eUROPA tEATRI
associazione
di
cultura
teatrale
stagioneTeatrale 2007│2008
Riparte nel segno della continuità con le sue origini la stagione 2007/2008 di
Europa Teatri: allo scoccare del decimo anno dalla sua fondazione,
EUROPATEATRI rilancia la sua vocazione alla diffusione dei linguaggi
contemporanei della scena, attraverso produzioni originali, ospitalità e attività
di formazione: diciotto titoli per raccontare e leggere il mondo della
contemporaneità, per riscoprire una dimensione interiore ed umanistica
dell'essere al mondo. Sempre più rilievo la dimensione della fiaba come
strumento lucido e spesso spietato per comprendere il reale, linguaggio
generazionalmente trasversale che offre un ponte ermeneutico fra universo
degli adulti e dei più piccoli: la convinzione di fondo è che l'arte abbia la
capacità di proporre diversi, vari e profondi livelli di lettura del reale, presente
o possibile esso sia. Ma anche che i linguaggi della contemporaneità
necessitino di frequentazione per essere amati e compresi: eUROPA tEATRI
nasce con l'obiettivo di rendere accessibile questo linguaggio attraverso le sue
opere e di offrire a chi guarda gli strumenti per decodificarle. Senza per questo
voler fornire risposte preconfezionate, fornendo unicamente gli strumenti per
un approccio adeguato.
Dalle vicende medievali delle crociate dei bambini de La Promessa, che apre al
stagione, al Gatto, con gli stivali ovviamente, passando per Pippi Calze Lunghe
e La Piccola Fiammiferaia. Senza dimenticare i titoli di taglio più “adulto” come
una particolarissima edizione de Le tre sorelle di Cechov o il tema del dramma
della violenza sulle donne con Nudi di fronte al male.
Realizzata grazie al sostegno del Comune di Parma, Provincia di Parma e
Regione Emilia Romagna, fra i protagonisti della rassegna ricordiamo fra tutti:
Danio Manfredini con Al presente.
Ed ancora: numerosi seminari (MATERIE PRIME), matinée per le scuole e
un'intensa attività di laboratori al di fuori del teatro: in ambienti sociali delicati
(con disabili, persone disagiate, detenuti, bambini del campo nomadi) o più
semplicemente nelle scuole di tutti i gradi.
Ricordiamo che le compagnie ospiti sono gruppi che, prodotto il loro lavoro
nelle loro sedi, trovano qui la possibilità di diffonderlo ed offrirlo ad un pubblico
nuovo. Le compagnie in residenza, invece, producono i loro spettacoli in
collaborazione con eUROPA tEATRI, usufruendo degli spazi, dell'organizzazione
del teatro ed avendo poi la possibilità di trovare uno sbocco scenico per la loro
creazione.
Studio Alfa - Ufficio Stampa e Comunicazione
tel. e fax +39.06. 8183579 - [email protected]
responsabile ufficio stampa Lorenza Somogyi Bianchi, cell. 333. 4915100
addetto stampa Olivia Volterri, cell. 338 5690870
2007- 2008
la sTAGIONE tEATRALE
15, 16, 17 novembre 07, ore 21.15
eUROPA tEATRI
LA PROMESSA
PRODUZIONE
di e con Umberto Fabi e Loredana Scianna
assistente alla regia Ilaria Gerbella, costumi Anna Malandruccolo, musiche Maurizio Soliani
elaborazione sonora Antonio Verderi, collaborazione artistica e luci luci Lucia Manghi
le voci dei bambini
Agata Boschi Morestori, Anita Boschi Morestori, Marco Bussolati Anna Cabrini, Lisa Canetti,
Marco Tullio Carnerini, Benedetta Marconi, Elena Picchi, Virginia Pizzasegola, Matteo Vecchi
del laboratorio teatrale di eUROPA tEATRI, condotto da Carlo Ferrari
produzione eUROPA tEATRI 2006-2007
Storia, leggenda, superstizione e fiaba popolare: i fili di un'unica tessitura. La “crociata dei
fanciulli” è il nome dato a una serie di eventi, reali o leggendari, avvenuti nel XIII secolo e
tuttora materia di dibattito tra gli storici. Pueri o pauperes? Fanciulli o poveri? Una cosa non
esclude l’altra. Il punto di partenza del lavoro è stato LA CROCIATA DEI BAMBINI di Marcel
Schwob: il libro tratta – in forma di narrazione in prima persona di più personaggi - di un fatto
oscuro ed inquietante, accaduto nell’Europa cristiana agli inizi del Duecento, quando trentamila
ragazzini provenienti dalla Francia e dalla Germania, di età compresa fra i 4 ai 12 anni,
formarono una sorta di esercito raffazzonato e si misero in marcia per raggiungere la Terra
Santa e liberare il Sacro Sepolcro dagli Infedeli. Persuasi di riuscire a traversare le acque a
piedi asciutti, convinti che il mare si sarebbe aperto davanti a loro per lasciarli avanzare; molti
di loro, giunti al porto di Marsiglia, si buttarono nelle acque e annegarono; altri si imbarcarono
con due furfanti, al secolo Ugo il Ferro e Guglielmo il Porco, e furono venduti come schiavi in
Egitto, altri ancora proseguirono a piedi via terra e perirono di stenti lungo il viaggio.
LA PROMESSA è un racconto scenico - più evocazione di una suggestione che narrazione in
senso stretto – in cui rimane l’eco lontana della fiaba del Pifferaio di Hamelin, che molti
credono un'emanazione diretta di quelle cronache leggendarie: anche la storia ha dato un
nome agli “incantatori” che condussero alla morte tante anime bianche (uno per tutti: il
pastorello francese Stefano di Cloyes).
Un racconto che vuole contrapporre lo spirito al miraggio, disvelare un cammino in festa che
muta in tragedia, mettere in luce il richiamo di una promessa e il suo costo. Ma narrare anche
di una forza che trascende la nostra comprensione, di un grande disegno che i nostri occhi non
possono decifrare: il 1200 fu un secolo di migrazioni maravigliose, gli inspiegabili movimenti in
massa di moltitudini di uccelli, rane, api, ecc…. Tutti eventi che preannunciano catastrofi o, più
in generale, un enorme cambiamento e che furono attestate con stupore dagli storici del
tempo. E dunque, forse anche l’uomo obbedisce e ha obbedito ad una legge cosmica (divina?)
che soverchia la volontà razionale e ha condotto migliaia di bambini a “fecondare” nuove terre,
a mescolare il sangue, a sancire una nuova origine.
Un ringraziamento ad Hakim Birouk per aver prestato le mani ai ritmi percussivi.
Umberto Fabi attore e musicista, si avvicina al teatro grazie a Otello Sarzi che lo inizia all’arte
del burattinaio. Nel T.S.B.M. (compagnia fondata da Otello Sarzi), diviene anche aiuto-regista,
regista e autore di testi per il teatro, partecipando a rassegne nazionali ed europee. Tra le
esperienze che ama ricordare, vi è l’incontro con la cantante-attrice Gabriella Bartolomei, e la
collaborazione con l’attrice Lucia Poli. Dal ’98 lavora come free-lance per sviluppare ed affinare
un personale percorso artistico d’esplorazione sui linguaggi teatrali ed espressivi. È titolare
della cattedra di “Attività e Cultura Teatrale” presso il Liceo Classico G.D.Romagnosi di Parma.
Loredana scianna si diploma all’Atelier di Teatro Danza della Civica “Paolo Grassi” di Milano
sotto la direzione didattica di Marinella Guatterini, partecipa come danzatrice e coreografa a
eventi e rassegne come Teatri 90, Subway e Biennale Giovani Artisti di Roma, ed è con
Reinhild Hoffman ai festival di Adda Danza e Bolzano; è assistente di Maria Consagra come
movement coach per il training attorale di Paolo Rossi a Milano. Compie studi continuativi sulla
voce con Andrea Mormina e Emanuele De Checchi e completa la formazione con Mario Maldesi,
con il quale accede alle tecniche di doppiaggio cinematografico. Tra le ultime esperienze:
vocalist per il brano elettroacustico Kata Kosmon (2005) del compositore Gian Marco Mora,
prodotto da Cemat nel 2007, doppiatrice nel cortometraggio d’animazione Tramondo di
Magicmindcorporation al Torino Film Festival 2007, cura coreutica di Volta con Pathosformel,
creazione in residenza a Centrale Fies - Drodesera nel 2007. È socia fondatrice di Europa Teatri
nel 1997, con cui produce spettacoli e svolge attività di formazione.
23 novembre 07, ore 21.15
TeatrO dell’Orsa (Reggio Emilia)
NUDI DI FRONTE AL MALE
COMPAGNIA OSPITE
di Elisabetta Musi, Monica Morini e Bernardino Bonzani
con Monica Morini e Bernardino Bonzani
inserti video Alessandro Scillitani
Premio 8 marzo Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Parma – Ingresso libero
Rapite, violentate, picchiate come tamburi, ricattate sessualmente. E come sempre più spesso,
come atto dovuto, anche il dettaglio efferato, la firma splatter a suggellare il disprezzo per quel
corpo di donna. Cronaca di tutti i giorni, che si accanisce in ricostruzioni psico-criminologiche
specie quando la vicenda ha il sapore del giallo, del noir. Sul tema della violenza – subdola o
manifesta – alle donne ecco il nuovo lavoro teatrale del Teatro dell'Orsa per mettere in risalto
le diverse facce della sopraffazione, della prepotenza e del male.
La compagnia del TeatrO dell’Orsa è fondata dagli attori e autori Monica Morini e
Bernardino Bonzani. Gli spettacoli nascono da una ricerca sui linguaggi teatrali e sui materiali
storici e di memoria. Prendono vita e forma grazie al continuo intrecciarsi con il lavoro di
ricerca musicale dei musicisti che collaborano in fase drammaturgica ed eseguono dal vivo le
musiche. Nel 2003, nell’ambito di Premio scenario, il più importante riconoscimento teatrale
nazionale riservato alle nuove compagnie, riceve il Premio Ustica per il Teatro di impegno civile
e sociale per lo spettacolo Cuori di Terra – Memoria per i sette fratelli Cervi. Lo spettacolo è
accolto in importanti Festival e realizza oltre 100 repliche sul territorio nazionale. In seguito
vengono Progetto Memoria e lavoro - R60 Ballata operaia sul tema del lavoro, Nilde. Una
donna della Repubblica sulla figura di Nilde Iotti e numerosi lavori a progetto, sul tema della
memoria e del teatro civile, ma anche recital letterari e poetici (La voce dei libri, Pedalando
Zavattini, Convivium, Fole da osteria, Alì dagli occhi azzurri, Racconti alla corte di Matilde, Di
gemme e tempesta). Nell’ambito del teatro ragazzi opera agli inizi degli anni ’90 con il lavoro
di narrazione nelle biblioteche e con registi del Teatro delle Briciole e del Teatro Gioco Vita. In
seguito vengono realizzate numerose narrazioni spettacolo rappresentate nei circuiti di Reggio,
Modena e Parma. Dal 2006 iniziano le nuove produzioni di teatro ragazzi, che si avvalgono
della collaborazione con Teatro Immagine di Franco Tanzi, mimo, regista, scenografo e
costruttore di macchine teatrali, che per il Teatro dell’Orsa firma le animazioni con marionette,
burattini.
Monica Morini è autrice e attrice di teatro. Inizia la sua formazione teatrale con Pierre Byland,
Hanna Danan e Maria Consagra. Si perfeziona con i maestri Laura Shelen, Esther Ferrer, Cesar
Brie, Francis Pardeilhan, Judith Malina, Yoshi Oida, Bruce Myers, Gabriella Bartolomei, Rena
Mirecka, Josè Sanchis Sinisterra, Michel Azama, Enrique Vargas, Gabriele Vacis. Ha fondato
insieme all’attore e regista Bernardino Bonzani il Teatro dell’Orsa. Lavora da più di quindici
anni nell’ambito del teatro di narrazione per ragazzi e adulti. Trasmette la propria esperienza
attraverso corsi di aggiornamento e formazione rivolti a insegnanti e giovani artisti in
collaborazione con scuole comunali dell’infanzia di Reggio Emilia, l’Università Cattolica di
Milano, il Centro di Ricerca per il Teatro di Milano, enti di formazione (Enaip, Irecoop, Dar
Voce, Università della terza età). E’ docente di tecniche espressive teatrali di rilassamento
presso il corso di perfezionamento per danzatori Aterballetto diretto da Mauro Bigonzetti. Con
lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette fratelli Cervi, di cui è autrice e interprete, ha
ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale 2003 dall'Associazione
Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata operaia - Progetto Memoria e Lavoro. Ha
recitato negli Stati Uniti, in Francia e nel Regno Unito con il Teatro delle Briciole, con il Teatro
Gioco Vita e con l’Ente Teatrale Italiano diretto da Marco Baliani. E’ formatrice e consulente
artistica per l’iniziativa di ReggioNarra - La città delle storie, edizioni 2006 e 2007 che ha
coinvolto più di 100 narratori professionisti e non, che ha visto 200 narrazioni occupare l’intera
città di Reggio Emilia. Collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna
Oh che bel castello... della Provincia di Modena. E’ laureata con lode in Lettere Moderne presso
la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna.
Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di
Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in
campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi
Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a
numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi
Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli,
all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È
anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta
come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il
laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di
formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette
fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno
civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata
operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di
Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna
“Oh che bel castello”... della Provincia di Modena.
Elisabetta Musi docente a contratto di Pedagogia sociale e di Pedagogia della differenza di
genere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza; membro del Comitato
didattico del Master di I livello “Relazioni e sentimenti nelle professioni educative e di cura”,
presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza. Formatrice libera
professionista. Laurea in Pedagogia con lode, sul tema dell'identità e della differenza di genere,
conseguita presso la Facoltà di Magistero, Università di Parma. Promuove progetti e formazione
sul tema della differenza di genere.
www.teatrodellorsa.com
30 novembre 07, ore 21.15
23, febbraio 08, ore 21.15 - 24 febbraio 08, ore 16.30 e ore 21.15
eUROPA tEATRI/Teatro Necessario
PRODUZIONE
IL GATTO
con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori, Chiara Rubes
scenotecnica Bianco Bianchini, consulenza letteraria Paola Silva
realizzazione costumi Maurizia Assirati, tecnica e luci Erika Borella e Lucia Manghi
testo e regia Chiara Rubes
“Quando non ce la fai più, quando tocchi il fondo più fondo e non vedi il cielo, è possibile che
venga un gatto ad aiutarti? Sì, se il gatto è l'arte, l'intelligenza, che diventano le uniche
risorse, le serve del padrone, abbandonato dal padre e rimasto solo al mondo. Questo Gatto è
la messa in scena di una rivincita, di una risalita per gradini che sembravano insormontabili. Il
Gatto è un unguento benefico che lenisce la sfortuna, la neutralizza con frustate di creatività e
ingegno. Il Gatto è il paladino dei meno fortunati, una lezione di coraggio. Ma è anche l’artista
al servizio dell’arte che inventa la vita meglio della vita stessa. “Non dire gatto se non l’hai nel
sacco”, recita il popolare proverbio. Ma se si tratta di un furbissimo gatto con indosso un
robusto paio di stivali, tutto si capovolge e sarà lui a riempire il sacco di allettanti prede e di
ingegnose trovate fino ad ottenere una magnifica fortuna. Il tema del riscatto dalla povertà alla
ricchezza (materiale e morale) è al centro della storia a dimostrare, a sognare che le qualità
della libertà, della fantasia astuta e del divertimento creano l’impossibile e realizzano l’idea
audace anche a partire da una situazione di svantaggio.”
Rossella Canadè
Chiara Rubes si forma alla Scuola di Specializzazione Europea di Teatro presso l’Atelier Costa
Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi
con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia,
Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice
Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa
formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti
“Lettera di Marie Kuderikova”, attrice e regista “Il
Necessario, regista in “Tre. In cerca d’autore”.
in spettacoli con la regia di Dario
Teatri lavora come attrice e regista e
e per bambini; ultimi lavori: attrice in
gatto” in collaborazione con Teatro
L’associazione culturale Teatro Necessario viene fondata a Colorno (PR) nel 2001 da
Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Angelo Facchetti, nucleo originario della compagnia,
affiancati, in un secondo momento, dal musicista Alessandro Mori.Il gruppo, conosciutosi
presso il CUT di Parma, decide di intraprendere un comune percorso professionale unendo le
differenti esperienze formative in campo teatrale, circense e musicale. Le passioni e le affinità
comuni ruotano attorno l’interesse per il teatro di strada e per le atmosfere del Nouveau
Cirque, di cui approfondiscono lo studio sia in Italia che all’estero.
Lo scardinamento dei confini tra discipline diverse, la scelta di una narrazione sottile e poetica,
fatta non di parole ma di gesti, l’incapacità di distinguere, all’interno di uno stesso spettacolo,
dove finisca il teatro ed inizi il momento circense, dove inizino la danza e l’invenzione gestuale
per rubare la scena alla parte mimica o alla trovata comica, sono tratti distintivi delle
produzioni del Teatro Necessario.
www.teatronecessario.it
8 dicembre 07, ore 16.30
eUROPA tEATRI
FIOCCO DI NEVE FIOCCO DI LANA
PRODUZIONE
con Chiara Rubes e Franca Tragni
testo Paola Silva
allestimento scenico Lucia Maghi, Chiara Rubes, Paola Silva, Franca Tragni
luci e suoni Lucia Manghi
Due attrici vengono sorprese da un pubblico di bambini e costrette ad inventarsi sul momento
uno spettacolo. Prese alla sprovvista cominciano a raccontare….
Liberamente ispirato ai personaggi de La Regina della Neve di Hans Christian Andersen lo
spettacolo è un viaggio immaginario che parte dal rito della buonanotte. Il “C’era una volta…”
delle mamme che sbirciano il libro nella cameretta del bambino può trasportare, con l’aiuto
della fantasia, attraverso paesaggi incantati, fino al paese dei sogni, dove il cuscino diventa per
magia un orso polare che scalda il sonno, il bicchiere una gatta affettuosa che offre il latte e le
pantofole un cane da slitta. Gli oggetti quotidiani mutano la loro funzione e diventano scena e
personaggi della rappresentazione teatrale. Il vestito di una bambina si anima in Gherda: inizia
così il suo viaggio tra lande gelide di neve e montagne scosse dalle tempeste, alla ricerca di
Kai il suo innamorato, imprigionato nel palazzo di ghiaccio della Regina della Neve. La chiave
per entrare in questo mondo incantato sarà l’amore, l’unica cosa che potrà sciogliere il gelo
della prigionia e, come in ogni favola che si rispetti, far si che Kai e Gherda possano vivere
insieme felici e contenti.
22 dicembre 07, ore 21.15
pathosformel (Bologna)
(che cosa sono le) nuvole
COMPAGNIA OSPITE
tratto da Nuvole di Samuel Beckett
progetto drammaturgico Daniel Blanga Gubbay
progetto tecnico Paola Villani
realizzazione e tecnica pathosformel
audio Francesca Bucciero
voci Filippo Andreatta, Daniele Del Giudice
Una piccola discarica di oggetti caduti nell’oblio della penombra: paesaggio lunare del
quotidiano all’interno della quale alcune lampadine abbandonate prendono vita
silenziosamente, proiettando sul fondo le ombre deboli degli oggetti accatastati. Ma uno ad uno
gli oggetti riprendono lentamente vita, dando luogo ad un concerto collettivo e dialoghi di
movimenti, mescolandosi ad una voce invecchiata dal fumo che ci introduce nel racconto del
mondo incantato di un vecchio teatro di burattini di sapore popolare, e zittisce gli oggetti per
far posto all’inizio della rappresentazione.
Un lampo di luce fredda illumina improvvisamente l’interno della scatola nera facendo
percepire appena i contorni di una sagoma; un corpo in attesa che mostra la propria fisionomia
e i propri lineamenti che ricordano il volto di Samuel Beckett.
La presenza di burattini per questo dramma televisivo di Beckett permette di lavorare sul
linguaggio televisivo in assenza di televisore: primi piani e zoom, resi attraverso il movimento
di burattini e la loro presenza in diversi formati, primo piano, piano americano e campo lungo.
L’uso del mezzo televisivo entra così in rapporto con la ricerca di una realtà altra rispetta a
quella in cui vive il personaggio in eterna attesa.
Cosa attende invano il personaggio di Nuvole? L’apparizione di un mondo differente da quello
in cui vive, realtà che percepisce ma non vede? La liberazione dalla propria condizione di
schiavo della rappresentazione, come un abitante della caverna platonica mai uscito alla luce
del sole, e incatenato davanti alla proiezione di ombre create all’esterno?
Viene a crearsi così, nella prigionia del burattino, un rapporto di parentela con le marionette
umane di Che cosa sono le nuvole di Pasolini: portate fuori dal teatro e abbandonate in una
discarica a chiedersi cosa siano le nuvole.
Il burattino con le sembianze di Beckett, in un mondo disciolto nel quale non può più scrivere,
diviene un combattente alla ricerca di una realtà mentre la voce metallica ci comunica la fede
che il personaggio nutre nell’apparizione di qualcosa di diverso.
Fino a che i movimenti cominciano a minare la stabilità della gabbia televisiva: le quattro
pareti ancora resistono ma si apre l’interstizio che permette al burattino uno sguardo verso
l’esterno, oltre la stretta porzione di realtà d’appartenenza. Uno squarcio nel velo; poi una
scossa fa crollare le pareti di questa gabbia e Beckett, rivolto verso il fondo, può ammirare la
tanto anelata realtà esterna: «Lei appare e in un momento “nuvole… che nuvole passano nel
cielo”…»
Ma le nuvole che crede di veder passare in cielo altro non sono che la proiezione sul fondo,
creata dalle lampadine, dei fumi dei rifiuti. Il burattino esce da un mondo falsato per ritrovarsi
in una realtà che, come nella caverna platonica, è ricostruita attraverso le ombre. Il mondo
esterno al televisore, mondo della discarica, è ugualmente falsato: non più la vera discarica e
le nuvole del film di Pasolini, ma una discarica ricostruita e delle finte nuvole proiettate su un
fondale bianco.
E neppure il piacere di questa visione non può essere concesso alla marionetta ribelle. È la
vendetta della rappresentazione per essere usciti dallo spazio della rappresentazione: una luce
si alza fino ad impedire alle ombre di proiettarsi, mentre risuonano come un monito le ultime
parole metalliche del dramma di Beckett. Parole che fuoriescono dalla televisione ormai
frantumata: «fino a che l’orizzonte impallidisce, come il verso di un uccello addormentato tra le
ombre appesantite».
pathosformel è un’associazione culturale che nasce nel 2004 riunendo elementi provenienti
da differenti discipline ed esperienze. Tutte le esperienze vengono fuse insieme assottigliando
la gerarchia degli elementi che compongono la partitura scenica; il lavoro sul corpo e sullo
spazio, sui materiali, sull’artigianato e sulla tecnologia, non predominano l’uno sull’altro in
modo aprioristico, ma a seconda dell’obiettivo vengono scelti e montati in modo specifico,
sciogliendo e ricostruendo la forma.
pathosformel è composta da Daniel Blanga Gubbay, Francesca Bucciero, Filippo Andreatta e
Paola Villani. pathosformel collabora in maniera assidua con professionisti dell’ambito teatrale
e non. pathosformel ha prodotto i seguenti lavori:Stille nacht, tratto dagli esercizi teatrali di
Tadeusz Kantor e con inserti tratti da Agota Kristof, le favole di Andersen, Il girotondo di
Schnitzler e il Woyzeck di Büchner (2004); Wundersense, un breve estratto teatrale che
ricostruisce il mondo della wunderkammer attraverso oggetti, esperimenti alchemici e
filastrocche fantastiche (2005);(che cosa sono le) nuvole, spettacolo di teatro di figura per
adulti nato da una commistione drammaturgica tra Nuvole di Beckett e Che cosa sono le
nuvole di Pasolini (lo spettacolo ha partecipato all’Alpe Adria Puppet Festival di Gorizia e al
Festival di teatro di figura Incanti di Torino nel 2006); La timidezza delle ossa – in
collaborazione con Milo Adami - che indaga il rapporto di corpo e movimento attraverso un
supporto che scherma la visione intesa tradizionalmente, ricevendo la menzione della giuria
all’edizione Premio Scenario 2007, portato avanti in collaborazione con Sezione Autonoma–
Teatro Comandini, Cesena (lo spettacolo è attualmente in tournèe); Volta – in collaborazione
con Loredana Scianna e coprodotto da Centrale Fies>drodesera festival – si muove ancora
sull’indagine del rapporto tra corpo e materiale.
www.pathosformel.org
a seguire
L’anticamera
performance/installazione di Milo Adami (Roma)
ARTISTA OSPITE
L'anticamera è lo spazio in cui ogni spettatore rimane solo con se stesso, consumando nelle
aspettative il tempo della sua attesa. Le dimensioni sono variabili, l'arredamento indecifrabile,
il tempo sospeso, nell'anticamera non esiste orientamento, questo è il luogo in cui un pensiero
si sussegue nell'altro e le questioni restano irrisolte.
Nel lavoro di Milo Adami, che si articola tra video e performance, continui cambi di tensione e
d'informazione mantengono imprevedibile e possibile ogni sviluppo, definendo a volte
situazioni tra loro intenzionalmente discordanti e conflittuali. L'esperienza del pubblico ne esce
spaesata e forse per questo disposta unicamente ad osservare, a tornare più volte sulla stessa
immagine, a smontare e rimontare, interrogandosi sul come e sul che cosa guardare.
Milo Adami è nato a Roma nel 1981 dove si è laureato in Lettere e Filosofia. Trasferitosi a
Venezia nel 2005, si laurea con Giorgio Agamben in Design e Arti allo IUAV, frequentando i
laboratori di Grazia Toderi, Lewis Baltz, Joseph Kosuth e Antoni Muntadas. Tra i principali video
e performance prodotti: nel 2006 partecipa ad un workshop film festival organizzato dal Mart
di Rovereto, realizzando “Periferica di gruppo”, video che viene premiato con la miglior
fotografia e miglior sceneggiatura; nel 2007 collabora con la Pacitty Company di Londra alla
realizzazione di “Finale”, performance ospite dello Short Theatre Festival di Roma;
recentemente ha collaborato con il gruppo pathosformel alla produzione e realizzazione della
performance “La timidezza delle ossa”, menzione speciale della giuria a Premio Scenario 2007.
Vive e lavora in questo momento a Roma.
6 gennaio 08 , ore 16.30
Teatro della Fragola (Reggio Emilia)
LE AVVENTURE DI TROTTOLINO
COMPAGNA OSPITE
ideazione e Regia Mirella Gazzotti
testo Morena Feggi
con Mirella Gazzotti, Giovanni Badalotti
Uno spettacolo con, per bambini e non solo. Prima dello spettacolo i bambini vengono coinvolti
nella costruzione di un burattino che diventerà il biglietto di ingresso nel mondo del teatro.
Quando un’amica compie gli anni è sempre un bel problema, non ci sono i soldi e soprattutto
non sai mai cosa regalare.
Trottolino cerca, cerca e… capita nel prato di Sigismonda, la strega, che lo trasforma in un
albero secco secco.
Nora, l’amica di Trottolino convince il potente mago Serafino ad aiutarla.
E il finale?
Il Teatro della Fragola nasce nel 1988 dall'incontro tra più artisti, tutti operanti nell'ambito
del teatro di figura, con la finalità di promozione del teatro socio pedagogico, realizzando
spettacoli ed organizzando laboratori rivolti alle scuole ed in generale ai ragazzi. La Compagnia
partecipa con successo da anni alla rassegna di teatro per le scuole di Reggio Emilia
orientandosi, nelle ultime produzioni, su testi legati al tema delle differenze. Presenta le sue
produzioni nell'ambito della rassegna teatrale promossa dall'Associazione 5T; collabora ai
laboratori del GET M. L. King di Via Gattalupa; realizza insieme a Lorenza Franzoni, Monica
Franzoni, Caterina Lusuardi, Sabrina Iotti e Auro Franzoni il progetto Teatro nei Quartieri.
11, 12 gennaio 08, ore 21.15
Monica Bianchi (Parma)
ABITO 101
di e con Monica Bianchi
musiche originali eseguite dal vivo Patrizia Mattioli
luci Lucia Manghi,
riprese video dal vivo Ilaria Gerbella
coproduzione in residenza eUROPA tEATRI
RESIDENZA
“Come esistono molte cose nel corpo che non si conoscono, che superano la nostra
conoscenza, così esistono molte cose nell’anima che superano la nostra coscienza.”
(G. Deleuze)
Un atto unico in tre tempi che gioca su una fondamentale domanda: con quali cose nutriamo la
nostra esistenza? Quali scelte conformi al corpo sociale cui apparteniamo rendono la nostra
stessa vita estranea? Animarsi. Dispiegare le emozioni. Scuotere la coscienza, scuotersi
nell’anima per rispondere della propria vita.
Abito 101 trae origine dal progetto CORPO ESTRANEO sull’opera di Gilles Deleuze, progetto
nato nel 2004 con il trio Ninachaos.
In scena la morte di un cigno elettrico a cui fa da prologo un testo di Guy Debord, autore de La
società dello spettacolo. Chiude l’azione una figura femminile che costruisce la propria
immagine dandosi in pasto allo sguardo del pubblico. Infine, Abito 101 è uno spazio scenico
che comprende riprese video dal vivo. Tra la figura in scena e il pubblico, il video interviene
con il suo sguardo e diventa soggetto che muove e condiziona l’azione stessa.
Monica Bianchi da sempre alterna l’attività di danzatrice a quella di attrice, lavorando con
Giorgio Rossi, Raffaella Giordano di Sosta Palmizi, Roberto Castello e con Japigia Teatro,
L’Impasto, Album Zutique di Annalisa D’Amato. Collabora come coreografa con Lenz Rifrazioni
Teatro, Teatro delle Briciole, Europa Teatri di Parma. Nel 2004 forma il trio Ninachaos e
produce lo spettacolo INLAND con il sostegno di ARGONAVIS-ITINERARI TEATRALI DELLA
PROVINCIA DI RIMINI.
Partecipano al progetto Patrizia Mattioli, Lucia Manghi e Ilaria Gerbella; partecipa alla
produzione anche eUROPA tEATRI, che ha presentato una prima fase del lavoro all’interno della
stagione estiva 2007.
Patrizia Mattioli si diploma in clarinetto al Conservatorio A. Boito di Parma; successivamente
vince il concorso internazionale di composizione elettro-acustica all’I.R.C.A.M. di Parigi. Inizia il
suo percorso teatrale in qualità di compositrice con Lenz Rifrazioni e poi con Europa Teatri;
scrive colonne sonore per lungometraggi a Londra, partiture per coreografi, Davide Rocchi,
Daniele Albanese, Lucia Perego, Elisa Cuppini e Monica Bianchi per lo spettacolo INLAND.
Continua l’attività concertistica come compositrice in Italia e all’estero.In Abito 101 compone
ed esegue le musiche dal vivo.
Lucia Manghi è tra i fondatori di Europa Teatri, di cui è attualmente Presidente. Dopo aver
lavorato in qualità di attrice, organizzatrice e conduttrice di laboratori teatrali, dal 1998 -anno
in cui avvia la collaborazione con Danio Manfredini– si occupa prevalentemente di
illuminotecnica.
Ilaria Gerbella è regista e socia fondatrice di Europa Teatri. Ha conseguito il diploma di
Maturità d’Arte Applicata all’Istituto Statale d’Arte P. Toschi di Parma; ha proseguito gli studi
all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso DAMS, sezione Spettacolo.Si è
formata come regista all’interno del Teatro Europa, contribuendo all’allestimento di spettacoli,
all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali. In Abito 101 si occupa della regia
video.
19 gennaio 08, ore 21.15
20 gennaio 08, ore 16.30
Ca’ Luogo d’arte (Gattatico - RE)
LA PICCOLA FIAMMIFERAIA
COMPAGNIA OSPITE
in co-produzione con TJP Strasbourg -Centre Dramatique National d’Alsace
Théatre Nouvelle Génération-Centre Dramatique National de Lyon
Le Rayon Vert- scène conventionnée de Saint Valery en Caux, Laboratorio nove-Firenze
testo di Marina Allegri
regia di Maurizio Bercini
con Alberto Branca, Claire Chevalier, Jean Marc Culiersi, Daniela D’Argenio
musiche originali di Roberto Neulichedl
scene di Maurizio Bercini e Donatello Galloni, costruzione Cà Luogo d’arte, pitture di Serena De Gier
costumi di Patrizia Caggiati
luci di Christian Peuckert
Uno spettacolo tratto dal piccolo capolavoro di Andersen che, come adulti, sappiamo essere
crudo e complesso perchè ci costringe a confrontarci con temi come la povertà, l’amore
negato, la morte. Temi dolorosi talvolta anche da nominare ma importantissimi; eticamente
importanti e, i bambini ce lo insegnano, forse meno difficili da trattare di quanto pensiamo. Ci
è di aiuto indispensabile proprio il mondo della fiaba e dei bambini: nei giochi dell’infanzia, così
come in teatro, si muore e si ri-vive mille volte, la più terribile cattiveria lascia spazio in pochi
secondi al più grande gesto d’amore, è bello ridere a crepapelle quanto piangere di
commozione o di rabbia.
L’importante, ovviamente, è la sincerità: che l’incredibile e meraviglioso gioco della finzione
non venga ingabbiato dall’ipocrisia tutta adulta del “questo è meglio non dirlo!”.
In questa Piccola Fiammiferaia in scena troviamo un’attrice, che simboleggia in maniera non
dichiarata la bambina del racconto, a cui è affidato il ruolo, proprio appunto dell'infanzia, di
affrontare col gioco qualsiasi tema, di non scandalizzarsi mai, di riconoscere la fame, la sete, il
freddo, di rivendicare amore e di avere la capacità di cercare nell’immaginazione la fuga anche
alla più terribile privazione. Agli adulti dello spettacolo, gli altri tre attori, il compito di fare i
conti con la realtà dei fatti, di misurarsi con una storia semplice, molto semplice…
Obiettivo della compagnia è fare in modo che l’andare a teatro diventi per i bambini un
momento di rapimento e di stupore, e per gli adulti l’occasione di riflettere interrogandosi sui
grandi temi dei diritti dell’infanzia.
Alberto Branca, attore, è Presidente dell’associazione Cà luogo d’arte di cui è uno dei
fondatori dal 2002. E’ stato socio del Teatro delle Briciole di Parma fino al 2003 e nel 1999 e
2000 ne è stato Presidente. Dal 1996 al 2002 è stato Presidente dell’Associazione Micro Macro
Festival. Comincia la carriera teatrale con il Gruppo di Teatro e Canto Popolare di Soresina. Ha
recitato in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Canada. È direttore artistico del
Teatro Sociale di Soresina (CR) e consulente per il Teatro Gonzaga di Ostiano (CR). Negli anni
’80 è stato direttore artistico del Teatro di Romanengo (CR), partecipando attivamente alla
realizzazione del Sistema Teatrale Cremonese.
Maurizio Bercini, direttore artistico di Cà. Regista e scenografo, nel 1976 fonda il Teatro delle
Briciole di cui sarà vicepresidente e direttore artistico per più di 25 anni. Da allora firma regie
di spettacoli che girano l’Europa e il mondo vincendo numerosi premi. Nel 1989 con Marina
Allegri fonda il Laboratorio Permanente Teatro al Parco, una scuola di teatro per giovani. Inizia
così un lungo e articolato percorso di formazione al teatro per le nuove generazioni e una
personale rilettura della figura di “maestro”. Attualmente è docente di discipline dello
spettacolo presso l’Istituto d’Arte Toschi di Parma. Nel 2001 lascia il Teatro delle Briciole e
fonda Cà, dove continua la sua ricerca di teatro popolare inteso come teatro per tutti,
affinando, come scenografo, uno stile arcaico e di recupero di oggetti e atmosfere della civiltà
contadina.
Donatello Galloni, scenografo costruttore. Rottamaio da tre generazioni, è da sempre
agitatore culturale della bassa reggiana con La tribù del cucù, un gruppo di teatro che crea
performance che hanno come fine il mantenimento della tradizione e della filosofia contadina.
Lavora con Cà dal 2003.
www.caluogodarte.com
26 gennaio 08, ore 21.15
Compagnia Acusmatici (Pontedera - PI)
TRE SORELLE
COMPAGNIA OSPITE
scrittura drammaturgica e regia Silvia Rubes
costumi Compagnia Acusmatici
allestimento e luci Stefano Franzoni, direzione tecnica Sergio Zagaglia
con Annamaria Mosti, Miranda Tamberi, Maria Teresa Orlandini, Giulia Bisacchi, Franca Ghiara
La COMPAGNIA ACUSMANTICI ha voluto affidare il ruolo delle notissime sorelle di Chechov a
tre interpreti mature, anzi decisamente anziane. In questo spettacolo l’età dei personaggi
disegnati da Cechov non ha niente a che vedere con l’età delle interpreti: i personaggi sono
infatti giovani donne, mentre le interpreti dello spettacolo sono donne anziane; come a dire
che il trascorrere di molti anni tra i sogni e la loro mancata realizzazione carica di tragico lo
sguardo sul tempo passato, oltre a renderci il futuro come vuoto di orizzonte. È ciò che
succede ai personaggi in scena. Cosa guardano quando guardano lontano? E cosa vedono? Lo
sguardo si fa complice del tempo, si rassegna in esso e ci restituisce una voragine, una
nostalgia per il futuro.
La Compagnia Acusmatici nasce nel 1995 da un’idea di Roberto Bacci e in collaborazione con
l’Università della terza età di Pontedera. Dalla nascita seguono circa dieci anni di intensa e
multiforme attività teatrale durante i quali la compagnia è impegnata nella realizzazione di
spettacoli e coinvolta in progetti formativi rivolti alla terza età.
www.pontederateatro.it
3 febbraio 08, ore 16.30
eUROPA tEATRI
L’ACCIARINO MAGICO
PRODUZIONE
liberamente ispirato alla favola L’acciarino magico di H.C. Andersen
con Bernardino Bonzani
testo Ilaria Gerbella e Bernardino Bonzani
regia Ilaria Gerbella
luci Lucia Manghi
Un giovane soldato, di ritorno dalla guerra, incontra una vecchia strega seduta sotto un albero.
La donna gli chiede di entrare nella cavità dell'albero per recuperare un vecchio acciarino a lei
appartenuto un tempo, il giovane accetta. È a partire da questo incontro che il giovane si
troverà coinvolto in una serie di avventure che lo trasporteranno in un mondo fantastico. Un
percorso che tuttavia non porta il giovane ad acquisire alcuna consapevolezza rispetto a sé e al
mondo: che si ritrovi poverissimo o con mille denari nella borsa, condannato a morte in una
prigione buia o alla vigilia delle nozze con una principessa, rimane spettatore della propria
esistenza, che si staglia su ogni sfondo al di là del bene e del male. Il suo destino si compie
poiché questo è ciò che semplicemente deve succedere, senza una vera perdita o un vero
guadagno. Nemmeno il confronto con la paura si risolve con il suo superamento: i tre cani che
inizialmente affronta e che poi gli verranno in aiuto ad ogni passo non gli incutono sufficiente
terrore. Insomma cos’ha di morale da dire questo racconto in cui il premio tocca in sorte a chi
non se lo merita, in cui ogni desiderio del protagonista si stempera in un semplice capriccio, in
cui la magia viene in soccorso a chi la estorce con noncuranza?
Una domanda a cui sarà il pubblico a dovere dare, forse, la risposta. Rimane una sola,
importante consapevolezza: per crescere, imparare a porre domande è altrettanto importante
che fornire risposte. Così come è essenziale imparare ad ascoltare: il vero incantesimo è ciò
che accade tra la luce e il buio di un piccolo spazio raccolto, dove i bimbi guardano, ascoltano,
tremano, ridono, fanno tesoro di visioni e parole. Per poi crescere, ricordare e andare oltre.
Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di
Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in
campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi
Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a
numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi
Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli,
all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È
anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta
come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il
laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di
formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette
fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno
civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata
operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di
Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna
“Oh che bel castello”... della Provincia di Modena.
www.teatrodellorsa.com
Ilaria Gerbella regista e socia fondatrice di Europa Teatri. Ha conseguito il diploma di
Maturità d’Arte Applicata all’Istituto Statale d’Arte P. Toschi di Parma; ha proseguito gli studi
all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso DAMS, sezione Spettacolo. Si è
formata come regista all’interno del Teatro Europa, contribuendo all’allestimento di spettacoli,
all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali.
www.europateatri.it
8, 9, 10 febbraio 08, ore 21.15
eUROPA tEATRI
TRE. IN CERCA D’AUTORE
PRODUZIONE
con Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari, Franca Tragni
drammaturgia Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari, Chiara Rubes, Franca Tragni
elaborazione grafica immagini Andrea Ascenso
tecnica e luci Erika Borella e Lucia Manghi
regia Chiara Rubes
In cerca, prima di ogni altro atto, del nocciolo duro che nutre e dà vita. Tecla, Romano e
Cesare, tornano in scena con l’urgenza di esserci davvero. Ci sono personaggi che nascono
nella fantasia dell'attore-autore ma poi prendono corpo e diventano vere e proprie creature
vive, e queste a volta bussano prepotentemente alle porte dell'attore–autore perché hanno da
dire qualcosa. Tecla con il dramma di una maternità che le scappa da tutte le parti e che non
può tenere in ordine come i suoi vecchi vestiti negli scatoloni; Romano incapace di gestire la
patata bollente; e Cesare, che si sente escluso da loro per la prima volta e orchestra la
vendetta. Solo loro possono raccontare il dramma che vivono, con l’energia della verità.
Non c’è nessuno ad aiutarli. In realtà nel gioco delle scatole cinesi quella giusta contiene solo
una cosa invisibile: il mistero della creazione artistica, come il mistero della nascita. Per il loro
dramma non c’è un autore che possa assumersene la paternità, e gli attori sono inadeguati. Su
questa strada non può che cadere nel vuoto la rivendicazione di un’esistenza anche nella
parola scritta. Non c’è scappatoia, l’unica possibilità è cacciare gli attori, togliersi l’armatura del
giudice regista e caricarsi del peso di rappresentare se stessi, con le contraddizioni, le paure e i
tic. Che siano uno, nessuno o centomila. Solo loro possono raccontare il dramma che vivono,
con l’energia della verità. E solo a questo punto troveranno qualcuno disposto a tendere la
mano. Un palcoscenico su cui salire a pieno titolo, anche zoppicando.
Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di
Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in
campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi
Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a
numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi
Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli,
all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È
anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta
come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il
laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di
formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette
fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno
civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata
operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di
Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna
“Oh che bel castello”... della Provincia di Modena.
Carlo Ferrari, attore, regista, autore, trasmette la propria esperienza teatrale come formatore
presso scuole, teatri, centri socio riabilitativi per disabili gravi e presso l'Istituto penitenziario di
Parma. Tra le altre attività organizza eventi e rassegne teatrali cura e dirige progetti speciali in
stretto contatto con le istituzioni comunali. Vincitore della quarta edizione del Festival Le voci
dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitore del premio New
Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna, produzione eUROPA tEATRI.
Chiara Rubes si forma alla scuola di specializzazione europea di teatro presso l’Atelier Costa
Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi
con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia,
Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice in spettacoli con la regia di Dario
Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa Teatri lavora come attrice e regista e
formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti e per bambini; ultimi lavori: attrice in
Lettera di Marie Kuderikova; attrice e regista per Il gatto in collaborazione con Teatro
Necessario; regista in Tre. In cerca d’autore.
Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce
una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del
Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del al presentTeatro degli Atti di Rimini,
vincitore del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna,
produzione eUROPA tEATRI, e menzione speciale della giuria come miglior attrice.
15 febbraio 08, ore 21.15
Blanca Teatro (Carrara - MS)
TITO
COMPAGNIA OSPITE
drammaturgia e regia Virginia Martini
studio del movimento Antonio Bertusi
assistente alla drammaturgia e alla regia Nicoletta Bertanelli
elementi di scena Francesco Neri, costumi Rachele Del Prete, progetto grafico Bruno Allene
fisarmonica e voce Davide Giromini
con Riccardo Naldini, Antonio Bertusi, Antonella Questa, Antonio Branchi, Giovanni Carli, Matteo
Procuranti, Sabine Bordigoni, Marta Sinacori, Claudio Musetti
Una delle ultime produzioni di Blanca, che ha debuttato alle cave di Fantiscritti di Carrara nel
luglio 2006, vede al centro il testo shakespiriano “Tito Andronico” analizzato e rivisitato
attraverso uno sguardo contemporaneo. Per secoli questo testo di Shakespeare è stato
considerato “gotico” , il più brutale da lui scritto. Ma la violenza descritta nel Tito Andronico
non risiede specificatamente nel numero dei morti o delle brutalità che si susseguono senza
tregua spingendosi ma nel fatto che tutte sono esclusivamente strumento per ottenere,
mantenere, affermare il potere. Il dolore conseguente a tanta violenza non acquista “peso”,
non diventa motivo di riflessione, di cambiamento, al contrario alimenta una sete cieca di
vendetta e di riaffermazione di ruoli e posizioni. I personaggi si muovono in contesti che non
contemplano il dialogo ma solamente lo scontro, la sopraffazione dell’altro. Il sentimento di
intolleranza nei confronti di chi pare “minacciare” un ordine prestabilito da una consuetudine
acquisita nel tempo, si radica talmente in profondità che la diffidenza e l’odio si insinuino
all’interno dei rapporti sociali e personali dominandone completamente le dinamiche. Dal punto
di vista storico il Tito Andronico ci presenta la condizione di disfacimento della tarda romanità,
all’inizio delle invasioni barbariche, nei suoi risvolti politici e morali. I goti invasori dell’impero
romano vengono identificati con i mori, i tradizionali nemici, alcuni secoli dopo, della
cristianità. Due mondi, due culture, due credo religiosi diversi si scontrano senza mai
osservarsi. Si giudicano senza tentare di capirsi. Si combattono. E in tutto questo il “popolo”,
per usare un termine shakespiriano, è soggetto astratto e passivo, lontano dai luoghi e dalle
persone che determino il futuro di un paese. Il “popolo” è usato come somma di voti all’inizio
del testo o come carne da macello in tutte le guerre che verranno presentate come necessarie
per la conquista o il mantenimento del potere.
Ci appaiono purtroppo lampanti le profonde affinità con la nostra società contemporanea, con
l’attuale situazione di incomprensione e conflitto con il mondo arabo, con la degenerazione e
l’abuso dei concetto di “guerra giusta”, “guerra preventiva”, “esportazione della democrazia”,
con l’oblio in cui rischiano di cadere le drammatiche esperienze del novecento, con la distanza
che i cittadini sentono sempre più spesso dalle istituzioni.
Lo spettacolo propone i temi contenuti nel Tito Andronico riletti in una chiave formale,
linguistica e scenica contemporanea non limitandosi alla costruzione di un evento
squisitamente di cultura teatrale ma indagando e contaminandosi di dubbi, domande, paure.
Paure di una società, la nostra, che come quella dipinta nella tragedia di Shakespeare, rischia
il declino morale e l’abbandono del dialogo, prima e necessaria forma di confronto con il mondo
che ci circonda.
Blancateatro porta avanti il proprio lavoro dal 1998 a Carrara, madre bastarda stretta tra i
monti e il mare. Costituisce di un gruppo di persone variegato e multiforme; ricerca, produce,
inventa, organizza, studia, racconta, contatta, incontra, si scontra, costruisce, agisce teatro.
Questo gruppo di artigiani e di artisti agisce con il medesimo obiettivo all’interno dei propri
spazi teatrali, nelle scuole, nei centri sociali e di aggregazione, nelle piazze, nei cantieri, nelle
biblioteche e nei teatri. E lo fa con lo stesso rigore nei propri spettacoli per gli adulti che un
attimo fa erano bambini e per i bambini che in un soffio saranno adulti, senza badare alle
classificazioni. E’ questa profonda, infantile, presuntuosa, istintiva smania di scovare e
assaggiare che muove il nostro lavoro. Una storia dopo l’altra e ancora una e una e una e
un’altra Ci piacciono le storie. Non tutte. Ci sono necessarie. Alcune. Le raccontiamo bene. A
tutti. Blanca racconta: “Tito”, “Dante Castellucci Facio, “Il Timido”, “TRES”, “Sottosopra-Ballata
darmica in tre portate”, “Sana e robusta costituzione”, “Rapporto Lugano”, in collaborazione
con LaQ-Prod “Pesi Massimi”, “PafBumTram…Vai!”, “K come Kosimo”, “Sbavtognac!”, “Piccoli
Principi”, “Maria delle Lenticchie”, “Humus omunculus”.
www.blancateatro.it
1 marzo 08, ore 21.15
hormiaiTeatro - Teatro di Limosa (Formia - LT)
BIANCA
COMPAGNIA OSPITE
con Eva Immediato
disegno luci, immagine Franco de Luca
spazio scenico, costumi, oggetti di scena a cura dell’Ensemble
musiche R.Bonati, G.Bregovich, Andhìra, M.Nyman, A.Vivaldi, F. Liszt, Aa.Vv
sartoria Patrizia Lombardi
drammaturgia, adattamento testi e regia Enrico Forte
Uno spettacolo attorno alla figura leggendaria di Moby Dick, la balena di melvilliana memoria:
come a dire la Storia di una Balena (e di una Donna) e di un Capitano che la inseguì per i Mari
del mondo (e della Vita). Un racconto per narrare l’essenziale di noi stessi (e del Teatro), la
fine di un Viaggio, la promessa di un Agire.
hormiaiTeatro nasce a Formia nel 1991, con la direzione artistica di Enrico Forte, in
collaborazione con la Regione Lazio, la Provincia di Latina ed i Comuni del Lazio meridionale.
Il CRT è un luogo di ricerca teatrale con specifiche attività di produzione (spettacoli),
formazione (laboratori, seminari, pubblicazioni), attività nel territorio, progettazione e
realizzazione di eventi teatrali. Hormiaiteatro è un laboratorio aperto alle realtà emergenti che
ridefiniscono la prospettiva del teatro. Collabora in maniera permanente con altri enti, centri,
associazioni, istituzioni culturali, scuole e università, gruppi teatrali e singoli artisti.
Nel 2003 hormiaiteatro ha realizzato la casa-teatro di Limosa.
Limosa è uno spazio mutante, pensato per accogliere eventi multidisciplinari, che si propone
al pubblico come luogo di riferimento per un’offerta culturale innovativa: luogo aperto alle
contaminazioni, alla liminalità fra i diversi linguaggi espressivi, alla ricerca e alla
sperimentazione. Limosa fa delle proprie caratteristiche peculiari un punto di forza, stimolando
nuove modalità di fruizione degli eventi e la formazione di un nuovo pubblico. L’attività
culturale si sviluppa attraverso quattro linee principali: le produzioni e co-produzioni, la
formazione ed i corsi laboratoriali, le rassegne, le residenze per gli artisti. Soprattutto nella
modalità del “baratto culturale”, come forma di scambio e reciproca conoscenza, per una
ricerca teatrale che spesso vive con pochi soldi ma che ha insegnato un nuovo modo di fare,
scambiando il frutto del proprio lavoro.
http://digilander.libero.it/hormiaiteatro/home.htm
Eva Immediato è laureata in Lettere Moderne ad indirizzo "Arti e scienze dello Spettacolo"
presso l'Università La Sapienza di Roma. Tra le ultime esperienze professionali: laboratorio sul
verso tenuto da Carmelo Bene; laboratorio sull'Hamlet di Peter Brook tenuto da Bruce Myer;
Progetto "Moby Dick", con la regia di Carlo Quartucci e la partecipazione della Compagnie
Forain di Parigi; "Viaggio teatrale Roma- Erice e ritorno", con la regia di Carlo Quartucci;
"Weisse Rose Lied", spettacolo-documentario sulla Germania nazista, con la regia di Maurizio
Donadoni. Con il Centro Mediterraneo delle Arti, ha preso parte agli spettacoli teatrali: "La
cantata di San Valentino", "Contadini del Sud", "Levi Carlo Graziadio- 13 luglio 1935", "Zvul e
rivoluzione", "Hagar", "Federico II tra Oriente e Occidente". "Don Perlimplino" di Federico
Garcia Lorca, con la compagnia del Teatro Studio e la regia di Pino Ferrara. Ultimi lavori: "Il
medico dei pazzi" (regia di Carlo Giuffrè); "Musicante" (diretto da Francesco Giuffrè).
9, 16 marzo 08, ore 16.30
eUROPA tEATRI
I RACCONTI DI PIPPI
PRODUZIONE
di e con Chiara Rubes e Franca Tragni
Pippi Calzelunghe è la ragazzina con le trecce rosse e le lentiggini, nata dalla penna di Astrid
Lindgren. A 9 anni vive sola in una grande casa, villa Villa Colle. Non ha paura di niente. È
indipendente grazie alla sua valigia zeppa di monete d'oro, conquistate dalle piraterie del
padre. Non veste bambole, ma una scimmia vera. È la bambina più forte del mondo, un
personaggio fuori da qualsiasi convenzione, in cui la generosità fa il paio con la capacità
inventiva. In scena due attrici, Elisabeth Ulla ed Elvira Parolona intime confidenti della
ragazzina, che per l’occasione narreranno i guai e le avventure della loro giovane amata amica.
Chiara Rubes si forma alla scuola di Specializzazione Europea di Teatro presso l’Atelier Costa
Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi
con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia,
Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice in spettacoli con la regia di Dario
Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa Teatri lavora come attrice e regista e
formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti e per bambini; ultimi lavori: attrice in
“Lettera di Marie Kuderikova”, attrice e regista per “Il gatto” in collaborazione con Teatro
Necessario, regista in “Tre. In cerca d’autore”.
Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce
una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del
Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitore
del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo “La luna”, produzione
eUROPA tEATRI e menzione speciale della giuria come miglior attrice.
9, 10 maggio 08, ore 21.15
Danio Manfredini (Milano)
AL PRESENTE
COMPAGNIA OSPITE
di e con Danio Manfredini
collaborazione al progetto Andrea Mazza e Luisella Del Mar
luci e suono Lucia Manghi
testi di Danio Manfredini, Alberto Giacometti, Albert Camus, Mariangela Gualtieri
Un manichino: è questa l'unica presenza in scena attorno alla quale ruota la rappresentazione.
La messinscena propone materiale accumulato dall'autore nel corso della sua esitenza: fatti,
incontri, dialoghi frasi, messaggi di segreterie telefoniche, immagini, suggestioni; il tutto
elaborato in modo da diventare un'opera totale e totalizzante. I diversi modelli di
comportamento presentati, pur appartenendo al mondo dei folli, compongono l'immagine
contemporanea che deriva dall'inquieta umana condizione interiore. Al presente è un
susseguirsi di sensazioni, stati d'animo; è un lavoro che ha a che fare con la condizione della
mente; ''quello che va a finire nella scena è un po’ lo specchio della vita e anche di una visione
del mondo''.
In scena c'è un uomo in uno spazio bianco: spazio bianco emblema di un luogo istituzionale
con un richiamo a corridoi ospedalieri, istituti psichiatrici, sale da esecuzione capitale... È un
uomo diviso: una parte immobile, passiva, attraversa l'esistenza in uno stato di assenza, in
balia del mondo dei suoi eventi senza ritrarsi, senza piangere e senza ridere. E' un manichino.
L'altra parte è un uomo spaventato, attraversato dalle voci delle persone care, dalle immagini,
resti di memoria acquarellati, bagaglio del passato sempre più vago ma presente. Ricorre il suo
pensiero interiore, le sue inquietudini, quel dialogo interno ininterrotto che lo accompagna.
Assume il comportamento, la voce, la postura degli uomini che gli sono rimasti impressi,
specchi deformati di se stesso.
Un labirinto di suggestioni gli vengono dal mondo contemporaneo e di questi frammenti ritrova
l'unità nella composizione di un complesso mosaico. E' un altalenare tra un pensiero e l'altro,
un ricordo e l'altro, uno stato d'animo e l'altro così come avviene nella solitudine, in
quell'apparente immobilità, quando tutto dentro continua a muoversi, dal desiderio alla
rassegnazione, dalla ribellione alla resa.
In definitiva: un uomo invisibile braccato e colto nella sua intimità gettato sotto i riflettori.
Viisibile e sotto gli occhi di tutti. Quasi una palla da biliardo impazzita in cerca di amore.
Un uomo con le sue ansie, paure, desideri, bisogni, stati d'animo, umori.
"Ho l'impressione che sia un parlare a se stessi con parole, intenzioni, richiami. Incontrare se
stessi, pregare se stessi. Essere identificati nel gesto di un altro, nelle parole di un altro
trasferite su di sè...." Danio Manfredini
Il percorso di formazione di autore-attore di Danio Manfredini risale agli anni ’70; la sua
strada è caratterizzata dal rigore nella ricerca teatrale condotta, fuori da ogni percorso
codificato, apparentemente anarchico, ma basato su una ferrea disciplina etica ed espressiva.
Punto di riferimento importante per il teatro di Danio Manfredini è la pittura, intesa nel senso
più intimo e profondo di visioni interne che caratterizzano fortemente l’incontro tra il pubblico e
l’attore, così come la sensazione, che offre possibilità d’azione, di presenza nello spazio. In
vent’anni ha prodotto rari e preziosi spettacoli, dove spesso recita solo, costruiti attraverso un
feroce lavoro su di sé, un maniacale perfezionismo, una grammatica drammaturgica e gestuale
complessa e raffinata ma di immediata comunicatività ed efficacia. Il primo lavoro è La crociata
dei bambini dal poema di Bertolt Brecht (1984), seguono Notturno (1985), Miracolo della rosa
(1988) con il quale vince il Premio Ubu ‘89, il recital per sax e voce Misty (1989), La vergogna
(1990), Tre studi per una crocifissione (1992). Nel ’97 presenta al Festival di Santarcangelo la
prima parte del nuovo lavoro Al presente, che dal 1998 porterà in forma definitiva nei maggiori
festival di tutta Italia. Un anno dopo vince il Premio Ubu ’99. Nel 2000 riprende, rivisto e
corretto, lo spettacolo La vergogna a cui cambia anche il titolo in Hic desinit cantus, opera
ispirata a Pier Paolo Pasolini e Jean Genet. L’8 luglio 2003 debutta al Festival Santarcangelo dei
Teatri con Cinema Cielo, con il quale vince il Premio Ubu 2004 per la miglior regia. Danio
Manfredini ha partecipato ai seguenti spettacoli: Il muro, regia di Pippo Delbono (1991);
Parsifal, regia di Cesare Ronconi, Teatro Valdoca (1999); Il silenzio, regia di Pippo Delbono
(2000).
Dicono di lui....
“Nel teatro italiano Danio Manfredini rappresenta una luminosa eccezione. Il suo è un percorso
artistico eccentrico, i suoi lavori non sono prodotti più o meno riusciti, ma organismi viventi,
che nascono, crescono e poi - forse - muoiono, quando il loro autore percepisce che l’energia
che li animava si è spenta, oppure ha preso un’altra direzione e ha bisogno di una nuova
forma. Il suo non è solo teatro, o meglio la scoperta - quasi il “miracolo” - di uno dei teatri
possibili.È pittura, perché nei suoi gesti minimi e ineluttabili si condensano insieme la
traiettoria della mano che traccia il segno e il segno stesso. È danza, nel ritmo e nella
concatenazione dei movimenti, nell’occupazione dello spazio. È poesia, nella riflessione sulla
marginalità e sul diverso che costituisce forse il filo rosso di tutto il suo percorso: sofferta e
mai esibita, che rifugge da ogni sentimentalismo e banalità. Se parlate con molti degli artefici e
degli appassionati del nuovo teatro italiano, scoprirete che Danio è un maestro segreto, che nei
suoi seminari ha segnato numerose carriere artistiche: con il suo rigore, la sua esperienza, la
sua saggezza, e ovviamente una competenza acquisita attraverso anni di prove, di
improvvisazioni e di ricombinazioni drammaturgiche. Ma è soprattutto la sua integrità di artista
a offrire un esempio e un punto di riferimento importante per tutti.”
Oliviero Ponte di Pino
Per un approfondimento sulle tematiche del teatro di Danio Manfredini:
Piuma di piombo. Il teatro di Danio Manfredini di Lucia Manghi, ed. Il principe costante,
Udine, 2003.
Grazie al rigore delle scelte artistiche e ad una intensa attività pedagogica, che si è sviluppata
in questi anni attraverso una lunga esperienza seminariale, Danio Manfredini, attore e regista
milanese, si è ritagliato uno spazio del tutto particolare nel panorama del nuovo teatro italiano;
egli si colloca in quella generazione di artisti, emersa soprattutto negli anni Novanta, che
hanno sviluppato la loro ricerca fuori dall'abituale sistema produttivo e che spesso non si sono
formati all'interno delle scuole e delle accademie ma che hanno trovato nel teatro la sintesi di
esperienze diverse. Lucia Manghi ricostruisce in questo saggio la vicenda artistica di
Manfredini, passando in rassegna i momenti più importanti della sua formazione: la pittura, il
teatro fondato sul training e l'apprendimento dei mezzi espressivi attoriali, mutuati dalla
conoscenza diretta o indiretta di artisti come César Brie, Iben Nagel Rasmussen dell'Odin
Teatret e Tadeus Kantor.
Nella seconda parte del saggio l'autrice analizza gli spettacoli di Manfredini, tutti nati in ottica
antieconomica, spesso prodotti all'interno di alcuni importanti centri sociali molto attivi negli
anni Ottanta e Novanta (come il Leoncavallo di Milano). Miracolo della rosa, Tre studi per una
crocefissione, Al presente, Hic desinit cactus e l'ultimo Cinema Cielo (presentato al festival di
Santarcangelo di Romagna nell'estate 2003) sono la testimonianza di un processo creativo che
si sostiene su periodi di prove molto lunghi e che sperimenta una poetica dell'attore come
artefice principale della scena.
l'altra eUROPA tEATRI
mATERIE pRIME ovvero i laboratori
ilTeatroallaMattina ovvero i mattinée per le scuole
fuoriPorta ovvero i laboratori fuori dal teatro
pROGETTI sPECIALI
eSTAEALrATAFIÀ
mATERIE pRIME
Educare lo sguardo: eUROPA tEATRI è da anni l'unico teatro a Parma concentrato con tanta
determinazione sulla formazione degli allievi, innanzi tutto, ma anche del pubblico.
Una vicenda didattica che vanta l'affluenza di centinaia di persone: da coloro che hanno
effettivamente voluto approfondire la pratica teatrale, a coloro che hanno cercato di
comprendere meglio il fare spettacolo stando al di qua delle quinte. Nell'uno e nell'altro caso
un modo per acquisire una coscienza sottile della scena. In altre parole: pochi ne hanno fatto
un mestiere, ma tutti sono diventati attenti spettatori. I linguaggi contemporanei sono
multiformi e complessi: è pertanto di importanza fondamentale fornire qualche strumento per
decifrarne il percorso estetico. Come a dire che il piacere sgorga inevitabilmente dalla
conoscenza.
Ma non solo: il teatro è il terreno ideale sul quale acquisire il valore della relazione. Vivendo il
teatro non si può prescindere dal tempo, dallo spazio, dai suoni, dagli oggetti, dalle fonti di
luce, dai materiali, soprattutto non si può prescindere dalle persone. E se è vero che la
(ri)scoperta dell’altro e il rispetto che impone sono valori assoluti, non solo in scena, il teatro è
il giardino protetto in cui si impara ad avere cura di questi semi fino al frutto.
Nel corso del 2008, EUROPATEATRI proporrà al pubblico i lavori costruiti con gli allievi nella
stagione 2007- 2008. L’ultimo (Aspettando Kakà) è una produzione di ex allievi che si sono
formati negli spazi di eUROPA tEATRI e che qui hanno trovato il modo di poter realizzare in
autonomia un’opera prima. Il nome che si sono attribuiti è ilTeatrodiMinosse: Minosse, figlio
di Europa e dei suoi teatri possibili.
29, 30 marzo 08 - II
APOLOGIA DELLA CONGIUNZIONE
a cura di Davide Rocchi e Loredana Scianna
4 aprile 08 - I
a cura di Chiara Rubes e Ilaria Gerbella
9 aprile 08 - I
a cura di Chiara Rubes trimestrale
12, 13 aprile 08
VERSO IL SERENO
a cura di Franca Tragni
16 aprile 08 - I
a cura di Ilaria Gerbella e Loredana Scianna
18, 19 aprile 08 - II
a cura di Chiara Rubes e Franca Tragni
23 e 24 aprile 08 - II
PIANO CONVESSO
a cura di Ilaria Gerbella e Lucia Manghi
20, 21 marzo 2008 - II
A SERVIZIO
ideazione e regia Franca Tragni, collaborazione alla regia Carlo Ferrari
ricerca bibliografica presso Biblioteca Comunale “A. Balestrazzi”, Parma
con la preziosa collaborazione di Loretta Bertinetti
con Armanda Borghetti, Francesca Cantoni, Beatrice Carra, Licia Gambarelli, Barbara Mazzieri,
Michela Ollari, Alessandra Pizzoni, Franca Tragni, Maura Zappacosta
Un viaggio nella storia e nella vita di quelle donne che partirono nel secolo scorso e andarono
“a servizio” nelle case dei ricchi… a far le mondine o le balie; un viaggio nella memoria e uno
sguardo al presente perché oggi come ieri milioni di donne si muovono alla ricerca di un
“nuovo mondo”. Sguardi smarriti o tristi, pensierosi o inquieti, sguardi di speranza, sguardi
profondi come mille domande: il passato è sulle spalle, il presente è un sacrificio e una lotta
continua, e il futuro?
Le ragazze del laboratorio hanno seguito un percorso formativo pluriennale con Franca
Tragni e gli altri artisti di Europa Teatri. Da novembre 2007 a marzo 2008 hanno partecipato
alla realizzazione dello spettacolo, non solo come attrici ma conducendo anche un intenso
lavoro di ricerca sociologica e bibliografica, raccogliendo testimonianze e materiale sul tema.
Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce
una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del
Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitrice
del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna, produzione Europa
Teatri, e menzione speciale della giuria come miglior attrice.
ilTeatrodiMinosse (Parma)
2 e 3 maggio, ore 21.15
ASPETTANDO KAKÀ
Progetto teatrale sul fenomeno sociale del calcio in Italia
a cura di Andrea Cirillo e Marco Musso
residenza eUROPA tEATRI 2007-2008
RESIDENZA
“Oggi la grande passione sportiva, il tifo, è un prodotto chiamato a far da supplenza a ciò che
non c’è ancora o non c’è più e che ci dovrebbe essere. […] Ci si attacca alla propria squadra
sportiva con la passione del disperato, di colui che […] non ha nulla cui far riferimento: non ha
più la parrocchia […]; non ha più la famiglia […]; non ha più il partito. […] La passione per il
calcio, in quanto sta a indicare il bisogno di legarsi a una causa comune, di avere una
bandiera, di avere una comunità, anche nella sua forma mostruosa odierna sta a significare dei
bisogni insoddisfatti. Quindi noi dovremmo […] riuscire a comprendere quali sono i vuoti, quali
i bisogni che l’italiano va disperatamente cercando la domenica allo stadio.”
Oliviero Beha, Franco Ferrarotti, All’ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio, 1983
Senza dubbio ad oggi il calcio ha acquisito sempre di più il ruolo di mezzo di distrazione di
massa, ma sopratutto ha acquisito il ruolo inquietante di rivestire la vita di un senso che i
sempre più numerosi appassionati non trovano altrove. Dall’altro lato esistono figure delle alte
sfere economiche e politiche per le quali è certo buona cosa dare uno sfogo agli italiani che non
danneggi il loro operato. Il calcio quindi come strumento di narcotizzazione sociale o, per
l’appunto, di distrazione di massa. Distrazione dai tanti problemi che affliggono l’Italia, tanto
da scendere in piazza senza fatica ed esitazione per il caso Beppe Signori, ma non per
problemi ben più gravi di politica interna ed internazionale.
Insomma, così come Vladimiro ed Estragone aspettano un Godot che ci cambi la vita, noi
italiani sembriamo aspettare che Kakà, o qualche altro Dio, ci dica: descansate niño, che
continuo io...
Marco Musso nasce nel 1970 e vive a Parma. Deve la sua formazione artistica al Teatro
Europa di Parma, in special modo a Loredana Scianna e Ilaria Gerbella, al direttore di
doppiaggio Mario Maldesi e allo speaker Alberto Lori. Nel 2007 va in scena con Short Plays, di
Samuel Backett, per la regia di Pier Paolo Nizzola. Collabora come doppiatore e speaker con
enti pubblici e privati ed ha prestato la sua voce a Tramondo, cortometraggio in stop-motion
della MagicMindCorporation. Nel 2007 è stato uno dei conduttori del ParmaPoesiaFestival.
Andrea Cirillo nasce nel 1982 e vive a Parma, dove ha conseguito la laurea in letteratura
italiana. Si forma teatralmente al Teatro Europa di Parma e con Manuela Capece e Davide
Doro. Nel 2007 va in scena con Short Plays, di Samuel Beckett, per la regia di Pier Paolo
Nizzola, ed Evento Ics, per la regia di Loredana Scianna. Scrive narrativa e poesia. Numerosi
suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste LaLunaDiTraverso (Mup Editore) e Maltese
Narrazioni (Editrice Impressioni Grafiche), e su quotidiani, quali La Stampa e L’Informazione.
Nel 2006 è stato inserito ne I Lunatici – 15 nuovi scrittori italiani (Parma, Mup Editore, 2006).
«Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle
prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete
fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio,
ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non
ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale» (Pier Paolo
Pasolini, 14 Novembre 1974. Il romanzo delle stragi, in Scritti corsari,
Milano, Garzanti, 1975).
ilTeatrodiMinosse è una compagnia di giovani attori e attrici, nata dalle esperienze
laboratoriali del Teatro Europa. Minosse, figlio di Europa e Zeus, fu re giusto e saggio di Creta
e per questo, dopo la sua morte, divenne uno dei giudici degli inferi. ilTeatrodiMinosse vuole
avere coraggio, vuole fare i nomi. Vuole capire il mondo e attraverso la mescolanza di forme
ed energie, rimetterlo in scena in forma critica. ilTeatrodiMinosse non ha niente da perdere.
http://aspettandokaka.blogspot.com
ilTeatroallaMattina
I mattinée per le scuole sono da anni un appuntamento irrinunciabile per noi e per tutti gli
allievi delle scuole del territorio, dalle elementari alle superiori. Le proposte di questa stagione:
per le scuole elementari – Teatro Europa
eUROPA TEATRi/Teatro Necessario
IL GATTO
eUROPA TEATRi
FIOCCO DI NEVE FIOCCO DI LANA
Ca’ Luogo D’arte
LA PICCOLA FIAMMIFERAIA
eUROPA TEATRi
L’ACCIARINO MAGICO
eUROPA TEATRi
I RACCONTI DI PIPPI
eUROPA TEATRi
PIPPINVILLA
eUROPA TEATRi
LA SIRENETTA
per le scuole superiori – Teatro Europa
eUROPA TEATRi
LA PROMESSA
eUROPA TEATRi/Teatro Necessario
IL GATTO
eUROPA TEATRi
TRE. IN CERCA D’AUTORE
TeatrO dell’Orsa
CUORI DI TERRA. Memoria per i setti fratelli Cervi.
per le scuole superiori – nelle scuole
eUROPA TEATRi
SILENZIO E MEMORIA da Primo Levi
eUROPA TEATRi
ROMEO E GIULIETTA da Shakespeare
TeatrO dell’Orsa
GIOVANNINO RACCONTA dall’opera di Giovanni Guareschi
fuoriPorta
Sono i laboratori che si svolgono anche al di fuori del Teatro Europa e che, per la loro
particolare natura formativa, sono dedicati ad ambiti sociali delicati o a varie fasce dell’età
della crescita.
Alla prima categoria appartengono:
laboratorio con disabili psichici del Centro socioriabilitativo Lubiana, in collaborazione con
Asl di Parma;
laboratorio con disabili psichici del Centro socioriabilitativo Pasubio;
laboratorio con disabili psichici del Centro semiresidenziale per disabili “Il Casale” di
Madregolo;
laboratorio “Oltrelavoro” con persone disagiate, in collaborazione con Coop. La Bula;
laboratorio con i detenuti dell’Istituto Penitenziario di Parma;
laboratorio con i bambini Rom del Campo Nomadi di Parma
Alla seconda invece appartengono i laboratori svolti a Parma e Provincia per le scuole materne,
elementari, medie e superiori.
pROGETTI sPECIALI
25 maggio 08, ore
eUROPA tEATRI
PIPPINVILLA
a Villa Ziveri - Bannone di Traversetolo (PR)
progetto realizzato in occasione del centenario della nascita di Astrid Lindgren
ideato e allestito da Chiara Rubes
a cura di Chiara Rubes, Monica Morini e Franca Tragni
Pippi Calzelunghe è una figura sovversiva della letteratura per l'infanzia: la ragazzina con le
trecce rosse e le lentiggini che, a 9 anni, vive sola in una grande casa, villa Villa Colle. Pippi è
una femmina, ma non ha niente a che spartire con le figure stereotipate della letteratura per
bambine. È indipendente, grazie alla sua valigia zeppa di monete d'oro, conquistate grazie alle
piraterie del padre. Non veste bambole, ma una scimmia vera. È la bambina 'più forte del
mondo' tanto da sconfiggere anche Adolf il forte (chiara allusione a Hitler). Una figura
assolutamente trasgressiva, lancia la minigonna, e inventa un linguaggio parallelo e originale,
in cui le parole prendono significato a partire da lei. Un personaggio fuori da qualsiasi
convenzione, in cui la generosità fa il paio con la capacità inventiva. Pippi non ha paura di
nulla, e non teme di esibire la propria differenza. Anzi, se la gioca con le armi dell'ironia. Non si
sente da meno alle figure maschili, potendo sfoggiare muscoli d'acciaio e un cuore grande che
difende i più deboli.
Maggio 2008
eUROPA tEATRI
MARGIRITIS
all’archivio di Stato di Parma - Crociera Transetto Est
Ideazione e ricerca storica Franca Tragni
in collaborazione con il Dott. Marzio Dall’Acqua e l’Archivio di Stato di Parma
testo poetico e regia Ilaria Gerbella
musiche originali Maurizio Soliani
voci registrate Andrea Cirillo, Umberto Fabi, Marco Musso
collaborazione scenografica Claudio Bernardi
luci e tecnica Lucia Manghi
con Franca Tragni
Margiritis dona corpo e voce a un grido di donna, prima ancora che ridare vita a una figura
storica dimenticata. I testi poetici evocano il mondo visionario interiore di Margherita:
l’infanzia, l’amore per il padre e lo sposo, le crudeli torture, il desiderio carnale negato, il
mondo fatto di piccole cose. Un’attrice veste i panni di Margherita, ne ripercorre la vicenda per
frammenti. Sola, in uno spazio scenico crudo, lascia fluire i ricordi che a tratti diventano densi
di presenze; i pochi elementi scenici assumono la funzione di simulacri, fantasmi del passato
che riemergono a rinnovare gioia e dolore del suo sogno tradito.
All’evento sarà associata una mostra con i dipinti realizzati da diversi artisti ispirati a
Margherita Farnese.
eSTAEALrATAFIÀ
Durante il periodo estivo, Europa Teatri organizza una rassegna negli spazi all’aperto attigui al
teatro ospitando concerti e spettacoli rivolti a grandi e bambini.
La fruttuosa collaborazione col vicino Centro socioriabilitativo Lubiana, ha portato ad aprirne i
cancelli accogliendo un folto pubblico che da due anni ha assistito ad alcuni spettacoli della
rassegna allestiti nel giardino del Centro.
eUROPA tEATRI
associazione di cultura teatrale
Via Oradour, 14 – 43100 Parma - tel/fax +39.0521.243377
www.europateatri.it - [email protected]
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