1010anni
un
annididiAVAD:
AVAD
: un
piccolo
traguardo
piccolo traguardo
raggiunto
raggiunto
La cura del malato inguaribile
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Dal guarire al prendersi cura
Obbiettivo: la qualità della vita
Visione olistica dell’individuo (le cure sono
rivolte alla persona nel suo insieme e non alla
malattia)
Supporto psicologico alla persona malata e alla
sua famiglia
Bisogni specifici del malato
terminale
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Tecnologici: tutti i presidi sanitari
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Assistenziali: tutto quanto necessita una
persona durante la sua giornata
Equipe assistenza domiciliare
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Familiare leader
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Medico di Medicina Generale
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Personale ADI e/o SCUDO
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volontario
Assistenza domiciliare integrata
domicilio
A.D.I.
S.C.U.D.O.
A.V.A.D
Pazienti
Familiari
Assistenza domiciliare integrata
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Permettere al paziente di tornare a casa propria e di restarvi il
più a lungo possibile
Fornire alla famiglia mezzi materiali, informazioni e supporto
psicologico
Comprendere e soddisfare le esigenze sia del malato che della
famiglia
Assistere la famiglia nel periodo del lutto
Cercare di far valere il diritto dell’inguaribiule, a vivere
dignitosamente ogni suo giorno di vita
Valutare i bisogni psico-ficici del paziente e della sua famiglia
Individuare un familiare leader e coinvolgerlo nell’equipe di
cura
Paziente terminale
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La diagnosi di cancro rappresenta un evento
stressante per tutto il sistema familiare
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Aumenta il rischio di conflitti
Alto livello di depressione
Sentimenti di inadeguatezza
Richiesta di supporto psico-farmacologico
Paure del malato terminale
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Paura della morte
Paura che il dolore possa divenire incontrollabile
Paura di perdere l’autocontrollo mentale e/o
fisico
Paura di essere respinti o rifiutati o di perdere il
proprio ruolo nella famiglia
Paura di sentirsi un peso eccessivo per la famiglia
Paziente terminale

Il malato ha bisogno di sapere, ma anche di
non sapere
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Ha bisogno di avere un controllo personale
sulla propria vita e sulla sua morte, ma anche
di affidarsi

Ha bisogno di mantenere una progettualità ma
anche di vivere il “qui ed ora”
Dolore totale

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Il complesso aspetto della sofferenza nel malato
terminale è stato definito “dolore totale”
Per dolore totale si intende l’insieme di sintomi fisici,
alterazioni psicologiche, sociali, economiche e
spirituali che invariabilmente accompagnano in
diversa misura gli ultimi giorni di vita ed è causa di
un inaccettabile scadimento della qualità di vita
La famiglia
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Nell’ambito delle cure palliative la famiglia svolge un
ruolo complesso e centrale

Dalle sue capacità di interagire con il suo congiunto
morente, il gruppo familiare può avere un ruolo
decisivo nel favorire quella elaborazione delle ansie
e delle angosce che possono ostacolare l’adattamento
del morente alla situazione che sta vivendo
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La famiglia è il contesto fondamentale in cui si vive
l’esperienza della malattia e successivamente del lutto
Paure della famiglia
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Stato di profondo abbattimento per la futura
morte del congiunto
Preoccupazioni per i possibili cambiamenti
economici
Paura di un crollo psicofisico causato
dall’estenuante assistenza
Paura di perdere l’aiuto di amici o vicini di
casa
Paziente terminale
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Quale Paziente
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Quale Famiglia
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Quali Operatori
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Quello che importa sia durante la
vita, sia di fronte alla morte, è non
sentirsi abbandonati e soli
LO STARE ACCANTO
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Cosa vuol dire essere capaci di stare accanto:
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CAPACITA’: abilità, idoneità a fare, ad agire
STARE: rimanere in un luogo, trovarsi
ACCANTO: che abita nello stesso “vico”
Tipico atteggiamento di vicinanza empatica che entra nel vissuto
della persona come in punta dei piedi, con estremo rispetto
Quali attenzioni occorre porre perché ciò avvenga:
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affrontare la “persona del malato” con la dignità ed il rispetto per
la sua storia personale, con le sue reazioni emotive, con la sua
rabbia o la sua accettazione
attenzione alla famiglia soprattutto nel suo modo di porsi alla
malattia del congiunto
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Noi tendiamo a vedere l’assistenza come
una posizione del forte verso il debole, del
potente verso l’inerme
La parola care assistenza deriva dal gotico
Kara che significa lamento, cordoglio,
dolore sofferto
L’assistenza e l’aiuto veramente efficaci
implicano il riconoscimento dell’identità
umana e non della diversità

“La sofferenza sfugge al dialogo, il
sofferente tende al grido o al silenzio, la
vostra forza deve essere proprio quella di
riuscire a raccogliere questo grido e a
rompere questi silenzi e credetemi che ogni
volta che ci riuscirete dovrete considerarlo
un grande successo”

Attualmente di fronte ad una cultura che
considera il SSN come una qualsiasi azienda
e la salute come un prodotto ed il malato
come un cliente si fa strada la “necessità di
affermare la –CENTRALITA’ DELLA
PERSONA- e soprattutto di coloro che si
trovano in uno stato di sofferenza, di
malattia e di debolezza
Il volontario
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È uno degli elementi cardine della assistenza
domiciliare
La sua caratteristica principale è costituita
dalla sua versatilità e dalla sua non
specializzazione
I suoi compiti possono essere molteplici
Chiunque può divenire volontario in un
servizio di assistenza domiciliare ai malati
terminali
Compiti del Volontario AVAD
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Ripristinare una corretta comunicazione con il malato
Mantenere una costante comunicazione tra il malato e l’equipe
di cura
Accudire ed aiutare il malato nelle sue necessità quotidiane:
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Assistere il malato negli spostamenti in casa
Assistere il malato durante l’assenza dei familiari
Sbrigare partiche burocratiche o commissioni
Aiutare il malato durante la pulizia sia personale che della sua stanza
Accompagnare il malato a visite di controllo
Svolgere attività di baby sitting
Permettere ai familiari del paziente delle pause nell’assistenza
Mantenere i contatti tra il malato ed il mondo esterno
Aiutare la famiglia nel momento del lutto
Quelli che sanno stare seduti in silenzio con
i loro simili, possono portare nuova vita in
un cuore morente.
Quelli che non hanno paura di stringere
una mano con gratitudine, versare lacrime
nel dolore, lasciar sgorgare dal cuore uno
sguardo accorato, possono superare limiti
paralizzanti e testimoniare la nascita di una
nuova amicizia: l’amicizia dei vinti.
Come si diviene capaci:
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ognuno ha bisogno di spinte interiori, di
convinzioni profonde, di un credo
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è necessario essere aperti alle esperienze e non
avere paura delle emozioni
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la motivazione spirituale e culturale personale
come ci aiuta a trovare il senso della propria
esistenza, può aiutarci a rischiare un cammino
accanto alle persone che soffrono
Che cosa è richiesto:
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Si richiede attenzione lucida, intelligente,
profonda ai gesti e alle parole poste da ogni
persona con cui si trova in contatto
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Vuol dire avere pazienza, calma, non
pretendere di capire ogni evento della vita
della persona di cui ci si prende cura
Cosa deve fare il volontario per il
malato e la sua famiglia
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Prestare aiuto per l’organizzazione della vita
domestica
Dare un sostegno per evitare l’isolamento
Aiutare a risolvere le difficoltà di ordine
pratico
Dare qualcosa che non sia solo un supporto
tecnico, ma soprattutto umano
Programma del volontariato avad
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1 fase
selezione
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2 fase
formazione/aggiornamento
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3 fase
controllo/supervisione
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A) sollecitarlo a ripensare al suo rapporto con il malato
B) ottenere informazioni sul suo operato
C) conoscere il grado di coscienza della malattia da parte del
malato
D) conoscere le modificazioni d’umore del malato
E) verificare il suo corretto inserimento nella famiglia
Grazie di cuore a tutti i Volontari
AVAD
A tutti Coloro che hanno costruito e
mantenuto un grande “sogno”
A tutti “gli Amici conosciuti”, che
nella loro breve vita hanno saputo
donarci la voglia di continuare
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10 anni di AVAD: un piccolo traguardo raggiunto grazie a tutti vo