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IL SECOLO XIX
VENERDÌ
25 MAGGIO 2012
SERVIZIO PROMOZIONALE A CURA DI PUBLIRAMA
Speciale Cooperativa Il Faggio
Lo zoom
“Diversi per forza”, riabilitazione
psicosociale tramite lo sport
Fondazione
De Mari
di Savona
Domani una giornata di eventi che si aprirà alla mattina con laVeleggiata Solidale
Il conto alla rovescia della
Cooperativa Il Faggio è quasi
terminato e domani si preannuncia una giornata molto intensa.
Sì, perché proprio domani è in
programma “Diversi per forza”
una giornata dedicata alla riabilitazione psicosociale attraverso
lo sport.
A presentarci gli appuntamenti
di domani è la Vicepresidente
della Cooperativa Il Faggio, Sara
Vaggi.
Una giornata davvero intensa quella di domani, giusto?
«Esattamente, ma noi siamo
pronti. Sarà una giornata ricca
di appuntamenti ed eventi che
prenderanno il via alla mattina
e si concluderanno nel tardo
pomeriggio».
E’ la prima volta che fate
un’iniziativa del genere?
«Forse è la prima volta con tanti eventi concentrati nello stesso
giorno, anche se iniziative sportive ne abbiamo sempre fatte».
In questo contesto si terrà
anche la prima Veleggiata Solidale. Com’è il programma?
«Esattamente coincide con la
giornata conclusiva del Corso
di Velaterapia portata avanti da
Il Faggio. Il ritrovo delle imbarcazioni, che in totale saranno
una ventina, è fissato alle ore 9
al Porto di Savona. Tra le varie
imbarcazioni che prenderanno il
via ci saranno anche la Goletta
Pandora e Spirit, la Nave Scuola
dell’Istituto Nautico Leon Pancaldo di Savona, Nave Andrea
Doria di Imperia. Il via alla competizione avverrà alle ore 9.30
tività durante la mattinata, nel
pomeriggio a partire dalle ore
15.30 andrà in scena un’esibizione degli allievi del Centro
Riabilitazione Equestre del
Faggio. Infine, a partire dalle
ore 17.00, protagonisti ancora i
cavalli con il classico Battesimo
della Sella che sarà dedicato a
tutti i bambini presenti in spiaggia che potranno fare un giro a
cavallo».
La Fondazione Agostino De
Mari, presieduta
oggi da Roberto
Romani (nella
foto), è un ente
n o p r o f i t a ppar tenente al
cosidetto Terzo
Settore, quel
settore che si pone tra lo Stato e
il mercato, settore dell’assistenza, della solidarietà e della sussidarietà. La Fondazione è nata
nel 1991, ma la sua operatività
piena l’ha avuta solo nel 1999.
In sostanza la Fondazione ha
un patrimonio che ogni anno
mette a reddito, ne ricava risorse
e tutti gli anni spende in determinati settori che si dividono tra
quelli rilevanti (dove è destinato
per legge più del 50%) e quelli
ammessi (a cui è destinato il
restante). I settori rilevanti sono
arte e cultura, istruzione e formazione e sanità, quelli ammessi, invece, sono famiglia e valori
connessi, ricerca scientifica e
tecnologica, assistenza anziani
e sport.
Quelli fino a oggi sono stati
anni importanti, anni in cui la
Fondazione ha investito una media di 4 milioni di euro all’anno
diventando nell’ultimo periodo,
vista la crisi, una figura molto
importante. Ma questo periodo
di flessione ha avuto ripercussioni anche sulla Fondazione che
si è posta come obiettivo per il
futuro di mantenere il livello delle
erogazioni costante nel tempo
e non far mancare il proprio sostegno ai settori più importanti
come a esempio la sanità.
attuate da un settore specifico
della nostra cooperativa che è
“il Faggiolympic”.
Ci sono controindicazioni
alla pratica di questi sport da
parte dei ragazzi?
«Sicuramente ci possono essere controindicazioni sia di
ordine fisico che psicologico,
ma sono molti di più i benefici
che la pratica di queste attività
portano. Il tutto però deve essere in rapporto a quanto questi
sport vengono praticati. Noi
comunque prestiamo la massima attenzione a questo e tutti
i nostri “educatori” lavorano a
stretto contatto con lo staff medico in modo da sapere sempre
fino a che massimo si possono
spingere con la persona che gli
viene affidata. Insomma, viviamo
lo sport come momento ludico
che prepara la persona alle
classiche terapie riabilitative».
Sara Vaggi,Vicepresidente della Cooperativa Sociale Il Faggio
Un’immagine di un ragazzo in barca a vela
e l’arrivo è fissato dalla spiaggia
libera antistante lo scaletto delle
Fornaci a Savona. Qui, alle ore
12.00 si terranno le premiazioni
di tutti i partecipanti».
Come detto, però, la Veleggiata non sarà l’unico appuntamento della mattina.
«Infatti, a partire dalle ore 9.30
nella spiaggia libera antistante lo
scaletto delle Fornaci a Savona
prenderà il via una manifesta-
puntamento da passare tutti
insieme, giusto?
«Verso le ore 13.00 il pranzo
verrà offerto a tutti i partecipanti
all’interno dei Giardini Serenella
dalla Cooperativa “La Calla”
che da poco gestisce i giardini.
Non mancheranno poi musica e
intrattenimento».
Come sarà strutturato, invece, il pomeriggio?
«Non stanchi delle tante at-
zione di minivolley a cui parteciperanno gli atleti diversamente
abili del Faggiolympic. A seguire,
con inizio fissato intorno alle ore
10.30, protagonista sarà questa
volta il calcio con un torneo di
beach soccer che coinvolgerà
i ragazzi delle varie categorie
delle società savonesi e scuole
di calcio savonesi Asd Liguria e
Us Priamar».
Anche il pranzo sarà un ap-
Conosciamola
Con il professor Ciro Pisaturo
Affiancare le diverse attività sportive
alle più tradizionali terapie riabilitative
Sport come riabilitazione. Sì, è
questa una delle ultime novità in
campo medico, novità che è stata adottata anche dalla Cooperativa Il Faggio. A illustrarci meglio
il tutto ci ha pensato il dottor Ciro
Pisaturo, direttore Medico delle
Strutture di Riabilitazione della
Cooperativa, neuropsichiatra,
professore presso la Scuola di
Specializzazione di Neuropsichiatria infantile dell’Università
di Genova.
Dottor Pisaturo, è giusto
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parlare di sport come riabilitazione?
«Bisogna subito fare una precisazione: lo sport che utilizziamo
per curare i disabili ha una forte
valenza ludico-ricreativa. Insomma, sono pratiche connesse con
la terapia riabilitativa, nel senso
più stretto».
Quindi non è una vera e propria riabilitazione quella che
avviene con lo sport?
«Sono terapie di supporto che
non potranno mai sostituire la
fisioterapia vera e propria, ma
che insieme possono dare una
visione più moderna della riabilitazione. Insomma, sono attività
che accompagnano sempre la
fisioterapia, attività che anche
da sole danno alcuni benefici,
ma che non possono mai andare
da sole».
Quindi come mai lo sport
può essere importante nella
fase di riabilitazione?
«Attraverso l’attività sportiva
si ricreano certe situazioni e
certe emozioni che fanno sì che
il soggetto si senta partecipe
di ciò che sta facendo. Questo
costituisce la base per interventi
più specifici che vengono poi
effettuati».
Ci sono sport più adatti rispetto ad altri?
«Senza dubbio svolgono un
ottimo lavoro pratiche sportive
come il calcio, la pallacanestro,
la pallavolo, senza dimenticare
la vela o anche l’equitazione.
Tutte queste attività vengono
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