Gruppo di lavoro
CONTRIBUTI SPECIALISTICI
Ing. Erika Grigoletto
Dott. For. Marco Pianca
Ing. Lino Pollastri
Geol. Eros Tomio
Urb. Fabio Vanin
GRUPPO DI VALUTAZIONE
Ing. Elettra Lowenthal
Dott. Amb. Lucia Foltran
COMUNE DI QUINTO DI TREVISO
Approvato in Conferenza di Servizi del 01/10/2014
PROGETTISTI
Urb. Raffaele Gerometta
Urb. Daniele Rallo
Urb. Valeria Polizzi
PAT 2013
Adottato con D.C.C. n. 16 del 23/04/2013
Mauro Dal Zilio
Il Sindaco
Giulio Sartor
Il Vice Sindaco
Arch. Andrea Sancassani
Il Responsabile Servizio Urbanistica
Dott. Giampietro Cescon
Il Segretario Comunale
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INDICE
1
2
LO SVILUPPO SOSTENIBILE E IL PROCESSO DI VALUTAZIONE AMBIENTALE............................... 3
1.1
Premessa .......................................................................................................................................................... 3
1.2
La VAS nell’iter di costruzione del PAT ......................................................................................................... 3
LO SCENARIO ZERO................................................................................................................................ 4
2.1
Analisi demografica e fabbisogno abitativo .................................................................................................. 6
2.2
Stato di attuazione del PRG vigente ............................................................................................................... 7
3
ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA DEGLI OBIETTIVI DEL PAT................................................... 8
4
LA CONSULTAZIONE E L’APPORTO PARTECIPATIVO ........................................................................ 8
5
6
4.1
Le finalità perseguite ....................................................................................................................................... 8
4.2
Metodologia di lavoro ...................................................................................................................................... 9
4.3
Confronto tra documento preliminare e priorità espresse durante la fase di ascolto ............................. 10
ANALISI DELLE ALTERNATIVE .............................................................................................................10
5.1
Descrizione delle alternative di Piano .......................................................................................................... 10
5.2
Valutazione delle alternative ed individuazione dello scenario di Piano .................................................. 12
LA SPECIFICAZIONE DELLE AZIONI DI PIANO RELATIVE ALLO SCENARIO DI PROGETTO .........13
6.1
Dimensionamento di Piano ........................................................................................................................... 15
7
ANALISI DEGLI IMPATTI RELATIVI ALL’ALTERNATIVA DI PROGETTO ............................................19
8
VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE AZIONI DI PIANO ............................................................25
9
ACCORGIMENTI DA ADOTTARE E MISURE DI COMPENSAZIONE E MITIGAZIONE ........................27
10 MONITORAGGIO DI PIANO .....................................................................................................................31
10.1
Il sistema di indicatori.................................................................................................................................... 31
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1
LO SVILUPPO SOSTENIBILE E IL PROCESSO DI VALUTAZIONE AMBIENTALE
1.1
Premessa
Il concetto di sviluppo sostenibile, inteso come capacità di coniugare la crescita economica, l’equità sociale e un elevato livello di
protezione e miglioramento della qualità dell’ambiente, è entrato ormai a far parte degli obiettivi della legislazione comunitaria,
nazionale e regionale. Di pari passo anche l’opinione pubblica ha acquisito negli ultimi anni una sempre maggiore consapevolezza
dell’importanza della “questione ambientale”. Ed è esperienza di tutti cosa comportino scelte e politiche che non tutelino l’ambiente
di vita e ne compromettano lo stato qualitativo. L’unione Europea nei suoi documenti finalizzati alla promozione della strategia dello
sviluppo sostenibile e durevole ha richiamato, in più occasioni, la necessità di radicare tale strategia in un cambiamento di mentalità,
di stili di vita e di consumi considerando le azioni, le scelte, i comportamenti e gli stili di vita individuali e collettivi causa ed effetto
dello stato dell’ambiente. E’ in questo contesto che si inserisce il processo di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) di Piani e
Programmi, introdotta dalla direttiva 2001/42/CE, allo scopo di valutare gli effetti sull’ambiente di detti Piani, garantendo un elevato
livello di protezione dell’ambiente, e di contribuire all’integrazione delle considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e
dell’adozione degli strumenti urbanistici. In Italia la direttiva europea ha trovato recepimento all’interno del D. Lgs 152/2006 (cd.
"Codice ambientale") e s.m.i.. In particolare la parte seconda del codice prende in considerazione le procedure per la Valutazione
Ambientale Strategica (VAS).
1.2
La VAS nell’iter di costruzione del PAT
Il procedimento di VAS ha accompagnato la redazione del Piano di Assetto del Territorio sin dalle sue fasi iniziali: in sede di
definizione degli obiettivi e delle linee strategiche contenute all’interno del Documento Preliminare è stata predisposta una Relazione
Ambientale contenente una descrizione preliminare dello stato dell’ambiente in ambito comunale, utile per una prima valutazione
della coerenza tra gli obiettivi del Piano e le problematiche ambientali individuate.
In fase di elaborazione dello strumento urbanistico si è proceduto quindi ad un approfondimento dell’analisi delle componenti
ambientali e socio-economiche di interesse e sono state individuate le criticità-vulnerabilità e le emergenze (intese come elementi di
pregio meritevoli di particolare cura) che caratterizzano il territorio comunale di Quinto di Treviso. Nell’ambito della definizione delle
linee strategiche mediante le quali attuare gli obiettivi di Piano sono state considerate le informazioni raccolte nell’ambito della
procedura di VAS in merito alle caratteristiche ambientali peculiari dell’ambito.
Lo studio del quadro di riferimento programmatico, unitamente alla valutazione delle tendenze in atto riconoscibili dall’analisi delle
differenti componenti ambientali e la considerazione del residuo del vigente PRG hanno permesso di definire lo scenario “zero”,
ovvero lo sviluppo del territorio in assenza di progetto di Piano.
Si è quindi proceduto ad una valutazione della coerenza esterna degli obiettivi del PAT con gli obiettivi di natura ambientale definiti a
livello nazionale, internazionale e comunitario e con gli obiettivi della pianificazione sovraordinata (PTRC, PTCP, etc.).
Il processo di valutazione è proseguito con l’analisi delle diverse alternative, o “scenari”, di Piano. Lo Scenario Zero si presenta
quale una delle alternative possibili, che vengono descritte in relazione alle azioni da esse previste, individuate sulla base degli
obiettivi del Piano espressi all’interno del Documento Preliminare.
La scelta dello scenario di Piano più sostenibile (che diventa quindi lo scenario di progetto) è stata effettuata mediante la
predisposizione di due indicatori sintetici che hanno consentito di mettere a confronto le diverse alternative in relazione al grado di
risposta delle azioni a criteri di sostenibilità ambientale (individuati a partire dall’analisi dello stato dell’ambiente) e a fattori di impatto
(individuati a partire dall’analisi delle azioni che compongono le diverse alternative di Piano).
Una volta individuato lo scenario di Piano più sostenibile sono state condotte analisi di maggiore dettaglio allo scopo di individuare e
valutare i possibili impatti determinati dalle azioni strategiche del progetto. E’ stata effettuata una analisi preliminare mediante la
quale sono state individuate le azioni in grado di determinare possibili effetti negativi sulle componenti ambientali. Successivamente
sono state condotte un’analisi matriciale e cartografica allo scopo di approfondire e contestualizzare i possibili impatti determinati
dalle trasformazioni di Piano sulle peculiarità e gli elementi di criticità ambientale che caratterizzano l’ambito comunale di interesse.
E’ stata effettuata anche un’analisi di maggiore dettaglio relativamente agli impatti che le azioni di Piano possono determinare sulle
diverse matrici ambientali, in particolare in termini di variazione dell’uso del suolo, incremento dei consumi e della produzione di
reflui e rifiuti e relativamente alla compatibilità ambientale e paesaggistica delle trasformazioni con il contesto.
Sulla base delle analisi condotte è stato possibile individuare le misure di mitigazione e compensazione, che sono state recepite
all’interno delle NTA del PAT. Il processo di valutazione si conclude con la predisposizione del piano di monitoraggio.
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LO SCENARIO ZERO
L’analisi delle diverse componenti ambientali (riportata al cap. 4 del Rapporto Ambientale - RA), unitamente alla sua valutazione
sintetica effettuata mediante l’individuazione di indicatori strutturati secondo il modello DPSIR (cap. 6 del RA), ed infine l’analisi del
Quadro di Riferimento Programmatico (cap. 7 del RA) hanno permesso di approfondire i fattori di criticità/vulnerabilità e gli elementi
di pregio da tutelare e di individuare la probabile evoluzione del territorio in relazione alle dinamiche in atto, in assenza di progetto di
Piano (Scenario Zero). Ciò fornisce ai progettisti e ai tecnici incaricati della VAS una base di partenza su cui costruire e valutare le
trasformazioni territoriali. L’ipotesi “Zero”, il “non fare”, assume infatti il ruolo di “grandezza di confronto”. Tale ipotesi verrà
successivamente confrontata con gli scenari alternativi che verranno via via delineandosi, al fine di effettuare la valutazione delle
alternative. Di seguito si riporta un’analisi dello scenario zero suddivisa per i sistemi ambientale, sistema della residenza e dei
servizi, sistema produttivo, sistema infrastrutturale.
SISTEMA AMBIENTALE
Caratterizza il territorio comunale indagato la presenza del
fiume Sile e dell’Oasi naturalistica del mulino di Cervara.
Tali aree, inserite all’interno della Rete Natura 2000 e
ricadenti anche entro il perimetro del Parco Naturale
Regionale del fiume Sile, ospitano un ricco patrimonio
faunistico – floristico ed accrescono in maniera
considerevole la valenza ecologica del comune. Tali aree
rivestono una certa importanza anche sotto il profilo
paesaggistico in un contesto in continua evoluzione che
riflette le vicende storiche, economiche e culturali delle
popolazioni insediate.
Numerosi sono gli ambiti che conservano una struttura
agricolo-fondiaria a campi chiusi, caratterizzati da una
struttura viaria, un sistema di drenaggio locale e una
parcellizzazione agraria ancora impostati secondo un
disegno di tipo tradizionale, con siepi lungo i bordi degli
appezzamenti ed essenze autoctone.
Importante risulta nell’ambito comunale indagato anche la
tutela della falda idrica sotterranea, sfruttata ad uso
idropotabile e potenzialmente vulnerabile nei confronti
dell’inquinamento per percolazione di contaminanti dalla
superficie. Si ricorda a tal proposito che la parte di territorio
ubicata al di sopra della linea superiore delle risorgive
ricade, secondo il Piano di Tutela delle Acque, in“fascia
della ricarica”.
In relazione alle caratteristiche dei suoli si rileva una
capacità protettiva bassa nella parte nord del comune e nei
terreni che sono prossimi all’ambito fluviale del fiume Sile. Senza l’adozione di misure specifiche per la mitigazione degli effetti
derivanti dall’urbanizzazione dell’area, non è possibile prevedere un miglioramento delle condizioni descritte. Di primaria importanza
risulta l’adozione di tecnologie atte alla protezione del suolo oltre che di misure per limitare l’immissione di contaminanti sullo stesso.
Il territorio interessato dal PAT è inoltre interessato da fenomeni di dissesto idraulico che coinvolgono prevalentemente i terreni
ubicati in destra ed in sinistra Sile.
SISTEMA INSEDIATIVO – RESIDENZIALE
Il comune si è storicamente sviluppato lungo l’asta del fiume Sile, che si è configurato come il principale fattore determinante la
struttura insediativa del capoluogo e della frazione di S. Cristina. Oltre a questi due nuclei sono riconoscibili altri due aggregati
urbano – rurali di dimensioni più contenute: San Cassiano che si è sviluppato prevalentemente lungo l’asse della SP n. 79 “delle
Cave” e Boiago, un piccolo insediamento localizzato nella parte nord-orientale del territorio quintino.
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Analizzando le destinazioni d’uso dell’edificato
sono riconoscibili, rispetto al sistema della
residenza e servizi, alcuni sub-sistemi che
caratterizzano il territorio quintino:
BOIAGO
S. CASSIANO
S. CRISTINA
QUINTO DI TREVISO
il sub-sistema delle funzioni residenziali:
è costituito da tutte le abitazioni e le
volumetrie destinate all’uso residenziale,
localizzate perlopiù nel capoluogo e
nella frazione di Santa Cristina;
il subsistema delle funzioni pubbliche:
rappresenta tutti gli spazi e le volumetrie
in cui sono esclusivamente ospitati i
servizi pubblici;
il sub-sistema delle funzioni miste: è
rappresentato dalla commistione tra le
funzioni per la vendita al dettaglio,
servizi pubblici e servizi legati al
terziario; è riconoscibile negli ambiti che
gravitano attorno a Piazza Roma e, in
parte, alla piazza principale di Santa
Cristina (vicino alla chiesa parrocchiale);
il sub-sistema delle funzioni del terziario
produttivo: negozi, banche, strutture
ricettive e altre funzioni situate
prevalentemente lungo la strada
regionale n. 515 “Noalese”.
SISTEMA PRODUTTIVO
Dal punto di vista delle attività industriali-artigianali nel territorio
comunale sono presenti principalmente 4 aree produttive:
a sud del capoluogo, lungo la strada regionale n. 515
“Noalese”, è presente l’area industriale-artigianale più
importante del territorio quintino in termini di consistenza
(circa 50 ettari). Rappresenta l’unica area produttiva
classificata come ampliabile dal Piano Territoriale Provinciale
di Treviso.
ai confini amministrativi con il comune di Treviso, lungo la
strada regionale n. 515 “Noalese”, si sono sviluppati due
ambiti:
-
a nord, riconosciuto dal PRG vigente come zona D1
(superficie pari a circa 15 ettari);
a sud, identificato dal PRG vigente come zona “B
speciale” e caratterizzato dalla compresenza di funzioni
residenziali e attività produttive. Un’attenta lettura
dell’evoluzione delle caratteristiche funzionali dell’area fa
emergere un processo di trasformazione orientato al
settore commerciale e ai servizi;
compresa tra i nuclei di Quinto di Treviso e Santa Cristina,
lungo Via Tognana, è situata un’area produttiva di dimensioni
medio-piccole (circa 8 ettari) classificata dal PRG vigente
come zona D1;
ben servita dalla rete infrastrutturale, tra la strada regionale n. 53 “Postumia” e la linea ferroviaria Treviso-Vicenza, è presente
un’area produttiva (zona D1) di medie dimensioni (22 ettari) che risulta essere localizzata in una posizione “più vicina” al
comune di Paese in termini di accessibilità e dotazione di servizi.
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SISTEMA INFRASTRUTTURALE
Il territorio comunale si trova in una posizione
strategica nell’area metropolitana di Treviso, data
la prossimità con l’autostrada A27 “Alemagna”, la
S.S. 13 “Terraglio” che collega la città di Treviso a
Mestre e la S.R. 53 “Postumia” a nord che
connette Treviso con Castelfranco. Da evidenziare
che in territorio quintino ricade parzialemente
l’aeroporto “A. Canova” di Treviso accessibile
dalla S.R. n. 515 “Noalese” e prossimo al casello
autostradale di Treviso Sud. L’asse infrastrutturale
principale in ambito comunale per funzioni e livelli
di traffico è la strada regionale n. 515 “Noalese”,
che sopporta un traffico eccessivo in rapporto sia
al grado di urbanizzazione che alle caratteristiche
tecnico-funzionali dell’arteria stradale. Infatti su
tale asse si riversa sia il traffico di attraversamento
lungo la direttrice Treviso-Padova che i flussi
veicolari di interconnessione tra i nuclei urbani e il
traffico generato e attratto dalla zona industriale
sud.Oltre alla “Noalese” sono presenti altri assi di
rango provinciale, ossia la SP n. 79 “delle Cave”,
la SP n. 5 “Castellana” e la SP n. 17 “del Sile”.
2.1
Analisi demografica e fabbisogno abitativo
L’andamento demografico della realtà territoriale di Quinto di Treviso si pone in linea con le dinamiche demografiche dei Comuni
contermini e, in linea generale, è coerente con i tassi di crescita rilevati sia all’interno del Sistema Locale del Lavoro che nel territorio
della provincia di Treviso. La crescita della popolazione nel comune di Quinto di Treviso rappresenta la continuazione di un processo
di sviluppo demografico le cui caratteristiche si manifestano da almeno un ventennio. Infatti, seppure con differenti tassi di crescita,
dal 2002 la popolazione va assumendo valori crescenti: dai 9.361 abitanti del 2001 si è passati a 9.846 nel 2011 (fonte: Anagrafe
comunale, dati al 1 gennaio). Complessivamente la popolazione residente è aumentata di circa 500 unità nel periodo preso in
esame. Tale sviluppo si è manifestato soprattutto negli anni ’01-’11, un periodo nel quale il tasso di crescita medio annuo (+48,5
abitanti/anno) è risultato leggermente superiore rispetto al tasso di crescita manifestato nel decennio precedente (’91-’01). L’impianto
previsionale che sta alla base del modello utilizzato per calcolare il fabbisogno abitativo parte da tre considerazioni:
la sostanziale stabilità dei fenomeni incidenti: ovvero che i tassi di natalità e mortalità della popolazione proseguiranno nel
futuro secondo le tendenze attuali;
la stabilità della domanda di forza lavoro;
la libera variazione dei tassi di immigrazione in funzione della domanda di lavoro.
Sulla base di tali assunzioni lo scenario previsto per il comune di Quinto di Treviso prevede una crescita media annua pari a circa 50
abitanti. Il comune di Quinto di Treviso arriverebbe quindi nel 2021 ad avere 10.331 residenti, cioè circa 500 residenti in più rispetto
ad oggi (+4,9%). La questione della domanda insediativa è un tema centrale rispetto alle scelte effettuate con il PAT, alla luce delle
novità introdotte dalla LR 11/2004. Il legislatore regionale, oltre a definire una metodologia diversa di calcolo del dimensionamento di
Piano, nella sua impostazione generale, stabilisce di fatto un differente approccio rispetto al passato. Nello specifico la Legge
urbanistica regionale, presuppone di individuare, per singolo ATO, il carico insediativo aggiuntivo quantificando gli standard per
singola destinazione d’uso. Riguardo al dimensionamento residenziale, esso è previsto corrispondente alla somma degli abitanti
teorici insediabili previsti negli ATO, con i residenti insediati comprensivi di quelli teorici previsti dal vigente PRG, ancorché non
realizzati.
LA DOMANDA ABITATIVA
L’ipotesi che è stata presa in considerazione tiene conto delle considerazioni inserite nel Documento Preliminare di avvio della
procedura di PAT e delle direttive della nuova legge urbanistica. Obiettivo preminente rimane quello di utilizzare il minor territorio
possibile contenendo la riduzione di SAU come previsto dagli indirizzi regionali. Il calcolo del fabbisogno futuro è stato attuato
facendo riferimento ai dati della demografia, della consistenza del patrimonio immobiliare e della produzione edilizia. Dalla lettura
della variabile demografica, popolazione e famiglie, si riscontrano i seguenti indici:
la proiezione della popolazione residente a Quinto di Treviso nel 2021, risulta pari a 10.331 abitanti (+49 residenti/anno);
aumenterà la popolazione “anziana” (oltre i 65 anni), che al 2021 potrà rappresentare circa il 24% della popolazione residente;
aumenterà progressivamente il numero di famiglie, a causa di un rapido incremento delle famiglie monopersonali e con due soli
componenti: la stima al 2021 è pari a circa 2,2 componenti/famiglia.
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Sulla base di tali proiezioni è stato improntato il dimensionamento, basato su alcuni presupposti di fondo:
la consistenza dei volumi residenziali per abitante supera ampiamente lo standard per abitante teorico che la LR 11/2004
quantifica in mc 150, e sembra destinata a crescere nei prossimi anni. Sulla base del rapporto tra il volume costruito nelle zone
A, B, e C del PRG è stato stimato uno standard pari a circa 230 mc/abitante;
i terreni messi a disposizione dal PRG sono rimasti in parte inutilizzati, non tanto per la debolezza della domanda quanto per i
problemi dovuti alla frammentarietà della proprietà;
una quota apprezzabile del volume destinato alla residenza sarà di fatto destinato ad altre funzioni terziarie e commerciali;
una parte dei terreni è destinata a rimanere inutilizzata per le resistenze delle proprietà e per i particolari meccanismi che
regolano il mercato immobiliare;
il calcolo della domanda è stato effettuato facendo riferimento alla differenza tra le famiglie residenti nel 2011 e quelle previste
al 2021.
Partendo dal volume residenziale per abitante (230 mc/abitante) e dalla stima del numero di componenti per famiglia al 2021 (2,2
componenti/famiglia) è possibile calcolare il volume medio di un alloggio comprensivo delle parti "non-residenziali" e delle parti
comuni, pari a circa 500 mc, calcolato moltiplicando 230 mc/abitante e 2,2 componenti/famiglia. Ipotizzando quindi un nucleo
famigliare medio nel prossimo decennio di 2,2 componenti il numero di famiglie risulterebbe: numero abitanti tra 10 anni (9.846+485
= 10.331), rapportati a famiglie di 2,2 componenti danno luogo a (10.331/2,2) = 4.696 famiglie. Considerando che il numero di
famiglie nel comune di Quinto di Treviso è pari a 3.956 (dati ISTAT 2011), e fissando l’obiettivo di dare un alloggio a ogni nucleo
famigliare, nel decennio la nuova domanda di alloggi è stimata in (4.696-3.956) = 740 unità abitative (alloggi equivalenti). Oltre a
questo dato è necessario considerare anche le seguenti variabili:
Alloggi non occupati. Dai dati ISTAT 2001 emerge che la quota di alloggi non occupati corrisponde al 3% degli alloggi totali
(=740 alloggi x 3% = 22 alloggi)
Alloggi sottratti alla residenza per altri usi. Dai dati ISTAT 2001 emerge che tale quota corrisponde al 11% degli alloggi totali
(=740 alloggi x 11% = 82 alloggi)
La domanda abitativa per il prossimo decennio è pertanto quantificabile in 844 alloggi, di cui:
n. 740 alloggi equivalenti;
n. 22 alloggi non occupati;
n. 82 alloggi sottratti alla residenza per altri usi.
La cubatura necessaria per l’aumento degli alloggi sarà quindi: (844 alloggi x 500 mc/alloggio) = mc 422.000, che corrisponde alla
volumetria necessaria per soddisfare la domanda abitativa. Per tutte le ragioni illustrate in precedenza (sottoutilizzo fisiologico di
aree ed indici del PRG vigente e del futuro PAT), è necessario e ragionevole stimare una volumetria teorica superiore a quella
strettamente utile per soddisfare la domanda abitativa. Le aree destinate ad ospitare le nuove residenze dovranno perciò consentire
la realizzazione di una volumetria potenziale maggiore di almeno uno 0% - 20% rispetto a quella stimata. Tale quota aggiuntiva porta
il fabbisogno residenziale ad una dimensione che oscilla tra i 422.000 mc e i 506.400 mc.
2.2
Stato di attuazione del PRG vigente
SISTEMA RESIDENZIALE E PRODUTTIVO
Il volume residuo del PRG è stato calcolato analizzando lo stato di attuazione del Zone del Piano Regolatore Generale Vigente,
quindi all’interno della zonizzazione della città consalidata. Il volume residuo è risultato di 301.000 mc, quindi non in grado di
soddisfare la potenziale domanda abitativa. Per quanto riguarda invece la componente produttiva allo stato attuale non sono ancora
stati realizzati 32.100 mq.
STANDARD
Dalla lettura del grado di attuazione del PRG vigente risulta che la la superficie totale a standard di fatto e di diritto è pari a mq
713.441. Delle aree previste dal PRG non tutte sono ancora state realizzate né fanno parte del patrimonio comunale. Infatti, dei
713.441 mq, ne risultano attuati 406.782 mq (pari a circa il 57%).
In complesso la dotazione degli standard è pari a 72 mq per abitante (dotazione di standard calcolata prendendo come riferimento la
popolazione al 1 gennaio 2011). Si tratta di una situazione ottimale che già soddisfa anche il parametro della nuova legge
urbanistica che prevede 30 mq/ab.
Se si calcola l’offerta di standard per gli abitanti teorici complessivi sulla base dell’offerta di zone del PRG vigente (abitanti insediati a
gennaio 2011 + abitanti insediabili (volume residuo PRG vigente)) si ha che la dotazione di standard è di 60 mq/ab e quindi risulta
superiore al valore di 30 mq/abitante fissato dalla legislazione regionale.
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ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA DEGLI OBIETTIVI DEL PAT
Primo passo del processo di valutazione è la verifica della coerenza tra gli obiettivi del Piano e gli obiettivi definiti dalla
programmazione sovraordinata. In tal senso sono stati considerati gli obiettivi di protezione ambientale individuati a livello nazionale,
internazionale e comunitario (il riferimento è al Piano di Azione Summit mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg del
2002, al Sesto Programma Comunitario di azione in materia ambientale e alla Strategia di Azione ambientale per lo sviluppo
sostenibile in Italia approvata dal CIPE nel 2002) e gli obiettivi individuati dalla Pianificazione Sovraordinata (Piano Territoriale di
Coordinamento della Regione Veneto, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Treviso, Piano Regionale di
Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, Piano di Tutela delle Acque, …).
A tal fine sono state elaborate due matrici di confronto:
obiettivi di Piano - obiettivi di protezione ambientale definiti a livello nazionale, internazionale e comunitario;
obiettivi di Piano – obiettivi della pianificazione sovraordinata.
Nella valutazione della coerenza sono state considerate le seguenti classi:
↑
l'obiettivo del PAT risulta pienamente coerente con l'obiettivo della programmazione sovraordinata, persegue analoghe finalità e ne
costituisce un recepimento a livello locale (COERENZA E RECEPIMENTO)
l'obiettivo del PAT risulta coerente con l'obiettiv o della programmazione sov raordinata (COERENZA)
l'obiettivo del PAT risulta indifferente con l'obiettivo della programmazione sovraordinata, in quanto non persegue finalità ad esso correlate
(INDIFFERENZA)
l'obiettivo del PAT non risulta in diretto contrasto con l'obiettiv o della programmazione sov raordinata, tuttavia lo stesso presenta possibili
?
elementi di criticità in relazione alle azioni che da questo potrebbero sv ilupparsi e che dov ranno essere considerate nelle successive fasi
di valutazione del Piano (INCERTEZZA)
l'obiettivo del PAT presenta finalità che risultano in contrasto con quelle definite dall'obiettivo della programmazione sovraordinata
(INCOERENZA)
In base all’analisi effettuate non sono state verificate incoerenze.
4
4.1
LA CONSULTAZIONE E L’APPORTO PARTECIPATIVO
Le finalità perseguite
Il percorso partecipativo inserito nella costruzione del nuovo Piano di Assetto del Territorio offre una grande opportunità per la
creazione di un’idea condivisa della città, dei valori che sostanziano la sua identità e il suo sviluppo. Il piano, cioè, attraverso la
partecipazione, diventa il luogo preposto per l’interrelazione tra sapere tecnico e sapere comune, dove si costruisce un nuovo
rapporto tra conoscenza ed azione. Indagare il territorio come condizione umana arricchisce l’apparato analitico del piano con le
visioni percettive, nozionali e culturali del contesto locale, basa le sue intenzioni su queste e sui comportamenti, desideri e paure di
chi spesso è considerato come “elemento osservato” piuttosto che possibile “osservatore privilegiato”. Il compito del Piano di Assetto
del Territorio di fare emergere i valori storico-ambientali, della residenza e dei servizi, del sistema produttivo e di quello
infrastrutturale su cui basare le scelte, non può prescindere dalla consapevolezza che queste discendono anche dai mondi percettivi
degli abitanti. La ricerca dei valori da parte del sapere tecnico dovrebbe allora trovare nelle pratiche partecipative quello spazio in cui
trovano confronto e reciproca legittimità le immagini dell’osservatore e dei protagonisti attivi del mondo osservato. Il colloquio
costante nel processo del piano tra le due visioni reca vantaggio a tutte le parti, infatti, maggiore sarà la loro corrispondenza in
termini di elementi riconoscibili ed eleggibili tanto più il piano avrà possibilità di efficacia e condivisione. A questo fine il percorso,
qualsiasi sia la sua portata e completezza, deve essere per quanto possibile, sempre trasparente, chiaro e realistico perché
l’assunzione delle reciproche responsabilità si basi su un terreno di fiducia.
La partecipazione è da considerarsi quindi non solo come applicazione di una norma ma come opportunità di crescita di una
coscienza e consapevolezza che contrasta la tendenza dei processi di pianificazione di scindere nettamente le conoscenze
“scientifico-disciplinari” dei tecnici e degli amministratori dalla conoscenza diffusa degli abitanti che vivono e fruiscono il territorio. A
tal fine è importante creare contesti che mettano in relazione la società civile, le istituzioni/amministrazione e i tecnici in modo da far
interagire e integrare le diversità di approccio al territorio, ai problemi e alle esigenze legate al vivere la città.
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4.2
Sintesi non Tecnica
2014
Metodologia di lavoro
Il metodo di lavoro è basato sull’intendere l’Amministrazione Pubblica non tanto un soggetto decisionale quanto piuttosto un
soggetto che dialoga continuamente e costruttivamente con la realtà locale, svolgendo anche ruolo di interazione e aggregazione
sociale. Il percorso partecipativo si è sviluppato in due livelli. Da una parte il coinvolgimento e l’ascolto dei cittadini, sia come singoli
che come gruppi di interesse o associazioni, per determinare un quadro dei “desiderata” delle persone che vivono il territorio.
Dall’altra parte la consultazione di enti istituzionali e non, con l’obiettivo di intessere rapporti che possano sia far emergere
problematiche legate alla gestione dei servizi che favorire lo scambio di materiali tra comune ed enti. Le fasi del processo di
partecipazione sono schematizzabili in 5 step fondamentali:
1.
2.
3.
4.
5.
individuazione dei principali stakeholders da coinvolgere e loro aggregazione in gruppi di interesse;
comunicazione e pubblicizzazione dell’avvio del processo partecipativo;
ascolto e raccolta delle esigenze e dei suggerimenti espressi dagli abitanti e dagli enti che lavorano sul territorio;
confronto dei dati emersi con gli organi tecnici e politici;
restituzione agli attori coinvolti del quadro emerso e delle scelte intraprese.
INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPALI STAKEHOLDERS E LORO AGGREGAZIONE IN GRUPPI DI INTERESSE
L’individuazione dei principali stakeholders si basa sul rilevamento delle diverse componenti sociali, ambientali, economiche,
culturali, …, presenti sul territorio. In funzione della realtà emersa e dei diversi gruppi presenti si è proseguito con l’organizzazione di
specifici tavoli di concertazione pubblico/privato tra i quali quelli riguardanti i cittadini in senso lato, le associazioni di categoria come
commercianti, professionisti, industriali ed imprenditori, allevatori e agricoltori,…
A partire dal mese di dicembre 2009 sono stati svolti n. 6 incontri di partecipazione al fine di presentare gli obiettivi del Documento
preliminare.
Data e luogo incontro
04.12.2009 – Ore 20.30
Quinto di Treviso – Sala Bordignon
26.02.2010 – Ore 9.00
Quinto di Treviso – Sala Consiliare
26.02.2010 – Ore 18.00
Quinto di Treviso – Sala Consiliare
26.02.2010 – Ore 20.30
Quinto di Treviso – Sala Consiliare
5.03.2010 – Ore 18.00
Santa Cristina – Centro Giovani
5.03.2010 – Ore 20.30
Santa Cristina – Centro Giovani
Tipologia incontro
CITTADINANZA – Incontro tematico sugli
obiettivi di sviluppo sostenibile del territorio
ENTI TERRITORIALI
ASSOCIAZIONI ECONOMICHE E
PROFESSIONALI
CITTADINANZA
ASSOCIAZIONI SOCIO-CULTURALI,
SPORTIVE E RICREATIVE
CITTADINANZA
Soggetti Presenti
Cittadinanza
Tecnici e professionisti operanti nel
territorio comunale
Rappresentanti delle Associazioni
di
categoria,
Tecnici
e
professionisti operanti nel territorio
comunale
Cittadinanza di Quinto di Treviso
Partecipanti
50
2
50
30
Rappresentanti delle Associazioni
13
Cittadinanza di Santa Cristina
60
COMUNICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DELL’AVVIO DEL PROCESSO PARTECIPATIVO
Per la comunicazione con i cittadini e con i diversi enti istituzionali e non, sono stati utilizzati diversi strumenti tra i quali l’affissione e
la distribuzione di avvisi pubblici e locandine, la spedizione di lettere di convocazione e l’apertura di una sezione specifica nel sito
internet del Comune (www.comune.quintoditreviso.tv.it) nel quale sono stati messi a disposizione alcuni materiali relativi al PAT tra i
quali il documento preliminare.
ASCOLTO E RACCOLTA DELLE ESIGENZE E DEI SUGGERIMENTI ESPRESSI DAGLI ABITANTI
A seguito della comunicazione preventiva sul percorso partecipativo, hanno avuto seguito gli incontri mirati tra amministrazione,
tecnici e cittadini, associazioni, categorie varie, enti territoriali,… È da evidenziare che gli incontri per la partecipazione sono stati
divisi per contenuti e obiettivi specifici. Gli incontri pubblici, che hanno coinvolto la cittadinanza, hanno riguardato:
l’illustrazione della natura e delle caratteristiche principali del Piano di Assetto del Territorio, introdotto dalla LR 11/2004, in
particolare sull’importanza del rapporto tra PAT e PI in termini di efficacia, contenuti e procedura;
la descrizione del processo di partecipazione e concertazione e del ruolo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nella
costruzione del Piano di Assetto del Territorio;
la definizione delle principali caratteristiche degli strumenti innovativi introdotti dalla LR 11/2004: perequazione urbanistica,
credito edilizio e compensazione urbanistica;
il riepilogo del processo decisionale che ha condotto alla stesura del Documento Preliminare così come sottoposto ai presenti e
reso disponibile a chiunque interessato;
la definizione degli obiettivi e azioni strategiche sottesi ad ogni sistema territoriale individuato e descritto all’interno del
Documento preliminare.
H:\clie\QUIN0819\Produzione\Word\VAS\Rapporto Ambientale\Consegna_per_approvazione\Elab_36_SNT.doc
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Piano di Assetto del Territorio
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La richiesta di pareri e di partecipazione attiva, manifestata nel confronto, è stata invece differenziata a seconda della natura degli
incontri e degli interlocutori ed operata soprattutto sui contenuti del Documento preliminare. L’obiettivo di questa fase è quello di
determinare il quadro delle necessità espresse da chi vive il territorio. I dati emersi sono stati in seguito organizzati e confrontati con
le linee strategiche elaborate da Amministrazione e tecnici incaricati.
CONFRONTO DEI DATI EMERSI
Il confronto dei dati emersi avviene tra gli aspetti condivisi emersi durante i diversi incontri e le linee strategiche che i professionisti
incaricati e l’Amministrazione hanno elaborato per proprio conto. In particolare, gli obiettivi, le osservazioni e le proposte emersi negli
incontri di partecipazione hanno permesso di mettere in evidenza sia gli aspetti di conflitto che quelli di raccordo tra amministrazione
e cittadini/enti territoriali. L’obiettivo è di giungere alla stesura condivisa e definitiva delle scelte di piano.
RESTITUZIONE DEI DATI EMERSI
Alla fase IV è seguita una fase di elaborazione e restituzione dei dati e di motivazione delle scelte prese per il PAT. In questa fase
sono stati discussi i conflitti emersi e si sono evidenziati gli spazi di fattibilità concreta, i tempi e le modalità con cui l’Amministrazione
ha inteso procedere.
4.3
Confronto tra documento preliminare e priorità espresse durante la fase di ascolto
Il confronto tra gli obiettivi espressi dagli Amministratori nel documento preliminare e le priorità emerse negli incontri della
partecipazione è uno dei primi elementi di sintesi del processo partecipativo. I risultati di questo confronto sono stati riportati nel RA
secondo una tabella suddivisa per i 4 sistemi (storico-ambientale, residenza e servizi, economico, infrastrutturale).
5
ANALISI DELLE ALTERNATIVE
L’analisi delle alternative consiste nella valutazione di diverse opzioni strategiche-progettuali di governo del territorio; il ventaglio
delle possibilità risulta in tal senso molto ampio sia in riferimento alle diverse tematiche oggetto di possibile trattazione da parte del
Piano, sia per la tipologia di analisi con la quale le stesse possono essere affrontate. Le differenti ipotesi possono riguardare il
sistema storico-ambientale, l’assetto insediativo-residenziale, quello dei trasporti e della mobilità o ancora il sistema produttivo e
commerciale ed è possibile operare anche una distinzione tra le alternative di carattere localizzativo e quelle, ad esempio, di
carattere dimensionale legate a diversi scenari di sviluppo socio-economici in termini di popolazione residente o di richiesta di nuove
aree produttive e commerciali. La valutazione di tali alternative in relazione al concetto ampio di sostenibilità include la ricerca del
giusto equilibrio tra sostenibilità economica, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale.
La sostenibilità ambientale è una componente fondamentale da considerare per
conseguire l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile che “garantisce i bisogni delle
generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future
riescano a soddisfare i propri” [definizione di sviluppo sostenibile contenuto nel
Rapporto Our Common Future (1987) della World Commission on Environment and
Development (Commissione Bruntland)]
5.1
Descrizione delle alternative di Piano
Quinto di Treviso rientra nella categoria dei comuni di Pianura con un rapporto tra SAU e STC superiore all’indice di riferimento
fissato dalla Regione per i comuni di Pianura: 64,2% contro il limite di 61,3%. Applicando il numero indice di trasformabilità fissato
dalla Regione (numero indice: 1,3) si ottiene il valore di 15,56 ettari (155.602 mq), al quale, così come previsto dallo stesso Atto di
indirizzo regionale, è possibile applicare un incremento pari al 10%, ottenendo 171.162 mq, che rappresenta la massima superficie
trasformabile per il periodo di validità del PAT. Il Piano suddivide il territorio comunale in 4 ATO:
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ATO 1 – Quinto di Treviso;
ATO 2 –Santa Cristina;
ATO 3 – Polo produttivo;
ATO 4 – Ambito agricolo.
Di seguito viene presentata una descrizione delle alternative di Piano prese in esame.
SCENARIO 1
Al fine di rispondere alle esigenze di nuova edificazione residenziale individuate dall’analisi demografica e dal confronto con la
popolazione residente, il Piano individua le linee preferenziali lungo le quali dovrà essere indirizzato lo sviluppo urbanistico
dell’insediamento. Gli ambiti di espansione sono stati individuati in contiguità ad aree residenziali esistenti al fine di perseguire
l’obiettivo di concentrazione e aggregazione delle aree residenziali. Si precisa che tali ambiti e linee di sviluppo si intendono solo
potenzialmente trasformabili: l’estensione delle aree interessate dallo sviluppo insediativo e i parametri per l’edificazione verranno
stabiliti dal PI, nel rispetto del dimensionamento dell’ATO di appartenenza e degli obiettivi generali di contenimento del consumo
di suolo. Il Piano individua inoltre degli ambiti localizzati fondamentalmente in zona agricola, che sono riconoscibili e perimetrabili
come piccoli nuclei insediativi. L’individuazione permette infatti, non trattandosi di ambiti individuati dalla pianificazione vigente,
alcuni interventi e piccoli ampliamenti per ottemperare ad esempio alle esigenze di tipo igienico sanitario o altri interventi volti ad
aumentarne la funzionalità architettonica. La scelta dell’Amministrazione comunale è stata di prevedere nel PAT un limite
quantitativo massimo di SAU trasformabile inferiore a quello calcolato secondo i parametri di legge (171.162 mq): la soglia massima
di superficie agricola trasformabile è stata fissata pari a 150.000 mq.
La strategia di sviluppo individuata dallo Scenario 1 contempla la necessità di concedere al centro abitato di Quinto di Treviso la
maggiore possibilità di espansione di tipologia residenziale unita ad una maggiore dotazione di servizi (SAU trasformabile uguale a
100.000 mq). Si vuole in questo modo dare continuità allo sviluppo già in essere, mirando allo stesso tempo a mantenere la
configurazione esistente dei nuclei minori. All’ATO 2 Santa Cristina e all’ATO 4 Ambito Agricolo sono concessi rispettivamente
20.000 mq e 15.000 mq. All’interno del territorio comunale sono presenti ambiti a carattere prevalentemente produttivo in via di
dismissione (ex Vaserie Trevigiane) e/o che costituiscono elementi di criticità od obsolescenza in relazione all’evoluzione del
contesto urbano e territoriale di riferimento. Per tali motivi il Piano individua delle aree di riqualificazione e riconversione alle quali il
PAT attribuisce un ruolo strategico. Al fine di promuovere il coinvolgimento dei soggetti privati nelle politiche di sviluppo della città e
del territorio il Piano individua degli ambiti che saranno oggetto di accordi pubblico – privati.
Per quanto riguarda il sistema produttivo l’Alternativa 1 individua linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione produttiva
prevalentemente a nord del “Polo produttivo sud”, unica area produttiva esistente in territorio comunale definita ampliabile dal PTCP.
I potenziali ambiti di trasformazione sono in continuità alla zona produttiva come prescritto dall’art. 16 delle NTA del PTCP.
L’obiettivo di razionalizzazione della viabilità viene perseguito nel capoluogo mediante l’individuazione cartografica di una viabilità di
superamento del centro storico di Quinto di Treviso che dovrebbe scaricare il traffico di attraversamento del centro abitato. La
viabilità proposta prevede:
il potenziamento del tratto di Via Biasuzzi compreso tra via San Cassiano e Via Boiago,
la realizzazione di un nuovo tratto di viabilità di collegamento tra Via Biasuzzi e Via Fratelli Bandiera;
il potenziamento del tratto di Via Fratelli Bandiera fino al confine con il comune di Treviso;
la realizzazione di breve tratto di viabilità di collegamento fra Via Fratelli Bandiera e Via A. Gramsci.
Lo scenario in esame prevede anche la realizzazione di altre tre viabilità di progetto con funzione prevalentemente di raccordo tra
infrastrutture esistenti.Il Piano recepisce il progetto infrastrutturale di livello sovra comunale della viabilità alternativa alla SR 53
“Postumia”.
In merito alla rete ecologica, lo Scenario recepisce le indicazioni della pianificazione sovraordinata riportando nella TAV 4 l’area
nucleo (in corrispondenza del SIC IT3240028 “Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso ovest” e della ZPS IT3240011 “Sile: sorgenti,
paludi di Morgano e S. Cristina”) e gli altri elementi della rete ecologica previsti dal PTCP (corridoi ecologici, area di completamento,
stepping zone e fascia tampone). La perimetrazione di tali ambiti in alcuni casi non coincide con quella proposta dal PTCP in quanto
il contorno è stato ottenuto da un processo di foto interpretazione ed è stato adeguato alla scala di progettazione.
L’obiettivo relativo all’individuazione di nuove forme di mobilità sostenibile nell’ottica di uno sviluppo turistico dell’area è stato
perseguito mediante il recepimento di percorsi ciclopedonali previsti dalla pianificazione di livello provinciale (percorso ciclopedonale
“Bici in vacanza”; percorso ciclabile lungo il tracciato dell’ex linea ferroviaria Treviso – Ostiglia). Il Piano individua altresì un percorso
ciclabile che collega via Cornarotta con via Burchielli).
SCENARIO 2
La scelta dell’Amministrazione comunale è stata quella di utilizzare tutta la SAU trasformabile, ovvero 170.000 mq. La strategia di
sviluppo individuata dallo Scenario 2 intende promuovere una più equa distribuzione della capacità edificatoria su tutto il territorio
comunale. Pertanto lo Scenario 2 concede non solo al centro abitato di Quinto ma anche alla frazione di Santa Cristina e agli ambiti
di edificazione diffusa in area agricola una discreta superficie da destinare a espansioni di tipo residenziale. Si evidenzia che
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nell’ATO 4 “Ambito Agricolo” il Piano concede 30.000 mq di superficie trasformabile, pari a 2 volte la superficie concessa dallo
Scenario 1.
Come si evince dal confronto tra gli scenari, relativamente alle linee preferenziali di sviluppo insediativo lo Scenario 2 rispetto allo
Scenario 1:
non individua linee di espansione a nord di via Fratelli Bandiera (ATO 1 – Quinto di Treviso);
individua un potenziale ambito di trasformazione residenziale tra Via Nogarè e Via Pelosa (ATO 1 – Quinto di Treviso);
individua linee di espansione a sud di Via I° Maggio (ATO 2 – S. Cristina).
Lo Scenario perimetra gli ambiti di edificazione diffusa al fine di consentire ai cittadini che non abitano nei centri di Quinto di Treviso
e di S. Cristina la possibilità di effettuare limitati e puntuali interventi di ampliamento e nuova edificazione ad uso residenziale, nel
rispetto del dimensionamento dei singoli ATO.
Per quanto riguarda il sistema produttivo l’Alternativa 2 individua linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione produttiva
prevalentemente a sud dell’area produttiva definita ampliabile dal PTCP di Treviso.
Relativamente all’obiettivo di razionalizzare la viabilità il Piano propone una viabilità di superamento del centro storico di Quinto di
Treviso alternativa a quella proposta dallo Scenario 1. La viabilità proposta prevede il potenziamento del tratto di Via Biasuzzi
compreso tra via San Cassiano e Via Boiago e la realizzazione di una nuova viabilità di progetto parallela al tracciato dell’ex ferrovia
Treviso – Ostiglia.
Al pari dell’alternativa 1, lo scenario in esame prevede anche la realizzazione di altre tre viabilità di progetto con funzione
prevalentemente di raccordo tra infrastrutture esistenti.Il Piano recepisce il progetto infrastrutturale di livello sovra comunale della
viabilità alternativa alla SR 53 “Postumia”.
In merito alla rete ecologica, lo Scenario recepisce le indicazioni della pianificazione sovraordinata riportando nella TAV 4 l’area
nucleo e gli altri elementi della rete ecologica previsti dal PTCP (corridoi ecologici, area di completamento, stepping zone e fascia
tampone).
Anche in questo scenario si ha il recepimento di percorsi ciclopedonali previsti dalla pianificazione di livello provinciale (percorso
ciclopedonale “Bici in vacanza”; percorso ciclabile lungo il tracciato dell’ex linea ferroviaria Treviso – Ostiglia).
SCENARIO 0
Lo scenario zero si riferisce a quanto già previsto dalla pianificazione sovraordinata e comunale. In particolare in ambito comunale
sono presenti zone ancora non attuate sia di tipologia residenziale che di tipologia produttiva. Valgono inoltre le misure di tutela,
salvaguardia dell’ambiente e in genere tutta la normativa relativa al Piano Ambientale del Parco Naturale Regionale del fiume Sile.
5.2
Valutazione delle alternative ed individuazione dello scenario di Piano
L’analisi delle diverse alternative di Piano, compresa l’alternativa zero, ha permesso di individuare quali sono le “azioni” che
caratterizzano ciascuno scenario, ciascuna delle quali prende origine dagli obiettivi espressi all’interno del Documento Preliminare. Il
confronto tra i diversi scenari e l’individuazione dello scenario di Piano più sostenibile può essere sinteticamente descritto mediante
la costruzione di due “macroindicatori”, costruiti con riferimento a criteri di sostenibilità ambientale e a fattori di impatto (prevedibili
per ciascuna azione di Piano).
5.2.1
Macroindicatore 1 – valutazione del grado di risposta a criteri di sostenibilità ambientale
L’analisi delle caratteristiche del territorio condotta, oltre che l’esame della programmazione e pianificazione sovraordinata, ha
permesso di riconoscere quali siano le principali emergenze e criticità esistenti nell’ambito comunale di Quinto di Treviso. L’insieme
delle informazioni così raccolte ha permesso anche di individuare criteri di sostenibilità ambientale utili per la valutazione delle
alternative di Piano e riportati al cap. 11.2.1 del RA.
Tra i criteri individuati sono compresi anche alcuni criteri di natura socio-economica. Si ritiene a questo proposito utile sottolineare
come un piano urbanistico debba dare risposta al complesso di esigenze di un territorio, comprendendo quindi anche quelle di
natura socio-economica quali la possibilità di sviluppo produttivo – commerciale e la necessità di nuove abitazioni legata alle
dinamiche evolutive in atto della popolazione residente. Senza tali considerazioni la valutazione “puramente ambientale” vorrebbe
inevitabilmente un incremento nullo delle nuove aree residenziali e produttive, così come delle nuove infrastrutture.
E’ stata predisposta una matrice per la valutazione della rispondenza di ciascuna azione ai criteri di sostenibilità ambientale. Allo
scopo di permettere una valutazione maggiormente “calata” sul territorio in esame, si è scelto inoltre di associare a ciascun criterio di
sostenibilità individuato un “peso” che ne evidenzi l’importanza nell’ambito comunale indagato, in relazione alle sue caratteristiche
specifiche e alle criticità che sono state individuate in fase di analisi. Il valore numerico del peso è stato fissato in un range che varia
da 1 a 5. Per la valutazione del grado di risposta di ciascuno scenario ai criteri di sostenibilità, si è scelto di adoperare la seguente
simbologia:
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Piano di Assetto del Territorio
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+++
++
+
0
----
5.2.2
Sintesi non Tecnica
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+3
+2
+1
0
-1
-2
-3
L’alternativa individuata risponde primariamente al criterio di sostenibilità
L’alternativa individuata risponde parzialmente al criterio di sostenibilità
L’alternativa individuata risponde, seppur indirettamente, al criterio di sostenibilità
L’alternativa individuata risulta ininfluente rispetto al criterio di sostenibilità
L’alternativa individuata si presenta in lieve contrasto con il criterio di sostenibilià
L’alternativa individuatata si presenta parzialmente in contrasto con il criterio di sostenibilità
L’alternativa individuata è in netto contrasto con il criterio di sostenibilità
Macroindicatore 2 – valutazione degli impatti determinati dalle alternative
La valutazione dell’alternativa di piano più sostenibile non può prescindere da considerazioni che tengano conto degli impatti
determinati dalle azioni che formano ciascuna diversa alternativa. L’elaborazione del “macroindicatore 2” muove da questa
considerazione e ha lo scopo di fornire un sintetico confronto tra le diverse alternative in relazione a detti impatti.
Precedentemente sono state descritte le diverse alternative fornendo per ciascuna le azioni che la compongono. A partire da questi
elenchi, e sulla base delle considerazioni riportate precedentemente, è stata definita un lista di “fattori di impatto” prevedibili per il
territorio.
Anche in questo caso si è scelto di lavorare mediante la costruzione di una matrice per la valutazione degli impatti determinati dalle
diverse alternative. In particolare ciascuna alternativa è stata messa a confronto con i fattori di impatto sopra individuati, relativi alle
diverse azioni che compongono i diversi scenari di Piano analizzati. Tra i possibili “fattori di impatto” sono stati considerati anche
alcuni impatti “positivi”, quali ad esempio l’incremento di posti di lavoro, il riutilizzo/recupero di aree urbanizzate degradate dismesse, etc. Ciascun fattore di impatto è accompagnato dall’individuazione di uno specifico “peso” (variabile in un range tra 1 e 5)
che tiene conto del tipo di impatto, delle caratteristiche proprie del territorio e delle criticità rilevate nel corso dell’analisi delle diverse
componenti ambientali Nella valutazione di ogni singola azione in relazione ai diversi fattori di impatto si è poi considerato un range
di valori compresi tra [-3, +3] e così attribuiti:
+++
++
+
0
----
5.2.3
+3
+2
+1
0
-1
-2
-3
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto decisamente positivo sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto positivo sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto lievemente positivo sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata non determini alcun effetto sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto lievemente negativo sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto negativo sul fattore di impatto in esame
nel caso in cui l’alternativa individuata determini un effetto decisamente negativo sul fattore di impatto in esame
Analisi dei risultati ottenuti mediante la valutazione dei macroindicatori e scelta dello scenario di progetto
I risultati ottenuti sono stati sintetizzati in una tabella riassuntiva. Avendo impiegato analoghi pesi e un analogo intervallo di valori in
relazione alle due valutazioni di fatto la rispondenza a ciascun criterio di sostenibilità e l’effetto di ciascuna alternativa in relazione a
ciascun fattore di impatto individuato sono direttamente confrontabili. In altre parole i due macroindicatori sono direttamente
confrontabili (e sommabili) per ottenere un valore sintetico identificativo dello scenario di piano più sostenibile. I risultati ottenuti
hanno evidenziato come lo scenario maggiormente sostenibile sia rappresentato dall’Alternativa 1.
6
LA SPECIFICAZIONE DELLE AZIONI DI PIANO RELATIVE ALLO SCENARIO DI
PROGETTO
Dal riconoscimento degli obiettivi individuati all’interno del Documento Preliminare e dalla scelta dello Scenario di Piano, come
descritta al cap. 11 del RA, la definizione dei contenuti del PAT si è sviluppata mediante la specificazione delle azioni di Piano. La
tabella riportata di seguito presenta l’elenco delle azioni individuate dal Piano. Nella tabella riportata di seguito a ciascuna azione di
Piano è stata, analogamente a quanto fatto per gli obiettivi, associata un sigla alfa-numerica, impiegata anche nelle successive fasi
di valutazione.
Azioni di Piano
A_S_01
A_S_02
Individuazione e disciplina degli strumenti urbanistici della perequazione urbanistica,
del credito edilizio e della compensazione urbanistica – individuazione di ambiti dove
applicare gli strumenti del credito edilizio e della compensazione urbanistica.
Predisposizione di specifica normativa per l’attuazione di accordi pubblico-privato ai
sensi dell’art. 6 della L.R. 11/04.
Recepimento dei vincoli gravanti sul territorio e predisposizione di specifica normativa,
in coerenza con quanto già stabilito dalla normativa vigente. In particolare all’interno della
carta dei Vincoli sono riconosciuti i seguenti elementi: Vincolo paesaggistico D. Lgs. 42/2004; ,
Vincolo monumentale D. Lgs. 42/2004 (ex. L. 1089/1939); Vincolo sismico O.P.C.M.
3274/2003 (classe 3, intero territorio comunale); SIC e ZPS appartenenti alla Rete Natura
H:\clie\QUIN0819\Produzione\Word\VAS\Rapporto Ambientale\Consegna_per_approvazione\Elab_36_SNT.doc
Rif. Elaborati Progettuali PAT
(cartografie, NdA, Rel. Tecnica, etc.)
Art. 4, 5, 6 e 9 delle NTA del PAT, Tav. 4
“Carta delle Trasformabilità”
Tav. 1 “Carta dei Vincoli e della
Pianificazione Territoriale ed Urbanistica”,
art. 11 – 12 – 13 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19
– 20 – 21 – 22 – 23 – 25 – 26 – 27 – 28 –
29 – 30 - 31delle NTA del PAT
Pagina 13
Piano di Assetto del Territorio
Comune di Quinto di Treviso (TV)
A_S_03
A_S_04
A_S_05
A_S_06
A_S_07
A_S_08
A_S_09
A_S_10
A_S_11
A_S_12
A_S_13
A_S_14
A_S_15
A_S_16
2000; ambito del Parco Naturale Regionale del fiume Sile; zona umida (P.T.R.C.); aree a
rischio idraulico da P.A.I. e P.T.C.P.; edificio di pregio architettonico di interesse culturale –
contesto figurativo (PTCP); aree a rischio archeologico PTCP (sito a rischio archeologico; sito
a rischio archeologico – ambito di tutela; agro – centuriato); centro storico – Atlante Regionale
dei Centri Storici); ex – discarica; cava e fascia di rispetto; pozzo di prelievo per uso
idropotabile e fascia di rispetto; viabilità e fascia di rispetto; ferrovia e fascia di rispetto;
elettrodotto e fascia di rispetto; metanodotto; cimitero e fascia di rispetto; impianto di
comunicazione ad uso pubblico; allevamento zootecnico intensivo; Zone di Tutela Aeroporto –
Piano di Rischio Aeroportuale).
Individuazione delle invarianti di natura paesaggistica (contesto figurativo dell’ex mulino di
Cervara – PTCP; asse verde dell’ ex ferrovia Treviso – Ostiglia); invarianti di natura
ambientale (idrografia principale; bacino d’acqua; zona boscata; siepe; ambito di integrità
agricola e ambientale (area nucleo, area di completamento, corridoio secondario, fascia
tampone)); invarianti di natura storico – monumentale (centro storico, parco storico della
Villa Veneta; edificio con grado di protezione – Villa Veneta; edificio con grado di protezione;
manufatto di archeologia industriale – PTCP).
Individuazione degli ambiti a diversa compatibilità geologica ai fini urbanistici: aree
idonee, aree idonee a condizione, aree non idonee
Individuazione delle aree soggette a dissesto idrogeologico (aree esondabili o a
ristagno idrico) e di normativa specifica per la tutela idraulica del territorio e aree a
rischio idraulico
Riconoscimento delle aree di urbanizzazione consolidata e dell’area produttiva
ampliabile
Riconoscimento delle aree produttive non ampliabili
Individuazione delle aree di edificazione diffusa per le quali il P.I. definirà la disciplina degli
interventi edilizi ammissibili
Individuazione delle aree di riqualificazione e riconversione. Tali aree includono la parte di
città consolidata che presenta caratteri di degrado e disorganicità nell’impianto planimetrico e
di eterogeneità dei caratteri tipologici, formali e funzionali degli edifici
Individuazione delle opere incongrue e degli elementi di degrado.
Il P.A.T. identifica le attività produttive collocate in zona impropria quali opere incongrue, e ne
persegue la rilocalizzazione in zona propria di tipo produttivo.Le attività produttive collocate in
zona impropria sono state individuate a partire da quanto previsto dal P.R.G.C. vigente alla
data di entrata in vigore del P.A.T.. Si tratta di singole attività che presentano motivi di turbativa
urbanistica, ambientale o gravi problemi ineliminabili di inquinamento del territorio.
Il PAT individua come elementi di degrado le attività produttive in zona impropria di “Tipo 1”
individuate dal Piano Ambientale (P.A.) del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. Per gli
elementi di degrado, nelle more di redazione del P.I., vigono le prescrizioni del P.A. del Parco
Naturale Regionale del Fiume Sile e della Variante al PRGC di adeguamento al Piano
Ambientale.
Individuazione dei contesti destinati alla realizzazione di programmi complessi
I “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di programmi complessi” includono ambiti
caratterizzati prevalentemente da insediamenti produttivi, industriali e/o commerciali, che
possono includere anche la residenza, per i quali si renda necessario il riordino degli
insediamenti esistenti, il cambio delle destinazioni d’uso e il ripristino della qualità ambientale.
Individuazione di 2 accordi pubblico – privati che rientrano tra gli ambiti definiti da PAT
come “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di programmi complessi”:
•
Accordo n. 1 tra il comune di Quinto di Treviso e Rachello Costruzioni S.r.l.;
•
Accordo n. 2 tra il comune di Quinto di treviso e i sigg. Povellato Eugenio e
Povellato Andrea
Individuazione dei limiti fisici alla nuova edificazione all’interno dei quali potranno essere
individuati, in sede di P.I., gli ambiti di trasformazione
Individuazione delle linee preferenziali di sviluppo insediativo
Il P.A.T. fissa le “Linee preferenziali di sviluppo insediativo” rispetto alle aree di urbanizzazione
consolidata e alle trasformazioni previste dal P.R.G.C. Vigente alla data di adozione del P.A.T.
articolandole su quattro livelli:
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione residenziale;
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione residenziale da concertare
con il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile;
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione produttiva
prevalente destinazione d’uso commerciale.
Individuazione dei servizi di interesse comune di maggiore rilevanza esistenti e di
progetto
Individuazione di assi infrastrutturali di progetto
Il P.A.T. definisce quale obiettivo prioritario la realizzazione di una serie di interventi di nuova
costruzione e riqualificazione geometrica e/o funzionale degli assi infrastrutturali appartenenti
alla rete della mobilità al fine di conseguire il miglioramento complessivo della viabilità a livello
territoriale.
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Sintesi non Tecnica
2014
Tav. 2 “Carta delle Invarianti”, art. 32 – 33
– 34 delle NTA del PAT
Tav. 3 “Carta delle Fragilità”, art. 35 delle
NTA del PAT
Tav. 3 “Carta delle Fragilità”, art. 17 - 36
delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”,
37 - 38 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”,
39 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”,
40 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”,
41 delle NTA del PAT
art.
art.
art.
art.
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
42 - 43 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
44 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”,
Allegato C “Accordi tra soggetti pubblici e
privati” delle NT del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
45 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
46 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
47 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
48 delle NTA del PAT
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A_S_17
A_S_18
A_S_19
A_S_20
A_S_21
A_S_22
6.1
Gli assi infrastrutturali di maggior rilevanza di progetto previsti da PAT sono:
Viabilità alternativa alla S.R. 53 “Postumia” tra i comuni di Quinto di Treviso, Paese
e Istrana;
Viabilità di superamento del centro storico di Quinto di Treviso;
Viabilità di accesso all’istituto scolastico di Via Donatori del Sangue;
Viabilità di raccordo tra Via I Maggio e Via Sega;
Viabilità di raccordo tra Via Mattei e Via Zecchina;
Il Piano prevede altresì rotatorie di progetto:
Sulla viabilità alternativa alla S.R. 53 “Postumia”;
Sulla viabilità di superamento del centro storico di Quinto di Treviso;
Sulla la viabilità di raccordo tra Via Mattei e Via Zecchina.
Tra la Tangenziale Sud di Treviso e Via Postumia;
Tra Via Emiliana-Via San Bernardino e Via Emiliana-Via Isonzo;
Tra Via Cornarotta e Via Monsignor L. Tognana.
Individuazione dei percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto
Il P.A.T. individua i principali “Percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto” sui quali basare la
programmazione comunale riguardante la mobilità ciclabile finalizzata a:
aumentare la mobilità in bicicletta offrendo al ciclista situazioni sicure, protette e
confortevoli;
migliorare la qualità di vita e l’immagine armoniosa e ad alta socialità dello spazio
urbano;
dare autonomia ed indipendenza agli utenti “deboli” della strada.
Individuazione degli ambiti territoriali cui attribuire valori di tutela, riqualificazione e
valorizzazione
Il PAT individua il centro storico di Quinto di Treviso quale elemento di valore storico –
culturale, monumentale e paesaggistico.
Individuazione delle ville venete, dei manufatti di archeologia industriale e dei contesti
figurativi
Il P.A.T. individua i seguenti elementi di valore storico-culturale, monumentale e paesaggistico:
Ville venete individuate nella pubblicazione dell’Istituto Regionale per le Ville Venete;
Manufatti di archeologia industriale individuati dal PTCP;
contesto figurativo dell’ex Mulino di Cervara.
Individuazione dell’ambito agricolo che interessa le parti extraurbane, poste oltre il limite
edificato destinate all’esercizio dell’attività agricola e zootecnica
Individuazione della rete ecologica (area nucleo, corridoio ecologico secondario, area di
completamento, stepping zone, fascia tampone, varco) e predisposizione di normativa
specifica.
Obiettivo primario della rete ecologica è mantenere spazio per l’evoluzione del paesaggio e
delle sue dinamiche ecologiche, in cui la diversità possa autonomamente progredire senza
impedimenti e dove il peso delel azioni antropiche sia commisurato con alti livelli di atuopoiesi
del sistema ambientale.
Individuazione delle fasce di tutela idrografia principale
Sono vincolate ai sensi dell’Art. 41 LR 11/2004 le aree comprese fra gli argini maestri ed il
corso d’acqua dei fiumi e canali, nonché una fascia di profondità di m. 100 (cento) dall’unghia
esterna dell’argine principale per:
Fiume Sile;
Roggia Piovega;
Fosso Dosson;
Scolo Serva.
Il PI dovrà recepire e aggiornare il quadro delle fasce di tutale, adeguandoli allo stato di fatto.
Sintesi non Tecnica
2014
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
49 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
50 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
51 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
52 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
53 delle NTA del PAT
Tav. 4 “Carta delle Trasformabilità”, art.
54 delle NTA del PAT
Dimensionamento di Piano
In riferimento alle proiezioni demografiche e all’evoluzione della struttura della popolazione al 2021, e considerando il fabbisogno
residenziale stimato nel prossimo decennio, il Progetto di Piano definisce e quantifica l’offerta abitativa in funzione:
della capacità residua del PRG vigente, calcolata analizzando lo stato di attuazione delle Zto del vigente PRG, quindi all’interno
della zonizzazione della città consolidata.
delle trasformazioni previste dal PAT, classificate in funzione del tipo di trasformazione:
-
gli ambiti di espansione: caratterizzati dal cambio di destinazione da zona agricola a zona con potenzialità edificatorie di
tipo residenziale;
le aree compromesse: aree non urbanizzate ma già compromesse, che possono essere utilizzate a fini edificatori senza
consumare superficie agricola utilizzata (SAU).
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In riferimento alle trasformazioni previste dal PAT, i criteri per la determinazione delle aree e degli abitanti insediabili per il prossimo
decennio sono:
l’indice teorico medio di 0,7 mc/mq per le aree di trasformazione della SAU;
l’indice teorico medio di 0,7 mc/mq per le aree già compromesse ma non ancora urbanizzate/utilizzate a fini insediativi.
La scelta conseguente a questo scenario è quindi stata così sviluppata: la previsione del PAT al 2021 è quindi pari a 434.000 mc.
Questo dato è cosi suddiviso:
volume residuo PRG: mc. 301.000 calcolato analizzando lo stato di attuazione delle Zto del vigente PRG, quindi
all’interno della zonizzazione della città consolidata.
volume nuova previsione PAT: mc. 133.000, di cui:
-
mc 94.500 in nuove zone di espansione;
mc 38.500 in aree già compromesse.
Tipo di Trasformazione
Aree di espansione residenziale - PAT
Aree di espansione produttiva - PAT
Aree già compromesse
Sup. Terr.
(mq)
Consumo SAU
(mq)
135.000
15.000
55.000
205.000
135.000
15.000
0
150.000
Volume resid.
realizzabile
(mc)
94.500
38.500
133.000
Abitanti
insediabili
411
167
578
La volumetria media annua complessiva corrisponde quindi ad un valore attorno ai 43.400 mc. di cui 13.300 mc. previsti dal PAT.
Tale valore potrebbe però essere ulteriormente elevato in sede di Piano degli Interventi a seconda delle situazioni che si verranno a
creare. Lo stesso dipende cioè dal numero degli interventi di demolizione con ricostruzione attraverso credito edilizio e
compensazione/perequazione si attiveranno. Il volume recuperato viene automaticamente sottratto al volume complessivo di nuova
previsione PAT. Di converso non viene sottratta superficie agricola utilizzabile.
Il volume di nuova previsione deve essere “spalmato” nella SAU massima trasformabile pari a 15 ettari. La successiva ri-calibratura
sarà affinata all’interno delle previsioni dei singoli successivi Piani degli Interventi.
AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI
Ai sensi degli Artt.13 e 31 della L.R.11/2004, ai fini del dimensionamento, della definizione dei limiti quantitativi fisici per lo sviluppo e
per i cambi di destinazione d’uso, il Piano suddivide il territorio comunale in Ambiti Territoriali Omogenei (ATO), riportati nella Tav. 4
del Piano sulla base dei caratteri insediativi, fisici, urbanistici e ambientali salienti. Gli ambiti territoriali individuati sono i seguenti:
ATO 1 – Quinto di Treviso;
ATO 2 –Santa Cristina;
ATO 3 – Polo produttivo;
ATO 4 – Ambito agricolo
ATO 1 – Quinto di Treviso
L'A.T.O. n. 1 comprende il nucleo urbano di Quinto di Treviso, caratterizzato dallo storico rapporto con le acque del Fiume Sile. Nel
secondo dopoguerra il capoluogo si è espanso lungo la S.R. 515 "Noalese" sulle direttrici meridionale e occidentale, limitando la
propria espansione a sud del tracciato della Treviso-Ostiglia. L’ATO ha una dimensione territoriale pari a circa 470 ettari e vi
risiedono 6.742 abitanti (dati ISTAT al 01.01.2011). Il volume residenziale esistente è pari a mc 1.770.000 (zone B e C del PRG
vigente).
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Capacità residua del PRG – ATO 1
Aree a standard – ATO 1
Le scelte effettuate con il PAT – ATO 1
ATO 2 – Santa Cristina
L'A.T.O. n. 2 comprende il nucleo urbano di Santa Cristina, sorto in prossimità dell'oasi naturalistica del mulino di Cervara ed
espanso a nord della dismessa linea ferroviaria Treviso-Ostiglia. L’ATO ha una dimensione territoriale pari a circa 193 ettari e vi
risiedono 1.129 abitanti (dati ISTAT al 01.01.2011). Il volume residenziale esistente è pari a mc 311.000 (zone B e C del PRG
vigente).
Capacità residua del PRG – ATO 2
Aree a standard – ATO 2
Le scelte effettuate con il PAT – ATO 2
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ATO 3 – Polo produttivo
L'A.T.O. n. 3 comprende il polo industriale e commerciale localizzato a sud del territorio comunale, lungo la SR 515 "Noalese". È
l’unica area produttiva ampliabile del comune di Quinto di Treviso (secondo il P.T.C.P. di Treviso). L’ATO ha una dimensione
territoriale pari a circa 137 ettari e vi risiedono 145 abitanti (dati ISTAT al 01.01.2011). Il volume residenziale esistente è pari a mc 0
(zone B e C del PRG vigente).
Capacità residua del PRG – ATO 3
Aree a standard – ATO 3
Le scelte effettuate con il PAT – ATO 3
ATO 4 – Ambito agricolo
L'A.T.O. n. 4 comprende il territorio agricolo, caratterizzato dalla presenza di molteplici elementi di discontinuità di tipo lineare (assi
infrastrutturali) e areale (edifici isolati e case sparse), che determinano un elevato grado di frammentazione paesaggisticoambientale del territorio non antropizzato. L’ATO ha una dimensione territoriale pari a circa 1.114 ettari e vi risiedono 1.830 abitanti
(dati ISTAT al 01.01.2011). Il volume residenziale esistente è pari a mc 116.000 (zone B e C del PRG vigente).
Capacità residua del PRG – ATO 4
Aree a standard – ATO 4
Le scelte effettuate con il PAT – ATO 4
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7
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ANALISI DEGLI IMPATTI RELATIVI ALL’ALTERNATIVA DI PROGETTO
Il capitolo 13 del RA riporta il complesso delle considerazioni ed elaborazioni effettuate allo scopo di valutare la sostenibilità
ambientale delle trasformazioni indotte dal Piano. Si è scelto di operare tale valutazione per step successivi, in particolare
riconducibili a:
un’analisi preliminare, mediante la quale sono stati individuati i potenziali effetti (sia positivi che negativi) conseguenti
all’attuazione delle strategie individuate dal Piano;
un’analisi matriciale, in grado di valutare i possibili impatti delle trasformazioni sulle singole criticità ed emergenze individuate
in fase di analisi, oltre che su ciascuna componente ambientale e socio-economica;
un’analisi cartografica, condotta con l’ausilio di elaborati grafici rappresentativi del Quadro di Riferimento Ambientale per la
Trasformazione del Territorio;
un’analisi di dettaglio relativa agli impatti esercitati dalle trasformazioni con particolare riferimento alla compatibilità ambientale
e paesaggistica delle stesse con il contesto, alla stima dell’incremento del consumo di risorse e della produzione di reflui e rifiuti
ed infine alla variazione del suolo determinata dalle nuove urbanizzazioni del territorio.
Di seguito si riportano le considerazioni effettuate in sintesi.
Si riconoscono incidenze positive determinate da tutte quelle azioni che contribuiscono a definire misure di tutela per gli elementi di
interesse ambientale o anche storico – culturale e architettonico presenti sul territorio comunale (A_S_02 – Riconoscimento dei
vincoli gravanti sul territorio e predisposizione di specifica normativa, A_S_03 – Individuazione delle invarianti di natura
paesaggistica, ambientale e storico – monumentale; A_S_18_ Individuazione degli ambiti territoriali cui attribuire valori di tutela,
riqualificazione e valorizzazione, A_S_19 – Individuazione delle ville venete, dei manufatti di archeologia industriale e dei contesti
figurativi; A_S_21 – Individuazione della rete ecologica e predisposizione di normativa specifica, A_S_22 – Individuazione delle
fasce di tutela di idrografia principale) in particolare in relazione alle componenti e alle criticità ed emergenze ad esse riferibili:
biodiversità, paesaggio, patrimonio storico, architettonico ed archeologico.
Alcune azioni strategiche rispondono prioritariamente alla necessità di garantire la sicurezza della popolazione residente in relazione
in particolare ai rischi naturali e sono rappresentate dalle azioni A_S_04 – Individuazione degli ambiti a diversa compatibilità
geologica ai fini urbanistici e A_S_05 – Individuazione delle aree soggette a dissesto idrogeologico e di normativa specifica per la
tutela idraulica del territorio.
Alle azioni di Piano riconducibili all’individuazione sul territorio di aree di nuova urbanizzazione (A_S_06 – Riconoscimento di aree di
urbanizzazione consolidata e dell’area produttiva ampliabile; A_S_08 – Individuazione delle aree di edificazione diffusa; A_S_11 –
Individuazione dei contesti destinati alla realizzazione di programmi complessi che includono ambiti di espansione; A_S_12 Individuazione di 2 accordi pubblico – privati che rientrano tra gli ambiti definiti da PAT come “Contesti territoriali destinati alla
realizzazione di programmi complessi”; A_S_14 – Individuazione delle linee preferenziali di sviluppo insediativo) sono stati associati
potenziali effetti negativi in relazione agli impatti che le stesse potranno esercitare in termini di emissioni di inquinanti in atmosfera e
nel sistema idrico superficiale e sotterraneo, utilizzo di suolo agricolo. Alle stesse azioni strategiche sono state riconosciute inoltre
possibili incidenze negative relativamente alle componenti energia, sottoservizi, rifiuti, mobilità e agenti fisici. Un effetto potenziale
non significativo è stato invece attribuito alle componenti ambientali paesaggio e biosfera.
La realizzazione di nuove aree residenziali comporta inevitabilmente l’incremento nel territorio del carico urbanistico. In base a
quanto evidenziato nel dimensionamento di Piano è previsto un incremento di 578 abitanti che andranno ad incrementare la
produzione di rifiuti e reflui, utilizzeranno l’automobile (con conseguente generazione di rumore e traffico), incrementeranno la
domanda di energia ed acqua potabile e di servizi in genere. Si prevede altresì un aumento delle emissioni luminose all’interno degli
ambiti di trasformazione, limitatamente alla necessaria dotazione degli agglomerati urbani.
All’individuazione di nuovi ambiti di espansione è stato associato un effetto potenziale non significativo in relazione alla criticità
relativa alla presenza in ambito comunale di aree a rischio idraulico. Alcuni ambiti di espansione ricadono infatti in aree segnalate
come a rischio P1 e P2 (linea di espansione produttiva ubicata in prossimità di Via Zecchina) dal PAI. Al fine di tutelare la
popolazione dai rischi legati al pericolo di allagamento, il Piano ha predisposto una normativa specifica (art. 17 NTA). Il comma 10
dell’art. 17 prescrive che “il PI e tutti i PUA dovranno, al fine di evitare l’aggravio delle condizioni di dissesto idraulico, contenere uno
studio di compatibilità idraulica per tutto il territorio interessato dallo strumento urbanistico, una valutazione dell’alterazione del
regime idraulico provocata dalle nuove previsioni urbanistiche, nonché il dimensionamento di dettaglio per ogni singolo intervento
delle misure compensative necessarie a garantire l’invarianza idraulica”.
Tenuto conto della vicinanza del centro abitato di Quinto di Treviso all’aeroporto “Canova di Treviso”, all’individuazione sul territorio
di nuove aree aree di urbanizzazione è stato attribuito un potenziale effetto non significativo sulla criticità rappresentata dalla
presenza dell’aeroporto sopra citato in quanto il comune si è dotato del Piano di Rischio Aeroportuale. Si sottolinea che il Piano
individua 3 zone di tutela da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe all’aeroporto. Nello specifico all’interno delle Zone di Tutela A, B
e C non sono ammessi:
a) insediamenti ad elevato affollamento;
b) scuole, ospedali e, in generale, “attività sensibili” come definite dalla Circolare Enac APT 33 del 30.08.2010 “Piani di
rischio previsti dall'art. 707 del Codice della Navigazione”;
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c)
Sintesi non Tecnica
2014
insediamenti che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.
In merito alle azioni di Piano A_S_09_Individuazione della aree di riqualificazione e riconversione si sottolinea che gli ambiti
individuati includono parti di città consolidata che presentano caratteri di degrado. In tali aree il Piano prevede interventi di
riqualificazione e riconversione (riordino degli insediamenti esistenti; ripristino della qualità ambientale; miglioramento della qualità
urbana ecc.). Essendo gli ambiti allo stato attuale urbanizzati l’effetto dell’azione di Piano sulle componenti aria (emissioni in
atmosfera), acqua (consumo idrico e carico sulle fognature), mobilità (domanda di traffico), rifiuti (produzione di rifiuti), sottoservizi e
energia risulta essere non significativo. È infatti ipotizzabile che gli interventi previsti negli ambiti individuati dal Piano possano
determinare un miglioramento della situazione attuale esistente e comportare il risanamento di alcune situazioni critiche. Il riordino
degli insediamenti esistenti e il ripristino della qualità ambientale determina un potenziale effetto positivo sulla componente
paesaggio. Si segnala inoltre che tra gli ambiti di riqualificazione e riconversione il PAT inserisce anche la “zona B speciale”
individuata dal PRG vigente, pertanto si ritiene che l’azione possa avere un effetto potenziale positivo sulla criticità relativa alla
commistione tra funzioni residenziali e produttive.
In riferimento all’azione A_S_10_Individuazione delle opere incongrue e degli elementi di degrado si osserva che per la stessa sono
riconoscibili effetti potenzialmente positivi sulle matrici aria e paesaggio e sulla criticità rappresentata dalla presenza di attività
produttive in zona impropria.
L’individuazione di nuove infrastrutture viabilistiche (azione strategica A_S_16) è stata valutata positivamente in particolare in
relazione alla componente mobilità. Da evidenziare che la realizzazione della viabilità di progetto di superamento del centro storico
di Quinto di Treviso avrà dei potenziali effetti positivi sulla criticità riferibile al traffico eccessivo sulla SR 515 “Noalese” in quanto il
progetto intende scaricare il tratto stradale dall’alto carico di traffico di attraversamento.
Non significative appaiono le possibili influenze esercitate dall’azione strategica considerata sulle criticità individuate per la
componente aria e agenti fisici. A tal proposito si evidenzia che l’art. 48, comma 4 del Piano stabilisce che:
“Il P.A.T. definisce quale obiettivo prioritario la realizzazione di una serie di interventi di nuova costruzione e riqualificazione
geometrica e/o funzionale degli assi infrastrutturali appartenenti alla rete della mobilità, come elencata al comma terzo del presente
Articolo, al fine di conseguire il miglioramento complessivo della viabilità a livello territoriale attraverso:
a) il raggiungimento di più elevati standard di sicurezza;
b) la moderazione del traffico nei tratti urbani;
c) la riorganizzazione dei flussi di traffico;
d) la salvaguardia degli insediamenti dall’inquinamento e dal rumore;
e) la qualificazione dei materiali e degli spazi”.
Il comma 6 prevede inoltre che “Nella progettazione e realizzazione della viabilità di nuova previsione dovranno essere predisposte
fasce di mitigazione lungo il tracciato stradale con il duplice intento di mitigare l’impatto paesaggistico e acustico – atmosferico dei
nuovi tratti di viabilità. Dette fasce, costituite da siepi e fasce tampone, dovranno essere previste nei punti di interfaccia
dell’infrastruttura con aree della Rete Ecologica o con suoli agrari ancora integri o in ambiti non ancora edificati in generale. Anche in
prossimità di zone residenziali (esistenti o di progetto) dovranno essere studiati interventi di mitigazione dall’impatto acustico e
paesaggistico da realizzarsi preferibilmente mediante la realizzazione di fasce vegetazionali”.
In merito all’azione strategica A_S_16 state valutate possibili incidenze negative sulle componenti ambientali acqua, suolo e
sottosuolo, biosfera e paesaggio.
All’azione strategica A_S_17 - Individuazione dei percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto sono state associate diverse possibili
influenze positive in particolare in riferimento a criticità individuate per le componenti aria, biosfera, agenti fisici e mobilità.
Infine in merito all’azione strategica A_S_18 – Individuazione delle aree agricole che interessano le parti extraurbane, poste oltre il
limite edificato e destinate all’esercizio dell’attività agricola e zootecnica è stato associato un potenziale effetto positivo sulla
componente suolo e sottosuolo (anche in relazione alla presenza di suoli caratterizzati da buone capacità d’uso a fini agricoli),
biosfera e paesaggio.
In base all’analisi cartografica sono stati individuati alcuni punti di attenzione:
LINEE PREFERENZIALI DI SVILUPPO INSEDIATIVO DI TIPOLOGIA RESIDENZIALE
fragilità riscontrate
punti di attenzione
Vicinanza al tracciato degli elettrodotti
Dovranno essere rispettate le norme previste dalla legislazione vigente in
materia (DM 29/05/2008)
Vicinanza a SRB
Dovranno essere verificati i livelli di esposizione a CEM ad alta frequenza
derivanti dalle presenze segnalate, verificando il rispetto dei limiti di
esposizione fissati dalla normativa vigente in materia.
ARIA
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo insediativo a Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione
viabilità di progetto
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo insediativo a Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione.
viabilità principale
Vicinanza linee di espansioni residenziali ad aree Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
produttive
ACQUA
Vicinanza delle linee di espansione agli elementi della rete Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
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idrografica
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idraulica.
Presenza di linee preferenziali di espansione in aree con Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
profondità della falda fretica compresa tra 0 e 2 m dal p.c. considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed individuati gli accorgimenti atti
a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di
depurazione e collettamento dei reflui.
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo a pozzi di In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
prelievo ad uso idropotabile
rispettata la normativa vigente.
Presenza di linee prefereniziali di sviluppo insediativo in Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
aree soggette a inondazioni periodiche
idraulica.
Potenziale mancanza della rete fognaria
La progettazione attuativa deve prevedere il collegamento alla rete esistente
o l'utilizzo di sistemi di depurazione alternativi nel caso di difficolta di
collegamento.
Prossimità di siepi a linee preferenziali di sviluppo
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
mantenute le siepi esistenti. Se tale mantenimento fosse oggettivamente non
possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
SUOLO
E
continuità ecologica.
PAESAGGIO
Vicinanza ad edifici vincolati con grado di protezione dal Eventuali nuove espansioni residenziali prossime ad edifici vincolati con
PRG vigente
grado di protezione dovranno tenere conto delle presenze segnalate.
Prossimità all’asse verde dell’ex ferrovia Treviso - Ostiglia Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
LINEE PREFERENZIALI DI SVILUPPO INSEDIATIVO DI TIPO PRODUTTIVO
fragilità riscontrate
punti di attenzione
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo a viabilità di In fase attuativa si dovra tenere conto delle presenze segnalate.
progetto
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo a viabilità In fase attuativa si dovra tenere conto delle presenze segnalate.
principale
ARIA
Vicinanza linee di espansioni di tipo produttivo ad aree Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
residenziali
Aree non coerenti con la Zonizzazione acustica vigente
In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di
classificazione acustica e previsti ove necessario eventuali piani di
risanamento acustico
Presenza di linee preferenziali di espansione in aree con Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
profondità della falda fretica compresa tra 0 e 2 m dal p.c. considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed individuati gli accorgimenti atti
a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di
depurazione e collettamento dei reflui.
Vicinanza delle linee preferenziali di sviluppo a pozzi di In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
prelievo ad uso idropotabile
rispettata la normativa vigente.
ACQUA
Presenza di linee prefereniziali di sviluppo in aree soggette Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
a inondazioni periodiche
idraulica.
Potenziale mancanza della rete fognaria
La progettazione attuativa deve prevedere il collegamento alla rete esistente
o l'utilizzo di sistemi di depurazione alternativi nel caso di difficolta di
collegamento.
SUOLO
E Vicinanza ad edifici vincolati con grado di protezione dal Eventuali nuove espansioni prossime ad edifici vincolati con grado di
PAESAGGIO
PRG vigente
protezione dovranno tenere conto delle presenze segnalate.
AREE RESIDENZIALI E PRODUTTIVE NON ATTUTATE DEL PRG VIGENTE
fragilità riscontrate
punti di attenzione
Vicinanza a SRB
Dovranno essere verificati i livelli di esposizione a CEM ad alta frequenza
derivanti dalle presenze segnalate, verificando il rispetto dei limiti di
esposizione fissati dalla normativa vigente in materia.
Vicinanza degli ambiti di trasformazione a viabilità di Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione
progetto
Vicinanza degli ambiti di trasformazione a viabilità Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione.
principale
ARIA
Vicinanza degli ambiti di trasformazione residenziale ad Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
aree produttive
Presenza di ambiti di trasformazione all’interno della zona Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione. In ogni caso si
“B” di intorno aeroportuale (ai sensi del DM 31/10/1997)
evidenzia che gli interventi possibili nelle aree limitrofo all’aeroporto Canova
sono disciplinati dal Piano di Rischio Aeroportuale.
Vicinanza degli ambiti di trasformazione ad allevamenti e Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione
ad attività produttive in zona impropria
Vicinanza degli ambiti di trasformazione agli elementi della Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
rete idrografica
idraulica.
ACQUA
Presenza degli ambiti di trasformazione in aree con Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
profondità della falda fretica compresa tra 0 e 2 m dal p.c. considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed individuati gli accorgimenti atti
a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di
depurazione e collettamento dei reflui.
Vicinanza degli ambiti di trasformazione a pozzi di prelievo In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
ad uso idropotabile
rispettata la normativa vigente.
Presenza degli ambiti di trasformazione in aree soggette a Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
inondazioni periodiche
idraulica.
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Piano di Assetto del Territorio
Comune di Quinto di Treviso (TV)
Sintesi non Tecnica
2014
Potenziale mancanza della rete fognaria
La progettazione attuativa deve prevedere il collegamento alla rete esistente
o l'utilizzo di sistemi di depurazione alternativi nel caso di difficolta di
collegamento.
Prossimità di siepi agli ambiti di trasformazione
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
mantenute le siepi esistenti. Se tale mantenimento fosse oggettivamente non
possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
continuità ecologica.
Vicinanza ad edifici vincolati con grado di protezione dal Eventuali nuove espansioni prossime ad edifici vincolati con grado di
protezione dovranno tenere conto delle presenze segnalate.
SUOLO
E PRG vigente
PAESAGGIO
Prossimità all’asse verde dell’ex ferrovia Treviso - Ostiglia Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
Presenza di ambiti di trasformazione all’interno del Gli ambiti di espansione sono stati individuati dalla Variante parziale al PRG
perimetro del Parco Naturale Regionale del fiume Sile
di adeguamento al Piano Ambientale del fiume Sile. La Variante in oggetto è
stata approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 47 del 30
novembre 2010. Per eventuali indicazioni/prescrizioni si rimanda alle NTA
della Variante.
EDIFICAZIONE DIFFUSA
fragilità riscontrate
punti di attenzione
Presenza del tracciato degli elettrodotti che in alcuni casi Dovranno essere rispettate le norme previste dalla legislazione vigente in
interessa o si trova in prossimità di ambiti di “edificazione materia (DM 29/05/2008)
diffusa”
Vicinanza a SRB
Dovranno essere verificati i livelli di esposizione a CEM ad alta frequenza
derivanti dalle presenze segnalate, verificando il rispetto dei limiti di
esposizione fissati dalla normativa vigente in materia.
Vicinanza degli ambiti di trasformazione ad allevamenti e Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione
ad attività produttive in zona impropria. In alcuni casi
allevamenti e attività produttive in zone impropria ricadono
all’interno degli ambiti individuati da PAT come
“Edificazione diffusa”
Vicinanza degli ambiti a viabilità di progetto
Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione
ARIA
Vicinanza degli ambiti a viabilità principale
Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione.
Presenza di ambiti all’interno delle zone “A” e “B” di intorno Per la disciplina degli interventi di trasformazione compresi entro le zone di
aeroportuale
tutela definite ai sensi del “Codice della Navigazione” (di cui al D.Lgs n.
96/2005 come modificato dal D.Lgs n.151/2006, Art. 707), del “Regolamento
per la Costruzione e l’esercizio degli aeroporti” (edizione 2,Emendamento 4
del 30.01.2008) e della Circolare Enac APT 33 del 30.08.2010 “Piani di
rischio previsti dall'art. 707 del Codice della Navigazione” si rimanda al Piano
di Rischio dell’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso.
Vicinanza degli ambiti ad aree produttive.
Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
Aree non coerenti con la Zonizzazione acustica vigente
In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di
classificazione acustica e previsti ove necessario eventuali piani di
risanamento acustico
Vicinanza degli ambiti agli elementi della rete idrografica
Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
idraulica.
Presenza di ambiti in aree con profondità della falda fretica Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
compresa tra 0 e 2 m dal p.c.
considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed individuati gli accorgimenti atti
a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di
depurazione e collettamento dei reflui.
ACQUA
Vicinanza o presenza all’interno degli ambiti di pozzi di In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
prelievo ad uso idropotabile
rispettata la normativa vigente.
Presenza di ambiti in aree soggette a inondazioni Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
periodiche
idraulica.
Potenziale mancanza della rete fognaria
La progettazione attuativa deve prevedere il collegamento alla rete esistente
o l'utilizzo di sistemi di depurazione alternativi nel caso di difficolta di
collegamento.
Prossimità degli ambiti a siepi e zone boscate
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
mantenute le siepi e le zone boscate esistenti.Se tale mantenimento fosse
oggettivamente non possibile dovranno essere comunque ricreati gli habitat
SUOLO
E
in modo tale da garantire la continuità ecologica.
PAESAGGIO
Vicinanza ad elementi di pregio storico e monumentale
Eventuali nuove espansioni residenziali prossime ad edifici vincolati con
(edifici vincolati con grado di protezione dal PRG vigente,
grado di protezione dovranno tenere conto delle presenze segnalate.
mulini, etc..)
AREE DI RIQUALIFICAZIONE E RICONVERSIONE – CONTESTI DESTINATI ALLA REALIZZAZIONE DI PROGRAMMI COMPLESSI – ACCORDI
PUBBLICO - PRIVATI
fragilità riscontrate
punti di attenzione
Vicinanza delle aree a viabilità di progetto
Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione
Vicinanza delle aree a viabilità principale
Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione.
Presenza di ambiti di trasformazione all’interno della zona Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione. In ogni caso si
ARIA
“B” di intorno aeroportuale (ai sensi del DM 31/10/1997)
evidenzia che gli interventi possibili nelle aree limitrofo all’aeroporto Canova
sono disciplinati dal Piano di Rischio Aeroportuale.
Aree non coerenti con la Zonizzazione acustica vigente
In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di
classificazione acustica e previsti ove necessario eventuali piani di
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risanamento acustico
Presenza di ambiti in aree con profondità della falda fretica Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
compresa tra 0 e 2 m dal p.c.
considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed individuati gli accorgimenti atti
a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di
depurazione e collettamento dei reflui.
Vicinanza degli ambiti agli elementi della rete idrografica
Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
idraulica.
ACQUA
Vicinanza o presenza all’interno degli ambiti di pozzi di In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
prelievo ad uso idropotabile
rispettata la normativa vigente.
Presenza di ambiti in aree a rischio idraulico
Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
idraulica.
Potenziale mancanza della rete fognaria
La progettazione attuativa deve prevedere il collegamento alla rete esistente
o l'utilizzo di sistemi di depurazione alternativi nel caso di difficolta di
collegamento.
Presenza in prossimità o all’interno degli ambiti di edifici
Gli interventi dovranno tenere conto delle presenze segnalate.
vincolati con grado di protezione dal PRG vigente.
Prossimità all’asse verde dell’ex ferrovia Treviso - Ostiglia Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
SUOLO
E Prossimità degli ambiti a siepi
mantenute le siepi esistenti.Se tale mantenimento fosse oggettivamente non
PAESAGGIO
possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
continuità ecologica.
Presenza di ambiti all’interno del SIC - ZPS
Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di valutazione di
incidenza
VIABILITA’ DI PROGETTO
fragilità riscontrate
punti di attenzione
In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di
Aree non coerenti con la Zonizzazione acustica vigente
classificazione acustica e previsti ove necessario eventuali piani di
risanamento acustico
ARIA
Vicinanza di viabilità di progetto ad aree di trasformazione
che prevedano l’inserimento di nuovi edifici ad uso Dovrà essere valutata la necessità di adottare misure di mitigazione.
residenziale e ad edificato ad uso residenziale esistente
Vicinanza o interferenza dei tracciati con gli elementi della Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
rete idrografica
idraulica. Gli interventi dovranno garantire la continuità idraulica di fossi e
corsi d’acqua; mantenendo la sezione idraulica degli stessi ed evitando il
tombinamento. Gli attraversamenti non dovranno pregiudicare gli eventuali
ampliamenti dei corpi idrici e dovranno essere concordati con gli Enti
competenti.
Presenza dei tracciati di progetto in aree con profondità Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
ACQUA
della falda fretica compresa tra 0 e 2 m dal p.c.
considerazione tutte le prescrizioni del PTA.
Prossimità della viabilità di progetto di raccordo tra via In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
Mattei e via Zecchina ad un pozzo di prelievo ad uso rispettata la normativa vigente.
idropotabile
Individuazione dei tracciati in aree soggette a inondazioni Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
periodiche
idraulica.
Prossimità della viabilità di progetto a siepi
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
mantenute le siepi esistenti.Se tale mantenimento fosse oggettivamente non
possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
SUOLO
E
continuità ecologica.
PAESAGGIO
Presenza in prossimità di edifici vincolati con grado di
Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
protezione dal PRG vigente.
Prossimità all’asse verde dell’ex ferrovia Treviso – Ostiglia Dovranno essere predisposte opportune fasce di mitigazione.
SERVIZI DI INTERESSE COMUNE DI MAGGIORE RILEVANZA DI PROGETTO INDIVIDUATI DAL PAT E AREE A SERVIZI NON
ATTUATE
fragilità riscontrate
ARIA
ACQUA
SUOLO
PAESAGGIO
punti di attenzione
In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di
Aree non coerenti con la Zonizzazione acustica vigente
classificazione acustica e previsti ove necessario eventuali piani di
risanamento acustico
Vicinanza a SRB
Dovranno essere verificati i livelli di esposizione a CEM ad alta frequenza
derivanti dalle presenze segnalate, verificando il rispetto dei limiti di
esposizione fissati dalla normativa vigente in materia.
Vicinanza o interferenza degli ambiti con gli elementi della Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
rete idrografica
idraulica.
Presenza di ambiti in aree con profondità della falda fretica
compresa tra 0 e 2 m dal p.c.
Vicinanza degli ambiti a pozzi di prelievo ad uso
idropotabile
Presenza di ambiti in aree soggette a inondazioni
periodiche
E Vicinanza o interferenza degli ambiti siepi
Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in
considerazione tutte le prescrizioni del PTA.
In fase attuativa si dovrà tener conto della presenza segnalata. Dovrà essere
rispettata la normativa vigente.
Dovranno essere rispettate le indicazioni della relazione di compatibilità
idraulica.
Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere
mantenute le siepi esistenti. Se tale mantenimento fosse oggettivamente non
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possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
continuità ecologica.
L’analisi di dettaglio ha approfondito i temi riguardanti l’incremento dei consumi di risorse e della produzione di reflui e rifiuti e la
variazione dell’uso del suolo e l’inserimento ambientale e paesaggistico delle nuove trasformazioni in relazione al contesto.
Si stima, come detto, che la popolazione residente nel Comune di Quinto di Treviso nel 2021 sarà pari a 10.331 abitanti, con un
incremento totale di 485 unità. A livello comunale la richiesta di ogni servizio (acquedotto, fognatura, gas, energia elettrica, rifiuti)
registrerà un incremento del 4,9%. Si ritiene che tale incremento per gli Enti Gestori sia sostenibile. Tuttavia in fase attuativa
dovranno essere contattati gli enti gestori per effettuare una verifica dell’effettiva sostenibilità degli interventi previsti, che dipenderà
sia dalle caratteristiche degli stessi sia dalla loro localizzazione sul territorio (ad esempio alla vicinanza di reti fognarie, etc.). (cfr.
prescrizione X contenuta all’interno del cap. 17 del RA Accorgimenti da adottare e misure di compensazione e mitigazione). Si
ritiene di primaria importanza che il Regolamento Edilizio sia integrato con norme volte all’adozione di tecnologie per la riduzione dei
consumi energetici ed idrici degli edifici; a tale scopo sono state inserite specifiche indicazioni all’interno del cap. 17 del RA (cfr.
prescrizione XXXIX). Per quanto riguarda l’incremento del traffico legato all’aumento della popolazione residente, osservando la
localizzazione delle aree di espansione si rileva che, con buona probabilità, tale incremento andrà a pesare in particolare sulla
viabilità di livello comunale, provinciale e regionale già esistente. Si osserva ad ogni modo come la realizzazione della viabilità di
progetto di superamento del centro storico di Quinto di Treviso, oltre che servire alcune delle nuove aree di espansione previste dal
Piano, convoglierà parte del traffico che allo stato attuale versa sulla SR 515 “Noalese”. Risulta essere funzionale all’ambito di
espansione previsto nella frazione di Santa Cristina la realizzazione della viabilità di progetto prevista da PAT di raccordo tra Via I
Maggio e Via Sega. Si ritiene in ogni caso opportuno, in fase attuativa del PAT, monitorare la presenza lungo la viabilità esistente di
criticità legate all’incidentalità ed al traffico (cfr. prescrizione XXIX, cap. 17 RA).
Risulta evidente che le trasformazioni di uso del suolo comportano una generale impermeabilizzazione della superficie del territorio e
quindi una potenziale modifica del regime idraulico delle aree; sulla base di tale considerazione lo studio di compatibilità idraulica
associato al PAT individua la necessità di prevedere opportune misure compensative, necessarie a garantire l’invarianza idraulica
degli interventi, per le quali detta inoltre specifiche indicazioni (cfr. cap. 16 RA “Sintesi dei risultati dello studio di compatibilità
idraulica associato al Piano”).
Le analisi effettuate, ed in particolare l’analisi cartografica, hanno evidenziato la necessità di porre particolare attenzione
all’inserimento ambientale e paesaggistico dei nuovi interventi di urbanizzazione. In particolare risulta di primaria importanza
considerare il complesso delle criticità che possono derivare dalla presenza, in prossimità degli ambiti di trasformazione e soprattutto
di quelli a destinazione residenziale, di elementi (quali strade, attività produttive, etc.) in grado di determinare potenziali impatti che
necessitano di idonee misure mitigative. Nel caso di edificato ad uso residenziale di nuova realizzazione posto in prossimità di
viabilità esistente interessata da ingente traffico devono essere considerate le problematiche relative all’inquinamento acustico (cfr.
prescrizione XXI, cap. 17 RA). Anche nel caso di vicinanza tra residenza ed aree o attività produttive occorre tener conto dei possibili
impatti determinati dalle emissioni in atmosfera, rumore, inquinamento olfattivo, etc. (cfr. prescrizione IX, cap. 17 RA) oltre alla
necessità di garantire il corretto inserimento anche paesaggistico dei nuovi interventi, eventualmente adottando schermi visivi
costituiti da elementi vegetazionali appositamente predisposti (cfr. prescrizione XVIII, cap. 17 RA).
Il corretto inserimento ambientale delle nuove infrastrutture deve anche considerare i potenziali impatti determinati dalle stesse (con
particolare riferimento a quelle di maggiore ampiezza) sulle matrici acqua e suolo: le emissioni inquinanti dei veicoli infatti, ricadendo
sul suolo in particolare in corrispondenza dell’infrastruttura, possono raggiungere, mediante il dilavamento superficiale operato dalle
acque meteoriche, il suolo e da qui percolare in profondità fino a raggiungere la falda idrica sotterranea. Al fine di mitigare i possibili
impatti sulle matrici acqua e suolo è possibile adottare sistemi per la raccolta e la separazione delle acque contenenti inquinanti quali
vasche di prima pioggia e di raccolta degli idrocarburi e disoleatori. Infine il corretto inserimento ambientale delle nuove infrastrutture
dovrà anche considerare la necessità di garantire la continuità ecologica: la presenza di nuovi assi viabilistici può infatti determinare
un effetto barriera per molte specie presenti, oltre che la perdita di superficie complessiva di ambiente naturale e quindi di habitat a
disposizione delle specie locali. In relazione agli impatti sopra-descritti sono state inserite specifiche indicazioni per la futura
progettazione riportate al cap. 17 “Accorgimenti da adottare e misure di compensazione e mitigazione”.
In merito alla nuova area a destinazione commerciale – direzionale (Accordo pubblico – privato n. 1) si ritiene che in fase attuativa
dovranno essere adottati i seguenti accorgimenti:
prevedere reti di illuminazione pubblica studiati per ridurre l’inquinamento luminoso in un ottica di risparmio energetico;
nella progettazione delle aree verdi adottare criteri spaziali e di scelta delle specie idonee a garantire un effetto di
ombreggiamento sugli edifici allo scopo di limitare la necessità del condizionamento nei mesi estivi. In particolare per il territorio in
esame si consiglia di preferire specie caducifoglie che permettono ai raggi solari di raggiungere le pareti degli edifici nei mesi
freddi e garantiscono un adeguato ombreggiamento in quelli estivi.
effettuare un approfondimento delle tematiche relative ai flussi di traffico al fine di verificare le possibili ripercussioni sul traffico
derivanti dalla realizzazione di una nuova struttura commerciale.
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Sintesi non Tecnica
2014
VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE AZIONI DI PIANO
Tramite una tabella è stata evidenziata la coerenza di ciascuna azione di Piano con quanto previsto dalla pianificazione
sovraordinata (analisi della coerenza esterna riferita alle azioni di Piano). Per estensione il concetto di coerenza della pianificazione
di livello comunale con quanto programmato a scala più ampia porta inoltre alla verifica delle previsioni di PAT con quanto previsto
dalla pianificazione comunale dei Comuni limitrofi a quello di interesse: è stata a questo scopo elaborata una specifica cartografia
(cfr. Allegato D al RA - Quadro di riferimento ambientale per le trasformazioni del territorio - PRG DEI COMUNI).
AZIONI DI PIANO
Individuazione e disciplina degli strumenti urbanistici della perequazione urbanistica, del credito edilizio e della compensazione urbanistica –
individuazione di ambiti dove applicare gli strumenti del credito edilizio e della compensazione urbanistica
L’azione individuata risulta coerente con quanto contenuto nella pianificazione sovraordinata e con la legislazione vigente.
Recepimento dei vincoli gravanti sul territorio e predisposizione di specifica normativa, in coerenza con quanto già stabilito dalla normativa vigente. In
particolare all’interno della carta dei Vincoli sono riconosciuti i seguenti elementi: Vincolo paesaggistico D. Lgs. 42/2004; , Vincolo monumentale D. Lgs. 42/2004
(ex. L. 1089/1939); Vincolo sismico O.P.C.M. 3274/2003 (classe 3, intero territorio comunale); SIC e ZPS appartenenti alla Rete Natura 2000; ambito del Parco
Naturale Regionale del fiume Sile; zona umida (P.T.R.C.); aree a rischio idraulico da P.A.I. e P.T.C.P.; edificio di pregio architettonico di interesse culturale –
A_S_02
contesto figurativo (PTCP); aree a rischio archeologico PTCP (sito a rischio archeologico; sito a rischio archeologico – ambito di tutela; agro – centuriato); centro
storico – Atlante Regionale dei Centri Storici); ex – discarica; cava e fascia di rispetto; pozzo di prelievo per uso idropotabile e fascia di rispetto; viabilità e fascia di
rispetto; ferrovia e fascia di rispetto; elettrodotto e fascia di rispetto; metanodotto; cimitero e fascia di rispetto; impianto di comunicazione ad uso pubblico;
allevamento zootecnico intensivo).
L’azione individuata risulta coerente con quanto contenuto nella pianificazione sovraordinata e con la legislazione vigente.
Individuazione delle invarianti di natura paesaggistica (contesto figurativo dell’ex mulino di Cervara – PTCP; asse verde dell’ ex ferrovia Treviso – Ostiglia);
invarianti di natura ambientale (idrografia principale; bacino d’acqua; zona boscata; siepe; ambito di integrità agricola e ambientale (area nucleo, area di
A_S_03
completamento, corridoio secondario, fascia tampone)); invarianti di natura storico – monumentale (centro storico, parco storico della Villa Veneta; edificio con
grado di protezione – Villa Veneta; edificio con grado di protezione; manufatto di archeologia industriale – PTCP).
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione degli ambiti a diversa compatibilità geologica ai fini urbanistici: aree idonee, aree idonee a condizione, aree non idonee
A_S_04
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione delle aree soggette a dissesto idrogeologico (aree esondabili o a ristagno idrico) e di normativa specifica per la tutela idraulica del
A_S_05
territorio e aree a rischio idraulico
L’azione individuata risulta coerente con quanto contenuto nella pianificazione sovraordinata e con la legislazione vigente dal momento che il Piano recepisce le aree a rischio
idraulico individuate dal PAI del bacino idrografico del Fiume Sile e della pianura tra Piave e Livenza e dal PTCP.
A_S_06
Riconoscimento delle aree di urbanizzazione consolidata e dell’area produttiva ampliabile
L’azione individuata risulta coerente con quanto contenuto nella pianificazione sovraordinata e con la legislazione vigente. Le aree produttive ampliabili sono quelle individuate dal
PTCP della provincia di Treviso.
A_S_07
Riconoscimento delle aree produttive non ampliabili
L’azione individuata risulta coerente con quanto contenuto nella pianificazione sovraordinata e con la legislazione vigente. Il Piano recepisce le indicazioni del PTCP della provincia di
Treviso (TAV. 4.1.B e artt. 14 e 15) individuando nella TAV. 3 “Carta delle Trasformabilità” le aree produttive non ampliabili.
Individuazione delle aree di edificazione diffusa per le quali il P.I. definirà la disciplina degli interventi edilizi ammissibili
A_S_08
A_S_01
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione delle aree di riqualificazione e riconversione. Tali aree includono la parte di città consolidata che presenta caratteri di degrado e disorganicità
A_S_09
nell’impianto planimetrico e di eterogeneità dei caratteri tipologici, formali e funzionali degli edifici
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione delle opere incongrue e degli elementi di degrado.
Il P.A.T. identifica le attività produttive collocate in zona impropria quali opere incongrue, e ne persegue la rilocalizzazione in zona propria di tipo produttivo.Le
attività produttive collocate in zona impropria sono state individuate a partire da quanto previsto dal P.R.G.C. vigente alla data di entrata in vigore del P.A.T.. Si
A_S_10
tratta di singole attività che presentano motivi di turbativa urbanistica, ambientale o gravi problemi ineliminabili di inquinamento del territorio.
Il PAT individua come elementi di degrado le attività produttive in zona impropria di “Tipo 1” individuate dal Piano Ambientale (P.A.) del Parco Naturale Regionale
del Fiume Sile. Per gli elementi di degrado, nelle more di redazione del P.I., vigono le prescrizioni del P.A. del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile e della
Variante al PRGC di adeguamento al Piano Ambientale.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato. Il PAT individua come elementi di degrado le attività produttive in zona impropria di “Tipo 1”
individuate dal Piano Ambientale (P.A.) del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile
Individuazione dei contesti destinati alla realizzazione di programmi complessi
I “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di programmi complessi” includono ambiti caratterizzati prevalentemente da insediamenti produttivi, industriali e/o
A_S_11
commerciali, che possono includere anche la residenza, per i quali si renda necessario il riordino degli insediamenti esistenti, il cambio delle destinazioni d’uso e il
ripristino della qualità ambientale.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione di 2 accordi pubblico – privati che rientrano tra gli ambiti definiti da PAT come “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di
A_S_12
programmi complessi”
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione dei limiti fisici alla nuova edificazione all’interno dei quali potranno essere individuati, in sede di P.I., gli ambiti di trasformazione
A_S_13
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione delle linee preferenziali di sviluppo insediativo
Il P.A.T. fissa le “Linee preferenziali di sviluppo insediativo” rispetto alle aree di urbanizzazione consolidata e alle trasformazioni previste dal P.R.G.C. Vigente alla
data di adozione del P.A.T. articolandole su quattro livelli:
A_S_14
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione residenziale;
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione residenziale da concertare con il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile;
linee preferenziali di sviluppo insediativo a destinazione produttiva
prevalente destinazione d’uso commerciale.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello generale dei Comuni limitrofi, valutata, nell’ambito del presente studio di VAS, mediante l’elaborazione di
una cartografia specifica (cfr All. D - Quadro di riferimento ambientale per le trasformazioni del territorio - PRG DEI COMUNI).
Individuazione dei servizi di interesse comune di maggiore rilevanza esistenti e di progetto
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2014
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione di assi infrastrutturali di progetto
Il P.A.T. definisce quale obiettivo prioritario la realizzazione di una serie di interventi di nuova costruzione e riqualificazione geometrica e/o funzionale degli assi
infrastrutturali appartenenti alla rete della mobilità al fine di conseguire il miglioramento complessivo della viabilità a livello territoriale.
Gli assi infrastrutturali di maggior rilevanza di progetto previsti da PAT sono:
Viabilità alternativa alla S.R. 53 “Postumia” tra i comuni di Quinto di Treviso, Paese e Istrana;
Viabilità di superamento del centro storico di Quinto di Treviso;
Viabilità di accesso all’istituto scolastico di Via Donatori del Sangue;
Viabilità di raccordo tra Via I Maggio e Via Sega;
A_S_16
Viabilità di raccordo tra Via Mattei e Via Zecchina;
Il Piano prevede altresì rotatorie di progetto:
Sulla viabilità alternativa alla S.R. 53 “Postumia”;
Sulla viabilità di superamento del centro storico di Quinto di Treviso;
Sulla la viabilità di raccordo tra Via Mattei e Via Zecchina.
Tra la Tangenziale Sud di Treviso e Via Postumia;
Tra Via Emiliana-Via San Bernardino e Via Emiliana-Via Isonzo;
Tra Via Cornarotta e Via Monsignor L. Tognana.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato. Il Piano recepisce il tracciato della viabilità di livello sovra comunale di variante alla S.R. 53
“Postumia” che bypassa i centri urbani dei comuni di Istrana e Paese ed interessa marginalmente il territorio comunale di Quinto di Treviso.
Individuazione dei percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto
Il P.A.T. individua i principali “Percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto” sui quali basare la programmazione comunale riguardante la mobilità ciclabile finalizzata
a:
A_S_17
aumentare la mobilità in bicicletta offrendo al ciclista situazioni sicure, protette e confortevoli;
migliorare la qualità di vita e l’immagine armoniosa e ad alta socialità dello spazio urbano;
dare autonomia ed indipendenza agli utenti “deboli” della strada.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato. Il Piano recepisce i tracciati dei percorsi ciclopedonali previsti dalla pianificazione di livello
provinciale (percorso ciclopedonale “Bici in vacanza”; percorso ciclabile lungo il tracciato dell’ex linea ferroviaria Treviso – Ostiglia).
A_S_18
Individuazione degli ambiti territoriali cui attribuire valori di tutela, riqualificazione e valorizzazione
Il PAT individua il centro storico di Quinto di Treviso quale elemento di valore storico – culturale, monumentale e paesaggistico.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione delle ville venete, dei manufatti di archeologia industriale e dei contesti figurativi
Il P.A.T. individua i seguenti elementi di valore storico-culturale, monumentale e paesaggistico:
A_S_19
Ville venete individuate nella pubblicazione dell’Istituto Regionale per le Ville Venete;
Manufatti di archeologia industriale individuati dal PTCP;
contesto figurativo dell’ex Mulino di Cervara.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
A_S_20
Individuazione dell’ambito agricolo che interessa le parti extraurbane, poste oltre il limite edificato destinate all’esercizio dell’attività agricola e zootecnica
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Individuazione della rete ecologica (area nucleo, corridoio ecologico secondario, area di completamento, stepping zone, fascia tampone, varco) e
predisposizione di normativa specifica.
A_S_21
Obiettivo primario della rete ecologica è mantenere spazio per l’evoluzione del paesaggio e delle sue dinamiche ecologiche, in cui la diversità possa
autonomamente progredire senza impedimenti e dove il peso delel azioni antropiche sia commisurato con alti livelli di atuopoiesi del sistema ambientale.
L’azione risulta coerente con la pianificazione sovraordinata. Nell’individuazione degli elementi della rete ecologica comunale si e tenuto conto di quanto individuato in particolare
all’interno del PTCP.
Individuazione delle fasce di tutela idrografia principale
Sono vincolate ai sensi dell’Art. 41 LR 11/2004 le aree comprese fra gli argini maestri ed il corso d’acqua dei fiumi e canali, nonché una fascia di profondità di m.
100 (cento) dall’unghia esterna dell’argine principale per:
Fiume Sile;
A_S_22
Roggia Piovega;
Fosso Dosson;
Scolo Serva.
Il PI dovrà recepire e aggiornare il quadro delle fasce di tutale, adeguandoli allo stato di fatto.
Non si rilevano contraddizioni o incongruenze con la pianificazione di livello sovraordinato.
Oltre alla coerenza delle azioni di piano con la pianificazione sovraordinata e con quella dei Comuni limitrofi si è scelto di effettuare
una verifica di coerenza relativa agli obiettivi di protezione ambientale definiti a livello nazionale, internazionale e comunitario
attraverso una check – list con indicatori visti come verifica dell’aderenza o meno ai criteri di sostenibilità.
L’analisi di coerenza interna consente di verificare l’eventuale esistenza di contraddizioni all’interno del Piano. Al fine di verificare la
coerenza interna delle Azioni di Piano con gli Obiettivi del Piano, espressi all’interno del Documento Preliminare, è stata elaborata
una matrice azioni-obiettivi, attraverso la quale viene valutata la coerenza di ogni singola azione con ogni obiettivo. Si osserva come
alcuni obiettivi trovino risposta in diverse azioni di Piano; ad esempio l’obiettivo di migliorare la qualità della vita all’interno delle aree
urbane ha trovato risposta nel PAT mediante:
la riqualificazione e riconversione di ambiti inseriti all’interno della città consolidata a carattere prevalentemente produttivo
(ex vaserie Trevigiane) e/o che costituiscono elementi di criticità ed obsolescenza in relazione all’evoluzione del contesto
urbano e territoriale di riferimento (zona B speciale del PRG vigente prossima all’aeroporto “Canova” di Treviso)
la riorganizzazione della viabilità di attraversamento del centro storico e l’individuazione di rotatorie di progetto
l’individuazione delle opere incongrue e degli elementi di degrado per i quali il PI dovrà definire le modalità di riutilizzo dei
siti dismessi in riferimento a riqualificazione ambientale del sito; destinazioni d’uso attigue alle attività; specificità
urbanistiche e territoriali, ambientali e paesaggistiche del contesto
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ACCORGIMENTI DA ADOTTARE E MISURE DI COMPENSAZIONE E MITIGAZIONE
Si riportano di seguito gli accorgimenti da osservare in fase di attuazione del Piano emersi dalla valutazione svolta e recepiti
all’interno delle NTA:
PRESCRIZIONI DI TUTELA GENERALE
I
Per gli interventi di trasformazione ricadenti all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale del fiume Sile valgono le
direttive e le previsioni del Piano Ambientale (P.A.) del Parco Naturale Regionale del fiume Sile.
PROTEZIONE DI FOSSI E CORSI D’ACQUA
II
Nella realizzazione degli interventi e delle previsioni del PAT in prossimità di corsi d’acqua dovrà essere rispettata la
normativa vigente, ed in particolare il RD 368/1904 ed il RD 523/1908, oltre che le indicazioni della relazione di compatibilità
idraulica allegata al PAT. Nelle aree di trasformazione che ricadono all’interno delle aree individuate dal PAT come di
possibile emergenza idraulica (Tav. 3 “Carta delle fragilità”) si sconsiglia la realizzazione di locali interrati.
III Gli interventi dovranno garantire la continuità idraulica di fossi e corsi d’acqua, mantenendo la sezione idraulica degli stessi
ed evitando il tombinamento. Gli attraversamenti non dovranno pregiudicare gli eventuali ampliamenti dei corpi idrici e
dovranno essere concordati con gli Enti competenti.
IV Non dovranno essere realizzati scarichi diretti sui corsi d’acqua e dovranno essere rispettate tutte le norme del PTA per la
protezione della qualità delle acque.
TUTELA DELLA RISORSA IDRICA SOTTERRANEA
V Per la protezione della falda idrica sotterranea dovranno essere tenute in considerazione tutte le prescrizioni del PTA ed
individuati gli accorgimenti atti a non scaricare inquinanti su suolo e sottosuolo, mediante idonei sistemi di depurazione e
collettamento dei reflui. Nello specifico, con riferimento alle aree ricomprese nella fascia di ricarica, i nuovi insediamenti
dovranno essere allacciati alla rete fognaria e dovranno essere predisposte apposite misure finalizzate all’eliminazione delle
fonti di inquinamento delle falde. Nelle aree caratterizzate dalla presenza dell’acquifero indifferenziato, con presenza di falda
superficiale in ambito di risorgive, è vietata la realizzazione di opere interrate.
VI Per gli interventi di nuova urbanizzazione ricadenti all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale del fiume Sile le reti
e i servizi di fognatura dovranno essere realizzati in accordo con quanto previsto all’art. 28 delle NTA del Piano Ambientale
(PA).
VII A tutela della risorsa idrica sotterranea nelle nuove zone produttive, in particolare nelle zone destinate a piazzali di manovra
e nelle aree di sosta degli automezzi industriali, si dovrà valuare la necessità di predisporre eventuali vasche di prima pioggia
ed eventuali disoleatori. Dovrà essere valutata la necessità di predisporre vasche di prima pioggia e di raccolta degli
idrocarburi e disoleatori per la nuova viabilità di progetto.
VIII Nel caso di riconversione di aree industriali – produttive, al fine di eliminare potenziali rischi di inquinamento delle falde
sotterranee, e/o suolo o sottosuolo, si ritiene opportuno predisporre un’indagine ambientale preliminare.
ATTIVITÀ INSALUBRI
IX Nel caso di espansioni di tipo residenziale prossime ad attività insalubri (compresi allevamenti), in sede di attuazione
dovranno essere valutate opportune misure di mitigazione (piantumazione di fasce vegetazionali – arboree- arbustive) in
relazione ad eventuali disturbi (anche legati alle emissioni odorose) determinati dalle attività esistenti.
SOTTOSERVIZI
X Nella realizzazione degli interventi dovranno essere tenute in considerazione tutte le prescrizioni degli enti gestori dei
sottoservizi. In fase attuativa dovranno essere contattati gli enti gestori dei sottoservizi al fine di valutare l’effettiva
sostenibilità degli allacciamenti.
XI La progettazione attuativa degli interventi dovrà essere accompagnata da una attenta ricognizione dei sottoservizi presenti,
compresi il tracciato degli oleodotti e dei metanodotti.
EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE
XII In prossimità di stazioni radio base, o altre sorgenti di CEM, dovrà essere posta attenzione alla salute degli utenti dell’area, in
particolare non dovranno esservi inseriti siti sensibili quali asili, scuole, ospedali, etc.
XIII Dovrà essere rispettata la normativa vigente in materia di tutela dall’inquinamento elettromagnetico determinato dalla
presenza sul territorio di elettrodotti ed altre sorgenti di campi elettromagnetici a bassa frequenza. In fase di Pianificazione
Attuativa dovranno essere verificate le fasce di rispetto dagli Elettrodotti calcolate secondo il DM 29/05/2008 al fine di
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verificare la compatibilità dei nuovi interventi con le stesse. All’interno delle fasce di rispetto non potranno essere individuate
destinazioni d’uso che comportino una permanenza prolungata oltre le quattro ore giornaliere. Le fasce di rispetto, che
dovranno essere fornite dal gestore, possono quindi essere considerate come limite all’edificazione.
COMPENSAZIONE ECOLOGICA
XIV Gli interventi di urbanizzazione (nuova edificazione o ampliamenti di edifici ad uso residenziale, produttivo, commerciale,
direzionale, etc; interventi di nuova viabilità; realizzazione di aree a servizi compresi parcheggi, etc.) devono concorrere,
mediante la realizzazione di interventi di compensazione ecologica, al miglioramento della qualità ambientale. Il PI stabilirà le
tipologie di opere di compensazione ambientale, anche sulla base di quanto indicato dal PTRC (art. 34 comma 2 e 3 delle
NTA), ed i parametri sulla base dei quali calcolare l’entità di tali opere in relazione ai diversi interventi di Piano, secondo
criteri di equità in modo che gli stessi siano proporzionati nelle dimensioni e nel costo agli interventi di nuova urbanizzazione
/ edificazione in progetto. A titolo di esempio parametri minimi di compensazione da applicare agli interventi di
trasformazione del territorio (comprese le aree non attuate del PRG vigente) possono essere:
-
3 m di siepi ovvero 1 m2 di bosco per m3 di nuova edificazione e/o ampliamento; 5 m2 di bosco, od ecosistema
equivalente, per m2 di strada; 3 m2 di bosco od ecosistema equivalente per m2 di disboscato;
per interventi relativi a case singole, i parametri sopra sono ridotti ad 1/3.
Il PI specificherà inoltre gli ambiti del territorio comunale dove realizzare gli interventi di compensazione ambientale. Gli
interventi di compensazione potranno in particolare contribuire alla realizzazione della rete ecologica comunale, in coerenza
con quanto indicato dal PTCP della Provincia di Treviso (art. 32 comma 2 delle NTA del Piano), mediante interventi di
forestazione, formazione di corridoi ecologici e interventi che incRementino il carattere ecologico dell’area in esame. La
realizzazione degli interventi di compensazione ambientale non esime dall’attuazione degli interventi di mitigazione indicati
nelle presenti prescrizioni. Il PI dovrà altresì prevedere che gli interventi di compensazione siano garantiti da fideiussione ad
onere del loro responsabile, a meno che non siano realizzati prima dell’intervento cui sono riferiti.
TUTELA DEL PAESAGGIO
XV Gli interventi dovranno tenere conto del contesto paesaggistico e della possibile vicinanza ad edifici tutelati. La scelta delle
tipologie costruttive del nuovo edificato dovrà essere coerente con il contesto paesaggistico. In sede di PI e Regolamento
Edilizio dovranno essere individuate le tipologie costruttive più idonee. In particolare le trasformazioni prossime ad edifici di
pregio storico-architettonico non dovranno ledere la riconoscibilità di tali elementi di pregio e il contesto in cui tali elementi si
inseriscono. A questo scopo all’interno del PI andranno valutate eventuali opere di mitigazione paesaggistica da realizzarsi
anche mediante la piantumazione di elementi vegetazionali (verde di arredo).
XVI Nell’intenzione di valorizzare e tutelare gli elementi distintivi del paesaggio agrario tradizionale (quali corsi d’acqua, filari,
strade poderali), potranno essere adottate scelte progettuali atte a favorire la tutela della geosfera, della biosfera e del
paesaggio nel loro complesso.
XVII
In sede di progettazione degli interventi relativi a nuove espansioni residenziali (anche nel caso di ambiti non attuati già
previsti dal PRG vigente) in prossimità dell’asse verde dell’ex ferrovia Treviso Ostiglia si dovrà tenere conto del contesto
paesaggistico. A questo scopo all’interno del PI andranno valutate eventuali opere di mitigazione paesaggistica da realizzarsi
anche mediante la piantumazione di elementi vegetazionali (verde di arredo).
XVIII
In sede di progettazione degli interventi relativi a nuove espansioni produttive (anche nel caso di ambiti non attuati già
previsti dal PRG vigente) dovrà essere effettuato uno studio per l’inserimento paesaggistico degli stessi, in particolare in
relazione alla presenza di edifici ad uso residenziale prossimi al sito interessato dalla trasformazione. Tale studio dovrà in
particolare valutare l’impatto visivo delle opere in progetto in relazione agli edifici ad uso residenziale presenti all’interno di
una fascia minima di 300 m che circonda l’ambito di nuova trasformazione ed individuare la localizzazione e la tipologia delle
opere di mitigazione da attuarsi, prevedendo in particolare la predisposizione di fasce vegetazionali (costituite da alberature,
etc.) eventualmente da realizzarsi su terrapieni. Le specie dovranno essere scelte in relazione agli habitat esistenti.
XIX Si ritiene che per tutte le nuove urbanizzazioni (sia relative agli ambiti di trasformazione individuati dal PAT, sia alle aree non
attuate individuate dal PRG vigente) andranno preferiti ove possibili i parcheggi drenanti inerbiti allo scopo di determinare
una minore impermeabilizzazione del suolo e un migliore inserimento paesaggistico delle nuove urbanizzazioni.
PROTEZIONE ACUSTICA
XX Il Piano comunale di zonizzazione acustica dovrà essere adeguato in relazione alle previsioni attuative del Piano degli
Interventi. In fase di predisposizione del PI dovrà essere aggiornato il Piano di classificazione acustica di cui alla Legge
Quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 26 ottobre 1995 prevedendo, ove necessari, eventuali piani di risanamento
acustico. Gli interventi di trasformazione del territorio dovranno tener conto dell’attuale impatto acustico dell’aeroporto
“Antonio Canova” di Treviso, della vigente zonizzazione acustica dell’intorno aeroportuale, nonché delle modifiche
conseguenti al Piano di Sviluppo Aeroportuale (2011 – 2030) qualora superi la procedura di VIA Statale ai sensi del D.Lgs.
152/2006 e s.m.i..”
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XXI Per le nuove zone residenziali dovrà essere valutata la necessità di introdurre misure di protezione, mitigazione e
dissuasione del traffico di attraversamento. In linea con quanto richiesto dall’art. 8 comma 3 della Legge 447/95, allo scopo di
garantire un’idoneo clima acustico per le nuove trasformazioni è fatto obbligo di produrre, in sede di pianificazione attuativa
degli interventi, una valutazione previsionale del clima acustico delle aree interessate dalla realizzazione delle seguenti
tipologie di insediamenti:
-
scuole e asili nido;
ospedali;
case di cura e di riposo;
nuovi insediamenti residenziali prossimi ad opere di cui all’art. 8, comma 2 (aeroporti, strade di tipo A, B, C, D e F secondo
la classificazione di cui al D. Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e s.m.i., ferrovia etc.)
La valutazione di clima acustico dovrà inoltre permettere l’individuazione di eventuali misure di mitigazione dell’impatto
acustico da adottarsi quali in particolare la predisposizione di fasce di vegetazione e terrapieni che prevedano anche
l’inserimento di elementi vegetazionali.
NUOVA VIABILITA’ DI PROGETTO
XXII
Allo scopo di garantire un migliore inserimento paesaggistico e ambientale delle nuove infrastrutture dovranno essere
valutate eventuali fasce vegetazionali ai bordi del tracciato stradale per le viabilità extra-urbane, mentre potrà essere adottata
la conformazione di strada alberata in ambito urbano. Si ricorda a tal proposito che l’art. 34 delle N.T.A. del nuovo P.T.R.C.
della Regione Veneto individua le fasce di rispetto stradale come aree prioritariamente destinate a verde pubblico o privato o
a standard per la mitigazione degli impatti da rumore e da PM10. Andranno in ogni caso rispettate le prescrizioni del Codice
della Strada (art. 16 e art 26) in merito in particolare alle distanze minime da rispettare per la piantumazione di elementi
vegetazionali (siepi, arbusti, alberi). In tutti i casi le specie dovranno essere scelte in relazione agli habitat esistenti e al
contesto paesaggistico, oltre che in relazione alla loro funzionalità.
XXIII
Nelle successive fasi di progettazione della nuova viabilità lo studio del tracciato dovrà limitare il più possibile
l’interferenza dello stesso con l‘edificato residenziale esistente.
XXIV
Per la nuova viabilità di progetto si ritiene opportuno che in sede di progettazione preliminare degli interventi venga
effettuata una prima valutazione delle eventuali opere di mitigazione acustica da realizzare contestualmente alla
realizzazione delle infrastrutture, in particolare a tutela degli edifici ad uso residenziale presenti in prossimità delle nuove sedi
stradali. Le nuove infrastrutture dovranno garantire, mediante la predisposizione di opportune misure mitigative (barriere
antirumore, etc.) il mantenimento di un clima acustico gradevole per gli edifici residenziali posti in prossimità del tracciato
viario di nuova realizzazione. Allo scopo di favorire un migliore inserimento ambientale e paesaggistico si ritiene che le opere
di mitigazione acustica potranno essere realizzate impiegando elementi vegetazionali e terrapieni; l’eventuale utilizzo di
barriere acustiche artificiali dovrà comunque essere accompagnato dalla predisposizione di elementi vegetazionali atti a
migliorarne l’inserimento paesaggistico.
NUOVA AREA A DESTINAZIONE COMMERCIALE – DIREZIONALE (ACCORDO PUBBLICO – PROVATO N, 1)
XXV
In fase attuativa dovranno essere adottati i seguenti accorgimenti:
prevedere reti di illuminazione pubblica studiati per ridurre l’inquinamento luminoso in un ottica di risparmio energetico;
nella progettazione delle aree verdi adottare criteri spaziali e di scelta delle specie idonee a garantire un effetto di
ombreggiamento sugli edifici allo scopo di limitare la necessità del condizionamento nei mesi estivi. In particolare per il territorio in
esame si consiglia di preferire specie caducifoglie che permettono ai raggi solari di raggiungere le pareti degli edifici nei mesi
freddi e garantiscono un adeguato ombreggiamento in quelli estivi.
effettuare un approfondimento delle tematiche relative ai flussi di traffico al fine di verificare le possibili ripercussioni sul traffico
derivanti dalla realizzazione di una nuova struttura commerciale.
SICUREZZA STRADALE, ACCESSIBILITA’ E TRAFFICO
XXVI
La progettazione dei nuovi tratti di viabilità dovrà garantire la sicurezza degli utenti delle piste ciclo-pedonali qualora si
prevedano intersezioni con le stesse. Al fine di garantire la sicurezza degli utenti le intersezioni principali dovranno essere
realizzate preferibilmente mediante la predisposizione di rotatorie e si ritiene opportuno che vengano attentamente studiate
le migliori soluzioni allo scopo di garantire la sicurezza dei pedoni in particolar modo in corrispondenza degli attraversamenti
pedonali (ad es. mediante la predisposizione di rallentatori del traffico). In ogni caso la progettazione dovrà seguire la
normativa vigente in materia.
XXVII In fase attuativa degli interventi dovrà essere valutata attentamente l’accessibilità per le nuove trasformazioni. Si
suggerisce di predisporre misure che permettano a ciascun intervento di nuova edificazione di contribuire alla sistemazione
della viabilità esistente allo scopo di migliorare le condizioni di sicurezza per gli utenti con particolare riferimento a ciclisti e
pedoni.
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XXVIII La progettazione dei percorsi pedonali e degli accessi dovrà garantire l’agevole fruibilità degli spazi pubblici da parte
dei soggetti con disabilità motoria.
XXIX
Si ritiene opportuno, in fase attuativa, monitorare la presenza lungo la viabilità esistente di criticità legate
all’incidentalità e al traffico ed approfondire le tematiche relative ai flussi di traffico che interessano la viabilità principale per
valutare le migliori soluzioni allo scopo di garantire il corretto smaltimento del traffico.
RADON
XXX
In considerazione di quanto contenuto all’art. 31 delle NTA del PTRC, all’interno del Regolamento Edilizio dovranno
essere inserite indicazioni relativamente alle tecniche costruttive cautelari atte a prevenire l’accumulo di radon negli edifici,
per tutti gli interventi di nuova edificazione, da estendersi anche agli interventi di ristrutturazione o manutenzione
straordinaria, qualora tali attività comportino interventi sull’attacco a terra.
FLORA, FAUNA, BIODIVERSITÀ
XXXI
Le specie arboree e arbustive da utilizzare per la messa a dimora di siepi, filari alberati e macchie boscate devono
essere di tipo autoctono.
XXXII Nella fase esecutiva degli interventi dovranno preferibilmente essere mantenute le siepi esistenti. Se tale
mantenimento fosse oggettivamente non possibile dovranno essere comunque ricreate in modo tale da garantire la
continuità ecologica.
XXXIII Per le azioni di Piano che sono oggetto di Valutazione di Incidenza (Elab. 37 del Piano) relativamente alle aree della
Rete Natura 2000 che interessano porzioni dell’ambito comunale (S.I.C. IT3240028 “Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso
ovest” e Z.P.S. IT3240011 “Sile: sorgenti, paludi di Morgano e di S. Cristina”) dovranno essere osservate le indicazioni e/o
prescrizioni riportate all’interno della relazione di Valutazione di Incidenza sopraccitata.
XXXIV Gli interventi dovranno garantire la tutela dell’integrità e della continuità degli elementi della rete ecologica nel rispetto
della normativa specifica del PAT.
RIFIUTI E TERRE DA SCAVO
XXXV Si ritiene opportuno che vengano inserite, all’interno del PI o del Regolamento Edilizio, indicazioni relative alle
procedure e ai materiali da impiegare nell’ambito della realizzazione degli interventi allo scopo di minimizzare l’impatto
sull’ambiente e la produzione di rifiuti, in particolare di quelli non riciclabili e particolarmente dannosi per l’ambiente.
XXXVI In fase di realizzazione degli interventi gli scarti di lavorazione dovranno essere correttamente gestiti secondo la
normativa vigente al fine di evitare fenomeni di percolazione; il recupero e/o lo smaltimento delle terre di scavo dovrà essere
effettuato secondo la normativa attualmente vigente.
INQUINAMENTO LUMINOSO
XXXVII I sistemi di illuminazione pubblica dovranno essere provvisti di corpi illuminanti totalmente schermati (full cut-off) che
garantiscano assenza di dispersione luminosa verso l’alto.
XXXVIII Si segnala l’importanza di ottimizzare le prestazioni dei sistemi di illuminazione naturale ed artificiale negli ambienti
interni ai fini del risparmio energetico, del comfort microclimatico e visivo e di perseguire il contenimento dell’inquinamento
luminoso nell’illuminazione privata attraverso l’utilizzo di lampade opportunamente schermate verso la volta celeste.
ENERGIA
XXXIX Si ritiene di primaria importanza che il Regolamento Edilizio sia integrato con norme volte all’adozione di tecnologie per
la riduzione dei consumi energetici ed idrici degli edifici; in particolare si suggerisce di condizionare il rilascio del permesso di
costruire, eventualmente anche relativo ad interventi di ristrutturazione, alla realizzazione di impianti per la produzione di
energia termica che permettano la copertura di almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia per la produzione di acqua
calda mediante l’uso di fonti rinnovabili. Si consiglia inoltre l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia
elettrica non inferiore a 0,2 kW per ciascuna abitazione. Si ritiene altrettanto importante che il Regolamento Edilizio introduca
specifiche prescrizioni, applicabili esclusivamente per le nuove costruzioni, che prevedano l’adozione di sistemi per il
recupero di acque piovane e grigie da utilizzare per gli scarichi del water, la realizzazione di pavimenti drenanti nelle superfici
scoperte impermeabilizzabili lasciate libere (ad esclusione ovviamente delle superfici coperte dagli edifici e delle aree a
verde), l’utilizzo di materiali naturali e di tecniche costruttive per incrementare l’efficienza energetica, l’installazione di
rubinetterie con miscelatore acqua e aria, il controllo automatizzato dell’illuminazione delle parti comuni, il posizionamento e
orientamento degli edifici per utilizzare al meglio il rapporto luce-ombra. Il Regolamento Edilizio comunale dovrà inoltre
recepire quanto stabilito dalla Regione in materia di edilizia sostenibile, ed in particolare quanto indicato all’interno delle linee
guida in materia di edilizia sostenibile come individuate dall’art. 2, comma 2, della L.R. 09/03/2007, n. 4, anche al fine di
permettere l’applicazione degli incentivi e delle agevolazioni introdotte dalla legge citata e dalle successive deliberazioni
regionali (DGR n. 2398 del 31/07/2007, DGR n. 1579 del 17/06/2008 e n. 2063 del 07/07/2009.
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SENSIBILIZZAZIONE DELLA COLLETTIVITÀ E RIDUZIONE CONSUMO DI RISORSE
XL Si ritiene opportuno provvedere ad un’adeguata istruzione e sensibilizzazione dei proprietari delle attività produttive in merito
alla tutela dell’ambiente naturale e delle risorse. Per la tutela della risorsa idrica sotterranea e del suolo è possibile
incentivare l’adozione di opportuni sistemi di collettamento e smaltimento delle acque reflue, in particolare adottando lo
smaltimento a reti separate e sistemi di depurazione dei reflui che riducano l’impatto ambientale dei processi depurativi.
Anche importante è la riduzione dei consumi e la differenziazione degli approvvigionamenti in funzione degli usi, attraverso
l’adozione di sistemi per il riutilizzo dell’acqua meteorica e dei reflui recuperabili.
RISCHIO INDUSTRIALE
XLI Allo scopo di tutelare la sicurezza della popolazione residente e aumentare i livelli di sicurezza del territorio, il PI nella
valutazione di compatibilità territoriale per la localizzazione di nuovi impianti dovrà tenere in considerazione la Tav. 2.3 del
PTCP in cui sono indicate le aree di incompatibilità assoluta. La localizzazione dovrà essere individuata all’interno delle aree
industriali definite ampliabili e nelle nuove aree produttive che risultino esterne alle aree di incompatibilità assoluta e
comunque l’ubicazione dello stabilimento dovrà risultare compatibile con gli usi del territorio circostante.
ALTRE INDICAZIONI
XLII
Il Piano degli Interventi dovrà garantire la contestualità degli interventi previsti dal PAT in ambito urbano con carattere
di perequazione ambientale in ambito rurale.
XLIII
I PUA, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 comma 8 del D.L. 70/2011 convertito in legge dall’art. 1 comma 1 L. 106/2011
saranno sottoposti a Verifica di Assoggettabilità per le parti non valutate nel PAT, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs 152/2006,
fatte salve le fattispecie di esclusione di cui alla DGRV n. 1717 del 03 ottobre 2013.
XLIV
In sede di monitoraggio, dando applicazione alle modalità e criteri contenuti nel Rapporto Ambientale, dovranno essere
misurati gli effetti cumulativi nonché quelli derivanti dalle scelte di Piano per verificare gli effetti previsti in relazione agli
obiettivi.
10 MONITORAGGIO DI PIANO
Il controllo degli effetti ambientali significativi connessi con l’attuazione di un piano e programma avviene attraverso la definizione del
sistema di monitoraggio. L'attività di monitoraggio rappresenta quindi Io strumento attraverso il quale la pubblica amministrazione
può verificare con cadenza periodica la coerenza tra le azioni realizzate in attuazione delle scelte di Piano e gli obiettivi di
miglioramento della sostenibilità generale che ci si è posti in fase di redazione. Il monitoraggio consente di:
Verificare l’attuazione delle azioni e degli interventi di piano
Controllare gli effetti delle azioni di piano sull’ambiente
Esso trova attuazione nella misurazione periodica di indicatori appositamente selezionati, individuati al paragrafo seguente. Esso
dovrà avere riscontro nell’attività di reporting, che ha la funzione di conservare la memoria del piano. L’archivio dei rapporti ha anche
la funzione di processo di apprendimento che avviene anche attraverso errori (di previsione, valutazione e scelta politica, etc).
10.1 Il sistema di indicatori
Il sistema di indicatori per il monitoraggio proposto per il comune di Quinto di Treviso è stato studiato in modo da sopperire il più
possibile alla difficoltà di reperimento dei dati analitici ed in particolare facendo riferimento a dati il cui detentore fosse facilmente
identificato. Altro criterio per l’individuazione degli indicatori riportati è stato quello di permettere il confronto con i 10 criteri di
sviluppo sostenibile indicati nel “Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi
strutturali dell’Unione Europea” Commissione Europea, DGXI Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile – Agosto 1998) che
di seguito si riportano:
Ridurre al minimo l’impegno delle risorse energetiche non rinnovabili
Impiego delle risorse rinnovabili nei limiti della capacità di rigenerazione
Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei rifiuti pericolosi/inquinanti
Conservare e migliorare lo stato della fauna e della flora selvatiche, degli habitat e dei paesaggi
Conservare e migliorare la qualità dei suoli e delle risorse idriche
Conservare e migliorare la qualità delle risorse storiche e culturali
Conservare e migliorare la qualità dell’ambiente locale
Protezione dell’atmosfera
Sensibilizzare alle problematiche ambientali, sviluppare l’istruzione e la formazione in campo ambientale
Promuovere la partecipazione del pubblico alle decisioni che comportano uno sviluppo sostenibile piani e programmi”
La metodologia per la raccolta dati si basa sulla compilazione di apposite schede.
Aria
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INDICATORI
Qualità
dell’aria
concentrazione di inquinanti in
atmosfera (PM10, benzene, etc.)
Misure di risanamento della
qualità dell’aria
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u. m.
fonte dei dati
DPSIR
varie
ARPAV
S
caratteristiche
Regione - Provincia Comune
R
Note/periodicità monitoraggio
ad ogni aggiornamento del dato da parte di ARPAV
(mediante monitoraggio effettuato con laboratorio
mobile posizionato in ambito comunale)
annuale
Acqua
INDICATORI
Dati e studi disponibili relativi alla qualità delle acque dei corpi
idrici (superficiali e sotterranei) presenti in ambito comunale
u. m.
fonte dei dati
DPSIR
varie
ARPAV
S
Comune
ASL
ARPAV
P
Episodi di contaminazione (riguardanti falde, pozzi e corsi n localizzazione
d'acqua)
caratteristiche
Note/periodicità monitoraggio
Ad ogni disponibilità
dei dati
annuale
Sottoservizi acquedotti e fognature
INDICATORI
Popolazione servita da acquedotto
Consumi idrici delle utenze civili / industriali / agricole
u. m.
ab, %
mc/a, mc/g/ab
Popolazione allacciata alla rete fognaria
fonte dei dati
Ente Gestore
Ente Gestotre - Consorzio di
Bonifica
DPSIR
S
Note/periodicità monitoraggio
annuale
S
annuale
Ente Gestore
S
annuale
fonte dei dati
Comune
Comune
DPSIR
S
S
Note/Periodicità monitoraggio
annuale
annuale
ARPAV
S
Ad ogni aggiornamento del
dato da parte di ARPAV
ab, %
Suolo e sottosuolo
INDICATORI
Suolo urbanizzato totale/ superficie comunale
Suolo agricolo/superficie comunale
Indagini ambientali – terre e rocce da scavo (art. 41bis L.
98/2013 e DGRV 179/2013)
u. m.
%
%
Localizzazione,
caratteristiche dei
materiali
Biodiversità
INDICATORI
Estensione aree verdi occupate da vegetazione
(anche derivanti da interventi di afforestazione –
piantumazione ex novo)
Interventi di potenziamento degli elementi
vegetazionali connessi all'implementazione dei
corridoi ecologici
u. m.
fonte dei dati
DPSIR
Note/periodicità monitoraggio
mq ed ubicazione
Comune
S
annuale
caratteristiche e descrizione
degli interventi
Comune
S
annuale
fonte dei dati
DPSIR
Note/ periodicità monitoraggio
Comune
S
annuale
fonte dei dati
DPSIR
Note/periodicità monitoraggio
Comune
R
annuale
Comune Provincia
Arpav
R
annuale
Paesaggio e beni tutelati
INDICATORI
u. m.
Fenomeni di degrado paesaggistico (che determinano un impatto
n e ubicazione
paesaggistico in relazione al contesto in cui sono inserite)
Rumore
INDICATORI
Classificazione acustica / Piano di risanamento aggiornamenti
Interventi di bonifica acustica
u. m.
Localizzazione e
descrizione delle aree
n ubicazione e tipologia
Rischi per la popolazione
INDICATORI
u. m.
H:\clie\QUIN0819\Produzione\Word\VAS\Rapporto Ambientale\Consegna_per_approvazione\Elab_36_SNT.doc
fonte dei dati
DPSIR Note/periodicità monitoraggio
Pagina 32
Piano di Assetto del Territorio
Comune di Quinto di Treviso (TV)
Sintesi non Tecnica
2014
INDICATORI
u. m.
Fenomeni di allagamento in occasione di intense n, caratteristiche ubicazione,
precipitazioni
danni a persone, cose, animali
fonte dei dati
Comune Protezione Civile
DPSIR Note/periodicità monitoraggio
fonte dei dati
Comune
ISTAT - Comune
Comune
DPSIR Note/periodicità monitoraggio
S
annuale
S
ad ogni aggiornamento istat
S
biennale
S
Ad ogni evento
Popolazione e sistema insediativo
INDICATORI
Residenti
alloggi sfitti - disabitati
Attuazione sup espansioni residenziali
u. m.
n
n, caratteristiche
mq, mc
Dotazioni pubbliche
INDICATORI
u. m.
fonte dei dati
Richieste di edilizia .pop. (n. totali e soddisfatte)
n e caratteristiche
Comune
Aree pubbliche di socializzazione
n. ubicazione e caratteristiche
Comune
Aree verdi attrezzate pubbliche (presenza panchine e
giochi per bambini, tavoli ping-pong, tavoli per il pic-nic, n. ubicazione e caratteristiche
Comune
campi di calcetto e basket, etc.)
DPSIR
S/P
S
Note/periodicità monitoraggio
annuale
annuale
S
annuale
Attività produttive
INDICATORI
u. m.
“Equipaggiamento verde” delle aree Caratteristiche quantitative (mq verde/mq
produttive (aree verdi, alberi, filari, siepi, totale, n elementi vegetazionali presenti,
etc.)
etc.) e qualitative (caratteristiche)
n, settore,
Aziende con sistemi di gestione ambientali
tipologia, % sul totale
Aziende e superfici ad agricoltura biologica
ubicazione e tipologia
fonte dei dati
Comune
Sincert Comune
Comune
DPSIR Note/periodicità monitoraggio
S/R
annuale
S/R
annuale
S/R
annuale
Trasporti e mobilità
INDICATORI
Tratte viabilistiche e punti maggiormente critici
per incidentalità o traffico
Mobilità ciclabile e pedonale
u. m.
ubicazione e caratteristiche
km, ubicazione, tipologie
H:\clie\QUIN0819\Produzione\Word\VAS\Rapporto Ambientale\Consegna_per_approvazione\Elab_36_SNT.doc
fonte dei dati
Comune polizia stradale
Comune Provincia
DPSIR Note/periodicità monitoraggio
S
biennale
S
biennale
Pagina 33
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Elab_36_SNT - Comune di Quinto di Treviso