eUROPA tEATRI associazione di cultura teatrale stagioneTeatrale 2007│2008 Riparte nel segno della continuità con le sue origini la stagione 2007/2008 di Europa Teatri: allo scoccare del decimo anno dalla sua fondazione, EUROPATEATRI rilancia la sua vocazione alla diffusione dei linguaggi contemporanei della scena, attraverso produzioni originali, ospitalità e attività di formazione: diciotto titoli per raccontare e leggere il mondo della contemporaneità, per riscoprire una dimensione interiore ed umanistica dell'essere al mondo. Sempre più rilievo la dimensione della fiaba come strumento lucido e spesso spietato per comprendere il reale, linguaggio generazionalmente trasversale che offre un ponte ermeneutico fra universo degli adulti e dei più piccoli: la convinzione di fondo è che l'arte abbia la capacità di proporre diversi, vari e profondi livelli di lettura del reale, presente o possibile esso sia. Ma anche che i linguaggi della contemporaneità necessitino di frequentazione per essere amati e compresi: eUROPA tEATRI nasce con l'obiettivo di rendere accessibile questo linguaggio attraverso le sue opere e di offrire a chi guarda gli strumenti per decodificarle. Senza per questo voler fornire risposte preconfezionate, fornendo unicamente gli strumenti per un approccio adeguato. Dalle vicende medievali delle crociate dei bambini de La Promessa, che apre al stagione, al Gatto, con gli stivali ovviamente, passando per Pippi Calze Lunghe e La Piccola Fiammiferaia. Senza dimenticare i titoli di taglio più “adulto” come una particolarissima edizione de Le tre sorelle di Cechov o il tema del dramma della violenza sulle donne con Nudi di fronte al male. Realizzata grazie al sostegno del Comune di Parma, Provincia di Parma e Regione Emilia Romagna, fra i protagonisti della rassegna ricordiamo fra tutti: Danio Manfredini con Al presente. Ed ancora: numerosi seminari (MATERIE PRIME), matinée per le scuole e un'intensa attività di laboratori al di fuori del teatro: in ambienti sociali delicati (con disabili, persone disagiate, detenuti, bambini del campo nomadi) o più semplicemente nelle scuole di tutti i gradi. Ricordiamo che le compagnie ospiti sono gruppi che, prodotto il loro lavoro nelle loro sedi, trovano qui la possibilità di diffonderlo ed offrirlo ad un pubblico nuovo. Le compagnie in residenza, invece, producono i loro spettacoli in collaborazione con eUROPA tEATRI, usufruendo degli spazi, dell'organizzazione del teatro ed avendo poi la possibilità di trovare uno sbocco scenico per la loro creazione. Studio Alfa - Ufficio Stampa e Comunicazione tel. e fax +39.06. 8183579 - [email protected] responsabile ufficio stampa Lorenza Somogyi Bianchi, cell. 333. 4915100 addetto stampa Olivia Volterri, cell. 338 5690870 2007- 2008 la sTAGIONE tEATRALE 15, 16, 17 novembre 07, ore 21.15 eUROPA tEATRI LA PROMESSA PRODUZIONE di e con Umberto Fabi e Loredana Scianna assistente alla regia Ilaria Gerbella, costumi Anna Malandruccolo, musiche Maurizio Soliani elaborazione sonora Antonio Verderi, collaborazione artistica e luci luci Lucia Manghi le voci dei bambini Agata Boschi Morestori, Anita Boschi Morestori, Marco Bussolati Anna Cabrini, Lisa Canetti, Marco Tullio Carnerini, Benedetta Marconi, Elena Picchi, Virginia Pizzasegola, Matteo Vecchi del laboratorio teatrale di eUROPA tEATRI, condotto da Carlo Ferrari produzione eUROPA tEATRI 2006-2007 Storia, leggenda, superstizione e fiaba popolare: i fili di un'unica tessitura. La “crociata dei fanciulli” è il nome dato a una serie di eventi, reali o leggendari, avvenuti nel XIII secolo e tuttora materia di dibattito tra gli storici. Pueri o pauperes? Fanciulli o poveri? Una cosa non esclude l’altra. Il punto di partenza del lavoro è stato LA CROCIATA DEI BAMBINI di Marcel Schwob: il libro tratta – in forma di narrazione in prima persona di più personaggi - di un fatto oscuro ed inquietante, accaduto nell’Europa cristiana agli inizi del Duecento, quando trentamila ragazzini provenienti dalla Francia e dalla Germania, di età compresa fra i 4 ai 12 anni, formarono una sorta di esercito raffazzonato e si misero in marcia per raggiungere la Terra Santa e liberare il Sacro Sepolcro dagli Infedeli. Persuasi di riuscire a traversare le acque a piedi asciutti, convinti che il mare si sarebbe aperto davanti a loro per lasciarli avanzare; molti di loro, giunti al porto di Marsiglia, si buttarono nelle acque e annegarono; altri si imbarcarono con due furfanti, al secolo Ugo il Ferro e Guglielmo il Porco, e furono venduti come schiavi in Egitto, altri ancora proseguirono a piedi via terra e perirono di stenti lungo il viaggio. LA PROMESSA è un racconto scenico - più evocazione di una suggestione che narrazione in senso stretto – in cui rimane l’eco lontana della fiaba del Pifferaio di Hamelin, che molti credono un'emanazione diretta di quelle cronache leggendarie: anche la storia ha dato un nome agli “incantatori” che condussero alla morte tante anime bianche (uno per tutti: il pastorello francese Stefano di Cloyes). Un racconto che vuole contrapporre lo spirito al miraggio, disvelare un cammino in festa che muta in tragedia, mettere in luce il richiamo di una promessa e il suo costo. Ma narrare anche di una forza che trascende la nostra comprensione, di un grande disegno che i nostri occhi non possono decifrare: il 1200 fu un secolo di migrazioni maravigliose, gli inspiegabili movimenti in massa di moltitudini di uccelli, rane, api, ecc…. Tutti eventi che preannunciano catastrofi o, più in generale, un enorme cambiamento e che furono attestate con stupore dagli storici del tempo. E dunque, forse anche l’uomo obbedisce e ha obbedito ad una legge cosmica (divina?) che soverchia la volontà razionale e ha condotto migliaia di bambini a “fecondare” nuove terre, a mescolare il sangue, a sancire una nuova origine. Un ringraziamento ad Hakim Birouk per aver prestato le mani ai ritmi percussivi. Umberto Fabi attore e musicista, si avvicina al teatro grazie a Otello Sarzi che lo inizia all’arte del burattinaio. Nel T.S.B.M. (compagnia fondata da Otello Sarzi), diviene anche aiuto-regista, regista e autore di testi per il teatro, partecipando a rassegne nazionali ed europee. Tra le esperienze che ama ricordare, vi è l’incontro con la cantante-attrice Gabriella Bartolomei, e la collaborazione con l’attrice Lucia Poli. Dal ’98 lavora come free-lance per sviluppare ed affinare un personale percorso artistico d’esplorazione sui linguaggi teatrali ed espressivi. È titolare della cattedra di “Attività e Cultura Teatrale” presso il Liceo Classico G.D.Romagnosi di Parma. Loredana scianna si diploma all’Atelier di Teatro Danza della Civica “Paolo Grassi” di Milano sotto la direzione didattica di Marinella Guatterini, partecipa come danzatrice e coreografa a eventi e rassegne come Teatri 90, Subway e Biennale Giovani Artisti di Roma, ed è con Reinhild Hoffman ai festival di Adda Danza e Bolzano; è assistente di Maria Consagra come movement coach per il training attorale di Paolo Rossi a Milano. Compie studi continuativi sulla voce con Andrea Mormina e Emanuele De Checchi e completa la formazione con Mario Maldesi, con il quale accede alle tecniche di doppiaggio cinematografico. Tra le ultime esperienze: vocalist per il brano elettroacustico Kata Kosmon (2005) del compositore Gian Marco Mora, prodotto da Cemat nel 2007, doppiatrice nel cortometraggio d’animazione Tramondo di Magicmindcorporation al Torino Film Festival 2007, cura coreutica di Volta con Pathosformel, creazione in residenza a Centrale Fies - Drodesera nel 2007. È socia fondatrice di Europa Teatri nel 1997, con cui produce spettacoli e svolge attività di formazione. 23 novembre 07, ore 21.15 TeatrO dell’Orsa (Reggio Emilia) NUDI DI FRONTE AL MALE COMPAGNIA OSPITE di Elisabetta Musi, Monica Morini e Bernardino Bonzani con Monica Morini e Bernardino Bonzani inserti video Alessandro Scillitani Premio 8 marzo Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Parma – Ingresso libero Rapite, violentate, picchiate come tamburi, ricattate sessualmente. E come sempre più spesso, come atto dovuto, anche il dettaglio efferato, la firma splatter a suggellare il disprezzo per quel corpo di donna. Cronaca di tutti i giorni, che si accanisce in ricostruzioni psico-criminologiche specie quando la vicenda ha il sapore del giallo, del noir. Sul tema della violenza – subdola o manifesta – alle donne ecco il nuovo lavoro teatrale del Teatro dell'Orsa per mettere in risalto le diverse facce della sopraffazione, della prepotenza e del male. La compagnia del TeatrO dell’Orsa è fondata dagli attori e autori Monica Morini e Bernardino Bonzani. Gli spettacoli nascono da una ricerca sui linguaggi teatrali e sui materiali storici e di memoria. Prendono vita e forma grazie al continuo intrecciarsi con il lavoro di ricerca musicale dei musicisti che collaborano in fase drammaturgica ed eseguono dal vivo le musiche. Nel 2003, nell’ambito di Premio scenario, il più importante riconoscimento teatrale nazionale riservato alle nuove compagnie, riceve il Premio Ustica per il Teatro di impegno civile e sociale per lo spettacolo Cuori di Terra – Memoria per i sette fratelli Cervi. Lo spettacolo è accolto in importanti Festival e realizza oltre 100 repliche sul territorio nazionale. In seguito vengono Progetto Memoria e lavoro - R60 Ballata operaia sul tema del lavoro, Nilde. Una donna della Repubblica sulla figura di Nilde Iotti e numerosi lavori a progetto, sul tema della memoria e del teatro civile, ma anche recital letterari e poetici (La voce dei libri, Pedalando Zavattini, Convivium, Fole da osteria, Alì dagli occhi azzurri, Racconti alla corte di Matilde, Di gemme e tempesta). Nell’ambito del teatro ragazzi opera agli inizi degli anni ’90 con il lavoro di narrazione nelle biblioteche e con registi del Teatro delle Briciole e del Teatro Gioco Vita. In seguito vengono realizzate numerose narrazioni spettacolo rappresentate nei circuiti di Reggio, Modena e Parma. Dal 2006 iniziano le nuove produzioni di teatro ragazzi, che si avvalgono della collaborazione con Teatro Immagine di Franco Tanzi, mimo, regista, scenografo e costruttore di macchine teatrali, che per il Teatro dell’Orsa firma le animazioni con marionette, burattini. Monica Morini è autrice e attrice di teatro. Inizia la sua formazione teatrale con Pierre Byland, Hanna Danan e Maria Consagra. Si perfeziona con i maestri Laura Shelen, Esther Ferrer, Cesar Brie, Francis Pardeilhan, Judith Malina, Yoshi Oida, Bruce Myers, Gabriella Bartolomei, Rena Mirecka, Josè Sanchis Sinisterra, Michel Azama, Enrique Vargas, Gabriele Vacis. Ha fondato insieme all’attore e regista Bernardino Bonzani il Teatro dell’Orsa. Lavora da più di quindici anni nell’ambito del teatro di narrazione per ragazzi e adulti. Trasmette la propria esperienza attraverso corsi di aggiornamento e formazione rivolti a insegnanti e giovani artisti in collaborazione con scuole comunali dell’infanzia di Reggio Emilia, l’Università Cattolica di Milano, il Centro di Ricerca per il Teatro di Milano, enti di formazione (Enaip, Irecoop, Dar Voce, Università della terza età). E’ docente di tecniche espressive teatrali di rilassamento presso il corso di perfezionamento per danzatori Aterballetto diretto da Mauro Bigonzetti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette fratelli Cervi, di cui è autrice e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata operaia - Progetto Memoria e Lavoro. Ha recitato negli Stati Uniti, in Francia e nel Regno Unito con il Teatro delle Briciole, con il Teatro Gioco Vita e con l’Ente Teatrale Italiano diretto da Marco Baliani. E’ formatrice e consulente artistica per l’iniziativa di ReggioNarra - La città delle storie, edizioni 2006 e 2007 che ha coinvolto più di 100 narratori professionisti e non, che ha visto 200 narrazioni occupare l’intera città di Reggio Emilia. Collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna Oh che bel castello... della Provincia di Modena. E’ laureata con lode in Lettere Moderne presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli, all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna “Oh che bel castello”... della Provincia di Modena. Elisabetta Musi docente a contratto di Pedagogia sociale e di Pedagogia della differenza di genere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza; membro del Comitato didattico del Master di I livello “Relazioni e sentimenti nelle professioni educative e di cura”, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza. Formatrice libera professionista. Laurea in Pedagogia con lode, sul tema dell'identità e della differenza di genere, conseguita presso la Facoltà di Magistero, Università di Parma. Promuove progetti e formazione sul tema della differenza di genere. www.teatrodellorsa.com 30 novembre 07, ore 21.15 23, febbraio 08, ore 21.15 - 24 febbraio 08, ore 16.30 e ore 21.15 eUROPA tEATRI/Teatro Necessario PRODUZIONE IL GATTO con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori, Chiara Rubes scenotecnica Bianco Bianchini, consulenza letteraria Paola Silva realizzazione costumi Maurizia Assirati, tecnica e luci Erika Borella e Lucia Manghi testo e regia Chiara Rubes “Quando non ce la fai più, quando tocchi il fondo più fondo e non vedi il cielo, è possibile che venga un gatto ad aiutarti? Sì, se il gatto è l'arte, l'intelligenza, che diventano le uniche risorse, le serve del padrone, abbandonato dal padre e rimasto solo al mondo. Questo Gatto è la messa in scena di una rivincita, di una risalita per gradini che sembravano insormontabili. Il Gatto è un unguento benefico che lenisce la sfortuna, la neutralizza con frustate di creatività e ingegno. Il Gatto è il paladino dei meno fortunati, una lezione di coraggio. Ma è anche l’artista al servizio dell’arte che inventa la vita meglio della vita stessa. “Non dire gatto se non l’hai nel sacco”, recita il popolare proverbio. Ma se si tratta di un furbissimo gatto con indosso un robusto paio di stivali, tutto si capovolge e sarà lui a riempire il sacco di allettanti prede e di ingegnose trovate fino ad ottenere una magnifica fortuna. Il tema del riscatto dalla povertà alla ricchezza (materiale e morale) è al centro della storia a dimostrare, a sognare che le qualità della libertà, della fantasia astuta e del divertimento creano l’impossibile e realizzano l’idea audace anche a partire da una situazione di svantaggio.” Rossella Canadè Chiara Rubes si forma alla Scuola di Specializzazione Europea di Teatro presso l’Atelier Costa Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia, Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti “Lettera di Marie Kuderikova”, attrice e regista “Il Necessario, regista in “Tre. In cerca d’autore”. in spettacoli con la regia di Dario Teatri lavora come attrice e regista e e per bambini; ultimi lavori: attrice in gatto” in collaborazione con Teatro L’associazione culturale Teatro Necessario viene fondata a Colorno (PR) nel 2001 da Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Angelo Facchetti, nucleo originario della compagnia, affiancati, in un secondo momento, dal musicista Alessandro Mori.Il gruppo, conosciutosi presso il CUT di Parma, decide di intraprendere un comune percorso professionale unendo le differenti esperienze formative in campo teatrale, circense e musicale. Le passioni e le affinità comuni ruotano attorno l’interesse per il teatro di strada e per le atmosfere del Nouveau Cirque, di cui approfondiscono lo studio sia in Italia che all’estero. Lo scardinamento dei confini tra discipline diverse, la scelta di una narrazione sottile e poetica, fatta non di parole ma di gesti, l’incapacità di distinguere, all’interno di uno stesso spettacolo, dove finisca il teatro ed inizi il momento circense, dove inizino la danza e l’invenzione gestuale per rubare la scena alla parte mimica o alla trovata comica, sono tratti distintivi delle produzioni del Teatro Necessario. www.teatronecessario.it 8 dicembre 07, ore 16.30 eUROPA tEATRI FIOCCO DI NEVE FIOCCO DI LANA PRODUZIONE con Chiara Rubes e Franca Tragni testo Paola Silva allestimento scenico Lucia Maghi, Chiara Rubes, Paola Silva, Franca Tragni luci e suoni Lucia Manghi Due attrici vengono sorprese da un pubblico di bambini e costrette ad inventarsi sul momento uno spettacolo. Prese alla sprovvista cominciano a raccontare…. Liberamente ispirato ai personaggi de La Regina della Neve di Hans Christian Andersen lo spettacolo è un viaggio immaginario che parte dal rito della buonanotte. Il “C’era una volta…” delle mamme che sbirciano il libro nella cameretta del bambino può trasportare, con l’aiuto della fantasia, attraverso paesaggi incantati, fino al paese dei sogni, dove il cuscino diventa per magia un orso polare che scalda il sonno, il bicchiere una gatta affettuosa che offre il latte e le pantofole un cane da slitta. Gli oggetti quotidiani mutano la loro funzione e diventano scena e personaggi della rappresentazione teatrale. Il vestito di una bambina si anima in Gherda: inizia così il suo viaggio tra lande gelide di neve e montagne scosse dalle tempeste, alla ricerca di Kai il suo innamorato, imprigionato nel palazzo di ghiaccio della Regina della Neve. La chiave per entrare in questo mondo incantato sarà l’amore, l’unica cosa che potrà sciogliere il gelo della prigionia e, come in ogni favola che si rispetti, far si che Kai e Gherda possano vivere insieme felici e contenti. 22 dicembre 07, ore 21.15 pathosformel (Bologna) (che cosa sono le) nuvole COMPAGNIA OSPITE tratto da Nuvole di Samuel Beckett progetto drammaturgico Daniel Blanga Gubbay progetto tecnico Paola Villani realizzazione e tecnica pathosformel audio Francesca Bucciero voci Filippo Andreatta, Daniele Del Giudice Una piccola discarica di oggetti caduti nell’oblio della penombra: paesaggio lunare del quotidiano all’interno della quale alcune lampadine abbandonate prendono vita silenziosamente, proiettando sul fondo le ombre deboli degli oggetti accatastati. Ma uno ad uno gli oggetti riprendono lentamente vita, dando luogo ad un concerto collettivo e dialoghi di movimenti, mescolandosi ad una voce invecchiata dal fumo che ci introduce nel racconto del mondo incantato di un vecchio teatro di burattini di sapore popolare, e zittisce gli oggetti per far posto all’inizio della rappresentazione. Un lampo di luce fredda illumina improvvisamente l’interno della scatola nera facendo percepire appena i contorni di una sagoma; un corpo in attesa che mostra la propria fisionomia e i propri lineamenti che ricordano il volto di Samuel Beckett. La presenza di burattini per questo dramma televisivo di Beckett permette di lavorare sul linguaggio televisivo in assenza di televisore: primi piani e zoom, resi attraverso il movimento di burattini e la loro presenza in diversi formati, primo piano, piano americano e campo lungo. L’uso del mezzo televisivo entra così in rapporto con la ricerca di una realtà altra rispetta a quella in cui vive il personaggio in eterna attesa. Cosa attende invano il personaggio di Nuvole? L’apparizione di un mondo differente da quello in cui vive, realtà che percepisce ma non vede? La liberazione dalla propria condizione di schiavo della rappresentazione, come un abitante della caverna platonica mai uscito alla luce del sole, e incatenato davanti alla proiezione di ombre create all’esterno? Viene a crearsi così, nella prigionia del burattino, un rapporto di parentela con le marionette umane di Che cosa sono le nuvole di Pasolini: portate fuori dal teatro e abbandonate in una discarica a chiedersi cosa siano le nuvole. Il burattino con le sembianze di Beckett, in un mondo disciolto nel quale non può più scrivere, diviene un combattente alla ricerca di una realtà mentre la voce metallica ci comunica la fede che il personaggio nutre nell’apparizione di qualcosa di diverso. Fino a che i movimenti cominciano a minare la stabilità della gabbia televisiva: le quattro pareti ancora resistono ma si apre l’interstizio che permette al burattino uno sguardo verso l’esterno, oltre la stretta porzione di realtà d’appartenenza. Uno squarcio nel velo; poi una scossa fa crollare le pareti di questa gabbia e Beckett, rivolto verso il fondo, può ammirare la tanto anelata realtà esterna: «Lei appare e in un momento “nuvole… che nuvole passano nel cielo”…» Ma le nuvole che crede di veder passare in cielo altro non sono che la proiezione sul fondo, creata dalle lampadine, dei fumi dei rifiuti. Il burattino esce da un mondo falsato per ritrovarsi in una realtà che, come nella caverna platonica, è ricostruita attraverso le ombre. Il mondo esterno al televisore, mondo della discarica, è ugualmente falsato: non più la vera discarica e le nuvole del film di Pasolini, ma una discarica ricostruita e delle finte nuvole proiettate su un fondale bianco. E neppure il piacere di questa visione non può essere concesso alla marionetta ribelle. È la vendetta della rappresentazione per essere usciti dallo spazio della rappresentazione: una luce si alza fino ad impedire alle ombre di proiettarsi, mentre risuonano come un monito le ultime parole metalliche del dramma di Beckett. Parole che fuoriescono dalla televisione ormai frantumata: «fino a che l’orizzonte impallidisce, come il verso di un uccello addormentato tra le ombre appesantite». pathosformel è un’associazione culturale che nasce nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti discipline ed esperienze. Tutte le esperienze vengono fuse insieme assottigliando la gerarchia degli elementi che compongono la partitura scenica; il lavoro sul corpo e sullo spazio, sui materiali, sull’artigianato e sulla tecnologia, non predominano l’uno sull’altro in modo aprioristico, ma a seconda dell’obiettivo vengono scelti e montati in modo specifico, sciogliendo e ricostruendo la forma. pathosformel è composta da Daniel Blanga Gubbay, Francesca Bucciero, Filippo Andreatta e Paola Villani. pathosformel collabora in maniera assidua con professionisti dell’ambito teatrale e non. pathosformel ha prodotto i seguenti lavori:Stille nacht, tratto dagli esercizi teatrali di Tadeusz Kantor e con inserti tratti da Agota Kristof, le favole di Andersen, Il girotondo di Schnitzler e il Woyzeck di Büchner (2004); Wundersense, un breve estratto teatrale che ricostruisce il mondo della wunderkammer attraverso oggetti, esperimenti alchemici e filastrocche fantastiche (2005);(che cosa sono le) nuvole, spettacolo di teatro di figura per adulti nato da una commistione drammaturgica tra Nuvole di Beckett e Che cosa sono le nuvole di Pasolini (lo spettacolo ha partecipato all’Alpe Adria Puppet Festival di Gorizia e al Festival di teatro di figura Incanti di Torino nel 2006); La timidezza delle ossa – in collaborazione con Milo Adami - che indaga il rapporto di corpo e movimento attraverso un supporto che scherma la visione intesa tradizionalmente, ricevendo la menzione della giuria all’edizione Premio Scenario 2007, portato avanti in collaborazione con Sezione Autonoma– Teatro Comandini, Cesena (lo spettacolo è attualmente in tournèe); Volta – in collaborazione con Loredana Scianna e coprodotto da Centrale Fies>drodesera festival – si muove ancora sull’indagine del rapporto tra corpo e materiale. www.pathosformel.org a seguire L’anticamera performance/installazione di Milo Adami (Roma) ARTISTA OSPITE L'anticamera è lo spazio in cui ogni spettatore rimane solo con se stesso, consumando nelle aspettative il tempo della sua attesa. Le dimensioni sono variabili, l'arredamento indecifrabile, il tempo sospeso, nell'anticamera non esiste orientamento, questo è il luogo in cui un pensiero si sussegue nell'altro e le questioni restano irrisolte. Nel lavoro di Milo Adami, che si articola tra video e performance, continui cambi di tensione e d'informazione mantengono imprevedibile e possibile ogni sviluppo, definendo a volte situazioni tra loro intenzionalmente discordanti e conflittuali. L'esperienza del pubblico ne esce spaesata e forse per questo disposta unicamente ad osservare, a tornare più volte sulla stessa immagine, a smontare e rimontare, interrogandosi sul come e sul che cosa guardare. Milo Adami è nato a Roma nel 1981 dove si è laureato in Lettere e Filosofia. Trasferitosi a Venezia nel 2005, si laurea con Giorgio Agamben in Design e Arti allo IUAV, frequentando i laboratori di Grazia Toderi, Lewis Baltz, Joseph Kosuth e Antoni Muntadas. Tra i principali video e performance prodotti: nel 2006 partecipa ad un workshop film festival organizzato dal Mart di Rovereto, realizzando “Periferica di gruppo”, video che viene premiato con la miglior fotografia e miglior sceneggiatura; nel 2007 collabora con la Pacitty Company di Londra alla realizzazione di “Finale”, performance ospite dello Short Theatre Festival di Roma; recentemente ha collaborato con il gruppo pathosformel alla produzione e realizzazione della performance “La timidezza delle ossa”, menzione speciale della giuria a Premio Scenario 2007. Vive e lavora in questo momento a Roma. 6 gennaio 08 , ore 16.30 Teatro della Fragola (Reggio Emilia) LE AVVENTURE DI TROTTOLINO COMPAGNA OSPITE ideazione e Regia Mirella Gazzotti testo Morena Feggi con Mirella Gazzotti, Giovanni Badalotti Uno spettacolo con, per bambini e non solo. Prima dello spettacolo i bambini vengono coinvolti nella costruzione di un burattino che diventerà il biglietto di ingresso nel mondo del teatro. Quando un’amica compie gli anni è sempre un bel problema, non ci sono i soldi e soprattutto non sai mai cosa regalare. Trottolino cerca, cerca e… capita nel prato di Sigismonda, la strega, che lo trasforma in un albero secco secco. Nora, l’amica di Trottolino convince il potente mago Serafino ad aiutarla. E il finale? Il Teatro della Fragola nasce nel 1988 dall'incontro tra più artisti, tutti operanti nell'ambito del teatro di figura, con la finalità di promozione del teatro socio pedagogico, realizzando spettacoli ed organizzando laboratori rivolti alle scuole ed in generale ai ragazzi. La Compagnia partecipa con successo da anni alla rassegna di teatro per le scuole di Reggio Emilia orientandosi, nelle ultime produzioni, su testi legati al tema delle differenze. Presenta le sue produzioni nell'ambito della rassegna teatrale promossa dall'Associazione 5T; collabora ai laboratori del GET M. L. King di Via Gattalupa; realizza insieme a Lorenza Franzoni, Monica Franzoni, Caterina Lusuardi, Sabrina Iotti e Auro Franzoni il progetto Teatro nei Quartieri. 11, 12 gennaio 08, ore 21.15 Monica Bianchi (Parma) ABITO 101 di e con Monica Bianchi musiche originali eseguite dal vivo Patrizia Mattioli luci Lucia Manghi, riprese video dal vivo Ilaria Gerbella coproduzione in residenza eUROPA tEATRI RESIDENZA “Come esistono molte cose nel corpo che non si conoscono, che superano la nostra conoscenza, così esistono molte cose nell’anima che superano la nostra coscienza.” (G. Deleuze) Un atto unico in tre tempi che gioca su una fondamentale domanda: con quali cose nutriamo la nostra esistenza? Quali scelte conformi al corpo sociale cui apparteniamo rendono la nostra stessa vita estranea? Animarsi. Dispiegare le emozioni. Scuotere la coscienza, scuotersi nell’anima per rispondere della propria vita. Abito 101 trae origine dal progetto CORPO ESTRANEO sull’opera di Gilles Deleuze, progetto nato nel 2004 con il trio Ninachaos. In scena la morte di un cigno elettrico a cui fa da prologo un testo di Guy Debord, autore de La società dello spettacolo. Chiude l’azione una figura femminile che costruisce la propria immagine dandosi in pasto allo sguardo del pubblico. Infine, Abito 101 è uno spazio scenico che comprende riprese video dal vivo. Tra la figura in scena e il pubblico, il video interviene con il suo sguardo e diventa soggetto che muove e condiziona l’azione stessa. Monica Bianchi da sempre alterna l’attività di danzatrice a quella di attrice, lavorando con Giorgio Rossi, Raffaella Giordano di Sosta Palmizi, Roberto Castello e con Japigia Teatro, L’Impasto, Album Zutique di Annalisa D’Amato. Collabora come coreografa con Lenz Rifrazioni Teatro, Teatro delle Briciole, Europa Teatri di Parma. Nel 2004 forma il trio Ninachaos e produce lo spettacolo INLAND con il sostegno di ARGONAVIS-ITINERARI TEATRALI DELLA PROVINCIA DI RIMINI. Partecipano al progetto Patrizia Mattioli, Lucia Manghi e Ilaria Gerbella; partecipa alla produzione anche eUROPA tEATRI, che ha presentato una prima fase del lavoro all’interno della stagione estiva 2007. Patrizia Mattioli si diploma in clarinetto al Conservatorio A. Boito di Parma; successivamente vince il concorso internazionale di composizione elettro-acustica all’I.R.C.A.M. di Parigi. Inizia il suo percorso teatrale in qualità di compositrice con Lenz Rifrazioni e poi con Europa Teatri; scrive colonne sonore per lungometraggi a Londra, partiture per coreografi, Davide Rocchi, Daniele Albanese, Lucia Perego, Elisa Cuppini e Monica Bianchi per lo spettacolo INLAND. Continua l’attività concertistica come compositrice in Italia e all’estero.In Abito 101 compone ed esegue le musiche dal vivo. Lucia Manghi è tra i fondatori di Europa Teatri, di cui è attualmente Presidente. Dopo aver lavorato in qualità di attrice, organizzatrice e conduttrice di laboratori teatrali, dal 1998 -anno in cui avvia la collaborazione con Danio Manfredini– si occupa prevalentemente di illuminotecnica. Ilaria Gerbella è regista e socia fondatrice di Europa Teatri. Ha conseguito il diploma di Maturità d’Arte Applicata all’Istituto Statale d’Arte P. Toschi di Parma; ha proseguito gli studi all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso DAMS, sezione Spettacolo.Si è formata come regista all’interno del Teatro Europa, contribuendo all’allestimento di spettacoli, all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali. In Abito 101 si occupa della regia video. 19 gennaio 08, ore 21.15 20 gennaio 08, ore 16.30 Ca’ Luogo d’arte (Gattatico - RE) LA PICCOLA FIAMMIFERAIA COMPAGNIA OSPITE in co-produzione con TJP Strasbourg -Centre Dramatique National d’Alsace Théatre Nouvelle Génération-Centre Dramatique National de Lyon Le Rayon Vert- scène conventionnée de Saint Valery en Caux, Laboratorio nove-Firenze testo di Marina Allegri regia di Maurizio Bercini con Alberto Branca, Claire Chevalier, Jean Marc Culiersi, Daniela D’Argenio musiche originali di Roberto Neulichedl scene di Maurizio Bercini e Donatello Galloni, costruzione Cà Luogo d’arte, pitture di Serena De Gier costumi di Patrizia Caggiati luci di Christian Peuckert Uno spettacolo tratto dal piccolo capolavoro di Andersen che, come adulti, sappiamo essere crudo e complesso perchè ci costringe a confrontarci con temi come la povertà, l’amore negato, la morte. Temi dolorosi talvolta anche da nominare ma importantissimi; eticamente importanti e, i bambini ce lo insegnano, forse meno difficili da trattare di quanto pensiamo. Ci è di aiuto indispensabile proprio il mondo della fiaba e dei bambini: nei giochi dell’infanzia, così come in teatro, si muore e si ri-vive mille volte, la più terribile cattiveria lascia spazio in pochi secondi al più grande gesto d’amore, è bello ridere a crepapelle quanto piangere di commozione o di rabbia. L’importante, ovviamente, è la sincerità: che l’incredibile e meraviglioso gioco della finzione non venga ingabbiato dall’ipocrisia tutta adulta del “questo è meglio non dirlo!”. In questa Piccola Fiammiferaia in scena troviamo un’attrice, che simboleggia in maniera non dichiarata la bambina del racconto, a cui è affidato il ruolo, proprio appunto dell'infanzia, di affrontare col gioco qualsiasi tema, di non scandalizzarsi mai, di riconoscere la fame, la sete, il freddo, di rivendicare amore e di avere la capacità di cercare nell’immaginazione la fuga anche alla più terribile privazione. Agli adulti dello spettacolo, gli altri tre attori, il compito di fare i conti con la realtà dei fatti, di misurarsi con una storia semplice, molto semplice… Obiettivo della compagnia è fare in modo che l’andare a teatro diventi per i bambini un momento di rapimento e di stupore, e per gli adulti l’occasione di riflettere interrogandosi sui grandi temi dei diritti dell’infanzia. Alberto Branca, attore, è Presidente dell’associazione Cà luogo d’arte di cui è uno dei fondatori dal 2002. E’ stato socio del Teatro delle Briciole di Parma fino al 2003 e nel 1999 e 2000 ne è stato Presidente. Dal 1996 al 2002 è stato Presidente dell’Associazione Micro Macro Festival. Comincia la carriera teatrale con il Gruppo di Teatro e Canto Popolare di Soresina. Ha recitato in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Canada. È direttore artistico del Teatro Sociale di Soresina (CR) e consulente per il Teatro Gonzaga di Ostiano (CR). Negli anni ’80 è stato direttore artistico del Teatro di Romanengo (CR), partecipando attivamente alla realizzazione del Sistema Teatrale Cremonese. Maurizio Bercini, direttore artistico di Cà. Regista e scenografo, nel 1976 fonda il Teatro delle Briciole di cui sarà vicepresidente e direttore artistico per più di 25 anni. Da allora firma regie di spettacoli che girano l’Europa e il mondo vincendo numerosi premi. Nel 1989 con Marina Allegri fonda il Laboratorio Permanente Teatro al Parco, una scuola di teatro per giovani. Inizia così un lungo e articolato percorso di formazione al teatro per le nuove generazioni e una personale rilettura della figura di “maestro”. Attualmente è docente di discipline dello spettacolo presso l’Istituto d’Arte Toschi di Parma. Nel 2001 lascia il Teatro delle Briciole e fonda Cà, dove continua la sua ricerca di teatro popolare inteso come teatro per tutti, affinando, come scenografo, uno stile arcaico e di recupero di oggetti e atmosfere della civiltà contadina. Donatello Galloni, scenografo costruttore. Rottamaio da tre generazioni, è da sempre agitatore culturale della bassa reggiana con La tribù del cucù, un gruppo di teatro che crea performance che hanno come fine il mantenimento della tradizione e della filosofia contadina. Lavora con Cà dal 2003. www.caluogodarte.com 26 gennaio 08, ore 21.15 Compagnia Acusmatici (Pontedera - PI) TRE SORELLE COMPAGNIA OSPITE scrittura drammaturgica e regia Silvia Rubes costumi Compagnia Acusmatici allestimento e luci Stefano Franzoni, direzione tecnica Sergio Zagaglia con Annamaria Mosti, Miranda Tamberi, Maria Teresa Orlandini, Giulia Bisacchi, Franca Ghiara La COMPAGNIA ACUSMANTICI ha voluto affidare il ruolo delle notissime sorelle di Chechov a tre interpreti mature, anzi decisamente anziane. In questo spettacolo l’età dei personaggi disegnati da Cechov non ha niente a che vedere con l’età delle interpreti: i personaggi sono infatti giovani donne, mentre le interpreti dello spettacolo sono donne anziane; come a dire che il trascorrere di molti anni tra i sogni e la loro mancata realizzazione carica di tragico lo sguardo sul tempo passato, oltre a renderci il futuro come vuoto di orizzonte. È ciò che succede ai personaggi in scena. Cosa guardano quando guardano lontano? E cosa vedono? Lo sguardo si fa complice del tempo, si rassegna in esso e ci restituisce una voragine, una nostalgia per il futuro. La Compagnia Acusmatici nasce nel 1995 da un’idea di Roberto Bacci e in collaborazione con l’Università della terza età di Pontedera. Dalla nascita seguono circa dieci anni di intensa e multiforme attività teatrale durante i quali la compagnia è impegnata nella realizzazione di spettacoli e coinvolta in progetti formativi rivolti alla terza età. www.pontederateatro.it 3 febbraio 08, ore 16.30 eUROPA tEATRI L’ACCIARINO MAGICO PRODUZIONE liberamente ispirato alla favola L’acciarino magico di H.C. Andersen con Bernardino Bonzani testo Ilaria Gerbella e Bernardino Bonzani regia Ilaria Gerbella luci Lucia Manghi Un giovane soldato, di ritorno dalla guerra, incontra una vecchia strega seduta sotto un albero. La donna gli chiede di entrare nella cavità dell'albero per recuperare un vecchio acciarino a lei appartenuto un tempo, il giovane accetta. È a partire da questo incontro che il giovane si troverà coinvolto in una serie di avventure che lo trasporteranno in un mondo fantastico. Un percorso che tuttavia non porta il giovane ad acquisire alcuna consapevolezza rispetto a sé e al mondo: che si ritrovi poverissimo o con mille denari nella borsa, condannato a morte in una prigione buia o alla vigilia delle nozze con una principessa, rimane spettatore della propria esistenza, che si staglia su ogni sfondo al di là del bene e del male. Il suo destino si compie poiché questo è ciò che semplicemente deve succedere, senza una vera perdita o un vero guadagno. Nemmeno il confronto con la paura si risolve con il suo superamento: i tre cani che inizialmente affronta e che poi gli verranno in aiuto ad ogni passo non gli incutono sufficiente terrore. Insomma cos’ha di morale da dire questo racconto in cui il premio tocca in sorte a chi non se lo merita, in cui ogni desiderio del protagonista si stempera in un semplice capriccio, in cui la magia viene in soccorso a chi la estorce con noncuranza? Una domanda a cui sarà il pubblico a dovere dare, forse, la risposta. Rimane una sola, importante consapevolezza: per crescere, imparare a porre domande è altrettanto importante che fornire risposte. Così come è essenziale imparare ad ascoltare: il vero incantesimo è ciò che accade tra la luce e il buio di un piccolo spazio raccolto, dove i bimbi guardano, ascoltano, tremano, ridono, fanno tesoro di visioni e parole. Per poi crescere, ricordare e andare oltre. Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli, all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna “Oh che bel castello”... della Provincia di Modena. www.teatrodellorsa.com Ilaria Gerbella regista e socia fondatrice di Europa Teatri. Ha conseguito il diploma di Maturità d’Arte Applicata all’Istituto Statale d’Arte P. Toschi di Parma; ha proseguito gli studi all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso DAMS, sezione Spettacolo. Si è formata come regista all’interno del Teatro Europa, contribuendo all’allestimento di spettacoli, all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali. www.europateatri.it 8, 9, 10 febbraio 08, ore 21.15 eUROPA tEATRI TRE. IN CERCA D’AUTORE PRODUZIONE con Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari, Franca Tragni drammaturgia Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari, Chiara Rubes, Franca Tragni elaborazione grafica immagini Andrea Ascenso tecnica e luci Erika Borella e Lucia Manghi regia Chiara Rubes In cerca, prima di ogni altro atto, del nocciolo duro che nutre e dà vita. Tecla, Romano e Cesare, tornano in scena con l’urgenza di esserci davvero. Ci sono personaggi che nascono nella fantasia dell'attore-autore ma poi prendono corpo e diventano vere e proprie creature vive, e queste a volta bussano prepotentemente alle porte dell'attore–autore perché hanno da dire qualcosa. Tecla con il dramma di una maternità che le scappa da tutte le parti e che non può tenere in ordine come i suoi vecchi vestiti negli scatoloni; Romano incapace di gestire la patata bollente; e Cesare, che si sente escluso da loro per la prima volta e orchestra la vendetta. Solo loro possono raccontare il dramma che vivono, con l’energia della verità. Non c’è nessuno ad aiutarli. In realtà nel gioco delle scatole cinesi quella giusta contiene solo una cosa invisibile: il mistero della creazione artistica, come il mistero della nascita. Per il loro dramma non c’è un autore che possa assumersene la paternità, e gli attori sono inadeguati. Su questa strada non può che cadere nel vuoto la rivendicazione di un’esistenza anche nella parola scritta. Non c’è scappatoia, l’unica possibilità è cacciare gli attori, togliersi l’armatura del giudice regista e caricarsi del peso di rappresentare se stessi, con le contraddizioni, le paure e i tic. Che siano uno, nessuno o centomila. Solo loro possono raccontare il dramma che vivono, con l’energia della verità. E solo a questo punto troveranno qualcuno disposto a tendere la mano. Un palcoscenico su cui salire a pieno titolo, anche zoppicando. Bernardino Bonzani attore, autore e regista, si è formato all’interno del Teatro Europa di Parma e si è perfezionato frequentando laboratori e seminari condotti da maestri riconosciuti in campo internazionale (Danio Manfredini, Michele Abbondanza, Zigmunt Molik, Ghennadi Bogdanov, Ahmed Ben Dhiab, Judith Malina, Gabriella Bartolomei tra altri). Ha partecipato a numerosi spettacoli, che spaziano dal teatro comico a quello di ricerca, anche con i registi Bruno Stori e Marco Baliani. Dal 1991 contribuisce all’allestimento di spettacoli, all’organizzazione di rassegne, seminari e laboratori teatrali nell’ambito del Teatro Europa. È anche autore di testi teatrali che poi dirige in veste di regista con propri allievi o interpreta come attore. Ha condotto, in veste di formatore teatrale e regista, per tre anni consecutivi, il laboratorio di teatro con i detenuti del carcere di Reggio Emilia e svolge anche l’attività di formatore teatrale per giovani e adulti. Con lo spettacolo Cuori di terra – Memoria per i sette fratelli Cervi, di cui è autore e interprete, ha ricevuto il Premio Ustica per il teatro di impegno civile e sociale 2003 dall'Associazione Scenario. Ha poi realizzato lo spettacolo R60 Ballata operaia - Progetto Memoria e Lavoro. È consulente artistico dal 2002 per il teatro Re Giò di Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con spettacoli e consulenze alla realizzazione della rassegna “Oh che bel castello”... della Provincia di Modena. Carlo Ferrari, attore, regista, autore, trasmette la propria esperienza teatrale come formatore presso scuole, teatri, centri socio riabilitativi per disabili gravi e presso l'Istituto penitenziario di Parma. Tra le altre attività organizza eventi e rassegne teatrali cura e dirige progetti speciali in stretto contatto con le istituzioni comunali. Vincitore della quarta edizione del Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitore del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna, produzione eUROPA tEATRI. Chiara Rubes si forma alla scuola di specializzazione europea di teatro presso l’Atelier Costa Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia, Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice in spettacoli con la regia di Dario Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa Teatri lavora come attrice e regista e formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti e per bambini; ultimi lavori: attrice in Lettera di Marie Kuderikova; attrice e regista per Il gatto in collaborazione con Teatro Necessario; regista in Tre. In cerca d’autore. Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del al presentTeatro degli Atti di Rimini, vincitore del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna, produzione eUROPA tEATRI, e menzione speciale della giuria come miglior attrice. 15 febbraio 08, ore 21.15 Blanca Teatro (Carrara - MS) TITO COMPAGNIA OSPITE drammaturgia e regia Virginia Martini studio del movimento Antonio Bertusi assistente alla drammaturgia e alla regia Nicoletta Bertanelli elementi di scena Francesco Neri, costumi Rachele Del Prete, progetto grafico Bruno Allene fisarmonica e voce Davide Giromini con Riccardo Naldini, Antonio Bertusi, Antonella Questa, Antonio Branchi, Giovanni Carli, Matteo Procuranti, Sabine Bordigoni, Marta Sinacori, Claudio Musetti Una delle ultime produzioni di Blanca, che ha debuttato alle cave di Fantiscritti di Carrara nel luglio 2006, vede al centro il testo shakespiriano “Tito Andronico” analizzato e rivisitato attraverso uno sguardo contemporaneo. Per secoli questo testo di Shakespeare è stato considerato “gotico” , il più brutale da lui scritto. Ma la violenza descritta nel Tito Andronico non risiede specificatamente nel numero dei morti o delle brutalità che si susseguono senza tregua spingendosi ma nel fatto che tutte sono esclusivamente strumento per ottenere, mantenere, affermare il potere. Il dolore conseguente a tanta violenza non acquista “peso”, non diventa motivo di riflessione, di cambiamento, al contrario alimenta una sete cieca di vendetta e di riaffermazione di ruoli e posizioni. I personaggi si muovono in contesti che non contemplano il dialogo ma solamente lo scontro, la sopraffazione dell’altro. Il sentimento di intolleranza nei confronti di chi pare “minacciare” un ordine prestabilito da una consuetudine acquisita nel tempo, si radica talmente in profondità che la diffidenza e l’odio si insinuino all’interno dei rapporti sociali e personali dominandone completamente le dinamiche. Dal punto di vista storico il Tito Andronico ci presenta la condizione di disfacimento della tarda romanità, all’inizio delle invasioni barbariche, nei suoi risvolti politici e morali. I goti invasori dell’impero romano vengono identificati con i mori, i tradizionali nemici, alcuni secoli dopo, della cristianità. Due mondi, due culture, due credo religiosi diversi si scontrano senza mai osservarsi. Si giudicano senza tentare di capirsi. Si combattono. E in tutto questo il “popolo”, per usare un termine shakespiriano, è soggetto astratto e passivo, lontano dai luoghi e dalle persone che determino il futuro di un paese. Il “popolo” è usato come somma di voti all’inizio del testo o come carne da macello in tutte le guerre che verranno presentate come necessarie per la conquista o il mantenimento del potere. Ci appaiono purtroppo lampanti le profonde affinità con la nostra società contemporanea, con l’attuale situazione di incomprensione e conflitto con il mondo arabo, con la degenerazione e l’abuso dei concetto di “guerra giusta”, “guerra preventiva”, “esportazione della democrazia”, con l’oblio in cui rischiano di cadere le drammatiche esperienze del novecento, con la distanza che i cittadini sentono sempre più spesso dalle istituzioni. Lo spettacolo propone i temi contenuti nel Tito Andronico riletti in una chiave formale, linguistica e scenica contemporanea non limitandosi alla costruzione di un evento squisitamente di cultura teatrale ma indagando e contaminandosi di dubbi, domande, paure. Paure di una società, la nostra, che come quella dipinta nella tragedia di Shakespeare, rischia il declino morale e l’abbandono del dialogo, prima e necessaria forma di confronto con il mondo che ci circonda. Blancateatro porta avanti il proprio lavoro dal 1998 a Carrara, madre bastarda stretta tra i monti e il mare. Costituisce di un gruppo di persone variegato e multiforme; ricerca, produce, inventa, organizza, studia, racconta, contatta, incontra, si scontra, costruisce, agisce teatro. Questo gruppo di artigiani e di artisti agisce con il medesimo obiettivo all’interno dei propri spazi teatrali, nelle scuole, nei centri sociali e di aggregazione, nelle piazze, nei cantieri, nelle biblioteche e nei teatri. E lo fa con lo stesso rigore nei propri spettacoli per gli adulti che un attimo fa erano bambini e per i bambini che in un soffio saranno adulti, senza badare alle classificazioni. E’ questa profonda, infantile, presuntuosa, istintiva smania di scovare e assaggiare che muove il nostro lavoro. Una storia dopo l’altra e ancora una e una e una e un’altra Ci piacciono le storie. Non tutte. Ci sono necessarie. Alcune. Le raccontiamo bene. A tutti. Blanca racconta: “Tito”, “Dante Castellucci Facio, “Il Timido”, “TRES”, “Sottosopra-Ballata darmica in tre portate”, “Sana e robusta costituzione”, “Rapporto Lugano”, in collaborazione con LaQ-Prod “Pesi Massimi”, “PafBumTram…Vai!”, “K come Kosimo”, “Sbavtognac!”, “Piccoli Principi”, “Maria delle Lenticchie”, “Humus omunculus”. www.blancateatro.it 1 marzo 08, ore 21.15 hormiaiTeatro - Teatro di Limosa (Formia - LT) BIANCA COMPAGNIA OSPITE con Eva Immediato disegno luci, immagine Franco de Luca spazio scenico, costumi, oggetti di scena a cura dell’Ensemble musiche R.Bonati, G.Bregovich, Andhìra, M.Nyman, A.Vivaldi, F. Liszt, Aa.Vv sartoria Patrizia Lombardi drammaturgia, adattamento testi e regia Enrico Forte Uno spettacolo attorno alla figura leggendaria di Moby Dick, la balena di melvilliana memoria: come a dire la Storia di una Balena (e di una Donna) e di un Capitano che la inseguì per i Mari del mondo (e della Vita). Un racconto per narrare l’essenziale di noi stessi (e del Teatro), la fine di un Viaggio, la promessa di un Agire. hormiaiTeatro nasce a Formia nel 1991, con la direzione artistica di Enrico Forte, in collaborazione con la Regione Lazio, la Provincia di Latina ed i Comuni del Lazio meridionale. Il CRT è un luogo di ricerca teatrale con specifiche attività di produzione (spettacoli), formazione (laboratori, seminari, pubblicazioni), attività nel territorio, progettazione e realizzazione di eventi teatrali. Hormiaiteatro è un laboratorio aperto alle realtà emergenti che ridefiniscono la prospettiva del teatro. Collabora in maniera permanente con altri enti, centri, associazioni, istituzioni culturali, scuole e università, gruppi teatrali e singoli artisti. Nel 2003 hormiaiteatro ha realizzato la casa-teatro di Limosa. Limosa è uno spazio mutante, pensato per accogliere eventi multidisciplinari, che si propone al pubblico come luogo di riferimento per un’offerta culturale innovativa: luogo aperto alle contaminazioni, alla liminalità fra i diversi linguaggi espressivi, alla ricerca e alla sperimentazione. Limosa fa delle proprie caratteristiche peculiari un punto di forza, stimolando nuove modalità di fruizione degli eventi e la formazione di un nuovo pubblico. L’attività culturale si sviluppa attraverso quattro linee principali: le produzioni e co-produzioni, la formazione ed i corsi laboratoriali, le rassegne, le residenze per gli artisti. Soprattutto nella modalità del “baratto culturale”, come forma di scambio e reciproca conoscenza, per una ricerca teatrale che spesso vive con pochi soldi ma che ha insegnato un nuovo modo di fare, scambiando il frutto del proprio lavoro. http://digilander.libero.it/hormiaiteatro/home.htm Eva Immediato è laureata in Lettere Moderne ad indirizzo "Arti e scienze dello Spettacolo" presso l'Università La Sapienza di Roma. Tra le ultime esperienze professionali: laboratorio sul verso tenuto da Carmelo Bene; laboratorio sull'Hamlet di Peter Brook tenuto da Bruce Myer; Progetto "Moby Dick", con la regia di Carlo Quartucci e la partecipazione della Compagnie Forain di Parigi; "Viaggio teatrale Roma- Erice e ritorno", con la regia di Carlo Quartucci; "Weisse Rose Lied", spettacolo-documentario sulla Germania nazista, con la regia di Maurizio Donadoni. Con il Centro Mediterraneo delle Arti, ha preso parte agli spettacoli teatrali: "La cantata di San Valentino", "Contadini del Sud", "Levi Carlo Graziadio- 13 luglio 1935", "Zvul e rivoluzione", "Hagar", "Federico II tra Oriente e Occidente". "Don Perlimplino" di Federico Garcia Lorca, con la compagnia del Teatro Studio e la regia di Pino Ferrara. Ultimi lavori: "Il medico dei pazzi" (regia di Carlo Giuffrè); "Musicante" (diretto da Francesco Giuffrè). 9, 16 marzo 08, ore 16.30 eUROPA tEATRI I RACCONTI DI PIPPI PRODUZIONE di e con Chiara Rubes e Franca Tragni Pippi Calzelunghe è la ragazzina con le trecce rosse e le lentiggini, nata dalla penna di Astrid Lindgren. A 9 anni vive sola in una grande casa, villa Villa Colle. Non ha paura di niente. È indipendente grazie alla sua valigia zeppa di monete d'oro, conquistate dalle piraterie del padre. Non veste bambole, ma una scimmia vera. È la bambina più forte del mondo, un personaggio fuori da qualsiasi convenzione, in cui la generosità fa il paio con la capacità inventiva. In scena due attrici, Elisabeth Ulla ed Elvira Parolona intime confidenti della ragazzina, che per l’occasione narreranno i guai e le avventure della loro giovane amata amica. Chiara Rubes si forma alla scuola di Specializzazione Europea di Teatro presso l’Atelier Costa Ovest, con Massimo Navone, Paolo Pierazzini, Enrico Bonavera; successivamente compie studi con Maria Consagra, Pippo Del Bono, Gabriella Bartolomei, Cesare Ronconi, Monica Francia, Katlin Cobb, Roberto Castello. Lavora come attrice in spettacoli con la regia di Dario Marconcini, Pippo Del Bono; socia fondatrice di Europa Teatri lavora come attrice e regista e formatrice in numerosi spettacoli e laboratori per adulti e per bambini; ultimi lavori: attrice in “Lettera di Marie Kuderikova”, attrice e regista per “Il gatto” in collaborazione con Teatro Necessario, regista in “Tre. In cerca d’autore”. Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitore del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo “La luna”, produzione eUROPA tEATRI e menzione speciale della giuria come miglior attrice. 9, 10 maggio 08, ore 21.15 Danio Manfredini (Milano) AL PRESENTE COMPAGNIA OSPITE di e con Danio Manfredini collaborazione al progetto Andrea Mazza e Luisella Del Mar luci e suono Lucia Manghi testi di Danio Manfredini, Alberto Giacometti, Albert Camus, Mariangela Gualtieri Un manichino: è questa l'unica presenza in scena attorno alla quale ruota la rappresentazione. La messinscena propone materiale accumulato dall'autore nel corso della sua esitenza: fatti, incontri, dialoghi frasi, messaggi di segreterie telefoniche, immagini, suggestioni; il tutto elaborato in modo da diventare un'opera totale e totalizzante. I diversi modelli di comportamento presentati, pur appartenendo al mondo dei folli, compongono l'immagine contemporanea che deriva dall'inquieta umana condizione interiore. Al presente è un susseguirsi di sensazioni, stati d'animo; è un lavoro che ha a che fare con la condizione della mente; ''quello che va a finire nella scena è un po’ lo specchio della vita e anche di una visione del mondo''. In scena c'è un uomo in uno spazio bianco: spazio bianco emblema di un luogo istituzionale con un richiamo a corridoi ospedalieri, istituti psichiatrici, sale da esecuzione capitale... È un uomo diviso: una parte immobile, passiva, attraversa l'esistenza in uno stato di assenza, in balia del mondo dei suoi eventi senza ritrarsi, senza piangere e senza ridere. E' un manichino. L'altra parte è un uomo spaventato, attraversato dalle voci delle persone care, dalle immagini, resti di memoria acquarellati, bagaglio del passato sempre più vago ma presente. Ricorre il suo pensiero interiore, le sue inquietudini, quel dialogo interno ininterrotto che lo accompagna. Assume il comportamento, la voce, la postura degli uomini che gli sono rimasti impressi, specchi deformati di se stesso. Un labirinto di suggestioni gli vengono dal mondo contemporaneo e di questi frammenti ritrova l'unità nella composizione di un complesso mosaico. E' un altalenare tra un pensiero e l'altro, un ricordo e l'altro, uno stato d'animo e l'altro così come avviene nella solitudine, in quell'apparente immobilità, quando tutto dentro continua a muoversi, dal desiderio alla rassegnazione, dalla ribellione alla resa. In definitiva: un uomo invisibile braccato e colto nella sua intimità gettato sotto i riflettori. Viisibile e sotto gli occhi di tutti. Quasi una palla da biliardo impazzita in cerca di amore. Un uomo con le sue ansie, paure, desideri, bisogni, stati d'animo, umori. "Ho l'impressione che sia un parlare a se stessi con parole, intenzioni, richiami. Incontrare se stessi, pregare se stessi. Essere identificati nel gesto di un altro, nelle parole di un altro trasferite su di sè...." Danio Manfredini Il percorso di formazione di autore-attore di Danio Manfredini risale agli anni ’70; la sua strada è caratterizzata dal rigore nella ricerca teatrale condotta, fuori da ogni percorso codificato, apparentemente anarchico, ma basato su una ferrea disciplina etica ed espressiva. Punto di riferimento importante per il teatro di Danio Manfredini è la pittura, intesa nel senso più intimo e profondo di visioni interne che caratterizzano fortemente l’incontro tra il pubblico e l’attore, così come la sensazione, che offre possibilità d’azione, di presenza nello spazio. In vent’anni ha prodotto rari e preziosi spettacoli, dove spesso recita solo, costruiti attraverso un feroce lavoro su di sé, un maniacale perfezionismo, una grammatica drammaturgica e gestuale complessa e raffinata ma di immediata comunicatività ed efficacia. Il primo lavoro è La crociata dei bambini dal poema di Bertolt Brecht (1984), seguono Notturno (1985), Miracolo della rosa (1988) con il quale vince il Premio Ubu ‘89, il recital per sax e voce Misty (1989), La vergogna (1990), Tre studi per una crocifissione (1992). Nel ’97 presenta al Festival di Santarcangelo la prima parte del nuovo lavoro Al presente, che dal 1998 porterà in forma definitiva nei maggiori festival di tutta Italia. Un anno dopo vince il Premio Ubu ’99. Nel 2000 riprende, rivisto e corretto, lo spettacolo La vergogna a cui cambia anche il titolo in Hic desinit cantus, opera ispirata a Pier Paolo Pasolini e Jean Genet. L’8 luglio 2003 debutta al Festival Santarcangelo dei Teatri con Cinema Cielo, con il quale vince il Premio Ubu 2004 per la miglior regia. Danio Manfredini ha partecipato ai seguenti spettacoli: Il muro, regia di Pippo Delbono (1991); Parsifal, regia di Cesare Ronconi, Teatro Valdoca (1999); Il silenzio, regia di Pippo Delbono (2000). Dicono di lui.... “Nel teatro italiano Danio Manfredini rappresenta una luminosa eccezione. Il suo è un percorso artistico eccentrico, i suoi lavori non sono prodotti più o meno riusciti, ma organismi viventi, che nascono, crescono e poi - forse - muoiono, quando il loro autore percepisce che l’energia che li animava si è spenta, oppure ha preso un’altra direzione e ha bisogno di una nuova forma. Il suo non è solo teatro, o meglio la scoperta - quasi il “miracolo” - di uno dei teatri possibili.È pittura, perché nei suoi gesti minimi e ineluttabili si condensano insieme la traiettoria della mano che traccia il segno e il segno stesso. È danza, nel ritmo e nella concatenazione dei movimenti, nell’occupazione dello spazio. È poesia, nella riflessione sulla marginalità e sul diverso che costituisce forse il filo rosso di tutto il suo percorso: sofferta e mai esibita, che rifugge da ogni sentimentalismo e banalità. Se parlate con molti degli artefici e degli appassionati del nuovo teatro italiano, scoprirete che Danio è un maestro segreto, che nei suoi seminari ha segnato numerose carriere artistiche: con il suo rigore, la sua esperienza, la sua saggezza, e ovviamente una competenza acquisita attraverso anni di prove, di improvvisazioni e di ricombinazioni drammaturgiche. Ma è soprattutto la sua integrità di artista a offrire un esempio e un punto di riferimento importante per tutti.” Oliviero Ponte di Pino Per un approfondimento sulle tematiche del teatro di Danio Manfredini: Piuma di piombo. Il teatro di Danio Manfredini di Lucia Manghi, ed. Il principe costante, Udine, 2003. Grazie al rigore delle scelte artistiche e ad una intensa attività pedagogica, che si è sviluppata in questi anni attraverso una lunga esperienza seminariale, Danio Manfredini, attore e regista milanese, si è ritagliato uno spazio del tutto particolare nel panorama del nuovo teatro italiano; egli si colloca in quella generazione di artisti, emersa soprattutto negli anni Novanta, che hanno sviluppato la loro ricerca fuori dall'abituale sistema produttivo e che spesso non si sono formati all'interno delle scuole e delle accademie ma che hanno trovato nel teatro la sintesi di esperienze diverse. Lucia Manghi ricostruisce in questo saggio la vicenda artistica di Manfredini, passando in rassegna i momenti più importanti della sua formazione: la pittura, il teatro fondato sul training e l'apprendimento dei mezzi espressivi attoriali, mutuati dalla conoscenza diretta o indiretta di artisti come César Brie, Iben Nagel Rasmussen dell'Odin Teatret e Tadeus Kantor. Nella seconda parte del saggio l'autrice analizza gli spettacoli di Manfredini, tutti nati in ottica antieconomica, spesso prodotti all'interno di alcuni importanti centri sociali molto attivi negli anni Ottanta e Novanta (come il Leoncavallo di Milano). Miracolo della rosa, Tre studi per una crocefissione, Al presente, Hic desinit cactus e l'ultimo Cinema Cielo (presentato al festival di Santarcangelo di Romagna nell'estate 2003) sono la testimonianza di un processo creativo che si sostiene su periodi di prove molto lunghi e che sperimenta una poetica dell'attore come artefice principale della scena. l'altra eUROPA tEATRI mATERIE pRIME ovvero i laboratori ilTeatroallaMattina ovvero i mattinée per le scuole fuoriPorta ovvero i laboratori fuori dal teatro pROGETTI sPECIALI eSTAEALrATAFIÀ mATERIE pRIME Educare lo sguardo: eUROPA tEATRI è da anni l'unico teatro a Parma concentrato con tanta determinazione sulla formazione degli allievi, innanzi tutto, ma anche del pubblico. Una vicenda didattica che vanta l'affluenza di centinaia di persone: da coloro che hanno effettivamente voluto approfondire la pratica teatrale, a coloro che hanno cercato di comprendere meglio il fare spettacolo stando al di qua delle quinte. Nell'uno e nell'altro caso un modo per acquisire una coscienza sottile della scena. In altre parole: pochi ne hanno fatto un mestiere, ma tutti sono diventati attenti spettatori. I linguaggi contemporanei sono multiformi e complessi: è pertanto di importanza fondamentale fornire qualche strumento per decifrarne il percorso estetico. Come a dire che il piacere sgorga inevitabilmente dalla conoscenza. Ma non solo: il teatro è il terreno ideale sul quale acquisire il valore della relazione. Vivendo il teatro non si può prescindere dal tempo, dallo spazio, dai suoni, dagli oggetti, dalle fonti di luce, dai materiali, soprattutto non si può prescindere dalle persone. E se è vero che la (ri)scoperta dell’altro e il rispetto che impone sono valori assoluti, non solo in scena, il teatro è il giardino protetto in cui si impara ad avere cura di questi semi fino al frutto. Nel corso del 2008, EUROPATEATRI proporrà al pubblico i lavori costruiti con gli allievi nella stagione 2007- 2008. L’ultimo (Aspettando Kakà) è una produzione di ex allievi che si sono formati negli spazi di eUROPA tEATRI e che qui hanno trovato il modo di poter realizzare in autonomia un’opera prima. Il nome che si sono attribuiti è ilTeatrodiMinosse: Minosse, figlio di Europa e dei suoi teatri possibili. 29, 30 marzo 08 - II APOLOGIA DELLA CONGIUNZIONE a cura di Davide Rocchi e Loredana Scianna 4 aprile 08 - I a cura di Chiara Rubes e Ilaria Gerbella 9 aprile 08 - I a cura di Chiara Rubes trimestrale 12, 13 aprile 08 VERSO IL SERENO a cura di Franca Tragni 16 aprile 08 - I a cura di Ilaria Gerbella e Loredana Scianna 18, 19 aprile 08 - II a cura di Chiara Rubes e Franca Tragni 23 e 24 aprile 08 - II PIANO CONVESSO a cura di Ilaria Gerbella e Lucia Manghi 20, 21 marzo 2008 - II A SERVIZIO ideazione e regia Franca Tragni, collaborazione alla regia Carlo Ferrari ricerca bibliografica presso Biblioteca Comunale “A. Balestrazzi”, Parma con la preziosa collaborazione di Loretta Bertinetti con Armanda Borghetti, Francesca Cantoni, Beatrice Carra, Licia Gambarelli, Barbara Mazzieri, Michela Ollari, Alessandra Pizzoni, Franca Tragni, Maura Zappacosta Un viaggio nella storia e nella vita di quelle donne che partirono nel secolo scorso e andarono “a servizio” nelle case dei ricchi… a far le mondine o le balie; un viaggio nella memoria e uno sguardo al presente perché oggi come ieri milioni di donne si muovono alla ricerca di un “nuovo mondo”. Sguardi smarriti o tristi, pensierosi o inquieti, sguardi di speranza, sguardi profondi come mille domande: il passato è sulle spalle, il presente è un sacrificio e una lotta continua, e il futuro? Le ragazze del laboratorio hanno seguito un percorso formativo pluriennale con Franca Tragni e gli altri artisti di Europa Teatri. Da novembre 2007 a marzo 2008 hanno partecipato alla realizzazione dello spettacolo, non solo come attrici ma conducendo anche un intenso lavoro di ricerca sociologica e bibliografica, raccogliendo testimonianze e materiale sul tema. Franca Tragni, attrice, autrice e regista, socia fondatrice di Europa Teatri, da anni conduce una ricerca attorale e drammaturgica sulla comicità poetica. Vincitrice della quarta edizione del Festival Le voci dell'anima - incontri teatrali, Premio del Teatro degli Atti di Rimini, vincitrice del premio New Contaminate Art Aversa Festival, con lo spettacolo La luna, produzione Europa Teatri, e menzione speciale della giuria come miglior attrice. ilTeatrodiMinosse (Parma) 2 e 3 maggio, ore 21.15 ASPETTANDO KAKÀ Progetto teatrale sul fenomeno sociale del calcio in Italia a cura di Andrea Cirillo e Marco Musso residenza eUROPA tEATRI 2007-2008 RESIDENZA “Oggi la grande passione sportiva, il tifo, è un prodotto chiamato a far da supplenza a ciò che non c’è ancora o non c’è più e che ci dovrebbe essere. […] Ci si attacca alla propria squadra sportiva con la passione del disperato, di colui che […] non ha nulla cui far riferimento: non ha più la parrocchia […]; non ha più la famiglia […]; non ha più il partito. […] La passione per il calcio, in quanto sta a indicare il bisogno di legarsi a una causa comune, di avere una bandiera, di avere una comunità, anche nella sua forma mostruosa odierna sta a significare dei bisogni insoddisfatti. Quindi noi dovremmo […] riuscire a comprendere quali sono i vuoti, quali i bisogni che l’italiano va disperatamente cercando la domenica allo stadio.” Oliviero Beha, Franco Ferrarotti, All’ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio, 1983 Senza dubbio ad oggi il calcio ha acquisito sempre di più il ruolo di mezzo di distrazione di massa, ma sopratutto ha acquisito il ruolo inquietante di rivestire la vita di un senso che i sempre più numerosi appassionati non trovano altrove. Dall’altro lato esistono figure delle alte sfere economiche e politiche per le quali è certo buona cosa dare uno sfogo agli italiani che non danneggi il loro operato. Il calcio quindi come strumento di narcotizzazione sociale o, per l’appunto, di distrazione di massa. Distrazione dai tanti problemi che affliggono l’Italia, tanto da scendere in piazza senza fatica ed esitazione per il caso Beppe Signori, ma non per problemi ben più gravi di politica interna ed internazionale. Insomma, così come Vladimiro ed Estragone aspettano un Godot che ci cambi la vita, noi italiani sembriamo aspettare che Kakà, o qualche altro Dio, ci dica: descansate niño, che continuo io... Marco Musso nasce nel 1970 e vive a Parma. Deve la sua formazione artistica al Teatro Europa di Parma, in special modo a Loredana Scianna e Ilaria Gerbella, al direttore di doppiaggio Mario Maldesi e allo speaker Alberto Lori. Nel 2007 va in scena con Short Plays, di Samuel Backett, per la regia di Pier Paolo Nizzola. Collabora come doppiatore e speaker con enti pubblici e privati ed ha prestato la sua voce a Tramondo, cortometraggio in stop-motion della MagicMindCorporation. Nel 2007 è stato uno dei conduttori del ParmaPoesiaFestival. Andrea Cirillo nasce nel 1982 e vive a Parma, dove ha conseguito la laurea in letteratura italiana. Si forma teatralmente al Teatro Europa di Parma e con Manuela Capece e Davide Doro. Nel 2007 va in scena con Short Plays, di Samuel Beckett, per la regia di Pier Paolo Nizzola, ed Evento Ics, per la regia di Loredana Scianna. Scrive narrativa e poesia. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste LaLunaDiTraverso (Mup Editore) e Maltese Narrazioni (Editrice Impressioni Grafiche), e su quotidiani, quali La Stampa e L’Informazione. Nel 2006 è stato inserito ne I Lunatici – 15 nuovi scrittori italiani (Parma, Mup Editore, 2006). «Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale» (Pier Paolo Pasolini, 14 Novembre 1974. Il romanzo delle stragi, in Scritti corsari, Milano, Garzanti, 1975). ilTeatrodiMinosse è una compagnia di giovani attori e attrici, nata dalle esperienze laboratoriali del Teatro Europa. Minosse, figlio di Europa e Zeus, fu re giusto e saggio di Creta e per questo, dopo la sua morte, divenne uno dei giudici degli inferi. ilTeatrodiMinosse vuole avere coraggio, vuole fare i nomi. Vuole capire il mondo e attraverso la mescolanza di forme ed energie, rimetterlo in scena in forma critica. ilTeatrodiMinosse non ha niente da perdere. http://aspettandokaka.blogspot.com ilTeatroallaMattina I mattinée per le scuole sono da anni un appuntamento irrinunciabile per noi e per tutti gli allievi delle scuole del territorio, dalle elementari alle superiori. Le proposte di questa stagione: per le scuole elementari – Teatro Europa eUROPA TEATRi/Teatro Necessario IL GATTO eUROPA TEATRi FIOCCO DI NEVE FIOCCO DI LANA Ca’ Luogo D’arte LA PICCOLA FIAMMIFERAIA eUROPA TEATRi L’ACCIARINO MAGICO eUROPA TEATRi I RACCONTI DI PIPPI eUROPA TEATRi PIPPINVILLA eUROPA TEATRi LA SIRENETTA per le scuole superiori – Teatro Europa eUROPA TEATRi LA PROMESSA eUROPA TEATRi/Teatro Necessario IL GATTO eUROPA TEATRi TRE. IN CERCA D’AUTORE TeatrO dell’Orsa CUORI DI TERRA. Memoria per i setti fratelli Cervi. per le scuole superiori – nelle scuole eUROPA TEATRi SILENZIO E MEMORIA da Primo Levi eUROPA TEATRi ROMEO E GIULIETTA da Shakespeare TeatrO dell’Orsa GIOVANNINO RACCONTA dall’opera di Giovanni Guareschi fuoriPorta Sono i laboratori che si svolgono anche al di fuori del Teatro Europa e che, per la loro particolare natura formativa, sono dedicati ad ambiti sociali delicati o a varie fasce dell’età della crescita. Alla prima categoria appartengono: laboratorio con disabili psichici del Centro socioriabilitativo Lubiana, in collaborazione con Asl di Parma; laboratorio con disabili psichici del Centro socioriabilitativo Pasubio; laboratorio con disabili psichici del Centro semiresidenziale per disabili “Il Casale” di Madregolo; laboratorio “Oltrelavoro” con persone disagiate, in collaborazione con Coop. La Bula; laboratorio con i detenuti dell’Istituto Penitenziario di Parma; laboratorio con i bambini Rom del Campo Nomadi di Parma Alla seconda invece appartengono i laboratori svolti a Parma e Provincia per le scuole materne, elementari, medie e superiori. pROGETTI sPECIALI 25 maggio 08, ore eUROPA tEATRI PIPPINVILLA a Villa Ziveri - Bannone di Traversetolo (PR) progetto realizzato in occasione del centenario della nascita di Astrid Lindgren ideato e allestito da Chiara Rubes a cura di Chiara Rubes, Monica Morini e Franca Tragni Pippi Calzelunghe è una figura sovversiva della letteratura per l'infanzia: la ragazzina con le trecce rosse e le lentiggini che, a 9 anni, vive sola in una grande casa, villa Villa Colle. Pippi è una femmina, ma non ha niente a che spartire con le figure stereotipate della letteratura per bambine. È indipendente, grazie alla sua valigia zeppa di monete d'oro, conquistate grazie alle piraterie del padre. Non veste bambole, ma una scimmia vera. È la bambina 'più forte del mondo' tanto da sconfiggere anche Adolf il forte (chiara allusione a Hitler). Una figura assolutamente trasgressiva, lancia la minigonna, e inventa un linguaggio parallelo e originale, in cui le parole prendono significato a partire da lei. Un personaggio fuori da qualsiasi convenzione, in cui la generosità fa il paio con la capacità inventiva. Pippi non ha paura di nulla, e non teme di esibire la propria differenza. Anzi, se la gioca con le armi dell'ironia. Non si sente da meno alle figure maschili, potendo sfoggiare muscoli d'acciaio e un cuore grande che difende i più deboli. Maggio 2008 eUROPA tEATRI MARGIRITIS all’archivio di Stato di Parma - Crociera Transetto Est Ideazione e ricerca storica Franca Tragni in collaborazione con il Dott. Marzio Dall’Acqua e l’Archivio di Stato di Parma testo poetico e regia Ilaria Gerbella musiche originali Maurizio Soliani voci registrate Andrea Cirillo, Umberto Fabi, Marco Musso collaborazione scenografica Claudio Bernardi luci e tecnica Lucia Manghi con Franca Tragni Margiritis dona corpo e voce a un grido di donna, prima ancora che ridare vita a una figura storica dimenticata. I testi poetici evocano il mondo visionario interiore di Margherita: l’infanzia, l’amore per il padre e lo sposo, le crudeli torture, il desiderio carnale negato, il mondo fatto di piccole cose. Un’attrice veste i panni di Margherita, ne ripercorre la vicenda per frammenti. Sola, in uno spazio scenico crudo, lascia fluire i ricordi che a tratti diventano densi di presenze; i pochi elementi scenici assumono la funzione di simulacri, fantasmi del passato che riemergono a rinnovare gioia e dolore del suo sogno tradito. All’evento sarà associata una mostra con i dipinti realizzati da diversi artisti ispirati a Margherita Farnese. eSTAEALrATAFIÀ Durante il periodo estivo, Europa Teatri organizza una rassegna negli spazi all’aperto attigui al teatro ospitando concerti e spettacoli rivolti a grandi e bambini. La fruttuosa collaborazione col vicino Centro socioriabilitativo Lubiana, ha portato ad aprirne i cancelli accogliendo un folto pubblico che da due anni ha assistito ad alcuni spettacoli della rassegna allestiti nel giardino del Centro. eUROPA tEATRI associazione di cultura teatrale Via Oradour, 14 – 43100 Parma - tel/fax +39.0521.243377 www.europateatri.it - [email protected]