Anno V • N. 6 • G i u gn o 2012 • Free Press
Mensile gratuito di informazione ed approfondimento nel territorio di Roma e provincia
Ponte Milvio in Moda
E le stelle stanno a guardare...
All’ interno:
Il “famigerato” Centro anziani di via S. Felice Circeo
Viaggio nei quartieri del XX: La Giustiniana
Mensile gratuito di informazione ed approfondimento
nel territorio di Roma e provincia
In copertina:
“Ponte Milvio in Moda
E le stelle stanno a guardare....”
Il 20esimo
Mensile Free Press
Anno V n. 6
Giugno 2012
Autorizzazione
del Tribunale di Roma
n.408/2008 del 15/12/2008
Editore
Ravess Snc
Via Cappelletta
della Giustiniana, 58
00123 Roma
Direttore Editoriale
Sonia Costantini
Direttore Responsabile
Giuliana Sanzani
[email protected]
Responsabile
del Coordinamento
Alvise Venza
Progetto grafico
e impaginazione
Maria Isabella Battaglia
Realizzazione testata
Cristina Bellipanni
A questo numero
hanno collaborato
Francesca Annunziata,
Stefano Artero, Sonia
Costantini, Michele Desiati,
Stefano Erbaggi, Lidia
Garrano, Paola Gerosa,
Giuseppe Larosa, Chiara
Lorenzetti, Lorenzo
Migliaccio, Andrea
Petrini, Anna Carmen Puglisi,
Maurizio Quattrini,
Antonella Vitale.
E-mail
[email protected]
Tipografia
Vetrani fotoincisioni
Grafica stampa
cartotecnica
Zona industriale Settevene
01036 Nepi (VT)
Foto fornita da Olimpus Events
pag. 3
Il momento di cambiare
Cambiare cosa?
Il popolo italiano è in attesa di
un segnale importante da parte
della politica. Una risposta che
non può e non deve concretizzarsi solamente in un nuovo
slogan o in un nuovo nome di
partito. E’ necessario un ritorno
alla politica vicina ai cittadini
che spesso, ormai, è svolta
solamente da politici locali,
creando un distacco sempre
più netto tra Parlamento e
Paese. E’ altrettanto necessario
tornare a quei valori umani che
caratterizzano da sempre un
modo di fare la politica, che ha
poco da condividere con i partiti
attualmente presenti.
Rimango basito, infatti, nel
sentire che, dopo le elezioni
amministrative del maggio
appena passato, il discorso di
alcuni politici (di entrambi gli
schieramenti) sui risultati elettorali si sia incentrato su eventuali
errori di candidature e su come
“vincere” le prossime elezioni….
Significa che ancora non si è
capito… In questo momento
in Italia c’è necessità di un cambiamento vero, che riporti alla
luce i valori veri, troppo spesso
dimenticati negli ultimi anni.
L’Italia ha un forte bisogno di
trovare una guida nuova, di
dare spazio nella politica a quei
giovani che troppo spesso sono
stati accantonati in quanto poco
“esperti”….
Non è importante “vincere”
le elezioni in quanto tale, ma
vincerle in virtù di un nuovo
messaggio che dia risposte
CONCRETE alle esigenze della
nostra Nazione. Elezioni che
servono affinché la politica si
riprenda il suo compito e la
sua responsabilità di governare
l’Italia, mandando a casa un
governo tecnico e tecnocrate,
insensibile alle vere esigenze del
territorio. Se non si comprende
l’urgenza di tale situazione, si
corre il rischio di creare una
situazione di instabilità totale
in cui proveranno a governare,
con scarsa fortuna, i primi “urlatori” che passano. Solo chi ha
coraggio ammette i propri errori,
solo chi ha coraggio è pronto per
predisporre un cambiamento.
Speriamo di essere tra quei
coraggiosi.
Stefano Erbaggi
Assessore ai Lavori Pubblici
Municipio Roma XX
Tel. 0669620950
Fax 0669620817
[email protected]
www.stefanoerbaggi.it
Lettere al direttore editoriale
Gentile direttore , la situazione
che stiamo vivendo e’ preoccupante, la crisi sta mietendo
vittime e terrorizza i giovani,
che non vedono prospettive per
il loro futuro. per non parlare dei
suicidi degli imprenditori....che
ne pensa?
Elisabetta 67
Cara Elisabetta, a parte le
elezioni in Francia, le amministrative in Italia, per non
parlare dei suicidi che non
hanno precedenti nel nostro
paese..., credo sia il momento
storico piu’ buio che il nostro
paese stia vivendo.
In Francia, anni fa, ci sono stati
i suicidi a catena dei manager
di grandi aziende. Colpa,
anche in quel caso, della crisi
economica e, si disse, del clima
di feroce competizione incombente sui quadri aziendali. Qui
in Italia, siamo ora alle prese
con un fenomeno in spaventosa crescita: circa una quarantina di imprenditori si sono
gia’ tolti la vita e il numero
non comprende i dipendenti,
gli artigiani. Consapevoli
dell’effetto imitazione, i
giornalisti si interrogano:
continuare a darne notizia o
parlarne poco o niente, per
evitare che diventi una strage?
Credo sia arrivato il momento
di ritrovare il valore della
parola “solidarietà”, abbiamo
il dovere di ascoltare i bisogni
e le preoccupazioni di chi
ci circonda e non smettere
mai di dare il nostro aiuto e il
nostro sostegno.
Sonia Costantini
[email protected]
2012
giugno
Circolo Casetta Bianca
Il Circolo Casetta Bianca è situato nel
verde del Parco di Veio e ne fanno
parte una piscina coperta/scoperta di
25 metri per 12,5, sei campi da tennis in
terra rossa con illuminazione, tre campi
polivalenti (tennis, calcetto e pallavolo)
in erba sintetica con illuminazione, una
palestra e relativi spogliatoi. Coloro i quali
prediligono il contatto con la natura in
un ambiente sereno e informale, troveranno al Circolo una valida alternativa
alla sfrenata tecnologia, spesso solo di
facciata. Le molteplici attività svolte al
suo interno sono tenute esclusivamente
da istruttori con brevetto federale e /o
laureati in “Scienze Motorie” e si rivolgono indistintamente a tutte le fasce
d’età. E’ possibile iscriversi come Soci ed
avere quindi la possibilità di usufruire di
tutte le strutture o, per i Soci “tennis”, di
giocare sempre, anche sui campi coperti.
Le at tività in programma sono
organizzate in maniera tale da soddisfare
tutte le esigenze.
Per il nuoto si tengono corsi anche per i
bambini dai 18 mesi (prima acquaticità)
fino ai corsi agonistici. Vi sono poi, tra
gli altri, corsi di nuoto sincronizzato, di
acquagym e nuoto libero anche con
lezioni individuali. La pallanuoto è un
settore in continua espansione tanto da
annoverare circa 100 iscritti e con la partecipazione quest’anno al campionato
di serie D.
In palestra, una sala è riservata ai corsi
di aerobica, danza ritmica, spinning
(bici Schwinn), mentre la seconda sala
è interamente attrezzata con macchine
Technogym. Inoltre da quest’anno sul
campo coperto, sono iniziati i corsi di
minibasket e basket.
Il tennis si svolge in terra rossa e, in
inverno, anche al coperto e i corsi sono
per giovani fin dai 5 anni e per adulti. Lo
staff è composto da maestri federali e da
preparatori atletici. Sui campi di calcio a
5 (in sintetico) la scuola organizza corsi
giovanili maschili e femminili. Si possono
giocare singole partite e tornei anche per
i non iscritti.
Ogni anni, dalla fine della scuola, si
organizzano i Centri Ricreativi Estivi
che si svolgono dal lunedì al venerdì
dalle 8 alle 17, dando modo a tutti i
giovani partecipanti di praticare attività
sportive, ludiche e ricreative. Il pranzo
è preparato dal ristorante interno del
Circolo con particolare attenzione e i cibi
sono sempre fragranti, equilibrati e, ove
segnalato, adatti a eventuali intolleranze
e/o allergie. Il ristorante poi è aperto
anche per i non iscritti e vi si possono
organizzare eventi e feste. La club house,
lo snack bar, il centro estetico, il negozio
per abbigliamento e attrezzature sportive
e un ampio parcheggio, completano la
ricca offerta del Circolo Casetta Bianca.
via Martiri de La Storta, 40
00123 Roma
Tel. 06.30363322 – 06.30365848
www.casettabianca.com
2
Il 20esimo
pubblicità redazionale
ViaggioMILVIO
PONTE
nei quartieri
IN MODA
del XX
2012
giugno
Tor
E
le stelle
di Quinto
stanno a guardare….
Abito da sposa.
Foto fornita da Olimpus Events
I
mmaginate sullo sfondo la Torretta
Valadier di Ponte Milvio, che si staglia
sotto le luci nell’oscurità della sera, e
davanti un piccolo palco ed una passerella illuminati a giorno, su cui sfilano
belle ragazze vestite con abiti da giorno
e da sera, con un sottofondo musicale
pieno di ritmo o d’atmosfera, a seconda
della tipologia di sfilata….. Ai lati della
passerella, tante file di poltroncine su cui
siedono personaggi dello spettacolo, della
moda, delle istituzioni e persone di ogni
ceto, professione ed età…. Il tutto sotto
un cielo stellato, nel buio della notte che
avanza, illuminato dai lampi dei flash
dei fotografi che si accalcano ai piedi
della passerella, insieme agli operatori di
numerose televisioni locali e nazionali….
Un’atmosfera speciale, che affascina e
calamita l’attenzione di tutti i presenti.
Questo è stata la manifestazione a cui
abbiamo partecipato l’anno scorso e
questo e ancora di più sarà, senz’altro, la
terza edizione di Ponte Milvio in Moda,
che si effettuerà il 7 giugno nella splendida
cornice della piazzetta di Ponte Milvio,
con l’ottima organizzazione di Olimpus
Sfumature rosate.
Foto fornita da Olimpus Events
Un momento della sfilata.
Foto 2011, Lidia Garrano
Events, che l’ha ideata e la realizza con
successo sempre crescente, tanto da
averla portata ad essere una delle serate
più attese dell’inizio dell’estate romana.
La particolarità di questo evento è la
valorizzazione di giovani stilisti emergenti,
che vengono esaminati e giudicati da
una giuria di esperti del settore, di cui
quest’anno fanno parte il presidente di
Federabbigliamento Confcommercio di
Roma, Dott. Roberto Polidori, la vicepresidente di AltaRoma AltaModa, Dr.ssa
Valeria Mangani, il presidente dell’AIMOAssociazione internazionale di medicina
ortomolecolare, Prof. Adolfo Panfili, la nota
giornalista del TG3 Stefania Giacomini,
l’imprenditrice Barbara Mezzaroma, la
stilista vincitrice di Ponte Milvio in Moda
2011, Francesca Castagnacci, l’ideatrice
del portale web Giovani Stilisti, Teresa
Mancini. Quest’anno la chiusura della
sfilata viene effettuata dallo stilista Nino
Lettieri, di AltaRoma AltaModa, ospite
della serata e anch’egli membro della
giuria di esperti.
Per i giovani stilisti questa manifestazione
è un ottimo trampolino di lancio ed un’occasione di visibilità, che può premiare i loro
sforzi creativi e realizzativi in un settore
non facile come quello della moda. Gli stilisti partecipanti quest’anno sono: Cecilia
Caramellino, Ivan Iaboni, Silvia Buricana
(SuBlimen), Valentina Cremona (Danivé),
Donas Benzoni (Donas) e Tania ed Anna
(Lecicale).
Vi diamo alcune informazioni su di loro.
Cecilia Caramellino da piccola confezionava vestiti di stagnola e carta per le bambole e, osservando la nonna che si dilettava
a cucire, da grande ha iniziato a modificare
i propri abiti, usando la propria fantasia,
fino ad iscriversi all’Accademia ed ora
presenta una sua collezione. Ivan Iaboni,
diplomato all’istituto statale d’Arte (Moda
e Costume), allievo dell’Accademia Altieri,
realizza abiti d’alta moda con un’eleganza
trasgressiva. Valentina Cremona, romana,
influenzata da un viaggio in oriente, nella
collezione Danivé presenta linee e colori
sofisticati, volumi importanti alternati ad
abiti asciutti, per una donna romantica,
ma forte. Donas Benzoni, bergamasca,
cresciuta nella tradizione del tessile italiano, segue tutte le fasi della creazione
e della realizzazione dei modelli, in una
filiera di alta qualità tutta italiana, sempre
alla ricerca dell’unicità. Silvia Buricana
firma la collezione SuBlimen, ispirata
da Vassily Kandinsky, con colori caldi e
freddi che si mescolano nelle geometrie
dei modelli. Tania ed Anna, alias Lecicale,
con un occhio al passato ed attenzione alle
tendenze, amano l’abito lungo, con tessuti
semplici e fantasie particolari, tutti italiani,
e si rivolgono ad una donna che predilige
capi in edizione limitata.
Tutti questi stilisti sono alla costante ricerca
di uno stile personale e particolare, che
valorizzi la figura della donna e che possa
attrarre l’attenzione dei potenziali clienti.
A Ponte Milvio in Moda la passerella è
sempre effervescente di idee, stili e colori
diversi e quest’anno andrà anche in diretta
televisiva. A tutti auguriamo, quindi, un
futuro ricco di soddisfazioni e… vinca il
migliore!
Lidia Garrano
Il 20esimo
3
2012
giugno
Tutte le strade portano al caos...
Viaggio nei quartieri del XX: La Giustiniana
N
el nostro viaggio tra i quartieri del
XX Municipio, ci fermiamo ora in
quello de La Giustiniana, situato
al di là del GRA. Nella toponomastica di
Roma Capitale si tratta della 51a zona,
con un’estensione di quasi 13 kmq. ed
una popolazione di circa 11.000 abitanti.
Si potrebbe pensare che il quartiere
prenda il nome da Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, dato che una
lapide in via Cappelletta della Giustiniana
ne ricorda il soggiorno in zona. In realtà,
la storia ci attesta che egli non si è mai
spostato da Costantinopoli, né è mai
venuto a Roma; quindi il soggiorno
romano dell’imperatore è una leggenda.
Il nome del quartiere deriva da una
famiglia di origini nobili proveniente dal
Veneto, i Giustiniani, che nel XVIII secolo
acquistarono le tenute del Borghetto e
della Castelluccia. Tra il V e l’VIII secolo qui
si insediarono le “domus cultae” volute dai
Papi, cioè degli insediamenti di agricoltori,
che erigevano delle torri di avvistamento,
esistenti ancora ai giorni nostri con i nomi
Torre delle Cornacchie.
Foto Michele Desiati
dei vari borghi o casali, come quello della
Castelluccia e della Spizzichina, detta
anche delle Cornacchie. Tra il XVII e il
XVIII secolo, questa zona veniva anche
denominata “er borgataccio”, perché
era infestata da bande di briganti, che
razziavano i contadini e rapinavano i viandanti. Per riportare la legalità, le guardie
papaline ebbero l’ordine di giustiziare,
“ipso facto”, queste orde di delinquenti; i
4
Il 20esimo
Chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata. Foto Michele Desiati
fatti erano talmente noti che i cantastorie
del tempo li riportavano nelle loro storie
musicate ed un ritornello in particolare
divenne famoso: “Chi ebbe torto alla
Storta, fu pizzicato alla Spizzichina e fu
giustiziato alla Giustiniana”.
Ai tempi del Papa Re, poco prima della
caduta di Roma con la breccia di Porta
Pia, qui si accamparono anche le truppe
del generale Cadorna, che aveva il suo
quartier generale a La Storta.
In tempi più recenti, il 4 giugno 1944,
La Giustiniana è stata il tragico teatro
dell’eccidio dei martiri de La Storta,
dove vennero trucidati dai tedeschi 14
prigionieri italiani e stranieri reclusi nel
carcere di Regina Coeli, per il quale,
insieme ad altri atti delittuosi, sono stati
processati e condannati Kappler e Priebke:
per un errore del giornalista, che per
primo raccontò l’accaduto, quella strage
è conosciuta come dei “Martiri de La
Storta”. In realtà, avvenne in un boschetto
in via Labranca, proprio nel quartiere de
La Giustiniana. Come in altre zone del
nostro territorio, anche qui si è verificato
un boom edilizio, che negli anni ‘50/’60 ha
visto da una parte la costruzione di una
grande chiesa, dedicata alla Beata Vergine
Maria Immacolata, nei pressi dell’antica e
ormai sconsacrata Cappelletta, risalente
al XV secolo, e dall’altra la costruzione
di una grande struttura a semicerchio,
conosciuta anche come il “colosseo”, sorta
sulle ceneri della Villa degli Spiriti. Questa
fu abbattuta dalle ruspe in una notte, un
vero scempio, e ancora oggi molti abitanti
del quartiere la ricordano, perché era la
residenza dei Giustiniani, costruita nel
lontano 1588, utilizzata dalla famiglia
nobiliare, venduta ad altri ed usata
anche come sede di ambasciate estere.
Negli anni precedenti la demolizione,
questa palazzina era rimasta disabitata
ed abbandonata a se stessa, ma questo
non giustificava il blitz notturno dello
speculatore di turno.
Oggi il quartiere de La Giustiniana si
dipana lungo la via Cassia ed è in forte
espansione abitativa, con il conseguente
incremento caotico del traffico stradale.
Si aggiunga a ciò che, proprio in questo
quartiere, inizia (o termina) via Trionfale,
con un incrocio dove confluisce tutto
il traffico di quest’altra grossa arteria.
A cercare di alleviare la situazione, è
stata costruita la stazione della ferrovia,
che collega Roma a Civita Castellana
e a Viterbo, con l’ampio parcheggio
di scambio, di fronte al quale è stato
installato un contestatissimo impianto
semaforico, che, secondo gli abitanti
della zona e chi tutti i giorni è obbligato
a passarvi, causa lunghe code di auto. Una
soluzione potrebbe essere una rotatoria,
che renderebbe più fluida la circolazione e
per questo giriamo la proposta agli amministratori, fermo restando, purtroppo,
l’ormai classico problema delle poche
risorse a disposizione.
Michele Desiati
Il “famigerato”
2012
giugno
Centro Anziani di Via San Felice Circeo
È
bene fare un po’ di chiarezza
riguardo alla ristrutturazione della
sede storica del Centro Anziani di Via
San Felice Circeo. Per sciogliere qualche
dubbio in merito, ho chiesto chiarimenti
all’onorevole Federico Guidi, Presidente
della I Commissione Assembleare
Permanente Politiche Economiche
Finanziarie e di Bilancio per Roma Capitale,
che ringrazio per le informazioni date.
Anche se la sede provvisoria di Via Cassia
724 non è delle più confortevoli, essendo
una tensostruttura, le attività ricreative dei
nostri concittadini senior non si sono mai
interrotte; la loro pazienza verrà presto
premiata e potranno usufruire dei locali
a loro già da tempo destinati.
Bisogna tornare un po’ indietro, circa alla
fine del 2009, anno in cui sono iniziati i
lavori di riqualificazione della sede, che
però sono stati presto interrotti.
Sulle motivazioni sono nate varie leggende più o meno metropolitane, ma la
spiegazione reale è dovuta alla “spada di
Damocle del patto di stabilità che pende
sulla struttura”, per usare le parole dell’onorevole Guidi.
Per dovere di cronaca, vorrei spendere
due parole su che cosa sia il patto di
stabilità, per far comprendere al meglio
le dinamiche burocratiche.
Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) è
un accordo, stipulato dai paesi membri
Lavori nella nuova sede. Foto Anna Carmen Puglisi
dell’Unione Europea, relativo al controllo
delle politiche di bilancio, al fine di
rispettare i requisiti di adesione all’Unione
Economica e Monetaria Europea, la cosiddetta Eurozona. Il Patto fu sottoscritto
nel 1997 ad Amsterdam (infatti è anche
conosciuto come Trattato di Amsterdam),
con lo scopo di finalizzare il rafforzamento
del percorso dell’integrazione monetaria,
che è iniziato nel 1992 e ha portato nel
1999 all’adozione dell’Euro in quasi tutti i
paesi membri dell’Unione e all’entrata in
vigore del Patto suddetto.
Sede provvisoria di via Cassia 724. Foto Anna Carmen Puglisi
In base al PSC tutti gli Stati, che hanno
adottato la moneta unica, devono
rispettare negli anni i parametri relativi
al bilancio dello stato.
Per i più esperti: ci deve essere un deficit
pubblico non superiore al 3% del PIL
(Prodotto Interno Lordo) e un debito
pubblico al di sotto del 60% del PIL.
In parole povere, anche se ci sono i fondi
necessari e sono già stati destinati ad un’opera pubblica, non possono essere utilizzati a causa dell’ingente debito pubblico
e i lavori non possono procedere. Questo
è il caso del Centro Anziani, ma non c’è
da disperare. Vista la grande importanza
del Centro per la zona, l’onorevole Guidi,
in rappresentanza di Roma Capitale, sta
lavorando assiduamente sulla faccenda,
per cercare quanto prima di sbloccare la
situazione e far riprendere i lavori, anche
perché la struttura è praticamente ultimata, almeno all’esterno, come si evince
dalle foto.
Al momento, l’onorevole Guidi non mi
ha potuto dare una data certa di inizio
e fine lavori, ma le sue previsioni sono
ottimistiche. Probabilmente prima delle
vacanze estive dovrebbero riprendere i
lavori, così dal prossimo inverno i nostri
senior potranno abbandonare la tensostruttura e riunirsi nella nuova e calda
sede.
Vi terremo informati sugli sviluppi della
situazione.
Anna Carmen Puglisi
Il 20esimo
5
2012
Via Oriolo Romano, 10
00189 Roma - RM
Tel 06-33710258 Fax 06-3366125
www.hortidiveio.it
[email protected]
giugno
La coltivazione della rosa
Tratto dal manuale della ditta Barni
Nel linguaggio dei fiori la rosa è il simbolo
dell’eleganza e della bellezza. È proprio
la bellezza del fiore e la semplicità di
coltivazione che ha reso, questa, una delle
piante maggiormente impiegate a scopo
ornamentale. Verso la fine del XVIII secolo,
i botanici dell’epoca introdussero in Europa
le rose cinesi rifiorenti che, ibridate con le
rose allora conosciute e incrociate con i primi
ibridi non rifiorenti, portarono alla creazione
delle rose Tea, così chiamate in quanto il loro
profumo si accostava notevolmente a quello
delle foglie del tè. Gli ibridi di Tea (detti anche
H.T.) ebbero subito un grandissimo successo,
tanto da soppiantare quasi del tutto le rose
antiche. Soltanto negli ultimi decenni le rose
antiche hanno subito una notevole rivalutazione, essendo state definite da alcuni le “vere
rose”. A seconda delle caratteristiche strutturali
e di portamento, le rose possono essere così
suddivise:
Rose rifiorenti a grandi fiori (Ibridi di Tea
o H.T.): presentano una fioritura copiosa,
sin dal primo anno d’impianto, da maggio
fino ai primi freddi, sono resistenti e di facile
coltivazione.
Rose rifiorenti a mazzi, a piccoli e grandi
fiori (Poliante e floribunde): fioriscono da
maggio fino ai primi freddi con infiorescenze
a corimbo, sono resistenti al freddo e facili da
coltivare.
Rose lillipuziane: sono piante nane con
fiori di dimensioni medie di circa 3/5 cm.
Particolarmente indicate per bordure e vasi
di piccole dimensioni, sono molto rifiorenti e
compatte e di facile manutenzione.
Rose antiche: sono di altezza e portamento
6
Il 20esimo
variabile a seconda della specie e sono molto
resistenti al freddo. Profumo intenso e bellezza
del fiore le rendono ancora uniche.
Rose arbustive rifiorenti a mazzi: sono
caratterizzate da una grande quantità di
fiori, da maggio fino ai primi freddi, con una
vegetazione rigogliosa e portamento eretto
(vanno da 1,50 a 1,80 m).
Rose striscianti e ricadenti: presentano una
vegetazione molto prostrata, sono molto
rifiorenti e resistenti e impiegate per ornare
muretti, scarpate e giardini rocciosi.
Rose rampicanti a grandi fiori: hanno un
rapido sviluppo e sono rifiorenti a partire
dal secondo anno di impianto, in quanto
fioriscono su legno dell’anno precedente.
Sono piante molto vigorose e resistenti.
Rose rampicanti rifiorenti a mazzi: sono
molto rifiorenti anche d’estate, con una
crescita un po’ più lenta rispetto a quelle
precedentemente descritte, ma riescono
comunque a ricoprire intere pareti.
Coltivazione: la rosa non presenta grandi
difficoltà. La pianta resiste bene ai nostri
freddi e rifugge esclusivamente dai terreni
acidi. Tenendo presente che l’esposizione
ottimale è di 6 ore di sole al giorno, le rose
vegetano bene in tutte le esposizioni, purché
luminose ed arieggiate. Le rose, oltre che in
piena terra. possono essere coltivate in vaso
garantendo ottimi risultati. In generale si
consiglia di utilizzare vasi con un diametro
di 35-40 cm, sufficientemente profondi e
un terreno ottenuto da un miscuglio in parti
uguali di comune terra da orto, terriccio
universale e stallatico. Dai fori dei contenitori
l’acqua in eccesso deve fuoriuscire in maniera
fluida, per evitare ristagni idrici. Le innaffiature
devono essere periodiche, evitando le ore
più calde del giorno. Se le foglie diventano
clorotiche o tendono a cadere, questo è in
genere imputabile ad un eccesso d’acqua,
quindi bisogna sospendere per un po’ le
innaffiature e appena possibile effettuare
un rinvaso. Le piante in vaso richiedono una
concimazione frequente. Nel periodo che
va da aprile a maggio, ogni 15-20 giorni, è
buona norma utilizzare concimi completi di
tutti gli elementi nutritivi da sciogliere in acqua
oppure, per praticità, utilizzare un concime
granulare a lenta cessione, che coprirà periodi
più lunghi.
Per quanto riguarda la coltivazione in terra,
prima di sistemare le piante, è necessaria una
lavorazione del terreno a 30-40 cm di profondità, aggiungendo alla terra, e mescolando,
una notevole quantità di materia organica.
Una corretta esecuzione delle operazioni di
trapianto è la migliore garanzia di una buona
ripresa vegetativa. Una volta disposta la pianta
al centro della buca, sia essa a radice nuda o
con il pane di terra, il punto d’innesto deve
risultare appena sopra il livello del terreno,
altrimenti la rosa è stimolata a radicare,
affrancandosi dal portainnesto. A questo
punto si può procedere, colmando la buca
d’impianto con il resto della terra arricchita
di concime a lenta cessione e compattando
la terra intorno alla rosa, pigiando con forza
con i piedi. Dopo il trapianto è necessario
innaffiare abbondantemente in modo che
la terra aderisca bene alle radici. In seguito
le innaffiature dovranno essere più blande,
lasciando moderatamente umida la terra che
si trova intorno alla pianta.
Verso la fine dell’inverno si procederà con
la potatura. Solo i rampicanti non rifiorenti
devono essere potati dopo la fioritura primaverile. Per i cespugli rifiorenti eliminare dalla
base il legno secco e i rami deboli e potare
i rami, lasciando 4-5 gemme ben formate. A
seconda del vigore della pianta, andrà fatta
una potatura più alta alle piante più robuste
e una più corta a quelle più deboli.
Per le varietà storiche e botaniche, arbustive
e striscianti, con la potatura si deve asportare
circa un terzo della lunghezza dei rami, eliminando del tutto il secco. Per i rosai lillipuziani
si potano sommariamente le estremità dei
rametti, per dare alle piante la tipica forma a
cuscinetto. Per i rampicanti rifiorenti, togliere i
rami secchi e potare i rametti che hanno dato
i fiori nella stagione precedente, lasciando 2
o 3 gemme. Per i rampicanti non rifiorenti
bisogna effettuare una potatura subito dopo
la fioritura e togliere i fiori appassiti (corimbi),
potandoli 3-4 cm sopra il punto di partenza
del ramo su cui si trovano, per spingere la
pianta ad emettere nuovi rami.
pubblicità redazionale
2012
giugno
Vacanze bestiali…
F
inalmente è arrivata la bella stagione! Il caldo, il sole, il mare…..
l e b e l l e p a s s e g g i a t e…. . l e
vacanze….. eh già…..tasto dolente….
Sì, perché ogni anno questa, che
per noi umani è la “bella stagione”,
per molti dei nostri piccoli amici a 4
zampe e non…. diventa “la stagione
degli orrori”!!!
Sì, perché ogni anno circa 100.000
cani ( avete capito bene, non è un
errore di battitura!) vengono abbandonati per le strade…
Poi seguono a ruota, nell’Hit Parade
della sfor tuna, i gat ti e al ter zo
posto…., udite, udite, ci sono… i
rettili!!!! Sì avete letto bene….
Se il vostro vicino ha uno zoo in casa
comprensivo di cane, gatto e rettile,
ad esempio una tartaruga, un’iguana
o un bel pitone…..ve li potreste
trovare nel bel mezzo della strada
durante le sue vacanze!!!!
Sembra uno scherzo, eppure non è
così….
E io, che in casa ho uno di questi zoo
comprendente cane, roditori e rettili
mi chiedo…..ma come si fa????
Possibile che non siano capaci di
organizzarsi le vacanze, nel rispetto
dei loro piccoli amici e del resto
della città???? Eppure io ci riesco….,
perchè loro no????
Ma non vogliamo fare polemiche,
p iu t to s to f o r ni r e u n s e r v i z i o….
Quindi… Volete andare in vacanza
coi vostri cani?
www.vacanzebestiali.org
Foto Chiara Lorenzetti
E se non potete portarli con voi, non
abbandonateli, esistono centinaia
di associazioni, che offrono servizi
di petsitting durante le vacanze…..
Usufruitene!!! Basta cercare sul Web!!!
Se invece avete un rettile, un roditore
o un appartenente alla categoria della
cosiddetta “fauna non convenzionale”, allora affidatevi al sito www.
soccorsofauna.com che, oltretutto,
opera all’interno del nostro amato
municipio XX !
L a nos tra re dazione, da sempre
amica e sostenitrice degli animali, vi
augura delle meravigliose vacanze,
in un modo un po’ particolare……,
facendovi fare gli auguri diret tamente da loro…..i “4 zampe della
redazione”…., facendovi dare una
“zampata” particolare da Oli, il nostro
meraviglioso lupo che, purtroppo,
poche settimane fa ci ha lasciati…,
ma che in realtà è sempre vicino a
noi e soprattutto alla sua “mamma”
umana, che si è occupata di lui con
amore e con dedizione per 12 anni.
E voi, non lasciateli soli!….Soltanto
loro vi sapranno ricompensare per
le rinunce e le fatiche fatte per loro.
N on sono dei soprammobili, né
dei giocattoli…., sono degli amici
silenziosi…. che, però, se osservati
bene, sanno comunicare meglio di
chiunque altro!
Buone vacanze a tutti voi anche da
Tricky, Ira e Oli!!!!!!!!!
Chiara Lorenzetti
Per la tua pubblicità
su “il 20esimo”
rivolgiti direttamente
alla nostra incaricata
Monica Stori
348.5500942
[email protected]
Il 20esimo
7
2012
giugno
Il buon gelato ricoperto del Pellicano
“Il buon gelato ricoperto del Pellicano”
nasce a roma nel maggio del 1984
alla Balduina per mano di Luca, spinto
dalla sua grande passione per il nostro
manufatto preferito! La scelta dei gusti
da proporre, fu dettata dalla tradizione,
quindi i grandi classici per le creme e i
frutti di stagione. Intuizione geniale per
l’ epoca fu proprio la “copertura al cioccolato”. Questa consiste in un tuffo del cono
appena preparato,in un bagno di cioccolato caldo e granella di nocciola, una vera
ghiottoneria! La “copertura” diede una
ampio eco al locale, tanto che in pochi
anni, divento’ una bella realta’ di Roma
Nord! Da allora ne sono passati di coni
sotto i ponti!, e, grazie a voi ed a Peter,
mio socio nonche’ amico, i locali si sono
moltiplicati! La vecchia passione pero’
non si e’ affievolita, anzi la ricerca delle
migliori materie prime ci ha portato in
giro per tutta l’ Italia. La “Nocciola chiara
delle langhe”, il Pistacchio di Bronte, lo
Zabaione con il passito di Pantelleria, il
mitico Variegato alla Nutella, sono solo
dei piccoli esempi della nostra dedizione
ed attenzione verso il gelato artigianale.
In ogni “nostro” punto vendita troverete
il buon gelato ricoperto sempre fresco,
l’ affabilita’ e la cortesia nel servirvi,
affinche’ ognuno di voi abbia sempre la
sensazione di essere...Unico!
Punti vendita
Via Ugo De Carolis,26
Via Cassia, 999/c
Via della Farnesina, 131
P.le Ponte Milvio, 19
Via A. Brofferio, 18
(P.zza Mazzini)
P.zza Eugenio Biffi, 10
(Garbatella)
Via Val di Fassa,36
www.ilbuongelatoricoperto.com
8
Il 20esimo
pubblicità redazionale
Viaggio nei quartieri del XX
2012
giugno
Tor di Quinto
“Tutti
quanti voglion fare jazz”
“Ora di musica a scuola”: così si
è aperta alla Casa del Jazz una
matinée musicale didattica per gli
studenti delle scuole elementari e
medie inferiori, in collaborazione con
l’assessorato alle Politiche Culturali
e Centro Storico di Roma Capitale e
l’assessorato alla Cultura del Municipio Roma XX.
L’idea ed il progetto sono stati curati
dal M° Sonia Costantini, consulente
della stessa Casa del Jazz.
Venerdi 18 maggio ha preso così il via una
serie di incontri per le scuole elementari,
medie e superiori, con l’obiettivo di
avvicinare i giovanissimi ad un genere
di musica “diverso”, ma comunque
popolare, accattivante, talvolta da molti
considerato d’élite. Il programma di
ognuno di questi incontri sarà articolato
su oltre due ore, tra fruizione musicale e
visita alle strutture di questo prestigioso
“luogo della musica”, che dal 2005 è il
vero e proprio punto di riferimento per
tutti gli appassionati del genere. Alle
10,30 ha avuto luogo il concerto inte-
I piccoli della scuola di infanzia Merelli.
Foto M. Correa
rattivo del “Next Stop Quartet” (Carmen
Falato: sax soprano, sax tenore e voce;
Paolo Tombolesi: piano; Daniele Basirico:
basso ed Emanuelle Smimmo: batteria).
All’evento erano presenti l’assessore di
Roma Capitale, Gasperini, il direttore
generale dell’azienda Palaexpo, mentre
il Municipio Roma XX era rappresentato
dagli assessori alla Cultura, Marco Perina,
e dei Lavori Pubblici, Stefano Erbaggi,
nonché dal consigliere Sonia Costantini
in duplice veste. Dopo il concerto, gli
alunni della scuola Merelli e Petrassi, si
Sonia Costantini e Carmen Falato. Foto M. Correa
sono esibiti in una breve “performance
guidata” sotto la supervisione di musicisti
professionisti e di docenti di altissimo
livello. E’ stata una interessante esperienza musicale che, alternando gioco e
didattica, ha permesso di muovere i primi
passi nell’universo del jazz ed ai piccoli
allievi di fare un’utile tappa di crescita nel
campo dell’ascolto consapevole e della
conoscenza delle caratteristiche culturali
e tecniche di questo linguaggio musicale.
Il programma è, poi, proseguito con una
visita agli studi di registrazione ed alla
sala multimediale della Casa del Jazz.
Guidati da musicisti/insegnanti e tecnici
specializzati, bambini e ragazzi hanno
ascoltato varie incisioni ed imparato
anche a riconoscere gli strumenti. Tali
concetti sono stati ulteriormente esemplificati e spiegati attraverso alcune musiche
eseguite dal vivo dal quartetto Jazz, attingendo dal ricco repertorio di Walt Disney:
Gli Aristogatti (“Tutti quanti voglion
fare jazz”), Cenerentola, Pinocchio, La
Sirenetta. Il repertorio proposto è stato
anche accompagnato da alcuni spezzoni di filmati di Disney, coinvolgendo
gli studenti e stimolandone la fantasia
e la creatività. Nel corso dell’incontro,
sono state fornite agli insegnanti alcune
semplici indicazioni metodologiche, da
sviluppare successivamente nel lavoro
in classe. Questo progetto, infatti, mira
a stimolare i ragazzi a misurarsi con “il
diverso dall’omologato”, a cui sono abituati anche in campo musicale, grazie alla
programmazione delle radio e delle televisioni, condizionate dalle grandi major
discografiche. Gli artisti impegnati nei
concerti e nei tour guidati della Casa del
Jazz hanno raccontato, con la loro musica
dal vivo, le origini specifiche, il significato
della parola “swing” e soprattutto, come
questo genere musicale sia la base di tutti
gli altri: Rock, Soul e Blues.
Carmen Falato Sax. Foto M. Correa
Con questa iniziativa si è inteso proseguire
un paziente percorso di radicamento
della presenza delle strutture e delle
istituzioni musicali di Roma Capitale nel
tessuto scolastico del Comune, perché
sia finalmente conseguibile l’obiettivo
di creare nella scuola di oggi il pubblico
per la produzione culturale di domani.
Maurizio Quattrini
Il 20esimo
9
2012
giugno
Il thè delle Mamme
Buongiorno dr.ssa,
io e mio marito ci stiamo separando, abbiamo un bambino di
sei anni, come possiamo spie gargli cosa sta succedendo e i
cambiamenti che avverranno nella
routine familiare? (L.P.)
La separazione dei genitori non è
mai una cosa semplice né indolore
da spiegare ad un bambino. E’
necessario, pertanto, che entrambi i
genitori siano presenti mentre si dice
al bambino che cosa sta succedendo,
è molto importante che lui senta
che la decisione è stata presa da
entrambi di comune accordo (anche
laddove non sia così).
Bisognerà spiegargli che mamma e
papà si vogliono ancora bene e che
vorranno sempre bene a lui, ma che
hanno deciso di vivere separatamente perché vicini litigano spesso.
La paura principale dei figli, in questo
caso, è quella di essere in qualche
10
Il 20esimo
modo colpevoli della separazione.
Queste autoconvinzioni infantili possono provocare sensi di colpa, per
cui è fondamentale spiegargli che
non ne è in nessun modo colpevole.
La seconda paura che si presenta
nei bambini, in caso di separazione,
è quella di perdere il legame affettivo con uno o entrambi i genitori;
è quindi impor tante assicurargli
che non perderà niente e che verrà
amato come prima sia da mamma
che da papà.
Deleterio ed insensato mettere il
bambino di fronte ad una scelta,
ponendolo in condizione di prendere parte ai conflitti genitoriali.
Capisco che a volte risulta molto
difficile gestire queste situazioni
e separare la rabbia, che si può
provare verso il compagno/a, dalle
esigenze emotive del bambino, per
cui, se le tensioni sono troppo forti o
ingestibili, è utile chiedere un aiuto
esterno.
Dr.ssa Francesca Annunziata
Psicologo – Psicoterapeuta
[email protected]
E’ molto importante preoccuparsi di
come i figli possano vivere la separazione, ma è altrettanto importante
occuparsi dei propri sentimenti ed
emozioni. Se si riesce a prendersi
cura di se stessi senza trascurare il
proprio lato emotivo, sarà più facile
occuparsi successivamente di quello
degli altri.
2012
giugno
Responsabilità medica, mediazione
ed il principio del sorry works
N
ei giorni scorsi sono stato ospite
come relatore in due convegni,
organizzati magistralmente da
una società di Milano, la Doc Congress,
in cui si è parlato ad una platea di medici
di responsabilità medica e mediazione.
Nei precedenti articoli abbiamo visto
che con la mediazione ci rivolgiamo ad
un mediatore perché ci aiuti a trovare un
accordo con l’altra parte e, quindi, nella
mediazione sono le parti che decidono
secondo i loro interessi, mentre nel
processo decide un terzo imparziale, il
giudice, che dichiara il diritto ed applica
la legge, ma non cura la relazione tra le
persone.
Il tema della responsabilità medica, a
mio parere, è materia in cui la mediazione civile ben può operare per la
composizione della lite, trattando di
rapporti umani e dove la relazione
paziente-medico è essenziale, sia nella
nascita del rapporto che nell’ipotesi in
cui questo rapporto fiduciario venga
meno.
Da studi effettuati negli USA, si è accertato che il paziente che si ritiene vittima
di un errore medico vuole:
• il risarcimento del danno
• individuare la causa dell’errore
• ricevere una dichiarazione di scuse
(principio del sorry works)
• ottenere la rassicurazione che l’errore
non si ripeterà
Partendo da questo dato e dalle sperimentazioni condotte, in molti Stati
degli USA la mediazione è utilizzata
come principale sistema di soluzione
alternativo delle controversie in
Avv. Stefano Artero
Con i prossimi numeri approfondirò i temi oggi solo accennati, e come sempre sono
a disposizione per rispondere
alle Vostre curiosità e domande,
all’indirizzo
[email protected]
campo medico. Ciò in applicazione del
principio del sorry works, secondo cui
un approccio basato sul dialogo e sul
riconoscimento dell’evenienza negativa,
che, purtroppo, in campo medico può
sempre verificarsi, riduce di molto la
conflittualità e, conseguentemente, i
costi sociali ed economici delle controversie. Se a ciò aggiungiamo la natura
assolutamente confidenziale della procedura di mediazione e l’impossibilità di
applicare in sede giudiziale il principio
del sorry works, appaiono evidenti le
potenzialità della mediazione in caso
di responsabilità medica.
Ai prossimi numeri per parlare ancora
di mediazione e delle sue applicazioni
pratiche.
A
lla fine del diciassettesimo
secolo, la giovane e famosa
pirata Emer Morrisey stava per
cambiare vita assieme al suo
grande e unico amore e alle ricchezze incalcolabili che aveva
accumulato in anni di pirateria.
Ci era quasi riuscita quando
venne uccisa e poi maledetta con
la polvere di cento cani, condannata a vivere cento vite da cane,
con i suoi ricordi intatti, prima di
poter tornare in un corpo umano.
Ora è una teenager americana
dei nostri tempi e tutto quello di
cui ha bisogno è una pala e un
biglietto per la Giamaica.
"Un racconto di pirati non tradizionale, dal sapore pericolosamente schietto, mistico e con una
straordinaria imprevista svolta.
Deliziosamente fresco e difficile
da dimenticare..."
La Polvere di 100 Cani
di A.S. King
€ 16,50
ISBN 9788896065129
Pubblicato da DGS3
tel. 06-62205278
Il 20esimo
11
No alla violenza, a qualunque genere appartenga.
2012
giugno
Sì alla legalità
Cito solo alcune date:
- Palermo 23 maggio 1992, in località
Capaci, 500 kg di tritolo hanno fatto
saltare le auto su cui viaggiavano il
giudice Giovanni Falcone, la moglie
Francesca Morvillo e 3 uomini della
scorta.
- Palermo 19 luglio 1992, il giudice
Paolo Borsellino viene ucciso in via
D’Amelio, a causa dell’esplosione
di una carica di tritolo di circa 100
kg, mentre si recava a far visita alla
madre con la scorta.
L’Ipss Morvillo Falcone frequentato da Melissa.
Foto gentilmente concessa dalla redazione BrindisiReport.it
- Brindisi 19 maggio 2012, Melissa, 16
anni, ha perso la vita per lo scoppio
di tre bombole di gas telecomandate,
mentre andava a scuola e guarda
caso, l’Istituto è proprio dedicato
alla signora Francesca Laura Morvillo
Falcone.
Sono solo coincidenze?
Lasciamo che gli investigatori e la
magistratura proseguano le proprie
indagini, ma alla svelta; vogliamo
tutti delle risposte precise e soprattutto la sicurezza della pena, senza
sconti per buona condotta o altro di
simile.
Non possiamo sempre attendere gli
esiti per decenni e decenni e poi
apprendere che, a seconda delle
sentenze, nessuno risulta colpevole.
Non è più accettabile!
Noi, comunque, intendiamo dissociarci fermamente da qualunque tipo
di violenza o di strage.
Ne abbiamo fin troppo, tutti i giorni,
sot to ai nostri occhi e vogliamo
cogliere l ’occasione, con queste
poche righe, per invitare chiunque
a non dimenticare anche tutti gli altri
soggetti, che abbiano subito una
sorte analoga.
In questo momento, la società non
ci viene certamente in aiuto, per non
parlare della politica e del governo.
Diciamo basta al sacrificio di tante
vittime innocenti.
Ricordiamole sempre, fanno già parte
della nostra storia.
Giuliana Sanzani
12
Il 20esimo
Viaggio nei quartieri del XX
2012
Non
Tor ditutto
Quinto
è oro ciò che è Klimt
L’
Art Nouveau fu un vasto movimento artistico, che coinvolse un
numero elevato di paesi europei
e statunitensi tra la fine dell’Ottocento
e i primi del Novecento. Che sia stato
Liberty in Italia, Modern Style in Gran
Bretagna, Modernismo in Spagna o
Secessione in Austria, le sue caratteristiche principali sono riconoscibili in
questi stili. Ed in Austria, Gustav Klimt
è riconosciuto esserne l’esponente più
rappresentativo e celebre. Secessione e
modernità.
Nel rinnovamento dell’arte austriaca,
sicuramente Gustav ha ricoperto un
ruolo importante, da molti considerato
figura di maggior spicco delle nuove arti
grafiche e figurative di fine Ottocento.
Come molti artisti dell’epoca e del luogo,
frequentò la “Scuola di Arti Applicate
di Vienna”, radice del concetto di
opera d’arte unitaria che caratterizza il
movimento secessionista. Inizialmente
si dedicò alla pittura ornamentale
dei grandi ambienti pubblici, tra cui
si ricordano le decorazioni dei soffitti
degli scaloni del Burgtheater e i lavori
al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
E proprio l’università della sua città
natale gli commissionerà nel 1894 la
decorazione del soffitto di tre facoltà:
Medicina, Filosofia e Giurisprudenza.
“Un fluire di corpi simbolici e metafisici”
impregna il primo pannello dell’opera
commissionata (realizzato per adornare
Filosofia), prendendo, ma senza subire,
le critiche dell’epoca nei confronti del
“nuovo”. Ma è il terzo pannello (dedicato
alla Giurisprudenza) che rivela l’incastro
di decorazioni bidimensionali che lo
Campo di papaveri.
Foto copia-di-arte.com
giugno
re n d e r à g r an d e.
L’ a m m i r a z i o n e
per i mosaici di
Ravenna, in seguito
a un viaggio in Italia,
influenza le opere di
Gustav e ne caratterizza l’espressività.
Il simbolismo, la
stilizzazione, il
linearismo, queste
le caratteristiche
fondamentali della
sua pittura. E poi,
l’oro. Ne siete sicuri?
In realtà fu per lo più
un periodo. Gustav
Klimt è spesso
ricordato, nei libri
di scuola e negli
occhi di chi ricorda
forse il suo quadro
più famoso, come
l’autore del “bacio”.
L’abbraccio, un tema
già sperimentato
da Klimt, è qui da
Il bacio. Foto francescomorante.it
considerarsi in una
situazione del tutto atemporale ed all’utilizzo delle parti dorate, la rinuncia a
irrealistica. Le decorazioni geometriche quella “preziosa astrazione di sensi” che
sono minuziose e coloratissime, come lo rese celebre. Sempre al Belvedere di
quelle del prato fiorito dove i due amanti Vienna, il bacio è una tela dorata in una
si stanno baciando. Un prato “in salita”, stanza verde.
nell’iconografia connesso alla rivelazione E così, verso i trentacinque anni, Gustav
del sacro, che celebra la sensualità dorata iniziò con i paesaggi. Una grossa proin cui i protagonisti sono immersi.
duzione di paesaggi (oltre cinquanta
Come per le persone, così per le tele, rappresentazioni), che mostrano le
la fotografia spesso non rende giu- preferenze dell’artista nella ricerca dei
stizia. Perché questo bacio va proprio luoghi di vacanza estiva viennese. I
vissuto con i propri occhi ed esposto colori vivaci ed accesi sostituiscono lo
lì, al Belvedere di Vienna, è portavoce stile liberty, e stavolta l’espressionismo
di una storia completamente diversa. la fa da padrone.
Il prezioso trattamento delle superfici Ma non solo pittura fu la carriera di Klimt.
e la composizione degli elementi a Egli fu anche disegnatore di bozzetti ed
mosaico rendono la rappresentazione opere a sé stanti, mostrando la padroletteralmente viva, come se la tela non nanza del carboncino come della matita
riuscisse a contenerne i colori. Il dipinto e del pastello. Continuò a lavorare fin
appare molto sensuale, la dimensione quando nel 1911, mentre si apprestava
onirica, le geometrie perfette.
a consumare la prima colazione, fu
Completata nel 1908, l’opera simbo- colpito da un colpo apoplettico che gli
leggia molto l’intento di Klimt espresso paralizzò la parte destra del corpo. A
più volte in quegli anni: “solo un’interpre- centocinquant’anni dalla sua nascita è
tazione sempre più profonda della vita bene ricordare Klimt non solo per essere
in tutte le sue forme, attraverso le idee stato l’autore del “bacio”. Per quello
artistiche, può permettere il progresso bastava Hayez.
della cultura”. Ma, dopo di esso, l’artista
rinunciò in gran parte all’estetismo e Lorenzo Migliaccio
Il 20esimo
13
2012
giugno
Proteggerlo dalle zecche
per evitare l’Ehrlichiosi
L’
agente, che causa l’ehrlichiosi nel
cane in Italia, è un microrganismo
appartenente alla famiglia delle
Rickettsiaceae (Ehrlichia canis) e si localizza prevalentemente nel citoplasma
dei monociti e dei linfociti.
Per la sintomatologia e le lesioni che
si presentano sull’animale, in passato
questa malattia veniva conosciuta con
i nomi di Rickettsiosi del cane, febbre
emorragica del cane, tifo canino. Il serbatoio della malattia è costituito da
una zecca (Rhipicephalus sanguineus)
che, quando è portatrice negativa,
durante il pasto di sangue su un cane
sano può trasmettere la malattia.
Una zecca infetta può rimanere portatrice della malattia per un periodo di
tempo, che può arrivare a cinque, sei
mesi dopo il suo pasto di sangue su di
un cane ammalato di Ehrlichiosi.
Addirittura si è accertato che, se la
zecca si è infettata nel periodo finale
dell’ estate e riesce a sopravvivere
all’inverno, può trasmettere al cane la
malattia durante la primavera dell’anno
successivo.
Una zecca prima del pasto di sangue.
Foto archiviolarosa.org
Nell’animale ammalato, la malattia può
avere un’evoluzione acuta o cronica con
una varia sintomatologia.
La prima fase può avere una durata di
15-30 giorni, durante i quali l’Ehrlichia
si moltiplica all’interno di alcune cellule
del sangue, del fegato, della milza e dei
linfonodi, causando una progressiva
anemia, che può peggiorare man mano
che la malattia evolve verso la cronicità.
Oltre all’anemia, vi è una progressiva
diminuzione delle piastrine o trombociti
in circolo (elementi figurati che hanno un
fondamentale ruolo nella coagulazione
14
Il 20esimo
del sangue).
Oltre ad una fase acuta e cronica della
malattia, alcune volte si può riscontrare
una forma subclinica, fase priva di sintomi e questo periodo può variare da
due mesi a 5 anni.
In questo caso, se il sistema immunitario
dell’animale è in grado di attuare tutte
le procedure di difesa dell’organismo,
si può arrivare ad una guarigione spontanea dell’animale, altrimenti si può
giungere ad uno stato di cronicizzazione
della malattia.
La sintomatologia clinica che si può
riscontrare sul cane, e che può variare
a seconda della fase della malattia, è
febbre (può superare i 40° C), inappetenza, depressione del sensorio, anemia
più o meno grave, difficoltà respiratoria,
rinite, congiuntivite, aumento di volume
di alcuni linfonodi esplorabili.
Man mano che la malattia procede,
se non sono state iniziate delle adeguate terapie mediche, a causa della
piastrinopenia, può presentarsi una
sintomatologia emorragica con perdita
di sangue dal naso, presenza di sangue
nelle urine o nelle feci, fino ad arrivare
ad evidenziare delle emorragie sulle
mucose e sulla pelle in corrispondenza
dell’addome e sulle parti prive di pelo.
Altri sintomi, riscontrabili con minore
frequenza, sono edema della cornea
(che causa un opacamento della stessa),
difficoltà a camminare fino ad arrivare
addirittura a delle paresi su uno o più arti
come conseguenza di piccole emorragie
del Sistema Nervoso Centrale.
Alcune volte, per non farci mancare
nulla e per complicare ancora di più le
cose, si può evidenziare uno stato di
immunodepressione del cane, a causa
di una seria compromissione del sistema
immunitario. Purtroppo, questo stato di
immunodepressione può facilitare l’instaurarsi di infezioni secondarie, causate
da vari agenti patogeni.
Dopo un prelievo di sangue, sarà il
laboratorio a confermare la malattia.
Vista la gravità di questa patologia e non
essendo presente attualmente alcuna
possibilità vaccinale, è molto importante puntare sulla prevenzione, che
può essere instaurata con il controllo
delle zecche, sia nell’ambiente nel quale
vive o viene portato il cane, sia sul cane
Se avete dei quesiti da chiedere al
Dott. Giuseppe Larosa potete farlo
scrivendo a
[email protected]
stesso per evitare che possa essere
parassitato durante le sue passeggiate
giornaliere. Vari sono i prodotti antiparassitari, presenti in commercio e disponibili in varie
formulazioni, come polveri, spray, collari,
prodotti “spot on”e alcuni iniettabili. In
alcuni casi, direi spesso, nei periodi più
a rischio è opportuno associare alcune
formulazioni, come collare e prodotto
Zecca dopo il pasto.
Foto archiviolarosa.org
spot on.
E’ molto importante fare in modo che
la zecca rimanga attaccata alla cute
dell’animale il minor tempo possibile,
poiché alcuni studi hanno dimostrato
che, più tempo la zecca rimane sulla cute
a pasteggiare, maggiori sono i rischi di
trasmissione della malattia.
Altrettanto importante è iniziare la
prevenzione nei confronti delle zecche
già all’arrivo del primo caldo, prima
che questi animaletti comincino a farsi
vedere nei prati o nei luoghi frequentati
dall’animale.
2012
giugno
This is bijou
L
a sede del villino, che ospita il
Museo per le arti decorative, il
costume e la moda del XIX e XX
secolo Boncompagni Ludovisi, è il luogo
più appropriato per la mostra dal titolo
This is Bijou, che pone a confronto abiti
degli anni ’50 con gioielli realizzati per
l’occasione da artigiani e orafi. L’edificio
è una raffinata rievocazione di inizio
secolo del barocchetto romano, opera
di G. B. Giovenale, donato, con i relativi
arredi, allo stato italiano dalla principessa
Boncompagni Ludovisi; costituisce uno
dei poli della Galleria Nazionale d’Arte
Moderna e accoglie stabilmente una
raccolta di vetri, ceramiche e mobili
provenienti da recenti donazioni.
Piacevole risulta la vicinanza dei due
mondi e dei due stili, che si compensano
perfettamente: gli abiti e i gioielli; il
passato e il presente.
In questa piacevole sede storica è possibile ammirare capolavori di sartoria
e pelletteria sia di grandi marche che
artigianali, originali degli anni ’50, la
cui aderenza alla moda attuale è evidentissima. La loro mirabile bellezza ed
eleganza è sottolineata, talvolta in modo
Casali Santa Brigida è una moderna struttura
ubicata a 12 km dal raccordo anulare all’interno
di una tenuta di 60 ettari. La struttura dispone di
camere e Suite ed è in grado di ospitare fino ad
un massimo di 50 persone.
Tutte le camere sono dotate di aria condizionata,
tv satellite, internet wi-fi, bagno con vasca e
telefono.
appropriato, altre volte, invece, a svilire
l’abito, da gioielli ultramoderni. Molti di
questi monili sono creazioni fantasiose
e di gusto, altre, di contro, sconfinano
nell’assurdità.
Gli abiti da giorno e da sera, nella loro
raffinatezza, sottolineano la femminilità
di chi li indossa, la dolcezza che contraddistingue le donne, il loro modo
discreto di essere affascinanti. Parimenti
dovrebbero fare i gioielli, evidenziando
in modo discreto ma presente la sinuosità
del corpo femminile, accentuando un
collo sottile, delle orecchie perfettamente
disegnate, le dita lunghe e curate delle
ragazze di ogni età. Tutte caratteristiche
che oggi rappresentano la donna del
duemila e ammiccano all’accentuata femminilità, che le contraddistingueva nella
metà del secolo scorso. Tanto tempo è
passato anagraficamente, ma poca è la
distanza che separa la voglia di eleganza,
raffinatezza e sensualità delle signore dei
due millenni. Moderno e attuale non
sono necessariamente sinonimo di strano
e di grandi dimensioni; anche gli oggetti
nuovi necessitano di gusto e godimento
nell’indossarli. E’ vero che non sono i
materiali a dare la preziosità ai gioielli, ma
l’idea e la capacità realizzativa, la voglia, la
gioia, il piacere di indossarli, perché fanno
sentire “bene” colei che se ne adorna. In
alcuni casi, purtroppo, si sconfina nella
banalità creativa volta soltanto alla
ricerca del diverso, senza dare alcun peso
all’eleganza e alla bellezza, all’armonia
delle forme e all’indossabilità dei monili.
Per esempio, una collana realizzata con
tanti mouse da computer intrecciati
insieme da lunghi cavi rigidi, o un’altra
che si compone di pezzi della tastiera
Casali Santa Brigida
Via Braccianense km 11.100
località Santa Maria di Galeria - Roma
tel. +39 06 3046012 - 348 2354205
fax +39 06 30449161
www.casalisbrigida.com - [email protected]
coltiviamo l’ospitalità
sempre di computer, formando un
triangolo rigido che stona su qualunque
tipo di collo. Si può tranquillamente
usufruire di materiali di recupero della
quotidianità, ma con gusto! Per un altro
girocollo incontriamo l’uso di pezzi del
Lego come fosse la composizione di un
bimbo: in questo caso, probabilmente, il
piccolo avrebbe avuto anche più fantasia
nel comporli, essendo i bambini più liberi
mentalmente e non ancora irrigiditi dalle
consuetudini e dalle, spesso inutili e poco
costruttive, critiche.
Per fortuna, accanto alle stranezze
appena citate, sono esposti gioielli di
gusto come anelli di varie fogge, ciondoli
in porcellana di grande raffinatezza e
delicatezza esecutiva, bracciali in materiali plastici che adornano il polso di una
signora con la policromia dell’arcobaleno.
La gioia nello sfoggiare un gioiello, come
un abito, è uno stato d’animo che non va
svilito con la banalità dell’ovvio; si deve
creare e vivere la bellezza: il gioiello,
soprattutto, è un bisbiglio di ammiccanti
piaceri.
Paola Gerosa
Gioielli e moda in mostra al Museo
Boncompagni Ludovisi a Roma.
Foto dell’articolista.
Il 20esimo
15
2012
giugno
Cultura del vino
Il vino dell’estate 2012
A
rriva il caldo e ancora una volta,
per l’ennesima volta, voglio consigliarvi il vino che, a mio modesto
parere, sarà il protagonista dell’estate
quasi in arrivo. Questa volta andiamo a
sud, in Puglia, perché da quelle parti esiste
una gemma preziosa chiamata ES 2010 di
Gianfranco e Simona Fino, un Primitivo
di Manduria in purezza che nello scorso
anno, cioè annata 2009, ha vinto tutti i
premi enologici che in Italia si potessero
vincere.
Il nuovo millesimo si presenta di un colore
rosso rubino lucente e, mettendo il naso
nel bicchiere, capisci da subito che questo
è un vino differente dagli altri.
La versione 2010 dell’ES ci mostra un
profilo olfattivo più austero e “secco”
del solito, c’è una profondità diversa in
questa annata, il punto di partenza dell’esperienza aromatica inizia tra la macchia
mediterranea e le spezie orientali, per poi
portarti laggiù dove l’orizzonte cromatico
della frutta e dei fiori si tinge di rosso
luminoso e cangiante come un tramonto
d’estate.Anche al sorso, soprattutto, ci
si rende conto che l’ES 2010 è un vino
maturo nel carattere, i tannini fittissimi e
finissimi, la grande spina acida e la sapidità
del vino ben equilibrano le morbidezze
pronunciate del primitivo che, su uno
sfondo di spezie e piante mediterranee,
tende a persistere nel palato estatico per
diversi minuti, senza mai cedere in eccessi
da vinone. Ecco, l’ES 2010, nonostante i
16,5%, non è un monster wine ma, semplicemente, un grande vino da godersi
oggi e nei prossimi venti anni.
Non so se sarà la versione migliore di
sempre ma, senza dubbio, è un vino che
a me piace tanto!
Buone vacanze!
Andrea Petrini
Simona Fino
Il mio quartiere e altri animali
Il cane
Odore di buono. Piccoli petali profumati
cadono dai rami in fiore direttamente sul
mio potente tartufo. Accanto all’albero,
marco il tronco, chi passa dopo di me è
avvisato.
Che magnifica giornata: il padrone ed
io, una coppia praticamente perfetta.
La coda mi parte in automatico: adesso,
penso, ci sarà da saltare in auto, affacciarsi al finestrino e annusare il quartiere.
La piccola barboncina del 3° piano
emana un profumo da far girare la testa,
il sentore acre del collega che, da dietro il
cancello, abbaia per farsi notare. Fa’ che
lo incontro un giorno, libero da quelle
sbarre, e vedi che succede!
Affettuosa pacca sulla testa del mio
padrone, generosissima slinguazzata
mia in risposta, il minimo che gli devo:
fedeltà, devozione, come lo chiamate,
“amore”?, insomma tutto quello per cui
lo aspetto tutto il giorno, tutti i giorni,
nel pieno e sereno svolgimento del mio
ruolo. Sto di guardia e lo sento arrivare
ancora prima che imbocchi la curva in
cima alla strada: onde magnetiche nelle
mie sensibili orecchie, effluvi silenziosi
nelle mie narici spalancate. Immagino
16
Il 20esimo
e pregusto già tutto: l’odore della città
spalmato sui suoi pantaloni, le tracce di
altri cani sotto le suole delle sue scarpe.
La sua mano calda sulla mia testa, la sua
voce dritta al cuore, qualunque cosa dirà
e farà, io sarò perfettamente felice. Per
sempre.
Tutti i cani del mio quartiere svolgono
con diligenza il lavoro che i padri e i
nonni prima di loro hanno dignitosamente svolto al fedele servizio degli
uomini. Uomini, a dir la verità, e donne
molto cambiate ultimamente.
C’è da restare disorientati. Per esempio,
non sempre ci è chiaro chi sia il capo
branco perché tutti danno ordini ma,
in definitiva, di autorità se ne avverte
poca. Al parco, è tutto un urlare tutti
insieme cose incomprensibili: “dove
vai?” (e che domanda è questa?),
“tesoro, stai attento!” (come?), “la tua
mamma ti aspetta” (eh?), “piccola non
ti bagnare le zampe!” (cosa?), “ma che
fai sporcaccione?, non si mette il muso
lì!” (io sporcaccione? Per un’annusata
conoscitiva sotto la coda di una nuova
arrivata?).
“E’ stressato” ho sentito dire da una
padrona del suo cane disorientato.
Probabile, con questa confusione.
Chi siamo: finti bambini, pelouches
vivi, amici usa e getta, razze trendy per
fashion victims?
Siamo nati circa 30 milioni di anni fa,
ma siamo così fedeli a tutti voi che, se
proprio lo desiderate, possiamo anche
estinguerci.
Antonella Vitale
[email protected]
Se ti sei perso
il numero di
maggio 2012,
contattaci
per una copia
[email protected]
Seguici su
Il 20esimo
(gruppo & pagina)
Scarica

Il 20esimo - RomaNordBlog.it