ALLEGATO A
Studi tecnici e geologico-geotecnici allegati alle
osservazioni della Delibera Programmatica
REGIONE PIEMONTE
PROVINCIA DI CUNEO
COMUNE DI BRA
COMMITTENTE: IMMO. ILED s.r.l.
UBICAZIONE:
C.T. F° 50
Mappali 2024/P – 173/P
MODIFICA DESTINAZIONE URBANISTICA
APPEZZAMENTO DI TERRENO
RELAZIONE GEOLOGICA
RELAZIONE GEOTECNICA SULLE INDAGINI
(D.M. 11 marzo 1988)
Firma e timbro del tecnico incaricato
Redatto:
Elaborato n.:
Data:
Dott. Geol. Enrico ARESE
GT-08-R-074
23 ottobre 2008
Committente:
IMMO. ILED s.r.l.
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Ottobre 2008
Geol. Enrico ARESE
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INDICE
PREMESSA ............................................................................................................ 2
1
TIPOLOGIA E QUALITA’ DEI DATI ............................................................... 3
2
VINCOLI DI TIPO GEOLOGICO..................................................................... 5
2.1
Vincolo sismico ................................................................................................... 5
2.2
Vincolo urbanistico ............................................................................................. 5
2.3
Vincolo idrogeologico ......................................................................................... 6
3
GEOLOGIA ..................................................................................................... 7
3.1
Assetto territoriale............................................................................................... 7
3.2
Assetto geomorfologico ..................................................................................... 8
3.3
Assetto geologico.............................................................................................. 10
3.3.1
Unità litologiche................................................................................................. 11
3.4
Assetto idrogeologico....................................................................................... 13
4
CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA ....................................................... 15
4.1
Ricostruzione dell’assetto del sottosuolo....................................................... 15
4.2
Indagini geognostiche pregresse nell'intorno dell'area................................. 15
4.3
Indagini geognostiche eseguite nell'area in esame ....................................... 16
4.3.1
Pozzetti esplorativi............................................................................................... 16
4.3.2
Prove penetrometriche dinamiche ....................................................................... 18
4.4
Caratterizzazione geotecnica ........................................................................... 20
4.5
Verifica di stabilità ............................................................................................. 22
4.5.1
Risultati analisi pendio ......................................................................................... 25
5
COMPATIBILITÀ DELLA DESTINAZIONE URBANISTICA ........................ 26
ELENCO ALLEGATI
All. A
Ubicazione indagini e tabulati caratterizzazione geotecnica
All. B
Verifica di stabilità e tabulati
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PREMESSA
Su richiesta dello Studio Tecnico GAIA & Associati ed incarico del Geom. Osvaldo
ABRATE, nato a Sommaria Bosco il 15.05.1952 e residente a Caramagna Piemonte
– Via Rovarino n. 21 – in qualità di Legale Rappresentante della Società “IMMO.ILED
SRL”, con sede in Caramagna Piemonte – via Europa n. 20 – cod. fisc.
02889120040, viene redatta la presente relazione a commento delle caratteristiche
geologiche e geotecniche di compatibilità di un’area, distinta al Catasto Terreni del
Comune di Bra (CN) al Foglio 50 mappali 2024/p-173/p, ove è prevista la richiesta di
modifica di destinazione urbanistica rispetto a quanto previsto nel vigente P.R.G.C.
del Comune di Bra.
L'esigenza di definire in modo completo l'assetto dell'ambiente fisico dell’area in esame, con riferimento alla configurazione naturale del territorio (assetto attuale) ha
comportato lo sviluppo di un'indagine articolata, svolta in più fasi.
La descrizione dettagliata dell’insieme degli studi e delle indagini condotte, insieme
alla metodologia seguita nello svolgimento dell'incarico, viene illustrata nel Cap. 1.
I vincoli, di tipo geologico, sono esposti nel Cap. 2.
Il Cap. 3 illustra le attività di rilevamento geologico e geomorfologico svolte sul sito in
esame, nonché su un ampio settore adiacente.
La campagna d'indagine geognostica, appositamente programmata per l'analisi del
sito, comprende prove penetrometriche dinamiche e pozzetti esplorativi. Per una corretta localizzazione dei punti di indagine si è fatto riferimento ad un rilievo topografico
realizzato da parte dello Studio GAIA & Associati. I risultati acquisiti e un'analisi
obiettiva dei dati disponibili sono presentati nel Cap. 4.
Le considerazioni geologico-geotecniche ai fini della valutazione dell’idoneità
all’edificazione, elaborate sulla base dei dati di superficie, delle indagini di sottosuolo
e della bibliografia scientifica, sono svolte nel Cap. 5.
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1
TIPOLOGIA E QUALITA’ DEI DATI
La presente relazione illustra il quadro conoscitivo acquisito con il complesso delle
attività di studio e indagine condotte per l'area di interesse, la sequenza litostratigrafica presente, la caratterizzazione geotecnica dei terreni, la distribuzione e lo stato di
attività dei fenomeni responsabili del modellamento dell’area, in atto o potenziali.
La prima fase dell'analisi è stata finalizzata all'elaborazione del Modello Geologico
(M.G.), strumento indispensabile per la definizione di un quadro conoscitivo adeguatamente rappresentativo dell'area in oggetto. Il Modello Geologico rappresenta la ricostruzione concettuale della configurazione spaziale e della successione temporale
dei processi che improntano l'assetto e l'evoluzione, in atto o potenziale, di una determinata porzione della crosta terrestre, ovvero del tratto di ambiente fisico in esame. Il M.G. dipende dall'analisi e dall'interpretazione di una realtà estremamente
complessa relativa all'ambiente fisico, dove i diversi elementi che la compongono
"ambiti conoscitivi" o "sistemi" sono in relazione reciproca ed interagiscono fra loro.
La configurazione del territorio in esame ha reso necessario l'esecuzione di una
campagna d'indagine geognostica finalizzata alla ricostruzione dell'assetto del volume di sottosuolo significativo per una corretta valutazione dell’eventuale idoneità
all’edificazione.
L'analisi integrata del complesso dei dati emersi, finalizzata all'elaborazione di uno
schema interpretativo del territorio, consente di inserire in un unico quadro conoscitivo tutti gli elementi geognostici, geotecnici ed idrogeologici di interesse. Questo quadro costituisce il Modello Geotecnico (M.G.), in grado di descrivere in modo adeguato
la struttura dell'area in oggetto con riferimento specifico alle condizioni al contorno di
interesse.
La relazione è redatta in riferimento a quanto prescritto dal D.M. 11 marzo 1988:
”Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii
naturali e delle scarpate, i criteri e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e
il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”.
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Lo studio è stato realizzato attraverso le seguenti fasi operative:
Ricerca bibliografica e storica, mirata ad una conoscenza locale del territorio e
degli eventi che hanno modellato le forme del paesaggio fisico e la loro evoluzione. In particolare sono stati esaminati:
la cartografia allegata al P.R.G.C. vigente del Comune di Bra;
la cartografia e la bibliografia edite dalla Banca Dati Geologica della Regione
Piemonte;
l'Allegato 4 al P.A.I. contenente le delimitazioni delle aree in dissesto redatta
dall'Autorità di Bacino del Fiume Po;
la cartografia geologica edita dal Servizio Geologico d'Italia;
le aerofotografie della Regione Piemonte: anno 2001 (a seguito dell'evento alluvionale del 2000);
le comunicazioni orali ricevute da Uffici della Pubblica Amministrazione e privati.
Rilievi e verifiche di campagna, svolti nel periodo Agosto - Ottobre 2008, aventi lo
scopo sia di controllare i dati esistenti in letteratura sia di definire, nel dettaglio, le
caratteristiche dissestive esistenti, mediante:
caratterizzazione geologica, geomorfologica ed idrogeologica;
analisi della pericolosità locale;
pianificazione, Direzione Lavori e svolgimento di una campagna d'indagine
geognostica;
caratterizzazione geotecnica delle unità litologico-stratigrafiche individuate;
ricostruzione dell'assetto del terreno con elaborazione di una Sezione;
verifica di stabilità;
valutazione complessiva dell’idoneità all’edificazione.
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VINCOLI DI TIPO GEOLOGICO
2.1 Vincolo sismico
Nell’ambito della proposta di riclassificazione sismica del territorio nazionale (Gruppo
di Lavoro Servizio Sismico Nazionale, 1998) e dell’Ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003 (Primi elementi in materia di criteri
generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche
per le costruzioni in zona sismica) il comune di Bra è classificato come appartenente
alla zona 4 (bassa sismicità).
Nella zona 4 non viene introdotto l'obbligo della progettazione antisismica, tranne che
per alcune tipologie di edifici e costruzioni di nuova edificazione, come individuati
dall’allegato B della D.G.R. n. 64-11402 del 23/12/2003.
Di seguito è allegato un prospetto con gli eventi e l’intensità di una certa rilevanza,
valutati, sia secondo la scala macrosismica Mercalli - Cancani - Sieberg (MCS,
1917), sia in gradi della scala Richter ML, in zone coincidenti e/o limitrofe a quella in
esame (ING/SGA,,1980; Sismi Anno 1982 – 2000: Regione Piemonte A.R.P.A. SISGEO on line):
Anno
Intensità' (MCS)
Intensità' (ML)
Epicentro
1275
VII
CANALE
1542
VI
RACCONIGI
1786
VII
ALBA
1901
VI
SOMM. PERNO
1982
IV-V
ALBA
2001
2.3
CHERASCO
2002
2.3
MARENE
2003
3.5
MONTEU ROERO
2.2 Vincolo urbanistico
L'area, sulla base della Variante n° 25 al P.R.G.C. del Comune di Bra risulta inserita
nella "Carta di Sintesi della Pericolosità Geomorfologica e dell'Idoneità all'Utilizzazio-
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ne Urbanistica" (Fig. 2.1) , nella classe III-indifferenziata “Porzioni del territorio non
edificate, o con presenza di isolati edifici, da considerarsi complessivamente come
una Classe IIIA-c, con locali aree di Classe IIIB-c ed eventuali aree in Classe II-c non
cartografate".
In tale classe, le Norme di Attuazione, prescrivono che “Gli interventi potranno essere realizzati solo a seguito di studi, condotti in ottemperanza alle prescrizioni di cui al
D.M. 11/03/1988 e s.m.i., volti a dimostrare la compatibilità tra l’intervento e le condizioni di dissesto e di rischio esistenti, nonché a prescrivere gli eventuali accorgimenti
tecnici atti alla loro mitigazione".
Figura 2.1 - Estratto (non in scala) dalla Tav. 6B allegata alla Variante n° 25 del P.R.G.C. del Comune di Bra.
Nel riquadro arancio-tratteggiato è individuata l’area di indagine.
2.3 Vincolo idrogeologico
L’area, oggetto di intervento, risulta sottoposta al vincolo pubblicistico ex L.R. 9 agosto 1989 n° 45 "Nuove norme per gli interventi da eseguire in terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici": in particolare la legge in parola disciplina gli interventi
da eseguire nelle zone soggette a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi del R.D.L.
30 dicembre 1923 n° 3267 e stabilisce, tra l’altro, che l’esercizio degli interventi sia
subordinato all’ottenimento di provvedimento autorizzativo.
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GEOLOGIA
3.1 Assetto territoriale
L'area è topograficamente compresa nella Sezione 192070 (Fig. 3.1) della Carta
Tecnica Regionale (C.T.R. Piemonte, 1991) alla scala 1:10.000, e si colloca nella
porzione Nord dell'abitato di Bra tra strada Favorita ed una strada privata.
I terreni sono debolmente inclinati tra le due strade, con una pendenza di 15° verso
Est e di 6° verso S-E, mentre la quota media è di 306 m.
Catastalmente i terreni sono identificati nel C.T. al Foglio 50 mappali 2024/p – 173/p
del Comune di Bra (CN).
Figura 3.1 - Estratto (non in scala) dalla C.T.R. (1991) Sezione 192070. Nel riquadro aranciotratteggiato è individuata l’area di indagine.
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3.2 Assetto geomorfologico
Dal punto di vista morfologico il sito è rappresentato da un versante, esposto a E-SE,
della porzione terminale di una dorsale collinare, il cui uso del suolo è rappresentato
da prato stabilizzato con sporadiche piante, la quale si raccorda con l'antistante piana braidese (Fig. 3.2).
Figura 3.2 - Ripresa aerea (Telespazio © 2006). Nel riquadro arancio-tratteggiato è individuata
l’area di indagine.
Tale versante è la classica espressione della morfologia a pseudoquestas, tipica dei
rilievi delle Langhe e dei Roeri. CARRARO et alii (1981), nell'ambito della realizzazione
della Carta Neotettonica d'Italia, stabiliscono l'età recente del raggiungimento della
configurazione strutturale e morfologica di tali rilievi, che viene spiegato con il sollevamento differenziale di una originaria pianura alluvionale, della quale sono conservati alcuni depositi continentali pleistocenici, localizzati in zone sommitali a forma tabulare. Successivamente al Pleistocene inferiore, periodo in cui termina la genesi del
glacis delle Langhe, l’area è interessata da più fasi erosive (BIANCOTTI, 1981). Nel
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Pleistocene medio il glacis è inciso da un reticolo idrografico defluente da SSE verso
NNO, quindi, nel corso del Pleistocene superiore il sollevamento differenziale dell'area determina l'inversione dei deflussi dei corsi d'acqua, che dalla pianura cuneese si
dirigono verso quella alessandrina. Per tutto l'Olocene l'evoluzione morfologica dell'area di interesse risulta fortemente condizionata dalla diversione del Tanaro che ha
determinato un abbassamento significativo del livello di base relativo e l'innesco di un
fenomeno di erosione regressiva generale che ha interessato l'intero reticolato idrografico del Bacino Piemontese meridionale.
Nell'attuale stato di fatto le caratteristiche morfologiche locali, la consultazione delle
seguenti banche dati e degli archivi, congiuntamente ed il rilievo eseguito dallo scrivente:
“Carta delle frane” edita dalla Regione Piemonte – Direzione Servizi Tecnici di
Prevenzione – Settore Studi e Ricerche Geologiche – Sistema Informativo Prevenzione Rischi in scala 1:100.000 segnatamente al Foglio 68 “Carmagnola”.
“Delimitazione delle aree in dissesto” dell’ “Atlante dei rischi idraulici e idrogeologici” del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) vigente in scala
1:25.000.
“Progetto I.F.F.I.” (ARPA Piemonte - Settore Studi e Ricerche Geologiche Sistema Informatico Prevenzione Rischi – SigeoOnLine), aggiornato alla data di agosto 2005.
“Carta Geomorfologica e dei Dissesti” – Tav. 3B – allegata alla Variante n° 25 del
P.R.G.C. del Comune di Bra, in scala 1:10.000 (Fig. 3.3).
Archivio Comune di Bra.
non hanno evidenziato dissesti in atto o pregressi nell'area; seppur la Carta Geomorfologica e dei Dissesti inserisca, il lotto in oggetto, in aree potenzialmente instabili
(trattasi di aree in cui le caratteristiche litologiche (geotecniche), geologiche (natura e
giacitura del substrato), idrogeologiche (caratteristiche della falda libera) e morfologiche (profilo del pendio) inducono ad un quadro di stabilità prossimo all’equilibrio limite).
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Figura 3.3 - Estratto (non in scala) dalla “Carta Geomorfologica e dei Dissesti” – Tav. 3B – allegata
alla Variante n° 25 del P.R.G.C. del Comune di Bra. Nel riquadro arancio-tratteggiato è
individuata l’area di indagine.
3.3 Assetto geologico
L'area è, da un punto di vista paleo-geografico, collocata all'interno del Bacino Terziario Piemontese (B.T.P.) il quale ha rappresentato un bacino di sedimentazione,
costituito da un ampio braccio di mare con una profondità sui 200 metri, che, all’inizio
del Pliocene, si estendeva tra le Langhe a Sud e una porzione isolata di quello che
sarà il Monferrato a Nord (CAVALLO & REPETTO, 1992).
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La sequenza litostratigrafica generale evidenzia nella parte inferiore, in discontinuità
sulla Formazione gessoso-solfifera del Miocene terminale, una facies argillosa di
ambiente circalitorale chiamata Argille di Lugagnano 1 (Piacenziano 2 Auctt.); a questa
segue, in continuità e con livelli di transizione, una facies sabbiosa, Sabbie di Asti1
(Astiano2 Auctt.), che registra le fasi di minor profondità del mare pliocenico. Successivamente con l’accumulo di sedimenti e il progressivo ritiro del mare, dal bacino di
sedimentazione sopraccitato, s’instaura un ambiente continentale, di tipo deltizio in
fase di progradazione, interdigitato con sedimenti di spiaggia (Pliocene medio - Pliocene superiore?), contraddistinto dalla presenza, in sostanziale continuità di sedimentazione sui sedimenti marini litorali (Astiano Auctt.), di depositi costituiti da sabbie grossolane, localmente con livelli di ghiaie minute passanti ad argille e sabbie
quarzose pseudostratificate, di colore grigio - verdognolo, d’origine fluvio lacustre o
lacustre, con rare alternanze ghiaiose (Villafranchiano inferiore/superiore2 Auctt.).
Si sottolinea come il passaggio litostratigrafico, tra il settore di pianura e il complesso
collinare, avvenga in modo brusco; ciò può essere spiegato sia ipotizzando un'intensa azione erosiva esercitata dal paleo Tanaro sui depositi prequaternari, contro i
quali era spinto dagli affluenti in sinistra orografica, sia ammettendo l'esistenza di una
flessura-faglia lungo l'allineamento Bra - Sanfrè - Sommariva (CARRARO et alii, 1991).
3.3.1 Unità litologiche
Nella Fig. 3.4 è riportato uno stralcio del Foglio n. 68 “Carmagnola”, della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000 (BORTOLAMI et alii, 1969).
Sulla base di questa cartografia e delle indagini esperite dallo scrivente la sequenza
litostratigrafica indica:
Coltre Eluvio-Colluviale:
Depositi a tessitura fine, prevalentemente limoso-sabbiosi, che ricoprono in modo
abbastanza uniforme il substrato. La potenza è di alcuni metri.
1 Accezione litostratigrafica (sensu Boni e Casnedi, 1970) riportata nella Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:100.000, Foglio
69 Asti, edito nel 1970.
2 Accezione cronostratigrafica (sensu Sacco, 1890) riportata nella Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:100.000, Foglio 68
Carmagnola, edito nel 1969.
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Villafranchiano Inferiore (I1)
Sabbie quarzose a stratificazione incrociata d’origine lagunare deltizia (Pleistocene inferiore).
Pliocene in facies di “Astiano” (PII)
La formazione, per uno spessore di 60-80 m, è costituita da sabbie limose giallastre incoerenti o localmente cementate in genere omogenee, solo raramente mostranti strutture da moto ondoso. Si tratta di sedimenti di spiaggia esterna (shoreface) deposti a profondità limitate (0-30 m) e controllati dalla forte energia idrodinamica del moto ondoso e delle correnti costiere, comprese quelle di marea nella
parte alta della formazione (CARRARO et alii, 1982).
Quest’area rappresentava, come precedentemente detto, un braccio di mare di
comunicazione tra i golfi alessandrino e cuneese (MONTEFAMEGLIO et alii, 1980);
entro questo "stretto" le correnti di marea venivano accelerate e quindi producevano vistosi effetti di erosione e di selezione dei sedimenti, controllandone quindi
l'accumulo.
Questa sequenza stratigrafica implica una situazione estremamente eterogenea tra i
suoi depositi. I sedimenti, infatti, costituiti da materiali passanti da limi-sabbiosi a
sabbie-limose, s'interdigitano tra loro in lenti o livelli, quindi alla variabilità in senso
verticale si aggiunge quella in senso orizzontale.
La giacitura del substrato presenta:
direzione: SO/NE
immersione: NO
inclinazione: 5° ÷ 15°.
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Figura 3.4 – Stralcio (non in scala) dal Foglio n. 68 “Carmagnola”, della Carta Geologica d’Italia alla
scala 1:100.000 (Bortolami et alii, 1969).
L'area di indagine è inserita nella zona di passaggio tra il Villafranchiano Inferiore
– I1 “sabbie quarzose a stratificazione incrociata di origine lagunare deltizia” e il
Pliocene in Facies di "Astiano" – PII “sabbie limose di colore giallastro”.
Si sottolinea come il passaggio litostratigrafico, tra il settore di pianura e il complesso
collinare, avviene in modo brusco; ciò può essere spiegato sia ipotizzando un'intensa
azione erosiva esercitata dal paleo Tanaro sui depositi prequaternari, contro i quali
era spinto dagli affluenti in sinistra orografica, sia ammettendo l'esistenza di una flessura-faglia lungo l'allineamento Bra - Sanfrè - Sommariva (CARRARO et alii, 1969).
3.4 Assetto idrogeologico
L’idrologia superficiale è condizionata dalla morfologia locale e dai caratteri di permeabilità dei depositi sui quali le acque di scorrimento defluiscono dalla zona collinare, concentrandosi nelle incisioni di ruscellamento, fino a raggiungere il fondovalle.
Sulla base della sequenza stratigrafica evidenziata nei paragrafi precedenti il sito in
esame è caratterizzato dalla presenza di due complessi idrogeologici così distinti:
Unità I - Limi argilloso sabbiosi e sabbie fini con limo. Rappresentano
l’alterazione del substrato.
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Permeabilità primaria per porosità con valori relativi medio-bassi.
La circolazione d'acqua viene evidenziata, ai piedi del versante, da sporadiche captazioni d'acqua.
Unità II - In questa unità sono stati inseriti i depositi limoso sabbiosi e sabbioso
medio-fini. Costituiscono il substrato.
La permeabilità primaria per porosità presenta valori relativi da bassi ad
elevati in funzione della granulometria.
Non sono disponibili valori relativi alla piezometria dell’area.
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4
CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA
4.1 Ricostruzione dell’assetto del sottosuolo
Nell'ambito degli studi svolti per la caratterizzazione dell'assetto geologico e geotecnico del settore interessato, unitamente ai rilievi di superficie e all'analisi aerofotogeologica delle riprese aeree, è stata condotta una campagna d'indagine geognostica
comprensiva prove penetrometriche dinamiche continue e pozzetti esplorativi, finalizzata alla definizione dell'assetto e del comportamento in sito delle unità litologicotecniche presenti.
Di seguito si illustra il piano d'indagine condotto specificatamente nell'ambito di questo Studio, presentando sia i nuovi elementi acquisiti con le indagini appositamente
svolte, sia i dati riportati nella Variante Parziale n. 23 al P.R.G.C. del Comune di Bra
(2004), interessante un’area nell'intorno del sito in esame.
La raccolta sistematica dei dati geologico-tecnici e geognostici pregressi, propedeutica all'indagine specifica condotta tra Agosto ed Ottobre 2008, ha consentito un'evidente ottimizzazione nella pianificazione delle indagini in termini di risorse economiche e tempistica. Le prove penetrometriche dinamiche sono state localizzate in corrispondenza di punti chiave per la definizione della stratigrafia, compatibilmente all'accessibilità del sito, mentre i dati pre-esistenti hanno contribuito in modo significativo
alla ricostruzione dell'assetto delle aree adiacenti.
Il complesso degli elementi resi così disponibili costituisce un supporto per l'impostazione e la taratura del Modello Geologico e Geotecnico.
4.2 Indagini geognostiche pregresse nell'intorno dell'area
La ricostruzione preliminare dell'assetto del sottosuolo, riferita ad un intorno significativo, è stata condotta mediante la consultazione della Relazione Geologico Tecnica
della Variante Parziale n. 23 al P.R.G.C. del Comune di Bra (2004), limitatamente al
comparto urbanistico 349.
Sulla base di prove penetrometriche dinamiche leggere svolte, per il comparto urbanistico 349, si evidenzia un basso numero di colpi (N20 < 10) nei primi 5-6 metri di
profondità a testimonianza di caratteristiche geotecniche di scarsa qualità dei terreni
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superficiali. Si tratta sostanzialmente di terreni rientranti nei gruppi SM-GM della
classificazione U.S.C.S..
4.3 Indagini geognostiche eseguite nell'area in esame
Per l'elaborazione del quadro conoscitivo di dettaglio necessario allo sviluppo del
Progetto in esame è stata pianificata una campagna d'indagine geognostica.
Il piano delle indagini e delle prove svolte è riportato nella Tabella 4.1.
Tipologia d'indagine
Profondità
Indagini condotte
Pozzetti esplorativi
2.30 ÷ 2.50 m
n. 2
Prove penetrometriche dinamiche
continue
4.70 ÷ 5.50 m
n. 2
Tabella 4.1 - Quadro riassuntivo delle indagini geognostiche eseguite.
4.3.1 Pozzetti esplorativi
Come esposto precedentemente sono stati realizzati, in data 04 Agosto 2008, n. 2
pozzetti esplorativi (PZ 1 – PZ 2) aventi lo scopo di:
verificare l'assetto idrogeologico e l'eventuale oscillazione, nel tempo, della falda
di tipo libero nel terreno in esame;
caratterizzare a vista le unità geologiche presenti.
I pozzetti sono stati eseguiti con un escavatore (fornito dalla committenza) e sono
stati spinti ad una quota massima di – 2.50 m dal piano calpestio (p.c.) in relazione
alla possibilità di escavazione del mezzo.
L’analisi dei pozzetti ha permesso di evidenziare la seguente stratigrafia:
Pozzetto esplorativo 1 (PZ 1)
Intervallo di profondità
Composizione litologica
(m da piano calpestio)
0.00 ÷ 0.25
Terreno agrario.
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Intervallo di profondità
Composizione litologica
(m da piano calpestio)
0.25 ÷ 2.50
Sabbia con ghiaia e ciottoli (Fig. 4.1).
Figura 4.1 – Pozzetto esplorativo PZ 1.
Pozzetto esplorativo 2 (PZ 2)
Intervallo di profondità
Composizione litologica
(m da piano calpestio)
0.00 ÷ 0.30
0.30 ÷ 2.30
Terreno agrario.
Limo sabbioso, passante in profondità a sabbia media, con ghiaietto quarzoso (Fig. 4.2).
Non è stata rilevata la presenza d'acqua.
Gli scavi, al termine delle operazioni, sono stati ritombati.
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Figura 4.2 – Pozzetto esplorativo PZ 2.
4.3.2 Prove penetrometriche dinamiche
Nell'area, oggetto di studio, sono state realizzate n° 2 prove penetrometriche dinamiche continue, di seguito denominata DPM (ISSMFE,1988), in data 15/10/2008.
Tali prove consentono di determinare la resistenza che il terreno offre alla penetrazione dinamica di una punta conica infissa a partire da piano campagna. La resistenza è funzione delle caratteristiche e del tipo di terreno.
La prova DPM consiste nel far cadere una massa di 30 Kg da un’altezza di 20 cm, su
una testa di battuta sulla cui estremità inferiore è posta una punta conica con un diametro di 35,70 mm e angolo di 60°. Il numero di colpi (N10) necessario per una penetrazione
di 10 cm è il dato assunto come indice della resistenza alla penetrazione.
L'apparecchiatura utilizzata è il DM 30 della ditta DEEP-DRILL. Il rapporto tra l'energia specifica per colpo di battuta (Q = 6,0 kg/cm2) del penetrometro DPM e l’energia
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(QSPT = 7,83 kg/cm2) sviluppata nella prova SPT (Standard Penetration Test) è rappresentato da un coefficiente teorico di energia: nel caso in esame viene assunto pari a 0.75. Poiché le indagini sono state condotte senza rivestimento la resistenza dinamica (qd) è stata determinata sulla base delle indicazioni di TOGLIANI (2002) (All.
A).
Le quote d’indagine, di seguito riportate, sono riferite al piano campagna (p.c.), mentre l’ubicazione delle prove è riportata nell’Allegato A.
Dall'esame dei risultati è stato possibile definire la seguente stratigrafia:
DPM 1
Intervallo di profondità
Composizione litologica
NSPT 60*
(m da p.c.)
0.00 ÷ 0.40
0.40 ÷ 2.70
2.70 ÷ 5.30
5.30 ÷ 5.50
Terreno agrario.
Sabbia con ghiaia e ciottoli
debolmente limosa.
Stato di consistenza: medio.
Sabbia limosa con ghiaia.
Stato di consistenza: medio.
Sabbia limosa.
Stato di consistenza: molto
denso.
20 ÷ 26
14 ÷ 20
40 ÷ 60
DPM 2
Intervallo di profondità
Composizione litologica
NSPT 60*
(m da p.c.)
0.00 ÷ 0.40
Terreno agrario.
Sabbia limosa con ghiaia.
0.40 ÷ 4.60
Stato di consistenza: medio.
Sabbia limosa.
4.60 ÷ 4.70
Stato di consistenza: molto
denso.
*NSPT 60 = numero dei colpi standardizzato.
14 ÷ 20
56
Nelle prove, seppur non è stata riscontrata la presenza di acqua, i materiali attraversati, presentano comunque una buona umidità naturale.
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4.4 Caratterizzazione geotecnica
Le varie unità litologico-stratigrafiche, definite in precedenza, sono state rilette in
chiave geologico-tecnica sulla base dei principali caratteri fisici in grado di fornire indicazioni significative per il comportamento meccanico dei terreni, rilevabili dalle prove penetrometriche dinamiche continue. Questi parametri, nel loro insieme, consentono infatti, sia di superare le problematiche connesse al riconoscimento della continuità laterale e verticale dei vari corpi sedimentari, sia di individuare termini ad analogo comportamento geotecnico.
Nel nostro caso, per i materiali caratteristici dell'area esaminata, si è valutato un coefficiente correttivo per la trasformazione del numero di colpi N10, ottenuti con il penetrometro dinamico "medio" DM30 DEEP DRILL, ed i corrispettivi valori N60.
La densità relativa è stata correlata ai valori di N60 mediante le relazioni suggerite da
KULHAVY & MAYNE (1990). L'angolo di resistenza al taglio in condizioni di picco è stato poi stimato tenendo conto dello stato di addensamento e delle caratteristiche granulometriche dei materiali costituenti le varie unità attraverso la correlazione suggerita da HATANAKA & UCHIDA (1996). Il modulo confinato è stato ricavato sulla base delle
correlazioni di MAYNE & FROST (1980) mentre per il modulo di taglio si è fatto riferimento a WROTH et alii (1979). Tali dati, in relazione alla tipologia delle indagini, sono
da considerarsi puramente indicativi e da affinare, in fase di progetto esecutivo, con
ulteriori indagini.
Sulla base delle indagini condotte si evince la presenza di tre unità geotecniche
(U.G.), non considerando il termine costituito da terreno agrario, così ripartite:
U.G. 1 - Sabbia, con ghiaie e ciottoli, debolmente limosa (consistenza media).
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da –0.40 m a –2.70 m da p.c.;
si indicano i seguenti valori dei parametri geotecnici:
Parametri
Indice di densità relativa
Rd
= 65% ÷ 68%
Peso dell'unità di volume totale
γ
= 20 kN/m³ ÷ 21 kN/m³
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Angolo di resistenza al taglio
in condizioni di picco
φp
= 42° ÷ 45°
Resistenza dinamica
qd
= 20 MPa ÷ 22 MPa
Modulo confinato
M
= 23 MPa ÷ 25 MPa
Modulo di taglio
Go
= 42 MPa ÷ 44 MPa
U.G. 2 - Sabbia limosa con ghiaietto (consistenza media).
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da –2.70 m a –5.30 m da p.c.;
DPM 2: da –0.40 m a –4.60 m da p.c.;
si indicano i seguenti valori dei parametri geotecnici:
Parametri
Indice di densità relativa
Rd
= 45% ÷ 50%
Peso dell'unità di volume totale
γ
= 18 kN/m³ ÷ 19 kN/m³
in condizioni di picco
φp
= 36° ÷ 38°
Resistenza dinamica
qd
= 13 MPa ÷ 14 MPa
Modulo confinato
M
= 19 MPa ÷ 20 MPa
Modulo di taglio
Go
= 44 MPa ÷ 55 Mpa
Angolo di resistenza al taglio
U.G. 3 - Sabbia limosa (consistenza molto densa).
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da –5.30 m a –5.50 m da p.c.;
DPM 2: da –4.60 m a –4.70 m da p.c.;
si indicano i seguenti valori dei parametri geotecnici:
Parametri
Indice di densità relativa
Rd
= 75% ÷ 80%
Peso dell'unità di volume totale
γ
= 20 kN/m³
Angolo di resistenza al taglio
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φp
in condizioni di picco ∗
= 38°
Resistenza dinamica
qd
= 34 MPa ÷ 38 MPa
Modulo confinato
M
= 52 MPa ÷ 54 MPa
Modulo di taglio
Go
= 94 MPa ÷ 97 MPa
4.5 Verifica di stabilità
In relazione a quanto espresso nei capitoli precedenti, è stata effettuata un'analisi di
stabilità (All. B) lungo una sezione rappresentativa per la valutazione dell’idoneità
all’edificazione (Sezione A-A della Tavola 1 redatta dallo Studio GAIA & Associati)
mediante il software SLOPE 2009 (GEOSTRU, 2008), che utilizza i classici metodi delle strisce per la valutazione del fattore di sicurezza (Fs) di un pendio. Questo programma consente di affrontare i problemi di stabilità utilizzando la teoria dell'equilibrio limite, rendendo possibile la determinazione del fattore di sicurezza secondo codici di calcolo, statisticamente rigorosi.
Allo scopo viene di seguito svolta un'analisi mediante il metodo SARMA (1973), il quale soddisfa rigorosamente l’equilibrio statico assumendo che la risultante delle forze
fra i conci presenta un’inclinazione nota e costante.
Tale codice di calcolo ottempera alle specifiche richieste dal D.M. 11/03/1988 "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali, delle scarpate e dei fronti di scavo...".
La verifica di stabilità è stata eseguita tenendo conto delle azioni sismiche considerando che l’area, in relazione alla normativa vigente, viene classificata come Zona 4.
Tra gli elementi di calcolo non è stato introdotto un carico idraulico.
I dati di ingresso per i calcoli sono stati:
Numero di strati
:3
Numero dei conci
: 10
Superficie di forma circolare
∗
Il valore può essere condizionato dalla presenza di una resistenza al taglio drenata (c'). Solo con analisi di maggior dettaglio potrà essere determinata la natura dei materiali presenti.
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Maglia dei Centri
Ascissa vertice sinistro inferiore
xi =
3.82
m
Ordinata vertice sinistro inferiore
yi =
18.58 m
Ascissa vertice destro superiore
xs =
24.62 m
Ordinata vertice destro superiore
ys =
29.31 m
Passo di ricerca : 10
Numero di celle lungo x : 3
Numero di celle lungo y : 3
Vertici profilo
N
X
m
0.0
11.95
18.18
24.26
42.43
52.05
55.82
66.82
1
2
3
4
5
6
7
8
y
m
0.0
3.43
6.94
8.93
14.71
16.67
16.67
11.37
Unità Geotecnica
γ
(kN/m³)
φp
(°)
c'
(kN/m²)
1
21
42
0
γ
= peso dell'unità di volume
φp
=angolo di resistenza al taglio in condizioni di picco
c'
= Resistenza al taglio drenata
Vertici strato 1
N
1
2
3
4
5
6
7
X
m
0.0
11.95
18.18
24.26
37.62
49.72
61.76
y
m
0.0
3.43
6.94
8.93
13.18
13.5
13.81
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N
X
m
66.82
8
y
m
11.37
Unità Geotecnica
γ
(kN/m³)
φp
(°)
c'
(kN/m²)
2
19
36
0
γ
= peso dell'unità di volume
φp
=angolo di resistenza al taglio in condizioni di picco
c'
= Resistenza al taglio drenata
Vertici strato 2
N
X
m
0.0
11.95
49.72
66.82
1
2
3
4
y
m
-4.09
-1.27
10.7
11.37
Unità Geotecnica
γ
(kN/m³)
φp
(°)
c'
(kN/m²)
3
20
38
0
γ
= peso dell'unità di volume
φp
=angolo di resistenza al taglio in condizioni di picco
c'
= Resistenza al taglio drenata.
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4.5.1 Risultati analisi pendio
Fs minimo individuato
Ascissa centro superficie
Ordinata centro superficie
Raggio superficie
1.71
3.82 m
25.73 m
24.32 m
Tali risultati evidenziano che il fronte, con questa pendenza, consente il mantenimento di coefficienti di sicurezza superiori a 1.3 richiesti dal D.M. 11/03/1988.
Si ricorda che tale situazione corrisponde ad un corretto funzionamento della rete di
smaltimento delle acque superficiali, tali da evitare infiltrazioni localizzate o diffuse
nel substrato del versante e nella copertura e la conseguente saturazione di quest'ultima.
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5
COMPATIBILITÀ DELLA DESTINAZIONE URBANISTICA
La presente relazione illustra il quadro conoscitivo acquisito mediante il complesso
delle attività di studio (indagini geologiche, idrogeologiche ed analisi dello stato di
dissesto) condotte su di un’area, individuata al Catasto Terreni al Foglio 50 mappali
2024/p –173/p.
In riferimento alla Variante n. 25 al P.R.G.C. quest'area risulta inserita nella "Carta di
Sintesi della Pericolosità Geomorfologica e dell'Idoneità all'Utilizzazione Urbanistica"
nella classe III-indifferenziata.
Sulla base di quanto espresso nel presente lavoro, la classe di idoneità al rischio
attribuibile per l'area in esame, individuata al Catasto Terreni al Foglio 50 mappali 2024/p – 173/p, è complessivamente quella della Clase II ai sensi della Circ.
P.G.R. n° 7/LAP del 08/05/1996 e s.m.i..
Si precisa che tali considerazioni rappresentano il parere dello scrivente sulla base
della presente indagine di dettaglio. La zonizzazione dell'area secondo classi di pericolosità ed idoneità all'utilizzazione urbanistica compete, infatti, esclusivamente ai
tecnici incaricati dal Comune per la redazione degli studi geologici a supporto della
Variante al P.R.G.C.. Il quadro qui illustrato rappresenta un approfondimento a supporto della richiesta di cambiamento della destinazione d'uso presentata dalla committenza.
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ALLEGATO A
Ubicazione indagini e tabulati indagini geognostiche
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Ubicazione Indagini
(Disegno non in scala)
Estratto (modificato) da planimetria originale Studio Associato GAIA
DPM 1
PZ 1
DPM 2
a Fa
strad
vo ri ta
strada privata
vata
str ada pri
PZ 2
Legenda
DPM 1
Prova Penetrometrica Dinamica Continua
PZ 1
Pozzetto Esplorativo
Limite area in esame
Mappale interessato, in parte, dalle indagini
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PENETROMETRO DINAMICO IN USO: DPM Medio (ISSMFE,1988)
A livello europeo è in corso una standardizzazione delle attrezzature e delle modalità di esecuzione della prova (norma EN ISO / CD 22476-2).
CARATTERISTICHE TECNICHE: DM-30 (60°)
PESO MASSA BATTENTE
ALTEZZA CADUTA LIBERA
PESO SISTEMA BATTUTA
DIAMETRO PUNTA CONICA
AREA BASE PUNTA CONICA
ANGOLO APERTURA PUNTA
LUNGHEZZA DELLE ASTE
PESO ASTE PER METRO
PROF. GIUNZIONE 1-^ASTA
AVANZAMENTO PUNTA
NUMERO DI COLPI PUNTA
RIVESTIMENTO / FANGHI
ENERGIA SPECIFICA x COLPO
M
H
Ms
D
A
α
La
Ma
P1
δ
N
NO
Q
COEFF.TEORICO DI ENERGIA
βt
= 30,00 kg
= 0,20 m
= 18,00 kg
= 35,70 mm
= 10,00 cm²
= 60°
= 1,00 m
= 2,50 kg
= 0,80 m
= 0,10 m
= N(10) => avanzamento di 10 cm
= (MH)/(Aδ)
=6.00 kg/cm²
prova SPT: Qspt
= 7.83 kg/cm²
= Q/Qspt
=0,766
teoricamente : Nspt = βt N
La Resistenza Dinamica può essere espressa dalle:
rd =
MH
eA
qd =
M 2H
(eA)( M + Q)
con:
M = peso del maglio
H = altezza di caduta
Q = peso totale della testa di battuta e delle batterie delle aste
e
= penetrazione media relativa al colpo
A = area della punta
Studi di Togliani (2002) indicano come sia preferibile utilizzare rd nelle prove eseguite con il rivestimento e qd nelle prove eseguite senza rivestimento.
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PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 1
Data: 15/10/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
N60 = numero di colpi standardizzato
Z = profondità espressa in metri
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PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 1
Data: 15/10/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
RESISTENZA DINAMICA – senza rivestimento aste
Z = profondità espressa in metri
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PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 2
Data: 15/10/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
N60 = numero di colpi standardizzato
Z = profondità espressa in metri
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PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 2
Data: 15/10/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
RESISTENZA DINAMICA – senza rivestimento aste
Z = profondità espressa in metri
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ALLEGATO B
Verifica di stabilità e tabulati
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Distanze Progressive
Distanze Parziali
Quote
0.00
(3.8,18.6)
(3.8,29.3)
DPM 2
(24.6,18.6)
(24.6,29.3)
3
2
DPM 1
Scala 1:500
1
PROGRAMMA SLOPE © GEOSTRU (2008)
Metodo di SARMA (1973)
Superfici di scivolamento circolari
VERIFICA DI STABILITÀ
STATO ATTUALE
Sezione A-A
0.00
0.00
3.43
11.95
11.95
6.94
6.23
18.18
8.93
6.08
24.26
14.71
18.17
42.43
16.67
9.62
52.05
16.67
3.77
55.82
11.37
11.00
66.82
Limite tra le differenti Unità Geotecniche (U.G.)
Probabile
Studio GAIA & Associati - Modificata)
Profilo del terreno - Stato attuale
(Sezione A-A della Tavola 1 redatta dallo
Superficie...xc = 3.82 yc = 25.73 Rc = 24.32
Fs=1.71
Analisi dei conci.
Superficie di scivolamento con Fs minimo
Superfici di scivolamento
RELAZIONE DI CALCOLO
Metodo di SARMA (1973)
Il metodo di Sarma è un semplice, ma accurato metodo per l’analisi di stabilità dei pendii, che
permette di determinare l'accelerazione sismica orizzontale richiesta affinché l’ammasso di terreno,
delimitato dalla superficie di scivolamento e dal profilo topografico, raggiunga lo stato di equilibrio
limite (accelerazione critica Kc) e, nello stesso tempo, consente di ricavare l’usuale fattore di
sicurezza ottenuto come per gli altri metodi più comuni della geotecnica.
Si tratta di un metodo basato sul principio dell’equilibrio limite e delle strisce, pertanto viene
considerato l’equilibrio di una potenziale massa di terreno in scivolamento suddivisa in n strisce
verticali di spessore sufficientemente piccolo da ritenere ammissibile l’assunzione che lo sforzo
normale Ni agisce nel punto medio della base della striscia.
Le equazioni da prendere in considerazione sono:
•
•
•
L'equazione di equilibrio alla traslazione orizzontale del singolo concio;
L'equazione di equilibrio alla traslazione verticale del singolo concio;
L'equazione di equilibrio dei momenti.
Condizioni di equilibrio alla traslazione orizzontale e verticale:
Ni cos αi + Ti sin αi = Wi - ΔXi
Ti cos αi - Ni sin αi = KWi + ΔΕi
Viene, inoltre, assunto che in assenza di forze esterne sulla superficie libera dell’ammasso si ha:
ΣΔEi = 0
ΣΔXì = 0
dove Eì e Xi rappresentano, rispettivamente, le forze orizzontale e verticale sulla faccia i-esima del
concio generico i.
L’equazione di equilibrio dei momenti viene scritta scegliendo come punto di riferimento il
baricentro dell’intero ammasso; sicché, dopo aver eseguito una serie di posizioni e trasformazioni
trigonometriche ed algebriche, nel metodo di Sarma la soluzione del problema passa attraverso la
risoluzione di due equazioni:
(
)
* ∑ ΔX i ⋅ tg ψ i' − α i + ∑ ΔEi = ∑ Δ i − K ⋅ ∑Wi
[
(
) (
)]
* *∑ ΔX i ⋅ ( y mi − yG ) ⋅ tg ψ i' − α ' + xi' − xG = ∑Wi ⋅ (xmi − xG ) + ∑ Δ i ⋅ ( y mi − yG )
Ma l’approccio risolutivo, in questo caso, è completamente capovolto: il problema infatti impone di
trovare un valore di K (accelerazione sismica) corrispondente ad un determinato fattore di
sicurezza; ed in particolare, trovare il valore dell’accelerazione K corrispondente al fattore di
sicurezza F = 1 , ossia l’accelerazione critica.
1
Si ha pertanto:
K = Kc accelerazione critica se F = 1
F = Fs fattore di sicurezza in condizioni statiche se K = 0
La seconda parte del problema del Metodo di Sarma è quella di trovare una distribuzione di forze
interne Xi ed Ei tale da verificare l’equilibrio del concio e quello globale dell’intero ammasso, senza
violazione del criterio di rottura.
E’ stato trovato che una soluzione accettabile del problema si può ottenere assumendo la seguente
distribuzione per le forze Xi:
ΔX i = λ ⋅ ΔQi = λ ⋅ (Qi +1 − Qi )
dove Qi è una funzione nota, in cui vengono presi in considerazione i parametri geotecnici medi
sulla i-esima faccia del concio i, e λ rappresenta un’incognita.
La soluzione completa del problema si ottiene pertanto, dopo alcune iterazioni, con i valori di Kc, λ
e F, che permettono di ottenere anche la distribuzione delle forze di interstriscia.
Analisi di stabilità dei pendii con SARMA
======================================================================
Numero di strati
3.0
Numero dei conci
10.0
Superficie di forma circolare
======================================================================
Maglia dei Centri
======================================================================
Ascissa vertice sinistro inferiore xi
3.82 m
Ordinata vertice sinistro inferiore yi
18.58 m
Ascissa vertice destro superiore xs
24.62 m
Ordinata vertice destro superiore ys
29.31 m
Passo di ricerca
10.0
Numero di celle lungo x
3.0
Numero di celle lungo y
3.0
======================================================================
Vertici profilo
N
1
2
3
4
5
6
7
8
X
m
y
m
0.0
11.95
18.18
24.26
42.43
52.05
55.82
66.82 11.37
0.0
3.43
6.94
8.93
14.71
16.67
16.67
2
Vertici strato .......1
N
X
m
1
2
3
4
5
6
7
8
Vertici strato .......2
N
1
2
3
4
y
m
0.0
11.95
18.18
24.26
37.62
49.72
61.76
66.82 11.37
X
m
0.0
3.43
6.94
8.93
13.18
13.5
13.81
y
m
0.0
11.95
49.72
66.82 11.37
-4.09
-1.27
10.7
Stratigrafia
c: coesione; Fi: Angolo di attrito; G: Peso Specifico; Gs: Peso Specifico Saturo;
Strato
c
Fi
G
Gs
K
(kN/m²)
(°)
(kN/m³)
(kN/m³)
(Kg/cm³)
1
0
42 19.12297
21.0843
0.00 Sabbia, con ghiaia e
ciottoli, debolmente
limosa
2
0
36 18.63264 20.59396
0.00 Sabbia limosa con
ghiaietto
3
0
38 19.12297
21.0843
0.00 Sabbia limosa
Risultati analisi pendio
======================================================================
Fs minimo individuato
1.71
Ascissa centro superficie
3.82 m
Ordinata centro superficie
25.73 m
Raggio superficie
24.32 m
======================================================================
Analisi dei conci. Superficie...xc = 3.821 yc = 18.577 Rc = 17.26 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
0.9
4.28
0.9
2
0.9
7.28
0.91
3
0.9
10.3
0.91
4
0.9
13.34
0.92
5
0.9
16.43
0.94
6
0.9
19.57
0.95
7
0.9
22.77
0.97
Wi
(kN)
1.69
4.49
6.48
7.65
7.97
7.4
5.9
3
Nr.
B
m
8
9
10
Alfa
(°)
1.0
0.79
0.9
Li
m
26.24
29.61
32.9
Analisi dei conci. Superficie...xc = 7.287 yc = 20.367 Rc = 18.044
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
1.18
4.67
2
1.18
8.44
3
1.43
12.66
4
0.93
16.52
5
1.18
20.06
6
1.18
24.11
7
1.18
28.29
8
1.76
33.77
9
0.6
38.35
10
1.18
42.1
Wi
(kN)
1.12
0.91
1.07 0.79
3.59
1.24
Fs=19.99
Wi
(kN)
1.18
1.19
1.46
0.97
1.26
1.29
1.34
2.11
0.77
1.59 7.99
2.88
7.34
12.36
10.9
19.17
23.27
25.13
35.65
9.25
Analisi dei conci. Superficie...xc = 10.753 yc = 18.577 Rc = 15.598 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
1.56
1.54
1.56
6.42
2
0.88
6.02
0.88
9.97
3
1.22
9.9
1.23
23.87
4
1.22
14.47
1.26
33.43
5
1.22
19.14
1.29
40.63
6
1.71
24.97
1.89
64.55
7
0.72
29.96
0.83
26.82
8
1.22
34.19
1.47
38.63
9
1.22
39.8
1.58
26.95
10
1.22
45.91
1.75 10.5
Analisi dei conci. Superficie...xc = 14.22 yc = 20.367 Rc = 20.233
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
2.62
-19.37
2
3.11
-10.94
3
2.13
-3.42
4
2.62
3.31
5
1.48
9.16
6
3.76
16.86
7
2.32
26.09
8
2.92
34.79
9
2.62
45.09
10
2.62
57.22
Fs=2.47
Wi
(kN)
2.78
3.17
2.13
2.62
1.5
3.93
2.59
3.55
3.71
4.84 91.96
43.31
144.11
152.93
253.8
169.46
459.82
275.48
308.49
207.64
4
Analisi dei conci. Superficie...xc = 17.686 yc = 18.577 Rc = 16.376 Fs=2.53
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.29
-21.04
0.31
0.51
2
3.88
-13.51
3.99
135.4
3
2.35
-2.39
2.36
178.12
4
1.81
4.91
1.82
167.64
5
2.08
11.81
2.13
206.53
6
2.19
19.6
2.33
221.51
7
1.97
27.56
2.22
190.74
8
2.08
35.96
2.57
177.9
9
2.08
45.68
2.98
134.33
10
2.08
57.73
3.9 59.43
Analisi dei conci. Superficie...xc = 21.152 yc = 20.367 Rc = 22.30
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
3.89
-30.16
2
3.05
-20.2
3
3.18
-11.84
4
3.75
-2.83
5
2.33
5.01
6
4.61
14.13
7
3.47
25.17
8
3.47
35.59
9
3.47
47.71
10
3.47
64.91
Fs=3.26
Wi
(kN)
4.5
131.83
3.25
275.74
3.25
447.72
3.76
667.25
2.34
455.69
4.75
948.71
3.83
704.07
4.26
643.19
5.15
514.01
8.18 263.09
Analisi dei conci. Superficie...xc = 24.618 yc = 18.577 Rc = 18.443 Fs=3.61
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
2.95
-32.9
3.51
103.56
2
2.06
-23.94
2.26
178.41
3
3.84
-14.27
3.96
492.46
4
2.24
-4.61
2.25
352.05
5
3.66
4.59
3.67
640.11
6
2.95
15.05
3.05
543.56
7
2.95
24.85
3.25
536.34
8
2.95
35.55
3.62
493.03
9
2.95
48.06
4.41
399.17
10
2.95
66.49
7.39 212.43
Analisi dei conci. Superficie...xc = 3.821 yc = 22.156 Rc = 20.783
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
1.28
4.67
2
1.28
8.22
3
1.28
11.8
4
1.28
15.43
Fs=19.99
Wi
(kN)
1.28
1.29
1.31
1.33
3.36
8.65
12.01
13.38
5
Nr.
B
m
5
6
7
8
9
10
Alfa
(°)
1.28
0.69
1.87
1.28
1.28
1.28
Li
m
19.12
22.0
25.89
30.8
35.0
39.43
Analisi dei conci. Superficie...xc = 7.287 yc = 23.945 Rc = 21.479
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
1.31
5.71
2
1.87
10.0
3
0.74
13.55
4
1.31
16.38
5
1.31
20.04
6
1.31
23.8
7
1.58
28.09
8
1.03
32.1
9
1.31
35.88
10
1.31
40.31
Wi
(kN)
1.35
0.74
2.08
1.49
1.56
1.65 4.45
12.66
5.7
17.53
12.91
10.38
Fs=19.99
Wi
(kN)
1.31
1.9
0.76
1.36
1.39
1.43
1.79
1.22
1.61
1.71 8.81
3.21
12.87
7.88
21.31
28.75
33.87
44.2
26.21
23.27
Analisi dei conci. Superficie...xc = 10.753 yc = 22.156 Rc = 18.885 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.51
2.86
0.51
0.59
2
2.05
6.76
2.06
23.04
3
1.28
11.87
1.31
30.21
4
1.28
15.86
1.33
39.86
5
1.63
20.52
1.74
61.13
6
0.93
24.71
1.02
36.22
7
1.28
28.46
1.45
45.32
8
1.28
32.98
1.52
37.21
9
1.28
37.75
1.62
25.6
10
1.28
42.85
1.74 9.79
Analisi dei conci. Superficie...xc = 14.22 yc = 23.945 Rc = 23.734
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
2.9
-16.77
2
3.12
-9.3
3
2.68
-2.25
4
3.55
5.3
5
2.24
12.38
6
3.84
20.09
7
1.96
27.7
8
2.9
34.62
9
2.9
43.72
10
2.9
54.62
Fs=2.44
Wi
(kN)
3.03
3.16
2.68
3.57
2.3
4.09
2.21
3.52
4.01
5.0 97.51
48.75
142.93
197.36
372.46
273.91
476.71
230.51
303.73
226.73
6
Analisi dei conci. Superficie...xc = 17.686 yc = 22.156 Rc = 19.955 Fs=2.47
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.64
-17.67
0.67
2.34
2
4.11
-10.68
4.19
156.84
3
2.12
-1.62
2.12
163.02
4
2.64
5.22
2.65
250.03
5
3.44
14.13
3.55
357.07
6
1.31
21.26
1.41
136.3
7
2.38
27.11
2.67
236.55
8
2.38
35.12
2.91
206.72
9
2.38
44.05
3.31
153.64
10
2.38
54.72
4.11 65.74
Analisi dei conci. Superficie...xc = 21.152 yc = 23.945 Rc = 17.61
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
0.47
-10.49
2
2.82
-5.1
3
1.65
2.19
4
1.61
7.52
5
1.68
12.97
6
1.65
18.59
7
1.65
24.36
8
1.65
30.41
9
1.65
36.86
10
1.65
43.93
Fs=2.55
Wi
(kN)
0.48
2.83
1.65
1.63
1.72
1.74
1.81
1.91
2.06
2.28 17.85
1.56
52.41
54.72
65.55
75.45
75.84
72.07
62.03
44.59
Analisi dei conci. Superficie...xc = 24.618 yc = 22.156 Rc = 13.754 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
1.3
-4.22
1.31
6.74
2
0.88
0.34
0.88
10.96
3
1.09
4.46
1.1
19.15
4
1.09
9.05
1.11
23.59
5
1.09
13.7
1.12
26.2
6
1.09
18.44
1.15
26.87
7
1.09
23.32
1.19
25.47
8
1.09
28.39
1.24
21.77
9
1.09
33.72
1.31
15.47
10
1.09
39.4
1.41 6.08
Analisi dei conci. Superficie...xc = 3.821 yc = 25.735 Rc = 24.322
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
1.49
4.6
2
1.49
8.14
3
1.49
11.71
4
1.49
15.32
5
0.96
18.33
Fs=1.71
Wi
(kN)
1.5
1.51
1.52
1.55
1.01
4.59
11.85
16.5
18.43
11.56
7
Nr.
B
m
6
7
8
9
10
Alfa
(°)
2.02
1.49
1.49
1.23
1.75
Li
m
22.09
26.62
30.63
34.43
38.83
Analisi dei conci. Superficie...xc = 7.287 yc = 27.524 Rc = 24.949
Nr.
B
Alfa
Li
m
(°)
m
1
1.45
6.16
2
1.26
9.3
3
1.63
12.69
4
1.45
16.35
5
1.45
19.85
6
1.7
23.76
7
1.2
27.44
8
1.45
30.93
9
1.45
34.89
10
1.45
39.06
Wi
(kN)
2.18
1.67
1.73
1.49
2.25 14.72
30.24
27.73
28.47
21.2
Fs=19.99
Wi
(kN)
1.46
1.28
1.67
1.51
1.54
1.86
1.35
1.69
1.77
1.87 10.07
3.79
8.13
21.49
31.71
40.96
56.21
39.2
39.17
26.68
Analisi dei conci. Superficie...xc = 10.753 yc = 25.735 Rc = 22.243 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
1.38
5.34
1.38
8.58
2
1.38
8.92
1.39
24.08
3
1.38
12.54
1.41
37.3
4
1.91
16.93
2.0
69.4
5
0.84
20.66
0.9
33.86
6
1.38
23.76
1.51
53.03
7
1.38
27.71
1.56
47.57
8
1.38
31.8
1.62
38.95
9
1.1
35.64
1.36
22.56
10
1.65
40.17
2.16 14.4
Analisi dei conci. Superficie...xc = 14.22 yc = 27.524 Rc = 24.17 Fs=2.13
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
2.03
-2.86
2.03
24.38
2
2.03
1.96
2.03
68.27
3
2.12
6.9
2.14
111.2
4
1.94
11.78
1.98
122.72
5
2.03
16.64
2.12
134.03
6
2.11
21.85
2.27
137.47
7
1.95
27.15
2.19
117.46
8
2.03
32.61
2.41
102.94
9
2.03
38.54
2.6
72.54
10
2.03
45.03
2.87 28.52
8
Analisi dei conci. Superficie...xc = 17.686 yc = 25.735 Rc = 25.465 Fs=2.67
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
4.11
-17.88
4.32
103.34
2
2.38
-10.29
2.42
151.93
3
3.85
-3.23
3.85
397.62
4
2.65
4.1
2.65
347.89
5
3.43
11.02
3.5
490.66
6
3.06
18.59
3.23
447.99
7
3.25
26.3
3.62
457.24
8
3.25
34.83
3.96
402.76
9
3.25
44.41
4.54
303.11
10
3.25
56.08
5.82 133.23
Analisi dei conci. Superficie...xc = 21.152 yc = 27.524 Rc = 26.273 Fs=2.84
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.76
-21.39
0.81
3.69
2
6.23
-13.5
6.41
373.7
3
2.94
-3.28
2.95
336.01
4
3.14
3.37
3.14
417.51
5
3.48
10.66
3.55
507.68
6
3.31
18.34
3.49
495.33
7
3.31
26.17
3.69
476.48
8
3.31
34.58
4.02
420.76
9
3.31
43.99
4.6
319.63
10
3.31
55.39
5.83 146.96
Analisi dei conci. Superficie...xc = 24.618 yc = 25.735 Rc = 17.556 Fs=2.48
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
1.86
-4.22
1.87
13.85
2
0.96
0.4
0.96
16.18
3
1.41
4.28
1.42
32.44
4
1.41
8.93
1.43
39.97
5
1.41
13.63
1.45
44.39
6
1.41
18.44
1.49
45.54
7
1.41
23.38
1.54
43.18
8
1.41
28.51
1.61
36.94
9
1.41
33.92
1.7
26.27
10
1.41
39.69
1.84 10.34
Analisi dei conci. Superficie...xc = 10.753 yc = 29.314 Rc = 24.308 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.81
12.53
0.83
2.14
2
0.81
14.49
0.84
6.09
3
0.94
16.63
0.98
11.43
4
0.68
18.64
0.72
9.79
5
0.81
20.5
0.86
11.33
9
Nr.
B
m
6
7
8
9
10
Alfa
(°)
0.81
0.81
0.81
0.81
0.81
Li
m
22.56
24.64
26.76
28.92
31.13
Wi
(kN)
0.88
0.89
0.91
0.93
0.95 1.77
10.51
9.17
7.29
4.83
Analisi dei conci. Superficie...xc = 17.686 yc = 29.314 Rc = 22.053 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
0.98
5.62
0.99
2.16
2
0.98
8.19
0.99
5.88
3
0.98
10.78
1.0
8.77
4
0.98
13.4
1.01
10.81
5
0.97
16.03
1.01
11.85
6
0.99
18.71
1.05
12.27
7
0.98
21.44
1.06
11.3
8
0.98
24.22
1.08
9.44
9
0.98
27.05
1.1
6.53
10
0.98
29.96
1.14 2.48
Analisi dei conci. Superficie...xc = 24.618 yc = 29.314 Rc = 20.849 Fs=19.99
Nr.
B
Alfa
Li
Wi
m
(°)
m
(kN)
1
1.24
-2.68
1.24
5.54
2
1.75
1.42
1.75
24.04
3
1.49
5.89
1.5
31.98
4
1.49
10.03
1.52
39.39
5
1.49
14.23
1.54
43.67
6
1.49
18.52
1.57
44.69
7
1.49
22.91
1.62
42.21
8
1.49
27.45
1.68
35.92
9
1.49
32.18
1.76
25.36
10
1.49
37.18
1.87 9.88
10
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
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INDICE
1
PREMESSA .......................................................................................................2
2
TIPOLOGIA E QUALITA’ DEI DATI ..................................................................3
3
VINCOLI DI TIPO GEOLOGICO........................................................................5
3.1
3.2
3.3
4
Vincolo sismico ...................................................................................................... 5
Vincolo idrogeologico ............................................................................................ 6
Vincolo urbanistico ................................................................................................ 6
GEOLOGIA ........................................................................................................7
4.1
4.2
4.3
4.3.1
4.4
5
Inquadramento territoriale ..................................................................................... 7
Geomorfologia ........................................................................................................ 8
Assetto geologico regionale................................................................................ 10
Unità litologiche.................................................................................................... 11
Assetto idrogeologico.......................................................................................... 13
CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA ..........................................................14
5.1
5.2
5.3
5.4
6
Ricostruzione dell’assetto del sottosuolo.......................................................... 14
Indagini geognostiche pregresse nell'intorno dell'area.................................... 14
Indagini geognostiche eseguite nell'area in esame .......................................... 15
Caratterizzazione geotecnica .............................................................................. 16
CONSIDERAZIONI GEOLOGICO - GEOTECNICHE......................................20
6.1
Compatibilità dell'intervento previsto................................................................. 24
ELENCO ALLEGATI
All. A
Ubicazione indagini e tabulati caratterizzazione geotecnica
All. B
Verifica di stabilità
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1
PREMESSA
Su richiesta dello Studio GAIA & Associati ed incarico del Sig.re GULLINO Franco,
viene redatta la presente relazione a commento delle caratteristiche geologiche e
geotecniche di compatibilità 1 di un’area, distinta al Catasto Terreni al Foglio 50 Mappale 95 del Comune di Bra (CN), posta a lato di Strada Gandini, ove è prevista la
modifica di destinazione urbanistica dell’appezzamento di terreno di proprietà del
Sig.re GULLINO Franco.
L'esigenza di definire in modo completo l'assetto dell'ambiente fisico dell’area in esame, con riferimento alla configurazione naturale del territorio (assetto attuale) ha
comportato lo sviluppo di un'indagine articolata, svolta in più fasi.
La descrizione dettagliata dell’insieme degli studi e delle indagini condotte, insieme
alla metodologia seguita nello svolgimento dell'incarico, viene illustrata nel Cap. 2.
Tipologia e delimitazione dei principali vincoli di tipo geologico presenti sul territorio
in esame sono riportati nel Cap. 3.
Il Cap. 4 illustra le attività di rilevamento geologico e geomorfologico svolte sul sito in
esame, nonché su un ampio settore adiacente. Per una corretta localizzazione dei
punti di indagine si è fatto riferimento ad un rilievo topografico realizzato da parte dello Studio GAIA & Associati.
La campagna d'indagine geognostica appositamente programmata per l'analisi del
sito, comprende prove penetrometriche dinamiche. I risultati acquisiti e un'analisi obiettiva dei dati disponibili sono presentati nel Cap. 5.
Le considerazioni geologico-geotecniche ai fini della valutazione dell’idoneità
all’edificazione1, elaborate sulla base dei dati di superficie, delle indagini di sottosuolo
e della bibliografia scientifica, vengono svolte nel Cap. 6.
1 Come da richiesta della Commissione Consiliare per l’Urbanistica (Prot. n. 3409 - Data 07/02/2008)
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2
TIPOLOGIA E QUALITA’ DEI DATI
La presente relazione illustra il quadro conoscitivo acquisito con il complesso delle
attività di studio e indagine condotte per l'area di interesse, la sequenza litostratigrafica presente, la caratterizzazione geotecnica dei terreni, la distribuzione e lo stato di
attività dei fenomeni responsabili del modellamento dell’area, in atto o potenziali.
La prima fase dell'analisi è stata finalizzata all'elaborazione del Modello Geologico di
Riferimento (M.G.R.), strumento indispensabile per la definizione di un quadro conoscitivo adeguatamente rappresentativo dell'area in oggetto. Il Modello Geologico di
Riferimento rappresenta la ricostruzione concettuale della configurazione spaziale e
della successione temporale dei processi che improntano l'assetto e l'evoluzione, in
atto o potenziale, di una determinata porzione della crosta terrestre, ovvero del tratto
di ambiente fisico in esame. Il M.G.R. dipende dall'analisi e dall'interpretazione di una
realtà estremamente complessa relativa all'ambiente fisico, dove i diversi elementi
che la compongono "ambiti conoscitivi" o "sistemi" sono in relazione reciproca ed interagiscono fra loro.
La configurazione del territorio in esame ha reso necessario l'esecuzione di una
campagna d'indagine geognostica finalizzata alla ricostruzione dell'assetto del volume di sottosuolo significativo per una corretta valutazione dell’eventuale idoneità
all’edificazione.
L'analisi integrata del complesso dei dati emersi, finalizzata all'elaborazione di uno
schema interpretativo del territorio, consente di inserire in un unico quadro conoscitivo tutti gli elementi geognostici, geotecnici ed idrogeologici di interesse. Questo quadro costituisce il Modello Geotecnico di Riferimento (M.G.T.), in grado di descrivere
in modo adeguato la struttura dell'area in oggetto con riferimento specifico alle condizioni al contorno di interesse.
La relazione è redatta in riferimento a quanto prescritto dal D.M. 11 marzo 1988:
”Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii
naturali e delle scarpate, i criteri e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e
il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”.
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Lo studio è stato realizzato attraverso le seguenti fasi operative:
Ricerca bibliografica e storica, mirata ad una conoscenza locale del territorio e
degli eventi che hanno modellato le forme del paesaggio fisico e la loro evoluzione. In particolare sono stati esaminati:
la cartografia allegata al P.R.G.C. vigente del Comune di Bra;
la cartografia e la bibliografia edite dalla Banca Dati Geologica della Regione
Piemonte;
l'Allegato 4 al P.A.I. contenente le delimitazioni delle aree in dissesto redatta
dall'Autorità di Bacino del Fiume Po;
la cartografia geologica edita dal Servizio Geologico d'Italia;
le aerofotografie della Regione Piemonte: anno 2001 (a seguito dell'evento alluvionale del 2000);
le comunicazioni orali ricevute da Uffici della Pubblica Amministrazione e privati.
Rilievi e verifiche di campagna, svolti nel mese di Marzo 2008, aventi lo scopo sia
di controllare i dati esistenti in letteratura sia di definire, nel dettaglio, le caratteristiche dissestive esistenti, mediante:
caratterizzazione geologica, geomorfologica ed idrogeologica;
analisi della pericolosità locale;
pianificazione, Direzione Lavori e svolgimento di una campagna d'indagine
geognostica;
caratterizzazione geotecnica delle unità litologico-stratigrafiche individuate;
ricostruzione dell'assetto del terreno con elaborazione di una Sezione;
verifica di stabilità;
valutazione complessiva dell’idoneità all’edificazione.
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3
VINCOLI DI TIPO GEOLOGICO
3.1 Vincolo sismico
Nell’ambito della proposta di riclassificazione sismica del territorio nazionale (Gruppo
di Lavoro Servizio Sismico Nazionale, 1998) e dell’Ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003 (Primi elementi in materia di criteri
generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche
per le costruzioni in zona sismica) il comune di Bra è classificato come appartenente
alla zona 4 (bassa sismicità). La definizione di questo “grado di sismicità” riferito ai
valori di accelerazione al suolo discende dall’attuazione, nella normativa sismica in
vigore, degli indirizzi europei sull’argomento (Eurocodice 8).
Nella zona 4 non viene introdotto l'obbligo della progettazione antisismica, tranne che
per alcune tipologie di edifici e costruzioni di nuova edificazione, come individuati
dall’allegato B della D.G.R. n. 64-11402 del 23/12/2003.
Di seguito è allegato un prospetto con gli eventi e l’intensità di una certa rilevanza,
valutati, sia secondo la scala macrosismica Mercalli - Cancani - Sieberg (MCS,
1917), sia in gradi della scala Richter ML, in zone coincidenti e/o limitrofe a quella in
esame (ING/SGA,,1980; Sismi Anno 1982 – 2000: Regione Piemonte A.R.P.A. SISGEO on line):
Anno
Intensità' (MCS)
Intensità' (ML)
Epicentro
1275
VII
CANALE
1542
VI
RACCONIGI
1549
VI
ALBA
1703
VI
NEIVE
1786
VII
ALBA
1901
VI
SOMM. PERNO
1982
IV-V
ALBA
2001
2.3
CHERASCO
2002
2.3
MARENE
2003
3.5
MONTEU ROERO
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3.2 Vincolo idrogeologico
L’area, oggetto di intervento, risulta sottoposta al vincolo pubblicistico ex L.R. 9 agosto 1989 n° 45 "Nuove norme per gli interventi da eseguire in terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici": in particolare la legge in parola disciplina gli interventi
da eseguire nelle zone soggette a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi del R.D.L.
30 dicembre 1923 n° 3267 e stabilisce, tra l’altro, che l’esercizio degli interventi sia
subordinato all’ottenimento di provvedimento autorizzativo.
In dettaglio, l’articolo 1 della norma in parola, al terzo comma, recita testualmente: l’
“(...) autorizzazione concerne esclusivamente la verifica di compatibilità tra l’equilibrio
idrogeologico del territorio e gli effetti conseguenti alla realizzazione dell’intervento in
progetto, e non si riferisce agli aspetti connessi con la corretta funzionalità degli interventi, né all’adozione dei provvedimenti tecnici di sicurezza per la pubblica e privata incolumità”.
3.3 Vincolo urbanistico
L'area, sulla base della Variante n° 25 al P.R.G.C. - Progetto Preliminare - Pubblicato
il 16 agosto 2007, risulta inserita nella "Carta di Sintesi della Pericolosità Geomorfologica e dell'Idoneità all'utilizzazione Urbanistica" in classe III - Indifferenziata “Porzioni del territorio non edificate, o con presenza di isolati edifici, da considerarsi complessivamente come una Classe IIIA-c, con locali aree di Classe IIIB-c ed eventuali
aree in Classe II-c non cartografate”.
In tale classe, le Norme di Attuazione, prescrivono che: “Sino ad ulteriori indagini di
dettaglio, valgono tutte le limitazioni della classe IIIA-c".
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
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4
GEOLOGIA
4.1 Inquadramento territoriale
L'area è topograficamente compresa nella Sezione 192070 (Fig. 4.1) della Carta
Tecnica Regionale (C.T.R. Piemonte, 1991) alla scala 1:10.000, e si colloca nella
porzione Nord dell'abitato di Bra a lato di Strada Gandini.
I terreni sono debolmente inclinati (massima pendenza < 16%) verso Ovest, con una
quota media di 365 m (C.T.R. Piemonte, 1991).
Catastalmente i terreni sono identificati nel C.T. al Foglio 50 Mappale n° 95 del Comune di Bra (CN).
Figura 4.1 - Estratto (non in scala) dalla C.T.R. (1991) Sezione 192070 in scala 1:10.000. Nel riquadro rosso è individuata l’area di indagine.
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4.2 Geomorfologia
Dal punto di vista morfologico il sito in oggetto, si colloca su di un versante esposto
ad Ovest (Fig. 4.2) con un andamento da poco a moderatamente inclinato (peraltro
evidenziato nelle sezioni riportate nelle Tavole dello Studio GAIA & Associati) e comunque con pendenze sempre inferiori al 16%, come precedentemente esposto.
Figura 4.2 - Ripresa aerea (non in scala) – Regione Piemonte. Nel riquadro in rosso è individuata
l’area di indagine.
Tale versante è la classica espressione della morfologia a pseudoquestas, tipica dei
rilievi delle Langhe e dei Roeri. CARRARO et alii (1981), nell'ambito della realizzazione
della Carta Neotettonica d'Italia, stabiliscono l'età recente del raggiungimento della
configurazione strutturale e morfologica di tali rilievi, che viene spiegato con il sollevamento differenziale di una originaria pianura alluvionale, della quale sono conservati alcuni depositi continentali pleistocenici, localizzati in zone sommitali a forma tabulare. Successivamente al Pleistocene inferiore, periodo in cui termina la genesi del
glacis delle Langhe, l’area è interessata da più fasi erosive (BIANCOTTI, 1981). Nel
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Pleistocene medio il glacis è inciso da un reticolo idrografico defluente da SSE verso
NNO, quindi, nel corso del Pleistocene superiore il sollevamento differenziale dell'area determina l'inversione dei deflussi dei corsi d'acqua, che dalla pianura cuneese si
dirigono verso quella alessandrina. Per tutto l'Olocene l'evoluzione morfologica dell'area di interesse risulta fortemente condizionata dalla diversione del Tanaro che ha
determinato un abbassamento significativo del livello di base relativo e l'innesco di un
fenomeno di erosione regressiva generale che ha interessato l'intero reticolato idrografico del Bacino Piemontese meridionale.
Attualmente seppur la disposizione giaciturale del versante “a franappoggio”, unitamente alle caratteristiche litologiche locali, non escludano la propensione al dissesto,
la consultazione delle seguenti banche dati e degli archivi, congiuntamente ad un rilievo eseguito dallo scrivente:
“Carta delle frane” edita dalla Regione Piemonte – Direzione Servizi Tecnici di
Prevenzione – Settore Studi e Ricerche Geologiche – Sistema Informativo Prevenzione Rischi in scala 1:100.000 segnatamente al Foglio 68 “Carmagnola”.
“Delimitazione delle aree in dissesto” dell’ “Atlante dei rischi idraulici e idrogeologici” del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) vigente in scala
1:25.000.
“Progetto I.F.F.I.” (ARPA Piemonte - Settore Studi e Ricerche Geologiche Sistema Informatico Prevenzione Rischi – SigeoOnLine), aggiornato alla data di agosto 2005.
“Carta Geomorfologica e dei Dissesti” – Tav. 3B – allegata alla Variante n° 25 del
P.R.G.C. del Comune di Bra, in scala 1:10.000 (Fig. 4.3).
Archivio Comune di Bra.
non hanno evidenziato dissesti in atto o pregressi nell'area; seppur la Carta Geomorfologica e dei Dissesti inserisca, il lotto in oggetto, in aree potenzialmente instabili
(trattasi di aree in cui le caratteristiche litologiche (geotecniche), geologiche (natura e
giacitura del substrato), idrogeologiche (caratteristiche della falda libera) e morfologiche (profilo del pendio) inducono ad un quadro di stabilità prossimo all’equilibrio limite).
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Figura 4.3 - Estratto (non in scala) dalla “Carta Geomorfologica e dei Dissesti” – Tav. 3B – allegata
alla Variante n° 25 del P.R.G.C. del Comune di Bra in scala 1:10.000. Nel riquadro rosso è individuata l’area di indagine.
L’uso del suolo, per i terreni in esame, è rappresentato in parte da seminativo ed in
parte da incolto (Fig. 4.2).
4.3 Assetto geologico regionale
L'area è, da un punto di vista paleo-geografico, collocata all'interno del Bacino Terziario Piemontese (B.T.P.) il quale ha rappresentato un bacino di sedimentazione,
costituito da un ampio braccio di mare con una profondità sui 200 metri, che, all’inizio
del Pliocene, si estendeva tra le Langhe a Sud e una porzione isolata di quello che
sarà il Monferrato a Nord (CAVALLO & REPETTO, 1992).
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La sequenza litostratigrafica generale evidenzia nella parte inferiore, in discontinuità
sulla Formazione gessoso-solfifera del Miocene terminale, una facies argillosa di
ambiente circalitorale chiamata Argille di Lugagnano 2 (Piacenziano 3 Auctt.); a questa
segue, in continuità e con livelli di transizione, una facies sabbiosa, Sabbie di Asti1
(Astiano2 Auctt.), che registra le fasi di minor profondità del mare pliocenico. Successivamente con l’accumulo di sedimenti e il progressivo ritiro del mare, dal bacino di
sedimentazione sopraccitato, s’instaura un ambiente continentale, di tipo deltizio in
fase di progradazione, interdigitato con sedimenti di spiaggia (Pliocene medio - Pliocene superiore?), contraddistinto dalla presenza, in sostanziale continuità di sedimentazione sui sedimenti marini litorali (Astiano Auctt.), di depositi costituiti da sabbie grossolane, localmente con livelli di ghiaie minute passanti ad argille e sabbie
quarzose pseudostratificate, di colore grigio - verdognolo, d’origine fluvio lacustre o
lacustre, con rare alternanze ghiaiose (Villafranchiano inferiore/superiore2 Auctt.).
Si sottolinea come il passaggio litostratigrafico, tra il settore di pianura e il complesso
collinare, avvenga in modo brusco; ciò può essere spiegato sia ipotizzando un'intensa azione erosiva esercitata dal paleo Tanaro sui depositi prequaternari, contro i
quali era spinto dagli affluenti in sinistra orografica, sia ammettendo l'esistenza di una
flessura-faglia lungo l'allineamento Bra - Sanfrè - Sommariva (CARRARO et alii, 1991).
4.3.1 Unità litologiche
Nella Fig. 4.4 è riportato uno stralcio del Foglio n. 68 “Carmagnola”, della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000 (BORTOLAMI et alii, 1969).
Sulla base di questa cartografia e delle indagini esperite dallo scrivente la sequenza
litostratigrafica indica:
Coltre Eluvio-Colluviale:
Depositi a tessitura fine, prevalentemente limoso-sabbiosi, che ricoprono in modo
abbastanza uniforme il substrato. La potenza è di alcuni metri.
2 Accezione litostratigrafica (sensu Boni e Casnedi, 1970) riportata nella Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:100.000, Foglio
69 Asti, edito nel 1970.
3 Accezione cronostratigrafica (sensu Sacco, 1890) riportata nella Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:100.000, Foglio 68
Carmagnola, edito nel 1969.
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Figura 4.4 – Stralcio (non in scala) dal Foglio n. 68 “Carmagnola”, della Carta Geologica d’Italia alla
scala 1:100.000 (BORTOLAMI et alii, 1969).
L'area di indagine è inserita nella zona di passaggio tra il Villafranchiano Inferiore
– I2 “sabbie quarzose a stratificazione incrociata” e il Villafranchiano Superiore –
I1 “argille e sabbie quarzose pseudostratificate, di colore grigio - verdognolo”.
La linea blu rappresenta un tratto della sezione I riportata nella Figura 4.5.
Figura 4.5 – Stralcio (non in scala) della sezione geologica I riportata nel Foglio n. 68 “Carmagnola”,
della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000 (BORTOLAMI et alii, 1969).
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Substrato (Pleistocene inferiore):
Argille e sabbie quarzose pseudostratificate, di colore grigio – verdognolo,
d’origine fluvio lacustre o lacustre, con rare alternanze ghiaiose (Villafranchiano
Superiore – I1) passanti a sabbie quarzose a stratificazione incrociata d’origine
lagunare deltizia (Villafranchiano Inferiore – I2).
4.4 Assetto idrogeologico
L’idrologia superficiale è condizionata dalla morfologia locale e dai caratteri di permeabilità dei depositi sui quali le acque di scorrimento defluiscono dalla zona collinare, concentrandosi nelle incisioni di ruscellamento, fino a raggiungere il fondovalle.
Sulla base della sequenza stratigrafica evidenziata nei paragrafi precedenti il sito in
esame è caratterizzato dalla presenza di due complessi idrogeologici così distinti:
Unità I - Limi argilloso sabbiosi e sabbie fini con limo. Rappresentano
l’alterazione del substrato.
Permeabilità primaria per porosità con valori relativi medio-bassi.
La circolazione d'acqua viene evidenziata, ai piedi del versante, da sporadiche captazioni d'acqua.
Unità II - In questa unità sono stati inseriti i depositi limoso sabbiosi e sabbioso
medio-fini con limo, passanti a limi argillosi. Costituiscono il substrato.
La permeabilità primaria per porosità presenta valori relativi da bassi ad
elevati in funzione della granulometria.
Non sono disponibili valori relativi alla piezometria dell’area.
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CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA
5.1 Ricostruzione dell’assetto del sottosuolo
Nell'ambito degli studi svolti per la caratterizzazione dell'assetto geologico e geotecnico del settore interessato, unitamente ai rilievi di superficie e all'analisi aerofotogeologica delle riprese aeree, è stata condotta una campagna d'indagine geognostica
comprensiva prove penetrometriche dinamiche continue, finalizzata alla definizione
dell'assetto e del comportamento in sito delle unità litologico-tecniche presenti.
Di seguito si illustra il piano d'indagine condotto specificatamente nell'ambito di questo Studio, presentando sia i nuovi elementi acquisiti con le indagini appositamente
svolte, sia i dati riportati nella Variante Parziale n. 23 al P.R.G.C. del Comune di Bra
(2004), redatta dal Geol. SCAGLIA Andrea, interessante un’area a monte di quella in
esame, sempre di proprietà del Sig.re GULLINO Franco.
La raccolta sistematica dei dati geologico-tecnici e geognostici pregressi, propedeutica all'indagine specifica condotta a Marzo 2008, ha consentito un'evidente ottimizzazione nella pianificazione delle indagini in termini di risorse economiche e tempistica.
Le prove penetrometriche dinamiche sono state localizzate in corrispondenza di punti
chiave per la definizione della stratigrafia, compatibilmente all'accessibilità del sito,
mentre i dati pre-esistenti hanno contribuito in modo significativo alla ricostruzione
dell'assetto delle aree adiacenti.
Il complesso degli elementi resi così disponibili costituisce un supporto per l'impostazione e la taratura del Modello Geologico e Geotecnico di Riferimento.
5.2 Indagini geognostiche pregresse nell'intorno dell'area
La ricostruzione preliminare dell'assetto del sottosuolo, riferita ad un intorno significativo, è stata condotta mediante la consultazione della Relazione Geologico Tecnica
della Variante Parziale n. 23 al P.R.G.C. del Comune di Bra (2004), limitata al comparto urbanistico 196 (V23.8).
Gli elementi più significativi acquisiti sono di seguito riportati, in modo da evidenziare
a più ampia scala, la configurazione delle unità litotecniche, insieme alla distribuzione
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ed ai rapporti giaciturali dei depositi. Tra la documentazione acquisita, in particolare,
si evidenzia la seguente successione stratigrafica semplificata (Tab. 5.1):
Intervallo di profondità
(m da p.c.)
0.00 ÷ 0.30
0.30 ÷ 1.00
> 1.00
Composizione litologica
terreno vegetale
argille sabbiose (coltre eluvio colluviale)
sabbie siltose e silts sabbiosi giallastri con intercalazioni
di livelli ghiaioso sabbiosi
Tabella 5.1 – Successione stratigrafica semplificata del comparto urbanistico 196 (V23.8).
5.3 Indagini geognostiche eseguite nell'area in esame
Per giungere alla caratterizzazione del terreno, in corrispondenza dell'area oggetto di
studio, sono state realizzate n° 2 prove penetrometriche dinamiche continue, di seguito denominata DPM (ISSMFE,1988), in data 04/03/2008.
Tali prove consentono di determinare la resistenza che il terreno offre alla penetrazione dinamica di una punta conica infissa a partire da piano campagna. La resistenza è funzione delle caratteristiche e del tipo di terreno.
La prova DPM consiste nel far cadere una massa di 30 Kg da un’altezza di 20 cm, su
una testa di battuta sulla cui estremità inferiore è posta una punta conica con un diametro di 35,70 mm e angolo di 60°. Il numero di colpi (N10) necessario per una penetrazione
di 10 cm è il dato assunto come indice della resistenza alla penetrazione.
L'apparecchiatura utilizzata è il DM 30 della ditta DEEP-DRILL.
Il rapporto tra l'energia specifica per colpo di battuta (Q = 6,0 kg/cm2) del penetrometro DPM e l’energia (QSPT = 7,83 kg/cm2) sviluppata nella prova SPT (Standard Penetration Test) è rappresentato da un coefficiente teorico di energia: nel caso in esame
viene assunto pari a 0.75.
Poiché le indagini sono state condotte senza rivestimento la resistenza dinamica (qd)
è stata determinata sulla base delle indicazioni di TOGLIANI (2002) (All. A).
Le quote d’indagine, di seguito riportate, sono riferite al piano campagna (p.c.), mentre l’ubicazione delle prove è riportata nell’allegato A.
Dall'esame dei risultati è stato possibile definire la seguente stratigrafia:
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DPM 1
Intervallo di profondità
Composizione litologica
NSPT 60*
(m da p.c.)
0.00 ÷ 0.50
0.50 ÷ 1.30
1.30 ÷ 2.60
2.60 ÷ 4.70
Terreno agrario.
Limo argilloso debolmente
sabbioso, soffice.
Limo argilloso sabbioso, da
compatto a molto compatto.
Limo argilloso sabbioso, estremamente compatto.
3÷5
10 ÷ 20
>30 ÷ R
DPM 2
Intervallo di profondità
Composizione litologica
NSPT 60*
(m da p.c.)
0.00 ÷ 0.50
0.50 ÷ 1.20
1.20 ÷ 4.10
4.10 ÷ 5.80
Terreno agrario.
Limo argilloso debolmente
sabbioso, soffice
Limo argilloso sabbioso, da
plastico a compatto.
Limo argilloso sabbioso, da
molto compatto ad estremamente compatto.
3÷5
8 ÷ 10
25 ÷ >30
*NSPT 60 = numero dei colpi standardizzato.
E' stata rilevata la presenza di acqua, nella prova DPM 2, alla quota di –0.80 m da
p.c..
Nella prova DPM 1, seppur non è stata riscontrata la presenza di acqua, i materiali
attraversati, presentano comunque una elevata umidità naturale.
5.4 Caratterizzazione geotecnica
Le varie unità litologico-stratigrafiche, definite in precedenza, sono state rilette in
chiave geologico-tecnica sulla base dei principali caratteri fisici in grado di fornire indicazioni significative per il comportamento meccanico dei terreni, rilevabili dalle pro-
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ve penetrometriche dinamiche continue. Questi parametri, nel loro insieme, consentono infatti, sia di superare le problematiche connesse al riconoscimento della continuità laterale e verticale dei vari corpi sedimentari, sia di individuare termini ad analogo comportamento geotecnico.
I parametri meccanici e deformativi determinati sono la resistenza al taglio non drenata (BRUSCHI, 2004), il modulo confinato (SCHULTZE & MENZENBACH, 1961) e il modulo di taglio (WROTH et alii, 1979). Tali dati, in relazione alla tipologia delle indagini,
sono da considerarsi puramente indicativi e da affinare, in fase di progetto esecutivo,
con ulteriori indagini.
Procedendo dal piano campagna verso il basso, è stata individuata la sequenza di
seguito descritta:
Unità 1 - Terreno agrario / Copertura eluvio-colluviale (limo argilloso, debolmente
sabbioso, soffice).
Deposito con spessore compreso tra 1.20 ÷ 1.30 m.
Unità 2 - Limo argilloso sabbioso, compatto.
Deposito con spessore compreso tra 1.30 ÷ 2.90 m.
Unità 3 - Limo argilloso sabbioso, molto compatto.
Deposito con spessore compreso tra 1.70 ÷ 2.10 m.
Nel seguito si riporta una descrizione sintetica ed i parametri geotecnici che ne descrivono il comportamento meccanico e deformativo:
Unità 1 – Terreno agrario / Copertura eluvio-colluviale (limo argilloso, debolmente
sabbioso, soffice).
Il comportamento globale dell'unità è quello di un materiale coesivo.
I valori dell'indice di consistenza IC sono compresi tra 0.0 e 0.25 e sono
quelli tipici di un terreno soffice.
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da p.c. a –1.30 m da p.c.;
DPM 2: da p.c. a –1.20 m da p.c.;
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si indicano i seguenti valori caratteristici dei parametri geotecnici
d’interesse:
Parametri
γ
= 16 kN/m³
φp
= 29° 4
c'
= 2 Kpa4
non drenata
Cu
= 10 ÷ 20 Kpa
Resistenza dinamica
qd
= 0.5 ÷ 5 Mpa
Modulo confinato
M
= 2.5 ÷ 4.0 Mpa
Modulo di taglio
G
= 20 ÷ 30 Mpa
Peso dell'unità di volume totale
Angolo di resistenza al taglio
in condizioni di picco
Resistenza al taglio
drenata
Resistenza al taglio
Unità 2 – Limo argilloso sabbioso, compatto.
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da –1.30 m a –2.60 m da p.c.;
DPM 2: da –1.20 m a –4.10 m da p.c.;
si indicano i seguenti valori caratteristici dei parametri geotecnici, desunti
anche da dati bibliografici:
Parametri
γ
= 17 kN/m³
φp
= 30°4
c'
= 5 Kpa4
non drenata
Cu
= 40 ÷ 50 Kpa
Resistenza dinamica
qd
= 6.0 ÷ 7.0 Mpa
Peso dell'unità di volume totale
Angolo di resistenza al taglio
in condizioni di picco
Resistenza al taglio
drenata
Resistenza al taglio
4 JAMIOLKOWSKI M., PASQUALINI E: (1976): Sulla determinazione e scelta dei parametri geotecnici che intervengono nelle verifiche di stabilità dei pendii naturali ed artificiali, Politecnico Torino.
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Modulo confinato
M
= 8 ÷ 20 Mpa
Modulo di taglio
G
= 60 ÷ 100 Mpa
Unità 3 – Limo argilloso sabbioso, molto compatto.
Per il complesso in esame, individuato alle seguenti quote:
DPM 1: da –2.60 m a –4.70 m da p.c.;
DPM 2: da –4.10 m a –5.80 m da p.c.;
si indicano i seguenti valori caratteristici dei parametri geotecnici, desunti
anche da dati bibliografici:
Parametri
γ
= 21 kN/m³
φp
= 31°4
c'
= 10 Kpa4
non drenata
Cu
= 175 ÷ 200 Kpa
Resistenza dinamica
qd
= 10 ÷ 20 Mpa
Modulo confinato
M
= 32 ÷ 38 Mpa
Modulo di taglio
G
= 145 ÷ 165 Mpa
Peso dell'unità di volume totale
Angolo di resistenza al taglio
in condizioni di picco
Resistenza al taglio
drenata
Resistenza al taglio
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CONSIDERAZIONI GEOLOGICO - GEOTECNICHE
In relazione a quanto espresso nei capitoli precedenti, è stata effettuata un'analisi di
stabilità (All. B) lungo una sezione rappresentativa per la valutazione dell’idoneità
all’edificazione (Sezione B-B della Tavola 1 redatta dallo Studio GAIA & Associati)
mediante il codice di calcolo automatico (sistema Interactive Landslides Analysis ing. L. Scioldo - Torino) basato sul metodo dell'equilibrio limite secondo Sarma
(1979) ed Hoek (1981, 1987) il quale utilizza il classico metodo delle strisce per la
valutazione del fattore di sicurezza (Fs) di un pendio.
Si evidenzia come questo codice di calcolo ottempera alle specifiche richieste del
D.M. 11/03/1988 "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la
stabilità dei pendii naturali, delle scarpate e dei fronti di scavo...".
Tutti i metodi dell’equilibrio limite, come quello utilizzato, suddividono il pendio da analizzare in una serie di conci. Ogni concio è soggetto ad un sistema generale di forze.
In tale sistema vi sono (6n-2) incognite associate a 4n equazioni, così identificabili:
Equazioni
Condizioni
n
Equilibrio del momento
2n
Equilibrio delle forze (in 2 direzioni)
n
Relazione fra resistenza al taglio e tensione normale effettiva
Incognite
Variabile
1
Coefficiente di sicurezza
n
Forza normale P
n
Punto di applicazione della P
n
Forza di taglio S
n-1
Forza orizzontale Z
n-1
Inclinazione della forza orizzontale q
n-1
Linea di spinta (fra Zd e Zs)
La soluzione è quindi staticamente indeterminata.
Per trovare una soluzione, tutti i metodi fanno riferimento a una qualche forma di eliminazione delle incognite.
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La più comune è quella che fa agire la forza normale P nel centro della base del concio, riducendo quindi il numero di equazioni a (5n-2).
Si devono quindi ricercare ulteriori (n-2) ipotesi semplificative e sono tali ipotesi che
differenziano i vari metodi proposti per l’analisi della stabilità di pendii.
In forma generale, sempre facendo riferimento allo schema sopra riportato,
dall’equilibrio delle forze si ottiene:
w -Ssen(a) - Pcos(a) - (xs - Xd) = 0
con Xs e Xd forze verticali fra i conci adiacenti.
indicando come consueto
c' = coesione = resistenza al taglio drenata
φ = angolo d’attrito = angolo di resistenza al taglio
Fs = coefficiente di sicurezza, la resistenza mobilizzata risulta:
S = c’L + (P-UL)tan(f)/Fs
e sostituendo si ha:
p = [W - c’Lsen(a) + ULtan(φ)sen(a) - (Xs-Xd) ] / ma
con:
ma = cos(a) + sen(a)tan(φ)/Fs
L’equilibrio dell’intera superficie risulta allora, in termini sommatori:
P sen(a) - S cos(a) + kW + (Zd-Zs) = 0
e sostituendo, considerando che la sommatoria delle forze interne vale zero, si ha:
equilibrio delle forze:
fs = [c’Lcos(a) + (P-UL)tan(φ)cos(a)] / [Psen(a)+kW]
equilibrio dei momenti:
fs = [c’LR + (P-UL)Rtan(φ)] / [Wx + KkW]
con:
R = raggio del cerchio di scivolamento
x = braccio del centroide
K = altezza del centroide
A scopo cautelativo, nella successiva analisi di stabilità, non sarà considerata l'azione della coesione (c') quindi, sarà considerato un valore di c' pari a 0 kPa.
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I dati di ingresso per i calcoli sono stati:
Coordinate del pendio:Terreno agrario / Copertura eluvio colluviale
Vertice
Coordinata X
Coordinata Y
1
0.00
0.00
2
0.10
6.25
3
24.75
10.14
4
42.52
12.39
Parametri geotecnici del terreno:
Terreno n.
γ
c'
φ
16
0
29
γ: Peso di volume (kN/m³)
c': Coesione (kPa)
φ: Angolo d'attrito (°)
Coordinate passaggio unità litotecnica:Limo argilloso sabbioso, compatto
Vertice
Coordinata X
Coordinata Y
1
0.00
0.00
2
0.10
5.08
3
42.52
11.12
Parametri geotecnici del terreno:
Terreno n.
γ
c'
φ
17
0
30
γ: Peso di volume (kN/m³)
c': Coesione (kPa)
φ: Angolo d'attrito (°)
Coordinate passaggio unità litotecnica:Limo argilloso sabbioso, molto compatto
Vertice
Coordinata X
Coordinata Y
1
0.00
0.00
2
0.10
2.08
3
42.52
9.92
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
pagina 23 di 24
Parametri geotecnici del terreno:
Terreno n.
γ
c'
φ
21
0
31
γ: Peso di volume (kN/m³)
c': Coesione (kPa)
φ: Angolo d'attrito (°)
Coordinate della falda:
Vertice
Coordinata X
Coordinata Y
1
0.00
0.00
2
0.10
5.97
3
24.75
11.63
Il numero totale di superfici generate è pari a: 9
Il D.M. 11/03/1988 stabilisce che il fattore di sicurezza, nei confronti della stabilità
generale dei fronti di scavo, non deve essere inferiore a 1.30 (Capo G.3.2, comma
2°) ma nel caso dei pendii naturali lascia allo scrivente l’accettabilità di un determinato valore del fattore di sicurezza, in base all’attendibilità e alla bontà dei dati, limitandosi a richiedere che ne sia determinato il valore minimo (Capo G.2.3, comma 3°).
Superfici di stabilità individuate
SUPERFICIE n. 1
Coordinate del centro: 9.00, 28.00
Fattore di sicurezza:
2.19
SUPERFICIE n. 2
Coordinate del centro: 13.44, 28.70
Fattore di sicurezza:
2.33
SUPERFICIE n. 3
Coordinate del centro: 17.89, 29.41
Fattore di sicurezza:
2.52
SUPERFICIE n. 4
Coordinate del centro: 8.30, 32.44
Fattore di sicurezza:
2.20
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Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
pagina 24 di 24
SUPERFICIE n. 5
Coordinate del centro: 12.74, 33.15
Fattore di sicurezza:
2.25
SUPERFICIE n. 6
Coordinate del centro: 17.19, 33.85
Fattore di sicurezza:
2.40
SUPERFICIE n. 7
Coordinate del centro: 7.59, 36.89
Fattore di sicurezza:
2.24
SUPERFICIE n. 8
Coordinate del centro: 12.04, 37.59
Fattore di sicurezza:
2.22
SUPERFICIE n. 9
Coordinate del centro: 16.48, 38.30
Fattore di sicurezza:
2.32
Coefficiente di Sicurezza minimo: 2.19
Si ricorda che tale situazione corrisponde ad un corretto funzionamento della rete di
smaltimento delle acque superficiali, tali da evitare infiltrazioni localizzate o diffuse
nel substrato del versante e nella copertura e la conseguente saturazione di quest'ultima.
6.1 Compatibilità dell'intervento previsto
Sulla base delle verifiche ed accertamenti effettuati, il sottoscritto, esprime parere favorevole all’idoneità all’edificazione del lotto in esame.
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Proponente:
Progetto:
GULLINO Franco
Data:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
ALLEGATO A
Ubicazione indagini e tabulati indagini geognostiche
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Prova Penetrometrica
Dinamica Continua
DPM 1
DPM 2
DPM 1
Sezione
Verifica Stabilità
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
PENETROMETRO DINAMICO IN USO: DPM Medio (ISSMFE,1988)
A livello europeo è in corso una standardizzazione delle attrezzature e delle modalità di esecuzione della prova (norma EN ISO / CD 22476-2).
CARATTERISTICHE TECNICHE: DM-30 (60°)
PESO MASSA BATTENTE
ALTEZZA CADUTA LIBERA
PESO SISTEMA BATTUTA
DIAMETRO PUNTA CONICA
AREA BASE PUNTA CONICA
ANGOLO APERTURA PUNTA
LUNGHEZZA DELLE ASTE
PESO ASTE PER METRO
PROF. GIUNZIONE 1-^ASTA
AVANZAMENTO PUNTA
NUMERO DI COLPI PUNTA
RIVESTIMENTO / FANGHI
ENERGIA SPECIFICA x COLPO
M
H
Ms
D
A
α
La
Ma
P1
δ
N
NO
Q
COEFF.TEORICO DI ENERGIA
βt
= 30,00 kg
= 0,20 m
= 18,00 kg
= 35,70 mm
= 10,00 cm²
= 60°
= 1,00 m
= 2,50 kg
= 0,80 m
= 0,10 m
= N(10) => avanzamento di 10 cm
= (MH)/(Aδ)
=6.00 kg/cm²
prova SPT: Qspt
= 7.83 kg/cm²
= Q/Qspt
=0,766
teoricamente : Nspt = βt N
La Resistenza Dinamica può essere espressa dalle:
rd =
MH
eA
qd =
M 2H
(eA)( M + Q)
con:
M = peso del maglio
H = altezza di caduta
Q = peso totale della testa di battuta e delle batterie delle aste
e
= penetrazione media relativa al colpo
A = area della punta
Studi di Togliani (2002) indicano come sia preferibile utilizzare rd nelle prove eseguite con il rivestimento e qd nelle prove eseguite senza rivestimento.
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Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 1
Data: 04/03/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
N60 = numero di colpi standardizzato
Z = profondità espressa in metri
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 1
Data: 04/03/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : N.D.
RESISTENZA DINAMICA – senza rivestimento aste
Z = profondità espressa in metri
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 2
Data: 04/03/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : -0.8 m da p.c.
N60 = numero di colpi standardizzato
Z = profondità espressa in metri
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
Committente:
GULLINO Franco
Data:
Progetto:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA MEDIA – DPM 2
Data: 04/03/2008
Quota inizio: piano campagna
Prof. Falda : -0.8 m da p.c.
RESISTENZA DINAMICA – senza rivestimento aste
Z = profondità espressa in metri
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
Committente:
Progetto:
GULLINO Franco
Data:
Modifica destinazione urbanistica
Redatto:
Marzo 2008
Geol. Enrico ARESE
ALLEGATO B
Verifica di stabilità
Dott. Geol. Enrico ARESE - C.so P. di Piemonte, 27 - 12035 Racconigi (CN) - P. IVA 02750270049
2.32
2.22
2.24
2.40
2.25
2.20
2.52
2.33
2.19
I.L.A. (c) Geo Soft di ing. G. Scioldo - Torino
42.5 12.3
24.7 10.1
6.2
0.1
Progr. Quote
Fs minimo SARMA: 2.19
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ALLEGATO A - Comune di Bra