Anno V • N. 6 • G i u gn o 2012 • Free Press Mensile gratuito di informazione ed approfondimento nel territorio di Roma e provincia Ponte Milvio in Moda E le stelle stanno a guardare... All’ interno: Il “famigerato” Centro anziani di via S. Felice Circeo Viaggio nei quartieri del XX: La Giustiniana Mensile gratuito di informazione ed approfondimento nel territorio di Roma e provincia In copertina: “Ponte Milvio in Moda E le stelle stanno a guardare....” Il 20esimo Mensile Free Press Anno V n. 6 Giugno 2012 Autorizzazione del Tribunale di Roma n.408/2008 del 15/12/2008 Editore Ravess Snc Via Cappelletta della Giustiniana, 58 00123 Roma Direttore Editoriale Sonia Costantini Direttore Responsabile Giuliana Sanzani [email protected] Responsabile del Coordinamento Alvise Venza Progetto grafico e impaginazione Maria Isabella Battaglia Realizzazione testata Cristina Bellipanni A questo numero hanno collaborato Francesca Annunziata, Stefano Artero, Sonia Costantini, Michele Desiati, Stefano Erbaggi, Lidia Garrano, Paola Gerosa, Giuseppe Larosa, Chiara Lorenzetti, Lorenzo Migliaccio, Andrea Petrini, Anna Carmen Puglisi, Maurizio Quattrini, Antonella Vitale. E-mail [email protected] Tipografia Vetrani fotoincisioni Grafica stampa cartotecnica Zona industriale Settevene 01036 Nepi (VT) Foto fornita da Olimpus Events pag. 3 Il momento di cambiare Cambiare cosa? Il popolo italiano è in attesa di un segnale importante da parte della politica. Una risposta che non può e non deve concretizzarsi solamente in un nuovo slogan o in un nuovo nome di partito. E’ necessario un ritorno alla politica vicina ai cittadini che spesso, ormai, è svolta solamente da politici locali, creando un distacco sempre più netto tra Parlamento e Paese. E’ altrettanto necessario tornare a quei valori umani che caratterizzano da sempre un modo di fare la politica, che ha poco da condividere con i partiti attualmente presenti. Rimango basito, infatti, nel sentire che, dopo le elezioni amministrative del maggio appena passato, il discorso di alcuni politici (di entrambi gli schieramenti) sui risultati elettorali si sia incentrato su eventuali errori di candidature e su come “vincere” le prossime elezioni…. Significa che ancora non si è capito… In questo momento in Italia c’è necessità di un cambiamento vero, che riporti alla luce i valori veri, troppo spesso dimenticati negli ultimi anni. L’Italia ha un forte bisogno di trovare una guida nuova, di dare spazio nella politica a quei giovani che troppo spesso sono stati accantonati in quanto poco “esperti”…. Non è importante “vincere” le elezioni in quanto tale, ma vincerle in virtù di un nuovo messaggio che dia risposte CONCRETE alle esigenze della nostra Nazione. Elezioni che servono affinché la politica si riprenda il suo compito e la sua responsabilità di governare l’Italia, mandando a casa un governo tecnico e tecnocrate, insensibile alle vere esigenze del territorio. Se non si comprende l’urgenza di tale situazione, si corre il rischio di creare una situazione di instabilità totale in cui proveranno a governare, con scarsa fortuna, i primi “urlatori” che passano. Solo chi ha coraggio ammette i propri errori, solo chi ha coraggio è pronto per predisporre un cambiamento. Speriamo di essere tra quei coraggiosi. Stefano Erbaggi Assessore ai Lavori Pubblici Municipio Roma XX Tel. 0669620950 Fax 0669620817 [email protected] www.stefanoerbaggi.it Lettere al direttore editoriale Gentile direttore , la situazione che stiamo vivendo e’ preoccupante, la crisi sta mietendo vittime e terrorizza i giovani, che non vedono prospettive per il loro futuro. per non parlare dei suicidi degli imprenditori....che ne pensa? Elisabetta 67 Cara Elisabetta, a parte le elezioni in Francia, le amministrative in Italia, per non parlare dei suicidi che non hanno precedenti nel nostro paese..., credo sia il momento storico piu’ buio che il nostro paese stia vivendo. In Francia, anni fa, ci sono stati i suicidi a catena dei manager di grandi aziende. Colpa, anche in quel caso, della crisi economica e, si disse, del clima di feroce competizione incombente sui quadri aziendali. Qui in Italia, siamo ora alle prese con un fenomeno in spaventosa crescita: circa una quarantina di imprenditori si sono gia’ tolti la vita e il numero non comprende i dipendenti, gli artigiani. Consapevoli dell’effetto imitazione, i giornalisti si interrogano: continuare a darne notizia o parlarne poco o niente, per evitare che diventi una strage? Credo sia arrivato il momento di ritrovare il valore della parola “solidarietà”, abbiamo il dovere di ascoltare i bisogni e le preoccupazioni di chi ci circonda e non smettere mai di dare il nostro aiuto e il nostro sostegno. Sonia Costantini [email protected] 2012 giugno Circolo Casetta Bianca Il Circolo Casetta Bianca è situato nel verde del Parco di Veio e ne fanno parte una piscina coperta/scoperta di 25 metri per 12,5, sei campi da tennis in terra rossa con illuminazione, tre campi polivalenti (tennis, calcetto e pallavolo) in erba sintetica con illuminazione, una palestra e relativi spogliatoi. Coloro i quali prediligono il contatto con la natura in un ambiente sereno e informale, troveranno al Circolo una valida alternativa alla sfrenata tecnologia, spesso solo di facciata. Le molteplici attività svolte al suo interno sono tenute esclusivamente da istruttori con brevetto federale e /o laureati in “Scienze Motorie” e si rivolgono indistintamente a tutte le fasce d’età. E’ possibile iscriversi come Soci ed avere quindi la possibilità di usufruire di tutte le strutture o, per i Soci “tennis”, di giocare sempre, anche sui campi coperti. Le at tività in programma sono organizzate in maniera tale da soddisfare tutte le esigenze. Per il nuoto si tengono corsi anche per i bambini dai 18 mesi (prima acquaticità) fino ai corsi agonistici. Vi sono poi, tra gli altri, corsi di nuoto sincronizzato, di acquagym e nuoto libero anche con lezioni individuali. La pallanuoto è un settore in continua espansione tanto da annoverare circa 100 iscritti e con la partecipazione quest’anno al campionato di serie D. In palestra, una sala è riservata ai corsi di aerobica, danza ritmica, spinning (bici Schwinn), mentre la seconda sala è interamente attrezzata con macchine Technogym. Inoltre da quest’anno sul campo coperto, sono iniziati i corsi di minibasket e basket. Il tennis si svolge in terra rossa e, in inverno, anche al coperto e i corsi sono per giovani fin dai 5 anni e per adulti. Lo staff è composto da maestri federali e da preparatori atletici. Sui campi di calcio a 5 (in sintetico) la scuola organizza corsi giovanili maschili e femminili. Si possono giocare singole partite e tornei anche per i non iscritti. Ogni anni, dalla fine della scuola, si organizzano i Centri Ricreativi Estivi che si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17, dando modo a tutti i giovani partecipanti di praticare attività sportive, ludiche e ricreative. Il pranzo è preparato dal ristorante interno del Circolo con particolare attenzione e i cibi sono sempre fragranti, equilibrati e, ove segnalato, adatti a eventuali intolleranze e/o allergie. Il ristorante poi è aperto anche per i non iscritti e vi si possono organizzare eventi e feste. La club house, lo snack bar, il centro estetico, il negozio per abbigliamento e attrezzature sportive e un ampio parcheggio, completano la ricca offerta del Circolo Casetta Bianca. via Martiri de La Storta, 40 00123 Roma Tel. 06.30363322 – 06.30365848 www.casettabianca.com 2 Il 20esimo pubblicità redazionale ViaggioMILVIO PONTE nei quartieri IN MODA del XX 2012 giugno Tor E le stelle di Quinto stanno a guardare…. Abito da sposa. Foto fornita da Olimpus Events I mmaginate sullo sfondo la Torretta Valadier di Ponte Milvio, che si staglia sotto le luci nell’oscurità della sera, e davanti un piccolo palco ed una passerella illuminati a giorno, su cui sfilano belle ragazze vestite con abiti da giorno e da sera, con un sottofondo musicale pieno di ritmo o d’atmosfera, a seconda della tipologia di sfilata….. Ai lati della passerella, tante file di poltroncine su cui siedono personaggi dello spettacolo, della moda, delle istituzioni e persone di ogni ceto, professione ed età…. Il tutto sotto un cielo stellato, nel buio della notte che avanza, illuminato dai lampi dei flash dei fotografi che si accalcano ai piedi della passerella, insieme agli operatori di numerose televisioni locali e nazionali…. Un’atmosfera speciale, che affascina e calamita l’attenzione di tutti i presenti. Questo è stata la manifestazione a cui abbiamo partecipato l’anno scorso e questo e ancora di più sarà, senz’altro, la terza edizione di Ponte Milvio in Moda, che si effettuerà il 7 giugno nella splendida cornice della piazzetta di Ponte Milvio, con l’ottima organizzazione di Olimpus Sfumature rosate. Foto fornita da Olimpus Events Un momento della sfilata. Foto 2011, Lidia Garrano Events, che l’ha ideata e la realizza con successo sempre crescente, tanto da averla portata ad essere una delle serate più attese dell’inizio dell’estate romana. La particolarità di questo evento è la valorizzazione di giovani stilisti emergenti, che vengono esaminati e giudicati da una giuria di esperti del settore, di cui quest’anno fanno parte il presidente di Federabbigliamento Confcommercio di Roma, Dott. Roberto Polidori, la vicepresidente di AltaRoma AltaModa, Dr.ssa Valeria Mangani, il presidente dell’AIMOAssociazione internazionale di medicina ortomolecolare, Prof. Adolfo Panfili, la nota giornalista del TG3 Stefania Giacomini, l’imprenditrice Barbara Mezzaroma, la stilista vincitrice di Ponte Milvio in Moda 2011, Francesca Castagnacci, l’ideatrice del portale web Giovani Stilisti, Teresa Mancini. Quest’anno la chiusura della sfilata viene effettuata dallo stilista Nino Lettieri, di AltaRoma AltaModa, ospite della serata e anch’egli membro della giuria di esperti. Per i giovani stilisti questa manifestazione è un ottimo trampolino di lancio ed un’occasione di visibilità, che può premiare i loro sforzi creativi e realizzativi in un settore non facile come quello della moda. Gli stilisti partecipanti quest’anno sono: Cecilia Caramellino, Ivan Iaboni, Silvia Buricana (SuBlimen), Valentina Cremona (Danivé), Donas Benzoni (Donas) e Tania ed Anna (Lecicale). Vi diamo alcune informazioni su di loro. Cecilia Caramellino da piccola confezionava vestiti di stagnola e carta per le bambole e, osservando la nonna che si dilettava a cucire, da grande ha iniziato a modificare i propri abiti, usando la propria fantasia, fino ad iscriversi all’Accademia ed ora presenta una sua collezione. Ivan Iaboni, diplomato all’istituto statale d’Arte (Moda e Costume), allievo dell’Accademia Altieri, realizza abiti d’alta moda con un’eleganza trasgressiva. Valentina Cremona, romana, influenzata da un viaggio in oriente, nella collezione Danivé presenta linee e colori sofisticati, volumi importanti alternati ad abiti asciutti, per una donna romantica, ma forte. Donas Benzoni, bergamasca, cresciuta nella tradizione del tessile italiano, segue tutte le fasi della creazione e della realizzazione dei modelli, in una filiera di alta qualità tutta italiana, sempre alla ricerca dell’unicità. Silvia Buricana firma la collezione SuBlimen, ispirata da Vassily Kandinsky, con colori caldi e freddi che si mescolano nelle geometrie dei modelli. Tania ed Anna, alias Lecicale, con un occhio al passato ed attenzione alle tendenze, amano l’abito lungo, con tessuti semplici e fantasie particolari, tutti italiani, e si rivolgono ad una donna che predilige capi in edizione limitata. Tutti questi stilisti sono alla costante ricerca di uno stile personale e particolare, che valorizzi la figura della donna e che possa attrarre l’attenzione dei potenziali clienti. A Ponte Milvio in Moda la passerella è sempre effervescente di idee, stili e colori diversi e quest’anno andrà anche in diretta televisiva. A tutti auguriamo, quindi, un futuro ricco di soddisfazioni e… vinca il migliore! Lidia Garrano Il 20esimo 3 2012 giugno Tutte le strade portano al caos... Viaggio nei quartieri del XX: La Giustiniana N el nostro viaggio tra i quartieri del XX Municipio, ci fermiamo ora in quello de La Giustiniana, situato al di là del GRA. Nella toponomastica di Roma Capitale si tratta della 51a zona, con un’estensione di quasi 13 kmq. ed una popolazione di circa 11.000 abitanti. Si potrebbe pensare che il quartiere prenda il nome da Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, dato che una lapide in via Cappelletta della Giustiniana ne ricorda il soggiorno in zona. In realtà, la storia ci attesta che egli non si è mai spostato da Costantinopoli, né è mai venuto a Roma; quindi il soggiorno romano dell’imperatore è una leggenda. Il nome del quartiere deriva da una famiglia di origini nobili proveniente dal Veneto, i Giustiniani, che nel XVIII secolo acquistarono le tenute del Borghetto e della Castelluccia. Tra il V e l’VIII secolo qui si insediarono le “domus cultae” volute dai Papi, cioè degli insediamenti di agricoltori, che erigevano delle torri di avvistamento, esistenti ancora ai giorni nostri con i nomi Torre delle Cornacchie. Foto Michele Desiati dei vari borghi o casali, come quello della Castelluccia e della Spizzichina, detta anche delle Cornacchie. Tra il XVII e il XVIII secolo, questa zona veniva anche denominata “er borgataccio”, perché era infestata da bande di briganti, che razziavano i contadini e rapinavano i viandanti. Per riportare la legalità, le guardie papaline ebbero l’ordine di giustiziare, “ipso facto”, queste orde di delinquenti; i 4 Il 20esimo Chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata. Foto Michele Desiati fatti erano talmente noti che i cantastorie del tempo li riportavano nelle loro storie musicate ed un ritornello in particolare divenne famoso: “Chi ebbe torto alla Storta, fu pizzicato alla Spizzichina e fu giustiziato alla Giustiniana”. Ai tempi del Papa Re, poco prima della caduta di Roma con la breccia di Porta Pia, qui si accamparono anche le truppe del generale Cadorna, che aveva il suo quartier generale a La Storta. In tempi più recenti, il 4 giugno 1944, La Giustiniana è stata il tragico teatro dell’eccidio dei martiri de La Storta, dove vennero trucidati dai tedeschi 14 prigionieri italiani e stranieri reclusi nel carcere di Regina Coeli, per il quale, insieme ad altri atti delittuosi, sono stati processati e condannati Kappler e Priebke: per un errore del giornalista, che per primo raccontò l’accaduto, quella strage è conosciuta come dei “Martiri de La Storta”. In realtà, avvenne in un boschetto in via Labranca, proprio nel quartiere de La Giustiniana. Come in altre zone del nostro territorio, anche qui si è verificato un boom edilizio, che negli anni ‘50/’60 ha visto da una parte la costruzione di una grande chiesa, dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata, nei pressi dell’antica e ormai sconsacrata Cappelletta, risalente al XV secolo, e dall’altra la costruzione di una grande struttura a semicerchio, conosciuta anche come il “colosseo”, sorta sulle ceneri della Villa degli Spiriti. Questa fu abbattuta dalle ruspe in una notte, un vero scempio, e ancora oggi molti abitanti del quartiere la ricordano, perché era la residenza dei Giustiniani, costruita nel lontano 1588, utilizzata dalla famiglia nobiliare, venduta ad altri ed usata anche come sede di ambasciate estere. Negli anni precedenti la demolizione, questa palazzina era rimasta disabitata ed abbandonata a se stessa, ma questo non giustificava il blitz notturno dello speculatore di turno. Oggi il quartiere de La Giustiniana si dipana lungo la via Cassia ed è in forte espansione abitativa, con il conseguente incremento caotico del traffico stradale. Si aggiunga a ciò che, proprio in questo quartiere, inizia (o termina) via Trionfale, con un incrocio dove confluisce tutto il traffico di quest’altra grossa arteria. A cercare di alleviare la situazione, è stata costruita la stazione della ferrovia, che collega Roma a Civita Castellana e a Viterbo, con l’ampio parcheggio di scambio, di fronte al quale è stato installato un contestatissimo impianto semaforico, che, secondo gli abitanti della zona e chi tutti i giorni è obbligato a passarvi, causa lunghe code di auto. Una soluzione potrebbe essere una rotatoria, che renderebbe più fluida la circolazione e per questo giriamo la proposta agli amministratori, fermo restando, purtroppo, l’ormai classico problema delle poche risorse a disposizione. Michele Desiati Il “famigerato” 2012 giugno Centro Anziani di Via San Felice Circeo È bene fare un po’ di chiarezza riguardo alla ristrutturazione della sede storica del Centro Anziani di Via San Felice Circeo. Per sciogliere qualche dubbio in merito, ho chiesto chiarimenti all’onorevole Federico Guidi, Presidente della I Commissione Assembleare Permanente Politiche Economiche Finanziarie e di Bilancio per Roma Capitale, che ringrazio per le informazioni date. Anche se la sede provvisoria di Via Cassia 724 non è delle più confortevoli, essendo una tensostruttura, le attività ricreative dei nostri concittadini senior non si sono mai interrotte; la loro pazienza verrà presto premiata e potranno usufruire dei locali a loro già da tempo destinati. Bisogna tornare un po’ indietro, circa alla fine del 2009, anno in cui sono iniziati i lavori di riqualificazione della sede, che però sono stati presto interrotti. Sulle motivazioni sono nate varie leggende più o meno metropolitane, ma la spiegazione reale è dovuta alla “spada di Damocle del patto di stabilità che pende sulla struttura”, per usare le parole dell’onorevole Guidi. Per dovere di cronaca, vorrei spendere due parole su che cosa sia il patto di stabilità, per far comprendere al meglio le dinamiche burocratiche. Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) è un accordo, stipulato dai paesi membri Lavori nella nuova sede. Foto Anna Carmen Puglisi dell’Unione Europea, relativo al controllo delle politiche di bilancio, al fine di rispettare i requisiti di adesione all’Unione Economica e Monetaria Europea, la cosiddetta Eurozona. Il Patto fu sottoscritto nel 1997 ad Amsterdam (infatti è anche conosciuto come Trattato di Amsterdam), con lo scopo di finalizzare il rafforzamento del percorso dell’integrazione monetaria, che è iniziato nel 1992 e ha portato nel 1999 all’adozione dell’Euro in quasi tutti i paesi membri dell’Unione e all’entrata in vigore del Patto suddetto. Sede provvisoria di via Cassia 724. Foto Anna Carmen Puglisi In base al PSC tutti gli Stati, che hanno adottato la moneta unica, devono rispettare negli anni i parametri relativi al bilancio dello stato. Per i più esperti: ci deve essere un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL (Prodotto Interno Lordo) e un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL. In parole povere, anche se ci sono i fondi necessari e sono già stati destinati ad un’opera pubblica, non possono essere utilizzati a causa dell’ingente debito pubblico e i lavori non possono procedere. Questo è il caso del Centro Anziani, ma non c’è da disperare. Vista la grande importanza del Centro per la zona, l’onorevole Guidi, in rappresentanza di Roma Capitale, sta lavorando assiduamente sulla faccenda, per cercare quanto prima di sbloccare la situazione e far riprendere i lavori, anche perché la struttura è praticamente ultimata, almeno all’esterno, come si evince dalle foto. Al momento, l’onorevole Guidi non mi ha potuto dare una data certa di inizio e fine lavori, ma le sue previsioni sono ottimistiche. Probabilmente prima delle vacanze estive dovrebbero riprendere i lavori, così dal prossimo inverno i nostri senior potranno abbandonare la tensostruttura e riunirsi nella nuova e calda sede. Vi terremo informati sugli sviluppi della situazione. Anna Carmen Puglisi Il 20esimo 5 2012 Via Oriolo Romano, 10 00189 Roma - RM Tel 06-33710258 Fax 06-3366125 www.hortidiveio.it [email protected] giugno La coltivazione della rosa Tratto dal manuale della ditta Barni Nel linguaggio dei fiori la rosa è il simbolo dell’eleganza e della bellezza. È proprio la bellezza del fiore e la semplicità di coltivazione che ha reso, questa, una delle piante maggiormente impiegate a scopo ornamentale. Verso la fine del XVIII secolo, i botanici dell’epoca introdussero in Europa le rose cinesi rifiorenti che, ibridate con le rose allora conosciute e incrociate con i primi ibridi non rifiorenti, portarono alla creazione delle rose Tea, così chiamate in quanto il loro profumo si accostava notevolmente a quello delle foglie del tè. Gli ibridi di Tea (detti anche H.T.) ebbero subito un grandissimo successo, tanto da soppiantare quasi del tutto le rose antiche. Soltanto negli ultimi decenni le rose antiche hanno subito una notevole rivalutazione, essendo state definite da alcuni le “vere rose”. A seconda delle caratteristiche strutturali e di portamento, le rose possono essere così suddivise: Rose rifiorenti a grandi fiori (Ibridi di Tea o H.T.): presentano una fioritura copiosa, sin dal primo anno d’impianto, da maggio fino ai primi freddi, sono resistenti e di facile coltivazione. Rose rifiorenti a mazzi, a piccoli e grandi fiori (Poliante e floribunde): fioriscono da maggio fino ai primi freddi con infiorescenze a corimbo, sono resistenti al freddo e facili da coltivare. Rose lillipuziane: sono piante nane con fiori di dimensioni medie di circa 3/5 cm. Particolarmente indicate per bordure e vasi di piccole dimensioni, sono molto rifiorenti e compatte e di facile manutenzione. Rose antiche: sono di altezza e portamento 6 Il 20esimo variabile a seconda della specie e sono molto resistenti al freddo. Profumo intenso e bellezza del fiore le rendono ancora uniche. Rose arbustive rifiorenti a mazzi: sono caratterizzate da una grande quantità di fiori, da maggio fino ai primi freddi, con una vegetazione rigogliosa e portamento eretto (vanno da 1,50 a 1,80 m). Rose striscianti e ricadenti: presentano una vegetazione molto prostrata, sono molto rifiorenti e resistenti e impiegate per ornare muretti, scarpate e giardini rocciosi. Rose rampicanti a grandi fiori: hanno un rapido sviluppo e sono rifiorenti a partire dal secondo anno di impianto, in quanto fioriscono su legno dell’anno precedente. Sono piante molto vigorose e resistenti. Rose rampicanti rifiorenti a mazzi: sono molto rifiorenti anche d’estate, con una crescita un po’ più lenta rispetto a quelle precedentemente descritte, ma riescono comunque a ricoprire intere pareti. Coltivazione: la rosa non presenta grandi difficoltà. La pianta resiste bene ai nostri freddi e rifugge esclusivamente dai terreni acidi. Tenendo presente che l’esposizione ottimale è di 6 ore di sole al giorno, le rose vegetano bene in tutte le esposizioni, purché luminose ed arieggiate. Le rose, oltre che in piena terra. possono essere coltivate in vaso garantendo ottimi risultati. In generale si consiglia di utilizzare vasi con un diametro di 35-40 cm, sufficientemente profondi e un terreno ottenuto da un miscuglio in parti uguali di comune terra da orto, terriccio universale e stallatico. Dai fori dei contenitori l’acqua in eccesso deve fuoriuscire in maniera fluida, per evitare ristagni idrici. Le innaffiature devono essere periodiche, evitando le ore più calde del giorno. Se le foglie diventano clorotiche o tendono a cadere, questo è in genere imputabile ad un eccesso d’acqua, quindi bisogna sospendere per un po’ le innaffiature e appena possibile effettuare un rinvaso. Le piante in vaso richiedono una concimazione frequente. Nel periodo che va da aprile a maggio, ogni 15-20 giorni, è buona norma utilizzare concimi completi di tutti gli elementi nutritivi da sciogliere in acqua oppure, per praticità, utilizzare un concime granulare a lenta cessione, che coprirà periodi più lunghi. Per quanto riguarda la coltivazione in terra, prima di sistemare le piante, è necessaria una lavorazione del terreno a 30-40 cm di profondità, aggiungendo alla terra, e mescolando, una notevole quantità di materia organica. Una corretta esecuzione delle operazioni di trapianto è la migliore garanzia di una buona ripresa vegetativa. Una volta disposta la pianta al centro della buca, sia essa a radice nuda o con il pane di terra, il punto d’innesto deve risultare appena sopra il livello del terreno, altrimenti la rosa è stimolata a radicare, affrancandosi dal portainnesto. A questo punto si può procedere, colmando la buca d’impianto con il resto della terra arricchita di concime a lenta cessione e compattando la terra intorno alla rosa, pigiando con forza con i piedi. Dopo il trapianto è necessario innaffiare abbondantemente in modo che la terra aderisca bene alle radici. In seguito le innaffiature dovranno essere più blande, lasciando moderatamente umida la terra che si trova intorno alla pianta. Verso la fine dell’inverno si procederà con la potatura. Solo i rampicanti non rifiorenti devono essere potati dopo la fioritura primaverile. Per i cespugli rifiorenti eliminare dalla base il legno secco e i rami deboli e potare i rami, lasciando 4-5 gemme ben formate. A seconda del vigore della pianta, andrà fatta una potatura più alta alle piante più robuste e una più corta a quelle più deboli. Per le varietà storiche e botaniche, arbustive e striscianti, con la potatura si deve asportare circa un terzo della lunghezza dei rami, eliminando del tutto il secco. Per i rosai lillipuziani si potano sommariamente le estremità dei rametti, per dare alle piante la tipica forma a cuscinetto. Per i rampicanti rifiorenti, togliere i rami secchi e potare i rametti che hanno dato i fiori nella stagione precedente, lasciando 2 o 3 gemme. Per i rampicanti non rifiorenti bisogna effettuare una potatura subito dopo la fioritura e togliere i fiori appassiti (corimbi), potandoli 3-4 cm sopra il punto di partenza del ramo su cui si trovano, per spingere la pianta ad emettere nuovi rami. pubblicità redazionale 2012 giugno Vacanze bestiali… F inalmente è arrivata la bella stagione! Il caldo, il sole, il mare….. l e b e l l e p a s s e g g i a t e…. . l e vacanze….. eh già…..tasto dolente…. Sì, perché ogni anno questa, che per noi umani è la “bella stagione”, per molti dei nostri piccoli amici a 4 zampe e non…. diventa “la stagione degli orrori”!!! Sì, perché ogni anno circa 100.000 cani ( avete capito bene, non è un errore di battitura!) vengono abbandonati per le strade… Poi seguono a ruota, nell’Hit Parade della sfor tuna, i gat ti e al ter zo posto…., udite, udite, ci sono… i rettili!!!! Sì avete letto bene…. Se il vostro vicino ha uno zoo in casa comprensivo di cane, gatto e rettile, ad esempio una tartaruga, un’iguana o un bel pitone…..ve li potreste trovare nel bel mezzo della strada durante le sue vacanze!!!! Sembra uno scherzo, eppure non è così…. E io, che in casa ho uno di questi zoo comprendente cane, roditori e rettili mi chiedo…..ma come si fa???? Possibile che non siano capaci di organizzarsi le vacanze, nel rispetto dei loro piccoli amici e del resto della città???? Eppure io ci riesco…., perchè loro no???? Ma non vogliamo fare polemiche, p iu t to s to f o r ni r e u n s e r v i z i o…. Quindi… Volete andare in vacanza coi vostri cani? www.vacanzebestiali.org Foto Chiara Lorenzetti E se non potete portarli con voi, non abbandonateli, esistono centinaia di associazioni, che offrono servizi di petsitting durante le vacanze….. Usufruitene!!! Basta cercare sul Web!!! Se invece avete un rettile, un roditore o un appartenente alla categoria della cosiddetta “fauna non convenzionale”, allora affidatevi al sito www. soccorsofauna.com che, oltretutto, opera all’interno del nostro amato municipio XX ! L a nos tra re dazione, da sempre amica e sostenitrice degli animali, vi augura delle meravigliose vacanze, in un modo un po’ particolare……, facendovi fare gli auguri diret tamente da loro…..i “4 zampe della redazione”…., facendovi dare una “zampata” particolare da Oli, il nostro meraviglioso lupo che, purtroppo, poche settimane fa ci ha lasciati…, ma che in realtà è sempre vicino a noi e soprattutto alla sua “mamma” umana, che si è occupata di lui con amore e con dedizione per 12 anni. E voi, non lasciateli soli!….Soltanto loro vi sapranno ricompensare per le rinunce e le fatiche fatte per loro. N on sono dei soprammobili, né dei giocattoli…., sono degli amici silenziosi…. che, però, se osservati bene, sanno comunicare meglio di chiunque altro! Buone vacanze a tutti voi anche da Tricky, Ira e Oli!!!!!!!!! Chiara Lorenzetti Per la tua pubblicità su “il 20esimo” rivolgiti direttamente alla nostra incaricata Monica Stori 348.5500942 [email protected] Il 20esimo 7 2012 giugno Il buon gelato ricoperto del Pellicano “Il buon gelato ricoperto del Pellicano” nasce a roma nel maggio del 1984 alla Balduina per mano di Luca, spinto dalla sua grande passione per il nostro manufatto preferito! La scelta dei gusti da proporre, fu dettata dalla tradizione, quindi i grandi classici per le creme e i frutti di stagione. Intuizione geniale per l’ epoca fu proprio la “copertura al cioccolato”. Questa consiste in un tuffo del cono appena preparato,in un bagno di cioccolato caldo e granella di nocciola, una vera ghiottoneria! La “copertura” diede una ampio eco al locale, tanto che in pochi anni, divento’ una bella realta’ di Roma Nord! Da allora ne sono passati di coni sotto i ponti!, e, grazie a voi ed a Peter, mio socio nonche’ amico, i locali si sono moltiplicati! La vecchia passione pero’ non si e’ affievolita, anzi la ricerca delle migliori materie prime ci ha portato in giro per tutta l’ Italia. La “Nocciola chiara delle langhe”, il Pistacchio di Bronte, lo Zabaione con il passito di Pantelleria, il mitico Variegato alla Nutella, sono solo dei piccoli esempi della nostra dedizione ed attenzione verso il gelato artigianale. In ogni “nostro” punto vendita troverete il buon gelato ricoperto sempre fresco, l’ affabilita’ e la cortesia nel servirvi, affinche’ ognuno di voi abbia sempre la sensazione di essere...Unico! Punti vendita Via Ugo De Carolis,26 Via Cassia, 999/c Via della Farnesina, 131 P.le Ponte Milvio, 19 Via A. Brofferio, 18 (P.zza Mazzini) P.zza Eugenio Biffi, 10 (Garbatella) Via Val di Fassa,36 www.ilbuongelatoricoperto.com 8 Il 20esimo pubblicità redazionale Viaggio nei quartieri del XX 2012 giugno Tor di Quinto “Tutti quanti voglion fare jazz” “Ora di musica a scuola”: così si è aperta alla Casa del Jazz una matinée musicale didattica per gli studenti delle scuole elementari e medie inferiori, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e l’assessorato alla Cultura del Municipio Roma XX. L’idea ed il progetto sono stati curati dal M° Sonia Costantini, consulente della stessa Casa del Jazz. Venerdi 18 maggio ha preso così il via una serie di incontri per le scuole elementari, medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinare i giovanissimi ad un genere di musica “diverso”, ma comunque popolare, accattivante, talvolta da molti considerato d’élite. Il programma di ognuno di questi incontri sarà articolato su oltre due ore, tra fruizione musicale e visita alle strutture di questo prestigioso “luogo della musica”, che dal 2005 è il vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere. Alle 10,30 ha avuto luogo il concerto inte- I piccoli della scuola di infanzia Merelli. Foto M. Correa rattivo del “Next Stop Quartet” (Carmen Falato: sax soprano, sax tenore e voce; Paolo Tombolesi: piano; Daniele Basirico: basso ed Emanuelle Smimmo: batteria). All’evento erano presenti l’assessore di Roma Capitale, Gasperini, il direttore generale dell’azienda Palaexpo, mentre il Municipio Roma XX era rappresentato dagli assessori alla Cultura, Marco Perina, e dei Lavori Pubblici, Stefano Erbaggi, nonché dal consigliere Sonia Costantini in duplice veste. Dopo il concerto, gli alunni della scuola Merelli e Petrassi, si Sonia Costantini e Carmen Falato. Foto M. Correa sono esibiti in una breve “performance guidata” sotto la supervisione di musicisti professionisti e di docenti di altissimo livello. E’ stata una interessante esperienza musicale che, alternando gioco e didattica, ha permesso di muovere i primi passi nell’universo del jazz ed ai piccoli allievi di fare un’utile tappa di crescita nel campo dell’ascolto consapevole e della conoscenza delle caratteristiche culturali e tecniche di questo linguaggio musicale. Il programma è, poi, proseguito con una visita agli studi di registrazione ed alla sala multimediale della Casa del Jazz. Guidati da musicisti/insegnanti e tecnici specializzati, bambini e ragazzi hanno ascoltato varie incisioni ed imparato anche a riconoscere gli strumenti. Tali concetti sono stati ulteriormente esemplificati e spiegati attraverso alcune musiche eseguite dal vivo dal quartetto Jazz, attingendo dal ricco repertorio di Walt Disney: Gli Aristogatti (“Tutti quanti voglion fare jazz”), Cenerentola, Pinocchio, La Sirenetta. Il repertorio proposto è stato anche accompagnato da alcuni spezzoni di filmati di Disney, coinvolgendo gli studenti e stimolandone la fantasia e la creatività. Nel corso dell’incontro, sono state fornite agli insegnanti alcune semplici indicazioni metodologiche, da sviluppare successivamente nel lavoro in classe. Questo progetto, infatti, mira a stimolare i ragazzi a misurarsi con “il diverso dall’omologato”, a cui sono abituati anche in campo musicale, grazie alla programmazione delle radio e delle televisioni, condizionate dalle grandi major discografiche. Gli artisti impegnati nei concerti e nei tour guidati della Casa del Jazz hanno raccontato, con la loro musica dal vivo, le origini specifiche, il significato della parola “swing” e soprattutto, come questo genere musicale sia la base di tutti gli altri: Rock, Soul e Blues. Carmen Falato Sax. Foto M. Correa Con questa iniziativa si è inteso proseguire un paziente percorso di radicamento della presenza delle strutture e delle istituzioni musicali di Roma Capitale nel tessuto scolastico del Comune, perché sia finalmente conseguibile l’obiettivo di creare nella scuola di oggi il pubblico per la produzione culturale di domani. Maurizio Quattrini Il 20esimo 9 2012 giugno Il thè delle Mamme Buongiorno dr.ssa, io e mio marito ci stiamo separando, abbiamo un bambino di sei anni, come possiamo spie gargli cosa sta succedendo e i cambiamenti che avverranno nella routine familiare? (L.P.) La separazione dei genitori non è mai una cosa semplice né indolore da spiegare ad un bambino. E’ necessario, pertanto, che entrambi i genitori siano presenti mentre si dice al bambino che cosa sta succedendo, è molto importante che lui senta che la decisione è stata presa da entrambi di comune accordo (anche laddove non sia così). Bisognerà spiegargli che mamma e papà si vogliono ancora bene e che vorranno sempre bene a lui, ma che hanno deciso di vivere separatamente perché vicini litigano spesso. La paura principale dei figli, in questo caso, è quella di essere in qualche 10 Il 20esimo modo colpevoli della separazione. Queste autoconvinzioni infantili possono provocare sensi di colpa, per cui è fondamentale spiegargli che non ne è in nessun modo colpevole. La seconda paura che si presenta nei bambini, in caso di separazione, è quella di perdere il legame affettivo con uno o entrambi i genitori; è quindi impor tante assicurargli che non perderà niente e che verrà amato come prima sia da mamma che da papà. Deleterio ed insensato mettere il bambino di fronte ad una scelta, ponendolo in condizione di prendere parte ai conflitti genitoriali. Capisco che a volte risulta molto difficile gestire queste situazioni e separare la rabbia, che si può provare verso il compagno/a, dalle esigenze emotive del bambino, per cui, se le tensioni sono troppo forti o ingestibili, è utile chiedere un aiuto esterno. Dr.ssa Francesca Annunziata Psicologo – Psicoterapeuta [email protected] E’ molto importante preoccuparsi di come i figli possano vivere la separazione, ma è altrettanto importante occuparsi dei propri sentimenti ed emozioni. Se si riesce a prendersi cura di se stessi senza trascurare il proprio lato emotivo, sarà più facile occuparsi successivamente di quello degli altri. 2012 giugno Responsabilità medica, mediazione ed il principio del sorry works N ei giorni scorsi sono stato ospite come relatore in due convegni, organizzati magistralmente da una società di Milano, la Doc Congress, in cui si è parlato ad una platea di medici di responsabilità medica e mediazione. Nei precedenti articoli abbiamo visto che con la mediazione ci rivolgiamo ad un mediatore perché ci aiuti a trovare un accordo con l’altra parte e, quindi, nella mediazione sono le parti che decidono secondo i loro interessi, mentre nel processo decide un terzo imparziale, il giudice, che dichiara il diritto ed applica la legge, ma non cura la relazione tra le persone. Il tema della responsabilità medica, a mio parere, è materia in cui la mediazione civile ben può operare per la composizione della lite, trattando di rapporti umani e dove la relazione paziente-medico è essenziale, sia nella nascita del rapporto che nell’ipotesi in cui questo rapporto fiduciario venga meno. Da studi effettuati negli USA, si è accertato che il paziente che si ritiene vittima di un errore medico vuole: • il risarcimento del danno • individuare la causa dell’errore • ricevere una dichiarazione di scuse (principio del sorry works) • ottenere la rassicurazione che l’errore non si ripeterà Partendo da questo dato e dalle sperimentazioni condotte, in molti Stati degli USA la mediazione è utilizzata come principale sistema di soluzione alternativo delle controversie in Avv. Stefano Artero Con i prossimi numeri approfondirò i temi oggi solo accennati, e come sempre sono a disposizione per rispondere alle Vostre curiosità e domande, all’indirizzo [email protected] campo medico. Ciò in applicazione del principio del sorry works, secondo cui un approccio basato sul dialogo e sul riconoscimento dell’evenienza negativa, che, purtroppo, in campo medico può sempre verificarsi, riduce di molto la conflittualità e, conseguentemente, i costi sociali ed economici delle controversie. Se a ciò aggiungiamo la natura assolutamente confidenziale della procedura di mediazione e l’impossibilità di applicare in sede giudiziale il principio del sorry works, appaiono evidenti le potenzialità della mediazione in caso di responsabilità medica. Ai prossimi numeri per parlare ancora di mediazione e delle sue applicazioni pratiche. A lla fine del diciassettesimo secolo, la giovane e famosa pirata Emer Morrisey stava per cambiare vita assieme al suo grande e unico amore e alle ricchezze incalcolabili che aveva accumulato in anni di pirateria. Ci era quasi riuscita quando venne uccisa e poi maledetta con la polvere di cento cani, condannata a vivere cento vite da cane, con i suoi ricordi intatti, prima di poter tornare in un corpo umano. Ora è una teenager americana dei nostri tempi e tutto quello di cui ha bisogno è una pala e un biglietto per la Giamaica. "Un racconto di pirati non tradizionale, dal sapore pericolosamente schietto, mistico e con una straordinaria imprevista svolta. Deliziosamente fresco e difficile da dimenticare..." La Polvere di 100 Cani di A.S. King € 16,50 ISBN 9788896065129 Pubblicato da DGS3 tel. 06-62205278 Il 20esimo 11 No alla violenza, a qualunque genere appartenga. 2012 giugno Sì alla legalità Cito solo alcune date: - Palermo 23 maggio 1992, in località Capaci, 500 kg di tritolo hanno fatto saltare le auto su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e 3 uomini della scorta. - Palermo 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino viene ucciso in via D’Amelio, a causa dell’esplosione di una carica di tritolo di circa 100 kg, mentre si recava a far visita alla madre con la scorta. L’Ipss Morvillo Falcone frequentato da Melissa. Foto gentilmente concessa dalla redazione BrindisiReport.it - Brindisi 19 maggio 2012, Melissa, 16 anni, ha perso la vita per lo scoppio di tre bombole di gas telecomandate, mentre andava a scuola e guarda caso, l’Istituto è proprio dedicato alla signora Francesca Laura Morvillo Falcone. Sono solo coincidenze? Lasciamo che gli investigatori e la magistratura proseguano le proprie indagini, ma alla svelta; vogliamo tutti delle risposte precise e soprattutto la sicurezza della pena, senza sconti per buona condotta o altro di simile. Non possiamo sempre attendere gli esiti per decenni e decenni e poi apprendere che, a seconda delle sentenze, nessuno risulta colpevole. Non è più accettabile! Noi, comunque, intendiamo dissociarci fermamente da qualunque tipo di violenza o di strage. Ne abbiamo fin troppo, tutti i giorni, sot to ai nostri occhi e vogliamo cogliere l ’occasione, con queste poche righe, per invitare chiunque a non dimenticare anche tutti gli altri soggetti, che abbiano subito una sorte analoga. In questo momento, la società non ci viene certamente in aiuto, per non parlare della politica e del governo. Diciamo basta al sacrificio di tante vittime innocenti. Ricordiamole sempre, fanno già parte della nostra storia. Giuliana Sanzani 12 Il 20esimo Viaggio nei quartieri del XX 2012 Non Tor ditutto Quinto è oro ciò che è Klimt L’ Art Nouveau fu un vasto movimento artistico, che coinvolse un numero elevato di paesi europei e statunitensi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Che sia stato Liberty in Italia, Modern Style in Gran Bretagna, Modernismo in Spagna o Secessione in Austria, le sue caratteristiche principali sono riconoscibili in questi stili. Ed in Austria, Gustav Klimt è riconosciuto esserne l’esponente più rappresentativo e celebre. Secessione e modernità. Nel rinnovamento dell’arte austriaca, sicuramente Gustav ha ricoperto un ruolo importante, da molti considerato figura di maggior spicco delle nuove arti grafiche e figurative di fine Ottocento. Come molti artisti dell’epoca e del luogo, frequentò la “Scuola di Arti Applicate di Vienna”, radice del concetto di opera d’arte unitaria che caratterizza il movimento secessionista. Inizialmente si dedicò alla pittura ornamentale dei grandi ambienti pubblici, tra cui si ricordano le decorazioni dei soffitti degli scaloni del Burgtheater e i lavori al Kunsthistorisches Museum di Vienna. E proprio l’università della sua città natale gli commissionerà nel 1894 la decorazione del soffitto di tre facoltà: Medicina, Filosofia e Giurisprudenza. “Un fluire di corpi simbolici e metafisici” impregna il primo pannello dell’opera commissionata (realizzato per adornare Filosofia), prendendo, ma senza subire, le critiche dell’epoca nei confronti del “nuovo”. Ma è il terzo pannello (dedicato alla Giurisprudenza) che rivela l’incastro di decorazioni bidimensionali che lo Campo di papaveri. Foto copia-di-arte.com giugno re n d e r à g r an d e. L’ a m m i r a z i o n e per i mosaici di Ravenna, in seguito a un viaggio in Italia, influenza le opere di Gustav e ne caratterizza l’espressività. Il simbolismo, la stilizzazione, il linearismo, queste le caratteristiche fondamentali della sua pittura. E poi, l’oro. Ne siete sicuri? In realtà fu per lo più un periodo. Gustav Klimt è spesso ricordato, nei libri di scuola e negli occhi di chi ricorda forse il suo quadro più famoso, come l’autore del “bacio”. L’abbraccio, un tema già sperimentato da Klimt, è qui da Il bacio. Foto francescomorante.it considerarsi in una situazione del tutto atemporale ed all’utilizzo delle parti dorate, la rinuncia a irrealistica. Le decorazioni geometriche quella “preziosa astrazione di sensi” che sono minuziose e coloratissime, come lo rese celebre. Sempre al Belvedere di quelle del prato fiorito dove i due amanti Vienna, il bacio è una tela dorata in una si stanno baciando. Un prato “in salita”, stanza verde. nell’iconografia connesso alla rivelazione E così, verso i trentacinque anni, Gustav del sacro, che celebra la sensualità dorata iniziò con i paesaggi. Una grossa proin cui i protagonisti sono immersi. duzione di paesaggi (oltre cinquanta Come per le persone, così per le tele, rappresentazioni), che mostrano le la fotografia spesso non rende giu- preferenze dell’artista nella ricerca dei stizia. Perché questo bacio va proprio luoghi di vacanza estiva viennese. I vissuto con i propri occhi ed esposto colori vivaci ed accesi sostituiscono lo lì, al Belvedere di Vienna, è portavoce stile liberty, e stavolta l’espressionismo di una storia completamente diversa. la fa da padrone. Il prezioso trattamento delle superfici Ma non solo pittura fu la carriera di Klimt. e la composizione degli elementi a Egli fu anche disegnatore di bozzetti ed mosaico rendono la rappresentazione opere a sé stanti, mostrando la padroletteralmente viva, come se la tela non nanza del carboncino come della matita riuscisse a contenerne i colori. Il dipinto e del pastello. Continuò a lavorare fin appare molto sensuale, la dimensione quando nel 1911, mentre si apprestava onirica, le geometrie perfette. a consumare la prima colazione, fu Completata nel 1908, l’opera simbo- colpito da un colpo apoplettico che gli leggia molto l’intento di Klimt espresso paralizzò la parte destra del corpo. A più volte in quegli anni: “solo un’interpre- centocinquant’anni dalla sua nascita è tazione sempre più profonda della vita bene ricordare Klimt non solo per essere in tutte le sue forme, attraverso le idee stato l’autore del “bacio”. Per quello artistiche, può permettere il progresso bastava Hayez. della cultura”. Ma, dopo di esso, l’artista rinunciò in gran parte all’estetismo e Lorenzo Migliaccio Il 20esimo 13 2012 giugno Proteggerlo dalle zecche per evitare l’Ehrlichiosi L’ agente, che causa l’ehrlichiosi nel cane in Italia, è un microrganismo appartenente alla famiglia delle Rickettsiaceae (Ehrlichia canis) e si localizza prevalentemente nel citoplasma dei monociti e dei linfociti. Per la sintomatologia e le lesioni che si presentano sull’animale, in passato questa malattia veniva conosciuta con i nomi di Rickettsiosi del cane, febbre emorragica del cane, tifo canino. Il serbatoio della malattia è costituito da una zecca (Rhipicephalus sanguineus) che, quando è portatrice negativa, durante il pasto di sangue su un cane sano può trasmettere la malattia. Una zecca infetta può rimanere portatrice della malattia per un periodo di tempo, che può arrivare a cinque, sei mesi dopo il suo pasto di sangue su di un cane ammalato di Ehrlichiosi. Addirittura si è accertato che, se la zecca si è infettata nel periodo finale dell’ estate e riesce a sopravvivere all’inverno, può trasmettere al cane la malattia durante la primavera dell’anno successivo. Una zecca prima del pasto di sangue. Foto archiviolarosa.org Nell’animale ammalato, la malattia può avere un’evoluzione acuta o cronica con una varia sintomatologia. La prima fase può avere una durata di 15-30 giorni, durante i quali l’Ehrlichia si moltiplica all’interno di alcune cellule del sangue, del fegato, della milza e dei linfonodi, causando una progressiva anemia, che può peggiorare man mano che la malattia evolve verso la cronicità. Oltre all’anemia, vi è una progressiva diminuzione delle piastrine o trombociti in circolo (elementi figurati che hanno un fondamentale ruolo nella coagulazione 14 Il 20esimo del sangue). Oltre ad una fase acuta e cronica della malattia, alcune volte si può riscontrare una forma subclinica, fase priva di sintomi e questo periodo può variare da due mesi a 5 anni. In questo caso, se il sistema immunitario dell’animale è in grado di attuare tutte le procedure di difesa dell’organismo, si può arrivare ad una guarigione spontanea dell’animale, altrimenti si può giungere ad uno stato di cronicizzazione della malattia. La sintomatologia clinica che si può riscontrare sul cane, e che può variare a seconda della fase della malattia, è febbre (può superare i 40° C), inappetenza, depressione del sensorio, anemia più o meno grave, difficoltà respiratoria, rinite, congiuntivite, aumento di volume di alcuni linfonodi esplorabili. Man mano che la malattia procede, se non sono state iniziate delle adeguate terapie mediche, a causa della piastrinopenia, può presentarsi una sintomatologia emorragica con perdita di sangue dal naso, presenza di sangue nelle urine o nelle feci, fino ad arrivare ad evidenziare delle emorragie sulle mucose e sulla pelle in corrispondenza dell’addome e sulle parti prive di pelo. Altri sintomi, riscontrabili con minore frequenza, sono edema della cornea (che causa un opacamento della stessa), difficoltà a camminare fino ad arrivare addirittura a delle paresi su uno o più arti come conseguenza di piccole emorragie del Sistema Nervoso Centrale. Alcune volte, per non farci mancare nulla e per complicare ancora di più le cose, si può evidenziare uno stato di immunodepressione del cane, a causa di una seria compromissione del sistema immunitario. Purtroppo, questo stato di immunodepressione può facilitare l’instaurarsi di infezioni secondarie, causate da vari agenti patogeni. Dopo un prelievo di sangue, sarà il laboratorio a confermare la malattia. Vista la gravità di questa patologia e non essendo presente attualmente alcuna possibilità vaccinale, è molto importante puntare sulla prevenzione, che può essere instaurata con il controllo delle zecche, sia nell’ambiente nel quale vive o viene portato il cane, sia sul cane Se avete dei quesiti da chiedere al Dott. Giuseppe Larosa potete farlo scrivendo a [email protected] stesso per evitare che possa essere parassitato durante le sue passeggiate giornaliere. Vari sono i prodotti antiparassitari, presenti in commercio e disponibili in varie formulazioni, come polveri, spray, collari, prodotti “spot on”e alcuni iniettabili. In alcuni casi, direi spesso, nei periodi più a rischio è opportuno associare alcune formulazioni, come collare e prodotto Zecca dopo il pasto. Foto archiviolarosa.org spot on. E’ molto importante fare in modo che la zecca rimanga attaccata alla cute dell’animale il minor tempo possibile, poiché alcuni studi hanno dimostrato che, più tempo la zecca rimane sulla cute a pasteggiare, maggiori sono i rischi di trasmissione della malattia. Altrettanto importante è iniziare la prevenzione nei confronti delle zecche già all’arrivo del primo caldo, prima che questi animaletti comincino a farsi vedere nei prati o nei luoghi frequentati dall’animale. 2012 giugno This is bijou L a sede del villino, che ospita il Museo per le arti decorative, il costume e la moda del XIX e XX secolo Boncompagni Ludovisi, è il luogo più appropriato per la mostra dal titolo This is Bijou, che pone a confronto abiti degli anni ’50 con gioielli realizzati per l’occasione da artigiani e orafi. L’edificio è una raffinata rievocazione di inizio secolo del barocchetto romano, opera di G. B. Giovenale, donato, con i relativi arredi, allo stato italiano dalla principessa Boncompagni Ludovisi; costituisce uno dei poli della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e accoglie stabilmente una raccolta di vetri, ceramiche e mobili provenienti da recenti donazioni. Piacevole risulta la vicinanza dei due mondi e dei due stili, che si compensano perfettamente: gli abiti e i gioielli; il passato e il presente. In questa piacevole sede storica è possibile ammirare capolavori di sartoria e pelletteria sia di grandi marche che artigianali, originali degli anni ’50, la cui aderenza alla moda attuale è evidentissima. La loro mirabile bellezza ed eleganza è sottolineata, talvolta in modo Casali Santa Brigida è una moderna struttura ubicata a 12 km dal raccordo anulare all’interno di una tenuta di 60 ettari. La struttura dispone di camere e Suite ed è in grado di ospitare fino ad un massimo di 50 persone. Tutte le camere sono dotate di aria condizionata, tv satellite, internet wi-fi, bagno con vasca e telefono. appropriato, altre volte, invece, a svilire l’abito, da gioielli ultramoderni. Molti di questi monili sono creazioni fantasiose e di gusto, altre, di contro, sconfinano nell’assurdità. Gli abiti da giorno e da sera, nella loro raffinatezza, sottolineano la femminilità di chi li indossa, la dolcezza che contraddistingue le donne, il loro modo discreto di essere affascinanti. Parimenti dovrebbero fare i gioielli, evidenziando in modo discreto ma presente la sinuosità del corpo femminile, accentuando un collo sottile, delle orecchie perfettamente disegnate, le dita lunghe e curate delle ragazze di ogni età. Tutte caratteristiche che oggi rappresentano la donna del duemila e ammiccano all’accentuata femminilità, che le contraddistingueva nella metà del secolo scorso. Tanto tempo è passato anagraficamente, ma poca è la distanza che separa la voglia di eleganza, raffinatezza e sensualità delle signore dei due millenni. Moderno e attuale non sono necessariamente sinonimo di strano e di grandi dimensioni; anche gli oggetti nuovi necessitano di gusto e godimento nell’indossarli. E’ vero che non sono i materiali a dare la preziosità ai gioielli, ma l’idea e la capacità realizzativa, la voglia, la gioia, il piacere di indossarli, perché fanno sentire “bene” colei che se ne adorna. In alcuni casi, purtroppo, si sconfina nella banalità creativa volta soltanto alla ricerca del diverso, senza dare alcun peso all’eleganza e alla bellezza, all’armonia delle forme e all’indossabilità dei monili. Per esempio, una collana realizzata con tanti mouse da computer intrecciati insieme da lunghi cavi rigidi, o un’altra che si compone di pezzi della tastiera Casali Santa Brigida Via Braccianense km 11.100 località Santa Maria di Galeria - Roma tel. +39 06 3046012 - 348 2354205 fax +39 06 30449161 www.casalisbrigida.com - [email protected] coltiviamo l’ospitalità sempre di computer, formando un triangolo rigido che stona su qualunque tipo di collo. Si può tranquillamente usufruire di materiali di recupero della quotidianità, ma con gusto! Per un altro girocollo incontriamo l’uso di pezzi del Lego come fosse la composizione di un bimbo: in questo caso, probabilmente, il piccolo avrebbe avuto anche più fantasia nel comporli, essendo i bambini più liberi mentalmente e non ancora irrigiditi dalle consuetudini e dalle, spesso inutili e poco costruttive, critiche. Per fortuna, accanto alle stranezze appena citate, sono esposti gioielli di gusto come anelli di varie fogge, ciondoli in porcellana di grande raffinatezza e delicatezza esecutiva, bracciali in materiali plastici che adornano il polso di una signora con la policromia dell’arcobaleno. La gioia nello sfoggiare un gioiello, come un abito, è uno stato d’animo che non va svilito con la banalità dell’ovvio; si deve creare e vivere la bellezza: il gioiello, soprattutto, è un bisbiglio di ammiccanti piaceri. Paola Gerosa Gioielli e moda in mostra al Museo Boncompagni Ludovisi a Roma. Foto dell’articolista. Il 20esimo 15 2012 giugno Cultura del vino Il vino dell’estate 2012 A rriva il caldo e ancora una volta, per l’ennesima volta, voglio consigliarvi il vino che, a mio modesto parere, sarà il protagonista dell’estate quasi in arrivo. Questa volta andiamo a sud, in Puglia, perché da quelle parti esiste una gemma preziosa chiamata ES 2010 di Gianfranco e Simona Fino, un Primitivo di Manduria in purezza che nello scorso anno, cioè annata 2009, ha vinto tutti i premi enologici che in Italia si potessero vincere. Il nuovo millesimo si presenta di un colore rosso rubino lucente e, mettendo il naso nel bicchiere, capisci da subito che questo è un vino differente dagli altri. La versione 2010 dell’ES ci mostra un profilo olfattivo più austero e “secco” del solito, c’è una profondità diversa in questa annata, il punto di partenza dell’esperienza aromatica inizia tra la macchia mediterranea e le spezie orientali, per poi portarti laggiù dove l’orizzonte cromatico della frutta e dei fiori si tinge di rosso luminoso e cangiante come un tramonto d’estate.Anche al sorso, soprattutto, ci si rende conto che l’ES 2010 è un vino maturo nel carattere, i tannini fittissimi e finissimi, la grande spina acida e la sapidità del vino ben equilibrano le morbidezze pronunciate del primitivo che, su uno sfondo di spezie e piante mediterranee, tende a persistere nel palato estatico per diversi minuti, senza mai cedere in eccessi da vinone. Ecco, l’ES 2010, nonostante i 16,5%, non è un monster wine ma, semplicemente, un grande vino da godersi oggi e nei prossimi venti anni. Non so se sarà la versione migliore di sempre ma, senza dubbio, è un vino che a me piace tanto! Buone vacanze! Andrea Petrini Simona Fino Il mio quartiere e altri animali Il cane Odore di buono. Piccoli petali profumati cadono dai rami in fiore direttamente sul mio potente tartufo. Accanto all’albero, marco il tronco, chi passa dopo di me è avvisato. Che magnifica giornata: il padrone ed io, una coppia praticamente perfetta. La coda mi parte in automatico: adesso, penso, ci sarà da saltare in auto, affacciarsi al finestrino e annusare il quartiere. La piccola barboncina del 3° piano emana un profumo da far girare la testa, il sentore acre del collega che, da dietro il cancello, abbaia per farsi notare. Fa’ che lo incontro un giorno, libero da quelle sbarre, e vedi che succede! Affettuosa pacca sulla testa del mio padrone, generosissima slinguazzata mia in risposta, il minimo che gli devo: fedeltà, devozione, come lo chiamate, “amore”?, insomma tutto quello per cui lo aspetto tutto il giorno, tutti i giorni, nel pieno e sereno svolgimento del mio ruolo. Sto di guardia e lo sento arrivare ancora prima che imbocchi la curva in cima alla strada: onde magnetiche nelle mie sensibili orecchie, effluvi silenziosi nelle mie narici spalancate. Immagino 16 Il 20esimo e pregusto già tutto: l’odore della città spalmato sui suoi pantaloni, le tracce di altri cani sotto le suole delle sue scarpe. La sua mano calda sulla mia testa, la sua voce dritta al cuore, qualunque cosa dirà e farà, io sarò perfettamente felice. Per sempre. Tutti i cani del mio quartiere svolgono con diligenza il lavoro che i padri e i nonni prima di loro hanno dignitosamente svolto al fedele servizio degli uomini. Uomini, a dir la verità, e donne molto cambiate ultimamente. C’è da restare disorientati. Per esempio, non sempre ci è chiaro chi sia il capo branco perché tutti danno ordini ma, in definitiva, di autorità se ne avverte poca. Al parco, è tutto un urlare tutti insieme cose incomprensibili: “dove vai?” (e che domanda è questa?), “tesoro, stai attento!” (come?), “la tua mamma ti aspetta” (eh?), “piccola non ti bagnare le zampe!” (cosa?), “ma che fai sporcaccione?, non si mette il muso lì!” (io sporcaccione? Per un’annusata conoscitiva sotto la coda di una nuova arrivata?). “E’ stressato” ho sentito dire da una padrona del suo cane disorientato. Probabile, con questa confusione. Chi siamo: finti bambini, pelouches vivi, amici usa e getta, razze trendy per fashion victims? Siamo nati circa 30 milioni di anni fa, ma siamo così fedeli a tutti voi che, se proprio lo desiderate, possiamo anche estinguerci. Antonella Vitale [email protected] Se ti sei perso il numero di maggio 2012, contattaci per una copia [email protected] Seguici su Il 20esimo (gruppo & pagina)