Pace alla vita “Voci e suoni dal Sile” RINGRAZIAMENTI: Provincia di Treviso Comune di Treviso CNA Treviso Fondazione Cassamarca Pittrice Bruna Brazzalotto Prof.ssa Giustina Menegazzi Barcati Scultore Simon Benetton Prof.ssa Daniela Chinaglia Giornalista Bruno De Donà Gioielleria Giraldo Treviso Prof. Luigi Pianca Gioielleria Pipesso Treviso Pittore Bruno Zago Rosa dei Venti D.Marsoni Treviso Sandonà Argenterie Treviso Scultore Maurizio Rossetto Pittrice Bruna Sordi A cura della Redazione de El Sil Direzione: Bruna Brazzalotto Via Marmolada,10 - 31050 Povegliano Stampa maggio 2015 Cooperativa Solidarietà Riproduzione vietata - Tutti i diritti riservati ~2~ PREFAZIONE Pace alla vita Voci e suoni dal Sile Emergono l’acque dalle risorgive del Sile che inizia la sua vita scorrendo lento e sereno in pace con la natura, fuor dal tumulto dei torrenti. Musicando, accoglie gli affluenti. Così s’abbina al tema di “pace alla vita” del nostro concorso di poesia. Ne1lo scorrere i versi dei nostri poeti in lingua, in dialetto veneto e in alcuni idiomi europei, ritroviamo, pur con accenti e sfumature diverse, un unico sentimento dominante, appunto, di “pace alla vita” e per questo siamo a loro grati. Se anche per un solo istante fossimo riusciti a far riflettere i nostri amici, i nostri concittadini e coloro che in qualche modo e in ogni campo incidono ed esercitano la loro influenza: nella politica, nell’arte, nel lavoro, nella scienza, nell’insegnamento, nella giustizia e nella religione, avremmo raggiunto il nostro scopo. Ne saremmo lieti. Adriano Gionco Presidente de El Sil ~3~ VERBALE DELLA GIURIA Mercoledì 22 aprile 2015 alle ore 15,00 presso l’abitazione del Presidente del Circolo Amissi de la Poesia, poeta Adriano Gionco, si è riunita la giuria, composta da Adriano Gionco, Giustina Menegazzi Barcati, Daniela Chinaglia, Bruna Brazzalotto (presenti) e dai due assenti giustificati, Bruno De Donà e Simon Benetton, che hanno fatto pervenire le loro valutazioni. Ha coordinato la seduta il Segretario del Premio, Luigi Cesaroni. La giuria, dopo aver espresso un generale apprezzamento per il livello artistico delle 80 opere presentate, ha esaminato accuratamente le poesie e, sulla base di criteri condivisi, ha preso all’unanimità le seguenti decisioni: Sez. A Dialetto Triveneto 1° Luciano Bonvento,Vècio cuore contadìn (A13) 2° Annalisa Pasqualetto Brugin, E i me pensieri se ferma (A12) 3° Giovanni Benaglio, Arfi de pace (A7) Poesie Segnalate: 1. Antonietta Pulzatto Bagolin, Odor de pase ( A19) 2. Gian Albo Ferro, Gò vardà (A8) 3. Agnese Girlanda, On canton de passe (A21) Sez. B Lingua Italiana 1° Rina Dal Zilio,Vogliamo soltanto la pace (B21) 2° Gianni Vivian, Sile...Panta...Rei (B6) 3° Mario Cariani, Pace alla vita (B8) Poesie Segnalate: 1. Adalgisa Zanotto, Pace mia (B29) 2. Cassandra Venturini, Ritagli dello stesso cielo (B4) 3. Ennio Tiveron, Sile (B33) Sez. C Lingua Francese/Spagnola 1° Michele Morisi Viotte, Vivre pour la paix (C9) 2° Eliane Hurtado, Pax (C4) 3° Nadine Amiel, La Vie (C13) Poesie Segnalate: 1 .Catherine Millet, Paix a la vie (C8) 2. Salvatore D’Aprano, Poésie pour la paix (C1) 3. Roberto Giovanni Zaniolo, Paz en la vida, para la vida! (C6) Alle ore 18,45 la seduta viene tolta. Il Segretario Luigi Cesaroni ~4~ MOTIVAZIONI SEZIONE A DIALETTO TRIVENETO 1°Premio: Vècio cuore contadin di Luciano Bonvento - Rovigo E’ come una ballata,una canzone antica che celebra l’aspirazione alla serenità, alla pace in un inno melodioso. Suggestivi i ricordi, i momenti indimenticabili di un passato che ha dato significato all’esistere dove, con la bellezza del canto della natura, il vivere è stato felice,ricco di poesia e di sogni. Il poeta traccia con ritmo coerente una composizione sostenuta da sentimenti profondi, da emozioni con toni efficaci di musicalità. 20 Premio: E i me pensieri se ferma di Annalisa Pasqualetto B. - Mestre La congiunzione iniziale fa capire come il pensiero arrivi dopo varie riflessioni a costruire una composizione ricca di immagini suggestive, sorretta da percezioni immediate di sensazioni,emozioni, ricordi. Con riferimenti puntuali e delicati ai vari aspetti della natura, la lirica esprime sentimenti che toccano il senso della vita, sorretti da toni e accenti di un animo sereno. L’uso della lingua rivela varietà e proprietà in un andamento sciolto e fluido. 3° Premio: Arfi de pace di Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto Il tema della pace e del Sile sono armoniosamente fusi in una lirica sapientemente costruita con suggestive immagini ed efficaci espressioni. Il poeta in una sintesi originale con melodioso ritmo raccoglie sensazioni ed emozioni che riflettono una capacità particolare unita ad una pari sensibilità. POESIE SEGNALATE: 1. Odor de pase di Antonietta Pulzatto Bagolin - Oderzo Nella ricca vivacità di sfumature del dialetto, la poesia scorre fluida nel declinare il tema della pace che accompagna l’uomo dalla nascita all’ultimo respiro, senza tralasciare i molteplici problemi della nostra attuale realtà. L’invocazione alla pace risponde ad una forte emotività del pensiero in una musicalità che si distende verso dopo verso. 2. Gò vardà di Gian Albo Ferro di Rosolina (Ro) Lo sguardo del poeta ci porta a contemplare la bellezza e il fascino dell’ acqua che scorre sotto il ponte. L’attimo che coglie il rapimento dell’anima è fascinoso e ricco di speranza. L’uso semplice, ma efficace del dialetto costruisce una lirica sciolta, fluida in un discorso convincente sul tema della ricerca della serenità e della pace. 3. On canton de passe di Agnese Girlanda di Verona In un’incantata freschezza di linguaggio la poesia rinnova il miracolo della trasparenza delle cose antiche della vita e del mondo che si tramandano rinnovandosi nel ricordo. Alcune interessanti metafore parlano di “una pace amica” , mentre gli elementi del paesaggio restano al centro della composizione che rievoca indimenticabili memorie e nostalgie. prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati ~5~ 1° Premio VÈCIO CUORE CONTADÌN Quando l’uomo si accorge che il cambiamento tradisce la sua identità, allora nasce trepida la preghiera di essere lasciato là, dove “la poesia della terra” veste la vita con infinite meraviglie. Lo so fiòi ch’él mondo el cambia che in çità se sta méjo ma mi so nato chi in campagna. Lassème chi, fiòi mii, dove l’erba di canpi verdi me conta vèce fòle, dove el merlo fis-cia ancora libertà su çiéi azuri. Portàrme via sarìa cavarme el cuore. Voàltri no savì cossa vòe dire scoltàre ‘e paròe del vento, i canti stonà de’e rane, i petéguizi de’e zèleghe a la sera. Voàltri no savì cossa vòe dire vardàre ‘e rondine sgrafàre el sole fin a farlo sangoànare nel’ ora del tramonto. Lassème chi, fiòi mii, fin che i me òci i vedarà la luce, dove tuti i parla la me lengóa; so sta tèra de fumàre e storie de miseria, dove el froménto sa odore de pan vèro, dove go amà la me dòna e si nati voàltri, fiòi miì, Quando no contarò più i dì e ‘na crose segnarà el me siénzio, spandarò l’ànima drénto i solchi, spetàndo nòve primavere; vòjo èssare pensiero che svèja la matina, ‘na batìsósóla a passèjo có fa scuro. Lassème chi, fiòi mii, dove la poesia de sta tèra ga vestio la me vita respirà tuti i me sogni. Lassème chi, fiòi mii ... Luciano Bonvento - Buso Rovigo ~6~ VECCHIO CUORE CONTADINO (traduzione) Lo so figli che il mondo cambia che in città si sta meglio ma io sono nato in campagna. Lasciatemi qui, figli miei, dove l’erba dei campi verdi mi racconta vecchie favole, dove il merlo fischia ancora libertà su cieli azzurri. Portarmi via sarebbe cavarmi il cuore. Voialtri non sapete cosa vuole dire ascoltare le parole del vento, i canti stonati delle rane, i pettegolezzi dei passeri alla sera. Voialtri non sapete cosa vuole dire vedere le rondini graffiare il sole fino a farlo sanguinare nell’ora del tramonto. Lasciatemi qui, figli miei, fìnché i miei occhi vedranno la luce, dove tutti parlano la mia lingua; su questa terra di nebbie e storie di miseria, dove il frumento sa odore di pane vero, dove ho amato la mia donna e siete nati voialtri, figli miei. Quando non conterò più i giorni e una croce segnerà il mio silenzio, spargerò l’anima dentro i solchi, aspettando nuove primavere; voglio essere pensiero che desta il mattino, una lucciola a passeggio quando fa buio. Lasciatemi qui, figli miei, dove la poesia di questa terra ha vestito la mia vita respirato tutti i miei sogni. Lasciatemi qui, figli miei ... Luciano Bonvento - Buso Rovigo ~7~ 2° Premio E I ME PENSIERI SE FERMA Cala la sera. Scolto La vecia rana Maga del Fontanasso, regina del Sil, Che co el so umido gracolar La canta el tenpo che passa. Co note indorae La conta da senpre Le antiche storie de le so aque e de la so tera. Stagna ne l’aria Profumi puri de erbe e de fiori salvadeghi. Lesieri se alsa vei de caigo Che sfanta i colori. Un venteseo rufian El rancura memorie oramai perse, El se inpira tra tremue piope, El fa dondolar le rame de la salgarela, El cuna le foje tenarine e le paveje sconte che dorme. Un oseleto pien de sentimento El fis-cia beato, Ghe fa eco el gréjo cantaiolo’o. Su tuto ghe xe ‘na pase tanto bona Che sofega el sbrajar rabioso de la Cornara, Ma che fa intendar invense El cainar de la Gilda Che dise ai putei de star lontan da la Coa Longa, Ela la xe oramai solo ‘na onbra No la pol più salvarli. E scolto La vecia rana Maga del Fontanasso, regina del Sil, E i me pensieri se ferma Sul suo e sul mio giorno. Caresso zoie vissue, Sogni e ilusion sofegai E languor me ciapa. Su tuto ghe xe ‘na pase tanto bona Annalisa Pasqualetto Brugin - Mestre ~8~ E I MIEI PENSIERI SI FERMANO (traduzione) Viene la sera. Ascolto La vecchia rana Maga del Fontanazzo, regina del Sile, Che con il suo umido gracidare Canta il tempo che passa. Con note d’oro Racconta da sempre Le antiche storie delle sue acque e della sua terra. Ristagnano nell’ aria Profumi puri di erbe e di fiori selvatici. Leggeri si alzano veli di nebbia Che sfumano i colori. Un venticello malandrino Raccoglie memorie ormai perse, Si intrufola tra i tremuli pioppi, Fa dondolare i rami dei piccoli salici, Culla le tenere foglioline e le farfalle nascoste che dormono. Un uccellino ricco di sentimento Fischia beato, Gli risponde il grillo canterino. Su tutto c’è una pace tanto buona Che soffoca l’ abbaiare rabbioso della Comara, Ma che fa sentire invece L’uggiolare della Gilda Che avverte i bambini di stare lontani dalla Coda Lunga, Lei ormai è solo un’ ombra Non può più salvarli. E ascolto La vecchia rana Maga del Fontanasso, Regina del Sile, E i miei pensieri si fermano Sul suo e sul mio giorno. Accarezzo gioie vissute, Sogni e illusioni soffocati E languore mi prende. Su tutto c’è una pace tanto buona. Annalisa Pasqualetto Brugin - Mestre ~9~ 3° Premio ARFI DE PACE co’ croa le onbrìe a spareciàr ‘l dì da chel bacàn che stofega ‘l de drento la tira el fià l’acoa de ‘l Sil e l’è ‘n batolàr come in boresso a brassocól de ‘n alzaro rufiàn che petena a caressa ‘l me silensio se ransigna in peldoca i selgari e le racole le struca labri sensa osse, i grili i sora el violìn, rece a bogón e l’acoa la conta sfrisigando a le raise un dì co i oci za pronti a inbotonarse, e l’acoa la conta sensa mai fermarse l’è lì ch’inasio a barcheta quatro versi e i molo a la longa co ‘n strucón, spetando che pian pian i se sfanta ìa po’ co’ iè gosse de cel e arcobaleno n’ocor paja o spuacio par inpastar ‘n nial che meta in coa arfi de pace ... Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto (VR) ~ 10 ~ ANELITI DI PACE (traduzione) quando scendono le ombre a sparecchiare il giorno da quel baccano che soffoca l’anima tira il fiato finalmente l’acqua del Sile ed è un chiacchiericcio in allegria abbarbicato ad un argine ruffiano che pettina come carezza il mio silenzio si rattrappiscono in tremito i salici e le raganelle serrano labbra senza voce, i grilli affievoliscono il suono del violino, tendendo gli orecchi mentre l’acqua racconta sfiorando le radici di un giorno dagli occhi che già iniziano ad abbottonarsi, mentre l’acqua racconta senza mai fermarsi ... è lì che appronto a barchetta quattro miei versi che lascio andare con un abbraccio attendendo che lentamente svaniscano quando poi sono divenuti gocce di cielo e arcobaleno non occorre paglia o saliva per impastare un nido che accolga la cova di aneliti di pace ... Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto (VR) ~ 11 ~ 1° Segnalata ODOR DE PASE La sa de pase la vita che nasse se a brassi verti te la speta eco teneressa te la brassa. Egoismo, invidia, superbia, arogansa i è veeni che priva la vita de pase e de speransa. Mejo sentir odor de piegore de chi, mite e co umiltà, se piega davanti al Creator e rispeta la natura e tuti i fradei. Profuma de pase la vita de l’aqua ciara e pura che, calma e gentie, la core tra rive fiorie, al voear de oseeti e sisie. Putei abandonai e vioentai, zoveni sensa lavoro, zent sensa futuro, aria e teren inveenai no trova pase in te la vita. -Pase! Pase! Pase! -siga i popoil in schiavitù. -Pase! Pase! Pase! Inplora le vitime de la guera lassando la so tera. Pase par la vita che finisse parehè ognun posse morir co dignità, varcando seren le porte de l’eternità . ... E savarà de pase l’ultimo respiro! Antonietta Pulzatto Bagolin - Oderzo (TV) ~ 12 ~ 2° Segnalata GO VARDÀ Go vardà sò dal ponte l’acqua ca core e la se porta a mare la note fresca de piova e de ricordi; no na bava de vento, no na foja ca se mova solo on cielo fisso de stele e silensio tanto silensio ch’el te porta via l’anema. Sì , a lo so che nol dura ma ‘desso lassème chieto in coste a l’aqua a gòdarme sto spiànso de seren lassème chi, lassème respirare el parfumo di sogni. HO GUARDATO (traduzione) Ho guardato giù dal ponte l’acqua che corre e si porta al mare la notte fresca di pioggia e di ricordi; non un alito di vento non si muove una foglia solo un cielo pieno di stelle e silenzio tanto silenzio che ti rapisce l’anima. Sì, lo so che non durerà ma adesso lasciatemi stare vicino all’acqua a godenni questo scorcio di sereno lasciatemi qui, lasciatemi respirare il profumo dei sogni. Gian Albo Ferro - Rosolina (RO) ~ 13 ~ 3° Segnalata ON CANTON DE PASSE Se senta on silensio dolse, su i senoci de’n cortil cocolà da’n concertin de rossignòi, sibén vedovo de poesie, porchi barbotoni e galine alegre. Da scalini de piera sfrisà da i sòcoli de’l gran strussiar, no rembalsa ciassi de brachi e parole mostacé de late, ma, sponsa ‘na passe amiga. Tante stagion e temporai è sbrissià zò par che ‘l sentereto storto, ma, el vecio figàr su la marogna goba, el buta fora ‘ncora, buti novi ... Le spissega corde di ‘na chitara mata le ale de’n ventesel mingherlin, a far balar on rochenrol de papavari, prima de sgolar cissà ‘ndoe ... Sganassa on nial de pissacani giali come pulzineti de Pasqua. lì sul meàl de ‘n’usso rosegà da i denti de’l tempo: ‘na olta, el lassava scapar arfi di piatanse consé da l’amor, a remengar par el cel: “spetémo che i torna indrio?” Agnese Girlanda - Verona ~ 14 ~ UN ANGOLO DI PACE (traduzione) Si siede un dolce silenzio, sulle ginocchia del cortile coccolato da un concerto di usignoli, sebbene vedovo di poesie di maiali brontoloni e galline allegre. Da scalini di pietra rigata da zoccoli del grande faticare non rimbalza chiassi di ragazzi e parole con i baffi da latte, ma riposa una pace amica. Tante stagioni e temporali son scivolati per quel sentiero storto, ma, il vecchio fico sul muricciolo gobbo, getta ancora, germogli nuovi ... Pizzicano corde di una chitarra pazza le ali del venticello smilzo, a far danzare un rok and roll di papaveri prima di volare chissà dove ... Ridacchia un nido di tarassaco gialli come pulcini di Pasqua, li sulla soglia di un uscio rosicchiato dai denti del tempo: una volta,! lasciava fuggire aliti di pietanze condite dall’amore, a ramingare per il cielo: “ aspettiamo che ritornino?” Agnese Girlanda - Verona ~ 15 ~ MOTIVAZIONI SEZIONE B LINGUA ITALIANA 1°Premio: Vogliamo soltanto la pace di Rina Dal Zilio - Quinto di Treviso La composizione altamente lirica è costruita con sapiente uso lessicale e immagini scarne, ma efficaci. Sostenuta da un forte riscontro emozionale, la poesia fa sprigionare dalle sue limate superfici una molteplicità di temi che si riferiscono alla sorte infelice di molti uomini e alle loro vicende entro e in mezzo ai piccoli e ai grandi eventi di oggi. La tragedia di un’umanità sofferente è riscattata dalla speranza, dal sogno di una vita in pace dalla quale si sprigionano il perdono e la tolleranza. 2° Premio: Sile ... Panta .... Rei di Gianni Vivian - Mestre Muovendo da una profonda esigenza interiore di comunicare la propria visione del mondo e della vita l’autore ascolta il respiro del Sile e coglie il senso e le ragioni delle cose che accadono. La vena riflessiva determina un tessuto poetico che, oltre le immagini suggestive di cui è fatto, fonde tra loro le parole in un amalgama che annega nella “spietata corrente” ogni cosa, il passato, perché il tempo come il Sile cancella nel nulla quanto la storia del poeta racconta, mentre tuttavia la vita continua il suo inarrestabile cammino. La lirica è suggestiva per la ricchezza e la delicatezza delle immagini che attenuano, nella contemplazione della loro bellezza, la condizione psicologica e spirituale del poeta. 3° Premio: Pace alla vita di Mario Cariani - Treviso Originale ed interessante nella poesia il proiettarsi in una sorta di interrogativo aperto che è la considerazione e la riflessione che nascono dai percorsi attuali di una difficile realtà che tradisce l’uomo e la natura. Il disagio del non riconoscimento e della non accettazione trova risposta nella speranza, nell’amore alla vita che il poeta assegna alla forza redentrice della poesia. POESIE SEGNALATE: 1. Pace mia di Adalgisa Zanotto di Marostica (Vi) L’incanto della poesia è nel fascino delle parole misurate,significative, privilegiate. Il tutto in una dimensione partecipativa di forti emozioni che si susseguono con tratti affettuosi volti a comporre una vita nella quale la gioia e la serenità giocano un ruolo fondamentale. L’esalazione dei sentimenti dispone una trama di percorsi felici in emozioni partecipi e complici. 2. Ritagli dello stesso cielo di Cassandra Venturini - Lendinara (Ro) Originale ricerca di riferimenti superiori e generali nella pellicola dei pensieri volti a capire il senso della vita, del suo fluire, dell’unione eterna di tutto il creato da sempre. L’amore è l’elemento unificatore che fa superare tutti i contrasti, le diaspore in un’armonia, in una pace che solo “l’immenso divino” dona all’uomo. 3. Sile di Ennio Tiveron - Treviso Nel Sile il poeta trova la pace, il rasserenamento alla quotidiana lotta del vivere. L’acqua silente insieme alla natura intorno interviene in questa intensa poesia a dare riconoscimento a se stessi, a dare la forza decifratoria e rappresentativa di ciò che il poeta vuole trasmettere. prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati ~ 16 ~ 1° Premio VOGLIAMO SOLTANTO LA PACE Andiamo come gregge d’uomini lontano dalle nostre case (così tranquille le abbiamo lasciate!) ora sventrate violate razziate andiamo e non sappiamo dove. Poche cose abbiamo raccolto poco più che nulla vogliamo soltanto la vita. Una vita dove allaghi negli occhi il rossodisera e la rugiada del mattino imperli le ciglia una vita di pace. Mosul è lontana ormai e noi camminiamo ancora stremati nel corpo e nell’anima attraversiamo aride colline e il cibo sta per finire. Lasciateci vivere di perdono e tolleranza vogliamo conservare uno sguardo buono da donare al fratello lasciateci vivere anche di vento. Rina Dal Zilio - Quinto di Treviso ~ 17 ~ 2° Premio SILE ... PANTA REI ... Sono venuto a sentire il tuo respiro vedi sono qui che lento ed inesorabile cammino sulla tua sponda, vecchio Sile, mi specchio sulla tua placida acqua le gambe traballanti, i ricordi che tormentano m’avvolgo di silenzi che solo tu sai donarmi e questo tacere mi illumina l’anima mi porta lontano da me stesso povero ed illuso decrepito poeta mi fa rubare le ali al falco su ... su ... fino al firmamento dello Spirito mi avvicina al Mistero del Cielo mi fa sentire che questo corpo, questa statua è nulla più di una prigione un luogo d’esilio ma il Tempo scorre ... scorre anche senza di me e non cessa mai di invecchiarmi e di trasformarmi ... scorci da rubare all’Eternità emozioni da raccontare a questo stanco cuore la contemplazione della corrente lo stormire dei pioppi delle mangrovie e dei salici la fine come i cimiteri degli elefanti dove vanno a morire i “burci” che lentamente si sciolgono gli approdi che non portano più da nessuna parte i consunti “lanpòri” dove generazioni di donne forti come querce hanno sofferto e cantato amori ho fatto un mazzetto di fiori di loto ho seguito con lo sguardo il salto dell’ingordo luccio il maestoso andare dei candidi cigni il turbinio delle libellule azzurre ... PANTA REI con l’acqua che non torna più indietro con la mia Vita che corre senza fermarsi verso la foce del nulla mi restano tra le mani una manciata di foglie secche un rosario, una nenia, stanchi pensieri che annegano nel profondo della tua tenace e spietata corrente Gianni Vivian - Mestre ~ 18 ~ 3° Premio PACE ALLA VITA Può un poeta sognare la pace mentre ancora risuonano al Mondo tamburi di guerra? Può l’animo di un poeta pacificamente veder intorno violenze e soprusi mortificare uomo e natura e non sentirsi tradito da una vita che non lascia spazio alla vita? Eppure al mattino al risveglio io-sento, in quell ‘embrione di vita residuo d’inconsapevoli tempi felici, il risuono d’un canto materno una melodia che irrompe nemica di tristi novelle che so cercheranno d’invader la mente e il cuore a tentar con veleni di far morir la speranza ma che il poeta con l’Amore alla Vita da tempo ha già vinto. Mario Cariani -Treviso ~ 19 ~ 1° Segnalata PACE MIA I tuoi occhi m’ avvolgono sempre fra le rughe della vita a seminare gocce di roccia. Non ti stanchi di stupirmi e mi culli ancora quando scende fredda la notte ed ho paura di volare. Mi cerchi mi sfiori abbracci le mie mani senza tempo sei voce inconfondibile stupore di silenzio. Ringrazio il cielo per averti ancora in ogni petalo di pelle e mi sorridi in ogni piega del cuore. Non mi stanco d’annusare il tuo respiro. Adalgisa Zanotto - Marostica (VI) ~ 20 ~ 2° Segnalata RITAGLI DELLO STESSO CIELO ... E nelle voci dei perdoni si eclissano i pensieri, scompaiono tra i meandri del cuore nei luoghi in cui la luce dell’anima non riesce a trovarli ... eppure nascono e s’annullano nell’identità remota dell’uomo. Una preghiera come un canto, una litania di secoli passati permane perpetua nell’energia dell’infinito ... è il sentire dell’amore, echeggia in ogni dove, è una melodia, una sensazione, ... abbracciano il creato all’unisono. Sono sentimenti che s’incrociano e s’attorcigliano e s’allontano ... eppure siamo ritagli dello stesso cielo, particelle dell’immenso divino, Lui, trema, fuori e dentro di noi. Cassandra Venturini - Lendinara (RO) ~ 21 ~ 3° Segnalata SILE Scorrono lente in liquido silenzio le acque del Sile mentre nel fondo ribolle la sabbia delle risorgive immutabili. Galleggia e scivola a pelo d’acqua uno spessore di pace dove remano anatre forsennate di vita per l’aggravio di nutrirsi. Dove tutto sembra elettrico, sulle rive gli alberi - dagli enormi orecchi e immobili Burci ascoltano racconti e storie inverosimili, bisbigliate dagli affluenti. Qui, si addormenta l’ansia del vivere quotidiano mentre gli occhi ruotano nel cercare le voci assordanti di pace nel silenzio della cattedrale liquida. Ennio Tiveron - Treviso ~ 22 ~ MOTIVAZIONI SEZIONE C LINGUA FRANCESE E SPAGNOLA 1°Premio: Vivre pour la paix di Michele Morisi Viotte -Paris -France Il tema della pace è unito a quello del fascino del fiume Sile in una lirica felicemente scorrevole e sciolta. L’animo del poeta partecipa con emozione al dolore dell’esistenza che viene attenuato dalla speranza convinta di poter recuperare l’amore e la fratellanza tra gli esseri umani. 2° Premio: Pax di Eliane Hurtado - Paris -France L’invocazione all’amore divino è espressa con impeto e suggestive immagini. La speranza nella pace, oggi così offuscata, trova riscontro nel sentimento del poeta che” nel bianco e nel nero” dell’esistere sogna di poter ricostruire l’armonia della vita. 3° Premio: La Vie di Nadine Amiel - Paris -France La metafora nella lirica suggerisce immagini che decifrano l’arcobaleno della vita. Interessante testo poetico costruito con raffinate espressioni in cui l’uomo è presente con le sue difficoltà esistenziali volte sempre alla conquista di armonia e di pace. POESIE SEGNALATE: 1. Paix a la vie di Catherine Millet - Saint Usage - France E’ un canto che ripete il ritornello di “pace alla vita”. Non è ossessivo il ritmo perché è articolato con immagini visive di ricca suggestione, nel sentimento e nell’emozione che esalta la propria terra e tutti i popoli nella speranza di una pace vera. 2. Poèsie pour la paix di Salvatore D’Aprano - Montréal - Canada La lirica risponde al grido di speranza contro la violenza, contro il male che affligge l’umanità, contro l’ingiustizia, contro l’odio razziale. La sensibilità del poeta, che coglie questa angosciosa realtà, trova la speranza nello strumento universale della poesia, affinché possa essa essere veicolo, messaggio di solidarietà. 3. Paz en la vida, para la vida! di Roberto G. Zaniolo - Padova/Argentina Suggerisce il poeta la lettura a ritmo di marcia trionfale. Il testo è piacevole e sorridente con l’immagine fascinosa del mare descritto nei suoi vari aspetti, dalla burrasca al rasserenamento, che invitano a pensare alla vita stessa nella speranza che, dopo le difficoltà, si giunga alla pace,alla serenità, all’ amore. prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati ~ 23 ~ 1° Premio VIVRE POUR LA PAIX Le soir descend les clameurs de la ville s’estompent, l’ écho des voix du fleuve se fait plus présent. Certains perçoivent Des sons étranges, d’autres n’entendent que le roulis et le clapotis contre les coques des embarcations. Le fleuve sort de sa torpeur, charrie les cris, les pleurs et les appels venus d’ailleurs. Un ailleurs lointain ? Peut-être pas … Ils sont bien proches et réels ces signes de détresse. Malgré le désespoir, du fond des coeurs montent des chants devenus prières qui apaisent et rassurent Ces voix parlent aussi de la paix, Celle qu’on espère. ces voix parlent aussi de la vie, celle qu’on voudrait. il nous faut apprendre a vivre en harmonie, en paix avec les autres, avec soi, donner un sens à la vie, à nos vies, avec amour et fraternité dans la paix Michèle Morisi Viotte - Paris - France ~ 24 ~ VIVERE PER LA PACE (traduzione) Scende la sera sfumano i clamori della città, l’eco delle voci del fiume si fa più presente. Alcuni percepiscono Dei suoni strani, altri non sentono che il rullio e lo sciabordare contro gli scafi delle imbarcazioni. Il fiume esce dal suo torpore, porta le grida, le lacrime e gli appelli venuti da altrove. Un lontano altrove? Forse no ... Sono ben vicini e reali questi segni di sofferenza. Nonostante la disperazione, del fondo dei cuori salgono dei canti diventati preghiere che placano e rassicurano. Queste voci parlano anche di pace, quello che si spera. Queste voci parlano anche della vita, quello che si vorrebbe. Dobbiamo imparare a vivere in armonia, in pace con gli altri, con noi stessi, dare un senso alla vita, alla nostra vita, con amore e fratellanza nella pace Michèle Morisi Viotte - Paris - France ~ 25 ~ 2° Premio PAX Toi, le passeur de lumière Répand sur nos chemins D’épines et de pierres Une poussière d’étoiles et de rêves. Inonde la Terre D’un arc-en -ciel De toutes les couleurs De la Paix et du Bonheur. Sur l’échiquier terrestre Où le blanc et le noir se côtoient Joue une symphonie inachevée, Sort du silence des morts. C’est la partition d’un poète Qui, l’âme déchirée Proclame son amour Divin En semant des graines d’espoir Pour qu’enfin règne sur terre Un signe de Paix éternelle Et que s’envole Dans un souffle fugitif Une lueur d’espérance Signe d’un temps meilleur. Ne laisse pas ces silences s’imposer Et n’accepte pas ces guerres fratricides Mais redessine l’origine du Monde Avec les couleurs de l’espoir. AEliane Hurtado - Paris - France ~ 26 ~ PACE (traduzione) Tu, il traghettatore di luce Diffondi sulle nostre strade di spine e di pietre Una polvere di stelle e di sogni. Inonda la Terra Di un arcobaleno Di tutti i colori Della Pace e della felicità. Sulla scacchiera terrestre Dove il bianco e il nero affiancandosi Riproduci una sinfonia incompiuta, Tipica del silenzio dei morti. Questo è lo spartito di un poeta Che, l’anima lacerata Proclama il suo amore Divino Seminando dei semi di speranza In modo che finalmente regni sulla terra Un segno di Pace eterna E che si alzi in volo In una luce fugace Un barlume di speranza Segno di un momento migliore. Non lasciare che questi silenzi si impongano E non accettare queste guerre fratricide Ma ridisegna l’origine del Mondo Con i colori della speranza Michèle Morisi Viotte - Paris - France ~ 27 ~ 3° Premio LA VIE Il y a des jours où les lunes sont diaphanes Ceux où les soleils sont voilés à l’image de nos âmes Ceux qu’ on traverse sans les voir Et ceux qu’appréhendent nos soirs Les jours les plus tristes Sont ceux où les oiseaux ont quitté la piste Ceux où ils ne chantent pas, ne chantent plus Ils ont quitté nos ciels pluvieux Ils s’en sont allés vers d’autes cieux Ils ont quitté ce monde qui recule Ce monde où tout bascule Ce monde qui se fait tombe Toujours de plus en plus sombre Sur leur sillage inlassablement nous serons là Et quand le printemps refleurira Nous verrons sur les arbrisseaux leurs nids Heureux de leur gazouillis Nous chanterons en harmonie Pour que revienne la vie ! Nadine Amiel - France ~ 28 ~ LA VITA (traduzione) Ci sono giorni in cui le lune sono diafane Quelli in cui i soli sono velati all’immagine delle nostre anime Quelli che si attraversa senza vederli E quelli che temendo le nostre serate I giorni i più tristi Sono quelli in cui gli uccelli hanno lasciato la pista Quelli dove non cantano, non cantano più Hanno lasciato i nostri cieli piovosi Se ne sono andati verso altri cieli Hanno lasciato questo mondo che indietreggia Questo mondo dove tutto cambia Questo mondo diventa una tomba Sempre più scura Sulla loro scia instancabilmente noi ci saremo E quando la primavera rifiorirà Vedremo sugli arboscelli i loro nidi Felici dei loro cinguettii Cantiamo in armonia Perché ritorni la vita! Nadine Amiel - France ~ 29 ~ 1° Segnalata PAIX À LA VIE Sur la grande étoffe du ciel bleuté, Dans le coton des nuages blancs en lettres découpées, J’écrirais « PAIX A LA VIE » Dans les champs blonds des blés de l’été Au rouge des coquelicots cueillis J’écrirais « PAIX A LA VIE » Au sable dorée de la plage Avec de beaux coquillages J’écrirais « PAIX A LA VIE » Sur les murs gris de la ville endormie, J’inventerais un abécédaire Et j’écrirais « PAIX A LA VIE » J’ai tellement d’amour pour ma terre, ses hommes, mes frères Que je les voudrais tous solidaires… Des peuples les larmes sont toutes amères…. Bannir les ravages des guerres….. En lettres d’espoir puisées au tréfonds de mon cœur pour apaiser mes frayeurs S’il le faut, au fond de vos consciences : j’irai crier « PAIX A LA VIE !» Catherine Millet - Saint Usage - France ~ 30 ~ PACE ALLA VITA (traduzione) Sulla grande tela del cielo blu, Nel cotone di nuvole bianche in lettere ritagliate, Scriverei “PACE ALLA VITA” Nei campi di grano biondo dell’estate Con il rosso dei papaveri raccolti Scriverei “PACE ALLA VITA” Nelle sabbie dorate della spiaggia Con belle conchiglie Scriverei “PACE ALLA VITA” Sui muri grigi della città addormentata, Inventerò un abbecedario Scriverei “PACE ALLA VITA” Ho tanto amore per la mia terra, i suoi uomini, i miei fratelli Che li vorrei tutti solidali ... Le lacrime dei popoli sono tutte amare ... Bandire le devastazioni delle guerre ... In parole di speranza tratte dal profondo del mio cuore per placare le mie paure In caso di necessità, in fondo delle vostre coscienze: Andrò gridare “PACE ALLA VITA!” Nadine Amiel - France ~ 31 ~ 2° Segnalata POÉSIE POUR LA PAIX Je suis un homme d’une très grande sensibilité avec un coeur immense qui m’aide à écrire l’amour le quotidien, la beauté, et tous les maux qui affligent notre tourmentée humanité. Et je suis en peine en voyant des personnes innocentes qui meurent chaque jour pour un carré de terre aride. Assez avec la haine, la gratuite violence et la sourde rancoeur; sur cette terre prostrée on a un immense besoin d’amour et de fraternité. Puisse la poésie apporter la paix dans le monde, le respect, la civile cohabitation et un rayon de soleil dans les terres déchirées ou palpable est la douleur et avec son message trés noble et profond changer en beauté les laideurs du monde. Salvatore D’Aprano - Montreal - Canada ~ 32 ~ POESIA PER LA PACE (traduzione) Sono un uomo di elevata sensibilità nel cui petto batte un grande cuore che mi aiuta a scrivere la quotidianità, la bellezza, l’amore e i tanti mali che affliggono la nostra tormentata umanità. E mi sento in pena nel vedere tanta gente innocente che muore giornalmente per un lembo di arida terra. Basta con gli odi di razza, con la gratuita violenza e col sordo rancore, su questa nostra prostrata Terra c’è un immenso bisogno di fratellanza e amore. Possa la poesia apportare la pace nel mondo, il rispetto, la fraterna e civile convivenza ed un raggio di sole nelle straziate lande ove palpabile è il dolore, e col suo messaggio nobile e profondo mutare in beltà le brutture del mondo Salvatore D’Aprano - Montreal - Canada ~ 33 ~ 3° Segnalata PAZ EN LA VIDA, PARA LA VIDA! (Lectura a ritmo de marcha triunfal 4 x 4) Soneto (--‘-/--‘- /--‘-/--‘-) No es en vano que en la orilla tù te sientes de la mar a mirar còmo las olas llegan fuertes, fragorosas, movedizas, inquietantes, gigantescas, espumosas, y retornan blandamente, suavemente, sin cesar. No es inútil, niña hermosa, que te sientes a mirar porque un puente es que nos une de estas formas misteriosas: yo recibo tus mensajes de las nubes candorosas, tù los mìos de las ondas rumorosas de la mar. Y si un dìa se cerniese la borrasca embravecida, y la mar se alzace airada, y enlutara el firmamento, y entablaran un combate, el màs furioso de fragor, pues... retornarà la calma tan ansiada y tan querida con un sol refulgurante que ilumine el sentimiento de dos almas que se amaron, de una mar y de un amor. Roberto Giovanni Zaniolo - Padova / Argentina ~ 34 ~ PACE ALLA VITA PER LA VITA (traduzione dell’autore) (Lettura a ritmo di marcia trionfale 4 x 4 Non é in vano che alla riva tu ti sieda della mar a guardar come le onde arrivan forti, fragorose, irrequiete, inquietanti, gigantesche, spumeggianti, e ritornan dolcemente, soavemente senza par. Non é inutil, bimba bella, se ti siedi a guardar perché un ponte é che ci unisce in queste forme misteriose : io ricevo i tuoi messaggi dalle nuvole piú candide, e tu i miei dalle onde rumorose della mar ! Ma se un giorno si accendesse la burrasca piú furiosa e la mar si alzasse irata e inluttasse il firmamento, e scoppiasse una battaglia furibonda di fragor… poi… ritornerá la pace tanto amata e anelata con un sol rifolgorante que chiarisca il sentimento di due alme che si amaron, di una mar e di un amor Roberto Giovanni Zaniolo - Padova / Argentina ~ 35 ~ LE ALTRE POESIE IN CONCORSO SEZIONE DIALETTO A TRIVENETO ~ 36 ~ COSSA XE CHE TE ME CONTI SIL? Par çercar momenti de boni pensieri su le to rive, o Sil, me piase caminar de voja. Xa dai fontanassi te sento indafarà a darghe vita e vose a s-ciapi de canèe dove rane in concerto par che le fassa coro co’ anarete ciaciarone. Rivà dentro e mura te ga tante robe bèe, ma da tanto tempo ormai no te zoghi più co’ ciassose cascatèe. Però te ga i cocai che su la to aqua i çerca de sodisfar la voja de qualche bon pesseto che ti te ghe regali. Passà ‘l ponte de a Goba te caressi la Restera, stradea su l’arzene da dove,nei tempi andai, omini e bò i tirava in su carghi barconi par la zente trevisana. Quante sigae e sarache costava ‘sto lavoro, in un insieme de suòri e ombre de clinton par guadagnarse ‘l pan. Rivà el momento de l’assarte ‘ndar te digo de cuor: “Ciao Sil, continua la to strada intanto che ‘l to ciacolar se perde fra realtà e ilusion de a vita”. Alberto jr Albanese - Treviso ~ 37 ~ A NEVE Go verto el balcon bonora stamatina jèra ancora scuro ma na strana sensasion me disea de vardar fòra come se ghe fosse chissà cossa na sorpresa na roba bea che me spetea che me varia maravejà. Da sotto e quèrte sentive un siènsio profondo come se el let fosse sora na nuvoea posà in meso aea bombasa come se quel che jèra intorno a mì se gavesse indormensà e anca el temp se fosse smentegà de ‘ndar vanti. Na aria fina entrada dae sfese dea finestra a me caressea el viso impenia a me càmareta de un bon odor de fresco santo e imacoeà e dal soèr pì aspro vegnea l’odor del legno vecio e dee panòce assae a riposar, In tea staea ieri sera i veci i disea che el ciel se gavea inuvoeà e che el parea inpiturio co i coeori infumegai dea sènere restada a vegner freda insìma al fogoear, Me mama a pontea na traversa sensa parlar, coi oci lustri e me nona col rosario in man a pregea a Madona che el so fiol daea guera podesse tornar. Col balcon spaeancà varde el cièl pien de faìve coeor late ... Nevega! Na luce a fa ciàra a campagna na quèrta bianca destirada sora i rnoreri sora e stradee e sora i fossi. Doman sarà festa par noialtri tosatei che ne basta cussì poc par esser contenti no importa se insìma ae montagne ghe xe chi sora a neve trova el so riposo eterno vemo voja de ridar, sògar e star in pase voemo restar cei par poder ancora sognar ... Neri Casteller - Villorba - Treviso ~ 38 ~ MAGIO In nìi postai fra séche canesèe* canne palustri romài dal verde squasi soteràe*, sotterrate a l’ombra, fra infinite caesèe, * calli tante bestiòe del Sil ‘e sta intanàe, ma, un poco a ‘a volta e fra mìe sospèti, adesso ‘e spunta coi so’ pitusséti*: pulcini ‘na famejéta de do’ foeaghéte gh’en scorta quatro grandi ‘fà un sangiùto*, singhiozzo coi bechi e i péi del còl* coeòr sanguéte* color sanguisughe che i naviga tranquìi, sensa ‘n’aiuto, ancora pal magnar, però, ghe toca ch’el pare e ‘a mare i ghe ‘o porte a’a boca; pì ‘vànti, teritorio dei zermani*, germani reali i mas-ci fa da guardia e ‘e femenéte piàndo* ciama fora, sani-sani, pigolando dieçine a a volta, pìcoe anaréte, piumini d’oro, ‘péna macetài, che tuti ‘dòsso a ‘a mare sta petài; un fià pì’in là, noàndo in picoeòn, * ciondolando qua e là te vedi qualche bestia sbaregòna* chiassosa che no’ s’intriga in mèso a’a procession de quée che gà i pitùssi par corona e l’ anda lòffia * ‘a gà dei scapoeòni il fare sgradevole e de’e zitèe, de quée rompimaroni; sù, in alto, lampi de cocài e zizìe*, gabbiani e rondini ne’e siése* mìe cantori che se ciàma, siepi el sol xé bèo caldeto e par finìe ‘e zornàe mùsse* de’a stagion pì grama: intristite April dolçe dormir-Magio và adagio e mì me ciùcio* el sol, ragio par ragio. succhio - gusto Romano Ceccato - Casier - Treviso ~ 39 ~ TORNA ‘ XE LA PAXE , MA PAR TANTI E TANTI LA VITA NO! (Saludo del Maestro el zorno prima del sètimo aniversario del Ventisinque de April ‘e dela Liberassiòn) El me Maestro, prima da èssar el me Maestro, al jèra un dei siessentomi’a Italiani deportài in Germania. Par Lu, Venessiàn, el 25 de Apri’e, festa de San Marco, gavéva un senso particolàr, fato de comossión e de santa memoria. El spiegàva che le rose, spanìe in ‘sto zorno dal corpo del Santo, span’ìva anca sora le buse indove jèra sta’ sepelii i corpi, pele ossi, de tuti quei che no’ ‘i jèra tornài indrìo dai canpi de concentramento, i “konzentrationlager” In chel momento el diséva , parlando in tedesco “Arbeit macht frei, aber die Toten stehen nicht mehr auf...” (el Lavoro fa libari, ma i Morti no’ ‘i torna più - ma i Morti no’ i sta più su) Ghe volevimo ben al nostro Maestro, no ‘l alsàva mai la vose e gnanca el se insustàva pa’l nostro spiritesso e nualtri, nel respèto dela tradission venessiàna del” bòcolo che la casca pròpio el Ventisinque de April ‘e, ghe rega’àvimo, però el zorno prima, do bòcoli de rose, un da parte dei boce e st’altro dale tose. E cussì ricordo, in quela stajon putèla, l’ultimo ano de scola elementare, le so’ parò’e de ringrassiamento e saludo cari fioi, bravi tosi e tose, prima che daga un saludo a tuti, ve ringràssio de ‘sta bèla assion, par ‘sta usansa dei bòcoli de rose Vardè, ‘i me òci no’ ‘i xe suti ma prima che sona la ricreassion / e prima che andè via, prima che ve lassa in libertà, par domàn, zorno de Libertà, vòjo dirve ‘sta ultima parola mia A qualchidùn, pochi in verità, ‘sta paròla no’ la ghe va zo, a tanti e tanti invesse la piàse, ma solo chi ga bona volontà sa còssa che vol dir la paròla ...PAXE _____________________ A Venèssia jèra e xe costumànsa de donàr un bòcolo da rosa a chi se vol ben, nela ricorrensa del 25 Apri’e. No’ xe solo intra morosi, ma anca par chi se prova afèto, sinpatìa, amicissia, riconossensa. Lucio Favaron-Elfe - Padova ~ 40 ~ TORNO’ LA PACE, MA NON PER I MOLTI CHE LA VITA PERDETTERO (Saluto del Maestro il giorno precedente il 25 APRILE 1952 ) settimo anniversario della Liberazione) (traduzione) Il mio Maestro, prima di essere il mio Maestro, era uno dei 600.000 Italiàni deportati in Germania ( i così definiti IMI, ( Internati Militari Italiani). Per Lui, Veneziano, il 25 Aprile, festa di San Marco Evangelista, aveva un significato particolare, pregno di commozione inserita in una sacra memoria. Spiegava che le rose, sbocciate in questo giorno dal corpo del Santo, sbocciavano anche sopra le fosse comuni dove erano sepolti i corpi straziati, martoriati, gassati di tutti coloro che non erano ritornati dai campi di concentramento “konzentrationlager”. Allora diceva, in tedesco; “ Arbeit macht frei aber die Toten stehen mehr auf ... “ ( Il lavoro rende liberi, ma i Morti non tornano più, cioè i Morti non stanno più su ...). Volevamo un gran bene al nostro Maestro, non alzava mai la voce, né si inquietava per la nostra vivacità. Noi, nel rispetto della tradizione veneziana del “Bòcolo “ ( bocciolo di rosa), che cade proprio il 25, gli donavamo, però il giorno precedente, due boccioli di rose.(°) Uno da parte dei ragazzini, l’altro dalle bambine. E così .ricordo, in quell’ anno di quinta elementare, le sue parole di ringraziamento e saluto Miei cari figlioli, “ tosi e tose” prima che io vi saluti tutti devo ringraziarvi per questa bella azione, per questa tradizione dei bòccioli di rose Guardatemi, i miei occhi non sono asciutti, ma prima che suoni la campana della ricreazione e prima che andiate via, prima che io vi lasci in libertà, per domani, giorno di Libertà, voglio dirvi quest’ ultima parola mia ...a qualcuno, pochi in verità, questa parola non va giù, a molti e molti invece piace, ma solo chi ha buona volontà sa cosa vuol dire la parola ... PACE __________________ °A Venezia era ed è consuetudine regalare un bocciolo di rosa a chi si vuole bene, non necessariamente tra innamorati, ma anche verso chi si prova affetto, simpatia, amicizia, riconoscenza. Lucio Favaron-Elfe - Padova ~ 41 ~ RIFLESSION Bisogna dir, la vita xe un supion; se nasse, po’ se cresse e se va scola, se sogna de far grandi profession, che dopo sia la mejo e quela sola. Ghe xe sucessi e qualche delusion, far tuto giusto sì, xe ‘na parola, pur se se sbalia serte decision, fen saldo quel corajo che no’ mola. E se fà su fameja con passion, intanto i ani i passa via che i zola e dopo co’ se riva a la pension, de fare tante robe ne fa gola; ma se ne par de ‘ver la sensasion che no’ ne reste gnente sora ‘a tola, vardando indrio, serchen sodisfassion par quel ch’el nostro core ne consola! Mariano Fortunato Guzzonato - Marano Vicentino ~ 42 ~ FIN L’ULTIMO SCAURIO Toh, el m’à tapà de jeja incupìa l’autuno infassà da le borane, i pensieri ciapa siera stravanìa, dal sguelto revegner de le stimane. Onbre rùsteghe fa trista conpagnia ai me magoni nel scartabelare fra le zojose pagine voltà via che sventaja gran vodi da colmare. Magre speranse s’ intersa a giro refolà da bave che no consola, sol la pase del scrìvar dà respiro ai guai che incateja la me fola fin l’ultimo scaurìo tegnù in tiro dal dir che se vive na volta sola. FINO ALL’ULTIMO GUIZZO (traduzione) Toh, mi ha coperto di malinconia l’autunno fasciato dalle nebbie, i pensieri assumono cera afflitta, dal veloce susseguirsi delle settimane. Ombre solitarie fanno triste compagnia ai miei crucci nello sfogliare fra le gioiose pagine voltate via che sventaglian grandi vuoti da colmare. Magre speranze s’alternano a giro alitate da buffi che non consolano, soltanto la pace dello scrivere dà respiro a i guai che ingarbugliano la mia favola fino all’ultimo guizzo tenuto in corda dal detto che si vive una volta sola. Vittorio Ingegneri - Noventa Padovana ~ 43 ~ ONGE DE VELUDO La vita la te ciapa in consegna, e la te porta ‘ndò la vol ela. A olte no te si bon gnanca da tegnerghe drio, tanto che la core quando te si felisse. Te voressi fermarte par goderte ‘l belo ma ... adrio el senter de i giorni roei e spinari ne imbroia, ne’nsambela se gà pressia de vegnerghene fora, ma ela; par che la se goda tegnerne drento a le spine, ma istesso se volemo ben. Da sempre che rida o che piansa, co onge de veludo la me caressa la facia lassando sfrisi lesieri, che, giono dopo giorno i se fa veder, i se fa sentir. Afessionà a sta compagna de viaio sempre de pressia, sempre de corsa, ghe vao drio e me lassarò caressar, co le so onge de veludo, anca se; giorno dopo giorno .... Anna Maria Lavarini - Verona ~ 44 ~ VERDE PAXE Ciao Sil amigo mio fedee e prodigo. Cussì lo saeudo ogni volta che i so riflessi me incanta. E no posso pì star sensa de lù come a bèa Treviso no pol star sensa el so fulgor. Quante canson quanta poesia fra mi e lù sentada so na panchina drio de l’acqua a sfogarme spetando na risposta. Che la riva senpre e la me inpinisse de vita ... de vita piena e la me desliga i gròpi dopo che al me caro amigo ghe go contà de tuto. E lo restituisse a tuti el so consilio, anca se no i lo prega; parchè l’umiltà xe el so pì gran dono e co l’umiltà i segreti ciàpa el verso giusto. Par quela strada che soeo lù conosse. De un verde bonario e grasso pien de speransa; sensa agitassion e silensioso come el ventre de na mama parecià pal putèo che nasse. Laura Libralato - Treviso ~ 45 ~ STA PAROA Go magnà el pan dei me ricordi par farghe venier fora el lievito e ritornar a l’origine. Forse xè questa la paçe a la vita. Capir par esperiensa, ma stupirse come un puteo che inbambolà se meraveja de le robe che l’incontra No sentarse mai su le convinsion ma mastegarse nei dubi e l’ incertesse. Corare. Cascare e po’ risolevarse. Sui cavei posar pensieri dove i dei se fa anei de paroe. Ne la boca tenierla ferma. Strucarla sta paroa tra i denti par smusarla fin a farla deventare leziera. Ma nuda, soa, la me pase no ga più ali. La sbrissa. La pantesa. La casca. Ghe scapusso sora. Drento a discorsi buziari la tegno prizioniera. Rita Mazzon - Padova ~ 46 ~ QUESTA PAROLA (traduzione) Ho mangiato il pane dei miei ricordi per farne venir fuori il lievito e ritornare all’origine. Forse è questa la pace alla vita. Capire per esperienza, ma stupirsi come un bambino che intontito si meraviglia delle cose che incontra. Non sedersi sulle convinzioni ma masticarsi nei dubbi e le incertezze. Correre. Cadere e poi risollevarsi. Sui capelli posare pensieri dove le dita si fanno anelli di parole Nella bocca tenerla ferma, Stringerla questa parola tra i denti per smussarla fino a farla diventare leggera. Ma nuda, sola, la mia pace non ha più ali. Scivola. Respira forte. Casca Ci inciampo sopra. Dentro a discorsi bugiardi la tengo prigioniera Rita Mazzon - Padova ~ 47 ~ PASE A LA VITA Spassio, Universo, Dio: che vento bastardo gà imbriagà i servei dei potenti, quei che comanda popoli semenando antichi odi. Ditatori de glorie infami, de fantasmi religiosi, quei che comercia morte cò el fero copa omeni: che sento milioni de bianche colombe ve coverza de schiti! Che sento milioni de picoli putei bianchi, neri e zali i ve pissa sora a la tera che ve coverze! Che le semense del biondo gran, portà da i venti de l’est, de l’ovest, del nord, del sud, ve fassa fiorir da le vissere, spighe alte come cipressi e fassa, dal quell’omo ciamà Cristo portar pase a la vita. Angelo Moro - Murano - Venezia ~ 48 ~ UN PUGNO DE CUCHE A vita, l’è un pugno de cuche che se riva za par far posto, tegnendose quel che no se vede par asar quel che se voea portar via, resta sçiosoe par tera e petirosi sua neve. ©Junio UN PUGNO DI NOCI (traduzione) La vita è un pugno di noci che si arriva già per far posto, tenendoci quello che non si vede per lasciare quello che si voleva portar via, restano le scorze (delle noci) e pettirossi sulla neve Marco Pellegrini - Conegliano ~ 49 ~ EMOSIONI DE L’ANEMA Vorea sbregar par fil e par segno da ogni parte sconta de mi, tute le sensasioni incantonè ne l’avansar de i ani. Po dopo, una a una inprimarle su foi de diverso colar, par far conossar le varie tape de ‘l me vivar. Ma ... passà che l’è l’atimo, no me resta che scartofie in bianco e nero. Le cossì, che i poeti, scarabociando pagine su pagine, i trasmete al mondo le emosioni de l’anema. EMOZIONI DELL’ANIMA (traduzione) Vorrei strappare minuziosamente da ogni parte recondita di me, tutte le sensazioni accumulate nell’avanzare degli anni. Poi dopo, una ad una imprimerle su fogli di diverso colore, per far conoscere le varie tappe del mio vivere. Ma ... passato che è l’attimo, non mi rimangono che scartoffie in bianco e nero. Ed è così, che i poeti, scarabocchiando pagine su pagine, trasmettono al mondo le emozioni dell’anima. Rosanna Ruffo - San Martino Buon Albergo - Verona ~ 50 ~ PACE ALLA VITA Par a festa dea mama na cansoneta e suore e me gà insegnà e mi toseta na matina sul pra de casa ghe son ndà. Un pra cussì bianco dae tante margarite che parea na nevegada e mi cuciada par far un bel mass na sbeccarada gò ciapà, col fioc rosso che gavee su a testa el gal gò incavoeà. Me mama e me popà a vardar a so moretina col masso de margarite in man e cantando a so bea cansoneta co tanto de inchino comovest i se gà e su na mastea i lo gà sistemà. Tanta a xe stata a sodisfassion che go ciapà che a sbeccarada del gal gò desmentegà. Mi tuta sprota me sentie na regineta par quanto ben che a xe stata fata a sceneta. Ricordi da no desmentegar tante cose dai tosatei dovarissimo imparar. La pace alla vita da noi dipende Se tante cose non si pretendono. Anche se in vita i genitori pi no i ghe xe ma e margarite da portarghe par ricordarli ancora ghe ne. Maria Rosalba Schiavon - Padernello di Paese - Treviso ~ 51 ~ PASE A LA VITA Gera da tempo che no’ pregava tanto el Signor par aver pase. Ancuo,la zente,el mondo,tuto xe cambià. Fradei contro fradei,che mete Dio contro Dio. Pietà,Signor,parchè Ti, Ti si sempre El stesso. Fa’ che la to vose se fassa sentir forte sora el rumor dee bombe e del fogo che brusa case,omeni e putei. Drento de mi ghe xe qualcossa che me sofega, che me fa çercar un posto fresco e puro. Lontan da tuto,da tuti,me refugio la’ dove me posso imagar del profumo de fiori, de erba,de aqua verdoina. La corente porta via pensieri e afani. Lunghe alghe se move de qua,de la’ e te caressa el cuor. I alberi se specia drento el Sil: anarete se tufa ne’l’aqua en çerca de magnar. Pase,questa xe pase,questa gera la vita che ‘na volta se faseva. ‘Na vita semplice ma piena de amor e de serenità.Se se vardava in tai oci,se sorrideva e se cantava. Gera beo vardar le stagion che cambiava sensa ch’el tempo no’ fasesse èl mato. Questo gera el mondo ch’el Signor gaveva creà, ma ancuo par che gnanca so Fiol lo possa cambiar. Paola Scorzon - Treviso ~ 52 ~ STASSERA Quando l’aria de la sera la me cori drento al cor penso a la primavera che la m’à regalà ‘l profumo dei gelsomini e de le viole. Me san dato tanto da far ma l’è anca vera che la bona sorte la m’à tegnuo par man sensa mai molarme. I me pensieri adesso i cori sora nuvole carghe de speranse par tuta la gente che me sta ‘ntorno e che me val ben. Giornade come questa le cuerta quele grise che ò passà e le me fa sentir drento el boresso come na olta quando con la valigia en man piena de debiti sentea el calor del sol che me scaldàa drento empissandome el desiderio novo de scomessiar n’altra olta a vivar. Giorgio Sembenini - Pastrengo - Verona ~ 53 ~ SALEZH ::: ANDA CETA DE ‘L SIL # sestina lirica /A.C. per mano lungo il Sile ‘L é de lóngo le cal vèce, ‘l é drio i àrdhen - e i lo scólta i talpón, le razhe - al són de la Madòna Granda in tra i salézh che i tócia le so rame ónte de bén ‘nte l’anda fìàca de aqua céta ... l’aqua vózhe de ‘l vìver vérdo e ardhént de ‘ l Sil. ‘L é drio ‘l fìl colori, biséta ... Sil, che i se desmìsia i madhurìn, su l’ àrdhen lispio de slama, stónf, e rénto a l’aqua i se sguàtara e i ciàma e, la só sòn, i la slontàna, sóte ale de bén de dó morós ... brazhacòl de salézh che via ‘l se sfìliga ... raj de salézh che i se spècia slusénti rénto ‘l Sil cofà rénto i òci lustri de ‘l so bén de dó morós, dó còr che i arde drio l’àrdhen - in tra fòje de plàten - vòzhe e són de canpàne che i fa ‘n tremolàr de aqua co i sòi de i madhurin cofà sghinzh de aqua. Onbrìe baje de brazh ::: ran de salézh sote ‘l caldo de ‘l fià de l’istà e ‘l són de basi de moròs par man drio ‘l Sil, che ‘l li varda de pasàjo in tra i dò àrdhen che i lo brazha, i lo stréndhe ‘nte ‘n gran bén ‘L é ‘l bén de òboi e sachèr, ‘l é tut al ben de talpón e frutèr, de radìs e aqua ciàra e céta che, ‘fa gate, su ‘l àrdhen la le carézha. E ‘l é ‘l bén de i salézh speciàdi e de moròs brazhàdi, e ‘l Sil ::: busnàr dólzh e lidhiér de ‘l só bèl sòn e anda céta de l’ istà e de la són, ‘L é dhà lontàn de i “fontanàsi” al bén grando - e i sòla ‘fa fuìsche sora ‘l Sil i madhurin - co ‘l Cagnàn e la so aqua a ‘l Sil i se conpàgna e co i salézh i scotta bàter canpàne da ‘l àrdhen trevisàn, da chél àrdhen ndé che ‘l són al bate, e sén mi e ti e i salézh, ‘fa bén s-cèti drio l’aqua dhà céta de Sil Paolo Steffan - Castello Roganzuolo - San Fior (TV) ~ 54 ~ SALICI PIANGENTI ... RITMO QUIETO DEL SILE (traduzione) È lungo le vecchie calli, è dietro gli argini /- e lo ascoltano i pioppi, le anatre - il suono / di Santa Maria Maggiore tra i salici piangenti / che intingono i loro rami unti d’amore / nel ritmo fiacco di acqua quieta ::: l’acqua / voce del vivere verde-argento del Sile.// È dietro il filo colorato, serpentello ::: Sile, / che si ridestano i germani reali, sull’argine/ viscido di melma, fradicio, e dentro l’acqua / si lavano e chiamano e, il loro sonno, / l’allontanano sotto ali d’amore / di due amorosi::: abbraccio di salici piangenti // che via si sfila::: raggi di salice piangente / che si specchiano rilucenti dentro il Sile / come dentro gli occhi lucidi dell’amore / dei due amorosi, due cuori che ardono dietro l’argine /- tra foglie di platano - voci e suono / di campane che fanno un tremolio d’acqua // coi voli dei gennani reali come schizzi d’acqua. / Ombre deboli di braccia ... rami di salici piangenti / sotto il caldo del fiato dell’ estate e il suono / di baci di amorosi per mano dietro il Sile / che li guarda di passaggio tra i due argini / che lo abbracciano, lo stringono in un grande amore. // È l’amore di aceri e salci, è tutto l’amore / di pioppi e alberi da frutto, di radici e acqua / chiara e quieta che, come solletichio, sull’ argine/ le accarezza. Ed è l’amore dei salici piangenti / specchiati e di amorosi abbracciati, e il Sile... /romorio dolce e leggero del suo bel suono // e ritmo quieto dell’estate e del sonno. /È già lontano dei fontanazzi il bene / grande - e volano come faville sopra il Sile / i germani reali - quando il Cagnan e la sua acqua / al Sile s’accompagnano e quando i salici piangenti / ascoltano battere campane dall’argine // trevisano, da quell’argine dove il suono / batte e siamo io e te e i salici piangenti come amori / semplici dietro l’acqua già quieta del Sile. Breve nota linguistico-ortografica. Dialetto di area coneglianese (Castello Roganzuolo). La grafia “dh” sta per il suono “ð” (che oggi tende a mutare in un più moderno “dz”); “zh” invece riproduce il suono “?”, tipico dei dialetti collinari e prealpini della Sinistra Piave. Ritenendo sgradevole e irrispettosa la scelta delle doppie (“ss”) nella grafia di una lingua che non le possiede, si è poi ritenuto di differenziare le due “s” con “s” quand’è sonora, con “s” quand’è sorda. Si è scelto infine di segnalare sempre, nel caso le vocali “o” ed “e” siano toniche, se esse si presentino aperte o chiuse Paolo Steffan - Castello Roganzuolo - San Fior (TV) ~ 55 ~ LA VERA PASE A LA VITA Ogni zorno ‘l vivar deventa senpre pì difiçile, xe rare le bone notiissie. Tanta zente vol pase, la xe massa soferente e invésse ghe toca vivar scaturìa savéndo da guère che fa straje, fameje senpre pì puarete, corussion: e tosati avilìi, de pitanton... E còssa dir de la mancansa de ideai e soratuto, de la gran indifarensa? Oh Signor, s-ciòpo! No gò pì passiensa e xe mèjo che vada darénte al me Sil... Cussi me cato là a rimirar l’aqua chieta e verdoina indove fa sagra crècoe e cocàì, indove se spècia albari, sièse e fiori sbociài , Che paradiso! Me se slarga ‘l cuor! ‘Scolto, no credo de sbaliarme... Go un sussuro che me fa tremar ‘l mensiona ‘na vècìa canson. che ghe cantava le care lavandère co le ‘ndava da lu in zenocion! El tenpo passa, ‘l sol xe za alto e ‘l pitura de oro le onde picinine... Ma xe tardi e me toca saludar pensando che la xe ‘na medesina ‘ver la fortuna de poderlo vardar: lu , la vera pase a la vita sa donar! Gianna Tenuta Pilon - Treviso ~ 56 ~ “MI” Se el “mi” no esistesse par tanti che delusion ansi, che disperassion. Mi, mi, mi, mi, mi se no se podesse pi’ pronunciarlo sto pronome che ne definisse, che ne distingue dai altri, che ne fa cussi’ unici, inportanti, cussi’ interessanti, essensiai, insostituibili, ah... el mi dea me casa dove ca me barico de drio dea porta, ben serà, che sero e inciavo de novo ogni volta ca me movo El mi del me conto in Banca dea me automobile, dea me retitudine, dea me cortesia, del me passo, del me saludo, del me andare e vegnere, dea me carega, del me leto, del me privato. El mi del me vestire del me gesto afabile, umano,... Ah, se el “mi” no esistesse che frustrassion, che desilusion, ansi, che disperassion Ah, guai se MI no esistesse. Alfredo Vitulo - Sint Niklaas - Belgio ~ 57 ~ SILIS ... EL FIÙME DE’L SILÈNZIO Ti passi par Casacòrba là dove che se bàgna le Creniàdi da’l fontanàzzo de la Coa Lònga l’aqua nàsse da Mare Tera cofà par strighèzzo rigenerasslòn purificassiòn origine de la VITA: Silènzio Indormenzamènto le Ninfe che devènta biànca spùma pìcola corènte le magna aguàzzo e mièl le cata la forza da la Luse de l’Alba ... Kalliroè e l’aqua se fa Sil la sbrissa via cofà fusse respìro a volte ‘n’onda inprovìsa porta via el Sol porta via la Luna po’ dopo ‘rìva l’aqua de marèa co’ so cargo de stèle aqua che fissa el Sièlo e l’Eternità piòpe che prega par niàltri òmeni ingràti i selghèri in piòver se spòrze su la rìva e cofà Narciso i se spècia le ràme lònghe a tocàr el liquìdo i zòga i trèmula cofà putèi ‘nosènti: pavère càle, fior de lòto a Casàl su ‘l Sil naròncoli de oro e sora recàma l’aria indormenzàda poiàne airòni, sgàrzi, fòleghe e cocàli ... Silènzi mai sentìi prima sento la me ànema che va sùzo cofà un falco sento parfin el sbàter de le ale de i sitòni turchìni e pian piàn i ricòrdi se rànpega el to muso pèrso par sènpre l’eco de la to òse ‘na làgrema vien fora e pianèto la ròdola zoso fin a la to aqua che cànbia soto le penelàe de ‘l Sièlo Gianni Vivian - Mestre ~ 58 ~ SILIS ... II FIUME DEL SILENZIO (traduzione) Passi per Casacorba là dove si bagnano le Creniadi dal Fontanazzo de la Coa Longa l’acqua nasce da Madre Terra come per magia rigenerazione purificazione origine della VITA: SILENZIO STUPORE le Ninfe che diventano bianca spuma piccola corrente si nutrono di rugiada e miele traggono la forza dalla Luce dell’Aurora ... KALLIROE’ e l’acqua si fa Sile scorre come fosse respiro a volte un’onda improvvisa porta via il Sole porta via la Luna poi arriva l’acqua di marea col suo carico di stelle acqua che fissa il Cielo e l”Eternità pioppi che pregano per noi uomini ingrati i salici piangenti si sporgono sulla riva e come Narcisi si specchiano le lunghe fronde a toccare il liquido giocano vibrano come bambini innocenti: canne palustri ninfee, fior di loto a Casale sul Sile ranuncoli d’oro e sopra ricamano l’aria stupefatta poiane aironi, garzette, folaghe, gabbiani... Silenzi mai sentiti prima sento la mia anima che s’alza come falco pecchiaiolo sento perfino il battere d’ali delle libellule azzurre e piano piano i ricordi si arrampicano il tuo viso perduto per sempre l’eco della tua Voce una lacrima spunta e lentamente rotola giù fino nella tua acqua che cambia sotto le pennellate del Cielo Gianni Vivian - Mestre ~ 59 ~ … E ZE SUBITO DÍ! Cossa ghezé de pí nea pase dea vita che pensare a ti mejio de cussita? E onde, rotonde ´e riva... sienziose da l´altra sponda… del mondo portándose drio ´l mare! In fondo… dadrio´l confin… de l´orizonte na fiama s´impissa cofá un cerin in mezo ´a cúpoea nera dea note, e ´e onde, rotonde, co ´n ritmo impassibie, le tocia un peneo invisibie e le riva fragorose portándose drio…: ´l fogo che arde, che scota da drio ´l confín del mondo, e come ´na spugna ´e se insupa d ´inchiostro indeebie e le riva maestose co ´n ritmo incredibie tirándose drio …:´l rogo che cresse, che cresse, che cresse pin pianeo, sempre de pí, insendiando parsin la volta del ceo! … E ´a sgiuma che riva dal cao del mondo, ´a pare na bronsa cussita de viva che tiepida me leca ´a pianta dei pié, me brusa nel core e me scalda l´ánema de un dolse caeore, pensando a ti… na matina al Lido, de tanto bonora … E ZE SUBITO DÍ! Roberto Giovanni Zaniolo - Padova ~ 60 ~ PAZE Podaria ‘ridar lontan ma e me raize xè ‘npiantae soa to tera che come veo moesin no querze a verità. No ghe xè prova che te spaventa e to àe no se ferma gnanca quando el cieo xè straco d’essar ciaro. Gnente dovarìa star dopo de ti, queo che te spaca no ‘l va dito, parchè te si fià puro che fa groso el core anca de chi ga un fio de canto in gòea. PACE (traduzione) Potrei andar lontano ma le mie radici sono piantate nella tua terra che come velo morbido non copre la verità. Non c’è prova che ti spaventa le tue ali non si fermano neanche quando il cielo è stanco d’essere chiaro. Niente dovrebbe essere dopo di te, ciò che ti rompe non va detto, perché sei respiro puro che fa grosso il cuore anche di chi ha un filo di canto in gola. Adalgisa Zanotto- Marostica ~ 61 ~ CUSSÌ TE VEDO Nei me ricordi de putea ghe xè un viso dolse che sempre me soride, anca co i oci el me ride ‘na man che me speta, me compagna e a caminar me insegna. Nei me ricordi de putea ghe xè el gusto pien del late, e de borotalco l’aria xè piena ... me vedo ancora bagnada infarinada come na sardea pronta da farsora. Nei me ricordi de putea ghe xè el canal pien de alghe co’ tira aria da garbin. I anni xè passai e dentro e fora ea vita ne gà cambià, ma verzo i oci adesso e ... grassie a Dio, ghe xè sempre el stesso viso de tanto tempo fa, qualche ruga lo ga segnà, ma ghe xè sempre ea stessa man che me speta, anca se adesso ea trema un poco. In aria ... el stesso profumo niente xè cambià, verzo i oci adesso e ti ghe xè sempre ti .... mama COSÌ TI VEDO (traduzione) Nei miei ricordi di bambina c’è un viso dolce che sempre mi sorride, anche con gli occhi mi sorride una mano che mi aspetta,mi accompagna e a camminare mi insegna. Nei miei ricordi di bambina c’è il gusto pieno del latte, e di borotalco l’aria è piena .... mi vedo ancora bagnata infarinata come una sardina pronta da tegame. Nei miei ricordi di bambina c’è il canale colmo d’alghe quando tira aria da libeccio. Gli anni son passati e dentro e fuori la vita ci ha cambiati, ma apro gli occhi adesso e .... grazie a Dio, c’è sempre lo stesso volto di tanto tempo fa, qualche ruga lo ha segnato, ma c’è sempre la stessa mano che mi aspetta, anche se adesso trema un po’ In aria ... lo stesso profumo niente è cambiato, apro gli occhi adesso e ci sei sempre tu mamma. Monica Zornetta - Venezia Lido ~ 62 ~ LE ALTRE POESIE IN CONCORSO SEZIONE B POESIE IN LINGUA ITALIANA ~ 63 ~ DAL “BAGNO DI VENERE” Sfoglio rose rosse Oggi, immersa in questo finto mare dai verdi calmi toni. Staccati petali ora velano ora svelano la nudità di un corpo in cammino, poi vanno a sciabordare incontro ai miei pensieri e in questa anomala normalità si fermano ad ascoltare impolverati desideri ancorati a vecchi fari. Ad occhi chiusi dentro cerchi d’acqua il mio corpo di donna raccoglie rossi petali. Renata Alberti - Treviso ~ 64 ~ PACE DI PRIMAVERA Dal caro fiume Sile Passano vanescenti incantesimi di primavera, ne la placida sera. E fra la luce spenta s’adagia sonnolenta l’anima: ne germoglia e lieve si di sfoglia, ninfea natante su la calma stagnante, una canzone senza numero: la parvenza d’una canzone uguale, come quella che sale dal pacato fiume che riflette ogni lume, verso la pace lunare, e tace solo a la scialba tenerezza de l’alba: monotona preghiera di grilli da verdi rive ne la sera. Passa una nube: lieve fiocco di neve e sembra ch’ogni essere in pace sogni. Luigi Alfier - Silea -Treviso ~ 65 ~ ANDAR LENTO Il nostro andare, la nostra fretta, per quattro soldi o un piatto di minestra. La vita purtroppo è anche questa. Andar sempre, andar andar, con la leggerezza d’una farfalla, ma a volte traditi da un forte vento foriero di insidie. Vietato fermarsi, non c’è tempo per osservare il bello, la natura, l’arte. Non sentiamo più il profumo dei fiori, non vediamo l’incanto delle colline verde smeraldo che sfumano fra la nebbia, nell’azzurro dell’acqua. Fermiamoci finché siamo in tempo, e guardiamoci attorno, perché in sordina l’ombra del destino s’avvicina, e come un tornado, nel silenzio spezzato delle onde ci trascina. Bruno Baliviera - Fontane di Villorba - Treviso I DUE BURCI IN PENSIONE Dignitosi, composti, anche se in dimessa sosta che la serena vecchiaia fieri, accosta. Mostrano vestigia di passati gloriosi di lavoro e orgogli, fiera la prua impavida agli scogli. Bisbigliano sommessi, come il silente Sile che gli accompagnò il lavoro, ed ora, ancora uniti, si raccontano le gesta che durante l’opra donò a lor ristoro .. Come in vita legati, spettatori adesso son del nuovo operar, l’affanno ed il progresso che vede quegli artèfici or, come una palla al piede. Solcano più veloci, adesso, e senza limiti sono i lor pensieri d’accorata intesa, oggi più di ieri, testimoni e memento di loro union, sinceri, meglio ancora oggi Innamorati, Veri. Massimiliano Battistella - Treviso ~ 66 ~ DOVE SILE PACE E AMOR TI DONA Sterrata, solitaria e pigra, serpeggia la stradina, tra ombrose fronde al Sile t’accompagna. Le sue fiorite sponde germogliano fruttuose, e il luppolo tra i rovi s’inerpica grintoso. Pioppi, salici e canneti guidano il cammino. Gaia la gallinella sull’acque quiete e chiare insegna alla sua prole come cercar ristoro. Attento alla sua vigna odi fischiare un uomo note allegre note. Compagno suo fedele un meticcio cane tra l’erbe intento a fiutar le tane di talpe e roditori. Sotto un terso cielo versi di gazze e merli si sfidano a concerto. Voci di primavera inneggiano alla vita che rinnovata nasce e come bimbo in fasce a verseggiare invita. In quel luogo ameno, al limitar del fiume, profusi i primi baci d’un giovanile amore intenso e fuggitivo, come la giovinezza, che corre e se ne va. Renato Benendo - Treviso ~ 67 ~ DOVE ANDATE? Mai fare la guerra con quelli che vivono nel deserto! Hanno la sabbia negli occhi fin dalla nascita. Nascondono la testa come bisce. Non hanno la raucedine ... e neppure soffocano. Al cielo che fuma anneriscono la pelle, non prendono paura! Fate marcia indietro, lasciate stare i bambini: sono la speranza del mondo! Giovanni Boninsegna - Castel D’Azzano - Verona ~ 68 ~ MORMORA IL SILE Sull’acqua increspata dal vento, mormora il Sile parole di ricordi da riva a riva trasparente e dentro un remare di memorie, pescatori erranti su vecchi barconi. Qui il tempo è rimasto l’occhio muto di tante infanzie finite, il pensiero delle corse scalze, degli aquiloni, degli eventi divenuti orme sull’anima, con gli argini a scrivere la storia di soldati con le bandiere della guerra che il rosario - pensiero del cuore ancora non ha cancellato. Accovacciato sull’albero della riva è eremita il merlo in autunno, ombre di nebbie, di terra cruda con l’airone nascosto negli occhi della sera, profumo d’uva sulle aie dei mosti. Non so se sono questi rossi tramonti da argine ad argine a meravigliare, a raccontarni madrigali di stelle, come quando la luna luccicava ruffiana nei nostri occhi di ragazzi innamorati, ma io li vedo i sogni ondeggiare ancora prima di addormentarmi. Con il vento nei capelli, e nelle mani tutto il giallo e l’azzurro del giorno, ascolto nell’antico borbottare dell’acqua fantasie dimenticate sulle piccole spiagge con il verde dell’estate e delle farfalle che ancora mi volano intorno: per quattro chiacchiere con i ricordi. Luciano Bonvento - Buso - Rovigo ~ 69 ~ UNA FIDUCIA SENZA TEMPO Ho affrontato a mani nude l’amore, ti ho aspettato vedendo passare una ad una le stagioni, con il cuore provato e le mani tremanti e una fiducia senza tempo. È speciale tutto in me, il dolore dell’ attesa, il trionfo della trasformazione, l’abbraccio che dissolve il tempo, il potere solo assopito. Sono uomo profondo,delicato, ho imparato il rispetto, tremo vedendo chi è momentaneamente piegato, ma in me prego senza sosta l’universo, la pace alla vita di tutti, aspettando paziente che ognuno di noi si perda in essa. Gianni Busato - Casale sul Sile - Treviso ~ 70 ~ PACE NON EBBE LA VITA DELLE GENERAZIONI PASSATE (‘900, secolo breve e tormentato) AMO LE GENERAZIONI PASSATE, - pur se confuse tra bellicose velleità e laceranti nazionalismi - poiché, dandomi la VITA, hanno saputo evitarmi le lacrime, il sangue e l’emigrazione ... Potessi dir loro almeno grazie! AMO LE GENERAZIONI PASSATE, - materne alle mie aspirazioni di consapevole libero cittadino poiché, dandomi la vita, mi hanno fatto capire la differenza tra dignità ed opportunismo... Anche se, talvolta, non ho creduto nella scelta. AMO LE GENERAZIONI PASSATE - che mi hanno consentito di attingere ai Santuari della Fede e della Conoscenza poiché, dandomi la VITA, mi hanno insegnato la fatica del dolore nella sopportazione della ‘malattia e della Morte. Per questo la rassegnazione mi è costante compagna AMO LE GENERAZIONI PASSATE, - alle quali ho rivolto comprensione, rispetto e memoria nel segno del Quarto Comandamento Divino poiché da Loro sono emersi mio Padre e mia Madre, ormai, da tempo, scivolati lungo il declivio d’un’ epoca che vorrei ricreare nella Giustizia, poiché la Loro Storia sofferta è divenuta artefice della mia Storia riconoscente, in attesa che anch’ io passi la mia generazione, insicura, però, nel domani della VITA, di un’ eredità di PACE nel LAVORO! Lucio Favaron-Elfe - Padova ~ 71 ~ MESSAGGIO DI PACE Quel povero vecchio, andava col pensiero nel tempo passato, dove lui aveva vissuto la guerra. Vedeva con gli occhi del cuore i corpi straziati, smembrati. Aveva sentito la terra assetata di sangue, di guerra. Poi un momento felice ... pensava per sempre. Ma ora lui vede solo bambini che non posson giocare, coi fucili puntati al fratello. Lui vede la gente scappare nel mare, per potersi salvare. E grida col cuore un messaggio d’amore: “Tu, mio fratello, diventa un mercante di pace, non di guerra”. E gira il volto alla terra, perchè nei giardini nascano fiori coperti di luce dai mille colori. Perchè la tua vita vale più del potere. E semina amore, distruggi l’odio del mondo, e porta la PACE nel cuore. Marina Filiputti - Thiene - Vicenza ~ 72 ~ UNA MATURA STAGIONE Mi lascerò cadere come foglia d’autunno sul tappeto di ricordi che un vento canaglia ha radunato in un angolo di vita. I rami nudi degli alberi si tendono ad incontrare gli ultimi raggi di sole, il manto colorato ai loro piedi scricchiola sotto i passi dei frettolosi passanti. C’è nell’aria un profumo di mosto e caldarroste, di terra bagnata e funghi, di zucche svuotate ed il pensiero corre ad un camino acceso, dove trovare rifugio al suo calore. Sento la necessità di indugiare, per andare con lentezza incontro ad un futuro che dirà addio a questa matura stagione. Gabriella Garonzi - San Giovanni Lupatoto - Verona ~ 73 ~ VITA, MAGNIFICA OSSESSIONE Anni, mesi, giorni ... non bastano mai a colmare un attimo. Attimo che su tutto decide, inesorabile. E sarà ciò che sarà nelle pagine bianche d’uno spartito infinito. Note nel pentagramma inesplicabile, fosforescente orchestrato da globale concertazione in chiavi di violino predisposte. Scorrono su sentimenti, speranze, gioie, dolori ora potenti, ora sommesse nell’andare ritmico d’una ricerca assetata. Ossessione ininterrotta e interminabile voluta e contrastata ricomposta e ancor stridente, avvolgente, da inimitabile corpo ricamata. Tensione del mio strumento strumento mai desiderato; ferocemente caparbio di emozionale risonanza. Silente nelle corde spezzate una ad una da frenetica passione Fino all’utima, estremo tributo ... pizzicata S’innalza il suo suono e vola su e ancor più su verso melodie celesti ed altre sinfonie raggiunge. Eteree in evanescenti arcobaleni di luce finale coesione d”amore nell’immensità d’un eco sempre più raffinato e puro Laura Libralato - Treviso ~ 74 ~ ARIA Bisognerà slegare il laccio che tiene salda la caviglia, per sentire aria di libertà, così vedremo le stelle che si uniscono al sole in un connubio di emozioni, ed i palpiti soffusi di un cuore turgido, traboccare dallo scrigno della gioia, prendendo il colore dell’infinito. Ascolteremo il rumore del silenzio e passeggeremo chiacchierando, con l’aria che ci scompiglia i capelli , così noteremo quella ciocca ondulata che incornicia il viso e ci scalda il cuore ! Aria di vita, di sole, di libertà, aria di saggezza che ci arriva con gli anni, aria che pesa come il piombo, ma anche aria di pace, che supera gli ostacoli rendendoci migliori ! Brunella Magagna - San Michele - Verona ~ 75 ~ IL SILE SCORRE Polle d’acque sorgive, chiare come occhi, che passano lente quali stagioni d’apparenze illimitate invece già scorse rapide, tanto che s’intravedono appena nei ricordi dei canneti smossi tra anse gonfie d’ansie meandri ricchi di memorie come te che pari vicina sulle sue alzaie nebbiose tra robinie avvinghiate d’edera sopra gli indugiati cicli, svaniti. Ormai. Dormirei sulle sue rive se le garzette non gridassero versi se gli svassi non si facessero ammirare da quanto sono belli se i cigni non battessero le ali come tamburi lontani, vum ... vum se i cormorani non appendessero le loro penne ad asciugare. Il Sile scorre, come il mio tempo. Antonio Pedroni - Treviso ~ 76 ~ VENTO Ti affido i miei pensieri portali laggiù, dove il mare tocca il cielo e tra le nubi di tempesta forgiali con saette nell’urlo del mare, per riportarmi vita. ©Junio Marco Pellegrini - Conegliano MI RICORDO GIOVINEZZA Si quietava il mio cuore nelle notti di luna piena, lusinghieri sogni,. Ingenui desideri mescolati dalla fresca giovane età, come incanto sfumavano nell’aria dipinta d’argento. I profumi dell’estate si intrecciavano al concerto dei grilli .. Un tiepido brusio si spandeva nell’aria, strofinando il mio cuore stanco, prima d’essere rapita dal sonno dalla mia bocca vibrava, come una preghiera, la contentezza di vivere. Maggiorina Maria Perazzani - Bovolone - Verona ~ 77 ~ SILE Sile velluto verde smeraldo e blu. Seduta sulla rugiadosa sponda lambita dalle calme acque ascolto la silenziosa voce del suo lento fluire. Fragile, riaffiora tra il soffio del vento leggero l’ impalpabile mondo della memoria. Ci parla dell’uomo, di vita e lavoro, sentimento e sospiro, speranza e oblio. Ci racconta il sogno e il desiderio, ci culla con le leggende del tempo senza tempo, mentre sorride l’increspatura delle piccole onde. Acqua madre, generosa, vitale. Carla Povellato - Treviso ~ 78 ~ E’ PREGNA LA TERRA D’ANTICHI SUDORI E’ pregna la terra d’antichi sudori dei vecchi miei nonni e di mio padre. “La patata-diceva- è un dono divino concesso per noi che calmiamo la fame, da sempre ai “poareti” nemica. Ma onesta è la terra e il seme, che in solchi io spargo, fidente l’affido alla pioggia, alla neve ed al sole ... che lieta e feconda lo covi la madre e, fatto virgulto robusto, vi cresca e rinnovi la vita nelle mie braccia e nella mia sposa, che aspetta un nuovo sussulto ridente nel grembo”. E già primavera allora splendeva nel pruno annidato ai bordi del campo e il melo, nei fiori velato di rosa, rosse fragranze donava all’autunno. E giugno vestiva di sole le spighe cullate leggere dal vento e profumo di pane mio padre sentiva, felice di nuovi vagiti e del turgido seno. La neve furtiva fasciava i rumori e nella stalla d’inverno la gente contava vicende di fole lontane. Rivedo mio padre e il suo lavoro, le mani grandi dalla fatica, il viso bronzeo tra forti braccia ed il sogno ... di questa mia terra esser padrone a lungo cosparsa dal suo sudore. Giuseppe Reversi- Peschiera del Garda - Verona ~ 79 ~ LA MANO TESA Tra l’angoscia ed il vento c’è una vela presuntuosa ed un marinaio senza rotta che cerca invano il suo orizzonte. Tra i sospiri ed il buio c’è un uomo che si nasconde non ha più soldi per il vino e non trova le parole per pregare. Tra un fuoco che brucia ed un amore impossibile c’è un cavaliere errante in cerca di una scusa per fuggire. Tra gli inganni ed il mare c’è una stella che brilla sotto un cielo frettoloso che non può aspettare. Tra un pianto di bimbo ed un cuore che batte c’è una mamma d’occasione che non ha avuto il tempo di crescere. Tra il silenzio ed il vuoto c’è una finestra chiusa e una disperazione senza futuro in cerca del coraggio per volare. Tra la mano tesa e quella maniglia -”ti prego”,- scegli il mio sorriso nessun letto vuoto e disfatto potrà mai valere una vita. Ronchin Aldo - Ormelle - Treviso IL FIUME E LA VITA Camminavano lungo la riva. La luce calda, viva dell’estate li avvolgeva e tra l’erba, dentro il fiume quella stessa luce magica fremeva. Il vecchio allungava il braccio, indicava la curva del Sile, parlava di quelle erbe danzanti che possono trascinare a fondo una persona. Parlava di bellezza e di vita, stringendo la piccola mano. Si fermarono e in silenzio sentirono la brezza passare tra le foglie, la corsa dell ‘acqua, il canto degli uccelli. La bimba disse: - Nonno, è questa la pace? Bianca Maria Rorato - Salgareda - Treviso ~ 80 ~ BUON COMPLEANNO Sfoglio il vecchio calendario, trovo scritto giorno per giorno nomi e date da ricordare. Ogni dì ha un suo battesimo, gli anni, non contano, l’importante è ... esserci. Al cellulare, non tutti rispondono, ma, non oso cancellarli, non si sa mai, potrei avere bisogno del loro sorriso, di un rimprovero, di una lezione, o della loro saggezza. Li trascrivo anno dopo anno, pazientemente, vivi o morti che essi siano, perché ora so, con certezza, che chi non c’è più, almeno una volta all’ anno sarà rispolverato nei miei pensieri e le mie labbra, schiudendosi, reciteranno una prece per augurare loro ancora una volta Buon Compleanno. Rosanna Ruffo - San Martino Buon Albergo - Verona ~ 81 ~ AL RIO CERCA (Fontanelle*) Vorrei chiamar le fate dallo specchio del lago e nel verde ramato del fondo, dove si perde la trasparenza, affondare l’anima nell’incanto dell’alba. Ora si chinano i gigli al vento in un guizzo di sole mentre chiara nasce l’acqua e ribolle scorrendo in un canto senza tempo. * le Fontanelle è uno slendido laghetto di risorgive, situato a Monigo di Treviso,che origina il Rio Cerca, affluente del Sile Maria Severini - Treviso ~ 82 ~ L’ANGELO ED IO Torno alla terra poichè viene la sera che mi veste di disegno e mi colora coi colori del sogno. E mi permette posare e liberarmi dell’estasi del cielo. Questo cielo così lontano fra il sole e l’infinito, dove vivo i miei giorni celebrando lacrime e desiderando soltanto non pensarti. Perchè è lì che mi nascondo. Lì ho catturato uno spazio, solo mio, dove trovo la serenità che non ho mai avuto. E raggiungo raggi e strade argentate che mi permettono di andare equilibrata fra la porta e le mura. Ora torno alla terra di continuo lampeggiare, di rugiada in ogni sentiero, materia d’ombra e nessuno. Con sogni tra le mani cercando ancora la luce lontana della stella che mi appartiene. Torno alla terra e riposo le ali. Solange Maria Soccol - Serafina Correa - Brasile ~ 83 ~ IN MAGICO RITO FANCIULLO alle amiche del Cenacolo di poesia Ghirlande di mani sul prato fioritura sempre viva sul masso ali in volo leggere nell’aria fanciulle in eteree danze. Così lievi nel profumo dell’erba le membra tutte librate nel vento le mani alate in gentili movenze gli occhi sconfinati in celestiali spazi. Quale felicità vi abita nell’armonia fra voi e gli altri in assonanza col divino creato? Andare oltre la soglia del quotidiano giogo in magico rito fanciullo è scoprire uno stato di grazia è sentirsi trasparenti a se stesse in dimensione oltre l’umano. Così in un eterno femminino danzare-procedere rinnovo di ritmo ed energia in libertà d’anima e corpo. Conoscenza di sé altra quale rivelazione d’una parte segreta che alfine si snida si sgela al tepore buono di un’evasione mentale. Leggerezza d’essere insieme tu, Bruna, Piermarina ed io nella barchetta della nostra fantasia. 10 ottobre 2011 Maria Luisa Daniele Toffanin - Selvazzano - Padova ~ 84 ~ NEL VIVO DI UNO SGUARDO Tute nere e kalashnikov puntati verso l’altro, al cuore di un mondo che sanguina. Attraversando l’alba avuta in dono, fino al mattino, L’odio esplode tra le mani e brucia la sua ultima possibilità, come un libro in nome dei roghi. Scorrendo quei rivoli vischiosi che solo un istante prima erano linfa di idee, vignette, sberleffi, risate, emozioni in maschere e disegni da scrivere sulla libertà anche di sbagliare. Era il respiro di un’ altra essenza quell’odore sporco di morte che rimbomba nel silenzio immenso della stanza riunioni. Sotto il tavolo, rannicchiata in un gomitolo di terrore, l’esistenza superstite aspetta che l’ennesimo massacro finisca. Poi si rialza, nonostante il vuoto le attorcigli le vene, e trema verso la porta che dà sul buio di un incubo sempre sveglio. Barcollando oltre le telecamere e le cerimonie, a rivedere un cielo che resta appeso ad asciugare sul filo sbiadito dell’orizzonte. Lacrime di pace sulle ciglia dei cadaveri; astri e scintille si levano dal fuoco di uno sguardo ancora vivo in milioni di volti. Carla Tombacco - Trivignano - Venezia ~ 85 ~ PACE NEL DISEGNO DIVINO Impallidiscono le stelle, quando il cielo raccoglie pensieri appesi a paure di violenza ... L’anima, allora,si stringe accorata alla mano, che ha il caldo sapore di vita. Pace e’ speranza , e’ salvarsi dal mondo! E’ la bellezza nel cuore che sorge come l’alba e svela il suo volto, tra melodie di Bach ... Brilleranno altre stelle, Signore salva da inganni, te bimbe innocenti! Infinita tenerezza, tra affreschi di T.da Modena; con Te Madonna Granda ed il Tuo Bimbo sul grembo ... Dal brillare dei Vostri occhi mi scende una carezza; nel silenzio percezioni prendono vigore. Venera Vassallo - Treviso ~ 86 ~ UN CORTO MOMENTO Plasmo la creta del giorno con mani tremanti. L’incompiuto divenire mi osserva e mi sposa ogni notte. Respiro l’anima schiudendo la vita all’immenso dipinto del creato. Luci di cerchi concentrici si allargano oltre la torre del tempo, e nei millenni mi riconosco aquila, tempesta e bufera e ancora ... un lungo canto. Le paure s’infrangono sopra gli eventi, e i sensi hanno messo le ali all’anima. Sono una nota di maggio nata sotto un’arcata di stelle silenti. Come un albero tendo i rami all’infinito e m’affanno nelle ore ripide scalate in fretta tra la moltitudine bizzarra di questo andare. Sono solo un corto momento che trema tra le pause sottili della luce e dell’oscurità. Sono solo un attimo, un suono che tenta di accordarsi, di conciliarsi con la vita. Gloria Venturini - Lendinara - Rovigo ~ 87 ~ PACE ALLA VITA A ventisei anni, i sogni si realizzano, non svaniscono all’alba. E i sogni della giovane americana, volontaria in Siria, erano di portar aiuto a quel popolo in guerra, con concrete azioni umanitarie. Ma il terrorismo irrazionale non accetta alcun aiuto, non fa sconti né ha pietà, cerca solo conquista e vendetta. Così la giovane volontaria paga con la sua vita la sua scelta generosa e lascia in maniera cruenta questo triste mondo, dopo aver cercato invano pace e solidarietà. Potrà il suo sacrificio regalare in futuro qualche speranza che l’umana saggezza prevalga sull’istinto di Caino che è in noi, aprendo la porta a soluzioni pacifiche dei conflitti? Rainelda Verardo - Arcade - Treviso ~ 88 ~ GLI EROI Quando il nemico si staglia e non hai più pallottole in canna perduta è la tua battaglia perduta è la tua Giovanna. Quando il nemico si staglia e viene l’ultima ora perduta è la battaglia davanti a te il ciel si scolora. E pensi alla tua casetta e niente ora ha più smalto e metti in canna la baionetta e vai per l’ultimo assalto. In te c’è lo sconquasso nell’ultima corsa ch’è corta porti avanti ogni tuo passo ma è il passo che avanti ti porta. Il passo ti porta al dovere al dover che l’anima abbaglia Quelli lassù, quelli al Potere, hanno pronta per te la medaglia. E nel meriggio tanti avvoltoi s’attardano a raccattar cimeli tra gli occhi di quegli eroi mentre il vento soffia nei cieli e porta le anime dove non piove dove non c’è più odio, nè gelo, dove brilla la luce ogniddove Si’. Gli eroi vanno in Cielo. Alfredo Vitulo - Sint Niklaas - Belgio ~ 89 ~ DONNE Glicini nel primo sbocciare; solo grappoli pendenti che si accendono all’umido calore della sera avvinti in spirale ascendono lungo il palo nell’arido cemento incarnati. Femminili colori dal sottile profumo di vita che nel donare avvolgono e nascondono il grigiore. Con l’avanzar della stagione le prime piogge appassiranno i tuoi carnali fiori per lasciare un rigoglioso verde che tutto materno cela e l’occhio non offende. Mauro Zanato - Treviso CREAZIONE Uomo, donna! Anima e corpo spirito e materia. Creatura umana e divina, stupenda e misteriosa piccola e fragile piangente e raggiante, perfezione dell ‘universo. Conosci i momenti della tua splendida storia che attinge alle basi del tuo essere. Nella frenesia della vita. cerca il silenzio per meglio ascoltare la voce che dentro di te parla dei tuoi travagli ma anche delle estasi della tua esistenza. Antonio Zappador - Treviso ~ 90 ~ LE ALTRE POESIE IN CONCORSO SEZIONE C POESIE IN LINGUA FRANCESE ~ 91 ~ STRIDENT, CINGLANT Strident... . Cinglant . Désespérant ... Horreur de vivre ... Renouvellement hallucinant des cellules Réserve de vie sans limite Désespoir pendant ... Strident . Cinglant . Hallucinant ... Souffle trompeur de l’espérance Ravage moqueur du temps qui passe Stupeur de vivre encore et toujours Strident ... . Cinglant . Stupéfiant ‘” Soif inassouvie Terreur fondée Réve inachevé Bateau ivre sombrant enfin Strident... Cinglant .... Désespérant ... Marie-Noëlle Bouillault - Paris - France STRIDULA, SFERZANTE (traduzione) Stridula ... / Sferzante … Disperata .../ Orrore della vita ... Rinnovamento allucinante delle cellule Riserva della vita senza limiti Disperazione per ... Stridula .../ Graffiante … Incredibile .../ Respiro ingannevole di speranza Devastazione beffarda del tempo che passa Stupore di vivere ancora e ancora Stridula …./ Graffiante ... Stupefacente …/ Sete inappagata Terrore fondato/ Sogno incompiuto Barca ebbra finalmente affonda Stridula .../Sferzante .... Disperata …/ ~ 92 ~ O SILE MIO ! De Trevise la « Rose », sous le Ponte Pria, Tu déroules ton cours, De Casacorba ta source, De porto Piave Vecchia ou fini ta course, O Sile mio, Le Lion te regarde, S’abreuve à tes mille fontaines, Le long de ton chemin, Les belles vénitiennes, Se mirent dans ton onde limpide, De Piombino Dese à Jesolo, Le long de tes rives, Les pierres, témoignent de ton histoire. Venise la « Majestueuse » te rend hommage, Avec le Piave, le Brenta, le Marzenego, Tu abreuves la Lagune de ton fertile limon, Et malgré la main de l’homme qui te détourna, Au fil de tes eaux tranquilles, tu amènes la Paix. Evelyne Dantigny-Godard - Paris - France O SILE MIO ! (traduzione) Di Treviso la “Rose”, sotto il Ponte de Pria Si srotola il tuo corso, Da Casacorba la tua sorgente, Al Porto Piave Vecchia dove finisce la tua corsa, O Sile mio, Il leone ti guarda, Si disseta alle tue mille fontane, Lungo il tuo cammino, Le belle Veneziane Si specchiano nelle tue onde limpide, Da Piombino Dese a Jesolo Lungo le tue rive Le pietre testimoniano la tua storia. Venezia la “Maestosa” ti fa omaggio, Con il Piave, il Brenta, il Marzenego, Tu annaffi la Laguna del tuo fertile limo, E nonostante la mano dell’uomo che ti dirotta, Sul filo delle tue acque tranquille, tu porti la pace. ~ 93 ~ AINSI COULE LA PAIX Dans la semence plantée Je suis la Paix Dans le cri du nouveau-né Je suis la Paix Dans la main qui se tend Je suis la Paix Dans le sourire d’un enfant Je suis la Paix Dans les larmes qui coulent Je suis la Paix Dans la vie qui s’écoule Je suis la Paix Dans l’aurore prometteuse Je suis la Paix Dans la nuit doucereuse Je suis la Paix Et si tu doutes de tout cela Dans mon cœur qui bat Il y a aussi la Paix Elle est toute à toi, saisis la !! - janvier 2015 Thérèse de Felice- Nice - France COSÌ SCORRE LA PACE (traduzione) Nel seme piantato Io sono la Pace Nel grido del neonato Io sono la Pace Nella mano che si allunga Io sono la Pace Nel sorriso di un bambino Io sono la Pace Nelle lacrime che scivolano Io sono la Pace Nella vita che scorre Io sono la Pace Nell’ alba promettente Io sono la Pace Nella notte dolciastra Io sono la Pace E se tu dubiti di tutto questo Nel mio cuore che batte C’è anche la Pace Lei è tutta tua, prendila !! - gennaio 2015 ~ 94 ~ VIE UN BIEN PRECIEUX La Vie est un bien précieux on ne peut que lui donner la paix oui cette vie que l’on espère garder, est une pierre précieuse, qui pour nous est un bienfait cette paix est un bonheur, que l’on veut garder pour soi. La vie nous aide à la paix, dont on a besoin pour vivre, et donner de la chaleur dans notre cœur. garder avec soi des gens courtois, simplement ne pas les ignorer. mais il faut vivre pour la paix de la vie, qui peut respecter cette loi, ceux qui ont la foi. Oui ! La vie humaine est précieuse, et on ne peut que donner la paix a la vie Robert Finot - Paris - France LA VITA UN BENE PREZIOSO (traduzione) La vita è un bene prezioso Si può solo darle la pace si questa vita che speriamo di mantenere, è una pietra preziosa, che per noi è una benedizione questa pace è una gioia, che la si vuole custodire per se. La vita ci aiuta per la pace, di cui abbiamo bisogno per vivere, e dare del calore al nostro cuore. Mantenere, gente così cortese semplicemente non ignorarla. Ma bisogna vivere per la pace della vita, che può rispettare questa legge, coloro che hanno la fede. Sì ! La vita umana è preziosa, e noi possiamo solo dare la pace alla vita ~ 95 ~ PAIX , VIE ET LIBERTÉ Chaque être humain devrait pouvoir vivre en paix Qu’importe le pays dans lequel il vit. Je suis d’une génération qui a la chance De n’avoir connu ni la guerre, Ni le joug de l’occupation De son pays par l’ennemi. L’histoire de l’humanité Est faite de ces conflits. la guerre et le chaos continuent leurs ravages pas loin d’ici. Je rêve d’une trève Qui serait respectée Et définitive. Je rêve D’une trêve éternelle. Liberté et Paix devraient être une règle de vie universelle… Claire Maillard - France ~ 96 ~ PACE, VITA E LIBERTÀ (traduzione) Ogni essere umano, dovrebbe poter vivere in pace che importa il paese in cui vive. Io sono di una generazione che ha la fortuna di non aver conosciuto né la Guerra, né il giogo dell’occupazione del suo paese dal nemico. La storia dell’umanità è fatta di questi conflitti. La guerra e il caos, loro continuano devastare non lontano da qui. Sogno di una tregua, che sarebbe rispettata e definitiva. Sogno di una tregua eterna. Libertà e Pace, dovrebbero essere una regola di vita universale .. Claire Maillard - France ~ 97 ~ RADIEUX SOLEIL DE PAIX SUR TOUTE LA TERRE Dans l’une des tranchées la nuit enfin tombée A Vimy rageusement jusqu’au petit jour Tous succomberons dans les doux feux de l’Amour Jouissant d’une Paix très solidement plombée Heureux sur La Terre en un éternel séjour Tout baignant dans un flot de tendresse et d’humour Rendant concret ce qui fut déjà esquissé Et qui longtemps avait dû ètre repoussé Quand tu te mis à régner sur l’Humanité Enfin Toi l’Immense Brasier La Liberté Jean-Pierre PHILIPPE - Pont a Vendin - France SOLE RADIOSO DI PACE SU TUTTA LA TERRA (traduzione) In una delle trincee cade infine la notte A Vimy furiosamente fino all’alba Tutti soccombono nel dolce fuoco dell’Amore Godendo di una pace molto solidamente guidata Felice sulla Terra in una vita eterna Tutto immerso in un diluvio di tenerezza e umorismo Rendono concreto ciò che fu già delineato E che lungamente aveva dovuto essere respinto Quando tu ti mettesti a regnare sull’Umanità Infine Tu l’Immenso Focolaio la Libertà ~ 98 ~ TURBULENCES La vie est par elle-même Pour avancer elle lutte en permanence Souhaiter la paix à la vie C’est la vouloir morte Gilles Tourman- Paris - France TURBOLENZE (traduzione) La vita è per se stessa Per avanzare lei lotta in permanenza Augurare la pace alla vita E’ volerla morta. ~ 99 ~ ACCEPTER LA PAIX À LA VIE Oh toi moi j’ai j’etais de sorte que moi je evidemment naturellement tu es parti en voyage et revenu on a mangé au bord de la mer on s’est promené je rêve toi non je suis seule toi non moi, je je pense a toi. Jacqueline Wolff - Strassen - Luxembourg ACCETTARE LA PACE ALLA VITA (traduzione) Oh te me io ho io ero in modo tale che me io evidente naturalmente tu sei partito viaggiando e ritornando si è mangiato al bordo del mare dove abbiamo passeggiato io sogno il tuo nome sono solo il tuo nome me, io io penso a te ~ 100 ~ INDICE Prefazione A.Gionco pag.3 Roberto G. Zaniolo pag.60 Verbale della giuria pag.4Adalgisa Zanotto pag.61 Motivazioni sez. A pag.5 Monica Zornetta pag.62 pag.6 Le altre poesie sez. B pag.63 Luciano Bonvento pag.8 Renata Alberti pag.64 Annalisa Pasqualetto B. pag.10Luigi Alfier pag.65 Giovanni Benaglio pag.12Bruno Baliviera pag.66 Antonietta Pulzatto B. pag.13 Massimo Battistella pag.66 Gian Albo Ferro pag.14 Renato Benendo pag.67 Agnese Girlanda Motivazioni sez. B pag.16Giovanni Boninsegna pag.68 pag.17Luciano Bonvento pag.69 Rina Dal Zilio pag.18Gianni Busato pag.70 Gianni Vivian pag.19Lucio Favaron-Elfe pag.71 Mario Cariani pag.20 Marina Filiputti pag.72 Adalgisa Zanotto pag.21Gabriella Garonzi pag.73 Cassandra Venturini pag.22Laura Libralato pag.74 Ennio Tiveron Motivazioni sez. C pag.23Brunella Magagna pag.75 pag.24Antonio Pedroni pag.76 Michele Morisi Viotte pag.26 Marco Pellegrini pag.77 Eliane Hurtado pag.28 Maggiorina M.Perazzani pag.77 Nadine Amiel pag.30Carla Povellato pag.78 Catherine Millet pag.32Giuseppe Reversi pag.79 Salvatore D’Aprano pag.80 Roberto Giovanni Zaniolo pag.34Aldo Ronchin Le altre poesie sez. A pag.36Bianca Maria Rorato pag.80 pag.37 Rosanna Ruffo pag.81 Alberto Albanese jr pag.38 Maria Severini pag.82 Neri Casteller pag.39Solange Maria Soccol pag.83 Romano Ceccato pag.40 Maria L.D.Toffanin pag.84 Lucio Favaron-Elfe pag.42Carla Tombacco pag.85 Mariano F.Guzzonato pag.43Venera Vassallo pag.86 Vittorio Ingegneri pag.44Gloria Venturini pag.87 Anna Maria Lavarini pag.45 Rainelda Verardo pag.88 Laura Libralato pag.46Alfredo Vitulo pag.89 Rita Mazzon pag.48 Mauro Zanato pag.90 Angelo Moro pag.49Antonio Zappador pag.90 Marco Pellegrini pag.50 Le altre poesie sez. C pag.91 Rosanna Ruffo pag51 MarieNoelleBouillault pag.92 Maria R. Schiavon pag.52Evelyne Dantigny-Godard pag.93 Paola Scorzon pag.53Thérèse De Felice pag.94 Giorgio Sembenini pag.54 Robert Finot pag.95 Paolo Steffan pag.56Claire Maillard pag.96 Gianna Tenuta Pillon pag.57Jean Pierre Philippe pag.98 Alfredo Vitulo pag.58Gilles Tourman pag.99 Gianni Vivian pag.100 Jacqueline Wolff ~ 101 ~