LA GESTIONE DEI RISCHI OPERATIVI E DEGLI ALTRI RISCHI Il processo di Operational Risk Management: metodologie di identificazione, valutazione, mitigazione e monitoraggio Nicola d‘Auria TMF Compliance (Italy) 26 giugno 2012 - Milano S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Agenda S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Agenda Introduzione al processo di ORM – – – – – – Misurare o valutare i rischi? Alcune definizioni preliminari Obiettivi del processo Chi è interessato Chi è coinvolto Frame-work concettuale 3 Agenda (segue) Le fasi tipiche del processo di ORM: l’approccio RCSA (Risk & Control Self-Assessment) – – – – Identificazione dei rischi Valutazione dei rischi Mitigazione dei rischi Reporting e monitoraggio 4 Agenda (segue) L’attuazione del processo di ORM nella pratica degli intermediari: la Mappatura dei Rischi – Obiettivi – Fasi – Reporting e action plan 5 Introduzione al processo di ORM S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Misurare o valutare i rischi? “Risk” does not exist “out there”, independent of our minds and culture, waiting to be measured. Human beings have invented the concept of “risk” to help them understand and cope with the dangers and uncertainties of life. Although these dangers are real, there is no such thing as “real risk” or “objective risk” Paul Slovic Psicologo statunitense Professore del Dipartimento di Psicologia dell’Università dell’Oregon Presidente del gruppo Decision Research (Eugene, Oregon) 7 Alcune definizioni preliminari Nell’uso comune, il rischio viene generalmente associato ad un evento sfavorevole In realtà, possiamo avere a che fare: – sia con rischi “downside”, che hanno effetti negativi sui nostri obiettivi – sia con rischi “upside”, che si traducono in opportunità da cogliere (cosiddetta casualità positiva) La nostra attenzione è naturalmente rivolta ai rischi “downside” 8 Alcune definizioni preliminari (segue) Nella normativa degli intermediari finanziari, il rischio operativo è definito come il “rischio di perdite derivanti – dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di • procedure, • risorse umane e • sistemi interni, – oppure da eventi esogeni. Tale definizione ricomprende il rischio legale” 9 Alcune definizioni preliminari (segue) Nella prassi corrente, un rischio operativo è caratterizzato: – dalla probabilità che un evento (negativo) si verifichi – dall’impatto (negativo) che il medesimo evento provoca La possibilità di “valutare” (ovvero, per chi lo ritiene fattibile, “misurare”) sia la probabilità che l’impatto differenzia il concetto di rischio da quello di incertezza 10 Obiettivi del processo Identificare e valutare i rischi cui un’azienda è esposta, nel complesso e nelle sue articolazioni (unità, processi, etc.) Definire ed implementare apposite azioni dirette a proteggere l’azienda dai rischi medesimi ovvero a contenerne la probabilità e/o i relativi effetti (previa analisi dei relativi costi/benefici) Diffondere consapevolezza e “cultura del rischio” a tutti i livelli dell’organizzazione 11 Chi è interessato Consiglio di Amministrazione Direzione Generale Collegio Sindacale Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001 Comitati Interni (Controllo Interno, Rischi, etc.) Funzione di Internal Audit Autorità di Vigilanza 12 Chi è coinvolto Funzione di Risk Management Funzione di Compliance Funzione Antiriciclaggio Responsabile della sicurezza ex D. Lgs. 626/1994 Organizzazione Legale Responsabili delle unità “owner” dei processi Outsourcer Consulenti esterni 13 Frame-work concettuale Obiettivi strategici ed operativi Procedure e controlli per presidiare i rischi Rischi che possono compromettere gli obiettivi 14 Le fasi tipiche del processo di ORM L’approccio RCSA (Risk & Control Self-Assessment) S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Le fasi tipiche del processo di ORM Reporting e monitoraggio Identificazione dei rischi Operational Risk Management Mitigazione dei rischi Valutazione dei rischi 16 Identificazione dei rischi È svolta: – in fase iniziale e a tutti i livelli dell’organizzazione, quando non è mai stata svolta un’identificazione sistematica dei rischi – nel continuo, allo scopo di rilevare l’insorgere di nuovi rischi e/o la cessazione o attenuazione di rischi già identificati, in relazione a modifiche di rilievo a livello organizzativo, procedurale e/o operativo Si avvale dei seguenti supporti informativi: – – – – – cataloghi degli eventi (ABI, Assogestioni, etc.) analisi dei processi e delle procedure interne analisi di mansionari e di workflow workshop con interviste e questionari agli owner dei processi dati ed informazioni relative ad eventi di perdita (reclami, contenziosi, sanzioni amministrative, etc.) 17 Identificazione dei rischi (segue) Si conclude con una classificazione sistematica dei rischi, che può avvenire per: – fattori di rischio (procedure, risorse umane, sistemi interni, eventi esogeni) – tipologie di rischio (ad esempio, classificazione dei rischi operativi secondo Basilea II) – processi, nelle loro varie articolazioni – unità organizzative owner dei rischi La scelta della modalità di classificazione va indirizzata verso l’opzione che sia ritenuta più idonea a: – agevolare la gestione dei rischi – ridurne la complessità dimensionale – costruire un modello “trattabile” e condiviso all’interno dell’azienda 18 Valutazione dei rischi È svolta anch’essa: – in fase iniziale e per tutti i rischi identificati – nel continuo, allo scopo di aggiornare la stima di rilevanza dei rischi alla luce delle modifiche di rilievo a livello organizzativo, procedurale e/o operativo Richiede una valutazione della rilevanza dei singoli rischi in termini di: – probabilità di accadimento dell’evento – impatto sull’azienda al verificarsi dell’evento – efficacia dei presidi attivati al fine di prevenire il realizzarsi dell’evento La valutazione dei suddetti profili, pur se – ove possibile – supportata da evidenze oggettive (quali dati e statistiche su frequenze ed impatti), resta un task eminentemente soggettivo 19 Valutazione dei rischi (segue) Le stime di probabilità ed impatto sono combinate in una matrice che consente di: – visualizzare la rilevanza dei singoli rischi secondo una rappresentazione bidimensionale – valutare la coerenza dei presidi in essere con le azioni che, in relazione al posizionamento nella matrice dei singoli rischi, sarebbero più idonee, secondo le best practices in uso, a ridurre la rilevanza dei rischi – individuare, ove non già attivate, le ulteriori misure di risposta necessarie 20 Valutazione dei rischi (segue) Matrice probabilità / impatto 21 Valutazione dei rischi (segue) Si conclude con la valutazione: – della qualità ed efficacia dei controlli e dei presidi in essere a fronte dei rischi – della loro idoneità a ridurre il grado di esposizione ai rischi medesimi, in termini di probabilità e/o impatto degli stessi La valutazione della qualità, efficacia ed idoneità dei controlli – in una parola del cosiddetto “pressing” – consente di individuare le aree: – sovrapresidiate – correttamente presidiate – a rischio 22 Valutazione dei rischi (segue) Matrice rischi / controlli 23 Mitigazione dei rischi È attuata, con una focalizzazione sulle aree maggiormente a rischio: – in esito alla prima rilevazione dei rischi – nel continuo L’obiettivo è di: – innalzare il “pressing” dei controlli e/o eliminare del tutto l’esposizione a singoli rischi ritenuti non tollerabili – ricondurre in tal modo il grado complessivo di esposizione ai rischi al livello giudicato sostenibile 24 Mitigazione dei rischi (segue) Richiede la definizione di specifiche azioni finalizzate a: – contenere la probabilità del verificarsi degli eventi di rischio e/o dei relativi effetti negativi sull’azienda – eliminare completamente l’esposizione ai rischi – trasferirne gli effetti all’esterno mediante strumenti di copertura assicurativa Ciò a meno di una scelta deliberata di: – accettare passivamente i rischi in quanto già “prezzati” in un’analisi di redditività 25 Mitigazione dei rischi (segue) Matrice probabilità / impatto e azioni di mitigazione 26 Mitigazione dei rischi (segue) Le “4 T” dell’Operational Risk Manager: Tolerate: Treat: Terminate: Transfer: tollerare, accettare il rischio trattare, gestire il rischio terminare, porre fine al rischio trasferire, coprire il rischio 27 Reporting e monitoraggio Il reporting ha una duplice finalità: – fornire alla direzione una rappresentazione del livello complessivo di esposizione ai rischi e del relativo presidio da parte dell’azienda – proporre, ove necessario, alla direzione appositi interventi di mitigazione dei rischi Il reporting: – rappresenta idealmente la fase conclusiva del processo di ORM – in realtà, con il monitoraggio del grado di attuazione delle proposte di mitigazione che ad essa fa seguito, costituisce il punto di inizio di un nuovo ciclo del processo 28 Reporting e monitoraggio (segue) Il monitoraggio: – consiste nel verificare, nel continuo, l’effettiva attuazione delle proposte di mitigazione dei rischi, nei termini e secondo le modalità stabilite dalla direzione – è strettamente legato all’identificazione dei rischi che, come già riferito, è diretta a rilevare sia l’insorgere di nuovi rischi che la cessazione o attenuazione di rischi già identificati, in relazione alle modifiche a livello organizzativo, procedurale e/o operativo formulate nella fase di mitigazione 29 L’attuazione del processo di ORM nella pratica degli intermediari La Mappatura dei Rischi S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Obiettivi La Mappatura dei Rischi costituisce la metodologia e il supporto documentale mediante il quale: – si procede a censire, in modo sistematico e secondo la classificazione prescelta, i rischi insiti nell’operatività aziendale – se ne stima la rilevanza – si indicano gli eventuali interventi necessari per la mitigazione degli stessi 31 Fasi La Mappatura dei Rischi si articola nelle seguenti fasi: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Censimento e analisi dei processi aziendali Rilevazione delle fattispecie di rischio operativo Valutazione di probabilità e impatto delle fattispecie di rischio Stima dei “rischi lordi” Rilevazione di controlli e presidi e valutazione della loro efficacia Stima dei “rischi netti” Reporting e action plan 32 1. Censimento e analisi dei processi aziendali Questa fase è svolta rilevando i processi aziendali in base: – alla documentazione disponibile (relazione sulla struttura organizzativa, procedure e policy interne, etc.) – a colloqui con i referenti aziendali coinvolti nei principali processi 33 Esempi di mappatura dei processi aziendali Processi direzionali Descrizione Processo STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI STRATEGIE, STRUTTURA PROCESSI AZIENDALI E Descrizione Sotto-processo E DEFINIZIONE, VERIFICA E REVISIONE DELLE LINEE STRATEGICHE E DEI BUDGET GESTIONE DEL CAPITALE DELLA SOCIETA' E DEFINIZIONE DELLE STRATEGIE DI INVESTIMENTO E SCELTE DI MAKE OR BUY (OUTSOURCING) E SELEZIONE DELLE CONTROPARTI E DEFINIZIONE DELL'ASSETTO ORGANIZZATIVO AZIENDALE E DEFINIZIONE DELLE PROCEDURE E POLICY AZIENDALI E GESTIONE DELLA TESORERIA AZIENDALE E ACQUISIZIONE DI PERSONALE 34 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi distributivi Descrizione Processo PIANIFICAZIONE E SVILUPPO COMMERCIALE PIANIFICAZIONE E SVILUPPO COMMERCIALE PIANIFICAZIONE E SVILUPPO COMMERCIALE PIANIFICAZIONE E SVILUPPO COMMERCIALE OFFERTA DI PRODOTTI / SERVIZI Descrizione Sotto-processo AZIONE COMMERCIALE (RETE E PRODOTTI / SERVIZI) SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI / SERVIZI MARKETING (SOCIETARIO E DI PRODOTTO / SERVIZIO) GESTIONE DEI PROMOTORI FINANZIARI ATTIVITA' DI RELAZIONE CON IL CLIENTE OFFERTA DI PRODOTTI / SERVIZI STIPULA DEL CONTRATTO PRESSO LA SEDE DELLA SOCIETA' OFFERTA DI PRODOTTI / SERVIZI STIPULA DEL CONTRATTO FUORI SEDE 35 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi di prestazione dei servizi Descrizione Processo SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO HEDGE Descrizione Sotto-processo ELABORAZIONE DI ANALISI STRUMENTALI ALLA DEFINIZIONE DELL'ASSET ALLOCATION STRATEGICA DEFINIZIONE DELL'ASSET ALLOCATION TATTICA ATTUAZIONE DELLE DECISIONI DI ASSET ALLOCATION E GESTIONE DEL FONDO REGISTRAZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI OICR RICEZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI ESEGUITI OICR GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE RELATIVI AGLI INVESTIMENTI GESTIONE E MONITORAGGIO DEGLI INVESTIMENTI 36 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi di prestazione dei servizi Descrizione Processo SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA - FONDO DI PRIVATE Descrizione Sotto-processo RICERCA, ANALISI E SELEZIONE DELLE OPPORTUNITA' DI INVESTIMENTO VALUTAZIONE E APPROVAZIONE DELLE SCELTE DI INVESTIMENTO DEFINIZIONE DELLE OPERAZIONI DI INVESTIMENTO ED ESECUZIONE DELLE STESSE GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE RELATIVI AGLI INVESTIMENTI GESTIONE E MONITORAGGIO DEGLI INVESTIMENTI SELEZIONE DEGLI ASSET DA DISINVESTIRE ATTUAZIONE DEI DISINVESTIMENTI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE RELATIVI AI DISINVESTIMENTI 37 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi di prestazione dei servizi Descrizione Processo SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI Descrizione Sotto-processo RICEZIONE DEGLI ORDINI DALLA CLIENTELA (AREA CLIENTI) SIMULAZIONE DEGLI ORDINI RICEVUTI DALLA CLIENTELA CONFERMA DEGLI ORDINI RICEVUTI DALLA CLIENTELA E GENERAZIONE DEGLI ORDINI DA TRASMETTERE ALLE CONTROPARTI DI NEGOZIAZIONE REGISTRAZIONE DEGLI ORDINI RICEVUTI DALLA CLIENTELA TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ALLE CONTROPARTI DI NEGOZIAZIONE (AREA FINANZA) ACQUISIZIONE DEGLI ESEGUITI DALLE CONTROPARTI DI NEGOZIAZIONE 38 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi di prestazione dei servizi Descrizione Processo SERVIZIO DI CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI SERVIZIO DI CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI SERVIZIO DI CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI SERVIZIO DI CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI SERVIZIO DI CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI IN IN IN IN IN Descrizione Sotto-processo ACQUISIZIONE PRELIMINARE DAL CLIENTE DEGLI ELEMENTI INFORMATIVI NECESSARI ALLA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' STRUMENTALI ALLA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO FORMULAZIONE DI CONSIGLI DI INVESTIMENTO (PER TIPOLOGIA DI ASSET E DI PRODOTTO, PER SINGOLO STRUMENTO FINANZIARIO, ETC.) AGGIORNAMENTO PERIODICO DEGLI ELEMENTI INFORMATIVI NECESSARI ALLA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO ACQUISITI DAL CLIENTE ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI NECESSARIE ALLA PRODUZIONE DELLE RENDICONTAZIONI PERIODICHE 39 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi amministrativi Descrizione Processo Descrizione Sotto-processo AMMINISTRAZIONE SOCIETA' GESTIONE DEL CAPITALE DELLA SOCIETA' AMMINISTRAZIONE SOCIETA' BILANCIO E REPORTISTICA PERIODICA AMMINISTRAZIONE SOCIETA' ATTIVITA' CONTABILI AMMINISTRAZIONE SOCIETA' COMUNICAZIONI DI VIGILANZA A BANCA D'ITALIA E CONSOB AMMINISTRAZIONE SOCIETA' SEGNALAZIONI DI VIGILANZA A BANCA D'ITALIA AMMINISTRAZIONE SOCIETA' ADEMPIMENTI ANTIRICICLAGGIO AMMINISTRAZIONE SOCIETA' ADEMPIMENTI MARKET ABUSE AMMINISTRAZIONE SOCIETA' SERVIZI GENERALI AMMINISTRAZIONE SOCIETA' CONTROLLO E COORDINAMENTO OUTSOURCER AMMINISTRAZIONE SOCIETA' GESTIONE ACQUISTI AMMINISTRAZIONE SOCIETA' GESTIONE DEI RECLAMI 40 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi amministrativi Descrizione Processo Descrizione Sotto-processo BACK OFFICE - FONDO HEDGE COMMERCIALIZZAZIONE OICR BACK OFFICE - FONDO HEDGE SOTTOSCRIZIONI BACK OFFICE - FONDO HEDGE RIMBORSI BACK OFFICE - FONDO HEDGE AVVALORAMENTO OPERAZIONI BACK OFFICE - FONDO HEDGE GESTIONE ORDINI ED OPERAZIONI OICR BACK OFFICE - FONDO HEDGE GESTIONE DEL CONTO ERRORI BACK OFFICE - FONDO HEDGE GESTIONE AMMINISTRATIVA STRUMENTI FINANZIARI OICR BACK OFFICE - FONDO HEDGE ELABORAZIONE DEL NAV E DEL VALORE UNITARIO DELLA QUOTA BACK OFFICE - FONDO HEDGE RENDICONTAZIONE PERIODICA OICR BACK OFFICE - FONDO HEDGE RICONCILIAZIONI OICR 41 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi amministrativi Descrizione Processo BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE BACK OFFICE PRIVATE Descrizione Sotto-processo - FONDO DI COMMERCIALIZZAZIONE OICR - FONDO DI SOTTOSCRIZIONI - FONDO DI RIMBORSI PARZIALI PRO QUOTA A FRONTE DI DISINVESTIMENTI - FONDO DI AVVALORAMENTO OPERAZIONI - FONDO DI - FONDO DI GESTIONE ORDINI ED OPERAZIONI OICR (SOLO PER OPERAZIONI SU STRUMENTI FINANZIARI) GESTIONE DEL CONTO ERRORI (SOLO PER OPERAZIONI SU STRUMENTI FINANZIARI) GESTIONE AMMINISTRATIVA STRUMENTI FINANZIARI OICR - FONDO DI ELABORAZIONE DEL NAV E DEL VALORE UNITARIO DELLA QUOTA - FONDO DI RENDICONTAZIONE PERIODICA OICR - FONDO DI RICONCILIAZIONI OICR - FONDO DI 42 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi amministrativi Descrizione Processo BACK OFFICE - RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE BACK OFFICE SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE Descrizione Sotto-processo ATTIVAZIONE DEI MANDATI RICEVUTI NELL'AMBITO DEL SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI CONTROLLO DEGLI ORDINI RICEVUTI DALLA CLIENTELA DI DI CONTROLLO DEGLI ESEGUITI ACQUISITI DALLE CONTROPARTI DI NEGOZIAZIONE QUADRATURA, REGOLAMENTO E CONTABILIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI DI DI DI DI REGISTRAZIONE DEGLI ESEGUITI RICEVUTI DALLE CONTROPARTI DI NEGOZIAZIONE AGGIORNAMENTO GIORNALIERO DELLE POSIZIONI DELLA CLIENTELA IN LIQUIDITA' / TITOLI GESTIONE AMMINISTRATIVA STRUMENTI FINANZIARI SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI GESTIONE DEGLI ADEMPIMENTI INFORMATIVI VERSO LA CLIENTELA DI 43 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi amministrativi Descrizione Processo BACK OFFICE - CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI BACK OFFICE - CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI BACK OFFICE - CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI BACK OFFICE - CONSULENZA MATERIA DI INVESTIMENTI Descrizione Sotto-processo IN ATTIVAZIONE DEI MANDATI RICEVUTI NELL'AMBITO DEL SERVIZIO DI CONSULENZA IN MATERIA DI INVESTIMENTI IN TENUTA DI REGISTRAZIONI IDONEE A CONSENTIRE LA RICOSTRUZIONE DELLE MODALITA' DI SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO IN DETERMINAZIONE E COMUNICAZIONE AL CLIENTE DELLE COMMISSIONI RELATIVE ALLA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO IN GESTIONE DEGLI ADEMPIMENTI INFORMATIVI VERSO LA CLIENTELA 44 Esempi di mappatura dei processi aziendali (segue) Processi infrastrutturali o di supporto Descrizione Processo Descrizione Sotto-processo ORGANIZZAZIONE GESTIONE DEI PROCESSI AZIENDALI E DELLE PROCEDURE INTERNE GESTIONE DELLE RISORSE UMANE GESTIONE DELLE RISORSE UMANE SISTEMI INFORMATIVI AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE FORMAZIONE DEL PERSONALE SISTEMI INFORMATIVI MONITORAGGIO DEL CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE PROCEDURE INFORMATICHE GESTITE DAGLI OUTSOURCER GESTIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA FISICA SISTEMI INFORMATIVI GESTIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA LOGICA SISTEMI INFORMATIVI GESTIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA ORGANIZZATIVA AFFARI LEGALI E SEGRETERIA SOCIETARIA AFFARI LEGALI E SEGRETERIA SOCIETARIA AFFARI LEGALI SEGRETERIA SOCIETARIA 45 2. Rilevazione delle fattispecie di rischio operativo Nell’ambito di tale fase, si procede ad individuare e a descrivere le fattispecie di rischio riconducibili a ciascuna macro-attività tenendo conto dell’attività svolta dall’azienda A ciascuna fattispecie di rischio è abbinata una determinata tipologia di rischio Negli esempi che seguono si utilizza la classificazione dei rischi secondo Basilea II 46 Esempi di rischio operativo Furto e frode interna – Carente o inadeguata gestione della sicurezza della rete aziendale e delle trasmissioni dei dati per via telematica, con conseguente rischio di accessi non autorizzati e sottrazione di informazioni riservate da parte di dipendenti Furto e frode esterna – Carente o inadeguata gestione della sicurezza dei dati sulle postazioni in locale con conseguente rischio di accessi non autorizzati e sottrazione di informazioni riservate da parte di soggetti esterni 47 Esempi di rischio operativo (segue) Sicurezza dei sistemi – Carente o inadeguato controllo degli accessi ai locali di ubicazione dei server, con conseguente rischio di violazione delle misure di sicurezza dei sistemi informativi – Carente o inadeguata adozione di sistemi e procedure di back-up, di business continuity e di disaster recovery, ivi inclusi quelli di competenza degli outsourcer – Carente o inadeguata gestione dei sistemi antivirus, ivi inclusi quelli di competenza degli outsourcer, con conseguente rischio di danni ai sistemi informativi connessi ad atti di pirateria informatica 48 Esempi di rischio operativo (segue) Difetti nella produzione – Carente o inadeguata identificazione, valutazione/misurazione, mitigazione, monitoraggio/controllo dei fattori di rischio finanziario inerenti all’operatività aziendale – Carente o inadeguata identificazione, nell’ambito della definizione della proposta di modello di controllo di gestione, delle grandezze di riferimento utili al fine della valutazione del livello di conseguimento degli obiettivi – Carente o inadeguata definizione del piano dei conti e degli schemi contabili – Carente o inadeguata definizione del processo di selezione delle opportunità di investimento – Non corretta definizione del piano dei conti e degli schemi contabili 49 Esempi di rischio operativo (segue) Difetti nella produzione (segue) – Carente o inadeguata definizione dei supporti informativi da utilizzare per la rilevazione, valutazione e segnalazione di eventuali operazioni sospette ai sensi della normativa market abuse e anti-money laundering – Carente o inadeguata gestione dei profili di accesso dei singoli utenti autorizzati e/o delle relative userid e password – Mancata attivazione di un protocollo generale della corrispondenza, con conseguente rischio di non corretta gestione di tutte le comunicazioni da e verso l’esterno 50 Esempi di rischio operativo (segue) Avvio, esecuzione e completamento delle transazioni – Mancato rispetto delle deleghe e dei poteri nella gestione della Società – Carente o inadeguata gestione della tesoreria aziendale – Errori/ritardi di acquisizione, controllo e consolidamento dei dati da utilizzare ai fini del controllo di gestione – Mancata considerazione, nella gestione dei portafogli di investimento, delle strategie definite dalla direzione o delle istruzioni conferite dalla clientela – Errori nella trasmissione degli ordini di acquisto/vendita disposti per conto dei portafogli gestiti o ricevuti dalla clientela – Carente o inadeguata elaborazione delle informazioni e dei dati da riportare nei rendiconti 51 Esempi di rischio operativo (segue) Avvio, esecuzione e completamento delle transazioni (segue) – Mancata o non corretta registrazione degli ordini disposti e delle operazioni eseguite nell’ambito dei servizi prestati – Mancata o non adeguata riconciliazione degli estratti dei conti correnti e dei depositi titoli con le corrispondenti schede contabili – Mancata o non corretta raccolta e/o registrazione dei dati contabili da parte dell’ufficio contabile – Mancata o non corretta gestione dell’anagrafica dei prodotti/servizi distribuiti – Mancato, errato o incompleto inserimento/aggiornamento dei dati anagrafici della clientela – Errori nel calcolo delle commissioni e degli altri oneri di competenza dei portafogli gestiti o da addebitare alla clientela 52 Esempi di rischio operativo (segue) Avvio, esecuzione e completamento delle transazioni (segue) – Mancata o non corretta valorizzazione degli strumenti finanziari di pertinenza dei portafogli gestiti o della clientela – Mancata o non adeguata diffusione al personale delle procedure interne adottate – Carente o inadeguata tenuta ed aggiornamento dei dossier personali del personale 53 Esempi di rischio operativo (segue) Monitoraggio e reporting – Carente o inadeguato monitoraggio dei risultati conseguiti e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi commerciali – Mancato o non adeguato monitoraggio dell’andamento dei portafogli gestiti – Carente o inadeguata rappresentazione di informazioni destinate all’esterno (ad esempio, alla capogruppo) Gestione dei conti della clientela – Mancato o non corretto caricamento nel sistema amministrativocontabile dei dati anagrafici della clientela 54 Esempi di rischio operativo (segue) Venditori e fornitori – Servizi prestati dagli outsourcer non in linea con quanto definito negli accordi contrattuali con riferimento ai livelli di servizio – Carente o inadeguata gestione degli adempimenti fiscali e contributivi da parte degli outsourcer incaricati 55 3. Valutazione di probabilità e impatto delle fattispecie di rischio L’approccio seguito è del tipo rischio lordo/rischio netto Il rischio lordo: – è il rischio a cui l’azienda è esposta supponendo che non abbia attivato alcun controllo e/o presidio volti a modificare probabilità e impatto – è il risultato, espresso in termini qualitativi, della combinazione dei punteggi di probabilità e di impatto 56 3. Valutazione di probabilità e impatto delle fattispecie di rischio (segue) Probabilità: – Punteggio 1 – “Bassa” • L’evento ha una bassa probabilità di accadimento (meno di una volta all’anno) – Punteggio 2 – “Media” • L’evento si verifica orientativamente una volta all’anno – Punteggio 3 – “Alta” • L’evento può verificarsi frequentemente (più volte in un anno) 57 3. Valutazione di probabilità e impatto delle fattispecie di rischio (segue) Impatto: – Punteggio 1 – “Basso” • L’evento ha ripercussioni sostenibili sull’azienda in termini finanziari, legali, etc. – Punteggio 2 – “Medio” • L’evento ha ripercussioni di rilievo sull’azienda in termini finanziari, legali, etc. – Punteggio 3 – “Alto” • L’evento ha forti ripercussioni sull’azienda in termini finanziari, legali, etc. 58 4. Stima dei “rischi lordi” Assegnati a ciascuna fattispecie i relativi punteggi di “probabilità” e “impatto”, la loro combinazione determina la rilevanza del “rischio lordo” in base alla seguente tabella: 59 5. Rilevazione di controlli e presidi e valutazione della loro efficacia Il rischio lordo viene mitigato dai controlli e/o presidi in essere come previsti nelle procedure e nelle policy aziendali L’efficacia del controllo/presidio a fronte di ciascuna fattispecie di rischio censita è anch’essa valutata mediante l’assegnazione di un punteggio che indica il grado di abbattimento del rischio lordo 60 5. Rilevazione di controlli e presidi e valutazione della loro efficacia (segue) Efficacia: – Punteggio 1 – “Alta” • L’azienda ha posto in essere controlli e presidi che non lasciano spazio ad ulteriori suggerimenti; ciò implica un abbattimento rilevante del rischio lordo – Punteggio 2 – “Media” • I controlli/presidi in essere sono valutati di livello medio e il livello di abbattimento del rischio, pur se migliorabile, è comunque apprezzabile – Punteggio 3 – “Bassa” • La valutazione della qualità ed efficacia dei controlli/presidi in essere porta ad un giudizio di inadeguatezza degli stessi; in questo caso, il livello di abbattimento del rischio lordo è nullo 61 Esempi di controlli e presidi – Informatizzazione dei processi a più elevato grado di standardizzazione e a più alto contenuto di manualità – Verifica degli output prodotti da un’unità organizzativa ad opera di un’unità organizzativa diversa o del superiore gerarchico (four eyes principle) – Verifica continuativa del rispetto dei livelli di servizio concordati con gli outsourcer – Validazione preventiva della documentazione da utilizzare nei rapporti con i terzi (clienti, fornitori, etc.) da parte dell’ufficio legale e/o di consulenti esterni – Analisi preventiva degli impatti a livello organizzativo e procedurale connessi a modifiche di operatività di rilievo – Definizione di flussi informativi aziendali, da e verso l’alta direzione, chiari e documentati 62 Controlli e presidi: alcune avvertenze L’efficacia dei controlli e dei presidi individuati è tanto maggiore quanto più puntualmente essi sono incorporati formalmente: – nelle procedure e nelle policy interne e in appositi mansionari “ad personam” – per le attività esternalizzate, nei service level agreement definiti contrattualmente con gli outsourcer Le attività di verifica delle funzioni interne di controllo (Internal Audit, Compliance, Risk Management, Anti-Money Laundering) non sono sostitutive dei controlli e dei presidi di primo livello 63 6. Stima dei “rischi netti” Il rischio netto: – è il rischio che residua dopo aver considerato i controlli/presidi in essere per la gestione e la mitigazione dei rischi ovvero dopo che il management ha attivato una qualche risposta al rischio – è espresso in termini qualitativi in base alla combinazione tra il livello di rischio lordo precedentemente determinato e la valutazione dell’efficacia dei controlli/presidi in essere 64 6. Stima dei “rischi netti” (segue) Assegnata a ciascuna fattispecie il punteggio di “qualità dei controlli”, la combinazione tra questa e il “rischio lordo” determina la rilevanza del “rischio netto” come segue: 65 7. Reporting e action plan La rilevazione delle varie fattispecie di rischio e la valutazione della loro rilevanza, sia al lordo che al netto dei controlli/presidi esistenti, può essere utilizzata per finalità di: – reporting del grado di esposizione ai rischi, complessivo e disaggregato per tipologia di rischio, per macro-processo, per processo, etc. – proposta di interventi di mitigazione dei rischi di maggiore rilevanza 66 Esempio di reporting complessivo del grado di esposizione ai rischi Esposizione ai Rischi Lordi per grado di rilevanza Medio 24,16% Basso 3,47% Alto Basso Medio Alto 72,37% Esposizione ai Rischi Netti per grado di rilevanza Molto Basso 16,25% Medio 11,25% Basso Medio Molto Basso Basso 72,50% 67 Esempi di proposte di interventi di mitigazione dei rischi – Completare la predisposizione delle procedure e delle policy richieste dalla vigente normativa e mantenere il complessivo corpus procedurale interno costantemente aggiornato e aderente all’assetto organizzativo ed operativo della Società – Valutare l’opportunità di prevedere una pluralità di controparti di negoziazione, previa valutazione della loro idoneità a perseguire la best execution, ed aggiornare di conseguenza la strategia di trasmissione degli ordini – Rivedere il modello di controllo di gestione e di reportistica gestionale in uso allo scopo di fornire alla direzione un’adeguata rappresentazione dell’andamento della Società in relazione ai servizi prestati e ai volumi di attività 68 Esempi di proposte di interventi di mitigazione dei rischi (segue) – Rivedere ed integrare i livelli di servizio concordati con l’outsourcer amministrativo-contabile – Implementare un’attività di monitoraggio sistematico dei servizi prestati dall’outsourcer amministrativo-contabile – Prevedere una verifica periodica dei livelli qualitativi relativi ai servizi prestati dalle controparti di negoziazione selezionate – Attivare un apposito programma di copertura assicurativa dei rischi gravanti sulla Società e/o sui suoi esponenti aziendali – Incorporare lo strumento di profilazione ai fini della normativa MiFID nell’ambiente informatico di gestione dell’anagrafica della clientela – Completare la revisione degli indicatori individuati per la rilevazione di eventuali operazioni sospette ai sensi della normativa antiriciclaggio e rendere operativi gli indicatori medesimi 69 Esempi di proposte di interventi di mitigazione dei rischi (segue) – Implementare appositi controlli finalizzati ad accertare l’effettiva corrispondenza tra gli ordini ricevuti dalla clientela e gli ordini trasmessi alle controparti di negoziazione – Rafforzare le misure di sicurezza fisica della sede della Società (ad esempio, controllo automatico degli accessi, installazione di un sistema di antifurto, etc.) – Completare la predisposizione dell’apposita policy di disciplina delle modalità di gestione dei sistemi informativi e di rispetto delle misure di sicurezza e provvedere alla sua distribuzione al personale – Attivare un protocollo unico della corrispondenza in entrata e in uscita 70 Grazie per l’attenzione! 71