Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Ingegneria Tesi di Laurea in Ingegneria Gestionale SOLUZIONE APPROSSIMATA PER UN MODELLO DI REVENUE MANAGEMENT Relatore Candidato Ing. Daniele Carnevale Marco Gioia Correlatore Prof. Paolo Mancuso Ing. Sergio Galeani Anno accademico 2009/2010 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management INDICE : Introduzione---------------------------------------------------------------------- 4 CAPITOLO 1 1.1 Modello classico di domanda ------------------------------------------------- 5 1.2 Revenue management ---------------------------------------------------------- 8 1.3 Approccio dinamico alla domanda ------------------------------------------- 9 1.3.1 Prezzo di riferimento ----------------------------------------------------- 9 1.3.2 Funzione di domanda --------------------------------------------------- 10 1.3.3 Trend e stagionalità----------------------------------------------------- 14 1.4 Fatturato e profitto per un singolo periodo ------------------------------- 17 1.5 Massimizzazione del fatturato e del profitto su più periodi ------------- 18 1.6 Calibrazione del modello ---------------------------------------------------- 22 CAPITOLO 2 2.1 Modello continuo di domanda ----------------------------------------------- 25 2.2 Fatturato e profitto ------------------------------------------------------------ 29 2.3 Calibrazione del modello ----------------------------------------------------- 31 2.4 Modello dinamico ------------------------------------------------------------- 33 CAPITOLO 3 3.1 Algoritmi di ottimizzazione per programmazione non lineare --------- 35 3.2 Algoritmi per la risoluzione di problemi non vincolati ------------------ 36 3.2.1 Algoritmo della discesa ripidissima ( o metodo del gradiente )--- 36 3.2.2 Algoritmo di Newton ---------------------------------------------------- 37 3.3 Algoritmi per la risoluzione di problemi vincolati ------------------------ 38 3.3.1 Algoritmo di Zoutendijk per problemi con vincoli lineari ---------- 38 3.3.2 Algoritmo di Zoutendijk per problemi con vincoli non lineari----- 40 Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 2 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.3.3 Algoritmo SQP (sequential quadratic programming )-------------- 41 3.4 Ricerca probabilistica -------------------------------------------------------- 42 3.4.1 Probabilità di successo in una prova Bernoulliana ----------------- 43 3.4.2 Algoritmo di ricerca probabilistica ------------------------------------ 45 CAPITOLO 4 4.1 Provenienza dati e classificazione ------------------------------------------ 48 4.2 Calibrazione del modello ---------------------------------------------------- 50 4.2.1 Trend ----------------------------------------------------------------------- 51 4.2.2 Stagionalità -------------------------------------------------------------- 52 4.2.3 Altri parametri ----------------------------------------------------------- 53 4.3 Range di prezzo e range del prezzo di riferimento ----------------------- 56 4.4 ottimizzazione ------------------------------------------------------------------ 58 4.4.1 Massimizzazione del fatturato ------------------------------------------ 59 4.4.2 Massimizzazione del profitto ------------------------------------------- 60 4.4.3 Massimizzazione multi obiettivo --------------------------------------- 62 4.5 Prevedibilità della politica di prezzo --------------------------------------- 63 4.6 Sensibilità alla periodicità della soluzione ottima ------------------------ 64 4.7 Surplus del consumatore ----------------------------------------------------- 66 Conclusioni-------------------------------------------------------------------------- 67 Bibliografia-------------------------------------------------------------------------- 68 Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 3 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management INTRODUZIONE Nel presente elaborato vogliamo illustrare un modello economico di revenue management caratterizzato da una dipendenza dinamica della domanda (di beni di largo consumo, non facilmente deperibili) dal prezzo. La dipendenza dinamica è introdotta attraverso il prezzo di riferimento ovvero il prezzo che il consumatore medio ha in mente per il bene considerato. Nell‟analisi vengono inclusi anche il trend e la stagionalità che modificano la domanda sistematicamente al trascorrere del tempo, indipendentemente dal prezzo applicato. Studiamo quindi come la successione dei prezzi applicati in un intervallo di tempo comprendente più periodi modifica una funzione obiettivo scelta come il profitto , il fatturato o una combinazione convessa di questi due . Illustriamo, quindi, una serie di metodologie deputate alla ricerca di una soluzione ottima per problemi convessi, non convessi, privi di vincoli o vincolati in una regione qualsiasi (politopo o convessa). Infine descriviamo un algoritmo che, facendo uso della ricerca probabilistica, è in grado di trovare la soluzione ottima del problema della massimizzazione del fatturato (ovvero di massimizzazione del profitto) con un grado di confidenza piccolo a piacere. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 4 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management CAPITOLO 1 1.1 MODELLO CLASSICO DI DOMANDA Il modello classico “Domanda-Offerta” è sicuramente il più diffuso all‟interno della letteratura economica; In questo modello la domanda (D), ossia la quantità di un bene richiesta dal mercato, è una funzione del prezzo (P) del bene, fissato un periodo di riferimento t : Senza perdere di generalità continueremo la trattazione considerando la forma più semplice di relazione tra domanda e offerta, ossia una dipendenza di tipo lineare : QUANTITA( UNITA) dove a e b sono due costanti; a>0, b>0 (in generale). domanda PREZZO Figura 1.1 funzione di domanda nel modello classico Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 5 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Il parametro b assume generalmente valori negativi ad indicare una diminuzione della domanda all‟aumentare del prezzo; vi sono, tuttavia, casi in cui questo può non essere vero; nei beni di Giffen, una particolare categoria di beni, si verifica un aumento della domanda all‟aumentare del prezzo. Si tratta, comunque, di eccezioni molto rare e particolari. Il fatturato (F) è dato dal prodotto della quantità di bene scambiata moltiplicata per il relativo prezzo: ed può essere rappresentato graficamente come un rettangolo sotteso alla curva di domanda con base pari al prezzo di scambio e altezza uguale alla quantità di bene scambiata . Il fatturato calcolato al netto dei costi sostenuti dal rivenditore per entrare in possesso del bene (cv), è definito profitto (π): Graficamente è dato da un rettangolo di altezza pari alla domanda del bene e base uguale alla differenza tra il prezzo P di scambio del bene e cv. Ci chiediamo a questo punto come dovrebbe agire un rivenditore nello scenario appena presentato per massimizzare il profitto o il fatturato : ovvero quale prezzo dovrebbe imporre per rendere massima l‟area del rettangolo A ovvero del rettangolo B o ancora di una combinazione convessa di queste due misure . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 6 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Procedendo con i calcoli il prezzo da imporre per massimizzare il fatturato (rispettivamente il profitto) è ottenibile derivando F (π) rispetto a P ed uguagliando a 0 il risultato : una strategia di prezzi, ossia un insieme di prezzi da applicare in successione, tale da rendere massima una data funzione obiettivo può essere ottenuta ripetendo su ogni periodo il calcolo del prezzo ottimo raccogliamo tutti i prezzi ottimi, quindi, nel vettore ; . Ne risulta che un commerciante che volesse massimizzare una propria funzione obiettivo ( ad esempio il fatturato totale) , nell‟arco di 3 periodi (ad esempio 3 giorni ), data la domanda dovrebbe imporre il prezzo il primo giorno di ogni singolo periodo il secondo giorno e il terzo giorno. Ipotizziamo la domanda costante nell‟arco di tempo da analizzare (questa ipotesi è del tutto ragionevole nei casi in cui il periodo di riferimento sia di molto inferiore all‟anno solare : nella realtà , infatti il processo di stima della domanda non viene effettuato che poche volte all‟anno): reiterando la procedura appena vista peri il calcolo del vettore ottimo dei prezzi , poniamo uguale a 0 le derivate dei fatturati dei singoli periodi rispetto alla variabile P; in questo modo otteniamo un vettore con tutte componenti uguali in quanto le derivate dei tre periodi risultano tutte identiche. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 7 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Volendo massimizzare il proprio fatturato nell‟arco dei tre periodi il commerciante dovrebbe imporre la successione di prezzi: 1.2 REVENUE MANAGEMENT Il Revenue Management è il processo di comprendere , anticipare ed influenzare il comportamento dei consumatori al fine di massimizzare il fatturato o i profitti. Fu introdotto per la prima volta da Robert Chairman, CEO dell‟American Airlines e applicato alla vendita dei posti a sedere negli aerei della compagnia . Il successo ottenuto dall‟iniziativa ha spinto in seguito molti altri settori a percorrere la stessa strada cosicché il Revenue management ha trovato applicazione nell‟affitto delle camere di Albergo , delle auto , degli appartamenti nonché nella vendita di beni di largo consumo; ne è un esempio virtuoso la catena di negozi per articoli da casa BeauMax che ha incentrato la propria attività su questa tecnica integrando il sistema informativo con la raccolta di dati finalizzati alla previsione dinamica della domanda; l‟esperimento ha ottenuto buoni risultati sotto il profilo dell‟aumento di profitto e di fatturato . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 8 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 1.3 APPROCCIO DINAMICO ALLA DOMANDA 1.3.1 PREZZO DI RIFERIMENTO Prendiamo in considerazione un mercato di beni di largo consumo , non facilmente deperibili di cui trascuriamo il prezzo di immagazzinamento ed il cui valore si mantenga costante nell‟arco del tempo. Definiamo il prezzo di riferimento (Rp) come il prezzo che un consumatore si figura in mente per un dato bene: è ragionevole pensare che si tratti di un parametro dinamico che varia nel tempo al variare di tutti i prezzi precedenti, e quindi al variare della politica di prezzi adottata fino al periodo preso in considerazione . Proseguiremo quindi esprimendo come combinazione convessa delle due grandezze , : esplicitando nelle sue componenti e e continuando a ritroso fino al periodo zero ovvero il periodo in cui decidiamo di cominciare la politica di prezzi , otteniamo una dipendenza da tutti i prezzi applicati e dal prezzo di riferimento iniziale possiamo dire, quindi che il prezzo di riferimento di un periodo t è determinato dalla politica di prezzi adottata dal periodo 0 al periodo t e dal prezzo di riferimento iniziale comunicato dal rivenditore; la rapidità con Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 9 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management cui il prezzo di riferimento insegue il prezzo è data dal parametro a: maggiore è il valore di a, più velocemente il prezzo di riferimento si adagerà sul prezzo del periodo ( per a = 1 il prezzo di riferimento non risente della politica di prezzi ) . 1.3.2 FUNZIONE DI DOMANDA L‟introduzione del prezzo di riferimento, permette di modellare il comportamento del consumatore nei due casi in cui si trovi ad acquistare un bene ad un prezzo maggiore ovvero minore del relativo prezzo di riferimento. Nel primo caso il consumatore si trova di fronte un bene il cui costo è superiore a quello che aveva in mente; avrà quindi la percezione di un rincaro e sarà portato ad acquistare un quantitativo minore rispetto a quanto avrebbe fatto normalmente . Il secondo scenario è invece quello di un compratore che percepisce un guadagno nell‟acquisto di un quantitativo maggiore del bene poiché si trova di fronte ad un bene il cui prezzo è ribassato rispetto alle sue aspettative. Si tratta di una situazione speculare alla precedente dove il compratore vede uno sconto piuttosto che un rincaro. Aggiungendo il meccanismo appena descritto al modello classico di domanda otteniamo le equazioni relative ai due differenti scenari : Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 10 QUANTITA ( UNITA DI PRODOTTO) Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management D(t) PREZZO (€/100) Figura 1 curva di domanda per Rp > P Figura 1.3 curva di domanda Rp>P al variare di Rp e P Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 11 QUANTITA ( UNITA DI PRODOTTO ) Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management D(t) PREZZ0 (€/100) Figura1.4 funzione di domanda Rp<P Figura 1.5 curva di domanda Rp<P al variare di Rp e P , , > 0, <0, < . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 12 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Il vincolo relativo a vincoli >0 e e segue dalla trattazione precedentemente fatta ; i >0 sono invece una conseguenza del meccanismo che abbiamo descritto nei precedenti paragrafi; un aumento percepito del prezzo genera una diminuzione della domanda, una diminuzione percepita ne genera un aumento . Un discorso a parte va aperto per il vincolo < : la relazione di disuguaglianza equivale a supporre che , fissata una somma di denaro k , la diminuzione di domanda generata da un aumento del prezzo del bene di k, sia minore dell‟aumento di domanda susseguente ad una diminuzione del prezzo, sempre di k; questa ipotesi è stata introdotta a seguito di numerose osservazioni su diversi mercati analoghi a quello preso in considerazione. Il meccanismo descritto può essere spiegato dalla seguente osservazione : in un periodo di promozione si verifica l‟ingresso nel mercato di nuovi consumatori, i quali non erano disposti ad acquistare il bene < in promozione al precedente prezzo superiore . è una condizione necessaria affinché una politica ottima risulti essere dinamica, ovvero il vettore non abbia tutte le componenti uguali; questo perché, se cosi non fosse, l‟aumento di domanda nei periodi di promozione non sarebbe sufficiente a compensarne la diminuzione nel successivo periodo percepito come “periodo di rincaro” e una politica dinamica dei prezzi non genererebbe alcun vantaggio per il rivenditore. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 13 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 1.3.3 TREND E STAGIONALITA‟ Un ulteriore passo in avanti nella descrizione del modello con i prezzi di riferimento consiste nel prendere in considerazione due fenomeni che modificano sistematicamente la domanda nel tempo, indipendentemente dal prezzo di riferimento e dal prezzo applicato : trend e stagionalità . Il primo termine è caratterizzato da un andamento ciclico nella componente temporale,ne genera una aumento o una diminuzione a seconda del periodo e per questo viene introdotto sottoforma di sinusoide; la scelta della sinusoide è una scelta del tutto arbitraria; è possibile, infatti, scegliere forme più complesse e articolate qualora l‟andamento della domanda del mercato lo richiedesse . Il termine con cui consideriamo la stagionalità nella domanda è : >0 , 0<ϕ<2π, ω ϵ R. Il trend genera un continuo e sistematico aumento del prezzo del bene nel corso del tempo e viene tenuto in considerazione mediante la seguente componente : ϵ R. Con l‟aggiunta di trend e stagionalità, abbiamo concluso la descrizione del modello di domanda con i prezzi di riferimento . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 14 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Riepilogando, la domanda in funzione del prezzo è data da : Nel caso in cui Se ; . Figura 1.6 curve di domanda Rp>P (blu) e Rp<P (verde) Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 15 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Figura 1.7 curve di domanda Rp>P (blu) e Rp<P (verde) al variare di P e Rp figura 1.8 curva di domanda totale (rosso) del modello con prezzi di riferimento Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 16 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 1.4 FATTURATO E PROFITTO PER UN SINGOLO PERIODO; Facendo riferimento al modello di domanda con i prezzi di riferimento riportiamo di seguito le equazioni relative al profitto e al fatturato per un singolo periodo. Fatturato e profitto nei periodi in cui il prezzo del bene è inferiore al prezzo di riferimento : Fatturato e profitto nei periodi in cui il prezzo del bene è superiore al prezzo di riferimento Relativamente alle equazioni appena riportate si possono fare alcune osservazioni interessanti : 1. nel singolo periodo l‟andamento delle singole funzioni è di tipo parabolico ; dato il vincolo <0, quindi, come in precedenza ammette un unico massimo globale; 2. l‟introduzione dei prezzi di riferimento lega tra loro il periodo preso in considerazione a tutti i periodi ad esso precedenti attraverso i relativi Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 17 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management prezzi ; l‟osservazione 2 risulta evidente esplodendo il prezzo di riferimento nelle sue componenti : 3. considerando l‟andamento congiunto delle due funzioni (fino Rp prendiamo la prima , da Rp in poi la seconda ), non troviamo più una parabola ma le funzioni di profitto e fatturato hanno un andamento differente come vedremo tra poco. 1.5 MASSIMIZZAZIONE DEL FATTURATO E DEL PROFITTO SU PIU‟ PERIODI . Riprendiamo ora l‟analisi dinamica del sistema: cerchiamo un vettore di prezzi tale da rendere massima una data funzione obiettivo mantenendo l‟ipotesi di domanda costante nell‟arco di tutti i periodi. Con il modello dei prezzi di riferimento, il commerciante che volesse massimizzare il proprio fatturato nell‟arco di 3 giorni, dovrebbe procedere con una analisi tout court su tutte le possibili combinazioni di prezzi nell‟arco dei 3 periodi. Una tale soluzione è decisamente troppo onerosa per essere percorsa. Un possibile algoritmo, proposto da V. De Simone in “Strumenti di controllo ottimo per il revenue management”, con cui approcciare il problema è il seguente : 1. prima di tutto è necessario limitare il range in cui il prezzo Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 18 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management può variare imponendo un prezzo massimo e un prezzo minimo ammissibili : può essere posto, ad esempio, pari al costo di approvvigionamento (cv) del bene preso in considerazione; il prezzo massimo, invece, è calcolabile direttamente dalla curva di domanda completa e corrisponde al punto in cui questa va incrociare l‟asse delle ascisse nel caso di prezzo di riferimento minimo ( evitiamo di considerare domande negative ) o equivalentemente al prezzo massimo imposto nella serie storica considerata nella calibrazione del modello . Figura 1.9 range di prezzi ammissibili Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 19 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 2. la variabile prezzo viene quindi discretizzata e il range suddiviso in Q intervalli tutti di uguale dimensione: la scelta migliore in questo caso è quella di porre la dimensione dell‟intervallo pari a 1/100 di euro ovvero la minima variazione di prezzo ammissibile . Figura 1.10 intervalli di prezzi quantizzati 3. Infine si procede ad una enumerazione di tutti i possibili vettori di partenza ( che in questo caso risultano di numero finito ) e si calcola per ognuno di essi il corrispondente fatturato . Il vettore cui corrisponde il massimo fatturato viene classificato come e contiene nelle sue componenti la politica ottima da adottare. Nella procedura appena presentata , l‟insieme dei punti di partenza cresce esponenzialmente con il numero di periodi presi in considerazione . Il tempo necessario al completamento della ricerca seguendo una procedura brute force (nella quale vengono enumerate una ad una tutte le Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 20 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management possibili soluzioni) è proporzionale al numero di periodi moltiplicato per il numero di intervalli di quantizzazione ( compresi nel range del prezzo ) elevato al numero di periodi meno uno: La complessità computazionale non risulta particolarmente stringente rispetto alla scelta della dimensione dell‟intervallo di quantizzazione ma limita notevolmente il numero di periodi che possono essere presi in considerazione. Ovvero possiamo considerare variazioni più piccole di 1/100 di euro ma non ottimizzare su 20 periodi . Per effettuare l‟ottimizzazione di un intero anno solare, quindi, si è supposto che la soluzione ottima avesse un andamento periodico e si è limitata la ricerca della politica ad un numero limitato di periodi; il vettore cosi ottenuto è stato riprodotto ciclicamente per tutto l‟anno. Questo approccio può essere problematico nel caso in cui la stagionalità del prodotto abbia un andamento confrontabile con l‟anno ( o comunque di molto superiore rispetto al numero di periodi considerati ); In questo caso, infatti, limitare l‟analisi ad un numero ristretto di periodi non consente di includere il trend nella ricerca della soluzione ottima e introduce una distorsione (un disturbo) nel sistema e nella soluzione da esso restituita . Abbiamo visto, infatti, come il trend abbia un andamento ciclico; prendere in considerazione pochi periodi e riprodurli su tutto l‟anno, modifica la domanda complessiva ( aumentandola o diminuendola a seconda della porzione di trend in cui si è condotto l‟ottimizzazione ). Si può, con questo approccio, comunque procedere alla ricerca di un sub Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 21 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management ottimo (la migliore soluzione per il problema considerato) che, tuttavia non coincide con la soluzione ottima del problema originale. Nel seguente capitolo presentiamo una modifica al modello di domanda con i prezzi di riferimento che, senza modificarne la validità, consentirà di estendere l‟analisi ad un numero di periodi molto maggiore. Tale variazione consente di includere nella ricerca della strategia ottima anche il trend e rimuovere la distorsione appena descritta. 1.6 CALIBRAZIONE DEL MODELLO Prima di concludere, è lecito chiedersi come si procede al calcolo di tutti i parametri fino ad ora presentati : , , , , , ,ω,ϕ,a. Cominciamo con i parametri caratteristici dei fenomeni di trend e stagionalità che , come abbiamo visto , non dipendono direttamente dal prezzo o dal prezzo di riferimento iniziale e devono quindi essere preventivamente filtrati per non distorcere la stima degli altri parametri. Si sta cercando , infatti di trovare una correlazione diretta tra il prezzo ed il prezzo di riferimento iniziale con la domanda del mercato di riferimento; le componenti che dipendono esclusivamente dal tempo, quindi, vengono considerati come disturbi del sistema e non devono rientrare all‟interno della stima dei parametri caratteristici del modello . Il trend genera un continuo aumento della domanda al progredire del tempo; consideriamo quindi la domanda come una funzione lineare con pendenza positiva : >0 Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 22 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management da questa procediamo con una regressione lineare rispetto ai dati consuntivi e riportiamo i coefficienti cost e che minimizzano lo scarto quadratico medio. Per il calcolo della stagionalità , è possibile procedere alla stessa maniera salvo considerare un andamento ciclico della domanda anziché una andamento lineare : una volta stimati tutti i parametri di trend e stagionalità filtriamo la domanda da questi disturbi . Attraverso una regressione multivariata sui dati filtrati possiamo trovare i valori di e che meglio di tutti approssimano la domanda del mercato di riferimento. Il motivo della scelta di una regressione multivariata sta nel fatto che tutti i parametri, contestualmente, concorrono a determinare il comportamento della domanda . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 23 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management CAPITOLO 2 INTRODUZIONE : MODELLO DI DOMANDA CONTINUO L‟idea alla base della modifica che verrà proposta è quella di rendere il modello con i prezzi di riferimento trattabile analiticamente, ovvero derivabile con continuità almeno nell‟intervallo di riferimento ; Cosi facendo saremo in condizione di applicare algoritmi molto efficienti che si basano sul calcolo della derivata prima e della derivata seconda della funzione di domanda per la ricerca del vettore dei prezzi che forniscono la strategia ottima per massimizzare la funzione obiettivo nell‟intervallo di tempo preso in considerazione. Prima di tutto presenteremo il modello modificato , quindi procederemo ad una illustrazione di alcune tecniche di risoluzione esatta prese dalla letteratura che abbiamo analizzato nel tentativo di risolvere il problema; infine procederemo con l‟esposizione di un algoritmo di ricerca probabilistica che è in grado di fornire una soluzione con un grado di approssimazione piccolo a piacere all‟aumentare del tempo di calcolo . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 24 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 2.1 MODELLO DI DOMANDA CONTINUO Osservando l‟andamento della funzione di domanda totale (ottenuta sovrapponendo la 1.3.2 con la 1.3.3 ) notiamo come in essa venga sempre selezionata la curva cui corrisponde il valore maggiore in ordinata : - da 0 a ( - da ( - ) coincide con 1.3.2. - ) segue l‟andamento di 1.3.3. Figura 2.1 curva di domanda totale nel modello con prezzi di riferimento La funzione al crescere del valore di k, approssima per eccesso il massimo tra la funzione a ( e la funzione b ; Si tratta di una funzione continua e derivabile in tutto R e di classe ( quindi derivabile con continuità all‟∞) che approssima con grande precisione le curve di partenza all‟aumentare di k . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 25 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Figura 2.2 curva di domanda continua (rosso) Nel caso in cui si abbia a che fare con funzioni le cui pendenze sono molto differenti e si scende velocemente sotto lo 0, come è il nostro caso, è necessario introdurre un ulteriore cambiamento: la rapida discesa a valori negativi della funzione con pendenza maggiore, infatti, fa si che da un certo punto in poi (quando la funzione con pendenza maggiore assume, in modulo, valori maggiori alla funzione positiva), prima della fine dell‟intervallo ammissibile, venga comunque selezionata questa curva, nonostante si trovi al di sotto di quella con pendenza minore(b). Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 26 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Figura 2.1 errore dell’approssimazione con il massimo Questo perché la funzione 2.1.1 prende in considerazione le due curve trascurandone il segno ( l‟esponente a cui vengono elevate è pari); il problema può comunque essere risolto facilmente innalzando entrambe le curve di un valore che andrà poi sottratto al di fuori del segno di radice: È possibile quindi scrivere la domanda con i prezzi di riferimento come : Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 27 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management dove le due curve di domanda sono rispettivamente date da : al crescere di k , la curva si adagia sempre meglio sulla curva di domanda reale fino quasi a coincidervi per k molto elevati (nel seguito quantificheremo k per un caso reale e lo porremo uguale a 40). Riportiamo di seguito un esempio ottenuto con i valori : k= 50; a=0.8; =100; = -1; =10; =1; = 110. Figura 2.4 curva di domanda continua corretta Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 28 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 2.2 FATTURATO E PROFITTO Riportiamo adesso le equazioni che permettono di determinare profitto e fatturato di un singolo periodo; quindi analizziamo a livello grafico l‟andamento delle funzioni modello continuo con i prezzi di riferimento in relazione ad un singolo periodo ed a due periodi consecutivi considerando i costi di approvvigionamento (cv) costanti nel tempo. Figura 2.5 andamento del fatturato Figura 2.6 andamento del profitto Figura 2.7 Andamento fatturato e profitto Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 29 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Figura 2.8 andamento fatturato considerando 2 periodi di prezzo consecutivi Figura 2.9 andamento profitto considerando due periodi di prezzo consecutivi Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 30 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Notiamo come la forma del profitto del singolo periodo, a differenza del modello classico non contenga un solo ottimo locale, ma due ottimi locali all‟interno del range di prezzi ammissibile. Questo è dato dal fatto che la curva di profitto completa è data dalla somma delle due curve di profitto singole ( relativa a ) e (relativa a ) e quindi assume l‟andamento di una doppia parabola con concavità rivolta verso il basso. Il numero di ottimi locali aumenta all‟aumentare delle dimensioni (periodi) presi in considerazione nell‟analisi. 2.3 CALIBRAZIONE DEL MODELLO Abbiamo visto nel capitolo 1 come possono essere stimati i valori di , , , , nuovi parametri: , , ϕ, ω. Nel precedente paragrafo abbiamo introdotto i e k: Vediamo adesso, quindi, come procedere per la stima di questi ultimi due. k) Incrementando il valore di k, generiamo due risposte : aumentiamo la bontà della stima (intesa come la capacita della funzione continua di adagiarsi sulla funzione di partenza) . incrementiamo il tempo di calcolo necessario alla stima della domanda ci troviamo,quindi, di fronte un trade off tra precisione e rapidità di calcolo: al migliorare dell‟una inevitabilmente si verifica un peggioramento dell‟altra. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 31 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Prima di determinare k dobbiamo effettuare una scelta sul grado di precisione desiderato e il massimo tempo di calcolo ammissibile per la risoluzione : Un possibile approccio è quello di determinare a priori l‟errore massimo di approssimazione che si è disposti a commettere. Occorre, quindi, costruire una tabella che contenga punto per punto le differenza tra il modello continuo e il modello con i prezzi di riferimento originale; da qui con il componente aggiuntivo di Microsoft Excel „Ricerca obiettivo‟ si stima il k minimo che garantisca un errore massimo pari a quello fissato in precedenza. In alternativa si può fissare il tempo di calcolo massimo per ottenere la risposta al problema e agire di conseguenza per la stima dell‟esponente. È da segnalare, comunque, che il limite computazionale imposto dal k non è molto stringente a patto di utilizzare programmi specifici di calcolo simbolico per cui è possibile scegliere k molto alti ( con errori molto bassi) ed essere comunque in grado di risolvere il problema in tempi ragionevoli. ) Attraverso il secondo parametro dobbiamo evitare che la curva con pendenza maggiore vada a finire “troppo” al di sotto dell‟asse delle ascisse; agisce innalzando entrambe le curve di un valore costante tale da soddisfare la condizione che il valore raggiunto dalla curva con pendenza maggiore nel punto estremo superiore dell‟intervallo considerato sia maggiore di 0. ∀tϵ[ , Rp ϵ [ Università degli studi di Roma “Tor Vergata” , > 0. Pagina 32 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 2.4 MODELLO DINAMICO Come nel capitolo 1 , riportiamo le equazioni dinamiche di , , : - prezzo di riferimento : - fatturato il fatturato è dipendente, al tempo t, dai prezzi imposti dal rivenditore fino al periodo t e da (il prezzo di riferimento iniziale) comunicato ad inizio periodo . - profitto : il profitto è una funzione dipendente da tutti i prezzi esposti dal periodo uno al periodo t, da e dai costi di approvvigionamento relativi al prodotto nei periodi compresi tra 1 e t . Supponendo questi costi costanti, ovvero identici da periodo a periodo, le variabili libere che influenzano il profitto sono le stesse che determinano il fatturato . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 33 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management CAPITOLO 3 INTRODUZIONE : ALGORITMI DI OTTIMIZZAZIONE Definito un modello di domanda continuo e differenziabile, analizziamo adesso alcuni algoritmi utili alla ricerca della strategia ottima che possono essere implementati su tale modello . Cominceremo con l‟esporre due algoritmi di ricerca lineare (line search) per la risoluzione di problemi non vincolati molto diffusi nella letteratura e largamente utilizzati nella pratica: l‟algoritmo del Gradiente e l‟algoritmo di Newton. Estenderemo la trattazione anche ai problemi vincolati, prima con vincoli lineari , quindi con vincoli qualsiasi accennando al funzionamento dell‟algoritmo di Zoutendijk e dell‟algoritmo SQP (Sequential Quadrati Programming). Procederemo, quindi, alla presentazione di una procedura in grado, sotto determinate condizioni , di stimare la probabilità di aver trovato l‟ottimo di un problema Bernoulliano al quale siamo in grado di ricondurre il problema di revenue management presentato, con una probabilità di errore fissata (δ) ed una incertezza ( ) piccole a piacere. A partire da questa procedura costruiremo un algoritmo finalizzato alla ricerca dell‟ottimo globale di un problema con le caratteristiche del modello presentato nel paragrafo precedente . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 34 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.1 ALGORITMI DI OTTIMIZZAZIONE PER PROBLEMI DI PROGRAMMAZIONE NON LINEARE Presentiamo in questi ultimi paragrafi alcuni algoritmi selezionati dalla letteratura e largamente utilizzati nella pratica per la risoluzione di problemi di ottimizzazione non lineari. Gli algoritmi verranno presentati in ordine di generalità del problema cui fanno riferimento: - i primi sono deputati alla risoluzione di problemi non vincolati e costituiscono le fondamenta di tutti gli altri. - Segue un algoritmo per la risoluzione di problemi confinati in una regione ammissibile delimitata da vincoli lineari. - Con i successivi la trattazione verrà estesa a istanze contenti vincoli qualsiasi (lineari, non lineari, di uguaglianza, di disuguaglianza). - Infine presenteremo i fondamenti teorici dei cosiddetti algoritmi probabilistici e procederemo con l‟illustrazione di un algoritmo utile per la risoluzione di problemi con vincoli qualsiasi che contengono numerosi ottimi locali. Tutte le procedure che esporremo sono strutturate nella seguente maniera: dopo un passo di inizializzazione troviamo la ricerca delle direzioni di maggior guadagno della funzione obiettivo (search direction); segue la ricerca lungo la direzione precedente del punto ottimale per il problema (line search). Se necessario , volta per volta , aggiungeremo alla struttura descritta passi o routine di preparazione. Tutti gli algoritmi in elenco fanno uso nella fase di ricerca della direzione della valutazione, della derivata prima e seconda della funzione obiettivo e, ove presenti, anche delle derivate dei vincoli del problema. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 35 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.2 ALGORITMI PER PROBLEMI NON VINCOLATI La programmazione non vincolata si occupa di problemi con funzioni obiettivo non lineari in assenza di vincoli. Sebbene la maggior parte dei problemi sia vincolata, questi algoritmi risultano molto importanti per diversi motivi: moltissimi problemi vincolati, ad esempio, possono essere ricondotti a problemi non vincolati ( tramite moltiplicatori di Lagrange o altre procedure). Inoltre costituiscono l‟ossatura per tutta una famiglia di metodi utile a risolvere istanze vincolate. 3.2.1 ALGORITMO DELLA DISCESA RIPIDISSIMA O METODO DEL GRADIENTE L‟algoritmo del gradiente fa uso della proprietà dell‟omonimo operatore di indicare la direzione di massima crescita di una generica funzione . Ove si richiedesse di massimizzare, quindi, l‟algoritmo procederebbe al calcolo del gradiente della funzione obiettivo e ne imporrebbe l‟annullamento per andare alla ricerca di una direzione migliorante, avanzando fino all‟ottimo locale più vicino muovendosi lungo la direzione di massima decrescita. Talvolta si rende necessario introdurre un criterio di arresto espresso come : Ovvero ci si accontenta di punti arbitrariamente ( ) vicini al punto di annullamento del gradiente . In generale il metodo appena esposto risulta essere molto semplice da implementare ma non altrettanto efficiente : Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 36 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management converge globalmente all‟ottimo locale, ma la convergenza, che nelle prime iterazioni risulta essere molto buona , nei pressi della soluzione è lineare e non superlineare . 3.2.2 ALGORITMO DI NEWTON L‟algoritmo di Newton pluridimensionale è una estensione dell‟algoritmo di ricerca omonimo ad una dimensione . Tale procedura può essere considerata una variante del metodo di discesa ripidissima appena presentato dove, al posto del gradiente, si considera come direzione di ricerca dell‟ottimo locale il gradiente deflesso tramite moltiplicazione per la matrice inversa dell‟Hessiano della funzione obiettivo . Tale modo di operare è motivato dall‟intento di determinare una direzione di crescita che dipenda da una approssimazione quadratica (Q(x)) della funzione obiettivo : In generale, tutti i metodi che fanno uso dell‟Hessiano non sono molto indicati per problemi di grandi dimensione in quanto molto onerosi a livello computazionale . L‟algoritmo di Newton, tuttavia, presenta il grande vantaggio di una convergenza quadratica in un intorno della soluzione ottima. Si potrebbe quindi pensare ad una procedura che, partendo da una soluzione dell‟algoritmo del gradiente implementi il metodo di Newton Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 37 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management per arrivare all‟ottimo più rapidamente di quanto i due algoritmi non farebbero distintamente. 3.3 ALGORITMI PER PROBLEMI VINCOLATI Il principio generale di funzionamento di questi algoritmi è lo stesso adottato per la risoluzione di problemi non vincolati facendo attenzione, in questo caso, a non fuoriuscire, nella ricerca dell‟ottimo, dalla regione ammissibile. . Si distingueranno , pertanto , dai precedenti nelle fasi di line search e di search direction nelle quali sarà necessario introdurre la condizione che il punto incrementato al passo generico k+1 si trovi nella regione ammissibile . 3.3.1 ALGORITMO DI ZOUTENDIJK PER PROBLEMI CON VINCOLI LINEARI All‟interno di un problema non lineare vincolato è possibile distinguere tra vincoli di uguaglianza (E) e vincoli di disuguaglianza (A). Per determinare una direzione ammissibile bisogna fare attenzione a rispettare le seguenti condizioni necessarie e sufficienti di ammissibilità della direzione trovata: Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 38 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Dove è l‟insieme dei vincoli di disuguaglianza attivi (ovvero rispettati all‟uguaglianza) ,E è l‟insieme dei vincoli di uguaglianza e d la direzione migliorante selezionata. Se le condizioni 3.6.1 e 3.6.2 sono rispettate, d è una direzione ammissibile. Inoltre, se si verifica : Allora d risulta essere anche una direzione migliorante del punto di partenza x‟e la fase di search direction può considerarsi conclusa. Nella fase di line search bisogna fare attenzione a non uscire fuori dalla regione ammissibile (delimitata nella figura 3.1 dalle rette blu) al momento della scelta del punto x‟‟ verso cui muoversi; si devono cioè rispettare le seguenti condizioni: Figura 3.1 regione ammissibile per l’ottimizzazione: il punto di massimo globale si trova al di fuori della regione ammissibile. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 39 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.3.2 ALGORITMO DI ZOUTENDIJK PER PROBLEMI CON VINCOLI NON LINEARI È possibile estendere la trattazione del paragrafo 3.3.1 a problemi contenenti vincoli qualsiasi: in questo caso non siamo più in possesso di una condizione necessaria e sufficiente di direzione ammissibile e migliorante ma, bensì, di una condizione solo sufficiente . Sia f(x) un problema di massimizzazione, soggetto ai vincoli ; sia una soluzione ammissibile e G l‟insieme dei vincoli attivi nel punto x‟; inoltre siano differenziabili per k ϵ G e siano e continue in tutto R per k non appartenente a G. Allora se si verifica : ∀ ; è una direzione ammissibile e migliorante . Intuitivamente le due condizioni sopraelencate garantiscono che nella direzione scelta, la funzione obiettivo migliori e, contestualmente , che i vincoli attivi non vengano oltrepassati (si rimane , quindi, all‟interno della regione ammissibile) . Come nel caso di soli vincoli lineari ,infine, al momento della line search bisogna prestare attenzione a non uscire dalla regione ammissibile. Il criterio di arresto dell‟algoritmo è legato al verificarsi delle condizioni di Fritz-John, condizioni che garantiscono l‟ottimalità del punto in cui vengono rispettate . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 40 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.3.3 ALGORITMO SQP (SEQUENTIAL QUADRATIC PROGRAMMING) L‟algoritmo SQP rappresenta uno dei metodi più efficienti per risolvere problemi di ottimizzazione vincolata contenenti vincoli di ogni genere: numerosi esperimenti hanno dimostrato come sia in grado di raggiungere l‟ottimo locale del problema in un numero di passi inferiore rispetto ad ogni algoritmo sopraelencato . Riportiamo di seguito, senza scendere nel dettaglio, il principio di funzionamento della procedura: ad ogni iterazione viene calcolata una approssimazione della matrice Hessiana del problema Lagrangiano corrispondente all‟istanza considerata; questa viene poi utilizzata per generare una approssimazione quadratica del problema la cui risoluzione fornisce la direzione di ricerca per la line search . Il successivo passo è regolato dalla ricerca di un sufficiente decremento di una funzione di merito che tenga conto della funzione obiettivo e di tutti i vincoli opportunamente penalizzati. Il segreto dell‟algoritmo SQP risiede nel fatto che simula con molta precisione il comportamento dell‟algoritmo di Newton non vincolato garantendo una convergenza superlineare nell‟intorno degli ottimi locali del problema ed evitando di uscire dalla regione ammissibile delimitata dai vincoli. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 41 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.4 RICERCA PROBABILISTICA Tutti gli algoritmi fino ad ora esposti funzionano molto bene per la ricerca di ottimi locali; trovano molte difficoltà, e soprattutto non dispongono di un criterio per determinare la bontà ( intesa come lontananza dal valore dell‟ottimo globale) della soluzione trovata, quando il problema presenta numerosi punti di ottimo locale. L‟obiettivo, tuttavia, è quello di trovare l‟ottimo globale di una istanza; numerose varianti agli algoritmi fino ad ora esposti sono state proposte nel corso degli anni per evitare che, durante la ricerca, ci si fermi su ottimi non globali ma nessuna è mai arrivata a definire una procedura esatta per la risoluzione del problema. Figura 3.2 Curva con numerosi massimi locali Riportiamo di seguito una legge statistica ed un algoritmo da essa derivato che è in grado di restituire la probabilità di aver trovato la soluzione ottima del problema con una data confidenza ed una incertezza rispettivamente grande e piccola a piacere. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 42 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.4.1 PROBABILITA DI SUCCESSO IN UNA PROVA BERNOULLIANA È possibile distinguere tra due differenti categorie di probabilità: la probabilità empirica ( ) e la probabilità in senso lato (P). Per quanto riguarda la prima, questa è calcolabile come il numero di successi ottenuti in un esperimento diviso per le dimensioni dello spazio campionario (numero di lanci) : Ad esempio , lanciando una moneta 100 volte , se si ottengono 52 teste e 48 croci, la probabilità empirica risultante dell‟evento testa è di 52/100=0.52 ; in maniera del tutto equivalente la probabilità empirica dell‟evento croce è 0.48. Per quanto riguarda, invece, la probabilità in senso lato, questa viene definita come la probabilità empirica calcolata per un numero infinito di lanci : Si tratta ovviamente di un esperimento ideale : di fatto P(A) rappresenta la probabilità intrinseca di un evento ( in una moneta non truccata P(testa) = 0.5). È lecito domandarsi quanto differisca , dato un esperimento e un risultato “testa” A , la prima grandezza dalla seconda , ovvero quanto è distante il risultato (A) ottenuto a valle di un esperimento di m lanci dalla probabilità P(A). Introduciamo allora una costante Università degli studi di Roma “Tor Vergata” piccola a piacere e poniamo: Pagina 43 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Siamo in grado adesso di dividere lo spazio degli esperimenti in un insieme di esperimenti buoni tali che esperimenti cattivi tali che e un insieme di . Quanto è probabile che, facendo un esperimento di m lanci , otteniamo una prova cattiva ? Bernoulli dimostro che un lower bound a tale quantità è dato da ; questo risultato è stato ulteriormente incrementato nel tempo : ad oggi la migliore approssimazione trovata si deve a Chernoff e vale . Siamo in grado , adesso , di rispondere alla domanda precedente : la probabilità ( ) di prove cattive è : Da qui possiamo ricavare il numero di lanci m necessari ad ottenere una confidenza di con una incertezza di che la probabilità restituita dall‟esperimento sia uguale a P : esprimendo rispetto a m la disequazione 3.9.4 otteniamo : Per essere certi al 99% che la probabilità empirica sia in un intervallo di ±5% dalla probabilità intrinseca dell‟evento sono necessari 1060 lanci di una moneta . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 44 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 3.4.2 ALGORITMO DELLA RICERCA PROBABILISTICA La disuguaglianza 3.9.5 ha fornito lo spunto per la creazione di un algoritmo deputato alla ricerca dell‟ottimo globale per un problema di programmazione non lineare con vincoli qualsiasi, in grado di trovarlo sotto le ipotesi di incertezza e confidenza di cui abbiamo discusso in precedenza. L‟idea di base è quella di condurre una serie di ottimizzazioni che vadano a terminare in ottimi locali a partire da m punti iniziali distinti e distribuiti in modo casuale nello spazio. Con una certa probabilità, crescente al crescere di m, una delle ottimizzazioni terminerà nell‟ottimo globale del problema . Seguendo il criterio per la numerosità di m , costruiamo un esperimento bernoulliano del tipo : Dove è il risultato del generico lancio i e L è una costante idoneamente scelta. Definito tale esperimento, generiamo m vettori (= di p variabili aleatorie i.i.d. (nel nostro caso potremo generare numeri pseudo casuali). i.i.d). A partire da ognuno di questi vettori conduciamo una ottimizzazione mediante uno degli algoritmi di ricerca esposti in questo capitolo ed otteniamo un vettore R contenente i risultati ( delle varie ottimizzazioni. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 45 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Calcoliamo a questo punto la probabilità empirica dell‟esperimento in relazione a uno dei due eventi ovvero . La probabilità empirica dell‟esperimento relativa all‟evento risulterà essere pari a: Per come avremo costruito l‟esperimento (per come avremo scelto m) , la probabilità empirica ottenuta sarà compresa in un intervallo di ± centrato nella probabilità intrinseca con una confidenza pari a . Un aspetto fondamentale della 3.9.5 è che il numero di prove m rimane invariato all‟aumentare delle dimensioni del problema: m è indipendente dalle dimensioni dello spazio in cui vive il problema . Nell‟ottica dell‟ottimizzazione di profitto o fatturato , quindi , non importa se stiamo considerando 5 o 50 periodi ; il numero di vettori di prezzo in ingresso, a parità di e sarà identico. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 46 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management CAPITOLO 4 INTRODUZIONE: CASO REALE Una volta terminata la fase di descrizione teorica del modello, vediamo ora cosa avviene testandola su un caso reale. Nei paragrafo 4.1e 4.2 illustreremo le procedure di raccolta dei dati e calibrazione dei parametri del modello di domanda; successivamente limiteremo il range dei prezzi e dei prezzi di riferimento ad un intervallo ammissibile. Procederemo, infine, con il confronto tra la politica dal rivenditore e la politica restituita dall‟ottimizzazione con il metodo brute force ed i metodi analitici del capitolo 3 confrontando i risultati ottenuti nella ricerca della massimizzazione del fatturato e massimizzazione del profitto. La politica di prezzi adottata viene supposta in entrambe le massimizzazioni ciclica, ripetibile quindi nei periodi successivi. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 47 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.1 PROVENIENZA DEI DATI E CLASSIFICAZIONE Abbiamo a disposizione una serie di dati di vendita ( giorno, quantità venduta e fatturato) di un particolare tipo di pasta relativi ad un ipermercato Conad. I dati coprono un periodo si 1225 giorni : dal 1 gennaio 2007 al 9 maggio 2010. Raccolti i dati, per prima cosa è stato calcolato il prezzo unitario del bene, giorno per giorno , dividendo il fatturato per la quantità venduta; quindi abbiamo completato la serie ponendo i prezzi dei giorni per cui i dati non erano disponibili pari al prezzo medio della relativa settimana. È possibile notare una maggiore sensibilità alle promozioni nel periodo che va dal 1 gennaio 2008 fino al 05 Maggio 2010 a seguito di un innalzamento dei prezzi rispetto al primo periodo. Senza indagare le ragioni sottostanti questo cambiamento abbiamo preferito ridurre l‟analisi solamente al secondo periodo; la serie di dati, infatti, è comunque sufficientemente elevata ( 850 giorni) per calibrare 140 PREZZO 120 100 80 60 40 20 0 1 35 69 103 137 171 205 239 273 307 341 375 409 443 477 511 545 579 613 647 681 715 749 783 817 PREZZO(EURO/100) ; QUANTITA (UNITA) correttamente il modello di domanda . GIORNO Figura 4.1 Domanda e prezzi consuntivi del rivenditore Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 48 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management È presente un forte rumore di fondo, dovuto alla notevole aleatorietà della domanda giornaliera; questa distorsione non può essere semplicemente filtrata, in quanto tale procedimento comprometterebbe l‟analisi e la stima del modello . Una possibile soluzione è quella di considerare costante l‟andamento dei prezzi nell‟arco di 7 giorni facendo corrispondere ad ogni settimana un prezzo ottenuto dalla media dei prezzi dei giorni considerati. Questo modo di operare rende più robusto il modello esponendolo meno all‟aleatorietà dei singoli giorni che si compensa nell‟arco della settimana. La modifica appena descritta risulta essere molto ragionevole, in quanto spesso i prezzi vengono fatti variare proprio da una settimana all‟altra e non giorno per giorno : questo perche è lecito ipotizzare che, per i beni di largo consumo che stiamo considerando, l‟acquisto avvenga solo una volta per periodo (una volta a settimana). Considerare il prezzo fisso nei 7 giorni, inoltre semplifica notevolmente l‟ottimizzazione del modello che deve analizzare un numero di periodi di molto inferiore . 400 QUANTITA(UNITA) ; PREZZO(EURO/100) 350 300 250 200 150 PREZZO 100 QUANTITA 50 1 8 15 22 29 36 43 50 57 64 71 78 85 92 99 106 113 120 0 SETTIMANA Figura 4.2 Domanda e prezzi consuntivi su base settimanale Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 49 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.2 CALIBRAZIONE DEL MODELLO La calibrazione del modello rappresenta una delle fasi più importanti e delicate dell‟analisi: l‟obiettivo è quello di rendere il modello quanto più possibile vicino alla serie storica dei dati del prodotto di riferimento in nostro possesso. Per fare ciò è stata scelta una stima ai minimi quadrati il cui obiettivo è quello di rendere minima la somma dei quadrati delle distanze euclidee tra la domanda restituita dal modello e i valori storici : La calibrazione è stata portata a termine in tre passi consecutivi: - filtraggio di trend e stagionalità ( parametri - calcolo dei parametri caratteristici , , - stima dei parametri del modello continuo Università degli studi di Roma “Tor Vergata” , ϕ, ω ); , , ; ,k. Pagina 50 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.2.1 TREND Durante l‟anno è possibile mettere in evidenza un costante aumento del prezzo all‟avanzare del tempo; questo fenomeno (trend) può essere modellato ipotizzando la domanda come una funzione lineare nel tempo del tipo : ϵ R. cost >0 , 400 DOMANDA ( UNITA) 350 300 250 trend 200 QUANTITA 150 100 50 1 7 13 19 25 31 37 43 49 55 61 67 73 79 85 91 97 103 109 115 121 0 SETTIMANA Figura 4.3 Domanda in funzione del trend Conduciamo a questo punto una stima ai minimi quadrati della funzione ed otteniamo i coefficienti che minimizzano la funzione 4.2.1: da cui risulta : cost=98.5 ; = 0.025 Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 51 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Non siamo interessati al valore della costante ma solamente al coefficiente angolare della retta che sarà l‟unico parametro presente nella formulazione finale della domanda. 4.2.2 STAGIONALITA La stagionalità è una variazione della domanda di tipo periodico ( si ripete a intervalli regolari di tempo) che non dipende né dal prezzo né dal prezzo di riferimento, ma solamente dal tempo. Nel presente elaborato questa verrà introdotto sottoforma di sinusoide (si noti che la scelta della cosinusoide sarebbe stata equivalente e avrebbe generato solamente uno spostamento del punto iniziale di un quarto di periodo). Supponiamo quindi la domanda di tipo sinusoidale con l‟aggiunta di una costante e procediamo alla stima dei parametri : Per il calcolo di questi parametri è stato utilizzato il componente aggiuntivo di Microsoft Excel “Risolutore” che opera minimizzando lo scarto quadratico medio tra il modello sinusoidale e quello consuntivo. I risultati ottenuti sono : Il periodo di tale sinusoide è dato da Università degli studi di Roma “Tor Vergata” = 60 settimane. Pagina 52 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 400 QUANTITA(UNITA) 350 300 250 200 STRAGIONALITA 150 QUANTITA 100 50 1 8 15 22 29 36 43 50 57 64 71 78 85 92 99 106 113 120 0 SETTIMANA Figura 4.4 Domanda in funzione della stagionalità Esattamente come in precedenza, non siamo interessati al valore della costante ma solamente ai parametri . Riassumendo, i termini di trend e stagionalità che compariranno nel modello completo saranno dati da : 4.2.3 ALTRI PARAMETRI Una volta determinati trend e stagionalità, i dati possono essere filtrati da queste due componenti in modo tale che la domanda restante dipenda solamente dalle variabili „prezzo‟ e „prezzo di riferimento iniziale‟. Attraverso il componente aggiuntivo “Strumenti di analisi dati” di Microsoft Excel è possibile condurre una stima ai minimi quadrati tra Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 53 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management modello e domanda consuntiva; I parametri cosi ottenuti sono espressi in funzione di a . Risulta pertanto necessario ottimizzare questo parametro in modo tale che la stima risulti il più coerente possibile con la serie storica dei dati; come driver di somiglianza scegliamo , quindi facciamo variare „a‟ tra 0.1 e 0.9 a intervalli di 0.01 alla ricerca dell‟ massimo. Riportiamo di seguito i risultati ottenuti : Come era prevedibile possiamo evidenziare una grande differenza tra ovvero sussiste une differenza di atteggiamento da parte del consumatore di fronte a sconti o rincari. Rimangono da calibrare i parametri relativi al modello continuo: k e . Preliminarmente occorre decidere il massimo errore percentuale che si è disposti ad accettare nell‟approssimazione non lineare della domanda: in tal senso ci siamo dichiarati disposti ad accogliere un errore massimo del 4% ( l‟errore , ove presente, è tutto in eccesso poiché l‟approssimazione maggiora il modello). Compiuto il primo passo si procede con la il calcolo di k e necessari per validarlo. Ancora una volta è stata condotta una stima ai minimi quadrati tra il modello con i prezzi di riferimento classico e quello approssimato tramite il componente aggiuntivo “Risolutore” di Microsoft Excel ed i valori riscontrati sono: Università degli studi di Roma “Tor Vergata” . Pagina 54 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management quantità(unità di prodotto) 400 350 300 250 200 150 quantità consuntive 100 modello continuo 50 1 9 17 25 33 41 49 57 65 73 81 89 97 105 113 121 0 settimana Figura 4.5 Stima del modello sulla domanda consuntiva Figura 4.6 Stima della domanda continua sulla domanda con i prezzi di riferimento Si noti come la domanda restituita dal modello (blu) ricalchi molto bene i picchi di domanda relativi ai periodi di sconto mentre approssima con meno precisione i periodi non di promozione tra un picco e l‟altro . Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 55 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.3 RANGE DI PREZZO E PREZZO DI RIFERIMENTO Abbiamo mostrato in precedenza che il modello è valido solamente all‟interno di un range di prezzi ben delimitato i cui estremi sono dati dal prezzo minimo che il bene ha raggiunto nel corso della serie storica considerata (0.52 €) e il prezzo al di sopra del quale la domanda assumerebbe valori negativi (0.85 €), ovvero il prezzo massimo riscontrato nel periodo preso in considerazione nella calibrazione. Al di fuori di questo intervallo il modello perde in affidabilità e l‟analisi porta a risultati non corretti. Con il prezzo risulta vincolato automaticamente anche il prezzo di riferimento che ne segue la dinamica per tutti i periodi successivi al primo. È quindi necessario imporre una condizione anche sul prezzo di riferimento iniziale: Partendo da , nei periodi successivi il prezzo di riferimento seguirà l‟andamento dei prezzi con un ritardo di 1 periodo. L‟ultimo vincolo al problema è dato dal fatto che siamo alla ricerca di una soluzione ciclica, ripetibile ad intervalli regolari nel tempo. Per questo motivo è necessario specificare che il prezzo di riferimento del periodo successivo all‟ultimo deve risultare equivalente al prezzo di riferimento ( ) del primo periodo : In questo modo a partire da n+1, è possibile reiterare la medesima politica di prezzi nei periodi successivi. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 56 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management È possibile scegliere di ottimizzare una politica ciclica di un numero di periodi a piacere. Ad esempio, con una politica ottima di 7 periodi si ottiene il seguente andamento di prezzo e prezzo di rifermento : Figura 4.7 Andamento dei prezzi e prezzi di riferimento periodico ripetuto 2 (periodo 7) Esiste, comunque, un numero limitato di politiche periodiche ottime per tutto il problema a ciascuna delle quali corrisponde uno specifico prezzo di riferimento iniziale tale che Università degli studi di Roma “Tor Vergata” = . Pagina 57 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.4 OTTIMIZZAZIONE Andiamo a confrontare i risultati ottenuti dall‟algoritmo presentato nel capitolo 2 raffrontato alla politica perseguita dal rivenditore nonché alla politica trovata dal metodo brute force di cui abbiamo discusso alla fine del capitolo 1 . La politica adottata dal rivenditore non presenta una ciclicità costante; il metodo brute force ,invece, viene ottimizzato su base sei settimane ed i risultati ottenuti vengono normalizzati ad un anno ; la soluzione per il metodo continuo, invece, viene ricercata su un periodo di 60 settimane (periodo caratteristico della stagionalità) mentre i risultati riportati in tabella sono rapportati a un periodo di 52 settimane . Per quanto riguarda l‟affidabilità e il grado di incertezza , sono stati scelti i valori: la soluzione trovata (probabilità di aver individuato l‟ottimo globale) è quindi quella ottima in un intervallo di ±0.1 con una probabilità del 90%. Al fine di presentare un confronto comprensibile, i risultati riportati in tabella sono normalizzati ad un intervallo di 52 settimane ( un anno solare). È possibile ovviamente senza compromettere l‟analisi scegliere periodi di differente durata. A valle delle tabelle di confronto è riportata nei grafici 4.8, 4.9 e 4.10 la successione di prezzi adottata dal modello continuo. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 58 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Analizzeremo gli scenari derivanti dalla massimizzazione del fatturato e dalla massimizzazione del profitto (considerando i costi di approvvigionamento costanti) accennando alla procedura per una massimizzazione multi obiettivo di una combinazione convessa delle due grandezze. I parametri utilizzati nelle ottimizzazioni sono quelli presentati nei precedenti paragrafi : Le funzioni di fatturato e profitto vengono calcolate come descritte nelle formule 2.4.3 e 2.4.5: 4.4.1 MASSIMIZZAZIONE DEL FATTURATO Cominciamo con il confrontare le varie politiche ipotizzando di perseguire la massimizzazione del fatturato ed analizziamo come questo incida su : fatturato , profitto, quantità venduta, prezzo medio applicato, prezzo di riferimento medio applicato. Nell‟ultima riga , ove presente, riportiamo il periodo con cui si ripete la politica ottimale di prezzi. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 59 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management rivenditore Modello Con Rp Differenza (%) Rp-Rivenditore Modello continuo Differenza(%) continuo-Rp FATTURATO 3395 4566,5 + 34,5 % 4954,9 + 8,5 % PROFITTO (cv=40) 1535 1248 - 18,7 % 1419,7 + 13,7 % PROFITTO (cv=50) 1070 351 - 67 % 535,9 + 52,7 % QUANTITA‟ 4651 8431 + 81 % 8838 + 4,8 % P MEDIO 73 65 - 10,9 % 68 + 4,6 % PR MEDIO 73 65 - 10,9 % 68 + 4,6 % PERIODO - 6 - 2 - Tabella 4.1 Massimizzazione del fatturato su base annua Figura 4.8 Politica di prezzi per la massimizzazione del fatturato su 60 periodi 4.4.2 MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO Ipotizziamo che si voglia conseguire la massimizzazione del profitto occorre introdurre una ulteriore variabile, ovvero il costo sostenuto dal rivenditore per entrare in possesso del bene (costo di approvvigionamento cv). Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 60 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Non essendo a conoscenza di tale valore abbiamo condotto il confronto fissandolo rispettivamente pari a 0.40 € e 0.50€ . È comunque utile sottolineare che è possibile considerare, oltre ad altri valori, una stima dinamica di tale parametro che tenga conto degli andamenti del costo storico al fine di rendere l‟analisi più completa ma allo stesso tempo complicata. rivenditore Modello Con Rp Differenza (%) Rp-Rivenditore Modello continuo Differenza(%) continuo-Rp FATTURATO 3395 4104.5 + 20 % 4240 + 3.3 % PROFITTO 1535 1685.9 +9.8 % 1857.6 + 10.2 % QUANTITA‟ 4651 6046 + 30 % 5957.8 - 1.4 % P MEDIO 73 72 - 1.37 % 76 + 5.5 % PR MEDIO 73 72 - 1.37 % 76 + 5.5 % PERIODO - 6 - - - Tabella 4.2 Massimizzazione del profitto con CV=40 su base annua Figura 4.9 politica di prezzi ottima per massimizzazione del profitto con CV=40 su 60 periodi Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 61 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management rivenditore Modello Differenza (%) Modello Differenza(%) Con Rp Rp-Rivenditore continuo continuo-Rp FATTURATO 3395 3617,2 + 6,5 % 3851,4 + 6,5 % PROFITTO 1070 1146 + 7,1 % 1304,8 + 13,8 % QUANTITA‟ 4651 4941 + 6,2 % 5093,1 +3% P.MEDIO 73 75 + 2,7 % 79 + 5,3 % PR MEDIO 73 75 + 2,7 % 79 + 5,3 % PERIODO - 6 - - - Tabella 4.3 Massimizzazione del profitto con CV=50 su base annua Figura 4.10 Politica dei prezzi per conseguire la massimizzazione del profitto con CV=50 su 60 peridi 4.4.3 MASSIMIZZAZIONE MULTIOBIETTIVO Si può, infine, considerare il caso in cui l‟obiettivo non sia solamente uno ma si ricerca di soddisfare più funzioni obiettivo contemporaneamente. Ci troviamo in questo caso a risolvere un problema di ottimizzazione multi obiettivo nel quale la funzione da massimizzare è data da una combinazione convessa di funzioni obiettivo distinte; ad esempio se si vuole massimizzare contemporaneamente fatturato e profitto si devono Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 62 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management assegnare dei pesi (a,b) ai singoli obiettivi a seconda dell‟importanza che rivestono e massimizzare la combinazione convessa dei due : Ancora si potrebbe decidere di massimizzare solamente una delle due funzioni sotto il vincolo di raggiungere un certo livello di fatturato (M) ; in questo caso la seconda funzione diventerebbe solamente un vincolo alla prima ed il problema assumerebbe la seguente forma : 4.5 PREVEDIBILITA‟ DELLA POLITICA DI PREZZO . Osservando le politiche di prezzo adottate rispettivamente dal rivenditore , dal modello con i prezzi di riferimento e dal modello continuo, nell‟ottica della massimizzazione del fatturato, si può notare come il primo risulti molto meno prevedibile del secondo che , a sua volta, è molto meno prevedibile dell‟ultimo . Questo porta ad una considerazione : nei due modelli matematici il cliente, dopo un periodo sufficientemente lungo di osservazione è in grado di prevedere l‟andamento del prezzo. Deciderà quindi di acquistare solamente nei periodi di sconto erodendo cosi il margine del rivenditore. All‟interno del modello continuo , tuttavia , questo non è un problema in quanto è possibile, rinunciando ad una piccola percentuale di guadagno, trovare una politica molto più complessa e difficilmente prevedibile : Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 63 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management come di può notare nella figura 4.8 la politica ottimale di fatturato è caratterizzata da una periodicità di 2 periodi; ma nulla vieta di trovarne una con periodicità maggiore ( fino anche a 52 settimane). L‟aumento della periodicità genera una variazione dei prezzi nei periodi compresi nell‟intervallo con complessità crescente al crescere del periodo preso in analisi . riportiamo di seguito una serie di ottimizzazioni condotto con periodicità variabile da 2 fino a 52 periodi con i relativi risultati in termini di fatturato profitto e una rappresentazione grafica delle variazioni di prezzo corrispondenti . 4.6 SENSIBILITA‟ ALLA PERIODICITA‟ DELLA SOLUZIONE OTTIMA Può accadere che il rivenditore non desideri attuare una politica con periodicità pari ad un anno ma voglia massimizzare la propria funzione obiettivo su un diverso arco di tempo: analizziamo come questa variazione influisce sul valore della funzione obiettivo e come, conseguentemente si modifica la strategia di prezzi da implementare : prendiamo in considerazione, in particolare la funzione obiettivo fatturato e conduciamo l‟ottimizzazione su diversi insiemi di periodi senza considerare trend ne stagionalità per non alterare i risultati; di seguito riportiamo il valore del fatturato normalizzato ad un anno e gli andamenti delle relative politiche di prezzo su periodi di 2,5,15,23 e 52 settimane: Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 64 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management PERIODO PERIODO POLITICA FATTURATO ( 1 ANNO ) (settimane) OTTIMA (settimane) (euro) 2 2 4931 5 5 4901 15 15 4925 23 23 4920 52 2 4931 Tabella 4.4 Profitto ottimo su diversi periodi (2,5,15,23,52) Figura 4.11 Politiche ottime di prezzi calcolate su diversi periodi (15,23,52) Dal modello può anche essere rimossa l‟ipotesi di periodicità della soluzione: questo può risultare utile qualora si voglia, ad esempio chiudere l‟attività per cui non si ha bisogno di una politica da reiterare nel corso del tempo ma si desidera solamente massimizzare il ricavato di vendita fino al termine. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 65 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management 4.7 SURPLUS DEL CONSUMATORE Osserviamo ora come influisce l‟adozione di una politica dinamica sul benessere del consumatore attraverso l‟analisi del surplus: in tutti i casi in cui viene applicata una politica dinamica è stato riscontrato un aumento del surplus del consumatore in quanto a fronte di un aumento del prezzo medio a cui il bene viene introdotto nel mercato , segue un aumento della quantità venduta più che proporzionale. Il consumatore, al pari del rivenditore, trae quindi beneficio dall‟adozione di una politica di tipo dinamico. Aumentando i costi di approvvigionamento (cv), parte del surplus del consumatore viene eroso; si verifica, quindi, che il disturbo arrecato al rivenditore viene ribaltato direttamente anche sul consumatore erodendo i ricavi del primo e il surplus del secondo. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 66 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management CONCLUSIONI Abbiamo apportato una modifica ad un modello economico per un mercato di beni di largo consumo che rende la funzione di domanda continua e differenziabile due volte nella regione ammissibile . Quindi abbiamo individuato una metodologia per la ricerca della strategia ottima che un rivenditore dovrebbe applicare al fine di massimizzare la propria funzione obiettivo. A riguardo sono stati riportati esempi di massimizzazione del fatturato e massimizzazione del profitto. Procedendo è stato analizzato come modificare la politica di prezzi restituita, al fine di renderla meno prevedibile da parte del consumatore rinunciando ad una parte del guadagno generato. Infine abbiamo visto come una tale strategia sia favorevole non solamente ad un generico rivenditore, ma anche ai consumatori che acquistano il bene i quali vedono aumentare il proprio surplus a seguito dell‟adozione di una politica di tipo dinamico. Non nascondiamo i limiti dell‟analisi che si limita a studiare un solo prodotto; perché il metodo presentato possa trovare applicazione all‟interno di un contesto reale, si rende necessario introdurre nel modello anche le conseguenze derivanti dalle strategie dei prodotti sostituti che influenzano inevitabilmente la domanda del prodotto in analisi. Il presente elaborato vuole solamente essere un passo nel percorso che porta alla costruzione di un modello più completo, implementabile in un mercato di beni di largo consumo come può essere un ipermercato. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 67 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management BIBLIOGRAFIA [ 1 ] Richard A. Briesch, Lakshman Krishnamurthi, Tridib Mazumdar, S. P. Raj - A Comparative Analysis of Reference Price Models - The Journal of Consumer Research, Vol. 24, No. 2 (Sep., 1997), pp. 202-214. [ 2 ] V. De Simone – Strumenti di controllo ottimo per il revenue management- [ 3 ] E. A. Greenleaf - The Impact of Reference Price Effects on the Profitability of Price Promotions - Marketing Science, 1995. [ 4 ] P. K. Kopalle, A. G. Rao, J. L. Assunção - Asymmetric Reference Price Effects and Dynamic Pricing Policies - Marketing Science, 1996 [ 5 ] S Ricciardelli – Lezioni di ottimizzazione 2010-2011 – Universitalia. [ 6 ] M. Vidyasagar - Statistical Randomized Learning Theory and Algorithms for Control. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 68 Marco Gioia – Soluzione approssimata per un modello di revenue management Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Pagina 69