“Universal design” and “inclusive design” nell’EMERGENZA & COOPERAZIONE mean the design of products, environments, programmes and services to be usable by all people, to the greatest extent possible, without the need for adaptation or specialized design. shall not exclude assistive devices for particular groups of persons with disabilities where this is needed. Progettazione Inclusiva e Partecipata nella Cooperazione • Diritti Umani come cornice • Partecipazione come strumento • Inclusione come obiettivo Non ci occupiamo di disabilità • Solo di “persone”? • Solo “uomo standard”? Universal Design: 7 principles PRINCIPLE ONE: Equitable Use The design is useful and marketable to people with diverse abilities. PRINCIPLE TWO: Flexibility in Use The design accommodates a wide range of individual preferences and abilities. PRINCIPLE THREE: Simple and Intuitive Use Use of the design is easy to understand, regardless of the user’s experience, knowledge, language skills, or current concentration level. PRINCIPLE FOUR: Perceptible Information The design communicates necessary information effectively to the user, regardless of ambient conditions or the user’s sensory abilities. © 1997 NC State University, The Center for Universal Design architetto Fabrizio Mezzalana [email protected] Universal Design: 7 principles PRINCIPLE FIVE: Tolerance for Error The design minimizes hazards and the adverse consequences of accidental or unintended actions. PRINCIPLE SIX: Low Physical Effort The design can be used efficiently and comfortably and with a minimum of fatigue. PRINCIPLE SEVEN: Size and Space for Approach and Use Appropriate size and space is provided for approach, reach, manipulation, and use regardless of user’s body size, posture, or mobility. © 1997 NC State University, The Center for Universal Design architetto Fabrizio Mezzalana [email protected] Da barrier free a universal design BARRIER FREE MOVEMENT UNIVERSAL DESIGN MOVEMENT architetto Fabrizio Mezzalana [email protected] Universal Design e ICF The Principles of Universal Design Version 2.0 4/1/97 ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (2001) architetto Fabrizio Mezzalana [email protected] CIRPS Centro Interuniversitario per lo Sviluppo Sostenibile Università di Roma “La Sapienza” Unità TpAA Tecnologie per l’Autonomia e l’Ambiente www.cirps.it www.tpaa.it CIRPS Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile Università di Roma “La Sapienza” Il CIRPS, fondato nell’ Aprile 1988 come Centro di Eccellenza, è gestito amministrativamente e di fatto come un “ampio” Dipartimento Interuniversitario, con sede centrale presso l’ Università «La Sapienza» di Roma. Hanno aderito al Centro nove Università Italiane e due Politecnici: Università di Viterbo “La Tuscia” Università di Sassari Università di Cassino Università di Macerata Università di Perugia Università di Palermo Università di Torino Università di Lecce Politecnico di Torino Politecnico di Milano MISSIONE del CIRPS Promozione e implementazione di programmi per uno sviluppo technologico, economico e sociale più sostenibile …promuovendo … •La participazione a network internazionali in particolare con il Paesi emergenti •Lo Sviluppo di collaborazioni con partner pubblici e privati che ne condividano le prassi e le finalità. Principali Attività • Sviluppo di Risorse Umane e in campo Accademico e Prdiessionale • Programmi di Ricerca e Sviluppo • Gestione di network (in particolare Universitari ) • Progettazione , gestione e sviluppo di attività di cooperazione internazionale L’attività scientifica e di ricerca si muove attualmente su tre principali e interconnesse tematiche: Le Tecnologie per l’Autonomia dell’individuo e delle comunità isolate con particolare riguardo al ciclo dell’acqua, alle energie nuove e rinnovabili, per lo sviluppo in aree disagiate Le nuove tecnologie relative alle disabilità per la neutralizzazione delle barriere e l’empowerment delle diverse abilità individuali, con particolare riferimento agli studi concernenti la nuova Classificazione Internazionale delle disabilità (WHO, 2002); Innovazione tecnologica e trasferimento di tecnologie per uno Sviluppo sostenibile e la decrescita dei consumi e dell'impatto ambientale. Attività di Docenza e Formazione: Svolgimento di Corsi Universitari: “Tecnologie per l'autonomia e l'ambiente” presso Ingegneria - Università “La Sapienza”; “Tecnologie assistive per le Persone con Disabilità” presso Psicologia - Università “La Sapienza”. Svolgimento Moduli per Master Universitari di II livello: “Progettazione per la Cooperazione Internazionale allo sviluppo sostenibile”, “La Sapienza”; “Ingegneria dell’Emergenza”, Università “La Sapienza”; “Progettare ambienti naturali e virtuali fruibili da tutti”, Università“La Sapienza”. Esperienze di cooperazione nel settore delle Tecnologie per l'Autonomia -Ricerca sull’autonomia idrica ed energetica -Attività nei Paesi in Cerca di Sviluppo -Didattica in Italia e nei PVS 2005 -2007 SAHARAWI: Studio di fattibilità “Sahara Verde” per l’autonomia idrica ed energetica dei villaggi del Kanem 2005 INDONESIA: “AiutASIA” Interventi per la sostenibilità dell’approvigionamento Idrico presso Pidi (BandAceh) nelle attività di ripristino Post Tsunami. In collaborazione con La Sapienza e Alisei. Preparazione progetto dal titolo “Supporto tecnico e formativo nel ripristino delle infrastrutture per l’Approvvigionamento Idrico danneggiate dallo Tsunami nel distretto di Pidi (Ache- Nord SumatraIndonesia)” 2003 - 2004 IRAQ: "Emergency rehabilitation of five Water Treatment Plants (WTP) and Compact Units (CU) in Basrah area" direzione lavori e supervisione sul campo nel settore Water and Sanitation, per programma di water tankering ed installazione di impianti di potabilizzazione. Assegnato ad “Un Ponte per…” in collaborazione con CIRPS ed UNICEF. 2003 AFGHANISTAN: “Miglioramento delle condizioni socio-educative e sanitarie per bambini di Kabul con particolare attenzione alle problematiche di disabilità e di genere”, per il MAE, durante l’ultima missione, in qualità di esperto tecnico nel settore della disabilità ha redatto il progetto, assegnato alla ong GVC, con cui collabora da consulente per l’attuazione. 2003 AFGHANISTAN: “National Disability Policy in Afghanistan”- L’attività di assistenza tecnica ai Ministeri Afgani ha tra gli obiettivi il miglioramento della qualità delle attività svolte e di contribuire a creare una struttura sostenibile mediante l’introduzione di leggi e politiche nazionali in grado di ridurre l’ineguaglianza tra le diverse sezioni della società afgana 2001-2005 NORD - EST EUROPA: “ATTRAIN - Assistive Technology Consultant/Advisor Training Development and Delivery” in collaborazione con: Technical University of Kosice Thames Valley University, Learning Resource Centre DPI - Disabled Peoples International-European Region Danish Centre for Technical Aids for Rehabilitation and Education, NetJob Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS Alliance of Organizations of Disabled People in Slovakia 2002-2006 EST Europa: Capacity building of Disabled People’s Organisations in ten Eastern Europe Accession Countries” le maggiori associazioni europee di persone con disabilità nell’anno europeo sulla disabilità hanno fatto partecipare il CIRPS ai meeting dello Steering Committee per dare supporto tecnico alla Formazione a Distanza. 1994-1997 INDIA:Project Manager per il CIRPS in India del Programma " Solar Village with occupational opportunities for disable People " di cooperazione intergovernativo del Ministero Affari Esteri in collaborazione con l’Indian Ministry of Science and Technology, anni 1995 – 1997, progetto di ricerca sull’inserimento e la riabilitazione di persone con disabilità presso “Vinklang Kendra Research Centre” (Allahabad) e “Olavina Halli Research and Rehabilitation Centre” (Mangalore). KABUL – Autonomia nella Disabilità • Programma sociale della Cooperazione Italiana - DGCS MAE • Anno 2003 • Missioni di esperti per la progettazione e gestione di un programma di aiuto alle fasce svantaggiate SUMMARY Background: An estimated 800.000 of Afghanistan's 23 million people are disabled, one of the highest proportions in the world. Many were maimed by the huge numbers (10 -12 millions) of the landmines planted throughout the country. Aimed: To survey user satisfaction of 30 disabled Afghans with technology devices was performed. Subjects: 30 ss. (15 male, 15 female) were tested on June 2002 at the rehabilitation centre of the ICRC (International Committee of the Red Cross) of Kabul. Tools: Two tests were administered: the ICF-Checklist in order to codify the “components” of disability, and the QUEST (Demers, L., Weiss-Lambrou, R., & Ska, B., 1997), aimed at assessing the user satisfaction by means of a questionnaire. Results: Almost 100% of the interviewed faced 1. environmental barriers, 2. lack of educational and support programs, as well as employment prospects, 3. discrimination to participate in the full range of social roles and ways of living, especially by women. ICRC The ICRC Orthopaedic Project started in 1988. At present it consists of 6 centers situated in Kabul, Mazar-E-Sharif, Herat, Jalalabad, Gulbahar and Faizabad ICF-Checklist Activities and Participation Environmental Factors 100% of ss. faced environmental barriers inside their houses and outside because of climate conditions. •People using wheelchairs and crutches referred problems during the winter (snow) •people using artificial legs mostly during the summer (plastic becomes hot). 50% faced moderate to complete barriers in societal attitudes ( e460) 50% faced moderate to complete facilitators in using their assistive device in daily living (e115) More than 50% referred depression related to being disabled, especially women (no chances to get married, to have children, to have a role in the society). 100% referred lack of social support services. Nobody referred difficulties concerning self care STATISTICS 2002 amputees 26.553 other disabled 23.120 prostheses made 40.456 crutches made (pairs) 80.504 wheelchairs made 6.962 INFORMATION ABOUT THE AMPUTEES 77% of the amputees are victims of mines 70% civilians 82% adult males, 8% boys (under 14 yrs) 7% ladies 3% girls (under 14 yrs) PROGRAMMA SAHARAWI 2006-2007 Obiettivo specifico Potenziamento dell’autonomia del popolo Saharawi nei campi. Risultati attesi -Un laboratorio per la creazione delle medaglie della Sahara Marathon mediante alluminio riciclato funzionante e avviato -Promozione del riciclaggio dei rifiuti nei campi -Coinvolgimento nei lavori e nei focus groups persone con disabilità - Potenziamento delle associazioni locali correlate alle PcD. - Valorizzazione e pubblicizzazione della Sahara Marathon Tecnologia si riferisce ovviamente in generale a prodotti, o a impianti organizzativi o processi (modi di fare le cose) che si basano su principi o componenti tecnologici. Tecnologie per l’Autonomia … deve essere sempre pensato in parallelo con …… accessibilità: tecnica, sociale, finanziaria. Gestione degli impianti anche da persone non particolarmente “tecnocratizzate”, comunità indigene, anziani o persone con disabilità…o chiunque altro) AUTONOMIA non significa "fare tutto da sé", ma piuttosto essere attori e protagonisti del processo. Significa saper accendere una relazione fruttuosa, quando necessario, con gli operatori professionali Non significa non ricorrere agli operatori internazionali, ma semplicemente non dipendere dalle loro decisioni I progetti di cooperazione internazionale presentano spesso il duplice rischio di assistenzialismo di una delle parti cooperanti e di passività nelle scelte di attuazione da parte dei soggetti “beneficiari Entrambi questi atteggiamenti sono notevolmente accentuati quando si tratta di operare in presenza di persone con disabilità, per questo è necessario riproporre un approccio integrato che leghi prevenzione, reinserimento ed empowerment con strategie che mettano in primo piano l’autonomia di scelta e di attuazione da parte dei beneficiari. la cooperazione fattiva in ogni progetto tra diverse nazioni e che ponga al centro dell’attenzione la Persona con disabilità nel suo proprio ambiente. Volendo analizzare il problema fin dalle radici, si nota come l’attenzione alle disabilità è prioritaria in quei paesi in cerca di nuovo sviluppo ove le principali cause di disabilità sono, di solito maggiormente accentuate. Nel mondo le cause più ricorrenti di disabilità sono costituite da: Alimentazione vitamine povera di Condizioni pericolose di vita e lavorative Accesso limitato vaccinazioni, cure mediche a Cattive situazioni sanitarie igienico Formazione ed informazione inadeguata su settori essenziali (salute riproduttiva, sicurezza del lavoro, lavoro minorile, discriminazioni culturali e così via.) Conflitti naturali bellici e disastri Secondo l’OMS 20 milioni di donne vivono una disabilità o complicazioni dello stato di salute per lungo periodo dovute ai postumi di gravidanza o parto mentre le cause più comuni di disabilità motoria sono incidenti domestici, stradali e al posto di lavoro. In molti Paesi violenze e guerre, mine anti-persona e malnutrizione danno come conseguenza nuove situazioni di disabilità. Si devono intendere invece incluse in questo settore tutte quelle tecnologie necessarie allo sviluppo di programmi di prevenzione, empowerment, neutralizzazione delle cause di disabilità prima, durante e dopo gli eventi che possono determinarla. Recenti studi dell’UNESCO evidenziano che solo l’1-2% di bambini con disabilità nei paesi in cerca di sviluppo riceve un educazione, e ragazze con disabilità ricevono una formazione più raramente dei maschi.(Lewis, Syngall 1997). Molti studi mostrano come donne con disabilità sono due o tre volte più soggette ad essere vittima di abusi fisici o sessuali rispetto alle altre donne. Una lista esaustiva di come operare ed in che maniera in questa sede sarebbe impossibile. Ma se vi trovaste a scrivere progetti europei od internazionali sulla disabilità tenete presente quanto fin qui descritto, grazie.