Anno IV, numero 3 - Marzo 2004
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COPIA OMAGGIO
la memoria
il 60º Anniversario dell’Eccidio
delle Fosse Ardeatine
governo locale
Il piano di consultazione
per la riqualificazione dell’Area
Giustiniano Imperatore
Il primo voto dei migranti
Soggiorni esteri preclusi
ai disabili gravi: cosa fare?
la cittadinanza
Inaugurato l’Anno Accademico
all’Università Roma Tre
dal territorio
Le attività al Casale Garibaldi
identità
Tre Alberti in giro
per la Garbatella
(e uno si chiama Sordi)
3
MARZO
2004
Il 23 marzo ‘44, nelle prime ore del
pomeriggio, un gruppo di appartenenti ai GAP attaccò in Via Rasella
un reparto di soldati sudtirolesi del
reggimento Bozen alle dipendenze
delle SS. L’esplosione di una carica di
tritolo al passaggio della formazione
militare, seguita dal lancio di bombe
e da una sparatoria, provocò la morte di 33 dei 156 militari. Come risposta all’azione Hitler ordinò una
terribile “rappresaglia” o repressione
collettiva, per usare un termine più
appropriato, che venne così stabilita:
per ogni tedesco ucciso, 10 sarebbero stati gli italiani fucilati. Durante
la notte H. Kappler, capo della SS
romane, ed il capitano E. Priebke stilarono la lista dei condannati a morte, che il mattino del giorno dopo
venne integrata con altri nominativi
dal questore di Roma Pietro Caruso.
In tutto vennero prelevati, dalle carceri e dalla strada, 335 uomini, 5 in
più rispetto alla proporzione stabilita. Trasportate in una cava in disuso
sulla via Ardeatina, nel pomeriggio
del 24 marzo le vittime vennero fatte inginocchiare con le mani legate
dietro la schiena e trucidate una dopo l’altra con un colpo di pistola alla nuca. Ad eccidio concluso, i tedeschi fecero saltare con l’esplosivo
l’ingresso del sito. Il giorno 25 mar-
zo ‘44 sui giornali romani apparirà
uno scarno comunicato del comando tedesco di Roma: “(...) Nessuno
dovrà sabotare impunemente la cooperazione italo-tedesca nuovamente affermata. Il Comando tedesco, perciò
ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato dieci criminali comunistibadogliani saranno fucilati. Quest’ordine è già stato eseguito.” Del tutto
infondata è la tesi, fatta circolare dai
fascisti e trasformatasi ben presto in
credenza popolare, che l’eccidio sarebbe stato evitabile se i gappisti si
fossero consegnati alle autorità.
Questa “leggenda nera”, è completamente priva di verità. Lo confermarono gli stessi nazisti come risulta
dagli atti dei processi a Kesserling e a
Kappler che dichiarò: “Per questo
fatto di Via Rasella non feci alcuna
richiesta alla popolazione. Non era
di mia competenza”. Questi i fatti.
Per l’entità delle vittime, la strage
delle Ardeatine, voluta dai nazisti
più per terrorizzare i romani, rei di
non collaborare con i nazifascisti che
per punire i responsabili dell’azione
partigiana, rappresenta una delle più
terribili ferite inferte alla città di Roma. Il 24 marzo ‘44 fu irrimediabilmente leso il diritto che appartiene
alla persona umana e alla storia. 335
persone vogliono dire centinaia di
vite spezzate, di sogni infranti, di figli non nati. Mancata progenie: è un
reato che formalmente non esiste e
quindi non c’è prescrizione. 335 persone massacrate vogliono dire madri,
mogli, figli, fratelli improvvisamente
ed ingiustamente privati dei loro cari, vogliono dire famiglie intere gettate nella disperazione e nella miseria. Alle Fosse Ardeatine, per assurdo, i nazisti realizzarono idealmente
anche se nella tragedia, l’unità del
popolo italiano, in considerazione
dell’eterogeneità delle vittime: ”(…)
Gli uccisi sono tutti uomini, ma questo non fa che rendere centrale il ruolo
delle donne nella sopravvivenza e nella memoria. L’azione partigiana di
Via Rasella e la strage nazista delle
Fosse Ardeatine non sono un evento solo, ma due eventi distinti, connessi tra
loro da una relazione evidente ma tutt’altro che automatica: l’azione partigiana di Via Rasella fu la più clamorosa ma non l’unica né la prima in cui
dei tedeschi vennero uccisi nel centro
di Roma. Ce ne furono molte altre, e
nessuna fu seguita da un’analoga rappresaglia. La storia delle Fosse Ardeatine non si chiude lì, con l’ordine ricomposto dopo il massacro, soprattutto
perché non sono solo il luogo in cui
molte storie finiscono, ma anche quello da cui un’infinità di altre storie si
Aton
24
marzo
1944-2004 la volontà di non dimenticare
diramano. Da lì riparte una battaglia
per il significato e la memoria che si
svolge sulle pagine dei giornali, nelle
aule dei tribunali, nelle lapidi sui muri e nelle cerimonie” (A. Portelli, L’ordine è già stato eseguito, 1999). Sessant’anni dopo, la nostra memoria
non si è affievolita, ma anzi si rafforza ogni giorno di più e ci impone di
vigilare e rinnovare l’impegno affinchè le nuove generazioni coltivino i
valori permanenti della civiltà e delle uguaglianze, del rispetto dei diritti delle persone e soprattutto della libertà. La richiesta di grazia per E.
Priebke, attivo nel carcere di Via Tasso e brutale carnefice delle Fosse Ardeatine, non solo ci trova contrari,
ma ci impone di ribadire ancora una
volta il nostro rifiuto di ogni forma
di revisionismo perché netta rimanga la separazione tra vittime e carnefici, poiché come ebbe a dire Calvino “Siamo tutti uguali davanti alla
morte, ma non siamo tutti uguali
davanti alla Storia”. Abbiamo un fardello sulle nostre spalle che non possiamo e non vogliamo depositare,
per noi stessi e per i nostri figli: l’impegno a non dimenticare.
e
[email protected]
Carla Di Veroli
Delegata alla Politiche Culturali
del Municipio Roma XI
pagina 2
il Municipio Marzo 2004
la memoria
Aton
60 anni fa
Le tante pagine della Memoria ci narrano di sofferenze da non dimenticare inflitte da uomini ad altri uomini. L’eccidio delle Fosse Ardeatine (ricordato dall’editoriale) che punisce una città ostile ai nazisti e i morti civili sotto i bombardamenti di una città che si intendeva liberare. Uno sgomento causato dalla lucida follia che i conflitti bellici portano con sé, senza però far sbiadire le ragioni di chi lottava contro l’oppressione.
E poi andiamo avanti nel nostro viaggio, continuando a sostenere il
ricordo delle tante vittime della persecuzione nazista.
Quando le bombe caddero
sull’Albergo Bianco
Bastianelli detto er Carnera, che da
bambino viveva all’Albergo e oggi
ha 82 anni – ma fortunatamente
quella mattina io e tutta la mia famiglia eravamo fuori casa. Mio padre era a lavoro, mia madre era dalla nonna al Terzo Albergo e le mie
due sorelle stavano lavorando, una
alla vetreria San Paolo e l’altra all’Aerostatica”. Per anni i segni di
quel tragico giorno rimasero sotto
gli occhi degli abitanti. Di chi aveva
avuto morti in famiglia e chi, ferito,
ha portato su di sé per sempre le
conseguenze di quelle bombe. Anche le famiglie scampate hanno dovuto lasciare in quelle case sventrate
i loro ricordi e i loro affetti. I meno
sfortunati furono trasferiti nel vicino Albergo Rosso, ma la maggior
parte dovette spostarsi per anni nella “buca” di Shangai a Tormarancio.
Leonardo Rivolta
Aton
Era una mattina chiara di fine inverno, quando una pioggia di bombe si abbatté sugli edifici e le strade
della Garbatella e dell’Ostiense, uccidendo circa 40 innocenti.
Il 7 marzo del 1944 alle ore 11.00
gli aerei anglo-americani, che venivano a liberare l’Italia dai tedeschi e
dai fascisti, oscurarono il cielo sopra
le case popolari della città giardino.
Centrarono in pieno, sventrandolo,
l’Albergo Bianco che ospitava in
quegli anni la mensa delle suore, la
Maternità e il Nido dei Bimbi, in
cui si trovavano numerosi fanciulli
affidati alle cure di alcune religiose
dalle madri che andavano a lavorare.
In più ondate il rombo degli aeromobili degli Alleati squarciò il cielo
gettando nel terrore gli abitanti del
quartiere, ostacolando con successivi bombardamenti quanti si prodigavano per strappare alla morte i feriti e quelli che erano ancora sotto le
macerie. L’attacco, infatti, durò circa
mezz’ora. A testimoniarlo sono state
per anni le lancette dell’orologio dell’Albergo Rosso, fermatesi, probabilmente per lo spostamento d’aria
causato da un’esplosione, alle ore
11,25. Le cronache dei giornali dell’epoca raccontano il succedersi di
scene strazianti, di mamme in cerca
dei propri figlioletti dispersi in quell’orribile inferno di macerie, allontanate per paura di ulteriori crolli dai
militi dell’Unpa e dai vigili del fuoco accorsi sul luogo.
L’Albergo del popolo fu sconquassato da 17 bombe; furono colpiti tre
punti della facciata principale dell’edificio su via Ignazio Persico e fu distrutto l’ingresso della mensa popolare in piazza Eugenio Biffi. “Io abitavo al terzo piano – racconta Nino
24 MARZO 2004
GLI EVENTI PER IL 60º ANNIVERSARIO
DELL’ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE
Il 24 marzo alle 19,30, a piazza delle Erbe (ex complesso dei Mercati Generali), le Associazioni “Il Caffé della Storia” e “Controchiave”
presentano “TRECENTOTRENTACINQUE” di Paolo Buglioni e
Alessia Bellotto Gai, per la regia di Hervé Ducroux, con le musiche di
Angelo Talocci.
È uno spettacolo teatrale realizzato con il contributo della Presidenza
del Consiglio Comunale, con il Patrocinio del Municipio Roma XI e
dell’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di
Roma e sostenuto dall’AMA SpA e dall’Acea SpA.
Il 26 marzo 2004 alle 9,30, presso la Sala Consiliare Piacentina Lo
Mastro in via Benedetto Croce 50, si svolgerà un Consiglio Straordinario del Municipio Roma XI sul 60º Anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.
Parteciperanno le Scuole medie inferiori e superiori del Municipio, con
i loro lavori sul tema, e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale
Partigiani d’Italia, dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri caduti per la libertà della patria, dell’Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti e la Comunità Ebraica di Roma.
GLI UOMINI
DAL
TRIANGOLO
ROSA
Per la Giornata della Memoria ho
partecipato il 1 febbraio a un convegno, presso la sede del circolo Mario
Mieli di Via Efeso 2 nel nostro Municipio, durante il quale il Dott.
Zargani e il Professor Gianfranco
Goretti hanno parlato, il primo, della persecuzione della Comunità
Ebraica, il secondo, dell’olocausto
omosessuale.
Il 7 febbraio sono poi tornato al
Circolo Mieli per l’inaugurazione
della biblioteca intitolata a Marco
Sanna, figura mitica di artista, poeta, orgoglioso combattente per i diritti omosessuali.
Queste due occasioni mi hanno
spinto a voler raccontare, scusandomi per le inevitabili omissioni e dimenticanze, la tragedia degli omosessuali nel periodo nazista che non
è probabilmente, come è stato per
me, molto conosciuta.
Gli uomini dal “triangolo rosa”.
Così sono riconoscibili i deportati
omosessuali nei campi di sterminio.
L’internamento nei lager era già tra
le pene previste dal paragrafo 175a,
promulgato da Hitler nel 1935,
detto anche 175 modificato (rispetto al paragrafo 175 suo antenato del
1871 al tempo del secondo Reich),
in base al quale diviene perseguibile
perfino l’espressione di un desiderio
o di uno stato d’animo, attuando di
fatto la repressione delle “fantasie
sessuali”, colpevolizzando qualsiasi
accenno verbale, scritto o disegnato
che evochi un legame o un rapporto
omosessuale. Le SS considerano gli
omosessuali l’ultimo gradino della
scala sociale del campo, condannati
all’isolamento, trattati come criminali e pervertiti, assegnati ai lavori
più duri e, come accaduto per altre
comunità nel campo, fatti oggetto
di crudeli esperimenti, compresa la
“castrazione”.
A Buchenwald il dottore delle SS, il
danese Vernet, convince Himmler
di aver trovato il modo per sconfiggere l’omosessualità, ottenendo di
fare esperimenti sui 15 internati,
impiantando loro la “ghiandola sessuale artificiale”: due di loro muoiono tra atroci sofferenze.
Nel 1944 Vernet scrive a Himmler
dicendo che “i risultati preliminari
dimostrano che l’omosessualità si
può convertire in una ‘normale’
condotta sessuale”.
Himmler e soci vogliono trovare la
soluzione medica alla omossesualità
a qualunque costo.
A seguito di ripetuti fallimenti i ca-
pi SS decidono per la soluzione radicale, autorizzando l’eliminazione
fisica degli omossessuali.
La vita nel campo è orribile. Gli
omosessuali sono umiliati e maltrattati, purtroppo, non solo dalle SS
ma anche da altri deportati. Si spera
nella morte per uscire dall’incubo.
Nel campo di Sachsenhausen, gli
uomini dal “Triangolo rosa” vengono usati come cavie per testare calzature: molti sono costretti a correre, senza pausa per 40 chilometri al
giorno per verificare la durata delle
suole sintetiche, spesso rincorsi dai
cani aizzati dalle SS.
Il lavoro alla cava di Buchenwald si
svolge in condizioni disumane e la
sera, al ritorno al campo, ogni internato deve portare sulle spalle una
grossa pietra. E agli omossessuali sono destinate le pietre più grosse e se
non lo sono abbastanza, allora sono
tormenti e punizioni.
Quanto descritto è una parte infinitesimale delle sofferenze a cui sono
stati sottoposti gli omosessuali nei
campi di sterminio, dove il dolore e
le frustrazioni sono collettive, ma
per gli omosessuali, troppo spesso,
sono individuali perché soli.
Ci sono vittime della ferocia nazista,
la cui memoria è radicata nella cultura della società civile e ci sono vittime che questa stessa società nasconde a se stessa, come a volerne
cancellare il ricordo.
Il silenzio che circonda la persecuzione omosessuale nel dopoguerra
esclude dalla memoria dell’olocausto la sofferenza delle persone omosessuali, tacendone per decine di anni la deportazione, il carcere, le violenze subite nei regimi nazista e fascista. Quasi fosse un olocausto di
serie inferiore.
La ricerca storica fatica a trovare elementi probanti riguardo agli uomini dal “Triangolo rosa” perché spesso i documenti sono introvabili o
incompleti e parziali.
Un segno della differenza di memoria è la scarsissima conoscenza di testimonianze orali degli omosessuali
sopravvissuti ai campi di sterminio,
talmente basso da non apparire.
Questi miei accenni all’olocausto
omosessuale vogliono essere solo un
modesto contributo per abbattere il
muro di questa discriminazione nella memoria.
Ernesto Nassi
Consulente per la Memoria del Municipio Roma XI
il Municipio Marzo 2004
pagina 3
governo locale
Aton
AL VIA IL PIANO DI CONSULTAZIONE PER UN PROGRAMMA CONDIVISO
DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA GIUSTINIANO IMPERATORE
“Segni di qualità: Giustiniano Imperatore” è il nome del progetto che ha come obiettivo
l’elaborazione di un Piano che definisca le opportunità di trasformazione.
Avviate le procedure per risolvere l’emergenza abitativa.
Gli incontri con gli abitanti del
quartiere e l’INFOBOX di viale
Giustiniano Imperatore allestito
in dicembre sono serviti ad uno
scambio di informazione sulla riqualificazione che interesserà la
zona facilitando la presentazione
dei contributi dei cittadini stessi in
un processo di partecipazione e
condivisione degli interventi.
Per quanto riguarda l’emergenza
abitativa di via Severo, è stata ipotizzata un’opera di sostituzione degli edifici da realizzarsi in area
pubblica messa a disposizione dal
Comune scelta per congruità di
valore economico nell’ambito dell’assetto generale del quartiere.
Proprio per definire tale assetto è
partito il Progetto urbano “Giustiniano Imperatore” che porterà alla
trasformazione urbanistica e qualificazione urbana del quartiere.
Con questo obiettivo l’Amministrazione Comunale ha attivato
una consultazione a livello europeo per l’elaborazione di un Piano di studio, utilizzando una
procedura di evidenza pubblica,
sulle strategie di assetto urbano
di Giustiniano Imperatore, per
verificare la “concreta attuabilità
di un programma di trasformazione urbana che risolva le attuali condizioni di inadeguatezza e
criticità potenziandone le condizioni ambientali, le dotazioni e i
servizi”.
Ne risulterà un quadro di riferimento caratterizzato da flessibilità
in relazione all’adesione da parte
degli abitanti del quartiere. La
partecipazione, realizzata attraverso un costante dialogo con il quartiere, e la condivisione da parte dei
cittadini ai contenuti del programma restano infatti le condizioni
necessarie alla realizzazione degli
interventi. Si tratterà di scelte intraprese in base a precisi benefici
in termini di miglioramento dei
servizi, di aumento delle occasioni
di sviluppo economico, di crescita
della qualità della vita.
Lo sviluppo della consultazione
avverrà nei prossimi mesi secondo
un calendario che prevede un incontro preliminare tra i progettisti
selezionati e i rappresentanti dell’Amministrazione, i rappresentanti dei Comitati di quartiere e
delle Associazioni dei residenti che
si svolgerà nel mese di aprile presso l’InfoBOX di in via Giustiniano
Imperatore.
I progetti del Piano saranno poi
consegnati entro il 5 giugno 2004
ed entro il 19 giugno 2004 la giuria si riunirà per valutare le proposte presentate.
“È un’opportunità da non mancare”, sottolinea l’Assessore del Municipio XI Alberto Attanasio, “che
privilegia la partecipazione e il
confronto con i cittadini e che pone come obiettivo un accordo responsabile per un reale miglioramento della qualità della vita del
quartiere”.
GMG
IL PRIMO VOTO DEI MIGRANTI
I NOMI E LA NAZIONALITÀ DEI CANDIDATI
AL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XI
Domenica 28 marzo sarà la prima volta alle urne per migliaia di immigrati residenti nella nostra città. È il
primo, forse timido passo verso la piena cittadinanza degli stranieri che lavorano e vivono a Roma. Con il loro voto potranno indicare quale persona tra i candidati sarà il proprio Consigliere. La figura del Consigliere
aggiunto è una novità: quattro saranno le persone elette per il Consiglio Comunale ed una per ciascun Consiglio Municipale. Il potere del Consigliere aggiunto ha un valore, per ora, prevalentemente simbolico: potrà
intervenire in Consiglio, esprimere il proprio punto di vista sui provvedimenti e presentare ordini del giorno. Le sue funzioni sono quelle di un portavoce delle Comunità straniere. Nel Municipio Roma XI sono dieci i candidati presenti nelle liste. Per votare uno di loro come proprio rappresentante, i cittadini migranti hanno dovuto iscriversi alle liste elettorali: nel nostro Municipio gli iscritti sono stati 1.551. Nel Municipio XI
saranno allestiti due seggi, entrambi presso le sedi municipali, in via delle Sette Chiese 25 e in via Benedetto Croce 50. MM
Abdur Rahim/Mohammed – Bangladese
Ahmed/Jalal Uddin – Bangladese
Alam/Rafiqul – Bangladese
Biscocho/Virgilio Brucal – Filippina
Castillo/Blenda Dolor – Filippina
Hathurusingha Dewage/Dahrshana Pushpa Kumara – Srilankese
Manujibeya/Francio Chinedu – Nigeriana
Mollah/Nazim Uddin – Bangladese
Roque Mirando/Celia – Peruviana
Uddin/Arman – Bangladese
Il 16 dicembre 2003, la terza G della scuola elementare “Maurizio Poggiali” del 100° Circolo didattico di
Roma è stata in visita al Municipio XI. Tale incontro aveva come obiettivo la conoscenza dell’Istituzione
Municipio da parte dei 25 alunni di otto anni. La classe ha incontrato anche il Presidente Massimiliano
Smeriglio che ha risposto alle domande e alle curiosità dei bambini che hanno poi donato una raccolta di
immagini rilegate e titolate “Il quartiere dei nostri sogni”. Tornati a scuola, i bambini hanno voluto inviare
questa lettera:
Caro Presidente,
siamo orgogliosi dei risultati che Lei ci ha dato dopo la consegna del nostro libro con
tutti i nostri desideri su come vogliamo il nostro quartiere. Volevamo anche ringraziarla, siccome non capita a tutti di incontrala, di aver partecipato al ÒcolloquioÓ con
noi. A pi• della metˆ degli alunni • piaciuta la Sala Consiliare per le persone importanti che entrano in essa, per gli addobbi e per il tipo di riunioni che si svolgono in
quella sala. Ma soprattutto grazie per la sua cordialitˆ.
Gli alunni della scuola ÒMaurizio PoggialiÓ classe III G.
P.S. Carissimo dottor Smeriglio non ci siamo dimenticati della sua richiesta: ÒIl
Municipio XI non ha un nome, perchŽ non ci aiutate a trovarlo?Ó
Ed infatti i bambini hanno proposto molti nomi: da “Roma Antica” a “Città Fiorita” a “Borgo cittadino”.
Insieme ad altre proposte saranno tutte esaminate e chissà che proprio uno dei nomi proposti dalla terza G
diventerà la denominazione del nostro Municipio.
LA MAILING LIST DELLA PRESIDENZA TI ATTENDE
Vuoi far parte della Mailing list della Presidenza del Municipio XI?
Potrai ricevere notizie, informazioni sulle iniziative, le novità del Municipio.
Invia una e-mail all’indirizzo [email protected] con il testo:
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pagina 4
il Municipio Marzo 2004
governo locale
Soggiorni estivi preclusi ai disabili gravi: cosa fare?
Il Municipio lancia una proposta per favorire l’accessibilità e sostenere i costi d’assistenza
Ogni anno, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali,
viene data facoltà alle ASL competenti –ed ai centri di riabilitazione
facenti loro riferimento- di organizzare soggiorni estivi per i disabili in assistenza presso le strutture
pubbliche o accreditate. Si tratta
però di un servizio non obbligatorio, fruibile dall’utente con disabilità fisica, psichica o sensoriale solo
quando espressamente previsto dal
progetto riabilitativo individuale.
Inoltre sul piano della messa in
opera capillare dei soggiorni si incontrano, nel nostro come nella
stragrande maggioranza dei Municipi, una serie di problemi che di
fatto moltiplicano le variabili che
possono rendere evanescente l’effettiva disponibilità del servizio per
la maggior parte dei disabili. La
scarsità di personale in particolare
nelle ASL, la mancanza di sintonia
sul piano delle corrispondenze economiche con molte associazioni o
cooperative fornitrici assistenza
convenzionate o convenzionabili e
le difficoltà nel mantenere continuativo il rapporto tra assistito e
personale assistente sono solamente alcune delle problematiche
espresse dalla voce dei cittadini.
Criticità di cui il Municipio ha deciso di farsi portavoce per cercare
di reperire risorse atte allo scopo e
mettere in piedi soluzioni soddisfacenti per la cittadinanza.
Recependo un’istanza della Consulta per l’Handicap del Municipio Roma XI il Consiglio ha approvato un Ordine del Giorno nel
quale si propone di rendere fruibile il soggiorno estivo per i disabili
indipendentemente dal soggetto
che fornisce l’assistenza riabilitativa, dal tipo di regime (residenziale, semiresidenziale e non residen-
ziale) e dallo stato di gravità del
disabile.
“Si tratta di una battaglia di progresso sociale da estendere anche
negli altri Municipi. Il problema
fondamentale – afferma il Consigliere Antonio Bertolini, promotore dell’iniziativa – consiste nel
fatto che molto spesso, alla base
della scelta di organizzare i soggiorni estivi, ci sono ragioni di valutazione economica da parte dei
servizi erogatori diretti ed indiretti. Una mentalità da superare, visto che lo scopo prefissato è la totale accessibilità”.
Sta e il Dipartimento competente
in materia di mobilità, sollecitando sistematicamente una soluzione. “È un successo per il Municipio XI e per i suoi cittadini che
hanno richiesto con forza questo
intervento”, ha sottolineato il Presidente Smeriglio.
LE DELEGHE PER ASSESSORI
E CONSIGLIERI DEL MUNICIPIO ROMA XI
BORSE DI STUDIO
PER I DIPENDENTI
DEL COMUNE
D’ORA IN POI SARÀ SALA CONSILIARE
PIACENTINA LO MASTRO
È stata intitolata alla dottoressa Piacentina Lo Mastro, prematuramente scomparsa nello scorso gennaio, la Sala Consiglio del Municipio Roma XI. È stata una donna stimata ed amata per le sue qualità
professionali ed umane. Con il Presidente, la Giunta, i Consiglieri, la
Direzione ed il personale erano presenti le figlie e il marito.
“IDEE IN COMUNE”
TRA ISTITUZIONI
E CITTADINI
Si svolge il 15 Marzo presso la Sala
Consiliare Piacentina Lo Mastro la
presentazione del primo concorso
“Idee in Comune”, prima sperimentazione di un nuovo modo di
migliorare la qualità della vita urbana unendo le forze delle Istituzioni con quelle dei cittadini organizzati. Si tratta del primo strumento di attuazione del nuovo articolo 118 della Costituzione da
parte di un grande comune italiano. Associazioni, comitati di quartiere, scuole e singoli cittadini potranno presentare, entro il 30 aprile, proposte che riguardino materie
di competenza del Comune (organizzazione di spazi pubblici, assistenza alle persone, mobilità, sicurezza, etc.). Una commissione selezionerà le 25 proposte più interessanti, cui sarà attribuito un riconoscimento pubblico. “Il premio più
importante, però, – sottolinea la
Consigliera Delegata alle Politiche
Il Comune di Roma ha reso noto
che sono state istituite delle borse di
studio per i dipendenti del Comune
che frequentano master universitari
di interesse dell’Amministrazione.
Ulteriori notizie alla pagina internet
www.comune.roma.it/marcoaurelio oppure presso il Dipartimento
Politiche Risorse Umane e Decentramento - Direzione Organizzazione e Sviluppo (06/6793743 06/67103157).
TEMPO
DI POTATURE
Culturali Carla di Veroli – sarà la
trasformazione delle proposte in
veri e propri progetti e la loro concreta messa in opera”.
All’incontro è presente l’Assessore
alle Politiche Sociali del Comune di
Roma, Onorevole Raffaela Milano.
Sono state effettuate a febbraio, le
potature di centinaia di alberi di due
arterie del Municipio Roma XI.
L’intervento ha riguardato i pini dello spartitraffico di via Aristide Sartorio, tra piazza Lotto e via Ardeatina
e a San Paolo e i platani di via Gaspare Gozzi.
IL SEMAFORO
A TOR MARANCIA
8 MARZO
IN MUNICIPIO
Sarà installato, dopo anni di incidenti, l’impianto semaforico a Tor
Marancia.
L’incrocio tra via Odescalchi e le
vie Rufina e Cerbara, molto trafficato data la prossimità con il mercato rionale e diverse scuole, è
sempre stato oggetto di preoccupazione per il Municipio. “È stato
però necessario attendere la disponibilità delle risorse economiche
necessarie per l’intervento”, ha
detto l’Assessore Attanasio. Le
molte segnalazioni di cittadini, tra
cui anche una petizione popolare
tra i residenti di Tor Marancia,
hanno spinto la Presidenza del
Municipio ad intervenire presso la
In occasione della Giornata internazionale
della donna si è svolta, presso Sala Consiliare Piacentina Lo Mastro, l’iniziativa
“8 Marzo in Municipio – Espressione donna ieri e domani” organizzata da Mirella
Arcidiacono dell’Associazione ‘Tempo
ritrovato’ e dalla Consigliera Delegata
alle politiche culturali Carla di Veroli.
Nel corso dell’evento ampio spazio alla
memoria – sono stati ricordati tre tra i più significativi otto marzo vissuti dal quartiere
Garbatella – così come all’espressione artistica, azione del presente che proietta oggetti
nel futuro. Hanno partecipato con contributi propri la pittrice Francesca di Carlo, le fotografe Loredana de Pace e Paola Castellani,
la grafica Marinella Bortolini.
A questo fine l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio XI Andrea Beccari riunirà in tempi brevi
una Conferenza Locale Cittadina
cercando di stabilire un confronto
propositivo con il Dipartimento V
del Comune di Roma e la Regione
Lazio per reperire le risorse necessarie ed allo stesso tempo per mantenere attivo, sulla tematica dei
soggiorni estivi, un tavolo di concertazione tra Municipio Roma XI
e Distretto XI ASL RMC, avvalendosi anche del prezioso contributo dei rappresentanti della Consulta per l’Handicap.
Ecco le competenze ed i compiti specifici di ciascun delegato.
Umberto Oliva, Vicepresidente, Politiche Scolastiche, Politche dello Sport e Politiche del Commercio.
Alberto Attanasio, Assessore all’Urbanistica (Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata e Pubblica, Edilizia Economica e Popolare, Abusivismo Edilizio, Allacci PPSS, Occupazione Suolo Pubblico), ai Lavori Pubblici (Manutenzione Scolastica e Stradale), alla Mobilità e
Trasporti (Segnaletica e Problemi del Traffico, Trasporti Pubblici,
Servizi Tecnologici e della Nettezza Urbana).
Andrea Beccari, Assessore ai Servizi Sociali (Sicurezza Stradale, Assistenza Domiciliare, Assistenza Sociale ed Economica per gli Anziani,
gli Adulti e i Minori, Centri Sociali Anziani, Promozione della Salute), al Bilancio, al Decentramento Amministrativo e al Personale.
Gianluca Peciola, Assessore alle Politiche Giovanili, alle Politiche
dell’Intercultura, alle Politiche della Casa, alle Politiche del Lavoro e della Formazione, alle Politiche Cittadinanza Attiva, alle Politiche Rapporti Internazionali.
Ferdinando Bonessio, Consigliere con delega alle Politiche Ambientali, alla Cartellonistica pubblicitaria, all’Osservatorio Municipale inquinamento elettromagnetico, alla Manutenzione Ordinaria in raccordo con l’Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici.
Carla Di Veroli, Consigliera con delega alle Politiche Culturali e alle Pari Opportunità.
Luciano Ummarino, Consigliere con delega al Bilancio Partecipativo
(Referente per l’Ufficio Bilancio Partecipativo del Municipio Roma
XI, Referente per le Politiche Partecipate avviate, progettate e realizzate dal Comune di Roma, Progetti per la valorizzazione della diplomazia dal basso).
Fabrizio Fratangeli, Consigliere con delega al Progetto Panda, ai
Rapporti con le Organizzazioni Religiose e alla Valorizzazione dei
Beni Archeologici.
il Municipio Marzo 2004
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governo locale
AL VIA IL GRUPPO
INTEGRATO DISABILITÀ
Lo scorso 18 febbraio presso il Municipio XI si è tenuta la riunione di insediamento del Gruppo Integrato Disabilità
(G.I.D.) Municipale, un organismo di importanza fondamentale che il Governo locale di Roma XI ha attivato all’interno del piano di integrazione dei bambini diversamente
abili nelle scuole dell’infanzia. Il progetto, promosso dall’Assessorato alle politiche educative del Comune di Roma e attualmente attuato in via sperimentale in 16 scuole, consiste
in una serie di proposte volte a facilitare il percorso di integrazione dei bambini diversamente abili all’interno delle
strutture scolastiche. Lo scopo è di migliorare l’uso delle risorse disponibili e, attraverso il coordinamento delle diverse
attività, rendere la scuola una sede di aiuto per le famiglie.
DD’U
QUESTIONE DI DIGNITÀ
Cosa fare quando alcuni bambini di una scuola dell’infanzia vivono un grande disagio economico tanto da non poter portare la merenda in classe? Certo, si cerca di riparare
con soluzioni estemporanee del giorno per giorno, che
spesso sono causa stessa di altri problemi di dignità per i
cittadini bambini. Così la Coordinatrice educativa e le insegnanti decidono di prendere contatto con alcuni negozi
di alimentari e questa ricerca fa trovare sulla loro strada il
Signor Roberto Risio, direttore di un supermercato. Da
quel giorno per cinque giorni la settimana, per tutte le set-
timane, arrivano a scuola pacchetti chiusi che contengono
merende diverse per ogni bambino. È quanto avvenuto alla Scuola dell’Infanzia “La Torre di Babele” di Via Poggio
Ameno 23. “La semplicità, la cura, la continuità con cui
questo gesto solidale viene attuato tutti i giorni”, dice la
Coordinatrice educativa Antonia Rutilo, “ci ha colpito e fatto riflettere”. Così l’8 gennaio scorso
durante un incontro a scuola con il Presidente del Municipio Massimiliano Smeriglio, il Vicepresidente Umberto Oliva, alcuni genitori e le insegnanti è stata consegnata una targa di riconoscimento al Signor Risio (convocato e ignaro di tale cerimonia) in un clima di grande emozione.
Una solidarietà che trova soluzione ad una situazione contingente, ma che può inserirsi in un progetto
educativo in un clima di uguaglianza e reciprocità, pur in
presenza di condizioni diverse e di disagio, affinché possano diventare opportunità di crescita relazionale per i bambini e per gli adulti impegnati per l’affermazione di una dignità per tutti.
LA MIA CASA È…
Il prossimo 18 marzo alle ore 16,30 presso la sala consiliare del Municipio XI si terrà l’inaugurazione della mostra
interculturale dal titolo “La mia casa è…”. Autori delle
opere grafico-pittoriche esposte sono i bambini delle scuole dell’infanzia del territorio.
EDUCARE ALL’INTERCULTURA
Un altro appuntamento da non perdere è l’incontro pubblico di presentazione delle iniziative interculturali del Municipio XI riguardo agli asili nido e alle scuole d’infanzia.
Scopo dell’iniziativa è discutere sul valore di educare all’intercultura i bambini fin dai primi anni di vita attraverso
metodi didattici adeguati. Tutti invitati alle 16,30 del 25
marzo presso la Sala Consiliare Piacentina Lo Mastro di
Via Benedetto Croce 50. DD’U
Prove aperte al Teatro
di via Ballarin
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comunali e la teleassistenza.
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a prescindere dalle condizioni
economiche.
Presentato dall’Associazione culturale Marte 2010, lo spettacolo
teatrale “Padri!?”, che ha ottenuto
il XXIX Premio Fondi la Pastora,
il prestigioso riconoscimento teatrale, arriva in Municipio XI. Prima di tornare in scena a Roma, la
compagnia ha potuto avere a disposizione per le prove dello spettacolo, scritto e diretto da Luca
Monti, lo spazio teatrale del Polo
Civico di Via Ballarin. Il Presi-
dente Smeriglio e la Consigliera
Carla Di Veroli Delegata alle Politiche culturali del Municipio XI
hanno infatti voluto sperimentare un incontro con il teatro attraverso le prove della messa in scena aperte ai cittadini. Dal 18 al
27 marzo, quindi, dalle 18,30 alle 20,30 si potrà assistere alla preparazione dello spettacolo e alle
20,30 alla sua presentazione
completa.
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il Municipio Marzo 2004
la cittadinanza
LA LETTURA
Il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi
all’inaugurazione dell’anno accademico
di Roma Tre
cultura, questo spirito etico che l’Università deve
trasmettere ai giovani che si preparano a vivere le
contraddizioni e i problemi dell’età contemporanea. “I nuovi scenari europei ed internazionali impongono anche a noi studenti una riflessione sul futuro che ci attende”, ricorda Emanuele Occhipinti,
rappresentante degli studenti. A concludere la giornata d’inaugurazione è stata proprio la signora Ebadi che ricorda: ”L’università è la vera casa e il vero
luogo di tutti quelli che hanno posto la morale in
testa alle proprie attività, di tutte quelle persone fiere per il numero di allievi che hanno istruito e non
per le superficialità materiali”.
Doralisa D’Urso
Aton
“È per me un grande onore aprire l’anno accademico 2003 – 2004 alla presenza di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace 2003, che ringrazio per avere accolto così di buon grado il nostro invito”. Con
queste parole il professor Guido Fabiani, rettore
dell’Università di Roma Tre, ha dato inizio alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. La
scelta della presenza della signora Ebadi non è casuale. “Non è solo una donna che ha difeso e difende i diritti civili del suo popolo, di donne e di bambini. È il simbolo di un’identità, di una cultura, una
forma di vita che sono – precisa il rettore – assieme
alla nostra identità e alla nostra cultura parte integrante della dimensione “globale” del panorama
contemporaneo mondiale”. Ed è proprio questa
Nasce “Cittadinanza”, la rivista
Impegno per la Promozione
cooperativa sociale a r.l.
al servizio
del quartiere
▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲ ▲
Pulizie condominiali
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Pulizie esterne
Derattizzazione
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LO SPORTELLO DEL VOLONTARIATO
ASSOCIAZIONE
IL PORTO
Abbiamo rivolto qualche domanda
a Pina Bucci, Presidente dell’Associazione “Il Porto”.
Quando è nata la vostra associazione e perché?
Stimolati dall’Associazione “Verde
e non solo” e dalla Parrocchia di
Santa Galla diverse persone sono
state invitate a costituire un Centro d’ascolto che rispondesse alle
necessità di persone sole o svantaggiate presenti sul territorio. Lavorando ci si è resi conto che era necessario divenire più visibili e rappresentativi nel Municipio.
I volontari hanno quindi cominciato a frequentare i corsi di formazione “Reti di solidarietà”, dal quale è
nata la consapevolezza, nel 1998, di
costituire l’associazione “Il Porto”.
Quali sono i vostri servizi?
I nostri servizi sono orientati tutti
verso l’ascolto. C’è il telefono
ascolto, il sostegno psicologico e
legale ed il servizio di orientamen-
to. Questa scelta nasce dall’esperienza maturata in questi anni che
ci ha portato a comprendere quanto sia importante, per le persone
uscite dalle reti primarie, un luogo
dove essere ascoltate ed aiutate a riprendere in mano piano piano le
fila della loro vita.
I nostri volontari inoltre, svolgono
il loro servizio di ascolto, non solo
presso la sede dell’associazione ma
anche presso l’Istituto San Michele
e presso le case delle persone anziane non autosufficienti. Anche i
piccoli servizi come la spesa, il ritiro di una ricetta medica o di medicine, nascono sempre da una relazione di ascolto. Non forniamo
nessun aiuto in denaro, né di vestiario.
Chiunque fosse interessato a svolgere attività di volontariato in questa associazione può telefonare allo
065748313 o mandare una e-mail
a [email protected], oppure allo sportello del volontariato
349.4709713 o all’indirizzo e-mail
[email protected]
Il 13 febbraio scorso, presso il Linux Club di Via Libetta, è stato
presentato il nuovo mensile “Cittadinanza”. Si tratta di una testata
che vuole andare ad occupare uno
spazio poco battuto da altri organi d’informazione presenti sul territorio del Municipio XI. Ed infatti l’ambizione è, partendo da
un luogo fisico che è nel Municipio XI, di occuparsi di temi che
dal particolare si proiettano nel
generale. Uno spazio
di approfondimento,
di contaminazione
tra soggetti con attenzioni tematiche
specifiche ancorate
comunque all’esperienza del Municipio. Campo
di confronto sarà
comunque il territorio
come
specchio
di
questioni vissute in prima
persona dai
cittadini
e
dalle realtà
associative
dell’XI, ma
che appartengono anche ai cittadini di altri
luoghi della città e
del paese.
Uno strumento
di dialogo sociale sui diritti, sulla
qualità della vita, sulla scuola, sul
lavoro, sulla casa, condotto da un
linguaggio il più possibile destinato a platee ampie. Un linguaggio che si compone anche della
forza delle immagini che hanno
grande spazio sulla rivista. L’apertura alla partecipazione è testimoniata anche dall’invito in redazione, ogni primo martedì del
mese, dalle 17 alle 20, in Via degli Armatori 3.
GMG
il Municipio Marzo 2004
pagina 7
dal territorio
vo presso la sede dell’AGE Associazione Genitori di Via F. Baldelli 41 ed è aperto il martedì, giovedì, venerdi dalla 10 alle 13, il giovedi anche dalle 15,30 alle 18,30.
gli articoli in vendita (sono esclusi
pochissimi prodotti). Nelle intenzione dei promotori questa non
vuole essere una semplice promozione commerciale, ma un contributo concreto a vantaggio di una
categoria di persone particolarmente colpita dal fenomeno dell’aumento dei prezzi.
Aton
IL S. PIO V
RESTAURA
IL PORTALE
DEL CASALE
SANTAMBROGIO
LE ATTIVITÀ AL CASALE GARIBALDI
APRE
LO SPORTELLO
“AFFARI DI DONNE”
Si tratta di uno sportello di orientamento e consulenza sull’imprenditorialità femminile, realizzato
con la compartecipazine finanziaria della Provincia di Roma e curato dall’ASSFORSEO. Il servizio,
offerto a titolo gratuito, è rivolto
alle donne, senza limiti di età, che
abbiano già costituito o intendano
costituire imprese con sede legale
ed operativa nella Provincia di Roma nei settori dell’Artigianato,
Commercio e Industria. Lo sportello è in Via G.A. Badoero 51
musicali, di fotografia, di artigianato creativo e narrazione organizzati da diverse associazioni operanti nel
territorio del Municipio, tra cui Controchiave e
Monte dei Cocci. Da non perdere, un venerdì sì e
uno no, alle 22.00 i concerti gratuiti. “Ma non è tutto qui – dice Miguel Villalba, coordinatore del progetto – stiamo ristrutturando altri spazi e cercando
dei fondi per realizzare dei murales, un Cineclub e un
laboratorio sulla memoria del quartiere al fine di coinvolgere ulteriormente i cittadini”.
LR
(metro Garbatella) – Tel.
0651435086 Fax 065123716 – email: [email protected].
È aperto il martedì 9,30-13,30 e il
giovedì 14,30-18,30.
IN RICORDO DI
ARMANDO ALVITI
È venuto a mancare Armando Alviti, segretario generale della Camera del Lavoro Roma sud.
Il Municipio Roma XI è vicino alla famiglia nel dolore per questa
perdita. Lo abbiamo avuto al nostro fianco nella tutela dei lavoratori, accanto a noi si è sempre battuto nelle cause civili e sociali del-
Il WWF, in collaborazione con
l’Ente Parco Appia Antica, e con
l’AMA che ha messo a disposizione
i materiali necessari, ha organizzato
la seconda Giornata di pulizia a Tor
Marancia. L’appuntamento per tutti i cittadini che hanno preso parte
all’iniziativa è stato domenica 14
marzo in piazza Lante.
il Municipio
giornale di Roma XI
Aton
Periodico mensile - Anno IV - Numero 3
Registrazione Trib. Roma n. 503 del 19.11.01
la nostra città, per la difesa dei diritti e della dignità di tutti.
ta riaffermata la vocazione alla riflessione e allo studio di quei luoghi così come testimoniato nel
corso dei secoli scorsi.
LO SPORTELLO
PER I BISOGNI
QUOTIDIANI
SCONTO DEL 20%
A CHI HA PIU’
DI 60 ANNI
È stato inaugurato il 9 marzo scorso lo Sportello tematico della Banca del tempo a sostegno della quotidianità della famiglia per risolvere quei piccoli bisogni di ogni
giorno attraverso lo scambio del
proprio tempo. Lo sportello è atti-
Fra il 15 marzo e il 4 aprile 2004
tutti i cittadini con più di 60 anni
potranno fare acquisti, presso l’Ipermercato Panorama all’interno
del Centro Commercialie “I Granai” di Via M. Rigamonti 100,
con uno sconto del 20% su tutti
Coordinamento editoriale
Giuseppe Maria Galeone
Direttore responsabile
Alessandra de Luca
In redazione
Claudio D’Aguanno, Doralisa D’Urso,
Loredana Foschi
Ha collaborato
Leonardo Rivolta
Concessionaria per la pubblicità
ATON Immagine e Comunicazione srl
06 87195405 - Mara Morvidi
Progetto grafico e impaginazione
ATON - Roma
Stampa
Union Printing SpA - Roma
Editore
Municipio Roma XI
Via Benedetto Croce, 50 - 00142 Roma
Responsabile editoriale
Vito Bungaro
Aton
Sono iniziate le attività culturali e ricreative al casale
Garibaldi di via Valeriano 3/f.
Da febbraio, dopo l’inaugurazione, il Servizio Civile
Internazionale ha aperto i battenti della Città dell’Utopia nello storico Casale di San Paolo, avviando una
fitta programmazione di laboratori e corsi di lingue
straniere. Nelle due sale ristrutturate dai volontari di
tutto il mondo e dai partecipanti ai campi di lavoro,
sono all’ordine del giorno corsi di balli di gruppo, di
erboristeria, di lingua Spagnola, Portoghese e Pulaar,
un dialetto del nord del Senegal, nonché laboratori
SECONDA
GIORNATA
DI PULIZIA
A TORMARANCIA
Il portale del Casale Santambrogio
di Via delle Sette Chiese sarà restaurato dalla Libera Università
degli Studi “S. Pio V” di cui fa attualmente parte. Sarà così valorizzata la splendida maiolica mariana
del portale e verrà ancora una vol-
Redazione
Via Benedetto Croce, 50 - 00142 Roma
E-mail: [email protected]
REG. N. 3292-A
UNIEN ISO 9002:1994
La Cooperativa La Sponda ha conseguito
la certificazione secondo la norma UNI EN ISO 9002
Inoltre è lieta di annunciare l’apertura
nel Municipio XI del
NUOVO CENTRO
PER LA COMUNICAZIONE SOCIALE
AGENDA PALLADIUM
Tra i numerosi eventi nel cartellone del Teatro Palladium segnaliamo, per il mese di Marzo, l’appuntamento del 15 alle 19.30
con il “Laboratorio Garbatella”,
che nell’occasione presenta la rielaborazione filmica intitolata
“GANDHI A ROMA – FILMOGRAFIA DI UN QUARTIERE, DAI CINEGIORNALI
DELL’ISTITUTO LUCE A CARO DIARIO”; una proiezione
da non perdere per gli amanti del
quartiere e della sua storia. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Sempre ad ingresso libero la rassegna musicale “OFFICINA
APERTA MUSICA”, che si terrà
il 27 e 28 a partire dalle ore 18.
Protagonisti della serata i “Katia
Labèque Band” e Fabio Massimo
Iaquone.
Il 22 marzo alle 21,30, invece, il
debutto mondiale di “ANIMA
GITANA” con Mario Reyes &
Frineds e la direzione artistica
di Guido Bellachioma. Uno
spettacolo in cui i ritmi gitani
incontrano altre anime della
tradizione popolare. Il costo del
biglietto d’ingresso è di 15 euro.
La serata si svolgerà con il patrocinio del Municipio XI e dell’Assessorato alle Politiche per le
Periferie, per lo Sviluppo Locale
e per il Lavoro del Comune di
Roma.
Nei Centri della Rete Penelope, promossa
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qualificati attenti ad "ascoltare" la tua domanda
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Tel. 065744843
Fax 065780180
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Realizzato con un contributo
dell’Amministrazione Provinciale di Roma
Con il patrocinio del Comune di Roma
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il Municipio Marzo 2004
identità
Tre Alberti in giro per la Garbatella
(e uno si chiama Sordi)
corsa facendo ruzzolare, tra sassi polvere e spintonate, un cerchio di legno. Ciuffi ribelli e magliette a strisce
per i più piccoli. Taglio alla mascagni
o all’umberta ma vestito buono della
domenica per i grandicelli.
Alberto Sebastiani, classe 1918 e
sguardo vivo negli occhi, gira e carezza la foto, indica i volti, rincorre lampi di memoria e sorride di gusto: “Ecco – attacca deciso – io sono quello
con i calzoni scuri sulla sinistra. Ero il
più grande della compagnia. Ma pure quello sulla destra c’aveva l’età mia.
E anche il nome era uguale al mio.
Non lo riconosci? Si chiama Alberto.
Alberto Sordi. Proprio lui che per
svariati anni, quando abitava alla
Garbatella ma anche dopo quando se
n’era andato, è stato il migliore amico
mio. Lui e un altro Alberto di cognome Valentini. Stavamo sempre assieme. Ci chiamavano I Tre Alberti.”
Trasteverino di San Cosimato, figlio
di un orchestrale professore di basso
tuba e di un’insegnante, due sorelle e
un fratello di maggiore età, il cinema
nel sangue e la città come teatro di
prosa. S’è scritto di tutto su Alberto
Sordi “e mille più di mille” sono le
biografie autorizzate, le citazioni
d’autore, gli spezzoni di film che
ogni romano conserva di lui nel proprio cassetto. “Io – riprende Sebastiani – posso solo dire d’averlo visto diventare attore. Non lo so come c’era
arrivato alla Garbatella. Forse non c’è
rimasto tanto. A differenza della sorella Savinia che insegnava religione e
che qui ha abitato una vita. Comunque è dalle parti dell’oratorio dei filippini che l’ho conosciuto. In Chiesoletta c’era allora padre Luigi e c’era
Accanto: gara anni '30 in via delle
Sette chiese, Alberto Sordi è il primo
a destra, Alberto Sebastiani è il più
alto a sinistra con i pantaloni scuri.
In basso: gruppo Mariano
a San Francesco Saverio
con Don Salvatore Fiore,
Monsignor Fabrizi al centro (con
occhiali) e l'avv. Angelini Rota.
Alberto Sordi è in alto, stessa fila
di Monsignor Fabrizi
pure padre Alessandro detto padre
balena, un cristone di prete che se lo
facevi arrabbiare erano dolori. Le
scenette tra lui e i ragazzacci del
quartiere erano uno spasso e Alberto
non se ne perdeva una. Il programma
alla radio dei Compagnucci della
Parrocchietta oppure il film Mamma
mia che Impressione mi sa tanto che
nascono proprio allora, in quell’estate del 1929, quando avevamo dentro
una gran voglia di scherzare con il
mondo intero.”
E che Sordi fosse una lenza monella
c’è un intero campionario di ricordi a
dimostrarlo. “Non gli andava di studiare. Il padre Pietro stravedeva per
lui e si raccomandava per fargli fare i
compiti ma più che il lapis amava il
mandolino e, mentre io stavo sui
quaderni a sgobbare, lui si metteva a
strimpellare O Campagnola Bella e
cose del genere. Sugli scherzi però era
un fenomeno. Al fratello Pinino, che
già lavorava al Comune, fregava pullover e camicie. Anche agli sconosciuti rifaceva il verso e ne imitava pure la
camminata. Se c’era un momento sacro durante le feste era quello della
tombolata ma lui, neanche a parlarne, riusciva a farle saltare tutte. Chia-
mava tombola quando non era vero.
Nascondeva i numeri. Mandava ai
matti tutti i parenti della tavolata. Insomma un macello. Poi per strada era
un vero cinematografo. È in coppia
con Valentini che l’ho sentito per la
prima volta imitare Stanlio e Ollio. Si
rivoltavano tutti. C’avevamo manco
dodici anni e la domenica s’usciva
sempre. E se la Roma giocava a Testaccio noi c’avevamo il posto fisso in
tribuna d’onore. Mica dentro lo stadio. Fuori. Sulla tribuna speciale del
Monte dei Cocci. Salivamo sulla collinetta e dai mejo posti, senza pagare,
guardavamo la partita. Quando perdevano i laziali non c’era tregua. Te li
tormentava per tutta la strada del ritorno. E nun ce vonno sta’, gridava, e
nun ce vonno sta’”.
Nel ‘36 le prime comparse. Qualche
anno dopo, a conflitto mondiale in
corso, il primo film. È coprotagonista
ne I tre Aquilotti di Mario Mattioli a
fianco di Leonardo Cortese, Carlo
Minello e Michela Belmonte. In
mezzo, tra le due date, l’addio a Garbatella e l’avventura all’Accademia
dei Filodrammatici di Milano dove
sarà espulso per l’accento romanesco.
“Mi dicevano che non parlavo correttamente, che ignoravo le doppie e che
invece di dire terra dicevo tera e inve-
ce di guerra, guera. Embè che c’è? Co’
na erre o co’ due, la guera sempre
guera è!” Racconterà anni dopo con
orgoglio pasquino l’Alberto nazionale. I rumori del fronte, intanto, sono
però l’ultima occasione per quel trio
di inseparabili amici. “Effettivamente
– conclude Sebastiani – ci siamo persi di vista prima del ’40. Lui era tornato a Trastevere, bazzicava Cinecittà
e io ero entrato in Sanità. Poi però al
Celio ecco che te lo ritrovo davanti.
Aveva saputo che Valentini era ufficiale e ogni giorno ne studiava una
per sfuggire la leva. Un’ira di dio. Mai
fermo. Valentini diventava matto a
combatterci. A un certo punto si inventò musicista di piatti e timpani
nella Banda del Presidio. Era capace
di tutto, lui cattolicissimo e praticante, pur di scansare il fucile in mano.
L’ultima volta che l’ho visto comunque è stato all’Esedra. Io camminavo
con Celeste, eravamo fidanzati, lui se
n’andava in bici. Gastone il suo segretario pedalava dietro pieno di borse e
impicci. Albertone mi sentii chiamare. Allora ero io quello dei tre che si
chiamava Albertone. Poi se lo sarebbe
preso lui quel soprannome e nessuno
l’avrebbe scordato più.”
i
È possibile pensare una parte di
Roma “fuor delle spesse mura” più
cinematografata di questa? Difficile,
improbabile, anzi impossibile. Da
Ostiense a San Paolo, dalla Montagnola alla Garbatella, “mille e più di
mille” sono infatti le citazioni, i riferimenti, gli spezzoni di film o i fotogrammi sparsi ambientati nel nostro
Municipio. Totò e Gassman, Renato
Salvadori e Maurizio Arena, Lucia
Bosè, Cosetta Greco e “le ragazze di
Piazza di Spagna” di Emmer, Manfredi e Sandrelli davanti alla Cesare
Battisti e via via fino al Nanni Moretti pizzicato tra Bianca e la vespa di
Caro Diario. E poi ancora le surreali
dediche recitate da Victor Cavallo o
le centinaia di storie televisive girate
tra gli Alberghi e la Basilica. Ci vorrebbe una vita a raccontarli tutti i
personaggi passati, fosse anche per
un solo flash, dalle nostre parti.
Qualcuno ci si è fermato. Qualcuno
addirittura è qui che è cresciuto come attore. Ed è qui infatti, tra il 14
di via Vettor Fausto, dove ha abitato
per svariati anni, e la Chiesoletta o la
parrocchia di San Francesco Saverio,
che un Alberto di nome Sordi è diventato grande. Il più grande di tutti. E questa che raccontiamo è la storia di un’epoca, di un’amicizia incancellabile, di una vocazione nata tra le
strade degli anni 30 sotto il sole della Garbatella.
Gruppo di ragazzini in posa su via
delle Sette Chiese. Alle loro spalle il
barocchetto romano dei lotti “dell’aprico quartiere”. Davanti a loro una
macchina sul cavalletto e la salitella
della “caciara Locatelli” col traguardo
di Sant’Eurosia da raggiungere di
Claudio D’Aguanno
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24 marzo 1944-2004 la volontà di non dimenticare