I media e la sfera
pubblica
1
Informazione
Libertà
Democrazia
“La lettura del quotidiano
è la preghiera laica del mattino dell’uomo moderno”
G.W. Friedrich Hegel, Aforismi jenensi
Raccontare la cronaca













Diari di Babilonia
Acta Diurna di Roma
Avvisi a mano del Medioevo
1513, The Treve Encountre, stampato a Londra: cronaca di un fatto
d’armi
1631, Parigi: La Gazette de France, la prima gazzetta
1660, Lipsia: la Lepziger Zeitung, il primo quotidiano
1760, Venezia: Gazzetta Veneta
1766, Svezia: principi costitutivi della libertà di stampa
1789, Francia: I diritti dell’uomo e del cittadino
1789, Stati Uniti: il Primo Emendamento della Costituzione
1846: si inventa la rotativa
1876, Milano: Il Corriere della Sera
Oggi nel mondo: più di 9000 quotidiani
3
4
5
Informazione e democrazia
Diffondendo presso il vasto pubblico
conoscenze politiche, economiche e
culturali e fornendo gli strumenti per
riflettere sulla società, essa ha contribuito
fortemente alla nascita e alla crescita delle
democrazie liberali (”Una volta inventata la

stampa, la democrazia è inevitabile”: T.Carlyle)
L’ informazione può essere considerata il
genere prototipico delle comunicazioni di
massa
 Il genere giornalistico è insieme simbolo e
strumento delle nuove pratiche politiche
che si sono affermate dall’Ottocento in poi.
Esso
offre
un
minimo
comune
denominatore su cui avviare il dibattito
nella sfera pubblica

Centralità sociale dell’informazione

Nel mondo contemporaneo - sempre più complesso,
globalizzato, cosmopolita - cresce la necessità di disporre di
informazioni, diventate fondamentali per potersi orientare
nella realtà sociale
 L’individuo
ha bisogno di una grande quantità di
conoscenze “di seconda mano”, cioè non legate
all’esperienza diretta, per potersi muovere nei tanti e
differenziati ambiti in cui è articolata la sua vita sociale
 Ciò comporta, da parte del mondo dell’informazione, la
responsabilità di organizzare adeguatamente le informazioni
e, da parte del cittadino, la capacità di gestirle e di orientarsi
nei molteplici flussi informativi
L’informazione è un bene pubblico
 L’informazione è uno dei
principali beni di solidarietà,
ovvero beni il cui valore cresce in
proporzione al numero di persone
che ne usufruiscono
 Molti vantaggi, pubblici e privati,
derivano ai membri di una
comunità dall’avere in comune
esperienze e conoscenze
 La libertà di parola e la libertà di
stampa non sono beni di lusso:
esse aumentano le probabilità
che i governi servano davvero gli
interessi della comunità
Libertà d’informazione
È il principio base della teoria liberale
Il termine ha molti significati ed è soggetto a molti abusi
La libertà prima di essere un criterio di prestazione è una
condizione
Essa richiama come contesto i seguenti elementi:
 Libertà giuridica di pubblicare/trasmettere
 Assenza di censura
 Indipendenza delle organizzazioni mediali dalla politica e
dall’economia
 Autonomia dei giornalisti rispetto ai proprietari dei mezzi
 Uguale possibilità di accedere ai canali per tutte le voci della
società
9
Reporter sens frontières ha pubblicato la prima classifica mondiale
della libertà di stampa, e non sono mancate le sorprese.
Innanzitutto va rilevato che, pluralismo e libertà nella diffusione delle
notizie non sono una prerogativa dei paesi più ricchi e sviluppati.
Basti pensare che il Costa Rica precede in classifica gli Stati
Uniti e diverse nazioni europee.
L'Italia si piazza al quarantesimo posto, superata da paesi
latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El
Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e
Namibia.
La maglia nera dei peggiori del gruppo spetta a tre nazioni
asiatiche: Corea del Nord, Cina e Myanmar.
In fondo alla classifica figurano anche la maggior parte dei paesi
arabi, a partire da Libia, Tunisia e Iraq, dove è semplicemente
impensabile che un giornale o una testata radiotelevisiva possa
criticare il capo dello Stato o l'operato del governo.
10
11
La conquista della
libertà d’informazione
Le rivoluzioni francese e americana, accompagnate dalla comparsa di
una grande quantità di carta stampata, vedono la libertà di informazione
come un diritto fondamentale da conquistare contro la censura, i
privilegi, i controlli del governo
Atti fondamentali del riconoscimento della libertà d’informazione:
1789, Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, Costituzione
francese:
<<la libera circolazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più
preziosi dell’uomo; ogni cittadino più dunque parlare, scrivere, stampare,
liberamente>>

1789, Primo emendamento del Bill of Rigths americano:
<<Il Congresso non farà nessuna legge che limiti la libertà di parola o di
stampa>>

12
Il riconoscimento della libertà
d’informazione
Il principio della libertà d’informazione ha riconoscimento
indiscusso in:
Art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, ONU, 1948
 Art. 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali, Consiglio d’Europa, 1950
 Art. II-71 della Costituzione Europea, 2004:
1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include
la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni
o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità
pubbliche e senza limiti di frontiera
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati

13
La Costituzione italiana
La libertà attiva di manifestazione del pensiero è delineata
dall’art. 21:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione (quindi diritto di cronaca, di critica, di
satira)… La stampa non può essere soggetta ad
autorizzazioni o a censure
La libertà riflessiva di ricerca delle informazioni sarà
introdotta nell’ordinamento solo con la L. 241 del 1990
(Diritto d’accesso)
La libertà passiva di essere correttamente informati (il tema
del pluralismo delle voci) va enucleata soprattutto da
importanti sentenze della Corte Costituzionale
14
Libertà del consumatore
e libertà del cittadino
 Il termine libertà può richiamare l’assenza di restrizioni, la possibilità
dell’individuo di soddisfare le sue personali preferenze e la mancanza
di limitazioni alle scelte individuali. In questo senso, la libertà consiste
nella gratificazione delle esigenze personali ed è un concetto che
richiama la sovranità del consumatore
 In un’ altra accezione, libertà consiste nell’avere accesso ad una
quantità sufficiente di informazioni e ad una differenziata gamma di
opzioni in modo da poter effettuare scelte consapevoli. La libertà del
cittadino consiste nell’opportunità di sviluppare preferenze e nella
possibilità di assumere decisioni. La disponibilità d’informazione è
prerequisito fondamentale
Libertà e pluralismo



La libertà giuridica di pubblicare e la libertà di mercato, che si
traducono nella diffusione di una molteplicità di prodotti informativi,
non corrispondono necessariamente alla pluralità degli orientamenti
e dei punti di vista
È possibile un’introiezione da parte dei giornalisti del punto di vista
dominante che si traduce in informazione conformista, una sorta di
autocensura al di là della censura imposta dalle leggi, carica
comunque di conseguenze rilevanti
La libertà d’informazione, in sistemi democratici in cui la libertà di
espressione in linea di principio non è messa in discussione, deve
coniugarsi col diritto dei cittadini a disporre di informazioni che
permettano di avere chiara consapevolezza del contesto e di formarsi
idee e opinioni autonome
16
Politiche di regolamentazione
del sistema mediale
Tra i problemi che dovrebbero stimolare
normative aggiornate troviamo:

Le concentrazioni proprietarie che
minacciano il pluralismo e
l’indipendenza dell’informazione

L’incremento di operazioni
transnazionali multimediali

Le violazioni della privacy e delle libertà
e dei diritti umani rese possibili dai
nuovi mezzi elettronici

La diffusione dello scandalismo e del
sensazionalismo
17
Ruoli dei mezzi d’informazione







Arene di discorso
Fonti di definizioni e immagini del potere politico
Fonti di sistemi di significati per la sfera pubblica
Sedi di rappresentazione dell’opinione pubblica
Sedi di manutenzione del senso comune
Fonti di potere
Mezzi per conseguire la fama
18
Ruoli politici dei mass media
in una democrazia rappresentativa
 Competizione pluralista 
I media come arena di
dibattito (“sfera pubblica”)
 Partecipazione dei
cittadini  I media come
agenti di mobilitazione
(“catalizzatori di interessi”)
 Diritti civili e politici  I
media come controllori
(“cani da guardia”) del
potere
19
Informazione e nascita dell’opinione
pubblica
Lo sviluppo del giornalismo e la
diffusione dell’informazione sono
legati alla formazione dell’opinione
pubblica e della sfera pubblica
È la diffusione della stampa che
contribuisce, tra il XVII e il XVIII
secolo, alla costituzione di uno spazio
pubblico, aperto alla discussione
razionale su temi d’interesse pubblico
Il giornalismo, promuovendo la
circolazione delle idee e dando voce
al
dibattito
pubblico,
consente
all’opinione pubblica, intesa come
insieme di cittadini bene informati, di
diventare un attore sociale in grado di
esercitare pressione sull’ azione dei
governi
L’opinione pubblica
è “ il luogo dell’uso pubblico della ragione, ossia il contesto sociale dove i cittadini,
comunicando pubblicamente l’uno con l’altro, possono convincere o essere convinti, o
maturare insieme nuove opinioni” (Habermas, 1972)
L’opinione pubblica è il risultato - empiricamente
analizzabile - sia delle interazioni tra i cittadini sia
dell’intermediazione con le élites, le leadership, gli
attori in competizione tra loro per la conquista del
consenso e della rappresentazione politica
Essa non è statica, ma emerge, si esprime e declina
Associata a ciascuna dimensione vi è una serie
corrispondente di sotto-processi:

le transazioni tra gli individui e il loro ambiente

le comunicazioni tra gli individui e la collettività che
li contiene

i dispositivi che permettono agli orientamenti di
dispiegarsi

la legittimazione politica della forza collettiva
emergente

la gestione mediatica dei processi di visibilità
21
Tre dimensioni della sfera pubblica



Sfera pubblica effimera
Informale: conversazioni al bar, in autobus
Sfera pubblica organizzata
Manifestazioni, riunioni di partito, cerimonie
Sfera pubblica astratta
Nuovi spazi e forme di interazione creati da media
22
Formazione delle coscienze e
controllo sociale
Attraverso i meccanismi di cui dispongono, i
media contemporanei difendono – più o
meno implicitamente - l’ordine esistente
Il contenuto dei messaggi
 difende norme e convenzioni sociali
 dà voce alle élites dominanti
 oscura o condanna i comportamenti
non conformistici
 propone soluzioni ai problemi solo
nell’ambito delle regole date
 tende a creare “panico moralistico” e
“capri espiatori”
23
Il quarto potere



La stampa, in quanto attore che interviene nella
scena pubblica, si pone come “quarto potere”
accanto ai tre della concezione liberale (legislativo,
esecutivo, giudiziario), svolgendo una funzione di
controllo e contrappeso
Essa dovrebbe agire da portavoce dell’opinione
pubblica
In realtà si tratta di una concezione idealtipica del
giornalismo, che considera come modello di
riferimento la concezione liberale
Il modo in cui il giornalismo si sviluppa in specifici
contesti nazionali può, con gradi diversi, avvicinarsi
a questo ideale
In Italia, ad esempio, il forte intreccio tra giornalismo
e sistema politico rende difficile un’attività del tutto
autonoma e indipendente, in grado di esercitare
un’effettiva azione di controllo sul potere
24
L’interazione media - politica
E’ influenzata da
Caratteri del sistema politico e storia politica del
Paese
Partisanship o autonomia della professionalità
giornalistica
Struttura proprietaria dei media
Tradizione di ruolo dello Stato e di rapporto tra i poteri
(anglo-americano/liberale vs mediterraneo/dirigista)
Integrazione tra le élites: condivisione di ambiente
sociale (i “salotti”), norme implicite ed esplicite, status
sociale, carriere “miste”
Grado di convincimento sulla funzione sociale e
politica della professione giornalistica (orientamento
sacerdotale vs laico, pragmatico)
Insomma, giornalismo come canale di comunicazione del
potere vs giornalismo watchdog, strumento di
informazione pubblica e cittadinanza democratica






25
Modelli possibili d’interazione tra
media e politica





Avversario: reciproco controllo dei poteri (checks and balances),
irriducibilità degli interessi delle due sfere, pressioni da parte del
sistema politico denunciate dai media
Collaterale: parallelismo tra media e politica, fiancheggiamento da
parte dei media che non sono al di sopra degli interessi politici ed
economici. Complicità, strumentalità, connivenza
Scambio: poiché politici e media hanno bisogno gli uni degli altri, al
conflitto o alla dipendenza si preferiscono la negoziazione e la
contrattazione (non solo di interessi, anche di risorse cognitive e
culturali)
Competizione: media e politica si contendono i medesimi obiettivi:
leadership dell'opinione pubblica, consenso, legittimazione
(soprattutto nei momenti di crisi)
Mercato: i media rispondono soltanto alle leggi delle vendite e della
concorrenza. In genere questo modello si combina fino a
identificarsi con lo spettacolo
26
Negli ultimi trent’anni …
Una paradossale dinamica di fondo:
 un aumento quasi illimitato dell’informazione disponibile
ai cittadini (“pulviscolo informativo” ininterrotto)
 un tendenziale indebolimento della sua qualità media
(più rapida e tempestiva, ma anche meno ponderata, più
superficiale, più strillata, più stereotipata)
 una divaricazione crescente tra un ristretto settore di
informazione di prestigio e un ampio bacino di
informazione commercializzata e spettacolarizzata, a
basso costo
27
In un’ottica di spettacolo, dominata dalla televisione, le routines
generali dei mass media privilegiano

Le realtà dicotomiche, non quelle complesse

Gli eventi, non le condizioni che li determinano

Le persone (quindi i ruoli monocratici), non i gruppi o le collettività

Il conflitto e la rissa, non la dialettica

Il fatto che dà risalto o colpisce, non quello che spiega

L’emotività, non la razionalità
In un’ottica di mercato, dominata dalla pubblicità, appare più
conveniente

Collocarsi su posizioni “moderate”

Non disturbare gli inserzionisti reali e potenziali

Non criticare le logiche complessive del sistema
28
Banalizzazione: l’infotainment della tv
Mezzo domestico, mezzo addomesticato
 La logica dominante nella televisione generalista è quella
pubblicitaria
 Il linguaggio pubblicitario/televisivo - per il tipo di storia, per il tipo di
canale e per il tipo prevalente di pubblico - si presta più alla battuta
che all’argomentazione: ne risulta un impoverimento del
ragionamento, a favore della ripetizione di pochi concetti scarnificati
 I media creano immagini semplificate e spettacolarizzate dei
candidati e dei leader politici
 Queste immagini sono fondamentali perché, anche se triviali e
ridicole, si fissano nella mente degli elettori meglio dei programmi
elettorali e delle discussioni politiche, e possono quindi servire come
“scorciatoie informative”
 La “realtà dei gesti” diventa più reale della “realtà delle decisioni”
 Cresce la sproporzione tra emozioni cercate e rilevanza dei fatti
29
Il pubblico







Il numero di cittadini informati sulla politica è una frazione minoritaria
del pubblico più generale
La disuguaglianza di competenze politiche è correlata alle
caratteristiche socio-culturali e al tipo di informazione cercata
La televisione è per la maggioranza degli italiani l’unica fonte di
informazione: i giornali sono ancor oggi destinati ad un’élite
Teoria del knowledge gap sulle conoscenze politiche
chi sa di più ed è più motivato apprende di più dai media scritti
gli elettori meno sofisticati sono più persuadibili dai media audiovisivi
Gli effetti dei media sono forse statisticamente marginali, ma sono
politicamente decisivi (spostano gli incerti)
30
Modelli di giornalismo
Modelli di giornalismo


Il modo in cui concretamente, in
un particolare contesto, si
realizzano il diritto
all’informazione, i principi di una
reale democrazia partecipativa, la
formazione di un’opinione
pubblica consapevole, dipendono
dalle caratteristiche del sistema
politico, economico, culturale in
cui prende forma il sistema
dell’informazione.
Considerando come modello
idealtipico quello liberale, si
possono individuare scenari
differenziati caratterizzati da
diversi gradi di approssimazione al
modello stesso
I modelli giornalistici
delle democrazie occidentali
I
sistemi giornalistici delle democrazie occidentali
possono essere confrontati tenendo in considerazione
quattro criteri:
 Struttura del mercato della comunicazione e sviluppo di
una stampa di massa
 Relazioni col sistema politico
 Professionalità giornalistica
 Grado
di intervento statale nel sistema di
comunicazione
Il modello liberale
Si sviluppa in Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Irlanda
Caratterizza Paesi in cui il processo di democratizzazione è stato
precoce e accompagnato dal riconoscimento della libertà di stampa
I giornali sono molto diffusi, prevale l’attenzione alla descrizione dei fatti
mantenendo separati i commenti e le opinioni
Il sistema dei media è autonomo da quello politico, il ruolo dello Stato è
contenuto, è prevalente il carattere commerciale dei media
Il livello di professionalizzazione dei giornalisti è alto, le appartenenze
politiche hanno peso ridotto ma possono verificarsi pressioni legate
alla logica commerciale
Il modello pluralista polarizzato
Riguarda Italia, Grecia, Spagna, Portogallo
Si tratta di Paesi in cui lo sviluppo della democrazia è avvenuto in ritardo
Il legame tra sistema politico e sistema mediale è molto forte
(parallelismo politico), prevale un giornalismo schierato, orientato al
commento piuttosto che alla descrizione dei fatti
I giornali sono poco diffusi e sono rivolti ad un’élite colta e informata
Prevale l’esigenza della ricerca del consenso e la propensione a
influenzare l’opinione pubblica piuttosto che la logica commerciale
con l’esigenza di ampliare la readership
La professionalizzazione dei giornalisti è ridotta, in quanto prevalgono le
appartenenze politiche rispetto alle norme professionali
Il modello democratico corporativo
Caratterizza Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Francia,
Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera
Sono Paesi in cui vi è stato un precoce riconoscimento della libertà di
stampa e i giornali hanno una diffusione molto alta
In questo modello coesistono caratteristiche che negli altri sono
contrapposte
È diffusa la stampa commerciale, ma anche quella di opinione
Lo Stato interviene nel sistema dei media con regolamentazioni e
supporti, ma è altrettanto forte la tradizione liberale
La professionalizzazione dei giornalisti è elevata nonostante un forte
parallelismo politico
Giornalismo e realtà
La professionalità giornalistica ha il ruolo sociale di
produrre immagini della realtà collettiva: qual è il
rapporto tra media e realtà?
 Modello del rispecchiamento: esiste una realtà sociale
ontologicamente data, che i media rispecchiano
 Modello della costruzione sociale della realtà: la
società è il prodotto di azioni sociali e al contempo di tutte
le interpretazioni e le rielaborazioni delle azioni sociali.
Tra queste, le rappresentazioni offerte dai media sono
centrali
37
Negoziazione tra sistema politico e
sistema dei media
I partiti oggi non sono più in grado di imporre
la loro agenda tematica a tutti i media. A
questa perdita di controllo possono
sopperire attraverso
 creazione di pseudo-eventi
 ripetizione continua di dichiarazioni
 negoziazione diretta con i giornalisti
(dipende dal rispettivo potere negoziale)
 soppressione delle decisioni: i temi
scomodi e difficili vengono accantonati,
“alzando il volume” su altri aspetti (spesso
attaccando l’avversario o dirottando i
media su questioni di “colore”)
38
Agenda politica
Influenza esercitata dal sistema politico sulla
costruzione dell’agenda dei media:
 Offrire notizie
 Definire il terreno di discussione di un tema
 Definire le alternative possibili della discussione

Evitare o accentuare l’attenzione dei media
39
Daniel Boorstin (1962)
Conia il termine PSEUDOEVENTI per spiegare la
crescente tendenza dei media a coprire avvenimenti
illusori
 Gli pseudoeventi mirano a sostenere gli scopi desiderati
da un attore politico, e sono pianificati
 Uno pseuodoevento ben congegnato spesso ne
innesca altri, e influenzano la nostra coscienza
semplicemente perché sono tanti e molto amplificati
 Gli pseudoeventi assecondano l’emotività vs. l’esame
razionale
40
1962: William Safire
Noto giornalista americano, conia il termine SPIN DOCTOR

Safire sottolinea la differenza tra il ruolo rispettabile del
comunicatore, compresi portavoce e addetti stampa, e
quello ambiguo degli spregiudicati specialisti di PR
applicate alla politica

Si comincia così a parlare del marketing applicato alla
politica

Per alcuni un elemento di progresso (il giusto abbandono
delle strutture di partito, burocratiche e ideologiche, a
favore di una maggiore professionalità settoriale), per altri
la costruzione di un modello effimero di relazione tra
cittadino e classe politica, impegnata a costruire il proprio
consenso a prescindere da progetti e sostanza attraverso
l’utilizzo di maghi e incantatori
41
I rapporti con i giornalisti



In Europa i politici e i loro portavoce tendono ad
essere concilianti ed amichevoli, accentuando, ove
possibile, le complicità
Nel sistema anglosassone la solidarietà ideologica
incide molto meno. Il confronto in pubblico è molto
più conflittuale, nessuna compiacenza, molta
diffidenza
Ma gli spin doctor coltivano le relazioni individuali e
premiano i più compiacenti e i più fidati
42
Al cinema



Indiscusso capolavoro cinematografico che ruota intorno a una figura di
spin doctor (interpretata da Robert De Niro) è Sesso e potere di Barry
Levinson, in cui per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da
uno scandalo sessuale viene assoldato uno spin doctor che ha un
colpo di genio: "inventare" una guerra tutta virtuale fra USA e Albania,
con tanto di filmati, inni ecc. In questo caso lo spin doctor assolda
addirittura un produttore di Hollywood (interpretato da Dustin Hoffman)
per dare alla simulazione la massima verosimiglianza in termini di effetti
speciali.
Più recentemente il film In the Loop ha presentato uno scenario assai
simile alla preparazione dell'intervento in Iraq, sotto forma di commedia
satirica: riconoscibile è il ruolo di spin doctor imputato ad Alastair
Campbell.
Sempre su un piano comico e satirico, un esempio di resa
cinematografica di questo tipo di personaggio è quella di Sergio Rubini
nel film Qualunquemente, dove Rubini, richiamato per supportare la
campagna elttorale di Cetto La Qualunque, svolge il suo ruolo in modo
abile e spregiudicato.
43
I media influiscono sulla politica
L’iscrizione della politica entro lo spazio dei
media non influenza solo le elezioni, ma
l’organizzazione politica, la formazione delle
decisioni e la governance
 Per imporre all’attenzione i temi desiderati, i
politici devono negoziare l’agenda con i
media
 I media tendono a privilegiare temi che
ritengono più interessanti e “notiziabili” e a
presentare la politica come competizione e
scontro piuttosto che come soluzione ai
problemi di una collettività
 Gli eventi della politica sono scanditi sulla
logica dei media
 Se il mezzo prevalente è la tv, l’immagine è
più importante delle parole
44
Cornici


Per conquistare visibilità mediatica, i partiti e i leader
cercano di apparire in situazioni che offrano una cornice
favorevole, o di inserirsi in eventi che già di per sé sono
coperti dai media, o di inventare eventi che attraggano le
telecamere
Cambiano il linguaggio e i temi della copertura
giornalistica: con il dilagare delle soft news anche la vita
personale e il carattere del politico diventano un
argomento legittimo di informazione e di dibattito
(La barca di D’Alema; gli hobbies di Berlusconi, i lifting e le bandane;
gli scandali sessuali negli Stati Uniti; i tailleurs di Ségolène Royal e
di Hillary Clinton; i mocassini di Blair)

Nell’era dei media commerciali i leader diventano come
star, ben oltre i confini della politica
45
La teoria dell’ agenda setting
(M.E.McCombs - D.L.Shaw, 1972; S.H.Chaffee, 1980)
“Ciò che sappiamo della nostra società, e in generale del





mondo in cui viviamo, lo sappiamo dai mass media”
La maggior parte delle conoscenze che abbiamo della realtà è
mediata dai mezzi di comunicazione di massa
Abbiamo bisogno del sistema dei media per accedere a
esperienze, mondi e realtà che mai potremmo conoscere
personalmente
I mass media offrono gli elementi conoscitivi in base ai quali
i soggetti prendono decisioni e agiscono
L’industria dell’informazione controlla le problematiche
proposte, determinando anche quali devono essere ignorate
La gente tende ad includere o escludere dalle proprie
conoscenze ciò che i media includono o escludono dal
proprio contenuto
46
POTERE DI AGENDA DI
TELEVISIONE
GIORNALI
significativo
Profilo alto
temi
conoscenze
(organizzazione di un
insieme preciso di temi)
Rappresentazione
della politica
• Problemi
poco significativo
Profilo basso
(enfatizzazione di
aspetti generali o
frammenti di eventi)
es.: campagna
Elettorale
Rappresentazione
della politica
• Conflitti
• Aspetti insoliti
• Persone
47
La professione
giornalistica
48
Identità delle testate giornalistiche
italiane

Quotidiano – istituzione: ad esempio “Il
Corriere della Sera” o “La Stampa”

Quotidiano – agenda: ad esempio “la
Repubblica” o “Il fatto quotidiano”

Quotidiano – attivista: ad esempio “Il
Giornale” o “L’Unità”
49
Professione reporter
Il valore civile irrinunciabile
dell’informazione politica ha una
controprova nel sacrificio di molti
giornalisti coraggiosi
Nel solo 2005 sono stati uccisi 63
giornalisti e 5 operatori, e oltre 1300
sono stati aggrediti in tutto il mondo
(Fonte: Reporters sans Frontières)
I paesi del mondo in cui sono
riconosciuti il diritto di espressione e
la libertà di stampa sono una
trentina. Nei restanti 160 questi sono
termini praticamente sconosciuti
Anche in Italia la vita dei giornalisti
coraggiosi è stata ed è a rischio
50
51
La normativa sulla professione
La più significativa:
 Legge sulla stampa n. 47, 8 febbraio 1948: disciplina il sistema
generale
 Legge che dà vita all’Ordine professionale dei giornalisti,
garante della deontologia dei suoi membri: 3 febbraio 1963
 Legge di riforma dell’editoria n.416, 5 agosto 1981: scongiura il
pericolo che l’assistenza statale alla stampa menomi il principio
e l’esercizio della libertà
 Carta informazione e pubblicità (1988): protocollo d’intesa tra
Ordine, Federazione Nazionale della Stampa Italiana e agenzie
di pubblicità e associazioni di pubbliche relazioni, per garantire
la distinzione tra messaggi informativi e messaggi pubblicitari
52
Deontologia giornalistica
Alla democrazia non si addicono provvedimenti di legge
limitativi dall’esterno, ma codici di autoregolamentazione
interni alla professione giornalistica
 In tutto il mondo esistono codici deontologici per una
professione delicata come quella del giornalista
 In
Italia molte redazioni hanno varato codici di
autodisciplina
 In linea generale c’è poi, oltre alla Carta dei doveri del
giornalista del 1993 e al Codice deontologico dei giornalisti
del 1998, la “Carta di Treviso” del 1990, in tema di
informazione sui minori
 C’è infine la Carta dei doveri dell’informazione economica,
approvata nel febbraio 2005

La deontologia professionale del
giornalista per lo più viene
identificata nel rispetto dei
seguenti doveri:

Obiettività e completezza delle
informazioni

Impegno a non trarre profitto
personale da informazioni
acquisite per motivi professionali o
in generale dalle fonti di
informazione

Rispetto delle fonti, e loro
trasparenza (= verifica)

Responsabilità nei confronti dei
soggetti deboli e minori

Dovere di rettifica e di replica

Presunzione di innocenza di ogni
soggetto
Etica giornalistica
54
Codice dell’Unesco, 1993
Riportiamo come paradigmatico il Codice dell’Unesco:










Diritto dei cittadini a un’informazione vera
Dedizione del giornalista alla realtà obiettiva
Responsabilità sociale del giornalista
Integrità personale del giornalista
Diritto di verifica e di replica da parte del pubblico
Rispetto della privacy e della dignità umana
Rispetto dell’interesse pubblico
Rispetto dei valori universali e del pluralismo culturale
Divieto di giustificare aggressioni, violenze, odio,
discriminazioni
Promozione di un nuovo ordine mondiale dell’informazione
e della comunicazione
Giornaliste professioniste
In Italia dal 10% del 1978 al 28% del 2007
In Francia oggi 40%
In USA oggi 33 %
56
Direttrici di quotidiani
Direttrici di agenzie stampa
Direttrici di testate
radiofoniche
Direttrici di testate tv
Conduttrici nei tg
Giornaliste nei tg
Servizi firmati da donne nei
tg
Giornaliste nei quotidiani
Giornaliste in radio e tv
private
2%
5,9 %
4,8 %
8,5 %
59 %
53 %
23 %
20 %
36 %
57
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Informazione e democrazia