Carta canta Mano pesante dell’Antitrust contro il Gruppo Apple il multone di natale Gli slogan dei tecnici comminata una sanzione da 900mila euro per pratiche commerciali scorrette relative alla garanzia dei prodotti. e adesso che succede? A pagina 4 periodico quindicinale anno 3 - numero 2 15 febbraio 2012 www.tespi.net direttore responsabile: Angelo Frigerio direttore editoriale: Riccardo Colletti hitech magazine Anche il governo tecnico di Mario Monti fa ricorso agli slogan per annunciare i vari interventi economici. In principio fu “Salva Italia”. Poi è toccato a “Cresci Italia”. Oggi è la volta di “Libera Italia”. A quando “Forza, Italia”? RETAIL, ELDOM, CONSUMER ELECTRONICS, ICT, MULTIMEDIA La catena francese vara un pesante piano di ristrutturazione Editore: Edizioni Turbo srl - Palazzo di Vetro - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) - Tel. +39 0362 600463/4/5 - Fax: +39 0362 600616 - Registrazione al Trib. di Milano n° 66 del 1 febbraio 2005 - Periodico quindicinale Poste Italiane S.P.A. - Spedizione Abbonamento Postale D.L. 353/2003 Conv. in L 46/2004 Art. 1 - Comma 1 - LO/MI - Stampa: Italgrafica - Novara Si scrive Fnac. Si legge zac! Obiettivo: risparmiare 80 milioni di euro. Previsti tagli al personale: oltre 500 addetti, di cui 310 in Francia e 200 nelle sedi estere. Italia inclusa. Dove spunterebbe, tra le varie ipotesi, la cessione a un fondo di private equity. Alle pagine 2 e 3 Primo piano blockbuster: scatta il conto alla rovescia essere benessere rileva i punti vendita della catena entertainment. Per trasformarli in parafarmacie. Parafarmacie. Questo il destino dei numerosi punti vendita italiani di Blockbuster, la catena di videonoleggio più famosa al mondo. Il liquidatore della società, Generoso Galluccio, e l’avvocato Gianluca Minniti hanno presentato – in data 19 dicembre - al giudice fallimentare di Milano, Francesca Savignone, gli estremi del concordato che è ora in attesa dell’approvazione definitiva. L’offerta d’acquisto vincolante è stata presentata dalla società Essere Benessere, di proprietà del gruppo FD, che prevede di riassorbire oltre 100 dei 780 attuali dipendenti. (...) bufera Siae nuova Vita per PlayStation A pagina 6 eldom Un articolo pubblicato sul Corriere della Sera solleva un nuovo polverone. il direttore generale, Gaetano blandini, si difende. trimonio immobiliare della Siae. “Palazzi venduti in perdita”, si legge nell’articolo. E lui replica: “Sarò in grado di dimostrare per tabulas la correttezza dell'operato della società e mio personale”. E Silvano Conti, rappresentante della Cgil, si dichiara pronto a presentare un esposto alla magistratura contro lo stesso Blandini: “Noi siamo qui per garantire i lavoratori, i pensionati e dunque l'Azienda, ma abbiamo il forte timore che queste alienazioni abbiano uno scopo ben preciso: creare in maniera artificiosa condizioni di crisi che poi portano alla privatizzazione della Siae”. Ma perché la vendita di sei immobili della Siae ha risvegliato d’un tratto l’attenzione su Blandini? Perché Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, dichiara solo: “Blandini deve spiegare perché ha svenduto in una frettolosa, quanto singolare, trattativa privata, i beni immobili della società?” Perché Matteo Orfini, responsabile della Cultura del Pd si domanda: “Come mai il commissario straordinario della Siae, Gian Luigi Rondi, è così assente dalla gestione della società? Forse i troppi incarichi che ricopre gli hanno impedito di essere attento al destino di un ente così importante per la produzione e l'industria culturale e creativa italiana?”. Questi i fatti ricostruiti dalla Sarzanini, prima firma della giudiziaria del Corsera: il 28 dicembre scorso viene firmato un atto notarile, (...) segue a pagina 3 Parla Andrea Cuneo, direttore marketing di Sce Italia inside Nel mirino la vendita degli immobili Ha un diavolo per capello, Gaetano Blandini (foto), detto Bland. L’articolo di Fiorenza Sarzanini, pubblicato lo scorso 11 gennaio sul Corriere della Sera, ha fatto saltare definitivamente i nervi al direttore generale Siae. Ancora poche settimane fa era rimasto impassibile davanti all’interrogazione parlamentare del senatore Pd Giovanni Legnini, che lo chiamava in causa direttamente per la perdita di 18 milioni di euro registrata dalla Siae nel 2010, a fronte dei quali Blandini aveva comunque incassato un premio di 100mila euro, in aggiunta all’emolumento ordinario di 400mila euro. Ora però l’incrollabile Bland per la prima volta rompe il silenzio e ribatte punto su punto. “Notizie del tutto prive di fondamento, sono indignato”. Questo il commento a bruciapelo sull’articolo della Sarzanini, in cui lo si accusa senza mezzi termini di aver svenduto il pa- segue a pagina 5 1 • riflettori su Hisense Group Obiettivo Italia: parla Gianluca Di Pietro • raee Le nuove regole approvate dal Parlamento UE • Focus caffè Dal chicco alla capsula Da pagina 9 a pagina 24 • all’interno il calendario bialetti 2012 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre 1 D 1 M 1 G 1 D 1 M 1 V 1 D 1 M 1 S 1 L 1 G 1 S 2 L 2 G 2 V 2 L 2 M 2 S 2 L 2 G 2 D 2 M 2 V 2 D 3 M 3 V 3 S 3 M 3 G 3 D 3 M 3 V 3 L 3 M 3 S 3 L 4 M 4 S 4 D 4 M 4 V 4 L 4 M 4 S 4 M 4 G 4 D 4 M 5 G 5 D 5 L 5 G 5 S 5 M 5 G 5 D 5 M 5 V 5 L 5 M 6 V 6 L 6 M 6 V 6 D 6 M 6 V 6 L 6 G 6 S 6 M 7 S 7 M 7 M 7 S 7 L 7 G 7 S 7 M 7 V 7 D 7 M 8 D 8 M 8 G 8 D 8 M 8 V 8 D 8 M 8 S 8 L 8 G 9 L 9 G 9 V 9 L 9 M 9 S 9 L 9 G 9 D 9 M 9 V 9 D 10 M 10 V 10 S 10 M 10 G 10 D 10 M 10 V 10 L 10 M 10 S 10 L 11 M 11 S 11 D 11 M 11 V 11 L 11 M 11 S 11 M 11 G 11 D 11 M 12 G 12 D 12 L 12 G 12 S 12 M 12 G 12 D 12 M 12 V 12 L 12 M 13 V 13 L 13 M 13 V 13 D 13 M 13 V 13 L 13 G 13 S 13 M 13 G 14 S 14 M 14 M 14 S 14 L 14 G 14 S 14 M 14 V 14 D 14 M 14 V 15 D 15 M 15 G 15 D 15 M 15 V 15 D 15 M 15 S 15 L 15 G 15 S 16 L 16 G 16 V 16 L 16 M 16 S 16 L 16 G 16 D 16 M 16 V 16 D 17 M 17 V 17 S 17 M 17 G 17 D 17 M 17 V 17 L 17 M 17 S 17 L 18 M 18 S 18 D 18 M 18 V 18 L 18 M 18 S 18 M 18 G 18 D 18 M 19 G 19 D 19 L 19 G 19 S 19 M 19 G 19 D 19 M 19 V 19 L 19 M 20 V 20 L 20 M 20 V 20 D 20 M 20 V 20 L 20 G 20 S 20 M 20 G 21 S 21 M 21 M 21 S 21 L 21 G 21 S 21 M 21 V 21 D 21 M 21 V 22 D 22 M 22 G 22 D 22 M 22 V 22 D 22 M 22 S 22 L 22 G 22 S 23 L 23 G 23 V 23 L 23 M 23 S 23 L 23 G 23 D 23 M 23 V 23 D 24 M 24 V 24 S 24 M 24 G 24 D 24 M 24 V 24 L 24 M 24 S 24 L 25 M 25 S 25 D 25 M 25 V 25 L 25 M 25 S 25 M 25 G 25 D 25 M 26 G 26 D 26 L 26 G 26 S 26 M 26 G 26 D 26 M 26 V 26 L 26 M 27 V 27 L 27 M 27 V 27 D 27 M 27 V 27 L 27 G 27 S 27 M 27 G 28 S 28 M 28 M 28 S 28 L 28 G 28 S 28 M 28 V 28 D 28 M 28 V 29 D 29 M 29 G 29 D 29 M 29 V 29 D 29 M 29 S 29 L 29 G 29 S 30 L 30 V 30 L 30 M 30 S 30 L 30 G 30 D 30 M 30 V 30 D 31 M 31 S 31 M 31 V 31 G Giugno 31 M Dicembre 6 G 7 V 8 S 31 L A tu per tu con Patrice Henry, country manager di Logitech Italia “innovare è nel nostro dna” A pagina 5 primo piano hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net La catena francese vara un pesante piano di ristrutturazione Si scrive Fnac. Si legge zac! obiettivo: risparmiare 80 milioni di euro. Previsti tagli al personale: oltre 500 addetti, di cui 310 in Francia e 200 nelle sedi estere. italia inclusa. dove spunterebbe, tra le varie ipotesi, la cessione a un fondo di private equity. riccardo colletti Tempi duri per Fnac. Durissimi. La catena retail francese - attiva nei settori dell’hitech e dell’entertainment deve fare i conti con la crisi. I numeri sono chiari. Rien ne va plus. Come a dire, il tempo stringe. Basta parlare, bisogna agire. Così lo scorso 13 gennaio viene diffuso un comunicato stampa che in poche ore fa il giro delle scrivanie di mezza Europa. “Il peggioramento della crisi economica negli ultimi sei mesi ha portato a un calo significativo della spesa domestica in Europa, e questo sta influenzando i mercati in cui opera Fnac in tutti i Paesi in cui è presente”, si legge nella nota. “In Francia anche il settore della tecnologia - oltre a libri, musica, film e giochi - è stato vittima di un drastico calo di popolarità nel corso degli ultimi nove mesi, portando a una riduzione del 15% nelle vendite dei beni elettronici da aprile in poi. Questa flessione ha provocato, per il 2011, una diminuzione nel volume d’affari del Gruppo nell’ordine del 3,2% e una flessione del 5,4% nelle performance di vendita degli store. Data la maggiore pressione sui margini e il limitato spazio di manovra nella struttura dei prezzi, Fnac ritiene che l’utile d’esercizio annuale verrà dimezzato. Tenendo presente questo, e con una situazione economica non destinata a migliorare nei mesi a venire, è stato proposto ai vertici della società un progetto mirato al risparmio di 80 milioni di euro nel corso dell’intero anno. Tale progetto consiste in un programma più ampio per ridurre le spese generali, che include: una drastica riduzione delle spese ordinarie, la ri-negoziazione degli oneri di affitto dell’intero network (circa 160 punti vendita, ndr) e, infine, una revisione generale dei contratti inerenti i servizi tecnici degli headquarter, dei punti vendita e della logistica, al fine di ottimizzare termini e condizioni”. hitech magazine Un taglio di oltre 500 posti di lavoro Ma sono le righe successive del comunicato diramato dall’headquarter di Parigi a generare le maggiori apprensioni. “Il progetto include anche la sospensione delle assunzioni in tutti i Paesi, una politica di restrizione delle paghe e il taglio di 310 posti di lavoro in Francia”. Bum! Oltre 300 persone perderanno il loro impiego proprio nella culla dell’insegna. E’ il primo duro colpo. Ma non è tutto. “Al di fuori della Francia, il numero dei posti di lavoro sarà ridotto di 200 unità in tutti i Paesi in cui è presente Fnac, mediante il mancato rimpiazzamento dei dipendenti che lasceranno il posto di lavoro. Le filiali all’estero saranno rese più efficienti. I quattro store ubicati in Svizzera da fine 2012 saranno gestiti direttamente CONSUMER ELECTRONICS, ELDOM, ICT, MULTIMEDIA, RETAIL Direttore Responsabile: anGelo FriGerio Direttore Editoriale: riccardo colletti Editore: Edizioni Turbo Srl Redazione: Palazzo di Vetro Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Tel. +39 0362 600463/4/5 - Fax: +39 0362/600616 Ufficio di Roma: Andrea Marino: 347/6813787 Registrazione al Trib. di Milano n° 66 del 1 febbraio 2005 Periodico quindicinale Anno 3 - n° 2 - 15 febbraio 2012 dalla Francia”. Bum-bum. Doppio colpo. Durissimo. Di quelli che fanno barcollare e mettono quasi al tappeto. Non è finita. “In Italia, dove la situazione non è più favorevole agli store di proprietà di Fnac, la società sta valutando tutte le possibili opzioni, e prenderà una decisione nel corso dell’anno fiscale”. Bum-bum-bum. E qui siamo al ko vero e proprio. Gli scenari per l’italia Nel mosaico europeo della catena francese, l’Italia (dove il primo negozio è stato inaugurato nel 2000 a Milano, nella centralissima via Torino) ha sempre costituito uno snodo strategico. Anche se nella sostanza – dicono alcuni manager che conoscono bene le cose – il progetto non sembra mai essere decollato appieno. Fnac nel Bel Paese è presente con otto punti vendita. Solo nel 2010 ha aperto in Toscana, a Firenze, dopo aver presidiato le piazze di Torino (con due store), Milano, Genova, Verona, Roma e Napoli. Tuttavia, già da un paio d’anni la sede italiana si trova in mezzo al guado. Si era vociferato addirittura di un abboccamento con Blockbuster per dare vita a un network retail più incisivo. Poi era sopravvenuta la prima ondata della crisi finanziaria. Fnac si era, per così dire, riallineata. Ma proprio i colpi di maglio della congiuntura negativa e gli elevati costi di gestione delle strutture nell’ultimo biennio avevano generato non poche difficoltà. Ecco perché nella nota diffusa dal quartier generale anche il Bel Paese viene catalogato tra quelli oggetto di ristrutturazione. Il board della catena ha fatto capire che si stanno valutando tutte le possibili opzioni. Ma cosa significa tutto ciò? I rumors hanno cominciato a rincorrersi pesantemente. Fonti solitamente bene informate prefigurano la cessione a un fondo di private equity. Qualcuno sostiene che i giochi sarebbero (il condizionale è d’obbligo) quasi perfezionati, anche se non c’è ancora il crisma dell’ufficialità. Sarebbe una sorta di provvedimento “scivolo”. Che permetterebbe di mettere mano a conti e strutture, senza però alzare bandiera bianca. E poi, con un assetto più contenuto, il fondo in questione potrebbe valutare a sua volta un successivo piano di vendita o ricollocamento. Di certo, un elemento appare chiaro: il business in Italia non è profittevole. Urge intervenire. Una questione di politica sociale In generale, quindi, la decisione di Fnac colpisce e sorprende. Nell’immaginario collettivo è stata l’insegna (specie in Francia) che ha rappresentato una sorta di icona. Ora però si deve far di conto con la realtà. Ad onor del Stampa: Italgrafica - Novara Una copia 1,00 euro Poste Italiane S.P.A. - Spedizione Abbonamento Postale D.L. 353/2003 Conv. in L 46/2004 Art. 1 - Comma 1 - LO/MI L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Edizioni Turbo S.r.l. Responsabile dati: Riccardo Colletti Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) il numero è stato chiuso il 27 gennaio 2012 2 vero, sempre nel comunicato, si precisa anche la strategia privilegiata per il piano di riassetto degli organici. “I tagli della forza lavoro coinvolgeranno unicamente le funzioni di sopporto agli headquarter e ai punti vendita, che saranno in gran parte riorganizzati”, si legge nella nota. Che prosegue chiarendo: “La forza vendita negli store fisici e i team che si occupano del sito Fnac.com, che costituiscono il vero cuore della strategia di sviluppo, non saranno toccati dal progetto. In questo senso, Fnac vuole che questa strategia sia esemplare in termini di supporto sociale. Sarà messo in atto un piano di dimissioni volontarie, e sarà priorità precisa del management incoraggiare i trasferimenti del proprio staff all’interno del Gruppo. Nel ricollocamento di alcune funzioni di supporto, la riorganizzazione sta già portando alla creazione di nuovi posti di lavoro, che saranno offerti in via prioritaria per il reintegro degli ex dipendenti. Nello stesso tempo, Fnac fornirà supporto a tutto il personale in esubero nella ricerca di un nuovo posto di lavoro o nella formazione. Il pacchetto di gestione sarà sottoposto e discusso con gli organi rappresentativi dei dipendenti”. il piano di rilancio Tutta questa serie d’interventi volti alla drastica riduzione dei costi, assicurano i vertici della catena, farà il paio con l’attuazione del piano strategico, denominato “Fnac 2015”, che si manterrà in linea con la propria pianificazione originaria. L’obiettivo, si legge sempre nel comunicato, è uno: “Identificare le opportunità di crescita e rendere più attraente il brand per i consumatori, in risposta alle difficoltà di mercato che Fnac deve affrontare. Grazie a numerose partnership strette nel 2011, sono stati lanciati progetti importanti, che proseguiranno nel 2012. Per venire incontro ai clienti in termini di convenienza e disponibilità, il network di negozi verrà arricchito dall’apertura di più di dieci nuovi store, tra cui Parigi Bercy, oltre a punti vendita ubicati in stazioni ferroviarie, aeroporti e minimarket”. Altro fronte su cui la catena intende agire è poi quello dei nuovi prodotti in-store, dedicati in particolare ai bambini e alle famiglie, semplificando e migliorando l’esperienza di acquisto. “Fnac quest’anno aprirà 20 spazi ‘Kids’ e 24 spazi ‘Servizi’, introducendo aree dedicate ai servizi telefonici SFR nella maggior parte dei punti vendita. Nello sforzo di conquistare nuovi clienti in un momento in cui sta prosperando l’e-commerce, e per sfruttare al massimo le caratteristiche del brand, quest’anno Fnac lancerà i suoi primi terminal in-store fnac.com”. A compendio del piano di sviluppo ci sono poi le intenzioni di estendere la struttura multicanale, con iniziative che mescolano online e vendita fisica. Infine, sempre entro quest’anno, sarà lanciato il nuovo sito fnac.com per smartphone. Fnac continuerà a insistere sulla relazione tra cliente e brand con nuove offerte di servizi personalizzati. Alexandre Bompard, presidente e ceo della catena, ha dichiarato: “Solo implementando il piano di risparmio sui costi e l’ambizioso programma di sviluppo riusciremo a ottenere di nuovo competitività e capacità di generare una crescita sostenibile. In questo modo, riaffermeremo il nostro status di punto di riferimento nei mercati in cui opera”. Questo l’auspicio. Se preferite la speranza. Intanto bisogna fare i conti con la crisi. Lo sa bene Fnac. Che stavolta fa rima con zac! primo piano newsline la storia della catena nota a marGine non sappiamo come andrà a finire la vicenda. di certo le cose in casa Fnac non hanno preso una bella piega. e ce ne dispiace. innanzitutto per chi ci lavora. in secondo luogo perché, sin dalla sua prima apertura, Fnac si è sempre dimostrata un’insegna con un suo stile. Un profilo alto e un’immagine che ha ottenuto numerosi consensi sia da parte dell’industria sia dei consumatori. la speranza è che questa fase di difficoltà venga superata. il mercato italiano, sul fronte del retail, ha già dato (leggi alla voce blockbuster). il bis non è richiesto. Fnac è una sussidiaria di PPR (Pinault-Printemps-Redoute), holding multinazionale attiva nei settori dei prodotti di lusso (tra cui Gucci, Yves Saint Laurent, Puma) e nel retail. Fondata dal miliardario francese François Pinault - e attualmente gestito dal figlio François-Henri Pinault - PPR comprende un pacchetto di global brand ad alto tasso di crescita distribuiti in più di 120 Paesi. Nel 2010 PPR ha ottenuto ricavi pari a 14,6 miliardi, e al 31 dicembre 2010 contava circa 60mila dipendenti. Il titolo PPR è quotato in Euronext Paris. Fnac conta più di 17mila dipendenti e a dicembre 2011 comprendeva 158 store: 85 in Francia e 73 in altri Paesi del mondo (Belgio, Brasile, Spagna, Italia, Portogallo, Svizzera e Marocco). Il suo sito, www.fnac.com, è uno dei principali portali di e-commerce B2C in Francia in termini di contatti, con una media di 750mila visitatori unici al giorno. Nel 2010 Fnac ha registrato vendite pari a 4,473 miliardi di euro. Fnac (acronimo della Fédération Nationale d'Achat des Cadres, in italiano Federazione Nazionale dell'Acquisto per i Quadri) nasce a Parigi nel 1954 grazie ad André Essel (19182005) e Max Théret (1913-2009), due militanti marxisti della corrente trozkista (il secondo infatti fu la guardia del corpo di dello stesso Trotzky). Nel 1956 viene aperto il primo negozio al numero 6 di Boulevard Sébastopol a Parigi, che inizialmente vende attrezzature fotografiche e audio (altoparlanti, radio e altro). Poi negli Anni '60 comincia la vendita di album discografici e i profitti aumentano. Nel 1972 apre il secondo negozio a Lione al numero 84 di rue della Rèpublique. Nel 1980 la Fnac entra alla Borsa di Parigi con un fatturato di circa 2 miliardi di franchi e viene inaugurata la zona microinformatica. Nel 1993 il Credit Lyonnais diventa azionista di maggioranza. L'anno dopo la sua quota viene ceduta a Groupe Pinault-Printemps-Redoute (PPR). segue dalla prima pagina blockbuster: scatta il conto alla rovescia (...) Se tale piano dovesse andare a buon fine, dopo il 15 febbraio, data ufficiale di chiusura di tutti i punti vendita Blockbuster, questi ultimi verranno riconvertiti in parafarmacie. Si chiude così una vicenda lunga e travagliata. In teoria l’accordo di acquisto avrebbe dovuto prevedere lo sviluppo di un business legato all’entertainment. Così non è. Il liquidatore aveva sì ricevuto diverse proposte ma nessuna del tutto soddisfacente. Il Gruppo FD invece ha messo sul piatto una quota cash e l’impegno ad assumere 100 degli oltre 780 dipendenti. Una quota minima che non soddisferà certo i sindacati, già sul piede di guerra. Poi, mentre il 2011 andava in archivio, una serie di indiscrezioni arricchiva il quadro della cessione. La prima e più sconcertante: gli operatori della società legata al gruppo FD avrebbero già fatto il loro ingresso, sin dalle giornate immediatamente successive al Natale, nel punto di noleggio Blockbuster di Alba in corso Europa 17, iniziando a smontare il layout dell’insegna di videonoleggio e a installare quello delle parafarmacie. Sarà questo infatti il negozio-test che servirà da modello a tutti gli altri, operativi a partire dal 15 febbraio. Dove il piano presentato dal liquidatore Generoso Galluccio non convince è in merito alla possibilità di assorbire più di cento dipendenti di Blockbuster. I negozi che passeranno a FD non sono infatti più di un’ottantina. Non dimentichiamo poi che le parafarmacie richiedono la presenza obbligatoria di almeno un farmacista. Se si va a guardare sul sito di “Essere Benessere” nella sezione “Lavora con noi”, si scopre che attualmente è attiva la ricerca di figure di farmacisti neolaureati diurni, e di farmacisti notturni esperti e muniti di partita Iva, così come di addetti al parafarmaco e tirocinanti. Quali figure di continueranno nell’attività home video. Al momento chi in precedenza era affiliato alla catena ha creato un nuovo marchio, Village Store. Questi store proseguiranno la propria attività di noleggio e vendita home video e game senza interruzioni, come si legge sulla pagina ufficiale di Facebook del nuovo gruppo d’acquisto: “I nostri negozi Blockbuster in franchising sono vivi e vegeti e gli imprenditori si sono uniti dando vita a un progetto ambizioso ma assolutamente realizzabile: creare un network di negozi che punti decisamente sull’Entertainment a 360 gradi, un Villaggio commerciale del divertimento”. Tra i progetti in fase di sviluppo in alcuni store, la vendita di videogame, libri, biglietti per eventi sportivi e culturali, cd musicali, ma anche merchandising e servizi, come il ripristino dei cd di dati e la stampa di foto digitali. Ultima incognita: cosa faranno invece i negozi Blockbuster in procinto di trasformarsi in parafarmacie da qui al 15 febbraio? Le case, anche alla luce di quel 47% dell’esposizione presso i fornitori che il piano di Generoso Galluccio prevede di riconoscere (ma c’è chi dice che il concordato parli in realtà del 46%), garantiranno la fornitura di new release agli store? E cosa faranno quei clienti che hanno del credito sulle proprie tessere? In alcuni punti vendita di Big Blue, il noleggio nei giorni immediatamente successivi al Natale è stato bloccato. Il motivo ufficiale è un guasto ai terminali. È solo possibile acquistare. L’usato è in liquidazione al 50%. E c’è chi riferisce di ricevute fatte a mano, come prima dell’introduzione dei software gestionali. Peggio, insomma, non poteva andare: ora tocca agli altri operatori del noleggio provare a “rottamare” le tessere dei Blockbuster che chiudono definitivamente. la scheda di essere benessere Essere Benessere è una società retail per la gestione integrata di farmacie e parafarmacie che fa capo al gruppo Fd. Ad oggi include 15 farmacie in full management, 35 in franchising, cinque parafarmacie e 25 corner. Un vero e proprio network, che si propone di offrire al cittadino un servizio integrato di servizi e competenze. Dal 2005, il fatturato globale è passato da poco più di 23 milioni ai 60 milioni di euro del 2010, con incrementi a doppia cifra di anno in anno. Blockbuster sarà in grado di assorbire la nuova struttura? Non certo gli store manager. Si parla molto probabilmente di scaffalisti, che l’azienda di via Colamontano inquadrava con un contratto di quinto livello. Come dicevamo, sul piatto del liquidatore c’erano altre offerte. E non solo proposte che prevedevano di spezzettare la catena in vari tronconi, c’era anche un progetto di acquisizione da parte del gruppo di negozi in franchising, che avrebbe salvato non meno di quattro figure professionali per store e coinvolto circa quaranta punti vendita. Dunque 160 persone, con il coinvolgimento di professionalità più alte di quelle che sarà in grado di garantire Essere & Benessere. Una cosa è certa: i negozi in franchising Annalisa Pozzoli 3 euronics italia e bain&company: insieme per un nuovo concept store Prenderà il via nel 2012 il progetto di Euronics Italia che punta a sviluppare un nuovo concept store che coinvolgerà tutti i 700 punti vendita della catena. Annunciato dal presidente Albino Sonato (foto), il progetto verrà coordinato internamente da un team dedicato, guidato da un project manager assunto recentemente, e potrà contare sulla professionalità della società di consulenza Bain&Company. iab mixx 2012: premi per Unieuro e media World Si è svolta a Milano presso lo spazio Magna Pars la premiazione della prima edizione di IAB Mixx, premio per la comunicazione digitale interattiva. Il riconoscimento, nato negli Stati Uniti, ha l’obiettivo di premiare i migliori talenti e i progetti creativi più efficaci e innovativi rivolti ai nuovi media ed è stato portato nel nostro Paese da IAB Italia, con il patrocinio dell'ADCI Art Directors Club Italiano. Tra i premiati figura Media World che, con i soggetti della campagna “Cadi sempre in piedi”, realizzati dall’agenzia Cayenne, si è aggiudicata il primo posto nella categoria Rich Media – ADV Display. I soggetti dei banner sono stati ripresi dalle situazioni dello spot Tv e hanno animato le home page dei principali portali online. La campagna, online nel 2010, è stata pianificata sui principali portali quali MSN, Libero e YouTube, con un ritorno notevole di visibilità: oltre un milione di utenti unici, 150mila visualizzazioni video sul Brand Channel di YouTube e visite più che raddoppiate al sito istituzionale della catena. Unieuro ha invece conseguito il premio per il terzo posto nella categoria Search con la campagna di advertising digitale “Search Marketing per incrementare le vendite” realizzata da SEMS, la prima search marketing agency italiana. darty: carlo Vanoni assume la carica di direttore marketing Darty Italia annuncia la nomina di Carlo Vanoni (foto) come nuovo direttore marketing. Vanoni affiancherà il direttore commerciale Sabrina Trombetti e il direttore vendite Cedric Stassi. Tutto il management team è guidato dall’amministratore delegato Nazzario Pozzi. Milanese, classe ‘61, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi, Vanoni ha maturato importanti esperienze nel mercato dell’elettronica di consumo. Sul fronte delle partnership, invece, Darty ha siglato un accordo con CheBanca! Tutti i clienti che, transitando dalla pagina dedicata su www.darty.it, apriranno un conto deposito CheBanca! entro il 31 marzo 2012 e lo attiveranno vincolando almeno 500 euro per 12 mesi, riceveranno in esclusiva un buono di 100 euro da spendere entro il 30 giugno su www.darty.it. co-Pre e co.V.e. unite in un consorzio Co-Pre, storica Cooperativa fondata nel 1971 e presieduta da Giuliano Sbaraini, e CO.V.E., Cooperativa Veneta di rivenditori elettrodomestici ed elettronica di consumo presieduta da Giuseppe Leonardelli, entrano in joint-venture per formare GCC (Gruppo Co-Pre COVE), una nuova società consortile nata per conseguire maggiore efficienza sul mercato. Il consorzio GCC, presieduto da Paolo Odolini e diretto da Ubaldo Mussoi, avrà la responsabilità del quarto volume d’affari del settore in Italia e consentirà a Co-Pre e CO.V.E. di generare economie di scala nell’ambito del supply chain management. Mano pesante dell’Antitrust contro il Gruppo Apple il multone di natale Garanzia dei prodotti: comminata una sanzione da 900mila euro per pratiche commerciali scorrette. esce indenne dall’istruttoria la catena comet. martina Santimone Un pacco sotto l’albero. E che pacco. È quello che ha ricevuto il 21 dicembre Apple da parte dell’Antitrust. Ovvero una maximulta di 900mila euro, da ripartire - in ragione del loro fatturato - tra Apple Sales International, Apple Italia S.r.l. e Apple retail Italia S.r.l. Oggetto del provvedimento, la scottante questione della garanzia legale sui prodotti del colosso della Mela. L’Antitrust ha condannato il Gruppo per due differenti pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori. Come si legge nella nota pubblicata sul sito dell’Agcom, le tre società “presso i propri punti vendita e/o sui siti internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumo, ostacolando l’esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di un anno”. In secondo luogo: “Le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull’esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la ‘copertura’ del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del Consumo”. Le sanzioni ammontano a 400mila euro per la prima pratica e 500mila per la seconda. Oltre alla salatissima multa, ben più importante è il cambiamento di rotta che Apple dovrà intraprendere. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti stabilito che “le società, oltre a cessare le pratiche e comunicare all’Autorità le misure assunte per ottemperare al provvedimento, dovranno pubblicare un estratto della delibera dell’Antitrust sul sito www.apple.com in modo da informare i consumatori”. La decisione è stata presa al termine di un’istruttoria che l’Autorità ha aperto e portato avanti anche grazie alle numerose segnalazioni di associazioni di consumatori e singoli cittadini. Un tema, quello della garanzia legale, a noi particolarmente caro che ha occupato numerose pagine del nostro giornale nel corso di quest’anno. In ultima battuta, sul numero 14 di HiTech Magazine dello scorso 15 novembre, dove abbiamo riportato il caso di un consumatore di Vicenza che ha vinto una causa contro un rivenditore Apple proprio in merito alla garanzia legale. In quell’occasione, l’avvocato Elisabetta D’Este, che aveva portato avanti la causa, aveva affermato: “Penso che non passerà molto prima che anche Apple e i suoi rivenditori si adeguino alla normativa italiana, anche perché la questione è ormai diventata di dominio pubblico e i consumatori ora conoscono bene quali sono i loro diritti in materia”. Una previsione quanto mai azzeccata. A uscire indenne dall’istruttoria è invece la catena Comet, oggetto della medesima indagine. L’Antitrust “ha deciso di accettare, rendendoli obbligatori, gli impegni presentati dalla società”, che si adopererà a garantire “un’informazione ampia e completa ai consumatori, relativamente alla garanzia biennale di conformità. Dagli esiti istruttori è peraltro emerso che la società Comet, ancor prima dell’avvio del procedimento, aveva iniziato a fornire un’informazione corretta ai consumatori e a prestare adeguatamente la medesima”. MYSTERY SHOPPING Quanto dura la garanzia dei prodotti apple? Tre punti vendita. Fnac, Mondadori e Apple Store. Un consumatore alla ricerca di risposte. E’ successo qualcosa dopo la sentenza dell’Antitrust? La domanda non è oziosa. Passare da uno a due anni di garanzia non è cosa da poco. Abbiamo voluto così testare sul campo se Apple ha comunicato ai clienti e ai punti vendita le decisioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Mi sono quindi recata in tre differenti punti vendita con l’intenzione di acquistare alcuni prodotti Apple. Fnac Fnac è in via della Palla 2, in pieno centro a Milano. Un palazzone di quattro piani completamente dedicati a musica, film, libri e tecnologia. Al secondo, nella zona riservata a musica e Mp3, mi soffermo sull’area espositiva dei prodotti musicali Apple. Chiedo informazioni su un iPod nano. Dopo alcune note tecniche, il commesso, interpellato sulla garanzia fornita al consumatore, così risponde: “I prodotti Apple che vendiamo qui vantano tutti una garanzia legale di due anni. Il primo anno è coperto dal produttore, mentre il secondo da Fnac”. Faccio la gnorri: “Ma dopo la sentenza dell'Antitrust, per voi è cambiato qualcosa?”. Risposta: “Non saprei. I prodotti sono comunque coperti da una garanzia di due anni, ma non so dire se attualmente sono entrambi garantiti da Apple”. mondadori multicenter Rimango a Milano. Fatti quattro passi in direzione Duomo, incontro il Mondadori MultiCenter di via Berchet 2. Appena varcato l’ingresso, mi trovo di fronte l’area espositiva dedicata al mondo Apple, dove trovo iMac, Macbook, iPad e numerosi accessori. Mi rivolgo quindi al commesso. Questa volte chiedo lumi sui Pc. E poi delucidazioni sulla garanzia. Quando entro nel vivo della questione, il Nostro sembra conoscere la delibera dell’Antitrust: “La multa riguarda solo l'AppleCare Protection Plan e non la garanzia vera e propria. L’azienda propone un pacchetto di estensione della garanzia, che però si sovrappone in parte a quella legale che viene già offerta in applicazione del Codice del Consumo. In ogni caso, i prodotti Apple venduti nel nostro store sono tutti coperti da una garanzia di due anni”. apple Store Da Milano a Carugate il passo è breve. Si fa per dire. Entro nel Centro commerciale Carosello, dove è situato un Apple Store. Prima ancora di varcare l’ingresso del negozio, osservo le decine di commessi che si aggirano tra i tavoli, dove fanno bella mostra di sè i numerosi prodotti . Mi accolgono subito con estrema cortesia. Dopo i soliti convenevoli sui prodotti, affrontiamo il tema garanzia: “Apple offre nei suoi store i due anni di garanzia legale previsti dalla legge”. Rispondo: “Ma l’azienda è stata multata dall’Antitrust proprio sulla garanzia dei prodotti, non è vero?”. Il commesso: “Apple è stata sanzionata per problemi legati alla comunicazione che l’azienda fornisce ai consumatori sui diritti in fatto di garanzia. Tra i motivi della multa, l'AppleCare Protection Plan, un'estensione della garanzia del produttore e dell'assistenza tecnica telefonica”. Obietto: “Quindi non è vero che la garanzia dei prodotti Apple vale solo un anno?”. Questa la risposta decisa: “No, non è assolutamente vero. Può stare tranquilla, se acquista un qualsiasi prodotto Apple nel nostro punto vendita, la garanzia vale due anni”. Possiamo davvero stare tranquilli? Se è così, perchè nell’istruttoria dell’Antitrust viene sottolineato: “I professionisti, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori circa i loro diritti di assistenza gratuita biennale loro spettanti per legge né riconoscevano loro gli stessi diritti limitandosi invece a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore, di un anno per Apple”? A onor del vero, Apple – secondo la delibera dell’Antitrust – ha 60 giorni per intraprendere iniziative in ottemperanza delle diffide in fatto di garanzia. Mentre aveva 30 giorni per predisporre sul sito internet apple.com/it - e specificatamente sulle pagine store.apple.com/it e apple.com/it/support - un’icona denominata “Comunicazione a tutela dei consumatori” che rimandasse al provvedimento dell’Antitrust. Attualmente, in data 26 gennaio, ovvero allo scadere dei 30 giorni, l’icona è apparsa su entrambe le pagine. Martina Santimone LA REPLICA DI APPLE ITALIA Abbiamo chiesto a Apple Italia un commento in merito alla sanzione comminata dall’Antitrust. Questa la loro risposta ufficiale: "We believe our warranty policy in Italy complies with local requirements and respects consumer rights. We plan to appeal the decision". 4 zoom hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Riflettori su Logitech segue dalla prima pagina “innovare è nel nostro dna” Intervista con Patrice Henry, country manager per l’Italia. Le nuove soluzioni nei settori digital home, Ict e videogame. Nel 2011 ha festeggiato i 30 anni dalla fondazione. Ha introdotto nuove linee di accessori, legati al mondo dei tablet. E sta lanciando prodotti alimentati a energia solare. È Logitech, colosso dell’accessoristica nel mondo dell’Ict e non solo. Hitech Magazine ha intervistato Patrice Henry (nella foto), country manager della filiale italiana, per conoscere più a fondo questa realtà. Qual è il bilancio 2011 per logitech? È stato un anno importante e di transizione. Abbiamo subito i contraccolpi del calo della domanda. Ma proprio da questa situazione oggettiva abbiamo preso coscienza della necessità di accelerare lo sviluppo e di presidiare nuovi mercati. ad esempio? Una delle grandi opportunità che ci si è aperta di fronte è quella legata al segmento dei tablet. E dell’iPad in particolare, che in Italia rappresenta circa il 75% del mercato. Logitech ad aprile ha iniziato a lavorare su una nuova gamma di prodotti che consente di esprimere il massimo della tecnologia di un tablet, grazie a varie tipologie di accessori, quali ad esempio tastiere e speaker wireless. Ma anche cuffie - sia auricolari che con padiglione dedicate alla videocomunicazione. Senza dimenticare il joystick che consente di migliorare la giocabilità di videogame di calcio e sparatutto. in quali altre aree si concentrano i vostri prodotti? Oltre alle periferiche per Pc e agli accessori per tablet, un’altra linea di sviluppo è nell’area digital home. Abbiamo integrato i sistemi home theatre casalinghi con la nostra linea Harmony dedicata al controllo del Tv e di tutti i device ad esso collegati. Ad esempio, abbiamo creato una tastiera compatta, la Wireless Keyboard K400, dotata di trackpad integrato, che consente di comandare a distanza il notebook collegato al televisore. Lo scorso maggio abbiamo anche lanciato il primo mouse che può essere utilizzato sul tessuto del divano. Quali sono i prodotti che stanno riscuotendo maggior successo? L’accoglienza della linea tablet, che abbiamo lanciato sul mercato tra ottobre e netgear: tecnologie per l’home entertainment Netgear ha presentato a Milano la sua nuova strategia per il mondo consumer. Michele Puzzolante, consumer sales director Southern Europe, e Alexandre Vecchietti, consumer product director Europe, hanno mostrato le tecnologie create da Netgear per l’home entertainment. Tra i prodotti presentati, vale la pena segnalare l’adattatore Push2Tv HD Universale Wireless, che permette di riprodurre i contenuti visualizzati sullo schermo del Pc Windows direttamente sullo schermo Tv in modalità wireless, e l’adattatore Universale Wireless Dual Band per tv e lettori Bluray. Questo dispositivo permette di collegare dispositivi home theatre a Internet offrendo elevate performance per lo streaming video in HD. Patrice Henry novembre, è stata davvero notevole. Siamo riusciti a intercettare una domanda che non veniva soddisfatta da altri operatori. Quali sono i risultati di logitech in termini di vendite e fatturato? A livello di quote mercato, Logitech è leader in Italia, una posizione di rilievo che ricopre anche nei principali mercati, occidentali e non. La nostra crescita, inoltre, è trainata attualmente dai paesi emergenti quali Brasile, Russia, India e Cina, dove i tassi di crescita sono molto elevati. Per quanto riguarda l’approccio commerciale, vogliamo avere un rapporto reale con i nostri partner di canale. Per questo presidiamo i punti vendita con delle aree dedicate dove presentiamo l’insieme delle nostre soluzioni. Una strategia che finora ci ha dato degli ottimi riscontri. Quali sono i segreti per restare competitivi in un mercato così dinamico? La nostra grande forza sta nel valore del marchio, che dai clienti è visto come performante e sempre innovativo. Intendiamo quindi continuare a puntare sull’innovazione. Quanto investite nell’area ricerca e Sviluppo? Ogni anno viene reinvestito tra il 5 e il 6% del fatturato complessivo in R&D. Abbiamo centinaia di ingegneri che operano in tutto il mondo. Un polo molto importante è situato a Losanna presso l’Università Politecnica, dove più di cento persone si dedicano allo sviluppo di mouse e tastiere. Gli altri prodotti sono invece seguiti da altri team situati in America. a proposito di ricerca, siete stati tra i primi a progettare degli accessori alimentati a energia solare... Abbiamo lanciato a fine 2010 la Solar Keyboard, una tastiera estesa dotata di due mini pannelli che vanno a ricaricare le batterie interne. Solo 24 ore di ricarica consentono fino a tre mesi di utilizzo. Attualmente sta uscendo in alcuni paesi la versione per Mac. È un prodotto che è stato molto apprezzato e richiesto, perché consente di risolvere l’annoso problema di sostituzione delle pile, rispettando al tempo stesso l’ambiente. Quali progetti avete per il 2012? Quest’anno continueremo a puntare – come è nel nostro Dna - sull’innovazione, in particolare nelle aree di prodotti legate al mondo Apple e a quello del design. Ma, per ora, è ancora tutto top secret. Martina Santimone cisco presenta il programma linksys Partner rewards lexar lancia il Jumpdrive triton Cisco ha annunciato il lancio in Italia del programma di canale Linksys Partner Rewards, creato non solo per formare i partner e aggiornarli sugli ultimi trend ma anche per premiare quanti si distingueranno nelle vendite dei prodotti Linksys. Potranno aderire computer shop, rivenditori e altri partner di canale Linksys. Il programma è articolato in tre livelli, ciascuno con specifici vantaggi. Ogni partner che deciderà di aderire partirà con una Stella, per arrivare fino a tre Stelle dopo aver raggiunto obiettivi stabiliti di e-learning e di fatturato. Inoltre, nel prossimo futuro, Cisco ha in programma anche di consentire agli utilizzatori di personalizzare e ordinare materiali di vendita attraverso un’applicazione online. Numerose le novità presentate da Lexar al Ces di Las Vegas. Tra queste ricordiamo il nuovo JumpDrive Triton, top di gamma nei flash drive ad alte prestazioni della linea Usb 3.0. Disponibile nelle capacità da 16 GB, 32 GB e 64 GB, è dotato di una velocità più di 20 volte superiore allo standard flash drive Usb 2.0 ed è in grado di offrire una velocità di 155 MB al secondo in lettura e una velocità di 150 MB al secondo in scrittura. Queste caratteristiche permettono un download e un trasferimento di contenuti eccezionalmente veloce ed affidabile. Il JumpDrive Triton di Lexar dispone di un elegante design in lega di metallo ed una finitura lucida a specchio ed è compatibile con i dispositivi Usb 2.0. 5 bufera Siae (...) che dispone la cessione dei palazzi del Fondo Pensioni della Siae al “Fondo Aida”. Prezzo? 80 milioni di euro. Nel bilancio 2010 il valore era però indicato in 103 milioni. Senza tener conto del decreto ministeriale che prevede una rivalutazione degli estimi catastali, la perdita è di 23 milioni di euro. Ma non finisce qui. Vengono ceduti anche gli immobili della Siae, compresa la storica sede di via della Letteratura, che entrano invece in un fondo denominato “Norma”. Il prezzo in questo caso è di 180 milioni di euro, ma le stime parlano del doppio, 360 milioni. A gestire l’operazione è Sorgente Group, ed è previsto anche che il 100% di Aida confluisca in Norma. La cessione degli uffici dell’Eur, il trentaduesimo quartiere di Roma, genera una domanda intorno all’esborso di cui si dovrà far carico Siae per l’affitto della propria sede: si parla di circa 600mila euro all’anno. E questo solo per la direzione generale. Quanto costeranno tutti gli altri uffici? Ma c’è un altro interrogativo ancora più inquietante. Chi ha letto l’interrogazione del senatore Pd Legnini ricorderà che sono proprio gli immobili a garantire il pagamento di salari e liquidazioni del personale dell’ente in futuro. L’accordo del 28 dicembre afferma invece che verrà stipulata una polizza di 86 milioni di euro per le pensioni, con Allianz Ras. E la quota eccedente come verrà pagata? Va inoltre chiarito il ruolo di Sorgente Group. Nel blog della società compare una dichiarazione del direttore generale Giovanni Maria Benucci, a commento dell’istituzione dei due fondi. Nell’operazione, volta a creare valore e che rappresenta un iniziale contributo al processo di razionalizzazione del patrimonio immobiliare della Siae e del suo Fondo Pensione, Sorgente SGR è stata individuata dalla gestione commissariale quale organizzatore dei due nuovi fondi Norma e Aida dedicati alla Siea e al suo Fondo Pensione. Che dunque si affidano a una società esterna per far confluire i propri immobili in due fondi, risultati poi sottoscritti al 100% da Siae e dal suo fondo pensione. Che senso ha quest’operazione? Quale altro significato potrebbe avere, se non l’ipotesi configurata dalle rappresentanze della Cgil? Blandini parla di una “messa in sicurezza a garanzia di una gestione corretta”. Ma di fatto la stima del valore degli immobili fatta da Sorgente Group e la perizia effettuata dagli stessi inquilini esprimono valori molto lontani. E ora che il patrimonio è nelle mani dei fondi non è per questo inalienabile. Lo dice lo stesso direttore generale: “Potremmo decidere di mettere sul mercato tutti gli immobili non strategici della Siae e credo che anche quelli del Fondo siano destinati a questo. Io lavoro nell'interesse della Siae e posso assicurare che non riusciranno a fermarmi, perché non mi faccio intimorire”. Per chi ha buona memoria, ricordiamo che Blandini non è nuovo a questo tipo di “razionalizzazioni”. Quando venne nominato amministratore unico di Cinecittà vendette gli immobili a Fintecna e l’azienda ad Abete. Svuotata degli assett più importanti dal “risanamento alla Bland”, Cinecittà è andata incontro al destino che sappiamo. Cosa sarebbe accaduto se azienda e sale fossero rimaste pubbliche, ora che da più parti si invoca la creazione di un circuito di Stato e il coinvolgimento di Cinecittà nel Festival di Roma? Andrea Dusio entertainment GaminG: mercato USa traditi da dicembre La speranza che il 2011 potesse finire con il segno più era ancora viva. Con un mercato che, alla fine di novembre, segnava un calo di solo il 3% totale e con un mese successivo colmo di nuove uscite e promozioni aggressive, analisti e operatori ci speravano davvero. E invece non è accaduto. Anzi. Il mese di dicembre ha fatto segnare un risultato negativo mai visto prima, con un fatturato totale peggiore di quello del 2007. Dopo il miglior mese di novembre di sempre. Che il mercato videoludico americano potesse perdere così tanto terreno non se lo aspettava nessuno, specialmente nel comparto software. Le promozioni del Black Friday avevano, anzi, fatto intravedere la luce in fondo al tunnel, ma dicembre ha tradito. Ed è facile capirne il perché. Il totale fatturato al retail per il mese, secondo i dati rilasciati da Npd, è stato di 3.985 milioni di dollari, contro i 5.070 milioni di dollari del 2010. Una caduta repentina di oltre il 21% sul mese, che ha accompagnato l'intero mercato in fondo alla peggiore prestazione degli ultimi cinque anni, chiudendo il 2011 a -8,5%. E' stato il comparto hardware che ha dato il contributo peggiore, con un -28%, da 1.840 milioni di dollari del 2010 a 1.320 milioni di dollari del 2011. La piattaforma regina è stata Xbox 360, che con i suoi 7,3 milioni di pezzi venduti ha sbaragliato senza appello la concorrenza. Al secondo posto, PlayStation 3 ha terminato l'anno con 4,5 milioni di pezzi venduti e un incremento di soltanto il 4,3% rispetto al 2010. Ma dove il mercato ha visto il maggiore declino è stato su Nintendo Wii, che nel solo arco degli ultimi dodici mesi ha perso il 35% a volume e oltre il 40% a valore, scendendo dai 7 milioni di pezzi venduti nel 2010 ai 4,4 milioni del 2011. Anche Nintendo DS ha visto un forte calo delle vendite, solo parzialmente calmierato dalle buone prestazioni di 3DS. La nuova portatile del colosso giapponese, dopo una partenza tutt'altro che entusiasmante, ha infatti fatto registrare un totale venduto di 4,1 milioni di pezzi. Questa cifra contribuisce a mitigare il calo di oltre il 50% di Nintendo DS portando il totale cumulato a 7,9 milioni, contro gli 8,4 milioni del 2010. Il comparto software, dal canto suo, non ha certo avuto vita facile. Il mese di dicembre ha chiuso in discesa del 14%, con un fatturato di 2.036 milioni di dollari contro i 2.367 milioni del 2010. L'anno si è chiuso in negativo del 5,6%. Una prestazione pessima, se si pensa che, fino alla fine di novembre, questo settore specifico aveva ancora il segno più davanti, seppur di poco. Il titolo più venduto dell'anno è stato, com’era lecito aspettarsi, Call of Duty Modern Warfare 3, seguito da Just Dance 3 e Skyrim. Che è poi la medesima top three del mese di dicembre. I titoli del Natale non hanno dunque dato il contributo atteso, specialmente quelli prime parti. Nella classifica di dicembre compaiono infatti solo due titoli esclusivi Nintendo (Mario Kart 7 e Super Mario 3D Land), e nella classifica generale dell'anno è entrato soltanto Gears of War 3 di Microsoft, all'ottavo posto. Caso a parte e successo per molti inatteso è stato quello di Skylanders. Il rivoluzionario titolo di Activision, sebbene non sia entrato in classifica, ha generato un fatturato cumulato tra software e pacchetti aggiuntivi (che vengono considerati accessori da Npd) che l'avrebbe piazzato al decimo posto della classifica generale 2010. I prossimi mesi diranno se, per questo prodotto, si potrà parlare di scommessa vinta. Anche il comparto degli accessori ha contribuito al forte declino totale del retail sul totale anno. Il mese di dicembre ha fatto segnare un -27%, con un fatturato di 628 milioni di dollari, contro gli 863 milioni del 2010. Il totale annuo si è attestato su 2.609 milioni di dollari, contro i 2.939 dell'anno precedente e un 11% in meno anno su anno. Un risultato sicuramente inficiato dalle performance negative del micro segmento degli accessori per Nintendo Wii che, da solo, ha perso oltre il 50%. Il 2011 chiude dunque con un fatturato totale al retail di 17.014 milioni di dollari. Un pesante 8,5% in meno rispetto al 2010. L'ultimo mese dell'anno scorso ha rappresentato soltanto il 23% del totale annuo, contro una media del 28% fatta registrare nei dieci anni precedenti. Un numero che, da solo, indica quanto il mercato dipenda da una buona prestazione di questo mese. Un tradimento sul filo di lana che ricorda un gol del pareggio allo scadere del novantesimo minuto o, per dirla all'americana, un canestro decisivo sulla sirena. Il nuovo campionato comincia adesso. Marco Minoli hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net A tu per tu con Andrea Cuneo, direttore marketing di Sce Italia nuova Vita per PlayStation il riposizionamento di prezzo di PSP e Ps3. la risposta sempre più puntuale alle esigenze del retail. la società affronta il 2012 con una marcia in più: il lancio del “gioiello” portatile. Andrea Cuneo Il 2011 si chiude per Sony Computer Entertainment con un risultato degno di nota: 6,5 milioni di unità hardware vendute in tutto il mondo nel solo periodo natalizio. Lo scorso dicembre, poi, in Giappone, Hong Kong e Taiwan ha fatto il suo debutto PlayStation Vita, che ha raggiunto il mezzo milione di unità vendute in tre settimane. La nuova portatile approderà anche in Europa il 22 febbraio. Hitech Magazine ha intervistato Andrea Cuneo (nella foto), direttore marketing di Sony Computer Entertainment Italia. da poco abbiamo archiviato l’anno solare 2011. Qual è il suo giudizio sull’andamento complessivo del mercato italiano? Abbastanza positivo se consideriamo la situazione contingente. Dal punto di vista di Sony Computer Entertainment Italia complessivamente l’anno è andato bene. Il momento è abbastanza delicato, è un periodo in cui il consumatore è molto attento a come spendere i propri soldi. La mia percezione è che in generale tutti i mercati, con poche eccezioni, siano in una situazione non ottimale. Nonostante tutto, credo che il settore dell’entertainment se la sia cavata anche quest’anno. Ma per conoscere realmente il quadro complessivo dovremo aspettare i dati ufficiali rilasciati da GfK. e per Sce italia come sono andate le cose? Per PlayStation 3, a inizio 2011 avevamo fatto delle promesse ai consumatori sulla qualità e quantità del software che avremmo pubblicato. Oggi posso dire con grande soddisfazione che queste promesse sono state rispettate. Ci eravamo prefissati il lancio di un determinato numero di titoli per hard core gamer, in un momento in cui tutti stavano intraprendendo la strada del mercato di massa: ebbene, siamo riusciti a gestire e a soddisfare entrambe le tipologie di consumatori, hard core e casual. Quali strategie avete impiegato per catturare l’attenzione anche del pubblico di giocatori “meno esperti”? 6 Innanzitutto abbiamo svolto un ottimo lavoro sul mass market, e quindi sul consumatore meno gamer, andando a promuovere PlayStation Move. La vera sfida è stata offrire software di qualità per questa periferica e anche in questo caso siamo rimasti soddisfatti, sia nell’ambito della produzione, sia dai risultati di vendita. Per quanto riguarda l’hardware, l’obiettivo era far diventare PSP una console sempre più kids: il posizionamento a 99 euro (101,99 euro con l’Iva al 21%) ci ha premiati con risultati molto buoni. Allo stesso tempo, il cut price di Ps3 ci ha permesso di essere più competitivi sul mercato delle console domestiche e recuperare una parte delle vendite che altrimenti si sarebbe persa per una questione di contingenza economica. Grazie al taglio di prezzo siamo andati incontro alle esigenze attuali del consumatore e abbiamo recuperato in volume quelli che erano i nostri obiettivi. Quali i motivi di maggiore soddisfazione di questo 2011 appena trascorso? Sicuramente l’obiettivo più importante per noi è stato il lancio di questa straordinaria line up, molto apprezzata dal consumatore finale. Uncharted 3, Resistance 3, LittleBigPlanet 2, Killzone 3, Infamous 2 sono tutti stati pubblicati nello stesso anno solare, e hanno tutti ottenuto un ottimo riscontro a livello di vendite. Ed è una grandissima soddisfazione, oltre che un chiaro segnale che PlayStation in Italia continua ad essere la console di riferimento per il videogame. Parlando di portatili, con l’arrivo imminente di Ps Vita, PSP riesce ancora ad ottenere delle buone performance? Certamente, e questo è un secondo motivo di grande soddisfazione. Siamo riusciti ad entrare nel mondo kids promuovendo la console come il prodotto perfetto per i bambini. Questo, considerando lo storico di Sce, è sicuramente un grande risultato. Un risultato ottenuto tra l’altro con titoli molto locali, come ad esempio Geronimo Stilton Nel Regno della Fantasia: il Videogioco. Siamo state una delle poche nazioni ad aver spinto moltissimo su questo target, e questa scelta ci ha premiato. In definitiva, PSP continuerà il suo percorso nonostante l’arrivo di Ps Vita, perché avrà un posizionamento differente, concentrato sui bisogni dei consumatori più piccoli. Invece Ps Vita, almeno all’inizio, si rivolgerà a un consumatore più adulto ed esperto. Le due console sono perfettamente complementari, e potranno continuare a vivere insieme ancora a lungo. il 22 febbraio è la data dell’uscita di PlayStation Vita: cosa state organizzando per promuoverla? Il lancio di Ps Vita sarà molto forte. L’intera azienda si concentrerà a livello di energie e di budget sull’uscita della console. Saranno sfruttate tutte le leve del marketing tradizionale, più quelle del web marketing. La console è già stata mostrata al pubblico in occasione della Games Week di Milano, e a dicembre l’abbiamo portata in tour in alcuni punti vendita di Roma e Milano. in Giappone il day one è stato il 17 dicembre e per l’occasione avete organizzato un evento speciale in due store GameStop, a milano e roma. Qual è stato il riscontro di questa iniziativa? Molto buono, e continueremo a organizzare eventi del genere, con GameStop e altri retailer, affinché ci sia la possibilità per tutti, in diverse città, di provare a giocare con Ps Vita prima del lancio. Riteniamo che l’esperienza diretta con la macchina sia fondamentale. Se ben motivati, i giocatori escono volentieri di casa per andare sul punto vendita a provare un nuovo gioiello della tecnologia. Stiamo poi progettando anche una serie di attività collaterali a sorpresa... Annalisa Pozzoli hitech Riflettori su Hisense Group magazine Anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 obiettivo italia eldom Inaugurato il nuovo headquarter a Milano. La multinazionale cinese, che opera nel settore dell’elettronica di consumo, potenzia la propria presenza nel nostro Paese. GRANDI E PICCOLI ELETTRODOMESTICI, CLIMA A pagina 10 gianluca Di Pietro Focus caffè Dal chicco alla capsula Moke elettriche, macchine a sistema chiuso, aperto o superautomatiche. Un segmento che moltiplica la sua offerta. E vede il continuo ingresso di nuovi brand. Novita’, prospettive, protagonisti. Da pagina 11 a pagina 21 De’Longhi acquisito stabilimento in Romania De’Longhi approda in Romania, rilevando uno stabilimento produttivo di Nokia situato a Cluj. Le parti hanno concordato di mantenere riservati i termini della transazione, che sarà finalizzata durante il primo trimestre 2012. De’Longhi intende integrare lo stabilimento nella sua strategia di sviluppo, con l’obiettivo di fornire supporto alla sua presenza internazionale, in forte crescita. E diversificare la sua piattaforma industriale, così da riequilibrare in parte la struttura produttiva tra Far East – oggi prevalente - ed Europa, dove il Gruppo è presente con uno stabilimento in Italia. Successivamente all’annuncio dello scorso settembre 2011 di voler terminare la produzione a Cluj per concentrarla in località più prossime ai fornitori e ai mercati chiave, Nokia si è attivata nel ricercare potenziali acquirenti per l’impianto, in stretta consultazione con le competenti autorità rumene. Robert Andersson, senior vice president di Nokia, che ha condotto i negoziati, ha affermato: “Per Nokia era determinante trovare un investitore con chiari piani di sviluppo e che si impegnasse nella creazione di nuovi posti di lavoro nell’immediato futuro. De’Longhi si è dimostrato il candidato ideale da entrambi i punti di vista ed è stato per noi un piacere riuscire ad assicurare il futuro dell’impianto in tempi così rapidi”. A tu per tu con Francesca Polti, direttore generale del Gruppo “Pronti a conquistare nuovi mercati” Nel 2012 prevista una maggiore diversificazione del business. Ma anche il restyling della gamma Lecoaspira e della linea iron. A pagina 23 Come potrebbe cambiare la disciplina Raee: blitz a stRasbuRgo Voto a maggioranza del Parlamento dell’unione europea. obiettivo: incrementare la raccolta di rifiuti hi-tech. adesso la parola passa al Consiglio. Ma tira aria di sommossa. A pagina 22 9 l’intervista hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Riflettori su Hisense Group obiettivo italia Inaugurato il nuovo headquarter a Milano. La multinazionale, che opera nel settore dell’elettronica di consumo, potenzia la propria presenza nel nostro Paese. il profilo del colosso cinese gianluca Di Pietro Yupeng zhang Riccardo Colletti Una sfida che si rinnova. E che muove dal potenziamento commerciale nel nostro Paese. Stiamo parlando di Hisense Group - multinazionale cinese operante nell’ambito consumer electronics - che, in un periodo congiunturale sfavorevole a livello mondiale, ha deciso di sviluppare in modo incisivo l’espansione del business in Italia. Un mercato considerato – unitamente a Germania e Spagna tra quelli strategici e più promettenti per il presidio europeo. Per questa ragione, dopo la sede aperta nel 2005 a Grosseto e quella di Candiolo alle porte di Torino, l’azienda ha recentemente inaugurato una moderna sede a Milano. Dove, oltre agli uffici commerciali, è dislocato uno showroom di 120 metri quadrati dedicato ai prodotti del colosso cinese: climatizzatori d’aria, televisori Lcd di ultima generazione, frigoriferi e congelatori. La responsabilità dello sviluppo del business e del marchio nel nostro Paese è stata affidata, in qualità di general manager, a Gianluca Di Pietro, che affianca Yupeng Zhang, managing director Italia. A completare il team composto da 15 addetti – ci sono Tatiana Pampalone, in qualità di marketing manager, mentre a coordinare l’ambito vendite per il mondo consumer è Andrea Anelli. “L’espansione in Italia”, ha dichiarato a HiTech Magazine Gianluca Di Pietro, “si fonda sul lancio di prodotti di alta qualità, connotati da tecnologie e design. Il l’headquarter Hisense in Cina valore di Hisense, che vanta anni di collaborazione con le più grandi case di elettronica di consumo, non ha nulla da invidiare ai principali brand mondiali”. Tra le novità del 2012 in programma per il mercato italiano, l’imminente introduzione di una gamma completa di televisori Led 3D che presto verrà affiancata da una nuova linea di Smart Tv. “Per noi un elemento strategico è legato alla capacità di proporci in modo corretto e appealing nei confronti dei partner retailer e quindi dei consumatori”, ha sottolineato Gianluca Di Pietro. “Hisense è un gruppo che dispone di una capacità produttiva di indiscusso valore. E questo ci offre ampie garanzie. Il mercato italiano sta attraversando una fase davvero complicata. Ma credo che per i nuovi brand ci sia spazio per crescere”. Il ruolo che l’Italia è destinata ad assumere diventa centrale per la strategia di crescita delineata da Hisense Group: dai 10 milioni di euro del 2010, l’obiettivo è raggiungere i 20 milioni entro quest’anno, fino ad arrivare a 100 milioni di Precisazione Sul numero di novembre-dicembre di HiTech Magazine, a pagina 17 della sezione Eldom, abbiamo erroneamente indicato in 2 milioni il numero di ferri da stiro Milordino venduti da Termozeta in Italia in dieci anni. Il numero corretto è in realtà 7,2 milioni. Ce ne scusiamo con i lettori e con gli interessati. 10 euro nel 2016. Lo sviluppo del colosso cinese in Italia, fortemente mirato al cliente finale, si basa su quattro punti cardine: l’offerta di un’ampia gamma di prodotti innovativi e affidabili, frutto di importanti investimenti in Ricerca e Sviluppo da parte della casa madre; il potenziamento delle reti vendita rivolte sia al canale professionale termoidraulico (per l’air conditioning) che al canale retail (Gdo); l’ottimizzazione della logistica con consegna rapida su tutto il territorio nazionale e, infine, il rafforzamento della rete dei Centri Assistenza tecnica, per un servizio ancora più capillare e puntuale. In Italia, la crescita del marchio Hisense si focalizza sulla costante introduzione di novità di prodotto e su attività di marketing sia a livello nazionale che territoriale, a garanzia della massima competitività sul mercato. Uno dei punti di forza dell’azienda risiede nella capacità di proporre prodotti capaci di soddisfare le esigenze del cliente finale in termini prestazionali e di risparmio energetico, connotato da un apprezzabile rapporto tra qualità e prezzo a cui si aggiunge la garanzia di un efficace Client Service pre e post-vendita. Da sottolineare anche l’impiego di materiali ecosostenibili. In tal senso, ne è valida testimonianza la partnership con Remedia, Consorzio nazionale per la gestione di tutte le categorie di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e di Pile e Accumulatori (PA) a fine vita. Hisense nasce nella Repubblica Popolare Cinese nel 1969, dove è divenuto uno dei principali brand di riferimento nel settore consumer electronics, affermato per tecnologia di primo livello ed elevati standard qualitativi. Avviata come fabbrica di radio, Hisense è oggi una grande multinazionale che opera nei settori dell’elettronica, degli elettrodomestici, delle telecomunicazioni, delle tecnologie dell'informazione e nel mercato immobiliare. Con quarant’anni di successi all’attivo e un trend di crescita in costante aumento, Hisense, ubicata nella splendida costa di Qingdao, detiene due società quotate alla Borsa di Pechino e registra un fatturato passato da 50 milioni di dollari nel 1992 a 10 miliardi di dollari nel 2010. Il colosso cinese è fortemente impegnato sul fronte della Ricerca e Sviluppo: ad esempio, nel 2005, ha visto la nascita di Hiview, il primo microprocessore digitale ‘made in Cina’ prodotto proprio da Hisense, di cui la multinazionale detiene il diritto di proprietà indipendente. Nel 2008, invece, ha lanciato lo schermo Lcd con retroilluminazione a Led, diventando una delle tre sole aziende al mondo a proporre sul mercato questa tipologia di televisori, e, nello stesso anno, ha progettato Hicon, un sistema di trasporto intelligente che riguarda la regolazione del controllo semaforico per la gestione del traffico pubblico, utilizzato poi durante le olimpiadi di Pechino del 2008. Oltre a 15 stabilimenti in Cina, l’azienda ne possiede altre tre, dislocati in Sud Africa, Algeria ed Egitto. La capacità di produzione annuale sfiora i 16,1 milioni di televisori, 10,7 milioni di frigoriferi e 9,2 milioni di condizionatori. Per sei anni consecutivi Hisense ha mantenuto la leadership nelle vendite di televisori a schermo piatto e per 13 anni consecutivi quella nelle vendite di condizionatori Inverter. Inoltre, detiene il secondo posto sul mercato cinese per la produzione di frigoriferi. Con il passaggio della Cina a un'economia di mercato, e con il suo assurgere a potenza economica, il Gruppo ha saputo cogliere un’opportunità storica ottenendo una rapida crescita del proprio business. Tecnologia, qualità, integrità e responsabilità sono le parole chiave alla base dello sviluppo futuro dell'azienda, che continua a investire e a focalizzarsi sull’innovazione tecnologica. focus caffè hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Dal chicco alla capsula Moke elettriche, macchine a sistema chiuso, aperto o superautomatiche. Un segmento che moltiplica la sua offerta. E vede il continuo ingresso di nuovi brand. Novita’, prospettive, protagonisti. che a volume. Qui, produttori di piccoli elettrodomestici si alleano a grandi brand del caffè per trovare la combinazione perfetta fra macchina e miscela, in grado di soddisfare i gusti del consumatore. Ma non sono rari i casi in cui lo stesso produttore della macchina firmi anche le cialde che la alimentano. Infine, troviamo in commercio le macchine superautomatiche, in grado di macinare direttamente i chicchi erogando un espresso di ottima qualità. Questo segmento nel nostro Paese, a differenza per esempio di ciò che accade in Germania, è ancora un fenomeno di nicchia che rappresenta il 7% del mercato a volume, ma il 18% a valore, visto il costo elevato di questi prodotti. L’offerta, quindi, si conferma ampia e non solo per le differenti tipologie di sistemi disponibili. Il mercato del caffè è ancora molto dinamico e vede il continuo ingresso di nuovi player. Anche se, come rilevato da GfK Retail & Technology, il 2011 è stato caratterizzato da un lieve calo del prezzo medio nel segmento “porzionato chiuso” e una contrazione delle vendite nel segmento “porzionato aperto”. Espresso, decaffeinato, corto, lungo, macchiato, schiumato o corretto. Sono molteplici le modalità per gustare un buon caffè. Simbolo di una creatività tutta italiana. Ma oggi sono numerosi anche i modi per prepararlo fra le mura domestiche. Alla tradizionale moka si sono affiancate le versioni elettriche e programmabili. Poi sono arrivati i sistemi aperti, come l’Easy serving espresso (E.S.E.), basati su uno standard comune cui alcuni produttori di macchine e cialde hanno scelto di uniformarsi, che consente di combinare differenti marchi di caffè e di macchine appartenenti al medesimo circuito. Per tutelare questo standard nel 1998 è nato il Consorzio E.S.E. che, attraverso controlli sulle caratteristiche tecniche, garantisce la compatibilità delle macchine e delle cialde. Questo segmento realizza circa il 60% a volume e il 47% a valore del mercato dell’espresso. Seguono poi le macchine a sistema chiuso alimentate da capsule in plastica o alluminio. E’ questo il fenomeno più effervescente che, sostenuto da ingenti investimenti in comunicazione, è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, ed oggi esprime circa il 35% del mercato sia a valore a cura di lara Colombi e Martina santimone 11 focus caffè hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Nespresso “Tra raffinatezza ed eleganza” Nespresso è prima di tutto un sistema composto da: caffè, macchine e servizio al cliente. Un’offerta completa che ha decretato il successo mondiale di questo brand. Ce ne parla Marco Zancolò, direttore generale Nespresso Italia. Nespresso rappresenta oggi uno dei marchi più importanti nel panorama del caffè. siete soddisfatti? Ci sentiamo molto orgogliosi avendo creato noi il mercato nel 1986, rivoluzionando così il modo in cui oggi milioni di persone degustano il loro caffè. Qual è il vostro segreto? La ricetta è una sola: qualità sopra ogni cosa e attenzione costante al servizio al cliente. I 16 caffè Grand Cru sono prodotti con una selezione esclusiva dei migliori caffè verdi coltivati in tutto il mondo. Solo l’1-2% dei caffè coltivati a livello globale soddisfa i nostri profili di gusto e aroma, e i nostri elevati standard di qualità e sostenibilità. Inoltre, tre volte l’anno siamo lieti di offrire ai nostri Club Members dei caffè in Limited Edition Gran Cru di straordinario pregio e rarità, disponibili esclusivamente per un periodo limitato. e per quanto riguarda le macchine… La gamma di macchine da caffè è molto ampia per rispondere a tutte le esigenze della nostra clientela. Andiamo dalla compatta Essenza all’intera linea CitiZ, che permette nella versione CitiZ&Co di montare il latte. Passando poi alle nuovissime Pixie e Lattissima+ per chi è sempre brita L’acqua: il segreto per un buon caffe’è le materie prime sono fondamentali per ottenere un buon caffè. Così come conta la qualità della miscela, anche la qualità dell’acqua riveste un ruolo fondamentale. Per questa ragione brita consiglia di inserire nelle macchine per espresso esclusivamente acqua filtrata, che offre la possibilità di esaltare il sapore delle bevande avendo la certezza di soddisfare appieno i gusti dei consumatori. i caffè riscopriranno il pieno aroma e la macchina avrà vita più lunga. grazie ai sistemi filtranti, infatti, è possibile ridurre la formazione del calcare prolungando la vita degli elettrodomestici. Marco zancolò, direttore generale Nespresso italia attento alle ultime tecnologie e ama degustare i nostri Gran Cru in cappuccino o caffelatte. Anche il canale B2B e Ho.Re.Ca. ha la sua gamma dedicata diversa per esigenze e gusti. la gamma verrà ulteriormente ampliata? In un mercato sano non si può prescindere dal lancio di nuovi prodotti. Anche il 2012 – come il 2011 che ci ha visto presentare ben due macchine nuove – sarà caratterizzato da importanti lanci, a testimonianza della continua innovazione e della passione per la perfezione di Nespresso. Nel caffè il marchio che valenza ricopre? Nespresso è leader indiscusso nel mercato del caffè porzionato il suo successo sta anche nell’aver instaurato un rapporto diretto con il consumatore. Sin dai suoi inizi, 25 anni fa, il concetto di marca di Nespresso ha ridefinito e rivoluzionato un modo di consumare il caffè. Nespresso non è solo un caffè, ma è un’esperienza. Ed è questo che fa la differenza. Quanto invece incidono le attività di comunicazione? La comunicazione è da sempre un tratto distintivo di Nespresso che, negli ultimi 25 anni, è diventato uno dei brand più famosi nel mondo del caffè, conquistando la fiducia di milioni di consumatori come marchio caratterizzato da passione, autenticità e servizio. Ciò gli ha anche permesso di trascendere la categoria di prodotto per diventare un vero simbolo globale di raffinata eleganza. Lattissima + lattissima+ è una macchina per espresso dalla tecnologia intelligente e dal basso consumo energetico, che si completa con un regolatore del volume della schiuma di latte assai intuitivo e con un tasto per la pulizia automatica dai residui di latte. e’ realizzata in collaborazione con il partner De’longhi in quattro eleganti colori: silky White, ice silver, Passion Red e Midnight blue. bialetti Da sempre sinonimo di caffe’è Marco Merolla, marketing manager caffè e Ped bialetti industrie Forte di una leadership nelle macchine da caffè a sistema aperto, con una quota di mercato del 49%, Bialetti Industrie si è rafforzata sempre di più anche nel settore delle macchine a sistema chiuso, penetrando nel mercato del caffè espresso porzionato. L’azienda propone le capsule I caffè d’Italia, composte da elementi separabili e riciclabili al 100% e caratterizzate da un corpo in alluminio e da una capienza di 7 grammi, dose perfetta per un autentico espresso italiano. Disponibili in cinque diverse miscele, le capsule sono utilizzabili anche con le macchine Mini Express, dallo stile anni ’50, e Mokona One, con l’esclusivo sistema Click Clack. Marco Merolla, marketing manager caffè e Ped Bialetti Industrie, racconta le strategie future del brand. bialetti è da sempre sinonimo di caffè. Com’è cambiato nel tempo questo mercato? Le abitudini degli amanti del caffè non sono cambiate rispetto alla continua ricerca di un ottimo prodotto. Anzi, il fenomeno del “sistema chiuso” sottolinea come il consumatore sia sempre più attento ed esigente anche in tema di “caffè fatto in casa”. Che sia con la Moka, o con la macchina espresso, il caffè per gli italiani deve essere buono. il brand riveste quindi un ruolo fondamentale? Per quanto riguarda Bialetti il marchio è sicuramente fondamentale. Nel 1933 - con l’invenzione di Moka Express - Bialetti ha rivoluzionato il modo di fare il caffè all’italiana, sostituendo la Napoletana. Da allora il brand accompagna gli italiani, in ogni momento della giornata, nella preparazione del caffè diventando proprio sinonimo del “nostro” rito del caffè. le abitudini di consumo si evolvono e con loro cresce la vostra offerta. Ad oggi, l’offerta di macchine elettriche Bialetti si compone sia di soluzioni a sistema aperto – Mokona e Tazzona – sia di proposte a sistema chiuso – Mini Express e Mokona One. E nei prossimi mesi presenteremo altre importanti novità ma, al momento, non possiamo anticiparne i dettagli. e, grazie alla vostra esperienza, non sarà difficile soddisfare i consumatori... Per poter competere in questo mercato è necessario ricercare la perfetta combinazione di conoscenza del mondo delle macchine e del mondo del caffè, una competenza che riteniamo essere un asset fondamentale di Bialetti di ora e un driver del suo sviluppo futuro. Inoltre, la qualità del caffè erogato rappresenta senza dubbio un elemento fondamentale nella scelta dei consumatori. Quando il consumatore acquista una macchina a sistema chiuso, sceglie un caffè al quale si “lega” per un determinato periodo di tempo: la sua qualità deve essere perciò all’altezza e Bialetti è in grado di garantirla. avete recentemente lanciato un nuovo spot all’insegna dell’italianità. Quanto sono importanti le attività di comunicazione? Le attività di comunicazione rappresentano come sempre una leva importante per arrivare al consumatore e per trasmettere la filosofia nonché la qualità dei nostri prodotti. Riteniamo pertanto che la comunicazione sia un elemento determinante per avvalorare e sostenere l’ottimale percezione del brand. I caffe’ d’Italia Cos’hanno in comune Milano, Roma, Venezia e Napoli? la bellezza? il fascino? l’italianità? Non solo. Queste sono le città scelte da bialetti per la linea di capsule “i caffè d’italia” che comprende cinque gusti tra cui il decaffeinato italia Deca. le differenti miscele sono in grado di rappresentare il modo di vivere il caffè nelle principali città del nostro Paese: Milano, Venezia, Roma, Napoli e italia Deca. Mini Express Mini express nasce da un’inconfondibile unione tra design e funzionalità. il design e le forme morbide riprendono gli oggetti cult degli anni ’50, gli anni del boom economico, della televisione e del carosello. le linee morbide e colori pastello (bianco, nero, rosso, arancio, champagne, azzurro e argento), ne fanno un piccolo oggetto d’arredo dal minimo ingobro. Mini express è inoltre dotata di una pompa a pressione 20 bar che garantisce ottime performance. Mokona One Mokona one, rappresenta l’evoluzione in chiave moderna della Moka. simile in tutto e per tutto alla famosa caffettiera, ne rivisita in modo nuovo e creativo le forme e i colori. e’ disponibile nelle versioni silver, bianco perlato e nero soft touch. 12 focus caffè hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Rolando Il benessere in una tazzina Paolo bruno, direttore commerciale CtC technology Qual è la ragione del successo del mercato del caffè? Il mercato delle macchine da caffè presenta caratteristiche di forte stagionalità della domanda. In linea generale si è registrato un crescente interesse per il settore del multibeverage. Chi ha creduto in questo segmento sta registrando una crescita, dovuta anche allo sviluppo del mercato dei consumabili. Per rispondere a un business sempre più esigente e soprattutto per mantenere tale questo successo la tendenza dei produttori è quella di ampliare e diversificare sempre più la gamma dei prodotti “affini”: ciò che cerca il cliente è poter ottenere il maggior numero di bevande possibili con la stessa macchina. Come si articola la vostra offerta? Rolando è un marchio nato da pochi anni con l’intento di integrare soluzioni evolute a prodotti e sistemi per il “benessere” della vita quotidiana. Il primo prodotto a essere presentato è stata la nostra macchina automatica da caffè, tè e tisane a sistema chiuso Rolando Il Benessere Espresso, realizzata con materiali e componenti di alta qualità e dal design completamente italiano. Grazie all’esclusiva tecnologia di erogazione permette in circa 20 secondi la preparazione di diversi tipi di bevande, tra cui quattro tipi di caffè, tè classico, tè verde, orzo, camomilla e tisane. Attenzione viene posta anche a mantenere dinamiche di prezzo moderate: il prodotto Rolando deve essere accessibile a tutti e facilmente reperibile. Quali novità introdurrete nel corso del 2012? Dal punto di vista tecnologico, ci siamo fin dall’inizio mossi su più fronti: non solo sulla macchina ma anche sulla materia prima e sulla tecnologia alla base della capsula. Punteremo, inoltre, a immettere sul mercato anche nuove referenze, ampliando ulteriormente la gamma dei consumabili, per offrire sempre più scelta e qualità ai nostri clienti. L’inizio di quest’anno vedrà oltretutto un completo restyling della macchina. Nel 2011 quali risultati avete conseguito? Una costante performance durante tutto l’anno ci ha fatto raggiungere un risultato finale nettamente migliore rispetto all’anno precedente. Per il 2012 non possiamo che prevedere una continua crescita. Qual è la vostra ricetta per vincere la competizione? Al momento, tutti i produttori di erogatori di bevande calde offrono prodotti solubili, non completamente naturali come sono invece le bevande Rolando. Questo per noi è un beneficio, non essendoci di fatto una vera e propria concorrenza. Non abbiamo ancora registrato reali fattori di criticità. Ciò che evitiamo completamente di fare è invece abbattere la fascia prezzo, tentando di posizionare sul mercato prodotti che rischiano di mettere a repentaglio la qualità e di destabilizzare il consumatore finale. Quanto incidono le attività di comunicazione? Al di là delle operazioni di marketing dedicate, quali promozioni e degustazioni, per “comunicare” Rolando abbiamo deciso di puntare molto sull’impatto visivo. Abbiamo quindi curato particolarmente l’estetica del packaging sia della macchina sia delle capsule, cercando delle soluzioni che comunichino con chiarezza le peculiarità di Rolando il Benessere Espresso. Quali sono i vostri piani di comunicazione per il 2012? Continueremo con le normali operazioni di marketing dedicate al prodotto, per poi proseguire sulla strada dell’utilizzo di materiale pop dedicato in linea con il nostro nuovo stile grafico e punteremo a scoprire il mondo del web e del networking, magari anche con attività e promozioni dedicate, per rendere Rolando ancora più social. LAVAZZA- ELECTROLUX PHILIPS SAECO Un caffe’ da Favola L’arte dell’espresso dal 1985 andrea Del Nibbio, direttore commerciale saeco per l’italia La prima macchina da caffè espresso automatica a uso domestico a marchio Saeco è datata 1985. Da allora, 92 sono state le soluzioni brevettate fino al 2010, 25 solo negli ultimi due anni, dopo l’ingresso dell’azienda in Philips. Tra le novità più importanti: la piastra scalda tazze (1994), il cappuccinatore (1996) e, nello stesso anno, il display digitale e il sistema di pre-infusione Saeco Aroma System. Ma anche il macinacaffè con macine in ceramica, nel 2004, fino a Saeco Digital ID, ovvero il lettore di impronte digitali grazie al quale la macchina riconosce automaticamente il profilo dell’utente, indicandone il nome sul display e rendendo immediatamente disponibili le sue personalizzazioni per tutte le bevande. le macchine da caffè automatiche per uso domestico rappresentano da sempre il core business della vostra azienda. Parliamo della vostra gamma di prodotti... Siamo stati gli iniziatori della categoria, più di 25 anni fa, e Philips Saeco conserva attualmente la leadership nel settore, con più del 65% di quota di mercato, con una crescita del 7% rispetto allo scorso anno. Intelia, la più nuova tra le nostre macchine automatiche per uso domestico, ha ottenuto per prima la certificazione di qualità del caffè in tazza grazie all’adozione di un attento e rigoroso processo di preparazione che soddisfa i parametri organolettici e sensoriali definiti da Philips Saeco e certificati dal Centro Studi Assaggiatori – Italian Tasters. saeco presidia anche il segmento porzionato chiuso... È un segmento che nel nostro Paese è molto vivace e in costante crescita (+5,7%, secondo i dati GFK Novembre 2011). Qui siamo partner di Lavazza, gestiamo la filiera sell-in, compreso il post vendita, mentre Lavazza gestisce tutto ciò che riguarda il sell-out. In Italia, comunque, la macchina manuale rimane quella più diffusa, mentre le automatiche rappresentano una nicchia. su quali novità punterete nel 2012? Recenti studi di mercato evidenziano come la possibilità di personalizzare la propria bevanda rivesta una crescente importanza nella percezione del consumatore. Le macchine automatiche che presenteremo quest’anno sono state pensate proprio per rispondere a questa necessità: soddisfare le attese del consumatore in termini di varietà. Nel caffè il marchio che valenza ricopre? Il brand deve essere in grado di rassicurare il consumatore e, al tempo stesso, di evocare il piacere prima ancora che esso venga goduto. Nel nostro caso il marchio Saeco racchiude oltre 25 anni di storia, in cui abbiamo sempre perseguito, attraverso le nostre macchine, l'obiettivo più importante: dare a tutti gli appassionati di caffè il massimo del gusto anche nella comodità di casa propria. Quali sono le vostre attività di comunicazione? Da sempre Saeco lavora su un piano di comunicazione integrata: agiamo parallelamente sia sul versante above the line, con la classica pianificazione media, sia su quello below the line, con eventi al di fuori del punto vendita che permettano al consumatore finale di entrare in contatto con il prodotto. Non trascuriamo, però, le attività all'interno del punto vendita. Infine, naturalmente, grande attenzione all'online: quest'anno in particolare sarà svolto un assiduo presidio dei principali social media e di communities seleziate di bloggers, vitali in termini di passaparola virtuoso e di rafforzamento della considerazione del prodotto. Dall’incontro di Lavazza con Electrolux è nata la macchina per il sistema espresso A Modo Mio che unisce eleganza, stile, tecnologia e gusto. Disponibile in due modelli - le versioni Favola e Favola Plus - la macchina espresso si presenta lineare, compatta e con finiture di alta qualità. Favola è una macchina compatta che si adatta a qualsiasi ambiente grazie anche alla gamma di colori proposta: Chocolate Brown, Love Red, Grape Purple e Pinot Green per il modello base, Frosted Almond e Chocolate Brown per quello Plus. Grazie alla pratica lancia vapore, consente di preparare un cappuccino cremoso, un vellutato latte macchiato e tante altre deliziose bevande calde. Favola è disponibile anche nella versione Plus, che consente di erogare l’espresso e il caffè lungo con dosi pre-impostate. Questo modello presenta inoltre il dettaglio prezioso della griglia poggia tazza in acciaio e il vano tazzina illuminato a Led. Favola stupisce inoltre per la facilità di utilizzo. Con il pratico beccuccio regolabile in altezza, è possibile utilizzare dalla tazzina espresso alla tazza cappuccino, alla mug per caffè lungo. Tutti i modelli sono inoltre dotati di un sistema di auto-spegnimento che permette di abbassare i consumi nelle pause di funzionamento. Favola e Favola Plus funzionano esclusivamente con le cialde Lavazza A Modo Mio, otto miscele pensate per rispondere ai gusti dei consumatori che possono acquistarle sul sito internet www.lavazzamodomio.com e nei principali supermercati. Favola e Favola Plus, con la loro confezione allegra, coordinata al colore della macchina, attirano l’attenzione sul punto vendita, mentre il Welcome Kit, contenente 24 cialde assortite Lavazza A Modo Mio, da’ il benvenuto ai nuovi clienti. Il nuovo sistema espresso per gustare ogni giorno il vero rito italiano del caffè Un design inconfondibile 5 miscele straordinarie Un sistema unico Mini Express è l’inconfondibile unione di design e funzionalità in una macchina espresso. Grazie alla pompa a 20bar, garantisce un’estrazione ottimale per un caffè aromatico e corposo. attentamente selezionate ispirandosi alle tradizioni dell’espresso all’italiana per ritrovare anche a casa il gusto e l’aroma che più ci appartengono. che esprime tutta l’esperienza Bialetti, fatta di innovazione ed eccellenza nelle macchine espresso a garanzia del più alto livello di soddisfazione per il consumatore. “Ogni giorno una miscela da scoprire” Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio 1 D 1 M 1 G 1 D 1 M 1 V 2 L 2 G 2 V 2 L 2 M 2 S 3 M 3 V 3 S 3 M 3 G 3 D 4 M 4 S 4 D 4 M 4 V 4 L 5 G 5 D 5 L 5 G 5 S 5 M 6 V 6 L 6 M 6 V 6 D 6 M 7 S 7 M 7 M 7 S 7 L 7 G 8 D 8 M 8 G 8 D 8 M 8 V 9 L 9 G 9 V 9 L 9 M 9 S 10 M 10 V 10 S 10 M 10 G 10 D 11 M 11 S 11 D 11 M 11 V 11 L 12 G 12 D 12 L 12 G 12 S 12 M 13 V 13 L 13 M 13 V 13 D 13 M 14 S 14 M 14 M 14 S 14 L 14 G 15 D 15 M 15 G 15 D 15 M 15 V 16 L 16 G 16 V 16 L 16 M 16 S 17 M 17 V 17 S 17 M 17 G 17 D 18 M 18 S 18 D 18 M 18 V 18 L 19 G 19 D 19 L 19 G 19 S 19 M 20 V 20 L 20 M 20 V 20 D 20 M 21 S 21 M 21 M 21 S 21 L 21 G 22 D 22 M 22 G 22 D 22 M 22 V 23 L 23 G 23 V 23 L 23 M 23 S 24 M 24 V 24 S 24 M 24 G 24 D 25 M 25 S 25 D 25 M 25 V 25 L 26 G 26 D 26 L 26 G 26 S 26 M 27 V 27 L 27 M 27 V 27 D 27 M 28 S 28 M 28 M 28 S 28 L 28 G 29 D 29 M 29 G 29 D 29 M 29 V 30 L 30 V 30 L 30 M 30 S 31 M 31 S 31 G Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre 1 D 1 M 1 S 1 L 1 G 1 S 2 L 2 G 2 D 2 M 2 V 2 D 3 M 3 V 3 L 3 M 3 S 3 L 4 M 4 S 4 M 4 G 4 D 4 M 5 G 5 D 5 M 5 V 5 L 5 M 6 V 6 L 6 G 6 S 6 M 6 G 7 S 7 M 7 V 7 D 7 M 7 V 8 D 8 M 8 S 8 L 8 G 8 S 9 L 9 G 9 D 9 M 9 V 9 D 10 M 10 V 10 L 10 M 10 S 10 L 11 M 11 S 11 M 11 G 11 D 11 M 12 G 12 D 12 M 12 V 12 L 12 M 13 V 13 L 13 G 13 S 13 M 13 G 14 S 14 M 14 V 14 D 14 M 14 V 15 D 15 M 15 S 15 L 15 G 15 S 16 L 16 G 16 D 16 M 16 V 16 D 17 M 17 V 17 L 17 M 17 S 17 L 18 M 18 S 18 M 18 G 18 D 18 M 19 G 19 D 19 M 19 V 19 L 19 M 20 V 20 L 20 G 20 S 20 M 20 G 21 S 21 M 21 V 21 D 21 M 21 V 22 D 22 M 22 S 22 L 22 G 22 S 23 L 23 G 23 D 23 M 23 V 23 D 24 M 24 V 24 L 24 M 24 S 24 L 25 M 25 S 25 M 25 G 25 D 25 M 26 G 26 D 26 M 26 V 26 L 26 M 27 V 27 L 27 G 27 S 27 M 27 G 28 S 28 M 28 V 28 D 28 M 28 V 29 D 29 M 29 S 29 L 29 G 29 S 30 L 30 G 30 D 30 M 30 V 30 D 31 M 31 V 31 M Dicembre 31 L 2012 Il mercato: l’enorme potenziale delle capsule I CONSUMI OGGI 300 INCIDENZA TOTALE CONSUMI CAPSULE SUI CONSUMI CAFFè 2013 mio CAPSULE + 58% vs Ap 1,000,000 2011 10% 2% FAMIGLIE + 36,5% vs Ap FONTE: NIELSEN CONSUMER 2011 Tasso di crescita tendenziale enorme, ad oggi le capsule rappresentano ancora il 2% del totale tazzine consumate in casa. Bialetti: caffè per passione Un espresso mai amaro, dal profumo leggero e delicato. Da questa miscela 100% Arabica nasce un caffè di straordinario equilibrio in cui l’aroma fragrante dalle note fruttate si sposa con una naturale leggerezza. Il caffè per passione Da sempre Bialetti interpreta al meglio la grande tradizione italiana per il caffè. Grazie a una selezione di miscele speciali, nelle esclusive capsule in alluminio, e all’eccellenza Bialetti nelle macchine espresso, il nuovo sistema Bialetti I Caffè d’Italia rappresenta una perfetta combinazione di conoscenza e innovazione per offrirti il più alto livello di soddisfazione. 5 miscele straordinarie informazione pubblicitaria Bialetti ha creato un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso le eccellenze dell’espresso all’italiana in cui puoi finalmente ritrovare il gusto e l’aroma che ti rappresenta. Un espresso rotondo, delicato, dalla spiccata nota di vaniglia. Il caffè crudo e la miscela di Arabica a tostatura chiara restituisce un caffè di straordinaria e rara dolcezza, dal corpo leggero e dal profumo naturale. Il gusto autentico di un caffè dall’aroma forte e persistente. In questa miscela si trova tutto il sapore di un espresso avvolgente dal carattere deciso, ottimo come dopopasto, nel quale spiccano eleganti note di frutta secca. Un espresso corposo e intenso, dal tipico aroma di cacao amaro. Il rito del caffè napoletano è pienamente rispettato: miscela di origine africana, tostatura fino al grado scuro e macinatura fine, concorrono a creare un caffè persistente al palato. Un decaffeinato ricco di aroma dalla struttura vellutata e avvolgente. Una miscela perfettamente bilanciata di varietà Arabica e Robusta che sprigiona una delicata fragranza di cereali e pane tostato. www.bialetticaffe.it focus caffè hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net POLTI Sistemi personalizzati a misura di consumatore Daniela Pavesi, direttore marketing Polti Come si articola l’offerta di Polti nel settore del caffè? Polti si rivolge al consumatore finale con due linee di macchine da caffè in capsule: la gamma con sistema studiato esclusivamente per capsule AromaPolti e Èspresso1882, per capsule Èspresso di Vergnano. Quali sono le prospettive per il 2012? Quest’anno è molto importante per quanto riguarda il mercato del caffè. A breve, infatti, arriverà in commercio la linea di macchine da caffè Èspresso1882. La prima verrà introdotta entro la fine di gennaio e sarà disponibile in due varianti colore: bianco e nero. Vanta un sistema personalizzato e studiato esclusivamente per capsule Èspresso, disponibili per l’acquisto presso la Grande distribuzione. Inoltre, è dotata di bottone autoapprendimento che consente di prestabilire la quantità e il livello di intensità del caffè, memorizzandoli per l’occasione successiva. A giugno è prevista invece l’introduzione di nuove macchine con il sistema personalizzato per le capsule AromaPolti e un ampliamento della gamma Èspresso1882. A brevissimo, infine, verrà lanciata una macchina con sistema studiato esclusivamente per le capsule AromaPolti, pensata per gli appassionati del fumetto d’autore Lupin. Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno? La comunicazione avrà come protagonista il web e i social network, dove verranno lanciate iniziative ad hoc per i consumatori finali, quali diverse giornate dimostrative nei punti vendita più importanti d’Italia. a suo parere, qual è la ragione del successo del settore del caffè? I motivi della crescita sono molteplici. La comodità e la semplicità di utilizzo sono sicuramente tra quelli più significativi. L’erogazione del caffè è, infatti, quasi immediata: è sufficiente inserire la capsula e premere un tasto per avere in pochi secondi un caffè perfetto come quello del bar. Un risultato di qualità costante, per ogni caffè che viene erogato. GROUPE SEB innovazione, ampiezza di gamma e qualita’ dei prodotti TERMOZETA coffimoment e barcaffe’ 8000 giampaolo Coggi, product manager groupe seb italia Nel panorama dei piccoli elettrodomestici, il caffè è fra i pochi settori con un andamento stabile. Qual è la ragione del successo di questo segmento? A mio parere, il successo è dovuto sicuramente agli investimenti pubblicitari nel porzionato chiuso che hanno aiutato il settore a continuare a crescere cambiando le abitudini nel consumo del caffè. Gli spot Tv, le campagne stampa e i testimonial hanno reso sempre più appealing il parlare di questo prodotto e quindi hanno coinvolto i consumatori nella costante espansione di tale mercato. Come si articola la vostra offerta? L’offerta di Groupe Seb è a 360°. Si articola, infatti, mediante una gamma completa di prodotti a marchio Krups che varia dal porzionato aperto alle fullauto/superautomatiche. Per quanto riguarda il porzionato chiuso, invece, siamo presenti come produttori di macchine a marchio Nespresso e Dolce Gusto. Verranno introdotte novità di prodotto nel corso del 2012? Verrà lanciata sul mercato italiano la prima superautomatica One Touch Cappuccino con sistema completamente automatico di pulizia, che permette il massimo comfort e una grande facilità d’utilizzo. EA9000 Barista è unica nel suo genere. Krups, infatti, grazie al costante studio di soluzioni innovative ha sviluppato una tecnologia che permette di fare un cappuccino direttamente in tazza, senza la necessità di dover utilizzare accessori specifici. il business vede via via l’ingresso di nuovi operatori. Qual è la vostra ricetta per vincere la competizione? Innovazione, ampiezza di gamma, qualità dei prodotti e del risultato “in tazza” sono sicuramente i principali driver per trionfare. Ma, soprattutto, per offrire al consumatore il miglior risultato finale. Che è ciò che ci sta più a cuore. Nel caffè il marchio che valenza ricopre? Per avere il caffè perfetto ogni mattina è necessario avere una buona materia prima, una precisa quantità, la pressione ideale, la giusta temperatura di estrazione e il corretto volume in tazza. Se per il primo aspetto ci si affida ai migliori produttori di caffè, per tutto il resto si confida nella macchina. E il marchio è ciò che rassicura il consumatore riguardo la qualità di preparazione. KRUPS-Xp5220 e Xp 5240 la macchina XP 5220 garantisce la preparazione di una o due tazze di caffè macinato o con cialde ed è caratterizzata da colore nero e cassettino raccogli gocce in acciaio inox. Permette il controllo manuale del volume dell’acqua, vanta un serbatoio estraibile da 1,1 litri, un pulsante di espulsione dei residui di caffè e il Pannarello Perfect Froth. Presenta, inoltre, alcuni plus tra cui thermoblock, elemento riscaldante in alluminio che garantisce la giusta temperatura del caffè fin dalla prima tazza, e tamping system, il sistema di pressione caffè progressivo in base alla quantità. la macchina XP 5240 vanta tutte le caratteristiche di XP 5220 ma è dotata di corpo in acciaio inox con alloggio serbatoio dell’acqua in plastica. ROWENTA - Perfecto ES 4200 la macchina per caffè Perfecto vanta una potenza di 1.450 Watt e una capacità del serbatoio dell’acqua di 0,8 litri. ideale per la preparazione di una o due tazze di caffè e di ottimi cappuccini. è dotata di corpo in acciaio inox, sistema antigoccia, pulsante per l’espulsione dei residui e optipress system, per una pressatura del caffè ottimale. 19 Caratterizzata da un doppio funzionamento, sia con caffè in polvere monodose che con cialde da 44 mm E.S.E., CoffiMoment di Termozeta garantisce una pressione di 15 bar. Vanta inoltre un beccuccio per cappuccino orientabile, vapore regolabile, vaschetta raccogli-gocce estraibile e Led luminosi. BarCaffè 8000 è invece una macchina espresso che funziona con caffè in polvere. Presenta il beccuccio per cappuccino orientabile, un serbatoio della capacità di 1,2 litri e una vaschetta raccogli-gocce estraibile. Il vapore è regolabile e la macchina ha in dotazione pressino e dosatore. focus caffè hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net de’longhi l’eccellenza di una gamma al vertice Vladimiro Carminati, country italy director “De’Longhi sarà riconosciuta come il leader mondiale nel mercato delle macchine da caffè”. Una visione chiara e decisa del percorso da compiere, resa nota sul sito istituzionale dell’azienda di Treviso. Con un focus particolare sul mercato del caffè, ad oggi ritenuto strategico per il brand. A confermarlo Vladimiro Carminati, Country Italy Director De’Longhi. Dottor Carminati, quanto conta il business del caffè per De’longhi? E’ un mercato molto importante, anche perché è fra i pochi settori con un andamento stabile. Qual è la ragione del successo di questo segmento? I consumi di caffè sono legati a un aspetto culturale radicato nelle abitudini quotidiane e fortemente condizionato dalla gratificazione generata dal consumo di questa bevanda. Le diverse preferenze danno origine alle varie famiglie di prodotti in cui il settore delle macchine del caffè si sviluppa. e l’offerta De’longhi copre tutte le declinazioni possibili… Siamo presenti in tutti i segmenti. Dal caffè in moka, nella versione elettrica Alicia, che è ormai divenuta leader indiscussa di mercato, all’espresso, con una gamma molto profonda. Che comprende la top seller dei sistemi tradizionali Icona, ma anche le macchine super automatiche Magnifica S. Nel segmento espresso abbiamo conquistato una quota totale a valore del 25% del mercato. Da ultimo, ma non per importanza, grazie alla collaborazione con Nepresso e Nestlè Dolce Gusto, siamo tra i protagonisti nel segmento dei sistemi chiusi, con una quota di mercato del 31%. Quali sono stati i risultati conseguiti nel 2011 in questo settore? Nel mercato italiano delle macchine da caffè il nostro fatturato complessivo è cresciuto del 16% anno su anno, con un incremento di quote di mercato in tutti i segmenti. I numeri parlano per noi. Verranno introdotte nuove referenze nel corso del 2012? Ci saranno novità in tutti i segmenti tecnici del caffè. Ma è prematuro anticiparle perché riguardano lanci che avverranno nella seconda parte dell’anno. il business vede via via l’ingresso di nuovi operatori. Qual è la vostra ricetta per vincere la competizione? Sempre la stessa. Profondità di gamma, eccellenza nella distribuzione e nel display, promozionalità di valore e pubblicità mirata. Naturalmente contiamo anche sulla nostra reputazione e posizione di mercato. Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno? Direttamente o tramite i nostri partner, tutti i prodotti saranno oggetto di campagne pubblicitarie. sono previste attività che coinvolgeranno il trade? Certamente, anche se cercheremo di evitare affollamenti di in store promotion e meccaniche banali. EC 850.M integra il brevetto “automatic Cappuccino che, grazie all’esclusivo montalatte automatico e alla speciale caraffa in dotazione che si innesta facilmente, consente di ottenere deliziosi cappuccini. il porta filtro professionale, con dispositivo crema integrato, consente di utilizzare caffè in polvere o cialde e.s.e. per una o due tazze. semplice da utilizzare grazie ai tasti intuitivi con indicatori luminosi. Magnifica S una superautomatica a marchio De’longhi, in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori che amano personalizzare il proprio espresso, senza dover rinunciare a cappuccini cremosi, latte macchiato, infusi. tre i modelli che compongono la gamma: eCaM 21.110.b con finitura esterna in colore nero ed inserti in silver, eCaM 21.110.W in colore bianco ed inserti in nero e la eCaM 21.110.sb con combinazione di colore silver e nero. tutti i modelli sono dotati di pannello di controllo che permette di personalizzare il proprio espresso per aroma, quantità e temperatura. ariete La gamma Café Retrò “Puntiamo sul porzionato aperto” Macchina da caffè dal design originale ed elegante e allo stesso tempo pratica e funzionale. Permette di preparare un caffè eccellente, con tutto l'aroma e la crema del bar e un cappuccino denso e cremoso grazie all'apposito dispositivo cappuccinatore. Paolo laratta, direttore marketing Anche per Ariete il mercato del caffè si conferma un business importante. L’azienda toscana opera nel segmento delle macchine per espresso tradizionali che utilizzano cialde di carta, il cui standard è tutelato dal consorzio E.S.E.. Secondo Paolo Laratta, direttore marketing dell’azienda, sono molti i fattori che hanno influito sullo sviluppo di questo mercato. Dottor laratta, il business del caffè si conferma molto effervescente… Da qualche anno in Italia abbiamo assistito ad un vero e proprio boom. Una conseguenza degli ingenti investimenti pubblicitari messi in campo dai diversi produttori di caffè. Ma anche condizionato dall’ampiezza delle proposte. Secondo recenti dati GfK, nel nostro Paese esiste ancora uno zoccolo duro di macchine tradizionali. Le capsule sono state protagoniste di una forte crescita. Mentre le macchine superautomatiche stentano ancora a decollare, come invece è avvenuto per esempio in Germania. Quanto conta questo business per ariete? E’ molto importante, rappresenta circa il 10% del fatturato totale dell’azienda. siete soddisfatti dei risultati ottenuti? Nel periodo gennaio-ottobre 2011, rispetto al medesimo periodo 2010, Ariete ha aumentato la sua quota a valore del 20% nel mercato totale dell’espresso. Si tratta di un traguerdo importante visto che operiamo solo nel segmento del caffè porzionato. Quali le ragioni di questo incremento? Abbiamo messo in campo iniziative promozionali importanti. Per esempio, mantenendo invariato il prezzo, abbiamo inserito nella confezione delle nostre macchine da caffè una caraffa filtrante. Che, depurando l’acqua, permette di ottenere un caffè più gustoso ma aumenta anche la durata della macchina stessa. Verranno introdotte novità di prodotto in questo segmento? Sì, nel 2012 arriveranno due nuove macchine da caffè. Ma non posso anticipare nulla. e per quanto riguarda la comunicazione? Non sono previste campagne adv sul caffè per il 2012. Verranno però organizzate delle in store promotion e, come sempre, verrà intensificata la comunicazione sul punto vendita, grazie a materiali espositivi innovativi, display video e palbox. 20 Cafè Novecento Macchina per caffè espresso dalla linea elegante e raffinata, dal corpo interamente in metallo cromato, finiture e dettagli di alto pregio. il portafiltro professionale in ottone con sistema thermocream eroga un caffè intenso, mentre con il dispositivo Maxi-Cappuccino si monta il latte in pochi secondi. termometro a vista, serbatoio estraibile, cassettino raccoglifondi removibile per un'agevole pulizia. Cafè Roma Deluxe Macchina per caffè espresso dalle prestazioni professionali, dotata di macinacaffè professionale incorporato, valvola anti-gocciolamento, termometro per il controllo della temperatura in caldaia, portafiltro professionale in ottone con gocciolatore intercambiabile singolo e doppio, e dalle preziose finiture in metallo cromato. caffe’ novecento caffe’ retro’ caffe’ roma deluxe hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net focus caffè gaggia Il gusto della tradizione Accademia Gaggia è il frutto di più di 70 anni di esperienza nel mondo dell’espresso. Con un semplice click è possibile personalizzare ogni tipo di bevanda a base di caffè o di latte, in tutta libertà e direttamente in tazza, grazie al sistema auto-cappuccino integrato. Accademia Gaggia vanta inoltre un design pulito ed elegante, frontale in acciaio inox anti-touch, tecnologia rivolta al risparmio energetico, menù di gestione bevande e manutenzione facili ed intuitivi, display TFT a colori, cicli di pulizia dei circuiti latte e caffè automatici, macinino con macine in ceramica, per un risultato ed una qualità costante nel tempo, e Optiaroma system. Gaggia ha inoltre realizzato, in collabora- lui l’espresso Prezzi competitivi per la Regina del mercato Federico Picchio, direttore commerciale Dott. Picchio, come si articola l’offerta della vostra azienda? La Lui l’espresso offre una vasta offerta di macchine e miscele, oltre a diversi articoli complementari al mondo del caffè. Le macchine hanno un prezzo molto competitivo e ottime caratteristiche tecniche mentre, per le nostre miscele, utilizziamo solo caffè selezionati e pregiati. la gamma verrà ulteriormente ampliata nel corso di questo anno? Nel 2012 lanceremo un nuovo modello di macchina dalle dimensioni ancora più ridotte e colori ricercati. Altro progetto che vedrà la luce quest’anno è quello della nuova linea di miscele monorigine (limited edition), che si andrà ad aggiungere al già vasto assortimento delle nostre miscele. Verranno poi presentati anche nuovi esclusivi complementi, con un attenzione particolare anche al mondo food Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno? Nel 2012 sarà importante aumentare pubblicità e diffusione del nostro marchio, sia tramite i canali classici, che tramite sponsorizzazioni (siamo infatti sponsor ufficiali della Yamamay Busto Arisizio – volley femminile) e attività di co-marketing con importanti aziende, al fine di rendere il nostro marchio riconoscibile a tutti. Regina Regina è la nuova protagonista tra le macchine per caffè firmate lui l’espresso. la caratteristica distintiva di questa collezione è principalmente la compattezza e le ridotte dimensioni. e’ caratterizzata da un pratico sistema di espulsione automatica delle capsule che vengono raccolte in un apposito cassetto. Regina - disponibile in bianco, bronzo, rosso e grigio - va a completare l’attuale collezione di macchine lui l’espresso già presenti sul mercato in nove colori. zione con Kimbo, la macchina a capsule Kimbo Kapsula Classica, che coniuga l’aroma e il gusto della tradizione napoletana e l’esperienza Gaggia nel mondo dell’espresso. Tradizione e innovazione insieme, per offrire un caffè buono come quello del bar. La macchina vanta un sistema manuale di caricamento ed espulsione capsula, una lancia Acqua calda/Vapore in acciaio inox, un serbatoio per l’acqua removibile dalla capacità di un litro, un piano scaldatazze in acciaio inox e un corpo macchina realizzato in ABS di colore nero. focus on hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net Come potrebbe cambiare la disciplina Raee: blitz a stRasbuRgo Voto a maggioranza del Parlamento dell’unione europea. obiettivo: incrementare la raccolta di rifiuti hi-tech. adesso la parola passa al Consiglio. Ma tira aria di sommossa. Incrementi progressivi delle quote di Raee raccolti negli stati membri. Riduzione della burocrazia. Controlli più severi sugli imbarchi illegali. Ma, soprattutto, la possibilità concessa ai consumatori di restituire ai rivenditori anche i piccoli rifiuti elettronici. Queste le principali modifiche approvate dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo per la revisione della Waste Electrical and Electronic Equipment (WEEE), che regola la gestione di rifiuti hitech. "Dopo difficili negoziati sono molto soddisfatto. Siamo riusciti ad accordarci su tassi di raccolta ambiziosi, ma raggiungibili. L'Europa adesso recupererà più materiale grezzo, il che è un'ottima notizia sia per l'economia sia per l'ambiente" ha dichiarato il relatore Karl-Heinz Florenz (PPE, DE), dopo che l'accordo è stato approvato, per alzata di mano, da una schiacciante maggioranza. Adesso la palla passa al Consiglio Europeo. Se l’aggiornamento della direttiva 2003 verrà approvato anche in quella sede, le nuove regole saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale e, a quel punto, gli Stati membri avranno 18 mesi per inserire le disposizioni nella legislazione nazionale. Ma cosa potrebbe cambiare? Ritiro gratuito di piccoli dispositivi Prima di tutto il Parlamento ha chiesto e ottenuto che ai consumatori sia permesso di restituire piccoli dispositivi elettronici (come i telefonini) in ogni grande negozio del settore (da 400 metri quadrati in su), senza dovere per forza acquistare un altro prodotto. Una modifica che di certo non farà piacere ai retailer, che si troveranno così a raccogliere gratuitamente rifiuti elettronici di piccole dimensioni. aumento dei quantitativi raccolti Inoltre, secondo il testo, nei diversi Paesi la raccolta dovrà crescere, superando l'attuale obiettivo forfettario di 4 Kg per persona l'anno. Entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di rifiuti di prodotti elettronici per ogni 100 tonnellate di beni messi sul mercato nei tre anni precedenti. Entro il 2019, la cifra dovrà salire al 65%. In alternativa, si potrà raccogliere l'85% dei rifiuti di materiale elettronico prodotto. Dieci paesi che devono miglio- rare le loro infrastrutture, fra i quali non c'è l'Italia, avranno un obiettivo intermedio del 40% e potranno richiedere una proroga fino al 2021 per raggiungere l'obiettivo finale. tecnologie di riciclaggio e i prodotti dovranno essere progettati per essere smaltiti più facilmente. intensificazione dei controlli sugli imbarchi illegali Il Parlamento ha anche negoziato controlli più severi sugli imbarchi illegali per evitare che questi tipi di rifiuti siano inviati in paesi in cui le condizioni di lavoro sono spesso pericolose per i lavoratori e per l'ambiente. Sarà compito degli esportatori, e non più dei funzionari doganali, dimostrare che le merci sono state spedite per la riparazione o il riutilizzo, a se- trattamento di qualità Un miglior trattamento aiuterà poi a recuperare le materie prime più preziose, come l'oro utilizzato per i circuiti elettronici, e a evitare che le sostanze nocive finiscano in discarica. I tassi di riciclaggio dovranno salire all'80% per alcune categorie di merci. Dovranno essere utilizzate le migliori conda dei casi previsti dalle nuove regole. Riduzione della burocrazia I produttori di beni elettronici continueranno a contribuire finanziariamente al conseguimento degli obiettivi e riceveranno benefici dalla semplificazione delle procedure di registrazione. Potranno, inoltre, nominare dei rappresentanti sul posto invece di dover necessariamente stabilire una sede legale in ogni paese in cui operano. Le nuove misure impediranno la doppia imposizione della tassa di registrazione tra Stati membri. Lara Colombi I dati Ecolight 12 mila tonnellate raccolte in negozio Nel 2011 i rifiuti elettronici raccolti dalla distribuzione con il sistema dell’Uno contro Uno hanno superato le 12mila tonnellate. Questo è quanto emerge dai dati Ecolight, consorzio per la gestione dei Raee e punto di riferimento della Gd, che offre il servizio di ritiro dei rifiuti elettronici a oltre 3mila negozi in tutta Italia. «Il contributo degli esercizi commerciali nella raccolta dei Raee è stato importante. Siamo convinti che vi siano le potenzialità per tassi di raccolta ancora più elevati, oggi frenati in buona parte da difficoltà di gestione esterne al sistema distributivo e dovuto a normative inadeguate sulle quali, ormai da troppo tempo, la filiera sta chiedendo interventi urgenti. Il dato di quest’anno però ci conforta ed è indice di un sistema che, seppur lentamente, sta crescendo». Il sistema di raccolta attraverso i negozi finora ha portato in un anno e mezzo di operatività al recupero di 16mila tonnellate di rifiuti elettronici. Di questi, 4mila circa nel solo 2010, anno di entrata in vigore della normativa Uno contro Uno, e 12mila l’anno scorso. «Per il 2011 parliamo di circa 300mila pezzi, l’85 per cento dei quali è rappresentato dai grandi elettrodomestici», precisa Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. Difficile è intercettare i piccoli elettrodomestici (chiamati anche paed), ovvero l’elettronica di consumo composta da telefonini, apparecchiature hi-tech, frullatori e giochi elettronici. «Questi Raee, classificati come R4, rappresentano meno del 2% in peso di quanto è stato raccolto attraverso il sistema dell’Uno contro Uno. Complessivamente possiamo stimare in circa 18mila i pezzi raccolti; un dato basso se pensiamo che i televisori lasciati in negozio l’anno scorso sono stati oltre 20mila, mentre i frigoriferi hanno superato le 70mila unità». Due sono i nodi da affrontare: innanzitutto il fronte dell’informazione: «Far conoscere al consumatore questa 22 opportunità è il primo passo per raggiungere livelli importanti di raccolta», ricorda il direttore generale di Ecolight. «E il basso dato di raccolta dei piccoli elettrodomestici è il principale indice della scarsa conoscenza. Infatti, se per frigoriferi e lavatrici solitamente viene richiesta la consegna a domicilio con il ritiro del vecchio prodotto, non avviene così quando si tratta di frullatori o lettori Dvd. La consegna non è automatica e il consumatore può portarli in negozio piuttosto che conferirli all’ecocentro del proprio Comune». In secondo luogo la questione legata alle piazzole comunali: non sempre è possibile conferire i rifiuti raccolti dal circuito della distribuzione alle isole ecologiche. Secondo, infatti, i dati 2011 del Centro di Coordinamento Raee, circa quattro piazzole su dieci non ritirano i rifiuti elettronici raccolti dai negozi attraverso il sistema dell’uno contro uno. Delle altre sei piazzole comunali, cinque accolgono Raee solo per piccoli quantitativi e provenienti dal territorio di competenza e solamente una è disposta a ricevere questi rifiuti indipendentemente dal territorio. «Il consorzio Ecolight continua nell’andare incontro alle esigenze dei punti vendita, intervenendo anche quando le istituzioni nazionali e locali non sono in grado di dare delle risposte», commenta Camarda. «È necessario che le isole ecologiche si aprano ai conferimenti della distribuzione e che la normativa sia modificata portando il periodo massimo di stoccaggio da 30 giorni a tre mesi, in modo da poter raggiungere i quantitativi necessari per ridurre gli attuali ingenti costi di stoccaggio e di trasporto». L.C. l’intervista hitech magazine anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012 www.tespi.net A tu per tu con Francesca Polti, direttore generale del Gruppo “Pronti a conquistare nuovi mercati” Nel 2012 prevista una maggiore diversificazione del business. Ma anche il restyling della gamma lecoaspira e della linea iron. Il 2012 sarà forse più buio dell’anno passato per l’industria italiana. Ma c’è chi ad arrendersi proprio non ci sta. E reagisce con investimenti e proposte innovative per neutralizzare gli effetti di questo difficile momento congiunturale. E’ questa la politica di Polti ai tempi della crisi. L’azienda, con alle spalle una storia trentennale di successi nel settore dei piccoli elettrodomestici, inizia il nuovo anno rinnovando ampiamente la sua gamma prodotti. Nessun taglio negli investimenti, ma una ridistribuzione sui differenti settori presidiati dal brand. A raccontarlo è Francesca Polti (foto), direttore generale del Gruppo, che ci ha accolti con un sorriso sereno nella sede di Bulgarograsso in provincia di Como. “Non ho dubbi sulla forza innovativa di Polti, sul suo team che sente e vive l’azienda come una grande famiglia, sul Gruppo che per me è sinonimo di casa. Non riesco a ricordare il mio primo giorno nell’azienda di famiglia. Ci sono cresciuta fin da quando la fabbrica era sotto casa mia. Ricordo però le estati passate ad archiviare fatture, a battere a macchina o a utilizzare il telex per inviare comunicazioni”. Questo molto prima di conseguire il Clea in Bocconi con una tesi sulla sua azienda e prima ancora di iniziare il suo percorso professionale in Sanford (multinazionale che distribuisce numerosi marchi quali le penne Waterman, Parker e Papermate). Prima di scoprire in sé una vena commerciale che le ha permesso di crescere fino a divenire direttore generale del Gruppo, fondato nel 1978 da Franco Polti. E prima di trovarsi di fronte all’ennesima sfida: affrontare il nuovo anno scommettendo sul futuro, proprio come suo padre, prima di tutti, scommise sulla forza del vapore. Dott.ssa Polti, quali sono state le performance del gruppo nel 2011? Il fatturato consolidato del Gruppo nel 2011 si è mantenuto in linea con quello del 2010. Operiamo su diversi mercati fra i quali Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Germania, Romania e Messico. In alcuni, i risultati sono stati superiori a quelli del 2010. In altri, invece, abbiamo registrato una leggera contrazione. a cosa è stata dovuta? Sia in Italia che in Spagna abbiamo risentito della chiusura o del fallimento di alcuni clienti. In questi casi il fatturato perso è difficilmente recuperabile, anche perché non può essere assorbito in toto dalle realtà che invece rimangono sul mercato. Ci sono altre ragioni? Molti dei nostri clienti hanno messo in atto rigide politiche di destoccaggio, a causa del problema finanziario che rappresenta oggi un ostacolo comune a tutte le realtà aziendali. Le banche faticano nella concessione di fidi e questo, di certo, non aiuta le piccole e medie imprese. Mi auguro che in Italia il nuovo governo operi in questa direzione. newsline Homedics: Massimo Mucciolella nominato direttore commerciale Massimo Mucciolella, quarant’anni, milanese, è il nuovo direttore commerciale del Gruppo HoMedics Italia. In carica da gennaio 2012, Mucciolella riporterà all’amministratore delegato Stefano Godio, occupandosi delle strategie commerciali del Gruppo sia per HoMedics che per Salter. Laureatosi in Economia presso l’Università degli Studi di Pavia, comincia la sua carriera come sales agent in Nestlè Italia, prima di approdare in Sony Italia dove – dal 2000 al 2009 – ha svolto incarichi di responsabilità crescente. Proviene da G.R.E, dove ha lavorato come responsabile commerciale It e telefonia. indesit entra nel mondo dei piccoli elettrodomestici Indesit Company inizierà la produzione di piccoli elettrodomestici. Questa la notizia emersa durante un’intervista, rilasciata a Repubblica, da Marco Milani, amministratore delegato dell’azienda. Lo storico gruppo di Fabriano prosegue così il suo piano di ristrutturazione, iniziato nel mese di novembre con la messa in atto di un modello organizzativo basato su tre divisioni di business: lavorazione e conservazione del cibo (per frigoriferi e forni), casa (per lavatrici e asciugatrici) e servizi. Sul quotidiano si legge che, nel breve periodo, a questi business si affiancherà una gamma Ped a marchio Hotpoint-Ariston e, in seguito, una linea per Indesit. attendendo gli esiti della manovra economica, come vi muoverete nel 2012? Andremo avanti con le nostre strategie, puntando su una maggiore diversificazione. Storicamente, il fatturato aggregato a livello di Gruppo è determinato per il 35% dal business di Vaporella, per il 45% dai prodotti per pulizia a vapore (Vaporetto) e vapore con aspirazione (Vaporetto Lecoaspira). La parte restante si ripartisce tra medicale, professionale, la linea di caffè, accessori e aspirazione. Nel 2012 ci auguriamo che queste percentuali possano cambiare, vogliamo che il comparto delle macchine del caffè e delle capsule cresca in maniera esponenziale. Quale strategia metterete in atto per centrare l’obiettivo? Avremo una linea di macchine funzionanti con capsule AromaPolti e una compatibile con le capsule Èspresso di Vergnano. I primi due modelli di macchine Èspresso verranno lanciati entro fine gennaio. Il rinnovo della gamma AromaPolti è, invece, previsto a giugno. arriveranno altre novità nel mercato caffè? Èspresso è la nostra novità, un progetto nato in collaborazione con Caffè Vergnano, azienda storica del caffè made in Italy, e Macchiavelli, che ha collaborato per la realizzazione del brevetto sulle capsule. Che sono vendute nella grande distribuzione, compatibili con le macchine Nespresso e con quelle Polti dedicate Èspresso1882. Crediamo molto in questo progetto e nella gamma di macchine che abbiamo messo a punto. la comunicazione è molto importante per affermarsi in questo segmento… E’ fondamentale per dare più forza al marchio, soprattutto in un mercato come questo, da sempre caratterizzato da ingenti investimenti pubblicitari. La comunicazione è volutamente uniforme anche in tutti i paesi in cui siamo distributori esclusivi delle capsule – Francia, Spagna, Portogallo, UK e Germania – e valorizza l’italianità del progetto. In Italia, poi, verranno realizzate numerose attività di dimostrazione e di degustazione nei punti vendita. scenderete in campo con comunicazioni mirate solo in questo segmento? Ovviamente no, comunicare è molto importante anche in periodi di crisi. Da febbraio ad aprile lanceremo la nuova gamma di Lecoaspira rinnovata nei colori, nell’estetica e nelle funzionalità. Qui ci sarà un investimento di trade notevole e una campagna pubblicitaria ancora in fase di valutazione. un'altra novità quindi… Più novità. Abbiamo messo a punto il prodotto Cimex Eradicator, dedicato all’eliminazione delle cimici dei letti in ambiente domestico, ma con una funzionalità da prodotto professionale. Un problema, quello delle bed bugs, molto sentito in USA e Inghilterra. Inoltre, rinnoveremo la gamma dei ferri da stiro con caldaia Vaporella, che molto probabilmente sarà oggetto di campagna televisiva. Qual è il vostro punto di forza? La qualità, il Made in Italy e il controllo dell’intero processo produttivo. Che giustificano il prezzo maggiore rispetto ai competitor cinesi. Risentite della competizione con prodotti provenienti dalla Cina? Ad oggi no. Le nostre referenze nel mondo del vapore difficilmente potranno essere realizzate in Cina mantenendo una qualità elevata. Alla fine, il consumatore vuole la sicurezza di acquistare un prodotto che duri. Per questo produciamo la maggior parte dei nostri prodotti in Italia. Diversificazione, innovazione, comunicazione e qualità sono quindi il vostro antidoto alla crisi? Si, un altro ingrediente fondamentale è un team di persone fidate. Che ha voglia di guardare al futuro e di lavorare insieme, per far crescere il nostro brand e la nostra azienda. E anche questo a Polti non manca. Lara Colombi 23 electrolux: stefano Marzano è il nuovo chief design officer Stefano Marzano (foto) è stato nominato chief design officer del gruppo Electrolux. L’obiettivo è quello di accrescere la rilevanza delle soluzioni innovative e la loro velocità di introduzione nel mercato. Stefano Marzano, nato a Milano nel 1950, ha avuto una lunga carriera nella Royal Philips Electronics, dove negli ultimi 20 anni ha avuto la responsabilità globale del design. Fino al 1998 è stato docente alla Domus Academy a Milano e tra il 1999 e il 2001 è stato visiting professor al Politecnico di Milano. Marzano è inoltre autore e curatore di diversi libri sul design. gruppo De’longhi: nel 2011 ricavi consolidati in crescita del 10,8% Il Gruppo De’ Longhi ha conseguito nel 2011 ricavi consolidati per circa 1.800 milioni di euro, in aumento del 10,8% rispetto all’anno precedente. In crescita ambedue le divisioni, Household e Professional, rispettivamente dell’11,3% e dell’8,8% circa. Nonostante il rallentamento del mercato europeo del Ped, il quarto trimestre ha visto una buona ripresa: l’ incremento dei ricavi è stato di circa il 10,3% sull’anno precedente (da 556 a circa 614 milioni di euro). Il quarto trimestre ha inoltre favorito maggiormente la divisione Household (in crescita di circa il 12,5%), mentre la divisione Professional si è attestata su un livello di ricavi in linea con quello dell’anno precedente. Cambio di payoff per olimpia splendid Olimpia Splendid presenta il suo nuovo payoff “Home of Comfort”. "Abbiamo scelto di parlare del nostro dna in un payoff, riassumendo in una frase il nostro modo di pensare e lavorare. Ci piaceva evocare in maniera semplice –spiega Marco Saccone, Marketing & Communication manager in Olimpia Splendid – le due cose che teniamo sempre a mente quanto progettiamo i nostri prodotti: la casa e il comfort. Tecnologie progettate per il comfort domestico."