, relativi alle diverse tipologie di rischio (VDT, Chimico, Elettrico, Incendio,
ecc.), del corso FAD attivato in via sperimentale negli anni precedenti. Nel corso del 2013 è inoltre proseguita l’attività di formazione inerente il “Progetto INAIL” dal titolo: “Applicazione di un Modello Organizzativo per
la Gestione del Rischio Infortunistico da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) e dei Pazienti (MMP)
nella AUSL ed AZOSP di Ferrara, in vista del consolidamento come buona pratica”; al 31 dicembre 2013
sono stati formati 118 operatori (82 infermieri e 36 OSS) delle UU.OO del Dipartimento Medico.
la gestione del processo di Valutazione dei Rischi: il Dipartimento, elabora il Documento di Valutazione
dei Rischi (DVR) attraverso una valutazione globale e documentata di tutti i rischi presenti nell’ambiente
lavorativo. Il Dipartimento Interaziendale di Prevenzione e Protezione ha predisposto la documentazione di
sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. contestualmente allo stato di avanzamento ed esecutività dei
trasferimenti presso i locali ex Sant’Anna. L’attività ha riguardato: l’elaborazione dei Documenti di Valutazione dei Rischi per le attività trasferite da altre sedi e l’elaborazione dei Manuali Operativi di Gestione Emergenza, Informazioni per il Personale, Valutazione Rischio Incendio, Procedure di chiamata in emergenza,
Informazioni per i Vigili del Fuoco.
la gestione della Sorveglianza Sanitaria: tale processo è gestito dalla U.O. di Medicina del Lavoro dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Anna ed è descritto da una specifica procedura interaziendale, denominata “Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori esposti a rischi presenti nell’ambito lavorativo” e prevede il
controllo dei lavoratori esposti a rischi lavorativi mediante visite preventive, periodiche. Nel 2012 sono state
effettuate le seguenti attività di sorveglianza sanitaria:
Tabella 4.5 - Attività di sorveglianza sanitaria Anno 2012-2013
Tipologia
2012
2013
Visite periodiche
756
980
Visite preventive
274
180
Visite a richiesta del lavoratore
54
41
Altra tipologia
84
Vaccinazioni Antiepatite B
25
31
Vaccinazioni Antitetaniche
161
161
Vaccinazioni Antinfluenzale
232
238
Fonte aziendale
•
la gestione dell’infortunio: l’intero processo è gestito da una specifica procedura aziendale che prevede dal
2010 un’attività di verifica puntuale delle modalità di accadimento per gli infortuni biologici, da movimentazione manuale dei carichi/pazienti ed accidentali allo scopo di migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro ed
attivare le necessarie azioni preventive e/o correttive.
Nel corso del 2013 è proseguito il monitoraggio degli infortuni attraverso le specifiche indagini di valutazione
delle modalità di accadimento.
143
Tabella 4.6 - Report Infortuni Anno 2012-2013
Tipologia
2012
2013
Infortuni Biologici
125
126
Infortuni Movimentazione Manuale dei Carichi/Pazienti
24
41
Infortuni Accidentali
69
87
Infortuni Itinere
23
26
Giornate perse per Infortuni
4.667
5.295
Fonte aziendale
Tabella 4.7 - Rilevazione degli indici di incidenza Anno 2012-2013
2012
2012
N°
% su totale
dipendenti
N°
% su totale
dipendenti
Infortuni totali
241
9,69%
280
11,31%
Infortuni a rischio biologico
125
5,02%
126
5,05%
1
0,04%
3
0,12%
Domande di riconoscimento di malattie professionali per patologia apparato muscolo scheletrico
Malattie professionali riconosciute anno
0
0%
0
0%
Dipendenti con limitazione parziale e-o inidoneità
35
1,41%
35
1,41%
Fonte aziendale
•
•
•
la gestione dei dispositivi di protezione individuale: tale processo è gestito attraverso una specifica procedura, a valenza interaziendale, denominata “Gestione dei dispositivi di protezione individuale”. Dal 2010 è
possibile segnalare al Dipartimento, attraverso uno specifico modulo, eventuali anomalie o reclami relativi ai
DPI. Nel 2012 è stato elaborato il “Catalogo dei DPI” con le schede tecniche di tutti i DPI presenti in Azienda. Attualmente il Catalogo è in fase di aggiornamento la nuova versione verrà pubblicata sul sito intranet
aziendale nel 2014.
la gestione del processo relativo al rischio incendio ed esecuzione delle prove di evacuazione: nel 2012 è
stato predisposto il Piano Generale per la gestione delle Emergenze ed Evacuazione di Cona e i Manuali
operativi per ogni unità operativa relativi alla gestione emergenza. Nel 2013 sono stati effettuati 65 sopralluoghi per prove di evacuazione nelle diverse UU.OO dell’Ospedale di Cona.
la gestione della sicurezza negli appalti di lavori, forniture e servizi: tale processo è governato attraverso due
procedure a valenza interaziendale “Informazione sui rischi da trasmettere alle ditte appaltatrici di lavori/
servizi, compreso l’eventuale DUVRI, art. 26 D.Lgs. 81/08”. L’attività effettuata, che consiste nell’individuare i
rischi interferenti derivanti da attività svolte da lavoratori dipendenti di aziende o imprese esterne che svolgono il loro lavoro all’interno dell’Azienda, è di elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi Interferenziali
(DUVRI). Nell’anno 2013 sono stati prodotti 15 DUVRI e informazioni sui rischi. La figura del Coordinamento
della Sicurezza nei Cantieri in fase di Esecuzione è stata attivata all’interno del Dipartimento, a partire dal
2011. Tale processo è governato da una specifica procedura interaziendale, denominata “Coordinamento
della Sicurezza nei Cantieri in fase di Esecuzione” ed è finalizzato a garantire la presenza di una figura istituzionale all’interno dell’organizzazione aziendale che riesca ad assicurare la sicurezza nei cantieri di lavoro
all’interno dell’Azienda. Nell’anno 2013 sono stati attivati 2 Coordinamenti.
144
guenti principi generali:
Trasparenza dei criteri e delle metodologie adottate ed obbligo di motivazione della valutazione
espressa;
•
Informazione adeguata e partecipazione del valutato, anche attraverso la comunicazione e il contraddittorio.
La Direzione Generale ha individuato per ciascun titolare di incarico professionale e di Struttura Semplice e
Complessa obiettivi generali, validi per tutti i Dirigenti
ovviamente collegati alle diverse tipologie di incarico,
e obiettivi specifici. Gli obiettivi specifici sono stati attribuiti su proposta del Responsabile della Struttura
Complessa di riferimento, tenuto conto dell’articolazione organizzativa di appartenenza del dirigente, della natura dell’incarico e delle necessità assistenziali
aziendali collegate anche a parametri regionali per
migliorare la performance di efficacia ed efficienza
dell’attività sanitaria. Il raggiungimento di tali obiettivi
specifici sarà il fattore di valutazione per l’eventuale
rinnovo dell’incarico. In particolare gli obiettivi specifici
sono definiti per migliorare la qualità delle prestazioni
erogate e la casistica di attività che permettono una
valutazione anche oggettiva del raggiungimento degli
obiettivi e che consente anche al dirigente di monitorare la situazione nel corso del periodo di incarico.
La Direzione Generale nell’anno 2013 ha ritenuto di
valorizzare la stipula dei contratti collegati agli incarichi Dirigenziali con rapporto diretto con il singolo
dirigente pertanto la sottoscrizione diviene non un
mero adempimento burocratico ma un momento di
confronto diretto tra la Direzione e il Professionista in
cui vengono precisati i contenuti degli obiettivi indicati
nel contratto e con il contributo del dipendente prese
in considerazione eventuali proposte di adeguamento
a ulteriori necessità aziendali e dell’utenza o di evoluzione di modalità assistenziale.
La valutazione e verifica degli incarichi di natura professionale e di quelli di direzione di struttura semplice
o complessa, attribuiti ai dirigenti delle professioni sanitarie, infermieristiche, tecniche, della riabilitazione,
della prevenzione, della professione ostetrica e dei
ruoli professionale, tecnico ed amministrativo, dipendenti del S.S.R. ed universitari integrati, è operata
dagli organismi preposti: valutatori di prima istanza e
Collegio Tecnico.
Il valutatore di prima istanza è il responsabile dell’articolazione di appartenenza (il direttore dell’Unità Operativa per i dirigenti ad essa assegnati, il direttore del
Dipartimento per i Direttori delle Strutture complesse
che compongono il Dipartimento). Il Collegio Tecnico
formato da tre componenti e presieduto dal Direttore Amministrativo o Sanitario a seconda dell’appartenenza del dirigente al Settore Amministrativo o Sani-
4.4 Ridefinizione dei ruoli professionali in relazione allo sviluppo delle strategie aziendali
•
4.4.1 La ridefinizione dei nuovi quadri di responsabilità
Nell’anno 2013 si è continuato ad avvalersi dei Referenti di attività individuati mediante specifiche procedure di selezione per le singole articolazioni organizzative. La presenza di tale figura ha comportato una
maggiore partecipazione del Personale nella gestione
dell’attività dell’Azienda con assunzione di responsabilità diretta, anche collegata al trasferimento dell’Ospedale.
L’attività dei titolari delle richiamate funzioni continua a
essere soggetta a valutazione annuale e si inserisce
in un quadro di crescita professionale delle figure interessate con lo scopo di un miglioramento continuo
della qualità delle prestazioni sanitarie erogate nel
complesso delle diverse Unità Operative.
Analoghe considerazioni valgono per altre figure del
Comparto come Facilitatori, Case Manager e Consulenti per i quali annualmente vengono attribuiti specifici obiettivi.
L’Azienda basa la gestione dei professionisti sui principi dell’informazione, del coinvolgimento e della partecipazione, nel rispetto delle responsabilità/autonomie
di ciascun ruolo organizzativo, della sistematica verifica, valutazione e definizione dei processi operativi,
attraverso il confronto chiaro ed esplicito fra i diversi
livelli di responsabilità. L’Azienda intende orientare in
misura crescente tutta la struttura verso tali stili gestionali, consapevole anche della loro forte valenza
formativa.
4.5 Sistema di valutazione delle competenze e
sistemi premianti
4.5.1. Procedure di valutazione
L’Azienda sta sviluppando modelli organizzativi che
prevedono una maggiore partecipazione del personale con assunzione di responsabilità diretta nella gestione dell’attività aziendale.
Nell’anno 2013 si è continuato a subordinare l’attribuzione delle quote economiche collegate alle incentivazioni della produttività, per il Personale del Comparto,
e alla retribuzione di risultato, per i Dirigenti, al raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Direzione
Generale.
Il Nucleo di Valutazione ha proceduto ad accertare il
raggiungimento degli obiettivi anche tenuto conto del
giudizio espresso dal Direttore Generale.
Le procedure di valutazione sono improntate ai se145
tario; gli altri due componenti sono titolari di incarico
di Struttura Complessa. Per i Direttori di Dipartimento
il valutatore di prima istanza è il Direttore Sanitario o
Amministrativo; conseguentemente il Collegio Tecnico
è presieduto dal Direttore Generale in quanto la partecipazione alla valutazione iniziale esclude la possibilità
di far parte del Collegio Tecnico. Per i Dirigenti Sanitari
che prestano la loro attività all’interno del Dipartimento ad attività Integrata con l’Università i Collegi Tecnici
prevedono al loro interno la presenza di un Responsabile di Struttura Complessa Universitaria sia per la
valutazione dei Dirigenti Ospedalieri che dei Professori e Ricercatori Universitari. Il Dirigente alla scadenza
dell’incarico viene invitato a presentare una relazione
dell’attività svolta nel periodo considerato, collegato
agli obiettivi precedentemente attribuiti in sede di conferimento o di rinnovo dell’incarico stesso.
Per il personale Dirigente Sanitario e per i Professori e
Ricercatori Universitari equiparati gli organismi di valutazione sono costituiti con le stesse modalità di cui al
precedente paragrafo. Il Nucleo di Valutazione supporta la Direzione Generale nella valutazione e verifica
dei risultati di gestione collegati al sistema di incentivazione (produttività e risultato).
L’Azienda si prefigge di implementare sistemi di valutazione, che tenendo debitamente conto dell’esperienza
maturata, siano sempre più funzionali e rispondenti
anche alla necessità di far crescere le competenze
collegate alla profonda riorganizzazione già iniziata e
che dovrà essere sviluppata e completata nel medio
periodo, anche con riferimento alla nuova normativa in
materia (D.Lgs. 150/2009).
E’ stata predisposta una scheda individuale per la valutazione annuale dei Dirigenti appartenenti ai diversi
ruoli (sanitario, professionale, tecnico e amministrativo) in collaborazione con l’Azienda USL di Ferrara.
La scheda tiene conto della specificità conseguente
alla natura di Azienda Ospedaliera Universitaria e si
intende sperimentarne l’utilizzazione nell’anno 2014
successivamente al necessario confronto con le Organizzazioni Sindacali.
La contrattazione nazionale e locale, su istanza sindacale, ha nel tempo favorito l’incremento della parte
fissa della retribuzione rispetto a quella variabile.
Le risorse collegate alla retribuzione variabile sono le
seguenti:
•
Area Dirigenza Medica € 1.944.007;
•
Area Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica
ed Amministrativa € 270.596;
•
Area Comparto € 3.659.784;
La percentuale della retribuzione in rapporto alla retribuzione fissa per le medesime aree è pari a circa il 6%.
4.6 Sistema informativo del personale
Nell’ambito della gestione del personale sono attivi
specifici indirizzi intranet dedicati in particolare a taluni
aspetti collegati al trattamento economico, alla gestione delle presenze e alla regolamentazione dell’attività
libero professionale del personale avente diritto. All’interno di questi indirizzi sono presenti sia indicazioni
normative che stampati per richieste da presentare
all’Amministrazione, negli uffici di riferimento, per singole tematiche, con i riferimenti di contatto.
Il consolidamento nell’anno 2012 di una piattaforma integrata per la gestione delle risorse umane, lo
sportello self-service per il dipendente, ha permesso
nell’anno 2013 di riscontrare un elevato gradimento
da parte di tutti gli operatori dell’Azienda nell’utilizzo di
tale strumento che ha consentito tramite l’applicazione
web una grande interazione di informazioni tra gli uffici
della Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse
Umane ed i singoli dipendenti.
Il lavoratore, infatti, oltre ad effettuare consultazioni
sul proprio cartellino delle presenze sulla situazione
dei crediti e debiti orari, visualizzazioni e stampa del
cedolino dello stipendio, comunicazione del cambio di
residenza, ha iniziato ad utilizzare l’applicativo informatizzato per la richiesta di una serie di assenze.
L’utilizzo crescente degli applicativi informatizzati è
sostenuto dalla normativa (digitalizzazione/dematerializzazione) e dall’economicità e qualità del lavoro,
consentendo la tracciabilità delle comunicazioni e la
loro archiviazione.
Con l’utilizzo del citato applicativo informatizzato delle assenze, cambia il modo di trasmissione delle informazioni: si passa da richieste ed autorizzazioni su
cartaceo a richieste ed autorizzazioni sul modello elettronico.
E’ continuato il consolidamento della citata piattaforma con visualizzazione e relativa stampa del C.U.D.
da parte del singolo dipendente e prosegue in maniera
soddisfacente la funzione integrata con il Settore della
Formazione Aziendale, allo scopo di migliorare il canale di dialogo e comunicazione con tutte le articolazioni
dell’Azienda sia in tema di messaggistica individuale
che di gruppo.
La Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse
Umane in collaborazione con le altre articolazioni amministrative, tecniche e sanitarie aziendali ha aggiornato il manuale denominato “Kit del neoassunto”, che
è stato pubblicato sul sito intranet aziendale al fine di
ampliare la platea dei fruitori (personale neo-assunto e
personale già strutturato). In detto manuale sono contenute informazioni giuridiche, organizzative, economiche, sanitarie, tecniche, al fine di dare al lavoratore
uno strumento di conoscenza sintetico, ma esaustivo,
146
della realtà organizzativa e strutturale dell’Azienda e facilitare l’inserimento di nuovo personale.
La Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane ha proseguito per il personale medico dei Dipartimenti ad Attività Integrata l’attivazione della firma digitale che sta permettendo la visualizzazione telematica di
esami e referti con eliminazione della movimentazione cartacea.
Nell’anno 2013 in base alle normative emanate in tema di trasparenza e conflitti di interesse, la Direzione Giuridico ed Economica delle Risorse Umane è stata impegnata a collaborare fattivamente con il Responsabile della
Corruzione e della Trasparenza aziendale per la redazione del Codice di Comportamento Aziendale e del Piano
Triennale della Corruzione con formulazione di modulistica informativa a tutti i dipendenti in tema di incompatibilità e inconferibilità di incarichi.
Figura 4.1 - Homepage dello sportello self service per il dipendente
Fonte aziendale
4.7 Formazione
La valutazione e lo sviluppo delle competenze dei professionisti sanitari si sviluppa attraverso un processo che
prevede le seguenti fasi:
•
analisi bisogno formativo
•
programmazione formativa
•
effettuazione dei percorsi formativi
•
valutazione della formazione
Analisi del bisogno formativo
L’analisi del bisogno è la risultante delle priorità espresse dalla Direzione Generale e dai Dipartimenti ad Attività
integrata/Servizi coerenti con obiettivi nazionali, regionali e aziendali e in integrazione con le richieste manifestate dai professionisti. Tra queste due tensioni si snoda il lavoro di rilevazione del bisogno formativo in ambito
professionale: da un lato rilevare e rispondere a esigenze e bisogni legati alla soluzione di problemi imminenti,
personali e organizzativi, frutto di mutazioni della routine; dall’altro mantenere una prospettiva ampia e una
progettualità di lungo respiro, che possa offrire al professionista occasioni concrete di costruzione del sé professionale.
Analisi dell’organizzazione
I referenti di formazione raccolgono dati organizzativi (indicatori aziendali qualità, reclami, SDO, etc) e li interpre147
tano in chiave formativa; ossia verificano se i dati sono correlati ad un gap di competenze e non ad un problema
organizzativo.
Autovalutazione delle competenze da parte del professionista
Dall’anno 2011 l’area Formazione e Aggiornamento dell’Azienda ha predisposto nuovi modelli di questionari on
line (piattaforma web 2.0) di analisi dei bisogni formativi, che ogni singolo professionista deve compilare al fine di
autovalutare le proprie competenze e analizzare percorsi di formazione ritenuti necessari. La scelta di trasferire
in formato on line tale analisi ha permesso di ridurre i tempi di elaborazione dei dati e di poter facilmente rappresentare a livello aziendale la prospettiva dei professionisti.
Inoltre, i referenti dipartimentali della formazione possono integrare tali metodologie attraverso:
- indagine a campione, interviste in profondità ad opinion leader, focus group in merito al gap di conoscenze
percepiti dai professionisti.
- l’analisi delle schede di clinical competence compilate dai responsabili delle Unità Operative.
Dossier formativo di dipartimento
L’ area Formazione ha implementato il dossier formativo di gruppo in ambito aziendale su tutti i dipartimenti ad
Attività Integrata; gli uffici di staff e tecnico amministrativi saranno coinvolti nell’anno 2014.
L’obiettivo principale del dossier di gruppo è stato quello di stimolare la visione sistemica dello sviluppo delle
competenze in ambito dipartimentale e la costruzione di modelli mentali condivisi, poiché in passato il Piano formativo di dipartimento aveva il limite di essere una “classificazione di corsi” senza correlazioni e livelli di priorità
definiti. Con questa definizione si mira alla condivisione da parte di più persone di strutture di conoscenza che
permettono di armonizzare il comportamento collettivo, elemento necessario per l’esito delle cure sull’utente.
L’implementazione di tale strumento ha consentito di definire in maniera sistemica lo sviluppo delle competenze
in correlazione agli obiettivi strategici dei dipartimenti stessi.
Un altro elemento chiave del dossier, che risulta essere migliorativo rispetto al piano formativo tradizionale, è il
modello di valutazione dipartimentale della formazione, non previsto dal Piano formativo e ora definito in integrazione con l’area Accreditamento, qualità, ricerca e innovazione ed in fase di sperimentazione.
Piano Aziendale di formazione
Il Piano Aziendale di formazione rappresenta la sintesi dei diversi dossier e, nell’anno 2013, ha previsto tre linee
strategiche distinte:
1. Percorsi formativi a valenza “di sistema”;
2. Eventi formativi di carattere Tecnico-Professionale;
3. Percorsi FAD e sostegno all’autoapprendimento.
Il primo livello ha riguardato la formazione come risposta a criticità emergenti espresse dalle Direzioni, tenuto
conto dei processi di cambiamento, i cui principali livelli di impatto sono così sintetizzabili:
•
supporto alla nuova riorganizzazione dei processi correlata al trasloco nel nuovo ospedale (integrazione tra
unità di degenza e servizi);
•
politiche sanitarie locali (Regione Emilia Romagna) particolarmente dinamiche con un elevato tasso di innovazione e sperimentazione, soprattutto a livello organizzativo e procedurale.
Nel secondo livello ogni Dipartimento ha identificato le proprie proposte formative dall’analisi del fabbisogno delle singole articolazioni organizzative (U.O., Servizi, ecc.) e, in base alle esigenze delle diverse qualifiche professionali presenti nell’organico, specifiche e collegate alle criticità emergenti nelle fasi immediatamente precedenti
e successive al trasloco, hanno costituito le aree tematiche di formazione.
Il terzo livello è rappresentato dall’autoformazione, caratterizzata in innumerevoli attività intellettuali non riconducibili alla formazione tradizionale. La modalità prevalente di autoformazione per le professioni sanitarie è caratterizzata dalla lettura e valutazione critica di letteratura scientifica disponibile sulla biblioteca digitale aziendale
e sulle fonti open access.
A tal fine sono state attuate numerose azioni finalizzate sia a facilitare il reperimento di letteratura scientifica
attraverso il sito della biblioteca Aziendale e Universitaria in integrazione con percorsi di formazione FAD (Formazione a Distanza) (http://formazione.azospfe.it/) elaborati in azienda e pertanto con alto livello di contestua148
lizzazione.
4.7.1 Obiettivi del Piano formativo 2013
Qualità e accreditamento
Attraverso percorsi formativi ad hoc è stato dato supporto all’attività di accreditamento aziendale con particolare
riferimento alla costruzione delle seguenti procedure:
•
piastra operatoria
•
percorso ambulatoriale
•
percorso Day Hospital
•
accreditamento farmacia
•
Pronto soccorso
•
Servizio trasfusionale
Tutti i percorsi sono stati conclusi positivamente, vi sono state valutazioni positive da parte del team di valutazione dell’Agenzia sanitaria regionale.
Gestione emergenze (sperimentazione nuove modalità formative)
In merito alla formazione con simulazione sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati:
•
formazione formatori in collaborazione con l’Università con relatore straniero.
•
attivazione di percorsi a catalogo rivolti alla componente medica
•
attivazione di percorsi sperimentali (Radioterapia) che partendo dalla competenza BLS accompagnino tutto
il personale dell’U.O. al raggiungimento di competenze condivise nella gestione delle emergenze intraospedaliere.
Competenze relazionali ed educative
La programmazione dei percorsi formativi health literacy è proseguita come da programmazione. I dati di gradimento confermano l’interesse da parte dei professionisti.
Competenze Manageriali
In relazione alle criticità emerse nell’ambito delle visite di accreditamento è stato attivato il percorso di formazione manageriale rivolto ai direttori di struttura semplice o complessa, che si concluderà ad Aprile 2014. Tale
percorso, oltre a creare competenza diffusa sui temi più attuali del management sanitario ha rappresentato anche una occasione di confronto e di costruzione di rete da parte dei direttori di Struttura semplice o complessa.
E’ iniziata la formazione relativa alla corretta compilazione delle SDO e all’interpretazione dei dati di controllo di
gestione coinvolgendo gli specializzandi.
Autoapprendimento
Molte azioni sono state compiute nell’implementazione di percorsi di autoapprendimento, attraverso le risorse
presenti:
•
la piattaforma Moodle (corsi FAD, corsi blended, reti/comunità, consultazione materiali didattici) è stata suddivisa in diversi ambiti e sono stati attivati nuovi percorsi di autoapprendimento.
•
Si sono create nuove connessioni tra la biblioteca di Scienze della salute (abbonamenti e servizi) e la piattaforma affinchè il personale possa passare da un ambiente all’altro in base alle proprie necessità. Il limite
del percorso è l’impostazione ancora troppo “tradizionale” e scolastica. Devono essere pensati percorsi formativi in cui, partendo dall’esperienza del clinico, venga data la possibilità a questi di sviluppare maggiore
consapevolezza.
149
4.7.2 Formazione aziendale e crediti ECM
La manutenzione delle competenze può essere svolta attraverso diverse modalità formative:
•
formazione residenziale
•
formazione a distanza (FAD)
•
formazione sul campo
•
formazione fuori sede (incluse iniziative di particolare interesse)
Come si può osservare dalla tabella sottostante la maggioranza dei crediti formativi vengono maturati attraverso
formazione residenziale; ciononostante vi è un trend in aumento sia per la formazione FAD che per percorsi di
formazione sul campo.
La formazione FAD viene offerta gratuitamente dall’Azienda, ma anche da associazioni, Ordini e collegi; a tal
fine l’area Formazione svolge una azione di informazione capillare per facilitare il reperimento di tali opportunità
formative.
Tabella 4.8 – Tipologia attività e numero di crediti conseguiti
Tipologia attività formativa
2011
2012
2013
Formazione residenziale
34.483,3
30.129,5
50.761,65
FAD
10.103,3
14.458
19.751,1
Formazione sul campo
5.729,5
6.678,3
8.640,5
Formazione fuori sede
9.107,4
6.611,5
6.500
TOTALE
59.423,5
57.877,3
85.653,25
Fonte aziendale
L’area di formazione prevalente è quella relativa alle tematiche cliniche, rispetto agli anni precedenti vi è stato un
aumento della formazione rivolta a tematiche comunicativo relazionali, in particolare health literacy.
Tabella 4.9 Crediti ECM erogati per area tematica
Area Tematica
2011
2012
2013
Area comunicativo/relazionale
2.286
2.092,8
4.735,4
Area informatica
656
499
764
Area linguistica
708
255
0
5.205
3.107
4.445,5
Area manageriale/organizzativa
Area sicurezza
Area tecnico/specialistica
2.987
3.107,7
3.817,6
47.581,5
48.530,3
54.064,65
Area ricerca
792,9*
Area risk management/governo clinico
TOTALE
3.943,3*
59.423,5
57.877,3
72.563,35
* Gli anni precedenti erano compresi nell’area tecnico/specialistica
Fonte aziendale
Più della maggioranza degli eventi formativi sono rivolti o coinvolgono infermieri che maturano più di 40.000
crediti ECM, in linea con i dati di prevalenza della professione che rappresenta il gruppo professionale più numeroso in Azienda.
150
Tabella 4.10 - Crediti conseguiti per figura professionale
Figura professionale
2011
2012
2013
BIOLOGO
1.074,6
1.431,7
1.233,3
DIETISTA
174
143,5
95,8
FARMACISTA
340
454,2
310,25
ASSISTENTE SANITARIO
80,8
FISICO
67
297
46,8
FISIOTERAPISTA
2.459,2
2.007,2
2.321,8
INFERMIERE
32.925,3
33.721,1
41.886,15
14.085,4
13.223,8
16.334,25
LOGOPEDISTA
282
MEDICO
ODONTOIATRA
ORTOTTISTA/ASSISTENTE
MOLOGIA
35
DI
OFTAL-
OSTETRICO
406,2
1.887
1.347
2.215,8
PSICOLOGO
78
TECNICO AUDIOMETRISTA
100
TECNICO DELLA FISIOPATOLOGIA CARDIOCIRCOLATORIA
3,6
TECNICO
DELLA
PREVENZIONE
NELL'AMBIENTE E NEI LUOG
272,55
TECNICO DI NEUROFISIOPATOLOGIA
354,65
TECNICO SANITARIO DI LABORATORIO
BIOMEDICO
1.774
1.894,4
3.225,75
TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA
MEDICA
2.089
2.036,5
2.621,55
(vuoto)
359,1
Fonte aziendale
4.7.3 Budget della formazione aziendale
La Direzione Generale determina annualmente, nel rispetto della normativa CCNL, degli accordi di categoria,
della compatibilità e delle priorità aziendali, il budget della formazione; tale proposta, viene poi presentata alle
delegazioni sindacali e diventa oggetto di trattativa sindacale. Per quanto riguarda la Dirigenza Medica, al budget
assegnato è stata sommata una quota derivante dall’attività libero professionale (A.L.P.). Di seguito sono riportate tabelle riepilogative di assegnazione e utilizzo del budget per l’anno 2013.
Tabella 4.11 - Budget della formazione per tipologia di attività
Tipologia attività formativa
Budget assegnato
Budget utilizzato
%
Aggiornamento in sede
184.715
185.000
100,16
Aggiornamento fuori sede
110.058
68.800
63,43
Comandi finalizzati
208.341
150.000
72,00
TOTALE
503.114
403.800
80,27
Fonte aziendale
151
Tabella 4.12 - Budget della formazione per area contrattuale
Tipologia attività formativa
Budget assegnato
Budget utilizzato
%
Dirigenza medica
236.392
195.000
82,50
Dirigenza sanitaria, amministrativa tecnica e professionale
15.827
11.800
83,78
Comparto sanitario/amm./tecnico
250.895
197.000
78,52
TOTALE
503.114
403.800
80,27
Fonte aziendale
4.7.4 Attività di docenza e tutorato
La formazione tecnico specialistica è una componente essenziale nello sviluppo delle professioni sanitarie; affinchè sia efficace è oltremodo importante che i contenuti siano contestualizzati e allineati con l’organizzazione
che li deve applicare.
A tal fine il personale dipendente e convenzionato, di tutte le qualifiche professionali è ampiamente coinvolto
nelle attività di docenza di tali corsi.
Inoltre, il contributo fornito dalle strutture aziendali nell’ambito della formazione Universitaria riguarda diversi
aspetti:
1. Lezioni teoriche: il personale dipendente svolge lezioni relative alle discipline professionalizzanti nell’ambito
dei propri settori scientifico disciplinari.
2. Gestione dei tirocini: Il programma di tirocinio è definito dal Coordinatore dell’attività formativa professionalizzante unitamente ai docenti delle discipline professionalizzanti. Le attività di tirocinio vengono organizzate
per obiettivi, per anno di corso, e per aree organizzative. Le attività svolte dagli studenti sono illustrate nei
programmi di tirocinio e registrate nel libretto personale dello studente. Il tirocinio prevede che lo studente,
assegnato ad una determinata sede abbia come riferimento una Guida di Tirocinio, ruolo che viene esercitato da un infermiere che ha frequentato un corso specifico di 40 ore e un aggiornamento annuale. . Il ruolo
di Tutor didattico è svolto dai docenti delle discipline professionalizzanti. All’interno delle Aziende sanitarie,
l’attività di tirocinio viene organizzata da un apposito Ufficio Tirocini, che si occupa della programmazione
annuale delle attività.
4.7.5 Biblioteca digitale di scienze della salute
La Biblioteca di Scienze della Salute è specializzata in biomedicina ed è rivolta al personale dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara interessato a frequentarla per motivi di studio e di ricerca.
Attraverso la consultazione dei cataloghi online ATOZ (opac delle risorse elettroniche in abbonamento) e SEBINA OPAC (opac delle risorse cartacee possedute) è possibile sapere quali libri, riviste, banche dati ed e-books
sono presenti in Biblioteca e richiederne perciò la fruizione secondo le modalità stabilite dal Regolamento.
Consultazione in sede:
La consultazione dei documenti avviene all’interno della sala di lettura, nella quale i documenti collocati a scaffale aperto sono liberamente consultabili.
Informazioni sulla collocazione dei materiali posseduti vengono fornite a richiesta dal personale bibliotecario.
I documenti non ammessi al prestito sono consultabili nella sala di lettura fino ad un massimo di tre documenti
per volta. Qualora si sia raggiunto il numero massimo di volumi concessi in consultazione è necessario restituire
i volumi in consultazione prima di poter effettuare nuove richieste.
Per quanto riguarda i periodici a stampa, vanno richiesti al bibliotecario che, previa richiesta scritta, provvederà
a ritirarli dal deposito nei giorni prestabiliti.
Consultazione delle risorse digitali in abbonamento:
La Biblioteca sottoscrive abbonamenti a periodici elettronici, banche dati e altre pubblicazioni digitali che sono
disponibili per la sola utenza interna, sia con accesso dalle sedi dell’Azienda, sia da remoto attraverso il servizio
CLAS.
Per ottenere l’autorizzazione alla consultazione da remoto è necessario registrarsi, attraverso il modulo interattivo reperibile alla pagina della sezione web della Biblioteca, l’utenza esterna può accedere alle risorse digitali
152
recandosi in Biblioteca.
Prestito libri:
La Biblioteca effettua servizio di prestito gratuito agli utenti interni ed esterni che abbiano compiuto 18 anni.
Sono esclusi dal prestito tutti i documenti che nel Catalogo del Polo Unificato Ferrarese riportano la dicitura
“Documento per sola consultazione interna” o facciano parte di raccolte organiche.
Reference service:
La Biblioteca fornisce un servizio di informazione al pubblico che consiste in consulenze bibliografiche, assistenza alla consultazione dei cataloghi online della Biblioteca, ricerca nei cataloghi di altre biblioteche e nelle
banche dati che la Biblioteca mette a disposizione.
Il servizio si propone di aiutare l’utente a utilizzare efficacemente gli strumenti informativi e comunicativi della
Biblioteca, il personale della quale offre il proprio aiuto nel rispetto dei differenti bisogni informativi e culturali degli
utenti. È necessaria la prenotazione telefonica o per mail.
Il personale bibliotecario fornisce assistenza agli utenti interni nella ricerca bibliografica all’interno delle banche
dati in abbonamento.
Qualora l’informazione richiesta non possa essere reperita in Biblioteca, il bibliotecario fornisce le necessarie
istruzioni affinché l’utente stesso possa rivolgersi ad altra istituzione in grado di soddisfare la richiesta.
Per quanto riguarda tesi di laurea e di specializzazione, il personale bibliotecario indica all’utente gli strumenti
informativi e bibliografici per procedere nella ricerca in modo autonomo.
Fornitura articoli:
La Biblioteca fornisce articoli tratti da riviste in abbonamento ed anche non a catalogo; si avvale di una rete di
canali di acquisizione preferenziali (Nilde, MAI, PubMed, Google Scholar) che consentono, nella maggior parte
dei casi, la fornitura all’utente del materiale richiesto anche non posseduto.
Il servizio di richiesta articoli reperiti presso altre biblioteche (Document delivery service) fornisce gratuitamente
agli utenti riproduzioni di documenti conservati presso altre biblioteche.
Tabella 4.13 - Statistiche d’uso del servizio di biblioteca di scienze della salute
Servizio
Anno 2013
Visualizzazioni pagine della sezione web Biblioteca
17.154
Download articoli full text dai periodici elettronici in abbonamento
62.314
Accessi agli e-books
3.933
Document delivery: articoli forniti
1.209
Document delivery: articoli richiesti
1.311
4.8 Struttura delle relazioni con il personale dipendente e le sue rappresentanze
4.8.1 Iniziative volte a creare un ambiente aperto alla negoziazione come condizione necessaria per la
riflessione sulla qualità dei processi aziendali
L’Azienda rivolge la massima attenzione al rispetto dei modelli relazionali previsti dai CC.NN.LL (contrattazione,
informazione, concertazione) e dalla vigente normativa delle tre aree che nella Sanità sono: Dirigenza Medica,
Dirigenza Sanitaria, Tecnica, Professionale e Amministrativa e Comparto, ponendo in essere le previste forme di
rapporto con le Rappresentanze sindacali legittimate alla partecipazione.
La contrattazione aziendale è, insieme a quella nazionale, la principale fonte di regolazione dei rapporti di lavoro
e, al contempo, un essenziale meccanismo di adattamento di norme generali alle situazioni del lavoro locale.
Preliminarmente alle attivazioni di nuovi modelli organizzativi aziendali o alla revisione di quelli in essere, in tutti i
casi in cui sono coinvolte le diverse professionalità presenti in Azienda, viene data formale informazione all’area
sindacale interessata o a tutte le aree sindacali qualora la revisione del modelli organizzativi coinvolgano tutte
le professionalità
A seguito della informazione e se necessario o richiesto vengono attivati i tre tavoli sindacali di confronto, uno
per ogni area contrattuale.
153
Contestualmente o successivamente, per aspetti organizzativi o regolamentari di particolare complessità, vengono attivate Commissioni Tecniche che approfondendo tecnicamente quanto in discussione e fermo restando
il potere organizzativo in capo alla Direzione Aziendale, consentono di definire, con il contributo delle Rappresentanze Sindacali, proposte condivise.
Nell’anno 2013 sono stati effettuati, a vario titolo, incontri per le seguenti aree contrattuali:
•
Dirigenza Medica n. 14, di cui 2 interaziendali
•
Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa n. 6, di cui 3 interaziendali
•
Comparto n. 29, di cui 8 interaziendali
In relazione ad argomenti di interesse generale per tutta l’Azienda o per singole articolazioni sono organizzati
incontri con il personale per illustrare azioni che si ritiene necessario perseguire.
Per consentire la massima informazione al personale sul portale del sito Aziendale sono inserite tutte le procedure, regolamenti e modulistica ed in particolare tutti gli accordi e linee di intesa definiti con le Rappresentanze
Sindacali.
Il livello di informazione/confronto con le Rappresentanze Sindacali delle diverse Aree è avviato ed è tutt’ora in
corso in relazione ai costituiti modelli organizzativi aziendali/interaziendali che consentono forme di coordinamento e/o di integrazione fra funzioni dell’Azienda Ospedaliero Universitaria con quelle della Azienda USL di
Ferrara e che sono rappresentate dai Dipartimenti Interaziendali, dai Programmi Interaziendali e dai Coordinamenti Interaziendali.
La costituzione di tali forme di aggregazione è stata preceduta dai predetti percorsi informativi, che hanno
contribuito al raggiungimento del prioritario obiettivo interaziendale di ricercare e sviluppare tutte le soluzioni
possibili orientate ad un uso integrato delle risorse e alla loro ottimizzazione, valorizzando, nel contempo e sulla
base delle caratteristiche che lo contraddistinguono, il patrimonio professionale, tecnologico e strutturale reso
disponibile dalle singole realtà organizzative dell’Azienda USL e Ospedaliero-Universitaria.
4.8.2 Azioni promosse per i dipendenti
Le attività del Club Aziendale
Il Club S. Anna si è riorganizzato per garantire supporto sia sulla sede di Ferrara sia sulla nuova sede.
A Ferrara i contatti diretti con i Soci e dipendenti sono garantiti da un componente del Consiglio Direttivo, che fa
da punto di riferimento e tramite per tutte le necessità: dalla raccolta delle richieste di iscrizione alla distribuzione
del materiale informativo, nonché l’affissione delle comunicazioni e delle novità nella bacheca ubicata presso la
mensa aziendale.
Tale decisione, assunta con il parere favorevole dell’Assemblea dei Soci, è motivata dall’istituzione del Dipartimento Interaziendale per la Gestione delle Risorse Umane. A ciò si aggiunge che molti servizi comuni alle due
Aziende sanitarie territoriali sono ubicate nella stessa sede di Ferrara.
Nella sede a Cona è stato individuato un locale in condivisione con le Associazioni di Volontariato, ubicato in
Area Accoglienza – Ingresso n. 1 piano terra.
Ciò contribuisce ad identificare il Club come un’entità reale, un punto di riferimento e di incontro per i dipendenti e
per gli interlocutori esterni al S. Anna che vogliono intrattenere rapporti convenzionali con il Club. Agevola inoltre
lo svolgimento delle attività e la diffusione delle informazioni.
Il Club S. Anna comunica con tutti i dipendenti e Soci attraverso i seguenti strumenti:
1. mailing list di tutti i dipendenti che hanno un indirizzo @ospfe.it
2. mailing list dei Soci e dipendenti che hanno un indirizzo e-mail personale
3. invio al domicilio delle comunicazioni Club per chi ne fa richiesta
4. bacheca adiacente l’ingresso degli spogliatoi del personale
5. newsletter mensile, con spazio riservato alle comunicazioni del Club S. Anna.
6. mailing list dei dipendenti dell’Azienda USL di Ferrara
7. Newsletter mensile dei dipendenti dell’Azienda USL di Ferrara
Le attività del Club Aziendale sono finalizzate a migliorare i rapporti tra dipendenti, condividendo interessi personali e sono dettagliate sulle pagine dedicate al Club del sito intranet aziendale. L’accesso è possibile anche da
casa attraverso il sito internet aziendale www.ospfe.it con accesso riservato.
154
Strumenti di dialogo tra dipendenti (sito intranet aziendale):
•
Aggiornamento del Mercatino on line (scambio – vendo – compro).
Servizi ai dipendenti e alle loro famiglie:
•
Convenzioni con esercizi commerciali di ogni tipo
•
Convenzione con UISP Ferrara, che controlla sul territorio tutte le piscine, per consentire ai dipendenti di
accedere ai corsi di nuoto attraverso una ‘corsia preferenziale’.
•
Convenzione con AICS Ferrara, per l’accesso ai corsi che si svolgono nelle stesse piscine in orari alternativi
a quelli della UISP.
•
Fiere: distribuzione di biglietti a prezzo ridotto per le principali manifestazioni fieristiche organizzate a Ferrara
•
Corso di Nordic Walking, disciplina finalizzata al benessere psico-fisico con benefici all’apparato cardiocircolatorio
Momenti di aggregazione fra dipendenti:
•
Partecipazione a mostre e organizzazione di viaggi
Rapporti con associazioni locali:
•
Scambi culturali con il Gruppo Archeologi Ferraresi (visita guidata al Museo di Spina, partecipazione ad
iniziative organizzate dal Club per i Soci GAF e viceversa)
•
Diffusione delle iniziative dell’Associazione culturale ‘Pico Cavalieri’.
•
Rapporti con Touring Club Italiano con proposte a favore di tutti i dipendenti del S. Anna, Soci e non Soci.
Partecipazione al Board Equità aziendale per il Progetto di Equità & Diversity Management regionale:
•
come componente del Board Equità, contribuisce alla realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto regionale. A fine dicembre 2013 è stato realizzato il progetto intitolato ‘Il Club S. Anna incontra i colleghi
dell’Azienda USL di Ferrara’, con l’obiettivo di rafforzare la politica dell’interaziendalità, sia dal punto di vista
professionale che umano.
155
Area Commerciale e Accoglienza
156
5. Il Ruolo dell’organizzazione nella comunicazione e nell’accoglienza
5.1 La comunicazione per l’orientamento e l’accesso ai servizi
5.1.1 Accoglienza informativa e supporto all’utenza
Il personale MediaGroup garantisce il servizio di informazione al cittadino presso le Reception 1 e 2 dell’Area
Accoglienza con almeno un operatore per turno. Il Call Center –Centralino garantisce informazioni e contatti con
orario h 24 da lunedì a domenica.
Il personale aziendale garantisce il servizio di informazioni all’utenza presso il Punto Informativo ubicato all’Ingresso n. 2 – Ambulatori (1F0 con orario dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 14.12 e dalle 11.00 alle 18.12; il
sabato dalle 7.00 alle 13.00.
Da aprile a luglio il servizio è stato garantito con un solo operatore nella fascia oraria del mattino dalle 7.00 alle
13.12 da lunedì a sabato, a causa dell’assenza per malattia di due operatori su tre.
Dal mese di agosto è stato possibile integrare il personale con Operatori del ‘Servizio giri’, che hanno garantito il
supporto informativo dalle 7,30 alle 18,12 da lunedì a sabato, adeguando i turni al profilo orario richiesto.
Il personale è gestito interamente dalla Direzione delle Professioni, con la quale sono stati presi accordi per coordinare i turni e le assenze del personale, in modo da garantire comunque il servizio nella fascia 7.00 – 18.12.
Questo personale non ha necessitato di un piano di inserimento strutturato, poiché per il lavoro svolto nel servizio
di appartenenza, conosceva bene l’Ospedale ed era in grado di orientare l’utenza.
Nel periodo agosto-settembre è stato comunque effettuato un affiancamento con l’operatore già esperto ed è
stato fornito tutto il materiale informativo necessario a svolgere efficacemente il servizio.
Presso le Reception 1 e 2 e il Punto informativo 1F0, il personale fornisce agli utenti con difficoltà di deambulazione una seggetta per raggiungere gli Ambulatori, ritirando un documento d’identità che viene riconsegnato al
momento della restituzione della seggetta.
Nel periodo luglio-dicembre 2013 il Punto Informativo 1F0 ha gestito e soddisfatto 1.520 richieste di seggette,
che nel corso del 2013 risultano in totale 2.490. Dall’analisi dei dati emerge un incremento di richieste nel periodo
settembre-dicembre, poiché il servizio era garantito per l’intera giornata ed era possibile utilizzare per necessità
seggette provenienti dall’Ingresso n. 3, se insufficienti quelle disponibili.
Presso le Reception 1 e 2 nel periodo luglio-dicembre 2013 si registrano nr. 2382 richieste, che per l’intero 2013
ammontano a nr. 4732.
Da segnalare un incremento delle richieste da parte dell’utenza che non possono essere soddisfatte per carenza
di seggette.
5.1.2 Sperimentazione di Gruppi di lavoro misti per progettare il miglioramento della accessibilità e
dell’ospitalità
In luglio 2013 il Comitato Consultivo Misto (CCM ha istituito 3 gruppi di lavoro per migliorare l’accessibilità dell’ospedale di Cona; i gruppi sono suddivisi per i seguenti TEMI:
1. Orientamento e segnaletica interna – Percorsi di accesso alla struttura dedicati agli ipo-vedenti e non vedenti;
2. Viabilità esterna;
3. Servizi igienici e ambulatori.
In particolare il gruppo 3 costituito da referenti delle associazioni di volontariato, architetti del servizio tecnico,
referenti dell’area comunicazione ed un consulente tecnico del Criba (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale) ha sperimentato un metodo di lavoro detto “partecipato” cioè misto tra dipendenti aziendali
e utenti esterni.
L’obiettivo raggiunto dal gruppo è stato quello di condividere le problematiche, svolgere sopralluoghi di verifica
dei locali e delle situazioni emerse come critiche, valutare la fattibilità degli interventi in funzione delle tipologia
di costruzione dei bagni, elaborare le proposte di miglioramento e concordare sulle soluzioni individuate.
Il percorso ha portato all’elaborazione del documento contenente le azioni correttive, già testate in alcuni reparti
e ambulatori, che costituisce la sintesi degli interventi tecnici imprescindibili per rendere gli ambienti dell’ospedale, che presentano barriere architettoniche, sicuri e rispettosi per le persone che presentano disabilità.
Il progetto che pone le basi nel riconoscimento dell’importanza del confronto e dello scambio tra le varie figure
coinvolte ha sottolineato come per apportare i cambiamenti necessari è necessario facilitare da parte degli
157
operatori una nuova cultura basata sulla informazione, condivisione della conoscenza e soprattutto sulla consapevolezza.
Progetto informatizzato di orientamento “Locator”
A supporto, prima, e a superamento, poi, dello strumento tecnologico “Dove deve andare?” presente sul sito
internet aziendale www.ospfe.it, l’Ufficio Internet-Intranet in collaborazione con “RedTurtle Technology”, ha realizzato un ulteriore sistema per facilitare la navigazione interna all’Ospedale S. Anna di Ferrara denominato
“Locator”.
Questo sistema si basa sull’utilizzo strategico dei dispositivi palmari (smart-phone e tablet) attraverso lo sviluppo
di un’applicazione web e quindi fruibile attraverso un qualsiasi dispositivo telefono palmare senza necessità di
sviluppare ulteriori sistemi e dispositivi.
Sono state sviluppate tutte le funzionalità necessarie per la gestione di nuovi nodi (punti di partenza, passaggio
o destinazione) e nuovi percorsi, appoggiati al sistema di mappe consultabili.
All’interno del sistema di orientamento complesso e caratterizzato da corridoi e settori che si intersecano ogni
nodo di ciascun percorso presente all’interno della struttura è dotato di pannelli recanti un codice a barre bidimensionale (QR Code) specifico dell’ambiente in cui viene inserito.
L’utente, inquadrando il codice a barre tramite l’utilizzo della fotocamera integrata nel dispositivo palmare, oltre
ad identificare l’ambiente in cui si trova, può visualizzare sul suo palmare percorsi da quel nodo ad altri nodi
(Unità Operative, Ambulatori, Servizi, ecc).
5.1.3 La realizzazione della Stanza multi culto
Negli ultimi anni vi è stato un aumento rilevante delle persone non credenti e di confessioni religiose diverse
dalla cattolica nella società italiana e questo fenomeno si è riflesso inevitabilmente nella tipologia dei pazienti
ricoverati e delle loro famiglie; ne consegue la necessità di garantire indistintamente a tutti il diritto alla libertà di
esprimere la propria religiosità e le proprie convinzioni e a ricevere assistenza spirituale e morale.
Tali presupposti hanno creato le condizioni per la realizzazione di un luogo da destinare alla meditazione e alla
preghiera in ogni suo aspetto e forma. La Stanza dei Culti e del Silenzio realizzata nel 2013 all’interno dell’ospedale di Cona è uno spazio destinato a credenti e non credenti: per pregare, consumare un dolore, pensare,
raccogliersi, rigenerarsi o per partecipare a incontri e seminari.
E’ uno luogo aperto a tutti, dove le persone, con diverse credenze religiose e filosofie di vita, possono stabilire
un contatto con la propria interiorità, affrontando i dolori e le gioie della vita che si possono incontrare all’interno
di un ospedale: vivendo in modo intimo il concetto di vita, nascita, morte, salute e malattia.
I principali fruitori di questo luogo, sono tutte le persone che desiderano trovare un momento di pace, pensare o
affidarsi alla propria religione per una preghiera che in altri luoghi ospedalieri non potrebbero fare. Il progetto non
si rivolge solo a cittadini stranieri, ma anche italiani, cercando di ampliare il bacino di utenza e di venire incontro
alle esigenze di molte persone.
La stanza è stata creata appositamente per raccogliere un bacino d’utenza vasto nel rispetto delle diversità religiose, sessuali e di pensiero. Si è inoltre provveduto a stipulare un accordo con le diverse comunità religiose per
dare ascolto ai pazienti, ma anche allo stesso personale di usufruire di “mediatori religiosi” che diano sostegno
nella propria religione d’appartenenza.
Si è cercato di rendere la stanza il più accogliente arredandola in maniera uniforme e ricordando tutte le religioni.
Essa è aperta dalle ore 6 alle ore 22 ed è gestita dall’Ufficio Accoglienza e Mediazione. Inoltre si è inserito un
quaderno dove ogni fruitore, se lo desidera, può inserire un proprio pensiero o una frase di ringraziamento.
Attraverso il quaderno si sono riscontrate alcune criticità, poiché, alcune persone hanno assunto toni violenti nei
messaggi e quindi si è cercato di smorzare le polemiche appendendo un cartello che richiamasse all’educazione. Si è poi stabilito un regolamento da rispettare.
Si crede che la proposta abbia cercato di implementare l’equità dal punto di vista religioso e dei diversi gruppi
fruitori dell’ospedale.
Essa avrà un impatto positivo sulla popolazione, poiché permette ai fruitori di religione non cristiana (essi, infatti,
hanno a disposizione la Cappella ospedaliera di trovare un punto di preghiera o di raccoglimento. Permette,
inoltre, a coloro che non credono, di trovare un punto di raccolta o di quiete. In questo modo, anche i cittadini
non cristiani (soprattutto stranieri potranno sentirsi più integrati nella comunità e avere anche, grazie al patto di
158
intesa, un riferimento religioso istituzionale all’interno dell’ospedale.
5.2 La comunicazione per le scelte d’interesse per la comunità
5.2.1 Analisi dei reclami e azioni di miglioramento
Durante il 2012 il Comitato Consultivo Misto (CCM ha collaborato con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP per
l’analisi dei reclami presentati dalle persone.
L’esperienza ha condotto alla proposta di interventi che sottolineano il valore di portare all’attenzione di chi fa
le scelte per la comunità i veri bisogni di chi usufruisce dell’ospedale all’interno della logica del miglioramento
continuo dei servizi e nella consapevolezza dell’importanza dell’ascolto dei cittadini.
Nella tabella 5.1 sono riportati i numeri specifici dei reclami suddivisi secondo la classificazione regionale, mentre in tabella 5.2 è possibile prendere visione della casistica nel dettaglio per ogni singola tipologia oltre al numero dei reclami, anche i suggerimenti, gli elogi ecc…
Figura 5.1 - Reclami presentati dai cittadini nel 2012
Fonte aziendale
Tabella 5.1 - Reclami presentati dai cittadini nel 2012
Tipologia
Elogi Impro- Reclapri
mi
Rilievi Suggerimenti
Totale
2
5
9
ASPETTI STRUTTURALI
Aspetti strutturali - Altro
0
0
2
Accessibilità esterna
0
0
48
7
2
57
Accessibilità interna
0
0
5
1
0
6
Sicurezza e adeguatezza degli spazi all'utilizzo
0
0
3
1
0
4
Totale 2
0
56
14
4
76
0
0
3
6
0
9
INFORMAZIONE
Informazione - Altro
159
Tipologia
Elogi Impro- Reclapri
mi
Rilievi Suggerimenti
Totale
Adeguatezza del materiale di informazione
0
0
0
1
0
1
Adeguatezza della segnaletica esterna e interna
0
0
0
0
2
2
Correttezza e chiarezza delle informazioni fornite
per l'accesso ai servizi/prestazioni
0
0
2
2
0
4
Informazioni agli utenti e ai famigliari, percorso di
cura, disponibilità a incontrarli
0
0
2
5
0
7
Totale 0
0
7
14
2
23
ASPETTI ORGANIZZATIVI BUROCRATICI AMMINISTRATIVI
Aspetti organizzativi e burocratici / amministrativi Altro
1
0
26
26
3
56
Percorsi di accesso e di cura (trasparenza, complessità e burocrazia
0
0
31
12
3
46
Funzionalità organizzativa
0
0
17
2
0
19
Disponibilità di servizi / prestazioni
0
0
14
1
5
20
Raccordo tra le unità operative e tra aziende e
servizi esterni
0
0
2
0
0
2
Totale 1
0
90
41
11
143
1
0
2
2
0
5
ASPETTI TECNICI PROFESSIONALI
Aspetti tecnico-professionali - Altro
Opportunità/adeguatezza della prestazione
103
0
39
3
0
145
Correttezza, precisione, accuratezza nella erogazione delle prestazioni
1
0
2
2
0
5
Attenzione ai bisogni di assistenza e supporto alla
persona da parte del personale
79
0
14
1
0
94
0
57
8
0
249
Totale 184
UMANIZZAZIONE E ASPETTI RELAZIONALI
Umanizzazione e aspetti relazionali - Altro
0
0
0
2
0
2
Cortesia e gentilezza
70
0
22
1
0
93
Rispetto della dignità della persona
0
0
1
0
0
1
Rispetto della riservatezza
0
Totale 70
0
1
0
0
1
0
24
3
0
97
ASPETTI ALBERGHIERI E COMFORT
Aspetti alberghieri e comfort - Altro
0
0
2
2
1
5
Caratteristiche strutturali
0
0
4
0
1
5
Vitto
0
0
2
2
0
4
Condizioni ambientali
0
0
2
1
0
3
Totale 0
0
10
5
2
17
Tempi - Altro
0
0
4
1
0
5
Coda per la prenotazione
0
0
3
0
0
3
Tempi di attesa tra prenotazione e prestazione
0
0
13
3
0
16
Coda per la prestazione
0
0
18
4
0
22
TEMPI
160
Tipologia
Elogi Impro- Reclapri
mi
Rilievi Suggerimenti
Totale
Tempi di attesa per ricevere documentazioni, presidi, ausili
0
0
0
6
0
6
Totale 0
0
38
14
0
52
ASPETTI ECONOMICI
Aspetti economici - Altro
0
0
14
7
0
21
Contestazioni al ticket delle prestazioni sanitarie
0
0
26
7
0
33
Richiesta di rimborsi
0
0
30
7
0
37
Richiesta di risarcimenti collegati al contenzioso
0
0
5
0
0
5
Totale 0
0
75
21
0
96
ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA
Ticket
0
0
35
2
0
37
Totale 0
0
35
2
0
37
ALTRO
Altro
0
0
3
14
2
19
Totale 0
0
3
14
2
19
74
0
0
0
74
PRIVO DI CCRQ*
Privo di CCRQ
0
Totale 0
Totale anno 2012
257
74
0
0
0
74
74
395
136
21
883
Alla luce del confronto e della proficua collaborazione il Comitato Consultivo Misto ha proposto le soluzioni di
miglioramento - sintetizzate nella tabella che segue – e che sono state realizzate tra il 2013 e il 2014.
Tabella 5.2 - Proposte di miglioramento
1
Tutela della riservatezza (privacy) nelle sale di attesa/adozione di un sistema di chiamata che assicuri l’anonimato
2
Problemi comunicativo/relazionali: attivare percorsi formativi finalizzati a migliorare la qualità della
comunicazione
3
Redazione dei referti con personal computer
4
Identificazione della correttezza dei dati sanitari ed anagrafici al momento della consegna/invio della
documentazione sanitaria
5
Accertare la completezza e la correttezza della cartella clinica al momento della chiusura e/o al
momento del rilascio della copia di cartella clinica
6
Dare indicazione attraverso il foglio di prenotazione o al telefono sulla necessità di recarsi al Centro
Servizi prima di accedere agli ambulatori e, nel caso di prestazioni che richiedano la permanenza
dell’utente presso la struttura per tempi lunghi (2-3) ore, informare preventivamente l’utente indicando la durata della prestazione
7
Per le prenotazioni a lungo temine, contattare telefonicamente gli utenti
8
Progetto Polmonite: informazione ai Medici di Medicina Generale (MMG e Pediatri di Libera Scelta
(PdLS)
9
Monitorare il corretto utilizzo dei parcheggi per disabili
10
Tutelare la sicurezza e il benessere termico dei pazienti e del personale attraverso una puntuale
gestione della manutenzione della struttura
11
Installare gli ausili mancanti nei servizi igienici (maniglie, specchi, appendi abiti)
161
12
Definire una procedura aziendale per la comunicazione ai familiari in merito all’esecuzione dell’autopsia
13
In caso di prestazione specialistica prenotata telefonicamente, a seguito di una rinuncia e quindi non
presente sul foglio di lavoro, il personale verifichi presso il Centro Servizi la regolarità della prenotazione.
14
Limitare i disagi relativi al prolungamento dei tempi di attesa per il ritorno in reparto dopo esami
diagnostici/trasporti interni
15
Informare preventivamente il paziente e chiedere il consenso per la presenza di personale in formazione durante la prestazione sanitaria
16
Recupero crediti dopo 10 anni, come dimostrare l’avvenuto pagamento/Centro Servizi
17
Informare preventivamente gli utenti che in regime di Pacchetto Ambulatoriale Complesso (PAC) le
prestazioni sono soggette a ticket, facendo sottoscrivere un’apposita informativa. Nel caso di accertamenti pre-operatori non seguiti da intervento, informare l’utente che le prestazioni erogate saranno
soggette a pagamento del ticket.
18
Evitare che pazienti ambulatoriali esenti dal pagamento del ticket rechino presso il Centro Servizi
per effettuare una tariffazione ad euro zero
19
In caso di interventi con inserimento di materiale protesico, fornire all’utente un’attestazione riguardante la compatibilità o meno del materiale inserito con diagnostica RMN, con contestuale inserimento nel fascicolo elettronico personale (SOLE)
20
Necessità di dare risposta di seconda istanza agli utenti (Commissione Mista Conciliativa)
21
Necessità di attivare l’ambulatorio per la terapia del dolore cronico in collaborazione con il Comitato
Ospedale Territorio Senza Dolore (COTSD)
22
In caso di ricovero, conservare la documentazione personale del paziente in buste di diverso colore,
da conservare in cartella clinica e da restituire al momento della dimissione
23
Invitare il personale in servizio a mettere in evidenza il cartellino di riconoscimento durante l’effettuazione del servizio ed indossare correttamente la divisa
24
Valutare la possibilità, per pazienti in follow up, di prenotare direttamente i controlli presso l’Unità
Operativa erogante, attivando agende dedicate e facilitando in tal modo l’utente.
25
Assicurare un costante monitoraggio da parte del tutor di tirocinio, sul comportamento del personale
infermieristico in formazione
26
Nella comunicazione di situazioni cliniche particolarmente complesse, avvalersi di un approccio
interdisciplinare che offra un percorso diagnostico terapeutico coerente e condiviso.
Gli interventi indicati in giallo sono in corso e quelli evidenziati in rosso attendono soluzione, in particolare la n.
12, per la quale è stato coinvolto il Responsabile Qualità Aziendale per l’elaborazione di una procedura Aziendale riguardante le modalità di comunicazione ai familiari del riscontro autoptico e la n. 21 riguardante l’attivazione
di un ambulatorio distrettuale di primo livello da parte dell’Azienda USL di Ferrara (analogamente a quanto già
attivato, nei distretti Sud-Est e Ovest).
5.2.2 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’esterno
Il Decreto Legislativo n. 33/2013 riordina i fondamentali obblighi di pubblicazione derivanti dalle innumerevoli
normative stratificate nel corso degli ultimi anni, prevedendo anche nuove forme di pubblicità, con l’obiettivo di
uniformare gli obblighi e le modalità di pubblicazione per tutte le pubbliche amministrazioni.
Molta attività è stata dedicata alla individuazione e scelta dei contenuti e informazioni che sono stati pubblicati
sul sito internet www.ospfe.it all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”. La trasparenza dell’attività
amministrativa costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili della Costituzione.
162
Figura 5.2 - Statistiche di accesso a www.ospfe.it Anno 2012-2013
Fonte aziendale
L’Ufficio Stampa collabora regolarmente con la televisione locale per la messa a punto di trasmissioni settimanali
di cinque minuti per la divulgazione ai cittadini di Ferrara e provincia di eventi ed eccellenze cliniche.
All’interno del programma televisivo che va in onda ogni settimana su Telestense “Sant’Anna, l’Ospedale in video” sono state svolte 32 puntate.
5.3 Gli strumenti per la comunicazione interna aziendale
5.3.1 Gestione dell’identità e dell’immagine aziendale verso l’interno
Oltre al sito intranet aziendale che contiene informazioni, documenti e aree riservate a target specifici, la newsletter mensile raccoglie le principali notizie che l’Area Comunicazione diffonde ai dipendenti interni e la rassegna stampa informa quotidianamente sulle principali notizie apparse sui quotidiani che riguardano l’ospedale.
Figura 5.3 - Statistiche di accesso al sito intranet Anno 2012-2013
163
Sala Operatoria
164
gione);
gestione della ricerca istituzionale, che comprende la raccolta dei bandi istituzionali, la
trasmissione ai professionisti coinvolti, la ricezione dei progetti inoltrati dai professionisti e l’invio
agli Enti istituzionali pertinenti, la raccolta e verifica dei relativi contratti, le attività amministrative
di supporto, le relazioni con i servizi coinvolti, la
predisposizione dei documenti autorizzativi;
•
gestione di progetti europei, tramite l’attività di
“front office” tra il responsabile scientifico e le
strutture amministrative aziendali, per far fronte
alle necessità del responsabile scientifico e delle
unità partecipanti al progetto (es. definizione di
forme di collaborazione per personale dedicato,
acquisizione di attrezzature e materiali, spese
per servizi vari) e tra il responsabile scientifico
e l’Ente finanziatore per tutte le comunicazioni
inerenti il progetto approvato e finanziato.
Le attività sono gestite in base ad una “procedura
aziendale di gestione degli studi clinici e dei progetti
di ricerca istituzionale”, relativa al percorso processuale delle sperimentazioni, condivisa con tutti gli
attori coinvolti che a qualsiasi titolo entrano nel processo. Questo ha prodotto una maggior integrazione
tra gli operatori dell’Ufficio e con le interfacce interne
ed esterne all’azienda, ma anche con i “clienti interni”,
nonché una maggiore chiarezza sulle competenze e
responsabilità. Infatti, l’implementazione della procedura aziendale ha permesso il coinvolgimento dei
settori, con i quali l’ufficio collabora maggiormente,
quali la Farmacia (per la parte che gli compete di accoglimento, distribuzione, preparazione e restituzione
dei farmaci), la Farmacologia Clinica (per il monitoraggio clinico interno degli studi), la Direzione Risorse
Economico Finanziarie e Contabilità (predisposizione
delle procedure condivise di fatturazione, invio dei
dati fiscali ed anagrafici, rendicontazioni, ecc.), la Direzione Approvvigionamento Beni e Servizi e Attività
Economali ed infine con l’Ufficio Legale e la Direzione
Amministrativa di Presidio (per i percorsi inerenti le assicurazioni e la predisposizione dei contratti conseguenti all’attivazione di studi clinici). Il percorso sopra
descritto è certificato ai sensi della norma ISO 90012008.
6. Governo della Ricerca ed Innovazione
•
Il Servizio sanitario regionale (SSR) ha assunto come
principio la rilevanza delle attività di ricerca come elemento essenziale al proprio sviluppo strategico. Tale
importanza si esprime attraverso la definizione della
ricerca come funzione istituzionale fondamentale propria di tutte le Aziende sanitarie in cui il SSR si articola, al pari di quella assistenziale, con la quale deve essere funzionalmente integrata. La valorizzazione delle
attività di ricerca e di didattica svolte dal SSR ha proceduto contestualmente, da un lato alla ridefinizione
del ruolo e delle funzioni delle Aziende OspedalieroUniversitarie, rafforzando le forme di collaborazione
con il sistema delle Università della regione, secondo
quanto previsto dalla L.R. 29/2004, e dall’altro, attraverso il Programma di ricerca Regione Università
con l’avvio di progetti finalizzati in alcune specifiche
aree cliniche e metodologiche, teso a rafforzare e sviluppare la rete collaborativa fra le Aziende Sanitarie,
l’Università e gli IRCSS.
6.1 Azioni dell’infrastruttura locale ed integrazione dei sottosistemi aziendali
Per sviluppare la capacità di produrre ricerca e per gestire tale attività come funzione istituzionale, l’Azienda
si avvale di alcune strutture/organismi diversi:
1. l’Ufficio Ricerca ed Innovazione, parte della struttura “AcQuaRI”, in staff alla Direzione Generale;
2. il Board della Ricerca, afferente al Collegio di Direzione;
3. il Comitato Etico Unico Provinciale (comune a
Azienda Usl e Università);
4. E’ in corso di costituzione una rete di professionisti a supporto metodologico dei Dipartimenti, per
le attività di ricerca.
L’Ufficio Ricerca ed Innovazione svolge le seguenti
funzioni:
•
coordinamento aziendale per le tematiche relative
al Comitato Etico, compresa l’attività di segreteria
amministrativa ed economica del Comitato Etico;
•
gestione di studi clinici, compreso l’iter autorizzativo, la valutazione di impatto economico ed organizzativo, la gestione di contratti e convenzioni
connessi, la gestione e controllo dei fondi istituzionali per la ricerca in ambito sanitario, il monitoraggio della ricerca scientifica svolta all’interno
dell’azienda, la cura ed aggiornamento dei database e dei flussi informativi relativi alle attività
di sperimentazione e ricerca (interni, AIFA, Re-
I compiti e i criteri per la composizione del board
aziendale sono stati definiti dal Collegio di Direzione:
•
valutare ed approvare gli studi spontanei per un
eventuale contributo dal Fondo per la Ricerca
Spontanea (di prossima istituzione);
•
valutazione dei progetti Programma Regione Università, da trasmettere alla Regione;
•
individuazione e promozione di progetti della Co165
munità Europea per sviluppare aree di eccellenza;
•
indirizzi per la formazione alla ricerca;
•
linee guida per il supporto alla ricerca spontanea.
Il Comitato Etico e la costituenda rete di supporto verrano trattati negli specifici paragrafi.
6.2 Capacità di attrazione di risorse finanziarie
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è stata catalizzatore di alcuni progetti di ricerca relativi al bando
regionale “Giovani Ricercatori Alessandro Liberati” che nell’anno di pertinenza hanno ricevuto un finanziamento
complessivo pari a € 504.700, e di un progetto clinico relativo alle patologie oncologiche finanziato dall’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) per un importo di € 458.000.
L’Azienda ha partecipato al bando per la ricerca finalizzata ex art. 12 D.Lgs. 502/92 con molteplici progetti, fra i
quali sono stati finanziati 2 progetti di ricerca finalizzata per un importo complessivo pari a € 502.900.
Complessivamente, nel solo anno 2013 i progetti afferenti ai bandi regionali Programma Regione Università
hanno prodotto un finanziamento complessivo pari a € 3.400.000, superando ogni altra fonte di finanziamento
per la ricerca di questa azienda.
Per quanto attiene al bando ministeriale “Ricerca Finalizzata 2011-12” l’Azienda Ospedaliero Universitaria è
coinvolta per un totale di 20 progetti, specificamente in 3 come centro coordinatore ed in 17 come centro collaboratore, per un budget complessivo disponibile di € 2.100.000.
Per quanto concerne lo specifico campo delle sperimentazioni sponsorizzate da privati, emerge dal sistema
informativo aziendale che i fondi incassati per sperimentazioni sono pari a € 727.804.
Figura 6.1 – I fondi incassati per sperimentazioni
1200000
1000000
800000
600000
400000
200000
0
Anno
2004
Anno
2005
Anno
2006
Anno
2007
Anno
2008
Anno
2009
Anno
2010
Anno
2011
Anno
2012
Anno
2013
Fonte aziendale
Per quanto concerne l’utilizzo di fondi comunitari, l’Azienda sta partecipando ad un progetto interregionale ed ha
posto le basi per una partecipazione meno sporadica ai numerosi bandi che usciranno nei prossimi mesi.
Nell’anno 2013 era attivo il Progetto europeo di ricerca “Sign” Network Genetico transfrontaliero (progetto transfrontaliero Italia-Slovenia). Nei primi mesi dell’anno sono stati definiti gli aspetti certificativi relativi al rimborso
delle risorse rendicontate nel corso dell’anno 2012 e attivate le procedure per l’acquisto delle attrezzature informatiche e l’attivazione di borse di studio. Nel corso dell’anno sono stati predisposti la terza e quarta relazione
del beneficiario comprendente il workflow europeo della ricerca, i supporti documentali e le ulteriori certificazioni
richieste (qualifica del personale, estremi dei pagamenti, documentazione inerenti alle borse di studio, richieste
di variazione del budget).
A seguito di gara d’appalto, nel mese di Luglio, è stato siglato un contratto per il servizio di assistenza tecnica
per l’accesso, la partecipazione a progetti sostenuti da finanza pubblica (fondi europei) e la relativa gestione con
un apporto consulenziale esterno. Fra Luglio 2013 e Dicembre 2013 sono state realizzate le seguenti attività:
a) realizzazione e attivazione di una piattaforma informativa e collaborativa per la gestione e realizzazione del
166
esterna, al fine di poter creare un gruppo di professionisti in grado di monitorare il corretto andamento
di tutte le sperimentazioni cliniche svolte all’interno
dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara.
Fra i diversi progetti attivati nel corso dell’anno 2013
almeno tre hanno un notevole impatto sulle attività
clinico assistenziali:
•
II progetto denominato “Definizione di un Decision Support System (DSS) per migliorare
l’appropriatezza nella ripetizione della richiesta
di esami di laboratorio”, ha l’obiettivo di migliorare la performance organizzativa e di individuare
delle aree di economia attraverso il miglioramento
nell’appropriatezza della richiesta degli esami di
laboratorio. Il lavoro, in corso di realizzazione, si
basa su regole formalizzate e condivise tra i medici specialisti, che recepite nel DSS, permettono di
ricevere un flag all’atto della richiesta di un esame
di laboratorio per il quale il paziente ne ha già uno
che presenta validità nel periodo considerato.
•
“BRAin VEnous DRainage Eploited Against Multiple Sclerosis” è uno studio randomizzato multicentrico per la valutazione dell’efficacia e sicurezza dell’intervento di disostruzione delle vene
extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla è finalizzato a valutare l’efficacia e la sicurezza
dell’angioplastica dilatativa alle vene nel controllo
dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale
(CCSVI). Prevede l’arruolamento di circa 380
pazienti in 10 diversi centri italiani ed è in doppio
cieco, in quanto confronta gli esiti di un gruppo
di essi che durante l’intervento sono sottoposti
a flebografia diagnostica e angioplastica venosa
con un gruppo di controllo cui è praticata la sola
flebografia diagnostica.
•
Invece gli scopi dello studio “Implementazione di
un programma per migliorare la riabilitazione (Enhanced Recovery After Surgery – ERAS) dopo
resezione colo-rettale” sono i seguenti:
1. determinare la possibilità di realizzare un
programma ERAS di chirurgia colo-rettale
nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Ferrara;
2. analizzare gli ostacoli all’implementazione di
un programma ERAS di chirurgia colo-rettale
in un ospedale universitario italiano;
3. valutare il grado di soddisfazione dei pazienti
italiani seguiti con cure peri-operatorie ERAS;
4. valutare costo-efficacia e costo-beneficio del
programma in Italia;
5. determinare quali elementi del protocollo
siano predittivi indipendenti di una più rapida
ripresa postoperatoria.
servizio (workflow) e creazione e proceduralizzazione
di un sistema interno di informazione (strutturata e non
strutturata) dedicato ai progetti;
b) attività di formazione: sei giornate per un totale di
n.33 ore dedicate alle basi giuridiche europee della ricerca (regolamenti e atti programmatori) e al project
cycle management.
c) Analisi dei punti di forza aziendali: incontri fra l’Ufficio Ricerca, la ditta consulente ed i dirigenti responsabili dei servizi aziendali di Formazione e Aggiornamento, Area Comunicazione e Accoglienza, Dipartimento
Interaziendale ICT, Direzione Medica di Presidio, Staff
AcQuaRI, Programmazione e Controllo di gestione,
Dipartimento Farmaceutico Interaziendale; incontri
di presentazione in Collegio di Direzione e nel Board
aziendale;
d) Diffusione prime call UE: diffusione tramite il portale
della ricerca OSPFE-ditta consulente dei bandi europei pubblicati il 13.12.2013.
Nel corso dell’anno 2013 l’Ufficio Ricerca Innovazione
ha partecipato ai gruppi di lavoro organizzati dall’Agenzia Sanitaria Sociale Regionale dedicati all’European
Innovation Partnership (supporto alla realizzazione
di parternariati europei) in merito all’ Active Healthy
Ageing (invecchiamento sano e attivo), una delle priorità individuate in Europa 2020, in particolare ai lavori
del gruppo B3 “Integrated Care”.
6.3 Politiche per la ricerca e l’innovazione
Durante l’anno 2013 si è avviata la creazione di una
task force di supporto metodologico e statistico che ha
previsto due corsi formativi:
•
il primo inerente alla partecipazione ad un Master Universitario di II livello biennale “Scuola di
Ricerca Clinica ed Epidemiologica” dello IUSS
di sei professionisti interni all’Azienda, individuati
dall’Ufficio Ricerca Innovazione, che con il master
acquisiranno la qualifica di “Ricercatore Clinico”
e saranno a disposizione dell’Azienda come “Esperti Aziendali” della Ricerca;
•
il secondo “Formazione alla ricerca e creazione
dei research network” (Progetto PRU Area 3 finanziato dalla RER) ha visto il coinvolgimento
oltre ai 6 professionisti in qualità di coordinatori
durante le esercitazioni, anche di due professionisti per Dipartimento, indicati dallo stesso.
Entrambi i percorsi vedranno la loro conclusione alla
fine dell’anno 2014.
I sei professionisti partecipanti al Master “Scuola di
Ricerca Clinica ed Epidemiologica” ai quali verranno
aggiunte altre figure simili parteciperanno ad un corso
formativo di monitor per la ricerca clinica che verrà
svolto da una CRO (Clinical Research Organization)
167
nuovo organo hanno fatto riferimento sino alla data
del 31 dicembre 2013 i seguenti enti/aziende: AUSL
Bologna, AUSL Imola, AUSL Ferrara, AOU Ferrara,
Università di Ferrara, IRCCS Scienze Neurologiche di
Bologna.
Il Comitato Etico ha continuato la propria attività di
valutazione dei protocolli scientifici presentati dai Professionisti e nel corso dell’anno è stato diverse volte
coinvolto da varie Unità Operative aziendali, in merito
al rilascio di pareri in relazione a procedure cliniche,
all’uso compassionevole dei farmaci ed anche i merito a pareri medico legali su particolari esecuzioni di
prestazioni cliniche.
Il Comitato Etico ha continuato la propria attività di
valutazione dei protocolli scientifici presentati dai Professionisti e nel corso dell’anno è stato diverse volte
coinvolto da varie Unità Operative aziendali, in merito
al rilascio di pareri in relazione a procedure cliniche,
all’uso compassionevole dei farmaci ed anche i merito a pareri medico legali su particolari esecuzioni di
prestazioni cliniche.
Il Personale dell’Ufficio Ricerca e Innovazione riveste
il ruolo di Segreteria Amministrativa del Comitato Etico
svolgendo le mansioni tipiche dedicate, quali:
1. Fase informazione, accoglienza e istruttoria pre
Comitato Etico;
2. Fase post Comitato Etico (gestione verbale, ecc.)
3. Aspetti assicurativi
4. Monitoraggio Database AIFA
5. Predisposizione report periodici per monitoraggio
attività e riesame gestione studi clinici
6. Archiviazione della documentazione relativa agli
studi clinici
6.4 Incentivazione dello sviluppo di collaborazioni
con altre istituzioni
Nell’anno 2013 è proseguita l’attività di ricerca del Programma Ricerca Regione Università avviato nel 2008.
Nel 2013 erano in corso 3 Progetti approvati dalla Regione che vedevano la nostra azienda come capofila,
e in altri 17 era centro collaboratore. Entrambe le tipologie vedono la collaborazione attiva di altre Aziende
Sanitarie della Regione Emilia Romagna e di Dipartimenti dell’Università di Ferrara (convenzionati o meno
con l’Azienda), favorendo così l’integrazione della
componente aziendale con la componente universitaria in materia di ricerca.
L’Azienda ha siglato con le altre aziende sanitarie coinvolte nel Programma di ricerca, dei Protocolli d’Intesa
per regolamentare i rapporti con le stesse e stabilire
le quote di finanziamento da erogare o da introitare.
L’Ufficio Ricerca ed innovazione ha svolto un ruolo
fondamentale per la gestione amministrativo-contabile
dei progetti e relativi finanziamenti. Ha intrattenuto
costanti e regolari rapporti con tutte le aziende e dipartimenti coinvolti nei predetti progetti di ricerca. In
particolare ha svolto un ruolo di intermediazione fra
le unità partecipanti ai progetti e le Direzioni Aziendali
preposte all’attivazione di figure professionali coinvolte
nei progetti (borse di studio, assegni di ricerca ecc.),
o preposte alle acquisizioni di materiali, attrezzature
e quant’altro necessario alla riuscita dell’attività di ricerca. Ha provveduto a trasmettere alla Segreteria
Scientifico-Organizzativa del Programma di Ricerca
Regione Università, istituita presso l’Agenzia Sanitaria, le relazioni scientifiche, stilate dai Responsabili Scientifici dei progetti e le relative relazioni economiche,
stilate dall’Ufficio Ricerca stesso.
L’attività di Segreteria Amministrativa a supporto del
Comitato Etico ha comportato l’organizzazione e la
partecipazione a 11 sedute del C.E., la redazione e
la trasmissione dei relativi verbali, la predisposizione
del Bilancio “Gestione proventi” e la liquidazione compensi dei componenti.
L’attività del 2013 ha visto la valutazione di 151 studi
presentati, dei quali 141 sono stati approvati, così distinti:
6.5 Il Comitato Etico
Visto il decreto-legge 13 settembre 2012 n. 158 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre
2012 n. 189, recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto
livello di tutela della salute”, il Ministero della Salute ha
emanato il decreto 8 febbraio 2013 dal titolo: “Criteri
per la composizione e il funzionamento dei Comitati
Etici”. A seguito dei contenuti di questa normativa la
Regione Emilia Romagna aveva disposto la riduzione
e l’accorpamento dei pre-esistenti Comitati Etici regionali.
Il Comitato Etico della Provincia di Ferrara – che ha
terminato il suo mandato in data 30 giugno 2013 –
si è pertanto ricostituito nel mese di settembre 2013
dando luogo ad un Comitato Etico Interaziendale di
Area Vasta Bologna-Imola-Ferrara (CE-BIF). A questo
In sospeso
Sospesi e approvati al secondo esame
Studi commerciali sponsorizzati
Studi no profit
(ISS-AIFA-Ministero-Regione)
Studi no profit promossi da altri enti
Studi spontanei
Uso compassionevole
Totale
168
4
7
39
15
45
49
3
151
Pareri unici rilasciati
Emendamenti sostanziali valutati
8
108
Contratti per studi clinici stipulati (*)
44
Autorizzazioni rilasciate dalla Direzione (*) 61
Totale studi autorizzati
105
(*) Il dato risulta diverso dal totale riportato poco sopra poiché spesso gli studi valutati nelle sedute del Comitato Etico dei mesi conclusi di ciascun anno vengono autorizzati o contrattualizzati l’anno successivo.
Nel corso dell’anno 2013 è proseguito il monitoraggio della Farmacologia Clinica con il supporto dell’Ufficio
Ricerca Innovazione degli studi approvati dal Comitato Etico ed autorizzati dalla Direzione Aziendale. L’U.O. di
Farmacologia Clinica si occupa della valutazione, in particolare degli eventi avversi verificatisi nel corso della
sperimentazione, accertandone la tempestiva segnalazione alla Segreteria Tecnico-Scientifica per gli adempimenti di competenza.
6.6 Attività universitarie in rapporto all’Azienda
6.6.1 Ricerca
Nel corso del 2013 hanno operato in azienda in totale 122 Assegnisti di ricerca, 64 con docente di riferimento
convenzionato dei quali 25 svolgono anche attività assistenziale presso l’azienda e 33 Assegnisti con docente
di riferimento non convenzionato.
Tabella 6.1 - Dottorati di Ricerca della Macroarea Medico-Biologica nell’anno 2013
Denominazione Dottorato
Coordinatore
Iscritti
I anno
Iscritti
II anno
Iscritti
III anno
BIOCHIMICA, BIOLOGIA MOLECOLARE E
BIOTECNOLOGIE
Prof. Francesco
Bernardi
15
9
10
BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA E AMBIENTALE
Prof. Guido
Barbujani
7
3
4
FARMACOLOGIA E ONCOLOGIA MOLECOLARE
Prof. Antonio
Cuneo
16
16
14
SCIENZE BIOMEDICHE
Prof.Silvano
Capitani
8
9
3
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Finanziamenti
Le tavole seguenti evidenziano i finanziamenti del 2012 classificati per tipologia e allocazione
Tabella 6.2 - Finanziamenti e fondi in riferimento all’attività di ricerca
Finanziatori
Importo
Enti pubblici nazionali
€ 3.234.039,78
Enti pubblici internazionali
€ 1.058.754,51
Privati non profit (es. fondazioni, associazioni)
€ 1.025.263,41
Privati profit (aziende farmaceutiche e biomedicali)
€ 740.151,35
Fonte: Università degli studi di Ferrara
169
La tabella mostra le Risorse finanziarie ottenute per attività di ricerca dai dipartimenti medici: di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale, Scienze biomediche e chirurgico specialistiche, Scienze mediche. Non è stato
possibile determinare i progetti riferibili a ciascun docente in convenzione. Il dato si riferisce quindi agli importi
complessivi (dato di cassa) ricevuti dai dipartimenti di afferenza dei docenti nel corso dell’anno 2013.
Le tavole successive mostrano i dati relativi al Fondo Ateneo per la Ricerca locale negli anni 2013 e 2012
Tabella 6.3 - Fondo di Ateneo per la Ricerca Locale (FAR) - Anno 2013
Area statutaria Subarea
Comm.scientif.
Dipartim.
(dal 1/10/2012)
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 1.715
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.822
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 1.760
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 2.196
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 5.808
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 1.309
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€0
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 5.496
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 8.870
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 1.586
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.660
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€13.137
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 1.919
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 12.146
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.626
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 3
Scienze biomediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.278
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
170
FAR 2013
€ 5.579
€ 2.335
€ 7.600
Area statutaria Subarea
Comm.scientif.
Dipartim.
(dal 1/10/2012)
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 2.853
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 3
Scienze biomediche 05/07 scienze bio- Morfologia, chirurgia e € 13.276
logiche e scienze medicina sperimentale
agrarie
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 0
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 5.629
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 15.085
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 2.004
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 8.062
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 3.983
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 4.773
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.564
TOTALE
FAR 2013
€ 7.595
€ 162.666
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Tabella 6.4 - Fondo di Ateneo per la Ricerca Locale (FAR) - Anno 2012
Area statutaria Subarea
Comm.scientif.
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 9.086
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.290
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 1.582
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 3.503
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 5.396
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 2.763
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
171
Dipartim.
(dal 1/10/2012)
FAR 2012
€ 6.407
€ 4.305
Area statutaria Subarea
Comm.scientif.
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 3.539
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 1.514
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 7.128
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.155
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 1.291
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 9.061
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 3
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 4.569
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.176
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 3
Scienze biomediche 06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.008
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 3.111
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 4.426
e chirurgiche
medicina sperimentale
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 5.504
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 14.662
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 3.440
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 5.897
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 2.842
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Scienze biomediche e € 7.689
e chirurgiche
chirurgico specialistiche
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 8.113
Area 4
Scienze mediche
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.263
Area 4
Scienze chirurgiche
06 scienze mediche Morfologia, chirurgia e € 13.297
e chirurgiche
medicina sperimentale
172
Dipartim.
(dal 1/10/2012)
FAR 2012
€ 4.790
€ 8.810
Area statutaria Subarea
Scienze mediche
Comm.scientif.
Dipartim.
(dal 1/10/2012)
FAR 2012
06 scienze mediche Scienze mediche
e chirurgiche
€ 6.137
TOTALE
€ 174.754
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione
Tabella 6.5 - Progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione con azienda ospedaliera
universitaria Anno 2013
TITOLO DEL
PROGETTO
AREA
DISCIPLINARE
INIZIO
SCADENZA
PROGR. UE
U.O.
AZIENDA
COINVOLTE
NUMERO PARTECIPANTI ALLA
RICERCA
UNIVERSITARI
CONVENZIONATI
UNIVERSITARI NON
CONVENZIONATI
DEL
SSR
AirPROM - Airway Disease PRedicting Outcomes through Patient
Specific Computational
Modelling
Medicina
Clinica e
Sperimentale
01/03/2011
28/02/2016
7° PQ - ICT
dato
non
disponibile
1
(docente)
0
dato
non
disponibile
NEUROMICS - Integrated European -omics
research project for
diagnosis and therapy
in rare neuromuscular
and neurodegenerative
diseases
Scienze
Mediche
01/10/2012
30/09/2017
7° PQ HEALTH
dato
non
disponibile
2
(docente
e ricercatore)
5
(4 assegnisti, 1
dottorando 2°
anno)
dato
non
disponibile
EPIXCHANGE - Innova- Scienze
tive gene therapies for
Mediche
epilepsy treatment
01/12/2011
30/11/2015
7° PQ - People IAPP
dato
non
disponibile
1
(docente)
0
dato
non
disponibile
PANGeA - Telesna
aktivnost in prehrana
za kakovostno staranje
/ Attività fisica e nutrizione per un invecchiamento di qualità
Medicina
Clinica e
Sperimentale
01/10/2011
30/09/2014
Interreg
ItaliaSlovenia
dato
non
disponibile
1
(ricercatrice)
1
(tecnico)
dato
non
disponibile
TRANS-2-CARE
Medicina
Clinica e
Sperimentale
01/04/2011
30/09/2014
Interreg
ItaliaSlovenia
dato
non
disponibile
1
(docente)
2
(1 amministrativo,
1 co.co.
co)
dato
non
disponibile
Fonte: Università degli studi di Ferrara
NR. PROGETTI
5
NR. PROGETTI NEI QUALI UN DIPENDENTE DELL’AZIENDA E’ CAPOFILA O
RESPONSABILE SCIENTIFICO
1
NR. COORDINATORI/RESPONSABILI DI PROGETTO:
- UNIVERSITARI
5
- DEL SSR
0
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Su 5 progetti comunitari che coinvolgono personale in regime di convenzione, tutti hanno Coordinatori o Responsabili universitari.
173
Pubblicazioni
Nel corso del 2013 sono state prodotte le seguenti pubblicazioni, classificabili per tipologia e quantità. Va tenuto
presente che i dati di seguito riportati sono suddivisi per Dipartimenti Universitari, individuati in base al criterio di
afferenza di personale medico strutturato e non, docente/ricercatore e non.
Tabella 6.6 – Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Scienze biomediche e chirurgico specialistiche
Tipologia Catalogo Ateneo
Totale
Percentuale considerati
Contributo in volume (Capitolo, articolo)
3
2,8%
Articolo su rivista
96
88,9%
Contributi in atti di convegno (in Rivista)
1
1,0%
Contributi in atti di convegno (in Volume)
1
1,0%
Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume
4
3,8%
Poster
3
2,8%
NON SPECIFICATO
0
0,0%
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Tabella 6.7 - Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale
Tipologia Catalogo Ateneo
Totale
Percentuale considerati
2
1,2%
155
86,2%
8
4,5%
Contributo in volume (Capitolo, articolo)
Articolo su rivista
Abstract (Riassunto) su rivista
Contributi in atti di convegno (in Rivista)
1
0,6%
Contributi in atti di convegno (in Volume)
1
0,6%
Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume
7
3,9%
Poster
2
1,2%
Coordinamento Prog.Ricerca Naz. ed Internaz.
3
1,7%
Direzione o Responsabilità Riviste
1
0,6%
NON SPECIFICATO
0
0,0%
Totale
Percentuale considerati
Monografia o Trattato Scientifico
1
0,4%
Contributo in volume (Capitolo, articolo)
22
6,8%
Traduzione in volume
2
0,7%
256
78,3%
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Tabella 6.8 - Cataloghi Ateneo prodotti dal Dipartimento di Scienze mediche
Tipologia Catalogo Ateneo
Articolo su rivista
Abstract (Riassunto) su rivista
5
1,6%
Contributi in atti di convegno (in Rivista)
3
1,0%
Contributi in atti di convegno (in Volume)
5
1,6%
Abstract (Riassunto) in convegno in Rivista/Volume
30
9,2%
Poster
1
0,4%
Cura di Atti, Volumi, Cataloghi e numeri speciali di riviste
1
0,4%
Direzione o Responsabilità Riviste
1
0,4%
NON SPECIFICATO
0
0,0%
Fonte: Università degli studi di Ferrara
174
Impact Factor
L'impact Factor (IF), è un indicatore che viene largamente utilizzato nel mondo scientifico per valutare in modo
oggettivo il valore delle pubblicazioni, delle istituzioni di ricerca e degli stessi ricercatori.
La base su cui è calcolato l’Impact Factor è costituita dalle pubblicazioni scientifiche.
Queste hanno un grande valore non solo per il loro intrinseco contenuto informativo ma anche perchè costituiscono un elemento di valutazione che, attraverso le citazioni viene utilizzato in vari campi:
•
Risultati della ricerca (valutazione degli obiettivi raggiunti);
•
Personale (valutazione dell'importanza dell’autore);
•
Istituzionale (valutazione dell'importanza dell’Ente di ricerca);
•
Bibliografico/Editoriale (valutazione dell'importanza della rivista).
L’entità dell’indicatore è direttamente proporzionale al valore attribuito alla pubblicazione. Occorre comunque
considerare che l’impact factor può presentare valori sensibilmente diversi in relazione alla tipologia o categoria
della rivista.
La tavola successiva mostra quali sono le fasce di impact factor delle pubblicazioni indicizzate sulla Banca Dati
Pub Med, nelle quali tra gli autori vi sia personale ospedaliero e/o universitario convenzionato.
Tabella 6.9 - Fasce di Impact factor. Anni 2012-2013
Intervallo valori di Impact factor
% di pubblicazioni
2012
2013
Impact factor da 0 a 1
4,90%
4,90%
Impact factor da 1,01 a 5
79,72%
81,12%
Impact factor da 5,01 a 10
9,79%
9,09%
Impact factor da 10,01 a 15
4,20%
2,80%
Impact factor superiore a 15,01
1,40%
2,10%
Stringa di ricerca internet (Pub Med): 2012[pdac]AND ferrara[ad]
La valutazione della Qualità della Ricerca
Con il Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) n. 17 del 15 luglio 2011 ha preso
avvio la Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 (VQR 2004-2010). Tale decreto ha disciplinato i criteri
e le modalità per la realizzazione del processo di valutazione dei risultati della ricerca nel periodo 2004-2010 da
parte dell’Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Tali dati sono i più recenti
resi disponibili dall’ANVUR.
Per la valutazione relativa all’Area 06 delle Scienze Mediche è stata utilizzata la metodologia dell’informed peer
review, ovvero un mix di criteri bibliometrici e di revisione peer. L’Università di Ferrara, sulla base di una graduatoria di prodotti “attesi” si trova nel gruppo degli Atenei medi. In totale le strutture valutate nell’Area 06 sono: 63
Università, 3 enti di ricerca e 7 consorzi.
In sintesi:
•
la Facoltà medica di Ferrara è al 9° posto tra gli atenei medi;
•
le Scienze cliniche di Ferrara sono al 16° posto a livello nazionale;
•
le Scienze chirurgiche di Ferrara sono al 19° posto a livello nazionale;
•
l’Ateneo ha raggiunto diverse posizioni nei settori scientifico-disciplinari, come evidenziato nella tabella
sottostante.
175
Tabella 6.10 - Posizione raggiunta dall’Ateneo di Ferrara in alcuni settori scientifico-disciplinari (SSD)
SSD
Denominazione
Posizione dell'Università
di Ferrara
MED/04
Patologia Generale
14
MED/07
Microbiologia e Microbiologia Clinica
22
MED/08
Anatomia Patologica
24
MED/09
Medicina Interna
4
MED/13
Endocrinologia
4
MED/15
Malattie del Sangue
10
MED/18
Chirurgia Generale
13
MED/28
Malattie Odontostomatologiche
15
MED/30
Malattie Apparato Visivo
10
MED/31
Otorinolaringoiatria
8
MED/36
Diagnostica per Immagini e Radioterapia
15
MED/38
Pediatria Generale e Specialistica
11
MED/40
Ginecologia e Ostetricia
12
MED/42
Igiene Generale e Applicata
8
Fonte: ANVUR
6.6.2 Didattica
Nell’anno 2013 il personale dell’Università di Ferrara che ha svolto attività assistenziale o con ricaduta assistenziale presso l’azienda ospedaliera è composto di 21 Professori Ordinari, 27 Professori Associati, 49 Ricercatori e 43 tra Tecnici e Amministrativi.
Nelle tavole seguenti sono evidenziati i master di interesse medico attivi nell A.A 2012/13 e la situazione dei
corsi di laurea attivati per la professione medica e le altre professioni sanitarie.
Tabella 6.11 – Master A.A. 2012/13
Denominazione corso
Tipologia
Iscritti A.A. 2012/13
maschi
femmine
SCIENZA E TECNOLOGIA DEI RADIOFARMACI
Master di Secondo Livello
1
3
SCUOLA DI RICERCA CLINICA ED EPIDEMIOLOGICA:
FOCUS SU MONITORAGGIO, QUALITÀ E STATISTICA
Master di Secondo Livello
5
10
PREVENZIONE E SALUTE: FOCUS SUL RISCHIO
CARDIOVASCOLARE
Master di Primo Livello
1
6
MANAGEMENT PER LE FUNZIONI DI
COORDINAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE
(AREA INFERMIERISTICA, OSTETRICA, TECNICO
SANITARIE, RIABILITATIVA)
Master di Primo Livello
6
14
Fonte: Università degli studi di Ferrara
176
Tabella 6.12 - Iscritti totali (compresi i cessati per rinuncia, decadenza o trasferimento in uscita) ex Facoltà di
Medicina e Chirurgia a.a. 2012/13
2012/2013
Iscritti IC
Corsi di Studio
1
2
Corso di Laurea (DM 270)
10
Corso di Laurea (DM 509)
-
Iscritti
IC
Iscritti
FC
Totale
iscritti
(IC+FC)
3
4
5
6
Totale
Totale
8
-
-
-
-
18
0
18
-
8
-
-
-
8
3
11
-
-
26
-
-
-
26
6
32
30
27
-
-
-
-
57
2
59
Corso di Laurea (DM 270)
31
29
-
-
-
-
60
3
63
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
24
-
-
-
24
0
24
Corso di Laurea (DM 270)
20
20
-
-
-
-
40
0
40
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
19
-
-
-
19
0
19
-
-
-
21
-
-
21
2
23
Corso di Laurea (DM 270)
10
9
-
-
-
-
19
0
19
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
10
-
-
-
10
1
11
Corso di Laurea (DM 270)
145
132
-
-
-
-
277
24
301
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
143
-
-
-
143
96
239
Corso di Laurea (DM 270)
34
31
-
-
-
-
65
8
73
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
26
-
-
-
26
16
42
Corso di Laurea (DM 270)
64
46
-
-
-
-
110
14
124
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
33
-
-
-
33
29
62
Corso di Laurea (DM 270)
13
10
-
-
-
-
23
0
23
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
9
-
-
-
9
2
11
DIETISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI DIETISTA)
EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO (ABILITANTE ALLA
PROFESSIONE SANITARIA IN EDUCATORE PROFESSIONALE
SANITARIO)
Corso di Laurea (DM 509)
EDUCAZIONE PROFESSIONALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE
SANITARIA DI EDUCATORE PROFESSIONALE)
Corso di Laurea (DM 270)
FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
FISIOTERAPISTA)
FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
FISIOTERAPISTA) - SEDE DI BOLZANO
FISIOTERAPIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
FISIOTERAPISTA) - SEDE DI FAENZA
Corso di Laurea (DM 509)
IGIENE DENTALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
IGIENISTA DENTALE)
INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
INFERMIERE)
INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
INFERMIERE) - SEDE DI CODIGORO
INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
INFERMIERE) (PIEVE DI CENTO)
LOGOPEDIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
LOGOPEDISTA)
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di Laurea a Ciclo Unico 6 anni
Corso di Laurea Magistrale Ciclo Unico 6 anni
-
-
-
-
146
215
361
201
562
221
212
173
147
-
-
753
5
758
-
-
-
-
-
-
0
69
69
-
-
-
-
-
-
0
20
20
-
-
-
-
-
-
0
9
9
MEDICINA E CHIRURGIA (Nuovissimo Ordinamento)
Corso di Laurea
MEDICINA E CHIRURGIA (Nuovo Ordinamento)
Corso di Laurea
MEDICINA E CHIRURGIA (Vecchio Ordinamento)
Corso di Laurea
ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Corso di Laurea a Ciclo Unico 5 anni
Corso di Laurea Magistrale Ciclo Unico 6 anni
-
-
-
-
16
-
16
6
22
15
12
11
15
-
-
53
0
53
-
-
8
-
-
-
8
1
9
ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (ABILITANTE ALLA
PROFESSIONE SANITARIA DI ORTOTTISTA ED ASSISTENTE DI
OFTALMOLOGIA )
Corso di Laurea (DM 509)
177
2012/2013
Iscritti IC
Corsi di Studio
Iscritti
IC
Iscritti
FC
Totale
iscritti
(IC+FC)
1
2
3
4
5
6
Totale
Totale
10
9
-
-
-
-
19
0
19
Corso di Laurea (DM 270)
20
17
-
-
-
-
37
2
39
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
19
-
-
-
19
9
28
-
-
-
-
-
-
0
4
4
25
12
-
-
-
-
37
0
37
-
-
-
-
-
-
0
1
1
ORTOTTICA ED ASSISTENZA OFTALMOLOGICA (ABILITANTE ALLA
PROFESSIONE SANITARIA DI ORTOTTISTA ED ASSISTENTE DI
OFTALMOLOGIA)
Corso di Laurea (DM 270)
OSTETRICIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI
OSTETRICA/O)
SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE
Corso di Laurea Specialistica
SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE TECNICHE DIAGNOSTICHE
Corso di Laurea Magistrale
Corso di Laurea Specialistica
SCIENZE E TECNICHE DELL'ATTIVITA' MOTORIA PREVENTIVA E
ADATTATA
Corso di Laurea Specialistica
Corso di Laurea Magistrale
-
-
-
-
-
-
0
2
2
33
35
-
-
-
-
68
6
74
31
17
-
-
-
-
48
1
49
-
-
-
-
0
11
11
SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Corso di Laurea Magistrale
Corso di Laurea Specialistica
SCIENZE MOTORIE
-
-
-
-
-
-
0
1
1
Corso di Laurea (DM 270)
133
106
97
-
-
-
336
51
387
Corso di Laurea (DM 599)
-
-
-
-
-
-
0
70
70
25
11
-
-
-
-
36
0
36
Corso di Laurea (DM 270)
10
9
-
-
-
-
19
0
19
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
11
-
-
-
11
0
11
-
-
18
-
-
-
18
1
19
Corso di Laurea (DM 270)
16
14
-
-
-
-
30
1
31
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
14
-
-
-
14
2
16
Corso di Laurea (DM 270)
42
38
-
-
-
-
80
0
80
Corso di Laurea (DM 509)
-
-
36
-
-
-
36
7
43
938
804
706
162
162
215
2987
686
3673
Corso di Laurea
SCIENZE RIABILITATIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Corso di Laurea Magistrale
TECNICA DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA (ABILITANTE ALLA
PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DELLA RIABILITAZIONE
PSICHIATRICA)
TECNICHE AUDIOPROTESICHE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE
SANITARIA DI AUDIOPROTESISTA)
Corso di Laurea (DM 509)
TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO (ABILITANTE ALLA
PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DI LABORATORIO BIOMEDICO)
TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA
(ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DI
RADIOLOGIA MEDICA)
Fonte: Università degli studi di Ferrara
178
Scuole di Specializzazione
Le tavole successive descrivono il quadro per Scuole di Specializzazione, le tipologie, gli iscritti negli anni di
corso previsti.
Per quanto riguarda la formazione medico-specialistica, il numero di scuole con struttura di sede nell’azienda
sono 33 e vedono 531 medici iscritti; di questi nell’anno Accademico 2012-2013 se ne sono diplomati 66.
A seguito della contrattualizzazione dei medici in formazione specialistica a partire dal 2006/07, l’anno accademico viene a coincidere con l’anno di contratto con conseguente ricaduta in termini di scadenza per la conclusione del percorso formativo.
Tabella 6.13 - Elenco delle Scuole di Specializzazione con struttura di sede nell’azienda (aggiornato al 2013)
N.
DENOMINAZIONE DELLA SCUOLA
1
ANATOMIA PATOLOGICA
2
ANESTESIA E RIANIMAZIONE
3
AUDIOLOGIA E FONIATRIA
4
CARDIOLOGIA
5
CHIRURGIA GENERALE (ind.Chirurgia d’urgenza)
6
CHIRURGIA GENERALE (Ind.Chirurgia generale)
7
CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE
8
CHIRURGIA PEDIATRICA
9
CHIRURGIA TORACICA
10
CHIRURGIA VASCOLARE
11
DERMATOLOGIA E VENEROLOGIA
12
EMATOLOGIA
13
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO
14
GASTROENTEROLOGIA
15
GENETICA MEDICA
16
GINECOLOGIA ED OSTETRICIA
17
MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO
18
MALATTIE INFETTIVE
19
MEDICINA DEL LAVORO
20
MEDICINA INTERNA
21
MEDICINA LEGALE
22
MEDICINA NUCLEARE
23
NEUROCHIRURGIA
24
NEUROLOGIA
25
OFTALMOLOGIA
26
ONCOLOGIA
27
ORTOGNATODONZIA
28
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
29
OTORINOLARINGOIATRIA
30
PATOLOGIA CLINICA
31
PEDIATRIA
32
RADIODIAGNOSTICA
33
REUMATOLOGIA
Fonte: Università degli studi di Ferrara
179
Le tabelle seguenti mostrano gli iscritti alle Scuole di Specializzazione con specifica dell’anno; in colore rosso
sono evidenziati gli iscritti soprannumerari (riservatari gia dipendenti del SSN), compresi nei totali e in colore blu
gli iscritti in qualità di medici militari. Si precisa che i dati sono comprensivi di 66 medici in formazione contrattualizzati che hanno conseguito il titolo nel 2013.
Tabella 6.14 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A. 2012/2013 Nuovo ordinamento
Medici in Formazione
Scuola di Specializzazione
Iscritti I anno
Iscritti II anno
Iscritti III anno
Iscritti IV anno
Iscritti V anno
dal 08/08/2013
dal 05/07/2012
dal 30/06/2011
dal 17/05/2010
dal 30/06/2009
Assegnazioni
all’Ateneo
Sede di
di Ferrara
Sede di
Ferrara come Sede Ferrara
aggregata
(non capofila)
ANATOMIA PATOLOGICA
ANESTESIA
RIANIMAZIONE E
TERAPIA INTENSIVA
1
11
Assegnazioni
all’Ateneo di
Sede di
Ferrara come
Ferrara
Sede federata
(non capofila)
1
9
AUDIOLOGIA E FONIATRIA
1
Assegnazioni
Totale
Assegnazioni
Assegnazioni
all’Ateneo
frequentanti
all’Ateneo di Sede all’Ateneo di
Sede di
di Ferrara
Ferrara come
di
Ferrara come
Ferrara come Sede
Sede federata Ferrara Sede federata
federata (non
(non capofila)
(non capofila)
capofila)
1
11
1
1
12
9
5
52
1
2
MALATTIE
DELL’APPARATO
CARDIOVASCOLARE
5
5
7
4
4
25
CHIRUGIA GENERALE
4
5
6
5
5
25
CHIRURGIA MAXILLOFACCIALE
1
1
1
1
1
1
2
1
1
1
3
CHIRURGIA PEDIATRICA
CHIRURGIA TORACICA
1 (*) 1
6 (*)
CHIRURGIA VASCOLARE
1
1
1
1
1
5
DERMATOLOGIA E
VENEREOLOGIA
1
1
1
1
1
5
EMATOLOGIA
ENDOCRINOLOGIA E
MALATTIE DEL RICAMBIO
1
3
1
3
1
3
1
1
3 (1)
3
GASTROENTEROLOGIA
1
1
1
GENETICA MEDICA
1
1
1
2
1
1
5
15 (1)
1
6
5
GINECOLOGIA ED
OSTETRICIA
4
4
4
3
3
18
IGIENE E MEDICINA
PREVENTIVA
3
4 (1)
3
1
1
12 (1)
2
12
MALATTIE
DELL’APPARATO
RESPIRATORIO
2
2
MALATTIE INFETTIVE
1
1
MEDICINA DEL LAVORO
MEDICINA DELLO SPORT
1
2
2
2
1
1
4
1
1
1
1
4
1
1
1
1
MEDICINA INTERNA
5
4
4
3
MEDICINA LEGALE
4 (1)
3
5 (1)
5 (1)
MEDICINA NUCLEARE
3
3 (1)
1
NEUROCHIRURGIA
2
2 (1)
2
9
7
8
7
5
3
30
ONCOLOGIA MEDICA
4
4
4
4
2
18
ORTOPEDIA E
TRAUMATOLOGIA
5
4
5
3
3
20
OTORINOLARINGOIATRIA
7
6 (1)
4
7
2
26
PEDIATRIA
2
2
1
2
3 (*)
3
OFTALMOLOGIA
PATOLOGIA CLINICA
1
20 (4)
1 (*) 1
1
NEUROLOGIA
5
19
2
1
1
7
7
7
6
5
7
32
PSICHIATRIA
3
2
4
3
2
14
RADIODIAGNOSTICA
4
5
6
6
6
REUMATOLOGIA
TOTALI
1
76 (1)
16
1
75(1)
(1)
16
1
79 (1)
Fonte: Università degli studi di Ferrara
180
18
3
71 (1)
22
27
7
1(*)
63 (2)
(*3)
16
451 (6)(*2)
(*) Gli iscritti al quinto anno in Reumatologia, Medicina nucleare e Chirurgia maxillo-facciale inseriti nella colonna “sede di Ferrara” sono effettivamente iscritti a Ferrara in quanto derivanti da finanziamenti esterni formalizzati dall’Università di Ferrara, anche se la Scuola è Federata ove Ferrara non è capofila.
Tabella 6.15 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A 2012/2013 Vecchio ordinamento
Medici in Formazione Specialistica
Scuola di Specializzazione
IV anno
V anno
VI anno
Totale Iscritti
1
1
2
3
3
6
4
4
8
ANATOMIA PATOLOGICA
ANESTESIA E RIANIMAZIONE
AUDIOLOGIA E FONIATRIA
CARDIOLOGIA
CHIRURGIA GENERALE INDIRIZZO CHIRURGIA
GENERALE
CHIRURGIA GENERALE INDIRIZZO CHIRURGIA
D’URGENZA
CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE
CHIRURGIA PEDIATRICA
CHIRURGIA TORACICA
CHIRURGIA VASCOLARE
DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA
EMATOLOGIA
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO
GASTROENTEROLOGIA
GENETICA MEDICA
GINECOLOGIA ED OSTETRICIA
IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA
MALATTIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO
MALATTIE INFETTIVE
MEDICINA DEL LAVORO
MEDICINA DELLO SPORT
MEDICINA INTERNA
MEDICINA LEGALE
MEDICINA NUCLEARE
NEFROLOGIA
NEUROCHIRURGIA
NEUROLOGIA
OFTALMOLOGIA
ONCOLOGIA
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
OTORINOLARINGOIATRIA
PATOLOGIA CLINICA
PEDIATRIA
PSICHIATRIA
RADIODIAGNOSTICA
REUMATOLOGIA
TOTALI
Fonte: Università degli studi di Ferrara
181
Tabella 6.16 - Iscritti alle Scuole di Specializzazione A.A 2012/2013 Scuole sanitarie
N. Iscritti per anno
Scuola di Specializzazione
IV anno
V anno
Totale
I anno
II anno
III anno
24
24
24
72
24
24
24
72
Iscritti
GENETICA MEDICA IND. TECNICO
ORTOGNATODONZIA
PATOLOGIA CLINICA IND. TECNICO
TOTALI
Fonte: Università degli studi di Ferrara
Tabella 6.17 - Medici in formazione specialistica che hanno conseguito il titolo nell’anno 2013. Area MedicoChirurgica
Scuola di Specializzazione
N. specializzati nell’anno 2013
Anatomia Patologica
1
Anestesia e Rianimazione
3
Audiologia e Foniatria
0
Cardiologia
4
Chir. Gen - Ind Chirurgia d’urgenza
1
Chir. Gen - Ind Chirurgia Generale
4
Chirurgia Maxillo-Facciale
2
Chirurgia Pediatrica
1
Chirurgia Toracica
1
Chirurgia Vascolare
1
Dermatologia e Venerologia
0
Ematologia
0
Endocrinologia e Mal. del Ricambio
2
Gastroenterologia
0
Genetica Medica (Ind. Medico)
0
Ginecologia ed Ostetricia
6
Igiene e Medicina Preventiva
0
Malattie dell’Apparato Respiratorio
0
Malattie Infettive
0
Medicina del lavoro
0
Medicina dello Sport
0
Medicina Interna
3
Medicina Legale
0
Medicina Nucleare
0
Nefrologia
2
Neurochirurgia
1
Neurologia
2
Oftalmologia
0
Oncologia
0
Ortopedia e Traumatologia
2
Otorinolaringoiatria
0
Pediatria
6
Psichiatria
0
Radiodiagnostica
0
Reumatologia
0
TOTALE
Fonte: Università degli studi di Ferrara
182
42
Tabella 6.18 - Medici in formazione specialistica che hanno conseguito il titolo nell’anno 2013. Area Sanitaria
Scuola di Specializzazione
N. specializzati nell’anno 2013
Genetica Medica
0
Ortognatodonzia
23
Patologia Clinica
1
TOTALE
24
Fonte: Università degli studi di Ferrara
•
6.6.3 Processi di integrazione con l’Università
Nel rispetto della mission aziendale e secondo le linee di principio descritte nell’Accordo Attuativo Locale,
l’intesa con l’Università è stata un elemento costitutivo
per la prosecuzione di percorsi, dalla pianificazione
strategica alla definizione degli obiettivi, alla gestione
condivisa delle situazioni di emergenza. Nei paragrafi
seguenti vengono riportate, in parte, le evidenze descritte nel Bilancio di Missione del 2012, essendo sostanzialmente a regime nel nuovo ospedale. Alcune
specificità relative all’anno 2013, sui processi di integrazione, sono state descritte nel capitolo 3.
•
Pianificazione e Programmazione
La pianificazione strategica è stata condivisa con la
componente universitaria attraverso la partecipazione
continua avvenuta nella sede istituzionale del Collegio
di Direzione, in particolare per:
•
Attività connesse all’evento del trasloco. La costruzione del cronoprogramma delle fasi e delle
Unità Operative coinvolte nel trasloco verso il nuovo ospedale è sempre stata condotta in una logica
di condivisione tra la gestione tecnica (a cura della
Direzione Medica di presidio, della Direzione delle
Professioni e delle Direzioni Tecniche) la visione
strategica (a cura della Direzione Strategica) e l’analisi delle problematiche e delle priorità, valutate
di concerto nel Collegio d Direzione. In sintesi il
cronoprogramma è stato elaborato sotto il controllo del Collegio di Direzione e presentato formalmente a quest’ultimo per l’approvazione definitiva.
•
Definizione degli obiettivi collegati alla retribuzione di risultato. Sono stati condivisi e approvati tre
macro-ambiti:
• il trasloco verso il nuovo ospedale
• l’ottimizzazione dell’efficienza organizzativa
• l’equilibrio di bilancio
elaborazione del piano ferie estivo, come per il
2012 rimanendo in linea con le indicazioni regionali sul risparmio programmato della spesa per il
personale, l’intesa operativa tra aree a direzione
ospedaliera e aree a direzione universitaria è stata un componente fondamentale per la riuscita del
piano. Anche in questa circostanza, il Collegio di
Direzione è stato lo strumento di condivisione e
formalizzazione dei percorsi.
ottimizzazione organizzativa e funzionale dell’attività operatoria. E’ stato elaborato il regolamento
aziendale sull’organizzazione e l’attività di sala
operatoria, reso indispensabile con l’avvio dei
nuovi blocchi operatori articolati in modo diverso
rispetto alla vecchia sede dell’ospedale. Tale attività è opportunamente monitorata dall’introduzione di un nuovo sistema informatico aziendale
(Ormaweb).
Manovra di risparmio sui beni di consumo
Le basi delle strategie di razionalizzazione della spesa
provenivano dalle linee guida programmatorie regionali e dalle strategie aziendali, sempre condivise in Collegio di Direzione. Anche nel 2013 le strategie hanno
enfatizzato la priorità nella preservazione del ruolo e
della mission aziendale, in cui la componente universitaria è essenziale:
•
sviluppo dell’eccellenza,
•
accentramento delle funzioni complesse,
•
garanzia di erogazione di prestazioni in urgenza.
Progetti di ricerca
L’attività di ricerca, in particolare verso i progetti di
valenza regionale, ha rappresentato un’area di collaborazione con l’Università, ed è gestita in azienda da
un ufficio specifico (Accreditamento-Qualità-RicercaInnovazione) che ne costituisce l’interfaccia con la Regione. Le attività svolte in tale ambito sono descritte
nel capitolo specificamente dedicato nel Bilancio di
Missione.
Ottimizzazione delle risorse umane
L’applicazione di strategie di ottimizzazione delle risorse umane ha trovato, nel 2013, una evidenza di
processo nei seguenti ambiti:
183
lare la Formazione, nello sviluppo dell’Information
Comunication Tecnology per i sistemi informativi
della componente relativa agli Studenti e Specializzandi.
•
Integrazione e condivisione nel percorso organizzativo relativo a:
• elezioni dei Comitati dei Dipartimenti ad Attività
Integrata,
• elezioni dei Direttori dei Dipartimenti ad Attività
Integrata.
Tali processi sono descritti nell’Accordo Attuativo Locale e attribuiscono all’integrazione tra Ospedale e
Università un’espressione di tipo giuridico.
Tecnologie
L’integrazione tra assistenza e ricerca ha trovato
espressione anche nello sviluppo delle tecnologie diagnostiche. In particolare nell’Azienda sono state implementate le tecnologie laboratoristiche di diagnostica
molecolare: tale ambito ha trovato sviluppo in diverse
discipline come l’Ematologia, l’Endocrinologia, la Reumatologia e la Genetica.
Caratteristiche della struttura
L’organizzazione logistica e funzionale specifica permette lo svolgimento dell’attività didattica e la frequenza degli studenti dei Corsi universitari (compresi quelli relativi alle Professioni sanitarie) e delle Scuole di
Specializzazione, negli spazi dedicati dell’Ospedale di
Cona.
Bilancio d’esercizio
Come espressione documentale, anche il Bilancio
Aziendale contiene evidenze di integrazioni con l’Università, in particolare è ben definita l’allocazione delle
voci di costo e di ricavo relativamente ai progetti di ricerca Regione Università.
Didattica
La didattica e la ricerca costituiscono uno degli ambiti in cui i processi di integrazione possono raggiungere massima enfasi, poiché direttamente ispirati alla
mission dell’Ospedale, allo sviluppo dell’eccellenza, al
potere di attrazione verso l’utenza extra-provinciale. In
particolare è caratterizzato da:
•
sviluppo dell’attività didattica per le Professioni
Sanitarie;
•
svolgimento dell’attività didattica per gli iscritti alle
Scuole di Specializzazione;
•
attività didattica svolta dai professionisti ospedalieri nell’ambito delle Scuole di Specializzazione,
delle Professioni Sanitarie e dei Corsi di Laurea;
•
attività di affiancamento, tutoraggio, guida di tirocinio svolta nel nuovo ospedale per le Scuole di
Specializzazione, Corsi di Laurea, Laboratorio;
•
attività di guida di tirocinio per servizi non solo di
tipo sanitario ma anche tecnico-amministrativo
(ad esempio le funzioni di staff come la Programmazione e Controllo di Gestione e le funzioni tecnico-amministrative come l’Economato).
Organizzazione
Nell’Azienda sono state sviluppate, sia per ragioni di
efficienza organizzativa aziendale, sia istituzionali-giuridiche (rispetto dell’accordo attuativo locale), attività
i cui l’integrazione con l’Università costituisce componente essenziale:
•
Sviluppo della sinergia organizzativa nel settore
amministrativo (funzioni di staff). La collaborazione organizzativa trova sviluppo tra le Direzioni delle Risorse Umane e le Funzioni di Staff, in partico184
Sala per parto in acqua
185
tunità, dei Comitati Unici di garanzia e della Violenza
sulle donne e sui minori, e i risultati sono stati oggetto
di ricerche e di comunicazioni presentate in Convegni
regionali e nazionali. Il rispetto della Legge 125/91,
della Legge 903/77 e i report nazionali e internazionali
in termini di sicurezza sul lavoro sono stati oggetto di
azioni di sensibilizzazione del personale sanitario.
Lo sviluppo aziendale, in linea con i programmi di Area
Vasta, degli strumenti di equality assessment, di analisi della coerenza e dell’ottimizzazione delle risorse per
un equo accesso alle cure, di monitoraggio di specifici
indicatori, la realizzazione e delibera del Board aziendale di Equality assessment, l’Equity e il Diversity management e l’integrazione con i sistemi di qualità, ha
permesso lo sviluppo di una nuova cultura fra tutti gli
operatori dell’Azienda e nuove modalità di formazione
(laboratori, residenziali, formazione sul campo, lezioni
frontali).
La distribuzione equilibrata tra donne e uomini di diritti, responsabilità, equità nella spesa e nel controllo
delle risorse è un processo lento e difficile, necessita
comunque di un cambiamento culturale e di sempre
nuovi investimenti finanziari. Gestire e valorizzare le
differenze individuali delle risorse umane eterogenee
è una meta ancora lontana e necessita di un approccio strategico che porti a migliorare il clima aziendale,
la motivazione e la produttività, con l’utilizzo di sistemi
di flessibilità.
7. Il bilancio di genere
7.1 Premessa
Il Bilancio di genere è un nuovo modo di rendicontare le politiche attuate dalle pubbliche amministrazioni:
rende visibile il valore delle politiche di genere e della
loro necessaria applicazione in tutti i settori. Tale Bilancio ha l’obiettivo principale di fornire una chiave di
lettura di come l’operato di un’organizzazione, che agisce apparentemente in maniera “neutra” nei confronti
dei propri stakeholders, in realtà produca effetti diversi
sugli uomini e sulle donne.
Le differenze tra uomini e donne, in termini di condizioni di vita, accesso al lavoro, opportunità di carriera
e partecipazione alla vita produttiva, causano la non
neutralità rispetto al genere.
L’adozione del Bilancio di genere implica l’integrazione
di una prospettiva di genere nella definizione delle priorità e delle strategie di un ente, in questo caso dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara.
Si tratta di uno strumento essenziale che l’Azienda
adotta per programmare le attività nel rispetto del:
•
principio di equità senza differenze: l’Azienda
deve occuparsi delle questioni legate al genere e
ridurre le disuguaglianze tra uomini e donne;
•
principio di efficienza (durata della degenza, razionalizzazione dei percorsi, soddisfazione e
umanizzazione);
•
principio di trasparenza delle politiche adottate
verso i dipendenti e verso gli utenti.
Grazie all’analisi di genere del cliente interno ed esterno, in Azienda è possibile superare gli ambiti di discriminazione, conoscere la relazione fra i bisogni sanitari
e l’uso dei servizi sanitari, la situazione socio-economica e il ruolo delle donne e degli uomini, di qualsiasi
etnia, cultura e religione e pianificare le risposte sanitarie, sviluppando le relazioni empatiche e il linguaggio
della comunicazione scritta e parlata, nel rispetto della
dignità della persona, dell’accessibilità, della qualità,
della sicurezza e della continuità delle cure.
Sul tema delle pari opportunità e dell’attenzione alle
tematiche di genere nel 2013 l’Azienda ha partecipato
attivamente a percorsi e progetti provinciali, di Area
Vasta, regionali e nazionali, su temi riguardanti il diversity management e la conciliazione tempi di vita-tempi
di lavoro, per avviare la promozione di politiche attive
nelle relazioni familiari e il Percorso Equità senza differenze.
Percorsi di comunicazione e sensibilizzazione interistituzionali sul tema dell’equità di genere, sono stati
sviluppati al Tavolo Salute donna del Comune di Ferrara, ai Tavoli provinciali sul tema delle Pari Oppor-
3 bollini rosa: il S. Anna a misura di donna
Anche per il 2013 l’Azienda Ospedaliero - Universitaria S. Anna di Ferrara, nell’ambito del Programma
Bollini Rosa organizzato dall’ Osservatorio Nazionale
sulla Salute della Donna (ONDA), ha visto riconfermato il riconoscimento dei tre bollini rosa (il punteggio
massimo). Ogni bollino corrisponde ad un livello crescente di attenzione alla salute della donna.
Tra i servizi premiati, i fiori all’occhiello dell’AOU sono
stati: il progetto Darwin sulla nascita prematura, il Percorso patologie reumatiche autoimmuni in gravidanza,
il centro malattie del sistema endocrino e del metabolismo, il centro di riferimento regionale patologie rare,
il percorso di formazione del care-giver di pazienti con
Alzheimer, per badanti straniere e care-giver informali (familiari), la chirurgia radioguidata senologica,
la chirurgia onco-ricostruttiva, il progetto “118 sordi”:
comunicazione con il 118 per persone colpite da patologie che compromettono le capacità uditive in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi di Ferrara, il
progetto di mediazione interculturale interaziendale
‘Siamo Quello che Mangiamo’: cura, assistenza sanitaria ospedaliera/territoriale e sostegno sociale per
stranieri e il percorso di attenzione multidisciplinare,
186
interprofessionale e territoriale sulla “Violenza sulle donne”.
Particolare attenzione è stata riservata alla Sclerosi Multipla, con un riconoscimento ufficiale Nazionale di ONDA
ottenuto nel dicembre 2013 grazie al costante impegno nel promuovere, all’interno dell’Azienda, un approccio ‘di
genere’ nella definizione e nella programmazione strategica dei servizi socio-sanitari, imprescindibile per poter
garantire, secondo i principi fondamentali di parità ed equità delle cure, il diritto alla salute non solo delle donne,
sofferenti della patologia, ma anche degli uomini.
7.2 Genere e salute, il contesto demografico della provincia: la storia sanitaria dei dimessi nel 2012
La popolazione residente della provincia di Ferrara al 31 dicembre 2012 risultava essere di 358.116 persone di
cui 186.908 donne e 171.208 uomini (dati forniti dal sito della Provincia di Ferrara). La composizione per età della
popolazione in base al genere evidenzia un invecchiamento della popolazione, legato all’aumento della longevità
e alla bassa natalità con maggiore presenza delle donne nelle classi di età avanzata.
Figura 7.1 - Numero di dimissioni per regime di ricovero 2013
Fonte aziendale
Nel 2013 i pazienti ricoverati in Azienda, in regime di ricovero ordinario sono stati 22.741 (dati registrati al
momento dell’indagine), di cui 10.902 uomini e 11.839 donne. In day hospital sono stati invece ricoverati 9.048
pazienti di cui 4.137 uomini e 4.911 donne.
Figura 7.2 - Totale dei dimessi per genere ricovero ordinario e day hospital
Fonte aziendale
187
Si riporta di seguito la distribuzione dei dimessi e dei deceduti per classe di età e regime di ricovero. La distribuzione per classi di età dei pazienti in regime di ricovero ordinario mostra una prevalenza di età nella classe superiore a 45 anni, con una prevalenza delle donne nell’età avanzata, riflettendo le caratteristiche della popolazione
residente in provincia di Ferrara
Tabella 7.1 – Totale ricoverati per classe di età, genere ed esito. Ricovero ordinario
N.
N.
%
DIMISS. DECED. DECED.
N.
DIMISS.
N.
DECED.
%
N.
DECED. DIMISS.
N.
DECED.
%
DECED.
0
337
5
1,48
292
1
0,34
629
6
0,95
1 -- 4
382
0
0,00
219
0
0,00
601
0
0,00
5 -- 14
476
1
0,21
312
0
0,00
788
1
0,13
15 -- 44
1.476
14
0,95
3.164
8
0,25
4.640
22
0,47
45 -- 64
2.554
81
3,17
2.152
57
2,65
4.706
138
2,93
65 -- 74
2.300
114
4,96
1.740
79
4,54
4.040
193
4,78
75 -- 84
2.399
188
7,84
2.286
151
6,61
4.685
339
7,24
> 84
978
142
14,52
1.674
192
11,47
2.652
334
12,59
TOTALE
10.902 545
5,00
11.839
488
4,12
22.741
1.033
4,54
ETÀ DEL PAZIENTE
Fonte aziendale
La distribuzione per classi di età delle persone ricoverate in regime di ricovero Day Hospital, tutte dimesse,
mostra una prevalenza nella classe compresa fra 15 e 44 anni e fra 45 e 64 anni soprattutto per il genere
femminile.
Tabella 7.2 – Totale ricoverati per classe di età e per genere, Day Hospital
REGIME DI RICOVERO Day Hospital
GENERE
UOMINI
DONNE
TOTALE
N. DIMISS.
N. DIMISS.
N. DIMISS.
0
17
8
25
1 -- 4
152
62
214
5 -- 14
246
155
401
15 -- 44
915
1.590
2.505
45 -- 64
1.300
1.729
3.029
65 -- 74
789
789
1.578
75 -- 84
595
478
1.073
> 84
123
100
223
TOTALE
4.137
4.911
9.048
ETÀ DEL PAZIENTE
Fonte aziendale
188
Nella figura sottostante sono rappresentati i pazienti dimessi non deceduti distribuiti per classe di età, in ricovero
ordinario.
Figura 7.3 - Totale dei dimessi, non deceduti, per genere e classe di età. Ricovero ordinario
Fonte aziendale
Nella figure sottostanti vengono rappresentati prima i pazienti dimessi deceduti per classe di età e a seguire il
rapporto fra la % di deceduti rispetto ai non deceduti, in ricovero ordinario.
Figura 7.4 - Totale dei deceduti per genere e classe di età. Ricovero ordinario
Fonte aziendale
Figura 7.5 - Rapporto deceduti dimessi per genere e classe di età. Ricovero ordinario
Fonte aziendale
189
Sono state dimesse più donne sia con DRG chirurgico che medico.
Tabella 7.3 - Totale dimessi suddivisi per classe di DRG
REGIME DI RICOVERO Ordinario + Day Hospital
GENERE
UOMINI
DONNE
TOTALE
ETA’
N.DIMISS. MEDIA
ETA’
N.DIMISS. MEDIA
ETA’ MEN. DIMISS. DIA
DRG CHIRURGICO
6.473
55,8
7.026
55,0
13.499
55,4
DRG MEDICO
8.566
56,9
9.724
55,5
18.290
56,1
TOTALE
15.039
56,4
16.750
55,3
31.789
55,8
Fonte aziendale
Figura 7.6 - Età dei dimessi per genere e tipo di DRG. Ricovero ordinario + Day Hospital
Fonte aziendale
Nel 2013 le cause più frequenti di ricovero in ospedale, in regime di ricovero ordinario, per donne sono state:
parto vaginale senza complicanze, insufficienza cardiaca e shock, emorragia intracranica o infarto cerebrale.
Per gli uomini insufficienza cardiaca e shock , emorragia intracranica o infarto cerebrale,interventi sul sistema
cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore.
Molte persone sono state dimesse con diagnosi di insufficienza renale, edema polmonare ed insufficienza
respiratoria, parto cesareo senza complicanze.
In ambito chirurgico prevalgono i parti cesarei senza complicanze, interventi sul sistema cardiovascolare per via
percutanea con diagnosi cardiovascolare maggiore, interventi su su orecchio/naso/bocca/gola. Fra le patologie
neoplastiche prevalgono quelle dell’apparato respiratorio e della mammella.
190
Tabella 7.4 – DRG per genere. Ricovero ordinario (CC sta per complicanze)
REGIME DI RICOVERO Ordinario
GENERE
DONNE
UOMINI
TOTALE
DRG
N. DIMISS. N. DIMISS. N. DIMISS.
373 M-Parto vaginale senza diagnosi complicanti
882
-
882
127 M-Insufficienza cardiaca e shock
386
326
712
014 M-Emorragia intracranica o infarto cerebrale
321
298
619
087 M-Edema polmonare e insufficienza respiratoria
212
198
410
371 C-Parto cesareo senza CC
389
-
389
316 M-Insufficienza renale
178
181
359
557 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore
87
266
353
089 M-Polmonite semplice e pleurite, età > 17 anni con CC
152
147
299
576 M-Setticemia senza ventilazione meccanica = 96 ore, età > 17 anni
142
136
278
055 C-Miscellanea di interventi su orecchio, naso, bocca e gola
80
168
248
053 C-Interventi su seni e mastoide, età > 17 anni
87
143
230
555 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con diagnosi cardiovascolare maggiore
62
161
223
125 M-Malattie cardiovascolari eccetto infarto miocardico acuto, con cateterismo
cardiaco e diagnosi non complicata
90
127
217
082 M-Neoplasie dell'apparato respiratorio
67
133
200
558 C-Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con stent medicato senza diagnosi cardiovascolare maggiore
42
151
193
149 C-Interventi maggiori su intestino crasso e tenue senza CC
92
93
185
290 C-Interventi sulla tiroide
136
45
181
060 C-Tonsillectomia e/o adenoidectomia, età < 18 anni
71
110
181
395 M-Anomalie dei globuli rossi, età > 17 anni
105
72
177
544 C-Sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori
117
57
174
210 C-Interventi su anca e femore, eccetto articolazioni maggiori, età > 17 anni
con CC
124
45
169
500 C-Interventi su dorso e collo eccetto per artrodesi vertebrale senza CC
69
100
169
012 M-Malattie degenerative del sistema nervoso
74
87
161
260 C-Mastectomia subtotale per neoplasie maligne senza CC
159
-
159
63
158
183 M-Esofagite, gastroenterite e miscellanea di malattie dell'apparato digerente,
età > 17 anni senza CC
95
039 C-Interventi sul cristallino con o senza vitrectomia
84
73
157
078 M-Embolia polmonare
90
61
151
TOTALE
11.839
10.902
22.741
Fonte aziendale
Se valutiamo la durata della degenza (rappresentata con la mediana) per il DRG 127 (insufficienza cardiaca e
shock) gli uomini hanno una durata di degenza superiore di un giorno alle donne; per il DRG 014 (emorragia
intracranica,infarto cerebrale), non ci sono differenze fra i generi, mentre per il DRG 087 (edema polmonare/
insufficienza respiratoria) risulta più lunga per le donne.
Per quanto riguarda i DRG 316 (insufficienza renale) e DRG 576 (Interventi sul sistema cardiovascolare per via
percutanea con stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore) non ci sono sostanziali differenze.
A seguire le figure relative al numero di dimissioni e alle giornate di degenza delle principali diagnosi dei dimessi
in regime di ricovero.
191
Figura 7.7 – Mediana gg. di degenza DRG 127 - Insufficienza cardiaca e shock
Fonte aziendale
Figura 7.8 – Mediana gg. di degenza DRG 014 -Emorragia intracranica o infarto cerebrale
Fonte aziendale
Figura 7.9 – Mediana gg. di degenza DRG 087 - Edema polmonare e insufficienza respiratoria
Fonte aziendale
Figura 7.10 – Mediana gg. di degenza DRG 316 - Insufficiente renale
Fonte aziendale
192
Figura 7.11 – Mediana gg. di degenza DRG 576 - Interventi sul sistema cardiovascolare per via percutanea con
stent medicato con diagnosi cardiovascolare maggiore
Fonte aziendale
Se consideriamo i DRG più rappresentati in regime di DH/DS dei 9.273 pazienti, prevalgono le cause di
ricovero per trattamenti terapeutici e per patologie neoplastiche ematologiche, con una prevalenza del genere
femminile.
7.3 Il cliente interno: i dipendenti dell’Azienda
Il personale dell’Azienda al 31 Dicembre del 2013 è di 2.704 persone delle quali 2.614 dipendenti, di cui 1.931
(74%) donne e 683 (26%) uomini.
Figura 7.12 – Totale personale
Fonte aziendale
Figura 7.13 – Totale dipendenti per genere
Fonte aziendale
La classe di età più rappresentata per le donne e per gli uomini è quella compresa fra i 45 e i 54 anni di età.
193
Figura 7.14 – Totale dipendenti per classe di età
Fonte aziendale
Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, gran parte del personale (92%) ha un contratto a tempo
indeterminato, il 3% risulta invece avere un contratto a tempo determinato e il 5% è universitario in convenzione.
Prevale il genere femminile in tutte le tipologie contrattuali, eccetto che per il personale universitario(Uni) in
convenzione, in cui prevale il genere maschile.
Figura 7.15 – Totale dipendenti per genere e tipologia contrattuale
Fonte aziendale
Fra i dirigenti medici prevalgono gli uomini (257/477), fra i dirigenti sanitari non medici prevalgono le donne
(47/58) come fra il personale amministrativo (154/178).
Figura 7.16 - Totale dipendenti per ruolo professionale
Fonte aziendale
194
Il personale professional dell’Azienda è prevalentemente di genere femminile (1281 D/ 344 U)
Figura 7.17 – Personale”professional”, per genere
Fonte aziendale
Fra gli altri professional il personale tecnico è prevalentemente di genere maschile.
I ruoli professionali appartenenti al personale professional sono: Infermieristico (D 990; U 188), Riabilitazione (D
64; U 6), Tecnico (D 87; U 99), Tecnico Sanitario (D 134; U 46) e Prevenzione (D 6; U 5)
Figura 7.18 – Personale “professional”, per genere e tipologia
Fonte aziendale
La distribuzione degli infermieri per classe di età è rappresentata nella figura sottostante: hanno in prevalenza
un’età superiore ai 45 anni, ma è ben rappresentata anche la classe di età compresa fra i 35 e i 44 anni.
Figura 7.19 – Personale infermieristico per classe di età e genere
Fonte aziendale
195
I dirigenti medici hanno una distribuzione diversa: prevale la fascia d’età tra i 55 anni e i 64 anni, le donne hanno
un’età superiore ai 35 anni, invece gli uomini hanno un’età superiore ai 55 anni.
Figura 7.20 – Dirigenti medici per classe di età e genere
Fonte aziendale
I ruoli organizzativi della dirigenza medica più importanti sono attribuiti a personale sempre più in età avanzata
e prevalentemente di genere maschile. La classe di età più rappresentata fra il personale della Dirigenza medica
con incarichi è superiore ai 55 anni.
Nonostante la maggior presenza di donne, fra i dipendenti, infatti ,sono gli uomini che hanno un maggior numero
di incarichi e che prevalgono soprattutto nelle responsabilità apicali (struttura complessa).
Tabella 7.21 - Composizione ruolo organizzativo dirigenza per età
Fonte aziendale
Figura 7.22 - Composizione ruolo organizzativo dirigenza per genere
Fonte aziendale
196
Tra il personale infermieristico le persone con ruoli organizzativi hanno un’età superiore a 45 anni, e prevalgono
le donne nei tre ruoli organizzativi evidenziati
Tabella 7.23 - Composizione ruolo organizzativo personale infermieristico per età
Fonte aziendale
Tabella 7.24 - Composizione ruolo organizzativo personale infermieristico per genere
Fonte aziendale
Nel personale non compreso nella dirigenza le disabilità sono maggiormente presenti nel genere femminile 859
D e 17U, 5 dipendenti donne e 2 uomini sono in categoria protetta.
Tabella 7.5 - Personale con disabilità o in categoria protetta
Disabili
Categoria Protetta
Donne
Uomini
Donne
Uomini
Dir.Sanitari non medici
1
0
0
0
Dirigenti PTA
0
0
0
0
O.S.S.
6
1
0
0
O.T.A.
2
0
0
0
Pers.Amministrativo
16
3
2
0
Pers.della Prevenzione
0
0
0
0
Pers.della Riabilitazione
3
0
0
0
Pers.Infermieristico
28
3
1
0
Pers.Tecnico
3
9
1
2
Pers.Tecnico Sanitario
0
1
1
0
Qualif. atipiche ruolo tecnico
0
0
0
0
Qualif. atipiche ruolo amm.vo
0
0
0
0
TOTALE
59
17
5
2
Fonte aziendale
197
I dipendenti nati all’estero sono complessivamente 33, di cui 28 donne e 5 uomini.
Tabella 7.6 - Ruolo professionale per luogo di nascita
Italia
Estero
Donne
Uomini
Donne
Uomini
O.S.S.
210
38
5
0
O.T.A.
4
0
0
0
Pers.Amministrativo
154
24
0
0
Pers.della Prevenzione
5
5
1
0
Pers.della Riabilitazione
64
6
0
0
Pers.Infermieristico
973
188
17
0
Pers.Tecnico
87
99
0
0
Pers.Tecnico Sanitario
133
46
1
0
Dir.Medici e Veterinari
216
252
4
5
Dir.Sanitari non medici
47
11
0
0
Dirigenti PTA
12
10
0
0
Ausiliari Specializzati
1
0
0
0
TOTALE
1.906
679
28
5
Medici in formazione nell’Università di Ferrara
Tabella 7.25 - Distribuzione medici in formazione presso AOUFE, per genere
Fonte aziendale
198
Prevale il genere femminile in tutte le Scuole di specializzazione, fatta eccezione per Ortopedia e Traumatologia.
Tabella 7.26 - Medici in formazione per genere
Fonte aziendale
199
Conclusioni del Direttore Generale
Il Bilancio di Missione del 2012 è stata l’edizione che ha descritto oggettivamente il momento di transizione dal
punto di vista della programmazione, della gestione e delle prospettive. Questa edizione 2013, invece, ha descritto, sempre in modo oggettivo (vale a dire attraverso indicatori i cui valori sono in larga parte confrontabili con
le altre realtà sanitarie della Regione), i primi risultati, le prime novità e anche le prime criticità del nuovo S.Anna.
I risultati
In questa particolare occasione, data la progressione storica, i risultati sono da interpretarsi come i “primi frutti”
della nuova sede.
Indubbiamente i primi dati che sanciscono il netto decollo dell’attività sono il numero di ricoveri e degli accessi
al Pronto Soccorso: oltre 30.000 ricoveri, tra Ordinari e DH, e oltre 78.000 accessi al Pronto Soccorso, senza
contare gli oltre 7.000 Pacchetti Ambulatoriali Complessi e i quasi 4.000 casi di Osservazione Breve Intensiva (di
cui più del 60% esitati nella dimissione) erogati come setting più appropriati rispettivamente al Ricovero Diurno
e al Ricovero Ordinario medico urgente inappropriato.
Questa spinta alla ripresa dell’attività avviene parallelamente ad una riduzione dell’offerta, cioè la riduzione dei
Posti letto. Il numero di ricoveri è aumentato rispetto al 2012 (con i livelli di appropriatezza ben controllati e con
complessità crescente) anche se non si è riportato ai valori raggiunti nel 2011. Il gap rispetto al 2011 non è dovuto ad una “fuga” di cittadini ferraresi verso altre province o regioni ma è legato ad un processo di ottimizzazione
del rapporto tra l’offerta e la domanda. La conseguenza diretta è il contributo al calo del Tasso di Ospedalizzazione provinciale (156,3 per mille) che, insieme al contributo dell’Azienda USL, si è portato a valori in linea con
la media regionale(154,2 per mille). I relativi dati evidenziano anche in questo la performance positiva ottenuta:
Peso medio DRG (indice di complessità)1,29, in crescita rispetto al 2012, percentuale di riammissioni (indice
di appropriatezza) 11 % contro un dato medio delle Aziende Ospedaliero Universitarie della Regione di 12,8%.
Il mantenimento di un numero di ricoveri in questi ordini di grandezza a fronte del tendenziale calo dei posti letto
non è un fenomeno casuale: l’evidenza del miglioramento di efficienza nell’utilizzo dei posti letto è data dalla progressiva riduzione dell’Indice di Turnover ossia il tempo che intercorre tra una dimissione e l’accettazione sullo
stesso letto del paziente successivo infatti è notevolmente diminuito rispetto sia al 2012 che al 2011, evidenziando un forte cambiamento organizzativo nella gestione dei reparti. Il risultato assume ancora più valore se si
considera che l’utenza ricoverata ha presentato livelli di complessità superiori rispetto allo storico.
La “battuta d’arresto” del trend di crescita della Mobilità Passiva infraregionale e verso il Veneto, per il Distretto
Centro Nord, evidenzia che, nonostante l’evento del trasloco, il nuovo ospedale sta riprendendo a tutti gli effetti
la sua caratterstica di polo attrattivo provinciale a vantaggio del sistema sanitario ferrarese.
Certamente il volume di attività è un dato verso cui convergono molti effetti organizzativi e programmatori, ma nel
corso del 2013 si è assistito a diversi risultati su altri versanti. In primis è proseguito il processo di integrazione
funzionale organizzativa con l’Azienda committente e sono state completate le operazioni di unificazione nella
stessa sede dei diversi Dipartimenti Interaziendali.
Sul versante sanitario sono stati implementati i processi di integrazione di diverse aree (Pediatria, Radiologia
Ortopedia, Cardiologia). In entrambi i versanti il processo si è articolato sulla collaborazione e sulla condivisione
delle attività e delle strategie tra l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Sanitaria territoriale e l’Università.
E con lo sviluppo dell’integrazione con l’Università si sono mantenute aperte le porte verso la crescita della
ricerca e verso l’innovazione. Attraverso un percorso ben definito ed articolato sono stati individuati nei vari Dipartimenti ad Attività Integrata gli “Esperti Aziendali” della Ricerca.
Sono stati compiuti grandi passi nell’efficienza dell’attività chirurgica, infatti è stato formalizzato e adottato il
nuovo regolamento della sala operatoria. Parallelamente sono stati consolidati l’estensione e l’utilizzo del programma gestionale della sale operatorie Ormaweb. È stato completato e realizzato il progetto relativo allo
sviluppo del sistema CUNICO, consistente nella centralizzazione delle attività relative agli accertamenti propedeutici all’intervento chirurgico.
Anche per il 2013 l’Azienda Ospedaliero Universitaria, nell’ambito del Programma Bollini Rosa organizzato
dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), ha visto riconfermato il riconoscimento dei tre
bollini rosa (il punteggio massimo). Ogni bollino corrisponde ad un livello crescente di attenzione alla salute della
donna.
200
Per quanto riguarda gli aspetti più economici e tecnici, numerosi sono i risultati ottenuti nel 2013. Sul fronte
“spesa per beni” il forte presidio sul trend della spesa ha consentito un incremento dei costi dei beni di consumo
proporzionalmente inferiore a quello atteso in relazione all’incremento di produzione registrata.
Il Piano Investimenti 2013-2015 è stato redatto, come richiesto dalla Regione, secondo le indicazioni e gli schemi
previsti dalla normativa vigente e le indicazioni regionali.
L’Azienda si è impegnata nel condurre e controllare le azioni relative alla gestione dei rifiuti ed è stata realizzata
l’adesione al Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Per gli aspetti relativi al Bilancio d’esercizio sono
stati garantiti l’applicazione uniforme dei principi e delle regole concernenti la modalità di rilevazione degli ammortamenti, il corretto utilizzo del Piano dei conti regionale e l’esatta contabilizzazione e quadratura dei fatti gestionali riferiti ai rapporti di scambio di beni e di prestazioni di servizi infra-aziendali e nei confronti della Gestione
Sanitaria Accentrata regionale (GSA).
L’elenco dei risultati oggettivi e documentabili ottenuti è ancora esteso: è stato mantenuto il forte impegno aziendale verso il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza ospedaliera (indicatori aziendali e dipartimentali, ulteriore sviluppo dei PDTA), sull’Ospedale e territorio senza dolore, sugli aspetti inerenti la sicurezza delle
cure e gestione del rischio, sull’evoluzione della componente tecnologica dell’informazione, sul governo delle
risorse umane, sulla gestione dei servizi, delle attrezzature, sul complesso sistema degli acquisti, sulla politica di
razionalizzazione e appropriatezza della prescrizione dei farmaci, sul governo delle attività tecniche, sul miglioramento continuo del sito internet aziendale, sull’analisi dei reclami, sui bisogni formativi e su tutte le trasversalità
portate avanti dalle funzioni di Staff.
Le “Novità”
Nel 2013 il dialogo tra le Aziende e l’Università si è arricchito di un nuovo termine: le Reti cliniche. A questa
tematica verrà dedicato molto più spazio nell’edizione 2014 del Bilancio di Missione. Nel 2013 si può classificare
come “novità” poiché il processo di intesa organizzativa tra L’Azienda Ospedaliero Universitaria, l’Azienda Territoriale e l’Università ha posto alcuni fondamenti di concretezza ma conserva ancora le caratteristiche dell’impegno
“in progress” sancito in un Patto di fornitura tra le Aziende che troverà la propria estrinsecazione formale l’anno
prossimo. L’inizio della Rete clinica, anche se viene solo accennata in questo Bilancio di Missione, è comunque
legato al 2013.
Sempre quest’anno è stato avviato l’Accreditamento del nuovo ospedale di Cona; in relazione al raggiungimento
di tale traguardo, la preparazione dei Dipartimenti ad Attività Integrata e delle Unità Operative alla visita ispettiva
regionale di accreditamento ha tenuto conto di alcuni elementi fondamentali come la trasversalità e l’integrazione
tra i servizi e la linearità sequenziale tra i processi di pianificazione (piano annuale delle attività) e di verifica dei
risultati.
Un’importante esperienza qualitativa ha trovato un traguardo nel 2013: si è conclusa la somministrazione dei
questionari relativi alla rilevazione post trasloco, secondo step dell’indagine sulla qualità dal lato degli utenti,
progetto aziendale avente come scopo principale di misurare l’eventuale variazione dell’esperienza di ricovero
dei pazienti/utenti pre e post trasferimento nella nuova sede di Cona.
Altro elemento qualitativo decollato col 2013 è la Stanza multi culto, uno spazio destinato a credenti e non credenti per pregare, raccogliersi o per partecipare a incontri e seminari. Qui persone con diverse credenze religiose
e filosofie di vita, possono stabilire un contatto con la propria interiorità.
E’ stato inoltre istituito un gruppo di lavoro per migliorare i percorsi e l’accessibilità a servizi igienici e ambulatori,
costituito da referenti delle associazioni di volontariato, architetti del servizio tecnico, referenti dell’area comunicazione ed un consulente tecnico del Criba (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale) che
ha sperimentato un metodo di lavoro detto “partecipato” cioè misto tra dipendenti aziendali e utenti esterni.
Oltre agli aspetti qualitativi e comunicativi, il vento del rinnovamento ha portato in Azienda due nuovi sistemi di
controllo e vigilanza come la Commissione Provinciale dei Dispositivi Medici e il Nucleo Aziendale dei Controlli.
Quest’ultimo è divenuto il fulcro di attività analitiche sull’entità delle prestazioni e dei setting potenzialmente inappropriati erogati all’utenza. Le criticità documentate sono state discusse col professionista coinvolto oppure con
la Direzione Sanitaria per la valutazione su percorsi per migliorare l’appropriatezza.
Le criticità
L’avvio del nuovo Ospedale non è avvenuto senza un grande impegno sul fronte dei costi. Questi hanno deter201
minato un pesante impatto economico sul 2013. Incidono fortemente sul quadro complessivo la contemporanea
apertura sia della nuova sede sia della vecchia struttura di Corso Giovecca, ancora in parte funzionante.
Fronteggiare una criticità di dimensioni rilevanti come questa comporta l’acquisizione di una visione estesa di
sistema e non solo circoscritta. Per questo la strategia risolutiva si avvale di un Piano pluriennale di rientro del
disavanzo, costruito insieme all’AUSL, per sviluppare ed estendere le azioni di razionalizzazione e recuperare la
situazione di disequilibrio economico-finanziario provinciale che si è generata.
Un’altra tematica che non ha pienamente fornito a tutt’oggi i risultati soddisfacenti raggiunti nel passato è data
dal livello di attrazione verso utenza extra-provinciale o extra-regionale (Mobilità Attiva). I dati mostrano, però,
come generalmente i flussi di Mobilità tendano a ridursi in quasi tutto l’ambito regionale, ad evidenza di un
fenomeno non circoscritto alla sola realtà della nostra Azienda. L’attenzione all’argomento è comunque prioritaria poiché costituisce un importante elemento di analisi e centralità delle funzioni cosiddette HUB o di eccellenza
che un’Azienda Ospedaliera Universitaria (in quanto tale) deve riuscire a sviluppare.
Nel complesso, ed in conclusione, una folta raccolta di evidenze e fatti dimostra come Cona non sia solo la
sede di una nuova struttura ospedaliera ma di un sistema sanitario rinnovato e a tutti gli effetti in crescita sia
dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La crescita e lo sviluppo difficilmente si possono realizzare senza
dover affrontare criticità, presenti in un complesso dalle dimensioni come quelle di un’organizzazione sanitaria.
Naturalmente queste criticità non possono che essere le motivazioni principali su cui formulare le “scommesse”
per le prospettive di miglioramento.
Ed è con questa consapevolezza che esprimo il mio ringraziamento per tutto il lavoro svolto.
Come sempre un doveroso ringraziamento va espresso a tutti gli attori che hanno contribuito all’elaborazione del
Bilancio di Missione per il 2013 e, da quest’anno, anche all’elaborazione della versione in pillole.
Dott. Gabriele Rinaldi
202
Parere del Comitato di indirizzo
Il Comitato d’Indirizzo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara è chiamato ai sensi dell’art. 5 della delibera della Giunta Regionale 318 del 2005 ad esprimere parere obbligatorio sui risultati dell’attività istituzionale
espressi nel Bilancio di Missione, introdotto dalla Legge Regionale 2/2004.
Il Bilancio di Missione viene formulato a consuntivo dell’attività istituzionale aziendale dell’anno 2013 e rappresenta uno strumento di informazione per i soggetti istituzionali: Regione, Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria,
Aziende Sanitarie, Associazioni dei malati e del volontariato, Ordini e Collegi professionali e Organizzazioni
Sindacali.
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha predisposto questo importante atto nel rispetto delle indicazioni regionali, delle normative di riferimento nazionali e regionali.
Rispetto allo strumento “Bilancio di Missione” il Comitato non può non esprimere soddisfazione per il fatto che
alcuni rilievi critici espressi - seppure nell’ambito di una relazione ampiamente positiva - nel parere relativo al
documento dell’anno precedente, siano stati accolti.
In particolare il tema dell’appropriatezza è meglio sviluppato, soprattutto in ordine alla conoscenza e alla misurazione dei livelli della stessa appropriatezza delle prestazioni vista dalla parte del richiedente (Azienda USL) cioè
dalla parte della “domanda”.
Va dato atto che anche sotto il profilo editoriale sono evidenti alcuni miglioramenti di grafica e di comprensibilità
dei testi.
E’ apprezzabile ed importante la scelta di realizzare anche un “Bilancio di Missione 2013 in pillole” vale a dire la
pubblicazione di una edizione più breve con un linguaggio più semplice e accessibile anche ai non “esperti”; documento in predisposizione con l’intervento del Comitato Misto Consultivo che ha contribuito alla reimpostazione
del linguaggio adottando i criteri della Health Literacy.
Il Bilancio reca una esaustiva descrizione del ‘contesto di riferimento’, che viene articolato con attenzione alle
relazioni con l’Università, con l’Azienda territoriale locale (‘accordo di fornitura’), e con le altre strutture della
Regione Emilia Romagna (‘rete integrata regionale’).
Nell’ambito di cui sopra, il contesto universitario è considerato solo con riferimento alla dimensione della didattica, che vede l’interazione con l’Azienda, e agli accademici in convenzione con il SSR. Tuttavia nella successiva
sezione 6 le relazioni con l’Università vengono considerate anche nella prospettiva della ricerca scientifica.
Dal punto di vista dell’equilibrio economico l’Azienda ne descrive il profilo sia nei risultati, che sono andati progressivamente nella direzione di conseguire una situazione di pareggio, sia nella dimensione dei costi. L’Azienda
ha progressivamente ridotto i consumi, il costo del lavoro, ma alcuni aggregati presentano una situazione di
crescita, come le manutenzioni e l’andamento dei servizi, in particolare quelli non sanitari. I ricavi mostrano un
trend crescente che però sperimenta una tensione nell’assorbire l’entità dei costi connesse ad alcune aree sopra
richiamate. Nell’obiettivo del Bilancio di Missione gli andamenti economici sono chiaramente illustrati, così come
alcune delle dinamiche sottostanti (es. andamento della mobilità attiva).
Il documento, oltre ad affrontare il tema della sostenibilità finanziaria, considera anche la dimensione sociale
della sostenibilità. L’apposita sezione denominata “Impatto sul contesto territoriale” pone in evidenza la misura
203
in cui l’Azienda contribuisce all’occupazione di varie categorie di dipendenti, residenti nel Comune di Ferrara o in
provincia. A seguire il tema della sostenibilità sociale apre ai rapporti con il Terzo Settore e con il contesto cittadino attraverso riferimenti alle collaborazioni con il mondo del volontariato e alle iniziative culturali. Infine, la sezione sulla sostenibilità presenta i dati riguardanti la dimensione ambientale: consumi elettrici, gestione rifiuti, etc.
L’Azienda, in ragione della sua natura di struttura ospedaliero-universitaria, ha ampliato la sfera riferita ai rapporti con l’Università, dedicando una specifica sezione n.6 nella quale vengono presi in considerazione numerosi
indicatori che esprimono le relazioni tra Azienda e Università: progetti di ricerca in generale, dottorati, fondi attratti, progetti di ricerca comunitari, pubblicazioni (non solo nella numerosità, ma anche nella rilevanza della rivista
- IF). Vengono richiamate anche alcune posizioni raggiunte dai vari ambiti disciplinari UniFe nel ranking nazionale - risultate dalla valutazione dell’Agenzia Nazionale (ANVUR) - a testimoniare l’importanza della dimensione
assunta dalla ricerca scientifica nella AOU. Oltre ad aspetti quantitativi, la sezione considerata descrive anche
ambiti di collaborazione tra Azienda e Università in materia di organizzazione, progetti strategici, etc.
Infine, si sottolinea la sezione 7 riguardante la disclosure in materia di ‘parità di genere’. Si tratta di un tema
rilevante, richiamato dalle policy EU e da Horizon 2020, poiché il conseguimento di obiettivi di parità di genere è
assodato che migliori la sostenibilità aziendale. Il Bilancio di Missione, a questo proposito, presenta alcuni dati
interessanti che permettono di fotografare lo stato della parità di genere in diversi ambiti della struttura (presenza
tra il personale infermieristico, tra i dirigenti medici, etc.), oltre all’attenzione dell’Azienda al tema della medicina
di genere.
Un aspetto critico è rappresentato dalla limitatezza della rappresentazione delle attività di ricerca e di didattica
svolte dalla componente ospedaliera. A fronte di una giusta evidenziazione delle attività esperite dalla componente universitaria, sarebbe più utile dare risalto anche a quanto prodotto dai professionisti di area ospedaliera
e, in particolare, a quanto di ciò sia riconducibile ad attività integrata tra le due componenti.
Un ulteriore suggerimento va nella direzione di consigliare una maggiore enfasi sulle peculiarità, se non addirittura sulle “esclusive” dell’AOU (ogni azienda ospedaliero universitaria regionale ne possiede): è un modo per
rafforzare il ruolo e la mission di AOU Ferrara e di valorizzare le proprie eccellenze.
Un rammarico finale è rappresentato dal fatto che l’Azienda non ha utilizzato a pieno il materiale che il Comitato
di Indirizzo ha prodotto attraverso il “Report sullo stato di integrazione ospedale-università a Ferrara per l’anno
2013”: si ricorda che è stato, forse ancora lo è, l’unica esperienza di questo tipo che tende a misurare e a monitorare il livello di integrazione, basandosi su dati oggettivi raccolti con metodo scientifico.
Alla luce di tutte le considerazioni espresse, nel raccomandare di porre attenzione alle sollecitazioni prodotte nel
presente verbale, il Comitato esprime parere favorevole al Bilancio di Missione 2014 dell’AOU di Ferrara.
Approvato nella seduta del Comitato d’Indirizzo del 26 settembre 2014
204
205
Scarica

Bilancio di missione 2013.indd