ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA
e per quanto di competenza a
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma
U.O. VI° Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale
Ministero Beni Culturali - Soprintendenza Speciale Beni Archeologici di Roma
Ministero Beni Culturali - Direzione regionale Lazio
Il sottoscritto Sig. Daniele Pifano, nella sua qualità di rappresentante del Forum
Territoriale Permanente Parco delle Energie, riconosciuto dal Consiglio del Municipio
Roma 5 (ex Municipio Roma 6), che elegge domicilio presso lo studio dell’Avv. Arturo
Salerni del Foro di Roma, in Roma Viale Carso 23, espone e chiede quanto segue.
∗ ∗ ∗ ∗ ∗
Nell’area sita in Roma, Via Prenestina, di proprietà della società Ponente 1978 s.r.l. in
liquidazione, corrente in Roma Via Rodi 32, nel corso del 2013 è stato effettuato lo
sbancamento del versante est della collina insita nella proprietà indicata, e tale attività ha
creato uno strapiombo con concreto pericolo di compromettere la stabilità della restante
parte di collina, che è di proprietà pubblica e sulla quale insiste un vincolo paesaggistico
dal 1968.
Nello stesso sito è stato inoltre creato un tratto in discesa utilizzabile per versare materiali
all’interno di un lago ivi esistente.
Va riferito in relazione allo stato dei luoghi che nel territorio del Municipio Roma 5, tra via
di Portonaccio e Via Prenestina, all’altezza di Largo Preneste, si trova l’area dell’ex Snia
Viscosa, una fabbrica dismessa dal 1954.
Una parte dell’area, circa 6 ettari, è dal 1998 un parco pubblico, denominato Parco delle
Energie, ed esso comprende una pineta d’alto fusto soggetta a vincolo ambientale e
paesaggistico ai sensi del DM 23.3.1968.
Il resto dell’area, rimasto abbandonato fino ad oggi, è costituito da tre settori: un primo
settore, di circa 2,5 ettari, adiacente a Via di Portonaccio è di proprietà di Roma Capitale
ed è destinato dagli strumenti urbanistici vigenti a verde pubblico; un secondo settore, di
circa 1,5 ettari, confinante con il primo settore e con la collina su cui sorge la pineta
vincolata, è di proprietà privata e in corso di esproprio, e destinato a verde pubblico; un
terzo settore, di circa 5 ettari, comprendente gli edifici dell’ex fabbrica, è di proprietà
privata e destinato a servizi di interesse cittadino, con vocazione universitaria.
A cavallo tra il primo e il secondo settore sorge un lago di acqua sorgiva di circa 8000 mq,
scaturito all’inizio degli anni ’90, in seguito a lavori per una concessione edilizia poi
risultata illegittima, perché basata su una manomissione della mappa catastale, che hanno
compromesso la falda acquifera sottostante.
Benché sorto a causa dell’intervento dell’uomo, il laghetto in questione è di acqua sorgiva
e si presenta attualmente come un piccolo ecosistema ricco di biodiversità.
Recentemente è stato presentato presso gli uffici di Roma Capitale un progetto edilizio di
notevole impatto che, se realizzato, comporterebbe la sparizione del laghetto e dell’area
verde circostante (in parte, si ricorda, già situata su terreni di proprietà pubblica).
Si fa notare che, proprio in sede di istruttoria di tale progetto edilizio, con parere del
17.1.2013, l’U.O. “Valorizzazione risorse ambientali e biodiversità” del Dipartimento
Tutela Ambientale e del Verde di Roma Capitale ha rilevato la valenza paesaggistica e
ambientale dello spazio urbano interessato alla progettazione, evidenziando in particolare
“la presenza del laghetto che, seppur di recente costituzione, risulta un elemento naturale
e ambientale non trascurabile”.
Il laghetto dell’ex Snia Viscosa si presenta come un’area umida di rilevante valore
naturalistico e per la biodiversità, nella quale si segnala la presenza di numerose specie di
uccelli, pesci, anfibi e invertebrati, tra i quali alcune specie di libellule (importanti
indicatori ambientali) e di un’interessante vegetazione ripariale, nonché come luogo di
sosta di uccelli migratori (es. germano reale, gallinella d’acqua, ecc.).
Con lettera raccomandata del 27 novembre 2013 l’attuale esponente – a mezzo degli
avvocati Salerni ed Angelelli - segnalava alla Società Ponente 1978 s.r.l. la situazione
dedotta e chiedeva di riportare immediatamente in pristino lo stato dei luoghi,
comunicando che in difetto di positivo riscontro sarebbe stato costretto a ricorrere a tutti gli
strumenti previsti dall’ordinamento giuridico ed a chiedere all’Autorità competente di
intervenire al fine di tutelare l’area sopra descritta.
Con nota dell’8.1.2014 l’Avv. Giulio Lais per conto della suddetta società riferiva che il
laghetto de quo si era formato nei primi anni 90 a seguito di una rottura del collettore
fognario sito in Via Giacomo De Conti, e che il Comune di Roma si era impegnato alla
bonifica dell’area una volta riparato il collettore, che quindi “in questa situazione non si
può certo parlare di laghetto balneabile e di ‘elemento naturale’ non trascurabile”, che la
società ha presentato – senza ricevere risposta dall’amministrazione comunale – un
progetto di sistemazione dell’area e che la stessa non può sostituirsi al Comune per la
bonifica dell’area indicata.
Va riferito ulteriormente che in data 9.2.2014 il WWF Pigneto Prenestino inviava nota alla
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, nonchè al
Sindaco di Roma ed al Presidente della Regione Lazio segnalando che all’interno del Parco
delle Energie (nell’area dell’ex Snia Viscosa, ingresso da Via Prenestina 175) è presente
una pineta vincolata ai sensi del DM 23.3.1968 in quanto “per il rilevante numero di
alberature che la costituisce, prevalentemente pini di notevole sviluppo, forma
un’attraente zona verde nell’ambito cittadino, in una località che ne è particolarmente
priva”, che la pineta in questione e l’area immediatamente circostante sono classificate
come “paesaggio naturale” dal Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, che
l’intero Parco delle Energie, inoltre, ricade all’interno del Comprensorio “Ad Duas
Lauros”, area di interesse archeologico vincolata con DM 21.10.1995 del Ministero per i
Beni Culturali e Ambientali, situata in un territorio densamente popolato, intensamente
cementificato e con dotazione procapite di verde pubblico inferiore agli standard minimi
previsti per legge, che nel mese di novembre sono stati effettuati dalla società Ponente
1978, proprietaria dell'area contigua al Parco delle Energie, degli sbancamenti della parete
di tufo situata sul versante orientale della collina sulla cui sommità sorge la pineta
vincolata, che la suddetta parete si eleva per circa 15 metri dall'area confinante e
costituisce il versante morfologico sinistro che delimita il paleoalveo del Fosso della
Marranella; che essa è formata da tufi terrosi misti a pozzolane rosse semicoerenti, di
permeabilità medio-alta per porosità, e “si caratterizza per un profilo scosceso la cui
stabilità idrogeomorfologica deve ritenersi correlata alla presenza di una fitta vegetazione
arborea e arbustiva, spontanea, in virtù delle forze di resistenza esercitate dai relativi
apparati radicali”.
Va segnalato altresì che durante i mesi successivi allo sbancamento, sono stati registrati
continui smottamenti che hanno portato alla scomparsa, ad oggi, di un una fascia marginale
di terreno e vegetazione di circa 2 metri di spessore.
Ulteriormente si rileva, con riguardo allo stato dei luoghi ed a confutazione di quanto
sostenuto nella nota del legale della società Ponente 1978, che nel 1993 l’ARPA Lazio con
riferimento alla situazione per cui è esposto faceva presente che erano stato effettuati
illegittimamente lavori di sbancamento nell’area suddetta con compromissione della vena
idrica e con aspirazione dell’acqua nella rete fognaria e invitava la soc. Pinciana 88,
proprietaria dell’area della SNIA Viscosa, a provvedere a rimuovere la situazione indicata
Per quanto sopra esposto l’istante nella qualità indicata chiede alla Procura della
Repubblica ricevente di voler verificare se nei fatti descritti siano ravvisabili elementi
di reato, ed in tal caso di voler procedere nei confronti dei responsabili, riservandosi
sin da ora di costituirsi parte civile nel procedimento penale.
Chiede altresì di adottare ogni provvedimento utile a far cessare la situazione ove
ritenuta illegittima ed a salvaguardare l’area indicata.
Si chiede alle Autorità destinatarie del presente atto di voler intervenire ognuna con
riguardo alle competenze attribuite dall’ordinamento giuridico.
Chiede altresì di essere informato in ordine alla eventuale richiesta di archiviazione
dell’instaurando procedimento, nonché in caso di proroga delle indagini preliminari.,
presso lo studio dell’ Avv. Arturo Salerni, cui conferisce espressa delega per la
presentazione e l’invio del presente atto, conferendogli altresì il potere di nominare
sostituti – anche per la suddetta presentazione – e di presentare memorie, svolgere
indagini difensive e produrre documentazione.
Allega fotografie dei luoghi nonché documentazione come da indice allegato.
Con riserva di produrre ulteriori note e documentazione.
Roma, 3 marzo 2014
Daniele Pifano
Avv. Arturo Salerni
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