PRESENTAZIONE Il nostro nome non ha molta importanza. Siamo di razza libera e portiamo con onore e a buon diritto questo "blasone". Chi saprà leggervi potrà trovare le ragioni ed i significati del nostro passato, presente e futuro Abbiamo sempre cercato di comprendere la Saggezza per mezzo dell'Arte cerchiamo di giungere al suo fondamento. Così siamo divenuti gli autori di queste pagine, nelle quali regna un ordine degno di essere notato. In questo lavoro non abbiamo mancato al nostro dovere. Considerate dunque attentamente e silenziosamente questa opera non risparmiatevi la fatica di leggerla spesso. Vi raccomandiamo, però, di leggerla non abbandonando mai lo stato interiore del sincero ricercatore, che è ben conscio dei propri limiti ma rimane fermo nella sua aspirazione alla Luce. Non rimpiangerete né il vostro tempo né il vostro lavoro. IL PUNTO DI INIZIO L’Uomo è da sempre alla ricerca dei significati della Vita e della propria Esistenza. Le tre ormai famose domande, chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, più che mai si presentano alla coscienza. Sono problemi esistenziali che non trovano adeguate e convincenti risposte. Il vero problema è dato dalle incertezze che si annidano nella coscienza degli uomini. Talvolta ci sembra che tutto sia chiaro, appagante, pieno di significati. Ma poi, quasi fatalmente, si ritorna nell'oscurità delle ansie e degli irrisolvibili dubbi. I significati svaniscono. Si ritorna alla vita di tutti i giorni, e non vale il ricordo per ricostituire un significato. Non valgono neppure gli insegnamenti morali o religiosi. La coscienza e la conoscenza acquisite attraverso le esperienze ci sono di scarso aiuto. Quello che è facile godere quando si è guidati dall'ispirazione, diventa una cosa morta o sterile quando manca in noi la profonda convinzione. Allora cosa è veramente importante per la nostra Esistenza ? Il Significato oppure la Conoscenza ? Se osserviamo bene, ci dobbiamo accorgere che le tre famose domande assumono aspetti diversi se le riferiamo al mondo esteriore della Vita oppure alla nostra interiorità. Anche se il problema dei significati della Vita alla fine è uno solo, proporremo, perciò, due principali vie di esplorazione. Chi ci leggerà potrà liberamente decidere se è portato maggiormente verso l'interiorità piuttosto che verso l'esteriorità. Ognuno dovrebbe intendere bene che la ricerca è continua e che si procede nelle esplorazioni attraverso continue esperienze di Vita. Questo vale per noi come per chiunque altro, sia che si proceda da soli che in gruppo. Ognuno dovrebbe sentire il dovere di mettere a disposizione degli altri la forza persuasiva dei significati vissuti e raggiunti. L'importante, però, è essere convinti e, perciò, ispirati. LA MAPPA PER GLI ESPLORATORI Ogni esplorazione implica una sequenza di azioni logiche. Ogni esploratore che si rispetti deve, perciò, munirsi di una mappa. Anche di una bussola. La bussola deve essere a suo carico. La scelta del cammino di esplorazione dei significati, infatti, è e rimarrà sempre di esclusiva responsabilità di ciascuno di noi. Se le tracce esplorative verranno messe a disposizione di tutti (è un dovere?), anche a scopo di verifica saremo in grado di delineare una mappa, anche se molto generale, delle aree da esplorare. Possiamo aggiungere anche mitici e artistici suggerimenti, circa l'esistenza di un Giardino delle Esperidi, oppure di un Mondo oltre le Colonne di Ercole. Oppure raccomandare di stare particolarmente attenti nelle zone dove è scritto Hic sunt Leones. Possiamo anche, a richiesta, garantire un servizio di assistenza per i rifornimenti logistici in corso di esplorazione, oppure di expertise orientativa, conquistata sul campo tramite una lunga militanza nell'utopico ruolo di esploratore. LA SPERANZA INTERIORE Abbiamo preso coscienza che i Significati della Vita sono l'unica Acqua che ci disseta ? Allora dobbiamo imparare a dirigere la nostra mente per scorgere quello che si accompagna ai Significati in modo indissolubile. Un Significato implica soprattutto una Speranza. Se viviamo un Significato viviamo anche nella Speranza. Tutto diventa di grande leggerezza. Svaniscono come d'incanto le ansie e le depressioni : sembravano insuperabili ! Invece si riducono ad un non senso. Misteriosamente, il futuro diventa convincente, una specie di terra da esplorare, un luogo attraente. Possiamo anche permetterci il lusso di diventare migliori. Ma forse la cosa più importante è che non dobbiamo dare per forza un oggetto alla nostra Speranza. La forza che opera in noi consiste nella nostra identificazione con il verbo sperare : fissare la meta (sperata) fa degradare quella forza a semplice calcolo. Quello che può avvenire dopo è una conseguenza che non aggiunge valore al significato. Allora, nella nostra Vita dobbiamo soprattutto cercare i Significati, quelli che appagano. Ma i Significati ci vengono solo dati dagli eventi esteriori, indipendentemente dalla nostra volontà ? Oppure possiamo deliberatamente agire per consentire la loro manifestazione entro la nostra coscienza ? E infine, come possiamo agire, per mantenere in noi la loro ricchezza vivificante ? LA SPERANZA ESTERIORE Abbiamo preso coscienza che i Significati della Vita sono l'unica Acqua che ci disseta ? Allora anche per l'esteriorità la mente deve essere indirizzata verso una coerenza di comportamenti. Il comportamento è la forma che si accompagna all'azione. Se è incoerente, allora la forma non è armonica. I Significati spesso inducono ad agire. Poiché i Significati sono appaganti, il nostro impulso ci spinge a cercare di prolungare la loro presenza gratificante trasportandoli nel mondo esteriore delle manifestazioni, dando loro corpo e braccia e gambe. In tal modo si pensa di fissare la loro "essenza" in forme definite di azioni o di pensieri. Si cerca di dare un oggetto specifico alla Speranza che si accompagna al Significato. Si intende tracciare in questo modo una direzione ed una meta al cammino che si percorrerà. Il "dove andiamo" viene istintivamente identificato con la rotta tracciata. dalle nostre proiezioni. Ma attenzione : Hic sunt leones. In assenza di regole e di capacità di orientamento, il cammino tende a diventare impervio ed incerto. Non bastano, da sole, le buone intenzioni. Qui si verifica un fatto che merita di essere considerato attentamente : ognuno comprende, prima o poi, che dare un oggetto alla speranza, senza essere in grado di alimentare e dirigere i Significati delle azioni, non porta a nulla se non a fatiche interiori ed ansie. Il verbo sperare non può avere complemento oggetto: chi glielo impone fa degradare la speranza in aspettativa, compagna di viaggio di sterili euforie e subitanei abbattimenti. I SIGNIFICATI Ma cosa sono veramente i Significati ? A pensarci bene ci accorgiamo che sono insondabili Arcani. Ma ci accorgiamo anche che possono rappresentare per noi una infallibile bussola, capace di dare chiarezza al nostro cammino. Ma la bussola, l'abbiamo già detto, è uno strumento di responsabilità individuale. Per dare un più chiaro esempio, invitiamo tutti a considerare che una bussola reale dirige verso il Nord. Essa non dà indicazioni sulla rotta da seguire, che potrebbe anche essere decisa verso il Sud. Perciò la bussola costituisce solo un punto sicuro di riferimento. Così è per i Significati. Rappresentano un riferimento sicuro e coerente di un simbolico Nord interiore. Non è detto che il nostro cammino debba necessariamente dirigere verso il Nord. Siamo liberi di decidere quello che vogliamo, assumendocene però la responsabilità. Non siamo, invece, liberi di rifiutare l'esistenza della bussola dei Significati. Possiamo anche cercare di ingannare noi stessi, ma il simbolico Nord esiste sempre e comunque. Se non ne teniamo debito conto la nostra rotta non potrà che essere erratica. E la nostra Vita priva di reale Significato. E le tre domande rimarranno allora senza risposta. E' questo che desideriamo veramente ? Osservate con attenzione le quattro immagini ; cercate di comprenderne la sequenza. ANCORA SUI SIGNIFICATI Esistono Leggi che possono aiutarci a interpretare più chiaramente il simbolico Nord dei Significati ? Leggi che ci possono indirizzare verso una superiore Armonia di intenti e di intendimenti ? Sicuramente tali Leggi esistono. Hanno la particolarità di riferirsi a contenuti individuali, che sfuggono ogni forma di definizione e che fuori dal contesto della percezione diretta perdono la loro carica vitale. Malgrado questo, la struttura di tali Leggi esiste ed è assoluta. Le possiamo chiamare Leggi Esistenziali. A complemento delle Leggi Morali, che, invece, si riferiscono più propriamente alla Manifestazione esteriore. Le regole delle Leggi Esistenziali sono in gran parte da scoprire. Ma alcune possono già essere proposte: - Le Leggi Esistenziali si riferiscono alla percezione, interpretazione e valutazione dei Significati della Vita - Gli uomini hanno il potere spirituale di percepire i Significati dell'Esistenza al di là di quelli legati agli eventi esteriori. - I Significati prendono forma nello spazio interno e sacro della coscienza degli uomini - Le Leggi Esistenziali consentono agli uomini di vivere liberamente e deliberatamente in piena identità con l'Esistenza - Le Leggi Esistenziali obbligano interiormente gli uomini a cercare sempre i Significati della Vita Ogni uomo, cosciente della presenza di tali Leggi, sarà interiormente obbligato a seguire un cammino di Armonia. - Solo l'Arte consente di trovare, nella percezione dei Significati, le risonanze di una superiore Armonia. DOVE SIAMO NELL'INTERIORITA‘ Sono state poste le basi per l'esplorazione dell'Esistenza. Sono state poste alcune regole per l'uso della bussola. Considerate che prima di incominciare il cammino si dovrebbe cercare di comprendere dove siamo. Interiormente, siamo sempre al centro dell'Esistenza. L'unica cosa della quale non possiamo dubitare. Questo fatto. come diceva Cartesio, è la centralità della nostra Essenza. Fuori di essa le cose possono anche esistere, ma non hanno per noi veramente un Significato se non le viviamo partecipandovi. Domandarsi : Dove siamo? significa, perciò, chiedersi se abbiamo coscienza di essere entro di noi . Forse sarebbe più giusto domandarci "come siamo". Ma di questa realtà non sempre siamo coscienti. Spesso ci dimentichiamo della necessità di essere del tutto presenti a noi stessi. Nell'istante presente. Anzi, in ogni istante presente. In noi abbiamo tre potenti strumenti di Luce per conoscere in ogni istante dove e come siamo noi, insieme con la nostra interiorità. Tali strumenti li abbiamo sempre a disposizione. Essi sono : la nostra apertura mentale (dovere intellettuale), il retto giudizio (dovere morale) lo spirito di Sacralità verso la Vita (dovere esistenziale). Considerate le due immagini proposte. Sono identiche, ma viste sotto differenti condizioni di Luce. Cercate di comprendere il loro diverso Significato. In rapporto alla nostra stessa centralità ed alle sue proiezioni DOVE SIAMO ESTERIORMENTE Molto più difficile appare il compito di comprendere dove si è collocati nell'universo dell'esteriorità. Osservate bene le immagini. Possono essere emblematiche. Forse le difficoltà nascono per il fatto che nell'esteriorità è arduo fermare il tempo. perciò non si riesce a valutare bene la direzione del nostro cammino. Dobbiamo ricordarlo : si tratta del nostro cammino, che non può e non deve sempre coincidere necessariamente con l'apparente direzione degli eventi. A pensarci bene, dobbiamo comprendere che nel nostro giudizio siamo profondamente influenzati dagli eventi. Quando gli eventi appaiono particolarmente caotici nella loro sequenza, allora sembra che la nostra possibilità di autonomia, rispetto al flusso degli eventi stessi, si riduca a ben misera cosa. Quando gli eventi sono più favorevoli, ci può sembrare che le cose stiano andando meglio. Ma non possiamo illuderci più di quel tanto. In entrambi i casi paghiamo il tributo di sudditanza verso gli eventi. Ma se facciamo appello ai Significati, allora può incominciare ad apparire la sostanziale incongruenza del nostro comportamento. Se gli eventi non hanno per noi un Significato, possiamo almeno trovare la dignità di non subirli passivamente. Noi siamo noi e gli eventi sono un'altra cosa. E' già una buona scelta per la direzione del nostro cammino. COME ANDARE INTERIORMENTE In teoria possiamo ora iniziare il nostro cammino interiore. Ma ci siamo veramente calati nella nostra centralità ? E quanto ci siamo calati ? E quanto ci siamo calati nella giusta maniera ? Secondo le antiche regole della Tradizione Ermetica, per percorrere il cammino interiore è necessario iniziare o essere iniziati a percepire il Significato del verbo "camminare entro la nostra interiorità". Se siamo bravissimi nell'intendere immediatamente un Significato, quando ci viene talvolta offerto in Atti manifesti da parte degli eventi, dobbiamo iniziare la nostra mente alla ricerca molto più impegnativa dei Significati che invece esistono, profondi, nella Potenza. Se è vero che alla fine solo noi possiamo essere coscienti dei nostri stessi Significati, è altrettanto vero che iniziare una tale impresa esclusivamente da soli è un'opera quasi sovrumana, che raramente va a buon fine. Esiste da tempi immemorabili una ininterrotta e qualificata catena che si prende cura, direttamente o indirettamente, dell'iniziazione degli uomini che aspirano a diventare esploratori attivi e coscienti dell'Esistenza. La catena è di uomini che hanno già vissuto l'inizio faticoso ed incerto del loro stesso andare. Partecipare a tale catena è per essi uno dei massimi Significati della Vita. COME ANDARE ESTERIORMENTE Osservando le immagini si acquista la sicurezza di quello che in fondo potremmo desiderare : una partecipazione costruttiva di noi, singoli, che tende ad integrarsi in un cantiere universale. Il cammino esteriore, quasi paradossalmente, appare da un lato più facile, perché si ha a che fare con una più palpabile concretezza. Ma dall'altro lato è difficile, perché è dissipante. Di fronte al mondo, la certezza della nostra centralità tende a dissolversi in una sgradevole certezza della nostra nullità di partecipanti al contributo generale. Di nuovo i Significati possono aiutare. Ma, mentre nell'interiorità i Significati sono comunque operativamente costruttivi, nell'esteriorità i Significati possono scontrarsi frontalmente con i non significati. Di solito ne deriva la frustrazione. Allora, come ci si deve comportare ? Certamente non si può rinunciare ai Significati. Né si deve consentire che un conflitto esteriore possa trasmettersi all'interiorità. Evitiamo di contrapporci direttamente. Appare proponibile una soluzione, che a prima vista può anche sembrare rinunciataria : invece di un conflitto diretto si dovrebbe cercare di eliminare, nella nostra coscienza, l'importanza dei non significati. In altre parole : perché dobbiamo essere sudditi dell'impero dei non significati ? Perché non proviamo a fare un inventario sistematico dei non significati ? SUGLI INIZI Se l'attento lettore è arrivato a questo punto, significa che è quanto meno dotato di curiosità. Sarebbe già un inizio. Dobbiamo domandargli : quello che ha letto sin qui ha per lui un barlume di Significato ? Oppure potrebbe trattarsi di un cumulo di chiacchiere senza sostanza, presentate in una forma tentatrice ? Che alla fine non conducono a niente ? I barlumi di Luce, intuiti, sono abbastanza convincenti ? Invitano a proseguire nella strada che è stata scelta ? La via interiore è fatta di indefinibili impalpabilità e di profondi Significati. Per riuscire a percorrerla occorre essere coraggiosi e non avere timore di addentrarsi nell'apparente buio dell'ignoto. Il simbolico Nord rappresenta uno speciale riferimento, il vero riferimento per gli esploratori coraggiosi. La caratteristica del simbolico Nord è di attrarre la Luce in modo coerente. Questo è un punto di grande difficoltà. L'attento esploratore riesce a scorgere un Significato in questa proposta di interpretazione del Nord ? Ha mai provato a considerare che egli stesso, essendo esploratore, è una sorgente di Luce ? Che deve solo essere indirizzata ? L'inizio implica la certezza di non essere più nel buio della solitudine. ANCORA SUGLI INIZI Riflettete sulle relazioni fra inizi e comportamenti Quanto operano saldi inizi nei comportamenti verso l'esteriorità ? L'iniziazione induce un distacco di giudizio nei riguardi degli eventi. Gli eventi non sono più visti come la causa determinante delle vicende umane. Sono piuttosto percepiti come conseguenza dei comportamenti degli uomini. Sotto queste condizioni è possibile procedere all'inventario dei non significati dell'Esistenza. Lontano dalle passioni l'esploratore può osservare il serpente del Divenire, che perennemente si morde la coda, in un continuo ripetersi di cause ed effetti, lungo una sequenza di eventi dei quali è illusorio trovare il principio. Distaccandosi, l'esploratore potrà trovare il Significato dell'imparzialità Che e la possente forza dell'equilibrio nelle proprie valutazioni. E' una importante chiave per aprire lo scrigno segreto dei nostri Doveri verso i Significati. I DOVERI Riflettete bene su questo : i Doveri sono veri Arcani. Il Dovere in sé è qualcosa che va oltre l'etica, come, invece, normalmente viene da tutti considerato . Se il Dovere viene percepito come Idea antecedente a tutti i particolari Doveri , comprendiamo che ci porta ad esercitare la nostra natura di esploratori. Il Dovere diventa una spinta. Ma dove nasce la spinta che si accompagna al Dovere ? Come interagisce con ciascuno di noi ? Il lettore consideri con attenzione il Significato delle due immagini. L' ispirazione nell'esercitare il Dovere è una coppa che contiene l'acqua vivificante dei Significati. Chi la beve vive anche il Significato dello scettro regale. Ma quale è il Significato della coppa ? E quello dello scettro ? Infine, poiché il Dovere così percepito è intimamente legato ai profondi Significati che essi danno un'impronta alla nostra vita ? I DOVERI Esploratori che siete in cammino : considerate con attenzione quanto vi verrà ora proposto. Esistono Doveri verso l'esteriorità ? Se ci pensate bene, il Significato della vostra vita esteriore dipende dalla vostra capacità di manifestazione durante la vostra stessa vita. E' allora giusto considerare la manifestazione come un Dovere per poter raggiungere i Significati. Provate a concepire il Dovere come una spinta interiore alla Manifestazione. Chiunque riesca a manifestarsi con la dovuta pienezza e convinzione genera Forme piene di Significato, perciò Forme Sacrali. Che sono proposte e rese disponibili agli altri, a chiunque le voglia prendere in considerazione. Allora, il Dovere da un Significato in Potenza si trasforma in una Forma in Atto. Allora, abbiamo il Dovere di generare Forme piene di Significato. Ma se osservate bene, comprenderete che si tratta di un'opera da Artista. Un vero Artista ha il Dovere di mettere a disposizione della Vita tutto il suo talento. Nella generazione di un'opera d'Arte l'Ispirazione è indissolubilmente legata al proprio Significato. I TRE DOVERI Di nuovo ci rivolgiamo a voi, esploratori. Nella vostra spinta a percorrere un cammino, avete osservato che implicitamente, si cela il desiderio di raggiungere mete di più alto valore rispetto al punto dal quale siete partiti ? All'origine di questo desiderio si cela un Significato, del quale non possiamo certamente dubitare. Per un esploratore percorrere un cammino è un Dovere. Talvolta è un gioioso Dovere. Su questi punti occorre riflettere, e a tal proposito si dovrebbe tenere conto dei tre Doveri ai quali è stato fatto riferimento in una precedente pagina. E' un cammino il Dovere intellettuale, che ci insegna a percorrere la via della Razionalità. Con la nostra apertura mentale impariamo a distinguere l'ordine dall'informe. Poniamo le basi per combattere, entro di noi, gli impulsi devastanti che non hanno un Significato. Così è per il Dovere morale che ci insegna a percorrere il cammino della Dignità. Con il retto giudizio possiamo costruire la coerenza entro la nostra individualità. Possiamo creare i valori di riferimento validi per un retto convivere. Il Dovere esistenziale ci insegna a percorre il cammino dell'Arte. Con la percezione dei Significati siamo in grado di generare l'Armonia delle Forme. Il Significato della Vita diventa simile al Significato di un'opera d'Arte. Ma rimane evidente che alla base dei tre Doveri c'è sempre il Dovere di evolvere IL DOVERE INTELLETTUALE La prima pietra dell'evoluzione Il Dovere intellettuale genera le Leggi Civili, alle quali ognuno è tenuto a obbedire nella Manifestazione. Per principio, una qualsiasi regola, per inadeguata che sia, è di gran lunga preferibile al Caos. La Vita, invece, tende all'Ordine. Perciò le Leggi Civili rappresentano la prima pietra dell'evoluzione. Tuttavia, ogni esploratore dovrebbe avere ben chiaro in mente che le Leggi Civili non potranno mai essere Leggi assolute. Sono Leggi legate alla contingenza ed agli eventi. Perciò, molto spesso, non sono legate ai Significati. Per questi motivi si comprenderà che le Leggi Civili, da sole, non potranno mai risolvere i problemi esistenziali. Il Dovere intellettuale genera la Razionalità. le Leggi Civili, prese a se stanti, tendono a portare l'incauto esploratore nel deserto dell'Astratto, dove manca del tutto l'acqua vivificante. Dove, in compenso pullulano i leoni. Carissimi esploratori : riuscite ad intendere la abissale differenza fra Astratto e Trascendenza ? IL DOVERE MORALE La seconda pietra dell'evoluzione Le Leggi Civili considerano l'uomo come una categoria. Il Dovere morale, invece, propone la centralità dell'individuo. Vengono generate le Leggi Morali, che sanciscono l'obbligo e la responsabilità individuali di emettere giudizi interiori su ogni evento, interiore od esteriore che sia. L'uomo deve partecipare alla Vita come individuo coerentemente responsabile dei propri giudizi. E' la seconda pietra nel cammino dell'evoluzione. Le Leggi Morali trascinano gli uomini verso la consapevolezza della Trascendenza. Essa viene proposta come un universo di responsabilità individuali. Le Leggi Morali si avvicinano all'Assoluto. Ma per comprendere la Trascendenza occorre di solito essere iniziati ad essa. E’ stato magistralmente proposta una sintesi degli scopi delle Leggi Morali nella prima frase degli "Antichi Doveri": …“Un Iniziato è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla Legge Morale ; se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai uno stupido ateo né un irreligioso libertino."… Carissimi esploratori : riuscite ad intendere la portata di questa proposta ? E’ una proposta di consapevole partecipazione alla Vita ? IL DOVERE ESISTENZIALE La terza pietra dell'evoluzione Si deve comprendere che le Leggi Morali, da sole, non potranno mai risolvere i problemi esistenziali. Il Dovere esistenziale propone le Leggi Esistenziali. Non basta essere un consapevole e responsabile osservatore della Trascendenza. Occorre essere un attore diretto. Si deve essere un attore responsabile nell'interpretazione del ruolo che ci viene suggerito dai Significati. Ma un attore è anche un Artista Siamo alla terza pietra dell'evoluzione. Le Leggi Esistenziali spaziano nell'Assoluto. Sta a noi interpretarle e comprenderle. Siamo in grado di farlo ? Forse per ora solo imperfettamente, ma il Dovere esistenziale ci spinge irresistibilmente a percorrere un cammino di chiarezza. Le Leggi Esistenziali appaiono appartenere ad un ordine superiore rispetto a tutte le altre Leggi. Perciò, parafrasando quanto detto alla precedente pagina, potremmo parlare di "Antichissimi Doveri", che nella prima frase così potrebbero essere proposti : …"Un Esploratore (o un consapevole partecipante alla Vita) è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alle Leggi Esistenziali ; se egli intende bene l'Arte non sarà mai un dogmatico fatalista né un dissacrante egoista."… Carissimi esploratori : riuscite a comprendere la proposta di interpretare la Vita secondo l'Arte ? UNA BREVE SOSTA Ogni tanto l'esploratore deve fermarsi a riflettere Avrete certamente compreso che il "mestiere" di esploratore di Significati è affascinante ma difficile. Ogni esploratore ha un suo proprio talento di esploratore. Lo ha ricevuto come patrimonio intrinseco della propria vita. Però, come succede per ogni forma d'Arte non ci si può fermare al capitale iniziale, ma occorre coltivare e sviluppare il talento. Questa è una materia sfuggente. Cosa è il talento ? Non si può certo misurarlo a chili o a metri. Eppure ognuno sa benissimo di che cosa si parla : ma non lo si riesce a definire, neanche a sé stesso. Se il talento è presente ed operativo in qualsiasi istante della vita tutto diventa facile. Se svanisce, la vita diventa grigia. Non rientrando in nessuna categoria di pensiero il talento non può essere coltivato con la sola conoscenza. Spesso, per svilupparlo, si ricorre al vecchio tentativo di mescolarlo con le cose più impensate, prese dagli eventi entro la manifestazione, nel vano sforzo di fissarlo in una "bacchetta magica" buona per tutti gli usi. Ma secondo un vecchio detto alchemico, allo "sfuggente" non si deve aggiungere niente, ma piuttosto togliere il superfluo. Prima di riprendere il cammino l'esploratore deve porsi la domanda cruciale : come si fa a togliere il superfluo ? E poi : è prioritario o più fertile o più efficace ricercare nell'esteriorità oppure esplorare entro noi stessi ? PROLUNGAMENTO DELLA SOSTA La scelta di un percorso deve essere un atto di convinzione interiore. L'esploratore deve comprendere che l'esteriorità, o Manifestazione che dir si voglia, non rappresenta la vera origine dei Significati, ma al contrario è il luogo dove essi si trasformano da Potenza ad Atto. Nella sfera esistenziale, sono i Significati a generare gli eventi. Non è vero il contrario. Malgrado possa spesso apparire incontrovertibile che sia l'Evento a generare in noi il Significato. Quando sembra che gli eventi siano determinanti, si tratta in genere di non significati. Sono proprio i non significati a tenerci lontani dalla vera meta delle esplorazioni esistenziali. Ci invitano su percorsi che riconducono il nostro cammino al punto di partenza o in deserti senza ritorno. Perciò, può risultare assai utile ricercare ed individuare negli eventi i non significati e rimuoverli del tutto, visto che la loro presenza rende precaria la presenza del talento, mortificandone coltivazione e applicazioni. Però, in tal caso, più che di esplorazione, in tale operazione si deve parlare di ricerca. Il superfluo, di cui si è parlato, viene eliminato solo dalla raggiunta coscienza in quanto un non significato è in contenuto superfluo. La vera esplorazione, invece, consiste nel visita interiora terrae, dove il superfluo viene eliminato per dissoluzione, che è un'operazione più di Significati che non di coscienza. Perciò, a partire da questa pagina il percorso si potrebbe sdoppiare. La via esteriore deve essere trattata separatamente da quella interiore Poiché gli argomenti delle pagine non coincidono più, Né si possono affrontare con le medesime metodologie. SIGNIFICATI DEI PERCORSI L’attento Esploratore deve penetrare la ragion d’essere dei due percorsi L’esortazione può sembrare senza superficiale ed inutile. Per ogni Esploratore andare è un’azione che si confà alla sua stessa Natura. Occorre comprendere la sottilissima differenza fra andare nell’Interiorità e andare nell’esteriorità. Pur essendo un unico Esploratore ha due Volti. Osservate con speciale attenzione l’antica Immagine di Giano. Perché mai, pur essendo uno, spazia separatamente in due direzioni opposte ? Perché sono indispensabili due volti all’Esploratore ? ------Esplorare è un’azione creativa che esige una coerenza di intenzioni. Le prossime schermate riguardano la via interiore – Dalla via Interiore fino al Congedo Momentaneo Le successive schermate riguardano la via esteriore - Dall’Hic sunt Leones fino al relativo Congedo. LA VIA INTERIORE RACCOMANDAZIONI Cercate di considerare quanto è sfuggente la via interiore. Gli esploratori possono passarci sopra mille volte e non accorgersi del suo tracciato. Tutto questo è sempre avvenuto per quasi tutti gli esploratori, anche per quelli che alla fine hanno avuto successo. L'inizio del vero sentiero è celato agli occhi dei più. L'iniziazione elargisce la sensibilità necessaria, ma non quella sufficiente. Perciò una delle doti dell'esploratore deve essere la perseveranza nella cura del suo talento. L'esploratore deve comprendere appieno che la maggior parte delle difficoltà nascono dai falsi significati che provengono dalla Manifestazione. Rispetto alla consistenza degli eventi i Significati interiori appaiono come indizi evanescenti, appartenenti all'effimero mondo della soggettività. Perciò, spesso, vengono considerati alla stregua di sogni o fantasticherie. Al contrario, non ci si rende conto della realtà esistenziale, che è un fatto assoluto, ben al di la della soggettività. Noi, ben prima degli eventi, viviamo già entro l'esistenza , altrimenti non saremmo in grado di percepirli. Il Visita interiora terrae è la premessa per il Rectificando invenies occultum lapidem. Non è un'operazione di fantasia. Si tratta della pietra dell'esistenza. L'esistenza è una presenza oggettiva. Simbolicamente l'oggettività esistenziale viene rappresentata come una pietra, cioè come qualcosa che c'è e non può essere deformato. Essendo esseri viventi non possiamo ignorare l'esistenza. Senza l'esistenza niente avrebbe il benché minimo Significato. Carissimi esploratori, cercate di comprendere bene quanto è stato detto. Ma all'inizio può anche bastare un'intuizione. SUL CAMMINO DEL NORD L'arcana e meravigliosa rotta verso il Nord Se siete riusciti ad intuire, sia pur vagamente, la presenza della realtà esistenziale, allora per voi può aprirsi un nuovo universo. Condizione indispensabile è di porre voi stessi sulla stessa lunghezza d'onda delle percezioni. Così ci si accorge che i Significati e il percepito condividono un medesimo strano modo di presentarsi alla vostra sensibilità di esploratori. Ponendo ulteriore attenzione, ci si accorge che l'arcana parola " Rectificando" diventa comprensibile e che coincide con l'azione di togliere il superfluo al percepito. Tuttavia, anche se operando in tal modo si raggiungono traguardi importanti, esiste sempre in agguato la tentazione di portare il percepito nel campo della coscienza conoscitiva, di ridurle -metaforicamente - a qualche riga di appunti. Se questo avviene perderete la maggior parte dei benefici ottenuti. Ma all'inizio è del tutto normale indirizzarsi verso i vicoli ciechi delle definizioni. Il perseverante esploratore ricomincia da capo. Una, due, cento volte. Con grande cautela e sensibilità dovrà tarare la propria bussola. Comprenderà allora il vero Significato della propria responsabilità di utente di bussole. Non abbiate fretta. A volte succede che a momenti di sprazzi di luce succedano nuove oscurità. Con il tempo si diventa abili nel percepire la sottile differenza tra l'oscurità da attesa rispetto a quella che è generata dai non significati. Ponete, però, attenzione a questo : talvolta l'oscurità dei non significati sembra essere una forte luce in paragone ai nostri dubbi. Siate sempre prudenti. E' solo dopo qualche tempo che ci si può accorgere che si tratta di false luci. SUGGERIMENTI SULLA ROTTA L'esploratore accetti i suggerimenti senza diffidenza. Stranamente, ma forse non è poi così strano, mentre la rotta è del tutto libera, si richiede allo stesso tempo una grande rigorosità da parte dell'esploratore. Come tutti gli Artisti l'esploratore deve essere libero nella scelta delle proprie ispirazioni. Ma dopo la scelta non è più del tutto libero nel suo modo di comportarsi. L'esploratore deve chiaramente comprendere che l'ispirazione è inizialmente una risonanza che non dipende completamente da lui, ma alla quale può liberamente e deliberatamente aderire. Tuttavia, l'ispirazione difficilmente si presenta agli inizi in modo del tutto chiaro. E' compito dell'Artista esploratore aggiungere chiarezza. Ma questa operazione si compie solo eliminando il superfluo delle scorie Esse oscurano la luce dell'ispirazione stessa. Ad ogni scoria corrisponde un non significato. I Significati vengono messi in luce eliminando la nerezza dei non significati. Sono operazioni di grande delicatezza. di grande imparzialità e rigore. Anche di grande fatica ed impegno. Nell'eliminazione delle scorie non si può barare con sé stessi. All'inizio, spesso, tale operazione risulta scoraggiante oltre che difficile. Può sembrare che l'eliminazione delle scorie corrisponda ad una inutile mortificazione dell'individualità. Non è assolutamente così. La rotta del Nord si basa sulla legittima centralità dell'esploratore. Non potrebbe essere altrimenti. All'esploratore accorto si richiede solo di comprendere dove si cela la miniera dei Significati. I PUNTI CARDINALI Deve essere considerato con grande attenzione il Significato che si accompagna ai quattro simbolici punti cardinali. Su questo punto vale la pena di ritornare spesso. Esistono due modi di vedere le cose : secondo una sequenzialità interiore indipendente dal tempo, oppure secondo una evoluzione legata al trascorrere del tempo. Cercate di fare un grande sforzo per comprendere appieno questo ultimo punto proposto alla vostra attenzione. La sequenza interiore appartiene alla Trascendenza, quella temporale alla Manifestazione. Ricordatevelo sempre : nella Trascendenza il tempo assume un aspetto profondamente diverso. L'Est è la sorgente. Il luogo dell'ispirazione. Il punto da dove nasce la Luce. Si comprenderà perciò il Significato del simbolico Sole che nasce ad oriente. E' l'origine sia della sequenza interiore che di quella dell'evoluzione temporale. Il Sud è il luogo dove la Luce splende alta su di noi, oppure il luogo dove noi possiamo preparare la nostra Luce interiore. L'Occidente è il luogo dove si realizzano le Forme delle nostre ispirazioni, completando l'opera. Ma attenzione, può anche essere il luogo delle false ispirazioni, delle speranze formulate in anticipo sotto la sembianza di Forme astratte, determinate dall'aver dato un oggetto alle nostre speranze prima del compimento dell'opera. In tal caso l'Occidente diventa un luogo irreale. Non gode di Luce propria, bensì di luce artificiosamente generata dalla fantasia. Il Nord è il luogo di oscurità che aspetta la Luce che emana dagli esploratori. Considerate attentamente questo punto. Trovare la Luce ad Est e portare la Luce al Nord. Esaminatene i Significati e le implicazioni REALTA' E FANTASIE Entrare nel mondo interiore significa entrare in un universo profondamente diverso da quello esteriore. Talmente diverso che sembra un luogo di fantasie ad occhi aperti, al quale non sembra corrispondere una realtà oggettiva. La grande difficoltà consiste nel mettere a punto strumenti atti a percepire con maggior chiarezza qualcosa che non riesce ad essere definibile, ma che esiste veramente. Se non esistesse, come potremmo percepirlo ? Nella stessa difficoltà ci troviamo noi, che stiamo proponendo la percezione esistenziale come elemento costruttivo di una rotta verso il mitico Nord simbolico. Come possiamo ragionevolmente proporre qualcosa da esplorare che non sembra rientrare nelle categorie dell'oggettività ? Qualcuno potrebbe dire : allora non rischiate forse di andare a cadere in braccio alle illusioni delle fantasie? Le quali fantasie sono bellissime, ed i sogni ad occhi aperti pure, ma a cosa servono se non a generare sterili visioni individuali, distorte ed irresponsabili ? In nostro aiuto arrivano i Significati. Essi possono aiutare gli esploratori a distinguere il sottilissimo confine che separa la Trascendenza dalla fantasia, entrambe le quali hanno estensione nel dominio della Potenza. Ma la fantasia non genera Significati stabili, al contrario della Trascendenza. La fantasia ha di solito come protagonista il personaggio individuale rappresentato nella vita esteriore. Con tutti i propri limiti. I cattivi esploratori avranno grandissime difficoltà nell'abbandonare la sterile fantasia. Gli esploratori accorti, invece, dovranno lavorare molto su sé stessi. Visitando la propria interiorità, dovrebbero accorgersi di una loro ben più profonda individualità. Essa partecipa inscindibilmente alla Pietra dell'Esistenza. LA FANTASIA Non fermatevi solo alla lettera delle parole. Spesso ognuno di noi ha un proprio lessico. Se per caso non si ha in comune uno stesso lessico si corre il rischio di suscitare dispute dialettiche a non finire. Perciò è doveroso, oltre che utile, cercare di superare tali difficoltà. Questo vale per la fantasia, che è una parola molto complessa. Cerchiamo sempre di attenerci allo spirito delle proposte. Occorre chiarire che la parola fantasia potrebbe essere anche intesa come sinonimo di ispirazione artistica. In tal caso dovremmo, tutti in coro, inneggiare alla fantasia. Però, non è in questo senso che intendevamo proporre il termine fantasia, ma piuttosto come l'interpretazione di una azione interiore che generasogni infantili ad occhi aperti, che non riuscirebbero mai a realizzarsi nel mondo esteriore. Sono forme che esistono solo nella Potenza individuale e che non hanno la possibilità di rimanere fisse entro di noi. La fantasia di questo genere è sterile. Non riesce neanche a trasformarci stabilmente. Al contrario, una ispirazione artistica genera sempre forme stabili all'interno di ciascuno di noi. Perciò genera sempre una trasformazione nella nostra individualità. Dovete riflettere su questo punto. La trasformazione può essere grande oppure piccola. In ogni modo, una volta che essa è avvenuta nella nostra interiorità, essa è stabile, potenzialmente disponibile per la Manifestazione. Tocca a noi decidere se farlo oppure non farlo. Provate a riflettere sull'importanza delle trasformazioni interiori nei riguardi dei Significati della Vita. LE TRAPPOLE DELLA FANTASIA Siate prudenza e diffidate dei gioielli della fantasia. L'esploratore deve essere particolarmente prudente nel cercare di superare le sabbie mobili della sterile fantasia, che ha purtroppo un ruolo molto "consolatorio" nella nostra esistenza. Non riuscendo a manifestarci come vorremmo, ci rifugiamo nella falsa risonanza di tale fantasia. Perciò si tratta di una fantasia individuale, ma di basso livello. Alimentiamo in noi un desiderio di potere che non riusciamo a manifestare come vorremmo, proprio per la sterilità della sorgente. A volte, subentra in noi la rassegnazione, come contrapposizione all'euforia del sogno ad occhi aperti. Il cauto e prudente esploratore deve comprendere che entrambi gli stati di euforia e frustrazione sono due impostori che mal consigliano nella scelta della rotta. Esiste, però, anche una terza via. La ricerca dei Significati implica sempre una nostra partecipazione individuale. Ma osservate bene : un Significato vissuto accresce la nostra individualità. Perciò la vera rotta del nostro cammino coincide con la nostra vera individualità. Gli esploratori devono imparare a percorrere lo stretto sentiero di una individualità che va al di là dei sogni infantili, espandendosi verso altri orizzonti. Un tale sentiero è fuori dal rischio di sabbie mobili. Ma camminando solo sul "solido" terreno delle realistiche definizioni non si riesce ad andare molto lontano. Di solito si va nella desolata landa dei non significati. Perciò il Sogno è necessario ed è anche indispensabile. Possiamo chiamarlo sogno utopico, oppure fantasia artistica, oppure in altro modo, come meglio preferiamo : senza di esso i Significati svaniscono. E non è certo quello che desideriamo. I PREGI DELLA FANTASIA ARTISTICA Coltivate i sogni che hanno origine nella Trascendenza. Se riusciamo ad intendere il modo di essere che si accompagna all'Artista che sta realizzando un'opera d'Arte, per esempio un pittore, oppure un musicista, forse riusciamo a comprendere meglio quali sono gli ingredienti che necessariamente dobbiamo riscontrare nelle nostre fantasie artistiche o nei nostri legittimi sogni utopici. Gli ingredienti non possono certamente sostituire le ispirazioni, ma possono aiutare nel togliere il superfluo. Possono anche apportarci quella misteriosa sicurezza interiore di essere sulla buona strada. Provate a valutare e verificare entro di voi i Significati degli ingredienti delle prossime domande : La risonanza fra Ispirazione ed Artista è una fondamentale ed indispensabile presenza "nelle fantasie artistiche" ? L'individualità dell'Artista che partecipa attivamente all'opera d'Arte è la stessa di colui che si dedica agli sterili sogni ad occhi aperti ? Una fantasia artistica che propone di trasformare una Ispirazione in una Forma stabile è o non è un atto creativo ? Se ci pensate bene vedrete che avete in voi i mezzi per comprendere senza ombra di dubbio la natura dei vostri sogni. SUB SPECIE INTERIORITATIS Le poche righe riportate sono state scritte molti anni fa da Pietro Negri pseudonimo di Arturo Reghini. …"Il senso della realtà immateriale mi balenò nella coscienza all'improvviso, senza antefatti, senza alcuna apparente causa o ragione determinante. … Era una giornata affatto simile alle altre… E ad un tratto, mentre parlavo od ascoltavo, ecco, sentii diversamente: la vita, il mondo, le cose tutte; mi accorsi subitamente della mia incorporeità e della radicale, evidente, immaterialità dell'universo; mi accorsi che il mio corpo era in me, che le cose tutte erano interiormente in me; che tutto faceva capo a me, ossia al centro profondo, abissale ed oscuro del mio essere. Fu un'improvvisa trasfigurazione; il senso della realtà immateriale, destandosi nel campo della coscienza, ed ingranandosi col consueto senso della realtà quotidiana, massiccia, mi fece vedere il tutto sotto una nuova e diversa luce; fu come quando, per un improvviso squarcio in un fitto velario di nubi, passa un raggio di sole, ed il piano od il mare sottostanti trasfigurano subitamente in una lieve e fugace chiarità luminosa.… Sentivo di essere un punto indicibilmente astratto, adimensionale; sentivo che in esso stava interiormente il tutto, in una maniera che non aveva nulla di spaziale. Fu il rovesciamento completo della ordinaria sensazione umana; non solo l'Io non aveva più l'impressione di essere contenuto, comunque localizzato, nel corpo; non solo aveva acquistato la percezione della incorporeità del proprio corpo, ma sentiva il proprio corpo entro di sé, sentiva tutto sub specie interiontatis."… VISITA INTERIORA TERRAE I Giardini delle Esperidi non sono un'invenzione della fantasia Gli esploratori comprendano che nella loro mappa esistono davvero aree mitiche, che possono essere alla loro portata. Anche se è difficile raggiungerle. Lo scritto di Pietro Negri è di una chiarezza ed onestà interiore, tale da mettere seriamente in dubbio ogni accusa di auto-esaltazione, oppure di vendita interessata di "fumo esoterico". E' difficile scorgere fra le righe la malafede. Si obietterà che non dimostra niente di niente. Perciò si tratterebbe di esperienze solo soggettive fuori dalla realtà. Agli esploratori le responsabilità di percepire nello scritto i Significati nascosti. La domanda importante è : esistono percorsi preferenziali verso le mitiche aree, che possono essere suggeriti , allo scopo di trascriverli sulle mappe ? Tradizionalmente si consiglia di incominciare nelle viscere della terra, cioè "Visita interiora terrae". A ritroso, dobbiamo richiedere agli esploratori di riflettere profondamente sui Significati di terra, interiora ed il verbo visitare. Ognuno si può anche fermare al primo livello di interpretazione, quello semplice e diretto. In tal caso risulta evidente che la frase non ha alcun significato degno di nota. Oppure si può cercare di andare più a fondo, magari agganciandosi ai simboli, specialmente quello della terra. Ma anche così non si va molto più in là. Ma se per Grazia ricevuta, come in parte è stato per Pietro Negri, o per intuizione, o per altro, si giunge ancora più in fondo, allora incomincia un'avventura esplorativa che neanche gli esploratori più utopici, all'inizio del loro cammino possono osare di sperare di vivere. LA FORESTA Comprendete bene il Significato della foresta. La Tradizione parla della foresta che si trova nell'interiora terrae. L'esploratore dovrà affrontarla e visitarla. Non gli sono offerte altre possibilità, come, per esempio, un facile sentiero che la possa aggirare. Se non la vuole affrontare dovrà rinunciare ad essere un vero esploratore. Nella foresta convivono molti strani animali, che appartengono alla speciale fauna che vive nell'esistenza immateriale. Spesso hanno un aspetto che incute un terrore che è molto simile a quello degli incubi. Alcuni di essi hanno un nome simbolico, che implica, come in tutti i simboli, un modo di essere delle nostre percezioni. Ora, ponete bene attenzione : dovreste aver compreso che il luogo dell'interiora terrae non è la nostra interiorità. Alcuni degli animali appartengono interamente a tale luogo mentre altri appartengono piuttosto ad una nostra deformata interiorità che si stabilisce nei confronti della foresta. Ma in entrambi i casi, però, gli animali sono frutto delle nostre proiezioni. Sotto questo punto di vista gli animali sono simili ai guardiani della soglia. Però, nella maggior parte delle volte non minacciano. La loro presenza è di natura immanente. Sono ben nascosti nel folto della foresta e non è facile scovarli. Così è difficile poterli combattere. Forse avrete compreso che costituiscono la specie assai nefasta dei postulati impliciti, ossia i filtri mentali che vi impediscono di percepire correttamente nuovi punti di vista. Poiché i postulati sono da tutti considerati normali e nello stato naturale delle cose, non vengono mai messi in discussione. Ne consegue che l'esploratore dovrebbe sempre avere con se la paradossale ma utilissima lampada del dubbio. Sono soprattutto le cose troppo gratuitamente evidenti che per prime dovrebbero essere messe in dubbio. LA TERRA Ecco un grande ostacolo. Ma non ci si deve per questo scoraggiare. Se all'inizio un esploratore fosse in grado di percepire il Significato del modo di essere che si accompagna al simbolo chiamato Terra, allora sarebbe già a metà dell'opera. Invece, c'è oscurità e confusione. E qualche vaga intuizione. Fate attenzione : già sapere che nel Significato della Terra sono contenuti tesori nascosti può incoraggiare a proseguire nell'opera di esplorazione. Si procede sempre per lampi di Luce ed oscurità. Ma alla fine si possono conquistare i tanto desiderati stati di coscienza. Allora niente potrà insidiare nell'esploratore la stabilità della sua trasformazione interiore. Come in ogni simbolo, nella Terra sono proposti ingredienti che presentano analogie con il concetto di terra che ci viene dal mondo esteriore. Perciò, si trovano riferimenti impliciti alla solidità (massiccia come dice Pietro Negri). La terra aggiunge anche suggerimenti di oggettività, propone una reale proiezione nel mondo della manifestazione L'esploratore deve trovare come i significati, appena suggeriti e quasi sottovoce, che possano essere trasferiti nella percezione interiore. Con lentezza si può fare strada in noi la stabile percezione che la nostra esistenza, in sé, è altrettanto solida e massiccia della cosiddetta realtà esteriore. Ma con la differenza dell'acquisto di un nuovo stato di coscienza : la nostra solidità esistenziale non trae la propria origine dall'esteriorità. Cari esploratori : fatevi aiutare dal vostro senso dell'implicito. Implicito è tutto quello che preesiste alla Forma che percepiamo. L'implicito ci suggerisce le ragioni o i Significati di quanto sta a monte. Cosa sta a monte della Terra ? LA TERRA E LE SUE INTERIORITA‘ Ora, sta a voi comprendere una sottigliezza che potrebbe sembrarvi quasi trascurabile. E' stato detto "visita interiora terrae". Invece, non è stato detto "visita interioritatem". Fa differenza oppure no ? Fermate la vostra attenzione sulla differenza fra le due frasi. Si suggerisce che non dovete visitare la vostra essenza interiore (interioritatem) , bensì l'interiorità del vostro modo di essere Terra (interiora terrae). Riuscite a percepire che si tratta di una fondamentale differenza ? L' ermetismo genera spesso situazioni del genere. La vostra bussola deve essere in grado di percepire i punti di passaggio che sono particolarmente critici. Ecco un esempio forse illuminante. Se si voleva intendere "interioritatem" allora non sarebbe stato forse equivalente dire "interiora aquae" invece di "interiora terrae"? Invece, no. Il modo di essere Terra implica un Significato che non è possibile trovare nel corrispondente modo di essere dell'Acqua, dell'Aria o del Fuoco. Allora, sta a voi comprendere come possa bastare una valutazione superficiale per farvi scegliere una rotta errata. Un bravo esploratore deve avere "occhi di lince". Provate a sondare i vostri modi di essere, ossia i vostri modi di porvi nei riguardi dell'esistenza. Non fermatevi alla contemplazione di voi stessi, che non siete assolutamente i vostri modi di essere. "Interiora terrae" propongono molto più da vicino il contatto con la Trascendenza. Là potrete trovare una foresta, un mare, e anche strani animali, come il corvo, il nero dragone. E infine, se imparate a rectificare, anche la Pietra. VISITARE Si considerino le implicazioni del verbo visitare. Un esploratore per sua natura esplora. Durante il suo cammino può compiere molte azioni finalizzate alla meta che intende raggiungere. Può riposarsi per meglio progettare la rotta. Oppure, camminando, osservare le infinite bellezze del Gran Libro della Natura. Può anche indulgere in risonanze, partecipando direttamente agli atti del suo cammino. Il verbo visitare è particolare. Relativamente agli altri verbi che sono stati detti ed anche ad altri non citati, visitare implica modi di essere particolari. Per esempio, visitare non può significare una permanenza stabile nei luoghi visitati. E' un passaggio momentaneo, in attesa di andare oltre. Visitare non implica neanche una partecipazione diretta dell'esploratore nei riguardi di quello che si visita. Visitare è l'azione dell'esploratore che osserva con distacco . Il modo di essere insito nel visitare è la condizione indispensabile per esplorare l'interiorità della Terra. La successiva azione del "rectificare" è un altro modo di essere, che diventa visibile solo ottenendo il necessario distacco. Se l'esploratore sarà così bravo da realizzare interiormente le condizioni suggerite, allora potrà uccidere il guardiano della soglia che impedisce di entrare nel magico e luminoso universo dei verbi. SOSTA DI RIFLESSIONE LE IMMAGINI Considerate con attenzione lo scopo delle immagini di ogni pagina Ogni percezione (perciò anche un'immagine), presa a sé stante, ha un contenuto ed una forma. Messa in relazione con chi la osserva può generare entro l'osservatore Significati che ben difficilmente potrebbero essere suscitati direttamente solo con parole scritte. Se, come nel caso particolare delle nostre pagine, si propongono contemporaneamente frasi ed immagini, potrebbero avvenire le condizioni per risonanze di natura sottile, che possono più agevolmente aprire il cammino a percezioni sub specie interioritatis. Il filo sottile che lega immagini e contenuti non è mai casuale. E' vero che talvolta il filo è legato a voli pindarici, oppure a implicazioni che richiedono un'opera di interpretazione assai difficile. E' anche vero che alcune immagini potrebbero non arrecare alcun contributo di risonanza rivelatrice ad alcuni esploratori. Dovete, però, anche prendere nella debita considerazione il fatto che nel passato, senza i mezzi dell'informatica, ben difficilmente si potevano avere le condizioni per realizzare messaggi così complessi. Nasce spontaneo un pensiero : quando l'Uomo ha profonde necessità interiori, allora nascono le invenzioni. La nascita di Internet è avvenuta forse per inventare un nuovo genere di messaggi adatti a colmare i nostri bisogni ? Insistete e ritornate spesso sulle immagini. Non perderete il vostro tempo. IL CORVO Considerate le implicazioni nascoste nell'immagine. Il corvo è il simbolo di un modo di essere maligno che ci impedisce di proseguire oltre nel vero cammino, allontanandoci con il suo colore nero dalla Luce. La Tradizione raccomanda di tagliare la sua testa, così da passare dal Nero al Bianco luminoso. L'accorto esploratore deve arrivare a comprendere i Significati celati in queste brevi raccomandazioni. Il corvo rappresenta noi stessi, immersi in un errato modo di vivere le percezioni. Se non si è in grado di intenderne il Significato, allora ogni vero progresso nella nostra esistenza, volto a cogliere i veri significati della Vita, diventa aleatorio. Il corvo è simbolo di un modo di essere troppo implicitamente egocentrico. E' vero che ogni essere vivente rappresenta il centro delle cose, ma il modo di essere del corvo non rappresenta il vero centro delle cose. Il corvo è un ingannevole usurpatore. Ogni qualvolta si vuole veramente esplorare, ecco il corvo pronto, nell'interiorità della terra, ad intercettare le percezioni e a dirottarle nella piccola dimensione della nostra testa, di un "Io" che non riesce a vedere al di là della sua ristretta manifestazione terrestre. La presenza del corvo è indice infallibile di una Terra non rettificata. Perciò si deve tagliare la testa di quell'Io parassita. Non è poi così difficile come può sembrare. Allora può incominciare ad apparire il Bianco e si sarà così eliminato il primo vero grande ostacolo. La Terra sarà purificata. IL NERO DRAGONE Ora Uroboros è diventato nero. Conoscete già Uroboros rosso, rappresentato in una immagine di una delle precedenti pagine. Simbolo del Divenire. Quale può essere la differenza che viene adesso proposta ? Osservate : Uroboros del Divenire rappresenta una trappola mentale che è estesa a tutta l'Umanità. Un circolo vizioso si stabilisce fra cause ed effetti, e rende assai difficile trovare il filo delle vicende umane. Si tratta, però, di vicende esterne. L'Uroboros nero della foresta si riferisce, invece, alle vicende interne. Ed è molto più pericoloso e dannoso del suo analogo rosso. Ogni esploratore deve domandarsi quanto di esso dipenda dall'effetto paralizzante degli eventi. Il dragone nero rappresenta il modo di essere di coloro che subiscono l'immanenza degli eventi. Attenzione : il dragone nero insinua insicurezza, sfiducia. anche il grande male dell'umanità, cioè l'ansia. Se osservate con accuratezza, sottraendovi al malefico influsso del dragone, potrete notare che cerca sempre di nascondersi alla vista diretta. La sua vera pericolosità è che esercita una presenza risonante e sappiamo bene quanto potenti possano essere le risonanze, sia in positivo che in negativo. Tuttavia, appartiene ai postulati da noi implicitamente subiti. Perciò non è noi. Se non viene da noi stessi alimentato, perde rapidamente il proprio potere. E' un dovere per ogni esploratore tagliargli la testa. La testa rappresenta proprio quella parte del nostro Io che lo alimenta. Cercate di comprendere questo punto e come si deve agire. GLI ANIMALI DELLA FORESTA Si deve comprendere che con il termine animali si intendono gli istinti che popolano la nostra foresta. L'esploratore, che da poco ha tagliato le due teste, potrà ora scorgere più facilmente nella foresta strane coppie di animali che la fanno da padroni. Gli animali di ogni coppia hanno la particolarità di essere profondamente differenti fra loro. Cercano sempre di distruggersi vicendevolmente. Ma in realtà rappresentano le due facce di una stessa medaglia. Perciò sono costretti a convivere, a scapito degli abitanti della foresta, che spesso non sanno decidere quale dei due animali nella coppia sia quello più deleterio. Ogni esploratore dovrebbe conoscere quali sono le coppie che lo affliggono, in una apparentemente perenne conflitto di dualità. Deve anche trovare il rimedio per rendere inoffensive le sterili lotte che avvengono Esse in qualche maniera lo coinvolgono, distraendolo da compiti molto più appaganti. Una volta tagliate le teste del corvo e del dragone l'esploratore dovrebbe riuscire nel compito di annullare tali lotte. Si consideri con attenzione che non è più necessario tagliare teste. Occorre solo riuscire ad addomesticare i feroci animali delle incongruenze, ed obbligarli a convivere in pace. Una volta eliminati i conflitti che fanno dissipare la nostra sensibilità, la foresta non ha più molte ragioni per esistere. Allora, svanita l'oscurità caotica e minacciosa, incominciano a comparire paesaggi che non potevano essere scorti prima, imbrigliati com'eravamo nell'ansia. IL MARE E I VENTI Considerate con attenzione il passaggio dalla foresta al mare degli esploratori. Finiti gli spazi angusti imposti dalla foresta ora si intravedono gli infiniti da esplorare. Il mare da navigare e le Colonne d'Ercole da valicare. Ora l'esploratore deve imparare a convivere con la Libertà interiore. Deve riconsiderare attentamente la sua collocazione nell'esistenza. Quale è il significato del Mare ? Cosa rappresentano le Colonne d'Ercole ? Nel suo ruolo di esploratore, cosa significa essere anche un navigatore ? Per attraversare il Mare occorrono tre cose : il desiderio della Rotta, una nave dalle magiche Forme e il soffio dei Venti. Per ogni esploratore le tre cose assumono Significati diversi, che egli solo potrà gustare. Ma il Mare è in comune per tutti gli esploratori. Il diritto a navigare richiede modi di essere improntati a grande responsabilità. Ora i compiti, dopo aver vinto la foresta, sono l'esplorazione dei desideri, la scelta di una nave adeguata e la capacità di percepire ed intendere il soffio dei Venti. La natura dei Venti colloca questo ultimo compito al primo posto. Il Significato in sé del Vento appartiene agli Arcani. Improvvisamente si manifesta nelle nostre percezioni. Altrettanto improvvisamente svanisce. Perché avviene questo ? L'accorto esploratore avrà compreso che si tratta del Vento della Trascendenza. IL SOFFIO DEL VENTO E' una sorgente di Vita disponibile per tutti ? Da tempi immemorabili il soffio del Vento è sorgente di Significati per tutti coloro che lo percepiscono. Una sorgente sgorga, perciò il Vento non è soltanto un Significato di un singolo istante. E' un'azione che perdura. L'attento esploratore sa cogliere con grande sensibilità il Vento che spira. Quando questo avviene non è più necessario usare la bussola. Le pietre miliari dei singoli Significati non servono più per stabilire la rotta. Il Vento prende cura della direzione esatta del nostro cammino. Il Vento è sempre presente. Perciò è sempre disponibile per tutti. Le sue apparenti assenze e discontinuità dipendono solo dalla nostra incapacità. Dobbiamo trovare in noi le risonanze necessarie alla sua percezione. La foresta è un filtro quasi insuperabile. Ma per coloro che hanno saputo superarla, si aprono due strade, entrambe valide. Nel simbolico bivio che ogni esploratore vorrà affrontare, egli troverà ad attenderlo una nave di colore bianco ed una di colore rosso. Quella bianca è assegnata maggiormente alla rotta da dove veniamo, mentre quella rossa è pronta a salpare per la rotta dove andiamo. Ricordate sempre che ad ogni simbolo corrisponde un modo di essere e, perciò, un Significato. Considerate la vostra Libertà di scelta in rapporto alla vostra stessa esistenza in quel preciso istante. LE NAVI DALLE MAGICHE FORME Dovete considerare che le navi, spinte dai Venti, trasportano merci di grande Significato. L'esploratore non deve fare alcuno sforzo. Sulla nave bianca deve solo salire a bordo e comprendere la natura del carico che essa trasporta. Quello che è a bordo viene da lontani paesi, che gli sono però del tutto familiari. In tal modo potrà incominciare a rendersi conto quale è il vero suo paese d'origine. L'esploratore comprenderà anche quale arcano Vento abbia spinto la nave fino a lui. La Forma della nave, con grande meraviglia dell'esploratore, si adatta perfettamente al carico che trasporta. Sulla nave rossa, invece, l'esploratore diventa anche spedizioniere. La nave è là ad attenderlo pronta a salpare per dirigersi dove egli ritiene opportuno portare il carico di merce. L'esploratore attende solo che si levi il Vento adatto. Anche nella nave rossa, meraviglia delle meraviglie, la Forma dello scafo si adatta al contenuto. Osservate bene e comprendete meglio : nella Tradizione ermetica, la nave bianca si chiama Mercurio Lunare, mentre quella rossa è nota come Mercurio Solare. Ricevere e partecipare al carico della nave bianca è un'esplorazione. Diventare spedizioniere e partire con la nave rossa è un'esplorazione. Dovete comprendere che siete assolutamente liberi nel ricevere come nello spedire, purché in armonia con le rispettive rotte delle navi. Ricordatevi sempre che una simile preziosissima libertà deve essere conquistata giorno per giorno. IL DESIDERIO DELLA ROTTA Quale arcano legame unisce il desiderio della Rotta alla Forma della nave ? La domanda è proprio difficile, ma vale la pena di una profonda riflessione. L'esploratore potrà forse trovare la risposta esplorando la propria interiorità . Cioè visitando l'interiorità della sua Terra. Possiamo suggerire che, stando alla mappa, l'ormai famoso Giardino delle Esperidi non è poi così lontano. Non esiste forse un'analogia molto spinta fra i Frutti d'Oro e le Forme artistiche che desideriamo generare ? Spetta al volenteroso esploratore decidere se le pagine fin qui proposte abbiano contribuito alla chiarezza delle sue idee, oppure se si tratta di un vacuo sfoggio di parole che, invece di chiarire, spargono ad arte una fitta caligine di dubbi solo per mascherare un niente. Se l'esploratore accetta un consiglio di cuore, gli raccomandiamo di cercare di avere sempre i piedi ben per terra e la testa fra le alte nuvole del cielo. Naturalmente si tratta di uno strano connubio. Ma a pensarci bene, cosa non è meravigliosamente strano in tutta la nostra esistenza? Gli suggeriamo anche di dedicare un po' del suo tempo per riconsiderare meglio tutta la mitologia classica. Al di là delle primitive pratiche religiose del mondo pagano, che, come per tutte le pratiche prese in sé stesse, non portano molto lontano, esistono mirabili spunti di Trascendenza, pieni di Significati, sui quali conviene riflettere a fondo. LE FORZE ISPIRATRICI Considerate con attenzione le differenze fra il Vento e le forze ispiratrici. Prendete in esame le spinte che talvolta animano, e anche agitano, la nostra vita interiore. Non si commette un grande errore se le consideriamo come qualificazioni delle ispirazioni. Alcune sono evidenti ed altre meno. Talvolta percepiamo la loro origine al di fuori di noi. Altre volte riconosciamo che si tratta di qualifiche date al nostro agire, che provengono solo da noi. Le forze, essendo qualificanti, ci elargiscono Significati, di volta in volta mutevoli. All'accorto esploratore sarà già venuto in mente che si sta parlando delle forze qualificanti che si accompagnano alle merci delle nostre navi. Le forze che hanno la loro prima origine al di fuori di noi, sono attributi inscindibili delle merci della nave bianca. Le altre forze, quelle da noi stessi qualificate, entrano nel carico della nave rossa.. Ormai l'esploratore dovrebbe essere in grado di comprendere che la differenza fra le varie forze ispiratrici qualifica differenti modi di essere. Le forze ispiratrici possono, perciò, essere identificate con i simboli. Apparirà, adesso, più comprensibile il mirabile fatto che la Forma della nave si adatti al carico che trasporta. Il Vento, se ci si pensa bene, genera nostri modi di essere, ma il Vento in sé non è un nostro modo di essere. Noi possiamo solo partecipare all'azione del Vento. Esso viene prima delle forze ispiratrici. Ora, dovete considerare con la massima attenzione interiore questo punto : il Vento non è né il carico, né la nave, né tanto meno la Forma della nave. Ma la Forma della nave aiuta il Vento a spirare meglio. LA FORZA DELL'INTELLIGENZA – SATURNO Considerate sempre che le forze si accompagnano, qualificandole, alle nostre azioni ed alle nostre Forme. L'esploratore che ha superato la foresta ha tagliato la testa al corvo. Perciò la sua intelligenza si appoggia ora ad una più nobile individualità. Il simbolico Saturno implica tutto questo. Chi, invece, non ha superato la foresta si appoggia al simbolico piombo. Ma se l'esploratore non è accorto, in qualsiasi momento, appoggiandosi al piombo, corre sempre il rischio di ritrovarsi nella foresta e perdere la rotta. La qualificazione che Saturno può dare alla nostra intelligenza, è fondamentale. Saturno ci induce ad avere una nuova coscienza della nostra individualità. L'attento esploratore dovrebbe sempre iniziare ogni suo agire partendo da tale intelligenza, altrimenti il valore della sua opera diminuisce drasticamente. Si consideri con attenzione il Significato di Saturno. E' il punto iniziale per coagulare in noi ogni Forma di risonanza. Osservate che le risonanze richiedono sempre la presenza contemporanea di un risonante ed un risuonato. Ponete attenzione : un esploratore, scegliendo la nave bianca o quella rossa, decide liberamente di essere la parte risuonata oppure quella risonante. In entrambi i casi partecipa al carico della nave con la sua individualità intelligente. LA FORZA DELLA NATURA - LA LUNA – Le merci della Luna arrivano con la nave bianca. Si osservi l'immagine. I due esploratori sono al limite della foresta. L'autore del dipinto ha ben raffigurato il nostro porci di fronte alle forze della natura. Esse si manifestano solitamente in una Forma notturna. Proprio per tale aspetto notturno, la loro percezione può molte volte riportarci nell'oscurità della foresta. Ma se l'esploratore, reso accorto da Saturno, riesce a superare il lieve stato di disagio. Esso è dovuto alla percezione di una presenza di forze intorno a noi che devono essere superate. Allora le oscurità si trasformano nel rassicurante biancore della Luna piena. Notate una cosa importante : la presenza della Luna ci indica che non siamo soli con la nostra centralità individuale ed intelligente. Esistono altre cose ed altre forze della Natura al di fuori di noi. La Luna ci suggerisce di cercare i Significati della Natura e la loro forza. L'esploratore aspetta con grande gioia l'arrivo della nave bianca. In essa si trovano le preziose merci, piene di Significati, che sono le basi per generare e trasferire sulla nave rossa le merci da lui stesso preparate. Le sue merci saranno, comunque, il carico rosso per una nave bianca destinata a qualche altro esploratore. Si rifletta profondamente sulle ragioni che hanno indotto la Tradizione ad adottare il simbolo della Luna. Se si osservano i due esploratori dell'immagine e se vogliamo comprendere, dobbiamo cercare di vivere il loro modo di essere di fronte alla Luna che è appena sorta all'orizzonte. LA "VIS AGENDI" – GIOVE Notate che la "vis agendi" assume un particolare significato unendo le presenze di Saturno e della Luna. Le spinte che percepiamo verso l'azione, a guardarle da vicino, sono molto più profonde di quanto normalmente si possa credere. La forza dell'intelligenza da sola non basta. Essa ci conferma la presenza della nostra centralità, che è il punto di partenza della nostra esistenza, ma che nei riguardi delle azioni è sterile. Le forze della Natura ci danno la percezione che non possiamo essere solo una centralità a sé stante. Noi viviamo in un tutto che include, fuori di noi, l'immaterialità della Trascendenza e anche la materialità della Manifestazione. La Vis agendi ci fa percepire la coscienza del nostro andare. In aggiunta suggerisce il Significato dell'agire. Cari esploratori : nelle tre famose domande è implicita una domanda assai più difficile. Perché in ciascuno di noi è costantemente presente il Significato esistenziale dell'andare ? Fate bene attenzione : dobbiamo percepire che le forze sono legate strettamente ai Significati esistenziali. Ecco, allora, che le forze rivelano i nostri Doveri esistenziali. Ecco, infine, che si arriva a percepire che i Significati sono Doveri. LA FORZA DELL'INTERPRETAZIONE DELLE FORZE - MERCURIO – Si noti bene come l'interpretare una forza generi la percezione di una forza molto sottile e penetrante. L'esploratore ricorderà che dei Mercuri, quello bianco e quello rosso, è già stata suggerita un'interpretazione. Ma ora è necessario un ulteriore sforzo. La Tradizione, come sempre, ha scelto un simbolo che mutua, per analogia, alcune caratteristiche particolari del suo riferimento fisico. A proposito del Mercurio è bene ricordarne qualcuna. Il mercurio fisico è liquido, nelle normali condizioni di temperatura. Non ha una sua forma e prende la forma del contenitore. Se si immerge una mano nel mercurio ci si accorge che è imprendibile. Sfugge da tutte le parti. Non si comporta come altri liquidi che in un modo o in un altro interagiscono con la pelle della nostra mano. Analogamente, i due Mercuri generano in noi la percezione, inafferrabile, di un Significato di grande portata. Per gli esploratori accorti è facile percepire se si tratta di Mercurio bianco oppure rosso, Essi sono due modi di essere. Ma è molto più difficile percepire con chiarezza il modo di essere ad entrambi implicito o sottointeso. Si osservi con grande attenzione il Significato di Libertà che si accompagna a quest' ultima percezione. Suggeriamo di prendere in considerazione il Mercurio come una manifestazione dell'Oracolo della Trascendenza. Colui che riesce ad interpretare un Oracolo della Trascendenza impara un linguaggio di immenso valore. LA FORZA DELLA FORZA – MARTE Ora diventa più facile percepire quanto è latente nelle forze. I Miti della civiltà ellenica sono sorgenti di suggerimenti. L'esploratore li deve considerare dal punto di vista, che si adatta alla sua natura di esploratore : possono allora presentarsi alla sua percezione aspetti nascosti e invisibili . Si osservi l'immagine di Ercole. Egli rappresenta simbolicamente l'azione, perciò non è colui che agisce, ma piuttosto il verbo agire. Ogni azione implica in noi l'equivalente di un Ercole. Egli non deve essere considerato un Dio ma solo un "semidio", un eroe. Si consideri la relazione fra verbo (azione) e la parola "eroe". Si osservi anche un eroe deve seguire le regole degli Dei. Marte è proprio un Dio. All'accorto osservatore le considerazioni fatte dovrebbero far apparire in modo più chiaro tanti aspetti latenti delle nostre percezioni. Per l'Ercole che è in noi la forza è necessaria per agire. Ma agendo, con successo, ci si deve accorgere che in noi nasce la percezione di una forza ben più importante, implicita nel Significato di agire con una coerente forza interiore. L'esploratore dovrebbe abituarsi a questo strano e difficile "doppio livello" dell'interiorità. Osservate bene : la forza di una azione genera in noi la Coscienza della forza. La forza della forza genera in noi il Significato della forza. Provate a vedere le cose da questo punto di vista. Ci si dovrebbe accorgere, a questo punto, che si aprono davanti a noi gli sconfinati territori dei Significati, che non sono certamente quelli, molto più limitati, della Coscienza. Per il vero esploratore, quello che ha riconosciuto il Significato della sua vocazione, dovrebbe essere un giorno di grande gioia. LA FORZA DELLA BELLEZZA – VENERE . La forza della Bellezza la possiamo ricevere solo dalla Trascendenza. Soffermandosi con attenzione sulle parole, si trovano chiari suggerimenti sulla vera natura dell'esistenza . Per fare un esempio, l'uso del verbo potere nella considerazione precedente ci suggerisce che noi possiamo attingere la forza della Bellezza dalla Potenza del Trascendente. E' una possibilità offerta all'esploratore. Perciò è nel carico della nave bianca. Altro Significato sarebbe stato dire "…la dobbiamo ricevere…". In questo caso diventerebbe un dovere dell'esploratore e come tale entra nel carico della nave rossa. Forse queste ultime due considerazioni possono aggiungere chiarezza al nostro andare di esploratori : il cammino considerato come una premessa di Bellezze ed una susseguenza di Doveri di Artista . La forza che si accompagna alla Bellezza ha veramente un sapore arcano e meraviglioso. Senza l'irraggiamento della Bellezza ogni opera artistica non può andare a compimento. E' la premessa di ogni generazione di Forme. Ora dovete porre particolare attenzione al punto che segue : sin qui sono state proposte sei forze. Se tornate a riesaminarle vi accorgerete che, in alternanza, sono forze che hanno origine in noi e fuori di noi. Oppure, detto in altre parole, si tratta di forze che appartengono, in alternanza, alla nave rossa e a quella bianca. Ma osservate bene : si incomincia dalla forza dell'intelligenza, che è individuale e che fa parte del carico della nave rossa. LA FORZA DELLA GENERAZIONE - IL SOLE Tradizionalmente il Sole è il Dio delle Arti. Con la settima forza si conclude il cammino proposto dalle sei forze che la precedono. Notate che siamo sempre nella Trascendenza, cioè nell'universo della Potenza. Ma è propriamente con il Sole che la Potenza può passare alla Forma finale dell'Atto. Cercate di cogliere la differenza fra Saturno ed il Sole. Tra il vostro Saturno ed il vostro Sole. Entrambi sono centralità. Ma le forze, che a loro si accompagnano, in cosa differiscono ? Osservate che l'intelligenza propone sempre l'inizio di un'opera d'Arte. L'opera può estendersi a qualsiasi nostra azione, o, se ci sembra più appropriato, a qualsiasi nostro verbo. Successivamente (tutto potrebbe avvenire in un solo istante immateriale) si vivono le altre forze che ci parlano delle condizioni e delle volontà che sono implicite all'opera d'Arte stessa. Se l'esploratore è un vero esploratore, allora comprende i Significati delle forze che animano, in potenza, le sue azioni. Ma è solo con il Sole che si prepara la Forma finale. L'azione converge in una Forma. E giunti a questo punto, cari esploratori, dovete convenire che il vostro mestiere include anche il Dovere di essere Artista, Artigiano e Costruttore. Allora, si deve anche convenire, con la chiarezza che abbiamo sempre desiderato, che la parola esploratore, pur avendo in sé un alto Significato, deve cedere il posto a qualche altra parola di portata ancora maggiore. UNA SOSTA DI RIPOSO Il Giardino delle Esperidi si trova subito oltre gli alberi. Cosa potrebbe succedere agli esploratori se avanziamo un'ardita ipotesi ? Se proviamo a cambiare leggermente alcune parole nelle nostre tre domande, potrebbe avvenire in loro un salutare ripensamento del loro ideale spazio di esplorazione ? Se al posto di "chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo" diciamo, invece, "come siamo, come veniamo e come andiamo", quali implicazioni potrebbero sorgere ? Quanto potrebbe sconvolgere le nostre idee ? Questa proposta nasce dall'improvviso dubbio di essere stati messi in mezzo, una volta di più, dai significati delle parole del gergo corrente (notate la "esse" minuscola), quasi automaticamente ci dettano i postulati. In effetti in entrambe le interpretazioni è implicito un cammino. Perciò sembrerebbero equivalenti. Ma cosa succede se, invece, le osserviamo più da vicino ? Nella versione con il "dove" si accentua maggiormente una implicazione temporale, quasi a far coincidere le tre domande con il nostro percorso di vita nella Manifestazione, cioè l'Atto. Nella versione con il "come" si da maggior risalto all'aspetto qualitativo del nostro modo di essere, e si porta l'attenzione sulla Potenza. Così facendo, potremmo aprire una particolare porta per una comprensione di due modi, assai diversi fra loro, di intendere il tempo : quello classico, legato automaticamente ai concetti di causa ed effetto e quello, molto meno classico, legato al concetto esistenziale di coincidenza (se… allora). Gli accortissimi esploratori avranno modo di riflettere su una simile provocazione. CONGEDO MOMENTANEO Le pagine sulla via interiore terminano per il momento qui. Speriamo di aver mantenuto le promesse iniziali. Abbiamo cercato di dare le indicazioni generali da includere in una mappa orientativa. Abbiamo cercato di suggerire i luoghi di difficile attraversamento, come ad esempio la foresta. La presenza di animali pericolosi è stata debitamente segnalata. Anche qualche vago tentativo di definizione di orografie, oppure di orribili deserti, come di lande desolate, è stato aggiunto. Anche le sempre pericolose sabbie mobili sono state implicitamente incluse. Il mare e i problemi della navigazione in genere, inclusi i venti, sono stati oggetto di suggerimenti diretti ed indiretti. Si può essere chiamati, dalle necessità, ad essere esploratori di terra o di mare. Si deve essere pronti a questo. Attraverso le immagini, ma non sappiamo con quanto successo, abbiamo cercato sempre di offrire gli orizzonti necessari alla vista interiore degli esploratori. Di solito le mappe normali non includono orizzonti. Perciò, nel nostro specifico caso dobbiamo rivolgere un pensiero grato alla tanto vituperata tecnologia, che ci consente di preparare mappe speciali, in aggiunta alle antiche Tradizioni orali. Ora la parola passa alle esperienze "vissute in linea" da tutti gli esploratori, noi inclusi. Ogni informazione esistenziale sarà utile per tutti coloro che appartengono alla "corporazione degli esploratori". E questa è una certezza gratificante. HIC SUNT LEONES Quanto sono pericolose le nuove vie ? Quali sono i pericoli che attendono l’Esploratore ? L’Esploratore accorto segue sempre la Virtù della Prudenza. Osservando l’immagine viene da notare che in esse sono brn celate due Immanenze. La prima proviene dalle ispirazioni senza limiti dell’Universo della Potenza. La seconda appartiene all’Osservatore che spinge il suo sguardo verso la Gloria. Le due Immanenze si cercano e si devono incontrare. Nel prossimo incontro, in quale delle Immanenze si possono nascondere i Leones? E come si nascondono nelle loro rispettive Immanenze ? L’esploratore deve imparare ad essere vigile e a sviluppare una vista acuta. Come si manifestano, ma soprattutto come si nascondono i Leones ? Esiste anche un altro genere di rischio, sottilmente ancora più pericoloso. Se si osserva l’immagine ancora più in profondità, si rivela un fatto degno di essere notato. L’Esploratore è seduto. Si tratta di una sosta momentanea di meditazione ? Oppure di una tentazione di smettere di procedere nel Cammino ? I Leones non attendono altro. - I GUARDIANI DELLA SOGLIA Ricordate ? Abbiamo preso l'impegno di aggiungere alla Mappa anche avvertimenti di natura generale, per rendere cauti gli esploratori nell'attraversamento di lande desolate. Simbolicamente abbiamo chiamato tali lande con il nome di "hic sunt leones", in ossequio ai cartografi del tempo andato. Tutta la nostra esistenza di esseri manifestati è piena di leones, le cui sembianze terribili e temibili ci inducono a deviare dall' istintiva ispirazione di seguire la nostra rotta. In loro presenza le nostre bussole interiori tendono ad impazzire. Non riescono più ad indicare con coerenza il Nord simbolico tanto desiderato. I leones ci appaiono del tutto reali e purtroppo pieni di significati negativi. Ma al contrario, non hanno mai un vero Significato. Sono falsi riferimenti. Essi prendono una forma apparente, soprattutto in virtù della loro negatività. Ma l'accorto esploratore dovrebbe, invece, rendersi conto che è proprio lui, e solo lui, a generare l'alone di negatività e ad attribuire a questa una oggettività inattaccabile. Nella Tradizione ermetica i leones sono anche chiamati i guardiani della soglia. Sono le guardie di confine che ci negano l'accesso alla strada della nostra crescita interiore. Se l'accorto esploratore si rende conto del reale stato delle cose, allora può facilmente annientare tutti i guardiani delle soglie che potrà incontrare nel suo cammino. E' un genere di "sport" molto stimolante per ogni esploratore Nel fondo di sé stesso appartiene, a buona ragione, alla razza libera di coloro che vanno verso il Nord. Ad ogni annientamento di un guardiano della soglia corrisponde una perenne trasformazione interiore. Si conquista una nuova libertà. LE PAURE Rendetevi conto che la paura è veramente il più grande nemico della libertà. E' il peggior "non significato" della Manifestazione. E' la morte che ostacola il nostro cammino verso il magico mondo dell'Arte e della Bellezza. L'attento esploratore deve perciò intendere bene la vera origine delle paure. Si deve anche domandare perché al giorno d'oggi è in atto un mirato processo di diffusione della paura. Si deve infine domandare se egli stesso non contribuisca a tale diffusione con un suo comportamento inadeguato e non del tutto cosciente e se non stia trasformando i non significati -suggeriti da quegli eventi - in significati falsi ma dalla nefasta influenza. Ci sono molte ragioni per comprendere che la diffusione della paura costituisce un diretto attacco all'individualità interiore. Con maligna abilità si spostano le attenzioni sulle contingenze egoistiche. Il banale egoismo di chi si difende è una manifestazione superficiale ed effimera, che poco ha a che vedere la nostra individualità spirituale. La paura, generando i fantasmi dei guardiani della soglia, pone tutte le premesse per una schiavitù da eventi, quindi senza Speranza. Osservate bene, e poi valutate la pesantezza di una simile schiavitù. Essa è di gran lunga peggiore delle schiavitù fisiche, che, almeno, pervenendoci dall'esterno, lasciano aperte le porte a nostre intime reazioni e, quindi, alla Speranza. Come ci si può difendere dai fantasmi della paura ? Un metodo c'è : provate a prendere in esame il Significato della vostra stessa esistenza e paragonatelo ai non significati generati dalle paure. E' un'impresa non sempre facile, ma dà i suoi frutti. In primo luogo evidenzia la Dignità di chi si oppone alle manipolazioni. LA TRAPPOLA DIALETTICA Osservate bene l'immagine. Tradizionalmente rappresenta Uroboros, simbolo del Divenire. Il serpente che si morde la coda. Considerate bene i suoi Significati. In questa immagine si riflette una delle trappole più micidiali per coloro che esplorano gli sconosciuti territori dell'esistenza. Una prima interpretazione ci porta ad identificare il circolo vizioso della manifestazione. Apparentemente ogni evento genera una reazione, che rigenera un evento, che rigenera un'altra reazione. E così via in una infinita serie di cause ed effetti . Una seconda interpretazione più sottile ci induce a riflettere che in una simile catena chiusa è assolutamente inutile cercare un punto di partenza delle cause. Si tende fatalmente al modello di riferimento uovo-gallina, che notoriamente non presenta soluzioni esistenzialmente accettabili. Una terza interpretazione, ancora più sottile, ci fa dubitare fortemente del Significato della dialettica. La dialettica è una sorta di circolo vizioso, che porta i "contendenti" a confondersi in una sterile disputa basata su reciproche posizioni in contro fase delle cause e degli effetti. Quali Significati assoluti possiamo, perciò, sperare di ottenere ? Naturalmente la nostra normale abitudine a fare uso delle regole del Divenire è perfettamente legittima. Solo entro la Manifestazione. E' anche utile e forse indispensabile. Ma se affrontiamo l'interiorità, con i suoi Significati, non solo non è efficace ma è dannosa e ci impedisce di vedere. Perciò Uroboros è sostanzialmente un furfante ingannatore. Provate a vedere il problema da un'altra angolazione : all'interno del cerchio di Uroboros è simbolicamente racchiuso il Divenire. Al di fuori cosa c'è ? L'Esistenza si estende anche al di fuori di Uroboros, oppure è limitata solo all'interno ? I GRANDI IMPOSTORI Cercate sempre di scoprire gli impostori. In materia di non significati gli esempi si sprecano. Basta per primo osservare gli eventi e poi le interpretazioni che ne vengono date. Si deve però comprendere bene che l'evento in sé non è la stessa cosa delle sue interpretazioni. Le interpretazioni le aggiungiamo noi. Due, fra i non significati, possono dare luogo a particolari spunti di riflessione. Lo scoraggiamento e l'esultanza. Sono atteggiamenti limite. Derivano dall'aver interpretato, di solito malamente, eventi sfavorevoli o propizi. Entrambi tendono a condurci fuori strada. Entrambi contribuiscono alla creazione in noi di stati d'animo di natura temporanea, che purtroppo fanno impazzire le nostre bussole che, invece, dovrebbero essere tarate sui tempi lunghi. Ma fra i due impostori lo scoraggiamento è di gran lunga meno pericoloso. E' vero che cerca di paralizzare la nostra "vis agendi", ma è altrettanto vero che tende a riportarci nelle nostre vere dimensioni rispetto all'esteriorità. L'esultanza è legittima solo quando è accompagnata dai Significati, perché i Significati sono di solito più potenti della nostra manifestazione individuale. L'esultanza senza Significato è deleteria. Di solito porta ad una illecita e sterile pienezza di sé stessi. Si tende a diventare presuntuosi e superbi. L'accorto esploratore dovrebbe domandarsi quante volte nella vita ha rivestito i panni di Pinocchio. Ma deve anche riflettere che Pinocchio cerca di non essere più un burattino. Indipendentemente dagli insuccessi. LE COMUNICAZIONI Riflettete sull'importanza delle comunicazioni Fin qui sono stati esaminati alcune delle più pericolose sorgenti di non significati. I non significati sono da sempre una piaga dell'umanità. Oggi, è opinione di molti che la confusione, che è una sorta di sinonimo dei non significati, stia aumentando nel mondo. L'esploratore dovrebbe, invece considerare che sono solo aumentate le comunicazioni e che stanno crescendo con un ritmo impressionante. Le informazioni non sono né buone né cattive, se si considerano indipendentemente dal loro contenuto. Sono comunque decisamente utili. Sempre. Dipende dalla loro interpretazione e dall'uso che se ne può fare. Perciò si ritorna nuovamente alla diretta responsabilità di chi interpreta le informazioni. L'umanità nel passato ha quasi sempre ricevuto le informazioni sugli eventi esteriori tramite intermediari, mentre le esperienze dirette hanno sempre costituito una piccola sorgente di informazioni. Oggi, invece, si deve prendere atto che è possibile ricevere direttamente molte più informazioni di prima. La televisione ed ora internet, consentono un contatto molto più diretto con la realtà esterna. Il ruolo dell'intermediario, cioè il compito di chi riferisce indirettamente, una volta era determinante mentre ora sta rapidamente riducendosi. Tutto questo aggiunge ulteriore responsabilità all'esploratore ed al suo compito. Esso nella diretta interpretazione del Significato degli eventi. Ma se un esploratore desidera interpretare bene i Significati deve diventare un osservatore imparziale. Capace anche di mettere a fuoco le informazioni. ANCORA SULLE COMUNICAZIONI La libertà delle comunicazioni dirette Per adesso abbiamo suggerito considerazioni che si riferiscono ai messaggi che riceviamo. E' importante cercare di esaminare più da vicino alcune implicazioni relative a un problema Quello di convivere direttamente con il nuovo e crescente flusso di informazioni. Spesso non ci si rende adeguatamente conto della grande fortuna che ci viene offerta con le comunicazioni dirette. Nel passato ognuno dipendeva in larghissima parte dalle informazioni filtrate dagli intermediari, sia sotto forma di informazioni a voce che di informazioni tramite carta scritta. La componente deformante da parte dell'intermediario, sia pure in buona fede, era certamente molto più grande di quello che avviene oggi. Oggi siamo più liberi. Il pregio delle informazioni dirette è che ognuno può rendersi conto se le informazioni sono manipolanti. Almeno può cercare di farlo. I primi piani delle immagini in televisione sono spietati e rivelatori. La quantità di informazioni che da esse ci perviene va bene al di là delle parole pronunciate. Di nuovo i Significati, oppure l'assenza di essi, costituiscono una sorgente ricchissima per gli attenti esploratori che guardano le immagini. Analogamente, la lettura di una lettera, che viene inviata direttamente a noi, ci consente di esercitare la nostra intrinseca capacità di leggere fra le righe. Riflettete sul fatto che in un giornale oppure in un libro manca proprio il contatto diretto. Una lettera scritta a noi è un'altra cosa di un messaggio inviato a lettori sconosciuti. Allora, non vi sembra che lentamente tutto questo ci stia portando sulla via di una superiore chiarezza ? Se è così, allora abbiamo il dovere di incrementare le comunicazioni dirette. SEMPRE SULLE COMUNICAZIONI Osservate quanto importante è la risonanza nelle comunicazioni Esistono in aggiunta due ulteriori motivi per farci rendere conto che gli eventi , le relative informazioni e le comunicazioni, possono solo esserci di grandissimo aiuto nel nostro cammino. Se si osserva bene, dobbiamo convenire che le condizioni per ottenere la chiave di pieno accesso ai Significati dipendono in gran parte dalle risonanze. Misteriosamente possiamo trovarle nei messaggi di ogni genere che ci pervengono. Le risonanze arrecano un particolare ordine alla nostra interiorità. Al contrario, un messaggio viene rigettato come inutile o valutato insignificante se manca la componente risonante. Inoltre, esiste anche una specie di risonanza negativa, di natura profondamente ripulsiva, che ci consente di capire, meglio di ogni altra cosa, che un messaggio non è per niente sulla nostra lunghezza d'onda. Sempre se si osserva con attenzione, ci possiamo rendere conto del grande valore indiretto della risonanza negativa : essa ci consente di prendere una più chiara coscienza delle strade che non dobbiamo assolutamente percorrere. Perciò, non dobbiamo avere motivo di diffidare delle comunicazioni che ci pervengono o ci vengono inviate. Comunque abbiamo sempre i mezzi per interpretarle e controllarle. I NOSTRI MESSAGGI Noi viviamo anche entro la Manifestazione. Oltre che essere ricettori di messaggi ed informazioni, siamo anche creatori e latori di messaggi. I nostri messaggi, perciò, diventano informazioni per l'esteriorità che ci circonda. Si deve bene intendere il Significato di quest'ultimo fatto. Quando un messaggio viene da noi creato noi lo esprimiamo attraverso un contenuto ed una forma. Nel momento esatto in cui noi lo esprimiamo (non importa il caso specifico) un messaggio cessa di appartenerci : non abbiamo più il potere di cambiarlo. Possiamo, è vero, cercare di modificarlo, esprimendo un secondo messaggio. Tuttavia, il primo non viene cancellato : se ne emette semplicemente un secondo. Se il nostro messaggio era privo di significati, noi abbiamo propagato "non significati" nella Manifestazione. Non vale quanto il messaggio sia o non sia importante. Alla fine la somma dei non significati risulta accresciuta. Ovviamente nella maggior parte dei casi si tratta di contenuti e forme di poco peso. Ma se, al contrario, la forma presenta le caratteristiche di risonanza negativa, di cui abbiamo parlato precedentemente, allora noi abbiamo contribuito all'aumento della disarmonia. E rimane il fatto che noi non possiamo più eliminare la disarmonia da noi stessi creata. Cari esploratori : riflettete su questo punto. Al di là di ogni considerazione o implicazione etica, rimane anche il fatto che, avendo generato un non significato, siamo comunque andati fuori rotta. ANCORA SUI NOSTRI MESSAGGI Considerate con attenzione le implicazioni di essere un Artista Se uno decide di scoprire in sé la vocazione di essere esploratore, allora deve anche accettare la vocazione di essere un Artista. Nel momento in cui prendiamo atto di questo, dovremmo anche renderci conto delle responsabilità artistiche che ci assumiamo. Fra di esse, quella di generare forme armoniche. Essere un vero Artista non è certo un compito facile. Soprattutto nella vita di tutti i giorni. Soprattutto nel rapporto quotidiano con gli eventi. Si commettono errori e si generano disarmonie ad ogni istante. Ma può esistere veramente un Artista senza Armonia interiore? Può l'opera di un Artista prosperare in un ambiente disarmonico ? Cari esploratori : dovete prendere atto che l'Armonia dell'ambiente dipende da tutte le forme generate. Molte di esse, che sono portatrici di contenuti significativi (inclusi quelli negativi), vengono generate dai comportamenti degli uomini, fra i quali ci siete anche voi. Ogni disarmonia viene pagata da tutti. Anche da voi. Riflettete sul fatto che la vostra stessa rotta deve essere fonte di Armonia. Per voi e per gli altri. CONGEDO Le pagine sulla via esteriore, per il momento, terminano qui. Esistono parecchi rischi nel cercare di proporre validi argomenti per i comportamenti nell'esteriorità. Primo fra tutti il rischio di diventare noiosi. Da quando siamo nati alla Manifestazione non facciamo altro che trovare schiere quasi infinite di persone che proclamano ai quattro venti le ricette infallibili per diventare il perfetto esemplare del Modello dell'Uomo. Si deve convenire che consigli e comandamenti sono nella maggior parte dei casi giusti e raccomandabili. Hanno il grandissimo difetto di essere insopportabilmente noiosi. Perciò senza grandi Significati esistenziali. Non vorremmo, perciò, essere classificati nella suddetta categoria dei pedanti, ma ci rendiamo perfettamente conto che la difficoltà di certe pagine suggerisce la tentazione di farlo. Ognuno potrebbe giustamente chiedersi : chi sono questi presuntuosi che si permettono di annoiarci ? Vorremmo riaffermare un punto fondamentale : quanto da noi proposto deve essere valutato soprattutto nei riguardi dell'Arte e dei Significati. Se le opinioni suggerite sono sostanzialmente senza Significato, allora sarebbe del tutto legittimo classificare queste pagine come l'ennesimo tentativo di scaricare sull'umanità solo il peso dei "peccati" commessi. Invece, per noi, l'Arte è Luce ed i "peccati" sono solo errori dovuti a mancanza d'Arte. Sperando di non apparire artisticamente fuori misura, invitiamo gli esploratori e gli aspiranti esploratori a proseguire con le pagine sulla via interiore. Sicuramente sono molto più ermetiche e difficili, ma forse sono meno noiose.