ELEZIONI AMMINISTRATIVE
COMUNE DI RIVALTA di TORINO
6 – 7 MAGGIO 2012
CANDIDATA A SINDACO:
NICOLETTA PAOLA CERRATO
LISTE COLLEGATE
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
AMARE RIVALTA
FEDERAZIONE della SINISTRA
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
Nicoletta Paola Cerrato
Il presente programma è sottoscritto dai seguenti
partiti politici e liste civiche:
Sinistra Ecologia Libertà
Lista civica Amare Rivalta
Federazione della Sinistra
SOMMARIO
PREMESSA, pag. 2
LA PARTECIPAZIONE AL POTERE: CONDIVIDERE, INFORMARE, pag. 3
Partecipare, pag. 3
Informare, pag. 4
IL PATRIMONIO COLLETTIVO, pag. 4
Pianificare il territorio, pag. 5
Tutelare l’ambiente, pag. 6
Salvaguardare la salute, pag. 7
Favorire una mobilità agevole e sostenibile, pag. 8
LE FINTE PROMESSE DELLE GRANDI OPERE, pag. 9
UNA IDENTITA’ SENZA DIFFERENZE, pag. 10
Valorizzare il patrimonio senza differenze, pag. 12
Sostenere la cultura come motore di sviluppo, pag. 13
Promuovere la città, pag. 14
LE NOSTRE RISORSE: I GIOVANI, IL TESSUTO PRODUTTIVO, pag. 15
Accompagnare le nuove generazioni: la scuola, pag. 16
Accompagnare le nuove generazioni: i giovani, pag. 16
Accompagnare le nuove generazioni: lo sport, pag. 17
Accompagnare e promuovere le imprese, pag. 18
Accompagnare e promuovere il commercio, pag. 19
Accompagnare e promuovere l’agricoltura, pag. 19
CEMENTARE NON CEMENTIFICARE: IL NOSTRO TESSUTO SOCIALE, pag. 20
Sostenere le famiglie, pag. 21
Sostenere gli anziani, pag. 21
Sostenere le fasce deboli, pag. 21
Sostenere il diritto alla casa, pag. 22
Sostenere il diritto al lavoro, pag. 22
LA LEGALITA’ CHE GENERA SICUREZZA pag. 23
Cultura della legalità, pag. 23
Informazione = legalità = sicurezza, pag. 23
Legalità = sicurezza = qualità della vita, pag. 24
PREMESSA
UNA PROMESSA ONESTA
Proporsi di governare una città significa prendere di sé l’importante responsabilità di essere rappresentativi e
di assumere la fiducia dei cittadini per la realizzazione di un progetto collettivo. Occorre dunque riattivare
una politica “onesta”: onesta nella trasparenza, nella realizzazione dei progetti e soprattutto nella promessa
elettorale. Occorre ripartire dalla condivisione, dal ripristino dell’ordine delle priorità, dalla valorizzazione
delle nostre risorse. Noi le promesse le facciamo: riprendere in mano il territorio e rimettere al centro i
cittadini.
COSA MANTENERE, DOVE CAMBIARE, COME MIGLIORARE.
La nostra coalizione ha obiettivi ambiziosi: intendiamo dare concreti segnali di cambiamento e
d’innovazione, migliorando ulteriormente quanto di buono già fatto come amministratori nella precedente
giunta, con un maggiore coinvolgimento dei cittadini, con grande attenzione ai bisogni reali e condivisi e
liberi da qualsiasi vincolo e sudditanza. L’amministrazione che abbiamo in mente deve lavorare insieme e
per i cittadini, con trasparenza, partecipazione e informazione. Dobbiamo uscire sempre più dalla logica
della città dormitorio e creare legami tra i rivaltesi. L’obiettivo della nostra coalizione consiste quindi da un
lato nella riaffermazione di un’idea di amministrazione pubblica locale vocata all’ascolto e al dialogo,
all’integrazione sociale, all’eliminazione progressiva dei disagi sociali e alla protezione dei più deboli;
dall’altro nella proposta di un rinnovato protagonismo rivaltese, moderno, sostenibile, lungimirante: una
città-esempio.
IMPEGNARSI A FONDO E POI LASCIAR POSTO AD ALTRI.
Per raggiungere il nostro obiettivo garantiamo che le donne e gli uomini della coalizione sono accomunati da
passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra. Donne e uomini liberi, disinteressati,
dotati di etica laica e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al
quale promettono di dedicare non più di due mandati.
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LA PARTECIPAZIONE AL POTERE: CONDIVIDERE, INFORMARE
LE IDEE
La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizione si propone di governare Rivalta nel prossimo
quinquennio. Per fare questo è necessario incrementare il numero delle persone coinvolte nei processi
decisionali, per area di competenza e territorio, al di là delle commissioni consiliari. In tal senso desideriamo
che le Frazioni abbiano un ruolo speciale grazie ai Consiglieri incaricati alle Frazioni e alla
reintroduzione dei Comitati di Quartiere e di Frazione. E’ indispensabile infatti riconoscere i Quartieri e
le Frazioni quali entità civiche e territoriali attraverso le quali si promuove e si concretizza la funzione
fondamentale della partecipazione democratica. Attraverso tali forme partecipative si stimola l’aggregazione
spontanea e l’autonoma attivazione propositiva, volta alla risoluzione dei problemi di interesse generale dei
cittadini rappresentati.
La partecipazione deve essere promossa attivando i Comitati di Quartiere attraverso assemblee di cittadini
rapide, regolari e bene organizzate, affinché siano chiari temi e proposte con immediati riscontri sull’azione
amministrativa. La verifica organizzata e pubblica dei risultati sarà garanzia nei confronti della
cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che avviene a livello dei progetti di maggior rilievo offre ai
cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche
della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il Bilancio Partecipato
costituisce il punto d’arrivo di questo processo.
La partecipazione resta tuttavia un concetto astratto senza un’ informazione corretta e diffusa, che permetta
la più ampia conoscenza di ciò che avviene sul territorio, sia all’interno del “palazzo” sia nel variegato
mondo della cultura, delle associazioni, dello sport; per uscire di casa e dal proprio mondo, per seguire
Rivalta, ma anche i Comuni vicini.
LA CONCRETEZZA
partecipare
Istituire i Comitati di Quartiere nel Centro e nelle Frazioni.
Istituire un Consigliere con incarico per la cura delle Frazioni.
Redigere il Bilancio Partecipato.
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Ricorrere al metodo partecipativo in caso di impostazione di grandi progetti di pubblica utilità o di
grande impatto sociale, ambientale, culturale.
informare
Dare una significativa svolta all’informazione istituzionale, che dovrà essere improntata alla
massima diffusione.
Trasformare radicalmente il periodico Rivalta Informa, coinvolgendo i Comitati di Quartiere, le
Associazioni e i cittadini nel Comitato di Redazione.
Aumentare l’efficacia per quanto riguarda l’informazione delle attività e degli eventi, siano essi di
iniziativa dell’Amministrazione oppure proposti dalle Associazioni e dal territorio.
IL PATRIMONIO COLLETTIVO
LE IDEE
Il territorio rivaltese è complesso, si allunga e incunea verso i comuni vicini, assumendo caratteri di
paesaggio urbano anche molto diversi fra loro, ma Rivalta è peculiare rispetto ad altri luoghi dell’hinterland
torinese. La nostra città non è un sobborgo metropolitano, né dal punto di vista culturale né da quello
urbanistico ed è protetta da una persistente “cintura verde”.
Rivalta non vuole essere una periferia-dormitorio e dimostra quotidianamente la sua vivacità proprio
attraverso la partecipazione attiva di moltissimi cittadini, tra i quali è spesso alto l’interesse per la
sostenibilità ambientale e per stili di vita consapevoli e rispettosi delle risorse.
Tuttavia gli ultimi vent’anni hanno visto una crescita esponenziale dell’attività edificatoria, spesso incoerente
con viabilità e servizi, soprattutto nelle Frazioni, dove la proliferazione edilizia si riconnette ad una
debordante quanto inutile densità di centri commerciali e supermercati a vocazione varia, che non solo
contribuiscono a peggiorare la vivibilità del territorio, ma non costituiscono neppure più un serbatoio
occupazionale.
Si impongono dunque nuove scelte strategiche, che hanno come obiettivo un territorio bello, vivibile,
ordinato, coeso. Si devono liberare energie ed imprenditorialità positive ed ingabbiare per contro quelle
negative, illegali, speculative. Per una Rivalta del futuro sono imprescindibili la salvaguardia della cintura
verde e l’uso appropriato ed eccezionale delle varianti urbanistiche.
Il recupero di una cultura della pianificazione territoriale è da affrontarsi subito e tenendo conto delle varie
articolazioni del territorio, che vanno compenetrate in una progettualità unica: il Castello è di tutti, le
Frazioni sono di tutti!
E’ dunque prioritario arrestare la cementificazione selvaggia, curando il completamento delle
urbanizzazioni già in atto in modo equilibrato, eliminando le situazioni di non finito, di continuo cantiere, di
disagio, impostando e migliorando gli opportuni servizi, tutelando l’ambiente. L’ambiente rappresenta
infatti una grande risorsa del nostro territorio: preserviamolo attraverso la promozione di una mobilità
sostenibile, della graduale applicazione di fonti di energia rinnovabile, destinando attenzione al controllo
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delle emissioni e al monitoraggio dei dati sulla salute, promovendo l’informazione e sollecitando la
mobilitazione collettiva intorno alla questione ambientale e al risparmio energetico, a partire dalla
mappatura degli edifici di proprietà comunale.
Diamogli valore attraverso la promozione culturale, la sensibilizzazione dei giovani e delle scuole, il
sostegno alle attività di volontariato, ma anche come elemento portatore di una nuovo modello economico.
Il tema dell’ambiente non può dissociarsi da quello della salute, bene primario per tutti gli individui e
espressione di quel diritto di cittadinanza sancito dalla Costituzione che deve essere garantito dalla
Amministrazione. E’ prioritario rendere visibile e maggiormente accessibile e integrata la rete dei servizi
socio-sanitari per la promozione della salute, rendendo innanzitutto operativi i Piani e Profilo di Salute
(PEPS). Se la qualità dell’ambiente rappresenta un elemento imprescindibile per la salute, particolarmente
influenti appaiono anche gli stili di vita: occorre quindi consolidare la sensibilizzazione dei cittadini e delle
giovani generazioni attraverso incontri pubblici e interventi nelle scuole.
La salute è diritto di tutti e la tutela deve essere garantita a tutti i cittadini, alle fasce deboli e agli
stranieri, così come deve essere garantita l’accessibilità e la conoscenza degli strumenti e dei diritti.
L’accessibilità e l’informazione rappresentano un elemento cruciale sia per intervenire sulla prevenzione che
nella criticità del bisogno e in questo gli anziani, le fasce deboli e gli stranieri risultano ancor più disarmati.
L’impegno è ancora una volta conoscere, agire, informare: tutta la comunità deve essere coinvolta in un
progetto condiviso di promozione della salute, cui dovranno essere coerenti le attività nonché la
programmazione dell’Amministrazione in ogni ambito.
LA CONCRETEZZA
pianificare il territorio
Arrestare il consumo indiscriminato del suolo, curando le urbanizzazioni già in atto in modo
equilibrato, eliminando le situazioni di non finito, di continuo cantiere, di disagio, impostando
gli opportuni servizi.
Risolvere le situazioni pregresse di inefficienza amministrativa.
Risolvere definitivamente la questione strade pubbliche/ strade private.
Raggiungere l’obiettivo di ultimare i lavori relativi alle opere di urbanizzazione
contestualmente al rilascio del certificato di abitabilità degli edifici.
Monitorare le zone di trasformazione per sollecitare sviluppi urbanistici non invasivi (ex
Indesit – Casermette). In particolare il progetto relativo alle Casermette va considerato
strategico per la ricucitura tra Gerbole e Tetti Francesi. Le suggestioni nate dal Concorso di
Idee andranno approfondite e verificate secondo quanto scaturito dal lavoro dei Focus Group
dei cittadini.
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Implementare controlli su attività edilizie con formazione adeguata al personale comunale
Assicurare grazie anche alla costituzione dei Comitati di Quartiere e all’istituzione della
delega alle frazioni, il costante controllo del territorio, per garantire ovunque la necessaria cura
delle strade, delle piazze, del verde, dell’illuminazione, degli spazi e degli edifici pubblici.
Prevedere incentivi per la riqualificazione e il restauro degli edifici privati.
Eliminare le barriere architettoniche e favorire percorsi protetti o attrezzati per l’handicap.
Avviare una intelligente politica dei parcheggi, per liberare ampi spazi dal traffico veicolare e
dalla sosta, nel Centro come nelle Frazioni.
Mettere in sicurezza l’asse di via Einaudi, dal Villaggio Aurora al Monastero, nell’ottica di
assicurare percorsi pedonali e ciclabili sicuri.
Mettere in sicurezza l’asse di via Alfieri, per creare un collegamento adeguato anche alla
circolazione ciclo-pedonale tra via Giaveno/via Orbassano e via Carignano.
Sviluppare ulteriormente la rete dei percorsi ciclabili sia a scopo turistico che funzionale a
favorire una mobilità sostenibile.
Realizzare un’attività di monitoraggio sui nuovi insediamenti produttivi rispetto all’utilizzo dei
capannoni sfitti.
Provvedere alla redazione del Piano dei Chioschi, coerente con i contesti urbani e paesaggistici. Il
piano dovrà prevedere in particolare un chiosco nel parco del Castello e in altri luoghi di
socializzazione, nel Centro come nelle Frazioni, in accordo con i Comitati di Quartiere.
tutelare l’ambiente
Predisporre mappature e analisi finalizzate a un programma di azioni di riqualificazione funzionale
e risparmio energetico sul patrimonio edilizio e impiantistico comunale.
Predisporre il Regolamento Energetico in allegato al Piano Regolatore Generale Comunale.
Adottare strumenti di pianificazione energetica comunale, attraverso l’adesione al Patto dei
Sindaci dell’Unione Europea e l’attivazione di uno Sportello Energia e Bioedilizia, utile anche ad
informare i cittadini su pratiche energetiche virtuose e aiutare la formazione di gruppi d’acquisto
energetico.
Rimuovere l’amianto negli edifici pubblici e a favorire la medesima operazione presso i privati
cittadini, sollecitando finanziamenti pubblici e promuovendo accordi tra i cittadini stessi e le
imprese specializzate, al fine di realizzare economie di scala.
Proseguire le operazioni di bonifica sulle aree di Oma e Chimica Industriale.
Monitorare la qualità ambientale delle aziende presenti sul territorio.
Promuovere il recupero delle aree spondali del Sangone in direzione di Bruino.
Costituire il parco Naturale della Collina Morenica, con l’appoggio degli altri comuni interessati.
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Mantenere il verde pubblico rafforzando la manutenzione straordinaria e ordinaria, ricorrendo
eventualmente alla scelta di specie erbacee e floreali che non richiedano sfalci continuativi.
Valorizzare il patrimonio verde esistente, compreso quello storico e quello privato, mediante
l’aggiornamento del censimento del verde pubblico e del verde di pregio.
Mantenere gli orti urbani, sviluppando anche altre esperienze riguardanti le colture urbane e la
permacoltura.
Monitorare l’attività del Consorzio COVAR 14, con un rigido controllo sia sull’espletamento dei
servizi che sulla gestione amministrativa, per ottenere miglioramenti nel servizio, riduzioni dei
costi, sistemazione di incredibili situazioni pregresse, riguardanti in particolare il
riproporzionamento delle tariffe dei locali commerciali, che attendono soluzione ormai da anni.
Sostenere la riduzione dei rifiuti, promuovere le attività volte al riciclo e l’adozione della vendita
“alla spina”.
Impostare un servizio di recupero del cibo in scadenza oppure residuale dalle mense scolastiche, in
collaborazione con il Banco Alimentare.
Promuovere i Gruppi d’Acquisto, aprendo a nuove esperienze atte a diffondere in tutte le categorie
sociali la sensibilità verso migliori stili di vita e di consumo alimentare, al fine di uscire da un oggi
ancora fortemente elitario.
salvaguardare la salute
Rendere operativi i Piani Profilo di Salute e tutte le buone prassi qui definite, che evidenziano
come l’attenzione alla salute coinvolga tutte le azioni proprie dell’amministrazione: la
prevenzione, la sicurezza, l’urbanistica, i trasporti, l’ambiente, gli stili di vita.
Predisporre la raccolta e analisi dei dati assunti dagli Enti preposti alla tutela ambientale, sia per
quanto attiene le emissioni che per quanto riguarda la valutazione dei rischi ambientali. L’analisi
dovrà servire da strumento per un Tavolo di Lavoro, formato da tecnici, politici, rappresentanti
delle Associazioni (ad esempio Ecovolontari e Croce Bianca), in grado di intervenire nei diversi
ambiti della salute e nella difesa dell’ambiente, anche attraverso l’informazione.
Assicurare, aggiornare, riqualificare i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria (LEA).
Creare uno Sportello Salute, di consulenza e accompagnamento ai cittadini, al fine di migliorare la
fruibilità del Sistema Sanitario regionale e di favorire la prevenzione, informando sulle
opportunità, sui diritti, sulla offerta, sulle modalità di accesso ai servizi integrati e sulle novità del
mondo sanitario.
Trasferire, anche mediante l’intervento di mediatori culturali o linguistici tale opportunità ai
cittadini stranieri, che rappresentano circa il 4,2% della popolazione rivaltese e che possono
trovarsi in difficoltà nel comprendere i complessi intrecci dei vari servizi. Tale operazione sarà
possibile creando una forte sinergia tra il mondo del volontariato, i servizi che già operano sul
territorio e le ASL.
Mantenere gli “Sportelli d’Ascolto”, sia per la prevenzione del disagio, sia per la violenza e il
mobbing.
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Sostenere le famiglie e la cura domiciliare, quando è possibile, per gli anziani cronici non
autosufficienti, per i figli non autonomi e per i malati di Alzheimer, promuovendo percorsi di cura
e di assistenza, sia facendo leva sulle strutture esistenti, sia sul volontariato.
Promuovere la salute attraverso il coinvolgimento di tutta la comunità (associazioni, società
sportive, operatori scolastici, parrocchie), rafforzando la sensibilizzazione della cittadinanza sui
principali temi (dipendenze, disturbi alimentari e alimentazione, educazione sessuale, disagio
psicologico).
Favorire l’incontro domanda-offerta di sanità leggera a prezzi calmierati (dentista, ginecologo,
pediatra, geriatra, oculista ecc).
favorire una mobilità agevole e sostenibile
Riprendere le contrattazioni con la GTT per migliorare il servizio trasportistico, richiedendo il
collegamento con la stazione metropolitana del Lingotto, la razionalizzazione dei percorsi sul
territorio e il miglioramento della qualità dei mezzi.
Migliorare i collegamenti tra le Frazioni e il Centro, impostando anche servizi speciali di navetta in
occasione di eventi e fiere.
Sostenere iniziative di supporto, quali il bus a chiamata per l’Ospedale S. Luigi e il servizio estivo
notturno Nightbuster, dedicato principalmente alla giovane utenza.
Mettere allo studio un Piano Urbano del Traffico, per risolvere le maggiori criticità, relative a
viabilità e parcheggi, del Centro Storico e delle Frazioni.
Avviare una riflessione sul progetto FM5 Stazione S. Luigi, per chiarire se la realizzazione possa
risultare di effettiva utilità per la mobilità rivaltese, se le risorse stanziate siano sufficienti a
rendere effettivamente operativo il servizio, se le opere accessorie (piste ciclabili e parcheggi)
saranno effettivamente realizzate. L’opera infatti risulta a tutt’oggi collegata non solo alle
compensazioni dell’inceneritore, ma anche alla realizzazione della Torino-Lione e si collocherebbe
in immediata adiacenza del cantiere.
Promuovere azioni atte a sollecitare un utilizzo più sostenibile dell’auto privata, implementando un
servizio organizzativo per il car pooling, mediante sistemi operativi di facile gestione. Il servizo
consentirà di mettere in contatto più persone che intendono effettuare lo stesso percorso affinché
ogni auto trasporti più persone, raggiungendo più obiettivi di sostenibilità: risparmio di carburante,
minore inquinamento, minore traffico.
Rafforzare le iniziative mirate a proporre un’alternativa all’uso dell’auto privata, come il Pedibus,
cercando un supporto nell’associazionismo e nel volontariato affinché possa diventare una
modalità abituale.
Proseguire la realizzazione della rete delle piste ciclabili, sia per quanto riguarda i percorsi casascuola sicuri, che per favorire in generale gli spostamenti in bicicletta all’interno del territorio.
Garantire lo scorrimento lento del traffico all’interno dell’abitato, in modo da rendere sicuri i
percorsi pedonali ed evidente il vantaggio di usare la bicicletta.
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LE FINTE PROMESSE DELLE GRANDI OPERE
LE IDEE
Rivalta è una città di poco meno di 20.000 abitanti. Vogliamo crescere gradualmente e con intelligenza,
vogliamo far stare bene i cittadini e le famiglie che vi abitano e quindi vogliamo che la crescita sia in
equilibrio con i servizi. Vogliamo che si arresti il consumo del suolo e riqualificare quanto già possediamo,
dalle aree industriali al centro storico e ai beni architettonici di cui siamo fieri. Vogliamo opporci con
assoluta determinazione a tutto ciò che non rappresenta progresso ma ferite non rimarginabili al territorio. Ci
riferiamo senza ambiguità al TAV che non vogliamo, come non vogliamo alcuna Grande Opera Inutile né a
Rivalta né altrove.
Ora si vorrebbe da Rivalta un ulteriore, ancor più pesante tributo di suolo e qualità della vita per la nuova
linea ferroviaria Torino-Lione (il TAV per le cronache).
Inutile perché non necessaria. Da Torino a Lione la ferrovia esiste già. Ogni giorno vi transitano appena 6
treni passeggeri tra Italia e Francia, ampiamente sufficienti a saturare la domanda di trasporto tra i due Paesi.
Il tunnel ferroviario, appena ammodernato con spesa dello Stato di 700 milioni di euro, ospita un traffico
merci dieci volte inferiore alla sua capacità valutata dalle stesse Ferrovie dello Stato nell’Osservatorio
Virano.
Devastante come da progetto. Cantieri e impatti ambientali decennali a ridosso delle abitazioni e degli
ospedali (Rivoli e S.Luigi), compromissione della Collina Morenica e del Parco del Sangone con gallerie,
trincee a cielo aperto e un’immensa discarica di materiale di scavo sulle sponde del torrente.
Antieconomica perché lesiva della stabilità finanziaria dello Stato, sulla quale scaricherebbe un costo reale
tra 12 e 20 miliardi di euro per un’opera che si prevede entri in funzione non prima di 25 anni da oggi. Una
spesa assurda in un paese come il nostro, che fatica a mantenere istruzione pubblica, previdenza sociale e
sicurezza idrogeologica del territorio.
Oggi non è più ammissibile sprecare suolo e denaro a fronte di promesse inconsistenti e opere inutili.
Le opere che vogliamo sono quelle che producono risultati utili per la comunità e commisurabili al loro costo
economico, ambientale e sociale. Quelle ideate, progettate e realizzate per migliorare e allargare i servizi
fruibili dai cittadini, creare opportunità di lavoro e qualificazione per il tessuto economico locale, concorrere
a ridurre il consumo di energia e l’impatto sull’ambiente delle nostre attività.
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Tra i compiti della futura Amministrazione Comunale vi è quello di promuovere le piccole opere utili, anche
potenziando e qualificando la partecipazione a bandi di finanziamento europei, nazionali e locali, con
proposte progettuali integrate con le politiche locali.
I progetti delle opere a piccola scala devono essere decisi e governati attraverso la partecipazione della
comunità locale. I risultati devono essere identificabili e direttamente verificabili.
LA CONCRETEZZA
opporsi alle devastazioni
Ribadire la contrarietà alla Torino-Lione attraverso l’azione politica in stretto coordinamento con
la Comunità Montana ValSusa ValSangone e gli altri comuni ed enti locali contrari all’opera.
Esprimeremo il contrasto sul piano tecnico, amministravo e legale in tutte le procedure di
valutazione e autorizzazione di progetti e lavori inerenti la proposta di nuova linea ferroviaria,
impegnandoci alla costante attività di informazione ai cittadini attraverso gli strumenti comunali di
informazione.
Esprimere contrarietà all’avviamento del Termovalorizzatore del Gerbido, essendo inoltre del tutto
disattesi gli impegni assunti dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino in merito
all’interruzione dell’attività dello stabilimento Servizi Industriali e al suo spostamento.
UNA IDENTITA’ SENZA DIFFERENZE: L’ORGOGLIO DI
ESSERE RIVALTESI
LE IDEE
Abbiamo innanzitutto un’unitarietà di territorio da recuperare, nelle sue diverse peculiarità. Abbiamo il
dovere di fare ordine: non soltanto valorizzare il ricco patrimonio storico e artistico, ma anche porre mano
al riordino e alla cura delle tante situazioni sospese. Tanti progetti avviati, tanti luoghi da riqualificare, con
progetti intelligenti, a lunga durata, di sicura ricaduta: il Castello, la cascina Rifoglietto, il Bocciodromo, i
caseggiati di via Orsini attendono una nuova vita, una restituzione completa alla comunità attraverso la
finora inedita cultura della partecipazione. Lavoreremo con efficacia per recuperare le risorse necessarie a
progetti condivisi e per valorizzarne le potenzialità senza che la gestione venga a gravare pesantemente sul
Bilancio Comunale.
Attende ancora una seria riqualificazione il Centro Storico , dove urge recuperare una visione progettuale
che tenga insieme salvaguardia, tutela del suo tessuto, valorizzazione della sua qualità ambientale,
promozione di un qualificato reinsediamento di attività commerciali e artigianali, nonché il recupero della
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sua funzione abitativa e di aggregazione sociale. Nelle Frazioni è fondamentale il recupero della vivibilità e
della qualità dei servizi. Il progetto che si sta delineando sull’area delle Casermette e si innerva sul
concetto di riqualificazione delle frazioni di Gerbole e Tetti Francesi, deve mirare al ridimensionamento
delle cesure e alla realizzazione di uno spazio urbano meglio organizzato e policentrico. Occorre pertanto
dargli corpo e gambe, senza tralasciare quegli elementi fondamentali alla coesione sociale che spesso
vengono dimenticati. Elementi peraltro che già i cittadini chiedono a gran voce.
Riprendiamo soprattutto la cura del territorio e riappropriamoci degli spazi per la socialità e per lo sport
libero, a Gerbole e in tutte le Frazioni, evitando l’”atterraggio” delle aree a servizi in luoghi molto lontani
dai piani edilizi cui si riferiscono, contrastando le zone-dormitorio prive di luoghi di incontro e impostando o
salvaguardando i necessari servizi: asili nido, scuole, giardini pubblici.
Riappropriarsi dei luoghi, dell’ambiente, del paesaggio significa fare e diffondere cultura: la cura degli
spazi urbani, la riqualificazione dell’esistente per restituirlo alla comunità, lo stimolo alla crescita
dell’aggregazione sono elementi culturali prioritari. I molteplici aspetti della cultura possono diventare un
importante stimolo di rigenerazione, contribuendo a rileggere e svelare un territorio, consolidando le identità
tradizionali e disegnandone di nuove. La cultura è un bene primario, che crea conoscenza e coscienza civica,
ma anche posti di lavoro. Il nostro territorio offre un patrimonio storico, artistico e ambientale
notevolissimo: è ora di svelarlo completamente a noi stessi e ai visitatori, in questi anni sempre più
numerosi. A questo si aggiunga il sostegno alle più diverse forme artistiche, compresi il teatro e la cultura
musicale in tutti i suoi aspetti, alla cui salvaguardia e promozione l’amministrazione deve dedicarsi.
Le politiche culturali dovranno ulteriormente sviluppare questi obiettivi, già avviati dall’assessorato alla
cultura nello scorso quinquennio, garantendo l’accessibilità, anche economica, a tutti i cittadini.
Cultura è anche integrazione, sia tra i soggetti che a diverso titolo “fanno cultura”, ma anche tra chi è
portatore di culture “diverse”. In riferimento alla presenza di gruppi di cittadini stranieri, la coesistenza e
l’incontro fra le diverse culture – alle quali può contribuire il diffuso e vivace associazionismo cittadino –
rappresenta un importante obiettivo.
Cultura significa anche cultura della cittadinanza, della convivenza, della pace e la formazione dei
piccoli e dei giovani, futuri cittadini del mondo, deve essere promossa in ogni modo, sottesa in ogni progetto
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culturale, ma sostenuta nell’attività scolastica, dove dovrà essere mantenuto il sostegno alla proposta
formativa dell’”Isola che c’è”.
Importante sarà la presenza e il coinvolgimento di soggetti economici terzi, anche privati,
opportunamente selezionati per qualità e interesse al territorio, non soltanto per sopperire alle limitate
risorse economiche pubbliche prospettabili in futuro, ma anche perché il coinvolgimento e il confronto con il
mondo imprenditoriale può riversare effetti benefici su tutto il territorio. In tal senso la promozione della
creatività e dell’innovazione può contribuire a diversificare la base economica e sostenere positivamente un
nuovo modello di sviluppo del territorio.
Affinché la cultura sia veramente motore di sviluppo dovrà essere promossa ogni forma di riqualificazione
urbana atta a favorire il miglioramento qualitativo e strutturale delle attività economiche, con particolare
riguardo al piccolo commercio, lavorando in totale sinergia tra i diversi settori: cultura, commercio,
urbanistica e lavori pubblici.
Potente motore culturale è rappresentato dall’associazionismo: occorre rafforzare la rete associativa, a
partire dal modello ormai consolidato di “Sistema Rivalta”, e riaffermare il legame con le istituzioni
sovraordinate, quali Provincia e Regione, in modo da creare le basi, anche finanziarie, per procedere alla
riqualificazione completa dei luoghi della cultura. La promozione dell’associazionismo giovanile potrà
favorire, anche e soprattutto nelle Frazioni, la nascita di nuovi spazi di incontro e la ricucitura del tessuto
sociale.
LA CONCRETEZZA
Valorizzare il patrimonio senza differenze
Promuovere la riqualificazione urbana, nel Centro come nelle Frazioni, atta a favorire il
miglioramento qualitativo e attrattivo delle attività economiche, con particolare riguardo al piccolo
commercio
Intervenire con un progetto organico sul patrimonio comunale, nel Centro e nelle Frazioni, per
favorirne il recupero e il riuso secondo modelli di valorizzazione sociale, creando inoltre sedi
stabili per le associazioni.
Impostare un Piano Particolareggiato del Centro Storico, favorendo il recupero del patrimonio
edilizio privato, adottando il Piano del Colore (già prodotto, ma mai applicato), introducendo
normative urbanistiche adeguate e incentivazioni, curando gli elementi di arredo urbano sia nel
Centro che nelle Frazioni.
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Terminare il progetto di riqualificazione del Centro Storico, mirato alla promozione delle attività
commerciali, sociali e ricreative dello spazio pubblico, che troveranno il fulcro nella biblioteca al
castello, ma che valorizzeranno anche le piazze come centro di socialità per i giovani, le famiglie e
gli anziani.
Terminare la riqualificazione del Centro Storico, completando la risistemazione delle piazze e
della via Umberto I.
Proseguire nella progettazione dei lotti successivi per la rifunzionalizzazione del Castello, affinchè
diventi un vero polo attrattivo, modulando le funzioni in modo che i costi non ricadano sui
cittadini.
Recuperare la casa di via Orsini, e valorizzarla anche nell’ambito della rifunzionalizzazione del
Castello e del fossato (ad esempio foresteria per centro di formazione superiore).
Impostare un progetto di recupero del caseggiato di via Orsini-ex caserma dei Vigili del Fuoco.
Intervenire sul Bocciodromo, valutando
le possibili ipotesi di riqualificazione, anche
eventualmente mettendo allo studio la possibilità della valorizzazione abitativa, reinvestendo i
proventi in edifici di utilità pubblica.
Definire un progetto di ristrutturazione della Cascina Rifoglietto inserendola in un progetto più
generale di riqualificazione ambientale della collina e dei percorsi collinari, riconnettendo questi
ultimi alla rete della Collina Morenica.
Chiedere l’ampliamento della tutela paesaggistica ai sensi dell’art. 45 del Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio per l’area circostante la Chiesa dei S.S. Vittore e Corona.
Sostenere la cultura come motore di sviluppo
Incrementare l’offerta culturale, sia nella programmazione che per quanto riguarda l’attività delle
biblioteche, garantendo l’accessibilità a tutti, con particolare attenzione alle nuove generazioni,
alle famiglie, agli anziani.
Portare con l’aiuto delle associazioni, la cultura in piazza, con particolare riguardo alle Frazioni,
stimolando l’ampliamento della rete di Sistema Rivalta.
Seguire la rifunzionalizzazione del Castello, lavorando sugli arredi e sulla gestione della nuova
biblioteca, affinché, all’atto dell’apertura, prevista alla fine del 2013, sviluppi tutte le sue
potenzialità di luogo di scambio di esperienze per giovani e meno giovani, luogo aperto e per tutti,
capace di dialogare con tutto il territorio e di muoversi in modo equilibrato tra l’ordine del libro e
l’apparente disordine delle nuove tecnologie.
Sostenere il valore culturale delle nuove tecnologie, creando punti di libera connessione wi.fi, sia
nelle biblioteche che nei luoghi di aggregazione.
Dare visibilità ai progetti interculturali, promuovendo anche attraverso eventi dedicati, la cultura
della Pace e della diversità, con la collaborazione delle scuole del territorio e delle associazioni
(culturali, di intrattenimento e sportive), e coinvolgendo i gruppi di cittadini e cittadine stranieri.
Promuovere la creatività e l’arte nelle sue diverse forme ed in particolare la cultura musicale,
elemento peculiare e caratteristico del nostro territorio (Corpo bandistico, Neos Orchestra, Scuole
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Musicali, Sala Prove dei Centri di Aggregazione Giovanile, Band spontanee), appoggiando anche
la creazione di sezioni musicali nelle scuole primarie di secondo grado del territorio.
Valorizzare la cultura “locale”, rendendo protagonisti i cittadini e loro talenti, stimolando la
partecipazione delle nuove generazioni.
Occorre inoltre sostenere la cultura come elemento portante della struttura sociale, facilitandone
l’accesso fin dalla più tenera infanzia, promuovendo l’avvicinamento alla lettura, alle forme
artistiche e sostenendo le proposte formative delle scuole atte a formare il senso di cittadinanza e
legalità, nonché a sensibilizzare l’attenzione per l’ambiente.
Sostenere e promuovere l’associazionismo ed in particolare quello giovanile, come motore di
aggregazione e cittadinanza.
Sostenere l’avvicinamento, già a partire dalla più tenera età all’arte contemporanea, al teatro, alla
lettura, promuovendo le attività ormai consolidate con il Castello di Rivoli, con il Tetro Ragazzi,
con le Biblioteche.
Promuovere la città
Promuovere la città come meta di turismo di prossimità, incentivando il turismo sostenibile,
valorizzandone sia il tessuto storico che le risorse ambientali (la rete d’acque, la collina, le
cascine), consolidando il rapporto avviato già dal 2010 con la rete territoriale e con il Ministero dei
Beni Culturali (Gran Tour, Settimana della Cultura).
Interpretare la cultura e i suoi luoghi come strumento di attrazione e di apertura sovracomunale,
portando a compimento la rifunzionalizzazione del Castello e ridando vita alla Cascina Rifoglietto,
inserendola in un progetto più generale di riqualificazione ambientale della collina e dei percorsi
collinari, riconnettendo questi ultimi alla rete della Collina Morenica.
Proseguire nella valorizzazione del tessuto associativo attraverso la rete di “Sistema Rivalta”,
raggiungendo nel contempo l’obiettivo della valorizzazione del patrimonio storico, artistico e
ambientale.
Promuovere la “memoria urbana” (nel Centro e nelle Frazioni), mediante una seri di azioni atte a
“svelare” il territorio: cartellonistica tradizionale, comprendente contaminazioni digitali, con
mappatura e descrizione dei luoghi storici.
Promuovere la città “comunicandola” all’esterno: attivare un sito (link) dedicato alla “storia” degli
abitati, ripubblicare la Guida Verde.
Provvedere alla sistemazione di cartellonistica a pannelli luminosi in punti strategici del territorio.
Adeguare la segnaletica stradale, per facilitare il raggiungimento dei luoghi della cultura e
dell’ambiente.
Proseguire nella valorizzazione dell’editoria locale, sia promuovendo gli autori del territorio, sia
proseguendo l’attività editoriale che ha portato il Comune di Rivalta ad avere all’attivo sette
pubblicazioni edite dal 2008 al 2012.
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Qualificare le Fiere tradizionali (Fiera di Primavera e Sagra del Tomino) per entrare nei circuiti
turistici ed enogastronomici di interesse regionale, partecipando eventualmente a bandi di
finanziamento.
Valorizzare le Eccellenze Artigiane regionali presenti sul nostro territorio (attualmente 7, di cui 6
nel settore enogastronomico).
LE NOSTRE RISORSE: I GIOVANI, IL TESSUTO
PRODUTTIVO
LE IDEE
La costante crescita degli abitanti e i nuovi insediamenti urbani fanno sì che Rivalta sia una città
prevalentemente “giovane”, dove le famiglie da poco formate e le nuove generazioni costituiscono una parte
molto rilevante del tessuto sociale. E’ fondamentale pertanto che si mantenga la garanzia di una scuola
efficiente, sgravando il corpo insegnante dai piccoli problemi del quotidiano ed appoggiando e sostenendo
tutte le iniziative atte ad assicurare il mantenimento degli standard formativi. Lavorare a stretto contatto con
gli insegnanti perché la scuola sia parte attiva del tessuto sociale, contribuendo così sempre più alla
prevenzione del disagio e all’integrazione. Costruire cittadini e responsabilità, parlare con le famiglie,
ponendo al centro il bambino e la bambina e i loro diritti, fornendo al contempo sostegno alla genitorialità e
strumenti pratici di servizio alle famiglie, mai come ora costrette a ritmi di vita accelerati e precari,
cercando di mantenere alta la qualità del servizio e quanto più accessibili i costi. Attenzione alla scuola
quindi come strumento educativo, ma anche cura degli edifici scolastici, ben tenuti e sicuri, da monitorare
costantemente e in collaborazione con corpo docente e rappresentanti delle famiglie.
L’accompagnamento delle nuove generazioni, in tutto il percorso di crescita, dall’infanzia all’ingresso
nel mondo del lavoro, dovrà rappresentare per l’Amministrazione un lavoro costante e attento, creando su
tutto il territorio una rete di monitoraggio dei bisogni e dei disagi, intervenendo sul diritto allo studio e al
lavoro e valorizzando tutti i percorsi culturali atti a promuovere l’autonomia e il protagonismo giovanile,
il rafforzamento della personalità individuale, delle proprie capacità, dei propri talenti. Le politiche giovanili
dovranno essere sempre più integrate con gli assessorati che si occupano di questi temi: occuparsi di
politiche giovanili significa infatti occuparsi di cultura, di sport, di mobilità, di casa, di lavoro, di
ambiente…
In un territorio proiettato al futuro, con una popolazione giovane in crescita, è prioritario sostenere le attività
produttive, creare opportunità lavorative. La conoscenza del tessuto produttivo del territorio appare
indispensabile e va fondata su tavoli di confronto, che vedano presenti tutti gli attori, in modo da prevenire le
situazioni di difficoltà e sollecitare la creazione di una rete di sostegno tra le imprese.
Nella stessa ottica di potenziamento e consolidamento delle attività lavorative si dovranno collocare
proposte migliorative delle potenzialità commerciali ed artigianali, alternative agli abusati centri
commerciali e volte sia a formare “centri commerciali naturali” sia a riqualificare aree industriali già
compromesse.
Sono diverse le aziende agricole attive sul nostro territorio: occorre valorizzarne, laddove possibile, il
patrimonio produttivo e sostenerle con politiche adeguate, che prevedano anche azioni atte alla
valorizzazione della filiera corta e allo sviluppo dei sistemi agroalimentari locali.
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LA CONCRETEZZA
accompagnare le nuove generazioni: la scuola
Assicurare la massima efficienza e cura delle manutenzioni degli edifici.
Assicurare la qualità e la sicurezza delle strutture.
Difendere le famiglie sostenendo, in termini di aiuti e di servizi, i nuclei con figli, a partire da
quelli numerosi, mantenendo sia livelli di offerta attuali, migliorandone la qualità, sia le
agevolazioni sul servizio mensa e sulle tariffe degli asili nido.
Soddisfare le richieste di disponibilità di posti negli asili nido, esaminando la possibilità di aprire
una nuova struttura a Gerbole (anche in considerazione dell’incremento degli abitanti).
Favorire la nascita di micronidi o di forme diverse di supporto alle esigenze familiari (ludoteche,
baby parking), anche in collaborazione con associazioni di volontariato o altre realtà educative del
territorio.
Garantire il servizio di pre e post scuola, intendendo il servizio non come un “parcheggio”, ma
come un servizio alle famiglie, mai come oggi costrette ad una vita lavorativa dai ritmi pesanti e
accelerati.
Mantenere gli investimenti sulla qualità della proposta formativa, garantendo il progetto “L’isola
che c’è”, con particolare riguardo alla formazione ambientale, sportiva e di avvicinamento alla
cittadinanza attiva e alla legalità.
Porre attenzione al servizio di mensa scolastica, rimodulando i menu nell’ottica di un minore
spreco e introducendo cibi riferibili il più possibile alla “filiera corta”, al biologico, ai prodotti
locali.
Puntare a favorire i processi di orientamento, affiancando alla proposta tradizionale offerta dalla
Provincia nella scuola media, interventi mirati alla persona, favorendo la valorizzazione delle
proprie inclinazioni e la conoscenza di sé già nella scelta verso la scuola media superiore.
Attivare interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute,
con particolare riguardo alle dipendenze e ai disordini alimentari.
Garantire il sostegno alla genitorialità mantenendo lo “Sportello d’Ascolto” per le famiglie e
promuovendo incontri e seminari dedicati, inoltre, ai genitori dei giovani adolescenti, allo scopo di
creare una positiva ed efficace sinergia tra gli educatori e i genitori, in un delicato momento della
formazione della personalità, momento in cui il disagio oggi pare crescente.
accompagnare le nuove generazioni: i giovani
Lavorare con i giovani e non “per” i giovani, stimolando la capacità di protagonismo e lasciando il
più possibile nelle loro mani l’iniziativa progettuale.
Continuare a promuovere l’associazionismo giovanile come motore di aggregazione e
cittadinanza.
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Favorire l’integrazione sinergica dei gruppi di giovani che operano a vario titolo nel territorio: in
Sistema Rivalta, negli oratori, nelle società sportive, nei gruppi spontanei e musicali, tra gli Scout,
in modo che si possano verificare contaminazioni virtuose e possano scaturire progettazioni
condivise, per una vasta e positiva ricaduta su tutta la comunità.
Favorire la nascita sul territorio, ed in particolare nelle Frazioni, di spazi distaccati gestiti da
associazioni giovanili che si dedichino alla ricucitura del tessuto sociale e alla valorizzazione del
senso di comunità.
Valorizzare al meglio Centri di Aggregazione Giovanile, mantenendone l’ identità di Centri
“aperti”, capaci di far convivere la progettualità con la semplice accoglienza e l’ascolto.
Continuare a promuovere il protagonismo culturale dei giovani, sia nelle espressioni musicali (sala
prove e band, Neos Orchestra, corpo musicale La Rivaltese, Iniziativa Musicale..) sia nelle altre
forme artistiche e letterarie.
Favorire ogni azione volta al macro obiettivo della realizzazione dell’autonomia, a partire
dall’esperienza del co-housing, come occasione per “far uscire di casa” i ragazzi e le ragazze
attraverso il mutuo sostegno e la condivisione degli spazi abitativi.
Orientare le politiche della casa verso i giovani e le giovani coppie. L’Amministrazione si
impegnerà nel censimento degli alloggi vuoti e non affittati, attivando patti di garanzia per il
sostegno agli affitti, al fine di dare nuove opportunità abitative e scoraggiare il fenomeno degli
alloggi sfitti.
Potenziare l’accompagnamento al mondo del lavoro, dando continuità all’esperienza di
ImPrendiamoci Bene, cercando di concentrare in questo felice format progettuale più canali di
finanziamento, afferenti sia al lavoro che alle politiche giovanili in senso stretto.
Collaborare con gli Istituti Superiori dei Comuni limitrofi che aderiscono a progetti formativi di
respiro europeo (ad esempio Progetto Leonardo).
Individuare, nell’ambito del patrimonio comunale, un locale “di giovani per i giovani”, che
sviluppi in autogestione, a partire dalle esperienze del Centro Giovani e delle Associazioni
giovanili socialità, cultura, creatività.
accompagnare le nuove generazioni: lo sport
Incoraggiare la pratica sportiva nelle giovani generazioni, come mezzo di formazione ai sani
principi di solidarietà e di responsabilità.
Sostenere le molte eccellenze sportive già presenti sul territorio.
Curare le manutenzioni delle aree sportive, siano esse al coperto o all’aperto, sia che si tratti di
palestre scolastiche che di campi liberi, valutando migliorie dell’esistente che consentano migliore
e più ampia fruizione.
Creare un Tavolo dello Sport, al fine di far conoscere fra loro le diverse società sportive e
promuoverne le auspicabili sinergie. Tale metodologia consentirà anche di attivare progetto
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comuni sui quali attrarre risorse economiche, sia da privati che mediante la partecipazione a bandi
di finanziamento.
Valorizzare lo sport come motore di riqualificazione e aggregazione sociale, promuovendo progetti
che consentano di portare lo sport nelle strade e nelle piazze, soprattutto nelle frazioni: se non
abbiamo beni storici da valorizzare, valorizziamo le persone.
Proporre protocolli d’intesa con le Società e i Centri Sportivi, anche privati, presenti sul territorio,
per aumentare l’accessibilità allo sport, valutando anche eventuali convenzioni con altri territori
per far conoscere specialità sportive non attivate sul nostro Comune.
Predisporre in sinergia con il Centro Sportivo dell’O.A.S.I. Laura Vicina, l’elaborazione di
progetti specifici per la disabilità.
Promuovere eventi sul territorio specificatamente dedicati allo sport, reintroducendo la “Festa
dello Sport”.
Promuovere “gemellaggi” sportivi con altre realtà, in Italia o all’estero.
Valorizzare gli sport cosiddetti liberi, promuovendo anche nuovi approcci: il softair, il parcour,
l’arrampicata. A questo proposito si potrà creare una sinergia con il distaccamento rivaltese dei
Volontari dei Vigili del Fuoco, valutando se possano esistere le condizioni per la gestione di una
parete attrezzata di arrampicata libera.
Valorizzare la capacità dei giovani di trasmettere la loro passione, sollecitando le società
sportive ad “allevare” giovani allenatori.
accompagnare e promuovere il tessuto produttivo: le imprese
Favorire e promuovere una rete di servizi informativi integrati sul tema lavoro, favorendo
l’incrocio tra domanda e offerta in stretta collaborazione con il Centro per l’Impiego.
Rafforzare le strutture immateriali del nostro territorio anche in termini di relazioni e scambi di
conoscenza e tecnologia all’interno del mondo economico, favorendo la costituzione di una rete di
interscambio tra le aziende e le attività commerciali del territorio.
Dare sostegno all’imprenditoria femminile, anche in collegamento con le iniziative nazionali:
rapporto banche/imprese femminili, microcredito, osservatorio per l’imprenditorialità femminile.
Istituire un tavolo di monitoraggio e confronto, che veda presente tutti gli attori, comprese le parti
sociali, in modo da prevenire e contrastare le situazioni di difficoltà, studiando anche azioni di
sostegno alle imprese virtuose.
Favorire l’imprenditoria giovanile, realizzando spazi di coworking, ossia luoghi fisici compatibili a
diverse attività e dotati di strumenti di lavoro, messi a disposizione per l’avviamento di un’attività
e per creare sinergie professionali e imprenditoriali.
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Promuovere la riqualificazione delle aree industriali compromesse, cercando elementi di
attrattività per le imprese anche attraverso incentivazioni per l’alta dotazione tecnologica, i bassi
impatti ambientali, l’alta efficienza energetica.
accompagnare e promuovere il tessuto produttivo: il commercio
Favorire l’inserimento sul territorio di esperienze di imprenditoria sociale.
Attuare politiche atte al miglioramento delle potenzialità commerciali e artigianali, con particolare
riferimento al commercio di vicinato, da attuarsi anche tramite l’accesso a finanziamenti pubblici
(bandi regionali “Piani di Riqualificazione Urbana”).
Destinare risorse al sostegno del commercio di vicinato, oggi fortemente provato dalla massiccia
presenza dei centri commerciali.
Incentivare l’apertura di nuove attività commerciali e artigianali qualificate.
Incentivare la riqualificazione degli esercizi commerciali (insegne, vetrine), in coerenza con
l’arredo urbano.
Promuovere la formazione degli operatori commerciali, atta a migliorarne le competenze,
avvalendosi della collaborazione della Camera di Commercio Industria Artigianato, della
Provincia di Torino, della Regione Piemonte.
accompagnare e promuovere il tessuto produttivo: l’agricoltura
Sostenere l’agricoltura e la promozione agricola avviando tavoli di confronto, atti anche ad
adottare progettualità specifiche, assumendo eventuali candidature a bandi di finanziamento.
Allo scopo di incrementare le colture, a partire dal recente aggiornamento dell’anagrafe agricola,
effettuare il censimento degli incolti, per mettere allo studio la possibilità di affitti calmierati a
giovani coltivatori, creando eventualmente posti di lavoro anche per cittadini in sofferenza
lavorativa.
Svolgere uno studio di fattibilità (da promuovere in collaborazione con i comuni del
comprensorio) per valutare la possibilità di supportare l’avvio di attività imprenditoriali di
manutenzione e ingegneria naturalistica in Collina Morenica sulla rete di canali e bealere (da
realizzare anche attraverso la candidatura a specifici bandi di finanziamento).
Promuovere le produzioni agricole di qualità a filiera corta, attraverso la valorizzazione delle
aziende locali, lo sviluppo di sistemi agrourbani locali e di colture biologiche e OGM free, nonché
il supporto all’apertura di punti vendita aziendali.
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CEMENTARE, NON CEMENTIFICARE: IL NOSTRO
TESSUTO SOCIALE
LE IDEE
Gli effetti della crisi sono evidenti ovunque. La contrazione della domanda e le difficoltà connesse
all’accesso al credito hanno messo in difficoltà numerose aziende di media e piccola dimensione, con riflessi
durissimi sul piano dell’occupazione. E’ chiaro che l’amministrazione comunale, nel prossimo quinquennio,
dovrà dedicare il massimo appoggio ai soggetti travolti da questa temperie: i lavoratori, le imprese, le
famiglie.
Il welfare, ossia la tutela per tutti, è un investimento sociale, di cui beneficiano il mercato, il pubblico e il
privato, le persone di ogni età, origine, cultura e condizione, senza distinzione alcuna. E’ un elemento
centrale della democrazia, irrinunciabile per la salvaguardia delle condizioni di sicurezza sociale e libertà,
propulsivo anche ai fini dello sviluppo economico.
La valorizzazione delle politiche sociali non risponde esclusivamente a bisogni meramente assistenziali, per
quanto necessari e imprescindibili, ma deve entrare in complementarietà alle politiche sanitarie, alle
politiche della casa, alle politiche per gli anziani, per la famiglia e per le nuove generazioni,
contribuendo ad una migliore accessibilità dei servizi da parte degli utenti e una più tempestiva presa in
carico dei disagi da parte dei servizi stessi.
Un welfare che funziona sa prevenire: occorre assumere il tema della conciliazione tempo-lavoro, tutelando
e valorizzando il lavoro femminile, mantenendo e potenziando i servizi che permettono sostegno per i figli,
a partire dagli asili nido, e alla genitorialità, e riconoscendo il lavoro di cura verso gli anziani, per i quali
la residenza in apposita struttura non può essere l’unica risposta. Anzi, lavoriamo per superare questa
visione: meno Residenze per Anziani, più domiciliarità!
Gli anziani della nostra città rappresentano una risorsa di esperienza, memoria storica e competenze e non
possono essere considerati marginali. Occorre mettere in campo una città vivibile e accogliente, uscire dalla
logica che tende a considerare l’anziano come un “peso”, un problema per i figli e un carico sociale. Così
come per i giovani, va facilitato l’accesso alla casa e all’indipendenza, promovendo le formule del social
housing e del co-housing e investendo maggiormente sulla domiciliarità, sull’accessibilità dei servizi e
sulle strutture di sostegno esterne. Questo vale anche per le famiglie con anziani cronici non autosufficienti
o con figli non autonomi, sia dal punto di vista fisico che psichico.
Le politiche sociali hanno il compito di ricordarci che una città si qualifica anche nella capacità di accogliere
e di rispondere alle principali fonti di illibertà: emarginazione, deprivazioni sociali, varie forme di povertà,
avendo chiaro che nella situazione odierna il rischio povertà riguarda una fascia sempre più ampia di
cittadini. Le risposte concrete ai bisogni identificati dai Tavoli dei Piani di Zona del nostro territorio, oltre
che dalla salvaguardia delle risorse a disposizione, verranno dal lavoro condiviso tra i servizi, le associazioni,
le parrocchie: ancora una volta la rete rappresenta l’elemento fondamentale.
Il sostegno non può tuttavia limitarsi all’assistenza e, nell’ambito delle sue competenze, è doveroso che
un’Amministrazione si occupi seriamente del tema del lavoro, elemento imprescindibile della dignità
dell’individuo, sul quale si fonda il primo articolo della nostra Costituzione. Il lavoro è l’ambito nel quale si
misura la riuscita dell’integrazione sociale e la privazione dell’attività lavorativa comporta non soltanto
disagio economico, ma anche la perdita della fiducia nel futuro, della capacità progettuale: significa entrare
in una spirale di paura, di solitudine, di ricattabilità. Occorre dunque creare opportunità di ricollocazione e
di formazione permanente per coloro che hanno perso il lavoro e per i giovani che non riescono ad uscire
dalla precarietà. Un welfare quindi teso anche a sviluppare le potenzialità delle persone, a svilupparne i
talenti e le capacità, a favorire l’imprenditoria giovanile e femminile. Le politiche giovanili dovranno
contenere e sollecitare la promozione dell’autoimprenditorialità e dell’accompagnamento verso il mondo del
lavoro, con azioni concertate con le politiche del lavoro e della casa, rafforzando e dando continuità
all’esperienza pilota di “ImPrendiamoci Bene”.
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sostenere le famiglie
Mantenere alta l’attenzione nei confronti delle fasce deboli e delle famiglie, a sollievo dei costi
delle utenze, degli affitti e delle tariffe, mantenendo ciò che è già in essere, curando gli aspetti di
equità sociale e garantendone il controllo, affinché i benefici possano ricadere esclusivamente
sugli aventi diritto.
Promuovere il ripristino di un Tavolo Regionale sui temi della famiglia.
Rendere attuativo il Piano Regolatore dei Tempi e degli Orari, ponendo l’accento sulla
conciliazione nel tema famiglia-lavoro e valorizzando i servizi che tutelano in primo luogo il
lavoro della donna.
Mantenere l’Assessorato alle Pari Opportunità, curando che le attività e i progetti elaborati non
siano considerati residuali rispetto al Bilancio Comunale.
sostenere gli anziani
Mantenere i livelli di servizi già in atto, garantendo una sempre migliore qualità delle politiche per
la Terza Età.
Introdurre agevolazioni economiche e sgravi fiscali per gli anziani in grave difficoltà.
Coinvolgere gli anziani ancora in piena attività a favore dell’infanzia, del monitoraggio delle
condizioni di vita nei quartieri, della promozione culturale.
Attivare il coinvolgimento delle Associazioni sul tema della Terza Età, non soltanto per forme di
volontariato atte a coadiuvare e sostenere l’autonomia degli anziani (servizi di “passaggi auto”,
spesa alimentare e farmaci a domicilio, prestito bibliotecario, piccole manutenzioni), ma anche
sollecitando la collaborazione tra le Associazioni giovanili e culturali e i Centri Sociali ricreativi
per anziani.
Promuovere formule di co-housing, atte a garantire nella persona anziana, ma autosufficiente,
elevati livelli di autonomia, grazie al mutuo soccorso e alla condivisione degli spazi abitativi.
Promuovere formule di migliore accessibilità alla salute, specificatamente dedicate agli anziani, da
introdurre nell’ambito dello “Sportello Salute”.
Sostenere la casa di riposo Bianca della Valle.
sostenere le fasce deboli
Mantenere il contributo al C.I.di.S. (Consorzio Intercomunale di Servizi Socioassistenziali), a
sostegno delle fasce deboli, degli anziani, dell’handicap.
Garantire l’integrazione alle ore di sostegno alle disabilità, essendo presenti a supportare le sempre
più scarse risorse della scuola pubblica.
Promuovere accordi con esercenti e grande distribuzione per vendita a condizioni particolari ed
acquisti “last minute” per merci deperibili, per categorie particolari: pensionati, lavoratori in cassa
integrazione, studenti che non vivano in famiglia.
Potenziare la rete sociale per contrastare il fenomeno della solitudine, dell’isolamento,
dell’abbandono.
Sostenere le politiche d’integrazione riservate ai migranti e agli stranieri, curando, da un lato, la
diffusione delle lingua italiana e degli elementari principi della cittadinanza democratica e,
dall’altro, guardando con favore la realizzazione di luoghi di ritrovo e di libero incontro, aperti
anche alla cittadinanza.
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Favorire la realizzazione di un tessuto urbano pienamente fruibile da parte dei disabili e degli
anziani, con l’impegno di eliminare del tutto le barriere architettoniche.
sostenere il diritto alla casa
Provvedere al monitoraggio costante delle esigenze abitative e alla promozione di politiche della
casa, preferibilmente attraverso investimenti pubblici.
Creare una banca dati concernente alloggi sfitti o non utilizzati.
Sostenere il progetto LOCARE, valutando la partecipazione ad altri eventuali progetti di iniziativa
di enti sovraordinati, atti a sostenere il diritto alla casa.
Promuovere patti di garanzia per l’affitto.
Riesaminare le quote di edilizia agevolata, riparametrandole alle esigenze reali e vigilando sulla
legalità.
Monitorare con grande attenzione la realizzazione delle case ATC dell’area Tetti FrancesiCasermette, relativamente ai tempi di consegna e alla qualità complessiva degli edifici.
Dotarsi di alloggi per l’emergenza abitativa.
Promuovere forme di coresidenzialità, microcomunità e autocostruzione.
Favorire l’accesso alla casa ai giovani e alle coppie, stimolando anche l’implementazione di
progetti di co-housing.
sostenere il diritto al lavoro
Mantenere gli sportelli dell’Informagiovani e dell’Informalavoro.
Lavorare in stretta collaborazione con il Centro per l’Impiego, favorendo un punto di incrocio tra i
cittadini inoccupati e le esigenze delle imprese, anche mettendo a disposizione uno spazio virtuale
di incontro.
Attuare percorsi permanenti per la ricollocazione al lavoro, attivando una stretta collaborazione
con il Centro per l’Impiego, per il reinserimento dei non occupati in fascia di età avanzata, tra i
quali molte sono le donne.
Curare l’inserimento professionale dei soggetti disabili e a rischio di emarginazione sociale, anche
con la collaborazione delle cooperative sociali.
Continuare a finanziare e ad organizzare cantieri di lavoro comunali, ampliando i caratteri di
specializzazione, allargando così le opportunità anche ai diplomati e laureati.
Destinare risorse alle politiche per il micro-credito e per il prestito d’onore, garantendo un credito
di limitato ammontare, finalizzato all’avvio di una attività imprenditoriale o per far fronte a spese
di emergenza, a soggetti che generalmente sono esclusi dal settore finanziario formale, pur
godendo di un reddito.
Promuovere il telelavoro, partecipando anche a bandi per finanziamenti.
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LA LEGALITA’ CHE GENERA SICUREZZA
LE IDEE
La questione della legalità ingloba il tema della sicurezza e lo rende parte di un progetto più generale. Il
valore della sicurezza si esplica infatti a tanti livelli: nella attività amministrativa, sulle strade, sul luogo
di lavoro.
La cultura della sicurezza non coltiva il qualunquismo della paura né tanto meno si esplica in solitudine:
proprio l’amministrazione, dando esempio di trasparenza, di comunicazione e di efficienza, si colloca al
centro di una nuova cultura della legalità e se ne fa garante, promuovendo iniziative verso i cittadini e le
nuove generazioni, per incentivare, diffondere e trasmettere messaggi di legalità e cultura della convivenza.
Sicurezza significa anche qualità della vita: poter raggiungere la scuola, i mercati, i luoghi di lavoro o
semplicemente passeggiare in tutta tranquillità. I percorsi casa-scuola sicuri, gli attraversamenti pedonali,
la puntuale manutenzione delle strade e dei luoghi pubblici devono costituire una priorità. Di
fondamentale rilevanza è il servizio di Polizia Municipale di prossimità, il cosiddetto Vigile di Quartiere,
importante figura di riferimento per la comunità: pronto a regolare la viabilità, ma anche ad accogliere e
prevenire elementi di disagio sociale e ambientale. A tale scopo sarà fondamentale la riattivazione di un
tavolo di concertazione sul disagio e sulle dipendenze, coinvolgendo tutti gli attori del territorio e
promuovendo efficaci azioni di prevenzione, anche relativamente al gioco d’azzardo.
Anche la sicurezza sul lavoro sarà oggetto di particolare attenzione e di controlli più efficaci da parte
dell’amministrazione, così come si incentiveranno le procedure di valutazione delle condizioni di
vulnerabilità del patrimonio edilizio e produttivo, al fine d’indirizzare gli interventi mirati alla riduzione
dei rischi per tutti i cittadini. Sicurezza sul lavoro e legalità vanno di pari passo e sarà indispensabile
provvedere a costituire un nucleo di vigilanza sui cantieri, atto a controllare il rispetto delle norme e ad
ostacolare il sommerso.
Non si può infine prescindere dalla sicurezza del territorio in relazione gli eventi naturali di portata
eccezionale: verrà finalmente reso operativo il Piano di Protezione Civile, valorizzando la presenza sul
nostro territorio del distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari e il contributo della locale Associazione
Nazionale Alpini.
LA CONCRETEZZA
cultura della legalità
Dedicare la massima attenzione al governo della cosa pubblica, in particolare nella gestione degli
appalti pubblici e nel settore edile.
Approvare il regolamento Comunale per le Sale Gioco e il gioco d’azzardo.
Provvedere a costituire un Nucleo di Polizia Municipale di Vigilanza Tributaria, allo scopo di
vigilare anche il rispetto delle norme edilizie, per il contrasto al sommerso e per il rispetto delle
norme sulla sicurezza sul posto di lavoro.
informazione = legalità = sicurezza
Consolidare le campagne di informazione volte alle scuole, ai giovani, alle famiglie: Guido Sobrio
Guido Sicuro, informazione sul consumo di alcool, di sostanze e sulle dipendenze, nonché sul
tema dell’educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, all’integrazione, riservando a questi
temi parte dei percorsi de “L’Isola che c’è”.
Promuovere corsi di guida sicura.
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Riattivare il tavolo di concertazione sul disagio e sulle dipendenze, che vede presenti tutti gli attori
che agiscono sul territorio: l’Amministrazione Comunale, la Polizia Municipale, i Carabinieri, i
soggetti che a vario titolo lavorano con i giovani (Insegnanti, Centri di Aggregazione Giovanile,
Parrocchie), i servizi sociali, i servizi sanitari (Centro di Salute Mentale, SERT), effettuando così
un monitoraggio costante della realtà del territorio.
Promuovere e mantenere l’Educativa di Strada. Qualora tali progetti, che sono volti alla
prevenzione dei comportamenti a rischio e al monitoraggio dei gruppi spontanei, non trovassero
risorse nell’ambito del CIdiS, ci impegneremo a trovarle nell’ambito del Bilancio Comunale.
Promuovere le politiche d’integrazione sociale e culturali nel rispetto della lettera e dello spirito
della Costituzione.
legalità = sicurezza = qualità della vita
Installare - solo dove necessario - telecamere di sorveglianza, senza tuttavia trasformare i luoghi
pubblici in una sorta di “Grande Fratello”, in quanto riteniamo che la socializzazione, l’animazione
del territorio, la cultura della solidarietà e del mutuo soccorso costituiscano i più forti elementi di
controllo sociale.
Attivare o migliorare i percorsi sicuri casa-scuola a partire dalle strade a scorrimento veloce, che a
causa della crescita eccessiva delle abitazioni, risultano inglobate nel tessuto urbano.
Curare i passaggi pedonali, l’illuminazione, il posizionamento della segnaletica stradale, l’arredo
urbano, ivi compresi gli spazi pubblici e le pensiline alle fermate dei bus, perché anche il
miglioramento della qualità della vita e dell’accessibilità produce sicurezza.
Dotare le strade a scorrimento veloce di dissuasori luminosi di velocità.
Continuare a valorizzare la figura del “nonno vigile” e a favorire la ZTL scolastica.
Proseguire il servizio di Polizia Municipale in gestione associata, sempre che il monitoraggio, che
dovrà essere costante, ne garantisca il reale vantaggio, trovando all’interno di questo metodo, le
risorse per ripristinare la figura del Vigile di Quartiere.
Proseguire con gli indirizzi dei progetto Sangone Sicuro.
Sviluppare e rendere operativo il Piano di Protezione Civile, con la collaborazione della Polizia
Municipale, dei Vigili del Fuoco Volontari, dell’Associazione Nazionale Alpini di Rivalta.
Valorizzare la presenza nel nostro territorio del distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari,
anche mediante un sostegno economico riconosciuto, da suddividere in rete tra i Comuni che
condividono con noi la risorsa degli interventi del nostro distaccamento. Si instaurerà così una
fonte di risorsa economica che consenta una progettualità di lungo termine, sia rispetto alla
pianificazione della formazione che all’acquisto delle attrezzature.
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documento programmatico Nicoletta Paola Cerrato