PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO (art. 186 D. Lgs. n. 152/2006,modificato dal D.lgs. n. 4/2008) DGR 2424 in data 8 agosto 2008 Giuliano Vendrame - Assessorato Ambiente Regione Veneto Padova, 16 dicembre 2008 PROCEDURE OPERATIVE DA UTILIZZARE IN FUNZIONE DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI ORIGINE 2. MODALITÀ OPERATIVE PER LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE AMBIENTALE 3. SITI DI POSSIBILE DESTINAZIONE IN RIFERIMENTO A CONCENTRAZIONE DEGLI INQUINANTI 4. MODULISTICA 1. Interventi sottoposti a permesso a costruire/ D.I.A. a) Documentazione da allegare al progetto dell’opera che determina lo scavo: una dichiarazione (MOD1.doc) attestante: che il sito non é contaminato o sottoposto ad interventi di bonifica; i processi industriali e/o i siti di possibile destinazione del materiale; indagine ambientale del sito; b) prima inizio lavori di scavo: dichiarazione (MOD2.doc) a Autorità competente approvazione progetto che individui processi industriali e/o siti di effettivo utilizzo e luogo di eventuale deposito (max un anno); c) dichiarazione del D.L. a fine lavori (MOD3.doc) a Autorità competente approvazione progetto che attesti processi industriali e/o siti di effettivo utilizzo con tipologia e quantità.. a) Interventi sottoposti a V.I.A. e/o A.I.A. b) Lavori pubblici non soggetti a V.I.A., A.I.A., permesso a costruire, D.I.A. a) “apposito progetto” (allegato a progetto opera da cui derivano materiali di scavo) con: dichiarazione che il sito non è contaminato o sottoposto ad interventi di bonifica; indagine ambientale del sito; indicazione processi industriali e/o siti di destinazione del materiale e dei tempi di eventuale deposito. b) necessità di utilizzare materiale in processi industriali e/o in siti diversi da quelli indicati nel progetto: nuova dichiarazione (MOD2.doc); c) dichiarazione del D.L. a fine lavori (MOD3.doc) a Autorità competente approvazione progetto che attesti processi industriali e/o siti di effettivo utilizzo con tipologia e quantità.. Interventi non soggetti a V.I.A., A.I.A., permesso a costruire, D.I.A. (1) comprendono modesti lavori di manutenzione e/o di riparazione, spesso in via d’urgenza, non sottoposti ad alcun provvedimento autorizzativo, né espresso né tacito; materiali di scavo riutilizzati in sito: non necessitano alcuna procedura di verifica; materiali di scavo esportati: sottoprodotti nel rispetto delle seguente modalità: A. attività di manutenzione e/o di riparazione alle infrastrutture (reti viarie, ferroviarie) e ai sottoservizi (fognature, acquedotti, gas, elettricità, telefoniche, ecc.): trovano applicazione: D.Lgs. 152/06: commi 2 e 3, art. 230 DGR 2424/08: ultimi 2 paragrafi punto 1.1.3, capitoli 2 e 3 (manutenzione infrastrutture.doc).. Interventi non soggetti a V.I.A., A.I.A., permesso a costruire, D.I.A. (2) B. attività di florovivaismo (manutenzione aree verdi, a parco, a giardino, ecc.): non necessita alcuna procedura di verifica purché riutilizzati nelle normali pratiche florovivaistiche; C. attività di manutenzione ordinaria: non necessita alcuna procedura di verifica purché: materiale complessivamente scavato < 200mc; il sito non rientri fra quelli indicati ai punti 2.1.1 e 2.1.3 DGR 2424/08 (manutenzione ordinaria.doc); In caso contrario dovranno essere inviati al Comune interessato dall’intervento le dichiarazioni MOD 2, con allegata l’indagine ambientale, ed il MOD 3.. Modalità per deposito terre da scavo in attesa di definitivo utilizzo deposito individuato nel MOD 2; può essere effettuato in: luogo di produzione area esterna al luogo di produzione appositamente individuata presso sede ditta che effettua lo scavo; Tempistica max: definita da art. 186 D.Lgs. 152/06: Interventi sottoposti a V.I.A. e/o A.I.A., Lavori pubblici non soggetti né a V.I.A. o A.I.A., né a permesso a costruire, né a denuncia di inizio attività (D.I.A.): 1 anno per materiali da esportare, 3 anni per quelli utilizzati nell’ambito del progetto Interventi sottoposti a permesso a costruire o a denuncia di inizio attività (D.I.A.): 1 anno; Modalità per deposito esterno al cantiere di produzione: cumuli distinti per cantiere di provenienza con cartello riportante info su cantiere di provenienza e quantità di materiale depositato.. “Documentazione attestante la destinazione e la quantità esportata dei materiali di scavo” documentazione (v. MOD4.doc): in triplice copia (ditta appaltatrice, ditta destinataria, ditta trasportatrice); attestante: generalità ditta appaltatrice lavori di scavo generalità Ditta che trasporta il materiale di scavo generalità Ditta che riceve il materiale di scavo sito di provenienza (con estremi atto abilitativo all’intervento o del luogo di deposito) data di carico sito/impianto industriale di utilizzo ovvero sito di deposito data di scarico quantità e tipologia di materiale trasportato. utilizzata da DL per compilazione dichiarazione da presentare alla fine dei lavori (v. MOD. 3).. Esclusioni dall’art. 186 del D.Lgs. 152/06 A. Attività di manutenzione alvei di scolo ed irrigui: “Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: … materiali vegetali, terre e pietrame, non contaminati, provenienti da attività di manutenzione di alvei di scolo ed irrigui”. eventuali materiali estranei (oggetti in plastica, vetro, metallo, legno non naturale, ecc.) devono essere separati. Ente gestore valuta necessità di eventuali indagini su campione medio del materiale in funzione fonti di pressione (abitati, scarichi, tipi di concimazioni e/o spandimenti praticati in zona, infrastrutture, ecc….); B. Utilizzo di terre e rocce provenienti da aree oggetto di procedure di bonifica: disciplinato dal progetto di bonifica approvato.. Esclusioni dall’art. 186 del D.Lgs. 152/06 C. miglioramenti fondiari che: determinano esportazione di materiali a scopo industriale ed edilizio o per opere stradali o idrauliche, soggetti alla LR 44/82; si sostanziano in movimentazione di terreno, ai fini agronomici, nell’ambito dello stesso fondo senza esportazione di materiale; D. materiali litoidi provenienti da escavazioni effettuate negli alvei e nelle zone golenali dei corsi d’acqua e nelle spiagge e nei fondali lacuali e finalizzate ad assicurare la funzionalità idraulica della rete idrografica regionale.. PROCEDURE OPERATIVE DA UTILIZZARE IN FUNZIONE DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI ORIGINE 2. MODALITÀ OPERATIVE PER LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE AMBIENTALE 3. SITI DI POSSIBILE DESTINAZIONE IN RIFERIMENTO A CONCENTRAZIONE DEGLI INQUINANTI 4. MODULISTICA 1. indagine ambientale per qualsiasi sito con effettuazione di scavi finalizzata a rappresentare le caratteristiche del terreno da scavare Caratteristiche: inquadramento geologico (in particolare per aspetti relativi a stratigrafia sottosuolo); analisi storica delle attività umane svolte nel sito; verifica fonti di pressione ambientale eventualmente presenti. Analisi chimica su campioni e parametri rappresentativi dei terreni. Eccezioni: indagini analitiche: responsabilità tecnico estensore indagine ambientale.. indagine ambientale: n. campioni e parametri da analizzare (1) (f) possibili fonti di pressione attuali e passate: aree pubbliche o private interessate da presenza di: attività industriali o artigianali (in essere o dismesse); serbatoi/cisterne interrate (dimesse/rimosse/in uso) con idrocarburi e/o sostanze etichettate (direttiva 67/548/CE e smi); aree pubbliche o private ubicate: distanza < 20 m da strutture viarie di grande traffico; prossime insediamenti con ricaduta emissioni in atmosfera; Campioni da prelevare: 1/3.000 mq Tipologia campioni: campione medio p.c./-1,00 m.. indagine ambientale: n. campioni e parametri da analizzare (2) corsi d’acqua (manutenzione, risezionamento, vivificazione, ecc.). Campioni da prelevare: 1/200 m (100 m in presenza centro abitato; specificità per fonti di pressione specifiche; se stato ambientale “elevato/buono” verifiche specifiche per eventuali fonti di pressione); Tipologia campioni: campione medio (2 aliquote su sponde, 1 aliquota su fondo) su massa da asportare, per strati omogenei; Altre aree: Campioni da prelevare: 1/3.000 mc aree interessate da procedimenti di bonifica conclusi con certificato Provincia (art. 248 D.Lgs. 152/06): indagine non necessaria. Attività/eventi successivi? indagine ambientale: metodologie operative di campionamento ed analisi del terreno previste da Allegato “Criteri generali per la caratterizzazione dei siti contaminati” al d.lgs. 152/2006 integrate con criteri DGRV n. 2922/2003: campioni privi frazione > 2 cm determinazioni analitiche su aliquota < 2 mm concentrazione calcolata su totalità materiali secchi, comprensiva anche dello scheletro utilizzare metodologie ufficiali tali da definire concentrazioni < 1/10 CL; test di cessione: sul tal quale secondo metodica prevista da norma UNI EN 12457-2; tabella riferimento: tab. 2, allegato 5, parte IV, Titolo V D.Lgs. 152/2006; prelievo campioni effettuato da laboratorio d’analisi.. Gestione dati risultanti dalle indagini ambientali Autorità competenti approvazione progetti da cui derivano materiali di scavo inviano copia indagine ambientale a ARPAV; ARPAV inserisce su Web GIS con punti campionamento e analisi chimiche.. PROCEDURE OPERATIVE DA UTILIZZARE IN FUNZIONE DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI ORIGINE 2. MODALITÀ OPERATIVE PER LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE AMBIENTALE 3. SITI DI POSSIBILE DESTINAZIONE IN RIFERIMENTO A CONCENTRAZIONE DEGLI INQUINANTI 4. MODULISTICA 1. terre e rocce da scavo utilizzabili per reinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati [C terre] < [colonna A] tab 1, all. 5, parte IV, Titolo V D.Lgs. 152/2006: qualsiasi sito; [colonna A] < [C terre] < [colonna B] e test di cessione rispetta valori tab. 2,……., D.Lgs. 152/06: a) realizzazione sottofondi, rilevati stradali e ferroviari, arginature di corsi d’acqua; b) siti a destinazione produttiva (artigianale, industriale e commerciale). Superamento limiti tabellari: devono essere attivate procedure bonifica; superamento limiti tabellari determinato da fenomeni naturali: utilizzo consentito nel rispetto della compatibilità dei maggiori valori rilevati con i corrispondenti valori riscontrabili nel sito di destinazione.. terre e rocce da scavo utilizzabili nei processi industriali in sostituzione dei materiali di cava [C terre] < [colonna A] tab 1, ….., D.Lgs. 152/06: in qualsiasi processo industriale; [colonna A] < [C terre] < [colonna B]: in impianti industriali ove le loro caratteristiche fisiche e chimiche vengono sostanzialmente modificate nell'ambito del processo produttivo per la realizzazione di prodotti o manufatti merceologicamente ben distinti dalle terre e rocce di partenza (ad es. processi termici per la produzione di cemento, cottura di laterizi, ecc.); [C terre] > [colonna B]: non utilizzabili salvo utilizzo disciplinato da progetto di bonifica approvato. PROCEDURE OPERATIVE DA UTILIZZARE IN FUNZIONE DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI ORIGINE 2. MODALITÀ OPERATIVE PER LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE AMBIENTALE 3. SITI DI POSSIBILE DESTINAZIONE IN RIFERIMENTO A CONCENTRAZIONE DEGLI INQUINANTI 4. MODULISTICA 1. MOD. 1: Dichiarazione del tecnico incaricato da allegare al progetto dei lavori privati soggetti a permesso a costruire o denuncia di inizio attività (D.I.A.) MOD. 2: Dichiarazione dell’appaltatore/committente e del tecnico incaricato da presentare prima dell’esecuzione dei lavori MOD. 3: Dichiarazione del Direttore dei Lavori da presentare alla fine dei lavori MOD. 4: Documentazione attestante la destinazione e la quantità esportata dei materiali di scavo.. GRAZIE PER L’ATTENZIONE !!!