Pace alla vita
“Voci e suoni dal Sile”
RINGRAZIAMENTI:
Provincia di Treviso
Comune di Treviso
CNA Treviso
Fondazione Cassamarca
Pittrice Bruna Brazzalotto
Prof.ssa Giustina Menegazzi Barcati
Scultore Simon Benetton
Prof.ssa Daniela Chinaglia
Giornalista Bruno De Donà
Gioielleria Giraldo Treviso
Prof. Luigi Pianca
Gioielleria Pipesso Treviso
Pittore Bruno Zago
Rosa dei Venti D.Marsoni Treviso
Sandonà Argenterie Treviso
Scultore Maurizio Rossetto
Pittrice Bruna Sordi
A cura della Redazione de El Sil
Direzione: Bruna Brazzalotto
Via Marmolada,10 - 31050 Povegliano
Stampa maggio 2015 Cooperativa Solidarietà
Riproduzione vietata - Tutti i diritti riservati
~2~
PREFAZIONE
Pace alla vita
Voci e suoni dal Sile
Emergono l’acque dalle risorgive del Sile
che inizia la sua vita scorrendo
lento e sereno in pace con la natura,
fuor dal tumulto dei torrenti.
Musicando, accoglie gli affluenti.
Così s’abbina al tema di “pace alla vita”
del nostro concorso di poesia.
Ne1lo scorrere i versi dei nostri poeti
in lingua, in dialetto veneto
e in alcuni idiomi europei, ritroviamo,
pur con accenti e sfumature diverse,
un unico sentimento dominante, appunto,
di “pace alla vita”
e per questo siamo a loro grati.
Se anche per un solo istante fossimo riusciti
a far riflettere i nostri amici,
i nostri concittadini
e coloro che in qualche modo
e in ogni campo incidono
ed esercitano la loro influenza:
nella politica, nell’arte, nel lavoro, nella
scienza, nell’insegnamento,
nella giustizia e nella religione,
avremmo raggiunto il nostro scopo.
Ne saremmo lieti.
Adriano Gionco
Presidente de El Sil
~3~
VERBALE DELLA GIURIA
Mercoledì 22 aprile 2015 alle ore 15,00 presso l’abitazione
del Presidente del Circolo Amissi de la Poesia, poeta
Adriano Gionco, si è riunita la giuria, composta da Adriano
Gionco, Giustina Menegazzi Barcati, Daniela Chinaglia,
Bruna Brazzalotto (presenti) e dai due assenti giustificati,
Bruno De Donà e Simon Benetton, che hanno fatto
pervenire le loro valutazioni. Ha coordinato la seduta il
Segretario del Premio, Luigi Cesaroni.
La giuria, dopo aver espresso un generale apprezzamento
per il livello artistico delle 80 opere presentate, ha
esaminato accuratamente le poesie e, sulla base di criteri
condivisi, ha preso all’unanimità le seguenti decisioni:
Sez. A Dialetto Triveneto
1° Luciano Bonvento,Vècio cuore contadìn (A13)
2° Annalisa Pasqualetto Brugin, E i me pensieri se ferma
(A12)
3° Giovanni Benaglio, Arfi de pace (A7)
Poesie Segnalate:
1. Antonietta Pulzatto Bagolin, Odor de pase ( A19)
2. Gian Albo Ferro, Gò vardà (A8)
3. Agnese Girlanda, On canton de passe (A21)
Sez. B Lingua Italiana
1° Rina Dal Zilio,Vogliamo soltanto la pace (B21)
2° Gianni Vivian, Sile...Panta...Rei (B6)
3° Mario Cariani, Pace alla vita (B8)
Poesie Segnalate:
1. Adalgisa Zanotto, Pace mia (B29)
2. Cassandra Venturini, Ritagli dello stesso cielo (B4)
3. Ennio Tiveron, Sile (B33)
Sez. C Lingua Francese/Spagnola
1° Michele Morisi Viotte, Vivre pour la paix (C9)
2° Eliane Hurtado, Pax (C4)
3° Nadine Amiel, La Vie (C13)
Poesie Segnalate:
1 .Catherine Millet, Paix a la vie (C8)
2. Salvatore D’Aprano, Poésie pour la paix (C1)
3. Roberto Giovanni Zaniolo, Paz en la vida, para la vida!
(C6)
Alle ore 18,45 la seduta viene tolta.
Il Segretario
Luigi Cesaroni
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MOTIVAZIONI
SEZIONE
A DIALETTO TRIVENETO
1°Premio: Vècio cuore contadin di Luciano Bonvento - Rovigo
E’ come una ballata,una canzone antica che celebra l’aspirazione alla
serenità, alla pace in un inno melodioso. Suggestivi i ricordi, i momenti
indimenticabili di un passato che ha dato significato all’esistere dove,
con la bellezza del canto della natura, il vivere è stato felice,ricco di
poesia e di sogni. Il poeta traccia con ritmo coerente una composizione
sostenuta da sentimenti profondi, da emozioni con toni efficaci di
musicalità.
20 Premio: E i me pensieri se ferma di Annalisa Pasqualetto B. - Mestre
La congiunzione iniziale fa capire come il pensiero arrivi dopo varie
riflessioni a costruire una composizione ricca di immagini suggestive,
sorretta da percezioni immediate di sensazioni,emozioni, ricordi.
Con riferimenti puntuali e delicati ai vari aspetti della natura, la
lirica esprime sentimenti che toccano il senso della vita, sorretti da
toni e accenti di un animo sereno. L’uso della lingua rivela varietà e
proprietà in un andamento sciolto e fluido.
3° Premio: Arfi de pace di Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto
Il tema della pace e del Sile sono armoniosamente fusi in una
lirica sapientemente costruita con suggestive immagini ed efficaci
espressioni. Il poeta in una sintesi originale con melodioso ritmo
raccoglie sensazioni ed emozioni che riflettono una capacità particolare
unita ad una pari sensibilità.
POESIE SEGNALATE:
1. Odor de pase di Antonietta Pulzatto Bagolin - Oderzo
Nella ricca vivacità di sfumature del dialetto, la poesia scorre fluida
nel declinare il tema della pace che accompagna l’uomo dalla nascita
all’ultimo respiro, senza tralasciare i molteplici problemi della nostra
attuale realtà. L’invocazione alla pace risponde ad una forte emotività
del pensiero in una musicalità che si distende verso dopo verso.
2. Gò vardà di Gian Albo Ferro di Rosolina (Ro)
Lo sguardo del poeta ci porta a contemplare la bellezza e il fascino
dell’ acqua che scorre sotto il ponte. L’attimo che coglie il rapimento
dell’anima è fascinoso e ricco di speranza. L’uso semplice, ma
efficace del dialetto costruisce una lirica sciolta, fluida in un discorso
convincente sul tema della ricerca della serenità e della pace.
3. On canton de passe di Agnese Girlanda di Verona
In un’incantata freschezza di linguaggio la poesia rinnova il miracolo
della trasparenza delle cose antiche della vita e del mondo che si
tramandano rinnovandosi nel ricordo. Alcune interessanti metafore
parlano di “una pace amica” , mentre gli elementi del paesaggio
restano al centro della composizione che rievoca indimenticabili
memorie e nostalgie.
prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati
~5~
1° Premio
VÈCIO CUORE CONTADÌN
Quando l’uomo si accorge che il cambiamento
tradisce la sua identità, allora nasce trepida la
preghiera di essere lasciato là, dove “la poesia
della terra” veste la vita con infinite meraviglie.
Lo so fiòi ch’él mondo el cambia
che in çità se sta méjo
ma mi so nato chi in campagna.
Lassème chi, fiòi mii,
dove l’erba di canpi verdi
me conta vèce fòle,
dove el merlo fis-cia ancora
libertà su çiéi azuri.
Portàrme via sarìa cavarme el cuore.
Voàltri no savì cossa vòe dire
scoltàre ‘e paròe del vento,
i canti stonà de’e rane,
i petéguizi de’e zèleghe a la sera.
Voàltri no savì cossa vòe dire
vardàre ‘e rondine sgrafàre el sole
fin a farlo sangoànare nel’ ora del tramonto.
Lassème chi, fiòi mii,
fin che i me òci i vedarà la luce,
dove tuti i parla la me lengóa;
so sta tèra de fumàre e storie de miseria,
dove el froménto sa odore de pan vèro,
dove go amà la me dòna
e si nati voàltri, fiòi miì,
Quando no contarò più i dì
e ‘na crose segnarà el me siénzio,
spandarò l’ànima drénto i solchi,
spetàndo nòve primavere;
vòjo èssare pensiero che svèja la matina,
‘na batìsósóla a passèjo có fa scuro.
Lassème chi, fiòi mii,
dove la poesia de sta tèra
ga vestio la me vita
respirà tuti i me sogni.
Lassème chi, fiòi mii ...
Luciano Bonvento - Buso Rovigo
~6~
VECCHIO CUORE CONTADINO
(traduzione)
Lo so figli che il mondo cambia
che in città si sta meglio
ma io sono nato in campagna.
Lasciatemi qui, figli miei,
dove l’erba dei campi verdi
mi racconta vecchie favole,
dove il merlo fischia ancora
libertà su cieli azzurri.
Portarmi via sarebbe cavarmi il cuore.
Voialtri non sapete cosa vuole dire
ascoltare le parole del vento,
i canti stonati delle rane,
i pettegolezzi dei passeri alla sera.
Voialtri non sapete cosa vuole dire
vedere le rondini graffiare il sole
fino a farlo sanguinare nell’ora del tramonto.
Lasciatemi qui, figli miei,
fìnché i miei occhi vedranno la luce,
dove tutti parlano la mia lingua;
su questa terra di nebbie e storie di miseria,
dove il frumento sa odore di pane vero,
dove ho amato la mia donna
e siete nati voialtri, figli miei.
Quando non conterò più i giorni
e una croce segnerà il mio silenzio,
spargerò l’anima dentro i solchi,
aspettando nuove primavere;
voglio essere pensiero che desta il mattino,
una lucciola a passeggio quando fa buio.
Lasciatemi qui, figli miei,
dove la poesia di questa terra
ha vestito la mia vita
respirato tutti i miei sogni.
Lasciatemi qui, figli miei ...
Luciano Bonvento - Buso Rovigo
~7~
2° Premio
E I ME PENSIERI SE FERMA
Cala la sera.
Scolto
La vecia rana
Maga del Fontanasso, regina del Sil,
Che co el so umido gracolar
La canta el tenpo che passa.
Co note indorae
La conta da senpre
Le antiche storie de le so aque e de la so tera.
Stagna ne l’aria
Profumi puri de erbe e de fiori salvadeghi.
Lesieri se alsa vei de caigo
Che sfanta i colori.
Un venteseo rufian
El rancura memorie oramai perse,
El se inpira tra tremue piope,
El fa dondolar le rame de la salgarela,
El cuna le foje tenarine e le paveje sconte che
dorme.
Un oseleto pien de sentimento
El fis-cia beato,
Ghe fa eco el gréjo cantaiolo’o.
Su tuto ghe xe ‘na pase tanto bona
Che sofega el sbrajar rabioso de la Cornara,
Ma che fa intendar invense
El cainar de la Gilda
Che dise ai putei de star lontan da la Coa
Longa,
Ela la xe oramai solo ‘na onbra
No la pol più salvarli.
E scolto
La vecia rana
Maga del Fontanasso, regina del Sil,
E i me pensieri se ferma
Sul suo e sul mio giorno.
Caresso zoie vissue,
Sogni e ilusion sofegai
E languor me ciapa.
Su tuto ghe xe ‘na pase tanto bona
Annalisa Pasqualetto Brugin - Mestre
~8~
E I MIEI PENSIERI SI FERMANO
(traduzione)
Viene la sera.
Ascolto
La vecchia rana
Maga del Fontanazzo, regina del Sile,
Che con il suo umido gracidare
Canta il tempo che passa.
Con note d’oro
Racconta da sempre
Le antiche storie delle sue acque e della sua terra.
Ristagnano nell’ aria
Profumi puri di erbe e di fiori selvatici.
Leggeri si alzano veli di nebbia
Che sfumano i colori.
Un venticello malandrino
Raccoglie memorie ormai perse,
Si intrufola tra i tremuli pioppi,
Fa dondolare i rami dei piccoli salici,
Culla le tenere foglioline e le farfalle nascoste che dormono.
Un uccellino ricco di sentimento
Fischia beato,
Gli risponde il grillo canterino.
Su tutto c’è una pace tanto buona
Che soffoca l’ abbaiare rabbioso della Comara,
Ma che fa sentire invece
L’uggiolare della Gilda
Che avverte i bambini di stare lontani dalla Coda Lunga,
Lei ormai è solo un’ ombra
Non può più salvarli.
E ascolto
La vecchia rana
Maga del Fontanasso, Regina del Sile,
E i miei pensieri si fermano
Sul suo e sul mio giorno.
Accarezzo gioie vissute,
Sogni e illusioni soffocati
E languore mi prende.
Su tutto c’è una pace tanto buona.
Annalisa Pasqualetto Brugin - Mestre
~9~
3° Premio
ARFI DE PACE
co’ croa le onbrìe a spareciàr ‘l dì
da chel bacàn che stofega ‘l de drento
la tira el fià l’acoa de ‘l Sil
e l’è ‘n batolàr come in boresso
a brassocól de ‘n alzaro rufiàn
che petena a caressa ‘l me silensio
se ransigna in peldoca i selgari
e le racole le struca labri sensa osse,
i grili i sora el violìn, rece a bogón
e l’acoa la conta sfrisigando a le raise
un dì co i oci za pronti a inbotonarse,
e l’acoa la conta sensa mai fermarse
l’è lì ch’inasio a barcheta quatro versi
e i molo a la longa co ‘n strucón,
spetando che pian pian i se sfanta ìa
po’ co’ iè gosse de cel e arcobaleno
n’ocor paja o spuacio par inpastar
‘n nial che meta in coa arfi de pace ...
Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto (VR)
~ 10 ~
ANELITI DI PACE
(traduzione)
quando scendono le ombre a sparecchiare il giorno
da quel baccano che soffoca l’anima
tira il fiato finalmente l’acqua del Sile
ed è un chiacchiericcio in allegria
abbarbicato ad un argine ruffiano
che pettina come carezza il mio silenzio
si rattrappiscono in tremito i salici
e le raganelle serrano labbra senza voce,
i grilli affievoliscono il suono del violino, tendendo gli orecchi
mentre l’acqua racconta sfiorando le radici
di un giorno dagli occhi che già iniziano ad abbottonarsi,
mentre l’acqua racconta senza mai fermarsi ...
è lì che appronto a barchetta quattro miei versi
che lascio andare con un abbraccio
attendendo che lentamente svaniscano
quando poi sono divenuti gocce di cielo e arcobaleno
non occorre paglia o saliva per impastare
un nido che accolga la cova di aneliti di pace ...
Giovanni Benaglio - San Giovanni Lupatoto (VR)
~ 11 ~
1° Segnalata
ODOR DE PASE
La sa de pase
la vita che nasse
se a brassi verti
te la speta
eco teneressa
te la brassa.
Egoismo, invidia,
superbia, arogansa
i è veeni che
priva la vita
de pase e de speransa.
Mejo sentir odor de piegore
de chi, mite e co umiltà,
se piega davanti al Creator
e rispeta la natura
e tuti i fradei.
Profuma de pase la vita
de l’aqua ciara e pura che,
calma e gentie, la core
tra rive fiorie, al voear
de oseeti e sisie.
Putei abandonai e vioentai,
zoveni sensa lavoro,
zent sensa futuro,
aria e teren inveenai
no trova pase in te la vita.
-Pase! Pase! Pase!
-siga i popoil in schiavitù.
-Pase! Pase! Pase!
Inplora le vitime de la guera
lassando la so tera.
Pase par la vita
che finisse parehè
ognun posse morir
co dignità, varcando seren
le porte de l’eternità .
... E savarà de pase
l’ultimo respiro!
Antonietta Pulzatto Bagolin - Oderzo (TV)
~ 12 ~
2° Segnalata
GO VARDÀ
Go vardà sò dal ponte
l’acqua ca core
e la se porta a mare
la note fresca
de piova e de ricordi;
no na bava de vento, no na foja
ca se mova
solo on cielo
fisso de stele
e silensio
tanto silensio
ch’el te porta via l’anema.
Sì , a lo so che nol dura
ma ‘desso
lassème chieto
in coste a l’aqua a gòdarme
sto spiànso de seren
lassème chi, lassème respirare
el parfumo di sogni.
HO GUARDATO
(traduzione)
Ho guardato giù dal ponte
l’acqua che corre
e si porta al mare
la notte fresca
di pioggia e di ricordi;
non un alito di vento
non si muove una foglia
solo un cielo
pieno di stelle
e silenzio
tanto silenzio
che ti rapisce l’anima.
Sì, lo so che non durerà
ma adesso
lasciatemi stare
vicino all’acqua a godenni
questo scorcio di sereno
lasciatemi qui, lasciatemi respirare
il profumo dei sogni.
Gian Albo Ferro - Rosolina (RO)
~ 13 ~
3° Segnalata
ON CANTON DE PASSE
Se senta on silensio dolse,
su i senoci de’n cortil
cocolà da’n concertin de rossignòi,
sibén vedovo de poesie,
porchi barbotoni e galine alegre.
Da scalini de piera sfrisà
da i sòcoli de’l gran strussiar,
no rembalsa ciassi de brachi
e parole mostacé de late,
ma, sponsa ‘na passe amiga.
Tante stagion e temporai
è sbrissià zò par che ‘l sentereto
storto, ma, el vecio figàr
su la marogna goba,
el buta fora ‘ncora, buti novi ...
Le spissega corde di ‘na chitara mata
le ale de’n ventesel mingherlin,
a far balar on rochenrol de papavari,
prima de sgolar cissà ‘ndoe ...
Sganassa on nial de pissacani
giali come pulzineti de Pasqua. lì
sul meàl de ‘n’usso rosegà
da i denti de’l tempo: ‘na olta,
el lassava scapar arfi di piatanse
consé da l’amor, a remengar par el cel:
“spetémo che i torna indrio?”
Agnese Girlanda - Verona
~ 14 ~
UN ANGOLO DI PACE
(traduzione)
Si siede un dolce silenzio,
sulle ginocchia del cortile
coccolato da un concerto di usignoli,
sebbene vedovo di poesie
di maiali brontoloni e galline allegre.
Da scalini di pietra rigata
da zoccoli del grande faticare
non rimbalza chiassi di ragazzi
e parole con i baffi da latte,
ma riposa una pace amica.
Tante stagioni e temporali
son scivolati per quel sentiero
storto, ma, il vecchio fico
sul muricciolo gobbo,
getta ancora, germogli nuovi ...
Pizzicano corde di una chitarra pazza
le ali del venticello smilzo, a far danzare
un rok and roll di papaveri
prima di volare chissà dove ...
Ridacchia un nido di tarassaco
gialli come pulcini di Pasqua, li
sulla soglia di un uscio rosicchiato
dai denti del tempo: una volta,!
lasciava fuggire aliti di pietanze
condite dall’amore, a ramingare per il cielo:
“ aspettiamo che ritornino?”
Agnese Girlanda - Verona
~ 15 ~
MOTIVAZIONI
SEZIONE
B LINGUA
ITALIANA
1°Premio: Vogliamo soltanto la pace di Rina Dal Zilio - Quinto
di Treviso
La composizione altamente lirica è costruita con sapiente uso lessicale
e immagini scarne, ma efficaci. Sostenuta da un forte riscontro
emozionale, la poesia fa sprigionare dalle sue limate superfici una
molteplicità di temi che si riferiscono alla sorte infelice di molti uomini
e alle loro vicende entro e in mezzo ai piccoli e ai grandi eventi di
oggi. La tragedia di un’umanità sofferente è riscattata dalla speranza,
dal sogno di una vita in pace dalla quale si sprigionano il perdono e
la tolleranza.
2° Premio: Sile ... Panta .... Rei di Gianni Vivian - Mestre
Muovendo da una profonda esigenza interiore di comunicare la
propria visione del mondo e della vita l’autore ascolta il respiro
del Sile e coglie il senso e le ragioni delle cose che accadono. La
vena riflessiva determina un tessuto poetico che, oltre le immagini
suggestive di cui è fatto, fonde tra loro le parole in un amalgama che
annega nella “spietata corrente” ogni cosa, il passato, perché il tempo
come il Sile cancella nel nulla quanto la storia del poeta racconta,
mentre tuttavia la vita continua il suo inarrestabile cammino. La
lirica è suggestiva per la ricchezza e la delicatezza delle immagini
che attenuano, nella contemplazione della loro bellezza, la condizione
psicologica e spirituale del poeta.
3° Premio: Pace alla vita di Mario Cariani - Treviso
Originale ed interessante nella poesia il proiettarsi in una sorta
di interrogativo aperto che è la considerazione e la riflessione che
nascono dai percorsi attuali di una difficile realtà che tradisce l’uomo
e la natura. Il disagio del non riconoscimento e della non accettazione
trova risposta nella speranza, nell’amore alla vita che il poeta assegna
alla forza redentrice della poesia.
POESIE SEGNALATE:
1. Pace mia di Adalgisa Zanotto di Marostica (Vi)
L’incanto della poesia è nel fascino delle parole misurate,significative,
privilegiate. Il tutto in una dimensione partecipativa di forti emozioni
che si susseguono con tratti affettuosi volti a comporre una vita
nella quale la gioia e la serenità giocano un ruolo fondamentale.
L’esalazione dei sentimenti dispone una trama di percorsi felici in
emozioni partecipi e complici.
2. Ritagli dello stesso cielo di Cassandra Venturini - Lendinara (Ro)
Originale ricerca di riferimenti superiori e generali nella pellicola dei pensieri
volti a capire il senso della vita, del suo fluire, dell’unione eterna di tutto
il creato da sempre. L’amore è l’elemento unificatore che fa superare tutti
i contrasti, le diaspore in un’armonia, in una pace che solo “l’immenso
divino” dona all’uomo.
3. Sile di Ennio Tiveron - Treviso
Nel Sile il poeta trova la pace, il rasserenamento alla quotidiana lotta
del vivere. L’acqua silente insieme alla natura intorno interviene in
questa intensa poesia a dare riconoscimento a se stessi, a dare la forza
decifratoria e rappresentativa di ciò che il poeta vuole trasmettere.
prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati
~ 16 ~
1° Premio
VOGLIAMO SOLTANTO LA PACE
Andiamo come gregge d’uomini
lontano dalle nostre case
(così tranquille le abbiamo lasciate!)
ora sventrate violate razziate
andiamo
e non sappiamo dove.
Poche cose abbiamo raccolto
poco più che nulla
vogliamo soltanto la vita.
Una vita dove allaghi negli occhi
il rossodisera
e la rugiada del mattino
imperli le ciglia
una vita di pace.
Mosul è lontana ormai
e noi camminiamo ancora
stremati nel corpo e nell’anima
attraversiamo aride colline
e il cibo sta per finire.
Lasciateci vivere
di perdono e tolleranza
vogliamo conservare
uno sguardo buono
da donare al fratello
lasciateci vivere anche di vento.
Rina Dal Zilio - Quinto di Treviso
~ 17 ~
2° Premio
SILE ... PANTA REI ...
Sono venuto a sentire il tuo respiro
vedi sono qui che lento ed inesorabile
cammino sulla tua sponda, vecchio Sile,
mi specchio sulla tua placida acqua
le gambe traballanti, i ricordi che tormentano
m’avvolgo di silenzi che solo tu sai donarmi
e questo tacere mi illumina l’anima
mi porta lontano da me stesso
povero ed illuso decrepito poeta
mi fa rubare le ali al falco
su ... su ... fino al firmamento dello Spirito
mi avvicina al Mistero del Cielo
mi fa sentire che questo corpo, questa statua
è nulla più di una prigione
un luogo d’esilio
ma il Tempo scorre ... scorre anche senza di me
e non cessa mai di invecchiarmi e di trasformarmi ...
scorci da rubare all’Eternità
emozioni da raccontare a questo stanco cuore
la contemplazione della corrente
lo stormire dei pioppi
delle mangrovie e dei salici
la fine come i cimiteri degli elefanti
dove vanno a morire i “burci” che lentamente si sciolgono
gli approdi che non portano più da nessuna parte
i consunti “lanpòri” dove generazioni di donne
forti come querce hanno sofferto e cantato amori
ho fatto un mazzetto di fiori di loto
ho seguito con lo sguardo il salto dell’ingordo luccio
il maestoso andare dei candidi cigni
il turbinio delle libellule azzurre ...
PANTA REI con l’acqua che non torna più indietro
con la mia Vita che corre senza fermarsi verso
la foce del nulla
mi restano tra le mani una manciata di foglie secche
un rosario, una nenia, stanchi pensieri che annegano
nel profondo della tua tenace e spietata corrente
Gianni Vivian - Mestre
~ 18 ~
3° Premio
PACE ALLA VITA
Può un poeta
sognare la pace
mentre ancora
risuonano al Mondo
tamburi di guerra?
Può l’animo di un poeta
pacificamente
veder intorno
violenze e soprusi
mortificare uomo e natura
e non sentirsi tradito
da una vita
che non lascia spazio alla vita?
Eppure al mattino al risveglio
io-sento,
in quell ‘embrione di vita
residuo
d’inconsapevoli tempi felici,
il risuono
d’un canto materno
una melodia
che irrompe nemica
di tristi novelle
che so
cercheranno d’invader
la mente e il cuore
a tentar con veleni
di far morir la speranza
ma che il poeta
con l’Amore alla Vita
da tempo ha già vinto.
Mario Cariani -Treviso
~ 19 ~
1° Segnalata
PACE MIA
I tuoi occhi
m’ avvolgono sempre
fra le rughe della vita
a seminare
gocce di roccia.
Non ti stanchi di stupirmi
e mi culli ancora
quando scende fredda la notte
ed ho paura di volare.
Mi cerchi
mi sfiori
abbracci le mie mani
senza tempo
sei
voce inconfondibile
stupore di silenzio.
Ringrazio il cielo
per averti ancora
in ogni petalo di pelle
e mi sorridi
in ogni piega del cuore.
Non mi stanco d’annusare
il tuo respiro.
Adalgisa Zanotto - Marostica (VI)
~ 20 ~
2° Segnalata
RITAGLI DELLO STESSO CIELO
... E nelle voci dei perdoni
si eclissano i pensieri,
scompaiono tra i meandri del cuore
nei luoghi in cui la luce dell’anima
non riesce a trovarli ...
eppure nascono e s’annullano
nell’identità remota dell’uomo.
Una preghiera come un canto,
una litania di secoli passati
permane perpetua
nell’energia dell’infinito ...
è il sentire dell’amore,
echeggia in ogni dove,
è una melodia, una sensazione,
... abbracciano il creato all’unisono.
Sono sentimenti che s’incrociano
e s’attorcigliano e s’allontano ...
eppure siamo ritagli dello stesso cielo,
particelle dell’immenso divino,
Lui, trema, fuori e dentro di noi.
Cassandra Venturini - Lendinara (RO)
~ 21 ~
3° Segnalata
SILE
Scorrono lente
in liquido silenzio
le acque del Sile
mentre nel fondo
ribolle la sabbia
delle risorgive
immutabili.
Galleggia e scivola
a pelo d’acqua
uno spessore di pace
dove remano anatre
forsennate di vita
per l’aggravio di nutrirsi.
Dove tutto sembra elettrico,
sulle rive gli alberi
- dagli enormi orecchi e immobili Burci
ascoltano racconti
e storie inverosimili,
bisbigliate dagli affluenti.
Qui,
si addormenta l’ansia
del vivere quotidiano
mentre gli occhi ruotano
nel cercare le voci
assordanti di pace
nel silenzio
della cattedrale liquida.
Ennio Tiveron - Treviso
~ 22 ~
MOTIVAZIONI
SEZIONE
C LINGUA
FRANCESE E SPAGNOLA
1°Premio: Vivre pour la paix di Michele Morisi Viotte -Paris -France
Il tema della pace è unito a quello del fascino del fiume Sile in una
lirica felicemente scorrevole e sciolta. L’animo del poeta partecipa con
emozione al dolore dell’esistenza che viene attenuato dalla speranza
convinta di poter recuperare l’amore e la fratellanza tra gli esseri
umani.
2° Premio: Pax di Eliane Hurtado - Paris -France
L’invocazione all’amore divino è espressa con impeto e suggestive
immagini. La speranza nella pace, oggi così offuscata, trova riscontro
nel sentimento del poeta che” nel bianco e nel nero” dell’esistere
sogna di poter ricostruire l’armonia della vita.
3° Premio: La Vie di Nadine Amiel - Paris -France
La metafora nella lirica suggerisce immagini che decifrano l’arcobaleno
della vita. Interessante testo poetico costruito con raffinate espressioni
in cui l’uomo è presente con le sue difficoltà esistenziali volte sempre
alla conquista di armonia e di pace.
POESIE SEGNALATE:
1. Paix a la vie di Catherine Millet - Saint Usage - France
E’ un canto che ripete il ritornello di “pace alla vita”. Non è ossessivo
il ritmo perché è articolato con immagini visive di ricca suggestione,
nel sentimento e nell’emozione che esalta la propria terra e tutti i
popoli nella speranza di una pace vera.
2. Poèsie pour la paix di Salvatore D’Aprano - Montréal - Canada
La lirica risponde al grido di speranza contro la violenza, contro il male
che affligge l’umanità, contro l’ingiustizia, contro l’odio razziale. La
sensibilità del poeta, che coglie questa angosciosa realtà, trova la speranza
nello strumento universale della poesia, affinché possa essa essere veicolo,
messaggio di solidarietà.
3. Paz en la vida, para la vida! di Roberto G. Zaniolo - Padova/Argentina
Suggerisce il poeta la lettura a ritmo di marcia trionfale. Il testo è
piacevole e sorridente con l’immagine fascinosa del mare descritto nei
suoi vari aspetti, dalla burrasca al rasserenamento, che invitano a
pensare alla vita stessa nella speranza che, dopo le difficoltà, si giunga
alla pace,alla serenità, all’ amore.
prof. ssa Giustina Menegazzi Barcati
~ 23 ~
1° Premio
VIVRE POUR LA PAIX
Le soir descend
les clameurs de la ville s’estompent,
l’ écho des voix du fleuve
se fait plus présent.
Certains perçoivent
Des sons étranges,
d’autres n’entendent
que le roulis
et le clapotis
contre les coques
des embarcations.
Le fleuve sort de sa torpeur,
charrie les cris, les pleurs
et les appels venus d’ailleurs.
Un ailleurs lointain ?
Peut-être pas …
Ils sont bien proches et réels
ces signes de détresse.
Malgré le désespoir,
du fond des coeurs
montent des chants
devenus prières
qui apaisent et rassurent
Ces voix parlent aussi de la paix,
Celle qu’on espère.
ces voix parlent aussi de la vie,
celle qu’on voudrait.
il nous faut apprendre
a vivre en harmonie, en paix
avec les autres, avec soi,
donner un sens à la vie, à nos vies,
avec amour et fraternité dans la paix
Michèle Morisi Viotte - Paris - France
~ 24 ~
VIVERE PER LA PACE
(traduzione)
Scende la sera
sfumano i clamori della città,
l’eco delle voci del fiume
si fa più presente.
Alcuni percepiscono
Dei suoni strani,
altri non sentono
che il rullio
e lo sciabordare
contro gli scafi
delle imbarcazioni.
Il fiume esce dal suo torpore,
porta le grida, le lacrime
e gli appelli venuti da altrove.
Un lontano altrove?
Forse no ...
Sono ben vicini e reali
questi segni di sofferenza.
Nonostante la disperazione,
del fondo dei cuori
salgono dei canti
diventati preghiere
che placano e rassicurano.
Queste voci parlano anche di pace,
quello che si spera.
Queste voci parlano anche della vita,
quello che si vorrebbe.
Dobbiamo imparare
a vivere in armonia, in pace
con gli altri, con noi stessi,
dare un senso alla vita, alla nostra vita,
con amore e fratellanza nella pace
Michèle Morisi Viotte - Paris - France
~ 25 ~
2° Premio
PAX
Toi, le passeur de lumière
Répand sur nos chemins
D’épines et de pierres
Une poussière d’étoiles et de rêves.
Inonde la Terre
D’un arc-en -ciel
De toutes les couleurs
De la Paix et du Bonheur.
Sur l’échiquier terrestre
Où le blanc et le noir se côtoient
Joue une symphonie inachevée,
Sort du silence des morts.
C’est la partition d’un poète
Qui, l’âme déchirée
Proclame son amour Divin
En semant des graines d’espoir
Pour qu’enfin règne sur terre
Un signe de Paix éternelle
Et que s’envole
Dans un souffle fugitif
Une lueur d’espérance
Signe d’un temps meilleur.
Ne laisse pas ces silences s’imposer
Et n’accepte pas ces guerres fratricides
Mais redessine l’origine du Monde
Avec les couleurs de l’espoir.
AEliane Hurtado - Paris - France
~ 26 ~
PACE
(traduzione)
Tu, il traghettatore di luce
Diffondi sulle nostre strade
di spine e di pietre
Una polvere di stelle e di sogni.
Inonda la Terra
Di un arcobaleno
Di tutti i colori
Della Pace e della felicità.
Sulla scacchiera terrestre
Dove il bianco e il nero affiancandosi
Riproduci una sinfonia incompiuta,
Tipica del silenzio dei morti.
Questo è lo spartito di un poeta
Che, l’anima lacerata
Proclama il suo amore Divino
Seminando dei semi di speranza
In modo che finalmente regni sulla terra
Un segno di Pace eterna
E che si alzi in volo
In una luce fugace
Un barlume di speranza
Segno di un momento migliore.
Non lasciare che questi silenzi si impongano
E non accettare queste guerre fratricide
Ma ridisegna l’origine del Mondo
Con i colori della speranza
Michèle Morisi Viotte - Paris - France
~ 27 ~
3° Premio
LA VIE
Il y a des jours où les lunes sont diaphanes
Ceux où les soleils sont voilés
à l’image de nos âmes
Ceux qu’ on traverse sans les voir
Et ceux qu’appréhendent nos soirs
Les jours les plus tristes
Sont ceux où les oiseaux ont quitté la piste
Ceux où ils ne chantent pas, ne chantent plus
Ils ont quitté nos ciels pluvieux
Ils s’en sont allés vers d’autes cieux
Ils ont quitté ce monde qui recule
Ce monde où tout bascule
Ce monde qui se fait tombe
Toujours de plus en plus sombre
Sur leur sillage inlassablement nous serons là
Et quand le printemps refleurira
Nous verrons sur les arbrisseaux leurs nids
Heureux de leur gazouillis
Nous chanterons en harmonie
Pour que revienne la vie !
Nadine Amiel - France
~ 28 ~
LA VITA
(traduzione)
Ci sono giorni in cui le lune sono diafane
Quelli in cui i soli sono velati
all’immagine delle nostre anime
Quelli che si attraversa senza vederli
E quelli che temendo le nostre serate
I giorni i più tristi
Sono quelli in cui gli uccelli hanno lasciato la pista
Quelli dove non cantano, non cantano più
Hanno lasciato i nostri cieli piovosi
Se ne sono andati verso altri cieli
Hanno lasciato questo mondo che indietreggia
Questo mondo dove tutto cambia
Questo mondo diventa una tomba
Sempre più scura
Sulla loro scia instancabilmente noi ci saremo
E quando la primavera rifiorirà
Vedremo sugli arboscelli i loro nidi
Felici dei loro cinguettii
Cantiamo in armonia
Perché ritorni la vita!
Nadine Amiel - France
~ 29 ~
1° Segnalata
PAIX À LA VIE
Sur la grande étoffe du ciel bleuté,
Dans le coton des nuages blancs en lettres
découpées,
J’écrirais « PAIX A LA VIE »
Dans les champs blonds des blés de l’été
Au rouge des coquelicots cueillis
J’écrirais « PAIX A LA VIE »
Au sable dorée de la plage
Avec de beaux coquillages
J’écrirais « PAIX A LA VIE »
Sur les murs gris de la ville endormie,
J’inventerais un abécédaire
Et j’écrirais « PAIX A LA VIE »
J’ai tellement d’amour pour ma terre,
ses hommes, mes frères
Que je les voudrais tous solidaires…
Des peuples les larmes sont toutes amères….
Bannir les ravages des guerres…..
En lettres d’espoir puisées au tréfonds de mon
cœur
pour apaiser mes frayeurs
S’il le faut, au fond de vos consciences :
j’irai crier « PAIX A LA VIE !»
Catherine Millet - Saint Usage - France
~ 30 ~
PACE ALLA VITA
(traduzione)
Sulla grande tela del cielo blu,
Nel cotone di nuvole bianche in lettere ritagliate,
Scriverei “PACE ALLA VITA”
Nei campi di grano biondo dell’estate
Con il rosso dei papaveri raccolti
Scriverei “PACE ALLA VITA”
Nelle sabbie dorate della spiaggia
Con belle conchiglie
Scriverei “PACE ALLA VITA”
Sui muri grigi della città addormentata,
Inventerò un abbecedario
Scriverei “PACE ALLA VITA”
Ho tanto amore per la mia terra,
i suoi uomini, i miei fratelli
Che li vorrei tutti solidali ...
Le lacrime dei popoli sono tutte amare ...
Bandire le devastazioni delle guerre ...
In parole di speranza tratte dal profondo del mio
cuore
per placare le mie paure
In caso di necessità, in fondo delle vostre coscienze:
Andrò gridare “PACE ALLA VITA!”
Nadine Amiel - France
~ 31 ~
2° Segnalata
POÉSIE POUR LA PAIX
Je suis un homme
d’une très grande sensibilité
avec un coeur immense
qui m’aide à écrire l’amour
le quotidien, la beauté,
et tous les maux qui affligent
notre tourmentée humanité.
Et je suis en peine en voyant
des personnes innocentes
qui meurent chaque jour
pour un carré de terre aride.
Assez avec la haine,
la gratuite violence
et la sourde rancoeur;
sur cette terre prostrée
on a un immense besoin
d’amour et de fraternité.
Puisse la poésie apporter
la paix dans le monde,
le respect, la civile cohabitation
et un rayon de soleil
dans les terres déchirées
ou palpable est la douleur
et avec son message
trés noble et profond
changer en beauté
les laideurs du monde.
Salvatore D’Aprano - Montreal - Canada
~ 32 ~
POESIA PER LA PACE
(traduzione)
Sono un uomo
di elevata sensibilità
nel cui petto batte un grande cuore
che mi aiuta a scrivere
la quotidianità, la bellezza, l’amore
e i tanti mali che affliggono
la nostra tormentata umanità.
E mi sento in pena nel vedere
tanta gente innocente
che muore giornalmente
per un lembo di arida terra.
Basta con gli odi di razza,
con la gratuita violenza
e col sordo rancore,
su questa nostra prostrata Terra
c’è un immenso bisogno
di fratellanza e amore.
Possa la poesia apportare
la pace nel mondo, il rispetto,
la fraterna e civile convivenza
ed un raggio di sole
nelle straziate lande
ove palpabile è il dolore,
e col suo messaggio
nobile e profondo
mutare in beltà
le brutture del mondo
Salvatore D’Aprano - Montreal - Canada
~ 33 ~
3° Segnalata
PAZ EN LA VIDA, PARA LA VIDA!
(Lectura a ritmo de marcha triunfal 4 x 4)
Soneto
(--‘-/--‘- /--‘-/--‘-)
No es en vano que en la orilla tù te sientes de la mar
a mirar còmo las olas llegan fuertes, fragorosas,
movedizas, inquietantes, gigantescas, espumosas,
y retornan blandamente, suavemente, sin cesar.
No es inútil, niña hermosa, que te sientes a mirar
porque un puente es que nos une de estas formas
misteriosas:
yo recibo tus mensajes de las nubes candorosas,
tù los mìos de las ondas rumorosas de la mar.
Y si un dìa se cerniese la borrasca embravecida,
y la mar se alzace airada, y enlutara el firmamento,
y entablaran un combate, el màs furioso de fragor,
pues... retornarà la calma tan ansiada y tan querida
con un sol refulgurante que ilumine el sentimiento
de dos almas que se amaron, de una mar y de un amor.
Roberto Giovanni Zaniolo - Padova / Argentina
~ 34 ~
PACE ALLA VITA PER LA VITA
(traduzione dell’autore)
(Lettura a ritmo di marcia trionfale 4 x 4
Non é in vano che alla riva tu ti sieda della mar
a guardar come le onde arrivan forti, fragorose,
irrequiete, inquietanti, gigantesche, spumeggianti,
e ritornan dolcemente, soavemente senza par.
Non é inutil, bimba bella, se ti siedi a guardar
perché un ponte é che ci unisce in queste forme misteriose :
io ricevo i tuoi messaggi dalle nuvole piú candide,
e tu i miei dalle onde rumorose della mar !
Ma se un giorno si accendesse la burrasca piú furiosa
e la mar si alzasse irata e inluttasse il firmamento,
e scoppiasse una battaglia furibonda di fragor…
poi… ritornerá la pace tanto amata e anelata
con un sol rifolgorante que chiarisca il sentimento
di due alme che si amaron, di una mar e di un amor
Roberto Giovanni Zaniolo - Padova / Argentina
~ 35 ~
LE ALTRE POESIE
IN CONCORSO
SEZIONE
DIALETTO
A
TRIVENETO
~ 36 ~
COSSA XE CHE TE ME CONTI SIL?
Par çercar momenti
de boni pensieri
su le to rive, o Sil,
me piase caminar de voja.
Xa dai fontanassi
te sento indafarà
a darghe vita e vose
a s-ciapi de canèe
dove rane in concerto
par che le fassa coro
co’ anarete ciaciarone.
Rivà dentro e mura
te ga tante robe bèe,
ma da tanto tempo ormai
no te zoghi più
co’ ciassose cascatèe.
Però te ga i cocai
che su la to aqua i çerca
de sodisfar la voja
de qualche bon pesseto
che ti te ghe regali.
Passà ‘l ponte de a Goba
te caressi la Restera,
stradea su l’arzene
da dove,nei tempi andai,
omini e bò i tirava in su
carghi barconi
par la zente trevisana.
Quante sigae e sarache
costava ‘sto lavoro,
in un insieme de suòri
e ombre de clinton
par guadagnarse ‘l pan.
Rivà el momento
de l’assarte ‘ndar
te digo de cuor: “Ciao Sil,
continua la to strada
intanto che ‘l to ciacolar
se perde fra realtà
e ilusion de a vita”.
Alberto jr Albanese - Treviso
~ 37 ~
A NEVE
Go verto el balcon bonora stamatina
jèra ancora scuro
ma na strana sensasion me disea
de vardar fòra
come se ghe fosse chissà cossa
na sorpresa
na roba bea che me spetea
che me varia maravejà.
Da sotto e quèrte
sentive un siènsio profondo
come se el let fosse sora na nuvoea posà
in meso aea bombasa
come se quel che jèra intorno a mì
se gavesse indormensà
e anca el temp se fosse smentegà de ‘ndar vanti.
Na aria fina entrada dae sfese dea finestra
a me caressea el viso
impenia a me càmareta
de un bon odor de fresco
santo e imacoeà
e dal soèr pì aspro vegnea l’odor del legno vecio
e dee panòce assae a riposar,
In tea staea ieri sera i veci i disea che el ciel se gavea inuvoeà
e che el parea inpiturio co i coeori infumegai dea sènere
restada a vegner freda insìma al fogoear,
Me mama a pontea na traversa sensa parlar, coi oci lustri
e me nona col rosario in man
a pregea a Madona che el so fiol daea guera
podesse tornar.
Col balcon spaeancà varde el cièl pien de faìve coeor late ...
Nevega!
Na luce a fa ciàra a campagna
na quèrta bianca destirada sora i rnoreri
sora e stradee e sora i fossi.
Doman sarà festa par noialtri tosatei
che ne basta cussì poc par esser contenti
no importa se insìma ae montagne ghe xe chi sora a neve
trova el so riposo eterno
vemo voja de ridar, sògar e star in pase
voemo restar cei par poder ancora sognar ...
Neri Casteller - Villorba - Treviso
~ 38 ~
MAGIO
In nìi postai fra séche canesèe* canne palustri
romài dal verde squasi soteràe*, sotterrate
a l’ombra, fra infinite caesèe, * calli
tante bestiòe del Sil ‘e sta intanàe,
ma, un poco a ‘a volta e fra mìe sospèti,
adesso ‘e spunta coi so’ pitusséti*: pulcini
‘na famejéta de do’ foeaghéte
gh’en scorta quatro grandi ‘fà un sangiùto*, singhiozzo
coi bechi e i péi del còl* coeòr sanguéte* color sanguisughe
che i naviga tranquìi, sensa ‘n’aiuto,
ancora pal magnar, però, ghe toca
ch’el pare e ‘a mare i ghe ‘o porte a’a boca;
pì ‘vànti, teritorio dei zermani*, germani reali
i mas-ci fa da guardia e ‘e femenéte
piàndo* ciama fora, sani-sani, pigolando
dieçine a a volta, pìcoe anaréte,
piumini d’oro, ‘péna macetài,
che tuti ‘dòsso a ‘a mare sta petài;
un fià pì’in là, noàndo in picoeòn, * ciondolando qua e là
te vedi qualche bestia sbaregòna* chiassosa
che no’ s’intriga in mèso a’a procession
de quée che gà i pitùssi par corona
e l’ anda lòffia * ‘a gà dei scapoeòni il fare sgradevole
e de’e zitèe, de quée rompimaroni;
sù, in alto, lampi de cocài e zizìe*, gabbiani e rondini
ne’e siése* mìe cantori che se ciàma, siepi
el sol xé bèo caldeto e par finìe
‘e zornàe mùsse* de’a stagion pì grama:
intristite
April dolçe dormir-Magio và adagio
e mì me ciùcio* el sol, ragio par ragio. succhio - gusto
Romano Ceccato - Casier - Treviso
~ 39 ~
TORNA ‘ XE LA PAXE , MA PAR TANTI E TANTI LA
VITA NO!
(Saludo del Maestro el zorno prima del sètimo aniversario del Ventisinque de April ‘e dela Liberassiòn)
El me Maestro, prima da èssar el me Maestro, al jèra un
dei siessentomi’a Italiani deportài in Germania. Par Lu,
Venessiàn, el 25 de Apri’e, festa de San Marco, gavéva
un senso particolàr, fato de comossión e de santa memoria.
El spiegàva che le rose, spanìe in ‘sto zorno dal corpo del
Santo, span’ìva anca sora le buse indove jèra sta’ sepelii i
corpi, pele ossi, de tuti quei che no’ ‘i jèra tornài indrìo dai
canpi de concentramento, i “konzentrationlager”
In chel momento el diséva , parlando in tedesco “Arbeit
macht frei, aber die Toten stehen nicht mehr auf...”
(el Lavoro fa libari, ma i Morti no’ ‘i torna più - ma i Morti no’ i sta più su)
Ghe volevimo ben al nostro Maestro, no ‘l alsàva mai la
vose e gnanca el se insustàva pa’l nostro spiritesso e nualtri, nel respèto dela tradission venessiàna del” bòcolo che
la casca pròpio el Ventisinque de April ‘e, ghe rega’àvimo,
però el zorno prima, do bòcoli de rose, un da parte dei
boce e st’altro dale tose. E cussì ricordo, in quela stajon
putèla, l’ultimo ano de scola elementare, le so’ parò’e de
ringrassiamento e saludo
cari fioi, bravi tosi e tose,
prima che daga un saludo a tuti,
ve ringràssio de ‘sta bèla assion,
par ‘sta usansa dei bòcoli de rose
Vardè, ‘i me òci no’ ‘i xe suti
ma prima che sona la ricreassion
/ e prima che andè via,
prima che ve lassa in libertà,
par domàn, zorno de Libertà,
vòjo dirve ‘sta ultima parola mia
A qualchidùn, pochi in verità,
‘sta paròla no’ la ghe va zo,
a tanti e tanti invesse la piàse,
ma solo chi ga bona volontà
sa còssa che vol dir la paròla ...PAXE
_____________________
A Venèssia jèra e xe costumànsa de donàr un bòcolo
da rosa a chi se vol ben, nela ricorrensa del 25 Apri’e. No’
xe solo intra morosi, ma anca par chi se prova afèto, sinpatìa, amicissia, riconossensa.
Lucio Favaron-Elfe - Padova
~ 40 ~
TORNO’ LA PACE, MA NON PER I MOLTI CHE LA VITA
PERDETTERO
(Saluto del Maestro il giorno precedente il 25 APRILE
1952 ) settimo anniversario della Liberazione)
(traduzione)
Il mio Maestro, prima di essere il mio Maestro, era uno dei
600.000 Italiàni deportati in Germania ( i così definiti IMI,
( Internati Militari Italiani).
Per Lui, Veneziano, il 25 Aprile, festa di San Marco Evangelista, aveva un significato particolare, pregno di commozione
inserita in una sacra memoria.
Spiegava che le rose, sbocciate in questo giorno dal corpo del
Santo, sbocciavano anche sopra le fosse comuni dove erano
sepolti i corpi straziati, martoriati, gassati di tutti coloro che
non erano ritornati dai campi di concentramento “konzentrationlager”.
Allora diceva, in tedesco; “ Arbeit macht frei aber die Toten
stehen mehr auf ... “ ( Il lavoro rende liberi, ma i Morti non
tornano più, cioè i Morti non stanno più su ...).
Volevamo un gran bene al nostro Maestro, non alzava mai la
voce, né si inquietava per la nostra vivacità. Noi, nel rispetto
della tradizione veneziana del “Bòcolo “ ( bocciolo di rosa),
che cade proprio il 25, gli donavamo, però il giorno precedente, due boccioli di rose.(°) Uno da parte dei ragazzini, l’altro
dalle bambine.
E così .ricordo, in quell’ anno di quinta elementare, le sue
parole di ringraziamento e saluto
Miei cari figlioli, “ tosi e tose”
prima che io vi saluti tutti
devo ringraziarvi per questa bella azione,
per questa tradizione dei bòccioli di rose
Guardatemi, i miei occhi non sono asciutti,
ma prima che suoni la campana della ricreazione
e prima che andiate via,
prima che io vi lasci in libertà,
per domani, giorno di Libertà,
voglio dirvi quest’ ultima parola mia
...a qualcuno, pochi in verità,
questa parola non va giù,
a molti e molti invece piace,
ma solo chi ha buona volontà
sa cosa vuol dire la parola ... PACE
__________________
°A Venezia era ed è consuetudine regalare un bocciolo di rosa
a chi si vuole bene, non necessariamente tra innamorati, ma
anche verso chi si prova affetto, simpatia, amicizia, riconoscenza.
Lucio Favaron-Elfe - Padova
~ 41 ~
RIFLESSION
Bisogna dir, la vita xe un supion;
se nasse, po’ se cresse e se va scola,
se sogna de far grandi profession,
che dopo sia la mejo e quela sola.
Ghe xe sucessi e qualche delusion,
far tuto giusto sì, xe ‘na parola,
pur se se sbalia serte decision,
fen saldo quel corajo che no’ mola.
E se fà su fameja con passion,
intanto i ani i passa via che i zola
e dopo co’ se riva a la pension,
de fare tante robe ne fa gola;
ma se ne par de ‘ver la sensasion
che no’ ne reste gnente sora ‘a tola,
vardando indrio, serchen sodisfassion
par quel ch’el nostro core ne consola!
Mariano Fortunato Guzzonato - Marano Vicentino
~ 42 ~
FIN L’ULTIMO SCAURIO
Toh, el m’à tapà de jeja incupìa
l’autuno infassà da le borane,
i pensieri ciapa siera stravanìa,
dal sguelto revegner de le stimane.
Onbre rùsteghe fa trista conpagnia
ai me magoni nel scartabelare
fra le zojose pagine voltà via
che sventaja gran vodi da colmare.
Magre speranse s’ intersa a giro
refolà da bave che no consola,
sol la pase del scrìvar dà respiro
ai guai che incateja la me fola
fin l’ultimo scaurìo tegnù in tiro
dal dir che se vive na volta sola.
FINO ALL’ULTIMO GUIZZO
(traduzione)
Toh, mi ha coperto di malinconia
l’autunno fasciato dalle nebbie,
i pensieri assumono cera afflitta,
dal veloce susseguirsi delle settimane.
Ombre solitarie fanno triste compagnia
ai miei crucci nello sfogliare
fra le gioiose pagine voltate via
che sventaglian grandi vuoti da colmare.
Magre speranze s’alternano a giro
alitate da buffi che non consolano,
soltanto la pace dello scrivere dà respiro
a
i guai che ingarbugliano la mia favola
fino all’ultimo guizzo tenuto in corda
dal detto che si vive una volta sola.
Vittorio Ingegneri - Noventa Padovana
~ 43 ~
ONGE DE VELUDO
La vita la te ciapa in consegna,
e la te porta ‘ndò la vol ela.
A olte no te si bon
gnanca da tegnerghe drio,
tanto che la core
quando te si felisse.
Te voressi fermarte par goderte ‘l belo ma ...
adrio el senter de i giorni
roei e spinari ne imbroia, ne’nsambela
se gà pressia de vegnerghene fora,
ma ela; par che la se goda
tegnerne drento a le spine,
ma istesso se volemo ben.
Da sempre che rida o che piansa,
co onge de veludo la me caressa la facia
lassando sfrisi lesieri,
che, giono dopo giorno
i se fa veder, i se fa sentir.
Afessionà a sta compagna de viaio
sempre de pressia, sempre de corsa,
ghe vao drio e me lassarò caressar,
co le so onge de veludo,
anca se; giorno dopo giorno ....
Anna Maria Lavarini - Verona
~ 44 ~
VERDE PAXE
Ciao Sil
amigo mio fedee e prodigo.
Cussì lo saeudo
ogni volta
che i so riflessi me incanta.
E no posso pì star
sensa de lù
come a bèa Treviso
no pol star
sensa el so fulgor.
Quante canson
quanta poesia
fra mi e lù
sentada so na panchina
drio de l’acqua
a sfogarme
spetando na risposta.
Che la riva senpre
e la me inpinisse de vita ...
de vita piena
e la me desliga i gròpi
dopo che al me caro amigo
ghe go contà de tuto.
E lo restituisse a tuti
el so consilio,
anca se no i lo prega;
parchè l’umiltà
xe el so pì gran dono
e co l’umiltà
i segreti ciàpa el verso giusto.
Par quela strada
che soeo lù conosse.
De un verde bonario e grasso
pien de speransa;
sensa agitassion
e silensioso
come el ventre de na mama
parecià pal putèo che nasse.
Laura Libralato - Treviso
~ 45 ~
STA PAROA
Go magnà el pan dei me ricordi
par farghe venier fora el lievito
e ritornar a l’origine.
Forse xè questa la paçe a la vita.
Capir par esperiensa, ma stupirse
come un puteo che inbambolà
se meraveja de le robe che l’incontra
No sentarse mai su le convinsion
ma mastegarse nei dubi e l’ incertesse.
Corare. Cascare e po’ risolevarse.
Sui cavei posar pensieri
dove i dei se fa anei de paroe.
Ne la boca tenierla ferma.
Strucarla sta paroa tra i denti
par smusarla
fin a farla deventare leziera.
Ma nuda, soa, la me pase no ga più ali.
La sbrissa. La pantesa. La casca.
Ghe scapusso sora.
Drento a discorsi buziari
la tegno prizioniera.
Rita Mazzon - Padova
~ 46 ~
QUESTA PAROLA
(traduzione)
Ho mangiato il pane dei miei ricordi
per farne venir fuori il lievito
e ritornare all’origine.
Forse è questa la pace alla vita.
Capire per esperienza, ma stupirsi
come un bambino che intontito
si meraviglia delle cose che incontra.
Non sedersi sulle convinzioni
ma masticarsi nei dubbi e le incertezze.
Correre. Cadere e poi risollevarsi.
Sui capelli posare pensieri
dove le dita si fanno anelli di parole
Nella bocca tenerla ferma,
Stringerla questa parola tra i denti
per smussarla
fino a farla diventare leggera.
Ma nuda, sola, la mia pace non ha più ali.
Scivola. Respira forte. Casca
Ci inciampo sopra.
Dentro a discorsi bugiardi
la tengo prigioniera
Rita Mazzon - Padova
~ 47 ~
PASE A LA VITA
Spassio, Universo, Dio:
che vento bastardo
gà imbriagà
i servei dei potenti,
quei che comanda popoli
semenando antichi odi.
Ditatori de glorie infami,
de fantasmi religiosi,
quei che comercia morte
cò el fero copa omeni:
che sento milioni
de bianche colombe
ve coverza de schiti!
Che sento milioni
de picoli putei
bianchi, neri e zali
i ve pissa sora a la tera
che ve coverze!
Che le semense
del biondo gran,
portà da i venti
de l’est, de l’ovest,
del nord, del sud,
ve fassa fiorir
da le vissere,
spighe alte come cipressi
e fassa,
dal quell’omo
ciamà Cristo
portar pase
a la vita.
Angelo Moro - Murano - Venezia
~ 48 ~
UN PUGNO DE CUCHE
A vita,
l’è un pugno de cuche
che se riva za par far posto,
tegnendose quel che no se vede
par asar quel che se voea portar via,
resta sçiosoe par tera
e petirosi sua neve.
©Junio
UN PUGNO DI NOCI
(traduzione)
La vita è un pugno di noci
che si arriva già per far posto,
tenendoci quello che non si vede
per lasciare quello che si voleva portar via,
restano le scorze (delle noci)
e pettirossi sulla neve
Marco Pellegrini - Conegliano
~ 49 ~
EMOSIONI DE L’ANEMA
Vorea sbregar par fil e par segno
da ogni parte sconta de mi,
tute le sensasioni incantonè
ne l’avansar de i ani.
Po dopo, una a una
inprimarle su foi
de diverso colar,
par far conossar
le varie tape de ‘l me vivar.
Ma ... passà che l’è l’atimo,
no me resta che scartofie
in bianco e nero.
Le cossì, che i poeti,
scarabociando
pagine su pagine,
i trasmete al mondo
le emosioni de l’anema.
EMOZIONI DELL’ANIMA
(traduzione)
Vorrei strappare minuziosamente
da ogni parte recondita di me,
tutte le sensazioni accumulate
nell’avanzare degli anni.
Poi dopo, una ad una
imprimerle su fogli
di diverso colore,
per far conoscere
le varie tappe del mio vivere.
Ma ... passato che è l’attimo,
non mi rimangono che scartoffie
in bianco e nero.
Ed è così, che i poeti,
scarabocchiando
pagine su pagine,
trasmettono al mondo
le emozioni dell’anima.
Rosanna Ruffo - San Martino Buon Albergo - Verona
~ 50 ~
PACE ALLA VITA
Par a festa dea mama
na cansoneta e suore e me gà insegnà
e mi toseta na matina
sul pra de casa ghe son ndà.
Un pra cussì bianco dae tante margarite
che parea na nevegada
e mi cuciada par far un bel mass
na sbeccarada gò ciapà,
col fioc rosso che gavee su a testa
el gal gò incavoeà.
Me mama e me popà a vardar a so moretina
col masso de margarite in man
e cantando a so bea cansoneta
co tanto de inchino
comovest i se gà
e su na mastea i lo gà sistemà.
Tanta a xe stata a sodisfassion che go ciapà
che a sbeccarada del gal gò desmentegà.
Mi tuta sprota me sentie na regineta
par quanto ben che a xe stata fata a sceneta.
Ricordi da no desmentegar
tante cose dai tosatei dovarissimo imparar.
La pace alla vita da noi dipende
Se tante cose non si pretendono.
Anche se in vita i genitori pi no i ghe xe
ma e margarite da portarghe par ricordarli ancora ghe ne.
Maria Rosalba Schiavon - Padernello di Paese - Treviso
~ 51 ~
PASE A LA VITA
Gera da tempo che no’ pregava tanto
el Signor par aver pase.
Ancuo,la zente,el mondo,tuto xe cambià.
Fradei contro fradei,che mete
Dio contro Dio. Pietà,Signor,parchè Ti,
Ti si sempre El stesso. Fa’ che la to vose
se fassa sentir forte sora el rumor
dee bombe e del fogo che brusa
case,omeni e putei.
Drento de mi ghe xe qualcossa che me sofega,
che me fa çercar un posto fresco e puro.
Lontan da tuto,da tuti,me refugio la’
dove me posso imagar del profumo
de fiori, de erba,de aqua verdoina.
La corente porta via pensieri e afani.
Lunghe alghe se move de qua,de la’
e te caressa el cuor.
I alberi se specia drento el Sil:
anarete se tufa ne’l’aqua en
çerca de magnar.
Pase,questa xe pase,questa gera
la vita che ‘na volta se faseva.
‘Na vita semplice ma piena de
amor e de serenità.Se se vardava in tai
oci,se sorrideva e se cantava.
Gera beo vardar le stagion che cambiava
sensa ch’el tempo no’ fasesse èl mato.
Questo gera el mondo ch’el Signor
gaveva creà, ma ancuo par che gnanca
so Fiol lo possa cambiar.
Paola Scorzon - Treviso
~ 52 ~
STASSERA
Quando l’aria de la sera
la me cori drento al cor
penso a la primavera
che la m’à regalà ‘l profumo
dei gelsomini e de le viole.
Me san dato tanto da far
ma l’è anca vera che la bona sorte
la m’à tegnuo par man
sensa mai molarme.
I me pensieri adesso
i cori sora nuvole carghe de speranse
par tuta la gente che me sta ‘ntorno
e che me val ben.
Giornade come questa
le cuerta quele grise che ò passà
e le me fa sentir drento el boresso
come na olta quando
con la valigia en man
piena de debiti
sentea el calor del sol
che me scaldàa drento
empissandome el desiderio novo
de scomessiar n’altra olta a vivar.
Giorgio Sembenini - Pastrengo - Verona
~ 53 ~
SALEZH ::: ANDA CETA DE ‘L SIL
# sestina lirica /A.C. per mano lungo il Sile
‘L é de lóngo le cal vèce, ‘l é drio i àrdhen
- e i lo scólta i talpón, le razhe - al són
de la Madòna Granda in tra i salézh
che i tócia le so rame ónte de bén
‘nte l’anda fìàca de aqua céta ... l’aqua
vózhe de ‘l vìver vérdo e ardhént de ‘ l Sil.
‘L é drio ‘l fìl colori, biséta ... Sil,
che i se desmìsia i madhurìn, su l’ àrdhen
lispio de slama, stónf, e rénto a l’aqua
i se sguàtara e i ciàma e, la só sòn,
i la slontàna, sóte ale de bén
de dó morós ... brazhacòl de salézh
che via ‘l se sfìliga ... raj de salézh
che i se spècia slusénti rénto ‘l Sil
cofà rénto i òci lustri de ‘l so bén
de dó morós, dó còr che i arde drio l’àrdhen
- in tra fòje de plàten - vòzhe e són
de canpàne che i fa ‘n tremolàr de aqua
co i sòi de i madhurin cofà sghinzh de aqua.
Onbrìe baje de brazh ::: ran de salézh
sote ‘l caldo de ‘l fià de l’istà e ‘l són
de basi de moròs par man drio ‘l Sil,
che ‘l li varda de pasàjo in tra i dò àrdhen
che i lo brazha, i lo stréndhe ‘nte ‘n gran bén
‘L é ‘l bén de òboi e sachèr, ‘l é tut al ben
de talpón e frutèr, de radìs e aqua
ciàra e céta che, ‘fa gate, su ‘l àrdhen
la le carézha. E ‘l é ‘l bén de i salézh
speciàdi e de moròs brazhàdi, e ‘l Sil :::
busnàr dólzh e lidhiér de ‘l só bèl sòn
e anda céta de l’ istà e de la són,
‘L é dhà lontàn de i “fontanàsi” al bén
grando - e i sòla ‘fa fuìsche sora ‘l Sil
i madhurin - co ‘l Cagnàn e la so aqua
a ‘l Sil i se conpàgna e co i salézh
i scotta bàter canpàne da ‘l àrdhen
trevisàn, da chél àrdhen ndé che ‘l són
al bate, e sén mi e ti e i salézh, ‘fa bén
s-cèti drio l’aqua dhà céta de Sil
Paolo Steffan - Castello Roganzuolo - San Fior (TV)
~ 54 ~
SALICI PIANGENTI ... RITMO QUIETO DEL SILE
(traduzione)
È lungo le vecchie calli, è dietro gli argini /- e lo
ascoltano i pioppi, le anatre - il suono / di Santa Maria Maggiore tra i salici piangenti / che intingono i loro
rami unti d’amore / nel ritmo fiacco di acqua quieta ::: l’acqua /
voce del vivere verde-argento del Sile.//
È dietro il filo colorato, serpentello ::: Sile, / che si ridestano i
germani reali, sull’argine/ viscido di melma,
fradicio, e dentro l’acqua / si lavano e chiamano e, il loro sonno,
/ l’allontanano sotto ali d’amore / di due amorosi::: abbraccio di
salici piangenti //
che via si sfila::: raggi di salice piangente / che si specchiano
rilucenti
dentro il Sile / come dentro gli occhi lucidi dell’amore / dei due
amorosi, due cuori che ardono dietro l’argine /- tra foglie di platano - voci e suono / di campane che fanno un tremolio d’acqua //
coi voli dei gennani reali come schizzi d’acqua. / Ombre deboli di
braccia ... rami di salici piangenti / sotto il caldo del fiato
dell’ estate e il suono / di baci di amorosi per mano dietro il Sile /
che li guarda di passaggio tra i due argini /
che lo abbracciano, lo stringono in un grande amore. //
È l’amore di aceri e salci, è tutto l’amore / di pioppi e
alberi da frutto, di radici e acqua / chiara e quieta che, come solletichio, sull’ argine/ le accarezza. Ed è l’amore
dei salici piangenti / specchiati e di amorosi abbracciati, e il
Sile... /romorio dolce e leggero del suo bel suono //
e ritmo quieto dell’estate e del sonno. /È già lontano dei fontanazzi il bene / grande - e volano come faville
sopra il Sile / i germani reali - quando il Cagnan e la sua acqua
/ al Sile s’accompagnano e quando i salici
piangenti / ascoltano battere campane dall’argine // trevisano, da
quell’argine dove il suono / batte e siamo io e te e i salici piangenti come amori / semplici dietro l’acqua già quieta del Sile.
Breve nota linguistico-ortografica.
Dialetto di area coneglianese (Castello Roganzuolo). La grafia “dh” sta
per il suono “ð” (che oggi tende a mutare in un più moderno “dz”); “zh”
invece riproduce il suono “?”, tipico dei dialetti collinari e prealpini della
Sinistra Piave. Ritenendo sgradevole e irrispettosa la scelta delle doppie
(“ss”) nella grafia di una lingua che non le possiede, si è poi ritenuto di
differenziare le due “s” con “s” quand’è sonora, con “s” quand’è sorda. Si
è scelto infine di segnalare sempre, nel caso le vocali “o” ed “e” siano toniche, se esse si presentino aperte o chiuse
Paolo Steffan - Castello Roganzuolo - San Fior (TV)
~ 55 ~
LA VERA PASE A LA VITA
Ogni zorno ‘l vivar deventa
senpre pì difiçile, xe rare
le bone notiissie. Tanta zente
vol pase, la xe massa soferente
e invésse ghe toca vivar scaturìa
savéndo da guère che fa straje,
fameje senpre pì puarete, corussion:
e tosati avilìi, de pitanton...
E còssa dir de la mancansa de ideai
e soratuto, de la gran indifarensa?
Oh Signor, s-ciòpo! No gò pì passiensa
e xe mèjo che vada darénte al me Sil...
Cussi me cato là a rimirar l’aqua chieta
e verdoina indove fa sagra crècoe e cocàì,
indove se spècia albari, sièse e fiori sbociài ,
Che paradiso! Me se slarga ‘l cuor!
‘Scolto, no credo de sbaliarme...
Go un sussuro che me fa tremar ‘l mensiona ‘na vècìa canson.
che ghe cantava le care lavandère
co le ‘ndava da lu in zenocion!
El tenpo passa, ‘l sol xe za alto
e ‘l pitura de oro le onde picinine...
Ma xe tardi e me toca saludar
pensando che la xe ‘na medesina
‘ver la fortuna de poderlo vardar:
lu , la vera pase a la vita sa donar!
Gianna Tenuta Pilon - Treviso
~ 56 ~
“MI”
Se el “mi” no esistesse
par tanti
che delusion
ansi, che disperassion.
Mi, mi, mi, mi, mi
se no se podesse pi’ pronunciarlo
sto pronome
che ne definisse,
che ne distingue dai altri,
che ne fa cussi’ unici,
inportanti,
cussi’ interessanti,
essensiai,
insostituibili,
ah...
el mi dea me casa
dove ca me barico
de drio dea porta,
ben serà,
che sero e inciavo de novo
ogni volta ca me movo
El mi del me conto in Banca
dea me automobile,
dea me retitudine,
dea me cortesia,
del me passo,
del me saludo,
del me andare e vegnere,
dea me carega,
del me leto,
del me privato.
El mi del me vestire
del me gesto afabile,
umano,...
Ah, se el “mi” no esistesse
che frustrassion,
che desilusion,
ansi, che disperassion
Ah, guai
se MI no esistesse.
Alfredo Vitulo - Sint Niklaas - Belgio
~ 57 ~
SILIS ... EL FIÙME DE’L SILÈNZIO
Ti passi par Casacòrba
là dove che se bàgna le Creniàdi
da’l fontanàzzo de la Coa Lònga
l’aqua nàsse da Mare Tera cofà par strighèzzo
rigenerasslòn
purificassiòn
origine de la VITA:
Silènzio
Indormenzamènto
le Ninfe che devènta biànca spùma
pìcola corènte
le magna aguàzzo e mièl
le cata la forza da la Luse de l’Alba ...
Kalliroè e l’aqua se fa Sil
la sbrissa via cofà fusse respìro
a volte ‘n’onda inprovìsa porta via el Sol
porta via la Luna
po’ dopo ‘rìva l’aqua de marèa co’ so cargo de stèle
aqua che fissa el Sièlo e l’Eternità
piòpe che prega par niàltri òmeni ingràti
i selghèri in piòver se spòrze su la rìva
e cofà Narciso i se spècia
le ràme lònghe a tocàr el liquìdo
i zòga
i trèmula
cofà putèi ‘nosènti:
pavère
càle, fior de lòto a Casàl su ‘l Sil
naròncoli de oro
e sora recàma l’aria indormenzàda poiàne
airòni, sgàrzi, fòleghe e cocàli ...
Silènzi mai sentìi prima
sento la me ànema che va sùzo cofà un falco
sento parfin el sbàter de le ale de i sitòni turchìni
e pian piàn i ricòrdi se rànpega
el to muso pèrso par sènpre
l’eco de la to òse
‘na làgrema vien fora e pianèto la ròdola zoso
fin a la to aqua che cànbia soto le penelàe de ‘l Sièlo
Gianni Vivian - Mestre
~ 58 ~
SILIS ... II FIUME DEL SILENZIO
(traduzione)
Passi per Casacorba
là dove si bagnano le Creniadi
dal Fontanazzo de la Coa Longa
l’acqua nasce da Madre Terra come per magia
rigenerazione
purificazione
origine della VITA:
SILENZIO
STUPORE
le Ninfe che diventano bianca spuma
piccola corrente
si nutrono di rugiada e miele
traggono la forza dalla Luce dell’Aurora ...
KALLIROE’ e l’acqua si fa Sile
scorre come fosse respiro
a volte un’onda improvvisa porta via il Sole
porta via la Luna
poi arriva l’acqua di marea col suo carico di stelle
acqua che fissa il Cielo e l”Eternità
pioppi che pregano per noi uomini ingrati
i salici piangenti si sporgono sulla riva
e come Narcisi si specchiano
le lunghe fronde a toccare il liquido
giocano
vibrano
come bambini innocenti:
canne palustri
ninfee, fior di loto a Casale sul Sile
ranuncoli d’oro
e sopra ricamano l’aria stupefatta poiane
aironi, garzette, folaghe, gabbiani...
Silenzi mai sentiti prima
sento la mia anima che s’alza come falco pecchiaiolo
sento perfino il battere d’ali delle libellule azzurre
e piano piano i ricordi si arrampicano
il tuo viso perduto per sempre
l’eco della tua Voce
una lacrima spunta e lentamente rotola giù
fino nella tua acqua che cambia sotto le pennellate del Cielo
Gianni Vivian - Mestre
~ 59 ~
… E ZE SUBITO DÍ!
Cossa ghezé de pí nea pase dea vita
che pensare a ti mejio de cussita?
E onde,
rotonde
´e riva... sienziose
da l´altra sponda… del mondo
portándose drio ´l mare!
In fondo…
dadrio´l confin…
de l´orizonte
na fiama s´impissa
cofá un cerin
in mezo ´a cúpoea nera dea note,
e ´e onde, rotonde,
co ´n ritmo impassibie,
le tocia un peneo invisibie
e le riva fragorose
portándose drio…: ´l fogo
che arde, che scota da drio ´l confín
del mondo,
e come ´na spugna ´e se insupa d ´inchiostro indeebie
e le riva maestose
co ´n ritmo incredibie
tirándose drio …:´l rogo
che cresse, che cresse, che cresse pin pianeo,
sempre de pí,
insendiando parsin
la volta del ceo!
… E ´a sgiuma che riva
dal cao del mondo,
´a pare na bronsa cussita de viva
che tiepida me leca ´a pianta dei pié,
me brusa nel core
e me scalda l´ánema de un dolse caeore,
pensando a ti…
na matina al Lido, de tanto bonora
… E ZE SUBITO DÍ!
Roberto Giovanni Zaniolo - Padova
~ 60 ~
PAZE
Podaria ‘ridar lontan
ma e me raize xè ‘npiantae
soa to tera
che come veo moesin
no querze a verità.
No ghe xè prova che te spaventa
e to àe no se ferma
gnanca quando el cieo
xè straco d’essar ciaro.
Gnente dovarìa star
dopo de ti,
queo che te spaca
no ‘l va dito,
parchè te si fià puro
che fa groso el core
anca de chi ga
un fio de canto in gòea.
PACE
(traduzione)
Potrei andar lontano
ma le mie radici sono piantate
nella tua terra
che come velo morbido
non copre la verità.
Non c’è prova che ti spaventa
le tue ali non si fermano
neanche quando il cielo
è stanco d’essere chiaro.
Niente dovrebbe essere
dopo di te,
ciò che ti rompe
non va detto,
perché sei respiro puro
che fa grosso il cuore
anche di chi ha
un filo di canto in gola.
Adalgisa Zanotto- Marostica
~ 61 ~
CUSSÌ TE VEDO
Nei me ricordi de putea
ghe xè un viso dolse che sempre me soride,
anca co i oci el me ride
‘na man che me speta, me compagna
e a caminar me insegna.
Nei me ricordi de putea
ghe xè el gusto pien del late,
e de borotalco l’aria xè piena ...
me vedo ancora bagnada
infarinada come na sardea pronta da farsora.
Nei me ricordi de putea
ghe xè el canal pien de alghe co’ tira aria da garbin.
I anni xè passai
e dentro e fora ea vita ne gà cambià,
ma verzo i oci adesso e ... grassie a Dio,
ghe xè sempre el stesso viso de tanto tempo fa,
qualche ruga lo ga segnà,
ma ghe xè sempre ea stessa man che me speta,
anca se adesso ea trema un poco.
In aria ... el stesso profumo
niente xè cambià,
verzo i oci adesso e ti ghe xè sempre ti .... mama
COSÌ TI VEDO
(traduzione)
Nei miei ricordi di bambina
c’è un viso dolce che sempre mi sorride,
anche con gli occhi mi sorride
una mano che mi aspetta,mi accompagna
e a camminare mi insegna.
Nei miei ricordi di bambina
c’è il gusto pieno del latte,
e di borotalco l’aria è piena ....
mi vedo ancora bagnata
infarinata come una sardina pronta da tegame.
Nei miei ricordi di bambina
c’è il canale colmo d’alghe quando tira aria da libeccio.
Gli anni son passati
e dentro e fuori la vita ci ha cambiati,
ma apro gli occhi adesso e .... grazie a Dio,
c’è sempre lo stesso volto di tanto tempo fa,
qualche ruga lo ha segnato,
ma c’è sempre la stessa mano che mi aspetta,
anche se adesso trema un po’
In aria ... lo stesso profumo
niente è cambiato,
apro gli occhi adesso e ci sei sempre tu mamma.
Monica Zornetta - Venezia Lido
~ 62 ~
LE ALTRE POESIE
IN CONCORSO
SEZIONE
B
POESIE IN LINGUA ITALIANA
~ 63 ~
DAL “BAGNO DI VENERE”
Sfoglio rose rosse
Oggi, immersa
in questo finto mare
dai verdi calmi toni.
Staccati petali
ora velano ora svelano
la nudità di un corpo
in cammino, poi vanno
a sciabordare
incontro ai miei pensieri
e in questa
anomala normalità
si fermano ad ascoltare
impolverati desideri
ancorati a vecchi fari.
Ad occhi chiusi
dentro cerchi d’acqua
il mio corpo di donna
raccoglie rossi petali.
Renata Alberti - Treviso
~ 64 ~
PACE DI PRIMAVERA
Dal caro fiume Sile
Passano vanescenti
incantesimi
di primavera,
ne la placida sera.
E fra la luce spenta
s’adagia sonnolenta
l’anima: ne germoglia
e lieve si di sfoglia,
ninfea natante
su la calma stagnante,
una canzone senza
numero: la parvenza
d’una canzone uguale,
come quella che sale
dal pacato fiume
che riflette ogni lume,
verso la pace
lunare, e tace
solo a la scialba
tenerezza de l’alba:
monotona preghiera
di grilli da verdi rive
ne la sera.
Passa una nube: lieve
fiocco di neve
e sembra ch’ogni
essere in pace sogni.
Luigi Alfier - Silea -Treviso
~ 65 ~
ANDAR LENTO
Il nostro andare, la nostra fretta,
per quattro soldi o un piatto di minestra.
La vita purtroppo è anche questa.
Andar sempre, andar andar,
con la leggerezza d’una farfalla,
ma a volte traditi da un forte vento foriero di insidie.
Vietato fermarsi,
non c’è tempo per osservare il bello, la natura, l’arte.
Non sentiamo più il profumo dei fiori,
non vediamo l’incanto delle colline verde smeraldo
che sfumano fra la nebbia, nell’azzurro dell’acqua.
Fermiamoci finché siamo in tempo, e guardiamoci attorno,
perché in sordina l’ombra del destino s’avvicina,
e come un tornado, nel silenzio spezzato delle onde
ci trascina.
Bruno Baliviera - Fontane di Villorba - Treviso
I DUE BURCI IN PENSIONE
Dignitosi, composti, anche se in dimessa sosta
che la serena vecchiaia fieri, accosta.
Mostrano vestigia di passati gloriosi
di lavoro e orgogli, fiera la prua
impavida agli scogli.
Bisbigliano sommessi, come il silente Sile
che gli accompagnò il lavoro, ed ora,
ancora uniti, si raccontano le gesta
che durante l’opra donò a lor ristoro ..
Come in vita legati, spettatori adesso
son del nuovo operar, l’affanno ed il progresso che vede
quegli artèfici or, come una palla al piede.
Solcano più veloci, adesso,
e senza limiti sono i lor pensieri
d’accorata intesa, oggi più di ieri,
testimoni e memento di loro union, sinceri,
meglio ancora oggi Innamorati, Veri.
Massimiliano Battistella - Treviso
~ 66 ~
DOVE SILE PACE E AMOR TI DONA
Sterrata, solitaria e pigra,
serpeggia la stradina,
tra ombrose fronde
al Sile t’accompagna.
Le sue fiorite sponde
germogliano fruttuose,
e il luppolo tra i rovi
s’inerpica grintoso.
Pioppi, salici e canneti
guidano il cammino.
Gaia la gallinella
sull’acque quiete e chiare
insegna alla sua prole
come cercar ristoro.
Attento alla sua vigna
odi fischiare un uomo
note allegre note.
Compagno suo fedele
un meticcio cane
tra l’erbe intento
a fiutar le tane
di talpe e roditori.
Sotto un terso cielo
versi di gazze e merli
si sfidano a concerto.
Voci di primavera
inneggiano alla vita
che rinnovata nasce
e come bimbo in fasce
a verseggiare invita.
In quel luogo ameno,
al limitar del fiume,
profusi i primi baci
d’un giovanile amore
intenso e fuggitivo,
come la giovinezza,
che corre e se ne va.
Renato Benendo - Treviso
~ 67 ~
DOVE ANDATE?
Mai fare la guerra
con quelli
che vivono nel deserto!
Hanno la sabbia
negli occhi
fin dalla nascita.
Nascondono la testa
come bisce.
Non hanno la raucedine ...
e neppure soffocano.
Al cielo che fuma
anneriscono la pelle,
non prendono paura!
Fate marcia indietro,
lasciate stare i bambini:
sono la speranza del mondo!
Giovanni Boninsegna - Castel D’Azzano - Verona
~ 68 ~
MORMORA IL SILE
Sull’acqua increspata dal vento,
mormora il Sile parole di ricordi
da riva a riva trasparente
e dentro un remare di memorie,
pescatori erranti su vecchi barconi.
Qui il tempo è rimasto l’occhio muto
di tante infanzie finite, il pensiero
delle corse scalze, degli aquiloni,
degli eventi divenuti orme sull’anima,
con gli argini a scrivere la storia
di soldati con le bandiere della guerra
che il rosario - pensiero del cuore ancora non ha cancellato.
Accovacciato sull’albero della riva
è eremita il merlo in autunno,
ombre di nebbie, di terra cruda
con l’airone nascosto negli occhi della sera,
profumo d’uva sulle aie dei mosti.
Non so se sono questi rossi tramonti
da argine ad argine a meravigliare,
a raccontarni madrigali di stelle,
come quando la luna luccicava ruffiana
nei nostri occhi di ragazzi innamorati,
ma io li vedo i sogni ondeggiare
ancora prima di addormentarmi.
Con il vento nei capelli, e nelle mani
tutto il giallo e l’azzurro del giorno,
ascolto nell’antico borbottare dell’acqua
fantasie dimenticate sulle piccole spiagge
con il verde dell’estate e delle farfalle
che ancora mi volano intorno:
per quattro chiacchiere con i ricordi.
Luciano Bonvento - Buso - Rovigo
~ 69 ~
UNA FIDUCIA SENZA TEMPO
Ho affrontato a mani nude l’amore,
ti ho aspettato vedendo passare
una ad una le stagioni,
con il cuore provato e le mani tremanti
e una fiducia senza tempo.
È speciale tutto in me,
il dolore dell’ attesa,
il trionfo della trasformazione,
l’abbraccio che dissolve il tempo,
il potere solo assopito.
Sono uomo profondo,delicato,
ho imparato il rispetto,
tremo vedendo chi è momentaneamente
piegato,
ma in me prego senza sosta l’universo,
la pace alla vita di tutti,
aspettando paziente che ognuno di noi
si perda in essa.
Gianni Busato - Casale sul Sile - Treviso
~ 70 ~
PACE NON EBBE LA VITA DELLE GENERAZIONI PASSATE
(‘900, secolo breve e tormentato)
AMO LE GENERAZIONI PASSATE,
- pur se confuse tra bellicose
velleità e laceranti nazionalismi - poiché, dandomi la VITA,
hanno saputo evitarmi
le lacrime, il sangue
e l’emigrazione ...
Potessi dir loro almeno grazie!
AMO LE GENERAZIONI PASSATE,
- materne alle mie aspirazioni
di consapevole libero cittadino poiché, dandomi la vita,
mi hanno fatto capire
la differenza tra dignità
ed opportunismo...
Anche se, talvolta, non ho creduto nella scelta.
AMO LE GENERAZIONI PASSATE
- che mi hanno consentito
di attingere ai Santuari
della Fede e della Conoscenza
poiché, dandomi la VITA,
mi hanno insegnato
la fatica del dolore
nella sopportazione
della ‘malattia e della Morte.
Per questo la rassegnazione mi è costante compagna
AMO LE GENERAZIONI PASSATE,
- alle quali ho rivolto comprensione,
rispetto e memoria nel segno
del Quarto Comandamento Divino poiché da Loro sono emersi
mio Padre e mia Madre,
ormai, da tempo, scivolati
lungo il declivio d’un’ epoca
che vorrei ricreare nella Giustizia,
poiché la Loro Storia sofferta è divenuta artefice
della mia Storia riconoscente,
in attesa che anch’ io passi la mia generazione,
insicura, però, nel domani della VITA,
di un’ eredità di PACE nel LAVORO!
Lucio Favaron-Elfe - Padova
~ 71 ~
MESSAGGIO DI PACE
Quel povero vecchio,
andava col pensiero nel tempo passato,
dove lui aveva vissuto la guerra.
Vedeva con gli occhi del cuore
i corpi straziati, smembrati.
Aveva sentito la terra
assetata di sangue, di guerra.
Poi un momento felice ...
pensava per sempre.
Ma ora lui vede
solo bambini che non posson giocare,
coi fucili puntati al fratello.
Lui vede la gente scappare nel mare,
per potersi salvare.
E grida col cuore
un messaggio d’amore:
“Tu, mio fratello,
diventa un mercante di pace, non di guerra”.
E gira il volto alla terra,
perchè nei giardini nascano fiori
coperti di luce dai mille colori.
Perchè la tua vita
vale più del potere.
E semina amore,
distruggi l’odio del mondo,
e porta la PACE nel cuore.
Marina Filiputti - Thiene - Vicenza
~ 72 ~
UNA MATURA STAGIONE
Mi lascerò cadere
come foglia d’autunno
sul tappeto di ricordi
che un vento canaglia
ha radunato in un angolo
di vita.
I
rami nudi degli alberi
si tendono ad incontrare
gli ultimi raggi di sole,
il manto colorato ai loro piedi
scricchiola sotto i passi
dei frettolosi passanti.
C’è nell’aria un profumo
di mosto e caldarroste,
di terra bagnata e funghi,
di zucche svuotate
ed il pensiero corre
ad un camino acceso,
dove trovare rifugio
al suo calore.
Sento la necessità di indugiare,
per andare con lentezza
incontro ad un futuro
che dirà addio
a questa matura stagione.
Gabriella Garonzi - San Giovanni Lupatoto - Verona
~ 73 ~
VITA, MAGNIFICA OSSESSIONE
Anni, mesi, giorni ...
non bastano mai
a colmare un attimo.
Attimo che su tutto decide, inesorabile.
E sarà ciò che sarà
nelle pagine bianche
d’uno spartito infinito.
Note
nel pentagramma inesplicabile, fosforescente
orchestrato da globale concertazione
in chiavi di violino predisposte.
Scorrono
su sentimenti, speranze, gioie, dolori
ora potenti, ora sommesse
nell’andare ritmico
d’una ricerca assetata.
Ossessione
ininterrotta e interminabile
voluta e contrastata
ricomposta e ancor stridente, avvolgente,
da inimitabile corpo ricamata.
Tensione
del mio strumento
strumento mai desiderato;
ferocemente caparbio
di emozionale risonanza.
Silente
nelle corde spezzate una ad una
da frenetica passione
Fino all’utima,
estremo tributo ... pizzicata
S’innalza il suo suono
e vola su e ancor più su
verso melodie celesti
ed altre sinfonie raggiunge.
Eteree
in evanescenti arcobaleni di luce
finale coesione d”amore
nell’immensità d’un eco
sempre più raffinato e puro
Laura Libralato - Treviso
~ 74 ~
ARIA
Bisognerà slegare il laccio che tiene salda
la caviglia, per sentire aria di libertà,
così vedremo le stelle che si uniscono
al sole in un connubio di emozioni,
ed i palpiti soffusi di un cuore turgido,
traboccare dallo scrigno della gioia,
prendendo il colore dell’infinito.
Ascolteremo il rumore del silenzio
e passeggeremo chiacchierando,
con l’aria che ci scompiglia i capelli ,
così noteremo quella ciocca ondulata
che incornicia il viso e ci scalda il cuore !
Aria di vita, di sole, di libertà,
aria di saggezza che ci arriva con
gli anni, aria che pesa come il piombo,
ma anche aria di pace, che supera gli
ostacoli rendendoci migliori !
Brunella Magagna - San Michele - Verona
~ 75 ~
IL SILE SCORRE
Polle d’acque sorgive, chiare come
occhi, che passano lente quali
stagioni d’apparenze illimitate
invece già scorse rapide,
tanto che s’intravedono appena
nei ricordi dei canneti smossi
tra anse gonfie d’ansie
meandri ricchi di memorie
come te che pari vicina
sulle sue alzaie nebbiose
tra robinie avvinghiate d’edera
sopra gli indugiati cicli, svaniti.
Ormai.
Dormirei sulle sue rive
se le garzette non gridassero versi
se gli svassi non si facessero
ammirare da quanto sono belli
se i cigni non battessero le ali
come tamburi lontani, vum ... vum
se i cormorani non appendessero
le loro penne ad asciugare.
Il Sile scorre, come il mio tempo.
Antonio Pedroni - Treviso
~ 76 ~
VENTO
Ti affido i miei pensieri
portali laggiù,
dove il mare tocca il cielo
e tra le nubi di tempesta
forgiali con saette nell’urlo del mare,
per riportarmi vita.
©Junio Marco Pellegrini - Conegliano
MI RICORDO GIOVINEZZA
Si quietava il mio cuore
nelle notti di luna piena,
lusinghieri sogni,.
Ingenui desideri
mescolati dalla fresca giovane età,
come incanto sfumavano nell’aria dipinta d’argento.
I profumi dell’estate si intrecciavano
al concerto dei grilli ..
Un tiepido brusio si spandeva nell’aria,
strofinando il mio cuore stanco,
prima d’essere rapita dal sonno
dalla mia bocca vibrava,
come una preghiera,
la contentezza di vivere.
Maggiorina Maria Perazzani - Bovolone - Verona
~ 77 ~
SILE
Sile
velluto verde smeraldo e blu.
Seduta sulla rugiadosa sponda
lambita dalle calme acque
ascolto la silenziosa voce
del suo lento fluire.
Fragile,
riaffiora tra il soffio del vento leggero
l’ impalpabile mondo della memoria.
Ci parla dell’uomo,
di vita e lavoro,
sentimento e sospiro,
speranza e oblio.
Ci racconta il sogno e il desiderio,
ci culla con le leggende del tempo senza tempo,
mentre sorride l’increspatura delle piccole onde.
Acqua madre, generosa, vitale.
Carla Povellato - Treviso
~ 78 ~
E’ PREGNA LA TERRA D’ANTICHI SUDORI
E’ pregna la terra d’antichi sudori
dei vecchi miei nonni e di mio padre.
“La patata-diceva- è un dono divino
concesso per noi che calmiamo
la fame, da sempre ai “poareti”
nemica. Ma onesta è la terra e il seme,
che in solchi io spargo, fidente l’affido
alla pioggia, alla neve ed al sole ...
che lieta e feconda lo covi la madre
e, fatto virgulto robusto, vi cresca
e rinnovi la vita nelle mie braccia
e nella mia sposa, che aspetta
un nuovo sussulto ridente nel grembo”.
E già primavera allora splendeva
nel pruno annidato ai bordi del campo
e il melo, nei fiori velato di rosa,
rosse fragranze donava all’autunno.
E giugno vestiva di sole le spighe
cullate leggere dal vento e profumo
di pane mio padre sentiva, felice
di nuovi vagiti e del turgido seno.
La neve furtiva fasciava i rumori
e nella stalla d’inverno la gente
contava vicende di fole lontane.
Rivedo mio padre e il suo lavoro,
le mani grandi dalla fatica, il viso
bronzeo tra forti braccia ed il sogno ...
di questa mia terra esser padrone
a lungo cosparsa dal suo sudore.
Giuseppe Reversi- Peschiera del Garda - Verona
~ 79 ~
LA MANO TESA
Tra l’angoscia ed il vento
c’è una vela presuntuosa
ed un marinaio senza rotta
che cerca invano il suo orizzonte.
Tra i sospiri ed il buio
c’è un uomo che si nasconde
non ha più soldi per il vino
e non trova le parole per pregare.
Tra un fuoco che brucia
ed un amore impossibile
c’è un cavaliere errante
in cerca di una scusa per fuggire.
Tra gli inganni ed il mare
c’è una stella che brilla
sotto un cielo frettoloso
che non può aspettare.
Tra un pianto di bimbo
ed un cuore che batte
c’è una mamma d’occasione
che non ha avuto il tempo di crescere.
Tra il silenzio ed il vuoto
c’è una finestra chiusa
e una disperazione senza futuro
in cerca del coraggio per volare.
Tra la mano tesa e quella maniglia
-”ti prego”,- scegli il mio sorriso
nessun letto vuoto e disfatto
potrà mai valere una vita.
Ronchin Aldo - Ormelle - Treviso
IL FIUME E LA VITA
Camminavano lungo la riva.
La luce calda, viva dell’estate li avvolgeva e
tra l’erba, dentro il fiume quella stessa luce magica fremeva.
Il vecchio allungava il braccio, indicava la curva del Sile,
parlava di quelle erbe danzanti che possono trascinare
a fondo una persona.
Parlava di bellezza e di vita, stringendo la piccola mano.
Si fermarono e in silenzio sentirono la brezza passare tra le
foglie,
la corsa dell ‘acqua,
il canto degli uccelli.
La bimba disse: - Nonno, è questa la pace?
Bianca Maria Rorato - Salgareda - Treviso
~ 80 ~
BUON COMPLEANNO
Sfoglio il vecchio calendario,
trovo scritto giorno per giorno
nomi e date da ricordare.
Ogni dì ha un suo battesimo,
gli anni, non contano,
l’importante è ... esserci.
Al cellulare, non tutti rispondono,
ma, non oso cancellarli,
non si sa mai, potrei avere
bisogno del loro sorriso,
di un rimprovero, di una lezione,
o della loro saggezza.
Li trascrivo anno dopo anno,
pazientemente, vivi o morti
che essi siano, perché ora
so, con certezza, che
chi non c’è più, almeno
una volta all’ anno sarà
rispolverato nei miei pensieri
e le mie labbra, schiudendosi,
reciteranno una prece per
augurare loro ancora una volta
Buon Compleanno.
Rosanna Ruffo - San Martino Buon Albergo - Verona
~ 81 ~
AL RIO CERCA (Fontanelle*)
Vorrei
chiamar le fate
dallo specchio del lago
e nel verde ramato del fondo,
dove si perde la trasparenza,
affondare l’anima
nell’incanto dell’alba.
Ora
si chinano i gigli al vento
in un guizzo di sole
mentre chiara nasce
l’acqua e ribolle
scorrendo
in un canto senza tempo.
* le Fontanelle è uno slendido laghetto di risorgive, situato a Monigo di Treviso,che origina il
Rio Cerca, affluente del Sile
Maria Severini - Treviso
~ 82 ~
L’ANGELO ED IO
Torno alla terra
poichè viene la sera
che mi veste di disegno
e mi colora coi colori del sogno.
E mi permette posare
e liberarmi
dell’estasi del cielo.
Questo cielo così lontano
fra il sole e l’infinito,
dove vivo i miei giorni
celebrando lacrime
e desiderando
soltanto
non pensarti.
Perchè è lì che mi nascondo.
Lì ho catturato uno spazio, solo mio,
dove trovo la serenità
che non ho mai avuto.
E raggiungo raggi
e strade argentate
che mi permettono di andare
equilibrata
fra la porta e le mura.
Ora torno alla terra
di continuo lampeggiare,
di rugiada in ogni sentiero,
materia d’ombra e nessuno.
Con sogni tra le mani
cercando ancora
la luce lontana
della stella che mi appartiene.
Torno alla terra
e riposo le ali.
Solange Maria Soccol - Serafina Correa - Brasile
~ 83 ~
IN MAGICO RITO FANCIULLO
alle amiche del Cenacolo di poesia
Ghirlande di mani sul prato
fioritura sempre viva sul masso
ali in volo leggere nell’aria
fanciulle in eteree danze.
Così lievi nel profumo dell’erba
le membra tutte librate nel vento
le mani alate in gentili movenze
gli occhi sconfinati in celestiali spazi.
Quale felicità vi abita
nell’armonia fra voi e gli altri
in assonanza col divino creato?
Andare oltre la soglia
del quotidiano giogo
in magico rito fanciullo
è scoprire uno stato di grazia
è sentirsi trasparenti a se stesse
in dimensione oltre l’umano.
Così in un eterno femminino
danzare-procedere
rinnovo di ritmo ed energia
in libertà d’anima e corpo.
Conoscenza di sé altra
quale rivelazione
d’una parte segreta
che alfine si snida si sgela
al tepore buono
di un’evasione mentale.
Leggerezza d’essere insieme
tu, Bruna, Piermarina ed io
nella barchetta della nostra fantasia.
10 ottobre 2011
Maria Luisa Daniele Toffanin - Selvazzano - Padova
~ 84 ~
NEL VIVO DI UNO SGUARDO
Tute nere e kalashnikov
puntati verso l’altro, al cuore
di un mondo che sanguina.
Attraversando l’alba avuta
in dono, fino al mattino,
L’odio esplode tra le mani
e brucia la sua ultima possibilità,
come un libro in nome dei roghi.
Scorrendo quei rivoli vischiosi
che solo un istante prima
erano linfa di idee, vignette,
sberleffi, risate, emozioni
in maschere e disegni da scrivere
sulla libertà anche di sbagliare.
Era il respiro di un’ altra essenza
quell’odore sporco di morte
che rimbomba nel silenzio
immenso della stanza riunioni.
Sotto il tavolo, rannicchiata
in un gomitolo di terrore,
l’esistenza superstite aspetta
che l’ennesimo massacro finisca.
Poi si rialza, nonostante il vuoto
le attorcigli le vene, e trema
verso la porta che dà sul buio
di un incubo sempre sveglio.
Barcollando oltre le telecamere
e le cerimonie, a rivedere un cielo
che resta appeso ad asciugare
sul filo sbiadito dell’orizzonte.
Lacrime di pace sulle ciglia
dei cadaveri; astri e scintille
si levano dal fuoco di uno sguardo
ancora vivo in milioni di volti.
Carla Tombacco - Trivignano - Venezia
~ 85 ~
PACE NEL DISEGNO DIVINO
Impallidiscono le stelle,
quando il cielo raccoglie
pensieri appesi a paure
di violenza ...
L’anima, allora,si stringe
accorata alla mano,
che ha il caldo
sapore di vita.
Pace e’ speranza ,
e’ salvarsi dal mondo!
E’ la bellezza nel cuore
che sorge come l’alba
e svela il suo volto,
tra melodie di Bach ...
Brilleranno altre stelle,
Signore salva da inganni,
te bimbe innocenti!
Infinita tenerezza,
tra affreschi di T.da Modena;
con Te Madonna Granda
ed il Tuo Bimbo sul grembo ...
Dal brillare dei Vostri occhi
mi scende una carezza;
nel silenzio percezioni
prendono vigore.
Venera Vassallo - Treviso
~ 86 ~
UN CORTO MOMENTO
Plasmo la creta del giorno
con mani tremanti.
L’incompiuto divenire
mi osserva e mi sposa ogni notte.
Respiro l’anima
schiudendo la vita
all’immenso dipinto del creato.
Luci di cerchi concentrici
si allargano oltre la torre del tempo,
e nei millenni mi riconosco aquila,
tempesta e bufera
e ancora ... un lungo canto.
Le paure s’infrangono
sopra gli eventi, e i sensi
hanno messo le ali all’anima.
Sono una nota di maggio
nata sotto un’arcata
di stelle silenti.
Come un albero
tendo i rami all’infinito
e m’affanno nelle ore ripide
scalate in fretta
tra la moltitudine bizzarra
di questo andare.
Sono solo un corto momento
che trema tra le pause sottili
della luce e dell’oscurità.
Sono solo un attimo,
un suono che tenta di accordarsi,
di conciliarsi con la vita.
Gloria Venturini - Lendinara - Rovigo
~ 87 ~
PACE ALLA VITA
A ventisei anni,
i sogni si realizzano,
non svaniscono all’alba.
E i sogni della giovane americana,
volontaria in Siria,
erano di portar aiuto
a quel popolo in guerra,
con concrete azioni umanitarie.
Ma il terrorismo irrazionale
non accetta alcun aiuto,
non fa sconti né ha pietà,
cerca solo conquista e vendetta.
Così la giovane volontaria
paga con la sua vita la sua scelta generosa
e lascia in maniera cruenta
questo triste mondo,
dopo aver cercato invano
pace e solidarietà.
Potrà il suo sacrificio
regalare in futuro qualche speranza
che l’umana saggezza
prevalga sull’istinto di Caino
che è in noi,
aprendo la porta
a soluzioni pacifiche dei conflitti?
Rainelda Verardo - Arcade - Treviso
~ 88 ~
GLI EROI
Quando il nemico si staglia
e non hai più pallottole in canna
perduta è la tua battaglia
perduta è la tua Giovanna.
Quando il nemico si staglia
e viene l’ultima ora
perduta è la battaglia
davanti a te il ciel si scolora.
E pensi alla tua casetta
e niente ora ha più smalto
e metti in canna la baionetta
e vai per l’ultimo assalto.
In te c’è lo sconquasso
nell’ultima corsa ch’è corta
porti avanti ogni tuo passo
ma è il passo che avanti ti porta.
Il passo ti porta al dovere
al dover che l’anima abbaglia
Quelli lassù, quelli al Potere,
hanno pronta per te la medaglia.
E nel meriggio tanti avvoltoi
s’attardano a raccattar cimeli
tra gli occhi di quegli eroi
mentre il vento soffia nei cieli
e porta le anime dove non piove
dove non c’è più odio, nè gelo,
dove brilla la luce ogniddove
Si’. Gli eroi vanno in Cielo.
Alfredo Vitulo - Sint Niklaas - Belgio
~ 89 ~
DONNE
Glicini nel primo sbocciare;
solo grappoli pendenti
che si accendono
all’umido calore della sera
avvinti in spirale
ascendono lungo il palo
nell’arido cemento incarnati.
Femminili colori
dal sottile profumo di vita
che nel donare avvolgono
e nascondono il grigiore.
Con l’avanzar della stagione
le prime piogge appassiranno
i tuoi carnali fiori
per lasciare un rigoglioso verde
che tutto materno cela
e l’occhio non offende.
Mauro Zanato - Treviso
CREAZIONE
Uomo, donna!
Anima e corpo
spirito e materia.
Creatura umana e divina,
stupenda e misteriosa
piccola e fragile
piangente e raggiante,
perfezione dell ‘universo.
Conosci i momenti
della tua splendida storia
che attinge alle basi
del tuo essere.
Nella frenesia della vita.
cerca il silenzio
per meglio ascoltare la voce
che dentro di te
parla dei tuoi travagli
ma anche delle estasi
della tua esistenza.
Antonio Zappador - Treviso
~ 90 ~
LE ALTRE POESIE
IN CONCORSO
SEZIONE
C
POESIE IN LINGUA FRANCESE
~ 91 ~
STRIDENT, CINGLANT
Strident... .
Cinglant .
Désespérant ...
Horreur de vivre ...
Renouvellement hallucinant des cellules
Réserve de vie sans limite
Désespoir pendant ...
Strident .
Cinglant .
Hallucinant ...
Souffle trompeur de l’espérance
Ravage moqueur du temps qui passe
Stupeur de vivre encore et toujours
Strident ... .
Cinglant .
Stupéfiant ‘”
Soif inassouvie
Terreur fondée
Réve inachevé
Bateau ivre sombrant enfin
Strident...
Cinglant ....
Désespérant ...
Marie-Noëlle Bouillault - Paris - France
STRIDULA, SFERZANTE
(traduzione)
Stridula ... / Sferzante …
Disperata .../ Orrore della vita ...
Rinnovamento allucinante delle cellule
Riserva della vita senza limiti
Disperazione per ...
Stridula .../ Graffiante …
Incredibile .../ Respiro ingannevole di speranza
Devastazione beffarda del tempo che passa
Stupore di vivere ancora e ancora
Stridula …./ Graffiante ...
Stupefacente …/ Sete inappagata
Terrore fondato/ Sogno incompiuto
Barca ebbra finalmente affonda
Stridula .../Sferzante ....
Disperata …/
~ 92 ~
O SILE MIO !
De Trevise la « Rose », sous le Ponte Pria,
Tu déroules ton cours,
De Casacorba ta source,
De porto Piave Vecchia ou fini ta course,
O Sile mio,
Le Lion te regarde,
S’abreuve à tes mille fontaines,
Le long de ton chemin,
Les belles vénitiennes,
Se mirent dans ton onde limpide,
De Piombino Dese à Jesolo,
Le long de tes rives,
Les pierres, témoignent de ton histoire.
Venise la « Majestueuse » te rend hommage,
Avec le Piave, le Brenta, le Marzenego,
Tu abreuves la Lagune de ton fertile limon,
Et malgré la main de l’homme qui te
détourna,
Au fil de tes eaux tranquilles, tu amènes la
Paix.
Evelyne Dantigny-Godard - Paris - France
O SILE MIO !
(traduzione)
Di Treviso la “Rose”, sotto il Ponte de Pria
Si srotola il tuo corso,
Da Casacorba la tua sorgente,
Al Porto Piave Vecchia dove finisce la tua corsa,
O Sile mio,
Il leone ti guarda,
Si disseta alle tue mille fontane,
Lungo il tuo cammino,
Le belle Veneziane
Si specchiano nelle tue onde limpide,
Da Piombino Dese a Jesolo
Lungo le tue rive
Le pietre testimoniano la tua storia.
Venezia la “Maestosa” ti fa omaggio,
Con il Piave, il Brenta, il Marzenego,
Tu annaffi la Laguna del tuo fertile limo,
E nonostante la mano dell’uomo che ti dirotta,
Sul filo delle tue acque tranquille, tu porti la pace.
~ 93 ~
AINSI COULE LA PAIX
Dans la semence plantée
Je suis la Paix
Dans le cri du nouveau-né
Je suis la Paix
Dans la main qui se tend
Je suis la Paix
Dans le sourire d’un enfant
Je suis la Paix
Dans les larmes qui coulent
Je suis la Paix
Dans la vie qui s’écoule
Je suis la Paix
Dans l’aurore prometteuse
Je suis la Paix
Dans la nuit doucereuse
Je suis la Paix
Et si tu doutes de tout cela
Dans mon cœur qui bat
Il y a aussi la Paix
Elle est toute à toi, saisis la !!
- janvier 2015
Thérèse de Felice- Nice - France
COSÌ SCORRE LA PACE
(traduzione)
Nel seme piantato
Io sono la Pace
Nel grido del neonato
Io sono la Pace
Nella mano che si allunga
Io sono la Pace
Nel sorriso di un bambino
Io sono la Pace
Nelle lacrime che scivolano
Io sono la Pace
Nella vita che scorre
Io sono la Pace
Nell’ alba promettente
Io sono la Pace
Nella notte dolciastra
Io sono la Pace
E se tu dubiti di tutto questo
Nel mio cuore che batte
C’è anche la Pace
Lei è tutta tua, prendila !!
- gennaio 2015
~ 94 ~
VIE UN BIEN PRECIEUX
La Vie est un bien précieux
on ne peut que lui donner la paix
oui cette vie que l’on espère garder,
est une pierre précieuse,
qui pour nous est un bienfait
cette paix est un bonheur,
que l’on veut garder pour soi.
La vie nous aide à la paix,
dont on a besoin pour vivre,
et donner de la chaleur dans notre cœur.
garder avec soi des gens courtois,
simplement ne pas les ignorer.
mais il faut vivre pour la paix de la vie,
qui peut respecter cette loi,
ceux qui ont la foi.
Oui ! La vie humaine est précieuse,
et on ne peut que donner la paix a la vie
Robert Finot - Paris - France
LA VITA UN BENE PREZIOSO
(traduzione)
La vita è un bene prezioso
Si può solo darle la pace
si questa vita che speriamo di mantenere,
è una pietra preziosa,
che per noi è una benedizione
questa pace è una gioia,
che la si vuole custodire per se.
La vita ci aiuta per la pace,
di cui abbiamo bisogno per vivere,
e dare del calore al nostro cuore.
Mantenere, gente così cortese
semplicemente non ignorarla.
Ma bisogna vivere per la pace della vita,
che può rispettare questa legge,
coloro che hanno la fede.
Sì ! La vita umana è preziosa,
e noi possiamo solo dare la pace alla vita
~ 95 ~
PAIX , VIE ET LIBERTÉ
Chaque être humain
devrait pouvoir vivre en paix
Qu’importe le pays
dans lequel il vit.
Je suis d’une génération
qui a la chance
De n’avoir connu ni la guerre,
Ni le joug de l’occupation
De son pays par l’ennemi.
L’histoire de l’humanité
Est faite de ces conflits.
la guerre et le chaos
continuent leurs ravages
pas loin d’ici.
Je rêve d’une trève
Qui serait respectée
Et définitive. Je rêve
D’une trêve éternelle.
Liberté et Paix
devraient être
une règle de vie
universelle…
Claire Maillard - France
~ 96 ~
PACE, VITA E LIBERTÀ
(traduzione)
Ogni essere umano,
dovrebbe poter vivere in pace
che importa il paese
in cui vive.
Io sono di una generazione
che ha la fortuna
di non aver conosciuto né la Guerra,
né il giogo dell’occupazione
del suo paese dal nemico.
La storia dell’umanità
è fatta di questi conflitti.
La guerra e il caos,
loro continuano devastare
non lontano da qui.
Sogno di una tregua,
che sarebbe rispettata
e definitiva. Sogno
di una tregua eterna.
Libertà e Pace,
dovrebbero essere
una regola di vita
universale ..
Claire Maillard - France
~ 97 ~
RADIEUX SOLEIL DE PAIX SUR TOUTE LA TERRE
Dans l’une des tranchées la nuit enfin tombée
A Vimy rageusement jusqu’au petit jour
Tous succomberons dans les doux feux de l’Amour
Jouissant d’une Paix très solidement plombée
Heureux sur La Terre en un éternel séjour
Tout baignant dans un flot de tendresse et d’humour
Rendant concret ce qui fut déjà esquissé
Et qui longtemps avait dû ètre repoussé
Quand tu te mis à régner sur l’Humanité
Enfin Toi l’Immense Brasier La Liberté
Jean-Pierre PHILIPPE - Pont a Vendin - France
SOLE RADIOSO DI PACE SU TUTTA LA TERRA
(traduzione)
In una delle trincee cade infine la notte
A Vimy furiosamente fino all’alba
Tutti soccombono nel dolce fuoco dell’Amore
Godendo di una pace molto solidamente guidata
Felice sulla Terra in una vita eterna
Tutto immerso in un diluvio di tenerezza e umorismo
Rendono concreto ciò che fu già delineato
E che lungamente aveva dovuto essere respinto
Quando tu ti mettesti a regnare sull’Umanità
Infine Tu l’Immenso Focolaio la Libertà
~ 98 ~
TURBULENCES
La vie est par elle-même
Pour avancer elle lutte en permanence
Souhaiter la paix à la vie
C’est la vouloir morte
Gilles Tourman- Paris - France
TURBOLENZE
(traduzione)
La vita è per se stessa
Per avanzare lei lotta in permanenza
Augurare la pace alla vita
E’ volerla morta.
~ 99 ~
ACCEPTER LA PAIX À LA VIE
Oh toi
moi j’ai
j’etais
de sorte que
moi je
evidemment
naturellement tu es parti
en voyage et revenu
on a mangé au bord de la mer
on s’est promené
je rêve
toi non
je suis seule
toi non
moi, je
je pense a toi.
Jacqueline Wolff - Strassen - Luxembourg
ACCETTARE LA PACE ALLA VITA
(traduzione)
Oh te
me io ho
io ero
in modo tale che
me io
evidente
naturalmente tu sei partito
viaggiando e ritornando
si è mangiato al bordo del mare
dove abbiamo passeggiato
io sogno
il tuo nome
sono solo
il tuo nome
me, io
io penso a te
~ 100 ~
INDICE
Prefazione A.Gionco
pag.3
Roberto G. Zaniolo
pag.60
Verbale della giuria
pag.4Adalgisa Zanotto
pag.61
Motivazioni sez. A
pag.5
Monica Zornetta
pag.62
pag.6
Le altre poesie sez. B pag.63
Luciano Bonvento
pag.8
Renata Alberti
pag.64
Annalisa Pasqualetto B.
pag.10Luigi Alfier
pag.65
Giovanni Benaglio
pag.12Bruno Baliviera
pag.66
Antonietta Pulzatto B.
pag.13
Massimo Battistella
pag.66
Gian Albo Ferro
pag.14
Renato Benendo
pag.67
Agnese Girlanda
Motivazioni sez. B
pag.16Giovanni Boninsegna
pag.68
pag.17Luciano Bonvento
pag.69
Rina Dal Zilio
pag.18Gianni Busato
pag.70
Gianni Vivian
pag.19Lucio Favaron-Elfe
pag.71
Mario Cariani
pag.20
Marina Filiputti
pag.72
Adalgisa Zanotto
pag.21Gabriella Garonzi
pag.73
Cassandra Venturini
pag.22Laura Libralato
pag.74
Ennio Tiveron
Motivazioni sez. C
pag.23Brunella Magagna
pag.75
pag.24Antonio Pedroni
pag.76
Michele Morisi Viotte
pag.26
Marco Pellegrini
pag.77
Eliane Hurtado
pag.28
Maggiorina M.Perazzani pag.77
Nadine Amiel
pag.30Carla Povellato
pag.78
Catherine Millet
pag.32Giuseppe Reversi
pag.79
Salvatore D’Aprano
pag.80
Roberto Giovanni Zaniolo pag.34Aldo Ronchin
Le altre poesie sez. A pag.36Bianca Maria Rorato
pag.80
pag.37
Rosanna Ruffo
pag.81
Alberto Albanese jr
pag.38
Maria Severini
pag.82
Neri Casteller
pag.39Solange Maria Soccol
pag.83
Romano Ceccato
pag.40
Maria L.D.Toffanin
pag.84
Lucio Favaron-Elfe
pag.42Carla Tombacco
pag.85
Mariano F.Guzzonato
pag.43Venera Vassallo
pag.86
Vittorio Ingegneri
pag.44Gloria Venturini
pag.87
Anna Maria Lavarini
pag.45
Rainelda Verardo
pag.88
Laura Libralato
pag.46Alfredo Vitulo
pag.89
Rita Mazzon
pag.48
Mauro Zanato
pag.90
Angelo Moro
pag.49Antonio Zappador
pag.90
Marco Pellegrini
pag.50
Le altre poesie sez. C pag.91
Rosanna Ruffo
pag51
MarieNoelleBouillault pag.92
Maria R. Schiavon
pag.52Evelyne Dantigny-Godard pag.93
Paola Scorzon
pag.53Thérèse De Felice
pag.94
Giorgio Sembenini
pag.54
Robert Finot
pag.95
Paolo Steffan
pag.56Claire Maillard
pag.96
Gianna Tenuta Pillon
pag.57Jean Pierre Philippe
pag.98
Alfredo Vitulo
pag.58Gilles Tourman
pag.99
Gianni Vivian
pag.100
Jacqueline Wolff
~ 101 ~
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