Carta canta
Mano pesante dell’Antitrust contro il Gruppo Apple
il multone di natale
Gli slogan
dei tecnici
comminata una sanzione da 900mila euro per pratiche commerciali
scorrette relative alla garanzia dei prodotti. e adesso che succede?
A pagina 4
periodico quindicinale
anno 3 - numero 2
15 febbraio 2012
www.tespi.net
direttore responsabile:
Angelo Frigerio
direttore editoriale:
Riccardo Colletti
hitech
magazine
Anche il governo tecnico
di Mario Monti fa ricorso
agli slogan per annunciare
i vari interventi economici.
In principio fu “Salva Italia”.
Poi è toccato a “Cresci Italia”.
Oggi è la volta di
“Libera Italia”.
A quando “Forza, Italia”?
RETAIL, ELDOM, CONSUMER ELECTRONICS, ICT, MULTIMEDIA
La catena francese vara un pesante piano di ristrutturazione
Editore: Edizioni Turbo srl - Palazzo di Vetro - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) - Tel. +39 0362 600463/4/5 - Fax: +39 0362 600616 - Registrazione al Trib. di Milano n° 66 del 1 febbraio 2005 - Periodico quindicinale
Poste Italiane S.P.A. - Spedizione Abbonamento Postale D.L. 353/2003 Conv. in L 46/2004 Art. 1 - Comma 1 - LO/MI - Stampa: Italgrafica - Novara
Si scrive Fnac. Si legge zac!
Obiettivo: risparmiare 80 milioni di euro. Previsti tagli al personale: oltre 500 addetti,
di cui 310 in Francia e 200 nelle sedi estere. Italia inclusa. Dove spunterebbe,
tra le varie ipotesi, la cessione a un fondo di private equity.
Alle pagine 2 e 3
Primo piano
blockbuster: scatta
il conto alla rovescia
essere benessere rileva i punti
vendita della catena entertainment.
Per trasformarli in parafarmacie.
Parafarmacie. Questo il destino dei numerosi punti vendita italiani di Blockbuster, la catena di videonoleggio più famosa
al mondo. Il liquidatore della società, Generoso Galluccio, e l’avvocato Gianluca
Minniti hanno presentato – in data 19 dicembre - al giudice fallimentare di Milano,
Francesca Savignone, gli estremi del concordato che è ora in attesa dell’approvazione definitiva. L’offerta d’acquisto
vincolante è stata presentata dalla società
Essere Benessere, di proprietà del gruppo
FD, che prevede di riassorbire oltre 100 dei
780 attuali dipendenti. (...)
bufera Siae
nuova Vita
per PlayStation
A pagina 6
eldom
Un articolo pubblicato sul Corriere della Sera solleva un nuovo
polverone. il direttore generale, Gaetano blandini, si difende.
trimonio immobiliare della Siae. “Palazzi venduti in perdita”, si legge nell’articolo. E lui replica: “Sarò in grado di
dimostrare per tabulas la correttezza
dell'operato della società e mio personale”. E Silvano Conti, rappresentante
della Cgil, si dichiara pronto a presentare un esposto alla magistratura contro lo stesso Blandini: “Noi siamo qui
per garantire i lavoratori, i pensionati e
dunque l'Azienda, ma abbiamo il forte
timore che queste alienazioni abbiano
uno scopo ben preciso: creare in maniera artificiosa condizioni di crisi che
poi portano alla privatizzazione della
Siae”.
Ma perché la vendita di sei immobili
della Siae ha risvegliato d’un tratto l’attenzione su Blandini? Perché Antonio
Di Pietro, leader dell’Idv, dichiara solo:
“Blandini deve spiegare perché ha
svenduto in una frettolosa, quanto singolare, trattativa privata, i beni immobili della società?” Perché Matteo Orfini, responsabile della Cultura del Pd si
domanda: “Come mai il commissario
straordinario della Siae, Gian Luigi
Rondi, è così assente dalla gestione
della società? Forse i troppi incarichi
che ricopre gli hanno impedito di essere attento al destino di un ente così
importante per la produzione e l'industria culturale e creativa italiana?”.
Questi i fatti ricostruiti dalla Sarzanini,
prima firma della giudiziaria del Corsera: il 28 dicembre scorso viene firmato un atto notarile, (...)
segue a pagina 3
Parla Andrea Cuneo,
direttore marketing di Sce Italia
inside
Nel mirino la vendita degli immobili
Ha un diavolo per capello, Gaetano
Blandini (foto), detto Bland. L’articolo
di Fiorenza Sarzanini, pubblicato lo
scorso 11 gennaio sul Corriere della
Sera, ha fatto saltare definitivamente i
nervi al direttore generale Siae.
Ancora poche settimane fa era rimasto impassibile davanti all’interrogazione parlamentare del senatore Pd
Giovanni Legnini, che lo chiamava in
causa direttamente per la perdita di 18
milioni di euro registrata dalla Siae nel
2010, a fronte dei quali Blandini aveva
comunque incassato un premio di
100mila euro, in aggiunta all’emolumento ordinario di 400mila euro.
Ora però l’incrollabile Bland per la
prima volta rompe il silenzio e ribatte
punto su punto. “Notizie del tutto prive
di fondamento, sono indignato”. Questo
il commento a bruciapelo sull’articolo
della Sarzanini, in cui lo si accusa senza
mezzi termini di aver svenduto il pa-
segue a pagina 5
1
• riflettori su Hisense Group
Obiettivo Italia: parla Gianluca Di Pietro
• raee
Le nuove regole approvate dal Parlamento UE
• Focus caffè
Dal chicco alla capsula
Da pagina 9 a pagina 24
• all’interno il calendario bialetti 2012
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
1 D
1 M
1 G
1 D
1 M
1 V
1 D
1 M
1 S
1 L
1 G
1 S
2 L
2 G
2 V
2
L
2 M
2 S
2 L
2 G
2 D
2 M
2 V
2 D
3 M
3 V
3 S
3 M
3 G
3 D
3 M
3 V
3 L
3 M
3 S
3 L
4 M
4 S
4 D
4 M
4 V
4 L
4 M
4 S
4 M
4 G
4 D
4 M
5 G
5 D
5 L
5 G
5 S
5 M
5 G
5 D
5 M
5 V
5 L
5 M
6 V
6 L
6 M
6
V
6 D
6 M
6 V
6 L
6 G
6 S
6 M
7 S
7 M
7 M
7 S
7 L
7 G
7 S
7 M
7 V
7 D
7 M
8 D
8 M
8 G
8 D
8 M
8 V
8 D
8 M
8 S
8 L
8 G
9 L
9 G
9 V
9
L
9 M
9 S
9 L
9 G
9 D
9 M
9 V
9 D
10 M
10 V
10 S
10 M
10 G
10 D
10 M
10 V
10 L
10 M
10 S
10 L
11 M
11 S
11 D
11 M
11 V
11 L
11 M
11 S
11 M
11 G
11 D
11 M
12 G
12 D
12 L
12 G
12 S
12 M
12 G
12 D
12 M
12 V
12 L
12 M
13 V
13 L
13 M
13
V
13 D
13 M
13 V
13 L
13 G
13 S
13 M
13 G
14 S
14 M
14 M
14 S
14 L
14 G
14 S
14 M
14 V
14 D
14 M
14 V
15 D
15 M
15 G
15 D
15 M
15 V
15 D
15 M
15 S
15 L
15 G
15 S
16 L
16 G
16 V
16
L
16 M
16 S
16 L
16 G
16 D
16 M
16 V
16 D
17 M
17 V
17 S
17 M
17 G
17 D
17 M
17 V
17 L
17 M
17 S
17 L
18 M
18 S
18 D
18 M
18 V
18 L
18 M
18 S
18 M
18 G
18 D
18 M
19 G
19 D
19 L
19 G
19 S
19 M
19 G
19 D
19 M
19 V
19 L
19 M
20 V
20 L
20 M
20
V
20 D
20 M
20 V
20 L
20 G
20 S
20 M
20 G
21 S
21 M
21 M
21 S
21 L
21 G
21 S
21 M
21 V
21 D
21 M
21 V
22 D
22 M
22 G
22 D
22 M
22 V
22 D
22 M
22 S
22 L
22 G
22 S
23 L
23 G
23 V
23
L
23 M
23 S
23 L
23 G
23 D
23 M
23 V
23 D
24 M
24 V
24 S
24 M
24 G
24 D
24 M
24 V
24 L
24 M
24 S
24 L
25 M
25 S
25 D
25 M
25 V
25 L
25 M
25 S
25 M
25 G
25 D
25 M
26 G
26 D
26 L
26 G
26 S
26 M
26 G
26 D
26 M
26 V
26 L
26 M
27 V
27 L
27 M
27
V
27 D
27 M
27 V
27 L
27 G
27 S
27 M
27 G
28 S
28 M
28 M
28 S
28 L
28 G
28 S
28 M
28 V
28 D
28 M
28 V
29 D
29 M
29 G
29 D
29 M
29 V
29 D
29 M
29 S
29 L
29 G
29 S
30 L
30 V
30
L
30 M
30 S
30 L
30 G
30 D
30 M
30 V
30 D
31 M
31 S
31 M
31 V
31 G
Giugno
31 M
Dicembre
6 G
7 V
8 S
31 L
A tu per tu con Patrice Henry,
country manager di Logitech Italia
“innovare è
nel nostro dna”
A pagina 5
primo piano
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
La catena francese vara un pesante piano di ristrutturazione
Si scrive Fnac.
Si legge zac!
obiettivo: risparmiare 80 milioni di euro. Previsti tagli al personale:
oltre 500 addetti, di cui 310 in Francia e 200 nelle sedi estere. italia inclusa.
dove spunterebbe, tra le varie ipotesi, la cessione a un fondo di private equity.
riccardo colletti
Tempi duri per Fnac. Durissimi. La catena retail francese - attiva nei settori dell’hitech e dell’entertainment deve fare i conti con la crisi. I numeri sono chiari. Rien ne
va plus. Come a dire, il tempo stringe. Basta parlare, bisogna agire. Così lo scorso 13 gennaio viene diffuso un
comunicato stampa che in poche ore fa il giro delle scrivanie di mezza Europa. “Il peggioramento della crisi economica negli ultimi sei mesi ha portato a un calo
significativo della spesa domestica in Europa, e questo sta
influenzando i mercati in cui opera Fnac in tutti i Paesi in
cui è presente”, si legge nella nota. “In Francia anche il
settore della tecnologia - oltre a libri, musica, film e giochi - è stato vittima di un drastico calo di popolarità nel
corso degli ultimi nove mesi, portando a una riduzione
del 15% nelle vendite dei beni elettronici da aprile in poi.
Questa flessione ha provocato, per il 2011, una diminuzione nel volume d’affari del Gruppo nell’ordine del 3,2%
e una flessione del 5,4% nelle performance di vendita
degli store. Data la maggiore pressione sui margini e il limitato spazio di manovra nella struttura dei prezzi, Fnac
ritiene che l’utile d’esercizio annuale verrà dimezzato. Tenendo presente questo, e con una situazione economica
non destinata a migliorare nei mesi a venire, è stato proposto ai vertici della società un progetto mirato al risparmio di 80 milioni di euro nel corso dell’intero anno.
Tale progetto consiste in un programma più ampio per
ridurre le spese generali, che include: una drastica riduzione delle spese ordinarie, la ri-negoziazione degli oneri
di affitto dell’intero network (circa 160 punti vendita,
ndr) e, infine, una revisione generale dei contratti inerenti
i servizi tecnici degli headquarter, dei punti vendita e
della logistica, al fine di ottimizzare termini e condizioni”.
hitech
magazine
Un taglio di oltre 500 posti di lavoro
Ma sono le righe successive del comunicato diramato
dall’headquarter di Parigi a generare le maggiori apprensioni. “Il progetto include anche la sospensione delle
assunzioni in tutti i Paesi, una politica di restrizione delle
paghe e il taglio di 310 posti di lavoro in Francia”. Bum!
Oltre 300 persone perderanno il loro impiego proprio
nella culla dell’insegna. E’ il primo duro colpo.
Ma non è tutto. “Al di fuori della Francia, il numero dei
posti di lavoro sarà ridotto di 200 unità in tutti i Paesi in
cui è presente Fnac, mediante il mancato rimpiazzamento
dei dipendenti che lasceranno il posto di lavoro. Le filiali
all’estero saranno rese più efficienti. I quattro store ubicati in Svizzera da fine 2012 saranno gestiti direttamente
CONSUMER ELECTRONICS, ELDOM, ICT, MULTIMEDIA, RETAIL
Direttore Responsabile: anGelo FriGerio
Direttore Editoriale: riccardo colletti
Editore: Edizioni Turbo Srl
Redazione: Palazzo di Vetro
Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB)
Tel. +39 0362 600463/4/5 - Fax: +39 0362/600616
Ufficio di Roma: Andrea Marino: 347/6813787
Registrazione al Trib. di Milano n° 66 del 1 febbraio 2005
Periodico quindicinale
Anno 3 - n° 2 - 15 febbraio 2012
dalla Francia”. Bum-bum. Doppio colpo. Durissimo. Di
quelli che fanno barcollare e mettono quasi al tappeto.
Non è finita. “In Italia, dove la situazione non è più favorevole agli store di proprietà di Fnac, la società sta valutando tutte le possibili opzioni, e prenderà una decisione
nel corso dell’anno fiscale”. Bum-bum-bum. E qui siamo
al ko vero e proprio.
Gli scenari per l’italia
Nel mosaico europeo della catena francese, l’Italia
(dove il primo negozio è stato inaugurato nel 2000 a Milano, nella centralissima via Torino) ha sempre costituito
uno snodo strategico. Anche se nella sostanza – dicono
alcuni manager che conoscono bene le cose – il progetto
non sembra mai essere decollato appieno. Fnac nel Bel
Paese è presente con otto punti vendita. Solo nel 2010 ha
aperto in Toscana, a Firenze, dopo aver presidiato le
piazze di Torino (con due store), Milano, Genova, Verona,
Roma e Napoli. Tuttavia, già da un paio d’anni la sede italiana si trova in mezzo al guado. Si era vociferato addirittura di un abboccamento con Blockbuster per dare vita a
un network retail più incisivo. Poi era sopravvenuta la
prima ondata della crisi finanziaria. Fnac si era, per così
dire, riallineata. Ma proprio i colpi di maglio della congiuntura negativa e gli elevati costi di gestione delle strutture nell’ultimo biennio avevano generato non poche
difficoltà. Ecco perché nella nota diffusa dal quartier generale anche il Bel Paese viene catalogato tra quelli oggetto di ristrutturazione. Il board della catena ha fatto
capire che si stanno valutando tutte le possibili opzioni.
Ma cosa significa tutto ciò? I rumors hanno cominciato a
rincorrersi pesantemente.
Fonti solitamente bene informate prefigurano la cessione a un fondo di private equity. Qualcuno sostiene che
i giochi sarebbero (il condizionale è d’obbligo) quasi perfezionati, anche se non c’è ancora il crisma dell’ufficialità.
Sarebbe una sorta di provvedimento “scivolo”. Che permetterebbe di mettere mano a conti e strutture, senza
però alzare bandiera bianca. E poi, con un assetto più contenuto, il fondo in questione potrebbe valutare a sua volta
un successivo piano di vendita o ricollocamento. Di certo,
un elemento appare chiaro: il business in Italia non è profittevole. Urge intervenire.
Una questione di politica sociale
In generale, quindi, la decisione di Fnac colpisce e sorprende. Nell’immaginario collettivo è stata l’insegna (specie in Francia) che ha rappresentato una sorta di icona.
Ora però si deve far di conto con la realtà. Ad onor del
Stampa: Italgrafica - Novara
Una copia 1,00 euro Poste Italiane S.P.A. - Spedizione Abbonamento Postale D.L. 353/2003
Conv. in L 46/2004 Art. 1 - Comma 1 - LO/MI
L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati
personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati
per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali.
In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati
o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a:
Edizioni Turbo S.r.l. Responsabile dati:
Riccardo Colletti
Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB)
il numero è stato chiuso il 27 gennaio 2012
2
vero, sempre nel comunicato, si precisa anche la strategia
privilegiata per il piano di riassetto degli organici. “I tagli
della forza lavoro coinvolgeranno unicamente le funzioni
di sopporto agli headquarter e ai punti vendita, che saranno in gran parte riorganizzati”, si legge nella nota. Che
prosegue chiarendo: “La forza vendita negli store fisici e
i team che si occupano del sito Fnac.com, che costituiscono il vero cuore della strategia di sviluppo, non saranno toccati dal progetto. In questo senso, Fnac vuole che
questa strategia sia esemplare in termini di supporto sociale. Sarà messo in atto un piano di dimissioni volontarie, e sarà priorità precisa del management incoraggiare
i trasferimenti del proprio staff all’interno del Gruppo. Nel
ricollocamento di alcune funzioni di supporto, la riorganizzazione sta già portando alla creazione di nuovi posti
di lavoro, che saranno offerti in via prioritaria per il reintegro degli ex dipendenti. Nello stesso tempo, Fnac fornirà
supporto a tutto il personale in esubero nella ricerca di un
nuovo posto di lavoro o nella formazione. Il pacchetto di
gestione sarà sottoposto e discusso con gli organi rappresentativi dei dipendenti”.
il piano di rilancio
Tutta questa serie d’interventi volti alla drastica riduzione dei costi, assicurano i vertici della catena, farà il
paio con l’attuazione del piano strategico, denominato
“Fnac 2015”, che si manterrà in linea con la propria pianificazione originaria. L’obiettivo, si legge sempre nel comunicato, è uno: “Identificare le opportunità di crescita
e rendere più attraente il brand per i consumatori, in risposta alle difficoltà di mercato che Fnac deve affrontare.
Grazie a numerose partnership strette nel 2011, sono
stati lanciati progetti importanti, che proseguiranno nel
2012. Per venire incontro ai clienti in termini di convenienza e disponibilità, il network di negozi verrà arricchito dall’apertura di più di dieci nuovi store, tra cui
Parigi Bercy, oltre a punti vendita ubicati in stazioni ferroviarie, aeroporti e minimarket”.
Altro fronte su cui la catena intende agire è poi quello
dei nuovi prodotti in-store, dedicati in particolare ai bambini e alle famiglie, semplificando e migliorando l’esperienza di acquisto. “Fnac quest’anno aprirà 20 spazi ‘Kids’
e 24 spazi ‘Servizi’, introducendo aree dedicate ai servizi
telefonici SFR nella maggior parte dei punti vendita. Nello
sforzo di conquistare nuovi clienti in un momento in cui
sta prosperando l’e-commerce, e per sfruttare al massimo
le caratteristiche del brand, quest’anno Fnac lancerà i
suoi primi terminal in-store fnac.com”. A compendio del
piano di sviluppo ci sono poi le intenzioni di estendere la
struttura multicanale, con iniziative che mescolano online e vendita fisica. Infine, sempre entro quest’anno, sarà
lanciato il nuovo sito fnac.com per smartphone. Fnac continuerà a insistere sulla relazione tra cliente e brand con
nuove offerte di servizi personalizzati. Alexandre Bompard, presidente e ceo della catena, ha dichiarato: “Solo
implementando il piano di risparmio sui costi e l’ambizioso programma di sviluppo riusciremo a ottenere di
nuovo competitività e capacità di generare una crescita
sostenibile.
In questo modo, riaffermeremo il nostro status di punto
di riferimento nei mercati in cui opera”. Questo l’auspicio. Se preferite la speranza. Intanto bisogna fare i conti
con la crisi. Lo sa bene Fnac.
Che stavolta fa rima con zac!
primo piano
newsline
la storia della catena
nota a marGine
non sappiamo come andrà a finire la vicenda. di certo
le cose in casa Fnac non hanno preso una bella piega.
e ce ne dispiace. innanzitutto per chi ci lavora.
in secondo luogo perché, sin dalla sua prima apertura,
Fnac si è sempre dimostrata un’insegna con un suo
stile. Un profilo alto e un’immagine che ha ottenuto
numerosi consensi sia da parte dell’industria sia dei
consumatori. la speranza è che questa fase di difficoltà
venga superata. il mercato italiano, sul fronte
del retail, ha già dato (leggi alla voce blockbuster).
il bis non è richiesto.
Fnac è una sussidiaria di PPR (Pinault-Printemps-Redoute),
holding multinazionale attiva nei settori dei prodotti di lusso
(tra cui Gucci, Yves Saint Laurent, Puma) e nel retail. Fondata
dal miliardario francese François Pinault - e attualmente gestito dal figlio François-Henri Pinault - PPR comprende un
pacchetto di global brand ad alto tasso di crescita distribuiti
in più di 120 Paesi.
Nel 2010 PPR ha ottenuto ricavi pari a 14,6 miliardi, e al 31
dicembre 2010 contava circa 60mila dipendenti. Il titolo PPR
è quotato in Euronext Paris. Fnac conta più di 17mila dipendenti e a dicembre 2011 comprendeva 158 store: 85 in Francia e 73 in altri Paesi del mondo (Belgio, Brasile, Spagna, Italia,
Portogallo, Svizzera e Marocco). Il suo sito, www.fnac.com, è
uno dei principali portali di e-commerce B2C in Francia in termini di contatti, con una media di 750mila visitatori unici al
giorno. Nel 2010 Fnac ha registrato vendite pari a 4,473 miliardi di euro.
Fnac (acronimo della Fédération Nationale d'Achat des Cadres, in italiano Federazione Nazionale dell'Acquisto per i
Quadri) nasce a Parigi nel 1954 grazie ad André Essel (19182005) e Max Théret (1913-2009), due militanti marxisti della
corrente trozkista (il secondo infatti fu la guardia del corpo
di dello stesso Trotzky). Nel 1956 viene aperto il primo negozio al numero 6 di Boulevard Sébastopol a Parigi, che inizialmente vende attrezzature fotografiche e audio (altoparlanti,
radio e altro). Poi negli Anni '60 comincia la vendita di album
discografici e i profitti aumentano. Nel 1972 apre il secondo
negozio a Lione al numero 84 di rue della Rèpublique.
Nel 1980 la Fnac entra alla Borsa di Parigi con un fatturato
di circa 2 miliardi di franchi e viene inaugurata la zona microinformatica. Nel 1993 il Credit Lyonnais diventa azionista
di maggioranza. L'anno dopo la sua quota viene ceduta a
Groupe Pinault-Printemps-Redoute (PPR).
segue dalla prima pagina
blockbuster: scatta il conto alla rovescia
(...) Se tale piano dovesse andare a
buon fine, dopo il 15 febbraio, data ufficiale di chiusura di tutti i punti vendita
Blockbuster, questi ultimi verranno riconvertiti in parafarmacie.
Si chiude così una vicenda lunga e travagliata. In teoria l’accordo di acquisto
avrebbe dovuto prevedere lo sviluppo di
un business legato all’entertainment.
Così non è. Il liquidatore aveva sì ricevuto
diverse proposte ma nessuna del tutto
soddisfacente. Il Gruppo FD invece ha
messo sul piatto una quota cash e l’impegno ad assumere 100 degli oltre 780 dipendenti. Una quota minima che non
soddisferà certo i sindacati, già sul piede
di guerra.
Poi, mentre il 2011 andava in archivio,
una serie di indiscrezioni arricchiva il
quadro della cessione.
La prima e più sconcertante: gli operatori della società legata al gruppo FD
avrebbero già fatto il loro ingresso, sin
dalle giornate immediatamente successive al Natale, nel punto di noleggio
Blockbuster di Alba in corso Europa 17,
iniziando a smontare il layout dell’insegna di videonoleggio e a installare quello
delle parafarmacie. Sarà questo infatti il
negozio-test che servirà da modello a
tutti gli altri, operativi a partire dal 15
febbraio. Dove il piano presentato dal liquidatore Generoso Galluccio non convince è in merito alla possibilità di
assorbire più di cento dipendenti di
Blockbuster. I negozi che passeranno a
FD non sono infatti più di un’ottantina.
Non dimentichiamo poi che le parafarmacie richiedono la presenza obbligatoria di almeno un farmacista. Se si va a
guardare sul sito di “Essere Benessere”
nella sezione “Lavora con noi”, si scopre
che attualmente è attiva la ricerca di figure di farmacisti neolaureati diurni, e di
farmacisti notturni esperti e muniti di
partita Iva, così come di addetti al parafarmaco e tirocinanti. Quali figure di
continueranno nell’attività home video.
Al momento chi in precedenza era affiliato alla catena ha creato un nuovo marchio, Village Store. Questi store
proseguiranno la propria attività di noleggio e vendita home video e game
senza interruzioni, come si legge sulla pagina ufficiale di Facebook del nuovo
gruppo d’acquisto: “I nostri negozi Blockbuster in franchising sono vivi e vegeti e
gli imprenditori si sono uniti dando vita a
un progetto ambizioso ma assolutamente
realizzabile: creare un network di negozi
che punti decisamente sull’Entertainment a 360 gradi, un Villaggio commerciale del divertimento”. Tra i progetti in
fase di sviluppo in alcuni store, la vendita
di videogame, libri, biglietti per eventi
sportivi e culturali, cd musicali, ma anche
merchandising e servizi, come il ripristino dei cd di dati e la stampa di foto digitali.
Ultima incognita: cosa faranno invece i
negozi Blockbuster in procinto di trasformarsi in parafarmacie da qui al 15
febbraio? Le case, anche alla luce di quel
47% dell’esposizione presso i fornitori
che il piano di Generoso Galluccio prevede di riconoscere (ma c’è chi dice che il
concordato parli in realtà del 46%), garantiranno la fornitura di new release
agli store? E cosa faranno quei clienti che
hanno del credito sulle proprie tessere?
In alcuni punti vendita di Big Blue, il noleggio nei giorni immediatamente successivi al Natale è stato bloccato. Il
motivo ufficiale è un guasto ai terminali.
È solo possibile acquistare. L’usato è in liquidazione al 50%. E c’è chi riferisce di
ricevute fatte a mano, come prima dell’introduzione dei software gestionali.
Peggio, insomma, non poteva andare: ora
tocca agli altri operatori del noleggio provare a “rottamare” le tessere dei Blockbuster che chiudono definitivamente.
la scheda di essere benessere
Essere Benessere è una società retail
per la gestione integrata di farmacie e
parafarmacie che fa capo al gruppo Fd.
Ad oggi include 15 farmacie in full management, 35 in franchising, cinque parafarmacie e 25 corner. Un vero e
proprio network, che si propone di offrire al cittadino un servizio integrato
di servizi e competenze. Dal 2005, il
fatturato globale è passato da poco più
di 23 milioni ai 60 milioni di euro del
2010, con incrementi a doppia cifra di
anno in anno.
Blockbuster sarà in grado di assorbire la
nuova struttura? Non certo gli store manager. Si parla molto probabilmente di
scaffalisti, che l’azienda di via Colamontano inquadrava con un contratto di
quinto livello.
Come dicevamo, sul piatto del liquidatore c’erano altre offerte. E non solo proposte che prevedevano di spezzettare la
catena in vari tronconi, c’era anche un
progetto di acquisizione da parte del
gruppo di negozi in franchising, che
avrebbe salvato non meno di quattro figure professionali per store e coinvolto
circa quaranta punti vendita. Dunque
160 persone, con il coinvolgimento di
professionalità più alte di quelle che sarà
in grado di garantire Essere & Benessere.
Una cosa è certa: i negozi in franchising
Annalisa Pozzoli
3
euronics italia e bain&company:
insieme per un nuovo concept store
Prenderà il via nel 2012 il progetto di
Euronics Italia che punta a sviluppare un nuovo concept store
che coinvolgerà tutti i 700 punti
vendita della catena. Annunciato dal presidente Albino Sonato (foto), il progetto verrà coordinato internamente da un
team dedicato, guidato da un
project manager assunto recentemente, e potrà contare sulla
professionalità della società di consulenza
Bain&Company.
iab mixx 2012:
premi per Unieuro e media World
Si è svolta a Milano presso lo spazio Magna Pars la premiazione della prima edizione di IAB Mixx, premio per la comunicazione
digitale
interattiva.
Il
riconoscimento, nato negli Stati Uniti, ha
l’obiettivo di premiare i migliori talenti e i
progetti creativi più efficaci e innovativi rivolti ai nuovi media ed è stato portato nel
nostro Paese da IAB Italia, con il patrocinio
dell'ADCI Art Directors Club Italiano. Tra i
premiati figura Media World che, con i soggetti della campagna “Cadi sempre in
piedi”, realizzati dall’agenzia Cayenne, si è
aggiudicata il primo posto nella categoria
Rich Media – ADV Display. I soggetti dei
banner sono stati ripresi dalle situazioni
dello spot Tv e hanno animato le home
page dei principali portali online. La campagna, online nel 2010, è stata pianificata
sui principali portali quali MSN, Libero e
YouTube, con un ritorno notevole di visibilità: oltre un milione di utenti unici,
150mila visualizzazioni video sul Brand
Channel di YouTube e visite più che raddoppiate al sito istituzionale della catena.
Unieuro ha invece conseguito il premio per
il terzo posto nella categoria Search con la
campagna di advertising digitale “Search
Marketing per incrementare le vendite”
realizzata da SEMS, la prima search marketing agency italiana.
darty: carlo Vanoni assume
la carica di direttore marketing
Darty Italia annuncia la nomina di Carlo
Vanoni (foto) come nuovo direttore marketing. Vanoni affiancherà il direttore commerciale Sabrina
Trombetti e il direttore vendite
Cedric Stassi. Tutto il management team è guidato dall’amministratore delegato Nazzario
Pozzi. Milanese, classe ‘61, laureato in Economia e Commercio
presso l’Università Bocconi, Vanoni ha maturato importanti
esperienze nel mercato dell’elettronica di
consumo. Sul fronte delle partnership, invece, Darty ha siglato un accordo con CheBanca! Tutti i clienti che, transitando dalla
pagina dedicata su www.darty.it, apriranno
un conto deposito CheBanca! entro il 31
marzo 2012 e lo attiveranno vincolando almeno 500 euro per 12 mesi, riceveranno in
esclusiva un buono di 100 euro da spendere entro il 30 giugno su www.darty.it.
co-Pre e co.V.e.
unite in un consorzio
Co-Pre, storica Cooperativa fondata nel
1971 e presieduta da Giuliano Sbaraini, e
CO.V.E., Cooperativa Veneta di rivenditori
elettrodomestici ed elettronica di consumo
presieduta da Giuseppe Leonardelli, entrano in joint-venture per formare GCC
(Gruppo Co-Pre COVE), una nuova società
consortile nata per conseguire maggiore
efficienza sul mercato. Il consorzio GCC,
presieduto da Paolo Odolini e diretto da
Ubaldo Mussoi, avrà la responsabilità del
quarto volume d’affari del settore in Italia
e consentirà a Co-Pre e CO.V.E. di generare
economie di scala nell’ambito del supply
chain management.
Mano pesante dell’Antitrust contro il Gruppo Apple
il multone
di natale
Garanzia dei prodotti:
comminata una sanzione
da 900mila euro per pratiche
commerciali scorrette.
esce indenne dall’istruttoria
la catena comet.
martina Santimone
Un pacco sotto l’albero. E che
pacco. È quello che ha ricevuto il
21 dicembre Apple da parte dell’Antitrust. Ovvero una maximulta
di 900mila euro, da ripartire - in
ragione del loro fatturato - tra Apple Sales International, Apple Italia S.r.l. e Apple retail Italia S.r.l.
Oggetto del provvedimento, la
scottante questione della garanzia
legale sui prodotti del colosso
della Mela. L’Antitrust ha condannato il Gruppo per due differenti
pratiche commerciali scorrette a
danno dei consumatori. Come si
legge nella nota pubblicata sul sito
dell’Agcom, le tre società “presso i
propri punti vendita e/o sui siti
internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non
informavano in modo adeguato i
consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti
dal Codice del Consumo, ostacolando l’esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore
di un anno”. In secondo luogo: “Le
informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai
mancati chiarimenti sull’esistenza
della garanzia legale biennale,
erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto
aggiuntivo quando la ‘copertura’
del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice
del Consumo”. Le sanzioni ammontano a 400mila euro per la
prima pratica e 500mila per la seconda. Oltre alla salatissima multa,
ben più importante è il cambiamento di rotta che Apple dovrà intraprendere. L’Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato
ha infatti stabilito che “le società,
oltre a cessare le pratiche e comunicare all’Autorità le misure assunte per ottemperare al provvedimento, dovranno pubblicare un
estratto della delibera dell’Antitrust sul sito www.apple.com in
modo da informare i consumatori”. La decisione è stata presa al
termine di un’istruttoria che l’Autorità ha aperto e portato avanti
anche grazie alle numerose segnalazioni di associazioni di consumatori e singoli cittadini. Un tema,
quello della garanzia legale, a noi
particolarmente caro che ha occupato numerose pagine del nostro
giornale nel corso di quest’anno.
In ultima battuta, sul numero 14 di
HiTech Magazine dello scorso 15
novembre, dove abbiamo riportato il caso di un consumatore di
Vicenza che ha vinto una causa
contro un rivenditore Apple proprio in merito alla garanzia legale.
In quell’occasione, l’avvocato Elisabetta D’Este, che aveva portato
avanti la causa, aveva affermato:
“Penso che non passerà molto
prima che anche Apple e i suoi rivenditori si adeguino alla normativa italiana, anche perché la questione è ormai diventata di
dominio pubblico e i consumatori
ora conoscono bene quali sono i
loro diritti in materia”. Una previsione quanto mai azzeccata. A
uscire indenne dall’istruttoria è invece la catena Comet, oggetto della
medesima indagine. L’Antitrust
“ha deciso di accettare, rendendoli
obbligatori, gli impegni presentati
dalla società”, che si adopererà a
garantire “un’informazione ampia
e completa ai consumatori, relativamente alla garanzia biennale di
conformità.
Dagli esiti istruttori è peraltro
emerso che la società Comet, ancor prima dell’avvio del procedimento, aveva iniziato a fornire
un’informazione corretta ai consumatori e a prestare adeguatamente la medesima”.
MYSTERY SHOPPING
Quanto dura la garanzia dei prodotti apple?
Tre punti vendita. Fnac, Mondadori e Apple Store.
Un consumatore alla ricerca di risposte.
E’ successo qualcosa dopo la sentenza dell’Antitrust? La domanda non è oziosa. Passare
da uno a due anni di garanzia non è cosa da
poco.
Abbiamo voluto così testare sul campo se
Apple ha comunicato ai clienti e ai punti vendita
le decisioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Mi sono quindi recata in
tre differenti punti vendita con l’intenzione di
acquistare alcuni prodotti Apple.
Fnac
Fnac è in via della Palla 2, in pieno centro a
Milano. Un palazzone di quattro piani completamente dedicati a musica, film, libri e tecnologia. Al secondo, nella zona riservata a musica
e Mp3, mi soffermo sull’area espositiva dei prodotti musicali Apple. Chiedo informazioni su
un iPod nano. Dopo alcune note tecniche, il
commesso, interpellato sulla garanzia fornita al
consumatore, così risponde: “I prodotti Apple
che vendiamo qui vantano tutti una garanzia legale di due anni. Il primo anno è coperto dal
produttore, mentre il secondo da Fnac”. Faccio
la gnorri: “Ma dopo la sentenza dell'Antitrust,
per voi è cambiato qualcosa?”. Risposta: “Non
saprei. I prodotti sono comunque coperti da
una garanzia di due anni, ma non so dire se attualmente sono entrambi garantiti da Apple”.
mondadori multicenter
Rimango a Milano. Fatti quattro passi in direzione Duomo, incontro il Mondadori MultiCenter di via Berchet 2. Appena varcato l’ingresso, mi trovo di fronte l’area espositiva
dedicata al mondo Apple, dove trovo iMac, Macbook, iPad e numerosi accessori. Mi rivolgo
quindi al commesso. Questa volte chiedo lumi
sui Pc. E poi delucidazioni sulla garanzia.
Quando entro nel vivo della questione, il Nostro
sembra conoscere la delibera dell’Antitrust:
“La multa riguarda solo l'AppleCare Protection
Plan e non la garanzia vera e propria. L’azienda
propone un pacchetto di estensione della garanzia, che però si sovrappone in parte a quella
legale che viene già offerta in applicazione del
Codice del Consumo. In ogni caso, i prodotti
Apple venduti nel nostro store sono tutti coperti da una garanzia di due anni”.
apple Store
Da Milano a Carugate il passo è breve. Si fa
per dire. Entro nel Centro commerciale Carosello, dove è situato un Apple Store. Prima ancora di varcare l’ingresso del negozio, osservo
le decine di commessi che si aggirano tra i tavoli, dove fanno bella mostra di sè i numerosi
prodotti .
Mi accolgono subito con estrema cortesia.
Dopo i soliti convenevoli sui prodotti, affrontiamo il tema garanzia: “Apple offre nei suoi
store i due anni di garanzia legale previsti dalla
legge”. Rispondo: “Ma l’azienda è stata multata
dall’Antitrust proprio sulla garanzia dei prodotti, non è vero?”. Il commesso: “Apple è stata
sanzionata per problemi legati alla comunicazione che l’azienda fornisce ai consumatori sui
diritti in fatto di garanzia. Tra i motivi della
multa, l'AppleCare Protection Plan, un'estensione della garanzia del produttore e dell'assistenza tecnica telefonica”. Obietto: “Quindi non
è vero che la garanzia dei prodotti Apple vale
solo un anno?”. Questa la risposta decisa: “No,
non è assolutamente vero. Può stare tranquilla,
se acquista un qualsiasi prodotto Apple nel nostro punto vendita, la garanzia vale due anni”.
Possiamo davvero stare tranquilli? Se è così,
perchè nell’istruttoria dell’Antitrust viene sottolineato: “I professionisti, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i
consumatori circa i loro diritti di assistenza
gratuita biennale loro spettanti per legge né
riconoscevano loro gli stessi diritti limitandosi
invece a riconoscere la garanzia convenzionale
del produttore, di un anno per Apple”?
A onor del vero, Apple – secondo la delibera
dell’Antitrust – ha 60 giorni per intraprendere
iniziative in ottemperanza delle diffide in fatto
di garanzia. Mentre aveva 30 giorni per predisporre sul sito internet apple.com/it - e specificatamente sulle pagine store.apple.com/it e
apple.com/it/support - un’icona denominata
“Comunicazione a tutela dei consumatori” che
rimandasse al provvedimento dell’Antitrust.
Attualmente, in data 26 gennaio, ovvero allo
scadere dei 30 giorni, l’icona è apparsa su entrambe le pagine.
Martina Santimone
LA REPLICA DI APPLE ITALIA
Abbiamo chiesto a Apple Italia un commento in merito alla sanzione comminata dall’Antitrust.
Questa la loro risposta ufficiale: "We believe our warranty policy in Italy complies with local requirements and respects consumer rights. We plan to appeal the decision".
4
zoom
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Riflettori su Logitech
segue dalla prima pagina
“innovare è nel nostro dna”
Intervista con Patrice Henry, country manager per l’Italia.
Le nuove soluzioni nei settori digital home, Ict e videogame.
Nel 2011 ha festeggiato i 30 anni dalla
fondazione. Ha introdotto nuove linee di
accessori, legati al mondo dei tablet. E sta
lanciando prodotti alimentati a energia
solare.
È Logitech, colosso dell’accessoristica
nel mondo dell’Ict e non solo. Hitech Magazine ha intervistato Patrice Henry (nella
foto), country manager della filiale italiana, per conoscere più a fondo questa
realtà.
Qual è il bilancio 2011 per logitech?
È stato un anno importante e di transizione. Abbiamo subito i contraccolpi del
calo della domanda. Ma proprio da questa
situazione oggettiva abbiamo preso coscienza della necessità di accelerare lo sviluppo e di presidiare nuovi mercati.
ad esempio?
Una delle grandi opportunità che ci si è
aperta di fronte è quella legata al segmento dei tablet. E dell’iPad in particolare, che in Italia rappresenta circa il 75%
del mercato. Logitech ad aprile ha iniziato
a lavorare su una nuova gamma di prodotti che consente di esprimere il massimo della tecnologia di un tablet, grazie a
varie tipologie di accessori, quali ad esempio tastiere e speaker wireless. Ma anche
cuffie - sia auricolari che con padiglione dedicate alla videocomunicazione. Senza
dimenticare il joystick che consente di migliorare la giocabilità di videogame di calcio e sparatutto.
in quali altre aree si concentrano i
vostri prodotti?
Oltre alle periferiche per Pc e agli accessori per tablet, un’altra linea di sviluppo è nell’area digital home. Abbiamo
integrato i sistemi home theatre casalinghi
con la nostra linea Harmony dedicata al
controllo del Tv e di tutti i device ad esso
collegati. Ad esempio, abbiamo creato una
tastiera compatta, la Wireless Keyboard
K400, dotata di trackpad integrato, che
consente di comandare a distanza il notebook collegato al televisore. Lo scorso
maggio abbiamo anche lanciato il primo
mouse che può essere utilizzato sul tessuto del divano.
Quali sono i prodotti che stanno riscuotendo maggior successo?
L’accoglienza della linea tablet, che abbiamo lanciato sul mercato tra ottobre e
netgear: tecnologie
per l’home entertainment
Netgear ha presentato a Milano la sua
nuova strategia per il mondo consumer.
Michele Puzzolante, consumer sales director Southern Europe, e Alexandre
Vecchietti, consumer product director
Europe, hanno mostrato le tecnologie
create da Netgear per l’home entertainment.
Tra i prodotti presentati, vale la
pena segnalare l’adattatore Push2Tv
HD Universale Wireless, che permette
di riprodurre i contenuti visualizzati
sullo schermo del Pc Windows direttamente sullo schermo Tv in modalità
wireless, e l’adattatore Universale Wireless Dual Band per tv e lettori Bluray. Questo dispositivo permette di
collegare dispositivi home theatre a
Internet offrendo elevate performance
per lo streaming video in HD.
Patrice Henry
novembre, è stata davvero notevole.
Siamo riusciti a intercettare una domanda
che non veniva soddisfatta da altri operatori.
Quali sono i risultati di logitech in
termini di vendite e fatturato?
A livello di quote mercato, Logitech è
leader in Italia, una posizione di rilievo
che ricopre anche nei principali mercati,
occidentali e non. La nostra crescita, inoltre, è trainata attualmente dai paesi emergenti quali Brasile, Russia, India e Cina,
dove i tassi di crescita sono molto elevati.
Per quanto riguarda l’approccio commerciale, vogliamo avere un rapporto reale
con i nostri partner di canale. Per questo
presidiamo i punti vendita con delle aree
dedicate dove presentiamo l’insieme delle
nostre soluzioni. Una strategia che finora
ci ha dato degli ottimi riscontri.
Quali sono i segreti per restare competitivi in un mercato così dinamico?
La nostra grande forza sta nel valore del
marchio, che dai clienti è visto come performante e sempre innovativo. Intendiamo quindi continuare a puntare sull’innovazione.
Quanto investite nell’area ricerca e
Sviluppo?
Ogni anno viene reinvestito tra il 5 e il
6% del fatturato complessivo in R&D. Abbiamo centinaia di ingegneri che operano
in tutto il mondo. Un polo molto importante è situato a Losanna presso l’Università Politecnica, dove più di cento persone
si dedicano allo sviluppo di mouse e tastiere. Gli altri prodotti sono invece seguiti da altri team situati in America.
a proposito di ricerca, siete stati tra
i primi a progettare degli accessori alimentati a energia solare...
Abbiamo lanciato a fine 2010 la Solar
Keyboard, una tastiera estesa dotata di
due mini pannelli che vanno a ricaricare le
batterie interne. Solo 24 ore di ricarica
consentono fino a tre mesi di utilizzo. Attualmente sta uscendo in alcuni paesi la
versione per Mac. È un prodotto che è
stato molto apprezzato e richiesto, perché consente di risolvere l’annoso problema di sostituzione delle pile, rispettando al tempo stesso l’ambiente.
Quali progetti avete per il 2012?
Quest’anno continueremo a puntare –
come è nel nostro Dna - sull’innovazione,
in particolare nelle aree di prodotti legate
al mondo Apple e a quello del design. Ma,
per ora, è ancora tutto top secret.
Martina Santimone
cisco presenta il programma
linksys Partner rewards
lexar lancia
il Jumpdrive triton
Cisco ha annunciato il lancio in Italia
del programma di canale Linksys Partner Rewards, creato non solo per formare i partner e aggiornarli sugli ultimi
trend ma anche per premiare quanti si
distingueranno nelle vendite dei prodotti Linksys. Potranno aderire computer shop, rivenditori e altri partner
di canale Linksys.
Il programma è articolato in tre livelli, ciascuno con specifici vantaggi.
Ogni partner che deciderà di aderire
partirà con una Stella, per arrivare fino
a tre Stelle dopo aver raggiunto obiettivi stabiliti di e-learning e di fatturato.
Inoltre, nel prossimo futuro, Cisco ha in
programma anche di consentire agli
utilizzatori di personalizzare e ordinare materiali di vendita attraverso
un’applicazione online.
Numerose le novità presentate da
Lexar al Ces di Las Vegas. Tra queste
ricordiamo il nuovo JumpDrive Triton, top di gamma nei flash drive ad
alte prestazioni della linea Usb 3.0.
Disponibile nelle capacità da 16 GB,
32 GB e 64 GB, è dotato di una velocità più di 20 volte superiore allo
standard flash drive Usb 2.0 ed è in
grado di offrire una velocità di 155
MB al secondo in lettura e una velocità di 150 MB al secondo in scrittura.
Queste caratteristiche permettono un
download e un trasferimento di contenuti eccezionalmente veloce ed affidabile. Il JumpDrive Triton di Lexar
dispone di un elegante design in lega
di metallo ed una finitura lucida a
specchio ed è compatibile con i dispositivi Usb 2.0.
5
bufera Siae
(...) che dispone la cessione dei palazzi
del Fondo Pensioni della Siae al “Fondo
Aida”. Prezzo? 80 milioni di euro. Nel bilancio 2010 il valore era però indicato in
103 milioni. Senza tener conto del decreto ministeriale che prevede una rivalutazione degli estimi catastali, la perdita
è di 23 milioni di euro. Ma non finisce
qui. Vengono ceduti anche gli immobili
della Siae, compresa la storica sede di via
della Letteratura, che entrano invece in
un fondo denominato “Norma”.
Il prezzo in questo caso è di 180 milioni
di euro, ma le stime parlano del doppio,
360 milioni. A gestire l’operazione è Sorgente Group, ed è previsto anche che il
100% di Aida confluisca in Norma. La
cessione degli uffici dell’Eur, il trentaduesimo quartiere di Roma, genera una
domanda intorno all’esborso di cui si dovrà far carico Siae per l’affitto della propria sede: si parla di circa 600mila euro
all’anno. E questo solo per la direzione
generale. Quanto costeranno tutti gli altri
uffici? Ma c’è un altro interrogativo ancora più inquietante. Chi ha letto l’interrogazione del senatore Pd Legnini ricorderà che sono proprio gli immobili a
garantire il pagamento di salari e liquidazioni del personale dell’ente in futuro.
L’accordo del 28 dicembre afferma invece che verrà stipulata una polizza di
86 milioni di euro per le pensioni, con
Allianz Ras. E la quota eccedente come
verrà pagata? Va inoltre chiarito il ruolo
di Sorgente Group. Nel blog della società
compare una dichiarazione del direttore
generale Giovanni Maria Benucci, a commento dell’istituzione dei due fondi. Nell’operazione, volta a creare valore e che
rappresenta un iniziale contributo al processo di razionalizzazione del patrimonio
immobiliare della Siae e del suo Fondo
Pensione, Sorgente SGR è stata individuata dalla gestione commissariale quale
organizzatore dei due nuovi fondi Norma
e Aida dedicati alla Siea e al suo Fondo
Pensione. Che dunque si affidano a una
società esterna per far confluire i propri
immobili in due fondi, risultati poi sottoscritti al 100% da Siae e dal suo fondo
pensione. Che senso ha quest’operazione? Quale altro significato potrebbe
avere, se non l’ipotesi configurata dalle
rappresentanze della Cgil?
Blandini parla di una “messa in sicurezza a garanzia di una gestione corretta”.
Ma di fatto la stima del valore degli immobili fatta da Sorgente Group e la perizia effettuata dagli stessi inquilini esprimono valori molto lontani. E ora che il
patrimonio è nelle mani dei fondi non è
per questo inalienabile. Lo dice lo stesso
direttore generale: “Potremmo decidere
di mettere sul mercato tutti gli immobili
non strategici della Siae e credo che anche
quelli del Fondo siano destinati a questo.
Io lavoro nell'interesse della Siae e posso
assicurare che non riusciranno a fermarmi, perché non mi faccio intimorire”.
Per chi ha buona memoria, ricordiamo
che Blandini non è nuovo a questo tipo di
“razionalizzazioni”. Quando venne nominato amministratore unico di Cinecittà
vendette gli immobili a Fintecna e
l’azienda ad Abete. Svuotata degli assett
più importanti dal “risanamento alla
Bland”, Cinecittà è andata incontro al destino che sappiamo.
Cosa sarebbe accaduto se azienda e
sale fossero rimaste pubbliche, ora che da
più parti si invoca la creazione di un circuito di Stato e il coinvolgimento di Cinecittà nel Festival di Roma?
Andrea Dusio
entertainment
GaminG: mercato USa
traditi da dicembre
La speranza che il 2011 potesse finire con il segno più
era ancora viva. Con un mercato che, alla fine di novembre, segnava un calo di solo il 3% totale e con un mese
successivo colmo di nuove uscite e promozioni aggressive, analisti e operatori ci speravano davvero. E invece
non è accaduto. Anzi. Il mese di dicembre ha fatto segnare
un risultato negativo mai visto prima, con un fatturato totale peggiore di quello del 2007. Dopo il miglior mese di
novembre di sempre.
Che il mercato videoludico americano potesse perdere
così tanto terreno non se lo aspettava nessuno, specialmente nel comparto software. Le promozioni del Black
Friday avevano, anzi, fatto intravedere la luce in fondo al
tunnel, ma dicembre ha tradito. Ed è facile capirne il perché. Il totale fatturato al retail per il mese, secondo i dati
rilasciati da Npd, è stato di 3.985 milioni di dollari, contro i 5.070 milioni di dollari del 2010. Una caduta repentina di oltre il 21% sul mese, che ha accompagnato
l'intero mercato in fondo alla peggiore prestazione degli
ultimi cinque anni, chiudendo il 2011 a -8,5%. E' stato il
comparto hardware che ha dato il contributo peggiore,
con un -28%, da 1.840 milioni di dollari del 2010 a 1.320
milioni di dollari del 2011. La piattaforma regina è stata
Xbox 360, che con i suoi 7,3 milioni di pezzi venduti ha
sbaragliato senza appello la concorrenza. Al secondo posto, PlayStation 3 ha terminato l'anno con 4,5 milioni di
pezzi venduti e un incremento di soltanto il 4,3% rispetto al 2010. Ma dove il mercato ha visto il maggiore
declino è stato su Nintendo Wii, che nel solo arco degli ultimi dodici mesi ha perso il 35% a volume e oltre il 40%
a valore, scendendo dai 7 milioni di pezzi venduti nel
2010 ai 4,4 milioni del 2011. Anche Nintendo DS ha visto
un forte calo delle vendite, solo parzialmente calmierato
dalle buone prestazioni di 3DS. La nuova portatile del colosso giapponese, dopo una partenza tutt'altro che entusiasmante, ha infatti fatto registrare un totale venduto
di 4,1 milioni di pezzi. Questa cifra contribuisce a mitigare
il calo di oltre il 50% di Nintendo DS portando il totale cumulato a 7,9 milioni, contro gli 8,4 milioni del 2010.
Il comparto software, dal canto suo, non ha certo avuto
vita facile. Il mese di dicembre ha chiuso in discesa del
14%, con un fatturato di 2.036 milioni di dollari contro i
2.367 milioni del 2010. L'anno si è chiuso in negativo del
5,6%. Una prestazione pessima, se si pensa che, fino alla
fine di novembre, questo settore specifico aveva ancora
il segno più davanti, seppur di poco. Il titolo più venduto
dell'anno è stato, com’era lecito aspettarsi, Call of Duty
Modern Warfare 3, seguito da Just Dance 3 e Skyrim. Che
è poi la medesima top three del mese di dicembre. I titoli
del Natale non hanno dunque dato il contributo atteso,
specialmente quelli prime parti. Nella classifica di dicembre compaiono infatti solo due titoli esclusivi Nintendo (Mario Kart 7 e Super Mario 3D Land), e nella classifica generale dell'anno è entrato soltanto Gears of War
3 di Microsoft, all'ottavo posto.
Caso a parte e successo per molti inatteso è stato
quello di Skylanders. Il rivoluzionario titolo di Activision,
sebbene non sia entrato in classifica, ha generato un fatturato cumulato tra software e pacchetti aggiuntivi (che
vengono considerati accessori da Npd) che l'avrebbe
piazzato al decimo posto della classifica generale 2010.
I prossimi mesi diranno se, per questo prodotto, si potrà parlare di scommessa vinta.
Anche il comparto degli accessori ha contribuito al
forte declino totale del retail sul totale anno. Il mese di dicembre ha fatto segnare un -27%, con un fatturato di 628
milioni di dollari, contro gli 863 milioni del 2010. Il totale
annuo si è attestato su 2.609 milioni di dollari, contro i
2.939 dell'anno precedente e un 11% in meno anno su
anno. Un risultato sicuramente inficiato dalle performance negative del micro segmento degli accessori per
Nintendo Wii che, da solo, ha perso oltre il 50%.
Il 2011 chiude dunque con un fatturato totale al retail
di 17.014 milioni di dollari. Un pesante 8,5% in meno rispetto al 2010.
L'ultimo mese dell'anno scorso ha rappresentato soltanto il 23% del totale annuo, contro una media del 28%
fatta registrare nei dieci anni precedenti. Un numero che,
da solo, indica quanto il mercato dipenda da una buona
prestazione di questo mese. Un tradimento sul filo di lana
che ricorda un gol del pareggio allo scadere del novantesimo minuto o, per dirla all'americana, un canestro decisivo sulla sirena. Il nuovo campionato comincia adesso.
Marco Minoli
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
A tu per tu con Andrea Cuneo, direttore marketing di Sce Italia
nuova Vita
per PlayStation
il riposizionamento di prezzo di PSP e Ps3. la risposta sempre
più puntuale alle esigenze del retail. la società affronta il 2012
con una marcia in più: il lancio del “gioiello” portatile.
Andrea Cuneo
Il 2011 si chiude per Sony Computer Entertainment
con un risultato degno di nota: 6,5 milioni di unità
hardware vendute in tutto il mondo nel solo periodo
natalizio. Lo scorso dicembre, poi, in Giappone, Hong
Kong e Taiwan ha fatto il suo debutto PlayStation Vita,
che ha raggiunto il mezzo milione di unità vendute in
tre settimane. La nuova portatile approderà anche in
Europa il 22 febbraio.
Hitech Magazine ha intervistato Andrea Cuneo (nella
foto), direttore marketing di Sony Computer Entertainment Italia.
da poco abbiamo archiviato l’anno solare 2011.
Qual è il suo giudizio sull’andamento complessivo
del mercato italiano?
Abbastanza positivo se consideriamo la situazione
contingente. Dal punto di vista di Sony Computer Entertainment Italia complessivamente l’anno è andato
bene. Il momento è abbastanza delicato, è un periodo
in cui il consumatore è molto attento a come spendere i propri soldi. La mia percezione è che in generale
tutti i mercati, con poche eccezioni, siano in una situazione non ottimale. Nonostante tutto, credo che il
settore dell’entertainment se la sia cavata anche quest’anno. Ma per conoscere realmente il quadro complessivo dovremo aspettare i dati ufficiali rilasciati da
GfK.
e per Sce italia come sono andate le cose?
Per PlayStation 3, a inizio 2011 avevamo fatto delle
promesse ai consumatori sulla qualità e quantità del
software che avremmo pubblicato. Oggi posso dire
con grande soddisfazione che queste promesse sono
state rispettate. Ci eravamo prefissati il lancio di un determinato numero di titoli per hard core gamer, in un
momento in cui tutti stavano intraprendendo la strada
del mercato di massa: ebbene, siamo riusciti a gestire
e a soddisfare entrambe le tipologie di consumatori,
hard core e casual.
Quali strategie avete impiegato per catturare
l’attenzione anche del pubblico di giocatori “meno
esperti”?
6
Innanzitutto abbiamo svolto un ottimo lavoro sul
mass market, e quindi sul consumatore meno gamer,
andando a promuovere PlayStation Move. La vera sfida
è stata offrire software di qualità per questa periferica
e anche in questo caso siamo rimasti soddisfatti, sia
nell’ambito della produzione, sia dai risultati di vendita. Per quanto riguarda l’hardware, l’obiettivo era far
diventare PSP una console sempre più kids: il posizionamento a 99 euro (101,99 euro con l’Iva al 21%) ci ha
premiati con risultati molto buoni. Allo stesso tempo,
il cut price di Ps3 ci ha permesso di essere più competitivi sul mercato delle console domestiche e recuperare una parte delle vendite che altrimenti si sarebbe
persa per una questione di contingenza economica.
Grazie al taglio di prezzo siamo andati incontro alle esigenze attuali del consumatore e abbiamo recuperato in
volume quelli che erano i nostri obiettivi.
Quali i motivi di maggiore soddisfazione di questo 2011 appena trascorso?
Sicuramente l’obiettivo più importante per noi è
stato il lancio di questa straordinaria line up, molto apprezzata dal consumatore finale. Uncharted 3, Resistance 3, LittleBigPlanet 2, Killzone 3, Infamous 2 sono
tutti stati pubblicati nello stesso anno solare, e hanno
tutti ottenuto un ottimo riscontro a livello di vendite.
Ed è una grandissima soddisfazione, oltre che un
chiaro segnale che PlayStation in Italia continua ad
essere la console di riferimento per il videogame.
Parlando di portatili, con l’arrivo imminente di
Ps Vita, PSP riesce ancora ad ottenere delle buone
performance?
Certamente, e questo è un secondo motivo di grande
soddisfazione. Siamo riusciti ad entrare nel mondo
kids promuovendo la console come il prodotto perfetto
per i bambini. Questo, considerando lo storico di Sce,
è sicuramente un grande risultato. Un risultato ottenuto tra l’altro con titoli molto locali, come ad esempio
Geronimo Stilton Nel Regno della Fantasia: il Videogioco. Siamo state una delle poche nazioni ad aver
spinto moltissimo su questo target, e questa scelta ci ha
premiato. In definitiva, PSP continuerà il suo percorso
nonostante l’arrivo di Ps Vita, perché avrà un posizionamento differente, concentrato sui bisogni dei consumatori più piccoli. Invece Ps Vita, almeno all’inizio,
si rivolgerà a un consumatore più adulto ed esperto. Le
due console sono perfettamente complementari, e potranno continuare a vivere insieme ancora a lungo.
il 22 febbraio è la data dell’uscita di PlayStation
Vita: cosa state organizzando per promuoverla?
Il lancio di Ps Vita sarà molto forte. L’intera azienda
si concentrerà a livello di energie e di budget sull’uscita della console. Saranno sfruttate tutte le leve del
marketing tradizionale, più quelle del web marketing.
La console è già stata mostrata al pubblico in occasione
della Games Week di Milano, e a dicembre l’abbiamo
portata in tour in alcuni punti vendita di Roma e Milano.
in Giappone il day one è stato il 17 dicembre e
per l’occasione avete organizzato un evento speciale in due store GameStop, a milano e roma. Qual
è stato il riscontro di questa iniziativa?
Molto buono, e continueremo a organizzare eventi
del genere, con GameStop e altri retailer, affinché ci sia
la possibilità per tutti, in diverse città, di provare a giocare con Ps Vita prima del lancio. Riteniamo che l’esperienza diretta con la macchina sia fondamentale. Se ben
motivati, i giocatori escono volentieri di casa per andare sul punto vendita a provare un nuovo gioiello
della tecnologia. Stiamo poi progettando anche una
serie di attività collaterali a sorpresa...
Annalisa Pozzoli
hitech
Riflettori su Hisense Group
magazine
Anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
obiettivo italia
eldom
Inaugurato il nuovo headquarter a Milano.
La multinazionale cinese, che opera nel settore
dell’elettronica di consumo, potenzia la propria
presenza nel nostro Paese.
GRANDI E PICCOLI ELETTRODOMESTICI, CLIMA
A pagina 10
gianluca
Di Pietro
Focus caffè
Dal chicco
alla capsula
Moke elettriche, macchine a sistema chiuso, aperto o superautomatiche.
Un segmento che moltiplica la sua offerta. E vede il continuo ingresso
di nuovi brand. Novita’, prospettive, protagonisti.
Da pagina 11 a pagina 21
De’Longhi
acquisito stabilimento in Romania
De’Longhi approda in Romania, rilevando uno stabilimento produttivo di
Nokia situato a Cluj. Le parti hanno concordato di mantenere riservati i termini della transazione, che sarà finalizzata durante il primo trimestre 2012.
De’Longhi intende integrare lo stabilimento nella sua strategia di sviluppo,
con l’obiettivo di fornire supporto alla sua presenza internazionale, in forte
crescita. E diversificare la sua piattaforma industriale, così da riequilibrare
in parte la struttura produttiva tra Far East – oggi prevalente - ed Europa,
dove il Gruppo è presente con uno stabilimento in Italia.
Successivamente all’annuncio dello scorso settembre 2011 di voler terminare la produzione a Cluj per concentrarla in località più prossime ai fornitori e ai mercati chiave, Nokia si è attivata nel ricercare potenziali
acquirenti per l’impianto, in stretta consultazione con le competenti autorità rumene.
Robert Andersson, senior vice president di Nokia, che ha condotto i negoziati, ha affermato: “Per Nokia era determinante trovare un investitore con
chiari piani di sviluppo e che si impegnasse nella creazione di nuovi posti di
lavoro nell’immediato futuro. De’Longhi si è dimostrato il candidato ideale
da entrambi i punti di vista ed è stato per noi un piacere riuscire ad assicurare il futuro dell’impianto in tempi così rapidi”.
A tu per tu con Francesca Polti, direttore generale del Gruppo
“Pronti
a conquistare
nuovi mercati”
Nel 2012 prevista una maggiore
diversificazione del business.
Ma anche il restyling della gamma
Lecoaspira e della linea iron.
A pagina 23
Come potrebbe cambiare la disciplina
Raee:
blitz a
stRasbuRgo
Voto a maggioranza
del Parlamento
dell’unione europea.
obiettivo: incrementare
la raccolta di rifiuti hi-tech.
adesso la parola passa
al Consiglio.
Ma tira aria di sommossa.
A pagina 22
9
l’intervista
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Riflettori su Hisense Group
obiettivo italia
Inaugurato il nuovo headquarter a Milano. La multinazionale, che opera nel settore
dell’elettronica di consumo, potenzia la propria presenza nel nostro Paese.
il profilo
del colosso cinese
gianluca
Di Pietro
Yupeng
zhang
Riccardo Colletti
Una sfida che si rinnova. E che muove
dal potenziamento commerciale nel nostro Paese. Stiamo parlando di Hisense
Group - multinazionale cinese operante
nell’ambito consumer electronics - che,
in un periodo congiunturale sfavorevole
a livello mondiale, ha deciso di sviluppare in modo incisivo l’espansione del
business in Italia. Un mercato considerato – unitamente a Germania e Spagna tra quelli strategici e più promettenti per
il presidio europeo.
Per questa ragione, dopo la sede aperta
nel 2005 a Grosseto e quella di Candiolo
alle porte di Torino, l’azienda ha recentemente inaugurato una moderna sede a
Milano. Dove, oltre agli uffici commerciali, è dislocato uno showroom di 120
metri quadrati dedicato ai prodotti del
colosso cinese: climatizzatori d’aria, televisori Lcd di ultima generazione, frigoriferi e congelatori.
La responsabilità dello sviluppo del business e del marchio nel nostro Paese è
stata affidata, in qualità di general manager, a Gianluca Di Pietro, che affianca Yupeng Zhang, managing director Italia. A
completare il team composto da 15 addetti – ci sono Tatiana Pampalone, in
qualità di marketing manager, mentre a
coordinare l’ambito vendite per il mondo
consumer è Andrea Anelli.
“L’espansione in Italia”, ha dichiarato a
HiTech Magazine Gianluca Di Pietro, “si
fonda sul lancio di prodotti di alta qualità, connotati da tecnologie e design. Il
l’headquarter Hisense in Cina
valore di Hisense, che vanta anni di collaborazione con le più grandi case di elettronica di consumo, non ha nulla da
invidiare ai principali brand mondiali”.
Tra le novità del 2012 in programma
per il mercato italiano, l’imminente introduzione di una gamma completa di televisori Led 3D che presto verrà
affiancata da una nuova linea di Smart
Tv. “Per noi un elemento strategico è legato alla capacità di proporci in modo
corretto e appealing nei confronti dei
partner retailer e quindi dei consumatori”, ha sottolineato Gianluca Di Pietro.
“Hisense è un gruppo che dispone di una
capacità produttiva di indiscusso valore.
E questo ci offre ampie garanzie. Il mercato italiano sta attraversando una fase
davvero complicata. Ma credo che per i
nuovi brand ci sia spazio per crescere”.
Il ruolo che l’Italia è destinata ad assumere diventa centrale per la strategia di
crescita delineata da Hisense Group: dai
10 milioni di euro del 2010, l’obiettivo è
raggiungere i 20 milioni entro quest’anno, fino ad arrivare a 100 milioni di
Precisazione
Sul numero di novembre-dicembre di
HiTech Magazine, a pagina 17 della sezione Eldom, abbiamo erroneamente indicato in 2 milioni il numero di ferri da
stiro Milordino venduti da Termozeta in
Italia in dieci anni. Il numero corretto è in
realtà 7,2 milioni. Ce ne scusiamo con i
lettori e con gli interessati.
10
euro nel 2016.
Lo sviluppo del colosso cinese in Italia,
fortemente mirato al cliente finale, si
basa su quattro punti cardine: l’offerta di
un’ampia gamma di prodotti innovativi e
affidabili, frutto di importanti investimenti in Ricerca e Sviluppo da parte della
casa madre; il potenziamento delle reti
vendita rivolte sia al canale professionale
termoidraulico (per l’air conditioning)
che al canale retail (Gdo); l’ottimizzazione della logistica con consegna rapida
su tutto il territorio nazionale e, infine, il
rafforzamento della rete dei Centri Assistenza tecnica, per un servizio ancora più
capillare e puntuale.
In Italia, la crescita del marchio Hisense si focalizza sulla costante introduzione di novità di prodotto e su attività di
marketing sia a livello nazionale che territoriale, a garanzia della massima competitività sul mercato. Uno dei punti di
forza dell’azienda risiede nella capacità
di proporre prodotti capaci di soddisfare
le esigenze del cliente finale in termini
prestazionali e di risparmio energetico,
connotato da un apprezzabile rapporto
tra qualità e prezzo a cui si aggiunge la
garanzia di un efficace Client Service pre
e post-vendita.
Da sottolineare anche l’impiego di materiali ecosostenibili. In tal senso, ne è valida testimonianza la partnership con
Remedia, Consorzio nazionale per la gestione di tutte le categorie di Rifiuti di
Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e di Pile e Accumulatori (PA)
a fine vita.
Hisense nasce nella Repubblica
Popolare Cinese nel 1969, dove è
divenuto uno dei principali brand
di riferimento nel settore consumer electronics, affermato per
tecnologia di primo livello ed elevati standard qualitativi.
Avviata come fabbrica di radio,
Hisense è oggi una grande multinazionale che opera nei settori
dell’elettronica, degli elettrodomestici, delle telecomunicazioni,
delle tecnologie dell'informazione
e nel mercato immobiliare. Con
quarant’anni di successi all’attivo
e un trend di crescita in costante
aumento, Hisense, ubicata nella
splendida costa di Qingdao, detiene due società quotate alla
Borsa di Pechino e registra un fatturato passato da 50 milioni di
dollari nel 1992 a 10 miliardi di
dollari nel 2010.
Il colosso cinese è fortemente
impegnato sul fronte della Ricerca
e Sviluppo: ad esempio, nel 2005,
ha visto la nascita di Hiview, il
primo microprocessore digitale
‘made in Cina’ prodotto proprio
da Hisense, di cui la multinazionale detiene il diritto di proprietà
indipendente. Nel 2008, invece, ha
lanciato lo schermo Lcd con retroilluminazione a Led, diventando una delle tre sole aziende al
mondo a proporre sul mercato
questa tipologia di televisori, e,
nello stesso anno, ha progettato
Hicon, un sistema di trasporto intelligente che riguarda la regolazione del controllo semaforico per
la gestione del traffico pubblico,
utilizzato poi durante le olimpiadi
di Pechino del 2008. Oltre a 15
stabilimenti in Cina, l’azienda ne
possiede altre tre, dislocati in Sud
Africa, Algeria ed Egitto.
La capacità di produzione annuale sfiora i 16,1 milioni di televisori, 10,7 milioni di frigoriferi e
9,2 milioni di condizionatori. Per
sei anni consecutivi Hisense ha
mantenuto la leadership nelle
vendite di televisori a schermo
piatto e per 13 anni consecutivi
quella nelle vendite di condizionatori Inverter. Inoltre, detiene il
secondo posto sul mercato cinese
per la produzione di frigoriferi.
Con il passaggio della Cina a
un'economia di mercato, e con il
suo assurgere a potenza economica, il Gruppo ha saputo cogliere
un’opportunità storica ottenendo
una rapida crescita del proprio
business.
Tecnologia, qualità, integrità e
responsabilità sono le parole
chiave alla base dello sviluppo futuro dell'azienda, che continua a
investire e a focalizzarsi sull’innovazione tecnologica.
focus caffè
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Dal chicco alla capsula
Moke elettriche, macchine a sistema chiuso, aperto o superautomatiche.
Un segmento che moltiplica la sua offerta. E vede il continuo ingresso
di nuovi brand. Novita’, prospettive, protagonisti.
che a volume. Qui, produttori di piccoli elettrodomestici si alleano a grandi brand del caffè per
trovare la combinazione perfetta fra macchina
e miscela, in grado di soddisfare i gusti del consumatore.
Ma non sono rari i casi in cui lo stesso produttore della macchina firmi anche le cialde che la
alimentano.
Infine, troviamo in commercio le macchine superautomatiche, in grado di macinare direttamente i chicchi erogando
un espresso di ottima qualità. Questo
segmento nel nostro Paese, a differenza per esempio di ciò che accade
in Germania, è ancora un fenomeno di
nicchia che rappresenta il 7% del mercato a volume, ma il 18% a valore, visto
il costo elevato di questi prodotti. L’offerta,
quindi, si conferma ampia e non solo per le differenti tipologie di sistemi disponibili. Il mercato del caffè è ancora molto dinamico e vede il
continuo ingresso di nuovi player. Anche se,
come rilevato da GfK Retail & Technology, il
2011 è stato caratterizzato da un lieve calo del
prezzo medio nel segmento “porzionato chiuso”
e una contrazione delle vendite nel segmento
“porzionato aperto”.
Espresso, decaffeinato, corto, lungo, macchiato, schiumato o corretto. Sono molteplici le
modalità per gustare un buon caffè. Simbolo di
una creatività tutta italiana. Ma oggi sono numerosi anche i modi per prepararlo fra le mura
domestiche. Alla tradizionale moka si sono affiancate le versioni elettriche e programmabili.
Poi sono arrivati i sistemi aperti, come l’Easy
serving espresso (E.S.E.), basati su uno
standard comune cui alcuni produttori
di macchine e cialde hanno scelto di
uniformarsi, che consente di combinare differenti marchi di caffè e di
macchine appartenenti al medesimo
circuito. Per tutelare questo standard
nel 1998 è nato il Consorzio E.S.E. che,
attraverso controlli sulle caratteristiche
tecniche, garantisce la compatibilità delle
macchine e delle cialde. Questo segmento realizza circa il 60% a volume e il 47% a valore del
mercato dell’espresso. Seguono poi le macchine
a sistema chiuso alimentate da capsule in plastica o alluminio. E’ questo il fenomeno più effervescente che, sostenuto da ingenti
investimenti in comunicazione, è cresciuto in
maniera esponenziale negli ultimi anni, ed oggi
esprime circa il 35% del mercato sia a valore
a cura di lara Colombi e Martina santimone
11
focus caffè
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Nespresso
“Tra raffinatezza ed eleganza”
Nespresso è prima di tutto un sistema composto da: caffè, macchine e servizio al cliente. Un’offerta completa che ha decretato il successo
mondiale di questo brand. Ce ne parla Marco
Zancolò, direttore generale Nespresso Italia.
Nespresso rappresenta oggi uno dei marchi
più importanti nel panorama del caffè. siete
soddisfatti?
Ci sentiamo molto orgogliosi avendo creato
noi il mercato nel 1986, rivoluzionando così il
modo in cui oggi milioni di persone degustano il
loro caffè.
Qual è il vostro segreto?
La ricetta è una sola: qualità sopra ogni cosa e
attenzione costante al servizio al cliente. I 16
caffè Grand Cru sono prodotti con una selezione
esclusiva dei migliori caffè verdi coltivati in tutto
il mondo. Solo l’1-2% dei caffè coltivati a livello
globale soddisfa i nostri profili di gusto e aroma,
e i nostri elevati standard di qualità e sostenibilità. Inoltre, tre volte l’anno siamo lieti di offrire
ai nostri Club Members dei caffè in Limited Edition Gran Cru di straordinario pregio e rarità, disponibili esclusivamente per un periodo limitato.
e per quanto riguarda le macchine…
La gamma di macchine da caffè è molto ampia
per rispondere a tutte le esigenze della nostra
clientela. Andiamo dalla compatta Essenza all’intera linea CitiZ, che permette nella versione
CitiZ&Co di montare il latte. Passando poi alle
nuovissime Pixie e Lattissima+ per chi è sempre
brita
L’acqua: il segreto
per un buon caffe’è
le materie prime sono fondamentali per ottenere un
buon caffè. Così come conta
la qualità della miscela,
anche la qualità dell’acqua
riveste un ruolo fondamentale.
Per questa ragione brita
consiglia di inserire nelle
macchine per espresso
esclusivamente acqua filtrata, che offre la possibilità
di esaltare il sapore delle bevande avendo la certezza di
soddisfare appieno i gusti
dei consumatori.
i caffè riscopriranno il pieno
aroma e la macchina avrà
vita più lunga. grazie ai sistemi filtranti, infatti, è possibile ridurre la formazione
del calcare prolungando la
vita degli
elettrodomestici.
Marco zancolò, direttore generale Nespresso italia
attento alle ultime tecnologie e ama degustare i
nostri Gran Cru in cappuccino o caffelatte. Anche
il canale B2B e Ho.Re.Ca. ha la sua gamma dedicata diversa per esigenze e gusti.
la gamma verrà ulteriormente ampliata?
In un mercato sano non si può prescindere dal
lancio di nuovi prodotti. Anche il 2012 – come il
2011 che ci ha visto presentare ben due macchine nuove – sarà caratterizzato da importanti
lanci, a testimonianza della continua innovazione e della passione per la perfezione di Nespresso.
Nel caffè il marchio che valenza ricopre?
Nespresso è leader indiscusso nel mercato del
caffè porzionato il suo successo sta anche nell’aver instaurato un rapporto diretto con il consumatore. Sin dai suoi inizi, 25 anni fa, il concetto
di marca di Nespresso ha ridefinito e rivoluzionato un modo di consumare il caffè. Nespresso
non è solo un caffè, ma è un’esperienza. Ed è questo che fa la differenza.
Quanto invece incidono le attività di comunicazione?
La comunicazione è da sempre un tratto distintivo di Nespresso che, negli ultimi 25 anni, è
diventato uno dei brand più famosi nel mondo
del caffè, conquistando la fiducia di milioni di
consumatori come marchio caratterizzato da
passione, autenticità e servizio. Ciò gli ha anche
permesso di trascendere la categoria di prodotto
per diventare un vero simbolo globale di raffinata eleganza.
Lattissima +
lattissima+ è una macchina per espresso
dalla tecnologia intelligente e dal basso consumo energetico, che si completa con un regolatore del volume della schiuma di latte
assai intuitivo e con un tasto per la pulizia
automatica dai residui di latte. e’ realizzata
in collaborazione con il partner De’longhi in
quattro eleganti colori: silky White, ice silver, Passion Red e Midnight blue.
bialetti
Da sempre sinonimo di caffe’è
Marco Merolla, marketing manager caffè e Ped bialetti industrie
Forte di una leadership nelle macchine da
caffè a sistema aperto, con una quota di mercato del 49%, Bialetti Industrie si è rafforzata
sempre di più anche nel settore delle macchine
a sistema chiuso, penetrando nel mercato del
caffè espresso porzionato. L’azienda propone
le capsule I caffè d’Italia, composte da elementi
separabili e riciclabili al 100% e caratterizzate
da un corpo in alluminio e da una capienza di
7 grammi, dose perfetta per un autentico
espresso italiano. Disponibili in cinque diverse
miscele, le capsule sono utilizzabili anche con
le macchine Mini Express, dallo stile anni ’50, e
Mokona One, con l’esclusivo sistema Click
Clack. Marco Merolla, marketing manager caffè
e Ped Bialetti Industrie, racconta le strategie
future del brand.
bialetti è da sempre sinonimo di caffè.
Com’è cambiato nel tempo questo mercato?
Le abitudini degli amanti del caffè non sono
cambiate rispetto alla continua ricerca di un
ottimo prodotto. Anzi, il fenomeno del “sistema chiuso” sottolinea come il consumatore
sia sempre più attento ed esigente anche in
tema di “caffè fatto in casa”. Che sia con la
Moka, o con la macchina espresso, il caffè per
gli italiani deve essere buono.
il brand riveste quindi un ruolo fondamentale?
Per quanto riguarda Bialetti il marchio è sicuramente fondamentale. Nel 1933 - con l’invenzione di Moka Express - Bialetti ha
rivoluzionato il modo di fare il caffè all’italiana,
sostituendo la Napoletana. Da allora il brand
accompagna gli italiani, in ogni momento della
giornata, nella preparazione del caffè diventando proprio sinonimo del “nostro” rito del
caffè.
le abitudini di consumo si evolvono e
con loro cresce la vostra offerta.
Ad oggi, l’offerta di macchine elettriche Bialetti si compone sia di soluzioni a sistema
aperto – Mokona e Tazzona – sia di proposte
a sistema chiuso – Mini Express e Mokona
One. E nei prossimi mesi presenteremo altre
importanti novità ma, al momento, non possiamo anticiparne i dettagli.
e, grazie alla vostra esperienza, non sarà
difficile soddisfare i consumatori...
Per poter competere in questo mercato è necessario ricercare la perfetta combinazione di
conoscenza del mondo delle macchine e del
mondo del caffè, una competenza che riteniamo essere un asset fondamentale di Bialetti
di ora e un driver del suo sviluppo futuro.
Inoltre, la qualità del caffè erogato rappresenta senza dubbio un elemento fondamentale
nella scelta dei consumatori. Quando il consumatore acquista una macchina a sistema
chiuso, sceglie un caffè al quale si “lega” per un
determinato periodo di tempo: la sua qualità
deve essere perciò all’altezza e Bialetti è in
grado di garantirla.
avete recentemente lanciato un nuovo
spot all’insegna dell’italianità. Quanto sono
importanti le attività di comunicazione?
Le attività di comunicazione rappresentano
come sempre una leva importante per arrivare
al consumatore e per trasmettere la filosofia
nonché la qualità dei nostri prodotti. Riteniamo pertanto che la comunicazione sia un
elemento determinante per avvalorare e sostenere l’ottimale percezione del brand.
I caffe’ d’Italia
Cos’hanno in comune Milano, Roma, Venezia e Napoli? la
bellezza? il fascino? l’italianità? Non solo. Queste sono le città
scelte da bialetti per la linea di capsule “i caffè d’italia” che comprende cinque gusti tra cui il decaffeinato italia Deca.
le differenti miscele sono in grado di rappresentare il modo di vivere il caffè
nelle principali città del nostro Paese: Milano, Venezia, Roma, Napoli e italia Deca.
Mini Express
Mini express nasce da un’inconfondibile unione tra design e funzionalità.
il design e le forme morbide riprendono gli oggetti cult degli anni ’50, gli
anni del boom economico, della televisione e del carosello. le linee morbide e colori pastello (bianco, nero, rosso, arancio, champagne, azzurro e
argento), ne fanno un piccolo oggetto d’arredo dal minimo ingobro. Mini
express è inoltre dotata di una pompa a pressione 20 bar che garantisce
ottime performance.
Mokona One
Mokona one, rappresenta l’evoluzione in chiave moderna della Moka. simile in tutto e per tutto alla famosa caffettiera, ne rivisita in modo nuovo e
creativo le forme e i colori. e’ disponibile nelle versioni silver, bianco perlato
e nero soft touch.
12
focus caffè
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Rolando
Il benessere in una tazzina
Paolo bruno, direttore commerciale CtC technology
Qual è la ragione del successo del mercato del
caffè?
Il mercato delle macchine da caffè presenta caratteristiche di forte stagionalità della domanda. In
linea generale si è registrato un crescente interesse
per il settore del multibeverage. Chi ha creduto in
questo segmento sta registrando una crescita, dovuta anche allo sviluppo del mercato dei consumabili. Per rispondere a un business sempre più
esigente e soprattutto per mantenere tale questo
successo la tendenza dei produttori è quella di ampliare e diversificare sempre più la gamma dei prodotti “affini”: ciò che cerca il cliente è poter ottenere
il maggior numero di bevande possibili con la
stessa macchina.
Come si articola la vostra offerta?
Rolando è un marchio nato da pochi anni con l’intento di integrare soluzioni evolute a prodotti e sistemi per il “benessere” della vita quotidiana. Il
primo prodotto a essere presentato è stata la nostra macchina automatica da caffè, tè e tisane a sistema chiuso Rolando Il Benessere Espresso,
realizzata con materiali e componenti di alta qualità
e dal design completamente italiano. Grazie all’esclusiva tecnologia di erogazione permette in
circa 20 secondi la preparazione di diversi tipi di
bevande, tra cui quattro tipi di caffè, tè classico, tè
verde, orzo, camomilla e tisane. Attenzione viene
posta anche a mantenere dinamiche di prezzo moderate: il prodotto Rolando deve essere accessibile
a tutti e facilmente reperibile.
Quali novità introdurrete nel corso del 2012?
Dal punto di vista tecnologico, ci siamo fin dall’inizio mossi su più fronti: non solo sulla macchina
ma anche sulla materia prima e sulla tecnologia alla
base della capsula. Punteremo, inoltre, a immettere
sul mercato anche nuove referenze, ampliando ulteriormente la gamma dei consumabili, per offrire
sempre più scelta e qualità ai nostri clienti. L’inizio
di quest’anno vedrà oltretutto un completo restyling della macchina.
Nel 2011 quali risultati avete conseguito?
Una costante performance durante tutto l’anno
ci ha fatto raggiungere un risultato finale nettamente migliore rispetto all’anno precedente. Per il
2012 non possiamo che prevedere una continua
crescita.
Qual è la vostra ricetta per vincere la competizione?
Al momento, tutti i produttori di erogatori di bevande calde offrono prodotti solubili, non completamente naturali come sono invece le bevande
Rolando. Questo per noi è un beneficio, non essendoci di fatto una vera e propria concorrenza. Non
abbiamo ancora registrato reali fattori di criticità.
Ciò che evitiamo completamente di fare è invece
abbattere la fascia prezzo, tentando di posizionare
sul mercato prodotti che rischiano di mettere a repentaglio la qualità e di destabilizzare il consumatore finale.
Quanto incidono le attività di comunicazione?
Al di là delle operazioni di marketing dedicate,
quali promozioni e degustazioni, per “comunicare”
Rolando abbiamo deciso di puntare molto sull’impatto visivo. Abbiamo quindi curato particolarmente l’estetica del packaging sia della macchina
sia delle capsule, cercando delle soluzioni che comunichino con chiarezza le peculiarità di Rolando
il Benessere Espresso.
Quali sono i vostri piani di comunicazione per
il 2012?
Continueremo con le normali operazioni di marketing dedicate al prodotto, per poi proseguire sulla
strada dell’utilizzo di materiale pop dedicato in
linea con il nostro nuovo stile grafico e punteremo
a scoprire il mondo del web e del networking, magari anche con attività e promozioni dedicate, per
rendere Rolando ancora più social.
LAVAZZA- ELECTROLUX
PHILIPS SAECO
Un caffe’ da Favola
L’arte dell’espresso dal 1985
andrea Del Nibbio, direttore commerciale saeco per l’italia
La prima macchina da caffè
espresso automatica a uso domestico a marchio Saeco è datata
1985. Da allora, 92 sono state le
soluzioni brevettate fino al 2010,
25 solo negli ultimi due anni,
dopo l’ingresso dell’azienda in
Philips. Tra le novità più importanti: la piastra scalda tazze
(1994), il cappuccinatore (1996)
e, nello stesso anno, il display digitale e il sistema di pre-infusione Saeco Aroma System. Ma
anche il macinacaffè con macine
in ceramica, nel 2004, fino a
Saeco Digital ID, ovvero il lettore
di impronte digitali grazie al quale la macchina riconosce automaticamente il profilo dell’utente, indicandone il nome sul display e rendendo
immediatamente disponibili le sue personalizzazioni per tutte le bevande.
le macchine da caffè automatiche per uso domestico rappresentano da sempre il core business della vostra azienda. Parliamo della vostra
gamma di prodotti...
Siamo stati gli iniziatori della categoria, più di 25
anni fa, e Philips Saeco conserva attualmente la leadership nel settore, con più del 65% di quota di
mercato, con una crescita del 7% rispetto allo
scorso anno. Intelia, la più nuova tra le nostre macchine automatiche per uso domestico, ha ottenuto
per prima la certificazione di qualità del caffè in
tazza grazie all’adozione di un attento e rigoroso
processo di preparazione che soddisfa i parametri
organolettici e sensoriali definiti da Philips Saeco e
certificati dal Centro Studi Assaggiatori – Italian Tasters.
saeco presidia anche il segmento porzionato
chiuso...
È un segmento che nel nostro Paese è molto vivace e in costante crescita (+5,7%, secondo i dati
GFK Novembre 2011). Qui siamo partner di Lavazza, gestiamo la filiera sell-in, compreso il post
vendita, mentre Lavazza gestisce tutto ciò che riguarda il sell-out. In Italia, comunque, la macchina
manuale rimane quella più diffusa, mentre le automatiche rappresentano una nicchia.
su quali novità punterete nel 2012?
Recenti studi di mercato evidenziano come la
possibilità di personalizzare la propria bevanda rivesta una crescente importanza nella percezione
del consumatore. Le macchine automatiche che presenteremo quest’anno sono state pensate proprio
per rispondere a questa necessità:
soddisfare le attese del consumatore in termini di varietà.
Nel caffè il marchio che valenza ricopre?
Il brand deve essere in grado di
rassicurare il consumatore e, al
tempo stesso, di evocare il piacere
prima ancora che esso venga goduto. Nel nostro caso il marchio
Saeco racchiude oltre 25 anni di
storia, in cui abbiamo sempre perseguito, attraverso le nostre macchine, l'obiettivo più importante: dare a tutti gli
appassionati di caffè il massimo del gusto anche
nella comodità di casa propria.
Quali sono le vostre attività di comunicazione?
Da sempre Saeco lavora su un piano di comunicazione integrata: agiamo parallelamente sia sul
versante above the line, con la classica pianificazione media, sia su quello below the line, con eventi
al di fuori del punto vendita che permettano al consumatore finale di entrare in contatto con il prodotto. Non trascuriamo, però, le attività all'interno
del punto vendita. Infine, naturalmente, grande attenzione all'online: quest'anno in particolare sarà
svolto un assiduo presidio dei principali social
media e di communities seleziate di bloggers, vitali
in termini di passaparola virtuoso e di rafforzamento della considerazione del prodotto.
Dall’incontro di Lavazza con Electrolux è nata la macchina per il sistema
espresso A Modo Mio che unisce eleganza, stile, tecnologia e gusto. Disponibile in due modelli - le versioni Favola e Favola Plus - la macchina espresso
si presenta lineare, compatta e con finiture di alta qualità.
Favola è una macchina compatta che si adatta a qualsiasi ambiente grazie
anche alla gamma di colori proposta: Chocolate Brown, Love Red, Grape Purple e Pinot Green per il modello base, Frosted Almond e Chocolate Brown per
quello Plus. Grazie alla pratica lancia vapore, consente di preparare un cappuccino cremoso, un vellutato latte macchiato e tante altre deliziose bevande
calde. Favola è disponibile anche nella versione Plus, che consente di erogare
l’espresso e il caffè lungo con dosi pre-impostate. Questo modello presenta
inoltre il dettaglio prezioso della griglia poggia tazza in acciaio e il vano tazzina illuminato a Led. Favola stupisce inoltre per la facilità di utilizzo. Con il
pratico beccuccio regolabile in altezza, è possibile utilizzare dalla tazzina
espresso alla tazza cappuccino, alla mug per caffè lungo. Tutti i modelli sono
inoltre dotati di un sistema di auto-spegnimento che permette di abbassare
i consumi nelle pause di funzionamento.
Favola e Favola Plus funzionano esclusivamente con le
cialde Lavazza A Modo Mio,
otto miscele pensate per rispondere ai gusti dei consumatori che possono
acquistarle sul sito internet
www.lavazzamodomio.com
e nei principali supermercati. Favola e Favola Plus, con
la loro confezione allegra, coordinata al colore della macchina, attirano l’attenzione sul
punto vendita, mentre il Welcome
Kit, contenente 24 cialde assortite
Lavazza A Modo Mio, da’ il benvenuto ai nuovi clienti.
Il nuovo sistema espresso
per gustare ogni giorno
il vero rito italiano del caffè
Un design inconfondibile
5 miscele straordinarie
Un sistema unico
Mini Express è l’inconfondibile unione di
design e funzionalità in una macchina
espresso. Grazie alla pompa a 20bar,
garantisce un’estrazione ottimale per un
caffè aromatico e corposo.
attentamente selezionate ispirandosi alle
tradizioni dell’espresso all’italiana per
ritrovare anche a casa il gusto e l’aroma che
più ci appartengono.
che esprime tutta l’esperienza Bialetti, fatta
di innovazione ed eccellenza nelle macchine
espresso a garanzia del più alto livello di
soddisfazione per il consumatore.
“Ogni giorno
una miscela da scoprire”
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
1 D
1 M
1 G
1 D
1 M
1 V
2 L
2 G
2 V
2
L
2 M
2 S
3 M
3 V
3 S
3 M
3 G
3 D
4 M
4 S
4 D
4 M
4 V
4 L
5 G
5 D
5 L
5 G
5 S
5 M
6 V
6 L
6 M
6
V
6 D
6 M
7 S
7 M
7 M
7 S
7 L
7 G
8 D
8 M
8 G
8 D
8 M
8 V
9 L
9 G
9 V
9
L
9 M
9 S
10 M
10 V
10 S
10 M
10 G
10 D
11 M
11 S
11 D
11 M
11 V
11 L
12 G
12 D
12 L
12 G
12 S
12 M
13 V
13 L
13 M
13
V
13 D
13 M
14 S
14 M
14 M
14 S
14 L
14 G
15 D
15 M
15 G
15 D
15 M
15 V
16 L
16 G
16 V
16
L
16 M
16 S
17 M
17 V
17 S
17 M
17 G
17 D
18 M
18 S
18 D
18 M
18 V
18 L
19 G
19 D
19 L
19 G
19 S
19 M
20 V
20 L
20 M
20
V
20 D
20 M
21 S
21 M
21 M
21 S
21 L
21 G
22 D
22 M
22 G
22 D
22 M
22 V
23 L
23 G
23 V
23
L
23 M
23 S
24 M
24 V
24 S
24 M
24 G
24 D
25 M
25 S
25 D
25 M
25 V
25 L
26 G
26 D
26 L
26 G
26 S
26 M
27 V
27 L
27 M
27
V
27 D
27 M
28 S
28 M
28 M
28 S
28 L
28 G
29 D
29 M
29 G
29 D
29 M
29 V
30 L
30 V
30
L
30 M
30 S
31 M
31 S
31 G
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
1 D
1 M
1 S
1 L
1 G
1 S
2 L
2 G
2 D
2 M
2 V
2 D
3 M
3 V
3 L
3 M
3 S
3 L
4 M
4 S
4 M
4 G
4 D
4 M
5 G
5 D
5 M
5 V
5 L
5 M
6 V
6 L
6 G
6 S
6 M
6 G
7 S
7 M
7 V
7 D
7 M
7 V
8 D
8 M
8 S
8 L
8 G
8 S
9 L
9 G
9 D
9 M
9 V
9 D
10 M
10 V
10 L
10 M
10 S
10 L
11 M
11 S
11 M
11 G
11 D
11 M
12 G
12 D
12 M
12 V
12 L
12 M
13 V
13 L
13 G
13 S
13 M
13 G
14 S
14 M
14 V
14 D
14 M
14 V
15 D
15 M
15 S
15 L
15 G
15 S
16 L
16 G
16 D
16 M
16 V
16 D
17 M
17 V
17 L
17 M
17 S
17 L
18 M
18 S
18 M
18 G
18 D
18 M
19 G
19 D
19 M
19 V
19 L
19 M
20 V
20 L
20 G
20 S
20 M
20 G
21 S
21 M
21 V
21 D
21 M
21 V
22 D
22 M
22 S
22 L
22 G
22 S
23 L
23 G
23 D
23 M
23 V
23 D
24 M
24 V
24 L
24 M
24 S
24 L
25 M
25 S
25 M
25 G
25 D
25 M
26 G
26 D
26 M
26 V
26 L
26 M
27 V
27 L
27 G
27 S
27 M
27 G
28 S
28 M
28 V
28 D
28 M
28 V
29 D
29 M
29 S
29 L
29 G
29 S
30 L
30 G
30 D
30 M
30 V
30 D
31 M
31 V
31 M
Dicembre
31 L
2012
Il mercato: l’enorme potenziale delle capsule
I CONSUMI
OGGI
300
INCIDENZA TOTALE CONSUMI CAPSULE
SUI CONSUMI CAFFè
2013
mio
CAPSULE
+ 58% vs Ap
1,000,000
2011
10%
2%
FAMIGLIE
+ 36,5% vs Ap
FONTE: NIELSEN CONSUMER 2011
Tasso di crescita tendenziale enorme, ad oggi
le capsule rappresentano ancora il 2%
del totale tazzine consumate in casa.
Bialetti: caffè per passione
Un espresso mai amaro, dal profumo
leggero e delicato. Da questa miscela 100%
Arabica nasce un caffè di straordinario
equilibrio in cui l’aroma fragrante dalle
note fruttate si sposa con una naturale
leggerezza.
Il caffè
per passione
Da sempre Bialetti interpreta al meglio la
grande tradizione italiana per il caffè.
Grazie a una selezione di miscele speciali,
nelle esclusive capsule in alluminio, e
all’eccellenza Bialetti nelle macchine
espresso, il nuovo sistema Bialetti
I Caffè d’Italia rappresenta una perfetta
combinazione di conoscenza e innovazione
per offrirti il più alto livello di soddisfazione.
5 miscele
straordinarie
informazione pubblicitaria
Bialetti ha creato un vero e proprio viaggio
sensoriale attraverso le eccellenze
dell’espresso all’italiana in cui puoi
finalmente ritrovare il gusto e l’aroma
che ti rappresenta.
Un espresso rotondo, delicato, dalla
spiccata nota di vaniglia. Il caffè crudo e la
miscela di Arabica a tostatura chiara
restituisce un caffè di straordinaria e rara
dolcezza, dal corpo leggero e dal profumo
naturale.
Il gusto autentico di un caffè dall’aroma
forte e persistente. In questa miscela si
trova tutto il sapore di un espresso
avvolgente dal carattere deciso, ottimo
come dopopasto, nel quale spiccano
eleganti note di frutta secca.
Un espresso corposo e intenso, dal tipico
aroma di cacao amaro. Il rito del caffè
napoletano è pienamente rispettato: miscela
di origine africana, tostatura fino al grado
scuro e macinatura fine, concorrono a
creare un caffè persistente al palato.
Un decaffeinato ricco di aroma dalla
struttura vellutata e avvolgente. Una
miscela perfettamente bilanciata di
varietà Arabica e Robusta che sprigiona
una delicata fragranza di cereali e pane
tostato.
www.bialetticaffe.it
focus caffè
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
POLTI
Sistemi personalizzati a misura di consumatore
Daniela Pavesi, direttore marketing Polti
Come si articola l’offerta di Polti nel settore del caffè?
Polti si rivolge al consumatore finale con due linee di macchine da caffè in
capsule: la gamma con sistema studiato esclusivamente per capsule AromaPolti e Èspresso1882, per capsule Èspresso di Vergnano.
Quali sono le prospettive per il 2012?
Quest’anno è molto importante per quanto riguarda il mercato del caffè. A
breve, infatti, arriverà in commercio la linea di macchine da caffè Èspresso1882.
La prima verrà introdotta entro la fine di gennaio e sarà disponibile in due varianti colore: bianco e nero. Vanta un sistema personalizzato e studiato esclusivamente per capsule
Èspresso, disponibili per l’acquisto presso la Grande distribuzione. Inoltre, è dotata di bottone autoapprendimento che consente di prestabilire la quantità e il livello di intensità del caffè,
memorizzandoli per l’occasione successiva. A giugno è prevista invece l’introduzione di nuove macchine con il sistema personalizzato per le capsule AromaPolti e un ampliamento della
gamma Èspresso1882. A brevissimo, infine, verrà lanciata una
macchina con sistema studiato esclusivamente per le capsule
AromaPolti, pensata per gli appassionati del fumetto d’autore
Lupin.
Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno?
La comunicazione avrà come protagonista il web e i social
network, dove verranno lanciate iniziative ad hoc per i consumatori finali, quali
diverse giornate dimostrative nei punti vendita più importanti d’Italia.
a suo parere, qual è la ragione del
successo del settore del caffè?
I motivi della crescita sono molteplici. La comodità e la semplicità
di utilizzo sono sicuramente tra
quelli più significativi.
L’erogazione
del caffè è, infatti, quasi immediata:
è
sufficiente inserire la capsula e
premere
un
tasto per avere in
pochi secondi un
caffè
perfetto
come quello del bar.
Un risultato di qualità costante, per ogni caffè che
viene erogato.
GROUPE SEB
innovazione, ampiezza di gamma e qualita’ dei prodotti
TERMOZETA
coffimoment e barcaffe’ 8000
giampaolo Coggi, product manager groupe seb italia
Nel panorama dei piccoli elettrodomestici, il
caffè è fra i pochi settori con un andamento
stabile. Qual è la ragione del successo di questo segmento?
A mio parere, il successo è dovuto sicuramente
agli investimenti pubblicitari nel porzionato
chiuso che hanno aiutato il settore a continuare a
crescere cambiando le abitudini nel consumo del
caffè. Gli spot Tv, le campagne stampa e i testimonial hanno reso sempre più appealing il parlare di
questo prodotto e quindi hanno coinvolto i consumatori nella costante espansione di tale mercato.
Come si articola la vostra offerta?
L’offerta di Groupe Seb è a 360°. Si articola, infatti, mediante una gamma completa di prodotti a
marchio Krups che varia dal porzionato aperto
alle fullauto/superautomatiche. Per quanto riguarda il porzionato chiuso, invece, siamo presenti come produttori di macchine a marchio
Nespresso e Dolce Gusto.
Verranno introdotte novità di prodotto nel
corso del 2012?
Verrà lanciata sul mercato italiano la prima superautomatica One Touch Cappuccino con sistema
completamente automatico di pulizia, che permette il massimo comfort e una grande facilità
d’utilizzo. EA9000 Barista è unica nel suo genere.
Krups, infatti, grazie al costante studio di soluzioni
innovative ha sviluppato una tecnologia che permette di fare un cappuccino direttamente in tazza,
senza la necessità di dover utilizzare accessori
specifici.
il business vede via via l’ingresso di nuovi
operatori. Qual è la vostra ricetta per vincere
la competizione?
Innovazione, ampiezza di gamma, qualità dei
prodotti e del risultato “in tazza” sono sicuramente i principali driver per trionfare. Ma, soprattutto, per offrire al consumatore il miglior
risultato finale. Che è ciò che ci sta più a cuore.
Nel caffè il marchio che valenza ricopre?
Per avere il caffè perfetto ogni mattina è necessario avere una buona materia prima, una precisa
quantità, la pressione ideale, la giusta temperatura
di estrazione e il corretto volume in tazza. Se per
il primo aspetto ci si affida ai migliori produttori di
caffè, per tutto il resto si confida nella macchina. E
il marchio è ciò che rassicura il consumatore riguardo la qualità di preparazione.
KRUPS-Xp5220 e Xp 5240
la macchina XP 5220 garantisce la preparazione di una o due
tazze di caffè macinato o con cialde ed è caratterizzata da colore nero e cassettino raccogli gocce in acciaio inox. Permette
il controllo manuale del volume dell’acqua, vanta un serbatoio
estraibile da 1,1 litri, un pulsante di espulsione dei residui di
caffè e il Pannarello Perfect Froth. Presenta, inoltre, alcuni plus
tra cui thermoblock, elemento riscaldante in alluminio che garantisce la giusta temperatura del caffè fin dalla prima tazza, e
tamping system, il sistema di pressione caffè progressivo in
base alla quantità. la macchina XP 5240 vanta tutte le caratteristiche di XP 5220 ma è dotata di corpo in acciaio inox con alloggio serbatoio dell’acqua in plastica.
ROWENTA - Perfecto ES 4200
la macchina per caffè Perfecto vanta una potenza di 1.450
Watt e una capacità del serbatoio dell’acqua di 0,8 litri. ideale
per la preparazione di una o due tazze di caffè e di ottimi cappuccini. è dotata di corpo in acciaio inox, sistema antigoccia,
pulsante per l’espulsione dei residui e optipress system, per
una pressatura del caffè ottimale.
19
Caratterizzata da un doppio funzionamento, sia con caffè in polvere monodose
che con cialde da 44 mm E.S.E., CoffiMoment di Termozeta garantisce una pressione di 15 bar. Vanta inoltre un beccuccio per cappuccino orientabile, vapore regolabile, vaschetta raccogli-gocce estraibile e Led luminosi. BarCaffè 8000 è invece
una macchina espresso che funziona con caffè in polvere. Presenta il beccuccio
per cappuccino orientabile, un serbatoio della capacità di 1,2 litri e una vaschetta
raccogli-gocce estraibile. Il vapore è regolabile e la macchina ha in dotazione pressino e dosatore.
focus caffè
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
de’longhi
l’eccellenza di una gamma al vertice
Vladimiro Carminati, country italy director
“De’Longhi sarà riconosciuta come il leader mondiale nel mercato delle
macchine da caffè”. Una visione chiara e decisa del percorso da compiere,
resa nota sul sito istituzionale dell’azienda di Treviso. Con un focus particolare sul mercato del caffè, ad oggi ritenuto strategico per il brand. A
confermarlo Vladimiro Carminati, Country Italy Director De’Longhi.
Dottor Carminati, quanto conta il business del caffè per De’longhi?
E’ un mercato molto importante, anche perché è fra i pochi settori con
un andamento stabile.
Qual è la ragione del successo di questo segmento?
I consumi di caffè sono legati a un aspetto culturale radicato nelle abitudini quotidiane e fortemente condizionato dalla gratificazione generata dal consumo di questa bevanda. Le diverse preferenze danno origine
alle varie famiglie di prodotti in cui il settore delle macchine del caffè si
sviluppa.
e l’offerta De’longhi copre tutte le declinazioni possibili…
Siamo presenti in tutti i segmenti. Dal caffè in moka, nella versione
elettrica Alicia, che è ormai divenuta leader indiscussa di mercato, all’espresso, con una gamma molto profonda. Che comprende la top seller
dei sistemi tradizionali Icona, ma anche le macchine super automatiche
Magnifica S. Nel segmento espresso abbiamo conquistato una quota totale a valore del 25% del mercato. Da ultimo, ma non per importanza,
grazie alla collaborazione con Nepresso e Nestlè Dolce Gusto, siamo tra
i protagonisti nel segmento dei sistemi chiusi, con una quota di mercato
del 31%.
Quali sono stati i risultati conseguiti nel 2011 in questo settore?
Nel mercato italiano delle macchine da caffè il nostro fatturato complessivo è cresciuto del 16% anno su anno, con un incremento di quote
di mercato in tutti i segmenti. I numeri parlano per noi.
Verranno introdotte nuove referenze nel corso del 2012?
Ci saranno novità in tutti i segmenti tecnici del caffè. Ma è prematuro
anticiparle perché riguardano lanci che avverranno nella seconda parte
dell’anno.
il business vede via via l’ingresso di nuovi operatori. Qual è la vostra ricetta per vincere la competizione?
Sempre la stessa. Profondità di gamma, eccellenza nella distribuzione
e nel display, promozionalità di valore e pubblicità mirata. Naturalmente
contiamo anche sulla nostra reputazione e posizione di mercato.
Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno?
Direttamente o tramite i nostri partner, tutti i prodotti saranno oggetto di campagne pubblicitarie.
sono previste attività che coinvolgeranno il trade?
Certamente, anche se cercheremo di evitare affollamenti di in store
promotion e meccaniche banali.
EC 850.M
integra il brevetto “automatic Cappuccino che, grazie all’esclusivo montalatte automatico e alla speciale caraffa
in dotazione che si innesta facilmente,
consente di ottenere
deliziosi cappuccini. il porta filtro
professionale,
con dispositivo
crema integrato,
consente di utilizzare caffè in polvere o cialde
e.s.e. per una o
due tazze. semplice da utilizzare grazie ai
tasti intuitivi
con indicatori
luminosi.
Magnifica S
una superautomatica a marchio De’longhi, in grado di soddisfare le esigenze dei
consumatori che amano personalizzare
il proprio espresso, senza dover rinunciare a cappuccini cremosi, latte macchiato, infusi. tre i modelli che
compongono la gamma: eCaM 21.110.b
con finitura esterna in colore nero ed inserti in silver, eCaM 21.110.W in colore
bianco ed inserti in nero e la eCaM
21.110.sb con combinazione di colore
silver e nero. tutti i modelli sono dotati
di pannello di controllo che permette di
personalizzare il proprio espresso per
aroma, quantità e temperatura.
ariete
La gamma
Café Retrò
“Puntiamo sul porzionato aperto”
Macchina da caffè dal design originale ed elegante e allo stesso
tempo pratica e funzionale. Permette di preparare un caffè eccellente, con tutto l'aroma e la crema del bar e un cappuccino denso e
cremoso grazie all'apposito dispositivo cappuccinatore.
Paolo laratta, direttore marketing
Anche per Ariete il mercato del caffè si conferma
un business importante. L’azienda toscana opera
nel segmento delle macchine per espresso tradizionali che utilizzano cialde di carta, il cui standard
è tutelato dal consorzio E.S.E.. Secondo Paolo Laratta, direttore marketing dell’azienda, sono molti
i fattori che hanno influito sullo sviluppo di questo mercato.
Dottor laratta, il business del
caffè si conferma molto effervescente…
Da qualche anno in Italia abbiamo assistito ad un vero e proprio boom. Una conseguenza degli
ingenti investimenti pubblicitari
messi in campo dai diversi produttori di caffè.
Ma anche condizionato dall’ampiezza delle proposte.
Secondo recenti dati GfK, nel nostro Paese esiste ancora uno zoccolo duro di macchine tradizionali. Le capsule sono state
protagoniste di una forte crescita. Mentre le macchine superautomatiche stentano ancora a decollare, come invece è avvenuto per esempio in
Germania.
Quanto conta questo business per ariete?
E’ molto importante, rappresenta circa il 10% del
fatturato totale dell’azienda.
siete soddisfatti dei risultati ottenuti?
Nel periodo gennaio-ottobre 2011, rispetto al
medesimo periodo 2010, Ariete ha aumentato la
sua quota a valore del 20% nel mercato totale dell’espresso. Si tratta di un traguerdo importante
visto che operiamo solo nel segmento del caffè porzionato.
Quali le ragioni di questo incremento?
Abbiamo messo in campo iniziative promozionali importanti. Per esempio, mantenendo invariato il prezzo,
abbiamo inserito nella confezione
delle nostre macchine da caffè una
caraffa filtrante. Che, depurando
l’acqua, permette di ottenere un
caffè più gustoso ma aumenta
anche la durata della macchina
stessa.
Verranno introdotte novità
di prodotto in questo segmento?
Sì, nel 2012 arriveranno due
nuove macchine da caffè. Ma
non posso anticipare nulla.
e per quanto riguarda la comunicazione?
Non sono previste campagne
adv sul caffè per il 2012. Verranno però organizzate delle in
store promotion e, come
sempre, verrà intensificata
la comunicazione sul
punto vendita, grazie a
materiali espositivi innovativi, display video e palbox.
20
Cafè Novecento
Macchina per caffè espresso dalla linea elegante e raffinata, dal
corpo interamente in metallo cromato, finiture e dettagli di alto
pregio. il portafiltro professionale in ottone con sistema thermocream eroga un caffè intenso, mentre con il dispositivo Maxi-Cappuccino si monta il latte in pochi secondi. termometro a vista,
serbatoio estraibile, cassettino raccoglifondi removibile per
un'agevole pulizia.
Cafè Roma Deluxe
Macchina per caffè espresso dalle prestazioni professionali, dotata
di macinacaffè professionale incorporato, valvola anti-gocciolamento, termometro per il controllo della temperatura in caldaia,
portafiltro professionale in ottone con gocciolatore intercambiabile singolo e doppio, e dalle preziose finiture in metallo cromato.
caffe’ novecento
caffe’ retro’
caffe’ roma deluxe
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
focus caffè
gaggia
Il gusto della tradizione
Accademia Gaggia è il frutto di più di 70 anni di
esperienza nel mondo dell’espresso. Con un semplice click è possibile personalizzare ogni tipo di
bevanda a base di caffè o di latte, in tutta libertà e
direttamente in tazza, grazie al sistema auto-cappuccino integrato. Accademia Gaggia vanta inoltre
un design pulito ed elegante, frontale in acciaio
inox anti-touch, tecnologia rivolta al risparmio
energetico, menù di gestione bevande e manutenzione facili ed intuitivi, display TFT a colori, cicli di
pulizia dei circuiti latte e caffè automatici, macinino con macine in ceramica, per un risultato ed
una qualità costante nel tempo, e Optiaroma system. Gaggia ha inoltre realizzato, in collabora-
lui l’espresso
Prezzi competitivi
per la Regina del mercato
Federico Picchio, direttore commerciale
Dott. Picchio, come si articola l’offerta della vostra
azienda?
La Lui l’espresso offre una
vasta offerta di macchine e
miscele, oltre a diversi articoli complementari al
mondo del caffè. Le macchine hanno un prezzo
molto competitivo e ottime
caratteristiche
tecniche
mentre, per le nostre miscele, utilizziamo solo caffè selezionati e pregiati.
la gamma verrà ulteriormente ampliata
nel corso di questo anno?
Nel 2012 lanceremo un nuovo modello di
macchina dalle dimensioni ancora più ridotte
e colori ricercati. Altro progetto che vedrà la
luce quest’anno è quello della nuova linea di
miscele monorigine (limited edition), che si
andrà ad aggiungere al già vasto assortimento
delle nostre miscele. Verranno poi presentati
anche nuovi esclusivi complementi, con un attenzione particolare anche al mondo food
Quali sono i vostri piani di comunicazione per quest’anno?
Nel 2012 sarà importante aumentare pubblicità e diffusione del nostro marchio, sia tramite i canali classici, che tramite
sponsorizzazioni (siamo infatti sponsor ufficiali della Yamamay Busto Arisizio – volley
femminile) e attività di co-marketing con importanti aziende, al fine di rendere il nostro
marchio riconoscibile a tutti.
Regina
Regina è la nuova protagonista tra
le macchine per caffè firmate lui
l’espresso.
la caratteristica distintiva di questa
collezione è principalmente la compattezza e le ridotte dimensioni. e’
caratterizzata da un pratico sistema
di espulsione automatica delle capsule che vengono raccolte in un apposito cassetto. Regina - disponibile
in bianco, bronzo, rosso e grigio - va
a completare l’attuale collezione di
macchine lui l’espresso già presenti
sul mercato in nove colori.
zione con Kimbo, la macchina a capsule Kimbo
Kapsula Classica, che coniuga l’aroma e il gusto
della tradizione napoletana e l’esperienza Gaggia
nel mondo dell’espresso. Tradizione e innovazione insieme, per offrire un caffè buono come
quello del bar. La macchina vanta un sistema manuale di caricamento ed
espulsione capsula, una lancia
Acqua calda/Vapore in acciaio
inox, un serbatoio per l’acqua removibile dalla capacità di un litro,
un piano scaldatazze in acciaio
inox e un corpo macchina realizzato
in ABS di colore nero.
focus on
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
Come potrebbe cambiare la disciplina
Raee:
blitz a
stRasbuRgo
Voto a maggioranza del Parlamento dell’unione europea. obiettivo:
incrementare la raccolta di rifiuti hi-tech. adesso la parola passa al Consiglio.
Ma tira aria di sommossa.
Incrementi progressivi delle quote di
Raee raccolti negli stati membri. Riduzione della burocrazia. Controlli più severi sugli imbarchi illegali. Ma,
soprattutto, la possibilità concessa ai
consumatori di restituire ai rivenditori
anche i piccoli rifiuti elettronici.
Queste le principali modifiche approvate dal Parlamento europeo riunito in
sessione plenaria a Strasburgo per la revisione della Waste Electrical and Electronic Equipment (WEEE), che regola la
gestione di rifiuti hitech. "Dopo difficili
negoziati sono molto soddisfatto. Siamo
riusciti ad accordarci su tassi di raccolta
ambiziosi, ma raggiungibili. L'Europa
adesso recupererà più materiale grezzo,
il che è un'ottima notizia sia per l'economia sia per l'ambiente" ha dichiarato il
relatore Karl-Heinz Florenz (PPE, DE),
dopo che l'accordo è stato approvato, per
alzata di mano, da una schiacciante maggioranza.
Adesso la palla passa al Consiglio Europeo. Se l’aggiornamento della direttiva
2003 verrà approvato anche in quella
sede, le nuove regole saranno pubblicate
sulla Gazzetta ufficiale e, a quel punto, gli
Stati membri avranno 18 mesi per inserire le disposizioni nella legislazione nazionale. Ma cosa potrebbe cambiare?
Ritiro gratuito di piccoli dispositivi
Prima di tutto il Parlamento ha chiesto
e ottenuto che ai consumatori sia permesso di restituire piccoli dispositivi
elettronici (come i telefonini) in ogni
grande negozio del settore (da 400 metri
quadrati in su), senza dovere per forza
acquistare un altro prodotto. Una modifica che di certo non farà piacere ai retailer, che si troveranno così a raccogliere
gratuitamente rifiuti elettronici di piccole
dimensioni.
aumento dei quantitativi raccolti
Inoltre, secondo il testo, nei diversi
Paesi la raccolta dovrà crescere, superando l'attuale obiettivo forfettario di 4
Kg per persona l'anno. Entro il 2016 si
dovranno raccogliere 45 tonnellate di rifiuti di prodotti elettronici per ogni 100
tonnellate di beni messi sul mercato nei
tre anni precedenti. Entro il 2019, la cifra
dovrà salire al 65%.
In alternativa, si potrà raccogliere
l'85% dei rifiuti di materiale elettronico
prodotto. Dieci paesi che devono miglio-
rare le loro infrastrutture, fra i quali non
c'è l'Italia, avranno un obiettivo intermedio del 40% e potranno richiedere una
proroga fino al 2021 per raggiungere
l'obiettivo finale.
tecnologie di riciclaggio e i prodotti dovranno essere progettati per essere smaltiti più facilmente.
intensificazione dei controlli sugli
imbarchi illegali
Il Parlamento ha anche negoziato controlli più severi sugli imbarchi illegali per
evitare che questi tipi di rifiuti siano inviati in paesi in cui le condizioni di lavoro
sono spesso pericolose per i lavoratori e
per l'ambiente. Sarà compito degli esportatori, e non più dei funzionari doganali,
dimostrare che le merci sono state spedite per la riparazione o il riutilizzo, a se-
trattamento di qualità
Un miglior trattamento aiuterà poi a
recuperare le materie prime più preziose,
come l'oro utilizzato per i circuiti elettronici, e a evitare che le sostanze nocive finiscano in discarica.
I tassi di riciclaggio dovranno salire
all'80% per alcune categorie di merci.
Dovranno essere utilizzate le migliori
conda dei casi previsti dalle nuove regole.
Riduzione della burocrazia
I produttori di beni elettronici continueranno a contribuire finanziariamente
al conseguimento degli obiettivi e riceveranno benefici dalla semplificazione delle
procedure di registrazione. Potranno,
inoltre, nominare dei rappresentanti sul
posto invece di dover necessariamente
stabilire una sede legale in ogni paese in
cui operano. Le nuove misure impediranno la doppia imposizione della tassa
di registrazione tra Stati membri.
Lara Colombi
I dati Ecolight
12 mila tonnellate raccolte in negozio
Nel 2011 i rifiuti elettronici
raccolti dalla distribuzione
con il sistema dell’Uno contro
Uno hanno superato le 12mila
tonnellate.
Questo è quanto emerge dai
dati Ecolight, consorzio per la
gestione dei Raee e punto di
riferimento della Gd, che offre
il servizio di ritiro dei rifiuti
elettronici a oltre 3mila negozi in tutta Italia.
«Il contributo degli esercizi
commerciali nella raccolta
dei Raee è stato importante.
Siamo convinti che vi siano le
potenzialità per tassi di raccolta ancora più elevati, oggi
frenati in buona parte da difficoltà di gestione esterne al
sistema distributivo e dovuto
a normative inadeguate sulle
quali, ormai da troppo tempo,
la filiera sta chiedendo interventi urgenti. Il dato di quest’anno però ci conforta ed è
indice di un sistema che, seppur lentamente, sta crescendo».
Il sistema di raccolta attraverso i negozi finora ha portato in un anno e mezzo di
operatività al recupero di
16mila tonnellate di rifiuti
elettronici. Di questi, 4mila
circa nel solo 2010, anno di
entrata in vigore della normativa Uno contro Uno, e
12mila l’anno scorso.
«Per il 2011 parliamo di
circa 300mila pezzi, l’85 per
cento dei quali è rappresentato dai grandi elettrodomestici», precisa Giancarlo
Dezio, direttore generale di
Ecolight. Difficile è intercettare i piccoli elettrodomestici
(chiamati anche paed), ovvero l’elettronica di consumo
composta da telefonini, apparecchiature hi-tech, frullatori
e giochi elettronici.
«Questi Raee, classificati
come R4, rappresentano
meno del 2% in peso di
quanto è stato raccolto attraverso il sistema dell’Uno contro Uno. Complessivamente
possiamo stimare in circa
18mila i pezzi raccolti; un
dato basso se pensiamo che i
televisori lasciati in negozio
l’anno scorso sono stati oltre
20mila, mentre i frigoriferi
hanno superato le 70mila
unità».
Due sono i nodi da affrontare: innanzitutto il fronte
dell’informazione: «Far conoscere al consumatore questa
22
opportunità è il primo passo
per raggiungere livelli importanti di raccolta», ricorda il
direttore generale di Ecolight.
«E il basso dato di raccolta dei
piccoli elettrodomestici è il
principale indice della scarsa
conoscenza. Infatti, se per frigoriferi e lavatrici solitamente viene richiesta la
consegna a domicilio con il
ritiro del vecchio prodotto, non avviene
così
quando
si
tratta di frullatori o lettori Dvd.
La consegna non
è automatica e il
consumatore può
portarli in negozio
piuttosto che conferirli all’ecocentro del
proprio Comune».
In secondo luogo la questione legata alle piazzole comunali: non sempre è
possibile conferire i rifiuti
raccolti dal circuito della distribuzione alle isole ecologiche. Secondo, infatti, i dati
2011 del Centro di Coordinamento Raee, circa quattro
piazzole su dieci non ritirano i
rifiuti elettronici raccolti dai
negozi attraverso il sistema
dell’uno contro uno. Delle
altre sei piazzole comunali,
cinque accolgono Raee solo
per piccoli quantitativi e provenienti dal territorio di competenza e solamente una è
disposta a ricevere questi rifiuti indipendentemente dal
territorio. «Il consorzio Ecolight continua nell’andare incontro alle
esigenze
dei
punti vendita,
intervenendo
anche quando le
istituzioni nazionali e locali non
sono in grado di
dare delle risposte», commenta
Camarda. «È necessario che le isole
ecologiche si aprano
ai conferimenti della distribuzione e che la normativa sia modificata portando il
periodo massimo di stoccaggio da 30 giorni a tre mesi, in
modo da poter raggiungere i
quantitativi necessari per ridurre gli attuali ingenti costi
di stoccaggio e di trasporto».
L.C.
l’intervista
hitech magazine
anno 3 - numero 2 - 15 febbraio 2012
www.tespi.net
A tu per tu con Francesca Polti, direttore generale del Gruppo
“Pronti a conquistare
nuovi mercati”
Nel 2012 prevista una maggiore diversificazione del business.
Ma anche il restyling della gamma lecoaspira e della linea iron.
Il 2012 sarà forse più buio dell’anno
passato per l’industria italiana. Ma c’è chi
ad arrendersi proprio non ci sta. E reagisce con investimenti e proposte innovative per neutralizzare gli effetti di questo
difficile momento congiunturale. E’ questa la politica di Polti ai tempi della crisi.
L’azienda, con alle spalle una storia trentennale di successi nel settore dei piccoli
elettrodomestici, inizia il nuovo anno rinnovando ampiamente la sua gamma prodotti. Nessun taglio negli investimenti,
ma una ridistribuzione sui differenti settori presidiati dal brand. A raccontarlo è
Francesca Polti (foto), direttore generale
del Gruppo, che ci ha accolti con un sorriso sereno nella sede di Bulgarograsso in
provincia di Como.
“Non ho dubbi sulla forza innovativa di
Polti, sul suo team che sente e vive
l’azienda come una grande famiglia, sul
Gruppo che per me è sinonimo di casa.
Non riesco a ricordare il mio primo
giorno nell’azienda di famiglia. Ci sono
cresciuta fin da quando la fabbrica era
sotto casa mia. Ricordo però le estati passate ad archiviare fatture, a battere a
macchina o a utilizzare il telex per inviare
comunicazioni”. Questo molto prima di
conseguire il Clea in Bocconi con una tesi
sulla sua azienda e prima ancora di iniziare il suo percorso professionale in Sanford (multinazionale che distribuisce
numerosi marchi quali le penne Waterman, Parker e Papermate). Prima di scoprire in sé una vena commerciale che le
ha permesso di crescere fino a divenire
direttore generale del Gruppo, fondato
nel 1978 da Franco Polti. E prima di trovarsi di fronte all’ennesima sfida: affrontare il nuovo anno scommettendo sul
futuro, proprio come suo padre, prima di
tutti, scommise sulla forza del vapore.
Dott.ssa Polti, quali sono state le
performance del gruppo nel 2011?
Il fatturato consolidato del Gruppo nel
2011 si è mantenuto in linea con quello
del 2010. Operiamo su diversi mercati fra
i quali Italia, Spagna, Portogallo, Francia,
Regno Unito, Germania, Romania e Messico. In alcuni, i risultati sono stati superiori a quelli del 2010. In altri, invece,
abbiamo registrato una leggera contrazione.
a cosa è stata dovuta?
Sia in Italia che in Spagna abbiamo risentito della chiusura o del fallimento di
alcuni clienti. In questi casi il fatturato
perso è difficilmente recuperabile, anche
perché non può essere assorbito in toto
dalle realtà che invece rimangono sul
mercato.
Ci sono altre ragioni?
Molti dei nostri clienti hanno messo in
atto rigide politiche di destoccaggio, a
causa del problema finanziario che rappresenta oggi un ostacolo comune a tutte
le realtà aziendali. Le banche faticano
nella concessione di fidi e questo, di certo,
non aiuta le piccole e medie imprese. Mi
auguro che in Italia il nuovo governo
operi in questa direzione.
newsline
Homedics: Massimo Mucciolella
nominato direttore commerciale
Massimo Mucciolella, quarant’anni, milanese, è il nuovo direttore commerciale del
Gruppo HoMedics Italia. In carica da gennaio
2012, Mucciolella riporterà all’amministratore delegato Stefano Godio, occupandosi
delle strategie commerciali del Gruppo sia
per HoMedics che per Salter. Laureatosi in
Economia presso l’Università degli Studi di
Pavia, comincia la sua carriera come sales
agent in Nestlè Italia, prima di approdare in
Sony Italia dove – dal 2000 al 2009 – ha
svolto incarichi di responsabilità crescente.
Proviene da G.R.E, dove ha lavorato come responsabile commerciale It e telefonia.
indesit entra nel mondo
dei piccoli elettrodomestici
Indesit Company inizierà la produzione di
piccoli elettrodomestici. Questa la notizia
emersa durante un’intervista, rilasciata a Repubblica, da Marco Milani, amministratore
delegato dell’azienda. Lo storico gruppo di
Fabriano prosegue così il suo piano di ristrutturazione, iniziato nel mese di novembre con la messa in atto di un modello
organizzativo basato su tre divisioni di business: lavorazione e conservazione del cibo
(per frigoriferi e forni), casa (per lavatrici e
asciugatrici) e servizi. Sul quotidiano si legge
che, nel breve periodo, a questi business si
affiancherà una gamma Ped a marchio Hotpoint-Ariston e, in seguito, una linea per Indesit.
attendendo gli esiti della manovra
economica, come vi muoverete nel
2012?
Andremo avanti con le nostre strategie,
puntando su una maggiore diversificazione. Storicamente, il fatturato aggregato a livello di Gruppo è determinato per
il 35% dal business di Vaporella, per il
45% dai prodotti per pulizia a vapore
(Vaporetto) e vapore con aspirazione
(Vaporetto Lecoaspira). La parte restante
si ripartisce tra medicale, professionale,
la linea di caffè, accessori e aspirazione.
Nel 2012 ci auguriamo che queste percentuali possano cambiare, vogliamo che
il comparto delle macchine del caffè e
delle capsule cresca in maniera esponenziale.
Quale strategia metterete in atto
per centrare l’obiettivo?
Avremo una linea di macchine funzionanti con capsule AromaPolti e una compatibile con le capsule Èspresso di
Vergnano. I primi due modelli di macchine Èspresso verranno lanciati entro
fine gennaio. Il rinnovo della gamma AromaPolti è, invece, previsto a giugno.
arriveranno altre novità nel mercato caffè?
Èspresso è la nostra novità, un progetto
nato in collaborazione con Caffè Vergnano, azienda storica del caffè made in
Italy, e Macchiavelli, che ha collaborato
per la realizzazione del brevetto sulle
capsule. Che sono vendute nella grande
distribuzione, compatibili con le macchine Nespresso e con quelle Polti dedicate Èspresso1882. Crediamo molto in
questo progetto e nella gamma di macchine che abbiamo messo a punto.
la comunicazione è molto importante per affermarsi in questo segmento…
E’ fondamentale per dare più forza al
marchio, soprattutto in un mercato come
questo, da sempre caratterizzato da ingenti investimenti pubblicitari. La comunicazione è volutamente uniforme anche
in tutti i paesi in cui siamo distributori
esclusivi delle capsule – Francia, Spagna,
Portogallo, UK e Germania – e valorizza
l’italianità del progetto. In Italia, poi, verranno realizzate numerose attività di dimostrazione e di degustazione nei punti
vendita.
scenderete in campo con comunicazioni mirate solo in questo segmento?
Ovviamente no, comunicare è molto
importante anche in periodi di crisi. Da
febbraio ad aprile lanceremo la nuova
gamma di Lecoaspira rinnovata nei colori, nell’estetica e nelle funzionalità. Qui
ci sarà un investimento di trade notevole
e una campagna pubblicitaria ancora in
fase di valutazione.
un'altra novità quindi…
Più novità. Abbiamo messo a punto il
prodotto Cimex Eradicator, dedicato all’eliminazione delle cimici dei letti in ambiente domestico, ma con una
funzionalità da prodotto professionale.
Un problema, quello delle bed bugs,
molto sentito in USA e Inghilterra. Inoltre, rinnoveremo la gamma dei ferri da
stiro con caldaia Vaporella, che molto
probabilmente sarà oggetto di campagna
televisiva.
Qual è il vostro punto di forza?
La qualità, il Made in Italy e il controllo
dell’intero processo produttivo. Che giustificano il prezzo maggiore rispetto ai
competitor cinesi.
Risentite della competizione con
prodotti provenienti dalla Cina?
Ad oggi no. Le nostre referenze nel
mondo del vapore difficilmente potranno
essere realizzate in Cina mantenendo una
qualità elevata. Alla fine, il consumatore
vuole la sicurezza di acquistare un prodotto che duri. Per questo produciamo la
maggior parte dei nostri prodotti in Italia.
Diversificazione, innovazione, comunicazione e qualità sono quindi il
vostro antidoto alla crisi?
Si, un altro ingrediente fondamentale è
un team di persone fidate. Che ha voglia
di guardare al futuro e di lavorare insieme, per far crescere il nostro brand e
la nostra azienda. E anche questo a Polti
non manca.
Lara Colombi
23
electrolux: stefano Marzano
è il nuovo chief design officer
Stefano Marzano (foto) è stato nominato
chief design officer del gruppo Electrolux.
L’obiettivo è quello di accrescere la rilevanza
delle soluzioni innovative e la loro velocità
di
introduzione nel mercato. Stefano
Marzano, nato
a Milano nel
1950, ha avuto
una lunga carriera
nella
Royal Philips
Electronics,
dove negli ultimi 20 anni
ha avuto la responsabilità
globale del design. Fino al 1998 è stato docente alla Domus
Academy a Milano e tra il 1999 e il 2001 è
stato visiting professor al Politecnico di Milano. Marzano è inoltre autore e curatore di
diversi libri sul design.
gruppo De’longhi: nel 2011
ricavi consolidati in crescita del 10,8%
Il Gruppo De’ Longhi ha conseguito nel 2011
ricavi consolidati per circa 1.800 milioni di
euro, in aumento del 10,8% rispetto all’anno
precedente. In crescita ambedue le divisioni,
Household e Professional, rispettivamente
dell’11,3% e dell’8,8% circa. Nonostante il
rallentamento del mercato europeo del Ped,
il quarto trimestre ha visto una buona ripresa: l’ incremento dei ricavi è stato di circa
il 10,3% sull’anno precedente (da 556 a circa
614 milioni di euro). Il quarto trimestre ha
inoltre favorito maggiormente la divisione
Household (in crescita di circa il 12,5%),
mentre la divisione Professional si è attestata su un livello di ricavi in linea con quello
dell’anno precedente.
Cambio di payoff
per olimpia splendid
Olimpia Splendid presenta il suo nuovo payoff “Home of Comfort”. "Abbiamo scelto di
parlare del nostro dna in un payoff, riassumendo in una frase il nostro modo di pensare e lavorare. Ci piaceva evocare in
maniera semplice –spiega Marco Saccone,
Marketing & Communication manager in
Olimpia Splendid – le due cose che teniamo
sempre a mente quanto progettiamo i nostri
prodotti: la casa e il comfort. Tecnologie progettate per il comfort domestico."
Scarica

- hitechweb