Pregare Una delle difficoltà incontrate nella preghiera che spesso si sente ripetere è questa : “Non so che dire”. Ma, in effetti, si deve dire per forza qualcosa? E Dio creò il sole e la luna Mi piace molto questa splendida poesia “La Vergine a mezzogiorno” di Paul Claudel : “Non ho niente da offrire e niente da domandare. Vengo, o Madre, soltanto per guardarti. Per sapere che sono tuo figlio e che tu sei là. Per un solo momento, mentre tutto si ferma. Essere con te, Maria, in questo luogo dove tu sei. SENZA DIR NIENTE, ammirare il tuo viso, lasciare che il cuore canti nella sua propria lingua. O Madre mia, quanto sei bella Quando tu preghi accanto a me… Tacere e lasciare che il cuore canti nella sua propria lingua, non è forse la più bella preghiera? E Claudel continua : “Senza dir niente, ma solo cantare perché ho il cuore troppo pieno, come la merla che segue la sua ispirazione in questa specie di strofette improvvisate. ” Senza dir niente non è sempre segno di un vuoto, anzi il contrario. Può essere anche segno di un troppo pieno! Le parole, lo sappiamo, non possono comunque dir tutto. E talvolta, dicono esattamente il contrario di quello che vogliamo dire. Succede questo con le persone davanti a noi in carne ed ossa e che noi vediamo con i nostri occhi. Allora, immaginate con l’Invisibile ! Dio mio ! Che grande artista sei tu ! Pregare, non è necessariamente parlare : è incontrare. E con un Dio invisibile, con quel tuffarsi nella fede, le parole non sono quello che c’è di più facile... e di più importante. È il cuore che conta. Lo scopo non è parlare. Lo scopo è essere alla presenza di Dio. Veniamo ad attingere alle sorgenti della vita … Nel Vangelo Gesù ci suggerisce anche di moderare i nostri trasporti : “ Quando pregate, non ripetete parole (non biascicate), come fanno i pagani”. Questo significa : non credete che più parole dite e meglio è. Vi farò pescatori di uomini … La preghiera è innanzi tutto adorazione, giubilo che cantiamo con la più meravigliosa parola d’amore che possa esserci : “Ti rendiamo grazie, o Dio, ti diciamo grazie”. Grazie di che? Di quale regalo? Nel Gloria diciamo: “Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa”. Grazie per te, o Dio. È un po’ come un bambino che, in un momento di tenerezza, si getta al collo della sua mamma e le dice : “Grazie, mamma, perché tu sei tu”. Grazie per questo anticipo di paradiso terrestre Nella domenica di Pentecoste c’era la bella preghiera di un giovane per la sua mamma, gravemente malata. È questa : “Signore, io non so pregare, ma so leggere e scrivere. Conosco l’alfabeto. Lo recito nel mio cuore. Tu prenderai le lettere e ne farai tu stesso la pregfhiera che ti piace”. Che bella preghiera ! È triste sapere che molto spesso la preghiera è presentata come una richiesta. La parola preghiera sembra avere solo questo significato immediato. Quando siamo consapevoli che la preghiera è prima di tutto adorazione, sarà quello il grande momento della nostra vita. A te, Signore, dono il mio cuore. Come sei grande, come sei grande. Per capire bene la preghiera di adorazione facciamo questo esempio : essa è come quei pannelli solari che producono energia semplicemente stando stesi, esposti alla luce. Impariamo da Gesù : prima degl’impegni della giornata, esponiàmoci alla luce che ci riempie di energia, con questa semplice preghiera d’amore e d’adorazione : “Grazie, Signore, ti diciamo grazie per lo splendore che sei”. La preghiera è, prima di tutto, adorazione silenziosa, le parole non sono necessarie. Certo, c’è posto per la domanda. Tutti i santi hanno presentato alla Divina Provvidenza mille necessità, mille miserie e centomila gridi d’indigenza. Le parole, le formule già fatte, non sono piuttosto come una generatrice elettrica, in caso di emergenza, per farci partire e ripartire? Le parole sono là soltanto per depannarci ! Allora dobbiamo lasciarle perdere quando il cuore voga verso il beneamato ! Allora, per essere sincero, Signore, mi sento meno triste di non aver sempre le belle parole, i bei complimenti ben preparati o anche una bella “lista della spesa” da leggere a te. Comincio persino a capire che talvolta in amore è molto meglio non dire niente. E lasciare il cuore cantare nella sua propria lingua. Amen ! Musica : Ave Maria - Enrique Chia Montaggio : Data : 8 marzo 2007