26 IL SECOLO XIX VENERDÌ 25 MAGGIO 2012 SERVIZIO PROMOZIONALE A CURA DI PUBLIRAMA Speciale Cooperativa Il Faggio Lo zoom “Diversi per forza”, riabilitazione psicosociale tramite lo sport Fondazione De Mari di Savona Domani una giornata di eventi che si aprirà alla mattina con laVeleggiata Solidale Il conto alla rovescia della Cooperativa Il Faggio è quasi terminato e domani si preannuncia una giornata molto intensa. Sì, perché proprio domani è in programma “Diversi per forza” una giornata dedicata alla riabilitazione psicosociale attraverso lo sport. A presentarci gli appuntamenti di domani è la Vicepresidente della Cooperativa Il Faggio, Sara Vaggi. Una giornata davvero intensa quella di domani, giusto? «Esattamente, ma noi siamo pronti. Sarà una giornata ricca di appuntamenti ed eventi che prenderanno il via alla mattina e si concluderanno nel tardo pomeriggio». E’ la prima volta che fate un’iniziativa del genere? «Forse è la prima volta con tanti eventi concentrati nello stesso giorno, anche se iniziative sportive ne abbiamo sempre fatte». In questo contesto si terrà anche la prima Veleggiata Solidale. Com’è il programma? «Esattamente coincide con la giornata conclusiva del Corso di Velaterapia portata avanti da Il Faggio. Il ritrovo delle imbarcazioni, che in totale saranno una ventina, è fissato alle ore 9 al Porto di Savona. Tra le varie imbarcazioni che prenderanno il via ci saranno anche la Goletta Pandora e Spirit, la Nave Scuola dell’Istituto Nautico Leon Pancaldo di Savona, Nave Andrea Doria di Imperia. Il via alla competizione avverrà alle ore 9.30 tività durante la mattinata, nel pomeriggio a partire dalle ore 15.30 andrà in scena un’esibizione degli allievi del Centro Riabilitazione Equestre del Faggio. Infine, a partire dalle ore 17.00, protagonisti ancora i cavalli con il classico Battesimo della Sella che sarà dedicato a tutti i bambini presenti in spiaggia che potranno fare un giro a cavallo». La Fondazione Agostino De Mari, presieduta oggi da Roberto Romani (nella foto), è un ente n o p r o f i t a ppar tenente al cosidetto Terzo Settore, quel settore che si pone tra lo Stato e il mercato, settore dell’assistenza, della solidarietà e della sussidarietà. La Fondazione è nata nel 1991, ma la sua operatività piena l’ha avuta solo nel 1999. In sostanza la Fondazione ha un patrimonio che ogni anno mette a reddito, ne ricava risorse e tutti gli anni spende in determinati settori che si dividono tra quelli rilevanti (dove è destinato per legge più del 50%) e quelli ammessi (a cui è destinato il restante). I settori rilevanti sono arte e cultura, istruzione e formazione e sanità, quelli ammessi, invece, sono famiglia e valori connessi, ricerca scientifica e tecnologica, assistenza anziani e sport. Quelli fino a oggi sono stati anni importanti, anni in cui la Fondazione ha investito una media di 4 milioni di euro all’anno diventando nell’ultimo periodo, vista la crisi, una figura molto importante. Ma questo periodo di flessione ha avuto ripercussioni anche sulla Fondazione che si è posta come obiettivo per il futuro di mantenere il livello delle erogazioni costante nel tempo e non far mancare il proprio sostegno ai settori più importanti come a esempio la sanità. attuate da un settore specifico della nostra cooperativa che è “il Faggiolympic”. Ci sono controindicazioni alla pratica di questi sport da parte dei ragazzi? «Sicuramente ci possono essere controindicazioni sia di ordine fisico che psicologico, ma sono molti di più i benefici che la pratica di queste attività portano. Il tutto però deve essere in rapporto a quanto questi sport vengono praticati. Noi comunque prestiamo la massima attenzione a questo e tutti i nostri “educatori” lavorano a stretto contatto con lo staff medico in modo da sapere sempre fino a che massimo si possono spingere con la persona che gli viene affidata. Insomma, viviamo lo sport come momento ludico che prepara la persona alle classiche terapie riabilitative». Sara Vaggi,Vicepresidente della Cooperativa Sociale Il Faggio Un’immagine di un ragazzo in barca a vela e l’arrivo è fissato dalla spiaggia libera antistante lo scaletto delle Fornaci a Savona. Qui, alle ore 12.00 si terranno le premiazioni di tutti i partecipanti». Come detto, però, la Veleggiata non sarà l’unico appuntamento della mattina. «Infatti, a partire dalle ore 9.30 nella spiaggia libera antistante lo scaletto delle Fornaci a Savona prenderà il via una manifesta- puntamento da passare tutti insieme, giusto? «Verso le ore 13.00 il pranzo verrà offerto a tutti i partecipanti all’interno dei Giardini Serenella dalla Cooperativa “La Calla” che da poco gestisce i giardini. Non mancheranno poi musica e intrattenimento». Come sarà strutturato, invece, il pomeriggio? «Non stanchi delle tante at- zione di minivolley a cui parteciperanno gli atleti diversamente abili del Faggiolympic. A seguire, con inizio fissato intorno alle ore 10.30, protagonista sarà questa volta il calcio con un torneo di beach soccer che coinvolgerà i ragazzi delle varie categorie delle società savonesi e scuole di calcio savonesi Asd Liguria e Us Priamar». Anche il pranzo sarà un ap- Conosciamola Con il professor Ciro Pisaturo Affiancare le diverse attività sportive alle più tradizionali terapie riabilitative Sport come riabilitazione. Sì, è questa una delle ultime novità in campo medico, novità che è stata adottata anche dalla Cooperativa Il Faggio. A illustrarci meglio il tutto ci ha pensato il dottor Ciro Pisaturo, direttore Medico delle Strutture di Riabilitazione della Cooperativa, neuropsichiatra, professore presso la Scuola di Specializzazione di Neuropsichiatria infantile dell’Università di Genova. Dottor Pisaturo, è giusto XnLYJLdlFuMappQIbZDbju3AuB6C7/DGEGEG2t2K2fU= parlare di sport come riabilitazione? «Bisogna subito fare una precisazione: lo sport che utilizziamo per curare i disabili ha una forte valenza ludico-ricreativa. Insomma, sono pratiche connesse con la terapia riabilitativa, nel senso più stretto». Quindi non è una vera e propria riabilitazione quella che avviene con lo sport? «Sono terapie di supporto che non potranno mai sostituire la fisioterapia vera e propria, ma che insieme possono dare una visione più moderna della riabilitazione. Insomma, sono attività che accompagnano sempre la fisioterapia, attività che anche da sole danno alcuni benefici, ma che non possono mai andare da sole». Quindi come mai lo sport può essere importante nella fase di riabilitazione? «Attraverso l’attività sportiva si ricreano certe situazioni e certe emozioni che fanno sì che il soggetto si senta partecipe di ciò che sta facendo. Questo costituisce la base per interventi più specifici che vengono poi effettuati». Ci sono sport più adatti rispetto ad altri? «Senza dubbio svolgono un ottimo lavoro pratiche sportive come il calcio, la pallacanestro, la pallavolo, senza dimenticare la vela o anche l’equitazione. Tutte queste attività vengono