RELAZIONE INTRODUTTIVA DI RAFFAELE SIRICA,
PRESIDENTE DEL CNAPPC
(CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E
CONSERVATORI)
PRESIDENTE DEL CUP
(COMITATO UNITARIO DELLE PROFESSIONI)
-------------------------------------------IN PREPARAZIONE DEL CONGRESSO MONDIALE DI TORINO
Il presidente francese Nicolas Sarkozy inaugurando la cité de l’architecture a
Parigi, ha detto: ”…voglio porre l’architettura al centro delle nostre scelte
politiche. L’architettura ha un ruolo primario nel destino individuale e collettivo
degli uomini…”.
Parole importanti, di grande significato politico, cui hanno fatto subito eco le
parole di Francesco Rutelli: “Gli architetti e gli urbanisti del dopoguerra hanno
perso una battaglia storica, magari anche per colpa della politica.”
Dunque una ventata nuova, in un nuovo scenario del mondo, che impegna tra
l’altro, i Governi a provvedere alle emergenze del pianeta.
In Europa l’80% della popolazione vive nelle città, e nelle città europee il 70%
del consumo energetico è legato agli edifici. E la direttiva europea sul
risparmio energetico, che in Italia si era fermata a Bolzano, produrrà, anche
nel nostro paese, una vera rivoluzione sia nel campo dell’industria delle
costruzioni sia in quello della progettazione architettonica e urbanistica.
E’ in questo nuovo scenari, dunque, che anche in Italia, dopo anni di forte
impegno degli Ordini, si dovrà guardare, con attenzione e speranza, al futuro.
Per la prima volta nella storia, si celebrerà in Italia,
degli Architetti.
il Congresso Mondiale
Sarà il XXXIII congresso dell’UIA (International Union of Architects) che
coordina le organizzazioni di 120 nazioni comprese quelle dei maggiori paesi:
Un’occasione unica e irripetibile, per diffondere, compiutamente, tra le
Istituzioni del paese, tra le imprese e i cittadini, lo straordinario messaggio di
una “città bella” per tutti.
Un’occasione unica per innescare, anche nel nostro straordinario paese, quel
processo virtuoso di riqualificazione urbana e ambientale, per mezzo di
trasformazioni sostenibili, come molla per la nostra economia, e fonte
principale di occupazione e di sviluppo.
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I TEMI DI PALERMO
“Conoscenza, competitività, innovazione, verso una democrazia
urbana per la qualità”, sono i temi del 2° Congresso Nazionale degli
Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
che è anche il 7° Congresso Nazionale per gli Architetti.
Il Congresso doveva affrontare innanzitutto
le emergenze legislative
nazionali, legate agli appuntamenti del Governo e del Parlamento, e cioè:
•
•
•
la riforma delle professioni intellettuali,
il nuovo decreto sul Codice degli Appalti,
le nuove norme sulla sicurezza nell’edilizia,
e poi
la legge per la qualità architettonica.
dopo che solo alcuni stralci delle leggi Melandri e Urbani erano stati recepiti
nella legislazione vigente.
Una legge che gli Ordini avevano richiesto con forza anche a Francesco
Rutelli, in relazione ai segnali di apertura lanciati dal Ministro
Ma c’è stata la crisi di Governo, e i ministri Rutelli, Di Pietro, Melandri e
Pecoraio Scanio, che pure avevano di buon grado aderito al nostro invito,
hanno infine dovuto rinunciare ad essere con noi.
Allora, oltre a discutere delle questioni precedenti, che certamente si
riproporranno nel confronto con il prossimo Governo, nel nostro Congresso,
alla luce di una preziosa ricerca da noi commissionata al CRESME, ci
occuperemo:
•
della natura del rapporto tra l’architetto e il mercato
•
della finanza di progetto e delle procedure negoziate pubblico-privato;
•
del rapporto tra
progettazione;
•
del facility management (un settore in forte ascesa occupazionale);
•
del rapporto tra progetto, ambiente e fonti rinnovabili, e in particolare
di risparmio energetico e urbanistica, con una nuova cultura della
pianificazione; dei nuovi Regolamenti Edilizi,
multidisciplinari e
dinamici.
•
della sicurezza nei cantieri
progettisti
e
impresa
e
della
certezza
della
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E poi dei temi strategici della qualità come motore di innovazione, ovvero:
•
dei protocolli prestazionali,
•
della formazione e l’aggiornamento professionale,
•
del tirocinio,
•
dei tempi e i costi della qualità,
•
della deontologia.
Sarà sviluppata una ricognizione sull’andamento dei concorsi negli anni
1997/2007, per valutarne criticità e misure correttive, soprattutto in funzione
del miglioramento dell’efficacia delle procedure, e della trasparenza dei
giudizi, e per favorire la diffusione dello strumento concorsuale.
Verranno evidenziati, infine, i limiti e le opportunità dell’appalto integrato
rispetto alla qualità dell’architettura.
Obbiettivo fondamentale del Congresso saranno le proposte, confermate dalla
ricerca CRESME, di valorizzazione e di consolidamento dell’ampia diffusione sul
territorio degli architetti italiani, quale risorsa ottimale per i cittadini ai fini
dell’offerta di un vasta pluralità di prestazioni.
Una diffusione che potrà essere rinvigorita soprattutto attraverso la
valorizzazione dei giovani, sia consentendo loro l’accesso al credito, sia
riformando le disposizioni della legge sul diritto d’autore, per assicurare la
compiuta protezione delle opere intellettuali rese dal professionista
l’A 11.‘99
COS’È LA DEMOCRAZIA URBANA PER LA QUALITÀ
E veniamo al tema centrale:
innanzitutto cosa intendiamo per “Democrazia urbana per la qualità”?
Il nuovo corso degli ordini italiani iniziò ad Assisi, esattamente dieci anni fa.
Ad Assisi nel ’98, su proposta degli ordini italiani, fu costituito il “Forum
Europeo per le Politiche Architettoniche”.
Il Forum era composto dalle amministrazioni dei quindici stati membri che si
occupavano di architettura, e dalle organizzazioni degli architetti europei.
Il coordinamento del Forum era di fatto svolto da alti funzionari del Ministero
della Cultura francese e dal CNAPPC.
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Il “Forum” elaborò la “ Proposta di Risoluzione
Architettonica dell’Ambiente Urbano e Rurale”.
sulla
Qualità
La proposta fu presentata ufficialmente a Roma, nel 2000, presso la
nostra sede, a piazza Navona, per poi essere approvata, tre mesi dopo,
all’unanimità, dai Ministri della Cultura Europei, nel semestre di
presidenza francese.
E proprio in occasione di un Forum a Parigi, preparatorio a quello di Roma, il
Ministro della cultura francese, Catherine Tascà, coniò la parola d’ordine del
Forum: “Democrazia Urbana”,
Dunque per “DEMOCRAZIA URBANA” si intende quel processo che fa
leva su opportune consultazioni nelle comunità e sull’intreccio
equilibrato
tra
architettura
e
urbanistica,
attraverso
la
programmazione dei progetti, per trasformazioni condivise.
È lo scenario in cui si muove da anni la “MICQP” francese (Mission
Interministerielle pour la Qualité des Costrutions Pubbliques), coordinamento
di 12 ministeri, che assiste gli Enti Locali nella programmazione delle opere
pubbliche.
Si tratta della connessione virtuosa tra Programmazione delle opere pubbliche
e Concorsi di progettazione, quale condizione necessaria per avere diffuse
trasformazioni urbane di qualità, e quasi mai praticata nostro paese.
Si tratta, allora, nel nostro paese, di superare definitivamente
“l’urbanistica vincolistica del dopoguerra”, tutta quantitativa, che ha
prodotto anche il disastro dei condoni, senza però ricadere in una
sorta di “iperliberismo senza regole”, che pure è in auge in alcune
realtà, affidando acriticamente tutto ai privati, con possibili
preoccupanti ricadute sulla collettività.
“MIA CARA MADUNINA” DI REPORT (RAI 3) E DEMOCRAZIA
URBANA
Si tratta di una questione rilevante, opportunamente e intelligentemente
sollevata nella puntata di “Report”, “Cara Madunina”, e a cui vanno date
risposte nuove.
Allora, la nostra risposta nuova è: “sussidiarietà” ovvero “democrazia urbana”
attraverso “programmi di progetto condivisi”, e quindi valorizzazione del
Documento Preliminare, strumento urbanistico alla scala urbana, malamente
utilizzato dalle Amministrazioni pubbliche.
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Si tratta di introdurre, nel nostro paese, come procedura normale, il “Master
Plan” europeo, dando sostanza di contenuti al Documento Preliminare previsto
dalla nostra legge.
Si tratta di processi già ampiamente sperimentati in Europa, attraverso i piani
strategici dei primi anni novanta, quali “Ile de France 2000”, Bavaria 2000”,
Barcellona 2000” ecc., che hanno prodotto, oggi, le straordinarie
trasformazioni nelle maggiori città europee.
Purtroppo non è così da noi, tranne in pochi casi.
Soprattutto se oggi consideriamo il caso eclatante e paradossale dell’appalto
per lo smaltimento dei rifiuti, in Campania, che purtroppo ormai
condiziona la nostra immagine nel mondo.
Un appalto di concessione ove tutto acriticamente è stato affidato ai
privati.
Parafrasando ironicamente la celebre espressione del Goya, "il sonno della
ragione genera mostri, si comincia a dire in giro che:
“il sonno della Regione genera immondizia”
UN “MANUALE DI BUONA PRATICA” PER LA QUALITÀ DELLE
COSTRUZIONI PUBBLICHE OFFERTO DAGLI ORDINI ALLE
ISTITUZIONI
La Qualità del Progetto è, dunque condizione necessaria per la qualità
dell’opera: naturalmente il Progetto inteso come il processo che va dal “master
plan” fino al “facility management”.
Allora la prima domanda è:
generalmente, nel nostro paese, i tempi e i costi di realizzazione di un opera
pubblica sono rispettati?
una risposta è:
generalmente dominano le varianti, dunque i tempi di realizzazione si
moltiplicano, e i costi lievitano impunemente, anzi, talvolta l’opera non viene
conclusa.
Allora una seconda domanda:
quali sono generalmente, i tempi e i costi della Progettazione?
La risposta è:
per la progettazione i tempi sono per lo più strettissimi, e i ribassi, per lo più,
oltre i limiti della decenza, soprattutto oggi, dopo il decreto Bersani.
Infine la terza domanda:
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ma le procedure in genere utilizzate per l’affidamento degli incarichi, ovvero il
prezzo più basso o, al più, le gare con l’offerta economicamente più
vantaggiosa, garantiscono la competizione tra i progetti?
La risposta è:
solo i Concorsi di progettazione, e non le gare, garantiscono il principio
comunitario della concorrenza tra progetti.
Allora tutto è più chiaro per la qualità:
•
piani strategici flessibili,
•
project financing,
•
copianificazione,
•
accordi di programma,
•
perequazione,
•
poi master plan per la programmazione dei progetti,
•
infine concorsi di architettura.
Naturalmente, nel particolare, bandi di qualità, giurie e giudizi trasparenti.
Dunque:
•
Per la riqualificazione urbana ed ambientale,
•
per la rigenerazione sostenibile delle nostre periferie degradate,
•
per essere i primi nella competizione globale sul turismo qualificato e
l’industria culturale,
•
per il rilancio dell’industria delle costruzioni, per il coinvolgimento anche
delle giovani professionalità,
è ormai necessario selezionare, nell’universo delle norme del nuovo
Codice degli Appalti, regole certe, efficaci e trasparenti, che
semplifichino le procedure.
Allora, in attesa di riprendere il lavoro di proposta nei confronti del
prossimo governo, il CNAPPC, alla luce della normativa vigente, e in
funzione del nuovo regolamento, offre un proprio contributo
semplificativo al Paese:
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un “MANUALE DI BUONA PRATICA” per la qualità delle costruzioni
pubbliche.
Come la MICQP francese, anche il CNAPPC, propone il suo manuale de “bonne
pratique” ai congressisti.
È un primo passo dell’impegno volto a rilanciare una via italiana alla
“Democrazia urbana per la qualità”.
LA RICERCA DEL CRESME
e veniamo allo svolgimento dei nostri lavori
L’arch. Lorenzo Bellicini, Consigliere delegato e direttore tecnico del
CRESME, presenterà tra poco lo studio commissionato dal CNAPPC dal titolo
“IL MERCATO DELLA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA IN ITALIA”.
Uno studio fondamentale, che sarà la base del nostro confronto congressuale,
per delineare le future strategie, nell’interesse del paese.
Voglio ringraziare Lorenzo, nostro collega, non solo per l’alta qualità del lavoro
prodotto, ma anche per la grande passione, profusa, nel confronto con noi, in
questi mesi.
LA PRIMA TAVOLA ROTONDA CONDOTTA DA BRUNO VESPA:
“DEMOCRAZIA URBANA PER LA QUALITÀ”
Dopo la presentazione dello studio del CRESME seguirà la prima tavola rotonda
condotta da Bruno Vespa.
A Bruno Vespa un ringraziamento particolare per aver accettato il
nostro invito.
Centrale, oggi nella fase delicata vissuta dal nostro paese, è il ruolo
dell’informazione.
E Bruno Vespa, con la sua professionalità e il suo prestigio, la sua esperienza,
e per la capacità che ha di incidere sui processi, ne è il protagonista principale.
La sua partecipazione oggi è sicuramente anche la testimonianza di una
accresciuta curiosità ed attenzione nei confronti del nostro mondo.
Un mondo nuovo, ancora poco conosciuto, da molti leaders dell’informazione
generalista.
Alla tavola rotonda parteciperanno innanzitutto alcuni Sindaci, nel
campo, particolarmente virtuosi.
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Chiaramente i Sindaci sono nostri naturali alleati nello scenario annunciato.
Innanzitutto il padrone di casa Diego Cammarata, Sindaco di Palermo,
poi
Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, che sarà il padrone di casa del primo
congresso mondiale che si terrà in italia il prossimo luglio, e già protagonista,
per l’architettura, in occasione delle Olimpiadi invernali 2006.
Giordano Conti, architetto, Sindaco di Cesena e veterano dei nostri
congressi,
Salvatore Vozza, Sindaco di Castellammare di Stabia, campano, mio amico e
conterraneo
e Luigi Barbieri, Sindaco di S.Giuliano di Puglia, con cui il CNAPPC ha
collaborato, per la preparazione del concorso sulla “ piazza della memoria”,
delicato esempio pilota di una importante azione di democrazia urbana.
Oltre ai Sindaci
alla tavola rotonda parteciperanno anche:
Massimiliano Fuksas, maestro di architettura, nostra stella polare, a partire
da Assisi ’98, e convinto assertore della alleanza con i Sindaci,
il prof. Carlo Olmo, direttore de “Il Giornale dell’Architettura”, e Presidente
della Conferenza dei Presidi di Architettura.
A tutti gli intervenuti va il saluto e il ringraziamento
degli ordini italiani
IL COMITATO UNITARIO DELLE PROFESSIONI
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
E
LA
Lo studio CRESME e il MANUALE DI BUONA PRATICA sono il contributo di
SUSSIDIARIETÀ che gli ordini degli APPC offrono alle istituzioni del paese.
Il CNAPPC ha l’onore di presiedere il CUP (Comitato Unitario Professioni),
coordinamento di 44 professioni intellettuali, organizzate in 29 Ordini
e Collegi.
A Roma, il 12 ottobre 2006, per la prima volta nella storia, i professionisti, in
cinquantamila e più, hanno sfilato per i Fori Imperiali, per rendere pubblica la
loro “Proposta”.
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I professionisti hanno declinato, nella circostanza, i principi fondamentali
contenuti in un documento, che avevano consegnato, la mattina stessa, nelle
mani del Presidente Prodi.
Dal documento offerto a Prodi, è scaturita, oggi, la proposta di legge di
iniziativa popolare N°3277, dopo aver ottenuto, in poco tempo, il doppio
delle firme necessarie per superare il quorum.
La raccolta ha visto protagonisti soprattutto gli architetti italiani, che
hanno guidato quasi dappertutto i comitati promotori.
A loro va tutta la mia gratitudine, e il mio ringraziamento, naturalmente in
primis agli architetti siciliani, che hanno raccolto più firme di tutti.
La principale novità della proposta di legge, è che gli Ordini
professionali si sono candidati a promuovere attività di interesse
generale sulla base del principio di SUSSIDIARIETÀ.
Si tratta della prima concretizzazione delle tesi di ELLIOT FREIDSON, grande
sociologo statunitense, autore del primo trattato sistematico sul
professionalismo etico..
“Professionalismo, la terza logica” è il titolo del libro di Freidson: la logica
dell’etica, che dovrebbe superare, nel terzo millennio, la logica del mercato e
della burocrazia, statalista o manageriale: l’organizzazione planetaria delle
professioni intellettuali indica, agli appartenenti alla propria comunità, regole
etiche adatte a perseguire gli interessi generali connessi all’esercizio della
professione, compatibili col legittimo profitto del mondo dell’impresa, e al
tempo stesso assistere le istituzioni facendo leva sui saperi specifici di ogni
professione: nel campo della salute, dell’ambiente, del paesaggio, delle
sicurezza, del risparmio, dei diritti civili e sociali.
Dunque, una distinzione fondamentale tra impresa e professione
intellettuale, poiché la professione intellettuale è connotata dall’etica,
e può svolgere un ruolo di SUSSIDIARIETÀ a servizio delle istituzioni.
Immediatamente prima di cadere di cadere il Governo ha approvato
un decreto legislativo che riconosce, altre 22 professioni ordinistiche
nel campo della sanità.
Anche le frange radicali e iper-liberiste del governo Prodi, hanno dunque
modificato la loro ideologica posizione anti ordinistica.
LA SECONDA TAVOLA ROTONDA
CONDOTTA DA MAURO MAZZA:
“RIFORMA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI”
Della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare N°3277 e della Riforma
delle Professioni intelettuali si discuterà, nel pomeriggio di oggi, in
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occasione della seconda tavola rotonda condotta da Mauro Mazza, Direttore
del Tg2.
A Mauro, sempre presente alle nostre iniziative un saluto e ringraziamento
affettuoso per la sua sempre gentile disponibilità.
oltre all’avvocato, prof. Antonio Leozzappa, parteciperanno a questa
seconda tavola rotonda, gli onorevoli:
Giancarlo Laurini
Enrico La Loggia
Antonino Lo Presti
Pierluigi Mantini
Michele Vietti
tutti direttamente impegnati, in questi anni sul tema della riforma,
e che saluto e ringrazio per la loro partecipazione
Viviamo nella nuova era della conoscenza, e siamo tutti impegnati, a
contribuire alla prima riforma delle Professioni intellettuali d’Europa.
Ringrazio altresì i tanti rappresentanti delle professioni italiane che hanno accettato
l’invito a partecipare al congresso
LA TERZA TAVOLA ROTONDA CONDOTTA DA MARIA CARLA
DE CESARI: “PRESENTAZIONE DEL CONGRESSO MONDIALE
DI TORINO”
Domani, terza tavola rotonda coordinata da Maria Carla de Cesari, de il Sole
24 ore.
Maria Carla, che sa tutto di noi, seguendoci quotidianamente sul suo
prestigioso giornale, coordinerà la presentazione del XXIII Congresso Mondiale
di Torino.
con Leopoldo Freyrie e Riccardo Bedrone, rispettivamente organizzatore e
presidente del congresso, interverranno
Carla Di Francesco, nuovo direttore del DARC,
Michel Ricard, già coordinatore del Forum nato ad Assisi e alto funzionario
del Ministero della Cultura francese, con delega ai rapporti internazionali,
e l’arch. Aldo Loris Rossi.
IL DIBATTITO CONGRESSUALE E IL DOCUMENTO FINALE
seguirà poi, a partire dalle 11.30 di domani, il dibattito congressuale
sulle tesi sviluppate nel corso dei congressi provinciali e regionali, che si sono
svolti, in questi mesi.
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il dibattito continuerà nella mattinata di sabato, e si concluderà con
l’approvazione del documento finale.
CONCLUSIONE
Ad Assisi, nel ’98 gli Ordini citarono le parole di François Mitterand, quando,
all’esordio della sua straordinaria stagione di statista, lanciò la parola d’ordine:
“trasformiamo le periferie in città” .
Nacque così l’operazione
trasformazioni in Francia.
“banlieu
‘89”
Oggi, ancora dalla Francia, arriva l’appello
tocca a voi rifare il mondo”.
che
ha
prodotto
le
grandi
di Nicolas Sarkozy : “architetti,
Gli Ordini italiani, ancora una volta, a Palermo, raccoglieranno questa sfida, e
poi
a Torino, insieme a tutta la comunità degli architetti del mondo,
rilanceranno, anche al nostro Paese, l’appello: ”Con la Democrazia Urbana
trasformiamo le periferie in Città”.
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relazione introduttiva di raffaele sirica